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IL VOTO DEL FEBBRAIO 2013

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. RIPARTIAMO PER IL COMUNISMO.


Le elezioni del 24 febbraio 2013 hanno un grande sconfitto: la classe operaia e il proletariato italiano. Proprio nel pieno di una gravissima crisi economica che mette in discussione le basi materiali, le condizioni di vita e di lavoro per decine di milioni di uomini e di donne le classi dominanti riescono ad impedire che il malessere sociale si trasformi in opposizione politica. Certo, il malessere continua ad esistere e produce un astensione del voto rilevante (oltre il 25%). Certo, la borghesia si trova di fronte ad u quadro di rappresentanza politica lacerato, inaffidabile e che non garantisce facili soluzioni di governabilit. Certo, la borghesia si dovuta affidare ad un personaggio del tutto particolare, il comico Beppe Grillo, che le servito per convogliare una parte consistente del malessere sociale dirottandola sul binario morto della rimozione della coscienza dellidentit sociale di milioni di lavoratori. Il successo di Grillo ulteriormente pericoloso per le venature reazionarie (sindacati, Casa Pound, caudillismo ) che lo caratterizzano. Si registra nel voto del 24 febbraio linquietante divaricazione delle forbici costituite, da un l ato, dal baratro in cui precipiteranno le condizioni materiali delle masse e, dallaltro, dalla loro incapacit di leggere correttamente le dinamiche reali delleconomia e della societ. Resta aperto il problema di costruire una pedagogia efficace che cominci a colmare questo limite. Il risultato dl 24 febbraio frutto anche di una desertificazione decennale in cui la classe operaia stata costretta. Le confitte materiali si sono combinate con tradimenti politici e culturali; isolamento e arretramento ne sono lo sbocco conseguente. In questo quadro si inserisce la consumazione della parabola della sinistra radicale; PRC e PdCI fanno ancora peggio dellArcobaleno e sono ormai elementi residuali senza pi alcuna ragion dessere. Il PCL viene schiacciato da questo quadro generale negativo e ottiene un risultato modesto; ma differenza del PRC e del PdCI, il PCL lunico soggetto che ha gli strumenti idonei per leggere le dinamiche politiche e sociali. Riteniamo doveroso lanciare un appello a tutti i comunisti e le comuniste a raggrupparsi nel PCL non disperdendo inutilmente energie preziose. Certo, il PCL deve crescere nella sua capacit di proposizione tattica e deve ancor pi fare un salto in avanti nei suoi livelli di militanza ma , gi da anni, lunico strumento per sfuggire al baratro. Unultima riflessione sul voto della Calabria in cui tutti gli elementi negativi esistenti nazionalmente hanno prodotto le punte massime dellastensionismo e il salvataggio della giunta regionale e del modello Reggio. Il PCL in Calabria sviluppa momenti di discussione aperti a tutti i compagni e compagne che si sono avvicinati nella campagna elettorale, di cui in questo numero del bollettino offriamo utile documentazione. Reggio Calabria 26-02-2013 Pino Siclari