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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Responsabilit e coordinamento del progetto: Stefano Brenna Realizzazione a cura di: Dante Fasolini, Vanna Maria Sale Contributi specifici: Geologia e geomorfologia: Francesco Malucelli Clima: Lorena Verdelli (testi), Valerio Marchetti (immagini), Marina Anelli (testi Milano) CD Rom, elaborazione dati: Marco Pastori, Luca Percich, Alberto Rocca, Silvia Solaro Schede suoli: Silvia Solaro Armonizzazione pedologica: Agristudio srl, Rea scarl, Timesis srl, Soil Network Italia soc. consortile arl Analisi di laboratorio: ERSAF, Ceres Varese, MAC Minoprio Progetto grafico: ES Studio S.r.l. Milano Illustrazione di copertina: Immagini ERSAF Fonti fotografiche: ERSAF I.TER p.s.c. arl Prima edizione: Milano, febbraio 2004 Stampa: Arti grafiche G. Vertemati Srl Via Bergamo 2 20059 Vimercate (MI)

Copyright

2004 ERSAF

ERSAF Ente Regionale per i Servizi allAgricoltura e alle Foreste Via Copernico, 38 20125 Milano www.ersaf.lombardia.it

La pianura della Lombardia prima e pi di tutto un territorio agricolo: e questo nonostante ospiti, contemporaneamente, gran parte dei 9 milioni di cittadini lombardi, degli insediamenti produttivi e delle infrastrutture logistiche della regione. Conoscere i suoli e conoscerli bene dunque indispensabile, soprattutto qui da noi: per preservare come ci raccomanda lUnione Europea i terreni di grande valore agricolo per la produzione alimentare a lungo termine, per valorizzare la tipicit e la qualit delle nostre produzioni ed anche per salvaguardare lambiente e assolvere a quelle funzioni di riqualificazione del paesaggio, attenuazione dellimpatto esercitato dalle attivit antropiche e mitigazione degli effetti del cambiamento del clima, che oggi al territorio rurale sono richieste per assicurare uno sviluppo sostenibile. ERSAF continua oggi e porta ad un nuovo importante momento e strumento di diffusione - uno sforzo intrapreso ormai quasi 20 anni fa in Lombardia, per conoscere e far conoscere i suoli della nostra regione, le loro caratteristiche, i loro comportamenti, le loro attitudini - direi quasi - i loro segreti: i Quaderni di questa serie sono la testimonianza di questo impegno. Francesco Mapelli Presidente ERSAF La conoscenza dell'ambiente e del territorio un presupposto di base su cui fondare le politiche e le scelte di governo del territorio: in questo senso la Direzione Generale Territorio e Urbanistica attivamente impegnata per sviluppare progetti di studio e ricerca territoriale, i cui risultati sono di fondamentale importanza per attuare efficacemente le proprie funzioni di programmazione e per fornire agli enti territoriali strumenti efficaci per il controllo e la gestione del territorio. Tutti i dati, raccolti ed elaborati in modo coordinato ed integrato tra diversi soggetti preposti al governo del territorio, vanno a strutturare quellarchitettura composita ed articolata rappresentata dal Sistema Informativo Territoriale, nel quale i contenuti informativi relativi alle caratteristiche dei suoli ed alle unit morfologiche di paesaggio rappresentano uno dei numerosi ma fondamentali tasselli. Nel sottolineare limportanza della diffusione, dellintegrazione e della condivisione delle conoscenze territoriali il Sistema Informativo Territoriale propone questopera realizzata in modo congiunto alla Direzione Generale Agricoltura ed allERSAF per rendere fruibili le informazioni ad un pubblico vasto, che potr valorizzare i dati conoscitivi attraverso i propri utilizzi a fini applicativi. Alessandro Moneta Assessore al Territorio e Urbanistica

Tre sono gli indispensabili elementi necessari alle pratiche agricole: la luce del sole, il terreno, lacqua. Al contrario della prima, le ultime due sono risorse esauribili, sempre pi scarse, per le quali lagricoltura in serrata competizione con tanti altri utilizzi ed impieghi. Peraltro, lagricoltura lunica forma di utilizzo del suolo capace di preservarne la consistenza e le caratteristiche anche per il futuro, al contrario di ci che avviene quando il terreno viene cementato, asfaltato, scavato. Per queste ragioni, lagricoltura il settore produttivo pi interessato alla tutela e gestione sostenibile delle caratteristiche qualitative e quantitative del terreno. Questo quaderno un contributo importante, utile e prezioso, che incrementa le conoscenze tecnico scientifiche sui terreni della Lombardia. Viviana Beccalossi Vicepresidente della Giunta Regionale Lombarda Assessore allAgricoltura

Indice

Introduzione Inquadramento geografico Caratteri fisici del territorio


Clima Geologia Geomorfologia Idrogeologia Uso del Suolo

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I pedopaesaggi della provincia


La classificazione del pedopaesaggio Pedopaesaggio dei rilievi montuosi lombardi Piano basale Pedopaesaggio dei terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura Terrazzi antichi Terrazzi intermedi Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Media pianura idromorfa Bassa pianura sabbiosa Pedopaesaggio delle valli fluviali dei corsi dacqua olocenici Superfici terrazzate sospese sui corsi dacqua attuali Piane alluvionali (inondabili) attuali o recenti Piana alluvionale olocenica di origine appenninica

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I suoli della provincia


Funzione produttiva Funzione protettiva Funzione naturalistica Schede dei suoli Pedopaesaggio dei rilievi montuosi lombardi Scheda 1 Suoli Monte Oriolo franco sabbiosi (MRL1) Pedopaesaggio dei terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura Scheda 2 Suoli Riccagioia franco limoso argillosi (RGI1) Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Scheda 3 Suoli Giovenzano franco limosi (GIE1) Scheda 4 Suoli Tessera sabbioso franchi (TSS1) Scheda 5 Suoli Vercellina franco sabbiosi (VEL1) Pedopaesaggio delle valli fluviali Scheda 6 Suoli Cerino franchi (CEI1) Scheda 7 Suoli Lemandelli franco limosi (LEM1) Scheda 8 Suoli Parosacco sabbioso franchi (PSA1) Scheda 9 Suoli Goreda franco argillosi (GOD1) Scheda 10 Suoli Nova argillosi (NOA1)

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Glossario

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Introduzione

Suolo, risorsa fondamentale


Questo volume fa parte di una serie di quaderni provinciali, che descrivono suoli e paesaggi della pianura e collina lombarda. Tali pubblicazioni sono rivolte a chiunque voglia conoscere meglio questa importantissima risorsa della nostra regione, a cominciare dai tecnici delle istituzioni e delle professioni e dagli studenti.
Il suolo per luomo una risorsa importante. Dalle sue caratteristiche dipende ed dipesa nel corso della storia la possibilit per lumanit di alimentarsi; la sua capacit di trattenere, filtrare e favorire la biodegradazione delle sostanze tossiche e inquinanti condiziona in modo rilevante la possibilit di avere acque pulite e un ambiente sano. Il suolo anche un elemento fondamentale degli ecosistemi terrestri, conserva testimonianze della storia della terra e una parte consistente della biodiversit del pianeta, uno dei pi grandi serbatoi di carbonio esistenti in natura; svolge cos funzioni determinanti negli equilibri ambientali, nella regolazione dei flussi idrologici e nella modulazione del clima, assumendo un valore che non solo economico e ambientale, ma anche culturale. Tuttavia, una piena coscienza dei valori di cui i suoli sono portatori non ancora abbastanza diffusa; non c in genere ancora piena consapevolezza del fatto che esistono tanti diversi tipi di suolo, ognuno con propriet, comportamenti, attitudini proprie, e che anche entro distanze modeste, come possono essere quelle della pianura lombarda, possiamo incontrare suoli del tutto differenti luno dallaltro. Il suolo non esclusivamente una superficie, o uno spessore, e non nemmeno riconducibile a una semplice somma di propriet chimiche o fisiche, ma piuttosto un vero e proprio corpo naturale vivente, risultato di lunghi e complessi processi evolutivi, durati spesso migliaia e migliaia di anni. Tali processi portano a una condizione di equilibrio dinamico, perch soggetto allinterazione e allinfluenza dellambiente e, nelle aree abitate, delluomo. La cartografia il primo e pi immediato strumento figurativo di conoscenza della risorsa suolo. Essa infatti in grado di dirci quali suoli ci sono in una certa area, e quindi quali propriet, comportamenti funzionali ed attitudini essi hanno, ma anche dove tali suoli sono localizzati e come sono distribuiti nello spazio geografico. La cartografia dei suoli diventata pertanto uno strumento indispensabile per programmare in modo consapevole e sostenibile luso della risorsa suolo, preservandola da un consumo eccessivo e sconsiderato e assicurando forme di gestione che non ne degradino la funzionalit.

Introduzione

La produzione sistematica di conoscenze sui suoli ha avuto inizio in Lombardia intorno alla met degli anni 80 con il Progetto Carta Pedologica, a scala di semidettaglio, del territorio regionale di pianura e prima collina, realizzato dallEnte Regionale di Sviluppo Agricolo della Lombardia - ERSAL. Le carte dei suoli allestite in quel progetto sono state pubblicate in 37 volumi, appartenenti a unapposita collana (SSR), ciascuno relativo a una delle aree nelle quali nel corso di una quindicina di anni si svolto il programma di rilevamento e cartografia. La Regione Lombardia e lEnte Regionale per i Servizi allAgricoltura e alle Foreste - ERSAF, che nel frattempo ha ereditato lattivit e le competenze in campo pedologico dellERSAL, presentano le carte dei suoli in una nuova veste editoriale dedicata ai suoli ed ai paesaggi della pianura e della collina lombarda (14.000 km2 circa in tutto, che interessano il territorio di 10 province, ossia tutte quelle lombarde esclusa Sondrio). Le cartografie e le conoscenze sono state aggiornate, ulteriormente approfondite e perfezionate rispetto al passato, sia per contenuto informativo sia per coerenza e congruenza con gli altri tematismi del Sistema Informativo Territoriale (SIT) regionale. La serie formata da 8 volumi, uno per provincia tranne che per le tre province di Varese, Como e Lecco, presentate in ununica monografia. Ogni volume formato da un fascicolo stampato e da un cd-rom. Il fascicolo, con uno stile sintetico e semplice, per quanto possibile in un testo tecnico-scientifico, inquadra i suoli nel paesaggio e nellambiente in cui si sono formati e sono ora collocati, evidenziando aspetti gestionali e problemi applicativi attraverso una serie di casi tipo. Nel cd-rom, mediante un navigatore cartografico, si possono consultare le carte pedologiche integrali (formato immagine) e quelle rappresentative del comportamento funzionale e di alcune attitudini applicative dei suoli. Queste carte, realizzate a scala di semidettaglio, forniscono un quadro conoscitivo adeguato ad affrontare problematiche di uso e gestione dei suoli a scala comunale e comprensoriale, e rappresentano un riferimento fondamentale per gli approfondimenti che possono essere necessari quando invece si opera a scala pi dettagliata (es. a livello di azienda agricola). Le conoscenze contenute nei volumi sono rivolte a molteplici destinatari: ai tecnici, innanzi tutto, in particolare a quelli che nelle istituzioni pubbliche o nella professione si occupano di agricoltura, di ambiente e di pianificazione urbanistica, ma anche agli studenti e a tutti coloro che siano interessati o anche solo curiosi di saperne di pi sui suoli della nostra regione. In questo volume raccontiamo i suoli ed i paesaggi della porzione pianeggiante e dei primi rilievi appenninici della Provincia di Pavia. In questarea, a spiccata propensione agricola, i paesaggi ed i suoli variano profondamente nello spazio di pochi chilometri, passando dai suoli sulle marne ed argille delle prime colline appenniniche a quelli delle risaie permanenti della Lomellina. Tale peculiarit arricchisce quindi un territorio che fa della specificit dei prodotti agricoli uno dei suoi pi efficaci biglietti da visita.

