Sei sulla pagina 1di 16

LA PALLA NON ROTONDA

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

di Erik

BROUWER

Da Mussolini a Lukasenko, come gli uomini forti hanno strumentalizzato il football per la maggior gloria dei loro regimi. Quando il Duce ordinava Vincere o morire!. Le frustrazioni di Hitler e i timori di Franco.

1934. Italia: Benito Mussolini

Uruguay mi volevano uccidere se avessi vinto. In Italia mi volevano uccidere se non avessi vinto. Questo disse Luigi Monti, oriundo argentino, dopo la finale mondiale vinta dallItalia contro la Cecoslovacchia. Il calcio non era ancora questione di vita o di morte, cos si pensava, ma Benito Mussolini decise che le cose stavano diversamente. Il Duce pretese a tutti i costi una vittoria dellItalia nel campionato del Mondo disputato in casa. Nella visione del mondo di Mussolini tutti gli individui si trovavano al servizio dello Stato ed il Duce era lo Stato. Una sconfitta dellItalia sarebbe stata una sconfitta per il fascismo e avrebbe causato al Duce unirrimediabile perdita di prestigio. In unepoca in cui la vita privata di uno statista era pressoch sconosciuta e la fotografia ancora agli albori, circolavano trenta milioni di foto del Duce che lo mostravano in 2.500 pose diverse. Molte delle foto lo ritraevano come un atleta muscoloso, abbronzato e bagnato di sudore, perch lo sport rappresentava nel suo credo due importanti pilastri del fascismo: mascolinit e modernit. Quando si diffusero preoccupazioni per la sua salute il Duce organizz un pomeriggio di sport nel giardino della sua villa. Gli oltre venti corrispondenti stranieri invitati rimasero a bocca aperta nel vedere il campione romano di tennis Mario Belardinelli ed il versatile giocatore della Nazionale Eraldo Monzeglio convocati per disputare un doppio contro Mussolini. I servizi dal basso del Duce partivano dalla sua racchetta con una lentezza invitante, ma i famosi campioni spedirono vistosamente molte risposte in rete. Malgrado tutto gli avversari non riuscirono a far segnare pi punti a Mussolini. Perci lo stupore degli astanti fu grande quando un paladino del Duce annunci il risultato: 7-5 per il primo sportivo dItalia, cos veniva descritto, senza alcuna ironia, il dittatore dal periodico Lo sport fascista.

L MIO DESTINO INDECIFRABILE. IN

167

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

Dopo la conclusione del match Mussolini si vant che con le necessarie ore di allenamento sarebbe potuto diventare anche un calciatore fenomenale. Per il momento sembr che si limitasse ad un ruolo da spettatore, ma non era nella sua natura rimanere del tutto al di fuori del campo. Mussolini manovr il calcio secondo i suoi intenti e nessuno os obiettare che il campionato non fosse pi completamente pulito dopo la sua ascesa al potere. La citt di Bologna era un noto baluardo fascista, e la squadra di calcio omonima vinse in quegli anni un discutibile scudetto. I fuoriclasse della Roma, diretta concorrente, furono spediti dal Duce al fronte in Etiopia. Secondo Mussolini tutto era consentito pur di raggiungere i propri obiettivi e durante il campionato del Mondo del 1934 cera molto in gioco. Si doveva convincere tutti che il fascismo fosse la soluzione dei problemi e non si risparmiarono n denaro n fatiche per mostrare lItalia nella sua veste pi splendida. Nel paese spuntarono stadi con nomi di eroi fascisti, fra i quali ovviamente Mussolini. Tutto quello che il Duce in quel momento faceva doveva rafforzare il concetto che lItalia era superiore alle altre potenze mondiali. Il Duce nomin il generale della milizia fascista Giorgio Vaccaro a capo di un comitato incaricato di condurre lItalia alla conquista del titolo mondiale del 1934. Il comitato riconobbe che Giuseppe Meazza era molto bravo, ma che i migliori giocatori del mondo non erano tutti nati in Italia. Nel frattempo era stata approvata una legge che proibiva ai club di assumere giocatori stranieri, ma fu abilmente elusa. Gli argentini Orsi, Guaita, Demaria e Monti furono portati in Italia e naturalizzati. Monti era un caso a parte. Durante il campionato del Mondo del 1930 nel vicino Uruguay aveva condotto lArgentina in finale. Il paese chiedeva a gran voce una vittoria, ma poco prima della finale il campione ricevette una lettera in cui ignoti minacciavano di uccidere sua madre nel caso di vittoria dellArgentina. Monti fall e lex idolo fu preso a pietrate per le strade di Buenos Aires. Fugg in Italia, dovette cambiare il suo nome in Luigi ed entr in contatto con Mussolini, anchegli molto convinto dellefficacia delle minacce. Questo fu chiaro non solo nel campionato del Mondo entrato negli annali come coppa del Duce ma anche quattro anni pi tardi. LItalia difese infatti il titolo di Campione del mondo a Parigi con successo ed il portiere ungherese Szabo alla fine della partita disse: Abbiamo salvato la vita di undici persone. Prima dellinizio dellincontro infatti ci fu detto che gli italiani avevano ricevuto un telegramma da Mussolini contenente il messaggio Vincere o morire! 1.

168

1. R.J.B. BOSWORTH, Mussolini, Londra 2002, Hodder Arnold; S. FERRARO, Argentina en los Mundiales, Buenos Aires 1998, Sudamericana; A. FLORES, Luis Monti, con la muerte por rival, El Economista, Buenos Aires; L. LOLLI, I Mondiali in camicia nera, 1934-1938, Ardini, 1990; F. ARAJO VLEZ, El ftbol, detrs del ftbol.

LA PALLA NON ROTONDA

Gli otto tiranni


Periodo Anni al potere Nascita-morte Et

Enver Hoxha (Albania) Francisco Franco Bahamonde (Spagna) Antnio de Oliveira Salazar (Portogallo) Josif Vissarionovic Stalin (Unione Sovietica) Benito Mussolini (Italia) Adolf Hitler (Germania) Mtys Rkosi (Ungheria) Aleksandr Grigorevic Lukas enko (Bielorussia)

