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T
NOVA
ICONOLOGIA
CESARE RIPA
DI PERVGINO
Caualier deSS. Mauritio,& Lazzaro.
Nella quale li defcriuono diuerfc Imagini di Virtù, Viti) Affetti Paflìonihu , ,

mane, Arti Difcipline Humori , Elementi , Corpi Ccledi Prouincie


, , ,

d'Italia, Fiumi, tutte le parti del Mondo, ed'altre infinite materie.

Vtileai Oratori» Preduamit


OPERA
Poet'h Pittori , Scultori , Difegnatori , e ai^egnìfìudiofo^

Perinuentar ConcectJ, Emblemi, ed Imprefe,


Per d'mtfare qualjtuoglux apparato Nuttiale , Funerale y Trionfale*
Per rapprefentar Poemi Drammatici e per figurare coTiroi propij fimboli
,

ciò chcpuòcadereinpenfiero humaiio.

M
5 .

A V L I A r A
yltimamente dalle fìejìO yJuttore di Trecento Imaginì , e arricchiti: di molti dìfcorfi pieni di
varia cruditione i connuoui intagli» & con molti Indici copioft .

Dedicata airillun:re,& M. Reu. Padre D. MASSIMO da Mantoua


Decano , &: Vicario perpetuo di Cine

In P A D O V A per Pietro Paolo Tozzi. \6\%


Nella ftampa del Pafcjuati
L_> I L L V S T R E,
& M. R. Padre il Padre D.

Mz\SSlMO DA MANTOVA
Decano, &c Vicario perpetuo di Ciuè
Signor mio ofTeruandifsimo

R A quanti amici & 5 patroni io m'hab-


non ho in alcun tem
bia mai hauuto, io
poconofciutoperfona chehabbiapiu ,

amabili qualità & che mi voglia più


;,

bene:, di V.P. molto Rea. Et per lafcia


re da parte la intelligenza bona^^ch'ella
ha di Arithmetica, di Geometria:, d'Architetura , di Mu-
fica5diformare con la penna ogni force di politi caratteri,
che tutte fono arti nobili^& atte ad illuftrare ogn'vna per
fé vn'homo j chi può vedere &
non amare in lei la deftrez
za, la diligenza 5 raffabilità ,& Taltre notabili fue parti ?

Quefte fono ftate le cagioni, che V. P. s'habbia acquifta-


to l'amore di tutti i fuoi Padri di cotefla nobiliflima Con-
gregatione di Santa Giuftina , che fia itata fi?mpre impie-
gata inmaneggi importantiffimi, come farebbe adire nel
Cellerariato di Correggiola:,& che finalmente doppo mol
totrauagliare5Ì fuoi Superiori habbiano aniepofto il fno
gufto :, & la fua quiete , al bifogno :, teneuano della
ch'eflì
fua fempre lodata fufficienza . E veramente non è da ne-
a z gare
gare a chi ha vn pezzo affaticato per akri^ il porto & il ri-

pofodefideraco da granimi,chefegiiono la traccia del ve-


ro bene^non ingannati punto dall'iaftabili tà delle huma-
nefperanze. Per quanto poi à me tocca io ho riceuuto
fauore da V. P. molto Reuerenda che lungo farebbe il ri-
dirli, &bafta5ch'io dica.che fono vincij&più annÌ5ch*el-

la di continuo m'obliga alle fue cortefi maniere . Per tut-


ti mi fento il defiderofo di moftrarli qual-
quefti capi io
che picciola parte dei molti obligijch'io le teng05che no
hauendo per hora cofa più à propofito della prefente Ico-
nologia del Cauallier Cefare Ripa5Libro di gran nome,^
di molto fpaccìo5riftampato da me nuouamente5& accre-
fciuco dall'Auttore medefimo^di molte figure,^ difcorfi^
chemancauano in tutte l'altre editioni, ho deliberato di
adornarlo del glpriofo nome di V.P.molco Reuerenda , fi
per dare al Libro riputatione ^ fi per notificare al Mondo
quant'io tenga a mente le gratie^di che ella in diuerfe oc-
cafioni m'ha fauoriro le piacerà accetarlo con la fronte
»

lieta, ch'io con cuore pronto glielo dono, & con farli ri-

uerenriafinifco. Della mia Libreria il dì io.Genn.i6i 8»

Di V. P. moko Reuerenda

Seruitore deuotiffimo

Pietro Paolo To7,^ii«


PIETRO PAOLO TOZZL
a' Lettori.

otto ragtoneuole copi io hopmpreftimato , cè'$-

chiunque s'apparecchia a riprendere altriyfa


prima eJ?o mancheuole d'ogni colpa . E tutto-
che io habbia fentito a dire ^ che hommi fauij
ne loro libri y h abbiano regi^rati efewpi dì
tali y che furono acerbi punitori in altri de^

mùfatti j che m/e BeJJi non nprepro giamai s tuttauia ffii ricorda

pure che ^una ijoltafa non


5
fi chi chedijfe quelle ejferejìngola-,;,

ritàj t^ che ^ertali furono da Scrittori notati , Oltrache noifap^

piamo ^ che ISIoflro Signore ^ ch'era ^ia per nonfallar e ^ ^ '-uerità

per non mentire^ dijfe a chi gli meno inan^^j la donna adultera , che
alcuno fi ritrouaua fra quelle brigatefinz^ peccato , foffe e(^o li
fi
primo a dar di mane a faffiper lapidarla-^ • Hora tutto quefio h^
d^fiermre a me ^ con bona gratta de Lettori , Ter che hauendo ^a

fin
fji t Anno 1 5 1 ì . rifìamputd la Iconologia del S\g. Qdudìer Cefare

'liipd 5 e^ cattatala fuor degl'errori della edttione Ternana ^ con


quella ddigen'^a , che piacque fino all'Auttore medefìmo , come fi

njederaver Utranfiinto dnjna fiiaLettera yche qui fitto fi re-


^isìrerà s "venne m
penfiero a chi s'è prefi cura di rifiampare la

me de [ima opera in Siena j,


di hiafimare quanto d'mdufiria io ado-

perai all^hora per cauare queftanohde ofera fuor delle miferie del-
la primiera edttione^ . V^n voglio però w imitare chi hafatto

male :,^ rendere come fi dice pane perfocaccia ^ ma mi contenta-


re di dircy che la editione Romana , g/ la
Bampa di Siena hanno
fra fé quella relatione , che tiene il male al peggio . ^efio mio
'detto so :,cUì notorio ^(^ che non farà negatofi non da chi nega

hauendo occhi , che'l Sole habbia luc^_j . So apprejfo , che perfone

molto intendenti , che s hanno frefo ùnga di aggiufiare i/propofiti

certi in quefìa terz^ ftampa , ?ion per colpa dell'zAuttore^ ma di

verfone poco amore uo li hanno duratofatica degna di molta lode^(^

hanno hauuto a combattere confacciate :,^ quinterni intieri tra-


fpoHi 5 con errori di tefio , 6^ d'auttorità incomportabilhconfigu-

re shalz^tey con dipinture di parole greche m caratteri latini , con

l'autorità latinefiorrettijfime,(^ con cofi fimili^che poffo-


no efiere riconofcmte da qualfi njoglia^che non voglia
co
fi di
leggiero credere a me ^quando fi riffolue-
rà di prendere il libro in mano ^ ^ an^
darlo fcorrendo ^1a tanto bafii,
.

^ farli per me tsAuttore


me defimo., ilquale m
f-unafiua Let-
tera mi
ferifie già 5 come quifitto i

Molto
Molto Mag. Signore, & pa trone mio ofs.
O viftolamia Iconologia ciiligentementeriftampa^
tadaV.S. condiLiei-fe,&: nobiliilìme Tauolc,&:
Figure intagliate con tanta induftria, &arte> che
in vero meglio non fi potrebbono fare Perciò io .

la ringratio infinitamente , con quell'


oc gli refto
obligo che , fia poflìbil maggiore , non folo per que
fio , ma perche ella ha moftrato di tenere in pregio
le cofe mie , &; haiierle care Veda pur dunque s'io la pollo fcruirein
.

qualche cofa, che vedrà in me la prontezza, «S<: il de fiderio grandifTimo


ch'io ho dobedirla, alerai ria Tempre in tutto quello, ch'ella fi degne-
rà di commandarmi Qui dunque farò fine , 6c con ogni riuerenza li
.

bacio le mani,pregandogIi dal Signor Dio ogni contento , felicità &


maggiore . Di Roma quefto di i ^. Febraio 1 6 1 1

Di V. S. molto Mag.
Affcttionatifs. &: obligatifs. feruitore
Il Caualier Cefare Ripa

Defìdero d'eflère fauorito da V. S. d'vn libro di detta Iconologìa,per pò


terla godere per amor di V. S. &: per fcgno deirafìettionc che io gii ,

porto gli mando il mio Ritratto


,
.

Nel di fuori

Al molto Mag. Si^. &: patrone mio ofscruandiis.


ìlSig. Pietro Paulo Tozzi Libraio .

In Padoa.

Hor che diranno qucftinoflri? filafciarannopcrfuaderc dairAuttoie


o pure vorranno perfidiarci dire che non iflà così r Voi JLcttoii
ifteflb,

amoreuoli che hauete approuata più d%ma volta la mia fincerità , de la


,

mia diligenza, farete contenti di vedere il fatto, & haucrmi in prorettiQ,


ne che quando mi riesca d'hauere la gratia voftra, io non mi curo molr<>
.

de chi per qualche particolare intereilè non mi vuole in tutto bene, Yi)^
am.itenii,&; afpectate in breue fuor della rniaLibrcria cofcdeo-nedi yni.
M"AVRITII ET LAZAfe
/P,'i
NOVA
ICONOLOGIA
DelCaiialier CefareRipa Perugino.

PROEMIO.
Nel quale fi difcorre genericamente di varie forme
d'Imagìni con le lor regole •

E ìmagìni fatte per ftgnificare vna dìuerfa cofa da quel-


UiCheftvede con l'occhio» non hanno altra più certa^ ne
più vniuerjale regela ^che l'ìmitatione delle memorie ^che
fi trottano ne' Libri »neUe AdedagHeyC ne' Marmi intaglid
te per induHria de'Latini,&'de'Greci, ò di quei ptàan-
tichiy che furono inuentori di quefìo artifitio . Però com-
munemente pare,che chi s'affatica fuori diqueUa imita-
tione,erri , ò per ignorani^a» ò per troppo pr efumere^ le
quali due macchie fono molto abborrite da quelli > che at-
tendono con le propie fatiche all'acqui fio di qualche lode , Per fuggire adunque il

fojpetto di quefìa colpa,hò giudicatabuona cofa^ (hauendo io voluto di tutte que-


fìe Jmagini fare vn fafcio maggiore di quello, cheftpoteua raccorre daWofferuatio-
ni delle cofe più antiche, &
però bifognando fingerne molte , molte prenderne &
delle moderne , e dichiarando verifimiimente ciafcuna J trattare alcune cofe intorno
al modo di formarle dichiarare i concetti fimbolici, nel principio di quest'opera , la

quale forfè con troppa diligen^^ di molti amici ft follecitay e fi affetta liquali fono io

in principal oblìgo di contentare . Lajciando dunque da parte queU'Jrr}>.'gine , delia


quale fi ferue l'Oratore , & della quale tratta ^rifìotele nel tef:!^ libro della fua
Rettoricaidirifolo di quella, che appartiene a'VipintoritOueroa qiuUiyihepermeT^'
:(p di colori, o d'altra cofa vifibile pofjonorapprefentare qualche cofa differente da
efìay & ha conformità con l'altra ; perche, fi come queiia ptrfuade moire voice per
nie:^7^o dell'occhio , cofi quella per mcT^o delle paiole mucue la volontà C^ perche
:

^nco quefia guarda le metafore delie cofcich^ fUrmo fuori dell'hucmo, & quelle ^che
b con
con effofono congìung€ntt,& che ft dicono efjenttaH • ^el primo modo furono trat'
tate damolti aniicln ^ fingendo l'imagtni delle Deità, lequah hon Jono alrro , the
veli , ò vejiimentida tenere ricoperta quella parte di Filujofìa , ihc riguarda la ge^
nerationCyZSr U corruttione delle tofe naturatilo la dij^ofnionede'CuU, o /%/'//«e«-
T^a d( Ile iìelle^o la fermcT^Tiji di Ha Terra , o alt>e firnili cofe , le quali con vn lungo
iindio ritroi4a>ono per auan':^ire in quefìa cpgnitione la plebe ^& accioche non egual
mente i dotti, ^ l'ignoranti poti {fero in tempere, "^penetrare le cagioni delie co/e^ fé

le andauano copertamente comrnunicmdo fra loro j coperte ancora per »Wf:^:^o di &
quefìe imaginide lifciaitano a'poHeriyche doueuano àgli altri efjerejuperìori di di-

gnità , & difapieri\u . Diqmè nata la moltitudine delle Fauole de gli antichi
Sc'ittotiy le q tali hanno l'vtile della fcienT^a per li dotti , & il dolce delle curiof^
narrationi per gl'ignoranti . Però molti ancora de gli huomini di gran conto hanno
limato loro degna fatica lo (piegare quelle cofé yche tronauanojn quefle Fauole oc-
cultatetlafciandocifcritto.che per l'imagine di Saturno mtendeuano il Tempo, il qua
le a gli anni, 4' mtft, ed a' giorni dd^^ toglie l'effere, come efio diuoraua qnei me-
deftmi fanciulli.che e^ano fuoi figliuoli . E per quella di Gioue fulminante,la par-
te del Cielo pia pura^donde vengono quafi tutti gli effetti A'feteorologici . Per 1*1-

tnagine ancora di Venere d^ejìrema belle^T^a » l'appetito della materia prima » come
dicono i F ilofofi, alla forma,cht le da il compimento . E che quelli , che credeuano il

Afondo effere corpo mobile,ed ogni cofafuccedere per lo predominio delle Stelle (fe-
condo, che racconta nelPimandro Mercurio TvismegiHo ) (infero Argo PaSìorale^
che con molti occhi da tutte bande riguardaffe Queflo iHeffo moHraronoin Giti-
le .

none^fofpefa in aria dalla mano di Gioue,come difìe td omero, ed infinite altre imagi
niyle quali hanno già ripieni molti volumi,^ fiancati molti Scrittori > ma con prof^

fitto di dottrina,!^ di fapien^^. il fecondo modo delle Imagini abbraccia quelle cofe
che fono nell'huomo medefimo,o che hanno gran vicinani^a con effo, come i concetti^

C^ gli habiti,che da' concetti ne nafcono, con la frequen':(a di molte attioni partico-
lari;^ concetti dimandiamo fenT^a più fottile inue^igatione, tutto quelloyche può ef
fer fignificato con le parole ; il qual tutto vien commodamentein due parti diuifo
Uvna parte è , che afferma, o nega qualche cofa d'alcuno -, l'altra , che no . Con
quella formano compongono l'lmprefe,nelle quali con pochi
l'artifitio loro quelli,che
corpiiCT poche parole vnfol concetto s'accenna^^ quelli ancora, cbe fanno gli Em^
blemiyoue maggior concetto con più quantità di parole,^ di corpi fi manifefla. Con
quefìa poi fi forma l'arte dell'altre Jwagsnije quali appartengono al nofìro difcor-
fo,per la conformità,che hanno con le definitioni; le quali f&lo abbracciano le virtày
edi vitij, tutte quelle cofe,che hanno conuenien':(a con queHi, o con quelle ,/eB;^4
affermare, ònegare alcuna cofa,e per effere ò fole priuationi,o habitipuri ,fiefpri~
mono con la figura humana conuen'ienttmente Percioche , fi come l'huomo tutto è .

mifura di tutte le cofe,fecondo la commune opinione de'Filofofi ,& à'Ariflotele in


particolarcquaft come la definitione è mifura deldefimto,cofi medefimamente lafor
ma accidentale -che apparifce efieriormente d'€Jfo,può efjer mifura accidentale delle
finalità definibili, qualunque ft pano, o dell' anima ncfìrafola , o di tutto il compo-
rto.
§ìo . j^dunque -vediamo , che Imagine non ft può dimandare in propoftto nofìro
quclU.che non ha U forma clelChuomo,(^che è imagme malamente diftinta^^quan"
doli iuipo principale non fa in qualche modo l'offitio » the fa, nella definìtione ilfnty
genere .

Ad/ numero dell'altre cofe da auuertire fono tutte le parti effentialì della cofa
ijìtpa\e di qtuiiefara necejiario guardar minutamente le dÌ4pofmoni-,e le qualità.

Diipojitione nella tefta farà la pofttura alialo bafiatali egr a, malinconica,(5 di"
uerff- altre pafsiom^che fi fcv aprono, come in Teatro nell'
a
pparenT^a della faccia del-
l'huumo , Doutrà ancora nelle hìaccia^nelle gambe ne'pitdi » nelle treccie) ne'pe-

fìitii ed'm ogn altra cola notarfi la dispc{itione,ouero pofttione diHinta^ e regolata^
laquale ciajcuno potìà da fé me deiima facilmente conofcere ifen:^a che ne parliamo
altramtnte, pigliandone ejjempio da' Romani antuhi.che ofìeruarono tali dispofitiO'
niìparticolarmente nelle medaglie di Adriano Imperadore» l'allegre\:^a del Popolo
fono nome H ilarità puhlica fìa figurata con le mani pofìe all'orecchie \ il Voto
d^

publico con ambe le mani al^^ate al Cielo in atto di fupplicare) veggonfi altre figure
pur in medaglie con la mano alla bocca, altre fiedono col capo appoggiato alia deftra',
altre ftanno inginocchiate ;altr e m piedi;altre at4po§ìe a caminaìe\altre con vn piC"
dealT^to.e conalve vane dlspofitwnidefcritte da Adolfo Occone.
Le qualità poi far anno A' e[jer e biancayOnera\p'Oportior.ata,oJproportionata;graf
fa^o magra^giouar.e, vecchiatO fintili tofe , che non facilmente fi pcfiono Jeparare
dalia coJatNeila quale fono fondate-^aunertendo^che tutte quelle parti facciano infic-
ine vn^armonia talmente comorde,che nel dichiararla renda fodufattione il conofce-
re le conformità dcllt cofe>td U buon giuditio dicolui^che Iha japute ordinare infteme
in moduichcne rifulti vna cofafolayma perfetta , £^ diletteuok
Tali Jonoqu^ji vniuerfulmente tutte quelle de gli Ant uhi ì& quelle ancora de*
AJoderni che non fi gouernano a cafo.E perche la Fifonomia^ed i colori jono confi-
derati da gli Antichi^fi potrà ciafawo guidare in ciò conforme alNnttorità di Ari-
fìotile.il quale fi deite credtre .fecundo l'opinione de' Dotti ^che fupplìfca folo in ciò
,
come nel rcjio a queUche molti ne dicono ^efpefio lafciaremo di dichiararle, baciando
dire vna o aue voUe fra tante ofe poHe infume quello^ (hdje fvjjero difUnte , bifo-
..
t

gnarebbe manifejìare m ciaicunai maffimamente che pof[onogli Hudioft ricorrere ad


u'iltfiandro d'Abfjandro nel libro 2m cap. i g.oue in detto compendio egli manififia
molti fimbuli confiAC diihiaratióni atnnenti à tutte le membrane loro colori.
I^ dffinitiOTte [cuna Mriihe fi faccia di poche par ole ^ e di poche parole par \ che
debbili t'ffr quf^:a in pittura ad imitatione di quella^non è però male l'ofjeruatione
di mola cofe-pYopoikiaccioche dalle molte fi psfjano eleggtr e le poche che f^nno più
àprjpo[iio tutte infieme facciano vna compoluicne , che\ a piufmdt alla defcrit-
tione^che aduperano gli Qrutorì.ed i Poeti^che alia pwpia difinitione de' Dialettici,
Jl che forfè tarato pù ccnutnieme vien fatto quanto mi rcUo per fé fìeffa la Futura
più fi confà con qt-iitc ani
fj piit
diletteuolhchecon quijh più occulta,^' p it
cili^CS

d^jfmltV Cjy.ara mjà €,che dtUe aniuhefe ne vedono^e àell'yna^e dell'altra maniera
molto hdle^ mollo gihdiuifjamentetompoiìe
b 2. Bora
f^or'ivdevdol^.che (jitefla forte d' ìtnagim ft riduce factlment'e allx fimìUtudlne
della tigjinìÙQne^diYtrM-cbe ù di que^e^comc di (jUtlU. quattro Joaoi capi o U ci'
,

gicni principaliÀ^lle.qhA!' (i può pif^h^i^^ i'.ordintdi forniaiU, .& fi dmax.dur.o lon


nomi vfitatinclle Scuole, dì Aii.:'C'U, Efficiente, FQrma-,Fin€)ddia diuerfitàdt'.qud
li.capi nafce li diuafità ,
^uUori molte voluin definire vna me-
che tengono gli
dfima cofax '.a diuerfià mede fìmamcmc dimoile Imagini fatte per fgnificare vna
ccfa [oh Jl che eiafc imo per lejìfffo potrà notare in cjuefìe ijìefje.cht noi habbia»
.

9710 d.1 diuerfi Antichi principalmente raccoltele tutte quattro adoperate infieme per
inofirare vna fola cofajebene fi trouano in alcuni luoghi jcon tutto ciòidouendofi ha-
uer riguardo principalmente ad infegnare cofa occulta con modo non ordinario, per
dilettare con l'irgegnefa inucntìone,é lodeuole farlo con vna fola pcrnon generare ,

tfcuritàiC fafiidio inordinare fpiegare,(^ mandare a memoria le molta


. I\]elle cufe adunquctnelle quali fi poffa dimofìrare l'vltimadijferenc^^at
fé alcuna
ba/la per fare l'imagine lodeuole,& difomma perfettione» in
fé ne troua,qucfia fola
THancanT^a della quale,ch'è vnitafempre con la cofa medefima^ne ft dilcerne,ft ado-
perano legenerali^ come fono quefte , chepoHe infieme moflrano quello iiìejjo , che
conterebbe efjafola,
Dapoi,quando lappiamo per queHa flrada dipintamente le qualità jle cagioni ,
le propietà, £5? gli accidenti d'vna cofa definibile, accioche fc ne faccia l'imagineìbi-

fogna cercare la fimilitudine,come habbiamo detto nelli cofe mjiterialija quale ter-
rà in luogo delle parole dell' Jmagine»o definitione de Rettori; di quelle ^ che conft-
ftcno neli'egual proportione^ che hanno due cofe difìinte fa fé flefie ad vna fola di-
uerfa da ambedue^prendendoft quella,che è meno;come,fe->per fimilitudine di fortCT^
^a ft dipinge la Colonna,perchene gl'edifeij fofliene tutù i fasfi, e tutto l'edifìcio

che ^àJopraJcnT^ mouerfiyO vacillare ^dicendo, che tale è la forte':('!^a nelthuomo,


le

per foHenere la grauc':^dì tutti ifafiidij,& di tutte le difficoltà, che gli vengono
addo/soy& per fimilituàine della Rettorica la Spada ,c lo Scudo \ perche , come con
quegli inHrumenti il Soldato difende la vita propia,& offende lahruiy cofi il Ret-
torCyC l'OratorCyCO'fuoi argomenti jOiiero entimei mantiene le cofe fauoreliì& ribat'
te indietro le contrarie
Seme amor a,oltre à quefìa^vn' altra forte di fimilitudine>che è quando due cofe
difiinteconuengono in vna fola differente daeffe;come, fé, per notare la magnani-
mità,prendeffìmo il Leone , nel quale ejja in gran parte fi fcuopre ; il qual modo è
menolodeuole^ma piH vfato per la maggior facilità della inuentione, della dichia &
ratione-y&fono quefie due forti di fimilitudine il neruo, & lafor':^a della ìmagine
ben formata;fen:^a le quali , come effangn ha molta difficoltà jcofi rimane inftpida ,

&fciocca.
Ciò non è amenità molto da alcuni moderni^ quali rapprefentano gli effetti con-
tingent{,per moflrare l'effentiali qualità\come fanno, dipingendo per la Disperatio-
nevno.che sappica perla gola', per l'Amicitia due perfoneyche ft abbracciano: ft-
mili cofe di poco ingegno, Q^ di poca lode .
E ben yerQ,come ho detto,che quelli ac-
cidenti ^che fcguitan$ necefiariamenie k cqfa fignificata neWìmagine ìfara lode t por^.
li
lì in alcuni liùghi d:fìinti,& nucHyCome in partìcoìart quelli.che appciyte^igon'> dr
la fifommia^ed aU'habitudine del corpo.che danno indino del predominio, (he hm:^
no le prime (qualità nelU compofìtione dell' huomoje quali di^poìigono-gii accidenti
elìeriori d'cfioy^ lo inclinano alle dette paJJìoniyO a quelk.che hanno con efj'e confor-

mità. CornCy fé douendo dipìngere la M


dmconia ,il PenfnroJ i PcQÌten'^x, ed altre
fimiliyfarà benfatto il vifo afciutto, macilento, le chiome rabbuffate, li ba>ba incoi -^
ta,& le carni non molto giouenili^ma bella >lufcii43,fyffu^rubiionda,^ ridente St .

douerà fareM TiacereM DilettOyl'^U(gYC^:^a,edogn'al:ra cofa fimik à qutsìe, ^


fé bene tal cognitione non ha molto luogo nella numeratione de'fimli, nondimeno è
yfata affai;& quefta regola de gli accidenti , ^
de gli effetti già detti, non fempre
fegmtarà\come neldipingere la Belle^T^a , la quale è vna cofa fuori della compren-

ftone de*predicabìliy ClebeneneWhuomo è vnaproportìone di linee , (^ di colorii


non per quefio ben efpre/satimagine,che fi fouercbiamente bella,
è proportiona-
:i ^
taiperche farebbe vn dichiarare idem per idem , ouero piàtofìo vna cofa incognita
con vn'altra meno conofciiita,& quafi vn volere con vna candela far vedere difìin-
tamente il Sole, (^ non hauerebbe lafimditudine , che è Inanima \ ne potrebbe dike-
tare , per non battere varietà in propofitodi tanto momento : il che principalmeri"

te- fi guarda
Però noi Vhabbìamo dipinta àfuo luogo col capo fra le nuuole, con altre con' &
uenienti particolarità Per hauere poi le ftmilitudini , atte ,
. conueneuoli in ogni ^
propofttOtè bene d'auuertire qiuì,che auuertifcono i Rettori, cioè, che per le cofc cono
[cibili fi cercano cofe alte;per le lodabili,fplendide;per le vituperali, vili', per le ccm
mendabili, magnifiche Dalle quali cofe fentìrà ciafcuno germogliare tanta quantità
di concetti nell'ingegno fuo.fs non è piu,cheflerile,cheperfeflefio con vna cofù^ (he

fi proponga, farà bafiante à daregi4fìo,& (odìsfattione all'appetito di molti , (^ di-


uerfì ingegni,dipingendone l'imagine in diuerfe maniere,^ fempre bene .

Ne io oltre
a quefli auuenimentì j li quali fi potrebbono veramente fpìegare con
affai maggior diligenT^aJo vederne quafi alcuno altro degno dì fcriuerfi per cogni- ;

tione diquefìe Imagini, le anali fono in vero ammaefìramento nato prima dali'ab^
bondanT^a della dottrina Egittiaca, come fa te^imonio Cornelio Tacito ^ poi
ribeUito,ed acconcio col tempo^corm racconta Giouanni Corocopio nc'fuoi Jcroglifi-
chi;talmente , eh e potremo quefìa cognitione affimigliarla ad vnaperfona fapiente ,

ma verfata nelle folitudini,^ nuda per molti annida quale per andare doue è la ccn
uerfatione fi riuefìe,aiCÌoche gì altri allettati dalla vaghe'^^a esteriore del capo »

che è t' ìmagine, defederino d'intendere minutamente quelle qualità,che danno fplen-
did€':^7^a all'anima^che è la cofa fignifcata, & folo era mentre Haua nelle folitudini

accare'i^ato da pochi fìranieri -, E folo ft legge che Pittagora,per vero defiderio di


fapienT^a penetrale in Egitto con grandijfi ma fatica , oue apprefe i fecreti delle cofct
che occultauano in queUi Enìgmì,e però tornato àcafa carico d'anni^ e difapien^a »

meritò che doppo morte della fua cafa fi facefìe vn Tempiot confacratoal merito del
fuofapere .

Trouaft ancora, che Platone gy^n parte della fua Dottrina cauò fuori delle fue
fecre-
fecretcTiT^e^neUe quali ancora ì fanti profeti l' afcoftro E
Chriflo^ che fu l'adempì-
fheMo delle Profette f octultò gran parte dt' jurcti diuim fotta l'ofcuritd dille jue
paraboltLj .

Fù adunque lafapìenT^a degli Egittij come huomo horrido.emal vefìtto adorna,


to dal tempo per confcglio dtll'tjpcrien':(a, che moflraua efjcr mal celar gl'induif de*
luoghi^ne'' quali fono iTefor'haaioihe tutte offaiicavdoft arriuino per quefio me'{7;p
a qualche grado di felicità . jQueiio vefiire fu il comporre i corpi dellUmagini dif
iiinte di colon alle pYOponioui di rriolte varietà con btlle attitudini->& conefquift»
ta delitaturaiC dtll' altre. & delle cofe ifìefiCidalle quali non è alcuno, che alla prima
"pifìa nonfifenta muouere mcerto defderiod'muefiigare a (he fine fieno con taledi-
fpofitione i ed ordini rapprefentate > QueHa curiolttà viene ancora accrejtìuta dal

vedere i nomi delle cofe fottojcntte aWìlUfje imagivi . E mi par cofa da offeruarfi
ilfottofcriuer i nomi,eccetto quando deuono efjere infnma d'Enigma perche fenT^a ,

la Cignitione del nome non fi può penetrare alla cognit ione de Ila cofa fignificata/fe

non fono Jmagini triuia'i^ che per l'vfo alla prima viHa da tutti ordinariamente ft
ticvnofcono; s'appoggia mio parere al cvfiume degli ylntichi j i qualinelle meda-
il

glie loro imprimeuauoanco inomi delle Imagtni rapprefentate , onde leggiamo in


€jje,y4bundantiayConcordiaiFortitudOiFelictiits > Pax.Prouidentiat Pietas, Saltt&f
Securitas iVidoria^Vit lué ,e mille altri nomi intorno alle loro figure .

£ quefio è quanto mi è paruto conueneuole fcriuere per fodisfattione di quellìy


he fi compiacciono delle no§ìre fatiche . Nel che^come in tutto il re fio

dell'opera t fé l'ignoran'S^a fi tira addofjn qualche biajimo , hauerò


carOiChe verga in parte fgrauato dalla diligen':^a,delh qua^
le principalmente ho appettata lode , & ho tolto vo-
lentieri iltempo a gl'occhi per dai lo alla pen-
na , accioche venendo l'opera , benigni
Lettori y ir> mano vomirà t io cono-
fca da qualche a pplaufo delle
voflre lingitc di non in-
uer perduto il tem
pofcriuen-
do.

TA^
TAVOLA PPvIMA
Deirimagini Principali dell i Prima Parto,
A Aiiaiitia 40 Dei Tempo 74
41 Delia Duiuiitù. 74
ABbondan^a fol.i Audacia
73
4+ ..Caaigo
Maiiccima . foM Auttoricà.
77
Academia 2. B Xaftltà. _

Marrimoi;iaIe 7^
Accidia s Beatitudini fol'43'
Cecità deliamente 79
Acquifto cattino 7 S: lequentibus.

