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ASIS news Anno VI numero 20 - 30 novembre 2007

Cultura - Pagina 3

Il dolore e il coraggio degli umili


Renato Calapso Pomeriggio di sabato. Tempo incerto e ventoso. Esco con mia figlia, anni otto, diretti al catechismo. Avvio il motore, lautoradio diffonde la voce di Augusto Daolio, che intona Dio morto, appena incominciata. Dopo le prime note la bambina mi guarda incredula e preoccupata: Nei miti dellestate Dio morto. Ascolta e poi mi dice seccamente. Ma come fanno a dire una cosa cos. Non possibile, non pu succedere, sarebbe un miracolo al rovescio. Ma il tono non rassicurante, avverto il tono strozzato del pianto imminente. La canzone sembra violare lordine in cui la bambina crede, n daltra parte mia figlia pu capire la polemica che i versi di Guccini sviluppano magistralmente, contro lempiet del Novecento, dai campi sterminio al consumismo. Decido di non cambiare canale, alla volta di una stazione pi rassicurante. Le dico di aspettare e di ascoltare. Arriva lultima strofa, che io ascolto ancora con un tuffo al cuore, e di anni ne ho quarantasei suonati. In ci che noi crediamo, nel mondo che faremo Dio risorto. Chiara capisce perfettamente, anche perch ha molto presente la lotta tra bene e male. Anche e soprattutto quando essa combattuta dentro di noi. Alla fine sorride, sollevata. Anche perch sta apprendendo, con tremore, argomenti difficili come la resurrezione della carne. Scende dalla macchina con un salto e ci avviamo per mano alla lezione di catechismo. Torno a casa, sollevato, anche se la stampa ci parla di tempi difficili. Anche se i cumuli di spazzatura ci ricordano che non si trovavano i soldi per pagare gli addetti al servizio essenziale di rimuovere i rifiuti. Anche se pi di un secolo dopo "il grande gioco" a Kabul si continua a morire, e vi muoiono anche giovani soldati italiani. Ma si rileva appena il gesto del geniere che si sacrifica per evitare un maggior numero di vittime. Anche se tra le vittime ci sono ancora donne e bambini. Nel frattempo in Germania una ragazza di diciassette anni difende in un parcheggio una bambina proveniente dal terzo mondo. Tenta di sottrarla alle angherie di un gruppo di neonazisti. Mentre la bambina si mette in salvo la ragazza viene ghermita dai bruti, che le incidono una svastica su un fianco, prima che riesca a fuggire. G li adulti pres enti non intervengono. L o d io s a p er s ecu zio n e n ei confronti dei deboli si rinnova, ma si rinnova anche il coraggio di chi, pur inerme, non ries ce a sopportare la violenza e si ribella, pagando di persona. In ci che noi crediamo, nel mondo che faremo Dio risorto. Una volta il grande Graham Greene scrisse che il vortice di guerra, malattia e corruzione che distruggeva un paese africano era opera del demonio. E contro di essa non valgono politiche e piani umanitari, ma si deve ergere la croce. Contro il simbolo blasfemo che la fanciulla tedesca ora reca sul fianco sono necessarie e da adoperare tutte le armi e i mezzi possibili. Ma deve ergersi la croce che testimonia il sacrificio e il dolore del dio fatto uomo, che si rinnova nel coraggio e nel dolore degli umili, cos come nellempia inerzia dei forti.

anche perch ha molto presente la lotta tra bene e male. Anche e soprattutto quando essa combattuta dentro di noi. Alla fine sorride, sollevata. Anche perch sta apprendendo, con tremore, argomenti difficili come la resurrezione della carne.

possibili. Ma deve ergersi la croce che testimonia il sacrificio e il dolore del dio fatto uomo, che si rinnova nel coraggio e nel dolore degli umili, cos come nellempia inerzia dei forti.

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