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GRATITUDINI

A tutta la squadra di St. Martin per essere tanto fantastico, specialmente a Monique e Matthew chi non si
spaventarono molto davanti alla cosa di questo libro. Nessuna autrice potrebbe chiedere una squadra
migliore. Grazie ai due per il vostro cinque pesetas lavoro.
A Dianna Love, per mantenermi corda durante giorni di scrittura ed i deliri che spesso sorgono. Senza
dimenticarmi di menzionare il nostro intrepido tour, compagna. Alethea Kontis, per fare da bambinaia nei
fine di settimane di reclusione e mantenermi alimentata. Kim, Loretta e Tish, per tutto l'appoggio verbale.
Pam e Kim che furono il mio appoggio comico. Steven, per scrivere la canzone di Ash ed essere il migliore
fratello piccolo del mondo. Jack, Carl, Aimee, Ed, Alex, Soteria, Bryan, Judy e tutti quelli che mantenete la
web funzionando affinch io possa lavorare. Senza dimenticarmi di menzionare a Zenobia, la gran
litoromntica
Grazie a Pam Garner, per vincere il premio di essere la migliore amica nel libro, ed a Jessica Hayes chi si
guadagn anche questa menzione nelle gratitudini. Assolo tra le due otteniamo arrivare ai 4000 $per
aiutare all'Autismo e l'Investigazione del Diabete. Grazie, piccole!
E per i lettori chi amano la serie ed i personaggi tanto quanto me. Per tutti voi quelli che richiamate a DarkHunter.com casa e chi vi avventurate nel mio Myspace e nella web YearofAcheron.com. E per tutte le donne
di RBL che sono stati dall'inizio con me, perfino prima che ci fosse una saga Dark-Hunter.
Ed infine e non meno importante, Merrilly, per tutto il cinque pesetas lavoro che fai nel mio nome e Per fare
la manica Dare-Hunter! Alla fine, il gran sonno della mia vita si fa realt.

NOTA DI L'AUTRICE

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In primo luogo, lasciatemi dire che sono pi che cosciente del fatto che l'antico calendario si differenzia
drammaticamente dal nostro. Ma da quando sto trattando con un'epoca che non raccolta nella storia,
usai il nostro calendario per le date per permettere al lettore di avere un'idea di quando hanno luogo le
cose. Spero che quelli di voi che vi sentiate allusi per tali cose capiate perch questo fu necessario.
Come stava dicendo, mi sono preso anche licenze con molte cose dei principi del mondo antico. Ho
strutturato il mondo dell'Antigua Grecia ed Atlantide attorno ad un tardivo periodo di tempo e ho dato loro
pi avanzamenti tecnologici che quelli che mostrano gli annali della storia per la vera epoca nella quale
trascorre il libro.
Nel mio mondo, hanno un mucchio di curiosi giocattoli fino al quale l'Atlantide affond nell'oceano e la furia
di Apollymi restitu alla humanida all'Et di Pietra. Anche questo ha la sua spiegazione e lo fa in profondit
nell'ultima parte del libro.
tanto estrao ora l'avere scritta questa storia. Ancora posso ricordare la prima volta che mi sedetti a
scrivere un romanzo dei Dark-Hunters. Ash era uno dei personaggi originali, ma ritornando al giorno di oggi,
egli era il leader dei Daimon e non dei Dark-Hunters.
Egli ha cambiato molto durante degli anni, ma l'unica cosa che non ha cambiato il mio amore per lui.
Per i miei leali lettori. Voglio notarvi che la prima met del libro molto differente degli anteriori. La vita
umana di Ash difficile e dura. Io ti prometto che tutta la sordida verit, quella che io ho scritto. Non ho
omesso niente.
Io stessa, come superstite di un'infanzia di abusi, so la forza che richiede tentare e tacere le voci nella tua
testa e nel tuo cuore che ti perseguono pertanto tempo incluso dopo che ti sia liberato. Non qualcosa di
facile da fare e quando pensi che hai seppellito gi i tuoi demoni, te ritornano come una vendetta.
Richiede molta forza e valore fidarsi di un estrao quando sei stato tanto ferita dalla gente che si supponeva
che ti proteggerebbe. Ma quello che ho imparato che si pu fare. Che tutti siamo preziosi e che tutti
importiamo. A questo, non posso ringraziare per la cosa abbastanza a mio marito che fosse l'uomo che
sembrava esternamente essere tanto come all'interno. Grazie, affetto, per salvarmi e mostrarmi che ci sono
pi persone nei mondo uguali a te.
Come la mia amica Tish normalmente mi dice: Digmus Sum. Grazie Tish.
Cosicch se state cercando l'umore dei libri anteriori, saltate della parte del passato di Ash al suo presente in
Nuovo Orlens. Vi assicuro che tutto il sarcasmo e vapuleos per i quali la serie conosciuta sta vivo e bene.
Ma per capire l'attuale personalit di Ash e situarla, credo che sia imperativo conoscere il suo passato.
E cosicch qui sta. Senza travestimento e completo. Questo l'acciaio che fu forgiato per i fuochi
dell'inferno.
Stiamo lasciando dietro questo arco della serie, del quale avremo un'occhiata nella storia di Stryker, One
Silent Night, in Novembre, la quale incomincer per noi il secondo arco della serie: Quello di Jaden, la quale
incomincer giusto dove termina quella storia. Il mondo dei Dark-Hunters sta evolvendo, ma Ash e gli altri
gireranno ed ancora manterranno il suo posto in questo elaborato universo.
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Parte I

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9 Maggio, 9548 A.C.

Ammazza quello beb!


Il furioso decreto di Archon faceva eco negli uditi di Apollymi quando vol attraverso i marmorei corridoi di
Katoteros. C'era un rabbioso vento che soffiava scendendo per i corridoi, schiacciando il suo vestito contro il
suo incinta corpo e frustando il suo remolineante capello biondo bianchiccio come sarchielli. Quattro dei
suoi demoni correvano dietro lei, proteggendola dagli altri dei che stavano pi che ansiosi per eseguire le
ordine di Archon. I suoi demoni Caronte ed ella avevano rotto gi alla met del suo pantheon. Ed era
disposta ad ammazzare al resto.
Non prenderebbero suo figlio!
Il tradimento arse nella cosa pi profonda del suo cuore. Dal momento della sua unione, si era fidato
sempre di suo marito. Perfino quando aveva scoperto che Archon l'aveva ingannata, ancora l'amava ed
aveva dato il benvenuto ai suoi bastardi nella sua casa.
Ora egli voleva la vita di suo figlio inesistente.
Come poteva fargli quello? Per secoli stava cercando di concepire il figlio di Archon Era tutto quello che
aveva voluto sempre.
Il suo proprio beb.
Ora dovuto alla profezia delle tre piccole gelose bastarde di Archon, suo figlio andava ad essere sacrificato
ed assassinato. A causa di che cosa? Le parole che quelle piccole mocciose avevano sussurrato?
Mai.
Questo era il suo beb. Suo! Ed ammazzerebbe a qualunque dio atlante che esistesse per proteggerlo.
Basi! Grid per sua nipote.
Basi si apparve nel corridoio davanti a lei dondolandosi fino a che si sottomise contro la parete. Come la dea
degli eccessi, spesso era ubriaca Egli quale sposava perfettamente col piano di Apollymi.
Basi singhiozz e rise scioccamente.
Hai bisogno di me, Zia? Per certo, perch sta tutto il mondo tanto incavolato? Mi sono perso qualcosa di
importante?

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Apollymi l'afferr per il polso ed allora Lei tele trasportarono fuori di Katoteros dove i dei atlanti avevano la
sua casa per scendere all'infernale regno da Kalosis dove governava suo fratello.
Ella era nata l in quell'umido, proibito posto. Quell'era l'unico regno che realmente spaventava ad Archon.
Perfino con tutto il suo potere, conosceva l'oscurit con la quale Apollymi esercitava la sua supremazia. Qui,
coi suoi poteri rinforzati, potrebbe distruggerlo.
Come dea della morte, distruzione e la guerra, Apollymi aveva una stanza nell'opulento palazzo di ebano di
suo fratello per ricordargli la sua posizione.
L and a dove port a Basi.
Apollymi chiuse le porte e le finestre della sua stanza prima di convocare i suoi due pi fidati demoni
protettivi.
Xiamara, Xedrix, ho bisogno di voi.
I due demoni che risiedevano in lei come marcati tatuaggi si alzarono del suo corpo e si manifestarono
davanti a lei.
Nella sua attuale reincarnazione, il tono di pelle sempre cangiante di Xiamara era rosso, venato con bianco.
Il lungo capelli nero incorniciava un viso di folletto dove alcuni enormi occhi rossi brillavano con
preoccupazione. Xedrix, il figlio di Xiamara condivideva i suoi tratti, ma la sua pelle era venata con rosso ed
arancia, qualcosa che succedeva spesso quando era nervoso.
Che cosa necessiti, akra? Domand Xiamara, a lei dirigendosi col termine atlante per Sig.ra ed Ama.
Apolymi non aveva idea di perch Xiamara insisteva nel chiamarla akra quando esse erano pi sorelle che
amo e servo.
Proteggete questa stanza da tutto il mondo. Non mi importa se lo stesso Archon esige entrare,
l'ammazzate. Intenditore?
I tuoi desideri sono ordini, akra. Nessuno ti disturber.
Le sue corna devono fare gioco con le sue ali? Domand Basi girando attorno al palo del letto mentre
guardava i demoni. Cio, realmente credi che poich sono tanto coloriti, avessero pi variet. Credo che
Xedrix si vedrebbe meglio se fosse arancia.
Apollymi l'ignor. Non aveva tempo per la stupidit di Basi. Non se voleva salvare la vita di suo figlio.
Voleva quello bambino e farebbe qualunque cosa per lui.
Qualunque cosa.
Col cuore martellandolo, prese il suo daga Atlante del cassetto della toilette e la sostenne nelle mani.
L'impugnatura di oro era fredda contro la sua pelle. Rose nere ed ossa si intrecciavano e gravavano durante
la foglia di acciaio che brillava nella tenue luce. Questa era una daga creata per finire con la vita.
Oggi si userebbe per darla.

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Diede un sussulto davanti al pensiero di quello che stava per venire, ma non c'era un'altra maniera di
salvarlo. Chiudendo gli occhi ed afferrando la fredda daga, cerc di non piangere, ma una solitaria lacrima
scivol dall'angolo dell'occhio.
Rozza! Si rugg a s stessa prima di risciacquarsila arrabbiata. Era momento per le azioni, non ferma le
emozioni. Suo figlio aveva bisogno di lei.
La sua mano tremando a causa della furia e la paura, fu verso il letto e si stese. Tir del suo vestito per
esporre il suo ventre. Pass una mano sul suo disteso stomaco dove suo figlio stava sperando, protetto ed
ancora in pericolo. Non tornerebbe mai a stare cos vicino a lui. Non lo sentirebbe mai scalciare e rigirarsi
senza riposo mentre ella sorrideva in tenera pazienza. Andava a separarli perfino bench non fosse almeno
tempo affinch Apostolos nascesse.
Ma non aveva elezione.
So forte per me, mio figlioella sussurr prima di spaccarsi il ventre per esporrlo.
Oh che ripugnante! Piagnucol BasiVado a
Non ti muovere! Rugg Apollymi. Lascia questa stanza e ti strapper il cuore.
Aprendo titanicamente gli occhi, Basi si congel.
Come se sapesse che stava succedendo, Xiamara apparve al suo fianco. La pelle rossa e bianca del demonio
era la pi bella e leale di tutto l'esercito di Apollymi. In silenzioso intendimento, Xiamara estrasse il beb di
lei ed aiut ad Apollymi a chiudersi la ferita.
Il demonio tolse la sciarpa rosso sangue che circondava il suo collo ed avvolse ad Apostolos in lei prima di
stendersilo ad Apollymi e fargli una profonda riverenza.
Apollymi fece il dolore fisico ad un lato e prese suo figlio tra le sue braccia e lo sostenne per la prima volta.
L'allegria l'attravers dando si racconta che egli era completo e vivo. Era tanto minuto, tanto fragile,
perfetto e bello.
Meglio di niente, era suo e l'amava con ogni parte di s stessa.
Vive per me, Apostolosella disse, le sue lacrime fluendo finalmente. Queste cadevano come gelo
scendendo per le sue fredde guance, brillando nell'oscurit.
Quando sia il momento opportuno, ritornerai qui e reclamerai il tuo posto per diritto come re dei dei. Mi
assicurer di ciabbass le labbra sulla sua fronte azzurra.
I suoi occhi si aprirono allora per guardarla. Mercurio ed argento, uguali a quelli di lei, remolinantes. E
contenevano una saggezza lontano da perfino della sua. Sarebbe per quegli occhi che l'umanit
riconoscerebbe la sua divinit e quindi lo minaccerebbero. Accarezz la sua guancia con un minuto pugno
come se capisse che lo faceva per lui.
Ella singhiozz davanti al contatto. Dio, non ero giusto! Era il suo beb. Aveva aspettato per questo tutta
una vita ed ora
Maledetto sii, Archon, maledetto sii! Non ti perdoner mai per questo.
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Abbracciava suo figlio contro lei e non voleva lasciarlo andare.


Ma doveva farlo.
Basi? Scricchiol davanti a sua nipote chi ancora dava rovesciate attorno al palo del letto.
Mmm?
Prendilo. Mettilo nel ventre di una regina incinta. L'hai capito?
Ella si lasci andare via e si diresse.
Um, posso farlo. Che cosa passa col bambino della regina?
Unisce la forza vitale di Apostolos con quella del figlio della regina. Lascia che sappia per gli oracoli che se
mio figlio muore, lo far il suo. Quello dovrebbe proteggerlo meglio di niente.
Ma c'era una cosa pi che fare. Apollymi strapp l'esfora bianco dal suo collo e la sostenne sul petto di
Apostolos. Se qualcuno sospettava che era suo figlio o qualche dio scopriva la sua presenza nel regno
umano, l'ammazzerebbero subito.
I suoi poteri sarebbero vincolati e bollati fino a che fosse la cosa abbastanza maggiore e forte per tornare a
lottare. Colloc l'orbe sul suo petto ed osserv come la sua divinit scivolava di lui all'esfora. Il suo minuto
corpo gir dell'azzurro alla pallida pelle dell'umanit.
Ora starebbe a salvo. Neanche i dei saprebbero quello che aveva fatto.
Afferrando fortemente l'esfora nella sua mano, baci un'altra volta la sua fronte prima di stendersilo a sua
nipote.
Prendilo. E non mi tradire, Basi. Se lo fai, Archon sar l'ultimo delle tue paure. Cosicch aiutami, o non
riposer fino a lavarmi nelle tue viscere.
Gli occhi marroni di Basi si allargarono.
Beb in ventre. Regno umano. Non dirsilo a nessuno e non disubbidire. L'hosvan istantaneamente.
Apollymi si sedette l, osservando il vuoto dove erano stati. Il suo cuore gridava, volendo che girasse il suo
beb.
Se solamente
Xiamara, seguila ed assicurati che fa quello che lo stato ordinato.
Il demonio fece una riverenza prima di svanire.
Col cuore rotto, Apollymi si stese sul suo sanguinante letto. Voleva singhiozzare e gridare, Ma di che cosa
servirebbe? Quello non farebbe nessun bene. Le sue lacrime e suppliche non eviterebbero che Archon
ammazzasse suo figlio. Le sue bastarde l'avevano convinto che Apostolos distruggerebbe il suo pantheon e
rimpiazzerebbe ad Archon come re dei dei.
Cos sarebbe.
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Col corpo dolorante, si incorpor del letto.


Xedrix?
Il figlio di Xiamara si apparve davanti a lei.
S, akra.
Ottienimi una pietra del fondo del mare, per favore.
Sembr confuso per l'ordine, ma la compi rapidamente.
Quando ritorn, ella avvolse la pietra nelle sue braccia. Debole per la nascita di suo figlio e la sua propria
rabbia e dolore, si inclin contro Xedrix e lui la sostenne nelle sue braccia.
Portami con Archon.
Sei sicura, akra?
Ella assent.
Il demonio l'aiut a ritornare a Katoteros. Apparvero nel centro di hall dove Archon era seduto con le sue
figlie Chara ed Agapa Ironicamente le dee dell'allegria e l'amore. Le due erano nati partenogenticamente
la prima volta che Archon aveva guardato ad Apollymi. Unisci le dee erano germogliati del suo petto. Il suo
amore per Apollymi era stato leggendario. Fino a che l'aveva distrutto per chiedergli l'unica cosa che ella
non gli darebbe mai.
La vita di suo figlio.
Le fazioni di Archon erano perfettamente formate. Alto e muscoloso, rimaneva coi suoi capelli biondi
brillando nella tenue luce. Realmente, era il pi bello di tutti i dei. Una pena che la bellezza fosse solo
superficiale.
I suoi occhi azzurri si socchiusero davanti al gonfiore nelle sue braccia.
Era ora che entrassi in ragione. Dammi quello bambino.
Ella si allontan da Xedrix e deposit la pietra in braccia di suo marito.
Archon la fulmin con lo sguardo.
Che cosa questo?
Quello quello che ti meriti, bastardo, e tutto quello che otterrai di me.
Per la luce nei suoi occhi, sapeva che egli voleva batterla. Non osava. Ambedue sapevano chi era pi forte il
dio e quell'egli non era. Governava solo perch ella si sedeva al suo fianco. Sollevarsi contro lei sarebbe
l'ultimo errore che avrebbe commesso.
Per la legge Chthonian, un dio aveva proibito di ammazzare ad un altro. Farlo slegherebbe la sua furia sullo
stupido dio che li sarebbe arrabbiati. La punizione per tali azioni era rapida, brutale ed irreversibile.
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Subito, Apollymi stava abbracciando il suo razionale pensiero sulle sue turbolente emozioni per un scarso
margine. Se Archon la batteva la lascerebbe sull'orlo di questo e lui lo sapeva. Quello le farebbe dimenticarsi
della paura dei Chthonians ed allora slegherebbe tutta la sua furia contro lui. Non gli importava chi fosse
punito e chi morisse purch non fosse lei stessa.
Pazienza per il ragno si ricord l'appuntamento favorito di sua madre.
Aspetterebbe il momento propizio a che Apostolos crescesse. Quando egli governasse nel palazzo di Archon
e mostrasse al re dei dei quello che significava essere tutto poderoso.
Per la sicurezza di suo figlio, non disturberebbe ai capricciosi Chthonians che si metterebbero dalla parte di
Archon ed assassinerebbero suo figlio. Erano gli unici che potevano strappargli permanentemente i suoi
poteri e distruggere ad Apostolos.
Dopo tutto, alle figlie bastarde di Archon ed il suo amante Themis era stato stato loro concesso il potere del
destino su tutti e tutto. Ed oltre la sua stupidit e paura, i Destini Greche avevano maledetto
accidentalmente suo figlio.
Quell'era solo sufficiente per farle volere ammazzare suo marito che rimaneva davanti a lei col cipiglio
corrugato.
Ci condanneresti a tutti per un bambino? Domand Archon.
Condanneresti il mio beb per tre bastarde mezze greche?
Le sue fosse nasali si dilatarono.
Per una volta Lei ragionevole. Le bambine non si resero conto che stavano condannandolo quando
parlarono. Ancora stanno imparando i suoi poteri. Temevano che egli li soppiantasse nel mio affetto. per
quel motivo che noi li sosteniamo le mani quando ci parlano delle sue paure. Ed a causa di quello, la sua
parola legge e non pu essere disfatto. Se vive, noi morremo.
Allora morremo, perch egli vivr. Mi sono assicurato di ci.
Archon bram prima di lanciare l'avvolta pietra per attraverso la parete. Si un ad Agapa e Chara ed
incominciarono a cantare.
Gli occhi di Apollymi diventarono rossi davanti a quello che stavano facendo. Stavano imprigionando
un'anima.
La sua.
Ed a causa dei suoi poteri uniti, potrebbero essere capaci di metterla in ginocchio.
Perfino cos, rise. Ma meglio di niente, prese nota di ogni dio che si un per aiutare suo marito a legarla.
Tutti voi vi pentirete di quello che avete fatto questo giorno. Quando Apostolos ritorni, lo pagherete caro.
Xedrix si mise a s stesso tra lei e gli altri. Apollymi colloc una mano sulla sua spalla per evitare che
attaccasse.

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Non fanno ci danneggio, Xedrix. Non possono.


Nodisse con amarezza Archon, ma rimarrai rinchiusa in Kalosis fino a che ci riveli la localizzazione di
Apostolos o egli muoia. Ritornerai solo allora a Katoteros.
Apollymi rise.
Mio figlio, nella sua maturit, avr il potere di venirme. Quando mi liberi, il mondo che conosci morr. E ti
sconfigger. A tutti voi.
Archon scosse la testa.
Lo troveremo. L'ammazzeremo.
Fallirai ed io baller sulla tua tomba.

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Il Diario di Ryssa.
Principessa di Didymos.

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23 Giugno, 9548 A.C

Mia madre, la Regina Aara, giaceva nel suo letto dorato, il suo corpo ricoperto in sudore, il suo viso pallido
mentre un assistente l'allontanava il biondo capello umido dai suoi occhi azzurro chiaro. Perfino, attraverso
il dolore, non aveva visto mai che mia madre sembrasse pi piena di allegria di quello che sembrava quello
giorno e mi domandai se era stato cos felice davanti alla mia propria nascita.
La stanza era sovraffolata per funzionari della corte e mio padre, il re, stava in piedi di fianco al letto col suo
Capo di Stato. Le lunghe finestre di vetro erano aperte, lasciando che l'aria fresca offrisse sollievo al caldo
del giorno di estate.
altro bel ragazzoproclam felicemente l'ostetrica, avvolgendo il neonato in una coperta.
Per la mano della dolce Artemis, Aara, mi hai riempito di orgoglio! disse mio padre mentre un forte
grido allegro oltrepassava gli occupanti della stanza. Gemelli per governare sulle nostre isole gemelle!
Con solo sette anni di et, saltai sopra e sotto gioiosa. Finalmente, e dopo numerosi aborti di mia madre e
bambini nati morti, io non avevo un fratello, bens due.
Ridendo, mia madre accoccol al secondo bambino nel suo pallido seno mentre un'ostetrica secondaria
puliva il primogenito.
Mi mossi segretamente per tra la moltitudine per guardare il beb primogenito che stava con l'ostetrica.
Minuto e bello, si ritorceva e lottava per respirare attraverso i suoi polmoni neonati. Finalmente aveva preso
una profonda e serena inalazione, quando sentii il grido di allarme della donna che lo sosteneva.
Zeus abbia povert, il maggiore sii male formato, Maest!
Mia madre alz la vista con la sua fronte raggrinzita per la preoccupazione.
Come?
L'ostetrica glielo port.
Io ero terrorizzata che qualcosa stesse male. Il beb mi sembr perfetto.
Sperai mentre il beb allungava le sue mani verso il fratello che aveva condiviso la matrice con lui durante
quelli passati mesi. Era come se cercasse la consolazione del suo gemello.
Invece, mia madre separ suo fratello, della sua vista e portata.
Non pu esseresinghiozz mia madre. cieco.

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Non cieco, Maestdisse la sapiente pi anziana, mentre si affrettava per tra il gruppo di gente. Le sue
vesti bianche stavano profusamente ricami con fili di oro e portava messa una corona di oro ornata sui suoi
sgraziati capelli grigi. Fu inviato a te per i dei.
Mio padre, il re, socchiuse furiosamente i suoi occhi verso mia madre.
Fosti infedele? l'accus.
No, mai.
Allora come che egli usc dalle tue anche? Tutti siamo qui testimoni.
Tutti nella stanza guardarono la sapiente chi inchiod i suoi occhi senza espressione nel minuto beb
indifeso che chiedeva affinch qualcuno lo sostenesse e gli offrisse consolazione. Caldo.
Ma nessuno lo fece.
Egli sar un cacciatorpediniere, questo bambinodisse la sapiente, la sua anziana voce in alta ed
intestata in modo che tutti potessero sentire la sua proclamazione. Il suo tocco porter la morte a molti.
Neanche gli stessi dei staranno a salvo della sua ira.
Ansimai, senza capire realmente il significato delle sue parole.
Come marcirebbe un mero beb fare male a qualcuno? Egli era minuto. Indifeso.
Allora ammazzalo ora! ordin mio padre ad un guardia affinch tirasse fuori la sua spada ed
ammazzasse il bambino.
No! disse la sapiente, fermando il guardia prima che egli potesse consumare la volont del re.
Cespuglio a questo bambino e l'altro tuo figlio morr anche. Le sue forze di vita sono legate. Questa la
volont dei dei, dovrai allevarlo fino all'et virile.
Il gemello maggiore singhiozz.
Anche io singhiozzai, non capiva il suo odio per un semplice beb.
Non allever un mostrogrugn mio padre.
Non hai nessuna opzione. La sapiente prese il beb dell'ostetrica e l'offr a mia madre.
Corrugai il cipiglio davanti alla nota di soddisfazione che vidi negli occhi dell'ostetrica prima che la bella
donna bionda si facesse largo per tra la gente per sparire dal soggiorno.
Egli nacque dal tuo corpo, Maestdisse la sapiente, trascinando la mia attenzione di giro verso ella e
mia madre. tuo figlio.
Il beb mugg ancora pi alto, distendendosi un'altra volta per raggiungere mia madre. Sua madre. Ella si
avvil allontanandosi da lui, afferrando ancora pi che prima, strettamente, al secondo in nascere.
Non l'allatter. Non lo toccher. Allontanalo dalla mia vista!.
La sapiente guid il bambino fino a mio padre.
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E che cosa ci sei di te, Maest? Non l'accetterai?


Mai. Quello bambino non mio figlio.
La sapiente respir profondo e present al bambino alla camera. La sua impugnatura era floscia senza
amore o compassione evidente nel suo tocco.
Allora sar chiamato Acheron per il Fiume della Tragedia. Come il fiume dell'Inframundo, il suo viaggio
sar oscuro, lungo e duraturo. Sar capace di dare la vita e prenderla. Camminer per la vita, solo ed
abbandonato, sempre cercando la bont e sempre trovando la crudelt.
La sapiente guard verso il basso, al bambino nelle sue mani e pronunci la semplice verit che
perseguirebbe il bambino per il resto della sua esistenza.
Che i dei si impietosiscano di te, piccolo. Nessuno pi lo far.

30 Agosto, 9541 A.C

Perch mi odiano tanto, Ryssa?

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Feci una pausa nel mio telaio per alzare la vista davanti al timido avvicinamento da Acheron. All'et di sette
anni, egli era un ragazzo incredibilmente bello. I suoi capelli di oro brillavano nella stanza come se fosse
stato toccato per i dei che sembravano c'essere la cosa abbandonata.
Nessuno si odia, akribos.
Ma nel mio cuore io sapevo la verit.
Ed egli anche.
Mi fu avvicinato pi e vidi la rossa e collerica orma di una mano nel suo viso. Non c'erano lacrime nel suo
arremolinantes occhi di argento. Era cresciuto tanto abituato ad essere colpito che non sembrava oramai
disturbarlo.
Al meno, da nessuna parte, che nel suo cuore.
Che cosa succed? domandai.
Separ lo sguardo.
Lasciai il mio telaio ed attraversai la breve distanza fino al suo lato. Mi inginocchiai di fronte a lui e
soavemente lo tolsi i capelli biondi della sua guancia infiammata.
Contamelo.
Ella abbracci Styxx.
Io sapevo senza domandare chi ella era. Egli era stato con nostra madre. Io non avevo capito mai come ella
poteva amarci tanto e, ancora cos, essere tanto crudele con Acheron.
E?
Anche io volevo un abbraccio.
Allora lo vidi. I delatrici segni di un ragazzo che non voleva nient'altro che l'amore di sua madre. Il
superficiale tremore delle sue labbra, la lieve lacrimazione dei suoi occhi.
Perch somiglio tanto a Styxx ed ancora cos sono anormale, mentre egli non lo ? Non capisco perch un
mostro sono. Non mi sento come uno.
Non poteva spiegarsilo, poich io, a differenza degli altri, non aveva visto mai la differenza. Come dispiaceva
che Acheron non conoscesse la madre come io lo facevo.
Ma tutti essi lo chiamavano mostro.
Io vedevo solo un ragazzino. Un piccolo bambino che non voleva nient'altro essere accettato per una
famiglia che voleva spossessarlo. Perch non potevano i miei genitori guardarlo e vedere l'anima gentile e
soave che egli era? Tranquillo e rispettoso, cercava di non danneggiare mai qualcuno o qualcosa.
Giocavamo insieme e ridevamo. Soprattutto, lo sosteneva mentre egli piangeva.
Presi la sua piccola mano nella mia. Una mano soave. La mano da un bambino. Non c'era malizia in lei.
Nessun crimine.
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Acheron fu sempre un bambino sensibile. Mentre Styxx cercava di piagnucolare e lamentarsi su ogni minima
cosa, prendeva i miei giocattoli e quelli da qualunque altro bambino vicino a lui, Acheron aveva cercato solo
di fare la pace. Consolare a quegli ad intorno suo.
Egli sembrava pi maggiore di un bambino di sette anni. C'erano momenti in cui sembrava perfino pi
maggiore di me.
I suoi occhi erano strani. Il suo affollato colore argentando, tradiva il diritto di nascita che lo vincolava ai dei.
Ma con ogni sicurezza questo dovrebbe farlo speciale non orrendo.
Gli offrii un sorriso che sperava alleviasse un po' il suo dolore.
Un giorno, Acheron, il mondo sapr esattamente il bambino tanto speciale che sei. Arriver il giorno in
che nessuno ti temer. Lo vedrai gi.
Mi mossi per abbracciarlo, ma egli si ritir. Era abituato a che la gente gli facesse male e bench egli
sapesse che io non lo farei, ancora era poco disposto ad accettare la mia consolazione.
Quando mi alzai, si apr la porta al mio soggiorno. Un gran numero di guardie entr in lei.
Spaventata davanti alla visione, retrocedei senza sapere quello che volevano. Acheron afferr i suoi piccoli
pugni alla gonna del mio vestito azzurro mentre si accoccolava dietro la mia gamba destra.
Mio padre e mio zio camminarono per tra gli uomini fino a che si impuntarono davanti a me. I due erano
praticamente identici in aspetto fisico. Avevano gli stessi occhi azzurri, gli stessi capelli biondi ondulati e la
pelle bianca. Bench mio zio fosse tre anni pi giovane di mio padre, uno non l'indovinerebbe mai
guardandoli. Potrebbero passare facilmente come gemelli.
Ti dissi che starebbe con leidisse mio padre allo zio Sta'. Sta corrompendola di nuovo.
Non ti preoccuparedisse Sta'. Mi incaricher del tema. Mai pi dovrai preoccuparti di lui.
Che cosa vuoi dire? domandai, spaventata per il suo tono terribile. Per caso avevano l'intenzione di
ammazzare ad Acheron?
Non ti importami rispose bruscamente mio padre. Non aveva sentito mai un tono tanto aspro venendo
prima da lui. Fece che mi congelassi Lei il sangue.
Egli afferr ad Acheron e lo spinse verso mio zio.
Acheron sembrava atterrito. Allung la sua mano verso me, ma mio zio lo prese bruscamente per il braccio e
l'allontan da una tirata.
Ryssa! mi chiam Acheron.
No! gridai, tentando di aiutarlo.
Mio padre mi ritir e sottomise.
Egli va ad un posto migliore.
A dove?
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All'Atlantide.
Vidi con orrore come si portavano ad Acheron gridando affinch io lo salvassi.
L'Atlantide era ad una lunga verso qui. Troppo lontano, e fino a faceva molto poco tempo, eravamo stati in
guerra con essi. Io avevo sentito solo cose terribili su quello posto e busta tutti quello che l vivevano.
Alzai la vista a mio padre, singhiozzando:
Sar spaventato.
Quelli della sua classe non hanno mai paura.
Le grida di Acheron e le suppliche negavano quelle parole.
Mio padre potrebbe essere un re poderoso, ma si sbagliava. Io conoscevo la paura dentro il cuore di
Acheron.
E conosceva la paura nel mio proprio.
Tornerebbe a vedere a mio fratello qualche giorno?

3 Novembre, 9532 A.C.

Hanno passato nove anni dall'ultima volta che vidi mio fratello, Acheron. Nove anni e non ha passato n un
solo giorno per me senza che mi domandassi che cosa stava facendo. Come stava essendo trattato.
Ogni volta che ci Stia visitava, lo portava sempre ad un lato e gli chiedeva di Acheron.
Sta bene e guarisco, Ryssa. L'apprezzo come se fosse della mia casa. Egli ha tutto quello che vuole. Sar
incantato di dirgli che hai chiesto del suo benessere.
Ancora cos, qualcosa nel mio interno non si accontentava quanto basta con quelle parole. Chiesi
ripetutamente a padre che inviasse per Acheron. Che portasse almeno a casa per le feste. Come principe,
non sarebbe dovuto essere mai inviato lontano. Con tutto l, egli rimaneva in un paese che stava in costante
conflitto con noi. Perfino, bench Stia era un ambasciatore, quello non cambiava il fatto che se andavano
alla guerra, Acheron, come principe Greco, morrebbe.
E padre si negava ad ogni petizione che io facevo.
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Stava scrivendo ad Acheron durante anni e lui normalmente mi iscrivevo religiosamente.


Le sue lettere erano sempre brevi, con solo un pugno di dettagli, ma perfino cos, io tesoreggiavo ognuna.
Cosicch quando mi arriv una lettera fa alcuni settimane, non pensai che ci fosse qualcosa di inusuale in
ci.
Non fino a che la lessi.

La mia pi stimata ed esaltata saluti Principessa Ryssa.


Perdonatemi per la mia audacia. Perdonatemi per la mia impertinenza. Trovai una delle sue lettere scritte
ad Acheron e ho, con gran pericolo per me stessa, deciso scrivergli. Non posso dirgli che danni gli accadono,
ma se realmente ama suo fratello come dice farlo, allora gli chiedo che venga e lo veda.

Io non dissi niente circa la lettera. Questa non era stata firmata almeno. Per tutto quello che io sapevo
poteva essere una trappola.
Ancora cos, non poteva tirarmi fuori la sensazione che non l'era che Acheron mi necessitava.
Per giorni mi dibattei circa andare fino a che non potei contenermi pi.
Prendendo alla mia guardia personale Boraxis con me per la mia protezione, sfuggii da palazzo e dissi alle
mie donzelle che dicessero a mio padre che stava visitando mia zia ad Atene. Boraxis pens che io ero
un'enorme stupida per viaggiare tutta la strada fino all'Atlantide per una lettera che neanche l'autore aveva
firmato, ma non mi importava.
Se Acheron aveva bisogno di me, allora andrebbe l.
Tuttavia, quello coraggio vacill dopo giorni quando mi trovai a mio stessa alla periferia della casa di mio
zio nella citt capitale di Atlantide. La brillante costruzione rossa era perfino pi intimidante che il nostro
palazzo in Didymos. Era come se fosse stato progettato senza un altro proposito che ispirare paura ed
ammirazione. Ovviamente, come il nostro ambasciatore, questo beneficava tanto a Sta' come
impressionava i nostri nemici.
Molto pi avanzata della mia Grecia natale, l'isola del regno di Atlantide brillava e risplendeva. C'era pi
attivit di quella gente a mio attorno al quale non aveva visto mai prima. Era realmente un chiassose
metropoli.
Inghiottendo la paura che sentiva, guardai a Boraxis. Pi alto della maggioranza degli uomini, coi capelli
neri intrecciati scendendo per la sua schiena, era enorme e corpulento. Letale. E mi era esageratamente
leale, perfino, bench fosse un domestico. Stava proteggendomi da quando io ero una bambina e sapeva
che poteva dipendere da lui.
Non permetterebbe mai che mi facessero male.

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Ricordandomi quello, salii le scale di marmo, verso l'entrata dorata. Un domestico apr la porta, perfino
prima che la raggiungesse.
La mia signoradisse diplomaticamente,posso aiutarla?
Sono venuto a vedere ad Acheron.
Egli inclin la testa e mi disse che lo seguisse all'interno. Trovai strano che il domestico non si domandasse il
mio nome o commerci con mio fratello. In casa, a nessuno si gli era permesso avvicinarsi alla famiglia reale
senza una completa investigazione.
Ammettere qualcuno sconosciuto nella nostra residenza privata era un crimine castigato con la morte.
Ancora cos, a questo uomo non gli importava condurrci attraverso la casa di mio zio.
Una volta che raggiungiamo un altro salone, l'uomo di fronte a me torn per guardare a Boraxis.
Il suo guardaspalle si unir a per il suo tempo con Acheron?
Corrugai il cipiglio davanti all'estranea domanda.
Suppongo che no.
Boraxis aspir aria con forza. C'era preoccupazione nei suoi profondi occhi marroni.
Principessa
Gli misi la mano sul braccio.
Star bene. Aspettami qui e ritorner subito.
Egli non sembrava niente compiaciuto con la mia decisione ed onestamente, neanche io lo stavo, ma
sicuramente nessuno mi ferirei in casa di mio zio. Cosicch lo lasciai l e continuai scendendo per il corridore.
E mentre camminavamo, quello che pi mi sorprese circa la casa di mio zio era quanto eccessivamente
silenziosa stava. Neanche potevano sentirsi mormorii. N risate. A nessuno parlando.
Solo le nostre impronte risuonando sotto il lungo ed offusco corridore. Il marmo nero si estendeva tanto
lontano come riusciva a vedere, riflettendo le nostre immagini quando ci dirigevamo attraverso l'opulenza
di nude statue ed esotiche piante e fiori.
Il domestico mi guid ad una stanza nel lato pi lontano della casa ed apr una porta.
Io passai all'interno e vacillai, quando mi resi conto che questo la camera da letto di Acheron. Quanto
rimpiango era per lui ammettermi l senza sapere che io ero la sorella di Acheron. Allora un'altra volta,
magari egli lo facesse. Quello spiegherebbe molte cose.
Ovviamente, doveva essere quello. Egli aveva dovuto dare conta che io avevo una gran somiglianza coi miei
fratelli. Eccetto per i divini occhi argentati di Acheron, noi eravamo identici.
Rilassandomi, diedi un'occhiata. Era eccezionalmente una stanza grande, con un enorme camino. C'erano
due sof davanti ad una casa di pietra con un'estranea struttura tra esse. Questo mi ricordavo al blocco di

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punizione, ma quello non aveva senso. Magari fuori qualcosa di unico nell'Atlantide. Tutta la mia vita aveva
sentito che quella gente aveva strane abitudini.
Il letto in s stessa era abbastanza piccola per una stanza di questo volume, con quattro alti pali intagliati
col complesso design di un uccello. In ogni palo, la testa dell'uccello era circinata verso sotto a modo che
potessero sostenere i ganci che sottomettevano le nere tende, non c'erano ancora cos l tende di letto.
Come l'entrata che portava alla stanza, le pareti erano di un brillante marmo nero che mi restituiva la mia
immagine alla perfezione. E mentre dava un'occhiata, mi resi conto che non c'era nessuna finestra in tutta
la stanza. C'era neanche un balcone. L'unica luce proveniva dai fortini dispersi nella parete. Questo faceva la
stanza molto oscura e sinistra.
Quanto rimpiango
Tre domestici stavano tenuta il letto di Acheron ed una quarta donna li soprintendeva. La sovrintendente
era una donna di piccola statura che sembrava stare attorno ai quaranta o cos.
Non il momentogli disse ella all'uomo che mi ero guidato attraverso la casa. Egli si sta preparando
ancora.
L'uomo curv il labbro davanti a lei.
Gli dirai tu a Gerikos che ho ad una cliente sperando mentre Acheron ritarda?
Ma neanche egli ha avuto tempo di mangiare ancorainsist la donna. Sta lavorando solo tutta la
mattina senza un riposo.
Portalo.
Corrugai il cipiglio davanti alle sue sussurranti parole e la sua condotta. Qualcosa non andava qui bene del
tutto. Perch mio fratello, un principe, starebbe lavorando?
La donna torn verso una porta nel lato pi lontano dalla camera da letto.
Speragli dissi, fermandola. Io andr da lui. Dove sta?
La donna gli dedic un'abbattuta sguardo all'uomo.
il suo tempo con luidisse con fermezza l'uomo. Lascia alla dama fare quello che desideri.
La donna maggiore si fece ad un lato ed apr la porta di un'anticamera. Quando passai attraverso lei, la
sentii a lei e l'uomo riunire i domestici ed andare via.
Di nuovo, quanto peculiare
Vacillando, entrai alla stanza sperando di trovare il fratello gemello di mio fratello Styxx. Un arrogante
giovane che lo sapeva tutto del mondo. Un insultante, omino vanitoso che si domanderebbe perch lo
disturbava con tanto insensata ricerca.
Non era in assoluto preparata per quello che trovai.

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Acheron era seduto in un'enorme tinozza di bagno a sole. Aveva la sua schiena scoperta verso me ed
inclinava la sua testa bionda verso davanti come se fosse troppo stanco per incorporasse mentre si lavava. I
lunghi capelli gli cadevano passando le spalle ed era umido, ma non bagnato.
Col cuore accelerato, mi mossi verso davanti e notai una forte essenza ad arance nell'aria. Un piccolo
vassoio di pane e formaggio era depositato nel suolo al suo fianco, senza toccare.
Acheron? sussurrai.
Egli si congel per un momento, allora chiar il suo viso nell'acqua. Lasci la tinozza e si arrotol
rapidamente in un asciugamano asciugandosi come se gli desse completamente come io avessi interrotto
nel suo bagno.
C'era un'aria di potere che lo circondava mentre si asciugava con brevi e rapide passate, allora lanci
l'asciugamano verso un piccolo mucchio di esse.
Per un istante, fui attirata per la sua giovanile e maschile bellezza. Per il fatto che non facesse nessun
movimento per vestirsi o coprirsi. Tutto quello che l'adornavano erano bande di oro. Aveva una magra
attorno al collo che sosteneva un piccolo ciondolo di qualche tipo. Le bande pi grosse circondavano ognuno
del suo bicipite nella parte superiore delle sue braccia e fino all'unione del gomito con un'altra banda
attorno ai suoi polsi. Una catena di piccoli circoli collegava ogni banda durante le sue braccia. Ed una
piccola banda di oro con un piccolo cerchio era connessa ad ognuno delle sue caviglie.
Quando egli a me si avvicin, rimasi attonita per quello che vidi. Egli era in apparenza il gemello identico a
Styxx ed ancora cos vedeva alcuni similitudini tra tutti e due.
Styxx si muoveva pi rapido. Mercurialmente.
Acheron si muoveva lentamente. Metodicamente. Era come una sensuale ombra i cui movimenti erano una
poetica sinfonia di muscolo, nervo e grazia.
Era pi magro di Styxx. Troppo magro, come se non dovesse sufficienza cibo mangiare. Perfino cos, i suoi
muscoli erano eccessivamente bene definiti e levigati alla perfezione.
Ancora egli aveva quelli strani occhi argentati, ma brillarono solo brevemente prima che separasse lo
sguardo verso il suolo ai suoi piedi.
C'era anche qualcosa di strano in quello. Un'aria di disperata rassegnazione lo circondava. Era quello che
aveva visto innumerevoli volte nei contadini e mendicanti che venivano a riunire elemosine alle porte di
palazzo.
Scusatemi, la mia signoradisse soavemente, la sua voce stranamente seduttrice e soave mentre parlava
tra denti. Non sapeva che verreste.
Le sue catene tremolarono soavemente nel silenzio, egli si mosse dietro me come un soave e seducente
spirito. Riusc a circondare il mio collo e mi slacci la cappa.
Stordita per le sue azioni, non pensai di protestare quando mi tolse il capo d'abbigliamento e la tir al suolo.
Non fu fino a che mi allontan i capelli dal collo e si mosse per baciare la nuda pelle scoperta per lui.

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Che cosa stai facendo?


Egli sembrava tanto rimpianto come io mi sentivo, ma ancora manteneva il suo sguardo fisso nel suolo
davanti a me.
Non mi stato istruito per quello che ha pagato, la mia signoradisse soavemente. Supposi per il suo
sguardo che mi amavo soavemente. Mi sbaglio?
Rimasi tanto scossa per le sue parole, come tanto bene per il fatto che egli continuava stringendo la
mandibola.
Perch parli di quella maniera? Pagare perch? Acheron, io sono. Ryssa.
Egli corrug il cipiglio come se non ricordasse il suo nome. Egli si distese un'altra volta per me.
Io mi feci ad un lato ed afferrai la mia cappa del suolo.
Sono tua sorella, Acheron. Non mi conosci?
I suoi occhi brillarono di rabbia quando trovarono il suo sguardo per un istante.
Io non ho sorella.
I miei pensieri girarono mentre cercava di trovare senso a quello. Questo non era il ragazzo che mi ero
iscritto lettere quasi ciascuno giorno, il ragazzo che mi raccontavo i suoi giorni di ozio.
Come puoi dire quello dopo tutti i regali e lettere che ti ho inviato?
Il suo viso si rilass come se finalmente capisse.
Ah, questo un gioco che desideri giocare con me, la mia signora. Desideri che sia tuo fratello.
Io lo guardai con frustrazione.
No, Acheron, non un gioco. Tu sei mio fratello e ti scrissi quasi ciascuno giorno e tu, di giro, mi scrivevi.
Io potevo sentire che egli voleva guardarmi ed ancora non lo faceva.
Sono analfabeta, la mia signora. Non sar capace di giocare con vos di quella maniera.
La porta oltre a me si apr improvvisamente. Un uomo basso e grassottello che portava una lunga vestagliaformesta Atlante irruppe in ci. Stava leggendo una pergamena e non ci prestava attenzione.
Acheron per che non stai in tela sua voce diminu quando alz lo sguardo per vedermi.
Il suo sguardo si socchiuse pericolosamente.
Che cosa questo? grugn. Gir alcuni furiosi occhi verso Acheron che retroced due passi. Stai
prendendo clienti senza notificarmelo?
Io vidi la paura nel viso di Acheron.
No, despotisdisse Acheron usando il termine atlante per maestro. Non farebbe mai tale cosa.
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La furia curv le labbra dell'uomo. Afferr ad Acheron per i capelli e l'obblig ad inginocchiarsi sul cinque
pesetas suolo di pietra.
Che cosa sta facendo ella qui allora? Ti stai arrendendo nuovamente gratis?
No, despotisdisse Acheron, stringendo i pugni come se cercasse di non distendersi e toccare l'uomo che
stava tirandogli dei capelli. Per favore. Giuro che non ho fatto niente brutto.
Lascialo andare! Afferrai la mano dell'uomo e cercai di obbligarlo ad allontanarsi da mio fratello.
Come osi assaltare un principe! Avr per questo la tua testa!
L'uomo rise nel mio viso.
Egli non un principe. Non verit, Acheron?
No, despotis. Io non sono niente.
L'uomo chiam per le sue guardie per scortare andassi via.
Essi entrarono immediatamente nella stanza per prendermi.
Non andr viagli dissi. Mi girai ai guardia e dedicai loro il mio pi arrogante sguardo. Sono la
Principessa Ryssa della Casa di Arikles di Didymos. Esigo vedere mio Zio Sta'. Ora. Stesso.
Per la prima volta, vidi la riserva penetrare negli occhi dell'uomo.
Perdonatemi, Principessaegli, il suo tono disse meno che di scusa. La porter alla sala di ricevuta di
suo zio.
Egli assent ai guardia.
Inorridita per la sua arroganza, tornai per andare via. Nel marmo nero, lo vidi sussurrare qualcosa ad
Acheron.
Il viso di Acheron impallid.
Idikos promise che non dovrebbe vederlo pi.
L'uomo tir dei capelli di Acheron.
Farai come ti dico. Ora alzati e preparati.
I guardia chiusero la porta e mi obbligarono ad uscire dalla stanza. Mi condussero attraverso la casa fino a
che arriviamo ad una piccola sala di ricevuta che era vuota ad eccezione di tre piccoli sedili.
Non sapeva o capiva che stava passando l. Il suo qualcuno c'avrebbe toccato della maniera in cui
quell'uomo aveva toccato ad Acheron, mio padre l'avrebbe fatto ammazzare immediatamente.
Nessuno aveva permesso di parlarci senza il dovuto rispetto e riverisce.
Dove sta mio zio? domandai ai guardia quando incominciarono ad andare via.
Sta nella citt, Altezza. Ritorner in breve.
- 24 -

Inviate per lui. Ora.


Il guardia inclin la testa davanti a me, allora chiuse la porta.
Aveva passato solo un breve tempo quando una porta segreta si apr di fianco al camino. Era la
sovrintendente che era stato nella stanza di Acheron quando arrivai, la donna maggiore che era stato
preoccupata per il suo benessere.
La sua altezza? domand vacillante. Siete realmente vos?
Fu allora che mi resi conto che ella doveva essere.
Sei tu quella che mi scrisse chiedendomi che li visitasse?
Ella assent.
Io respirai alleviata. Finalmente qualcuno che potrebbe dare una spiegazione.
Che cosa sta passando qui?
La donna esal un profondo e disuguale alito, come se quello che dica la ferisse profondamente.
Essi vendono vostro fratello, il mio lady. Gli fanno cose che nessuno dovrebbe soffrire.
Il mio stomaco diede un rovesciamento davanti alle sue parole.
Che cosa vuoi dire?
Ella ritorse le sue mani nel grembiule del suo vestito.
Che et avete, la mia signora?
Ventitre.
Sei donzella?
Mi offese che Lei osasse fare una domanda tanto intima.
Quello non della vostra incombenza.
Perdonatemi, la mia signora. Non volli offendervi. Semplicemente cercava di vedere se capireste quello
che essi gli fanno. Sapete che un tsoulus?
Ovviamente, ioL'assoluto orrore mi consum. Quell'era un termine atlante che non aveva
un'autentica traduzione in greca, ma conosceva la parola. Erano uomini e donne giovani allenate come
schiavi sessuali per i ricchi ed i nobili. Al contrario che le prostitute ed altri di quella specie, essi erano
accuratamente allenati ed isolati ad et molto precoce.
La stessa et che aveva avuto mio fratello quando l'allontanarono da casa.
Acheron un tsoulus?
Ella assent.
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La testa mi diede un rovesciamento. Questo non poteva essere.


Menti.
Ella neg con la testa.
per quello che vi dissi che venisse, la mia signora. Sapeva che non lo credereste a meno che lo vedesse
vos stesso.
Ed ancora cos non lo credeva. Non era possibile.
Mio zio non permetterebbe mai tale cosa.
Vostro zio l'unico che lo vende. Che cosa credete che paghi questa casa?
Mi sentii malata con le notizie ed ancora parte di me si rifiutava di credere in qualcosa che era davvero
ovvio.
Non ti credo.
Allora vedono, se osi, e proteggo te stessa.
Io non volevo ed ancora cos la seguii per gli oscuri corridoi della casa. Camminiamo senza fine fino a che
raggiungiamo l'anticamera dove Acheron stato lavandosi.
Ella alz il dito alle sue labbra per notarmi che stesse in silenzio.
Fu allora che li sentii. Magari fosse vergine, ma non era ingenua. Aveva sentito ad altri copulando nelle feste
che mio padre io proibita soddisfare.
Ma peggiore che i suoni di piacere erano le grida di dolore che sentii di mio fratello. L'uomo stava ferendoli
Acheron e stava prendendo gran piacere del dolore che gli causava.
Mi diressi verso la porta solo per trovare la donna nella mia strada.
Ella parl in un tono basso, mortale.
Fermali, la mia signora, e tuo fratello soffrir in maniere che non puoi immaginare.
Le sue sussurranti parole passarono attraverso me. La mia anima grid affinch lo fermasse. Ma la donna
aveva molta ragione in tutto. Ella conosceva mio fratello e mio zio incluso migliore di quello che io gli
facevo.
La cosa ultima che voleva era vederlo perfino pi ferito.
Finalmente. Dopo quello che sembr un'eternit, ci fu silenzio.
Sentii il forte passo attraversando la camera da letto, allora la porta aprirsi e chiudersi.
Stordita, non poteva respirare. Non poteva muovermi.
La donzella apr la porta alla sua stanza per mostrare ad Acheron incatenato al letto per quelli circoli. Quelli
dei suoi polsi e caviglie erano state incatenate agli anelli che decoravano i becchi di uccello dei quattro pali.
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E stupidamente io pensai che erano per agganciare le tende del letto.


Non mi fu istruito da quello che avete pagato. Supposi per il vostro sguardo che mi volevate soavemente."
Quelle parole mi strapparono quando osservai alla donna sciogliendolo.
Non poteva tirare fuori l i miei occhi dalla vista di lui costruzione, nudo. Ferito. Sanguinando.
Mio fratello.
Le lacrime riempirono i miei occhi quando ricordai l'ultima volta che l'aveva visto. Il suo pieno viso era stato
ferito, ma non di questa maniera. Ora le sue labbra erano partiti, il suo occhio sinistro gonfio, il naso
macchiato di sangue. C'erano marche di mani rosse e contusioni formandosi sulla maggior parte del suo
corpo.
Nessuno si meritava quello.
Mi affrettai contemporaneamente un passo che la porta pi lontana si apriva. La sovrintendente mi indic
che uscisse dalla stanza.
Atterrita, scivolai alle ombre dove potrebbe sentire senza essere vista.
Suon una maledizione.
Che cosa successo qui?
Io riconobbi la voce di mio Zio Sta'.
Sto bene, Idikos. disse Acheron, la sua voce debole e piena di dolore. Suonava come se egli lasciasse il
letto e cadesse.
Io speravo che mio zio diventasse furioso con l'uomo che aveva ferito ad Acheron. Non lo fece. La sua furia
era per mio fratello.
Sei un vermegrid Sta'. Guardati. Non vali un suola cos.
Sto bene, Idikosinsist Acheron in una voce tanto sottomessa che mi rimescol lo stomaco. Posso
pulire miei
Porta il blocco e punisciloDisse Sta', interrompendolo.
Sentii ad Acheron protestare, ma invece di parole la sua voce fu attenuata come se qualcosa gli impedisse di
parlare.
Io desideravo il coraggio per irrompere nella stanza e dirloro che si trattenessero, ma non se almeno poteva
fare che i miei piedi obbedissero a me. Era troppo inorridita per muovermi.
Ascoltai le catene come tintinnavano ed allora sentii il suono di legno battendo la carne.
Acheron grid, un attenuato suono di dolore.

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La bastonata continu un ed un'altra volta fino a che finalmente Acheron tacque. Affondai nel suolo,
singhiozzando per lui. Mi portai il pugno alla bocca, tacendo le mie lacrime mentre cercava di pensare a
quello che doveva fare. Come potrebbe fermare questo?
Chi nel mondo mi crederei? Sta' era il pi amato fratello di mio padre. Non c'era maniera che egli accettasse
la mia parola su quella di lui. Mai.
Mettigli nella scatoladisse Sta'.
Per quanto tempo? rispose l'altro uomo.
Sentii il disgustato sospiro di Sta'.
Perfino con la sua abilit per guarire rapidamente, sar almeno da un giorno prima che stia abbastanza
bene la cosa per intrattenere un'altra volta. Trova a Prega e dissi che ci paghi per le nostre perdite. Cancella
gli appuntamenti di Acheron e lasciagli l a domani di mattina.
Che cosa c' circa il cibo? domand la sovrintendente.
Sta' sbuff.
Se non pu lavorare, non pu mangiare. Non si guadagnato il suo cibo questo giorno.
Sentii una porta aprendosi e chiudendosi.
Ora, Dove sta mia nipote?
Sta nella sala di ricevutadisse la donzella.
Non stava l quando entrai.
Disse che andava ad andare alla cittla sovrintendente aggiunse rapidamente. Star di ritornata in
breve, sono sicura.
Fammelo sapere subito in cui ritornigrugn Sta', digli che Acheron sta fuori, visitando alcuni amici.
L'uomo lasci la stanza.
Mi sedetti nel suolo, guardando fissamente lo stagno del bagno. Guardando fissamente le pareti di quella
stanza.
Quanti clienti avrebbe intrattenuto mio fratello? Quanti giorni aveva vissuto con quello che io suolo aveva
scorto?
Avevano passato nove anni. Non era stato sicuramente sempre cos per lui. Verit?
Il mero pensiero mi ammalavo.
La sovrintendente ritorn. Vidi l'orrore nei suoi occhi e mi domandai se io avrei lo stesso sguardo nei miei.
Quanto tempo stanno facendolo questo? domandai.
Io porto lavorando qui quasi un anno, la mia signora. stato da prima che io venissi.
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Cercai di pensare che doveva fare. Io ero una donna. Niente in un mondo di uomini di potere. Mio zio non mi
ascolterei. In realt, mio padre mi ascolterei neanche.
Non crederebbe mai che suo fratello potesse fare tale cosa. Come io non potevo credere che l'affettuoso zio
al quale aveva amato sempre ed adorato potesse fare tale cosa.
Non c'era ancora cos negazione in questo.
Come poteva Sta' venire al nostro palazzo e stare con io e Styxx, sapendo che mentre egli stava in casa, egli
stava vendendo un bambino che era identico a Styxx in tutte forme, eccetto per i suoi occhi?
Questo non aveva senso.
La cosa unica che sapeva era che non poteva lasciare qui ad Acheron. Non cos.
Puoi portare al mio guardaspalle a questa stanza senza che lo vedano? gli domandai.
La donzella assent.
Ella mi lasci e sperai nel mio angolo troppo spaventato di muovermi.
Quando la gir con Boraxis, finalmente trovai il valore per alzarmi.
Boraxis corrug il cipiglio mentre mi aiutavo a mettermi in piede.
Va bene tutto, la mia signora?
Assentii stordita.
Dove sta Acheron? domandai alla donzella.
Ella mi guid alle sue stanze.
Un'altra volta vidi il letto che era ancora disordinata e macchiata di sangue. Separando lo sguardo, la seguii
ad una porta.
Quando l'apr, Acheron stava nell'interno, inginocchiato su un duro cuscinetto che aveva duri gonfiori che lo
mordevano le ginocchia, causandogli dolore. L'interno del quarto era minuto, per quello che sapeva era
stato costruito senza nessun altro proposito che quello di punirlo. Egli era nudo, il suo corpo ferito ed
insanguinato. I braccialetti dei suoi polsi erano stati uniti alla sua schiena, ma quella che aveva catturato la
mia attenzione era la pianta dei suoi piedi.
Erano anneriti per le contusioni.
Ora capiva il suono che aveva sentito. Che migliore posto per battere qualcuno quando non volevi che si
ferisse il suo corpo? Nessuno vedrebbe le piante dei suoi piedi.
Tanto soavemente come potemmo, la donzella ed io lo tiriamo fuori dall'armadio. C'era un strano cinturino
abbottonato attorno alla sua testa. Quando la donzella la ritir, mi resi conto che questo conteneva
un'enorme palla con punte abbasso la sua lingua. C'era sangue fresco gocciolando per gli angoli della sua
bocca.

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Tremai quando se la tolse ed egli zitt di dolore.


Torna a mettermela,disse tra denti quando la donzella lo liber le mani.
Nogli dissi. Tiro fuori ti fosse di qui.
Ancora cos quello mantenne i suoi denti fermamente stretti.
Ho proibito di andare via, la mia signora. Mai. Per favore, dovete restituirmi. peggiore quando lotto con
essi.
Il mio cuore si ruppe davanti alle sue parole. Che cosa gli avevano fatto che era tanto atterrito per perfino
cercare di andare via?
Egli cerc di ritornare alla sua stanza di tortura, ma glielo ostacolai e l'obbligai a ritornare.
Non lascer che ti facciano mai pi male, Acheron. Lo giuro. Ti porter a casa.
Egli mi guard come se le parole fossero strane per lui.
Io devo rimanere quiinsist lNo sicuro per me uscire.
L'ignorai e diventai verso la donzella.
Dove stanno i suoi vestiti?
Non ha nessuna, la mia signora. Non ha bisogno di esse per quello che essi l'usano.
Diedi un sussulto davanti alle sue parole.
Che cos sia.
L'avvolsi nella mia cappa e con l'aiuto di Boraxis, lo tiriamo fuori dalla casa mentre Acheron protestava ad
ogni passo della strada. Le mie gambe e mani stavano tremando per paura di che fossimo scoperti in
qualche momento per Sta' o alcuno dei suoi domestici.
Fortunatamente la donzella conosceva ogni angolo della casa ed usciamo alla strada.
In qualche modo, lo facemmo in reso herio chiuso dietro la casa. Boraxis sal alla parte di sopra con l'autista
mentre Acheron ed io montavamo dentro. Soli. Insieme.
Non respirai realmente un'altra volta fino a che la casa di Sta' era svanito e stemmo alla periferia dei muri
della citt, attraversando il ponte e durante il tragitto che eventualmente ci porterebbe alle molle.
Acheron si sedeva in un angolo, guardando verso fosse attraverso la piccola finestra e senza dire niente.
I suoi occhi erano morti. Senza vita. Come se avesse visto l'orrore troppe volte.
Hai bisogno di un medico? gli domandai.
Egli neg con la testa.
Voleva abbracciarlo e confortarlo, ma non era sicura di se alcuno cosa sulla terra potrebbe farlo.
- 30 -

Noi viaggiamo in completo silenzio fino a che arriviamo ad un piccolo paese. L'autista cambi i cavalli
mentre noi entravamo in una piccola casa a sperare. Io affittai una stanza ad un'anziana in modo che
potessimo lavarci e riposare in pace.
Boraxis trov o compr in qualche modo vestiti per Acheron. Erano qualcosa piccole per lui e di tessuto
aspro, ma egli non si lament. Semplicemente li guard e si vest nella stanza affittata.
Notai che Acheron zoppicava quando usc dalla stanza a dove io l'aspettavo nello stretto corridoio. Il mio
cuore si pent pensando a lui, camminando coi piedi feriti, ed ancora cos, ancora egli non emetteva parole
di lamento.
Andiamo, Acheron, dobbiamo mangiare mentre possiamo.
Il panico scintill nei suoi occhi. Questo fu istantaneamente seguito per un sguardo di rassegnazione.
Che cosa succede? domandai.
Egli non rispose. Semplicemente tir del cappuccio della sua cappa sulla testa come se si difendesse a s
stesso del mondo. Con la testa bassa e le sue braccia attorno a se stesso, mi segu alla piccola sala da
pranzo di sotto.
Io mi diressi ad un tavolo nella parte di dietro, vicino al caldo.
A chi devo pagare per il cibo? domand rapidamente Acheron, il suo viso completamente difeso per il
cappuccio.
Lo guardai col cipiglio corrugato.
Hai denaro?
Egli sembr tanto attonito per la mia domanda come io lo stavo per la sua.
"Se non pu lavorare, non pu mangiare. Oggi non si guadagnato oggi il suo cibo"
Il mio stomaco si avvil quando ricordai quello che aveva detto Sta'. Le lacrime mi strangolarono.
Egli pensava che io volevo che egli
Io pagher il nostro cibo, Acheron, col mio denaro.
Il sollievo nel suo viso sprem perfino pi il mio cuore.
Mi sedetti. Acheron circond il tavolo e si inginocchi nel suolo alla mia destra, giusto dietro me.
Lo guardai rimpianta al di sopra della spalla.
Che cosa stai facendo?
Perdonami, la mia signora. Non pretendeva di offenderti. egli scivol sulle sue ginocchia vari pollici pi.
Completamente sbalordita, diventai e rimasi guardandolo.
Perch stai nel suolo?
- 31 -

Egli sembr immediatamente deluso.


Vi aspetter nella stanza.
Egli si mosse per andare via.
Spera. gli dissi, prendendolo del braccio. Non sei affamato? Stava dicendoti che non hai mangiato.
Sono affamatodisse semplicemente tra i suoi stretti denti.
Allora siediti.
Un'altra volta si inginocchi nel suolo.
Che cosa stava facendo?
Acheron, perch stai nel suolo e non seduto al tavolo con me?
Il suo sguardo era vuoto, umile.
Le prostitute non si sentono al tavolo con la gente decente.
La sua voce era tanto costante come se semplicemente stesse ripetendo qualcosa che si era detto tanto
spesso che non aveva nessun significato per lui.
Ma le parole tagliarono attraverso me.
Non sei una prostituta, Acheron.
Egli non discusse verbalmente, ma poteva vedere il dubbio nel suo pallido occhi remolinantes.
Mi distesi per toccargli il viso. Egli divent leggermente rigido.
Lasciai cadere la mia mano.
Andiamogli dissi soavemente, siediti a tavola con me.
Egli fece quello che gli dissi, ma si vedeva terribilmente scomodo, come se temesse che qualcuno gli
strappasse il cappuccio del capello in qualunque momento. Un ed un'altra volta tirava del cappuccio come
per proteggersi.
Fu allora quando mi resi conto che la seconda maniera di punire qualcuno quando non vuoi che le marche
siano visibili. La testa. Quante volte gli avrebbero tirato dei capelli?
Un domestico si avvicin a prenderci nota.
Che cosa ti piacerebbe, Acheron?
La mia volont la tua, Idika.
Idika. Un parola atlante che un schiavo usava per il suo proprietario.
Non hai preferenza.

- 32 -

Egli neg con la testa.


Chiesi il nostro cibo e l'osservai. Manteneva lo sguardo nel suolo, le sue braccia circondando il suo corpo.
Quando egli si mosse per tossire, captai un'occhiata di qualcosa di strano nella sua bocca.
Che cosa quello? gli domandai.
Egli mi guard, allora abbass lo sguardo.
Che cosa che cosa, Idika? domand un'altra volta con la mandibola stretta.
Sono tua sorella, Acheron, puoi chiamarmi Ryssa.
Egli non rispose.
Sospirando, ritornai alla mia domanda originale.
Che cosa c' nella tua bocca? Lasciami vedere la tua lingua.
Egli separ ubbidientemente le labbra. Tutta la linea centrale della sua lingua era perforata e riempie di
piccole palle dorate che brillavano alla luce. Io non avevo visto mai niente uguale a quello nella mia vita.
Che cosa quello? domandai corrugando il cipiglio.
Acheron chiuse la bocca e per la maniera in cui mosse le sue labbra e mandibola, potrebbe dire che stava
sfregando le palle contro il palato della sua bocca.
Erotiki sfairi.
Non capisco quello termine.
Sfere sessuali, Idika. Fa pi stimolanti le mie leccate a quegli ai quali servo.
Non aveva potuto essere pi sorpresa se egli l'avesse schiaffeggiata. Egli non era cosciente circa qualcosa
che era tab nel mondo che io conoscevo.
Ti feriscono? non poteva credere che stesse facendo quella domanda.
Egli scosse la testa.
Devo solo fare attenzione a non lasciare che battano i miei denti per paura di che si rompano.
Cosicch quello per quello che manteneva la mandibola stretta quando parlava.
Con tutto una meraviglia che possa parlare.
Nessuno paga ad una prostituta per usare la sua lingua per parlare, Idika.
Tu non sei una prostituta! varie teste girarono, facendo che mi rendessi conto che aveva parlato pi
alto di quello che aveva voluto.

- 33 -

Le mie guance arsero, ma non c'era vergogna nel viso di Acheron. Semplicemente egli l'accettava come se
egli non fosse nient'altro e non meritasse meglio niente.
Tu sei un principe, Acheron. Un principe.
Allora perch mi gettaste?
La sua domanda mi allarm. Non solo le parole in loro stesse, bens il sincero sentimento di dolore nella sua
voce quando li disse.
Che cosa vuoi dire?
Idikos mi disse che quell'era quello che dicevate tutti.
Idikos. La forma maschile della parola che un schiavo usava per il suo proprietario.
Vuoi dire Sta'?
Egli assent.
Egli tuo zio, non il tuo idikos.
Uno non discute con una frusta o bastonata, la mia signora. A meno non il per molto tempo.
Io inghiottii davanti alle sue parole. No, supponeva che no.
Che cosa ti disse?
Il re mi vuole morto. Vivo solo per che il figlio al quale vuole morr se io muoio.
Quella non verit. Padre dice che ti invi lontano perch temeva che qualcuno cercasse di ferirti. Tu sei il
suo erede.
Acheron mantenne lo sguardo nel suolo.
Idikos dice che io sono una vergogna per la mia famiglia. Indegno di stare con alcuno di voi. Quello per
quello che il re mi invi lontano e disse a tutto il mondo che io ero morto. Io suolo sono buono per una cosa.
Non necessitava che mi dicessi come era quella cosa.
Egli ti mentil mio cuore si ruppe col peso della verit. Egli sta mentendoci solo. Egli ci disse che tu eri
sano e felice. Ben educato.
Egli rise con amarezza davanti a quello.
Io sono ben educato, Idika. Credimi, sono il meglio in quello che essi mi allenarono per fare.
Come poteva trovare umore in quello?
Allontanai lo sguardo da lui quando i domestici ci portarono il cibo. Quando incominciai a mangiare, notai
che Acheron non si era mosso. Egli rimaneva guardando il cibo davanti a lui con fame negli occhi.
Mangiagli dissi.
- 34 -

Non mi avete dato la mia porzione, la mia signora.


Che cosa vuoi dire?
Vos mangiate, e se io vi compiaccio mentre mangiate, vos determinate quanto cibo devo prendere.
Compiacere mi mangio non spera. Non rispondere a quello. Non sono sicura che voglia saperlo
Sospirai, allora indicai con un gesto il suo piatto e tazza. Tutto quello per te. Puoi mangiare tanto o
tanto poco come vuoi.
Egli rimase guardando la cosa vacillante, allora diede un'occhiata al suolo dietro me.
Fu allora che capii per che si era inginocchiato nel suolo.
Normalmente mangi nel suolo, verit?
Come un cane o roditore.
Egli assent.
Se sono particolarmente compiacentedisse soavemente, a volte Idikos mi alimenta della sua mano.
L'appetito mi abbandon davanti a quelle parole.
Mangia in pace, fratellogli dissi, la mia voce rotta per le lacrime non versate. Mangia tanto quanto
vuoi.
Sorbii il vino, cercando di collocare il mio stomaco e lo guardai mentre mangiava.
Aveva maniere perfette e di nuovo mi sorprese lentamente il che mangiava. Quanto meticolosamente si
muoveva.
Ogni gesto era bello. Preciso.
Ed era designato a sedurre.
Si muoveva come una prostituta.
Chiusi gli occhi, voleva gridare l'ingiustizia di questo. Era il primogenito. Era l'unico che doveva essere erede
al trono e l stava
Come gli avevano potuto fare quello?
E perch?
Perch i suoi occhi erano differenti? Perch quegli occhi facevano che la gente si sentisse scomoda?
Non c'era niente minaccioso in quello bambino. Egli non era uguale a Styxx a chi l'ero conosciuto solo da
avere fatto imprigionare e battere gente per che l'offendevano. Un povero campagnolo era stato battuto
per che era venuto a palazzo senza scarpe coprendo i suoi piedi. Scarpe delle quali non poteva disporre.
Acheron non giocava con me a quello gioco di inganno, o rideva di altri. Egli non aveva giudicato nessuno o
aveva fatto loro sentirsi insignificanti.
- 35 -

Al contrario, semplicemente si sedeva l mangiando in silenzio.


Una famiglia era entrata e si era seduto nel tavolo di fianco ad essi. Acheron fece una pausa not il bambino
e la bambina. Il ragazzo era alcuni anni pi giovane di egli e la bambina probabilmente della sua et.
Per lo sguardo nel suo viso, poteva dire che non aveva visto prima ad una famiglia sedersi insieme a tavola.
Egli li studi con curiosit.
Posso parlare, la mia signora?
Ovviamente.
Vos e Styxx vi sedete e mangiate coi vostri genitori di quella forma?
Anche essi sono i tuoi genitori.
Lo gir al suo cibo senza fare commenti.
Sdissi, a volte ceniamo con essi di quella maniera.
Ma Acheron non l'aveva fatto mai. Perfino quando era stato con noi in casa, gli era stato proibita il tavolo
familiare.
Dopo quello, egli non aveva parlato. Neanche guard alla famiglia. Semplicemente mangi con quegli
impeccabili le sue maniere.
Beccai il cibo, ma trovai che non aveva molta fame dopo tutto.
Ci portai di ritorno alle nostre stanze per sperare a che l'autista finisse le sue cose ed alimentasse i cavalli.
Stava quasi imbrunendo e non era sicura se continueremmo viaggiando attraverso il pomeriggio o no.
Mi sedetti sulla piccola sedia e chiusi gli occhi per riposare. Era stato molto un giorno troppo. Appena era
arrivato dall'Atlantide quella mattina e non aveva sperato di ritornare tanto presto. Per non menzionare
l'indebito stress di rubare a mio fratello di mio zio. In quello momento, tutto quello che io volevo era
dormire.
Sentii ad Acheron di fronte a me.
Aprendo gli occhi, lo vidi denudo un'altra volta ad eccezione delle sue bande.
Io corrugai il cipiglio davanti a lui.
Che cosa stai facendo?
A te mi devo per il mio cibo e vestiti, la mia signoraegli si inginocchi ai miei piedi ed alz l'orlo del mio
vestito.
Mi inclinai abbassandolo e gli afferrai le mani.
Non si tocca alla famiglia di quella maniera, Acheron. Sta male.
La confusione crebbe nel suo cipiglio.

- 36 -

Ed entontes compresi il pi orribile delle verit.


Sta' egli ha tu hainon poteva assimilare il dire quelle parole.
Io gli pago ogni notte per essere la cosa abbastanza gentile per dare mi rifugio.
Non aveva desiderato mai piangere tanto nella mia vita ed ancora cos scoprii che i miei occhi erano
eccessivamente secchi perfino la rabbia ed il dispiacere si rovesciavano su me per quello che avevano fatto
a mio fratello. Oh, se potesse mettere le mani su mio zio
Vestiti, Acheron. Non necessito che mi paghi per niente.
Egli mi lasci e fece quello che gli chiesi.
Durante il resto del pomeriggio, l'osservai mentre si sedeva solo in silenzio in un angolo senza muovere
neanche un muscolo. Ovviamente era stato allenato per fare quello, anche. Passai la mia mente attraverso
gli orrori delle rivelazioni di quelli giorni.
Attraverso l'orrore che era dovuto essere la sua vita.
Il mio povero Acheron.
Gli dissi quando si rallegrerebbe padre di dare il benvenuto a casa. Quanto felice starebbe madre di vederlo
un'altra volta.
Egli ascoltava in silenzio mentre i suoi occhi mi dicevano che non si credeva n una sola parola che io dicevo.
Le prostitute non vivevano in palazzi.
Poteva sentire chiaramente i suoi pensieri.
Ed onestamente, stava incominciando a dubitare di quelle parole io stessa.

- 37 -

4 Novembre, 9532 A.C.

Acheron rimase tanto silenzioso il resto del nostro viaggio verso le molle che incominciai a preoccuparmi.
Non si vedeva bene. In realt, tendeva ad inzupparsi in sudore e tremare senza ragione apparente. La sua
pelle si tinse di un orribile tono cenerino.
Ogni volta che gli domandava quale il problema era, egli rispondeva solo che a volte gli passava.
E quanto pi stavamo in contatto con la gente, egli diventava pi nervoso.
Statti non trovergli dissi, sperando di alleggerire la sua paura.
Non funzion. Semmai, egli divent pi ricettivo.
Boraxis ritorn con le nostre monete per il viaggio attraverso l'Aegean che ci porterebbe a casa in Didymos.
Io sapevo che non smetterebbe di essere spaventata fino a che la barca partisse.
Era paurosa che in qualunque momento ci trovasse mio zio e portasse ad Acheron di ritorno.
Fu giusto dopo mezzogiorno che ci permisero di abbordare la barca. Boraxis prese la parte anteriore con me
in mezzo ed Acheron seguendoci.
Il primo ufficiale prese le monete di Boraxis e gli diede indicazioni per le nostre cabine, ferm ad Acheron.
- Abbassa il tuo cappuccio!
Vidi il panico negli occhi di Acheron prima che l'abbassasse. Tanto pronto il tessuto stette sotto, sentii una
sensazione strana, come un'onda, scivolare attraverso quelli che stavano vicino a noi. Tutti gli occhi si
diressero verso mio fratello.
Il primo ufficiale assent con la testa e mi chiam.
La mia signora, non permettiamo agli schiavi di viaggiare nella coperta principale.
Gli lanciai un sguardo fulminante.
Egli non un schiavo.
In realt il primo ufficiale rise davanti a quello. Egli raggiunse la banda attorno alla gola di Acheron e tir la
sua pendenza che aveva il simbolo di un bruciante sole.
Acheron non si mosse o parl. Manteneva solo sotto il suo sguardo.
Il primo ufficiale guard di nuovo verso me.

- 38 -

Posso apprezzare il suo desiderio per mantenere al suo tsoulus con lei, la mia signora, ma egli dovr
viaggiare bassa coperta con gli altri schiavi.
Non avevo pensato fare che rimuovessero le bande di Acheron. Nei nostri Grecia schiavi non avevano oro,
pertanto non avevo pensato che quello lo denuncerebbe.
Nessichiam il primo ufficiale un altro marinaio. Scorta a questo bassa coperta.
Atterrita la sguardo di Acheron raggiunse la mia.
Per favore, Idika, non mi comandi l. Assolo. Non pu.
Pagher pidissi al marinaio.
Lo sento, la mia signora. politica stretta. Gli altri passeggeri sarebbero eccessivamente fastidiosi se
rompiamo le regole per lei.
Mi sentii orribile per lui.
Sta bene, Acheron. Sono solo pochi giorni e staremo in casa.
Il mio parole assolo sembrarono spaventarlo pi. Ma non disse nient'altro mentre Nexus si avvicin per
portarlo lontano da me.
Egli star bene, la sua Altezzami assicur Boraxis. Le sue cabine non saranno raffinate, ma saranno
puliti e servibili.
E Boraxis saprebbe. Egli una volta fu schiava, prima che mio padre lo liberasse.
Grazie, Boraxis.
Il mio cuore doleva, mi diressi alla mia cabina domandandomi che farebbe Acheron per i seguenti quattro
giorni.

- 39 -

8 Novembre, 9532 A.C.

Sperai in coperta col cuore in un pugno per il ritorno di Acheron. Nei passati quattro giorni aveva trattato
con tutto vederlo, ma nessuno lo permise. Apparentemente, i passeggeri regolari non erano permessa bassa
coperta, come gli schiavi non erano permessi sopra.
Quasi tutti avevano abbandonato la barca, perfino i marinai, mentre Boraxis ed io speravamo.
Finalmente, vidi apparire ad Acheron. Come il giorno che l'avevano portato sotto, aveva il suo cappuccio
basso, la sua testa arcuata.
N una sola parte del suo corpo o viso poteva scorgersi sotto lei.
L stai! Dissi con gioia vedendolo di nuovo.
Non disse niente come risposta.
Quando tentai di abbracciarlo, mi allontan. Quando tentai di trovare il suo sguardo, egli si mosse e mi
pass.
Le sue azioni mi irritarono. Era quello la gratitudine che riceveva per salvarlo della pazzia di casa di mio zio?
Di assicurazione che per pi nudo delle cabine per schiavi avessero stati, erano preferibili ad essere
maltrattati per altri.
Non essere tanto petulante Acheron. Non ebbi alternativa.
Ancora cos non disse niente.
Voleva scuoterlo. Questa era la prima volta che il suo comportamento si ricordava a Styxx.
Quale il problema? Rispondimi!
Voglio andare a casa.
Rimasi completamente stupefatta per la sua petizione sussurrata che era tinta con collera.
Queste pazzo? Perch vorresti qualche volta ritornare all'Atlantide?
Egli non rispose.
Sospirando per la frustrazione, lo guidai in coperta. Una volta che stemmo nella molla, Boraxis and a
procurarci una carrozza chiusa per il viaggio a casa.

- 40 -

Acheron rimaneva in silenzio. Non guard intorno o mostr interesse alcuno nel fatto che stava a salvo degli
artigli di Sta'.
Stiamo ora in Grecia. Non molto lontano da casa.
Quando egli non rispose, sospirai e fui grata di vedere una carrozza dirigendosi vicino a noi. Forse quello
calmerebbe il suo malessere.
Mentre si tratteneva davanti a noi, un nobile mi chiam.
Il mio signore? Domandai mentre si avvicinava. Egli non era molto pi vecchio di me. I suoi vestiti e
trasporto mi dicevano che egli stava eccessivamente bene, malgrado non lo riconoscesse come un
aristocratico o dignitario.
Egli affliggi mi guard. Era Acheron che richiamava la sua attenzione. Acheron che retrocedeva lontano
dall'uomo.
suo, la mia signora?
Dubitai rispondendogli.
Perch desidera saperlo?
Voglio comprarlo. Dica il suo prezzo e lo pagher.
La rabbia mi inond.
Egli non stai in vendita!
Finalmente l'uomo mi guard. Giurerebbe che vidi la pazzia nei suoi occhi azzurri.
Pagher quello che desideri per lui.
Boraxis ci raggiunse e corrug il cipiglio in avvertenza verso l'uomo.
Sali alla carrozza, Acheron.
Acheron non parl mentre rapidamente la portava su.
Quando tentai di unirmi a lui, l'uomo mi ferm.
Per favore, la mia signora. Devo averlo. Gli dar qualunque cosa che desideri.
Boraxis obblig l'uomo a ritirarsi.
Salii dentro la carrozza mentre l'uomo tentava di subornarmi.
Non posso credere questomormorai. Passa dritto questo?
S.
La risposta di Acheron fu appena pi che un sospiro.

- 41 -

Boraxis assicur la nostra porta.


Dovr montarmi con l'autista, la mia signora
Mi avvicin un'anfora di vino e quello che si sentiva come pane avvolto in tessuto.
Se necessita qualcosa, mi chiami.
Grazie, Boraxis.
Egli assent, dopo sal al sedile fosse.
Avendo mangiato una gran colazione nella barca, non era affamata. Poteva sentire lo sguardo fisso di
Acheron, ma egli si manteneva coperto per il suo cappuccio.
Volessi un po'?
Domandai avvicinando il cibo ad Acheron.
Mentre la carrozza incominci a camminare, quello scopr il cibo come un animale morto di fame. Fu fino a
che si mosse a mangiare che finalmente vidi un po' di suo avambraccio.
C'era sangue incrostato attorno alla banda di oro del suo polso. Ma quello non sembrava notare quello
mentre assorbiva briciole di pane nella sua bocca.
Queste bene, Acheron?
Solo il continuava mangiando voracemente.
Quando fin il pane, attacc l'anfora di vino con lo stesso fervore. And fino a dopo molti minuti che
l'abbass e lasci uscire qualcosa che suon come un sospiro di sollievo.
Raggiunsi il suo braccio ferito.
Egli non si mosse mentre mi sedevo vicino e rimuoveva all'indietro la banda per scoprire una brutta ferita.
Mentre guardava il suo sanguinante polso, notai pi lividi nel suo avambraccio.
Allora guardai il suo viso.
Inalai bruscamente in allarme. Prima di pensare quello che stava facendo, tirai il cappuccio verso il basso. La
sua pelle stava ancora pallida il suo capello cadente ed aggrovigliato.
Ma era il suo viso quello che mi trasfigur. Oscuri circoli porpora crescevano abbasso entrambi gli occhi
come se non avesse dormito del tutto. Le sue labbra erano screpolati, in carne viva e sanguinando. In
entrambe le guance tenia moretes come se qualcuno l'avesse schiaffeggiato ripetutamente. Un occhio era
rosso per i bicchieri sanguinei scoppiati.
I suoi vestiti erano panoramiche e sporche.
Che cosa ti pass?
Mi guard in una maniera insolente che mi attravers.

- 42 -

Sono un tsoulus allenato, Idika, che lasci senza protezione per quattro giorni. Che cosa crede che mi
facessero?
Inorridita, richiamai a Boraxis mentre Acheron ricollocava il suo cappuccio.
La carrozza si trattenne immediatamente. Boraxis scese ed apr la porta.
S. Altezza?
Ritornami alla barca.
Posso domandare perch, Altezza?
Essi... essi...
Non poteva dirlo neanche.
Voglio che tutti quelli che toccarono ad Acheron siano messi in catene!
Boraxis corrug il cipiglio.
Tirai di nuovo il cappuccio di Acheron verso il basso e mostrai a Boraxis il colpito viso.
Guarda quello che gli fecero!
La sua Altezzadisse Boraxis in un tono basso e calmato. Gli porter di ritorno se lo desidera, ma solo il
vero padrone di Acheron pu chiedere restituzione del danno.
Stridei i miei denti verso lui.
Acheron non un schiavo.
marcato come schiavo, Altezza. Quello tutto quello che importa.
Allora quello d loro destro ad abusare di lui?
Nuovamente, Altezza, gli ripeto, suolo il suo vero padrone pu chiedere restituzione. Tutto quella che la
legge gli dar sar la compensazione finanziaria per il suo uso. Nessun uomo libero sar punito per usare un
schiavo.
Un schiavo puoi essere battuto per ferirlo di questa maniera! E quello quello che voglio.
Altezza, un schiavo non avrebbe osato toccarlo di quella maniera.
Passai saliva.
Che cosa stai dicendo?
Boraxis guard attraverso me verso Acheron.
Acheron? Chi ti fer?
I marinai ed una volta che avevano finito, mi venderono ad un nobile che portarono sotto la coperta.

- 43 -

Boraxis ritorn il suo sguardo alla mia.


Lei una nobile ed io il suo domestico. Nessuno prendesse in considerazione quello che pensiamo come
nessuno gli importer quello che gli fu fatto ad un schiavo.
Allora un'orribile paura mi attravers.
Sapevi che gli farebbero questo?
No, Altezza. Assunsi che sarebbe lasciato con altri schiavi, solo. Se avesse avuto qualunque pista che
l'avevano danneggiato, l'avrebbe notato.
Gli credei.
Anche cos, non era stato mai tanto arrabbiata nella mia vita. Se stessimo nel regno di mio padre...
Ma non stavamo. Boraxis aveva ragione. Qui, fosse del regno di mio padre. Non aveva voce.
Malata per questo fatto, assentii.
Trovaci un posto dove possiamo fare che rimuovano le sue bande, Boraxis.
Non pu rimuoverli. -Disse Acheron con panico nella sua voce. sentenza di morte per qualunque
tsoulus che qualcuno pi a parte il suo Idikos rimuova le sue bande.
Tuo non sei un schiavo e non sarai segnato come uno!
Si avvil lontano da me.
Sospirando, guardai di ritorno a Boraxis.
Acheron ha bisogno di pi cibo ed un posto sicuro per riposare e lavarsi. Potrebbe usare anche vestiti
nuovi.
Chieder all'autista di tale posto. Altezza.
Assentii verso lui. Ci lasci e sal nuovamente. Alcuni secondi dopo ci muovevamo nuovamente.
Nessuno girer a ferirti, Acheron.
Lacrime si affacciarono nei suoi occhi prima che collocasse nuovamente il suo cappuccio verso l'alto per
coprire il suo viso di me.
Parla con me, fratello. Dimmi quello che pensi.
La mia volont la vostra, Idika.
Smetti di chiamarmi cos! Sono Ryssa. Non sono la tua padrona.
Nuovamente, egli non rispose a quello.
Indignata, lo lasciai con s stesso mentre viaggiavamo la seguente ora fino a che Boraxis ci trov un ostello
grande, dove potremmo rendergli una stanza ad Acheron affinch potesse prendere un bagno e riposare.
- 44 -

Un po' dopo, Boraxis port ad un fabbro alla stanza.


Toccai nella porta di Acheron, allora l'aprii per trovare la cosa reclinato nudo nel suo letto. Feci che Boraxis
ed il fabbro rimanessero nel corridoio mentre entrava.
Acherondissi soavemente, tentando di muoverlo per svegliarlo.
Mi trattenni mentre vedeva la gran quantit di ferita e lividi che segnavano la sua pelle perfetta. C'erano
posti dove poteva osservarsi le marche di mani complete del suo abuso. Dio, l'orrore che aveva dovuto
passare solo nel ventre della barca.
Il mio stomaco si avvil davanti al segno del mio difetto per proteggerlo. Come ero potuto essere tanto
inutile? Collocai un lenzuolo su lui prima di agitarlo molto soavemente e mi promisi a me stessa che egli non
sarebbe ferito di questa maniera di nuovo.
Si svegli terrorizzato.
Tutto sta benegli assicurai.
Mi guard come se non fosse sicuro che dovesse credermi.
Boraxis? lo chiamai.
Entr col fabbro dietro lui. Non appena Acheron vide gli attrezzi in mani del fabbro, entr in panico e tent
di fuggire.
Fermalo!
Boraxis lo fece, l'afferr e lo sostenne nel suolo mentre il fabbro portava un gran paio di pinze per rompere
le bande.
Acheron grid e lott come se stessero tagliandolo le estremit.
Per favore, fermi Lei! preg raucamente. Per favore!
Le sue suppliche mi attraversarono, ma quell'era qualcosa che doveva farsi. Non voleva che nessuno pi lo
confondesse con un schiavo.
Sta bene, Acheron. Sei libero.
Ancora cos, lott fino a che l'ultima banda era stata rimossa. Allora rimase senza muoversi, coi suoi occhi
chiusi.
Conservi l'oro.
Dissi al fabbro chi ringrazi per me in quello momento ed and via.
Guardai a Boraxis, stupefatta per le azioni di Acheron.
Perch non vorrebbe che li rimuovessimo?

- 45 -

Prese la sua coperta di registro. Se un commerciante di schiavi lo trova, egli non deve essere restituito al
suo padrone. Chiunque pu reclamarlo.
Grugnii davanti alle parole che non voleva ascoltare.
Egli non un schiavo.
stato segnato come tale nella sua mano, Principessa. Se qualcuno vedi quella marca, essi sapranno che
non un libero.
Corrugai il cipiglio.
Che cosa segna?
Boraxis sostenne sopra la mano destra di Acheron palma per mostrarmi una marca irregolare nella sua
palma che sembrava una X attraverso una piramide. Che strano che non avrei notato prima. Ma non verso
differenza per me.
Nessuno sapr.
Il fabbro sa, Altezza. Per quella ragione, gli suggerirebbe che lasciamo questo posto non appena sia
possibile ed arriviamo al regno di suo padre prima che ci fermiamo nuovamente.
La mia mandibola si disincastr.
Non stai parlando sul serio?
Per il suo viso, poteva notare che stava facendolo.
Per favore Altezza. Ascoltatemi in questo. La cosa ultima che voglio vedere a chiunque di voi ferito.
Dobbiamo andarci.
Perch non mi dicesti della marca prima che il fabbro rimuovesse le sue bande?
Altezza, sono un schiavo liberato. Non sta nella mia natura discutere ai miei superiori. Vi amo e vi servo e
secondo il decreto dei dei, darebbe la mia vita per la vostra.
Egli aveva ragione. Aveva visto a mio padre e Stixx battere molti domestici per dubitare dopo che gli dessero
un'ordine.
Assentendo, fu verso Acheron che ancora non si era mosso.
Vedono, Acheron, dobbiamo affrettarci.
Mi guard coi suoi occhi pieni di disperazione.
Idikos mi punisse duramente per questo. Ha idea di quello che ha fatto?
Statti non dannegger nuovamente. Sono vostra sorella e vi do la mia parola, stai a salvo.
Egli scosse la sua testa negando.
Egli mi trover. Lo fa sempre.
- 46 -

Quante volte sei scappato?


Le sufficienze per sapere che non vale la pena.
Questa volta lo varr.
Per lo meno quello sperava. E per tutti i dei, pretendeva di farlo. Nessuno meritava vivere pauroso. Nessuno
meritava essere battuto ed abusato. Specialmente non un bambino che era nato principe.
Ma perfino mentre mi promettevo a me stessa che lo proteggerebbe, una parte di me si domandava se
marcirebbe.
Come Acheron e Boraxis, io anche, era prigioniera al mio rango. E perfino contro la mia volont, le mie ali
erano spesso legate.

15 Novembre, 9532 AC

Ha passato una settimana da quando lasciamo l'Atlantide. Una settimana che ho viaggiato con mio fratello
che non sapeva come ridere o sorridere. O perfino, come formulare un'opinione per il suo conto. Ogni volta
che domando, la sua risposta sempre la stessa.
La tua volont la mia, Idika.
Era sufficiente per diventare gridare.
L'ultima parte del nostro viaggio fu nuovamente in barca, ma questa volta compriamo un'imbarcazione
privata affinch ci portasse all'isola dove nostro padre governa come re. Non voleva assumere pi rischi con
Acheron o la sua sicurezza. Quanto pi tempo passava con lui, pi capiva. Era possessore di un magnetismo
sessuale fosse della cosa normale.
Chiunque che lo vedeva desiderava toccarlo. Possederlo. Per quella ragione si manteneva completamente
coperto a dove fosse che Lei arrischiasse ad uscire in pubblico. Per quello che si avviliva quando qualcuno gli
ero avvicinato. Neanche io ero completamente immune al profano desiderio e mi ammalavo che potesse
sentirlo verso mio proprio fratello. La peggiore parte era che poteva giurare che quando conoscesse i miei
pensieri, si tenderebbe come se si preparasse per il mio attacco.
Ma non lo ferirebbe mai o lo toccherebbe di quella maniera. Ancora cos, non si fidava di me ed
onestamente non poteva incolparlo dovuto alla sua esperienza.
- 47 -

Aveva detto che Stia il proteggeva. Io sapevo la verit. Non c'era protezione in quello che nostro zio faceva,
controllava solo quanta gente attaccava contemporaneamente ad Acheron.
I Dio dovrebbero punire a Sta' per quel motivo.
Come era potuto essere tanto cieca verso quello mostro tutti questi anni?
Come perfino mio padre poteva permesso? Preferirebbe pensare che non sapeva niente al riguardo. Era
dell'unica forma con la quale poteva vivere. E sperava con ogni parte di me essere non tornare a collocare
nuovamente gli occhi su mio zio.
Era il nostro quinto giorno di viaggio quando finalmente Boraxis mi spieg perch Acheron era tanto pallido
e gli davano attacchi di estrema traspirazione e vomiti.
Erano le droghe che Stia aveva usato per controllarlo. L'essenza ad arancia che aveva percepito era degli
afrodisiaci che usavano per farlo pregare per sesso ed egli un'altra era una sostanza inalata per fare la cosa
pi ricevente ed accettare quello che gli facevano.
Acheron era tanto debole che mi spaventavo. Dovevamo trovare un medico che potesse aiutarlo. Boraxis
insisteva in che la cosa migliore che potevamo fare era comprare la nostra propria provvista delle droghe e
mantenere la cosa drogata. Ma non poteva fare quell'a mio proprio fratello. Doveva vivere la sua vita libera
di tali cose.
Sicuramente, continuerebbe malato per esse. Dovevano uscire eventualmente dal suo sistema. Tuttavia
sembrava debilitarsi pi ogni giorno.
Ora, per lo meno, stavamo in casa.
Il palazzo dominava su noi mentre c'avvicinavamo nella carrozza coperta. Non osavo viaggiare con Acheron
nella carrozza aperta dove qualunque vento che soffiasse poteva fare cadere il suo cappuccio ed esporrlo. La
gente tendeva a diventare violenta vedendolo e gi Boraxis era diventato rude con alcuni dei pi persistenti.
Inghiottii saliva mentre passavamo per le porte del palazzo e dubitai vicino all'entrata. Dopo il mio coraggio
dicendo ad Acheron che tanto benvenuto sarebbe nella sua famiglia, sentii che il mio valore si
abbandonava.
E se aveva ragione? E se a Padre non gli preoccupava? Per quello che sapeva, Padre stava cosciente di
quello che gli Stia stava facendo. Perfino forse l'aveva approvato. L'assolo pensiero si ammal mi, ma era
qualcosa per quello che doveva prepararmi. Era una possibilit.
Acheron gi era troppo ferito e temeva ferirlo ancora pi. La fiducia era una cosa fragile ed appena aveva
incominciato a fidarsi di me. Non voleva che niente danneggiasse quello.
O a lui.
Allora lo portai per l'entrata laterale e lo diressi verso le mie camere, dove nessuno lo disturberebbe.
Vado con Padre. Spera qui e ritorner rapidamente.

- 48 -

Acheron non parl. Stava tremando incontrolablemente di nuovo. Nel suo posto, assent prima di dirigersi
verso un angolo e sedersi nel suolo con la schiena contro la parete. Era tanto bene coperto che sembrava un
sacco di grano sul suolo.
Alzai una stoviglia di fango vicino al camino e lo collocai vicino a lui.
Per se ti ammali.
Nuovamente non rispose in nessun modo.
Rattristata per quel motivo, mi girai verso Boraxis.
Rimane con lui ed assicurati che nessuno lo disturbi.
S, la sua Altezza.
Aspettando la cosa migliore, lo lasciai nelle mie camere ed andai a parlare con Padre a solo.
Lo trovai nel patio posteriore con Styxx. Ambedue erano inclinati in sedie ovattate mentre mangiavano un
leggero panino di miele e pane, mentre Padre istruiva a Styxx in temi di stato. Erano circondati di domestici
che rispondevano a tutte le sue necessit. Che sontuosa visione formavano.
Il biondo capello di Styxx, riluceva alla luce del sole. La sua pelle brillava con vitalit. Non aveva il tono
cenerino di essere stato forzato a prendere droghe affinch altri potessero abusare di lui. Perfino dalla mia
posizione, poteva vedere la sua arroganza mentre ordinava tutti ad intorno suo.
Pensai ad Acheron e volli gridare davanti all'ingiustizia.
Guarda, testa di agnellinodisse Styxx al momento di vedermi. Il piccolo orco mi ero disturbato sempre
per il mio biondo capelli ricci. Dove sei stato?
Fossegli dissi. Il trol non doveva sapere sui miei temi. Padre potr avere alcune parole a sole con te?
Gli diresse un ironico sguardo verso Styxx.
Tutto quello che debba dirmi pu essere detto di fronte a tuo fratello. Un giorno Styxx sar il tuo re e
dovrai rispondere davanti a lui.
Il pensiero fece che il sangue si congelasse nelle mie vene.
certodisse presuntuosamente Styxx. Quello significa che dovrai baciarmi i piedi come tutti.
Padre rise.
Sei un briccone.
Mi morsi le labbra per mantenermi in silenzio. Come non poteva vedere che tanto maleducato, odioso e trol
era Styxx? Ma Padre era stato sempre cieco per il suo comportamento maleducato di Styxx.
Allora, perch stai qui, gattina? Domand Padre. Desideri una nuova cianfrusaglia o vestiti?
L'uomo era stato sempre indulgente con me. Per lo meno in qualunque cosa che non includesse ad Acheron.

- 49 -

No. Voglio portare ad Acheron a casa.


Padre si esalt davanti alla mia petizione.
Ora vediamo Che cosa si messo nella tua testa? Ti ho detto ripetutamente come mi sento. Quello mostro
non appartiene qui.
Styxx curvo le sue labbra.
Perch lo vuoi qui? un pericolo per tutti noi.
Un pericolo come?
Questo era un argomento tanto familiare che poteva rispondere con le sue scuse prima che essi lo facessero.
Mio padre curvo il suo labbro.
Non sai quello che un semi-Dio pu fare. Potrebbe ammazzare tuo fratello mentre dorme. Ammazzarmi.
Ammazzarci a tutti.
Come quello poteva dire? Acheron in nessun momento aveva cercato di attaccarmi. Neanche alzava la voce.
Perch non temi per Sta'?
Sta' il mantiene basso controllo.
Con droghe. Allora Padre saggia di quella parte. Era tutto quello che poteva fare per mantenere la mia
indignazione abbasso controllo. Ed io verso domandarmi che pi sapeva circa il trattamento che davano ad
Acheron.
Acheron appartiene a questo posto, con noi.
Padre si alz.
Tu sei una donna Ryssa, ed una donna giovane. La tua mente sarebbe meglio occupata con moda ed
arredamento. Programmando i tuoi vestiti per una festa. Acheron non appartiene a questa famiglia. Non lo
far mai. Ora, visto a cercato tua madre per spettegolare. Styxx ed io dobbiamo temi importanti discutere.
Come che domestica di servizio star in letto di Styxx Temi molto pi importanti della vita di suo figlio
maggiore.
Gli lanciai un sguardo
Temi pi importanti di te proprio figlio?
Egli non mio figlio.
Scossi la testa, incapace di credere la sua negativa. Allora Acheron aveva avuto ragione tutto il tempo.
Padre l'aveva comandato lontano intenzionalmente e non gli permetterebbe mai di ritornare. Perch non
vidi prima la verit? Perch amava mio padre. Per me, era stato sempre attento ed adorabile.
Per lo meno ora sapeva la verit.

- 50 -

Ora lo vedeva per quello che realmente era. Spietato.


Allora tutta la storia che contasti su proteggere ad Acheron non era verit?
Di che cosa stai parlando?
Perfino non ricordava le sue proprie bugie.
Mi dicesti che quando si portarono ad Acheron lo facevano per proteggerlo. Mi dicesti che i due eredi non
dovevano crescere insieme perch sarebbero un bersaglio facile per i nemici. Dicesti che porteresti ad
Acheron a casa quando fosse il sufficientemente maggiore. Non avesti mai l'intenzione di andare per lui,
verit?
Lasciaci.
Lo feci. La sua visione e quella di Styxx mi ammalavano realmente in quello momento. E con ogni passo che
mi allontanavo da mio padre, perdeva il rispetto che aveva per l'uomo che una volta ador.
Come l'aveva potuto fare? Come era possibile che non prestasse attenzione? Come era possibile che lo
stesso uomo che ci consentiva desse la schiena al suo erede?
Ritornai alle mie stanze per trovare ad Acheron seduto nel balcone. Aveva le gambe arcuate ed il mento
sulle sue ginocchia, le braccia erano incrociati ad intorno suo.
Stava sudando nuovamente. I suoi occhi erano vuoti e vuoti. Sembrava tanto malato e fragile. Come poteva
mio padre temere un bambino che neanche attraversava lo sguardo con nessuno?
Mi inclinai vicino a lui e tenti di toccarlo. Si tese come lo faceva sempre.
Essere toccato non piaceva ad Acheron. Senza dubbio aveva sofferto sufficienze tocchi per tutta la vita.
Padre non sta qui
Mentii, perfino mentre mi soffocavano le parole.
Come potrebbe dire a questo bambino la verit? Aveva pregato per la sua fiducia, solo per scoprire che era
una pagliaccia.
Come poteva dirgli che se fosse per suo padre, dovrebbe essere inviato nuovamente a Sta' per essere
prostituito per chiunque che fosse disposto a pagare per lui?
Non poteva dirgli la verit, come non potrebbe comandarlo di ritorno ad Atlantide.
Ti porto al palazzo di estate per aspettarlo.
Non mi discusse, egli quale permise che la colpa si posasse nel mio cuore. Ma che cosa importava? Lo
porterebbe ad un posto dove stesse a salvo. Sicuro. Un posto dove nessuno lo ferirebbe o lo svergognerebbe.
Mi alzai e l'ursi a seguirmi e lo fece senza domande.

- 51 -

Ci muovemmo per i saloni posteriori cos come entriamo al palazzo, come insignificanti e paurosi ladri
invece dell'erede e principessa di questa terra. Acheron non sapeva che era un segreto o che io ero
terrorizzato di quello che ci passerebbe se qualcuno ci vedesse.
Per fortuna non ci videro ed in un breve periodo eravamo fuori di nuovo. Ma nel mio cuore, continuava
domandandomi quando tempo potrebbe stare lontano prima che Padre strisciasse a casa.
Che cosa passerebbe allora ad Acheron?

- 52 -

18 Novembre, 9532 AC

Il palazzo di estate era completamente vuoto in questa epoca dell'anno. Solo un piccolo pugno di domestici
stavano nella residenza. Petra, la nostra cuoca, sua figlia e suo marito che era anche il giardiniere. Il
governante ed il caposquadra terminavano il piccolo numero.
Per fortuna, tutti mi erano leali e non direbbero mai a mio padre che mi alloggiavo qui con un invitato che
somigliava all'erede. Non spiegai l'esistenza di Acheron e non domandarono. Solamente l'accettarono e
sistemarono una stanza che era solo a due porte della mia.
Acheron vacillava eccessivamente, mentre entrava alla stanza. Per la maniera con che guardava intorno
poteva dire che stava pensando alla vecchia stanza nella quale zio l'aveva venduto ad altri.
Posso parlare, Idika?
Odiava quando mi parlava cos.
Ti ho detto ripetutamente che non devi domandarmi per parlare Acheron. Diedi quello che sia che questo
nella tua mente.
Zio l'aveva battuto tanto frequentemente per parlare che gli era difficile da rompere l'abitudine.
Con chi condivider la stanza?
Il mio cuore pianse davanti alla sua sussurrata domanda. Ancora gli costava credere che non doveva usare il
suo corpo per pagare per ogni gentilezza o alimento.
la tua stanza Acheron. Non lo condividerai con nessuno.
Il sollievo in quegli occhi argentati fece che la mia gola si stringesse.
Grazie, Idika.
Non era sicura che disprezzava pi, la sua insistenza in chiamarmi la sua padrona o che ringraziasse per me
per non venderlo.
Sospirando, gli diedi alcune pacche gentili nel braccio.
Far che ti portino alcuni vestiti di Styxx affinch usi.
Si gir prima di parlare nuovamente.
Si arrabbier quando sappia che li ho toccate.
Non si arrabbier, Acheron. Credimi.
Come desideralo. Idika.
- 53 -

Mi morsi le labbra davanti al suo servilismo. Mentre Styxx era detestabilmente dominante, spesso facendo
che la gente rifacesse compiti solo per sentire il potere che aveva su essi, Acheron accettava tutto quello che
facevano per lui senza lamentarsi.
Desiderando che ci fosse qualcosa che potesse fare affinch si sentisse a salvo e pi comodo, lo lasciai nella
sua stanza ed andai a riposare alla mia. Aveva bisogno solo di un piccolo riposo dello stress di preoccuparmi
per lui. Qui i domestici erano nella sua maggioranza vecchi e l'unica cosa della quale avevo notato era che la
gente pi vecchia sembrava pi immune a qualunque cosa che aveva ad Acheron posseduto. Se non erano
immuni, sembrava che avessero minore motivazione ad agire.
Senza menzionare che il personale noterebbe che era famiglia e solamente quello li manterrebbe lontano da
lui.
Sperava.
Stanca, fui verso la mia scrivania e scrissi una nota rapida per Padre, facendo della sua conoscenza che
aveva bisogno di qualche tempo lontano da Didymos. Era abituato ai miei viaggi, poich frequentemente
visitava la mia zia vedova ad Atene o veniva al palazzo di estate per semplicemente essere a sole. Come
Acheron, stimava la mia solitudine. Finch aveva a Boraxis con me e mantenesse mio padre informato del
mio benessere e recapito, mio padre era indulgente coi miei viaggi impulsivi.
L'unico posto che mi ero proibito di visitare era Atlantide. Ora sapeva perch. Ed onestamente gli credeva
quando mi dicevo che stesse molto lontano ed era un viaggio molto pericoloso per una donna della mia et
senza un guardaspalle appropriato. Poco aveva sospettato che era per proteggere a suo fratello e la sua
condotta licenziosa.
Giusto aveva terminato di scrivere la nota dicendo a mio padre che stava ad Atene, quando guardai verso
fuori e mi trattenni. La mia attenzione fu attirata per un movimento fosse della finestra, nel giardino. Al
principio, non poteva credere quello che vedeva.
Era Acheron.
Che strano che facesse qualcosa senza permesso espresso. Appena si muoveva a meno che gli fossi
comandato che lo facesse. Dovetti sbattere le palpebre due volte solo per assicurarmi che non stava
sognando. Ma no, era definitivamente egli...
Perfino, essendo un inverno soave, faceva la sufficienza freddo per avere bisogno di una cappa fosse.
Ancora cos rimaneva, coi piedi scalzi, camminando per il foraggio vicino alla fonte. Aveva la testa arcuata
verso il basso e sembrava stare complicando le dita dei piedi nel foraggio. Sembrava come se stesse
godendo la sensazione, ma non sorrideva mai come, era difficile da dire.
Che demoni stava facendo?
Presi la cappa e mi diressi verso l'esterno per osservarlo.
Non appena mi vide avvicinarmi, si avvil fino a che stette contro la lontana parete di pietra. Senza nessun
altro posto al quale andare, si lanci sulle sue ginocchia ed alz le sue braccia come se fosse a proteggersi la
testa ed il viso.
Perdonami Idika, per favore, io nn nno volli offenderla.
- 54 -

Mi inginocchiai vicino a lui e presi il suo viso nelle mie mani per calmarlo. Si tese tanto alce il mio contatto
che era una meraviglia che non si rovinasse.
Acheron, sta bene. Nessuna sta rabbia con te. Non hai fatto niente brutto. Shh...
Egli inghiott mentre la sua paura si trasformava in confusione. Cari Dio Che cosa gli avevano fatto che
tremava quando non aveva fatto niente per meritarlo?
Assolo aveva curiosit di perch stavi qui fuori senza le scarpe sistemate. Fa freddo e non voglio che
prenda una febbre.
La mia preoccupazione lo sconcert tanto quanto la sua paura mi sconcert...
Gesticol verso la sua stanza che aveva una piccola terrazza la quale, come quella mia, si apriva verso il
giardino. La porta era ancora socchiusa.
Non vidi qui nessuno ed allora pensai che stava a salvo. Voleva solo sentire il foraggio. Nno pensai fare
male, Idika. Andava a ritornare alla mia stanza non appena terminasse. Lo giuro.
Lo so.
Dissi prendendo il suo viso prima di scioglierlo. Si rilass un po' ora che non lo toccava.
In realt sta bene. Non sono arrabbiata con te. Ma non capisco perch vorresti sentire il foraggio essendo
tanto freddo. secco in questa epoca dell'anno.
Pass la sua mano sul foraggio.
Non sempre cos?
Corrugai il cipiglio davanti alla sua domanda.
Non avevi toccato mai prima il foraggio?
Credo che lo facessi quando era piccolo. Ma non lo ricordo.
Pass nuovamente la mano sul foraggio in un gentile gesto che ritorse il mio cuore.
Assolo voleva toccarlo una volta. Non lascer nuovamente la mia stanza, Idika. Gli avrebbe dovuto
chiedere prima permesso. Mi perdoni.
Abbass la testa.
Voleva raggiungerlo e toccarlo di nuovo, ma sapiente quanto odiava quello.
Non hai bisogno del mio permesso Acheron. Puoi venire qui quando lo desideri. Sei libero ora.
Guard verso la palma marcata che conteneva la marca di schiavo, allora la chiuse in un pugno.
Idikos disse che il re gli fece promettere che non lascerebbe mai la casa.
Rimasi con la bocca aperta davanti alla sua rivelazione.

- 55 -

Sei stato rinchiuso nella tua stanza da quando arrivasti da Atlantide?


Non sempre. Quando Idikos ritorna di un viaggio, lo saluto nell'anticamera. Sono sempre al primo che egli
desidera vedere. Allora a volte Idikos mi incatena nel suo ufficio delle caviglie o al suo letto. E nella notte
vado al salone di cene ed il salone di ballo quando abbiamo feste.
Ed ogni notte dormiva nel letto di Sta'. Mi ero detto gi tutto quello.
Ma non sei stato mai fuori?
Mi guard, dopo separ lo sguardo. Quell'era quello che gli Stia aveva insegnato a fare da quando molta
gente si alterava per il suo remolinantes occhi argentati.
Mi hanno permesso sedermi nel balcone tra clienti affinch la mia pelle non sia pallida. Pisciasse in
occasioni mi permette di mangiare fuori.
Aveva saputo per lui che Pisciasse era la domestica che mi ero iscritto e chi l'aveva aiutato a scappare. Era
stato il pi gentile dei suoi sorveglianti e l'unica che si era assicurato che mangiasse e fosse comodo...
quando non stesse intrattenendo. L'altra cosa che seppi di lui era che Stia utilizzava il cibo per controllarlo.
Acheron mangiava solo quando era piaciuto ad altri. La quantit che gli era permessa mangiare dipendeva
di quanti clienti aveva visto quello giorno e che tanto felici erano rimasti.
Il pensiero mi ammal.
Vuoi a Pisciasse, certo?
Fu sempre buona con me. Perfino quando sono cattivo, non mi ferisce.
Brutto. Definito per Sta', era quando qualunque cliente era rude con Acheron e che gli lasciava una marca
nel suo corpo. Acheron doveva piacerli in qualche modo che volessero bench volessero essere rudi ed egli lo
permetteva, bens era punito. Se non permetteva loro che lo ferissero, non erano d'accordo e Sta' il puniva il
doppio di forte per non avere dato loro quello che avevano pagato per lui. Acheron non poteva vincere
quella battaglia.
Impugni le mie mani per evitare l'impulso di alzarli e toccarlo. Assolo voleva prenderlo tra le mie braccia ed
abbracciarlo fino a che l'incubo che era stato la sua vita fosse completamente cancellato della sua memoria.
Ma come? Come potrebbe fargli capire che stava a salvo ora? Che nessuno lo toccherebbe nuovamente
senza il suo invito esplicito? Che era libero di prendere le sue proprie decisioni e che nessuno lo batterebbe
per esprimere le sue opinioni?
O per camminare fuori per sentire il foraggio nei suoi piedi?
Prenderebbe tempo.
Ritorner alla mia stanzamirai alla porta che si apriva verso la mia camera. Puoi rimanerti qui tanto
quanto vuoi. Quando abbia fame, dillo a Petra, la donna alta e vecchia che conoscesti quando arriviamo e ti
preparer qualunque cosa che desideri. Se hai bisogno di me, non dubitare di venire alla mia stanza. Il
giorno tuo, fratello. Tutto quello che ti chiedo che per favore ti metta le scarpe affinch non cada
malato.
- 56 -

Assent e non si mosse fino a che misi sufficiente distanza tra noi affinch fosse sicuro che non potrebbe
batterlo. Voleva piangere.
Ma non c'era niente da fare eccetto mostrargli che sentiva quello che diceva. Ora la sua vita era suo.
Retrocedendo, ritornai alla mia stanza dove l'osservai mentre si metteva le scarpe che dovuto stare
sostenendo abbasso la sua cappa. Poi esplor il piccolo giardino per ore. Dovette toccare tutto quello che
aveva, sentendo la tessitura ed annusandolo.
Non fu fino a che il sole incominci a mettersi che ritorn alla sua stanza. Sperai pochi minuti di andare alla
cucina e feci che Petra gli portasse un vassoio di cibo.
Altezza? Domand mentre incominciava a ritirarmi. Il nostro invitato... sta bene?
Sta bene. solo timido e silenzioso.
Assent prima di fargli il vassoio e portarsila. Sua figlia il cui nome non poteva ricordare, mi sorrise
dall'angolo dove stava giocando vicino al fuoco.
Il suo amico sembra perso, Altezza. Come il cagnolino che trovai l'estate scorsa. Al principio era pauroso di
lasciare che qualcuno a lui si avvicinasse, ma continuai parlandolo e lasciando gli mangiatamiro verso il
cane che era addormentato a trenta centimetri di lei. Ora il migliore cane del mondo. Non smette mai di
stare al mio fianco.
Tutti nel mondo hanno bisogno di gentilezza, bambina.
Assent, prima di tornare a giocare.
La guardai per un momento mentre sorgevano vecchi ricordi. Acheron non aveva avuto mai perfino
giocattoli prima che gli Stia lo portasse. A quei tempi, condivideva i miei con lui, ma quell'era tutto quello
che aveva avuto.
La bambina aveva ragione. Mio fratello era tristemente perso. Sperava solo che col tempo fosse tanto
comodo come lo stava qui il cane. Che imparasse a sentirsi benvenuto in un mondo che tanto ovviamente
l'odiava.

