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Ing.

Francesco Magno
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ORDINE DEGLI INGEGNERI
DELLA PROVICIA DI ROMA
Via Vittorio Emanuele Orlando, 83
00185 Roma
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
La pratica per il rilascio del
Certificato di Prevenzione Incendi
Roma, 24 gennaio 2011
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
PREMESSE
Art. 2 del D.P.R. del 12.01.1998, n. 37
(G.U. n. 57 del 10.03.1998)
prescrive che:
Gli Enti e i privati responsabili delle attivit di cui al comma 4
dellarticolo 1 (tutte le attivit soggette alle visite ed ai controlli
di prevenzione incendi di cui al D.M. 16.02.1982 e s.m.i.)
sono tenuti a richiedere al Comando (Comando Provinciale
dei Vigili del fuoco) lesame dei progetti di nuovi impianti o
costruzioni o di modifiche di quelli esistenti....
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
PREMESSE
Art. 1 del D.M. 04.05.1998
(G.U. n. 104 del 07.05.1998)
prescrive che:
La domanda di parere di conformit sui progetti, di cui allart.
2 del D.P.R. 12 gennaio 1998 n. 37, ... va presentata al
Comando provinciale dei Vigili del fuoco competente per
territorio. .... Alla domanda sono allegati: a) documentazione
tecnico progettuale, in duplice copia, a firma di tecnico abilitato
e conforme a quanto specificato nellAllegato I al presente
decreto ....
LAllegato I del D.M. 4 maggio 1998 fornisce tutte le informazioni utili per
definire limpostazione di un progetto antincendio (per nuove costruzioni o
di adeguamento di costruzioni esistenti).
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
PREMESSE
Art. 46 del D.M. 09.04.2008 n. 81
(G.U. n.101 del 30 aprile 2008 - Suppl. Ordinario n.108)
prescrive che:
1. La prevenzione incendi la funzione di preminente
interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta
a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio
nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di
incolumit delle persone e di tutela dei beni e dellambiente.
2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo
devono essere adottate idonee misure per prevenire gli
incendi e per tutelare lincolumit dei lavoratori.
segue
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
PREMESSE
3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006,
n. 139 (funzioni e compiti del Corpo Nazionale VVF) e dalle disposizioni
concernenti la prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri
dellinterno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori
di rischio, adottano uno o pi decreti nei quali sono definiti:
a) i criteri diretti atti ad individuare:
1) misure intese ad evitare linsorgere di un incendio ed a
limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;
2) misure precauzionali di esercizio;
3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle
attrezzature antincendio;
4) criteri per la gestione delle emergenze;
b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione
antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua
formazione.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LE FASI DEL PROCEDIMENTO PER RICHIESTA PROGETTO
DOMANDA
2 copie (1 in bollo)
DOCUMENTAZIONE TECNICO PROGETTUALE
(2 copie)
RELAZIONE TECNICA
VERSAMENTO C.C.
(L. 966/65)
SCHEDA
INFORMATIVA
ELABORATI
GRAFICI
Individuazione pericoli
incendio.
Descrizione condizioni
ambientali.
Compensazione rischio
incendio (strategia antincendio).
Gestione dellemergenza.
Informazioni generali
attivit soggette
Indicazioni tipo
progetto
Max A2 piegati in A4
Planimetria generale
(1:2000 1:200)
Sezioni
(1:200 1:50)
Particolari
(scale opportune)
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LE FASI DEL PROCEDIMENTO
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL
PROGETTO
Si articola in 4 fasi:
a) Fase preliminare di valutazione.
b) Fase di inquadramento normativo.
c) Fase di progettazione applicativa.
d) Fase di progettazione integrativa.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
FASE PRELIMINARE DI VALUTAZIONE
Determinazione della/e ai controlli di
prevenzione incendi, a norma del D.M. 16.02.1982 e s.m.i.
Verifica dellinsediamento e dellubicazione della/e
attivit, in considerazione delle attivit circostanti o limitrofe.
Verifica delle distanze di sicurezza esterne, interne, di
protezione e di rispetto, nonch della accessibilit ai mezzi
di soccorso.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Individuazione di specifiche tecniche (regola tecnica
antincendio) e normative (leggi e regolamenti) che riguardano
la/le singola/e attivit.
Individuazione di prescrizioni tecniche generali di
sicurezza e di prevenzione incendi, laddove sia mancante
o incompleta la normativa specifica (regola tecnica
antincendio), tenendo conto di finalit e principi di base della
riduzione delle probabilit di insorgenza dellincendio e della
limitazione delle sue conseguenze (art. 3 del D.P.R. n.