1944-1985 1936-1975 1932-1968 1922-1953 1922-1945 1933-1945 1944-1956 1994-2005

41 39 36 31 23 12 12 11

1908-1985 1892-1975 1889-1970 1879-1953 1883-1945 1889-1945 1892-1971 n. 1954

77 83 81 74 62 56 79 51

1942. Germania: Adolf Hitler


Il Fhrer sedeva sulla tribuna dello stadio olimpico di Berlino e non si stava divertendo. Il calcio non era il suo sport preferito ed ora anche questo! Il suo prestigio personale era in gioco e nessuno teneva conto del divieto alla sconfitta che aveva istituito. Due a zero sotto contro la Svezia e rimanevano solo un paio di minuti da giocare. Ancora una volta la Nazionale di calcio tedesca deludeva Hitler. Il Fhrer preferiva il pugilato ed il motociclismo, ma i funzionari nazisti lavevano convinto della necessit di indirizzare il calcio verso lideologia del nazionalsocialismo. Il calcio come sport professionistico venne abolito perch considerato una forma di giudaizzazione dello sport. Il passo successivo fu quello di epurarne le liste dei partecipanti. Lorgano di propaganda nazista Der Strmer scrisse: Il giudeo non concepibile come vero sportivo. La sua figura miserabile non stata fatta per lo sport. Club, date al vostro allenatore ebreo un biglietto di sola andata per Gerusalemme! Ritornate ad essere tedeschi, solo allora sarete nuovamente sani!. I giocatori ebrei furono esiliati o uccisi. Le societ calcistiche vennero affidate alla gestione di gerarchi nazisti. Giocatori della Nazionale tedesca come Fritz Walter furono usati come simbolo del regime e potevano contare su alcuni privilegi. Furono chiamati i soldati politici del Fhrer e forse proprio per questo la pressione era un po troppo alta. I superuomini (bermenschen) non potevano perdere al calcio, ma la prima volta che Hilter assistette ad una partita, questa fin proprio in un fiasco. Accadde ai Giochi olimpici del 1936 a Berlino. Da tutti il Fhrer era stato rassicurato che la Germania aveva delle buone possibilit, ma la formazione dellallenatore Otto Nerz perse per 2-0 contro la Norvegia. A peggiorare le cose entrambe le reti furono segnate da un giocatore dal nome ebreo, Isaaksen. Hitler evit lo stadio per un certo periodo, ma Goebbels nonostante la sconfitta rimase ancora pi convinto dellimportanza del calcio. Nel suo diario cos analizzava la partita contro la Norvegia: Il Fhrer reagiva con molto entusiasmo ed anchio a

169

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

stento sono riuscito a trattenermi. Il pubblico era fuori di s. Il calcio un sistema eccezionale per influenzare le masse. Il ministro dellInformazione e Propaganda si mise ancora pi fanaticamente al lavoro e costru una squadra che avrebbe dovuto vincere il campionato del Mondo del 1938. Come prima cosa Nerz, nazista fervente, fu licenziato e Sepp Herberger nominato come suo successore. Poco dopo si present una nuova occasione per conquistare la supremazia calcistica mondiale, quando lAustria fu annessa alla Germania. La squadra nazionale alpina godeva negli anni Trenta di grande fama. Il campionato del Mondo del 1938 si concluse con un ulteriore fallimento, anche perch gli eleganti giocatori del Wunderteam (squadra austriaca delle meraviglie) mal si combinavano con i ruvidi corridori della Herrenrasse (razza eletta) tedesca. Persero per 4-2 contro la Svizzera ed il 20 aprile 1940, giorno del compleanno del Fhrer, si trovarono nuovamente a giocare a Berna, e ancora una volta vergognosamente sconfitti (1-2). Il giocatore della Nazionale Helmut Schn dichiar dopo la fine della partita che la sconfitta rasentava lalto tradimento ed il reato di lesa maest, e Joseph Goebbels era pienamente daccordo con lui. Scrisse una lettera al Reichssportfhrer (ministro dello Sport del Reich) Hans von Tschammer und Osten nella quale era scritto che nessuna partita poteva essere programmata senza che il risultato venisse determinato in anticipo. Dal quel momento in poi i gerarchi del calcio fecero molta attenzione a che lavversario di turno non fosse troppo forte. I paesi fascisti erano disposti a giocare degli incontri internazionali amichevoli 2, ed alcuni Stati neutrali come la Svezia e la Confederazione Elvetica non ritenevano necessario alcun boicottaggio nei confronti della Germania. I nazisti si fregavano le mani perch una partita di calcio avrebbe distratto seppur per poco lattenzione dalla guerra. In pi una vittoria ben messa in scena avrebbe dato al popolo lillusione che la razza ariana fosse veramente superiore alle altre. Ma a rovinare questi piani arriv il 20 settembre 1942 a Berlino la sconfitta deprimente contro la Svezia: 2-3.
2. Questi gli incontri della nazionale tedesca, dopo linizio della seconda guerra mondiale: 24/9/939 Budapest, Ungheria-Germania 5-1; 15/10/1939 Zagabria, Jugoslavia-Germania 1-5; 22/10/1939 Sofia, Bulgaria-Germania 1-2; 12/11/1939 Breslavia (Wroclaw), Germania-Boemia/Moravia 4-4; 26/11/1939 Berlino, Germania-Italia 5-2; 3/12/1939 Chemnitz, Germania-Slovacchia 3-1; 7/4/1940 Berlino, GermaniaUngheria 2-2; 14/4/1940 Vienna, Germania-Jugoslavia 1-2; 5/5/1940 Milano, Italia-Germania 3-2; 14/7/1940 Francoforte sul Meno, Germania-Romania 9-3; 1/9/1940 Lipsia, Germania-Finlandia 13-0; 15/9/1940 Bratislava, Slovacchia-Germania 0-1; 6/10/1940 Budapest, Ungheria-Germania 2-2; 20/10/1940 Monaco di Baviera, Germania-Bulgaria 7-3; 3/11/1940 Agram (Zagabria), Germania-Jugoslavia 0-2; 17/11/1940 Amburgo, Germania-Danimarca 1-0; 9/3/1941 Stoccarda, Germania-Svizzera 4-2; 6/4/1941 Colonia, Germania-Ungheria 7-0; 20/4/1941 Berna, Svizzera-Germania 2-1; 1/6/1941 Bucarest, Romania-Germania 1-4; 15/6/1941 Vienna, Germania-Croazia 5-1; 5/10/1941 Helsinki, Finlandia-Germania 0-6; 5/10/1941 Stoccolma, Svezia-Germania 4-2; 16/11/1941 Dresda, Germania-Danimarca 1-1; 7/12/1941 Breslavia (Wroclaw) Germania-Slovacchia 4-0; 18/1/1942 Agram (Zagabria) Croazia-Germania 0-2; 1/2/1942 Vienna, Germania-Svizzera 1-2; 12/4/1942 Berlino, Germania-Spagna 1-1; 3/5/1942 Budapest, Ungheria-Germania 3-5; 19/7/1942 Sofia, Bulgaria-Germania 0-3; 16/8/1942 Beuthen (Bytom) Germania-Romania 7-0; 20/9/1942 Berlino, Germania-Svezia 2-3; 18/10/1942 Berna, Svizzera-Germania 3-5; 1/11/1942 Stoccarda, Germania-Croazia 5-1; 22/11/1942 Bratislava, Slovacchia-Germania 2-5.