- 57 -

Novembre 19, 9532 A.C.

Oggi aveva dormito fino a tardi senza intenzione. Era quasi mezzogiorno prima che svegliasse. E quella che
mi ero svegliato era la cosa pi sorprendente di tutte. Era il suono della risata da un bambino.
Mi alzai e mi misi una cappa di lana rossa periferia prima di camminare verso la finestra per guardare verso
fosse.
L nel giardino stava Acheron con la giovane figlia del cuoco. Erano seduti su un tessuto con pane, carne,
olive e fichi mentre parlavano e giocavano un gioco di dadi. Non poteva sentire quello che si stavano
dicendo, ma la piccola ragazza cigolava ridendo ogni tanto.

- 58 -

Quando la ragazza decise di alzarsi, estese la mano e tocc la spalla di Acheron. Non si avvil in assoluto. Per
il mio stupore, realmente l'alz e l'alz affinch potesse correre dentro.
Per la prima volta da quando lo trovai, era rilassato. Mangiava senza paura ed i suoi tratti non si
sgualcivano. Guardava apertamente e direttamente al viso della ragazza
La bambina ritorn col suo polso e la diede ad Acheron. Egli la prese e pretese di alimentarla con un'oliva. La
ragazza cigol con diletto.
Piaciuta per il gioco, mi diressi fuori per unirmi ad essi. Non appena Acheron mi vide, la luce and via dei
suoi occhi. Vidi letteralmente si ritir come dentro s stesso e divent pauroso immediatamente.
Devi andarti, Maiasussurr alla ragazza.
Ma a me mi piace giocare con te, Acheron. Tu non ti arrabbi con me per essere tonta o fare domande.
Pu rimanereaggregai rapidamente. Non volli disturbarvi.
Acheron mantenne lo sguardo fisso nel suolo.
Sospirai prima di osservare la ragazza.
Maia, potresti portarmi un bicchiere di vino della cucina?
S, Altezza. Ritorner subito.
Non appena usc, diventai verso Acheron, chi stava ritroso e pauroso di nuovo.
Sei stato attorno a molti bambini?
Agit la sua testa.
proibito.
Ma sembri tanto a gusto con Maia. Perch?
Avvolse la sua cappa pi firmi intorno suo prima di parlare.
Non vuole niente di me pi che un altro avversario. Per lei, non sono differente a qualunque altro adulto.
Non lo disturbano i miei occhi e non cosciente che non sono normale.
Non sei differente, Acheron.
Mi guardavo con quelli misteriosi occhi.
Tu senti attrazione verso me. Non hai agito ancora, ma lo senti come tutti gli altri. Il tuo cuore si sbriga
quando mi vedi muovermi. La tua gola si asciuga mentre i tuoi occhi si dilatano. Conosco i segni fisici. Li ho
viste troppe volte.
Era verit ed odiai il fatto che potesse vedere tanto facilmente dentro me.
Non ti toccherebbe mai di quella forma.

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Un tic incominci nella sua mandibola prima che separasse lo sguardo.


Gerikos ed anche altri hanno detto quello. E quando non possono resisterlo oramai, mi odiano e mi
puniscono come se avesse controllo su questo. Come se facesse loro volermiin quello momento quando
trov il mio sguardo, lo vidi. La collera che lo bruciava nella cosa pi profonda. Presto o tardi tutti quelli
che me stanno periferia io joden, Idika. Tutti.
Il suo colera infiamm la mia.
Ed io non ti toccher mai cos, Acheron.
Il dubbio in quegli occhi bruciava attraverso me.
Che cosa di Pisciasse? Domandai, cercando di mostrargli che non tutti eravamo alcuni animali che
avevano l'intenzione di montarlo. Ti tocc ella mai di quello modo, ora, o lo fece?
Lo sguardo che mi diede mi disse la risposta. Il mio stomaco si avvil.
Era pi gentile della maggioranza.
Non era di rimpiangere che non si fidasse di me. Come, nel nome dell'Olimpo, qualche volta potrebbe
convincerlo che non mi piaceva di quello modo quando tutti gli altri l'avevano usato? S, sentiva l'attrazione
antinaturale della quale mi parlava. Ma non era un animale incapace di controllare i miei impulsi. Mi
ammal che altri avessero tanto poco controllo e che l'avessero usato.
Mi prover davanti a te, Acheron. Puoi fidarti di me. Lo prometto.
Prima che potesse rispondere, Maia gir col mio vino. Gli offrii un sorriso gentile prima di prenderlo.
Voi due giocate. Devo andare a lavarmi e vestirmi.
Dopo avermi alzato, mi diressi verso la mia stanza. Nella porta feci una pausa per guardarli.
Acheron stava ruzzoloni i dadi mentre Maia sosteneva il suo polso. Aveva ragione, aveva qualcosa di
anormale che convocava al mio corpo. Perfino quando aveva un'apparenza malaticcia, era bello.
Irresistibile.
Mi guard e rapidamente separ lo sguardo prima che entrasse nella mia stanza.
Sei mio fratello, Acheronsussurrai. Non ti ferirnon era solo una promessa a lui, ma anche a me
stessa.

- 60 -

15 Dicembre, 9532 A.C.

Il tranquillo inverno continu. Alcuni giorni erano ancora la cosa abbastanza caldi per avventurarsi fuori
senza le cappe.
Pi di un mese aveva passato da quando scappai con Acheron. Le lettere inviate a mio padre con false
ubicazioni aiutarono a mantenerci sicuri. Come gli uomini e donne che subornai per dare false piste su noi in
altre citt. Sperava solo che egli continuasse appoggiando il mio inganno fino alla primavera quando
sarebbe sicuro viaggiare per noi.
Le droghe erano andate via del corpo di Acheron ed appena riconosceva il ragazzo che aveva trovato
dissolvenza incrociata ad un letto.
Il suo dorato capello era brillante, aveva guadagnato peso ed ora potrebbe confondersi facilmente con
Styxx. In tutto, eccetto per quelli turbolenti occhi argentati, e la sua personalit tranquilla, introversa. Non
c'era scandalosa vanteria, nessuna irritante presunzione.
Acheron era pensoso e rispettoso. Ringraziato per qualunque bont che gli fossi mostrato. Poteva sedersi
per ore e non muoversi o parlare. La sua attivit favorita sembrava essere sedersi nel balcone e guardare

- 61 -

verso il mare, osservando le onde che sbattevano nel bordo, guardando l'uscita ed il tramonto del sole con
un fascino che mi meravigliavo.
O giocando a giochi di persecuzione e dadi con Maia. Ambedue condividevano un vincolo che scaldava il mio
cuore. Acheron non la fer mai o l'alz la voce. Perfino la toccava molto raramente. E quando venivano le
sue incessanti domande, aveva pi pazienza che chiunque che aveva visto qualche volta. Perfino Petra fece
un commento su lui e quanto grata stava che Maia avesse trovato un desideroso avversario.
Oggi presto, eravamo stati fuori nell'orto, cercando di trovare mele fresche bench avesse passato gi la
stazione. Acheron aveva ammesso finalmente una preferenza per la frutta, mi era costato settimane prima
che ammettesse una preferenza per qualcosa.
Credi che Padre verr presto? domand.
Mi consumai di paura. Non so perch aveva mantenuto la bugia. A meno che la verit dei sentimenti di
Padre era qualcosa che non credeva che dovesse sapere. Era pi facile dirgli che la sua famiglia l'amava che
tutti si sentivano verso lui come me.
Magari.
Mi piacerebbe trovarmi con luidisse mentre pelava una mela col suo coltello. Era l'unica che avevamo
trovato e bench non stesse la cosa abbastanza fresca, ad Acheron non sembrava importargli. Ma a
Styxx al che pi volesse trovare. Posso ricordarlo solo vagamente di prima.
Era l'unica maniera in che si riferirebbe al tempo in passato nell'Atlantide.
Aveva smesso di parlare di s stesso come una prostituta, non aveva detto niente circa torture o abusi,
neanche quando gli chiedeva dettagli. I suoi occhi diventavano angosciati ed abbassava la testa. Cosicch
imparai a non domandare, a non ricordargli nessuna cosa circa gli anni che pass con nostro zio.
L l'unico segno rivelatore del suo tempo era la forma in che si muoveva ancora. Lentamente,
seducentemente. Era stato allenato tanto meticolosamente come una prostituta che ancora qui, non poteva
liberarsi di quelli movimenti.
L'altro unico promemoria del suo passato erano le sfere nella sua lingua che si negava a togliersi, e la marca
nella sua palma.
Dolse troppo quando mi perforaronomi ero detto quando gli chiesi delle sfere. La lingua era tanto
gonfia che non potei mangiare per giorni. Non voglio dovere sperimentarlo di nuovo.
Ma non lo farai, Acheron. Ti dissi che non permetter loro di restituirti l.
Mi guard con la stessa indulgenza con la quale aveva guardato a Maia quando gli disse che i cavalli
potevano volare, come un padre che non voleva rovinare l'inganno dal bambino con la verit.
Cosicch le sfere rimasero.
Ma chiaro, anche Acheron lo fece.

- 62 -

20 Gennaio, 9531 A.C.

Oggi mi sedetti per ore, guardando ad Acheron. Si era svegliato presto come faceva spesso e camminava
verso la spiaggia. Faceva tanto freddo che temeva che si ammalasse, ma non volli trasgredire la sua libert.
Aveva vissuto tanto tempo con regole che dettavano i suoi movimenti e le sue opinioni che non voleva
imporrlo nessuna limitazione.
A volte la salute della mente era ancora pi importante che quella del corpo. E credeva che avesse bisogno
della sua libert pi di quello che doveva essere protetto di una piccola febbre.
Rimasi nelle ombre, solo volendo osservarlo. Cammin quasi per un'ora nella gelata ondosit. Non aveva n
idea di come resisteva la freddezza, sembrava ancora ottenere piacere del dolore.
Ogni volta che uno degli animali marini era lanciato alla spiaggia, lo prendeva con gran attenzione per
restituirlo all'acqua affinch seguisse la sua strada.
Dopo un momento, scal le pietre scoscese dove si sedette con le gambe arcuate ed il mento riposando nelle
sue ginocchia. Guard attraverso il mare come se aspettasse qualcosa. Il vento soffi il suo bel capello ed
attorno a lui, i suoi vestiti ondeggiavano per la sua forza, mentre l'acqua attaccava i leggeri riccioli dorati
delle sue gambe alla sua pelle.
Ancora cos, non si mosse.
Era quasi mezzogiorno prima che ritornasse. Si riun con me nella sala da pranzo per il pranzo. Mentre ci
servivano, vidi l'irregolare corte che aveva nella mano sinistra.
OH, Acheron! ansimai, preoccupata per la profonda ferita. Presi la sua mano nella mia affinch potesse
esaminarlo. Che cosa pass?
- 63 -

Caddi contro le rocce.


Perch stavi seduto l?
Si allontan, scomodo.
Quello che mi preoccup solo pi.
Acheron? Che cosa pass?
Inghiott e lasci cadere a terra il suo sguardo.
Crederai che sia pazzo se te lo dico.
No, non lo far. Non crederebbe mai tale cosa.
Sembrava ancora pi scomodo prima che parlasse in un tono soave.
A volte sento voci, Ryssa. Quando sto vicino al mare, sono pi forti.
Che voci?
Chiuse i suoi occhi e cerc di allontanarsi.
Presi soavemente il suo braccio e lo mantenni nella mia sedia.
Acheron, dimmi.
Quando trov il mio sguardo, vidi la paura e l'angoscia nel suo interno. Era ovvio che era qualcosa pi che
aveva provocato che lo battessero nel passato.
Sono le voci dei dei Atlanti.
Spaventata per la risposta inaspettata, lo guardai fissamente.
Mi chiamano. Posso sentirli ancora ora come sussurri nella mia testa.
Che cosa quello che dicono?
Mi dicono che ritorni a casa, all'entrata dei dei affinch possano darmi il benvenuto. Tutti meno uno. La
sua pi forte di quella degli altri e mi dice che io a parte. Mi dice che gli altri mi vogliono morto e che non
devo ascoltare le sue bugie. Che verr per me un giorno e mi porter a casa dove appartengo.
Corrugai il cipiglio per le sue parole. Per i suoi occhi, tutti sapevamo che Acheron era il figlio di qualche dio.
Ma che io sapessi, nessun semidio aveva sentito qualche volta le voci di altri dei. Per lo meno cos.
Madre dice che devi essere un figlio di Zeusgli dissi. Dice che dovette visitarla una notte, mascherato
come Padre, e che non sapeva che era stato nel suo letto fino a che tu nascesti. Cosicch perch sentiresti le
voci dei dei dell'Atlantide, quando siamo noi greci e tuo padre Zeus o qualunque re greco?
Non lo so. Idikos mi drogavo ogni volta che li sentiva fino a che era troppo nauseato e stordito come per
notarlo. Dice che un'invenzione della mia mente. Dice. . . il suo viso si afflisse, separ lo sguardo.

- 64 -

Che cosa dice?


Che i dei mi hanno maledetto. la sua volont che serva come lo faccio. la ragione per la quale nacqui
tanto antinaturalmente e perch tutti vogliono dormire con me. Tutti i dei mi odiano e vogliono punirmi per
la mia nascita.
I dei non ti odiano, Acheron. Come marcirebbero?
Tolse il suo braccio della mia impugnatura e mi lanci un sguardo tanto insolente che mi spaventai. Non
aveva mostrato mai tale spirito.
Se non mi odiano, allora perch sono cos? Perch mio padre mi ha negato? Perch mia madre non mi
guarda mai perfino? Perch sono stato mantenuto come un animale il cui unica carta nella vita servire
come il mio padrone mi offra? Perch le persone non possono guardarmi senza attaccarmi?
Svuotai il suo viso nelle mie mani, grata che non si tendesse oramai quando lo toccava.
Quello non ha niente a che vedere coi dei. Solo con la stupidit di altre persone. Non ha pensato mai che i
dei mi inviarono affinch ti liberasse perch non volevano vederti soffrire pi?
Il suo sguardo si scese.
Non posso aspettare quello, Ryssa.
Perch no?
Perch la speranza mi spaventa. Che cosa passa se questo tutto quello che sono? Una prostituta per
essere invertita e spacciata. I dei li fanno i re e fanno alle prostitute. ovvio che carta scelsero per me.
Feci una smorfia di dolore davanti alle sue parole. Onestamente, preferiva le settimane quando si rifiutava
di menzionare che era una prostituta. Odiai soprattutto i ricordi di quello che gli era stato fatto contro la sua
volont, quelle spregevoli sfere nella sua lingua che si accendevano ogni volta che parlava.
Non sei maledetto!
Allora perch quando cercai di strapparmi gli occhi, non rimanevano fuori?
Paralizzata per quelle parole, non potei respirare durante vari secondi.
Che cosa?
Ho cercato di strapparmi gli occhi tre volte, affinch non potessero offendere ad altri, ed ogni volta che lo
feci, ritornarono al mio cranio per se stessi. Se non sono maledetto, perch farebbero quello? Alz la sua
mano per mostrarmi il taglio che aveva cominciato gi a guarire. Ledi che per altri tardano settimane a
guarire, curano in giorni, bens ore, in me.
Le lacrime bruciavano i miei occhi per il dolore nella sua voce profonda. Non sapeva che cosa dire a quello.
Ti sei ammalato. L'ho visto.
Non per molto tempo. Non mangio una persona normale e posso stare tre settimane senza un solo
boccone di cibo o una goccia di acqua e non muoio.
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Il fatto che sapesse quanto tempo poteva stare senza alimento mi disse che glielo avevano fatto. Ma bench
potesse sopportare tanto e non morire, soffriva la fame come il resto di noi. Sapeva quello per essere tanto
con lui.
Chiusi la mia mano attorno alla sua.
Non so quale la volont dei dei, Acheron, nessuno lo sa. Ma mi rifiuto di credere che la sua volont
ferirti di questa maniera. Sei un regalo prezioso che fu disprezzato per il quale l'avrebbero dovuto
apprezzare. Quella una tragedia umana della quale non bisogna incolpare ai dei. I sacerdoti dicono spesso
che a volte i regali dei dei sono difficili da accettare o identificare, ma so nel mio cuore che tu sei speciale.
Che sei un regalo all'umanit. Non dubitare mai che ti misero qui con qualche proposito pi alto e quello
proposito non malvagio o per essere violato.
Contenni prima le lacrime che baciare la sua mano ferita.
Ti voglio, fratello. E vedo in te nient'altro che bont, intelligenza, compassione e simpatia. Spero che
qualche giorno anche tu lo veda.
Mise la sua altra mano nella mia.
Desidererebbe potere, Ryssa. Ma tutto quello che vedo ad una prostituta che stanca di essere usata.

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15 Febbraio, 9531 A.C.

Il tempo aveva volato mentre osservava crescere ad Acheron da un bambino timido e pauroso, ad un uomo
pi sicuro di esprimere le sue proprie opinioni. Non si abbatte oramai n mantiene la testa bassa. Quando
gli parlo, ora trova direttamente il mio sguardo. Realmente, la sua trasformazione stata la cosa pi bella
che qualche volta abbia visto.
Non sono sicura
Se stato per la mia influenza, o se stato Maia che finalmente l'ha raggiunto ed estratto il suo nuovo lato.
I due sono inseparabili.
Oggi stavano nella cucina mentre Petra cucinava. Stetti in piedi nell'entrata osservandoli distintamente.
Devi battere cos il paneMaia lo spezz con le sue minute mani mentre si inginocchiava su un sgabello
alto per potere raggiungere il tavolo. Pretende che qualcuno che non ti piacesussurr forte come se
condividesse un gran segreto.
L'espressione di Acheron brill con calore.
Non credo che ci sia qualcuno che non ti piaccia.
Buono, no, ma c' probabilmente qualcuno che non ti piace.
Non persi il tormento nei suoi occhi mentre separava lo sguardo. Mi domandai chi intestava la sua lista.
Nostro padre o nostro zio?
Abbiamo bisogno di pi latte.
Ubbidientemente Acheron gliela diede.
Petra gett loro un'occhiata, sorrise e scosse la testa davanti ad essi mentre Maia aggregava molto pi sale
della necessario.
Maia si ripul il naso che moccicava, prima di mettere le sue mani di giro nella massa. Mi avvilii, facendo una
nota mentale di non mangiare qualunque pane che avrebbero cucinato, ma Acheron non sembrava essere
tanto sospettoso. Perfino mangi prima un pezzo di torta di fango vari giorni per fare a Maia felice.
Ora dobbiamo darloro forma di pane. Li facciamo piccolini perch sono miei favoriti.
Ubbidientemente Acheron lo fece.
I cani cominciarono ad abbaiare.
Shh! disse Maia mentre separava un pezzo di massa e l'avvicinava ad Acheron affinch potesse fare una
brioche. Stiamo lavorando.

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Il cane salt e spinse a Maia chi perse l'equilibrio. Acheron la prese contemporaneamente che il cane saltava
sulla sua gamba, squilibrandolo. In un istante, erano destri, ed al seguente stavano nel suolo, con Acheron
sulla sua schiena e Maia nel suo petto. Il cane abbai e ball intorno a suo, sbattendo contro il tavolo.
La cavit di farina che stavano usando cadde dal bordo ed atterr su essi. Coprii la mia bocca mentre li
vedeva, pieni di massa, farina e latte. Erano solo visibili gli ampi occhi spaventati.
Maia cigol di risata e ferma il mio completo stupore, Acheron rise anche.
Il suo suono, cocktail con un onesto sorriso, mi lasci attonita. Era assolutamente bello quando sorrideva
perfino quando era coperto di farina e massa.
I suoi occhi brillavano mentre si ripuliva la farina del viso ed aiutava a Maia a togliere qualcosa delle sue
guance.
Petra lasci uscire un suono di dispiacere mentre tirava fuori il cane dalla cucina.
Sembrano fantasmi intelligenti per spaventarmi fino ad una precoce morte. Che confusione!
Lo puliremo, Petra, lo promettodisse Acheron mentre alzava a Maia. Non sei ferita, o se?
Maia scosse la testa.
Ma temo che le nostre brioche stanno tutte dissestateil suo tono era calamitoso in realt.
Certo. Ma possiamo fare sempre pi.
Ma non saranno tanto buoni.
Contenni una risata. S, era verit, il tocco del naso moccioso di Maia era stato la spezia necessaria per ogni
buon pane. Senza quello, era sicura che la prossima infornata non starebbe n vicino ad essere tanto buona.
Tuttavia, conservai quello commento per me stessa mentre Acheron consolava la piccola bambina.
Acheron port a Maia fosse affinch cos potessero scuotere la farina dei suoi vestiti e capelli mentre Petra
si metteva a pulire la cucina. Dopo alcuni minuti, ritornarono per aiutare.
Osservai con trepidazione che un principe potesse essere tanto considerato. Ma Acheron non si avviliva mai
aiutando a Petra dove voglia che egli e Maia stessero nella cucina con lei. Era solo la sua natura.
Ed adorerebbe sempre a Maia come un paziente fratello maggiore.
Acheron? Domand Maia mentre collocava una nuova scodella per leiperch hai quelle cose
argentate nella lingua?
Guard verso un altro lato.
Furono messe l quando non era molto maggiore di te.
Perch?
Dimostr un'espressione minacciosa.

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Per potere spaventare le bambine piccole che mi disturbasse.


Sciolse alcune risatine mentre gli faceva leggermente solletico.
Non credo che qualche volta possa spaventare qualcuno. Sei troppo gradevole per quello.
Non fece nessun commento mentre l'aiutava a misurare la farina.
Maia si gratt la testa mentre l'osservava con innocente curiosit.
Le sfere dolgono qualche volta?
No.
Ohalz la testa per studiare le sue labbra. Qualche volta te li hai tolte?
Maiadisse soavemente Petra mentre ritornava verso l'agnello che stava condendo. In realt, non
credo che Acheron voglia parlare di esse.
Perch no? Credo che siano belle. Posso avere alcune?
Nodissero simultaneamente Acheron e Petra.
Maia si arrabbi.
Bene, non vedo perch no. La principessa Ryssa ha alcune piccole palle argentate nelle sue orecchie e
quelle di Acheron sono molto belle anche.
Acheron pizzic la punta del suo naso.
Ti faranno male quando te li mettano, akribos. un dolore che non vorrai non conoscere mai e per quel
motivo che non voglio togliermi le. Non voglio che nessuno mi ferisca cos un'altra volta.
Oh. come la scottatura nella mano della quale mi contasti?
Petras si gir verso essi.
Che scottatura nella mano?
Quella che si fece Acheron quando era piccolo. molto bella, anche, come una piramide. Disse che
l'ottenne perch non ascolt sua madre.
Una luce rivelatore arriv agli occhi di Petra. Acheron non la pass per alto. Abbassando sommessamente la
sua testa, mormor una scusa per Maia prima di andare via.
Lo seguii.
Acheron?
Si trattenne per diventare verso me.
S?

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Non pretese di dire niente con le sue domande.


Lo sorespir. Ma non lo fa meno doloroso, o s?
Voleva abbracciarlo tanto disperatamente. Se me lo permettesse solo. Ma solo Maia con la sua innocenza
era capace di raggiungerlo.
Puoi toglierti le palle e possiamo mascherare la tua mano. Nessuno lo sapr mai.
Ancora io lo saprrise aspramente. Non puoi disfare il passato, Ryssa. Con marche o non nel mio
corpo, sta sempre l e sempre brutalei suoi occhi mi bruciarono ed in essi vidi non l'angoscioso bambino
tanto giovane che conobbi sempre. Perch della maniera in cui guarisco, hai idea di quante volte e quanto
profondo dovettero bruciare la mia mano per segnarla?
Le nausee sorsero nel mio interno. Era qualcosa che non aveva considerato mai.
Il tuo passato fin, Acheron. Tutto quello che rimane sono le due parti che non vuoi lasciare andare.
Scosse la testa negando prima che ondeggiasse la mano verso il palazzo.
Questo tutto questo un sonno e lo sai. Un giorno, molto presto, sveglio e finir. Torner ad essere
quello che era. Facendo cose che non voglio. Camminando a tentoni, essendo spinto e colpito. Non c'
necessit di pretendere il contrario.
Come potrebbe farlo sentire a salvo e sicuro?
Perch non prendi la mia parola e mi credi? Il passato fin. Ora hai un nuovo futuro. Boraxis va strada a
Sumer a consegnare una lettera alla mia migliore amica. Una volta che abbia la sua parola, avremo un
posto sicuro a dove potrai andare e nessuno girer a danneggiarti di nuovo.
La sua espressione era desolante e fredda.
Non so come confidare, Ryssa. N in te n in nessuno pi. La gente impredecible. I dei lo sono pi. Le
cose che passano stanno fuori del nostro controllo. Voglio crederti, lo faccio. Ma tutto quello che sento sono
le voci dei dei, e la tua. E dopo vedo cose cuci che non voglio vedere.
Che classe di cose?
Si gir e si diresse alla sua stanza.
Corsi dietro lui e lo presi affinch si trattenesse.
Dimmi. Che cosa quello che vedi?
Mi vedo chiedendo per una povert che non arriva mai. Mi vedo abbandonato per strade senza un posto
per riposare e nessuno a me periferia disposta ad aiutarmi non sia che sia in cambio di qualcosa che non
voglio dare.
Dio, come voleva farlo fidarsi di me e nel futuro che andavo ad assicurare che avesse.
Questo non un sonno, Acheron. reale e non ti lascio ritornare all'Atlantide. Ti troviamo una casa che
sia sicura.
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Guard verso un'altra parte, i suoi occhi tormentosi.


Perch non venuto Padre? Se mi vuole come dici, perch non venuto in tutti questi mesi a vedermi? E
perch stai tentando di trovarmi un'altra casa?
occupatonon poteva sopportare, perfino ora, dirgli la dura verit.
Continua a dire quell'e cercher di crederti. Ma sai che ricordo di lui?
Quasi aveva paura di domandare.
Che cosa?
Lo vedo mantenendoti lontano da me mentre Idikos mi tirava fuori dalla stanza. Non dimenticai mai l'odio
che infiamm gli animi di Padre mentre mi guardavo. Ho avuto incubi per anni per quello sguardo. Ed ora
dici che l'ha dimenticato? Un muscolo lavor nella sua mandibola. Devo crederti realmente?
No, non dovrebbe. Stava mentendo, ma non poteva lasciare che sapesse la verit.
Un giorno credi in me, Acheron.
Quello spero, Ryssa. In realt. Voglio credere disperatamente, ma non posso permettermi che mi
deludano nuovamente. Sono stanco di quello.
L'osservai mentre girava e mi lasciavo fermata l. Era tanto bello. Alto. Orgoglioso. Nonostante tutto,
manteneva ancora una dignit che non poteva capire.
Ti voglio, Acheronsussurrai, desiderando che non fosse l'unica nella mia famiglia che risentisse di quella
maniera verso lui.
Perch non potevano vedere quello che io vedevo?
E dentro stava il dolore di sapere quanta ragione aveva Acheron. Presto o tardi, nostro padre verrebbe.
Quando quello giorno arrivasse, Padre non mi perdonerei mai per tirare fuori ad Acheron dell'Atlantide. Non
mi perdonerei mai per le lettere bugiarde che gli aveva scritto circa dove stava o della gente che Boraxis
pagava nella sua traversa per ingannarlo. Non aveva dubbio che ambedue, Padre e Sta', ci cercavano
mentre Boraxis cercava un rifugio sicuro per Acheron in un altro paese o regno.
Ma stava facendo quello che credeva meglio per mio fratello. Tutto quello che poteva sperare era che
potesse garantire suo libera e felicit, mantenere le mie promesse. Una volta sicuro lontano da qui,
ritornerebbe a Didymos ed affronterebbe a mio padre e la sua ira.
Per Acheron, farebbe qualunque cosa, perfino mettere in pericolo la mia propria libert. Sperava solo che
Boraxis ritornasse prima che mio padre pensasse di cercarci qui.
Pu che i dei avessero povert di noi in caso che quello succedesse.

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18 Marzo, 9531 A.C.

Il clima caldo arriv miracolosamente come Persfone sarebbe dovuto ritornare al petto di sua madre. Tutta
la mia vita, ho preferito la primavera. Il rinascimento della terra e la bellezza. In questione, la nostra isola
era affascinante mentre i lavoratori venivano a piantare semi ed a cantare.
Ma questo anno, sentii trepidazione mentre aspettava notizie di Boraxis. Mi aveva inviato solo una missiva
alcuni giorni prima, dicendo che potrebbe avere un posto nel regno di Kiza per Acheron. Avevano una regina

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che si mormorava era anziana e gentile. I suoi propri figli erano morti, e magari potrebbe dare il benvenuto
ad un principe esiliato.
Sperava con tutto il mio cuore che fosse cos.
E con ogni giorno che passa, temo che Padre estenda la sua ricerca verso la nostra oasi. Ma ogni volta ho la
speranza che invece potesse trovarmi un marito, ed allora fosse possibile portare ad Acheron a casa nostra
affinch cos potesse proteggerlo. Allora starebbe per sempre oltre il tocco di mio padre o mio zio.
Non voglio pensare per adesso a quello.
Qui la migliore parte di stare stata che i domestici hanno accettato del tutto ad Acheron e le sue
peculiarit, ed abbiamo formato una particolare famiglia vicina. In Acheron, ho trovato il fratello che volli
sempre. Mentre Styxx petulante, finalmente Acheron aveva imparato a ridere senza paura di attrarre
un'attenzione indesiderata.
Oggi, lo trovai fuori con Maia nel giardino. Ella stava scrivendo lettere nella terra con una bacchetta ed
abituandosili ad Acheron.
Fu allora che ricordai quello che mi ero detto nell'Atlantide circa essere analfabeta, la vergogna che gli
aveva causato quella confessione.
Potrebbe aiutare? Domandai mentre ad essi mi avvicinavo.
Maia si inclin verso Acheron e parl quello forte sussurro tanto tipico di lei che era tanto affascinante come
dolce.
Sar una migliore maestra che io. Sa tutte le lettere e come formare parole con esse. Io so solo alcune.
Acheron mi sorrise.
Marciresti per favore?
La sua petizione mi impression fino al cuore. Non aveva chiesto mai prima per niente.
Assolutamenteprendendo la bacchetta di Maia, cominciai le lezioni per entrambi affinch cos
potessero leggere.
Acheron era un studente intelligente ed assorbiva tutto quello che gli insegnava con un'attitudine che era
completamente miracolosa.
I lettere Atlanti sono differenti delle Greche? Domand mentre osservava dell'alfabeto.
Alcuni lo sono. Hanno varie vocali dittonghi di quelle che manchiamo.
Maia corrug il cipiglio.
La sua lingua come il nostro greco?
Sorrisi davanti alla sua innocente domanda.

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Il suo linguaggio pu essere molto simile al nostro. Tanto che a volte puoi capirlo senza sapere il
significato delle parole. Ma a parte un linguaggio. Personalmente, so molto poco, ma Acheron lo parla
fluidamente.
Il suo viso si illumin mentre l'affrontava.
Puoi insegnarmelo?
La riserva risplend nella cosa profonda dei suoi occhi.
Se vuoi. Ma non un linguaggio bello.
Non fui completamente di accordo. A differenza del greco, c'era un'armoniosa qualit melodica nel lingua
Atlante che faceva loro sembrare come se cantassero ogni volta che parlavano. Era un piacere ascoltare, ma
chiaro, data l'esperienza di Acheron nell'Atlantide, poteva capire molto bene il suo sentimento sulla
bruttezza della gente e la sua lingua.
Acheron diresse la sua attenzione di nuova verso me.
Gli Atlanti ed anche i greci condividono dei?
Maia rise.
Non sai circa i dei, Acheron?
Scosse la testa.
So solo il nome di Zeus perch molti l'usano per giurare ed altri richiamano ad Archon ed Apollymi.
Corrugai il cipiglio davanti ai nomi del re e la regina del pantheon Atlante.
Come sai i suoi nomi?
Non mi rispose, ma l'apparenza del suo viso mi fece sospettare che dovevano essere alcuni dei quali poteva
ascoltare nella sua testa.
Benedissi, tentando di alleggerire il repentino malessere, Zeus il re dei dei Olimpici e la sua regina
Hera.
Mi piace Artemidedisse Maia pi alto. la dea della caccia e del parto. una della quale salv la vita
di mia madre quando nacqui ed eravamo malate. L'ostetrica giur che entrambe morrebbero, ma mio padre
fece sacrifici ed offerte ad Artemide e ci salv.
Acheron sorrise.
Certamente debito di essere una gran dea e gli devo molto perch ti lasci nascere.
Maia sorrise di orecchio ad orecchio con felice soddisfazione.
Nel decorso del pomeriggio, ripassai una rapida lezione dei dei Greci, ma a differenza della scrittura,
Acheron aveva avuto un momento difficile comprendendo tutti i nomi ed i suoi titoli. Era come se essi
andassero tanto altrui da lui che non poteva differenziare uno di un altro. Costantemente li confondeva.
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Passiamo l molte ore fino a che Maia cadde addormentata seduta di fianco ad Acheron.
Le sue fazioni si ammorbidirono mentre la guardava e la cullava nelle sue braccia.
Fa molto questo. Sta parlando un momento e dopo cade profondamente addormentata al seguente. Non
aveva visto mai cos qualcosa.
Sorrisi davanti al calore che si filtr in me. Si vedeva tanto carino sostenendola come un padre protettivo.
Data la brutalit del suo passato, la sua abilit per ancora sentire compassione e mostrare tenerezza non
lasciava mai di stupirmi.
Le padrone, no?
La sua espressione fu una di orrore puro e dopo di svergognata rabbia.
Non la toccherebbe mai di quella forma.
Il suo rancore mi sconcert fino a che mi resi conto era tanto arrabbiato di perch. Nel suo mondo, l'amore
era un atto fisico e non unisca emozione. Solo di pensarlo faceva dolere al mio cuore.
L'amore non deve essere sessuale, Acheron. Nella sua forma pi pura non ha niente a che vedere con un
atto fisico.
La confusione raggrinz davanti suo.
Che cosa vuoi dire?
Gesticolai verso la bambina che sosteneva tanto protettivamente nel rifugio delle sue braccia muscolose.
Quando guardi a Maia, il tuo cuore si ammorbidisce, no?
Assent.
Le mire e tutto quello che vuoi fare mantenerla a salvo del danno e badare a lei.
S.
Gli sorrisi.
Non vuoi niente di lei eccetto farle felice.
Alz curiosamente la sua testa e studi il mio viso.
Come lo sai?
Perch come mi sento verso te, fratello. L'amore che senti per lei lo stesso che sento ogni volta che
penso a te. Se qualche volta avessi bisogno di me, non ci sarebbe penuria che non resistesse per stare al tuo
fianco non appena potesse.
Inghiott mentre un sguardo tormentato arriv al suo arremolinantes occhi argentati.
Mi vuoi?

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Con ogni parte del mio cuore. Farebbe qualunque cosa per mantenerti a salvo.
Per la prima volta da quando arriviamo qui sentii come se finalmente l'avesse raggiunto. Ed allora la cosa
pi miracolosa di tutte succed.
Acheron prese la mia mano.
Allora ti voglio, Ryssa.
Le lacrime offuscarono i miei occhi mentre le emozioni mi soffocavano.
Anche io ti voglio, akribos. E non voglio che non lo dubiti mai.
Non lo farstrinse la mia mano. Grazie per andare a cercarmi.
Nessuna parola aveva significato tanto tanto profondamente per mio, n acconciatura. La mia gola era
tanto stretta che neanche potei parlare mentre scioglieva la mia mano per alzarsi con Maia nelle sue
braccia per potere darsila a sua madre. L'osservai andare via e desiderai con ogni parte della mia anima che
risentisse sempre di quella maniera verso me. Potrebbe sopportare qualunque cosa eccetto l'odio di mio
fratello.

19 Marzo di 9531 A.C.

Oggi decisi di insegnare ad Acheron a leggere con alcuni delle pergamene che ho nella mia stanza. Appena
avevamo incominciato quando notai qualcosa di differente in lui.
Le sfere nella sua lingua erano sparite.
Te li hai tolte. presi alito incapace di credere quello che stava vedendo.
La sua espressione era un miscuglio tra la vergogna e l'orgoglio.
Mi sono deciso a crederti. Dici che qui sto a salvo e nessuno mi porter un'altra volta. Voglio crederlo.
Cosicch me li tolsi e confido in che i dei mi mantengano qui con te.
Svuotai le mie mani nel suo viso e mi piacque ancora pi che non diventasse rigido. Attrassi alle mie braccia
e l'abbracciai con forza.
Qui stai a salvo, fratello. Te lo giuro.
Per la prima volta, mi pass intorno le braccia e mi restitu l'abbraccio.
Niente mi ha commosso pi nella mia vita.
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Sentii a qualcuno rischiarandosi la gola. Sciogliendo vidi a Petra nella porta che ci portava vino e formaggio.
Pensai che vi piacerebbe un bocconcino.
Assentii con la testa separandomi.
Sarebbe stupendo. Grazie.
Assent con la testa e colloc il vassoio in un tavolo ausiliare.
Acheron rimase guardandola fino a che ci lasci soli ed allora disse,
Qualche volta hai pensato di sposarti, Ryssa?
Dubitai e servii i bicchieri.
Qualche volta e mi domando perch Padre non mi ha cercato un marito. La maggioranza delle principesse
stanno sposate molto prima di arrivare alla mia et. Ma Padre dice sempre che non trova nessuno che
consideri degno. sorrisi. La verit che non ho fretta. Ho visto a tante delle mie amiche sposate con
orchi che se Padre vuole prendersi pi tempo per trovarmi un marito gradevole, naturalmente che posso
sperare. Perch lo domandi?
Pensava a Petra e suo marito. Ti sei reso conto della forma in cui ridono quando stanno insieme? E
quando si separano sono tristi. Come se non potessero sopportare stare separato neanche alcuni minuti.
Assentii.
Condividono un gran amore l'uno per l'altro. una pena che non tutti i compagni sposati siano come essi.
I nostri genitori erano cos?
Deviai lo sguardo evocando immagini di come erano stati i miei genitori prima della nascita di Styxx ed
Acheron. In quelli giorni si amavano appassionatamente. Non si separavano quasi mai e mio padre
idolatrava mia madre con un amore che sembrava non avere fine.
Ed allora nacquero i suoi figli. Da quello sfortunato giorno mio padre non poteva sopportare stare vicino a
mia madre. L'incolpava per Acheron.
Sei stato la prostituta di un dio. Non lo negare. Non potuto uscire dal tuo ventre di un'altra forma.
Quanto pi proclamava mia madre la sua innocenza, pi sembrava odiarla mio padre. Alla fine disse che
Zeus l'aveva ingannata e non aveva avuto n idea della sua presenza nel letto.
Invece di placare mio padre, la sua confessione gli impazz perfino pi e proib qualunque contatto con lei.
No, Acheron. dissi a voce bassa mentre gli tendeva un bicchiere. Non si vedono quasi mai, salvo per
questioni di stato. Padre preferisce la compagnia di Styxx ed i suoi senatori mentre Madre passa gran parte
del tempo persa nei suoi bicchieri. Ed io l'odio. Tempo dietro mia madre era stata meravigliosa. Ora era
un'ubriaca amareggiata.
Mi guard teso come se capisse perch.

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Pensi che qualche donna mi vorr qualche giorno?


Perch certo. Perch lo dubiti?
Inghiott con forza e mi rispose in voce tanto bassa che quasi non poteva sentirlo.
Come potrebbe amarmi qualcuno? Idikos dice che sono una vergogna per la gente decente. Che sono un
bastardo senza padre ed una prostituta spregevole. Sicuramente nessuna donna decente vorr niente con
me.
Quella una completa bugia. dissi con veemenza. ti meriti il mondo intero e ti assicuro che troverai
una donna, a parte di me che apprezzi la cosa meravigliosa che sei.
Torn ad inghiottire con forza.
Se qualche volta sono tanto fortunato ti giuro che ella non dubiter mai del mio amore.
Sarai tanto fortunato.
Mi sorrise, ma era un sorriso vuoto e c'erano nei suoi occhi sufficiente dubiti come affinch i miei si
riempissero di lacrime.
Chiarendomi la gola, cercai di distrarrlo.
Impariamo le lettere, si somiglia?
Divent verso le pergamene e per quattro ore lo vidi sforzarsi con un fervore che non c'era prima. Ed ogni
volta che lo sentiva parlare senza quelle sfere nella lingua mi alzavo Lei il cuore. Era una gran vittoria ed un
giorno vicino vincerebbe questa battaglia ed il suo passato rimarrebbe nella dimenticanza.

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9 Maggio di 9531 A.C.

Era sola nella mia stanza quando Maia apr la porta.


Acheron malato?
Lasciai la piuma e la guardai accigliata.
Non l'ho visto in tutto il giorno. Perch lo domandi?
Si gratt il naso e mi guard completamente perplessa.
Andai a cercarlo affinch impastassimo insieme ma sembrava che non si sentisse bene. Disse che gli
doleva la testa e fu poco gentile con me. Acheron sempre gentile con me. Quando girai portandogli un po'
di vino, la sua stanza era vuoto. Dovrebbe preoccuparmi?
No, akribos. dissi fingendo un sorriso che non sentiva. Corre alla cucina. Io lo cercher.
Grazie, Principessa. Mi restitu il sorriso prima di uscire saltando.
Preoccupata io stessa per lui, aprii le porte che davano al patio. Acheron aveva passato molto tempo fosse
con l'erba ed i fiori. Ma non stava l.
La seguente fermata fu l'orto. Neanche l lo trovai.
Dopo una rapida ricerca per tutta la casa, incominciai a preoccuparmi in realt. Non andava via mai tanto
lontano solo. Ed era molto strano che sfuggisse a Maia.
Un panico irragionevole mi invadeva quando uscii di casa per cercare per i paraggi.
Dove potrebbe stare?

- 79 -

Se si trattasse di Styxx, sicuro che lo trovava civettando con alcuno donzella nell'intimit della sua stanza.
Ma sapeva che Acheron non farebbe mai cos qualcosa.
Improvvisamente mi fu fatto la luce.
Il mare
Non era stato nel mare dall'inverno ma non poteva pensare ad un altro posto dove cercare. Era l'unico
posto dove potrebbe stare. Sussurrando una rapida preghiera ai dei affinch avesse ragione, abbassai
camminando verso la spiaggia e le rocce dove egli normalmente sedeva.
Neanche stava l.
Ma mentre arrampicava, lo vidi giacendo di spalle nella sabbia con le onde passandolo superficialmente.
Rimasi senza alito. Sembrava che non si muovesse in assoluto.
Inzuppato fino alle ossa, giaceva nella spiaggia con gli occhi chiusi.
Corsi terrorizzata e mi lasciai cadere al suo fianco. Potei vedere la cosa pallida che stava il suo bel viso prima
di arrivare fino a lui.
Acheron! gridai con gli occhi pieni di lacrime di paura. Era terrorizzata che fosse morto.
Per il mio immediato sollievo, apr gli occhi e mi guard. Ma non si mosse.
Che cosa fai? gli domandai conficcandomi di ginocchia al suo fianco. Il mio vestito era inzuppato e
completamente cacciato a perdere, ma non mi importava. La mia vanit non importava in assoluto.
Importava solo mio fratello.
Strinse gli occhi e disse in tono tanto basso che quasi non poteva sentire col rumore delle onde.
Il dolore non tanto forte se mi sdraio qui.
Che dolore?
Mi prese la mano. La sua tremava tanto che in risposta la mia paura si moltiplic per dieci.
Le voci della mia testa. Sono sempre atroci il giorno di oggi, tutti gli anni.
Non lo capisco.
Mi dicono un ed un'altra volta che l'anniversario della mia nascita e che dovrebbe andare con essi. Ma
Apollymi mi grida che mi nasconda e non li ascolti. Quanto pi alta protesta pubblico ella, pi gridano l'altri.
insopportabile. Voglio solo che vadano via. Sto diventando pazzo, verit?
Strinsi la sua mano, lo ritirai i capelli umidi della fronte e mi resi conto che non si era raso. La barba di tutto
un giorno oscurava le sue guance ed il suo mento, qualcosa che non permetteva mai. Acheron era sempre
impeccabilmente pulito e vestito.
Oggi non l'anniversario della tua nascita. Nascesti in giugno.

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Lo so gi, ma continuano a gridare. Caddi cercando di arrivare alle rocce e scoprii che nel mare le voci si
attenuano.
Niente di questo aveva senso.
Come quello?
Non lo so. Ma cos.
Un'onda ruppe nella spiaggia, coprendolo totalmente. Non si mosse bench che mi agit di un lato ad un
altro a me. Mi diressi e lo guardai mentre sputava acqua. Anche cos non fece intenzione di uscire dal mare.
Prendi l freddo facile.
Non mi importa. Preferisco mettere mi brutto a sentirli gridare tanto forte.
Disperata per calmarlo, mi sedetti dietro nel suolo con le gambe incrociate e misi la sua testa nel mio
grembo.
Meglio?
Assent intrecciando le sue dita coi miei e mise la mia mano sul suo cuore, sottomettendomi l. Per la ferma
stretta, sapeva che la testa continuava a farlo male immisericordioso.
Non parliamo per ore, giacendo l con la mia mano nel suo petto. Mi furono dormito le gambe, ma non mi
importava. Stemmo tanto tempo fosse che Petra venne a vedere come stava. Era tanto confusa come me
per la spiegazione di Acheron ma, ubbidiente, ci lasci soli e ci port vino e qualcosa di mangiare.
Ad Acheron gli doleva tanto che non poteva mangiare, bench potessi fare che mordicchiasse un po' di
pane.
Al tramonto, le voci si calmarono quanto basta come affinch potesse alzarsi. Si dondolava.
Stai bene? gli domandai preoccupata.
Un po' nauseato per le voci. Ma ora non sono tanto forti. mi gett un braccio per le spalle ed insieme
intraprendemmo quello verso giro alla sua stanza.
Feci che Petra lo preparasse un bagno caldo e lo coprii con un asciugamano. Ancora era pallido, i suoi tratti
tesi.
Maia arriv correndo con due bicchieri di latte tiepido.
Mi avevi preoccupata, Acheron. gli rimprover.
Lo sento, ragazzetta. Non voleva preoccuparti.
Ti trovi meglio?
Assent.
Maia,disse Petra dalla porta. vedono qui e lascia che Acheron si lavi in pace.

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Ho messo zucchero nel lattegli confid Maia prima di obbedire a sua madre.
Spero che ti senta meglio presto.
Piaciuta per le sue attenzioni, la seguii.
Ryssa.
Mi fermai nella porta e guardai ad Acheron che ancora era avvolto nell'asciugamano.
S?
Grazie per preoccuparti per me e per darti appuntamento a me. Visto ad asciugato prima che zoppe
freddo.
S, signore. dissi sorridendolo.
Uscii chiudendo la porta e mi diressi alla mia stanza. Le porte erano ancora aperte cosicch li chiusi.
Chiudendoli, pass qualcosa della cosa pi strana.
Sentii un vago sussurro nel vento.
Apostolos.
Accigliata, mi guardai intorno ma non c'era nessuno. Di dove demoni veniva quella voce? E pi ancora, non
conosceva nessuno che si chiamasse Apostolos.
Scossi la testa per chiarirmela.
Ora sento voci, come Acheron.
Era strano come per essere sicura.
Ma perfino lasciandolo da parte, c'era una parte di me che continuava a domandarsi. E soprattutto, mi
domandavo se questa non potrebbe essere una nuova minaccia per mio fratello.
Solo il tempo lo direbbe.

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23 Giugno, 9530 A.C.

Alla fine la risposta arriv. La Regina di Kiza aveva accesso ad accogliere ad Acheron. Il messaggero era
arrivato ieri con l'avviso di Boraxis che stava di passaggio qui per scortare ad Acheron a salvo. Egli dovrebbe
arrivare in altri tre giorni.
Euforica, decideva di raccontarsilo ad Acheron quella notte durante la celebrazione sorpresa
dell'anniversario della sua nascita.
Mio fratello andava a stare a salvo. Per sempre.
Fortunatamente, noi eravamo usciti oggi all'orto. In realt, passiamo l tutta la mattina, ridendo e provando
apprezzata la frutta del giardiniere. L'orto era bello. Pacifico. Le foglie erano di un impressionante verde,
accentuato per le rosse e dorate mele che sfruttavano in un dolce e succulento sapore. Fino ai vecchi muri di
pietra erano tranquilli, coperti per vigne gi fiorite.
Non mi rimpiange che Acheron lo preferisca a qualunque altro posto del palazzo. L'aria primaverile era
fresca e calda, potrebbe passare ore vedendo la forma in che Acheron gode della cosa pi semplice come lo
la sensazione del sole nella sua pelle. Il prato basso i suoi piedi scalzi.
Chiaro, la sua vita non aveva avuto troppo di quelle due cose. Come desidererebbe avere potuto dargli
un'altra vita. Un migliore. La vita che si meritava, dove nessuno gli avesse fatto male per cose che non
poteva evitare. Dove la gente potesse vederlo in tutta quella bellezza con che io lo vedo e sapesse l'anima
tanto gentile che . Non quello mostro al quale lo temono. Tanto solo un ragazzo di che ha bisogno una
buon casa e genitori che l'amino nonostante le sue anormalit.
Mentre lo vedeva inalare l'odore di una mela prima di aggiungerla al mucchio che aveva scelto, mi
meravigliai di quanto aveva cambiato negli ultimi mesi. Per la prima volta, mi ricord ad un giovanile
ragazzo di quattordici anni e non ad un senza entusiasmo, consunto anziano. Aveva imparato a finalmente
fidarsi di me. In confidare che qui era sano e salvo. Che qui nessuno lo temeva. Egli poteva essere stesso,
senza essere servile o pauroso che l'afferrassero e gli facessero male. Ah, il dolore che sento quando penso
alla vita che port nell'Atlantide. Come pot nostro zio trattarlo cos? Posso vedere ancora ad Acheron
incatenato. Vedere quello vuoto superficiale nei suoi occhi quando per la prima volta mi guard e non aveva
idea di chi io ero. Di chi egli era.

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L'ho potuto fallire prima, ma giurai che non gli fallirebbe di nuovo. Qui conosce la pace e la felicit. Qui, far
quello che pi possa per mantenerlo lontano dal mondo che non pu capirlo n sopportarlo. Mentre
prendeva le mele, mi ricord ad un scoiattolo che salta di albero in albero raccogliendo il suo tesoro. Era un
ragazzo tanto leggiadro. Nel mio cuore so che egli e Styxx sono gemelli, ed ancora mentre lo vedo, mi scuote
le sue differenze. Acheron si muoveva in maniera pi elegante. In maniera fluida. Era pi magro, il suo
capello un po' pi dorato ed i suoi muscoli pi definiti. La sua pelle pi soave. E quegli occhi Erano
affascinanti e terrificanti.
Dopo avere finito, mi port il suo tesoro e lo mise in forma di circolo affinch cos io potessi scegliere che
mele volevano in primo luogo. Fu sempre cos considerato. Pensando ad altri alci che in lui. Era esistito come
un animale del quale si abusava con l'unica fine di intrattenere ad altri.
Pensi che Padre ci visiter presto? domand mentre quello giaceva nel suo fianco, osservandomi
mangiare la mia mela.
Poteva sentire che egli stava provandomi per vedere se stava mentendo. Il suo remolinantes occhi
argentati erano assolutamente opprimenti ogni volta che metteva quello sguardo tanto penetrante. Non lo
sorprendeva che Zio lo battesse per guardare la gente. Era tanto sconcertante e fino a terrificante lo stare
abbasso tale scrutinio. Ma non meritava essere battuto per qualcosa che non poteva evitare.
Sto pensando che tu ed io dovremmo fare un viaggio in alcuni giorni per visitare la regina.
Egli separ lo sguardo, scomodo, mentre giocava con la sua propria mela.
Volendo riappacificarlo ed incoraggiarlo, mi distesi per allontanarlo alcuni ciuffi da capello dorato degli
occhi.
questo la tenerezza del vero affetto del quale mi parlasti? domand in tono vacillante, L'unica nella
quale le persone che ti vogliono, ti toccano senza chiedere niente a cambiamento?
Srisposi.
Egli mi sorrise, apertamente ed onestamente come un bambino.
Credo che mi piaccia.
Allora sentii qualcosa che fece che il mio cuore smettesse di battere.
C'erano passi avvicinandosi. Sapeva che non dovrebbe avere tali suoni nel nostro paradiso temporaneo.
Petra e Maia stava occupate nella cucina. Il marito di Petra era andato al paese ed il resto erano occupati
nelle sue faccende.
Solo una persona poteva arrivare di quella maniera.
E seppi che era nostro padre nell'istante in che Acheron si sedette, il suo viso eccessivamente incantato.
Chiusi gli occhi e tremai tremendo insieme a feci lo sforzo di alzarmi ed affrontarlo. Il suo viso arrabbiato,
Padre stava tra le vecchie colonne di pietra che segnavano l'entrata all'orto con Styxx al suo fianco.
Il sangue si congel nelle mie vene.
Voleva dire ad Acheron che corresse e si nascondesse, ma era troppo tardi. Stavano gi molto vicino.
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Solo tre giorni pi ed eravamo stati a salvo lontano da l. Volli piangere.


Padredissi a voce bassa. Perch stai qui?
Dove sei stato? esig mentre avanzava. Sto cercandoti e cercando fino a che mi resi conto di venire
qui.
Te lo dissi, voleva tempo
Padre? La voce entusiasmata di Acheron riemp i miei uditi. Questa era la prima volta che il giovane
aveva visto suo padre da quando era stato inviato lontano.
Inorridita, l'osservai correre per abbracciare suo padre. Al contrario che Acheron, io sapevo l'accoglienza che
riceverebbe.
Senza almeno guardarmi, Padre lo separ spietatamente e fece una smorfia di ripugnanza.
Acheron corrug il cipiglio confuso insieme a mi guardavo chiedendo una spiegazione.
Io non potevo parlare. Come poteva dirgli che gli aveva mentito quando tutto quello che aveva caro era fare
la sua vita molto meglio?
Come osasti tirarlo fuori dall'Atlantide? grugn suo padre.
Aprii la bocca per spiegargli, ma mi distrarsi con la maniera in cui i gemelli si guardavano l'un l'altro.
Rimasi acchiappata per la sua mutua curiosit. Bench ognuno sapesse che l'altro esisteva, non erano stati
mai insieme per pi di una decade. Nessuno dei due ricordava quello che era verta ed interactuar l'uno con
l'altro.
L'allegria copriva il viso di Acheron. Poteva notare che voleva abbracciare a Styxx, ma dopo il benvenuto di
Padre era vacillante.
Styxx lo guardava meno che entusiasmato. Guardava ad Acheron come se fosse un incubo fatta realt.
Guardie! grid padre.
Che cosa stai facendo?Domandai, incapace di comprendere perch padre chiamerebbe i guardia per
andare per suo proprio figlio.
L'invio di giro a dove appartiene.
La mandibola di Acheron si allent ed a me me divent con terrorizzati occhi.
Il mio cuore batteva selvaggiamente con paura che lo girassero ad inviare all'Atlantide.
Non puoi fare quello.
Padre divent verso me con un sguardo pieno di odio.
Hai perso la testa, donna? Perch vizieresti tale mostro?

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Padre, per favoresupplic Acheron, cadendo di ginocchia davanti a lui. Mise le sue braccia attorno alle
gambe di Padre nella pi ossequiosa posizione che l'aveva visto da quando avevamo lasciato l'Atlantide.
Per favore, non mi inviare di giro. Far quello che mi chieda. Lo giuro. Sar buono. Non guarder nessuno.
Non far male a nessuno. Acheron lo baci i piedi con riverenza.
Non sono tuo padre, verme,gli disse crudelmente Padre insieme a scalciava ad Acheron per
allontanarlo. Ora a me si diresse con puro veleno. Te lo dissi, egli non appartiene a questa famiglia.
Perch mi sfidi?
tuo figliodissi attraverso le mie lacrime di odio e frustrazione. Come puoi negarlo? il tuo viso
quello che ha. Il viso di Styxx. Come puoi amare uno e non all'altro?
Padre si chin ed afferr fortemente la mandibola di Acheron con una mano. Poteva notare che le sue dita
ferivano le guance di Acheron insieme allo alzava mettendolo in piede affinch Acheron potesse guardarmi
al viso.
Quelli non sono i miei occhi. Non sono gli occhi di un umano!
Styxx,dissi, sapendo che se poteva guadagnarlo per la mia causa, potrebbe influenzare nell'opinione di
Padre su Acheron. tuo fratello. Guardalo.
Styxx neg con la testa.
Io non ho fratello.
Padre spinse ad Acheron che retroced.
Acheron rimase in piedi da dire parola alcuna, i suoi occhi storditi davanti alla realt del momento. Per il suo
viso, poteva sapere che stava rivivendo l'incubo che aveva sperimentato nell'Atlantide. Ogni degradazione.
Vidi come appassiva davanti ai miei occhi.
Era andato via il ragazzo che finalmente, dopo mesi di affettuose attenzioni, aveva imparato a sorridere ed
a confidare, e nel suo posto stava la sconfitta, la disperazione che ella aveva trovato.
I suoi occhi erano ora buchi vuoti. Gli aveva mentito ed egli lo sapeva.
Egli si era fidato di me ed ora quello fragile laccio era rotto.
Acheron lasci cadere la testa e si abbracci a s stesso, come se con quello potesse proteggersi dalla
brutalit di un mondo che non lo voleva in lui.
Quando i guardia entrarono all'orto e padre disse loro che glielo portassero di giro all'Atlantide, Acheron li
segu senza una parola e senza lottare. Un'altra volta tornava ad essere modesto e senza opinione. Era
quello che era stato.
Con solo alcune brusche parole, Padre aveva rifatto tutti i mesi di diligente cappotto.
Guardai mio padre, odiandolo per quello che stava facendo.
Sta' abusa di lui, Padre. Costantemente. Egli vende ad Acheron per

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Mio padre mi schiaffeggi per quelle parole.


mio fratello del quale parli. Come osi!
Mi ardevo il viso, ma non mi import. Non poteva rimanere silenziosa e lasciare che distruggessero non
l'anima di un ragazzo innocente che dovrebbe essere viziato, facile ad un lato come se non fosse niente.
E quello mio fratello al quale rifiuti. Come osi!
Non sperai di vedere che diceva. Corsi dietro Acheron che era stato gi scortato per la guardia.
Stava sperando a che portassero i cavalli l'entrata principale del palazzo. La sua testa era inclinata di forma
tanto bassa che mi ricordavo ad una tartaruga che solamente voleva mettersi nel suo guscio affinch
nessuno pi la vedesse. La stretta delle sue braccia era tanto forte che le sue nocche erano bianche.
Rimaneva in piede come una statua.
Acheron?
Si rifiutava di guardarmi.
Acheron, per favore. Non sapeva che verrebbero oggi. Pensai che stavamo a salvo.
Mi mentistidisse semplicemente, fissando lo sguardo sul vuoto suolo. Mi dicesti che padre mi amavo.
Che nessuno lascerebbe che andassi via di qui. Me lo giurasti.
Imbarazzata fino all'anima, cercai di pensare in qualcosa di dirgli. Ma non trovava niente sostanziale.
Lo sento moltoQuell'era una vana scusa perfino nei miei uditi.
Egli neg con la testa.
Non ho messo mai un piede fosse delle mie stanze senza guardaspalle. Non ho lasciato mai la casa. Idikos
mi punir per mi essere andato. Eglil'orrore riemp i suoi occhi mentre si abbracciava a se stesso perfino
con pi forza.
Non poteva incominciare almeno ad immaginare che stava aspettandolo nell'Atlantide.
Portarono i cavalli.
Quando Acheron parl, le sue parole erano soavi, appena un sussurro del suo attanagliato cuore.
Desidererebbe che mi avesse lasciato come stava.
Aveva ragione, e nella cosa pi profonda del mio cuore, lo sapeva. Tutto quello che aveva fatto nella mia
stupidit, era ferirlo ancora pi. Gli aveva mostrato una vita migliore, un dove era rispettato e dove gli ero
fatto scegliere.
Ora non avrebbe niente da dire sulla sua vita. Sarebbe molto meno che niente nell'Atlantide.

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Singhiozzai quando un guardia l'afferr ed obblig ad entrare in un carro. Acheron non gir mai a
guardarmi. Mi resi conto che realmente egli doveva odiarmi per quello che gli aveva fatto e non poteva
incolparlo per ci.
Col cuore spiacente, rimasi l e li vidi allontanarsi.
Acheron! grid Maia quando usc piangendo per la porta.
Suolo allora lo gir. Il suo viso era stoica, ma vidi lacrime nei suoi occhi quando gli disse addio con la mano.
Cadendo di ginocchio, attrassi a Maia alle mie braccia mentre singhiozzava col cuore straccio di tristezza
che mi sequestrava anche.
Acheron andava via e non aveva speranza di liberarlo un'altra volta. Padre si assicurerebbe di quello.
Allora ricordai le parole che la vecchia sacerdotessa aveva proclamato il giorno della sua nascita.
Che i dei si impietosiscano di te, piccolo. Nessuno pi lo far.
Ora sapeva quanta ragione aveva avuto. Acheron aveva ragione, i dei l'avevano maledetto.
Altrimenti avremmo avuto nostri tre giorni

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Giugno 23, 9530 A.C.

Ha passato un anno dall'ultima volta che vidi ad Acheron. Maia ed io ci sediamo nell'orto del palazzo di
estate per ore questo pomeriggio pensando a lui. Domandandoci quello che star facendo. La forma in cui
starebbe pagando. Dissi a Maia che era sicura che egli stava bene, ma nel mio cuore sapeva la verit. Stava
meno bene di tutto. Non c'era dicesse quello che starebbero facendogli, mentre noi due stavamo sedute
mangiando olive e formaggio e giocando nel caldo sole.
Inviai numerose lettere ad Acheron ad Atlantide ma erano stati in vano. Nessuno mi dicevo niente di lui. La
donzella che originalmente si era contattato con me era morta in sospette circostanze, almeno quell'ascoltai
non molto in una conversazione tra mio padre e mio zio dopo che Acheron aveva girato ad Atlantide.
Stammi non parlava da allora.
Cercai di domandare a mio zio nella sua ultima visita circa Acheron. Egli mi spinse verso un lato con amaro
disprezzo. Egli sa che io so quello che sta facendo e non mi riconosce oramai nella cosa pi minima.
Sono morta per mio zio. Non che realmente mi importi in questo momento. Egli mor per me il momento in
cui vidi mio fratello legato ad un letto dovuto all'avarizia di Sta'.
Ma, mi domand come si sentir Acheron circa me. Se compreso pensava a me. Mi odierei per quello che
era successo? O era tanto impasticcato ora che neanche ricorda il mio nome?
Non poteva saperlo.

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Non aveva speranza di salvarlo di nuovo. Dovuto a quello che aveva fatto, Padre mi mantiene ora in
situazione di estremo curato in ogni momento. Non ho oramai la libert di viaggiare senza il suo permesso.
Boraxis fu riassegnato a pulire le stalle e sostituito con un altro guardia che Lei rehsa a parlarmi.
Appena Styxx riconosce compreso la mia presenza.
Come puoi lasciare che il tuo proprio gemello soffra cos? Gli domandai appena una settimana dopo
Acheron era stato inviato ad Atlantide.
Sta' non farebbe mai cos una cosa. Si tratta di un'altra delle sue bugie destinate a farci liberare ad
Acheron. Dovresti essere grata che non sono ancora re. Ti avrebbe frustato per quello tipo di tradimento.
Voleva impiccarlo per la sua ostinazione.
Ancora pi perturbatori erano le dicerie che aveva sentito circa problemi politici tra Grecia ed Atlantide. La
nostra tregua sembrava essere minacciata. Che cosa succederebbe con Acheron se si riannodava la guerra?
Malgrado Styxx e Padre lo negassero, Acheron continuava ad essere un principe greco. Egli potrebbe essere
facilmente fatto prigioniero e giustiziato...
Mi domandavo se Padre aveva considerato il fatto che se Acheron era assassinato, perderebbe al suo
prezioso Styxx nel processo. La cosa pi probabile era che aveva dimenticato quella parte della profezia.
Ma io la ricordavo e mi rattristavo per il fratello che dubitava tornare a vedere.
Acheron era perso per me ora.
Se potesse vederlo solo un'ultima volta...

- 90 -

21 Settembre, 9529 A.C.

Sta' deced due giorni fa mentre si alloggiava con noi in Didymos. Styxx e mio padre stavano naturalmente
col cuore rotto. Ma io non ero tanto desolata. Sebbene una parte di me si rattristava per la sua prematura
morte, un'altra parte si rallegrava. Sebbene Stia stato abbastanza giovane per avere avuto l'attacco che
fin con la sua vita, non potei evitare di domandarmi se non era stato inviato per i dei per punirlo per quello
che aveva fatto ad Acheron. Forse era poco caritatevole della mia parte pensare quello. Ancora cos, non
potrebbe evitare di domandarmelo.
Ora ci stiamo dirigendo all'Atlantide per raccogliere Acheron e portarlo d'un colpo a casa per tutte.
A casa, dove appartiene.
Dovuto all'imminente guerra con l'Atlantide, Padre ha l'intenzione di chiudere la casa di Sta' e venderla. Non
poteva essere pi emozionata per la notizia. Ed era sicura che Acheron lo starebbe ancora pi. Non c'era
dubbio che egli non vorrebbe mantenerla ancora meno che io.
Prima di lasciare la casa, era stato preparata una suite per Acheron nel palazzo. Non poteva sperare di
vederlo di nuovo. Quello che trovava quasi comico era che, dopo mi avere evitato durante tanto tempo,
Padre e Styxx mi permisero di accompagnarli. Ovviamente che era solo affinch io mantenessi lontano ad
Acheron di essi. Ma non mi importava a patto che lo vedesse di nuovo.
Solo alcuni giorni pi e c'arriveremmo dall'Atlantide. Questa volta, quando raccogliesse ad Acheron, egli
rimarrebbe dove starebbe a salvo.

- 91 -

26 Settembre, 9529 A.C.

Era sommamente emozionata quando vidi la casa di Sii di nuovo. Non molto aveva cambiato dalla mia
ultima visita. Perfino, lo stesso domestico apr la porta. Egli sembrava sorpreso vedendoci ai tre,
specialmente a mio padre.
Sono venuto a prendere ad Acheronannunci mio padre. Portatemi a lui.
Senza una parola, l'ombroso vecchio ci port per lo stesso corridoio che io avevo attraversato una volta.
Verso la stanza che aveva perseguito i miei incubi e pensieri.
La mia felicit mor mentre lei arriviamo e la realt si schiant contro me.
Niente aveva cambiato.
Niente.
Lo seppi da prima che il domestico aprisse la porta.
E quando si apr, le mie peggiori paure furono confermate con una chiarezza cristallina.
Che cosa questo? rugg mio padre.
Mi coprii la bocca con le mani quando vidi ad Acheron nel suo letto con un uomo ed una donna, tutti essi
erano completamente nudi ed ingarbugliati tra le lenzuola. Era inorridita per la visione di quello che stavano
facendo ad Acheron. Di quello che egli stava facendoloro.
In tutta la mia vita, non aveva visto mai tanta depravazione.
L'uomo si ritir di Acheron con una feroce maledizione.
Che demoni questo? esig in un tono altrettanto imperioso. Si potrebbe dire per il suo tono che egli
era un Atlante con ricchezza ed il potere. Come osa interromperci?

- 92 -

Acheron diede un ultimo e giocherellone spintone e lecc il corpo della donna prima di coricarsi sulla sua
schiena. Egli giaceva impudentemente nel letto, sorridendo.
Principe Ydorusdisse Acheron all'uomo arrabbiato, riferendosi a mio padre. Presento al re Xerxes di
Didymos.
Quello tolse qualcosa della bravocuneria del principe, ma non molta.
Lasciacigli esig mio padre.
Offeso, il principe recuper i suoi vestiti ed al suo accompagnatore e fece quello che mio padre ordin.
Acheron Lei pulisco la bocca con le lenzuola. La sua pelle, un'altra volta, aveva quella malata tonalit grigia.
Era compreso pi magro dell'ultima volta che l'aveva visto in questa stanza, i suoi tratti smunti. Ed un'altra
volta era fiorito con le bande di oro nel suo collo, braccia, polsi e caviglie.
La cosa peggiore di tutto fu che aveva visto le sfere nella sua lingua mentre parlava. Non stringeva oramai i
denti come se svergognasse di quello che era. Ora era come se si inorgoglisse di quello.
Allora, Che cosa gli porta qui, Maest? Domand Acheron, il suo tono burlone e friggoDesidera
passare tempo con me, anche?
Fu allora che mi resi conto che il ragazzo ferito che aveva salvato era andato via. L'uomo nel letto era
amareggiato. Arrabbiato. Provocatorio.
Questo non era il ragazzo che timidamente era sfuggito dalla sua stanza per potere sentire il foraggio basso
i suoi piedi.
Questo era un uomo che era stato utilizzate troppe volte. E voleva che il mondo sapesse esattamente
quanto l'odiava egli ed a tutti quelli che faceva parte di lui.
Alzatigli grugnisco mio padre. Copriti.
Un angolo della sua bocca curvo in un'espressione burlone.
Perch? Le persone pagano cinquecento pezzi di oro per ora per vedere mi denudo. Dovreste essere
onesto di potere vedermi gratis.
Padre a lui si avvicin, l'afferr rudamente per il suo braccio e lo tir al letto.
Acheron copr la mano di Padre con la sua e gli fece un suono di riprovazione con la lingua.
Sono mille pezzi di oro per ora se volete battermi.
Sentii la bile salire per la mia gola.
Padre batt ad Acheron tanto forte che cadde a terra sulla sua nuda schiena.
Ridendo, Acheron lecc il sangue che c'erano nelle sue labbra prima di ripulirsi con la parte posteriore della
sua mano piena di cicatrici.
Sono quindici mille per diventare sanguinare.
- 93 -

Mio padre corrug le sue labbra.


Sei ripugnante.
Con un sorriso ironico, Acheron gir ed elegantemente si alz.
Attenzione, Padre, realmente potresti ferire i miei sentimenti. Cammin attorno a mio Padre come un
orgoglioso ed acechador leone, guardandolo di sopra a sotto. Oh spera, Lei mi dimenticavo. Le prostitute
non hanno sentimenti. Non abbiamo dignit che possa offendere.
Io non sono tuo padre.
S chiaro, conosco bene la storia. Mi colp anni fa. Tu non sei mio padre e Sta' non mio zio. Salva la sua
reputazione se tutto il mondo pensa che sono un povero mendicante che trov per strada e diede riparo. Sta
bene vendere un mendicante senza casa, ad un povero bastardo. Ma l'aristocrazia guarda male a quelli che
vendono i suoi parenti.
Padre lo batt di nuovo.
Acheron rideva, senza ammattirsi per il fatto che il suo naso sanguinava ora congiuntamente con le sue
labbra.
Se realmente vogliono ferirmi, io opterei per le fruste. Ma se continuano a battermi il viso farete che Stia
si arrabbi realmente. A lui non gli piace che nessuno segni la mia "bellezza."
Sta' mortogli grugnisco mio padre.
Acheron si congel nel suo posto, dopo batt ciglio come se non potesse credere quello che aveva ascoltato.
Sta' morto? ripet vuotamente.
Mio padre lo guard sdegnosamente.
S. Desidererebbe che tu fossi nel suo posto.
Acheron prese un profondo respiro, il sollievo nei suoi occhi era tangibile.
Quasi poteva sentire i suoi pensieri nella mia testa.
Finisco. Finalmente finisco.
L'ovvio sollievo di Acheron mise a mio padre furioso.
Come osi non avere lacrimi per lui? Ti cur e protesse.
Acheron lo guard seccamente.
Credetemi, gli ho pagato molto bene per la sua abitazione ed attenzione. Ogni notte quando mi port al
suo letto. Tutti i giorni quando mi vend a chiunque che pagasse il suo prezzo.
Stai mentendo!
Sono un prostituta Padre, non un bugiardo.
- 94 -

Padre l'attacc allora. Batt e scalci furiosamente ad Acheron che non si preoccup per lottare o
proteggersi. Non c'era dubbio che era stato allenato per sopportare anche quello. Corsi verso Acheron,
tentando di proteggerlo.
Styxx tir all'indietro Padre.
Per favore, Padregli disseCalmati! L'ultima cosa che necessiti ferire al tuo cuore. Non voglio vederti
morire come Stia il fece.
Acheron giaceva un'altra volta nel suolo. Il suo viso coperto di sangue e lividi che avevano cominciato gi a
gonfiarsi.
Nodisse, allontanandomi da lui. Sput il sangue della sua bocca al piano, dove atterr in una rossa
pozzanghera.
Fossegli grugn Padre. Non voglio vederti mai pi.
Acheron rise e diresse un sguardo a Styxx
Quello un po' difficile, non credi?
Padre cominci ad avvicinarsi un'altra volta a, ma Styxx si intromise tra essi.
Guardie! grid Styxx.
Apparvero subito.
Styxx segnal ad Acheron con un movimento del suo mento.
Mettete a questa spazzatura per strada dove appartiene.
Acheron si alz.
Non ho bisogno del suo aiuto. Posso uscire per la porta io suolo.
Hai bisogno di vestiti e denarogli dissi.
Non si merita nientedisse mio padre. Niente a parte il nostro disprezzo.
Il picchiato viso di Acheron era completamente stoica.
Allora sono ricco per effetto dell'abbondanza di quello che vos mi ha dimostrato. Si trattenne nella
porta per sorridere insolentemente a nostro padre per ultima volta. Sai, mi prese molto tempo darmi
conta il perch mi odi tanto. Il suo sguardo si diresse a Styxx. Ma chiaro, non sono io a quello che odi
realmente, non cos? Quella che realmente disprezzi molto la cosa che vuoi fottere tuo proprio figlio.
Mio padre grid di ira.
Con la testa ben alta, Acheron lasci la stanza.
Come potesti? Domandai a Padre. Ti dissi anni fa quello che Stia stava facendo con lui e te lo negasti.
Come puoi incolparlo per questo?

- 95 -

Mio padre mi grugn.


Sta' non fece questo, Acheron glielo fece egli stesso. Stammi parl della maniera in cui si esibiva. La forma
in cui tenta tutti. un cacciatorpediniere giusto come dissero nella sua nascita. Non riposer fino a che
rovini ogni persona che lo circonda.
Era costernata. Come poteva un uomo conosciuto per il suo senso pratico, essere tanto cieco e stupido?
solo un ragazzo confuso, Padre. Ha bisogno di una famiglia.
Come sempre, Padre mi ignoro.
Disgustata con egli e Styxx, mi ritiri della stanza, seguendo ad Acheron.
Lo raggiunsi mentre stava uscendo della casa e lo feci trattenersi. Il tormento e dolore che c'erano nei suoi
occhi di argento mi distrussero. Non era ritornato a dietro per lui questa volta. Neanche mi domandavo il
perch. Come con tutto il resto, semplicemente egli accettava questo come incolpa suo.
A dove vai? Gli domandai.
Importa?
Era importante mi ferma. Ma sapeva che non andava a rispondere.
Mi tolsi il manto e l'avvolsi attorno alle sue spalle affinch, almeno, la sua nudit rimanesse coperta. Alzai il
cappuccio per proteggere la sua testa e la sua bellezza, sapendo che sarebbe una modesta protezione del
mondo che lo circondava.
Egli mise la sua mano sulla mia, e dopo alz la mia mano destra verso le sue labbra insanguinate e baci le
mie nocche.
Senza un'altra parola, si gir ed and via.
Rimasi nella porta osservandolo mentre camminava attraverso la sovraffolata strada e mi resi conto che si
sbagliava, s aveva dignit. Camminava per la strada con l'orgoglioso trasporto di un re.

17 Maggio, 9529 A.C.

- 96 -

Stava oggi nel mercato, comprando con la mia domestica Sar quando vidi eccezionalmente un uomo alto
passare per me lato. Al principio, pensai che era Styxx, soprattutto quando a fiato una repentina raffica
ritir il cappuccio della sua testa e vidi il suo viso incredibilmente bello.
Ma quando incominciai a chiamarlo, mi resi conto che usava il silenzio scarlattino di una prostitutaera
proibito per legge che le prostitute appaiano in pubblico usando qualunque altra cosa e le sue teste sempre
dovevano essere coperte. Se una prostituta era scoperta mischiandosi con la gente senza vestire di quello
modo per notare le persone "decenti" di quello che erano, potevano essere eseguite.
Rapidamente Acheron si copr di nuovo la testa mentre si muoveva attraverso la moltitudine.
Luca molto meglio che l'ultima volta che l'aveva visto. La sua pelle era dorata ed abbronzata, e non era
oramai dolorosamente magro. Suo silenzio copriva una spalla, lasciando scoperto l'altro. Un braccialetto di
oro incisione circondava il suo bicipite sinistro in un muscoloso braccio.
Per me, egli era senza dubbio il pi bello degli uominiperfino essendo mio fratello. Dovrebbe essere cieca
per non notarlo.
Lasciando a Sar cercando pi tessuto, lo seguii, grata di trovare la cosa vivo e bene.
Tuttavia, rompeva il mio cuore che si continuasse a vendere.
Si riun con un'attraente donna maggiore in una delle cabine chi sosteneva un anello di fronte a lui.
Si serve? gli domand.
Glielo consegn nuovamente.
Non voglio un anello, Catera. Ma ti ringrazio per l'avere pensato.
Ella gli ritorn l'anello al venditore, dopo percorse di sopra e verso il basso il suo braccio nudo in un'intima
carezza.
Una carezza di amanti.
Egli non reagisco in assoluto.
Il mio prezioso Acherongli disse con una risata. Sei tanto differente ai miei altri impiegati. Prendi solo
quello che guadagni e dai mance a tutti i domestici, per quel motivo sono tanto gentili con te. Credo che non
ti capisca mai. Ella prese la sua mano e lo port attraverso le cabine. Alcune sagge parole per te,
akribos, devi imparare ad accettare regali.
Egli Lei derido delle sue parole.
Non c' tale cosa come un regalo. Se io accetterei quello di te, presto o tardi mi chiederai un favore a
cambiamento. Niente nella vita dato veramente senza aspettare qualcosa a cambiamento.
Catera gli fece rumore con la lingua
Sei troppo giovane per essere tanto cinico. Che ti fecero affinch sia tanto diffidente?
Egli non disse niente.
- 97 -

Ma nel mio cuore, io sapevo gli orrori del suo passato. Sapeva quello che gli aveva rubato la sua fiducia. Non
dubitava che io ero uno dei fattori chiave che l'avevano convertito in questo amaro strano che appena
riconosco.
Man mano che camminava, la donna parlava senza cessare, tentando di attrarre cos la sua attenzione
verso altre cianfrusaglie e cose. Egli li guardava solo silenziosamente, e dopo continuava a camminare.
Rimasi dietro, assicurandomi che non mi vedessero. Non che fosse difficile. Acheron manteneva la sguardo
pasta molla come se non volesse guardare nessuno attorno a lui mentre Catera lo vedeva solo.
Un uomo ad essi si avvicin e tir di lei.
Acheron avanz alcuni posti pi mentre essi parlavano. Mi pentivo vederlo. Vedere la forma in cui i venditori
curvavano le sue labbra guardandolo. La forma in cui le persone "decenti" evitavano di guardarlo o
guardavano dispregiativamente ai suoi vestiti.

Ma ancora pi orribile che quella, era la forma in che le sue espressioni cambiavano nel momento in cui
vedevano il suo viso. L'ardente e calda lussuria era innegabile. L'intensit di lei era terrificante.
Poco essi sapevano che se non fosse per un difetto di nascita e l'infondato odio di mio padre, Acheron
sarebbe stato il suo futuro re.
Diventavo furiosa e, contemporaneamente, non c'era niente poteva fare per aiutare.
Come odiava ad essere nato donna in un mondo dove le donne erano poche pi che sporcizia.
Catera ritorn al suo fianco.
Acheron guard l'uomo che ancora stava vedendoli. Gli occhi dell'uomo erano affamati.
Quelli di Acheron erano vuoti.
Voleva comprarmi. era un'affermazione, come se stesse pi che abituato a ci.
Ella rise davanti a quello.
Tutti vogliono comprarti, akribos. Se qualche volta ti volesse vendere come schiavo, senza dubbio sarebbe
pi ricca di Mida.
Un'ombra di dolore oscur i suoi occhi davanti alle sue parole.
Devo ritornare e prepararmi per
Noella disse, interrompendolo. Questo giorno tuo per fare con lui quello che ti piaccia. Lavori molto
duramente. Non puoi stare dentro tutto il tempo.
La sua mandibola si tese davanti alle sue parole.
Non mi piace essere circondato di persone.
E, tuttavia, non ti importa avere sesso con esse. Non lo capisco.
- 98 -

Cominci ad allontanarsi da lei.


Acherondisse, tirandolo affinch si trattenesse. Mi dispiace. Io suolo... Ella fece una pausa e sfreg
la sua mano. Non puoi seguire di questa maniera. Nessuno vedi clienti da quando si sveglia fino a che si
addormenta, un giorno dietro un altro senza fermare. Non mi fraintendere, mi piace il denaro che fai per
me, ma al passo che vai, finisci morto prima che abbia ventuno. E ti dissi che non lascerebbe che nessuno ti
facesse male nella mia casa. Io curo la mia gente, specialmente ai che sono tanto popolari come te lo sei.
Ella press una piccola borsetta nella mano di lui. Tmate il resto del giorno e godilo. Vedi ad un'opera
teatrale. Visto ad ubriacato. Cammina e godere di essere giovane finch puoi, ti vedo questa notte.
La donna si allontan da lui.
Acheron strinse la borsa nella sua mano prima di metterla dentro la sua tunica, e dopo si diresse in direzione
opposta.
In pezzi, mi rimanga l, dibattendo a chi seguire.
Inviai alla mia guardia del corpo dietro la donna. Sapeva che non poteva riunirmi apertamente con lei,
qualcuno potrebbe vederci unisci ed informare di ci a mio padre. Cosicch dovetti invitarla ad un piccolo
ostello.
Pagai al padrone affinch mi lasciassi in una piccola stanza nella parte posteriore dove potesse parlare con
Catera senza essere vista.
Minuti pi tardi, la mia guardia del corpo apparve con Catera al suo fianco. Ci lasci sole e si diresse a
curare la porta.
La mia signoradisse Catera, scomodamente. Che cosa posso fare per lei?
Per favore prenda posto. Gli indichi la sedia davanti a mio.
Evidentemente nervosa, ella prese posto.
Ammorbidii la mia espressione, con la speranza di calmare i suoi nervi.
Voleva domandargli su... dubiti su dire "mio fratello." Tale conoscenza potrebbe ferirlo. Acheron,
finii. Dove lo trov?
Ella sorrise conocedoramente.
bello, non crede? Ma sfortunatamente, egli non sta in vendita. Se lei, la mia dama interessata in
comprare i suoi servizi
No! dissi, commossa per il suo suggerimento. Ma dopo mi resi conto che era logico che ella pensi
quello. Egli mi ricorda a qualcuno.
Ella assent.
S, egli quasi identico in aspetto al Principe Styxx. Molti dei miei clienti pensano la stessa cosa. stato
molto lucroso per lui.

- 99 -

Poco ella sapeva che quell'era la parte pi distruttiva di mio fratello.


Dove lo trov? Ripetei.
Perch volete saperlo?
Non osavo dirgli la verit.
Per favoregli dissi tranquillamente. Posso pagargli quello che desideri, necessito solo che risponda
alcune domande su lui. Pressai una dozzina di sola di oro nella sua mano.
Ella li conserv.
Io non so di dove . Si rifiuta di parlare di quello. Tuttavia, per il suo accento, suppongo che di origine
Atlante.
Venne egli a vos?
Ella assent.
Apparve nella mia porta posteriore vari mesi fa. Vestiti con stracci e scalzo, brillava come qualunque altro
mendicante, a meno che era appena ricoperto e sembrava che avesse tentato di mantenere pulita i suoi
vestiti. Era pallido, tanto magro e tanto debole per la fame che appena poteva mantenersi in piedi.
Era inorridita per quello che ella descriveva.
Disse che stava cercando lavoro e voleva sapere se io avevo qualcosa che egli potesse fare. Gli dissi che
non stava contrattando, ma egli aveva sentito in un altro bordello che io stavo cercando un nuovo
prostituto. Feci tutto quello che potei per non ridere di lui. Non poteva immaginare a nessuno pagare per
quella miserabile creatura. Il mio primo impulso fu gettarlo.
Perch non lo fece?
Non posso spiegarlo. Bench apparentemente fosse dannato, c'era qualcosa di innegabile su lui. Qualcosa
di seducente che port caldo su me. Mi fece volere toccarlo malgrado fosse debole e debole. Quindi disse la
cosa pi incredibile di tutto. Mi disse che se io gli davo cinque minuti, egli mi darei tre orgasmi.
Io mi rimanga a bocca aperta davanti alle sue parole.
Ella rise davanti alla mia espressione.
Io anche ero sorpresa. Sono stato attorno ad un mucchio di uomini fanfaroni nel mio tempo che tale
reclamo non era nuovo. Ma io ero un po' intrigato ascoltandolo della bocca di qualcuno tanto giovane. Al
principio pensai che era come molti dei giovani che me vengono, la maggioranza di essi con poca o nessuna
esperienza, credono che la prostituzione una forma facile da fare denaro. Non hanno idea della cosa
difficile che fisicamente. Quanto ti costa spiritualmente. Mi immaginai che era di una fattoria ed era
arrivato alla citt per tentare di diventare ricco.
Inghiottii timorosamente prima di parlare.
Gli faceste provare le sue parole?

- 100 -

Ella rise.
La mia signora, alla mia et, sono fortunato se ho tre orgasmi in un anno. Cosicch gli dissi che se era
tanto buono come diceva allora lo contratterebbe. Quello che io scoprii fu che, perfino mezzo morto per la
fame, era migliore di quello che diceva. Sono stato coi migliori e le sue abilit non hanno rivale.
Il mio stomaco si strinse davanti alle sue parole. Quanta pratica io sapevo molto bene aveva avuto.
Cosicch l'accett.
Ella assent.
una decisione che non sono dispiaciuto. Non aveva n idea della cosa bella che poteva mettersi solo con
alcune cibi e qualcosa di riposo. Neanche che andava ad essere tanto sorprendentemente simile al Principe
Styxx. Lo mantenni con me per tre settimane prima di lasciarlo lavorare. Dalla prima notte che prese clienti,
era tanto popolare che abbiamo dovuto incominciare una lista di attesa. Se interessata nell'acquisto di
un'ora con lui, la posso pu mettere nella lista, ma in realt, saranno almeno dieci settimane prima che ci
sia un posto.
Mi sedetti l stordita per le sue parole. Stordita per quello che era derivato dal piccolo bambino io
normalmente sostenevo nel mio ginocchio e cullarlo, mentre rideva.
Che cosa gli avevano fatto? Come poteva questa essere la sua vita? Non era giusto e mi facevo volere
piangere.
alcuno forma nella quale io potrei parlare con lui in privato?
Catera la guard scetticamente davanti al suggerimento.
Egli preferisce non parlare coi suoi clienti.
Non voglio essere un cliente,gli dissi severamente. Io lo conosco personalmente.
Ella incurv un sopracciglio davanti a questo.
Un amico?
Qualcosa di simile. Gli dissi, non volendo lasciare a suo sapere la verit della nostra relazione. Io tirai
fuori pi denaro e glielo consegnai. Per favore. Ti pagher quello che sia se mi dai alcuni minuti a soli con
lui.
Ella lo consider durante vari battiti prima di rispondergli.
Molto bene, se lei pu venire al mio bordello questa notte
Non posso essere vista per qualcuno in quello posto.
Capisco, ma dubito che egli esca per trovarsi con te. Si rifiuta di vedere qualcuno fosse dei locali. Oggi il
primo giorno del suo arrivo che sono stato capace di ottenere che uscisse.
Madisse accuratamente, se pu venire per l'alba, c' raramente qualcuno nei paraggi. Stiamo
pulendo quello della notte e tutti i nostri clienti sono andati via. Posso lasciargli entrare a vederlo allora.
- 101 -

Alleviata, gli sorrisi.


Grazie. Vi vedr all'alba.

18 Maggio, 9529 AC

La mattina era tanto fredda come temeva che fosse. Sola, sfuggii dal palazzo e scivolai silenziosamente
attraverso la citt, seguendo le indicazioni di Catera fino a che trovai la sua ubicazione.
Come aveva predetto, non c'era intorno nessuno.
Mi lasci entrare attraverso la porta nera, allora mi diressi rapidamente attraverso la casa ad una stanza
nella cosa pi lontana della parte di dietro. Mantenni la testa ed il viso ben coperto e feci tutta la cosa
possibile per non guardare alle povere anime che passavano.
Apr una porta.
Cedei un passo vacillante all'interno, sperando di vedere ad Acheron. Non stava l. Tuttavia, sentii l'acqua
sguazzando nella stanza situata all'altro lato e seppi che si doveva stare lavando.
L'ammuffito odore del sesso persisteva nella stanza e cercai di non guardare verso il letto appena fatta.
Chiusi gli occhi quando pensai a Styxx e nella maniera in cui viveva la sua vita con comodit e pace mentre
Acheron era forzato a questo.
Non poteva immaginarmi la degradazione che Acheron doveva soffrire ogni giorno. Il dolore.
Entr nella stanza completamente nudo, asciugandosi i capelli con un asciugamano. Rimase fermato
brevemente quando capt giusto la mia presenza di fianco alla soglia.
Perdonatemi, Mio Sig.radisse con quello sensuale e soave la sua voce che conteneva una sfumatura di
accento atlante. Era grata che almeno le sfere non stessero ricoprendo la sua lingua. Pensai che
passerebbe la notte.

- 102 -

Abbassai il cappuccio.
Riconoscendomi istantaneamente, socchiuse il suo sguardo.
Buono, se mia sorella Ryssa. Dimmi, stai qui per salvarmi o ferma joderme? Oh spera, lo dimenticai.
Quando mi salvasti, io jodiste, non certo?
Le lacrime punsero i miei occhi davanti al suo ostile sdegno. Ma, chi poteva incolparlo?
Non devi essere tanto crudo.
Scusami se le mie maniere sono deficienti. Essendo una prostituta, non sono molto esperto in come
parlare con la gente decente. L'unico momento in cui conversano con me per darmi istruzioni su come
joderlas miglioretir l'asciugamano sul letto e si mosse verso una sedia vicino alla finestra.
Ignorandomi, si sedette ed apr una scatola sul tavolo. Osservai in silenzio mentre collocava varie erbe
strane e fiori in un fiasco. Li infiamm, allora chiuse il coperchio. Prendendo una piccola ciotola di argilla, lo
sostenne di fronte al suo viso, coprendosi la bocca ed il naso, ed inal.
Che cosa stai facendo?
Fece varie ispirazioni prima di allontanare la ciotola da argilla della sua bocca.
Sto usando Xechnobiadavanti al mio cipiglio corrugato, me lo spieg. una droga, Ryssa.
Sei malato?
Rise di quello, allora inal pi.
questione di opinionifece una piccola pausa. Un tic incominci nella sua mandibola quando la guard
da vicino. L'uso in modo che possa dimenticare quante paia di mani ho avuto su me in un solo giorno. Mi
permette di dormire in pace.
Aveva sentito tali cose, ma nel mio mondo non esistevano. Non dubitai che fu Sta' chi gli aveva insegnato la
droga. Voleva piangere davanti a quello che era diventato l'Acheron che normalmente infornava pane e
giocare con Maia.
Cosicch, perch stai qui, Principessa? domand.
Voleva vederti.
Perch?
Per che stava preoccupata per te. Oggi ti vidi nel mercato e voleva vedere come stava andandoti.
Acheron aggiunse pi erbe alla pentola, allora soffi per disperdere intorno le braci.
Sto bene. Ora puoi ritornare a casa e dormire fino a tardi e con la coscienza tranquillail sarcasmo che
ridicolizzava il suo tono mi spron profondamente nell'anima.
Scossi la testa quando le lacrime si accumularono nei miei occhi.

- 103 -

Come puoi farti questo?


Incurv un sopracciglio di modo burlone.
Sono un cane allenato, Ryssa. Sto facendo solo quello che mi allenarono per fare.
tanto degradante. Come sei potuto ritornare a quello?
Nei suoi tempestuosi occhi vidi la rabbia che mi trapanava.
Ritornare a questo? Perch, sorella maggiore, linguaggi come se fosse qualcosa di brutto. Per me il
paradiso. Devo solo fottere dieci o dodici persone in una notte, generalmente solo un contemporaneamente.
Finalmente mi permesso di mangiare in un tavolo, non nel suolo o nel grembo di qualcuno. Nessuno mi fa
pregare per cibo o mi punisce alcuni giorni all'anno quando sono malato e non posso gettare una polvere.
Se qualcuno mi ferisce o mi attacca Catera essi prohbe il suo bordello, Perfino mi paga per il mio lavoro e ho
un giorno libero una volta alla settimana. La cosa migliore di tutto, quando dormo, vado a letto solo. Non
sono stato mai meglio.
Voleva gridare davanti all'orrore che descriveva. Il fatto che sapesse che quell'era la verit mi ferivo solo pi.
E sei contento di vivere di quella maniera?
Lasci la pentola di argilla sul tavolo e mi perfor col suo mercuriale sguardo.
Onestamente che pensi, Principessa?
Penso che vali pi che quello.
Buono, non sei speciale per essere capace di vedere mi mangio qualcosa pi che una prostituta? Lascia
che ti istruisca su quello che vedi il resto del mondo. Lasciai l'Atlantide e fui malato per settimane per le
droghe che Stia mi ero impegnato ad inghiottire.
Ricordava bene la cosa malato che era stato quando l'aveva sequestrato.
Non aveva niente eccetto il himation che mi dist. N denaro, n vestiti. Niente.
Cosicch tornasti a prostituirti?
Che elezione aveva? Viaggiai dappertutto cercando di trovare lavoro facendo un'altra cosa, ma nessuno
mi davo lavoro. Quando le persone mi vedono, vogliono solo una cosa di me e d la casualit che sono
molto buono in ci. Dimmi, Principessa, se Padre ti gettasse domani, nuda alle strade, che cosa faresti? Che
cosa sai fare?
Alzai il mento.
Potrebbe trovare qualcosa.
Ti sfido a che lo tenti, Principessa. indic verso la porta dietro lui. Avanti. Neanche so come scopare
un suolo. Tutto quello che so come usare il mio corpo per compiacere ad altri. Era malato e solo senza
nessun riferimento, amici, famiglia o denaro. Era tanto debole per la fame che perfino un mendicante rub il
tuo himation mentre era teso nel suolo, aspettando la morte ed incapace di evitare che lo rubasse. Cosicch

- 104 -

non venire qui coi tuoi sdegnosi occhi e guardami come se stesse sotto te. Non ho bisogno della tua carit e
non ho bisogno della tua compassione. So esattamente quello che vedi quando mi guardi.
In realt?
Si alz ed apr le braccia, mostrandomi il suo perfetto corpo nudo.
Lo vedo chiaramente nel tuo viso. Quello che vedi al patetico bambino piccolo che baciava i piedi di suo
padre e lo pregava che non gli inviasse a prostituirsi. Vedi la prostituta che dava piacere ad un principe ed
allora fu cacciato della sua casa.
Scossi la testa negandolo.
No, Acheron. Quello che vedo un bambino piccolo che normalmente correva verso me e domandarmi
per che i suoi genitori non lo volevano. Lo stesso piccolo cherubino di capelli dorati che perseguiva i raggi di
sole nella mia stanza e rideva quando cadevano nella sua palma. Tu sei mio fratello e non vedr mai niente
brutto in te.
La rabbia nel suo viso si intensific fino al punto che pensai che magari mi battesse.
Va' via.
Coprendomi la testa, mi girai ed andai via.
Sperai che mi trattenessi. Non lo fece.
E con ogni passo che dava, piangeva con pi intensit per quello che aveva scoperto questa mattina. Il mio
prezioso Acheron era andato via e nel suo posto stava un uomo che non voleva avere niente a che vedere
con me.
La peggiore parte era che non poteva incolparlo per ci. Era tutto tanto ingiusto. Dovrebbe stare nelle sue
camere reali con domestici attenti al suo segno e chiamata.
Invece di quell'era rinchiuso in un incubo della quale nessuno di noi potrebbe liberarlo. Sicuramente questo
non sarebbe la sua vita. Sicuramente Acheron significava pi che quello.
Pi come poteva negare quello che aveva visto? Aveva ragione. La gente voleva solo una cosa di lui. Ed a
meno che Padre fosse disposto a proteggerlo, Catera era migliore che niente.
Mio fratello piccolo era una prostituta. Era ora che mi rendesse conto della realt.

- 105 -

23 Agosto, 9529 AC

Il giorno aveva albeggiato col pi spregevole delle riunioni. Mi ero informato che mio padre ed i suoi
senatori avevano deciso di cercare di placare al dio Apollo con un sacrificio umano.
Io.
Bench la Guerra fosse esplosa tra Grecia ed Atlantide, i re greci stavano pensando in alcuno maniera di
evitarla. Ma gli Apolitas che governavano l'Atlantide c'odiava ed erano decisi a fare della Grecia nient'altro
che un altro provincia atlante.
Temendo essere schiavi della tecnologia superiore degli Atlanti, le capitale greche avevano lottato con ogni
cucia che avevamo.
Sfortunatamente, non sembr essere abbastanza. Apollo favoriva agli Atlanti e gli Apolitas che aveva creato
e che condividevano l'Atlantide con essi. Fino al punto che purch lottassero alla luce del giorno, erano
invincibili.
I Re greci stavano finiti. Cosicch le sacerdotesse e gli oracoli si erano riuniti per vedere che, qualunque cosa,
che potesse restituire il favore di Apollo alle persone che originalmente l'avevano venerato.
Il dio pu essere solo distratto e tentato per la pi bella di tutte le principesseaveva proclamato davanti
a tutti l'oracolo di Delphi.
Alcuni lunatici mi avevano nominato allora come detta principessa.
A quegli uomini, potrebbe ammazzarli.
Per favore, padrelo pregai, andando dietro egli e Styxx. Si dirigevano verso la sala del Senato e non
avevano tempo per me. Non che quello fosse inusuale.
Sufficiente, Ryssadisse con severit. La decisione presa. Sarai l'offerta per Apollo. L'abbiamo
bisogno del nostro lato se guadagniamo questa guerra contro gli Atlanti. Tanto quanto continui favorendoli
ed aiutandoli, non avremo mai un'opportunit. Se sei il suo amante, diventer pi gentile verso la nostra
gente e magari si inclini alla nostra causa.
Mi batt nel viso quello che fosse ad essere invertita e spacciata senza pi come

- 106 -

Rimasi di pietra quando pensai ad Acheron. Finalmente capiva come si sentiva.


Capiva che era non avere n voce n voto in quello che si impadronisse del mio corpo.
Era un sentimento terribilmente malaticcio. Non mi allontanavo che mi cacciasse dalla sua stanza. Nella mia
innocenza aveva agito da maniera abbastanza bigotta su qualcosa che non capiva.
Tuttavia, non era di accordo con essi. Decisa, seguii a Padre e Styxx di ritorno per il corridore.
Quando c'avviciniamo all'entrata principale, il suono di un piccolo gruppo di senatori chiacchierando
nell'atrio mi ferm in secco.
uguale a Styxx.
Anche mio padre e Styxx si trattennero quando lo sentirono.
Che cosa dici? domand un'altra voce.
certodisse il primo senatore. Non potrebbero somigliarsi pi non sia che fossero nati gemelli.
L'unica differenza il colore dei suoi occhi.
I suoi occhi sono straniinterruppe un terzo senatore. Si potrebbe dire che il figlio di qualche dio, ma
non dice di come.
E tanto abile come dici?
Sdisse il secondo. Te lo dissi, Krontes, devi visitarlo. Immaginarsi che Styxx mi ha aiutato
immensamente a trattare con l'accampamento cretino. Passa un'ora con Acheron di ginocchia e la prossima
volta che veda a Styxx, avrai una prospettiva completamente nuova.
Essi risero.
Sentii il sangue bonificandosi del mio viso quando Padre e Styxx girarono con rossa furia.
Saresti dovuto stare ieri sera nel nostro banchettodisse il primo uomo. Lo vestiamo con tuniche reali e
lo portiamo a spasso come una meretrice calda.
Mi sentii improvvisamente malata.
Padre si diresse diretto verso il gruppo, chiamando i guardia affinch li arrestassero per diffamare a Styxx di
tale maniera.
Styxx diffamato.
Un'isterica risata sorse dal mio interno mentre mi piegavo di dolore. Che Zeus proibisse che Styxx fosse
insultato. Non importava che fosse Acheron che stava essendo degradato ed obbligato a servirli.
Acheron non importava mai.
A meno non l'a nessuno eccetto a me.

- 107 -

23 Giugno, 9529 AC

Albeggiava quando lasciai, sola, il palazzo. Era una stupida ricerca quella che mi proporsi, ma non poteva
fermarmi. Oggi Acheron compierebbe diciannove.
Nel mio cuore sapeva che nessuno gli darebbe un regalo per l'anniversario della sua nascita. Mi domandavo
se perfino saprebbe il giorno esatto nel quale era venuto a questo mondo. E pensai alla celebrazione che
aveva pianificato e che nostro padre aveva rovinato restituendo all'Atlantide.
Strinsi il suo regalo basso il mio himation mentre camminava attraverso le abbandonate strade verso il
locale nel quale era stato gi prima.
Suonai all'oscura porta e chiesi di Catera. Dopo una breve attesa, apparve col cipiglio corrugato.
La mia signora? Perch state qui?
Gli sorrisi con gentilezza.
Voglio vedere di nuovo ad Acheron. Solo per alcuni minuti.
La tristezza oscur i suoi occhi.
Desidererebbe potere aiutarvi, la mia signora, ma non sta oramai qui.
Un gelato terrore mi strapp il cuore.
Che cosa? A dove andato?
Non so a dove glielo portarono.
Portarono? sussurrai cautamente la parola, sperando che non volesse dire quello che pensava.
Sfortunatamente, lo faceva.
Fu arrestato vari mesi fa. I guardia del re vennero all'imbrunire. Irruppero per la porta esigendo che fossi
mostrato al reale impostore. Acheron fu estratto del suo letto mentre stava dormendo e l'incatenarono,
allora lo trascinarono fuori di qui e non sono tornato a sentire da allora niente.
Le mie dita si intorpidirono, sentii cadere a terra il mio regalo mentre rimanevo l troppo attonita per
muovermi.
Mio padre l'ha sequestrato?
Ovviamente che l'aveva fatto. Avrebbe dovuto dare mi conta di quell'io stessa. Non dubitava che avesse
inviato ai suoi uomini lo stesso giorno che ascolt la chiacchierata dei senatori. Che classe di pagliaccia era
che non lo comprovai?
Ma chiaro, era stato troppo occupata pensando al mio imminente destino con Apollo. Mi vergognavo non
avere messo ad Acheron davanti. Non c'era maniera di dire quello che gli avevano fatto.

- 108 -

La mia unica consolazione era la conoscenza che Padre non poteva ammazzarlo. Non senza ammazzare
anche a Styxx.
Catera raccolse il mio regalo e l'avvolse restituendomelo.
Gli ringraziai per abitudine ed andai via.
Acheron doveva stare in qualche posto del palazzo. Non importava quello che costasse, andava a trovarlo e
tirarlo fuori di l.

23 Giugno, 9529 A.C.

Era mezzogiorno prima che finalmente trovasse il recapito di Acheron. Sapeva bene che chiedere a mio
padre della sua ubicazione, provocherebbe solo la sua rabbia verso me, e non verrei a sapere niente che non
conoscesse oramai, in modo che ricorsi a subornare i guardia del palazzo.

- 109 -

Perfino quello fu pi facile da dire che fare, poich la maggioranza di essi non sapeva in assoluto niente e
quelli che sapevano, avevano troppa paura dell'ira di mio padre per parlare di ci.
Ma finalmente, aveva la risposta. Mio fratello era stato portato alla parte pi bassa del palazzo, sotto le
fondamenta dove mantenevano la peggiore classe di criminali: violentatori, assassini, traditori
Ed un giovane principe il cui padre l'odiava per nessuna altra ragione che l'avere nato.
Non voleva scendere l dove poteva sentire i lamenti e gemiti dei condannati, dove poteva annusare la sua
carne marcia e torturata. Era solo la conoscenza che Acheron stava l, quello che mi fece trovare il valore
che doveva per visitarlo.
Era assolutamente sicura che se gli avessero dato un'opzione, non sarebbe stato l neanche.
Scesi, per i serpenteantes corridori, tirando perfino pi vicino la mia cappa per scaldarmi. Era tanto umido e
friggo qui. Oscuro. Imperdonabile. Nemmeno il mio tocco potrebbe confinare l'oscurit.
Quando passai le celle, quelli che potrebbero vedere la luce gridarono per la mia povert. Tuttavia, non era
la mia povert quello che essi necessitavano per essere liberi. Era mio padre.
Disgraziatamente, egli non aveva in eccesso nessun...
Il capitano dei guardia mi port ad una porta piccola nella stessa fine del corridore, ma si rifiut di aprirla.
Poteva sentire il suono di acqua che gocciolava dentro, ma nient'altro. C'era un odore fetido penetrando
l'aria ed asfissiandomi. Non aveva nessuna idea di quello che lo causava. In realt questo era un posto
terrificante.
Semplicemente consegnami la chiave. Giuro che qualche volta nessuno lo sapr.
Il viso del guardia impallid.
Non posso, la Sua Altezza. La sua Maest lasci chiaro che chiunque che aprisse questa porta sarebbe
condannato a morte. Devo bambini alimentare.
Compresi la sua paura e non dubitai che realmente mio padre l'ammazzasse per tale affronto. I dei
sapevano, egli aveva ammazzato uomini per meno di quello. Cosicch gli ringraziai e sperai che mi lasciassi
sola prima di inginocchiarmi sul freddo ed umido suolo ed aprire la botola che era stato progettata per
passare il cibo dal corridoio alla cella.
Acheron?chiamai. Stai l?
Mi sdraiai sullo schifoso suolo per tentare di vedere attraverso la piccola apertura nel suolo, ma non poteva
vedere niente. N un solo pezzo di pelle o abbigliamento o luce.
Finalmente, ascoltai un sussurro molto leggero.
Ryssa? la sua voce era debole ed aspra, ma mi riemp di allegria.
Era vivo.
Allungai la mano attraverso l'apertura come un'offerta a lui.

- 110 -

Io, akribos sono.


Sentii come la sua mano prendeva la mia. Stringendola molto soavemente. Le sue dita erano magre,
scheletriche, la sua carezza gentile.
Non dovresti stare quidisse in quello tono aspro. Non permesso a nessuno parlare con me.
Chiusi gli occhi davanti alle sue parole e respirai interrottamente. Voleva domandargli se stava bene, ma io
lo sapevo molto bene. Come poteva stare bene vivendo in una piccola cella come un animale?
Strinsi la sua mano con pi forza.
Quanto tempo porti qui?
Non lo so. Non c' qui modo di distinguere il giorno della notte.
Non hai una finestra?
Egli rise amaramente di quello.
No, Ryssa. Non ho nessuna finestra.
Volli piangere per lui.
Sciolse la mia mano.
Dovete andarvi, principessa. Non appartenete a questo posto.
Tu neanche. Cercai di raggiungerlo, ma non sentii un'altra cosa pi che lo sporco suolo.
Acheron?
Egli non rispose.
Acheron, per favore. Devo solo ascoltare il suono della tua voce. Devo sapere che stai bene.
Mi rispose il silenzio.
Rimasi l abbattuta per un lungo momento con la mia mano ancora nella sua cella, sperando che la
girerebbe a prendere. Non lo fece. Mentre sperava, continuai a parlarlo bench egli si rifiutasse di
rispondermi. Non che l'incolpasse.
Aveva tutto il diritto per essere arrabbiato e di malumore. Non potrebbe immaginare l'orrore di essi
trascinandolo inclinazione delle strade per rinchiuderlo in questo posto.
E perch?
Alcuni immaginavano il disprezzo che mio padre sentiva? Alcuni necessitavano che Styxx dovesse alleviare la
sua dignit? Mi seccavo.
Non andai via fino a che un domestico gli port la cena. Una scodella di annacquata zuppa ed acqua fetida.
Lo guardai fissamente, con orrore.

- 111 -

Questa notte Styxx cenerebbe i suoi piatti favoriti e mangerebbe fino a che fosse pieno e soddisfatto,
mentre i nobili si riunirebbero per augurargli beni ed adorarlo in ogni suppongo. Padre lo riempirebbe di
regali e rovescerebbe amore e buoni desideri.
E qui Acheron si siederebbe in una sporca cella. Assolo. Affamato. In catene.
Coi miei occhi pieni di lacrime, vidi al domestico chiudere la porta ed abbandonarci.
Buon compleanno, Acheron. sussurrai, sapendo che non poteva ascoltarmi

22 Ottobre, 9529 A.C.

Durante gli ultimi mesi, stava preparandomi per la mia unione con Apollo. Durante le ore della mattina
prima che il palazzo incominciasse a rigirarsi con attivit, mi impegnai in visitare ad Acheron nella sua cella.
Raramente egli parlava, ma ogni tanto lo tirava fuori un o due parole.
Apprezzava ognuna di esse.
Desiderava solo che partecipasse pi alle nostre discussioni. Mi rattrista dire che a volte era abbastanza
brusca con lui, perfino mi arrabbiavo. Io facevo tale sforzo, e mi arrischiavo molto per vederlo e portargli le
caramelle di pane e dolci. Al meno potrebbe essere semi-cordiale con me.
Ma apparentemente, quell'era chiedere troppo.
Era tardi ed io ero stato riunito con Padre, Styxx e l'Alto Sacerdote nello studio di Padre per discutere quello
che dovrebbe portare per la cerimonia che mi legherei ad Apollo.
Originalmente il concilio aveva voluto offrirmi al dio completamente nuda. Per fortuna il sacerdote li aveva
scoraggiati di questo e c'era ora molto dibattito sul vestito corretto e la gioielleria.

- 112 -

Mentre lo scriba prendeva appunti, Styxx cadde improvvisamente malato. Troppo debole per stare in piedi,
precipit nel suolo dove si sdrai come un bambino piccolo, tremando. Ogni battuto del cuore sembrava
fare la cosa pi pallida. Pi debole.
Atterrita, guardai come Padre lo raccoglieva nelle sue braccia e lo portava alla sua stanza. Li seguii,
spaventata di quello che potrebbe averlo la cosa posseduta. Bench ci spellassimo spesso, in realt io
amavo a mio fratello e l'ultima cosa che voleva era vedere la cosa ferita.
Padre lo mise nel letto e chiam un medico. Mi affrettai, cercando di aiutare, ma non c'era realmente niente
che io potessi fare. Styxx non poteva parlare almeno. Respirava come se avesse la gola rinsecchita ed i suoi
polmoni fossero dannati... Mi guardavo fissamente, i suoi propri occhi pieni di terrore a quello che stava
succedendo egli.
Pregando per lui, presi la sua mano nella mia e lo sostenni della forma che spesso aveva fatto con Acheron.
Era raro che Styxx tollerasse il mio tocco, quello che mi dicevo la cosa malato che stava.
Quando i medici arrivarono, Styxx si era messo fantasmalmente pallido e smunto.
Io andai via affinch potessero esaminarlo e mentre essi lavoravano, guardai ansiosamente.
Che cosa ? domand Padre, la sua voce carica con preoccupazione.
I medici sembravano confusi.
Non ho visto mai qualcosa come questo, Sig..
Che cosa? domandai, la mia voce rovinandosi.
Il medico principale sospir.
come se egli stesse per morire di sete e fame bench sappia che egli non si perde mai un solo cibo. Per la
sua apparenza dubito che passi di oggi. Non ha senso. Come un principe potrebbe avere questi sintomi?
Il mio cuore si trattenne davanti alle sue parole e subito seppi la fonte della malattia di Styxx.
Acherondissi a mio padre. Egli sta morendo.
Mio padre non mi sent. Egli era troppo occupato gridando al medico per guarisse il suo erede.
Padre! gridai, agitando il suo braccio per ottenere la sua attenzione. Styxx sta morendo perch
Acheron sta morendo. Non Ricordi quello che disse la Sapiente quando essi nacquero? Se Acheron muore, lo
fa anche Styxx. Acheron quello che sta morendo di fame nella sua cella della prigione. Se noi lo guariamo,
Styxx vivr.
Col suo viso furioso, chiam le sue guardie e chiese che portassero ad Acheron al Salone del trono.
Io corsi dietro essi, mentre percorsero il largo palazzo e scesero alle profondit, alla cella, per portarlo di
ritorno. Come sempre, era umido e pestilenziale. Odiava questo posto e mi disturb molto che Acheron fosse
stato confinato qui tutti questi mesi.

