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STORIA DI UN ALBERO GENEROSO

Gli abitanti del bosco vagano qua e l in preda a una strana agitazione.
- Ma cosa sta succedendo? si chiedono gli ultimi arrivati Dove correte?
- Il grande albero Il grande albero sta maleuna malattia rara! Nel bosco non si era mai vista una cosa simile!
Il vecchio gufo ripete a tutti le stesse parole mentre osserva dallalto di un ramo quella specie di corteo che si dirige
proprio verso la radura del grande albero.
Quando lo vedono i piccoli animaletti si fermano a bocca aperta. Il gufo aveva ragione! Una malattia cos strana non
aveva mai colpito uno di loro e nemmeno gli altri alberi del bosco.
Non sanno che cosa dire e rimangono l immobili. Il grande albero amico di tutti loro, vive nel bosco da sempre e li
conosce ad uno ad uno. Ha sempre offerto a tutti ospitalit e rifugio fra i suoi rami e le sue radici. Adesso deve stare
proprio male se da un giorno allaltro ha perso tutto il suo colore ed diventato completamente bianco.
Bianco come la neve che cade in inverno, senza una traccia del verde splendente delle sue foglie. Anche il suo tronco
bianco. Chi avr rubato la sua corteccia robusta?
Finalmente un coniglietto curioso si avvicina al grande albero per chiedere spiegazioni. Tutti allora si fanno coraggio e lo
seguono.
Il grande albero spiega tranquillamente:
- Non sono malato, grazie amici ma non preoccupatevi per me. Davvero, non sto male, ho solo fatto uno scambio!
- Scambio? Con chi?E perch? si chiedono gli animaletti.
- Sapete continua il grande albero come ogni primavera anche questanno molti uccelli hanno costruito il nido fra i
miei rami. Ieri mattina osservavo i piccoli appena nati che pigolavano quando arrivato un vecchio orso grigio. Appena
li ha visti ha iniziato a scuotere il mio tronco. Voleva far cadere i nidi per mangiarsi gli uccellini. Allora io gli ho chiesto
pi volte di non mangiarli ma non riuscivo a convincerlo. Voleva qualcosa in cambio e io non avevo nulla per lui. Alla
fine osservandolo ho pensato alla sua vecchia pelliccia, cos grigia, cos brutta, e gli ho dato in cambio il colore della
mia corteccia bruna. Lorso ha accettato, mi ha abbracciato forte il tronco e il colore della mia corteccia passato al
suo pelo. Cos io sono rimasto con il tronco senza colore ma ho salvato gli uccellini!
Gli animaletti che ascoltavano attenti non fecero in tempo a lodarlo che lalbero continu:
- Alla sera arrivato un vecchio ramarro affamato, ha visto i bruchi che dormivano sulle mie foglie e stava per fare una
scorpacciataPerch non li mangiasse gli ho offerto il verde delle mie foglie. Il colore della sua pelle si era consumato e
cos abbiamo fatto uno scambio. Ecco tutto, ora sapete che cosa successo. Sono tutto bianco, vero, ma sto
benissimo!
Anche il cielo ha ascoltato la storia del grande albero. La notte, mentre tutti dormono pensa di ricompensare lalbero
che era stato tanto generoso con i suoi amici. Al mattino c di nuovo tanta agitazione nella radura. Questa volta per
tira aria di festa. Tutti ammirano il dono che il cielo ha fatto al grande albero: un colore nuovo, azzurro splendente!
- Che bello! Gridano tutti e improvvisano una danza intorno al grande albero.
Tratto da Storia dellalbero azzurro, Ed. VIDEORAI

LA STORIA DI PEZZETTINO
C'era una volta un piccolo pezzo di un puzzle di cartone che era scivolato dietro un frigorifero e che nessuno era pi
riuscito a trovare. Era un pezzo di puzzle molto grazioso: aveva la forma di un omino e portava sul dorso un curioso
disegno giallo, marrone, rosso e bianco.