Inquadramento geografico

Inquadramento territoriale dellarea indagata (parte prov. Pavia)

La provincia di Pavia ubicata nel settore sud occidentale della regione Lombardia. L'area oggetto del presente studio comprende la parte nord del territorio della provincia escludendone la porzione pi prettamente appenninica. La fisiografia dellarea quasi interamente pianeggiante ad eccezione della parte meridionale dellOltrepo pavese, dove sono presenti i primi rilievi appenninici e, a nord di questi, le fasce dei terrazzi antichi. Questa porzione di provincia attraversata dalla valle del fiume Po in direzione ovest-est mentre lungo lasse nord-sud troviamo in sinistra idrografica del fiume Po le valli del Sesia, che ne delimita anche il confine occidentale, e del Ticino. Il territorio segnato dalla presenza di altri corsi dacqua, minori ma non trascurabili, tra i quali, in sinistra Po, lAgogna, il Terdoppio e lOlona, e in destra Po i torrenti Staffora, Coppa e Versa. Dei circa 250.000 ettari di superficie complessiva, ripartiti in 171 comuni, 23.400 sono costituiti dalle cosiddette aree miste (aree urbane, corpi dacqua, cave, discariche e altri tipi di utilizzo). I rimanenti 226.600 ettari (circa 90%) costituiscono pertanto la superficie utile di suolo. Il settore agricolo ha una significativa rilevanza economica in tutto il territorio considerato, a partire dalle risaie della Lomellina sino ai vigneti dellOltrepo pavese. Le vie di comunicazione principali si snodano prevalentemente lungo lasse nord sud sulla direttrice Milano-costa ligure con lautostrada A7 e la linea ferroviaria per Tortona e Genova, e lungo lasse ovest-est con le strade statali per Cremona e Piacenza, lautostrada A21 Torino Brescia e la linea ferroviaria Alessandria-Piacenza.

Caratteri fisici del territorio

Clima
Dallanalisi dei dati di temperatura e piovosit si pu notare che la provincia di Pavia, limitatamente al territorio descritto nel quaderno, caratterizzata da una relativa uniformit delle temperature. Il clima caratterizzato da inverni freddi, con temperatura media 2,3C, ed estati calde e afose con temperatura media 22,3C. In pianura il mese pi freddo gennaio, con temperatura media 1,1C, quello pi caldo luglio, con temperatura media 23,5C.
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Dati forniti dallUfficio Idrografico e Mareografico di Parma, Bacino del Po.

1Temperatura media annua della provincia di Pavia (pianura e montagna) 2Precipitazioni medie annue - pioggia e neve fusa 1951-2000

Quanto alle precipitazioni medie annue - pioggia e neve fusa - si pu osservare dallanalisi dei dati una maggiore piovosit nella zona pianeggiante della provincia, con valori compresi tra 800 1000 mm , mentre in collina la precipitazione si attesta intorno agli 800 mm.

Geologia
Il territorio della provincia di Pavia descritto in questo lavoro (pianura e prime propaggini appenniniche) presenta un'elevata variabilit morfologica e litologica. Tale variabilit in parte ereditata dagli eventi geologici prequaternari connessi allorogenesi appenninica, ma soprattutto si deve a quelli recenti, verificatisi durante il Pleistocene con le ripetute glaciazioni e deglaciazioni di cui si dir pi avanti. Lassetto geologico della pianura ha avuto origine dalle complesse vicende intervenute durante lera quaternaria; la sua genesi si deve infatti alla dinamica fluvioglaciale durante il Pleistocene (1,7 - 0,01 milioni di anni - in seguito abbreviati in MA) e a quella fluviale durante il successivo Olocene (a partire da 0,01 MA). Al termine dellultima glaciazione quaternaria si formata la piana proglaciale wr-

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

miana, nota come Livello fondamentale della pianura (LFdP), che costituisce il substrato del territorio pavese situato a nord del fiume Po (Lomellina), variamente inciso dalle valli fluviali oloceniche. Queste, prevalenti nella parte centrale del territorio, sono costituite dai depositi alluvionali dei principali corsi d'acqua. Nella porzione meridionale dellarea studiata si trovano le prime propaggini dei rilievi appenninici, caratterizzati da una forte variabilit litologica e da morfologie estremamente varie. Al limite tra la piana fluviale olocenica ed i rilievi appenninici, nonch in prossimit del rilievo di Miradolo Terme posto nei pressi del confine orientale della provincia, sono presenti superfici terrazzate attribuite al Mindel ed al Riss. I rilevi appenninici sono costituiti da rocce di ambiente marino, in via di formazione durante la fase di innalzamento della catena appenninica o di genesi precedente, emerse per sollevamento tettonico al culmine dellorogenesi. Nellarea studiata, le rocce pi antiche appartengono al Complesso caotico, formate da argille con inclusioni di materiale litoide di varia natura e dimensioni risalenti al Cretaceo (142 65 MA); sono presenti inoltre argille, arenarie, conglomerati, marne e calcari formatisi in un periodo compreso tra il Paleocene (65-53,5 MA) ed il Pliocene (5-1,8 MA). Queste rocce, diverse per natura, et e ambiente genetico, si trovano oggi in contatto per effetto dei fenomeni di tettogenesi dellappennino settentrionale.

Quadro sintetico delle oscillazioni climatiche quaternarie in riferimento allareale padano (da J.J. Lowe and M.J.C. Walken 1997 modificata).

MARINE OXIGEN SOTOPE STRAGES

NORTHEN EUROPE
Holocene Weichselian Eemian Warthe Saale/Drenthe Drenthe Domnitz (Wacken) Fuhne (Mehleck) Holsteinian (Muldsberg) Elster 1 Elster 1/2 Elster 1 Cromerian IV Glacial C Interglacial III Glacial B Interglacial II Helme (Glacial A) Astern Interglacial I Holsteinian Interglacial

THE NETHERLANDS
Holocene Weichselian Eemian

BRITISH ISLES
Flandrian Devensian Ipswchian

EUROPEAN RUSSIA
Holocene Devensian Mikulino Moscow Dneipr Glaciation

NORTHEN ALPS
Holocene Wrm Riss-Wrm Penultimate Glacial Late Riss ? Antepenultimate glac. Early Riss/Mindel?

NORTH AMERICA
Holocene Wisconsinan Sangamon Late Illinoian Early

EVENTI CLIMATICI GEOLOGICI E PEDOLOGICI NELLA PIANURA LOMBARDA


Post glaciale Ultima glaciazione, deposito del Loess e successiva formazione dellorizzonte pedologico Fragipan Periodo interglaciale, caldo umido, formazione della plintite

1 0.01 2-4d 0.08 0.13 0.19 0.25 0.30 0.34 0.35 11 0.43 0.48 O.51 0.56 0.63 0.69 0.72 18 0.78 19 0.79 20 21 22 13 14 15 16 17 12 9 10 5e 6 7 8

COLD TEMPERATURE T C T C T C T

TIMESCALO MA. BP

Wolstonian

Odintsovo Dneipr Romny

Lungo periodo glaciale, con alternanze di periodi freddi e temperati (interstadiali) Periodo interglaciale, caldo umido, formazione di suoli lisciviati e idromorfi Pianura fluviale, deposito di sedimenti sabbiosi ed argillosi

Hoxnian

Pronya Lichvin

Pre-Riss ?

Pre-Illinoian A

C T

Anglian Elster Cromerian Cromerian IV (Noordbergum) Glacial C Interglacial III (Rosmalen) Glacial B Interglacial II (Westerhoven) Glacial A Interglacial I (Waardenburg) Dorst Bavelian Leerdam Linge Bavel Menapian Waalian Oka

Late Mindel ? / Donau Early Mindel ? / Donau

C T

C T

C T

C T

Early Gunz ?

C T

C T C T T/C T C

0.90

0.97

Eburonian Beestonian C5-6 C-4c Tiglian CI-4b B 103 104 2.60 Pilocene Pliocene Praetigian A Pastonian Pre-Pastonian/ Baventian Bramertonian/Antian Thurnian Ludhamian Pre-Ludhamian

T/C T

1.65

C T C T

C T C

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Caratteri fisici del territorio

Relativamente alla datazione cronologica delle superfici quaternarie, le attuali conoscenze, ottenute attraverso lo studio dei rapporti isotopici del carbonio in carote di sedimenti oceanici, indicano che sono molti gli episodi glaciali che hanno interessato il pianeta dal Pliocene superiore ai giorni nostri: molti pi dei 4 generalmente riconosciuti nei sedimenti continentali della zona circostante le alpi (Wrm, Riss, Mindel e Gunz). Mentre consolidata lattribuzione glaciale Wrm per designare il periodo con clima freddo e umido che ha caratterizzato le vicende alpine nellintervallo tra 0,10/0,08 e 0,01 MA, e al cui termine si colloca linizio dellOlocene, pi incerta quella di glaciale Riss per lintervallo compreso tra 0,34/0,30 e 0,13 MA, durante il quale si sono alternati pi volte episodi a clima freddo e caldo; precedente e con datazioni meno precise, la cronologia degli episodi glaciali anteriori. In questo volume viene utilizzata la nomenclatura tradizionale, cos come riportata nella Carta Geologica della Lombardia in scala 1:250.000 (Servizio Geologico Nazionale, Regione Lombardia e altri, 1990), avvalendosi, per lattribuzione dellet delle superfici di criteri basati sullalterazione dei suoli e sulla posizione fisiografica delle superfici pi antiche.

Geomorfologia
Ambiti geomorfologici, progetto basi informative ambientali di pianura, Regione Lombardia

Il territorio provinciale dal punto di vista geomorfologico pu essere suddiviso in 4 grandi ambiti principali: livello fondamentale della pianura, valli fluviali, superfici terrazzate pleistoceniche e rilievi appenninici.

Legenda
Terrazzi antichi Terrazzi intermedi Media pianura idromorfa Bassa pianura a meandri Terrazzi fluviali Pianure alluvionali attuali e recenti Rilievi appenninici a bordo della pianura Piano basale

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Elementi lineari geomorfologici, progetto basi informative ambientali di pianura, Regione Lombardia

1) Livello fondamentale della pianura Questo ambito fisiografico occupa quasi la met del territorio provinciale studiato. Si tratta per la maggior parte della porzione ascrivibile alla bassa pianura e subordinatamente alla media pianura. La pendenza delle superfici varia tra 0,1-0,15% nelle parti pi settentrionali, appartenenti alla media pianura, e tra 0,2-0,13% nella bassa pianura. La quota varia tra i circa 125 m s.l.m. della Lomellina nord occidentale ai circa 70 m s.l.m. nei pressi di Chignolo Po, mentre la granulometria passa dalla dominanza sabbiosa-sabbioso limosa nellarea pi settentrionale a quella sabbiosolimosa con sabbie fini verso sud La media pianura presente in una piccola area nella parte nord orientale della provincia, in sinistra Ticino; un area prevalentemente piana o con piccoli dossi, marginalmente interessata dallemergenza dei fontanili (risorgive). La bassa pianura copre una gran parte del territorio provinciale di pianura; si trova a sud della fascia delle risorgive, fino alla valle del Po, ed solcata dalla valle del Ticino. Nella parte pi occidentale della bassa pianura, in destra Ticino, sono diffusi piccoli dossi ancora riconoscibili nonostante i forti livellamenti agrari della zona. Si tratta di lembi di superfici convesse, in genere sabbiose, sopraelevate al massimo di pochi metri sulla pianura e diffuse a sud di Vigevano. Sono state oggetto di studi e considerazioni da parte di vari Autori, che li hanno considerati d'origine eolica o fluviale, dove questultima ipotesi pare oggi la pi accreditata..

