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Spedizione in A.P. Legge 662/96 art.

2 comma 20/c - filiale di Ancona


ANNO XXII
FEBBRAIO-MARZO 2000 2
IL PLATANO
IN CITT
RANDAGISMO
E ZOOTECNIA
INCIDENTI SUL LAVORO
IN CAMPAGNA
CEREALI
CON AZOSPIRILLO
GLI IBRIDI
DI GIRASOLE
PISELLO
DA TRASFORMAZIONE
FAGIOLINO
DA INDUSTRIA
LA FERTILIT
DEI SUOLI AGRARI
AGRICOLTURA
FLASH
Le opinioni espresse negli scritti pubblicati in questa Rivista impegnano
solo la responsabilit degli autori
S O M M A R I O
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1
CONSERVAZIONE
DELLE ALBERATE
DI PLATANO
Le alberate ornamentali, i par-
chi ed i giardini, contribuendo
a dare risalto a certe pro s p e t-
tive ed a valorizzare strade e
luoghi altrimenti poco at-
traenti, sono da sempre un
elemento importante nella ca-
ratterizzazione del paesaggio
urbano.
O g g i g i o rno, con laumentare
dei problemi connessi allin-
quinamento, le specie da or-
namento sono destinate ad
a s s u m e re ulteriori ed impor-
tanti funzioni di filtro verso
le sostanze inquinanti dellaria
e del suolo.
Il platano, maestoso e magni-
fico albero facilmente adatta-
bile alle diverse situazioni am-
bientali, risponde pienamente
a tali compiti migliorando la
qualit degli spazi cittadini.
Questa pianta, infatti, associa
doti estetiche (la chioma con
grandi foglie, la conform a z i o-
ne e colorazione della cort e c-
cia, sono caratteri assai belli)
alla capacit di risanare lam-
biente favorendo il movimen-
to dellaria e la riduzione degli
inquinanti al suolo.
A garanzia di questo sistema
quanto mai opportuno rivolge-
re particolari attenzioni verifi-
cando la sanit delle piante
durante tutto il ciclo biologico.
SALVAGUARDIA DELLE
ALBERATE DI PLATANO
La gestione del patrimonio
a r b o reo urbano senza dub-
bio un problema di grande at-
tualit.
In citt il normale sviluppo
delle piante, gi reso diff i c o l-
toso da molteplici fattori di
natura abiotica (stress term i-
ci, inquinamento, terreni co-
stipati, scarsa disponibilit
nutrizionale, potature eccessi-
ve, ecc.), sempre pi spes-
so minato dallinsorgenza di
gravi patologie.
Tra queste, il fungo parassita,
Cer at ocyst i s fi mbr i ata f . s p.
p l a t a n i, agente del cosiddetto
c a n c ro colorato blu, rappre-
senta una seria minaccia alla
sopravvivenza del platano.
Questa malattia, segnalata
per la prima volta negli Stati
Uniti nel 1935, ha generato i
primi focolai in Italia alla fine
della seconda guerra mon-
diale. La causa, pro b a b i l-
mente, da ricerc a re nel le-
gname infetto utilizzato, dal-
l e s e rcito americano, per il
confezionamento di materiale
bellico destinato alle zone di
guerra.
Da al l ora l avversi t si
spostata in diverse parti del -
la peni sola determinando i n
qualche caso un consistente
depauperamento dei popola-
menti di platano.
QUALE DIFESA
ATTUARE
Con riferimento ai modi di lot-
ta contro il patogeno C e r a -
tocyst is f imbriat a si deve su-
bito sgombrare il campo dagli
i n t e rventi diretti con pro d o t t i
chimici. La sperimentazione
in laboratorio, per la verifica
delle strategie e dei mezzi di
difesa, ha messo in evidenza
l e fficacia di alcuni fitofarm a c i
a p p a rtenenti al gruppo dei
benzimidazoli: carbendazim e
thiabendazole. Purt roppo, gli
stessi anticrittogamici perd o-
VERDE URBANO
IL PLATANO IN CITT
Una riflessi one sull a gestione del patri monio arboreo negli spazi
urbani: problemi specifici come stress termici, inquinamento, scarsa
disponibilit nutrizionale, comportano linsorg e re di gravi patologie.
Magnifico esemplare di platano
no, quando sono distribuiti
per aspersione sulla chioma
della pianta, lefficacia nei
c o n f ronti del fungo e non rie-
scono, pertanto, a bloccare il
decorso della malattia. L u s o
di sostanze chimiche nellam-
biente urbano, inoltre, presen-
ta limitazioni legate ai rischi di
potenziale inquinamento.
La tecnica che prevede lim-
missione di fitofarmaci dire t-
tamente nella pianta, attraver-
so iniezioni endoxilematiche
praticate sul tronco, sembra-
va in un primo momento pi
i n t e ressante, se non altro per
i minori rischi di contamina-
zione ambientale. Indagini pi
a p p rofondite dimostrano che
n e p p u re questo metodo rie-
sce a debellare definitivamen-
te il parassita il quale, per
contro, in grado di riprende-
re lattivit patogenetica a di-
stanza di tempo dal tratta-
mento. Un promettente filone
di ricerca il miglioramento
genetico del platano finalizza-
to allindividuazione di sog-
getti resistenti allinfezione.
Dopo questa breve rassegna
non rimane che esaminare lo
strumento di lotta di tipo legi-
slativo che, al momento,
sembra lunico capace di ga-
r a n t i re risultati appre z z a b i l i
nella difesa dalla C e r a t o c y s t i s
f i mbr i at a f .sp. pl at ani . Dal
giugno 1998 in vigore in
Italia un decreto ministeriale
di lotta obbligatoria, contro
tale fitopatia (D.M. 17 aprile
1998), che disciplina una se-
rie diniziative finalizzate al-
limmediata individuazione ed
eradicazione deventuali foco-
lai. In part i c o l a re, la localizza-
zione daree con pre s e n z a
della malattia, attraverso il
c o n t rollo del territorio, deter-
mina lattuazione di misure di
p rofilassi come labbattimen-
to delle piante malate, il divie-
to di eseguire potature o,
qualora queste ultime fossero
necessarie, i comport a m e n t i
da seguire.
Alla stessa stregua, anche il
legname infetto, risultante
dalle operazioni dabbatti-
mento e/o potatura, deve es-
sere trattato nel rispetto di re-
gole che tendono a limitare la
diffusione del patogeno.
La disposizione di lotta obbli-
gatoria suddetta avr, inevita-
bilmente, una significativa ri-
p e rcussione nei modi di ge-
stione del verde ornamentale.
LAgenzia Servizi Settore
A g ro a l i m e n t a re delle Marc h e
(A..S.S.A.M.) Servizio Fito-
sanitario Regionale, tenuto
conto delle difficolt operative
i n t rodotte dal decreto di lotta
al cancro colorato, ha pre d i-
sposto uno specifico protocol-
lo tecnico nel quale si annove-
rano i modi di pro c e d e re negli
abbattimenti, nelle potature ,
nella gestione del legname ri-
sultante e nellutilizzo dei pro-
dotti fitosanitari per la difesa
dei platani. Tale documento
deve rappre s e n t a re, secondo i
p ropositi dei tecnici che lhan-
no redatto, un riferimento ca-
pace di semplificare i compiti
cui devono ottemperare i pro-
prietari di piante di platano.
ATTIVIT DI
CONTROLLO NELLA
NOSTRA REGIONE
LA.S.S.A.M. Servizio Fito-
sanitario Regionale, in osse-
quio al ruolo che svolge in
ambito regionale, ha pro-
2
COS E I L CANCRO COLORATO DEL
P L ATANO: bi ol ogi a, epi demi ol ogi a
Dal punto di vista biologico il fungo Ceratocystis fimbriata
f.sp. platani un parassita che vive esclusivamente su plata-
no e penetra nei tessuti delle piante attraverso le ferite.
Nel momento in cui le stru t t u re di perpetrazione del fungo
(spore e conidi) o pezzi di legno infetto, vengono in contatto
con soluzioni di continuit della corteccia (ferite) si ha lim-
mediata colonizzazione della parte attaccata, i tessuti inizia-
no a necro t i z z a re e non avviene la cicatrizzazione. Successi-
vamente, la necrosi corticale aumenta e quando intere s s a
tutta la circ o n f e renza di una branca, o del tronco, si ha la
m o rte della parte attaccata. L o s s e rvazione della cort e c c i a
evidenzia aree depresse e screpolate; il legno sottostante
i m b runisce fino a raggiungere un colore bluastro (da qui il
nome della malattia cancro colorato blu).
Sulla chioma lavversit pu avere due decorsi: uno acuto di
tipo apoplettico ed uno cronico, pi graduale. La fase acuta
si manifesta in primavera-estate attraverso la morte dalcune
branche o dellintera chioma; se landamento dellinfezione
di tipo cronico si assiste ad un progressivo deperimento de-
gli esemplari colpiti.
Questa malattia, pertanto, pericolosa nelle alberate sogget-
te a frequenti tagli di potatura (per di pi male eseguiti) o in-
t e ressate da lesioni del legno causate da altri agenti. L e c-
cessiva vicinanza delle piante, inoltre, determinando il con-
tatto degli apparati radicali, rende possibile la trasmissione
del fungo da un soggetto malato ad uno sano.
Luniformit genetica delle piante di platano e lassenza di for-
me di resistenza alla malattia, sono ulteriori elementi di peri-
colosit che aggravano il rischio di diffusione della fitopatia.
P a rt i c o l a re del limbr unimento del legno in un platano attaccato da Ceratocystis fimbriata.
3
grammato una serie dinter-
venti volti allacquisizione di
dati sulla consistenza del pa-
trimonio e sullo stato fitosa-
nitario del genere Platanus.
In attuazione del pro g r a m m a
dattivit 1999 dellA.S.S.A.M,
si predisposto il pro g e t t o :
Ricerche su organismi nocivi
di recente introduzione o pre-
senti in forma endemica. Es-
so prevede, tramite un que-
stionario inviato a tutti i Co-
muni, il censimento dei plata-
ni nelle aree urbane ed extra
urbane e la verifica del loro
stato fitosanitario. Nella se-
conda fase si proceder al-
l a c c e rtamento delleventuale
p resenza di Ceratocyst is f im -
br iat a f. sp. pl atani a t t r a v e r s o
sistematiche indagini di labo-
ratorio su campioni vegetali.
Questo lavoro (iniziato, per
questanno, nei Comuni della
p rovincia dAncona), ha lo
scopo di agevolare la pre d i-
sposizione della mappa regio-
nale di rischio fitosanitario
che rappresenta un import a n-
te mezzo per lattuazione de-
gli interventi di prevenzione o
di profilassi nei confronti del
parassita Cer at ocyst i s fi m -
briata f.sp. platani.
Per raggiungere gli scopi pre-
visti e perch il progetto tro v i
la pi ampia applicazione terri-
toriale, necessario che le
Amministrazioni comunali e gli
altri Enti, preposti alla salva-
g u a rdia del patrimonio vegeta-
le, collaborino fattivamente.
In questottica si svolto,
p resso la sala convegni del-
lA.S.S.A.M., un seminario sul
tema p robl emat iche f itosani -
tarie del verde da ornamento ,
che ha visto la part e c i p a z i o n e
di tecnici addetti alla manu-
tenzione del verde nei comuni
della provincia dAncona e del
Dott. Luigi Marchetti, in qua-
lit desperto del settore.
La riunione, nella prima fase,
ha passato in rassegna le
principali avversit delle spe-
cie vegetali e le moderne stra-
tegie di difesa con part i c o l a re
riferimento al platano. In un
secondo momento, si sono
descritti gli interventi pre v i s t i
dal progetto dellA.S.S.A.M:
Ricerche su organismi nocivi
di recente introduzione o pre-
senti in forma endemica.
Nella relazione si sottolinea-
ta limportanza della puntuale
e corretta compilazione della
scheda per il censimento dei
platani (allegato uno).
Il dibattito, a chiusura dei la-
vori, ha confermato il notevo-
le interesse per larg o m e n t o
trattato e la molteplicit dei
p roblemi legati alla gestione
del verde in citt. Nel contem-
po si evidenziata lopport u-
nit di generare e/o consoli-
d a re alleanze tra figure pro-
fessionali, che si occupano di
p rogrammazione e tutela am-
bientale, nel comune proposi-
to di dare risposte concrete ai
quesiti sul tappeto.
CONSIDERAZIONI
FINALI
Da questanno lA.S.S.A.M. ha
scelto diniziare un nuovo per-
corso nel settore del verde da
o rnamento programmando at-
tivit, incontri tecnici e stimo-
lando nuove importanti colla-
borazioni con le realt locali.
Lintento quello di costituire
un punto di riferimento capa-
ce di originare e sviluppare
sinergie.
Loccasione, infine, c gradi-
ta per invitare coloro che so-
no interessati allargomento a
p re n d e re contatti con gli au-
tori del testo, ovvero a segna-
l a re, al seguente recapito at-
traverso la scheda allegata,
nuove situazioni riferibili allo
stato vegetativo delle alberate
di platano:
A.S.S.A.M. Servizio Fitosani-
tario Regionale, Via Alpi 21 -
60131 Ancona, tel. 071 8081,
fax 071 85979, indirizzo e-
mail: fit@assam.marche.it
Lucio Flamini
Raffaele Lagnese
Renzo Ranieri
A.S.S.A.M. Centro Operativo
Servizi Fitosanitari
Servizio Fitosanitario Regionale
FONTI BIBLIOGRAFICHE:
Luzzi D. (a cura di) 1996.
Le alberature in citt.
G.E.F. - Contributi informativi
Dott. Panconesi A.
Malattie ed interventi:
Il cancro del Platano.
Istituto per la Patologia de-
gli Alberi Forestali, FIRENZE
Fase di prelievo campioni di legno e cort e c c i a . Viale di platani
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A.S.S.A.M.
CENTRO OPERATIVO SERVIZI FITOSANITARI
Servizio Fitosanitario Regionale
SCHEDA PER IL CENSIMENTO
DEGLI ESEMPLARI DI PLATANO
Rilevatore
Data
Comune Via/zona (1)
1. Condizioni vegetative (2): alberi mai potati;
alberi potati recentemente;
alberi potati da pi di cinque anni.
alberi con foglie di ridotte dimensioni n
2. Stato fitosanitario (2): alberi sani n ;
alberi morti n ;
alberi con presenza di rami e/o foglie secche n
3. Disposizione delle piante (2): lungo i bordi stradali contigue;
isolate;
alternate ad altre piante.
in aree verdi raggruppate;
isolate;
in filari.
Annotazioni:
(1) utilizzare una scheda per ogni zona o via del comune con presenza di platani.
(2) barrare la/e casella/e relativa/e alla/e situazione/i riscontrata/e.
na prima e ve-
loce lettura del
titolo di que-
sto art i c o l o
p o t rebbe far
p e n s a re che
tra i danni al patrimonio zoo-
tecnico e la prevenzione al
randagismo non ci siano mol-
ti legami. Infatti mentre latti-
vit zootecnica una part e
economicamente import a n t e
dellagricoltura marchigiana la
p revenzione al randagismo
materia affidata ai Sindaci e
alle Aziende Sanitarie Locali,
spesso supportati in maniera
d e t e rminante dallattivit di
volontariato delle diverse as-
sociazioni animaliste operanti
sul territorio regionale. In
realt tra i due problemi i
punti in comune sono molti,
infatti soprattutto nelle zone
c o s t i e re sono proprio i cani
randagi che, per procurarsi il
cibo, provocano i maggiori
danni agli allevamenti zootec-
nici. Cos i problemi degli
agricoltori si intrecciano con
quelli legati al fenomeno del-
labbandono dei cani da part e
di proprietari privi di scrupoli.
Per meglio conoscere i rap-
porti tra questi problemi, ana-
lizziamo sinteticamente quello
che la Regione ha fatto a van-
taggio degli allevatori dan-
neggiati.
Nel 1991 stata approvata la
legge n. 17 riguardante inter-
venti e indennizzi per danni
causati al patrimonio zootec-
nico da specie animali di no-
tevole interesse scientifico,
quali il lupo e laquila reale, e
da cani randagi. In base a tale
legge la Regione ha rimbor-
sato agli agricoltori circa 3
m i l i a rdi e 266 milioni di lire
per danni al patrimonio zoo-
tecnico dallanno 1991 al 1
semestre del 1999.
Lindennizzo regionale il 60
p e rcento del reale valore del-
lanimale oggetto del danno,
come stabilito dalle delibere
annuali della Giunta Regiona-
le contenenti i criteri e le mo-
dalit di concessione di tali
aiuti.
Per capire quali sono le spe-
cie zootecniche pi attaccate
e le modalit di pre d a z i o n e ,
risulta di estremo interesse lo
studio, relativo agli anni 1996
e 1997, realizzato da Carla
G a m b a ro, Mauro Magrini,
Paolo Perna e J acopo Angeli-
ni per il WWF Marche: Inda-
gine sulla presenza del Lupo
Cani s Lupus Lupus L. nelle
M a rche e sulle sue interazioni
con lattivit zootecnica. In
base a tale lavoro, risulta che
la specie zootecnica pi colpi-
ta dai danni di gran lunga
quella ovina (con 6473 capi
complessivi predati nei 2 an-
ni), mentre si registrano dan-
ni molto minori per i caprini
(198 capi), bovini (144 capi)
ed equini (68).
Dal lavoro citato si evidenzia
come la met degli ovini pre-
dati si trova nelle aree dove
a c c e rtata la presenza del lupo
(vedi cartina n.1) mentre la
restante parte fuori di tale
zona. Per i caprini, i bovini e
gli equini, invece, la maggior
p a rte dei danni avvenuta in
zone montane interne.