577/1982).
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
B) FASE DI INQUADRAMENTO NORMATIVO
Segue
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Individuazione di disposizioni tecniche interpretative e/o
integrative delle normative tecniche specifiche (circolari,
lettere circolari, linee guida, etc.).
Individuazione di specifiche tecniche nazionali e/o
internazionali di rispondenza alla regola dellarte.
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
B) FASE DI INQUADRAMENTO NORMATIVO
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
La documentazione progettuale di prevenzione incendi si deve
attenere alle:
caratteristiche di sicurezza antincendio dell'attivit elencate nel
DM 16 febbraio 1982 e s.m.i. e deve altres consentire di:
accertare la loro rispondenza alla vigente regola tecnica
antincendio ovvero, in mancanza di questa:
ai criteri generali di prevenzione incendi.
Si possono pertanto presentare i seguenti casi:
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
Attivit non regolate da specifiche disposizioni
antincendio:
In tale caso occorre riferirsi alle istruzioni di cui alla:
lettera A dellAllegato I al D.M. 04.05.1998
( generalmente richiesta la fase di progettazione integrativa).
Attivit regolate da specifiche disposizioni antincendio:
In tale caso occorre riferirsi alle istruzioni di cui alla:
lettera B dellAllegato I al D.M. 04.05.1998
(non richiesta la fase di progettazione integrativa).
Ampliamenti o modifiche di attivit esistenti:
In tale caso occorre riferirsi alle istruzioni di cui alla:
lettera C dellAllegato I al D.M. 04.05.1998.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
Adempimento di quanto indicato nellAllegato I al D.M. 04.05.1998
(come precisato nel Mod. PIN1/a-2004 Istruzioni del Ministero
dellInterno CNVVF) e predisposizione della relativa documentazione
tecnica di progetto, che dovr comprendere:
Scheda informativa generale
Relazione tecnica
Elaborati grafici
(Segue)
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
SSCHEDA CHEDA INFORMATIVA INFORMATIVA GENERALE GENERALE
- Attivit principale e secondarie.
- Tipo di intervento: nuovo insediamento, ampliamento,
modifica ristrutturazione.
- Eventuale descrizione del contesto territoriale dinserimento.
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
RRELAZIONE ELAZIONE TECNICA TECNICA
Valutazione:
del rischio incendio;
del carico dincendio;
delle condizioni ambientali;
di affollamenti, percorsi di esodo;
obiettivi di sicurezza;
strategia antincendio e gestione dellemergenza.
(Segue)
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Lart. 2 del DM 9 marzo 2007 cos recita:
1. Al fine di limitare i rischi derivanti dagli incendi, le costruzioni
devono essere progettate, realizzate e gestite in modo da garantire:
la stabilit degli elementi portanti per un tempo utile ad assicurare il
soccorso agli occupanti;
la limitata propagazione del fuoco e dei fumi, anche riguardo alle
opere vicine;
la possibilit che gli occupanti lascino l'opera indenni o che gli stessi
siano soccorsi in altro modo;
la possibilit per le squadre di soccorso di operare in condizioni di
sicurezza. (Segue)
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
(segue) lart. 2 del DM 9 marzo 2007 cos recita:
2. I requisiti di protezione delle costruzioni dagli incendi,
finalizzati al raggiungimento degli obiettivi suddetti, sono
garantiti attraverso l'adozione di misure e sistemi di
protezione attiva e passiva. Tutte le misure e i sistemi di
protezione, adottati nel progetto ed inseriti nella costruzione,
devono essere adeguatamente progettati, realizzati e
mantenuti secondo quanto prescritto dalle specifiche
normative tecniche o dalle indicazioni fornite dal produttore al
fine di garantirne le prestazioni nel tempo.
(Segue)
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
(segue) lart. 2 del DM 9 marzo 2007 cos recita:
3. L'individuazione dei valori che assumono i parametri posti
a base della determinazione delle azioni di progetto a carico
dei soggetti responsabili della progettazione.
Il mantenimento delle condizioni che determinano
l'individuazione dei suddetti valori a carico dei titolari delle
attivit.