Legenda
Alveo torrentizio in erosione o incassato Orlo di terrazzo di erosione fluviotorrentizia evidente Orlo di terrazzo di erosione fluviotorrentizia smussato

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Caratteri fisici del territorio

2) Valli fluviali I corsi dacqua nel pavese hanno, riguardo al tipo di dinamica fluviale, un comportamento diverso a seconda che si trovino a nord o a sud del Po. Tutti i principali corsi dacqua situati in sinistra Po (Ticino, Sesia ed altri corsi dacqua minori), ed il Po stesso, hanno provenienza alpina ed hanno inciso nei territori attraversati valli fluviali di varia profondit. I corsi dacqua in destra Po (Staffora e corsi dacqua minori), provenienti dallappennino, hanno avuto nelle ultime migliaia di anni un comportamento diverso, e piuttosto che incidere la propria valle entro i terreni attraversati hanno originato, con i loro depositi, una piana alluvionale ad accrescimento verticale. Il Ticino scorre nella parte centrale della provincia con direzione NO-SE, ha una valle molto ampia (5 km e pi) e un tracciato costituito perlopi da canali intrecciati che annualmente possono e cambiare forma e percorso. Nel fondovalle attuale sono presenti risorgive, aree umide e torbose e, in genere, molte tracce di meandri abbandonati e paleoalvei dalla morfometria simile a quella del corso attuale. La parte morfologicamente pi alta formata da depositi terrazzati formatisi durante lOlocene pi antico, quando il corso dacqua si trovava a quote maggiori di quella attuale, prima che diversi cicli erosivi ne approfondissero lalveo. Il Sesia, scorre nella parte occidentale della provincia; ha unampia valle ed ha inciso anchesso il livello fondamentale della pianura per una profondit che va da pochi metri fino a circa una decina, il suo corso di tipo meandriforme, ed in sinistra sono presenti terrazzi e tracce di meandri abbandonati. A Nord del Po sono numerosi i corsi dacqua minori, Agogna, Terdoppio ed Olona tra i pi significativi, che contribuiscono con la fitta rete di canali ad alimentare la rete irrigua pavese. In alcuni casi i corsi dacqua hanno inciso il livello fondamentale della pianura e talvolta sono presenti piccoli terrazzi deposizionali. Il Po ha una valle molto ampia, confinata entro opere di contenimento realizzate lungo lasta fluviale in et moderna. Costituisce una striscia, di ampiezza oscillante fra i 200 metri ed i 4 chilometri, con evidenti tracce di paleomeandri. La parte pi ampia situata fra Verrua Po e Mezzanino; nei pressi di San Cipriano Po le dimensioni della valle si riducono repentinamente, fino a divenire praticamente nulle allaltezza di Arena Po. Oltre allattuale alveo unicorsale ad isole e canali sono presenti terrazzi deposizionali antichi e aree con meandri abbandonati. La differenza di quota tra il corso attuale e la pianura circostante lungo la sponda settentrionale estremamente variabile e pu raggiungere anche i 15-20 m, la scarpata in alcuni tratti ripida e ben evidente. Lo Staffora ed i corsi dacqua minori che si trovano nellOltrepo, come accennato in precedenza, hanno avuto negli ultimi secoli un comportamento diverso dai loro omologhi che si trovano in sinistra Po. Essi infatti hanno sopraelevato gradualmente il proprio letto, attraverso la deposizione progressiva dei sedimenti trasportati, fino ad acquisire un corso pensile sulla pianura che andavano costruendo. Si tratta di una piana formata da dossi e depressioni fluviali che nella parte pi bassa, a seguito delle frequenti tracimazioni di alcuni torrenti, tende anche attualmente a cambiare di quota ed aspetto. 3) Superfici terrazzate pleistoceniche Nella provincia di Pavia i terrazzi pleistocenici, formati durante le glaciazioni quaternarie, si trovano al margine appenninico-padano e nei pressi di Miradolo Terme sul lato sud occidentale del rilievo di S. Colombano. Questultimo una dorsale appenninica innalzata da fenomeni tettonici recenti rispetto alla pianura circostante, circostanza che ha preservato dallerosione i depositi quaternari presenti sulla sommit. La quota altimetrica dei terrazzi nei pressi di Miradolo Terme varia da 140 m a circa 70 m s.l.m. e le pendenze sono generalmente comprese entro lintervallo 2-15% ma raggiungono localmente valori superiori al 50%. NellOltrepo le quote variano dai 160 ai 70 m s.l.m e le pendenze generalmente sono dellordine del 1-2%.

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

4) Rilievi montani Al limite meridionale dellarea studiata, sono presenti i primi rilievi appenninici, si tratta di colline caratterizzate da una grande variet di forme e di litologie. Le quote variano tra 85 e 660m, e le pendenze variano notevolmente, con valori molto bassi nei fondovalle e talvolta nei pianori sommatali delle colline e con valori talvolta molto elevati in alcuni versanti. In corrispondenza di particolari litotipi (Complesso caotico, rocce argillose) sono frequenti fenomeni di dissesto, con versanti interessati da fenomeni franosi pi o meno estesi.

Idrogeologia
Nella pianura pavese, come nel resto della Pianura Padana, la diffusione di sedimenti ad elevata permeabilit, la costituzione pianeggiante del territorio e labbondante alimentazione idrica, determinano la presenza di una considerevole circolazione idrica sotterranea. Questa ha luogo all'interno di una potente coltre alluvionale le cui caratteristiche litologiche ed il cui assetto strutturale favoriscono la formazione di un acquifero multistrato, costituito cio da pi falde acquifere sovrapposte interdipendenti tra loro. Per ci che riguarda larea appenninica, la circolazione delle acque sotterranee funzionale alla permeabilit dei litotipi presenti ed alle morfologie. Dal punto di vista idrogeologico possiamo descrivere la presenza di acqua nella provincia di Pavia secondo due tipologie: lacqua nel suolo e lacqua di falde.

Idrografia superficiale, dati Sistema Informativo Territoriale (SIT), Regione Lombardia

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Caratteri fisici del territorio

Lacqua nel suolo La presenza di acqua nel suolo o, comunque, entro 2-3 metri di profondit dalla superficie del terreno, pu essere dovuta alla presenza di orizzonti poco permeabili, oppure alla influenza di una vera falda freatica a profondit ridotta. Nel primo caso si formano orizzonti di suolo sovente saturi dacqua, per ristagno interno, ed eventualmente piccole falde sospese. Ci accade nei terreni che hanno orizzonti argillosi e compatti, o in suoli con granulometria medio-fine soggetti a forte interferenza idrica (aree coltivate a risaia, vicinanza di canali irrigui, aree morfologicamente depresse ecc.). In ampie aree della pianura pavese viene praticata la coltura del riso; i grandi quantitativi dacqua utilizzati per la sommersione delle risaie hanno condizionato fortemente lacquifero superficiale, saturando molti dei suoli coltivati per gran parte della stagione agricola. Questa pratica agricola contribuisce in modo determinante alla ricarica della falda idrica, che nella pianura pavese si trova a pochi metri di profondit. In tutti questi casi, per fattori interni o esterni al suolo, il drenaggio molto rallentato, con sensibili influenze sui caratteri pedologici.

Alvei storici, progetto basi informative ambientali di pianura, Regione Lombardia

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Lacqua di falda L'acquifero viene alimentato oltre che, come accennato in precedenza, dalla grandissima quantit di acque irrigue, anche da un consistente flusso sotterraneo, proveniente dai settori settentrionali del territorio lombardo-piemontese, flusso che avviene soprattutto lungo i canali pi permeabili, corrispondenti ad alvei fluviali attuali o abbandonati o a paleoalvei sepolti. La profondit della falda al di sotto del livello fondamentale della pianura compresa tra 1 e 5 m e risulta massima (circa 15 m) nella Lomellina sud orientale. Per ci che riguarda lOltrepo pavese, nella pianura alluvionale la falda si trova ad una profondit compresa tra i 5 ed i 15 m e viene alimentata dai corsi dacqua che la percorrono..

Uso del suolo


Foto aeree realizzate da CGR, Compagnia Generale Ripreseaeree.
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Classi duso del suolo della porzione di pianura della provincia di Pavia, progetto DUSAF, Regione Lombardia

Dallanalisi dei risultati ottenuti dal progetto Destinazione dUso dei Suoli Agricoli e 2 Forestali (DUSAF) sulle ortofoto IT2000, la provincia di Pavia si caratterizza per luso a seminativo preponderante rispetto alle altre forme di utilizzo del territorio, con una superficie pari a circa 175.000 ettari, pari al 70% dellestensione provinciale. Questa presenza contraddistingue prevalentemente la parte di pianura della provincia, ad esclusione delle aree lungo i principali corsi dacqua (fiume Po, Ticino e Sesia) dove il pioppeto, il bosco e le aree a vegetazione naturali assumono unimportanza areale significativa.

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Caratteri fisici del territorio

Particolare classi uso del suolo e siepi filari, progetto DUSAF Regione Lombardia

Tra le colture presenti riconducibili alla componente seminativo troviamo cereali autunno-vernini, colture industriali, colture foraggere ed il riso, localizzato prevalentemente nella parte occidentale (Lomellina) e centrale della provincia. Le aree boscate costituiscono per superficie la seconda classe duso del suolo (circa 34.000 ha, corrispondenti all11.5% del territorio provinciale), concentrate in prevalenza nella parte collinare e montuosa non indagata dal presente lavoro. Le legnose agrarie (29.200 ha tra pioppeti e vigneti) costituiscono la terza classe duso del suolo, localizzate principalmente lungo i corsi dacqua (pioppeti) e nella zona collinare dellOltrepo pavese (vigneti). LOltrepo pavese costituisce in Lombardia la regione con la maggiore superficie vitata; la produzione del vino e del riso costituiscono i due punti di forza dellagricoltura pavese. Le aree urbanizzate occupano l8,7% del territorio provinciale considerato e costituiscono in ordine di importanza la quarta classe duso del suolo. Nelle aree pi prettamente agricole della provincia presente una fitta ragnatela di siepi e filari, omogeneamente distribuita e con unestensione complessiva superiore ai 2.300 km lineari. Tale rete, attraverso i corridoi ecologici tra differenti aree naturali in cui si muovono la fauna e la flora spontanea, si comporta come una riserva di biodiversit. Per questo motivo, e per il suo valore come elemento del paesaggio agrario, la sua importanza stata rivalutata enormemente negli ultimi anni.

Filari e siepi continui Filari e siepi discontinui

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I pedopaesaggi della provincia

La classificazione del pedopaesaggio


Il paesaggio costituisce il modo, personale e soggettivo, in cui ognuno di noi percepisce lambiente che lo circonda, in funzione della propria sensibilit e formazione. Tra le molteplici componenti del paesaggio, assume grande rilievo la struttura fisica del territorio, di cui il suolo costituisce un elemento significativo. I suoli ed i paesaggi in cui si trovano, in quanto associati a costituire unentit inscindibile, come tali devono essere studiati e considerati. Poich il paesaggio fisico come noi lo avvertiamo la risultante nel tempo dellinterazione degli stessi fattori che determinano le caratteristiche e le propriet dei suoli: clima, topografia, geologia, organismi viventi, la sua analisi non pu prescindere dal considerare i suoli che ne sono parte. Si parla cos di pedopaesaggio, cio di una chiave di lettura che permette di capire, collocare e classificare i suoli in relazione allambiente nel quale si trovano e si sono evoluti. Nella provincia di Pavia si possono identificare quattro grandi pedopaesaggi, che di seguito descriviamo, articolati in altri pi specifici in dipendenza della variabilit ambientale: 1) pedopaesaggio dei rilievi montani (P) 2) pedopaesaggio dei terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura (R) 3) pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura (L) 4) pedopaesaggio delle valli fluviali dei corsi dacqua olocenici (V)

Pedopaesaggio dei rilievi montani (P)


Rilievi montani (P) in provincia Pavia, base informativa suolo, ERSAF.

Si tratta di un pedopaesaggio che compare marginalmente al limite meridionale del territorio descritto. costituito dai rilievi collinari dellAppennino settentrionale, contraddistinti da una elevata variabilit litologica e morfologica. Lesigua porzione rilevata e cartografata ricade interamente nellambito basale definito dalla fascia fitoclimatica del Castanetum.

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Piano basale (PB) Questo ambito territoriale ha una scarsa estensione (meno del 10% del territorio cartografato), compreso tra le altitudini di 85 e 660 m s. l.m. -quota media circa 300m- con vegetazione costituita in prevalenza da boschi cedui di latifoglie eliofile (Querce, Castagni). Si tratta di un pedopaesaggio in cui dominano i versanti con pendenze da moderatamente elevate ad elevate (pendenza media circa 30%), alternati a versanti meno pendenti, con poche superfici sommitali e crinali pi o meno accidentati, nei quali i boschi cedui si alternano alle colture agrarie (vite e seminativi). Le caratteristiche dei suoli sono da porre in relazione diretta con la variabilit litologica e lacclivit delle superfici; in funzione della differente composizione, durezza ed erodibilit del materiale di partenza, e della pendenza, si hanno suoli diversi per profondit e tessitura, come anche per reazione e capacit di scambio cationica (pur trattandosi di suoli sempre calcarei e con elevato tasso di saturazione in basi). Nella maggior parte dei suoli la presenza di un contatto litologico continuo comporta delle limitazioni, talvolta severe, della profondit (i suoli sono perlopi da sottili a moderatamente profondi, raramente pi profondi). Levoluzione pedogenetica si esprime in processi di brunificazione e alterazione dei minerali primari; non mancano tuttavia evidenze del movimento dei carbonati lungo il profilo, con successivo accumulo in forma di concrezioni e concentrazioni soffici negli orizzonti profondi, che talvolta portano alla formazione dellorizzonte calcico.