- 113 -

Col cuore battendo, rimasi dietro mentre essi aprivano la porta della cella. Finalmente lo vedrebbe di
nuovo.
Fecero indietro un passo, mostrandomi ad Acheron.
Mai nella mia vita aveva maledetto a voce alta, ma maledissi vilmente quando vidi come avevano rinchiuso
mio fratello.
Il quarto era tanto piccolo che l'avevano obbligato a che si sedesse arcuato. Era ancora pi piccolo che
quello che Stia aveva usato in Atlantide per punirlo. Acheron era letteralmente curvo come una palla. Non
c'era in assoluto nessuna luce nell'interno.
Mio fratello aveva vissuto in totale oscurit e sporcizia durante quasi un anno. Incapace di muoversi o
distendersi, o per alleggerirsi perfino. Neanche gli animali erano trattati tanto poveramente. Perch
Acheron non mi ero detto mai quello che giaceva del suo lato della porta?
Il guardia cerc di tirarlo fuori. Troppo debole per protestare, Acheron si divert attraverso l'entrata. Il suo
fetore e quello del quarto era tanto rancido che fece che il mio stomaco desse un rovesciamento.
Obbligandomi a coprirmi naso per non vomitare.
Acheron si estese sulla sua schiena, la sua respirazione poco profonda e debole. Era tanto magro che non
sembrava reale giacendo l. Poteva vedere ogni osso nel suo corpo. Una barba spessa copriva il suo viso ed il
suo capello appendeva alla sua periferia come una fragile ragnatela. Sembrava un uomo vecchio, e non un
ragazzo di diciannove.
Mi inginocchiai al suo fianco e misi la sua testa nel mio grembo.
Acheron?
Egli non rispose. Come Styxx, era troppo debole per fare qualcosa pi che guardarmi inespressivamente.
Portatelo sopra, alla mia stanzaordinai il guardia.
Egli incurv il suo labbro in ripugnanza.
La mia signora, egli schifoso.
Lo portassi al mio letto o far che ti puniscano per la tua insolenza.
L'indecisione giocherell per il suo viso durante vari minuti prima che compiesse. Chiesi che un altro guardia
tirasse fuori cibo e bibita mentre io li seguivo.
Ogni passo sembrava portare troppo tempo. Non potrebbe credere che il guscio di un umano nelle braccia
del guardia fosse lo stesso ragazzo bello che perseguiva a Maia nel nostro giardino. Come pot mio padre
fargli questo?
Come pot Acheron farsi questo?
Entrando nella mia stanza, il guardia lo mise nel mio letto, allora usc immediatamente. Inviai alle mie
domestiche per acqua e panni affinch cos potessimo lavare qualcosa della sua sporcizia.

- 114 -

Era tanto orribile stare in questo modo vicino a lui. Aveva un cattivo odore, sembrava tanto debole... Come
marcirebbe qualcuno soffrire tale tragedia? Mi sentii completamente indifesa.
Usando la savana, cercai di pulire qualcosa della sporcizia del suo viso.
Le mie domestiche ritornarono contemporaneamente che portavano il cibo.
Cullai la testa di Acheron mentre l'alimentava accuratamente con piccoli pezzi di pane. Ma non sembrava
volere masticare. Io non sapevo se era troppo debole o troppo andato per sapere che era il pane nella sua
bocca.
La mia signoradisse Kassandravi rovinerete i vestiti toccandolo di quella forma.
Non mi importaE non lo faceva. Tutto quello che mi importava era che salvare la sua vita. Rovesciai
lentamente il vino nella sua bocca. Mangia, Acheronsussurrai.
Debolmente, egli allontan la sua testa da me.
Per favorepreg, la sua voce un rozzo, roco sussurro. Lasciami morire.
Le lacrime mi soffocarono quando mi resi conto che doveva avere la cosa fatta a proposito. Senza dubbio
stava smettendo di mangiare, pregando affinch la morte venisse e lo liberasse di quello buco dove era
stato acchiappato.
La cosa pi gentile che potrebbe fare lasciargli andare.
Ma non poteva. Lo perderebbe non solo, ma anche perderebbe a Styxx ed amava i miei due fratelli.
Rimani con me, Acheron,sussurrai.
Ma egli non lo fece per me. Invece, egli lott per la morte ed i giorni passarono mentre guardava i medici di
mio padre che violentemente lo forzavano ad alimentarsi mentre egli cercava di sputare il cibo... erano
implacabili nella sua attenzione.
Lo mantennero fagotto al mio letto ed aprirono le sue labbra affinch potessero versare latte, venne e miele
per la sua gola. Egli cercava di sputare il cibo e bevuta solo per battergli e sostenerlo la sua bocca e naso
fino a che inghiottisse.
Egli li maledisse e mi maledisse.
Non poteva incolparlo.
Tutti i giorni erano un incubo per lui mentre Styxx diventava pi forte nella consolazione, con tutti
scialacquando lodi su lui e servendolo ognuna dalle sue esigenze. Frattanto i cardinali rovinavano la pelle di
Acheron, soprattutto la sua mandibola che costantemente sottomettevano. I medici esigerono che lo "fossi
alimentato" per lo meno ogni due ore.
Ogni volta che i guardia e domestici apparivano con quegli alimenti, egli si tendeva e mi lanciavo la pi
desaprobadora dei suoi sguardi.

- 115 -

Quando si mise pi forte, le lotte diventarono pi forti, fino a che finalmente smise di lottare
completamente. Gli odiosi sguardi di rabbia furono rimpiazzati per alcune di disperata rassegnazione che mi
ferirono ancora pi. Ancora lo lasciarono fagotto ed io compresi che in realt non aveva cambiato la sua
posizione. Solo la sua ubicazione era differente.
La realt di mio fratello era sempre la stessa

1 di Novembre, 9529 A.C.

Oggi Padre trasport in Acheron ad una nuova stanza nello stesso corridore che la mia. Un'altra volta, egli
era legato con le braccia e gambe estesi nel letto, ma almeno questa volta era vestito. Gli alimenti
continuarono, ma ora succedevano solo cinque volte al giorno.
Io mi impegnai in vedere ad Acheron in ogni opportunit che poteva ed ogni volta che lo vedeva il mio cuore
si rompeva pi.
Acheron non si mosse mai o mi parl durante le mie visite. Giaceva l, guardando fissamente al soffitto come
se fosse immune a quello che stava passando intorno a suo.
Desidererebbe che mi parlassi, Acheron.
Egli agiva come che se non stesse l.
Devi sapere che io ti voglio. Non voglio vederti di questa maniera. Per favore, fratello. Potresti guardarmi
per lo meno?
Neanche egli batt ciglio.
La sua mancanza di risposta mi adir ed una parte di me voleva attaccarlo verbalmente. Ma sostenni la mia
lingua. Egli era stato disprezzato quanto basta per gli insulti di mio padre ed i guardia e domestici che
l'alimentarono.
Non c'era nient'altro che potesse fare. Malata per riconoscerlo, lo lasciai e continuai i miei preparativi per
Apollo.

- 116 -

20 Novembre, 9529 A.C.

Acheron continu disteso, immobile, nel suo letto. Guardava fissamente al soffitto come sempre,
ignorandomi mentre cercava di parlare con lui.
Desidererebbe che mi parlassi, Acheron. Rimpiango la maniera in cui conversavamo insieme. Eri il mio
migliore amico. L'unica persona con chi io potrei parlare nella vita che non direbbe ogni parola che dissi a
Padre.
Un'altra volta, non ci fu risposta.
Che cosa lo farebbe riconoscermi? Certamente egli non potrebbe continuare cacciato nel letto cos. Allora di
nuovo, dato il fatto che egli si stava basando su un buco minuto questi passati mesi, probabilmente egli si
aveva pi che abituato a non muoversi.
Il mio cuore soffriva per lui, incominciai uscire dal letto quando notai qualcosa di strano. Corrugando il
cipiglio, mi avvicinai alla colonna del letto dove la sua caviglia era assicurata per un ceppo di metallo. Mi
prese un secondo in comprendere quello che stava guardando. Sangue fresco e secco copriva il metallo.
Io mi avvilii quando vidi la sua pelle in carne viva e sanguinante che era maggiormente nascosta della mia
vista per le mogli. Cosicch Acheron non era sempre di quello modo inerte. Delle ferite che segnavano ogni
braccio e gamba, poteva dire che stava lottando furiosamente per la sua libert ogni volta che egli era solo.
Quando osservai il sangue, la mia propria visione si mise rossa. Aveva avuto gi abbastanza di questo
abuso.
La mia furia ardendo lentamente, lasciai la sua stanza per trovare nostro padre.
Dopo una ricerca rapida, seppi che egli stava fuori nell'area di allenamento guardando come Styxx praticava
lotta con la spada.

- 117 -

Padre?
Egli mi lanci un sguardo agitato per avere osato interrompere i suoi stimoli a Styxx.
C' qualche problema?
Se ci lo , in realt. Amo Acheron liberato L'esigo.
Egli sorrise con disprezzo alla mia domanda. Perch? Che cosa farebbe egli con quello?
Io volevo che egli capisse quello che stava facendo a qualcuno che non gli caus mai danno. Qualcuno che
era la sua propria carne e sangue. Non puoi lasciargli legato come una bestia, Padre. crudele. Egli non
pu assistere neanche alle sue necessit basilari.
N egli pu svergognarci.
Svergognarci come?
Donnegrugn. Tu stai sempre cieca. Non puoi vedere la cosa che egli ?
Io sapevo esattamente chi e quello che mio fratello era.
un ragazzo, Padre.
una prostituta.
C'erano pi veleno in quelle parole che nel buco del serpente dove mio padre lanciava ai suoi nemici.
Questo fece la mia ira bollire.
Era un schiavo torturato che tu gettasti alla strada. Che cosa si supponeva che andava a fare?
Mi rispose con un grugnito selvaggio.
Ma mi rifiutai di cedere.
Non permetter questo, Padre. Non sopporter pi questo un altro minuto. Cosicch aiutami, se non lo
liberi di quelli ceppi, mi toser i capelli e mi segner il viso all'estremo che non lo servir oramai da utilit n
ad Apollo n nessuno.
Non oseresti.
Per la prima volta nella mia vita, lo guardai fissamente come ad un uguale. Non c'era nessun dubbio dentro
me che potrebbe portare a termine la minaccia.
Per la vita di Acheron, io lo farei. Merita essere trattato meglio di quello che lo .
Non meritare niente!
Allora puoi cercare un'altra donna per prostituta di Apollo.
I suoi occhi si oscurarono di tale maniera che io ero sicura che mi batterebbe per la mia intrepidezza.

- 118 -

Ma finalmente, io vinsi questa battaglia.


Quella stessa tardi Acheron fu liberato del suo letto. Egli rimaneva l quando le catene si aprirono e vidi il
sospetto nei suoi occhi. Stava sperando che qualcosa di peggiore succedesse.
Una volta i ceppi andarono via, ordinai i guardia che lasciassero la stanza. Acheron non si mosse fino a che
fummo soli. Lentamente, furiosamente, si spinse a guardarmi. Era insicuro, i suoi muscoli deboli della
mancanza di uso.
Il suo lungo capello biondo era aggrovigliato ed unto. La sua pelle enfermizamente pallido per l'oscurit che
era stato la sua casa. Una barba spessa copriva le sue guance. C'erano sotto circoli profondi i suoi occhi, ma
non era tanto smunto, l'atroce alimentazione l'aveva aggregato abbastanza peso per quello che egli
sembrava per lo meno umano.
Non puoi lasciare questa stanzalo notai. Padre fu esplicito nelle sue condizioni che ti permettono di
stare qui libero assolo a patto che ti mantenga nascosto.
Acheron si congel davanti alle mie parole e mi diede un acuto e freddo sguardo.
Per lo meno oramai non sei legato.
Non mi parl. Non lo faceva oramai. Ma i suoi turbolenti occhi colore argento dicevano molto. Mi parlarono
del dolore e l'agonia che costituiva la sua vita. Accusavano e si pentivano.
Le mie stanze stanno due porte sotto dovresti.
Non posso usciregrugn. Non quello che dicesti?
Aprii la bocca, allora feci una pausa. Egli aveva ragione. Mi ero dimenticato di quello.
Allora io verr a visitarti.
Non ti disturbare.
Acheron.
Egli interruppe le mie parole con un tagliente sguardo infuriato.
Ricordi il mi dicesti nella tua ultima visita alla mia cella?
Mi sforzai a ricordare. Era stato arrabbiata con lui per non parlarmi, ma quell'era tutto quello che ricordava.
No.
Vedi e muore, per quello che mi importa. Non posso preoccuparmi oramai pi per te.
Feci una smorfia di dolore davanti alle parole che non avevo dovuto pronunciare mai. Mi tagliarono
profondamente l'anima che non era niente comparato a come egli dovettero fare sentire. Se avesse saputo
solo la miseria nella quale si trovava...
Era arrabbiata.

- 119 -

Egli torse le sue labbra.


Ed io ero troppo debole per risponderti. difficile parlare quando passi i giorni con nient'altro che
l'oscurit e topi per compagnia. Ma chiaro, non sai tu come avere topi e pulci mordendoti, non verit?
Quello che sederti nella tua propria merda.
Acheron.
Le sue fosse nasali si dilatarono.
Lasciami, Ryssa. Non ho bisogno della tua carit. Non ho bisogno niente di te.
Ma
Egli mi tir fuori dalla stanza e mi chiuse improvvisamente la porta nel viso.
La guardai fissamente fino a che un movimento vicino a me cattur la mia attenzione. I guardia di Acheron.
Aveva due di essi per assicurarsi che non infrangerebbe nessun mandato di Padre.
Cosicch questo era il suo destino. Io suolo aveva cambiato l'ubicazione la sua prigione. Ancora non era
libero.
La mia anima soffriva nella cosa pi profonda per lui. Era egli vivo, ma con che proposito? Magari sarebbe
stato pi gentile permettergli di morire dopo tutto. Ma come poteva farlo? Egli era mio fratello ed io lo
voleva perfino quando egli mi odiavo.
Malata, diventai e ritornai alle mie stanze, ma l non trovai nessuna pace. Era stato poco caritatevole con
Acheron, dura. Irriflessiva. Con ragione non voleva parlarmi.
Ma io non potrei lasciarlo con questo. Gli darebbe tempo. Magari egli ritornasse nel futuro.
Per lo meno, sperava nella cosa pi profonda che lo trovasse per s stesso e mi perdonassi per essere come
tutti gli altri. Per ferirlo quando io dovevo avere lottando per lui.

- 120 -

1 di Dicembre, 9529 AC

Man mano che passavano i giorni, io imparai pi cose circa le ordine di mio padre verso il trattamento di
Acheron. Non gli era permesso mettere a nessuno nella stanza di Acheron, ad eccezione di me stessa, a chi
egli si rifiutava di vedere, e tutto quello che egli toccava era spezzato e bruciato.
Tutto.
I suoi piatti, le sue lenzuola. Perfino i suoi vestiti. Questa era l'umiliazione pubblica di Padre per Acheron.
Quello mi ammalavo.
Fino al giorno in cui feci la scoperta pi sorprendente di tutti.
Era andato con varie amiche a vedere a mezzogiorno una rappresentazione. Non era qualcosa che
normalmente facesse normalmente, ma Zateria era completamente disperato per uno degli attori ed aveva
insistito in che io lo giudicassi per me stessa.
Stavamo ridendoci tra noi quando improvvisamente riflettei su qualcuno che stava sedute due file pi sotto
a noi nella sezione campagnola. Era seduto solo con un peplo che lo proteggeva. Aveva il cappuccio messo
sulla testa in modo che non poteva dire niente circa le sue fazioni e c'era ancora cos stranamente qualcosa
familiare in lui.
Non fu fino a che fin la rappresentazione e l'uomo si alz che mi resi conto di perch mi era familiare.
Era Acheron.
Si abbass il cappuccio, ma io avevo scorto gi la bellezza del suo viso e sapeva che Styxx non si sarebbe
abbassato mai a venire a qualcosa di tanto comune come un gioco di mezzogiorno. Perfino se lo faceva, egli
non starebbe mai nei sedili di quella sezione.
Mi scusai dei miei amici per andare dietro lui.
Acheron?
Egli vacill un istante prima di scendere ancora pi il cappuccio e continuare la sua strada.
Affrettandomi per dargli raggiunga, tirai di lui affinch si trattenesse.
Egli mi guard freddamente.

- 121 -

Te lo dici?
Noansimai, sapendo che "egli" era nostro padre, perch lo farebbe?
Egli incominci ad allontanarsi, ma io lo fermai un'altra volta.
La sua espressione era esasperata.
Che cosa Ryssa?
Come sei venuto qui? I guardia
Li subornaiegli disse in un tono contenuto.
Con che cosa? Non hai denaro.
Lo sguardo che mi dedic rispose quella risposta di forma contundente. Sentii nausee col semplice pensiero
di quello che aveva usato per scappare da palazzo.
Egli socchiuse gli occhi su me.
Non sembrare tanto inorridita, Ryssa. Sono stato battuto per molto meno che un pomeriggio di libert. Al
meno essi sono gentili con me.
Le lacrime spronarono i miei occhi.
Non puoi continuare facendo quello.
Perch no? tutto quello che vogliono di me.
Quella non verit.
No?
L'osservai mentre si strappava il cappuccio. Poteva sentire l'onda traves a tutto il mondo la nostra periferia
come la gente fissava lo sguardo in lui.
Il repentino assordante silenzio. Era tanto tangibile e non c'era errore nell'attenzione che era
immediatamente focalizzata su lui.
Solamente in lui.
Le teste delle donne si univano mentre ridevano scioccamente e tentavano di passare inosservate in suo
avido guardare. Gli uomini non erano tanto sottili. Non c'era dubbio nel fatto che ognuno di essi lo rimaneva
guardando con anelito. Con desiderio.
Io non ero pi immune al suo niente naturale attrazione di quello che l'erano essi, ma la mia era temperata
per il fatto che eravamo famiglia.
Vuoi sapere realmente perch mi odia tuo padre?
Io scossi la testa. Conosceva la risposta. Acheron l'aveva detto il giorno in che Padre l'aveva confinato. Per
che egli, anche, si sentiva attratto per Acheron e disprezzava il ragazzo per ci.
- 122 -

Acheron mi spinse per passare, uscendo dallo stadio. Con ogni passo che dava, l'assediavano con offerte ed
inviti. Perfino una volta che torn ad impiegarsi il cappuccio, la gente non smetteva di chiamarlo e
perseguirlo attraverso la strada.
Mi affrettai dietro lui.
Non essere cosdisse un uomo mentre strisciava dietro Acheron. Sarebbe un mentore molto
vantaggioso.
Non ho bisogno di un mentore,disse Acheron mentre continuava camminando.
L'uomo l'afferr con rudezza.
Che cosa vuoi?
Voglio che mi lascino solo.
L'uomo scese il cappuccio da Acheron.
Dimmi il tuo prezzo. Pagher qualunque cosa per averti.
Quell'infossata e vuota sguardo apparve negli occhi di Acheron facendo che l'uomo si allontanasse da lui.
Che cosa questo?
Il mio sangue si congel quando riconobbi l'ostile e querelante voce di mio padre. Era stato tanto
concentrata in Acheron e lo sconosciuto che non mi ero reso conto che Padre ed i suoi parenti stavano
passeggiando.
L'attenzione di padre cadde ora completamente in Acheron il cui viso divent di pietra.
Padre strapp brutalmente ad Acheron il cappuccio della testa e lo spinse verso le sue guardie a chi li fu
ordinati il prendessero in custodia. Acheron fu scortato di ritorno al palazzo dove Padre lo batt per la sua
disubbidienza.
Cercai di mitigare la punizione, ma Padre non ascoltava. Essi trascinarono ad Acheron all'interno del patio
fosse della sala del trono di mio padre che era riservato per le punizioni. I guardia lo strapparono i vestiti
lasciando la cosa nudo e lo propinarono sessanta cinque sferzate nella schiena. Non poteva guardare, ma
sentiva ogni sibilo della frusta quando viaggiava attraverso l'aria ed ogni sferzata che tagliava attraverso la
sua pelle.
Acheron grugniva e varie volte lo sentii cadere, solo affinch mio padre ordinasse i guardia che lo
mettessero di nuovo in piede. N una sola volta grid.
Quando finalmente termin, tornai per vedere ad Acheron inclinato contro il palo, sanguinando, le sue mani
ancora fermamente legate. I guardia gli lanciarono superficialmente una rozza coperta prima che i suoi
archi fossero tagliati e fosse trascinato di ritorno alla sua stanza e rinchiuso dentro.
Tutto quello che potei fare fu sostenere dopo ad Acheron. Per una volta, egli non mi fece ad un lato.
Rimaneva costruzione con la testa nel mio grembo normalmente faceva come quando eravamo bambini.
Quando mi pregava che gli dicesse per che i nostri genitori l'odiavano.
- 123 -

Sperai a che qualcuno venisse e rispondesse alla sua sconquassata schiena.


Nessuno lo fece.
Mi resi solo dopo conto che Padre l'aveva proibito. Cosicch mi sedetti con Acheron per ore, sostenendo la
sua testa mentre egli piangeva silenziosamente per il dolore.
Se piangeva per il graffiante battito della sua schiena o il profondo dolore nel suo cuore, quello non lo
sapeva. Dio, come desiderava essergli di ritorno dal giorno nell'orto quando eravamo stati solo i tre
giocando e ridendo. Lontano a qualche posto dove potesse essere libero ed apatico, dove fosse un ragazzo
normale di diciannove anni come sarebbe dovuto essere egli.
Quando finalmente si addorment, continuai passando la mia mano attraverso il suo capello dorato,
mentre osservava gli orribili lividi nella sua schiena. Non poteva immaginarmi tanto forte un dolore.
Ti voglio, Acheronsussurrai, desiderando che il mio amore fosse abbastanza per proteggerlo da questo.

- 124 -

10 Dicembre, 9529 A.C.

Dopo quello giorno, non parlai mai un'altra volta del fatto che sapeva che Acheron continuava scappando
dal palazzo per andare alle rappresentazioni. Molti giorni lo seguii assolo per assicurarmi che nessuno lo
disturbava. Che nessuno sapeva quello che stava facendo.
Si manteneva nelle ombre, la sua identit accuratamente conservata. La sua testa sempre verso il basso, il
suo sguardo nel suolo quando passava attraverso la fiduciosa moltitudine.
Acheron arrischiava molto per andare via. Entrambi lo sapevamo. Una volta gli domandai perch osava a
tanto e semplicemente egli mi rispose che quell'era tutto quello che lo confortava.
Gli piaceva vedere i partecipanti nei giochi. Gli piaceva immaginarsi che egli era uno di essi. Come poteva
incolparlo per quel motivo quando aveva goduto tanto poco della sua vita?
Con la mia unione con Apollo avvicinandosi criticamente, passai sempre di pi tempo nelle stanze di
Acheron. Solo egli non vedeva l'evento come qualche magico momento che io dovrei stare aspettando con
godimento ed entusiasmo.
Egli lo vedeva per l'orrore che era.
Anche io stavo essendo prostituda. Ma mio padre vedeva la mia prostituzione come nobile e meravigliosa.
Dorr molto quando egli mi prenda? domandai ad Acheron quando si sedette nel suo balcone che
guardava pi sotto verso il mare.
Io stavo nel suolo mentre Acheron si sedeva nella ringhiera come faceva sempre. Egli si dondolava
precariamente sul bordo di questa quale goccia che cade al ruggente mare.
Mi atterrivano le altezze, ma egli sembrava ignorante davanti al pericolo.
Dipende da Apollo ed il suo umore. Dipende sempre dai tuoi amanti e quanta forza useranno. Quanto
piacere prendano causandoti dolore.
Quello non mi alleggerivo da quando non poteva controlli l'umore di nessuno.
Fu dolorosa la tua prima volta?
Egli assent sottilmente, i suoi occhi oscurati.

- 125 -

Al meno non avrai un'udienza quando ti violi.


Tu s?
Egli non rispose, ma neanche che fosse a farlo. La sua espressione mi dicevo che s.
Il mio cuore si pent per lui e l'orrore che aveva dovuto conoscere, abbassai lo sguardo verso il cordone che
stava arrotolando nelle mie mani.
Credi che Apollo mi ferir?
Non lo so, Ryssail suo tono mostrava la sua impazienza. Egli odiava sempre parlare del coito. In realt,
odiava parlare, tutto il tempo.
Ma io dovevo sapere quello che verrebbe e non c'era nessuno che parlasse con me di tali cose. Trovai il suo
remolineante guardato.
Quanto dolore pu essere?
Egli separ lo sguardo, abbassandola verso il mare.
Cerca di non pensare a quello. Chiude solo gli occhi ed immagina che sei un uccello. Immagina che vivi
sopra tra le nuvole e che non c' niente che possa raggiungerti. Sei libero di volare a dove voglia andare.
quello che fai?
A volte.
E le altre?
Egli non rispose.
Cosicch ci sediamo l in silenzio, ascoltando alle onde rompere sotto contro le rocce. Per la prima volta,
finalmente capiva qualcosa del suo dolore. La sua umiliazione. Io non volevo fare parte di mio futura ed
ancora cos non aveva elezione.
Mentre ascoltava le onde, ricordai il tempo che avevamo passato a sole quando egli era un bambino. Delle
ore che normalmente passava sulle rocce, ascoltando il mare e le voci che lo chiamavano.
Ancora senti le voci dei dei, Acheron?
Egli assent.
Li senti ora?
S.
Faceva anni, egli mi ero raccontato che erano i dei chiamandolo. Dicendolo che venisse a casa.
Pensi di fare quello che ti dicono?
Egli scosse la testa.

- 126 -

Non voglio mai ritornare all'Atlantide. Odio stare l.


Quello poteva capirlo e faceva che mi domandassi quanto pi egli dovrebbe odiare stare qui. La pena lo
seguiva sempre e non era la sua colpa. Quanto doloroso non essere capace di mostrare il tuo proprio viso
per paura di che le persone ti assaltino. Andasse a dove fosse, tutto il mondo voleva avvicinarsi a con una
disperazione che non aveva senso per me.
Perfino io lo desideravo. Solo era grata che egli non potesse sentire quegli impuri pensieri che me venivano
nei peggiori momenti possibili.
Ma al contrario che altre persone nella mia vita, io non agii mai su essi. Egli era mio fratello ed io voleva
solo proteggerlo. Al contrario che il resto della mia famiglia, egli vedeva mio io reale e mi amavo
nonostante le mie sentenze. Giustamente uguale a come l'amava io nonostante i suoi.
Andrai domani con me al tempio? domandai a voce bassa.
Egli rimase perplesso per la domanda.
Per favore, Acheron. Sono tanto spaventata di quello che stanno pianificando. Non voglio essere l'amante
di un dio. Non sono stato mai toccata da un uomo. Non sono stato mai baciata. Non credo avere il valore
per questo.
Non difficile, Ryssa. Mente solo ed agisce come se ti piacesse.
E se non mi piace?
Finge che s ti piace. Egli sar tanto concentrato nel suo proprio piacere che non noter mai almeno se
stai sorridendo o piangendo. Digli solo la cosa abile che ed il bene che si sente. Quello tutto quello che
importa.
Mi incorporai dal mio posto nel suolo e presi la sua mano nella mia. Rimasi guardando fissamente la forza
dei suoi conciati tendini. Aveva passato per molto. Sinceramente, non aveva diritto a lamentarmi o
dispiacersi di me del mio destino. Nessuno era stato l per consolarlo attraverso i terrori della sua vita.
Ma io non ero tanto forte come Acheron. Non poteva fare questo sola. Voleva no, necessitava che
qualcuno stesse l. Qualcuno di chi si fidasse che mi dicessi la verit e vedesse il domani per l'orrore che era.
Per favore, vedono con me.
C'era ancora riserva nei suoi occhi. Non voleva farlo, ma assent comunque.
Grata, lo baciai la mano e la strinsi nella mia. Solo egli capiva le mie paure. Sapeva quello che era essere
spacciato contro la sua volont.
In questo eravamo anime gemelle.

- 127 -

11 Dicembre, 9529 A.C.

Tentai di dormire, ma lo feci solo irregolarmente. Questo sarebbe il peggiore giorno della mia vita. Oggi,
mio proprio padre, mi legherei ad un Dio...
Quando fu ora di andare al tempio, trovai ad Acheron nel corridore fosse della mia stanza usando il peplo di
colorazione insulsa che utilizzava per andare ai giochi. Come sempre, era posizionato sulla sua testa per
proteggerlo dagli altri.
Era buono della sua parte venire con me, perfino quando io sapevo che egli non voleva. Desiderava
sostenere la sua mano affinch mi dessi coraggio, ma non osavo per paura di dirigere l'attenzione verso lui.
La cosa ultima che vorrebbe sarebbe che lo ferissero per colpa mia.
Senza una parola, segu oltre ad io e le mie domestiche mentre lasciavamo il palazzo. Pensai che Padre si
aspetterebbe fuori, ma mi dissero che egli stava gi nel tempio.
Dubitai, l, per strada, mentre mi abbandonavo il coraggio e mi lasciavo con le gambe tremule.
Girandomi, trovai lo sguardo di Acheron.
Dovrebbe correre?
Essi mi portavano sempre di giro quando tentava di farlo e mi facevano soffrire molto per il tentativo.
Il mio stomaco si avvil, perfino pi, mentre ricordava la volta che l'aveva tirato fuori dall'Atlantide. Egli mi
ero detto che sarebbe punito per le mie azioni, ma non mi ero detto mai come.
Che cosa ti fece lo Zio dopo che ti allontanai di...
Egli colloc la sua mano sulle mie labbra e scosse la testa.
Non vorresti mai saperlo.

- 128 -

Guardai nei suoi occhi argentati e vidi il dolore che stava l e fu allora quando capii completamente perch
egli non aveva lasciato dietro la vita che nostro zio gli aveva insegnato. Ricordai quello che mi ero detto nel
bordello.
Senza un'altra abilit, non c'era niente che chiunque di noi potesse fare. Nessuna maniera di mantenerci
stessi.
Tentai di trovare un lavoro "onorevole"
Le sue parole mi tormentavano ora.
Acheron aveva ragione. Mi troverebbero e mi punirebbero.
Prendendo una profonda inalazione per riempirmi di coraggio, mi girai e mi diressi verso il distretto dei
tempii.
C'era una moltitudine sperando per me di celebrare il fatto che stava essendo spacciata contro la mia
volont ad un Dio. Sei piccole bambine rimanevano con cesti di petali di rosa rossi e bianchi nelle sue mani.
Li disseminarono ai miei piedi mentre mi portavano verso il tempio di Apollo.
Nella porta, trovai mio padre. Egli mi sorrise fino a che il suo sguardo pass sulla mia spalla per vedere la
mia alta "guardia"
Un grugnito curv le sue labbra.
Che cosa sta facendo egli qui?
Gli chiesi che venisse.
Padre spinse ad Acheron per la schiena.
Egli non pu stare qui. impuro.
Lo voglio qui.
No!
Guardai dietro per vedere come Acheron alzava il mento come se le sue parole non lo ferissero, ma vidi il
dolore nel suo sguardo.
Sperer fuori per te, Ryssa.
Padre fece un suono di dispiacere e seppi che era solo paura di fare una scena fronte Apollo quello che
l'ostacolava fare qualunque cosa. Tuttavia, ci sarebbe dopo punizione per Acheron. Di quello non aveva
dubbio.
Allunghi la mano verso mio fratello, ma Padre mi spinse verso la porta. Lacrime si affacciarono ai miei occhi
mentre mi soffocavo. Tentai di parlare ad Acheron, ma non poteva fare che la mia voce cooperasse.
Acheron si allontan, verso la moltitudine.
Voleva vederlo. Aveva bisogno della sua forza, ma non c'era niente che potesse fare.
- 129 -

Contro la mia volont, mi trascinarono verso il tempio e verso un destino del quale io non volevo essere
parte.

- 130 -

ACHERON
9529 AC-7382 AC

11 Dicembre, 9529 A.C.

Acheron si allontan dal tempio di Apollo. Una collera di impotenza lo tarlava le viscere. Era stanco che gli
ricordassero il suo posto in questo mondo.
Che gli ricordassero che egli non era niente.
Senza dubbio, suo padre lo punirebbe dopo per questo. No, gli preoccupava.
Non sentiva oramai il dolore fisico come il resto del mondo. Troppi giorni di essere usato ed abusato gli
avevano lasciato vuoto ed incapace di sentire gran cosa eccetto odio ed ira.
Quelle due emozioni gli bruciavano all'interno costantemente.

- 131 -

Era stato una prostituta contro la sua volont ed ora quell'era usato in suo contro, come se egli avesse
avuto elezione sul tema. Come se avesse goduto essendo palpato e colpito.
Allora cos sar.
Cercando alcuno forma di vendetta su quelli quale l'avevano maledetto al suo destino, si trov a s stesso
attraversando la strada per dirigersi al tempio di Apollo.
Era vuoto. La cosa pi probabile era che gli occupanti e sorveglianti avrebbero attraversato la strada per
essere testimoni del sacrificio di sua sorella.
Maiali di merda.
Non c'era niente che piacesse alla gente pi che vedere qualcuno pi essendo vilipeso, specialmente alla
nobilt. Dava loro un sentimento di potere. Un senso di superiorit. Ma nella cosa profonda delle sue menti,
tutti sapevano la verit. Erano solo grati di non essere essi degradati li.
Egli cammin verso l'imbarcazione centrale che era incorniciata per immense colonne che si stringevano
verso il cielo. Colonne che si dirigevano verso la statua di una donna. Mai l'era stato prima dentro un
tempio. Le prostitute non erano benvenute, dato che i dei li avevano abbandonate e la razza umana li aveva
condannate.
Insolentemente, abbass il suo cappuccio mentre dirigeva lo sguardo verso l'alto all'immagine intagliata
della dea. Fatta di oro solido, ella era bella. Il peplo sembrava sbattere per un vento invisibile e sosteneva un
arco in una mano ed una faretra di frecce alla schiena. La mano sinistra poggiava in un alto e garbato cervo
che si stava sfregando contro la sua gamba.
Guard fissamente la scrittura della placca che c'erano ai suoi piedi, ma non poteva leggerla.
Vagamente ricordava a Ryssa tentando di insegnargli a leggere verso molti anni, quando l'aveva riscattato.
Non aveva visto da allora una pergamena o una parola.
Mentre tracciava la prima lettera del nome della dea, cred riconoscerla.
Era un A. Ryssa gli aveva detto che il suo proprio nome cominciava con quella lettera.
Egli percorse mentalmente la sua limitata conoscenza dei dei e quello che sapeva di essi, mentre cercava di
ricordare ad uno il cui nome suonasse simile al suo.
Tu devi essere Atenadisse a voce alta.
Aveva senso, Atena era la dea della guerra e sosteneva un arco nella sua mano.
Scusa? Atena?
Si gir rapidamente verso la voce arrabbiata dietro lui. La donna era incredibilmente voluttuosa con lungo e
riccio capello rossicci ed oscuri occhi verdi. La sua bellezza era naturale e penetrante. Se fosse capace di
sentirsi sessualmente attratto per qualcuno, potesse desiderarla perfino. Ma onestamente, aveva fottuto
con tanta gente che potrebbe vivere il resto della sua vita senza nessun altro corpo basso, su o vicino a lui.
Vestita con un abito bianco vaporoso, colloc le mani sulle anche curvilinee.
- 132 -

Questi cieco? O sei solo stupido?


Egli grugnisco davanti agli insulti.
Niente di quello.
Si avvicin verso lui con un sguardo acuto prima di gesticolare verso la statua dietro lui.
Allora come che non riconosci un'immagine di Artemide quando la vedi?
Acheron mise gli occhi in bianchi davanti alla menzione della sorella gemella di Apollo. L'avrebbe dovuto
sapere poich i tempii stavano tanto insieme.
ella tanto inutile come suo fratello?
La bocca della donna cadde aperta. Sembrava stupita per la sua domanda.
Scusa?
La collera bruci dentro lui mentre vedeva i tributi posizionati nell'altare davanti all'imperiale dea. Egli
lanci il braccio contro essi, facendoloro volare. Le fonti si spaccarono contro il suolo mentre piccoli fiori,
giocattoli ed altre offerte si disseminarono e rodarono sul marmo.
Perch si disturbano quando nessuno nell'Olimpo il sentinella e se lo fanno, ovvio che non importa loro?
Queste pazzo?
Se, lo stodisse tra denti. Pazzo per questo mondo dove non siamo niente per i Dio. Pazzo per i Destini
che ci misero qui senza un altro proposito eccetto quello di giocare con noi per il suo piccolo divertimento.
Desidererebbe che tutti i dei fossero morti e scomparso.
La donna grugn, dirigendosi verso lui. Acheron cattur la sua mano prima che potesse schiaffeggiarlo.
Ella grid e qualcosa lo batt da dentro, lanciandolo direttamente al suolo. Il dolore si estese attraverso il
corpo.
Una forza invisibile l'alz del suolo e lo scagli contro la parete. L'alito l'abbandon mentre era fissato al
tramezzo, ad alcuni buoni tre metri sul suolo.
La donna lo guard.
Dovrei ammazzarti!
Per favore, fallo.
Artemide mantenne l'ultimo raggio di energia che avrebbe comandato a questo umano diretto al Tartaro
dove apparteneva e lo lasci cadere a terra. Non aveva conosciuto mai nessuno che non la riconoscesse
vedendola. Non aveva conosciuto mai nessuno che potesse sentire la sua presenza soprannaturale ed i suoi
poteri di dea e tuttavia, questo umano sembrava immune ad essi.

- 133 -

Guard come si incorporava e rimaneva in piedi, insolentemente davanti a lei. Era un giovane molto bello.
Gli concedeva quello. Il suo viso era perfetto nella sua bellezza, oscure ciglia bionde incorniciavano alcuni
remolinantes occhi argentati che bruciavano con odio. Nessuno l'aveva sfidata con tale sguardo.
Il suo lungo ed ondulato capello biondo incorniciava le sue forme alla perfezione. Sembrava essere soave ed
era come poco, tentatore.
Ed il suo corpo... era piano e muscoloso. Abbronzatura. Bello. C'era qualcosa in lui che provocava che la
bocca gliela facesse acqua per provarlo. Mai nella sua vita aveva sentito un desiderio tanto incredibile verso
nessun uomo.
Una cosa pi. Era pi alto di lei, una rarit mortale che apprezzava.
Hai idea di chi sono? gli domand.
Giudicando per la tua rabbia e quello che sei appena diventato, assumer che sei Artemide.
Allora non era tanto stupido dopo tutto.
Allora inclinati e scusati.
Invece di quello, le offr un intenso sguardo che caus che il suo stomaco si agitasse. Cammin verso lei con
un elegante pavoneggiamento che fece che il suo corpo intero si ondulasse come quello di una pantera. Una
strana necessit l'attravers. Non capiva quello che stava sentendo, fosse quello che fosse, la lasciava senza
alito e debole.
Egli colloc una calda mano contro la sua guancia mentre guardava fissamente il suo viso con quegli
avvincenti occhi che sembravano ipnotizzarla.
Allora sei una deadisse, con una voce grossa mentre l'esaminava audacemente. Le pupille si
dilatarono...
Lo stomaco di lei si avvil perfino pi. La sua vicinanza la bruciava. I suoi occhi l'affascinavano.
Ella non aveva sentito mai qualcosa come questo.
Prima che ella si rendesse conto delle sue intenzioni, egli la colloco tra le braccia e la baci.
Artemide non poteva respirare mentre l'assaggiava. Una parte di lei era oltraggiata che egli osasse a
questo, ma un'altra estranea parte era incantata per l'inaspettata sensazione delle sue labbra sui suoi. Della
sua lingua esplorando la bocca.
Le braccia la circondarono mentre l'attraeva pi vicino a lui.
Gli dava rovesciate la testa quando egli la ritir leggermente e trascin le sue labbra dalla bocca al collo. I
brividi la percorrevano e contemporaneamente un incredibile caldo bolliva all'interno. Tutto quello che
voleva era collocarlo pi vicino
Sentire ogni centimetro del suo corpo.
Egli fece un rumore apprezzativo contro la pelle che gli caus stragi.

- 134 -

Sai divinamente.
Egli cadde di ginocchia davanti a lei.
Che cosa stai facendo? Domand mentre egli alzava uno dei piedi nelle sue mani. Non capiva che stava
passando. Sembrava come se non avesse controllo di s stessa. Questo creatura la forzava di una maniera
che era completamente soprannaturale.
Davanti allo sguardo di lui, sent come se il suo stomaco si volesse uscire.
Baciando i tuoi piedi, dea. Non quello quello che si suppone che devo fare?
Buono, s, ma mentre egli mordicchiava il collo del piede ella non pot sopprimere un profondo gemito di
piacere. Artemide si appoggi contro la parete mentre la sua bocca lavorava magicamente sui sensibili
tendini del piede.
Ella non aveva conosciuto mai qualcosa di tanto ricco, un caldo tanto bruciante percorrendo il suo sangue.
Ed egli non si trattenne nel piede, lasci cadere le sue labbra sulla gamba, verso la parte di dietro del
ginocchio.
Artemide lottava per respirare.
Egli mosse allora pi sulla sua bocca.
Che cosa stai facendo?
Sospir mentre il suo caldo alito cadeva sulle sue natiche.
Sto baciandoti il culo. Non si suppone che la gente deve fare quello?
Non di quella maniera.
Ella grugn quando egli la mordicchi la parte alta delle natiche. Dovrebbe fermarlo. Egli non aveva nessun
diritto a toccarla di questa maniera e tuttavia, non voleva che si trattenesse. Si sentiva tanto bene.
Egli la separ soavemente le gambe.
Con una mente propria, le gambe gli ubbidirono. Artemide guard verso il basso e lo vide con gli occhi chiusi
mentre la tormentava con piacere.
Sent le sue mani su lei mentre la toccava dove nessun altro uomo l'aveva toccata prima. Le sue dita
percorsero la fessura, facendole scottarsi perfino pi prima di prenderla con la bocca.
Abbassando il braccio, ella seppell la mano tra il suo capello mentre l'assaggiava.
I suoi sensi diventarono pazzi mentre si dava totalmente ad egli e le leccate che gli dava l'inviavano ad
un'altezza inimmaginabile. Ognuna di esse inviava un caldo raggel attraverso lei. La gola si asciug un
istante prima che il suo corpo si calcinasse.
Artemide pianse mentre sperimentava il suo primo orgasmo.
Terrorizzata ed imbarazzata, svan.
- 135 -

Acheron si sedette nel suolo stordito per l'incredulit. Il gusto e l'odore di Artemide oltrepassarono i suoi
sensi. Il suo corpo bruciava con dolorosa necessit.
Egli non aveva sperimentato mai prima il desiderio. Il suo corpo aveva reagito sempre essendo stimolato per
altri o per le droghe, ma egli non volle mai realmente toccare nessuno.
Fino ad ora.
Ora desiderava una donna... no, desiderava una dea e quello non aveva senso per lui.
Rise amaramente.
Egli meno che avevi potuto fare era ammazzarmi, Artemidegrid. Quell'era stato il suo unico obiettivo
quando a lei si era avvicinato per la prima volta.
Ma nel momento che l'aveva toccata, aveva sentito desiderio reale.
Incapace di dimenticare quello, si ripul la bocca e si alz. Girando, guard alla statua che in nessun modo
aveva una somiglianza con lei. Gli diresse un sarcastico saluto.
Il suo corpo aveva una fame strana, abbandon il tempio e fece la lunga camminata di ritorno al palazzo
solo. E con ogni passo che dava, la sua rabbia cresceva perfino pi di quello che era cresciuto prima.
C'era un inquietante silenzio mentre camminava attraverso i corridori di marmo della casa di suo padre
senza destino in mente. Tutti hanno visto il sacrificio di Ryssa. Si domandava oziosamente se servirebbe da
qualcosa. Se il favore di Apollo per gli Atlanti potrebbe essere invertito verso i Greci.
Non che gli importasse. N gli Atlanti n gli Apolitas erano stati pi gentili verso lui di quello che erano
stati i greci.
Tutto quello che essi volevano fargli era fotterlo.
Sospirando, si trov a s stesso nel grande ed impressionante salone del trono di suo padre. Era la prima
volta che entrava camminando, poich le volte anteriori era stato trascinato per la porta incatenato.
Socchiuse lo sguardo sui due troni dorati collocati alla fine. Troni che erano dovuti appartenere a sua madre
e suo padre, ma come sua madre era stata confinata per la sua nascita, Styxx aveva occupato il suo posto.
Troppo brutto che la vecchia strega sarebbe morta nel suo isolamento. La sarebbe piaciuta vedere al suo
prezioso Styxx incoronato Re.
Styxx. Suo fratello.
Acheron maledisse. Se non fosse per gli occhi, quello sarebbe stato chi stesse seduto alla destra di suo
padre.
Nessuno oserebbe disturbarlo. Nessuno non l'avrebbe forzato mai ad inginocchiare si ferma...
Grugn davanti ai ricordi.
Era tanto ingiusto.
Non aveva chiesto questa vita. Non aveva chiesto mai nascere. Non aveva chiesto mai essere un semidio.
- 136 -

Poteva ascoltare la voce di Sta' nella testa "Guardatelo. Figlio di un Olimpico Quanto pagherebbe per una
probadita ad un dio Greco?"
Neanche Acheron sapeva chi suo padre era. Sua madre si era dichiarata sempre innocente sulle circostanze
della sua nascita e nessun dio aveva fatto avanti un passo per riconoscerlo.
Irritato per quello fatto, attravers la stanza per sedersi nel trono di suo padre. L'uomo morrebbe se lo
vedesse equipaggiato su lui e quello gli diede un istantaneo momento di soddisfazione. Suo padre lo farebbe
bruciare.
Forse dovrebbe lasciare che suo padre lo trovasse qui. Al re gli starebbe ben impiegato sapere che una
prostituta aveva profanato il suo amato trono.
Una prostituta... trem col mero pensiero.
Per diritto di nascita, tutto questo sarebbe dovuto essere suo. Chiudendo gli occhi, Acheron tent di
immaginarsi come fosse stato il mondo se egli avesse occhi azzurri come Styxx.
La gente lo rispetterebbe.
Rispetto.
La parola appendeva come un fantasma alla sua mente. Quell'era l'unica cosa per la quale aveva pregato.
Non vuoi essere amato?
Egli apr gli occhi per vedere che Artemide era ferma nel centro della stanza, studiandolo.
Tutto il mondo afferma amarmiper lo meno mentre lo fottevano. Sfortunatamente, quell'affermazione
finiva nel minuto che riuscivano la soddisfazione. Ho avuto pi che sufficiente dell'amore di altre persone.
Preferisco non averlo per un momento.
Ella corrug il cipiglio. Era un'espressione delicata che egli trov dolce.
Tu sei un essere umano strano.
Egli si prese gioco di quello.
Sono un semidio. Non puoi vederlo?
Il suo cipiglio si pronunci pi mentre a lui si avvicinava.
Di chi sei?
Mi hanno detto che di Zeus.
Ella rifiut con la testa ascoltando quello.
Tu non sei figlio di un Olimpico. Io lo saprei se lo fossi. Noi possiamo sentire sempre ai nostri.
Quelle parole penetrarono nel cuore come un coltello.
Allora di chi sono figlio?
- 137 -

Ella prese il suo mento nella calda e soave mano affinch egli alzasse la vista e potere guardare fissamente i
suoi inusuali occhi. Occhi che egli aveva odiato tutta la sua vita. Occhi che l'avevano tradito.
Tu essere umano.
Ma i miei occhi...
Sono strani, ma i difetti di nascita sono comuni tra la tua specie. Non ci sono poteri di dio dentro te.
Niente che ti segni come divinit. Essere umano.
Acheron chiuse gli occhi mentre il dolore l'assediava. Allora era il figlio di suo padre dopo tutto.
Era l'ultima cosa che voleva sentire. Un difetto di nascita. Un semplice incidente di nascita l'aveva privato di
tutto. Voleva gridare di colera.
Perch stai qui? Domand, aprendo gli occhi per trovare ad Artemide guardandolo fissamente.
Ella ignor la domanda.
Perch non mi temi?
Dovrebbe?
Potrebbe ammazzarti.
Ti chiesi che lo facessi, ma non lo facesti.
Ella inclin la testa come se l'avesse sorpresa completamente.
Tu sei molto bello per essere umano.
Lo so.
Artemide corrug il cipiglio davanti alle sue parole. Non erano stati dette arrogantemente. Al contrario, li
aveva dette con ira, come se la sua bellezza lo disturbasse. Era differente a qualunque umano che ella
avrebbe conosciuto.
Se non fosse sicura, ella avrebbe creduto nella sua storia di divinit. C'era qualcosa di soprannaturale circa il
desiderio che egli la provocava.
Ma i dei e la sua discendenza avevano un'essenza che era facilmente identificabile. Tutto quello che ella
sentiva dentro questo umano era odio, disprezzo. E questo il verso danno e la feriva tanto che era quasi
doloroso stare vicino a lui.
Perch questi tanto triste?
Tu non lo capiresti mai.
Probabilmente no. La tristezza non era qualcosa che normalmente sentisse. In quanto al disprezzo...
Era completamente strano per lei.

- 138 -

In tutta la sua esistenza, ella non aveva desiderato mai consolare un umano. Oggi ella lo fece e non sapeva
perch.
Qualche volta sorridi? Gli domand.
Egli neg con la testa.
Mai?
No. Tutto quello che provoca che la gente Lei trascinai faceva io. Fa loro augurarmi pi.
Ma pensai che tutti gli umano pregavano di essere desiderati.
Nuovamente egli corrug il cipiglio.
Conosci quello finisco Atlante tsoulus?
Schiavo sessuale?
Le dedic un sguardo fisso in bianco.
Artemide inal mentre captava il suo significato.
Sei tu uno di essi?
L'era.
La sua visione si oscur davanti all'informazione.
Ed osasti toccarmi?
Allora, mi ammazzassi ora?
Quello fece che il suo colera diminuisse abbasso un'altra onda di confusione. Chi era questo uomo che la
sfidava nessun altro l'aveva fatto come prima?
Se tanto desideri morire perch tu non ti ammazzi stesso?
Le sue labbra si curvarono mentre i suoi occhi ondeggiavano con furia.
Ogni volta che l'ho tentato, sono stato restituito e punito per ci. Sembra essere che i dei non mi vogliono
morto, allora mi immaginai che se uno dei suoi mi ammazzavo, allora troverebbe finalmente la pace.
Allora non destinato che muoia.
Egli si alz con un grugnito tanto feroce che in realt Artemide retroced un passo per paura.
Non osare dire quella parola di fronte a me. Mi rifiuto di credere che questo era il mio destino. Non era
destinato ad essere questo. Non volli mai essere...
Il dolore nei suoi occhi la trapan.
Questo non pu essere per quello che nacqui.

- 139 -

il destino della razza umana soffrire. Perch dovresti essere tu differente?


Acheron non poteva respirare mentre le sue parole penetravano profondamente in lui. Un ed un'altra volta
nella sua mente si vedeva a s stesso ed il suo passato. Vedeva gli orrori e degradazioni che aveva sofferto.
Ma i pensieri pi terrificanti erano quelli del futuro. Per sempre solo, senza nessuno eccetto lo sdegno e
l'abuso per compagnia. Essendo forzato a mangiare contro la sua volont o peggio, venduto come un sacco
di avena.
Troppo arrabbiato per parlare, usc rapidamente dal salone e si diresse alla sua "prigione." Riconosceva che
era migliore che il vuoto nel quale suo padre l'aveva confinato inizialmente, ma era ancora una prigione.
Era tutto quello che egli conoscerebbe e se suo padre riusciva il suo obiettivo, seria confinato in quello posto
per il resto della sua vita.
A meno oggi il non c'erano guardie fosse. Perfino ad essi era stato dato loro un giorno di libert. Un giorno
per fare quello che volessero.
Perch andasti via?
Si trattenne in secco mentre Artemide appariva davanti a lui.
Perch mi segui?
Mi lasciasti curiosa.
Curiosa su che cosa?
Su te.
Egli rise amaramente davanti a quello. Perfino una dea non era migliore che gli umano che lo cacciavano.
Mi vuoi nudo affinch possa esplorarmi?
Le sue guance si oscurarono, ma ancora cos egli vide il caldo sguardo nei suoi occhi.
Not anche che ella non lo contraddisse. Allora cos sar.
Artemide guardava come appena suo scoperto umano lentamente scioglieva la spilla del suo peplo.
Dovrebbe fermarlo, lo sapeva ma non poteva impegnarsi a s stessa a dire le parole.
Trem per l'attesa di come si vedrebbe nudo. Non era sorprendente che suo fratello passasse tanto tempo
con le femmine umane. Se esse erano la met di provocante...
Egli lasci cadere a terra il suo peplo.
I suoi pensieri si disseminarono, ella inghiott quando vide perfino la sua nudit, era pi bello di quello che
sospettava.
La sua pelle era fulva, tentatrice e si distendeva su un corpo che era finemente sistemato a punto e ben
muscoloso.

- 140 -

Contro la sua volont, il suo sguardo scese verso la parte da lui che era unicamente maschile. Era ben
dotato e mentre lo guardava, il suo pene crebbe, ingrossandosi mentre lentamente si alzava per curvarsi
contro il suo corpo. Le sue palle strette.
Non aveva visto mai un uomo come questo. Pieno di desiderio. Tanto audace e senza inibizione per paura di
lei.
Egli chiuse la distanza tra essi.
Non vuoi toccarmi?
Se lo desiderava, ma non poteva muoversi. Non poteva respirare. Ella sentiva il caldo del suo corpo il
commovente passo del suo alito contro il viso.
La sua vicinanza era intossicante.
La prese una mano con la sua e la diresse verso la sua erezione. La sua impugnatura era fortemente mentre
egli lasciava cadere la sua palma contro la punta del pene. Era tanto soave e tuttavia tanto duramente.
Ella inghiott mentre egli la dirigeva lentamente durante tutta la sua longitudine fino a che le fece sfregare
contro il soave sacco. Ella si morse il labbro mentre egli si sfregava a s stesso accompagnando la sua
palma. Il suo corpo era tanto differente al suo. Tanto incredibile e seducente.
Egli liber la sua mano.
Il suo primo istinto fu ritirarsi, ma non era timida. Invece di quello, percorse con la parte posteriore delle dita
la parte bassa del suo sacco, permettendo che i suoi testicoli si curvassero intorno a suo. Ella sentiva il suo
corpo tanto strano.
Ella alz la mano per una tranquilla esplorazione sul suo stomaco verso il suo petto.
Egli non si mosse per toccarla. Rimase solo vicino a lei in silenzio mentre esplorava ogni centimetro del suo
corpo. I suoi inquietanti occhi argentati erano incredibili. Ella non aveva visto mai altri uguali. Non aveva
sentito mai niente migliore che la sua pelle maschile abbasso la sua mano.
Oh, ma egli era squisito.
Vuoi che ti fotta?
Ella trem davanti alla domanda che l'avrebbe dovuta offendere fino alla cosa pi profonda del suo essere.
Davanti al profondo accento della sua voce. Lo desiderava con una pazzia che la consumava.
Se potesse solo.
Noella disse a voce bassa. Guard verso lui. Il suo sguardo la bruciava. Voglio che mi faccia quello che
mi facesti prima. Fammi sentire quello di nuovo.
La prese della mano e la diresse verso un letto dove potrebbero essere a sole. Senza essere disturbati.
Ella non dovrebbe stare facendo quello. Era una dea vergine. Intocada per uomo o dio alcuno.
Per lo meno fino ad oggi.
- 141 -

Nessuno l'aveva baciata prima. Nessuno l'aveva posseduta. Era conosciuta per ammazzare uomini solo
perch l'avevano vista nuda e tuttavia con questo, ella stava pi che disposta a lasciarsi sedurre.
Non sapeva perch come neanche comprendeva la compulsione dentro lei di stare con lui.
Egli le faceva solo sentire stranamente felice. Calda. Decadente. Desiderabile.
Acheron la colloc di schiena contro il materasso. Ella era nervosa; quell'era qualcosa a quello che egli era
abituato in donne senza esperienza. Ancora cos, ella era bella. Il suo capello rossiccio si divert sui cuscini,
provocando che diventasse ancora pi duro. E non era un sentimento al quale fosse abituato.
L'essenza di rose si un alla sua pelle. La baci soavemente sulle labbra mentre lasciava cadere la mano
verso l'alto per la sua gamba, alzando il bordo del vestito. Ella si tese un po' ma rapidamente si rilass. Era
timida.
Non volendo svergognarla, quello lasci che le sue labbra strisciassero lentamente per il suo corpo.
Artemide era sconcertata mentre lo vedeva sparire sotto le pieghe dal suo vestito bianco. Anche cos ella
poteva sentirlo muoversi. Sentire le sue basette sfiorando contro il polpaccio mentre tracciava una calda
linea di baci verso l'alto per la parte interna della coscia fino a raggiungere la parte di lei che doleva per lui.
Ella gem nell'istante che le sue labbra e lingua trovarono quello punto. Mordendo la palma della mano si
arrese al piacere che la dava. Era abbagliante ed eccitante. Non c'era dubbio perch gli altri dei ed umano
arrischiavano tanto per questo.
Questa volta, quando culmin, ella comprese chiaramente quello che stava passando al suo corpo. Per lo
meno lo fece fino a che egli le fece venire si unisca ed un'altra volta.
Acheron grugn davanti al sapore di Artemide. Davanti al suono delle grida che riempivano i suoi uditi. Egli
amava la forma nella quale faceva le fusa. La sensazione della sua mano nel capello, tirando.
Ella batt con l'altra mano il materasso.
Devi fermare. Per favore. Non posso sopportare pi.
Egli gli diede una lunga leccata finale prima di separarsi.
Sei sicura?
Ella assent.
Malvolentieri, fece quello che ella gli chiese e si mosse per distendersi vicino a lei malgrado il suo proprio
corpo stesse lontano da essere sazio.
Artemide si impieg sul suo petto, ascoltando la sua respirazione interrotta. Ancora l'era duro e rigido.
Non si pente rimanere cos? Ella domand, lasciando cadere la mano sul suo pene.
Egli prese un'acuta respirazione come se la sua carezza gli dolesse.
S.

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Non puoi darti piacere a te stesso?


Possostudi il suo viso. Ti piacerebbe vederlo?
Prima che ella potesse rispondere, la prese una mano collocando la sua palma contro lui.
Acheron chiuse gli occhi davanti al caldo della sua mano contro il pene. Il sesso non significava niente per
lui. Non l'aveva fatto mai, era solo qualcosa che si aspettava di lui.
Si era masturbato davanti a moltitudini e con amanti molte pi volte delle quali poteva ricordare. Per alcuno
ragione sembrava che la gente ottenesse piacere vedendolo spostarsi. Appena sentiva lo scarico
momentaneo di ormoni. Era un penetrante piacere che rapidamente si volatilizzava.
Era da molto tempo che impar a desiderare qualcosa pi che questo.
Ma non era destinato a riuscirlo e comunque egli non sapeva che cosa era quello che realmente voleva.
Artemide stava qui perch, come molti altri alci che ella, aveva curiosit circa il suo corpo. La potrebbe
girare a visitarlo. O non potrebbe farlo.
Nel passato lo battevano se un amante non ritornava per lui.
Nell'Atlantide, tutto quello che aveva dipendeva dalla sua abilit per fare che la gente lo desiderasse.
Quanto gli permettevano di dormire. Quanto cibo.
Quanta dignit.
Se i suoi amanti non si sentivano soddisfatti dopo avergli lasciato, era battuto per quel motivo.
Ora suo padre lo batterebbe se veniva a sapere questo. Il re chiedeva celibato di un uomo che non aveva
conosciuto mai. Ma in realt, aveva goduto stare con Artemide. Il suo tocco era gentile. La sua pelle soave e
cremosa.
Inalando, si immagin quello che sarebbe scivolare dentro il suo corpo. No, migliore ancora, si immagin
come sarebbe che lo sostenesse vicino al suo corpo come se gli importasse. Solo pensare a qualcuno
preoccupandosi per lui, realmente preoccupandosi per lui fu sufficiente per quasi farlo sorridere. Ma era
cosciente.
Quello che aveva era un stupido sonno che era stato alimentato per Ryssa e Maia tempo dietro, quando era
stato credulo. Quelle illusioni erano state sconquassate faceva tempo.
Artemide era una dea. Aveva fortuna che ella non si indignasse per stare nella stessa stanza con lui. La
compiacerebbe perch era quello che era allenato a fare.
Non poteva avere nessun tipo di relazione tra essi. Senza dubbio sparirebbe non appena finisse. E sarebbe
solo di nuovo.
Niente nella sua vita aveva cambiato realmente.
Artemide guard il viso di Acheron mentre quell'usava la sua mano per accarezzarsi. Era strano toccare un
uomo di questa maniera e si domandava che pensieri facevano la ronda per la sua testa. Normalmente ella
poteva ascoltare i pensieri dei mortali nel momento che desiderasse, ma per una volta, non pot.
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Che strano...
Egli si indur perfino pi prima che il suo caldo seme fosse sparato attraverso le sue dita. Invece di piangere,
come ella l'aveva fatto, quell'appena sospiro interrottamente, la liber dopo.
Ella percorse con la mano la sua calda umidit, studiandola.
Allora, questo quello che fa che una donna rimanga incinta.
Nella maggioranza dei casi.
Nella maggioranza?
Egli corrug il cipiglio.
La mia la sufficientemente inoffensiva.
Come quello?
Fui sterilizzato nella pubert. Dea. La mia classe lo sempre. Nessuno desidera rimanere ingravidata per
una prostituta.
Artemide incurvo le sue sopracciglia davanti al suo discorso.
Possono gli umano fare quello?
No, ma gli Atlanti possono. Impararono il procedimento degli Apolitas.
Ella studio il suo fluido di nuovo.
una pena quello che ti fecerodisse a voce bassa Artemide. Sei troppo bello per essere sterile. Vuoi
che ti sistemi?
No, non c' ragione per farlo. Te l'ho detto, nessuno darebbe il benvenuto ad un bambino concepito per
me.
Fu il dolore nei suoi argentati occhi mentre parlava quello che la provoc un dolore tanto poco familiare nel
petto.
Il suo povero umano.
Egli brillava spettacolare riposando contro le lenzuola bianche che facevano sottolineare la larga estensione
di abbronzata pelle maschile. Ogni muscolo del suo corpo era un esempio di perfezione. Era tanto tentatore.
Caldo. Ed era completamente sfacciato circa la sua sessualit nuda. Circa quello che avevano fatto. Non si
pavoneggiava o era arrogante per l'avere toccata.
La trattava come se ella fosse...
Umana.
La maggioranza della sua famiglia non poteva sopportarla. Gli umano la temevano, perfino il suo siervas
rideva tra esse, ma si mettevano in guardia nel momento che ella si avvicinava.

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Ma questo uomo...
Era differente. Non aveva paura di niente o nessuno. Come una bestia poderosa ed aggressiva, era
provocatoria ed audace. Implacabile davanti alla sua presenza. Era docile ora, ma il potere in lui era
innegabile. Quello la spaventava perfino.
Hai amici? Ella domand.
Egli neg con la testa.
Perch no?
Suppongo che non valgo.
Artemide corrug il cipiglio davanti al suo ragionamento.
Io posso essere uno. Neanche ho nessuno e sono pi che preziosa. C' forse un difetto in noi.
Ella fece una pausa mentre pensava a quello.
No, neanche quello pu essere certo. Io non ho difetti e tuttavia sto tanto sola come lo stai tu.
Non aveva notato mai prima Artemide che tanto sola stava realmente. Suo fratello gemello aveva amici.
Aveva amanti. Apollo era la cosa pi vicina ad un amico che aveva conosciuto ma perfino egli era prenotato
ad intorno suo. Apollo non l'invitava mai a fare cose a meno che includessero distruzione o punizione. Non
rideva con lei o l'invitava ad intrattenersi o giocare.
Per la prima volta nella sua vita, notava che tanto sola realmente stava.
Ti piacerebbe essere il mio amico?
Acheron rimase completamente attonito davanti all'inaspettata domanda.
Saresti la mia amica?
Ella inclin la testa mentre lo guardava con un piccolo corrugamento del divino cipiglio. Era brillante ed
eterea, molto lontano dalla portata di qualcuno come egli.
Buono, s. Cio, non possiamo lasciare che gli altri lo sappiano, ma mi piacerebbe vedere quello che puoi
mostrarmi. Voglio imparare pi di questo mondo e di te.
Sorrido caldamente davanti a lui come se fosse realmente sincera con la sua offerta. Gli ricord che tanto
raro era la sincerit per lui. E l'amicizia...
Era un sonno elusivo che non si permetteva a s stesso. La gente come egli non aveva amici. Come non
avevano amore o gentilezza. Anche cos, trov che una parte sconosciuta di s stesso pentiva di desiderio
per ci.
Pentendo di desiderio per lei.
Allora siamo amici? Ti prometto che non ti pentirai mai.

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Doveva essere il momento pi strano della sua vita e dado la cosa poco comune della sua esistenza,
quell'era dire molto. Come poteva una prostituta essere amico di una Dea?
Acheron tir del lenzuolo del letto e Lei pulito a s stesso.
Credo che ti pentissi di essere la mia amica.
Ella si avvil di spalle.
Lo dubito. Tu essere umano. Solo sarai vivo che cosa? Altri veintitantos anni? tanto poco tempo che
affliggi se importa e dubito che continuiamo essendo amici una volta che sia vecchio e poco attraente.
Inoltre pentimento non qualcosa che un olimpico siede.
Ella sorrise mentre accarezzava le sue labbra.
Baciami. Baciami e lasciami sapere che siamo amici.
Era un pensiero ridicolo e cos si trov perfino facendo esattamente quello che ella gli chiedeva.
Amici.
I due. Egli voleva ridere davanti al pensiero. Invece di quello, chiuse gli occhi e l'inal. Le sue mani si
sentivano sublimi nel capello. E mentre si baciavano, egli voleva la sua amicizia con una disperazione che
doleva. La sua unica speranza era essere meritevole di lei.

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13 Dicembre, 9529 A.C.

Che cosa stai facendo?


Acheron apr gli occhi per trovare Artemide fermata nel balcone ad alcuni metri di lui. Malgrado stesse
gelando, era seduto nella ringhiera, appoggiato contro una colonna mentre ascoltava al turbolento mare
sotto a lui.
Stava prendendo qualcosa di aria fresca. Che cosa stai facendo tu?
Era noiosadisse con un bollito nelle labbra.
Quello lo divert.
Come pu un dio annoiarsi?
Ella si avvil di spalle.
Non c' molto che possa fare realmente. Mio fratello questo fosse con tua sorella. Zeus dirige un concilio e
non mi lascia mai comunicare. Hades questo con Persfone. Il mio koris si sta lavando e saltellando le alcune
con le altre ed ignorandomi. Sono noiosa. Pensai che forse tu avresti alcuno idea di qualcosa che potessimo
fare insieme.
Acheron sciolse un lungo e stanco sospiro. Sapeva a dove portava tutto questo ed ancora cos si sent
animato a domandare retoricamente.
Posso andare per lo meno dentro dove si pi caldo prima di togliermi i vestiti?
Ella corrug il cipiglio.
quello quello che gli umano fanno quando sono noiosi?
quello che fanno con me.
E godi di ci?
Non realmenterispose con onest.
Ohfece una pausa di un secondo prima di continuare. Buono, allora Che quello che fai per divertirti?
Vado al teatro.
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Attraversando le braccia, a lui si avvicin.


Quello sono storie inventate dove la gente si fa passare per un'altra gente, verit?
Egli assent.
Per il suo viso poteva dire che ella non capiva perch egli trovava quello divertente.
E ti piace quello pi che essere nudo?
Non aveva pensato realmente mai a ci, ma
Se. Per un momento mi fa dimenticare chi sono.
Ella brillava anche pi confusa.
Ti piace dimenticarti di te?
Se.
Ma quello non si confonde?
N la met di quello che lo confondeva questa conversazione
No.
Artemide gli tocc il braccio con le dita.
Credo che se non fosse un dio neanche mi piacerebbe ricordare chi sono. Posso capire perch la gente
risente di quella maniera. Allora, alcuno opera alla quale possiamo andare?
Nel paese c' un ogni pomeriggio.
Allora dobbiamo andaredisse fermamente.
Acheron sbuff, desiderando che tutto fosse tanto facile come lei sembrava pensare.
Non posso andare via.
Perch no?
Egli guard verso le porte della camera da letto chiuse a calce e canto con un colpo dall'ultima volta che gli
avevano lanciato qui ed abbandonato affinch marcisse. Oh spera, quell'era stato ieri.
Le mie anteriori guardie furono decapitate per lasciare che andassi via. I nuovo sono pi cauti. Se cerco di
parlarloro, tirano fuori le spade, mi spingono e chiudono le porte.
Ella si avvil di spalle.
Essi non sono nessun problema per me. Posso portarti al paese.
Con un dondolio di gambe, Acheron si scese dalla ringhiera mentre la speranza cresceva dentro lui. Odiava
stare acchiappato come un animale rabbioso. L'aveva fatto sempre. Tutto quello che aveva fatto durante i

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due ultimi giorni era sognare di stare fuori per un breve momento. Ma c'erano solo due forme di uscire dalla
sua stanza, attraverso le porte dietro Artemide o saltando al di sopra della ringhiera di pietra per cadere
trecento metri sulle rocce che aveva sotto.
In realt?
Ella assent.
Se desideri andare, chiaro.
Sent come se qualcosa dentro il petto si liberasse con le sue parole. Potrebbe baciarla per quel motivo.
Andr per la mia cappa.
Artemide segu il suo nuovo amico verso la stanza e guard come tirava fuori una cappa che c'era sotto al
materasso di paglia.
Perch i guardiani sotto il letto?
Devo occultare la mia cappa o le domestiche la brucerebberorispose mentre la scuoteva.
Perch?
Le diresse un sguardo in bianco.
Ti dissi che suppostamente non posso andare via di qui.
Ella non capiva quello. Perch lo manterrebbero rinchiuso dentro questa piccola stanza?
Hai fatto qualcosa di brutto affinch ti mantengano prigioniero?
Il mio unico crimine fu essere nato di genitori che non vogliono sapere niente di me. Mio padre non vuole
che nessuno sappia che suo figlio maggiore deforme, cosicch, devo rimanere qui fino a che muoia da
vecchio.
Un strano dolore galleggi nello stomaco di Artemide mentre si sentiva triste per lui. C'erano tuttavia
occasioni nelle quali si sentiva anche prigioniera, nessuno non le aveva fatto mai sentire escluso in qualche
modo.
Sotto lo sguardo verso le gambe muscolose.
per quel motivo che hai i tuoi piedi nudi?
Egli assent mentre avvolgeva la cappa attorno al suo corpo e si impiegava il cappuccio sulla testa.
Sono pronto.
E le tue scarpe?
La guard perplesso per la sua domanda.
Non ho. Ti dissi gi. Non mi permettono di andare via.

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Ora che lo pensava, si rese conto che neanche egli teneva scarpe nel suo tempio.
Non avrai freddo nei piedi?
Sono abituato.
Ella restrinse le dita del piede dentro le sue scarpe quando pens come sarebbe il camminare scalza sulle
fredde pietre in inverno. Sarebbe una sensazione miserabile che nessun umano dovrebbe sopportare.
Scuotendo la testa, fece che si manifestassero un paio di scarpe di cuoio caldo sui piedi.
Cos, molto meglio.
Acheron guard attonito le scarpe di colore marrone oscuro foderate di pelle. Li sentiva strani contro la
pelle. Ma erano incredibilmente caldi e soavi.
Grazie.
Ella gli sorrise come se le scarpe la compiacessero tanto quanto a lui.
Di niente.
La cosa seguente che seppe, che si trovavano nel centro del paese. Acheron osserv a bocca aperta che
stavano fermi vicino ad un pozzo. Nessuno nell'occupata moltitudine sembrava notare il fatto che essi
fossero apparsi realmente del niente. Immediatamente comprov che il cappuccio copriva totalmente il suo
viso per assicurarsi di mantenersi nascosto di tutti quelli che stavano intorno a suo.
Che cosa fai? Domand Artemide.
Non voglio che nessuno mi veda.
Oh, quello una buona idea. Un momento dopo, portava lussuosamente una cappa tessuta che colloc
di identica maniera a quella di Acheron. Come mi vedo?
Prima che potesse evitarlo, un sorriso curv le labbra di Acheron davanti alla sua innocente domanda.
Rapidamente la tolse. Sapeva meglio che nessuno quello che un sorriso poteva trasportare. Lo metteva
sempre in problemi.
Questi bella.
Perch dirmi quello si scomoda?
Acheron strinse i denti davanti alla semplice verit che l'aveva perseguito tutta la sua vita.
La gente distrugge la bellezza quando la trova.
Ella inclin la testa.
Come pu essere?
Di natura la gente meschina e gelosa. Invidiano quello che manca loro e poich non sanno come
acquisirlo, tentano di distruggere a chiunque che l'ha. La bellezza una di quelle cose che pi odiano negli
altri.
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Sul serio credi quello?


Sono stato attaccate abbastanza volte per quello motivo. Qualunque cosa che essi non possano
possedere, tentano di rovinarlo.
Artemide era stupefatta davanti al suo cinismo. Aveva sentito commenti simili di alcuno dei dei. Suo padre,
Zeus, stava facendo sempre dichiarazioni simili. Ma per un umano tanto giovane...
Acheron era stranamente astuto in occasioni. Se non fosse sicura, quasi potrebbe credere nella sua
dichiarazione di divinit. Egli era un po' pi percettivo della maggioranza degli umano.
A dove andiamo? Domand, cambiando tema.
La porta comune per qua.
La diresse verso una piccola porta dove un gruppo di sporchi e sozzi umano si riunivano.
Curvando le labbra con ripugnanza, lo ferm di una tirata.
Dobbiamo entrare attraverso la porta comune con la gente comune?
Costa entrare attraverso le altre.
Come potrebbe essere un problema? Ella pens.
Non hai denaro?
Nola disse col cipiglio corrugato.
Con un sospiro, ella fece apparire una piccola borsetta e glielo consegn.
Qui hai. Ottienici sedili decenti. Sono una dea. Non mi sento con la gente comune.
Vacill prima di obbedire a lei. Vacill. Nessuno non l'aveva fatto mai. Sembrava ancora dimenticare il fatto
che fosse una divinit. Da un lato che potesse essere tanto arrogante lo sentiva come un insult ma per
altra l'attirava. Gli piacque il sentimento di essere nient'altro che una donna per un uomo.
Specialmente per uno tanto incredibilmente bello.
Ma quello doveva rispettare il suo status di dea. Era, dopo tutto, la figlia di Zeus. Potrebbe ammazzarlo se
volesse.
Allora perch non lo facesti? La sua sfida fece eco nella testa mentre lo ricordava tanto orgoglioso e
provocatorio nel suo tempio. Definitivamente era un umano strano.
Ed in quello preciso momento gli piacque solo per la sua bellezza.
Artemide rimase al suo fianco mentre comprava le entrate e la conduceva ad una zona appartata dei
contadini. Qui i sedili erano meno sovraffolati e pieni con nobili e le famiglie dei senatori. Acheron pag pi
denaro per comprargli un cuscino ripieno che colloc sulla pietra per la sua comodit.
Non compri una per te? Gli domand mentre prendeva posto sul cuscino.

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Non necessito una.


Le restitu il borsellino.
Raggrinzendo il naso, ella guard fissamente la dura pietra dove egli si sedette facendo caso negligente del
freddo.
Non stai scomodo?
No. Sono abituato.
Era abituato a molte cose che non erano naturali. Un sentimento strano l'oltrepass. In realt, la disturb
che egli stesse abusando di s stesso. Egli non doveva avere cose e definitivamente non finch stava con lei.
Scricchiolando le dita, ella materializz un cuscino sotto lui.
La guard con un'espressione tanto perplessa che era quasi comica.
Non dovresti sederti sulla fredda pietra, Acheron.
Acheron tocc il cuscino ovattato di colore azzurro che aveva sotto con incredulit. Ryssa si era preoccupato
solo qualche volta per la sua comodit. Buono ed in occasioni Catera. Ma l'attenzione di Catera proveniva
dal desiderio di fare pi denaro a costo di lui. Artemide non aveva ragioni per preoccuparsi di se era colpito
o aveva freddo. Non era niente per lei ed ancora cos aveva fatto qualcosa di realmente gentile per lui. Gli
fece desiderare sorridere, ma non si fidava ancora pienamente di lei. Era stato ingannate troppe volte per
l'apparente bont della gente che era stato motivata solo per il suo egoismo.
Il suo petto si contrarsi coi ricordi di faceva tempo quando rimase senza casa dopo che suo padre l'aveva
cacciato dalla casa di Sta'.
Ti dar lavoro, ragazzo...
Strinse gli occhi in un sforzo per cancellare l'orrore che aveva seguito alla sua fiducia cieca. Realmente
odiava le persone. Erano crudeli ed usavano ad altri.
Tutti furono crudeli con lui.
Venne per il mio signore e signora?
Ad Acheron lo prese un momento notare che il vecchio venditore stava parlandogli. Attonito per la
dimostrazione di rispetto, non fu capace di formulare una risposta.
Sedisse imperiosamente Artemide. Gli diede una moneta in cambio delle due bicchiere di vino.
Grazie, la mia signora. Il mio signore, spero che godano dello spettacolodisse il venditore mentre si
inclinava davanti ad essi.
Acheron non poteva parlare mentre prendeva il bicchiere della mano di Artemide. Nessuno l'aveva trattato
con tanto rispetto dal tempo che aveva passato con Ryssa e Maia nel palazzo di estate. E nessuno si era
inclinato mai davanti a lui.
Nessuno.

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La sua gola si strinse, con lentezza prese il vino.


Artemide si trattenne per studiarlo.
C' qualche problema?
Acheron neg con la testa, incapace di credere che era seduto vicino ad una dea. In pubblico. Usando vestiti.
Che rovesciate estranee dava la vita.
Artemide chin la testa, tentando di trovare il suo sguardo.
Per abitudine, Acheron separ gli occhi.
Perch non mi guardi? Domand Artemide.
Sto guardandoti.
No, non lo fai, abbassi sempre lo sguardo quando qualcuno si avvicina Lei.
Posso vederti nonostante quello. Fa molto tempo imparai come vedere senza guardare direttamente alle
cose.
Non capisco.
Acheron sospir mentre girava il bicchiere nelle mani.
I miei occhi fanno che la gente si scomodi, per quel motivo li mantengo nascosti la cosa migliore che
posso. Cos evito che la gente si arrabbi con me.
La gente si arrabbia con te per guardarli?
Acheron assent.
Come si sente quello?
Egli inghiott davanti ai ricordi che lo tagliavano fino all'anima.
Duole.
Allora devi dirli che non lo facciano.
Come se fosse cos facile.
Non sono un Dio, Artemide. Nessuno mi ascolta quando parlo.
Io lo faccio.
Cos sembrava, e quello significava molto per lui.
Sei unica.
Certo. Forse dovresti passare pi tempo attorno ai Dio.
Egli sbuff davanti all'idea.
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Odio ai dei Ricordi?


A me non mi odi, verit?
No
Artemide sorrise. Le sue parole l'alleviarono e non era sicura di perch. Intrigata per lui, si alz per toccare la
sua schiena. Nel momento che lo fece, egli inal ed esal rapidamente tra denti.
Quale il problema?
Ancora la mia schiena si deteriora.
Si deteriora di che cosa?
In qualche modo riusc a trasmetterle scherzosamente un sguardo insolente senza guardarla direttamente.
Ti dissi che aveva proibito di abbandonare la mia stanza. Il mio viaggio al tuo tempio mi cost.
Che cosa ti cost?
Egli sospir mentre lo spettacolo dava principio.
Vediamo l'opera, per favore.
Girando l'attenzione verso gli attori, ella ascolto mentre raccontavano una storia insipida che non la
motivava nessun interesse. L'umano al suo fianco... quell'era un'altra cosa. L'attirava enormemente.
Nel momento che ella si avvicinava ad un umano di qualunque classe, egli o ella strisciavano e chiedevano la
sua approvazione. Perfino la regalit. O essi la guardavano fissamente come se fosse sublime, cucia che
ovviamente era. Ma questo umano non faceva niente di quello. Sembrava dimenticare il fatto che potesse
ammazzarlo con un sguardo. Perfino ora, l'ignorava totalmente.
Che strano.
Perch continua cantando quello gruppo?
il coroegli sussurr. La sua attenzione era centrata sugli attori sotto essi.
Sono male raffinati.
Egli corrug il cipiglio.
Male raffinati?
La sua intonazione... non corretta.
Stonatila corresse mentre si girava di nuovo verso lo scenario. No, non lo stanno. Suonano bene.
Ella incurv un sopracciglio davanti al suo tono fastidioso.
Questi discutendo con me?

- 154 -

Non sto trattando discutere con te, dea. Sto tentando di ascoltare quello che stanno dicendo gli attori.
Shh.
No non realmente il non l'avevo comandata tacere! Il coraggio l'invase.
Scusa? Acheron? Shh?
Per una volta, egli trov il suo sguardo e non ci fu confusione nell'agitazione di quelli remolinantes occhi
argentati.
Non momento di parlare, Artemidesi gir di nuovo verso lo scenario.
Offesa, gli strapp il cappuccio della testa per ottenere la sua completa attenzione. All'istante si rese conto
che aveva commesso un errore. Tutte le persone di periferia rimasero affascinate con Acheron il cui viso
aveva perso tutto il colore.
Senza una parola verso lei, si copr di nuovo e si affrett verso l'uscita. Varie delle persone attorno a lei gli
seguirono dopo.
Curiosa, sal la scala dello stadio per trovare ad Acheron circondato di gente. Egli sembrava atterrito mentre
cercava di allontanare dalla sua strada alle persone che volevano dirigersi a.
Uno degli uomini l'afferr rudamente di un braccio.
Lasciami andaregrugn, spingendo l'estraneo.
L'uomo strinse l'impugnatura tanta che Acheron trem per ci.
Irritata per l'abuso sul suo amico. Artemide affond le unghie nella mano dell'uomo che fece una smorfia di
dolore. Nel momento che sciolse ad Acheron, ella lo prese della mano e Lei teletransportaron di giro alla
stanza.
Ella aspettava gratitudine.
Egli non gli diede niente di quello. Nel suo posto. Si gir verso lei con furia derivando da tutto il suo essere.
Come osi diventare quello!
Ti salvai.
Il suo intollerante sguardo fu tanto accusatore come il suo tono incluso mentre si manteneva ai suoi piedi.
Mi esponesti!
Non capiva perch egli l'incolpava di qualcosa di quello che non era colpevole.
Stavi ignorandomi.
Stava trattando vedere l'opera. per quel motivo non per quello che fummo?
No. Andammo a tentare di evitare che mi annoiassi. Ricordi? Si stava annoiando di nuovo.
Quello non lo calm nella cosa pi minima. Semmai. Sembrava che l'avesse fatto irritare ancora pi.
- 155 -

Allora puoi seguire noiosa in un altro posto.


Artemide era inorridita.
Io questi cacciando dalla stanza?
S.
La rabbia offusc la sua visione. Nessuno non l'aveva trattata mai di questa maniera.
Chi ti credi che sia?
Quell'a chi quasi attaccano perch sei una sconsiderata.
Non sono trascurata.
Egli gesticol verso la porta dietro lei.
Va' via. Non mi piace stare attorno alla gente. Preferisco essere solo.
Ella lo corrug il cipiglio.
Questi reale e davvero arrabbiato con me, certo?
Egli mise gli occhi su bersaglio come se fosse esasperato con lei.
Attonita. Artemide ansim verso lui.
Gli esseri umani non si arrabbiano con me.
Questo lo fa. Ora per favore, vieti.
Dovrebbe farlo e, tuttavia, non era capace. Questo uomo le dava ordini e dovrebbe essere infuriata e
nonostante tutto non era realmente arrabbiata. Fino ad una parte di lei era tentata a chiedergli perdono.
Ma le dee non facevano quell'agli umano.
Perch la gente ti circond cos? domand, volendo capire la sua ostilit ingiustificata verso lei.
Sei la dea. Dimmelo tu.
Le persone non fa normalmente quell'a altre persone senza una ragione. Queste maledette?
Egli rise amaramente.
Ovviamente.
Che facesti?
Nacqui. All'opinione questo tutto quello che hanno bisogno dei dei per rovinare qualcuno. Si tolse le
scarpe e glieli consegn. Prende le tue scarpe prima di andarti.
Te li diedi.
Non voglio il tuo regalo.
- 156 -

Perch no?
Il suo sguardo stava nel suolo, ma non aveva perso la furia ed il disprezzo.
Perch mi farai pagare per essi e sono stanco di pagare per le cose. Lascio le scarpe nel suolo e Lei avvio
al balcone.
Ignorando le scarpe. Artemide lo segu.
Stavamo divertendoci. Mi piacque fino a che mi facesti irritare.
Egli lasci cadere contemporaneamente il suo sguardo verso il piano che tutta la collera si volatilizzava del
suo viso.
Mi scusi la mia signora. Non voleva offenderla.
Si lasci cadere sulle sue ginocchia di fronte a lei.
Che cosa fai?
La sua volont la mia, akra.
Artemide diede una tirata alla sua cappa. Egli n si alter n si mosse. Semplicemente egli rimase l come un
stupido supplicante.
Perch ti comporti cos?
Egli mantenne lo sguardo sul suolo.
non quello che vuole? Un domestico che l'intrattenga?
S, ma non voleva quello di lui.
Ho domestici. Pensai che eravamo amici.
Io non so come amico essere. So solo come essere un schiavo o un amante.
Artemide apr la bocca per parlare, ma prima che potesse, la porta della stanza si apr con un colpo.
All'istante divent invisibile nascondendosi nelle ombre.
Due guardie entrarono.
Non appena Acheron li vide, si alz e si mantenne nel balcone mentre a lui si dirigevano. Il suo viso era
freddo e stoico.
Senza una parola, l'afferrarono e lo trascinarono verso il corridoio. Intrigata sui motivi, li segu,
assicurandosi di mantenere si nasconde.
Acheron fu condotto al salone del trono dove ella era stata con lui faceva tre giorni. I guardia l'obbligarono
ad inginocchiarsi davanti ai troni che erano occupati per un umano maggiore ed un giovane identico in
bellezza ad Acheron. Ma non aveva gli occhi argentati di Acheron, e non aveva quella natura irresistibile.
Era come qualunque altro umano ed ella lo prese un'avversione immediata.

- 157 -

Come lei ordin, Sig., quello non ha lasciato la stanzadisse fermamente il guardia alla sinistra di
Acheron. Ci siamo assicurati di quello.
Gli occhi azzurri del re erano penetranti.
Non stavi nella piazza un momento, teritos fa?
Gli occhi di Artemide si aprirono davanti alla parola che significava lumaca.
Acheron guard provocatoriamente il re.
Perch dovrebbe stare nella piazza, Padre?
Il re curv il suo labbro.
Dopo trenta sei sferzate per la sua insolenza, lo rinchiude nelle sue stanze.
Acheron chiuse gli occhi quando i guardia l'afferrarono per i capelli e lo trascinarono verso alcuni porte
battenti che davano ad un piccolo patio.
Col cipiglio corrugata Artemide guard come lo denudavano e dopo lo legavano ad un palo. La schiena
perfettamente formata era coperta di contusioni oscure, filetti rossi e taglia. Non era di rimpiangere che
fosse retrocesso quando ella gli tocc. Doveva dolere un'assurdit.
Incapace di scoprire la sua presenza, la guardia pi giovane cammin al suo fianco e tir fuori una frusta
dalla cintura prima di dirigersi ad Acheron.
Acheron si indur e si abbracci contro il palo come se sapesse quello che passerebbe di seguito.
La frusta fischi per l'aria, prima di contattare con ammaccata la schiena.
Con un affanno, Acheron afferr il palo con tanta forza che le sue braccia e gambe si profilarono e tesero.
Era come se stesse tentando di fondersi con l'albero.
Ipnotizzata per la visione, osserv come pioveva sferzata dietro sferzata sulla schiena. N una sola volta
grido o implor povert, egli pi che verso era respirare interrottamente e maledirli ad essi e tutta la sua
famiglia.
Quando termin, i guardia lo sciolsero. Con viso cenerino, Acheron raccolse i suoi vestiti del suolo dove i
guardia le avevano lasciato cadere, ma non ebbe tempo per vestirsi prima che essi lo trascinassero verso la
sua stanza e lo lanciassero dentro.
La porta trem quando i guardia la chiusero con una porta sbattuta che fece eco.
Artemide cammin attraverso la porta chiusa per trovarsi ad Acheron disteso nel suolo, dove l'avevano
sciolto. Il suo sanguinante capelli biondo era ingarbugliato e tirato indietro mentre le ferite della schiena
continuavano a sanguinare. Egli non fece nessun movimento per coprirsi o lamentarsi. Semplicemente
guardava fissamente al vuoto.
Acheron?
Non la rispose.
- 158 -

Si materializz davanti a lui, inginocchiandosi al suo fianco.


Perch ti batterono?
Egli lasci uscire un sospiro interrotto mentre stringeva il pugno nei vestiti che sosteneva in un mucchio.
Non mi fare domande, non risento con voglia di rispondere
Il suo cuore si sbrig, tocc uno dei lividi sanguinanti della sua spalla destra. Egli zitt davanti al suo tatto.
Ritirando la mano, ella corrug il cipiglio. Il suo sangue caldo, appiccicoso copriva i tuorli delle dita.
Retroced, guardando fissamente il suo corpo nudo. Per la prima volta, ella sent un'onda di colpevolezza
attraversandola il petto.
L'avevano punito per colpa sua. Se non l'avesse tirato fuori dalla stanza, essi non gli avrebbero fatto questo.
Una parte di lei era arrabbiata perch egli era stato ferito.
Non mi piace quello che ti hanno fattogli sussurr.
Per favore, solamente lasciami suolo.
Ma ella non poteva. Voleva fare qualcosa per lui, collocando la mano sulla sua spalla chiuse gli occhi prima
di guarirlo.
Acheron ansim dovuto al terribile dolore che percorreva il suo corpo. Un secondo pi tardi, tutto quello
dolore era andato via. Si tese, sperando che ritornasse.
Ma non lo fece.
Questi migliore?
La guard fissamente con incredulit.
Che cosa facesti?
Sono una dea della sanacin, allora ti guarii.
Girando sulla schiena, si sorprese che il dolore non ritornasse. Durante gli ultimi tre giorni era stato battuto
in varie occasioni perch aveva osato accompagnare a Ryssa al tempio. Francamente, aveva cominciato a
temere che la sua pelle non si curerebbe mai completamente.
Ma Artemide l'aveva aiutato.
Grazie
La dea sorrise mentre l'allontanava il capello dal viso.
Non volli che essi ti ferissero.
Acheron copr la sua mano con la sua prima di baciare la sua palma che sapeva di rose e miele. Per il suo
completo stupore, sent al suo corpo eccitarsi. Solo per quel motivo, sperava che Artemide saltasse su lui.
Invece ella osservava il suo pene come si induriva.

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Fa sempre quello?
No. Raramente si metteva duramente a meno che lo fossi obbligato o fosse impasticcato.
La sua fronte si sgualc mentre ella gli tocc il petto. Era abituato a che la gente sentisse curiosit per lui. Da
quando assumevano che era figlio di un dio, tutti volevano toccarlo, esplorare il suo corpo.
Tuttavia, ella dubitava. La sua mano si muoveva leggermente contro il suo addome, come se fosse paurosa
di toccare la parte di lui che stava guardando fissamente.
Non ti far niente che non vogliadisse a voce bassa.
Gli occhi di Artemide scintillarono.
Naturalmente che no. Ti ammazzerebbe se lo facessi.
Nessuno era stato tanto diretto prima, ma la minaccia aveva appeso sempre sulla sua testa. Dopo essere
uscito dall'Atlantide molti dei suoi clienti lo minacciarono per molte ragioni. La maggioranza politici o
possessivi. Avevano paura che potesse parlare di quello che volevano fare al suo Principe Styxx o non
volevano condividerlo pi con nessuno.
In tre occasioni quasi l'avevano ammazzato.
Non sapeva perch la gente reagiva davanti a lui della forma in cui lo facevano. Non lo cap mai. Artemide,
perfino con la sua divinit, non sembrava differente di qualunque altra persona.
Eccetto che il suo tocco l'incendiava.
Acheron chiuse gli occhi quando la sua mano sfior leggermente la punta della polla. La necessit dentro lui
fu inaspettata e sorprendente. Dovrebbe sentirsi irritato per quello che ella gli aveva fatto e, tuttavia, non
poteva trovare nessuna ira dentro lui in questo momento. Solo un desiderio per lei che non comprendeva.
Un rumore suon nel corridoio.
Artemide Lei ritiro con un acuto sospiro.
Possono vederci.
La cosa seguente che seppe fu che egli stava dentro una brillante stanza di marmo bianco. Acheron gir
lentamente sui suoi piedi, tentando di capire dove si trovava.
C'era un letto incredibilmente grande contro una parete. Le lenzuola e tende erano tanto bianche come
tutto quello che aveva l. Egli unico colore che emergeva era quello dell'oro puro.
Dove sto?
Nel Monte Olimpo.
Gli fu allentato la mandibola.
Come?

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Ti ho portato al mio tempio. Non ti preoccupare. Nessuno entra nelle mie stanze. Sono sacri.
Artemide si avvicin a con un sorriso nel viso. Sfreg dopo la guancia contro la sua ed un istante una veste
rossa apparve sul suo corpo.
Qui nessuno ci disturbasse.
Acheron non poteva formare un pensiero coerente mentre guardava lo splendore che lo circondava. Il
soffitto sulla sua testa era di oro solido ed intaglio con brillanti scene di paesaggi forestali.
Come poteva essere questo? Come poteva una prostituta stare nella stanza di una dea conosciuta per la sua
verginit? Il puro pensiero era risibile.
Anche cos l si trovava...
Artemide lo prese della mano e lo condusse verso il balcone che dava ad un giardino strapieno di
risplendenti fiori. Lo spiegamento di colori era quasi tanto bello come la dea al suo fianco.
Che cosa pensi? domand Artemide.
Che questo meraviglioso.
Pensai che questo ti piacerebbedisse con un sorriso.
Acheron la guard col cipiglio corrugato.
Come puoi annoiarti qui?
Ella guard alla distanza ed inghiott. Una profonda tristezza oscur i suoi occhi verdi.
Qui mi sento sola. Sono pochi le occasioni in che qualcuno vuole dirigersi a. A volte strada per il bosco ed
un cervo io riguardo, ma realmente essi non hanno molto da dire.
Egli sciolse un sospiro spaventato davanti all'incredibile scena.
Potrebbe essere felice perso in questi boschi e senza parlare un'altra volta con un'anima finch vive.
Ma vivresti solo pochi anni. Non hai n idea quello che l'eternit. Il tempo non ha nessun significato. Si
allunga solo e si trattiene sempre nella stessa cosa.
Non so. Penso che mi piacerebbe sempre se potesse vivere abbasso le mie proprie condizioni.
Ella gli sorrise.
Posso vederti come sei ora mille anni nel futuroi suoi occhi si accesero. Oh, spera, c' qualcosa che
devo condividere con te.
Acheron inclin la testa con curiosit mentre ella scricchiolava le dita ed un peculiare pacchetto marrone
appariva nella palma della sua mano. Per di seguito offriglielo.
Che cosa questo?
Cioccolatorispose con un affannoHershey's. Devi provarlo.
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Egli lo prese e lo sostenne davanti al naso. Odorava dolce, ma non era sicuro circa il sapore. Quando egli
cerc di portarsilo alla bocca, Artemide se lo tolse della mano.
Devi svolgere la cosa primo tontuelo. Mentre rideva, strapp la carta marrone ed un estraneo materiale
di argento che l'avvolgeva, tagli un pezzo e glielo diede.
Con cautela, Acheron gli diede un morso. Nell'istante che si strusse sulla lingua, si sent nel cielo.
Questo delizioso.
Ella gli raggiunse la sbarra di nuova.
Lo so. Viene dal futuro, si suppone che non possiamo andare l, ma non posso rimediarlo. alcuni cose per
le quali non posso sperare ed il cioccolato uno di esse.
Egli si lecc i resti del tuorlo delle dita.
Potresti portarmi al futuro?
Ella neg rapidamente con la testa.
Mio padre mi ammazzerei se portasse l ad un mortale.
Un dio non pu ammazzare ad un altro.
S, possono. Credimi. Si suppone che questo proibito, ma questo li ferma non sempre.
Acheron prese un altro boccone mentre considerava le sue parole. Desidererebbe abbandonare questo
tempo. Andare ad un posto dove nessuno conoscesse n a lui n suo fratello. Dove non avesse passato e
potesse portare una vita normale, dove nessuno lo tentasse possedere. Sarebbe la perfezione. Ma aveva
imparato per la strada difficile che tale posto non esisteva.
Artemide lo tolse la sbarra e diede un piccolo morso. Un pezzo si disf sul suo mento.
Acheron allungo la mano per togliersilo.
Come fai quello? ella domand.
Il che?
Toccarmi senza paura? Tutti gli umano tremano davanti ai dei, ma tu no. Perch?
Probabilmente perch non ho paura di moriredisse avvilendosi di spalle.
No?
No. Ho paura di rivivere il mio passato. Per lo meno con la morte, rimarrebbe dietro. Credo che fosse un
sollievo.
Sei un uomo strano, Acheronella disse scuotendo la testa. Differente a chiunque dei che ho
conosciuto.
Camminando all'indietro, lo prese della mano e lo diresse verso la camera da letto.
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Acheron fu volontariamente.
Artemide non pronunci una parola mentre si inginocchiava sul letto, e si girava verso lui. Attrasse alle
braccia per dargli un bacio incredibilmente caldo.
Acheron chiuse gli occhi quando sent la sua lingua sulla sua. Che rimpiango quando stava con lei non si
sentiva come una prostituta. Nessuno stava obbligandolo. Nessuno di essi voleva niente eccetto finire con la
solitudine.
Si era domandato sempre. Che cosa si sentirebbe essendo normale?
Artemide si separ per guardalo fissamente.
Promettimi che non mi tradissi mai, Acheron.
Non far mai niente per ferirti.
Il suo sorriso gli accec prima che lo spingesse sul materasso e cadesse di spalle. Ella si sedette a cavalcioni
sulle anche mentre lo ritirava il capello del collo.
Sei tanto bellosussurr.
Acheron non fece nessun commento. L'ipnotizz quando lo guard con quegli occhi verdi e la sua pelle tanto
liscia e soave lo tormentava. Al meno fino a che quello vide un scintillio di canini.
Un istante dopo un dolore accecante gli oltrepass il collo. Cerc di muoversi, ma non poteva. Neanche un
muscolo.
Il cuore bastonava dolorosamente ma ced davanti ad un piacere inimmaginabile. Solo quando il piacere
sostitu al dolore pot muoversi. Svuot la sua testa nel collo mentre ella continuava ad assorbire e
succhiando fino a che il suo corpo sfrutt nell'orgasmo pi intenso che qualche volta aveva avuto.
Pronto not le palpebre come si chiudevano come se fossero di piombo. Tent di lottare contro l'oscurit,
ma non pot.
Artemide si ritir e lecc il sangue delle sue labbra mentre sentiva che Acheron sveniva, ella non aveva preso
mai prima sangue umano... era incredibile. Non era di rimpiangere che suo fratello lo facesse tanto
frequentemente. C'era una vitalit della quale mancavano gli immortale. Era tanto intossicante che lo prese
tutta la sua forza non bere pi. Quello l'ammazzerebbe.
Era la cosa ultima che ella desiderava. Acheron l'affascinava. Non tremava o adulava. Malgrado fosse un
mortale, la considerava come un ugualmente.
Incantata con la sua nuova mascotte, si appoggi di lato e Lei accoccolo contro lui.
Questo era definitivamente il principio di una gran amicizia...

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14 Dicembre, 9529 A.C.

Acheron svegli con un dolore acuto nella testa. Aprendo gli occhi, si trov nudo sul letto. Non fu fino a che
si mosse e non sent dolore alcuno che ricord tutto quello che aveva passato il giorno anteriore.
Tutto.
Contenendo l'alito, si tocc il collo per trovare un piccolo rastrello di sangue asciuga dove Artemide l'aveva
morso. Ma quell'era l'unica marca nel suo corpo. Tutti i segni della bastonata erano spariti.
Che cosa era un piccolo morso comparato con quello?
Diede un'occhiata attorno alla sua stanza. Come ritornai qui? Non poteva ricordare quella parte. L'ultima
cosa nella sua memoria era ad Artemide mordendolo nel suo letto ed un senso di stanchezza che lo
sorpassava.
Qualcuno batt la porta prima di aprirla. Sapeva chi era prima di vedere la piccola donna bionda che era
Ryssa. Nessuno pi annunciava il suo arrivo.
Rapidamente si ripul il sangue e copr il collo col capello prima che si avvicinasse quanto basta per notarlo.
Le sue guance erano paonazze ed andava vestita con un insieme violetto. Era la prima volta che la vedeva
da quando Apollo l'aveva reclamata.
Prima che potesse parlare, ella si lanci alle sue braccia e pianse.
Acheron l'abbracci mentre la cullava.
Che cosa pass? Ti fer?
Fu gentiledisse tra singhiozzi. Ma mi spavent e mi fer in alcuni occasioni.
Strinse il suo abbraccio.
Come lo sopporti?
Ci furono molte volte che egli si era fatto la stessa domanda a s stesso.
Tutto si preparer, Ryssa.
Si preparer?
Ella si allontan per guardarlo fissamente mentre tentava di vedere se dovrebbe credergli o no.
Acheron prese il suo viso tra le mani.
Ti indurirai e sopravvivrai.
Ryssa strinse i denti davanti alle parole delle quali era cosciente che Acheron conosceva tanto bene.

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Non voglio ritornarlui. Mi sentii tanto nuda ed esposta malgrado egli non fosse particolarmente cattivo o
poco gentile. Ma avevi ragione. A lui non gli import quello che io pensavo o sentiva. Tutto quello che gli
importava era il suo piacere. Neg con la testa mentre otteneva un nuovo intendimento su suo fratello
che non aveva avuto mai prima.
La sua vergogna era solo un esempio. Acheron aveva molti. Era orribile stare pi alla merc di qualcuno.
Non potere dire niente su quello che facevano col tuo corpo. Si sentiva tanto usata...
Voglio fuggire da questo.
Egli prese la sua mano tra le sue.
Lo so. Ma starai bene. In realt. Ti abituerai.
Non risentiva di quella maniera. Era terribilmente dolorante ed ancora sanguinava per l'intrusione di Apollo
nel suo corpo. Egli aveva fatto attenzione con lei e tuttavia era stato anche crudele. La cosa ultima che ella
vorrebbe era stare nuovamente alla sua grazia.
Ryssa!
Ella salt davanti al grido di suo padre.
Acheron si tese.
Devi andarti.
Ella non voleva ma aveva anche paura di mettere ad Acheron in problemi. Sorbendo le lacrime, si ritir e
vide una cruda simpatia nei remolinantes occhi argentati.
Ti voglio, Acheron.
Acheron apprezz quelle parole. Ryssa era l'unica persona che l'aveva voluto qualche volta. In occasioni
quell'odiava quell'affetto perch l'obbligava a fare cose che lo ferivano, ma a differenza degli altri, sapeva
che le sue azioni erano motivate per la bont.
Ella sfugg dal letto ed attravers correndo la stanza, verso il corridoio.
Ascolt l'arrabbiata maledizione di suo padre attraverso le pareti.
Che cosa stavi facendo l?
Acheron trem. Per lo meno Ryssa non doveva temere essere battuta. Non aveva conoscenza che qualche
volta suo padre l'avesse battuta.
Ora sei l'amante di un dio. Non devi stare in compagnia di gente come egli di nuovo. Capisci? Che cosa
penserebbe Apollo? Ti ripudierebbe e sputerebbe su te.
Non pot ascoltare la soave risposta di Ryssa.
Ma le parole di suo padre lo lacerarono. Cosicch non era il sufficientemente degno per stare in compagnia
di Ryssa, ma poteva continuare ad accompagnare Artemide. Si domandava come combatterebbe suo padre

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con quella conoscenza. Se quello farebbe che suo padre lo guardasse con qualcosa pi che scherno negli
occhi.
La cosa pi probabile era che no.
Le sue porte si aprirono tanto bruscamente che si ascolt un strepito. Il re attravers la stanza a lunghe
falcate con furia. Acheron guard in lontananza e si sforz perch tutta l'emozione abbandonasse il suo
viso.
Che Lei joda. Se suo padre voleva odiarlo che l'odiasse. Era gi stanco di nascondersi ed avvilirsi. Colpi ed
insulti poteva sopportarli.
Con le finestre del naso aperte, Acheron trov lo sguardo irrita di suo padre senza tremare.
Buon giorno Padre.
Lo schiaffeggi tanto forte che Acheron prov il sangue mentre il dolore esplodeva dentro il cranio. Ansim,
scuotendo la testa per rischiararsi. Allora trov il furioso sguardo fulminante del Re.
Non sono tuo padre.
Acheron si ripul il sangue con la parte posteriore della mano.
C' qualcosa in quello che possa aiutarti?
Per favore padre. Preg Ryssa attraversando la stanza. Prese del braccio prima che potesse avanzare
nuovamente su Acheron.
Lui venni al mio arrivo. Acheron non fece niente brutto. non la mia colpa la sua.
Il re elev un dito ossuto come gesto di condanna davanti ad Acheron.
Rimane lontano da mia figlia. Mi hai capito? Se ti trovo nuovamente vicino a lei. Ti far desiderare non
essere nato.
Acheron rise amaramente.
E come sarebbe quello differente di un giorno normale?
Ryssa si mise a s stessa di fronte a suo padre quando si scagliava su Acheron.
Detenga padre. Per favore. Avevi domande su Apollo. Non dovremmo metterci a fuoco in quello?
Egli lanci un sguardo superiore e condannatorio ad Acheron.
Non meriti che ti dedichi il mio tempo.
Con quello, quello trascin a Ryssa fosse della stanza.
Bolla questa porta e mantienila chiusa. Il giorno di oggi egli pu passare senza cibo.
Acheron si appoggi contro la parete e neg con la testa. Se suo padre pretendeva di controllarlo col cibo,
avrebbe dovuto passare pi tempo con Sta'. Quello bastardo aveva saputo come mantenere il cibo su lui.
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Le sue viscere si strinsero davanti al ricordo delle sue suppliche a Sta' perfino per una goccia di acqua per
menomare la sua sete.
Non ti sei guadagnato niente e niente quello che hai... Ora, impiegati di ginocchia e compiacimi, allora
vedremo se vali il sale.
Stringendo gli occhi per mantenerli chiusi fece che le immagini svanissero. Odiava pregare ed inginocchiarsi.
Ma l'unica cosa che poteva farloro sparire completamente era il ricordo di una dea che l'aveva reclamato.
Artemide? Sussurr il suo nome con paura che qualcuno potesse sentire in realt chiamandolo la.
Onestamente sperava che l'ignorasse come lo facevano tutti.
Non lo fece.
Apparve davanti a lui. La mandibola di Acheron si apr leggermente per la sorpresa. Il suo lungo capello
rosso sembrava brillare davanti alla tenue luce. I suoi occhi erano vibranti e caldi con benvenuto. Non c'era
niente nella sua condotta che lo condannasse o si prendesse gioco di lui.
Come ti senti? Ella domand.
Migliore con te al mio fianco.
Un piccolo sorriso gioc coi bordi delle sue labbra.
Sul serio?
Egli assent.
Il suo sorriso divent pi ampio mentre si avvicinava al letto e gattonava su lui.
Acheron chiuse gli occhi mentre il dolce aroma della sua pelle riempiva la sua testa. Voleva seppellire il viso
nel suo capello e solo inalarla. Disegnando le sue labbra, ella ritir il suo capello del collo prima di toccare la
pelle che aveva morso.
Sei abbastanza forte per essere umano.
Mi allenarono per essere resistente.
Ignorando il commento, ella corrug il cipiglio.
Segui senza guardarmi.
Ti guardo Artemide.
E lo faceva, vedeva ogni linea del suo viso, ogni curva del suo lussurioso corpo.
Ella prese il suo viso con le mani e gir la sua mandibola per obbligarlo a guardarla di davanti. Ancora cos
Acheron mantenne lo sguardo sulle ginocchia che spuntavano sotto il vestito.
Guardami.

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Acheron voleva correre. Aveva passato la sua vita intera senza guardare direttamente verso nessuno
eccetto nelle contate occasioni che voleva mostrare la sua sfida. E per quello momento di audacia, era stato
battuto crudelmente.
Acheron... Io-ra-io.
Dandosi forza a s stesso aspettando il suo attacco, obbed a lei. Il suo cuore si strinse come tutto il suo
corpo si tese, sperando di essere ferito.
Artemide si sedette ritirandosi verso il suo inguine con espressione compiaciuta.
L sta. Non fu tanto difficile o s?
Pi difficile di quello che lei potrebbe immaginarsi qualche volta, ma con ogni secondo che passava ed ella
non lo batteva per guardarla, si rilassava un po' pi.
Ella sorrise.
Mi piacciono i tuoi occhi, sono strani ma begli.
Begli? I suoi occhi? Erano ripugnanti. Tutti, includendo a Ryssa, erano paurosi di essi.
Non ti importa che ti guardi?
Nella cosa assoluta. Per lo meno cos so che io questi prestando attenzione. Non mi piace la forma in che i
tuoi occhi ballano attraverso la stanza come se fossi distratto.
Quell'era una primicia per lui.
Come potrebbe distrarrmi qualunque cosa mentre questi con me? Ti assicuro che quando stai vicino, tutto
quello che vedo te .
Ella brillo in soddisfazione.
Ora perch mi chiamasti?
Non sono sicuro. Onestamente, non pensai che verresti. Sussurrai solo il tuo nome, sperando che
rispondessi.
Sei un umano tonto Sei nuovamente rinchiuso?
Egli assent.
Non possiamo permetterlo. Vedono.
Appena le parole avevano abbandonato le sue labbra quando stavano gi di ritorno nella stanza di lei.
Nuovamente Acheron era vestito di rosso, quello che era strano dato che tutto il resto era brandisco o
dorato.
Perch mi vesti sempre di questo colore?
Ella si morse il labbro mentre camminava attorno a lui. Lasciando cadere il dito per il suo corpo.
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Mi piace la maniera nella quale ti vedi con lui. Si ferm davanti a lui per potere mettersi in punta di
piedi e baciarlo.
Acheron gli diede quello che voleva. Era stato allenato per dare piacere a chi stesse con lui. A non prendere
niente per s stesso. Le sue necessit non avevano importato. Era solo un attrezzo per essere usata e
dimenticata.
Ma con Artemide non si sentiva cos. Come Ryssa, ella gli era da sentire che era una persona. Che poteva
avere i suoi propri pensieri e non era cattivo. Poteva guardarla ed ella non lo punirebbe per quel motivo.
Artemide sospir mentre Acheron l'avvicinava pi. Amava la forma nella quale la sosteneva. La maniera
nella quale i suoi muscoli si tendevano contro il suo corpo. Era tanto bello e tanto forte. Tanto seducente.
Tutto quello che voleva era essere a sole con lui di questa maniera. Sentire il suo cuore battere contro i seni.
Il suo alito mischiato col suo. Ella poteva sentire i suoi denti crescendo come se la sua fame per lui si
incrementasse perfino pi...
Ella si ritir e trov il suo sguardo affinch quello potesse vederla tale quale era ora. Egli neanche scintillio
davanti ai suoi canini, nel suo posto inclin la testa e le offr quello che pi voleva. Nessuno si era offerto
mai cos. Normalmente ella si alimentava di suo fratello o di una delle sue domestiche. Ma non si
preoccupavano per quel motivo.
Il cuore si sbrig, quando ella sfior il collo con la sua mano mentre affondava profondamente i canini.
Acheron ansim tra denti quando il dolore si estese attraverso il suo corpo. Ma fu rapidamente remplazado
per un piacere tanto profondo che fece che il suo pene si indurisse. Debilitato per quel motivo egli si
dondol. Artemide lo segu, sottomettendo perfino pi forte la cosa.
La sua testa affond mentre tutto alla sua periferia diventava affilato e chiaro. Egli sent il suo alito sulla
pelle, ascolt come il sangue bombardando attraverso le vene. Ogni parte di lui sembrava viva. Tanto forte
e contemporaneamente tanto debole. Si dondol nuovamente, cadendo contro la parete dietro lui.
Acheron?
Egli ascoltava la sua voce, ma non poteva risponderla.
Artemide si lecc il sangue delle labbra mentre vedeva la tintura azzurrata nella sua pelle. La sua
respirazione era tanto superficiale che ella mezzo sperava che morisse.
Acheron?
I suoi occhi erano mezzo aperti. Sembrava che non ci fosse riconoscimento nel suo sguardo fisso in lei e non
l'ascoltava.
Paurosa di c'essere la cosa ferita, il trasport di ritorno al suo letto e lo reclin gentilmente. Ella prese la sua
mano tra le sue e li sfreg.
Acheron, per favore, diedi qualcosa.

