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Classificazioni delle macchine a ciclo inverso

Un criterio importante si basa sul tipo di sorgente di serbatoi freddi o caldi con al quale la macchina a ciclo
inverso interagisce per quanto riguarda gli scambi termici.

Nella parte sinistra è rappresentato lo schema di principio della macchina ciclo inverso che preleva l
‘energia o la potenza che proviene dalla sorgente fredda e con l’aiuto con un altro input energetico che è
normalmente energia meccanica o termica permette di cedere energia termica Qa alla sorgente calda che
funge da pozzo caldo.

La natura della sorgente fredda del pozzo caldo influisce molto sulle prestazioni delle macchine a ciclo
inverso è importante, rappresenta un importante criterio di rappresentazione. Tipicamente le sorgenti
fredde di una pompa di calore è l’ambiente esterno , mentre il pozzo caldo è l’utenza che vogliamo
riscaldare , la sorgente fredda nel caso della pompa di calore, la soluzione più comune all’aria atmosferica
in realtà potremmo anche prelevare questo valore dall’acqua della falda sottorenaneo l’acqua di fiume,
mari o di lago o infine possiamo utilizzare il terreno con delle sonde preleviamo calore dal terreno ad un
certa profondità e lo utilizziamo per come alimentazione termica della macchina. Lo stesso discorso vale se
invece della pompai di calore ma impianto frigorifero in quel caso il deve essere tutto che abbiamo detto
considerarsi al pozzo caldo perché quando parliamo di impianti frigoriferi la sorgente rappresenta l’utenza
che vogliamo raffreddare e il pozzo caldo è l’ambiente esterno, in questo caso questo ambiente esterno
può essere l’aria atmosfera, l’acqua o il terreno, quello che utilizziamo per cedere il calore Qa all’ambiente
esterno.

Analogamente se consideriamo il caso di sorgente fredda per quanto riguarda l’impianto frigoriferi o pozzi
caldi per quando riguarda la pompa , il alto utenza tipicamente le soluzione sono due , o abbiamo sistemi
ad aria nel caso degli impianti della pompa di calore abbiamo a riscaldare direttamente con il nostro fluido
di lavoro della macchina a ciclo inverso l’aria che si trova nell’ ambiente che vogliamo climatizzare oppure
l’acqua(sistemi idronici )produciamo acqua calda e poi mandiamo in circolazione quest’acqua per poi
riscaldare i vari ambiente presenti. Stesso discorso abbiamo l’impianto frigorifero produco aria fredda o
acqua refrigerata. Altri criteri di classificazione molto importanti si basano sul ciclo termodinamico
distinguiamo fondamentalmente due grandi famiglie di macchine frigorifere, le macchine a compressione di
vapore (lavoro secondo il ciclo di rankine inverso) e azionate termicamente l’energia che perette il
funzionamento di una macchina a ciclo inverso non è detto che sia per forza di tipo meccanico , nella figura
è ipotizzato con un alimentazione ad energia termica, dal punto di vista della 2 legge termodinamica nulla
vieta che l’alimentazione , l’input energetico che permette il funzionamento di una macchina ciclo inverso
sia rappresentato da energia termica piuttosto che meccanica( macchine a ciclo inverso ad azionamento
termico )

Per le macchine a compressione di vapore sono azionate da un motore elettrico (EHP o ECH) rappresentano
una fetta di mercato, nonostante siano potenzialmente interessanti dal punto di vista termodinamico,
macchine a motore endotermico ((GHP o GCH), sono abbastanza diffusi in alcuni mercati in Germani e
Giappone, in Italia non grande diffusione penalizzate da effetti tariffari.

Macchine ad azionamento termico le più comuni sono quelle ad assorbimento (AHP o ACH), meno diffuse
sono quelle ad assorbimento (stesso principio) ma si utilizzano materiali diversi.

Un altro criterio dice classificazione il tipo si servizio impiantistico svolto: possiamo avere macchine che
funzionano solo per il riscaldamento, oppure come chilller, macchine frigorifere (solo raffreddamento).

Macchine reversibili (termine improprio perché fa pensare ad una generazione entropica nulla) fa
riferimento alle macchine che possono funzionare in riscaldamento o in raffreddamento a secondo della
stagione.

Possiamo avere, ed iniziano a diffondersi sul mercato le macchine le pompe di calore che producono acqua
calda sanitaria, le pome di calore ibride in grado fi fornire sia riscaldamento che produzione acqua calda
sanitaria, ed infine le macchine cosiddette polivalenti in grado di funzionare simultaneamente con le
macchine frigorifere che come pompa di calore, dunque di erogar simultaneamente energia termica per
riscaldamento ed energia frigorifera.

Le pompe di calore sono diventate negli ultimi anni molto importanti interessanti come tecnologia anche
per l’effetto di una serie interventi di tipo normativi, ricorderemo che UE per ogni stato membro ci sono di
obiettivi per la prelevazione delle fonti rinnovabili beni vari fattori termici elettrici e trasporto e le pome di
calore una tecnologia per il soddisfacimento e raggiungimento di questi obiettivi. Perché dal punto di vista
termodinamico ha tutti gli effetti qualunque sia l’energia d’input che permette l funzionamento della
macchina ciclo inverso , lavoro elettrico o energia termica fornita da qualche sorgente l’energia Qb che
preleviamo gratuitamente dall’ambiente esterno nel funzionamento a pompa di calore è a tutti ad effetti è
da considerarsi un’energia rinnovabile , la preleviamo dall’atmosfera, terreno , mari , laghi , si parla a tuti
effetti di un energia disponibile in misura illimitata nell’ambiente esterno , anche dal punto di vista
normativo riconosciuta come rinnovabile e dunque la penetrazione delle pompe di calore che si sta
verificando negli ultimi anni permette , contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di penetrazione di
incremento del ‘apporto di energia da fonte rinnovabile, in particolare la direttiva europea sulle rinnovabili
del 2011, la quantità di energia che può essere considerato come rinnovabile nel funzionamento di una
macchina ciclo inverso come pompa di calore
La simbologia utilizzata Eres = Qb , che dal bilancio di energia sulla pompa di calore calcolo come QB=Qa(1-
1/cop) , in cui COP effettuando il bilancio di energia COP=Qa/L otteniamo tale risultato.

Più precisamente l’energia che fa parte dell’energia termica utile che arriva dalla pompa di calore può
essere riconosciuta a tutti gli effetti come rinnovabile a condizioni che il coefficiente medio stagionale e la
pompa di calore moltiplicato per il rendimento medio convenzionale di conversione di energia primaria in
energia elettrica calcolato a livello medio europeo attualmente 0.40 sia maggiore di 1.15, significa dal punto
di vista termodinamico in pratica Il coefficiente medio stagionale * rendimento medio del parco di
generazione elettrico non è altro il CUC della pompa di calore, la normativa stabilisce l’energia Qb sia
considerata rinnovabili se il CUC della pompa di calore è almeno pari a 1.15..Assumengto eta =0.40 è il
valore medio convenzionale europeo vien fuori il SPFm(il coefficiente prestazione medio stagionale della
pompa di calore )= 2.875, il rendimento attualmente a 0.40 può essere oggetto ai aggiornamento e dunque
anche questo valore cambierà, questo valore eta = 0.40 fa riferimento alle pome di calore elettriche più
comune.

L’importanza delle pompe di calore nello sviluppo degli obiettivi delle fonti rinnovabili:
Dal 2017 in Italia qualunque edificio, impianto e l’involucro edilizio è obbligatorio almeno i il 50 % dei
consumi previsti per la produzione l’acqua calda sanitaria e nonché il 50 % anche dei consumi previsti
complessivamente per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento sia coperto
da fonti rinnovabili.

Una parte di questo vincolo può essere soddisfatto ricorrendo alle fonti rinnovabili classiche per esempio il
solare termico che è diffusamente soprattutto per la produzione acqua calda sanitaria. Se si hanno grosse
superfici per la copertura dell’edificio solo con il solare termico non si riesce a rispettare questi vincoli n
particolare quello che riguarda la copertura dei consumi per acqua sanitaria e riscaldamento/
raffrescamento, il contributo delle pompe di calore per rispettare questo vincolo è necessario ricorrere alle
pompe di calore il cui mercato sta conoscendo una grande espansione in questi anni.

POMPE DI CALORE A COMPRESSIONE DI VAPORE


I componenti e il principio di funzionamento indipendente dall’applicazione siano come pompa di calore o
frigorifero, i componenti del ciclo base, sono il compressore il condensatore a valvola di laminazione e
l’evaporatore, il ciclo di rankine inverso evidenziando la posizione qualitativa della trasformazione al CO e
EV rispetto alle temperature delle sorgenti termiche esterne, se faccio riferimento alla pompa di calore
l’ambiente esterno è a sorgente fredde ‘utenza è il pozzo caldo. Se facciamo riferimento all’impianto
frigorifero si inverte l’utenza è la sorgente fredda, mentre l’ambiente esterno è il pozzo caldo a temp TA.

Anche la rappresentazione ph e le definizioni del coefficiente di prestazione COP (pdc) e come frigorifero
COP(f) (che vediamo sopra). Nel caso della pompa di calore il fluido, il lavoro si muove in senso antiorario,
viceversa nell’impianto frigorifero in senso orario, il CO si deve trovare all’esterno e L EV si deve trovar
dentro l’utenza.

Come si effettua l’inversione del ciclo nelle macchine cosiddette reversibili? poiché il compressore non
posso farla funzionare nel verso che ci pare dobbiamo realizzare l’inversione del ciclo tenendo conto che il c
compressore dovrà funzionare sempre nello stesso verso facendo centrare il fluido sempre allo stesso alato
e facendolo uscire dal lato opposto, l’versione del ciclo nelle macchine reversibile viene effettuato
attraverso una valvola a 4 vie.
Nel funzionamento estivo , il fluido ad altra pressione e temp proviene dal compressore entra nella valvola
4 vie, questo setto di separazione fa in modo che questo fluido venga inviato al CO in questo caso è il
scambiatore di colore dissipativo situato nell’ambiente esterno, il liquido che esce dal CO dopo
l’espansione che va all’EV che rappresenta lo scambiatore al quale è affidato il compito di produrre l’effetto
utile quello frigorifero, il vapore che entra nel EV completa la sua evaporazione , e dunque il gas ritorna alla
valvola dove grazi alla posizione del setto di separazione viene inviata nuovamente al compressore.

Per far funzionare la stessa macchina come pompa di calore basta posizionare in maniera diversa il setto
all’interno della valvola a 4 vie, il fluido caldo che proviene dal compressore va prima allo scambiatore i
calore di destra che questa volta è ovviamente quello utile unge da CO è lo scambiatore che si trova
all’interno dell’utenza(edifico ) ci permette prelevare il calore utile per riscaldare l’utenza dopodiché
laminiamo il fluido andiamo all’evaporatore per prelevare il calore dalla sorgente esterna e attraverso la
valvolare ritorniamo a questo punto al compressore , nelle macchine reversibile con la valvola a 4 vie , si
realizza la commutazione da funzionamento invernale ad estivo e viceversa.
Le prestazioni dipendono dalle temperature delle sorgenti termiche con la quale la macchina deve
interagire:

1CASO MACCHINE FRIGORIFERE:

Oltre al COP, abbiamo il COPmax è il coefficiente di prestazione della macchina di Carnot ed è il massimo
possibile fissate le temperature della sorgente fredda e del pozzo caldo Tb e Ta, in questo COP (Temp in
kelvin), se facciamo riferimento ad una macchina che lavori secondo un ciclo Carnot inverso endoreversibile
il COP ha in pratica la stessa espressione soltanto che le temperature che andiamo inserire non sono più
quelle delle sorgenti esterne ma le temperatura delle tue isoterme secondo le quali il fluido di lavoro evolve
nell’interazione con quelle sorgenti, Il ciclo di Carnot è fatto da due isoterme e due isoentropiche
quando il fluido preleva calore dalla sorgente fredda immaginiamo che la temp sia T’b= e sarà Tb - ∆ Tb ,
quando il fluido cede calore alla sorgente calda lo fa lungo un’isoterma ad una temperatura T’a è sarà un
temperatura T’a= TA+ ∆Ta, dopoché il COP ha praticamente la stessa espressione di prima sono che le temp
Tb’ più bassa e Ta’ >Ta, il COP è inferiore , teniamo conto delle reversibilità di tipo termico . In realtà le
macchine ideali secondo un ciclo di Carnot inverso endoreversibile però alla fine il COP di una macchina
reale si calcolo in primissima approssimazione moltiplicando per fattore intorno a 0.5 che ine conto delle
reversibilità interne di tipo meccanico on solo termico , queste espressione che assomiglia al COP della
‘endorevesibile, al posto di mettere le temperature delle isoterme mettiamo le temperature di
evaporazione e condensazione , se noi conosciamo la temp di EV e Co di una macchina a ciclo inverso reale
moltiplicando * 0.5 otteniamo una stima abbastanza attendibile di quello che sarà il COP della macchina. Se
proviamo a diagrammare tali espressioni un diagramma in cui sul ascisse la temp di condensazione
( temperatura legata a quella dell’ambiente esterno + ∆T che ci serve per effettuare lo scambio termico ) ,
come parametro di curva la Temp di EV legata a quella dell’utenza( T utenza - ∆T hce sere per lo scambio
termico ) ottengo delle curve( vedere sopra) che ci fanno vedere come fissata la temp di EV = 12°C ho un
COP decrescente con la Temp di CO è ovvio fissata la temp di EV sostanzialmente la temp dell’utenza più fa
caldo nell’ambiente esterno più aumenta la temperatura di CO , meno la macchina sarà in grado di
funzionare meno efficacemente.
Allo stesso modo se fissiamo la temp i Co , più è bassa la temp di EV più il COP scenderà, quindi il concetto
generale che la macchina sarà tanto più efficiente quanto più alta è la temp dell’utenza e quanto più bassa
è la temp dell’ambiente esterno, non vale sono nel termini di COP ma di resa e dunque di potenza
frigorifera che la macchina è in grado di erogare, la potenza frigorifera è proporzionale al COP * Lavoro , il
lavoro a variare delle condizioni di esercizio non cambia tantissimo , il Lmax che il compressore è in grado di
assorbire non cambia molto con alle temperature interne ed esterna di fatto la potenza Qb con un ottima
approssimazione è proporzionale al COP.

