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A

ncora una volta il bel


paese come il Mito di
Icaro: le best practices
di derivazione Comunitaria in
materia ambientale ed i nostri mi-
gliori propositi di recepimento ed
adempimento si scontrano ineso-
rabilmente con la realt. Se da un
lato si encomia la semplifcazione
degli adempimenti burocratici in
materia ambientale intrapresa dal
Governo, dallaltro delude lenne-
sima proroga prevista in ambito
rifuti. Sono stati approvati il 3
marzo scorso due regolamenti
che introducono il principio di
proporzionalit fra adempimenti
amministrativi e tipicit dim-
presa in particolare riferimento a
scarico delle acque industriali ed
inquinamento acustico. Ancora
pi recente, per, la proposta di
proroga in tema gestione dei ri-
futi che fssa un ulteriore limite
temporale al 31 dicembre 2011
per il conferimento in discari-
ca di rifuti con PCI>13.000 KJ/.
Lunga vita ancora alle ATO per
sopperire alla carenza/assenza di
termo-valorizzatori sul territorio
nazionale cui destinare questa ti-
pologia di rifuti. Una proroga for-
se ora appare indispensabile, ma
ci chiediamo: ma perch evolu-
zione normativa e verifca di fat-
tibilit non procedono di pari pas-
so? Ed il monito della Comunit
Europea a valorizzare il rifuto re-
cuperandone energia quale sorte
avr? La tutela ambientale nel suo
raggio dazione ampio e differen-
ziato merita fermezza, fattibilit,
impegno globale: la sostenibi-
lit riguarda il futuro e non pu
attendere i tempi troppo dilatati
che troppo spesso ci concediamo.
Presidente Consorzio Creta
EDITORIALE
EDITORE
Consorzio Creta
Via Cappuccini 21, 70017 Putignano (Ba)
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Periodico di Riuti, Recupero, Ambiente, Energia
Italia
&
Ambiente Industria
PFU: Arriva Ecopneus
Sviluppare lindustria nazionale del riutilizzo e lotta allillegalit
IL CONSORZIO GARANTIRA LA TRACCIABILITA DEI FLUSSI E AVVIERA IL RECUPERO
GIUSEPPE ANGELO DALENA
F
ino a qualche anno fa, la loro
prevalente destinazione era
la discarica. Dal 2006 una
normativa europea ha dato giusto
riconoscimento ad un rifuto che
in realt molto di pi, una pre-
ziosa risorsa. Stiamo parlando del
pneumatico, che dopo aver svolto
il proprio compito su autoveicoli,
mezzi industriali e moto, diventa
alla fne inutilizzabile e dunque un
rifuto chiamato PFU, Pneumatico
Fuori Uso. Il principale attore della
gestione dei PFU in Italia sar Ecop-
neus, la societ senza scopo di lucro
costituita dai principali produttori e
importatori di pneumatici operanti
in Italia, che a valle del Decreto At-
tuativo del D.Lgs. 152/2006, struttu-
rer e coordiner una rete di raccol-
ta, recupero e monitoraggio dei PFU
su tutto il territorio nazionale.
Modi e Modelli
MARZO 2011 - N. 12
CORBETTA A PAGINA 6
GUASTAMACCHIA A PAGINA 14
Non frenare
gli incentivi
per le energie
DI BIASE A PAGINA 4
Stanziati
trenta milioni
per la bonifca
SITI INQUINATI EOLICO E FOTOVOLTAICO


MONTENEGRO 2011



Fiera di Budva, 20 - 22 aprile 2011



Nella storica cornice della 17
a
edizione della Fiera dellEcologia di Budva,
unoccasione ideale per avviare e consolidare relazioni daffari con
istituzioni e operatori economici in un mercato in forte accelerazione.




13 ECCEZIONALI MOTIVI PER PARTECIPARE
La tariffa promozionale di partecipazione, riservata alle prime 20 aziende aderenti, include:
1. Partecipazione allincontro a numero chiuso Affari in Montenegro nei settori della Green Economy con il
Capo del Direttorato Governativo per le PMI del Montenegro Bari, 28 marzo 2011
2. Una copia riservata del Dossier Master Plan della Gestione delle Acque e dei Rifiuti del Governo del
Montenegro (distribuita nel corso dellincontro di Bari del 28 marzo)
3. Inserimento dellazienda nel catalogo elettronico di EcoBizExpo Montenegro 2011
4. Passaggio in traghetto notturno Bari-Bar (partenza marted 19 alle 22 arrivo mercoled 20 ore 8)
5. Trasferta in pullman Porto di Bar Fiera di Budva (partenza mercoled 20 ore 9 arrivo ore 10)
6. Stand m. 3x3 preallestito ed arredato, connessione internet wi-fi, fascione con nome azienda
7. Utilizzo del servizio condiviso di interpretariato
8. Utilizzo libero del punto caff espresso
9. Partecipazione agli incontri daffari b2b
10. Partecipazione al seminario tecnico Il Master Plan del Governo del Montenegro sulla gestione delle
acque e dei rifiuti a cura del Ministero dellAmbiente del Montenegro (mercoled 20, ore 10-13)
11. Partecipazione al seminario tecnico Il nuovo strumento finanziario per lanticipo dei crediti verso
clienti montenegrini a cura di Fidindustria (gioved 21, ore 10-13)
12. Trasferta in pullman Fiera di Budva Aeroporto di Podgorica (venerd 22)
13. Passaggio aereo sul volo speciale Podgorica Bari (venerd 22)

REC|0NE PUCL|A
INFO: 080 534.43.43 info@ecobizexpo.biz www.ecobizexpo.biz
20 AZIENDE a 990 EURO
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70017 Putignano (Ba)
Tel. +39 080 4931341
+39 080 4054133
Fax +39 080 4051761
Raccolta e Trattamento di Pneumatici Fuori Uso
Gestione Rifiuti Industriali
Bonifiche Siti Contaminati
Rimozione Amianto e Rifacimenti
Produzione Combustibili da Rifiuti
Consulenza Ambientale
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4
Italia Ambiente Industria
S
ono oltre 45.000 le
tonnellate di Raee
raccolte e avviate a un
corretto riciclo nel 2010
da ReMedia. E di 24.610
il numero dei ritiri effet-
tuati presso i Centri di
Raccolta (equivalenti a
oltre il 98%) che hanno
consentito di recupe-
rare 43.422 tonnellate
di Raee, pari a circa 7
milioni e mezzo di ap-
parecchiature a fne vita
arrivate dai cittadini ita-
liani alle isole ecologi-
che gestite dai Comuni.
Tra i Raee domestici,
generati dai nuclei fami-
liari, spicca il raggrup-
pamento R3 (tv e moni-
tor). Seguono i prodotti
del raggruppamento R4
(elettronica di consumo,
piccoli elettrodomestici,
informatica e telecomu-
nicazioni, dispositivi
medici) con oltre 6.000
tonnellate, quelli del rag-
gruppamento R1 (freddo
e clima) con oltre 5.000
tonnellate e R2 (grandi
bianchi) con 2.500 ton-
nellate. In coda, gli R5
(sorgenti luminose) con
oltre 11 tonnellate.
(s.d.b.)
Stanziati trenta milioni
per progetti di bonifca
Al via il miglioramento della gestione del ciclo dei rifuti
DISPONIBILI FINANZIAMENTI PER LIMPIEGO DI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI
SERENA DI BIASE
L
assessore allam-
biente, Lorenzo
Nicastro, ha tirato
le somme del suo primo anno di
attivit. Il bilancio racchiuso
nellintento di coniugare le
ragioni dello sviluppo econo-
mico a quelle dellambiente e
del diritto alla salute. Il 2010
stato un anno rilevante per la
tutela dellambiente attraverso
la gestione del ciclo dei rifuti,
linnalzamento degli standard
di esercizio degli impianti in-
dustriali presenti sul territorio,
lintegrazione dello sviluppo
sostenibile in ogni settore eco-
nomico e sociale, lampliamento
della partecipazione nei proce-
dimenti amministrativi ambien-
tali, la bonifca delle aree con-
taminate. Molte le attivit pi
signifcative tra le quali il proto-
collo di solidariet con la Cam-
pania, la soluzione dei problemi
fnanziari dellATO Le2 e i 30
milioni stanziati per 19 progetti
di bonifca delle aree vaste. Ni-
castro si dichiarato onorato di
essere in carica quando partito
il monitoraggio del benzoapire-
ne nelle aree tarantine facendo
una panoramica sul nuovo piano
dei rifuti che sar autosostenibi-
le dalle amministrazioni locali.
Sono stati forniti dettagli sullat-
tivit svolta nel 2010 riguardan-
te i punti cardine per la tutela
dellambiente in Puglia, come
Lorenzo Nicastro
Assessore alla Qualit
dellAmbiente
Regione Puglia
Adottati Accordi
di Programma
con Arpa Puglia,
Cnr, Irsa
e forze
dellordine
lenergia, laria per fnire alla
gestione dei rifuti e le bonifche
ambientali. Per il settore energia
rilevanti sono state le modifche
adottate per la soglia limite de-
gli impianti fotovoltaici, ridotta
da 10 a 1MW, mentre in tema di
VIA sono stati espressi i pareri
per la realizzazione della nuova
centrale nellarea industriale di
Taranto, del rigassifcatore di
Brindisi e alle proposte di trivel-
lazioni petrolifere al largo delle
coste pugliesi. Per laria, invece,
rilevante limpegno sulla pro-
blematica del benzo(a)pirene
nel Comune di Taranto (rione
Tamburi). In merito lArpa in
collaborazione con le istituzioni
del territorio e i gestori degli im-
pianti industriali maggiormente
impattanti, ha defnito un pia-
no di risanamento della qualit
dellaria della zona interessata.
Affrontata anche la questione re-
lativa alle concentrazioni di pol-
veri nel Comune di Torchiarolo
e delle emissioni dei gas serra
con lattuazione del protocollo
di Kyoto e fnanziamenti per 1,7
M con interventi sul traffco e
limpiego di combustibili alter-
nativi, nonch, per lincentiva-
zione di produzione di energia da
fonti rinnovabili. Per le aziende
a rischio di incidente rilevante
si avviato il monitoraggio dei
sistemi di gestione della sicurez-
za degli impianti, la cosiddetta
legge Seveso iniziando proprio
presso una azienda del Brindisi-
no. Il 2010 stato anche lanno
della Integrazione Ambientale
nei vari settori della Regione
Puglia. Lassessorato inter-
venuto nel rafforzamento della
comunicazione orizzontale, con
il nuovo portale ambientale on-
line (http://ecologia.regione.pu-
glia.it) per assicurare laccesso
del pubblico alle informazioni
ambientali. In merito al Pro-
gramma Operativo 2007/2013
lazione dellassessorato ha ri-
guardato: gli Interventi di mi-
glioramento della gestione del
ciclo integrato dei rifuti e di
bonifca dei siti inquinati; po-
tenziamento e ammodernamen-
to delle strutture dedicate alla
raccolta differenziata; realizza-
zione centri Comunali di rac-
colta (CCR) con ammissione a
fnanziamento (circa 10 M) dei
progetti presentati da n. 10 ATO
sui 14 presentati. Previsto lo
stanziamento di rilevanti risor-
se per lo sviluppo della raccolta
differenziata sia con interventi
mirati nei capoluoghi di pro-
vincia che sullintero territorio
regionale con la realizzazione di
Punti Ecologici e Azioni diffu-
se di comunicazione. Lattivit
dellAssessorato ha riguardato
anche lAttuazione del Piano Re-
gionale di Gestione dei Rifuti e
la Bonifca dei Siti di Interesse
Nazionale e Regionale. Adottati
anche Accordi di Programma
Quadro Tutela e Risanamento
Ambientale (Fondi CIPE) con
laccordo tra Arpa Puglia ,Cnr,
Irsa e Forze dellOrdine e la co-
stituzione di un gruppo di lavo-
ro per la redazione di un Piano
Regionale per il Risanamento da
Amianto; il Piano delle Bonif-
che e fnanziamenti di 36 pro-
getti di risanamento con fondi
ecotassa.