Da queste ultime considera-
zioni si deduce che nelle zone
collinari pi vicine alla costa i
maggiori responsabili dei
danni al patrimonio zootecni-
co sono i cani randagi abban-
donati, mentre nelle zone col-
linari pi interne e in monta-
gna i tipi di danni sugli anima-
li e le tracce lasciate indicano
chiaramente che il re s p o n s a-
bile il lupo, anche se non si
possono escludere danni pro-
vocati da cani randagi.
Quindi, i cani randagi sare b-
b e ro responsabili di un nu-
m e ro di predazioni inferiore
di soli 200 capi/anno a quelle
dei lupi e, da un nostro calco-
lo approssimativo, risulta che
leliminazione del pro b l e m a
c o n s e n t i rebbe un risparm i o
per la Regione pari a circ a
150 milioni allanno.
Ecco quindi trovato il legame
tra i problemi degli allevatori
e quelli provocati dallabban-
dono dei cani, e risulta anche
facile capire come una drasti-
ca riduzione del fenomeno del
randagismo limiterebbe con-
s i d e revolmente i danni degli
allevatori.
Gi da soli questi motivi sa-
re b b e ro validi stimoli per cer-
c a re di risolvere o contenere
il fenomeno del randagismo,
poi ci sono anche altri motivi
di natura sociale ed etica, che
in questa sede non aff ro n t e-
remmo, ma la cui import a n z a
5
RANDAGISMO
E ZOOTECNIA
U
A confronto due argomenti appare n t e -
mente assai di stanti al l o scopo di mo -
s t r a re come, soprattutto i n ambienti ru -
ral i , l a corretta gestione del fenomeno
del randagismo abbia risvolti economici
positivi anche fra gli agri coltori. E come
in generale atteggiamenti eticamente ri -
g o rosi migliorino la vita di tutti, anche di
chi non sembra poter essere coinvolto.
S PA Z I O A P E RT O
altrettanto grande e de-
gna di attenzione. E im-
p o rtante per sottolinea-
re che la soluzione non
deve essere trovata dai
singoli allevatori, con in-
t e rventi puntuali o atti di
violenza inutili e spesso
dannosi, ma deve consi-
s t e re in un intervento a
monte del problema, che
riduca drasticamente il
fenomeno del randagi-
smo.
P u rt roppo non esistono
dati sul numero di cani
randagi presenti sul ter-
ritorio regionale, gli unici
dati disponibili in mate-
ria si possono re p e r i re
dagli atti della 1
a
C o n f e-
renza Regionale sul ran-
dagismo che si svolta
allAbbadia di Fiastra il
29 maggio 1999. Si trat-
ta di dati nazionali ferm i
p u rt roppo al 1997, che
indicano in circa un mi-
lione i cani randagi pre-
senti sullintero terr i t o r i o
italiano.
I primi interventi per la
lotta al randagismo sono
stati fatti con la legge re-
gionale n. 4 del 1988 che
istituiva lanagrafe cani-
na e prevedeva la cre a-
zione di canili per la pro-
filassi veterinaria. A se-
guito di tale legge la Regione
ha stanziato 3 miliardi e 600
milioni di lire alle U.S.L. (oggi
A.S.L.) per la costruzione di 8
canili a carattere multizonale.
Ad oggi oltre la met di que-
ste stru t t u re non sono state
realizzate oppure se re a l i z z a t e
non sono in funzione.
Successivamente le Marc h e
hanno approvato, seguendo
le disposizioni della legge na-
zionale in materia n. 281 del
1991 (Legge quadro in ma-
teria di animali di affezione e
p revenzione del randagismo),
la legge n. 10 del 1997, Nor-
me in materia di animali da af-
fezione e prevenzione al ran-
dagismo con relativo re g o l a-
mento applicativo (n. 49 del
1998). Queste leggi tutelano
gli animali da affezione, ne
vietano la soppressione se
non in caso di gravi malattie
incurabili o in caso di com-
p rovata pericolosit e defini-
scono le competenze dei di-
versi soggetti preposti a com-
b a t t e re il fenomeno del ran-
dagismo.
La legge definisce i compiti
dei Comuni singoli o associati
e delle Comunit Montane.
Infatti spetta a questi soggetti
a t t re z z a re appositi canili sani-
tari dove custodire e mante-
n e re i cani randagi appena
catturati, per i quali non
possibile la restituzione al
p roprietario, in attesa del tra-
sferimento in stru t t u re di lun-
ga accoglienza. E invece
compito dei Servizi Ve t e r i n a r i
delle Aziende Sanitarie com-
petenti per territorio la cattura
dei cani vaganti e tutti gli in-
t e rventi di profilassi sanitaria
e di tatuaggio per liscrizione
allanagrafe canina dei cani
che ne risultino sprovvisti.
Dopo che sono stati eff e t t u a t i
tutti gli interventi di pro f i l a s s i
veterinaria, i cani devono
quindi essere di nuovo trasfe-
riti. Le succitate stru t t u re di
lunga accoglienza, denomina-
te dalla legge rifugi, devono
e s s e re costruiti sempre dai
Comuni singoli o associati e
dalle Comunit Montane, e in
essi i cani devono rimanere
fino a quando non sono adot-
tati da qualcuno oppure fino
alla morte naturale.
La legge prevede inoltre che i
Comuni singoli o associati e
le Comunit Montane dotate
di rifugi possano aff i d a re la
gestione di tali stru t t u re ad
associazioni di volontariato o
a privati.
Per lattuazione della leg-
ge 10/97 la Regione ha
stanziato fino ad oggi 2
m i l i a rdi di lire, di cui un
m i l i a rdo gi trasferito
agli Enti locali; a questa
cifra va aggiunto il finan-
ziamento dello Stato de-
rivante dalla legge qua-
d ro nazionale (circa 900
milioni, di cui solo 600
milioni finiranno agli Enti
locali).
In conclusione si pu af-
f e rm a re che nonostante
gli impegni finanziari
della Regione, le ammi-
nistrazioni locali hanno
fatto poco o nulla per af-
f ro n t a re e contenere il
fenomeno del randagi-
smo, e che spesso sono
state le Associazioni di
volontariato del settore
che hanno fatto il grosso
del lavoro per contenere
e controllare il problema.
Comunque purt roppo i
canili, sia pubblici che
privati, non sono la solu-
zione definitiva del ran-
dagismo, ma solo pro v-
visoria, infatti occorre in-
v e s t i re anche in altri set-
tori perch il pro b l e m a
va aff rontato soprattutto
a livello culturale e so-
ciale. Ecco allora lim-
p o rtanza di avviare campagne
di sensibilizzazione finalizzate
al rispetto degli animali, inte-
ressando soprattutto le scuo-
le, di favorire ladozione di ca-
ni abbandonati nei canili, e di
i n c re m e n t a re gli interv e n t i
delle strutture pubbliche per il
c o n t rollo delle nascite di cuc-
cioli non desiderati. Ad esem-
pio si potrebbe prevedere, co-
me gi avviene in altre re a l t
nazionali, un aiuto economico
per i cittadini con basso re d-
dito per finanziare una part e
delle spese di sterilizzazione
dei cani di loro propriet. Con
i 150 milioni di lire risparmiati
dal risarcimento degli alleva-
tori si potre b b e ro sterilizzare
centinaia di cani ogni anno.
Stefano Battisti
David Belfiori
6
REGIONE MARCHE
Assessorato Agricoltura
CARTA DELLA DISTRIBUZIONE ATTUALE DEL LUPO Canis lupus lupus L. NELLE MARCHE
WWF ITALIA
Delegazione Marche
a re pre v e n z i o-
ne significa ot-
t e n e re un ri-
s p a rmio in ter-
mini economi-
ci, ma soprat-
tutto in termini sociali, evitan-
do danni significativi alle per-
sone e salvando anche vite
umane. In base a questo slo-
gan lInail (Istituto nazionale
contro gli infortuni sul lavoro)
e lAssam (Agenzia dellEnte
Regione Marche per i serv i z i
a g roalimentari) hanno siglato
un protocollo dintesa che
p revede unarticolata azione
di prevenzione sulle macchine
agricole e sugli stessi opera-
tori del settore.
A questo proposito la banca
dati dellInail fornisce una se-
rie di indicazioni pre z i o s e
p roprio sugli infortuni: quali
sono le fasce di lavoratori a
rischio; quando si verificano
gli incidenti pi frequenti e
una serie di statistiche utili
per chi vuole fare inform a z i o-
ne e prevenzione.
Tradizionalmente lagricoltura
un settore ad alti costi per
lInail, in quanto lincidenza de-
gli infortuni abbastanza ele-
vata rispetto agli altri settori.
Per questo il senso della con-
venzione doppio - ha detto
Franco Papa, dire t t o re re g i o n a-
le dellInail - in quanto ha un
v a l o re economico in s aiutan-
do a non far lievitare la spesa
sociale per gli infortuni, ma,
cosa ancora pi importante, ha
un valore sociale vero e pro-
prio perch dallinformazione e
dalla formazione nasce la con-
sapevolezza delloperatore .
La convenzione sulla pre v e n-
zione degli infortuni dovuti al-
le macchine agricole pre v e d e
t re diverse attivit: la valuta-
zione dei rischi specifici pre-
senti nelle macchine irro r a t r i-
ci, lanalisi e lo studio dei dati
p rovenienti dalla banca dati
Inail, la programmazione di
un corso formativo.
Per il primo punto i tecnici
dellInail effettueranno dei so-
pralluoghi durante prove di
taratura delle macchine irro-
ratrici al fine di pre n d e re vi-
sione degli eventuali rischi
specifici. Ve rranno a questo
scopo convocati gli agricolto-
ri con le macchine in are e
agricole determinate, ed i dati
p resi dalle prove contribui-
ranno a form u l a re un codice
di comportamento che con-
t e rr indicazioni ed azioni di
p revenzione. Questo codice
sar raccolto in un fascicolo
per gli operatori agricoli che
v e rr successivamente distri-
buito e commentato.
Per quanto riguarda le attivit
della banca dati verranno rac-
colte informazioni in alcune
a ree selezionate nelle pro v i n-
ce di Pesaro (area cerealicolo-
industriale), Macerata (vite) e
Ascoli Piceno (frutticoltura).
Scopo di questa attivit sar
l a p p rofondimento e lanalisi
dei dati numerici estratti dal-
larchivio informatico dellInail
con lobiettivo di analizzare
ulteriori rischi specifici pre-
senti nel settore (ru m o re ,
agenti chimici, ecc.).
Per quanto riguarda la form a-
zione sono previsti alcuni in-
contri durante i quali gli ope-
ratori Inail ed Assam pre s e n-
teranno il Codice di compor-
tamento. Saranno corsi di 4
moduli ciascuno scelti su
specifici aspetti della pre v e n-
zione e dellinformazione.
Vincenzo Gambini Rossano,
a m m i n i s t r a t o re dellAssam,
ha commentato cos liniziati-
va: si tratta di un accordo im-
p o rtante che, tra i primi in Ita-
lia, mira a mettere a regime il
n o s t ro progetto di sicure z z a
in campagna. Abbiamo an-
che lintenzione di coinvolgere
le Associazioni di categoria
nellattivazione di incontri pe-
riodici per scambio di dati e
analisi della situazione. La si-
c u rezza degli operatori, del re-
sto, cos importante che oc-
c o rre un impegno di tutti sulla
i n f o rmazione e form a z i o n e .
Gianni Moreschi
SPAZI O APERTO
7
INCIDENTI SUL LAVORO
IN CAMPAGNA
Il settore agricolo considerato ad alto
costo per lelevata incidenza degli infor-
tuni. Inail ed Assam firmano un protocol -
lo d intesa - P rogetto sicurezza in cam-
pagna - che prevede l anal i si dei dati
I nail per la programmazione di corsi di
formazione
F
l CERMIS ha inizia-
to ad occuparsi di
m i c ro rganismi azo-
tofissatori nel 1986
quando fu avviata
una collaborazione
con Helibioagri, la societ na-
ta in seguito alla costru z i o n e
da parte dellENEA di un im-
pianto per la produzione su
scala industriale di batteri
azotofissatori (rizobi e azospi-
rilli). Le prove hanno riguar-
dato luso di un ceppo di azo-
spirillo su due variet di fru-
mento tenero e due di fru-
mento duro, allevate a tre li-
velli di fertilizzazione azotata.
Sinteticamente i risultati di un
biennio hanno evidenziato un
debole - ma non significativo
- effetto positivo con un mi-
glioramento produttivo solo
in condizioni di met fert i l i z-
zazione azotata, conferm a n d o
quanto gi ottenuto in altre
sperimentazioni.
Nel 1992 stato avviato un
nuovo progetto nellambito del
P rogramma per unagricoltu-
ra a basso impatto ambienta-
le commissionato al CERMIS
dallASSAM, lAgenzia per i
S e rvizi nel Settore Agro a l i-
m e n t a re nelle Marche, allora
ESAM, nel quadro delle inizia-
tive volte allapplicazione del
regolamento CEE 2078/92.
Sono state impostate pro v e
analoghe a quelle sopra de-
scritte, utilizzando un prodotto
c o m m e rciale indicato dallE-
SAM ed impiegato anche in
p rove di pieno campo coord i-
nate dai divulgatori agricoli re-
gionali (vedi Speciale Agri-
coltura ecocompatibile, Re-
gione Marche Agricoltura n.
2/1994). La sperimentazione
stata poi estesa ad altre spe-
cie, quali mais e sorgo, impie-
gando diversi ceppi forniti dal
laboratorio di Micro b i o l o g i a
del Dipartimento di Biotecno-
logie dellUniversit di Padova.
I risultati contrastanti ottenuti
gi nei primi anni di speri-
mentazione hanno spinto ad
a p p ro f o n d i re larg o m e n t o ,
consultando numerosi lavori
8
SPERI M ENTAZI O NE
CEREALI
CON AZOSPIRILLO
Campo dimostrativo di mais (1995): a confronto la tesi trattata con azosperillo e quella non trattata
I
Una speri menta-
zione in direzione
del basso impatto
ambientale.
I l Cermi s sta va-
l utando l uti l i zzo
di questo batterio
a z o t o f i s s a t o re per
r a z i o n a l i z z a re l in-
t e rvento di fert i l i z-
z a z i o n e
e prendendo contatti con i di-
versi gruppi di ricerca coin-
volti in questo settore in Ita-
lia. Alcuni dei pi import a n t i
fra questi, dopo una intensa
fase iniziale di studio e speri-
mentazione, hanno ridotto il
l o ro impegno ad attivit mol-
to marginali, continuando
soltanto progetti gi avviati,
senza obiettivi di pro s e c u z i o-
ne per gli scarsi risultati ap-
plicativi ottenuti. I gruppi at-
tualmente pi impegnati sono
quelli delle Universit di Fi-
renze e di Padova. Da que-
stultimo il CERMIS ha rice-
vuto nel 1995 nuovi ceppi di
azospirillo - sia di A. brasilen -
s e che di A . l i p o f e ru m - deri-
vanti dalle pi significative
collezioni internazionali e uti-
lizzati in prove su mais e sor-
go, sia in forma singola che
combinata, distribuiti sul se-
me in soluzione liquida.
SPECIE INTERESSATE
ALLE PROVE
CEREALI AUTUNNO-VERNINI
Le prove sono state eff e t t u a t e
dal 1993 al 1995 presso i
campi sperimentali del CER-
MIS, a Tolentino (MC), su ap-
pezzamenti di pianura interna,
di buona fertilit, in rotazione,
adottando la tecnica colturale
comunemente diffusa nella
zona. E stato utilizzato un
unico ceppo di azospirillo
( g e n e re A z o s p i r i l l u m) com-
m e rcializzato dalla Agribiotec
A g ro di Casalmaggiore (CR)
con il nome di METAFIX (for-
mulato indicato dallASSAM).
Il prodotto, in forma torbosa,
stato distribuito al momen-
to della semina alle dosi con-
sigliate, direttamente sulla se-
mente, senza concia onde
e v i t a re possibili danni al bat-
terio. Sono state usate due
variet di frumento tenero ,
C e n t a u ro e Maestra, e due di
f rumento duro, Grazia e Si-
meto, scelte sia per diffusione
commerciale sia per caratteri-
stiche qualitative. Lazoto
stato distribuito in tre dosi
d i ff e renziate e con tre inter-
venti di copertura (fine acce-
stimento, inizio e fine levata).
Nelle tabelle 1 e 2 sono sinte-
tizzati i risultati del triennio
19931995 per le due specie
valutate. Si precisa che lan-
nata 94/95 stata part i c o l a r-
mente sfavorevole alla coltura
del frumento duro per i fort i
attacchi di fusariosi sulla spi-
ga che ne hanno gravemente
c o m p romesso la pro d u z i o n e ,
per la quale, pertanto, sono
stati utilizzati soltanto i dati
del biennio 19931994.
Nel frumento tenero (tabel-
la 1) mediamente lazospi-
rillo ha avuto un effetto ne-
gativo altamente significa-
tivo sulla produzione de-
t e rminando una riduzione
del numero di piante, del-
laltezza e, in alcuni anni,
del peso dei 1000 semi.
L e ffetto della concimazio-
ne azotata, come atteso, ha
f o rnito diff e renze significa-
tive, al pari del fattore va-
riet e del fattore annata.
Lunica interazione valida
risultata quella anno x
trattamento, infatti men-
t re nel 1993 e nel 1994
landamento produttivo ha
rispecchiato la media trien-
nale, nel 1995 c stata una
tendenziale inversione, an-
che se non significativa,
valida anche per altri para-
metri valutati. Questo risul-
tato conferma quanto sot-
tolineato in molta letteratu-
ra circa la forte influenza
del fattore ambientale sul-
lefficacia dellinoculazione.
Nel frumento duro (tabella
2), invece, non sono state
riscontrate diff e renze signi-
ficative ad opera dellazospi-
rillo ad eccezione del peso
dei 1000 semi, risultato pi
basso in presenza del batte-
rio (-1.8 g), e del numero di
piante allemergenza (-22
piante per m
2
). Gli altri fatto-
ri hanno avuto comport a-
menti simili a quelli del fru-
mento tenero. Nessuna inte-
razione dellazospirillo con
gli altri fattori risultata sta-
tisticamente valida.
