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LA VOCE DELLA GENTE VENETA

menti dascolto con la cittadinanza. Ergo, se i programmi di amministrazione della politica leghista sono coerenza e capacit, Flavio Tosi immedesima benissimo la proposta del Movimento ed anche nelle vesti di Presidente del Consiglio porterebbe soluzioni ed idee disancorate dalla muffa da prima e seconda Repubblica a cui la larga parte dei vertici nazionali dei partiti romanizzati ancora affezionata. La presenza scomoda di Berlusconi non aiuta il processo di rigenerazione della politica, il Carroccio deve proseguire la propria strada sul modello Baviera, la istanze del nord, anche a Roma, sono una priorit, come la candidatura a Governatore della Lombardia del nostro Segretario Maroni. Veneto, Lombardia e Piemonte, una macroregione come la nostra, che trattiene il 75% della tasse sul territorio la forma di Governo che vogliamo.

LEditoriale di Maurizio Conte


Dopo mesi di campagna elettorale del Partito Democratico pagata dai contribuenti della Tv di Stato mi convinco sempre pi che chi fino ad ora, da decine danni a questa parte, non ha raggiunto risultati concreti in quanto parte integrante del meccanismo della storica democrazia italica: non pu e non deve gestire la cosa pubblica. Cosa spingerebbe oggi i vecchi leader dei partiti a cancellare vecchi retaggi dappartenenza e scontentare chi li ha votati ? Niente e nessuno, questa la condi-

zione. Questi personaggi sono gli stessi che al Governo di Monti hanno lasciato una libert incondizionata ai veri e propri sciacallaggi di Stato nei confronti dei cittadini e che di fronte a recepimento di ogni diktat europeo sono stati in silenzio. Addirittura alcuni di questi si stracciano le vesti perch il premier tecnico possa compiere altri cinque anni di mandato ritenendolo lunico uomo in grado di risolvere le grane in cui ci troviamo. Per fortuna la Lega in questi ultimi ventanni non si concentrata solamente sulle dimensioni delle poltrone romane ma ha formato donne e uomini negli enti locali, continuando, nella barricata dei gazebo e degli incontri pubblici, a creare confronto e mo-

Maurizio Conte Assessore Regionale Veneto Liga Veneta Lega Nord Padana

Sommario
Leditoriale di Maurizio Conte Prima il Nord: Tuttaltro che uno slogan Centro Congressi di Padova, non prioritario

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Energia in Veneto significa anche Economia, Sociale ed ambiente

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REGIONE AMBIENTE

NUOVE FONTI ENERGETICHE, PROPOSTE CONCRETE PER IL VENETO


di Nicola Finco
(Consigliere regionale Lega Nord - Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)

Immaginate un tunnel di 3 chilometri col tetto coperto da 16.000 pannelli solari in grado di produrre energia sufficiente per far funzionare tutti i treni nazionali per un giorno e una intera stazione. Succede in Belgio, Paese allavanguardia quanto a sostenibilit energetica, in cui una tratta ferroviaria produce ed incamera energia direttamente dal sole e dove ben diffusa labitudine di sfruttare tutto ci che di antropico gi esiste (tetti, ponti, eccetera) evitando di andare a deturpare aree verdi impattando sui paesaggi naturali. In Italia, ma anche in Veneto, la strada da compiere in questo senso ancora lunghissima. Da parte sua la politica spesso non ha avuto il coraggio di compiere scelte lungimiranti, preferendo la ricerca immediata di consenso piuttosto che toccare gli interessi di determinate categorie. Oggi ad obbligarci ad azioni differenti, per quanto

riguarda ambiente e qualit dellaria, sono invece i dati di Arpav, che raccontano un Veneto in cui gli Enti locali faticano a lavorare per una mobilit sostenibile, per incentivi alluso di fonti rinnovabili, per unattenzione alla ricerca di fondi statali ed europei per realizzare opere a basso inquinamento o per un differente utilizzo delle reti viarie. Per capire come (e soprattutto con che finanziamenti) muoverci, da presidente della Commissione Ambiente in Consiglio regionale promuover nelle prossime settimane un Meeting aperto ad amministratori, categorie, privati, anche per ascoltare esempi virtuosi di chi si sta percorrendo la strada giusta attraverso idee lungimiranti. Tra poco entrer in vigore una direttiva europea che obbligher gli Enti locali a restringere ancor pi la tolleranza sulle fonti inquinanti. In un panorama a tinte fosche per quanto riguarda i dati sulla situazione veneta, dobbiamo perci muoverci e programmare finalmente uno sviluppo ambientalmente sostenibile del nostro territorio, senza aspettare che gli obblighi arrivino dallalto ma attivandoci per tempo e noi per primi. Dobbiamo ad esempio, come Regione del Veneto, approfittare dei fondi stanziati dal Decreto Sviluppo per promuovere anche a livello di Enti locali iniziative e bandi per il ricambio dei mezzi in disponibilit dei Comuni e delle Asl. In questo modo lamministrazio-