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I pedopaesaggi della provincia

Pedopaesaggio dei terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura (R)


In provincia di Pavia questo pedopaesaggio, scarsamente diffuso (circa 3% del territorio provinciale), presente in due distinti settori: nellOltrepo, dove la definizione di terrazzi rilevati si riferisce ad alcune superfici addossate ai rilievi appenninici, e presso il suo limite orientale, dove si erge dalla pianura il rilievo di Miradolo Terme. I terrazzi dellOltrepo, preponderanti per superficie complessiva occupata, rientrano in un ambiente morfo-pedologico, localmente chiamato Margine appenninicopadano, che funge da cerniera tra i contrafforti appenninici da una parte e le terre di pianura dallaltra. Lattuale altimetria di queste superfici, sia in Oltrepo che nel rilievo di Miradolo terme, si deve in parte alla tettonica. Si riconoscono due ordini di terrazzi: superiore, o dei pianalti, ed inferiore, o dei terrazzi intermedi, entrambi pre-wrmiani, le cui forme caratteristiche, terrazzi e conoidi terrazzate, sono pi o meno pendenti ed incise in relazione diretta con let.

Terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura (R) in provincia di Pavia, base informativa suolo, ERSAF.

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Terrazzi antichi (RA) I terrazzi antichi hanno unestensione comparabile nei due settori Oltrepo e Miradolo, concentrandosi nel primo caso nella parte occidentale dellOltrepo. Sono costituite da superfici a moderata pendenza, molto incise, impostate su sedimenti di origine fluvio-glaciale di et Mindel. Sulle superfici pi integre (Miradolo) vi sono suoli estremamente evoluti, caratterizzati dalla presenza di orizzonte argillico ben espresso, arrossato, con molte figure pedogenetiche come pellicole illuviali dargilla e concentrazioni di ossidi di ferro e manganese e con caratteristiche lingue di materiale albico che sono indizio di una prolungata pedogenesi in condizioni climatiche caldo umide, paragonabili a quelle attualmente riscontrate nella zona tropicale. Nelle superfici pi incise e pendenti, lerosione maggiore pu aver determinato lasportazione degli orizzonti superiori e talora anche dellintero orizzonte argillico, determinando il ringiovanimento dei suoli con presenza di un orizzonte dalterazione (orizzonte cambico), talvolta interessato da accumulo secondario di carbonati (orizzonte calcico) oppure da neoformazione di elevate quantit dargilla che danno origine a fenomeni stagionali di contrazione e rigonfiamento. Dal punto di vista chimico-fisico questi suoli evidenziano maggiore saturazione, con reazione tendenzialmente subalcalina e alcalina e tessiture fini, nella fascia del margine appeninico rispetto alla zona di Miradolo Terme, dove sono tipicamente neutri o subacidi con tessitura meno fine e con saturazione in basi bassa o moderata.

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I pedopaesaggi della provincia

Terrazzi intermedi (RI) I terrazzi intermedi del pavese sono concentrati in maniera preponderante lungo il Margine appenninico-padano dellOltrepo, mentre la loro presenza nettamente subordinata nel terrazzo di Miradolo. In Oltrepo essi hanno superficie ondulata che immerge gradualmente verso la pianura nella parte occidentale, mentre in quella orientale la transizione netta e con un consistente dislivello (circa 20 m). Nel rilievo di Miradolo-S. Colombano tali terrazzi sono disposti in una fascia che borda in modo discontinuo i terrazzi antichi, costituendo una transizione verso la pianura. Il substrato dei terrazzi intermedi costituito prevalentemente da limi, argille e sabbie, con rare intercalazioni di ghiaie, la cui deposizione probabilmente ascrivibile ad un interglaciale Riss. I suoli presenti hanno caratteri morfologici che evidenziano forti analogie con le condizioni di pedogenesi delle superfici antiche, anche se le figure pedogenetiche mostrano una minore espressione, imputabile ad una minore durata (sono superfici - e suoli- un po pi recenti) e forse ad un clima con caratteri di tropicalit meno spinti. Anche qui i processi di erosione sono la causa di fenomeni di ringiovanimento. Nei terrazzi intermedi sono ancora pi marcate le differenze chimico fisiche tra i suoli del Margine appenninico-padano e quelli di Miradolo, con i primi costantemente alcalini e con elevata saturazione in basi ed i secondi neutri o subacidi, con moderata saturazione.

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura (L)


Il Livello fondamentale della pianura si estende su quasi la met del territorio pavese. Ubicato interamente a nord del fiume Po, nelle aree risicole per eccellenza (Lomellina e pianura pavese centrale), rappresenta la pianura formata per colmamento fluviale nella fase finale della glaciazione wrmiana, esternamente alla cerchia morenica, mediante laccumulo del carico grossolano trasportato dai corsi d'acqua alimentati dalle acque di fusione dei ghiacciai alpini. In funzione della granulometria dei sedimenti, variabile e decrescente (dalle ghiaie ai termini pi fini) in senso nord-sud in relazione alla riduzione della velocit e compe3 tenza delle acque, e in funzione dell'idrologia superficiale e profonda, possibile individuare entro questo pedopaesaggio 2 principali ambienti che si susseguono da nord verso sud: media pianura idromorfa e bassa pianura sabbiosa.

3 Competenza delle acque: trasporto di detriti delle massime dimensioni compatibili con la velocit.

Livello fondamentale della pianura (L), provincia di Pavia, base informativa suolo, ERSAF.

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I pedopaesaggi della provincia

Media pianura idromorfa (LQ) La media pianura idromorfa costituisce lambiente in cui, a causa della diminuzione di permeabilit dovuta alla riduzione granulometrica dei sedimenti, la falda freatica emerge alla superficie del suolo o permane a scarsa profondit. Coincidente con la zona delle risorgive, delimitata a nord dalla linea ideale che congiunge i primi fontanili e a sud dal loro organizzarsi in corsi d'acqua permanenti, strutturati secondo un reticolo idrografico di tipo meandriforme. Nel territorio di Pavia poco diffusa nella parte nord-orientale in sinistra Ticino. In questo ambiente la pedogenesi condizionata dai processi di rideposizione dovuti alle acque correnti o stagnanti e, soprattutto, dalla saturazione idrica del suolo a diverse profondit e per periodi pi o meno lunghi (presenza di orizzonti di alterazione o ad accumulo dargilla con fenomeni di idromorfia molto evidenti). Questi ultimi, da porre in relazione con la prossimit alla superficie di una falda semipermanente, sono pi marcati in corrispondenza delle depressioni corrispondenti alle testate dei fontanili, mentre assumono un minor rilievo nelle superfici subpianeggianti e relativamente stabili che costituiscono il corpo principale di questo ambito morfologico.

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Bassa pianura sabbiosa (LF) La bassa pianura sabbiosa caratterizza oltre un terzo del territorio pavese a nord del fiume Po; il suo limite settentrionale coincide con la zona in cui le acque di risorgiva si organizzano in un reticolo fluviale a meandri, sempre pi inciso nei terreni circostanti man mano che ci si avvicina alla piana di divagazione del Po, suo limite meridionale. I sedimenti che costituiscono tale ambiente sono generalmente sabbiosi e secondariamente limosi. I suoli sono evoluti (diffusa presenza di suoli con orizzonte ad accumulo illuviale dargilla) e fertili, generalmente ben drenati o con fenomeni di idromorfia di lieve o moderata entit, pi equilibrati nella tessitura e nelle propriet chimiche di quelli presenti nella media pianura. Generalmente essi hanno tessitura da media a grossolana, con falda raramente riscontrata entro il primo metro di profondit, ed hanno reazione perlopi da acida a neutra e saturazione in basi bassa. Lassenza di fattori di disturbo ha consentito in questo ambiente una prolungata pedogenesi sui materiali d'origine, con presenza di orizzonti d'alterazione o di illuviazione dargilla in profondit. caratteristica di questo ambiente la presenza di condizioni anthraquiche nei suoli, ossia la presenza di uno strato di spessore decimetrico alla base dellorizzonte superficiale, compattato a seguito delle lavorazioni (soletta daratura), che ostacola linfiltrazione e determina, durante il periodo di sommersione delle risaie, il permanere di condizioni di idromorfia nellorizzonte superficiale; la rottura della soletta comporta tuttavia il ripristino in poco tempo di una normale aerazione del suolo.

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I pedopaesaggi della provincia

Pedopaesaggio delle valli fluviali dei corsi dacqua olocenici (V)


Questo paesaggio include i piani di divagazione dei principali corsi d'acqua, attivi o fossili, e le loro superfici terrazzate, situate a quote maggiori rispetto al fiume ed affrancate dalle acque. Le valli sono state incise dai corsi dacqua del reticolo idrografico attuale o recente e molti di essi, attivi gi nel Pleistocene, continuano a incidere o a sovralluvionare i propri depositi. In provincia di Pavia sono presenti due porzioni di pianura, separate dalla valle del fiume Po, che presentano caratteri diversi. A nord del Grande Fiume la pianura costituita dalle alluvioni dei suoi affluenti di sinistra (Sesia, Agogna, Terdoppio e Ticino), di provenienza alpina, e presenta valli variamente ampie e incassate ma sempre incise entro i depositi fluviali e fluvioglaciali pi antichi. In destra Po, ovvero a sud del fiume, gli affluenti di provenienza appenninica (Staffora e corsi dacqua minori) hanno costruito nel tempo un insieme coalescente di depositi che, almeno quelli degli ultimi 2000 anni, rispondono a una dinamica di copertura alluvionale o ad accrescimento verticale; i corsi dacqua sono pensili e la pianura evolve attraverso fenomeni di esondazione e rotta fluviale.

Valli fluviali (V), provincia Pavia, base informativa suolo, ERSAF

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Superfici terrazzate, sospese sui corsi dacqua attuali (VT) Questo pedopaesaggio comprende i terrazzi alluvionali dellOlocene antico non pi inondabili, situati a quote maggiori rispetto al corso dacqua dal quale sono separati mediante scarpate erosive. Essi corrispondono a precedenti alvei fluviali, abbandonati in seguito a una fase erosiva che ne ha provocato lapprofondimento, e la loro genesi riconducibile allalternanza di fasi deposizionali ed erosive, innescate dalle variazioni di portata dei corsi dacqua e dalle ripetute variazioni del livello medio del mare. Poich durante lOlocene la dinamica fluviale stata prevalentemente erosiva, i corsi dacqua hanno modellato la piana fluvioglaciale e fluviale precedente, incidendovi vari ordini di superfici, di et proporzionale alla quota sul corso dacqua, ciascuno dei quali testimonia una precisa fase di stazionamento e di successiva incisione fluviale. In provincia di Pavia i terrazzi fluviali hanno una diffusione del 15% circa e fiancheggiano tutti i corsi dacqua ubicati in sinistra Po e lo stesso Po nella parte occidentale della provincia, lungo la sua sponda settentrionale. I suoli presenti sono mediamente evoluti sulle superfici pi stabili e variamente ringiovaniti su quelle in pendenza e nelle scarpate, pi soggette a processi erosivi attuali. Essi hanno tessitura grossolana o moderatamente grossolana, sono talvolta pietrosi in superficie e scheletrici nel profilo, permeabili, a volte con orizzonti ad accumulo di sostanza organica: desaturati, da subacidi a neutri o subalcalini, se evoluti; saturati, se pi recenti o poco evoluti.

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I pedopaesaggi della provincia

Piane alluvionali (inondabili) attuali o recenti (VA) Questo pedopaesaggio descrive le piane alluvionali recenti dei corsi dacqua, ad essi adiacenti, situate alla stessa quota e costruite per successive tracimazioni durante gli eventi di piena. Ad eccezione del Sesia e del Ticino, che conservano per ampi tratti il carattere braided, i corsi d'acqua che solcano la pianura pavese hanno un regime a meandri, un carico solido costituito da materiale fine e una limitata capacit erosiva; le condizioni di deposito si innescano facilmente per riduzioni della portata dovute a diminuzione della velocit del corso dacqua. Le alluvioni recenti sono moderatamente diffuse nel pavese (circa 20%), soprattutto lungo le valli del Po e del Ticino. La pedogenesi poco espressa, sia per la frequente alternanza di episodi erosivi e deposizionali, sia per laltrettanto frequente sommersione da parte del corso dacqua durante gli eventi di piena. I suoli, poco differenziati dal materiale di partenza, rispecchiano le caratteristiche dei sedimenti dorigine; in genere presentano da lievi a forti problemi di idromorfia, spesso con presenza di falda entro il suolo e sua permanenza presso la superficie anche per lunghi periodi di tempo. La granulometria, tranne che nella valle del Po dove compaiono con una certa frequenza suoli a tessitura media o pi fine, quasi sempre moderatamente grossolana o grossolana. La reazione varia, con prevalenza di suoli subacidi nelle alluvioni del Sesia, del Ticino e dei corsi dacqua minori in sinistra Po, e di suoli alcalini lungo il Po ed i corsi dacqua di provenienza appeninica, mentre il calcare totale assente o presente in quantit da scarsa a moderata. La saturazione in basi medio-alta nella maggior parte dei casi riscontrati mentre la CSC si attesta su valori medio bassi (ci si deve alla scarsa quantit di argilla presente in questi suoli).