170

LA PALLA NON ROTONDA

Il Fhrer venne nuovamente umiliato in uno stadio stracolmo di folla e Goebbels si convinse ancora di pi che il pallone non si lasciava poi controllare cos facilmente. Nel suo diario scrisse: Centomila persone hanno lasciato lo stadio depresse. Fa male ammetterlo ma una sconfitta calcistica ha pi effetto sul morale della popolazione della presa di una citt sul fronte orientale. Il 23 novembre dello stesso anno il governo della Germania nazista proib definitivamente la disputa di partite internazionali 3. Anche i giocatori furono inviati al fronte, una decisione che sarebbe costata la vita a diversi nazionali, tra i quali i campioni August Klingert e Adolf Urban 4.

1952. Unione Sovietica: Josif Vissarionovic Stalin


Il messaggio era molto chiaro. Alcune settimane prima che i giocatori dellUnione Sovietica partissero per i Giochi olimpici in Helsinki, Josif Stalin tenne un discorso e disse: Prendete parte ai giochi solamente se siete sicuri che la nostra squadra finir tra i vincitori. Se cos non fosse ci saranno persone chiamate a risponderne. Cos quando la Nazionale russa fu eliminata ingloriosamente dallarcinemica Jugoslavia, diverse persone furono colte da attacchi di panico. Tutti sapevano bene come Stalin non avesse difficolt alcuna nellapplicare misure restrittive. Quando negli anni Trenta del XX secolo si decise di avviare una competizione calcistica per accrescere lonore e la gloria dellUnione Sovietica naturalmente si rese necessaria lautorizzazione dellamato leader. Per avvicinare Stalin al calcio si decise di disputare una partita su un tappeto verde steso per loccasione nella Piazza Rossa a Mosca. Inizialmente il piano era di far giocare il derby Dynamo contro Spartak, ma la societ della polizia segreta (la Dynamo) decise di ritirarsi poco prima dellinizio. I dirigenti del Gugb-Nkvd (poi Kgb) avevano paura che una palla calciata male potesse colpire Stalin sul mento, o peggio potesse rotolare fin dentro al mausoleo di Lenin. La conclusione fu che lo Spartak gioc contro le proprie riserve 5. La partita sarebbe durata trenta minuti e nel caso che Stalin si fosse annoiato un valletto era pronto ad estrarre un fazzoletto bianco e sventolarlo con forza. Dopo 44 minuti di gioco Stalin dichiar di averne abbastanza della partita dimostrativa. Alcuni mesi pi tardi si diede inizio al campionato vero e proprio. I migliori giocatori ottennero s dei privilegi, ma nel sistema di Stalin chiunque poteva uscire dalle grazie del capo in qualsiasi momento. I giocatori che fallivano furono talvolta relegati in un kolchoz, o nel peggiore dei casi in Siberia.
3. La prima partita dopo la guerra la Germania Federale la disput il 22 novembre 1950 a Stoccarda contro la Svizzera (1-0); la Saar lo stesso giorno a Saarbrcken contro la Svizzera B (5-3); e la Germania Democratica il 21 settembre 1952 a Varsavia contro la Polonia (0-3). 4. G. FISCHER, U. LINDNER, Strmer fr Hitler. Vom Zusammenspiel zwischen Fuball und Nationalsozialismus, Gttingen 1999, Die Werkstatt; S. HAFFNER, Kanttekeningen bij Hitler, Amsterdam 1978, Uitgeverij H.J.W. Becht; ID., Duitsland 1939: Jekyll & Hyde, Amsterdam 1999, Mets & Schilt; I. KERSHAW, Hitler, I: 1889-1936, II: 1936-1945. New York 2000, W.W. Norton & Company. 5. Su condanne a dirigenti e calciatori dello Spartak, cfr. di M. DE BONIS, Lo Spartak. Un calcio al regime, LEspresso, n. 3/1994, p. 112.

171

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

Gli allenatori venivano arrestati dalla polizia segreta se osavano pronunciare la parola occidentale off-side al posto del termine russo une igry. Tra il 1931 ed il 1938, il periodo delle grandi epurazioni, furono condannati a morte uno dietro laltro cinque presidenti della commissione sovietica per lEducazione fisica e lo Sport. Questi dirigenti, secondo Stalin, non lavoravano abbastanza bene e lui come noto era un perfezionista. Nel 1948 Stalin pretese per decreto la supremazia sovietica nello sport mondiale in un futuro molto prossimo. Il calcio non sfugg a questordine di cose, e proprio per questo i Giochi olimpici di Helsinki erano considerati cos importanti. Il primo incontro fu vinto sul filo di lana per 2-1 contro la Bulgaria, ma nel turno seguente lUrss sub una disonorevole sconfitta (1-3) 6 contro la Jugoslavia del detestato Tito. Peggio di cos non poteva andare. Si scaten la caccia al colpevole. Prima di tutto il Politbjuro analizz a fondo la sconfitta. Uno dei membri pretese le dimissioni del coach Arkadev, reo secondo fonti attendibili di non aver letto lultimo capolavoro di Stalin I problemi economici del socialismo in Urss. Il 18 agosto del 1952 la commissione sovietica per lEducazione fisica e lo Sport emise un comunicato in cui tra laltro si leggeva: La squadra dellUrss perdendo contro la Jugoslavia ha causato un considerevole danno al prestigio dello sport sovietico e della nazione stessa. Uninchiesta approfondita ha mostrato come i difensori Basaskin e Krizevskij non abbiano svolto i loro compiti in maniera otti male, non usando la necessaria grinta nei contrasti. Nikolaev ha giocato molto male e Beskov si comportato da codardo. Petrov stato indisciplinato e addirittura maleducato nei confronti dei suoi compagni. Il suo comportamento ha causato nervosismo alla squadra. I giocatori incriminati furono squalificati per un anno e dovettero restituire immediatamente tutte le onorificenze conquistate per meriti sportivi. La squadra dellesercito Cdsa Mosca (poi Cska), il principale serbatoio di giocatori per la Nazionale, fu colpita ancora pi duramente. Stalin ordin lo scioglimento immediato del club. Il periodo successivo allapprovazione di tali decisioni fu abbastanza confuso. Il campionato prese il via, ma il decreto non era ancora stato promulgato. Il Cdsa gioc i primi tre incontri prima di apprendere che il club era stato escluso dalla competizione. Il pubblico rimase alloscuro di tutto, perch il partito aveva ordinato alla stampa una censura totale sullargomento. Lo scopr solo due mesi pi tardi, quando il periodico Sovetskij Sport pubblic una classifica in cui non appariva il Cdsa. La squalifica della societ rimase in vigore fino alla morte di Stalin, nel 1953. Subito dopo fu revocata ed il Cdsa pot di nuovo prendere parte al campionato, a partire dal 1954 7.
6. Ripetizione della prima partita, terminata 5-5, per gli ottavi di finale. 7. D. DOWNING, Passovotchka: Moscow Dynamo in Britain, 1945, Londra 2000, Bloomsbury Publishing Plc; A. EKART, Vanished without Trace: The Story of Seven Years in Soviet Russia, Londra 1954, Max Parrish; R. EDELMAN, Stalin and His Soccer Soldiers, History Today, n. 2/1993, pp. 46-51; R. LOURIE, The Autobiography of Joseph Stalin. A Novel, 1999, Counterpoint. A Member of the Perseus Books Group Cambridge (MA); J. RIORDAN, Sport in Soviet Society: Development of Sport and Physical Education in Russia and the USSR, Londra 1977, Cambridge University Press.