ne pubblica si porr da modello nei confronti dei cittadini nelluso di auto elettriche, ad idrogeno, o di bus a biometano per il trasporto pubblico locale. Ma si possono dare anche segnali pi piccoli ed ugualmente importanti: perch, tra le altre cose, non prevedere nelle nuove lottizzazioni dei punti di ricarica per le auto elettriche? O creare un sistema analogo per le bici allinterno del circuito di ciclabili di cui sono ricchi i nostri paesi? Una recente ricerca ha stimato che entro met secolo il numero di vetture passer dalle attuali 900.000 a circa 2 miliardi, praticamente il doppio, richiedendo maggiori quantit di benzine per alimentarle. Considerando che le auto sono responsabili di un quarto delle emissioni di anidride carbonica nel pianeta, evidente quanto sia davvero urgente elaborare nuove forme di mobilit per migliorare la qualit dellaria, che non solo un problema di ambiente ma anche di salute. LEuropa del Nord, la Francia, la Germania, gi da anni elaborano scelte in questo senso; scelte che richiedono costi inizialmente elevati, ma che consentono nel tempo risparmi del 30% sui consumi oltre che una miglior qualit dellaria. Il Veneto, una delle regioni europee a maggior concentrazione di polveri inquinanti anche per la sua conformazione geografica, pu sicuramente fare la propria parte per nuove politiche di mobilit sostenibile, che nel prossimo futuro sono destinate a creare diverse opportunit di lavoro.

AUTOMOBILISTI, BOLLINO BLU ADDIO


Non necessaria lapplicazione del bollino blu sul parabrezza del veicolo in quanto ufficialmente lesito della revisione periodica che attesta la regolarit o meno del veicolo in tema di inquinamento ambientale riscontrabile sulla carta di circolazione, da parte delle autorit preposte. Lo stabilisce un provvedimento della giunta veneta adottato su iniziativa dellassessore alle politiche ambientali Maurizio Conte. Nello stesso provvedimento si conferma infatti che, a decorrere dal 2012, lunica verifica obbligatoria relativa al rispetto dei limiti di emissione dei gas di scarico dei veicoli al motore (il cosiddetto bollino blu) quella che si effettua in occasione della revisione periodica. La normativa regionale (n. 12/2006) aveva stabilito che il bollino blu avesse una validit di 12 mesi a decorrere dal suo rilascio. Ma il Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012, poi convertito nella legge n. 35/2012, allart. 11 ha disposto che il controllo dei gas di scarico delle auto e relativo rilascio del bollino blu sia reso obbligatorio solo contemporaneamente alla revisione e non alla scadenza annuale. La Regione, in attesa di modificare la propria normativa, con un atto di indirizzo dello scorso giugno ha dato immediata applicazione alla norma nazionale.In definitiva sottolinea lassessore Conte - lesito positivo delle verifiche di tutti i requisiti di sicurezza previsti ed oggetto di revisione periodica, tra cui anche le emissioni, viene attestato sulla carta di circolazione con lapplicazione, da parte degli Uffici della Motorizzazione Civile o delle officine autorizzate dal Ministero dei Trasporti, di una etichetta autoadesiva. In ragione di questo e delle circolari ministeriali di chiarimento rispetto alla materia, abbiamo ritenuto che non sia pi necessaria lesposizione del bollino blu sul parabrezza del veicolo. Con la revisione del veicolo, infatti, viene certificato sulla carta di circolazione il rispetto dei limiti prescritti per lemanazione di inquinanti nonch le condizioni di sicurezza per la circolazione de veicoli medesimi. E questo sufficiente.