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I pedopaesaggi della provincia

Piana alluvionale olocenica di origine appenninica (VP) Questo paesaggio poco esteso (circa 10%) costituito dalle alluvioni dei torrenti di provenienza appenninica (Scrivia, Curone, Staffora, Versa e corsi dacqua minori). Tali torrenti, non contenendo la maggior parte delle normali piene stagionali, tendono, nella parte medio bassa del proprio corso, ad innalzare la quota del letto fluviale rispetto a quella dei terreni circostanti secondo un modello di evoluzione detto ad accrescimento verticale. In questo ambiente si riconoscono, rispetto ad una superficie modale che separa i dossi dalle depressioni ed ha caratteri intermedi tra questi due ambienti, dossi fluviali, costruiti a seguito di rotte e tracimazioni e costituiti dal carico solido pi grossolano (sabbie e limi), e depressioni in cui avviene la decantazione del carico portato in sospensione dal corso dacqua (argille). La presenza di alcuni lembi di superfici residuali testimonia lesistenza di un antico livello di alta pianura, in gran parte sepolta da sedimenti pi recenti ma non del tutto obliterato dalla dinamica fluviale successiva. I suoli sono mediamente evoluti, raramente con orizzonte argillico (nelle superfici residuali), pi spesso con orizzonte cambico; questultimo pu presentare carbonati secondari oppure pellicole dargilla orientate per pressione e scorrimento (slickensides). La tessitura perlopi moderatamente fine o fine, la reazione alcalina o molto alcalina e la saturazione basica elevata.

I SUOLI DELLA PROVINCIA

I suoli della provincia Schede descrittive di alcuni suoli Scheda 1 Pedopaesaggio dei rilievi montuosi lombardi Piano basale Suoli Monte Oriolo franco sabbiosi (MRL1) Pedopaesaggio dei terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura Terrazzi intermedi Suoli Riccagioia franco limoso argillosi (RGI1) Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Media pianura idromorfa Suoli Giovenzano franco limosi (GIE1) Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Bassa pianura sabbiosa Suoli Tessera sabbioso franchi (TSS1) Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Bassa pianura sabbiosa Suoli Vercellina franco sabbiosi (VEL1) Pedopaesaggio delle valli fluviali Superfici terrazzate, sospese sui corsi dacqua attuali Suoli Cerino franchi (CEI1) Pedopaesaggio delle valli fluviali Piane alluvionali (inondabili) attuali o recenti Suoli Lemandelli franco limosi (LEM1) Pedopaesaggio delle valli fluviali Piane alluvionali (inondabili) attuali o recenti Suoli Parosacco sabbioso franchi (PSA1) Pedopaesaggio delle valli fluviali Piana alluvionale olocenica di origine appenninica Suoli Goreda franco argillosi (GOD1) Pedopaesaggio delle valli fluviali Piana alluvionale olocenica di origine appenninica Suoli Nova argillosi (NOA1)

Scheda 2

Scheda 3

Scheda 4

Scheda 5

Scheda 6

Scheda 7

Scheda 8

Scheda 9

Scheda 10

30 I suoli della provincia

I suoli differiscono per caratteristiche legate al paesaggio (clima, quota, pendenza etc), oppure per caratteri chimico fisici loro propri (profondit, espressione degli orizzonti, tessitura, reazione etc). La valutazione integrata di tali caratteri consente di attribuire le potenzialit dei suoli con riferimento alle tre funzioni (produttiva, protettiva e naturalistica) che i suoli principalmente svolgono negli ecosistemi terrestri. In provincia di Pavia sono stati identificati, cartografati e descritti 162 tipi di suolo (fasi di serie), organizzati in 140 unit cartografiche, entro ciascuna delle quali pu aversi la distribuzione omogenea di un solo tipo di suolo prevalente (consociazioni), oppure lassociazione di due tipi di suolo alternati secondo un modello di distribuzione conosciuto (unit complesse: complessi, associazioni e gruppi indifferenziati). In una visione dinsieme delle funzioni applicative dei suoli, la provincia pu essere descritta nel seguente modo:

Funzione produttiva
Quasi la totalit dei suoli provinciali (oltre 95%), con riferimento alla possibilit di utilizzo produttivo (Land Capability Classification o LCC), ben si presta alluso agricolo: il 5% di essi non presenta alcuna limitazione ed quindi adatto a tutti i tipi di utilizzazione possibili; i suoli restanti, pur essendo adatti all'utilizzo agricolo, presentano limitazioni, pi o meno severe, che condizionano la scelta delle colture o impongono specifiche pratiche di coltivazione. Le restrizioni sono di varia natura e principalmente sono legate a fattori chimici del suolo che condizionano la fertilit (CSC bassa, pH acido o alcalino), a caratteri fisici (tessitura argillosa o scheletro abbondante), a parametri idrologici (drenaggio lento o scarsa capacit di ritenzione idrica) o a fattori geografici (pendenza elevata o inondabilit). Una parte molto piccola dei suoli pavesi (2%) ricade nelle classi V e VI, risultando quindi non adatti all'uso agricolo ma solo a quello al pascolo, alla forestazione o alla conservazione dellhabitat naturale. Le loro limitazioni sono dovute essenzialmente da un lato alla pendenza elevata, e al conseguente rischio erosivo (sui rilievi collinari pedeappenninici), e dallaltro al rischio di sommersione lungo il corso del torrente Agogna.

Estratto da Capacit duso dei suoli della prov. di Milano, base informativa suolo, ERSAF

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Suoli e paesaggi della provincia di Pavia

Funzione protettiva
La maggior parte (circa l85%) dei suoli che caratterizzano il territorio della provincia di Pavia adatto allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, nel rispetto della buona pratica agricola. Di questi una buona parte necessita di una corretta valutazione dellepoca di semina e, soprattutto, di unaccurata gestione delle pratiche agricole (epoca di distribuzione, adeguati stoccaggi in azienda, quantitativi e struttura del refluo, ecc.), in funzione dellentit delle limitazioni presenti, dovute alla permeabilit, alla tessitura e alla profondit della falda; il 15 % circa dei suoli pavesi non presenta invece limitazioni. D'altro lato, lutilizzazione agronomica dei reflui fortemente sconsigliata in una parte non trascurabile dei suoli (il 15%), non adatti a tale scopo per leccessiva pendenza (nella zona pedeappenninica) oppure per presenza della falda a scarsa profondit. Per quanto riguarda lutilizzazione agronomica dei fanghi di depurazione urbana, oltre la met dei suoli adatto a tale pratica, con restrizioni pi o meno severe legate essenzialmente a parametri chimici dei primi orizzonti (CSC bassa, reazione acida) o a fattori geografici (pendenza e inondabilit); l8% dei suoli pavesi invece adatto senza limitazioni a tale pratica. Dal lato opposto, esiste un 38% di suoli nei quali fortemente sconsigliata la somministrazione di fanghi, a causa della bassa CSC, della pendenza eccessiva, della falda superficiale o della granulometria grossolana. Poco meno del 40% dei suoli provinciali, prevalenti nella pianura settentrionale, possiedono una scarsa capacit di trattenere possibili inquinanti idrosolubili e svolgere cos una efficace funzione protettiva nei riguardi delle acque sotterranee, soprattutto a causa della eccessiva permeabilit o della granulometria grossolana (o di entrambe). Dei suoli restanti, la maggior parte ha una capacit protettiva moderata riguardo tale funzione e una parte minore (circa il 23%), localizzata prevalentemente nelle piane pedeappenniniche, presenta una capacit protettiva elevata. Oltre un quarto dei suoli pavesi (27%) svolge una efficace funzione protettiva nei riguardi delle acque superficiali, consentendo la veloce infiltrazione delle acque e sottraendole allo scorrimento superficiale. Circa un terzo (32%) presenta invece delle criticit in tal senso, legate soprattutto alla permeabilit moderatamente bassa e alla tendenza allo scorrimento superficiale; su questi suoli, distribuiti in modo abbastanza omogeneo nella zona pedeappenninica e nella pianura occidentale, si innescano facilmente fenomeni di ruscellamento. I restanti suoli (40%) hanno una capacit protettiva moderata.

Funzione naturalistica
Tale funzione correlata con il ruolo che i suoli hanno nel determinare le caratteristiche degli habitat naturali e nel proteggere la biodiversit. In provincia di Pavia le caratteristiche pedologiche che concorrono in misura maggiore nel determinare un interesse di tipo naturalistico sono gli accentuati caratteri di idromorfia presenti lungo il profilo (nella pianura a sinistra del Po e collegati spesso alla coltivazione del riso) e la ricchezza di sostanza organica nel topsoil (ubicati soprattutto nelle valli fluviali). Nelle prossime pagine sono descritti 10 suoli rappresentativi della provincia, scelti fra quelli pi diffusi. Ogni suolo raccontato in modo schematico: ambiente, principali caratteristiche chimico fisiche, i caratteri funzionali, le propriet applicative dal punto di vista produttivo e di sostenibilit ambientale e le indicazioni gestionali per un corretto utilizzo ai fini agricoli (produzione e protezione acque). Immediatamente sotto il nome del suolo, e prima della sua descrizione, ne viene riportato linquadramento tassonomico, esteso al livello della fase di serie entro il sistema di classificazione.
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Ogni suolo suddiviso verticalmente in topsoil, ossia lorizzonte superficiale, subsoil, linsieme degli orizzonti sottostanti interessati dalla pedogenesi, e substrato, il materiale inalterato sottostante.
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SCHEDA 1: Pedopaesaggio dei rilievi montuosi lombardi Piano basale

Aree di non suolo Suoli MRL1 Piano basale

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Suoli Monte Oriolo franco sabbiosi (MRL1) Typic Haplustepts coarse loamy, mixed, superactive, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Monte Oriolo franco sabbiosi sono situati sui versanti pedeappenninici, con soprassuolo a bosco di latifoglie termofile (occasionalmente mesofile) per la prevalente esposizione a meridione. La pendenza moderatamente elevata (circa 25%). Si sono formati su substrato litoide costituito da rocce coerenti, calcaree (conglomerati). Essi hanno una distribuzione omogenea entro lunit cartografica e sono utilizzati prevalentemente a vigneti, boschi cedui e seminativi avvicendati.

Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli MRL1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte A) spesso 35 cm, di colore bruno oliva, tessitura moderatamente grossolana, scheletro comune, molto piccolo, comuni concentrazioni soffici di carbonato di calcio, calcareo con reazione alcalina, CSC media, TSB alto. Subsoil (orizzonte Bw) spesso 40 cm, di colore bruno oliva chiaro, tessitura moderatamente grossolana, scheletro frequente, piccolo, molto calcareo con reazione alcalina, CSC bassa, TSB alto. Substrato litoide (orizzonte Cr) a partire da 75 cm, costituito da alternanze di arenarie e conglomerati di colore grigio chiaro, calcareo. Subsoil

Caratteri funzionali
I suoli MRL1 hanno una pietrosit superficiale moderata, anche di grandi dimensioni; sono poco profondi (profondit utile di 75 cm), limitati dalla presenza di substrato litoide coerente; hanno drenaggio buono, permeabilit moderata e bassa capacit di ritenzione idrica. Inoltre hanno lievi limitazioni climatiche e moderato rischio di erosione.