172

LA PALLA NON ROTONDA

1954. Ungheria: Mtys Rkosi


Linaspettata sconfitta dellAranycsapat, la squadra doro, nella finale mondiale del 1954 (3-2) fece scalpore. Il leader massimo del Partito operaio ungherese si rese allora conto che ci poteva significare la sua fine. Il calcio era considerato gi da lungo tempo oppio per il popolo, ma ultimamente stava perdendo la sua efficacia. Tutto accadde molto in fretta. Fin dal 1950 lassassino calvo, cos veniva a sua insaputa chiamato Mtys Rkosi, controllava in maniera assoluta lUngheria. Una rivoluzione porta sempre con s delle vittime, ma il leader massimo si preoccup sempre di garantire al popolo anche una qualche forma di svago. Secondo Rkosi, la vittoria della Nazionale ungherese nei Giochi olimpici del 1952 fu per la maggior parte merito suo. Prima della finale disputata contro la Jugoslavia di quel maledetto revisionista di Tito, egli intim al telefono al commissario tecnico Gusztv Sebes: vietato perdere. Lobiettivo successivo fu la conquista del campionato del Mondo, ed in quellottica si port avanti una riforma strutturale del calcio ungherese. I migliori giocatori furono rimossi dal loro ambiente e trasferiti in due squadre prestabilite. La Honvd (ex Kispest) fu scelta come il club in cui si doveva formare lossatura della Nazionale e fu conosciuta da quel momento in poi come la squadra dellesercito. LMtk (ex Hungria) fu adottata dalla polizia segreta e pot avvalersi delle seconde scelte del calcio ungherese. I calciatori devono impegnarsi per segnare un gol contro limperialismo, queste furono le precise parole di Rkosi, ed il partito si adoper per garantire agli atleti le pi alte onorificenze. I giocatori vivevano in caserme dellesercito e sfilavano in parata indossando alte uniformi. Su suggerimento di Rkosi erano spesso svegliati alle sei del mattino per esercitazioni a sorpresa. Solo dopo aver insistito molto su questo metodo dallenamento il commissario tecnico Rkosi si rese conto che esistevano probabilmente dei sistemi pi efficaci per gli atleti di maggiore prestigio. Con landar del tempo i rapporti tra calcio e dittatura si fecero sempre pi frequenti. Il fuoriclasse Ferenc Pusks, su suggerimento di Rkosi, distribuiva medaglie agli stacanovisti, lavoratori che avevano prodotto pi della loro quota, e in riunioni di partito il leader faceva spesso riferimento alla squadra doro. In uno di questi incontri disse: Il successo internazionale di Ocsi (fratellino, il soprannome di Pusks) la prova definitiva che il nostro sistema funziona! Ditemi se esiste un altro posto al mondo dove un povero giovane figlio di proletari possa diventare un membro delllite! Il successo di Ocsi rappresenta il successo del comunismo!. Con il passare degli anni linvadenza di Rkosi aument sempre di pi. Nel 1953 Sebes organizz di propria iniziativa unamichevole contro lInghilterra, con una formazione che non aveva mai perso un incontro in casa. Quando Rkosi venne a sapere di questo incontro chiam a s lallenatore e gli chiese se fosse in grado di garantire una vittoria. Sebes ammise che non era possibile, di conseguenza

173

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

Rkosi si premur di far sapere al commissario tecnico i rischi che correva in caso di sconfitta. Sebes decise di accettare la sfida, lUngheria vinse lincontro per 6-3 e i giornali titolarono: Il socialismo sconfigge il capitalismo. Rkosi era soddisfatto, ma il traguardo pi importante doveva ancora venire. La finale del campionato del Mondo del 1954 a Berna. Nel primo tempo lincontro si svolse secondo i piani. La squadra doro era imbattuta da oltre quattro anni e si trovava in vantaggio per 2-0. Ma nella ripresa si verific una delle pi grandi sorprese mai viste nella finale di un Mondiale. La Germania si aggiudic il titolo vincendo per 3-2 e nelle strade di Budapest si protest per tre giorni, prima di tutto contro la squadra e indirettamente contro il regime stesso. Il malcontento continu a serpeggiare ed i calciatori vennero spesso associati alla dittatura. Quando successivamente gli ungheresi scesero in piazza per sollevarsi contro il comunismo, anche la casa del commissario tecnico Sebes fu presa di mira dai rivoltosi; membri del partito gli suggerirono di ritirarsi in Svizzera. I giocatori vennero insultati per strada e quasi tutti fuggirono allestero in auto blindate. Non molto tempo dopo esplose definitivamente la rivoluzione. Storici come Andrew Handler e Lszl Kutassi sono concordi nellassegnare un ruolo chiave in questi avvenimenti alla sconfitta subita nella finale dei Mondiali. Il fervente comunista Sebes fu fino alla sua morte daccordo con questa interpretazione dei fatti, e scrisse nella sua autobiografia: Sono totalmente convinto che non ci sarebbe stata alcuna rivoluzione se avessimo vinto. Sono altres convinto che il nostro sistema socialista avrebbe resistito ancora per anni 8.

1964. Spagna: Francisco Franco Bahamonde


Franco! Franco! Franco! Franco! Franco!. Il piccolo generale si guardava intorno. Eccolo l, nel cerchio del centrocampo dello stadio del suo club preferito, il Real Madrid. La Spagna aveva appena sconfitto lodiata Unione Sovietica per 2-1 nella finale del campionato dEuropa ed il pubblico acclamava il dittatore settantaduenne come se avesse lui stesso vinto la coppa. Il caudillo che si trovava sul campo per consegnare la coppa appariva molto soddisfatto, ed a ragione visto quello che era accaduto quattro anni prima. La Spagna nel 1960 disponeva probabilmente della pi forte squadra nazionale europea e nei quarti di finale del primo campionato dEuropa della storia si trov a dover disputare un incontro di andata e ritorno contro il nemico di sempre: lUnione Sovietica.
8. A. HANDLER, From Goals to Guns: The Golden Age of Soccer in Hungary: 1950-1956, New York 1994, Columbia University Press; K. JAMRICH, T. ROGAN, (a cura di), Puskas on Puskas. The Life and Times of a Footballing Legend, Londra 1998, Robson; B. LOMAX, Hungary, 1956, Londra 1976, Allison and Busby; ID., Eyewitness in Hungary: The Soviet Invasion of 1956, Nottingham 1980, Spokesman.

