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La nascita di Venere di Sandro Botticelli: la filosofia che ha cambiato il mondo del ‘500

Voglio farti conoscere un capolavoro che non ha bisogno di alcuna presentazione, dato
che è conosciuto in tutto il mondo. L’artista che ha dipinto questa bellissima tela è
vissuto in Italia alla fine del ‘400, e nella sua carriera di pittore ha dipinto quadri su
quadri, tutti caratterizzati da protagonisti con capelli fluenti e che negli anni seguenti
sarebbero diventati famosissimi. Sto per farti conoscere Sandro Botticelli e quello che
viene considerato uno dei suoi migliori lavori in assoluto: la Nascita di Venere.Ci sono
un sacco di cose che devo dirti a proposito di questa tela, e così ho deciso di scrivere
questo grande articolo. Cercherò di non complicarti troppo la vita e ti fornirò tutte le
informazioni che ti servono.
Quando avrai finito di leggere questo mio articolo, ti garantisco che:
•Conoscerai alla perfezione la storia completa di com’è nata la Venere di
Botticelli
•Scoprirai l’identità dei personaggi che stanno attorno alla dea protagonista
•Capirai quale è il vero significato di questa tela
E molto altro ancora.

STORIA
Una delle più curiose a proposito di questo lavoro è la seguente: quali sono le ragioni
che hanno portato alla realizzazione della Venere del Botticelli?
Ora ti racconto tutto.
Siamo nel ‘400, e Sandro Botticelli è uno dei pittori più famosi in tutta la città di
Firenze.
Tutti lo conoscono e le famiglie nobili della città fanno a gara per avere una sua opera.
Una famiglia, in particolare, è molto interessata al talento di Sandro: i Medici.
Quest’ultimi dominano senza timore su tutta Firenze e grazie alla loro influenza (ed alla
loro ricchezza), possono fare tutto quello che vogliono.
Quale è il modo migliore per mostrare a tutti il proprio potere e prestigio?
Commissionare dei lavori costosi e di alta qualità che tutti possano ammirare.
Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici è un membro di questa celebre famiglia e non ci
ha messo molto a riconoscere il talento di Botticelli e a fare in modo che diventasse
uno dei suoi artisti prediletti.
Il nobile mette Sandro sotto la propria protezione e, molto probabilmente, è stato lui a
commissionargli la Venere.
Per molti anni questa è stata la teoria più condivisa ed accettata dagli esperti a
proposito della nascita e la commissione di questo capolavoro del Botticelli, ma, in
tempi più recenti, cominciano a spuntare delle ipotesi alternative.
Non fraintendermi: è stata sicuramente la famiglia dei Medici a richiedere l’esecuzione
di quest’opera; gli esperti non sono d’accordo sulla ragione che ha portato alla nascita
di questo lavoro.
Potrebbe trattarsi di un omaggio, oppure di un quadro politico o di altro genere.
Non preoccuparti, più tardi tornerò a parlarti del significato di tutti i particolari che
circondano la Venere del Botticelli.
Dove ero rimasto?
Ah, è vero. Ti stavo parlando dell’incarico che i Medici hanno assegnato a Sandro
Botticelli.
Molto probabilmente è il 1477 l’anno in cui il pittore riceve questo importante compito.
Perché proprio in quell’anno?
Perché nel 1477 la famiglia Medici ha acquistato la Villa di Castello, un edificio
all’esterno di Firenze, il quale sarebbe stata un’ottima dimora di campagna alla
conclusione dei lavori di restauro.