Acutezza dell ingegno p^ Bcllezra 51 Celerità
Celo ^i
Adolefcenza Feaiinile j't
7 ^'^
Adulatioiie Beniuolenza ed'vnione matri- Chiarezza
7 81-85
Adulterio moniale ^3 Clemenza
7 Sj
iifFabilità Benignità 5^ Cogiiiticne delie cofe-
li
AflFaiino Biafimo vitiolb éo Con:ibattimento della ragio
lu
61 ne con l'appetito §5
Agilità 1 Bontà
Coniedia ^S
Agricoltura 11 Bugia «Ji
Vecchia 86
Allegrezza ij Buio ^J
Am.uitudiuc G Commertio della vita hu-
14
inana 85
Ambi tiene ij CAlamità ^3
Amiciria Calunnia 65 Compalfionc 87
16
^4 Complef^ìoni 89
Ammaei'ìramento 18 Capriccio
Collerico «9
Amor Virtù
di 19 Careftia _ 74
7^ Sanguigno 9o
Verfo Iddio lo Carezze amatorie
Flegmatico 9^
Del proilimo 21 Carica. 74-7;
Malinconico *)}
DifefteOb n Carri di Pianeti éj
Compuntioiie 88
Secondo Seneca i Della Luna é;
j
Domato Di Mercurio éj Concordia 94
ij
Di fama Di Venere éiJ Maritale 94
ij
Della patria Del Sole 66 Militare 9S
ly
Ampiezza della Gloria Di Marre 67 Di pace 9J
16
Anima ragioneuoIeeBeata 30 Di Gioue 6y Infuperabije 9S
Dannata ? Di Saturno 67 Confidenza 95
i
Animo piaceuole DiMincrua 68 Coufirmatione 97
j i
Anno Di Plutone D'aniicitia 97
jo 68
Appetito De'4. Elementi. 69 Confusone 9^
jj hu-
Architettura Del Fuoco Congiuntione delle cofe
ij 69
Ardire magnanimo Dell'Aria mane con le diuinc 104
,> 70
Vltimo.&necelTario ,4 Dell'Acqua Confcienza 98
70
Aritmetica Della Terra Confetuatione 99
-g 70
Arme Della Notte ConfiJeratione 99
^ 71
Armonia Di Bacco Coniglio loo
71
Arroganza Dell'Aurora Confuetndine I06
\. 71
Arte '^ Del gioriio naturale. 71 Contento I07
Artificio
^
Del giorno artificiale.7i Amoro(b 10$
Adìduità 37 Dell'Anno Continenza 20^
71
Aftinenza Di Cerere yi Militare 109
Aftiologia Dell'Oceano Contrarietà I04
yt
Aftutia D'Amore Contrario io«
40 yj
Augurio buono Della Calìirà. Contritionc io?

Cattino 4? Della Morte Conuiro io»
4} y^
Cordogl io 1 1^
Aurora Della FaHia
y^
4^ Carp®
Taiiola delle
Corpo liufii ano
Cori.aione
m
no
Fuoco

Corratela iie'Giudici ni
Corte III
Cortcfìa 113
Coftanza loj.ioó
Crapula u;
Credito 116
Crepufculo della mattina 1 13
della fera 11 s
Crudeltà iij
Cupidità 117
Curiofità 117
D
DAnuo 119
Dapocaggiuc 118
Datio 119
Debito 111
Decoro lyj
Delitiofo iji,
Derifioue 131
Defiderio rjj
verfo Dio 13^
Detrattione 134
Deuotioiic 148
Dialettica 135
Difelà contra nemici m ale-
iìcijC venefici 13 ó
contra pericoli. i}-;
Digeftione 137
Dignità lyj
Diligenza j^o
Difcordia 141
Difegno 142,
Di(peratione
,^4
Difpregio del mondo'
144
della virtù
14^
Difpregio, te di ftriittione
depiaceri,ede'cacrÌHÌ
affetti.
J4^
Difimtiònedel bene, e del
male ^^^
Duiinita
147
Diuinationc
14S
Dolore
148
Dolete di Zeufì
148
Dominio
149
difeftefTo
Dottrina
Dubbio
IJ3
E
Ccnom'a j,,
Edifìcio,cuerfito 1^-4
cn.cnti.
i;4ij6.if8
Imagini Principali,
Irrcfolutione
iiS-si? decima, dsodccima 140
•Giouentù -

Gioia d'amore ii9 Humanità MJ


Humiltà *+^
Giubilo, vedi Allegrezza .

Gmdicio *--o I
d'Amore *-^o ••^
IAttanza
Giufto lio Idolatria '»47
Giudice iJ-i
Ignoranza •147-J-48
-^^ 148
Giuoco
Giurifdittioiic m
m
di tutte le cofc
Imitationc 148
i49
Giuftitia d'Alilo Gellio Immortalità
di Paiifania J-ii Immutatione 14>
', Diuina 2. IX Impafllbilità x50
Giuftitia ^-i ImperfetiioDC ijo
retta nj Impeto iji
rigo lofi ii3 Impietà 2,jo
dalle medaglie jzj Impietà, Se violenza fog-
jGloiia de'Preiicipi ixj. 114 getta alla giuftitia. i/o
Gloria ixj.126 Incoulìanza i/i
Gola 2.17 Iiiditio d'Amore
Goucrno 1x7 Indocilità *Ti
Grammatica 118 Iiidulgentia iji
Grandezza, e robuftczza Induftria iJJ
'
d'animo xi8 Infamia 2.J4
GralTezza iji Infelicità ij;
Gratia xx8 Infermità 2.;;
di Dio 1x9 Infortunio 2.5J
Diuina xxS Inganno zy6.i;7
Grafie 1x9 Ingegno ly^
-Gratitudine xjo Ingiuria 2-57
Grasità 130 Ingiuftitia XJ7
deirhuome 130 Ingordigia ì;8
deiroratione 130 Ingratitudine x6o
.Guardia 232 InmiicitU x6l
Guerra 131. xjx Iniquità l^x
Guida fieli ra 13 x Inquietudine I5i
H Innocenza t6i
HErcfia X45 Innoeenza,o purità t6x
Hippocrifla X3X Infidia i6)
Hiftoria 3 44-3 4; Inllabilità^ed inconflaQzj
Hòmicidio X34 d'amore. X63
Honeftà 134 Inftabilità X64
Honoie X34 Inftitutionc '• 'i-7)

Horcdel giorno . Prima i^s Intelletto xtf4 x5;


Seconda 23 Intelligenza x6y
V' • Terza,quarta,quTra X37 Interellè 170
Sefta x5 8 proprio z6if
Settima,ort3tià,nona X 3 9 lutrepidità 166
decima, vndecima 239 Inobbedienza X63
Duodecima xj^ Inuentione X67
Horc della notte. Prima. x35> Inueftigatione 167
c': Scconda.terza. X39. X40 Inuerno :
a68
i ; Quarta, quinta, (èfta X40 Inuidia xéS' X69
i^^> Sevima, ottaua 140 Inuocacione 169
4 ) f Nona, decima, tiì- Ira x-ji
Taùola delle
Manfuetudìne Miferia. vedi Calamità > Nocumento $69
Marauiglia 5 IO Miferia mondana J37 Notte 369
Martirio 3 IO M i fé fico r dia 337 Quattro fue parti 3 69- 37^
Matrimonio jio Mi fura 338 O
Machcmatica jii ModeHia 3 4^ OBedienza 371
Medirationc 3*5 Mondo 347 ObUgo 372-
f(5Ìrituale Eiiropa 349 Obliuione 371-
J14
della morte Afia 3;o d'Amore 577
Medicina ?i4 Africa ?;* verfoi figliuoli 378
Mediocrità America Occafione 378
Memoria }i6 Morte 354 Odio capitale 37?
Memoria grata de'bciic- Mormorationc 3SS Opera vana 379
}i6 Moftri Operatione mauifcfta 380
fitij riceimti SSS
Merito Scilla perfetta 381
518 5 55
Mefi. Marzo 319 Cariddi Opinione 381
556
Aprile i}o Chimera Opulenza 382,
Maggio 350 Griffo O ratione 384
Giugno 331 Sfinge .3j6
O rdiiie dtitto,e giufto 384
Luglio Arpie Origine d'Amore 3«-/
i3i
Agofto Hidra Oflequio 391
331 357
Settembre Cerbero Oftniatione 39J'
3ii 957
Ottobre 33i Mnfica Orio 393'
357
Noiiembre 33i Mufe 3JS P
Decembre 33i Clio .358
pAce 39$
Gennaro Febraro 5ì^ Euterpe X, Pacifico 395
.
359
MeH fecondo Talia Parfimonia 95
TAgricol- 3
tiua, Gennaro Melpomene Partialità 3 97
333 359
Febraro Polinnia PalTìoJie d'Amore 397
333 359 Paticnza
Marzo 333
E rato i6o 398
Aprile Terpficore Paura 359
334 S6o Pazzia
Maggio 334
Vrania 3<^o 359
Giugno Calliope Peccato 401
334 3^0
luglio Mufe in altra gui fa Pecunia 4Q2.
334 ^41
Pellegrinaggio
Agòfto
334 N Pena
403.
40t
Settembre
Ottobre
Nonembre
3 34
334
33;
N A tura
Naaigatione
Ncccdìtà
5-^2
3éx
363
Penitenza
Pcnfìero
Pentimento
403
404
Decembre Negligenza 40;
33; de'peccati
Meiì fecondo Eiiftachio. Ninfe 3-64 40J
Pe rdono 406
Marzo Hinnade, eNapee 365
i35 Pericolo 4of
Aprile Driadi j e Hama-
ÒÌS
M aggio
^3J driadi . 3^5
Perfettione
Perfidia
40é
Giugno Di Diana ('5
407
33J 3
Perpetuità 407
Luglio Naiadi deTiumi I6s
33; Perfeciuione
Agofto 407
535 Di Mare 3Ù Perfeueranza 407
Settembre Theti }66
336 Pcrfuafione 4ot
Ottobre Galatea
3 3^ Pertinacia
Nonembre Dell'Aria
409
33< Iride. 366 Perturbationc
Decembre Serenità del giorno
410
3 3<^ 367 Pefte
Gennaro della notte
4 IX)
33<f 3^7 Phifica
Febraro Pioggia
410
33^ 367 Piacere 411
Mefi in generale Rugiada
53<^ 367 Hoiìefto 411
Metafìca Cometa
3 37 3^7 Vano
Minacf jr ì^obiltà
41*
•H7 3 «'8 Pix,
Imagini principali.
412. Finca 44a Silcntia 47S
piace» oicza
411 RepuHà de* penficri cat- Sigilo lia 47?^
Fianco
Pietà 411 tiui 44a Simplicità 477
VctfoilPadre 414 Rcftiturionc 445 Simulationc
Pigritia 41; Retcorica 444 Sincerità 47*
Pittura 416 Ricchezza 444 Sobrietà 47»
Poefia 417 Riconciliatione d'amore. 444 Soccorf» A79
Poema lirico 418 Riforma 44.6 SoUicudine 4 SO
Eroico Rigore Sollccitudina 48O
419 448
Parto ralc 419 Riparo da'tradimeuti 448 Sol (litio ertiu* 482,
Satirico 415* Rip tendone 448 Hiemale 48 J
Pbiiertà 410 Riprenfione gioucuole 448 SontK) 4H
ili bel lo ingegno 419 Rifo 449 Sorte 48 f
di fpirito 4rO Riualità 449 Sofpiri 48<^
Politica 4tV Rumore 4fo Sofpitione 488
Precedenza 4iO S Sodanza 489
Preghiere 411 SAlubrità d'aria 451 Sottilità 490
A Dio 4H Salute Spancnto 490
Premio 411 del genere KuinaHO 4/3 Speranza 491
Preuidenza 4xJ Saluezza 4; 5 delle fatiche 49t
Prodigalità 4li Sanità
4n d'Amore 491
Piofetia 4i4 Sapienea diuina, e certa 49
4jy
Promillìonc 414 Humana 4;<J fallace 491
Prontezza 414 Diiiina Spia 495
4J7
Profperità della vita 4i+ "Vera f {4; 6 Splendor del nome 496
Profpetciua 416 Scandalo 4éo Stabilità 498
Prouidenza 417
'
Sceleracczza 461 Stabilimento 4^98
deirAunoua 417 Sciagucacaggijic Stagioni 49?
4^4^
Prudenza 4i8 Scienza 4éi Primauera 499
Pudicitia 419 Sciocchezza E/late 499
463
Pueritia Scoltura
463 Autunno ^00
Punitione 4JI Scoino Imierno Joi
464
Purgatione d'aria fatta Sdegno '
Sterilità JOi
464
da Mercurio 4jl Secolo Sioltitia 504
464
Purgatione de peccati 431 SecretezJta Stratagemma militare /04
464
Purità Secrecezza> ouero Taci- Studio ^09
453
Purità, e finccrità d'ani- turnità- Stu pidità, onere ftolidità yii
4<f4
mo .
434 Seditioneciuilc
467
Sublimità della gloria /1
O Sentimenti . Vifo
469
Superbia tj*
QVerela 45 4
Vdito
469
Superfìitione
I^f
^Qm:reJa à Dio 454 Odorato Supplicacione ''519
469
t^i e te
41 ;
Gufto
4^9
T

R Abbia
Ragione
R
45;
Tatto
Sentimenti del corpo
Senio
470
470
T Ardita
Temperanza
Tcmperamenco delle co-
jjy
j j ^

45; 473
Ragion di (lato
437
Seni! fe ccrrene con le ce-
Rammarico Seruitii 475 leri
431 , jjo
del beii-e altrui per forza 47i Tempefta
439 ^^i
Rapina
Realtà
43i>
459
Scredi Giuftitia
Sfacciacaggine
474
47;
Tempo
Tenacità
^ m
rj,j
Refugio Sforzo con inganno A7S Tenta tioiic c-^,
4i9 47/
Regalità Sicurezza, e tranquinjt^ d'Amore cj^^
439
Religione Sicurtà 47; Terremoto
439 476 5^i
Vera Chriftiana 441 5ic»rtà)ò llcurezza Terrore
47J S^3
e z Tco
Tauola delle Imagini princ
Theologia
Tauola d'alcune cofe più notabili
La terza l'haiierete da p^i Te.
Della prima,5c della feconcla Pai te .

B
A. 9^
A bel, e Aia torre.
ABondanza dedd erata
gieri
, fuoi meflag-
I
B Bellezza molto veduta
nolciuta.
, e poco co-
^^
Acadexnie denominate in tre modi da
Bellezza luce della feccia di Dio- S^
gli antichi. ;
Belli.e graciofi nel dire. H^- ^47
Quarto modo de moderni. 5 4i<*
Bellezza dcgi a d'Imperio.
Academia de Filoponi in Faenza 6 io .

543
Bellezza fenza vciiuftà.
Academia prima in Athene prefe il no- Benignità compagna di giù fti'ia. y»
meda Accademo. s
Bifcia d'Azzonc Vifconti • 1 50
Acadcmico fi deuc pafcer del frutto d'- Bontà vera non è intetelTata. 6i
oliiia- 4 Brutti, ma gratiofi r.cl dire. 546.5^2:.
Academia degli infenlàti •
118 610
Brefìghella lìmilcad Ithaca.
Atcidia induce pouertà,otioftiipidcz7.a. 6
H4
Brina'.
Acqua principio delle cofe,fìgnora d'ele-
Brindi fi tra' Greci. 98
menti- ijy 6^
Bugie hanno la coda nera.
Ac<]i^a, e Aie tre nature 70 Bugiardi dicono qualche verità per ce-»
Acqua per li peccati. 473 lare il falfo. ^^
Acquifto cattino facilme nte fi perde 7 .
C
A ciascuno animale diletta più h Aia fot CHaos. 119
ma, che quella degli altri. iz Candidezza grata à Dio. 41 1 .414
Adolerce»za,e Aioi termini. 7 Carattere deU'huomo è il parlare. iij
Adulatione inditi© di poco fpirito. 7 Carne di Porco nociua. 36?
Agonali capitolini inftituiti da Domi- Capricci di Pittura, e di nmfica. é4
tiano- 4.100 Carduiale del Monte. J7y
Agricoltura da chi trouata- 68 Cardinale di Montelparo,e Aia arme- 441
Aiuto viccndeuole. S4 Cardinal Saluiati,e Aie opere. 309
Albeii di profonde radici •
1 60 Cardinal d'Augufta> e Aia imprefa. 405-
Amaiicudinccongiontacon la felicità . M Caualli del Sole. 66
Amor non è volatile. 377 Caii.'illo come prodotto daNettunno- 70
Amor e volatile. 577 Carico perche fignifichihonorc 140
Amor entra per gli occ!ii. jSj.vfq; jìji
Cafa'del Crifpoldo fucina d'ogni aneli-
Amor per vdito. 584.386' belale- 418
Araoi dolce amaro. j 88 3 89 Cafti tà detta da caftigatione. 77
Amor fi rhuomoirragioneiiole. 398 Catfna d'Homero, 104.174
Amor fi riconcilia co' prcfeiiti 445 Cerere per l'abondanzamaritima- t
Amor , e fuoco non fi pofloiìo teiei' ce- Cei orna forte d'olio. 4.

lati . 4Ta' Cefaredouevccilo. lof


Amor fi doma con la fame , e col tem- Chiodi fìgniiìcaiio gl'anni -.'i

po. 14-2'J Chi ali ni bjafma an-a fc fteflb


1 -
3 ;

And rodo riconofciuto , e faluato da vu Cingolo di Veneie. J47


Leone. 327 Cielo ftelato. 56
Anima Aie fedine fineftrc. 409 Citaredi coronati di quercia -
4
Animali minori-fono più fecondi^ 150 Ciuifo fegno di varietà e di AiperbiSo 347
Anno fi ritorce in fé fìellb- 349 Codazinzola non è ri)gene. 551
Aria & Aioi accidenti. 8i Colori delle compleflìoni- 91
Ariftidc liprefo 538 Concetti della mente infiniti. S i
3
Armonia di Cieli. 3 j7 Configliare.opcra di mifericoidia - 102=
Arrogante fp rezza il pr.rer d'altrui 11 j Configlieri, o Prencipi non tieuono dor-
Aurora amica delle Mu fé. ^j mire tutta la notte. J9J,
Aurora fperanza. 491 Configliafi di cinque cof«. lor
Autorif:? e dell ccà matura ,
4y CoHiìgli didonnc^e di putti imfcrf:L\> tea
Taiiola d alcune cofc
Confcienzachc cola fia- 98 ErrordiPierio. ^JfM3*-54i'/*v9
94 Error di Plinio- ;ia
Concoiiiia produttrice diche.
Concordia mina del mondo* 141 Efchilo come morì. 4o<S

Cognitioiie come s'acqiiifti. Si Efperienza di Pirro in ttiifiuarc i cam-


Cognitione precede al contento. 108 pi- J44
Canpuntioncc fuecondi rioni, ^8 F
Contento non n fentedachi non conofcc Accia lafciua à chi conuieiie. in
bene.
il ^40 F Fanciulli nobili incoronati nelle fup-

Correttionc ricerca auttorità e pruden- plicationi. J19


,

za. 108 Fanciulli come ft^nnonel vcntre^delia raa


Cfu te e , fu oi E ncomi • ^ ' ^ die. 381
j

Corpo hn mano non ha operatione lenTa Farifeifimilia' fepolcri. z}i


l'anima. l'i Fede tra marito, e moglie- 3 zo

119. 306, Felicità del viuere i>olicico. I5'4


Coturni Tragici fono ftiualetti .

517. ji9.;28 Filofofì (àpienti fono liberi, e Rè. loo


Coftnmato male,e fuo (Imbolo. 14? Filofofia madre e figlia della yifXÙf 1 90
Cuore fcopcrto à tutti. 540 Fiori nieflaggieri de' frutti- i

Cuoie quando fi dice ardere. 74 Folgore nella fimf^ra mano. 67


Cuore con trito. 109 Fonte Cizico- 378
D Fonte di memoria. J74
DA re
Dare con occhi
più nobile, che riceuerc
j ferrati
. 3 10.40Ó
317
Fonte d'obluiioiie.
Forme varie di lega -
374
307
Denari tenuti in corno di BuÉilo. r 1 Fortezza imptopia i l'ardir neceffario. 34
Delitie mondane cecità dell'anima. 7^ Fumo della patria più lucente del fuoco
Delfini fubito che toccano terra muo- d'alt 10 uè- 17
ionu. 3 2.
Fuoco di due forti. 69
Differenza tra occafìone,e cagicme. 3 86
Fuoco carità- 7S
Diligenza fouerchia è nociua 141 G.
Difopiache.cofà fia. 5Ì7 GAlli combattenti in publico fpetta-
Donne più dedite alla religione, che gli colo- i6x
huoroini. 41 Giunone col pomo granato prefldeute de'
Donne più dedite al la vanagloria de gli Regni. 4
huomini Gelofìa pafIione,e veleno di bellezza. 51
.
jjy
Donne palefano fegreti. i 466 46 ^ Gente che viue d'halitOje d'odore- 471
Donne per legge del Senato non entraua- GiuftÌEÌa& fua fete- 47
no in configlio . I05 Giuramento per l'acqua. ijj
Donne deuono ftarein cafa loro. 4^ i
Giouentù confufa e fenza fàpienza. 1 1;

Donne enrrauano in Chiefà velate. Gionentù ama l'eccellenza 1/7. pronta


43 r
Dolce amaro da' Greci Glicipicro. in ad ingiuriare. 157
Dottrina madre d'eloquenza- 159 Golofi philoxene & melanchi'o. 47 1-472,
Dubbio d'Euripide, fé fia meglio la pro- G raffezza effetto della crapula. 1 1 j
le, o la Iterilità. yot Graflèzza da frigidità . 5?i

E Grafie & fuoifìgnificati, 18.19. 66- Cuoi


ECechiria aftinenza di menar le ma- nomi. 219
ni jjO Gratia & fua efficacia. J47-^ji
Egittioprimo mifuracordi terra- Grifoni cufVodi d'oro,& di pietre precio-
jj8
Eloquenza, e fua forza- <jj
fe 117
E meglio viuere priuato, che imperare Guaina d'auorio Coltello di piombo. iiy
con pericolo fenza (àpienza- zoo Guercio cattino. 451
Empedocle perche figittò delle fiamme G uerra della ragion col fcnfo.- r 44
d'Etna. ;jtf Guflodoue confìfta - 471-472'
Epicurei. S-'97 H
i;r.iclito giudicò Homero degno di fchiaf
ri, indegno di Teatri. i_j 1 H Iflrioni coronati di
Heraclito &fuo piauro
que rcia.

H eccole
1 1.4

più notabili
Hcrcolc qRaleftradaficlefTe. SSi M
il tempio MAlcncouici giudiciofi. '9
Herollraco abbracciò
na,
Hcfpcro,
di dia-
m ^i;
Maldiccuze ingiurie perdonale d^'
Prencipi. zoo 100
HeGodo primo fcrittore di agricoltiua • 41 Malignità inuidiofàdejla gloria altrui. 5 18
Hiftoria quando cominciò- 89 Materia delìdera la forma • I5i
Mathematici infigni del noftro tem pò 311
Homero biafmato. iJ i

Huora fimilealle pentole. 477 Maturità fegno di tempeiamento perfet-


Honore figliolo della virtù- 2,54 to - 90
Honod del mondocattiiii perche . 49^ Mazza d'Hercole di quercia. y<>8

Hore & loro partimento . 132. Mazza nodofa che lignifichi. J^8
Medufa 45 T
Mente de" Poeti da chi molla. 11*
I

G no ranti mangiatori. iiy Mente cieca, e ftupiia. 554


Mente apprende per gli occhi. I74
I Illiiftri perfonaggi ottimi mifuratori 344
llliiminatione della mente. 180 Memoria d'mgiiuie ilimolodi vendetta- J43
Iraprefadi Leonedecimo. j71.11.j7i Mercurio conuertito in Cicogua. éj.Ke-
Incoftanza madre d'infamia. 2. 54 gnò in Egitto. éy
Innamorati per vdito . j 86 Michelangelo inuecchiato come giudica-
Intendere come faccia • 165" ua delle ftatue. nj
Intelletto cieco dominato dai furore- 1 io Minerua4 perlafapienza. 457
liitrepidità che. 106 Momo fpirto di biafmo . 60
Inuentor della Gabella in Egitto. 1 43
Mutatione fublunare. 149
19 3
Innentor della Geometria j 4J Mulìca abhorrita da Tigre. 489
Imientori della tregua. 5 io sii N
Iride per l'eloquenza.
Italia
ferirti.
foprabbonda di fama)
28
e di culti
l'i 9
N Arce parola greca.
Narcifo giouanetto piglia
daNarce.
il nome
j-ii

yii
Ithaca patria d'Vli/Iè picciola» CafCofa. ly Narcifo fiore genera ftupidità. yia
luppirer albus, perii fuoco , non, altus Naicifocorona de' morti. ;iz
Natura principio di moto , e di mutatio-
L ne . 3^z.^6i
L'Agrime medicina dell 'anima. 4? Neronedi bellezza fenzagratia. J45. jjt
Lagrime fegno di pentÌBiento. 109 Nerone inttoduflè fua madre in consì-
Legge di Solone ingiufta •
j8 glio lOJ
Legge feuera contro i debitori. 3 ii. 1 zi Netruno. 70
Legge della confuetudnie .
Ss Niuno ama la patria, perche fia grande >
Leone ricordeuole de' benefìtij,edelleiu ma perche fua. 26
giurie. 3i4 5i6.;43 Nome di donna da bene. 43
Lettela prima degli Egittij. éj Nomi delle gratie. ii^
Letcilìernij. 170 Non dolerfiè cofa da vno ftipitenou da
L'huomofì deue dolere,e rallegrare. ii5 huomo -

Libri di Numa Pompilio trouatinel Già Nudità di Venere. 6S


nicolo. 4 Nudità delle ftatue antiche. 67
Libertini coronati nelle fupplicatioui . 519 Numeri orgine delle colè. j6
Lingua fu men velo ce della mente. i ly Numero quaternario. ij6
Lifiinaco,efua hiftoria. 34 Numero ternario. 46J
Lume dell'intelletto. 4j(5' Numero fettenatio. J7j
Luce 179 O
O
- .

Lucifero ftella. 115 Celli cagione della malati^amorolà-


Lucifero per lo nemico dell'humana ge- 385.386
neratione. 174 Occhi grdfll inditiodt curiofità- 117
Xnna più veloce deglialtripianecijfterile Olio&miele. 214.$^^
e fredda. éj Opere grandi cott amot delta TÌttii. jsy
Tauola d alcune cofc
Olitine della geometria icmifuta . J40 Quercia corona d'oiationi> Pofri,m«fic'> '^-
Oniameiiti modefti conuengoiio a Dame natori, ed Hift rioni. 161 161

5 44- .
. Qmete mala del l'intclleto. J 93 -435
Ornamenti artificiofldifclicono a Caualieri. Quiete 'huomo quando fucccda
dell 43 f
i3o.54o-;4<5 Quinto Rofcio comedo brutto, ma gratiofo
nel dire. 4j'<5
Ofcuricà della fapicnza. ^S^
Come figurata dagl'Antichi. 4/8 Quinto Rofcio primo à comparir in fcena

Oftiacv-'rnodegrArhenicfi. S^o con la mafchcra. H^


Ottanta figli lafsò ScilutoRè dcgliScithi. R
571 , ,^
Ouidie perche toccato col mu-toaa Vene-
. RI d'vcclli sbranato
Regola lesbia.
da moltialtri- 4^1
i6ì
re . 3 Regolare,e mifuraie fé fteflb. 341 3 41
P Refiflenia nc'prmn impeti. 4<|i
4S Rifo fmoderaco cagionato da Icggierezza .
PAce da tutti appetita.
495-49S
Parole alate. 4J0
Parti di donne cinque alla volta. 177 Roma patria celefle. 28
Parto di }6^. creature in vna volta. 177 difefacontra Siafto LipfiO' i^
felice, eteina
'
Pelle di Leone con pelle di Volpe- 187. 17;
475- ;o;. Rodo cattiuo.
'
4o.+(ii
Pena a gl'Amanti peichc tra il Mirto da Vir Rugiada. 114.110
gilio fi dia. 488 Romperei picciolialla pietra. iij
Penitenza, e pena come differenti. 401 Rofa lue lodi, e. virtù. ;4.-.f4s
Peripatetici onde detti. s Rude verga quando fi daua a'foldati. f 75
Perfonaggi d'HomcfO arrog3nti,c vantatori S
commoue
Peleiodono, e odorano. i/A7o
S Angue fi

Sapere ogn'vn prefunre.


nel gridafe- 3 37
u
Petrarca coronato di tre corone- ',
44 Sarimico celebre fpionc. 495
Piaccuolezza nel correggere. '

446 Sauiezzamifurata dalla cognitione- 400


Pianto fle peccati. 45 Scarpe di biózo poi tate da Empedocle. T36
Pittori ignoranti pingono amore alato. 5 77 Scettro di laii 10 donato ad Hefiodo. 134
Pittura, e poefia come fimi}:- 416 Scienza habito dell'Intelletto. zo6
Poeti fcgretarij della Filofofia. 357 Scienza ama ra ne'principi j. z 34

Poeti melici } epici 4. ditirambici j"-clegi 5. Sedere al fonte 403


'
.

Scenici 147. Sedere fegno ài manfuetudine; e di quiete-


Poeti quale corone haueflèro •
3.4.161
Pouertà di fpirito. 45 Segno di Saturno. 137x39140
Pouertà fufcita l'arte. 4x0 di Giouc. 13 8. 235?.
'
Portico J'Athcne rcfo ficuroda Zenone/. di Marte. 140.241
2.38
dipinto da Polignoto. 8j dcISole. 136 138. 140.141
Poueri deiioiioenète arditi. ^17 ,di Venere. 137-138.140.141
Principi , che danno orecchie alle falfcrela- di Mercurio. 136-137-138140,
tioni, hanno tutti miniftriempij.
49 della Luna. 137.134-340,140
Pi incipi ottimi, bciiigiiuielle audienzc.j?. 60 Segno d'Ariete.
Puma colonna eretta .
yij ai lauro 329
Primojchc trionfale in Roma- 45^ diGeminii 330
Può più la venuftà chela bellezza. 31^. di Cancro 33J
di Leone 331
di Vergine 333
QValità varie de'folpiri. 486 di Libra 334
^ Qualfia l'Augello linge. ;ji di Scorpione 335
QiKji'do i foldati zappauano, tencua di Capricorno 53Ó
noanco nei obligo la fpadaal fianco. ;o6 d'Aquario 337
'

QiiatrrocaJioni diprodenza circa la robba. diPcfce '


'
'

33S
^
i96 . -
Senfi iiecelTarij airintellctco 104
Scpol-
più notabili
Sepolcro d'Achille Incoronato d'Ama- Val più l'ingegnojchc I4 forra • je*
ranto .
I iJ Varia EtimoiogiajC dcfìnitionc della tre

Sette, ò adunanze de virtiiok nominate giù. Sìo-SÌ^


diuerfamentc •
5 Varie caufc d'obliuionc. 373
Sikntionel malcncouico. 9) Varie forti di lega. 507
Simbolo della libertà il cappello . jo. 5 1 z Varie forti di fofpiti. 4S6
Smemorati 5 75 Vecchie, timide fup'erftitiofc. j i y. j 1
Smiraldo figura di virginità . 56 Vecchie trifte non fi lattino entrare in
Socratici onde detti •
5 cafa Ili
Sole, e fuoi effetti 66.178 Vecchi, e loro proprietà . éo-ér
Sole e Luna padre de'corpi inferiori 171 Vecchi buoni da configlio . i «i

Sole di giuftitia CHRISTO z^è Vecchi auari. i^^


Spighe maggiori da tagliare. .;6o Vedere come fi faccia. 469
Saighe maggiori non li deuono tagliare Velo auanti la faccia vfauafi in Giudea ,

45 8 in G reclame dalle Donne Romane . 45 i>

Spina pena contratta del peccato . tS 4jl-


Spioni di verità pagati, e {cacciati' 449^^4 Velo per donne commandato da San
Spioni falfi condannati a morte . , •
494 Paolo, da S.Pietro, cflcquito da S.
Spioni fruttati, & abbmcciati 4s> j Lino 43
Spiriti abborilcoiio la ruta éf Venere nel giuditio dì Paride coronata
•^ttrilità fé fia meglio delta -prole joì di mirto. 5. di rote '331
Stoici onde detti ,
5 Venti maligni corrompono l'aria, come '

Stupidezza generata dal fior Narcifo . j i x Auftro .

T Venti benigni la purgano.come Zeffiro .

