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Italo Calvino in un disegno di Tullio Pericoli

JONATHAN LETHEM
resi la morte di Italo Calvino come un affronto personale. Lui non lo sapeva, ma non si era presentato a un appuntamento. Uno dei pi grandi scrittori europei del Novecento, tra i pochi autori italiani, con Moravia, Pirandello ed Eco, capaci di penetrare nella nostra cultura letteraria dalla traduzione tardiva, Calvino era in procinto di partire per gli Stati Uniti per tenere una serie di lezioni a Harvard quando, allet di sessantadue anni, fu colpito da unemorragia cerebrale, morendo poche settimane dopo. Oltre allimpegno contratto con Harvard, Calvino aveva accettato di fare, in America, un piccolo tour promozionale che lo avrebbe portato fin da Codys Books, a Berkeley. Io ero candidato a un posto in prima fila e senza fiato per lemozione. Appresi la notizia della morte di Calvino leggendo un avviso attaccato alle porte della libreria la sera fissata per lincontro. Calvino non era semplicemente uno dei miei scrittori preferiti. Gore Vidal, sulla New York Review of Books, scrisse che lEuropa guarda alla morte di Calvino come a una grande disgrazia per la cultura. Egoisticamente, la vissi come una grande disgrazia personale, vedendomi privato dellopportunit di annunciarmi allunico scrittore vivente che cavalcava in scioltezza le contraddizioni che sorgevano dai miei (embrionali) impulsi alla scrittura. Calvino, mi pareva, era riuscito senza forzature in ci di cui nessuno scrittore inglese poteva vantarsi: i suoi romanzi, i suoi racconti, le sue favole erano insieme classicamente moderni e vertiginosamente postmoderni, al contempo concettuali e umani, intimi e mitici. Con i suoi non rari riferimenti ai cartoni animati, ai materiali del folklore e al cinema, nel suo buffo sondare le teorie scientifiche e filosofiche contemporanee, Calvino abbracciava motivi associati a registri tanto alti quanto bassi in uno stile lucido e del tutto suo.

Esce la raccolta di saggi di Lethem Tra le sue dichiarazioni damore letterarie c anche quella per lautore di Marcovaldo

IL LIBRO
Lestasi dellinfluenza di Lethem esce il 13 febbraio per Bompiani (pagg. 610 euro 23)

IO e CAL VINO
te le distanze dalla tradizione del romanzo. Solo Il barone rampante adotta la forma e le proporzioni tipiche del romanzo; i suoi libri sono in gran parte accrocchi o serie di racconti, favole, frammenti o fughe, accomunate da personaggi, simboli o motivi o da qualche elaborata struttura. Al di l di questo, inutile tentare di generalizzare su di essi. Marcovaldo e Palomar sono imperniati su un protagonista, sorta di surrogato dellautore/lettore, che osserva la citt, la campagna e luniverso; Il castello dei destini incrociati e Le citt invisibilisono matrici di favole e meditazioni intrecciate; Se una notte dinverno un viaggiatore un anti-

IL GIORNO CHE NON TENNE LA SUA LEZIONE AMERICANA


romanzo metafinzionale composto di primi capitoli; le due raccolte delle Cosmicomiche e Ti con zero presentano (perlopi) un altro pensoso testimone, dellevoluzione: si chiama sempre Qwfwq, ma assume di volta in volta la forma di un granello di polvere cosmica, di un dinosauro, di una conchiglia, di un ca-

vernicolo e di altro ancora. (Qualcuno faccia studiare questi libri nel Kansas, per favore: i nemici di Darwin si dissolverebbero in una nuvola di epifanie.) A complicare le cose c il fatto che alcune delle opere migliori di Calvino sono sparse in altre raccolte: Gli amori difficili, Prima che tu dica Pronto, Sotto il sole giaguaro e La giornata duno scrutatore. Ci sono due grandi novelle: Il cavaliere inesistente e Il visconte dimezzato. Aggiungete tre volumi di saggi e lezioni, ed emerger il problema: questo paradiso del completista un purgatorio per chi leggiucchia qua e l. Dico questo da completista dichiarato, ma anche da ex commesso di librerie che un po alla Calvino osservava altri lettori intenti a scegliere libri. Con troppe edizioni tutte parimenti sontuose, il lettore neofita che tenta il primo approccio alla merc della pura fortuna. Succede spesso. Nonostante le ottime intenzioni della Steerforth Press, le probabilit che un lettore curioso di Dawn Powell esca dalla libreria tenendo sotto il braccio la trista serie dei primi volumi ambientati in Ohio o il malriuscito The Happy Island sono pari a quelle che esca con Turn, Magic Wheel o The Locusts Have No King. Ritenter, quel lettore? Dietro le stupende sovraccoperte, libri di incerta fattura sgomitano accanto ai capolavori. Italo Calvino non ha mai scritto un brutto libro. La sua grandezza, per, una sorta di nube di foschia, che manca di un singolo opus magnum capace di rappresentare il punto daccesso per un principiante o da includere nella capsula del tempo a beneficio dei posteri. Sarebbe sacrilego pubblicare un corposo volume con The Best of Calvino? O chiamarlo Tales [Fiabe] o Sixty Stories [Sessanta racconti]? Non che i singoli volumi debbano uscire di catalogo per far spazio a questa specie di omnibus che immagino. Forse un oltraggio fare violenza a una struttura cos organicamente perfetta