E cosa c’era di meglio di un capolavoro di Botticelli per decorare una casa così
importante?
Come ti ho già detto prima, i Medici dominano Firenze: Lorenzo il Magnifico è al potere
ed i suoi avversari non hanno abbastanza potere per poterlo fronteggiare.
E chi ci dice che siano stati i Medici a richiedere questo lavoro a Botticelli?
Nessuno.
Non c’è alcuna prova schiacciante, ma ci sono alcuni importanti particolari che danno
credito a questa ipotesi.
Prima di andare avanti, devi sapere che la nascita di Venere di Botticelli è stata
descritta, per la prima volta, all’interno di un libro, da Giorgio Vasari.
Hai mai sentito parlare di lui?
Se la tua risposta è no, non preoccuparti, ti dico io chi è.
Si tratta di un pittore vissuto nel ‘500, il quale può essere considerato il primo storico
dell’arte in assoluto.
Oltre ad essere un ottimo pittore, ha avuto la geniale idea di voler realizzare un libro in
cui sono elencati gli artisti più famosi in ordine cronologico (cominciando da quelli più
antichi fino ad arrivare ai suoi contemporanei).
Questo importante testo è intitolato Le Vite ed ancora oggi costituisce uno dei manuali
più importanti nella storia dell’arte (se sei curioso, ti suggerisco di leggere questo
libro perché è straordinario e ricco di informazioni e curiosità su molti pittori ed i loro
capolavori).
Perché ti dico tutto questo?
Perché nel 1550, all’interno della Villa dei Medici dove sarebbe stata posta la tela del
Botticelli, c’era anche Giorgio Vasari.
Lo studioso/artista avrà avuto un sacco di occasioni per vedere di persona la Venere
Botticelli.
Comunque, Sandro completa questo lavoro nel 1477, qualche tempo prima della sua
partenza per Roma.
Cosa deve fare a Roma?
Lì lo attende un altro incarico che passerà alla storia: dipingere delle scene all’interno
della Cappella Sistina insieme ad altri famosi artisti.
Sicuramente saprai che Sandro Botticelli è l’artista che ha realizzato anche un altro
bellissimo quadro: la Primavera.

A questo proposito, devo svelarti un piccolo segreto: sapevi che la Venere di


Botticelli e la Primavera sono rimaste sempre insieme?
Proprio così. Le 2 tele non sono mai state separate.
Sono state esposte all’interno della Villa di Castello e poi, nel 1815, sono state
trasferite entrambe agli Uffizi.
Da quel momento sono rimaste sempre all’interno degli Uffizi?
A dirla tutta, agli inizi del ‘900, tutti e 2 i quadri di Sandro sono stati spostati,
temporaneamente, nella Galleria dell’Accademia (quella dove oggi si trova il David di
Michelangelo, per capirci); tempo dopo sono state riportate nella Galleria degli Uffizi
dove puoi ammirarle oggi.
DESCRIZIONE
Dà un’occhiata alla Venere di Botticelli immagine.
“La nascita di Venere” Sandro Botticelli
Lascia senza parole, vero?
Adesso voglio farti conoscere l’identità dei personaggi ritratti in questo lavoro e
quale è il loro ruolo.
Cominciamo dalla protagonista, ovvero la donna al centro, che come avrai
potuto intuire dal titolo dell’opera, non è altro che Venere, la dea greca (e
romana) della bellezza.
Hai notato che si trova su una gigantesca conchiglia? Cosa ci fa lì sopra?

Hai notato che si trova su una gigantesca conchiglia? Cosa ci fa lì sopra?


Particolare della conchiglia
Per spiegartelo, devo prima raccontarti un piccolo aneddoto che fa parte della
mitologia greca.
Devi sapere che molto tempo fa, prima che Zeus (chiamato Giove dai romani)
diventasse il signore degli dei dell’Olimpo, la Terra era dominata da suo padre
Crono.
Quest’ultimo viveva nel costante terrore che uno dei suoi figli potesse
spodestarlo (anche perché lui aveva ottenuto il potere in questo modo), e per
prevenire ogni possibile attacco, ogni volta che la sua compagna Rea partoriva
un bambino, Crono lo divorava.
È un’immagine molto forte, ma nonostante ciò, molti artisti nel corso della storia
sono rimasti affascinati da questo mito.
Tra i vari lavori, ti consiglio di dare un’occhiata al misterioso quadro realizzato
dal pittore spagnolo Francisco Goya ed intitolato Saturno che divora i suoi
figli.

“Saturno che divora i suoi figli” Francisco Goya


Chiusa questa piccola parentesi su Goya, torniamo alla storia che ti stavo
raccontando.
Rea, vedendo morire i suoi figli uno dietro l’altro, vive un dolore sempre
crescente, finché un giorno, stanca di questa tortura, decide di sostituire l’ultimo
bambino che ha dato alla luce con un sasso.
Crono non si rende conto della differenza e cade nella trappola; nel frattempo, il
bambino sopravvissuto viene inviato, in gran segreto, su un’isola.
Chi è questo bambino?
Si tratta di Zeus, il quale, dopo essere diventato adulto, sa bene quale è il suo
compito: vendicare i suoi fratelli e sorelle e spodestare il padre.
Dopo essersi lanciato all’attacco, Zeus con una falce evira suo padre, ed il
membro tagliato cade nel mare, generando una grande schiuma da cui nasce
Afrodite/Venere, la dea della bellezza.
Ecco spiegato il motivo per cui la nascita Venere avviene nel mare e perché si
trova su una conchiglia a modi zattera.
Chi sono gli altri protagonisti?
L’uomo sulla destra, che giunge in picchiata ed abbracciato ad una donna, è
Zefiro, il dio del vento; sta indirizzando il suo potente soffio verso la dea,
mettendo in mostra il suo bellissimo volto.