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Egli sussurr qualcosa in Atlante, ma ella non pot capirlo. Con un'ultima espulsione di alito, svenne.
Artemide salt all'indietro quando il suo corpo intero incominci a cambiare ad un vibrante azzurro mentre
le sue labbra, unghie e capello diventavano neri. Un istante dopo, sembrava normale.
Che cosa nell'Olimpo? Non aveva visto mai cos qualcosa. Sarebbe stato causato per la sua alimentazione?
Inghiottendo, gatton pi vicino a lui e lo press con un dito. Era completamente incosciente.
Facendo apparire una calda pelle, lo copr e l'osserv mentre respirava debolmente. Mentre ella dormiva
tracci la forma delle sue labbra, la longitudine del suo naso. Le sue forme erano affilate e perfette. Come il
suo corpo. Non capiva perch l'attraeva tanto. Paurosa di essere dominata, aveva chiesto a suo padre
quando era una bambina che le facesse immune all'amore e le desse la verginit eterna. Zeus le aveva
concesso quella petizione. Anche cos mentre guardava ad Acheron riposando, si meravigliava davanti alle
emozioni che sentiva per lui. Non erano simili a niente che avrebbe sentito prima.
Godeva della forma nella quale egli parlava con lei. La forma in cui la sosteneva e le faceva gridare di
piacere coi suoi tocchi e leccate. Soprattutto, amava il suo sapore quando si alimentava di lui.
solo una mascotte.
S, quell'era. Non aveva nessun sentimento reale per lui. Somigliava ai cervi che vivevano nel suo bosco.
Begli per guardare e per toccare. Essi la leccavano e si sfregavano anche contro lei. E come essi ella era
sicura che egli l'annoierebbe col tempo. Tutto lo faceva.
Ma per il momento aveva l'intenzione di godere della sua mascotte tutto il tempo che potesse.

Acheron svegli con molto appetito. Il dolore della fame era tanto feroce che all'inizio pens che era di
nuovo nell'oscuro vuoto sotto il palazzo di suo padre. Ma mentre apriva gli occhi e vedeva il soffitto dorato
su lui, ricord che stava con Artemide.
Si sedette lentamente per trovarsi a s stesso solo nel letto. Sentiva voci fosse. Incominci ad alzarsi e
dirigersi verso esse, ma glielo pens meglio. Artemide l'aveva lasciato l per una ragione. Niente buono
verrebbe se aprisse quelle porte.
Allora si sedette sul letto, lo stomaco gli doleva mentre ascoltava parole interrotte ed insensato. Le voci si
attenuavano attraverso l'oro e la pietra. Non aveva n idea dell'ora che era o quanto aveva dormito.
Sembrava che avesse passato un'eternit prima che Artemide apparisse finalmente. Ella si avvicin e
sorrise.
Sei sveglio.
Egli assent.
Non volli disturbarti. Suonavi occupata.
Ella chiuse la distanza tra essi per prendere la sua guancia.

- 170 -

Questi affamato?
Famelico.
Ella mosse la mano ed un tavolo coperto di cibo apparve vicino al letto.
Acheron rimase stupefatto davanti al banchetto.
Se vuoi pi qualcosa, chiedimelo.
No, questo meravigliososi alz per andare a per una pagnotta di pane. Gli occhi si aprirono davanti al
suo sapore, caldo e coperto con miele, era la cosa migliore che aveva mangiato.
Artemide gli avvicin un bicchiere di vino.
Per dio, sei affamato.
Egli prese il bicchiere ringraziato per prendere un profondo sorso del suo ricco sapore.
Grazie, Artie.
Ella incurv un sopracciglio davanti al suo inaspettato soprannome.
Artie?
Acheron trem mentre si rendeva conto della sua gaffe.
Artemide, volli dire Artemide.
Ella l'accarezz col naso.
Penso che mi piace Artie. Mai nessuno mi ero chiamato cos prima.
Acheron abbass la testa per baciare la sua mano.
Artemide non poteva respirare mentre quello semplice la tocchi elettrificava. Che cosa c'era in questo uomo
che infiammava suo animo intero? Desiderava sostenerlo e proteggerlo. Pi che quello, desiderava divorare
ogni centimetro del suo esuberante corpo.

Chiudendo gli occhi, si inclin contro lui ed inal l'essenza intossicante che era tutto maschile e tutto suo.
Mangia, Acheronsussurr. Non voglio che sia affamato.
Egli si allontan ed ella sent il repentino freddo che lasciava l'assenza del suo caldo come un colpo contro il
suo stomaco. Lo guard mentre egli inumidiva il pane in un piccolo piatto di miele prima di dargli un morso
e sorridere, un sorriso tanto bello che fece che il suo cuore tremasse.
Torn a bagnare un altro pezzo, allora si gir verso lei.
Vuoi un po'?

- 171 -

Assent, egli lo sostenne davanti a lei affinch desse un morso. Artemide apr la bocca. Mentre collocava il
pane nella sua lingua, ella lecc le sue dita che erano deliziosi. Dolci e salati, gli aprirono l'appetito per pi.
I suoi occhi si oscurarono, causando che un'onda di desiderio incominciasse profondamente dentro lei. Egli
affond il dito nel miele, per disegnare le sue labbra prima di avvicinarla e baciarla. Il sapore di lui cocktail
col miele era pi di quello che poteva sopportare.
Guidandolo verso il letto, si appoggi sul materasso e tir della sua mano fino a che egli stette su lei.
Acheron grugn davanti alla visione di Artemide sotto lui.
Sei incredibilmente bella.
Artemide non poteva articolare parola. Era completamente prigioniera per lo sguardo di tenerezza nel suo
viso. Nessuno l'aveva guardata mai di quella maniera. E quando colloc le sue labbra contro la gola, ogni
pensiero razionale si perse nel fuoco dentro lei.
Ella non era stata mai completamente nuda con nessuno. Ma mentre egli la spogliava del suo abito non
protest. Con un'esasperante lentezza quello lasci cadere i vestiti per il suo corpo fino a che fu nuda
davanti a lui. Egli non fece movimento alcuno per togliersi i suoi propri vestiti.
Invece di quello, quell'alz il suo piede per mordicchiare il suo collo del piede. Mordendosi il labbro davanti
alla squisita tortura, l'osserv mentre ascendeva lentamente per la sua gamba.
Egli si trattenne per leccare gentilmente la parte interna del suo polpaccio.
Vuoi che mi fermi?
Artemide neg con la testa.
Mi piace come mi tocchi.
Il suo sguardo la brucio mentre con una leggera gomitata separasse un po' pi le sue cosce per toccare la
parte di lei che pi aveva bisogno di lui. Ella affond le dita nel suo capello e li chiuse in pugni.
Acheron si ritir con un zittio come se l'avesse ferito.
Ella corrug il cipiglio.
C' male qualcosa?
Per favore non prendere n tira dei miei capelli. Odio quando la gente fa quello.
Perch?
Mi fa sentire come spazzatura.
Non c'era errore nel profondo dolore della sua voce.
Non lo capisco.

- 172 -

La gente mi prendevo del capello per controllarmi o per mantenermi ai suoi piedi. Essi mi tiravano dei
capelli mentre mi violavano e mi umiliavano. Non mi piace.
Artemide accarezz la sua guancia, tentando di consolarlo.
Lo sento Acheron. Non lo sapeva. C' qualcosa pi che non ti piaccia?
Acheron si congel davanti alla domanda. Prima nessun amante gli aveva domandato quello. Non poteva
credere ancora che l'avesse detta che non gli piacesse che gli toccassero i capelli. Non era qualcosa che
normalmente facesse, ma come ella aveva domandato si sentiva animato ad informarla.
Non mi piace che nessuno respiri nella parte posteriore del mio collo. Mi ricorda essere un schiavo senza
volont e fa che la mia pelle tremi.
Non ti far mai allora quello.
Quelle parole lo toccarono tanto dentro che portarono lacrime agli occhi. Inghiott il gonfiore della gola
prima che lo soffocasse. Non c'era niente che egli non facesse per compiacere la sua dea. Artemide era ogni
gentilezza. Non poteva immaginare perch ella vorrebbe essere amica di qualcuno tanto basso come un ex
schiavo, ma era grato di stare con lei.
Desiderando compiacerla, non perch dovesse farlo bens solo perch lo desiderava, si prese il suo tempo
per provocare il suo corpo fino a che ella grid il suo nome. Fedele alla sua parola non gli prese del capello
mentre si spostava. Semplicemente affond le sue unghie nelle spalle.
Grato che avesse mantenuto la sua parola, quello gatton sul suo corpo e l'attrasse contro le sue braccia.
Artemide sospir mentre riposava contro lui. Ancora Acheron stava completamente vestito.
Perch non prendi niente per te stesso?
Realmente non trovo piacere nel sesso.
Ella corrug il cipiglio.
Come possibile che non lo goda?
Non poteva incominciare almeno a spiegargli che niente circa il sesso lo faceva sentire bene. Gli piaceva
toccarla, ma non aveva la stessa reazione verso il suo tocco che ella aveva verso il suo. Gli orgasmi erano
piacevoli, senza dubbio. Ma non gli importavano se aveva o non unisco.
Lo godo.
Egli ment. Le farebbe bene ascoltare quello. Manterrebbe la verit dentro lui. Onestamente amava stare
con lei. Quando stavano insieme si sentiva come un uomo senza passato. Si vedeva a s stesso come il suo
amico e se piaceva ad una dea, non potrebbe essere tanto ripugnante come suo fratello e suo padre gli
facevano credere.
Ella si sfreg contro il suo corpo.
Acheron chiuse gli occhi ed assaggi la sensazione del suo caldo corpo contro il suo.

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Desidererebbe potermi rimanere qui per sempre.


Se fossi donna marciresti, ma solo mio fratello ha permesso di entrare nel mio tempio. Nessun altro uomo.
Ma sto qui ora.
Lo so, e il nostro segreto. Non puoi dirtelo a nessuno.
Non lo far.
Ella si alz per dirigergli un sguardo di avvertenza.
Sul serio Acheron. Neanche nei tuoi sonni potrai sussurrare una parola circa me.
Credimi Artie, mantenere segreti una delle cose che imparai rapidamente nella mia vita. So quando
mantenere la mia bocca chiusa. Realmente nessuno mi parla inoltre comunque.
Bene, ora tempo che ritorni a casa tua.
In un minuto stava nel suo tempio vicino a lei, al seguente era nel suo letto nudo di nuovo. Not troppo tardi
che non aveva mangiato realmente niente. Demoni, era oscuro fuori. Aveva perso la maggior parte del
giorno. Mentre suo padre non avesse comandato guardie per batterlo nessuno saprebbe della sua visita
dell'Olimpo.
Sospirando Acheron colloc un braccio sugli occhi. Forse potesse dormire fino a che Artemide venisse per lui
di nuovo.
Ma perfino mentre il pensiero appariva nella sua testa seppe che non potrebbe durare. Una prostituta non
potrebbe essere amica di una dea. Era impossibile. Presto o tardi Artemide seria come qualunque altro.
Anche cos nel suo cuore c'era profondamente un po' di speranza che forse, solo forse, Artemide dovuto al
suo status di dio fosse differente.
Venderebbe la mia anima per mantenerti e proteggerti Artiesussurr, domandandosi se potrebbe
ascoltarlo. Se tanto solo anche il sarebbe nato dai dei.
Egli neg con la testa davanti alla dura realt che conosceva troppo bene.
E se i desideri fossero cavalli, sarebbe potuto fuggire nell'infanzia.
No, questo era tutto quello che potrebbe avere. Tutto quello che poteva fare era assicurarsi che nessuno
sapesse la verit. Che i dei l'aiutassero se qualche volta qualcuno lo faceva.

- 174 -

12 Gennaio, 9528 A.C.

Acheron si sedette nella ringhiera del suo balcone, rimpiangendo Artemide. Stava fuori rispondendo ad un
festival che si dava nel suo onore e voleva spiare la gente in persona. Era rara e gli piaceva vedere come il
paese l'adorava mentre fingeva essere un mortale.
Lo trovava stranamente affascinante e doveva ammettere che queste ultime settimane erano state le
migliori della sua vita.
Artemide era l'unica persona che gli permetteva di essere egli stesso. Se non gli piaceva qualcosa, poteva
dirsilo ed ella gli prometteva che non succederebbe di nuovo.
Ci non era mai rotto la sua parola. Quello pi che qualunque cosa era un sogno realizzato. E come
passavano insieme tanto tempo ed Acheron non causava problemi o scappava dalle sue guardie, suo padre
lo lasciava tranquillo. Non poteva ricordare un momento, eccetto per i mesi con Ryssa in cui avrebbe
passato tanto tempo senza che lo battessero o abbattessero.
L'indulto era divino.
Improvvisamente le porte della sua stanza si aprirono.
Le viscere lo furono teso. Pauroso che fosse suo padre venendo per lui, afferr la pietra che aveva sotto.
Egli non era. Ryssa avanz con passi lunghi dentro la stanza col sorriso pi brillante che aveva visto nel suo
viso.
Buon giorno, fratello.
Buon giornosalut vacillante, stupendosi del suo umore e del fatto che avesse lasciato le porte aperte
. Succede qualcosa di brutto?
Forse suo padre era morto finalmente. Era la cosa migliore che poteva sperare. Trattenendosi di fronte a lui,
tir fuori una piccola borsetta che portava dietro la sua schiena e glielo consegn.

- 175 -

Sei libero.
Suo padre doveva essere morto.
Acheron oscill le gambe verso il basso.
Che cosa vuoi dire?
Ho scoperto uno dei benefici di dormire con Apollo. Ora padre mi ascolta. Le tue guardie sono andate via
ed avrai un stipendio mensile affinch lo spenda come desiderimise la borsetta nelle sue mani. Cercai
anche di prenotarti un spazio nello stadio per qualunque opera. Nessuno se non tu avr permesso sedersi l.
Mai.
Non poteva credere quello che stava ascoltando.
Quali sono le condizioni?
Il suo sorriso svan mentre mostrava i denti con irritazione.
Tipico commento di Padre. Non ti permesso svergognarlo a lui o la famiglia. Lei non spiegarlo, ma finch
non ti immischi con nessuno credo che stessi bene.
Acheron si burl davanti all'idea.
Non ho intenzioni di mescolarmi con nessuno.
A meno non il pubblicamente. Si era stancato di quello faceva molto tempo. Non gli piaceva essere un
spettacolo.
Ella si avvicin.
Ti piacerebbe andare ad un'opera con me?
Che cosa c' di Apollo?
Sta fuori con sua sorella. Ho quasi tutto il giorno per mel'estese la mano. Che cosa dici, fratello?
Celebriamo la tua libert?
Acheron gli offr un sorriso reale, qualcosa che non faceva mai.
Grazie, Ryssa. Non sai quello che questo significa per me.
Credo che abbia un'idea.
Acheron and a raccogliere il suo manto di sotto al materasso e le scarpe che Artemide gli aveva dato.
Sostenne le scarpe per un momento, rimpiangendo ancora la dea pi che prima.
Come desidererebbe celebrarlo con lei, ma dovrebbe sperare.
Dopo essersi vestito rapidamente, segu a Ryssa fosse della stanza. Nel corridoio, vacill mentre guardava
attorno alle brillanti pareti. Ad eccezione del giorno dell'offerta di Ryssa ad Apollo, non aveva lasciato mai la
sua stanza uscendo per le porte senza avere dovuto subornare i guardia con sesso.

- 176 -

Il grado in che la sua vita aveva cambiato il batt con forza. Non era oramai un schiavo. Non era oramai un
prigioniero. Era liberi ora.
Acheron alz orgogliosamente la testa con la conoscenza che aveva denaro e non aveva avuto che joder con
nessuno per ottenerlo. Pi che quello, aveva un'amica ed amante che lo trattava come se importasse.
Per la prima volta nella sua vita, si sent come un essere umano e non mangio un possesso o un oggetto. Era
un sentimento condenadamente buono e non voleva che finisse.
Ryssa prese la sua mano tra le sue e lo port attraverso i corridoi verso fosse per la porta di di fronte, come
se non fosse imbarazzata nella cosa pi minima che la vedessero nella sua compagnia. Ma man mano che si
muovevano tra la gente, Acheron si rese conto che una cosa non aveva cambiato.
Le reazioni delle altre persone verso la sua bellezza. Tir il cappuccio sul viso e mantenne gli occhi nel suolo
ai piedi di Ryssa. Aveva passato ultimamente tanto tempo con Artemide che si era dimenticato di essi e
della gran repulsione che gli causavano.
Mentre camminavano attraversando la piazza del paese, fece una pausa. C'era un gruppo di bambini con un
maestro accurati di fronte del tempio. Un bambino di circa sette anni stava leggendo il testo che era scritto
ai piedi del dio.
In tutte la cose moderazione. La chiave del futuro capire il passato.
Acheron?
Batt ciglio davanti alla voce di Ryssa e gir per guardarla, osservandola col cipiglio corrugato.
Tutti i bambini sanno leggere?
Diede un'occhiata agli studenti.
Non tutti. Sono figli di senatori. Vengono qui per imparare circa il pantheon e vedere come i sacerdoti
servono ai dei mentre i suoi genitori elaborano le leggi che governano al paese.
Acheron si fiss nelle parole che non avevano nessun significato per lui. Era troppo imbarazzato di
ammettere davanti a Ryssa che non ricordava quasi niente delle sue lezioni con Maia.
Tutti i nobili possono leggere, non verit?
Ella tir della sua mano senza rispondergli.
Arriviamo tardi all'opera.
Acheron fece il giro e la segu.
Hai saputo qualcosa di Maia?
Ryssa sorrise.
Si spos l'anno scorso e sta aspettando il suo primo figlio.

- 177 -

Le notizie lo colpirono. Non gli piaceva l'idea di un uomo ferendo la bambina alla quale aveva avuto tanto
affetto. Sperava che chiunque che si sarebbe sposato con lei la trattasse col rispetto che si meritava.
Non troppo giovane per quello?
Non realmente. La gran maggioranza delle bambine si sposano a quell'et. Io fui una rara eccezione, ma
Padre respinse tutti i pretendenti che chiesero la mia mano.
Perch?
Onestamente, non lo so. Non me lo spiegherebbe mai. Suppongo che devo essere grata con Apollo. Se non
fosse per lui, sono sicura che starebbe vivendo la mia vita come una zitellona.
Potrebbe pensare in alcuni cose peggiori che quello. Ma sua sorella si stava permettendo le sue illusioni
suppose.
Ti fa ora Apollo felice?
gentile la maggior parte del tempo.
C'era una tristezza nei suoi azzurri occhi che smentiva le sue parole.
Ma?
Tocc il suo collo con un nervoso gesto che lo fece corrugare il cipiglio con indulgenza.
Non mi permettono di parlare di quello che facciamo quando stiamo insieme.
Cosicch Apollo si alimentava allo stesso modo di lei in che Artemide beveva di lui. Gli fece domandarsi se
tutti i dei facevano quell'o era qualcosa di unico tra Artemide ed Apollo.
Meriti essere felice, Ryssa. Pi che nessuno che conosco.
Gli sorrise.
Non verit. Tu sei chi merita felicit. Potrebbe strangolare Padre per la sua cecit.
Non mi importa oramai moltodisse onestamente. Preferisco essere ignorato che picchiato.
Ella scosse la testa prima di evitare la moltitudine per mostrargli dove il proprietario aveva fatto un'entrata
speciale per i sedili reali prenotati per essi.
Acheron vacill. Erano separati della moltitudine per un cordone ed ognuno dei dieci sedili era coperto con
un cuscino. Ma quello che non gli piacque era il fatto che l'area risaltava e gli altri continuavano a darloro
un'occhiata. Odiava che la gente mettesse a fuoco la sua attenzione in lui.
Ma non voleva insultare il regalo di Ryssa. Tirando del suo manto, la segu fino ai sedili.
Nessuno parl mentre gli attori uscivano ad agire. Acheron li osservava e pensava ai bambini che aveva
visto nella sua strada fino a l. Voleva leggere della maniera in che essi lo facevano. Artemide meritava un
consorte che fosse educato.

- 178 -

Forse se potesse leggere, non dovrebbe nascondere la sua amicizia

Artemide sent la presenza di suo fratello come un tocco fisico. Come gemelli, ambedue condividevano un
laccio speciale.
Ed un odio speciale.
Non sapeva quando si erano trasformati in nemici amichevoli, ma era un fatto reale. Bench non ci fosse
niente che non facessero l'uno per l'altro, appena potevano sopportarsi stando nella stessa stanza.
Lasciando l'odio ad un lato, non poteva negare che Apollo era uno dei dei pi begli. Il suo brillante capello
biondo era taglio e le magre linee del suo viso facevano sottolineare la sua piccola barba. I suoi occhi azzurri
esalavano un intelligente potere ed un'orma di crudelt.
L'incurv un sopracciglio.
Sono sorpreso di vederti qui.
Potrebbe dire la stessa cosa di te. Era gi ora che uscissi dal letto della tua mascotte umana. Stava
incominciando a pensare che ella era quella che ti controllava.
Il suo sguardo divent artica.
E che cosa quello che a te si mantenuto occupata? Padre disse che non sei stato nei saloni Olimpici in
settimane.
Si avvil le spalle.
noioso.
Quello non ti ferm mai prima.
Gli mise gli occhi in bianchi.
Ti importa? Sto tentando di vedere come mi adorano gli umano.
Prima che potesse allontanarsi, Apollo l'afferr del braccio e l'avvicin a lui per cos sussurrare all'udito.
Non sei venuto ad alimentarti in qualche tempo. Di chi stai prendendo il tuo sostentamento?
Che cosa ti importa?
Egli afferr il suo collo mentre i suoi denti canini si allungavano.
solo per un po' che puoi alimentarti di un umano prima che siedi un po' fame di qualcosa pi
sostanziale.
Abbass la testa verso il suo collo.
Artemide si allontan da lui.

- 179 -

Non sono interessata.


Gli occhi di Apollo ondeggiarono di rossi.
Ricordi quello che succed all'ultimo uomo col quale saltellasti?
Si abbatt davanti al promemoria. Orione. Artemide aveva preso in considerazione all'uomo ma prima che
potesse avvicinarsi a, Apollo l'aveva ingannata gelosamente affinch l'ammazzasse con una delle sue frecce.
Poi suo fratello aveva messo la sua immagine nelle stelle affinch ricordasse sempre che Apollo era l'unico
uomo del quale poteva alimentarsi.
Non saltellai con Orione.
La forz ad affrontarlo.
Devi alimentarti.
S, ma non voleva farlo da suo fratello. Amava Acheron.
Apollo la trascin verso le ombre del tempio mentre gli umano si riunivano fuori per rendergli tributo. Non
voleva seguirlo. Ma se non lo faceva, saprebbe che stava con qualcuno e che Zeus aiutasse allora ad
Acheron. Suo fratello lo spezzerebbe.
Il suo cuore soffr, tent di non abbattersi mentre suo fratello l'attraeva e gli offriva il collo. Ella lo prese e
nella sua mente pretese che era Acheron. Ancora cos, pot assaggiare la differenza tra i due. Il sangue di
Apollo non aveva spirito. Non c'era una corsa sboccata dentro lei mentre lo provava. Nessun fuoco che le
facesse volere sostenerlo.
Questo era solo sangue.
Quando prese quanto basta per placarlo, si ritir e si lecc le labbra.
Allora Apollo l'attacc. I suoi denti strapparono attraverso i tendini del suo collo, lasciando palpitandolo.
Voleva schiaffeggiarlo e molte volte nel passato l'aveva fatto. Condannato Hera per la sua maledizione. La
cagna gelosa aveva voluto assassinarli ad ambedue durante la sua nascita e perch Artemide aveva aiutato
sua madre a dare a luce ad Apollo, quell'era stato la sua punizione. Non c'era niente peggiore che dovere
alimentare alla tua propria specie. Era una lezione che ella ed Apollo conoscerebbero per il resto delle sue
vite.
La sua testa si allegger, tent di pensare chiaramente. Apollo stava prendendo troppo sangue. Era qualcosa
che faceva sempre quando era arrabbiato con lei.
Stringendo i denti, gli diede una ginocchiata nell'inguine. Apollo la sciolse con una maledizione,
strappandolo il collo. La sua maledizione si un a quella di lui menti copriva la profonda ferita con la mano.
Sei un bastardo!
Egli afferr il suo avambraccio, bruciandola con la sua impugnatura.
Ricorda quello che ti ho detto. Ti trovo con un uomo mortale e l'ammazzer.

- 180 -

Artemide gli strapp il suo braccio.


Visto a giocato coi tuoi umano e lasciami in pace.
Con la sua fortuna per il festival completamente ammaccata, si esalt di ritorno al suo tempio. Ma era tutto
tanto solitario. Il suo koris era andato via per il giorno.
Guard verso il suo letto ed immagin l l'ombra di Acheron, il suo sorriso scaldandola mentre la compiaceva
coi suoi baci e gentili carezze.
Avendo bisogno disperatamente di lui, si esalt alla sua stanza. Nell'istante in cui lo vide seduto con le
gambe incrociate nel piano con la sua schiena verso lei, il suo cuore si illumin. Senza nessun pensiero o
vacillazione, corse verso lui e l'abbracci.
Acheron si spavent quando Artemide si lanci sulla sua schiena e l'avvolse fortemente con le sue braccia.
Ancora cos, il suo aroma lo riemp.
Ti rimpiansi oggisussurr nel suo udito, inviandogli brividi per tutto il corpo.
Ti rimpiansi anche.
Il suo abbraccio si strinse prima di scioglierlo e posare il suo mento nella sua spalla.
Che cosa stai facendo?
Acheron prese la pergamena del piano e lo pieg affinch non potesse vedere che cosa era.
Niente.
Stavi facendo qualcosaprese prima la pergamena che potesse fermarla e l'apr. Corrug il cipiglio
davanti alle sue infantili marche. Che cosa questo?
Sent il caldo che fece ardere il suo viso per essere stato acchiappato.
Stava tentando di insegnarmi a scrivere.
Perch?
Perch non so come e desidero imparare.
Abbass la pergamena e lo guard con incredulit.
Non sai leggere?
Acheron lasci cadere la testa mentre la vergogna l'attraversava.
No.
Artemide alz il suo mento con una gentile carezza per allacciare il suo sguardo con la sua.
Ora puoi gi.
Acheron ansim quando un dolore insignificante lo percorse. Gli consegn la pergamena.
- 181 -

Scrive il tuo nome.


Stupito per quello che l'appena aveva passato, Acheron prese la piuma e seppe come scrivere le lettere.
Scrisse il suo nome senza sfinito.
Non capisco.
Sono una dea, Acheron. E non voglio che abbassi la testa con vergogna. Si compiace?
Meglio di niente.
Il suo sorriso l'abbagli.
Vedono con me. Sto di umore per cacciare.
Non so come cacciare.
Lo saprai.
Fedele alle sue parole, tanto pronto stettero nel bosco, gli consegn un arco ed una freccia e come con la
scrittura, seppe esattamente che fare.
Che meraviglioso essere capace di fare qualcosa senza tutti gli anni di apprendistato. Ma in realt, c'era
qualcosa che desiderava pi che sapere scrivere o cacciare.
Puoi insegnarmi a litigare?
Artemide si rovesci verso lui con un'espressione istupidita.
Che cosa?
Voglio sapere come lottare.
Corrug il cipiglio, allora domand la cosa unica che non falliva in pronunciare.
Perch?
Sono stanco di essere battuto. Voglio sapere come difendermi.
Artemide era attonita per la sua petizione. Un'immagine di Apollo battendo l'attravers tanto bruscamente
la sua testa che trem. Come la maggioranza degli uomini, sapeva che Apollo era un bastardo controllore.
L'ultima cosa che voleva era mostrarsi vulnerabile davanti ad Acheron. Insegnare ad un uomo a litigare non
poteva condurre a niente buono.
Non lo credo. Non lascer che nessuno ti ferisca, Acheron. Sono tutta la protezione che necessiti.
Come va se ti annoi di me?
Svuot la sua guancia nella sua mano.
Come potrebbe annoiarmi qualche volta di te?
Acheron gli offr un sorriso che non arriv ai suoi occhi.
- 182 -

Realmente desidererebbe che mi insegnassi.


La sua insistenza fece esplodere il suo temperamento.
Ti ho detto gi che nonl'infilz.
Acheron si trattenne davanti all'ostilit del suo tono. Conosceva l'ira e da dove deviava.
Chi ti batt?
Artemide alz il suo arco.
Credo che ci sia un cervo per questa strada.
Artiela prese per fermarla. Conosco il suono nella tua voce. L'ho avuto troppo nella mia come per
non riconoscere quello che significa. Chi ti fer?
Vacill pertanto tempo che dubit che gli rispondesse, ma quando lo fece il suo tono era tanto basso che
appena pot ascoltarla.
Altri dei.
Gli colp la confessione.
Perch?
Perch si batte qualcuno? I suoi occhi erano furiosi di nuovo. Fa che si sentano pi poderosi. Non
lascer che mi batta. Mai.
Non lo farebbe maidisse, con la voce piena di convinzione. Non potrebbe fare ad un altro pi di quello
che mi hanno fatto per tagliare il mio cuore. Solo desiderio di proteggermi.
E te lo dissi gi. Ti protegger.
Accarezz il suo braccio prima di lasciare cadere la mano e fare indietro un passo.
Allora dovr fidarsi di te, Artie. Ma voglio che sappia che non confido facilmente. Per favore non essere
come tutti gli altri e rompi la tua parola. Detesto che mi mentano.
Lo baci soavemente nella guancia.
Cacciamo.
Acheron assent prima di prendere una nuova freccia e placare all'unica amigar reale che aveva avuto. Ella
non l'evitava ed egli non tentava di nascondersi. Quello che lo spaventava, tuttavia, erano i sentimenti che
lo sequestravano quando non stava vicino.
Era innamorato di una dea e sapeva la cosa stupida che era. Lasciando da parte di tutte le cose che poteva
essere, non era stato mai un stupido.
Fino ad ora.
Lo faceva sentire completo. Felice. E non voleva che quella sensazione andasse via.
- 183 -

Separando lontano quello pensiero, prese aria davanti alla preda. Mentre sospirava, ella corse verso lui e gli
fece solletico. La freccia vol fuori della sua marca, inchiodandosi in un albero perturbando un scoiattolo
che in realt gli lanci una noce.
Acheron rise prima di stringere il suo sguardo in lei. Gett il suo arco in un lato e la spi.
Hai rovinato il mio tiro perfetto. Paghi per ci.
Artemide sciolse il suo arco prima di fuggire.
Corse dietro lei mentre tentava di sparire tra gli alberi. La sua risata lo divert facendolo ridere pi.
L'acchiapp per la destra quando raggiungeva il ruscello.
Avvolgendola con le sue braccia nella sua vita, l'oscill intorno.
Artemide non pot respirare quando il peso di lui la colp. La visione del suo sorriso, la luce in quelli magici
occhi
Le fece volere gridare di estasi.
Le fece girare mentre gli uccelli cantavano una melodia speciale per essi. Era persa in quello spazio e tempo
con lui. Questo era quello che aveva voluto sempre. Quello che aveva necessitato sempre.
Ad Acheron non gli importavano i suoi capricci o il suo cattivo umore. Neanche la scossa che si alimentasse
di lui. L'accettava come era ed il sobrellevaba nonostante tutto.
Volle perdersi in quello momento e con lui per tutta l'eternit.
Fammi l'amore, Acheron.
Acheron si congel con le sue parole mentre il suo viso impallidiva.
Che cosa? La lasci di nuovo nel suolo.
Allontan il bel capello dal suo viso.
Voglio conoscerti come una donna. Voglio sentirti dentro me.
La sciolse e fece indietro un passo, la sua espressione era prenotata.
Non lo credo.
Perch no?
Inghiott e vide la paura in quegli argentature occhi.
Non voglio che niente cambi tra noi. Io piacere essere il tuo amico, Artie.
Ma mi hai toccato gi in posti come nessuno ha fatto. Perch non vorresti stare dentro me?
Sei vergine.
Solo un piccolo tecnicismo. Per favore, Acheron. Voglio condividermi con te.
- 184 -

Acheron guard lontano mentre le emozioni ardevano nel suo interno. Quello che gli offriva era
inimmaginabile. Tuttavia, aveva avuto numerose principesse e nobili che lui erano arrivati affinch
preparasse i suoi corpi con gentilezza per la copula con altri uomini.
Parthenopaeus quello che perfora la doncellez. Cos era come Stia e Catera aveva offerto i suoi servizi ai
suoi clienti femminili. La reputazione di Acheron per la sua soavit era stata leggendaria. Il fatto che fosse
eccessivamente bene dotato ed ancora cos fosse diligente non l'aveva danneggiato neanche.
Ora una dea gli ero offerto. Qualunque altro uomo salterebbe davanti all'opportunit. Per quello che
importava, qualunque altro uomo gi sarebbe nudo.
Ma a differenza del resto, capiva le complessit fisiche dell'intimit. Ancora quando avevano chiesto e
pagato per ci, c'erano donne che piangevano per la perdita della sua innocenza. Altre la maledicevano ed a
loro stesse. Alcune Lei tornaban violenti davanti alla perdita. Ed un piccolo pugno si rallegrava.
Il problema era che non sapeva di quali era Artemide.
Non voglio ferirti.
Cammin fino alle sue braccia.
Per favore, Acheron. Voglio sentirti dentro me quando mi alimenti di te.
Realmente non credo che debba.
I suoi occhi caddero con furia su lui.
Bene. Vieti allora. Fosse della mia vista.
Artie
Era troppo tardi. Stava di giro nella sua stanza. Solo.
Lo sentosussurr, con la speranza che l'ascoltasse.
Se lo sent, non gli diede nessuna pista di ci.
Ti avevi dovuto coricare con lei. Era realmente importante? Si era coricato con tutti gli altri. Ma gli altri
erano stati solo corpi affinch egli li compiacesse. Artemide era differente.
L'amava.
No, non era tanto semplice come quello. Quello che sentiva per lei. sfidava all'amore. L'aveva bisogno di
una forma che non credeva possibile ed ora l'aveva irritata.
Col suo cuore afflitto, sperava solo di trovare una forma di riconquistarla e fare che lo perdonasse.

- 185 -

26 Gennaio, 9528 A.C.

Avevano passato due settimane dall'ultima volta che Acheron aveva visto ad Artemide ed ogni giorno che
passava, si scoraggiava ancora pi. Ella si rifiutava di rispondere le sue chiamate.
Neanche si disturbava ad andare ai giochi. Niente poteva alleviare il dolore che c'era nel suo interno per
volere stare con lei. Tutto quello che voleva era vederla un'altra volta.
Tirando indietro la testa, inghiott l'ultimo sorso di vino della bottiglia della quale stava bevendo. Furioso e
ferito, la lanci sulla ringhiera per lasciare che si schiantasse contro le rocce di sotto. Raggiunse una nuova
bottiglia e cerc di tirare fuori il sughero. Era troppo ubriaco per riuscirlo.
Acheron?
Rimase immobile davanti al suono dell'unica voce che stava pregando di sentire.

- 186 -

Artie? Cerc di mettersi in piede, ma invece di quello cadde a terra di culo. Alzando lo sguardo, la vide
nelle ombre della sua stanza.
Ella picchi avanti un passo col viso pallido e contratto. L'occhio sinistro era gonfio ed aveva una tenue
marca rossiccia con l'orma della mano di qualcuno.
La rabbia oscur il suo sguardo.
Chi ti batt?!
Artemide retroced, paurosa dell'uomo davanti a lei. Non aveva visto mai ad Acheron ubriaco, ma ogni
volta che aveva visto Apollo in quello stato, egli diventava violento.
Io ritorner
Noegli, la voce ansim era un roco sospiro, per favore non andare via.
Egli gli tese la mano.
Il suo primo istinto fu fuggire, inghiott saliva e si ricord a s stessa che era una dea. Egli era un umano e
non poteva ferirla in nessun modo. Le gambe la tremavano leggermente, si distese lentamente e prese la
sua mano in quelle di lei.
Acheron la port alla guancia e chiuse gli occhi come se fosse contento di morire ora, come se toccarla fosse
il piacere pi grande che potesse immaginare. Seppell il viso contro la sua pelle ed inal profondamente.
Ti ho rimpianto tanto
Anche ella l'aveva rimpianto. Tutti i giorni si giurava che non andava ad andare a vederlo, ma oggi
Dopo l'attacco di Apollo, necessitava che l'abbracciasse qualcuno che sapesse che non andava a ferirla.
Hai un aspetto orribileella disse, corrugando il cipiglio davanti alla grossa ed ispessisce barba che era
cresciuto sul viso. E hai un cattivo odore.
Egli rise davanti alle sue critiche.
la tua colpa che mi veda cos.
E quello perch?
Pensai che ti aveva perso.
Quelle angosciose parole la toccarono tanto profondamente che portarono lacrime agli occhi. Cadendo di
ginocchia, scosse la testa davanti a lui.
Prima che potesse parlare, egli sussurr all'udito:
Ti amo, Artie.
La respirazione la rimase bloccata nella gola.
Che cosa hai detto?
- 187 -

Ti amo. Si inclin contro lei e gli pass il braccio attorno al collo prima di crollare e svenire.
Artemide si sedette l, sostenendolo mentre le sue parole risuonavano fino al fondo della sua anima.
Acheron l'amava
Scese lo sguardo al viso che ancora era incredibilmente bello nonostante lo stato disordinato. L'amava.
Quello fin per farle piangere di una maniera nella quale non aveva pianto da quando era una bambina. Ed
odi il fatto che egli potesse farle sentire cos. Odi il fatto che quelle parole significassero tanto per lei
quando non dovrebbero significare in assoluto niente.
Ma la verit era la verit e non poteva negarla.
Anche io ti amosussurr sapendo che non potrebbe dirsilo mai se era sveglio. Quello gli darebbe, un
mortale, troppo potere su lei.
Ma in quello momento, poteva dirgli la verit che voleva negare con ogni parte di s stessa. Come poteva
una dea essere innamorata di un uomo? Specialmente ella? Si supponeva che era immune a quello. Ma
qualcosa in questo mortale era entrato nella sua anima.
Se solamente fuori un dio
Non l'era e non era possibile che lo fosse. Essere umano e non qualunque umano. Era un schiavo. Una
prostituta che era stato brutalmente usato per tutti ad intorno suo. Si erano presi gioco di lui e si
prenderebbero gioco di lei per stare con lui. Contrasse il viso davanti alla verit. Aveva avuto abbastanza
problemi con la sua credibilit in quello che riguardava altri dei. Se venissero a sapere questo, lo
toglierebbero i suoi poteri e la confinerebbero al mondo umano.
Non poteva permetterlo.
Neanche per Acheron. Questo era pi di quello che poteva dare. Pi di quello che poteva sopportare. Aveva
visto quanto crudeli erano gli umano gli alcuni con gli altri. La cosa ultima che voleva era stare desprotegida
in quello mondo alla merc di persone che non avevano cuore. Doveva solo vedere quello che avevano fatto
ad Acheron. Neanche egli poteva camminare in pubblico senza che qualcuno lo ferisse.
Immaginava quello che la farebbero se scoprissero che era stato una dea
La spezzerebbero.
Singhiozzando, l'avvicin a lei e glielo port di quello stupido e meschino mondo.
Nel suo proprio letto, pass la mano su lui e lo pul in modo che si vedesse ugualmente all'Acheron che ella
amava. I suoi capelli erano soave e pulito, le sue guance terse e soavi mentre giaceva nudo sul materasso di
piume. Ogni muscolo del suo corpo era fortemente scolpito.
Le linee del suo addome
Come poteva alcuno donna non amare un viso ed un corpo tanto perfetti?
Come volendo stare tanto vicino a lui fosse possibile, si tolse i vestiti e dopo si stese sul letto al suo fianco.
Fece apparire un lenzuolo per coprirli mentre si accoccolava vicino ed ascoltava la sua respirazione.

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Mentre egli dormiva, ella pass la mano sui muscoli che coprivano il suo petto. Il suo corpo era perfetto.
Magro ed adeguatamente muscoloso, sembrava poderoso perfino essendo incosciente. Il caldo la percorse
mentre gli accarezzava il capezzolo. Questo si sgualc in risposta davanti al tocco, facendole sorridere.
E si domand se saprebbe come... Acheron l'assaggiava sempre, ma ella non glielo aveva fatto mai. Era
timida rispetto al suo corpo. Ma con lui di questa maniera, si ringalluzz.
Affondando la testa, port la lingua sul becco teso. Hmmm, egli sapeva realmente bene. La sua pelle era
salata ed odorava completamente di Acheron. La faceva male il corpo, si mosse lentamente sul suo petto,
provando ogni centimetro di questo.
Non fu fino a che raggiunse lo stomaco che ella si ritir. Egli aveva tutto il torso senza peluria eccetto per un
piccolo tratto dei capelli che andava dal suo ombelico verso il basso fino alla zona pi spessa nel centro del
suo corpo. Ella seppell l la mano, permettendo che la peluria aspra passasse attraverso le dita. A differenza
dei capelli della sua testa, questi erano arricciati e quando pass la mano per essi, il suo pene cominci ad
indurirsi.
Artemide lo tocc con cautela. Era affascinata con la parte di lui che era tanto differente del suo proprio
corpo. Al principio fu capace di muoverlo a volont, ma in poco tempo fu tanto duro e rigido che tutto quello
che pot fare fu abbassare la mano per la sua longitudine e fare che il pene danzasse in risposta al suo
tocco.
Che raro...
Uguale di estranea era l'umidit che gocciolava della punta. Diede un'occhiata verso l'alto per assicurarsi
che egli ancora era incosciente. Fiduciosa, si morse il labbro, dopo lentamente avanz avvicinandosi pi. Il
cuore la batteva con paura e curiosit, abbass la testa per provarlo.
Artemide gem profondamente nella sua gola. Non c'era niente atemorizante rispetto a questo. In realt,
niente atemorizante rispetto ad Acheron nella cosa pi minima. Sorridendo, si ritir per svuotarlo nella
mano.
Egli seguiva addormentato, incosciente del fatto che stava esplorandolo.
Ella si incorpor salendo per il suo corpo per baciare quelle labbra che l'avevano perseguita questi ultimi
giorni nei suoi sonni. Non poteva sopportarlo pi
Sveglia per me, Acheron.
Acheron era stordito mentre tentava di mettere a fuoco i suoi pensieri. Ma tutto quello che egli poteva
vedere era ad Artemide. Era inclinata su lui coi suoi verdi occhi bruciandolo col suo caldo.
Mi rubi l'alitoegli sussurr.
Ella sorrise molto dolcemente prima di mordicchiarlo il mento coi denti.
Egli era gi duro e dolente dovuto all'esplorazione di lei. Era questo un sonno? Aveva tale confusione
mentale che non poteva assicurarlo. Aveva come una foschia soprattutto.
Mostrami il tuo amoreella sussurr nel suo udito.

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Voleva e con lei egli ecceda di quella maniera non poteva ricordarsi delle sue obiezioni per farlo. Gir il viso
verso la sua e la baci profondamente. Egli non aveva voluto mai fare prima l'amore con nessuno, ma subito
voleva stare dentro lei con una pazzia tanto inaspettata che lo lacer e lasci senza forze.
Con la testa dandolo rovesciate, rod su lei ed abbass la testa per eccitare il suo seno destro.
Artemide ansim davanti alla sensazione della lingua accarezzandola. Lo stomaco si contrarsi bruscamente
con ogni deliziosa leccata. E ferma il suo stupore, in realt si spost per questo.
Ansimando, gli afferr la testa e trem mentre onda dietro onda di piacere scopavano per lei. Non aveva
avuto n idea che egli potesse fare questo.
Egli grugn inaspettatamente, prima di cominciare a discendere per il suo corpo. Allontan da una gomitata
le sue cosce per contemplarla, con una fame tanto crudo che la provoc un brivido.
Toccami, Acheron. Mostrami quello che puoi fare.
Egli la percorse con un lungo dito, facendole tremare in risposta. Un istante pi tardi seppell la bocca contro
lei. Ella lanci un grido quando la sua lingua la torment. Era insopportabilmente piacevole.
Ed ella volle pi.
Per la prima volta, egli lasci cadere un dito dentro lei mentre l'assaggiava. L'intrusione era sorprendente al
tempo che incredibilmente piacevole. Quando egli lasci cadere dentro un altro dito, ella si tese.
Che cosa fai?
Egli trov il suo sguardo prima di assestarle altro squisito lametazo.
Procuro che il tuo corpo sia pronto per me in modo che non ti faccia male quando entri in te. Si ritir.
Hai cambiato opinione?
Ella scosse la testa.
Ti auguro, Acheron.
La baci alla sua maniera, salendo lentamente per il suo corpo mentre continuava ad eccitarla con la mano.
Artemide a lui si afferr mentre un altro orgasmo si spargeva per lei. Nel momento in che questo cominci,
Acheron scivol profondamente dentro il suo corpo. Si mosse tanto rapidamente e con tanta soavit che
danneggio invece di farla, questo aument il suo orgasmo ad un livello accecante.
La sua testa si stropicci di qua per l nel cuscino mentre tentava di trovare senso a questo. Ma non c'era
nessun senso in ci. E quando Acheron cominci a spingere lentamente e profondamente contro lei, gem
estasiata.
Acheron si perse nei sospiri compiaciuti che Artemide faceva, quello che accoppi i suoi colpi. Ella lo
sottometteva di un modo come nessuno non l'aveva fatto mai prima...
Come se egli significasse qualcosa per lei.

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Le lacrime pungevano dietro gli occhi mentre si spingeva ancora pi profondo in lei. Oramai non era ebbro,
stava nella gloria. Tutto quello che poteva vedere era il suo bel viso.
Gli occhi di lei si oscurarono un istante prima che l'allontanasse i capelli dal collo ed affondasse i suoi denti
in lui. Nel momento in cui lo fece, ella si spost un'altra volta.
La sensazione di lei bevendo di lui mentre il suo corpo si afferrava al suo lo condusse fino al bordo. Incapace
di sopportarlo, anche egli si spost in un'onda accecante di estasi.
Croll sopra a lei mentre questo si alimentava. Tra il suo orgasmo e la perdita di sangue, era debole e sazio.
Ella gli fece rodare sulla sua schiena per cos potere bere ancora pi.
In questo momento Acheron gli avrebbe dato qualunque cosa che gli chiedesse. Perfino la sua vita.
Artemide si ritir quando con la gamba tocc qualcosa di bagnato nel letto. Dando un'occhiata verso il
basso, vide il suo sangue mischiato col seme nel materasso. La realt di quello che si era fatto precipito su
lei con una forza tanto acuta che fece pezzi tutta la sua felicit.
Ella non era oramai vergine.
Se Apollo o gli altri sapevano...
Sarebbe dissestata. Ridicolizzata. Vilipesa.
Che cosa aveva fatto?
Sei stato profanata da una prostituta umana...
Con le palpebre mezzo cadute, Acheron estese una mano verso lei. Questa si ritir mentre il cuore si
chiudeva improvvisamente dentro il suo petto. Questo era terribile. Orribile. Terrorizzata per quello che gli
aveva permesso di fare, abbandon il letto, sentendosi malata.
Acheron la segu.
Artemide?
Non mi toccare! grugn quando egli tent di sottometterla. Ella gli diede un spintone.
Ti feci male?
La preoccupazione della sua voce lasci un buco irregolare nel cuore. Ma questo non era niente comparato
con la vergogna e la paura che sentiva.
Mi hai rovinato.
In quell'istante l'odi per quello che avevano fatto. Come os egli farle desiderarlo di questa maniera? Fare
che si dimenticasse di chi era e perch la sua verginit era tanto importante.
Dio cari, che cosa aveva fatto?
Voleva ammazzarlo ed ancora cos non marcirebbe. Come poteva odiarlo con tanta voglia ed ancora
desiderarlo tanto ardentemente?
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Perch mi toccasti?
Egli sembr stupito per la domanda.
Tu me lo chiedesti.
Non ti chiesi che mi baciassi nel mio tempiol'accus. Io non avevo conosciuto mai prima un bacio. Ed
allora tu mi toccasti... lo schiaffeggi con forza per l'affronto.
Acheron si dondol all'indietro davanti al colpo mentre la sua guancia ardeva. Prima che egli potesse
rimettersi, Artemide l'attacc, con schiaffi e cazzotti. Quando questo non sembr soddisfarla, lo scagli
contro la lontana parete e l lo mantenne coi suoi poteri di dea.
Io ti protegger...
Le parole di lei suonarono nei suoi uditi quando egli la guard da sopra, sperando che finalmente
l'ammazzasse. Sinceramente preferiva essere morto a sentire come il cuore l'ero scheggiato da quello che
ella stava facendo.
Ella aveva mentito.
Improvvisamente, cadde improvvisamente nel suolo. Quella stessa forza invisibile l'abbatt e lo sostenne
contro il marmo mentre Artemide gli ero avvicinato con un sguardo feroce.
Cosicch collabora. Diedi in tutta la tua vita una parola di questo ad una sola anima e ti vedr annichilito
tanto dolorosamente che le tue grida chiedendo clemenza risuoneranno durante l'eternit.
Quelle parole portarono lacrime agli occhi ricordando ad altrettanti che l'avevano odiato perch
desideravano stare con lui. Quanti dignitari e nobili lui erano venuti e dopo l'avevano maledetto al
momento seguente che li avesse compiaciuti?
Vivevano con la paura che una prostituta rovinasse le sue pregiate reputazioni. Avevano tirato fuori a calci
dal letto o l'avevano tirato al suolo, maledicendolo per la sua propria lussuria come se egli avesse voluto
questo.
Perch era arrivato a pensare per un momento che Artemide sarebbe qualcosa di differente?
Alla fine, egli era quello che era.
Niente.
Mi senti? grugn Artemide nel suo viso.
Ti sento.
Ti strapper la lingua.
Egli dovette impegnarsi a non ridere davanti ad una minaccia che sperimentava per la prima volta. Ma egli
sapeva la verit. La sua lingua aveva pi valore che qualunque altra cosa dato che questo proporzion loro
la maggior parte del piacere.
La tua volont la mia volont, akra.
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Ella l'afferr per i capelli e tir della sua testa verso l'alto per obbligarlo a guardarla.
Sono la dea Artemide.
Ed egli era Acheron Parthenopaeus. La prostituta maledetta. Schiavo sdegnato. Incapace di essere amato
per qualcuno.
Quanto stupido era stato divorandosi le sue bugie. Pensare che per un minuto qualcosa egli avrebbe potuto
avere come qualche volta valore per una dea.
Artemide vide il dolore nei suoi occhi e questo la lacer il cuore. Non voleva fargli questo, ma che opzione
aveva? Egli sarebbe morto in alcune decadi, ma la sua propria vergogna sarebbe eterna se qualche volta la
notizia di questo arrivava ad altri dei.

Gli umano non erano degni di fiducia. Mai.


Ricorda che la mia ira sar legione. Ella gli tir dei capelli come avvertenza prima di inviarlo di giro al
suo mondo.
Frastornato, Acheron si sedette nel suolo della sua stanza. Intorpidito per il rifiuto e l'attacco, avanz
lentamente fino al balcone in vista del mare e ripos la testa contro la ringhiera di pietra. Sent le voci degli
Atlanti chiamandolo.
Pi che prima non era mai tentato ad andare. Che importanza avrebbe se l'ammazzavano?
Se potesse essere sicuro che non abuserebbero pi di lui, andrebbe da essi. Ma nella cosa profonda del
cuore stava la paura a che essi lo convocassero solo per cos potere torturarlo anche. Inclinando la testa,
pianse e man mano che cadeva ogni lacrima odi Artemide per ci.
Nessuno l'aveva fatto piangere di questa maniera in anni. Non dal giorno in cui Stia aveva venduto la sua
verginit al migliore offerente e dopo aveva celebrato una festa affinch tutto il mondo osservasse la
brutale violazione che gli aveva causato dopo dolore ed emorragie per giorni. Perfino ora la risata e gli
scherzi lo perseguivano.
Rompo la prostituta per il resto di noi...
Acheron batt il pugno contro la pietra, volendo che il dolore cancellasse la vergogna dentro lui. Ma non ci
fu nessun sollievo. Nessuna piet. Niente poteva portarsila.
La prostituta stava stancata ora. Finalmente era vinto. E non era per la mano del suo maestro o un cliente.
Era stato per la mano dell'unica persona a chi aveva amato qualche volta. Sconfitto e perso, Acheron si
sdrai nel freddo balcone e chiuse gli occhi, pregando affinch finalmente la morte venisse e finisse con
questo incubo che era la sua vita.

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28 Gennaio, 9528 A.C.

Ryssa stava nella sala del trono di suo padre mentre, Styxx, Apollo ed egli ridevano insieme, ignorandola.
Egli quale era abituale. Ma quello che ella odiava era il fatto che Apollo la volesse per lui dal primo
momento del suo arrivo. Egli la trattava come ad un possesso il cui unico oggetto era sorridere ed adulare la
sua presenza. E questo le fece domandarsi se cos fu come Acheron si era sentito nella casa di Sta'.
E che cosa se il dio era eccezionalmente bello? Odiava il modo in che egli la commerciava, come se ella fosse
insignificante. L'unica peggiore cosa di quello trattamento verso lei, era l'insistenza di suo padre in cui era
benedetta stando in presenza del dio.
Se questo era essere benedetta, odierebbe verta maledetta.
Gir la testa quando scorse una domestica che vacillava nell'entrata. Bella e timida, la ragazza era un anno
o due pi giovane di Styxx.
Passa qualcosa, Hestia? domand alla domestica.
Hestia guard timidamente gli uomini prima di dirigersi di fianco a Ryssa al fine di potere parlargli in un
tono soave.
La sua Maest voleva che io l'informassi se... lo sguardo di Hestia ritorn al re prima di finire il
discorsoil prigioniero reale smetteva di mangiare.
Il prigioniero reale. Acheron. Il cuore di Ryssa palpit spaventato.
malato?
Ella si rischiar la gola.
Non che io sappia, la Sua Altezza. Non l'ho visto in giorni. Io lascio il cibo e quando ritorno sta senza
toccare. E nessuno addormentato nel letto.
Che cosa? il ruggito di suo padre li fece ad entrambe saltare. Guardie! Seguitemi. Bram dalla sala
nella sua direzione.
Spaventata per suo fratello, Ryssa corse dietro lui.
Che cosa succede qui? domand Apollo a Styxx mentre i due seguivano la sua stele.
Styxx fece un suono di profondo dispiacere nella cavit della sua gola.
Quello Acheron. un schiavo senza valore che normalmente era un tsoulus. Deplorevolmente la sua vita
legata alla mia, cosicch dobbiamo mantenere la cosa guarisco. Bench io mi senta bene, cosicch sono
sicuro che egli fa questo solo per richiamare l'attenzione. Che i dei non ci permettano qualche volta di
lasciarci dimenticare qui la sua presenza per un solo giorno.

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Ryssa strinse i denti. L'ultima cosa che Acheron voleva era qualunque tipo di attenzione da parte di Styxx o
di suo padre. Ma nella mente egoista di Styxx egli non poteva comprendere il desiderio di Acheron per
nascondersi dalle sue gloriose presenze.
Suo padre entr infuriato nella stanza di Acheron, dopo si trattenne in secco. Ella entr dietro lui e fece un
alto per esplorare l'interno vuoto. Non c'era segno alcuna di Acheron.
Suo padre divent verso lei con un furioso cipiglio corrugato.
Ti dissi che non potevi fidarti di lui.
Ryssa l'ignor mentre andava ad un posto che suo fratello frequentava. Il balcone.
Al principio non lo vide, ma quando Lei anticipo sotto la pensilina che la proteggeva dal temporale
passeggero, vide una figura fosse della sua visione periferica. Era Acheron seduto nel laterale con le
ginocchia piegate e le sue braccia arcuate su esse. Completamente nudo, egli guardava fissamente allo
spazio come se non fosse cosciente del freddo ghiacciaio e la pioggia che colava per il suo corpo. I capelli
erano incollati alla testa e la barba cresciuta di almeno due giorni spolverava le sue guance
Cercando di rimanere andasse via della pioggia, a lui si avvicin lentamente.
Acheron?
Egli non rispose. C'era qualcosa in lui che non stava bene. Era come se fosse morto, ma la sua anima non
avrebbe abbandonato ancora il suo corpo.
Ella si inginocchi al suo fianco.
Fratello?
Lo gir quegli occhi su lei con una furia che non aveva visto dalla mattina nella quale l'aveva cacciata fuori
dal bordello.
Lasciamigrugn in un tono tanto feroce che realmente la spavent.
Per la codina dell'occhio, vide la furia di suo padre.
Non osare parlargli di quello modo.
Che tu jodan, bastardo.
Styxx lasci scappare un profondo grugnito mentre si precipitava verso Acheron.
Ryssa cadde all'indietro quando Acheron si mise in piede e corse verso Styxx con la stessa furia. Ella si copr
la bocca quando i due sbatterono sotto la torrenziale pioggia. N una sola volta aveva visto ad Acheron
battere ad un'altra anima vivente. Ma litigava con Styxx con tutto quello che aveva.
Apollo tir all'indietro di lei per evitare che essi la ferissero accidentalmente.
Styxx era stato allenando per lottare dai cinque anni per i migliori istruttori che suo padre pot assumere. E
stava dando una bastonata ad Acheron sotto la pioggia. Perfino cos, Acheron lottava con tanta forza come
poteva.
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Ma alla lunga non era rivale per il suo gemello. Styxx gli scalci nelle costole.
Sei patetico.
Acheron rod nell'acqua e si mise in piede. Quando fu di nuovo per Styxx, questo gli batt un'altra volta. La
pioggia rodava per il suo viso, mischiandosi col sangue che correva dal suo occhio, naso e bocca.
Nonostante quello corse verso Styxx, un ed un'altra volta come se pensasse che la sua volont era
sufficiente per vincere suo fratello gemello.
Guardie, prendetegliordin il padre.
Acheron cerc di lottare con essi quando si avvicinarono per sottometterlo, ma era gi indebolito per Styxx.
Lo trascinarono di giro alla stanza dove suo padre sperava.
Suo padre seppell la mano nei capelli bagnati di Acheron e tir all'indietro della sua testa in modo che
Acheron potesse vedere il completo disprezzo che conservava il re a suo figlio maggiore.
Battetegli fino a che non gli rimanga pelle nella schiena. Se sviene, svegliategli e battetegli di nuovo.
Acheron rise spassionatamente.
Anche io ti voglio, Padre.
Suo padre gli batt col dorso della mano.
Tirategli fuori di qui.
Padre? domand Apollo con un sguardo attonito, inarcando le sopracciglia.
Suo padre si burl:
Egli mi chiama cos, ma non mio figlio. La mia anteriore regina si prostitu e gener quell'abominazione.
Ryssa sent cadere le lacrime davanti alla condanna da suo padre.
Egli essere umano, padre.
Tutti risero di lei. Incapace di rimanere davanti ai suoi scherzi, segu i guardia per offrire consolazione ad
Acheron.
Per quando arriv al patio dove stavano battendolo, egli gi era insanguinato. Ma al contrario che altre
volte che lo punivano, egli lottava contro i suoi attaccanti.
Battimi un'altra volta! cigol al guardia. Con forza!
La sfrenata rabbia in lui la colp completamente. Realmente egli stava ridendo dei guardia come se gli
risultasse piacevole quello che stavano facendogli.
Era diventato pazzo?
Che cosa gli era successo?

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Acheron li incit fino a che svenne per la bastonata. I guardia scambiarono una cauta guardata alcuni con
altri prima che il pi alto di essi raggiungesse un cubo di acqua per riviverlo.
Ryssa gli mise la mano sulla spalla.
Per favore, noella preg.
Altezza suo padre si arrabbier se scopre che non eseguiamo i suoi ordini.
Io non glielo dir se tu non lo fai. Per favore. Egli ha passato gi per abbastanza.
Il guardia assent, allora l'abbass. Ella vide la compassione negli occhi di entrambi quando portarono ad
Acheron di ritorno alla stanza, sotto la sua direzione, lasciandolo prono sul letto. Si diedero calza rovesciata
e la lasciarono sola con suo fratello tanto pateticamente vulnerabile teso sul letto, sanguinando.
Ryssa non aveva idea di verso dove erano andati via Apollo, suo fratello e suo padre. E per essere sinceri,
non gli importava. Tutti essi potevano marcire per la sua crudelt.
Con mano tremula dovuto alla pena per suo fratello, allontan i capelli dalla guancia di Acheron. Egli stava
ardendo di febbre.
Non ti preoccupare, Acheron. Io bader a te.

Buono, quello fu realmente divertente.


Artemide allontan lo sguardo dal suo koris che si stavano lavando nella fonte fosse del tempio per fissarla
a suo fratello al suo fianco.
Il che?
La mia favorita ha un fratello illegittimo al quale odiano.
Il suo cuore diede un salto davanti alla menzione di Acheron.
Davvero? ella disse, sperando che non scoprisse il tono interrotto della sua voce.
Egli assent prima di prendere posto vicino a lei.
Non aveva visto mai niente uguale a quello. Egli stava seduto nudo sotto la pioggia completamente
quieto, senza disturbare ad un'anima, ed essi lo batterono con accanimento, allora glielo portarono trascini
per frustarlo.
Artemide si costrinse a non reagire nella pi minima forma davanti alle notizie.
Perch?
N idea. Ma giurerebbe che il principe erede ebbe un'erezione quando l'immobilizz nel suolo e lo batt.

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Artemide separ lo sguardo mentre ricordava quante volte Apollo l'aveva trattata di maniera molto simile.
Era strano che non vedesse le sue proprie azioni specchiate negli umano. Il suo povero Acheron. Voleva
andare con lui, ma non osava.
Apollo rise.
Tuttavia concedo il merito all'umano, lott contro essi come un leone. Perfino li sfid a batterlo con pi
forza.
Le lacrime si accumularono strangolandola. Artemide sbatt le palpebre rapidamente per disperderli.
Non capir mai gli umano.
Quello per quello che il mio Apolitas li sottometter un giorno. Gli umano sono troppo difettosi.
Ella scosse la testa davanti al piano di suo fratello per abbattere la gente che suo padre aveva creato.
Gli umano greci sanno che non li appoggi nella sua guerra contro gli Atlanti e gli Apolitas?
Sei pazza? Ovviamente che no. Lascialoro che mi offrano alle sue figlie e facciano sacrifici. Che cosa mi
importa?
Artemide incurv un sopracciglio davanti a questo.
Ti importa la tua favorita, non certo?
Egli si avvil spensieratamente di spalle.
Mi intrattiene per il momento. Ma ci sono molte pi donne squisite nel mondo. Inoltre alla fine
invecchier e mi disfer di lei.
Essi invecchiano troppo rapido. Quell'era pi ferma il suo beneficio che per quello di lui. Sicuramente
Acheron non l'attrarrebbe una volta sfumasse la sua bellezza.
Apollo non disse niente.
Artemide si domand sulla sua presenza nel giardino del suo tempio.
Perch non stai con la tua favorita?
Sta con lo schiavo, servendolo. Una volta che lo batterono, divent troppo di malumore per il mio gusto.
E lo tolleri tu?
Egli si avvil di nuovo di spalle.
Credo che suo fratello priva della legittimit ha dovuto consigliare gli ecceda come piacermi. Si
comportato in una maniera troppo conoscitrice e sottomessa per una vergine. Styxx mi cont che
normalmente vendevano il bastardo agli umano per sesso. Per quello visto una tradizione familiare.
Le notizie la sorpresero. Normalmente suo fratello sfuggiva a chiunque che fosse impudica.
Ryssa stato con altri?
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No. L'avrebbe ammazzata. Quando non sto per di l, la mantengono ben conservata. Ma incontro
affascinante che me l'offrano di tale maniera. Non far mai quello con mia figlia.
Artemide diede un'occhiata a Satara, la giovane figlia di Apollo il quale stava ballando nella fonte con altre
del suo koris.
No, tu mi dist solo a tua figlia affinch fosse domestica.
Ti diedi a mia figlia affinch ti alimentassi quando io non cammino qui e ti mantenessi lontana degli
umano. Ella non sar mai toccata da nessun uomo.
ancora giovane. Che cosa passer quando cresca e decida di prendere un consorte?
Gli occhi di Apollo brillarono con furia.
Li ammazzer ad ambedue.
Artemide era impaurita per le sue parole.
Ammazzeresti tua propria figlia?
Lo sguardo di lui l'attravers.
Ammazzerebbe la mia propria gemella se Lei prostituisse a s stessa con un uomo. Satara uno dei molti
bambini che ho. Ma nessuno di essi mi svergogner senza sentire tutto il peso della mia ira.
Perfino se ella l'ama?
Egli curv le labbra con dispiacere.
Che cosa sei tu? Afrodite? Non mi parlare di amore. Sei una dea. Non c' amore per noi. Solo lussuria la
quale svanisce. Un uomo pu cercare amanti, ma per una donna fare tale cosa
La trasformava in una prostituta. Ella conosceva la posizione di suo fratello su questo.
Come se potesse sentire quello che si diceva di lei, Satara smise di giocare per guardare suo padre.
Vado via. Apollo svan.
Artemide non si perse lo sguardo di delusione nel viso di Satara perch suo padre non si era disturbato a
parlare con lei. Un istante dopo, spinse alla kori pi vicina a lei ed and via furiosamente.
Artemide scosse la testa. La violenza correva apparentemente intensamente per i suoi geni.
I suoi pensieri girarono ad Acheron e la colpa l'invest. Quello che gli aveva fatto era stato male e lo sapeva.
Ma come poteva affrontarlo dopo la forma in cui aveva agito?
Sei una dea. Egli dovrebbe essere grato che almeno faccia attenzione a lui.
Quell'era la maniera in cui era stato allevata. Ancora cos Acheron era differente. Egli non era stato solo un
altro umano. Erano stati amici.

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Ed ella l'aveva ferito per paura. Gli aveva fatto molte cose che aveva giurato che non farebbe mai. Cuci che
ella sapeva che lo ferivano ed umiliavano.
Perch?
Chiudendo gli occhi, pot vederlo perseguendola attraverso il bosco. Sentire la sua risata mentre scherzava
con lei.
Nessuno le aveva fatto sentirsi cos. Nessuno.
E l'aveva rovinato a causa di essere stupida.
Egli A chi essere umano, gli importa? Quella sarebbe la posizione di Apollo. Se solamente potesse
condividerla. Ma profondamente nel suo cuore sapeva la verit. Lo rimpiangeva e gli dispiaceva il pensare
che egli era stato ferito un'altra volta per suo padre.
Neanche pensalo
Era troppo tardi. Si era smaterializzato gi del giardino alla stanza di lui. Galleggi nelle ombre da dove vide
sua sorella inclinata su lui.
Per favore mangia, Acheronsussurr Ryssa. Non voglio che ti facciano pi male. Padre dice che se ti
rifiuti di mangiare far che ti alimentino alla forza. Ella sostenne un pezzo di pane davanti alla sua bocca.
Lo gir la testa di lato.
Artemide vide il crudo dolore nel viso di Ryssa.
Bene. Non voglio che ti facciano pi male. La principessa si port il pane alla bocca e l'inghiott
interamente. Dopo quello, si mangi tutto il suo cibo.
Con gli occhi pieni di pena, Ryssa si alz.
Dir loro che te l'hai mangiato. Quando ella allung una mano verso Acheron, questo l'afferr e
l'allontan da lui.
Con gesto afflitto, ella sospir.
Dorme in pace, fratello. Mi assicurer che nessuno ti disturbi.
Artemide non si mosse fino a che Ryssa li aveva lasciati soli. Materializzandosi in una forma solida, usc dalle
ombre.
Acheron fece una smorfia davanti a lei.
Lasciami.
Non dovresti usare quello tono con me.
Egli sciolse una risata, allora contrasse il viso come se gli dolesse qualcosa.
Ho aspetto che mi preoccupi quello che possa diventare? Tira fuori il tuo culo fosse di qui e lasciami suolo.

- 200 -

Acheron
Vietare! egli infilz, allora zitt come se il dolore fosse severo. Mi hai lasciato chiaro che non esisto
oramai per te. Come puoi vedere, non ho bisogno di te per bastonarmi o battermi. Ci sono molti altri che
competono per quell'onore.
Ella si inginocchi vicino al letto col suo cuore spaccandosi davanti alle contusioni nel suo viso... davanti alle
ferite che sfiguravano la sua schiena.
Posso curarti.
Non voglio la tua cura. Non voglio niente di te salvo la tua assenza.
Non fare questo, Acheron.
Acheron maledisse.
Sto per supplicare povert. Ad ogni modo, nessuno pronta attenzione quando lo faccio. Meglio dovrebbe
morire in piedi con tutta la dignit che una prostituta possa riuscire che strisciare sul mio ventre come un
schiavo senza valore.
Ella scosse la testa mentre cercava di spiegargli quello che aveva passato.
Era spaventata per quello che avevamo fatto.
Lo sguardo di lui l'attravers come una daga.
E sto stufo di essere il pentimento di tutto il mondo. Mia madre mor imbarazzata perch mi ero dato a
luce. Mio padre e fratello mi disprezzano ed appena mia sorella pu guardarmi agli occhi. E tu... tu mi
facesti realmente credere in qualcosa. Mi fidai di te e mi mentisti.
Lo so e lo sento. Ella colloc la mano nella guancia senza radere, sperando di farlo capire veramente la
cosa sincera che era. Sto qui ora, non mangio una dea, bens come la tua amica. Sento la mancanza di te
quando non me stai intorno.
Acheron volle allontanarla da un spintone, ma la verit era che non poteva. Non importava molto la cosa
che doveva odiarla, egli non sapeva come.
Gli occhi di lei lo tormentarono prima che questa li chiudesse e curasse il suo corpo dolorante.
Egli sciolse un'esalazione stanca mentre il dolore svaniva e l'abbandonava totalmente di nuovo.
Non sperare che ti ringrazi per lui.
Non di quella maniera. Non chiedo perdono agli umano. Mai. Ancora cos te l'ho chiesto...
Egli cap quello che stava dicendogli, ma questo non allevi il dolore dentro il suo cuore dove ella l'aveva
pugnalato.
Non voglio pi la tua amicizia, Artie. Dovrai trovare un'altra prostituta che ti intrattenga.

- 201 -

Prima perfino che egli potesse sbattere le palpebre, ella si mise su lui e lo spinse di giro al letto. Acheron
inal bruscamente quando ella affond i denti nel suo collo. Questa volta non ebbe nessun piacere per lui.
Solo il dolore lo scosse con ogni goccia che ella bonificava. Ancora peggio, lo mantenne paralizzato in modo
che egli non potesse muoversi o lottare in suo contro.
Questo era un atto di violazione ed egli lo sapeva. L'avevano aggredito sufficienti persone in un
spiegamento di potere come per non riconoscerlo quando passava.
Pregami piet, prostituta. Dimmi quanto godi.
Acheron lott per rimanere cosciente mentre le voci del passato facevano eco nella sua testa. Il dolore e la
frustrazione si erigevano dentro lui mentre la rabbia impotente bolliva profondamente.
Finalmente Artemide si allontan con asprezza. Per l'espressione perplessa nel suo viso si potrebbe dire che
stava sorpresa di vederlo ancora cosciente.
Acheron inghiott saliva mentre la guardava da sotto con disprezzo.
Stiamo ora in pace? O vuoi violare il mio corpo tanto quanto hai violato la mia anima?
Il dolore tagli attraverso lui quando tutte le sue ferite e contusioni della bastonata riapparvero. Grid
davanti all'intensit quando questo aument perfino pi di quello che era stato prima.
Artemide rimase in piedi fulminandolo da sopra con lo sguardo.
Non ti prenderai gioco di me, umano. Ho avuto gi abbastanza della tua ridicolaggine. E con questo
spar.
Acheron chiuse gli occhi mentre il sollievo discorreva per lui. Forse ora gli lascerebbero in pace.
Ma quando egli cerc il benessere nella sua mente, invece dell'orto nel che egli aveva giocato nel palazzo di
estate quello giorno di primavera, fu un'immagine di Artemide quello che gli fu apparso. Un'immagine della
sua breve amicizia prima che fosse diventato una depravata.
Egli sent la mancanza di quello momento di calma.
Findisse a voce bassa. Aveva finito essendo il suo giocattolo. La sua vita era stata controllata per altri
per troppo tempo. Era il momento che smettesse di tentare di compiacere tutti gli altri ed imparasse a
vivere per s stesso. Non permetterebbe mai di nuovo che nessuno avesse potere su lui.
Specialmente i dei.

13 Febbraio, 9528 A.C.

- 202 -

Acheron pass attraverso il centro del paese nella sua strada verso lo stadio per vedere l'ultima opera.
Entrando al mercato, fece una pausa, quando scorse un'ombra per l'angolo del suo occhio. Gir
rapidamente verso ci, solo per vedere niente. Insicuro di se era Artemide seguendolo, fugg dietro un
piccolo gruppo di persone.
Si sent tanto vuoto all'interno. Tanto usato. Onestamente, non voleva girarla a vedere un'altra volta. Il
mero pensiero di lei, collocava la sua ira in fuoco e, tuttavia, c'era anche una tristezza tanto profonda
davanti alla perdita di quello che era potuto essere tra i due che quasi lo fece cadere di ginocchia.
Non voleva essere usato mai pi. Neanche per amore.
Perch no? Sei stato gi utilizzato per tutto il resto.
Strinse i denti davanti alla brutale verit nella quale non voleva pensare.
Nonna, sta ingannandoci.
La voce dal bambino attrasse la sua attenzione verso il tavolo vicino. C'era una donna di intrecciato capello
incanutito, mischiato con neri ciuffi. I suoi occhi erano di un bersaglio latteo ed era ferma con una mano
sulla spalla dal bambino. Non maggiore di sette od otto anni, aveva capello oscuro ed un viso tanto
innocente che era commovente. Bench i suoi vestiti fossero logore, ambedue andavano ricoperti e puliti.
Il venditore alz la mano verso lui come se fosse a batterlo.
Retrocedendo, il viso dal bambino perse ogni colore.
Merus? sua nonna sussurr. Che cosa sta succedendo?
N-niente, nonna. Si sbagliava.
Acheron non seppe perch, ma la paura dal bambino l'attravers come una daga. Come osava l'uomo
prendere vantaggio dell'anziana ed il suo carico, quando era ovvio che nessuno dei due aveva molto in
questo mondo.
Prima di pensarlo migliore, fece avanti un passo.
Devi darloro per quello che hanno pagato.
L'uomo incominci a discutere fino a che fece attenzione all'estrema altezza di Acheron chi era una testa pi
alto di lui. Bench Acheron fosse magro, era il sufficientemente muscoloso per intimorire. Fortunatamente,
il venditore non aveva idea che Acheron non sapeva niente su lotta. Gli occhi dell'uomo si allargarono
davanti alla qualit dei vestiti che vestire-un silenzio reale che Ryssa aveva insistito che vestisse purch si
avventurasse verso le Opere.
Non stava ingannandoli, mio Sig..
Acheron guard sotto verso il bambino chi lo guard a bocca aperta davanti alla sua altezza.
Che cosa quello che vestisti, bambino?

- 203 -

Merus inghiott prima di piegare il suo dito ad Acheron.


Ammorbidendo il suo viso per non spaventare il bambino pi di quello che stava gi, Acheron si inclin.
Il bambino sussurr forte nel suo udito.
Egli aveva il suo pollice nella bilancia. Gi Gi mio mi disse che gli dicesse sempre quando facessero
quello. Dice che fare trappola.
Cos Acheron l'accarezz nel braccio prima di dirigersi a guardare il venditore. Quanta farina stavate
comprando, Merus?
Tre libbre.
Allora osserver come sono misurate di nuovo.
Il viso del venditore Lei torn in un rosso vivo mentre versava la farina e gli mostrava che stava in realt
sotto la marca. Maledicendo per la cosa sotto, il venditore aggiunse pi fino a che raggiunse il peso
corretto. C'era malizia nel suo sguardo verso Merus una volta che riconi il sacco e l'estese al bambino.
Merus? Disse Acheron, mantenendo il suo sguardo allacciato con quella del venditore che non poteva
vedere il suo viso.
Il bambino guard verso lui.
S, mio Sig.?
Se qualche volta scopri che hanno ingannato Gi Gi a tuo o ti feriscono, voglio che vada al palazzo e
chiedi della Principessa Ryssa. Gli dici che Acheron ti invi e si assicurer che ti trattino giustamente e cos
chi sia che ti faccia danno, sar punito per ci.
I suoi occhi si illuminarono mentre quelli del venditore si oscurarono.
Grazie, mio Sig..
La nonna pos una soave mano sull'avambraccio di Acheron.
Che i dei ti benedicano per la tua gentilezza, mio Sig.. Veramente, sei invaluable per questo mondo. Molte
grazie.
Le sue parole toccarono il suo cuore e gli fecero un nodo nella gola. Se fossero solo verit. Ma non l'erano, e
l'anziana retrocederebbe con orrore se sapesse il braccio di chi stava toccando.
Che i dei vi accompagninosussurr tranquillamente prima che incominciasse ad allontanarsi da essi.
Non aveva passato molto quando Merus arriv fino a lui.
Mio Sig.?
Era tanto strano che qualcuno lo chiamasse cos.
S?

- 204 -

Io so che stiamo sotto te, mio Sig., ma Gi Gi mio mi invi a domandarti se condivideresti il pane con noi,
cos ella pu ringraziare per la tua bont. So che cieca ma una cuoca meravigliosa. Noi inforniamo il
pane che il panettiere vende al Re e la sua corte.
Acheron guard dietro verso dove stava in piedi orgogliosamente l'anziana, bench ella non potesse vedere
la chiassosa attivit che la circondava. Sotto essi... se il bambino sapesse chi egli era realmente, l'avrebbe
evitato come tutti gli altri.
Entrambi lo farebbero.
Ancora cos, Acheron vacill. Egli dovrebbe andare via prima che essi conoscessero la verit su lui, ma non
voleva insultarli e farloro sentire meno come la gente lo faceva sentirlo.
Cosicch, invece di quello, assent.
Quello mi piacerebbe molto, Merus. Grazie per domandare.
Il bambino sorrise, e lo condusse fino a dove stava sua nonna sperando nella periferia del mercato.
Egli sta con me, Gi Gi.
I gentili tratti del suo viso si sgualcirono quando sorrise e parl in direzione opposta a dove stava.
Grazie, mio Sig.. Forse non sar tanto elegante come a quello che stai abituato, ma ti prometto che non
hai provato mai meglio qualcosa.
Stiamo qui, Gi Gi.
Le sue guance si vergognarono.
Perdonami, mio Sig.. Mi temo che sono un po' inetta con l'orientazione.
Non mi importa. Prese i pacchetti di Merus, il bambino sosteneva. Io porter questi, se vuoi aiutare a
Gi Gi tuo arrivare a casa. Era attonito di quanto pesante era il carico per il bambino.
Radiante, Merus prese la mano di sua nonna e la diresse attraverso la moltitudine.
Il mio nome Eleni, mio Sig..
Per favore, chiamami Acheron. Vivo nel palazzo, ma non sono qualcuno di importanza.
Egli si vede importante, Gi Gi. Ha molto buone scarpe e vestiti, e realmente, realmente alto.
Ella scricchiol con disapprovazione verso suo nipote.
Non gradevole contraddire le persone, Merus. Ricorda quello che ti ho detto. Spesso le apparenze ti
ingannano. Un uomo povero pu vestire le tuniche di un principe ed un principe pu essere scalzo per
strada. Possiamo giudicare le persone per le sue azioni e non per i vestiti che portano. Il suo sorriso era
uno di completa serenit. E per le azioni di Lord Acheron oggi, sappiamo che nobile e gentile.

- 205 -

Acheron si trattenne quando le sue parole lo toccarono profondamente. Mai nella sua vita si era sentito
come nient'altro che una prostituta, e tuttavia, con queste due persone, chi vestivano con stracci, si sentiva
come un Re. Fu tale l'estranea sensazione che egli, in realt, alz il suo mento un grado.
Merus apr la porta di una piccola casa che era collocata tra una fila di esse. Acheron ebbe quasi inclinarsi il
doppio per stare nella breve entrata, mentre li seguiva dentro ai due. La stanza principale era piccola e
stipata, ma si sentiva come in casa. C'era un'energia nel posto che gli lasciava insieme sapere che Merus ed
Eleni erano molto felici.
Tuttavia, quello gli permise di apprezzare quanto distanzio doveva per muoversi. Le travi erano molto basse
che quasi si era dato a s stesso una contusione due secondi dopo essere entrato.
Stai bene, Lord Acheron? domand Merus.
Acheron assent senza separare la mano di davanti suo che palpitava per la collisione col legno.
Che cosa succed? domand Eleni con un tono tremendo.
Come dissi, Lord Acheron eccessivamente alto. Si batt la testa nel soffitto.
Gli occhi di Eleni si allargarono. A lui si avvicin ondeggiando una mano di fronte a lei.
Acheron prese la sua mano in quella di lui e la mise sulla sua spalla cos ella potrebbe sapere quanto alto
egli era.
Oh, la mia grazia! ella esclam. Sei enorme. Come uno dei dei.
Bench fosse un'altra cosa pi che lo faceva un fenomeno davanti alla gente normale, faceva anche che Stia
e Catera guadagnasse buon denaro con quelli di volume basso che piaceva loro la sensazione di potere che
avevano su qualcuno della sua altezza.
Muovendosi con una grazia che sembrava insondabile per lui, Eleni attravers il piano come se vedesse ogni
cucia che aveva e tir fuori una sedia per lui.
Meglio ti siedi, mio Sig.. Posso immaginare solo quanto asfissiante deve essere per te la nostra piccola
casa.
Per nienteegli disse onestamente. Bench fosse pauroso di sbattere pi con qualcosa, piuttosto gli
piaceva la sua pacifica casa.
Portaci qualcosa di latte, Merus.
Il bambino usc correndo verso la porta.
Acheron osserv mentre ella si dirigeva verso la stufa ed attizzava il fuoco senza sforzo. Si meravigliava di
come sapeva dove tutto stava. Non c'erano errori o scottature.
Mio Sig.? ella domand, mentre tirava fuori un coltello dal cassetto. Posso farti una domanda
intromessa?
Se cos lo desideri.

- 206 -

Perch sei tanto triste?


Cominci egli a negarlo, ma perch? Ella non lo conosceva, n egli la conosceva. Francamente, era sorpreso
di come ella poteva riconoscere il suo umore senza nessun tipo di pista visuale.
Come puoi notarlo?
Il suono della tua voce quando parli. Sento il peso della tua tristezza in ella ed un forte accento Atlante.
Ella era infallibilmente astuta mentre tagliava, collocava a scaldare il pane su un taglio di pietra.
la perdita di una persona quello che si rattrista?
Le sue viscere si annodarono davanti al pensiero di Artemide.
Un'amica
Allora pianto con teella disse in tono riconfortante. Io ho perso molti amici attraverso gli anni, ed ai
miei figli. La perdita sempre dura. Ma ho a Merus e tomo tanto orgoglio della sua crescita. Egli tanto
buon bambino. Non hai idea di quanto un figlio significa per i suoi genitori. Sono sicura che i tuoi devono
sorridere ogni volta che ti vedono.
Incapace di sopportare le ferite che ella apr, Acheron si alz.
Probabilmente dovrebbe andare via.
Ella si vide distrutta.
Dissi qualcosa che non doveva?
No. Egli non volle che si sentisse male quando la sua intenzione era stata consolarlo. Non era la sua
colpa che l'unica persona che l'amasse fuori sua sorella e che i suoi genitori l'avevano maledetto dal
momento in cui nacque. Si stava dirigendo verso lo stadio per un'opera quando mi trattenni nel mercato.
Dovrebbe andare via prima di perdermi pi di lei.
Ella prese la sua mano nella sua, e si paralizz quando le sue dita toccarono la sua marca di schiavo. La sua
impugnatura si strinse.
Sei un schiavo?
Sent il suo viso ardere mentre l'umiliazione spianava su lui. Volle maledire la scoperta accidentale.
L'era. Mi dispiace. Non sarebbe dovuto venire qui.
Ma ella non lo sciolse. Copr le sue mani con le sue e gli offr un sorriso di amicizia.
Tirati fuori il manto e siediti, Acheron. Non hai fatto niente per quello che debba scusarti. Ti ammiro per ti
avere fermato ad aiutarci. Non qualcosa che un nobile facesse, bench raramente essi si disturbino ad
aiutare ai meno fortunati. Per un uomo liberato parlare in difesa di un'altra presa abbastanza coraggio e
carattere. Quello che facesti la cosa pi nobile e gentile ed io mi sentirei onesta se tu ti sedessi a tavola
con noi.

- 207 -

Acheron non poteva respirare quando le emozioni si unirono e chiusero la sua gola. Non era abituato a che
nessuno gli dicesse compiuti fuori di un letto.
Grazie.
Sorridendo, ella accarezz prima la sua mano che ella lo lasciasse andare.
Sai, mio padre normalmente mi diceva tutto il tempo quando era bambina che quando conosciamo per la
prima volta non a qualcuno recodamos che fu detto o che cosa vestiva. Quello che pi ricordiamo come
quella persona ci fece sentire. Tu facesti sentire mio nipote importante difendendolo e mi hai fatto
eternamente grata per tanto disinteressata azione. Grazie a te, ragazzo.
Ed i due gli avevano dato dignit. Ella aveva ragione. Egli ricorderebbe sempre quello.
Merus ritorn con una brocca di argilla, senza alito.
Ho molto latte, Gi Gi. Sta il pane intelligente?
Quasi, il mio amante. Ella prese il latte e la vers nelle tazze per essi.
Merus port una tazza ad Acheron e la colloc di fronte a lui.
Hai lottato molte battaglie, mio Sig.?
Egli abbass il suo cappuccio per sorridere davanti all'innocente domanda.
No, Merus. Nessuna, e per favore, chiamami solo Acheron.
Sta bene, akribosdisse Eleni con gentilezza. Ad Acheron non gli piacciono i titoli.
Merus afferr la sua propria tazza e ritorn al tavolo con lei. Arrampic alla sedia vicino ad Acheron.
Puoi litigare con una spada?
Non del tutto.
Ohsi vedeva deluso per quel motivo. Allora, che cosa quello che fai?
Meruslo rimprover sua nonna. Noi non interrogiamo i nostri invitati. Ella scosse la sua testa.
Perdonalo, Acheron. Ha solo sette anni e sta imparando ancora.
Non mi disturba. Io ho diciannove e sto imparando ancora.
Merus cigol di risata.
Eleni port il pane al tavolo e lo mise davanti ad Acheron insieme ad una brocca di miele e burro.
Hai un spirito della cosa pi generosa. Quello molto raro in questi giorni ed et.
Merus si gratt l'orecchio come se fosse confuso per le parole di sua nonna.
Ma che cosa se egli non fosse quello che sembra? Tu mi dici sempre che a volte le persone si mettono
maschere e non possiamo sapere che cosa ci sono dentro essi.
- 208 -

Eleni rimescol il suo capello.


Hai ragione, picaro. Non possiamo vedere realmente quello che ci sono nei cuori degli altri. Quando non
era molto maggiore di te, mio padre normalmente riscuoteva ai miei fratelli per il suo alloggio e
sostentamento. Tutto il mondo pens che egli era malvagio per fare quell'ai suoi propri figli. I miei fratelli
l'odiavano per ci.
Per essere povero? domand Acheron.
Ella scosse la sua testa.
No. La mia famiglia, in realt, aveva abbastanza denaro perch mio padre era un avaro con ogni moneta.
La gente l'odi per quel motivo anche, bench egli essi non avevano capito che, quando era bambino, egli
e la sua famiglia furono espulsi della sua casa per mancanza di denaro. Sua sorella, un beb, a chi amava
pi che a nessuno, si ammal rimanendo senza casa. Mor di fame nelle sue braccia e lui giur allora che
nessuno a chi amasse morrebbe un'altra volta a causa della povert.
Acheron lo sent per il povero uomo. Avendo conosciuto tale povert in lui stesso, poteva capire il
ragionamento dell'uomo. Non c'era niente peggiore che la fame. Niente peggiore che vivere per strada
senza nessuna protezione degli elementi o di altre persone.
Merus raddrizz la sua testa
Ma, perch riscosse egli ai tuoi fratelli se aveva molto denaro?
I suoi tratti si ammorbidirono mentre cullava il suo viso grassottello.
Egli stava mettendo tutto il denaro in un lato per quando i miei fratelli fossero pronti per sposarsi.
Perch, Gi Gi?
Ella non perdeva ancora la pazienza con lui.
Perch tu non puoi sposarti fino a che possa finanziarti il prezzo di una fidanzata e devi avere una casa
per prendere moglie. Quando i miei fratelli li trovarono, mio padre tir fuori tutto il denaro che essi avevano
pagato durante gli anni. Egli l'aveva lasciato da parte in forma di risparmio in modo che ognuno i miei
fratelli avessero una piccola fortuna per stabilire una casa quando fossero la cosa abbastanza vecchi. Alla
fine, non era la persona tanto brutta che tutti pensavano che era. Quello che egli fece fu per il suo beneficio,
poich era denaro, ed essi l'avrebbero sprecato senza sensatezza. Questo c'insegna che non sappiamo mai
che cosa c' nel cuore delle persone quando li giudichiamo. Azioni che a volte sembrano significare quello
che non sono. Piuttosto si realizzano per quelli che amiamo col fine di proteggerci senza noi saperlo.
Merus offr il piatto di pane ad Acheron.
Yaya dice che le visite hanno sempre la prima elezione.
Acheron sorrise prima di prendere un pezzo di pane ed ungerlo.
Grazie, Merus.

- 209 -

Di seguito si serv a s stesso e dopo sua nonna. La normalit di tutto si chiuse improvvisamente in Acheron.
Qui egli si sedette, con la testa scoperta e nessuno dei due reag in assoluto. Non c'erano furtivi n lussuriosi
sguardi che essi tentassero di nascondere. Non movimenti nervosi.
Egli era solo un'altra persona per essi. Dio, quanto significava quello per lui.
Hai ragioneegli disse dopo avere mangiato il pane. Questo il meglio che qualche volta ho mangiato.
Eleni elev il suo mento con orgoglio.
Grazie. Imparai questa arte di mia madre. Ella era la panettiera pi ingegnosa di tutta la Grecia.
Acheron sorrise.
Sicuramente di tutto il mondo. Non posso immaginare qualcosa di migliore che questo.
La sua pasticceriadisse Merus con la bocca piena di cibo. Potrebbe farti piangere.
Acheron rise.
Immagino che un uomo si vedrebbe piuttosto raro piangendo sul suo cibo.
Merus assaggi le sue labbra.
Credimi, vale l'umiliazione.
Eleni rimescol i suoi capelli.
Mangia, ragazzo. Devi crescere forte ed alto, come Acheron.
Acheron non parl mentre finiva il pane. Si trattenne quello che pi pot, ma troppo pronto aveva finito gi
ed era ora di andare via.
Grazie un'altra voltadisse loro.
Eleni si alz con lui.
Un piacere, Acheron. Sentiti liberi di ritornare quando voglia provare alcuno delle mie torte.
Merus gli sorrise apertamente.
Avr una tovaglietta intelligente.
Sono sicuro che l'avrai. Alzando il suo cappuccio, Acheron si assicur di coprirsi completamente. Che
abbiate un buon giorno.
Che i dei ti accompagnino.
Se ella sapesse solo. Acheron, con attenzione, fugg per la porta, facendo suo verso ritorno verso la collina
dove era collocato il Palazzo. Estraneo, aveva cercato di scappare al mondo di fantasia attraverso le trame
dalle opere ed invece di quello, il suo spirito si era alzato molto alto con un inaspettato incontro con gente
reale. Eleni e Merus gli avevano dato molto pi che una fuga.

- 210 -

Gli avevano dato normalit. Bench fosse solo per un momento. E quello l'aveva significato tutto per lui.
Risentiva meglio di quello che era stato per molto tempo.
Al meno fino a che ritornasse a casa.
Vacill nel corridoio di entrata quando vide la gran riunione di nobili e membri del Senato accompagnati
dalle sue famiglie. Non che dovesse essere una sorpresa, ma nessuno gli disse che ci sarebbe l una festa.
Di c'essere la cosa saputa, si sarebbe rinchiuso nella sua stanza. La sua esperienza con questo tipo di eventi
non erano andati mai bene. Ovviamente, nel passato, era stato l'atraccin/fascinacin per tutti gli invitati.
Un brivido lo percorse quando ricord le volte che era stato esposto intorno e picchiato prima che qualcuno
nel gruppo lo gettasse nel suolo
Tirando pi sotto il suo cappuccio, si mantenne nelle ombre mentre faceva la sua strada verso le scale. Con
molta fortuna nessuno gli sarei avvicinato.
Tuttavia, menti si allontanava dal salone di ballo, la voce di suo padre lo ferm in secco.
Grazie a tutti per celebrare con me. Non tutti i giorni che un Re si sente tanto benedetto.
Acheron strisci pi vicino alla porta per vedere suo padre su una pedana. Ryssa in piedi alla sua sinistra con
Apollo al suo fianco. Il braccio del dio era possessivamente avvolto attorno alle sue spalle. Styxx stava alla
destra di suo padre. Le sue mani sostenevano quelle di una dimissione e bella donna di capello oscuro.
Alziamo i nostri bicchieri in onore di mia unica figlia, la consorte umana del dio Apollo chi sta ora
aspettando un bambino, e di mio unico figlio chi contrarr matrimonio con Nefertari, Principessa dell'Egitto.
Che i dei li benedicano ad entrambi e che le nostre terre per fioriscano sempre.
L'amara gelosia lo spian mentre l'ascoltava. Lo batt tanto forte nel cuore che tutto quello che poteva fare
era non abbassare il suo cappuccio e dire in alto a suo padre che egli in realt aveva un altro figlio. Ma, con
che proposito?
Suo padre lo negherebbe solo e dopo lo batterebbe per il suo affronto e vergogna.
L'ira scop con la gelosia, baciava orgogliosamente a Ryssa e dopo a Styxx.
Per i miei amati figliegli disse un'altra volta alla moltitudine. Che vivano molto tempo.
Un grido assordante si alz da tutto il mondo, eccetto di Acheron chi non poteva respirare per il peso
dell'agonia e rifiuto.
Io sono il maggiore
Sei una deformata prostituta ed un schiavola voce di Sta' fece eco dal suo passato. Non parlerai a
meno che ti nominino. Non guardare mai nessuno al viso. Devi essere grato che ti tollero nella mia casa. Ora
mettiti in ginocchio e compiacimi.
Acheron voleva morire mentre la vergogna lo riempiva. Suo padre aveva ragione. Non c'era niente su lui che
valesse quello che l'amassero e definitivamente niente che garantisse qualunque classe di orgoglio.
Chinando la sua testa, fece la sua strada verso le scale che portavano alla sua stanza.

- 211 -

Acheron?
Si congel col sussurro dietro lui.
Che cosa quello che vuoi, Artemide?
Amo il mio amico di ritorno.
Acheron chiuse i suoi occhi contro le lacrime che nascondeva dentro s. Desiderava disperatamente essere
stimato per qualcuno. Chiunque. Non per quello che riceverebbe di essi, bens perch essi si
preoccuperebbero per lui.
Artemide si mosse fino a fermarsi giusto dietro lui. Tanto vicino che poteva sentire la sua presenza come se
essi si stessero toccando.
Ti ho rimpianto.
Egli voleva reclamargli. Gridargli molto la cosa che aveva odiato quello che ella gli aveva fatto.
Pregarlo che mai pi lo ferisse un'altra volta.
Ma, quale era il fine? Gli umano non erano pi che i giocattoli dei dei. Egli stava solo pi vicino ad uno che
gli altri.
Sto perdonato allora? egli domand, odiandosi a s stesso per la servile domanda.
S. Ella si press contro la sua schiena ed avvolse le sue braccia ad intorno suo.
Stringendo i suoi denti, si costrinse a non indurirsi o separarla lontano.
Grazie.
Artemide volle piangere della fortuna che sent. Aveva al suo Acheron di giro ella non poteva credere
molto la cosa che l'avesse rimpianto. Quanto paurosa stava del suo rifiuto.
Pi che tutto, ella egli voleva che sapesse quanto contenta stava per avere la sua amicizia di ritorno.
Ti prometto che non ti ferir mai un'altra volta.
Acheron non cred questo per un istante. Ella aveva spezzato la sua fiducia nel momento in cui l'aveva preso
per i capelli, sapendo molto la cosa che egli disprezzava quello. Sapendo quanto degradante era
quell'azione per lui.
Avrebbe preferito che semplicemente ella lanciasse alcune monete e si sarebbe allontanato.
Artemide tir di lui contro lei e lo baci come un amante. Egli restitu il bacio con tutta la passione di
qualcuno che stato pagato per ci. Che triste che ella non potesse vedere la differenza tra un bacio che
egli sentiva ed un bacio nato dell'obbligo. Per quel motivo, egli era la migliore prostituta che il denaro
poteva comprare.
Quando si mosse all'indietro, posso vedere la fortuna nel suo sguardo. Come volesse sentirla egli anche.

- 212 -

Mai pi tu dubiterai del mio affettoella sussurr contro le sue labbra.


Acheron non rispose quando ella cadde sulle sue ginocchia davanti a lui. Corrug il cipiglio in confusione fino
a che ella corse la mano per il suo pene prima di avvicinare la punta dentro la sua bocca. Ansimando di
commozione e quasi piacere, si dondol all'indietro. Nessuno gli aveva fatto mai questo prima a lui.
Il suo lavoro era dare piacere, non toccava agli altri, meno ad una dea, compiacerlo. Tutta l'ira dentro lui
svan sotto l'assalto della sua lingua nel suo corpo. Non aveva sentito qualcosa come quello prima non
sogn mai quanto buono potrebbe essere. La sua mano accarezzava e cullava il suo sacco mentre suo caldo
incoraggio lo bruciacchiava. L'amore per lei che egli aveva negato e sepolto ritorn con una furia tanto
intensa che gli invi un orgasmo immediato.
Artemide si ritir, sputando mentre rapidamente lo copriva con la gonna di suo silenzio.
Questo tanto spiacevole. Come pu qualcuno godere questo?
Acheron non poteva rispondere mentre si aggrapp a s stesso affinch il suo corpo finisse quello che ella
aveva cominciato.
Ella alz la vista verso lui con un sorriso vacillante mentre si leccava le labbra. Godesti tu questo, non
verit?
Segli disse, con voce panoramica.
Sono perdonata?
Acheron corse il suo pollice sul suo labbro superiore dove un rastrello del suo seme era rimasto. Col suo
sguardo fortemente, ella lasci cadere la sua lingua nel tuorlo del suo dito per assaggiarlo. La visione di lei
facendo quello la sensazione della sua lingua sulla sua pelle fu la cosa pi incredibile di lui non abbia
sperimentato mai.
Finito e sazio, tutto quello che egli pot fare fu assentire.
Il suo sorriso si ampli quando ella si alz e tir di lui per un altro bacio. La seguente cosa che egli seppe, fu
che stavano nella sua stanza del tempio ed egli era completamente nudo. Ella mordicchi le sue labbra,
sfregando le sue mani sul suo petto. Fammi l'amore, Acheron.
Le sue parole inviarono un'onda di freddo attraverso lui. Non voglio oggi essere colpito, Artie. Ho sofferto
troppa vergogna questo pomeriggio.
Ridendo, ella tir della sua testa verso sotto a modo che potesse baciarlo rudamente, mordendo la sua pelle
fino a che egli tem rimanere ammaccato. Non ti batter. Promessa. Prese la sua mano e lo diresse fino
al suo letto. Rod sulla sua schiena e lo tir sul suo corpo nudo.
Acheron ancora era indeciso. Artemide l'abbatt sulla sua schiena. Ella era implacabile nelle sue domande
ed il suo corpo fece esattamente per quello che era stato allenato per fare... si indur per lei.
Chiudendo i suoi occhi, desider essere neutrale come un bambino. La sua vita sarebbe stata infinitamente
pi facile.

- 213 -

Mentre lei stessa scivolava su lui, si domandava come una dea non poteva notare quello che c'era nel suo
interno. Non aveva idea di quanto poco egli voleva questo di lei in quello momento. Riservato e terrorizzato
dell'abuso che ella gli darebbe una volta che avrebbe finito, egli la compiacque la cosa migliore che pot.
Per il momento in che ella fu completamente sazia, il suo corpo stava adolorido. Scivolando di lui, ella
sospir allegramente. Ella raggiunse il suo viso il tempo che girava la sua testa davanti all'aspettativa di un
schiaffo.
Che cosa sta male?
Egli inghiott mentre ella tirava un cuscino su lui e dopo la metteva sotto alla sua testa.
Niente.
Si appoggi su s stessa in modo che potesse tracciare le linee del suo viso coi tuorli delle sue dita. Credo
che ti mantenessi con me questa notte.
Prima che potesse rispondere una moglie di oro si chiuse sulla sua caviglia. Alla fine una catena si intrecci
nel palo del letto.
Per che motivo questo?
Per assicurarmi che non vagherai intorno mentre io dormo.
Acheron tir del suo piede facendo tintinnare gli anelli. Era tutto quello che poteva fare per seppellire la sua
rabbia e non gridare in frustrazione.
Questo non mi piace, Artemide. Non sono un cane che deve essere incatenato fuori della tua casa perch
tema che si orini nel tappeto.
Ella scricchiol con disapprovazione verso lui.
Al contrario. per la tua propria sicurezza.
Anche la brutalit dell'alimentazione forzata era stata bene per suo. Non poteva sopportare essere
incatenato. Pi che nessuna altra cosa, questo lo fece sentirsi un'altra volta una prostituta. Per favore,
non mi fare questo. Ti prometto che non uscir dal tuo letto mentre dormi.
Artemide vacill. Ella non poteva dire se egli era il sufficientemente arrabbiato per restituirgli il colpo o no.
Per quello che ella sapeva, egli potrebbe andare solo fino al corridoio dei dei per malizia.
Gli umano erano traditori di quella maniera.
Ma alla fine, decise di fidarsi di lui. La catena spar.
Se mi tradisci, Acheron
Mi farai soffrire per tutta l'eternit. Lo so. Ascoltai la minaccia la prima volta che la pronunciasti.
Bene. Ora so un uomo buono e dammi il tuo collo.

- 214 -

Diligentemente egli, tir indietro i suoi capelli esponendo la bellezza della sua pelle abbronzata e la curva
deliziosa della sua gola.
La sua bocca si fece acqua, tuff la sua testa per assaggiarlo ed in quello momento non pot evitare il
piacere del morso. Ella lo lasci sentirlo completamente. Cullando la sua testa contro lei, egli arriv fino alle
sue braccia mentre ella si ubriacava di lui.
Soddisfatta, Artemide osserv i suoi occhi tremando si chiusero.
Sarai mio, Acheron. Pertanto tempo come duri la tua bellezza. Non ti condivido con nessuno. Mai.
Pronto ella lo vedrebbe morto.

23 giugno, 9528 A.C.

Buon compleanno, Acheron.

- 215 -

Acheron si gir verso dove proveniva il suono dalla voce di Ryssa. Dolorante di sera che pass con Artemide,
si sentiva un po' disorientato. Era andato a letto nell'Olimpo, ma in qualche momento era dovuto ritornare
alla sua propria stanza.
Buon giorno, gemella. Si vedeva particolarmente radiante oggi. Il capello biondo cadeva attorno alla
testa in piccole trecce che erano sostenute nel suo posto per un gioco di pettinini argentati che aveva
comprato prima per lei poche settimane, quando erano andati insieme al mercato. Il leggero vestito azzurro
che usava faceva che i suoi occhi brillassero radianti mentre metteva le mani contro il suo stomaco. La sua
gravidanza appena s si notava.
Alzati e vestiti. Ho detto al cuoco che ti prepari solo una colazione speciale di celebrazione per noi due. Ci
porteranno in breve il cibo.
Guard dietro lei, ma non vide niente.
Dove sta?
Nel piano di sotto.
Acheron scosse la testa.
Non mi permesso mangiare nella sala da pranzo. Lo Sai.
Allontan le sue parole.
Padre stette fino a tardi con Styxx. Non sveglieranno fino a tra alcune ore. Voglio darti questo pezzetto di
normalit, fratello. Lo meriti. Ora vestiti rapido ed unisciti l con me.
Acheron in realt non voleva farlo. Odiava avventurarsi nelle stanze del piano di sotto, dove la sua famiglia
aveva detto chiaramente che non era benvenuto. Ma Ryssa si era messo in problemi per lui. Egli meno che
poteva fare era rallegrarla.
Lasciando il letto, si vest rapidamente e si riun con lei nell'entrata. Avvolse il braccio attorno al suo e
sorrise.
Questa la prima volta che celebriamo insieme l'anniversario della tua nascita. Ora hai venti ed il
prossimo anno raggiungerai la maggioranza di et.
Come se quello fosse fare una differenza per lui.
C' una festa progettata per Styxx?
Devi lo sguardo con espressione inquieta.
S. Questa notte come ogni anno.
Allora sparir.
Lo sguardo nei suoi occhi riflett il dolore che sentiva all'interno. Ma ambedue sapevano che sarebbe tanto
benvenuto alla festa come una piaga di spregevoli rane. Senza dire parola, lo port verso la sala da pranzo
dove aveva disposto un gran buffet.

- 216 -

Non era sicura di che cosa vorresti cosicch feci che preparano un po' di tutto. Prese un piatto e se lo
stese prima di baciarlo nella guancia. Buon compleanno, fratello.
Niente potrebbe avere la cosa emozionata pi.
Grazie.
La segu mentre gli spiegava i diversi piattelli.
Mentre Acheron raggiungeva un pezzo di frutta, lo prese la mano e rise.
Non mangiamo quello. Sono decorative. La batt con la mano. Vedi? gesso.
Risero insieme davanti alla sua ignoranza.
Oh, fa bene ad un padre ascoltare ai suoi figli ridendo uno con un altro.
Acheron si congel davanti al suono di suo padre mettendo dietro alla stanza suo. Terrore freddo si filtr in
tutto il suo essere.
Ryssa copr il suo panico con un abbagliante sorriso.
Buon giorno, Padre. Mi avevano detto che ti alzeresti tardi oggi.
C' molto da fare coi preparativi della celebrazione di Styxx. Applaud affettuosamente nella spalla ad
Acheron prima di baciare la sua guancia.
Assaggi e maledisse a sua volta l'abbraccio, Acheron chiuse gli occhi e contenne l'alito. I suoi occhi
argentati potrebbero tradirlo. Lo facevano sempre.
Sono sorpreso di vederti alzato, briccone. Ascoltai che avevi portato ieri sera tre donne al tuo letto. Ti
soddisfecero bene, confido.
Ryssa si rischiar la gola.
Padre, potrebbe parlare fuori alcune parole con te?
Assolutamente.
Acheron lasci scappare un lieve sospiro di sollievo mentre suo padre camminava lontano da lui. Colloc
sotto il piatto e ced un passo verso la porta quando la cosa impensabile pass.
Styxx entr alla stanza con uno dei suoi amici.
Che cosa questo? Che cosa stai facendo tu qui?
Suo padre divent e maledisse prima di guardare con furia a Ryssa.
Mi ingannasti?
Non esattamente.

- 217 -

La furia distorse il suo viso mentre chiudeva la breve distanza che li separava e schiaffeggiava ad Acheron
tanto forte che lo squilibr facilmente. Cadde a terra, stordito per il colpo che gli fece perdere un dente
frontale e lo spezz il naso.
Osasti profanare il mio tavolo!
Ryssa avanz verso essi.
Padre, per favore! Io lo portai qui. Fu la mia idea.
A lei lei divent con malizia.
Non osare difenderlo. Egli lo sa bene. Alz ad Acheron per i capelli e lo spinse contro il muro. Voglio
che tutto quello che tocc sia bruciato. Ora! Grid ai domestici. E tirate tutto il cibo.
Acheron rise.
Realmente deve disturbarti non potere disfarti tanto facilmente di me.
Suo padre gli diede un duro cazzotto nello stomaco.
Padre, per favore. Supplic Styxx. Ricorda il tuo cuore.
Suo padre lanci ad Acheron ad un lato, strappandogli un pugno di capello nel processo.
Tira fuori a questa spazzatura fosse della mia vista.
Guardie! Rugg Styxx. Portavi fuori al bastardo e golpeadlo.
Acheron si incorpor prima di avvicinarsi al suo gemello.
Dimmi qualcosa, fratello. Che cosa si arrabbia pi su me? Il fatto che condivido il tuo viso o il fatto che
conosco esattamente quello che vuole farti il tuo migliore amico e con che frequenza? Lanci
significativamente un sguardo all'uomo che si trovava dietro Styxx che guard verso un altro lato col viso
rosso. Acheron gli sorrise. gradevole vederti di nuovo, Lord Dorus, specialmente vestito.
Styxx lasci uscire un urlo di dolore un istante prima di correre verso lui, chi tento di difendersi. Ma era
inutile. Suo fratello passava ore al giorno allenando per lottare. La cosa migliore che pot fare fu coprirsi la
testa e tentare di proteggersi il viso. Styxx lo propin colpo dietro colpo nelle costole fino a che finalmente i
guardia l'allontanarono.
Voglio che siede ogni frusti.
Acheron sput sangue ai piedi di Styxx.
Buon compleanno per te anche.
Con gli uditi liberi delle palpitazioni del suo sangue e le maledizioni di Styxx, finalmente ascolt i singhiozzi di
sua sorella mentre supplicava suo padre per una povert che non aveva intenzione di concedere.

- 218 -

Un guardia strinse profondamente il pugno nel capello di Acheron, allora lo spinse fuori della stanza verso il
patio che egli conosceva intimamente. Dovrebbero muovere solo l fuori il suo letto ed evitarsi tutto lo
sforzo.
Strid i denti mentre gli legavano le mani ed i vestiti erano spogli del suo corpo. Maledisse ai dei dopo che la
prima frusta tagliasse la pelle della sua schiena. Maledetti essi per questo. Era sufficientemente cattivo che
l'abbandonassero, ma condannarlo ad avere l'abilit di guarire la maggioranza dalle ferite, facevano le sue
punizioni molto peggiori. Invece di tessuto cicatrizzato che formasse una barriera contro l'abuso, pelle
nuova cresceva ogni volta, quello che significava che essi battevano carne fresca con ogni frusti.
E doleva
Perse il conto delle sferzate mentre tentava di mettersi a fuoco in qualunque altra cosa. Il sudore mischiato
col sangue che sgorgava dalle ferite nel suo viso faceva che ardessero molto pi. Comunque lo battevano.
Sufficiente.
Acheron corrug il cipiglio attraverso la foschia di dolore mentre riconobbe la voce di Styxx. La sua
respirazione era disuguale, non poteva immaginare perch Styxx fermerebbe la punizione che aveva chiesto.
Fino a che suo fratello avvicin il suo viso fino a stare occhio con occhio. L'odio nello sguardo di Styxx era
penetrante.
Lasciateci. Ordin i guardia.
Acheron ascolt come si chiudeva la porta. Apr la bocca per burlarsi di suo fratello ma prima che lo facesse,
Styxx stamp una sbarra di ferro alla cosa larga delle costole con sufficienza forza per alzarlo dei suoi piedi.
Ogni respirazione scapp rapidamente dai suoi polmoni.
Credi che sia tanto jodidamente intelligentesi burl. Vediamo quanto intelligente sei ora.
Styxx spar dalla sua vista. Gir dopo un momento con un tabellone di ferro al rosso vivo. Il panico lo colm.
Litig contro le legature con ogni oncia di forza che aveva. Ma era indebolito per la bastonata e lo
dominarono completamente.
Con una lucentezza di sadica soddisfazione, mise il ferro sul viso di Acheron. Gridando, Acheron trattamento
di allontanarsi, ma tutto quello che pot fare fu annusare la carne bruciata. Sentendo il profondo e
penetrante dolore che l'attraversava.
Sorridendo, Styxx lo separ e cammin nuovamente dietro lui.
Appendendo flaccidamente, non pot fare nient'altro gridare per l'agonia del suo viso che continuava
bruciando. Quando Styxx ritorn, portava un nuovo ferro.
Per favore m mmisericordiapreg. Per favore non fratello.
Non siamo fratelli, Bastardo! Styxx grid prima di mettere il ferro contro l'inguine di Acheron.
Grid. Lacrime si sparsero mentre pregava affinch la morte arrivasse e fermasse questa tortura.