RECUPERO
Cresce
la raccolta
dei Raee
5
Italia Ambiente Industria

Padani pi pasticcioni dei meri-


dionali, almeno per quanto riguar-
da la raccolta differenziata del vetro.
quanto emerge da una ricerca effettuata
da AstraRicerche, secondo la quale il
59% degli italiani commette errori pi o
meno gravi nel differenziare i rifuti di
vetro. Ma se questa la media, i pi pa-
sticcioni sembrano essere proprio gli
abitanti di Lombardia, Piemonte e Valle
dAosta con una quota di 61% di distratti,
mentre i pi avveduti sono i cittadini del
sud che solo per il 54%, quando fanno
la differenziata (ma sono meno a farla),
commettono degli sbagli. Ma non tutto il
nord uguale. Eccezione degna di nota
Lecco, che si meritata il Green Award,
il premio annuale istituito da Coreve
(Consorzio recupero vetro) che premia
le tre citt che si sono distinte per i risul-
tati raggiunti nella qualit della raccolta
differenziata del vetro. (a.m.m)
Raccolta vetro: Padani pi pasticcioni dei meridionali
DIFFERENZIATA
Un nuovo piano regionale
per la gestione degli RSU
Saranno sperimentati nuovi modelli di raccolta
NUOVI SISTEMI PER LA RACCOLTA DIFFEREN ZIATA
SERENA DI BIASE
L
a Regione Puglia,
a sostegno della
raccolta differen-
ziata dei rifuti, ha avviato ini-
ziative fnalizzate al raggiungi-
mento degli obiettivi di servizio
fssati. La politica regionale, in
questo ambito, volta al rag-
giungimento di alte percentuali
di recupero in linea con le diret-
tive Comunitarie. Oltre ai 15 mi-
lioni di euro stanziati per i centri
comunali di raccolta, siti ove le
utenze domestiche e non posso-
no conferire i rifuti in maniera
differenziata, sono stati previsti
altri tre fnanziamenti: uno di 4
milioni di euro rivolto alla rea-
lizzazione dei cosiddetti punti
ecologici; altri due, rispettiva-
mente di 15 di euro per i Comuni
capoluogo e di 23 milioni di euro
per i restanti Comuni, per la pro-
gettazione di sistemi di raccolta
innovativi. La gestione dei punti
ecologici, che costituiranno veri
e propri negozi in citt ove gli
utenti potranno conferire rifuti
recuperabili, sar affdata a im-
prese, anche di nuova costituzio-
ne e preferibilmente composte
da giovani disoccupati, iscritte
nellalbo nazionale gestori am-
bientali, come previsto dal DM
8 aprile 2008 e s.m.i. Le richie-
ste di fnanziamento dovranno
riguardare proposte di sistemi
di raccolta innovativi articolati
su un mix di modalit esecutive:
da quella di prossimit a quella
porta a porta o domiciliare a se-
conda delle zone urbane servite.
Con i fnanziamenti previsti si
potranno acquistare mezzi ed
attrezzature nuovi di fabbrica,
per il servizio di raccolta, per
la pesatura e lo stoccaggio, non-
ch, opere accessorie, elementi
di arredo per i punti ecologici
e spese relative ad opere edili e
impianti. Oltre alle iniziative per
i fnanziamenti citati, le strut-
ture Regionali sono impegnate
nellaggiornamento del Piano
Regionale di Gestione dei Rifuti
Urbani (PRGRU) che costitu-
isce lo strumento fondamentale
che regola la gestione dei rifuti
nella regione - secondo quan-
to previsto dal D.lgs. 152/06 e
s.m.i., che ne stabilisce anche i
contenuti. La Regione Puglia
gi dotata di uno strumento di
pianifcazione in tema di rifuti
urbani - Decreto Commissariale
n. 41/2001 successivamente in-
tegrato con i Decreti Commissa-
riali n. 296/2002 e n. 187/2005,
che deve necessariamente essere
attualizzato alla luce delle nuo-
ve direttive comunitarie e delle
esigenze del territorio e del mer-
cato. In particolare nelle attivit
da svolgere si prester specifca
attenzione alle analisi delle f-
liere del mercato di recupero
dei materiali nonch a tecnolo-
gie e pratiche operative mirate
alla riduzione della quantit e
pericolosit dei rifuti alla fonte
(criterio della prevenzione) ed
alle best practices per servizi di
raccolta differenziata effcaci ed
economici. Riguardo questul-
timo aspetto si rimarca che il
Piano sar fortemente orientato
al raggiungimento dellauto-
sostenibilit del sistema, anche
attraverso la sperimentazione e
programmazione di nuovi mo-
delli di gestione fondati sulla
auto-valorizzazione durevole dei
rifuti come risorsa in rapporto
ai vari contesti sociali, ambien-
tali e territoriali. Attualmente
in corso la procedura di VAS e la
predisposizione del documento
di piano stralcio. In merito alla
gestione esistente dei rifuti, in
corso un approfondimento sui
costi sostenuti da ciascun comu-
ne o ambito territoriale ottimale.
A tal fne il Servizio Ciclo dei
Rifuti e Bonifca della Regione
ha inoltrato ai Comuni la ri-
chiesta di notizie inerenti i con-
tratti che disciplinano le diverse
gestioni e i relativi allegati. Per
una iniziale conoscenza della
materia sono stati valutati i dati
contenuti nel rapporto Comuni
Ricicloni Puglia 2010 elabora-
to sulla base dei dati dellanno
2009 di trenta Comuni- due per
ciascun ATO- relativi a: popo-
lazione residente, gestori dei
servizi, termini contrattuali,
tipo di gestione, caratteristiche
dei sistemi di raccolta e costi.
In riferimento a questi ultimi,
eseguita una ricognizione del
Rapporto Rifuti Urbani ISPRA
108/2010, in corso una strut-
turazione dei dati al fne di ana-
lizzare il fattore costo disaggre-
gandolo nelle varie componenti,
per rilevare lincidenza delle di-
verse attivit sullintera gestione
dei rifuti. In relazione, infne,
alla raccolta differenziata della
frazione organica ed al relativo
trattamento, in via di defnizio-
ne una procedura riguardante f-
nanziamenti per la realizzazione
di impianti di compostaggio, in-
dirizzata agli ATO ed ai comuni
in forma singola o associata. Le
risorse complessive disponibili
da destinare alle spese di inve-
stimento, che derivano dai fondi
comunitari del PO FESR 2007-
2013 Puglia, ammontano a 30
milioni di euro.
Giovanni Campobasso
Dirigente Ufficio Ambiente
e Gestione Rifiuti Regione
Puglia
Lobiettivo
raggiungere
alte percentuali
di recupero
in linea
con la direttiva
Comunitaria
6
Italia Ambiente Industria
GIOVANNI CORBETTA
F
ino a qualche anno
fa, la loro preva-
lente destinazione
era la discarica. Dal 2006 una
normativa europea ha dato giu-
sto riconoscimento ad un rifuto
che in realt molto di pi, una
preziosa risorsa. Stiamo parlan-
do del pneumatico, che dopo aver
svolto il proprio compito su auto-
veicoli, mezzi industriali e moto,
diventa alla fne inutilizzabile e
dunque un rifuto chiamato PFU,
Pneumatico Fuori Uso.
Il principale attore della gestione
dei PFU in Italia sar Ecopneus,
la societ senza scopo di lucro
costituita dai principali produt-
tori e importatori di pneumatici
operanti in Italia, che a valle del
Decreto Attuativo del D.Lgs.
152/2006, strutturer e coordi-
ner una rete di raccolta, recu-
pero e monitoraggio dei PFU su
tutto il territorio nazionale.
Fino ad oggi lassenza di un si-
stema integrato di gestione a
livello nazionale ha generato
una situazione caratterizzata
dal mancato controllo sui fussi
di questi prodotti arrivati a fne
vita, un insuffciente sviluppo
PFU: Arriva Ecopneus
Sviluppare lindustria nazionale del recupero e lotta allillegalit
IN ITALIA IL 25% DI PNEUMATICI VIENE DISPERSO IN TRAFFICI ILLEGALI
Il Consorzio
garantir
la tracciabilit
dei fussi
e avvier
il recupero
in ambito
Nazionale
degli utilizzi di PFU e suoi de-
rivati e lassenza di un equilibrio
tra le varie componenti del siste-
ma (raccolta, trasporto, recupero
e impiego). Ci si traduce di fatto
in una mancanza di garanzie sia
sul fronte della tutela ambientale
che su quello di una gestione ef-
fciente ed improntata allecono-
micit a tutela del cittadino.
Ogni anno, infatti, delle oltre
350.000 tonnellate di PFU che
arrivano a fne vita in Italia, il
25% viene disperso in traffci,
pratiche illegali o comunque
fuori controllo. Secondo Legam-
biente, solo nel periodo 2005-
2010 lassenza di un sistema di
gestione integrato ha comporta-
to perdite complessive per oltre
2 miliardi di euro, tra potenziali
costi di smaltimento delle disca-
riche abusive, mancati introiti
IVA allo Stato e minori ricavi per
le aziende della fliera costrette a
lavorare a regimi ridotti.
E per far fronte a queste critici-
t che, in attesa del Decreto, la
fliera dei PFU si gi organiz-
zata. Un signifcativo numero di
associazioni di operatori hanno
frmato un protocollo dintesa
promosso da Ecopneus per riba-
dire i principi cardine su cui si
baser il sistema: lotta allillega-
lit, totale garanzia della traccia-
bilit dei fussi di PFU e svilup-
po di unindustria nazionale del
riciclo e del recupero che punti
alla massimizzazione dei benef-
ci ambientali ed economici.
*Direttore Generale
Ecopneus
In Puglia individuati 230 siti illegali
La criminalit organizzata localizza per lo smaltimento illecito le regioni Calabria, Sicilia e Campania
I DATI DI LEGAMBIENTE/ I TRAFFICI INTERNAZIONALI COINVOLGONO LA CINA, HONG KONG, EGITTO E SENEGAL
I
n Italia, stando al rap-
porto di Legambiente,
sono state individuate
1.049 discariche illegali estese
su un territorio complessivo di
oltre sei milioni di metri quadra-
ti. Sul banco degli imputati, per
quanto riguarda i grandi traffci,
la criminalit organizzata, tanto
che la concentrazione maggiore
(il 63%) di siti di smaltimento
abusivi si localizza, non a caso,
in Campania, Calabria, Puglia
e Sicilia. La maglia nera va alla
Puglia, che ha allattivo 230 siti
di PFU, quasi il 22% del totale
nazionale. Seguono la Calabria
con 159 siti, la Sicilia con 141,
e la Campania a quota 131. Al
Centro la Regione Lazio ad
avere la peggio con ben 77 siti,
mentre al Nord il triste primato
del Piemonte con 37 sequestri di
discariche abusive di PFU. Non
mancano illegalit al di fuori
delle ecomafe perpetrate da pic-
coli operatori quali gommisti,
offcine, trasportatori, che crea-
no piccole discariche per rispar-
miare sui costi di smaltimento.
Quasi tutte le Regione italiani,
sedici per lesattezza, risulta-
no coinvolte, mentre allestero,
come mta fnale, o tappa in-
termedia, i traffci interessano
Cina, Hong Kong, Malaysia,
Russia, India, Egitto, Nigeria
e Senegal. Altri dati che emer-
gono dal dossier riguardano le
perdite economiche dello Stato,
quantifcate, per questa tipologia
di rifuti, in 143,2 milioni di euro
lanno cos suddivisi: 140 milio-
ni di euro dovuti al mancato ver-
samento dellIVA sulle vendite;
3,2 milioni di euro allevasione
dellIVA sugli smaltimenti. Pur
consistenti, queste non sono le
uniche perdite dovute al traff-
co illegale dei pneumatici fuori
uso: alla cifra bisogna aggiunge-
Il danno economico
si attesta dunque
ad oltre 2 miliardi,
con forti
ripercussioni
sulle casse
dello Stato
re infatti i mancati ricavi, stima-
ti in almeno 150 milioni di euro
allanno, degli impianti di trat-
tamento in funzione a regime
ridotto per via della fuoriuscita
dei PFU dal ciclo legale. Sono
a carico dei contribuenti i costi
di bonifca delle discariche abu-
sive: oltre 400 milioni di euro
complessivi per la messa in si-
curezza di quelle sequestrate nel
periodo preso in considerazione
dallo studio, che va dal 2005 al
settembre 2010.
Il danno economico comples-
sivo si attesta dunque ad oltre
2 miliardi di euro, con forti ri-
percussioni sia sulle casse del-
lo Stato che sugli operatori del
settore che lavorano nella le-
galit. Senza contare i danni al
paesaggio ed i gravi rischi per
lambiente, specie in caso di in-
cendio. (s.d.b.)