Particolare del volto di Zefiro


Hai notato che dalla bocca di Zefiro sono disegnate delle piccole linee?

Particolare del soffio di Zefiro e della sua compagna


Si tratta di un piccolo “trucco” utilizzato da Botticelli per simboleggiare l’aria che
Zefiro getta fuori con il suo soffio.
E la donna che lo abbraccia chi è?
È una bella domanda, ma prima di risponderti, ti consiglio di guardarla con
attenzione.

Particolare della compagna di Zefiro


È molto giovane, è dotata di ali ed è impegnata anche lei a soffiare verso la
protagonista, anche se il suo sforzo non può assolutamente gareggiare con
quello del suo compagno.
Per quanto riguarda la sua identità, dobbiamo fare riferimento ancora una volta
a Giorgio Vasari, il quale nel suo libro ipotizza che dovrebbe trattarsi di Aura, la
personificazione di una leggera brezza.
Ma perché Botticelli dipinge Zefiro ed Aura che soffiano verso la Venere dea?
Guardandoli così, potresti avere la sensazione che la stiano aggredendo, ma
non fraintendere.
Il loro soffio, in realtà, serve a spingere la conchiglia della dea appena nata
verso la vicina costa.
A proposito, hai dato un’occhiata a quella donna che sta proprio sulla destra e
che è leggermente sollevata da terra?
Particolare della donna a destra
In effetti, sembra che stia volando. Si dirige verso la protagonista ed ha tra le
mani una bella mantellina decorata che servirà a coprire Venere appena
giungerà sulla terraferma.
Chi è questa donna?
Anche lei appartiene al mondo della mitologia greca: è una delle 3 Horae. È una
sacerdotessa legata alla divinità minore delle stagioni ed a Venere.
Ma quale delle 3 Horae è quella ritratta nel quadro?
Nel suo lavoro Sandro Botticelli la nascita di Venere ci sono tutti i dettagli
necessari per rispondere con facilità a questa domanda.
Questa è la Sacerdotessa Hora della Primavera.
Da cosa lo si capisce?
Guarda da più vicino il vestito che indossa. È un tessuto decorato con tanti
piccoli fiori, un simbolo molto chiaro e che ha a che fare con la primavera.

Particolare del tessuto a fiori indossato dalla sacerdotessa Hora


Come ti ho detto all’inizio di questo articolo, ho intenzione di farti conoscere tutto
a proposito di questa tela, e ciò vuol dire che devo parlarti anche di altre possibili
identificazioni delle protagoniste secondarie di questa tela.
Sull’identità di Zefiro, non ci sono dubbi.
Ma la mitologia greca è complessa ed esistono un sacco di versioni alternative
dei racconti più celebri, altri personaggi e non possiamo sapere con certezza a
quale tradizione si sia ispirato Botticelli per la sua Venere dei Medici.
A questo proposito, hai presente quell’Aura di cui ti ho parlato poco fa?
Bene.
Alcuni studiosi pensano che non si tratti di Aura, ma di Chloris, una ninfa floreale
che in una storia alternativa ha sposato Zefiro.
E la sacerdotessa Hora è sempre lei o no?
In realtà potrebbe trattarsi di Flora, la versione complementare della ninfa
Chloris.
Cioè? Sono 2 versioni della stessa persona?
Per farla semplice, si.

Particolare del volto della ninfa e della sacerdotessa


La curiosa storia di questa donna è narrata nel libro I Fasti dell’autore latino
Ovidio, e poi è stata rappresentata anche nella Primavera dello stesso Botticelli.
Il succo della storia è rappresentato proprio nell’altro quadro di Sandro,
all’interno del quale, Flora è una sacerdotessa amata da Zefiro.

Particolare di Flora nella “Primavera”


Dopo averla inseguita e “catturata”, comincia la trasformazione della donna, la
quale abbandona il suo ruolo di sacerdotessa per diventare una figura mitica.
Ad essere sincero, trovo difficile pensare che Botticelli abbia dipinto 2 volte la
stessa trasformazione in 2 lavori diversi, ma c’è un dettaglio che potrebbe dare
credito a questa teoria.
E sarebbe?
La presenza delle rose.
Cosa significa?
Se guardi con attenzione, puoi notare che alla destra di Zefiro e Chloris stanno
cadendo un sacco di rose.