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
In definitiva il DM 9 marzo 2007 si riassume in:
CARICO DINCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO
RICHIESTA DI PRESTAZIONE (V Livelli)
SCENARI E INCENDI CONVENZIONALI DI PROGETTO
CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI ELEMENTI
STRUTTURALI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LAllegato al DM 9 marzo 2007 indica (punto 2) lindividuazione
dei seguenti fattori:
d
q1
tiene conto della dimensione del compartimento
d
q2
tiene conto del tipo di attivit
Sono poi presenti 9 fattori da d
n1
a d
n9
che tengono conto
delle varie misure di protezione adottate
Si procede con la classica valutazione del carico dincendio
specifico secondo la formula:
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CALCOLO DEL CARICO DINCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO (SEGUE)
A
m H g
q
n
i
i i i i
f

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1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
Il DM 9 marzo 2007 individua V livelli prestazionali:
I. Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove le
conseguenze della perdita dei requisiti stessi siano
accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile
II. Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un
periodo sufficiente all'evacuazione degli occupati in luogo
sicuro all'esterno della costruzione. (Per costruzioni fino a 2
piani fuori terra)
III. Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un
periodo congruo con la gestione dell'emergenza.
segue .
RICHIESTA DI PRESTAZIONE DI UNA COSTRUZIONE
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
. Continua
Il DM 9 marzo 2007 individua V livelli prestazionali:
IV. Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine
dell'incendio, un limitato danneggiamento della costruzione
V. Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine
dell'incendio, il mantenimento della totale funzionalit della
costruzione stessa.
RICHIESTA DI PRESTAZIONE DI UNA COSTRUZIONE
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
In genere gli incendi convenzionali di progetto devono essere
applicati ad un compartimento dell'edificio alla volta salvo casi
particolari indicati nello scenario dincendio.
SCENARI E INCENDI CONVENZIONALI DI PROGETTO
Curva nominale d'incendio, per
l'intervallo di tempo di esposizione
pari alla classe di resistenza al fuoco
prevista, senza alcuna fase di
raffreddamento.
a) Curva nominale standard
b) Curva nominale degli idrocarburi
c) Curva nominale esterna
Curva naturale d'incendio,
tenendo conto dell'intera durata dello
stesso, compresa la fase di
raffreddamento fino al ritorno alla
temperatura ambiente.
Modelli di incendio:
a) Sperimentali
b) Numerici semplificati
c) Numerici avanzati
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
ELABORATI GRAFICI
(Planimetria generale in scala da 1:2.000 a 1: 200, a seconda
dellestensione dellinsediamento - Tavole in scala da 1:200 1:50, di
norma nei formati non superiori ad A2, con piante dei vari piani e/o
del piano tipo, viste prospettiche, sezioni, schemi di impianti
rilevanti ai fini della sicurezza antincendio Pu essere allegata
documentazione fotografica, a giudizio del professionista)
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
D) FASE DI PROGETTAZIONE INTEGRATIVA
Individuazione del rischio dincendio residuo e strategie
di mitigazione gestione dello stesso (salvo che disposizioni
della regola tecnica se esistente espressamente non lo
prevedano).
Lattivit consiste nellelencazione delle opere da eseguire
con indicazione delle caratteristiche tipologiche e
dimensionali anche in considerazione delle prescrizioni
fornite dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco e
comprende la stesura del Capitolato Tecnico e lanalisi di
Computo Metrico delle opere stesse.
(Segue..)
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Relazione di calcolo del carico dincendio specifico, con
indicazione dei materiali combustibili presenti, dei fattori di rischio
e del fattore di protezione e con determinazione della classe di
riferimento di resistenza al fuoco e della classe minima per il livello
III di prestazione.
(Questo elaborato di calcolo quasi sempre richiesto per attivit non regolate da
specifica disposizione antincendio e deve essere compilato in conformit al DM 9
marzo 2007, in genere ricorrendo a programmi di calcolo in grado di
implementare le varie funzioni di calcolo precisate nel decreto stesso e formulate
sulla scorta di EC 1991-1-2.) (Segue)
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE INTEGRATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Progetto preliminare di protezione passiva, con particolare
riguardo alle caratteristiche di resistenza al fuoco di ogni elemento
portante o separante dellattivit con individuazione della configurazione
e distribuzione planimetrica, delle dimensioni, delle prestazioni e della
tipologia di materiali utilizzati per la protezione antincendio in relazione
allestensione e alle destinazione degli ambienti da proteggere, con
esclusione di eventuali relazioni di calcolo da valutarsi con i criteri
dellIngegneria Antincendio.
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE INTEGRATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Progetto preliminare di impianti specifici di protezione
attiva, con particolare riguardo ai sistemi di uso non corrente
(impianti automatici di estinzione a schiuma, a gas, water mist, a
diluvio in abbinamento o meno a sistemi di rilevamento e di
segnalazione allarme), con individuazione della configurazione e
distribuzione planimetrica, delle dimensioni, delle prestazioni e
delle alimentazioni in relazione allestensione e alle
caratteristiche degli ambienti da proteggere.