Discorso simmetrico per pompe di calore a compressione di vapore:

COP in funziona della temp di EV (ambiente esterno, temp legata a quella dell’ambiente esterno) mentre la
temp di CO è legata a quella dell’ambiente interno è riportata come parametro di curva. Stesso discorso a
quello di prima il COP sarà più basso quando sarà più bassala Temp di Ev quanto più fa freddo, o tanto più
basso quanto maggiore è temp di condensazione, quando più alta la temp a cui vogliamo erogare il calore
utile.

Per le macchine frigorifere se noi abbiamo bisogno di raffreddare una certa utenza per asportare calore da
una certa utenza , non abbiamo molte alternative alla macchina compressione di vapore , la soluzione più
semplice e economica è di norma una macchina frigorifera a compressione di vapore azionate
elettricamente , nelle applicazione frigorifere la macchina elettrica a compressione di vapore rappresenta lo
standard , la soluzione di basa, ovviamente nella produzione del caldo il discorso è diverso perché la
soluzione più semplice ed economica almeno in termini di costo i generatori di calore a combustibile( le
caldaie). Bisogna porsi il problema quando conviene usare una pompa di calore.

La pompa di calore converrà quando il COP è alto e quindi ovviamente converrà quando l’ambiente
esterno che abbiamo a disposizione non è troppo freddo nei climi molto rigidi con temp ambiente esterno
durante la stagione invernale possono scendere sotto lo 0°C il COP della pompa di calore sarà piuttosto
basso , lo stesso per la resa la potenza utile che la macchina è in grado di erogare, simmetricamente a
parità di temp di EV,ammesso che l’ambiente esterno non sia troppo freddo e quindi anche al temp di Ev
non sia troppo bassa , è chiaro che una pompa di calore non sarà l’ideale per la produzione del caldo a
temp molto elevate, di norma le pompe di calore comunemente in commercio si utilizzano per produrre
acqua calda a temp non superiori al 50-60 °C, per temp più alte si hanno problemi di natura tecnica , perché
i fluidi refrigeranti non sono sempre idonei a raggiungere temp cosi alti , la temperatura di condensazioni
sensibilmente più basse rispetto alla temp allo scarico del compressore che rappresenta il valore più alto
nel ciclo termodinamico e non tutti i fluidi refrigeranti sono n grado idi raggiungere temperature di 80-90°C
che possono essere necessarie all’uscita del compressore quando le temp di CO sono molto alte perché a
quelle temperature possono iniziarsi a deteriorarsi , quindi al di là dei problemi di tenuta tecnica se le temp
dell’utenza iniziano ad esser elevate quindi ancor più elevata le temp di CO ancora una volta le macchine
cominciano ad andare in difficoltà il COP si abbassa la potenza termica utile si abbassa , quindi comincia ad
esser necessario porsi il problema se sia opportuno o meno utilizzare una pompa di calore, non esistono
applicazioni sul mercato per le pompe di calore che permettono ad esempio di produrre energia termica a
90 a 95°C (costi elevati) , di solito la pompa di calore la utilizzo per alimentare dei pavimenti radianti li l
‘utente è a 30 35 *C., per produrre acqua calda sanitaria di norma si produce a 35-40 °C.

Confronto tra un ciclo termodinamico piano ph che prevede temp di ev -20 °C e temp di CO a 40 °C e un
ciclo termodinamico che a parità di ogni altra condizione per effetto dell’innalzamento della temp ambient
esterno o temp dell’utenza nel caso della pompa i di calore prevedere una condensazione a 60 °C , dal
punto di vista termodinamici la rappresentano sul piano ph, ci fa vedere le conseguenze negative sul COP
sia come frigorifero che come pompa di calore di un innalzamento della temp di condensazione.

Ragionando sul COPf è una rielaborazione sul lavoro di compressione sul piano ph a meno della portata la
potenza termica che preleviamo dall’evaporatore è proporzionale al ∆h di evaporazione in cui ∆h= h1-h4
per unità di portata, la potenza assorbita dal compressore è proporzionale da h2-h1, se sul asse dell’ascisse
le variazioni entalpia nel compressore e nel EV facendo il rapporto (h1-h4)/(h2-h1) ottengo il COP, è
immediato che rispetto al caso in cui la temp di CO è 40 °C se diventa di 60 °C da un lato aumenta il ∆H del
compressore , aumenta il lavoro di compressione , e da un lato si riduce l’effetto utile nell’EV entrambi
questi effetti determinano un peggioramento del COP frigorifero. Il conforto viene effettuato a parità di
grado di sottorafreddameno al CO ,a parità di differenza di temperatura finale tra il fluido di lavoro e la
temperatura dell’ambiente caldo a Ta., a parità di dimensione del CO è l’unico modo razionale per
effettuerà il confronto, stesso discorso con la pompa di calore , che in realtà il COP di una determinata
macchina nel funzionamento della pompa di calore si calcola partendo dal coefficiente di prestazione he
quella macchina avrebbe se stesse funzionando come frigo sommando 1, dal bilancio di energia è
immediato riconoscere che i due COP sono la stessa cosa a meno dell’unità, a parità di quantità di energia
termica e meccanica in gioco.

La stessa cosa si potrebbe ragionando a parità di temp di Condensazione se andassimo ad abbassare la


temp di EV (evaporazione).

SOno curve che hanno andamenti moto simili a quelli di prima ricavata con delle estrazioni semplificate,
queste sono reali nel funzionamento di pompa di calore nel funzionamento di raffreddamento in questo
caso avendo come parametro di curva la temperatura del fluido che alimenta l’EV 8pompa di calore) e il CO
che entra nell’EV e al CO nel caso di macchine frigo, questa temp è quella dell’ambiente esterno. Nel caso
della pompa di calore+ + l’ambiente esterno è freddo + peggiorano viceversa nel caso della macchina
frigorifera + fa caldo nell’ambiente esterno + le prestazioni si abbassano.

Alla luce di quanto detto è evidente quanto è importante è la classificazione delle macchine frigorifere e
pompe di calore in base al tipo di sorgente fredda e di pozzo caldo , perché dal tipo di sorgente dipende
moltissimo la temp dell’ambiente esterno da cui andremo a prelevare il calore Qb, se la sorgente fredda o
il pozzo caldo per la poma di calore o gruppo frigorifero è l’aria atmosferica esterna noi avremmo una certa
situazione in cui la temperatura del set freddo Tb o del set caldo Ta( macchine frigo) è più variabile a
seconda delle condizioni climatiche , l’area atmosferica ha una temperatura che nell’ambito di una certa
stagione varia moltissimo durante le ore del giorno e varia moltissimo a seconda delle condizioni climatiche
quindi la presenza del sole , la presenza o meno di vento , il tipo di vento prevalente ed ecc. Per una pompa
di calore utilizzare come sorgente ari atmosferica significa avere una sorgente che può essere a
temperatura atmosferica bassa nella giornata più fredde o più alte nelle giornate più calde. Stesso discorso
nelle macchine frigo l’aria atmosferica nelle giornate stive. più temp si trova aa 27-28 °C, nelle più calde fino
a 38°C a quel punto la macchina frigorifera funzionerà molto male quando sarebbe più necessaria. Se
utilizziamo come sorgente esterna l’acqua di falda, ha una temperatura molto più stabile rispetto all’aria
atmosferica ad una certa profondità le temp dipendono molto meno dalle variazioni dovute al clima
generale. Stesso discorso e si usa il terreno, dunque le pompe di calore che posso prelevare l’energia
termica Qb dal terreno o dall’acqua hanno in generale prestazioni migliori rispetto a quelle che usano come
sorgente fredde l’aria, simmetricamente le macchina frigorifere che possono rigettar il calore Qa nel
terreno o nel acqua di falda fiumi o mare, avranno n Générale prestazioni superiori rispetto a quelle che
invece devono utilizzare come pozzo caldo l’aria atmosferica , quasi sempre con la temp più dell’acqua o
del terreno ( in estate )

Per il lato utenza il fluido che andiamo riscaldare (pompa di calore9 o raffreddare (frigo) abbiamo due
possibilità le macchine che cedono rispettivamente o prelevano calore direttamente dall’aria egli ambienti
riscaldare o raffreddare cosiddette le macchine idroniche quelle in cui riscaldiamo o raffreddiamo
dell’acqua e poi utilizziamo quest’acqua per riscaldare o raffreddare l’ambiente. In questo caso l’influenza
sulle prestazioni ovviamente quando riscaldiamo o raffreddiamo direttamente l’aria la temperatura di
condensazione o di EV sarà più vicina a quella dell’utenza e quindi in linea di principio avremmo delle
prestazioni miglior rispetto a quelle che possiamo vere se dobbiamo inserire tra il fluidi frigorifero e l’utenza
un fluido intermedio come l’acqua , nei sistemi idronici c’è un passaggio in più il fluido che lavora nella
machina frigorifera o pompa di calore rispettivamente riscalda o raffredda prima l’acqua E poi l’acqua a
sua volta devi riscaldare o raffreddare l’aria ci sono due ∆T invece di uno per consentire primo lo scambio
termico tra il fluido di lavoro della macchina frigo o pompa di calore e l’acqua e poi il secondo ∆T per
consentire lo scambio termico tra l’acqua e l’utenza , a peggiorare le prestazioni perché le temp di CO più
alte e temp di EV più basse. Si utilizzano comunque di natura tecnica i sistemi ad espansione diretta quelli
che riscaldano o raffreddano direttamente l’aria per poter funzionare richiedono che il fluido frigorifero il
fluido di lavoro della macchina compressione di vapore circolano direttamente in questi ambienti le unità
interne sono percorse dal refrigerante dal R134a ad esempio, è una soluzione sicuramente vantaggiosa ci
permette di lavorare con temp di Co e EV prossime a quelle dell’utenza ma è possibile solo quando la
distanza tra unità esterna il compressore e unità interna è piccola, in un edifico id grande dimensioni che
voglio realizzare un impianto di riscaldamento o raffreddamento centralizzato il sistema ad espansine
diretta non è fattibile perché le tubazioni da riempire da gas refrigerante hanno un estensione enorme, q2
problema quando l’impianto è grande aumentano le perdite di carico , le perdite di carico nei circuiti che
collegano il compressore e le unità interne comportano un aumento del lavoro di compressione che è
sanguinoso perché si tratta di energia elettrica in più che andiamo a consumare. Nei sistemi idronici ci sono
comunque perdite di carico riguardano nei circuiti percorsi da acqua liquida la compressione di un liquido
con volume specifico più piccolo risiede una quantità di lavoro enormemente inferiore rispetto alla
compressione di un aeriforme, le perdite di carico cosano molto di meno rispetto quanto ci costerebbe in
un sistema dove il fluido ermo vettore è un gas. Di fatto nell’espansione diretta vanno benissimo, ma vanno
bene quando l’impianto è compatto, in alternativa per impianti di grossa dimensione dobbiamo ricorrere a
sistemi ad idrogeno.
Nel caso di macchine aria/aria la massima semplicità possibile gli split che utilizziamo nelle applicazioni gli
industriali ma anche ina altre applicazioni sono le macchine più serpimici ed economiche ma quelle le cui
prestazioni dipendono più fortemente dalle condizioni climatiche sia el funzionamento invernale che in
quello estivo.

Nel funzionamento in pompa di calore le macchine che utilizzano come sorgente fredda l’aria hanno un
ulteriore problema, le prestazioni che tendono peggiorar quando fa più freddi, l’aria esterna ad una
temperatura più bassa, quando si verificano queste condizioni, quando le temp esterne scendono sotto 5-6
°C con umidità ambientale medio-alte si iniziano ad avere problemi di formazioni di ghiaccio sulla batteria
dell’evaporatore, quindi è necessario effettuare lo sbrinamento

la figura ci fa vedere come lo sbrinamento contribuisca a peggiorare ulteriormente le condizioni, la


prestazione di una pdc d’inverno. Ovviamente si fa riferimento da un macchina tipica elettrica del tipo
aria/aria , aria/acqua che tiene come sorgente esterna acqua, finche l’unità relativa è bassa(curva verde)
anche quando al temp scende il COP diminuisce ma in maniera continua senza che i siano ulteriori problemi
quando parliamo di un’unità relativamente alte nel 70-80-90 % ad un certo punto la curva ha un ginocchio
la cui posizione dipende dal valore dell’unità relativa indica la necessità di effettuare lo sbrinamento
dell’evaporatore .

Non solo sulla batteria fredda condensa un po' di vapore d’acqua presente nell’aria atmosfera(normale)
poiché la temp a cui ci troviamo sulla superfice della batteria è inferiore allo 0 quest’acqua congela, si
forma uno strato di ghiaccio sulla batteria , il ghiaccio è un buon isolante termico la batteria non può
funzionare bene , non consente il perfetto scambio tra il fluido refrigerante e l’aria atmosferica esterna,
inizialmente la temp di evaporazione inizia scendere per compensare la maggior resistenza termica lo
scarico ad un certo punto c’è un limite sotto al quale il compressore non ce La fa più e dunque bisogna
effettuare lo sbrinamento.

Le tecniche per effettuare lo sbrinamento sono due: l’inversione del ciclo, la macchina che normalmente
dovrebbe funzionare come pdc per qualche minuto funziona come frigorifero e quindi la batteria esterna
diventa il condensatore arriva il gas caldo, ci permette disciogliere il ghiaccio con l’inconveniente all’utenza
non solo arriva più calore a ma noi dall’utenza asportiamo calore.