Particolare delle rose


Questo fiore è il simbolo di Chloris e potrebbe essere una prova valida che
testimonia la sua identità.
Ma non finisce qui.
Sapevi che a questa tela, il titolo la nascita di Venere Botticelli gli è stato
assegnato solo nel 19° secolo?
Gli studiosi hanno azzardato questo titolo dopo aver analizzato il soggetto
rappresentato, ma molti anni prima anche Giorgio Vasari aveva avuto
un’intuizione simile.
Una bellissima donna sulla conchiglia, delle ninfe ed una divinità dei venti non
lasciano scampo ad altre interpretazioni.
Secondo la storia, quel pezzo di terra che si vede a destra dell’opera dovrebbe
rappresentare l’isola di Cipro o Cythera (sono 2 isole del Mediterraneo
tradizionalmente legate a Venere).
TECNICA
Devo dirti un paio di cose a proposito della tecnica con cui è stata realizzata
questa Venere Botticelli.
•Le dimensioni di questa tela sono minori rispetto a quelle della Primavera
•La Primavera di Botticelli è stata dipinta su un pannello, questo invece su
un supporto per tele decisamente meno costoso

Confronto tra la “Nascita di Venere” e la “Primavera”


Perché ha usato un supporto così economico?
Devi sapere che alla fine del ‘400 la tela sta diventando molto popolare e si
considera ideale per i quadri che poi sarebbero stati esposti nelle case di
campagna.
Per le tele che avrebbero decorato i grandi palazzi all’interno delle città, invece,
vengono utilizzati dei materiali decisamente più pregiati.
Non pensi che questa tela sia un po’ troppo grande rispetto al normale?
Mi riferisco alla lunghezza.
Stiamo parlando di una tela di 3 metri, poco comune al tempo.
Come se la è procurata?
Sandro ha utilizzato un piccolo stratagemma per la sua Nascita di Venere:
prima di gettarsi con tutte le sue energie nella realizzazione del quadro, cuce 2
tele tra loro utilizzando un gesso di colore blu.
E cos’ha di tanto speciale questo lavoro da essere considerato uno dei più
grandi capolavori di questo artista?
Ci sono diversi motivi in realtà.
Uno dei questi riguarda il suo essere unico. Pensaci su un momento: per
realizzare questo lavoro utilizza una tecnica pittorica che riserva di solito alle
opere su pannelli.
Vuoi un esempio?
Devi sapere che in questa scena non ha utilizzato il colore verde per le parti
fresche; inoltre, grazie ad approfondite analisi condotte con macchinari moderni,
abbiamo scoperto che Sandro ha avuto diversi ripensamenti mentre stava
dipingendo il suo capolavoro.
Hai dato un’occhiata ai piedi nudi della donna sulla destra?