In definitiva, in entrambe le
specie, sia dai dati dei singoli
9
C OS A LAZOS PI RIL L O
Il sistema naturale pi efficace per la fissazione organica del-
lazoto atmosferico senza dubbio quello della simbiosi fra
specie di piante appartenenti alle leguminose e diverse spe-
cie di batteri del gruppo dei rizobi. Questi micro rg a n i s m i
benefici sono definiti rizobatteri promotori della cre s c i t a
delle piante e fra questi sono inclusi anche altri batteri in
grado di utilizzare lazoto dellaria, gli azospirilli, che coloniz-
zano la rizosfera (zona di terreno circostante lapparato radi-
cale) e stabiliscono con la pianta un qualche scambio - asso-
ciazione - i cui meccanismi non sono ancora completamente
noti. Sono conosciute associazioni di azospirilli con cere a l i ,
con specie foraggere ed altre di minore interesse agrario.
Questa capacit rappresenta certamente una potenzialit
molto interessante in termini agronomici in funzione del ruo-
lo fondamentale che lazoto gioca nella crescita delle piante.
Il primo rapporto sistematico e documentato sullesistenza
degli azospirilli e delle loro associazioni relativamente recen-
te e risale al 1976 quando alcuni scienziati, nel Primo Simpo-
sio Internazionale sulla Fissazione dellAzoto tenutosi a Pull-
man (Washington), pubblicarono il loro lavoro sullisolamento
di questi batteri nella rizosfera di numerose piante foraggere
t ropicali. Studi successivi attribuirono al genere A z o s p i r i l l u m
specie diverse; ad oggi ne risultano descritte cinque: A. brasi -
l e n s e, A. l i pof eru m, A. amazonense, A. hal opr aef erans e A .
irakense; le prime due sono le specie pi diffuse e studiate.
Le teorie circa i meccanismi di azione del batterio sono nu-
merose e tutte non ancora sufficientemente verificate: si par-
la di stimoli ormonali alla pianta da parte del batterio, di
scambio re c i p roco di carbonio e azoto, di assunzione di ele-
menti nutritivi da parte della pianta dopo la decomposizione
degli azospirilli, ecc.. L e ffetto morfologico pi evidente in
gran parte delle specie considerate il maggiore sviluppo del
sistema radicale rispetto a quello della pianta non trattata.
Dalla bibliografia emerge che le due variabili di base che
contribuiscono alla complessit della risposta pro d u t t i v a
della pianta allinoculazione sono il genotipo (variet, ibrido,
ecotipo), che spesso mostra risposte diff e renziali al tratta-
mento, e il livello di fertilizzazione azotata: le migliori rispo-
ste produttive sono state ottenute con livelli di azoto subotti-
mali. Tuttavi a, mentre un certo sforzo stato fatto nell a
selezione dei migl iori ceppi di azospiri llo, un lavoro sicu-
ramente meno i ntenso stato svolto nella sel ezi one dei
genotipi delle piante in funzione di un
miglioramento dellassociazione con il batterio.
La gran parte delle ricerche effettuata fino ad oggi ha riguar-
dato prove di laboratorio e di serra nelle quali possibile
c o n t ro l l a re con una certa garanzia i diversi parametri am-
bientali e soprattutto possibile garantire la ripetibilit degli
esperimenti. Relativamente poche - in part i c o l a re in Italia -
sono state le esperienze in pieno campo e fre q u e n t e m e n t e
queste hanno fornito risultati contrastanti e non riproducibili.
anni, sia da quelli poliennali,
e m e rge che leffetto dellazo-
spirillo non stato significati-
vo o addirittura, in taluni casi,
stato negativo in misura sta-
tisticamente apprezzabile ed il
p a r a m e t ro principalmente col-
legato ad una tale riduzione
p roduttiva la densit di pian-
te allemergenza, mentre di
m i n o re entit risultata la ri-
duzione del peso medio delle
cariossidi e della taglia. Que-
sto comportamento potre b b e
e s s e re spiegato dal fatto che
gli azospirilli - in generale -
sono micro rganismi sensibili
alle basse temperature, si pu
p e rtanto ipotizzare che, trat-
tandosi di specie a ciclo au-
t u n n o - v e rnino, il batterio, o
meglio il ceppo utilizzato, ab-
bia incontrato nel terreno con-
dizioni sfavorevoli al pro p r i o
sviluppo durante i mesi inver-
nali e quindi il suo potenziale
e ffetto sia stato vanificato.
SPECIE
PRIMAVERILI-ESTIVE
SORGO
Nel 1995, in relazione alle in-
dicazioni emerse dalla biblio-
grafia e dietro suggerimento
del gruppo di ricerca del labo-
ratorio di microbiologia del
D i p a rtimento di Biotecnologie
dellUniversit di Padova,
stata estesa la sperimentazio-
ne al sorgo, specie per la qua-
le le informazioni disponibili
hanno evidenziato in numero-
si casi risposte generalmente
positive allinoculazione con
Azospirillum.
E stata utilizzata la variet
Taxus di sorgo bianco, scelta
fra le pi valide e diffuse nella
nostra zona, in prova parc e l-
l a re replicata, con disegno a
blocco randomizzato, con un
investimento di 35 semi ger-
minabili per metro quadrato.
Sono stati utilizzati 4 inoculi:
1) Azospi r il l um br asi l ense
ceppo CD,
2) A. brasilense ceppo 245,
3) A. lipof er um ceppo AlBr17
(ceppo utilizzato su sorg o
solo nel primo anno di
prove),
10
Fattori
PRODU-
ZIONE
t/ha 13%
umidita'
Peso
ettolitrico
kg/hl
Peso 1000
semi
grammi
Data
spigatura
(giorni da
1 aprile)
Altezza
pianta cm
Alletta-
mento a
maturazion
e (0-9)
Numero
piante
/m2 a
emergenza
Trattamento
AZOSPIRILLO 4,77 77,6 31,8 25 79 0 407
TESTIMONE 5,34 77,7 32,4 25 81 0 430
** ns ns ns ** *
Azoto
N 0 kg/ha 4,34 78,5 34,4 24 75 0 430
N 80 kg/ha 5,37 77,9 32,0 25 81 0 425
N 160 kg/ha 5,47 76,5 29,8 26 84 0 402
** ** ** ** **
Variet
CENTAURO 5,36 76,4 33,8 25 75 0 434
MAESTRA 4,76 78,9 30,3 25 85 0 404
** ** ** ns ** **
Anno
1993 5,21 78,5 35,1 11 76 0 448
1994 5,60 82,3 35,4 25 83 0 455
1995 4,37 72,1 25,7 39 81 0 354
** ** ** ** ** **
Fattori
PRODU-
ZIONE
t/ha 13%
umidita'
Peso
ettolitrico
kg/hl
Peso 1000
semi
grammi
Data
spigatura
(giorni da
1 aprile)
Altezza
pianta cm
Alletta-
mento a
maturazion
e (0-9)
Numero
piante
/m2 a
emergenza
Numero
spighe
/m2 a
raccolta
Trattamento
AZOSPIRILLO 5,13 82,5 50,4 19 87 0 378 367
TESTIMONE 5,57 82,6 52,2 19 88 0 400 362
ns ns * ns ns ns ns *
Azoto
N 0 kg/ha 3,66 82,8 52,5 17 80 0 402 299
N 80 kg/ha 6,08 83,1 52,2 19 90 0 387 403
N 160 kg/ha 6,31 81,9 49,3 19 92 1 376 392
** ** ** ** ** ** - **
Variet
CENTAURO 5,28 84,1 46,3 21 92 0 351 362
MAESTRA 5,41 81,0 56,3 16 83 1 426 367
ns ** ** ** ** ** ** ns
Anno
1993 5,37 82,9 52,0 11 82 1 345 373
1994 5,33 82,2 50,6 26 93 0 433 355
ns ** ns ** ** * ** ns
Tab. 1 - Risultati delle prove agronomiche su azospirillo condotte dal CERMIS
su frumento tenero nel triennio 1993-1995 a Tolentino (MC)
Tab. 2 - Risultati delle prove agronomiche su azospirillo condotte dal CERMIS
su frumento duro nel triennio 1993-1994 a Tolentino (MC)
ns=differenze non significative; *=differenze significative (95%); **=differenze altamente significative (99%)
ns=differenze non significative; *=differenze significative (95%); **=differenze altamente significative (99%)
PRODU- Peso Data Alletta- Numero Numero
ZIONE Peso 1000 spigatura Altezza mento a piante spighe
t/ha 13% elettrolitico semi (giorni da pianta maturazio- /m
2
a /m
2
a
umidit kg/hl grammi 1 aprile) cm ne (0-9) emergenza raccolta
PRODU- Peso Data Alletta- Numero
ZIONE Peso 1000 spigatura Altezza mento a piante
t/ha 13% elettrolitico semi (giorni da pianta maturazio- /m
2
a
umidit kg/hl grammi 1 aprile) cm ne (0-9) emergenza
11
L e n o rme incremento nella pro d u t t i v i t
agricola e industriale ha creato seri pro-
blemi di inquinamento ambientale: le ri-
s e rve di acqua e i suoli sono spesso in-
quinati da residui delle lavorazioni agri-
cole quali i fertilizzanti azotati. Nono-
stante lo sviluppo di nuove tecnologie
nelle formulazioni (fertilizzanti a lento ri-
lascio) e nellapplicazione abbia dato un
contributo significativo alla riduzione
dellemissione di composti azotati in at-
mosfera (come ossidi di azoto), in suo-
lo e nella falda acquifera (come nitrati),
p u rtuttavia rimane la discrepanza tra
azoto applicato e azoto assorbito dalle
radici delle piante.
Vari micro rganismi sono gi stati intro-
dotti in suolo per la degradazione di una
variet di composti inquinanti o per
p ro m u o v e re la crescita delle piante. I
batteri del genere A z o s p i r i l l u m s o n o
probabilmente i promotori della crescita
non simbiontici (cio non stabilmente
uniti alle radici delle piante) che sono
stati pi studiati negli ultimi anni. Tra le
varie ed interessanti propriet che pos-
siedono, quali lazotofissazione, la pos-
sibilit di formare cisti, la capacit di in-
c re m e n t a re lestensione radicale ha fo-
calizzato lattenzione dei ricerc a t o r i .
Sebbene non possa essere esclusa lin-
fluenza di altri fattori, evidenze speri-
mentali condotte con mutanti a bassa
p roduzione di acido indol-acetico (or-
mone della crescita delle piante) hanno
chiaramente dimostrato la re l a z i o n e
causale tra la sintesi di questo orm o n e
da parte del batterio e laumentata proli-
ferazione radicale e assorbimento di nu-
trienti da parte della pianta. Ulteriori ri-
cerche hanno permesso lidentificazione
del gene chiave per la sintesi dellacido
indol-acetico e successivamente sono
stati ottenuti mutanti con un livello di
e s p ressione costitutiva dellacido stes-
so. Tali mutanti, inoculati su grano pri-
maverile, in esperimenti condotti in la-
boratorio, hanno causato un notevole
i n c remento dei peli radicali e la matura-
zione precoce delle piante inoculate.
Nonostante queste spettacolari pre m e s-
se, tuttavia spesso i risultati delle inocu-
lazioni condotte in campo mancano di
consistenza e sembre rebbe quindi che
le associazioni pianta-Azospi r il l um n o n
siano state sufficientemente compre s e
per assicurarne un uso commerciale si-
c u ro su larga scala. La mancanza di ri-
p roducibilit riscontrata nelle applica-
zioni sperimentali di pieno campo da
ascriversi talvolta alla mancata coloniz-
zazione radicale da parte del micro rg a-
nismo. Ci risulta difficilmente dimo-
strabile con ceppi selvatici (wi l d t ype).
Lottenimento di ceppi modificati geneti-
camente, contenenti marc a t u re inserite
in regioni non essenziali del cro m o s o-
ma, consente oggi il monitoraggio e
quindi una maggiore comprensione dei
r a p p o rti pianta-batterio, come re c e n t e-
mente dimostrato nellambito di pro g e t-
ti di ricerca della UE. Lassenza di un si-
stema adeguato di riconoscimento non
consente infatti di attribuire ai ceppi in-
t rodotti con linoculazione gli eventuali
successi agronomici ottenuti. Tu t t a v i a ,
la stessa assenza di adeguati marc a t o r i
non consente neppure di mettere in re-
lazione eventuali effetti negativi osser-
vati talvolta nelle parcelle inoculate alla
presenza dellazospirillo.
Insieme con la necessit di ulteriori studi
sugli aspetti di base di questa associazio-
ne e sui fattori che la influenzano (esem-
pio genotipo della pianta, condizioni at-
mosferiche, ecc.) saranno inoltre neces-
sarie ulteriori ricerche sia nellelaborazio-
ne di nuove formulazioni che assicurino la
sopravvivenza e la protezione del ceppo,
sia nello sviluppo di tecnologie per appli-
cazioni sempre pi semplici e precise.
Sergio Casella
Marina Basaglia
Dipartimento di
Biotecnologie Agrarie
Universit di Padova

Produzione t/ha Umidit di raccolta % Peso 1000 semi g Altezza pianta cm
Numero panicoli/m
2
a raccolta
Ceppi 1995 1996 1997 1995 1996 1997 1995 1996 1997 1995 1996 1997 1995 1996 1997
245 5,16 6,71 10,07 17,6 14,9 15,3 27,1 24,8 34,0 107 101 119 21 15 24
CD 5,36 7,08 10,04 18,1 14,0 16,8 25,0 24,3 33,9 108 99 114 19 17 25
AlBr17 6,57 - - 15,0 - - 29,4 - 110 - - 21 - -
AlBr17+CD 6,11 6,81 10,21 15,3 15,6 14,7 26,6 25,1 34,7 102 100 118 19 15 26
media trattamenti 5,80 6,87 10,11 16,5 14,8 15,6 27,0 24,7 34,2 107 100 117 20 16 25
NON TRATTATO 5,81 6,59 10,69 16,3 14,7 15,4 25,6 24,9 34,6 110 98 118 21 16 25
Differenze ** ns ns ** ns ns ** ns ns ns ns ** ns ns ns
Tab. 3 - Risultati delle prove agronomiche su azospirillo condotte dal CERMIS su sorgo nel triennio 1995-1997 a
Tolentino (MC)
I L PARER E DEL LUNI VERS IT DI PA D O VA
ns=differenze non significative; *=differenze significative (95%); **=differenze altamente significative (99%)
4) una miscela al 50% dei
ceppi 1 e 3 (AlBr17+CD).
Il seme stato inoculato con
p reparati in soluzione acquo-
sa alla dose di 600 millilitri
per ettaro a confronto con un
testimone non trattato.
I dati raccolti, pur numerica-
mente limitati, sono stati sotto-
posti ad analisi statistica e nella
tabella 3 sono riportate le me-
die del triennio 19951997. Si
evidenzia che in tutti e tre gli
anni per i diversi parametri non
sono emerse differenze statisti-
camente valide, ad eccezione di
p roduzione, umidit di raccolta
e peso unitario delle cariossidi
nel 1995 e dellaltezza nel
1997. Gli effetti positivi sulla
p roduzione nel 1995 sono da
attribuire alla minore umidit di
raccolta e al miglior peso della
granella nella tesi trattata con il
ceppo AlBr17 rispetto alle altre.
Anche in questa specie emer-
ge, come per il frumento, un
diverso comportamento negli
anni e una risposta differenzia-
ta per i diversi ceppi valutati.
MAIS
Le prove condotte nel triennio
1 9 9 51997 sono state re a l i z-
zate in diverse aziende della
p rovincia di Macerata, su col-
tura irrigua da granella di pri-
mo raccolto, valutando lap-
plicazione di uno o pi ceppi
di azospirillo. Nei primi due
anni le prove sono state orga-
nizzate in parcelloni di 2500
metri quadrati, mentre, nel
t e rzo anno, in considerazione
della mancata risposta al trat-
tamento anche in presenza di
dosi diff e renziate di concima-
zione azotata, stato deciso
di realizzare una prova parcel-
l a re randomizzata. I risultati
del 1997 hanno conferm a t o
quelli ottenuti nelle due cam-
pagne precedenti nelle pro v e
dimostrative di pieno campo,
p e rtanto, in questa sede sono
r i p o rtati soltanto i dati dellul-
timo anno.
La prova stata realizzata a
Tolentino (MC), in ambiente
r a p p resentativo della pianura
i n t e rna di fondovalle della
p rovincia, su coltura irr i g u a
da granella di primo raccolto,
utilizzando librido Cecilia di
classe 500. Sono stati valutati
4 ceppi di azospirillo forn i t i
dal laboratorio di Padova a
c o n f ronto con un testimone
non trattato:
1) Azospirillum brasilense
ceppo CD,
2) Azospirillum brasilense
ceppo 245,
3) Azospirillum lipofer um
ceppo AlBr17,
4) una miscela al 50% dei
ceppi CD+AlBr17.
La concimazione ha pre v i s t o
3 livelli, senza azoto, 100
kg/ha (50% della dose nor-
male) e 200 kg/ha (dose pie-
na). Il seme stato inoculato
con preparati in soluzione ac-
quosa alla dose di 600 ml/ha.
La tecnica colturale ha rispec-
chiato quella norm a l m e n t e
utilizzata per la coltura in que-
sta zona, cos come stato
seguito il protocollo speri-
mentale standard adottato a
livello nazionale.