- 219 -

Dove stanno ora le tue risate? Domand Styxx, rimuovendo il ferro ad un lato. Non tornerai mai ad
eluderti di me di nuovo, tu, jodida prostituta.
Acheron sent qualcosa freddo e filoso perforarlo la guancia. Guardando verso il basso, vide la daga nella
mano di Styxx chi l'aveva seppellita fino all'impugnatura. Prov pi sangue nella bocca mentre annegava in
lei ed il dolore lo bruciava.
Non ti preoccuparedisse Styxx muovendo la daga di una tirata. Vivrai. Lasci cadere la foglia verso
abaj attraverso la guancia senza bruciare di Acheron, aprendola fino all'osso.
Styxx lo tagli, dopo si allontan senza almeno tirare indietro un'occhiata.
Acheron giacque nella terra, la testa dando rovesciate mentre un dolore inimmaginabile l'attraversava.
Per favore deimormor disperatamente. Per favore permettetemi di morire.
Esal profondamente e si arrese all'oscurit.
Artemide stava tentando di essere paziente menti osservava le offerte che gli umano portavano al suo
altare. Ma quello non gli interessava.
Non aveva visto ad Acheron in due giorni e questa era la celebrazione del suo compleanno, qualcosa che
non avrebbe saputo se Apollo non gli avesse detto sulla festa di questa notte. Non sapeva perch Acheron
non l'aveva menzionato, ma cos egli era di strano.
Apollo non andava alla festa, ma la sua mascotte s.
Egli quale significava che Artemide era libera per visitare dopo ad Acheron.
Obbligatoriamente era rimasto nel suo tempio durante tutto il giorno. Il sole si era messo prima un'ora e
mentre il giorno diventava notte, era inquieta perch finisse.
Un uomo vecchio si avvicin con una capra.
Oh, questo non serviva da niente. Che cosa andava a fare con una capra? Scricchiolando le dita, gli conced
perfino il suo desiderio prima di ascoltarlo.
Prese l'anello che aveva fatto per Acheron e li abbandon sapendo che continuerebbero facendo offerte
nelle quali non era interessata. A differenza di questi altri gimientes, patetici umano, il suo Acheron
potrebbe compiacerla.
Perfino quando non voleva compiacerla, lo faceva.
Sorridendo, si materializz nel suo balcone, sperando che stesse nella sua posizione abituale.
Era vuoto. Corrugando il cipiglio, guard sul bordo per vedere i nobili e dignitari riuniti per le festivit.
Sicuramente Acheron non stava l. Non gli piacevano tali eventi.
Cammin attraverso le porte senza aprirli. Il suo cipiglio si dissolse mentre vedeva gi ad Acheron nel letto.
Bene. Poteva l unrsele.

- 220 -

Ma mentre si avvicinava, ridusse il passo. Il suo alito era superficiale e disuguale. Giaceva con la schiena
verso lei ed avvicinandosi, vide le macchie rosa nelle lenzuola.
Sanguini. Sangue di Acheron.
Era molto pi di quella che qualche volta aveva visto.
Terrorizzata, si mosse attorno al letto per trovarlo piangendo in silenzio. Ma quello non fu quello che pi la
sorprese. Era la vista del suo bel viso. O quello che rimaneva di lui.
Un lato aveva una ferita bestiale ed enorme che esponeva parte dell'osso e dell'altro, una scottatura che
aveva lasciato il suo occhio sinistro parzialmente chiuso, la carne bruciata e la bocca storta.
Che cosa succed? Chiese mentre la rabbia la lacerava.
Non rispose ma la vergogna nei suoi occhi, il dolore, lacerarono il suo cuore. Inginocchiandosi nel suolo,
mise la mano nella sua guancia bruciata.
Ammazzamiesal. Per favore.
Quella supplica straziante port lacrime ai suoi occhi. Volendo capire, us i suoi poteri per vedere che gli era
successo. Mentre ogni scena sfilava nella sua mente, la furia cresceva.
Come osavano fargli questo a lui!
Sent che i suoi denti crescevano al triplo, tanto filosos come la sua necessit di vendetta.
Acheron grid mentre Artemide guariva il suo picchiato corpo. In ogni posto dove stava male ferito, la cura
era uguale di dolorosa.
Una volta guarito, Artemide lo raccolse nelle sue braccia e lo sostenne di una forma che prima nessuno gli
aveva fatto mai, come se gli preoccupasse.
Lo sento tanto, Acheron. Perch non mi chiamasti?
Non saresti venuto.
S, l'avrebbe fatto.
Ma sapeva la verit. Non si sarebbe arrischiato mai ad essere vista.
Ora stai qui. Quello sufficiente per me.
Assent mentre lo pettinava il capello ritirandolo del suo viso.
E povero dei bastardi per questo. Quelli che ti ferirono soffriranno per quel motivo. Prendendolo la
mano, lo tir del letto.
Quando incominci ad andare verso la porta, egli si congel.
Che cosa stai facendo?
Faccio loro pagare.
- 221 -

Come?
Rise malevolmente.
Si fida di me, amore. Lo godrai.
La cosa seguente che seppe che stavano nel salone di ballo, senza essere visti dai festaioli. Artemide
cammin verso Styxx chi stava di fianco alla sua promessa, ridendo superbamente con un gruppo di amici
che si stavano prendendo gioco di una giovane poco attraente nell'angolo. La donna aveva lacrime negli
occhi mentre tentava di ignorare le risate ed i commenti brutali.
Si inclin verso davanti per sussurrare nell'udito di Styxx.
Vuoi vedere umiliazione, tu piccolo briccone? Stai per avere di prima mano una lezione su quello.
Un secondo Styxx stava ridendo. Al seguente stava vomitando su Nefertari ed i suoi amici. In realt, vomit
tanto fortemente che perse il controllo della sua vescica e si bagn. Quando tent di correre, inciamp e
cadde nel disastro.
Acheron guard faceva un'altra parte, come disgustato per quel motivo, come tutti gli altri.
Ma non aveva finito. Alzando la mano, apr le porte doppie che davano al giardino. Una muta di cani
arrabbiati entr e corsero dietro Styxx in vendetta.
Suo padre corse faceva dall'erede che stava nel suolo, gridando per aiuto.
Artemide offr ad Acheron un sorriso storto prima che tutti nella festa, eccetto Ryssa e la donna che si
ammalassero di quella che si erano burlati. I guardia tentarono di proteggere a Styxx dai cani un istante
prima che scaricassero i suoi stomachi per tutto il principe.
Chiudendo la distanza tra essi, un le sue mani soddisfatta.
Non sapere tudisse con un scintillio malevolo negli occhi verdima io mi sento meglio. Guard
orgogliosamente intorno. Staranno meglio di mattina. Ma nessuno di essi star fuori dei suoi letti fino a
molto dopo domani. Per quel che riguarda Styxx, sentir per lo meno gli effetti della sua crudelt una
settimana.
Acheron desider ottenere soddisfazione nel dolore ad intorno suo, ma no. Nessuno meritava quello che ella
aveva fatto questa notte pi di quello che egli meritava quello che Styxx gli aveva fatto.
Inclin la testa.
Non sei felice?
Diede un'occhiata ai poveri disgraziati ad intorno suo.
Grazie per vendicarmi. Significa molto, Artie. In realt. Ma essendo stato nell'estremo ricevente della
crudelt la mia vita intera, non ottengo piacere in danneggiare ad altri, cosicch, no, non mi fa felice vederli
cos. Specialmente a quelli che non mi hanno fatto mai male.
Sei un stupido per non farlo. Essi non sarebbero tanto gentili con te.

- 222 -

Nella sua esperienza, era nella cosa corretta. Anche cos, non poteva lasciarsi portare per la risata davanti
all'umiliazione che soffrirono.
Artemide lasci scappare un suono di dispiacere.
Sei un umano tanto stranoSvuot la guancia con la mano. Ti noto che, se qualche volta torna a
segnare il tuo viso di nuovo slegher un'agonia della quale non si ristabilir mai.
L'ira e sincerit del suo sguardo lo bruciarono. Ryssa era stato solo qualche volta tanto indignato per le sue
punizioni. Il fatto che si preoccupasse fece che percorresse durante il tragitto un lungo tratto per cancellare
la collera che aveva albergato contro i dei.
In realt, aveva mantenuto la sua parola e non aveva fatto niente per ferirlo.
Non ti fidare di lei.
Ma il suo cuore voleva credere che in qualche livello l'amava che si preoccupava.
Si alz per baciarlo. Nell'istante che le labbra si toccarono, lo port al suo tempio. Acheron sent una strana
energia attraversarlo.
Che cosa?
Gli occhi di Artemide acquisirono un brillante splendore.
Ti ho dato il potere per lottare e proteggerti a te stesso. Avevi ragione. Non posso stare sempre l quando
hai bisogno di me. Macolloc la punta del suo dito sulle sue labbra. Non potrai usare quelle abilit su un
dio, solo con un umano.
Perch vorrebbe attaccare ad un dio?
Inclin la testa contro la sua spalla ed inal l'essenza maschile. Adorava l'innocenza nel suo interno che non
poteva concepire almeno in ferirla.
Alcuni uomini lo fanno.
Gli uomini fanno un mucchio di cose col quale non sono di accordo.
E per quel motivo che ti do i poteri che necessiti. Non voglio che ti feriscano un'altra volta di quella
maniera.
Acheron tent di lottare contro l'amore che si gonfiava dentro lui. Ma non poteva. Non quando gli dava
tanto. N quando lo toccava di quella maniera e lo faceva sentirsi decente e caro.
Lo strinse contro lei, allora si separ per tendergli una piccola scatola.
Che cosa questo?
Il mio regalo per celebrare la tua nascita. Aprilo.
Attonito, la guard a bocca aperta. Onestamente, non poteva assimilare quello che stava sostenendo nelle
sue mani.
- 223 -

Stai facendomi un regalo?


Ovviamente.
Ma non poteva essere tanto semplice. Niente l'era.
Che cosa ami cambiamento?
Ella corrug il cipiglio.
Non amo niente cambiamento, Acheron. un regalo.
Ancora cos scosse la testa in una negazione.
Non si d mai liberamente niente.
Chiuse le mani attorno a ci ed accarezz le sue dita.
Questo si d Lei liberamente, akribos. E desidero vederti aprirlo.
Realmente, non poteva capirlo. Perch gli faceva un regalo?
Col cuore accelerato, apr la scatola per trovare dentro un anello. Prendendolo, vide un doppio arco e freccia
su lui, ma quando mosse l'anello, cambi all'immagine Artemide nell'atto.
Ella sorrise felicemente.
un'anello insegna. Lo do ai miei seguaci ai quali concedo l'abilit di convocarmi. La maggioranza di essi
devono cercare un albero e realizzare un rituale e dire le parole corrette. Ma tu, il mio Acheron, puoi
convocarmi in qualunque momento.
Quando incominci a mettersi l'anello, lo ferm.
Dovrebbe essere protetto sul tuo cuoreapparve una catena di oro e quando se l'impieg attorno al
collo, gli fu successo un altro pensiero. Non era solo sul suo cuore Proteggere questo anello era anche
occultarlo visibile.
Al meno pens la cosa abbastanza a te per fargli un regalo.
Quell'era verit.
Lo baci la guancia, allora manifest una spada nella sua mano. Passandola, gli fece una strizzata d'occhio.
Insegnami quello che fai.
Che cosa vuoi dire?
Ella inclin la testa verso due guerriera ombra dietro lui.
Lotta con essi, Acheron. Qualunque cosa che debba per vincerli sar tua.
Scettico, si allontan un passo. Ma per il momento in che essi si avvicinarono, il suo corpo sapeva
istintivamente come lottare.
- 224 -

Sorrise con soddisfazione mentre vedeva ad Acheron combattere con le ombre. Aveva fatto un buon atto
per il suo umano. E mentre l'osservava, il caldo invase ogni parte di lei. Si muoveva come il mercurio. I suoi
muscoli si ondeggiavano e flexionaban, sforzandosi e raffinandosi con ogni colpo che fermava e
consegnava. La sua fame aumentava e si domand perch il suo sangue era tanto assuefattore Pi perfino
che quella di suo fratello.
Per che anelava cos ad Acheron?
Con tutto non negava la sua attrazione. Subito, tutto quello che voleva era lanciarlo al letto e mantenerlo l
per il resto dell'eternit.
Il sorriso che gli dedic quando fin coi suoi rivali fece che si struggesse.
Te lo dissiella disse, a lui avvicinandosi.
Acheron sostenne la spada nel suo pugno con una fiducia che non aveva conosciuto mai in nessuno fosse del
letto. Non poteva credere che finalmente sapesse come lottare tanto bene come sapeva come usare il suo
corpo per dare piacere ad altri. Era un miscuglio vertiginoso. Potere
Grato ad Artemide, tir la spada ad un lato e l'attrasse alle sue braccia. Qualcosa estraneo strapp
attraverso lui. Era come se un sua parte fosse stata liberata e lo scuoteva fino alle fondamenta.
Trem quando vide contemporaneamente gli occhi argentati diventare rossi che le sue labbra diventavano
neri. Era successo tanto rapido che non era sicura dello esserse immaginato.
Allora Acheron prese possesso della sua bocca con una furia avvelenata. Sent il suo potere e quello le fece
tremare. Col cuore battendo accelerato, si arrese. La spinse alla parete dietro lui. Le labbra e lingua
bruciandola, e facendole sapere esattamente molto la cosa che si stava trattenendo da lei tutti quelli mesi
scorsi.
Questo era un nuovo lato della sua mascotte. E quando entr in lei, quasi sviene del piacere assoluto
dell'atto.
Era tanto selvaggio e senza addomesticare come un predatore in libert. Il suono della sua respirazione,
punteggiato per grugniti di piacere pendendo fuoco alla sua anima. Una risata rimase acchiappata nella sua
gola. Di avere saputo che sarebbe stato cos, gli aveva dato il regalo faceva molto tempo.
Lasciando scappare un grido quando l'orgasmo l'attravers, affond le unghie nella sua pelle. Ma neanche
egli si trattenne mentre si arrendeva approfondendo con forti cariche il suo corpo. Non aveva pensato che
fosse possibile, ma il suo piacere increment mentre sfruttava un altro orgasmo.
Quando finalmente egli si spost, ella era completamente debole e sazia. Tanto che si rese conto che non si
era alimentato.
Benedetto Olimpo, Come poteva essere?
Senza sforzo, Acheron la prese nelle sue braccia e la port di ritorno al tempio, alla sua camera da letto.
Come puoi muoverti almeno dopo tutto questo? Domand senza alito.
Dea, potrebbe volare subito se me lo chiedessi.
- 225 -

Ridendo, Artemide si appoggi debolmente sul letto mentre il suo corpo rimaneva incoraggiato per il suo
ricordo.
Si stese al suo fianco, allora deposit una pioggia di baci sulle labbra e petti.
Scosse la testa davanti a lui.
Sei animato questo giorno.
Si trattenne davanti alle sue parole prima che si tradisse a s stesso. Non era animato. La verit era che le
sue azioni avevano fatto che si innamorasse completamente un'altra volta. Ricord nell'atto perch a lei si
era aperto. Artemide era gentile quando decideva di esserlo.
Se non si fosse preoccupato per lui, oggi suoi ferite non l'avrebbero commossa. Le ferite significavano solo
lunghi guadagni per lui. Ma era stato realmente arrabbiata col suo beneficio.
Prese la sua mano e la diresse alle labbra per potere baciarlo la palma della mano.
Sar sempre il tuo servo, la mia dea. A te mi prometto per sempre.
Ella rise scioccamente.
Il mio Acheron, non hai concetto di per sempre.
Allora mi prometto a per il resto della mia vita.
Lo separ i capelli, ritirandolo del suo viso.
Accetto quella promessa E la cosa migliore che ho sentito il giorno di oggi. Ora vedono ad
alimentarmi. Mi hai terribilmente affamata.
Acheron scivol sul suo corpo e gli offr il suo collo. Davanti alla punzecchiatura di dolore, ricord a Styxx
mettendo la marca sulla sua pelle.
Zittendo, si allontan istintivamente. Sent la carne panoramica mentre il sangue flu liberamente per la
ferita. Tent di coprirla, ma il sangue colava tra le sue dita, coprendoli e macchiando i lini bianchi sotto a lui.
Artemide aspir bruscamente mentre si rendeva conto di quello che Acheron aveva fatto. Il suo sangue li
copriva ad ambedue. Afferr il suo collo e lo sostenne vicino mentre guariva la ferita. Trem contro lei.
Non tornare mai a fare quello, Acheron.
Ora sarebbe molto debole per lei. Contenne la sua ira. Normalmente l'avrebbe punito, ma aveva avuto gi
sufficiente. Pulendolo, lo reclin nel letto per lasciarlo riposare.
Tent di mantenersi sveglio, ma finalmente i suoi occhi sbatterono le palpebre fino a chiudersi. Artemide
guard fissamente verso la bella nudit nel suo letto. Le gambe e braccia erano tanto lunghe ed eleganti,
tanto incredibilmente ben formate. I muscoli del suo stomaco erano tagliati tanto profondamente che
sembravano scolpiti. E mentre ricordava la forma in che gli aveva fatto l'amore, divent caldo di nuovo.
Dovresti toccarmi sempre di quella maniera.

- 226 -

Se potesse ascoltarla solo.


Si estese per lasciare cadere la mano per il suo capello e nell'istante che fece contatto, il capello divent
lignite. Si allontan improvvisamente ed osserv mentre l'azzurro sbatteva le palpebre sulla sua pelle.
Terrorizzata, si alz da un salto del letto. Il numero ventuno si iscrisse durante la sua colonna prima che il
colore svanisse ed egli ritornasse al suo stato normale.
Corrug il cipiglio confusa. Era una reazione per il suo regalo o per alimentarsi di lui? Non si era alimentato
mai prima di un umano. Tutti essi facevano questo?
Di nuovo lo sent sussurrare in Atlante.
Non fu un felice anniversario. Voglio ritornare ora a casa.
Acheron? A lui si avvicin lentamente prima di scuoterlo per svegliarlo.
Apr gli occhi. Invece di argentatura, erano tanto neri che neanche pot vedere le pupille. Quindi sbatt le
palpebre e torn a dormire.
Questo non era normale.
Che cosa sei?
Ogni potere divino che possedeva gli diceva che essere umano. Ma questo non era tipico di quella specie.
Artemide!
Si allontan improvvisamente e si vest mentre ascoltava l'urlo di Apollo. Lasciando ad Acheron dormire nel
suo letto, si materializz nel centro della sua anticamera, dove suo fratello stava con una smorfia di rabbia
nel viso.
Qualcosa sta male?
Io. Ho bisogno di cibo.
Attravers le braccia sul suo petto.
Perch sei tanto arrabbiato al riguardo?
Amo mio umana, ma incinta e non pu soffrirlo.
Hai altri.
Non li voglio. L'afferr. Nel momento che lo fece si trattenne, dopo annus il suo capello. Stesti con
un uomo?
Il suo cuore vacill. Poco disposta a tradire ad Acheron, schiaffeggi la mano di Apollo.
Perch diresti tale cosa?
C' un odore strano in te. E maschile

- 227 -

Gir gli occhi per coprire la paura dentro lei.


Sono stato con umani tutto il giorno, accettando le sue offerte. Devo puzzare del suo fetore.
Chiuse il pugno nel suo capello. Artemide fece una smorfia, finalmente capendo perch Acheron trovava
quello gesto tanto offensivo. Apollo pul col dito dietro il suo orecchio, allora studi lo studi.
Sanguini? Ti alimentasti di un altro?
Si indur e trov lo sguardo fisso nel suo viso.
Non sapeva quando ritorneresti ed era affamata.
I suoi occhi si aguzzarono.
Ti sei trovato una mascotte maschile?
Graffi la mano con la quale la sosteneva il suo capello.
Sei mio fratello piccolo, non il mio amante. Ora liberami o sente la pienezza della mia ira.
Spinse la sua schiena.
Meglio dovrebbe ricordarti chi sono e chi sei, gemella. Corrug le labbra come se improvvisamente lo
disgustasse. Preferirebbe alimentarmi di un domestico.
Artemide contenne l'alito fino a che and via. Il corpo intero stava tremando di paura per l'ira di suo
fratello.
La porta della stanza si apr. Gir per vedere ad Acheron guardandola fissamente. Si inclin contro la porta
con un braccio appoggiato. Il miscuglio di potere e debolezza era affascinante.
Litigherebbe con lui per il disonore che soffristi.
Il suo cuore era caldo per il pensiero.
Non potrai mai litigare con lui, Acheron. Non hai potere per litigare con un dio. Ti ammazzerebbe senza
sbattere le palpebre. Accorci la distanza tra essi ed avvolse il suo braccio attorno alla sua magra vita.
Vedono, il mio dolce. Devi riposare.
Ma mentre lo ritornava al letto, la paura dentro lei crebbe. Se qualche volta Apollo sapeva circa Acheron,
nessun potere nell'Olimpo sarebbe capace di salvare la sua vita.

25 Agosto, 9528 A.C.

- 228 -

Acheron giaceva nel suo letto, rimpiangendo Artemide. Mantenendo il suo anello sul suo cuore, sorrise
davanti al ricordo di lei l'ultima notte. Durante le settimane scorse era stato tanto gentile e buona con lui.
Nessuno, n perfino sua sorella, era stato qualche volta pi sollecita.
Chiudendo i suoi occhi, pot vederla correndo egli faceva nel suo giardino, ridendo. Passarono ore
cacciando, praticando tiro o solo giacendo insieme nel suo giardino mentre quello toccava per lei e lei gli
leggeva.
Come desiderava che potessero rimanere cos.
Sfortunatamente, ella non poteva avere una macchia sulla sua reputazione e lui lo cap, anche se l'odiasse.
Un colpo suon nella sua porta.
Ruzzoloni, vide a Ryssa spingere la porta. Chiuse accuratamente la porta prima di affrettarsi verso lui. Fu
sorprendentemente agile data la distensione del suo stomaco.
Vieni?
C'era ora l una domanda alla che non era abituato ascoltare di sua sorella.
A dove?
Al tempio di Artemide?
Nuovamente, una domanda alla che non era abituato ascoltare.
Ecceda che cosa stai parlando?
Questo il giorno del suo banchetto. Ci saranno giochi ed offerte nel suo tempio tutto il giorno. Padre
invi gi la sua offerta e sta soprintendendo agli altri, ma penso che potresti andare anche.
Non con suo padre. Era pazza? Stava facendo un punto per evitare qualunque contatto alcuno con egli o
Styxx.
Acheron scosse la sua testa.
Non credo che debba.
Ella l'interruppe.
Sei pazzo? Non pensi che Artemide potrebbe offendersi se qualcuno vicino a lei non gli mostra il suo
rispetto?
Acheron corrug il cipiglio. Lo farebbe? Artemide potrebbe essere temperamentale a volte.
Star nel tempio tutto il giorno, ma ti vedr dopo. Desidero che non dovesse sperare tanto di vederti.
Marcirebbe quell'essere stato un invito mascherato?
No, Artie era qualunque cosa, meno sottile.
Non ho un'offerta.
- 229 -

Ryssa spinse il suo uomo.


Fa' uno di cuore. A lei non gli importer che sia. Ma devi mostrare il tuo apprezzamento ai dei, Acheron.
imprudente non honorarlos, specialmente quando uno sta mostrando un grado di favoritismo. Gli
sorrise. Ora vestiti. Devo andare via e non posso sperare per te. Ma ti osserver nel tempio, non tardare
molto.
Acheron non si mosse del letto fino a che Ryssa lo lasci. Ancora non era sicuro se questa era la migliore
idea. Ma finch si manteneva la sua presenza coperta, non dovrebbe avere nessun danno. Andrebbe solo,
farebbe un'offerta ed andrebbe via.
Nessuno, altra pi che Artemide, neanche saprebbero che era stato l. E se quello la compiacerebbe
Come non marcirebbe honorarla a suo tempo di banchetto dopo tutto quello che ella gli aveva dato? Voleva
che ella sapesse molto la cosa che l'amava. Voleva che vedesse che era disposto ad arrischiare la sua vita
per lei.
Solo di pensare di farle felice port un sorriso al suo viso. Uscendo dal letto, tent di pensare in che potrebbe
godere Artemide. Gli piaceva ascoltarlo toccare ed amava il suo corpo e sangue. Ma se egli facesse
un'offerta pubblica di quello, l'irriterebbe
Petali di rosa bianchi, per la sua purezza e grazia. E perle. La dea amava le perle. Perfino l'aveva portato
all'immersione di perle.
Quell'era, quello farebbe un regalo perfetto per mostrargli che tanto puro era il suo amore ed ammirazione
per lei.
Si vest rapidamente, allora si diresse al mercato per comprare quello che necessitava.
Per mezzogiorno, stava nel suo tempio il quale era affollato con gente. Nobili ed ufficiali avevano un'entrata
separata dove le sue offerte erano benedette dai sacerdoti. Bench tecnicamente qualificato, Acheron
rimase nella linea comune. Non voleva fare qualunque cosa che attraesse l'attenzione egli faceva o
arrischiarsi ad irritare a suo padre che si sedeva nel suo trono giusto alla destra della statua di Artemide,
osservando la gente. Apollo, Styxx e Ryssa stavano con lui.
Cautamente, Acheron continu a dare un'occhiata, pregando ai dei che suo padre non lo vedesse. Potrebbe
fare rapidamente la sua offerta ed andare via.
Nessuno lo saprebbe.
Mantenendo suo ogni coperta, diede i suoi regali al sacerdote affinch potesse collocarli nell'altare.
Quale la tua petizione alla dea, paidi?
Acheron scosse la testa.
Niente, papi. Solo egli ofrendo il mio rispetto ed amore.
Il sacerdote assent con approvazione prima di prendere una piccola scodella di petali di rosa e perle.
Mentre Acheron si allontanava, qualcuno nella moltitudine lo spinse, dondolandosi su una donna che
sosteneva un beb. Ella grid mentre perdeva il suo equilibrio e la sua impugnatura.
- 230 -

Acheron si congel mentre comprese che il beb batterebbe il piano non sia che egli lasciasse cadere la sua
cappa per prenderlo. Se faceva quello, sarebbe esposto e cos vicino come stava di suo padre, non c'era
maniera che scappasse senza notarsi.
Ma non c'era opzione.
Acchiapp l'infante nel suo petto mentre la madre cadeva. Estendendo il braccio per salvarla, ella prese la
sua cappa e la lasci libero.
Acheron trem mentre tutta l'attenzione girava verso lui. Aveva odiato sempre questa attenzione e se egli
potesse, diventerebbe invisibile. Ma non c'era scampo di questo.
Ruggendo con collera, suo padre si mise rapidamente in piede.
Malato dello stomaco, Acheron aiut la donna ad alzarsi e gli ritorn il beb.
Ella stava singhiozzando in sollievo.
Molte grazie per la tua gentilezza. Santo sia per salvare mio figlio.
Prendetelo! ordin suo padre ai guardia.
Acheron trov lo sguardo di Ryssa e vide il suo proprio orrore specchiato nel viso di sua sorella mentre i
guardia l'afferravano delle sue braccia e trascinavano davanti al suo re. Il pensiero della lite attravers la
sua mente, ma quale era l'uso? Essi stavano facendo solo quello che avevano detto loro. Inoltre la
moltitudine attorno ad essi era stretta e gente innocente sarebbe ferita se lo faceva.
Trov la furia di suo padre senza avvilirsi.
Come osi disonorare questo tempio! Divent ai guardia. Rinchiudetelo nelle sue stanze fino a che
finisca qui.
Acheron sorrise malignamente. Una promessa tanto dolce delle labbra di suo padre. Non poteva sperare
fino al tramonto.
Per la prima volta, Acheron guard verso Apollo il cui beffa verso lui era tangibile. Se solo il dio sapesse la
verit
Prendendo una respirazione disuguale, osserv ai sacerdoti rimuovere la sua offerta dell'altare mentre era
trascinato del tempio.
Artemide guard verso l'alto da suo citasse mentre Apollo si manifestava nella sua sala di visite. Stava
tentando di toccarla della maniera che Acheron gli faceva, ma non aveva talento per la musica. La sua
frustrazione stava gi dimissione e la presenza di suo fratello faceva poco per alleviarla.
Che cosa stai facendo qui?
Sorrise superbamente.
Perch non stavi oggi in Didymos?

- 231 -

Dicesti che andavi a stare nel mio posto. Non vidi il punto che ambedue stessero l. Ma la verit era che
non voleva stare attorno alla famiglia di Acheron. Essi la disgustavano. Se fosse andato, Styxx avrebbe
avuto molto pi che solo una malattia dello stomaco visitandolo. Ovviamente che quello potrebbe allertare
suo fratello circa i suoi sentimenti per Acheron cosicch pens meglio che si mantenesse solo lontano da
essi. Perch? Mi persi qualcosa?
Egli tir una bella fibra di perle davanti a lei. Erano coperte con petali di rosa bianchi. Artemide corrug il
cipiglio mentre andava per esse.
Che cosa questo?
Il Principe Prostituta traj quelli per te.
Il suo cuore cess di battere.
Perdono?
Realmente fu divertente. Venne col resto dalla sporcizia e dopo quello consegn stai dicendo che non
chiedeva niente di te a cambiamento per il suo regalo, quello fu esposto. La cosa ultima che seppi, era che
andavano a farlo pagare per disonorarti.
Lo prese ogni pezzo di controllo che aveva per non tradire la sua relazione. Ma in realt, la gola gli arsi con
lacrime per il suo Acheron ed amareggio collera che lo ferisse nuovamente. Voleva baciare le perle che gli
aveva regalato perch ella sapeva che era differente di altri tributi, il suo era venuto veramente dal suo
cuore. Pi che quello, voleva andare verso Acheron ed aiutarlo.
Se potesse solo.
Calmandosi, tir le perle.
Perch me li porterebbe?
Pensai che dovresti sapere che una prostituta trasgred il tuo tempio. Zeus sa che non tollererebbe tale
persona nel mio. Andremo esattamente per la nostra propria vendetta sulla prostituta?
Ella ritorno ad arpeggiare suo citasse.
Non vale il mio tempo.
Da quando non hai tempo per la vendetta?
Da quando preferisco stare qui e toccare. Ora vieti e visita una delle tue mascotti. Non posso essere
fastidiosa con te.
Fa' quello che voglia.
Artemide non si mosse fino a dopo che la lascer. Nel momento che lo fece, tese la sua mano per le perle.
Esse volarono nella sua mano. Sfregandoli contro il suo cuore, and a vedere se potrebbe aiutare ad
Acheron.

- 232 -

Acheron stava nel patio con le mani legate al di sopra della sua testa. Le sue labbra ed il naso sanguinavano
gi dei colpi che allegramente Styxx aveva piovuto su lui.
Egli sput sangue sulla terra prima che stringesse un sguardo assassino a suo fratello.
Non dovresti stare ancora nel tempio?
Styxx gli diede un rovescio tanto duro che le sue orecchie suonarono.
Acheron rise davanti al patetico schiaffo.
Batti come un'anziana.
Styxx cammin verso davanti ma fu fermato da suo padre che entr attraverso le porte. L'aspetto nel suo
viso era uno di supremo dispiacere.
Acheron sospir.
So che non ero dovuto andare. Potremmo incominciare solo la bastonata, terminarla e lasciarmi ritornare
alla mia stanza?
Suo padre strinse gli occhi.
Perch sei tanto ansioso di essere battuto?
l'unica attenzione che ottengo di te, Padre. Come con Sta'. Cosicch lascia che i colpi comincino.
Suo padre seppell le sue dita nel suo viso mentre l'odio arse nei suoi occhi azzurri.
Ti ho detto che non menzioni il nome di mio fratello con la tua schifosa bocca. Il suo sguardo scese verso
la collana che Acheron portava.
Acheron contenne il suo alito mentre si rendeva conto che aveva dimenticato togliersi il regalo di Artemide
prima di andare al suo tempio. Il suo cuore si trattenne e per la prima volta quello prov la paura mentre
suo padre liberava il suo viso e glielo strappava per esaminarlo.
Che cosa questo?
Acheron si costrinse a rimanere calmato e spensierato.
Una cianfrusaglia che comprai.
Styxx lo guard per sulla spalla di suo padre.
lo stesso anello che i sacerdoti di Artemide usano per convocarla. Le sue fazioni si indurirono. Lo
rubasti!
Suo padre lo prese del collo, causando che la catena tagliasse la sua pelle prima di rompersi.
Credi che i dei danno una merda per te?
Non mangio regola, ma Artemide s.

- 233 -

Styxx prese l'anello e prese un mestolo di acqua.


Dobbiamo insegnare al ladro una lezione. Prima che Acheron potesse muoversi, Styxx spinse l'anello
nella bocca di Acheron e rovesci acqua in lei, forzandolo ad inghiottirlo.
Lacrime si ammucchiarono negli occhi di Acheron mentre l'anello graffiava la sua gola e bruciava. Anneg
con quell'e l'acqua, ma Styxx non ammain fino a che fu soddisfatto che l'anello fu completamente
inghiottito.
Acheron toss e sput, tentando di acchiappare il suo alito.
Styxx tir il suo capello.
Una prostituta ha disonorato la nostra amata dea vergine nel giorno della sua festivit. Credo che debba
essere castrato pubblicamente.
Gli occhi di Acheron ampliarono davanti alla punizione.
Suo padre rise con approvazione prima di tagliarlo.
Quello compiacerebbe Artemide, credo.
Acheron tent di correre, ma suo padre lo prese e lo tir al suolo.
Acheron si alz per trovare a Ryssa unindoseles. Suo padre lo batt di nuovo e lo gir intorno affinch
potesse sottomettere ad Acheron alla parete col suo avambraccio attraversato sulla gola di Acheron.
Spiegati, prostituta. Che cosa ti fece rischiarti al tempio?
Ryssa corse faceva Acheron.
Diglielo. Devi farlo.
La paura l'afferr mentre negava con la testa verso lei.
Dirci che cosa?
Non lo fare, Ryssa,Acheron sussurr dalla sua gola stretta mentre tentava di spingere ad un lato il
braccio di suo padre. Te lo prego. Se mi ami bench sia un pochino, non mi tradire.
Ti castrano. Se conoscono la verit, ti lasciassero andare.
Non mi importa.
Ryssa allontan suo padre da lui.
Detenere Padre! innocente. Sta con Artemide. Diglielo, Acheron! Per i dei, digli la verit affinch fermi
questa bastonata.
Suo padre lo tir al suolo. Quindi lo scalci nella schiena e press un piede nella gola di Acheron al punto che
il bile aumento fino a soffocarlo.
Che bugie gli hai contato, verme?
- 234 -

Acheron tent di spingere lontano il piede, ma suo padre lo press perfino pi cinque pesetas contro la sua
trachea. Parlare era tutto meno impossibile.
Niente, p-p-per favore
Blasfemo. Suo padre si allontan allora e smise di strangolare ad Acheron mentre egli trattava
disperatamente respirare attraverso il suo esofago ammaccato. Denudatelo e trascinatelo al tempio di
Artemide. Lasceremo che la dea testimoni la sua punizione e se realmente sta con lei, allora sono sicuro che
uscir nella sua difesa. Gir un sguardo presuntuoso a Ryssa.
I guardia si mossero faceva davanti, ma Ryssa si mise di fronte di lui. L'unica maniera di averlo sarebbe
ferirla e possibilmente al beb che portava.
Padre, non puoi.
Questo non ti riguarda.
Se pene ad Acheron, Artemide slegher orrori indicibili su te.
Suo padre rise.
Sei pazza?
No, Ryssa, per favore detente! Implor Acheron. Non lo fare.
Acheron suo consorte.
Acheron non pot respirare mentre quelle parole suonavano nei suoi uditi Ryssa l'aveva tradito. Ma nel
suo mondo i dei proteggevano le sue mascotti. Non aveva ragione per pensare che Artemide non verrebbe a
salvarlo della maniera che Apollo la salvasse. Una pena che Artemide non fosse come suo fratello.
Chiudendo i suoi occhi, si desider morto.
Quando li apr, vide un contorno di Artemide nelle ombre. Stava sostenendo le sue perle.
La risata di suo padre si mischi con quella di Styxx.
Sei il consorte di Artemide?
Acheron non pot rispondere mentre vedeva lo sguardo di orrore marcato nel viso di Artemide. Svan dietro
un sguardo di furia tanto palpabile che lo bruciacchi.
Suo padre si burl.
Realmente attese che creda che una dea avrebbe qualcosa da fare con te?
Acheron non pot parlare. Non poteva negarlo neanche. Artemide aveva congelato le sue corde vocali.
Pensa che gli dissi
Acheron scosse la sua testa verso lei, tentando di farle capire che non aveva detto a nessuno.
Suo padre l'afferr per la gola di nuova.

- 235 -

Bene. Vediamo quello che la dea pensa di te. Divent ai guardia. Portatelo al tempio di Artemide. Si
prese gioco di Acheron. Se significhi tanto per la dea, sicuramente verr a salvarti. Se no, insegneremo al
mondo quello che facciamo alle prostitute blasfeme. Battetelo nell'altare fino a che Artemide si mostri.
No! Cigol Ryssa.
Era molto tardi. Completamente nudo, Acheron fu trascinato senza cerimonie fosse del palazzo ed
attraverso le strade affollate.
Il suo corpo era insanguinato prima che arrivasse al tempio. Tutto il mondo Lei separo al tempo che i
guardia lo trascinavano all'altare e lo legavano in due colonne.
Che cosa questo? esig il leader dei sacerdoti.
Per ordini del re, il blasfemo sar punito fino a che la dea appaia. Egli sar battuto nel suo nome fino a
che si mostri per fermarlo.
Acheron trov lo sguardo di Artemide e la soddisfazione in quegli occhi verdi lo bruci.
Ti dissi che passerebbe se mi tradivi. La sua voce sussurr attraverso la sua testa.
Anneg nelle sue lacrime mentre la prima sferzata affett attraverso la sua schiena.
Non ti tradii,sussurr. Lo giuro.
Artemide si mosse in avanti e lo batt sul viso con le perle che gli aveva regalato.
Golpedle con pi forza,sussurr al suo castigatore. Fate che siede ogni sferzata.
Acheron grid mentre le sferzate tagliavano pi profondo.
La moltitudine ovacion la sua bastonata. Ricordi represse l'attraversarono pi affilate delle sferzate. Era di
nuovo nella casa di Sta', circondato di gente, trascinandolo, afferrandolo, chiamando per la sua
sottomissione ed umiliazione. Quante volte si erano fischiate? Riso e deriso?
Pregami povert, prostitutaLa voce di suo zio era forte e chiara.
Acheron sostenne lo sguardo con Artemide. Come poteva fargli questo a lui? Come?
All'interno Artemide si avviliva davanti al tormento ed il dolore in quegli arremolinantes occhi argentati.
L'accusavano come se si sbagliasse. Lo not di quello che passerebbe suo diceva a chiunque. Pens per un
minuto che ella stava scherzando?
Ti diedi tutto,gli grugn, assicurandosi che solo Acheron poteva vederla o ascoltarla. Tutto!
Egli abbass la testa prima di sussurrare nel pi basso dei suoi toni.
Ti amo.
Artemide cigol in oltraggio che osasse dirgli quello dopo quello che aveva fatto questo giorno. Se qualcuno
scopriva che gli aveva permesso di toccarla, sarebbe dissestata. Pens che il suo miserabile amore potrebbe

- 236 -

diminuire la sua umiliazione? La sua rovina? Era amore metterla in ginocchio affinch la ridicolizzassero al
suo fianco?
Batti pi forte! urse il guardia. Voglio il suo sangue coprendo il piano del mio tempio.
Quello gli insegnerei!
Non sei nessuno per mio, umano,si burl nel suo orecchio. Niente.
Acheron lasci correre le sue lacrime mentre Artemide l'abbandonava. Non c'era necessit di pregare il suo
perdono o povert quando era ovvio che era evidente che c'era nessuno che gli riguardasse. Pi che quello,
la sent strappargli la sua abilit da lottare. Prese tutto di lui.
Incapace di sopportare il dolore, si arrese all'incoscienza. Ma fu effimera mentre lo rivivevano per batterlo
pi.
Nella sua terza sessione, apr gli occhi per trovare a suo padre e Styxx fermato di fronte a lui.
Dove sta la tua dea, verme?
Guard a Ryssa il cui viso era pallida e marcata. Vide la colpa nel suo sguardo mentre lacrime fluivano per le
sue guance.
Non ho dea. Non aveva nessuno e lo sapeva. Castratemi solo e finiamo d'un colpo.
Ma non lo fecero. Preferirono batterlo fino a che persero il conto delle sferzate. Vagando fuori e dentro la
coscienza, non era sicuro quando si trattenne finalmente la bastonata. Non pot sentire nient'altro che
esagero dolore nella schiena.
Di tutte forme non c'era povert per lui. Lo lasciarono legato davanti all'altare dove la moltitudine poteva
aggiungere i suoi propri colpi in difesa della sua cara dea.
Per tre giorni, Acheron appese l senza cibo n comodit. La cosa pi vicina che ebbe fu vedere a Merus
aproximndosele.
Il bambino si trattenne davanti a lui con un cipiglio.
Pensai che eri un nobile. Ci mentisti. I suoi occhi arrabbiati, alz una pietra del suolo e gliela lanci verso
Acheron. Gli diede nel petto.
Inclinando dietro la sua testa, Acheron guard sopra verso al soffitto dorato.
Perch! grid ai dei. Perch gli avevano fatto questo a lui? Perch questo era il suo destino?
Era nato principe. Dovrebbe essere onorato come tale e nel suo posto, non era niente. Sicuramente doveva
essere maledetto. Non c'era un'altra ragione per questa vita. Nessuna ragione per la sua sofferenza. Ed in
quell'istante odio tutto questo pianeta. A tutti.
Con un grido di battaglia nato della disperazione ed il tormento, lott contro le catene. Ma non c'era
nessuno per preoccuparsi e nessun modo di liberarsi. Tutto quello che era riuscito facendolo era riaprire le
ferite nella sua schiena e diventare nuove nei polsi. Alla fine, si fece solo pi male.

- 237 -

Cos rimase fino al pomeriggio del terzo giorno. I guardia ritornarono per liberarlo, ma prima di farlo,
l'avevano raso la testa e gravato il simbolo di doppio arco di Artemide nel suo cranio.
Acheron rise davanti all'ironia. Il suo nome era stato segnato nel suo cuore prima che questo ed ora portava
pubblicamente il simbolo della dea che non tornerebbe mai a riconoscerlo. La crudelt di questo era
insopportabile.
Una volta che finirono, fu portato fuori faceva la strada dove un cavallo sperava. Le sue mani stava legate di
fronte a lui affinch il cavallo potesse trascinalo tutto il ritorno verso il palazzo. Per il tempo che arriv, c'era
poco in quello che non rimanesse pelle sul suo corpo.
Appena consente, fu portato alla sua stanza e facile all'interno. Acheron ced un passo e cadde di ginocchia.
Troppo debole per muoversi, si divert nel suolo. Ma almeno la pietra era fredda contro le sue ferite, perfino
il pensiero faceva loro battere.
Non ci sarebbe Artemide per aiutarlo questa volta. Nessuna dea per offrirgli un soccorso o rifugio.
Non sei niente per mio, umano. Quelle parole starebbe registrate per sempre nel suo cuore.
Cos sia.
Chiudendo gli occhi, non aveva nessuna speranza per il futuro. Nessun desiderio per qualche volta rimettersi
o muoversi verso davanti. Sua sorella ed il suo amante l'avevano spezzato per ultima volta. Aveva "un lo
sento" che una scusa non potevano guarire, e questa volta, Acheron era arrivato al suo limite.
Non c'era nient'altro che potessero fare per ferirlo. Con l'anima malata, strisci profondamente dentro s
stesso e giur che non si aprirebbe mai egualmente nuovamente a qualcuno.

- 238 -

2 Settembre, 9528 A.C.

Artemide si sedette sola nel suo divano, volendo piangere. Apollo aveva contato ad ogni dio nell'Olimpo su
Acheron e la sua pretesa di essere suo consorte.
Stati ridendosi da allora tutti di lei.
Dovresti sventrarlo nel suolo del tuo tempioaveva detto ieri sera Zeus mentre ella visitava il suo
padiglione.
Apollo si era burlato:
Non pu. La sua vita legata a suo fratello gemello e se muoiono mi rovinerebbero il divertimento per
una stagione. Ma per morire della risata quella di bugie che contano questi umano.
Afrodite aveva messo gli occhi in bianchi.
Non posso immaginare che una prostituta pensi che potrebbe pretendere una relazione con Artemide di
tra tutti i dei. Ha comprovato qualcuno il suo stato mentale?
Definitivamente pazzoaveva detto Apollo. Lo seppi la prima volta che lo vidi.
Dopo questo, Artemide non era tornata ad avvicinarsi a nessuno degli altri. Ma perfino peggiore che le sue
risate era il malaticcio nodo nel suo stomaco per il dolore che sapeva che Acheron sentiva.
Egli se lo merita.
Quell'era certo. Il suo tradimento meritava una morte dolorosa ed ancora con tutto quello che ella voleva
fare era abbracciarlo. Gettava di meno la maniera in come quella faceva sentire. Il sapore delle sue labbra...
Quando stava con lei, ella sorrideva tutto il tempo. C'era qualcosa in lui che le faceva felice. Nient'altro
importava realmente eccetto essi due.
Egli ti trad.
Questo era qualcosa che non poteva perdonare. Egli l'aveva trasformata in un zimbello. La cosa unica che la
salvava era il fatto che nessuno degli altri cred le pretese di lui.
Ancora cos ancora, tutto che voleva era andare con lui...

- 239 -

Artemide, ti convoco alla forma umana. Ryssa trattenne l'alito dentro il tempio da Artemide, temendo
che la dea l'ignorasse. Lo percorse con lo sguardo, assicurandosi nuovamente che era assolutamente sola.
Per favore dea, sente la mia chiamata e mi vedono. Devo vederti.
Una tremante foschia apparve alla destra dell'altare. Ryssa sorrise mentre la nebbia si condensava per dare
forma una fulva incredibilmente bella. I tratti di Artemide erano molto simili a quelli di Apollo eccetto che il
viso della dea aveva una struttura ossea pi sottile.
Che cosa vuoi, umana?
Sto qui da parte di Acheron.
Gli occhi di Artemide arsero con colera.
Non conosco nessuno con quello nome. Cominci a svanire.
Non per favore... questa non la sua colpa. Egli non lo disse a nessuno. Lo feci io.
Artemide si materializz di nuova quando quelle parole la spianarono. Fulmin con lo sguardo alla piccola
bellezza bionda che trasportava il figlio di suo fratello.
Che cosa?
Ryssa fece avanti un passo, i suoi occhi brillavano con lacrime non versate.
Acheron non ha detto mai n una sola parola su te a nessuno, neanche a me. Vidi la ferita di morso nel
suo collo e seppi che dovesti essere tu. Per favore, se mi sbagliai, allora perdonami. Ma se ho ragione, non
voleva che fossi arrabbiata con lui per qualcosa che egli non fece.
Artemide guard con ferocia verso il suo gonfio addome.
Meglio ti rallegri di portare al figlio di mio fratello. Quella l'unica ragione per il che ancora stai viva. S
ritorni qualche volta ad unire il mio nome a quello di Acheron, per il Fiume Stigia che far che coprano con la
tua pelle il muro del mio tempio.
Artemide and via in un scintillio, ma si trattenne prima di ritornare all'Olimpo. In realt, il suo cuore stava
cantando per il fatto che egli non l'aveva tradita. Il suo Acheron era stato fedele...
Alleviata, and a vederlo.
Egli giaceva nudo nel suolo della sua stanza davanti al letto. Ella corrug il cipiglio davanti alla visione della
sua testa rapata e le selvagge ferite che ancora rimanevano intagliate per tutto il suo corpo. Ma quella che
sembrava essere la pi dolorosa era quella del suo proprio simbolo che stava ancora in carne viva nella
parte di dietro del suo cranio.
Acheron?
Egli apr gli occhi, ma non parl.
Ella allung una mano per curarlo. Prima che potesse toccarlo, egli afferr il suo polso con la sua mano. La
sua stretta la sorprese. Non avrebbe pensato che egli avrebbe tale forza in simile condizione.

- 240 -

Non voglio niente di te.


Pensai che mi avevi tradito.
Io non manco alla mia parola, Artemide. Mai.
Come andava a saperlo io?
Egli rise amaramente.
Che cosa? Pensi che alcuni sferzate bastano per rompermi? Sei una dea. Come puoi sapere tanto poco?
Tu non hai n idea duramente la cosa che essere un dio. Le voci piagnucolose che stanno chiedendo
sempre aiuto per le cose pi insignificanti. "Voglio un nuovo paio di scarpe. Voglio pi grano nel raccolto"
Impari a sconnetterti.
Quelle cose possono essere insignificanti per te, ma per alcuni umano fino a qualcosa di tanto inoffensivo
come un momento di pace pu segnare tutta la differenza in una vita. Un sorriso. Un minuscolo atto di
bont. Questo tutto quello che chiediamo.
Bene, sto qui con la mia bont.
Acheron si burl:
Sono stanco di essere la tua mascotte, Artemide. Non mi rimane nient'altro dentro per darti.
La collera di lui infiamm l'anima propria.
Sei un umano. Tu non mi dai ordini.
Acheron sospir. Ella aveva ragione. Chi era egli, un verme spregevole, per dirgli qualcosa? Inoltre, non
stava in condizioni di discutere con nessuno.
Perdonami, akra. Dimenticai il mio posto.
Ella sorrise e gli pass una mano per la sua testa calva.
Questo l'Acheron che conosco.
No, non l'era. Questo era l'Acheron che fu comprato e spacciato. Il vuoto guscio che agiva per il
divertimento di altri, ma che non sentiva all'interno niente. Che patetico! che il suo cuore significasse tanto
poco per qualcuno che neanche ella potesse riconoscere il fatto che questo gli mancasse.
Liberando la sua mano, egli rimase immobile mentre ella lo curava. Per una volta toller il dolore.
Una volta fatto, ella si appoggi per guardare la sua opera e dopo fece una smorfia.
Ah, quella calvizie deve sparire. Mi piace troppo il tuo capello.
Questo crebbe perfettamente e nonostante quello Acheron non si mosse.
Arrabbiata, Artemide attravers le braccia sul suo petto.

- 241 -

Non puoi ringraziarmi almeno per curarti?


Dato il fatto che ella era la ragione per la che fu battuta tanto duramente, il mero pensiero di ringraziarsi
per lui l'ero bloccato nella gola. Ma d'altra parte era abituato a cose simili a questa.
Grazie, akra.
Come un bambino ignorante che c' rotto il suo giocattolo favorito, ella sorrise soddisfatta.
Dovremmo uscire a cacciare oggi.
Acheron non parl quando ella lo port al suo bosco privato e lo vest di rosso come se fosse il suo polso e
non un uomo in carne ed ossa. Il suo viso era radiante quando gli diede un arco e la faretra. Egli si gett la
faretra alla schiena senza commenti e la segu quando ella intest la ricerca di cervi.
Ella parlottava senza fermare su niente in questione mentre egli faceva quello che gli aveva chiesto, e
cercava di fare tutta la cosa possibile per non sentire in assoluto niente.
Sei terribilmente silenziosoella disse una volta si rese conto che egli non partecipava alla sua
conversazione.
Perdonami, akra. Che cosa ti piacerebbe che io dicessi?
Qualunque cosa che abbia nella mente.
Non c' niente nella mia mente.
Niente? Non hai in assoluto nessun pensiero? ella disse di malumore.
Egli neg con la testa.
Come pu essere? Ella si mise di musi con petulanza. Stai cercando di punirmi, verit?
Egli evit ogni emozione nella sua voce, soprattutto la collera che ella lo provocava.
Io non pretenderei mai di punirti, Dea. Quello non il mio posto.
Ella l'afferr per i suoi capelli, provocando in lui una smorfia prima che l'obbligasse a trovare il suo sguardo
penetrante.
Che cosa passa con te?
Acheron respir profondo mentre si preparava per quello che andava ad accadere. Una cosa che aveva
imparato vivendo con suo zio, che la lussuria annullava la collera. Ancora ella potrebbe battere al pi
tardi, ma se egli la compiaceva quanto basta, la punizione non sarebbe tanto severa.
Diede un passo avvicinandosi e la baci.
Come sperava, ella allent l'impugnatura nei suoi capelli e si strusse nelle sue braccia. La cosa estraneo,
che egli si sent pi come una prostituta in questo momento di quello che non si era sentito mai prima e non
cap perch.

- 242 -

Chiss perch non dovrebbe dovere usare il suo corpo per negoziare con qualcuno a chi aveva consegnato il
suo cuore. Nonostante quell'egli stava qui, usando il suo tocco per alleggerire la collera di lei... come
sempre.
Schifato di s stesso, gli offr il suo collo e soccomb alla morte di un codardo quando ella lo prese.
Ma che pi poteva fare? Era fottere o essere battuto. Bench per essere sinceri, egli non poteva dire oramai
quale delle due cose era pi dolorosa per lui. Una lasciava cicatrici nel suo corpo.
Le altre cicatrici nella sua anima.

14 Settembre, 9528 A.C.

Acheron si sedette nella ringhiera del suo balcone, bevendo. Era sconcertato per come Artemide era riuscita
a fargli sentire tanto sporco e come malgrado i giorni passassero si sentiva sempre di pi come quello che
suo zio gli aveva fatto sentire.
Fratello?

- 243 -

Egli inclin all'indietro la sua testa per vedere a Ryssa avvicinandosi.


S?
Sento disturbarti, ma sono troppo dolorante per il beb. Potresti fare per favore quella cosa che mi fai
affinch mi siede meglio?
Egli sbuff davanti alle parole che marcirebbero tanto facilmente essere fraintese. Grazie ai dei suo padre
non l'aveva sentito.
Quello si chiama massaggio.
Puoi farlo?
Chiaro. Come in tutto il resto, egli era stato ben istruito su ogni muscolo del corpo umano e l'avevano
addestrato in come rilassarli e compiacere. Scivolando della ringhiera, fece che ella si sedesse nel suolo e Lei
reclinasse in avanti in modo che egli potesse alleviare la tensione nella sua schiena.
Mmmella esal. Questa la cosa pi magica che fai.
In realt no. Egli era semplicemente contento per potere usarlo in qualcuno che non andava a dare mezza
rovesciata e cominciare a fotterlo per questo.
Sei realmente tesa.
Non posso riuscire ad essere comoda. Mi fa male dappertutto.
Allora respira solo. Ti toglier i nodi e ti sentirai molto meglio. Egli discese fino al punto di pressione ed
inchiod la sua unghia.
Ryssa sciolse un gemito soddisfatto.
Come puoi fare questo?
Moltissima pratica. E moltissimi bastonate ogni volta che l'aveva fatto male.
Ti giuro che dovremmo fare le tue mani in bronzo.
La maggioranza delle persone si sentivano di quella maniera, ma per molti altri motivi.
Ella gli diede un'occhiata al di sopra della spalla.
Pensi di rimanerti nascosto fino a che ti giri a crescere i capelli?
Acheron fece una pausa quando il dolore l'attravers davanti al promemoria. L'unico momento in che egli
aveva capelli era ogni volta che Artemide appariva, ancora quando questa era la causante di questo ella
odiava cos la visione di lui. Nel momento in cui l'abbandonava, i suoi capelli giravano al suo stato reale.
Non ho nessuna ragione per andare via. E punto.
Pensai che godevi andando ai giochi. Nonostante quello non sei stato per molto tempo.

- 244 -

Neanche questi potevano alleviare il dolore che egli sentiva dentro. Il tradimento. In ogni caso, vedere i
giochi lo ritornava ancora pi ombroso.
Preferisco rimanere solo nella mia stanza, Ryssa.
Ella apr la sua bocca per parlare, ma le sue parole morirono nascoste per un grido acuto di dolore.
Ryssa?
il beb... viene gi!
Il cuore di Acheron palpit con forza mentre si sollevava per alzarsi, dopo la raccolse nelle sue braccia. La
port prima alla stanza di lei uscire a localizzare le sue domestiche affinch potessero chiamare le ostetriche
e suo padre.
Acheronlo chiam quando egli cominciava a ritirarsi. Per favore, non mi abbandonare. Sono
spaventata. So che puoi fare che il mio dolore sia minore. Per favore...
Padre mi batter se rimango.
Ella grid quando un'altra contrazione l'afferr.
Incapace di lasciarla cos, egli and fino al letto e cominci a massaggiarla un'altra volta.
Respira, Ryssadisse in tono tranquillo, applicando una pressione in senso contrario al posto dove era
tesa.
Che cosa questo?
Egli si avvil davanti al grugnito nella voce di suo padre. Ryssa si gir per guardarlo.
Padre, per favore. Acheron pu alleviarmi il dolore.
Suo padre l'allontan da un spintone.
Sale di qui!
Acheron non disse niente mentre ubbidiva. Egli si incroci con Styxx ed una fila di senatori nel corridore che
entravano per testimoniare il culmine dell'unione tra sua sorella ed Apollo. Vari di essi si presero gioco di lui
e fecero a voce bassa commenti. Un paio incluso gli fecero proposte.
Li ignor e continu verso la sua stanza. Quindi chiuse a chiave le porte per assicurarsi che nessuno lo
seguisse dentro.
Desiderando avere potuto aiutare sua sorella, si sedette nella sua stanza ed ascolt i suoi cigoli, singhiozzi e
grida che continuarono per ore. Dio, se questo era un parto era un miracolo che alcuno donna lo
sopportasse.
Perch lo facevano?

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E nonostante avendo sopportato tanto orribilmente qualcosa doloroso, come marcirebbe una madre
respingere lo stesso bambino per il quale aveva lottato tanto arduamente, e per il quale aveva sofferto
tanto tempo, fino a partorirlo?
Si sforz a ricordare il viso di sua madre. Tutto quello che realmente poteva ricordare era lo sguardo di odio
nei suoi occhi azzurri. "Sei repulsivo." Ogni volta che a lei si era avvicinato l'aveva schiaffeggiato
separandolo.
Ma non tutte le madri erano di quella maniera. Egli li aveva viste nel mercato e nei gradini durante i giochi.
Le madri abbracciavano i suoi bambini con amore, come con la che egli si era imbattuto nel tempio di
Artemide. Il suo beb aveva significato tutto per lei.
Acheron pass il dorso delle sue dita contro la sua propria guancia. Chiudendo gli occhi, finse che questa era
la soave carezza di una madre che una donna stava toccandolo tanto dolcemente. Allora si prese gioco della
sua propria stupidit. Chi aveva bisogno di tenerezza? Tutto quello che doveva fare era passare vicino a
qualunque essere umano ed avrebbe tutte le carezze che volesse.
Ma essi non amavano mai e non venivano mai senza condizioni ed un prezzo.
un ragazzo! Il grido di suo padre fu attenuato per le pareti e seguito di un grido enorme che risuon.
Acheron sorrise, felice per sua sorella. Ella aveva dato ad Apollo un figlio. A differenza di sua madre, ella
sarebbe onorata per il suo lavoro.
Le ore passarono mentre sperava di assicurarsi che tutti l'avevano lasciata.
Acheron si diresse alla sua stanza, ma fu bloccato dai guardia di fosse.
Ci dissero che ti mantenessimo lontano. In nessun modo hai permesso di vedere la principessa.
Quanto stupido da parte sua pensare altrimenti. Senza una parola, Acheron ritorn alla sua stanza. Senza
nient'altro fare, si coric.
Acheron?
Egli si svegli improvvisamente davanti alla chiamata sussurrata. Aprendo gli occhi, si trov a Ryssa di
ginocchia al suo fianco.
Che cosa fai qui?
Sentii che essi non ti lasciavano entrare, cosicch sperai fino a che fui libero di venirte. Ella sosteneva un
piccolo gonfiore affinch egli l'ispezionasse. Ti presento a mio figlio, Apollodorus.
Un sorriso curv le labbra di lui quando vide la minuta creatura. Egli aveva un abbondanti capelli neri ed
occhi profondamente azzurri.
bello.
Ryssa gli restitu il sorriso prima che mettesse al beb nelle sue mani.
Non posso, Ryssa. Potrebbe fargli danneggio.

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Non fai lo danneggio, Acheron. Ella gli mostr come sostenerlo la testa.
Attonito, Acheron non poteva credere l'amore che egli sent dentro se diventasse ancora pi grande.
Ryssa sorrise.
Gli piaci. Egli si sta lamentando tutta la notte con le bambinaie e con me, ma guarda che spunto sta con
te.
Era certo. Il beb diede un minuscolo sospiro e dopo si addorment. Acheron rise quando l'esamin le dita
minute che neanche sembravano reali.
Stai tu bene?
Dolorante e molto stanca. Ma non poteva dormirmi fino a vederti. Ti voglio, Acheron.
Anche io ti voglio. Malvolentieri, offr ad Apollodorus. Meglio vai prima che ti becchino. Padre
diventerebbe sommamente arrabbiato con ambedue.
Assentendo, ella prese il beb ed and via.
Nonostante l'odore del beb rimase con lui, come lo fece l'immagine dell'innocenza. Era qualche volta
difficile da credere che egli fosse stato tanto piccolo ed ancora pi difficile da credere che fosse
sopravvissuto data l'animosit che la sua famiglia albergava verso lui.
Mentre cercava di tornare ad addormentarsi si domand quello che sarebbe avere una donna che
sostenesse un suo bambino con tale amore ed orgoglio. Immaginare il viso di una donna tanto allegra
perch aveva dato a luce una parte di lui...
Ma non passerebbe mai. I medici di suo zio si erano incaricati di quello. Il suo pene si scosse davanti al
ricordo della sua chirurgia.
per meglio.
Tanto imperfetto come era per il resto del mondo che l'odiava, non poteva immaginarsi niente peggiore che
vedere al suo bambino disprezzarlo. Fare che il suo proprio bambino gli negasse.
Ovviamente, se egli avesse uno, non gli darebbe mai motivo per odiarlo. Egli l'abbraccerebbe e l'amerebbe
passasse quello che passasse.
Addormentati, Acheron. Semplicemente dimenticati di tutto.
Chiudendo gli occhi, sciolse un alito stanco e tent di dormire un'altra volta.
Che cosa fai?
Egli apr gli occhi per trovarsi ad Artemide nel suo letto, al suo fianco.
Cercava di dormire.
Ah... Sei venuto a sapere quello di nostro nipote?

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lo feci. Ryssa appena stato qui con lui.


Ella raggrinz il viso.
Non trovi i beb sporchi e ripugnanti?
No. Pensai che era bello.
E chi no? si eluse ella. Io penso che sono maleodoranti e lagnosi. Non sono mai contenti. Sempre
esigendo. Puaf!, non posso immaginare passare per tutto quello per avere qualcosa di tanto schifoso di
incollato a me.
Acheron mise gli occhi in bianchi quando immagin tutte le povere creature che furono date ad Artemide.
Ovviamente ella dedic alla sua attenzione a qualcuno molto pi materno.
Credo che i greci dovrebbero aversi informati di questo su te prima che ti dichiarassero dea del parto.
Buono, quello perch aiutai mia madre a dare a luce ad Apollo. Quello fu differente. Ella allung la
mano verso il basso per svuotarlo soavemente nella sua mano. Che cosa ho qui?
Se non lo sai gi, Artie, nessuna quantit di spiegazione ti aiuta.
Ella rise dalla cosa profonda della sua gola mentre la sua polla si induriva ancora pi.
Io speravo di trovarti ancora sveglio.
Acheron non fece nessun commento quando ella abbass la sua testa per prenderlo nella sua bocca. Egli
guard verso l'alto, al soffitto, mentre ella gli passava la lingua. Probabilmente sarebbe pi gradevole se
egli non dovesse assicurarsi di mantenersi basso controllo. Ma sapeva che non doveva spostarsi con lei di
quello modo. Il suo sapore le piaceva, ma non gli piaceva quando egli si liberava in qualunque posto che non
fosse nel suo interno.
Ella lo tollerava perfino allora solo.
Egli si scosse quando questa lo pizzic la cosa abbastanza forte come per fargli danneggio. Ella curv le sue
dita nei capelli attorno alla sua polla. Sospirando, Acheron si dispiaceva di non potere ritornare all'inizio
della sua relazione. Di giro a quando questo aveva significato allora molto pi che solamente succhiarsila.
Ella gli diede una leccata lunga prima di ritirarsi. Egli sperava che ritornasse alle sue labbra. Invece ella
affond i denti nella parte superiore della sua coscia ad appena cinque centimetri del suo sacco.
Cigolando di dolore, dovette contenere si ferma non separarla e farsi perfino pi male.
Rapidamente il dolore pass ad essere un'onda di piacere estremo. Ma ella non gli permise di spostarsi
ancora.
Ti voglio profondamente dentro me, Acheron.
Facendole rodare sul suo stomaco, egli appoggi le anche di lei in alto sui cuscini e compiacque la sua
petizione. Afferr le anche nelle sue mani e si seppell profondamente nel suo interno. Spinse contro lei fino

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a che questa ebbe i sufficienti orgasmi come per chiedergli che fermasse. Mettendosi supino, ella rise
soddisfatta.
Artemide sospir sazia fino a che si rese conto che egli ancora era duro.
Perch non finisti?
Acheron si avvil di spalle.
Lo facesti tu.
Ma tu no.
Vivr.
Ella sciolse un suono di dispiacere.
Acheron? Che cosa passa ultimamente?
Acheron strinse i denti, sapendo che era migliore non rispondere alla sua domanda. Ella non voleva sentire
niente a parte della cosa meravigliosa che era.
Non voglio litigare, Artemide. Che cosa importa? Rimanesti tu soddisfatta, no?
S.
Tutto sta allora bene nel mondo.
Ella si appoggi su una delle sue braccia sollevandosi per guardarlo fissamente mentre egli poggiava al suo
fianco.
Realmente non ti capisco.
In realt non sono complicato. Tutto quello che egli chiedeva erano le due cose che ella non poteva
dargli.
Amore e rispetto.
Ella trascin un'unghia lunga attorno al collo di lui.
Dove sta il mio anello, quello che ti diedi?
Acheron trem davanti al ricordo di essere obbligato ad inghiottirlo.
Si perse.
Come potesti essere tanto insensibile?
Insensibile, egli? Al meno non le aveva gettato il suo regalo nella caro e dopo l'aveva battuta per ci.
Dove le perle ti stanno diede?
Il viso di lei divent rosso.

- 249 -

Bene. Ti otterr un altro.


Non lo fare. Non necessito nessuno.
I suoi occhi si oscurarono furiosamente.
Stai respingendo il mio regalo?
Come se egli fosse ad accettare qualche volta un altro regalo cos ella. Aveva avuto gi sufficienza
maltrattamento.
Non respingo niente. Ma non voglio arrischiarmi a svergognarti. Considerando tutto che ha passato, non
credo realmente che sia giudizioso che io abbia qualcosa che tanto chiaramente suo.
Quello un buon argomento. Gli sorrise. Mi sei tu leale di sempre, verit?
S.
Ella lo baci la guancia.
Farebbe meglio in andare via ora. Buona notte.
Dopo che ella and via, Acheron rod sulla sua schiena. Chiudendo gli occhi, permise che i suoi pensieri
vagassero. Nella sua mente egli immagin una donna con occhi gentili. Una che afferrasse la sua mano in
pubblico che fosse orgogliosa di stare con lui.
Immagin come potrebbe annusare i suoi capelli, come i suoi occhi si illuminerebbero ogni volta ella lo
guardasse. I sorrisi che condividerebbero. Allora l'immagin baciandolo un sentiero verso il basso per il suo
corpo, l'immagin alzando i suoi occhi verso lui mentre ella discendeva per lui.
Con la sua respirazione irregolare, si spinse contro la sua mano, fingendo che ella era quella che gli faceva
l'amore.
Ti amo, Acheron... Poteva sentire la sua voce tanto dolce e rasserena... soprattutto, sarebbe sincera.
Egli ansim quando il seme caldo copr la sua mano e si filtr tra le sue dita e non dentro una donna che
l'amava.
Tremando e solo parzialmente sazio, apr gli occhi alla brutale realt della sua vita.
Egli era solo.
E nessuna donna, mortale o qualunque altra cosa, lo reclamerebbe gustosamente mai.

- 250 -

23 Ottobre, 9528 A.C.

Acheron rod nel letto tentando di dormire. Apollodorus stava gridando tanto alto che faceva eco in tutta la
strada fino alla sua stanza. Il beb pianse per ore.
Si supponeva che non doveva avvicinarsi al bambino, tuttavia, non poteva sopportare il suono di tanta ira
ed infelicit. Incapace di tollerarlo pi un minuto, usc dal letto e si vest.
Silenziosamente, cammin per il corridoio fino alla stanza di Ryssa, assicurandosi che nessuno lo vedesse.
Apr un po' la porta per vedere Ryssa e la sua bambinaia nel salone cambiando al beb che c'erano tra esse.
Perch sta facendo questo? domand Ryssa con un tono che suonava come se stesse per piangere.
Non lo so, Altezza. A volte i beb piangono senza nessuna ragione.
Ryssa accarezz la testa al beb che la bambinaia stava cullando nelle sue braccia.
Per favore, figlio, abbi piet di tua madre e riposa. Non posso resistere molto pi.
Acheron entr nella stanza.
Io lo prender.
Il viso della bambinaia impallid mentre si girava.
- 251 -

Sta bene, Delia. Lascia che Acheron veda se pu calmarlo.


La bambinaia sembr dubitare, ma alla fine ubbid.
Acheron prese suo nipote e lo mise nella curva del suo gomito.
Ciao, piccolo. Non mi disturbi tu, non verit?
Apollodorus sospir profondamente come se fosse a sciogliere un altro gemito, allora apr gli occhi. Guard
fissamente prima ad Acheron per vario secondi che gorgojeara con calma e dopo si chiusero per dormire.
Quello un miracoloesclam la bambinaia. Che cosa quello che fece?
Acheron si avvil mentre collocava ad Apollodorus sulla sua spalla.
Ryssa sorrise.
Quello . Ti nomino il suo niero.
Acheron rise davanti all'idea di lui essendo niero di qualcuno.
Vedi al letto, gemella. Ti vedi esausta.
Assentendo gratamente, and via. La bambinaia estese le mani verso il beb.
Acheron lo consegn, ma nel momento che Apollodorus lasci le sue braccia, il beb si svegli e grid
un'altra volta.
Ryssa salt.
Per l'amore dei dei, lascia che Acheron sostenga il bambino. Non potr sopportare un'altra ora di questo.
La bambinaia ubbid immediatamente.
Un'altra volta cullato contro Acheron, Apollodorus si addorment.
Dove posso metterlo? domand Acheron.
Ryssa si trattenne.
Meglio non arrischiarsi con la stanza dei bambini. Padre o Styxx potrebbero entrare l. Guard la
bambinaia. Vedi alla stanza dei bambini e coprici per se qualcuno chiedesse di lui.
S, la Sua Altezzasi inclin ed usc.
Ryssa accarezz il suo braccio con gratitudine.
Svegliami quando sia pronto per alimentarsi. Nel frattempo, devo dormire.
Acheron la baci soavemente nella guancia.
Riposa. Ritorneremo quando egli abbia bisogno di lui. L'osserv salire al letto prima di portare a suo
nipote alla sua stanza.

- 252 -

Buono, apparentemente saremo solo i due, piccolo. Che cosa dici se ci denudiamo, ubriachiamo e
cerchiamo alcuni ragazze?
Ed il beb, in realt, gli sorrise come se lo capisse.
Acheron assent.
Cosicch quello , no? Appena un mese di et e sei gi un lascivo. Sei figlio di tuo padre.
Sedendosi sul letto, appoggi la sua schiena contro la testata ed alz le ginocchia cos poteva coricare ad
Apollodorus contro le sue gambe e cullarlo. Acheron gli fece solletico nella pancia facendolo ridere e
scalciare il suo stomaco.
Il minuto beb lo stupiva. Non era stato mai prima attorno ad uno. Apollodorus prese il suo dito nella
piccola mano e lo diresse alla bocca per cos succhiare la nocca di Acheron. La sensazione delle gengive
senza denti fu tanto strana, tuttavia, questo pacific ancora pi il beb.
Come poteva qualcuno odiare qualcosa di tanto puramente innocente? Qualcosa di indifeso?
I pensieri diedero rovesciati attorno alla sua mente mentre pensava ai suoi genitori e tentava di capirli.
Poteva comprendere un po' ora l'odio di suo padre. Non che Acheron fosse ad uscire dalla sua strada solo
per compiacere l'uomo.
Ma quando bambino
Quante volte fu schiaffeggiato per il semplice fatto di guardare qualcuno? Quante volte aveva Sta' legato le
sue mani alla schiena e rimproverarlo con furia per fare una semplice domanda?
Ma peggiore che i suoi ricordi erano le paure che qualcuno potesse ferire questo beb di tale maniera.
Ammazzer a chiunque che voglia ferirti cos, Apollodorus. Te lo prometto, nessuno ti far piangere
qualche volta.
Il beb sbadigli e sorrise prima di chiudere i suoi occhi. Ancora sostenendo il dito di Acheron mentre
dormiva. Un calore si diffuse attraverso Acheron. Non c'erano giudizi o ira in quello beb. Egli l'accettava
senza nessuna malizia.
Sorridendo, pos il beb sul letto affinch dormisse pi confortevolmente e lo copr con una coperta.
Acheron giacque per ore, vedendolo dormire in perfetto riposo. Egli stesso, esausto finalmente, si
addorment.

Acheron?
Acheron si svegli per trovarsi con Ryssa di fronte a lui. Era reclinato di lato con la sua mano sullo stomaco
di Apollodorus. Il beb doveva ancora svegliarsi, ma per il movimento di salita e discesa del minuto petto,
seppe che stava bene.
Che ora ?

- 253 -

Media domani. Sembrava incredula. Come facesti affinch dormisse tutta la notte?
Non lo so. Stavamo parlando di puteras e cadde addormentato.
La gir a ridere.
Non osare corrompere il mio beb, picaro.
Acheron ritir la mano affinch Ryssa potesse prendere il beb. Apollodorus apr i suoi occhi e sorrise a sua
madre prima di mettere un pugno nella bocca per succhiarlo.
Quello che sia che abbia fatto, ti benedico per quel motivo. il primo sonno buono che ho in mesi
guard verso la porta. Ora, lasciami andare via prima che Padre sappia che stiamo qui.
Per favore. Era l'ultima cosa che egli necessitava.
Distendendosi, Acheron si sedette sul letto. Era dopo quello che solitamente si alzava. Preferiva alzarsi
prima che il resto della famiglia e rispondere alle sue necessit senza nessuna paura di trovarsi con
qualcuno.
Detto ora questo, era troppo tardi affinch qualcuno si mettesse nella sua strada.
Afferr i suoi vestiti ed il suo coltello e si diresse alla sala di bagni. Fortunatamente l'enorme stanza era
vuoto. Come sempre, mise il coltello nel vuoto della parete ed appese i suoi vestiti.
Nudo, discese per le scale che si addentravano nell'acqua tiepida e che si sentiva incredibilmente bene sulla
sua pelle. La piscina gli arrivava fino alla vita a meno che si sedesse ed allunga come un tavolo di sala da
pranzo. Acheron si inginocchi e si tir indietro per bagnare il suo spuntato capello e cos potere lavarlo.
Chiudendo gli occhi, sospir con soddisfazione. Questa era la migliore parte del giorno.
Si alz e raggiunse il sapone, allora si congel quando si rese conto che oramai non stava solo.
Nefertari stava l, osservandolo con quello sguardo ardente che egli conosceva molto bene.
Acheron ritir la mano e fece indietro un passo nello stagno.
Perdonami, mio Sig.ra. Non fu la mia intenzione interferire nel tuo tempo.
Ella lo guardava come un gatto guardando un topo e quando egli and a raggiungere l'asciugamano ella lo
ferm.
Come che sei molto pi bello di te fratello gemello? Tir dello spillo del suo vestito e lo lasci cadere. Il
suo nudo corpo era bello, ma egli non voleva nessuna parte di lui.
Acheron emerse dalla piscina, ma ella lo bloccava l'uscita.
Devo andare via.
Ridendo, ella si arrotol nel suo corpo.
No, non hai. Mordicchi il suo mento coi suoi denti.

- 254 -

Sto con qualcuno.


Io anche.
Acheron tent di defilarsi ma a meno che la ferisse, non c'era niente che potesse fare finch ella l'afferrava
cos. Scappando dall'impugnatura, incominci ad allontanarsi solo per pestare il sapone che aveva lasciato
ad un lato della piscina. Si batt contro il piano tanto forte che lo tir fuori l'aria.
Nefertari stette su lui in un istante.
Fammi l'amore, Acheron.
Egli rod con lei, e giostro quando si stava alzando, le porte si aprirono.
Il sangue si bonific completamente del suo viso quando vide l a Styxx e tutto il suo seguito. Essi si
fermarono in secchi, i suoi occhi senza perdere nessun dettaglio.
Acheron maledisse quando si rese conto quanto indiscutibile si vedeva questo. Quanto irrefutabile era.
Nefertari cominci a gridare ed a batterlo.
Non mi violare! Per favore!
Sentendosi malato, rod lontano. Ella si rigir e si lanci verso Styxx, dove pianse come se avesse il cuore
rotto.
Grazie ai dei che arrivasti quando lo facesti. Fu terribile.
Styxx la consegn alle sue guardie.
Acheron si sollev e lentamente si alz per affronta il suo gemello il cui furia era tanto grande che le guance
erano difettose di rosso. Sapeva che bench tentasse di spiegarlo, Styxx non gli crederebbe mai.
Cosicch lasci che lo prendessero. Essi lo portarono e rinchiusero nelle celle sotto al palazzo. Acheron fece
una smorfia di dolore mentre l'inchiodavano nel buco che port di ritorno "affettuosi" ricordi. Si arrotol con
le braccia, tentando di mantenere un po' di caldo. Ma niente poteva scaldare il freddo che c'era nella sua
anima davanti alla paura di quello che andassero a fargli dopo questo.
Artemide? esal soavemente il suo nome.
Egli poteva sentire la sua presenza bench non potesse vederla.
Che cosa stai facendo qui?
Sono stato accusato di violazione.
Sent una severa pressione nel suo collo per dove ella l'afferr.
Lo facesti?
Egli toss.
Lo sai gi.
- 255 -

La pressione si ritir.
Allora, perch stai qui?
Essi non crederanno nella mia innocenza e me giuro per la mia anima che non la toccai Io io ho
bisogno del tuo aiuto.
Come?
Egli guard verso dove stava l'ombra di lei e disse l'unica cosa che aveva desiderato nella sua vita.
Ammazzami.
Sai che non lo faccio.
Mi castrano, Artemide. Capisci quello?
Io lo sistemer.
Acheron rise amaramente.
Tu lo sistemerai. Quella la tua risposta?
Buono, che cosa vuoi che faccia?
Ammazzamigrid.
Non essere tanto melodrammatico.
Melodrammatico? Mi incatenano, aprire il mio scroto e rimuovere i miei testicoli, e dopo schiacciano il
canale. Tutto quello mentre io sento tutto quello che fanno e ti assicuro che non sono gentili. Come merda
quello melodrammatico?
Ella si burl del suo colera.
Ed io lo riparer dopo quello. Cosicch non hai niente di che cosa preoccuparti.
Inorridito per il suo atteggiamento e licenziamento, sent quando si allontanava da lui. Volendo ammazzarli
a tutti, batt la sua testa contro la parete.
Avrebbe dovuto lottare
Ma onestamente, che bene gli farebbe quello? L'avrebbero superato e colpito fino a che non fosse rimasto
niente per litigare. E dopo l'avrebbero trascinato fino a qui ad ogni modo.
Altrui a tutto, non seppe quanto tempo aveva passato prima che i guardia ritornassero per lui. Fu trascinato
fuori e dissolvenza incrociata e dopo lo portarono fino al salone del trono di suo padre. Nudo, fu forzato ad
inginocchiarsi davanti a Styxx, suo padre e Nefertari che continuava ancora a piangere.
Il re lo guard spietatamente.
Mi trovo in un dilemma. Il crimine che hai commesso si punisce con la morte. Ma in vista che non posso
fare quello, ho deciso di castrarti. Senza dubbio quello che avevo dovuto fare dalla tua nascita.
- 256 -

Acheron rise davanti all'ironia.


Quello sarebbe stato troppo pio della tua parte. Senza menzionare la cosa irritata che si fosse messo tuo
fratello per neutralizzare al suo giocattolo favorito.
Suo padre si alz dal trono con un violento grido.
Acheron non trem.
Non ti arrabbiare, Padre. Non che non sapessi quello che Stia mi facevo. In realt il suo gran sonno era
che tu morissi e lasciassi a Styxx con lui per cos godere contemporaneamente dei due nel suo letto.
Le maledizioni di suo padre fecero eco nei suoi uditi come se l'uomo si stanziasse con l'ira delle Furie. Il
primo colpo cadde ad Acheron nella mandibola. Il seguente gli ruppe il naso che palpitava violentemente.
Colpo dietro colpo lo pioverono sopra.
Acheron diede il benvenuto ad ognuno mentre continuava prendendosi gioco del re. Forse suo padre
potrebbe ammazzarlo. Alla fine sarebbe tanto insensibile davanti ai colpi che non sentirebbe di pieno il
dolore di quello che gli facessero.
Padre, per favore! disse Styxx, separandolo. Gir verso Acheron che stava giacendo di fianco. Non sei
pi che un mucchio di merda. Styxx lo scalci tanto forte nel fianco che si ascolt come si rompevano le
costole. La forza del colpo lo fece rodare sulla schiena. Il seguente calcio di Styxx and ad atterrare
fermamente tra le sue gambe.
Acheron grid di insopportabile dolore mentre suo fratello lo scalciava ripetutamente fino a che fu sicuro
che non necessiterebbe che lo castrassero.
Portino al medico! rugg suo padre. Vediamo come finisce questo bastardo.
Ansimando in un sforzo di prendere aria per il suo bastonato corpo, Acheron fu messo in una fredda lastra di
pietra, le braccia incatenate sulla testa e le gambe aperte ed incatenate.
Egli inclin all'indietro la sua testa e rise di essi.
Se stai programmando una festa, Padre, devi incatenarmi prono in primo luogo.
Imbavaglino a quell'immondizia.
Uno dei guardia lo mise un straccio nella bocca. Acheron vide l'ombra del medico avvicinarsi. Tese la sua
impugnatura nelle catene preparandosi a s stesso per quello che andava a venire.
Ma nessuna preparazione poteva ridurre il dolore di quello che gli fecero. Acheron grid in agonia fino a che
la sua gola stette in carne viva e sanguinante come il resto del suo corpo.
Per il momento in cui lo lanciarono di nuovo nella sua stanza, egli era spiritualmente intorpidito se il resto di
lui lo stesse solo anche. Incapace di fermarsi, strisci per terra fino al piccolo tavolo dove aveva lasciato un
coltello della sua cena della notte anteriore. Raggiungendolo, lo prese con mano tremula.
Era tanto stanco di pregare, tanto stanco di soffrire. Incapace di sopportare un giorno pi di quello, si apr i
polsi ed osserv il sangue come si spargeva.
- 257 -

- 258 -

25 Ottobre, 9528 A.C.

Acheron sparl in maniera ripugnante quando si svegli per l'estremo dolore. Perch non era morto? Ma
allora lo seppe. Mentre la vita di Styxx fosse legata alla sua nessuno avrebbe piet di lui. Mai. Spossato per
la disperazione, cerc di muoversi solo per trovarsi dissolvenza incrociata al letto.
Lasci scappare un grido di frustrata furia prima di battersi la testa contro il materasso di paglia.
Un movimento alla sua destra attrasse il suo sguardo e si congel vedendo in piedi l la piccola donna. Era
Ryssa, vestita in porpora ed oro.
Ella si avvicin e lo sguardo di pena ed incolpa nei suoi occhi fu sufficiente per portare lacrime ai suoi.
Non glielo dissi,ella sussurr. Styxx svenne e Padre ti trov. Le lacrime cadevano per il suo viso.
Non posso credere quello che ti fecero. So che non toccasti a Nefertari. Non avresti fatto mai tale cosa a
nessuno e glielo dissi ripetutamente. Non sentirono mai n una parola di quello che diceva So che questo
non aiuta, ma Styxx ruppe il suo compromesso con lei e la mandarono di ritorno in Egitto. Lo sento, Acheron.
Inclin la sua testa contro quella di lui e pianse silenziosamente nel suo udito.
Acheron mantenne le sue proprie lacrime. Non c'era necessit di piangere. Questa era la sua vita e non
importava quello che tentasse, non migliorerebbe mai.
Inoltre Artemide lo curerebbe
Voleva gridare in amara frustrazione ed arrabbia davanti all'altezzoso atteggiamento della dea.
Ryssa gli accarezz la guancia.
Non mi parli?
E dire che cosa, Ryssa? Credo che le mie azioni parlano la cosa abbastanza, perfino affinch un sordo li
senta. Ma ad ogni modo nessuno mi ascolta.
Ella si ripul le lacrime mentre passava in una tenera carezza le dita attraverso i suoi capelli.
tanto ingiusto per te.
La vita normalmente non giustaegli ansim. Questo non circa la giustizia. sulla resistenza e
quanto possiamo soffrire.
Era gi tanto stanco... Ma nessuno gli lascerebbe dormire.
Attraverso le pareti sent piangere ad Apollodorus.
Tuo figlio ha bisogno di te, Principessa. Devi andare con lui.
Anche mio fratello ha bisogno di me.
Egli lasci scappare un stanco sospiro.

- 259 -

No. Credimi. Non necessito nessuno.


Ella press le labbra contro la sua guancia.
Ti voglio, Acheron.
Non disse niente quando ella si ritir. Non c'era subito quello tipo di amore nel suo interno. Poteva sentire
solo l'angoscia e la disperazione. Girando la testa, abbass lo sguardo alla venda bianca che avvolgeva il
suo polso. L'avevano trapuntata affinch non potesse tornare ad aprire la ferita e finire quello che aveva
incominciato.
In modo che cos era allora.
Chiudendo gli occhi, pens al suo futuro. Di niente che cambiasse. Di vivere sommesso e colpito per
sempre.
Bram davanti al peso della sua disperazione. Allora litig contro le sue restrizioni con tutto quello che
aveva. Ma non fu sufficiente per romperli.
Non sarebbe mai sufficiente di niente.
Bramendo ancora pi forte, prese consolazione nel latente dolore delle sue ferite.
Ryssa arriv correndo entrando nella stanza.
Acheron l'ignor mentre cercava di rompere le catene che lo mantenevano fagotto.
Ho avuto gi abbastanza e voglio che finisca!
Ella l'abbracci per contenerlo. Egli cerc di lottare contro lei, ma non poteva.
Lo so, Acheron. Lo so.
No, non lo sapeva. Grazie ai dei che ella non aveva idea era la sua vita di quanto jodidamente atroce. Con
quanto dolore aveva vissuto. Con quanto respingo.
Batt la testa contro il poggiacapo e finalmente lasci cadere le sue lacrime. Perfino bench fosse un uomo,
si sentiva come un bambino distendendosi per la carezza di sua madre per solo ottenere un schiaffo.
Ubriacami, Ryssa.
Ella Lei getto all'indietro.
Che cosa?
Per l'amore dei dei, dammi qualcosa che faccia che smetta di dolere tanto. Alcool o droghe, non mi
importa come. Fa' solo che vada via per favore.
Ryssa voleva negarsilo. Non credeva in fuggire dai suoi problemi, ma quando lo guard e vide il sangue
gocciolando delle ferite del suo corpo e le lacrime nei suoi occhi, non pot fare ad un lato la sua unica
petizione.

- 260 -

Nessuno dovrebbe soffrire tanto. Nessuno.


Contro la sua volont, scese lo sguardo al suo pene. L il sangue lo rimescol lo stomaco. La crudelt di
quello che gli avevano fatto non aveva medidaEl fatto che ambedue, suo Padre e Styxx ottenessero tanto
piacere delle sue azioni la disgustava ad un livello che non aveva sognato mai che esistesse. Non tornerebbe
mai a sentire bene per nessuno di essi.
Ritorner subito.
Corse alla sua stanza ed afferr l'unica bottiglia di vino che aveva.
Nera? disse alla sua donzella che stava scopando le scalepotresti ottenere pi vino e portarmelo alla
stanza di Acheron?
La confusione sbatt le palpebre nel cipiglio della minuta bambina, ma l'accettava prima che domandare
alla sua signora.
Quanto pi, Principessa?
Tanto quanto possa portare.
Ryssa gir alla sua stanza con la quale aveva. Egli scivol fuori del letto con solo un lenzuolo coprendolo. Il
sangue secco e le contusioni rovinavano la maggior parte del suo corpo ed il dolore nei suoi occhi argentati
gli rubava l'alito.
Pentendosi per lui, si risciacqu le lacrime degli occhi prima di alzarlo la testa ed aiutarlo a bere.
Che i dei ti benedicano per la tua gentilezzaegli ansim quando la fin.
Nera arriv con pi. Ryssa scambi le bottiglie con lei, allora l'inclin alle labbra di Acheron. Non and fino
alla terza bottiglia che fu completamente ubriaco.
Acheron? Domand, temendo che magari gli avessero dato troppo.
Egli lasci scappare un lungo sospiro prima che il suo tormentato sguardo catturasse la sua.
Promettimi qualcosa, Ryssa.
Qualunque cosa.
Non odiare mai tuo figlio. Per favorei suoi occhi aleggiarono chiudendosi prima che svenisse.
Piangendo, Ryssa lo sostenne vicino mentre si pentiva per lui. Ammazzerebbe a chiunque che osasse ferire
suo figlio di quella maniera. Perfino a suo proprio padre. Ma Acheron non conoscerebbe mai tale amore,
tale affetto e quello gli rompeva il cuore, perfino pi.
Dorme in pace. Fratello. Dorme in pace.
Ripulendosi le lacrime, lo lasci solo ed and a comprovare ad Apollodorus. Durante il resto del giorno
sostenne suo figlio vicino a lei, promettendolo che non sarebbe mai sarebbe solo nel mondo. Che l'amerebbe
sempre e lo proteggerebbe da chiunque che gli facesse male.

- 261 -

Se solo sua madre avrebbe fatto tale promessa ad Acheron.

27 Ottobre, 9528 A.C.

Acheron si appoggiava nel letto con la cima del naso pungendolo tanto che realmente faceva caso
negligente al resto del suo dolore. Venderebbe la sua anima se potesse grattarsi solo. Un brillante scintillio
alla sua sinistra richiam la sua attenzione.
Era Artemide. Vestita di bianco, stava tanto bella come sempre e l'odiava per ci.
Il suo stomaco si avvil davanti alla rabbia che finalmente ella gli ricordava.
Che cosa stai facendo qui?
Era noiosa.
Sbuff davanti alla sua petulanza ed al fatto che lui venisse ora.
Mi temo che non potr intrattenerti pi. Non sar oramai capace di ci.
Ella tir del lenzuolo e curv il labbro vedendo quello che avevano fatto al suo pene.
Ew! Che cosa ti fecero?
Egli chiuse gli occhi quando lo lav l'umiliazione.
Mi castrarono, ricordi? Perfino fui la cosa abbastanza stupido per chiedere si aiuta.
Oh, quello. Ella scricchiol le dita.
Acheron ansim quando il suo pene fu attraversato perfino per pi dolore. Doleva tanto che lo tolse la
respirazione e port lacrime ai suoi occhi.
Vedi? Stai gi meglio.
Con la respirazione interrotta, ancora stava in fiamme.
Non hai oramai il capello lungo.
Quell'era tutto quello che gli importava? Che cosa non avesse il capello lungo? Era una buona cosa che non
potesse muoversi, altrimenti magari sarebbe andato via a su collo per quello commento.
Perch sei incatenato?
Se ella faceva pi una domanda stupida, realmente andava a strangolarla.
Per evitare che mi suicidi.

- 262 -

Perch faresti quello?


Acheron strinse i denti. Che bene farebbe spiegarsilo? A lei non potrebbe importargli meno. Gli aveva
importato meno ancora quando aveva pregato che lo facesse per lui. Eccetto per il fatto che si annoierebbe
e realmente lo tentasse magari e trovasse un altro uomo al che saltargli sopra. I dei proibirebbero che
realmente la polla di un altro uomo la soddisfacesse.
Sembr una buona idea in quello momento. Attualmente oramai non tanto.
Ella lo guard con rabbia.
Dovr ottenere che ti sciolgano, lo giuro, cause pi problemi di quello che vali. Spera qui.
Per caso aveva elezione?
Non ti preoccuparegrid dopo che ella svanissenon posso alzarmi n per pisciare.
Ed ancora il naso gli pungeva.
Non pass molto prima che suo padre entrasse nella stanza guardandolo con dispiacere. Quell'era nuovo?
Come sempre, il re si vedeva pulitamente sistemato. I suoi capelli biondi stavano perfettamente pettinatura
e le sue tuniche bianche brillavano alla luce del sole.
Acheron si trov impavidamente col suo cipiglio.
Posso aiutarvi?
Gli occhi azzurri di suo padre si illuminarono con furia.
Che pi bisogna fare per insegnarti il tuo posto?
Il suo posto? Quello dovrebbe essere come l'erede di suo padre. Dovrebbe essere quello di un riverito
principe.
Invece di quello, era teso e dissolvenza incrociata ad un letto, la sua nudit solo coperta per l'insanguinato
lenzuolo che Artemide aveva girato a mettergli sopra a modo che non dovesse vedere l'opera del macellaio.
Era sozzo per la mancanza di toilette e non dubitava che i suoi capelli sarebbero tanto straccione come la
sua barba.
Acheron separ lo sguardo.
Conosco il mio posto.
Suo padre scalci il letto. Cosicch Artemide era riuscita a liberarlo.
Le domestiche sono malate di pulire la tua sporcizia, non che li incolpi. Per quella ragione, sei liberato.
Ma se fai qualcosa di stupido, giuro per tutti i dei che ti incatener alla parete in una prigione sotterraneo e
ti lascer l affinch marcisca.
Egli gli aveva fatto gi quello.

- 263 -

Non vi preoccupiate, Padre. Rimarr fuori della vostra strada.


Migliore che sia cos. Indic ai guardia oltre a lui che togliessero i ceppi.
Finalmente, Acheron pot grattarsi un'altra volta il naso. L'appena aveva fatto appena prima che Styxx
entrasse nella stanza e gli tirasse un capo d'abbigliamento azzurro pallido.
Acheron corrug il cipiglio fino a che si rese conto che era una delle toghe di Ryssa.
Styxx rise.
Pensai che magari amavi qualcosa accordo il tuo nuovo tu.
Il suo sguardo divent rossa di rabbia.
Prima che potesse pensarlo, Acheron usc dal letto. Tir a Styxx contro il suolo e gli batt la testa contro la
pietra, volendo partirla come un melone. Riusc a propinarlo sei buoni solidi colpi fino a che i guardia lo
tirarono fuori dallo stomaco di Styxx.
Acheron si trov lottando con essi con tutto quello che aveva, ma sostennero le braccia alla schiena in modo
che non c'era molto che potesse fare eccetto maledirli. Grazie, Artemide, per ritirare il tuo regalo.
Styxx si alz dal suolo con una furiosa maledizione propria. Afferr la spada di suo padre ed avrebbe
ammazzato ad Acheron se suo padre non l'avesse fermato.
Portatelo fosse e batteteglibram suo padre.
No!
Acheron alz lo sguardo per vedere a Ryssa nel corridore.
L'espressione di suo padre era di una completa incredulit.
Che cosa hai detto?
Ella attravers le braccia sul petto e si mantenne forte e decisa in quello dentro le porte aperte.
Mi avete sentito gi, Padre. Dissi non.
Il viso del re arross di furia.
Tu non mi dici quello che fare, donna.
Avete ragioneella disse calmadamente. Non posso darvi ordini. Non ho potere su vos, ma come
l'amante di Apollo, ho qualcosa da dire in quello che a lui si riferisce ed a chi egli perdona, specialmente con
rispetto alla mia propria famigliaGuard in maniera significativa ad Acheron e ritorn di nuovo a lui.
Sono stufa che si abusi di Acheron. Mai pi.
Il re indic verso Styxx.
Egli guard ad Acheron ed assent.
Ha sanguinato pi di quello che gli corrisponde.
- 264 -

Styxx sta sanguinando.


Il suo sguardo and alla toga nel suolo.
E per la sua crudelt io direi che ricev una leggera sentenza.
Styxx la fulmin con lo sguardo.
Un giorno, Ryssa, sar il tuo re. Farai bene in ricordare quello.
Ella trov la sua rabbia lievemente divertente.
Ed io sono la madre di un semidio. Faresti bene in ricordare quello, fratello.
Styxx la spinse quando usc dalla stanza. Suo padre scosse la testa.
Donnefarfugli prima di stare lasciandoli a sole.
Ryssa si inclin e prese la toga del suolo prima di stringerla come una palla.
Mi scuserei per lui, ma non c' scusa che valgaella sbuff. Desidererebbe solo potere avere usato
quello tuo argomento di prima. Poco essi sanno che non potrebbe importare Apollo meno quello che io
pensi. Ma quello sar il nostro segreto, vale?
Acheron si avvil di spalle quando si allontan dal letto e tir del lenzuolo circondandosi con lei per coprire la
sua nudit dello sguardo di sua sorella.
Rimarrei solo attonito se Padre si mostrasse un'altra cosa che disprezzo.
Ella lasci scappare altro lungo e triste sospiro.
Devo ottenere un vassoio di cibo per inviartela al bagno?
Egli neg con la testa.
Non ho intenzione di andare l un'altra volta.
Devi lavarti.
Non realmente. Magari se annusava la cosa abbastanza cattiva nessuno lo disturberebbe gi. Ma non era
disposto a discutere con sua sorella.
Dovresti andare e riposare finch Apollodorus non ha bisogno di te.
Ella gli diede un gentile abbraccio prima di andare via.
Appena Ryssa aveva chiuso le porte prima che Artemide uscisse dalle ombre.
Ella gli sorrise.
Ringraziai.
Solo se posso dirlo stridendo i denti.

- 265 -

Rimase a bocca aperta come se non potesse credere la sua rabbia.


Non sei grato?
Acheron alz le mani a modo di resa.
Non voglio litigare con te, Artie. Onestamente. Voglio solo leccarmi le ferite per un momento.
Si materializz alla sua schiena e tir di lui contro s.
Io posso leccarli per te. Ella affond la sua mano per coprirlo.
Avvilendosi per le sue carezze, Acheron l'allontan la mano dal pene.
Dato che ha passato meno di una settimana da quando mi tagliarono le uova, Artemide, non sto di
umore.
Ella fece un suono di dispiacere.
Non essere tanto beb. Ora sei intatto. Celebriamolo dando li uso. Gli soffi ella all'udito.
Acheron salt allontanandosi. Naturalmente, ella lo segu.
Dagli solo quello che vuole. Altrimenti questo continuerebbe fino al punto che diventasse furiosa e
probabilmente l'attaccasse. Preferirebbe che mi strappassero gli occhi. Ovviamente, si rigenererebbero soli
egli quale gli faceva domandarsi se le sue palle non avrebbero fatto la stessa cosa senza l'aiuto da Artemide.
Onestamente, non aveva senso lottare in questo. Non era come se non fosse stato forzato ad avere sesso
con gente alla quale detestava prima. Tutto un argomento che ritarderebbe la cosa inevitabile ed
otterrebbe che lo ferissero di nuovo.
Magari anche riesci a liberarti di ci la cosa pi rapida possibile.
Torn a guardarla.
Dove mi vuoi?
Appena le parole avevano lasciato le sue labbra prima che si trovasse di spalle, ecceda il suo letto con lei
nuda sopra a lui.
Ti ho rimpianto, Acheron.
Egli fece una smorfia quando ella affond i denti nel suo collo ed allora fece quello che faceva sempre. Gli
diede piacere e non prese niente per s stesso.
Neanche ella si rese conto, eccetto per dire che gli piaceva quando non stavano tanto sporchi come quando
lo stavano ogni volta che egli eiaculava. Ora si appoggi sottomettendola mentre ella faceva le fusa di
soddisfazione.
Ed Acheron ancora era vuoto all'interno.
Artemide si sedette e si arrotol in un lenzuolo.

- 266 -

Migliore che ritorni ora. Hades sta dando una festa nel tempio di Zeus questa notte e devo fare atto di
presenza.
Neanche egli aveva avuto tempo di aprire le labbra prima di stare di ritorno nella sua stanza a sola Come
un mobile rifiutato col quale stette per passare il tempo. And a lavare la scodella e vers un po' di acqua
dell'anfora per rassettarsi e radersi, dopo si vest.
Malato fino all'anima, consider andare ai giochi, Ma perch preoccuparsi? Sarebbe necessario molto pi
che quell'affinch lo ferissero interiormente. E quando guard attorno alla sua prigione, il suo sguardo
cadde nel vino che Ryssa aveva comprato. Sfortunatamente non era la cosa abbastanza forte per riempire il
vuoto buco che ardeva.
Afferrando la sua borsa di monete e castra, lasci il palazzo ed and alla strada dove tutti i compositori
erano relegati. Non lo prese molto trovare il suo vecchio commerciante. Sotto e ripieno, l'uomo era calvo
con una bocca piena di denti marci, e rimaneva nell'angolo nell'esterno del peggiore bordello della citt.
Euclid sorrise nel momento in cui lo vide avvicinarsi.
Acheron, ha passato molto tempo.
La stessa cosa dico. Hai alcuno Erba di Morfeo?
Egli si lecc con avidit.
Ovviamente che s. Quanto vuoi?
Tutto quello che abbia.
Incurv un sopracciglio davanti a quello.
Hai sufficienti monete?
Acheron gli tese la sua borsa.
Impressionato, Euclid tir fuori un piccolo arco da legno del carro che per non gli iniziati o ingenui sembrava
contenere solo stracci. Tese ad Acheron l'arco affinch l'ispezionasse. Acheron l'apr e si port le erbe al
naso. L'acre lavanda non era abbastanza per mascherare l'erba che l'allevierebbe.
Acheron lo chiuse.
Grazie. Avr bisogno anche della corda e le pentole per ci.
Euclid se li stese in cambio di pi monete.
Avr pi la prossima settimana. Qualunque cosa che necessiti, me lo fai sapere e se non hai monete per
ci, sicuro che i due possiamo arrivare ad un accordo. Trascin un sporco dito scendendo per il lato dal
viso di Acheron.
Non sapeva perch si offendeva. Dopo tutto, era una pratica comune per le prostitute l'offrire i suoi corpi in
cambio di merce, ma per alcuno ragione quello lo tagliava profondamente.
Grazie, Euclid.
- 267 -

Abbassando il cappuccio, continu la sua strada attraverso gli oscuri vicoli di ritorno al palazzo e la sua
stanza.
L nell'oscurit, apr l'arco e mescol le erbe. Quanto rimpiango che ricordasse la quantit esatta ad usare.
"Inalalo piccolo. Questo far che tutto sia molto pi piacevole per te."
I suoi intestini si avvilirono sentendo la voce di Sta' nella sua testa. La prima volta che gliela aveva data, suo
zio l'aveva sottomesso nel suolo e l'aveva obbligato a respirarlo. Dopo quello, Acheron aveva avuto bisogno
di molto poca coazione. Suo zio aveva avuto ragione, questo lo faceva molto pi tollerabile poich
appartata tutto della sua coscienza e lite. Lo faceva un stupido supplicante a qualunque atto degradante
che volessero realizzare con lui.
Bruci le erbe e soffi fino a riuscire a carbonizzare leggermente la quantit corretta per i vapori fossero
sufficientemente potenti. Chiudendo gli occhi, prese la maschera di argilla e la mantenne nel naso, allora
inal fino a che tutto il dolore si trattenne.
Con la testa alla deriva, precipit sul letto e si stese in modo che poteva vedere il soffitto inclinandosi e
girando.
Apostolos? Dove stai?
Ciao, vociegli sospir. Diventavano sempre pi forti quando era nella cosa alta.
Vogliamo che venga a casa, Apostolos. Dicci dove trovarti.
Egli guard attorno alla stanza e sospir.
Sto in una stanza oscura.
Dove?
Acheron rise, allora si attorcigli sul suo stomaco e grugn davanti alla sensazione degli aspri vestiti contro il
suo corpo. Lasci scappare una straccione respirazione quando il suo pene si indur. Artemide si era disfata
troppo presto di lui. La droga stava mettendolo incredibilmente caldo.
Come sempre, a lei non gli importava la cosa pi minima quello che egli facesse. Ogni volta che andava a
letto, ella raggrinziva sgradevolmente il naso. Per quello che era pi facile per lui solo joderla e darsi piacere
a se stesso dopo quando era a sole.

Ansim bruscamente quando il lenzuolo sfior i suoi capezzoli. Il piacere era intollerabile. Ma si rifiutava di
toccarsi a s stesso.
Non voleva liberazione n nessun tipo di piacere. Voleva solo pace.
Pi che quello, voleva essere accarezzato per qualcuno che desse una merda per lui. E certamente quell'egli
non era.

- 268 -

12 Novembre, 9528 A.C.

Acheron era seduto nel suo balcone, lasciando che i gelati venti lo raffreddassero quando si rese conto che
sua sorella stava nella finestra osservandolo. Egli gli fece un gesto affinch entrasse.
I denti incominciarono a scricchiolarlo immediatamente.
Fuori fa qui freddo.
Per me si sente bene. Realmente egli stava sudando.
Ryssa socchiuse sospettosamente gli occhi quando a lui si avvicin.
Che cosa hai fatto?
Non ho fatto niente. Assolutamente niente. Appena aveva forza per mangiare.
Ella scosse con furia la testa.
Stai prendendo un'altra volta quelle droghe, verit?
Acheron separ lo sguardo.
Ella gli afferr il viso e l'obblig a guardarla.
Perch faresti tale cosa?
Non incominciare con me, Ryssa.
Acheron, per favoredisse con voce forzata mentre lo scioglieva, ti stai ammazzando a te stesso.
Lo desiderava. Abbassando lo sguardo, gir il polso per vedere la perfetta ed irreprensibile pelle. Non c'era
rastrello dei tagli che aveva sezionato la sua pelle e le sue vene.
Non posso suicidarmi. I dei sanno che l'ho tentato. Non c' via di fuga per me cosicch qui sono seduto,
aspettando il momento opportuno fino a che i dei finiscano con la mia vita, mentre cerco di rimanere al
margine di quello verso tutto il mondo.
Ella lo spazzol il capello allontanandosilo dagli occhi.
Ti vedi terribile. Quando fu l'ultima volta che ti lavasti?
Egli la fece ad un lato, irritato per la domanda.
L'ultima volta che mi lavai, fui accusato di violazione e castrato. Non ti offendere, preferisco annusare.
Ella scosse la testa.

- 269 -

Quando fu l'ultima volta che mangiasti?


Non lo so. Si gratt le barbute guance, Quale la differenza? Non come se Padre mi lasci soffrire la
fame fino alla morte. Manger quando debba farlo. Quando essi mi obblighino.
La cosa seguente che seppe, che Ryssa lo raggiunse e gli afferr l'orecchio e se la pizzic con forza.
Mangi subito.
Ey! Scricchiol Acheron, ma ella si rifiutava di lasciarlo andare. Con una determinata impugnatura, lo
tir fuori dalla ringhiera e l'obblig a seguirla alla stanza. Era abbastanza pi piccola che egli che era quasi il
doppio del suo volume e dovette lottare per mantenere i suoi frenetici passi. Sai che sono pi grande di
tegli ricord egli.
S, ma io sono pi meschino e matta. Sciolse la sua mano di una tirata, dando un ultimo aguijonazo al
suo lobo.
Corrugando il cipiglio, si sfreg l'orecchio.
Ella indic la sua toilette dove c'era un piatto con frutta, pane e formaggio sperando.
Siediti e mangia. Ora!
S, la Sua Maest.
Quando Acheron si distese per un pezzo di formaggio, capt il suo riflesso. Gli occhi infossati, tinti di rosso
guardavano fissamente un uomo trasandato. La barba questa straccione, i capelli brevi arruffati. Si vedeva
pi come un anziano che come un giovane.
Stava bene, si sentiva tanto vecchio come sembrava. Separando lo sguardo, si port il formaggio alla bocca
mentre Ryssa lo serviva un bicchiere di vino.
Gli lasci per camminare alla porta che conduceva alla stanza della donzella.
Nera? Potresti prepararmi un bagno nella mia stanza? E trovami un coltello di radere.
Acheron non parl mentre mangiava. Onestamente, era affamato. Le donzelle non gli avevano portato cibo
e non osava andare a cercarla per s stesso dato la maniera in che suo padre aveva reagito l'ultima volta
che lo trov vicino alla cucina e la sala da pranzo.
Quando Ryssa ritorn, stava sostenendo ad Apollodorus. Il beb sorrise al momento in cui vide ad Acheron e
si distese verso lui.
Incapace di negarsi, Acheron lo prese nelle sue braccia.
Saluti, nipote. Come sei stato?
Egli gorgheggi in risposta.
Acheron alz lo sguardo verso Ryssa che sosteneva panni per un pannolino.
cresciuto dall'ultima volta che lo vidi.
- 270 -

S, l'ha fatto.
Acheron osserv gli scarsi capelli del beb.
Stai rimanendo anche calvo.
Ryssa rise improvvisamente.
Tu facesti la stessa cosa. Tutti i capelli neri ti fu caduto ed allora si ti gir biondo.
Apollodorus si distese e gli tir della barba.
Acheron gli tese il beb a Ryssa.
Sono troppo sporco per sostenerlo.
A lui non gli importa. solo incantato di vedere un'altra volta suo zio. Si allontanato.
Anche egli l'aveva rimpianto.
Acheron abbracci pi ancora il beb mentre sguardo a sua sorella.
Questo ingiusto, Ryssa. Sai quello che mi succeder se almeno padre mi trova qui. E se mi vedi vicino ad
Apollodorus
Ella colloc una mano sulla sua spalla.
Lo so, Acheron.
La porta si apr per lasciare mettere alle domestiche che portavano un'enorme tinozza di acqua calda. Ryssa
prese il beb mentre Acheron mangiava pi.
Una volta il bagno fu pronto, lo lasci solo.
Con pi entusiasmo del che voleva, Acheron affond nella fumante acqua calda e sospir. Aveva passato
molto tempo da quando si era dato un bagno e quasi aveva dimenticato come si sentiva. Perfino cos, non
gli importava il rischio.
Ti voglio, Ryssasussurr.
Era l'unica che realmente si preoccupava per lui. Artemide lo voleva come ammanti, ma era una dea ed il
suo era un amore egoista molto simile a quello di Sta'. Pertanto tempo come egli la compiacesse, ella
sarebbe gentile. Gli concedeva che ella dava pi di quello che Stia aveva dato mai, ma ancora aveva limiti su
quello che faceva.
Quello che pi feriva di Artemide erano i ricordi di come erano stati nel principio. Anelava quell'innocenza
nel suo passato. Quello sentimento che egli aveva significato qualcosa per lei
Cercando di non pensare a ci, si distese per il coltello che finalmente rase le sue barbute guance. Una volta
fin, strisci fuori della tinozza e raggiunse i suoi vestiti puliti.
Dopo essersi vestito, suon alla porta della donzella.

- 271 -

Ho finito. Grazie.
Ryssa a lui si un allora prima di chiudere la porta in modo che la donzella non potesse sentirli.
Per favore, non prendere pi droghe, Acheron. Non mi piace quello che ti fannola preoccupazione nei
suoi pallidi occhi azzurri lo scottarono.
Li lascer.
Lo prometti?
Egli assent.
Ma solo per te.
Ella gli sorrise.
Ti vedi molto meglio. Purch voglia darti un bagno, vedono qui e far che ti preparino uno. Si alz sulle
punte dai piedi per abbracciarlo.
Acheron la strinse, ritirandosi dopo. Era rimasto l gi troppo tempo. Ambedue sapevano era troppo rischio
per lui stare nelle sue stanze mentre il resto della casa era sveglia.
Entrando un'altra volta alla sua stanza, rimase guardando l'arco di Radice di Morfeo che stava sul tavolo.
Tiralo.
No, non poteva. Ammalerebbe un'altra volta se lo lasciava improvvisamente. La sua esistenza era la cosa
abbastanza miserabile senza quello. Farebbe quello che aveva promesso a Ryssa. Si ripulirebbe di quello.
Acheron?
Si tese davanti alla voce di Artemide. Come sapeva il preciso momento per venire a vederlo?
Ben guardato, era una dea.
Buon giorno, Artie.
Apparve oltre a lui e gli pass un braccio attorno alla vita.
Mmm, hai un buon odore.
Era per il bagno mischiato con le droghe.
Mi appena ho lavato.
Retrocedendo, corrug il cipiglio davanti a lui.
Ti vedi strano. Sei malato?
No.
Allora vedono. Sto di umore per ballare.