174

LA PALLA NON ROTONDA

Il caudillo decise per di rinunciare allincontro perch era noto che diverse radio clandestine avevano convocato i dissidenti spagnoli allo stadio per protestare contro la sua opprimente dittatura. Con s poco preavviso non era possibile fare altrimenti ed una tal umiliazione di fronte allEuropa intera avrebbe avuto conseguenze disastrose. Unaltra ragione di contrariet per Franco era la pretesa avanzata dai sovietici di veder sventolare la loro bandiera sullo stadio e di ascoltare il proprio inno nazionale prima della partita. Simboli e slogan comunisti al cospetto del fascista Franco? Per il dittatore si trattava di una situazione inaccettabile. Franco consider in un primo tempo la questione e chiese di disputare gli incontri in campo neutro. Poco dopo lUefa decise di escludere la Spagna dal torneo. Il giorno seguente nei giornali che appoggiavano il regime si leggeva che la Spagna era stata esclusa dal campionato dEuropa da un complotto comunista e quando queste menzogne arrivarono allattenzione dei media stranieri le reazioni furono prevedibili: al di l del confine si derideva apertamente luomo davanti al quale in Spagna tutti erano costretti a mostrarsi sorridenti. Per cancellare dalla memoria collettiva lerrore Franco decise di organizzare il campionato dEuropa successivo in Spagna. Come se fosse stato tutto programmato, i coraggiosi campioni del caudillo si scontrarono nuovamente con il nemico rosso, questa volta in finale. Era la migliore occasione possibile per prendersi lattesa rivincita, ma un capo assoluto doveva considerare tutte le possibilit. Fin dallinizio vi furono dubbi sulla presenza di Franco allo stadio. Normalmente spettava a lui consegnare la coppa ai vincitori e nel passato la cerimonia di premiazione era gi andata male. La sua squadra, il Real Madrid, aveva perso il 29 giugno 1958 la finale della coppa di Spagna (Copa de Su Excelencia el Generalsimo) contro lAthletic Bilbao (0-2) e al momento della consegna del premio, nello stadio della capitale spagnola, lattaccante basco Gainza gli aveva detto: Ci vediamo tra un anno, caudillo 9. Una nuova sconfitta avrebbe costretto Franco cattolico di primo grado a porgere le congratulazioni a comunisti senza Dio ed il match sarebbe stato trasmesso in diretta in quindici paesi. Fu convocata una riunione demergenza, dove un politico influente sugger di drogare il t dei sovietici nellintervallo. Lidea fu giudicata troppo rischiosa. Tutto sommato fu un bene, perch la Spagna aveva comunque la squadra migliore. La vittoria per 2-1 fu meritata ed i giornali scrissero: La conquista del titolo la logica conseguenza delle vittorie di Franco nella guerra civile. A parere del caudillo gli spettatori sembravano pensare la stessa cosa, in quanto cominciarono a cantare Espaa una / Espaa grande / Espaa libre / Arriba Espaa, la strofa finale dalla canzone falangista Cara al Sol.
9. In effetti lanno dopo, negli ottavi di finali il Real si vendic eliminando lAthletic per 4-1 (Madrid, 10 maggio) e 1-0 (Bilbao, 17 maggio); ma in seguito fu eliminato in semifinale dal Barcelona: 2-4 a Madrid (7 giugno) e 1-3 a Barcellona (14 giugno). La coppa fu vinta dai blau grana contro il Granada, al Santiago Bernabeu, per 4-1 (21 giugno).

175

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

Il vecchio caudillo salut ancora una volta tutte quelle persone cos affettuose. Non sapendo che Jos Sols Ruiz 10 aveva fatto arrestare con la forza molti dissidenti fuori dallo stadio sostituendoli con una claque di migliaia di persone pagate per acclamarlo calorosamente 11.

1969. Portogallo: Antnio de Oliveira Salazar


Nel 1969 il regime portoghese avrebbe fatto di tutto pur di far vincere la Taa de Portugal al Benfica a scapito dellAssociao Acadmica de Coimbra, fondata nel 1887, e gi vice campione del Portogallo ottantanni dopo. Se non altro per poter onorare per lultima volta loramai vecchio e malato Antnio de Oliveira Salazar, il quale, per ironia della storia, dal 1917 al 1928 aveva insegnato allUniversit di Coimbra, prima di diventare ministro delle Finanze nel governo del presidente, Antnio scar de Fragoso Carmona (1926-51). Il dittatore portoghese non era un appassionato di calcio, ma la partita era cos importante e carica di significati che tutti volevano esserci. Si trattava per molti di una sfida simbolica tra il vecchio ed il nuovo Portogallo, ed in questo caso non sembrava certo unaffermazione esagerata. Il Benfica era stato associato con il regime corporativo di Salazar a partire dal suo periodo vincente negli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta del secolo scorso, mentre i membri dellAcademia si erano apertamente dichiarati poco prima della finale sostenitori di un rinnovamento nelle istituzioni. Era un evento di cui si parlava gi da settimane ed a ragione. Salazar ed i suoi seguaci avevano fatto del Portogallo uno Stato chiuso ermeticamente verso lesterno, un paese in cui la polizia segreta (Pide) svolgeva un ruolo di primo piano e perfino ai sacerdoti veniva richiesto di riferire ogni sospetto di complotto. Quasi tutto quello che poteva portare allegria e spensieratezza alla gente fu proibito dalla dittatura. Salazar era un nostalgico della potenza imperialista lusitana del lontano passato. Fin dal 5 luglio 1932, quando divenne primo ministro (sempre conservando il dicastero delle Finanze), fece di tutto per riportare il paese a rivivere le antichissime memorie. Una vita fatta di ascetismo e ferrea disciplina era il concetto base del suo Estado Novo, e lo sport entrava a proposito in questa teoria e pratica. uno scandalo vedere bar affollati di giovani, aveva tuonato una volta il dittatore, giovani che in quanto figli di marinai dovrebbero essere sul Tago ad eserci10. Il ministro segretario generale del partito governativo Falange Espaola Tradicionalista y de las Juntas de Ofensiva Nacional-Sindicalista (Fet y de las Jons) o Movimiento Nacional. Partito fondato nel 1933 da Jos Antonio Primo de Rivera (1903-36), durante la Seconda Repubblica spagnola (14/4/19315/2/1939, caduta di Gerona); la Prima Repubblica dur dall11 febbraio 1873 al 31 dicembre 1874. 11. P. PRESTON, Franco. A Biography, Londra 1993, Harper Collins; D. SHAW, Ftbol y franquismo, Madrid 1987, Alianza; C.B. GARCA, El fichaje de Di Stfano como salvavidas, o el ftbol y la poltica en el franquismo de los cincuenta, El Rastro de la Historia, n. 3 (www.rumbos.net/rastroria/rastroria03/distefano. htm).