TAntalo e fua fanola .oiif.Is ^. '4* 451- 455


Tardi à rifoluere , pretto ad eflèr Venuttà fenza bellezza efficace f; 2,
"^
guire. 103 Vergilie ftelle quando tramontino 41
gufto communea tutti
*I^àtto,e 470 Vergini nelle fupplicationi coronate. 519
Tau .eThitache notefìano. it>4 VeftiUinghe che lignificano 46. 101
Tempefta prefentira dal pefce Echino ji6 Vino fue forze,cd effetti, yi.^io. ^11
Tempo miete tutte le cofe • 6s Vino cauallo del Poeta. ^ ^j
Tempo che fia 485 Virgilio fofpiraua fpcffo . 489
Terra fi ferra /ed apre. 71. 7» Viridità della vita 560
Terra come diuenti gialla yt

Virtù habito della volontà y6;
Thefèo innentor di lega. 506 Vif tu rinforzata dal pcfo. .-
407
Tiberio chiamaua gli fpioni cuftodi del Virtù vegetatiua. r
364
^'3 le leggi. 49 J Vitta,vdito,e odorare non fono comma
Timone ondx: tolto. 363 ni à tutti gli animali 4^0
Torre di Babcl . <;6 Vliflè taciturno,ed eloquente. •i»4
Tranquillità prefentita da Alcione. 5'4. j 1 Vulcano per il fuoco .6^. perche zoppo. 70
Vfo ncccffario alla fapienza. 4^6
Tr'egua per hore,giorni,me(i, ed anni 53© Vfononnecettàrio. At-
Tregua prima fatta da Priamo . j3 Z
Troiani cloauentillìmi i jj ZEffiroinfpira il canto a'Cigni. jjg
Zopiro rifiono^nic» giudicò balor
Al più la diligenza , che vn buono do Socrate. .. >
^ rii
^''V ingegn».

?>)
Il JFine^
:òqoqql- -(T(-àt

Su-
d Ta-
Tauola de gl'Animali.
4i3-43;-439-44&
A é8.ioo.4oi-5iy
CTuetta.
Giiello. 4'?- 49 L41. X45' •'2-3-14
Cinclo augelletto-
i<ji.3t;.394 1-391
460. CÌ4iocefaLo.
Agnello Pafqiiale 3/8
Cicala.
459- 547 Ì5I-473-568
Cignale.
Alcione. ;3 594-5' 2-8 40
5'63
Coniglio
Alicorno- 75 410
Codazinzola. ii
Animali de* 4- Eiiangeli-
Coturnice.
', 309 i55.i6i.545-5<^4'574
•;•• "V';>'$7-5 9S
Corno.
Ammali diiierfi. Cocodrillo- 187 3i5.379.407-47'?-;o7..5o8
'
9".V4o.i^7;!i'9-i;4
Cornacchia 94-3o^-3 57. 414-5 IJ-.J.74
.

Aquila. 67.156. 308 309-3 16-3 t^:3^^f;.4"4- Colomba perlofpinto fanto- 306.441
439-45i'4;i-4<?i' ,;:' ini, < .
Colomba. i^7' ^6. iii. ii8. 306. 45 J»
Arpia 45X. 477' 478
Armellino. 170.77. io9.jo44^9-43o-45f -u... :y\ lO .- .!cr
A riete. ',""'; DOnnol»." jsòì nr ^%^
A lioi'.e.
'

• 307 Drago. .!om 5i.68.7i-l4i--;.<^7


Ardeolo. ^54 '.: E ,
,

Afnio. ,n,-,. Gitalo- 379 -

Alpi de.
A nói core. 87..}6i-4^.9-,4''-^*^^7
E Elefante;- f6.i7l4..ioé
5i9-.v;4-55;
*4J- Ji^'41J'4>^

B Enidroiehneiimonc •' i^^


é3.i7i-3^8
BArilifcc
140 ^2-'H^7
Becco-
Barbagianni.
FAAFauno.
giano. f..o :

i^
^ ri)

7
-, r ? -3

«^
Bjacco. i .
-469 Falcone. 166.3 14-470 -5 4- 5"

.n r7JV?74 Fenice. 1 5 4. 1 5r7.-af49 -445 •464-5 5'X


Buoi-
Folica i«l7

^.^^ Formiche. 167

c Alandra.
Cane xoo 108.1S I.ii9-ii3
9.18.6^5 69.
143. 2éo. 168. r(>9- 150. 304-371"
468- GAzza.
.G
<f2.3 6o

Gatta. ioSi^.i-3:i-4o8T2'9
409-519 i75-45^
Cancorfo. ^9^ Gallina. ..-..-,.,;:

Caftoro. .-:>: cr.^ii'-.>;.i:- : -394 Gallo . 65.140. i6ot;^i><:-l.6S;^.4.3^;45-4*


Cardellino- .si.'irEJS^.S' :^^I7| 453.480 488. 5091; , uùìaA' ::j 7
i :

'.ì\moìì.\ ì9t Ghuc. 141-570


Caradrio. .
'

Giouenchi. ^4-
Gariddi. ils.n'uii; 356 :.-

Gorgone. ^^
Cancro. ' '-i' '
35 481
*-'' ^ Grirfb. r 64-189-556
Capra Ama^tea.'-!
347-48? -T io Grne. 99.13^-167-473-^^1
Capra. 4Ì-2-57.'
1,1.101 Gufo. (f3.7i..2.i6. Z40.4^4-;.I^
Camaleonte
Capricorno. 483
Camclo. .
189 3'io HEmerobio. .-'{
'^I-V' -^^5
Hidia. i68.3J7-44i'46i
Cauallo- 46- <;T-é8. 70.71- 71-J71--18.11>.
131.188.350.543 Hidro ferpe. ^^
Hicna. 107.1-^4
Cauallo Pegafeo. 55.44.71.171.566
542- I
Centauro.
T Bidè. 65.154.347
Cerbero. ^8-357
1 khneiimone, ^^^
Cerno- 7-65.85I3 j'4i8.469- 5i6-574
^-^^f
y5(>-^66 linge angeli Ot
Chimera. 150.1^0
Chioccia Gallina con pulcini- 3^-^75 Ippopotamo.
jj1.3i8.568
Cigno. i3J-3;8 4i7-;53 Iftricc.

•Cico^iitf.; 6;- 83. I4J- ip- i/O- ^87. 315-


Leone
Taubfa de gf Animali.
R
II. ly. 7o- 81-89.100. 116. \ih RAgnitelIo. ^66-473
Eolie.
L iji.iyj. 169^. 105. 107- i8^' iS^-.i-oi-
io8.i77-3l6.3zy-3i6.3 3'2-5Ti'39iii?5)f'
Rè d'vcelli,
Riccio fpinofo.
ouer Tróchilo.. '4io yotf

Rinoceronre i8y-i7r
43r43 7.47rn9-;i5'T^2-H3'T^''-5<?7-
Roflìgnuodo ,)f V ,.,1^4;3 77
y68
Leone alato 4^4 Rofpo. _
40-1 57- 1^7
3.tt.43P Rondini i^.i'j.
r.^73Ho^*rfi>
Leopardo. .

Lepre. HI 178.480,5 ly.j ly ^


L'iguro. jyj SAlamandta la
»-o» Se hi ratto 4i5>4i«
Locufte.
Lumache, ^'3^8 Scarauaggio. 4101
Lupq. 44.<f<f.iio.iyj.iji-i<S9.4io.439 Scorpione '
}IJ
Lupa li6 Scorpione marino < }7?
Lupai, ceruiero. 37147^ Scilla
r, > >^ ", : ,
.'

:.Mi i ' '


. .'..,.'• Scinola 40,8 tf,.t3 1,148,405,475 H7ì:
MÓntouo .^O..i47-M-r'}87 Serpenti alati 45?
Sefpi li, 33, no, I45,i48,i7i,ic^, zij-
,
.Mufajo. 300
MiifaccKia'^' 8/ izi,ii5,ij7,j 65,166,168,187,284,314
'

Muli. ^ 39Ss 40i»407»4i^4'2'^v43S» 4;2.>45J


N 561

N Ibbio.
Nottola
O
7.3^2.459
54.tyi.5e9.4i3
Sfinge
Spaiauiero
Sttuziói'; ;
38,187,316,460
70 80
211,127,258,578
T
O
Orfo.
Ca.
Orfa.
iip.xjx.47<5
zi 0.167
l0O.^7l>35'9.4<^4-37O
TArtaruca
Tarantola
. ,

^,91,41 f>,ii4.Ji;, 19 7,3^7


287484
P Talpa y»
Taflò 92,. 141, 484
P Aliene.

Paflfèro.
Pantera»
7.11.55.70.1?^
70- 107 156.3 I-'54I
5>i.504.4i4»48o
Tinge augello
Tigre
543
71,183,484,351
Pappagallo. Topi 'ii>,i34
Papero. Z)l Toro n,2tf7,i8o,25tf,4^^i5i9
Pelìcano. ltf.tfl.x50.40/ Tortora 77
Pecchia. 114 V
Pecora. 118.119.314.381.504 VAcca
Pernice . )iS Vcfpe nj
Vipera i4j,atfo,3io,354
Pica. 477
Pico. 131.189 Vitello 175
Pipiftrello 9 147 Volpe 111,178 30Ó
Piralè. 1/4 Vpiipa 347.y<ft
Pela. Vcelli
337 94
Porco Ilj.l4y.ll7'2'j8.3<)a

Fine.

TA-
Tauola dc'Colori conMetalii.
ARgcnto. i6S Negro di fiamme, tane. 2^4.407.
Azzurro,ccruleo.4o.a5iy.i 17
Azzurro ftellato, <».4i7 OKo'i tfi.p^. i<57. 183. 25)j.'
31(5.411.

Bianco. 17.7^.77. i74.3i4'4o8.


473 •477-.. PAuonazzo. 151
^ ^ wnvt^ Perfo.
Bianco macch iato verde rollo. 2^7 S>9
Bianco giallo, 108. 1 8z. nero 408. Penne di Pauone* 24^-
Bianco verde. 3 70*
Porpora. 158.230,51^.425/
Bigio rolTo. 4^-3 37
Bigio. 3^7 RAncio. I38
Beretdno. 110.144.3 70 Rofado. 3 20

Bcrcttino negro, tanè. 10.3^^ Rollo. 74.108.1^9.159.263.2^^.


Bruno. 304 277.1Ey.412.fi4- 4*o- A '
'

Rodo nero. 271. 337. Gialo. 370^


lAngiante. 7.^p.i7J«37o.4o4. Roffo verde. 42. 480
Ceruleo, vedi Azzurro. RofTo azuro 1 00. a fiame 208.
Rubicondo mirto con bianco . 91
Ruggine. 327.258.2(57.318.407
FErro.
Fcrrugginc.
Foglie caduche* 7 TAne. 424
Tanè fcuro. .
275.407
Glalfo. 24^.112.47 3. 45>2 Turchino. 27.408.421.238
Giallicio. 89.300. Turchino a onde. 214.217
Giallolino. 205?. 150. 5x5

VArij. 7.(54.^5.76.8^.3 IO. 41»; '

I N carnato. 317 Verde.i 1.37. 288. 300.4I1.


Verde rofiTo. 42
Verde oro. '
-

292
tionito. 31.301.570 Verde fiorito. 411
Verde fronde. 27;
147 127 0.3 18
N Egro. 3 1.^0.148.171.31^.404
40S.411.435.
Verderame.

I L F IN E.
TAVOLA QVINTA
Di gefti,moti,&pofimre del corpo humano. IO?

Collo con cinta?Z4^- l"ogo


^^^
Crini fparfì, ed erti -43
Bracciarc i;x-.JQ4.337
i;8 Cuore ardente. 40 74. fcoperto 305. T40
Alzar il capo '

/^-^
Alzar le mani i;i Cuore.48 98 99 I7Z. paflato
^.09
panni i iji Cuori due
AppogiarfI fn'l brac Cofcie ignudc 47J
ciò y-3i3-?77-404 D
^'•^
Atto di lotta in com DEnti di ferro
400 Dcftra aperta. 143 ^op^a'! petto 304
pagaia felice. ,

B ferrata. 397 con fuoco J2.7


Dito alzato. ; 1(^9, indice ftefo13^311* .
Acio 3

B
Bocca
Ballare
ferrata 3 4 apertalo. 134. Jir. benda-
orecchio. 179 3
piegato. 304. indice alla
1« morfo. ji5g'^'o^o
mammella»
ta 3.464- ipitan te fumo i43.c'rala(itc 381

fuoco 3 8z con la fchiuma nell'iia fe- Dito di mczo diftefb- ^ J4


conda . fìgillata 464..CQn vn'anelIo464 F
'"'

vomitante. 158 Accia gonfia nell'ira prima ^ ^

F
,.
V**!'
. Braccio fopra l'altare 41 3 dritto ftefo 414 velata. 4 roffa 347 alzata. '38^ 4*^
3 1

fporto innanzi jzy finiilro ftefo con



148 grande ;i9
inanoapcrta. 3^7 armato 34 2,^7 vej;fo Faccic due 109 4-8 42'9 ^^4
j ".'

il petto. 397 ., ,:>", .


. , riccie tre 2.94
; Braccia ignude. 10^ ii9 nS ili ló^fj^ Fronte camola, e grande 13 ìì4
Aperte. i;ì. 337 385- in croce- t4i torbida. 41 fcritta. 1/4 quadra 508
.; quattro. 371 grande. 4i;-;i9
C G
GAmba di legno
C Aminare. 77
Capo chino
in

5 93 4^^

Afcofo-n fafciato iij volto al cielo


punta di piedi.
79 9i i? 3
4^2.
Gambe foctili.
410- 480 fcòpertc.
ignii4e
.
-
61.402,
1 ii> 114
.

47J
i44alato. i7i ili- i-i 4^^-/9 Giacere 5.364
coperto. 130 armato 3^1 inuolto di nc- Ginocchia in terra 2. 47- 3 '>-\-l^l
gro.t7i inghirl.uidato.z6i y^idi fmc- Guancic rafie 554.
raldi,;^^ dipenncdi Fanone. ;(^o raib.
474velato. 133 413 43© anneciato.47o Nginocchioni. 148. 181. iSj 381.
grattato 211 con cappello 2.-3 I Inchinato 6-0

Cespo di Leone. '


J^5
Capelli fpar/ì. 31 118 zyo 313 41; 416 473
511. conferpi i68 J_j Lingua 408 4-0 doppia 15^4. fuor delfa
Capelli mal comperi, 3<9i biondi & ricci bocca. iJ7
164 groflì. neri . ralsbufFati . 311. 41 <5 Lingue éi
d'oro. 1S8 iuuigali. 314. ricorti 4^^ . Lotta ìSa
roffi 46 1 liuolci in sii. 404 vcrfo la fron
"""
M
te. 37^ MAmmelle fpremute ffJ 491

Hiffuti. fpard. canellati. 4ì6 Mammelle fcoperte 406.452


ferpentini. V~l afciutte.pcndenti 143 piene dijattc .

Cecità ^7I ^6t 417


Chioma profuinata, 5c r'cciuta 411 Mano 45";
a nella ta 411 Mani allargate 14 poftc all'orecchie. 14.3".'.
Ci glia inancatc 416 alzate 45,10^.312. 441 giunte46. 714.
5,:i
Tauola delle parti del corpo humano.
congiunreijValté."?» 117 fò'ra légt- ..f iedimtarenati 148 kg?» « 55
nocchia iiS alate 308 ailotc* ioi che f^edi nudi 16 17 98 corti" i33
nr ttjàuo in coufTatio'. 150 \m<^omifì^^^ 'Velali ^^ iiii^i , e ftabilUi i in aito di
i6z hcthixtw^^ * 1 - foitezW 349 zòppi 4U vivsù l%uó
l'altra. i;4 che fi laiiano
380. tentoni. 501 41 y nell'acqua 473 nudialati-47; fopra
Mano deftra fopra, la finiftra •
^
•443 lefpiue474 tremanti lys alari yij. Ical
Maiiofopra il petto. 179 coperta ,,
.1^0 zi 37147447;
aperta con vn'ocehioin me^zo .wfi + io9 di lupo. 133 dicodc-zJ7
Piedi'il 'àquila.

17; al petto Z43 414 454/^4 alla boc- Petto fcoperto. 109 Bianco fcoperto 44i
ca 168 in fcno 41J' Pugno in atto di percoteie 109
Maro , che tiene fuoco 42-4 448 i^7 R.

morricata.4j4 che fomenta il lembo del TI Ifo. ^


- 116 399
la velie- III. 4t>i 00 ftela,edalia,
ferrata, ebaflà ;6^ j7ial!agota.
3
^*03 Jil c jIo" mO :
'
r 1

f7i 31?
Mani appoggiate a'fiaiKhj 118 jo^y-, incate-
S ,
Edere x J 13 4;.. ^3
377 411 509 ;i9
3i 119. 117 271

nate 148 legawt v; r -


.^ :
Jj i Sedere per trauerfo
Maniauatrio •' •-
.aoj „ J7^ Sguardo fieio 89 ali 'indietro !>?45
5-44"

N ' Siiiiftraftefa3 97 fopra'I cuore 412, '

^ÌAfo Aquilino. 470 jo8 337. riiiolto al petto 414 con fuoco 440 fopra vno
^ alTinsù rotondo 313 316 grolTo aratro y6p
Nudità. 18 31 80117 148 i;5i09 ^z9MS Spalle alate 480 491 5^4569 con pcfo 157
ij3 3;5 4;5 4;6 47^ 5^7ii^ i 473 io8 zappa j6i» finiftra ignuda 17
Q 'ipogharfi fé!
O.Cchi bendati . 16 76 é'i izi 14-8 i;i :St^^rs. ili piedi • x<f9 178 47^ 493 ;iy
.. ,

<•
357 lagrimofi- 434 Strangolare , ;' '•
195311
Occhi . ii4iiiV57438 Stomaco fcoperto 11/
Occhi biechi :
' -68 , Succingerfi 37*
.
Occhi alzati al cielo 104^81 381 benaper- T
ti. 406 475 concaiii. 308 grailì
groflì TEfta doppia io8
lucenti 313 337 badi. 11411^ J.54 Teile due 371 413 417 ;27
461 Chiufi guerci. 42-1 4^^ Teftetre
Occhio finiftio 15 7 occhio 408 470 in fron- Treccie fparfe .
il?
te 491 deliro cieco iJ7 V-
Occhio torto 2.<^9 _ rande e g lofio
YEntregt 117158
O rccchieroffe nella fomir.ità. .
. .^ J54 Vifo vevelato 3 177' 42P 450
Orecchie ' '"

iliy 470 coperto con la cappa. 403 pallido. .214


Orecchicd 'afino 35 49; di lepre 214 negro 1^4 voltoalla finiftra- 3^7 riuol-
P ro al cielo. 406' fègnato. 475
PAlpebrefanguinofe 475 Volto allegro,& ridente i.i <f

Petto ignudo 1 6 ferito 4o(f Valore 575


Piede pofato 1/0 Voltare vnfàflo'. 570

Il Fine;

Ta:
Tauola d'ordigni diiierfi , & altre cofe
Artifitiali •

^'fy'io
Cciarifìòì-'-f;
''"'
^gata. *Vj<s:

Ale fu gli homeii


! II. i6 19-13 )i-3o
71. iij- UT.
,r3-3

171. i9i:'Ì7^UitÌ4
loè. 114. tSS.if+
2.52,. 5-77. ixz. 106
407. 4.11;- ^11.. '480
léS.szusfi- 5é4J7;;,In tefta. r73; 2^:2-

311.486.3' piedi. 1(51, 'j'B- iZiV'^^'Kf^Si-


483.359. nella manfiniftra 4'9- fopù^^ita
palla.
Tauola d'ordigni diuerfi.
Coma di jraggio. 4f8 •
f^°> io^i,4i8,43fi+37j4^7j47fT}Ò4,ft9
conio. ì45,ì/4j44Sj4*' + E chi re pietra. - *. x j,^ ^ —
cornucopia, ij", Hjie"!, 177,18^,11/, 13 4 F
ijy, 146, 174. 1751 2-84J i8jj iSp, 508 FAcelIa acccfa ha da dire vn vafo di fuoco.

316, 349,5;2.^?93>J94>4li )4-3 ^ 4-7, 131


4Z4,45i,ji8,y(J4, j-ytf Taccila. 4;. ^J,7i, 105), 115,480,511,5 16
corona d'oro. 3,/7,95,98}i;5'»i/8j2.i}',3o6 F^cel la accertai Sole. 5 77
Corone di più forti. 1 ^ lacellafpenra^ -• - '.'
Va^
corona di~^rie gemme. ^^ Facella accefa. 171
corona di fpiiìe. '' S8 f^I«- Ii,if,3tf,l74,i8i
corona d'alloro. *7J' Faretra. ^3
corona duorri.e niiiraglie. i74>2.*/>2-9^ Fafci confolari. 385,30^
corone militari. Fafcio di verghe. 94.371
cinica di leccio. Fafcio d'armi.
2,J S''-^>5ìè
cinica di quercia. <?4jiJ> 2.8,1 ip
Fafcio di frezze.
94
Obfidionale di Gramigna. xfjZ-S Fafcio di paglia accefo . 63
Trionfale d"oro,e d'alloro. iS Fafcio di canne rotte.
^5
Murale merli d'oro. ly Fafcio di ftromenti. '
106
Cafl:renfe,ebafl:ioni d'oro. aj Fieno. y,j
Naualeroftri d'oro. zj Filo con polizini.
jjj
corone poetiche d'alloro. 43
Filo intrigato. .404
D'£dera,e di mirto. Filatoio di lana. i v;; -

3 12.J
Di quercia. idi F.ftola .
347^^17
corona d'alloro tanto de' poeti quanto de'
guerrieri- 5X4 ^l^g^^^o. 4io,4i;,4<f3
corona d'argento Imperiale. . -a.^! ^'^"^P-: . . 9,154,308,3-9
corona d'Edera di Bacco. folgore, óTnlmini lé, ^7, 7o.8o,i57,ij-8
71 .

corona Imperiale. -305 i59,ior,i;i, 175,40;,; ó'Si'^fc"-"', - '

corona di Narcifo da' Morti. ji 1 Foùtana-


V.
"^ -^
i,
< 'r -
«t,,
' ''

577 ^oi -.i'?*


•''•^>?4/j4°''479 i
u
,
"»Ur .o.3t.n„^^^^^
,

Forbici. .t>fen.
corona di priuilegio. li'y
corona di vari) fiori. f^eno. 151,163,371,411,43
.
7 1,43 ^,437,jjy
corone Ducali- z^t. , 504
corazza.ocorfaletto. KS3>o6,}i6,sji Frezze ò faette. i3,353,iio,i(f3,428, 457
l-ruura conpalledi piombo.
cornetto. 8j n/
coturni. Fucili. ,
.j^_^.j
3f5',f28,;4(?,j66
rraticola- Fuoco. 15, 3<r.6é, 69,74, 8^, IJ2,.
40^ 147,148
ciiuello. i4'j,i 78,1.13 183,10^,1x3,148,169,314,37^,411,04
^
croce. I78>i7?,ii6,3 7 1,404,440 435,440,464,514,551
Crocififlb- -'
iboif Fumo.
J71 ijVijo
crocciole. .\r-.: Fufo.
74 175
D e
DAdo. i^
V_J Galatjte.
Dado di piombo. 409 ,_g
Dardi. Gabbia aperta. j,»
. yi,ai7,xé3,i8;,j;o
Decempeda pertica. Gemini.
i,.- jgg
Defchetto di tre piedi. Gioie. 35, H4, 77> 107, nj, 18*),
.453 308,485
Diadema. Gioielliere
j^^ 3^^
Biamaute; Giogo.
115,136,363 311,510,371.398,475
Girella d. carta.
161,39^,465
Uilciplina- .,, Globo. 14, 170, 204, i6;.,i7;',^^
7,3^0,410
413.417.481. 5lz,;i4,5;7
C Lmoomurione. ij.jj, iiy, ii/, loi
-t- loj.iSj, 261, i2j,
Globo
Grandcne.
cclcftc.
104,105
,/
293, 1^4, i7^, iSo
Gi-imaldcilo
[j^
Gtotu
.TauDlaid'ordigài diueffì.
Grotta. 4^7 N
Guanto. 473
H
Ili ty7ifi9 4ii
HAmì.
Hafta. iJ4i>ri79 2.75 ^7J i78 i88
306 314437453 576
4!orologio. 7 i3 35» 74 140 ifS Jó4)8^
11 406; 45 V J

vf Nccnfiero. ve(ii,Tu ribolo.


«JL Incudine.
Tauola d'ordigni diuerfi.
'
Rupe. '
1 1 ly aSo 4io Striglia. «>4
Rnota da coltelli. loS T
Rnoca.
575
io<f 104 i7f iSy 378 43
;

S
1 yzi/x4
T Alari.
Ta mirti fino.
Tauoha dell'antica legg«.
70

SAccocctagroda. *-i Targa.


Sacthcrto. ;
: t43 44J Tauola imbiaocata. 3*
Saette. 14 ?a 8(? lo^ i6i 4J0 ;io Tazza. 13 949; 97118 4it 4J4 4yi4yj
Sa fio in forma di piede. joo 453 yoi;i3
Scala. lyi 19;
'
Tela di ragno. j Jif
Scctcro . 1/18 68 81 I fi iSS 149 17; 17J Tempo d'HoroIogio. 39 i«x jSf jS^
i8<) 196 311 j i<J3 18 318 444 Tempio in Vmbria. 54^
Scettro con mano ed occhio. /4 Tempi) d'hoiiore, e virtù. 13 r
Con lettera J*. 310 Tenaglia 41
Con occhio. 346 Tefta di Mediifa. 4?o
Scarpello. 539 Tefta di morto. i8
Scarpe di piombo. 1 11 Tiara. ii|
Scarpe di feltro. 1 41^158 Tibia ouer flauto. 8é 4;(J 4A>
Scimitarra. iS7 ^^S Timone, z 14 t;5 i7y iji 50i J6i 363 417
Scoglio. Ì9iSS 1-75 }99 Tirfo. 13 71 4iy
Scoreggiate da grano. 174 To patio. 450
Scudo, ouer rotella. 8? 137 17J ^14 Torcia accefa. Sj 160
Scudo di criflallo» *8 73 Torcia fpenta. 148
Scurcjoueto Accetta. 78 Torre. 96 lis
Sedia. i ;8 171 317 381 4^1- Torrente d'act]ua. 48^
Sfera. 171 216 i6j 3(Jo 4(f4 Triangolo. 4^1
Sferza. 201 457446 Tridente. 70
Sigiilijouer/ignacoli. 4574^5 Trofei. 173
Siringa. 419 Tromba. 7^0171183146417^33
Smiraldi. j6^ Turribolo. 147 350 J83 381 383 414
Socchi. 86 113 559 V
Sole. 57 81 iji i;é 185 Z39 16§ 31440I VAfo con vite. lyS
414481 ;;i ;i3;é; Vafo d'acqua. 104/17
Solfo. 88 Vafodi fuoco. 9; 85- 104 io; 431 Ji7
Spada igmida. 170 Vafo di fuoco ha da due a carte 1 57.
Spada.89 107 Ilo 137 xi^ 45-7 jo<5"3J7 475 Et non facella accefa
J17 vedi anco parazonio • Vafodicriftallo. ij
Specchio- 71851 107 142 172. 183 304 j6o Vela. i;(fi05-56i.
381 4184194(51 4<r9 j 14 jzj yjS Vela gonfia. 571
Specchio vftorio. 3 8;3 87 Velo. 3077 108 J78 134419 430
Spelonca. 184 Venuglio 304
Sperone. 64 140 léo 480 Venti. iJ7 4n486
Spino. 7 Verga. 8y ij8 }97 5*9 56r
Spoglie. Z73 Vetro. .^ .»o8 337

Sponga. ^65 Vezzo di perle. ii8


Staffi Ie,o sferza. i io 1 3 j
Viola ftromento. 358
Statuetta della Vittoria". 173 Vncino. i^-iSS
Stelle. 3 t j9 81 104 1 13 11 j 148 i;8 i6t Vomer€. 393
17418; 173 360368 Z
Stimolo. 4S0489 Effiro. ,
444 44T
^ciiukrti. 5 16 n4 Zappa.
^toccQ. 156 i;8 rèi 314 ;o+ Zoil 81 11(J.A35 4O5 JiT

IL r I N E-
T A V O-
TAVOLA DE PESCI.
A
A Nguilla ^

B
T^VOt-A DE FIDANTE.
^A Fieno. A nj
ALloro. 5.2o.j^48'7^*'Hj Fìnocchietti - *! 471
186.212. 175. 2 j4 566. 4Q,»v Fiori. 12.1^.17.50.^5.71.55.
'
4i7-T^5'5^7^ 98. 108. 218. 412. 411. 491.
^mciranto ,-l; 3.;? iJÌXj|.^,i4^ '
515
jinacampfetote.
'•
m/ 44:4. (3?

anemone» >j^i ,<>n/n.Ì5f-4S^ r^^Hìanda, lj5


-r4/>;?/o i J46. 02 ^ Vi Girafole,ouero £litroph. y 20. 5 3 j
^J(^e«rw.^,8^5 - tojt4.44^'4?^: Ginepro, ouhfn qO' 51^.5.72
^jparagi, cK^tlo'iipJÉ oiaefira : » 2.285
^ w!;^^: /, , s; u G%^/9 ^' 49. 5o;5i.49 1,491
BAmhgio in Sicilia . 18 f Giuggiolo * ' 5 1 p
Mtraggine, ---n i^j^^ rp' Grano > ^^ ; 1^501^489^92:
C .*:;>! -^ i. Granati' 2. 16.5)5*^6. 57
<>5.208.25 2.2<Jl, 2^4" // -

C>^««4.
379. T" 'TElicbrifio fior gialloie lucide*
'
f41'
Canna paluHre, I55i JT! j v-
Cannamele 285 7

Cauoio. 14 A
Cee/ro. 2. 357: Z.
OVw^tf 208 T JguSìri, .III
Cinnamomo. 7^ L Z/«o. .jlop.rt.? 292
230
Cipreffo, :;, i.^0.144.^ Lupini. : . >

Climene, fol superi. 238


CondriUo. 138 y^/
Cotogno. J20 ^4^
\yr''s'^<^
£ JSry -Mandorlo 141.218
EDfy*. 2.1^,39.7(^.211.2^0.. ^jyfo 2.14.18.4^.108. 472' y45
3y5.40p.521 -^ i Moroceìfa^l 141
£/cio * 468 Mortella 1^.^0.95.315.411
Endofta cannamele. 301 Mufco. S^S
Erìngion. 510 iV
^ww. 316 XT-^>'f//ò 21 «5 10
f iwN Noccioli di perftche . 24^
F^«<J 290.34^ O
FagìucU 290 V^ 99. 108. 119. if4. 163. 172
Ff/ce 161.379 114. 228. 230. 24<J. 320. 314
Taiiola de Piante
3l^'35>3.594'15>4»4o^-4i<J Ruhbia,
olmo. Ruta 61 76.1 ;7
Ornello . S
Ornitogah, 218 Suirdonìa 301
Orìgano, SeiliayO fquilla,

Ortica' 318 Selinotropio .


f 2a
P 541
Sempreuiuo 244.575
Pampini 12.116. 247. 28^. 506 Senape I7f
Papauero 172.215.220.247.156 Spino. 7.88 98.214.
365.38J. 5p?^^e II.
290
Perfico .

Pia»; e v^r/f 12.4i?2


Pino» 8.290
f
Pioppo 47^-545
Platano 4iy. 261.448
Pflm» 448.46^
Pruni 247
Puleggia 138

QVercìa, 3. 63. 8j. i ip.2<?5. 421


480.56^. 571
R
ROfi li. 14. i8.45.<?(J.ioS
160,1% 6.4(1^. ^66. ^6^
RouQ 250
Tauolade gP Autori citati.
A ri {tofane X14 126 txt 42'Q'44^,
ChJlle Bocchio- ;o8 Anftotele.^5 S^i^ii 38 37 384041 x^ 59 <£(

Achille Stacio. 388 82848591 100 103 126 131 155 17*^177
Adone. 181 }}9 19S '97 170 »73 1^3 308 310 317^18
344 320 5^6 3/7 387 395 399 42J 418 4^6
Adagi j. ^ 4iJ 14 453 468 476485 49i 498 513 5*o n^
17 128 141 i^7t6i 5 SI Sii 570 5a5 58<
x^-j Ì.60 }z6 Jjp Aroigio. 565
547 37S 4^^-^9^ A^rnobio. 5 14
/3^J40 Arriano. J05
Adamaiitio. Iji Artemtdoro. 25:4
Adrian Turncbo. 119 117 iéia4f 340 344 AfconioPediano. ijo 494
J76398 S. Atanafib. 179
Agapeto. 196 Atheneo 6 14 27 2J5 2^3 289 J02 Jj6 327
.