In alternativa per evitare il raffreddamento dell’utenza viene usato il by pass del refrigerante caldo che
proviene dal compressore invece di andare all’utenza l’ho inviamo all’evaporatore, l ‘utenza non viene
riscaldata durante il transitorio però almeno non viene raffreddata utilizziamo la pompa di calore per
sciogliere il ghiaccio che si è formato sulla batteria di evaporazione, lo sbrinamento è un po’ più lento però
il disconfort per l’utenza è inferiore.

Terza alternativa installare sulla batteria dall’evaporatore delle resistenze elettriche per fare lo sbrinamento
oc n effetto joule, questa opzione non comporta un grave danno per l’utenza dal punto di visto dal confort,
però questa operazione inefficiente dal punto di visto termodinamico di fatto siamo trasformando energia
elettrica al calore per effetto joule lavoriamo un rendimento uguale a quello medio del parco elettrico
nazionale sotto il 50%.
Stesso discorso fa riferimento alle macchine aria/acqua( schemi a destra) la sorgente fredda o
rispettivamente il pozzo caldo sono rappresentata dall’aria atmosferica però il fluido che riscaldiamo
d’inverno e raffreddiamo in estate in questo caso è acqua , abbiamo i sistemi idronici .Queste macchine
condividono gli stessi problemi di rese efficienza sbrinamento per quanto riguarda la pompa di calore delle
macchine aria/aria con un inconveniente in più , che in inverno avremmo una temperatura di
condensazione un po’ più alta e d’estate una temp di evaporazione un po’ più bassa e quindi in linea di
massima le prestazioni sono ovviamente inferiori rispetto a quelle di un macchina ad espansioni
diretta(aria/Aria a parità di tutte le condizioni e soprattutto a parità di taglia e tecnologie.

Tutte queste macchine hanno in comune anche le caratteristiche l’unità esterna poiché deve permettere lo
scambio con l’aria è ingombrante e rumorosa poiché ci sono dei ventilatori, sono utilizzate per potenza
medio-piccole, non sono normalmente disponibili per potenza superiori al MW a causa delle dimensioni
eccessiva dell’unità esterna.

In questo caso la sorgente fredda d’inverno il pozzo caldo in estate è acqua liquida, la possiamo prendere
come acqua calda sotterranea, l’acqua del mare di un fiume o lago, come soluzione di base. Il fluido
riscaldato o raffreddato può essere aria o acqua a seconda delle macchine ad espansione diretta o
idroniche.

Le conseguenze l’impianto è più costoso, però le prestazioni sono superiori soprattutto sono molto meno
sensibili rispetto alle macchine che utilizzano come sorgente esterna della macchina a variare delle
condizioni esterne, l’acqua della falda sotterrane d’Inverno anche se fuori ci sono 2°C a -10°c SI Troverà ad
un TEMPERATURA DI 10-15 °C, però ad una temperatura più alta. Soprattutto in climi ridi, quando le temp
dell’aria possono scendere a temp basse, l’utilizzo dell’acqua di falda, fiume o laghi permette ad avere a
disposizione una sorgente più calda per far funzionare l’evaporatore della pompa di calore. Stesso discorso
per i frigoriferi per il funzionamento di raffrescamento se quando evo cedere calore di condensazione
invece di doverlo cedere ad un’aria atmosferica scesa a temp a 40°C posso cederlo all’acqua di falda che sta
a 20 °C ovviamente ne conseguo un enorme vantaggio in termini di temp di condensazione saranno più
basse, e le prestazioni sono molto superiori rispetto a quelli di macchine he utilizzano come sorgente
fredde o come pozzo caldo l’aria atmosferica. Tanto è vero per quanto riguarda per gli impianti frigoriferi di
rande taglia oltre i MW è impossibile trovar sul mercato macchine che hanno la condensazione ad aria,
tutte condensate ad acqua.

Fin quando abbiamo a disposizione l’acqua della falda, fiumi o laghi possiamo sempre scegliere in base alle
nostre esigenze se utilizzarlo o meno come pozzo caldo nel funzionamento estivo e come sorgente fredda
nel funzionamento invernale.

Ci sono delle situazioni in cui l’acqua non è disponibile, per qualche motivo non è possibile attingere, ad
esempio falda troppo profonda o inquinata ed ecc. In questo caso c’è la possibilità di utilizzare l’acqua
come sorgente fredda in inverno e come pozzo caldo d’estate? Come sorgente fredda NO, per le pome di
calore non c’è niente da fa re se non c’è acqua, dobbiamo necessariamente accontentarci dell’aria
atmosferica, del caso degli impianti frigoriferi il discorso cambia, che gli impianti frigoriferi di grande taglia il
condensatore è sempre raffreddato dall’acqua anche se non è acqua di fiumi laghi o falde. In questo caso se
non c’è a disposizione un’acqua più economica si utilizza acqua in circuito chiuso si utilizzano l cosiddette
torri evaporative

Il condensatore invece di scambiare calore con l’aria ma con un’acqua che non è acqua a perdere come se
avessi acqua fi fumi o laghi, ma acqua a circuito chiuso che preleva il calore di condensazione del
condensatore si riscalda dopodiché viene raffreddata in una torre di raffreddamento, le viene abbassata la
temperatura in modo tale che possa essere riutilizzata ala stesa acqua come fluido freddo nel
condensatore.
Come è fatta la torre di raffreddamento:

C’è uno scambio non solo non tanto di calore sensibile tra l’acqua del circuito e l’aria esterna ma
soprattutto uno scambio di materia perché praticamente l’acqua al circuito di torre viene iniettata in
controcorrente rispetto all’aria atmosferica che entra dal basso e a questo punto quello che si verifica un
vero è propri processo di umidificazione adiabatica di quest’aria atmosferica se l’aria non è già satura una
parte dell’acqua che noi andiamo a spruzzare in controcorrente rispetto al flusso di aria tenderà ad
evaporare provocando la complessiva umidificazione di quest’aria. In un perfetto di umidificatore
adiabatico noi seguiremo l’aria atmosferica subirebbe un processo che più o meno ha l’andamento di un
isoterma di bulbo bagnato la curva A-B, andamento di una saturazione perfettamente adiabatica con acqua
a 15 °C, dunque l’inclinazione della trasformazione è quella di un isoentalpica, l ‘andamento reale l’acqua
con cui effettuiamo la umidificazione non è 15 °C ma tipicamente sarà 30-35 °C una temperatura più alta e
ovviamente lo scambiatore non è perfettamente adiabatico l’andamento non cambia molto la sostanza, alla
fine quello che succede è che da un alato l’aria si umidifica e poiché il processo di evaporazione determina
questa umidificazione è un processo che assorbe grande quantità di calore, quest’aria si raffredda cos’
ovviamente si raffredda l’acqua, paradossalmente abbiamo uno stranissimo scambiatore di calore non è
solo uno scambiatore e di calore per il quale si raffreddano sia il fluido caldo l’acqua di torre, sia il fluido
freddo che è l’aria atmosferica, perché non è un semplice scambiatore di calore a superficie , ma uno per il
quale avviene un processo di evaporazione dovuto allo scambio di materia, c’è una parte della parte
dell’acqua del circuito di torr che vaporando diventando vapore che si va ad unire all’aria atmosferica
sottrare calore a questa stessa aria atmosferica la umidifica la raffredda contemporaneamente in linea
teorica questo significa che in una torre ideale di dimensioni infinite perfettamente adiabatico io potrei a
riuscire a d abbassare la temp dell’acqua di torre proprio fino alla temperatura del punto B la temperature
di bulbo bagnato per l’aria atmosferica che stiamo utilizzando come fluido freddo, in questo caso la temp
limiti è circa 20 °C se io utilizzassi per la condensazione l’aria atmosferica direttamente (figura precedente a
quella torre di evaporazione) il refrigerante e l’aria atmosferica in un normale scambiatore a superfice non
potrei raffreddare altrettante efficacemente il mio refrigerante con aria a 40 °C il refrigerante non lo riecco
sicuramente raffreddare ad una temperatura inferiore a questi 40 °C il limite termodinamico , la temp
d’ingresso del fluido freddo è il limite invalicabile per la temp di uscita del fluido caldo , non poter scendere
sotto i 40 °C limite teorico perché avrei bisogno di uno scambiatore a controcorrente ad aria infinti per
raggiungere i 40 °C , la temp di uscita come minimo di 41-45°C , con l’utilizzo della torre il limite si abbassa
moltissimo poter uscire teoricamente ad abbassare l’acqua fino a 20 °C ,a la temp di bulbo bagnato
dell’aria atmosferica, in realtà il limite è un po’ più alto il processo non è esattamente isoentalpico però A
B’ la temperatura limite diventerà di 23-25 °C sicuramente non saranno i 20 °C nel caso teorico ma molto di
meno rispetto ai 40 °C che riappresserebbero il limite del cado si una condensazione da aria. Dunque è
ovvio nonostante il fluido freddo che stiamo utilizzando sia lo stesso , l’utilizzo di una pompa raffreddo più
efficacemente il condensatore, questo permette di lavorar con una temp di condensazione più bassa e
diversi dei coefficiente di prestazioni molto più alti, tutto questo ha un costo inziale perché la torre di
raffreddamento costa in general il sistema condensatore raffreddato ad acqua + torre di raffreddamento ha
un osto molto più alto rispetto a quello del condensatore ad aria ed ha dei costi di esercizio perché
ovviamente la torre di raffreddamento consuma energia elettrica , sia per le pompe di circolazione sia per i
ventilatori, c’è un consumo elettrico non molto diverso, il l’incidenza maggiore è il consumo di acqua nel
circuito di condensazione che è inevitabili la torre di raffreddamento funziona proprio perché un po’___0
dell’acqua che andiamo spruzzare all’interno della torre in controcorrente rispetto al flusso d’ari
evaporatore e se n’è andato sotto forma di vapore insieme al resto dell’aria che avevamo aspirato , dalla
parte alta della torre esce aria satura. Quest’Acqua persa per l’evaporazione andrà reintegrata , si tratta di
un acqua che non può esser direttamente prelevata dall’acquedotto almeno che non vogliamo che la torre
si rovini velocemente perché deve essere un acqua demineralizzata per evitare le incrostazioni al interno
della torre e deve essere un’acqua sottoposta a trattamenti che evitino la profilazione batterica, l
atmosfera molto umida e a temperature medio alte che si forma all’interno della torre di raffreddamento
facilità la profilazione dei batteri tra i quali ci sono anche i batteri potenzialmente pericolosi come al
legionella, per scongiurare fenomeni indesiderati è necessario che l’acqua sia tratta opportunatamente
demineralizzata ma anche opportunatamente additivi tata degli antibatterici , disinfettanti per evitare
questo problema, quest’acqua non è la semplici acqua adi acquedotto , ma acqua trattata quanto ce ne
serve ? se dobbiamo comprare un torre di raffreddamento il costruttore ci dice quali sono le prestazioni
delle varie condizioni di esercizio e quanta acqua dobbiamo aspettarci che consumi la torre, per avere una
stima abbastanza ragionevole del consuma del acqua di torre basta fare un calcolo molto semplice, la
potenza termica o la quantità di energia che dobbiamo smaltire nella torre di raffreddamento il calore di
condensazione lo dividiamo per il calore latente di evaporazione questo rapporto ci dà u ottima stima della
quantità d’acqua che sarà evaporata producendo l’effetto di raffreddamento all’interno della torre, il
consuma dovrebbe essere più basso perché anche scambio di calore sensibile , ma quello latente è
nettamente denominante , l calore sensibile lo trascuro , il calcolo è abbastanza accurato e quindi poiché il
calore latente per la produzione dell’acqua sono 2400 Kg/Kg facendo il rapporto passando kj a kW si vede
che alla fine dobbiamo spettarci di consumare più o meno 1 litro e mezzo per ogni kWel da asportare o
1litro e mezzo per ogni kW di potenza da smaltire al condensatore, chiaramente non è un c consumo
trascurabile soprattutto di quest’acqua non è bassissimo pro ovviamente il gioco vale la candela a fronte di
questo incremento dei costi di esercizio avremo un sistema , una macchina frigorifera che avrà un
coefficiente di prestazione più a alto rispetto alla macchina condensata ad aria e consumerà moto meno
energia , il bilancio economico si chiude nettamente a vantaggio nei sistemi condensati ad acqua rispetto a
sistemi condensati ad aria.
Alternative alle torri di raffreddamento;

Torri di raffreddamento a circuito chiuso in cui si evita il contatto diretto tra l’acqua del condensatore e l’
acqua di torre, praticamente l’acqua adi condensazione non viene spruzzata direttamente lei nella corrente
d’aria, l’acqua di condensazione continua a circolare nella su serpentina non vien in contatto né con l’aria
che circola nella torre ne con l’acqua a che vien spruzzata insieme a quest’aria iniziamo a perdere
chiaramente riduce un po’ l’efficienza , una cosa è lavorar direttamente facendo interagire l’acqua del
condensare con l’aria della torre , e una cosa è lasciare che questa iterazione sia indiretta sia solo di tipo
termico. Ilo vantaggio è che l’acqua del condensator rimane pulita non è necessario reintegrare questa
acqua con acqua demineralizzata e trattata, l’unica acqua che dobbiamo trattare è quella da utilizzare nel
processo di evaporazione di (umificazione dell’aria che circola nella torre).

Un ulteriore strategia è quella dei condensatori evaporativi in cui la batteria del condensatore si trova
direttamente dentro la torre non mettiamo in mezzo l’acqua come fluido intermedio ma utilizziamo
direttamente, facciamo raffreddar direttamente il fluido refrigerante all’interno della torre, con dell’acqua
nebulizzata. In questo caso l’efficienza è massima perché l’assenza dl fluido intermedio ci permette a parità
di altre condizioni di abbassare molto la temperatura di condensazione e quindi di avere il massimo COP e
la massima resa del frigorifero il problema qual è?

Perché non si usano esclusivamente questi condensatori evaporativi, questa soluzione ha senso quando la
istanza tra il compressore e la torre è piccola se ci sono grandi distanze e quindi devo cominciar ad
allungare il circuito del refrigerante naturalmente non ha più senso perché aumento la carica di
refrigerante per riempire il circuito aumentano le perdite di carico che si traducono in aumento di potenza
assorbita dal compressore, e quindi si perdono tutti i vantaggi potenziali.