7
Italia Ambiente Industria
Monitoraggio ambientale
per scoprire lamianto
Sensibilizzare i cittadini ad una corretta gestione dei rifuti e del recupero
UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO
ANNA MARIA MACCHIA
U
n tavolo perma-
nente di con-
certazione con
le associazioni ambientaliste,
commerciali ed industriali per
sensibilizzare i cittadini sul di-
vieto di commercializzazione
dei sacchetti non biodegradabili,
in vigore dallo scorso 1 gennaio,
e pi in generale sulle tematiche
ambientali e di una corretta ge-
stione dei rifuti. Con lentrata
in vigore della legge n. 296 del
27 dicembre 2006, a partire da
questanno infatti previsto un
programma sperimentale a livel-
lo nazionale per la progressiva
riduzione della commercializza-
zione di sacchi per lasporto del-
le merci che non risultino biode-
gradabili, secondo i criteri fssati
dalla normativa comunitaria e
dalle norme tecniche approvate a
livello comunitario, ai fni della
riduzione delle emissioni di ani-
dride carbonica in atmosfera, del
rafforzamento della protezione
ambientale e del sostegno alle f-
liere agro-industriali. Attraver-
siamo oggi una fase di transizio-
ne che sta generando situazioni
di confusione nella collettivit,
spiega lavv. Gennaro Cefola, as-
sessore alle politiche ambientali
della Provincia BAT. Pertanto,
abbiamo deciso di incontrare
le associazioni di categoria, cui
abbiamo proposto listituzione
di un tavolo permanente di con-
certazione, che si riunir perio-
dicamente con lo scopo di sensi-
bilizzare lutenza ad una corretta
gestione dei rifuti. In particolar
modo, sar nostra premura in-
formare i cittadini sullutiliz-
zo esclusivamente di sacchetti
biodegradabili, come previsto
dalla legge entrata in vigore per
il nuovo anno. Una doverosa
campagna di sensibilizzazione -
prosegue lassessore Cefola - va
attuata con il fondamentale sup-
porto da parte delle associazioni
di categoria, che ringrazio per
aver accolto favorevolmente il
nostro invito e che, ne sono cer-
to, sapranno mettere in campo
proposte utili al raggiungimen-
to di un obiettivo comune che
quello della tutela ambientale e
di una corretta gestione dei rifu-
ti. Amianto e sicurezza urbana.
Nella provincia BAT sono oltre
1000 le strutture che ad oggi re-
gistrano la presenza di amianto,
prevalentemente sui tetti. Nu-
meri che crescono a dismisura
e sfuggiti agli occhi elettronici
dei rilevatori dellArpa, secondo
gli ultimi dati in possesso del-
la Regione Puglia, sono molti
tra edifci pubblici e privati e le
strutture industriali che regi-
strano la presenza di amianto.
La bonifca delle strutture che
presentano amianto aggiunge
ancora Cefola - tra le priori-
t di questa amministrazione,
stiamo affrontando seriamente
il problema e la mappatura ae-
rea un grande passo in avanti
che ci permetter di risolvere la
questione nel migliore dei modi.
Meglio tardi che mai. Non posso
che essere soddisfatto di questa
operazione che ho fortemente
caldeggiato, ma purtroppo devo
constatare che sullemergen-
za amianto lamministrazione
provinciale non ha tutta la re-
sponsabilit in quanto da poco
insediata. Lamianto continua ad
uccidere e rappresenta una vera
e propria emergenza sociale,
ma la Provincia BAT non pu
lasciare soli i privati a condurre
questa battaglia. Sono necessari
incentivi, percorsi di accesso al
credito o sgravi fscali, penso
anche allesenzione di tasse, per
aiutare i privati a sostenere i co-
sti della bonifca delle strutture
che presentano amianto.
Speciale BAT
La mappatura aerea un grande passo in avanti
che ci permetter di risolvere la questione amianto
Al via
il programma
sperimentale
per la progressiva
riduzione
della vendita
di sacchi
per lasporto
delle merci
non biodegradabili
La provincia Bat
impegnata
nel monitoraggio
della qualit
della vita
e nellazione
di contrasto
agli illeciti
smaltimenti
di rifuti
Gennaro Cefola
Assessore allAmbiente
Provincia BAT
8
Italia Ambiente Industria
A
lessandro Reina
il nuovo presidente
dell Ordine dei geologi
della Puglia. Ricercato-
re presso il Politecnico
di Bari, Reina subentra a
Giovanni Calcagn eletto
nel consiglio nazionale.
Del nuovo consiglio re-
gionale fanno parte An-
tonio Marte (vice presi-
dente), Giovanni Scialpi
(tesoriere), Nicola Venisti
(segretario), Annamaria Impedovo, Maddalena Corvasce,
Massimiliano Brandi, Ulrico Guerra, Gianfranco Moro, Mau-
ro Palombella, Gianluca Selleri. (s.d.b.)
GEOLOGI DI PUGLIA
Reina il nuovo presidente
Gestione dei rifuti
la Corte fssa le regole
La Corte di Cassazione fa chiarezza sul riparto
di competenze legislative tra Stato e Regioni
ALLE REGIONI LESERCIZIO DELLA PODESTA LEGISLATIVA
MAGdA MICCOLIS
C
on la recente pro-
nuncia n.373 del
22 dicembre 2010
la Corte Costituzionale inter-
venuta nuovamente a far luce sul
riparto di competenze legislati-
ve tra Stato e Regioni in materia
ambientale.
La Consulta dichiara lillegitti-
mit di due disposizioni (art. 3,
co.1, lett.f), secondo periodo, e
art. 6, co.4) della legge regionale
della Puglia 31 dicembre 2009 n.
36, recante norme per lesercizio
delle competenze in materia di
gestione rifuti in attuazione del
La delimitazione
degli ambiti
di intervento
legislativo
regionale
stata oggetto
di molteplici
pronunce
decreto legislativo 3 aprile 2006
n.152. La prima norma oggetto
di censura nellattribuire alla
Regione Puglia la competenza
alla emanazione di linee guida
per la gestione integrata dei ri-
futi nonch per lesercizio delle
funzioni di autorizzazione spet-
tanti o delegate alla province
di fatto prevedeva che la stessa
regolamentasse, seppure fno
alladozione di indirizzi nazio-
nali, in ambiti di attivit riserva-
ti allo Stato.
La seconda norma censurata
ammetteva, invece, in deroga
al principio della unicit del-
la gestione integrata dei rifuti,
sancito dallart. 200 del D. Lgs.
n.152/06, la frammentazione nel-
la gestione del servizio e consen-
tiva affdamenti relativi ai servi-
zi di raccolta, trasporto e igiene
urbana disgiunti dalle conces-
sioni di costruzione e gestione
degli impianti. Dette disposizio-
ni concernenti la disciplina dei
rifuti, rientrano nella materia
della tutela dellambiente, am-
bito riservato in via esclusiva
al legislatore statale dallart 117,
co.2, lett.s) della Costituzione.
La pronuncia di particolare
rilievo in quanto introduce ul-
teriori dettagli utili a delineare
con maggiore chiarezza il crite-
rio di riparto delle competenze
legislative fra i diversi livelli di
governo in materia ambientale.
La delimitazione degli ambiti
di intervento legislativo regio-
nale stata infatti oggetto di
molteplici pronunce della Corte
Costituzionale, nella sentenza in
esame, la Consulta richiama il
consolidato orientamento secon-
do cui le Regioni nellesercizio
delle loro competenze possono
stabilire livelli di tutela pi ele-
vati rispetto a quelli fssati dallo
Stato, precisando che linnalza-
mento degli standards stabiliti
non costituisce tutela -rimessa
allo Stato- bens possibilit di
disciplinare adeguatamente gli
oggetti riconducibili alle Regio-
ni stesse intesa come potere
insito nelle stesse attribuzioni
di questultime, al fne della loro
esplicazione. Tuttavia, la pote-
st normativa regionale, precisa
la Corte, non pu prescindere
dalla previa adozione degli in-
dirizzi di carattere generale che
la legge statale ritiene invece es-
senziali.
In defnitiva, si dichiara che
lesercizio della potest legislati-
va regionale per potersi esplicare
presuppone la preventiva ema-
nazione degli indirizzi discipli-
na statale, quindi fno a quando
ci non intervenga inibito ogni
intervento regionale, con conse-
guente possibile compressione
della stessa.
*Avvocato
9
Italia Ambiente Industria
Con il sistema Sistri
la carta non scomparir
Per le discariche la documentazione deve essere rintracciabile
LA NORMA PREVEDE LA POSSIBILE ISCRIZIONE FACOLTATIVA DEI COMUNI PASQUALE FIORE
C
on il Decreto legi-
slativo 205/2010
sono stati inseri-
ti due nuovi articoli nella parte
IV del Dlgs 152/2006, entrambi
inerenti il sistema SISTRI: il 188
bis Controllo della tracciabilit
dei rifuti e il 188 ter Sistema
di controllo della tracciabilit
dei rifuti.
Una rifessione che da pi ope-
ratori viene fatta che con il si-
stema SISTRI la carta non scom-
parir.
Infatti, larticolo 188/bis stabili-
sce che durante il trasporto ef-
fettuato da enti o imprese, i rifu-
ti devono essere accompagnati
dalla copia cartacea della scheda
SISTRI Area Movimentazione.
Inoltre, il registro cronologico
e le schede di movimentazione
del Sistri sono resi disponibili
allautorit di controllo in qual-
siasi momento ne faccia richie-
sta e sono conservate in formato
elettronico da parte del soggetto
obbligato per almeno tre anni
dalla rispettiva data di registra-
zione o di movimentazione dei
rifuti.
Per i rifuti relativi alle operazio-
ni di smaltimento in discarica, la
suddetta documentazione deve
essere conservata a tempo inde-
terminato ed al termine dellat-
tivit deve essere consegnata
allautorit che ha rilasciato lau-
torizzazione. E specifcato che
per le discariche lattivit cessa
con il termine della gestione
post-operativa.
Perch un sistema basato sulla
tecnologia informatica debba
richiedere lesibizione e larchi-
viazione di documenti cartacei,
non chiaro, considerando che
le autorit di controllo potrebbe-
ro avere accesso ai dati in modo
rapido.
Ovviamente coloro che non
aderiscono al sistema di con-
trollo della tracciabilit dei ri-
futi (Sistri) devono adempiere
agli obblighi relativi alla tenuta
dei registri di carico e scarico
di cui allarticolo 190, nonch,
dei formulari di identifcazione
dei rifuti nella misura stabilita
dallarticolo 193.
Il nuovo articolo 188/ Ter rical-
ca le previsioni contenute nel
Dm 17 dicembre 2009, istitutivo
del Sistri, con alcune novit: la
possibile iscrizione facoltativa
al Sistri dei Comuni, dei centri
di raccolta e delle imprese di
raccolta e trasporto dei rifuti ur-
bani ubicati fuori dalla Regione
Campania; la previsione che im-
pone al produttore accidentale
di rifuti pericolosi di procedere
alladesione al Sistri entro tre
giorni lavorativi dallaccerta-
mento della pericolosit dei ri-
futi.
Lo stesso articolo 188/Ter con-
templa alcune possibili future
novit quali: la facolt di esten-
dere lobbligo di iscrizione al
Sistri ai soggetti che attualmente
possono aderire volontariamente
allo stesso, ai produttori di rifuti
speciali pericolosi non inquadra-
ti in unorganizzazione di ente o
di impresa, nonch ai distributo-
ri, installatori e gestori dei centri
di assistenza di Aee rientranti
nelle modalit semplifcate di
gestione dei Raee (Dm 65/2010).
Questa facolt potr essere eser-
citata entro il 25 dicembre 2012
(2 anni dallentrata in vigore del
Dlgs 205/2010); la possibilit di
stabilire le modalit applicative
del Sistri alle Amministrazioni
Centrali di forze armate, forze di
polizia e Corpo nazionale dei vi-
gili del fuoco. Questa possibilit
potr essere stabilit entro il 23
giugno 2011 (120 giorni dallen-
trata in vigore del Dlgs 205/2010);
la facolt di individuare modali-
t semplifcate di iscrizione per i
produttori di rifuti di pericolosi,
tale facolt potr essere esercita-
ta entro il 25 dicembre 2012 (2
anni dallentrata in vigore del
Dlgs 205/2010).
