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LArtico, nuova frontiera della geopolitica

di Vincenzo Giaccoli

Il cambiamento climatico che sta avendo luogo nei mari glaciali del Polo Nord aprir ben presto un nuovo apocalittico scenario geopolitico. Non solo si spalancheranno le porte in quella che stata definita come la tesoriera del Pianeta, con risorse energetiche stimate 10 volte superiori a quelle dell'Arabia Saudita, ma come detto si aprir uno scenario del tutto nuovo sulla scacchiera planetaria. Difatti la circumnavigazione dall'Europa all'Asia tramite il canale artificiale di Suez sar messa in discussione da una nuova, pi breve e conveniente rotta che si aprir nell'estremo nord del Pianeta, nel Mar glaciale Artico. Infatti sar possibile navigare dai porti del Nord Europa sin a quelli del Pacifico evitando le zone calde ed instabili del Medio Oriente e del Golfo Persico. Questo potrebbe portare la Turchia e lEgitto fra tutti sotto la sfera dinfluenza della Russia e di contro Francia e Inghilterra rischierebbero di essere lasciate troppo in disparte. Insomma un nuovo corso geografico che potr essere sfruttato nei prossimi decenni a venire anche grazie all'aiuto di sottomarini nucleari usati come rompighiaccio che accelereranno i tempi per il completo scioglimento della gigantesca calotta di ghiaccio che ostruisce il

passaggio attraverso lo stretto di Bering. Da qui ci sarebbe la pressante necessit di riportare saldamente sotto la sfera dinfluenza occidentale i Paesi che dal Mediterraneo si estendono sino allAsia centrale, per arrivare al perno principale su quale ruota lenorme massa continentale euroasiatica: stiamo parlando dellIran. La nuova area vede 9 Stati che affacciano su di essa contendersi quanto pi territorio possibile e il maggior attore sar di sicuro la Russia che rivendica gran parte del territorio dell'Artico come propri confini sovrani, avendo piantato gi alcuni anni addietro sotto i fondali dell'Artico una bandiera russa a scopo di dichiarazione di sovranit, che verr chiesta l'anno prossimo in sede ONU dal Cremlino come riconoscimento ufficiale. Varie controversie hanno visto la Russia disputare coi paesi confinanti come la Norvegia, con la quale solo nel 2010 ha risolto un conflitto che si protraeva da oltre 44 anni per la delimitazione delle acque di appartenenza, un accordo storico che ha suscitato le proteste della NATO verso il suo alleato norvegese. Diverso invece il discorso con il Canada, che a differenza della Norvegia gioca proprio con la Russia la partita per la rivendicazione della fetta pi grande. Non a caso proprio la Russia annuncia due colossali progetti in quell'area, uno il titanico affare della compagnia statale Rosneft che ha siglato un accordo di cooperazione faraonico con l'americana Exxon, per le trivellazioni della calotta in scioglimento, dal cui maxi affare stata estromessa la britannica British Petroleum. Difatti le 2 compagnie nei prossimi dieci anni investiranno qualcosa come 500 miliardi di dollari in infrastrutture e personale specializzato per l'estrazione, mentre la Rosneft avr accesso ad alcuni giacimenti nel Golfo del Messico e del Texas, un successo del premier Putin che mira a riconquistare la poltrona del Cremlino nel marzo 2012 che da anni voleva al suo fianco una compagnia di grossa esperienza nel settore per estrarre in un'area dove necessitano fondi sostanziosi da investire a causa dell'angusta natura di quell'area del Pianeta. Il secondo faraonico progetto prevede la costruzione di un tunnel sotto i fondali del Mar Glaciale Artico all'altezza dello Stretto di Bering che collegherebbe il Circondario Autonomo della Chukotka, uno degli 83 soggetti federali della Federazione Russa appartenente al Distretto Federale Estremo Orientale, con l'Alaska, insomma la Russia e gli Stati Uniti verrebbero collegati via terra tramite una rete ferroviaria sottomarina il cui progetto si aggira attorno ai 70 miliardi di dollari e

realizzabile in non meno di 10 anni che apporterebbe enormi vantaggi economici alla Russia nel campo dei trasporti commerciali, nonch renderebbe possibile il sogno di percorrere Londra - New York passando per Mosca via terra, in 14 giorni di viaggio necessari per coprire l'intera distanza. La geografia insomma destinata a cambiare nei prossimi decenni e a modificare ancora gli equilibri strategici. Anche gli ambientalisti sono avvertiti.