Appresi la notizia della morte leggendo un avviso la sera fissata per lincontro
Perfettamente a suo agio con il gruppo dellOulipo a Parigi (Georges Perec, Harry Mathews, Raymond Queneau e altri, che ricostruirono il Dna della letteratura per mezzo di giochi surrealisti), cos come nellesprimere il suo amore e la reverenza per Hemingway, Stevenson e i fratelli Grimm, Calvino dava limpressione di essere riuscito a non scendere mai a compromessi nelle sue eleganti esplorazioni di quel che lo incuriosiva in natura, nellarte o nella sua vita sensoriale (ad esempio, i polpacci delle donne). La sua prosa maestosa, la sua opera un ponte tra Plinio il Vecchio, Franz Kafka e il cinema neorealista italiano. Inoltre intuivo a quei tempi, e ora so per certo era un uomo, un collega, un maestro e un amico gentile e generoso. Se fosse sopravvissuto per un paio di mesi ancora, Calvino avrebbe probabilmente sopportato il mio tentativo di fargli sprecare parte del suo tempo terrestre, ormai agli sgoccioli, ascoltando le mie vanterie su quanto lui aveva influenzato le mie opere inedite. Sono leggermente preoccupato per la condizione in cui versa lo scaffale di Calvino. Non che ci siano suoi libri fuori catalogo: al contrario. I due editori americani di Calvino sono stati entrambi scrupolosi nel presentare tutti i suoi titoli in eleganti edizioni in brossura (buona parte delle quali in una intrigante e regolare sequenza da parte di Harcourt Brace). Uso il termine titoli a ragion veduta: il saggio con cui Gore Vidal, nel 1974, present Calvino ai lettori in inglese si intitolava Calvinos Novels [I romanzi di Calvino], eppure Calvino prende curiosamen-

La prosa maestosa la sua opera un ponte tra Plinio il Vecchio, Franz Kafka e il cinema neorealista
come Le citt invisibili. Daccordo: questo testo lo si inserir per intero, cos come The Thurber Carnival ha lasciato il posto a My Life and Hard Times. Quando Knopf nel 1980 ha reso omaggio a Ray Bradbury pubblicando The Stories of Ray Bradbury, i curatori frammentarono raccolte di racconti tra loro collegati come Cronache marziane e Luomo illustrato (la dedica recita: per Nancy Nicholas e Robert Gottlieb, la cui tesi sui florilegi ha reso possibile questo libro). Analogamente, il compilatore di un eventuale Selected Stories of John Updike dovr manomettere le serie dei Maple e di Bech. I Greatest Hits hanno un loro posto nella storia della letteratura. Prima dellavvento di Leon Edel. La figura nel tappeto di Henry James faceva parte di un volume intitolato Embarassments. Credetemi: solo i jamesiani duri e puri riconoscerebbero gli altri titoli che figurano nellindice. Per costoro, The Complete Stories of Henry Jamesprosegue il suo galleggiamento, disponibile nelle biblioteche e nelle librerie dellusato. Le tesi a favore dei florilegi sono uno stimolo notevole e onorano la reputazione degli autori tanto quanto le edizioni delle Opere Complete. Italo Calvino, nella sua lunga ma troppo breve carriera, ha disperso i suoi tesori. Certo, merita lettori che sappiano gustarli nei loro formati originali, ma unantologia non gli nuocerebbe di certo. Traduzione Gianni Pannofino 2011 Jonatham Lethem 2013 Bompiani / Rcs Libri Spa
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Il caso

IMBRATTATA LA MARIANNA DI DELACROIX

PARIGI Il celebre quadro di Delacroix La libert che guida il popolo, che ha dato vita alla leggenda della Marianne, simbolo della Francia, stato sfregiato con un pennarello nero. successo gioved sera, poco prima della chiusura del Louvre. Una ventottenne ha scritto sulla tela, nella parte inferiore sulla destra, una enigmatica sigla: AE911, che sembrerebbe far riferimento all11 settembre; rinvia infatti al sito www.ae911truth.org dove c la petizione per riaprire linchiesta sugli attentati alle Torri Gemelle di New York. Il quadro stato gi ripulito senza danni e la giovane sottoposta a perizia psichiatrica.

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