Ulteriori alternative:
Alternative alle acque di laghi, falde di fatto l ‘unica alternativa che ci rimane è il terreno:

Le cosiddette macchine geotermiche , concetto molto simile a quello che abbiamo visto per le macchina
che utilizzano l’acqua come sorgente fredda in inverno e come pozzo caldo in estate, l’unica differenza è
che in questo caso il calore lo andiamo a prelevare in inverno oppure rigettare in estate attraverso il
terreno, anche qui lo svantaggio è legato che la temperatura del terreno è molto più stabile rispetto a
quello dell’aria atmosferica si ha durante la stagione invernale sia durante quella estiva, d’inverno la temp
del terreno qualche metro di profondità è, più andiamo in profanità meglio è più alta rispetto alle
temperatura dell’aria atmosferica soprattutto se ci troviamo in un clima rigido ( le differenza sono sensibili)
in estate vale soprattutto nei climi più caldi la temperatura del terreno in profondità sarà molto più bassa
rispetto alla temperatura media dell’aria atmosferica , il terreno per quanto sia difficile scambiare calore
con un solido sicuramente rappresenta una sorgente fredda durante l’inverno , e un pozzo caldo durante
l’estate molto più efficace e conveniente rispetto all’aria atmosferica, il problema è la difficoltà dello
scambio termico e dunque le sonde geotermiche e sono delle sonde molto estese bisogna realizzare delle
serpentine di metri e metri . Per avere potenza termiche significative le sonde devono essere molto estese,

il vantaggio è:
Rispetto alle macchine aria/aria e aria /acqua è quella di una temperatura soprattutto in profondità è
praticamente sempre la stessa al contrario della temperatura dell’ara atmosferica che è molto variabile e
bassa durante l’inverno e molto alta durante l’estate.

Ci ricordano il tipico migliorando di COP stagionale del funzionamento invernale che possiamo ottenere a
seconda della zona climatica, in Italia e paese europei , il territorio è suddiviso in zone climatiche a seconda
delle temperature medie le zone più fredde sono la zona D ed E , le zone con clima più temprato A-B-C ,
come si effettua questa suddivisone , si basa sul cosiddetto sul numero GG ( gradi giorno ) è la sommatoria
delle differenze di temperatura se è positive prese solo con segno + , tra la temperatura interna di progetto
degli impianti di riscaldamento 20 °C in Italia e la temperatura media giornaliera esterna per tutti i giorni nei
quai convenzionalmente possono essere accesi gli impianti di riscaldamento , in ogni comune c’è una
durata per legge convenzionale della stagione di riscaldamento gli impianti salvo nozioni eccezionali
possono essere accessi a partire da un determinato giorno e devono esser spenti in un certo giorno. La
somma di tutte le differenze rappresenta il numero dei giorni. Dalla tabella in base al numero di GG si
decide se una località appartiene ad una fascia climatica oppure un'altra. Questa figura ci fa vedere
l’efficacia delle pompe geotermiche sia interessante ed elevata quando ci troviamo in zone con il clima
rigido , nelle zone a clima temperato dove la temp dell’aria atmosferica non è troppo bassa manco
d’inverno il COP è confrontabile con quello che troveremo nel caso di macchine ad aria , viceversa le
differenze diventa interessante ovviamente nei climi rigidi dove il COP della macchina che utilizzi come
sorgente fredda l’acqua o il terreno è molto diversa rispetto al caso di una macchina che utilizza l’aria
atmosferica.
Le prime due figure fanno riferimento ad uno scambiatore geotermici, mentre le restanti fanno riferimento
3 sonda geotermica, la 4 scambio con acqua di falda come sorgente fredda, la prelevo da un lato e la
cediamo più avanti, il pozzo di estrazione deve essere a valle rispetto a quello di prelievo per evitare
interferenze termiche altrimenti il sistema finisce in corto-circuito e l’efficienza si riduce.

Andremo ad analizzare alcuni aspetti delle macchine a compressione di vapore azionate elettricamente le
più diffuse.
Se andiamo ad analizzare l’andamento di una pdc elettrica in funzione della temperatura della sorgente
fredda esterna per esempio dell’aria in realtà il conetto aria analogamente se la sorgente dovesse essere ad
esempio acqua, lì la temperatura molto meno variabili. Se noteremo la curva caratteristica in termini di
potenza massima erogabile in funzione della temperatura esterna ci aspettiamo l’andamento è molto simile
a quello del COP , la potenza erogata scende più meno proporzionale al COP al diminuire della temperatura
esterna dipende dal fatto che la potenza elettrica massima assorbita dalla macchina è poco variabile con la
temperatura esterna più o meno il motore elettrico che alimenta l compressore e il compressore steso ,
oltre ad u certa potenza non possono andare e quindi quello che influenza principalmente il valore di
potenza termica erogabile è il COP.

Q= COP*Pelettrica, in cui Q potenza termica.

Se confronto al curva caratterista con quella dell’utenza quella richiesta per il riscaldamento un funzione
della temperatura esterna ci aspettiamo che questo andamento sia opposto , la potenza termia richiesta
dall’utenza quando parliamo di applicazioni per la climatizzazione invernale è massima quando la
temperatura esterna è più bassa e tende a diminuire man mano che la temperatura esterna aumenta, di
solito con buona approssimazione la curva di carico della potenza richiesta rispetto alla temperatura
esterna è con buona approssimazione lineare.

Sovrapponendo la curva caratteristica della pdc e la curva dell’utenza, ci rendiamo conto che di fatto esiste
un unico punto di intersezione tra queste curve e così detto punto di equilibro tra la pdc e il carico,
nell’esempio bivalente la temperatura è 0 °C. Cosa succede a sinistra e a destra del bilance point per le
temperature più alte di quella bilance la potenza erogabile della macchina diventa maggiore rispetto a
quella richiesta dell’utenza , di conseguenza è necessari parzializzare la pdc, la più semplice e la più anti
economica , il funzionamento on-off, tenere accesa la macchina per qualche minuto poi quando la potenza
tende a surriscaldarsi spegnerla, quando l’utenza si raffredda eccessivamente riaccendere la macchina,
quindi la macchina oscilla di una condizione in cui eroga un potenza maggiore richiesta dell’utenza e il caso
di macchina spento.

E’’ il caso peggiore perché la macchina lavora troppo in transitorio, e le prestazioni sono minore rispetto a
quelle nominali, il modo migliore per parzializzare la macchina quando è necessario è prevedere che il
motore elettrico che aziona il compressore possa funzionare a numero d giri variabile., a quel punto alla
curva caratteristica della macchina sarà un ed una sola per esempio quella in verde. Come fare in modo che
il numero di giri del motore e dunque del compressore variano, se è possibile abbassar il numero del giro
del motore e quello il compressore , la curva caratteristica si abbassa, il compressore elaborerà una portata
migliore, e dunque la potenza termica dal ciclo di compressione di vapore si riduce , semplicemente
inserendo tra la rete elettrica in corrente alternata e il motore , un ‘inverter c i consente di modificare la
frequenza della corrente alternata in uscita rispetto a quella in ingresso, a monte l’inverter è azionato a
corrente alternata a 50Hz ma a valle possiamo far in modo che si abbiano corrente alternata a frequenza
diversa.

Cosa succede a sinistra della temperatura bivalente la situazione si inverte la potenza erogata dalla pdc non
è sufficiente a soddisfare il carico quindi è necessario se non vogliamo che l’utenza sia penalizzata non
riesca a riscaldarsi nella misura desiderata è quella di prevedere un sistema d’integrazione, si evidenza in
figura una certa potenza termica deve essere fornito da un sistema ausiliario per esempio una caldaia o
delle resistenza elettriche, ovviamente ci sarà un temperatura minima indicata dal costruttore , è
opportuno spegnere la macchina elettrica perché il COP diventa troppo basso , ci sono eccessivi problemi di
brinamento al di sotto della quale funzionerà il solo sistema ausiliario .

La posizione del balance point una volta che conosciamo la curva che caratterizza l’utenza8la sua richiesta
termica) dipende dalla taglia della pompa di calore, a parità di utenza decidiamo di installare una pompa di
calore più grande, la cura caratteristica si sposterà verso l’alto e la temperatura di equilibrio (bivalente) si
sposterà a sinistra , da un lato comporterà un minor apporto dal sistema ausiliario (dovrà fornire meno
energia) , dall’altro ci sarà un maggiore intervallo di temperature esterne nelle quali sarà necessario
parzializzare la pdc, se è effettuata con l’inverter non è un problema viceversa nel caso utilizzassimo sistemi
meno efficienti per parzializzare(lo stesso discorso vale anche per le macchine frigorifere ovviamente con
curve caratteristiche differenti)

Dalla figura vediamo come modificando il numero di giri del motore elettrico e quindi de compressore tra il
minimo indicato dal costruttore in questo esempio 100 gir/in e il massimo 3000 giri/min. per ogni diverso
valore della velocità di rotazione si abbiano diverse curve caratteristica, con coefficienti di prestazioni a
differenza nel caso di parzializzazione non risentono minimamente della funzionamento a carico parziale se
controllo coefficienti di prestazioni che è addirittura in un ampio d’intervallo del numero di giri il coefficienti
di prestazioni sono leggermente superiori rispetto a quelli a carico nominale.

Dalla curva facendo il rapporto tra Potenza erogata/COP =Pelettrica.

Avendo questi tre parametri, noi dobbiamo sapere peer questa particolare utenza e macchina per quante
ore all’anno effettivamente la macchina dovrà funzionare con una temperatura esterna di -10°C per quante
ore all’ano dovrà funzionare a -5°C ed ecc., dobbiamo vere dei dati climatici che ci permettano in buona
approssimazione per avere delle informazioni di tipo climatico.

Avendo anche queste prestazioni siamo pronti per effettuare il calcolo del COP medio stagionale che ci
possiamo aspettare da una certa macchina se utilizzata per servire una certa utenza

In rosso le richieste di energia termica dell’utenza, l’andamento non è perfettamente lineare supponiamo
che siano state ottenute mediante software la temperatura vanno da un minimo di 0°C fino ad un massimo
di 20 °C, già a 18-19 °C la richiesta di energia termica dell’utenza praticamente nulla, a 20 °C è uguale a 0.
Dal altro ho la curva caratteristica di una certa pdc con andamento opposto a quello dell’utenza, potenza
termica massima crescente con temperatura esterna. Questa informazione hp ci venga data direttamente
dal costruttore (ci dà il valore della potenza termica in corrispondenza di 4-5 valori per poi deve essere tutto
costruito), qui supponiamo che il costruttore ci abbia dato anche il COP della macchina del funzionamento a
piano carico sempre in funzione della temperatura esterna facendo il rapporto potenza termica / COP=
potenza elettrica assorbita dalla macchina sempre in condizioni a pieno carico (blu)

Da dati meteorologici immaginiamo il valore del numero delle ore anno per le quali dobbiamo aspettarci
che ciascun possibile valore di temperatura esterna tra 0 a 20 °C si verifichi effettivamente per la località
per quale stiamo prevedendo di installare la macchina (2° diagramma)

A questo punto possiamo studiare il comportamento della macchina su base stagionale. Per ciascun della
temperatura esterna ad esempio 0 °C conosciamo al potenza termica richiesta dalla macchia , dall’utenza,
la potenza termica erogabile dalla pompa di calore le confrontiamo ad andiamo a prendere il valore più
piccolo fra i due in questo caso quasi 78 kW che può erogare dalla macchina (pdc) è il minimo tra la potenza
erogabile e la potenza richiesta , lo farà per 36 ore( vedo il 2° digramma) e dunque facendo 78*36 ed
abbiamo l’energia termica che la pompa di calore dovrà fornire in queste particolari condizioni di
funzionamento quando la temperatura esterna è 0°C, in corrispondenza di questa temperatura esterna la
potenza elettrica assorbita è 20 kW, facendo o20*36 ottengo l’energia elettrica kWh che la macchina
assorbirà per erogare quella particolare energia termica.

Ripetiamo l’operazione per ciascun possibile valore della temperatura esterna per poi sommare tutte
l’energia termiche sul numeratore, tutte le energie elettriche a denominatore ed abbiamo ottenuto il
coefficiente di prestazione COP

Esempi:

PTCH

Pt, rich = potenza richiesta, Pt, EHP= potenza erogabile poiché è minore la potenza effettivamente erogata
sarà 82.5kW, la potenza elettrica 21.1 kW, 21.1*61h, ricavo l’energia termica ed elettrica assorbita.

I valori sempre ricavata dai grafici precedenti.

Ne 2 caso la macchina dovrà essere parzializzata non ci basta l’informazione del costruttore sulla
potenza termica massima che la macchina assorbe, in realtà la macchina dovrà funzionare a carico
massimo, ma a carico fortemente parzializzato, bisogna verificare se abbiamo un altro parametro il COP a
carico parziale

Calcoliamo il fattore di carico la potenza effettivamente erogata rispetto a quella massima erogabile , in
questo esempio il fattore di carico sono 24/142.9, circa il 16.8 % e dobbiamo verificare se il costruttore ci ha
dato le informazioni necessarie per capire quanto il coefficiente di prestazione a carico parziale COPpl sarà
più basso rispetto al COP ( a pieno carico ) , quando funzioniamo a carico parziale e di solito il COP è minore
c’è un fattore di penalizzazione f <= 1 che moltiplicato per il coefficiente di prestazione a pieno carico ci dà il
coefficiente di prestazione COPpl.

La situazione dipende dai dati forniti dal costruttore se ci troviamo di fonte ad una situazione ideale in cui il
costruttore ci ha dato le potenza erogabile per ciascuna temperature esterne , le potenza assorbita o ci COP
, il costruttore ci dà anche le informazioni a carico parziale non per ogni valore ma ci dà dei punti
sperimentali per esempio il fattore di penalizzazione e il fattore di carico è del 15-20% e noi mediante
interpolazione calcoliamo il valore del fattore di penalizzazione che a noi interessa.