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE INTEGRATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
UN ESEMPIO PRATICO
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Si ricevuto lincarico di curare lesame progetto per una
FALEGNAMERIA con annesso un DEPOSITO di materia prima
e del prodotto lavorato, dotata di CENTRALE TERMICA
alimentata a trucioli e polverino di legna.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Nel nostro esempio:
- Attivit principale (D.M. 16/02/1982): n. 47
Stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materie in
lavorazione e/o in deposito da 5.000 a 100.000 kg.
- Attivit secondaria (D.M. 16/02/1982): n. 91
impianto per la produzione del calore alimentato a legna, potenzialit
> 350 kW
- Il progetto riguarda la ristrutturazione di una falegnameria dellazienda
Falegnameria S.r.l. ubicata in Roma in Via dei Falegnami, 56.
- Lazienda si trova allinterno di un corpo fabbrica ad uso esclusivo.
Dati generali: Superficie complessiva: 1760 m
2
Superficie Magazzino: 255 m
2
Superficie Laboratorio: 1300 m
2
Presenza massima complessiva di persone 12 (10 nel laboratorio e 2
nel magazzino)
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
A) FASE PRELIMINARE DI VALUTAZIONE E INQUADRAMENTO NORMATIVO
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Le attivit soggette sono:
Attivit principale:
Attivit n. 47: Stabilimenti e laboratori per la lavorazione del
legno con materie in lavorazione e/o in deposito da 5.000 a
100.000 kg.
(Nel nostro caso il quantitativo massimo di produzione previsto non
superiore a 20.000 kg di legna tra materia prima, semilavorato e
prodotto finito)
Attivit secondaria:
Attivit n. 91: impianto per la produzione del calore alimentato a
legna, potenzialit massima al focolare pari a 581,4 kW
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
A) SCHEDA INFORMATIVA GENERALE
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Sostanze pericolose e stoccaggio
Presenza di una caldaia alimentata a legna, in apposito locale,
compartimentata dalla produzione da muri REI 120.
L'accesso in caldaia avviene dall'esterno.
Potenzialit massima pari a 581,4 kW.
Presenza di una caldaia a gas metano a basamento, installata
esternamente, per sola produzione acqua calda sanitaria per i
bagni, potenzialit pari a 27,5 kW.
La linea metano parte del contatore (sul perimetro della propriet),
prosegue interrata fino alla caldaia, poi prosegue fuori terra (con
valvola di intercettazione manuale di emergenza), salendo fino al
bruciatore.
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Sostanze pericolose e stoccaggio
Presenza di silos per stoccaggio scarti di lavorazione.
Presenza complessiva (magazzino e lavorazione) di 20.000
kg di legna.
Presenti due carrelli elevatori elettrici. La ricarica degli stessi
avviene di giorno a rotazione, all'aperto, in posizione indicata
sulla tavola allegata (sotto porticato).
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
C) FASE DI PROGETTAZIONE APPLICATIVA
Individuazione dei pericoli di incendio
Destinazione duso: L'azienda si occupa della lavorazione finale di
elementi lignei per ottenimento del prodotto finito.
Il materiale in lavorazione sempre costituito da legna, in diversi
formati.
L'azienda suddivisa come segue:
piano terra: magazzino (con area soppalcata);
piano terra: produzione;
piano terra: locale ufficio;
locale centrale termica a legna;
locale compressori;
silos di stoccaggio scarti.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
CLASSE DEL COMPARTIMENTO
CALCOLO DEL CARICO DINCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO
Poich la costruzione rispetta quanto riportato dal punto 3.2
dellAllegato del DM 9 marzo 2007, sufficiente un livello di
prestazione II, cui corrisponde una classe 30
Il valore del carico dincendio pu comunque calcolarsi con la nota
equazione:
E si ottiene
A
m H g
q
n
i
i i i i
f

1
Superficie falegnameria 1760 m
2
Materiale Massa (kg)
Potere Calorifico
[MJ]
Q
f
[MJ/m
2
]
Legno totale 20.000 18,52 168,4
Carta (Documenti) 500 17,05 3,88
Totale 172,3
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Occorre ora verificare che le strutture possiedano le
caratteristiche richieste.
La struttura composta da:
pilastri in c.a. (200x200) interdistanti meno di 4 metri tra
loro con 25 mm di copriferro;
murature separanti in blocchi di cs leggero multicamera da
100;
solaio di copertura in lamiera grecata di acciaio s=160 con
riempimento di calcestruzzo. (H=80, a=10)
Facendo uso delle tabelle contenute nellallegato del DM 16
febbraio 2007 si rileva:
CALCOLO DEL CARICO DINCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO
CLASSE DEL COMPARTIMENTO
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
I pilastri: Dalla tabella D.6.2 si ricava la necessit di aumentare
la protezione a causa del limitato spessore del
copriferro, ottenibile con posa di rivestimento
protettivo composto da 10mm di intonaco.