S. Agoftino. Si) i8 31 40 45 46^} ii(f 178 3 (J; 386 412 433 456 477 483 486 495
iSejpzijy 156 i5>7 142- 347 383 395 4J* AuJo GcJlio . 2j 29 4468 121 141 177 191
4é[3 48;4P7 Ji»;i8 jzf ;37 2-H 3 i7 470471 497530
Alberto. 177 Auicenna. 913583^4
"
Alceo. i;p ni 57i Aurelio Opilio 530
Alciato. 7 19 21 43 90 9« 99 Hi 1 '8 iiy Aufonio. 4 58 6/ 141 145 io8 314 35^4 179
183 io6 izi 117 148 ZJ7 x(J9 J04 546 4044x6
3;8 4Ì4' 4<JM7i J08 ^yi 5^1 B
AldoManiitio. i5i J13 BAcchilidc, fjf7
AJc/Iàndroab Alcflàndro. jiiiéx 1184^4 Monfègnor Baibcrino hora Cardinale.
498 4Ì171
Aleflàndro Afrodifco. 1/ ^f Baronie Cardinale. 18 ixx
AlcfTandro Guarino. J44 Bartolomeo Anglico. 59 81 102 117 137 41/
Ambrogio. 9 49 80 loi
S. 178 13} i«f5 383 426435 J2(S583
393415 yy;n7 5. Bafilio. 85 105
Ammiano. 477 49 Bembo. JJ 351 386 39/
A moli Profera. 89104 Berofo. 27; 177
Anacrcontc. 114 5 548
<5^o Beroaldo. 285
-«41 165
Angelo Politiano. 140 j 47 S. Bernardo. 6 103 I/7 134 178 198 246
An^uillara. 96x60162 19J 213146 i;7i83
Antipatro. 59 Bernardin Roca. 54 50?
Antiftene. Biante- 103
5
Antonio Capellini. ti6 Biondo. 176180291307
Antonio TiJefio. Boccaccio. <f5é6 ^7 7071 72 113 188 209
Antonio Vngaro. 54 ;f 235237138 i^7 36S 3^^370371410
Sant'Anfclmo. 46; 483 490
L'Apoftoio. 49 14531; 347417498 Eoetio- 1519019119^110147
Apocalipfè. 459 586
17.? B rifl'onio. 1 456 483
43
Apollodoro. 81357 399 Budeo 339/17
Apollonio Rhodio. 283 37<s
Appiano.
Apuleio. 6<i 66 212 389 476 516
Fra Arcangelo Vercelli.
^• - 178
489
C Accano Cardinale.
Cai o Pedone»
Callimco.
146
118
551
Ariofto. 14 loj U7 141 210 2itf 223 ijs Canone. 4/
3783873^6489488 Cantica. 74 5<»»
Arilhdc. 142 157 21 tf Cardano. 34}
Cario
Tauola de gl'Autori citati.
Carlo SccfanO' S M7 Domenico Ancaiano '

Doni. 104 "3


1 7 408 4 7 6 46 8
Caftsrc Durante. 377 i.i<S

Caflìodoro. 5+3 34^37; 5«3 396


E
Ecidio Cardinale. loj 196
Catone . 17 j 191 46(^47;
Catullo. 3
"Eliano. 79 124117 2JO 3 7'^ 3/^ 39^
Catullo. li 2Z 75 7<^ H; i83 446483
Canal cante. Eliodoro 771
Emilio Probo. 5o6
Ccfarc.
III Empedocle. ^^o
Cefare caporale
Celio Rodigino. T<fz 5874^7470485 Ennio. 50^/13 5S5
Epiteto. 12.7
Cheiomcne Tragico. 487
Erafto. 2^3
Chi Ione Lacederooniete. i a 5

Chrifto. N.S. II 3 3 4; 48 49 fo i So 178 Efaia. 73778?


131 Joy 371 385 406 4<J7 481 50^ J18 Efchilo. 4^7 776 777
Chriftoforo Landino. i;4i5i9j2X Efdiine. J9677S
Ciccrone.4 7 9 1144 47 67 119 12.4 lij Ji6 Efdra. 777
140 17J l8j 184 i8j IS<^ 191 i4T 148 Efopo. 22 42 461?
ijé i6j 168 277 288 ii>6 401 414 4io Enitatio. 4447313
Eutimio. 2/3 347
416 43 3 443 458 4^3 4^9 4S0 49^598
S. Cipriano. 148 i-f>}
Eutropio. 497498
Cino da Piftoia. }88 Euripide . 27,27 X76 37* 43^ 446 702 50J
Clemente Aleflàndrino • 4^ 7 71^747 J83
Clauio. 81 Erodo. 134 497
Ezechiellc 9 318 345
Claudiano 1641 78^7161157186183;
.

1x6 147 306 57 6588 595 E


Claudio Paradino. i4<?3o8 59i FAuorino. 471
Faufto Rughefe 247
Codice Thcodofiano. 347
Ferrante Gonxales. 3 7>
Collennuccio, 177
ColumcUa. Fefto Pompeo. 30^7 68 121 431 42^ 435
7 3
Commentatore d'Apollonio. 3S7 468 708 746 785
Filemone Comico. 427
Concilio di Trento. 4+^
Filippo Alberti. 1 1 f
Copctta. 14 770
Filone hebreo. 73 r
Cornelio Gallo. 460
Cornifìtio Poeta. 718
Filoftrato.i t7 no 121 128 4104384^8 773
Cratc. 714318 779 7«3 57^
Focilide. 77
Crifippo. 130
Fortuno. 6j 70 36^^
D Francefco Barberini. 117
DAuid. 69 13 4<f 50 (?i lOii IU133 «74 Francefco Conano. 717
171 78517 34737'5578389 Francefco Mauro . 281282
Dante Poeta. 314171 114119377 404 414 Francefco Berlinghieri. 297
474 704 714716 Francefco Bonauentnra. 361
Daniel. 49 Fulgentio. 178
Demetrio AJabaldo- 543 Fuliiio Mariotelli. 173
Democrito. 17 97 711 Fuluio Orflni. 2,77 573 3^t
Demetrio Alicarnafleo. 487 Fu tu rio Comico. 66
Demofthene. 24 lot 506 ftfi G
Diodoro. 70173301471483 Z*^ Aleno.
Diogene, i^o vJT Gafpir Murtola-
Diogene Laertio. 7 101 131 178 195 448 4(53
Dione. 3 29 5 44 41^4

Dionifìo Certofino. 317


Dionifìo Alicanuflèo. 111 174178
Diofcoride. 4*^2516^77 447 4<^6 483
Tauola de gì' Autori citati.
Gkuanm Boterò. no 177 J-81 jyj 41; 413 4^7 47^ "••pr/
S.Gio.eiiiiibftomo. 61. 88 ^48 53; i}^ Horatio.3 4; 14 n
3941 66 7; 8) lOJ 130
S. Gio.CJimaco. S3}f ijj i;2. 198 114 216 137 147 25S 268
Giouaiiiu della cafa. ^^7 ^79 3.^èin J74 38f 59141041^445
GiouanniBiioiidclmontc. 7^ +"? 476 489 fo7 ;ió ;38
Gio. Battifta Eguacio. J°9 Hoiatio Rinaldi ^' ?^
Gio. BatciftaGropio. ì^~ H agone. I
'
547
Gio. Battifta Giraldi. M» 5. T Acomo. ;i 178 178^37
Gio. Battifta Guarim. ^J , Jllacomo Sannazaro. 5483 106
Gio. Battifta Rinaldi. ;7+ E. Igiiatio Danti Velcouo d'Altari', ii 71
Gio. Battifta Pio. 37^^! 71 i6t I06 2>iO

Gio. Maria Cataneo 2-76 Innoccntio. ^97


Gio Ruelio. Ì2-5 7S Infctittioni Romane. ;4 161 18/ 193 312
Gio. Sacrobofco. 1 61 48 (S lob. III_J78^.;9
Gio fcolaftico- i;i Kaia. ,
jo, ,

Gio. ZaiattinoCaftellini 15 J} 119 no i?o Ifacio. ^^'_


,
36
3i7 37i38i44;4n ;^4;4? Ifid«ro. 5471 84 136 437fXÌ|3 IÌ»7 109 14?
Gio Zouara. 3^7 2865?; 366420 Vrs'g^.-
Giofeffo. 74 Ifidoro Ruberei. 75 -90
'"
'
Giorgio Vafari. Ji Ifocrate. y;7
Giordano Monaco. 12.3 L
Girolamo Maffci 170 LAmpridio. J49
Girolamo Gigli. i;3 Lapo. IO
S. Girolamo.448 148 194 370 40J 431 46; fi rmiano
Lattai) tio . 444470471 fijji6
F.Leandro Alberti 300
Gifniondo Santi. 135- Leone X. 372
Giudici J07 Legge. 83 106 i<jj-

Giulio Capitolino. 117 J99 i^o yoójzj Lenitico. 345


Giulio Camillo. 114 434 Libunio. J44
Giulio Frontino. J06 /07 T.Liuio.iii 232 177 ^i>^ 307 344 458;30
Giulio obfequente. J03 H3 US
Giuftiiio. 509 S.Luca. 142 381
Giuuenale. 411816134^^47410 Lucano. 9i» 236.238 194546 38J
G'ufto lipfio. il 18 4<Jj Luciano 27 104 1
. 26 174 i94 1^6 3 3; 4;8
Gualthero. ìz6 463 492/2; 541
Granata- yj"» M
S. Gregorio 13 41 77 103 180393 413 456 MAcrobio. 104174 192 i74 3<^9 477
483 ' 520|<^j ;7;
,

-S. GiegorioNazianzeno. 193 410 444 Magone. 56


H Manli o- ijy 499

H Eliodoro.
Hermogene.
Hermolao Barbaro. 4io/o7
Ì48
i

5'o8
Marc'AntonioCataldi.
Marciano capei la.
Mnria Vergine.
915160
70
47 jo
Hcrodiano 60 Marciale 4 ;3 i ii 161 2*3 238 xji» 268 3 46
Heiodoco. 46 5-3 8^ 14; 108 146 383 55i4i44i843t4;246i
Hokchio-Gierofolimitano- i ^4 Martin Cromerò. 177
Htlìodo 81 lyj 160 19; i47
. 3.^6 383 409 Marcio Milefio. 417 -

418458495 MarHlio ricino. 586 387 388 3 8p 42


Hettor Piutor. 131 S- M3tteo.4y i;4 133 161 320 343 i76 391
H ere ole. 26 Mattiolo. 7^28830134(374
Hippocrate. 91 183 Medaglie 2 4 11 14 67 81 83 94 9S l'^ 1 j8
.

Holcot Panfienfe. 178 ido Idi i(J9 171 172 177 182 203 188
Hc)nìeio.27 29 4469 97 loi lo* iiy ij8 2oy 23J 241 263 298 ìifì'^ì 367^68
13; IVO i58 289 316 336 3;7 386 )^} 590 411 415" 417 418 4i44^Vo 45 J 460
437
Tàvola de grÀutbri citati.
487498 511 yionj 5;iié;57i S74 161 171 174 i?; 18; 103 107 148 ìTo
Meiiandro. joi j;6 ZJ3 i6z i6j 311 3i<? 318 321 551 54J
Metodico. 312- 3j6 368 371 38158P 3ì;; 411 411 43 z.
Mercurio Trismegiflo. i^'ó 436 448 46; 4<J7 47i 486 4y6 510 ;i8
Menila. } 531 TJ5 ;38HMJI 5«iJ^3 572"
Michiel Angelo Buonaroti. I^P S7^ Pindaro. 315»i;^499 HP JH
léi Pio fecondo. i-8 $70573
Mincrmìo.
Mnefimaco. 2-4} Pitagora. f 8 180311 nj
Modeftino. 5°^ Platina. 95
Moncemagno» 4-8 <? Platone. i^JJ S^ loi 103 151 i4<5iiZ'
3 s

Mufèo. 86 J18 338 j;6'384 392'4i6 4^7


Miifonio. 503 Plauto, ij 15 86 15; 137 5^7 35>94iO 438
N 448 469
NAtal Cornice. 1 3éf Plinio- 4 6J3 5'4y9 84il7ii4ii8iipU7
Natta Pinaiio. ii; 138 141 i/y i5ii8i 187 177 230 ijp
Nauarià. 116 ij8 159 240 248 178 191 306 309 3 I J
NiimachioGrego Poeta. /12. 32« 343 362.3^7 368 371 37; 377 38y
Nicandro. 3 398 410 431 4;6 471 48; 488 493 Si^
Niccforo. 154200 /li ;i8 ;3754i ;48;;i yJS 570 S7S
Nicolò Perotto. 2-i>j/ Plinio luniore. /y 83 104.
O Plutarco. 6 14 21 28 19 j4 6^0 70 81 lor
OCcone. 142.17 i7J5n KJ Ilo 117 119 140 iji 161 199 116 iji
Orfeo. 114564588 3^1 371 37; 388 391 396 415 4IJ 419
Origene. 397 4Ti 4J949I ;i2.;ì3 ;4; f J6 J55 574
Or© Apolline. 9 79 171 1301^0340581 Polibio'. 191 3 or
40^411506 yi^ Polidoro Virgilio. 342 joj
Orontio Fineo. 387 Polieno. joj 532
Ouidio. I 3 171744^1 f4 6é 70 71 71 77 Polluce. i6fc
79 85 89 101 151 isS 167 174 1S8 131 Pontano. 138311
Zi6 1J7 159 140 141 16} 186 3163 rS Probo- 117 115» 187 192
358 551 368 593 401 414 4^6483 4i'2' Profeta. /31 i8f ^43 ij6 348
510 j3i;4^J/i5H Propertio. 3 11 280182315

P Prouerbij- 7 ^3 l'^o 171 37+581 596410


PAnuino. 161 175' ;i3 451452-4^; 481 J16
Paulo- 1642 4; 7; 76 778 175» 183 Prudentio- 6j
178 198 40Ó 451 4^1483 jio Publio Plinio. 446 J 10
'j^aulo Diacono.
Paulo Giurifconfu Ito.
194
jo6 Q, Vadrigario.
. ^ ^30
Papiano. j(j Quintiliano. 3 444471 ;i3 ^4^
iPaufìana. 3^ 68 zìi 3603^9 J74 35>3 4ii Q^Curtio. 10
Ja4J47 5J2.583 R
Perenio. 81 4J7 RAfael Valaterànno. ^07
Perdo. 89 198 287 191 Rufcello. 6i2;0 4oy4O7
iPetrarca J 4 10 17 5 1 41 /4 68 73 94
. 103 Rutilio. 300
i
109 114 13 I ijo 1(^9 190 14J 168 i8y S
1^4 347 3;<J58S 460 48(J 487 488 4P1 Abellico. 118130246325568392
I

'
jn^ij J4ì;^i f6;;(r8i7l.';74;76 S Saffo. j S J
Petronio. 41 86 Salamoile . 38 94451 4^7 4^3 49/ 5 18
'A. Pietro'. 50 ;4/ Saluftio. 94 y6^
Pietro Raz7ano» a8y Santa Chiefa. ^
17S
Pietro Vittorio. li; Scaligero- 486 128 Itfr246'i83
Pier Leon Caflella. 94406
^-.^ Scuola Salermitana. 90 9 1 9^9$
•Pierio.j 47917 5» 3) 42- J2. 61 6i(f} 7780 Scrittura facra 4| JO95 110 146 18; ij<f
.

?l SX4 U8 ij6 iji i;i iji 14^ xjj 2j8 275 284) 1631; 38; 418 42-3 476
f Scba-
Tauola de gf Autori citafi.
SebaftianoErizzo. s>f 171 17} 10; 4*'? 4^9 378381 J9J418463 484
Selnaggio Accademico occulto. 15^ Theocrito. 2;; a6o 4i0 47f 4S053.J
Semp ionio. ^7f Tlìimeo. 174301
Seneca . 17 42- éj 69 85 9° 94 loj
6 16 ij Tiraquello. 515 5^7 571
ii>i 192 1.9; 197 198 199 iiP 2.3;
2.76 Tribullo . 3607177117163346381
542. 5^9 38tf 410 41T 4j8 457 J73 ;«4 Tobia. II
516-534 S.Thomafo. 5151636 4077 109 iji 141
Sennuccio. 4 ^5S 174 i7S lof 117 133 154143 147
Sereno. 472-fi<f 31031J }i8 345 Ì79 383 397 439440
SeftoPironefc. i^S 491
Sidonio- ^''2. Thomafo Garzoni. 14*
Sigonio. 2.5'^Ji5 Torquato TaflTo- 185 115 4®4 548
Silio Italico. 13^1372.41 iSizSitpj 316 Toftato. 460
335558 Trifon grammatico ^1
Simonide. 1^3 57° Trogo. 177 301
Sifto Papa V. 2.9*- V
Smetio. $5 161 176187 I. "XT Alerio Diodati. 49
Socrate. 2-^ V Valerio Mafllmo. 373 41550751J
Sofocle. 13146; 5.^/71
Solino. 317x415573 Varrone. 18 140 281 307576413417 5^i
Solone. 311465 SAI
Sofifane. 535 Vegetio. 344 345
Sotade Poeta Greco. 345 347 Vellio Patercolo. i ip 3 1

Spaparato Accademico Filomatc ^7 Vida. 85


Starlo. 671552-36137139141356585 Vicenzo della porta. 3/8
Stefano. 348 Virgil'o.j 3031 58344451 58^7 «9707^
Stefano Durante. 180 141117 i;j 161 174186187 103 III
Stobeo. 140505 ii4 183 né 131 234 258 241 174 185
Stoici. 5 292,311345 348 551 359 364377 39tf
Strabene. 17<? 178 181 189 190 t99H^ ìS^ 41641; 44S 4^3 4^1 465 471 485 510
Suetonio.iiP in
118 16/319 344 410 438 518 5X6 ;3i ;4i s\6 SSl 5^3 5^5 57i
. 466503 511 513 536 541 548 551 5^7 573 S7^
574 Vitriiuio. J3 139 340
Suida.14 loiliS ijiiSi 3743.91 437 4<?3 Vopifco. 110282.
4^551^548 X
T XEnarcp. 86
TAciro. lOj 117 119 506 537 5*^5 Xeuophonte. I5»7 390^8 571
Tadeo Donnola. 16
Talete.
Terentio.
Tertulliano.
8 5P 1 53
iii55
^55 3^3 591 43 5 574
I4 43i
Z E none-
Enodoto.
Zerobabel.
101 143 264368
I0&
5 3i
Teitore. 161 ^8,j Zeufi. 148
Thon ai. 15415/ Zezae. y5i
Thcofrafto.;^ 141 138 153 18^ 3 14 3aj 34*

IL FINE.
IN-
Indice delle MEDAGLIE Antiche
citate nell'opera^.
Coiifoli & altri Magiftrati con Eternità •
171
L. Allicno.' con Virtù.
con Nettuno & Sicilia. 505 Nerua co la Concordia degl'ElTe rciti.94.p;
QjCccilio Metello Pio. con la Tutela d'Italia. <J37
con l'Africa- con la Palma. III
Ce dio con l'Africa. Traiano con l'Eternità. 171
Paulo Emilio Lepido • Pietà. co'l fiume Tigre. 188
Eppio con l'Africa. co'l fiume Danubio. 188
Cn.Lentiilo Marcellino con Sicilia. con la Pace. 39X
C Mamilio Limetano. conia Virtù.
con Vliflè. 53; •J39 Co'l Bon'Euento. 317
con Mercurio. co'l Genio. ZI7
Mutio Cordo con Italia, e Roma. Hadrianocon Hilarità. 14
Nerbano con Africa. con Natura. 3<Si.
Sefto Pompeo con Scilla con Speranza. 4j>t.
Pomponio con le Muic. con Eternità. J71
con le Mufè. con Italia. 175-;
L. Volteio Strabone. con Roma. 17X
con Eurepa. 3 SO con Adottionc.
Città. con la Fortuna aurea.
Athene con la Ciuetta- 401 conl'Afia. 351
! Imperatori, & donne loro. con l'Africa. , 3^3
Ottauiano Augufto. con la Gloria deTrencipi*
co'l Granchio, & Farfalla. 141 con la Giuftitia.
con la Pace 3S'3 Sabina con la Pudicicia. 431
con la Sicilia. 303 Antinoo con Mercurio. 171
Con la Vittoria. S7^ Antonino Pio con Annona .

Tiberio con la Pietà. 414 con Pietà. 414-415


Claudio con la Pace. 395 con Tranquillità. 14
con la Speranza. 491 con Fortuna pacifica. aoy
Nerone con la Salute. 4;z conMaeftà regia,
con la Supplicatione. jip con Religione 43P
Galba con la Pace. 3^5 cori Salute.
45Ì
con la Virtù. J67 con Gioue. 67
Othone con la Sicurtà. 47; con Indulgentia.
Vitellio con l'Honore. i3J con Colonna. ;i3
con Clemenz3,o Moderationc 83 con Italia. 173
Vefpaiiano con la Pace, con Sicilia. 305.
conia Vittoria Naiiale. co'l Genio.
217
con la Vittoria. 576 conlaGiufiiria. ilj
con la Tutela. 611 con Tranquillità.
T. Vefpafiano con Delfino, & Ancora. 141 con THonore. i5J
con Italia . i73 Fauftina con l'Eternità. 169
con Vittoria 576 M. Aurelio co'l Genio. il7
con Eternità. 170 Pauflina con rHiiantà. 14
con Pace. con Concordia,
la
95
con Prouidenza. 417 con Fecondità.
la 178
Domitiano con canali© Pcgafe©, 173 L.Veroconla Virtù. 566
con Vittoria 57^ €011 la Vittoria
f 7. con
conia Coronaci Pino. *i3 Gordtauo con Agricoltura li
Commodo con Terra ftabile. i58 con Secu rezza 47;
con Italia. 2.7J con Gioue. 67
Heluio Perrinace con Proiiidenza. 42-7 conia Virtù, J68
Settimio Seuero con ludulgentia- Si-aji con l'Equità, 161
con Afiica. 3JJ con Indulgenti»
con Victoria. 57^ Pupieno co laConcordia delli Imperatori.^f
Albico Cefare con rEcernità. 171 Balbino con la Prouidenza. 417
GiiiliaPia con Lecitia. ^4 Filippo con Roma eterna. i7f
con H
ilarità. _ 14 con la Pace. }9J
Antonino Caracalla con le ftagioni del- Marcia Otacilla Seueracon la Pudicitia, 43 1
l'anno . /ol Herennia con la Pudicitia. 43
Piantina conia Fede. 181 Gallieno con la Virtù. J67
Antonino Geta con Fortuna bona- aoj M.Ca/Tio Latieno con la Salute 4f r
con la Nobiltà. 368 Floriano con la Prouidenza 417
con la Virtù. j6 8 Piobo con la Prouidenza. 417
Macrino con la Sicurezza. 47 con la Salute 4ji
Antonino Eliogabalo con la Libertà- 311 . . . co'l Genio ' 11 j
Aleil'andro Seuero con la Giuftitia. 223 , . . con la Fortezza d'animo, & di
con la Prouidenza dell'Annona.
477 corpo. zoj
con la Virtù. s^7
Giulia Maraea con Giunone confcruatricc 4 Medaglie moderne •

con Fecondità. 177 Papa Paolo III. co'l Camaleonte, 8c


con Felicità pnblica. 182, Delfino. /41
Maflìmino con Prouidentia. 417 CofìmoMediciconlaTartaruca,& Vela- 141
co'l Genio. 217 Cefare Ripa, con rAi-nandoIa,& Moro
con la Virtù. jé8 Celfo.. 141

IL FINE.
INSCRITTIONI ANTICHE,
citate nell'opera-j.

Di Anida Faltonia Proba 17^ Di Giunio Primigenio. 5y


DiSeftoAtufio. iS6 Di Q^Lollio. y y
Di Aurclia Rufìna. 584 Di Maria Polla. 584
Di Calpurnia Homea. 5 j Di T. Stati io.
1 345
Di Cefio Equi dico. ^71 Di L.Valerio Pudente. i5i
Di Follìa Gnoma. 611 Di P. Vettio Sabino. 6t i
Della Fortuna obfdqucntc lo f
DiGiuuentiaEutichia. yii INSCRITTIONI
Di Giulio Pomponio Pudente. Moderne

Di C. Giulio Hermecc. 343 D'Aleflandro Farncfe • f iJ


Di Giulio Satiro. 2iy Di Marc' Anton 10 Colonna, y 1
Del Genio. zi6 Di Clemente Ottauo. dii
Di Lufia Glafìra. 55 Di Gio. Francefco Aldobrandino..
Di^lauio Grifogonor ^5 3M
Correttione degrErrori importanti
cai. i5f. 3. Nec relhis. car. ntl fecondo, fafcia.
jé.exciilit. nel terzo, noftra:.
jz adHudiura. nel fefto, pereanr.

391 4j.poins. J91. i7.coiicupifcenṭeiicbuIam.


45.nares. ip'.aceendit
401 neir£pigramma)nil minira. 593. 4. primo Eft.quidquii.c gefl'eris

471 lé-prope- 596. b. 7.vfns.


ly.multiim. 5 pS.b.joimmii tante.
471 .h- i ^ -cxnendo- 5Pp.a. ^.Hipocratc.
480 44.{olitariiis. b. dedieb.
488. 8. due mezzi vcrfi hanno ad ef- feptenatiiis.
fe re vnfolo, 13 diem.
494. antep. momordit. if.Cynthia.
b.i7-Saloiiino. ^01. a. é.viftotiam.
a.i4«fc^À£'kj./ai'. 61 1. a. & dicicr.
antepenult
Sl7- 37.forrnidine. huìiifmodimeticu 6:3.3. i.vniuerfa.
los fc rupulos mine appellar, 6i6. nella figura DEFICIT SPECTA

- -J^^ a. z.reijce. priufquam. TOREM HABET.


i
b- li-crebra. 619. ii;fa(5tapalam.
. b.4i.ipfìs. £17. 30.IN PERFECTO.&coIs'
49. dilarari. 618. b.i.
' .'
. yi.colligete. 611. 3 6.difcriminei
^ 40.VÌS
J47 53.18 Ceftoiì.
'
'

;49 . 47.Lep11f1.los 4i.nun>ina. -^ '

b-56.difcin»Siis. éiz.b-6.filio. '

3-38 lyngcn. lóhac.


•b. ly.foiioras. 11, preclari.
KJ.prcmir. 6i6- 16 flu^us.
J54 b.iSDYSOPlA. 53. Capitoli.

/J6 .b.49.de fìlia abfens,3C libello [per] jé.facra.


vuol effer corfuio • éi8. 13.de fiirfum.
f70. . 14. la vita*è 6} 6. 7.ÌUS.
b.i6.1oiiga. 34.pofcerentur.
574.,b.37 I^IOMEDES 637. a.4ó.ièfrum<iue.
ARTEMIDI. 6}S- i4.Ducebatque.
5PO 47 .anima:. 6^0. id. torrida.
b-3inel primo vcrfomaca vna vo
ce,& fi ferina <:oma:q;
Qucfta figura della Perfècutione aeue

andare a Carte 407.

%
Quefta figura deH'Vtilità deue andare
a Carte 480

c£A9 *£9^ ^£3* fcap cjS eigar» «*a* *C3«


ABONDANZA

DONNA gratiora ,

bella ghirlanda di vaghi fiori


che hauendo d'vua
cima la
verdeggiar della campagna moflri fertile pro-
duttione & l'ingialirc , la maturatione delle
;

frontCj & veftimetuo di color verde, ricama-


il biade, & dei frutti, che fanno l'abondanza .
to d'oro, coi) la dertra mano tenga il corno del Il corno della douitia per ia fauola della Ca

ladouitia pieno di molti &


diiierfi frutti, vnc, pia Amaltea , raccontata da Hermogene nel
©liue,& altri ; & col fuiirtro braccio ftringa lib. della Fn'gia.fi come referifce Natale Comi

vn fàfcio di fpighe di grano,di migIio,panico, te nel 7. libro delle fueMeteologiealcap. 1. di

lcgumi,& fomi^lianti, dal qualeu vederanno Acheloo , &: perquelloche Ouidio ferine del
Ciolte di dette fpighe vfcite cadere , & fparfe detto Acheloo fotto figura di Toro, nel lib.9.
anco per terra delle Trasformationi , e manifef1:o fegno dell*
Bella, & gratiofà fi debbe dipingere l'Abon- abondanza , dicendo così
danza, fi come cofà biiona,& defiderata da eia Naiadeshoc pomii,(^ fioris odore repletum
icheduncqiianto brutta,& abomineuole è ri- Sacramntt dinesq^ meo hona copia corna eft-
putata la careftia, che di quella è contraria. Et percheìl'Abondanza fi dice Copia, per mo
Ha la ghirlanda de'fìori , percioche fono i ftrarla la rapprefentiamo che con il braccio ^\'

fiori dei frutti che fanno l'Abondanza raelTa- niftro habbia , come il deftro la Tua carica , &
gieri,& autori; pofibno ancofìgnificarel'alle d'auantaggiojefiendo che parte di quelle fpighe
grczza,& le delitiedi quella vere compagne fi,fpargono per terra
Il color verde,& i fregi dell'oro del fuo ve- In prifcriptam Abmdmti&jignYam, Domi-
Aijnento,fo«o colori propri) eilèndo che il bel nicHi Ancata n fa •

A JJ^ice
2. Iconcìo^id di 'i-^ci. h ipa.
-^ipicc ter,ayu!?ifi.tu£niis v/idiq^ campos dalla medaglia di Antonino Pio,con lettere che
Mnltiplici cjmplet mejfe benigna Ceres > dicono:ANNONA AVG.COS.IIII.&S.C.
Tomorum vario curuanturpondererfi>77Ì Abondan{a Mariti/na .

Ef bromi j vitis plenn liquore rubet .


CErere fi rapprefenta con le (pighe nella de-
Cerne boi} pecndii'mq. greges bine laBem hnrnpf, ftra la prora d'vna na-
maiiOjftcfàfòpra
Hiv e pingui fudcint vimina vin£ÌA lacur, ne, &a vna mifura di grano con
piedi vi Cirà
Sylu a feroi nutrii producunt aquora fi/ce s t
, le Ipighe dentrojcome l'altra di fopra •

Aeriti campii U/a vagatitr auis . : .


Abondan{a Maritima •
i."
^Inid iam depofcas proprios m off alti in v'JUì' DOnna che con la deftra mano tiene vn ti-
Nec CAlum quicquam nec (ibi terra negat»
, mone, & con la fi niftra le fpighe .

AbondanXji
AbondanXjt •
DOnna c©n la ghirlanda di Tpighe di grano>
DOiina in piedi, vcftita d'oro , con le brac- nella deftra mano vn mazzo di canape ,
tenendo J'vna , e l'altra mano
cia aperre, coi foglie,& con la finiftra il corno della do-
le
fbpra alcuni ce;loiii di fpighe digraiio jiqiiali uitia,& vn ramo di gineftra, fopra dei quale fa»
ftanuodaJle bande di detta Rgina , &
è canata ranno molte boccette di fcta .

A C A D E M I A.

DOnna ve(lita di cangiante, d'afpetto,& di nella man finiftra hauerà vna ghirlanda te/Tiita
età virile, coronata d'oio, nella man de-
d'AlIoro.Hedera, Mirto , dalla medefima ma»
ftra terrà .vna lima, intorno al cui manico
vi no, pendino vn paio di pomi granati , federa in
fiafcritto DETRAHIT ATQVE POLIT, ìh vna fcdia fregiata di foglianiije frutti di Ce-
dro,
Pa^te Prieaa^; 1 r'%'^
3
dro.CJipreng, e Q|iercia, com'apco rami d'O- mata dicuntur expoUta • La ghulaiìda fi

liua*in quella parte oiie fi appoggia il bombi- tcffed'Alloro, Hedera, e Mirto , perche fono
to, luogo più proflìmo alla figura . Starà in tutte tre piante poetiche per le varie fpetie di
',

mezzo d'vn cortileombrofb, luogo bofcarcc- poefiajche ne l'Academie fionfcono,impercio-


ciò di villa jalli piedi hauerà buona quantità che il è pertinente al Poeta melico amo-
Mirto
di libri,tra quali rifìeda vn Cinocefalo, o vero rofo che con fuauità, e piacere canta gli fuoi
,

Babuino, farà veftita.di cangiante di vari) co- amori, perche il Mirto,fècondo Pierio Valèria-
lori,perle varie fcientiejchein vn* dotta Aca-, nojèfimbolodel piacere., & Venere madre. de
demia fi trattano- ., ,
; gli amori, anzi riferifce Nicandro , che Venere
Si dipinge d'età virile per la petfetra , e ma- fu prefentealgiuditiodi Paride incoronata di
tura cogHitione delle cofè.che fi polfeggono, e Mirto,. tanto gli era grato , e però Virgilio ia
difcorrono in quella età , che non è lottopolla Melibeo.
alle leggerezze giouanili , ne a diliramenti feni- Topulus Alcidi gratijfima , vitis laccho
li , ma è dotata, di laida mente^, e, di fauo.giii- lormofa. MyrtUì Veneri ,fua laurea Phoebo .
ditio . Et Ouidio nel princpio del 4. lib-de Farti
corona d'oro ,. volendo figni^fìcare , che
Si volendo cantar delle fefle d'Aprile.mefe di Ve-
quando ringref^nndpU'Academico ha da.man- nere , inuoca Venere, laquale dice , che gli toc
ddi fuori gli fuoi penfieri,chern capocojififto- co le tempie con il Mirto, acciò meglio potellc
iio-oue è la. patte intelletriua dell'animo noftro cantare cofe attenenti a lei .