Se tale informazione sul COP non è disponibile per niente si utilizzano elle equazione semi-empiriche per
calcolare ina maniera approssimativa il fattore di penalizzazione f in funzione del fattore di carico CR. Con
queste informazioni rifaccio il 2° esercizio.
Metodo dell’exenergetico costante:
I valori di θc, rif e θf, rif sono valori che ci fornisce il costruttore, per poi ricavare il COP in altre
condizioni., per poi ricavare la potenza massima erogabile si assume che la potenza elettrica sia costante
nell’intervallo ∆T che ci interessa una volta che conosciamo nel punto d riferimento e la calcoliamo nel
punto di riferimento, e poi assumiamo che sei la stesa nel nuovo punto che ci interessa.

Esercizio da fare slide 37-39.

Pompe do calore/ gruppi frigoriferi elettrici altre applicazioni ad alta efficienza energetica.

Per la regolazione efficiente di questi sistemi è opportuno utilizzare ‘l’inverter in modo che le macchine
possono funzionare a velocità di compressione possono essere azionate velocità variabile, ha un costo
maggiore ci sono ei benefici energetici ed economici.

Un altro accorgimento per l’efficienza una macchina interessante è rappresentato dai sistemi polivalenti ,
sono macchine frigorifere eventualmente in grado di funzionare come pompe di capre , di funzionamento
di regime stivo pero sono in grado durante la produzione del freddo di erogare anche energia termica
recupereranno il calo di condensazione e utilizzando per possibili esigenze che possono essere per la
produzione d acqua calda sanitaria e per il riscaldamento possono esister situazioni in cui in un edificio
alcuni ambienti devono essere raffrescati ed altri contemporaneamente riscaldati (cinema).

Come ottenere un sistema polivalente? Il m odo più semplice prevedono il recupero e l’utilizzo del calore di
condensazione, per smaltire il calore di condensazione verso l’ambiente esterno lo utilizziamo per
soddisfare una richiesta dell’utenza presente contemporaneamente a quella frigorifera. Un’alternativa
interessante è quella delle macchine doppio stadio o doppio ciclo o più comunemente a due cicli in cascata
e poi sistemi ad espandine diretta e a portata di refrigerante variabile VRV o VRF.

SISTEMI POLIVALENTI

Tipico schema di funzionamento invece di avere solo 2 batterie e 1 CO e 1EV c’è una terza batteria.
Partendo dallo schema di sinistra in questo caso la macchina sta funzionando i n regime puramente estivo
produce soltanto energia frigorifera , il gas caldo viene inviato alla batteria di scambio termico situato
nell’ambiente esterno (eterno edificio) che in questo caso funge da condensatore, smaltiamo il calore di
condensazione verso l’ara esterna poi mandiamo il liquido nella valvola il fluido , la miscela val ‘evaporatore
dove otteniamo l’effetto frigorifero , in maniera simmetrica se la macchina deve erogare o calore il regime
puramente invernale , dal compressore il fluido va all’utenza è un a batteria di scambio termico dove
produciamo aria calda o acqua calda questa batteria prima nel caso di prima era completamente
bypassata , in questo cado diventa la batteria dove produciamo l’effetto utile (acqua calda o aria calda a
seconda se parliamo di sistema idronico o ad espansione diretta) dopodiché di valvola , allo scambiatore di
calore con l’aria atmosferica esterna funge da evaporatore, in questo caso o scambiator in basso è by
passato.

Grazie alla presenza di 3 scambiatore c’è la possibilità di far funzionare il sistema in maniera polivalente ,
posso inviare il gas provenienti dal compressore alla batteria nella quale produco aria o acqua calda
condensatore, dopo la laminazione vado a produrre aria o acqua fredda all’Evaporatore e quindi sto
producendo contemporaneamente energia termica al Co e energia frigorifera all’Evaporatore con ala
batteri ai scambio termico on l’aria esterna che è completamente bypassata, questa è un sistema idea
perché sfrutto contemporaneamente si il calore di condensazione sia calore evaporazione , in realtà la
possibilità che effettivamente la macchina lavori in queste condizioni senza utilizzare completamente la
batteria dissipativa dipende da quante valgono le potenza termiche richieste dall’utenze. Se effettivamente
l’utenza calda richiede tutta la potenza di condensazione , l’utenza fredda richiede tutta a potenza di
evaporazione posso permettermi il lusso bypassare o scambiatore dissipativo, è evidente che se per una
fissata potenza frigorifera la richiesta termica dell’utenza è in grado di assorbire solo una parte e on è tutto
il calore di condensazione sono costretto a far funzionare in parallelo il condensatore e anche la batteria
dissipativa , il condensatore non basterebbe a condensare completate il refrigerante una parte dovrà
essere inviata al condensatore in modo tale da realizzare la completa condensazione.

Lo schema a destra, lo schema equivalente a quello precedente le 3 batteria dissipativa al centro, il


recuperatore in alto e l’evaporatore in basso. Qui si ipotizza che l’energia termica recuperata venga
utilizzata per produrre acqua calda sanitaria (ma non è detto posso usarla per qualsisia applicazioni
compatibili con i livelli di temperatura ai quali riusciamo a recuperare questa energia termica di
condensazione).

In alternativa è possibile anche usare macchine che hanno invece il recuperatore in serie rispetto al
condensatore (immagine a sx) l compressore incontra prima il recuperatore che indicato Des
(desurriscaldatore) e poi in successione i fluidi contra il condensatore. La differenza in questo caso lo
scambiatore di calore a recupero è dimensionato per recuperare soltanto il calore di desuriscaldamento
non tutto il calore di condensazione quindi recupera il calore che deriva dal raffreddamento del vapore
surriscaldato che esce dal compressore fino all’inizio della condensazione. L’inconveniente andiamo a
recuperare meno calore una parte più importante il 90 % di tutto il Calore di condensazione continua ad
esser smaltita verso l’ambiente esterno. Il vantaggio questa piccola parte del calore che recuperiamo
ovviamente sarà disponibile aduna temperatura più alta rispetto a quella che caratterizza il recuperatore in
parallelo al condensatore, la temperatura di condensazione è molto più bassa rispetto alla temperatura a
cu il gas esce dal compressore, la temperatura media nel desurriscaldatore è parecchi più gradi rispetto alla
temperatura media nel condensatore. Quindi quando devo recuperare meno calore ma ad una
temperatura più alta questa è un’ottima soluzione, dipende la scelta tra due questi due possibili schemi
dall’utenza.

Il COP dello schema finale sarà più alto rispetto al classico perché in questo caso al numeratore ho la
somma di Qa+Qb/Lavoro.

Non è detto che il vantaggio termodinamico sia così grande come potrebbe sembrare, l’elemento che va
preso in considerazione, potrebbe capitare per recuperare effettivamente e utilizzare soprattutto il calore di
condensazione sia necessario alzare la pressione la temperatura di condensazione rispetto alle condizioni
potremmo lavorare se il calore di condensazione dovreste essere semplicemente smaltito verso l’ambiente
esterno.

Con riferimento ad un impianto che debba produrre acqua sanitaria a 60 °C, nel funzionamento come solo
frigorifero il il sistema lavorava tra temperatura di evaporazione 0°C e temperatura di condensazione 50 °C,
subentra una richiesta di energia termica di 60 °C il sistema a parità di temp di evaporazione va lavorare
con una tempr di condensazione di 75 °C significa far funzionare l’impianto frigorifero peggio, con un COP
più basso il ∆T è diventato molto maggiore. Per svolgere correttamente i calcoli di risparmio energetico:

Supponiamo di avere ‘impianti di frigorifero che lavoro alla temp di evaporazione di 0 °C che non cambierà
e con questa temperatura di condensazione che è intorno i 50 °C. Questo impianti frigorifero funzionante
senza recupero , andiamo a calcolare il COP facendo il ∆H al evaporatore /∆H al compressore ci accorgiamo
che il sistema sta lavorando un COP= 3, adesso ipotizzo che subentri la richiesta dell’acqua sanitaria a 60 °C
e che il sistema andrà a lavorare a 75 °C come temp di condensazione il ciclo diventa questa EUe, che il
COP frigorifero diminuisce se facciamo un'altra volta il rapporto tra l’effetto utile e il nuovo effetto utile il
nuovo lavoro di compressine ci viene 1,33, ragionando solo sull’impianti frigorifero abbiamo perso
parecchio in termini di efficienza ,ovviamente a fronte di questa perdita che significa maggior consumi di
energia elettrica c’è il vantaggio di recuperare un po' di calore.

Imposto il calcolo supponendo i dati dei COP e le temp di Co e Temperatura di Eva siano quelli di prima:
In questo esercizio supponiamo i far funzionare il sistema ina maniera polivalente:

Nel calcolo dell’energia termica il COP utilizzato è il COP frigorifero, il nuovo COP frigorifero con il quale
andiamo a lavora quando la temp di condensazione è salita a 75 °C COP=1.33

2 caso se l’avessimo prodotta in caldaia, in MWh in energia primaria, apparentemente è energia primaria
risparmiata non è così e perché questo recupero è stato ottenuto a spese di un maggior consumo di energia
elettrico e primaria per erogar i soliti i d100 kW che erano richiesti, quanto abbiamo consumato di più?
3°Relazione in cui c’è la differenza tra i consumi specifici il nuovo – quello vecchio) / rendimento di
conversione e otteniamo l’energia primaria. Dunque i 109 kW sono stati ottenuto a pese di 45 kW energia
primai in più consumata per l’azionamento della macchina frigorifera, il risparmio reale è la differenza, il
risparmio netto è di circa 64kW, la soluzione rimane efficiente, ma non così grande come potrebbe
sembrare a prima vista. Un altro possibile problema dei sistemi polivalenti quando la richiesta termica
contemporanea a quella frigorifera è molto variabile o addirittura intermittente , per qualche minuto c’è la
richiesta termica poi cessa, può verificarsi se la richiesta è per l’acqua calda sanitaria senza sistema di
accumulo e dunque la produzione è istantanea ogni volta che c’è richiesta di acqua sanitaria l’acqua cambia
condizioni di funzionamento per qualche minuto lavoro a 75 °C poi ritorno a condensare a 50 °C ed ecc.,
continui transitori , i transitori non fanno bene all’efficienza del sistema, se c’è una notevole intermittenza
nella richiesta termica contemporanea a quella frigorifera è un inconveniente ei sistemi polivalenti.

Un’alternativa è quella dei sistemi a doppio stadio


che hanno molti pregi , più costosi ma hanno una seri e di pregi , il concetto ci sono due macchine
frigorifere accoppiate attraverso lo scambiatore centrale quello di media pressione e media temperatura
che funge da condensatore per la macchina che lavora alle temperature più basse e funge
contemporaneamente da evaporatore per la macchina destinata a funzionare alle temperature più alte,
dunque abbiamo un ciclo di basse temperatura LT ( in verde ), un ciclo ad alte temperatura in( rosso ), di
solito i fluidi che operano nei due cicli sono completamente differente perché è opportuno scegliere i fluidi
migliori in relazione ai livelli di temperatura a cui dobbiamo lavorare, ci sono due piani ph differenti , due
fluidi differente c’è uno che lavora meglio alle temperatura più alte e no che lavora meglio alle
temperatura più basse, c’è la possibilità di ottimizzare il fluido di lavoro, il pregio sarà che questa sistemi
permettono di avere due cicli accoppiati ciascuno dei quali perfettamente ottimizzato per il suo campo di
temperatura e di esercizio, nessun problema d’innalzamento delle temperatura di condensazione quando
è presente la richiesta termica, non c’è il problema del transitorio ( si riduce).

Esempio:

Supponiamo di avere due cicli accoppiati quello di sopra (alta temperatura) a cui è affidato la produzione
dell’acqua calda sanitaria il COP parziale di questo ciclo è 6.9 è altissimo questo ciclo si può permettere di
lavorare con una temp di evaporazione che è oltre i 40 °C perché questo calore di evaporazione viene preso
dal condensatore del ciclo di bassa temperatura che è un ciclo R410A, molto più adatto a lavorare a
temperatura basse. Questo ciclo condensa a 50 °C evapora a 5 °C, a 5 perché non a 0 di prima, il fluido più
adatto a lavorare a bassa temperatura con un COP di 3.5, ci accorgiamo la fine che l’insieme è più efficiente
rispetto al sistema polivalente considerato prima.
Facendo i calcoli vedremo recuperando gli 87594 kW/anno calcolati recedenti vedremo:

Risparmiando gli stessi 109 in caldaia, quanto ci costa in più il funzionamento di questo sistema rispetto al
caso della macchina solamente frigorifera, dobbiamo collocarle quanto l’energia elettrica in più consuma
più il ciclo per la produzione di acqua calda sanitaria (relazione 3).

In cui Qa energia utile , COP del sistema per la produzione acqua sanitaria 6.9, passiamo ad energia
dividendo per il rendimento, ottengo i kWel, possiamo ritenere consumati per far funzionare il ciclo ad alte
temperatura, anche non volendo considerare che il ciclo i base temperature è un po' più efficiente, già
considerando il risparmio a netto di maggior consumo di energia primaria , per l’azionamento del ciclo ad
late temperature 84 kW/ anno di energia prima risparmiata, se volessi considerare che il COP frigo è più
alto di quello di prima il risparmio sarebbe maggiore e dunque il risparmio energetico è più alto rispetto a
quello considerato precedente, dunque i sistemi a doppio stadio sono potenzialmente interessanti
soprattutto quando la richiesta di energia termica contemporanea a quella frigorifera è a temperature
relativamente elevate, se l’utenza è a bassa temperatura tutto sommato non vale la pena di comprare una
macchina doppio stadio , l’applicazione di queste macchine è la produzione di calore a temperature
relativamente alte 55-60-70 °C temperature normalmente non raggiungibili in condizioni di efficienza
accettabile dalle macchine tradizionali a singolo stadio.