Solaio: Dalla tabella D.5 corrisponde una R 30 e dunque
sufficiente.
Murature: Dalla tabella D.4.3 ne risulta una R 90 e dunque
sufficiente.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Impianti di processo
Il processo di lavorazione contempla il reparto laboratorio nel quale sar
presente un impianto di aspirazione degli scarti di legna, il cui
funzionamento di seguito descritto.
Gli scarti aspirati saranno convogliati all'esterno dentro una sottostazione.
La muratura che separa la sotto-stazione dal laboratorio sar cieca e di
caratteristiche REI 120.
La condotta che convoglia gli scarti alla sottostazione sar dotata di una
serranda di chiusura di caratteristiche REI 120;
Ad intervalli predeterminati lo scarto inviato pneumaticamente al silo posto
sul fronte dell'azienda.
Da qui una coclea (vite infinita) permette il passaggio dello scarto ligneo
(tramite polmone) alla caldaia a legna (posizionata in apposito locale
compartimentato con murature divisorie REI 120 e con accesso
dall'esterno).
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Lavorazioni
I pezzi, i semilavorati in ingresso e le materie prime vengono scaricati e
posizionati nella propria area di stoccaggio.
Le guide in legno sono stoccate ordinatamente sull'area soppalcata e al
piano terra del magazzino. Anche la materia prima e il prodotto finito hanno
un loro preciso spazio.
Nell'area viene lasciato un passaggio di larghezza pari a 120 cm, delimitato
da strisce.
Sono presenti due estintori a polvere a protezione, adeguatamente
segnalati.
Nel reparto laboratorio si effettua la preparazione preliminare della
materia prima, e successivamente si eseguono operazioni di maggior
dettaglio.
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Macchine, apparecchiature ed attrezzi
Presenti due carrelli elevatori elettrici. La ricarica effettuata di giorno e
all'aperto (sotto porticato).
Presente un compressore silenziato, con serbatoio distinto di aria
compressa.
Nel laboratorio sono presenti:
pantografi elettronici, scorniciatrice e contornatrice;
toupie;
foratrici, intestatrici, tenonatrice, pressa;
seghe, pialle, levigatrici, squadratici, per uso fabbri-cazione dime;
pantografi manuali usati solo occasionalmente;
stampatrice.
Movimentazioni interne
La movimentazione dei prodotti avviene tramite carrel-lo elevatore elettrico
(per i carichi minori e per il laboratorio si usano carrellini manuali). Tornando
al D.M. 4 maggio 1998, la parte successiva vede gli elementi di seguito
esaminati.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Descrizione delle condizioni ambientali
Condizioni di accessibilit e viabilit
L'accesso ai mezzi di soccorso consentito da un cancello su via dei
Falegnami, come riportato nella planimetria allegata, di larghezza superiore
a 350 cm.
L'azienda accessibile su tutti i lati. L'accessibilit interna garantita da
strade aventi le seguenti caratteristiche (non sul retro dell'azienda, dove non
sussiste il requisito del raggio di curvatura):
larghezza 3,50 m
altezza libera 4m
pendenza non superiore 10%
resistenza al carico
almeno 20 tonnellate (8 sull'asse anteriore , 12
sull'asse posteriore, passo 4 m)
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Caratteristiche degli edifci
L'azienda costituita da un unico corpo di fabbrica, comprensivo del solo
piano terra.
L'aerazione dei locali assicurata dalla presenza di portoni e dalla presenza,
sulle facciate, di vetrate, che in caso di emergenza consentono una buona
evacuazione dei fumi e del calore.
Poich non esiste norma specifica, per la centrale termica alimentata a legna
si propongono specifiche misure antincendio.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Caratteristiche del locale caldaia
Ubicazione: il generatore termico sar installato in un vano dell'edificio con
almeno una parete confinante con spazi a cielo libero.
Caratteristiche costruttive: le strutture verticali ed orizzontali del locale
caldaia presenteranno una resistenza al fuoco non inferiore a 120 minuti
primi (REI 120).
Dimensioni: l'altezza del locale caldaia non sar inferiore a 2,5 m.
Tra le pareti del locale ed il generatore termico sar lasciato un passaggio
libero non inferiore a 0,60 metri, che consentir comunque l'accessibilit per
i controlli ad ogni apparecchiatura della caldaia.
Accesso e comunicazioni: il locale caldaia non avr aperture di
comunicazione con locali destinati ad altro uso.
