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FISICA E COSMOLOGIA

DA COPERNICO A
NEWTON
LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA E LA
FINE DEL COSMO ANTICO
«Bisogna rifarsi, in primo luogo, alla distinzione
fra mondo celeste e mondo terrestre, fra moti
IL COSMO
naturali e moti violenti. Nella filosofia aristotelica il ARISTOTELICO-TOLEMAICO
mondo terrestre o sublunare risulta dalla
mescolanza di quattro elementi semplici: Terra,
Acqua, Aria, Fuoco. […] Il divenire e il mutamento
del mondo sublunare deriva dall’agitazione o
mescolanza degli elementi. […] Il mondo terrestre è
il mondo dell’alterazione e del mutamento, della
nascita e della morte, della generazione e della
corruzione. Il Cielo è invece inalterabile e perenne,
i suoi moti sono regolari, in esso nulla nasce e nulla
si corrompe […]. Il moto circolare è perfetto e di
conseguenza adatto alla natura perfetta dei cieli.
[…] Alla Terra non può competere, per natura, Questa foto di Autore sconosciuto è concesso in licenza da CC BY-SA-NC

alcun moto circolare. Essa è immobile al centro


dell’universo. La tesi della sua centralità e
immobilità non è solo confermata dall’ovvia P. ROSSI, La nascita della scienza moderna
esperienza quotidiana, è uno dei fondamenti o in Europa, Laterza, 19984, pp. 8 ss.
pilastri dell’intera fisica aristotelica»
I PRESUPPOSTI DEL
SISTEMA
COPERNICANO

• Non esiste un solo centro di tutti gli orbi celesti o sfere


• Il centro della terra non è il centro dell’universo
• … il centro dell’universo è intorno al sole
• Qualunque moto appaia nel firmamento, non deriva da un Mikołaj
qualche moto del firmamento, ma del moto della terra Kopernik 1473-
• Ciò che ci appare come movimenti del sole non deriva dal 1543
suo moto, ma dal moto della terra
• L’apparente moto retrogrado e diretto dei pianeti non
deriva dal loro moto, ma da quello della terra
(N. COPERNICO, De revolutionibus orbium cœlestium)
DA IPOTESI MATEMATICA…
«Io non dubito affatto che alcuni uomini eruditi, essendo ormai diffusa la
notizia della novità delle ipotesi di quest’opera […] siano fortemente indignati
[…]. Se tuttavia essi volessero esaminare in modo accurato la cosa, essi
troverebbero che l’autore di quest’opera non ha fatto niente che meriti biasimo.
È compito dell’astronomo infatti comporre, mediante un’osservazione diligente
ed abile, la storia dei movimenti celesti […] di immaginare ed inventare delle
ipotesi qualsiasi sulla cui base questi movimenti, sia riguardo al futuro sia al
passato, possano essere calcolati con esattezza conformemente ai principi della
geometria. E questi due compiti l’autore di quest’opera li ha assolti
egregiamente. Poiché infatti non è necessario che queste ipotesi siano vere e
neppure verosimili, ma basta questo soltanto: che esse offrano dei calcoli
conformi all’osservazione»
(A. OSIANDER, «Prefazione» a N. COPERNICO, De revolutionibus orbium
cœlestium)
…A RAFFIGURAZIONE DELLA REALTÀ

«Sappi che questo dire nacque dal dottor Torquato; il quale di tutto il Copernico ne avea
retenuto il nome dell’autore, del libro, del stampatore, del loco ove fu impresso … e per non
essere ignorante in gramatica, avea intesa certa Epistola superliminare attaccata da non so chi
asino ignorante e presuntuoso»
(G. BRUNO, La cena delle ceneri, Firenze 1958)
«Copernico infatti non solo riusciva a dimostrare i moti trascorsi che risalivano alla lontana
antichità, ma anche quelli futuri […]. E ancora di più egli solo riuscì in questo: a dar ragione
in modo perfetto a quei fenomeni che gli altri ci avevano insegnato a riguardare con stupore,
togliendo così ogni motivo di meraviglia che sta sempre nell’ignoranza delle cause»
(J. KEPLER, Opere complete, Monaco 1938)
«Quelli che persistono in voler affermare che il Copernico abbia solamente come astronomo
presa ex hypothesi la mobilità della terra e stabilità del sole, in quanto ella meglio satisfaccia al
salvar delle apparenze celesti ed al calculo de’ movimenti dei pianeti, ma non già che per vera
ei la credesse realmente in natura, mostrano (e sia detto con pace loro) d’aver troppo creduto
alla relazione di chi forse parla più per proprio arbitrio che per pratica che egli abbia nel libro
(G. GALILEI, Le opere, Firenze 1968)
IL SUPERAMENTO
DEL SISTEMA
GEOCENTRICO
I nuovi fenomeni celesti e la
fine dell’immutabilità dei cieli
La Stella nova del novembre
1572
Il Sistema tychonico e la
dissoluzione delle sfere celesti Tycho
Brahe
Sistema
ticonico
LA FISICA CELESTE DI J. KEPLER