Per quanto concerne gli impren-
ditori agricoli che raccolgono e
trasportano i propri rifuti peri-
colosi, in modo saltuario ed oc-
casionale, presso piattaforme di
conferimento o ad un circuito
organizzato di raccolta, fno al
31 dicembre 2011 sono esclusi
dallobbligo di iscrizione al SI-
STRI. Sono considerati occasio-
nali e saltuari i trasporti di rifu-
ti, effettuati complessivamente
per non pi di quattro volte lan-
no non eccedenti i trenta chilo-
grammi o trenta litri al giorno e,
comunque, i cento chilogrammi
o cento litri lanno.
*Consulente Ambientale
C
ontrollo minuto per minuto del
viaggio dei rifuti in Italia. E
stata annunciata uffcialmente, dal
ministro dellAmbiente, Stefania Pre-
stigiacomo, la piena operativit del Si-
stri, il sistema elettronico di controllo
che consente la tracciabilit dei rifuti
speciali e pericolosi su tutto il terri-
torio nazionale. Loperazione Sistri
coinvolge 320 mila aziende e 22 mila
imprese di trasporti. Il progetto pre-
vede il monitoraggio continuo di circa
500 siti di smaltimento fra impianti di
incenerimento e discariche. In Italia
l80% circa dei rifuti prodotto in tota-
le nella categoria dei rifuti speciali di
cui il 10% costituito da quelli speciali
pericolosi. (s.d.b.)
TRACCIABILITA RIFIUTI
Piena operativit nazionale
10
Italia Ambiente Industria
Realizzare prodotti eco-sostenibili
Il progetto mira a trasformare i residui provenienti dalla produzione di energia elettrica.
Laforgia: Liniziativa consentir di far crescere il territorio allinsegna del rispetto dellambiente
PROTOCOLLO DINTESA TRA ENEL, UNIVERSITA DEL SALENTO E CONFINDUSTRIA BRINDISI
F
avorire le imprese
locali e permette-
re loro di dar vita
a una fliera corta in grado
di realizzare e commercia-
lizzare prodotti innovativi ed
eco-sostenibili. Tutto questo
avvalendosi delle competenze
dellUniversit del Salento e
della ricerca Enel per trasfor-
mare i residui provenienti dalla
produzione di energia elettrica
della centrale Federico II di
Brindisi. Queste le fnalit del
protocollo sottoscritto presso il
centro di ricerca Enel di Brin-
disi tra Universit del Salento,
Confndustria Brindisi ed Enel.
Con laccordo saranno realiz-
zate attivit di ricerca, speri-
mentazione applicata e azioni
dimostrative sui residui ottenuti
dalla produzione energetica
della centrale Enel di Brindisi.
Lutilizzo dei sistemi ambien-
tali nella produzione di energia
elettrica produce infatti resi-
dui, ad esempio ceneri e gessi
il cui riutilizzo rappresenta la
chiusura di un ciclo di sosteni-
bilit che si intende trasformare
in unopportunit di sviluppo
per il territorio con la produ-
zione e limpiego di prodotti
competitivi ed eco-sostenibili
attraverso lespansione di co-
noscenze, professionalit e
tecnologie sul territorio. Tale
iniziativa - spiega Domenico
Laforgia, Rettore dellUniversi-
Con laccordo
saranno realizzate
attivita di ricerca,
sperimentazione
applicata e azioni
dimostrative
Al via la bonifca dei siti
con i fondi comunitari
Disponibili 17 milioni di euro per il risanamento ambientale
INTESA TRA REGIONE PUGLIA E LE CINQUE PROVINCIE
ANNA MARIA MACCHIA
F
irmato protocol-
lo dintesa per la
bonifca dei siti
inquinati e con tale atto si con-
clude la prima fase del percorso
di concertazione avviato nella
primavera 2010, per lattuazione
della Programmazione Comu-
nitaria Puglia FESR 2007/2013,
a valere sui fondi dellAsse II -
azione 2.5.4. Alla frma hanno
partecipato lassessore regiona-
le alla Qualit dellAmbiente,
Lorenzo Nicastro e i rappre-
sentanti delle quattro Province
pugliesi di Bari, Brindisi, Lecce
e Taranto. Il documento rap-
presenta il primo passo verso
leco sostenibilit previsto nel
programma di rilancio della
Regione Puglia, che prevede la
riqualifcazione ambientale e la
reindustrializzazione dei siti in-
dustriali. Un sistema integrato
di interventi che ha lo scopo di
accrescere la competitivit del
sistema economico produttivo
regionale e che favorir la cre-
scita delle opportunit di busi-
ness sia per le aziende insediate
che per le nuove realt impren-
ditoriali. Grazie ad una intensa
attivit di confronto sinergico e
di condivisione degli interventi,
che ha coinvolto le amministra-
zioni provinciali e comunali, il
Protocollo dIntesa contiene la
strategia e gli interventi priori-
tari che danno corpo alla pro-
cedura negoziale prevista dal
Programma Pluriennale di At-
tuazione di Asse. Strategia ed
interventi che, cos come defni-
ti nel Protocollo dIntesa, sono
incentrati sui temi del migliora-
mento della qualit ambientale
e fnalizzati al contenimento
delle potenziali fonti di conta-
minazione presenti nel territorio
pugliese. In particolare con lIn-
tesa si utilizzano risorse messe
a disposizione dalla Comunit
Europea, consentendo di inve-
stire circa 17 milioni euro per
la realizzazione di interventi di
risanamento ambientale su siti
degradati, individuati attraverso
la procedura negoziale. Il tutto
attraverso un percorso di traspa-
renza e di concertazione che ha
visto il coinvolgimento di tutti i
soggetti interessati.
P
ubblicata la gra-
duatoria del bando
Bike sharing e fonti
rinnovabili, uniniziati-
va fnalizzata al cofnan-
ziamento, mediante la
corresponsione di con-
tributi in conto capitale,
di investimenti volti alla
riduzione delle emissio-
ni climalteranti attra-
verso la realizzazione di
progetti di bike sharing
associati a sistemi di
alimentazione mediante
energie rinnovabili ed
in particolare pensiline
fotovoltaiche. Le risorse
messe a disposizione dal
Ministero dellAmbiente
e della Tutela del Ter-
ritorio e del Mare sono
pari a 14 milioni di euro.
Con Decreto Direttoria-
le n. SEC-DEC-2011-38
dell8 febbraio 2011
stata dunque approvata
la graduatoria dei pro-
getti ammessi a valuta-
zione. (s.d.b.)
MOBILITA
Bike Sharing:
Pubblicati
i dati
nazional
t del Salento - consentir di far
crescere il territorio allinsegna
del rispetto dellambiente e con
le attivit che seguiranno, alcu-
ne delle quali sono gi in corso,
si apriranno nuove opportunit
imprenditoriali ad alto valore
aggiunto e diffcilmente deloca-
lizzabili. Grazie a questo ac-
cordo aggiunge Sauro Pasini,
responsabile della Ricerca Enel -
abbiamo la possibilit di mettere
a fattor comune il nostro lavoro
e quello dellUniversit del Sa-
lento per attivare con il sistema
delle imprese locali importanti
sinergie progettuali per la rea-
lizzazione di prodotti innovativi
che potranno essere utilizzati in
molti settori come ad esempio
quello delledilizia. (a.m.m.)
11
Italia Ambiente Industria
Ritorna EcoBiz Expo
in Montenegro e Albania
Ciuffreda: Il nostro obbiettivo quello di far crescere le nostre imprese
APPUNTAMENTO NEI BALCANI SULLA GESTIONE DELLE ACQUE
SERENA DI BIASE
L
a Fiera del Levan-
te Servizi dopo
il successo degli
anni passati, decide in questo
2011, di riprendere lattivit a
sostegno delle imprese italiane e
pugliesi che vogliono affacciarsi
o sono gi presenti nei mercati
del sud-est Italia.
Si riapre cos liniziativa del-
le fere estere, di cui una delle
novit presenti nel program-
ma feristico di questanno per
quanto riguarda il tragitto il
coinvolgimento del Montenegro,
che vede come tappa principale
la citt di Budva, oltre alle or-
mai rinomate tappe di Skopje e
Tirana.
Litinerario previsto dalla Fdl
Servizi partir dal mese di aprile,
aprendo il programma feristico
proprio in territorio Montenegri-
no, allinterno della 17a edizione
della Fiera dellEcologia di Bud-
va dal 20 al 22 aprile, in cui le
imprese italiane esploreranno le
opportunit daffari per la cre-
scita dello Stato Ecologico.
A seguire, dal 27 al 29 maggio,
lattenzione si sposter alla Fie-
ra internazionale del Turismo
Ecosostenibile a Tirana, che si
svolger allinterno del moder-
nissimo centro commerciale
CityPark, arricchendo cos il pa-
norama dei settori merceologici
interessati allattivit feristica
nei Balcani. Una grande novit
affancata ad EcoBizExpo (Fiera
dellenergia, ambiente ed edili-
zia sostenibile) proposta gi in
passato, di cui la Puglia gi le-
ader in tutta Italia e non solo, per
offrire ancora una volta ai vicini
adriatici unesperienza consoli-
data e utile per il loro sviluppo
economico. Il vice-presidente
della FDL Servizi, Antonio
Ciuffreda in questo contesto ha
dichiarato: Continuiamo a pun-
tare sulla Green Economy or-
ganizzando sempre e comunque
fere specializzate nellambito
delleconomia verde che si am-
pliano nel turismo.
La scelta di promuovere il turi-
smo a Tirana accompagnata
e favorita dalleliminazione del
visto per gli amici albanesi e
aprendo cos uno sbocco in pi
per le nostre imprese turistiche.
Dunque, la Fiera del Levante
Servizi si prefgge come obietti-
vo principale, quello di intercet-
tare societ in rapido sviluppo,
per invogliarle ad attraversare
lAdriatico non per cercare asi-
lo nel nostro paese ma bens per
passare una piacevole e rilas-
sante vacanza. Contemporanea-
mente le autorit albanesi stanno
puntando molto sullo sviluppo
del turismo in Albania. Lim-
prenditoria turistica albanese,
giovane e dinamica, sta realiz-
zando un progressivo ammoder-
namento di strutture e servizi,
ed pronta ad accogliere i pro-
tagonisti del sistema dofferta
italiana nei diversi campi delle
forniture per lindustria del tu-
rismo. Noi possiamo offrire
prosegue Ciuffreda - anche in
questo caso beni e servizi fna-
lizzati ad un turismo che punti
a salvaguardare le importanti
risorse del passaggio delle coste
albanesi favorendo quindi un
turismo ecologicamente com-
patibile che rappresenta la nostra
sfda per il futuro, evitando gli
errori del passato.
A concludere il programma fe-
ristico 2011 sar Skopje, che
dal 19 al 22 ottobre ospiter gli
operatori economici italiani, con
una nuova formula high tech,
rapida, leggera ed innovativa. In
quattro giorni tutto compreso,
unintensa ed effcace immersio-
ne nel business dei Balcani.
Mi piace sottolineare conclu-
de il Presidente di Fdl Servizi -
come siano stati proprio coloro
che hanno gi partecipato a que-
sta meravigliosa esperienza ad
esprimere il desiderio di ritorna-
re a Skopje invitandoci quindi ad
ampliare il nostro sguardo anche
ad altri Paesi come appunto il
Montenegro.
EcoBiz Expo in questa sede agi-
r come evento specializzato
allinterno della Fiera, ed il Padi-
glione Italia si presenter con un
look innovativo caratterizzato
non pi dai classici stand esposi-
tivi, ma da un grande open space
con postazioni pc collegate in
rete e interpreti pronti a facilita-
re le trattative.
12
Italia Ambiente Industria
Energia geotermica:
Una concreta opportunit
La produzione di energia per lautoconsumo consente vantaggi sociali
IL PROGETTO VIGOR REALIZZATO DAL CNR E FINANZIATO CON FONDI POI
VITO FELICE URICCHIO
I
l nuovo paradigma
energetico legato alla
generazione diffusa
e distribuita di energia da fonti
rinnovabili consente di incide-
re sensibilmente sui risparmi
energetici e sulla produzione di
CO2, conseguendo signifcativi
vantaggi in termini di lotta ai
cambiamenti climatici.
La produzione di energia per
lautoconsumo consente, in ag-
giunta signifcativi vantaggi
sociali, evitando di concentrare
i benefci economici su pochi
gruppi a vantaggio della col-
lettivit, dai singoli cittadini al
mondo produttivo ed alla Pub-
blica Amministrazione.