(iecendo Platone nel Timeo) bifogna ch'egli Venimui ad quartU quo tu celeberrima mense*
liaffini, come l'oro , accioche poflìno flarc ad Et vatem , ^
?nenfemfcis Venta ejfetuos.
ot^ni prona e paragone
, Da man deftra tiv'jie
• Mota Cytherea efl leuiter mea tempora Myrto
,

vnalimajcol motto mtorno ( Detrahit , atque Contigit , é^ CAptum perfice dtxit opti4 .

polit ] perche, fi comecon la lima.inftrumen- Di Hedera, & Alloro fi coronauano indiffe-


to fabrile,limandofiilferrOj[o altro fi polifce, rentemente tutti li poeti Horatio poeta Li- .

e leuandofi la ruggine duiiene lucido,e rifplen rico ,fig'oriaua dell'hedera.


dente, cofi nell'Academia leuandofi le cofe fu- Me dociarum hederA pr&mia frontium
perfluCjSi emendandofi li componimenti^ C\ pò Dijs mi/cent fuperis ,

lifconOj& illuftiano l'opere, e però è neceflario E l'iftelTò vuole il Lauro nell'vltima ode
ponerle fottola lima de feueri ginditij degli del 3. lib. di verfi •

Academici, e fare come dice Ouidio nel libr. ^lu&fitam meritii, é^ mihi delphica
pr.de Ponto . acciò fiemendino,e polifchino . Lauro cinge volens Melpomene comam .

Scilicet incifiam lima mordacim vti t E lo giudica atto, che ne falle coronato Pin-
Vt fub iudicium fingula verbo, vocem • daro par Lirico nel 4. lib. ode 1.
Onde Qnjntiliano lib.x. cap. iij. opus polint Pindarus ore .
Ufna,8i.i\on Cenza ragionefi f degna Ho ratio Laurea donandm ApoUinari .
nella Poetica de i latini , che non poneuono al Nondimeno l 'hedera particularmente era
par dei deci cura,e fatica, in limare, e pulire di poeti elegi allegri , fi come nota il Meiola
l'opere loro nell'elegia 6. de Trillibus, ouediceOuidio-
Nec virtHteferet cltiriiqj potentini armls , Si quii habes nosìrii fimiles inimagine vulttis.
§liiam lingua Ijttium,fi non ojfenderet vnum. De me meis hederoi Bacchica, (erta comu
^^ifenr^ poetarum limA labor , Ó* mora vos o Ijia de centUtos foelicia figna poetasi
Topiltusfanguii Carmen reprehendite,qHod no Temporibus non eli apta corona meis .
Multa dies , (é'multa'Utura coercuit E Propertio poeta Eligiaco-
Et il Petratca Sonetfo i 8. Ennius hirfuta cingat /uà dicia corona
Matroito pefonon de le mie bracete, Mi [olia ex hedera porrige Bacche tua .

Ne opra di polir con la mia lima - E con lamedefima Ouidio auueicilce Ca-
Quindi è , che molto accortamente dicefi, tullo,che vadi incontroa Tibullo Eligiaco.
che ad'vn'opera gli manca l'vltima lima, quan- Obuiui huic venies hedera iutienilia ciaciui ,
do non èabaflanza terfà, e pulita, veggiafine Tempora ctim Caino doóìe CatuUe tuo-
gli Adagij • Limam addere Da quali hab-
• Conuienfi anco a' poeti Dithirambici, elìè.ì-
biamo canato il motto, oue kggeCi, circa lenié do li Dithirambi,verfì,che (\ canrauano in ho-
datione de l'opere lima detr ahitur,a{q. expo-
. nore di Bacco a cui era conficrata l'hedera •

ìttHr,^H9d, redmdatf^Hod^ m cnlmm e^,& li^ Ouid.j. Faft.


A 1 Hedera
Iconologia di CeC Ripa
Vedera gratljftmA Baecho- lintnda & Pojfe cedro, leut feruttnda 'eupvèjfo*
Hoc quoque cur ita fit dicere nulla mora èR» E però vi fi intaglicrà anco il Cipteflbeflèn

ÌJyfiades Nymph^is puerum qufrente notterca do incorruttibile, come il Cedro, epigliafi da


Huncfrondem cunti appofutjfe ferunt • Pierio per la perpetuità, la Quercia parimente
E ne! 6. de Fafti fimbolo del la diuturnità , appreflb l'ifteflòPie-
Bacche racemifero! hedera redimite capiUos. rio,e de la virtù, sì chcanch'efla vi si conuer-
Il Lauro poi e più comienientea gli Epici, rà, tanto più che ne gli Agonali capitolini infa-
che cantai IO i fatti d'Imperatori j e de gli He- tuiti da Domitiano Imperadore li virtuofi»
roi.Ji quali vincitori, d'Alloro fono ftati incoro» che vinceuano in detti giuochi Ci coronauano ,

nati, e però Apollo nel pr- delle Metamorfoft di Quercia , come gli Hirtrioni,i Citharedi,e
lo delibra per corona a gloriofi.e vittoriofi Dti li poeti . Giouenaie
ci,e lo confacra a fé fteltb padre de Poeti, come An capi tolinam fperaret , Tollio quercum 9
pianta, che (I deiical più alto ftile'grato,e fono- E Martiale.
10, e per finire di ragion3re,circa di quelle tre O cui Tarpeioi lieuit contingere querem.
piante poetichcjbafti à dire , che il Petrarca fii Di che più diffufamente Scaligero nel prf.
coronato in Roma di tre corone , di Lauro, Iib.cap. X. fopra Aufonio poeta . L'Oliua per
<i'Hedera,edi Mirto,sì come riferifce d'hauer edere fèm pie verdeg^i<siutf>oncfi pui,. p^rTe-
viftoSennuccio Fiorentino, coctaneo,& amico ternità . de la quale PÌut. nella i. queft. del 3.
del Petrarca • Simpofio,cofi ne ragiona Oleam, Laurur», ac
Li pomi granati, fono figura dell'viiione, de Cupreffum fempervirentem , conferuat pingue*
gli Acjdemici , pigliandoci tai pomi da Pierio do,^ calorficut,^ ederar» : Ponefi poi nel pii^
lib.;4 perfimbolod'vn popolo collegio.ed'r- proffimo luogo al corpo dell'Academia, come
na compagnia di molte genti congregate in vn pianta dedicata da poeti a PalladeMinerua na-
luogo, per la cui vnionefi conferuano , e però ta dal capo di Gioue,che perciò è figurata del
-erano dedicatiaGiunoi)e,la quale hebbe epite- la naturalità, & viuacità dell'ingegno della fa-
to di conferuatrice, (I come
vede nel la meda-
fi pienza,e fcienza , fenza le quali neceffa rie doti
glia di Mammea , con tale parole I V NO non fi può efl'ere Academico,perche chi n'è pri
CONSE RVATRIX. E per quefto an- no dicefi di Iui,tratta,e parla Grafia Mineru3>
co Giunone era riputata prefidentc delli Re- ciò è grofiblanamentc da igirorante lènza fcic'-
gni, epingeuafi con vn melo granato in vna za:onde tra latini'deriuafi, quel detto <««/^<»My
mano,comeconfertiatrice dell vnione de popò nerua,pni volte vfato da M.Tullio,eda Hora
li. Sederà l'Arademu perche gli ellèrcitijde tio in quel verfo della poetica »
gli Academici fi fanno in ordinanza tra di loro, Tu nihil inulta, dices facies^ MineruA-
-vi farà intagliato il Cedro nella fedia, pereflè- Tu non dirai
ne farai niente in quello che
,

reil Cedro fimbolo dell'eternità. Ante alias ripugna la natura del tuo ingegno, e'I fauor
gnim arbores ceàrm ^ternifatii hieroglyphicitm del Cielo, fi come fanno certi belli huniorichs
f/?. Dice Pierio, poi che non {\ putrefa reme- vogliono fare dellAcademico, e del poeta con
rò fi tarla,alla qual eternità dcuono hauerela quattro verfi bufcatidiquà,c dilà fenzanatit
miragli Academici,procurando di nudar fuo- raleinc!inationc,e fcienza,ne s'accorgono, che
ra l'opere loro limate, e tcrfe , acciò fieno de- quanto più parlano, più palefano l'ignoranza
gne di Cedro,acte(b che Plinio lib.ié.cap. 35». loro, bifogna adunquea chi defilerà immortai
dice.chc vna materia bagnata di fticco , o vero nome di f-iggio Aca<lcmico pafcerfi del frutto
vnta di aglio cedrino.non C\ rofica dal le tignuo deirO lina , cioè affaticarfi per l'acquifto della
je.fi come nel capitolo, e libro 13. afferma dei fcienza , e (àpienza con li notturni ftndij , &
libri di Numa Pompilio
ridonati dopò, ny* vigilie de quali e fimbolo l'Oliua , eli-
,

anni nel colle Gianicolojda Gneo Terentio fcii de tra ftudiofi fé ne forma quel detto .
ba , mentre riuangaua,&: affoifaua il fuo cam- Flus olei quam vini , ciò è più induftria,e fati-
po, onde, cedro digntìlocHt iti- dicefi d'vno,che ca di mente, chefpa(ri,crapole,edelitie ci vuo
hahbia parlato,e comporto cofa dc:gna di me- le per ottenere le Icienze ; e quell'altro detto
moria, detto vfato da Perfione la prima Satira, Oleum , ó'operam perdere quelli, cheper- ,

Ycggiafi Teofrafto libr. 3. e Diofcoridelib. pr. dono la fatica e'I tempo in cofa che non ne
, ,

cap.S^.c l'Adagio. Dig»acedro,pcy il che Ho- ponno riufcire con vtile , e honore, e però Sa»
ratio ne la poetica di fiè. Girolamo difie a Pammncchio Oleum perditt
-— ^peramm carmi'fia fingi C^ impenfas , qui hffem '{Vittit ad Ceroma -
C'o e
Parte Prima.;
cioè perde l'olio, eia fpefa, il tempo , Se l'o- luoghi public! prefero ilnome que!li,chefur-
manda il bone alla Ceroma vnguen-
pera, chi no nomati dalie città . Vt Elienfo, Megarcn-
to compofto d'olio, e di certa forte di terra, il fes,& Cirenaici, e da luogo priuaco gli Scoici,
che fi dice di quelli, che vogliono ammaeftra- li quali prima (i chiamauano Zenonij
, da Ze-

jreperfònedi grolTo ingegno incapaci d'ogni none lor Principe Ma da


che detto Zenone
.

fetenza , laquale fi apprende con induftria , e per render ficuro da misfatti quel portico d'
fatica , fignificatain quefto luogo perii ramo Atene, doue fumo vccifi i 4 J o. citradini co
fronde è afpra, Se amara, com'-
cl'oliu3,la cui minciò iui a difcorrere &
adunare la fua fett^
anco il frutto prima che ila colto , & matura- fumo chiamati Stoici, perche ( Stoa ) fignifica
to , chefèdiuenta dolce , efbaueefè necaua il porticojonde Stoici fumo quelli, che frequeii

(bauiflimo liquore, Gieroglifìco delia fati- tauano detto portico, che fu poi ornato di bel-
ca, &
anco dell'eternità, come quello, cha lilfime figure:, da Polignoto, famofo pittore da
conferua i corpi dalla corruttione , e putre- perfone Ibno ftati nomati i Socratici , gii Epi-
fattione : cofi la fcienza è afpra ama- , & curei, &:altrida liloiomaeftri,e come detto
ra perla fatica. Se indulhia, che fi ci met- habbiamo, querto ilteflb nome d'Academia C\
te per conseguirla: colta, e maturata che s'è , deriua dal nome proprio di quello Heroe pla-
cioè confeguita la fcienza , fé ne fente frutto , tonico, detto Academo, nella cui villa fi radu-
econtento grandiffimo con eternità del pro- nauano i Platonici, laquale adunanza fu la pri
prio nome , la quale porta in mente d'vno ftu- ma , che iì chiamafiè Academia , indi poi tutte

]
diofi) gli alleggerifce la fatica, fi come anco il le adunanze de virtuofi , fono ftare chiamate
jfrutto, e'I contento, che fpera raccogliere dal Academie , per fino a' tempi noftri , ne quali
le fcienze * s'vfa vn quarto modo di nominare per lo più
Sederà in mezo d'vn cortile ombrofij o ue- , l'Academie dalla ellettione di qualche nome
to luogo bofcaiecciodi villa per memoria del- fuperbo , & ambitiofo , da grane, emodefto ,
|la prima Academia , che fu principiata in vil- da faceto, capriciofo, & ironico, e quefto vlti-
la da vn nobil perfonaggio , chiamato Acade- mo è afiài frequentato da' moderni: e perfegui
Iuno , nella cui amena villa , non lungi d'Atene tare l'efpofitione della noftra figura diciamo,
fi radunauano i Platonici , con il lor diuin Pla- che la quantità de libri , che gli fono alli piedi,
tone , a difcorrere de ftudi diletteuoli Piato- j firicercono in buon numero , effendo il prin-
I

nici, fi come narra Diogene Laertio , nella vi-


li cipal intento de gli Academici di volgere di-

1
ta di Platone, onde Horatio lib. i.cap.i- uerfe forti di libri per acquirto di varie fcien-
'\ Atque interfiluas Acaàemi
qn&rere verum • ze. Il Cinocefalo, o vero Babuino lo facciamo
E
Carloftefano Hiftorico dice, che tal villa, affiftente dell'Academia , per edere egli flato
io felua foflè lontana d'Atene mille palli, sì che tenuto da gli Egitcij ieroglifico delle lettere ,
ila prima Academia hebbe origine nella villa , &
però lo confacrauano a Mercurio ripu-
jC prefe il nome da Academo nome proprio , tato innentore , & autore di tutte le lettere
Ipercheè dafaperfi,che le fette, & adunanze di {i come rifcrifce Pierio Valeriano lib. C- e po-

I virtuofi , pielfo gli antichi fono Hate denomi- nefi tra libri , perche vno che vuole far profcf-
ìnate in tremodi, da coftumi, da luoghi, & da fioned'Academicoietterato,deue ftare affiduf»
jnomi propri) di perfone da coftumi igiiomi- \ negli rtudij, quali vengono molto accrcfciuti
fumo dalla frcnquenza delle Academie
jiiiofi

jO vero perche
detti feguaci d'Antiftene Cinici
haueuano per cortame di lace-
,

ACCIDIA. .

ixare l'opera, e la vita altruicon dente canino, DOntia vecchia, brutta, mal vcftira, che ftfa
ie mordace , o vero perche nonà guifi de cani à fcdere.cche tenghi la giiancia appog-
'fi vergognalTèro divfar palefamente come i ,
giata l'opra alla finiftra n)ano, dalia quale pen
cani l'atto venereo , (\ coree di Grate , & Hi- da vna cartella con vnmotro,che dichi;TOR-
parchia filofofeilà forelladi Metrocle cinico, P E T I N
E R S, &1I gomito di detta ma-
narra Laertio. Ehgit continuo pue^la, fumptoq', no iìa pofato foprail ginocchio , tenendo il ca-
'\illius hiibitHvnacum'viro ctrcuibat , ó-con- po chino, e che ha ciiico con vn panno Hi color
%rediebantur in aperto , atqtie ad coeaas profi nero, e nella dertra mano vn pefce detto Tor-
ìcifcebatur Da coftume honcfro farno chia- pedine .

mali i feguaci di AriftotilcPcripateticifrfTÒ tk Accidia, fecondo S. Gion.Tiini Damafccna


1: TTépfTrcCTUv. ] §lupd
ejì de ambulare- perche heb l.x. è vna tnftitkJ j che aggrannla mcnrc, dir-
beio per cortame dilpurarc caaijiunàu j d^ non permeire, che fi facci opera buoiìa .

VcccIk^
Iconologia di CcC Ripa
Vecchia fi dipinge , perche ne gl'anni, fenili La teda circondata col pannò nero, dinior
ceQano le forze Sl malica la virtù d'operare,
,
mente deli'accidiofo occupata dal torpo-
ftra la
come dimoftra Daiiid nel Salmo 70. doiie di- re, echer'endcrhuomoftupido, &infenfato,
'

ce; Neproiicias me in tempore feneBtitts, cum come narra Ilìdoro ne' foli loqnii libr-<2> Pe»*
defecerit virtus mea ne derelinquus me - torporemvires ,^ ingenium deflunnt.
Mal veftira fi rapprcfènra perche l'Accidia
,
Il pefce, che tiene nella delira mano fignifi-

non operando cofa veruna, induce pouerta , e ca Accidia, percioche fi come quefto pefce (co-
miferia come narra Salomone ne Proiierbij
, i me dicono molti Scrittori , e particolarmente
al 1% -^lui operai ur terramftiam fatiabitur pd Plinio lib- 3 1. cap. pr. Atheneo libr- 7. e Plu-
nibus, qui antem felìatur ottum replebitur &ge- tarco de folertia Animai ium- ] perla natura,
Jlute.'E Seneca nei lib.de bencf. Figritia ejl nU' e proprietà fua, chi lo tocca con le proprie ma^
trix Ageslatis . ni, o vero con qualfiuogliaiftrumentOjCorda,
Il ftare à federe nella gui fa , che dicemmo rete, oaltio, lo rende talmente ftupido, che
fìgnifica, che l'accidia rende Thucmo otiofb, e non può operar cofànifTuna; così l'accidia ha-
pigro, come bene lodimoftra il motto fopra- uend'egli l'ifteflè male qualità, prende , fupe-
oetto, eS- Bernardo nell'EpiftoIe riprendendo ra, & vince, di maniera quelli che a quefto vi '
gl'accidiofi cofi dice; O homo imprudens mil- tio fi danno , che li rende inhabili , infeufàti, C
lia miUium miniftrant ei , & dccies centena lontani da opera lodeiieJe, & virtuofa
tnillia ajftJÌHnt ei, ^ tufedere pr&fumis ì

ACCIDIA.

D O N NA
re,con la deftra
vecchia, brutta, che
mano
ftia

tenghi vna corda.


à (ède- e
ruca
con la fiaiftra vna luniaca j o vero vna tarta-

La
rarte Prima ^7
/

La corda denota , che l'accid.'a Icg?, & vin- ADOLESCENZA.


ce gl'hiiomim, e
E la lumaca,
li rende inhabili ad operare
o tartaruca > dimoftraiio la
VN giouinerto veftito
la deftra mai:o fi
pom po/amcr,Le,coii
apoggerà ad vn'arpa
proprietà degl'accidioli , che fono otiofi , e da fonare, e con la finiflra terra vno fpccchio,

pigri. in capo vna ghirlanda di fiori , poferà vn piede


Acci di a • fopra d'vn'orologgio da pohiere, chemoftri

DO N N A che ftia a giacere per terra ,


a canto ftara vii afino fimilmentea gia-
& che fia calata alquanto più poluere di quella
della pueritia, & da l'altra parte vi fiavnpa-
cere, il qual animale fi folcua adoperar dagl'- gone
Egictii per moftrare Ja lontananza del penfie- AdolefcenXji •

ro dalle cofefacre, e religiofe, conoccnpatio- VEiginelIa di bello afpetto, coronata di fio


ne continua nelle viji, & in penfieri bialimcuo- ri\moftri rifo,& allegrezza, con la vefte
li, come racconta Pieno Valeriano • di vari) colori.
ACVTEZZA DE L'INGEGKO. Adolei'cenza e quella età dell'Iuiomo , che

LA sfinge ( come
narra Picrio Valeriaro
iielhb-vj Cottola punta della zagaglia di
tiene dal decimo fino al vcntefimo anno , nella
quale l'huorrio comincia col mezzo de'fcnfi ad
Pallade, fi come fi vedeuain quella Ibtua di intei)derej& imparare, ma non operare fé non
Minerua , che Plinio dice efière anticamente confufamentc: comincia bene ad acquiftare vi-
fiata drizzata iu Arene ) ci può fignificarc l'a- p-ore ne fcnfi per cui defta la ragione ad elégge-
cutezza dell'ingegno, perciochenon è al inon re,&: vo!ere,equefto fi chiama augumenro.
Aq cofa sì coperta, e tanto nafcofta, che l'acu- La vefte di vaiij colori è antica inuentionc
tezza dell'humano ingegno fcopiite , ediuul- perche gli Egitti j, quando voleuano moftrare
gare non poflà , sì come detto habbiamo in al- nelle lor pitture l'AdoIefcenza ( fecondo che
tro luogo nella figli ra de l'ingegno, però fi po- racconta Pierio faceuano vna vefte di vari)
)

trà dipingere ^er tal dimoftiatione ÌVIinerua colori , fignificando la volubilità de la natura
in quella guifa , che fi fuole rapprefenrare , giouenile eia varietà de'defiderij ,che fogliono
ma che però fottoa la zagaglia vi fia vnaSfin venire àgiouani, mentre (òno nella più frefca
gè, come habbiamo detto , età, e negli anni più teneri però dicefi chela :

ACQJ^ISTO CATTIVO. via dell'Aquila in Cielo, del Serpe in terra, del-

HV o M o veftito
quando Hanno per cafcare;
dell'albero
del color delle foglie la Nane inacqua.edell'huomo
za fono diftìcili da conofcere,e ciò
nell'adolefcen-
fi troua nel
ftara detta figura in atto di camminare , & vn liProuerbial 3.
lembo della verte ftia attaccato ad vn.fpino, ti- La corona de' fiori, e dimoftratione del ri-
la

rando vn grande fquarcio , a che riuolta mo- fo , , il che fuole regnare


fignificano allegrezza
ftri il difpiacere che ne fente,e nella deftra roa- aftai in queftaetà,che perciò fi lapprefenta al-
no terrà vn nibbio che rece . legra.edi belloafpettOjdicendofineiProueibi
Veftefi del detto colore perche Ci come fa- alxv. Che l'animo allegro rende l'età florida.
cilmente cafcaiiQ le foglie dell'albero, cofi anco
,

ADVLATIONE.
cafcano ,
quiftate
&
vanno a male le cofe non bene ac-
medefimo dimoftra lo fpino , per-
i il
DONNA con allegra fronte raccolta, fa-
rà veftita di cangiante,coii la deftra ma
cioche quando l'huomo men penfa alle cofe no terrà vn mantice d'accendere il fuocOjecoii
di mal'acquifto , all'hora ne riceue danno e , la finiftra vna corda,& alli piedi vi farà vn Ca-
vergogna maleonte .

Tiene con la deftra mano il nibbio,per diino Adulatione, fecondo Cicerone nel z.lib.dcl-
fìrare quello che a quefto piopofito dille l'Al- lequcltioni Tufculane, è vn peccato fatto uà
ciato, tradotto in noftra lingua • vn ragionamétod'vna lode data ad alcuno con
l!edace Nibbio mentre animo , &
intentionedi compiacere , o vero è
"Rece fouerchio cibo , cherapio, faha perfuafioiie , e bugiardo confentimento ,
Con In Madrefi duol del fdt to rio : chevfail finto amico nella coinierfatione d'ai
"Dicendo , Ahi , che del ventre cuncper farlo credere di fé ftefib , e delle cofe^-
\
-ìd'efe cn l'interiora } e in gran periglio propne quello che non è , e faftì per piacere,o
MtfentOy ^ ella a lui, per auaritia .
Uon ti doler o figlio Ve^^Ci di cangiaDte,percke l'adulatore e (j.-
i^he'l tfiP mn ftrdi nò ) mm quel d'altrui . ciliffifnoadogni occafioneà cangiar volto,
parole
Iconologia di CeflRipa
paiole.&i óiie sì, e nò,féc5(lo il guflo di ciafcu- cibieBi homlnes .

lu ;:rona,coATiedimoftraTerctio neirEiuiiico. mantice, che e atriftimo inftrnmento tÀ


Il

^icquid dicut laudo. id rursiifi negai lauda accendere il fuoco , & ad ammorzale i lumi ac»
Id quoque negai qiéUjnego : ait , aio • cefi, folo col vento,ci fa conofccre,chc gl'adu-
Il Camaieonte fi pone per lo troppo fecou- latori col vento delle parole vane,oucro accen-

darc gl'appetiti , &c l'opeuione altrui percio- : dono il fuoco delle paffioni, in chi volonticri
che qiierto animale , feconrio che dice Ariftoti- gl'afcolta.ouero ammorzano il lume della vc-
Ie,lì trafiTiiita fecondo le ànutationi de tempi ritàjche altrui manteneua per la cognitionedi
come l'adulatore fi ftima perfetto nella fua (e fteflb

p rofelTìone , quando meglio conforma fé ftcffo La corda, che tiene con la Iìniflramano,df-
adapplauderperfuo intereffe à gli altrui co- moftra.come teftifica S.Agoflino,fopra il Sal-
ftumi, ancorché biafìmeuoli Dicefì ancora, . mo 9. che i'adulatione legagi'huomininei pc»
che per eflère il Camaleonte timidiillmo, ha- catì,dkenào: AdulantiumlingUA ligant homi-
uendo in fé fteflb pochiflìmo fangue , e quello nes inpr^'-^t^ .UeleSlat enim ea facete in quibui
intorno al cuore , ad ogni debole incontio te- nonfolum non metuitur reprAhenfor ifed etiam
ine,e fi trafmuta,donde fi può vedere, che 1 a- laudatur operator • E nell if^efllo Salmo fi leg-
dulatione e indicio dipocofpirito , e d'animo ge : Inlaqueo ifio, quemahfconderHntiComfrA'
baffo in chi l'elfercita , &
in chi volentieri l'a- henfus efipes eorutn •

fcolta , dicendo Ariftotile nel 4. delI'Ethi- L'hauere la fronte raccolta fecondo Atirto»
ca che , Omnes ndHlatores funt feruiles , & tilede Fifonomia cap. ^.lignifica adulationc

ADVLATIONE.
,

Vaa
Parte Prima.) 1
9
VNavagOjChe cioiuta vcftita d'habito artificiofo
{bui la tibia,oiiero il flauto,
, &
co
ambiduiinbeigiii in atto di
inficme,
cfTerfi
econ la fimftra vn'anello, ò feded'oro
congiunti

vn cerno , che li ftia dormendo vicino à piedi : che dir vogliamo , qual fi fuol dare alle fpo-
cosìladepingeOroApoUine, ePierio Valeria- fc, e che fia vifibile , ma che fia rotta , Se aper-

110 nel 7. lib.de i fuoi leioglifici , e fcriuono ta da quella parte, oue fi congiuDgono ambc-
alcuni» che cerno di Tua lutura alletuto dal
il le mani , Cicerone nel pr- delli offitii dice che

fuonodel flauto,quafi fi dimentica di tè fteifo, nel principio di ciafcun ragionamento di qual


e fi lafcia pigliare In conformatione di ciò è
. fi voglia cofa > deue incominciarfi dalla difìni-

laprcfènte immagine, nella quale Ci dichiara tionediefla, acciò fi (appia di quello, click
la dolcezza delle parole con la melodia del adunque vno illecito con-
tratta l'adulterio è
fuono, e la natura di chi volentieri Ci feiitea- cubico d'vn marito, ouerod 'vna maritata, S.
dulare con l'infelice naturale inftinto del cer* T^hoinifo. Secunda,fecund£qu£fi- 1^4. arti.
d'-
no, il quale moftra ancora ,cheè timido,e S.prohibico^ià nel Lenitico al cap. io. agguin
animo debole, chi volontieri porge gli orecdii toni pena di morte , come ancora nel Deutero-
à gl'adulatori nomioalcap. ix.&cc egualmente biafimeno-
Adulatione • le, è punito, fé dal marito vien commeiìò,
DOnna con due faccie l'vnadi giouane bel quanto dalla moglie , ancor che gl'huomini fi
la , e l'altra di vecchia macijeiuc: dalle actribuifcono ingiuftamente maggior licenza
mani gl'efcono molte Api.che volino in diuer- delle fèmine , e Santo Ambrogio legiferato al
fe parti, & à canto vi fia vn cane . cap. Nemo fibi ^ 1. q. 4. Nec viro licet , quod
Lafacciabella è indicio della prima appa- mulieri non licet Ondeauuerrifce Atiftotile
.

renza delle parole adulatrici ; & l'altra faccia nel lib. dell'Economia , che il marito non fac-

brutta rxioftrai difetti diifiniulati , emandati cia torto alla moglie , acciò eilà non habbiaa
tlietrif^llcfpalle. ricompenfarlod'altratanta ingiù ria. Giouane,
L*Api fecondo Eiicherio, fono proprio fi- e pempofanìcnte fé dipinge ellèndo che il gio-
jnulacro dell'adulatore, perche nella bocca uanefidimolira vagho nell'apparenza, edi-
portano il mele, è r.ell'occulto tenganoli puii fpolìo più d'ogn'alcra età all'atto venereo, &
gente aculeo, col qual ferifcono molte volte! » à commettere adulterij
hiiomo che non fé ne auuede Sirapprefentache ftia à federe perciò che
Il cane con lufinghe accarezza chi gli da il lacaufa donde nafcequeitoeccefib, il piùdcl-
pane, fenza alcuna diitiutione di meriti ,&al- levolteèrotio, produttore di pcufieri illeciti,
cune volte ancora morde chi non Io merita e , quindi Tobia al cap. 1. giacendo nel letto^che
quello ftelfo che li daua il pane, s'auiene , che denota l'ociofità, dal caldo Aereo delle rondi-
tralafci : però fi affimiglia afTai all'adulatore, ne fu acciecato , cioè dalli caldi affetti de* pen-
& à queftopropofitolo pigliò Marc'Antonio fieri illeciti, e Dauit per l'intemperanza incor-
Cataldi Remano in quel fonetto . fé nell'adulterio z- lìeg. cap- 1.
Nemico al vero > e delle co/e humane Gradò lo figuriamo , eflendo che l'otio ha
Corruttor > ctcità deirin telletto perfòrellalagola, la quale anch'ella concorre
Venenofa benanda , e cibo infetto à ^r il mcdefimo effettodell'otio , ondeEzc-
Digufti y e d' alme fobrie 3 e menti fane- chii a lé. Sorores gula
^ociofitas cjuafi duo
,

lli lodi , di lufinghe , e glorie vane Ugna incendunt ignem luxurid La q ual fèn- •

Vaflo albergo^ alto nido ^ ampio ricetto tentia comprende l'adulterio come comprefb
I>'opre di Hntion , di vario a/petto , fottoil genere dellaUifuria , & il Petrarca nel

Camaleonte, e Circe immane


Sfinge} • Trionfo della Caflità , fbpra di ciò così dice.
Cnn chelufingat e morde, acuto ftrale La gola ilfonno e l'ottofe piume
1 ,

Chenonpiaga,e che induce àfirane morti Hanno dal mondo ogni virtù sbandita
Lingua , che dolce appar mentre e_ più fella . Di maniera che, volendo noi fuggir quello
Jnfomma ì piacer rio , gioia, mortale , errorecofi grande, conuienedi ftare con ogni
Dolce tofco, afpro mei, morbo di corti prontezza occupato nell'attioni nobili, & vir-
§luel che Adular t errante volgo appella . tuoiè , e fcacciar con ogni diligenza i pcnfìeri >
ADV LTERIO. che ci vengono auanti , i quali fono molto

VN llia
Giouat>epompofamente
a federe, e fia graflb ,
veftito, che
con la deftra
danno/i , non f'olo al corpo , ma quel che più
importa all'anima , e però li deue feguitaril
IVi^m tcnghi vna Murena > & vn Serpe riuolti bcllidifliio documento di Santo Agofluio libr.
Io Iconologia di Ce£ Ripa
de Verb. Dom. Sermone z i. che dice , Ne ol- ctiore. Lap. allegationc JT-hllW. 4. deue al-
irà il tuo bifogno fatiar il ventre , perche il fo- lega e. femin. 30-q. S' dimoftrandoci dal
il

prabboiidante j è caii fa materiale diqueftovi- la più cara parte del corpo , che è il cuore s'-
tio e sa ogii'vno , che fenza la materia non (ì
,
impegna per l'ofleruanza della fede promeflà>
prodiicecofaniflliiu- però tutti gl'altri errori fi pollòno ricorregge
Tiene conia delira mancia Murena con- re, ma quello non mai, come afferma Q^Cur-
giunta con il ferpe, perche da quefto congiun- tio nobili filmo fcrittore, nel iib. 6. de geffis
gimento pare che Bafilio ne interpreti l'adul- AlexAndri Magni yfed nullis meritis perfidi/t
terio, eficndo che auuertilce gl'adulteri, che mitigAnpoteR . AFFANNO-.
guardino à qual fiera fi rendono fimilijpofcia-
che gli pare che quello congiongimento del-
HV o M o veflito di berettino , vicino al
negro, col capo chino, & volto meftp ,
la Vipera, e della Murena fia vn certoadulre- & in ambe le mani tenga dell'aflèntio
rio della natura, e quello è qllochegli Egirtii Il capo chino .el'afpetto di mala voglia, ci

perquello fimulacro ci vogliono dare ad inten dimoflra , che l'affanno è vna fpetic di malen-
dere. La fede d'oro rotra, & aperta , come di- conia, e difpiacerc , che chiude la via al cuore,
cemmo , altro non fignifica , che rompere , & per ogni forte di confolationc , e di dolcezza^
violarelefanteleggi, matrimonio & in (bm-
il e per dare ad intendere , che l'atfanno è vn di-
riia la fedeltà, che deuc edere fra marito, e mo fpiacere più intenfo de gl'altri; vi fi dipinge 1'.
glie, e perciò è biafimeuole quello mancamé- aQcntio per fegno d'amaritudine del dolore ^
to ,perche è contro alla fede maritale, che fi che per lignificale quell'illeflodilTe ilPetrarca,
dinota per l'anello , che per quello fi pone in Lagrimar fempre e il mio fommo diletto ,
«jiiei dito, che ha vna vena,che arriua infino al Il ri der doglia, il cibo ajientio , e tofco .