176

LA PALLA NON ROTONDA

tarsi nella voga o nella vela. La tradizione per Salazar veniva avanti ad ogni cosa, e visto che ai tempi in cui il Portogallo era una potenza mondiale non si praticava il calcio, egli decise che si poteva tranquillamente farne a meno. Seguendo i suoi ordini, il corrotto e decadente sport popolare fu in parte accantonato, ma i suoi consiglieri gli suggerirono che ci avrebbe potuto causare disordini. Alla fine fu permesso ai club di sopravvivere. Salazar cambi idea sul calcio solo negli anni Cinquanta. Quando astuti funzionari gli spiegarono come il Benfica contando solo sulle proprir forze fosse riuscito a diventare una potenza del calcio europeo, decise di adottare una linea diversa. Il regime cominci ad investire denaro e furono nominati dei dirigenti di regime per alcuni club. Il Benfica, suo malgrado e controvoglia, fu scelto come la squadra della dittatura. Questa mossa non fu affatto casuale. La politica coloniale era un importante elemento del concetto di Estado Novo. A Salazar piaceva mostrare come nel suo Portogallo gli indigeni delle Provncias Ultramarinas non subissero discriminazioni, e quando, negli anni Sessanta, le pressioni internazionali per la decolonizzazione divennero pi forti, il regime sfrutt magistralmente il Benfica: Non si pu accusare di segregazione razziale un paese in cui i giocatori che provengono dalle province dOltremare, come Colunha ed Eusebio, riescono a raggiungere posizioni chiave nel migliore club del paese. La realt era ben diversa. Sportivi del Mozambico o dellAngola che ricusavano il nome portoghese per adottare quello originario erano perseguiti dalla Pide. Anche se i fascisti tentavano di sopprimere con la violenza tutti gli impulsi al cambiamento, questo desiderio di rinnovamento si fece sempre pi forte, soprattutto nelle universit. Nel 1969 scoppi una rivolta studentesca che fu repressa con metodi spietati. L8 giugno dello stesso anno si verific un ulteriore evento che intacc ancor pi lautorit di Salazar. Si disputava allAlvalade di Lisbona la prima semifinale di coppa del Portogallo fra lo Sporting e lAcadmica, ed i giocatori della squadra studentesca sfidarono il regime apertamente, camminando con lentezza verso il centro del campo ad imitazione di una marcia funebre. I calciatori portavano anche una fascia nera al braccio sinistro per commemorare gli studenti morti durante la rivolta. Il pubblico incit appassionatamente la squadra ribelle, e la compagine della velha universidade vinse contro tutti i pronostici per 2-1; il ritorno al Municipal di Coimbra (15 giugno) vide ancora vittoriosi gli studenti per 1-0 12. Per timore di nuove proteste contro il regime si decise di non trasmettere la finale in televisione, e che il presidente della Repubblica, lammiraglio Amrico de Deus Rodrigues Toms (1958-74), non avrebbe consegnato la coppa. Il solo pensiero che egli fosse indotto da eventuali circostanze a consegnarla ad un rappresentate del nuovo Portogallo era insopportabile per le autorit.
12. Le cronache del tempo, naturalmente, non riportarono i dissensi a Lisbona, cfr. A. FARINHA, Sporting, 1 Acadmica, 2. No aproveitar que esteve o ganho..., A Bola, 9/6/1969.

177

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

In finale gli studenti contestatori disputarono un incontro eroico, e durante lintervallo furono stesi striscioni inneggianti a maggiori libert, migliore educazione e meno polizia. Il Benfica, il 22 giugno allo stadio Jamor di Lisbona, segn il gol della vittoria solo nei tempi supplementari (2-1). Ma non fin qui. Nella stagione 1969-70 partecip alla coppa dei Campioni, e lAcadmica, in quanto finalista di coppa Nazionale, ebbe il diritto di esordire sugli spalti della coppa delle Coppe. La squadra di Lisbona si ferm agli ottavi 13, mentre quella di Coimbra si prese la soddisfazione di giungere addirittura ai quarti, dove ebbe la sfortuna di incappare nellallora fortissimo Manchester City 14 che la pieg ancora nei fatali supplementari (18 marzo 1970); gli inglesi, in seguito, si sarebbero aggiudicati il trofeo. Quattro mesi dopo, come suggello di unepoca, Salazar moriva.

1970. Albania: Enver Hoxha


Il Guardiano del popolo albanese faceva ingabbiare gli uccelli canterini perch piacevano alla gente, proibiva la musica pop in quanto i cittadini canticchiavano per strada le canzoni dei Beatles, chiudeva alcuni bar poich erano covi delle quinte colonne che complottavano contro il regime, e aboliva la religione essendo Lui lunica divinit. Enver Hoxha, dittatore dellAlbania dal 1944, pretese che ogni albanese maschio portasse la stessa capigliatura stabilita da parrucchieri appositamente nominati dallamministrazione statale. I capelli lunghi erano un sinonimo di libert, ed il dittatore aveva molta difficolt con questo termine. Allaeroporto internazionale di Rinas (nei pressi di Tirana) fu installato un barbiere ed i turisti ricevevano il permesso dentrata solo dopo essersi fatti tagliare i capelli al millimetro. Hoxha fece di tutto per portare lAlbania sotto il suo diretto controllo. Riteneva di essere un dio e se necessario adottava la violenza per imporre al popolo di adorarlo. Lintensificarsi della lotta di classe era una macabra scusa per esercitare un terrore indiscriminato. Un uomo fu condannato a dieci anni in un campo di prigionia perch aveva osato sedersi per primo dopo unovazione a Hoxha. Si cre uno Stato stalinista di polizia dove una persona su tre era membro della temuta Sigurimi i Shtetit, lintelligence interna, e tutti si spiavano a vicenda.
13. Sedicesimi: Benfica-Kjbenhavns Boldklub (Danimarca) 2-0 3-2; ottavi: Celtic Glasgow (Scozia)Benfica 3-0 0-3 (Celtic per sorteggio). La Fiorentina si ferm ai quarti eliminata dagli scozzesi: 0-3 in trasferta e 1-0 in casa. 14. Sedicesimi: Acadmica-KuPS Kuopio (Fin) 0-0 1-0; ottavi: 1. FC Magdeburg (Germania Democratica)-Acadmica 1-0 0-2; quarti: Acadmica-Manchester City (Inghilterra) 0-0 0-1 (ai tempi supplementari). La Roma fu eliminata in semifinale, e per sorteggio, dopo tre drammatiche partite e 330 minuti (non era ancora stata approvata la regola delle reti in trasferta): Roma-Grnik Zabrze 1-1 2-2 (ts) 1-1 (ts, Stasburgo).