Porte: la porta del locale sar apribile verso l'esterno, incombustibile.
Aperture di ventilazione: il locale caldaia, ai fini della sicurezza, avr una o
pi aperture dirette su spazio a cielo libero, aventi sezione complessiva
netta non inferiore ad 1/30 della superficie in pianta del locale con un
minimo di 0,50 m
2
.
Ing. Francesco Magno
45
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Affollamento degli ambienti e vie di esodo
Nei momenti di massimo affollamento il piano terra pu presentare un
affollamento di 10 persone nel repar-to laboratorio e 2 persone nel
reparto magazzino.
Complessivamente sono presenti:
per il reparto magazzino 2 uscite di sicurezza su area a cielo libero
(dimensioni 90x210 cm
2
e 100x210 cm
2
) ed un portone a libro;
per il reparto laboratorio 4 uscite di sicurezza su area a ciclo libero
(dimensioni 90X210 cm2) ed un'u-scita semplice.
I percorsi di esodo sono stati individuati e saranno mantenuti sgombri al
fine di permettere un rapido de-flusso degli occupanti in caso di emergenza.
Gli stessi sono stati dimensionati al fine di garantire un percorso di esodo
inferiore a 30 metri per raggiungere un luogo sicuro (esterno).
Ogni reparto dotato di una buona segnaletica direzionale indicante i
percorsi di fuga e le uscite di sicurezza, ai sensi del D.Lgs. n. 81/08. Le
porte utilizzate come uscite di sicurezza sono facil-mente apribili verso
l'esterno, segnalate ai sensi del D.Lgs. n. 81/08.
E presente illuminazione di emergenza.
Ing. Francesco Magno
46
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Valutazione qualitativa del rischio
1) Piano terra - Laboratorio
II legname in lavorazione presso il laboratorio sar prelevato dal deposito
ove si trovano anche le guide in legno, tramite carrellini manuali e carrello
elevatore elettrico.
I carrelli elevatori saranno ricaricati sotto tettoia.
Le operazioni sul legno risultano essere delle finitore, tramite toupie,
pantografi, foratrici, seghe, pialle, squadratrici, ecc.
Le macchine saranno aspirate per evitare la formazione di depositi di
polvere di legno e per motivi di igiene industriale.
Lo scarto ligneo, previo passaggio nella sottostazione, raggiunger il silo
per passare poi in caldaia (locale separato da elementi REI 120).
Per il tipo di lavorazione effettuata (finltura del legno, la materia prima in
ingresso costituita da elementi che sono gi stati lavorati) improbabile la
formazione di scintille per attrito dovuto al sollevamento e sfregamento di
elementi metallici presenti nello scarto di legno.
Ing. Francesco Magno
47
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Valutazione qualitativa del rischio (segue)
1) Piano terra - Laboratorio
Affollamento:
presenza massima di 10 persone (uffici compresi, con affollamento
massimo pari a 2 persone).
Esodo:
percorso di esodo inferiore a 30 metri con 4 uscite di sicurezza e una
uscita semplice.
Indicazioni:
presenza di cartellonistica di emergenza indicante i percorsi di esodo e le
uscite di sicurezza.
presenza di illuminazione di emergenza.
Gestione dell'emergenza:
l'azienda dotata di squadra di emergenza per garantire una azione contro
l'incendio e permettere l'evacuazione degli occupanti.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Valutazione qualitativa del rischio (segue)
1) Piano terra - Laboratorio
Materiale combustibile:
carico di incendio complessivo pari a 11,7 kg legna eq./m
2
.
presenza di due estintori a polvere carrellati da 50 kg.
presenza di estintori a polvere e CO
2
portatili (il dettaglio riportato sulla
pianta allegata).
il numero, la tipologia e il posizionamento degli estintori ricalca lo
schema proposto dal D.M. 10 marzo 1998.
presenza di quattro idranti a cassetta UNI45 (uno nel portico, uno presso
centrale termica, due sul retro).
Sorgente di innesco:
l'impianto elettrico dotato di dichiarazione di conformit ai sensi della
legge n. 46/1990, dotato di messa a terra verificata periodicamente ai sensi
del D.P.R. n. 462/2001.
Ing. Francesco Magno
49
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Valutazione qualitativa del rischio (segue)
1) Piano terra - Laboratorio
Non si eseguono operazioni di verniciatura o altre comportanti la presenza
di sorgenti di innesco particolari. In caso di manutenzione da parte di
soggetti esterni si provveder a circoscrivere l'area oggetto dell'intervento e
a fornire specifiche indicazioni agli operatori, ai sensi del D.Lgs. n. 81/08.
