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Anche i vostri emblemi - intendo dire vessilli e trofei - dimostrano la potenza di questa figura ed con essi che voi, dovunque, sfilate, mostrando, anche se lo fate senza avvedervene, i segni del comando e del potere. 7. In questa forma ancora elevate le immagini dei vostri imperatori, quando muoiono e voi li chiamate di, nelle iscrizioni che vi apponete. 8. Pertanto, poich abbiamo fatto quanto era nelle nostre facolt per convincervi, attraverso largomentazione e levidenza di questo segno, ormai sappiamo di non avere colpa anche se non ci credete: il nostro dovere assolto e terminato. Ancora sugli impostori contrapposti a Cristo LVI. - 1. Ma i malvagi demoni non si contentarono, prima della comparsa di Cristo, di dire che sono esistiti i cosiddetti figli di Zeus; anzi, quando, dopo la Sua comparsa e venuta tra gli uomini, appresero come Egli fosse stato preannunziato dai Profeti e si resero conto che fra ogni gente era creduto ed atteso, ancora una volta, come prima avevano mostrato, tiravano fuori altri personaggi: Simone e Menandro di Samaria che, esercitando arti magiche, ingannarono, e tengono tuttora nellinganno molti. 2. Simone, vissuto - come dicemmo prima - tra di voi nella Roma imperiale, sotto limperatore Claudio, colp a tal punto il sacro Senato ed il popolo romano che fu considerato un dio e fu onorato di una statua, come gli altri onorati quali di da voi. 3. Perci noi preghiamo il sacro Senato ed il vostro popolo di farsi con voi esaminatori di questa nostra richiesta, affinch, se qualcuno fosse succube delle sue dottrine, possa apprendere la verit e fuggire lerrore. E la statua, se volete, abbattetela. Noi non temiamo le morte LVII. - 1. I cattivi demoni non riescono a persuadere che non esiste il fuoco come punizione per gli empi, cos come non poterono tenere nascosta la venuta di Cristo. Solo questo possono fare: che chi vive contro ragione, cresciuto perversamente nei cattivi costumi ed schiavo delle false opinioni, ci uccida e ci odi. Noi comunque non solo non li odiamo, ma - come dimostrato - ne abbiamo piet e desideriamo persuaderli a cambiare. 2. Infatti non temiamo la morte, poich sappiamo che, comunque, si muore e che non c niente di nuovo, ma in questo ordine di cose ritornano sempre le medesime realt. Se di esse sente nausea chi ne fruisce anche solo per un anno, per essere per sempre liberi da passioni e da bisogni, occorre approdare alle nostre dottrine. 3. Se poi si mostrano increduli asserendo che non c nulla dopo la morte e dichiarano che i morti raggiungono linsensibilit, a noi fanno del bene, sottraendoci ai patimenti ed alle necessit di quaggi; mentre, invece, mostrano se stessi malvagi, non umani e schiavi delle opinioni: infatti ci uccidono non per liberarci, ma per i privarci della vita e del piacere.