Un'altra applicazione interessante che può essere considerato polivalente ma di fatto on c’è nessuno tipo di
problema nel senso è tutta efficienza che recuperiamo è quella dei recuperatori termodinamici attivi.

Ipotizziamo di avere un impianto di climatizzazione nel quale nell’assicurare il corretto ricambio dell’aria
devo prevedere necessariamente che una certa portata id aria venga prelevata dall’interno dell’edificio e
sostituita con aria fresca prelevata dall’ambiente esterno indispensabile assicurare il corretto ricambio
dell’aria negli ambienti occupati dalle persone.

È chiaro se ci limitassimo prelevare aria dall’ambiente interno e sostituirla con aria prelevata dall’esterno il
fabbisogno di energia per la climatizzazione dell’edificio sarebbe maggiore. Ad esempio nella stagione
estiva stiamo prevalendo aria intorno a 25 °C dall’interno e la stiamo sostituendo con aria calda a 35 °C non
facciamo altro a sostituire aria fredda con aria calda e aumenterà il carico frigorifero dell’edifico, lo stesso
in inverno. Per limitare gli effetti negativi dovute ai ricambi dell’aria dal punto di vista del fabbisogno
energetico bisogna installare un recuperatore tra l’aria di espulsione e l’aria di rinnovo, se questo
recuperatore è uno scambiator di calore la situazione più comune, io posso avere una certa efficienza e fare
in modo che almeno l’aria esterna entra ad una temperatura più vicina a quella che preleviamo l’aria in
espulsione molto più di quando succederebbe in assenza di scambiatore. Dall’esempio di prima se prendo
dall’interno aria a 25 °C e sto prelevando dall’esterno aria a 35 °C posso portare quest’ari almeno ad una
temperatura di una 30ina °C teoricamente potrei arrivare fino a 25 °C in uno scambiatore di controcorrente
di aria infinita, nella realtà posso arrivare a 27,28 ,30 °C la emetto un po’ più fredda rispetto ai 35 °C
esterna.

Questo recupero più diventare più efficace se utilizziamo una pdc come ad esempio sopra, invece dello s
scambiatore installo una pdc per ogni kW prelevato dall’aria adi espulsione forniamo all’aria di rinnovo una
quantità di energia maggiore , sarà la potenza Qb (punto)aumentato della L( punto ) del compressore ,
questo schema fa riferimento ad una situazione in cui l’obiettivo è riscaldare l’aria di
rinnovo(climatizzazione invernale) , altrimenti il ciclo dovrà essere installato al contrario., nel caso si
climatizzazione estiva basta invertire i ersi di circolazione otteniamo lo stesso effetto. Quindi per ogni kW
prelevato dall’aria di espulsione forniremo una quantità di energia più alta ed andremo a potenziare
l’effetto del recuperatore.

Un ulteriore alternativa nei casi c’è contemporaneità della richiesta termica e frigorifera.

IMPIANTI VRV O VRF A ESPANSIONE DIRETTA.

1° caratteristica l’espansione diretta, già questo potenzialmente un vantaggio termodinamico rispetto al


sistema idronico, in nero c’è il ciclo di in sistema d’espansione diretta che grazie ad una certa differenza di
temperatura 5,10 °C preleva calore dalla sorgente fredda TL. Se lo stesso impianto deve prelevare calore
dalla stesa sorgente se parliamo di un frigorifero 25 °C l’ambiente da raffreddare ,questa temperatura di
evaporazione di espansione diretta potrebbe essere 20 °C più bassa , nell’esempio d 5°C, se la stessa un
utenza deve essere eseguita con un sistema idronico questo vuol dire che negli ambienti non circola
direttamente refrigerante ma circola acqua fredda a temperatura tipicamente invece di 5 °C del fluido
refrigerante la possiamo trovare 10 °C però questi 10 °C di temperatura media dell’acqua refrigerata ,
significano che quando vado devo andare a produrre quest’acqua refrigerata nell’evaporatore del
frigorifero devo evaporare da un temperatura intorno ai 0°C , mentre quello precedente a 5 °C, devo
evaporare ad una temperatura più bassa rispetto al caso di sistema ad espansione diretta, il COP
potenzialmente è superiore rispetto a quello di un sistema idronico. Questo vale per tutti i sistemi ad
espansione diretta.

Il 1° Vantaggio è quello di poter regolare la porta del refrigerante in funzione della richiesta dell’utenza
questo significa questi sistemi hanno tutti quanti la regolazione mediante inverter, anche questo è
parzialmente specifico di questi sistemi, abbiamo già visto che la regolazione a inverter può esser presente
anche in sistemi non del tipo VRV però la differenza principale in questo caso la regolazione della portata si
basa sulla richiesta di energia non complessiva di tutto il carico ma della singolo ambiente servito
dall’impianto , è possibile regolare la portata di refrigerante che va ad espandere in ciascuna stanza o
ambiente servito dall’impianto VRV. C’è una regolazione della portata refrigerante più fine più efficace
rispetto a quello di un normale sistema centralizzato. In ogni ambiente vedremo:
c’è una specie un piccolo impianto frigorifero l’unica parte centralizzata è l’unita estera in cui c’è il
compressore (scatola gialla) , il condensatore perché il sistema sta lavorando per raffreddamento ( se no
evaporatore) e tante unità interne quante sono gli ambiente da servire, è in comune a tutti i sistemi ad
espansione diretta con la prossimità di regolar mediante questa cassette la portata che evolve all’intero di
ciascun ambiente , a seconda della potenza frigorifera che dobbiamo produrre il sistema è in grado di
regolare la portata che va ad espande nell’evaporatore di quell’ambiente, è lo stesso dicasi nel
funzionamento in riscaldamento cambia solo l verso di circolazione. Rendiamo i sistemi potenzialmente
molto efficienti qual è il momento in cui i sistemi diventano particolarmente interessanti quello in cui c’è la
richiesta contemporanea di freddo e di caldo perché praticamente questi sistemi permettono il
funzionamento in modo polivalente in maniera semplicissima.

Osservando lo schema in basso a sinistra il funzionamento prevalente è un freddo però c’è un ambiente che
richiede il caldo, succede il compressore manda una manda della parte del gas refrigerante ad alta
pressione al condensatore, come succederebbe nel normale funzionamento frigorifero questa parte
refrigerante andrà ad espandere nell’ambiente in cui produciamo l’effetto frigorifero ed ottengo la potenza
frigorifera richiesta. Un parte del gas viene inviata all’unità interna che deve funzionare in condensazione
dove ottenendo l’effetto desiderato , con la stessa compressione soddisfo da un alto le utenza fredde e
dall’altro l’unica utenza calda non lo so ma questo gas che ha prodotto l’effetto termico utile
successivamente può esser utilizzato insieme a quella proveniente dal condensatore dell’unità esterna per
aiutare il funzionamento dell’unità che devono funzionare a freddo , questo gas ha realizzato la
condensazione a questa puto è ormai un liquido lo posso inviare nelle stanze dove devo produrre il freddo
e questo gas funziona ad un doppio effetto utile una volta lo comprimo e poi lo utilizzo sia il calore di
condensazione e il calore di vaporazione , il gas ha realizzato un doppio effetto è un sistema che diventa
altamente efficiente in queste condizioni di richiesta contemporanee di energia termica e frigorifera lo
stesso discorso vale il carico prevalente è termico è posso recuperano po' di energia frigorifera la stessa
situazione. Il tutto possono essere realizzati quando le unità esterne possono essere collocate in prossimità
dell’unità interne altrimenti il circuito refrigerante troppo lungo, aumentano le perdite di carico, aumenta
la carica di refrigerante necessaria e dunque sia i costi d’investimento e costi di esercizio VRV sono
interessanti per piccole taglie o produzione limitata al massimo 10-12ambiebnte forniti dalla stessa unità
esterna
Impianti ad espansione diretta

Questi sono VRV e VRF più efficienti, quelli a tre tubazioni che collegano le unità interne a quelle esterne.
Esistono sul mercato impianti più semplici a due tubazioni di mandata e ritorno che collegano l’unità
esterna e le varie unità interne. Non c’è la possibilità di avere un funzionamento polivalente, l’impianto è
meno efficiente ed ha le stesse caratteristiche di un qualsiasi sistema ad espansione diretta, il vantaggio è
solo quello di eliminare il fluido termovettore intermedio che invece è caratteristico degli impianti idronici.

Per quest’impianto i principali vantaggi sono:

 i COP (coefficienti di prestazioni) potenzialmente superiore rispetto alle macchine idroniche a parità
di tutte le altre condizioni (temperatura delle sorgenti), circa + 10-15% a parità di temperatura delle
sorgenti.
 Grande flessibilità, ottime prestazioni ai carichi parziali e riduzione di ingombri.
 Possibilità di recuperare energia termica a temperature anche relativamente elevate, senza
incidere significativamente sul COP, in particolare con sistemi a doppio stadio.

I principali svantaggi sono:

 impianti più complessi da progettare e gestire;


 limitazioni sul numero massimo di unita interne e sulla distanza massima, tra unita esterna ed unita
interna. Non è sempre detto che un machina idronica di grande taglia sia mediamente meno
efficiente di N macchine CRC di piccola taglia.
 Necessita di verificare sulla concentrazione di refrigerante in caso di perdite accidentali negli
ambienti serviti.

L’unità esterna serve quattro unità interne (il numero può superare anche 10-12 unità). Quantità di
refrigerante in circolazione è più alto del classico caso domestico, bisogna essere certi che in caso di perdite
accidentali la concentrazione di refrigerante in ogni singolo locale servito dall’impianto non superi valori
massimi, questo non perché il refrigerante sia tossico (il refrigerante è atossico) ma perché si può saturare
l’impianto con carenza d’ossigeno.

La legge prescrive che nell’impianto più piccolo servito da VRV/VRF che il:

Quantità totale direfigerante (kg) kg


' 3
< 0.44 3
volume minimo dell ambinetediinstallazione (m ) m
Ci si mette nell’ipotesi più critica, ossia che tutto il refrigerante in circolo si vada a depositare nel locale più
piccolo.
Il valore di 0.44 è riferito al refrigerante E410A.
se questa condizione non viene rispettato è ancora possibile prevedere l’installazione dell’impianto però
bisogna installare anche dispositivi di sicurezza come dispositivi di rivelazione di fughe. Se ciò non bastasse
a garantire la sicurezza si provvede a frazionare l’impianto ridicendo il numero di unità interne servita da
una stessa unità esterna per poi andare a verificare nuovamente se ci sono problemi di concentrazione.
La filiera da prendere in considerazione poiché si tratta di macchine elettriche deve includere anche la
centrale elettrica media convenzionale che converte l’energia primaria in energia elettrica.

CUC ehp = coefficiente di utilizzazione combustibile della pompa di calore elettrica.


CUC ca = coefficiente di utilizzazione combustibile di una caldaia tradizionale
∆ Ep /Ep = risparmio di energia primaria percentuale
Cu,EHP = costo unitario kWh termico erogato dalla pompa di calore = costo unitario energia elettrica che
alimenta la pompa di calore elettrica / coefficiente di prestazione
Cu,CA = costo unitario kWh termico erogato dalla caldaia tradizionale = costo unitario gas naturale
E/metrocubo / PCI * rendimento caldaia
Cu,CA - Cu,EHP = risparmio economico che si puo ottenere per ciascun KWh termico erogato dalla pompa
di calore

Valore del COP minimo necessario perché la pompa di calore sia più efficiente dal punto di vista
termodinamico rispetto ad una caldaia in funzione del rendimento di caldaia tradizionale facendo variare il
rendimento del parco elettrico che si utilizza per la produzione di energia elettrica.
Con il progressivo incremento del rendimento del parco elettrico, la pompa di calore diventa via via più
efficiente; tuttavia, bisogna considerare la forte dipendenza del COP dal fattore di carico e della
temperatura esterna (fattore che non influisce)

Dal punto di vista economico possiamo calcolare il pay-back minimo in funzione delle ore equivalenti
annuali utilizzando come valore nelle curve il costo dell’energia elettrica e fissando tutte le altre grandezze
che servono a calcolare il pay back. Esempio: CEE 0,2, per avere un SPB di 5 anni servono almeno 800
h/anno a pieno carico (in un clima temperato non è detto che un sistema di riscaldamento arrivi ad un
numero di h/anno cosi elevato)
Gli accorgimenti per ottenere una buona efficienza in un sistema alimentato con una pompa di calore
elettrica e gruppi frigoriferi elettrici;

Macchine frigorifere a pompe di calore ad assorbimento

Principio di funzionamento: condensatore, valvola di espansione, evaporatore, pompa, generatore,


assorbitore e una valvola di regolazione che è una valvola di espansione, e infine un ulteriore scambiatore
relativo ad un miglior efficienza. (sostituiscono un compressore). Il fluido di lavoro nei componenti nella
zona di destra non può mai essere una sostanza pura ma una miscela, tipicamente miscela binaria
refrigerante (più volatile) -solvente.
Partendo dall’assorbitore, considerata una miscela diluita, questa la si porta ad alta pressione e raggiunge
la pressione d’esercizio del generatore, stessa pressione a cui lavora il condensatore. In questo generatore
forniamo calore Qg (energia o potenza), quando andiamo a riscaldare una soluzione in cui c’è una
componente più volateli rispetto all’altra, possiamo separare la parte evaporata dalla soluzione liquida.
Questo vapore di refrigerante sarà utilizzabile come in un qualsiasi normale ciclo per la condensazione-
laminazione-evaporazione. Nel frattempo nel generatore, avendo prodotto una certa, sarà diventata più
concentrata perché impoverita di una parte del solvente, questa soluzione percorre il circuito verde acqua,
attraverso la valvola diminuisce la pressione per poi andare nell’assorbitore, quest’ultimo a stessa
pressione dell’evaporatore. Il processo di assorbimento è simmetrico rispetto a quello di generazione del
vapore di refrigerante. Anche se le pressioni di esercizio del condensatore e dell’evaporatore sono molto
simili a quelle che avremmo in un normale impianto a compressione del vapore, il rapporto di
compressione della pompa è molto simile a quello del compressore, visto che la compressione della pompa
avviene in fase liquida l’energia meccanica e quindi l’energia elettrica assorbita è trascurabile (frazione
<10%). L’input energetico principale che serve per far funzionare la macchina è il calore Qg che alimenta il
generatore. Lo scambiatore intermedie serve solo a ridurre la quantità di calore Qg che bisogna fornire
dall’esterno per far funzionare la macchina.