Stava da cos tanto tempo dietro il frigorifero che aveva dimenticato che cos'era.
Perch i pezzetti di puzzle hanno la memoria corta.
Perci aveva deciso di chiamarsi Pezzettino. Lo aveva deciso guardandosi intorno: tutti gli altri che vedeva erano
chiaramente loro, degli oggetti ben definiti. Il tavolo era il tavolo, la sedia era la sedia, perfino il gatto era il gatto.
Ma lui cos'era?
Sono certamente il pezzetto di qualche cosa. Ma di che cosa?.
Cos decise di partire per scoprirlo.
Con le sue gambette tonde usc in giardino. E cominci la sua ricerca.
Non ho bisogno di nessuno io!
La prima cosa in cui si imbatt fu un grosso sasso. Salve, disse Pezzettino al sasso. Salve, brontol il sasso.
Fa freddino, eh?, continu Pezzettino senza scoraggiarsi.
Io non sento niente, rispose il sasso, scostante.
Hai voglia di fare due passi?. Io non mi muovo mai!.
Vuoi dire che stai sempre l?. Esatto!.
Per caso, ti manca qualcosa?. No. Una pietra una creatura perfetta. Non manca di niente. Neanche un
pezzettino....
E il piccolo pezzo di puzzle sussurr piano: ... come me?. Vattene! Io non ho bisogno di niente e di nessuno.
Impaurito dal tono della pietra, Pezzettino fece un rapido dietro-front e ricominci a vagare per il giardino per trovare la
cosa a cui mancava un pezzetto proprio come lui.
Cammina, cammina (in realt fece pochi centimetri, ma se guardate bene, le gambe dei pezzi di puzzle sono proprio
minuscole), arriv sul bordo di una pozzanghera.
Era una bella pozzanghera di acqua sporca. Dovete sapere che, nel regno delle pozzanghere, quelle di acqua sporca
sono ritenute le pi belle perch riescono a riflettere le stelle e le nuvole.
Buongiorno, disse Pezzettino.
Ehil, sgorbietto, come va?, rispose la pozzanghera. Le pozzanghere non sono beneducate e amano molto fare

scherzi e inzaccherare il prossimo. Si piazzano apposta sotto le ruote delle automobili, per schizzare sui passanti
quando questi meno se l'aspettano.
Scusami, continu Pezzettino, sono un pezzetto di te?.
Uhm..., borbott la pozzanghera, perch no? Vieni dentro che c' posto!.
Ah, che bello!, grid Pezzettino, sono un pezzo di pozzanghera. E si tuff.
Appena dentro la pozzanghera, per, cominci a rammollirsi e a soffocare. Aiuto, affogo!, gridava disperato. Si
dibatteva, cercava di stare a galla, ma l'acqua lo attirava inesorabilmente verso il basso. Il misterioso disegno che
portava sul dorso cominciava a svanire.
Aiuto, salvatemi!.
La pozzanghera sogghignava: Povero illuso! Sei solo un pezzo di cartone, sgorbietto!.
Ma un merlo, che stava facendo colazione nel prato con la sua signora, si impietos e con il lungo becco giallo pesc
Pezzettino nella pozzanghera e lo stese ad asciugare sopra una margherita.
Degli scomodi compagni
I raggi del sole e una brezza dolce dolce asciugarono Pezzettino, che fu ben presto in grado di riprendere la sua ricerca.
Cammina cammina, Pezzettino arriv nei pressi di una forma tondeggiante, irta di puntine e con una piccola porticina.
Come ti chiami?, chiese Pezzettino. Riccio di Castagno, rispose l'altro.
Un bel nome, disse Pezzettino. E fece la sua domanda anche al riccio di castagno. Il riccio non ci pens molto.
Ma certo! Sentivo tanto la tua mancanza! Sono sempre solo quaggi e non ho nessuno con cui giocare!.
Che bello!, esclam Pezzettino. Sono un pezzetto di riccio!.