- 272 -

Per caso aveva elezione? Ma non stava di umore per sfidarla. Stava imparando ad evitare le bastonate e
godeva di ci.
Artemide lo port al suo tempio. Acheron si azzard brevemente quando vide quello che ella aveva fatto.
C'erano veli per tutto il posto mentre la musica toccava molto basso. Si era ordinato un piccolo banchetto.
La guard col cipiglio corrugato.
Che cosa questo?
Ella gli offr un tenero sorriso.
Ha passato qualche tempo da quando stemmo insieme. Voleva che questo fosse una notte speciale. Ti
piace?
Era troppo sorpreso per pensare.
Facesti questo per me?
Buono, la verit che non organizzerebbe un veglione romantico per mio fratello o uno del mio koris
and al tavolo ed alz una scatolina. E feci che Hefesto facesse questo per te.
Acheron era completamente attonito mentre rimaneva guardando la scatola e quello che quello significava.
Quello stava tanto lontano dal suo carattere che si chiese di un momento se qualcuno gli avrebbe battuto
nella testa.
Hai un regalo per me?
Buono, voleva qualcosa per rimpiazzare l'anello. Non puoi portartelo con te, ma puoi lasciarlo qui ed
usarlo quando mi visiti.
Con curiosit, apr la scatola per trovare un paio di braccialetti di oro.
Artemide gli strinse l'avambraccio.
per i tuoi polsi purch cacciamo. Non dici mai niente, ma so che la corda dell'arco ti graffia il polso
quando spari. Ti proteggeranno la pelle e si assicureranno che le frecce volino sempre nella direzione
corretta.
Era un pensiero tanto incredibile e gli ricordava la cosa facile che era stato dargli il suo cuore. Perch non
sarebbe sempre di questa maniera?
Grazie, Artie.
Ti fa felice?
Ella era quasi infantile nel suo sforzo per compiacerlo. Acheron lo ritir i capelli del viso in modo che potesse
baciarlo la guancia.
Mi fa pi che felice.
Bene. Sei stato tanto triste ultimamente e non mi piace quando sei triste.
- 273 -

Allora perch era da cose che lo disturbavano? Non lo capiva, ma ora ella stava tentandolo. Non andava a
rinfacciargli il passato.
Gli tese la mano.
Balliamo?
Sorridendo, prese la sua mano e gli permise di farle girare. La sua risata riemp i suoi uditi.
Acheron desider sentire disperatamente la sua allegria. Ma non c'era niente in lui eccetto un fugace
sentimento di sollievo che ella non lo tirasse al suolo e saltasse su lui. Ovviamente ancora era istupidito per i
resti della radice di Morfeo che aveva preso faceva un paio di ore. Questa era la parte dove il suo corpo era
calmato e poteva funzionare senza essere caldo o nauseato.
Artemide appoggi la testa contro il suo petto e sospir mentre si dondolavano all'unisono della musica.
I dei sapevano quanto desiderava tornare a fargli l'amore. Ma era spaventato per desiderarlo. Ogni volta
che abbassava la guardia, ella gli faceva male. Se almeno riconoscesse davanti al mondo che erano amici. O
gli permettesse di sapere che realmente significava qualcosa per lei.
Inghiott saliva desiderando che ella riconoscesse la sua amicizia.
Artie?
S?
Passeresti con me tutto il giorno di domani?
Ella sorrise con viso di felicit.
Posso raccoglierti di mattina.
Qui no. In Didymos.
Si allontan da lui.
Non so, Acheron. Qualcuno potrebbe vederci.
Finivano sempre ugualmente.
Puoi prendere un'altra forma. Non devi sembrare tu.
Ella lasci scappare un sospiro frustrato.
Perch tanto importante per te? Perch non darti appuntamento qui a me?
Non lo dire...
Ma non pot evitarlo. Le droghe non gli lasciavano sottomettere la lingua.
Qui non mi sento umano.
Ella corrug il cipiglio.
- 274 -

Che cosa?
Acheron si allontan da lei indeciso. Parte di lui non voleva dirgli la verit, ma l'altra era malata di
nascondersilo.
Stare fa qui che mi senta come una mascotte. come vivere nella casa di mio zio nell'Atlantide. Non mi
permesso di lasciare la tua camera da letto a meno che stia con me. Non posso uscire a fosse senza te
permesso. degradante.
Degradante? Lo guard con gli occhi socchiusi. Stai nel tempio di una dea dell'Olimpo. Come a nome
di Zeus puoi sentirti degradato per quel motivo?
Tu. Prostituta. Dato il suo tono, le parole erano intercambiabili. Lo furono inchiodato come un coltello
attraversandolo il cuore.
Perdonami, akra. Non sto in posizione di farti sollecita.
Ella curv il labbro.
Oh, lascia gi quello tono lloriqueante. Odio quando fai quello. Va' via solo.
Fu immediatamente lanciato di ritorno alla sua stanza. Diede un'occhiata attorno alla semplice mobilia e le
oscure ombre.
Sono tanto malato di tutto questo
Disperato perch passasse qualcosa prese la cappa ed usc dal palazzo, alla citt. Non ferm fino a che
arriv a casa di Merus ed Eleni. La luce della casa sbatteva le palpebre dietro le persiane chiuse e se li
immagin dentro ai due, ridendo e scherzando.
Una famiglia.
Conosceva la parola, ma la verit che non comprendeva il significato. Non sapeva come sarebbe essere
ricevuto nella casa. Sapere che c'era l fuori una persona che morrebbe per lui.
Qui mai troverai quella sensazione.
Acheron percorse con la vista la strada vuota e ricord il giorno in che suo padre gli aveva cacciato dalla
casa di Sta'. Aveva vagato per mesi cercando di trovare un posto dove riposare. Aveva cercato di trovare
lavoro. Tutti si rifiutarono di darsilo. Al meno per qualunque altra cosa che non fosse prostituirsi.
Sei tanto bello... Dare un buon uso a quello corpo...
Trem davanti agli amari ricordi che l'ossessionavano.
Voglio uscire di qui.
E cerc di cercare un'uscita. Fu di citt in citt, di paese in paese e da tutte le parti era la stessa cosa. Non
aveva a dove andare n a nessuno che lo volesse per pi tempo del quale si doveva per fotterlo. L'unica
ragione per la quale aveva girato era stata il ricordo di sua sorella e l'estate in cui si sent come una persona
e non mangio un oggetto.

- 275 -

Con lo stomaco vivace alz la vista fino al palazzo sulla collina che brillava come una stella magica.
Ed ancora, quelli voci aspetti gli sussurravano.
Vedono con noi, Apostolos. Vedono a casa...
Acheron rise con amarezza.
Per che motivo? Affinch possiate joderme come tutti gli altri?
Non aveva posto dove andare. Non c'era liberazione per il suo tormento. L'unica ragione che aveva per
continuare a vivere erano le due uniche persone che non lo giudicavano.
Ryssa ed Apollodorus. Che i dei si impietosissero di lui se li perdeva. Non sarebbe mai capace di continuare a
vivere se essi abbandonavano questo mondo senza lui.

18 Febbraio, 9527 A.C.

Non so che ci siete tra te e quello bambino, ma sei la bambinaia pi sorprendente che ho visto.
Acheron rise davanti al commento di Ryssa quando prese ad Apollodorus di tra le sue braccia. Nessuno dei
due poteva capire perch la presenza di Acheron calmava suo nipote, ma non poteva negarsi che ogni volta
che Apollodorus era inquieto si calmava immediatamente davanti alla presenza di Acheron. In realt, Ryssa
aveva incominciato a lasciargli il bambino ciascuna notte per potere dormire.
Sai che puoi lasciargli con me purch voglia. Credo che andiamo d'accordo perch i due funzioniamo allo
stesso livello. Acheron agit i capelli di suo nipote.
Sorridendo, Ryssa copr con la coperta ad Apollodorus.
Grazie ai dei che ti ho. Non so che cosa farebbe senza che mi aiutassi con lui.
Un istante dopo, le porte della stanza di Acheron si aprirono improvvisamente. Sei guardie irruppero nella
stanza e lo sottomisero contro il suolo.
Che cosa questo? Domand Ryssa.
Non risposero. Acheron lott contro essi ma, alla fine, egli engrilletaron mentre il bambino piangeva
protestando.
Non ha fatto niente! Grid Ryssa mentre seguiva loro fuori della stanza scendendo in entrata.
Non fermarono fino ad arrivare alla sala del trono e gli misero in ginocchio alla forza davanti a suo padre e
Styxx che erano seduti molto presuntuosi nei suoi troni mentre lo guardavano con sdegno.

- 276 -

Acheron li guard con gli occhi pieni di odio.


Perch sto qui?
Suo padre scese dal trono ruggendo di ira.
Tu non mi domandi.
Acheron, stordito, non pot sbattere le palpebre neanche durante tutto un minuto.
Padre! Disse Ryssa con asprezza, hai perso il giudizio?
La sua risposta fu attraversare il viso ad Acheron.
Dove stavi ieri sera?
Acheron ansim del dolore che sfrutt nella guancia e nell'occhio. Era stato con Artemide, ma quello non
osava dirsilo a suo padre.
Stetti nella mia stanza.
Suo padre lo schiaffeggi un'altra volta.
Bugiardo. Ho testimoni che ti videro in un bordello programmando la mia morte.
Attonito, non pot rispondere neanche. Tutto quello che poteva fare era guardare a Styxx e la paurosa luce
negli occhi del principe gli dissero esattamente chi era stato nel bordello.
Non ho fatto tale cosa.
Suo padre gli attacc di nuovo prima di diventare verso i guardia.
Torturategli fino a che decida di dirci la verit.
Acheron grid la sua innocenza mentre lottava coi guardia che lo sottomettevano.
No, padre! Ryssa si lanci verso davanti.
Il re divent verso lei con un grugnito animale.
Non lo salvi questa volta. Ha commesso tradimento e non permetto che quello rimanga senza risposta.
Con l'alito interrotto, Acheron, individuo per i guardia, trov e sostenne lo sguardo di Styxx. Come poteva
suo fratello programmare la morte di un uomo che baciava per dove egli pestava? Avrebbe ammazzato per
avere solo una minima parte dell'amore che Styxx disprezzava.
Ma non c'era necessit di chiedere clemenza. Suo padre aveva preso gi una decisione. Solo Acheron, il
bastardo, poteva essere il traditore. Styxx mai. L'unica persona che poteva esonerarlo era Artemide. Ed ella
morrebbe prima di ammettere apertamente che era stato prima con lui nel suo tempio la notte.
Acheron fu trascinato fuori della sala del trono e portato alle celle della parte di sotto.

- 277 -

Bench lottasse coi guardia ogni gradino della strada non fu sufficiente per evitare che lo togliessero i vestiti
del corpo e l'incatenassero nel blocco di interrogatori. La pietra di granito lo gel fino alle ossa. C'erano
macchie di sangue nella pietra ed il suo proprio sangue si mischierebbe senza dubbio presto con quella della
quale erano stati torturati e morti prima che egli.
Chiudendo gli occhi, Acheron cerc di pensare a qualcosa, qualunque cosa che lo proteggesse da quello che
stava per venire. Ma quando l'interrogatore si avvicin, seppe che non c'era niente che potesse fare.
Niente andava a salvarlo di questo.
Il re vuole i nomi di tutti quelli che stettero con te.
Acheron trem di dolore davanti a quello che verrebbe quando dicesse la verit.
Non sono stato con nessuno.
Pass una frusta di acciaio al rosso per il petto di Acheron.
Acheron grid dando si racconta della cosa impossibile che andava ad essere tutto questo.

Ryssa era terrorizzata quando ritorn alla sua stanza e prese suo figlio che piangeva delle braccia della
bambinaia. Che cosa andava a fare?
Al contrario che suo padre, sapeva chi il vero traditore era. Se i testimone avevano visto qualcuno alto,
biondo e che somigliava ad Acheron, quell'era Styxx. Acheron non aveva niente da guadagnare
ammazzando il re come non fosse la vendetta e non era quella classe di persona.
Senza menzionare che ad Acheron non l'ero visto mai scoperto in pubblico e specialmente non in un
bordello. Se fosse stato cos, starebbe ancora l, scuotendosi di sopra alla gente.
Che cosa hai fatto, Styxx? Sussurr attraverso il nodo che aveva nella gola.
Perch cospirerebbe contro suo proprio padre? Allora lo seppe, la storia dell'umanit era scritta per figli che
volevano pi ed erano disposti a fare qualunque cosa per ottenerlo. Ancora cos, aveva pensato che Styxx
stava al di sopra di tali macchinazioni. Chi aveva avvelenato la sua mente?
Devo trovare Artemide. Non c'era nessuno pi che potesse aiutarla a salvare ad Acheron.

Ryssa si diresse alla sua porta per uscire ma prima che avesse dato tre passi le porte si aprirono in misero le
stesse guardie che avevano arrestato ad Acheron.
La vostra altezza, dobbiamo portarvi affinch vi interrogino.
Lo fu gelato il cuore davanti a quelle parole.
Interrogarmi? Non pu essere.
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Ma s che l'era. Circondando gliela portarono alla stanza di guerra di suo padre, dove l'aspettava insieme a
Styxx.
Si diresse ad entrambi la pi fredda degli sguardi che pot abbozzare.
Che cosa tutto questo, Padre?
Non era sembrato mai tanto vecchio come in questi momenti. I suoi begli tratti erano tesi con la tristezza.
Perch mi tradiresti, Figlia?
Non ho fatto mai niente per tradirti, Padre. Mai.
Egli mosse la testa.
Ho un testimone che arrivato davanti a me e ha detto che stavi ieri sera con Acheron.
Lanci un sguardo assassino a Styxx.
Allora stanno mentendo come mentirono rispetto ad Acheron. Io stavo ieri sera con Apollo. Convocagli e
comprovalo.
Il viso di Styxx divent bianca.
Cosicch aveva pensato anche di disfarsi di lei. Non poteva credere la stupidit di suo padre in quello che
riguardava Styxx.
Il sollievo si estese per il cipiglio di suo padre.
Mi rallegra che si siano sbagliati, gattinapos gentilmente la mano nel suo viso. Solo il pensiero di
mia amata figlia tradendomi...
E suo amato figlio?
Guard oltre suo padre e vide a Styxx con gli occhi inchiodati al suolo.
Acheron innocente.
No, bambina. Questa volta no. Ho troppe testimoni che lo videro l.
Come poteva fargli vedere la verit?
Acheron non starebbe mai in un bordello.
Ovviamente che s. Lavora in uno. Dove pi potrebbe andare?
A qualunque posto meno l. Acheron odiava ogni minuto che passa in quelli posti.
Per favore, Padre. Gli hai fatto gi abbastanza. Lasciagli in pace.
Egli neg con la testa.

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C' un nido di vipere ad intorno mio e fino a che non scopra i nomi di ognuno coi quali parl non
indietreggier.
Le lacrime riempirono i suoi occhi dando si racconta dell'incubo per il quale andavano a fare passare ad
Acheron. Un'altra volta.
I sacerdoti dicono che Hades prenota un posto speciale nel Tartaro per i traditori. Sono sicura che il nome
reale del tuo traditore stato gi registrato l mentre parliamo.
Styxx si rifiut di guardarla.
Cosicch torn a guardare suo padre.
Tutti questi anni, Acheron ha cercato solo il tuo amore, Padre. Un momento in che lo guardassi con
un'altra cosa che non fosse odio ardendo nei tuoi occhi. Nient'altro che una parola gentile ed ogni volta gli
hanno negato e gli hai fatto male. Hai spezzato il figlio che voleva solo amarti. Liberagli prima che gli faccia
un male irreparabile, te lo prego.
Mi ha tradito per ultima volta.
Tradito? Domand, profondamente ferita per il suo ragionamento. Padre, non puoi credere cos
qualcosa. La cosa unica che pretende stare fuori della tua vista. Che non ti renda conto che sta vicino. Si
avvilisce ogni volta che si pronuncia il tuo nome. Se smettessi di essere tanto cieco per un minuto, vedresti
che non si mischia mai con la gente e che non si tradito mai.
Ero una prostituta! Rugg.
Era un ragazzo che doveva mangiare, Padre. La sua propria famiglia lo ripudi. Lo tradirono quelli che
l'avevano dovuto proteggere da qualunque male. Io stavo l quando nacque e ricordo come tutti vi gli
giraste la schiena. Lo ricordi? Ricordi almeno quando gli rompesti il braccio? Aveva solo due anni e quasi
non sapeva parlare. Si avvicin per abbracciarti e tu lo spingesti tanto forte che gli rompesti il braccio come
se fosse un rametto. Quando grid lo schiaffeggiasti e ti allontanasse.
E per quel motivo, ha programmato il tuo assassinio, Padre. Styxx intervenne finalmente. Non
lasciare che una donna ti allontani da quello che si deve fare. Le donne sono la nostra maggiore debolezza.
Non molestano con le nostre colpe ed il nostro amore per esse. Quante volte non me l'hai detto? Non puoi
ascoltarli. Pensano col cuore e noi col cervello.
Il viso di suo padre gir di pietra.
Non lascer che esca con la sua questa volta.
Le lacrime corsero liberamente per il suo viso davanti alla cecit di suo padre.
Questa volta? Quando hai lasciato che Acheron uscisse con la sua?
Si scosse le lacrime degli occhi e cerc di fargli ragionare.
Guardati dalla vipera nel tuo armadio. Non un'altra delle cose che dici sempre, Padre? Lanci un
significativo sguardo a Styxx. L'ambizione e la gelosia sta nel cuore di tutti i traditori. L'unica ambizione di

- 280 -

Acheron rimanere fuori della tua vista e se fosse geloso, non sarebbe di te. Ma so di altro il cui vita
miglioramento immensamente se tuo non stessi.
Suo padre la schiaffeggi.
Come osi implicare tuo fratello?
Te lo dissi gi, Padre. Mi odia. Non mi sorprenderei se si fosse coricato anche con la prostituta.
Ryssa si tolse il sangue delle labbra.
L'unica persona di questa famiglia che so che si corica con prostitute tu, Styxx sei. Mi domando se
Acheron fu suppostamente visto nel tuo bordello favorito... Con queste parole usc dalla stanza verso la
strada.
Lasciateci!
Appena Acheron riconobbe il suono della voce di suo padre attraverso il pulsante ed atroce dolore. Nessuna
parte del suo corpo era stata rispettata o lasciata senza violare. Gli dispiaceva perfino sbattere le palpebre.
Una volta che la stanza fu vuoto, suo padre si avvicin dove giaceva nel blocco di pietra.
Per il suo completo sconcerto, suo padre gli avvicin un mestolo con acqua affinch bevesse.
Acheron si avvil di dolore sperando che il re lo ferisse col mestolo. Non lo fece. In realt, suo padre l'alz la
testa e l'aiut a bere. Salvo per il fatto che potrebbe ammazzare a Styxx, pens che potrebbe essere
avvelenata.
Dove stesti ieri sera?
Acheron sent che una lacrima solitaria scivolava per il bordo dell'occhio ascoltando la domanda che gli
avevano fatto un ed altra ed un'altra volta. La cosa salata della lacrima bruci nella ferita aperta della sua
guancia quando prese alito di forma interrotta ed agonica.
Dimmi che cosa vuoi che dica, akri. Dimmi che cosa quello che eviter che continuino a fare male.
Suo padre gett il mestolo contro la pietra di fianco al viso di Acheron.
Voglio i nomi degli uomini coi quali stesti.
Non sapeva i nomi dei senatori. Raramente gli dicevano il suo nome dopo avergli fottuto.
Acheron scosse la testa.
Non stetti con nessuno.
Suo padre seppell la mano nei suoi capelli e lo forz a guardarlo.
Dimmi la verit, maledetta sia.
Perso nel dolore, Acheron lott per inventare una bugia che suo padre potesse credere ma, come con
l'interrogatore, ritorn alla semplice verit.

- 281 -

Non ho fatto niente. Non stetti l.


Allora, Dove stesti? Hai qualche testimone delle tue avventure?
S, ma ella non si presenterebbe mai. Se invece di lui fosse Styxx... Ma no, Artemide non appoggerebbe mai
una spregevole prostituta come egli.
Ho solo la mia parola.
Suo padre rugg di ira. Si avvicin ma prima che potesse raggiungergli, rimase congelato.
Acheron contenne l'alito mentre cercava di comprendere che cosa stava passando. Un istante dopo
Artemide apparve al suo fianco.
Attonito, non pot fare un'altra cosa che guardarla.
Tua sorella mi disse di quello che ti accusavano. Non ti preoccupare, tuo padre non ricorder niente di
questo. E tu gemello neanche.
Acheron inghiott mentre tentava di capire quello che stava dicendogli.
Stai proteggendomi?
Ella assent. Un istante dopo, stava di giro nella sua stanza e guarito. Acheron giaceva di spalle nel suo letto,
pi grato di quello che le parole potevano esprimere. Ma ancora cos, non si mitigava il dolore che aveva
sopportato. N neanche occultava il fatto che Styxx stava decidendo di detronizzare suo proprio padre.
Che cosa andava a fare?
Artemide si materializz al suo fianco. La sua espressione era triste ritirandosi i capelli del viso.
Ryssa ci ricorder? Gli domand.
No. Da ora in poi neanche ricorder che tu ed io ci conosciamo. Magari dovrebbe avere egli fatto prima.
Ma sembrava che potesse avere la bocca chiusa. Ora non dovr preoccuparmi per quel motivo.
Era la cosa migliore.
Guard Artemide stupito per quello che aveva fatto. No, non l'aveva appoggiato, ma l'aveva salvato. Era
avanti un gran passo dall'ultima volta che gli aveva lasciato alla merc delle sue "attenzioni."
Grazie per venire a per me.
Ella pos la mano nella sua guancia.
Mi piacerebbe potere portarti lontano da qui.
Era la persona che poteva farlo. Ma la sua paura era troppo grande. Magari aveva ragione. Che bene gli
farebbe rovinarsi a causa di lui?
Non lo meritava.

- 282 -

Acheron la baci nelle labbra bench interiormente seguisse gelato. Non aveva dove andare ed era stanco
di stare qui dove la gente l'odiava.
Styxx
In un aprire e chiudere di occhi la risposta pi chiara lui venne. Perch non aveva pensato prima a ci?
Allontanandosi da Artemide, lo sostenne la mano.
Dovresti andarti prima che qualcuno irrompa qui dentro.
Ti vedr domani.
Non se poteva evitarlo.
A domani.
Acheron osserv come ella svaniva ed al secondo di essersi andato, immediatamente fece piani per quello
che stava per venire.
Suo padre si rifiuterebbe di lasciargli morire tanto tempo come la sua vita fosse legata a quella di Styxx e
Styxx stava programmando la morte di suo padre.
La risposta era semplice. Se egli ammazzava a Styxx, suo padre starebbe a salvo ed egli sarebbe libero.
Pace. Finalmente avrebbe pace.

19 Febbraio, 9527 AC

Acheron sper fino a che il palazzo stette completamente in silenzio. In meno di un'ora il sole si
alzerebbe
Styxx ed egli, ambedue sarebbero morti. Il mero pensiero lo trasport pi detta di qualunque cosa che
potesse immaginare.
Pi che ansioso, sostenne con fermezza la daga, passando ai guardia e scivolando per la porta della stanza
di Styxx. La chiuse soavemente. Come un'ombra, percorse la strada verso il soffice letto di piume dove suo
fratello dormiva. Pesanti tende appendevano per proteggere l'erede dalla biricchina brezza.
Ma non potevano proteggerlo da Acheron.
Con lo sguardo ombroso, Acheron separ le tende. Nudo, eccetto per la sua collana con l'emblema reale,
dormiva sul suo fianco, completamente vulnerabile.

- 283 -

Tutti quegli anni di abuso, di scherzo, attraversarono la sua mente, come il ricordo della forma in cui
preferiva vedere la cosa punita per l'atto di tradimento che egli aveva commesso.
Alz la daga. Un'incisione un taglio
Pace.
Fallo!
Cominci a discendere lentamente, allora si trattenne prima di fare contatto con la gola dal principe.
Silenziosamente, si maledisse quando si rese conto della verit su lui. Non poteva farlo. Non a sangue
freddo. Non senza piet.
Disgustato, diede dietro un passo rendendosi conto che era un codardo.
No, non era un codardo. Non importava che cosa sarebbe successo nel suo passato. Erano fratelli. Gemelli.
Non poteva ammazzare suo fratello. Ancora quando il bastardo se lo meritava.
Tu dolore non si tratterr fino a che lo faccia.
Egli non mostrerebbe tanta povert.
Era verit. Preferiva vedere la cosa battuta, castrato, perfino morto se suo padre fosse capace di farlo.
Styxx non aveva piet, n pena, neanche compassione, e se permetteva che vivesse, l'abuso verso Acheron
continuerebbe. E probabilmente peggiorerebbe quando Styxx assassinasse suo padre. Ed una volta che suo
padre non stesse, ferirebbe a Ryssa.
Aveva fatto gi quelle minacce. Ripetutamente.
Potrebbe assassinarla con impunit. Il sangue di Acheron si congel davanti a quella realt. Se non lo faceva
per lui, lo farebbe per proteggere sua sorella e suo figlio.
Styxx doveva morire.
Perdonami, fratellosussurr un istante prima di pugnalarlo nel cuore.
Styxx ansim mentre i suoi occhi si aprivano. Acheron si dondol all'indietro, dentro le ombre mentre suo
fratello tentava di trascinare andasse via del letto. Cadendo al piano, collass mentre il sangue sgorgava
dalla ferita ed allagava il suolo.
Respirando con difficolt, Acheron sper a che anche la morte lo reclamasse.
Non succed, e con ogni battuto del cuore, il panico cominci a crescere.
Si sentiva come sempre. Come poteva essere quello?
Forse Styxx non era morto. Terrorizzato di solo c'essere la cosa ferita, and fino a lui e press la mano
contro il suo collo. Non c'era polso alcuno. Nessun movimento o un altro segno di vita. Rovesciando il corpo,
osserv che la pelle e le labbra Lei tornaban azzurri, gli occhi aperti e fissi.

- 284 -

Styxx era morto.


Ed egli viveva ancora.
Inorridito, corse verso la porta e per il corridoio di ritorno alla sua stanza, passando alle insonnolite guardie.
No!. La parola faceva eco nella sua mente un ed un'altra volta mentre tentava di capirlo. Se egli moriva,
Styxx moriva. Se Styxx moriva
Niente gli passava? Come poteva essere questo?
Perch i dei farebbero cos qualcosa? Non aveva nessun senso.
Assassinasti tuo proprio fratello. Il tuo gemello.
Si appoggi contro la porta chiusa mentre un orrore assoluto si impadroniva di lui. Essi potrebbero
assassinarlo se venissero a sapere della verit. Suo padre non perdonerebbe questo. Lo lacererebbero
Improvvisamente, un allarme suon nel palazzo mentre i guardia si gridavano alcuni ad altri, chiedendo nel
corridoio.
Hanno scoperto gi il corpo. Dio mi aiuta!
Qualcuno batt alla sua porta.
Acheron?
Era Ryssa. Apr la porta per vederla l, pallida e col capello disordinato. Vestiva una cappa rossa sul vestito
azzurro.
Voleva essere sicura che stavi bene. Qualcuno tent di ammazzare a Styxx questa notte.
Tratt? No, egli aveva avuto jodidamente successo.
Che cosa vuoi dire?
Prima che potesse rispondere, lo vide dietro Ryssa, il viso arrossito per la furia mentre guidava i guardia in
una ricerca per le stanze.
Trovino il mio attaccante! Lo voglio ora. Mi ascoltano? Cerchino in ogni angolo fino a che lo trovino!
Acheron sbatt le palpebre con incredulit.
Styxx era vivo? Non era preparato per quello che quello significava. Styxx aveva resuscitato.
Perch?
Ryssa scosse la sua testa.
Hai visto qualcuno?
Stava nella mia stanzament.

- 285 -

Come se lo sentisse, Styxx si congel e dopo gir verso lui. Nonostante essere coperto di sangue non c'era
rastrello della ferita che l'aveva assassinato.
Guardie! Rugg.
Acheron retroced con paura.
Styxx lo mir.
Lo protegga. Il mio attaccante potrebbe scoprire che per assassinarmi deve assassinarlo in primo luogo.
Voglio che qualcuno protegga la sua schiena tutte ore.
Se solamente suo fratello sapesse grazie ai dei che non era cos.
Che notte orribiledisse Ryssa. Meglio vado con Apollodorus. So che tutta questa commozione lo
spaventer.
Acheron non si mosse fino a che ella and via. Attraverso una fenditura nella porta, pot osservare ai
guardia irrompendo nell'entrata ed ispezionando le stanze. Suo fratello era vivo. Non poteva lasciare
passare quello fatto.
Cosicch le sue vite non erano realmente allacciate. A meno non l'in un senso tradizionale. Se moriva, Styxx
moriva. Se suo fratello moriva non c'era nessun effetto in lui.
Suo padre era nella cosa corretta. Non era normale.
Perch i dei lo proteggerebbero e non a Styxx? Non aveva nessun senso.
Ritirandosi alla stanza, decise di sperare a che finisse la ricerca e che la casa stesse un'altra volta in silenzio.
Una volta che fosse sicuro potrebbe andare via senza essere visto. Si arrotol col manto e si incammin alle
oscure strade.
Si mantenne nascosto mentre manteneva quello di rotta ad inclinazione dei vicoli verso il tempio di Apollo.
Una volta l, batt la porta.
Siamo chiusi.
Vengo dalla casa realedisse forzatamente Acheron. imperativo che veda all'oracolo.
La porta si apr parzialmente fino a che il vecchio sacerdote scorse il suo viso. La condotta cambi
immediatamente ad una di sottomissione.
Principe Styxx, perdonami. Non mi ero reso conto che tu eri.
Acheron non si disturb a correggerlo. Per una volta, ringrazi.
Portami all'oracolo.
Senza pi vacillazioni, il sacerdote lo guid attraverso la strada piena di colonne alla parte di dietro, alle
piccole stanze che erano riservate per i sacerdoti ed assistenti. La stanza dell'oracolo era leggermente pi
grande che le altre. Era vuota e desolata con solo un piccolo letto di panno rigato.

- 286 -

Sig.ra? Chiam il sacerdote mentre si avvicinava al letto. Il principe desidera parlare alcune parole
con lei.
Una donna bionda che non poteva avere pi di quindici anni si sedette sul letto e con l'aiuto del sacerdote si
alz, camminando verso lui. Per la maniera in cui si muoveva, Acheron seppe che era impasticcata.
Notevolmente.
Il sacerdote la guid fino ad un'alta sedia che era collocata su una fonte di vapori. Per l'aroma, indovin che
tratteneva Radice da Morfeo mischiato con Ripsi Opsi, un componente che creava fantastiche allucinazioni.
Era qualcosa che aveva preso solo una volta dopo che Euclide cant le sue lodi, ma quell'era stato
sufficiente. L'aveva lasciato con deliri ed incubi per due giorni.
Lasciacil'infilz ella al sacerdote. Conosci la legge.
Egli si ritir istantaneamente.
La ragazza tir il manto sulla sua testa ed aggreg pi acqua all'ebollizione di erbe affinch affumicassero
pi.
Tu non sei il principe.
Acheron corrug il cipiglio.
Come sai quello?
Io lo so tuttoella disse vilmente. Sono l'oracolo e tu sei il primogenito maledetto che il re nega.
Questo ultimo non era di conoscenza comune, quello che gli fece credere nelle sue abilit.
dimmi perch sto qui.

Allora

Ella aspir i vapori e si ritorse sullo sgabello come se ascoltasse le stesse voci che lo tormentavano. Quando
apr gli occhi, li inchiod in lui come lanci.
Non puoi ammazzarlo. proibito per te morire.
Perch?
Inal un'altra volta. Gli occhi girarono di una brillante ombra dorata.
Nella marca del sole giace un'incisione di argento. Non unisca, n due, bens tre volte. La marca del padre
alla destra, quella della madre alla sinistra e nel centro sta quella di chi unisce ai due. Tre vite intrecciate. Tu
sei quello che sei bench ancora non lo sappia. Lo farai. Si avvicina il giorno in che il tuo destino si
manifester. Cammina con coraggio ed ascolta. La tua una nascita di dolore, ma uno di necessit. Akri
diedi diyum
Il Padrone e Sig. diriger
Ella lo raggiunse e pos la mano nella sua spalla.
La tua volont creer le leggi dell'universo.
Che cosa stai dicendo?
- 287 -

Chi lotta col suo destino perder. Abbraccia il tuo destino, Acheron. Quanto pi dura la lotta pi
doloroso la nascita. Ella svenne.
Appena pot afferrarla prima che cadesse a terra. Caricandola in braccia la port fino al letto e la reclin.
Continuava mormorando parole insensate circa uccelli e demoni venendo per lui.
Ancora pi confuso di quello che era stato prima, la lasci a cura dei sacerdoti ed intraprese suo verso
ritorno al palazzo.
La profezia era insensata.
Doveva esserlo. Perch i dei sceglierebbero una prostituta per muoversi? Perch la sua volont sarebbe la
volont dell'universo?
Ella era impasticcata
Di tutti gli uomini, sapeva la cosa sconcertante che era quello. Non erano pi che allucinazioni come quelle
che egli stesso aveva avuto. Egli non era niente.
Tuttavia, dentro la sua mente si ripetevano due parole un ed un'altra volta.
E se?

3 Marzo, 9527 AC

Acheron era seduto nella stanza dei bambini, dando strisce di carne ad Apollodorus. I due erano stati soli la
maggior parte della mattina mentre Ryssa giaceva con un terribile mal di testa. Non sapeva perch suo
nipote sembrava adorarlo, ma il bambino potrebbe seguirlo dove fosse.
Era l'unica cosa buona nella sua vita.
Apollodorus lasci uscire un lungo rutto, dopo rise con grazia.
Acheron alz le sue sopracciglia.
Credo che gi sia pieno, mio Sig..
Il beb cadde e rise. Acheron lo caric, appoggiandolo contro la sua spalla.
L'appena aveva reclinato per il pisolino quando le porte della stanza di bambini si aprirono. Per un
momento, tem che potesse essere suo padre o Apollo, ma fortunatamente era Ryssa accompagnato da
una giovane e minuta donna bionda.
Lo prese un momento dare si racconta chi ella era.

- 288 -

Maia.
Acheron! Guarda chi venne da visita con sua madre.
La fortuna riemp completamente il suo essere mentre si alzava per salutare.
buono tornare a vederti. L'abbracci strettamente.
Si allontan per osservarlo con un sorriso.
Acheron stato troppo tempo. Non hai cambiato niente.
Ma ella s. E quando percorse il suo braccio con un'inquietante carezza, si congel con paura. Specialmente
quando quella luce familiare arriv ai suoi occhi. Era come se non potesse controllarsi. Condannata
maledizione.
Non Maia
Retrocedendo, mise distanza tra essi.
Che cosa ti porta qui?
Venni con mia madre.
Ryssa lanci un pallido sorriso che gli indic che la testa gli doleva ancora.
Rimarranno una settimana.
Quelle notizie dovevano rallegrarlo, ma invece di quello lo spaventarono.
In realt?
Maia si avvicin lentamente, come una leonessa affamata di un pezzo di lui.
Tu ed io dobbiamo aggiornarci.
Prima che potesse rispondere, una domestica richiam a Ryssa.
Sua sorella fece una smorfia di dolore e press la mano contro la tempia, dopo li guard.
Ritorno ora.
Maia diede un passo avvicinandosi.
Aveva dimenticato la cosa bella che eri
Mise una mano nella spalla per separarla.
Mi dissero che hai ora marito.
Non sta con me. Si inclin provocatoriamente.
Nodisse fermamente. Non far questo con te.

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Lecc le sue labbra mentre gli lanciava un sguardo per tra le sue ciglia.
Non sono oramai una bambina, Acheron. Sono una donna adulta con un beb proprio.
Ed io non ho nessun interesse in te di quella maniera.
Si distese verso il suo inguine.
Acheron afferr prima la mano che facesse contatto.
Maia, ti curai quando eri una bambina.
Ed ora voglio che mi curi come ad una donna.
Per favore, detenga.
Perch? Sei pi giovane di mio marito. Tent di ritirare la mano della sua impugnatura. Non mi trovi
attraente?
Ryssa ritorn.
La sciolse e rapidamente si allontan.
Devo andare ora.
Qualcosa va male? Domand Ryssa.
Pi di quello che qualche volta potrebbe dirgli.
No. Sto bene. Devo solo andare via. Praticamente corse fuori della stanza e non si trattenne fino a che
fu sicuramente rinchiuso nelle sue stanze.
Appoggiandosi contro la porta, maledisse per quello che aveva passato. Che cosa quello che stava male
che chiunque che passasse la pubert voleva fotterlo?
Era tanto stanco che tutto il mondo stesse afferrandolo, strizzandolo, guardandolo suggestivamente. Quello
non era normale ed ora con Maia si era reso conto di qualcosa di terribile.
Non potrebbe avere mai una relazione normale con nessuno.
Padre, gemella, perfino un'amicizia dell'infanzia.
Nel momento che qualcuno passasse la pubert, era finito per lui. Malato davanti a quello pensiero, scivol
verso il suolo appoggiato contro la porta, odiando qualunque maledizione che i dei gli avrebbero dato.

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22 Giugno, 9527 A.C.

Domani Acheron raggiungerebbe la maggioranza di et. Ventuno. Dovrebbe essere eccitato ma le parole
dell'oracolo l'ossessionavano. Pi che quell'era l'espressione nel viso di Maia quando cerc di afferrargli.
Qualcosa deve cambiare. Disse con lo sguardo pesante. Suo fratello cospirava ancora per assassinare
suo padre e qui egli stava, seduto senza fare niente eccetto non incrociarsi durante il tragitto di nessuno,
sperando che neanche lo vedessero.
Acheron?
Gir la testa e si trov con che Ryssa l'era stato unito nel balcone. Lo guard con gli occhi socchiusi.
Stai gi un'altra volta con quello tema, verit?
Solo oggi e domani. Ammise quedamente.
Perch?
Perch Artemide gli aveva strappato il cuore e non aveva la forza sufficiente per vivere senza lui durante i
prossimi due giorni.
Era la vecchia lite tra i due. Chiedeva alla dea che lo riconoscesse o almeno che fosse a vederlo il giorno
dell'anniversario della sua nascita ed ella rideva nel suo viso. Pi ancora, era stanco di vedere tutte le
celebrazioni speciali che si pianificavano per l'anniversario della nascita di Styxx. Celebrazioni progettate per
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un uomo il cui vita potrebbe finire presto con l'intervento dello stesso figlio che bramava tanto
fervidamente. Ironico, s. Ma non smetteva di dolere.
Acheron. Ryssa prese il suo mento e lo forz a guardarla. Mi senti?
La verit che no.
Vide la frustrazione nei suoi occhi.
Che cosa faccio con te?
Attaccami, come tutti.
Lo guard collerica.
Non divertente.
Tentava che non l'avesse. Era un fatto semplice della sua vita, motivava a tutti quelli che c'era alla sua
periferia ad atti di estrema violenza.
Ella mosse la testa prima di fare indietro un passo.
Sai che non lascio che Apollodorus ti sia avvicinato quando stai cos.
Quell'era lo svantaggio.
Lo so. Non sarebbe molto materno della tua parte. Non che io sappia molto di come si comportano le
madri con suoi piccole. Credo che lo vidi ma una volta in un'opera la madre aliment un leone con suo figlio.
Che cattivo che mia propria madre non fosse tanto misericordiosa, verit?
Ella lo reclin la testa sulla sua spalla e lo baci giusto dietro l'orecchio, complicandolo affettuosamente il
capello.
Il tuo capello pi indubbiamente prima. Mi sembra che mi piaccia di questo lungo. Te l'hai tagliato?
Neg con la testa.
Chiunque che mi tagli il capello vuole dormire dopo con me. Credo che lasci che mi cresca fino ai piedi o
fino a che Padre si arrabbi quanto basta come per tosarmi un'altra volta. Magari dovrebbe andare a fare
un'altra offerta ai dei. Ho sentito che Atena ha una festa in alcuni giorni.
Ella lasci scappare un sospiro agitato.
Stai oggi di un umore...
Erano le droghe combinate con la frustrazione. Aveva odiato sempre stare cos nell'Atlantide. Non gli aveva
pagato mai bene la sua sfacciataggine sarcastica. E l'ammazzava che lo riempissero di droghe e dopo lo
punissero per gli effetti che le droghe avevano nella sua mente ed il suo corpo.
Artemide l'aveva un strano amore-odio per questa classe di umore. A volte gli piaceva ed altre lo puniva per
ci. Il problema era che non sapeva mai come se lo prenderebbe fino a che era troppo tardi.

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Ryssa si ritir con svogliatezza. Il suo dolore era tangibile e non c'era niente che potesse fare per alleviarlo.
Voleva piangere per il peso della sua incapacit per aiutare in quello che lo riguardava.
La peggiore parte era quella che aveva passato tra lui e Maia, ma non voleva raccontarsilo. Pensava che
Maia era soccombuto allo stesso impulso di tutti gli altri. Doveva essere qualcosa di relazionato con la
pubert. Prima della maturit sessuale i bambini non potevano discernerlo. Ma dopo...
Il suo povero Acheron.
Se ci fosse almeno qualcuno che potesse controllarsi davanti a lui.
Io sono l'unico.
In nessun modo si considerava speciale. Ma quello non cambiava il fatto che Acheron era solo. Sempre era
stato solo. Suo padre non avrebbe dovuto permettere mai che si sposasse e dopo il quasi un'altra volta
assassinio di Styxx, avevano guardie scommesse nella porta di Acheron. La poca libert che aveva aveva
finito.

Dopo essere imbrunito, Acheron contemplava l'attivit nel patio. Quello che pi lo chiam l'attenzione fu la
lunga processione di araldi che precedevano la Principessa di Tebas. La nuova fidanzata di Styxx. Si
sposavano in due settimane a contare da domani.
Questa volta, aveva progettata di mantenersi lontano della donna di suo fratello. Come se comprendessero
il pericolo, gli dolsero improvvisamente le palle davanti al pensiero che lo tagliassero un'altra volta.
Avvilendosi, Acheron maledisse suo fratello per la castrazione. Styxx sapeva la verit su quello che aveva
fatto la sua promessa, ma al caprone non gli importava.
E che cosa? Che cosa significava la sua umiliazione? La cosa unica che importava era il prezioso Styxx e la
sua dignit.
Sospirando, torn a pensare all'oracolo. Akri diedi diyum.
Che cosa potrebbe significare?
Il padrone e signore regner.
Regnava gi nella camera da letto, che pi rimaneva?
solo un oracolo impasticcato, Acheron, dimenticalo. Parlavano sempre in indovinelli senza significato. E
non bisognava meravigliarsi. La meretrice era stata pi elevata allora di quello che egli lo stava ora. Magari
dovrebbe incominciare a contare le sue proprie profezie.
Oh spera, aveva gi un
Artemide a lui non si avvicinerebbe n oggi n domani, ma al terzo giorno salterebbe su lui fino a che stesse
zoppicando.
Vedi Profeta. Conosceva il futuro incluso migliore di quello che lo faceva l'oracolo.

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Ridendo amaramente, scivol della ringhiera e si diresse al letto.


La cosa seguente che seppe, era che stava nel tempio di Artemide, costruzione nel suolo ai suoi piedi.
Una piccola avvertenza sarebbe gradevole, Artemide.
Ridendo, avvolse le sue braccia attorno alle sue spalle e gli annus il collo.
Si stava sentendo affamata.
L'avrebbe dovuto sapere.
Dicesti che non potresti vedermi fino a dopodomani.
Ella gli accarezz il collo con le unghie, causandogli brividi che salivano e scendevano per il suo corpo.
Ci fu una pausa cosicch feci tempo per te. Un po' di gratitudine potrebbe venirti bene.
Inclin la testa per guardarla con divertimento.
Non puoi vedere la gratitudine trasudando di me?
Lo pizzic la punta del naso.
Il sarcasmo non va con te.
Ancora cos fa che mi aneli ogni volta che lo sono.
Ella sorrise.
Come te li sistemi per leggermi tanto bene?
Non era difficile. Adorava il fatto che egli non fosse imbambolato per lei. Il fatto che i suoi occhi si
dilatassero e la sua respirazione si incrementasse erano piste abbastanza difficili da perdere.
Ella lo mordicchi le labbra.
Ti rimpiansi.
Un acuto affanno interruppe il suo gioco.
Acheron si congel davanti al suono che fece che Artemide si alzasse dal divano ruggendo di rabbia. L di
fronte ad essi stava una dimissione e snella donna coi capelli rossicci. I suoi occhi oscuri erano circondati di
paura.
Che cosa stai facendo qui, Satara?
Io suolo e-e-io non vidi niente, Zia Artemide. Perdonami.
Artemide l'afferr dei capelli e tir di lei avvicinandola.
Guardamii suoi canini si allungarono ed i suoi occhi erano rossi sfumati con arancia. Diedi una sola
parola di quello che hai visto qui e non bisogner potere che salvi la tua vita o la tua anima. L'hai capito?

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Satara assent vigorosamente.


Artemide la fece ad un lato.
Va' via e non osare ritornare fino a che ti convochi.
Ella svan immediatamente.
Artemide a lui lui divent con vendetta.
Questo tutto incolpa tuo!
Ovviamente che l'era.
Fosti l'unica che mi port qui.
Silenzio! Lo schiaffeggi ella.
Acheron grugn davanti al sapore del sangue nella sua bocca. Voleva restituirgli il colpo, ma conosceva le
ripercussioni. Egli era mortale ed ella no. Pi ancora. Tanto quanto quello schiaffo gli doleva mentalmente,
egli non la tratterebbe cos. Nessuno dovrebbe sanguinare per tenerezza.
Erano maledettamente sicuri che non dovrebbero sanguinare per amore.
Hai finito? Egli domand.
Divent allora su lui coi suoi canini.
Acheron zitt quando ella rovesci la furia contro Satara su lui. Sent due gocce di sangue cadendo delle sue
labbra, scendendo per il suo petto. Il dolore lo bruciava mentre ella si alimentava senza pensare a lui per
niente.
Quando fin, lo fece ad un lato.
Debole per la perdita di sangue, cadde di ginocchia.
Ella gli afferr dei capelli e tir all'indietro di lui contro lei. Un coltello apparve nella sua mano e lei lo
sostenne davanti al suo cuore.
Acheron trov il suo sguardo e sper.
Ammazzami, Artie. Finisce con questo.
I suoi occhi si oscurarono fino al punto che non era sicuro se ella finirebbe con lui, ma giostro quando la
daga andava verso il suo cuore, ella cambi la direzione e le comand volando contro la parete. Avvolse le
braccia ad intorno suo e lo mantenne vicino a lei mentre singhiozzava.
Perch fai che ti auguri?
Acheron rise amaramente.
Non sono l'unico che lo fa. Credimi.

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Se avesse opzione, nessuno girerebbe mai ad augurargli un'altra volta.


Ella l'allontan dalle sue braccia.
Vieti solo.
Per caso aveva elezione?
Al meno questa volta, ella l'aveva restituito al suo letto. Ma ancora stava sanguinando per la sua cena.
Sospirando, si alz per rispondere alla ferita.
Tu sei l'unico uomo che stato mai nel suo tempio oltre a mio padre.
Acheron si gir improvvisamente per vedere in piedi a Satara vicino al suo letto.
Che cosa stai facendo qui?
Voglio conoscere l'uomo che potrebbe fare che Artemide l'arrischiasse tutto.
Sopport l'alito di puro panico.
Ci distruggerebbe ai due se sapesse che stai qui.
Satara si avvil spensieratamente di spalle.
Non presta nessuna attenzione al regno degli umano. Credimi.
Acheron non si mosse mentre ella attraversava la breve distanza tra essi.
Corrugando il cipiglio lo studi come se fosse una curiosit deforme.
Sei bello. Io arrischierei magari anche il mio benessere per te. Allung la mano per toccargli il viso.
Acheron gli prese la mano.
Devi andarti.
Io sarei un'amante pi gentile di quello che Artemide.
Giusto quello che necessitava.
Guarda. Disse Satara con fermezza. Posso dire per i tuoi occhi che sei un semidio come me. Il fatto
che il tuo sangue la nutra la prova. Te lo giuro, non sarebbe tanto insensibile. Senza menzionare che, coi
poteri che ho, tu ed io potremmo strappargli i suoi. Immaginatelo, due semidei col potere di un dio.
Saremmo invincibili.
Non c' niente che sia invincibile. C' sempre qualche sentenza in ogni essere, non importa quanto
poderoso sia. Una debolezza... Tu riconosci che io sono quello di Artemide. Qualcuno sapr la tua e
verificassero la mia. Per bene o per male, gli ho dato la mia parola e non diventer dietro.
Ella gli sorrise sarcastica come se fosse deficiente mentale.
Allora sei tonto.
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Mi hanno chiamato cose peggiori.


Ella scosse la testa.
E sei contento essendo il suo cagnolino da compagnia?
Non lo stava. Ma che opzioni aveva?
Ti giro a dire che gli ho dato la mia parola e non sono un bugiardo.
Sbuff dispregiativa.
Allora mi temo che ti ho giudicato male. In ogni modo, sto in un dilemma. Se ella viene a sapere questo mi
ammazzer, nipote o non nipote. Ma come a quello che sembra, sei a voce un uomo, ho la tua promessa che
non dirai mai ad Artemide quello che abbiamo parlato oggi?
Non mi piace cospirare affinch qualcuno cada, neanche tu. Detto questo, se qualche volta vai contro
Artemide, allora gli dir quello che hai fatto. Finch ella sta a salvo, tu stai a salvo. Lo giuro.
Ella inclin la testa come se fosse sconcertata per la sua minaccia.
Faresti un trattamento con me per proteggere alla stessa setola che pronto potrebbe batterti con la
stessa lealt che tu gli mostri?
Acheron si avvil di spalle.
Sto proteggendo la mia migliore amica. Per bene o per male. Rimarr del suo lato.
Satara scosse la testa.
Allora tu ed io abbiamo un accordo. Spero solo che la trovi meritevole della tua lealt.
Egli anche. Ma come in qualche modo Satara, lo dubitava.
Con un'ultima occhiata, Satara lo lasci.
Acheron pass una mano per i capelli mentre cercava di cercare un senso a quello. Cosicch Artemide aveva
molte persone che la trattavano come suo padre. Maledizione. Che cosa aveva il potere che faceva che tutti
lo bramassero? Perch le persone non potevano accontentarsi con quello che avevano? Perch dovevano
diventare tanto stupidamente la famiglia e gli amici gli alcuni contro gli altri per qualcosa innocuo? Alcuno
cosa che col passo del tempo non importerebbe oramai
Quando l'amore era dimostrato a qualcuno? Come potevano lasciare che l'avarizia e l'egoismo lo
rovinassero tutto? Non lo comprendeva.
L'amore era tanto puro ed innocente quando si arrende, specialmente quando si arrende
incondizionatamente. Perch non potevano quelli che lo ricevono vederlo come il bel regalo che era? Perch
dovevano usarlo come un attrezzo per danneggiare a quello che lo consegna?
Come Artemide aveva fatto con lui.
E Styxx con suo padre.
- 297 -

Per quel motivo amava suo nipote. Apollodorus non chiedeva nient'altro che attenzione e quando
l'abbracciava e gli dava un bacio con bave nella guancia era puro e gioioso amore. Non c'erano sotterfugi.
Non era dare per ottenere qualcosa a cambiamento.
Perch non poteva il mondo essere cos?
Ed un'altra volta a chi andava a domandargli queste cose? Sua propria madre era stata incapace di
mostrare la pi minima compassione verso lui.
L'amore, sfortunatamente, era una debolezza sprecata in quelli quale non la meritavano.
Acheron prese la bottiglia di vino di sopra al tavolo e lo tolse il sughero. Non c'era intorno molto sollazzo,
ma questo poco era infinitamente migliore che niente. I dei sapevano che non poteva trovare sollazzo in
nessun altro posto. Magari avrebbe dovuto accettare l'offerta di Satara.
Ma, a che prezzo? C' sempre un prezzo per tutto nella vita. Per questa conoscenza, quasi potrebbe
ringraziarsi per lui a Sta'.
Niente gratis in questo mondo.
Niente.
Acheron?
Si tese davanti al suono della voce di Artemide. Non se la vedeva per nessuna parte. Ma poteva sentirla
come un sussurro nell'anima.
Si manifest dietro lui.
Lo sento, Acheron. Non ti avrebbe dovuto trattare cos.
Allora, perch lo facesti?
Ancora invisibile, gli accarezz la spalla col naso.
Era spaventata. E lasciai che la mia paura si orientasse.
Sei una dea.
Sono una di tanti e non tanto poderosa come altri. Sai quello che fanno ad una dea quando lo tolgono i
suoi poteri? L'esiliano alla terra affinch viva tra umano che abusano e si burlano di lei. quello quello che
vuoi diventare?
E perch no? Quell'era quello che ella voleva fargli.
Sfortunatamente, egli non era tanto crudele.
No, voglio solo la cosa migliore per te, Artie. Ma sono stanco che prenda tutto di me. Non sono un
fantoccio senza cervello che puoi frustare quando sei frustrata.
Si materializz ed egli pot vedere la sincerit in quelli begli occhi verdi.

- 298 -

Lo so e lo tento. In realt. Stai essendo impaziente con me.


Impaziente?
Ella corrug il cipiglio.
Non la parola adeguata, verit? Non so perch li confondo a volte.
Quelli momenti, quando ella si permetteva di essere vulnerabile, erano quelli che gli facevano volerla. Erano
quelli che gli permettevano di volerla.
Prendendo il suo viso tra le mani, gli diede un tenero bacio.
Artemide sospir percorrendola un'onda di sollievo. Lo voleva tanto e nonostante quell'era tanto
terrorizzata di quello che significava amarlo. In realt che non voleva sempre ferirlo. Era l'unica persona con
la quale poteva essere lei stessa. Con gli altri dei doveva essere feroce e difensiva e coi mortali doveva
essere divina ed intollerante.
Acheron era la persona che le faceva permettersi di ridere. Era l'unico che la sosteneva e le faceva
all'interno sentire calda. Ma il problema era che non appena si apriva sentiva la freddezza dell'interno di lui
e sapeva che, bench gli fosse leale, ella non gli faceva felice. Quell'era quello che pi doleva. Il dolore nel
suo interno che ella non poteva alleviarla faceva volere scagliarsi contro lui di pura rabbia e fargli
danneggio per non aprirsi a come ella si apriva con lui.
Perch non poteva sentire quello che ella sentiva?
C'era perfino ora riserva nella sua carezza. Una dubita e non capiva perch.
Come potrebbe fare che l'amasse come quando si conobbero?
Voleva punirlo per non amarla come ella l'amava. Fargli pregare per il suo amore. Ma come?
Allontanandosi, il suo sguardo si fiss nel collo e si vergogn di quello che gli aveva fatto mentre si
alimentava. Era qualcosa che Apollo gli avrebbe fatto.
Non voleva farti danneggio.
Acheron contenne l'alito davanti alle parole che gli avevano detto tante volte. Per una volta, non
marcirebbe qualcuno pensarlo prima di fargli danneggio?
Sto bene. Ma la verit era che non lo stava. Non aveva portato mai bene il dolore.
Semplicemente a lui si era abituato.
L'allontan i capelli dal viso.
Sembri tanto stanco. Non avrebbe dovuto prendere tanto sangue di te. Lo spinse verso il letto.
Dovresti riposare.
Certo. Non c'era maniera di sapere che orrori dovrebbero affrontare di mattina. Un'altra castrazione o una
bastonata o solamente i cazzotti emozionali nei quali Artemide era tanto buona.

- 299 -

Non poteva sperare.


Verrai domani? Domand di nuovo, disperato per non essere solo mentre il mondo intero rovesciava
buoni desideri su suo fratello gemello.
Artemide dubitava. Voleva andare, ma Apollo starebbe l per le celebrazioni in onore di Styxx. Doveva fare
attenzione. Perch dei e gemelli ed egli erano poteva sentirla quando stavano vicino. Se la sentiva la
cercherebbe e quello potrebbe costargli la vita ad Acheron.
Sai che ho un festival. Come potrebbe perdermi lo?
Egli separ lo sguardo ed il dolore che trasmise gli part il cuore.
Verr a vederti al giorno dopo.
Acheron controll le sue emozioni.
Ti aspetter ansioso allora.
Stai essendo scuro con me?
NoEra spiacente. Spero che abbia un buon festival.
Artemide gli accarezz i capelli con la mano.
Penserai a me quando mi vada?
Lo faccio sempre.
Ella propese a baciarlo la guancia.
Fa sempre che mi senta tanto speciale.
Ed ella lo faceva sempre sentirsi come la merda. Ella mise il braccio basso il suo in modo che potesse
prendergli la mano. Egli la sostenne nel suo cuore e lasci scappare un sospiro.
Quando lo fece, un cattivo presentimento l'attravers. Qualcosa andava a succedere domani. Poteva
sentirlo in ogni parte di lui. Fosse quello che fosse, andava a cambiarli a lui ed Artemide per sempre.
Akri diedi diyam.

23 Giugno, 9527 A.C.

Acheron si sedeva sulla ringhiera del suo balcone nell'oscurit, completamente ubriaco, mentre osservava
l'elaborato vestiario degli invitati che arrivavano sotto per la festa di compleanno, nel palazzo. Stringeva la
schiena contro l'edificio, mentre le gambe si estendevano davanti a lui in un precario equilibrio. Non era
sicuro di quanto aveva bevuto fino al momento.

- 300 -

Sfortunatamente, non era quanto basta per ammazzarlo. Ma se aveva fortuna, magari ancora potrebbe
cadere alle rocce da dove era inerpicato, a circa trecento metri pi sotto e morrebbe l orribilmente.
Quello jodera definitivamente la festa di compleanno di suo fratello gemello. Per la prima volta in
settimane, rise davanti al pensiero di Styxx cadendo fulminato di fronte ai nobili e dignitari congregati.
Starebbe loro ben impiegato.
anche il mio compleannogrid sapendo che nessuno poteva sentirlo. Perfino se potessero, non
importerebbe loro.
Acheron gir la testa e si avvil quando il dolore l'attravers. Odiava il fatto di solo Artemide potesse
provocarlo tanta angoscia. Si era protetto tanto accuratamente a s stesso dalla crudelt degli altri. Ma
Artemide, feriva ad un livello che nessuno pi otteneva.
E come tutto il mondo, non gli importava quanto lo feriva.
Ed un'altra volta, dovrebbe essere grato. Al meno est anno non stava celebrando l'anniversario della sua
nascita in prigione
O in un bordello.
Sempre solo. Perfino quando stava tra una moltitudine, circondato per gente, era solo.
Veramente, era stanco di questo. Nessuno lo voleva. L'unica ragione per la quale la suo famiglia male
chiamata si preoccupava di se viveva o moriva era per che se egli moriva, il suo amato Styxx morrebbe
anche.
Ho avuto gi abbastanza.
Bench avesse solo veintin anni, era tanto stanco come un anziano. Aveva vissuto pi che i suoi anni e non
voleva pi dolore. N pi solitudine.
Era ora di finire con questo.
Le voci che sentiva nella testa gridavano ora con pi forza. Richiamavano a casa
Acheron si alz sulla ringhiera. I venti si sollevavano da sotto, al di sopra di lui, muovendo il suo capello
mentre abbassava lo sguardo verso il mare oscuro. Tir il bicchiere ed osserv come cadeva dando scossoni
verso il basso, svanendo della sua vista.
Un passo.
Senza dolore.
Tutto finirebbe.
l'oraprese alito. Questa volta non aveva l nessuno per fermarlo. Nessuna Ryssa che tirasse all'indietro
di lui. Nessun padre che gli legasse e glielo ostacolasse. Nessun Sta' che chiamasse il medico.
Libert.

- 301 -

Chiudendo gli occhi, si lasci andare via e fece avanti un passo.


Paura e sollievo lo scossero mentre si precipitava attraverso un'aria senza peso. In un momento otterrebbe
tanto largamente la pace cercata.
Improvvisamente, qualcosa di duro gli batt lo stomaco. Acheron ansim di dolore. Apr gli occhi per
riflesso.
Invece di cadere stava elevando, allontanandosi dal mare. Il suono delle onde rompendo contro le rocce fu
rimpiazzato per il forte battere di ali giganti. Divent e vide ad un demonio sottomettendolo. Giostro
l'oracolo come aveva predetto.
Scioglimi! grid cercando di liberarsi.
Non lo sciolse. Non fino a che restitu al balcone dove era stato.
Acheron si dondol all'indietro mentre ella si arrampicava nella ringhiera e l'osservava da vicino. Aveva un
capelli neri ed allungo che gli cadeva sulla pelle bianca e rossa e di aspetto marmorea. Gli occhi brillavano
nell'oscurit, l'iride bianca circondata di un vivido rosso. Come il capello, le ali e le corna erano nere.
Che cosa stai facendo? domand con la voce carica di veleno.
Akri dovrebbe essere pi diligenteella sussurr gentilmenteSe Xiamara fosse arrivato dopo un
momento, saresti morto.
Voleva morire.
Ella inclin la testa in un gesto che ricordava ad un uccello.
Ma perch, Akri? Guard dall'alto in basso verso la gente che ancora arrivava.
Vengono tanti a celebrare il tuo compleanno umano.
Non vengono per me.
Xiamara corrug il cipiglio.
Ma sei il principe. L'Erede.
Rise con amarezza. - Sono l'erede della merda ed il principe del niente.
No. Tu sei Apostolos, figlio di Apollymi. Riverito per tutti.
Io sono Acheron, figlio di nessuno. Riverito solo dentro i limiti di una camera da letto.
Ella scese lentamente verso lui. Le sue ali si piegarono sul suo agile corpo.
Non ricordi la tua nascita. Lo comprendo. Sono stato inviata qui per tua madre con un regalo per te.
Stava cercando di seguire le sue parole, ma aveva la mente troppo smussata per la bibita. Il demonio era
pazza. L'aveva dovuto confondere con un altro.
Mia madre morta.
- 302 -

La regina umana, s. Ma tua vera madre, la dea Apollymi, viva e ti invia tutto il suo amore. Io sono la
sua pi fedele servitrice, Xiamara, e sto qui per proteggerti come quella l'ho protetta.
Acheron neg con la testa. Era ubriaco. Allucinando. Magari gi era morto.
Allontanati da me.
Il demonio non lo fece. Prima che potesse scappare, lo colloc un piccolo orbe sul cuore.
Acheron grid quando il dolore l'attravers. Mai in tutta la sua vita aveva sentito niente somiglianza e date
le torture alle quali l'avevano sottomesso, era molto dire. Era come se un fuoco velenoso corresse per le sue
vene, lacerando tutto il suo corpo.

Dal centro del suo petto dove stava l'orbe, la sua pelle cambi di fulva ad un azzurro marmoreo
E quando il dolore ed il colore si spiegarono, immagini e voci gridavano, perforandolo gli uditi. Gli odori
assaltarono il suo naso. Perfino i vestiti bruciavano contro la sua pelle. Cadde a terra e si avvil in una palla
mentre ogni sentito che possedeva era assaltato.
Sei il dio Apostolos. Araldo e figlio di Apollymi la Distruttrice. La tua volont la volont dell'universo. Sei
il destino finale di tutto
Acheron continu negando con la testa. No. Questo non poteva essere.
Non sono niente. Non sono niente.
Il demonio alz la testa.
Perch non sei contento? Ora sei un dio.
La furia l'attravers con forza afferrando il demonio. Non capiva i suoi poteri n niente di quello che stava
passandogli, ma tutti gli anni della sua vita, tutte le degradazioni ed orrori l'attraversarono. Lasci che tutto
ci passasse della sua mente a quella di lei.
Il demonio grid mentre separava improvvisamente la testa.
N! Si supponeva che questo non ti passerebbe. Quello non
L'afferr e l'obblig a mantenere il suo sguardo.
Fu il sufficientemente cattivo quando credevano che era il figlio umano di un dio. Puoi immaginarti quello
che mi faranno ora? Toglimi questi poteri!
Non posso. Sono il tuo diritto di nascita.
Acheron cadde all'indietro, battendosi la testa contro il suolo di pietra
No! gridNo! Non voglio questo. Voglio solo che mi lasciate in pace.
Xiamara cerc di abbracciarlo.

- 303 -

Acheron la spinse.
Non voglio niente di te. Mi hai fatto gi abbastanza male.
Akri
Sale della mia vista!
I suoi occhi brillarono vacillanti
I tuoi desideri sono i mieiL'orbe che sottometteva contro lui apparve come un ciondolo al collo. Se hai
bisogno di me, Akri, chiamami e verr.
Acheron strinse la palma della mano contro il cranio che gli doleva e gli batteva con nuove voci e sensazioni.
Si sentiva come se stesse diventando pazzo, e magari lo stesse. La crudelt aveva spezzato magari alla fine
la sua salute mentale.
Sent che il demonio andava via mentre voci sconosciute sussurravano e gridavano nella sua mente. Era
come se potesse sentire contemporaneamente al mondo intero. Conosceva ogni pensiero, ogni desidero,
ogni paura.
Aveva la respirazione interrotta, voleva trovare un'uscita a tutto questo. Stratton del ciondolo, ma non si
ruppe. Invece di quello, brill nella palma della sua mano.
Piangendo, volle tornare a saltare. Sfortunatamente, non poteva n reggersi in piede. Era tanto nauseato...
tanto malato...
Ed ora, che cosa gli avevano fatto?

Apollymi passeggiava dall'alto in basso per il piccolo patio in Kalosis, sperando a che Xiamara girasse.
Dove sta la matera della Simi?
Torn leggermente per guardare la figlia pi piccola di Xiamara che stava nella porta. Si chiamava come sua
madre, Xiamara e Simi, parola Caronte che significava "bambina", aveva quasi trecento anni ma non
sembrava maggiore che una bambina umana di quattro anni. Al contrario che gli umano ed i dei, i demoni
Caronte tardava molto a maturare.
Apollymi si inginocchi ed apr le braccia a Simi.
Ancora non ritornato, cuore. Ma non tarder.
Simi fece un bollito prima di correre verso lei ed allacciare le braccia attorno al collo di Apollymi. Si mise
nella bocca il piccolo pollice e seppell profondamente l'altra mano nei capelli di Apollymi.
Apollymi chiuse gli occhi mentre abbracciava il piccolo demonio. Come desideravo avere potuto abbracciare
cos suo proprio figlio! Solo una volta. Invece di quello, si accontentava sperperando il suo amore sulla simi
di Xiamara mentre sperava che suo figlio crescesse quanto basta per liberarla.
Simi appoggi la testa sulla spalla di Apollymi mentre Apollymi gli cantava.
- 304 -

Perch Akra triste?


Non sono triste, Simi. Sono ansiosa.
Ansiosa come quando Simi mangia troppo e gli duole lo stomaco?
Apollymi sorrise e gli diede un bacio nella testa.
Non esattamente. quando non puoi sperare che passi qualcosa.
Oooooh come quando Simi ha fame e sta sperando che il suo matera l'alimenti.
Qualcosa cos.
Apollymi sent un movimento nell'aria. Guard alle ombre e vide la figura del corpo di Xiamara. Durante
tutto un minuto, non pot muoversi mentre sperava che la sua migliore amica si avvicinasse.
Ma Xiamara vacillava e quello fece che gli fossi fermato il cuore.
Che cosa passa?
Xiamara estese le mani verso Simi che fu ringraziata verso sua madre. Il demonio abbracci sua figlia
mentre le lacrime correvano per le sue guance.
Apollymi sent che i suoi propri occhi si appannavano e la paura l'attanagliava.
Xi? Contami.
Chiuse strettamente gli occhi mentre continuava a cullare sua figlia.
Non so come dirtelo, Akra.
Quanto pi vacillava, Apollymi si sentiva pi sequestrato per la preoccupazione.
Non sta bene? Ancora sto qui prigioniera, cosicch so che vivo.
vivo.
No... non mi vuole?
Xiamara mosse la testa e lasci a Simi nel suolo.
Visto a cercato tua sorella, Simi. Devo parlare con Akra a solo.
Succhiandosi il pollice, Simi si and saltando.
Quando Xiamara la guard al viso, Apollymi sent che il sangue abbandonava le sue guance.
Che cosa non stai contandomi?
Xiamara si sorb le lacrime prima di mettere una mano sulla spalla di Apollymi e trasferirlo le immagini che
Apostolos gli aveva dato. L'incredulit e l'orrore scossero ad Apollymi vedendo quello che avevano fatto al
suo bambino.

- 305 -

Quelle emozioni cederono passo ad una furia tanto profonda che tutto quello che pot fare fu gridare. Il
suono del suo grido fece eco per tutto il Palazzo dei Morti fino a Katoteros, dove viveva il resto dei dei.
Ogni attivit cess quando gli altri dei atlanti sentirono il suono della pena pi pura.
Uno alla volta, tornarono per affrontare ad Archon i cui tratti erano impalliditi.
libero? domand Epithymia, la dea del desiderio.
Archon neg con la testa.
Starebbe gi qui se si fosse liberato. No. Ha passato qualcosa. Per adesso, stiamo a salvo. Al meno,
sperava che lo stessero.
Apollymi si allontan da Xiamara mentre le immagini, una dietro un'altra, si fissavano nella sua mente.
Quello che gli umano avevano fatto a suo figlio...
Li ammazzer a tuttigrugn tra i denti stretti. Chiunque gli abbia messo la mano sopra morr tra
fiamme, pregandomi clemenza e non ci la sar per nessuno. Per nessuno! Guard a Xiamara. Ed Archon
conoscer il peso di tutta la mia ira. Non rimane oramai niente per lui nel mio interno.
Xiamara avvolse le sue ali nere attorno al suo corpo.
Ma Apostolos si rifiuta di accettare quello che suo. Mi ha respinto.
Ancora cos, vedi con lui, Xi. Consolagli ed aiutagli a comprendere quello che deve fare. Digli che, quando
me venga tutto si preparer.
Lo tenter, Akra.
Acheron giaceva nell'oscurit della sua stanza, intentato respirare mentre tremava per il dolore dei suoi
oppressi sensi. Improvvisamente, sent nella sua testa una voce soave e gentile che soffoc tutto il resto.
Realmente, era il suono pi bello che non aveva sentito mai.
La sua respirazione si ammorbid ed il dolore si allegger.
Sto con te, Apostolos.
Chi sei?
Questa la voce di tua madre.
Guard l'oscurit con occhi socchiusi e vide il demonio di ginocchia al suo fianco. Si allontan da lei,
entusiasmandosi su s stesso come una palla. Non ho madre. Mi abbandon quando nacqui.
No, Akri. disse soavemente il demonioIo fui quella che ti allontan dalle braccia di tua madre mentre
ella piangeva di paura per te. Tua madre, Apollymi, ti nascose nel regno degli umano per proteggerti dai dei
che ti volevano morto. Te lo giuro per la mia vita. Nessuna delle due volevamo che ti facessero male. Si
supponeva che ti alleverebbero come ad un principe. Ti vizierebbero. Ti amerebbero. Niente di questo
sarebbe dovuto succedere.
Sembrava impossibile da credere.
- 306 -

Non lo capisco. Perch mi volevano morto i dei?


Fu profetizzato che tu saresti il fine dei dei Atlanti. Ma devi capire quanto si ama tua madre. Arrischi la
sua vita e sfid agli altri dei per salvarti e mantenerti occulto fino a che fossi il sufficientemente maggiore
per utilizzare i tuoi poteri e sfidarli. Perfino ora, ella segue prigioniera, sperando che la cerchi. A liberarla
Apostolos ed ella, restituir il bene per ogni cattivo che ti stato fatto.
Come?
Distrugger tutti ed ognuno del quale ti hanno ferito. Il demonio gli accarezz il capello come se fosse la
madre che gli aveva descritto.
Sei il bambino pi amato di tutti quanto siano nati. Ogni giorno mi sono seduto vicino a tua madre mentre
ella piangeva la tua perdita e si pentiva per non averti con lei. Vedono con me a casa, Apostolos. Vedono a
conoscere tua madre.
Voleva farlo. Ma...
Come so che posso garantirmi di te?
E perch ti mentirebbe?
Tutti mentono, specialmente a lui.
Per un buon mucchio di ragioni.
Xiamara. Vengono gi. Lasciagli, rapido.
Il demonio retroced dal letto.
I dei non possono trovarmi con te o sapranno chi sei e dove stai. Ascolta la voce di tua madre, mi girer
non appena possa. Mantieniti occulto, oh pregiato! Svan istantaneamente.
Acheron giaceva solo, ascoltando le voci che si complicavano nel suo interno. Sent risate e lacrime,
maledizioni e grida.
Fino a che la voce di sua madre lo calm un'altra volta. Mise a fuoco solamente su quello tono e chiuse gli
occhi mentre il tono si portava le altre voci che facevano che gli battesse la testa.
Gli aveva detto la verit il demonio? Oserebbe credere per un solo momento che era l'amato figlio di
qualcuno?
Sicuramente era assurdo.
Avvolse con la mano il ciondolo e lo studi. Era una pietra di alcuno classe, di apparenza lattea ed
iridescente. Ed allora guard la palma della sua mano dove era stato registrata la marca di schiavit.
Era sparito senza lasciare rastrello. Come poteva essere?
Sono un dio che stato un schiavo...
Non un schiavo chiunque. Il pi basso di tutti.
- 307 -

Acheron si copr gli occhi con la mano mentre lo schiacciava la vergogna. E mentre giaceva l, le immagini
sfilavano davanti a lui... Vide il passato, il presente ed il futuro attraverso le esperienze della gente. Poteva
sentire le sue speranze e le sue paure. Poteva sentire la stessa essenza dell'universo.
Per la prima volta, vedeva a quelli che l'avevano peggiore che egli. Ai che l'avevano meglio. Le grida delle
madri che avevano perso i suoi figli. I bambini che non avevano genitori. I mendicanti ed i re...
Ora capiva quello che Artemide aveva voluto dire quando gli disse che ella non prestava attenzione al
mondo degli umano. Era impressionante. Orripilante. Tutta quella gente che aveva bisogno di aiuto. E
mentre si immaginava a s stesso prestandosila, vide i numerosi risultati nella sua mente.
Ma quella che non poteva vedere era la sua vita.
O quella di Ryssa.
Neanche quella di Artemide. Perch? Non aveva senso. Come se qualcosa di tutto questo l'avesse. Acheron
rise davanti all'assurdo che supponeva.
Aprendo gli occhi, si rese conto che non stava oramai sul suolo. Era galleggiato su lui. Sciolse un grido
soffocato ed allora cadde a terra. Il dolore l'attravers e la sua pelle divent di nuovo marmoreo ed azzurro.
Le sue unghie diventarono nere ed incominciarono a crescere...
Qualcosa non andava bene. Il suo corpo gli era strano. Guardando la sua pelle marmorea tent
comprendere perch era di quello colore.
Come potrebbe nasconderlo questo alla sua famiglia? Vuoi farlo? Una risata sadica l'attravers
immaginando il viso di suo "padre" quando gli dicesse chi e che cosa era.
Sono un dio.
Non un semidio bens un dio completo. Uno con un prezzo sulla sua testa, con un pantheon intero deciso ad
ammazzarlo. Era ridicolo. Sfida la fede ed ancora cos era... azzurro.
Acheron cerc di alzarsi, ma un'onda di nausea gli gir a mettere in ginocchio. Guard al letto retrocedo
potere raggiungerla. La cosa seguente che seppe fu che era basso le lenzuola.
Apr titanicamente gli occhi davanti alle implicazioni di quello che questo significava. Era un dio con gli stessi
poteri che Artemide.
O magari no. Come funzionavano i poteri di un dio?
Acheron?
Si tese davanti al suono della voce di Ryssa con lui nella stanza. Guardando verso il basso, not che la sua
pelle girava ad essere normale e diede grazie a che la coperta lo copriva completamente.
S?
Sei malato?
Tecnicamente, no. Neanche era ubriaco gi. Sto riposando solo.

- 308 -

Sent che si sedeva vicino a lui sul letto e lo copriva con la coperta.
Mi guardi, per favore?
Terrorizzato per quello che poteva passare mentre ella era seduta l, si scopr la testa.
Ella sorrise.
Non ti ho visto in tutto il giorno e voleva darti questo. Gli tese una scatola piccola.
Il regalo fece che lo fossi stretto la gola.
Grazie. Restituendogli il sorriso l'apr e trov un piccolo medaglione incastonato in un braccialetto. Era il
simbolo di un sole attraversato per tre raggi. Corrug il cipiglio davanti all'emblema che gli risultava
stranamente familiare.
So che raro ma lo vidi nel mercato e mi ricord a te. Il gioielliere mi disse che era un simbolo di forza.
atlante.
Il design del sole era quello di Apollymi... sua madre.
Ho messo gli triste. Perch l'avr scelto? Oh, no...
Stava sentendo i pensieri della testa di Ryssa.
bello. Grazie.
Cerc di prenderlo.
Posso...
Copr la sua mano con la sua.
Mi piace, Ryssa.
Lo dice solo affinch non mi offenda. Lo sento tanto, Acheron. Non scelsi qualcosa atlante a proposito. Come
ho potuto essere tanto stupida?
Era sconcertante ascoltare tanto chiaramente i suoi pensieri mentre ella manteneva il falso sorriso.
Se sei sicuro...
Assent.
Sono sicuro. Grazie. ripet.
Che pagliaccia sono. Qui mi hai, tentando che per lo meno abbia un regalo e l'ho rovinato con la mia
stupidit.
Il sincero amore che sent in quelle parole fece che gli occhi lo fossero riempito di lacrime. Sua sorella lo
voleva in realt... pi di quello che egli si immaginava.

- 309 -

Si port la sua mano alle labbra e la baci.


Lo sei tutto per me, Ryssa. Lo sai verit?
Ti voglio, Acheron. E desidererebbe potere fare questo giorno tanto speciale per te come dovrebbe
essere. Non giusto che sia qui solo.
Ryssa! il grido di suo padre fu sufficiente per fare che Acheron guardasse con intensit alla porta.
Ryssa corrug il cipiglio. Dio cari, che cosa passa ai suoi occhi?
Acheron devi lo sguardo, spaventato di quello che ora potevano sembrare i suoi occhi. Il suo corpo ancora
era normale, ma e gli occhi?
La porta si apr improvvisamente e suo padre apparve nella soglia.
Che cosa stai facendo qui? l'ora del brindisi per tuo fratello.
Si alz ed alz il mento.
Stava dando il suo regalo a mio fratello.
Non osare mettere ti impertinente. Si richiede la tua presenza. Gi.
Vieti, Ryssa. Acheron lasci scappare l'alito. Tuo padre che richiede.
Prostituta empia.
Acheron rise davanti ai pensieri del re. Se il povero sapesse...
L'ultima parola che qualcuno utilizzerebbe per descrivergli sarebbe empia. I dei uscivano dai mobili per
conoscerlo.
Il re non si mosse quando Ryssa pass davanti a lui. Rimase nella soglia della porta lanciando ad Acheron un
sguardo carico di ira.
Cosicch finalmente hai desistito da chiamarmi padre.
Acheron si avvil di spalle.
Credimi, so che non sei mio padre. E sono sicuro che tuo figlio questo aspettandoti sotto per sentire la tua
pi pregiata ode nel suo onore.
Debito di essere ubriaco.
Non ti muovere di qui.
Non ti preoccupare. Non ho intenzione di joderte la festa. Ancora... ovviamente, se il suo piano originale
avesse funzionato, il re starebbe piangendo a suo caro figlio in questo stesso momento.
Avrebbe dovuto fare che frustassero il caprone ma quell'avrebbe appannato la festa di Styxx. Bocciolo
presuntuoso... Il re si ritir e chiuse la porta.

- 310 -

Acheron scosse la testa cercando di disfarsi dei pensieri del re. Prese il regalo di Ryssa per osservarlo. Che
ironico che glielo avrebbe regalato precisamente quella notte. Era come se sua madre l'avesse guidata.
Apostolos?
Si congel davanti alla vacillante voce femminile che aveva sentito tante volte nella sua vita pensando che
era pazzo.
Matera?
Il mio bambino. Ti giuro che ti vendicher. Ma devi fare attenzione. Xiamara girer e ti insegner ad usare
i tuoi poteri. Non l'usare per il momento e cos Achron non potr trovarti. Rimane nascosto e quando gli altri
abbiano cessato nelle sue macchinazioni, ella ti porter a me e me mi assicurer che nessuno ti giri a fare
male. Te lo giuro per la mia vita.
Sent il pi lieve dei sussurri contro la sua guancia... come una piccola carezza prima che l'aria rimanesse
quieta di nuovo.
Stringendo i denti, sent che il dolore l'opprimeva. Sua madre lo voleva... Sua vera madre.
Voleva vederla con disperazione. Sapere, solamente una volta che si sentiva avendo un padre che lo
guardasse della forma in cui il re guardava a Styxx o Ryssa. Con orgoglio. Con amore.
Sono amato.
Ed ancora pi, Artemide non dovrebbe oramai vergognarsi di lui. Era impensabile che una dea stesse con
una prostituta, ma non c'era niente vergognoso in cui stesse con un altro dio.
Ella potrebbe amarlo apertamente...
Voleva gridare di allegria. Stringendo il braccialetto di Ryssa contro il petto, sorrise davanti al pensiero di
dire ad Artemide quello che gli aveva passato. Sicuramente diventerebbe contenta.
Come non potrebbe starlo?
Ma ancora cos, aveva una strana sensazione di apprensione che l'avvisava che dovrebbe temere quello che
il domani poteva portare con s.

- 311 -

24 Giugno, 9527 A.C.

Acheron passeggiava di un lato ad un altro, disperato perch Artemide apparisse e potesse sorprenderla con
la sua appena inaugurata carta. La mattina era stata interessante scoprendo cose nuove su s stesso.
Poteva muovere oggetti con solo un pensiero. Come Artemide, poteva dentro teletransportarse e fosse della
stanza. Vaglia che sua madre gli aveva detto che non usasse i suoi poteri, ma francamente, non poteva
evitarlo. Lo controllavano pi di quello che egli controllava i poteri. Ed ascoltava ancora perfino le voci della
gente che lo circondava, quelle delle quali stavano in terre lontane. A volte li ascoltava tanto alto che il
dolore negli uditi gli faceva cadere di ginocchia. Ogni pensiero. Il mondo intero giaceva nudo ai suoi piedi.
L'unica pace che aveva era con Apollodorus i cui desideri erano semplici. Mangiare, dormire e che lo
cullassero ed amassero. Aveva semplicemente molto pi sollazzo tenendo in braccio suo nipote, era come se
tutto il resto delle voci che gridavano si ammorbidisse permettendo ad Acheron di mettere a fuoco su s
stesso.
Acheron?
Torn mettendo Ryssa nella sua stanza come un'esplosione di agitazione, con Apollodorus nelle braccia.
Apollo un cretino. Sono tanto stanca di essere il suo juguetito o il suo cibo. Pensa che non devo un'altra
cosa fare che accorrere quando scricchiola le dita.
Devo uscire un momento. Potresti rimanerti con Apollodorus, per favore? La sua bambinaia non pu fare
che smetta di dare la lattina ed io non posso soddisfargli ora.
Suo padre un maiale egoista che pensa che sono la sua prostituta allenata.
Non ti importa?
Acheron scosse la testa in un sforzo per determinare che cosa aveva sentito con le orecchie e che cosa con la
mente. Era eccessivamente sconcertante.
Non mi importa. Prese ad Apollodorus di tra le sue braccia.
Mamma? Prendimi
Acheron strinse l'abbraccio intorno a suo nipote.
L'ho. Non ti preoccupare.
Grazie. Non so che cosa farebbe senza te, akribos. Sei l'unico nel quale posso appoggiarmi. Il resto sono
tutti alcuni incapace.
Ritorner non appena possa. Gli diede un bacio rapido nella testa ad Apollodorus ed usc correndo della
stanza maledicendo Apollo ad ogni passo.

- 312 -

Guard suo nipote che stava guardandolo con curiosit. Non aveva n idea che tua madre utilizzasse
quello linguaggio.
Apollodorus rise come se lo comprendesse. Theo gioca con me?
Assolutamente. Acheron si inginocchi nel suolo e gli alz. Cos Apollodorus poteva aggrapparsi ad e
camminare.
Api ama Theo.
Acheron sorrise davanti al soprannome che il bambino si dava a s stesso. Api ama suo zio. Tesoreggi le
parole. Chiudendo gli occhi, trattamento di immaginare l'uomo in che si trasformerebbe suo nipote ma,
come con Ryssa, non riusc a vedere niente. Era strano. Di ogni persona che gli ero avvicinato vedeva il suo
futuro con totale chiarezza.
Perch non coi pi prossimi a lui?
Apollodorus cadde di culo e si succhi il pollice.
Buono, che cosa facciamo noi due mentre tua mamma non sta?
Solletichi nella trippa.
Acheron rise.
Vale. Lo compiacque ed Apollodorus rise con diletto. Si fece il giro e gli diede calci mentre sottometteva
la mano di Acheron sullo stomaco.
La pura semplicit dell'allegria di suo nipote ed il suo amore arrivarono tanto profondamente all'interno che
volle abbracciare il bambino per tutta l'eternit e mantenerlo a salvo. Non c'era niente che amasse pi che
a questo piccolo essere. Pregava che fosse sempre come ora tra essi. Che n parole dolorose n azionaloro
separassero.
Che cosa penserebbe il piccolo quando diventasse maggiore e Styxx e suo padre gli dicessero quello che era
stato nel passato? Comprenderebbe il bambino che tutto ci era stato contro la volont di Acheron? Non
sarebbe stato che mai cos ed avrebbe avuto elezione?
O peggio, sarebbe il bambino come Maia?
Gli furono restretti le budella davanti al pensiero. Alzando il bambino, Acheron gli strinse contro il petto
tanto forte come pot senza fargli danneggio. Per favore, non mi odiare mai, Api. Di te, non potrebbe
sopportarlo.
Api ama Theo.
Acheron ador ogni sillaba.
Che commovente!
Apr gli occhi e si trov in piedi ad Artemide davanti ad essi.
Conoscevi ad Apollodorus?
- 313 -

Ella si avvil di spalle.


La verit che no. Apollo ha quantit di bastardi. Ma abbastanza carino per essere un umano piccolo e
maleodorante, suppongo.
Acheron cerc di ascoltare i suoi pensieri. Ma, al contrario che con gli umano, non era facile. Doveva
sforzarsi e riusciva solo a sentire frammenti.
Metti al bambino nel suolo. Voglio stare con te.
Dove sta sua madre?
Con Apollo.
Mise gli occhi in bianchi e sospir.
Quella cosa, non ha un sorvegliante?
S ed in questo momento risulta che il sorvegliante io sono.
Ella si mise le mani nelle anche.
Siediti, Arti e ti presenter a tuo nipote. I suoi morsi non dolgono. Al contrario che quelli di lei.
Tutto il suo trasporto mostr l'agitazione che sentiva quando si sedette al suo fianco.
bagnato?
Non bagnato.
Apollodorus mantenne la mano nella bocca mentre guardava Artemide con curiosit. Ella non buona,
theo
Acheron rise davanti al pensiero.
Artemide lanci loro un sguardo feroce.
Che cosa tanto spiritoso?
Niente. disse domandandosi perch ella non potrebbe sentire i pensieri dal bambino. Gli pungeva la
curiosit su quanto potevano differire i poteri di un dio e di un altro. C'era magari quantit di cose che egli
poteva fare ed ella non. Come dea, puoi sentire quello che la gente pensa?
Ella mise gli occhi in bianchi.
Metto tutto il mio impegno in che no. Sono sempre tanto noiosi. O stanno intrigando per fare male a
qualcuno o stanno chiedendo qualcosa. La gente sono insetti.
La rabbiosa ostilit gli prese sprovveduto. Bench alcuna della gente che conosceva fosse meschina, non
insulterebbe mai ad un insetto paragonandolo coi cretino che avevano abusato di lui.
Compreso io?

- 314 -

Trovava sconcertante non potere sentire quello che stava pensando.


Ancora cos, essendo un dio, non dovrebbe ella sapere che era seduta vicino ad un altro dio? Come poteva
essere che ella non sapesse quello che gli aveva passato ieri sera?
Noti qualcosa di differente in me?
A parte che stai abbracciando un bambino maleodorante, no. Lasci cadere la mano. So che gli
umano montano un gran disordine nell'anniversario delle vostre nascite ma quello che realmente fa loro
speciali che state ad un giorno meno della morte. Chi vorrebbe celebrare quello?
Acheron sbuff davanti alla sua risposta. Cosicch non poteva notare la sua divinit appena inaugurata.
Affascinante.
Non stava parlando della mia et.
Allora, di che cosa? Non ti sei tagliato i capelli e posso dire per la forma in cui quella cosa piccola sta
arrampicando al di sopra di te e che non tremi oggi non ti hanno frustato. Che pi ha passato?
Il fatto che potesse essere tanto arrogante davanti alle sue bastonate sleg il suo colera. La cagna avrebbe
dovuto soffrire il suo dolore e la sua umiliazione per comprendere che non era qualcosa che potesse
prendersi alla leggera.
Niente.
Ella scart la sua risposta ostile.
Sei un tipo molto raro.
Apollodorus strisci verso Artemide. Si guardarono l'un l'altro per un minuto intero prima che egli sorridesse
e mettesse la sua abilit umida nel braccio di lei.
Agg, che schifo. Si ripul il braccio.
Acheron apr le braccia ed Apollodorus ritorn con lui.
Come lo sopporti? Artemide trem quando egli alz al bambino ed Apollodorus gli diede un bacio pieno
di bave nella guancia.
Lo voglio, Arti. Non c' niente che mi disgusti di lui.
Ella trem ancora pi, come se fosse la cosa pi repulsiva che potesse immaginarsi.
Vuoi i tuoi propri figli, verit? El tono accusatorio gli lasci sbalordito. Era come se ella pensasse che
era imbecille per desiderare cos qualcosa.
Acheron mantenne abbracciato a suo nipote mentre considerava l'idea che non gli era stato passato mai
dalla testa.
Dato che non posso averli, non ho pensato mai a ci.
Ma se potessi?
- 315 -

Guard suo nipote e sorrise. Darebbe qualunque cosa per potere creare qualcosa di tanto pregiato.
Non posso pensare ad un Don pi grande che avere mio proprio figlio guardando mi mangio mi guarda
Api.
Allora ti troveremo un bambino.
Rise dell'idea prima di cambiare al tema che realmente gli importava ed era molto pi fattibile.
Dimmi una cosa, Arti. Se io fossi un dio, riconosceresti la nostra amicizia davanti agli altri?
Ella fece un rumore di completo dispiacere dal fondo della gola.
Tu non sei un dio, Acheron.
Ma, se lo fosse
Perch hai quelle idee tanto ridicole?
Perch non vuoi rispondermi?
Perch non importa. Non sei un dio. Te l'ho detto gi, i tuoi occhi sono una deformit. Nient'altro.
Come poteva essere un dio tanto cieco per non riconoscere ad un altro della sua specie? O sua madre era
realmente tanto poderosa che l'aveva protetto completamente da tutti i dei?
E non conosci a nessun dio che abbia gli occhi come quelli miei?
No.
Magari non fosse questione di divinit Pu che fosse perch appartenevano a differenti pantheon.
Qualche volta hai visto ad un dio atlante?
Esasperata, gli diede un colpo tanto forte che le unghie gli suonarono.
Perch sei tanto curioso oggi?
Perch ti arrabbi tanto per una semplice domanda?
Perch voglio passare il tempo con te senza quella cosa incollata a te. Non potremmo mettergli in una
gabbia?
Acheron si inorrid.
Artemide!
Che cosa? Starebbe a salvo.
Piangerebbe ed avrebbe paura.
D'accordosi alz e li guard. Ritorner quando ti liberi di lui. e svan subito.

- 316 -

Apollodorus lo guard con curiosit. Acheron gli diede alcune pacche nella schiena mentre muoveva la
testa.
Buono, Api, quell'era tua zia Artemide in tutta la sua gloria.
Artimisa.
Sorrise davanti ai tentativi dal bambino di pronunciare il nome nella sua testa. Egli riguardo abbastanza.
Bench la verit sia che non importa. Non credo che venga a vederti spesso.
Achi sta con Api.
Sorrise ampiamente davanti alla maniera in che Apollodorus pronunciava il suo nome.
Achi star sempre con te.
Lanciando una risilla, Apollodorus si fece un gomitolo nel suo grembo ed inclin la testa. Acheron accarezz
la piccola schiena e prima che dare si racconta che il piccolo era addormentato.
Gli prese in braccia e lo sostenne contro la spalla dove il suono dei soavi russamenti del piccolo
mantenevano a riga al mondo nella sua testa. Stava in pace con l'universo e si domandava se sua madre
l'avrebbe abbracciato cos.
Per la prima volta nella sua vita, pens che s. Al meno sua vera madre.
Apollymi.

Apollymi continu passeggiando di un lato ad altro mentre Xiamara si manteneva in piedi, guardandola.
Quella dea greca continua a vedere mio figlio. Credi che potessimo usarla per proteggerlo?
Xiamara dubit. Magari non dovesse occultare niente alla sua amica, ma se Apollymi sapesse la totalit di
quello che era stato la vita umana di Apostolos, non saprebbe dire quello che potrebbe fare.
Non lo so, akra. I greci non sono come noi ed Artemide non tanto poderosa dentro il suo pantheon.
Credo che fosse spaventata di aiutarlo.
Apollymi grugn di frustrazione.
Dobbiamo fare qualcosa.
Posso portargli qui, ma nel momento in cui lo faccia, Achron e gli altri cadranno su noi e c'attaccheranno.
Non ho paura. Una volta che sia libero, posso sconfiggerli ed inoltre abbiamo il tuo esercito. Ma con
Apostolos l'attaccherebbero ed alcuno di essi potrebbe ammazzarlo finch noi eravamo occupate con gli
altri.

- 317 -

Quella doveva essere l'unica ragione per la quale Apollymi era fuggito da essi essendo incinta. La paura per
suo figlio l'allontan dalla battaglia. Un colpo perso ed avrebbe potuto finire con la vita di suo figlio.
Quell'era un rischio che non correrebbe mai.
Devo convocare al Chthonian?
Apollymi si ferm davanti alla domanda ed il cuore gli diede un rovesciamento. Bench i Chthonians
originalmente esseri umani di nascita, possedevano i poteri dei dei e funzionavano, per cos dirlo, come
un'unit poliziesca per i differenti pantheon. Mantenevano l'ordine ed evitavano le guerre tra dei. Ma
avevano anche i suoi propri piani i quali non andavano sempre nell'interesse dell'universo e definitivamente
non nel suo proprio interesse. Non mi fido di essi. Per mantenere la pace prima ammazzerebbero ad
Apostolos che egli salvarlo. Non posso correre quello rischio. La frustrazione annidava nel suo interno.
Mentre Apostolos fosse in forma umana, era vulnerabile. Potrebbero ammazzarlo tanto facilmente subito...
Come potrebbe avere suo figlio senza mettere in pericolo la sua vita?
Jaden...
Torn per guardare a Xiamara.
Akradisse con un tono di sgridata. Non starai pensando quello che penso che stai pensando, verit?
Si pu fare un scambio con Jaden affinch porti qui ad Apostolos. Ma avrebbe bisogno di un demonio per
convocarlo. Lancio a Xiamara un sguardo di complicit.
Jaden era un intermediario che aggiustava trattamenti tra i demoni e la forza primaria dell'universo. Il suo
potere si equiparava, se non che superava, a quello di un dio. Se c'era un essere che poteva proteggere suo
figlio e restituirsilo, egli era.
Sai che non c' niente che non facesse per te, Apollymi. Ma Jaden impredecible. Perfino se accetta il
trattamento, dovremo offrirgli per questo qualcosa di supremo.
Onestamente, non gli importava. Darebbe qualunque cosa per suo figlio.
Che cosa chiederebbe in cambio dei suoi servizi?
Non c' forma di saperlo.
Apollymi si avvicin allo stagno nel quale poteva spiare l'universo dalle sue acque. Potrebbe avere la cosa
usata per vigilare ad Apostolos crescendo verso la maturit ma la paura per la sua sicurezza l'aveva
mantenuta di farlo. Se Achron sapeva che stava vedendo suo figlio, sarebbe stato capace di usare lo stagno
per trovare ad Apostolos egli stesso. Perfino ora, non osava usarlo per vedere suo figlio. Era un rischio che si
rifiutava di assumere.
Alz l'acqua dello stagno formando una palla iridescente nell'aria. E l, nel centro, mise a fuoco i suoi poteri
per trovare a Jaden e verificare quello che pi desiderava.
Ombre oscure girarono e si ritorsero. Poi incominciarono a prendere forma...
Nel momento in cui incominciavano ad essere riconoscibili si dissolsero. Apollymi sciolse una maledizione. Il
potere che lo possedeva non gli permetterebbe di sapere come controllarlo.

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Maledetta sia!
L'ira e la pena si mischiarono nel suo interno. Di accordo, perch. Convocagli ed offrigli i miei poteri e la
mia vita se mi concede cinque minuti a soli con mio figlio prima che io muoia. E la sua promessa che
protegger ad Apostolos il resto dalla sua vita.
Xiamara la guard a bocca aperta sciogliendo una risata nervosa picchiettata di incredulit. Apollymi, non
puoi.
Affront lo sguardo della sua amica.
Se fossero Xedrix, Xirena o Simi?
Xiamara maledisse rendendosi conto che ella farebbe esattamente la stessa cosa per proteggere i suoi figli.
Sei sicura?
mio figlio, Xi. L'unica parte di me che merita vivere. Sia quello che sia che si debba per salvare la sua
vita, chiude il trattamento. Voglio solo abbracciarlo una volta prima di morire.
Xiamara l'attrasse verso lei in un abbraccio e la strinse forte.
Sei la donna pi coraggiosa che ho conosciuto, akra. Far quello che chiedi perfino bench non voglia
farlo.
A lui ti vincolerai quando sia andato via?
Sai che lo far. Dopo tutto quello che abbiamo passato giunte, darebbe la mia vita per te e per tuo figlio.
Apollymi annega in lacrime.
Allora sei la migliore amica che nessuno possa avere.
Xiamara strinse l'abbraccio prima di fare indietro un passo.
Ritorner non appena possa.
Abbattuta ma speranzosa, Apollymi guard uscire a Xiamara. Guard allo stagno, disperata per vedere suo
figlio ma sapeva che era migliore non tentarlo. Nel momento in che Xiamara aveva sbloccato i poteri di
Apostolos, aveva allertato agli altri.
Il Giorno del Giudizio era arrivato. Per tutti i dei dell'universo, farebbe loro pagare per quello che avevano
fatto al suo bambino e per ogni giorno che le avevano fatto vivere senza lui.

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24 Giugno, 9527 A.C.

Acheron camminava per il centro della citt, sentendo il potere della vita muovendosi per le sue vene. Era
come se ora, veramente, facesse parte dell'universo. I colori erano pi vibranti, ogni suono poteva sentire
il battito dei cuori ed il sangue correndo per le vene. Sapeva istantaneamente il nome di ogni persona che
passava. Il suo passato, il suo presente ed il suo futuro.
Niente gli era nascosto. Poteva sentire il potere delle ere. Si sentiva invincibile.
Mmmm. Mi piacerebbe avere un pezzo di quello.
Divent verso la donna i cui pensieri avevano nella mente. Ella devi immediatamente lo sguardo come se si
vergognasse della sua lascivia.
Acheron si ferm improvvisamente e si rese conto di qualcosa.
Coi suoi poteri sbloccati, la gente non saltava su lui come prima. Si abbass il cappuccio per provare la sua
teoria, dato che poteva teletransportarse a qualunque posto con solamente un pensiero. Il familiare

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tremore percorse a quelli che lo videro, ma per la prima volta nella sua vita, mantennero la distanza. Era
come se potessero sentire i poteri nel suo interno e sapessero che era migliore non avvicinarsi.
Attonito, si tolse la cappa e se la stese ad un mendicante mentre continuava a camminare all'aperto per le
strade. Esposto. Cosicch questo era sentirsi normale. Era incredibile vivere senza paura. Senza che
l'ammaccassero n gli facessero male.
Volendo ridere di sollievo ed eccitazione, si diresse verso il tempio di Artemide ed entr senza paura.
Il tempio era vuoto a quell'ora del giorno. Animato per suo i suoi poteri, si avvicin alla sua statua.
Che cosa stai facendo qui?
Vide Artemide nelle ombre.
Voleva vederti.
Dovresti sapere che migliore che non venga qui. grugnisco con tono basso e feroce. Che cosa
passerebbe se ti vedesse qualcuno?
Egli scricchiol la lingua.
Di che cosa va questo, Arti? Perch non posso fare un'offerta ad una dea? Tanto offensivo ti sembro?
Artemide corrug il cipiglio. C'era oggi qualcosa di differente in Acheron. Un'essenza di potere che
ondulava come la presenza di un dio, ma ella sapeva bene che non poteva essere.
Sei ubriaco?
Il sorriso di lui era realmente affascinante.
Non posso ubriacarmi oramai.
Che cosa vuoi dire?
Niente. A lei si avvicin come un animale selvaggio spiando alla sua preda. Lento. Sensuale. Seducente.
Era come ipnotizzata per la fluida bellezza dei suoi movimenti che trasudavano una sessualit antinaturale.
Prima che potesse muoversi, l'attrasse con forza contro lui e baci le sue labbra.
Il fuoco la percorse dimenticandosi che stava all'aperto con lui. Non l'aveva baciata cos da molto tempo. La
cosa seguente che seppe che stavano nella sua camera da letto nell'Olimpo.
Che raro, non ricordava li avere portati qui Ma perse il filo del pensiero nell'istante in cui la prese in
braccia e la port al letto. Gli piaceva quando la portava in braccia. Le faceva sentirsi tanto femminile.
Acheron non sapeva da dove veniva la subitanea ondata di desiderio. Era travolgente e stimolante. Non
ricordava avere voluto stare con qualcuno tanto quanto desiderava stare con Artemide in questo momento.
Era come se dovesse averla gi stesso.
Come se qualcosa nel suo interno lo spingesse a possederla e dominarla.
I canini di lei si allungarono mentre faceva che svanissero i vestiti di ambedue.
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Sei tanto bello,disse con una leggera blesit. Ti voglio dentro me mentre mi alimento.
Ma egli non stava di umore per quello. L'attrasse verso lui per trovare le sue labbra e potere baciarla con la
furia e la forza che bollivano nel suo interno. Era come se non gli rimanesse umanit. Grugnendo per la cosa
sotto, gli fece il giro fino a metterla sullo stomaco, gli apr ampiamente le gambe e la penetr da dietro.
Artemide ansim inondando il suo corpo un inimmaginabile piacere. Acheron non era stato mai tanto
energico con lei. Ma ancora cos, continuava ad essere dolce. Il miscuglio l'accec di estasi. La sua spinta era
tanto profonda e forte. Poderoso. Lo sentiva come se stesse toccando una parte della sua anima immortale.
Dimmi sei affamata per chi, Artemide. grugn nel suo orecchio.
Ella contenne l'alito quando quello puntualizz ogni parola con una profonda carica.
Per te.
Ed a chi desideri?
Solo a te.
Allora diedi il mio nome. Voglio che lo dica mentre sto dentro te. Mentre ti possiedo.
Acheron. grid di piacere.
Si ritir del suo interno e gli fece il giro affinch lo guardasse al viso. Con la respirazione interrotta, la guard
con un desiderio tanto ardente che la scott. Non c'era ora niente servile in lui. Era con lei di uguale ad
ugualmente.
No, egli era pi che quello.
Il suo bacio la bruci prima di tornasse ad entrare in lei. Artemide incurv la schiena spingendolo perfino pi
profondo.
Egli si ritir e prese il suo viso tra le mani mentre la cavalcava profondo e forte. I suoi occhi argentato
destellearon di rosso.
Guardami mentre sto dentro te e diedi un'altra volta il mio nome.
Acheron.
E chi si dirige, dea? Chi l'unico uomo che fa che ti bagni di desiderio?
Ella grid nel limite dell'orgasmo.
Egli si congel come se lo sapesse e la frustrazione fu quasi sufficiente affinch lo schiaffeggiasse.
Rispondimi, Artemide. Se vuoi correrti, dimmi davanti a chi rispondi.
Ella alz il corpo e mise le gambe attorno alle sue magre anche.
Davanti a te, Acheron. Solo davanti a te.

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Discese sulle sue labbra con un altro bacio bruciante prima di tornare a spingere contro lei. Incapace di
sopportarlo, lo ritir i capelli del collo e l'affond profondamente i denti.
Nel momento in cui lo fece, egli si seppell totalmente fino alla base mentre ambedue si spostavano.
Artemide grido e si ritorse in una felicit incomparabile.
Acheron si sentiva paralizzato per gli spasmi che percorrevano il suo corpo. Era tanto raro che si spostasse
dentro lei che la novit gli accec temporaneamente. Ella si afferr al suo corpo e gli fece il giro per
mettergli di spalle per potere alimentarsi.
Giaceva completamente sazio mentre ella prendeva il suo sangue. Per una volta non si sentiva debole.
Artemide si allontan per guardarlo con espressione allarmata. Aveva gli occhi argentati e le labbra coperte
col suo sangue.
Che cosa sei?
Prima di potere risponderla sent quell'estranea freddezza filtrandosi nel suo interno con la scossa di
elettricit che era l'araldo che stava diventando azzurro.
Ansimando, Artemide si allontan fino ai piedi dal letto, accoccolandosi nuda come se fosse pronta per
attaccarlo.
Acheron tir indietro la testa ed i suoi poteri sorsero in un'ondata tanto poderosa che fecero schegge le
finestre della stanza.
Fossi! aull. Ma questa volta, quando cerc di restituire al mondo degli umano, egli si rifiut di
andare.
L'afferr e l'attrasse contro lui. Come sospettava, vide la sua mano, azzurro contro il pallore del suo braccio.
Che cosa passa, Arti? Ora mi hai paura?
Artemide inghiott saliva davanti alla vista del suo prezioso Acheron. Era sparito il bel uomo biondo ognuno
dei cui tratti erano perfetti. Ora quello che vedeva era sinistramente bello. La sua pelle si ondulava in una
sinfonia di azzurra. I suoi capelli erano neri, come le sue labbra e le sue unghie.
Ed i suoi occhi
Destelleaban dell'argentatura a rosso un ed un'altra volta.
Questo era un dio della distruzione ed ella lo sapeva. Poteva sentire perfino i poteri che facevano dei suoi un
scherzo, dei quali possedeva Zeus. Acheron potrebbe ammazzarla
Mi hai ingannato! l'accus.
Io non ho fatto niente. la sua pelle gir ad essere normale. Ti offrii il mio cuore una volta, Artemide.
Mi dicesti che non era il sufficientemente buono per te. Lo sono ora?
No, questo era peggiore ancora. Portare un dio pi poderoso all'Olimpo

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Potrebbero ammazzarla.
Che cosa vuoi? chiese terrorizzata di quello che potrebbe rispondere. Era venuto a distruggerli a tutti
essi?
Egli allung una mano azzurra di aspetto marmoreo e la pos nella sua guancia. I suoi occhi la bruciarono
con tormentata necessit. Voglio che mi ami.
Perch indubbiamente ti amo.
Lo dici solo perch ora mi hai paura. Posso sentirlo.
No, Acheron. la verit. Ti ho amato dal momento in che mi baciasti per la prima volta.
I suoi occhi girarono di un rosso fiammeggiante e vibrante.
Allora, provalo.
Come?
Passeggia con me per il palazzo in Didymos. Al mio fianco. Come ugualmente mio.
Il mero pensiero l'inorrid.
Non posso fare quello.
Sono un dio. Perch non potresti passeggiare con un dio?
Artemide neg con la testa. Non era tanto semplice.
Eri una prostituta.
Acheron si avvil quando le parole quello strapparono con la ferocia di foglie taglienti.
Sono una dea verginedisse energicamente. Nessuno pu sapere mai che mi sedusse una volgare
prostituta. Dio o non dio, non posso rivendicarti. Mai.
Perci, seguiva senza essere la cosa abbastanza buono. Dio o non dio continuava ad essere nient'altro che
spazzatura indesiderabile. Una vergogna. Neanche sua madre poteva reclamargli.
Il cuore gli fu fatto pezzi e prese profondamente alito quando ella retroced con paura. In quello momento,
si odiava a s stesso per quello che era e quello che era stato.
Un bullo.
Non era migliore che quelli che gli fecero pregare e strisciare per un gesto gentile. L'assolo pensiero si
ammal gli.
Uscendo dal letto, alz ad Artemide. Nuda e tremando rimase quieta nell'oscurit della stanza, confusa per
tutto quello che aveva passato.
Acheron era un dio.

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Ma di che pantheon? Ancora poteva sentire il potere del suo sangue. Quello potere mischiato con la sua gli
dava un barlume delle abilit che possedeva.
Era un cacciatorpediniere. Un assassino di dei. Tutto il pantheon viveva nella paura dei dei oscuri. Quelli che
potevano dare ordini alla fonte primordiale dell'universo. Non c'erano molti che possedessero quell'abilit e
nessuno dei dei greci l'aveva.
Nessuno.
Ma Acheron s.
Che cosa ho fatto?
Bene la sua tonta spensieratezza potrebbe essere la causa della morte di tutti essi.

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25 Giugno, 9527 AC
Mezzanotte

Xiamara stava in piedi davanti ad un vecchio e nodoso rovere che era cresciuto nel pendio della montagna.
Dall'inizio dei tempi, si associava agli alberi coi dei. Le radici affondavano profondamente nel cuore della
terra estendendosi verso il suo centro coi rami salendo verso il cielo.
Portavano la vita della terra nel suo nucleo ed ogni albero trasportava un pezzo dello spirito universale che
vincolava a tutti i mondi e tutte le creature.
Erano composti di tre dei quattro elementi basilari. Aria, acqua e terra. E quando si scottavano, si univano
tutti.
Ma la parte pi importante di un albero era che, quando si mischiava con sangue umano e con la sua,
poteva convocare una delle creature pi poderose dell'universo.
Al Baraka.
Jaden.
Nessuno sapeva da dove veniva n quando era stato creato, generato o portato al mondo. Se essere umano,
demonio o di che classe. Ma se un demonio necessitava qualcosa, egli era l'unico con chi negoziare.
Col cuore accelerato, rovesci nelle radici dell'albero il sangue umano che una delle sacerdotesse di Apollymi
aveva dato. Poi si fece un taglio nella sua propria mano e sussurro le parole per chiamare il negoziatore.
Ti convoco con la voce ed il sangue. Col peso della luna e la forza del legno sacro. Mi vedono, Oscurit.
Cos dicono i dei che cos sia.
Brill un raggio e si alz un pesante vento. Xiamara pieg le ali affinch non lo fossero danneggiato col
temporale.
Una nebbia nera si affollava alzandosi dalla terra, spessa ed importuna entusiasmandosi nell'albero.

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Jaden era molto teatrale.


Retroced un passo e vide che la nebbia prendeva la forma del corpo di un uomo. Lentamente si solidific in
un paio di occhi inumani. Uno era marrone oscuro e profondo e l'altro di un verde vibrante. A partire da
quegli occhi si form un viso tanto bello qualunque uomo come potesse desiderare. I capelli neri riposavano
su alcuni spalle larghe e muscolose. Il potere immisericordioso e l'intolleranza trasudavano di ogni fibra
dell'essere.
Era quieto su un ramo alto, guardandola da sopra. Un pantaloni di cuoio marrone oscuro ed una cappa
marrone lo camuffavano perfettamente con l'albero.
Bel Carontedisse utilizzando la lingua nativa di lei con una voce tanto profonda che risuonava nelle sue
ossa. Dimmi perch sei venuto a nome della tua signora quando sai che non faccio trattamenti per i dei.
Xiamara lasci che le sue ali battessero all'indietro aprendoli come segno di fiducia. Pure avendoli incollate
al corpo, Jaden potrebbe strapparsili se gli gradiva.
Perch amo ad Apollymi e sto qui non nella sua rappresentazione, bens per fare un trattamento con te
per me stessa.
Incurv un sopracciglio davanti alle sue parole.
Come quello?
So che non puoi prendere la sua vita o fare trattamenti con lei. Perci, ti vengo come demonio libero, per
me stessa e per la mia propria volont per negoziare con te per quello che ella desidera.
Si appoggi contro l'albero con un ginocchio arcuato ed attravers le braccia sul petto.
Che cosa mi offri, demonio?
La mia anima. La mia vita. Quello che sia necessario per unire ad Apollymi con suo figlio. Quello che sia
meno la vita o la libert di uno dei miei figli.
Egli socchiuse gli occhi studiando la sua offerta.
Stai vincolata ad Apollymi.
S e no. Sono vincolata per amicizia ed amore. Non per schiavit. Siamo stati giunte dall'infanzia e quello
fu prima che la mia razza fosse schiavizzata per la sua.
Jaden lasci scappare un lungo sospiro.
E che cosa passa col tuo Simi? Non temi per lei se la lasci senza sua madre per proteggerla?
Xiamara sbatt le palpebre per togliersi le lacrime davanti al pensiero di sua figlia pi giovane crescendo
senza lei.
So che Apollymi si occuper che abbia tutta la cosa migliore di questo mondo. Ho allevato a due piccoli
fino all'et adulta. Apollymi ha solo un figlio. Nessuna madre dovrebbe stare senza il suo simi, neanche una

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dea. Gli darebbe quello che pi desidera.

Jaden salt dall'albero per atterrare con grazia davanti a lei. Era tanto alto che doveva piegare leggermente
il collo per guardarlo.
Sai quanto raro che mi chiedano che faccia un trattamento tanto altruistico, specialmente a nome
dell'amicizia e non per parentela? Pass un dito gelato per la sua guancia. Sei davvero disposta a
morire per incontrare alla tua amica cinque minuti suo figlio?
Se quello quello che chiedi, s.
Egli lasci cadere la mano. I suoi occhi senza anima non tradivano nessuna emozione n indicazione
nessuna del suo stato di coraggio.
Devo considerare tutto questo. Dammi a domani di sera per decidermi. Avrai allora la mia risposta.
Si lasci cadere su un ginocchio davanti a lui.
Grazie, akri. Xiamara aspetter la tua decisione.
Egli svan nel vento.
Xiamara si alz e torn con Apollymi per farle sapere che Jaden stava considerando il trattamento. Quello
che non gli direbbe mai erano i termini esatti coi quali stavano negoziando.