Sostanze infiammabili/esplosive:
l'unica sostanza esplosiva sviluppatale data da miscela ossigeno-idrogeno
a seguito di ricarica della batteria del carrello elevatore elettrico. Il carrello
elevatore elettrico ricaricato all'esterno, sotto tettoia.
La linea metano che serve i bagni prosegue completamente all'esterno, la
caldaia servita installata anch'essa all'esterno.
Ing. Francesco Magno
50
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Valutazione qualitativa del rischio (segue)
2) Piano terra - Magazzino
II locale magazzino sar costituito da un'unica area, nella parte terminale
soppalcata, contenente le guide e i pezzi che andranno alla lavorazione.
All'interno si ef-fettueranno solamente operazioni di carico e scarico de-gli
elementi in legno, movimentati tramite carrellino manuale e carrello
elevatore elettrico.
Affollamento:
presenza massima di 2 persone.
Esodo:
percorso di esodo inferiore a 30 metri.
presenza di 2 uscite di sicurezza.
Indicazioni:
presenza di cartellonistica di emergenza indicante i percorsi di esodo e
le uscite di sicurezza.
presenza di illuminazione di emergenza.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Valutazione qualitativa del rischio (segue)
2) Piano terra - Magazzino
Gestione dell'emergenza:
l'azienda dotata di squadra di emergenza per garantire una azione
contro l'incendio e permettere l'evacuazione degli occupanti.
Materiale combustibile:
carico di incendio pari al massimo a 11,7 kg legna eq./m2.
presenza di due estintori polvere (capacit pari a 9 kg, classe 55A-
233BC).
presenza di due idranti a cassetta UNI45.
Sorgente di innesco:
non si effettuano lavorazioni pericolose.
L'impianto elettrico dotato di dichiarazione di conformit ai sensi della
legge n. 46/1990, dotato di messa a terra verificata periodicamente ai
sensi del D.P.R. n. 462/2001.
Sostanze infiammabili: assenti.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Compensazione del rischio incendio (strategia antincendio)
Impianto idrico antincendio
Esternamente al perimetro dell'azienda saranno presenti tre idranti a
colonna UNI 70x2.
Saranno presenti all'esterno e all'interno del muro perimetrale del
fabbricato 5 idranti a cassetta UNI 45, correttamente corredati e
segnalati.
Tutti gli idranti sono corredati di manichetta in nylon gommato di
lunghezza pari a 20 metri, conformi alla norma UNI 9487, e di lancia.
Le attrezzature verranno verificate semestralmente e i risultati del
controllo sono posti sul registro attrezzature antincendio, ai sensi del
D.P.R. n. 37/1998 art. 5.
L'impianto garantir una portata di 120 I/min con funzionamento
contemporaneo dei due idranti a cassetta posti sul retro (idraulicamente
pi sfavoriti), con pressione residua non inferiore a 0,2 MPa (UNI
10779).
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Compensazione del rischio incendio (strategia antincendio)
Impianto di estintori
All'interno dei reparti sono installati estintori portatili a polvere e CO
2
di
primo intervento, oltre a due estintori carrellati a polvere da 50 kg.
Presso il quadro elettrico principale sar presente un estintore da 5 kg di
CO
2
, classe 89 BC.
tipo di estintore
superficie protetta da un estintore
rischio basso rischio medio rischio elevato
13A-89B 100 m
2
- -
21A- 113B 150 m
2
100 m
2
-
34A- 144B 200 m
2
150 m
2
100 m
2
55A - 233B 250 m
2
200 m
2
200 m
2
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Compensazione del rischio incendio (strategia antincendio)
Impianto di estintori
Il numero previsto dei mezzi suddetti (mediamente uno ogni 200 m
2
)
idoneo ad un primo ed efficace intervento su un principio d'incendio.
La distanza per raggiungere un estintore inferiore a 30 metri.
La posizione indicativa di installazione degli estintori evidenziata negli
elaborati grafici.
Tutti gli estintori sono omologati dal M.I., adeguatamente segnalati e
numerati e revisionati periodicamente da ditta esterna.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Compensazione del rischio incendio (strategia antincendio)
Impianto elettrico
L'energia per l'alimentazione dell'attivit prelevata dalla rete ENEL.
presente esternamente in apposito alloggiamento una cabina dotata di
sgancio della corrente elettrica (sgancio elettrico generale),
correttamente segnalato.
L'impianto elettrico realizzato secondo quanto prescritto dalle norme
CEI (legge n. 186/1968) e dalla legge n. 46/1990.