I dati elaborati relativi ai prin-
cipali parametri produttivi e
m o rfo-fisiologici rilevati sono
p resentati nella tabella 4. Per
nessuno dei parametri valuta-
ti linoculo ha fornito differen-
ze statisticamente significati-
ve rispetto al testimone non
trattato, evidenziando talora
un tendenziale effetto negati-
vo sulla produzione. Come at-
teso, invece, la concimazione
azotata ha comportato au-
menti significativi della pro-
duzione, del peso unitario dei
semi, della taglia e del nume-
ro di spighe per pianta e una
debole diff e renza nellepoca
di antesi. Le interazioni fra i
fattori inoculo e concimazione
non sono risultate significati-
ve in nessun caso.
CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE
Alla luce dei risultati ottenuti
in questi anni di sperimenta-
zione e dalla numerosa biblio-
grafica consultata, ad oggi
non sembrano emerg e re ele-
menti certi per poter passare
ad una corretta applicazione
pratica dei batteri del genere
A z o s p i r i l l u m nella coltivazio-
ne delle specie prese in con-
siderazione, almeno per
quanto riguarda i ceppi utiliz-
zati. Si ritiene, tuttavia, che le
potenzialit applicative possa-
no essere molto intere s s a n t i ,
soprattutto in virt di una
possibile razionalizzazione
della fertilizzazione azotata,
verso un sistema colturale a
basso impatto ambientale. In-
t e ressante appare, inoltre, la
possibilit di poter utilizzare
questi micro rganismi in agri-
coltura biologica.
In ogni caso una tale realizza-
zione potr verificarsi a con-
dizione che:
sia condotta una mirata at-
tivit di selezione e che sia
possibile, quindi, scegliere
il ceppo migliore in funzio-
ne delle diverse condizioni
pedo-climatiche in cui si
andr ad operare;
si acquisiscano maggiori
conoscenze circa le intera-
zioni dei ceppi con il geno-
tipo della specie inoculata;
i genotipi della specie trat-
tata provengano da uno
specifico programma di
miglioramento genetico;
la sperimentazione sia con-
dotta con micro rg a n i s m i
m a rcati geneticamente al
fine di seguire le fasi di co-
lonizzazione nel terreno.
Oriana Porfiri
Marino Antonelli
Antonella Petrini
CERMIS - Centro Ricerche
e Sperimentazione per
il miglioramento vegetale
N. Strampelli, Tolentino, MC
Il presente lavoro stato
realizzato nellambito del
Progetto AZOSPIRILLO,
finanziato dallASSAM
12
Fattori
PRODUZI
ONE t/ha
15,5%
umidita'
Umidit di
raccolta %
Peso 100
semi g
riferito al
15.5%
umidit
Data
antesi
maschile
(giorni da
1 luglio)
Altezza
pianta
(stacco
ultima
foglia) cm
Altezza
spiga
(inserzione
spiga su
stocco) cm
Numero
piante/m2
a
emergenza
Numero
spighe per
pianta
Trattamento
AlBr17+CD
12,51 30,5 35,6 26 238 119 7 1,1
CD 12,86 30,3 34,6 26 238 122 7 1,1
245 13,29 30,7 36,3 26 234 115 7 1,1
TESTIMONE 13,28 30,3 36,0 27 239 123 7 1,1
ns ns ns ns ns ns ns ns
Azoto
N 0 kg/ha 9,87 30,1 32,4 27 227 116 7 1,0
N 100 kg/ha 14,19 31,0 36,9 26 240 121 7 1,1
N 200 kg/ha 14,90 30,2 37,5 26 245 123 7 1,1
** ns ** ** ** ns ns *
Tab. 4 - Risultati delle prove agronomiche su azospirillo condotte dal CERMIS
su mais nel 1997
ns=differenze non significative; *=differenze significative (95%); **=differenze altamente significative (99%)
PRODU- Peso 100 Data Altezza Altezza
ZIONE Umidit semi g antesi pianta spiga Numero Numero
t/ha di riferito maschile (stacco (inserzione piante spighe
15,5% raccolta al 15,5% (giorni da ultima spiga su /m
2
a per
umidit % umidit 1 aprile) foglia) cm stocco) cm emergenza pianta
l girasole, grazie al-
la semplicit ed
economicit di col-
tivazione e alla poli-
tica di sostegno co-
munitario, ha rag-
giunto nellultimo decennio
uno sviluppo considere v o l e ,
estendendo il proprio areale a
tutto il territorio nazionale.
La recente approvazione della
r i f o rma della Politica agricola
comunitaria (PAC) compiuta
con Agenda 2000 potre b b e
c o n d i z i o n a re fortemente il fu-
t u ro assetto dei seminativi.
Fra le altre misure, infatti, la-
bolizione del compenso spe-
cifico per i semi oleosi ed il
suo riallineamento a quello
dei cereali (che dovrebbe av-
v e n i re nellarco di tre anni a
p a rt i re dalla campagna agra-
ria in corso) provocher delle
sicure ripercussioni sul reddi-
to aziendale, fattore basilare
su cui lagricoltore imposta le
p roprie scelte di pro g r a m m a-
zione. Tutto questo potre b b e
tradursi in una drastica ridu-
zione delle superfici investite
a colture oleaginose con una
conseguente contrazione di
avvicendamenti colturali gi
fin troppo stretti, fino alla
monocoltura.
La Composita costituisce una
valida risorsa nelleconomia
agricola delle regioni del cen-
t ro Italia (Marche, Toscana e
Umbria investono a girasole
o l t re il 60% della superf i c i e
nazionale) che diff i c i l m e n t e
potr essere sostituita, almeno
nel breve periodo. Non rimane
che aff i n a re ulteriormente ogni
aspetto di tecnica agro n o m i c a
per ridurre al minimo i costi.
Tra le altre riveste unimpor-
tanza fondamentale la scelta
delle variet da coltivare .
La Sezione di Osimo dellIsti-
tuto sperimentale per le col-
t u re industriali provvede an-
nualmente, ormai da un ven-
tennio, allo svolgimento di
p rove di valutazione delle va-
riet di girasole presenti in
c o m m e rcio. Nella pre s e n t e
nota saranno esposti i risulta-
ti ottenuti nel compre n s o r i o
marchigiano nel 1999.
MATERIALI E METODI
Sono state confrontati 61 ibri-
di (12 al primo anno di valuta-
zione, 19 al secondo, 8 al ter-
zo e 9 al quarto o successivi),
11 dei quali ad alto contenuto
di acido oleico, in uno sche-
ma sperimentale a blocco
randomizzato con 5 ripetizioni
in parcelle di 16,2 m
2
. Le
principali operazioni eseguite
durante la sperimentazione
sono riportate in tabella 1.
Durante lo svolgimento della
p rova sono stati rilevati i ca-
ratteri fenologici (emerg e n z a ,
fioritura e maturazione), bio-
metrici (altezza delle piante,
d i a m e t ro della calatide e della
zona sterile centrale) e, su un
campione parc e l l a re di 9,36
m
2
, quelli produttivi (numero
di piante raccolte, percentuale
di quelle allettate, stroncate e
ramificate, peso ed umidit
del campione raccolto, peso
medio degli acheni, contenu-
to percentuale e resa di olio e
acheni). Su due file di ogni
p a rcella, in tre ripetizioni,
stato effettuato un rilievo sul-
le principali fitopatie.
Lambiente di sperimentazio-
ne presentava le caratteristi-
che pedologiche riportate in
tabel l a 2 ed stato caratte-
rizzato dallandamento term o-
pluviometrico riportato in f i -
gura 1. In particolare le preci-
pitazioni sono state superiori
alla media e hanno ben ac-
compagnato la coltura duran-
te tutto il ciclo di sviluppo; ne
la prova la produzione me-
dia, risultata soddisfacente e
s u p e r i o re a quella dellanno
precedente.
RISULTATI
I risultati sperimentali sono
riassunti nella tabell a 3. La
cultivar pi produttiva risul-
tata Sanbro con 39,5 q/ha di
acheni; ad essa se ne sono af-
fiancate altre 17 che hanno
e s p resso valori statisticamen-
te non diff e renti. 35 costituzio-
ni, 18 delle quali hanno pro-
dotto pi di 35 q/ha, hanno
superato lindice pro d u t t i v o
13
GLI IBRIDI DI GIRASOLE
I
Anche quest anno presenti amo i dati
del l e prove su i bri di di gi rasol e nel l a
regione. Unoccasione per riflettere sulla
tecni ca col tural e che mai come oggi
deve ori entarsi verso una consi stente
riduzione dei costi, anche alla luce delle
modifiche della PAC, che vedr allinear-
si, nellarco di alcuni anni, gli aiuti alle
oleaginose con quelli ai cereali
S P E R I M E N TA Z I O N E
medio, evidenziando il buon li-
vello raggiunto da gran part e
degli ibridi in commerc i o .
R i g u a rdo al contenuto in olio
degli acheni, determinato con
il metodo della risonanza ma-
gnetica nucleare (NMR), Laura
ha presentato il tenore pi alto
(53,7 %) non diversamente da
altri 10 ibridi; 32 variet hanno
superato il valore medio, 18
delle quali con concentrazioni
superiori al 50 %. 27 cultivar
hanno espresso le pi elevate
rese in olio e Select, con 17,7
q/ha, si posizionato, in asso-
luto, al vertice della graduato-
ria relativa. Solo altre tre va-
riet hanno superato lindice
p roduttivo medio, diff e re n-
ziandosi statisticamente, per,
dal gruppo delle migliori.
S a n b ro, Nicosol e Forte, ca-
ratterizzate da una scarsa
concentrazione lipidica, han-
no comunque ottenuto una
p roduzione in olio superiore
alla media, grazie alla elevata
resa in acheni.
Pablo stata la variet pi
p recoce (113 gg), Bengal la
pi tardiva (136 gg); entram-
be hanno estrinsecato valori
produttivi al di sotto della me-
dia. Gli intervalli compresi tra
i due estremi, per i due carat-
teri precedentemente esami-
nati, sono stati abbastanza
contenuti.
Fra gli ibridi ad alto contenuto
in acido oleico in prova solo
Olbaril, Carla e Trisun 860
hanno superato la resa media
in acheni; i primi due anche
quella in olio.
Il rilievo fitopatologico ha ri-
g u a rdato principalmente la
p resenza di Phoma sp. e di
Phomopsi s hel iant i , re s p o n-
sabile delle caratteristiche le-
sioni nerastre sui fusti il pri-
mo e delle tacche necro t i c h e
su foglie e fusti la seconda:
lattacco risultato generaliz-
zato, ma, in definitiva, re l a t i-
vamente tardivo, influenzando
limitatamente la pro d u z i o n e .
Con riguardo al P h o m a, le
cultivar Griffon, Ketil e Arbung
P 113 hanno presentato il mi-
nor numero di piante attacca-
te, considerando la malattia
nel suo complesso, mentre
una maggiore suscettibilit
stata riscontrata in Albion,
Aneto, Flavia, Vital e Vigor.
Bengal non ha manifestato al-
cun attacco da phomopsis,
che stata osservata sporadi-
camente in Ameril, Isar, Ketil,
M a rgot, Panter e Select; in
M a g i a r, Pablo e Tilt, invece,
pi del 50 % di piante hanno
evidenziato i sintomi tipici
della malattia.
Non stata considerata la
p resenza del marciume car-
bonioso dello stelo (M a -
c r ophomi na phaseoli na) che,
a causa della tardivit degli
attacchi, non desta solita-
mente grosse preoccupazioni,
n della muffa grigia (B o t r i t i s
c i n e re a) di cui si sono verifi-
cati effetti isolati e di lieve en-
tit nella fase di bottone fiora-
le; della peronospora (P h a -
smopara helianti) non stata
rilevata alcuna pre s e n z a ,
m e n t re la S c l e r ot i ni a scl er o -
t i o ru m, agente del marc i u m e
dello stelo e della calatide,
stata riscontrata in una sola
pianta in tutta la prova.
Dallesame della tabel l a 4,
che riassume i risultati pro-
duttivi di 29 ibridi saggiati
nellultimo triennio, possibi-
le avere unidea della stabilit
delle prestazioni delle cultivar.
Per la resa in acheni, Sanbro
(33,5 q/ha) ed altre 20 va-
riet, di cui 15 con rese supe-
riori ai 30 q/ha, risultano pro-
duttivamente simili dal punto
di vista statistico. Al vert i c e
della graduatoria relativa alla
p roduzione di olio tro v i a m o
Ameril (14,8 q/ha) che non si
differenzia da altre 19 costitu-
zioni, 13 delle quali con pro-
duzioni sopra la media.
Tra gli ibridi alto oleico, Olba-
ril si posiziona fra i migliori
relativamente alla resa in olio
ed acheni mentre Trisun 860,
caratterizzato da basse con-
centrazioni di olio, solo per
questultima.
Select risultato librido pi
t a rdivo, Sonrisa, in assoluto,
il pi precoce.
CONCLUSIONI
La sperimentazione svolta nel
1999 dalla sezione di Osimo
dellIstituto sperimentale col-
ture industriali ha permesso di
a c q u i s i re utili indicazioni per
le scelte varietali della pro s s i-
ma campagna elianticola.
Dei 61 ibridi in valutazione 10
hanno confermato le buone
p restazioni degli anni pre c e-
denti e dal riepilogo triennale
ben 19 hanno fornito pro d u-
zioni in acheni statisticamente
non diff e renti da quelle del
m i g l i o re in assoluto, Sanbro .
Questa informazione, unita
anche al fatto che questulti-
ma variet ormai da qualche
anno ai vertici della graduato-
ria stilata nellambito della re-
te di valutazione allestita an-
nualmente nelle maggiori aree
elianticole italiane, significa-
tiva del buon livello cui sono
o rmai giunte le costituzioni
presenti sul mercato. Fra le al-
tre vanno ricordate, accanto al
gi menzionato Sanbro, Ame-
ril, Arbung P113, G l o r i a s o l ,
I s a r, Maori, Nicosol, Olbaril,
Sabrina, Select e Starsol, tutte
con produzione in acheni ed
olio superiori alla media.
Fra i 12 ibridi al primo anno
di valutazione Eliogen, More-
no e RO 2228 hanno forn i t o
risultati incoraggianti, rag-
giungendo perf o rmances si-
mili alla migliore, che dovran-
no, comunque, esser confer-
mate in prove successive.