Acheron inclin il bicchiere, lo vuot e maledisse tirandolo contro la parete. Aveva bevuto tanto che
dovrebbe essere cieco di intossicazione. Ancora cos, era completamente sobrio. Neanche le droghe gli
funzionavano.
Tutto il suo essere era stato distorto.
Maledetta sia.
Sent l'aria muoversi per la sua pelle. Corrugando il cipiglio, vide ad Artemide materializzarsi davanti a lui.
Acheron alz un sopracciglio sorpreso.
Non sperava di tornare a vederti... mai pi.
Un sorriso giocherellava nella commessura delle labbra quando lo guard con timidezza.
Lo so. Voglio scusarmi per quello che ti dissi prima. Si sbagliava.
Ogni sentito del suo corpo si mise in all'erta.
Ti stai scusando con me?
Ella assent mentre si avvicinava al letto. Sal e si sdrai vicino a lui.
Perfino ti ho portato un'offerta di pace.
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Un'offerta di pace?
Gli tese una piccola cavit coperta.
Corrugando ancora pi il cipiglio, scopr la cavit e trov una sostanza appiccicosa e gialla che sembrava
frutta. Non aveva visto mai niente somiglianza.
Che cosa questo?
Ambrosia. L'alimento dei dei.
Alz la cavit e l'annus. Era acido e forte con qualcosa pi che lo faceva seduttivamente dilettevole.
Perch mi porti questo?
Ora sei un dio. Dovresti mangiare quello che mangiamo noi. La sua espressione era tenera. Gli
accarezz la coscia e lo guard per tra le ciglia. Perfino io egli come. delizioso.
Spinto per qualcosa che non poteva spiegare n negare, prese un po' e lo prov. Era molto pi dolce di
quello che annusava. Artemide aveva ragione. Non aveva provato mai meglio niente.
Al meno, quello pensava fino a che la stanza incominci a dare rovesciate. Le palpebre gli pesavano ed i
muscoli gli furono allentati; la respirazione si ritorn gli faticosa. All'istante, riconobbe gli effetti biologici. La
rabbia infiamm il suo animo mentre tutti quegli anni di essere impasticcato contro la sua volont sfilavano
per la sua mente.
Mi hai drogato!
Ella salt del letto.
Perdonami, Acheron.
Di tutte le cose che gli aveva fatto, questo tradimento fu quello che lo fer pi duramente.
Che cosa hai fatto?
Artemide non rispose mentre lo vedeva cambiare di umano ad azzurro ed ad umano un'altra volta.
Cerc di raggiungerla ma ella si assicur di mantenersi a distanza fino a che svenne. Non sapeva quello che
avrebbe fatto con lei se l'avesse raggiunta. Quando cadde sul letto, sciolse un sospiro di sollievo.
Aveva lasciato che Hypnos preparasse un beveraggio al che n i dei fossero immuni. Era terrorizzata
pensando che non funzionasse con Acheron.
Grazie a Zeus che aveva funzionato.
Tremando egli le mani, tir fuori la daga dalla guaina che portava nascosta nella coscia. Hefaistos l'aveva
forgiata nell'Olimpo e, la droga, funzionerebbe come anche con un dio. Perfino aveva coperto la foglia con
sangue di Titano per essere sicura. Un taglio ed Acheron starebbe morto.

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Mordendosi il labbro si inclin sul suo corpo perfetto e denudo che stava sprofondato, guardandolo mentre
respirava soavemente. I capelli biondi cadevano sui begli tratti del suo viso facendogli sembrare quasi
infantile ed indifeso nel suo riposo.
Ricordava le volte che quelle labbra le avevano dato piacere. La raffica di felicit negli occhi argentati
quando la guardava. Ma quell'era stato quando essere umano. Ora era una minaccia, ella non fermi solo
bens ferma ognuno dei dei dell'Olimpo.
Un assolo tagli...
Aveva la gola esposta, come aspettandola. Ma quando si avvicin per tagliare la carotide, l'immagine di lui
ridendo con lei si apparve nella sua mente.
Ti voglio ", Arti"
Nessuno l'aveva voluta mai. Non mangio egli. Acheron non l'aveva ferita mai. Non esigeva mai. Chiedeva
solo.
Ed a lei si dava liberamente...
Ammazzagli, maledetta sia. Fallo!
Artemide strinse con forza il coltello. L'alz con l'intenzione di pugnalarlo. Ma non pot. Un ed un'altra
volta, le sue immagini gli passavano per la mente.
Acheron amando ella ed ella amandolo.
Singhiozzando, lasci cadere il coltello e mise la testa nel suo petto. Come uomo l'aveva esposta e
minacciato come nessuno pi aveva fatto. Come dio, minacciava la stessa esistenza di tutto il suo pantheon.
Doveva disfarsi di lui.
Ma non poteva.
Furiosa per la sua debolezza, torn a collocarlo nel letto. Tracci con le dita la linea della sua mandibola e
volle piangere. Dovrebbe avere fatto qualcosa.
Magari potrebbe trovare un altro dio che l'ammazzasse...

Acheron sent a qualcuno gridando. Il suono era orribile e gli restringeva le budella. Risuonava per tutta la
stanza. Ruzzoloni per il letto, cerc di alzarsi ma non pot. Stava ancora scendo l'effetto dalla droga che gli
aveva dato Artemide. Non aveva in assoluto controllo sul suo corpo.
Allora sent ad Apollodorus piangendo.
Theo! Api necessiti a Theo! Mamma! Mamma vieni con Api! Mamma!
Acheron voleva andare verso il piccolo, ma non poteva. La testa gli ero andato in una maniera atroce e
perfino il pi lieve movimento gli faceva nausearsi.
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Ti vedr domani, akribossussurr a suo nipote prima di svenire un'altra volta.


Ancora cos, continuava a sentire le grida nel suo impasticcato stupore.

25 Giugno, 9527 A.C.


Mezzogiorno

Acheron si svegli col suono della pena assoluta. Qualcuno piangeva come se il cuore stesse spezzandolo.
Sbattendo le palpebre, vide che la luce brillante del sole entrava per le finestre aperte.
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La testa gli batteva atrocemente alzandosi dal letto e quasi cadde quando lo stomaco gli diede un acuto
rovesciamento. Non si era alzato tanto nauseato da quando abbandon la casa di Sta'. Si sentiva come se
l'avessero messo un'overdose di qualcosa.
Artemide.
Nell'accecante luce, ricord il suo "regalo." Pi che quello, le ricord sostenendo un coltello su lui mentre
dibatteva se l'ammazzava o no.
Jodida prostitutagrugn.
Un istante dopo le porte si aprirono improvvisamente. Il suono gli risuon tanto forte nella testa che gli fece
avvilirsi e la testa gli batt ancora pi.
Non tanto fortesussurr.
La cosa seguente che seppe era che Styxx gli afferrava della gola. Lo spingeva contro il letto e si metteva a
cavalcioni su lui.
Sei ubriaco?
Acheron neg con la testa.
Styxx lo schiaffeggi. Prese la borsa di erbe che c'era sul tavolino e se la lanci ad Acheron al viso.
Prostituta inutile. Giacendo l, bevendo e drogandoti mentre assassinavano mia sorella. Styxx gli
batteva un ed un'altra volta.
Acheron cerc di bloccare i colpi ma aveva i muscoli e le reazioni strette per le droghe di Artemide. Gli fu da
tutto un minuto che quelle parole attraversassero la nebbia della sua mente.
Che cosa hai detto?
Ryssa stai morta, caprone!
No! La negazione risuonava nella sua testa. Non aveva sentito bene. Styxx era un cretino.
I dei che l'odiavano gli avrebbero fatto sicuramente neanche cos qualcosa.
Dimenticandosi di Styxx, Acheron si costrinse ad uscire dal letto e si diresse a passi falsi verso le stanze di
Ryssa. Ignorante del fatto che era nudo, cammin fino a che si trov col re che sosteneva a Ryssa nelle
braccia. Sembrava un polso. Aveva il viso azzurro ed il suo corpo...
Si ingozz davanti a quello che vide. Le avevano fatto pezzi. Il viso ed il corpo erano lacerati per qualcosa
che sembravano artigli. C'era sangue per tutto il letto ed il suolo. Cadendo di ginocchia, Acheron non poteva
respirare n pensare salvo all'agonia di quello che stava vedendo.
Ryssa era morta.
E fu allora, quando l nel suolo davanti a lui, vide ad Apollodorus e la bambinaia. Entrambi insanguinati.
Entrambi i morti.

- 332 -

Acheron batt la testa contro il suolo di pietra, tentando la cosa migliore che poteva rischiararsi la nebbia
che aveva nella mente. Cercando di sentire qualcosa che non fosse il cuore sconquassato.
Li sentii... sussurr quando la realt della notte anteriore gli batt con pugni pi poderosi di chiunque
dei quali gli avrebbero battuto prima.
Maledetta sii, Artemide! Aveva i poteri di un dio ma non il potere di ritornare dietro e salvare le due uniche
persone che l'avevano amato come mai. E perch? Perch quella prostituta l'avevo drogato!
Grid di angoscia.
In quell'istante, nella sua mente, vide svilupparsi tutti gli avvenimenti. Vide a quelli che entrarono nella
stanza per la finestra assassinandoli. Sent a Ryssa chiamando chiedendogli soccorso.
Sent ad Apollodorus gridare un'altra volta chiamando suo zio...
Improvvisamente, qualcosa gli batt nelle costole. La forza del colpo gli lanci di fianco. Alzando la vista vide
il viso furioso di Styxx mentre gli scalciava lo stomaco. E dopo il suo gemello stava sopra, battendolo la testa
contro il suolo un ed un'altra volta.
Perch a te, verme insignificante non te ha passato?
Neanche Acheron pensava di proteggersi. In quello momento voleva morire anche. Non aveva oramai
nessuna ragione per continuare a vivere. Ryssa ed Apollodorus erano andati via.
Perfino Artemide aveva voluto ammazzarlo.
Una rabbia impotente gli percorse. Ruggendo di rabbia, separ a Styxx ma prima che potesse alzarsi, una
luce brillante sfrutt per tutta la stanza. Acheron alz il braccio per proteggersi gli occhi quando Apollo si
manifest.
Ci fu un completo silenzio mentre il dio guardava lentamente per tutta la stanza, assorbendo ogni dettagli.
Perfino il re aveva smesso di piangere aspettando la reazione del dio.
Apollo non parl quando vide che Ryssa giaceva morto nelle braccia di suo padre ed il corpo senza vita di
suo figlio ancora nelle braccia della bambinaia assassinata selvaggiamente.
Chi ha fatto questo? domand Apollo tra i denti stretti.
Styxx segnal ad Acheron.
Egli ha lasciato loro morire.
Prima che Acheron potesse pensare di negare le parole, Apollo si gir e gli diede tanto forte col pugno che
l'alz e lo gett contro la parete a tre metri del suolo.
Ad Acheron gli doleva tutto il corpo quando cadde a terra. Apollo gli prese dei capelli e tir della testa.
Acheron cerc di allontanarsi ma ancora aveva troppo deboli i muscoli.

- 333 -

Il dio lo schiaffeggi col rovescio della mano. Il sangue ed il dolore sfruttarono rompendogli il naso e
partirgli le labbra. Apollo gli cadde addosso con tanta furia che Acheron non poteva riprendersi tutto d'un
colpo prima che gli desse altri due.
Artemide! grid Acheron avendo bisogno del suo aiuto per calmare suo fratello.
Non osare pronunciare il nome di mia sorella, prostituta strisciante. Apollo tir fuori una daga dalla sua
vita ed afferrando la lingua di Acheron, se la tagli.
Acheron si ingozz al llenrsele la bocca di sangue. Un dolore inimmaginabile l'inond, fino al punto che
tutto in quello che poteva pensare era in cercare di strisciare lontano dalla portata di Apollo.
Ma Apollo gli prese della gola in una stretta tanto forte che lasci una scottatura della palma della sua
mano nella pelle.
Akri! N! le grida di Xiamara riempirono la stanza quando apparve su lui e si lanci su Apollo. Separ
tutto d'un colpo al dio e si impieg tra essi.
Fosse della mia strada, demonioesig Apollo.
La sua risposta fu lanciarsi verso il dio. Ambedue si complicarono in una macchia di luce e piume mentre si
battevano l'un l'altro.
Le lacrime scivolavano degli occhi di Acheron mentre lottava contro il dolore che trascinava all'incoscienza.
Con l'unico pensiero di ammazzare Apollo, strisci fino a dove il coltello era caduto. Il suo proprio sangue
copriva la foglia. Con una furia nata della pena e di tutti gli anni di abusi, Acheron lo prese e divent verso i
combattenti.
Ryssa non aveva significato niente per Apollo. Non pi di quello che egli significava per Artemide. Sua sorella
odiava al dio ed ora il caprone agiva come se la sua morte significasse qualcosa per lui.
Non era giusto e per i dei che l'avevano generato non andava a lasciare che il dio continuasse ad attaccare il
demonio di sua madre. La sua furia prese fuoco alla foglia facendo che brillasse mentre correva verso essi.
Acheron fiss la vista ad Apollo e si dimentic della lite. Tutto quello che poteva pensare era in accoltellare il
crudele cuore del dio. Ma raggiungendo Apollo, il dio spinse all'indietro a Xiamara contro Acheron. Divent
verso lui con gli occhi esagerati e gli fu restretto lo stomaco quando si rese conto che Apollo aveva spinto il
demonio contro il coltello.
Acheron sent che il suo sangue l'inzuppava la mano. Guardandosi la ferita ella retroced con un grido di
dolore. Voleva dirgli qualcosa, ma era impossibile senza lingua. L'abbracci contro lui mentre ella lottava
per respirare.
Ella alz una mano insanguinata e gliela mise sulla guancia.
Apollymi si amagli sussurr in Caronte, una lingua che in qualche modo, capiva bench non l'avesse
sentita parlare prima. Protegge tua madre, Apostolos. So forte per lei e per meallora la luce si spense
nei suoi occhi ed il suo ultimo alito usc dal suo corpo.

- 334 -

Acheron tir indietro la testa e cerc di sfogare la furia del suo interno. Ma esal solo un grido strangolato.
Prendendo il coltello, si gir verso Apollo.
Apollo prese la sua mano e gli strapp il coltello. Il dio gli prese un'altra volta della gola e tir al suolo.
Acheron gli diede un calcio e si allontan ruzzoloni.
Allora capt un'ombra in un angolo. Rimase congelato quando vide l Artemide, in piedi, guardando la lite
con le mani sulla bocca. Aveva gli occhi pieni di orrore.
Avendo bisogno di lei, allung la mano verso lei.
Neg con la testa e fece indietro un passo, fosse della vista di suo fratello.
In quell'istante, qualcosa dentro lui mor. La freddezza riemp ogni centimetro del suo corpo.
Artemide si rifiutava di intervenire. Perfino ora che era ferito pi dolorosamente di quello che qualunque
umano potesse stare, il suo amore non era sufficiente. Egli non gli importava.
Stanco, abbattuto per la pena e sconfitto, rod sulla sua schiena nello stesso momento in che Apollo
apparve davanti a lui. Affront lo sguardo adirato del dio. Grugnendo di rabbia, Apollo affond
profondamente la daga nel cuore di Acheron e l'accoltell fino all'ombelico.
Un'agonia impossibile da mitigarlo bruci per tutto il corpo mentre il dio lo sventrava lentamente sul suolo a
meno di un metro del corpo di Ryssa, l stesso, di fronte ad Artemide.
Con le lacrime cadendolo degli occhi, la luce ed il dolore incominciarono a svanire.

Artemide rimase nelle ombre, piangendo silenziosamente mentre vedeva come suo fratello allontanava il
corpo da Acheron di un calcio. Non fu fino a che Apollo si avvicin al re che stava sul letto quando questo si
rese conto che anche Styxx giaceva morto nella porta.
Non che ad Artemide gli importasse il principe.
Col cuore dolorante, lasci cadere per la parete fino ad accoccolarsi in un angolo col lacrimoso sguardo fisso
in Acheron e quello che rimaneva di lui.
Pensava che la sua morte l'allevierebbe. L'agonia per la sua perdita, la lacer con una finalit che la lasci
privata di qualunque pensiero.
Solo emozioni nude.
Doleva ad un livello che non credeva possibile.
Le grida di dolore del re uguagliavano quelli della sua anima, quando Apollo raccolse a Ryssa delle sue
braccia e si rese conto che il suo erede era morto.
Nonostante tutta sua la dignit ed il suo potere, il re strisciava per terra verso Styxx e gridava mentre
cullava suo figlio contro s.
Nessuno piangeva ad Acheron.
- 335 -

Nessuno salvo lei.


Incapace di continuare a guardare ritorn al suo tempio dove spezz ogni specchio, ogni pezzo di vetro e
porcellana. La sua rabbia attravers la stanza, spezzando tutto ad intorno suo.
Che cosa aveva fatto?
Gli ho lasciato morire.
No, aveva cercato di ammazzarlo. La notte scorsa aveva voluto ammazzarlo. Ma non aveva sognato mai
molto la cosa che egli significava per lei.
Il suo contatto, la sua amicizia
Ora egli era andato via. Per sempre.
Ti amo, Acheronsinghiozz, lanciandosi dei capelli.
Fin. Nessuno sapr ora di voi due. Stai a salvo.
Sembrava una preoccupazione tanto insignificante comparata col fatto che vivesse tutta l'eternit senza
vedere un'altra volta il suo viso

Apollymi ansim quando sent che il peso nel suo petto si liberava. Senza che glielo dicessero, seppe che ora
aveva l'abilit per abbandonare Kalosis.
Abbandonare
No! ella grid quando si rese conto del significato. C'era solo una maniera di ottenere la sua liberazione.
Apostolos era morto.
Quelle tre parole giravano intorno per la sua testa a metterla ammala.
Non volendo crederlo corse verso lo stagno e convoc l'occhio dell'universo. L, nell'acqua, vide a Xiamara
giacendo morta nel suolo del palazzo ed ad Apostolos
No!
Dalla cosa pi profonda del suo essere, un ululato di rabbia e pena incominci ad accumularsi e quando gli
diede redine sciolta, spezz lo stagno e scosse tutto il giardino.
Sono Apollymi Thanata Deia Fonia! fino a che ebbe la gola sanguinando ed in carne viva.
Era la distruzione finale.
Ed andava a portare a suo figlio a casa.
Che i dei avessero piet gli alcuni degli altri perch ella non andava ad avere nessuna.

- 336 -

25 Giugno, 9527 AC
Tartaro

Hades, il dio Greco della Morte e l'Inframundo, rimase nel centro della sua sala del trono, guardando
appena incredulo al suo nuovo arrivato che giaceva in una delle celle pi oscure del Tartaro.
Ed egli non era stato chi l'aveva messo l
Scese lo sguardo all'orologio dal suo polso e strinse i denti. Ancora mancavano tre mesi affinch sua moglie
ritornasse all'Inframundo con lui. Ma onestamente, doveva parlare con lei.
Questo non poteva sperare.
Persfone? chiam, sperando che sua madre non stesse la cosa abbastanza recinto per sentirlo. La
vecchia prostituta avrebbe un attacco se li beccava insieme. Non che quello fosse qualcosa di brutto se
l'ammazzava.
Un'immagine di sua moglie fluttu nell'oscurit al suo fianco.
Cece! ansim Persfoneti gettava di meno terribilmente.
Realmente odiava i soprannomi che si inventava per lui. Grazie ai dei che li usava solo quando stavano i due
assoli. Altrimenti, sarebbe lo zimbello di tutti i dei. Ma poteva perdonare a sua moglie qualunque cosa.

- 337 -

Dove sta tua madre?


Fuori con Zeus dando un'occhiata ad alcuni campi, perch?
Bene. L'ultima cosa che necessitava era che Demeter arrivasse e li beccasse parlando.
Quello restitu al suo "dilemma." La furia gli oltrepass quando fece un gesto verso la parete che mostrava
le celle dove i prigionieri erano reclusi.
Perch mi sto ammalando di pulire i danni degli altri dei e subito mi piacerebbe sapere che culo deve
scalciare per questo ultimo fiasco.
Ella si materializz al suo fianco.
Che cosa ha passato?
Prendendola della mano, l'avvicin alla vigila dove potevano vedere da fosse, ma quello che stava dentro
era incapace di vederli.
Al meno quell'era la cosa normale. In questo caso, chi quello sapeva che l'occupante poteva o non poteva
vedere?
Segnal al dio di pelle azzurra che era fatto un gomitolo nel suolo.
Alcuno idea di chi l'ammazz e gli comand qui?
Con gli occhi aperti senza ostacoli, Persfone neg con la testa.
Che cosa quello?
Buono, non sono molto sicuro. Credo che magari sia un dio atlante Ma prima non ho visto mai niente
somiglianza. arrivato da poco e non si mosso. Ho cercato di distruggere la sua anima ed inviarla alla
dimenticanza eterna, ma credo che non abbia i poteri sufficienti per farlo. In realt, sono convinto che se
torno a tentarlo tutto quello che otterr sar arrabbiarlo.
Persfone assent.
Buono, affetto, il mio consiglio che se non puoi distruggerlo fatti il suo amico.
Il suo amico, come?
Persfone sorrise a suo marito che non era un'entit socievole n da lontano. Alto e muscoloso coi capelli e
gli occhi neri, stava buensimo, perfino quando era stordito ed arrabbiato.
Spera qui. Apr la porta della cella e si avvicin lentamente al dio sconosciuto.
Quanto pi a lui si avvicinava, pi capiva la preoccupazione di Hades. Emanava tanto potere del dio che
ondulava fino all'aria. Si era mosso tra dei tutta la sua vita, ma questo era differente. Aveva un'attraente
pelle azzurrata coprendo un corpo di perfette proporzioni. I capelli lunghi e neri aperti in ventaglio. Aveva
due corna nere nella testa e labbra ed artigli neri.
E pi che quello, non era un dio della creazione. Era della distruzione definitiva.
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Seph, sale di l.
Alz la mano per indicare a suo marito che stava bene. Con le gambe tremando per l'inquietudine, allung
la mano per toccare al dio.
Egli apr gli occhi, erano di un giallo arancione costeggiato di rosso. Cambiarono quell'a mulinelli argentati.
Ed erano pieni di una cruda angoscia.
Sono morto? domand, la sua voce demoniaca.
Vuoi essere morto? realmente aveva paura della sua risposta perch se non voleva essere morto,
potrebbe avere serie conseguenze.
Per favore dimmi che alla fine l'ho ottenuto.
Quelle disperate parole l'arrivarono al cuore. Avvicinandosi per consolarlo, l'allontan i capelli dalla guancia
azzurra.
Sei morto, ma dio vivi come.
Non lo capisco. Non voglio essere differente di nessuno. Voglio solo che mi lascino in pace.
Persfone gli sorrise.
Puoi rimanerti qui tutto il tempo che vogliafece apparire un cuscino per lui e se la mise sotto alla testa.
Allora lo copr con una coperta.
Perch stai essendo tanto gentile con me?
Perch sembra che hai bisogno di luigli applaud il braccio prima di incorporarsi. Se necessiti
qualcosa, io sono Persfone. Mio marito, Hades, qui il capo. Chiamaci e verremo.
Assent sottilmente con la testa prima di chiudere gli occhi e tornare a stendersi immobile nell'oscurit.
Sconcertata, divent verso suo marito.
inoffensivo.
Inoffensivo ed un uovo. Seph? Sei pazza? Non puoi sentire i poteri che ha?
Oh, li sento. Avvicinati ed avrai incubi. Ma non vuole niente. ferito, Hades. Gravemente. Tutto quello che
vuole che lo lascino in pace.
S, chiaro. Lasciarlo solo nel mio Inframundo. Un altro dio con poteri che rivaleggiano coi miei? Sai che c'
una ragione per la quale i pantheon non si mischiano.
Tu puoi allearti con luiella disse, cercando di calmarlo. Avere un amico non mai brutto.
Fino a che gli amici diventano contro te.
Ella scosse la testa.
Hades.
- 339 -

Sono molto pi vecchio di te, Seph. Ho visto quello che succede quando un dio gira contro un altro.
Ed io credo che egli non ci far male a nessuno di noisi mise in punta di piedi per baciarlo la guancia.
Devo andare via prima che mia madre mi senta la mancanza di. Sai gi come si mette quando ti vedo per il
tempo che la corrisponde.
S ed un'eruzione cutanea nel
Ella lo chiuse le labbra prima che potesse lasciare volare l'insulto.
Vi amo ambedue. Ora so buono e bada al nostro invitato.
Solo sua moglie poteva minacciarlo di quella maniera ed essere tanto spensierata col suo corpo. Ma il suo
cuore l'apparteneva e le darebbe qualunque cosa.
La baci il dito.
Sento la mancanza di te.
Io anche a te. Ritorner presto a casa.
Presto, s chiaro.
Ma non c'era niente da fare.
Assent cupamente, ed allora maledisse quando ella svan allontanandosi da lui. Maledetta volpe, Demeter,
per maledirli a vivere separati la met dell'anno. Ma subito aveva problemi pi grandi della madre di sua
moglie.
E con suo pi di due metri, quell'assassino di dei era definitivamente un problema enorme.

- 340 -

25 Giugno, 9527 AC
Didymos

Col vento gelato volteggiando tra i pallidi capelli spettrali e schiacciando l'abito contro i suoi membri,
Apollymi si dondolava sulle rocce dove il corpo di Apostolos giaceva come un straccio. Avevano tirato l suo
prezioso figlio come se non fosse niente.
Niente
Le lacrime non versate la tormentavano. Era tanto fredda all'interno. Tanto abbattuta. Tanto non c'erano
parole per descrivere l'angoscia di vedere il corpo di suo figlio giacendo prono nell'acqua, abbandonato e
dimenticato.
Tirato come un rifiuto.
Dopo tutto quello che gli avevano fatto, neanche gli avevano dato una funzione funebre decente.
Debole per la pena, cadde di ginocchia in una pozzanghera di acqua e lo tir fuori di tra le rocce fino alla
spiaggia. Incapace di sopportarlo, grid facendo che gli uccelli spiegassero il volo.
Apostolos!
Ma egli non poteva sentirla. Il suo corpo era tanto freddo come il suo cuore. I suoi occhi argentati erano
aperti, con lo sguardo fisso ed ora rigiravano perfino come un giorno di temporale. Ed ancora con tutto
l'orrore della sua morte, i suoi tratti erano sereni.
E begli. Pi di quello che qualunque madre avrebbe potuto sperare. Si vide a s stessa nel suo viso. Vide che
le sue speranze su lui si erano fatte realt. Era tanto perfettamente formato Tanto alto e tanto forte
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E gli avevano fatto una macelleria. L'avevano torturato. Avevano violato e vilipeso a suo figlio. Il suo
prezioso bambino.
Ingozzandosi con un singhiozzo, pass la mano per la lunga coltellata del suo petto per bollarla. Solo allora,
quando fu perfetto un'altra volta, incominciarono a cadere le lacrime mentre metteva le labbra sulla sua
guancia per baciarlo e piangere.
Era la prima volta che l'abbracciava dal momento in che lo tir fuori dal suo ventre. Abbracciandolo forte, lo
cull sulla spiaggia e liber tutto l'orrore del suo interno.
Cercai di proteggerti, Apostolossussurr nel suo udito. Lo tentai con tutte le mie forze.
Aveva fallito miserabilmente e nel suo tentativo aveva fatto che la vita di suo figlio fosse insopportabile.
Volendo confortarlo e sapendo che era troppo tardi, cerc futilmente di scaldargli le braccia sfregandosili.
Se potesse guardarla. Sentire la sua voce. Ma mai pi marcirebbe.
E non lo sentirebbe mai chiamarla matera.
Era pi di quello che poteva sopportare.
Per favoresospir. Per favore mi gira, Apostolos. Ti giuro che questa volta ti manterr a salvo. Non
lascer che nessuno ti faccia male. Per favore, affetto, non posso vivere sapendo che ti ho ammazzato. Non
posso. Guardami, per favore.
Ma non poteva guardarla ed ella lo sapeva.
Se avesse il potere di restituirgli la vita. Ma, al contrario di suo padre, ella era nata per la distruzione. La
morte. La pestilenza. La guerra. Quegli erano i suoi doni per il mondo. Non c'era niente che potesse fare per
portare di giro della morte al che pi voleva nel mondo.
Perch? grid al cielo. Dove stavano ora i Chthonianos per esigere sangue per la morte di suo prezioso
figlio? Perch non stavano qui a nome di Apostolos?
Non gli importava. A nessuno gli importava, salvo a lei.
Ed a Xiamara che tanto aveva tentato di salvarlo. Xiamara, la sua amica pi vicina. L'unica nella quale era
stato capace di confidare. Pi unite che gemelli, pi che madre e figlia. Ed ora ella era andata via anche.
Apollymi era sola. Amaramente sola.
Cull la testa di suo figlio vicino ai suoi petti e grid tanto alto che il vento port il suono del suo grido fino ai
saloni dell'Atlantide.
Maledetto sii, Archon! Maledetto sii!
Come non aveva potuto assicurare mai che l'amava? Come aveva potuto permettere che Apostolos morisse
di questa maniera, con tanto dolore?
Aveva il cuore rotto; seppell la testa nei bagnati capelli biondi di suo figlio e pianse fino a che si esaurirono i
suoi singhiozzi.
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Allora sorse la furia e mise forti radici nel suo cuore. Ambedue erano stati traditi per i quali si supponeva che
dovevano amarli ed onorarli.
Ora dovrebbero pagare con l'inferno.
Era l'ora di portare a suo figlio a casa, a dove apparteneva. Era l'ora di fare che la suo famiglia male
chiamata sanguinasse per il suo tradimento.
Una volta tracciato la sua rotta, Apollymi vest suo figlio con la fromesta nera propria della sua posizione.
Era il suo diritto di nascita. Come figlio della Distruttrice il suo simbolo era il sole che la rappresentava,
attraversato per i tre raggi del suo potere.
Egli non era spazzatura. Egli era un dio atlante.
Ed era il figlio della Distruttrice.
Alzandolo delle onde e cullandolo nelle braccia, li spost ad ambedue fino a Katoteros.
Era un'isola circondata di isole. Tanto bella che toglieva l'alito, non c'era posto nel regno degli umano che
potesse comparrsele. In piedi nel posto pi alto dove sua madre risiedeva, il Vento del Nord gridava nel suo
nome, Apollymi percorse con la vista il paesaggio che era dovuto appartenere ad Apostolos.
Le isole scintillavano sotto la perfetta luce del sole che cercava di scaldare la sua fredda pelle. Era inutile.
L'isola della sua destra albergava le terre paradisiache dove le anime degli atlanti poggiavano fino alla sua
reincarnazione. Quella della sua sinistra era stata presa per i Carontes prima che la confinassero; al
contrario che la sua famiglia i suoi demoni erano rimasti fedeli a lei. L'avevano seguita a Kalosis.
E l'isola di fronte a lei si supponeva che andava ad essere la casa di suo figlio.
Ma il fatto di essere quella che possedeva il punto pi alto di Katoteros era quello che captava la sua
attenzione. Il punto che dirigeva ed univa tutte le isole. Era l dove si era eretto la residenza dei dei.
La residenza di Archon.
Oscurando il suo visone, si trasfer fino a l, fosse della grandiosa entrata di marmo che si alzava alto ed
orgoglioso mentre guardava al mondo dalla sua altezza. Ondate di musica e risate arrivarono fino a lei.
Musica e risate.
Altrui a quello che Lei avecinaba e dovrebbero affrontare, i dei davano una festa. Una jodida festa. Poteva
sentire l dentro la presenza di ognuno dei dei. Tutti essi. Festeggiando. Ridendo. Acclamando. Divertendosi.
E suo amato figlio era morto.
Morto!
Il suo mondo si era fatto pezzi. Ed essi ridevano.
Stringendo ad Apostolos contro s, sal le scale con ingannevole calma ed apr improvvisamente le porte coi
suoi poteri. L'entrata di marmo bianco era circolare e c'erano statue dei dei situate contro la parete ad ogni
metro e mezzo.
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Il cuore gli palpitava con furia vendicatore. Pass sul suo emblema del sole che era stato incastonato nel
suolo nel centro dell'entrata. Passando su lui, lo cambi con quello di Apostolos. Uno ad uno i raggi di
potere attraversarono il suo simbolo.
Ora il colori rosso e nero rappresentavano il suo dolore ed il sangue versato di suo figlio.
Senza vestigio di dubbio, si diresse direttamente al gioco di porte dorate che portavano al salone del trono
di Archon. Al salone dove i dei si divertivano mentre suo figlio giaceva morto dovuto al suo tradimento.
Per tutti i poteri oscuri dell'universo, non riderebbero per molto pi tempo.
Apr le porte con la forza completa della sua furia. Lo strepito risuon quando le porte si schiantarono
contro le pareti di marmo ed uscirono dai suoi cardini per cadere sul suolo perfetto e brillante.
La musica si trattenne subito.
Ogni dio nel salone gir per guardarla ed uno ad uno i suoi visi impallidirono.
Senza una parola, Apollymi cammin con suo figlio in braccia e con una calma che non sentiva, verso il palco
dove stava posizionato il suo trono nero di fianco al trono dorato di suo marito. Archon si alz avvicinandosi
e si fece ad un lato come se volesse parlare con lei.
Ella l'ignor e colloc ad Apostolos nel trono di Archon, dove doveva stare. Con mani tremule, lo sedette e
colloc accuratamente ognuna delle sue mani sulle braccia. L'alz la testa e lo ritir i capelli biondi del viso
azzurrato fino a che sembr che andava a sbattere le palpebre e muoversi in qualunque momento.
Ma mai tornerebbe a sbattere le palpebre.
Era morto.
Ed essi anche.
Il cuore di Apollymi batteva con furia mentre riuniva i suoi poteri. Un vento selvaggio soffi per il salone
alzandola i capelli, brillando egli gli occhi rossi. Divent verso i dei e li fulmin con lo sguardo mentre essi
sopportavano l'alito nell'attesa della sua ira.
Fino a che guard ad Archon.
Parl solo allora con una voce che era inframmischiata con l'odio.
Guarda mio figlio.
Egli si neg.
Guardagli, maledetto siigrugn. Voglio che guardi quello che hai fatto.
Archon trem prima di accedere ed il sollievo che vide nei suoi occhi elev ancora la sua ira ad un livello pi
alto. Come aveva ammesso nel suo letto a qualcuno tanto crudele e putrido?
Nel suo corpo?
Apollymi grugnisco:
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Le tue bastarde hanno privato della vita a mio figlio. Quelle piccole prostitute gli maledissero. E tudisse
con disprezzo nella parolaosasti proteggerli invece di proteggere il mio bambino!
Apollymi...
Non tornare mai a pronunciare il mio nomelo boll la bocca coi suoi poteri. Sta bene che abbia paura.
Ma le tue cagne bastarde si sbagliavano. Non sar mio figlio che distrugga questo pantheon. Io sar.
Apollymia Katastrafia Megola Pantokrataria Thanatia Atlantia deia oly!
Apollymi la Gran Distruttrice. Onnipotente. Morte dei Dio dell'Atlantide.
Ed allora tutti si ammucchiarono nelle porte o Lei teletransportaron fosse, ma Apollymi non ferm a
nessuno. Ricorrendo alla parte pi oscura della sua anima, boll le porte del salone. Nessuno andava ad
uscire di l fino a che ella fosse placata.
Nessuno.
Se i Chthonianos l'ammazzava per questo che cos fuori. Stava morta all'interno di tutte forme. Non si
preoccupava di niente eccetto di farloro pagare a tutti essi per la partecipazione che avevano avuto nella
sofferenza di suo figlio.
Archon cadde di ginocchia cercando di supplicare la sua piet. Ma non rimaneva niente dentro lei eccetto un
odio tanto poderoso ed amareggio che realmente poteva assaporarlo.
Gli tir all'indietro di un calcio e lo fece sfruttare fino a che non fu pi che un statua vestigio di un dio.
Basi grid quando Apollymi gir verso lei.
Ti aiuti. Ti aiutai! Gli lasciai dove mi dicesti.
Ed una merda. Piagnucolasti solo e mi arrabbiasti. Apollymi le fece esplodere nella dimenticanza.
Uno ad uno affront ai dei che una volta consider la sua famiglia e li trasform in pietra mentre la sua
furia reclamava vendetta. In vano cercarono di dominarla, perch una volta la sua ira si era slegata, non
bisognava potere nell'universo che la fermasse.
Eccetto il bambino che essi, stupidamente, avevano ammazzato. Solo Apostolos li avrebbe potuti salvare.
L'unico alce il che dubito per un momento fu suo amato nipote politico, Dikastis, il dio della giustizia. Al
contrario che gli altri, non si avvil di paura n supplic. Neanche lott con lei. Rimaneva in piedi con una
mano appoggiata nello schienale della sedia, affrontando il suo sguardo con calma, come un ugualmente.
Perch comprendeva la giustizia. Comprendeva la sua ira.
Inclinando la testa con rispetto non si mosse quando lo batt.
Ed alla fine, l stava Epithymia. Sua mezzo sorella. La dea della salute ed il desiderio. Ella era la cagna nella
quale scioccamente Apollymi aveva confidato pi che negli altri.
Apollymi l'affront con gli occhi pieni di cristalline lacrime di ghiaccio.
Come potesti?
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Piccola e fragile in apparenza, Epithymia la guardava dal suolo dove era ristretta di paura.
Feci quello che mi chiedesti. Gli lasciai nel mondo degli uomini e mi assicurai che nascesse nel seno da una
famiglia reale. Perfino tentai che la regina l'allattasse. Perch andavi a distruggermi?
Apollymi voleva tirarlo fuori gli occhi per quello che aveva fatto.
Gli toccasti, prostituta! Sapevi quello che quello gli farebbe. Essere toccato per la mano del desiderio e
non avere i poteri di un dio per resisterlo... Facesti che ogni umano che lo guardasse diventasse pazzo di
lussuria per possederlo. Come potesti essere tanto trascurata?
Allora vide la verit negli occhi di sua sorella.
Lo facesti a proposito.
Epithymia inghiott con forza.
E che cosa si supponeva che doveva fare? Ascoltasti alle Moiras quando parlarono. Proclamarono che egli
sarebbe la morte di tutti noi. Egli c'avrebbe potuti distruggere.
Pensasti che gli umano l'ammazzerebbero nei suoi sforzi per possederlo?
Una lacrima scivol per la guancia di Epithymia.
Voleva solo proteggerci.
Era tuo nipotesput Apollymi.
Lo so e lo sento.
Non tanto quanto lo senti.
Apollymi la guard con disprezzo.
Io anche. Sento essersi fidato di te con l'unica cosa che sapevi che amava soprattutto il resto. Prostituta
ingrata. Spero che le tue azioni ti perseguano per tutta l'eternit. Ed Apollymi batt sua sorella.
Ed ancora non era placata. Perfino con tutti essi morti.
Il buco nel suo interno seguiva l e doleva tanto che la cosa unica che poteva fare era gridare. Grid fino a
che ebbe la gola in carne viva. Estendendo le braccia, fece sfruttare il salone fino a che non rimase di lui pi
che rottami. Non rimaneva niente salvo i suoi ricordi delle speranze che albergava ora per suo figlio morto.
Doleva ancora.
Apollymi si ripul le lacrime del viso mentre guardava quello che aveva fatto. Non rimaneva soddisfazione
che sentire.
Solo giustizia che dispensare.
Uno meno...
Divent e si incammin all'isola dove Archon aveva creato un regno per lei.
- 346 -

L'Atlantide.
Quelli poveri tonti avevano pensato di battere ad Apollo ammazzando suo figlio ed il suo amante. Oggi si
avvilivano di paura di essere scoperti e puniti per le sue azioni. Ma non era il Greco quello che li voleva
morti.
Ella era. Il suo mecenate.
Sarebbe per la sua mano e per gli atti commessi contro suo figlio per quello che soffrirebbero e morrebbero.
Senza piet. Quell'era tutto quello che avevano dato ad Apostolos ed era tutto quello che restituirebbe loro.
Con un movimento del braccio, affond tutta l'isola nel mare ed ascolt la bellezza delle grida di orrore e le
suppliche di clemenza e liberazione mentre i venti battevano e finivano con le sue putride vite. Era la musica
pi dolce che aveva sentito. Lasciate che supplichino...
Se Apostolos e Xiamara potessero stare qui.
L'ultimo regno delle isole svan nel mare quando il sole si metteva. Apollymi gir e guard verso la terra
della Grecia.
Sarebbero gli ultimi in soffrire. Non solo gli umano che avevano fatto male al suo bambino, ma anche tutti i
jodidos e presuntuosi dei che pensavano che erano tanto intelligenti.
Soprattutto, pagherebbero le figlie bastarde di Archon. Si credevano a salvo nell'Olimpo a cura di sua
madre. Ma le tre Moiras non era niente in paragone con la figlia del Caos.
La madre della distruzione assoluta.
Le sue grida di agonia era quello che pi andava ad assaggiare.

- 347 -

Giugno 25, 9527 A.C.


Monti Olimpo

Magro e di statura piccola, con occhi e capello oscuri, Hermes vol attraverso il salone di Zeus fino a che
arriv davanti a suo padre che sembrava solo alcuni anni maggiore che egli. Hermes non era sicuro di quello
che passava ma la maggioranza dei dei stavano riuniti qui senza fare niente.
Ignorarono a Hermes fino a che parl.
Conosci il detto, "non ammazzare il messaggero?" Abbilo molto vicino al cuore.
Zeus corrug il cipiglio e si alz dalla sedia dove stava giocando a scacchi con Poseidn. Vestito con una
galleggiante tunica bianca, Zeus aveva i capelli biondi brevi e vividi occhi azzurri.
- 348 -

Che cosa succede?


Hermes fece un gesto verso la parete di finestre per dove poteva vedersi il regno degli umano.
Alcuno di voi ha dato un'occhiata alla Grecia in diciamo, un'ora o cos?
Artemide era seduta al tavolo del banchetto di fronte ad Afrodite, Atena ed Apollo e contenne l'alito quando
l'attravers un cattivo presentimento.
Apollo mise gli occhi in bianchi ed agit la mano in un gesto elegante di spensieratezza.
Che cosa? Reagiscono davanti al fatto che abbia maledetto agli Apolitas?
Hermes mosse la testa in un gesto di negazione sarcastica.
Non credo che li disturbi tanto quanto il fatto che l'isola dell'Atlantide hanno desparecido ed il dea atlante
Apollymi sta causando grandi danni nel nostro paese, distruggendo tutto ed a tutti quelli che tocca.
Hermes lanci ad Apollo un sguardo petulante. E per se avete curiosit, si dirige direttamente verso qui.
Posso sbagliarmi, ma mi sembra che la signora sia eccessivamente incavolata.
Artemide si avvil davanti alle parole.
Zeus gir verso Apollo.
Che cosa hai fatto?
Apollo rimase bianco, col paura tiendo gli occhi, tutta l'arroganza scomparso.
Ho maledetto la mia gente, non alla sua. Non ho fatto niente agli atlanti, Pap. A meno che il suo sangue
si sia mischiato con quella del mio Apolitas, sta a salvo della mia maledizione. Non la mia colpa.
Ad Artemide le fu restretto lo stomaco. Si port la mano alla bocca comprendendo a che pantheon era
dovuto appartenere Acheron. Terrorizzata davanti a quello che ella ed Apollo avevano messo in moto,
abbandon il salone dove i dei si preparavano per la guerra e torn al suo tempio per potere pensare senza
che le grida iraconde suonassero nei suoi uditi.
Che cosa posso fare?
Stava per convocare al suo koris quando le tre Moiras apparve nella sua stanza. Bambini trigemini nella
cima della bellezza della giovent, i suoi visi erano un duplicato perfetto le alcune delle altre. Ma solo quello
li univa. Il maggiore, Atropos, era fulva mentre Cloto era biondo e la piccola, Lachesis, era bruna. Erano
figlie della dea della giustizia. Nessuno sapeva con sicurezza chi il padre era, ma molti pensavano che era
Zeus.
Una cosa che sapevano tutti i dei dell'Olimpo era che queste tre ragazze erano le pi poderose di tutto il
pantheon. Perfino Zeus cercava di evitarli.
Dal momento in cui erano arrivati, faceva una decade, tutto il mondo si manteneva lontano di esse. Quando
le tre si prendevano della mano e lanciavano una predizione, si trasformava in una legge dell'universo e
nessuno era immune a lei.

- 349 -

Nessuno.
Artemide non poteva immaginarsi perch stavano nel suo tempio.
Se non vi importa, sto subito un poquitn occupato.
Lachesis la prese del braccio.
Artemide, devi ascoltarci. Abbiamo fatto qualcosa di terribile.
Era per quel motivo che i dei li temevano. Stavano facendo sempre qualcosa di terribile a qualcuno.
Quello che voglia che sia, dovr sperare.
Nodisse Atropos lugubre. Non pu sperare. Apollymi viene ad ammazzarci.
Stupita per l'informazione, Artemide corrug il cipiglio.
Che cosa?
Atropos inghiott saliva.
Non dirai mai a nessuno quello che ti contiamo. Capisci? Nostra madre ci fece giurare che manterremmo
il segreto.
Che segreto conserveresti?
Giuraci lo, Artemideesig Clothos.
Lo giuro. Ed ora ditemi che cosa sta passando. Ed in che cosa la cosa pi importante, la colpiva la.
Atropos parlava in sussurri, come se temesse che qualcuno fosse del tempio potesse ascoltarla.
Nostro padre Archon, il re dei dei atlanti. Ebbe una confusione con nostra madre Themis e c'ebbe.
Nostra madre ci comand all'Atlantide a vivere e nostro padre c'accett. Apollymi nostra matrigna ed
intenzionalmente noi maledicemmo nostro mezzo fratello quando sapemmo che andava a nascere.
Fu un incidentesciolse Cloto. Non volevamo maledirgli.
Lachesis assent.
Eravamo solo alcune bambine ed ancora non comprendevamo i nostri poteri. Non volemmo mai maledire
nostro fratello. Non volevamo, lo giuro.
Artemide rimase gelata all'interno.
Acheron? Acheron vostro fratello?
Cloto assent.
Appena Apollymi ci sopportava quando vivevamo con essi. Eravamo il promemoria dell'infedelt di nostro
padre e c'odiava per ci.

- 350 -

Non aveva senso, come neanche l'aveva la sua paura. Artemide cerc di comprendere quello che stavano
contandola.
Ma tutto il mondo sa che Archon non gli stato mai infedele a sua moglie.
Lachesis sbuff.
Quella la bugia che mantiene i dei atlanti affinch Apollymi non faccia loro male. Non comprendi la cosa
poderosa che . Pu ammazzarci senza sbattere le palpebre. Tutti i dei temono il suo potere. Perfino Archon.
tanto infedele come la maggioranza degli uomini e per quel motivo stiamo cos.
Ci vuole morteriprese Cloto.
Ancora Artemide stava cercando di assimilare la storia.
Come esattamente malediceste ad Acheron?
Fummo tanto stupidedisse Atropos. Quando Apollymi incominci a dare segni della sua gravidanza
parliamo impulsivamente e concediamo ad Apostolos il potere del destino finale. Dicemmo che sarebbe la
morte di tutti noi e sembra che stiamo per vedere la nostra sparizione.
Artemide era ancora pi confusa.
Ma egli non chi vi minaccia. sua madre.
Cloto assent.
E c'ammazzer a tutti per la parte che ci tocca nella maledizione. Compresa tu.
Io non ho fatto niente!
Atropos si prese gioco di lei mentre i giovani la circondavano.
Sappiamo quello che hai fatto, Artemide. Lo vedemmo tutto. Gli facesti perfino pi male che noi. Gli
ritornasti la schiena quando Apollo lo sventr sul suolo ed Apollymi lo sa.
La paura l'attravers. Se quello che dicevano era corretto, non ci sarebbe nessuna piet da parte di
Apollymi. Veramente, non si meritava piet, ma d'altra parte, realmente Artemide non voleva morire.
Che cosa possiamo fare? Come la sconfiggiamo?
Atropos sospira pesantemente.
Non puoi sconfiggerla. onnipotente. L'unico che poteva uguagliare i suoi poteri era suo figlio.
In quello caso, avevano problemi seri dato che Acheron era morto. Non poteva qualcuno c'essere la cosa
detta prima che gli lasciasse in mani di Apollo? Questa informazione arrivava tardi un pochino e sarebbe
potuto essere molto pi vantaggiosa a prima ora del giorno.
Siamo morte. Artemide prese alito mentre le immagini di s stessa essendo sventrata dalla madre di
Acheron correvano per la sua mente.

- 351 -

Nodisse Clotho con fermezza scuotendola per il braccio. Tu puoi portargli di giro.
Artemide guard la donna col cipiglio corrugato.
Sei diventato matta? Non posso portargli della morte!
S che puoi. Tu sei l'unico che ha il potere.
No. Non l'ho.
Atropos la grugn.
Bevesti il suo sangue, Artemide. Assorbisti qualcosa del suo potere.
Clotho assent.
Egli il Destino Finale. Pu resuscitare ai morti, quello che significa che tu anche.
Artemide inghiott con forza.
Siete sicure?
Le tre assentirono all'unisono.
Ancora cos, Artemide non era sicura. Ovviamente che aveva assaggiato i poteri di Acheron, ma quell'in
questione era riservato per un gruppo scelto di dei e se fallivano portandogli di giro...
Potrebbe peggiorare solo la situazione.
Atropos la prese del braccio.
I dei atlanti utilizzarono i suoi poteri combinati per legare ad Apollymi. Finch Apostolos vive nel mondo
degli umano, ella sar rinchiusa in Kalosis.
Lachesis la prese dell'altro braccio ed assent.
Gli portiamo di giro e la rinchiudiamo un'altra volta.
Staremo a salvogli disse Clotho. Tutti noi.
Sarai la salvatrice del pantheondissero le tre all'unisono.
Aveva in realt un'altra uscita? Prendendo profondamente alito per darsi coraggi, Artemide assent.
Che cosa devo fare?
Dovrai fare che beva il tuo sanguedisse Atropos come se fosse la cosa pi facile da fare del mondo.
E come lo faccio?
Col nostro aiuto.

- 352 -

Acheron giaceva nel suolo con tranquilla serenit, insensibile finalmente al suo passato ed il suo presente.
Stava in pace di una forma in che non l'era stato mai. Le pareti della grotta lo difendevano delle voci degli
altri. Neanche i dei stavano nella sua testa.
Per la prima volta nella sua vita, aveva un silenzio totale.
Non gli doleva il corpo, non sentiva pena. Niente. E gli piaceva questa sensazione di tranquillit.
Acheron?
Si tese sentendo la voce di Artemide. Ovviamente, la cagna andava a disturbarlo nel suo paradiso. Non
andava mai a lasciargli in pace.
Maledetta sii.
Cerc di dirgli che andasse via, ma delle sue labbra usc solo un roco gracchio. Toss cercando di rischiararsi
la gola per parlare.
Ma le parole non uscirono. Che cosa stava passando? Perch l'avevano tolto la voce?
Artemide gli cominci un sguardo tenero e preoccupato apparendo davanti a lui.
Dobbiamo parlare.
Egli la separ ma ella si rifiut di andare via.
Per favoregli chiese con un sguardo che avrebbe dissolto la sua risoluzione solo alcuni giorni prima. Ma
quella preoccupazione per lei era svanita. Solo alcune parole e ti lascer in pace. Per sempre, se vuoi.
Come andavano a chiacchierare se non poteva parlare?
Ella gli avvicin un bicchiere.
Beviti questo e potr parlare con te.
Furioso con lei e volendo scaricare su lei il suo colera, prese il bicchiere e vuot il contenuto senza
assaggiarlo almeno.
Vieti il Tartaro e marciscigli grugn grato che questa volta potesse notare il veleno nella sua voce.
Allora pass qualcosa. Il dolore ed il fuoco lacerarono il suo corpo come se qualcosa stesse incendiando i
suoi organi interni. Ansimando, guard Artemide.
Ed ora che cosa mi hai fatto?
Non c'erano piet n rimorso nel suo sguardo.
Quello che doveva fare.
Faceva un momento stava nella tranquilla oscurit dei domini di Hades ed al seguente stava in piedi nelle
spiagge di Didymos, non lontano da palazzo.
O di quello che rimaneva di lui.
- 353 -

Confuso, guard alla sua periferia cercando di capire che gli aveva passato. Ma prima di potere indovinarlo
un dolore bruciante l'attravers con tale ferocia che gli mise in ginocchio sulle onde.
Acheron ulul, desiderando che passasse.
Improvvisamente, Artemide stava davanti a lui. Prendendolo con le braccia, lo sostenne fortemente mentre
le onde rompevano su essi.
Doveva portarti di giro.
L'allontan dal suo lato mentre guardava alla sua periferia gli ardenti resti di Didymos.
Che cosa hai fatto?
Io non sono stato. stato tua madre. Ha distrutto tutto ed a tutti quelli che stettero vicino a te. E viene
all'Olimpo ad ammazzarci. per quel motivo che ti ho portato di giro. C'avrebbe ammazzati a tutti se non lo
faccio.
La guard con tale furia che fu sicuro che i suoi occhi erano rossi.
E pensi che mi importa qualcosa? allontan lo sguardo da lei e si ferm in secco con la pena ritorcendo
il suo stomaco. L'agonia fece che si piegasse su s stesso e lottasse per recuperare l'alito.
Artemide gli fu avvicinato lentamente. Rimase fermata guardandolo.
Io non ho il controllo, Acheron. Ti ho vincolato a me col mio sangue. Mi appartieni.
Quelle due parole incendiarono il suo colera. Sentiva il caldo familiare strappandolo mentre la sua
apparenza umana cedeva passo alla sua forma di dio. Alzandosi sul dolore, estese la mano e prese Artemide
in una ferma legatura.
Sottovaluti seriamente i miei poteri, cagna.
Ella strinse la sua mano cercando di sciogliersi della sua impugnatura animale.
Ammazzami e ti trasformerai nel peggiore mostro che possa immaginarti. Hai bisogno del mio sangue per
mantenere la saggezza. Senza lei, ti trasformerai in un assassino senza coscienza che cerca unicamente
distruggere chi ami che entri in contatto con te, come tua madre.
Acheron rugg di frustrazione. La cagna aveva pensato a tutto. Perfino essendo un dio, era un schiavo.
Ti odio.
Lo so.
L'allontan da lui e gli diede la schiena.
Acheron, hai sentito quello che ti ho detto? Dovrai alimentarti di me.
L'ignor ed intraprese la camminata dalla spiaggia fino alla collina dove, una volta, si era alzato il palazzo
reale. Ora non rimaneva di lui pi che ceneri ardenti e pietre rotte. C'erano dappertutto corpi di domestici e
mercanti.
- 354 -

Con gli occhi pieni di lacrime, cammin per tra i rottami, cercando un segno di Ryssa o di Apollodorus.
Spiacente e rotto, utilizz i suoi poteri per ritirare le pietre ed i marmi fino a che scopr quella che era stato
la sua stanza.
L, tra le rovine trov tre dei diari che tanto meticolosamente conservava. Erano un po' bruciacchiati per il
fuoco ma, miracolosamente, erano intatti. Apr in primo luogo l'e vide la sua scrittura infantile descrivendo il
giorno in che egli era nato e l'allegria che sentiva avendo fratelli gemelli. Si ripul le lacrime e lo chiuse,
impiegandosilo vicino al cuore come se sentisse la sua voce attraverso le parole.
Sua preziosa sorella era andata via ed era per colpa sua.
Dolorante per questa verit, vide uno dei pettinini di argento che gli aveva regalato.
La raccolse e la port alle labbra.
Sento ti avere fallito, Ryssa. Mi dispiace.
Si sedette l e si rese conto di quanto patetico era che tutto quello che rimaneva di una vita tanto vibrante
ed un'anima tanto bella fosse cose tanto minuscole. Tre diari ed un pettinino rotto. Quell'era tutto quello
che rimaneva di sua preziosa sorella. Tirando indietro la testa, pianse di pena.
Apostolos... per favore, non piangere.
Sent la presenza di sua madre.
Che cosa hai fatto, Matera?
Voleva che pagassero per c'esserti fatto danno.
Per caso importava? Quello che gli avevano fatto non era niente comparato con quello che si era fatto
questo giorno.
Ed ora appartengo ad Artemide.
Il grido di sua madre fece eco al suo.
Come?
Mi ha vincolato a lei col suo sangue.
Poteva sentire la sua propria ira nella voce di sua madre.
Mi vedono, Apostolos. Liberami e distrugger quella cagna e le bastarde che ti maledissero.
Acheron scosse la testa. Dovrebbe farlo. Indubbiamente dovrebbe. Non si meritavano un'altra cosa. Ma
ancora cos, non poteva decidersi a distruggere il mondo. Ad ammazzare gente innocente.
Sua madre apparve davanti a lui come un'ombra semitrasparente. Acheron contenne l'alito vedendola per
la prima volta. Era la donna pi bella che non aveva visto mai. I suoi capelli, bersaglio come la neve appena
caduta, era soggetta per una corona che risplendeva di diamanti. I suoi occhi pallidi ed argentature
rigiravano come quelli suoi. Il suo vestito nero galleggiava sul suo corpo estendendo la mano verso lui.

- 355 -

Cerc di toccarla, ma la mano pass alla sua inclinazione.


Sei mio figlio, Apostolos. L'unica cosa nella mia vita che ho amato in realt. Avrebbe dato la mia vita per
la tua. Mi vedono, il mio bambino. Voglio abbracciarti.
Tesoreggi ogni parola che disse.
Non posso, Matera. Non posso se quello significa sacrificare il mondo. Mi rifiuto di essere tanto egoista.
Perch proteggere un mondo che si dato la schiena?
Perch io so quello che si sente essere punito per cose che non sono la tua colpa. Io so quello che che ti
forzino a fare cose brutte e contro la tua volont. Perch imporrebbe cos qualcosa agli altri?
Perch la cosa sarei giusto!
Guard verso i corpi sparsi che c'era intorno a suo.
No. Sarebbe solo crudele. La giustizia degli umano sta pi che servita.
Gli occhi di lei fiammeggiarono con ira.
Ed Apollo ed Artemide?
Egli strid i denti davanti alla menzione dei suoi nomi.
Hanno il potere della luna ed il sole. Non posso distruggerli.
Io s.
E quello distruggerebbe la terra intera ed ai quali vivevano in lei. Per quel motivo non poteva liberarla.
Non sono meritevole che sleghi il fine del mondo, Matera.
Gli occhi di lei gli bruciarono con la sua sincerit.
Per me lo sei.
In quello momento, avrebbe venduto la sua anima per potere abbracciarla.
Ti voglio, Mamma.
N da vicino a come ti voglio io, m'gios.
M'gios. Mio figlio. Aveva aspettato tutta la sua vita a che qualcuno gli reclamasse. Ma per quanto amasse
sua madre, non finirebbe col mondo per ci.
Un vento freddo si alz improvvisamente intorno a suo, lacerando i suoi vestiti e rimescolandolo i capelli ma
senza fargli danneggio. Il mondo alla sua periferia svan e si trov su suolo strano. L'immagine di sua madre
sbatt le palpebre al suo fianco.
Questo Katoteros. Il tuo diritto di nascita.

- 356 -

Corrug il cipiglio davanti alla pila di rottami.


Sta in rovine.
Ella gli lanci un sguardo imbarazzato.
Era un po' disgustata quando venni.
Un po'?
Chiude gli occhi, Apostolos.
Fidandosi completamente di lei, li chiuse.
Prende aria.
Prese profondamente alito ed allora sent sua madre dentro lui. I suoi poteri si mischiavano coi suoi ed in un
scintillio, le rovine si unirono per formare un bel palazzo di oro e marmo nero. La presenza di sua madre
tirava di lui.
Benvenuto a casa, palatimos. Caro.
Le porte si aprirono ed Acheron li attravers. I suoi vestiti cambiarono. I capelli gli crebbero, lungo e nero ed
un abito lungo e sciolgo galleggiava dietro lui camminando sul suolo di marmo bianco. Si ferm davanti al
segno del sole attraversato per tre raggi.
Sua madre si trattenne quando si rese conto che stava studiandolo.
Il sole di oro il mio simbolo e rappresenta il giorno. I raggi di argento rappresentano la notte. Il raggio
della sinistra sono io ed il passato, quello della destra tuo padre ed il futuro. Tu sei il raggio del centro che
c'unisce e noi lega tre e il presente. Questo il simbolo del Talimosin e rappresenta il tuo dominio sul
passato, il presente ed il futuro.
Corrug il cipiglio davanti al termine atlante.
L'Araldo?
Ella assent.
Tu, Apostolos. Tu sei il Talimosin. Il destino finale di tutto. Le tue parole sono legge e la tua ira assoluta.
Fa' attenzione con quello che dici perch quello che dica, perfino senza volere, determiner il destino della
persona con la quale parli. un carico e non l'avrebbe messa mai sulle tue spalle. Ed odio quelle cagne per
c'essere la cosa fatta. Ma non posso disfare quello che si dato. Nessuno pu.
Esattamente, quali sono i miei poteri?
Non lo so. Te li tolsi e non li studiai mai per paura di esporrti agli altri. So solo quello che le figlie di Archon
predissero. Ma imparerai col tempo. Desidererebbe solo che me venissi per potere aiutarti fino a che sia pi
forte.
Matera...

- 357 -

Lo so gialz la mano. Ti rispetto per essere l'uomo che sei e sono orgogliosa di te. Ma, se cambi
opinione, sai dove sto.
Egli gli sorrise.
Frattanto, tutto questo tuo.
Acheron guard alle statue ed in qualche modo, seppe chi tutti erano ed ognuno di essi. Avvicinandosi alle
porte dorate, vide l'immagine di sua madre alla sinistra e di Archon alla destra.
Attraverso le porte aperte vide i resti dei dei dove sua madre li aveva attaccati. Erano congelati nell'orrore
dei suoi ultimi momenti.
Sua madre non mostr il pi minimo rimorso per quello che aveva fatto loro.
Se la sua vista si disturba, c' una stanza sotto la sala del trono dove puoi metterli. Mentre io sono
rinchiuso in Kalosis, i miei poteri non mi permettono di portarli l. Ma tu non dovresti avere problemi.
Chiudendo gli occhi, desiderio che le statue non stessero. In un istante, erano spariti. Non aveva nessuna
voglia di vedere le immagini della gente che lo voleva morto.
Sua madre sorrise aprobadora.
Dovresti avere l'abilit di andare e venire dal regno degli umano a questo a volont. Troverai che
Katoteros un posto grande con aree inesplorate. Nelle cime delle montagne fa molto vento... e nel punto
pi al nord puoi sentire la voce di tua nonna, il Vento del Nord. Zenobi ti sussurrer e ti aiuter nella mia
assenza. In qualunque momento che abbia bisogno di consolazione, vedi l e lascia che ti abbracci.
Grazie, Matera.
Devo andare via gi e lasciare che ti adatti. Se hai bisogno di me, chiama ed apparir.
Inclin la testa davanti a lei mentre svaniva e gli lasciava solo in questo posto strano.
Era tanto strano stare qui che gli port un tempo abituarsi. Chiudendo gli occhi, poteva vedere ai dei come
erano stati. Sentiva l'eco delle sue voci nel pi deboli dei sussurri. E quando apr gli occhi, erano andati via e
non sentiva niente.
Si mosse per la stanza e si rese conto che portava una specie di calzamaglie di cuoio.
Pantaloni.
Che strano sapere i nomi di tutto e di tutti senza almeno tentarlo. Qualunque informazione che necessitasse,
l'aveva istantaneamente.
Attraversando la stanza, si avvicin al trono nero e dorato... quello di Archon. Un'immagine del corpo morto
di Archon apparve nella sua mente. Al momento, Acheron era seduto nel trono, guardando la stanza
risplendente e vuota. Bench decorata ed orata, era sterile.
Non c'era vita nel palazzo. Non c'era consolazione.

- 358 -

Si alz ed una lunga bacchetta apparve al suo fianco. Di circa due metri da lontano, aveva il suo emblema in
oro ed argento nell'estremo superiore. C'erano parole atlanti iscritte nel soave legno.
Per questo, il Talimosin sar conosciuto. Lotter per lui stesso e per altri. So forte.
So forte. Strinse i denti davanti alle parole che Xiamara gli aveva sussurrato. Afferrando fermamente la
bacchetta, Lei teletrasport a punto pi al nord delle montagne. Il sole stava incominciando a mettersi ed i
venti frustavano il suo formesta dietro lui. Afferr forte la bacchetta e guard dall'alto in basso verso il
palazzo che si alzava sotto.
Allora l'ascolt.
Apostolos... sente la mia forza. Sar tua quando abbia bisogno di lei.
Sorrise sinistramente all'opinione la carezza di sua nonna nella pelle. Ora la sua visione raggiungeva molto
pi che la visione umana. Sentiva il polso dell'universo nelle sue vene. Sentiva il potere della fonte
primordiale e per la prima volta assunse il suo posto nel cosmo.
Sono il dio Apostolos. Sono la morte, la distruzione e la sofferenza. E sar quello che porti il Telikos, il fine del
mondo.
Quello se riusciva ad imparare ad utilizzare i suoi poteri. Acheron rise davanti a questa verit.
Si fece il giro ed incominci a discendere dalla montagna verso la sala del trono del palazzo di Archon. No,
ora era suo. La tristezza lo fu affondato molto dentro dando si racconta che bench sua madre e sua nonna
stessero con lui in spirito, continuava ad essere solo nel mondo.
Completamente solo.
Rimase congelato sentendo che qualcosa si muoveva dietro il trono. Era un suono come se qualcuno
girovagasse, come un roditore molto grande. Col cipiglio corrugato Lei teletransport verso lui, preparato
per ammazzare a quello che voglia che osasse profanare la sua nuova casa.
Quello che trov gli lasci completamente attonito.
Era un piccolo demonio con la pelle come di marmo rosso e bianco ed allungo capelli neri. Alcuni piccole
corna rosse emergevano per tra i riccioli aggrovigliati, alz la vista per guardarlo con occhi rossi costeggiati
di arancia.
Sei tu il mio akri? domand con tono infantile.
Non sono l'akri di nessuno.
Oh. guard alla sua periferia. Ma akra mi invi qui. Disse che il mio akri starebbe aspettandomi. La
Simi confusa. Ho perso mia mamma ed ora la Simi necessita al suo akri. Si sedette nel suolo ed
incominci a piangere.
Acheron lasci la bacchetta e prese in braccia alla piccole.
Non piangere. Tutto va bene. Troveremo tua madre.

- 359 -

Ella neg con la testa.


Akra disse che la mamma della Simi morta. Quelli malvagi greci hanno ammazzato la mamma della
Simi. Ora la Simi necessita che il suo akri la voglia.
Acheron la cullava dolcemente nelle braccia quando l'ombra di sua madre apparve davanti a lui.
Sua madre sorrise loro.
Egli il tuo akri, Simi.
Acheron la guard col cipiglio corrugato.
Che cosa?
Sua madre era la tua protettrice, Xiamara. Come tu, Simi solo nel mondo, senza nessuno che la curi. Ha
bisogno di te, Apostolos.
Guard quegli occhi grandi che si divoravano il viso piccolo e semibreve del demonio. Lo guard sbattendo
le palpebre con la stessa fiducia ed innocenza di Apollodorus. E fu perso in quell'amoroso sguardo che n lo
giudicava n lo condannava.
Vincolati con lui, Simi. Protegge mio figlio come tua madre mi protesse.
L'idea di legarsi a qualcuno terrorizz ad Acheron. Non voglia che nessuno fosse schiavizzato a lui.
Non voglio un demonio.
La getteresti nel mondo suola?
No.
Allora tua.
Prima che potesse tornare a protestare, sua madre svan.
Simi si accoccol contro lui ed appoggi la testa sulla sua spalla.
Sento la mancanza di mia mamma, akri.
La colpa gli batt davanti alle sue parole mentre l'abbracciava forte. Se non fosse per lui, ancora sua madre
sarebbe viva per curarla.
Dove sta tuo padre, Simi?
Mor prima che la Simi nascesse.
Allora io sar tuo padre.
In realt? domand speranzosa.
Egli assent, sorridendo.

- 360 -

Ti giuro che non ti mancher di niente.


Il suo innocente sorriso gli scald il cuore.
Allora la Simi ha il migliore akri-pap del mondol'abbracci forte. Simi ama il suo akri. Non appena
le parole uscirono dalla sua bocca svan come sua madre. Ma sparendo, la sua pelle giusto sul suo cuore,
arse.
Zittendo, Acheron apr la sua tunica e trov un piccolo drago di colori adornando la sua pelle. Lo tocc con
cautela e sent la risata di Simi nella sua testa. Il tatuaggio intraprese una salita per la pelle verso il collo. Il
movimento gli fece solletico fino a che si stanzi nella sua clavicola.
Ora Simi parte di te, Apostolos. Finch sta nel tuo corpo non potr parlarti a meno che la chiami. Ma
potr monitorizzare i tuoi segni vitali. Se percepisce che stai in pericolo, apparir davanti a te in forma di
demonio per proteggerti.
Ma solo un beb.
Perfino essendo un beb, letale. Non ti sbagliare. Di natura i Carontes assassino. Sar affamata e
dovrai alimentarla spesso. Se non lo fai, si manger perfino quello che abbia a mano, a te. Assicurati che
non sia troppo affamata. E la cosa ultima che devi sapere che la sua specie invecchia lentamente. Appena
un anno di sviluppo in un umano equivale a cento anni dei suoi.
Quello non suonava bene.
Che cosa stai dicendo?
Il tuo Simi ha circa trecento anni.
Acheron ansim davanti all'informazione.
Non dovrebbe stare con un altro demonio che possa allenarla?
Tu sei tutto quello che ha nel mondo. Bada a lei. Come hai detto, ora sei suo padre. Tu sarai chi le insegni
tutto quello che debba sapere.
Acheron mise la mano sul tatuaggio della sua spalla. Era padre...
Ma come potrebbe allenare e proteggere il suo figlia demonio se neanche sapeva come usare i suoi propri
poteri?

- 361 -

30 Giugno, 9527 AC
Atene, Grecia

Acheron era disperato per trovare cibo per Simi. Egli si era svegliato quella mattina dopo che ella lo
mordesse la mano. Fortunatamente, l'aveva fermata prima che facesse un'altra cosa che perforarlo la pelle.
Si suppone che non devi mordere tuo padre, Simigli disse gentile, ma fermamente.
Ma la Simi era affamata ed akri stava coricato l, quieto e con aspetto appetitoso.
- 362 -

E pens che la cosa peggiore che poteva passare era verta appetitoso per gli eccitati umani
Ma ora, mentre percorrevano le strade di quello che una volta fu una gran citt, si rese conto dell'enorme
danno che sua madre aveva fatto nel breve tempo che fu sciolta. Il mondo che egli conosceva era andato
via. Strade ed edifici erano stati spianati. La gente giaceva morta per tutta la Grecia
Apollymia Katastrafia Megola.
Apollymi la Gran Distruttrice. Mentre una piccola parte si sentiva compiaciuta per il suo amore, l'altra si
inorridiva per quello che aveva fatto. Tante vite perse. Il mondo intero disperso in rovine. Tutta l'Atlantide
era ora persa. L'umanit era retrocessa all'Et di Pietra. Tutta la sua tecnologia ed attrezzi persi.
I sopravvissuti piangevano nelle strade che i dei li avevano abbandonati, quando la verit era che sarebbe
stato meglio se cos fosse stato. Tutti essi erano stati sfortunate vittime di una guerra che neanche
sapevano che aveva litigato.
Afferr la mano di Simi mentre camminavano per i paraggi, cercando un mercato. In forma umana, ella si
vedeva molto simile a lui. Ambedue avevano lungo capello nero e mentre i suoi occhi erano degli stessi
argentato cangiante, quelli di lei erano di un azzurro chiaro. Sembrava una piccola bambina di passeggiata
con suo pap.
Hey Simi. Ti trovai qualcosa affinch mangi.
Acheron gir all'improvviso verso la profonda voce maschile che li chiamava. C'era un uomo alto, di capello
oscuro con barba spessa. La sua pelle era oscura come quella di un Sumero, bench parlasse un greco
impeccabile. Acheron mantenne a Simi oltre a lui per evitare che corresse verso lui.
Chi sei tu?
L'uomo avanz attorno ad una colonna caduta per inginocchiarsi di fronte a Simi. Mise un cesto ai suoi
piedi, scoprendo fette di pane, pesce e formaggio.
So che sei affamata, dolcezza. Prendilo.
Simi sciolse un cigolio di piacere prima di saltare sul cibo con accanimento.
L'uomo si alz ed offr il suo braccio ad Acheron.
Il mio nome Savitar.
Acheron corrug il cipiglio davanti al tatuaggio di un uccello che segnava prima il suo avambraccio che lo
scuotesse.
Come conosci a Simi?
Un angolo della sua bocca si alz.
Conosco molte cose, Acheron. Sono venuto ad aiutarti a che impari i tuoi poteri e che comprenda al tuo
demonio Simi. Ella ancora troppo giovane per essere lasciata ad un'insensibile attenzione e la cosa ultima
che volesse vedere per quel motivo ad uno del due ferito.

- 363 -

Non la ferirebbe mai.


Lo so, ma i Carontes ha bisogno speciale che devi capire. Altrimenti, ella potrebbe morire come tu.
Acheron sent rizzarsi le pelurie della nuca e non seppe perch. C'era qualcosa circa quell'essere che
sbatteva con la sua divinit e lo faceva cauto.
Stai minacciandomi?
Savitar rise.
Io non minaccio mai. Semplicemente ammazzo a quelli che mi disturbano. Rilassati, Atlante. Sto qui come
tu amico.
Una volta che Simi aveva divorato fino all'ultima briciola, Savitar la prese nelle sue braccia per caricarla
mentre camminavano tra le abbattute strade.
ella impressionante, no?
Mia madre o Simi?
Savitar rise.
Entrambe, ma io stavo parlando di tua madre.
Acheron guard intorno e sospir davanti alla distruzione che sua madre aveva causato.
S, lo E mentre camminavano Acheron si rese conto di qualcosa. Non posso ascoltare i tuoi pensieri.
No, non puoi. E non lo farai mai. Troverai che alcuni degli alti esseri dell'universo saranno silenziosi per te.
Alcuni dei, demoni ed altre creature speciali. Tutti abbiamo segreti, ma sar riconfortante per te sapere che
neanche la maggioranza sar capaci di ascoltare i tuoi.
Quell'era riconfortante.
Puoi ascoltarli tu?
La risposta che cerchi non, ma la verit che ti ascolto, Acheron, e s, so ogni busta il tuo passato.
Egli maledisse davanti a quello che non voleva sapere.
Che cosa ci sono degli altri? Conosceranno essi il mio passato?
Alcuni lo farannoSavitar cambi a Simi braccio, dopo fece una pausa per guardarlo. A me non mi
interessa il tuo passato, Acheron. il tuo futuro quello che mi importa di te. Voglio essere sicuro che hai uno
e che comprendi quanto importante sei per il bilancio di potere.
Bilancio di potere? Non capisco.
Apollo maledisse al suo Apolitas.
E mia madre li assassin a tutti.

- 364 -

Savitar scosse la sua testa.


Molti morirono con l'Atlantide, ma ci sono migliaia di essi che sono sparsi per il Mediterraneo e che vivono
ora in altri paesi, tra essi il proprio figlio di Apollo, Strykerius. Tutti essi sono stati maledetti per morire nel
suo ventesimo settimo compleanno. Tutti essi.
Allora, come che hanno un problema? Se essi morranno in alcuni anni, saranno estinti.
Savitar accarezz la testa di Simi prima di riannodare la camminata.
Non muoiono, Acheron. Vivranno e procreeranno molte volte.
Come?
Savitar sospir prima di rispondere.
Una dea li guider ed insegner loro come cacciare le anime umane per evitare la maledizione di Apollo.
Acheron era colpito.
Non capisco. Perch qualcuno farebbe tale cosa?
Perch l'universo complicato e c' un delicato bilancio in tutte le cose che deve essere mantenuto.
S, ma se tu sai che quelle persone morranno, non puoi fermare la dea che li insegner?
Marcirebbe. Ma quello potrebbe sfilare l'essenza stessa dell'universo.
La frustrazione corse attraverso Acheron. Non capiva. Come qualcuno fallirebbe in aiutare ad altro se aveva
il potere per farlo?
Savitar prese una pietra del suolo e la sostenne nella sua mano.
Dimmi, che cosa succederebbe se io lancio questo con tutto il mio potere?
Acheron corrug il cipiglio fino a che vide l'immagine nella sua testa. Era la pietra viaggiando attraverso
l'aria acceler fino a che batt un uomo nella spalla, ferendolo. No, non qualunque uomo. Un soldato. Il
suo braccio ora inservibile, la ferita fatta per la pietra lo forz ad incominciare a pregare
Otto persone morirono perch il soldato non pot proteggerli oramai in battaglie che neanche
litigherebbero in anni venturi. Ma furono quelle persone che morirono
E questo continua senza cessaredisse Savitar. Una piccola decisione: lancio la pietra o lo sciolto? E
migliaia di vite cambiano per un'innocua decisione. Egli lasci che la roccia cadesse a terra.
Era ora inoffensiva un'altra volta e la storia si iscrisse come si supponeva che doveva essere.
Savitar sorrise a Simi che era rimasto dormita nelle sue braccia.
Tu ed io siamo maledetti in comprendere come la pi piccola delle decisioni fatte per ogni essere pu
colpire il resto dell'universo. Io so che quello che dovrebbe succedere deve succedere. E se io fermo
qualcosa di tanto semplice come lanciare una pietra, quello potrebbe trascinare fatali conseguenze.

- 365 -

Tuttavia, a differenza di te, non vedo il futuro fino a dopo che agisco. Nel momento in cui faccio qualcosa,
allora vedo tutto spiegato da quello punto. Sei fortunato. Tu vedi al futuro prima di agire.
Ma non vidi la morte di mia sorella.
No. I Destini Greci, quando ti maledissero, ti accecarono al futuro dei pi vicino a te. Chiunque che ti
importi sar tu punto cieco.
Quello non sta bene.
Buono, ragazzo, rafforzati. Questo ancora peggio. Neanche sarai capace di vedere il tuo proprio futuro o
il futuro di qualcuno che colpisca seriamente il tuo.
Acheron strinse i denti davanti a quell'ingiustizia.
Puoi vederlo tu?
per quello che sto qui.
Allora dimmi quello che vedi.
Savitar neg con la testa.
Solo perch possa, non significa che debba. Se sapessi quello che c' nel tuo futuro, eviteresti di fare le
stesse cose che devi fare affinch tutto si sviluppi appropriatamente. Una piccola ed innocua decisione ed il
tuo destino si vedr distorto per sempre.
Ma tu puoi vedere il tuo futuro.
Solo dopo c'essere stata la cosa messa in azione e non posso cambiarlo.
Acheron scosse la sua testa mentre deliberava chi stava pi maledetto. Quello che era cieco o quello che
vedeva ma non aveva potere fermarlo.
Savitar l'applaud nella schiena.
So quanto confuso deve essere per te avere tutto questo potere e conoscenza e non sapere come
canalizzarlo. O sparirlo.
Acheron assent.
difficile.
Savitar sorrise.
per quel motivo che la prima cosa che insegno ti come litigare.
Perch litigare?
Savitar rideva mentre camminavano.
Perch hai bisogno di lui. Una guerra si avvicina, Acheron, e devi essere preparato.

- 366 -

Una guerra? Che classe di guerra?


Savitar si ricus a rispondere. Invece di quello, scosse a Simi per svegliarla.
Piccola, necessito che ritorni col tuo akri e sta' con lui mentre litiga. Non ti preoccupare, solo una lotta
falsa. Non necessario che esca a proteggerlo.
Simi assent assopito prima di ubbidire. Ella si incastr nel braccio di Acheron.
Muoviti, Simigli disse Savitar. Vedi al suo collo dove non sia battuta.
Acheron si corrug davanti ai suoi ordini.
Pu sentire un colpo quando sta nella mia pelle?
S. E se ella pugnalata mentre sta l e quello si ferisce, la ferir anche. Protegge il tuo demonio, ragazzo.
La cosa seguente che Acheron seppe, che stavano in una spiaggia.
Takeshi!grid.
Un fumo nero si affoll nella terra.
Acheron fece indietro un passo quando il fumo si rischiar rivelando ad un uomo in armatura non aveva
visto mai come prima. Rosso sangue, era fatto in brillante metallo. Scandalose lamette intagliate si
curvavano sulle sue spalle mentre un pezzo del collo arrivava a coprire la parte inferiore del suo viso. Tutto
quello che poteva verta erano i suoi occhi ed un rosso tatuaggio ornamentale che era disegnato attraverso
davanti suo.
Il suo capello nero aveva punte tinte di rosse. I suoi occhi esoticamente inclinati come un gatto selvaggio,
erano profondi, rosso sangue. Ma nel momento in cui quegli occhi si incentrarono in Savitar, si illuminarono
con amicizia. Il metallo attorno al suo collo si pieg verso sotto al suo bel viso mostrando non ad un uomo
maggiore di un anno o due che Acheron.
Savitar-sanlo salut con un sorriso storto. Ha passato molto tempo.
Savitar inclin la sua testa verso lui.
E chiamando per un favore.
Con una mano riposandosi nell'impugnatura dalla sua spada, Takeshi scricchiol mentre osservava attorno
alla spiaggia.
Sav, devi smettere di fare questo. Sto rimanendo senza posti per mettere i corpi.
Savitar rise.
Niente di quello. Fece indietro un passo per permettere che i due si valutassero. Takeshi, ti presento
ad Acheron. Acheron, questo Takeshi-sensei. Ascoltalo ed egli ti insegner a lottare in forme che non puoi
immaginare.
Takeshi strinse il suo sguardo su Acheron.
- 367 -

Mi faresti allenare ad un nuovo dio?


Savitar si inclin e sussurr a Takeshi qualcosa che non pot sentire.
Takeshi assent.
Come desideri, fratello. Avvicinandosi ad Acheron, sorrise e batt il bastone delle mani di Acheron.
Lasci scappare un sospiro di scontento. Ho molto da insegnarti. Vedono ed impara l'arte della guerra
della quale l'invent.
Arrogante, Acheron avanz verso lui, dopo tutto era un dio, sicuramente poteva litigare. Al meno quello
pensava fino a che Takeshi lo fiss alla terra con un movimento tanto rapido che neanche si rese conto che
l'uomo aveva messo in azione fino a che non stette di fronte nella sabbia.
Non togliere mai gli occhi del tuo rivaledisse Takeshi facendo indietro un passo per permettere ad
Acheron di alzarsi. E non pensare mai che non devi lavorare per una vittoria. Ancora ora, potresti
sorprendermi.
Acheron corrug il cipiglio.
Takeshi mise gli occhi in bianchi.
Sorprendimi Atlante. Attacca. Questo non un ballo di festa.
Acheron fu verso lui ed un'altra volta, atterr di fronte nella sabbia.
Sai, questo non sta dandomi fiducia. In realt, credo che semplicemente mi lanciassi qui un momento e
prender il sole.
Takeshi rise e dopo l'applaud nella schiena.
Alzati, Acheron. Guard sulla sua spalla a Savitar che era ora seduto in una roccia osservandoli. non
si arrabbia facilmente. Quello buono.
Acheron rise amaramente.
S, sono pi di un lento cuocere fino a che il bollore lo rovina tutto, uomo.
Takeshi gir verso Acheron e l'estese il suo bastone.
Ricorda solo, l'ira sempre la tua nemica. Devi mantenere le tue emozioni basso controllo. Nel momento
in cui perdi il controllo di esse, perdi sempre la lotta.
Acheron diede rovesciato alla sbarra intorno e lo port in un blocco difensivo.
Takeshi gli scricchiol.
So sempre l'attaccante. Un difensore non guadagna mai.
I difensori ottengono che scalcino loro i posteriore. disse Savitar. Credimi. Ho impressioni della crepa
in ogni pari di scarpe che possiedo.

- 368 -

Takeshi l'incurv un sopracciglio.


Vuoi insegnargli tu?
La verit che no.
Allora taci o afferra una spada e vedono ad aiutarmi.
L'umore scapp dal viso di Savitar.
Quella una sfida?
Lo sarebbe, se non fosse perch so che un fatto che sei troppo pigro per alzare una.
Pigro? Mesoula?
Eqoul'insult Takeshi.
Savitar si esalt della roccia, a fermarsi di fronte a Takeshi con una spada che, Acheron, non aveva visto
mai. Egli si scagli contro l'armatura di Takeshi. La cosa seguente che seppe che ambedue stavano in
guerra.
Takeshi si burl.
Ah, liti come un demonio effeminato.
Demonio effeminato? Avrai visto qualche volta un demonio effeminato?
Ammazzai questa mattina tre.
Savitar sventagli verso la sua gola. La foglia fischi attraverso l'aria, fallendo per poco la noce dell'uomo.
Risentendo ignorato, ma grato di non stare in mezzo a quella titanica rissa, Acheron and a sedersi nella
roccia che Savitar aveva lasciato posto libero.
Savitar spinse all'indietro a Takeshi.
Tua madre fu una pastorella di capre.
un'onorevole professione.
Sip, per una capra.
Takeshi sventagli intorno e scalci a Savitar. Savitar reag e ritorn con un movimento verso l'alto che
appena fall lo sventrarlo.
Takeshi neg con la testa.
Stai bevendo questa mattina? Come potesti fallire? Giuro che ho lottato con donne anziane con migliori
riflessi.
Il fatto che litighi con donne anziane mi dice la cosa ossidata che sei diventato. Che cosa? Il tuo ego aveva
bisogno di un spintone e furono le uniche che potesti trovare per battere?
- 369 -

Savitar, Savitar, Savitar. Al meno guadagnai. Non fosti tu chi pianse al consiglio che venisse a salvare il
tuo posteriore dell'attacco di uno di quattro anni?
Savitar boccheggi con furia falsa.
Demonio tarranino di quattro anni. Non dimenticare la parte pi importante. Quelli bastardi sono covati
fino ad adulti e non era solo uno. Era un sciame di essi.
Cosicch ammetti che avesti aiuto?
Oh, fin, sensei. Starai provando la sabbia
Acheron scosse la sua testa davanti ai suoi scherzi. Mentre si davano duramente l'un l'altro, c'era un spirito
di buona natura che gli lasciava sapere che non dicevano sul serio nessuna parola. come se stessero
allenando allo stesso modo con parole con che allenavano con le sue spade.
Onestamente, lo stupivano. Non aveva avuto mai un amico con chi fare quello. Li invidiava.
Savitar evit una brutta chiave di lotta libera.
Hey, non stiamo dimenticando qualcosa?
La tua dignit?
Savitar mise i suoi occhi in bianchi.
No, stai confondendomi un'altra volta con te. Mir egli a dove Acheron era sedutonon si suppone che
devi allenarlo?
Takeshi lasci uscire un'insultante sbuffata.
Cosicch ammetti la mia superiorit deviando la mia attenzione al neofita
Non ammetto una merda. Semplicemente sto mirando al fatto che tu ed io sappiamo gi come litigare ed
egli no. Sarebbe una buona idea che egli imparasse.
Verit. Takeshi mise la spada attraversata sulle sue spalle dove la sostenne con entrambe le mani e
sorrise ad Acheron. Sei pronto per incominciare di nuovo?
Sicuro. Il mio ego ha avuto gi il tempo sufficiente per recuperare un minimo di dignit. Asegurmonos di
schiacciarlo prima di nuovo che mi confonda a me stesso con un dio.
Takeshi rise.
Egli mi piace, Savitar. Incastra con noi.
per quel motivo che ti chiamai. Savitar consegn la sua spada ad Acheron. Buona fortuna, ragazzo.
Grazie.

- 370 -

Acheron pass il resto del giorno allenando con Takeshi che doveva essere il peggiore capoccia che non
sarebbe nato mai. Egli lo lavor fino a che Acheron fu sicuro che cadrebbe da puro esaurimento. Per il
momento in cui il sole si mise e fu libero per riposare, il suo corpo intero soffriva.
Ancora cos, si sentiva pi fiducioso delle sue abilit di quello che era stato prima.
Savitar gli consegn il suo bastone.
Vedi a Katoteros ed incominceremo di nuovo nella mattina.
Ancora insicuro di perch Savitar stava aiutandolo, desider l'Essere Maggiore buona notte e ritorn a
casa.
Acheron si ferm in breve quando vide Artemide nel salone di trono sperando per lui.
Che cosa quello che vuoi?
Non ti ho visto in giorni.
E che cosa pi bella stato.
Ella strinse il suo sguardo.
Ti dissi che dovevi alimentarti di me.
Acheron la guard freddamente.
Credo che preferisca essere un mostro sadico come te.
Ella lo torse il labbro.
Cosicch quello allora tutto. Semplicemente sei crudele con me.
Crudele con te? Crudele? ripet furiosamente. Jdete Artemisa! Le sue parole furono segnate per
un vento tanto forte che la tir al suolo di culo. Egli si avvicin e vide la paura nei suoi occhi. Ci fu un tempo
in cui la paura avrebbe potuto infiammare la colpa e l'animo dentro lui. Oggi solo lo disturbava. Era
sconquassato nel suolo per tuo fratello mentre tu osservavi. Allora, quando finalmente era felice in qualche
posto, i dei il prohban, mi ingannasti per bere il tuo sangue per legarmi a te. E pensi tu che sono crudele?
Cagna, per favore, tu non hai visto ancora la crudelt.
Ella copr i suoi uditi con le sue mani e si abbatt nel suolo.
Che effettivamente riusc a convertire la sua ira e placarla poich aveva un po' di pena per lei e si odi a s
stesso per ci. Ella non si meritava la sua pena. Solo il suo disprezzo.
Ti amo, Acheron.
Egli si burl.
Se quello che mi mostri amore, preferirebbe che mi odiassi e che finissi con me.
Ella esplose in lacrime.

- 371 -

Acheron inclin all'indietro la sua testa e maledisse il fatto che quelle lacrime lo colpissero. Perch si
preoccupava? Che cosa accidenti stava male con lui che in realt quello che voleva era confortarla?
Sono perfino pi difettoso di quello che lei .
Egli gett il bastone contro il piano, facendole piangere ancora pi forte.
Che cosa quello che vuoi di me, Artie?
Amo il mio amico di ritorno.
Noegli disse amaramente. Quello che vuoi alla tua mascotte di ritorno. Non fui mai il tuo amico. Gli
amici non si vergognano alcuni di altri. Non vivono con la paura che altre persone li vedano insieme.
Ella lo guard coi suoi occhi verdi nuotando in lacrime.
Lo sento. L sta, lo dissi. Desidererebbe ritornare e riparare tutto quello che successo. Ma non posso.
Desidererebbe potere salvare nostro nipote. Desidererebbe essere stato pi decente con te.
Desidererebbeella fece una pausa, ma fu troppo tardi. Egli l'ascolt alto e chiaro.
Che non sarebbe stato una prostituta. Credimi, quella che senti circa quello una minuzia in paragone coi
miei sentimenti. Tu non sei stato mai degradato ed usata. Io sono chi deve vivere col passato. Non tu.
Dovresti essere grata che quegli incubi non disturbino il tuo sonno.
Io ho i miei propri incubi, grazie.
Forse s. Dopo tutto, ella fu la disgraziata bambina che dovette sopportare Apollo.
Ella lo guard.
Il cibo non pu sostenersi oramai pi, Acheron. Neanche devi mangiare cibo umano. Ma s devi
alimentarti di me o ritornerai la Profezia del Cacciatorpediniere. Non avrai nessuna compassione per il
mondo e lo distruggerai.
Un muscolo si tese nella sua mandibola. Voleva chiamarla bugiarda, ma egli conosceva la verit. Sentiva gi
i violente pronti soccorsi nel suo interno. E l'odi per il suo "regalo."
Maledicendo, l'estese la sua mano.
Ella la prese ed egli tir di lei per alzarla ed attrarrla alle sue braccia. Allora, giusto quando incominciava a
devastare la sua gola, retroced e la morse con gentilezza.
Alla fine del giorno, egli non era un mostro. Non potrebbe brutalizzarla ancora quando lo meritasse.
Egli gli aveva fatto una promessa, e bench sia stato un ladro ed una prostituta, non era un bugiardo. Non si
servirebbe da lei, come ella si era servita da lui. Sarebbe sempre migliore che quello.
Artemide ansim quando sent i poteri di Acheron sorgere intorno a suo. La sua pelle venata di azzurro
mentre beveva di lei. Il caldo del suo alito nella sua pelle infiamm il suo animo, ma quando tent di
toglierlo i vestiti, egli la ferm.
Non sto di umore per giocare col cibo, Artemide.
- 372 -

Ella chiuse i suoi occhi mentre ascoltava la sua voce nella sua testa.
Quando prese quello che doveva per riempirsi, diede dietro un passo allontanandosi da lei. I suoi occhi erano
di un brillante rosso mentre si ripuliva il sangue delle labbra.
Ho bisogno di un tempo lontano da te.
Quelle parole scivolarono attraverso lei.
Che cosa stai dicendo?
Inviami una kori col tuo sangue.
No.
Questa volta, lo gir verso lei con tutti i suoi poteri accesi.
Artemide si avvil davanti alla visione della sua vera forma di dio. Era colossale e terrificante.
Farai come io l'ordinogrugn di tra i suoi canini. Mi portasti di giro contro la mia volont e non mi
dirai come vivere questa nuova vita. Capisti?
Ella assent lentamente mentre il suo cuore si rompeva un'altra volta davanti a quello che aveva perso.
Mentre stai dicendomi quello che devo fare, dovresti sapere che quando ti portai di ritorno, Styxx gir con
te. Ed egli pieno, perfino con pi furia ed odio che tu.
Acheron sparl davanti alla menzione del suo gemello.
Dove stia egli?
Sta nell'Isola Dispersa sotto l'attenzione di un dio che mi deve un favore. Non pu ferire nessuno dove sta
e un buon posto con tutti i suoi desideri compiuti.
Allora lascialo l. Non ho desideri di tornare a vedere il suo viso.
Piuttosto difficile, no?
Egli torse le sue labbra davanti al promemoria.
Non mi pressare, Artie. Sto ad un passo del bordo e non mi costerebbe molto attraversarlo. Credimi, non
mi vuoi l. Ora vieti fuori della mia vista. Non voglio mai tornare a vederti qui nei miei domini.
Le sue lacrime incominciarono a cadere di nuovo, ma questa volta non lo colpirono. Si ricus a permettere
quello. Ella l'aveva cambiato l'uomo che era stato.
La prostituta era morta ed il dio della distruzione era nato. Maledetto. Odiato. Poderoso. Letale.
Il suo odio per il mondo era intagliato nel suo cuore. Suo passato era un peso che caricava nella sua schiena
ed il suo futuro era incerto.
Aveva nemici in abbondanza che lo volevano morto, una madre arrabbiata che voleva scappare per
distruggere al mondo, un beb demonio che doveva alimentare ogni poche ore, due lunatici che l'allenavano
- 373 -

per una guerra che neanche poteva spiegare ed una dea eccitata che l'amava dissolvenza incrociata il palo
del suo letto.
Sip era "buono" stare di giro nel regno mortale. Non poteva sperare di vedere quello che il domani
porterebbe. Era molto cattivo che non avesse un'avvertenza del suo posto in lui.
Condannati Destini le sue sorelle che lo tradirono e condannarono a questa esistenza.
Un giorno, farebbe loro pagare in retribuzione a quelle cagne.

10 Aprile, 9526 AC
Monti Olimpo

- 374 -

Acheron non sapeva perch aveva deciso di trovarsi con Artemide. Solo il pensiero di vederla in quello
momento era sufficiente per ammalarsilo se egli potesse ammalarsi. Durante quasi un anno stava pulendo
il caos di Apollo. C'era infinit di Apolitas trasformandosi in Daimons succhia anime a diario.
Non che li incolpasse realmente. Era stato un gruppo piccolo di uomini quelli che il regina Atlante aveva
inviato per assassinare sua sorella e suo nipote. Gelosa per il fatto che Apollo non ritornasse oramai al suo
letto, il regina Atlante vers tutto il suo veleno su Ryssa. In mezzo alla notte, gli uomini della regina erano
entrati alla camera da letto di Ryssa, assassinandola mentre stava alimentando ad Apollodorus.
Dopo che Apollo finisse di ammazzare ad Acheron, il dio gir sulla stessa razza che aveva creato. Come gli
assassini avevano fatto sembrare come se un animale avesse lacerato a Ryssa ed Apollodorus, Apollo li
maledisse ad alimentarsi alcuni di altri. Solo il sangue Apolita poteva sostenerli Che cosa quello che
c'erano tra Apollo, Artemide ed il sangue?
Come se non fosse sufficiente con la maledizione, Apollo li aveva confinati del sole, cos non potrebbe vederli
mai pi n ricordare il suo tradimento. E per non rimanere dietro, aveva condannato alla razza intera a
morire lenta e dolorosamente nel suo compleanno ventisette, la stessa et che Ryssa aveva avuto.
Data la severit con che li pun, Acheron avrebbe potuto pensare che il dio am a sua sorella Ryssa. Egli lo
sapeva meglio. Apollo non era capace di amare pi di quello che Artemide gli faceva. Non era pi che una
dimostrazione di potere. Un'avvertenza a chi pensassero di diventare contro lui, diceva che aveva distrutto
l'Atlantide per vendicarsi degli Apolitas.
Stupido bastardo. E stupida la gente per credere nelle sue bugie.
Acheron stette in silenzio, non ferma proteggere al dio, bens perch la patetica arroganza di Apollo lo
divertiva.
Per la sua propria stupidit il dio andava ad essere disfatto. Perfino ora la madre di Acheron era seduta
nella sua prigione programmando la morte del dio insieme a quella di Artemide. C'era appena Apollo
condannato al suo paese, Apollymi era andato con Strykerius, il condannato figlio di Apollo, e gli aveva
mostrato come evitare la morte prendendo le anime umane dentro i corpi Apolitas e cos prolungare la vita.
Con ragione Savitar aveva ricusato dire il nome della dea contro la quale Acheron dovrebbe lottare.
Sua propria madre. Ella era quella che dirigeva l'esercito Daimon che si stabil per la sua propria vendetta.
L'aveva dovuto sapere.
Ma allora la sua rivincita era stata pi diretta. Egli cacci a tutti che avevano assassinato sua sorella e
nipote, quelli che erano sopravvissuti l'attacco di sua madre, ed aveva fatto loro non desiderare mai essere
nato con termini nervosi.
Ora stava in guerra con sua madre.
Acheron sospir pesantemente.
Un giorno, ammazzo a quelli condannati Destini.

- 375 -

Ma non sarebbe oggi. Oggi andava a trovare con Artemide per vedere perch stava cigolando e
minacciando di ammazzarlo tutti questi passati mesi. Tra lei e sua madre l'opprimevano, questa era la
prima volta da quando era morto che la sua testa era libera del suo incessante inseguimento.
Sent l'ondulazione di potere scendere per la sua colonna quello che annunciava il suo arrivo. Si tese davanti
all'attesa di ascoltare la sua di malumore voce. Quando ella non incominci a gridargli, gir la sua testa per
trovarla vacillante.
Perch sei nervosa, Artemide?
Sei molto differente ora.
Egli rise davanti al suo acuto senso di percezione. Egli era differente ora. Non pi un sottomesso schiavo,
bens un arrabbiato dio che voleva solo che lo lasciassero in pace.
Non mi piace il tuo capello nero.
Egli gli lanci un comico sguardo.
Ed a me non mi piaccia tu testa sulle tue spalle. Suppongo che non possiamo avere non quello che
vogliamo? Strinse il suo sguardo su lei. Non ho tempo per questa merda. Se quello che vuoi guardarmi
scioccamente, allora puoi ammirare la mia schiena mentre mi allontano da te.
Egli fece il giro.
Spera!
Contro il suo migliore giudizio, vacill.
Per che motivo?
Ella a lui si avvicin come se fosse terrorizzata.
Per favore non essere furioso con me, Acheron.
Egli rise amaramente davanti alle sue parole.
Oh, neanche furia, incomincia a descrivere come sto con te. Come osi portarmi di ritorno?
Ella prese aria mentre le sue fazioni si tendevano.
Non ebbi opzione.
Tutti abbiamo opzioni.
No, Acheron. Noi no.
Come se egli lo credesse. Ella era stata sempre egoista e vana e non dubitava che quello fosse la ragione per
la quale era stato portato di giro invece di essere stato lasciato morto.
per questo che mi hai convocato? Vuoi scusarti?
Ella scosse la sua testa.
- 376 -

Non mi dispiaccio di quello che feci. Lo farebbe di nuovo un ed un'altra volta in una libbra di cuore.
Battitoegli, corrigindola grugn.
Ella diffuse la parola con la mano.
Voglio che ci sia pace tra noi.
Pace? Era pazza? Era fortunata che non l'ammazzasse in quello momento. Se non fosse per la paura di
quello che potrebbe succedere, l'avrebbe fatto gi.
Ci non sar mai pace tra noi. Mai. Facesti schegge qualunque speranza di quello quando osservasti a tuo
fratello assassinarmi e ricusasti a parlare nel mio nome.
Ebbi paura.
E fui massacrato e sventrato come un animale in sacrificio. Scusami se non sento il tuo dolore. Sono
troppo occupato col mio. Gir per lasciarla quando ella lo ferm di nuovo.
Fu allora che ascolt il piagnucolare di un beb. Corrugando il cipiglio, vide con orrore come tirava fuori un
infante di tra le pieghe del peplo.
Ho un beb per te, Acheron.
Tir il suo braccio lontano da lei mentre la furia bruciava ogni parte di lui.
Maledetta cagna! In realt pensasti che potresti rimpiazzare qualche volta mio nipote a chi lasciasti
morire? Ti odio. Ti odier sempre. Per una volta nella tua vita, fa' la cosa corretta e restituisce quello con
sua madre.
Allora ella lo schiaffeggi con forza sufficienza come per partirgli le labbra.
Vedi e marcisci, bastardo senza valore.
Ridendo, si ripul il sangue col dorso della mano mentre gli lanciava un sguardo velenoso.
Pu che sia un bastardo senza valore, ma migliore che essere una prostituta fredda che sacrific l'unico
uomo che qualche volta l'am perch era troppo egoista per salvarlo.
Lo sguardo nel suo viso lo bruciacchiava.
Io non sono qui la prostituta, Acheron. Lo sei tu. Comprato e spacciato a chiunque che potesse pagare per
la tua tariffa. Come osi pensare per un minuto che qualche volta fossi degno di una dea.
Il dolore di quelle parole bruci permanentemente un posto nel suo cuore ed anima.
Hai ragione, mio Sig.ra. Non sono degno di te o di qualcuno pi. Sono solo un pezzo di merda intrepida
nuda alla strada. Perdonami per ti avere sporcato.
Allora svan.
La sua relazione era finita. Non bisognava potere nell'universo che lo facesse tornare a parlargli.

- 377 -

Hai bisogno del suo sangue.


E che cosa? Lasciare che il mondo muoia per quello che gli importava. Migliore che tutto il mondo perisse
che passare cinque minuti schiavizzato a quella cagna. Era gi stanco di essere il caprone espiatorio. Per una
volta andava a pensare a lui e che il resto Lei jodiera.
Sto fuori, Artemide. Completamente fuori.

Grecia, 7382 AC

Acheron sent una presenza dietro lui. Gir in rotondo, col bastone intelligente per battere, sperando che
fosse un altro Daimon attaccandolo.
Non l'era.
Invece, trov a Simi pendendo prono da un albero, le sue lunghe ali di pipistrello colore burdeos piegato
contro il suo infantile corpo. Vestiva una larga tunica greca sfortuna che ondeggiava soavemente con la
brezza della notte. I suoi occhi rosso sangue brillavano di forma misteriosa nell'oscurit, mentre la sua lunga
treccia nera si dondolava dalla sua testa, fino al suolo.
Acheron si rilass, ed appoggi uno dei bordi del suo bastone sull'umida erba mentre l'osservava.
Dove sei stato, Simi? domand con durezza. Stava chiamando il demonio Caronte durante l'ultimo
mezz'ora.

- 378 -

Oh, solo facendo un giro, akri,ella disse, sorridendo mentre si dondolava all'indietro e davanti nel ramo.
Akri mi rimpianse?
Acheron sospir. Amava a Simi pi che alla sua vita, ma desider avere avuto un demonio maturo come
accompagnatore. Non unisco che ancora a cinque mille anni di et, funzionava al livello di una bambina di
cinque anni.
Passerebbero secoli prima che Simi maturasse completamente.
Consegnasti il mio messaggio? domand.
S, akri,ella disse, usando il termine atlante per il mio signore e padrone. Lo consegnai come te dicesti,
akri.
La pelle dietro il collo di Acheron si rizz. C'era qualcosa nel suo tono che l'inquietava.
Che cosa facesti, Simi?
La Simi non fece niente, akri. Ma...
Egli sper mentre ella guardava nervosamente intorno.
Ma? insist.
La Simi ebbe fame in suo verso giro.
Egli si congel di terrore.
A chi ti mangiasti questa volta?
Non era un chi, akri. Era qualcosa che aveva corna nella sua testa come me. In realt, c'era un mucchio.
Tutti avevano corna e facevano un strano suono mu-mu.
Corrug il cipiglio con la sua descrizione.
Vuoi dire vacche? Mangiasti bestiame?
Ella sorrise di orecchio ad orecchio.
Quello , akri. Mangiai bestiame.
Allora perch sembrava tanto preoccupata?
Quello non tanto cattivo.
No, in realt fu abbastanza buono, akri. Perch non parlasti alla Simi delle vacche? Sono molto saporite
quando sono arroste. Piacquero molto alla Simi. Dobbiamo ottenerci alcune mu-gioco di carte. Credo che
stessero nella casa.
Ignor il suo ultimo commento.
Allora perch sei preoccupata?

- 379 -

Perch quell'uomo realmente alto con un solo occhio usc da una grotta e stava gridando alla Simi. Egli
disse che la Simi era malvagia per mangiare le vacche e che dovrebbe pagare per esse. Che cosa significa
quello, akri? Pagare? La Simi non sa niente su pagare.
Acheron desiderava potere dire la stessa cosa.
Quell'uomo realmente grande, era un ciclope?
Che cosa un ciclope?
Un figlio di Poseidn.
Oh vedrai, quello fu quello che disse. Ma egli non aveva corna. Invece, aveva un'enorme e calva testa.
Acheron non voleva discutere sulla gran testa calva del ciclope col suo demonio. Quello che doveva sapere
era che cosa fare per correggere il vorace appetito di lei.
Allora, che cosa fu quello che ti disse il ciclope?
Che stava furioso con la Simi per mangiarsi il bestiame. Disse che le vacche cornute appartenevano a
Poseidn. Chi Poseidn, akri?
Un dio greco.
Oh guarda allora, la Simi non sta in problemi. Ammazzo solo al dio greco e tutto star bene.
Dovette nascondere il suo sorriso davanti a lei.
Non puoi ammazzare ad un dio greco, Simi. Non permesso.
Qui vai di nuovo, akri, dicendo che non alla Simi. Non mangiare quello, Simi. Non ammazzare quello, Simi.
Rimani qui, Simi. Vedi a Katoteros, Simi, e spera a che ti chiami. Ella attravers le braccia sul suo petto e
gli lanci un severo sguardo col cipiglio corrugato. Non mi piace che mi dicano non, akri.
Acheron fece una smorfia davanti al dolore che stava incominciando dietro il suo cranio. Desider che gli
fosse stato dato un pappagallo come mascotte nel suo veintin compleanno. Il demonio Caronte andava ad
essere la sua morte... un'altra volta.
E perch stai richiamando alla Simi, akri?
Voleva il tuo aiuto coi Daimons.
Ella si rilass e torn a sbattere nel suo ramo.
Tu non sembri avere bisogno di nessun aiuto, akri. La Simi pensa che ti occupasti abbastanza bene di essi
per il tuo conto. Mi piacque particolarmente la maniera in cui quello Daimon gir nell'aria prima che
l'ammazzassi. Molto carino. Non sapeva che erano tanto coloriti quando sfruttavano.
Ella scivol del ramo ed and a finirsi al suo fianco.
Dove andiamo ora, akri? Porterai un'altra volta a Simi a qualche posto freddo? Mi piacque quell'ultimo
posto al quale fummo. La montagna era molto bella.
- 380 -

Acheron?
Egli fece una pausa mentre sentiva ad Artemide convocandolo. Lasci uscire altro lungo e rassegnato
sospiro.
Per due mille anni, stava ignorandola.
Tuttavia insisteva nel chiamarlo.
Ci fu un tempo dove lo cercava in "carne ed osso", ma egli l'aveva bloccato quell'abilit.
La sua telepatia mentale con lui era l'unico contatto che non poteva rompere completamente.
Vedono, Simi,disse, cominciando il suo viaggio che lo porterebbe di giro a Therakos. I Daimons aveva
installato l una colonia dove stavano cacciando i poveri greci che vivevano in un piccolo paese.
Acheron. Ho bisogno del tuo aiuto. Il mio nuovo Dark-Hunters ha bisogno di un allenatore.
Si congel davanti alle parole di Artemide.
Nuovi Cacciatori Oscuri? Che inferni era quello?
Che cosa hai fatto, Artemide? la sua voce sussurr al vento, viaggiando all'Olimpo dove ella sperava nel
suo tempio.
Cos, mi parli. Egli ascolt sollievo nel suo tono. Aveva incominciato a domandarmi se sentirebbe il suono
della tua voce di nuova.
Acheron corrug il labbro. Non aveva tempo per questo.
Acheron?
L'ignor.
Ella non capt l'allusione.
La minaccia Daimon si sta divertendo pi rapido di quello che puoi contenerla. Hai bisogno di aiuto, e sto
offrendotela.
Egli si burl davanti all'idea del suo aiuto. Le dee greche non avevano fatto mai niente per qualcuno che non
fosse loro stesse dagli albori del tempo.
Lasciami spunto, Artemide. Tu ed io, abbiamo finito. Devo lavoro fare e non ho tempo affinch mi disturbi.
Ben allora. Li invier ad affrontare i Daimons senza essere preparati. Se muoiono, buono a chi gli importa un
umano? Semplicemente posso creare pi come essi per lottare.
Era un trucco.
Ed ancora cos nelle sue viscere, Acheron sapeva che non l'era. Probabilmente ella aveva fatto pi DarkHunters, e se realmente l'aveva fatto, allora definitivamente lo farebbe un'altra volta.
Specialmente se quello lo faceva sentire colpevole.
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Maledetta. Dovrebbe andare al suo tempio di nuovo. Personalmente, avrebbe preferito essere sventrato.
Le sue viscere si strinsero davanti alla memoria e non ringraziarono per il suo scherzo.
Guard il suo demonio.
Simi, devo vedere ora Artemide. Ti giri a Katoteros e non ti mettere in problemi fino a che io ti chiami.
Il demonio fece una smorfia.
Alla Simi non gli piace Artemide, akri. Desidererebbe che avesse lasciato alla Simi ammazzare quella dea.
La Simi voleva tirare del suo lungo capello rosso.
Egli conosceva il sentimento.
Lo so, Simi, per quel motivo che voglio che rimanga in Katoteros. Egli cominci a camminare, allora si
fece giro per affrontarla. E per me, per favore, non mangiare niente fino a che io ritorni. Specialmente non
ad un umano.
Ma
No, Simi. Niente di cibo.
No, Simi. Niente di cibo,si burl. Non piace alla Simi questo, akri. Katoteros noioso. Non c' niente
divertito l. Solo vecchia gente morta che vuole ritornare qui. Bleh!
Simidisse, la sua voce densa con minaccia.
Ascolto ed ubbidisco, akri. La Simi non disse mai che lo farebbe in silenzio.
Egli mosse la testa davanti all'incorreggibile demonio, e si spinse a s stesso dalla terra fino al tempio di
Artemide nell'Olimpo.
Acheron si ferm sopra al dorato ponte che attraversava un sinuoso fiume. Il suono dell'acqua faceva eco
sugli scoscesi bordi della montagna che si alzava intorno a suo.
Negli ultimi due mille anni, niente aveva cambiato.
Tutta la cima della montagna era picchiettata di scintillanti ponti e sentieri, coperti per una nebbia di
arcobaleno che portava ai diversi tempii dei dei.
Le entrate del Monte Olimpo erano opulente ed enormi. Perfette case per gli ego dei dei che vivevano
dentro essi.
Quello di Artemide era fatto di oro, con una cuspide a volta e bianche colonne di marmo. La vista del cielo e
del mondo sotto dal suo salone del trono toglieva la respirazione.
O quell'aveva pensato alla sua giovent.
Ma quell'era stato prima che il tempo e l'esperienza avessero inacidito il suo apprezzamento. Per lui non
c'era ora qui niente di spettacolare o bello. Solamente vedeva l'egoista vanit e freddezza degli Olimpiche.