AFFANO, CORDOGLIO, RAMARICO.


Parte Prima-j. II
HV o u mtHqj malinconiofbj ctiitto
rabbiiffatto, con ambe leniani s'apre'il
fhc moftrino più toflo d'aiutare l'agilità chc'l
volo : deue ilare in piedi , in cima'd'vna rupe
pecco, efi mira il cuore circondato da duierfi foftenendofi appena con la punta del pie man-
ferpi Sarà vertice di beretciiio vicino al ne*
. co, e col pie dritto foUeuato in atto di voler
grò, il detto veftimento farà ftracciaco , folo leggiadramente falrar da quella in vn'altra ru
per dimort.rareil difp regio di fé fteilb , Se che pe,epcrò fi dipingeranno l'ali tcfe, E ignuda,
quando vno è in franagli dell'animo, non può per non hauer cofa , che l 'impedifca in piedi :

actendere alla coltura del corpo; il color ne- & permortrare difpofitioac al moto: in luogo
gro fignifìca l'vlcima roain3,& le cenebre del- difficile, e pericolofo, perche in quello più l'-
la alla quale conducono i rammarichi
morce, agilità fi manifefta ; col picdeappcna toccala
&i cordogli. terra aiutata dall'ali , perche l'agilità huniana,
Il petto aperto, & il cuore dalle Terpi cinto, che quella intendiamo, fi fblleuacol vigor de-
dinotano fallidii.e trauagli mondani, che fen»
i gli fpiriri lignificati per l'ali , 8c alleggerifce in
pre mordendo il cuore infondono in noi ftcilì gran parte in noi,il pefòddla fbmma terrena.
veleno di rabbia, e di rancore
AFFABILITÀ', PIACEVOLEZZA, STVDIO DELL'AGRICOLTVRA,
Amabilità , nella Medaglia di Gordiano.
o V A N E vcftita d'vn velo bianco , e
Gì fottile , e con faccia allegra , nella deftra
VNa donna& moftra due in piedi,cheftà con le braccia
mano terrà vna rofà, & incapo vna ghirlanda aperte, animali, che le fta-
di fiori: AtFabilità è libito fatto nella difere- no à piedi,cioè vn toro da vna banda,e dall'al-
tionc del conuerfàr dolcemente, con defiderio tra vn leone .

di giouare , e dileccai-e ogn'vno fecondo il Il leone fignificala terra


, percioche finfero

grado gl'antichi, che carro della Dea Cibele fufìe


il

Giouanc fi dipinge perciócheeflèndo la gio- tifato da due leoni , e per quelli intendeuano
uenttà ancor nuoua ne diletti , e piaceri mon- i l'agrico tura .

dani, grata, e piaccuole ogn'hor fi dimoflra . Il toro ci moftra Io ftudio dell'arare la ter-
Il velo , che la ricuopre fignifica cheglhuo-
, fa,e ci dichiara li commodi delle biade,con ftu
cnini affàbili fono poco meno che Jnadi nelle dio raccolte .

parole, e nell'opere loro e perciè-^mabili , e ,

piaceuoli fi dimandano quelli, che àIcKigo, e AGRICOLTVRA.


tempo , fecondo la propria conditione , e l 'al-
trui, quanto.e quando fi conuiene , fanno gra-
DONNA vefticadi ve rde,con vna ghir-
landa di fpighe di grano in capo, nella
tiofamente ragionare lenza offendere alcuno , finilha mano tenga il circolo de i dodici fègni
genrilmenrc , e con garbo fcop rendo fé ftelfi celefli, abbracciando con delira vn'arbufcel- h
Si dimoftra ancora,che l'animo fi deue fol cau- lo , che fionfca,mirandolo fìlToja piedi vi farà
to ricoprire, quanco non ne refli palefela ver- vn'aratro
gogna , &chedi grandillìmo aiuto alla piacc- Il veftimento verde Ifignifìca la fperanta ,
uolezza è l'edere d'animo libero, e flncero Celila la quale non farebbe, chi fi delle giamai
La rola denoca quella gratia , per la quale alla fatica, del lauorare.c coltiuar la terra .

Ogn'vno volentieri fi appreflàaH'huomopia- La corona dipinge per lo prin-


di fpighe, fi

ceuole,e della fha conuerfatione riceue gufto, cipal fine di queft'arte,ch'è di far moltiplicar
fuggendo la piaceuolezza dicolhimi, che è Je biade , che fon neceilàrie à mantener la vita
congiunta con la feuerità , alla quale fìgnifica- dell'huonio.
tionc fi riferifce ancora la ghirlanda di fiori . L'abbracciar l'arbufcello fiorito,&: il riguar
darlo fillb, fignifica l'amor dell'agricoltore ver
A G I L I T A\ fo le piante,che fono quafi uie figlie,attendcn-
Del Reucrendilllmo P. Fr. lanario Danti. done il dehato frutto , che nel fiorir gli pro-
nìettono

D O
in
N N A che voli
modo di nuotare per
Agilità .
con le braccia ftefe
l'aria. &
I
le
derano
dodici fegni fono
flagioni
.
, che da
i

ella
varij tempi dell'auno
agricoltura ficonlì-
,

G louane ignuda, e fucila, con ducali fopra


gi'koiaeij, non molto grandi, in modo
L'Aratro Ci

cipalifiimo per quell'arce.


dipinge come in flrumcnto piin-

B 1 Agri-
12 Iconologia di Cef Ripa
agricoltvra;

Agricoltura . Felix agre/fum quondam p dritta iuuenttul


DOnna con veftimenro conteso S varie Diuiti£ quorum mejfts , C^ arbor evant.
pianre,con viia bel la ghirlanda di fpighe Gli fi da Ja zappa in fpalla.il roncio dall'ai^
digrano,&altrebiade,edi pampanecó l'vue; tramano , &
l'aratro da banda per efler quefti:
porterà in fpalla con bella grazia vna zappa, e iftromenti neceflàriiall'agticolnua «

con l'altra mano vn roncherto,c per cena vi fa.


rà vn aratro Agricoltura «

Agricoitnra èarte di lauorare la terra, femi


nare>piantare,& infegnareogni forte d'herbe,
DOnna veftita di giallo, con vna ghirlanda
in capo di fpighe di grano, nella dcftra
&arbori,conconferuationedi tempo', di luo- mano terrà vna falce, vn cornuco-
e nell'altra
ghi, e di cofe pia pieno di diuerfi frutti , fìori,e fronde .
Si dipinge di veO-e contefta di varie piante, e Il color giallo del veftimento fi pone per fi-
con la corona in tefta teffuta di fpighe di gra- milirudinedel color delle biade,quandohanrTo
uo,& altre biade, per eflere tutte quefte cofe bifogno che l'agricoltore le raccolga in pre-
ricchezze dcH'agricoltiira, fi come lefèrifce mio delle fue fatiche.che però gialla fi diman-
Propertio lib-j. dicendo. da Cerere da gl'antichi Poeti

ALLE-
Parte Prima^. i

ALLEGREZZA.

O V A N E T T A con frontecarnofa, II vafo di chriftallo pienodi vino vermigli»,!


Gì lifcia, e grande, farà veftitaHi bianco, e
derto veftimento dipinto di verdi fronde, e fio
con latazza d'oro , dimoftra che l'allegrezz»
per lo più non C\ cela, &
volentieri ficommn-
ri roflì , egialli, con vna ghirlanda in capo di nica come certifica San Gregorio nel lib-iS- de
vari) fiori, nella mano deftra tenga vn vafo di Morali, cosi dicendo: Solet htitin arcuna me-
criftallo pieno di vino rnbic5do,e nella fìniftra tti aperire Et il Profeta dice: Il vino rallegra.
.

vna gran tazza d'oro . Siad'afpettogiatiofo, il cuore deH'huomo, e l'oro parimente ha vir-

e bello , e prontamente raoftri di ballare in vn tù di confortare gli fpiriti È quello conforto.


:

prato pieno di fiori • è cagione dell'allegrezza . La difpofitione del


Allegrezza è pallìone d'animo voltoal pia- corpo, e la, dimoftratione del ballo è roanifefta
cere dicofa che intrinficamente contempli Co- inditio dell'allegrezza .

pranatuialmente,ò che gli fiano portate efrrin Allegrs\z n •

fìcaraente dal fenfo peniatnra,ò peraccidcre. Glon anetta con ghirlandadi fiori incapo»
Hauerà la fronte carnofi, grande , & lifcia nella deftra mano terrà vn Tirlb corona^
lo. detto d'Ariftotile de Fitònoniiaal 6 cap. to tuttocoiinioltigiri di fronde cghirlandc-
rrfiori fignificano per fé ftelTì allegrezza e di diuerfi fiori, nella finiftrahanerà
.,

il corno di
, fi

fuol dire,chei prati ridono, quando tono coper douitia.e potrà veilire di verde-
fi

ti di fiori però Virgilio gli dimandò piaceuoli


; AVegré\z.^ d'amore •

nella 4- Egloga dicendo :

Jpfa tìi>i ìflandos fundent ctmabulafioires, G Tonane veftita co dinerfìrà di colori piac;
noli, con VU3 piata di fi^oxi di boraggine
fopra

I
i4 Iconologia di CefRìpa
f opra i capelli , in mano porterà (àcttc d'oro, e vno prcfo il ramo cantaua la fua volta, del
di piombo, onero fonerà l'Arpa. qual coffume Plutarco neifuoi Simpofiaci
Allegre{z.at Letttia, e Gittbilo • cioè conuiti largamente n'ha difpurato nella

VNa gionane appoggiata ad vn olmo ben


fornito di viti,& calchi leggiermente vii
prima qnirtione in tal maniera. Deinde vn»/'
quifquepropriam cantilena?» accepta myrto ,
cauolo lòdo, allarghi le mani , come Te voleflè tiuam ex eo Afaron appellahant, qttod cantaret
donar prefènti, e nel petto haiierà vii libro di is cui tradita ea effet , Se Horatio diceche ve*,

Muflca aperto- L'olmo circondato di viti,fl- iiendo la Primaucra nel qual tempo da ogni
gnifìca allegrezza del cuore, cagionata ingran parte fi fa allegrezza venere mentre che mena
l'afte dal vino, come diilc Daiiid; e l'viiionedi le fue danze, di verde Mirto circonda il capo
fé ftc(lb,edelleproprie forme, e pallronijaccen douunque egli celebra l'allegrezza .

iiaDe col candore


la melodia di cofe grate agli AllegrezXjt da le medaglie •

orecchi, come la Miifica.ch'c cagione della ]e- DOnna in piede , |nella deftra mano tiene
titia , la quale fa parte delle fuc facoltà à chi due fpighe, onero vna picciola corona,
tì'è bi£bguofo,perarriiiare a più perfettogra- nella finiitra vu timone con parola L AE T I»
dodi contentezza • T I A. medaglia di Giulia Augnila moglie
è
Allegrezza di Seuero defcritta da Occonc; fé bene cosi aii

VNa giouinetta con ghirlanda di fiori in


capo , perche li fanciulli ftanno (èmpre
co è defcritta la Tranquillità nella medaglia
di Antonino Pio , ne fia meraniglia perche la ,

allegri ;€ perche nelle fefle publiche antiche tranquillità de popoIi,èla vera allegrezza del-
tutti fi coronauano , e loro, e le porte delle lo- legenti: dopo quefta mette Occone Abvrbc .

ro calè, e tempiii& animali, comefa mentio- condita 903. vn'altra medaglia nella quale fi
ne Terrul nel lib- de corona Militis , e con la efprime l'allegrezza con due figure togate y
deflra mano tiene vn ramo di palma, & di oli- vna tiene due fpighe con la deftra , l'altra vu
ua,per memoria della Domenica delle Palme, globo- In vn'altra medaglia pur della medefi-
e l'allegrezza con che fu riceuuto Chrifto N. ma Giulia conforte di ieuei'o con la parola
$. con molti rami di palme, e d'oline , HILARITAS vien figurata per l'allegrezza
Allegrez.{a. Tiia donna che porta nella man deftra vn ramo,

NElla medaglia di Faullina e vna figura nella finiflra vn cornucopia, alla quale alTifVc-
laqualeconla deftra tiene vn Cornuco- n© dui fanciulli In vna medaglia di Adriano.
-

pia pieno di varii fiori, e fronde, e frutti, e con Viu Donna che nella deftra tiene vna palma »
la flniitra vn'hafta ornata da terra fino alla ci- nella finiftra pure vn cornucopia, alli piedi vn
ma di fronde, e di ghirlande, onde fu prefa 1'- putto d'ogni banda con quefte maiufcole
occaflone dalla infcritione , che co/I dice, HILARITAS. P. R- Cos. Ili- S- C
HYLARITAS. che fu battuta l'anno del Signore 1 io- I n vn'
Allegret^a • altra medaglia di Adriano, ab vrbe condita
VNa belIirTima giouinetta veftita di verde,
porta in capo vna bella , &
vagha ghir-
874. con le parole HILARITAS- Popnli Ro
mani. Figurafi vna donna in piedi con ambe
landa di rore,& altri fiori, con la deiha mano le mani porte all'orecchie .

tenghi vn ramodi Mirto in atto gratiofo,e bel- AMARITVDINE.


lo, moftrando porgerlo altrui- Bella gioua-
di R l'amaritudine dipinge da alcuni vn»
fi

iietta, Se veftita diverde fi dipinge, edèndo che


P,Edonna veftita di nero, che tenga con am-
la Allegrezza conferua gl'huomini giouani , & be le maiìi vnfauo di mele , dal quale fi veda
vigorolì, fi corona con la ghirlanda di rofe. Se germogliare vna pianta d'afientio , forfè per-
altri fiori, perche anticamente era inditio di fé che quando fiamo in maggior felicità della vi-
fta , e di allegrezza , pcrcioche gl'antichi cele- ta , allora citrouiamoin maggior pericolo de
brando iconciiti coftwmoronoadornaifi di co- difaftri della Fortuna; ouero perche conofcen-
rone di rofe, & altri fiori, de' quali corone veg dofi tutte le qualità dalla cognitione del con-
gafi copiofamente in Atheneo libr. i;. Tiene trario, airhora C\ può hauere perfetta fcienza
con la deftra mano il ramo di Mirto eflendo della dolcezza quando fi èguftata vn'eflrema
cheapprellb gl'antichi era fegno di allegrezza, amaritudine, però dinèl'Anofl^o*
& era coftume ne i conuiti che quel ramo por Non cono/ce la pace , e non la Rima
tato intorno ciafcuno degli fedenti à tauola in Chiprottato non ha la guerra prima-
uitalfe l'altro a cantare» perilche vna volta per E ^che quella piedelìma amaiiciidine.chc l
mìì'
Parte PrimaJ7 'T
WciralTèiitio , Ci dice ancora per metafora efTc^ renti, ne alla religione, ne a chi girporge aia»
'enegl'hiiominiappaffionati to, ò configlio, che non venga contuuiamen»
AMBITIONE. te tormentando con l'ingordo desiderio d'eflèt

VN A donna gioitane veftita di verde


fregi d'hellera,ii>atto di falire vn'afpiif-
con reputato fempre maggior degl'altri
Il leone con la tefta alta dimoftra,chc l'Am
fimz rupe, la quale in cima habbia alcuni fcet bilione non è mai fenza fuperbia Da Chriftofo
tri, e corone di più forte , & in fua compagnia ro Landhio è porto il Leone peri 'Ambi tione,
"vJ Ha vn leone con la teda alta . percioche non fa empito contro chi non gli re-
L'Ambitione , come ladefcriue AleflTandro filìe, così l'àmbitiofo cerca d'elfer fuperiore ,

Afrodifeo, e vn'appetitodi Signoria onero co , & accetta chi cede , onde Pianto difle : Super-
me dice S. Tomafo, è vii'appetito inordinato bus minores defpieit ymaioribus inuider,8c Boc
H'honore; la rapprefenta per vna donna
onde fi tio : Iraintemperantis fremit , vtleonis uni'

veftita di verde , perche il cuore dell'liuomo mum gefiare credant . Et à quefto propofito ,
atnbitiofo non fi pafce inai d'altro , che di fpe- poiché l'ho alle mani, aggiungerò per fòdisfa-
raiiza di grado d'houò re, eperò fìdipinge che tione dei Lettori vn fonetto di Marco Anto-
laglia la rupe. nio Cataldi, che dice cefi .
I fregi
come quella
deU'helIera ci finno conofcere, che
pianta ftmpre va fàlendo in alto ,
OD/ difcordia, e riffe attrice vera >
Rapina di virtii, ladra d'honori ,
e rompe (•pe/Ib le mu ra che , la foftentanoj così Che di fa fi i , di pompe > e dt fplendori
l'àmbitiofo non perdona alla patria , né a i pa- Sottrai cor/o mortai tipregialttr^s

A MB' I T I O N E

Tu
16 Iconologia di Cef. Ripa.
5"« fei dt glòrie Altrui nemica fiera ha quefto vitio.chenon fa difcerncre^corec di-
Madre d'hippocrefia fonte d'errori ) ce Seneca nell'Epift. loj^. Tantta e/i ambi-
Tu gV arimi auueleni , e infetti i cuori ti onis furor vtnemo ttbipcfì te videatur-Si ali
Via ptit di Tiftfon , più di Megera • quis unte te fuerit .
Tu fejli vn nucuo Dio /limar/i Annoney Le qualità delle corone dimoftrano , che
D'Etna Empedocle efporfi al foco eterno > l'ambiiione è vn difordinato appctitOjfecondo
O di morte minifira Ambitione • il detto di Seneca nel 1. de ira .

Tu dunque a l'onde Stigie, allago Autrno Nf» contenta honoribui annuii' Ji fieri pò
efì

Tornai chefen{a te langue Plutone, lejl vno nomine Vultfajlos occupare,é^ per otti'
L' alme non fenton duoly nulla e l'Inferno. nem Orbem titulos dtiponere •

Et à quefto propofito non voglio lafciare dì


fcriuerevn'Ariograma fatto fopra laprefcnsc
AMBITIONE.
,

figura da Taddeo Donnola,che così dice.


DOniu giouane verde, con ha-
, veftita di
cou li piedi nudi; haue-
Atnbitio. Amo tibi.
bi to fticciiito , e Grammaticam falfam quid ridei ? defineinat^
rà à gì 'homeri l'ali ,& con ambe kmani rao- Ex vitiovitium nil nifi coUigitur •

ftri di metierd confiifamente in capo più forte Tu laude hinc homines,ques ambitiofa cupide
di Coione,& haiierà gl'occhi bendati Cdcos, dementa, ridtculost^facit .

Ambitione, fecondo S.Tomalb 151. 1. i.cj. AMPIEZZA DELLA G LO, Ivi -A-
art.i.è vu'appetico difordinato di farfigran- dipinge per tale effetto la figura d'Alefsa
de.edi periienire à Gradi,Stati,Signorie, Ma-
SI dro Magno con vn folgore in manojC con
giftrati,& Officii > per qual fi voglia giulla , ò la corona in capo .

jn<»iafta occafìone,vircuo(b,ò vitiofomezo.on- Gl'antichi Egittij in tende» ano per il folgo-


de aiuiiene,che quello fi dica efière ambitiofo, re l'ampiezza della gloria j e la fama per tutto
come diceAriftotile nel quarto dell'Etilica, il mondo che iiiun'^ltra co;^
diftefa cflcndo ,

ilquale più che non faccia melticre, que non & rende maggior fuono^che tuoni dell'aere, de i

bifogni, cerchi honori. quali efce il folgore, onde per tal cagione fcii-
Si dipinge giouane veftita di verde , percio- uoiio gl'Hiftoricich'Appelie Pittore eccellen
giouani ìon quellijche molto fi prefumo
che i ti(simo,volendo dipingere i'cfl^gie del Magno
no.e molto fperaiioefièndo lor proprio vitio > Alefìandroglipofèinmano il folgore , accio-
come dice Seneca in Troade.per non poter leg che per quello fignificaflè la chiaiezza del fuo
gcre l'impero dellanimOjche perciò fé gli fan nome , dalle cofe daini fatte in lontani paefi
no l'ali agl'homeri, dimoftrando anco.cheap- portata,^ celebre per eterna memoria. Dicefi
petifcono &
arditamente defiderano quelle co ancojche ad Olimpia madred'Akffandio, ap-
fe,che nonconuengonolorojcioè vogare fopra parue in fogno vn folgore>il quale gli daua in-
gl'altri, & ellère fuperiore à tutti. ditiodell'ampiezza, e fama futura nel figli-
L'habiro fuccinto,& i piedi nudi fignifìcano uolo ,

le fatiche,! difagi, i vergogne , che


danni, e le

J 'ambitiofo fbftieiie , per confeguir quelli ho-

nori che fieramente ama , poiché per effi ogni A M l C I T I A .

cola ardifce di fare, «Se folFrire con patienza, co


me ben dinioftra Claudian. jib- 1. luStiiicon.
DONNA veftita di
mciite,moftri quafi
bianco ,

la finiftra fpalla,
ma rozza-
&
laudem .
ilpettoigiiudo , con ]i deftra mano moftri il
Trudis aftaritiam, cuitu fédijftmx nutrix cuore, nel quale vi farà vn motto in lettere
Ambitio, quA vejìibulk ,fortbt4sijjpotent»m , dorocosì,LONGEET PROPE: & nell'c-
Excubat,^prectii commercia pofcit honorit fcremo della vefte vi farà fcritto, MORS, ET
fulfafimul VITA Sarà fcapigliata, incapo terrà vna
. &
Sì lappiefaita, ch'ella ponghi medefima fi ghirlanda di mortella di fiori di pomi gra-
, &
lefopradette cofè incapo per dimoftrareche nati intrecciati infieme, nella fronte vi farà
l 'ambitiofo opera temerariamcte, eflendofcrit k ritto
to in S. Paolo ad Hebi-cap- ^ .Nemo ^bi/umat HYEMS, AESTAS.
honorem,fed qui vocatur à Deo tamquam Aa- Sarà fcalza , & con
il braccio finiftro terrà

r<?/7,Non fapendo fèegli ne fia degno •


VH'olmo fecco.il quale farà circondato da vna
5i dipinge con gl'occhi bendati , perche cG» "vite verde , Anaicitia fecondo Aiiftotile è vna
fcam»
Parte Prima-. 17
A M I e I T 1 a:

rcambicuolCjcfpreflajC reciproca beneuolcnza del rvnione interna fpargc fuori l'odor fiiaiie
guidata per virtùjC per ragione tra gli hiiomi degrefempij,& dellhonoreuoli attioni,& ciò
liijche hanno conformità di infliiiTì,& di com- fenza vanità di pompofa apparenza , fotto
la
plcfUoni. II vcftimento bianco, e rozzo , è la quale fi nafconde bene fpeflb I "ad u la tione ne-
fcmplicc candidezza delranimo , onde il vero mica di quefla virtù di ciò Ci può vedere De-
,

amore fi fcorge lontano da ogni fòrte di iìntio- mocrito come referifce Pieno Valeiiano libr.
,

ni , & di lifci artificiofì cinquantacinquefimo.


Moftrala fpalla iiniftra, & ij petto ignudo Dipingefi parimente fcalza, per dimoflrare
additando il cuore col motto, Longe ,0* pro- fol!ecitudine,oueroprcftezza,&- che per lo fer
^f, perche il vero amico > ò prefente,ò lontano uigio dell'amico non Ci deuono prezzare «li
che fia dalla perfonaamat3,col cuore non fi fé fcommodi': Come diraoflra Ouidio de Ar«:
para giamaij& benché i tempi, & la fortuna fi amandi Si reta, defuerit , tu fede car/-c viam
:

mutino, egli è Tempre ilmedefìmo preparato Abbraccia fiiiaiaience vn olmo (ècco ciicoiida-
à viucre.e morire per l'interelTe dciramicitia,c to da vna vite verde , accioche fi conofca
, che

quefto (ìgnifìcail mottO)Che ha nel lembo del l'amicitia fatta nelle profpericà,
deue durar se
la veftc,& quello della fronte Ma
fé è fìnta ,
. pre,& ne i maggiori bifogni dcueellcr pai che
ad vn minimo volgimento di fortuna , vedefi mai amicitia,ricordandofi,chcnon e mai ami-
fubitamente, quafi fottilifsima nebbia al 5ole co tanto inutile, chenonfappia troiiai ftrada
dileguare. L'efTere fcapigliata , & l'hauere la in qualche modo di pagare gl'oblighi dclJ'-
ghirlanda di mirto coni fiori di pomi granati, amicitia
mollra i che il frutto dell'amor concorde , ii
C Ami-
1 Iconologia di Cef.Ripa
^m ietti X • giungendofi con le braccia inficme. Vna d'elle
DOmia veftha di bianco , per la mede/ìnia hauerà in mano vua rolàjl'altra vn dado , e la
ragione dctra di fopra , hauerà i capelli terza vn mazzo di mirto, dalle imagini di que-
rparfiifottoil braccio finiftro terrà vn cagno- fte tre gratie,fenza dubbio fi regola la buona,

lino bianco abbracciarci ftretto, nella delira & perfetta amicitia, fecondo che gl'antichi pen
Piano vn mazzo di fiori , & fotto a! piede de- fauano , imperoche l'amicitia; non ha altro per
itro vna relia di inorto • fuo fine,cheilgiouare,& far beneficio altrui, 5c
I capelli fparfi fono perle ragioni giàdett^ non laflàrfi fuperiarein beneuolenza , & come
Il cagnolino bianco moftra,che fi dcue confèr- tre fono le gratie degl'antichi, così trcgradii
liare netta d'ogni macchia all'amico la pura fi- benefitii tengono nell'amicitia.
deità, peri fiori s'intende l'odore del buon'or- Il primo,è di dar le'cofe. Il fecondo di ri=
dine, che cagiona l'amicitia nel conlbrtio,& nel ceuer l'altrui. Il terzo di renderli contracam-
lacommune vfàiiza de gl'hiiomini . Sotto al bio. Et delle tre gratie l'vna fìringe la mano,
pie deliro fi dipijigela tefta di morto cai pefìa- onero il braccio dell'altra perche l'ordine di
,

ta, perche la vera aniicitia genera fpelTe volte farbenefitio altrui è, che debbia pafiàie di ma-
fer (èruigio dell'amico il difpreggio della mor no iu mano, &
ritornare in viile di chi lo fece
te . Però dilleOuidio,lodando due cari ami- prima. »^ iiicjucfta maniera il nodo dell'ami-
ci ne! 3. Iib.de Ponto. citia tiene ftrettaffientegrhuomini vnitifradi
carum per it urta OreRen
Ire iubet Pylades, loro
Hic negat^inquevicem pugnat vterque morì- Si rapprefèntano quelle tre gratie ignude »
Amicitia • perche gl'huomini infieme l'vn l'altro debbano
cflèr d'animo libero, & fciolto da ogniingan-
LE tre grafie ignude,ad vna delle quali fi ve
drà le fpalle,& all'altre due il vifo con- n0)Vna fola volge le fpalle , &
due volgono il

AMMAESTRAMENTO.
Parte Prima.»;' ip
Vifo^pcf moftràre,chc Tempre duplicato fi de- Coù l'intiero di due tfitX>itfaffi,
lie rendere il beneficio all'amico . L'vn predando la vifta^e ì!altro ipajft .
Si rapprefentanoallcgreneirafpetto, perche Amicitia fen{a giouamento .
tale fi delie dimoftrare chi ù benefitio altrui DOnna rozzamente veftita , che tenga con
& tali ancora coloro,che Io ricenono Hanno . la mano vnnido.con alcuni rondini den
l'apparenza virginale, perche l'amicitia non tro,& d'intorno à detto nido volino due, ò tre
Yuol eflèr contaminata dalla viltà d'alcuno in- rondini Qneft'vccello è all'huomo domefti-
.

terefle particolare • co,&familÌ3re,5c più degl'altri prende ficur-


La Rofa fignifica la ptaceuoIezz3,quale fèm tà delle cafedi cià(cuno,ma fenza vtile , non 11
prc deue eflere tra gì 'amici, elTendo fra di loro domefticandó giamai, &auuicinandofi il tem-
continua vnionedi vclonrà • po di Primauera, entra in cafa per proprio in-
Il dado fìgnifìcarandarej& ritornare altcr- teiede, cornei finti amici, chefolo nella Prima
nai"»entede i benefìtii, come fanno i dadi,quaii nera delle profperitàs'auuicinano, & fopraue-
do (ìgiuoca coneffi. nendorinuernode'faftidii abbandonano gl'a-
Mirto5che è Sempreverde,' è fegno , che
Il mici, fuggendo in parte di quiete, con ral fimi
l^amicitia deue l'iftenàconferuarfi., ne mai per iitudine volendo Pitagora moftrare, che C\ ha-
alcuno accidente farfi minore , iiefieroà rener lontani gl'amici finti,& ingra-
Amicifta . ti , fece leuare dai tetti della cafa tutti i nidi

VN cieco , che porti fopra alle fpalle vno,


che non polla ftarein piedi, come i fegué
delle rondini
AMMAESTRAMENTO.
ti

Porta
verfldell'Alciato dichiarano.
il cieco il ritratto in sic le fpalle ,
HV O M O d'afpetto m3gnifico,& vene-
con habito lungo & ripieno di
rabile , ,

Et per voce di lui ritrona il ralle , magnanima granita, con vnfpecchio in mano,

AMOR DI VIRTV.
zo Iconologia di CefRipa
AMORE VERSO IDDIO;

intorno alquatc farà vna cartella con quefte pa jìie la virtù iftefia è più nobile di ogn 'altra co
role. INSPICE,. CAVTVS ERIS. fa, &dipinge con ]a ghirlanda d'ai loro, per
fi

L'ammaetftramento è reflèrcitio, che fi fa légno dell'honore che fi deue ad eflà virtù.


per acquifto d'habiti vktuofì, e di qualità lo
1 Et per moftrareche l'amor d'efia non è corni
denoli,perme7o,ò di voce,ò di fcrittura,& fi tibile , anzi come l'alloro fempre verdeggia ,
fa d'afpeito magnifico , perche gl'animi nobifi Sfcome corona, ò ghirlanda ch'è di figura
foli facilmente s'impiegano à i faftidi.che van- sferica non ha giamai alcun termine Si può .

noaiianti alla virtù Jl veiìimento lungo, Se ancor dire ghirlanda della refta figni£-
, che la
continuato,moftra,chc al buon habito fi ricer- chi laPrudenza,& l'altre virtù Morali, ò Car
ca continuato effcrcicio, elofpecchio ci da ad dinali, che (bno Giuftitia , Prudenza , Fortez-
intcndeie,che ogni noltra attiene deue eflTercal za, e Temperanza,& per moftrare doppiamc-
colata, &
compafTata con l'attione de gl'altri, te la virtù con la figura circolare, con 1 nu- & i

che cofa fiano vniuerfàlmen-


in quella fteflà
mero ternario, che è perfetto delie corone •
lodati come dichiara il motto medefimo.