Andrea Del Gatto
Sandro Pieri
Domenico Laureti
Istituto sperimentale colture
industriali - Sezione operativa
periferica di Osimo (AN)
14
Tab. 1 - Informazioni agronomiche
Tab. 2 - Caratteristiche del terreno di prova
Coltura precedente Frumento duro
Lavori preparatori Aratura estiva (35 cm)
Lavori complementari Estirpatura, erpicature
Semina: data 15 aprile
Sesto cm 60 x cm 30
Densit 5,5 piante/m
2
Geodisinfestazione Basudin 5G (diazinone)
Concimazioni:
azotata 100 kg/ha di N alla semina
fosfatica 90 kg/ha di P
2
O
5
allaratura
Diserbo Neminfest (trifluralin+linuron)
Sarchiatura meccanica 19 maggio
Raccolta Scalare dal 9 agosto al 3 settembre
Nome Campocavallo di Osimo
Altitudine s.l.m. (m) 42
Giacitura Pianeggiante
Sabbia (%) 27
Limo (%) 48
Argilla (%) 25
Tessitura (U.S.D.A.) franco limoso
pH (in H
2
O) 8,19
Calcare totale (De Astis) (%) 27,6
Calcare attivo (Drouineau) (%) 12,1
Sost. Organica (Walkley e Black) (%) 1,96
Azoto totale (Kjeldahl) (%o) 1,4
P
2
O
5
ass. (Olsen) (ppm) 33,2
K2O ass. (ppm) 240
Variet Anno Ditta Durata ciclo Altezza Produz. acheni Contenuto olio Produzione olio Piante malate (%)
prova distributrice giorni Indice cm Indice q/ha Indice % Indice q/ha Indice Phoma Phoma Phomo
colletto fusto psis
ALBERO 3 NOVARTIS 115 or 95 172 dk 104 35,6 aj 105 44,9Tw 92 14,6Ep 97 13 53 17
ALBION (1) 3 AGRA 125 ce 103 173 cj 105 32,8 do 96 42,0Xy 86 12,5Pq 83 70 70 23
AMERIL 3 PIONEER 120 jl 99 151 sv 92 37,0 ae 109 51,7ae 106 17,4Ac 115 37 67 3
ANASOL 1 CARGILL 126 bd 104 166 go 101 34,2 bn 101 50,5bi 104 15,7Ak 104 33 67 13
ANETO (1) 2 PRO.SE.ME. 118 kp 98 161 lr 98 30,5 mo 90 43,2wx 89 12,0Q 79 63 77 13
ARBUNG P113 3 ISAGRO 122 ej 101 175 bg 106 35,3 ak 104 49,9Ck 103 16,0Ai 106 17 27 17
BENGAL 2 EMILSEME 136 a 112 159 ns 96 33,1 co 97 44,7uw 92 13,5Kq 89 43 63 0
CARLA (1) 2 CEREALTOSCANA 123 di 102 162 lq 98 34,2 bn 101 49,4Fm 102 15,4Bl 102 43 40 43
CARLOS 2 AGRA 125 ce 103 159 ns 96 34,8 bm 102 52,2ab 107 16,5Af 109 33 63 7
CELINA 3 ORSEM 121 gk 100 170 el 103 33,8 bo 99 46,2qu 95 14,2Gq 94 57 50 37
CELTIC 2 COPSE 118 kp 98 154 qu 93 36,3 ai 107 49,6el 102 16,4Ag 109 30 50 27
CERMEK 1 AGRA 118 kp 98 143 vw 87 32,4 fo 95 48,8gn 101 14,4Fp 95 57 37 13
DOBLON 3 ISAGRO 121 gk 100 158 os 96 36,9 ae 109 49,3Fm 101 16,5Af 109 30 53 47
DRAGOR 2 LIMAGRAIN 120 jl 99 160 mr 97 33,7 bo 99 49,4Fm 102 15,2Cm 101 33 23 20
ECLADOR 2 SIVAM 124 dh 102 165 ho 100 32,6 eo 96 47,9Kr 99 14,3Fp 95 53 57 13
ELIOGEN 1 PRO.SE.ME. 125 cf 103 174 ci 105 35,1 ak 103 52,6ab 108 16,8Ae 111 17 30 10
FLAVIA 2 KWS 114 r 94 146 uw 88 34,1 bn 101 48,0Kr 99 14,9Eo 99 50 80 47
FLORALIE 2 ASGROW 119 jn 98 155 pt 94 37,1 ad 109 51,8ae 107 17,5Ab 116 40 27 30
FORTE 2 ASGROW 121 gk 100 158 os 96 34,9 bm 103 48,5hp 99 15,4Bl 102 60 47 13
GAMMA 1 GREEN TRADE 123 di 102 177 ae 107 34,3 bn 101 49,7dl 102 15,5Al 103 47 57 23
GLORIASOL >3 ISEA 120 jl 99 166 go 101 34,1 bn 101 51,7ae 106 16,0Ai 106 37 67 23
GRIFFON 2 VERNEUIL 127 bc 105 172 dk 104 34,4 bn 101 47,9Kr 99 15,0Dn 99 7 30 7
HERCULES 2 DANISCO 119 jm 98 174 ci 105 34,5 bn 101 49,4Fm 102 15,5Al 103 37 50 23
IBIS 1 ISEA 124 dh 102 168 fn 102 34,1 jo 101 49,2Fm 101 14,1Hq 93 40 53 23
ISANTHOS >3 ADVANTA 123 di 102 184 a 112 32,1 ho 94 49,7dl 102 14,5Fp 96 20 30 27
ISAR 3 ADVANTA 124 dh 102 176 af 107 36,8 af 108 51,4bf 106 17,2Ad 114 40 43 3
KATARINA 2 SEMUNDO 123 di 102 173 cj 105 33,8 bo 99 46,3pu 95 14,2Gq 94 23 27 7
KETIL >3 PIONEER 125 ce 103 183 ab 111 34,3 bn 101 46,9nt 97 14,7Ep 97 13 30 3
KOVA 1 AGRA 126 bd 104 162 lq 98 34,0 bn 100 51,8ae 107 16,0Ai 106 23 30 17
LAURA 3 PRO.SE.ME. 124 dh 102 155 pt 94 34,5 bn 101 53,7a 110 16,8Ae 111 27 40 30
MADONE 1 MAISADOUR 116 mr 96 165 ho 100 29,4 o 86 50,5bi 104 13,5Kq 89 67 47 20
MAGIAR 1 AGRA 115 or 95 147 tw 89 30,2 no 89 45,8Rv 94 12,6Pq 83 30 33 60
MAORI >3 MAISADOUR 119 jm 98 163 kp 99 36,5 ah 107 49,0gn 101 16,3Ah 108 53 37 10
MARGOT 2 MAISADOUR 120 jl 99 167 go 101 35,1 ak 103 48,6ho 100 15,6Al 103 37 60 3
MARKO (1) >3 AGRA 126 bd 104 174 ch 105 32,6 eo 96 45,9Rv 94 13,6Kq 90 33 37 27
MITO 1 GREEN TRADE 126 bd 104 179 ad 108 35,0 bl 103 47,3ms 97 15,1Dn 100 33 50 7
MORENO 1 EMILSEME 118 kp 98 149 tw 90 37,6 ab 111 50,7bh 104 17,4Ac 115 40 43 20
NICOSOL 3 CARGILL 125 ce 103 160 mr 97 35,8 aj 105 47,8Kr 98 15,5Al 103 27 47 37
NIKIL >3 PIONEER 121 gk 100 165 ho 100 33,2 bo 98 51,8ae 107 15,6Al 103 37 67 47
OLBARIL (1) >3 PIONEER 124 dg 102 165 ho 100 35,6 aj 105 48,9gn 101 15,9Aj 105 47 50 17
OLEIKALB (1) >3 DEKALB 122 ej 101 164 jo 99 33,1 co 97 47,8Kr 98 14,4Fp 95 40 57 17
OLSAVIL (1) 2 PIONEER 128 b 106 181 ac 110 32,7 do 96 48,3Iq 99 14,4Fp 95 20 67 23
PABLO >3 KWS 113 r 93 176 af 107 31,9 io 94 47,8Kr 98 13,9Iq 92 37 30 53
PANTER 2 ISEA 118 kp 98 158 os 96 35,5 aj 104 52,1ac 107 16,8Ae 111 37 27 3
PILOT 2 NOVARTIS 118 kp 98 151 sv 92 34,8 bm 102 49,3Fm 101 15,6Al 103 37 60 20
RAPID 1 SIS 114 r 94 141 w 85 32,4 fo 95 47,5Ls 98 14,1Hq 93 53 60 40
RITMO (1) >3 COPSE 120 jl 99 169 em 102 32,7 do 96 45,1Tw 93 13,4Lq 89 40 33 27
RO 2228 1 SIS 120 jl 99 164 jo 99 36,6 ag 108 48,2J q 99 16,0Ai 106 30 37 10
SABRINA 3 SEMUNDO 118 kp 98 167 go 101 35,1 ak 103 51,0bg 105 16,3Ah 108 33 40 20
SANBRO >3 NOVARTIS 118 kp 98 167 go 101 39,5 a 116 47,8Kr 98 17,2Ad 114 47 37 23
SELECT >3 SIS 134 a 111 172 dk 104 37,4 ac 110 51,9ad 107 17,7A 117 33 33 3
SOLAL (1) 2 EMILSEME 120 jl 99 179 ad 108 32,3 go 95 44,0Vw 91 12,9Nq 85 37 63 20
SONRISA >3 DEKALB 114 r 94 143 vw 87 30,9 ko 91 48,8gn 101 13,7J q 91 43 27 40
SPRINTKALB 2 DEKALB 115 or 95 153 ru 93 34,5 bn 101 50,4bj 104 15,9Aj 105 30 33 37
STARSOL >3 ISEA 117 lg 97 174 ci 105 34,9 bm 103 47,5Ls 98 15,1Dn 100 50 30 33
TILT 2 VENTUROLI 115 or 95 159 ns 96 31,4 jo 92 45,9Rv 94 13,1Mq 87 33 63 53
TRISUN 860 (1) 3 MYCOGEN 115 or 95 174 ch 105 34,4 bn 101 41,2Y 85 12,9Nq 85 23 33 43
VIDOC >3 MAISADOUR 116 mr 96 170 el 103 33,9 bn 99 45,4sv 93 14,0Iq 93 37 30 47
VIGOR >3 STILAGRO 116 mr 96 165 ho 100 30,6 lo 90 51,7ae 106 14,4Fp 95 57 60 33
VITAL >3 ORSEM 116 mr 96 165 ho 100 31,6 jo 93 50,7bh 104 14,6Ep 97 57 63 20
VIVIANA (1) >3 MAISADOUR 120 jl 99 168 fn 102 30,1 no 89 46,5ou 96 12,7Oq 84 20 73 27
MEDIE 121 100 165 100 34, 0 100 48, 6 100 15, 1 100 37 47 24
Tab. 3 - D u rata del ciclo biologico (semina-mat u ra z i o n e ) , p roduzione di acheni (umidit 9%.), c o n t e nuto e resa di
olio (su s.s.), con relativi indici (*), di cultivar commerciali di girasole saggiate nel 1999.
15
I valori con a fianco lettere diverse sono statisticamente differenti per P 0,05 secondo il criterio di Duncan.
(*) =gli indici sono stati calcolati ponendo le medie dei caratteri pari a 100.
(1) =cultivar ad alto contenuto di acido oleico.
Tab. 4 - D u rata del ciclo biologico (semina-mat u ra z i o n e ) , p roduzione di acheni (umidit 9%.), c o n t e nuto e resa di
olio (su s.s.), con relativi indici (*), di cultivar commerciali di girasole saggiate nel triennio 1997-1999.
16
Variet Ditta Durata ciclo Produzione acheni Contenuto olio Produzione olio
distributrice giorni Indice q/ha Indice % Indice q/ha Indice
ALBERO NOVARTIS 127 eh 98 31,9 ac 106 44,7 jk 92 13,0 ah 98
ALBION (1) AGRA 133 bd 103 30,1 ae 99 43,3 k 89 11,8 h 89
AMERIL PIONEER 128 dg 99 32,4 ab 107 50,0 be 103 14,8 a 111
ARBUNG P113 ISAGRO 129 cg 99 31,5 ad 104 49,8 bf 103 14,3 ae 107
CELINA ORSEM 132 be 101 30,4 ae 101 46,3 hj 96 12,8 ah 96
DOBLON ISAGRO 129 cg 99 30,7 ae 102 46,7 gj 97 13,1 ah 98
GLORIASOL ISEA 129 cg 99 31,3 ad 103 50,8 ad 105 14,4 ac 108
ISANTHOS ADVANTA 135 b 104 26,7 e 89 50,1 be 103 12,2 eh 91
ISAR ADVANTA 130 cg 100 32,3 ab 107 49,5 bf 102 14,6 ab 110
KETIL PIONEER 131 bf 101 29,5 ae 98 47,3 fi 98 12,7 ah 95
LAURA PRO.SE.ME. 132 be 101 30,0 ae 99 52,7 ad 109 14,4 ad 108
MAORI MAISADOUR 133 bd 103 31,3 ad 104 49,8 bf 103 14,2 af 107
MARKO (1) AGRA 134 bc 103 28,7 be 95 48,3 dh 99 12,6 bh 95
NICOSOL CARGILL 133 bd 103 32,3 ab 107 47,8 ei 99 14,1 ag 106
NIKIL PIONEER 128 dg 99 29,1 be 96 51,2 ab 106 13,7 ah 103
OLBARIL (1) PIONEER 132 be 102 30,5 ae 101 50,3 be 104 14,0 ah 105
OLEIKALB (1) DEKALB 130 cg 100 27,7 de 92 48,9 bg 101 12,3 dh 93
PABLO KWS 130 cg 100 27,8 ce 92 47,8 ei 99 12,1 fh 91
RITMO (1) COPSE 130 cg 100 28,6 be 95 46,6 gj 96 12,2 fh 91
SABRINA SEMUNDO 126 fh 97 30,5 ae 101 49,1 bg 101 13,7 ah 103
SANBRO NOVARTIS 130 cg 100 33,5 a 111 46,6 gj 96 14,2 af 107
SELECT SIS 140 a 108 31,0 ad 103 51,1 ac 105 14,5 ad 109
SONRISA DEKALB 123 h 95 29,6 ae 98 48,6 ch 101 13,1 ah 98
STARSOL ISEA 127 eh 98 31,3 ad 104 48,0 ei 99 13,6 ah 102
TRISUN 860 (1) MYCOGEN 125 gh 96 31,6 ad 105 43,2 k 89 12,4 ch 93
VIDOC MAISADOUR 127 eh 98 29,7 ae 98 45,7 ij 94 12,4 ch 93
VIGOR STILAGRO 126 fh 97 29,1 be 96 49,1 bg 101 13,0 ah 98
VITAL ORSEM 129 cg 99 29,8 ae 99 50,3 be 104 13,6 ah 102
VIVIANA (1) MAISADOUR 129 cg 99 26,9 e 89 49,0 bg 101 11,9 gh 90
Medie 130 100 30,2 100 48,4 100 13,3 100
I valori con a fianco lettere diverse sono statisticamente differenti per P 0,05 secondo il criterio di Duncan.
(*) =gli indici sono stati calcolati ponendo le medie dei caratteri pari a 100.
(1) =cultivar ad alto contenuto di acido oleico.
0
10
20
30
40
50
60
70
0
5
10
15
20
25
30
Precipitazioni 1999 Precipitazioni Poliennio Temperature medie 1999 Temperature medie Poliennio
ASSAM, in collaborazione
con le ditte sementiere
(Royal Sl ui s, Nunhems,
S&G, Asgr o w, Agi s, Va n
Wa v e r en, Shar p, A S L) ,
nella propria Azienda
Agricola Sperimentale di J esi ha condotto
due prove comparative su pisello da in-
dustria, di cui una a semina autunnale
con 40 cultivar (18 dicembre 1998) e una
a semina primaverile con 46 (4 marz o
1999). Questa prova fa parte del Pro-
gramma orticoltura che ha il fine di far
c o n o s c e re e valutare le caratteristiche
delle costituzioni commerciali ma anche
di quelle di nuova intro d u z i o n e .
Le due semine sono state effettuate con
seminatrice parc e l l a re trainata Wi n t h e r-
staiger, con un investimento di 120 pian-
te a metro quadro e una superficie occu-
pata da ciascuna tesi di 20 metri quadri
(due parcelle affiancate di 8 file ciascuna
e della lunghezza di m 6).
Di ogni parcella (tab. 2 e 4) sono state ri-
levate, la data di inizio e piena fioritura, il
vigore della pianta, il colore della vegeta-
zione in campo, laltezza della pianta in
campo, laltezza della pianta, il port a-
mento, la consistenza del fusto, lalletta-
mento (con rilievo effettuato alla raccol-
ta), la disposizione dei baccelli sulla
pianta, laspetto sanitario.
La raccolta, effettuata manualmente, ha
i n t e ressato una superficie di mq 4,3 (6
file centrali x 4 metri di lunghezza). Di
ogni parcella, prima della trebbiatura con
una sgranatrice elettrica fissa stato ri-
levato il peso intero delle piante. La gra-
nella stata suddivisa per calibri (<8.75
8.75-10.2 - >10.2), con una calibratri-
ce elettrica, quindi stato determinato il
peso per definire la produzione.
Dei tre calibri definiti stato calcolato il
grado tenderometrico; inoltre, per il pri-
mo e secondo calibro, si pro v v e d u t o
alla scottatura per la verifica visiva del
c o l o re, delluniformit della granella, del-
la presenza o meno di grani pi chiari e
gialli. Poi ogni campione stato congela-
to per la successiva determinazione delle
sostanze insolubili in alcool (AIS tab.1)
e ffettuata presso il Laboratorio Agro c h i-
mico dellASSAM. Questo valore varia in
senso positivo con laumentare del grado
tenderometrico e del calibro.
Nella tabella 1 (semina autunnale) e 3
(semina primaverile) per una maggiore
u n i f o rmit del risultato, per mezzo di un
c o e fficiente di correzione, stata calco-
lata la produzione (t/ha) cumulativa del I
e II calibro ponendo il grado tendero m e-
trico per tutte le tesi costante ed uguale
a 105.
La media di campo per la semina autun-
nale di 5,78 tonnellate ad ettaro contro
le 6,18 della semina primaverile. Bisogna
per considerare che nella semina au-
tunnale linvestimento stato minore ,
con una media di 98 piante a metro qua-
d ro, mentre in quella primaverile linve-
stimento medio a metro quadro stato
di 131 piante, quindi pi che ottimale.
Nel primo campo la variet che ha pro-
SPERI M ENTAZI O NE
17
PISELLO
DA TRASFORMAZIONE
L
I risultati di due prove comparative, una a semina autun-
nale e laltra primaverile. Le migliori cultivar nella spe-
rimentazione dellASSAM sono state valutate attraverso
una serie di parametri che comprendono il portamento,
l a maturazi one, l al l ettamento e l aspetto sani tari o.
Redatta una classifica per ogni singolo parametro.
dotto di pi in assoluto risultata CMG
290 (Royal Sluis) con 9,87 tonnellate ad
ettaro, seguita da KARINA (Nuhems) con
9,43, FP 2125 della ditta S&G con 8,81 e
S PAN (Royal Sluis) con 8,63, FP 2101
(S&G) con 8,06 mentre nel secondo
campo EX 374 (Asgrow) risultata la pi
p roduttiva con 13,12 tonnellate ad ettaro
seguita da VA LVERDE (S&G) con 10,80,
WAW 679 (Van Wa v e ren) con 9,93,
QUANTUM con 8,97, EX 385 con 8,77,
OASIS (Sharp) con 8,75 tonnellate ad et-
taro, e di seguito le altre.
Delle variet presenti in semina autunna-
le e primaverile, le cultivar che hanno ot-
tenuto produzioni superiori alla media di
campo in entrambe le epoche sono: Va l-
v e rde (S& G) t/ha 8,68 di media, Quan-
tum (A s g r ow) t/ha 8,28, CMG 302
(Royal Sl ui s) t/ha 7,58, Oasis e Gemini
(S h a r p ) rispettivamente con t/ha 7,55 e
7,28, EX 357 (A s g ro w ) con t/ha 7,03 e
per finire FP 2094 (S&G) con t/ha 6,56.
Nelle tab. 1 e 3 sono inoltre riportati i da-
ti relativi al numero delle piante al metro
q u a d ro per la determinazione dellinve-
stimento, la percentuale produttiva dei
t re calibri con una colonna che riporta il
calcolo del calibro medio della granella
ed infine sono state calcolate le unit ca-
l o re dellintero ciclo per ciascuna culti-
v a r, sottraendo alla media giorn a l i e r a
delle temperature il valore di 4,4 C, rite-
nuto lindice termico di arresto dello svi-
luppo vegetativo della coltura. Questo
p a r a m e t ro specifico per il pisello e vie-
ne impiegato per definire la precocit va-
rietale e quindi per stabilire il momento
ottimale di raccolta.
Nella prova sono presenti diverse variet
afila. Questo tipo di pisello derivato da
mutazione genetica, ha la caratteristica
presenza di cirri o viticci i quali legandosi
fra di loro sostengono le piante che ri-
mangono erette. Questo portamento ap-
p o rta diversi vantaggi fra i quali una mi-
g l i o re areazione e luminosit per i bac-
celli, favorendo cos una maggiore
u n i f o rmit e intensit di colore della gra-
nella. Unaltra caratteristica rilevata una
m i n o re incidenza dei marciumi poich la
pianta, resistendo allallettamento, pre-
senta un buon aspetto sanitario sia dello
stelo che dei baccelli per lassenza di ri-
stagni di umidit. Inoltre la raccolta risul-
ta pi efficace e veloce, la pianta pi
asciutta e la granella raccolta esente o
quasi da tracce di terra, soprattutto per-
ch il pick-up delle podstrippers (tre b-
biatrici) non lavora a contatto con il ter-
reno.