Propriet applicative
I suoli MRL1 sono adatti alluso agricolo, hanno per limitazioni molto severe, dovute alla pendenza moderatamente elevata ed al conseguente rischio di erosione, che restringono la gamma delle colture praticabili e impongono accurate pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IVe); a causa della pendenza moderatamente elevata essi sono non adatti allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici n a quella dei fanghi di depurazione. La funzione protettiva nei confronti delle acque sotterranee moderata (per permeabilit e granulometria) mentre, per lelevato rischio di scorrimento superficiale, bassa quella nei confronti delle acque superficiali. Non presentano, infine, peculiarit ambientali di rilievo. Substrato

Indicazioni gestionali
Nella gestione dei suoli MRL1 si deve considerare lesistenza del rischio di erosione idrica dovuto alla pendenza, che consiglia la scelta di pratiche volte a minimizzarne gli effetti. Si deve inoltre considerare la pietrosit superficiale che costituisce una limitazione alla percorribilit e alla meccanizzazione in termini di usura degli utensili. Una moderata vulnerabilit allinquinamento delle acque sotterranee, ed una pi consistente vulnerabilit allinquinamento anche di quelle superficiali, impone una specifica attenzione nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci.

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SCHEDA 2: Pedopaesaggio dei terrazzi subpianeggianti rilevati sulla pianura Terrazzi intermedi

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Suoli Riccagioia franco limoso argillosi (RGI1) Udic Paleustalfs fine silty, mixed, superactive, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Riccagioia franco limoso argillosi sono situati su superfici a morfologia subpianeggiante o ondulata che costituiscono quelle pi integre e meglio conservate dei terrazzi intermedi rilevati sulla pianura. La pendenza moderata ( circa 6%). I suoli si sono formati su sedimenti fluvioglaciali a granulometria medio-fine (limi e argille). Essi hanno una distribuzione omogenea entro lunit cartografica e sono utilizzati prevalentemente a vigneti e seminativi avvicendati.

Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli RGI1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Ap) spesso 40 cm, di colore bruno giallastro scuro, tessitura moderatamente fine, non calcareo con reazione subalcalina, CSC e TSB alti. Subsoil (orizzonti E, Bt e Bss) spesso oltre 140 cm, di colore da bruno giallastro a bruno intenso, con molte screziature grigio chiare e giallo brunastre nella parte superiore e nere in quella inferiore, tessitura da media a moderatamente fine nella parte superiore, fine in quella inferiore, molte pellicole di argilla nella parte superiore, comuni pellicole di materiale organico lungo tutto il solum e comuni pellicole dargilla orientate per pressione e scorrimento (slickensides) nella parte inferiore, scarsamente calcareo con reazione subalcalina, CSC e TSB alti. Substrato solitamente non osservato in profilo a causa dello spessore del solum (insieme degli orizzonti pedogenizzati). Subsoil

Caratteri funzionali
I suoli RGI1 sono molto profondi (profondit utile >150 cm) sopra orizzonti compatti (Bss); hanno drenaggio mediocre, permeabilit bassa, capacit di ritenzione idrica molto alta; hanno inoltre un moderato rischio di incrostamento superficiale.

Propriet applicative
I suoli RGI1 sono adatti alluso agricolo, hanno per severe limitazioni, dovute alla quantit di limo (oltre il 60%) nella terra fine dellorizzonte superficiale, che impongono qualche restrizione alla gamma delle colture praticabili oppure ladozione di accurate pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIIs); essi sono adatti sia allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, con moderate limitazioni dovute alla permeabilit, che a quella dei fanghi di depurazione, con lievi limitazioni dovute alla pendenza. Questi suoli hanno una elevata capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee, mentre la capacit protettiva nei confronti di quelle superficiali bassa, a causa del comportamento idrologico del suolo che, ostacolando linfiltrazione delle acque, innesca fenomeni di scorrimento superficiale anche in presenza di pendenze trascurabili. Da segnalare infine il moderato interesse naturalistico che presentano i suoli RGI1, legato alla coesistenza di caratteri, come le molte pellicole di argilla ed i colori intensi, espressione di antica pedogenesi, ed altri, come le slickensides che sono espressione di periodici fenomeni di rigonfiamento e contrazione.

Indicazioni gestionali
Nella gestione dei suoli RGI1 si deve considerare la tendenza allo scorrimento superficiale che ostacola linfiltrazione idrica. Sussiste infatti la possibilit di degrado fisico, dovuto allelevato rischio dincrostamento superficiale, che impone restrizioni alla percorribilit in campo dopo eventi piovosi consistenti per il rischio di collasso degli aggregati strutturali (ed il conseguente compattamento della superficie del suolo). La stabilit degli aggregati strutturali pu essere migliorata con apporti di sostanza organica. Sempre a causa della tendenza allo scorrimento superficiale delle acque, si raccomanda attenzione nellutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, soprattutto se non strutturati (liquami), e nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci. Si segnala inoltre lopportunit che essi vengano utilizzati in unottica conservativa per preservare linteresse naturalistico che tali suoli offrono.

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SCHEDA 3: Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Media pianura idromorfa

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Suoli Giovenzano franco limosi (GIE1) Aquic Hapludalfs fine silty, mixed, superactive, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Giovenzano franco limosi sono situati su superfici subpianeggianti, con difficolt di drenaggio, interposte alle principali linee di flusso (nel caso specifico i fiumi Ticino e Olona) e alle zone pi stabili della media pianura. La pendenza nulla (0.1%). Si sono formati su sedimenti fluviali e fluvioglaciali calcarei, con granulometria da moderatamente fine a media (limi, limi sabbiosi e sabbie con ghiaia, spesso in lenti). Essi hanno una distribuzione omogenea entro lunit cartografica; sono utilizzati prevalentemente a seminativi avvicendati.

Caratteri del suolo


Topsoil I suoli GIE1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Ap) spesso 50 cm, di colore da bruno giallastro scuro a grigio scuro con abbondanti screziature grandi di colore grigio verdastro scuro concentrate nei primi 35 cm, tessitura media, non calcarei con reazione da subacida a neutra, CSC e TSB medi. Subsoil (orizzonti Btg e BCg) spesso circa 60-65 cm, di colore bruno giallastro con abbondanti screziature grandi di colore grigio e bruno giallastro scuro, tessitura moderatamente fine, poche pellicole dargilla, comuni concentrazioni soffici ferromanganesifere tra 50 e 100 cm, non calcarei con reazione subalcalina, CSC e TSB elevati. Substrato (orizzonte Ckg) a partire da 115 cm, di colore bruno oliva chiaro con comuni screziature grandi di colore grigio, tessitura media, piccole concentrazioni soffici di carbonato di calcio, molto calcareo con reazione alcalina, CSC media, TSB alto.

Caratteri funzionali
I suoli GIE1 sono profondi (profondit utile 110 cm) sopra una falda permanente; hanno drenaggio lento, permeabilit moderatamente bassa, capacit di ritenzione idrica media e moderato rischio di incrostamento superficiale.

Propriet applicative
Subsoil I suoli GIE1 sono adatti alluso agricolo, hanno per severe limitazioni, dovute alla quantit di limo (60%) nella terra fine dellorizzonte superficiale ed al drenaggio lento, che impongono qualche restrizione alla gamma delle colture praticabili oppure ladozione di accurate pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIIws); essi sono adatti sia allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, con moderate limitazioni dovute alla permeabilit, che a quella dei fanghi di depurazione, con lievi limitazioni dovute al drenaggio lento ed alla reazione subacida dei primi orizzonti. Questi suoli hanno una elevata capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee, mentre la capacit protettiva nei confronti di quelle superficiali bassa, a causa della permeabilit moderatamente bassa. Non presentano, infine, peculiarit ambientali di rilievo.

Indicazioni gestionali
Nella gestione dei suoli GIE1 di fondamentale importanza favorire il drenaggio (naturalmente lento) per evitare ristagni idrici e garantire un franco sufficiente per lottimale sviluppo delle piante. Si deve considerare anche la possibilit di un certo degrado fisico a causa del moderato rischio di incrostamento superficiale che, dopo eventi piovosi di una certa importanza, comporta la sigillatura e il collasso degli aggregati strutturali e impone qualche restrizione alla percorribilit in campo. La vulnerabilit allinquinamento delle acque superficiali impone, inoltre, una specifica attenzione nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci.

Substrato

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SCHEDA 4: Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Bassa pianura sabbiosa

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Suoli Tessera sabbioso franchi (TSS1) Lamellic Ustipsamments, mixed, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Tessera sabbioso franchi sono situati sui dossi isolati, con debole convessit ed ampio raggio di curvatura, presenti nella bassa pianura. La pendenza nulla (circa 2%). Si sono formati su sedimenti fluviali grossolani (sabbia poco gradata). Essi hanno una distribuzione omogenea nellunit cartografica e sono utilizzati per seminativi avvicendati (cereali tipo mais), pioppeti e boschi dominati dalla robinia.

Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli TSS1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Ap) spesso 40 cm, di colore bruno giallastro, con tessitura grossolana, reazione subacida, CSC e TSB bassi. Subsoil (orizzonte E/Bt) spesso 75 cm, di colore da bruno giallastro a giallo oliva, con screziature bruno intense, fino a a bruno scuro, tessitura grossolana, comuni pellicole di argilla disposte in livelli orizzontali nella parte superiore, reazione neutra, CSC bassa, TSB medio. Substrato (orizzonte CB) a partire da 115 cm, di colore bruno oliva chiaro, tessitura grossolana, poche concentrazioni soffici ferromanganesifere, reazione neutra, CSC bassa, TSB medio. Subsoil

Caratteri funzionali
I suoli TSS1 sono molto profondi (profondit utile >150 cm); hanno drenaggio moderatamente rapido, permeabilit moderatamente elevata, moderata capacit di ritenzione idrica e debole rischio di erosione.

Propriet applicative
I suoli TSS1 sono adatti alluso agricolo, hanno per severe limitazioni, dovute al debole rischio di erosione, che comportano qualche restrizione alla gamma delle colture praticabili oppure ladozione di accurate pratiche conservative (sottoclasse LCC: IIIe); essi sono adatti allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, con moderate limitazioni dovute alla tessitura grossolana, mentre sono non adatti a quella dei fanghi di depurazione, a causa della CSC nellorizzonte superficiale. Questi suoli hanno una bassa capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee, a causa della permeabilit moderatamente elevata e della granulometria grossolana, che comportano il rapido veicolamento delle acque (assieme agli eventuali soluti) in profondit, mentre, per gli stessi motivi, elevata la capacit protettiva nei confronti delle acque superficiali. Non presentano peculiarit ambientali di rilievo.

Indicazioni gestionali
Nella gestione dei suoli TSS1 si deve considerare la moderata carenza di fertilit, dovuta alla bassa capacit di scambiare cationi (a sua volta correlata alla bassa quantit dargilla e di sostanza organica), che impone luso continuo di ammendanti e correttivi. inoltre richiesta ladozione di misure volte a limitare il rischio di erosione. Lelevata vulnerabilit allinquinamento delle acque sotterranee impone una specifica attenzione nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci, cos come nella somministrazioni di reflui zootecnici, in particolare i liquami.

Substrato

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SCHEDA 5: Pedopaesaggio del livello fondamentale della pianura Bassa pianura sabbiosa

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Suoli Vercellina franco sabbiosi (VEL1) Ultic Haplustalfs coarse loamy, mixed, active, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Vercellina franco sabbiosi sono situati su superfici stabili, pianeggianti o leggermente ondulate, comprese tra dossi e depressioni (conche e paleoalvei). La pendenza nulla (0.2%). Questi suoli si sono formati su depositi alluvionali non calcarei, moderatamente grossolani (sabbia poco gradata). Essi hanno una distribuzione omogenea nellunit cartografica e sono utilizzati prevalentemente a seminativi avvicendati (risaie o cereali tipo mais). Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli VEL1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Apg) spesso 40 cm, di colore da grigio a grigio verdastro con comuni screziature bruno giallastre, tessitura moderatamente grossolana, non calcareo con reazione da subacida a neutra, CSC e TSB bassi. Subsoil (orizzonti E e Bt) spesso circa 1m, di colore da grigio brunastro chiaro a bruno giallastro scuro, con abbondanti screziature bruno giallastre nella parte superiore e grigie in quella inferiore, tessitura da moderatamente grossolana a media, pellicole dargilla di rivestimento sui grani di scheletro e comuni concentrazioni soffici ferromanganesifere nella parte medio-inferiore, non calcarei con reazione neutra, CSC e TSB entrambi bassi nella parte superiore e medi in quella inferiore. Substrato (orizzonte C) a partire da 135 cm, di colore bruno giallastro, tessitura grossolana, non calcareo con reazione neutra, CSC bassa e TSB media.

Caratteri funzionali
I suoli VEL1 sono profondi (profondit utile 135 cm), sopra una brusca discontinuit tessiturale; hanno drenaggio lento, permeabilit e capacit di ritenzione idrica moderate.