In tale direzione la geotermia
a bassa entalpia, sviluppa del-
le potenzialit di grandissimo
interesse che si caratterizzano
per la stabilit dei rendimenti
(la produzione di energia non
condizionata come per il mi-
nieolico ed il fotovoltaico dalle
variabili climatiche rispettiva-
mente legate alla ventosit ed
allassolamento), elemento par-
ticolarmente signifcativo per la
pianifcazione della distribuzio-
ne di energia in rete, per la bassa
onerosit della spesa impianti-
stica e delle manutenzioni, per il
consistente risparmio energetico
ed economico per la climatizza-
zione degli ambienti (pari a cir-
ca l80%), per lelevata compati-
bilit ambientale e per lassenza
di impatti visivi.
Per comprendere e descrivere
sinteticamente le potenzialit e
lelevata compatibilit ambien-
tale che contraddistingue un
sistema geotermico a pompa di
calore, basti citare una richiamo
tratto da un volume pubblicato a
cura della Divisione per lEner-
gia Elettrica e le Energie Rinno-
vabili del Canada che afferma
che non esiste sistema di riscal-
damento e condizionamento in
grado di ridurre le emissioni di
gas serra ed il conseguente im-
patto sul riscaldamento globale
cos effcace come le pompe di
calore geotermiche.
Infatti, il potenziale energeti-
co immagazzinato nella parte
esterna della crosta terrestre
elevatissimo e gi a pochi metri
di profondit, la temperatura del
terreno risulta pressoch costan-
te tutto lanno, per cui raggiun-
gendo profondit con tempe-
rature di circa 17C possibile
ottenere calore nei mesi inver-
nali e fresco nei mesi estivi, con
costi ridottissimi di esercizio.
Con la fnalit di valutare luti-
lizzabilit di tale importantissi-
ma risorsa, il progetto VIGOR
(Valutazione dei potenzIale
Geotermico delle Regioni Con-
vergenza) realizzato dal Dipar-
timento Terra e Ambiente del
CNR, con il coordinamento del
Ministero dello Sviluppo Eco-
nomico di concerto con le Re-
gioni Convergenza e fnanziato
nellambito del Programma Ope-
rativo Interregionale Energie
Rinnovabili e Risparmio Ener-
getico 2007-2013, mira alla
realizzazione di uno strumento
di conoscenza e valutazione per
la gestione e luso ottimale delle
risorse geotermiche in Calabria,
Campania, Puglia e Sicilia a be-
nefcio delle amministrazioni
pubbliche, delle imprese e dei
privati cittadini.
Infatti in tali regioni la quantit
di energia prodotta da fonte ge-
otermica ad oggi ancora irrile-
vante, nonostante le interessanti
opportunit che consentono di
sfruttare profcuamente anche
potenziali geotermici meno si-
gnifcativi, conseguendo consi-
stenti risparmi economici per la
climatizzazione degli ambienti e
per la produzione di acqua calda
sanitaria.
Il progetto VIGOR mira a for-
nire ai potenziali futuri/utiliz-
zatori della fonte geotermica,
informazioni funzionali ad av-
viare attivit (non meramente
scientifche) di prospezione e di
utilizzo dellenergia geotermica
e di ampliare le conoscenze del
potenziale naturale, fornendo al
Ministero dello Sviluppo Econo-
mico ed alle Regioni coinvolte,
dati concreti e studi di fattibilit,
utilizzabili sia per lemanazione
di bandi specifci, per la redazio-
ne di linee guida, regolamenti
tecnici e piani regionali, ma an-
che alle imprese ed ai cittadini
per avviare iniziative imprendi-
toriali e investimenti nel settore
dello sfruttamento dellenergia
geotermica.
La stretta collaborazione con le
Regioni e con le relative Autori-
t Ambientali, consente di pro-
muovere le condizioni ottimali
(anche sul piano autorizzatorio
e delle prassi amministrative)
per sostenere lo sviluppo equili-
brato del comparto, prevenendo
e contrastando eventuali le ano-
malie ed asimmetrie verifcatesi
in riferimento ad altre fonti rin-
novabili.
La necessaria declinazione del-
le conoscenze scientifche sul
potenziale geotermico e sulle
caratteristiche geotermiche dei
territori con i fattori economici
ed amministrativi che determi-
nano il successo o linsuccesso
di questo signifcativo comparto
economico determina limpor-
tanza della condivisione dei mo-
delli operativi attuati attraverso
il coinvolgimento dei portatori
dinteresse.
*CNR Puglia
L
energia geotermica
lenergia generata
per mezzo di fonti geo-
logiche di calore e pu
essere considerata una
forma di energia rinno-
vabile. Si basa sulla pro-
duzione di calore natura-
le della Terra (geotermia)
alimentata dallenergia
termica rilasciata in
processi di decadimen-
to nucleare di elementi
radioattivi quali lura-
nio, il torio e il potassio,
contenuti naturalmente
allinterno della terra.
La prima utilizzazione
dellenergia geotermi-
ca per produrre energia
elettrica avvenne il 4
luglio 1904 in Italia per
merito del Principe Piero
Ginori Conti (a.m.m.)
FONTI DI CALORE
Vera novit
geologica
I
l sistema di climatizzazione ge-
otermico molto pi effciente
dei sistemi tradizionali e fa parte
delle fonti di energia rinnovabili
come indicato dal COM97 dell
UE. Questa tecnologia ampia-
mente sfruttata negli Stati Uniti
oltre che in Europa, soprattutto
Svizzera, Germania, Svezia, ma
anche Spagna, Francia, Irlanda,
Russia. (a.m.m.)
I PAESI
Sistema efficente
13
Italia Ambiente Industria
SERENA DE BIASE
A
mbiente e salute,
elementi fonda-
mentali per la
qualit della vita, oggi vengono
seriamente minacciati dalla au-
mentata produzione di rifuti sa-
nitari infetti e dal loro complesso
ciclo di smaltimento conseguen-
ti al moltiplicarsi delle strutture
mediche e dalla contemporanea
tendenza ad adottare tagli alla
spesa sanitaria che, spesso, si
traducono in una minore atten-
zione verso lambiente.
La societ ECO SYSTEM, pro-
duttrice di impianti per il tratta-
mento di rifuti ospedalieri, ha
ideato un sistema effcace e si-
curo per smaltire correttamente
questa tipologia di rifuti. Il si-
stema denominato ECO100s
costituisce una perfetta sintesi
tra la necessit di protezione
degli addetti ai lavori - spesso
vittime di infortuni nel ma-
neggiare siringhe, aghi e altri
materiali pericolosi - e leffca-
cia tecnologica della tecnica di
sterilizzazione UVC-VAPORE,
principio largamente accettato
per trattare i rifuti sanitari in-
fetti. Il funzionamento di questo
sistema caratterizzato da una
sterilizzazione in due fasi: una
prima eseguita mediante irrag-
giamento uniforme del rifuto
con lampade UV-C monitorate
da computer, seguita da una
seconda, allinterno di una ap-
posita camera, in cui il rifuto
viene a contatto con vapore ad
alta temperatura che sterilizza
ogni singola frazione ottenendo
la completa sicurezza nel tratta-
mento.
Il sistema ECO100s, inoltre,
a differenza di sistemi di tratta-
mento alternativi che comporta-
no costi elevati per luso di sac-
chi speciali e/o prodotti chimici
reperibili solo presso venditori
specializzati, non necessita di
materiale di consumo ed pro-
gettato in modo da poter assi-
curare allutilizzatore il facile
reperimento dei componenti sul
mercato, riducendo, cos, i costi
specifci di trattamento del 50%.
Ulteriore novit di rilievo rap-
presentata dalla qualit del resi-
duo fnale del trattamento. Il ri-
futo sanitario sottoposto al ciclo
di sterilizzazione di ECO100s,
dopo una fase di triturazione che
ne riduce il volume dell80%, a
parit di peso, viene equipara-
to, per lo smaltimento fnale,
ai rifuti urbani evitando cos
onerosi costi e semplifcando gli
adempimenti di legge ai prepo-
sti al servizio. Con ECO100s
i vantaggi per lambiente ven-
gono amplifcati anche dalla eli-
minazione dellincenerimento,
evitando lemissione di sostanze
nocive in atmosfera dovute al
processo di combustione.
Limpianto proposto dallazienda
ECO SYSTEM conforme alla
legislazione italiana - tra le pi
severe in materia di smaltimento
dei rifuti ospedalieri potenzial-
mente infetti avendo ottenuto
lapprovazione dallISPRA con
certifcazione uffciale rilasciata
dopo severe verifche effettuate
dal dipartimento di Scienze Bio-
mediche e di Igiene dellUniver-
sit degli Studi di Bari.
Esperti e studiosi approvano e
propongono questa tecnologia
per lo smaltimento dei rifu-
ti sanitari infetti ECO100s
che coniuga risultati apprezza-
bili per la tutela della salute e
dellambiente alla stringente ne-
cessit di riduzione delle spese
sanitarie.
Trattamento rifuti sanitari:
Ecco limpianto Eco100s
Lazienda ha ottenuto lapprovazione dallIspra con certifcato uffciale
LA ECO SYSTEM PRODUCE IMPIANTI AD ALTA TECNOLOGIA SCIENTIFICA
I
n molti Stati ci sono
diverse legislazioni
vigenti, le quali devono
essere superate, quando
i rifuti potenzialmente
infetti vengono lavorati
e trasformati. La legi-
slazione italiana una di
quelle che ha le pi seve-
re normative nel campo
dei rifuti ospedalieri po-
tenzialmente infettivi.
LEGISLAZIONE
Norme
pi severe
per i rifiuti
infetti
14
Italia Ambiente Industria
Lintervento
E un grave errore pensare di dover tirare il freno
nel momento in cui c una forte richiesta di energie
Eolico e fotovoltaico:
Rafforzare gli incentivi
La semplifcazione della Dia ha determinato la totale assenza di controllo
FORTE INCREMENTO DELLE ENERGIE ALTERNATIVE PASQUALE GUASTAMACCHIA
N
elle scorse set-
timane abbiamo
assistito ad una
vibrante demonizzazione degli
impianti da fonti rinnovabili
con un approccio del tutto su-
perfciale da parte della stampa.
In pratica attraverso i media
emerso che lobiettivo di rag-
giungere lindipendenza ener-
getica della nostra nazione con
un forte contributo proveniente
dalla produzione energetica da
fonti rinnovabili diventato
allimprovviso un proposito da
ostacolare .
La Politica Regionale ha rispo-
sto impulsivamente alle sire-
ne allarmistiche della stampa
annunciando azioni normative
sempre pi restrittive per i gran-
di impianti .
E evidente che tale approccio
carente di unanalisi basata
su dati concreti e invece appare
orientato da motivazioni dema-
gogiche .
Quando lunione europea ha
deciso di promuovere le fonti
rinnovabili e lo stato italiano
ha introdotto i meccanismi in-
centivanti per attuare i propositi
comunitari, gli obiettivi le occa-
sioni di sviluppo da raggiungere
erano: assicurare il raggiungi-
mento come quota minima e
non massima del 20% da fonti
rinnovabili; sviluppare una nuo-
va economia che con meccani-
smi virtuosi potesse generare
opportunit di crescita per il
nostro tessuto imprenditoriale e
al contempo generare decine di
migliaia di posti di lavoro.
Le caratteristiche di questo set-
tore economico sono defnite
prioritariamente dalla dipenden-
za degli impianti di produzione
dagli incentivi statali e dagli
strumenti normativi mediante i
quali unimpresa pu ottenere le
autorizzazioni .
In pratica la politica ha in mano
saldamente le sorti di questo set-
tore e pertanto ne gestisce diret-
tamente il ciclo di vita.
Il fenomeno Pugliese delleolico
e del fotovoltaico dipeso sia
dagli incentivi statali, uniformi
su tutto il territorio nazionale,
ma leggendo i dati dal sito del
GSE dipeso prevalentemente
dallintroduzione in puglia dello
strumento normativo della DIA
per gli impianti fotovoltaici fno
ad 1 MW.
Infatti dai dati del GSE in puglia
sono stati messi in esercizio a
fne febbraio 2010 circa 730 MW
di cui la quasi totalit composti
da impianti compresi tra i 200
kw e 1MW.
Basta osservare i dati della re-
gione Basilicata per avere cogni-
zione di come a parit di incen-
tivo statale e di irraggiamento
solare sono stati realizzati solo
56 MW pari a 13 volte in meno
della Puglia.