Tra le cultivar in prova (tab. 5) risultata
pi produttiva lepoca di semina prima-
verile con una media di 6,76 tonnellate
ad ettaro, contro le 5,41 dellautunnale.
Le migliori perf o rmances sono pre s e n t i
in cultivar seminate in primavera dove
tutte mantengono un buon investimento
al metro quadro: ENDEAVOR (S h a r p )
con 8,60 tonnellate ad ettaro risultata
la migliore seguita da SNAKE (R o y a l
S l u i s), 8,17 tonnellate ad ettaro, GEMINI
(Shar p) , c o n 7,82 , FP2094 con 7,20 e
via via tutte le altre.
Per la semina autunnale sono state ne-
cessarie due irrigazioni effettuate nei
giorni 6 e 19 maggio, mentre nella semi-
na primaverile ne sono risultate necessa-
rie tre, nei giorni 14, 19 e 27 maggio.
Nelle figure 1 e 2 vengono riportati i dati
decadali relativi alla temperatura media,
minima e massima, e dei millimetri di
pioggia caduti nel periodo che va dalla
semina alla raccolta.
Si ricorda inoltre che anche per lannata
agraria 1999/2000 la prova verr ripetuta:
in data 14 dicembre 1999 stata eff e t-
tuata la semina di 28 cultivar (tabella 6)
e nella prima decade di marzo verr ri-
proposta con 40 variet.
Per chi fosse interessato alla visita si
p rega inviare i propri dati ai seguenti in-
dirizzi: ASSAMAgenzia Servizi Settore
A g ro a l i m e n t a re Marche Via Alpi, 21
60131 Ancona o E-mail p a @ a s s a m . m a r-
che.it .
Articolo redatto dai tecnici del Servizio
Produzioni Vegetali dellASSAM
18
19
20
Caratteristiche morfologiche Aspetto
VARIETA' fioritura Vigore Colore Altezza Altezza Porta_ Fusto Alletta_ Disposiz. sanitario
inizio piena 1 =v.scuro in campo pianta mento mento baccelli
10% 80% (1 - 4) 5=v.chiaro cm cm (1 - 4) (1 - 3) (1 - 4) (1 - 4) (1 - 3)
EX 8500547 3-apr 7-apr 2/3 3/4 35/45 75/80 2/3 3 3/4 1/2/3 2
SPRING 3-apr 7-apr 1/2 3/4 30/40 80 4 2 3/4 1/2 3
FP 2101 4-apr 8-apr 2 3 25/35 75/85 3/4 3 3 1/2 1/2
NZ 1097 4-apr 8-apr 2 1 30 60 4 1/2 3/4 1/2/3 1
NZ 1109 4-apr 8-apr 2 1/2 20/25 75/85 4 2 4 1/2 1/2
ENTERPRISE 5-apr 10-apr 2 4/5 25/30 45/50 3/4 2 3/4 1/2 3
CMG 290 9-apr 13-apr 2 4/5 20/25 65 4 2 3/4 1/2 2/3
SPAN (CMG 307) 9-apr 14-apr 2 4 20/25 60/65 4 2/3 3/4 1/2 2
POLAR 15-apr 19-apr 1/2 1 35/40 100/110 4 3 4 1/2 3/4
KARINA 15-apr 20-apr 1 3 30/40 75 4 3 3/4 1/2/3 2
WAV 341 15-apr 20-apr 1 2/3 30 70/85 4 3 3/4 1/2 2
FRASER 18-apr 21-apr 2 3 30 85/90 4 3 4 1/2 3/4
EX 8610027 21-apr 24-apr 1/2 3 60/65 100 2/3 2/3 2 1/2 1/2
FAVORIT 21-apr 24-apr 1 4 40/45 90/100 3 3 3 1/2 3
REMUS 20-apr 24-apr 1 3/4 25/30 65 4 3 2/3 1/2 3
AMBASSADOR 22-apr 25-apr 2 3 30/40 95/100 3/4 3 3 1 3
EX 385 22-apr 25-apr 1/2 1 30 80/85 4 3 4 1 2/3
FP 2135 22-apr 25-apr 1/2 3 25/30 80/85 4 3 3/4
1/2
3
NZ 1165 21-apr 25-apr 1 2/3 35/40 90 3/4 3 3/4 1/2 2/3
VRONI 23-apr 25-apr 2 2/3 25/30 100 3/4 3 3/4 1 3
DORIT 21-apr 26-apr 2 2/3 25/30 85/90 4 2 4 1/2 3
EX 357 21-apr 26-apr 2 2/3 30/35 90/95 3/4 3 3/4
1/2
3/4
FP 2094 23-apr 26-apr 1 2 40/50 75/80 3/4 3 3/4 1/2 2
GEMINI 24-apr 26-apr 1 2 45/50 85 3 3 4 1/2 3
QUANTUM 24-apr 26-apr 1/2 3 40 100 3/4 3 3/4 1 3/4
SAMISH (CMG 293) 23-apr 26-apr 2 3 35/40 85/95 4 3 3 1/2 3/4
CMG 302 24-apr 27-apr
1/2
3 35 90 3/4 3 3 1/2 2
ENDEAVOR 24-apr 27-apr 1 3 50/55 85/90 3 3 2/3 1/2 2
EX 374 24-apr 27-apr 1/2 3 40 95 4 3 4 1/2 2/3
FR 751 24-apr 27-apr 2 2/3 30 95/100 4 3 4 1 3/4
GERDA 24-apr 27-apr 2/3 2/3 40/45 90/100 3
2/3
3
1/2
3
TANJA 24-apr 27-apr 2 3 30/35 75/80 4 2 3/4 1/2 3
GENEVA 25-apr 28-apr 1 1 25/30 60/70 4 2/3 3/4 1/2 2/3
OASIS 25-apr 28-apr 2 3 35 80/90 4 3 2 1/2 3/4
VADA 25-apr 28-apr 1/2 1 35 95/100 4 3 4 1 2/3
EX 8500587 27-apr 30-apr 2 3/4 40 90/100 3/4 3 2/3 1 2
SNAKE 29-apr 3-mag 2 3/4 50/55 50 1 3 1 1/2 2/3
EX 8500627 30-apr 4-mag 1/2 3/4 35/40 100 4 3 3/4 1 3
VALVERDE 28-apr 4-mag 1/2 2 30/35 85/90 4 3 3/4 1/2 3
WAV 765 28-apr 4-mag 1 3 25/30 100 4 3 3/4
1/2
2/3
Data
Tab. 2 - Caratteristiche della pianta - semina primaverile
Vigore
1=molto vig.
2=med. vig.
3=poco vig.
4=scars. vig.
Portamento
1=eretto
2=med. eretto
3=legg. coricato
4=coricato
Maturazione
1=concentrata
2=med. concentr.
3=scalare
4=molto scalare
Fusto
1=esile
2=medio
3=robusto
Allettamento
1=eretto
2=inclinato
3=allettato
4=molto allettato
Disposizione Baccelli
1=apicale
2=mediana
3=basale
4=lungo il fusto
Aspetto Sanitario
1=buono
2=discreto
3=medio
4=scadente
21
22
Caratteristiche morfologiche Aspetto
VARIETA' fioritura Vigore Colore Altezza Altezza Porta_ Fusto Alletta_ Disposiz. sanitario
inizio piena 1 =v.scuro in campo pianta mento mento baccelli
10% 80% (1 - 4) 5=v.chiaro cm cm (1 - 4) (1 - 3) (1 - 4) (1 - 4) (1 - 3)
NZ 1097 26-apr 29-apr 2 1
15/20
60 4 2 4
1/2
1
NZ 1109 27-apr 30-apr 2 1 25/30 75 4 2/3 4 1
2/3
PREMIUM 27-apr 30-apr 1 3/4 30 75 4 2 3/4
1/2 2/3
NUN 6035 29-apr 1-mag 2/3 3 30/40 45/50 2/3 1/2
2/3
1 1
SPAN (CMG 307 F) 28-apr 1-mag 2 4/5 25 55
3/4
2 3/4
1/2
1/2
CMG 290 28-apr 1-mag 2 4/5 30 60 3 2 2/3
1/2 1/2
FP 2101 28-apr 1-mag 2 3/4 25/30 60/65 4 2 4
1/2
2
ENTERPRISE 28-apr 2-mag 2 3/4 20/25 50/55 4 1/2 4 1 2
WAV 375 1-mag 4-mag 1/2 2/3 20/25 35/40
3/4
2/3
3/4
1
1/2
WAV 355 1-mag 4-mag 1 3 30/35 65
3/4
3 3/4
1/2
1
KARINA 1-mag 4-mag 2 3 30/35 50/55 4 2 3
1/2
1/2
FRASER 3-mag 6-mag 2 3 20/25 75/80 4 3 4 1
2/3
KARESA (NUN 6780) 5-mag 8-mag 1/2 2 25/30 50 3/4 2/3 3 1 1
FAVORIT 5-mag 8-mag 1 4 40 80/85
2/3
2/3
2/3 1/2
2
POLAR 5-mag 8-mag 1/2 1 35/40 65/70
3/4
2 2/3 1 1/2
EX 357 5-mag 8-mag 1 3 25/30 60 3/4 2/3 3 1 1/2
REMUS 5-mag 9-mag 1 3 20/25 45/50 4 2 3/4 1 2
GEMINI 8-mag 10-mag 1 2/3 30/35 70/75 2/3 2
2/3
1 1
SAMISH (CMG 293) 7-mag 10-mag 1/2 2 30 60/65 3 2/3 2/3 1 1/2
FP 2135 7-mag 10-mag 1 3 25/30 55/60 4 3 4 1 2
EX 8610027 6-mag 10-mag 1 4 30/35 65 3 2 2 1 1
EX 385 6-mag 10-mag 1 1/2 30/35 65
3/4
3
2/3
1 2/3
ARGONA 9-mag 11-mag 1/2 3/4 25 60 4 2/3 3/4 1 1
ENDEAVOR 8-mag 11-mag 1/2 3/4 30 60/65 3 2/3 3 1 1
GERDA 8-mag 11-mag 1 3 25 80 4 2 3/4 1 1/2
FP 2094 8-mag 11-mag 1 2/3 25/30 55/60
3/4
2/3 2/3 1 1/2
SIGRA 9-mag 12-mag 1/2 3 25 55/60
3/4
3 3 1 1
OASIS 9-mag 12-mag 1/2 3 20 50 4 2 3/4 1
1/2
VRONI 9-mag 12-mag 1 3 25 65 4 3
3/4
1 1/2
DORIT 9-mag 12-mag 1/2 3 20/25 65/70 4 2 3/4 1 1/2
ASTARA 8-mag 12-mag 1 2 40 75/80 2/3 3 2 1 2
SONJA 8-mag 12-mag 1 3
20/25
80 4 3 4 1 1/2
QUANTUM 8-mag 12-mag 1/2 3 25 60/65 4 2 3/4 1 1/2
NZ 1165 9-mag 13-mag 1 3 40/45 80/85
2/3
2 2 1
1/2
CMG 302 11-mag 13-mag 1 3 20/25 60 4 3
3/4
1 1/2
SNAKE 11-mag 13-mag 1 3/4 35 40/45
3/4
3 2/3 1 1/2
TANJA 11-mag 13-mag 1/2 3 25
60/65
4 2/3 3/4 1 1/2
VALVERDE 10-mag 13-mag 1 2/3 25 60/65 4 3 4 1 2
BIRGIT 9-mag 13-mag 1 2 20 40/45
3/4
2
2/3
1 1/2
EX 374 11-mag 13-mag 1 2/3 25/30 65 4 3 3/4 1 2/3
GENEVA 9-mag 13-mag 1 1 30 70/75 4 3 3/4 1 2/3
REGINA 12-mag 14-mag 1 3 25/30 65/70 4 3 4 1 2
EX 8500587 11-mag 14-mag 1 4 40/45 75/80
2/3
3 2 1 1/2
TRISTAR 11-mag 14-mag 1 3 25 60/65 3/4 3 3 1 2
WAV 679 13-mag 15-mag 1 3 30/35 60/65
3/4
3 4 1
1/2
EX 8500627 12-mag 15-mag 1 3 25/30 70/80 4 3 3/4 1 2/3
Data
Tab. 4 - Caratteristiche della pianta - semina primaverile
Vigore
1=molto vig.
2=med. vig.
3=poco vig.
4=scars. vig.
Portamento
1=eretto
2=med. eretto
3=legg. coricato
4=coricato
Maturazione
1=concentrata
2=med. concentr.
3=scalare
4=molto scalare
Fusto
1=esile
2=medio
3=robusto
Allettamento
1=eretto
2=inclinato
3=allettato
4=molto allettato
Disposizione Baccelli
1=apicale
2=mediana
3=basale
4=lungo il fusto
Aspetto Sanitario
1=buono
2=discreto
3=medio
4=scadente
ellambito del Pro g r a m-
ma orticoltura lASSAM
in collaborazione con le
ditte sementiere (R o y a l
Sl ui s, Hol land sel ect ,
ASL, S&G, Asgr o w, Sha -
f e r, Andr Blondeau, Nunhems) ha eff e t-
tuato anche nel 1999 nella propria azien-
da agricola sperimentale di J esi una pro-
va comparativa fra 34 cultivar di fagioli-
no (Phaseolus vulgaris L.).
Le variet sono state seminate il 5 luglio
con una seminatrice pneumatica monofi-
la (Majorette della ditta Vignoli di Rovi-
go). Linvestimento adottato di 40 pian-
te a metro quadro, con 4 file per parcella
distanti fra di loro 50 cm. stata eff e t-
tuata una replica per perm e t t e re di valu-
tare meglio ogni singola tesi.
Il ciclo biologico del fagiolino risulta
molto breve e nella prova in questione la
media di campo si attesta sui 58 giorn i
dalla semina alla maturazione.
Sono state effettuate quattro irr i g a z i o n i
nei giorni 5 e 16 luglio, 12 e 16 agosto
per dare alla coltura il giusto apport o
idrico, importante specialmente durante
la fioritura e la fase di crescita dei bac-
celli; inoltre una buona disponibilit idri-
ca assicura una migliore allegagione e
favorisce lo sviluppo di baccelli perf e t t i
nella forma e poco fibrosi.
La raccolta ha interessato solo la prima
ripetizione nella misura di un metro qua-
d ro per parcella. Dopo la raccolta e il
conteggio del numero delle piante la pro-
duzione stata divisa nei 4 calibri (extra-
fine con diametro compreso a 7.4 centi-
metri, fine con diametro compreso fra i
7.5-8.4, medio-fine con diametro fra gli
8.5 e 9.4 e medio con
d i a m e t ro inferiore ai
9.4 centimetri) e lo
s c a rto (costituito da
baccelli deformi o sot-
tomisura con lunghez-
za inferiore ai 6 centi-
metri).
Bisogna pre c i s a re che
landamento stagionale
non ha favorito pro d u-
zioni elevate e soprat-
tutto sono state ottenu-
te rese disformi; inoltre
la pezzatura per diverse
cultivar in prova (lun-
ghezza del baccello)
stata inferiore allo stan-
d a rd tipico delle va-
riet. La fioritura e di
conseguenza la matu-
razione risultata mol-
to scalare: come evi-
denziato nella t a b e l l a 2
il periodo medio di pie-
na fioritura per le va-
riet in prova risulta-
to il 13 agosto, ma, ad
SPERI M ENTAZI O NE
23
FAGIOLINO
DA INDUSTRIA
N
I ri sul tati del l o scorso
anno nel campo speri -
mental e di Jesi curato
dallASSAM
Parte edibile 95 %
Acqua 90.5 g
Proteine 2.1 g
Lipidi 0.1 g
Glucidi disponibili 2.4 g
Fibra alimentare 2.9 g
Energia 17 kcal
Sodio 2 mg
Potassio 280 mg
Ferro 0.9 mg
Calcio 35 mg
Fosforo 48 mg
Niacina 0.8 mg
Vitamina C 16 mg
Composizione e valore energetico del
fagiolino in 100 grammi di prodotto
Fonte: Istituto Nazionale della Nutrizione
eccezione della cv SB 4212 ri-
sultata la pi pre c o c e ( m e n t re
la W 111 ( Van Wa v e r en) ri-
sultata la pi tardiva ed stata
raccolta l8 settembre), il 25
agosto la quasi totalit delle
variet era ancora in piena fio-
ritura con un elevato numero
di fiori e abbozzi fiorali. Questo
naturalmente ha pro v o c a t o
p roblemi per stabilire lepoca
pi idonea per la raccolta.
Per questo motivo di alcune te-
si stata effettuata una seconda raccolta
per valutare di che consistenza fosse
laumento di produzione.
Questo si puntualmente verificato con la
cv HS 034 (aumento del 3 2 , 7 % ), Merc a n a
( + 2 5 . 9 % ) , ASL 2000 ( + 25%), R o m e o
( + 2 3 . 5), Corumba ( + 2 3 % ) , BL 406
( + 1 9 . 9 % ) , ASL 606 ( + 1 9 . 3 % ) , WAV 444
( + 1 8 . 1 % ) , Xavo ( + 1 5 . 1 % ) , Newton
( + 1 0 . 3 % ) e un aumento meno evidente
per Eloy e W 88 (+ 6.5% e 6.4%). Nel cal-
colo delle percentuali stato considerato
un investimento costante per tutte le tesi.