Messa a terra
La ditta dotata di impianto di messa a terra verificato periodicamente, ai
sensi del D.P.R. n. 462/2001.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Gestione dell'emergenza
Segnaletica di sicurezza
Sar stata installata la segnaletica espressamente finalizzata alla
sicurezza antincendio (ai sensi del D.Lgs. n. 81/08).
Saranno segnalate tutte le uscite di sicurezza, le vie di fuga, gli estintori,
gli idranti, il pulsante di sgancio dell'energia elettrica, la valvola di
intercettazione del gas metano che alimenta la caldaia dei bagni.
Saranno inoltre installati i cartelli di divieto (divieto di usare acqua per
spegnere incendi su apparecchiature elettriche, divieto di fumare, ecc.)
secondo il D.Lgs. n. 81/08.
L'azienda provvedere a mantenere aggiornato il registro delle
attrezzature antincendio ai sensi del D.P.R. n. 37/1998.
Ing. Francesco Magno
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COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
Gestione dell'emergenza
Formazione ed informazione
L'azienda predisporr un corso antincendio per un numero congruo di
addetti, con un minimo di 4, con lo scopo di istruirli riguardo l'utilizzo dei
mezzi antincendio e con lo scopo della formazione di una squadra di primo
intervento in caso di emergenze. Tale corso sar effettuato secondo le
disposizioni previste dal D.M. 10.03.1998 per il livello di rischio medio (8
ore).
Piano di emergenza/evacuazione
L'azienda provveder alla realizzazione di un piano di emergenza /
evacuazione consistente in una relazione tecnica con indicazione delle
procedure da adottare in caso di incendio ed elaborati grafici indicanti i
percorsi di esodo, i mezzi antincendio presenti, e le indicazione su come
comportarsi in caso di emergenza ai sensi dell'allegato VIII del D.M. 10
marzo 1998. Saranno distribuite le procedure operative sia alla squadra
antincendio sia al personale.
Ing. Francesco Magno
58
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
1) RICHIESTA DEL PARERE DI CONFORMITA SUL PROGETTO
IL MODELLO PIN1-2004
Ing. Francesco Magno
59
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)
S.C.I.A. e sicurezza antincendio
Ancora vuoto normativo
Ing. Francesco Magno
60
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)
Introdotta dal
comma 4 ter dellart. 49 della Legge 30 luglio 2010, n. 122
4-bis.
Larticolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sostituito dal
seguente:
"Art. 19. Segnalazione certificata di inizio attivit - Scia
Il parere dei VV.F.
Ing. Francesco Magno
61
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)
Il Ministero dellInterno Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,
il 5 agosto 2010 ha fornito le prime indicazioni sulla SCIA
(segnalazione certificata di inizio attivit) ai Comandi VVF per
garantire luniformit di azione amministrativa nella
prevenzione incendi:
1. lattivazione della procedura semplificata della SCIA una
scelta opzionale da parte dellinteressato. Pertanto, si pu
continuare a presentare le domande per i diversi procedimenti
di prevenzione incendi (parere di conformit, CPI, deroga,
rinnovo del CPI) secondo le procedure tuttora vigenti stabilite
dal DPR 37/98. Per le procedure ordinarie, i procedimenti
proseguiranno liter nel rispetto dei tempi previsti dal DPR
stesso senza nessuna modifica di termini o di procedure;
Ing. Francesco Magno
62
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)
2. la SCIA pu essere chiesta solo nei casi di attivit per la
quale esiste una norma di riferimento, dato che essa
presuppone che esista un atto autorizzativo il cui rilascio
dipende dallaccertamento di requisiti o presupposti stabiliti per
legge.
Poich, quando non esiste una regola tecnica, i criteri generali
emanati (il DM 10 marzo 1998) devono essere modulati caso
per caso, il Ministero ha ritenuto che non sia compatibile un
procedimento autocertificato con lapplicazione di soli criteri
generali di prevenzione incendi;
Ing. Francesco Magno
63
COMMISSIONE PREVENZIONE INCENDI
LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)
3. Analogo ragionamento vale per le deroghe, che quindi
sono escluse dalla possibilit di autocertificazione.
In sostanza, quindi, la formulazione involuta della previsione di
legge, forse anche contraddittoria in alcuni punti (in quanto
prima sembra eliminare tutti i procedimenti autorizzativi e
sostituirli con lautocertificazione e poi resuscita i regolamenti
dei procedimenti stessi, chiedendone un aggiornamento entro
dodici mesi), ha costretto il Ministero a fornire delle valutazioni
che, seppure non suffragate da riferimenti normativi specifici,
sono almeno ragionevoli.
Ing. Francesco Magno
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