Qe
Macchina frigorifera EER=COP F = ( valori tipici 0.6−0.7)
Qg

(Qa +Qc )
Pompa di calore COP PdC = ( valori tipici1.4−1.6)
Qg

Questa macchina è utile perché questo valore Qg può essere un calore ottenuto da un recupero termico o
un calore ottenuto da impianti collettori solari, si riesce quindi ad ottenere energia frigorifera senza
consumare combustibili fossili a differenza di quello che succede nella macchina elettrica alimentata da
energia prelevata dalla rete pubblica.
Queste macchine frigorifere sono interessanti9 dal punto di vista energetica se alimentata da energia
termica di scarto o prodotta da fonti rinnovabili. Nel caso di funzionamento in pompa di calore Qe il ciclo è
lo stesso, ciò che cambia è che Qe viene prelevata dall’ambiente esterno e l’energia utile fornita all’utenza
sarà Qc e dal calore di diluzione Qa. I COPpdc sono circa uguale a COPf +1 non ci stupisce che i valori siano
1.4-1.6.

Macchina reale

Tipicamente la macchina ad assorbimento è costruita considerando tre grossi cilindri, il più grande di tutti
ospita da un lato la fase di assorbimento e dall’altra la fase di evaporazione. I due cilindri in alto sono
rispettivamente il generatore dove circola il fluido caldo che serve per alimentare la macchina ed il
condensatore dove si trova il fluido freddo. Normalmente il fluido freddo che sottrae calore all’assorbitore
è lo stesso che sottrae calore al condensatore.
Macchine a doppio effetto

Nel generatore di alta pressione HPG viene fornito il calore necessario al funzionamento del sistema. Si
produce calore refrigerante ottenuto dal riscaldamento della soluzione diluita, questo vapore, poiché a
pressione più alta del condensatore e del generatore LPG, può essere utilizzato come fluido caldo nel
generatore HPG, per far evaporare gratuitamente altro vapore di refrigerante dalla soluzione diluita. In
questo modo si ha un raddoppio dell’effetto utile e del COP rispetto alla macchina a singolo effetto.
Sistema tri-termo:
COPf,endorev viene scritta utilizzando le temperature medie termodinamiche del fluido di lavoro durante
le trasformazioni in cui il fluido interagisce con le sorgenti.

Più è alt la temperatura di generazione maggiore sarà il COP. In realtà questo è un COP (blu) non
raggiungibile perché oltre alle irreversibilità termiche ci saranno anche irreversibilità di tipo meccanico, ma
queste ultime in una macchina ad assorbimento pesano meno rispetto a quanto succederebbe in una
macchina a compressione di vapore acqueo.

Nonostante in linea di principio la temperatura di generazione possa essere variabile in realtà negli impianti
ideali queste temperature restano bloccate e valgono in caso di effetto singolo 80° in caso doppio effetto
110/120°. La temperatura della sorgente calda per far funzionare l’impianto deve essere più alta della
sorgente intermedia e fredda.
Miscela acqua bromuro di litio in cui l’acqua è il refrigerante e il bromuro di litio(sale) solvente, nelle
macchine frigorifere possono essere usate nelle applicazioni di climatizzazione in cui l’evaporatore produce
acqua refrigerata a 7°C e si può evaporare a 2-3°C. mentre per le pompe di calore l’applicazione limitato,
dovrebbero lavorare solo in climi non rigidi.
Le macchine ad assorbimento con questa miscela lavorano sotto vuoto e. questo è un problema sia di tipo
costruttivo perché bisogna assicurare una perfetta tenuta della macchina, sia problema manutentivo
perché si perdere il vuoto quando si apre la macchina e quindi bisogna ristabilizzarlo. Nonostante tutti
questi problemi le macchine frigorifere ad acqua bromuro di litio sono molto diffuse.
Miscela ammoniaca acqua, refrigerante è l’ammoniaca e l’acqua è il solvente. L’ammoniaca può essere
utilizzata anche per fare il freddo spinto. Questo tipo di macchina lavora non sotto vuoto ma in pressione.
Non ci sono problema di cristallizzazione e possono essere quindi raffreddate anche ad aria. Tipicamente
queste macchine vengono utilizzate in ambito industriale perché l’ammoniaca è una sostanza tossica. In
fase di generazione e condensazione l’ammoniaca può richiedere pressioni significative, ma pressioni
troppo alte possono essere un problema perché potrebbero esserci perdite delle molecole di ammoniaca.
Come mai alcuni valori della temperatura di generazione del vapore di refrigerante sono possibili e altri
no? Questo lo si capisce analizzando il diagramma di Gibbs, la prima curva a sinistra(rossa) è la curva di
saturazione dell’acqua pura relativa alle temperature tra 0 e 70-80°. Se considero una miscela acqua
bromuro di litio, a parità di pressione, ad esempio 20kPa, man mano che aumenta la concentrazione la
soluzione la temperatura di evaporazione aumenta. Le curve in blu rappresentano le curve di inizio
evaporazione. L’evaporazione per una miscela a pressione costante non è isoterma. Se volessi far
evaporare tutta l’acqua, la temperatura di fine evaporazione sarebbe molto più alta non presente nel
nostro grafico.

Tev per una macchina frigorifera dipende dall’utenza. Ta=Tco è legata alla temperatura dell’ambiente
esterno.
Se considero Tev= 5° e Ta= 40° la pressione corrispondente sarà 0.6KPa (pressione di esercizio inferiore
della macchina), la pressione di esercizio del condensatore sarà 7KPa questa sarà anche la pressione di
esercizio del generatore (pressione massima di esercizio). Per l’assorbitore individuiamo sia pressione che
temperatura, si individua il punto che rappresenta le condizioni termodinamica della soluzione diluite che
produce l’assorbitore, per questo punto passa una sola curva di inizio saturazione, nel nostro caso è la
curva tratteggiata azzurra. Questa curva interseca l’isobara corrispondendo alla pressione d’esercizio del
generatore si trova la temperatura a cui inizierà il processo di evaporazione del refrigerante all’interno del
generatore Tg (temperatura di inizio). Tg la sceglie la miscela non noi. Motivo per cui il coefficiente di
prestazione sarà sempre circa 0,7. Posso anche riscaldare la macchina con il fluido più caldo alla fine la
temperatura di generazione sarà sempre quella. Dipende solo dalla miscela ossia dalla coppia di fluidi di
lavoro.
Stesso discorso vale per una macchina a doppio effetto.

Come fissando le temp di evaporazione per assorbimento e condensazione ovviamente una volta definita la
coppia di fluido di lavoro risulta univocamente individuata la temperatura a cui inizierà il proce4so di
evaporazione del refrigerante, questo indipendente dalla temperatura a cui la macchia è alimentata
dall’esterno, nell’esempio visto la scorsa volta fissata una temperatura di evaporazione di 5 °C e una di
assorbimento e condensazione di 40 °C abbiamo visto che la concentrazione diluita che si produce
nell’assorbitore quindi viene poi pompata al generatore sarà del 58 % circa e dunque la sua evaporazione
del refrigerante presente nella soluzione inizierà con una temperatura di 8’ °C , sarà sempre la tessa sia che
poi alimentiamo il generatore con acqua calda a 95 °C con acqua surriscaldata a 120°C o con un vapore a
150 °C , questa temperatura sarà sempre la stessa, da questa temperatura dipende il COP (coefficiente di
prestazione della macchina).

Andiamo a vedere gli alti punti caratteristici del ciclo:

In particolar modo in questo diagramma è riportato il punto 1 che abbiamo già visto inizialmente
all’ingresso della pompa della soluzione, e in aria qualitativa il punto 2 all’uscita della pompa , fare
attenzione non v aletto il diagramma immaginando che nel punto 2 la concentrazione sia del 40 % non è
vero questo è lo stesso liquido al 58 % aspirato dalla pompa che è a questo è punto arriverà ad una
pressione di circa 7-8 kPa ma sarà sempre liquida di 58% di BrLt sottoraffreddato questo liquido verrà pre
riscaldato nello scambiatore della soluzione e poi continuerà il suo riscaldamento quando raggiungerà la
temperatura di evaporazioni 80 °C rinvierà l’operazione di evaporazione del refrigerante, man mano che
voglio produrre altro vapore del refrigerante questa temperatura aumenterà progressivamente ed abbiamo
ipotizzato che arrivasse fino a 97 °C , questo valore da quanto calore effettivamente riusciamo
somministrare alla soluzione questo non è univicovamente determinabile in questo esempio abbiamo
ipotizzato di arrivare a circa 97 °C sarà la massima temperatura a cui produciamo vapore di refrigerante nel
generatore e sarà la concentrazione della soluzione he uscirà dal generatore che in questo esempio arriva
circa il 65%, quindi il vapore a 97 °C a questo punto verrà inviato al condensatore dove verrà prima
desurriscaldato e poi a 40 °C comincerà il passaggio di fase la condensazione mentre la soluzione
concentrata alla stessa temper e pressione a circa 65 % di concentrazione verrà prima raffreddata e poi
nelle condizioni 5 verrà laminata a portata all’assorbitore, questo è il punto nel quale le condizioni di
funzionamento del stato termodinamico della soluzione risulta più prossimo alla curva di cristallizzazione ,
la miscela BrLt se la pressone e la temperatura della miscela assume determinati valori il BrLt può
cristallizzare portando il blocco della pompa questo accade più facilmente all’ingresso dell’assorbitore
questo è il motivo per cui è importante che le temp di assorbimento e quindi condensazione non siano
troppo elevate .
Un innalzamento della temperatura di assorbimento e condensazione comporti immediatamente una
‘avvicinamento del punto 6 alla curva di cristallizzazione questo è il motivo gli assorbitori ad acqua di BrLt
non possono essere raffreddati ad aria con una temperatura dell’aria esterna superiore ai 30 °C ci
potremmo facilmente in condizioni di cristallizzazione , è necessario mantenere la temperatura di
assorbimento e condensazione a valori bassi da impedire ciò, la necessità che l’ assorbitore che si
raffreddato con acqua di torre o con acqua di fiume, laghi.

Riprendendo slide 79

Il fatto che la temperatura di generazione praticamente dipende da solo dalle temperatura di


evaporazione(utenza) e di assorbimento e condensazione(ambiente esterni), non dipenda dalla
temperatura del fluido caldo che utilizziamo per alimentare il generatore della macchina ci fa capire perché
il coefficiente di prestazione della stessa sia praticamente indipendente da questa temperatura del fluido
caldo che alimenta il generatore il COP endoreversibile è legato alle temperatura di evaporazione
condensazione assorbimento e generazione quest’ultima non è assolutamente legata alla temperatura del
fluido caldo che alimenta la macchina.

In questo caso vediamo un assorbitore ad effetto singolo alimentato ad acqua calda surriscaldata da
temperatura da 80 °C fino a 110 °C il COP rimane inalterato questo dipende dal fatto che al Temperatura
media della soluzione nel generatore risulta sempre la stessa indipendente da questa temperatura in
ascisse.

Il paramentro che dipenderà molto della temperatura del fluido che alimenta il generatore è la resa
frigorifera la capacità frigorifera perché una volta fissata la temperatura media della miscela di lavoro nello
generatore al diminuir di questa temperatura del fluido caldo ovviamente diminuisce al potenza termica
che riusciamo a trasferire dal fluido caldo alla soluzione e quindi diminuisce al portata di refrigerante che
riusciamo a far evaporare questa porta direttamente proporzionata alla potenza frigorifera che al resa
frigorifera scende molto velocemente con ala temperature del fluido caldo che alimenta il generatore in
questo diagramma la resa è adimensionalizzata , valore massimo quando l’acqua che alimenta il generatore
a 110 °C al diminuire di tale temperatura scende l capacità quasi linearmente, ad esempio ad 85 °C la
potenza frigorifera sarà circa il 50 % rispetto a quella che otteniamo alimentando a 110 °C, al di là che il
COP sia sempre lo stesso.

FARE ESERCIZIO PROPOSTO.

In sintesi:
L’utilizzo delle torri è molto comune anche per le macchina a compressione di vapore soprattutto per
quelle grandi taglie , nelle macchina ad assorbimento il calore da smaltire è molto maggiore a parità di
potenza e di energia frigorifera infatti per qualunque macchina frigorifera Qa/Qb * (guarda relazione
sopra), effettuando l bilancio di energia e la definizione di COP , una macchina a compressione di vapore il
COP è molto più alto vale 3,4,5 per una macchina ad assorbimento è molto più basso, ad esempio un
assorbitore a doppio effetto è circa 1.8, per una macchina d effett9o singola circa 0.7, e il rapporto dipende
2.4, il 100% in più rispetto a duna macchina a compressione di vapore, le torri di raffreddamento a parità di
potenza ed energia frigorifera utile sono molto più grandi e dunque più costosi sia per l’investimento e i
costi di esercizio. Un'altra conseguenza importante del problema della cristallizzazione è l’impossibilità di
usare le macchine a BrLt come pompa di calore se non n applicazione particolari, infatti s se l’assorbitore
non può lavorare a temperature troppo alte questo vuol dire che per l’utilizzo come pompa di calore
l’utenza non dovrà richiedere il calore a temperatura troppo alte il calore si assorbimento e condensazione
rappresenta il calore utile nell’utilizzo come pompe di calore , poiché l’assorbitore il condensatore stesso
non possono lavorare a temperature troppo elevate per evitare l cristallizzazione significa che una pompa
di calore ad acqua a BrLt può essere utilizzata per alimentar utenza a temp moto basse , non molto oltre i
30 °C, le applicazioni limitate.
Le pompe di calore per le macchina ad ammoniaca ad acqua non cis sono tale problemi possiamo trovare le
temperatura di esercizio in particolar modo quel di generazione con una costruzione del tutto analoga e
vediamo più o meno i valor i che troviamo sono sostanzialmente analoghi anche di solito per quelle che
sono le tipiche condizioni di esercizio di tale assorbitore le temperatura di generazione sono leggermente
più alte altre cose che possiamo notare oltre all’assenza del problema della cistrazlliazione sono le
pressione di esercizio che risultano estremamente alte , il problema non è più funzionamento sottovuoto
come le macchine a BrLt ma quello delle pressione molto elevate ,soprattutto generazione condensazioni
pressione tipicamente superiori ai 16-18 bar, e stiamo parlando di una macchina ad effetto singolo , se
volesse realizzare une effetto doppio andremmo fuori scala ma parleremo due pressioni molto superiori dai
20 bar motivo per il quale le pompe di calore , nelle macchine frigorifere ad ammoniaca ad acqua
normalmente sono d effetto singolo , le macchina ad effetto doppio pure avendo prestazioni molto
superiori richiederebbero pressioni parit9oclarmente elevate in fase di generazione particolar modo,
generatore di alta pressione , pressione ben oltre ai 20 bar sicuramente è un problema dal punto di vista
costruttivo anche in fase di manutenzione e esercizio in queste macchine c’è dell’ammoniaca un fluido
particolarmente pericoloso.