E evidente che la politica della
regione puglia ha determinato
unattenzione particolare al no-
stro territorio da parte di azien-
de multinazionali che hanno
sfruttato anche il basso costo dei
terreni agricoli per farne incetta
e assicurarsi in breve tempo il
posizionamento di una serie di
megawatt a tutto discapito del
territorio regionale e della sua
economia che si vista sottrar-
re in poco tempo opportunit di
investimento e di nuove proget-
tualit poich impreparata ad af-
frontare in pochi mesi un assalto
cosi invadente di imprese e capi-
tali provenienti da ogni dove.
Tuttavia questo fenomeno se
ben gestito avrebbe potuto tra-
sformarsi in una incredibile op-
portunit per la Regione Puglia,
invece la semplifcazione intro-
dotta dalla DIA ha determinato
la totale assenza di controllo del
fenomeno e pertanto non stato
possibile determinare il mas-
simo vantaggio possibile per il
territorio.
In defnitiva da una parte la
regione puglia ha contribuito
sicuramente alla quota di ener-
gia prodotta da fonti rinnova-
bili (anche se responsabilit
della Regione continuare con
decisione in questo intento)ma
dallaltra ha perso, per quanto
riguarda il pregresso, lopportu-
nit di creare una nuova econo-
mia nel territorio poich questa
stata appannaggio di soggetti
imprenditoriali prevalentemente
provenienti da fuori Regione e
da fuori Italia.
Tuttavia necessario fare un
bilancio della situazione reale,
in termini di consumo di suolo,
e tarare meglio la politica nor-
mativa del settore in modo da
orientare meglio, per il futuro, i
benefci della Green Economy a
vantaggio delleconomia locale.
A conti fatti considerando per
eccesso che i 740 megawatt sia-
no stati realizzati tutti su suolo
agricolo loccupazione del suolo
attuale in puglia, riveniente da-
gli impianti entrati in esercizio
al 21 febbraio 2010, pari a circa
2000 ettari ovvero pari a circa
lo 0,1 per cento del territorio pu-
gliese (rapportata ad una media
per comune Pugliese a circa 7
ettari per comune).
Tali dati mettono in evidenza
come lincidenza sul territorio
della pur forte politica di promo-
zione del fotovoltaico del tutto
trascurabile e pertanto ogni al-
larmismo deve essere valutato
con una visione pi critica.
E bene, dunque, porre attenzio-
ne al rispetto delle regole e dei
vincoli paesaggistici ma un
grave errore pensare di dover ti-
rare il freno a mano nel momento
in cui sta nascendo uneconomia
del territorio nel settore energe-
tico da fonte rinnovabile.
*Ingegnere
Il fenomeno
pugliese
del fotovoltaico
dipeso
dagli incentivi
statali
e dallo strumento
della Dia
15
Italia Ambiente Industria
Eolico: La Consulta cassa
il regolamento regionale
Quali effetti avr la sentenza sui rapporti giuridici?
FA ANCORA DISCUTERE LILLEGITTIMITA IN MATERIA DI ENERGIA
GIORGIA BARBIERI
A
seguito di ordi-
nanza di rimes-
sione del Tar di
Bari n. 148 del 9 settembre 2009
con cui veniva sollevata, in ri-
ferimento allart. 117, secondo
comma, lettera s), e terzo com-
ma della Costituzione, questio-
ne di legittimit costituzionale
dellart 3, comma 16, della legge
della Regione Puglia 31 dicem-
bre 2007, n. 40 (Disposizioni
per la formazione del bilancio
di previsione 2008 e bilancio
pluriennale 2008-2010 della Re-
gione Puglia), nella parte in cui
prevede che la realizzazione
dei parchi eolici disciplinata
dalle direttive di cui al Reg. 4 ot-
tobre 2006, n. 16 (Regolamento
per la realizzazione di impianti
eolici nella Regione Puglia), la
Corte Costituzionale ha sancito
lillegittimit costituzionale del-
le norme censurate, con senten-
za n. 344, depositata in cancelle-
ria il 26.11.2010 e pubblicata in
Gazzetta Uffciale 1 Serie Spe-
ciale n. 48 del 01.12.2010.
In particolare, la Corte ha statu-
ito che le norme regionali, ove
prevedono aree non idonee alla
installazione di impianti eolici
e i criteri per lindividuazione
di suddette zone, si pongono in
contrasto con lart. 117 secondo
comma lettera s) Cost., in quan-
to lindicazione da parte delle
regioni dei luoghi dove non
possibile costruire i suddetti im-
pianti pu avvenire solo a segui-
to della approvazione delle linee
guida nazionali per il corretto
inserimento degli impianti eoli-
ci nel paesaggio da parte della
Conferenza unifcata ex art. 12,
comma 10, del d. lgs. 387/2003
dovendosi qualifcare lindi-
cata norma quale espressione
della competenza esclusiva del-
lo Stato in materia ambientale.
Le norma regionali, anche nelle
parti in cui prevedono limiti,
condizioni e adempimenti al cui
rispetto subordinato il rilascio
dellautorizzazione allinstal-
lazione di un impianto eolico,
contrastano con i principi fssati
dallart. 117, terzo comma Cost.
e, in particolare con i principi
fondamentali fssati dal legisla-
tore statale in materia di produ-
zione, trasporto e distribuzione
nazionale dellenergia, non po-
tendo il legislatore regionale in-
trodurre, nellambito del proce-
dimento di autorizzazione di cui
allart. 12 del d. lgs. 387/2003,
nuovi o diversi adempimenti
rispetto a quelli indicati dalla
norma statale. Sostanzialmen-
te il riferimento effettuato dal
giudice delle leggi a quagli
istituti propri della regolamen-
tazione regionale (PRIE, para-
metro di controllo) che avevano
introdotto dei meccanismi di
preclusione e/o di limite alla
installazione di impianti eolici
ispirati ad altrettante ineludibili
esigenze di tutela del paesaggio
e dellambiente. La declaratoria
di incostituzionalit ha travol-
to anche tutte le restanti norme
regolamentari, essendo evidente
lo stretto legame da cui sono av-
vinte le disposizioni non espres-
samente investite da censure di
incostituzionalit e le norme
invece che gi il Tar con lordi-
nanza di rimessione sopra citata
aveva segnalato come passibili
di non conformit a costituzio-
ne, in quanto sono tutte dirette
a disciplinare il procedimento di
autorizzazione alla costruzione
di impianti eolici, in contrasto
con i parametri costituzionali
sopra indicati.
Trattasi di una pronuncia in
qualche modo scontata oltre che
tanto attesa da parte soprattutto
del mondo imprenditoriale, at-
tesa la granitica giurisprudenza
costituzionale afferente il riparto
di competenze tra stato e regioni
in materia ambientale ed ener-
getica, rispetto alla quale ora, a
sentenza pubblicata, si tratta di
capire quali effetti la medesima
spiega sui rapporti giuridici che
non sono giunti a consolidarsi
attraverso il provvedimento di
autorizzazione unica, in base al
principio della retroattivit delle
sentenze di accoglimento della
Corte Costituzionale.
*Avvocato
L
a regione italiana
con una maggiore
produzione di energia eo-
lica la Puglia, da sem-
pre allavanguardia nel
campo delle rinnovabili,
e in special modo proprio
dello sfruttamento del
vento per la creazione di
energia pulita. La Puglia
arrivata a produrre cir-
ca 1.077,3 Gwh, il corri-
spettivo del 26,7% della
produzione eolica nazio-
nale. (a.m.m.)
RINNOVABILI
La Puglia
sempre
innovativa
16
Italia Ambiente Industria
Pannelli solari in acqua
Un brevetto della Daiet
Lapplicazione per bacini idrici, laghi artifcali e dighe
OTTIMA RESA ENERGETICA PER IL CONTINUO RAFFRESCAMENTO
vogliato la propria expertise in
un progetto innovativo di im-
pianto fotovoltaico galleggiante
da posare su specchi dacqua
che non presentino uno specifco
utilizzo. La prima realizzazione
risale al 2008 ed diventata un
brevetto della Societ: limpian-
to denominato Loto per la si-
ANNA DADDUZIO
P
rosegue il tormen-
tone del Green
Business, rin-
correndo lobiettivo 20/20/20
non troppo lontano secondo la
tabella di marcia dellItalia as-
suefatta dallimpellenza della
sostenibilit ambientale e dai
profumi di fussi di cassa mol-
to interessanti. Se da un lato la
formulazione delle Linee Guida,
clamorosamente tardiva, ed il
relativo Regolamento attuati-
vo della Regione Puglia, hanno
defnito pi o meno chiaramente
iter autorizzativi e siti non ido-
nei alla realizzazione di impianti
da fonti rinnovabili, rimango-
no insolute le questioni Quota
Energia spettante alle Regioni
e sorte delle tariffe incentivanti
davanti ad una potenza instal-
lata ormai alla soglia dei limiti
stabiliti. Pi grave, la rassegna-
ta accettazione di installazioni
selvagge che hanno depauperato
ettari di terra non sempre incol-
ti, senza alcun tentativo di pre-
servare un doveroso rispetto del
territorio. Pienamente in linea
con lesigenza di armonizzare
energie rinnovabili e rispetto
del patrimonio naturalistico,
Daiet Srl di Cisternino, ha con-
militudine fra la forma conferi-
tagli e le foglie acquatiche, sorge
a Solarolo (Ra). I moduli sono
posati su una struttura in cui si
raccordano elementi galleggian-
ti e telaio di sostegno, per una
potenza di 19,98 kWp. Le scelte
tecniche adottate sono state im-
prontate al rispetto dell estetica
paesaggistica e dellhabitat ospi-
tante: un angolo di Tilt prossimo
allo zero ed una attenta verifca
acch la vita del bacino non
risentisse dellintruso. I bene-
fci di tale realizzazione sono
ad ampio spettro: dal contenuto
impatto ambientale, allottima
resa energetica per il continuo
raffrescamento dei moduli, ad
una facilit di realizzazione de-
gli interventi sulla piattaforma.
Da non trascurare la fessibilit
dellopera: il loto un modulo,
aggregabile ad altri per soddi-
sfare esigenze di potenze di im-
pianti fotovoltaici ben superiori
ai 20 kWp. Le applicazioni sono
piuttosto eterogenee: dai baci-
ni idrici, ai laghi artifciali, alle
dighe ed i margini di sviluppo
interessanti. Diverse migliorie
sono al vaglio dei progettisti:
alleggerimento della struttura
di sostegno, collocazione degli
inverters sullisola, utilizzo di
moduli fotovoltaici di ultima
generazione, ottimizzazione del
numero di elementi galleggianti
per kWp installato. Loccasione
di poter mettere in atto tali perfe-
zionamenti si presenter a breve:
sono difatti partiti i lavori per un
nuovo impianto fotovoltaico gal-
leggiante gemello ad Avetrana
(Ta) , preposto a produrre circa
un terzo dellenergia necessaria
per movimentare un impian-
to di pompaggio che raccoglie
acque depurate di destinazione
agricola. Ricerca, innovazione,
esperienza protese verso un fa-
vorevole rapporto costi-benefci
per lusufruitore fnale e per lin-
tera comunit nel pieno Diritto/
Dovere della tutela ambientale.
*Ingegnere
SETTORE DI ATTIVITA
COGNOME
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Industria
17
Italia Ambiente Industria
GIOVANNI RONCO
I
l Commissario UE
alla fscalit Algirdas
emeta ha confermato
lintroduzione di una tassa sulla
CO2 per i settori fuori dallETS
( in particolare le small instal-
lations). Tra le novit lintrodu-
zione di misure fscali per i com-
bustibili allo scopo di ridurre le
distorsioni di competitivit tra
gli Stati Membri.
Nel quadro attualmente in vigo-
re sono defniti a livello europeo
i livelli minimi di tassazione,
lambito di applicazione e gli
estremi per concedere alcune
esenzioni (ad es. settore agrico-
lo) rispetto ai prodotti energetici
usati come carburante per mo-
tori e riscaldamento e rispetto
allenergia elettrica. La Diretti-
va fssa i livelli minimi rispetto
ai consumi (le rinnovabili sono
tassate rispetto al combustibile
evitato), con la possibilit per i
prezzi di rifettere il costo della
CO2 in maniera corretta ed il
contenuto energetico di ciascun
prodotto energetico considerato
che faciliterebbe la transizione
verso rinnovabili fonti energe-
tiche.