178

LA PALLA NON ROTONDA

Nessuno riusciva pi a distinguere la finzione dalla realt anche perch la vita di ognuno veniva diretta come un Truman Show. Il calcio non sfugg a questo costume. Come da buona abitudine est-europea la polizia segreta vest i panni di una squadra e lesercito di unaltra. Linevitabile conseguenza fu che la Dinmo (ministero dellInterno) e il Partizani (ministero della Difesa), entrambe della capitale, conquistarono quasi tutti i campionati 15, avvalendosi dei migliori calciatori in attivit. Gli arbitri erano spesso minacciati di essere spediti ai lavori forzati e quando, nel 1966-67, il 17 Nntori (lo storico Sportklub Tirana 16) si trov sul punto di vincere il titolo fu deciso dallalto di trasferire i suoi giocatori migliori in squadre di minore livello tecnico. Il fuoriclasse Sknder Halili ebbe lardire di lasciare la Dinmo per tornare al suo club dorigine; fu arrestato e dopo un processo farsa condannato alla prigione. Il Guardiano del popolo albanese lasciava fare, perch quando si trattava di calcio era neutrale, anche se alcuni dicono avesse una labile simpatia per il Lufttari, la squadra di Argirocastro, sua citt natale 17. Solamente per quanto riguarda le partite internazionali si decideva a volte di intervenire con pi determinazione. Tutto cominci con la morte del grande idolo di Xoxha, Josif Vissarionovic Stalin nel 1953. Il nuovo leader dellUnione Sovietica, Nikita Sergeevic Chruscv, ammise nel 1956 in uno dei suoi discorsi: Sono stati commessi grandi crimini nel passato in Unione Sovietica. Hoxha divenne furioso a causa di queste menzogne. Le rappresentative dei paesi occidentali erano gi escluse dalle amichevoli, quindi non restavano molti altri avversari. Fra la morte di Stalin e il 1963 (anno in cui per la prima volta lAlbania partecip ai campionati europei) la Nazionale gioc solamente tre partite ufficiali amichevoli con bilancio positivo: Albania-Polonia 2-0 (Tirana, 29 novembre 1953), Cina-Albania 3-2 (Pechino, 15 settembre 1957) e Albania-Germania Democratica 1-1 (Tirana, 1 maggio 1958); pochi mesi prima della scomparsa del georgiano aveva battuto due volte la Cecoslovacchia 3-2 e 2-1 (Tirana, 29 novembre e 7 dicembre 1952), non dimenticando un pareggio casalingo a reti inviolate con la grande Ungheria (23 maggio 1948), ed altre belle affermazioni. Il bando sulle amichevoli internazionali fu ritirato dopo lennesimo scontro con Chruscv. Il leader sovietico esigeva, tra le altre cose, che lAlbania ospitasse alcuni sottomarini sovietici nel porto di Valona. Hoxha rifiut e nel dicembre 1961 Mosca ruppe le relazioni con Tirana. La Cina di Mao divenne il nuovo alleato. LAlbania cominci ad aprire il ventaglio dei propri rapporti diplomatici. A parte i sovietici, tutte le Nazionali e i club esteri da quel momento furono accolti a
15. Dalla ripresa della attivit calcistica dopo la guerra (1945), alla morte di Enver Hoxha (1985), in campionato: Dinmo (13 titoli), Partizani (13), 17 Nntori (6), Vllaznia Scutari (6), Labinoti Elbasan (1); in coppa della Repubblica: Partizani (11 trofei), Dinmo (10), 17 Nntori (5), Vllaznia (4), Flamurtari Valona (1), Labinoti (1). 16. Fondato nel 1920; 1920-27: Agimi; 1927-45: Sportklub; 1946: 17 Nandori; 1947-48: 17 Nntori; 1949-50: Tirana; 1951-57: Puna; 1958-91: 17 Nntori; e dal 1991 nuovamente Sportklub. 17. Il Lufttari giunto secondo nel campionato 1977-78, vinto dal Vllaznia, e non ha mai disputato una finale di coppa della Repubblica.

179

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

braccia aperte, anche quelli del campo Nato. Accettando di giocare addirittura contro squadre capitaliste e non solamente contro i paesi revisionisti, Hoxha inflisse un ulteriore schiaffo morale ai cruscioviani; ma la normalizzazione delle relazioni con lOccidente port con s anche non pochi problemi. Come comportarsi, per esempio, riguardo ad avversari dotati di barbe e capigliature abbondanti? Hoxha si rifiut comunque di ritirare la consuetudine sul taglio di capelli. Per questo lAjax Amsterdam ebbe diversi problemi nel settembre 1970 ad entrare nel paese per poter disputare lincontro di andata della coppa dei Campioni contro la squadra del 17 Nntori Tirana. Solo dopo lunghe trattative con lUefa si arriv ad un modus vivendi: si accett di concedere il visto solo a condizione che i giocatori dellAjax non passeggiassero per le strade di Tirana e non rivolgessero la parola ai comuni cittadini. Alla fine la partita si disput e fin 2-2 18. I futuri triplici campioni continentali si lamentarono comunque del fatto che i loro avversari si rifiutassero di rivolger loro la parola. Quello che gli stranieri capelloni e barbuti non sapevano era che lo stadio era pieno di agenti della polizia segreta e che per gli albanesi che parlavano con un occidentale la pena era dieci anni in un campo di prigionia 19.