Le fallanze in molte delle cv in prova so-
no dovute ad attacchi di rh i z o c t o n i a ,
24
2/07/1999 concimazione di fondo Perfosfato Triplo q.li/ha 3,5 - Totale unit P2O5 =160
5/07/1999 semina
5/07/1999 rullatura
5/07/1999 irrigazione (con irrigatore semovente)
16/07/1999 irrigazione (con irrigatore semovente)
18/07/1999 concimazione di copertura Nitrato Ammonico - q.li/ha 2 =unit N =54
19/07/1999 trattamento insetticida Decis (p.a. deltametrina) g/hl 60
trattamento geodisinfes. Force (p.a. tefluthrin) Kg/ha 30 (a spaglio in superficie)
29/07/1999 sarchiatura
12/08/1999 irrigrazione (con impianto fisso)
16/08/1999 irrigrazione (con impianto fisso)
SCHEDA AGRONOMICA DEL FAGIOLINO
VARIETA' DITTA Peso N Calibro Produzione PRODUZIONE BACCELLI Lunghezza Seme COLORE
SEMENTIERA DATA piante Piante medio Commerc. Scarto ripartizione % per calibro Baccello Segnato 1=chiaro
DISTRIB./ PRODUT. RACCOLTA intere t/ ha mq baccelli t/ ha t/ ha <7.4 7.5-8.4 8.5-9.4 >9.5 scarto cm 1=no 5=si 5=scuro
SB 4212 S&G 24-ago 31,65 33 2,2 15,40 3,15 5 56 22 0 17 9,5 2 2/ 3
PALOMA (NUN 1097) NUNHEMS 24-ago 28,75 39 1,7 11,85 2,60 26 51 5 0 18 9,2 2/ 3 2
SB 4087 S&G 25-ago 32,75 23 2,6 9,60 0,85 11 16 65 0 8 9,5 1,0 3
EX 8732227 ASGROW 26-ago 35,00 35 2,0 13,90 1,35 15 64 12 0 9 9,0 1/ 2 3
SPEEDY (NUN 5790) NUNHEMS 26-ago 36,60 38 2,1 8,00 1,45 10 58 17 0 15 9,5 1/ 2 2
EFAL ANDRE' BLONDEAU 27-ago 43,85 35 2,3 10,60 1,50 6 54 28 0 12 9,9 1/ 2 3
HS 920 HOLLAND select 27-ago 33,15 33 2,0 10,60 1,10 7 76 7 0 9 10,5 1,0 1/ 2
NEWTON (WAV 873) HOLLAND select 27-ago 40,10 29 1,3 10,15 0,60 5 19 28 43 6 10,7 1/ 2 2
NUN 6960 NUNHEMS 27-ago 26,95 29 2,6 7,95 0,90 11 16 63 0 10 10,0 1,0 2
EX 8104027 ASGROW 27-ago 26,75 22 1,0 3,60 0,40 0 15 20 55 10 11,8 1,0 3
J AMAICA ROYAL SLUIS 30-ago 37,10 34 2,0 10,70 1,55 7 76 4 0 13 10,5 1 2
J ESSICA ASL 30-ago 36,50 31 2,3 8,60 0,80 5 56 30 0 9 10,8 1,0 2/ 3
ASL 2000 ASL 30-ago 51,10 36 2,2 6,95 1,25 7 23 44 11 15 10,3 2,0 1/ 2
CANBERRA ROYAL SLUIS 31-ago 54,80 34 1,7 20,05 2,25 27 63 0 0 10 11,0 1/ 2 2
WAV 444 HOLLAND select 31-ago 34,45 25 1,8 7,75 1,30 19 66 0 0 14 9,0 1/ 2 2
EX 381 ASGROW 31-ago 28,25 23 2,2 2,35 0,50 23 18 42 0 18 9,5 2 2
GRETA ASL 1-set 44,90 31 1,1 15,60 3,00 79 5 0 0 16 10,5 1,0 3
PROFUSION SHAFER Samenzucht 1-set 37,25 25 1,4 13,10 2,70 52 31 0 0 17 10,4 1/ 2 3/ 4
NUN 6248 NUNHEMS 1-set 29,90 33 1,8 11,30 2,65 15 66 0 0 19 10,0 2,0 3
EX 8710017 ASGROW 1-set 39,45 35 2,2 5,30 1,20 24 22 36 0 18 9,7 2,0 1/ 2
HS 034 HOLLAND select 1-set 34,75 23 2,6 4,40 0,85 3 28 53 0 16 9,8 1/ 2 2
TAREM ASL-BRO 1-set 35,70 24 2,1 2,70 1,30 18 29 21 0 33 9,5 2,0 1/ 2
W 88 HOLLAND select 2-set 38,20 28 1,0 11,25 2,60 78 4 0 0 19 11,5 1 3
RICARDA ASL 2-set 42,50 34 1,0 10,90 2,25 83 0 0 0 17 10,3 1,0 3
MEDIANO FOUR 2-set 45,00 28 1,7 8,50 0,90 46 22 22 0 10 10,0 1/ 2 4
CORUMBA (RS 1246) ROYAL SLUIS 3-set 58,50 40 1,3 9,45 2,40 55 24 0 0 20 10,5/ 11,0 1,0 3/ 4
XAVO S&G 3-set 40,40 34 1,1 8,65 1,75 74 9 0 0 17 10,5 1,0 3/ 4
ASL 606 ASL 3-set 45,50 38 1,0 7,95 1,95 80 0 0 0 20 8,8 1 3/ 4
ELOY (ASL 2910) ASL 3-set 38,30 28 1,2 7,75 1,75 69 13 0 0 18 10,0 1/ 2 4
BL 406 ANDRE' BLONDEAU 3-set 42,80 24 1,2 6,65 1,85 66 12 0 0 22 10,2 1/ 2 3
MERCANA (NUN 2615) NUNHEMS 3-set 35,50 30 1,1 5,50 2,20 63 8 0 0 29 10,0 1,0 3/ 4
ROMEO S&G 3-set 33,40 23 1,4 4,25 1,85 47 16 7 0 30 10,0 2,0 3
RASADA NUNHEMS 8-set 38,00 25 1,1 10,30 1,70 75 11 0 0 14 10,0 1/ 2 4
WAV 111 HOLLAND select 8-set 43,00 25 1,1 7,55 1,60 71 11 0 0 17 8,8 1,0 2
1-set 38,26 30 1,7 9,60 2,02 38 27 14 4 18 10,0 1,5 2,7 media
Tab.1 - Caratteristiche produttive del fagiolino
nonch in forma limitata di nottua e fer-
retto, che si sono verificati contempora-
neamente nello stadio di giovane pianti-
na (seconda decade di luglio). A tal pro-
posito stato effettuato in data
19/07/1999 un trattamento insetticida
con Decis (p.a. deltametrina con dose di
g 60/hl) e usato il geodisinfestante Forc e
(p.a. tefluthrin con dose di Kg/ha 30).
Un giudizio part i c o l a re va dato sulla cv
EX 8732227 Asgrow che, nonostante
fosse stata molto danneggiata si ben
r i p resa ottenendo una buona pro d u z i o n e
(13,90 t/ha) e soprattutto mantenendo
un buon investimento, anche se la vigo-
ria della pianta ne ha un po risentito.
Dei dati ottenuti dalla prova interessan-
te la verifica della produzione media di
campo ottenuta che pari a 9.60 t/ha
c o n t ro le 15.95 t/ha del 1998 (42 cv in
prova).
La variet Canberra - Royal Sluis con
20.05 t/ha (Ta b . 1 ) senza dubbio la tesi
che ha ottenuto la migliore pro d u z i o n e
mantenendo un buon investimento di
piante a mq e unottima vigoria della
pianta. Buone produzioni anche per W
88 - Holland select -(16.90 t/ha), Greta
ASL - (15.60 t/ha), SB 4212 S&G -
(15.40 t/ha). Nelle prime posizioni anche
la cv Profusion (13,10 t/ha) Shafer -
che con un investimento ottimale avre b-
be senza dubbio ottenuto una migliore
produzione.
Articolo redatto dai tecnici
del Servizio Produzioni
Vegetali dellASSAM
25
Tab. 2 - Caratteristiche della pianta
Fig. 1 - Dati Meteo - Loc. Jesi - periodo luglio - I decade di settembre 1999
VARIETA' DITTA SEMENTIERA grandezza
INIZIO PIENA rifiorenti al 25/ 8 foglia
DISTRIB./ PRODUT. (10%) (80%) P=piccola M=media G=grande
SB 4212 S&G 7-ago 10-ago 40 3 P
PALOMA (NUN 1097) NUNHEMS 8-ago 10-ago 25/ 8* 25/ 8*** 35 2/ 3 P
NUN 6248 NUNHEMS 9-ago 11-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 35 3 P
J ESSICA ASL 10-ago 12-ago 25/ 8** 25/ 8*** 45 4 MP
ELOY (ASL 2910) ASL 9-ago 12-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 50 4/ 5 MP
HS 034 HOLLAND select 10-ago 12-ago 25/ 8* 25/ 8*** 50/ 55 5 MG
W 88 HOLLAND select 10-ago 12-ago 25/ 8** 25/ 8*** 40/ 45 3 P
SB 4087 S&G 10-ago 12-ago 25/ 8** 24/ 8** 45 4/ 5 M
PROFUSION SHAFER Samenzucht 10-ago 12-ago 22/ 8*** 25/ 8*** 40/ 45 4 P
NUN 6960 NUNHEMS 10-ago 12-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 40 4 P
XAVO S&G 10-ago 12-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45 5 M
RICARDA ASL 11-ago 13-ago 25/ 8** 25/ 8*** 45 4 MP
GRETA ASL 11-ago 13-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45/ 50 5 MP
ASL 606 ASL 10-ago 13-ago 25/ 8** 25/ 8*** 50/ 55 5 MP
NEWTON (WAV 873) HOLLAND select 10-ago 13-ago 25/ 8** 25/ 8** 50 5 MG
WAV 444 HOLLAND select 9-ago 13-ago 25/ 8* 25/ 8*** 50 4/ 5 MP
HS 920 HOLLAND select 9-ago 13-ago 25/ 8* 25/ 8*** 45 4 M
CORUMBA (RS 1246) ROYAL SLUIS 10-ago 13-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45/ 50 4/ 5 M
BL 406 ANDRE' BLONDEAU 10-ago 13-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45 4 M
EX 8732227 ASGROW 11-ago 13-ago 25/ 8** 25/ 8*** 30/ 40 2/ 3 M
SPEEDY (NUN 5790) NUNHEMS 10-ago 13-ago 23/ 8*** 22/ 8*** 30/ 35 3 P
J AMAICA ROYAL SLUIS 10-ago 13-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45 4 MP
CANBERRA ROYAL SLUIS 11-ago 14-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45/ 50 4/ 5 P
EFAL ANDRE' BLONDEAU 11-ago 14-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 45/ 50 5 MP
EX 8710017 ASGROW 11-ago 14-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 50/ 55 5 M
EX 8104027 ASGROW 11-ago 14-ago 25/ 8** 25/ 8*** 45 4 M
ASL 2000 ASL 11-ago 14-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 60 5 M
MERCANA (NUN 2615) NUNHEMS 10-ago 14-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 40 3 M
RASADA NUNHEMS 10-ago 14-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 40/ 45 3 MP
TAREM ASL-BRO 13-ago 16-ago 25/ 8* 25/ 8* 50/ 55 4 MP
ROMEO S&G 14-ago 16-ago 25/ 8*** 25/ 8*** 40/ 45 4 MP
EX 381 ASGROW 14-ago 16-ago 25/ 8** 25/ 8*** 45/ 50 4/ 5 G
MEDIANO FOUR 13-ago 16-ago 25/ 8*** 25/ 8** 50 5 MG
WAV 111 HOLLAND select 18-ago 21-ago 25/ 8** 25/ 8 55 5 M
VIGORIA PIANTA
1=poco vig. - 5=vig.
(I e II replica) (***) +o - fiori - I e II rep)
DATA FIORITURA Altezza
Pianta
cm
0
5
10
15
20
25
30
35
40
I II
luglio
III I II
agosto
III I
settembre
t
e
m
p
e
r
a
t
u
r
a

C
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
50
p
r
e
c
i
p
i
t
a
z
i
o
n
i

m
m
Temp. Min
Temp. Max
Precip. mm
decade e mese
Illustriamo di segui-
to alcuni dei risultati
delle analisi del ter-
reno condotte dal
Laboratorio del Cen-
t ro Agrochimico Regionale di
J esi dellA.S.S.A.M., nel bien-
nio 1998-99, risultati pre s e n-
tati a tecnici ed addetti di set-
t o re in un recente convegno
nazionale organizzato dal-
lA.S.S.A.M. stesso in collabo-
razione con la S.I.L.P.A. (So-
ciet Italiana dei Laboratori
Pubblici di Agrochimica).
Nel biennio considerato le
analisi del terreno hanno rap-
p resentato circa il 57 % dei
6000 campioni analizzati dalla
struttura (vedi Fig. 1).
I dati oggetto di elaborazione
si riferiscono ai campioni di
t e rreno provenienti dalle
q u a t t ro province della Regio-
ne (vedi Fig. 2) con esclusio-
ne dei campioni ricevuti da
fuori regione e di quelli ri-
g u a rdanti le prove sperimen-
tali condotte dallA.S.S.A.M. o
da altre istituzioni.
I parametri fondamentali con-
siderati in questa prima ela-
borazione sono quelli analiz-
zati sulla totalit dei campio-
ni: pH, sostanza org a n i c a ,
azoto totale, fosforo assimila-
bile e potassio scambiabile.
Per gli altri parametri (tessi-
tura, magnesio scambiabile,
c a l c a re totale, calcare attivo,
m i c roelementi, C.S.C., ecc)
pur se frequentemente analiz-
zati si ritenuto opport u n o
non elaborarli in questa occa-
sione proprio in quanto non
r a p p o rtabili alla globalit dei
campioni. Anche per questi
dati sono tuttavia disponibili
i n f o rmazioni che possono es-
s e re richiesti direttamente al
Centro.
Per quanto riguarda il pH,
(Fig. 3), i terreni della re g i o n e
Marche sono per la quasi tota-
lit classificabili come legger-
26
ANALI SI DI LABO RATO RI O
LA FERTILIT
DEI SUOLI AGRARI
I
La pre s e n t a z i o n e
di un pratico opu-
scolo, redatto da
ASSAM e SI LPA
su analisi del ter-
reno e consigli di
conci mazi one,
occasi one per
un indagi ne sull a
f e rti l i t dei suoli
agrari re g i o n a l i .
Vi ene conferm a t o
un real e pro b l e-
ma nutri zi onale
nei terreni del l e
M a rche re l a t i v o
al l esiguo conte-
nuto di sostanza
o rganica, che
necessario arg i -
n a re quanto pri-
ma con adeguate
tecniche colturali.
ANALISI DEL TERRENO
Provincia Num. Campioni
Ancona 1.030
Ascoli Piceno 426
Macerata 682
Pesaro 826
mente alcalini. Infatti la per-
centuale di campioni che rien-
trano nei range di pH da 7,4 a
8,1 corrispondente al giudi-
zio leggermente alcalino
oscilla nelle quattro pro v i n c e
da 94,48% a 97,60%.
La Fig. 4 illustra la situazione
i n e rente il contenuto in so-
stanza organica dei terre n i
analizzati. In tutte le quattro
p rovince si rileva una pre v a-
lenza dei campioni con giudi-
zio basso (corr i s p o n d e n t e
ad un range di valori che va
da 10,1 a 18 g/kg) seguito dal
molto basso (range corr i-
spondente a 0 10 g/kg). I
valori di questo parametro
costituiscono il punto pi
preoccupante.
Andamento similare si riscon-
tra per il contenuto in azoto
totale (Fig. 5) per il quale la
percentuale maggiore di cam-
pioni analizzati ricade nel giu-
dizio scarsamente dotato
( c o rrispondente al range 0,51
1 g/kg).
Il fosforo assimilabile (Fig. 6)
rileva un andamento meno di-
versificato; in tutte le pro v i n-
ce infatti si riscontra una pi
uniforme ripartizione dei valo-
ri tra i diversi range di giudi-
zio, con eccezione di Pesaro
dove le classi di minor valore
sono pi frequenti.
Per il potassio scambiabile
(Fig. 7) la maggior parte di
campioni analizzati tende a
r i e n t r a re nelle classi di giudi-
zio medio ed elevato; ci
c o n f e rma la buona dotazione
di tale elemento in molti dei
nostri terreni e di ci bene
tenerne conto.
Da quanto esposto si deduce
chiaramente che molti dei
suoli agrari della regione Mar-
che sono in una situazione
piuttosto critica, sia in term i n i
di fertilit attuale e potenziale,
sia soprattutto in term i n i
s t rutturali e quindi di stabilit
e di vulnerabilit. Questulti-
27
Neutro 0,80%
Leggermente
alcalino 97,60%
Alcalino 1,60%
Neutro
0,96%
Alcalino
4,56%
Leggermente
alcalino 94,48%
Leggermente
alcalino 95,51%
Neutro 0,73%
Alcalino 3,64%
Fortemente
alcalino 0,12%
Fortemente alcalino
0,16%
Alcalino 3,53%
Leggermente acido
0,32%
Neutro 0,80%
Fortemente acido 0,32%
Leggermente alcalino
94,87%
Molto basso
31,32%
Elevato 1,46%
Medio 8,20%
Basso 59,02%
Molto basso
41,61%
Basso
51,77%
Elevato
1,18%
Medio 5,44%
Molto basso
Medio
10,06%
Basso
70,32%
Basso
59,94%
Medio
21,67%
Molto basso
13,91%
Elevato
4,48%
Ancona Ascoli
Piceno
Macerata
Pesaro
Urbino
Ancona Ascoli
Piceno
Macerata
Pesaro
Urbino
pH
Metodica: Potenziometrica
Sostanza organica
Unit di misura: g/kg
Metodica: Walkley e Black
RANGE DI VALORI
Da 0 a 10 =Molto basso
Da 10,1 a 18 =Basso
Da 18,1 a 25 =Medio
Da 25,1 a 100 =Elevato
RANGE DI VALORI
Da 0,1 a 5,3 =Fortemente acido
Da 5,4 a 6 =Acido
Da 6,1 a 6,7 =Leggermente acido
Da 6,8 a 7,3 =Neutro
Da 7,4 a 8,1 =Leggermente alcalino
Da 8,2 a 8,6 =Alcalino
Da 8,7 a 10 =Fortemente alcalino
mo parametro presenta valori
molto elevati nei confronti de-
gli agenti di degrado dei suoli,
sia naturali che derivati dalle
attivit antropiche insistenti
e/o ipotizzate.