Vista lattuale differenza esi-
stente fra Stati membri dellUE
rispetto ai livelli di tassazione
energetica si propone lintrodu-
zione di un livello minimo di 20
ton per le emissioni di CO2 nei
settori non coperti dallo sche-
ma EU ETS per armonizzare il
quadro UE. Lambito di appli-
cazione riguarderebbe i prodotti
energetici consumati nelle atti-
vit al di fuori dello schema EU
ETS (piccole installazioni con
emissioni < 25.000 ton/anno,
servizi, trasporti, agricoltura, ri-
scaldamento), escluso elettricit.
Tutte le fonti di energia saranno
soggette ai nuovi livelli minimi,
ad eccezione della biomasse, e
precisamente: i carburanti fos-
sili saranno soggetti allo stesso
livello minimo (9,65 /GJ) con
il diesel soggetto ad un aumento
nel livello di tassazione, mentre
per i biocarburanti (di prima e
seconda generazione) la soglia
sar stabilita al 10% del livello
previsto per gli altri carburan-
ti fossili. Per il riscaldamento
potrebbe essere utilizzato come
riferimento lattuale livello mi-
nimo utilizzato per lenergia
elettrica (0,15/GJ).
Rispetto ai combustibili leffetto
pi diretto si avrebbe sul carbo-
ne che nella componente energe-
tica (inclusa la CO2) passerebbe
da 0,15 /GJ a 2 /GJ.
La Direttiva potrebbe prevedere
differenziazioni nel livello della
tassazione energetica anche a li-
vello Regionale.
I livelli minimi di tassazione
per la CO2 dovrebbero aiutare
gli Stati membri a conseguire i
rispettivi obblighi di riduzione
nel quadro della Decisione Ef-
fort Sharing (fno a -4% di ridu-
zione delle emissioni nei settori
non ETS al 2020 e 1,6% nei
consumi energetici a livello UE
al 2020).
Rispetto ai combustibili leffetto
pi diretto si avrebbe sul carbo-
ne che nella componente energe-
tica (inclusa la CO2) passerebbe
da 0,15 / GJ a 2 /GJ.
*Commercialista
Componente Commissione
Fiscalit Energetica
Confndustria Roma
Tassa fscale sulla CO
per i settori fuori dallETS
Tra le novit dellUE, lintroduzione di misure tributarie per i combustibili
LA DIRETTIVA PREVEDE DIFFERENZIAZIONI ANCHE A LIVELLO REGIONALE
Lambito
di applicazione
riguarda
i prodotti
energetici
consumati
nelle attivit
al di fuori
dello schema
EU ETS
18
Italia Ambiente Industria
ROSSANA BALICE
N
ellottica di con-
siderare le bio-
masse una delle
risorse pi importanti per rag-
giungere gli obiettivi europei in
termini di energia prodotta da
fonti rinnovabili, la Commissio-
ne europea nellappena trascor-
so 2010 ha adottato una rela-
zione sui criteri di sostenibilit
ambientale per luso di biomasse
solide e biogas per la produzione
di energia elettrica, il riscalda-
mento e la climatizzazione. Tali
criteri raccomandano: 1) un di-
vieto generale di utilizzo della
biomassa da terreni provenienti
da zone forestali ad alto conte-
nuto di carbonio e caratterizza-
ti da elevata biodiversit; b) un
metodo comune per il calcolo
delle emissioni di gas ad effetto
serra per garantire una riduzio-
ne di almeno il 35% delle emis-
sioni di gas a effetto serra grazie
alluso delle biomasse rispetto
allenergia prodotta da fonti
fossili nellUE; c) la differenzia-
zione dei regimi di sostegno na-
zionale a favore di impianti che
consentono elevati rendimenti
di conversione dellenergia; d) il
controllo della provenienza della
biomassa. E notizia recente che
la Danimarca diventato il pri-
mo paese ad offrire alla pompa
bio-carburanti di nuova genera-
zione ottenuti dai rifuti in forza
di un accordo raggiunto con la
societ Novozymes, per cui 100
stazioni della Statoil sono state
attrezzate per fornire ai veicoli
stradali benzina Bio95, una mi-
scela ottenuta con una percen-
tuale del 5% di combustibile de-
rivato dai residui delle raccolte
di grano nei campi danesi (Fonte
Gazzettino Europeo). Tanto in
forza dellobiettivo dichiarato
dal Ministro danese per il Clima
ed Energia e per le Politiche di
genere, sig.ra Lykke Friis, che
la Danimarca diventi comple-
tamente indipendente dai com-
bustibili fossili entro il 2050,
attraverso una crescita costante
nella produzione di energia da
fonti rinnovabili, implementan-
do leffcienza energetica. Se
vedremo, continua il Ministro,
che sar eccessivamente onero-
so rimuovere lultimo segmento
di combustibili fossili nel settore
energetico, potremmo anche uti-
lizzare tecnologie per la cattura
e sequestro della Co2. Trattasi
queste ultime delle controverse
Ccs, le cui principali obiezio-
ni riguardano la sicurezza del
confnamento della Co2 che po-
trebbe sfuggire, secondo alcuni,
tornando in atmosfera e vanif-
cando cos gli sforzi o, peggio,
causando un danno alla salute
pubblica. A dire il vero il settore
dei biocarburanti per autotra-
zione secondo un rapporto Blo-
omberg potrebbe creare entro la
fne del prossimo decennio nuo-
va occupazione per un milione
di persone, nonostante molti
economisti ritengono che tale
produzione sia uno svantaggio
per i paesi poveri, che, basan-
do la loro economia sul settore
primario, vedrebbero sottrarsi
quantit ingenti di cibo, anche
se daltro canto secondo fonte
FAO esiste una quantit suff-
ciente di terreno agricolo (0,11
ettari pro capite) e semi arido
per sostenere una coltivazione
di piante destinata alla produ-
zione di biocarburante (Fonte
Gazzettino Europeo). La qualit
dei combustibili utilizzati uno
dei temi centrali della tutela am-
bientale sia a livello europeo sia
mondiale e non ultimo a livello
nazionale e regionale. Infatti
esistono pronunce dei giudici
italiani, ultima quella del Con-
siglio di Stato, sezione quinta,
decisione n. 6522, depositata
l8/09/2010, che sottolinea lob-
bligo delle Regioni di rilevare
obiettivamente la situazione di
inquinamento, individuando-
ne anche le ragioni ed i singoli
fattori responsabili, e di valu-
tare altrettanto obiettivamente,
attraverso la misurazione dei
singoli fattori di inquinamento
ed il loro monitoraggio anche
con riferimento ai valori soglia
prestabiliti, le misure pi ade-
guate per il conseguimento del-
la fnalit di tutela dellambien-
te area, secondo programmi,
azioni ed obiettivi. Ne deriva
la ragionevolezza pertanto di
ritenere che lamministrazione
regionale possa limitare luso di
un olio combustibile, anche per
usi civili, quandanche astrat-
tamente ritenuto assolutamente
utilizzabile secondo la generale
normativa in materia ambienta-
le, se esso, con riferimento ad
una particolare area geografca,
previamente defnitiva, ed in ra-
gione della peculiare situazione
di incremento di questultimo,
da solo o per effetto dellazio-
ne combinata con altri fattori
inquinanti possa determinare
il superamento della soglia dei
valori limiti di inquinamento e
semmai a favore di combustibili
da biomasse di cui sopra Tale
potere di limitazione da parte
delle Regioni trova anche posi-
tivo fondamento nel D.P.C.M. 8
marzo 2002, espressamente in
vigore rimasto in vigore, quan-
to al titolo II, per effetto della
previsione di cui al terzo com-
ma dellarticolo 290 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
relativamente agli impianti te-
mici civili.
*Avvocato
Nuovi criteri di sostenibilit
per luso di biomasse e biogas
La Danimarca primo paese ad offrire bio-carburanti di nuova generazione
LA NORMA IMPONE IL DIVIETO DI UTILIZZO DELLA BIOMASSA DA ZONE FORESTALI
P
artono gli incentivi
per la produzione di
energia elettrica per im-
pianti istallati in aziende
agricole, alimentati a bio-
massa agricola. Per gli
impianti di propriet di
aziende agricole lacces-
so alla tariffa cumulabi-
le con altri incentivi pub-
blici di natura nazionale
e regionale. (a.m.m.)
ENERGIA
Incentivi
per impianti
in aziende
agricole
I
l termine biomassa sta-
to introdotto per indicare
tutti quei materiali di origine
organica (vegetale o animale)
che non hanno subito alcun
processo di fossilizzazione e
sono utilizzati per la produ-
zione di energia. Lutilizzo
delle biomasse, quindi, ac-
celera il ritorno della CO2 in
atmosfera rendendola nuova-
mente disponibile alle piante.
AMBIENTE
Ritorno della CO
con le biomasse
19
Italia Ambiente Industria
I
l Polo tecnologico Magna Grecia punta alla bonifca dellaria e dellac-
qua e avr sede nel quartiere Paolo VI, sar un centro di ricerca con
indirizzo ambientale per studiare e dare risposte sui temi derivanti dal
rapporto tra ecosistema e industria. Tra le peculiarit del polo tecnologi-
co vi sicuramente lo stretto legame che avranno le ricerche di tutte le
realt scientifche riunite in un unico polo: lavorare sulla formazione dei
nuovi ricercatori ma soprattutto sullinnovazione dei processi di bonifca.
Lo studio di fattibilit del polo tecnologico scientifco ad indirizzo am-
bientale stato fnanziato con la somma di 50mila euro dalla Regione
Puglia. Lobiettivo del centro di ricerca ambientale spiega lAssessore
Michele Pelillo - quello di creare sinergia istituzionale al fne di valo-
rizzare il ruolo dei soggetti, che si occupano di ricerca e tutela ambientale
sul nostro territorio. (s.d.b.)
LA REGIONE PUGLIA PARTNER DEL PROGETTO
Pelillo: Creare sinergia istituzionale
Polo scientifco Magna Grecia:
Un progetto per larea ionica
Lobiettivo quello di contribuire a stimolare linnovazione e la ricerca
E UN LUOGO IN CUI FAVORIRE LINCONTRO TRA LA DOMANDA E LOFFERTA
ANTONIO URICCHIO
L
esigenza, da tem-
po avvertita, di
avviare a Taranto
un polo scientifco tecnologico
impegnato nel risanamento am-
bientale, sembra possa essere
fnalmente soddisfatta. Dopo
il protocollo dIntesa siglato il
5 novembre 2008, nellambito
della Programmazione strategi-
ca di Area vasta Tarantina, tra
Comune di Taranto, Provincia
di Taranto, Universit degli Stu-
di di Bari, Politecnico di Bari,
Arpa Puglia, CNR, Confndu-
stria, ASL e Consorzio ASI, il
gruppo di lavoro incaricato ha
provveduto allelaborazione del
progetto scientifco.
Come emerge dalle pagine in-
troduttive, lobiettivo generale
del progetto quello di contri-
buire a soddisfare e stimolare
la domanda di innovazione e di
alta specializzazione nel settore
ambientale e di generare unof-
ferta dinnovazione orientata
alla realizzazione di imprese in
cui impegnare professionalit ed
eccellenze prevalentemente del
territorio.
Il coinvolgimento del sistema
L
a Puglia ha detto s
alla legge che limita
le emissioni di benzopi-
rene. I valori norma do-
vranno essere raggiunti
nel pi breve tempo pos-
sibile spiega Donato
Pentassuglia - proprio per
arginare le conseguenze
sui cittadini ed alla luce
dei principi di cautela
contemplati nellartico-
lo 191 del trattato di Li-
sbona. (a.m.m.)
BENZOPIRENE
Una legge
che tutela
la salute
produttivo appare peraltro fon-
damentale per aumentare la
competitivit delle imprese in
termini di produttivit, effcien-
za ed innovazione attraverso il
trasferimento per limplemen-
tazione di soluzioni innovative
in diverse aree strategiche tra
le quali: gestione del ciclo dei
rifuti, bonifca di siti inquinati,
inquinamento dellaria, tutela
delle risorse naturali, produzio-
ne eco-sostenibile di energia,
risorse marine.
In questo ambito, il Polo, at-
teggiandosi come luogo in cui
favorire lincontro tra la doman-
da e lofferta di ricerca e innova-
zione, si propone di realizzare
i seguenti obiettivi specifci: Fa-
vorire azioni di scouting che
coinvolgano sia il mondo della
ricerca (privilegiando gli Ate-
nei pugliesi, la rete del CNR e
gli Enti di ricerca), sia le azien-
de, anche attraverso unanalisi
continua dei bisogni dinnova-
zione delle imprese. Sviluppare
un fusso costante e puntuale di
informazioni sulle opportunit
riferite alle innovazioni tecno-
logiche nel settore ambientale in
favore di aziende, in particolare
aderenti al DIPAR, e di PMI in-
teressate a sviluppare un percor-
so di crescita con il Polo.