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Questi dei nuovi erano molto differenti dei dei coi che Acheron si era allevato dai suoi giorni come umano.
Tutti meno uno dei dei Atlanti erano stati pieni di compassione. Amore. Gentilezza. Clemenza.
La sua imminente nascita era stata l'unica occasione in cui gli Atlanti lasciarono che la sua paura i liderase,
quell'equivoco era costato a tutti essi le sue vite immortali, e permisero ai dei Olimpici di rimpiazzarli.
Era stato un triste giorno per il mondo umano in pi di una forma.
Acheron si costrinse a s stesso ad attraversare il Ponte che portava al tempio di Artemide. Due mille anni
dietro, aveva lasciato questo posto, e non sperato mai di ritornare.
Aveva dovuto sapere che presto o tardi ella ideerebbe un piano per per portarlo di giro.
Con le sue viscere contratte per la furia, Acheron us il suo telequinesis per aprire le enormi porte dorate. Fu
istantaneamente assaltato col suono delle assordanti grida delle accompagnatore di Artemide. Non stavano
abituate in assoluto a che un uomo entrasse nei domini privati della sua dea.
Artemide zitt davanti allo stridente suono e di seguito disintegr ad ognuna delle donne che la
circondavano.
Hai appena ammazzato alle otto? domand Acheron.
Artemide sfreg i suoi uditi.
Dovrebbe, ma no, semplicemente li gettai nel fiume di fuori.
Sorpreso, la contempl. Poco comune per la dea che egli ricordava. Magari aveva acquisito un grado di
compassione e povert dopo gli ultimi due mille anni.
Conoscendola, quell'era altamente improbabile.
Ora che erano soli, ella si scese dal suo acolchonado trono di avorio e gli fu avvicinato. Vestiva una leggera
tunica bianca che abbracciava le curve del suo voluttuoso corpo ed i suoi oscuri riccioli castani risplendevano
nell'oscurit.
I suoi verdi occhi brillavano caldamente dandogli il benvenuto.
Lo sguardo l'attravers come una lancia. Caldo. Penetrante. Dolorosa. Sapeva che vederla di nuovo sarebbe
duro per lui, quell'era una delle ragioni per le quali ignorava sempre le sue chiamate.
Ma sapere qualcosa e sperimentarlo, erano due cose interamente differenti.
Non era preparato per le emozioni che minacciavano di sorpassarlo ora che la vedeva di nuovo. L'odio. Il
tradimento. La cosa peggiore di tutte era la necessit.
La fame.
Il desiderio.
C'era ancora una parte di lui che l'amava. Una parte di lui che era disposta a perdonargli tutto.
Perfino la sua morte
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Ti vedi bene, Acheron. Ogni parte tanto leggiadra come lo stava l'ultima volta che ti vidi. Ella si avvicin
per toccarlo.
Egli fece indietro un passo, fosse della sua portata.
Non venni qui per chiacchierare, Artemide, io...
Normalmente mi chiamavi Artie.
Normalmente faceva un mucchio di cose che non posso fare oramai. Gli diresse un duro sguardo per
ricordargli tutto quello che ella gli aveva strappato.
Ancora sei furioso con me.
Quello credi?
Gli occhi di lei sputarono fuoco smeraldo, ricordandogli il demonio che risiedeva nel suo divino corpo.
Ti avrebbe potuto forzare a venirme, sai. Sono stato molto tollerante con la tua sfida. Pi di quello che
dovrebbe.
Egli guard verso un altro lato, sapendo che aveva ragione. Ella, sola, possedeva la fonte di alimento che
egli doveva per funzionare. Quando stava troppo tempo senza il suo sangue, si trasformava in un assassino
incontrollabile. Un pericolo per chiunque che stesse vicino a lui.
Solo Artemide possedeva la chiave che lo manteneva come era. Saggio. Interamente.
Compassionevole.
Perch non mi forzasti a venire al tuo fianco? egli domand.
Perch ti conosco. Di c'essere la cosa tentata, tu c'avresti fatto pagare per quel motivo ai due.
Di nuovo, aveva ragione. I suoi giorni di soggiogamento faceva molto che avevano finito. Egli aveva avuto
molto pi di quello che gli corrispondeva durante la sua infanzia e giovent. Avendo assaggiato la libert ed
il potere, aveva deciso che gli piacevano troppo per tornare ad essere quello che era stato anteriormente.
Contami di questi nuovi Dark-Hunters,disse. Perch li creasti?
Te lo dissi, hai bisogno di aiuto.
Corrug il suo labbro in collera. Non ho bisogno di tale cosa.
Gli altri dei greci ed io siamo in disaccordo.
Artemidegrugn il suo nome, sapendo che ella stava mentendo su questo. Egli era pi che capace di
controllare ed ammazzare i Daimons che cacciavano gli umano. Giuro...
Strinse i suoi denti mentre pensava ai precoci giorni della sua nuova vita. Non aveva avuto nessuno per
mostrargli la strada. Nessuno per spiegargli quello che doveva fare.
Come vivere.

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I nuovo sarebbero persi senza un maestro. Confusi. E la cosa peggiore di tutto, sarebbero vulnerabile fino a
che avesse imparato ad usare i suoi poteri e non c'era l un Savitar che potesse insegnarloro.
Maledetta fosse.
Dove stanno?
Sperando in Falossos. Si nascondono in una grotta che li mantiene lontani della luce del sole. Ma non sono
sicuri di quello che devono fare o come trovare ai Daimons. Sono uomini con necessit di leadership.
Acheron non voleva fare questo. Desiderava liderar a qualcuno tanto quanto vorrebbe seguire le ordine di
un altro. Non desiderava trattare in assoluto con altre persone.
Non aveva desiderato mai qualcosa nella sua vita eccetto che lo lasciasse tranquillo.
Il pensiero di interactuar con altri
Quello fece che il suo sangue corresse gelata.
Mezzo tentato a seguire la sua propria strada, Acheron sapeva che non marcirebbe. Se non allenava gli
uomini circa come lottare ed ammazzare ai Daimons, finirebbero morti. Ed essere morto senza un'anima era
un'esistenza molto brutta. Egli, di tutti gli uomini, sapeva quello.
Sta benedisse. Li allener.
Ella sorrise.
Acheron scintill dal suo tempio di giro a Simi, e si ordin pi essersi quieta un pochino. Il demonio
complicherebbe solo gi un di per s complicato tema.
Una volta che fu sicuro che ella rimarrebbe, Lei teletransport a Falossos.
Trov i tre uomini accoccolati nell'oscurit come Artemide aveva detto. Stavano chiacchierando
tranquillamente tra essi, attorniati attorno ad un piccolo fuoco per riscaldarsi ed i suoi occhi lacrimavano
ancora per la lucentezza delle fiamme.
I suoi occhi oramai non esseri umani, e non potrebbero sopportare la lucentezza che venisse da qualunque
fonte di luce.
Aveva molto da insegnarloro.
Acheron si affrett, uscendo dalle ombre.
Chi sei tu? domand il pi alto tanto pronto lo vide. L'uomo era senza dubbi un Dorici con lungo capello
nero. Era alto, poderosamente costituito, ed ancora vestito con la sua armatura di battaglia la quale aveva
bisogno urgentemente di attenzione e riparazione.
Gli uomini con lui erano Greci biondi. Le sue armature non stavano meglio che quella del primo uomo. Il pi
giovane di essi aveva un buco nel centro del pettorale della sua armatura dove avevano attraversato il suo
cuore con un giavellotto.

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Questi uomini non potrebbero uscire mai e mischiarsi con le persone vive vestendo cos. Ognuno di essi
aveva bisogno di attenzioni. Riposo.
Istruzione.
Acheron scese il cappuccio dalla sua nera tunica ed osserv a sua volta ogni uomo.
Quando notarono l'arremolinante colore argento dei suoi occhi, gli uomini impallidirono.
Sei un dio? Domand il pi alto. Ci fu detto che un dio c'ammazzerebbe se stavamo nella sua
presenza.
Sono Acheron Parthenopaeus,egli disse soavemente. Artemide mi invi per allenarvi.
Sono Callabrax di Likonos,disse il pi alto. Segnal all'uomo alla sua destra. Kyros di Seklos. dopo al
pi giovane del suo gruppo, ed Ias di Groesia.
Ias rimaneva dietro, i suoi oscuri occhi vuoti. Acheron poteva sentire i suoi pensieri tanto chiaramente come
se stesse nella sua propria mente. Il dolore dell'uomo gli raggiunse, facendo che il suo proprio stomaco Lei
contraesse in simpatia.
Quanto tempo ha passato da quando foste creati? domand loro Acheron.
Poche settimane per me,disse Kyros.
Callabrax assent.
Io fui creato attorno allo stesso tempo.
Acheron guard ad Ias.
Due giorni fa,egli, la sua voce vuota disse.
Ancora malato per la conversione,contribu Kyros. Quasi una settimana che io potei fa... stringermi.
Acheron soffoc l'impulso di ridere amaramente. Era un'eccellente parola per descriverlo.
Avete ammazzato gi qualche Daimon? domand loro.
Lo tentiamo,disse Callabrax, ma molto distinto ad ammazzare soldati. Sono pi forti. Pi rapidi. Non
muoiono facilmente. Perdemmo gi due uomini con essi.
Acheron si allarm davanti al pensiero di due uomini non preparati andando contro i Daimons e la
terrificante esistenza che li aspettava quando fossero morti senza anime.
Seguito del ricordo della sua prima lite...
Mantenne il ricordo lontano dalla sua mente. Bench Takeshi fosse stato un gran maestro, non aveva
litigato mai con un Daimon. E l'unica cosa che Acheron aveva imparato che entrambi egli e Savitar
avevano ceduto in dirgli tutto. Quelli primi anni erano stati duri e brutali.
I tre avete mangiato questa notte?

- 386 -

Essi assentirono.
Allora seguite andassi via e vi insegner quello che dovete sapere per ammazzare ai Daimons.
Acheron lavor con essi fino a che quasi arriv l'alba. Condivise con essi tutto quello che pot per una notte.
Insegn loro nuove tattiche. Dove e come i Daimons era pi vulnerabile.
Terminando la notte, li lasci nella sua grotta.
Vi trover un posto migliore per nascondervi durante la luce del giorno,promise loro.
Sono un Dorico,disse Callabrax con orgoglio. Non richiedo nient'altro di quello che ho.
Ma noi no,disse Kyros. Un letto sarebbe molto benvenuto per Ias e per me. Un bagno pi ancora.
Acheron inclin la sua testa, di seguito si diresse ad Ias affinch l'accompagnasse fuori.
Egli rimase dietro ed Ias usc in primo luogo, allora lo port lontano dall'udito degli altro.
Vuoi vedere tua moglie di nuova,disse soavemente Acheron.
Egli alz la vista, sbalordito.
Come sai quello?
Acheron non rispose. Perfino come umano, aveva odiato le domande personali poich la maggioranza
portavano spesso a conversazioni che non voleva avere. Irritandosi per ricordi che voleva mantenere sepolti.
Chiudendo i suoi occhi, Acheron lasci che la sua mente vagasse, attraverso il cosmo fino a trovare la donna
che tormentava la mente di Ias.
Liora.
Era una donna bella, con capello tanto nero come l'ala di un corvo. Occhi tanto chiari ed azzurri come il
mare aperto.
Non era sorprendente che Ias la gettasse di meno.
In quello momento, la donna stava di ginocchia, piangendo. Per favore,supplicava ai dei. Per favore, mi
restituisca al mio amore. Per favore, lascino che i miei bambini abbiano suo padre in casa.
Acheron sent simpatia per lei, davanti alla vista ed il suono delle sue paure. Nessuno gli aveva detto ancora
quello che aveva passato. Ella stava pregando per il benessere di un uomo che non starebbe oramai con lei.
Quello lo perturb.
Capisco la tua tristezza,disse ad Ias. Ma non puoi lasciarloro sapere che ora vivi in questa forma. Gli
umano ti temeranno se ritorni a casa. Tenteranno di ammazzarti.
Gli occhi di Ias si allagarono di lacrime e quando parl, i suoi canini tagliarono le sue labbra.
Liora non ha nessuno pi che badi a lei. Era un'orfana e mio fratello fu assassinato il giorno prima che io.
Non c' nessuno che provveda per i miei figli.
- 387 -

Non puoi ritornare.


Perch no? domand Ias con furia. Artemide disse che potrebbe avere la mia vendetta sull'uomo che
mi ammazz e dopo vivrebbe per servirla. Non disse niente circa che non potesse andare alla mia casa.
Acheron strinse il pugno nel suo bastone.
Ias, pensa per un momento. Oramai non essere umano. Come credi che agissero il tuo paese se ritornasse
a casa con canini ed occhi neri? Non puoi rischiarti alla luce del giorno. La tua lealt verso tutta l'umanit,
non solo verso la tua famiglia. Nessuno pu compiere gli obblighi di entrambe. Non puoi ritornare mai.
Le labbra dell'uomo tremarono, ma assent comprendendo.
Io salvo agli umano mentre la mia innocente famiglia intrepida per morire di fame senza nessuno per
proteggerli. Cos che quello il trattamento.
Acheron guard verso un altro lato mentre il suo cuore si condoleva per l'uomo e la sua famiglia.
Vedi dentro con gli altridisse Acheron.
Osserv ad Ias ritornare mentre pensava alle parole dell'uomo. Non poteva lasciarlo cos.
Acheron poteva prepararsili suolo, ma gli altri
Chiudendo i suoi occhi, si desider a s stesso di giro con Artemide.
Questa volta, quando le sue donne aprirono le sue bocche per gridare, Artemide congel le sue corde vocali.
Lasciateci,li ordin.
Le donne si affrettarono verso la porta tanto rapido come poterono, chiudendola tutto d'un colpo dietro
esse.
Non appena furono soli, Artemide gli sorrise.
Sei ritornato. Non sperava di vederti tanto presto.
No, Artemide,egli disse, frenando il carattere giocherellone di lei prima che incominciasse.
Essenzialmente sto di giro per gridarti.
Per che motivo?
Come osi mentire a quegli uomini per avere al tuo servizio?
Io non mento mai.
Egli incurv un sopracciglio.
Sembrando scomoda subito, ella si rischiar la gola e si inclin nel suo trono.
Tu eri differente ed io non mentii. Semplicemente dimenticai menzionare poche cose.

- 388 -

Quello semantico, Artemide, e non si tratta di me. su quello che hai fatto loro. Non puoi lasciare a
quelli poveri bastardi l fosse come hai fatto.
Perch no? Tu sopravvivesti abbastanza bene per il tuo conto.
Io non sono come essi e lo sai molto bene. Non aveva niente nella mia vita per quello che valesse la pena
ritornare. N famiglia, n amici.
Devo obiettare a quello. Che cosa fui io?
Un equivoco che sto dispiacendo durante gli ultimi due mille anni.
Il suo viso arross. Usc dal suo trono e discese due scalini per fermarsi davanti a lui.
Come osi parlarmi di quella maniera!
Acheron si tolse rapidamente la sua cappa e furiosamente la gett in lei ed il suo bastone in un angolo.
Ammazzami per quel motivo, Artemide. Andiamo, avanti. Facci ad entrambi un favore, e liberami della
mia miseria.
Ella cerc di schiaffeggiarlo, ma egli acchiapp la sua mano nella sua e la guard fissamente agli occhi.
Artemide vide l'odio nello sguardo di Acheron, la mordace condanna. Le sue furiose respirazioni si
mischiarono e l'aria attorno ad essi crepit furiosamente mentre i suoi poteri sbattevano.
Ma non era la sua furia quello che ella voleva.
No, mai la sua furia
Il suo sguardo gli percorse. Sui piani perfettamente scolpiti del suo viso, i suoi alti zigomi, il suo lungo,
aquilino naso. La nerezza del suo capello.
Il misterioso mercurio dei suoi occhi.
Ci non erano stati mai un dio o mortale nato che potesse uguagliare la sua perfezione fisica.
E non era solo la sua bellezza quello che attraeva la gente verso lui. Non era la sua bellezza quello che
l'attraeva.
Egli possedeva una cruda, rara classe di carisma maschile. Potere. Forza. Incantesimo. Intelligenza.
Determinazione.
Guardarlo era desiderarlo.
Vederlo era soffrire per toccarlo.
Era stato creato per compiacere, ed allenato per il piacere. Tutto in lui, dagli ondeggiati muscoli fino al
profondo ed erotico campanello della sua voce, seduceva a chiunque che avesse contatto con lui. Come un
letale animale selvaggio, si muoveva con una primitiva promessa di pericolo e potere maschile. Con la
promessa di una suprema realizzazione sessuale.

- 389 -

Erano promesse che compiva molto bene.


In tutta l'eternit, egli fu l'unico uomo che le aveva fatto vulnerabile. L'unico uomo che ella aveva amato.
Aveva potere in lui per ammazzarla. Entrambi lo sapevano. Ed ella trovava il fatto che non lo facesse
intrigante e provocante.
Seducente ed erotico.
Inghiottendo, lo ricord come era stato la prima volta che si erano conosciuti. La sua forza. La passione.
Provocatorio, egli era rimasto in piedi nel suo tempio ed aveva riso quando ella lo minacci di ammazzarlo.
L davanti alla sua statua, aveva osato fare quello che nessun uomo prima o dopo aveva osato...
Ella poteva assaggiare ancora quello bacio.
A differenza di altri uomini, egli non l'aveva temuto mai. Ora, il caldo della sua mano nella sua carne la
bruciava, ma il suo tocco l'aveva fatto sempre. Non c'era niente che anelasse pi che il sapore delle sue
labbra. Il fuoco della sua passione.
E con un equivoco, l'aveva perso.
Artemide voleva piangere per la cosa scoraggiante di tutto quello. Aveva tentato una volta, fa molto, di
girare dietro le mani del tempo e rifare quella mattina.
Di tornare a guadagnarsi l'amore e la fiducia di Acheron.
Il Destino l'aveva punita severamente per la sua audacia.
Durante gli ultimi due mille anni, l'aveva tentato tutto per portarlo di giro al suo fianco. Niente aveva
funzionato. Niente si era avvicinato a riuscire che la perdonasse o ritornasse al suo tempio.
Niente fino a che gli fu successo l'unica cosa per la quale egli non potrebbe dire mai che no: un'anima
mortale in pericolo.
Acheron farebbe qualunque cosa per salvare gli umano. Il suo piano per fare la cosa responsabile dei DarkHunters che aveva creato con la resurrezione dei suoi poteri aveva funzionato ed ora egli stava di giro.
Se potesse conservarlo solo.
Vuoi che li liberi? ella domand.
Per lui, ella farebbe qualunque cosa.
S.
Per lei, egli non farebbe niente. Non a meno che lo forzasse a ci.
Che cosa farai per me, Acheron? Conosci le regole. Un favore richiede un favore.
Egli la sciolse con una furiosa maledizione e si allontan da lei.
Ho imparato quanto basta come per non giocare a questo gioco con te.
- 390 -

Artemide si avvil di spalle con un'indifferenza che non sentiva. In questo stesso momento, tutto quello che
gli importava stava in scacco.
Se egli diceva che no, quello la distruggerebbe.
Bene, essi continueranno come Dark-Hunters, allora. Soli senza nessuno per insegnarloro quello che
devono sapere. Nessuno che si preoccupi per quello che succeda loro.
Egli sciolse molto un, stanco sospiro.
Ella voleva consolarlo, ma sapeva che respingerebbe il suo tocco. Egli aveva respinto sempre consolazione o
sollazzo. Era pi forte di quello che chiunque aveva diritto ad essere.
Quando la guard, il suo sguardo invi una cruda, sensuale scossa su lei.
Se stanno per servirti a te ed i dei, Artemide, sono cose che necessitano.
Come che cosa?
Armature, per esempio. Non puoi inviarli a lottare senza armi. Hanno bisogno di denaro per ottenere cibo,
vestiti, cavalli e perfino domestici per proteggerli durante la luce del giorno mentre riposano.
Chiedi troppo per essi.
Chiedo solo quello che devono per sopravvivere.
Ella neg con la testa.
Tu non chiedesti mai niente di quello per te. Ella si sentiva ferita ora per quello fatto.
Egli non chiese mai niente.
Non ho bisogno di cibo ed i miei poteri mi permettono di procurarmi tutto il resto che necessiti. E come
protezione, ho a Simi. Essi non dureranno soli.
Nessuno duro solo, Acheron.
Nessuno.
Neanche tu.
N io specialmente.
Artemide alz il suo mento, determinata ad averlo al suo fianco senza importare le conseguenze.
E di nuovo ti dico che cosa mi darai per quello che essi necessitino?
Acheron guard verso un altro lato, con le sue viscere contratte. Sapeva quello che ella desiderava e l'ultima
cosa che voleva era darsilo.
Questo per essi, non fermi io.
Ella si avvil di spalle.
- 391 -

Ben allora, essi possono passare senza ci dato che non hanno niente con quello che negoziare.
La sua furia si accese profondamente per il suo spensierato abbandono davanti alle sue vite e benessere.
Ella non aveva cambiato per niente.
Maledetta sii, Artemide.
Ella gli fu avvicinato lentamente.
Ti auguro, Acheron. Ti auguro di giro come eri prima.
Ella lo voleva come ad una prostituta. La sua prostituta. Egli si avvil interiormente mentre la mano di lei
cullava il suo viso nella sua mano. Li non potrebbero girare mai a quello che erano stati prima. Aveva
imparato troppo su lei da allora.
Era stato enormemente tradito una volta.
Potrebbe dire che apprendista lento, ma quello non era certo. Quello che era stato era tanto disperato per
qualcuno al che egli gli importasse che aveva ignorato il lato oscuro della natura di lei.
Ignorato, fino a che la gli aveva girato la schiena e gli aveva lasciato affinch morisse. Alcuni crimini stavano
al di sopra della sua capacit per perdonare.
I suoi pensieri passarono di s stesso agli innocenti uomini che stavano vivendo in una grotta. Uomini che
non sapevano niente delle sue nuove esistenze o nemici. Non poteva lasciarli l di quella maniera.
Egli era costato ad abbastanza persone le sue vite, i suoi futuri.
In nessun modo potrebbe lasciarloro perdere anche le sue anime e vite.
Di accordo, Artemide. Ti dar quello che vuoi, se tu dai loro quello che essi necessitano per sopravvivere.
Ella si illumin.
Ma,egli continu, le mie condizioni sono questi: paghi loro ogni mese un salario che permetta loro di
comprarsi quello che sia che essi necessitino o desiderino. Come calcai prima, necessiteranno scudieri che si
occupino personalmente di essi, affinch non debbano preoccuparsi di cercare cibo, vestiti o armi. Non
voglio che si distrarsi del suo lavoro.
Bene, trover umani che li serviranno.
Umano vivi, Artemide. Voglio che li servano per la sua propria volont. Non pi Dark-Hunters
Lo guard a bocca aperta.
Tre di essi non sono sufficienti. Dobbiamo pi per mantenere ai Daimons basso controllo.
Acheron chiuse i suoi occhi mentre sentiva la cosa interminabile di questa relazione. Molto facilmente
poteva vedere nel futuro e dove si dirigeva questo.
Tra pi Dark-Hunters, pi ingarbugliato egli starebbe con lei. Non c'era maniera di evitare che lo legasse a
lei per sempre.
- 392 -

O c'era alcuna?
Molto bene,egli disse.. Ceder in questo, se accedi a procurarli una maniera per smettere di stare al
tuo servizio.
Che cosa vuoi dire?
Voglio che stabilisca per i Dark-Hunters una maniera di recuperare le sue anime, affinch cos essi non
siano legati a te se quello quello che scelgono.
Artemide retroced. Questo non era qualcosa che avesse anticipato. Se gli dava questo, allora perfino egli
sarebbe legato a quello.
Potrebbe abbandonarla.
Aveva dimenticato quanto astuto poteva essere Acheron. Il bene che conosceva le regole del gioco, e come
manipolarli ad esse e lei.
Realmente era ugualmente suo.
E se si rifiutava di dargli allora questo, la lascerebbe di tutte forme. Non aveva elezione, ed egli lo sapeva
bene.
Tuttavia, c'erano ancora cose che potrebbero mantenerlo al suo fianco. Una maniera che ella sapeva
assicurerebbe la sua presenza nella sua vita per tutta l'eternit.
Molto bene. Facciamo le regole per governarli, allora. Sent che i pensieri di lui si dirigevano di giro
verso Ias. Compativa il povero soldato greco che amava sua moglie. Piet, povert e compassione,
sarebbero sempre la sua perdizione.
Numero uno, che essi devono morire per reclamare le sue anime.
Perch? egli domand.
Un'anima pu essere solo liberata di un corpo nel momento della morte. Ugualmente, pu ritornare solo
ad un corpo che non stia funzionando oramai. Essi "vivano" nel frattempo come Dark-Hunters, non
potranno mai avere le sue anime di nuove. Quella non la mia regola, Acheron, semplicemente la natura
delle anime domanda a tua madre se dubiti di mio.
Egli corrug il cipiglio davanti a quello.
Come ammazzi un Cacciatore Offusco immortale?
Bene, potremmo tagliare le sue teste o esporrli alla luce del giorno, ma dato che quello danneggerebbe i
suoi corpi oltre ogni riparazione, come che non serve al proposito.
Non sei divertente.
E neanche l'era egli. Ella non voleva liberarli del suo servizio. Soprattutto, non voleva liberarlo.

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Devi bonificarli i suoi poteri di Dark-Hunter,gli disse. Fare ai suoi immortali corpi vulnerabile per
attaccarli e dopo fermare i battiti dei suoi cuori. Unicamente allora mrirn di una forma che permetta loro
di ritornare alla vita.
Bene, quello posso farlo.
In realt, tu non puoi.
Che cosa vuoi dire?
Ella lott contro l'ansiet per sorridere. Qui era dove l'aveva.
Ci sono poche leggi che devi sapere sulle anime, Acheron. Una che il possessore deve darla liberamente.
Da quando io possiedo le sue anime...
Acheron maledisse.
Io dovr negoziare con te per ogni anima.
Ella assent.
Egli sembr poco compiaciuto davanti all'informazione. Ma si rimetterebbe, con calma. S, definitivamente
si rimetterebbe...
Che pi? domand.
Ora la sua unica regola che lo legherebbe a lei per sempre.
Unicamente un sincero e puro cuore pu liberare l'anima di giro ad un corpo. Chi ritorni l'anima deve
essere l'unica persona che li ami al di sopra di qualunque altro. Una persona alla quale essi amino e
confidino anche.
Perch?
Perch l'anima necessita qualcosa che la motivi al movimento, di un'altra forma, rimane dove sta. Io uso
la vendetta per motivare all'anima nel mio possesso. Suolo un'emozione uguale di poderosa motiver
all'anima di giro al suo corpo. Come io posso scegliere quell'emozione, scelgo che sia l'amore. La pi bella e
nobile di tutte le emozioni. L'unica per la quale vale la pena ritornare.
Acheron guard fissamente il piano di marmo mentre le sue parole sussurravano attorno a lui.
Amore.
Fiducia.
Alcune parole tanto semplici di dire. Alcune parole tanto poderose per sentire. Invidiava a quelli che
conoscevano il suo vero significato. Egli non aveva conosciuto realmente mai nessuna di esse. Tradimento,
dolore, degradazione, sfiducia, odio. Quell'era la sua esistenza. Quell'era la cosa unica che gli era stato
mostrato.
Parte di lui voleva fare il giro e lasciare ad Artemide per sempre.

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Mi restituisca al mio amore. Per favore, far qualunque cosa per averlo qui in casa... Le parole di Liora
risuonavano nella sua testa. Poteva sentire perfino ora le sue lacrime. Sentire il suo dolore.
Sentire il dolore di Ias mentre pensava ai suoi bambini ed in sua moglie. La sua preoccupazione per il suo
benessere.
Acheron non aveva conosciuto mai quella classe di amore disinteressato. N prima n dopo la sua morte.
Dammi l'anima di Ias.
Artemide incurv un sopracciglio.
Sei di accordo col prezzo che chiedo per quel motivo, e con le condizioni per la sua liberazione?
Il suo cuore si avvil davanti alle sue parole. Ricord al giovane che era stato dietro tempo.
Tutto ha un prezzo, Acheron. Nessuno ottiene mai gratis niente. Suo zio gli aveva insegnato bene il prezzo
della sopravvivenza.
Acheron aveva pagato ben caro per tutto quello che aveva avuto o caro. Mangi. Rifugio. Vestiti. Pagato con
carne e sangue.
Alcuni cose non cambiano mai. Una volta prostituta, sempre prostituta.
S,disse, con la gola stretta. Sono di accordo. Cambiale.
Artemide sorrise.
Non sembrare tanto triste, Acheron. Ti prometto che lo godrai.
Il suo stomaco si avvil pi ancora. Aveva sentito anche prima quelle parole.
Era l'imbrunire quando Acheron ritorn alla grotta.
Non era solo mentre camminava portando sulla piccola elevazione. Lideraba a due uomini e quattro cavalli.
Che cosa tutto questo? domand Callabrax.
Questi sono gli scudieri per te e ferma Kyros. Sono venuti ad insegnarvi ad entrambi le case dove vivete.
Guarderanno per tutto quello che necessitiate ed io verr pi tardi per finire il nostro allenamento.
Una punzecchiatura di paura oscur gli occhi di Ias.
Che cosa ci sono di me?
Tu vieni con me.
Acheron sper fino a che gli altri due avevano montato i suoi cavalli e lontano, prima di diventare verso Ias.
Sei pronto per andare a casa?
Ias sembr sorpreso.

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Ma dicesti...
Si sbagliava. Puoi ritornare.
Che cosa accade col mio giuramento ad Artemide?
stato gi risolto.
Ias l'abbracci come ad un fratello.
Acheron si avvil davanti al contatto, specialmente poich aggravava le profonde ferite nella sua schiena che
Artemide aveva fatto a cambiamento per l'anima di Ias, almeno quell'era egli bugia che si disse a s stessa.
Ma egli sapeva la verit. Lo batteva per punirlo per il fatto che l'amava.
E quelle marche non erano niente comparate con la ferite ancora pi profonde che risiedevano nella sua
anima.
Aveva odiato sempre chiunque lo toccasse.
Delicatamente, separ ad Ias.
Andiamo, vediamo la tua casa.
Acheron li scintill di giro alla piccola fattoria di Ias dove sua moglie aveva appena inviato ai suoi due
bambini al letto.
Il suo bel viso impallid mentre li vedeva di fianco al suo fuoco.
Ias? Ella sbatt le palpebre. Mi dissero questa mattina che eri morto.
Ias mosse la sua testa, i suoi occhi brillanti.
No, il mio amore. Sto qui. Sono venuto a casa, a te.
Acheron inspir profondamente mentre Ias correva verso lei e l'abbracciava strettamente. Aveva percorso
una lunga strada per calmare il dolore di schiena.
C' ancora un paio di cose, Ias,disse soavemente Acheron.
Ias si tir indietro col cipiglio corrugato.
Tua moglie dovr liberare la tua anima di giro al tuo corpo.
Liora corrug il cipiglio.
Che cosa?
Ias baci la sua mano.
Mi giurai a me stesso servire Artemide, ma ella mi lascia andare, affinch possa ritornare con te.
Ella sembrava sconcertata davanti alle sue parole.

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Ias guard verso Acheron.


Che cosa dobbiamo fare?
Acheron dubit, ma non c'era forma di evitare di dirgli quello che doveva essere fatto.
Dovrai morire di nuovo.
Egli impallid un po'.
Sei sicuro?
Acheron assent e consegn la sua daga a Liora.
Dovrai pugnalarlo nel cuore.
Ella sembr inorridita ed impaurita davanti al suo suggerimento.
Che cosa?
l'unica maniera.
assassinio. Sar appesa.
No, lo giuro.
Fallo, Liora,urse Ias. Voglio essere di nuovo con te.
Col suo viso scettico, ella prese la daga nella sua mano e tent di pressarla dentro il petto di lui.
Non risult. Tutto quello che fece la foglia fu pungere la pelle.
Acheron fece una smorfia mentre ricordava quello che Artemide aveva detto sui poteri dei Dark-Hunters. Un
umano comune non sarebbe capace di ferire ad un Dark-Hunters con una daga.
Ma egli marcirebbe.
Prendendo la daga di Liora, attravers pulitamente il cuore di Ias. Ias inciamp all'indietro, ansimando.
Non ti spaventare,disse Acheron, tendendolo nel piano davanti al fuoco. Ti ho.
Acheron si alz e spinse a Liora al suo fianco. Prese il medaglione di pietra che tratteneva l'anima da Ias
della sua borsetta.
Devi prendere questo nella tua mano quando egli muoia, e liberare la sua anima di giro al suo corpo.
Ella inghiott.
Come?
Pressa la pietra sulla sua marca con l'arco e la freccia.
Acheron sper fino al momento giusto prima che Ias morisse. Consegn il medaglione a Liora.

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Ella grid tanto pronto gli tocc la sua mano e la gett nel suolo.
Stai ardendo! ella cigol.
Ias boccheggiava mentre lottava per vivere.
Alzalo,ordin Acheron a Liora.
Ella soffi aria fresca nella sua palma, mentre negava con la testa.
Acheron era inorridito con le sue azioni.
Che cosa passa con te, donna? Muore se non lo salvi. Raccoglie la sua anima.
No. C'era una luce determinata nei suoi occhi che egli non pot capire.
No? Come puoi negarti? Ti sentii pregando per lui affinch ti girasse. Dicesti che daresti qualunque cosa
affinch il tuo amato ritornasse.
Ella lasci cadere la sua mano e l'inchiod un freddo sguardo.
Ias non il mio amato. Lo Lycantes. Era per lui per chi io pregavo, ed ora morto. Mi contarono che il
fantasma di Ias l'aveva assassinato perch egli aveva ammazzato ad Ias in battaglia, affinch noi due
potessero allevare insieme i nostri figli.
Acheron rimase muto davanti alle sue parole. Come non l'aveva potuto vedere prima? Era un dio. Perch
questo gli sarebbe stato occultato?
Guard ad Ias e vide il dolore nei suoi occhi prima che diventassero vuoti ed Ias morisse.
Col suo cuore martellando, Acheron alz il medaglione e tent di liberare l'anima egli stesso.
Non funzion.
Furioso, congel a Liora nel suo posto prima di ammazzarla per le sue azioni.
Artemide! grid al soffitto.
La dea si apparve nella capanna.
Salvalo.
Non posso cambiare le regole, Acheron. Ti dissi le condizioni e tu stesti di accordo con esse.
Egli avanz verso la donna che era ora una statua umana.
Perch non mi dicesti che ella non l'amava?
Non aveva forma di saperlo, non oltre la che tu avevi. I suoi occhi si oscurarono. Perfino i dei possono
commettere errori.
Allora, perch almeno non mi dicesti che il medaglione la brucerebbe?

- 398 -

Quello non lo sapeva. A me non mi scottavo ed a te neanche. Non ebbi mai un umano che sostenesse
prima uno.
La testa di Acheron ronz con colpa e pesare. Con odio per s stesso e per lei.
Che cosa passer ora con lui?
una Ombra. Senza un corpo o anima, la sua essenza acchiappata in Katoteros.
Acheron rugg col dolore per quello che ella stava dicendogli. Aveva ammazzato un uomo, ed aveva
condannato ad un destino molto peggiore della morte.
E per che motivo?
Per amore?
Per povert?
Dio, era tanto stupido.
Migliore che nessuno, avrebbe dovuto sapere fare le domande corrette. Dovrebbe avere conosciuto meglio,
prima che fidarsi dell'amore di un'altra persona.
Maledetta sia, quando imparerebbe?
Artemide si inclin verso lui ed alz il suo mento con la mano fino a che la guard.
Dimmi, Acheron, qualcuno di chi ti fidi quanto basta come per liberare la tua anima?

Parte II
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ACHERON
ATTUALMENTE

Non vedrai mai i momenti per venire che mutileranno sempre almeno non per la tua vita fino a dopo che ti
abbiano strappato.
SAVITAR

CAPITOLO UNO

21 ottobre di 2008
Il Partenn
Nashville, Tennessee
Marte, 6:30 p.m.
Acheron Lei teletransport alla stanza principale dove si trovava la statua di Atena, coperta in oro. Dovuto
alla conferenza che andava ad iniziare in alcuni minuti in un'altra parte del Partenn, la zona della statua
era stata chiusa.
Probabilmente dovrebbe obbedire alle regole, ma perch? Era uno dei pochi vantaggi che aveva per essere
un dio.
Stampi dei marmi della Partenn originale si sentivano ubicati nelle cavit che delimitavano le pareti in
entrambi i lati. Malgrado l'interno del Partenn non fosse esattamente uguale a quello dell'antica Grecia, gli

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piaceva venire qui. Qualcosa circa questo posto lo confortava. Ed ogni volta che stava a Nashville, si
assicurava di visitarlo.
Si trasport nel centro della stanza per potere vedere la versione dell'artista della dea Atena. Non si vedeva
niente come ella. Con capello nero e pallido, Atena era fragile in apparenza come sorprendente. Ma la sua
apparenza era definitivamente ingannevole. Come dea della guerra, poteva dare un cazzotto tanto forte
come qualunque uomo.
Acherondisse la statua, riscuotendo vita davanti a lui. Dimmi che cosa quello che cerchi.
Egli mise gli occhi in bianchi.
Una notte lontano da te, Artemide. Come se non lo sapessi.
Ella usc dalla statua per fermarsi di fronte a lui nella sua statura normale.
Oh, non sei divertente.
S, chiaro. Mi dispiace. Lo scherzo quello, quella della statua perse dietro il suo umore undici mille anni.
Non diventato pi attraente col tempo.
Attraversando le braccia sul petto, gli fece una smorfia.
Tu poppi sempre tutto il divertimento.
Ash accento sorgere un lento ed impaziente sospiro.
Farsetti, Artemide. La frase "farsetti" tutto il divertimento.
Poppato, succhiato. D uguale.
Si prese gioco di lei mentre camminava verso gli stampi che stavano contro la parete.
No, non lo . Prendilo di qualcuno con un'intima conoscenza di ambedue.
Gir il viso verso lui.
Odio quando sei tanto crudo.
Ed era esattamente per quello che lo faceva. Deplorevolmente, tutta la crudezza del mondo non era
sufficiente per allontanarla da lui.
Perch stai qui? domand sulla spalla.
Perch stai tu qui? gli disse seguendo i suoi passi.
Un'altra volta, si allontan dalla sua persecutrice meno prediletta.
C' un archeologo che pensa che trov l'Atlantide. Sentii curiosit cosicch, qui sto.
I suoi occhi si illuminarono.
Oh, questo lo devo vedere. Mi piace quando vai al vernacolare.
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Giugularelo corresse stringendo i denti. Era una pena che non condividesse il suo entusiasmo. Odiava
togliere credibilit a qualcuno, o peggiore ancora, svergognarlo pubblicamente.
Ma la cosa ultima che necessitava era che il mondo trovasse l'Atlantide ed esponesse quello che egli era
stato in lei. Nella sua esistenza c'erano per la prima volta persone che lo guardavano con rispetto e gli
permettevano dignit.
Se qualche giorno sapevano
Preferiva morire di nuovo. No, meglio una macchia nell'ego del professore che nel suo. Sebbene aveva
momenti di altruismo, questo non era il caso. Nessuno l'andava ad esporre di nuovo.
Artemide batt ciglio in felice attesa.
Dove questa conferenza?
Nella sala alla fine di corridoio.
Ella spar.
Acheron scosse la testa. Si prese alcuni minuti per camminare intorno all'esposizione e sorridere davanti
all'interpretazione del mondo moderno sul passato. Come poteva l'umanit essere tanto stranamente
astuta, e contemporaneamente tanto densa? Le sue percezioni passavano di essere infallibilmente
necessarie a francamente ridicole.
D'altra parte, non tutte le creature soffrivano dello stesso dilemma?

Addottora Kafieri?
Soteria guard la docente che stava osservandola con espressione perplessa. Oh, per favore, non mi dire che
stava parlandomi a voce alta un'altra volta. Per il viso della donna sapeva gi la risposta ed odiava essere
stato scoperta... un'altra volta.
S?
Hai l fuori una buona quantit di persone. Voleva solo sapere se hai bisogno di un po' di acqua per la tua
presentazione?
I suoi intestini si annodarono davanti a queste parole. Yeesh. Ella odiava le moltitudini e parlare in pubblico.
Se non fosse per il fatto che avevano bisogno del finanziamento di nuove squadre in Grecia, non avrebbe
accettato mai questo.
S, per favore, ma assicuri Lei che sia con taparosca. Rovescio sempre le bibite quando non l'hanno.
La donna diede mezza rovesciata ed and via. Tory guard verso il basso, alle note che stava rivedendo, ma
le parole della donna facevano la ronda nella sua mente.
Abbastanza gente. Che ossimoro per una donna che odiava le moltitudini? Con la gola fatta un nodo, and a
spiare la stanza.

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Sip, era definitivamente una moltitudine. Alle meno sessanta persone stavano l. Si sentiva malata.
Mentre cominciava a ritirarsi verso le ombre, la porta si apr ed entr un uomo che lo tolse l'alito.
Incredibilmente alto, entr alla stanza come se gli appartenesse. No, non entr, scivol dentro lei come un
seducente predatore. Ogni donna nella stanza gir ad osservarlo. Non potevano evitarlo. Era come una
calamita per gli occhi.
Il suo lungo capello nero aveva un ciuffo di un brillante rosso nel fronte che incorniciava un viso
incredibilmente bello che sarebbe bello se non avesse quell'aura tanto dura. Gli faceva anche volere sapere
esattamente come brillavano i suoi occhi, ma poich portava un paio di occhiali da sole Oakley opachi e
neri, non poteva saperlo. Vestito con un lungo cappotto nero, usava una felpa grigia oscura che si apr per
mostrare una maglietta dei Misfits. Il pantaloni nero era messo in un paio di stivali Doc Martens colore
ciliegia offusco con crani ed ossa incrociate salendo ad ogni lato.
Ignorando le donne che l'osservavano, ritir un zaino di cuoio nero di una delle sue ampie spalle e la mise
nel suolo di fronte a lui in un posto molto isolato prima di sedersi. Il cuoio era tanto consunto come quello
del suo cappotto e lo zaino era marcato con un simbolo bianco dell'anarchia ed il simbolo di un sole
attraversato per tre raggi.
Non sapeva che avevano quelle lunghe gambe che si distendevano davanti a lui che facevano accelerare i
suoi battiti cardiaci, ma lo facevano. Si vedeva tanto maschile seduto l di quella maniera. Con le sue grandi
mani coperte per guanti neri senza dita, lasci cadere le maniche della sua giacca fino agli avambracci, e
dopo si appoggi sulla sedia, completamente a gusto.
Ella cattur la visione di un tatuaggio di drago rosso e nero nel braccio sinistro. Aveva anche un piccolo
pezzo di argento perforando l'orifizio nasale diritto, come un piccolo cerchio di argento nell'orecchio sinistro.
Prese profondamente alito ed appoggi un braccio sullo schienale della sedia. Demoni, l'uomo si muoveva
come l'acqua. Lenta, elegante, e tuttavia, dava l'impressione che in qualunque momento poteva entrare in
azione ed abbattere qualunque persona che lo minacciasse.
Definitivamente...
Addottora Kafieri?
Non fu bens fino alla terza volta che il suo nome si ripet che not che la docente era ritornata.
Lo sento. Stava avendo un po' di panico scenico. Ed un lungo minuto pieno di lussuriose fantasie su s
stessa avvolta attorno al signore Gotico.
Oh, sta bene. La donna gli consegn l'acqua.
Tory non era tanto sicura. Le moltitudini la terrorizzavano ed a differenza dell'uomo Gotico di fuori, odiava
emergere. Tenterebbe di immaginarsilo in biancheria intima, ma quell'era ancora pi perturbatore poich
tutto quello che faceva era metterla caldo ed ancora pi nervosa...
Doveva essere l'unico uomo vivo che marcirebbe verta intimidante in mutande.
Dio, e se tutta quella massiccia sessualit era bugia?

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Impegnandosi a s stessa a mettere fine a quelli pensieri, verific l'orologio e vide che era quasi ora di
incominciare.
Inghiott fortemente.
Osserv la moltitudine per vedere una dimissione, eccessivamente voluttuosa fulva avvicinarsi all'uomo
Gotico. La donna era tanto bella come l'uomo, ma non sembrava il tipo di donna che normalmente si
assocerebbe con lui. Mentre egli vestiva di nero, con vestiti gotici, ella vestiva da un abito completamente
bianco, fino a delicate scarpe Jimmy Choo. Immacolatamente adornata, la donna ricordava ad una modello
di passerella. E quando si sedette al fianco dell'uomo Gotico, egli in realt gli fece smorfie di fastidio
malgrado ella stesse sorridendo ed offrendogli qualcosa della bibita che port con lei.
La donna gli parl ed egli gir la testa per rispondere con un rude.
Jdete.
Si vedeva completamente desolata per la sua freddezza. Tory strinse i denti. Era evidente che si
conoscevano e mentre la donna era innamorata dell'uomo, egli non poteva essere meno interessato.
Tipico idiota. Tory odiava giudicare le persone, ma aveva visto a quelli del suo tipo un ed un'altra volta nelle
classi che dettava e perfino commise l'errore di credersi innamorata di uno di essi una volta. Utenti che si
approfittavano della donna che li amava. Non dubitava che la fulva aveva comprato ogni pezzo dei costosi
vestiti che tanto orgogliosamente egli usava.
Ma la relazione non era il suo problema. Sperava solo che la donna prendesse coscienza ed abbandonasse
all'imbecille quello.
Ti presento.
Tory salt al suono della voce del dottore Allen mentre passava di fronte a lei. Con poco pi di cinquanta,
era magro e molto in forma, con capello grigio ed un piccolo baffo. Era stato il professore che l'invit a
parlare dell'Atlantide come parte della serie del Partenn su civilt classiche. Ora, se potesse utilizzare
quello per aiutare a finanziare il suo prossimo scavo, avrebbe ammazzato due uccelli con una presentazione.
Non mi lasciare solo cadere e balbettare...
Si segn tre volte, sput e fece una rapida preghiera.

So che molti di voi sono abituati col nome Kafieri e l'incertezza circa quello che il padre e zio di Soteria
chiedevano avere scoperto. Tuttavia, con ogni sicurezza, la dottoressa Kafieri ha preso molto sul serio la sua
borsa di studio e devo dire che le sue scoperte mi hanno impressionato tanto che volli portarla qui. Per non
menzionare che all'essere una delle poche persone in ricevere il suo dottorato a venti anni dimostra
esattamente il suo livello di compromesso. Ancora non ho conosciuto nessuno che possa confutare le sue
teorie o la sua consacrazione nel campo di studi antichi. Ora, se tutti voi mi aiutano daremo il benvenuto
alla dottoressa Kafieri.
Ash mantenne il suo applauso mentre sper di vedere l'insegnante che stava sul punto di rostizar.

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Demoni!
La vergognosa parola non sarebbe udibile per nessuno pi che Artemide ed egli, ma la tensione nella voce
provoc un'ondata di piet in lui. Incurv il sopracciglio quando sent come documenti essendo spinti alcuni
contro altri se fossero stati caduti al presentatore.
Un istante dopo, ella sorse dalla porta dietro il podio. Molto alta e magra, era molto bella con capello
marrone e liscio che aveva raccolto in un severo chignon. Un paio di piccole e semibrevi rattrappite con
cavalcatura di bronzo coprivano i suoi profondi ed intriganti occhi marroni. L'abito colore beige a quadretti
faceva molto poco per sottolineare il suo corpo ed era evidente che non era comoda usandolo. In realt, si
vedeva molto infastidita.
Ella ubic i documenti nel podio e si rischiar prima la gola offrire a tutti un imbarazzato ed affascinante
sorriso che era sicuro l'aveva tirata fuori da molti problemi mentre cresceva.
So che non si abitua ad aprire un discorso con una scusa, ma mi furono caduto le carte cammino qui,
cosicch se potessero aspettare un momento mentre li ordino l'apprezzerebbe molto.
Ash nascose il suo sorriso.
Il dottore Allen sembrava perturbato, ma assent gentilmente.
Prenda Lei il suo tempo.
Ed ella lo fece.
La gente attorno a lui stava incominciando ad agitarsi per il ritardo mentre ella tentava di ordinare il suo
discorso.
Il dottore Allen si inclin verso davanti.
Non sono numerate?
Il suo viso Lei torn di un brillante rosso.
No, mi dimenticai di farlo.
Varie persone nell'udienza risero mentre un paio di essi malediceva.
Lo sentodisse, guardando verso davanti mentre allineava le pagine. Realmente lo sento molto. Mi
permetta di retrocedere e tornare ad incominciare.
Con un ultimo e nostalgico sguardo abbandon il discorso, fece clic in una foto nella lavagna luminosa che
mostr un'immagine del Partenn della Grecia.
Molti di voi sanno che trovare l'Atlantide era l'ossessione di tutta la vita di mio padre e zio, ambedue
diedero le sue vite per questa ricerca, come mia madre. E come essi, ho fatto la mia missione nella vita
risolvere questo mistero. Da quando stava in pannolini, la mia famiglia sta scavando in Grecia, tentando di
trovare la vera ubicazione dell'Atlantide. In 1995, mia cugina la dottoressa Megeara Kafieri trov quello che
credo che il posto corretto e bench ella abbandonasse la ricerca, Io non lo feci mai. La passata estate fui

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finalmente capace di trovare la prova definitiva che l'Atlantide reale e che finalmente l'investigazione di
Megeara la scopr.
Ash mise gli occhi in bianchi davanti al richiamo che tanto avevano fatto. Se avesse un centesimo per ogni
volta, sarebbe stato perfino pi ricco di quello che era.
Soteria prem il bottone e cambi foto ad una quale gli fece sedersi diritto sulla sedia mentre la
riconosceva. Era un busto rotto di sua madre, Apollymi. E c'era solo un posto nel quale la buona l'addottora
avrebbe potuto trovare.
L'Atlantide.
Ella spinse gli occhiali sul naso con la nocca.
Questo uno dei molti artefatto che la mia squadra ed io abbiamo riscattato dal fondo del mare Egeo.
Utilizz un leader laser rosso per mostrare lo scrittura Atlante nella parte inferiore che dettagliava il nome di
sua madre. Sto cercando qualcuno che possa tradurre quello che sembra essere una forma precoce di
scrittura greca. Tuttavia, nessuno stato capace di decifrare le parole o perfino tutte le lettere. come se
questo alfabeto avesse caratteri che sono scomparso del greco tradizionale.
Artemide lo batt nel braccio.
Sembra che sia rotto, Acheron.
Acchiappatolo corresse sciogliendo lentamente l'alito.
Quello che siagli disse Artemide arrabbiata.
Soteria guard alla sua udienza, e di seguito, centr la sua attenzione nel dottore Allen.
Perch nessuno pu leggere questo o compreso identificare tutte le antiche lettere, sono convinta che
Atlante. Dopo tutto, se l'Atlantide si trovava nel mare Egeo, come la mia famiglia ed io crediamo, possibile
la sua lingua avesse una base greca o magari la sua lingua quello che forma quello che oggi conosciamo
come greco. L'ubicazione dell'isola dovrebbe essere nel centro di dove i marinai greci commercializzavano,
facendole una potenza a tenere in conto e permettendogli di dargli forma alla cultura, le tradizioni e la
lingua dell'antica Grecia.
Fece clic alla seguente foto che mostrava un frammento di parete del palazzo reale Atlante.
Questo un edificio che io ho scoperto...
Non dici qualcosa? gli sussurr Artemide.
Ash non pot. Era troppo stordito mentre osservava immagini che non aveva visto in pi di undici mille anni.
Come pot questa giovane donna trovarli?
Come possibile che egli non lo sapesse?
Un'altra volta, c'era una risposta facile. Maledetta fosse sua madre. Avrebbe saputo che stavano
perforando il posto dell'isola, ma invece di lasciarsilo, si era seduto sperando che uno degli archeologi la
liberasse della sua cattivit.
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Il mio compagno pensa che di un tempiocontinu Soteria, ma data la sua ubicazione sto convinta
che era un edificio governativo. Pu vedersi qui che c' pi della scrittura che vedemmo nel busto, ma di
nuovo non posso decifrarla. Cambi ad un'altra fotografia sottomarina di colonne. Ora, questo un
posto fratello che troviamo che crediamo che sia un'isola greca che negoziava frequentemente con
l'Atlantide. Trovai un pezzo di pietra col nome Didymos registrato in lei.
Ash non poteva respirare. L'aveva trovato. Cari dei, la donna aveva trovato Didymos...
Pass ad un'altra foto che letteralmente lo fece incominciare a sudare freddo.
Questo un diario che scopriamo in alcune rovine di Didymos di quello che sembrava essere un palazzo
reale. Un diario rilegatoripet eccitatamente. So quello che tutti voi stanno pensando che non
rilegavano libri in questo periodo di tempo. Neanche avrebbero dovuto avere carta. Ma un'altra volta,
abbiamo la stessa scrittura e data in lei che mostra che sono anteriori a tutto quello che qualche volta si
trov in Grecia. Qui quello che abbiamo il Sacro Graal dell'Atlantide. Lo so con ogni parte di me essere.
Questi due posti sono importanti l'uno per l'altro ed il posto principale , in realt, l'Atlantide.
Acheron? Artemide lo batt di nuovo.
Non poteva parlare mentre osservava uno di accuratamente i confezionati diari di Ryssa, la sua scrittura
stava tanto chiara come se fosse stato scritto ieri. Questa pagina non documentava niente in questione, ma
quello che pi paura gli dava era che cosa un'altra cosa potrebbe contenere? e, a differenza degli altri
scritti, era greco. Non c'era molta gente nel mondo che potrebbe tradurrlo. Ma c'erano sufficienze come per
rovinare la sua vita se lo facessero e contenesse qualcosa incriminatorio.
Oh questo noiosodisse Artemide arrabbiata. Vado via di quisi alz ed and via.
La seguente immagine era un busto con una testa schiacciata. Era stato uno dei molti che c'era in Didymos,
si erano impiegati on-line durante la strada ed era un'immagine di suo fratello gemello Styxx. Quasi Ash
cadde dal suo sedile.
Era ora di fermare prima questo che ella l'esponesse.
Si impegn a s stesso a sembrare spensierato bench all'interno fosse terrorizzato ed arrabbiato.
Come sa che la data del carbonio del diario non inquinato?
Tory guard a calmata la voce maschile che era tanto profonda che reclamava attenzione. Gli fu da un
secondo dare si racconta a chi gli apparteneva.
All'idiota signore gotico.
Spingendo gli occhiali sul ponte del naso in un'abitudine nervosa, si rischiar la gola.
Fummo meticolosi in ci.
Gli lanci un sorriso burlone che la disturb sul serio.
Quanto meticolosi? Cio, affrontiamolo, sei un'archeologa con un'agenda che ha come principale meta
dimostrare che tuo padre e tuo zio non erano alcuni cacciatori di tesori con teste vuote. Tutti sappiamo
come i dati possono essere manipolati. Quale la data del Diario?
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Ella si avvil davanti alla domanda. Mente Tory, mente. Ma non stava in lei farlo.
Perch alcune delle prove iniziali mostrarono una data molto pi antica.
Quanto pi antica?
Il primo secolo prima di cristo.
Un fine sopracciglio si incurv sul bordo dell'occhiali da sole nere, prendendosi gioco di lei.
Primo secolo prima di cristo?
ancora troppo pronto per un libro e tuttavia, abbiamo un libroella disse con fermezza, ritornando
all'immagine del diario. Abbiamo forti prove empirice che nessuno pu confutare.
In realt le fece tacere.
No, addottora Kafieri, quella che abbiamo un'archeologa con un'agenda preconcetta cercando
impressionarci affinch finanziamo un'altra delle sue ferie nel Mediterraneo. Non corretto?
Varie persone del pubblico risero.
Tory sentiva l'ira aumentare per le accuse.
Sono una studiosa seria! Perfino se ignori il diario, guarda gli altri pezzi di evidenza.
Si prese gioco di lei.
Il busto di una donna? Un edificio? Alcuni frammenti di ceramica? La Grecia piena di quello.
Ma la scrittura
Solo perch lei non possa leggerlo non significa che non possa essere letto per qualcuno pi. Pu essere
semplicemente un dialetto provinciale clandestino.
Ha ragionedisse un uomo nella prima fila.
Un uomo dietro il pene Gotico rise.
Suo padre era un matto.
Non era niente in paragone con suo zio. Deve essere di famiglia.
Tory strinse il tiratore con la mano, volendo lanciarsilo all'idiota che aveva cominciato questa sessione di
ridiculizacin. Peggiore ancora, sentiva la puntura di lacrime dietro gli occhi. Non aveva pianto mai in
pubblico, ma chiaro prima non era stato mai tanto vilipesa.
Decisa ad avere successo, colloc la seguente foto e si rischiar la gola.
Questo
una piccola statua della casa di Artemidedisse l'idiota gotico in un tono sarcastico che poteva giurare
risuon in tutto l'edificio. Dove lo trov? In un giousouroum ad Atene?
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La risata suon.
Grazie per sprecare il mio tempo, dottore Allen. L'uomo maggiore nella prima fila si alz e si ritir.
Tory entr in panico per la forma in cui la moltitudine diventava contro lei. Per lo sguardo di dispiacere nel
viso del dottore Allen.
Sperare! Ho pi. Pass ad un'immagine di un collana Atlante che aveva il simbolo di un sole. Questa
la prima volta che abbiamo visto qualcosa di tanto stilizzato.
Lo stupido Gotico sostenne un komboloi che aveva esattamente la stessa immagine.
Io comprai il mio in un negozio in Delphi tre anni fa.
La risata suon mentre il resto delle persone nella stanza si alzavano ed andavano via.
Tory rimase l in completa vergogna ed arrabbia.
Qualunque commissione che fu quanto basta pagliaccia per approvare la sua tesi dovrebbe essere
imbarazzata.
Il dottore Allen scosse la sua testa prima di ritirarsi, anche. Tory strinse le pagine tanto forte che lo sorprese
che i bordi non si trasformassero in diamanti.
L'uomo gotico si alz e raccolse lo zaino del piano. Abbass trottando le scale verso lei.
Guarda, realmente lo sento.
Jdetegli grugn, utilizzando la stessa frase che aveva detto all'altra donna.
Ella incominci ad uscire, dopo si trattenne, si gir e lo percorse con un mordace sguardo che era solo una
piccola parte dell'odio che sentiva in ogni molecola del suo essere per questo uomo.
Tu vandalo idiota. Che cosa fu questo per te? Un gioco? il lavoro della mia vita quello che hai appena
rovinato E per che motivo? Merde e scherzi? O non fu nient'altro che un scherzo di fraternit? Per favore,
dimmi che non rovinasti la mia integrit per ottenere qualche tipo di punti di bibita. Questo qualcosa in
quello che sto lavorando da prima che nascessi. Come osi eluderti di me. Prego a Dio che qualche giorno
qualcuno ti degradi di questa maniera affinch sappia per la prima volta nella tua presuntuosa e pomposa
vita, come si sente l'umiliazione.
Ash andava a rispondergli fino a che si rese conto di qualcosa.
Non poteva ascoltare i suoi pensieri, neanche poteva vedere il suo futuro. Era una lavagna in bianca per lui.
Meglio preghi che io non ti veda mai camminando per la strada finch sto conducendo la mia automobile!
gir furiosamente e si ritir furiosa.
Neanche sapeva a dove andava. Tutto circa lei era completamente in bianco per lui. Tutto.
Che demoni passava?

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Non volendo contemplare perfino quello che poteva significare, Ash Lei teletransport alla stanza della sua
compropriet in Nuovo Orlens. Non gli piaceva non stare in controllo o essere cieco su qualunque cosa.
Fino a che scoprisse quello che stava passando, ritirarsi era la migliore risposta.

Tory tir di passaggio le carte in un cubo di spazzatura all'uscita. Non fu bens fino a che arrivo alla sua
automobile che finalmente accento cadere le lacrime.
Le risate suonavano ancora nei suoi uditi. Sua cugina Megeara aveva avuto ragione, avrebbe dovuto
lasciare l'Atlantide in pace.
Ma i suoi genitori avevano dato la vita nella sua ricerca. A differenza di Geary, ella non andava a trattenersi
fino a ristabilire l'onore e la dignit al nome della sua famiglia.
Definitivamente facesti un buon lavoro questa notte.
Apr la porta dell'automobile di affitto e lanci dentro la sua borsetta.
Tu maledetto, pagliaccio, stupido piccolo di fraternit! grid, desiderando avergli tirato fuori il
pendenza del naso ed obbligarlo a mangiarsilo.
Disgustata, tir il telefono ed infiamm l'animo. Chiam la sua migliore amica, Pam Gardner, mentre usciva
dal parcheggio per il Parco Centenario e si dirigeva alla stanza del hotel.
Come ti fu?
Tory si asciug le lacrime quando si trattenne in una luce.
Orribile! Non sono stato mai pi imbarazzata nella mia vita.
Dimmi che non ti furono caduto un'altra volta le pagine.
Si vergogn sul bene che la sua amica la conosceva, le due erano stati migliori amiche da quando si
conobbero nel deli di suo zio a New York quando erano molto piccole.
S, ma non niente comparato con questo.
Che cosa?
Si mise nel traffico mentre grugniva.
C'era questo... questo... neanche posso pensare ad una parola egli sufficientemente forte come per
descrivere quello che era, stava l, e fece che tutti si prendessero gioco di me
Oh no, Tory. Poteva sentire le lacrime nella voce di Pam per lei. Sul serio?
Suono come se stesse scherzando?
No, suoni realmente arrabbiata.

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E lo stava. Dio, Come desideravo trovarsilo camminando di giro alla sua camera da letto per potere tagliarlo
in pezzetti!
Non posso credere questa notte. Si supponeva che andava ad essere applaudita ed invece di quello, sono
dissestata. Giuro a Dio che sta nel cielo che se qualche volta vedo un'altra volta quell'uomo, commetto
assassinio.
Buono, se hai bisogno di aiuto per muovere il corpo, sai gi dove Kim ed io viviamo.
Sorrise per le sue amiche. Poteva contare sempre su esse in qualunque crisi. Kim e Pam erano la prova
vivente che, sebbene un buon amico poteva tirarti fuori bassa garanzia di prigione, un migliore amico
starebbe nella prigione vicino a te.
Grazie.
In qualunque momento, dolcezza. Cosicch quando ritorni?
Ritorner domani a Nuovo Orlens. Non poteva sperare di stare un'altra volta in casa dove tutto era
familiare.
Ma guarda il lato positivo, Tory. Chi voglia che sia la testa di pene quello, non dovrai mai preoccuparsi per
vederlo qui.
Quell'era verit. Domani starebbe in casa e non dovrebbe mai vedere quell'idiota di nuovo.

CAPITOLO DUE

La dignit di Tory si stava dondolando ancora due giorni dopo mentre bussava alla porta dell'ufficio del
dottore Julin Alexander. Era suppostamente il principale esperto nel mondo sull'antica Grecia. Gli avevano
detto che se qualcuno nel mondo poteva leggere il suo diario, egli era l'uomo.
Stava pregando che cos fuori.
Una profonda voce maschile gli disse che entrasse.
Spinse la porta e trov eccezionalmente un uomo bello all'inizio di suoi trenta seduto dietro una consunta
scrivania di legno. Aveva i capelli brevi biondi ed alcuni begli occhi azzurri che sembravano brillare nella
debole luce. Il suo ufficio era sovraffolato di artefatto greci antichi, includendo una spada dell'et di bronzo
appesa nella parete dietro lui. Librai coprivano le pareti ed erano pieni di pi artefatto e libri di testo.
Uomo, ella potrebbe richiamare facilmente a questa posto casa ed era grata di stare con un spirito affine.
Bench non lo conoscesse, gli piaceva gi.
Dottore Alexander?
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Alzando la vista, lo corrug il cipiglio mentre chiudeva l'agenda di cuoio.


Lei non uno dei miei studenti. Sta pensando di prendere una delle mie classi?
Ella odiava la cosa giovane che si vedeva a volte, non che fosse pi vecchia della media di studenti, ma
ancora cos... aveva avuto un tempo molto spiacevole con la sua credibilit che non aveva bisogno anche di
quello colpo.
No, sono la dottoressa Kafieri. Parliamo per telefono.
Egli si alz immediatamente e gli offr la mano.
Sento la confusione,disse gentilmente mentre si salutavano. Sono realmente incantato di conoscerti
finalmente. Ho ascoltato un mucchio di...
Differenti opinioni sto sicura.
Rise molto naturalmente.
Buono, sai gi come sono i nostri circoli.
Non il sufficientemente ampi la maggioranza dei giorni.
Rise nuovamente.
verit. Hai il libro con te?
Ella colloc la sua valigetta sulla piccola sedia di fronte alla sua scrivania e l'apr. Aveva avvolto
delicatamente il libro su carta libera di acido per proteggere la sua delicata condizione.
eccessivamente fragile.
Sono diligente.
Vide come lo svolgeva e corrugava il cipiglio.
Passa qualcosa di brutto?
Nodisse con una nota di spaventata riverenza nella voce. semplicemente incredibile. Non ho visto
mai un libro rilegato cos antico.
Per il viso giurerebbe che gli port anche qualche tipo di ricordi dolorosi.
Puoi leggerlo?
Apr accuratamente la coperta prima di studiare le fragili pagine.
Sembra greco.
S, ma puoi leggerlo? gli ripet, con la speranza che potesse riconoscere almeno una parte di ci.
La guard e sospir.

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Onestamente? Posso decifrare alcune delle parole per le radici di significati basilari, ma questo dialetto
qualcosa che non ho visto mai prima. Definitivamente anteriore alla mia area di specializzazione...
Probabilmente di vario cientos di anni o pi.
Voleva maledire per la frustrazione. Era tanto stanca di sentire quello.
Sai di qualcuno che potrebbe essere capace di tradurre questo?
S, a dire il vero, se so di qualcuno.
Fu da tutto un minuto che l'inaspettata risposta filtrasse in lei. Neanche l'aspettava?
Sul serio?
Egli assent.
Egli lo storiografo al quale ricorro sempre ogni volta che ho bisogno di informazione. Non c' nessuno
nell'universo che sappia pi circa le civilt antiche che egli. In realt, sa tanto circa esse che sembra che
avesse vissuto in esse.
Questo era perfino migliore di quello che ella aveva aspettato.
Dove insegna?
Julin chiuse il libro e l'avvolse nuovamente.
Ironicamente, non lo fa. Ma hai fortuna, sta qui nella citt per un paio di settimane aiutando col Progetto
Nuova Casa e Habitat per l'Umanit.
Il suo cuore stava correndo davanti alla prospettiva di avere qualcuno che corrobori che il libro era tanto
antico come l'Atlantide che verificasse che era di natura Atlante...
Sarebbe un sogno realizzato se potesse leggere qualcosa del diario.
alcuno possibilit che possiamo riunirci con lui? gli domand senza alito.
Aspetta un secondo e lasciami vedere. Tir fuori un telefono cellulare dalla tasca e segn.
Tory si morse l'unghia del pollice e preg in silenzio di parlare con l'uomo aveva la chiave per decifrare il suo
libro. Darebbe qualunque cosa per conoscerlo...
Julin gli sorrise.
Ciao Acheron, Julin Alexander. Come ti va?
Ella poteva sentire leggermente la voce all'altro lato del telefono.
Julin rise di qualcosa che l'uomo disse.
Te lo lascio... guarda la ragione per la quale ti chiamo perch ho una collega nel mio ufficio che ha
qualcosa che necessitiamo che gli dia occhiata, io non avevo visto personalmente mai ugualmente niente, e
credo che da un storico punto di vista tu fossi anche molto interessato in lui. alcuno possibilit che

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potremmo passare a vederti? Scosse la testa. S, realmente merda vecchia, bella frase per certo,si
trattenne ad ascoltare. S, sta bene.
Julin la guard.
Puoi andare a vederlo subito?
Ovviamente. Camminerebbe su vetri rotti per conoscere l'uomo.
Ritorn alla chiamata.
S pu andare. Ci vediamo al momento,appese e sorrise. Sta ora un pochino occupato, ma star pi
che felice di dargli un'occhiata.
Oh benedetti sia i due!
Julin gli restitu il libro.
Puoi accompagnarmi?
Chiaro. Verso dove andiamo?
Egli raccolse la giacca dello schienale della sedia e gliela mise.
Acheron sta facendo volontariato in Habitat per l'Umanit. Sta nella spianata di una terrazza.
Tory corrug il cipiglio all'immagine di un classico e robusto professore nella parte superiore di un tetto.
Pertanto, il suo nome Acheron...?
Parthenopaeus.
Ella rise.
Sacro cielo! non pensai mai che c'era qualcuno pi greco di me. Con un nome quello, doveva come
essere vecchio. Nessun padre moderno sarebbe tanto crudele.
Con un'estraneo lucentezza negli occhi, Julin sorrise.
S, egli sorprendente quando si tratta di fatti storici. Come dissi, conosce l'antica Grecia migliore che
nessuno che ho conosciuto o ascoltato. La port fuori dell'ufficio.
Quanto tempo l' venuta studiando? gli domand mentre assicurava la porta dell'ufficio.
Dal momento in cui nacque.
Ella cull la valigetta nel suo petto.
Poverino, suona come me. Giuro che mio padre stava leggendomi l'Ilada l'istante in cui fui concepita.
Ridendo, Julin la port al parcheggio. Ella si mise nel suo bianco Mustang GT e segu al suo nero Range
Rover durante la Spianata. Nonostante c'era un mucchio di case in Nuovo Orlens che non sono stati

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ricostruiti del Katrina. Gli fece sentire bene il sapere che l'amico di Julin era tanto gentile di aiutare con la
ricostruzione. Diceva molto dell'uomo, soprattutto tenendo in conto la cosa vecchia che doveva essere.
Parcheggi per strada dietro Julin ed afferr la valigetta. Man mano che si avvicinavano alla casa con la
squadra di volontari, tent di decifrare chi era questo incredibile storiografo che il principale esperto
mondiale lo consultava.
C'era un bel uomo maggiore che consegnava un pezzo di legno ad un uomo pi giovane. Egli brillava come
un storiografo.
Julin si diresse verso lui.
Hey, Karl, potresti dire ad Ash che sto qui per vederlo?
Chiaro. Si allontan da essi e pieg in un angolo, rimanendo fuori di vista.
Julin allung la mano per il libro. Tory lo tir fuori e glielo diede.
Ella scrutin l'area e guard il soffitto dove cinque persone erano sedute. Due erano donne e c'erano tre
uomini giovani. Ma fu uno di essi quello che cattur la sua attenzione. Usando una maglietta nera, aveva il
migliore paio di braccia che qualche volta aveva visto. Abbronzature e begli, ogni muscolo era profilato alla
perfezione... e non erano solo le sue braccia. Il sudore del suo martellamento fece che la camicia si
afferrasse ad una muscolosa schiena che era stato fatta per leccarla.
Portava alla rovescia un cappuccio nero ed ancora da dove stava poteva vedere i neri auricolari che
portavano ad un iPod nella tasca posteriore dei suoi panoramici jeans. Il piede sinistro manteneva il ritmo
mentre lavorava.
Prese bruscamente alito davanti alla visione che egli offriva. Mia madre, se quell'uomo aveva un viso
remotamente bello, sarebbe un dio tra gli uomini.
Il suo telefono incominci a suonare. Distratta, Tory vide che la sua amica Kim la chiamava. Lo tagli e torn
a guardare al soffitto.
Demoni, il signore caldo era andato via gi. Stava bene... non aveva comunque tempo per uomini ed un
ragazzo egli non si fisserebbe mai come in una donna come ella. Cerco nuovamente l'uomo che ha trovato.
Vide che quello che era andato per Acheron, si diresse verso l'altro lato della casa senza dire una parola. Un
paio di persone vennero per l'angolo e dopo vide il ragazzo della terrazza...
Sacri dei dell'Olimpo! Era incredibilmente alto, magro e muscoloso. La sua maglietta si afferrava a quello
corpo perfetto e quasi non arrivava alla vita dei suoi pantaloni. Invece di ci, esponeva una deliziosa
occhiata di un duro ed abbronzato stomaco che sembrava una bacheca di lavare. I suoi jeans appendevano
pianterreni alle sue strette anche, tanto bassi che gli facevano domandarsi se portava biancheria intima.
Usava un paio di occhiali da sole offuschi e stava masticando gomma da masticare nella maniera pi sexy
che non aveva visto mai. Sudato e bello, si distese per ritirare il berretto... ed espose una chioma di capelli
nero carbone con una miccia rossa nella parte anteriore.
No sicuramente questo non era...

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Ovviamente che l'era. Riconoscerebbe quello meticoloso e sessuale camminare in qualunque posto.
Lentamente si ritir gli auricolari mentre ero avvicinato loro.
Hey, Julin.
E quando la guard, ella volle gridare.
Madito Idiota! gli grugn, commossa per il fatto che quello tipo di linguaggio abbandonasse realmente
le sue labbra di fronte al dottore Alexander. Raramente utilizzava quello tipo di parole, ma chiaro non aveva
odiato mai nessuno tanto quanto odiava questo ragazzo.
Guard Julin.
Lui vieni per assistenza? Ha solo, quanti? Cinque anni? Giuro che ho maglioni della sua et. gir
furiosamente per ritornare alla sua automobile.
Non volevi che vedesse qualcosa? soppes l'uomo con un tocco di risata nella voce.
Quelle parole la misero nel regno degli incavolato di una maniera che non aveva conosciuto mai prima.
Cruda ed inmitigable furia l'accecarono e prima che sapesse quello che stava facendo, tir fuori un martello
dalla scatola di attrezzi di al lato e glielo lanci nella testa.
Sfortunatamente, si chin. . . e dopo rise. Rise!
Incapace di sopportare i suoi scherzi, si affrett verso l'automobile, con la speranza che non sentisse
l'urgenza di investirli ad ambedue.
Julin guard attentamente ad Ash.
Demoni, Atlante! Che cosa gli facesti?
Apparentemente ho fatto una nuova amica.
Ridendo nervosamente, Julin scosse la testa.
Feci un amico come quell'una volta. Quasi il bastardo mi sventr.
S. Ash sent un'onda di colpevolezza al sapere che l'aveva ferita tanto. Ma non era niente comparato
con quello che gli sarei fatto se ella aveva successo nella ricerca. Suppongo che ritorno al mio tetto.
Julin inclin la testa verso la strada.
Devo andare e trovarla in modo che possa restituirsilo.
Ash rimase freddo mentre vide il piccolo pacchetto nella mano di Julin.
Restituirgli che cosa?
un diario che trov in un scavo in Grecia.
Posso vederlo?

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Chiaro. Julin lo svolse e glielo consegn.


La mano di Ash trem mentre si impegnava a non lasciarsi tradire per le emozioni. Ma nel suo interno... nel
suo interno era cieco di dolore. Apr il coperchio e vide la scrittura che conosceva tanto bene.
Oggi il diciottesimo anniversario della mia nascita. Padre mi svegli con una nuova collana e Madre e me
passiamo la mattina nel nostro giardino. Padre fu sempre il sufficientemente gentile di lasciarle visitarmi per
l'anniversario della mia nascita.
Ash strinse i denti mentre si immaginava il giardino che Ryssa aveva mantenuto tanto meticolosamente
attenzione. Non aveva saputo mai che lo condivideva con sua madre.
Puoi leggerlo, non cos?
Ash assent.
un antico dialetto. Provinciale.
Buono, io direi che le farebbe felice sapere quello, ma dopo la sua reazione verso te, non sono tanto
sicuro.
N neanche egli. D'altra parte, meritava la sua ira.
Ti importa se rimango con questo?
Dubit.
Non realmente mio. Tuttavia, confido in che farai la cosa corretta con lui.
Credimi, lo far.
Julin inclin la testa, dopo gir per andare via.
Ash rimase l, sostenendo il diario di sua sorella. Non poteva credere che si fosse conservato tanto bene. Era
stato sepolto sotto il mare dal giorno in che egli aveva affondato Didymos. Ma, a differenza di sua madre, si
era assicurato che tutte le persone vive fossero andate via prima dell'avere cancellata.
Ora aveva un pezzo del suo passato che ritorn come un inquietante fantasma. La questione era che cosa
andava a fare con lui?

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CAPITOLO TRE

Tre giorni pi tardi quando attraversava camminando il campus verso il suo ufficio, Tory stava la cosa
abbastanza adirata come per sputare chiodi di ferro. Che audacia da parte del dottore Alexander, dare il suo
diario a quello... quello...
Un giorno ella andava a pensare ad una parola che descriverebbe adeguatamente la particolare specie di
strisciante, del ruscello, ripugnante, infame, di Acheron.
Addottora Kafieri?
Si fece il giro per vedere a Kyle Peltier, uno dei suoi studenti, correndo verso lei. Era il tipico studente di
penultimo anno, coi capelli biondi ed un viso dolce. Si era trasferito di un'altra facolt questo semestre ed
era uno dei suoi migliori alunni.

S?
Un mio amico mi chiese che gli desse questo. Egli le offr una scatola avvolta in carta di imballare.
Ella contempl l'inaspettato regalo.
Non capisco.
Io neanche, ma quando egli chiede un favore, facce il favore senza domandare perch.
Tory corrug il cipiglio davanti alle sue criptiche parole mentre prendeva la scatola. Kyle si and
immediatamente correndo prima che ella potesse domandargli pi qualcosa.
Bene quello fu interessante. La scatola era pesata. La scosse, ma non poteva immaginarsi che era
quello che potrebbe contenere.
Con la sua fortuna attuale, una bomba.
Separando il pensiero, si diresse verso il suo piccolo ufficio, afferr una tazza di caff e dopo incominci ad
aprirla, egli quale era pi facile dire che fare. Sembrava che l'obsequiante l'avesse bollata ermeticamente
piombandola con nastro adesivo.
Odio quando la gente fa questo!

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Finalmente, dopo non meno di cinque minuti, fu capace di separare il coperchio dalla scatola e liberarla di
una tirata. Aprendola, rimase gelata. Questa tratteneva un martello, un mazzo di foglie di olivo, una nota
legata ad una solitaria rosa rossa, ed una borsa da cuoio dello stesso volume che un piccolo libro. Col cuore
palpitando, alz la borsa di cuoio marrone e l'apr per trovare il suo diario.
Un sorriso curv le sue labbra. Cosicch il piccolo mostro aveva fatto quello che doveva. Allora fu capace di
ridere per quello del martello e "i rami" di olivo che egli aveva messo dentro. Tir fuori la sua nota e l'apr
per trovare una bella lettera maschile.

Non sono realmente l'idiota che pensi che sono. Il diario di una donna giovane in un'isolata parte della
Grecia e documenta la sua vita durante approssimativamente diciotto mesi. pi o meno una lettura
noiosa, ma se vuoi pi dettagli, chiamami. 555-602-1938.
Eirini,
Ash

Eirini, pace in greco. Tory scosse la testa. Non l'idiota, pens, s di accordo. Ma era una specie di gesto dolce
e gli aveva restituito il suo diario.
Con una rosa.
Sostenendola in alto, inal la dolce fragranza e soppes se voleva o non mettere gli occhi di nuovi sul troll.

Con le braccia incrociate sul petto, Urian guard accigliato ad Ash, mentre Ash si sedeva nel suo trono in
Katoteros e suonava la chitarra. Quasi tanto alto come Ash, Urian aveva i capelli lunghi di colore biondo
platino e lo portava raccolto in un codino. Antico Daimon, Urian era stato salvato per Ash dopo che il padre
di Urian lo tagliasse brutalmente la gola. E come suo padre, Urian aveva una personalit sommamente
mordace della quale stava pi che orgoglioso.
Senza nessun desiderio di trattare con l'instabile cattivo umore di Urian o giustificarsi a s stesso, Ash ignor
l'uomo mentre continuava cantando a voce bassa "Push" dei Matchbox Twenty.
Simi stava coricata prono, vedendo la QVC mentre divorava un cubo di popcorn di mais con sapore a
barbecue. Era vestita con calze nere ed una gonna di tessuto scozzese breve con una camicia di corte
campagnola rosa e sfortuna ed un busto.
Urian si mosse verso dove stava Alexion mantenendo le distanze da un lato, anche guardando fissamente
ad Ash, come se Ash fosse un esperimento scientifico che sarebbe riuscito seriamente male. Durante
migliaia di anni, Alexion era stato l'unica persona che Ash permise nella sua casa a parte Simi. Ovviamente
questo fu per la profondit della colpa, poich Alexion era stato Ias, uno dei primi Dark-Hunters che cre
Artemide. Ash era riuscito a restituirlo ad un'esistenza quasi spettrale usando il suo sangue per ostacolare
che Ias fosse una Ombra.

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Molto cattivo Savitar per non avere spiegato prima quelli poteri ad Ash. Questo avrebbe risparmiato tanto
ad Ias come a lui un mucchio di sofferenza. Ma almeno Ias non stava in costante dolore e miseria.
Che cosa passa al capo? gli domand Urian.
Alexion si avvil di spalle.
Non lo so. Ieri sera arriv con un libro, and alla sua stanza a leggerlo, suppongo, e dopo usc di qui
questa mattina e sta toccando... quelle canzoni da allora.
Quelle canzoni erano belate, le quali Acheron non toccava mai. Godsmak, Sex Pistols, TSOL, Judas Priest, ma
non...
Quello ... Urian si avvil fisicamente prima di sputare il nomeJulio Iglesias?
Enrique.
Urian mise caro di spavento.
Neanche sapeva che egli conosceva alcuno merda mielosa. Cari dei... malato?
Non lo so. In nove mille anni, non l'ho visto mai prima di questa maniera.
Urian trem.
Comincio ad essere spaventato. Questo deve essere un segno dell'Apocalisse. Se incomincia con Air
Supply, dico che c'avviciniamo segretamente a lui, lo portiamo a rastrelli a fosse e tiriamo fuori a colpi la
merda.
Te lo permetter e che i demoni lo facciano. Personalmente mi piace troppo il mio stato semivivo come
per metterlo in pericolo.
Ash alz la vista e li oltrepass ad ambedue con un malevolo sguardo acceso.
Vosotras due ragazze non avete niente migliore che fare come togliervi le pelurie delle dita dei piedi?
Urian sorrise apertamente.
La verit che no.
Ash grugn per la cosa sotto un'avvertenza, ma prima che realmente potesse minacciarli, il suo telefono
suon. Reclinando all'indietro la testa, sospir frustrato. Il maledetto telefono si precipitava sempre. Questa
volta migliore che non fosse Artemide per gettare una polvere con lui o andrebbe per lei e
I suoi pensieri si dispersero quando vide un prefisso locale di Nuovo Orlens. Non riconobbe il numero e non
registr un nome. Che strano. Con un movimento secco apr il coperchio e rispose.
Sta Ash?
Soteria?

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La gola di Tory rimase secca davanti al modo in che egli disse il suo nome. Dato che ella era greca, non
aveva pensato mai realmente che il greco fosse una lingua bella, ma quando egli lo parlava...
Appena poteva formare un pensiero coerente.
Um, Tory. Chiamami Tory.
Ah, non lo sapeva. Posso fare qualcosa per te?
S affetto, denudati e...
Ella scosse la testa. Non aveva mai pensieri come questi e non sapeva perch li aveva ora, quando doveva
temi discutere con qualcuno a chi detestava assolutamente.
Ah, s, io mi domandavo sul diario. alcuno possibilit che potessi riunirti pi tardi con me e contarmi pi
su lui?
A che ora?
Grata che non l'appendesse dopo che ella gli aveva tirato un martello, sorrise.
Star in casa in approssimativamente un'ora.
L star. Egli appese.
Non fu fino a che Tory appese il telefono che si rese conto di qualcosa. Non gli aveva detto dove viveva.
Oh il mio Dio, egli un persecutore.
Il suo telefono suon.
Ella lo rispose per trovare l ad Ash con quell'ipnotica voce profonda:
solo che mi resi conto che non ho la tua direzione.
Ridendo, ella mosse la testa davanti alla sua immaginazione iperattiva.
Non sono difficile da trovare. Sto nel 982 di St. Anne scendendo per il Quarter.
Ci vedremo pi tardi, perch.
L'arcaica maniera in che egli lo disse, fece che un tremore percorresse discendendo la sua colonna.
Appendendo il telefono, non pot meno che sorridere e neanche sapeva perch.
Egli un cretino. Un completo e totale imbecille.
Che gli aveva inviato una rosa e che sembrava sapere leggere una lingua che nessuno pi poteva. Una
lingua di che disperatamente ella aveva bisogno capire. Questo era lavoro. Non era un appuntamento.
Potrebbe sopportare la sua insistente arroganza il tempo sufficiente per ottenere quello che necessitava e
dopo ella andava a tirarlo di culo.

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Ash vacill mentre Lei teletrasportaba alcune case pi sotto a quella di Tory. Come la padrona, questa
combinava col resto delle case della strada. Realmente non aveva niente sottolineabile, nonostante
quell'era semplicemente bella. Scritta di una rosa molto pallido, e decorata con un bersaglio invecchiato, era
un giro al secolo delle tipici shotgun rowhouse di Nuovo Orlens. Le persiane erano ermeticamente chiuse e
quando cerc di guardare all'interno per trovarla, non vide niente.
Niente.
Probabilmente dovresti uscire correndo.
Ma, perch? Tutto quello che questo significava era che sarebbero amici di alcuno classe. Questa non era la
prima volta che gli succedeva.
Stupidate. Anche se eri destinato ad avere amicizia con qualcuno captasti brevi visioni di essi.
Con lei non c'era niente...
Realmente questo lo spaventava ed ancora cos si trov avvicinandosi alla porta e chiamando.
Ascolt quello che suon come a qualcosa imbattendosi dentro, seguito di un mormorio basso:
Mirda!
Egli si trattenne un sorriso davanti all'ovvia tribolazione di lei. Ci fu pi groviglio prima che aprisse la porta.
Oggi il suo capello castano cadeva sciolto. Grosso, brillante ed ondulato, quelli capelli incitavano ad essere
toccato... no, incitava un uomo a seppellire il viso in lui ed inalare in lei. Come aveva potuto pensare qualche
volta che era corrente? Non lo rimpiange, ella l'aveva portato raccolto l'altra notte. Per non menzionare che
questo faceva che sembrasse molto pi giovane che quando lo portava sciolto intorno al viso. Le sue guance
erano arrossite, quello che faceva che i suoi acuti ed intelligenti occhi risplendessero.
E quelle labbra...
Carnosi e pieni, furono fatti per una notte piena di baci.
Ma la migliore parte erano i suoi occhiali che stavano sempre ligersimamente storti. Come se ella lo
percepisse, li raddrizz e si allontan dagli occhi un ciuffo di capelli disoccupati.
Lo sento. Ho difficolt tecniche per attraversare una stanza senza sbattere con qualcosa. Grazie a Dio la
mia goffaggine solo limitata alla terra. Probabilmente mi ammazzerei immergendo se fosse cos penoso
sotto l'acqua.
Non c' problema. Ash si chin per schivare l'architrave della porta entrando.
Gli occhi di Tory si aprirono senza ostacoli quando l'osserv entrare nel soggiorno. Malgrado sapesse che la
sua casa non era grande, la sua presenza in lei sembrava restringerla riducendola al niente. Letteralmente
egli riempiva la stanza con la sua dominante presenza.
Sei stravagantemente alto, verit?

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Egli incurv un sopracciglio nero al di sopra del bordo di quegli occhiali da sole che sembravano essere
permanentemente incollate alla sua testa.
Per essere una donna che vuole il mio aiuto sei sempre disposta ad insultarmi. Dovrei fare io per caso che
questo risultasse tanto indolore come fosse possibile ed andare via ora prima che l'idiota cominci ad
agonizzare dolorosamente spronato per le tue cose un'altra volta?
Ella chiuse la porta.
Ti direbbe che sento tutto questo, ma devi ammettere che eri un stupido. Che cosa faresti se qualcuno ti
avesse fatto questo a te?
Ash non rispose. Quello dipendeva di se fosse stato prima o dopo che la sua divinit fosse stata sbloccata.
Prima che egli l'avesse ricevuta. Ora... oh essi si dispiacerebbero di lui per tutta l'eternit.
Egli esplor la piccola casa che era sovraffolata con oggetti antichi della Grecia e Roma, come tonnellate di
foto incorniciate delle sue rovine. Allora vide il piccolo cubo di spazzatura col quale ella aveva inciampato. Il
contenuto stava ancora in mezzo al suolo. Ella era un disastro errante quello che egli trov curiosamente
affascinante.
Interessante posto hai qui.
S, adoro le cose vecchie.
Un'onda di divertimento l'attravers quando egli consider la sua propria et.
Come da vecchio?
Ah, quanto pi vecchio meglio. Tu non potrai mai essere la cosa abbastanza vecchio in quello che a mio
riguarda.
Allora ella dovrebbe adorare il suolo che egli pestava.
Posso offrirti qualcosa di bere? ella domand, spingendo verso l'alto gli occhiali per il suo naso.
Hai una birra?
Ella corrug il cipiglio.
Non un po' presto per quello?
Venne?
Mettendo gli occhi in bianchi, ella fece un suono di supremo dispiacere.
Ti giuro che sei come un ragazzo di una fraternit. Sei il sufficientemente maggiore per bere?
L'insulto lo divert.
S. Si fida di me, sono molto pi maggiore di quello che sembro.
Ho sentito gi prima quello. Ti chiederebbe la carta d'identit, ma probabilmente sia una falsificazione.

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A dire il vero l'era, ma solo perch nessuno crederebbe mai la sua vera data di nascita e se lo facessero,
tenterebbero di rinchiuderlo in una gabbia per studiare la sua longevit.
Non ti gradisce alcuno altra cosa? T? Caff?
Ash neg con la testa.
Sto bene, in realt. Non voglio pi insulti. Mi piacerebbe sperimentare tre minuti interi nella tua presenza
prima che ti lanci un'altra volta su me... e realmente dovremmo assicurarci che lo strumentale sta
conservato sotto chiave. Si ritir la manica della sua giacca per guardare il suo orologio. Lasciami
mettere in moto il cronometro...
Ella apr la bocca per rispondere, ma egli alz la mano.
Spera. Ci rimangono due minuti e cinquanta cinque secondi.
Non sono tanto cattiva.
Sp... non stai dentro le mie scarpe.
Ella scese lo sguardo ai suoi enormi piedi che dovevano essere di una taglia quaranta sette o quaranta otto,
se che si facevano tali cose.
Ed a giudicare dall'enorme volume, non credo che ci siano molte persone che possano.
Egli scricchiol la lingua.
Quasi lo riusciamo a trenta secondi senza un insulto. Credo che precisamente battiamo un nuovo record.
Ella odiava il fatto che fosse realmente affascinante. Peggio, stava attirandola.
Bene, mi comporter. Se non ti importa seguirmi, la cucina sta nella parte di dietro.
Ash si strinse lo zaino sulla spalla prima di seguirla per la casa. Quando si avvicinarono alla cucina si
trattenne davanti ad uno dei quadri nella parete. Si trattava in piedi di una foto familiare con Tory
guardando davanti e nel centro, ma c'erano tre persone in lei che egli conosceva intimamente.
Geary, Arikos e Theodoros Kafieri.
Non lo rimpiangeva che non potesse vedere i suoi pensieri o futuro.
questo tua famiglia?
Ella tir indietro un'occhiata.
S. Il mio papou quello che sta vicino a me.
Theo. Ash sorrise davanti al suo vecchio amico. Solamente Theo aveva sette anni quando fu accecato
durante la Seconda Guerra Mondiale in un attacco contro il suo paese che aveva annichilito a tutta la sua
famiglia. Ash fu chi aveva portato al bambino all'America dove potesse cominciare una nuova vita ed essere
sicuro. Stava badando da allora a Theo.

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Allora non era che Tory avesse qualcosa a che vedere con lui, era il fatto che era legata a Theo ed Arik il
quale era sposato con Geary. Arik era stato una volta un dio greco del sonno. Quelle connessioni con Tory
spiegavano molto.
Ash si rilass immediatamente.
Si vede che hai una gran famiglia.
Ella sorrise.
La tipica greca. C' un milione di parenti, ma d'altra parte con un nome come Acheron, sono sicura che sai
di che cosa va questo. Ella alz la sua testa come se ricordasse qualcosa. Sai che cosa? mio nonno ha un
amico molto caro che si chiama Acheron.
In realt?
S, si conobbero in Grecia e vennero insieme in America. Ma quello fu fa molto tempo. La gir alla
cucina ed apr un cassetto che conteneva piccoli pacchetti marroni di caff e t. Tirando fuori uno, mise in
moto il suo caffeario Flavia, dopo segnal il tavolo della cucina dove aveva un mucchio di libri, mappe e note
disordinate.
Ash si diresse verso ci e rimase impressionato. Ella era una donna molto occupata.
Becca una sediaella disse, tirando fuori la sua tazza prima di aprire la porta del frigorifero.
Ash apr gli occhi sbalordito davanti alla visione di un frigorifero sommamente organizzato. Li paralizzi
erano piene con contenitori di plastica di colore chiaro ammucchiati ordinatamente che avevano
accuratamente etichette bianche coi suoi contenuti catalogati.
Ti sei impadronito qui di abbastanza Rubbermaid ehi?
Ho un piccolo problema col Confusione-ossessivo-compulsivo. N sposo. Ella afferr Seriamente un
contenitore della sezione B..
Questo sta realmente oltre un leggero TOC. Hai un problema serio, non cos?
Taci, siediti e legge.
Ad eccezione del suo demonio Simi, nessuno dal suo rinascimento come dio era stato tanto sdegnoso mai
con lui.
Per favore?
Necessiti alcuno cosa?
Egli alz un sopracciglio.
Lei cortese con me, Sig.ra. Sono padrona del Mondo, Ora Fa' Quello che ti Dico patetico Plebeo.
Ella si prese gioco di lui.
Non mi attacchi come la classe di tipo che riceve ad ogni modo ordini.
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S, ma per favore un semplice arriva lontano. Io sono quello che sta facendo qui il favore.
Ella mise il suo contenitore di baklava nel tavolo.
Molto bene. Per favore siediti, taci e legge.
Ash alz le mani in un atto di resa. Francamente dovrebbe essere inorridito per il suo trattamento verso lui
ed ancora cos era stranamente divertito per lei. Avvilendosi di spalle si tolse lo zaino, si sedette e si avvicin
il diario di Ryssa.
Che cosa vuoi sapere?
Tu affermi che puoi leggerlo. Leggilo.
Tory bevve a sorsi il suo caff mentre lo guardava e not che appena le sue lunghe gambe stavano sotto al
tavolo.
Egli l'apr per una pagina chiunque e dopo cominci a parlare in quello che dovette essere la pronuncia pi
bella e fluida del greco antico che ella aveva sentito qualche volta. Ella potrebbe riconoscere solo a caso
parole, ma la facilit con la quale egli leggeva e le inflessioni della sua voce la portarono a credere che
realmente egli potrebbe stare dicendo la verit su che era conoscitore delle parole.
Potresti tentarlo in inglese?
Neanche egli fece una pausa.
Oggi sta piovendo. Non so perch il suono di questo mi disturba tanto, ma lo fa sempre. Prima che
cominciasse il temporale, andai a vedere a Styxx all'atrio coperto. Egli stava con Padre come di abitudine ed
i due praticavano tattici di guerra. Fino alle undici, Styxx si mostra come una gran promessa per essere un
leader ed il guerriero di gran fama. Non poteva essere pi orgogliosa di mio fratello. Il suo capello biondo si
ha messo gli chiaro questa estate poich ha passato all'aperto tanto tempo. Tentai di arrivarlui
Perella interruppe. Realmente stai traducendo questo, verit?
A lui sembr lasciargli perplesso la sua domanda.
Non quello quello che volevi?
Neanche tory seppe che rispondere alla sua domanda. S, questo era quello che aveva voluto meglio di
niente. Ma nessuno conosceva questa lingua.
Eccetto un goto, un alcolizzato piccolo di fraternit punky con un chiodo nel naso... ed un corpo fatto per il
peccato.
Come demoni era possibile?
Dove imparasti greco? domand.
In Grecia.
Ella non poteva accettarlo.

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No, greco antico. Chi te l'insegn?


Crebbi con lui.
Menti. So che stai mentendo. Nessuno in questo pianeta parla il greco antico del modo in che tu lo fai. Ho
consultato esperti di tutto il mondo e n uno di essi potrebbe fare quello che tu hai appena fatto.
Egli si avvil spensieratamente di spalle come se l'inquietudine di lei non fosse niente.
Che cosa vuoi che ti dica?
Scosse la testa, non molto sicura di s stessa.
Voglio che mi dica come che sai greco antico di questa maniera.
La mia famiglia lo parlava e l'imparai dalla culla. In molti sensi; questa era la mia lingua natale.
L'avrebbe chiamato bugiardo, se non fosse per il fatto che i suoi propri genitori avevano seguito quello
sistema con lei. Ancora cos, non poteva fare quello che egli aveva fatto. Era semplicemente sorprendente.
Contami sul tuo accento quando parli. Non un accento greco tipico.
Egli la rispose nel greco impeccabile.
Nacqui in un posto chiamato Kalosis. tanto piccolo che non sta in una mappa. un'isola provinciale ed il
mio accento un miscuglio di quello di mia madre e l'antico Ateniese.
Quando venisti negli Stati Uniti?
Dopo il mio veintin compleanno.
E con tutto parli l'inglese come un nativo?
Egli cambi giro alla sua corrente inglese americano.
Sono eccezionalmente buono con le lingue. In quanto al mio accento natale, viene e va secondo il mio
umore e la parola che stia dicendo.
Simile semplici spiegazioni le fecero improvvisamente sentirsi come Torquemada durante l'Inquisizione.
Perdonami, Acheron. Veramente mi rendo conto come di brontolone devo suonare mentre tu sei intentato
aiutarmisciolse un sospiro stanco. Abbiamo avuto tu ed io un principio realmente brutto, verit?
Egli si avvil di spalle.
Ho avuto molti peggiori durante la mia vita.
Ella apprezz la sua gentilezza.
S ma scommetterebbe che non di qualcuno a chi tentavi di aiutare.
Ash dovette dissimulare una risata sarcastica davanti a quello. Se solamente ella sapesse...

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Ella gli sorrise e stranamente tutto sembr essere perdonato.


Un'altra volta, sento che ti attaccai. ma l'Atlantide stato tutta la mia vita. Non puoi n immaginarti la
cosa importante che la storia e la mia investigazione sono per me.
Probabilmente tanto importante come mantenerla l'occulta era per lui.
Guarda, fui un imbecille a Nashville. L'ammetto e mi scuso completamente per ci. Normalmente non
svergogno la gente di quella maniera. ma per circostanze so che l'Atlantide solo un mito. Tu trovasti
alcuni oggetti realmente interessanti, ma quello tutto quello che sono. chiaro per me che sei
un'intellettualoide brillante e sincera e posso apprezzare la consacrazione. Tuttavia perdi un tempo prezioso
in un luogo comune soggetto a discussione.
Ella socchiuse gli occhi.
Come sai che un mito?
Come sai che non lo ?
Ella si inclin in avanti, tanto vicino che rimasero quasi naso con naso.
Perch l'uomo che port a mio nonno quando era un bambino gli raccont storie dell'Atlantide e l'isola
antica di Didymos per intrattenerlo ed allontanare la sua mente dalle gravi scottature che aveva ricevuto dei
Nazisti. Il mio papou disse che il modo in cui quell'uomo descrisse l'Atlantide e le sue meraviglie era come se
egli avesse vissuto l. L'uomo descrisse esattamente gli stessi edifici che ho trovato seppelliti nell'Egeo.
Ash rimase freddo quando ella aizz ricordi che egli aveva seppellito. Perch aveva contato a Theo quelle
storie?
Perch egli era stato un bambino terrorizzato ed Ash aveva voluto consolarlo. Tranquillizzarlo. Maledetta
sia. Come marcirebbe egli avere saputo che quell'unico atto girerebbe per sfruttargli pi tardi nel viso
sessanta anni?
Ma la cosa pi importante questa. Ella mise la mano nella scatola di legno che stava nel tavolo e tir
fuori una moneta che egli non aveva visto da quando gliela aveva messa nella mano minuta di Theo quando
aveva lasciato al ragazzo con una famiglia adottiva a New York con la promessa che tornerebbe per
visitarlo. Questa possedeva l'immagine della madre di Ash per un viso ed il suo simbolo del sole per l'altra.
Joder.
Tory diede un tocco alla moneta.
La scrittura in un lato qualcosa che non aveva visto mai da nessuna parte fino alla nostra scoperta
l'estate scorsa. Nell'altro viso, greco e bench non lo capisca tutto, posso distinguere il nome Apollymi.
Ora, dimmi che questo non dell'Atlantide.
Non dell'Atlantideegli disse con la sua voce suonando rocca ai suoi propri uditi. Realmente questo era
stato nella sua tasca. Potrebbe essere qualunque cosa. Non potrebbe essere perfino una moneta.
Potrebbe essere una collana. Forse ella era la moglie di qualcuno. O sua madre.

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Non dissi mai che questa fosse una moneta. A quei tempi non avevano denaro, verit? Il suo sguardo lo
perfor. Sai tu la verit, certo?
Ash fece che il suo telefono suonasse.
Mantn quello pensiero. Egli finse risponderlo e si alz mentre cercava di pensare ad una risposta
plausibile.
Maledetta fosse per essere tanto rapida.
Tory osserv come Ash usciva dalla stanza per rispondere alla chiamata. Lo gir pi tardi alcuni minuti.
Devo andare.
Ma non puoi. Ho pi domande per te.
Egli sembrava frustrato per qualcosa.
Davvero che non ho tempo per risponderli.
Puoi ritornare?
Egli neg con la testa.
Lo dubito. Viaggio molto per lavoro e non star nella citt molto tempo. Afferr lo zaino del suolo e si
diresse verso la parte anteriore.
Ella lo segu.
Posso pagarti per il tuo tempo.
Non si tratta di denaro.
Ella tir di lui fermandolo.
Per favore, Acheron... per favore.
Ash volle allontanarla da un spintone e spaventarla. Al dio in lui non gli piaceva essere crivellato a domande.
L'uomo in lui voleva provare quelle labbra che incitavano ad un bacio.
Non posso, Tory. Non posso... La sua decisione si stanzi, soavemente tolse la mano di lei del braccio ed
and via.
Tory volle gridare mentre lo vedeva scendere la scala anteriore dalla sua casa che conduceva alla strada.
Egli gir a destra e si diresse verso Bourbon Street.
Doveva c'essere qualche modo di ottenere che l'aiutasse. Egli era l'unico che poteva leggere quello libro e
con quella totale convinzione nel suo interno, non andava ad accettare non un per risposta.
Alla fine del giorno, ella era una Kafieri e nessuno diceva non ad un Kafieri.

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Puoi correre di me tutto che voglia, signore Parthenopaeus, ma non sarai capace di nasconderti. Mi darai
quello che voglio. Andava ad assicurarsi di ci.

CAPITOLO QUATTRO

Ash fece tutta la cosa possibile per tirarsi fuori a Tory della mente, ma era impossibile. C'era semplicemente
qualcosa rispetto a lei che l'attraeva.
Egli odiava quello.
Ma n la met di quello che odiava il modo in cui l'aveva lasciata nella staccionata come un codardo il
giorno anteriore. Continuava a dirsi che era per bene ed ancora cos, non poteva convincersi completamente
di ci. C'era qualcosa di consolatore quando stava intorno a suo, egli come, data la sua abituale ostilit
verso lui, non aveva sentito in assoluto.
Ora seduto nel tetto della casa che stava aiutando a costruire, cerc di sgombrare la testa e ritornare al
lavoro.
Qualcuno gli tocc il piede. Guard verso l'alto per vedere a Karl davanti a lui. Ash si tolse uno degli
auricolari.
S?
Visita.
Assumendo che era uno dei suoi compagni in Nuovo Orlens, Ash lasci il martello e si diresse verso la scala
di mano. Non fu fino a che era sceso fino alla met che vide a Tory aspettandolo. I suoi capelli erano
raccolto verso davanti in ondulati codini. Portava messa una gonna beige lunga ed una giacca marrone.
Ma furono i suoi grandi occhi marroni quello che gli fu rimasto incisione.
Per guardarli e non a quello che stava facendo, perse piede e cadde improvvisamente dalla scala,
direttamente al suolo dove atterr col pi imbarazzante colpo, e che non aiut quello che la scala cadesse
allora su lui, attraendo tutti gli sguardi verso la sua rozza stupidit. Il dolore lo batt con forza nella schiena,
anca e spalla mentre lottava per ottenere qualcosa di apparente dignit.
Considerando realmente il modo in cui rimase despatarrado, questo non aveva rimedio. Sospirando,
allontan la scala dalle sue gambe.
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Tory si avvicin frettolosamente per inginocchiarsi al suo fianco.


Stai bene?
La risposta sarebbe stata s fino a che ella colloc la mano nel suo petto. In questa posizione, tutto in quello
che pot pensare fu in tirare di lei ed abbatterla su lui e dargli uso alla sua mano per qualcosa di molto pi
gradevole.
S, sto bene. Allora egli gett un'occhiata verso le altre persone alla sua periferia che lo contemplavano
preoccupati. Il suo viso arse di vergogna. Sto bene, a tuttidisse pi alto: Fu solo un piccolo scivolone.
Li girarono a lavorare mentre egli desiderava diventare invisibile. Non aveva fatto mai una cosa come
questo.
Dovresti avere pi curatodisse Tory in tono di rimprovero. Che cosa pass al suo rispetto verso lui?
Ovviamente aveva seguito la stessa strada che il suo ultimo vestigio di dignit. Ti avresti potuto rompere
il collo o con la cosa grande che sei avere atterrato su alcuno di essi e caricarti lo.
Di accordo... la donna era fanatica.
Che cosa fai qui, Tory? Rod e si alz, allora si rese conto che si era fatto qualcosa di vero danno nella
gamba quando questo palpit dolorosamente in protesta all'essere usata di nuovo. Fece tutto quello che
pot per non grugnire o zoppicare.
Il sorriso di lei l'abbagli.
Sono venuto per tentarti.
Era troppo tardi, l'aveva fatto gi e sapeva che ella non voleva dirlo nel senso in che egli lo faceva.
Non posso essere tentato.
S, puoi. Ogni persona pu essere tentata.
Ma egli non era una persona. Raccolse la scala di mano e la restitu alla sua posizione originale. Allora si
mise a raccogliere i chiodi che erano caduti dalla sua cintura di attrezzi. Quando intraprese il ritorno verso la
scala, ella si impunt fermamente nella sua strada.
Tory... grugn.
Guarda, ti sar onesta, non ci fu mai in tutta la storia dell'umanit un essere umano nato pi ostinato di
me.
S, ci lo qui. Io.
Quando egli si mise in moto lasciandola ad un lato, ella corse verso la scala circondandolo e si situ nel
primo gradino. Dovrebbe stare arrabbiato come l'inferno ed ancora cos ella era tanto adorabile l, in piedi,
con la sua gonna lunga e scarpe piane con un braccio unito attorno al gradino al di sopra della sua testa che
fece tutto quello che pot per non sorridergli.

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Molto bene, non devi tradurrlo. Insegna solo mi mangio farlo e ti lascer in pace. Se questo aiuto, imparo
realmente rapido.
Egli strid i denti con frustrazione.
Non mi piace discutere. Non mi piacciono i conflitti. Essenzialmente mi piace che mi lascino in pace per
fare le mie cose e questo non include insegnarti niente. Ora, mi permetti?
Per favore... L'espressione di lei era un miscuglio della pi ardente e meravigliosa supplica e della pi
cruda seduzione che egli avrebbe visto qualche volta. Sar la tua schiava di baklava fino a che muoia.
Egli corrug il cipiglio.
Mio che cosa?
Schiava di baklava. Faccio il meglio che faggi provati mai e ti manterr assortimento di questo fino a che
sia grasso e vecchio.
Non mangio baklava.
Quello perch non hai mangiato mai il mio. A meno che sia allergico alle noci, ti piacer.
Cerc di scioglierla alla forza della scala, ma verace alle sue parole, ella non andava a muoversi. Il suo colera
si ruppe. Come poteva essere uno degli esseri pi poderosi nell'universo e non essere capace di togliere di in
mezzo ad una semplice e piccola donna?
Ella fece che i suoi occhi somigliassero a quelli di un cucciolo triste.
Per favore, Acherondisse in greco. Poi cambi all'inglese. Tre giorni e non dovrai mai dopo vedermi di
nuovo. Dimmi quello che ami cambiamento e lo far.
Karl rise quando li sent per caso.
Perch non gli chiedi che sia la tua schiava sessuale? Per quel motivo io gli insegnerei tutto quello che ella
volesse.
La mandibola di lei cadde come se quello fosse il pensiero pi ripugnante che avrebbe avuto mai.
Agg!
Quell'unico suono lo mise in guardia.
Agg? ripet Ash. Non puoi parlare sul serio.
S, agg! Neanche ti conosco realmente ed i due pensate qui che semplicemente metto correndomi nel
letto con te. Non grazie! Dio, sei un autentico maiale arrogante.
Maiale arrogante?
Ella torse il suo viso con ripugnanza e lasci la scala.

- 432 -

Molto bene, investigher senza tetrem. Coricarmi con lui per una traduzione, schifosodisse a voce
bassa mentre andava via.
Ash lasci penzoloni il braccio appoggiato nella scala mentre la vedeva incamminarsi verso la sua
automobile. Era completamente attonito.
Ella non voleva coricarsi con lui...
Ella pensava che coricarsi con lui era schifoso.
Tutto il mondo passata la pubert volevano stare nel suo letto. Tutti.
Eccetto Tory. Un'esplosione di speranza gli oltrepass quando si rese conto che potrebbe essere
eccezionalmente una delle persone rare che erano immuni alla maledizione di sua Zia Epithymia. Perfino le
donne che non trovavano attraenti agli uomini lo guardavano.
Fino ad ora, e durante la storia, quelli che erano stati immuni furono sempre uomini... o donne che erano
cieche.
Trovare una femmina umana che non lo desiderasse...
Potrebbe comportarsi in maniera normale intorno a lei. Abbassare la guardia e non dovere essere
preoccupato perch fosse ad incominciare a gettargli sgorgo al cavallo. Unicamente la novit di questo
riusc che desiderasse stare intorno a suo.
Prima che potesse frenarsi, fu verso l'automobile di lei e le fece trattenersi.
Ti insegner.
Ella si gir furiosamente e l'inchiod l'indice nel petto.
Non mi corico con te, amico.
Gli sorrise.
Non stava chiedendotelo. Lo giuro. Non ti chiederebbe mai quello.
Ella rimase con la bocca aperta prima che Lei inclinasse verso lui con un grugnito offeso.
Che cosa? Pensi che coricarti con me sarebbe ripugnante? Ah sei un cretino!
Ash alz le mani con frustrazione.
Perch non posso guadagnare mai con te? Se voglio coricarmi con te sono un maiale e se non lo faccio
sono un cretino. Che cosa vuoi di me?
Ella rimase in piedi vicino alla porta aperta della sua automobile ed alz lo sguardo verso lui, con quegli
occhi pieni di sentimento che lo bruciavano fino alle viscere.
Voglio che traduca il diario e guardati le mani per te.
E nonostante quell'ho ancora attrattiva per te?

- 433 -

Ella sciolse una risata diabolica.


Esattamente. Ora l'hai beccato. Gli diede alcune pacche nel braccio. Ti vedr questa notte alle sette.
Non potrebbe sperare, egli pens sarcasticamente. Forse dovrebbe fare che Simi venisse con lui. Ogni volta
che stava vicino a Tory, sentiva una profonda necessit di protezione. Al meno dovrebbe assicurarsi di
portare messo un sospensorio questa notte cos ella non potrebbe beccarlo sprovveduto quando egli non
stesse guardando.
Che tipo di bastardo masochista era egli che si seguiva implicandosi con donne che l'odiavano?
Dovresti dimenticarti di quello di insegnargli qualcosa.
S, ma ella possedeva una parte del suo passato e se egli non l'allontanava dall'Atlantide e di Didymos,
andava a c'essere problemi ancora pi grandi. La fonte primigenia potrebbe richiedere dell'indulgenza in lui,
se ella si trovava con un altro dei diari di Ryssa. Egli aveva quelli che pensava che erano i pi condannatori.
Ma non sapeva su che cosa pi aveva scritto sua sorella. Doveva incaricarsi di Tory e la sua ricerca
ossessiva.
L'ultima cosa che necessitava era che i Dark-Hunters verificasse che sua madre era chi aveva creato ai
Daimons contro il quale passavano l'eternit lottando e che stavano essendo diretti per un tsoulos che
ancora si vendeva per proteggerli. Sarebbe disastroso per lui.
No, egli doveva aiutarla quanto basta come per riuscire a deviarla di questa ricerca. Forse dovrebbe trovare
qualcosa su Lemuria e portarla a quello tema. Dopo tutto, il passato di Lemuria non aveva niente a che
vedere col suo.
Potresti ammazzarla semplicemente.
Quella sarebbe la risposta di Savitar. Ma neanche Ash non poteva fare questo. Theo aveva seppellito gi alla
maggior parte della sua famiglia e se c'era qualcosa che egli sapeva sul suo vecchio amico era quanto
amava Theo alla sua famiglia.
No, doveva trovare un altro modo di muovere la massa inerte che era l'ostinazione di Tory prima che fosse
troppo tardi...
Scilla e Caribdis. Come Odiseo, era acchiappato tra la spada e la parete.

Tory l'aveva perfettamente tutto disposto. Il suo quaderno, il diario ed una birra in ghiaccio per il suo alto ed
irritabile invitato. Stava nel sof, mordicchiando un tassello di formaggio quando ci fu un colpo nella porta
nel preciso istante in cui l'orologio dava le sette.
Perbacco... Come di puntuale potrebbe essere una persona?
Alzandosi, fu verso la porta e l'apr per trovarsi al signore Gotico tutto adorno con una giacca lunga di cuoio
stilo pirata, pantaloni neri ed un paio di stivali neri con crani verdi di neon dipinti in esse. I suoi capelli erano
umido come se si fosse lavato recentemente ed odorava di fragole. Inoltre ancora portava quegli occhiali da
sole offuschi.

- 434 -

Passainvit, retrocedendo per lasciargli entrare.


Chin la testa per non battersi con l'architrave della porta e si diresse alla poltrona dove lasci cadere il suo
zaino nel suolo e dopo si tolse la giacca. La mise sullo zaino e conserv i guanti neri senza dita nelle mani.
Ella guard col cipiglio corrugato il tatuaggio nel suo muscoloso bicipite che spuntava sotto la sua maglietta
nera.
Pensai che stava nel tuo avambraccio.
Egli diede un'occhiata al tatuaggio e si avvil di spalle.
Non dovremmo cominciare?
Prima che ella potesse chiudere la porta, il telefono mobile di lui suon.
Sciolse un svogliato sospiro prima di aprirlo.
Qui Ash. Dimmi.
And via per aprirgli la birra e gliela diede mentre egli ascoltava.
Le offr un sorriso grato mentre prendeva la birra.
Uf, no. Sarebbe realmente imprudente. Si fida di me, ella non ha senso dell'umorismo rispetto a niente
che sia maschio... Bene vedr quello che posso fare. Appese e segn contemporaneamente il telefono che
dava un sorso alla birra.
Subito sto con tel'assicur, dopo si mise a parlare con qualcuno nel telefono. Sente, Urian, ho bisogno
di te per dare un'occhiata a Zoe in Seattle. Sta ad un passo di mettersi alle cattive con Ravyn il quale
minaccia di sgozzarla... No, non posso salire l durante alcuni giorni. Prese un altro sorso. Grazie.
Appese e si mise il telefono nella tasca di dietro.
Tory lo guard con cipiglio.
E che cosa esattamente quello che fai?
Sono domatore.
Un domatore? domand, divertente davanti al mero pensiero di lui a cavallo con un cappello vaccaro
nero fiorito con crani. Come un vaccaro?
Egli sciolse una risata.
S, litigo solo con gente con atteggiamenti vili. Ti piacerebbe