Maurizio Conte Assessore Regionale Veneto allAmbiente

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POLITICA NAZIONALE

IL NORD PRODUCE E MONTI PREMIA ANCORA UNA VOLTA IL SUD


di Maurizio Conte
Gli enti in rosso tirano un sospiro di sollievo, sono 590 i milioni che il Governo ha messo a disposizione per creare un fondo a favore degli enti vicini al default. Per alleggerire la stretta fiscale in capo ai comuni erano state presentate proposte di modifica ma lapprovazione di apposito un emendamento del governo le ha cancellate, stessa sorte toccata alla norma che proroga l'esenzione dal pagamento dei tributi per i terremotati emiliani. Si potrebbe pensare che in questa occasione il Governo ha voluto premiare chi si dimostrato particolarmente virtuoso. No, parliamo ancora del Premier Monti e quindi le risorse sono finite nelle casse degli Enti locali che si sono dimostrati pi incapaci, primo tra tutti il Comune di Napoli, il quale vede ripagate le nefandezze di bilancio con ben 300 milioni di euro. Non tutto per, per queste amministrazioni in (cronica) difficolt, il decreto sui costi della politica ha previsto, a fronte della delleliminazione delle sanzioni anticipate dal federalismo fiscale, il 100% in pi dei fondi per singolo cittadino, passando da 100 a 200 euro. Federalismo significa responsabilit e meritocrazia, premiare, come fa questo Governo, chi non ha la capacit di tenere i conti nel giusto assetto una pratica consolidata del bel paese a cui Monti non ha voluto rinunciare. I 900 milioni inviati alla Sicilia ad ottobre potevano gi creare ulteriore insofferenza nei cittadini del nord, con questo ulteriore regalo di 300 milioni ad una sola citt gli imprenditori Veneti stritolati dalla pressione fiscale o i terremotai dellEmilia credo si sentano umiliati. I Comuni che pur avendo i soldi nelle tesorerie non ce la fanno nemmeno ad erogare contributi sociali dovrebbero ritenere questa disparit una vera e propria violenza morale. Questo Governo ha fatto troppo male al paese, prima che altri provvedimenti da ultimora, vengano presi da questi tecnici il momento delle levata: Monti subito a casa.

Lista Monti? L'elettorato non vuole pi sacrifici, figuriamoci Con Casini e "misto centro" !
Sapere che la politica pu contare sul contributo di Casini per altri cinque anni sar causa di astensionismo. Il leader del partito degli ignavi dice che lItalia senza Monti cadr nel baratro. Lo dichiara pure dal pulpito sponsorizzato della di Tv di Stato. Ad unisono il Pierferdi con Montezemolo e Fini hanno investito Monti del ruolo di futuro Premier evitando cos ogni di assumersi qualsiasi responsabilit ed avendo pure il coraggio di criticare le alleanze di altri partiti senza accennare che il tentennamento del Presidente del Consiglio non dettato da una forte morale ma bens da questioni di opportunit. Monti si trova difatti al centro di una girandola politica che lo vorrebbe a capo del prossimo Governo: Europa, banche, alcuni partiti nazionali lo vorrebbero ancora quale boia delleconomia, ma tutti questi attori sanno benissimo che lostacolo principale solo uno, lelettorato. Al momento della nomina di Napolitano lo scorso anno, i tecnici banchieri contavano su un indice di gradimento di rispetto, ma a dodici mesi di distanza questo effetto ha lasciato spazio ad analisi obiettive che portano ad intendere Monti come un gabelliere lontano dai cittadini che, in fatto di riforme ed equit, di certo non brillato. La lista del professore e relativa agenda? Una sorta di tazebao attorno a cui la quadra tra partiti non arriver. Troppe idee diverse, ancora troppi inutili sacrifici a cui pochi elettori vorranno sottostare. In buona sostanza Casini, non prende ancora volta una posizione, Monti lo farebbe, ma i voti sono troppo pochi e la certezza di non farcela porta ad unaltruistica cessione del passo. Maurizio Conte Assessore Regionale Veneto - Lega Nord

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Difesa del territorio

OPERE IDRICHE E MANUTENZIONE IDRAULICA. CONTE: DALLA REGIONE UNASSEGNAZIONE DI QUASI 12 MILIONI DI EURO
ha proceduto alla ripartizione definitiva delle risorse derivanti dai canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso e di acque superficiali, su cui si espressa anche la competente commissione consiliare. Complessivamente sono state assegnate risorse finanziarie per quasi 12 milioni di euro. I proventi introitati dalla Regione vanno reinvestiti per la tutela delle risorse idriche fa rilevare lassessore Conte e, nella misura del 60%, sono finalizzati al finanziamento degli interventi da realizzare, in tutto il territorio regionale, per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, mentre per il restante 40% sono destinati agli interventi da realizzare nelle aree di prelievo, per lottimizzazione delluso dellacqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica di falde sotterranee e per la tutela delle fonti. Nellambito della ripartizione, 1,5 milioni sono stati attribuiti agli interventi di tutela e difesa dei litorali e delle aree limitrofe alla fascia costiera regionale; 2 milioni per opere di manutenzione forestali; 2 milioni 123 mila euro per opera di manutenzione della rete idraulica minore a cura dei Consorzi di bonifica; 1,5 milioni per lavori di adeguamento funzionale delle opere idrauliche a servizio delle aree urbane dei bacini Bandoquerelle-Pal Grande (Consorzio di Bonifica Veneto Orientale); 3 milioni per opere nella provincia di Belluno (Genio Civile). Per quanto riguarda le aree interessate a prelievo, il riparto assegna 1,6 milioni di euro alladeguamento provvisorio dello sbarramento antisale alla foce del fiume Adige.

La Giunta regionale su proposta dellassessore alle politiche ambientali e alla difesa del suolo Maurizio Conte

Maurizio Conte Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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