Divulgare le conoscenze svi-
luppate nellambito della ricerca
pubblica e privata favorendo le
possibilit di sfruttamento indu-
striale di tecnologie innovative
mediante il loro trasferimento in
ambito produttivo. Promuovere
la nascita di nuove imprese ad
alta tecnologia coniugando inte-
ressi di giovani imprenditori con
quelli dei ricercatori attraverso
la realizzazione di Spin-off e di
aziende innovative produttive o
di servizi. Favorire, attraverso il
costante confronto con la Rete
Regionale degli ILO (Industrial
Liaison Offce), per attivit di
valorizzazione delle tecnologie
presenti sul territorio con ade-
guata tutela della propriet intel-
lettuale (nuovi brevetti) e licen-
sing. Interagire costantemente
con la Rete Regionale dei Labo-
ratori promossa dallAssessorato
Regionale allo Sviluppo Econo-
mico, che ha consentito un con-
sistente potenziamento strumen-
tale al fne di intercettare con
maggiore effcacia la domanda
di innovazione esistente o po-
tenziale in funzione dei settori
strategici, defniti con riferimen-
to al territorio regionale. Offrire
servizi di affancamento tecnico
per mezzo dellerogazione di
servizi innovativi diffcilmente
reperibili sul mercato (supporto
per la progettazione e realizza-
zione di prototipi, analisi e test,
affancamento tecnico nella
fase di industrializzazione del
prodotto, etc.), anche attraverso
il supporto alla defnizione di
progetti di ricerca da candidare
a fnanziamenti regionali, nazio-
nali ed europei e di servizi di as-
sistenza marketing e fnanziaria
(accesso al capitale di rischio,
consulenza marketing, servizi
energetici, servizi ambientali,
certifcazioni ambientali e di
qualit, etc.).
Infne, attraverso collaborazio-
ni gi attivate quali quelli con
lAREA Science Park di Trieste,
il Polo intende rafforzare le si-
nergie e le interazioni sia con il
mondo della ricerca nazionale ed
internazionale, sia con il mondo
dellimpresa, anche allo scopo di
favorire la creazione di fliere in-
dustriali che possano apportare
concreti vantaggi di crescita al
territorio tarantino e pugliese.
*Preside
II Facolt di Giurisprudenza
Sede di Taranto
20
Italia Ambiente Industria
E
Vincenzo Cic-
colella, presiden-
te della Societ
Powerfor, il nuovo presidente
della commissione Ambiente ed
Energia di Confndustria Bari.e
Bat Giuseppe Angelo Dalena e
Pasquale Guastamacchia, sono
stati eletti vicepresidenti, con le
deleghe che saranno assegnate,
rispettivamente allAmbiente e
allEnergia.
Questi i nomi degli altri com-
ponenti del consiglio direttivo:
Giuseppe Savino, Angelo Di
Giovine, Giovanni Ronco, Sal-
vatore Antonio Madaro, Nicola
Veronico, Leonardo Delle Fo-
glie, Salvatore Nunzio Ingiusto,
Stefano Miccolis, Alessandro
Adriani, Vincenzo Vigo, Fran-
cesco Albergo. Delegato alla
piccola industria: Angelo Cola-
femmina; componente aggiunti-
vo al consiglio generale: Rocco
Lombardi.
Nelle dichiarazioni program-
matiche, il neo presidente ha
affermato che la sua azione si
svilupper in linea con il suo
modo di operare da sempre:
privilegiare il sistema delle de-
leghe, coinvolgendo tutti nella
gestione della sezione. La dele-
ga per lambiente al vice presi-
dente Giuseppe Dalena, riveste
un signifcato particolare per le
indiscusse competenze che lo
stesso imprenditore ha acquisito
nel settore.
Ciccolella ha anche sottolineato
che la parola chiave che caratte-
rizzer questi quattro anni del
suo mandato, sar territorio,
privilegiando le aziende presen-
Vincenzo Ciccolella, re delle anthurium
Presidente della sezione ambiente ed energia
Si deve puntare a uninversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto negli anni scorsi
PRESTIGIOSA NOMINA AI VERTICI DI CONFINDUSTRIA BARI-BAT PER LIMPRENDITORE FLOROVIVAISTICO
ANNA MARIA MACCHIA
ti in Puglia, alle quali dovranno
essere concesse priorit per le
loro attivit e per gli insedia-
menti produttivi che intenderan-
no avviare.
Si deve puntare a uninversione
di tendenza spiega Ciccolella
- rispetto a quanto avvenuto ne-
gli anni scorsi, specialmente nel
settore energetico, dove c stato
un eccessivo ingolfamento delle
presenze estere che, tra domande
e autorizzazioni ottenute, hanno
intasato le graduatorie, impe-
dendo, ai soggetti che da sempre
operano sul nostro territorio,
lattuazione dei loro programmi,
anche a discapito dello sviluppo
C
iccolella oggi uno dei gruppi leader
in Europa nei settori della produzione
e della commercializzazione di fori recisi e
piante da vaso. Prima azienda forovivaistica
quotata in borsa in Europa, specializzata
nella produzione delle colture protette di
rose e anthurium (64 diverse variet di rose e
25 di anthurium) e nella distribuzione e nell
offerta della pi completa gamma di prodotti
foreali, dalle altre variet di fori, ai bou-
quet, alle composizioni, alle piante.
CICCOLELLA
Gruppo leader in Europa
e delloccupazione stabile.
Il rilancio della cultura della
cooperazione istituzionale ag-
giunge Giuseppe Dalena sar
un punto di forza. Occorre, quin-
di, promuovere e sensibilizzare
lutilizzo dei materiali da riciclo
nelle pubbliche amministrazioni
e fornire supporto, per la diffu-
sione delle buone pratiche anche
attraverso la promozione di re-
golamenti e convenzioni, inter-
venire sul Governo, affnch, le
amministrazioni locali possano
effettuare investimenti a lungo
termine sulle energie rinnova-
bili e promuovere strumenti per
educare allambiente.
21
Italia Ambiente Industria
Ecco limpianto pilota di Enel
per la cattura dellanidride carbonica
Conti: E un passo importante per lo sviluppo di nuove tecnologie e per la ricerca
E STATO INNAUGURATO PRESSO LA CENTRALE TERMOELETTRICA FEDERICO II DI BRINDISI
La centrale
termoelettrica
Federico II
gioca un ruolo
strategico
nella produzione
di energia
elettrica
in Italia
Il progetto
stato inserito
fra quelli
fnanziati dallUe
per approfondire
e implementare
la nuova
tecnologia
ambientale
E
nel ha inaugurato
presso la centrale
termoelettrica Fe-
derico II di Brindisi linnovativo
impianto pilota di cattura e se-
questro dellanidride carbonica.
Alla cerimonia, insieme allAm-
ministratore delegato e direttore
generale di Enel, Fulvio Conti
hanno partecipato il commissa-
rio europeo allEnergia, Gunther
Oettinger, il Ministro dellAm-
biente e della Tutela del Terri-
torio e del Mare, Stefania Pre-
stigiacomo, il presidente della
Provincia di Brindisi, Massimo
Ferrarese, il sindaco di Brindisi
Domenico Mennitti. Limpianto
pilota di Brindisi il primo in
Italia e uno dei primi in Europa
di questo tipo ed parte delle at-
tivit integrate previste dallac-
cordo strategico siglato con Eni
nel 2008. Consente di trattare
10.000 metri cubi lora di fumi
provenienti dalla centrale a car-
bone Federico II per separare 2,5
tonnellate lora di anidride car-
bonica (CO2), fno a raggiungere
un massimo di 8.000 tonnellate
lanno. La stessa quantit di CO2
assorbita da circa 800 mila albe-
ri, ovvero una foresta di dieci
chilometri quadrati. Grazie alle
innovative tecnologie di CCS
(Carbon Capture&Storage)
possibile catturare la CO2, uno
dei principali gas effetto-serra,
dai fumi in uscita dagli impianti
a combustibili fossili e, una volta
liquefatta, possibile trasportar-
la e confnarla in un sito geolo-
gicamente sicuro. La realizza-
zione dellimpianto di Brindisi
ha sottolineato Fulvio Conti
un passo importante nello
sviluppo delle nuove tecnolo-
E
nel: Prima al mondo per tecnologia e ri-
cerca. Prima al mondo ad usare i sali fusi
come fuido termovettore, anche la prima al
mondo a integrare un ciclo combinato a gas e
un impianto solare termodinamico per la pro-
duzione di energia elettrica. E la centrale solare
termodinamica di Siracusa che prende il nome
di Archimede. La centrale Archimede in
grado di raccogliere e conservare per molte ore
lenergia termica del sole per poterla usare per
generare energia elettrica anche di notte o quan-
do si in presenza di cielo coperto. Limpianto
chiamato Archimede per gli enormi specchi
parabolici in fla per catturare i raggi del sole,
che ricordano gli specchi ustori di Archimede
con i quali lo scienziato avrebbe incendiato le
navi romane che assediavano Siracusa durante
la guerra punica del 212 a.C.
ENEL: PRIMA AL MONDO PER TECNOLOGIA E RICERCA
A Siracusa una centrale con specchi parabolici
gie su cui si costruir il futuro
energetico del mondo. La cattu-
ra della anidride carbonica ed il
successivo sequestro permet-
ter di continuare ad utilizzare
combustibili fossili, eliminando
drasticamente le emissioni di
CO2, un gas non inquinante ma
considerato il principale respon-
sabile delleffetto serra. Con le
rinnovabili e il nucleare, sar
una delle risposte vincenti alla
sfda di avere energia abbondan-
te rispettosa dellambiente. Enel
ha una leadership mondiale nella
ricerca e sviluppo di tecnologie
per migliorare le prestazioni
degli impianti termoelettrici,
destinati a rivestire un ruolo
importante ancora per diversi
decenni. In Italia, con un mix
equilibrato costituito da fonti
rinnovabili, carbone pulito, nu-
cleare e gas, potremmo ridurre
la bolletta delle famiglie e delle
imprese, allineandoci agli altri
paesi europei. Linaugurazione
di questo impianto pilota per
la cattura e lo stoccaggio della
CO2 rappresenta per lItalia il
primo traguardo importante di
un percorso cominciato due anni
e mezzo fa con la frma presso
il Ministero dellAmbiente. Il
Progetto di CCS italiano ag-
giunge il Ministro dellAmbien-
te, Stefania Prestigiacomo -
stato inserito fra quelli fnan-
ziati dallUE per approfondire e
implementare questa tecnologia
che si inserisce a pieno titolo
fra quelle fnalizzate alla co-
struzione di modelli di sviluppo
sostenibile consentendo, quan-
do sar attuabile su vasta scala,
labbattimento delle emissioni
del principale gas serra negli
impianti energetici che usano
combustibili fossili. Lo svilup-
po della tecnologia CCS dovr
procedere di pari passo con
limplemento della produzione
di energia rinnovabile, perch
ridurre le emissioni di CO2 non
unazione sostitutiva allo svi-
luppo delle rinnovabili. Lim-
portanza della scelta dellEnel
conclude la Prestigiacomo - di
insediare limpianto a Brindisi,
nel Sud del Paese, pochi mesi
dopo linaugurazione a Sira-
cusa dellimpianto solare ter-
modinamico Archimede una
scelta strategica che investe nel
Mezzogiorno in un settore cos
importante come quello della
sperimentazione di tecnologie
innovative e sostenibili. La
centrale termoelettrica Federi-
co II gioca un ruolo fondamen-
tale nella produzione di energia
elettrica in Italia. E dotata di
quattro sezioni da 660 Mw ali-
mentate a carbone per una po-
tenza installata di 2.640 MW.
Lutilizzo di sofsticati impianti
per labbattimento degli inqui-
nanti, nonch, la certifcazione
ambientale ISO 14001, la rendo-
no una delle pi effcienti.
organizzata
da:
in contemporanea
con:
www.keyenergy.it www.cooperambiente.it
9 -12 Novembre 2011
Rimini Fiera
15
a
Fiera Internazionale
del Recupero di Materia
ed Energia e dello Sviluppo
Sostenibile
www.ecomondo.com