Il problema del
sistema tychonico: la Questione della
causa fisica che tiene separazione tra
in moto i pianeti fisica terrestre e
fisica celeste
Johannes Kepler
1571-1630
Astronomia nova (1609) – Formulazione delle prime due leggi
Espressione matematica della non-uniformità del moto dei pianeti
Negazione della separazione tra astronomia matematica e fisica
COSMOLOGIA E MECCANICA:
GALILEI
• Vita e scritti. Le vicende dei processi e
l’opposizione della Chiesa
• La nuova fisica. Matematica ed esperimento
• Le osservazioni astronomiche e la
confutazione dell’aristotelismo
• L’unificazione della fisica terrestre e della
fisica celeste
• La verifica del sistema copernicano: il
Sidereus nuncius
• Il problema del metodo: le Lettere
copernicane
«Mi pare che … il Signor Galileo faccia prudentemente a contentarsi di LA CONDANNA DI
parlare ex suppositione … perché il dire, che supposto che la terra si muova COPERNICO:
et il sole stia fermo si salvano tutte le apparenze meglio che con porre gli BELLARMINO SU
eccentrici et epicicli, è benissimo detto … ma voler affermare che realmente GALILEI
il sole stia al centro del mondo … è cosa molto pericolosa non solo d’irritare
tutti i filosofi e theologi scholastici, ma anco di nuocere alla Santa Fede con
rendere false le Scritture Sante. […]
Consideri hora lei … se la Chiesa possa sopportare che si dia alle Scritture
un senso contrario alli Santi Padri et a tutti li espositori greci e latini. Né si
può rispondere che questa non sia materia di fede, perché se non è materia di
fede ex parti obiecti, è materia di fede ex parti dicentis. […]
Dico che quando ci fusse vera dimostrazione che il sole stia al centro del
mondo e la terra nel terzo cielo … allhora bisogneria andar con molta
consideratione in esplicar le Scritture che paiono contrarie, e più tosto dire
che non l’intendiamo che dire che sia falso quello che si dimostra. Ma io non
crederò che ci sia tal dimostrazione … et in caso di dubbio non si dee
lasciare la Scrittura Santa esposta da’ Santi Padri»
(Lettera del Card. R. Bellarmino a P.A. Foscarini (aprile 1615), in G. GALILEI, Le
opere, Firenze 1968)
Io quando il monumento
Vidi ove posa il corpo di quel grande
Che, temprando lo scettro a’ regnatori,
Gli allor ne sfronda, ed alle genti svela
Di che lagrime grondi e di che sangue;
E l’arca di colui che nuovo Olimpo
Alzò in Roma a’ Celesti; e di chi vide
Sotto l’etereo padiglion rotarsi
Più Mondi, e il Sole irradiarli immoto,
Onde all’Anglo che tanta ala vi stese
Sgombrò primo le vie del firmamento
(U. FOSCOLO, Dei Sepolcri, vv. 154-64)
Tomba di Galilei a S. Croce, Firenze
IL METODO GALILEIANO
«Il motivo, dunque, che loro producono per condennar l’opinione della mobilità
della terra e stabilità del sole, è, che leggendosi nelle Sacre Lettere, in molti
luoghi, che il sole si muove … né potendo la Scrittura mai mentire o errare, ne
séguita per necessaria conseguenza che erronea e dannanda sia la sentenza di
chi volesse asserire, il sole esser per se stesso immobile, e mobile la terra. Sopra
questa ragione parmi primieramente da considerare … non poter mai la Sacra
Scrittura mentire, tutta volta che si sia penetrato il suo vero sentimento; il qual
non credo che si possa negare esser molte volte recondito […].
Stante, dunque, ciò, mi par che nelle dispute di problemi naturali non si
dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate Granduchessa
esperienze e dalle dimostrazioni necessarie: perché, procedendo di pari dal Cristina di
Verbo divino la Scrittura Sacra e la natura, quella come dettata dallo Spirito Lorena
Santo, e questa come osservantissima esecutrice degli ordini di Dio … pare che
quello degli effetti naturali che o la sensata esperienza ci pone dinanzi agli occhi
o le necessarie dimostrazioni ci concludono, non debba in conto alcuno essere
revocato in dubbio, non che condennato, per luoghi della Scrittura che avessero (G. GALILEI, Lettere
nelle parole diverso sembiante; poiché non ogni detto della Scrittura è legato a copernicane,
oblighi così severi com’ogni effetto di natura» Armando, Roma 1995)
LA CERTEZZA DELLA
MATEMATICA
IL COMPIMENTO DELLA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA: I. NEWTON
• Philosophiae naturalis Principia Mathematica (1687)
• Definitiva unione di matematica e fisica e definizione del metodo
scientifico-sperimentale
• «Scoprire le forze della natura dai fenomeni del moto e poi […]
dimostrare tutti gli altri fenomeni da tali forze»
• Formulazione teorica delle tre leggi del moto e loro applicazione al
campo dell’esperienza
• «Ogni corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo
uniforme a meno che non sia costretto a mutare tale stato da forze
impresse»
• «Un cambiamento di moto è proporzionale alla forza motrice impressa
e avviene lungo la linea in cui quella forza è impressa»
• «A un’azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria»
• Applicazione della matematica e costruzione del «sistema del
mondo»: la gravitazione universale
• «La gravità esiste in tutti i corpi ed è proporzionale alla quantità di
materia contenuta in ciascuno di essi»