Propriet applicative
Subsoil I suoli VEL1 sono adatti alluso agricolo, hanno per severe limitazioni, dovute al drenaggio lento, che restringono la gamma delle colture praticabili o impongono accurate pratiche di coltivazione e gestione (sottoclasse LCC: IIIw); essi sono adatti allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, con moderate limitazioni dovute al comportamento idrologico del suolo, mentre sono non adatti a quella dei fanghi di depurazione, a causa della CSC nellorizzonte superficiale. Questi suoli hanno una moderata capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee, a causa della permeabilit moderata e della granulometria moderatamente grossolana, mentre la capacit protettiva nei confronti delle acque superficiali bassa a causa del comportamento idrologico che ostacola linfiltrazione dei flussi idrici originando scorrimenti superficiali. Essi non presentano, infine, peculiarit ambientali di rilievo.

Indicazioni gestionali
I suoli VEL1 sono condizionati nelle caratteristiche fisiche dalle pratiche gestionali connesse alla coltivazione del riso, volte a favorire il perdurare dello stato di sommersione delle camere attraverso la formazione di una soletta compatta. Il drenaggio lento, cos come il comportamento idrologico attuale, sono pertanto il risultato di tali pratiche. Se cambiassero gli orientamenti produttivi e venisse abbandonata la risicoltura, sarebbe sufficiente rompere la soletta per ripristinare in pochi anni un normale stato di aerazione e condizioni fisico-idrologiche consone a suoli sciolti e tendenzialmente grossolani come i VEL1. Nelle attuali condizioni, occorre tuttavia tenere presente che la vulnerabilit allinquinamento delle acque, soprattutto di quelle superficiali, impone una gestione molto attenta delle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci.

Substrato

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SCHEDA 6: Pedopaesaggio delle valli fluviali Superfici terrazzate, sospese sui corsi dacqua attuali

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Suoli Cerino franchi (CEI1) Aquultic Haplustalfs coarse loamy, mixed, superactive, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Cerino franchi sono situati sui terrazzi fluviali stabili del fiume Ticino e del torrente Agogna, su superfici pianeggianti e con difficolt di drenaggio. La pendenza nulla (0.2%). Si sono formati su sedimenti fluviali non calcarei, a granulometria grossolana (sabbia grossa con limo). Essi sono strettamente associati nellunit cartografica (in complesso) a suoli moderatamente profondi, sabbiosi, con drenaggio mediocre e permeabilit moderatamente elevata (TAT1); sono utilizzati a seminativi avvicendati (risaie e cereali tipo mais) con sporadica presenza di prati permanenti. Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli CEI1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Apg) spesso 45 cm, di colore grigio con comuni screziature bruno intenso, tessitura media, reazione acida, CSC media, TSB basso. Subsoil (orizzonti Btg e Bt) spesso 80 cm, di colore da grigio verdastro scuro a bruno grigiastro fino a bruno giallastro, con abbondanti screziature oliva, bruno giallastre e grigio verdastre, tessitura media, poche pellicole di sesquiossidi e ferromanganesifere nella parte superiore, e poche di argilla nella parte medio-inferiore, comuni concentrazioni soffici ferromanganesifere lungo tutto lo spessore, non calcareo con reazione neutra, CSC da bassa a elevata, TSB medio. Substrato (orizzonti BC, Cg e C) a partire da 110 cm, di colore da grigio verdastro fino a bruno oliva chiaro con abbondanti screziature bruno giallastre o rosso giallastre e grigio verdastre, tessitura moderatamente grossolana, non calcareo con reazione neutra, CSC da bassa a media, TSB alto.

Caratteri funzionali
I suoli CEI1 sono profondi (profondit utile 110 cm), sopra orizzonti con idromorfia permanente; hanno drenaggio lento, permeabilit moderatamente bassa, capacit di ritenzione idrica molto alta e moderato rischio di incrostamento superficiale. Subsoil

Propriet applicative
I suoli CEI1 sono adatti alluso agricolo, hanno per limitazioni severe dovute al drenaggio, che restringono la gamma delle colture praticabili o impongono ladozione di speciali pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIIw); essi sono adatti sia allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici che a quella dei fanghi di depurazione, con moderate limitazioni in entrambi i casi; le limitazioni si devono alla granulometria per lutilizzazione dei reflui, alle caratteristiche chimiche dellorizzonte superficiale (reazione acida e bassa CSC) nellutilizzazione dei fanghi. Essi hanno una moderata capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee, a causa della granulometria, ed una capacit protettiva bassa nei confronti delle acque superficiali a causa della permeabilit. Questi suoli non presentano, infine, peculiarit ambientali di rilievo.

Indicazioni gestionali
Substrato Per i suoli CEI1 valgono le considerazioni fatte a proposito della gestione dei suoli VEL1 riguardo alle pratiche agronomiche connesse con lutilizzazione a riso, ed a quelle si rimanda (scheda precedente). Nei suoli CEI1 sussiste inoltre la possibilit di degrado fisico connesso al moderato rischio di incrostamento superficiale che, dopo eventi piovosi di una certa importanza, comporta la sigillatura e il collasso degli aggregati strutturali e impone restrizioni alla percorribilit in campo.

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SCHEDA 7: Pedopaesaggio delle valli fluviali Piane alluvionali (inondabili) attuali o recenti

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Suoli Lemandelli franco limosi (LEM1) Aquic Haplustepts coarse loamy, mixed, superactive, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Lemandelli franco limosi sono situati nella piana di esondazione del Po, su superfici inondabili, comprese tra i terrazzi antichi e le aree limitrofe al fiume. La pendenza nulla (0.2%). Questi suoli si sono formati su sedimenti fluviali calcarei, a granulometria media (limi). Hanno una diffusione omogenea entro lunit cartografica; sono utilizzati a seminativi avvicendati (in prevalenza risaie e cereali tipo mais) e colture foraggiere. Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli LEM1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonti Ap e Apg) spesso 50 cm, di colore bruno oliva chiaro con abbondanti screziature bruno intenso nella parte superiore, bruno grigiastro con abbondanti screziature bruno giallastre e grigie in quella inferiore (soletta daratura), tessitura media, moderatamente calcarei con reazione alcalina, CSC media, TSB alto. Subsoil (orizzonti Bw e BC) spesso 65 cm, di colore bruno oliva chiaro con abbondanti screziature grigio brunastro scure nella parte superiore, oliva con abbondanti screziature giallo brunastre in quella inferiore, tessitura moderatamente grossolana nella parte superiore, media in quella inferiore, comuni concentrazioni soffici ferromanganesifere, moderatamente calcarei con reazione alcalina, CSC bassa, TSB alto. Substrato (orizzonte C) a partire da 115 cm, di colore bruno giallastro chiaro con abbondanti screziature grigio oliva chiare e grigio brunastro chiare nella parte superiore, da bruno oliva chiaro fino a grigio brunastro chiaro in quella inferiore, tessitura moderatamente grossolana nella parte superiore e grossolana in quella inferiore, comuni concentrazioni soffici di ferro-manganese, poche pellicole di sesquiossidi, e di Fe e Mn nella parte inferiore, moderatamente calcarei con reazione alcalina, CSC bassa, TSB alto.

Subsoil

Caratteri funzionali
I suoli LEM1 sono profondi (profondit utile 114 cm), sopra una brusca discontinuit tessiturale e con falda idrica permanente a partire da 180 cm; hanno drenaggio lento, permeabilit moderatamente bassa e capacit di ritenzione idrica molto alta; presentano inoltre un forte rischio di incrostamento superficiale ed un lieve rischio di sommersione.

Propriet applicative
I suoli LEM1 sono adatti alluso agricolo, hanno per limitazioni severe dovute al drenaggio, che restringono la gamma delle colture praticabili o impongono ladozione di speciali pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIIw); essi sono adatti allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, con lievi limitazioni dovute al rischio di inondazione e alla tessitura franca, e sono adatti allutilizzazione agronomica dei fanghi di depurazione, con moderate limitazioni dovute alla bassa CSC in superficie. La funzione protettiva nei confronti delle acque, sia sotterranee che superficiali moderata a causa della permeabilit moderata e della granulometria. Non presentano, infine, peculiarit ambientali di rilievo.

Substrato

Indicazioni gestionali
Anche per i suoli LEM1 valgono le considerazioni fatte a proposito della gestione dei suoli VEL1 riguardo alle pratiche agronomiche connesse con lutilizzazione a riso, ed a quelle si rimanda (scheda 5). I suoli LEM1 hanno inoltre una bassa CSC, che diventa molto bassa sotto i primi 50 cm, influenzando negativamente la fertilit. Infine questi suoli devono essere utilizzati tenendo presente il lieve rischio di inondazione, cio la possibilit che gli eventi di sommersione si ripetano ogni 10 anni, che sconsiglia investimenti onerosi a medio e lungo termine.

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SCHEDA 8: Pedopaesaggio delle valli fluviali Piane alluvionali (inondabili) attuali o recenti

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Suoli Parosacco sabbioso franchi (PSA1) Typic Humaquepts sandy, mixed, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Parosacco sabbioso franchi sono situati su superfici subpianeggianti nella piana alluvionale di esondazione del Ticino, comprese tra i terrazzi antichi e le fasce maggiormente inondabili limitrofe ai corsi dacqua, da cui sono generalmente separate da gradini morfologici. La pendenza nulla (0.2%). Si sono formati su sedimenti fluviali a granulometria grossolana (ghiaia poco gradata con sabbia),non calcarei. Essi hanno una distribuzione omogenea nellunit cartografica e sono utilizzati a seminativi avvicendati (in prevalenza cereali tipo mais), risaie, pioppeti e lembi di bosco.

Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli PSA1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonti Ap e Apg) spesso 40 cm, di colore da bruno grigiastro molto scuro a grigio scuro con comuni screziature bruno giallastre nella parte inferiore, tessitura da moderatamente grossolana a grossolana e scheletro molto piccolo da comune a frequente, reazione subacida, CSC e TSB bassi. Substrato (orizzonti CA e C) direttamente sotto il topsoil, a partire da 40 cm, di colore da bruno grigiastro a grigio fino a grigio brunastro chiaro con comuni screziature bruno giallastre, tessitura grossolana e scheletro piccolo e abbondante, non calcareo con reazione neutra, CSC bassa, TSB da basso a medio. Substrato

Caratteri funzionali
I suoli PSA1 sono poco profondi (profondit utile circa 70 cm), limitati da una falda idrica permanente; hanno una pietrosit superficiale moderata con pietre di piccole dimensioni, drenaggio lento, permeabilit moderata; hanno inoltre una moderata capacit di ritenzione idrica ed un lieve rischio di inondazione.

Propriet applicative
I suoli PSA1 sono adatti alluso agricolo, hanno per severe limitazioni, dovute al drenaggio lento, che restringono la gamma delle colture praticabili o impongono ladozione di speciali pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIIw); essi sono adatti sia allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici che a quella dei fanghi di depurazione, con moderate limitazioni in entrambi i casi dovute alla falda moderatamente profonda e alla tessitura grossolana. Essi hanno una bassa capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee a causa della permeabilit, della falda e della granulometria, ed una capacit protettiva moderata nei confronti di quelle superficiali. La presenza nel profilo di caratteri che denotano accentuata idromorfia (colori grigi e abbondanza di screziature) rende moderato il valore naturalistico di questi suoli.

Indicazioni gestionali
Nella gestione dei suoli PSA1 di fondamentale importanza favorire il drenaggio per evitare ristagni idrici e garantire un franco sufficiente per lottimale sviluppo delle piante. Le caratteristiche di questi suoli (idromorfia, abbondanza dacqua, falda poco profonda) li rendono particolarmente adatti alla coltura del riso nonostante la granulometria grossolana. Lalta vulnerabilit che essi manifestano nei confronti dellinquinamento delle acque di falda impone una specifica attenzione nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci. Infine questi suoli devono essere utilizzati tenendo presente il lieve rischio di inondabilit, cio la possibilit che gli eventi di sommersione si ripetano ogni 10 anni, che sconsiglia investimenti onerosi a medio e lungo termine.

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SCHEDA 9: Pedopaesaggio delle valli fluviali Piana alluvionale olocenica di origine appenninica

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Suoli Goreda franco argillosi (GOD1) Fluventic Haplustepts fine silty, mixed, superactive, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Goreda franco argillosi sono situati nelle piane alluvionali del tratto montano dei torrenti pedeappenninici, su superfici subpianeggianti non pi inondabili. La pendenza nulla (0.3%). Si sono formati su sedimenti fluviali a granulometria moderatamente fine (limo). Essi hanno una distribuzione omogenea entro lunit cartografica e sono utilizzati prevalentemente a seminativi avvicendati.

Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli GOD1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Ap) spesso circa 50 cm, di colore bruno oliva, tessitura fine, calcareo con reazione alcalina, CSC e TSB alti. Subsoil (orizzonti Bw e Bwb) spesso circa 100 cm, di colore bruno grigiastro scuro nella parte superiore e da bruno oliva a grigio oliva, con comuni screziature grigie e brune nella parte inferiore, tessitura moderatamente fine, comuni concentrazioni soffici di carbonato di calcio nella parte inferiore, molto calcarei con reazione alcalina, CSC e TSB alti. Substrato (orizzonte C) tipicamente a partire da 150-160 cm, costituito da sedimenti fluviali a granulometria limosa.

Caratteri funzionali
I suoli GOD1 sono molto profondi (profondit utile >150 cm); hanno drenaggio mediocre, permeabilit moderatamente bassa, alta capacit di ritenzione idrica e, talvolta, moderato rischio dincrostamento superficiale.

Propriet applicative
I suoli GOD1 sono adatti alluso agricolo, hanno per moderate limitazioni, dovute alla abbondanza di argilla e limo nellorizzonte superficiale e al drenaggio mediocre, che condizionano lievemente la scelta delle colture praticabili e delle pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIws); essi sono adatti, senza alcuna limitazione nel rispetto della buona pratica agricola, tanto allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici quanto a quella dei fanghi di depurazione. Questi suoli hanno inoltre una elevata capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee ed una capacit protettiva moderata per quelle superficiali a causa della permeabilit. Non presentano, infine, peculiarit ambientali di rilievo.

Subsoil

Indicazioni gestionali
I suoli GOD1 sono adatti a molteplici utilizzi, senza limitazioni particolarmente severe, hanno una buona fertilit e possiedono buone caratteristiche chimico fisiche, non richiedono interventi oltre le normali pratiche agronomiche. Si deve per considerare il possibile rischio di degrado fisico connesso al moderato rischio di incrostamento superficiale che, dopo eventi piovosi di una certa importanza, pu comportare la sigillatura e il collasso degli aggregati strutturali e impone restrizioni alla percorribilit in campo. Qualche attenzione, infine, nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci per la moderata vulnerabilit allinquinamento delle acque superficiali. Substrato

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SCHEDA 10: Pedopaesaggio delle valli fluviali Piana alluvionale olocenica di origine appenninica

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Suoli Nova argillosi (NOA1) Udic Calciusterts fine, mixed, active, mesic

Ambiente e genesi
I suoli Nova argillosi sono situati nelle piane alluvionali del tratto montano dei torrenti pedeappenninici, su superfici comprese tra i terrazzi antichi e le fasce maggiormente inondabili limitrofe ai corsi dacqua, da cui sono generalmente separate da gradini morfologici. La pendenza nulla (0.3%). Si sono formati su sedimenti fluviali a granulometria moderatamente fine (limo). Essi hanno una distribuzione omogenea entro lunit cartografica e sono utilizzati prevalentemente a seminativi avvicendati di cereali tipo frumento.

Topsoil

Caratteri del suolo


I suoli NOA1 mostrano, a partire dalla superficie, i seguenti caratteri: Topsoil (orizzonte Ap) spesso 50 cm, di colore bruno oliva, tessitura fine, comuni noduli ferromagnesiferi, non calcareo con reazione neutra, CSC e TSB alti Subsoil (orizzonti Bss e Bk) spesso oltre 150 cm, di colore bruno oliva chiaro nella parte superiore e grigio oliva in quella inferiore con comuni screziature bruno grigiastre, grigio oliva e giallo brunastre, tessitura fine nella parte superiore e moderatamente fine in quella inferiore (tipicamente oltre 100 cm), comuni pellicole dargilla orientate per pressione e scorrimento nella parte superiore e comuni pellicole dargilla orientate per pressione in quella inferiore, comuni noduli ferromagnesiferi nella parte superiore e comuni concentrazioni soffici di carbonato di calcio in quella inferiore, molto calcarei con reazione alcalina, CSC e TSB alti. Substrato (orizzonti C e Cg) tipicamente non raggiunto dallo scavo del profilo a causa dello spessore del solum (insieme degli orizzonti pedogenizzati).

Caratteri funzionali
Subsoil I suoli NOA1 sono molto profondi (profondit utile >150 cm); hanno drenaggio mediocre, permeabilit moderatamente bassa e alta capacit di ritenzione idrica.

Propriet applicative
I suoli NOA1 sono adatti alluso agricolo, hanno per moderate limitazioni, dovute alla abbondanza di argilla e limo nellorizzonte superficiale e al drenaggio mediocre, che condizionano lievemente la scelta delle colture praticabili e delle pratiche di coltivazione (sottoclasse LCC: IIws); essi sono adatti allutilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, senza alcuna limitazione nel rispetto della buona pratica agricola, mentre a causa del pH, sono moderatamente adatti a quello dei fanghi di depurazione. Questi suoli hanno inoltre una elevata capacit protettiva nei confronti delle acque sotterranee ed una capacit protettiva moderata per quelle superficiali a causa della permeabilit. Essi hanno inoltre un moderato valore naturalistico per la presenza di accentuati caratteri vertici dovuti al comportamento plastico delle argille.

Indicazioni gestionali
Nella gestione dei suoli NOA1 importante una scelta accurata dei tempi di lavorazione, per linterferenza creata dalla tessitura argillosa nella possibilit ad entrare in campo dopo piogge consistenti senza danneggiare la struttura del suolo (tempo dattesa) e per lelevata coesione degli aggregati secchi (resistenza meccanica). Occorre inoltre migliorare il drenaggio, che in condizioni di suolo umido lento, per favorire linfiltrazione dellacqua nel suolo, evitare ristagni idrici e scorrimenti superficiali e nel contempo garantire un franco sufficiente per lottimale sviluppo delle piante. La moderata vulnerabilit allinquinamento delle acque superficiali impone, infine, una specifica attenzione nelle pratiche di concimazione e di utilizzo dei fitofarmaci. altres opportuno gestire i suoli PIZ1 in unottica di conservazione e valorizzazione degli aspetti di interesse naturalistico che presentano.

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Glossario sintetico

Si riporta di seguito la definizione sintetica di alcuni termini tecnici contenuti nel testo. Per una trattazione pi esauriente si rimanda al Glossario contenuto nel CD Rom allegato al volume.

fragipan
Orizzonte diagnostico subsuperficiale compattato, con drenaggio molto lento; costituisce una limitazione fisica allapprofondimento radicale.

bia molto fine, sabbia fine, media e grossolana e sabbia molto grossolana.

saturazione basica (tasso di )


Rapporto percentuale fra la somma dei cationi alcalini e alcalino-terrosi (Ca,Mg,Na,K) fissati sul complesso di adsorbimento, e la capacit di scambio cationico, ossia la quantit massima di cationi che 100 g di suolo possono adsorbire. indicato con lacronimo TSB. Un suolo nel cui complesso di scambio sono largamente predominanti i cationi alcalini e alcalino-terrosi viene definito saturo.

argilla
Frazione minerale del suolo costituita da particelle di diametro inferiore a 2 m.

idromorfia
Condizione del suolo derivante da drenaggio insufficiente o impedito, che si evidenzia in una dominanza di colorazioni grigie.

argillico (orizzonte )
Orizzonte diagnostico subsuperficiale del suolo formato a seguito di processi di illuviazione di argilla.

illuviazione
Movimento di sostanze diverse attraverso il profilo pedologico , da un orizzonte soprastante, che ne risulta impoverito, ad uno sottostante, che ne viene arricchito.

saturazione ( idrica)
Condizione fisica del suolo nel quale tutti i vuoti sono occupati dallacqua. Corrisponde alla capacit idrica massima.

brunificazione
Liberazione di ferro attivo dai minerali della roccia madre e sua interposizione fra molecole di argilla e di humus, con formazione di aggregati ferro-argillo-umici.

limo
Frazione minerale del suolo costituita da granuli di dimensioni comprese fra 2 e 50 m. Si distingue in limo fine (da 2 a 20 m) e limo grossolano (da 20 a 50 m).

sesquiossidi
Ossidi e idrossidi di Fe e Al (pi raramente di Mn e Ti), costituenti, nei suoli, prodotti residuali dellalterazione.

cambico (orizzonte )
Orizzonte diagnostico subsuperficiale, formato a seguito di processi di alterazione del materiale di partenza.

lisciviazione
Processo di trasporto idrico nel suolo delle particelle fini disperse (argille e ossidi di ferro a queste legati), dagli orizzonti superiori eluviali agli orizzonti profondi illuviali.

scheletro
Frammenti rocciosi e pietre, di diametro superiore a 2 mm, contenuti nel profilo pedologico.

capacit di scambio cationico (C.S.C.)


La somma totale dei cationi scambiabili (principalmente Ca++, Mg++, K+, Na+, H+, Al+++) presenti nel suolo, espressa in meq/100g di materiale.

loess
Deposito di origine eolica , caratteristico degli ambienti steppici e composto da particelle a granulometria prevalentemente limosa e sabbioso fine.

screziatura
Porzioni degli orizzonti di suolo di colore differente rispetto a quello dominante. La genesi delle screziature riconducibile ad alternanze stagionali di stati di inumidimento e di disseccamento nel profilo.

concentrazione
accumulo secondario di sali in forma di masse soffici, patine e rivestimenti, oppure di noduli o conrezioni, di natura carbonatica, gessosa, ferro-manganesifera, ferruginosa.

pedogenesi
Linsieme dei processi chimici, fisici e biologici che trasformano progressivamente una roccia in suolo.

serie ( di suoli)
Gruppo di suoli simili per genesi e con uguale classificazione, i quali presentano orizzonti simili per composizione, spessore e caratteristiche. Le serie vengono istituite per scopi soprattutto pratici, che influenzano la gestione del suolo.

decarbonatazione
Dissoluzione chimica dei carbonati negli orizzonti del suolo e/o nelle rocce carbonatiche sottostanti ad esso, per azione di acque meteoriche ricche di CO2.

permeabilit ( del suolo)


Maggiore o minore facilit con cui un suolo lascia penetrare, attraverso i suoi orizzonti, lacqua di percolazione.

fase di serie
Suddivisione entro una serie di suoli che evidenzia peculiarit significative per la crescita dei vegetali o per le lavorazioni agrarie. Le fasi di serie sono i costituenti delle unit cartografiche.

reazione ( del suolo)


Grado di acidit o di alcalinit del suolo, espresso quantitativamente dal valore numerico del pH.

discontinuit ( litologica)
Cambiamento brusco di granulometria e/o di composizione mineralogica fra due orizzonti, indicante la loro diversa origine geologica e/o la loro differente et.

ritenzione idrica (massima capacit di )


Quantit dacqua trattenuta da un suolo allo stato di saturazione idrica.

tessitura ( del suolo)


Proporzione relativa nel suolo delle particelle minerali di diametro inferiore a 2 mm, costituenti la cosiddetta terra fine (argilla, limo, sabbia).

drenaggio ( interno)
Capacit del suolo di eliminare leccesso idrico al suo interno.

rubefazione
Liberazione di ossidi di Fe che attraverso la progressiva disidratazione formano ematite, la quale conferisce vivaci colori rossi ai suoli, in un ambiente chimico spesso saturo di ioni calcio, ma privo di carbonati.

epipedon
Orizzonte diagnostico di superficie, pi o meno scurito dalla sostanza organica o dilavato.

unit cartografica
Linsieme dei poligoni (di suolo) di una carta pedologica, individuati attraverso il rilevamento, costituiti dalla dominanza di uno o pi fasi delle stesse serie di suolo. Possono essere costituite da un solo tipo di suolo (consociazioni), o da due o pi suoli diversi che si alternano nel paesaggio secondo un modello noto (associazioni, complessi, gruppi indifferenziati).

falda (freatica o libera)


Corpo idrico sotterraneo, pi vicino alla superficie del terreno. La superficie superiore della falda viene denominata superficie freatica o tavola dacqua.

sabbia
Frazione minerale del suolo costituita da granuli di dimensioni comprese fra 50 m e 2 mm, distinta usualmente per scopi pratici in tre classi in base al diametro dei granuli: sab-