AMOR DI VIRTV\ AMORE VERSO IDDIO


VN fanciullo ignudo, alato, in capo tiene
vna ghirlanda d'alloro , & tre altre nel-
HV o M o
riuolta verfo
cheftia riuerente con la faccia
il Cielo , quale additi con
le mani, perche tra tutti gl'altri amori qua-, la finiftra mano, e con la dcitra moftri il pet-
li variamente da i Poeti fi dipingono , quello to aperto >

della virtù tutti gli aldi fijpera di nobiltà»co-


Parte Prima Zi
Amor del proJftm& . bere, ma fé fi cemanda^ che fi aizafléio i fi-
HVomo nobilmente
veftito , che gli ftia a pienti, jtutci fàlterebbonoii) piedi, perche eia-
fcuno-prefume fàpere- A risotele nel primo de>
canto vn pellicano con li fiioi fìgliolini ,

liquali fticno in atto di pigliare con il becco il la Ret. tiene che ciafcuno ( pereflcr amante
Éingue ch'cfce d'vna piaga, che detto Pellica- difeftelTo) neceffaiiamente tutte le cofe fue
no Afa con il propiio becco in mezoil petto, gli fieno gioconde,e detti, e fatti: di qui è quel
& con vna mano moftri di follenar da terra prouerbio. Suum cuie^pulehrum à tuttipiac .

vn pollerò, & con l'altra gli porga denari , fe- ciono le cofe fue i figli , la patria, i coflumi , t
condo il detto di Chrifto noftro Signore nell'- libri, l'arte, l 'opinione, l'inuen rione, & leeoni
£iiangeIio. pofitioni loro: Però Cicerone ad A Etico dice ,
Amor Aifeflejfo . che mai niun Poeta, ne Oratore , e flato , che
dipinge ràTecondo l'antico vroNarcifo, riputane miglioiealtro che fé, de Poeti, loco-
SIche fpecchia
fi vn fonte, perche amar
in fé ferma Catullo come difetto com^nune an-
, ,

Jleflbnon è altro, che vagheghiarfi tutto nel- corché di Suffeno parli


l'opere propriecoH (odisfattione , coiiap- & Nequeid&m vnquam
planfb. Et ciò è cofa infelice, e degna di rifb, Aeque efl biatut acpotma cum fcribif.
,

quanto infelice, &


ridicolofa fu da' Poeti anti- Tarn gaudet info latnq, fé spfe miratur t
,

chi fìnta la fauola di Narcif© , però dille Nimirura id oynnes fallimur •

l'AIciaro • Anlt. nelI'Echica lib. 9. cap. 8. mette due


Si comt rimirando il hi Narei/o forti d'Amanti di fé Aedi vna Ibrte viriofa, ,

Nelle chiar'onde il vago fuo fembiantt vituperabile, fecondo il fenfo, & l'appetito,
"Lodando hor i degl'occhi , hor/i il bel vifo l'altre lodabile fecondo ]a ragior.c: Gli Aman-

F« di fé fiefio micidiale amante , ti di fé ftefTì fecondo la lag.one cercano d'aua-

Cosi fouente auuien che fin derifo zare gli altri nella virtù, nell'honellà , & nelli
tJhuom,che fptc{x.ando altruifi ponga inantt beni interni dell'animo be-. Tutto qucfto uà.

Con lodi amor foHerchio di fé fieffo , ne il procurared'auanzare gli altri nelle vir-
:

E vaaitade, e danno, e biafmo ef^rejfo • tù fenzadubio ch'èlodabiliflìmo- Ma ci e vna


Amor difefiejfo. forte de uirtuofi e fapienti non troppo com-
,

DOnna incoronata di Vefìcaria , porti ad- mendabili , quali accecati dall'Amor proprio
i

doflb vna faccoccia grolla , & ripiena , arrogantemente , fi prefumonofapere più de


flretta dinan zi dalla mano con làqua-
lìnifVra, gli altri, innalzano le cofs proprie, ammirano
Ic anco tenga fopra una uerga una cartella co lo ftile, la fcienza , & le opere loro , difprezza-
quella parola greca $IAATTIA nella mano
. no,& opprimono con parole indegne quelle de
dritta habbia il^ fior Narcifo , alli piedi un gli altri, &
quanto ad alrrifuor di ragione to-
Pauotie • gliono di lode, fuor di merito à fé attribuifco
Ninna cofà è più difficile, che fé fìeflfo co» 110: perciò Thalere il primo fauio della Gre-
nofcere. L'Oracolo Delfico, edèndo addiman cia difie, che ninna colà è più difficile che co-
dato da vno, che via tener doueua, per arrina- nofcere fc fterso , &
ninna più facile , che ri-
re alla felicità gli nfpofe, fé conofcerai te fief- prendere altri ilche fanno gli af^ttionari di
:

fo: Come difficil cofa>fùper ordnie del pu- fertefli, perche quello che riprende, & akit
blicocoufìgliodi tutta Grecia fatto intagliare biafima , da legno d'effere innamorato di li
(oprala porta del Tempio Delfico queito ri- ftefto, &d'edere auaio di lode, fi come accen
cordo. FNnOISE ATTON. N ofce re ipfum, na Plutarco nel trattato dell'adularore , e del-
voce da Socrate attribuita ali ifteifo Apollo. l'Amico dicendo Repreh^nfio^ amoremfuit
Q_u_eftadificoltà diconofcerfi scagionata dal ^ ar/irni ìlltberalttitiem aliquam arguir- Av.A
l'amor difeftedb, ilquale accieea ognuno. rodi iodc,& innamorato di le ilcfibin più ino
Cdcui Amorfui Dille Hoiatio , enbudo cieco
. ghi li fcuopre Giudo Lifiìo, liberale de biafi'
£à che noi itclll non cicoiiofciamo & che eia- , mi, il quale non per dire il parer fuo , ma per
fcuno fi reputi elfere garbato , elegante, &: fa- difprczzo delle altrui opere à bella porta mor
piente, Varrone nella Meiiippea. Omnes vide- de gran i/fimi Autori ,',fpetialmente il Bem-
mur nobis effe belluli , é^feftitti, é^fapere- So- bo nella feconda Centuria EpifK éi nella •

crate diceuachefein vnTheatro, fi comman- quale auilifce lo flile del Bembo , che fé
dafle che fi leualTero in piedi li Sartori , ©altri- bene in qualche particolare padb fi come
à'si tra grofcilioue,clie folo i Sarroii fi leiicreb ogiy altro può cflcrc caduto , nondimeno
torto
%z Iconologia di CefRipa
torto efprefso ha Giii;\o Lipdo di riprendere li & da quelli che più
fudetti verfi di Catullo,
genericamente lottile filo, & d'aldi del kcon- à bado porremo . Ma
fappinopure quelli Sa-
do Tempo di Leone X. i quali fono flati tan- trapi, è Capienti, che folo le loro opere apprez-
to in profa, quanto in poeha terlì, puri, culti > zano , &
le altre difprezzano , che chi loda fc

& eleganti affatto nella Romana eloquenza , fteflb,ebiafimatodaalrri,chiameràfefteflò, è


egli reputa il loro Attico ftile conolciuto, & fchernito daalcri,& chiama troppo fé ftefloc
CQiifslsato da lui Ciceroniano, iang'.iido, pue- molto da altri odiato
rile, & quaìì ch'egli più grane te-
alFettato ,
Nemo erit amicm , ipfefi te amei nimU •

glia il vantoairOratoie , accecata fenza dub- Perche l'arroganza concilia odio: la Mode-
bio dall'amor di Te ftelTo, come quello.che è di flia amore, gratia, Se bencuolenza .. DitTero !c

fìile diuerlb da quelli che fono di Itile Attico , Ninfea Narciib ( per quanto narra Suida )
de quali dice egli , che x lorocompofitionifc) mentre contemplaua le fue bellezze nella fon-
noalFettate, & formate ad vfo antico, & non fi te TToWoiTi U.17^71V è'ÀV (TCtV'^Òy ^iMlS •
.

accorge che il fuo


,
turgido, o per
llile vano , Multi te oderintfi te ipfumamaru. Nell'amor
dir meglio torbido, è quello che fi chiama an- difeftello reftanogU huomini gabbati nella
tiquario , affettato, mendicato dalle ofcure te- maniera che fi gabbano gli animali irrationali »

nebre de Comici, & Autori più antichi, tefllito pofciache ù ciafcuno animale diletta più la for
con periodi , tronchi, intercifi , ne quali bifo- ma fua, che quella degli altri di fpetiediuetfa :
gna intendere molto più di quello , che dice , circa di che Platone alferifce , che le Galline à
& coni polla con pa iole aftru fé, recondite, raii- fé ftetlè piacciono,& che par loro d'eflère nate
ze,& non intefe, ftile odiato da Augufto Impe con bel le fattezze,il Cane pare bellitfirho al ca-
radore.fi come attefla Suetonio cap. 86. il qua nejil Bone al Boue,rAfinoairA{ino,& al Por
le amaua l'eleganza , il candore , & !a chiarez- . co pare , che il Porco auanzi di bellezza-Mar-
23 de dire Attico qual'c in quelli, che sbiafi- co Tullio in ogni cofa Platonico nel primo lib.
ma'GiuftoLipfio.&odiaua l'Afìatico ftile.la va denatura Deorum , allude all'iftefib. Anptt-
iiità delle fentenze , 'apparato fuperbo delle tctt vllstm effe non fui
terra mxriqj belluarniquA
parole ofcure, inaudite, & fetide, quali fono in generis beUua maxime delecietur ? Soggiunge
Giudo Lipfio •.genmeloquendifecuttaejl. Ah- ap p lellb £/? enim vii tanta natun, vt homo
.

gMfi.'ii,eleg^»s ó* temperatum vitata fenten- , nemo velit ntfi homini fimdis effe quidèfor , ^
tinrum ineptiii , (ttque inconcinnitate , (^ re- mica formicf M:ìVa,mox. à\ fé ftefib ha nell'Imo
eoitiiitorum verborum fxtoribtti , dice Sueto- mo queftodi più, che egli (i reputa più galaiir
nio , & più abballo Cacazelos antiqua- , ^ te di ciafcuno della fua fpetie sì che non vor- ,

rios, vt diuer/o genere vitiofos pari fafìidio/pre rebbe efiere altr'homo , che fé ftefib , ancorché
uif : (e )iiuno,per dir così, è cacozelo, & anti- defiderila fortuna d'altri più potenri,& felici.
quario certo che è Giufto Lipfio imitatore di L'Amordi fé fteflb lo raprefentiamo fotto
clocutionè gonfia , antica difmella, che cerca figura fem ini le , per che è più radicato nelle
più tofto d'efiere tenuto in ammiracidne , per Donne, atrefo che ciafcuna quafi per brutta, e
i! fuo inufitato,& ofcuro ftile , che intefo con fciocca che fia , bella, & faccente fi reputa: ol-
chiarezza, &
purità A ttica,ma(run amente nel- tre ciò appiéfib Greci pafl'a lòtto nome dife-
le tue Centurie.le quali come Epiftolechiarif- mina poftó nella cartella.cheancoda latini di-
fime.e pure affatto doueriano etfeie , nel che à celle Philautia .

ragione lì può riprendere, fi come era M- An- L'incoroniamo con la Veficaria della quale
tonio nprefo da Augullo. Marcum quidem Plinio lib. 1. cap. ^ i. in altro modo chiamafi
Antoniiim, vt infanvrn increpat , quafieafcri- Trichno, Strichno, PeritTo, Thriono, &H?-
bente>n,qu& mirentur potim homines,quam tri' licacabo, era in Egitto adoperata da quelli che
telliga.nt . Vaglia à dire il vero, ingiufto è co- faceuano le corone inuitati dalla fimilitudiue
lui che reputa Iblo ben fatto quello che piace del fiore d'Edera, ha gli acini che porporeggia
à fé , e ftrani fonocoloro.che vorrebbero tut- no , la radice candida, lunga vn cubito>e'l fu-
ti fcriuelfero , & parlafierocome fcriuono , & flo quattro, comedefcriueRuellio lib. 3 cap.
parlano eHi,& che folo il loro ftile futTe fegui- no- la poniamo per fimbolo dell'Amor diu*
t uo,abborrendo ogni altror ancor che con giu- fletlb, perche i Greci, fpetialmente Theofrafto
ditio,conbuon3,& regolata fcelta di parole co lib. i>. cap. II. vogliono e h'vna dramma di ra-
pò la iìa: sì che falla, &
erra chi ftima , & ama dica di quefta pianta data à beuere, fa che vno
i 'opere, >Sc le virtù fue,fi come raccogliefi dal- s'abbagli credendofi d'elTere belli/fimo. Dabi*
Parte Prima ^^
$
iuretw radieit drachmipondm, vt fiU quis-
> Sipar che del fuo inganno fi diletti ,
illudat,fliicentqtie,JeqHepulcherimumputet' In viRa aflai piaceuole , ma rio
DiraflI per ifcheizo di quelli che fono iiiiiagiii- Tanto i che gode fot de gl'altrui mali
ti di fé ftelTì , ch'habbino beimto la radica del- Chabbiaà gl'homeri l'ali
la Vefìcaria, & che ili abbaglino , 8c burlino fé Le mani armate d'arco , e difaette
ftefTi. JE in brette face afirette
I
La cagione che porti nella deftra il Narci- Torti le fiamme , che per l'vniuerfo
fo,è in pronto, nota è la metamorfofì di quel- Va poi largendo fi , che del fuo ardott
lo che inuaghitofi deiririugine fua in fiore di Kefla accefo ogni core .

Narcifo,fì conuerfe,il qual fiore genera ftupo E che dall'vfo human poco diuerfo
re.egli amanti di fé fleflì marauiglianfì con Di Volcan'e di Venere fia nato
iflupore diloromeck/imi, & non ci mancano E del Ciel tenga il piti fublime fiata .

di quelli, che trafportati dell'Amor proprio (i jimor e vitto della mente infa?2a ;
penfano diefiere tanti Narcilì compiti, & per- ^luandofi muoue dal fuo proprio loco,
detti in ogni cofa • L' animofcalda e nafce ne -verd'anhi
,

Ma quefti tali non veggono


groffo facce il All'età , che affai può , ma vide poco
pieno d'imperfettioni che adod'o portano > co- L'ofio il nodrtfce , e la lafciuia humana % .

me SufFenOjilquale il teiiea per bellojgratiofo, Alentre che va lontana


,

faceto , &
elegante poeta , e non s'accorgeua La ria fortuna confuoi grani danni »

ch'era difgratiato , infipidoje fgarbato , per lo Spiegando i trifìi vanni ,

che conclude Catullo.che ciafcuno cflèndo ui- E labuona,e felice flàprefente


uaghito di fé iledò , in qualche parte s'aflì mi- Porgendo ctò che tien nel ricco fieno :

glia à SufFeno , & cheogn'vno


ha qualchedi- Mafie quefla vien mena
fetto,ma che non conofciamo la mantice, cioè Onde il cieco defilo al mal confiente

il facce de vitti che dietro le fpalle habbiamo- Il fuoco, che arde pria tutto s'ammOr{a
Neqtte efi quùff^ E toflo perde amor ogni fina forx-a .

§luent non in alcuna re vtdere Suffenum

Pojfisyfttfti euiq^

Sed non videmns


a,ttributU4
m
antica, quid in tergo efl
efl errar

AMOR DOMATO.
Giòauuiene dall'amor proprio che il fenno
t)ffufca , talché innamorati di noi medefìmi
CV D O PI
co,&
à federe,tenga fotte
con la face fpenta , nella
la faretra,
li piedi l'ai

fcorgiamo fi bene i mancamenti de gli altri mane dritta habbiavno horologioda poluere,
per leggieri, che fieno , ma non conofcumo li nella finiftra vn'augelletto magio»& macilen-
jioflri,ancorche grani , ilche ci dimoftrò Efb- te nominato Ciucio.
po,quando figurò ogni luiomo con due fàc- Tiene fotte li piedi l'arco , & la faretra con
chijvno auanti il petto , l'altro è\ dietro , in la facefpenta per fegno d'effeie domato, emen-
quello dauanti poniamo i mancamenti d'altri do che rabbairare,& deporre le armi fue , Ci-
inqiiellodi dietro inoft ri, perche dall'amordi gnifìca foggettione fommelTione Non ci , & .

noi medefìmi non livediamo,fi come vediamo e cofa che domi più l'amore , e fpenga l'amo-
quelli degl'altri , rofaface,cheil tempo,& lapouertà: l'hoiolo-
Il Pauone figura l'Amor di fé fleffo, perche gio,che porta in mano è fimbolo del tempo >

è Augello che fi compiace della fua colorita , ilquale è moderatore d'ogni humano affetto >
& occhiuta coda,la quale in gì ro fpiega,& ro- & d'ogni perturbatione d'animo, fpetialmente
tando intorno la rimira: ond'è quello Adagio, d'Amore,il cui fìneelTendo pofìoin defiderio.
tanquam Tatto circunfpeBiins fé- che fi fuol di fruir l'amata bellezza caduca, e frale, è for-
dired'vnoinnamorato di fé rtelTb, che fi pauo- za che cangiata dal tempo la bellezza , fi cangi
iieggia intornojche fi diletta, e gufta della fua ancoramele in altri penfieri. lilam amabam
perfona,& che d'ogni fua cofa, & attiene fi c5- olim , nunc iam alia cura impendet peBori -
piace •
Dille Plauto ne rEpidico,& l'iltefTo ne la Mu-
Amore fc ritto da Seneca nella Tragedia d'Ot-- flellaria . Stulta espiane ^.e iUum ttbi iter*

tauia,e trafportatoin lingua noftra così. numputoi fiore amtcum , ^ beneuolentem Ma^
L'Errar de ciechi , e mi/eri mortali neo iUe&tate,& fiatietate- Et piiì
ego-,te defieret

Ter coprire il fuo flotto , e van deflo ^ à baffo moflra che celiata la cagione, cefsi anco
Tinge che amor fia Dio > ramorofo ciFetto , fiutato dal lempo '1 beli ©,
gioue-
Iconologia di Ce^Ripa
AMOR DOMATO

gloucnil colore. Vhi Aiate hoc caput colorem La quctl hor da mortai periglio.
tolta
eommutaHÌt reliqmt deferuittj^ me'.tibi idem
, Teca alza il à più leggiadre imprefe-
volo
futttrum- Ciedo fiiflè detto di Denioftene Il tempo dunque e domatore d'amore, che
che l'aniorofo foco dentro del petto acce(b,iio n conuerte al fine in pentimento del perduto
fi può fpegiiere con la diligenza, ma nella negli tempo nelle vanità, d' Amore .

genzaiftefla per mezzo del tempo s'eftinguc, L'Augelletto nomato Cinclomagro,& ma-
& fé rifoliie . Coppetta, mio co-
Ringratia il cilente, fignifìca che l'amante lograto che ha le
patriota il tempo da gli
,clie l'habbia Iciolto fue foftanze negli amori fuci afciutto, &
nudo
amorofi lacci in c|iiefto Sonetto . rimane domato dalla pouertà, dalla fame , Se
Perche /aerar nonpojio Altari , e Tempi , dal mifèro ftato in che fi fcitroua Della po-
.

Alat»veglio,a Copre tue sì grandi , uertà n'è fìmbolo il detto Cinclo,deI quale di-
r« già le forze in quel bel -vtfo ipandi. ce Suida . Cinclui auiculatenuis,^macilen'
Che fé di noi fi dolorofi fcempi ta- Prouerbiumpauperior leberide, Ó* Cincia.
Tu de lamia vendetta i voti adempì E quello augello marino eofi fiacco , che noii
l! alterezza, e l'orgoglio à
mandi, terra può farfi il nido , però coua nel nido d'altri ,
T« folo sforzi Amere, comandi
e gli onde Ciucio negli Adagij chiamali vn'huomo
Che dtfcioglia t miei lacci indegni,?;^ empi • pouero, & mendico > fé bene da Suida, quello
Tu quello hor puoi, che la ragion non vaifé marino augello ù chiamato [KiyKhòi] £x quo
Non amico ricordo , arte , o configlio , Cincluipropaupere dicittir . Crate Tcbano Fi-
N-ongiufìofdegno d'infinite offefe. lofofo dille , che tre cole domano l'A more , 1«
Tu l'alma acquifii,che tanto (trfe, ^ alfe. fame, il tempo,& il laccio,cioè ladifperatione
Amoretti •
Parte Prima-. ^ ^f
Am^twfeintfKmétifmmlnuttempui eh vero le d'oro,la quale fi daua in honore del trionfo
fivtinonvalesJaqttetti.Et^crtil corno fi po- al Capitano, ò all'Imperatore fu anticamente
trebbe aggiugncre vu laccio al collodi Cupi- di lauro , & obfidionale di G ramigna,& fi da-
do,eflendocoftumedc gli amanti perdifpera- uà à quelli folamenre, che in qualche eftremo
tione dcfiderar la morte , che in effetto alcuni pericolo hauefTerolàluato tutto Tefercito , ò
data fi (bno ; Fedra nell'HippoIito di Euripi- s'hauefsero leuato l'efercito d'attorno La co- .

de non potendo fopportare il fiero impeto d'a- rona Cinica era di quercÌ3j& gl'antichi corona
iiiore,penfa darli la morte. uano di quercia quafi rutteleftatuedi Gioue,
Ex quo me Amor vulnerauif, cojiderahumyvt quafi che quella fulTe fegnodi vita,& i Roma-
Commodijjimeferremeum, incee[>t itatf. ni fisleuanodarelaghirlanda diquercia àchi
Exinde reticerehunc,ó* occultare morbum hauefie in guerra difefo da morte vn Cittadino
Lingiu enim nullafides, qut, extrema quidem Romano, volendo dare l'infegna della vita à
ConftliAhominum eorrigere nouit. chi era altrui cagione di viuere Soleuano an- .

Afe ipfa. vero plurima pojftdet muln cora fare quella ghirlanda di Leccio perla Cx-
Secun-iO amentiam bene ferte , militudine di detti arbori. La corona Murale
Ipfa. modejiia vincere fiatui . era quella, che C\ daua al Capitano , onero al
Tento Cam bis ejfici nonpojfet Soldaro,che era ftato il primo à montare fu le
Venerem vincere meri vifum ejl mihi mura del nemico. La corona Caftrenfe fida-
Optimum • Nemo contradicat meo decreto ua à chifudèprimad'ogn'altromontatoden-
Ma noi habbiamo rapprefentato Amore do tro baftioni,& alloggiamenti de'nimici
i La .

matofolamentedal tempo,&dallapouertà,co Nauale C\ daua à colui, che era il primo à monr

me cole più ordinaric:&: habbiamo da parte laf tare fu l'armata nemica , quelle tre fi face- &
{àtaladifperationejoccorreiido rare volte àgli uano d'Oro , & la Murale era con certi merli
amanti darli mnrtetpoicheciafciino amala vi- fatti à fimiglianza delle mura oueeraafcefo.
,

ta propria, &
bene rutti gli amanti ricor-
(e La Caftrenfe era fitta nella cima à guifa d"vn
rono col peufiero alla morte , non per que- baftioiie La Nauale haueua per ornamenti i
.

llo fé la danno , e però il Caualiier Gua- fcgui de'roftri delle naui,e quefto e quanto bi
rini introduce Mirtillo che dica neireccefsiuo foguaua fcr^uerc in tal propofico per commo-
amor fuo •
dità de'Pitcori
Kon ha rimedio alcun fé non la morte
à cui rifponde Amarilli
La mortehor tu m'afcolta, e fa che legge

AMOR DELLA PATRIA,
del Signor Giouanni Zaratino Cartellini.
Ti fian quefte parole , ancorh'io fappia
Chi l morir di gli amanti e pia tofìovfo O V-A NE vigorofo pollo tra vnaef'
D'innamorata lingua che defio , Gì làlatione di fumo , & vnagran fiamma
"D'animo in cio deliberato , fermo ^ • di foco, ma che egli guardi con heto ciglio ver
E Torquato TaiTò prima di lui nella fua foil fum ' porti nella manodeftra vna corona
elegante Paftorale d'Aminta diilè. digramig.)a,ne,la finiftra vn'altra di quercia ,

e vfo , & arte alli piedi da vn canto vi vn profondo preci


Ila

Diciafcun eh'amx miniicciarfi morte >


pitio.da l'altro canto intrepidamente concul-
Ma rade volte poi fegue l'effetto • chi fciniitarre,arme mhafta, e niannarc:e per-
Bafti dunque à noi hauer moftrato > come che corrifpondaà limili circoftanze, per la &
Amore refti principalmente domato dall'infe^ cagione cheducmo.fi veftirù d'habito milita-
licepoueità, &
tempo.dal re antico E giouane vigorofo, perche l'Amo-
.

Amor
di fama. re della patria più che s'inuecciiia più è vigo-

VN i
fanciullo nudo coronato di Lauro con
Tuoi rami , & bacche, hauerà nella de-
rofo, non fi

gli altriamori celiano .


debilira.ne mai perde le for7e! tutti
Vn Cauallicredopo,
ftra mano in atto di porgere la corona Cinica che hauerà feruito in amore vn tempo ad vna
& nella finiftrala corona Obfidionale , & fo- Dama.fpento l'amorolo foco dal freddo tcpo,
pra vn piedeftallo vicino à detta figura, vi là* & da l'età men frelca, ch'altri pèneri apporta,
ranno diftintamente quelle corone, che vfaua- à poco à poco fé ne fcordajma della patria no
no i Romani in fegnodi valore, cioè la Mura mai. Vn Mercante allettato dall'amore del-
le> la Caftrenlè , & la Nauale . la robba , & del guadagno non iftimerà pe-
Kacccuita A< Gelilo ^ che la corona trionfa^ ricolo alcuno per nauigationi diliìciliftìme, e
D cem-
zS Iconologia di CefRipi
AMOR DELLA PATRIA:

tempeftofc airvltimo fi ritira al porto ^élla


,
Hierocle à re ipfa non temere Patriam nomi-
)

patema Vn Corngiai;oadefcarodairani-
riua. nauit , voc.xbuloquidem à Taire deduBo , prò-
bitioiieviue baldazofo nella fu perba Cortami nftntiato tamenfeminina terminatiene , vt c}(
trito dalle fallaci fperaze,iiódimeno fouctepé vtrcqite parente mixtum ejfet jìtque hec ratio
• •

fa al fuonatiuonido. Vn Capitano dopo che , infinuat patriamunam ex £quoUuobm paren-


ballerà molti anni guerreggiato per acquiftar tibus colendameJfe-Fr&fereììda, igitur omnina-
fama, e gloria, al fine fc ne toma alla patria ù efì Patria vtriuis parentum feorfim ne fi- : ^
r:pf (arfi ; E (empio ne fiail che
faggio VliiTè , mulqfùdem parentes ambos maiorisfieri t f^
banci'.do praticato come Capit^nogloriofbnel Aquali honore dignari efl autem,^alia ratio,
:

]c più nobili partidel'a Grecia, grato, anzigra qu&non tantum aquali, fedmaiori, etiarn qua
tili:n.oal!afpIeiididaCor£e.Imperiale, defìdc- Jimul amboi p.irentes honore patriam ajfìcere^
rauatiutauia far ritorno in Itbaca (Uà patria moriet ,neque folur»' ipfis eamprsfert,fed etiam^
ofcura, brutta, & fan'o&j,qiidlaarr>orcdel
& uxori. & ^amìcis, (^ abfoluto fermO'
liberis,

la Patria è perpetuoper leternoobligo. Se \\o nerebtn altis omnibus poR Deos Dello fteflo .

iiorc che a quelladinaturaciafcuu l£dene,co parere è Plutarco ne li Morali At enim pa- .

me il figliuolo al Padre , eiTendo noi in quella tria , ^tJt Cr&tenfium more loquar , Matria
pe!ierati,& hauendoiii ella riceuutolofpiiito, pitti in te, quamparentes tui iushabet Da ta •

& quanto aflèrifce Plato


l'aura vitalcranzi Per le obligo. Se affetto naturale nafce che ciafcu-.
ne in Critone,& Hierocle,c maggior r<^ligo, BQ ama la patria fua, ancorcht minima ne fa
& rhoriora che fi dcue alla Patria, ciie alla ò fublt-
eccettione da loco à loco perhumile,
Madre , &;;a! Padre, dal quale prende il nome mc che fia ad IihacAfm faxa fic prò-
.
Vlyfes
}a, auia. ^« noman FatrU impofnit [ Dice psrat , quemadmodum /ig^t^^t^^non ad Myn-
nifrum.
Parte Prima_J ^7
Harumnohiles muro: iberno enim patriam,
• dauanti gl'occhi.che hendati tiene cni vor- , &
qui* magna eji amxt , fed, quia fun . Dice rà dire il vero fenzapallioncconfcrmerà'l pa-
òeneca Fiiofotb , cioè Vliilè s'alfrecca andare rere d'Atheneo, ilquale ancorché Greco, &
tri i fafsJ (i'Ithaca fiia patria, con quel me^eli- Gentile Autore nel primo libro , chiama Ro-
mo amoi'Cj&dehiienoj che Agamennone Ini- ma Patria ceIelte,compendio di tutto il mon-
peracore tra ItaoDiIimuradi Micena; percio- do Celefte in vero non tanto per la bellezza»
.

che iiiuno ama la patria , perche fia grande, & amenità del filo
, &
la foauità del Cielo,
ma perche è fua , amandoli nacuralmance per quanto perche quella ha voluto fondare la
in
fua .crelce tanto oltre l'amor della Patria nel fua Santa Chiefa il Creator del Cieloj&:eiì"a è
cuore de fuoi Citcadmi^chcaccecati da quello, relidenza del fuo Vicario, che tiene le chiaui
non fcorgouo lo fp.endore dell "altrui patrie > del Cielo,& vi difpcnia ii rcfori celel^ijcon-i pi-
& più à tarvnodclctterà la dia valle, monta- dio è poi del Mondo, poiché in quella non lò-
gna, & bicocca, la dia derert3,& barbara terra, lamentc (roncortouo moltitudine di genti da
chela nolnl Roma : Volgare e quel prouer- Francia.e Spagna, ma anco vi fi veggiono G re-
bio . p»tri*fumM4 igne alieno luciilentior . II ci.Armeni, Germani, Ingiefi,Olandth,Eluetn,
fumo della patria è più rijucente^che il fuoco Mofcouiti, Maiomti.Peifiani.Af uani,Traci,
de gli altri paelì , e però l'habbiamo figurato Mori,Giaponneli,IndianJ,Tran!iluani, Vnga-
Veflo il fumo voltando le fpalle al foco. Ha ri,& Sciti, appunto come dice il fudecto Acne
quello motto origine da Homero nel princi- lieo, ^luandoquidetn in eaVrbegtntes ettam
pio della prima Odillca •
tot&habitanty-ut CapadoCES,Scyth&, fonti natio
Ctterum Vlyjfes 72€s,(^ aliéi complures^quarum concurfui habi -
Cupiens, vel fumum exeuutcm vtderc tabilistottw teridipopulti^ ed In quefta guifa
tatri«,fttA , mori dejìderat tutte le parti della terra vengono ad ellère vo-
Ouidio nel primo de Pon-
L'ilteflò replica lontariamente tributane dei fuo faiigue , de
tOjConaltri verfì.che molto bene efp rimono il fuoi figli. Se Citradmi àRoma, come capo del
dolce amore della Patria Moiido,per lo cne con moka ragione tuttauia
'Hì-en duhiaefi Ithaci prudentiajed (amen optai chiamarli può Afilo,Teatro,Teìiipio,&: com-
Tumum de patria pojfeviderefocu- pendio deirvniuerfo, ìl potiamo confermare,
Nefcto quod natale folum dulcedme cunHos quello che afferma il Petrarca con tali parole .
Ducitió^ tmmemores non finit ejfe fui: Hoc ajfìrmo, quod tetius human& magnificenti *
^^uid meliui RomaìScythicoquidfngore peiuif [upremum dùmuiLum Roma eft nec efi vllii4 ,