Dai abbracciamoci e poi giochiamo insieme, gli fece eco il riccio.
Pezzettino si butt verso il riccio, ma... Ahia!, Pezzettino si sent pungere dappertutto. Ci riprov, ma... Ahia!. Non
c'era niente da fare. Il riccio aveva spine pungenti dappertutto.
Adesso capisco perch non hai amici, disse mestamente Pezzettino. Se sto con te divento un colino. Credo proprio
di non essere un pezzetto di te. Disse addio al riccio e, per nulla scoraggiato, riprese a vagare per il giardino alla
ricerca della cosa a cui mancava un pezzo uguale a lui.
Una serie di sfacciati luccichii richiam la sua attenzione. Si diresse da quella parte e si ritrov in mezzo ad una
combriccola di pezzi di vetro colorati che si divertivano a giocare con i raggi del sole.
Ehi, amici!. Ciao!, risposero quasi all'unisono, ma non gli fecero troppo caso.
Non sono per caso un pezzetto della vostra banda?, chiese Pezzettino speranzoso perch quei pezzi di vetro gli
sembravano divertenti e simpatici. Pu darsi, disse il pi grosso. Allora posso restare?. Resta.
Pezzettino cominci a giocare con i suoi nuovi fratelli, ma...
Sei proprio una schiappa!, gli grid il pezzo di vetro con cui cercava di giocare a ping-pong con i raggi di sole. La
superficie di Pezzettino non rifletteva un bel niente, anche se lui ci metteva tutta la buona volont possibile. Inoltre il
suo disegno giallo, marrone, rosso e bianco rimaneva incomprensibile e il piccolo pezzo di puzzle si sentiva un po' a
disagio.
Uno dei pezzi di vetro, che stava di vedetta, a un tratto grid: Arriva, ragazzi!.
Una ventata di eccitazione percosse i pezzi di vetro. Smisero immediatamente di giocare e si disposero in modo da
avere la parte tagliante verso l'alto. Pezzettino si accorse di non avere nessuna parte tagliente e rimase l in mezzo,
esitante, a vedere che cosa succedeva.
Un grosso premio a chi lo buca al primo colpo!, disse il pezzo di vetro pi grosso.
Ci mancavi tanto
Bucare, ma cosa? Poi Pezzettino cap. I pezzi di vetro si trovavano in mezzo ad un sentiero, sul quale stava arrivando
una bicicletta.
Ma perch?, esclam invano Pezzettino. La bicicletta arriv sui pezzi di vetro e... Pluf! Oh, no!, disse il bambino.
Scese dalla bicicletta e contempl con aria afflitta il piccolo pneumatico che si era rapidamente sgonfiato. Mentre faceva
questo, il suo sguardo si fiss su Pezzettino.
Guarda che non sono stato io!, grid con tutte le sue forze Pezzettino. Il bambino non conosceva la lingua dei pezzi
di puzzle, perci lo afferr e corse in casa gridando: Mamma, mamma! L'ho trovato! Ho trovato il pezzo del mio
puzzle!.
Come succede ai bambini, aveva gi dimenticato la bicicletta bucata per la gioia di aver ritrovato il pezzo di puzzle
smarrito.
Un istante dopo, Pezzettino si trov abbracciato a tanti pezzetti come lui e, con immensa gioia, cap che la sua ricerca
era finita. Ora sapeva chi era! Ora avevano un significato anche le macchie colorate sul dorso: il giallo e il marrone
erano parti del muso di una tigre, il rosso e il bianco erano denti e bocca spalancata.
Tutti insieme, i piccoli pezzi formavano una magnifica tigre nella giungla.
Benvenuto! Ti aspettavamo!, gridarono in coro gli altri pezzetti del puzzle.
Ci mancavi tanto!. Anche voi mi siete mancati tanto, fratellini miei, disse Pezzettino al colmo della felicit.
Tratto da: Bruno Ferrero, Diciassette storie col nocciolo, Elledici, Leumann (TO) 1990, pagg.133-138.