Tale situazione rende ancor
pi indispensabile il ricorso a
scelte colturali ed a pratiche
a g ronomiche pi equilibrate e
quindi pi consone al re c u p e-
ro, o quanto meno al mante-
nimento, della fertilit e della
struttura.
Si rende pertanto sempre pi
necessaria la formulazione di
oculati piani di concimazione
o rganica e/o minerale, piani
che tengano conto della si-
tuazione del suolo e degli
a s p o rti colturali, questultimi
in linea anche con gli obiettivi
p roduttivi quali - quantitativi
prefissati.
La conoscenza del suolo ini-
zia da una sua adeguata e
completa analisi chimico fi-
sica, da una corretta interpre-
tazione anche in chiave agro-
nomica dei re f e rti analitici,
considerando non da ultimo
anche i parametri climatici
della zona in questione.
Dallelaborazione dei dati, si
evince chiaramente che le si-
tuazioni sono alquanto diver-
sificate per terreno e singolo
elemento e quindi qualunque
piano di concimazione non
basato in primis sulla cono-
scenza strutturale e di fert i l i t
del suolo, avr sempre un
g rosso margine di empiricit
e quindi di errore.
Per ottenere prodotti di qua-
lit necessario nutrire equi-
libratamente la pianta e ci
non significa nutrirla in ab-
bondanza; somministrare
eventuali surplus di nutrienti
anche antieconomico e pu
costituire fonte inquinante per
il suolo stesso e per le falde
idriche in part i c o l a re; per
questultime le pi indiziate
sono le sostanze azotate.
28
Ricco 0,89%
Molto povero
1,94%
Ben dotato
4,02%
Scarsamente
dotato 44,71%
Mediamente dotato
48,44%
Ancona
Ascoli
Piceno
Macerata
Pesaro
Urbino
Azoto totale
Unit di misura: (N) g/kg
Metodica: Kjeldahl
RANGE DI VALORI
Da 0,1 a 0,5 =Molto povero
Da 0,51 a 1 =Scarsamente dotato
Da 1,01 a 1,6 =Mediamente dotato
Da 1,61 a 2,2 =Ben dotato
Da 2,21 a 15 =Ricco
Ancona
Ascoli
Piceno
Macerata
Pesaro
Urbino
Fosforo assimilabile
Unit di misura: (P) mg/kg
Metodica: Olsen
RANGE DI VALORI
Da 0,1 a 5 =Molto basso
Da 5,1 a 10 =Basso
Da 10,1 a 15 =Medio
Da 15,1 a 30 =Elevato
Da 30,1 a 500 =Molto elevato
Nella formulazione dei pro-
grammi di coltivazione pos-
siamo tranquillamente aff e r-
m a re la necessit di re c u p e-
r a re ove possibile un ru o l o
significativo alle cosiddette
c o l t u re miglioratrici, le
quali hanno di fatto lasciato
quasi totalmente il loro spa-
zio alle colture sfru t t a n t i ;
questo dovuto soprattutto al-
la drastica riduzione del com-
p a rto zootecnico, riduzione
considerata la principale con-
causa della drastica riduzione
del tasso di sostanza org a n i-
ca nei terreni agrari. Tu t t i
quegli accorgimenti che pos-
sono contribuire a re c u p e r a re
p a rte di questa riduzione so-
no da pre n d e re in seria con-
s i d e r a z i o n e .
Pietro Lanari
Maddalena Canella
A.S.S.A.M.
Centro Agrochimico Regionale
29
Ancona
Ascoli Piceno
Macerata
Pesaro
Urbino
Potassio scambiabile
Unit di misura: (k) mg/kg
Metodica: BaC12 + TEA
RANGE DI VALORI
Da 0 a 60 =Molto basso
Da 61 a 100 =Basso
Da 101 a 200 =Medio
Da 201 a 400 =Elevato
Da 401 a 5000 =Molto elevato
E s t ato re d atto dallA.S. S. A . M . , in collab o razione con
la S. I . L . P. A . , un pratico manuale intitolato D a l l a n a l i s i
del terreno al consiglio di concimazione. Il volume si
a rticola in tre sezioni che rap p resentano i tre momenti
ch i ave dellelab o razione di un piano di concimazione a
p a rt i re dai ri s u l t ati di una analisi del terre n o :
1. il giudizio sul terre n o , e la definizione della gri g l i a
i n t e rp re t at iva per lelab o razione di un commento
dei risultati relativi ai diversi parametri;
2. gli elementi nu t ri t ivi assorbiti dalle dive rse colture
e la definizione delle asportazioni;
3 . il consiglio di concimazione, con cui, a part i re da
quanto ri c avabile dai primi 2 punti, si definisce il
piano di ap p o rto dei nu t rienti alle colture at t rave rs o
la distri buzione di fe rt i l i z z a n t i .
La pubbl i c a z i o n e, d i e t ro ri ch i e s t a , viene distri bu i t a
gratuitamente dallA.S.S.A.M. agli addetti dei compar-
ti agri c o l o , agro a l i m e n t a re, a m b i e n t a l e, agro a m b i e n t a-
le ed alle scuole.
SI TORNA A PARLARE
DI QUADERNO DI CAMPAGNA
Sono ormai passati ben tredici anni da quando questo stru-
mento di monitoraggio e controllo dei trattamenti fitosanitari
ha fatto la sua prima comparsa in una circolare ministeriale.
Da allora si sono succeduti rinvii e deroghe, alternati a periodi
di applicazione del re g i s t ro sotto forma di schede opport u n a-
mente compilate, da inviare alle USL in doppia copia, e re g i s t r i
c ronologici da tenere in azienda. Ma la misura non entrata
mai a regime, cos come le sanzioni per gli inadempienti, in
quanto non erano state stabilite le caratteristiche delle schede.
Ultimamente una moratoria ha pro rogato fino al 31/12/99 le-
senzione dallobbligo alla tenuta del quaderno di campagna
che, ripreso dalla legge 362/99, prevede la sua applicazione dal
30/04/2000. Che sia la volta buona?
LINEA DURA DEL MINISTERO
CONTRO LA CHIMICA
IN AGRICOLTURA E LE SEMENTI
TRANSGENICHE
Recentemente il Ministro delle politiche agricole ha bloccato la
richiesta, effettuata da Monsanto e Novartis, di iscrizione di al-
cune variet vegetali geneticamente modificate nel Registro Na-
zionale delle sementi autorizzate alla coltivazione in Italia, rin-
viando la decisione al Consiglio dei Ministri.
I n o l t re nel collegato alla finanziaria, anche se la misura pas-
sata per ora solo al senato, sono previste misure volte alla di-
sincentivazione delluso dei prodotti chimici in agricoltura. Si
intende tassare i fitofarmaci, almeno quelli pi pericolosi, per
re a l i z z a re bonus fiscali a favore di progetti di agricoltura bio-
logica e di prodotti di qualit. In pratica la tassa, che intere s s a
una ventina di prodotti, colpirebbe detti articoli nella misura
dell1% sul loro prezzo di acquisto. Alliniziativa si sono mo-
strati contrari gli industriali, i commercianti del settore ed i pro-
duttori agricoli (Confagricoltura, CIA, e Coldiretti).
LA MULTIMEDIALIT A SUPPORTO
DEL COMMERCIO DEI VERRI
Per la prima volta le aste dei verri sono state effettuate in video,
senza cio fare sfilare i soggetti in vendita. Grazie infatti ad un
filmato per ogni singolo soggetto si potuto pro c e d e re pre s s o
i locali dellAssociazione Allevatori di Modena allasta di questi
importanti soggetti evitando agli stessi lo stress del trasporto e
le successive operazioni legate alla sfilata dei capi.
L i n g resso dei moderni mezzi di comunicazione nel settore le-
gato alla compravendita di bestiame da riproduzione di note-
vole importanza perch permette di contattare un vasto numero
di potenziali acquirenti, con beneficio economico degli allevato-
ri, inoltre vengono superati i problemi legati alle distanze per
lapprovvigionamento di capi di rilevante valenza genetica.
LEADER PLUS:
PREVISTI DALLA UE COSPICUI
STANZIAMENTI PER LITALIA
E di oltre 500 miliardi di lire la somma che la Commissione
Europea ha accordato allItalia per il periodo 2000 2006, volta
al finanziamento di Programmi di sviluppo rurale denominati
Leader plus. Le aree interessate, a diff e renza dei pre c e d e n t i
programmi Leader 1 e 2, sono tutte le aree rurali, anche se con
diversa entit di finanziamento (75% nelle aree obiettivo 1 e
50% nelle restanti zone). Il programma destinato al sostegno
delle potenzialit produttive tipiche delle zone rurali tramite co-
stituzione di GAL (Gruppi di azione locale), formati da un insie-
me eterogeneo di operatori econo-
mici e sociali del territorio.
LE ACQUE
DI VEGETAZIONE
GIOVANO
AI VIGNETI
I risultati di una sperimentazione
decennale condotta in Abruzzo da
due ricercatori hanno accert a t o
che lo spandimento ripetuto negli
anni di acque reflue di vegetazione
dei frantoi oleari non presenta ri-
schi di fitotossicit per le colture
sperimentate: pomodoro, mais, vi-
te, grano.
Si rilevato inoltre un positivo ef-
fetto agronomico soprattutto negli
AGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURA FLASH
30
impianti arborei vitati. In tali situazioni infatti si sono appurati
i n c rementi nel peso dei grappoli e nella produzione complessi-
va. Anche la verifica sugli effetti provocati alla pedofauna non
ha dato risposte negative e non si sono riscontrate sostanze
nocive in grado nuocere alle qualit biologiche del suolo.
IL GIUDICE ORDINARIO
COMPETENTE PER I CONTRIBUTI
DEI CONSORZI DI BONIFICA
Con sentenza n. 496 del 22/07/99 la Corte di Cassazione a Se-
zioni Riunite ha confermato la competenza del Giudice ammini-
strativo per le questioni riguardanti il corretto esercizio del po-
tere impositivo dei Consorzi di Bonifica, mentre al giudice ordi-
nario va la giurisdizione per le cause in cui si contesti lesisten-
za dei requisiti per lapplicazione dei contributi.
ETICHETTATURA ED UTILIZZO DI
COMPONENTI TRANSGENICHE
Un nuovo passo stato fatto a livello comunitario sulletichet-
tatura di prodotti alimentari contenenti componenti transgeni-
che. Il Comitato delle derrate Alimentari della Unione Euro p e a
ha dato via libera infatti allindicazione nelletichetta della pre-
senza di mais o soia transgenici se gli Organismi Geneticamen-
te Modificati (OGM) sono presenti nellalimento in misura su-
periore all1% di qualsiasi altra componente.
GLI ONERI SOCIALI AGRICOLI
ITALIANI SONO I PI ALTI
DEUROPA
Le aliquote contributive sostenute dai datori di lavoro agricolo
in Italia sono tra le pi elevate dEuropa, e questa situazione
tender ad accentuarsi sempre di pi nei prossimi anni in cui
laliquota crescer per allinearsi a quella industriale.
Questo questo quanto emerso da uno studio della Confagri -
coltura che mette a confronto il costo degli oneri sociali soste-
nuti dai datori di lavoro agricolo nei vari paesi dellUnione Eu-
ropea.
Lanalisi evidenzia inoltre che il divario esistente con gli altri
paesi comunitari ancora maggiore per i lavoratori assunti a
tempo determinato. Per questi dipendenti infatti, che rappre-
sentano il 70% della forza lavoro agricola, laliquota non si cal-
cola sulla retribuzione contrattuale effettivamente corr i s p o s t a ,
bens su un salario convenzionale; ci fa salire laliquota effetti-
vamente corrisposta fino al 50% per le qualifiche inferiori, che
in agricoltura sono le pi diffuse.
LO STATO METTER IN VENDITA
I PROPRI TERRENI COLTIVABILI
Lo Stato ha intenzione di privatizzare non solo banche ed indu-
strie, ma anche terreni agricoli coltivabili di propriet sia delle
Regioni che degli Enti Pubblici.
Le assegnazioni di questi terreni, come contenuto dallemenda-
mento alla Finanziaria ancora in esame, favoriranno i giovani
agricoltori al di sotto dei 40 anni. Lestensione di questi terre n i
pubblici ammonterebbe a circa 4,5 milioni di ettari di cui 3 mi-
lioni sono calcolati come Superficie Agricola Utilizzabile (SAU)
ed 1,5 come aree boschive.
AGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURA FLASH
31
ONERI SOCIALI IN EUROPA
PAESI Percentuale a carico dei
datori di lavoro
Italia 40,73
Francia 36,66
Finlandia 35,72
Belgio 32,53
Spagna 32,10
Svezia 30,98
Austria 26,35
Portogallo 22,50
Germania 19,35
Irlanda 9,00
Regno Unito 5,20
Olanda 5,15
COME SAR IL NUOVO
MINISTERO DELLAGRICOLTURA?
Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riorganizzazione del Mi-
nistero delle Politiche Agricole e Forestali. Come nel precedente
schema di riorganizzazione del Ministero, bloccato dalla Cort e
dei Conti obiettando lincostituzionalit del decreto legislativo, il
nuovo modello organizzativo prevede listituzione di due dipar-
timenti: delle politiche di mercato e della qualit dei pro d o t t i
agroalimentari e dei servizi.
Il primo dipartimento sar a sua volta articolato in due direzioni
generali: per le politiche agroalimentari e per la pesca ed ac-
quacoltura, mentre al dipartimento della qualit dei pro d o t t i
a g roalimentari e dei servizi faranno capo le direzioni generali
della qualit dei prodotti agroalimentari e la tutela del consu-
m a t o re e per i servizi infrastrutturali e gli affari re g i o n a l i ,
nonch quello dellispettorato centrale repressione e frodi.
Una direzione aggiuntiva sar quella che interessa il Corpo Fo-
restale dello Stato, in attesa di trasferimento al Corpo del Mini-
stero dellAmbiente.
LA CARD DELLAGRICOLTORE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un provvedimento ineren-
te lagricoltura e la pesca in attuazione del Dlgs 173/98 che di-
sciplina listituzione dellanagrafe delle aziende agricole e della
carta dellagricoltore e del pescatore.
Tale iniziativa ha lo scopo di facilitare lattuazione dei principi di
semplificazione amministrativa: infatti, lidentificazione di tutti i
soggetti del settore sar affidata ad un Codice Unico di Identifi-
cazione Aziendale.
Per mezzo di questa Carta, che sar rilasciata dalle Regioni e
collegata elettronicamente con il SIAN (Servizio Statistico Na-
zionale), saranno pi veloci gli aggiornamenti aziendali e le re-
lative consultazioni.
a cura di
Francesco Pettinari
e Angelo Zannotti
[Fonte: AGRA]
32
AGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURAFLASHAGRICOLTURA FLASH
UNA NUOVA
COLLANA
EDITORIALE
Un altro opuscolo va ad
arricchire la collana
editoriale dellAssessorato
allAgricoltura.
Il miele ormai un
prodotto significativo nel
panorama regionale: sono
almeno 1800 i produttori
spesso operanti in zone ad
alto valore biologico, dove
quindi esistono condizioni
ottimali per la vita delle
api e la qualit del polline.
Un prodotto di qualit che
purtroppo, sul mercato, si
scontra con mieli
industriali, spesso stranieri
e non in grado di dare
assicurazioni sul piano
qualitativo e salutare. Un
prodotto importante
anche nellalimentazione
di tutti i giorni per le sue
caratteristiche
nutrizionali, ma anche
curative: sono infatti note
le sue propriet
cicatrizzanti, emollienti,
rinfrescanti, depurative e
stabilizzanti della flora
intestinale.
Lopuscolo in questione,
che punta a far conoscere
il mondo delle api e il
miele, ma anche la propoli,
polline, pappa reale, cera e
idromele, stato redatto
con la collaborazione
dellAMA, lAssociazione
Marchigiana Apicoltori,
particolarmente attiva sul
fronte della promozione e
valorizzazione.
Non mancano le ricette e,
per chi vuole
approfondire, un
dizionarietto, dove trovare
la spiegazione dei termini
specifici che vengono usati,
oltre a una breve
bibliografia.
Direttore Responsabile: Emma Ratti
Direzione Scientifica:
Mariano Landi, Federico Bonavia, Ottavio Gabrielli,
Enzo Polidori, Carlo Schiaf fino
Redazione:
Flavio Brasili, Gabriella Malanga, Francesco
Pettinari, Renzo Pincini, Sabrina Speciale,
Luana Spernanzoni, Angelo Zannotti
Graficadi copertina: Stefano Gregori
Foto di copertina: Giorgio Pegoli
Spedizione in abbonamento postale
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Il Periodico viene spedito gratuitamente
agli operatori agricoli marchigiani ed a quanti
ne faranno richiesta alla Redazione presso
lAssessorato alla Agricoltura - Giunta Regionale,
Via Tiziano, 44 - Ancona - Tel. 071/8061.
In caso di mancato recapito re s t i t u i reallagenzia
P. T. CMPP di Passo Varano - AN per la re s t i t u z i o n e
al mittente che si impegnaa pagare larelativatassa
Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 21/79,
in data 16 novembre 1979
Stampa: Tecnoprint srl - 60131 Ancona
Via Caduti del Lavoro 12
Te l . 071/2861423 - Fax 071/2861424
Questo numero stato chiuso il 3/2/00
ed stato spedito nel mese di aprile2000