2005. Bielorussia: Aleksandr Grigorevic Lukasenko


Lultimo dittatore europeo decise che non si poteva andare avanti cos. Le pessime prestazioni del calcio bielorusso gli stavano spezzando il cuore, e perci Aleksandr Grigorevic Lukas enko si decise a scendere personalmente in campo. Lintera Bielorussia si rese subito conto di quanto il Grande Leader fosse deciso nelle sue intenzioni. Il licenziamento del presidente della Federcalcio, ritenuto il primo responsabile, fu trasmessa in diretta dalla televisione di Stato. Il presidente credeva in una forte leadership. In teoria la Bielorussia sarebbe una democrazia, ma il volere di Lukas enko sempre stato legge, e nel 1996 per ci egli si decise a riscrivere la costituzione 20. Linformazione da allora controllata dallo Stato ed i dissidenti sono fatti accomodare in cella o spariscono in modi misteriosi. Il dittatore non ama essere contrariato e questo suo tratto caratteriale si manifesta in diverse maniere. Tempo fa Lukas enko prese parte nel ruolo di attaccante ad unamichevole contro una rappresentativa di politici ucraini. Il suo avversario diretto lo colp involontariamente con un calcio ad uno stinco, e da quel momento
18. Il ritorno fin 2-0 per gli olandesi. Nellordine 17 Nntori, Celtic Glasgow, Atltico Madrid, Dynamo Dresda, Benfica Lisboa, Independiente de Avellaneda e Bayern Mnchen furono le uniche squadre al mondo che in qualche modo riuscirono a fermare lAjax nel suo triennio doro (1970-71, 197172 e 1972-73). 19. F. COLIN, L. MULLER, voce: Albani, in De grote voetbalencyclopedie; R. KAGIE, De papieren heilstaat. Albani, verslag van een ontgoocheling, Amsterdam 1992, Amber; TH. SCHREIBER, Enver Hodja: le sultan rouge, Parigi 1994, JC Latts; notizie informative del giornalista albanese Besnik Dizdari, direttore di Futbolli Shqiptar Magazine, decano della giuria internazionale di France Football che assegna il Pallone dOro e autore di undici libri dedicati al calcio albanese ed internazionale; e di Lex Muller. 20. La Bielorussia indipendente dal 19 settembre 1991, pur rimanendo nellorbita economica e politica della Russia.

180

LA PALLA NON ROTONDA

la sua unica preoccupazione fu quella di frantumare le ginocchia del colpevole. A causa di questo accanimento il presidente non riusc pi a giocare ai suoi normali livelli. Ma lira sempre stata un marchio di fabbrica dei Lukas enko; il figlio spar in passato allallenatore della squadra di hockey su ghiaccio bielorussa ferendolo: non era daccordo con la disposizione dei giocatori in campo. Non sarebbe il caso di riportarlo, ma i Lukas enko hanno una buona conoscenza dellhockey su ghiac cio. Batka, il piccolo padre, come al dittatore piace essere chiamato, sarebbe secondo il suo stesso website un talento naturale nel pattinaggio, e lhockey su ghiaccio diventato parte integrante della politica del suo governo. Dopo lascesa al potere Lukas enko dette ordine di costruire palazzi del ghiac cio un po ovunque nel paese. Non importante poi che la maggior parte di questi impianti sia rimasta vuota in quanto, a causa di una cattiva gestione finanziaria, non si trovava il denaro necessario per far funzionare i costosi impianti di raffreddamento. Quel che importa che il piccolo padre sappia quello che vuole il suo popolo. Essendo conscio dellimportanza che ha lo sport per la gente comune, Lukas enko ha deciso di autonominarsi anche presidente del Comitato olimpico bielorusso. La decisione stata presa contro tutte le regole esistenti, ma Lukas enko non tipo da lasciarsi imbrigliare dalle regole. Port avanti la sua candidatura, motivando gli atleti del suo paese con infiniti discorsi. Cos parl il padre padrone di tutti gli sportivi bielorussi prima dei XXVII Giochi olimpici di Sydney 2000: A chi di voi garantir buone prestazioni, saranno dati diecimila dollari ed un appartamento. Al di fuori dello sport avremo pure i nostri piccoli problemi, ma se voi porterete risultati, avr un buon motivo per compensarvi a scapito del resto della popolazione. Sono pronto a comprarvi tutto quello che volete, fucili, barche, addirittura la biancheria intima. Ma Dio non voglia che io senta qualcuno di voi lamentarsi con la stampa delle condizioni di vita in Bielorussia.... I suoi atleti alla fine si comportarono ben sotto la media ed il presidente del Comitato olimpico bielorusso addoss la colpa ad un complotto americano mirato a mettere sotto una cattiva luce il regime. E dentro di s era sicuro che fosse andata proprio cos. Come tutti i dittatori anche Lukas enko che mantiene relazioni amichevoli con Corea del Nord, Cuba e Libia vede intrighi un po ovunque, e questo comportamento gli causa di non pochi problemi con la comunit internazionale. Pu capitare che diplomatici di paesi non amici siano cacciati dalla Bielorussia. E anche i vari osservatori e ispettori dellUnione Europea non possono certo dire di contare sulla sua amicizia. Il presidente della commissione Ue tent una volta di fissare un incontro con lui per discutere dei diritti civili nel suo paese. Cinquantamila persone mi stanno aspettando, gli rispose il dittatore, non posso deludere il mio popolo. Doveva andare ad un incontro di calcio, e questi sono impegni ai quali Lukas enko non ama mancare. Il dittatore quasi sempre presente anche per gli incontri in trasferta della squadra bielorussa, sebbene nellultimo periodo capiti sempre pi spesso che il suo posto in tribuna donore rimanga vuoto.

181

PALLA PRIGIONIERA: IL CALCIO DEI DITTATORI

Lukas enko usa lo sport in modo classico per scopi puramente propagandisti ci, ma poco alla volta si sta rendendo conto che non esiste posto migliore dello stadio per condurre unopposizione al regime. Durante il regime franchista i baschi ed i catalani andavano allo stadio con le loro bandiere per sventolarle lontano dagli sguardi della polizia spagnola. Ai tempi della dittatura di Erich Honecker i dissidenti della Germania Est urlavano: Via il Muro! (cio la barriera) quando si stava per battere una punizione, ed in Ungheria i dissidenti insultavano apertamente la propria squadra durante gli incontri internazionali: i giocatori erano in fin dei conti identificati con il regime di Mtys Rkosi. Qualcosa di simile si sta verificando oggi in Bielorussia. Il sogno del dittatore sarebbe di riunirsi nuovamente con la Russia per costituire un surrogato dellUnione Sovietica di un tempo, ma negli stadi i giovani stanno gi preparando la loro protesta. Introducono negli impianti bandiere rosse-bianco-rosse, che simboleggiano la patria bielorussa, e scandiscono cori nazionalistici. Le autorit agiscono con fermezza contro questi comportamenti sovversivi. Spesso durante le partite internazionali si assiste ad arresti e persecuzioni, ma la protesta cresce ogni giorno di pi. La palla che un tempo fu complice, si sta trasformando altrettanto velocemente in un pericoloso avversario politico 21.
(traduzione di Pietro Giannini)

182

21. K. ADELMAN, M. KAMPELMAN, M. PALMER, Europes Last Dictator, Washington Times, 23/8/2001; B. RIJS, Geliefd en gehaat, vadertje en dictator Loekasjenko, De Volkskrant, LAia, 10/9/2001; Website Jongerenorganisatie Zub, www.zubr-belarus.com/english/; Human Rights Watch: Belarus, http:// hrw.org/doc/?t=europe_pub&c=belaru; Website Aleksandr Lukasenko: http://president.gov.by/ eng/; T. WHEWELL, The Disappeared of Belarus, BBC News Europe, in http://news.bbc.co.uk/1/hi/ programmes/crossing_continents/europe/1296032.stm