Particolare dei piedi della sacerdotessa


Ecco.
In un primo momento la sacerdotessa Hora/Chloris indossava dei normali
sandali bassi, poi cancellati in seguito; inoltre, la mantella che sta porgendo a
Venere ed il collare che indossa sono stati un’aggiunta successiva e non
progettata fin dall’inizio.
E queste non sono le uniche modifiche all’interno del lavoro di Botticelli la
Venere; ci sono altri perfezionamenti che riguardano proprio la protagonista.
Vuoi sapere quali sono?
Te li dico subito: i fluenti capelli di Venere caratterizzati dal pigmento colore oro,
le ali della coppia che plana verso la protagonista, i tessuti, la conchiglia ed il
terreno sulla destra sono degli importanti dettagli che Sandro ha aggiunto
soltanto dopo che la tela è stata incorniciata.
Al resto, poi, ci ha pensato il tempo.
Le Veneri di Botticelli (mi riferisco alla protagonista della Primavera e di questa
tela) sono vittime dello scorrere del tempo.
A cosa mi riferisco?
A come sono cambiati i colori nel corso dei secoli.
Devi sapere che il colore verde che vedi oggi nelle ali di Zefiro e della sua
compagna e le foglie dell’albero di arance che stanno a terra sulla destra, non è
lo stesso che aveva utilizzato Sandro in origine.
Particolare delle ali di Zefiro e delle foglie
L’usura del tempo non ha risparmiato alcun particolare di questo lavoro: anche
le foglie in alto a destra, nonostante fossero coperte dalla cornice, non sono
riuscite a salvarsi dal passare degli anni.
E lo stesso discorso vale anche per il colore blu usato per il mare e per il cielo, i
quali all’inizio erano più luminosi.
STILE
La nascita di Venere Botticelli analisi che stai leggendo, per essere completa,
deve riguardare anche i modelli precedenti a cui si è ispirato l’artista.
Non penserai che il pittore abbia inventato questa scena da zero, vero?
C’è più di una cosa che Botticelli ha “copiato” dai colleghi che l’hanno preceduto.
Per esempio, dà un’occhiata alla posa di Venere: non la trovi un po’ particolare?
Trovo abbastanza curiosa la posizione delle sue mani con cui copre il suo seno
ed il suo pube.
In effetti, assomiglia molto ad un’antica statua chiamata Venere Pudica, molto
popolare nell’età greco-romana.
Confronto tra la statua della Venere Pudica e la Venere di Botticelli
Poi, è molto interessante il fatto che la figura di Venere sembra quasi essere in
due dimensioni, ricalcando i modelli dell’antica arte etrusca e della pittura
parietale antica.
Ma c’è di più: la figura di Botticelli Venere non sta messa dritta e bloccata, anzi,
è leggermente curva, dinamica e caratterizzata da lunghe linee che la rendono
molto più moderna rispetto a tante altre figure dello stesso periodo.
Questo gioco di linee e di curve è una caratteristica tipica dell’arte gotica ed è
una prova di quanto Botticelli fosse abile e conoscitore di molteplici stili e
tecniche artistiche da utilizzare all’interno delle proprie opere.
C’è un’altra cosa che devi sapere a proposito di questa Venere: a livello
anatomico, il suo corpo è irreale.
Cosa voglio dire?
Te lo spiego subito: dà un’occhiata al collo ed al suo busto. È una posa
impossibile.
È vero, ricalca le stesse movenze di una statua classica, ma il peso del suo
corpo è caricato in modo eccessivo sulla gamba sinistra ed è impossibile
riproporre la stessa posizione nella realtà.
Particolare della posizione di Venere
Ma hai notato che nessuno dei personaggi è dotato dell’ombra?

Particolare dell’assenza delle ombre dei protagonisti


Fa attenzione: Botticelli non se le è dimenticate.
La Venere di Botticelli immagine che vedi, in realtà è ambientata in una realtà
alternativa che assomiglia molto alla nostra, ma non confonderti.
E c’è anche un’altra cosa che non quadra: in altri quadri Botticelli si vede
chiaramente che non è un pittore maniaco dei dettagli della natura e dei
paesaggi perfetti e curati in ogni particolare; bene, qui la storia cambia.
Gli alberi di alloro e l’erba a terra sono resi con uno splendido verde misto a dei
tocchi d’oro, e poi le onde del mare sono geometricamente perfette.
Particolare del colore oro nell’erba
Inoltre, a rendere tutto più strano è il fatto che i protagonisti siano alti come gli
alberi circostanti.

Particolare della stessa altezza dei protagonisti e degli alberi


INTERPRETAZIONE
Ma alla fine, quale è il significato del quadro di Botticelli nascita di Venere?
Ci sono un sacco di libri che cercano di dare una risposta a questa difficile
domanda.
E quale è quella giusta?
Nessuna. Non c’è un’interpretazione perfetta in grado di soddisfare pienamente
la critica e gli studiosi.
Quali sono le interpretazioni più quotate?
Non voglio entrare troppo nel dettaglio e riempirti la testa con tecnicismi, quindi,
te la faccio breve.
Nella scena dipinta da Botticelli ci sono un sacco di riferimenti alla filosofia
neoplatonica, una scuola di pensiero di moda nel ‘400 e che ha influenzato un
sacco di artisti, studiosi e nobili.
Sandro è affascinato dalle teorie proposte da questa filosofia, e così, ha deciso
di inserire all’interno della sua opera diversi riferimenti al neoplatonismo.
Quali sono?
La protagonista nuda che sta al centro del quadro, secondo questa
interpretazione, dovrebbe essere la rappresentazione dell’amore divino.
Secondo il filosofo Platone ed i seguaci della filosofia neoplatonica, Venere si
può dividere in 2 parti:
•La Venere terrena, amante degli uomini e simbolo dell’amore fisico e
sensual
•La Venere celeste, che simboleggia l’amore per la filosofia e l’intelletto
Mettiamo le cose in chiaro: non si tratta di 2 “donne” in contrasto tra loro, anzi,
l’una ha bisogno dell’altra per permettere agli uomini di comprendere
completamente la bellezza celeste.
Prova a metterti nei panni di un uomo o una donna del 15° secolo che si trovava
davanti allo splendido lavoro di Sandro Botticelli la nascita di Venere.
Con il neoplatonismo al massimo della sua popolarità, sicuramente molti
avranno interpretato quest’opera come uno stimolo ad elevarsi verso la Venere
celeste.
Ma adesso guarda con attenzione le movenze dei protagonisti, ed in particolare
quelli di Venere e della sacerdotessa sulla destra.
Quest’ultima sta avvicinando una mantella alla dea, ma hai notato che il suo
braccio destro è molto vicino alla testa della protagonista?