TABELLA REPILOGATIVA:
Le macchine ad effetto singolo alimentata da un fluido caldo, macchine ad alimentazione indiretta,
richiedono da un valore di temperatura minima che abbiamo indicato a 75 °C, ma per alimentare una
macchina a 75 °CF dobbiamo avere temperature di assorbimento e condensazione basse, in realtà le
temperature tipiche di alimentazioni sono oltre 90,95 °C, il COP =0,6 frigo, pompa di calore COP =1.4-1,6I

Il COP per le macchine a doppio effetto per una pompa di calore in realtà non è presente in commercio,
quella a BrLt perché avremmo la lievitazione della temperatura dell’utenza, quelle ad ammoniaca ed acqua
avrebbero il problema della pressione al generatore principale e di fatto non ci sono pompe del calore a
doppio effetto in commercio.

In realtà qualsiasi macchina frigorifera o pompa di calore ad acqua ad assorbimento può essere alimentata
sia mediante del fluido caldo a temp sufficientemente elevata , parleremo di macchina diretta, sia
preferendo che nel generatore sia direttamente installato un bruciatore alimentato con un combustibile
fossile tipicamente gas naturale , parleremo di macchina a fiamma diretta( non hanno nessun problema
della temperatura minima di alimentazione le temperature di combustione sono enormemente più alte
rispetto a quelle delle quali parliamo e quindi le macchia a fiamma diretta possono essere ad effetto singolo
o doppio effetto)

Curve caratteristiche:
La differenza tra le due macchina a doppio effetto è legata nel 1°Caso il COP iene conto anche del
rendimento del bruciatore, invece nel 2 caso il fluido viene prodotta da un generatore di calore sterno per
questo il COP è più elevato, I valori del COP sono molto stabili anche a carico parziale uno due pregi queste
macchine è legata all’assenza del compressore che le prestazioni sono molto alte addirittura più alte a cric
parziale che non al carico nominale, è vero se l’assorbitore è munito di un sistema di regolazione quando
devo diminuire la potenza frigorifere erogata così riduce la quantità di calore che viene inviata al
generatore ad esempio abbassiamo la portata o la temperature del fluido caldo che alimenta il generatore.

Il diagrammai di destra la potenza frigorifera in funzione della temperatura dell’acqua all’ingresso


dell’evaporatore sostanzialmente dell’acqua fredda che dobbiamo raffreddare, il comportamento è del
tutto analogo a quelle della macchina a compressione vapore più bassa alla temperatura dell’acqua che
entrano nell’evaporatore (quella dell’utenza) minore sarà l potenza frigorifera che riusciremo ad ottenere
Curve caratteristiche di una macchina reale, modello diffuso per piccole taglie ad acqua di BrLt

Il diagramma di destra per vari possibili valori della temperatura di uscita dalla torre ,qual è la potenza
termica che riusciamo offrire alla macchina a seconda della temperatura dell’acqua calda che l’alimenta
partendo i un massimo di 95 °C che è il valore nominale scendono o per un minimo di 70 °C , la potenza si
riduci man mano che la temperatura dell’Acqua calda diminuisce i diagramma di destra n funzione degli
stessi parametri al potenza frigorifera erogata , e ovviamente questa potenza scende molto velocemente
che man mano che si riduce la temperatura dell’acqua calda che alimenta la macchina Pc/Pth ottengo il
COP e ci accorgeremo che il COP a differenza di queste potenza e abbastanza stabile.
Dal punto di vista economico invece:

Gli assorbitori costano circa il doppio della macchina frigorifera a parità di taglia, bisogna capire in quali casi
vale la pena acquistarli
Analisi di fattibilità energetica ed economica, per calcolare il cuc di una pompa di calore o frigorifero ad
assorbimento alimentato da un combustibile fossile( assorbitore a fiamma diretta oppure un assorbitore
alimenta a da energia termica prodotta in caldaia , in questo caso bruciatore all’esterno ) in questo caso il
CUC = COP della macchina e dunque effettuo il confronto la pompa di calore ad assorbimento con un caldai
il risparmio energetico sarà ∆EP/Ep e il confronto con un sistema ad assorbimento con un sistema a
compressione di vapore cuc = rendimento parco di generazione * COp della macchiano elettrica.
Una pompa di calore ad assorbimento con un COP=1,4 sarà sicuramente in grado di assicurarci uno buon
risparmio energetico rispetto ad una caldaia, rispetto ad una pompa di Calore con un COP molto elevati.

Viceversa un frigorifero ad assorbimento con COP pari a 0,7 non cui permetta mai a risparmiare energia
rispetto ad un frigorifero elettrico, le pompe dio calore di assorbimento a fiamma diretta possono essere
commiserati u sistema efficiente rispetto ad una caldai probabilmente rispetto ad una pompa di Calore se
on caratterizzata da un COP troppo elevato mentre i frigoriferi ad assorbimento a fiamma diretta non sono
mai classificabili come sistemi ad alta efficienza, hanno senso quando l’applicazione il funzionamento
prevalente è quello a pompa di calore, a quella a macchina frigorifera è poco efficiente

Dal punto di vista economico ottengo lo stesso risultato:

Cu Gn costo del combustibile, PCI (potere calorifico inferiore), COP della macchina, calcolo il SPB=
investimento / risparmio sui costi di esercizio. E realizzo il confronto.
Queste macchina diventano interessanti quando possiamo alimentarle con calore di scarto o quanto meno
con calore energia termica prodotta mediante una fonte rinnovabile in questo caso l’energia primari da
fonte fossile che alimenta la macchina sarà 0 , trascurando quel po’ di energia elettrica che serve per il
funzionamento degli ausiliari il risparmio di energia primaria corrisponderà al fabbisogno di energia
primaria del sistema di riferimento, per un caldaia tutta l’energia primaria consumata da una caldaia
diventa energia primaria risparmiata. Nel confronto con le pdc o frigoriferi elettrici tutto il fabbisogno di
energia primaria della macchina elettrica diventa una risparmio di energia primaria grazie l’utilizzo della
macchina ad assorbimento anche da l punto vi vista economico non c’è più costo di esercizio almeno come
costo del combustibile , tutto il sto del gas naturale o dell’energia elettrica che serve per far funzionare il
sistema di riferimento rispettivamente caldaia e macchie elettriche diventa risparmio i questo caso è molto
più facile che il SPB sia accettabile( grafico successivo )
Ecocompatibili bene le macchine a BrLt, quella ad ammoniaca hanno il difetto di usare un fluido non privo
di inconveniente di ambientali ma almeno non presenta problemi riguardanti l’effetto serra, ODP è un
parametro che pericolosità rispetto all’ozono, né importante nelle macchine a ciclo inverso perché fino ad
un apio di anni fa si usavano fluido frigoriferi che avevano una notevole aggressività nei confronti
dell’ozono, erano i princi0pali responsabili del buco dell’ozono.

Partiticamente efficiente a carico parziale, presentano efficienze che possono essere considerata elevate
nel funzionamento in pompa di calore anche nel caso di macchine a fiamma diretta mentre possono essere
considerate elevate in un altro caso quando l’alimentazione è indiretta e utilizziamo energia termica
prodotta da fonte rinnovabile.

Gli inconvenienti sono l’efficienza nel caso di macchina a fiamma diretta con funzionamento in modalità
estiva obbiettivamente molto basso per macchine a singolo effetto c’è la necessità delle torre di
raffreddamento per sistemi a BrLt, dimensioni molto consistenti rispetto alle macchine a compressione di
vapore servono una manutenzione specialistica perché non possiamo affidarci al comune specialista, uno
dei problemi principali è che i costi sono molto contenuti perché queste macchine sono molto meno
diffuse rispetto a quelle tradizionali

ESERCIZIO PROPOSTO
Ovviamente il 4,19 è il calore specifico dell’acqua liquida P (prodotto fino a 5) potenza termica massima
che l’acqua termale potrà cedere alla miscela nel generatore dell’assorbitore moltiplichiamo per un COPf =
0,7 otteniamo la potenza massima potenza frigorifera che riusciremo ad ottenere (PF)
Curva di durata della richiesta frigorifera rispetto al caso reale è stato semplificata e ricondotta ad una
curva a 5 gradini 280 kW è il picco richiesto per 400h, 250 il 2 gradino per altre 400h, e via via fino all’ultimo
gradino la base della richiesta 100 kW è il minimo per 1000h. (2500-1500)

Facendo il calcolo dell’aree egli istogrammi si arriva alla richiesta complessiva di energia frigorifera che vale
420000 kWh.

Facendo riferimento alla slide 120 altre ipotesi COP medio stagionale ed ecc.

Anziché sceglier una singola taglia, l’esercizio richiede di valutare 5 possibili taglie da 50 a 250 nominale con
alimentati a 95 °C in realtà noi possiamo alimentare le macchine ad 80 °C per determinare la potenza che
noi possiamo effettivamente disponili, l’esercizio dci dice di assumere circa il 75 % ci quella che avremmo
se potessimo alimentare all’assorbitore a 95 °C , questo significa il 50 kW diventano 376,5 e via via, 250kW
diventano 187,5 kW reali con i vari costi d‘investimento da sostenere.

Tutte quello che non riusciamo a produrre con la macchina frigorifera ad assorbimento deve esser prodotto
con le stesse macchine frigorifere pre esistenti.

L’alternativa può essere:


Potremmo pensare di inserire a monte del chiller ad assorbimento una caldai integrativa installare una
assorbitore di potenza pari al picco della richiesta quindi 280 kW e utilizzare solo questo sistema tutto il
freddo necessario all’utenza senza fare più integrazioni con le macchine elettriche , fin quando la sorgente
geotermica è sufficiente a produrre tutto il freddo necessario la caldaia può essere spenta , quando non ce
la facciamo accendiamo la caldaia e ovviamente produciamo altra energia termica disponibile per
alimentazione dell’assorbitore e dunque l’assorbitore dovrà produrre più energia frigorifera di quella che
poterebbe produrre se fosse alimentato solo dall’acqua termale. La scartiamo tale soluzione ed è prevista
quella con l’installazione di un chiller elettrico in serie alla macchina ad assorbimento per fare le necessarie
integrazioni, questa configurazione è molto inefficiente caldaia + frigorifero ad assorbimento ad effetto
singolo significa avere un sistema molto inefficiente dal p8ijunto di vista termodinamico ed economico.

Continuando con le varie ipotesi nell’ipotesi finale supponiamo che il COP dell’assorbitore sia sempre 0.7,
che il COP dei chiller 2.l5 semplifichiamo tutto per rendere l’esercizio agevole anche sul punto di vista dei
calcoli.
Ulteriori ipotesi:

RIS
ULTATI MEDIANTE EXEL

Come arriviamo a questi risultati?

Per sistema di riferimento sommando le varie barre dell’istogramma otteniamo l’energia frigorifera
necessaria, la dividiamo per il COP=2,5 ottengo il consumo o di energia 168, moltiplico per il costo di
energia elettrica e ottengo 25.200(costo di esercizio)

Per il sistema proposto come si ragiona?

Per ogni possibile potenza frigorifera nominale tra 50 e 250 andiamo riprender la potenza frigorifera
effettiva che il 75 % poi andiamo a confrontarla con al curva di durata ad esempio nel primo casa la
potenza frigorifera dell’assorbitore è 37.5 questo vuol dire che la macchina potrà funzionare sempre a
pieno carico erogando un energia frigorifera che sarà pari a 2500*37.5 ( per ogni gradino dobbiamo fare
400*37.5+altrei 400*37.5 ed ecc) tutto il resto dovrà essere prodotta dalle macchine elettriche in realtà
quello che a noi interessa è l’energia d’integrazione quella che ci costa ,a la macchina frigorifera una volta
che trascuriamo i consumi elettrici ha un costo che diventa solo quello di manutenzione che calcoliamo a
parte in base all’investimento.

In tabella ho l’energia frigorifera che dobbiamo integrare con le macchine elettriche ad esempio 97000 esce
fuori facendo 280(potenza richiesta)-(37,59(potenza che ci dà l’assorbitore più piccolo )*400 e così via
proseguendo per gli altri gradini , lo steso discorso con le macchine più grandi ad un certo punto ci
accorgiamo che le integrazioni in alcuni gradini non sono più necessaria perché l’assorbitore quando la
potenza frigorifera richiesta è al di sotto di un certo valor e riesce a coprire tutto il carico, una volta
calcolata quieta energia d’integrazioni dividendo per il COP 2.5 , o0ttengo l’energia elettrica e possiamo
fare tutti i calcoli economici , mettere anche il costo di manutenzione in percentuale dell’investimento e
riprodurre tale risultati.