Particolare del gesto della sacerdotessa


Non ti sembra un gesto molto simile al tradizionale Battesimo di Cristo?
In effetti se il Battesimo simboleggia l’attività di Cristo sulla terra, questa replica
con Venere potrebbe alludere alla sua presenza come simbolo dell’amore nel
regno terrestre.
C’è un’altra teoria di cui ti voglio parlare: c’è chi pensa che la Primavera e la
Nascita di Venere siano 2 opere che nascondano al proprio interno diversi
simboli che alludono al matrimonio ed alla fertilità, un po’ come il ritratto dei
coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck, per capirci.
“Ritratto dei coniugi Arnolfini” Jan Van Eyck
Nel quadro del pittore fiammingo ci sono un sacco di elementi simbolici che
alludono ad un matrimonio di successo ed alla fertilità.
Pensa che ci sono alcuni critici che hanno ipotizzato che l’alloro presente tra i
capelli della sacerdotessa (oltre che ai già citati alberi di alloro) potessero
alludere al nome “Lorenzo”, ma non ci sono abbastanza dettagli per capire se si
tratta di Lorenzo il Magnifico o di suo cugino Lorenzo di Pierfrancesco.
Ma l’ambiente della scena è stato inventato di sana pianta oppure Botticelli si è
ispirato a qualche altro lavoro?
L’artista si è ispirato agli Inni Omerici, pubblicati a Firenze nel 1488 dal greco
Demetrios Chalkokondyles. In una di queste poesie si legge:
Di agosto con il respiro d’oro e bellissimo
ad Afrodite io canterò a cui appartiene il dominio
di tutto ciò che è nei mari amati,
a Cipro dove, spinta dal respiro umido
di Zefiro, venne portata dalle
onde del clamoroso mare che schiuma sulla terra soffice.
L’Horae vestita d’oro l’accolse felicemente
e la vestì con abiti paradisiaci.
Non trovi che questa poesia rispecchi perfettamente la scena dipinta da
Botticelli?
VERSIONI ALTERNATIVE
Il successo del lavoro di Botticelli nascita di Venere è una cosa nota, ma forse
non sai che addirittura lo stesso Sandro è rimasto affascinato dal suo dipinto.
Pensa che nel 1490 Botticelli (o gli allievi della sua bottega) ha dipinto una figura
di Venere molto simile a quella rappresentata in questo lavoro, solo che nella
variante più recente ha addosso una blusa leggera ed è in risalto perché alle
sue spalle c’è uno sfondo del tutto scuro.

Particolare della Venere del 1490


L’hai mai vista? Sai dove si trova?
È conservata nella Galleria Sabauda a Torino.
Ma le copie non finiscono qui. A Berlino ce ne è un’altra, mentre altre varianti
sono andate distrutte a causa del Falò delle Vanità.
Venere di Botticelli a Berlino
Ne hai mai sentito parlare?
Si tratta di un devastante incendio (volontario) in cui sono stati bruciati libri,
opere e tanti altri oggetti considerati peccaminosi dal frate domenicano Girolamo
Savonarola.
Questo grande falò è stato appiccato nel 1497, ma fortunatamente alcune delle
copie della protagonista del lavoro di Botticelli si sono salvate e sono state
studiate con attenzione da altri artisti.
Il successo della donna qui ritratta è stato talmente grande che lo stesso Sandro
ha deciso di riutilizzarla anche in altre sue opere.
Dà un’occhiata al suo lavoro intitolato la Calunnia.
“Calunnia” Sandro Botticelli
Notato niente di strano?

Confronto della protagonista della “Nascita di Venere” e della donna ritratta in


“Calunnia”
Guarda la donna nuda che sta sulla sinistra, non ti sembra che assomigli un po’
troppo alla Venere ritratta nel suo quadro più famoso?