Hmì tamen ex illa Bar bar Vrbe fugit m • tam remotui terrarum angui: ,qHi hoc neget
Lucianoancora nello Encomio della Patria Et fé il mcdelimo Petiarca in ale uni Sonetti ne
infenfce il medefìmo detto • F^tru fum^i4 dice malciemendaanco tale errore con fopia-
luculentior homint vtdetur > qnam ign^ alibi bondantc lode nelle fue opere latine, in quella
Airiiuomo pare più lucente il fumo della pa- copiofa inuettiua,che facontra Gallum,nella-
tria,cheil focod'altroue:dal che non fìa maia- quale è da lui celebrata con si nobile encomio.
uiglia.chc quali tuttiliforertienbialiniiK) Ro Roma Mundi caput, Vrbium Regzna,Sedes Im-
ma chi in vna cofà , chiin vn'altra lodando
, per.j,Arxfidei CaiholiCA.fons omìiium memora-
ciafcuno più la patria fua,perche l'amor della bilium excvplorum-tx. lèi hatiellc vecir.ta nel
patriajche il lor vedere appanna, ini pcdifce cne loamplillìmoltaio m che bora fi troua accre-
che non poflbno diiceriKre la grandezza iua fciuta, & oltramodo abbellita, non hauieb-
& però non hanno riguardo di tenerla frauda- be meno detto Muri quidem , c^ lala-
.

ta delle fue meritate lodi , nel che moihano di ita ccciderunt glena nommis tannar talis
,

poco fapere,ancorche Euripide dica , che non eff ; Ma più tollo detto natfrcbbe alla glo-
ha retto fàpere colui,che loda più la patria de ria dell'immortal nome cornfponde l'ecci-
gl'altri che la fua • na, 3: eccella Aiacllà della Città poiché in ella
Mefi quidem iudicio non recle fapit rilplende lofplendore de gUcdifitii moderni
^luifpretis tatria terr&finibu^ e molti dell'antica magnihcenza , Iccuivelti»
Alientm laudat,^ moribui gaudet alienti. gie danno maiauiglia, ,Sc norma all'atchitcetu-
Anzi à mio giuditio molto puimoltra fape- ra, in elfa li gode la ampiezza delie iliade , in
xecolui.checoiiofcela qualità de coftum. ,& ella vedelì l'altezza de' fuperbi palazzi , obeli-
]adifferenza,checi è da vn luogo all'altro- On- fchij co oniic, archi, e conferuan
trofei, niella
de chi £i leucià il Yclo della pacjru aifetcioue fiftacue rare d autichillìnii luilton nominati
1 D
da
^8 Iconologia di Cef.Ripa
da Plinio, la Niobc coni figli, il Laocoontc , fcritt! i fé tutte le altre doppiamente dì
regioni
Dirce legata al toro, & altremolte.alle quali fcritti fupera,poiche è abondaute, & eulta non
s'agguiiigono opere moderne di Scoi tura , e folo nell'antica fua lingua latina , ma anco nel-
rittura, che IioggiHì alla famadegli antichi lamateina volgare, ricca di varij componi-
non cede, oltre il coiToconfuetodel Tcbro Rè nìcti,&di poefie tei fé culte,&diletteuohal pa
de' Fiumi, vjab;ndano copiofi aquidotti , e ro di antichi G reci , Latini , &
per non an- &
fconeiio djiierfìcapi d'acque. Se fiorifcono dar vagando per lo tempo paffato ; hoggidì in
dcliciofì giardini perii fiiperbi, e fpatiolì colli, Roma fola nel Saciofanto Romano Senato di
& quello che importa pili Hanno in piedi infi- Cardinali , vi fono Hiftorici, Oratori , lurif-
nitiMonallerii, lochi pii , Collegi), e Tempii confulti, Filofbfi,e Teologi tanto culti. Se co-
veramente Diuini, eSacrofanti. In quanto alla piofi di (critti, che tutte l'altre nationi di fciit
Corredi Romaanìmigliarfi puòalla Hierar- ti poflbno confondere , Bellarminio nella filo-

chiacclefle, fi come Pio Secondo pratico nelle fofia , e Teologia, M


antica , e Tofco fingola-
corti Regali, & Imperiali l'afiomigiia nella riffimi nella legge , A fcanio Colonna nell ora-
Apologia, che ferine à Martino. Infìar Ca- toria facul tà di natina facondia Romana , il &
lejlis Hterarchu diceres Romana}» curiam , Baronio nell'Iftoria, di cui fi può dire, quello
inttiere é^circue Mundum,(^ perlufiraPrtn- che del Romano Varione difle S. Agoftino li.

cipum atrix , ^
Regum aulas introfpicito , ^ é. cap. 1. della Città di Tarn multa le- Dio •

fi qua ejl curia fìmtlis Api>/ioUc£ refer nobis •


gityvt aliquid eifcribere uacajfe miremur , ta,
In quanto à nobiliiTìmi ingegni , che conti- multafcripfit , quam multa vix quemquam
r;Ouamente vi fiorifcono è (iiperfluo il ragio- legete potutjfectedamus Se fi voleflèpoimi- •

narne; poiché in e(I'a,& nafcono felicifllmi ,& meraiealtri Autori Italiani , Se Romani, che
venuti di fora fi affinano, come l'oro nella fu- al ptefente per Roma ftanno nelle Religioni ,
cnia qnindièche molti giungono in Roma
: nelli Collegii, nelle Corti ,& cafè piiuate,
gonfii, &
pieni di fuperbia , prefontione di & fenza dubbio andaremo in infinito, & t.ito piìì
foprafapere, che poi d partono humiliati pie- fé voleffimo vfcir di Roma, & dilatarci per
ni di ftupore, ne mette lor conto il dimorai'ui, tutta Italia , laquale per ogni tempo è ftata
perche vi perdono il nome, come li fiumi , che ripiena d'huomini litterati ,e valorofi, fi co-
entrano nel mare Concetto di Pio Secondo
:
me in fpetie Roma Onde . con molta ragion
nel libro XI. delli fnoi Comenrarij ^^uemad- .
il Petrarca fi tiene buono, d'eflère Italiano e
modum fluminn quantumis ampia
terra , ^ & fi gloria d'elle re Cittadino Romano, nella,
profftnda nomea amittunt tngrejfa mare, ita & fudettainuettiua Sumvero Italus Natione t
.

docioret domi clari , ^


in ter fuos illufires Ro-
manam adeuntes curiam intermaior a lumi-
^ Romanus Ciuis efieglorior de quo non mo- ;

do Principes , Mundir^ Domini ghriati funt ,


na, nomen, ó'iueem amittunt. Taccia Giu- fed , Paulus Apofiolus , is qui dixit nonhabe-
fto Lipfio che nella prima Centuria , Epifto-
, mus hic manentem Ciuitatem Vrbem Romam ,

lavigefimatcrza, reputa Roma Città confu- patriamfuam facit Ma torniamo alla figu- •

fajCtorbuIenta, e tutta Italia incnlta di fama, ra, & fé l'amor della Romana Patria lacerata
& di feruti, quafi che fuo fapere non fia fon
il da certi inuidiofi Anton oltramontani poco
dato fopra fcrittori antichi Romani ,apprefo, à lei dinoti, m'ha trafportato alle fue di fefe ,
& imparato anco da moderni Italiani. Dalli & lodi , non deue à ninno rincrefcere, per ef-
BcroaldidaM. Antonio Sabelico, dal Merola, fere ella patria commune .

dal Calderino , da
commentatori, ed'-
Se altri La corona di Gramigna
è fimbolo dell'A-
Oratori,Poeti,& Hiftorici Romaniidal Biou mor della Patria laquale darfi foleuaàquel
,

do da Pomponio Leto, da Angelo Politiano


, Cittadino , che haueflè liberata la Patria dallo
Marfilio Ficino, da do. Battifta Egnatio.dal afl'edio de nemici , & facenafi di Gramigna »
Merliano, da Andrea FuUiio da Celio Rho- , perche fu oflèruato, che era nata nel luogo do
digino, da Polidoro Virgilio, da Pietro Cri- ne fi trouauano rinchiu fi gli aflèdiati: fu dal
nito , da Lilio Giraldi dal Pannino, da Si- ,
Senato Romano data à Fabio MafTimo , che
gonio, dal Grucchio, da Pietro "Vittorio, dal- nella feconda guerra Cartaginefe liberò Ro-
li Manncci, da Fuhiio Orfini Romano, & &
ma dallo aflèdio: era il più nobile, & hono-
da altri Italiani oflèrnatori della Romana an- rato premio , che dar fi poteflead'vn guerrie-
tichità , fpetialmentedaAlefiàndroab Alexan ro , conforme all'opera , che maggiore non fi
dro Ma come può chiamare Italia inculta di
.
può fare , perche chigioua à rutto il corpo
della
Parte Prima z^
della Patria, gioiia à ciafciui Cittadino mem- nor ptAclaris eimfaBk cxaduerfo rtfpodet.fciat-
bro della Patria. Dirò più che chi dà fallite entm arto, quicunque inhac graridinem
r.itbe

ad'vn membro , da falute à tutto il corpo e , fanguinii à cara Patria propulfat exitium à ci-
però chigioiiaad'vn Cittadino, gioua anco utbm depellensfer coniranum exercitum,ftir-
alla Patria , perche vtil cofa e alla Città, e- & pi fé maximam gloriam accumulare Ó' dum ,

fpedien te la falute d'vn'ottimo &gioueuole , videt,^ cufn obierit Ma per mio auifo , po-

Cittadino, per tal cagione, dauafì ancor vn'al- co acciefcimento di gloria potè arrecare Ster-
tra Corona à chi hauellè faluata la vita in bat- pfiade,alla memoria, & nome di fuo Zio, per-
taglia advn Cittadino , & faceiiafì di quercia che fenzacon-iparatione alcuna, mei to maggior
perche daquella i più antichi il cibo prende- gloria è morir per amor della patria, che viue
uanojSc in vita fi manteneuano, come piace ad re nelli fefteuoli combattimenti Ifìhmij, Ne-
Aulo GelliojCoif tuttoché nelle qiieftioni Ro- ir:ti,Pithij,&: Olimpici cantati da Pindaro- Per
mane altre ragioni Pluarco arrechi; 5i che i'- qual cagione penfiamo noi che Licuigo legisla
Amordella patria delie primieramente inge- tore,& Rè de Lacedemoniefi ordiiiaiìb,che no
nere abbracciare tutta la Patria, fecondaria- & fi fcolpiflè nomedi morto niuno in fepolcrijfc
iriente in fpetie ogni Cittadino per maggior non di quelli coraggiofi hnomini , & dcnne ,

Vtile , confolatione & quiete della Città .


, chefuflcro hoiioiatamente in battaglia morti,
Il precipirio vicinoalli piedi, con quali con perla Patria? Saluo perche ripu tana efiere fo-
culca intrepidamente le armi fìgnifica che
, i
lamentcdegni di memoria quelli chefuflèro
non fi prezza niun pericolodi vita per amor gloriofamente morti per la Patria. Turbofll
della patria, come Anchuro figlio di Mida Re alquanto Senofonte Pilofofo Atheniefe , men-
di Frigia, & Marco Curtio Romano, che fpon tre faceuaSacrificio,quandogli fu dato nuo-
taneamente per dar falute alla patria loro fi na,che Grillo fuo figliuolo eramorto,& però
tolferodi vita precipitandofi nella pcftifera corona di tefla, hauendo poi dimau--
leuoflì la
apertura della terra, Simill'altri che in gè* datoin che modo era morrò, cflèndogli rifpo-
nerofè imprefe hanno fparfo i] fangue per la lìo, che era morto animofamente in battaglia,
Patria. Neftore famofo Capitano nella ij. per la Patria, intefb ciò di nnouo fi pofe la co-
Iliade d'HomerOj volendo dar animo à Troia- rona in capo, &moftrò di {èntirepiù allegre^
ni per combattere centra G reci , propone che 73 per la gloria,& valore del Figliuolo, che do,
il morire per la patria è cofa bella • loie per la morte,e perdita di eiìb , quando ri-
Pugnate còtra naues frequètes,jui aut veflrii fpofeà chi gli die la funeftanoua- Ì)EOSpre~
Vulnerattii, velpercuffui mortem , ^fatum cairn fum,vt mihifilita non immortalis:ac Im.
fecutui fuerit geutii eJfetiCum incertumftt anhoc expediat ,
Moriaiur , non enim indecorum fugna7}tipro fed vi probui ejfet ac Patrid amator . Tello di
Putrì a Mori . Plurarcoad Appollonio .

Onde Horatio nella 1. Ode del 3.1ib.di{re. Da quefti particolari fi può giudicare , che
Dulce-Ó'decorum efì fro Patria mori- rhabitomilitare,mo]to ben conuenga all'amor
Et Luciano nell'Enconomio della patria della Patriajftandofempre ogni buon Cittadi-
fcrifse.che nelleefsortationi militari vale afsai, no alle occoreenze pronto,& apparecchiato di
fé fi dice che la guerra fi piglia per !a patria, morire con l'arme in mano per la fua Patria ,.
niuno farà che vdita quefta voce fiaper hauer opponendofi a qualfiuogliafuo publicorcmi-
terrore di morte,& di pericolo alcuno imper- co:& in vero fi come l'amico fi conofcealli bi-
cioche ha efficacia il nome & la commemo- ,
fogni , non fi fcorge
così l'amor della patria
ratione della Patria, di far diuentarc vn'animo meglio , che ne gli vigenti bifogni di gueria,,
timido,forte,& va!oioIb,per l'obligo che (\ de cuechi l'ama antepone la falute della Patria,
uè, & per l'amor, che (è le porta; incitando an- alla propria vita, & lalutc Antico difsi,per-
.

co dallo ftimolo della gloria , che fi acquifta che gli.antichi hannodato fingolarc eflèmpio
a proprio nome,alla fua ftirpe in vita,& dopò
1 in amar la Patria, e moftrato fcgni euidenti da.
morte,fi come coti dolce canto copiofamente more, come gli Horatii,li Decii,& li trecento,.
efprime Pindaro nclli Ifthmi j,Ode 7. fopra la. & fei Fabii feguitati da mille clienti , che, tutti,
vittoria di Sterpfiade Tebano , il cui Zio Ma- generofànicnte con fama, e gloria loro mefiero.
terno combattendo morì per la patria •
la vita per lo (nifcerato amore, che portorr.o,
Auunculo cognomini dedit commune decM,cui \ Roma patria loro ,

mortim Mars trio clipeo inftgnit attHlif.fed ho-'.

ANNO
30 Iconologia di CelCRipa
ANNO. de tutte mature, fi rapprelcnta col petto , & i
HVOMO di mezaecà con
col caro, il collo, la barba,
l'ale
&
agl'omeri,
i capelli "ie
fianchi rofsi, & con le fpighe.
L'vue nelle gabe,rr.oftranorAutunno,chc è
ni di iieiic.cgiac-eio II erto,& ifiaiuhi rofsi
i l'vltima parte dell'acino . Il ferpepofto in cir-

•& adorni di varie fpiglie di grano , le braccia colo, che morde la coda è anrichilsima figura
verdi, & piene di più l'orridi fiori, le cofcie, & dell "anno, perciò L he l'anno fi riuolge in {èftef-
Je gambe contraria coperte di grap!'',& fion- fo,&ilprincipio^di vn'annocófuniail fine del-
di d'vii* In vna maiK» terrà \ n fcrpe iiuolto
. l'altro, fi coir.c pur quel (erpe ridotto in for-

in giro.che lì renga la coda in bocca, Se nell'al- ma di circolofi rode la coda;onde Virg. nel io
tra hautrà vn chiodo. delb Georg. così diflè.
Si dipiige alato coiil'aurroritàdel Petrarca "Fronde ?iemHi,redit agricolis labor aBtu i orbe,
nd trionfò del tcmpo,ore dice- Ai% infefuaper'vtlìigia'voluifur annta .

•Cf/e-volan l'hard giorni,granni,e i mefi- Senne Fello Pomp€o,che gl'antichi Roma-


L'anno fecondo l'vfo commiine. comincia
, riAccanano Ggn'anno nelle mura de'Tempii
di Gennaio.quandoiI giaccio, & leiienifono vn chiodo , & dal numero di quei chiodi poi
»randifsime,& perciò gli fi pone la iieue in ca- nunierauanogl anni & però fègno dell'anno
;

po, & perche la Primauera è adorna d 'ogni Ibr fi potrà dire che fiano i chiodi.

re di don, e d'herbe, &


le cofè in quel tempo Anno
fattecom inciano in vn certo modo à fuegliar- HVomo,maturo,alato,per la ragione detta
fi,& tutti fanno più viuacementc le loroope- di fopra,fopr3vn carro con quattro ca-
larioni - &
però fé gli adornano le braccia nel uallibiachijgnidatodalle quattro ftagioni,chc
modo fopradetto fono parte dell 'anno , le quali fi dipingeranno
L'eftate per efler caldi grandifsimi,& le bia cariche di frutti, (ècódo la diuerfità de'tenipi.

ANIMA RAGIONEVOLE E BEATA.


Parte Prima. 3»
DONZELLA gtatiofifllma, hauerà il gi'Angiol:>& percheranima dà forma al cor-
volto coperto con vn finiflImo,e tiafpa- po.non il puÒiniaginare,chcfia d'altra figura:
lence velo , il veftimeiito chiaro, &c ì u«eiite , a ìèbenefappiamo el)a,come fi è dertodi fopra,
gl'homeri vn paro d'ale , & nella cima del ca» non efieredaquefri termini materiali circon-
pò vnaftella. fciitta Riterrà dunque l'eihgie del fuo cor=
.

Benché l'anima, come fi dicedaTeoIogijfia poperelìerc riconoiciuta, &, peraccoftarfi à


fiiftanza incorporea, & immortale , fi rapp.e- quello, che fi:riuoHodiuerfi Poeti, tra gl'altri.
fènta nond-imeno'ii) quel miglior modo , che Virgilio nel 5. Quando fa eh Enea vadinell'In
l'huomo legato à quei (enfi corporei con l'ima fcrno,errconofca molti di quelli , c'haiiea co-
ginatione , la può comprendere, non altri- & giiitionein quella vitaj& Dante nel cap. j.del-
menti, che fi fogli rapprefentare Iddio, gl'- & i'inlerno .

Angeli^ ancor che lìauopure luftaiize incor- Pofci:i,ch'io vi hebhi alcun ricivofcittt» •

poree. Dicch anco meglio conofcerla.fe gli habbia-


Si dipinge dcxizella gratiofilluria , per efler à dare alni fegnah della fua conditione , per-
fetta dal CreatotCj che è fonte d'ogni bellez- che taluolta occorrerà rapprelentaria con di-
2a>.& perfcttione , ù fiia finiilituJiiie . uerfi accidenti, come per efem pio, ferita , ò in
Seglufa velato il vifo per dinotare, che ella glorialo tormentata, &c. Et m tal cafo {\ qua-
è come dice S. Agpft no nei iibr- dedefinic. lificherà in q nella maniera , che fi coimiene at
anim.fuftanza innifibile à gl'occhi immani, lo ltato,&: condùione fua •
e formafurtantialedel corpo nel quakellanó Dipiiìgefi Ignuda per eilèreefla per fua na-
è enidenre , Mao che petcerxe attioiu efteria- tura firiolta da ogni impedimento corporeojoa
rifi comprende de il Petrarca nella canzone Italia mia , così
Il veftimento chiaro, & lucente è per d'HO- dille.
tarela purità, & perfettione della fiia cllcnza. Che l'alma ignftda è fclu .

Se le pone la rtella Ibpra il capo,ellciido che Et in altra canzone il principio dellaquale..


gl'Egittii fignificallèro conia ftella l'immor- ^luando il fitnue mio fido conforto :

talità dell'anima , come referifce Pierio Vale- Seguita,. e dice.


rianonel lib. 44. de'lìioi leroglitìci . Spirto ignudo , ^f.
L'ali a gl'homeri denotano così Tagilità , e Et dellamorte cap. r.
nel trionfo
ipiritualita Tua, comeanco le due potenze in- Ch'hoggt nudo ff irto ^c
telletto, e volontà. Li capei!: fparfi giù per gl'homeri no folo
ANIMA DANNATA.. dimoftrano l'infelicità , & mileria dell'anime
CcoRRENDo fpelfe volte nelle tra dannate,ma la perdita del ben della ragione, &
gedie, & rapprefentationi di cafi fegui- dello intelletto, onde Dante nel cap.j-dell'In-
ti , Se finti , fi Ipirituali come profani , intro- fcrno,cofi dice
durrenel palco l'anima di alcuna perfijna , fa ìioifem venttti al luogo, ott'io t'ho dtttOt
melliero hauer luce, comeella il debba \if.- Che xiederat le genti d lorcfe ,

bilmente introdurre. Per tanto fi don rà rap- Ch'anno perduto il ben dell' mtelleto .

prelèntarein forma, & figura humana, rite- colore della carnagione, S: del velo che Ixi
Il

nendo l'eriìgie del fuo corpo-Sarà nuda & da , circonda, fignifica la pruiatienedtila \\xct , £c,
fottiUiìlmo,& tralparenre vclo,coper:a, come gratia-dnuna Però dulè Dante nel cap. 5. par-
.

anco fcapi^Iiata, &


il colore della carnagione lando della forma, 5c fito dell'Inferno , cl;e fila-
di lionato fc u io, & il velo di color negro . la porta di quello vi-fia Icritto .

L'anima dal corpo fcparara.eirendorpiritua LaJ]ateognisperan\ji, v&i ch'entrate


le,&: incorporea, non ha dubbicche non gli co
iiieneper le ftella figura, & formatione (S; ai- ,

Ere qualità, che alla materia folaincnteftaiino ANIMO PIACEVOLE TPv.ATTA-BIIF


attaccate, tuttauia douendoqucfta ranprcfen- amoieuole.
&.
tatjone farli obietto de (enfi corporali , fiamo-
aftrettidi propporcelaaiiaci focro torma mede
VN Dei-fino che porti a caual'o vn fanciul-.
lo- Se bene Pierio Valeiiaro per .Turoii- •

fimamcnreccrpotea, & accomodare ancora la- rà di Paufaniaattribuiice al Delfino il fìmbolo


cofa intefaal noftro concetto : Dunque fé gli d'animo grato pcrchcin Prolelene Città dela..
dà la ft'gura humana con quella licenza , con Ionia , cl'.èndo chiamato vn Delfino perno-
la sanale ordinariamfr,:* il dipingono ancora- ine Simane da vn fanciullo , fbleuiaccofttirin
^ Cef RipaIconologia di
ANIMO PIACEVOLE, TRATTABILE, ET
Amoreuole .

ài liro verfo quello , & accomodarfegli Totto hanno fatto l'iftefib , che narra Paufania con

^er portarlo à Aio piacere , perche fu da quel altri, da quali non hanno mai riceuuro bene^
fanciullo tolto dalle man de Pefcatori , me- & fitio alcuno, ne benefitio chiamerò il butar»

dicato d'vjia ferità che gli fecero, non dimeno gli delle miche di pane, che per fcherzo fi but-

noi l'attribLiiiemo ad'animo piaceuole , & tano, e non per alimento, perche il delfino no
trattabile , perche il Delfino è piaceuole verfo ha bifogiio di quello , iapendofi proccaciare
rhuomonòn per inrereflè alcuno de benefitii iiell'ampio Mare il vitto da fé ftcflb , e fé ha
liceuuti, ò da riceuerfi, ma difua propria na- portato peifone, non i'hà porrate pei gratitu-
tura, fi come l'i '^ello Valeriano con Tue pro- dine, ma per piaceuole doniefìichezza.il delfi-
prie parole conferma citando Plutarco inco- no ha portato varie pcrfone indifferentemente,
rai guifa Admiratur Plutarcus tantam animei folo perche e di natura piaceuoJe,& trattabile,
ìis ìììius humanitatem , sìquidemnon educa- & amoreuole verfo l'huomo- Per il che fi re-
tione, veluti canes, ^ equi, non vlla alia «e» fcrifce da -Solino cap ly.oueroii. che nel lito

cejfttate , veluti elephanti panierAjj ó" leonet Africanoapprcfl'o Hippoiie Diarrhito, vn Del
ab hominibta liberati fed genuino quodam af- fino Ci laffaua toccare con le inanime fpeflè vol-
feBu /ponte funt humani generis amatores . portaua fopradellà fchiena tutti coloro, che
te

Dunque (e fpontaneamente di naturale affetto ci voleuano caualcaie , tra gli altri Flauiano
fono amatori del genere humano, non (bnó Proconfole dell'Africa egli proprio Io toccò j
per gratitudii^e de benefitii ricenuti , & che fia & l'vnfe d'vngueuti odoriferi, ma dalla nouità
il verokggefi prelfo altri autori» che li delfini de gli odori fi ftordl , e flette fopra acqua, co-
me
Parte Priniìj*
33
4ncme7o morto , & per molti mefì s'aftenue do da niuno vento è ofFcfo, che vuol dire.chc
dalla folitaconuerfattone, dal che fi compreii- mentre che feguitana la virtù , l'immorta- &
dcjche non per intereire di cibarfì.ma rolo per lità fu di qualche parte de fuoi affetti piiuo
,
piaceuole coniiètfatiotìe gir giiftaua trattare & Virg. fcriue > che Didone, quando era per
con gli Hipponefi . Di più referilce Soluio,&: morire.fifcalzò d'vna calza,có quefieparole.
Plinio iniieme nel iib.^.cap. 8. che nel tempo di Ip/amala , manibii/.qjptis, aitaria iuxta
Auguftó Imperatore vn fanciullo nel Regno Vnum exutapedemvinclit,in vefierecinBx
di Campania adefcò vndelnnocon pezzi di pà Tejiatur moritura deoi, ^ con/eia fati'
iie,c tanto con quello fi domefticò>che ficura- Sidera > ^

mente nelle mani gli pafceua, pigliando daque Et quefto fignifica , che ella era f*pogIiata ,
fta ficurtàardirc il fanciullo.il delfino lo por- e libera del timore della morte , che è vno af-
tò dentro del Laco Lucrino, &
non folamen- fetto fignificato per il piede fcalzo .

te fece queftojma lo condufiè à caualloda Bà ARC HITETVR A-


ia per finoà Pozzuolo,& ciò perfeuerò per ta
ti annijthe n'era giudicato miracolo , ma mo-
DO N N A di matura età con le braccia
ignude, & con la vefledi color cangian
rendo il fanciul o,il delfino per troppodefide- te, ten*a in vna mano l'archipendolo, il &
rio innanzi a gl'occhi di ciafcuno morì dido- compaflb con vn fquadro,ueiraltra tenga vna
lorej& querto ficonfeima per lettere di Mcce carta, doue fiadifcgnacala pianta dVii palaz-
nate j & Fabiano Egefiderio poi fcriue , che
. zo con alcuni numeri attorno .

Vn'altro fanciullo chiamato Hermià portato Dice Vittuuio nel principio dell'opera I*ua,
medefimamente à cauallopéràlto mare da vu the l'Architettura cfcienza» cioè cognitione
Del fino, fii da vna repentina tempeftafommer di varie cognitioni ornata j per mezo della
fo,&cofi morto, il Delfino lo riportò à terraj quale tutte l'opere dcllealtrearti fi perfettio-
conofcendo edere flato egli cagione di quella nano. Et Platone diceua, che gli architeti
iliortei non vol/è più ritornare in mare , ma Tono fopraftauti à quelli, che l'e^rcitanone-
per punitioiie volfc anch'egli morire fpirando gì 'artifitii tal che è f uo proprio offitio fra l'-
,

al feccò,poiche li delfini (libito che coccono la arti d'infegnare, dimoflrare jdiflinguere , de-
terrà muoiono Segno ; in vero di natura piace fcriuer*^, limitare
j giudicare, apprendere &
liole, trattabile, & amoreuolé l'altre il modo
daeflà. Però e fola partecipe
APPETITO. di documenti d'Aritmetica & Geometria,
C Vridice
,

, che caminando
vn ferpeglì , dalle quali, come ancor didè Daniel ne fuoi
J|-^ mor!ichivn piede, fignifica comenar- (
Commentarii, ogn'artificio prende la fua no-
taPierio Valeriano nel lib.;<j.) l'humanoap- biltà. Per quefla cagione tiene lafquadra , &
jpetitOj ilquak gl'affetti del l'animo fenfcono il comparto, iftròmenti della Geometria, &ì

& impiagano imperoche piedi , & madìme


-, i numeri , che appartengono all'Aritmetica, Ci
il ca cagno fono gieroglifico delle noflre ter- fanno intorno alla pianta d'Architettura , che
Jrene cupidità, de però il noftro Salilatore vol^ mano. L*archipendolo,oue
erta tiene nell'altra
felauare i piedi dcfuoi ditcepoli accioche da , ro perpendicolo ci dichiara , che il buono Ar-
gli affetti terreni li mendaflè , & purificaflè , chitetodeuehauer fempre l'occhio alla con-
Se à Pietro che non voleua che lo lauafie, dif- fiderationedel centro,dal quale regola
fi la pò
fe , le io non ti lauarò non haurai parte me- fitióne durabile di tutte lecofe, che hanno gra
co , & nella Sacra Genefi fi legge che Dio uitàiCóme fi vedechiaro in tal piofelfioiieper
didè al ferpente tu tenderai infidie al Tuo cai' ilbello ingegno del Signor Caualiero Dome-
cagno. Li Greci àncora quando finfero , che nico fontana, e di Carlo Maderno, huoniiui
Achille da fanciullo attuffatò nell'acque della di gran guiditio, & di valore, lailàndo da par
palude Stigie , non poteua in parte alcuna ef- te molt'altri che fon degni di maggior lode
,

fere ferito, fuor che nei piedi, i quali non era- della mia. Et fi dipinge d'età matura, per
no ftati iauati , lo finfero per manifelUre che moflrare refperienza della virilità con i'altez
egli farebbe flato perfettamente forte, & vaio- za dell'opere diffidi, & la verte di cangiante
rofo j le da proprii affetti non fulfefuperato, è laconctDrde varietà delle colè , che diletta
éc vinto , ne da queflòfentimento è lontano in queft'arte all'occhio , come ali
orecchio di-
quello che dicono che Giàfone, quandoanda lettano le voci fonore nell'arte muficale.
taaà torre il velo d'oro perde vna calza in vn Le braccia ignude moflrano l'attione , che
fiattiC) il.quale folo tra tutti i fiumi del mon* fa all'Architettura ritenere il nome d'arte ò ,

d'artificio. E A R-
34 Iconologia di Cef. Ripa.^
ARDIRE MAGNANIMO, ET GENEROSO.

\J N '^i-ìuanedi datura robufla e


dcftio braccio armato
, fiera in Volendo rappiefentare quefta figura àcauai-
loin qualche ma{cherata,ò in altro, feglifarà
vifo , haiierà il

col quale cacci per forra con gagliarda actim- la lingua in mano &: il leonej-norto fopra il
,

dine la lingua ad vn gran Leonesche gli ftia fot cimiero.


to le gi oct hia . Il reftanre del corpo farà di- Ardire vltimo,<& necejfario •

fd'n.aro,& ni molte parti ignudo. 11 che allu- HVomo armato di tutte learmi,ò fia à ca*

de al generofo ardire di Lifìmaco. figliuolo uallojò à piedi con la A^ada nella deftra-
d'Agatoclenol ile di Macedonia,& vn de fuc- mnnojinrorno al quale vi farà queflo motto •
ceilorid'AÌenandroM.-.giio,che per hau e r da- PER TELA PER HOSTES.
to il vcienoal Tuo ^aefì.ro Calliftene filofofo, Nella finiftiamano vno fcudo,oue ftia fciiI-
dim.'-ndatoli daini peileuarn dalla miferiadel piro;ò dcpinto vn Caualliero,che corra à tut-
la prigionia, in cui l'hauena confinato Aled'an- ta briglia contro l'arme lanciate da i nemici co
dro ; fu dato à diuorare ad vn leone , ma con animo ò di fcampare combattendo.ò di rsftar
I-iigcgno fupeiò la fiera, & confidato^ nella morto valorofamentefrà nemici i .

lua forza, il deftro braccio, che egli (egretame Erintorno all'orlo di detto feudo vifatà fciit:

te s'era aniiato.cacciò in bocca al leone, & dal to quel verfo di Virgilio :

3a goh li trafle per forza lingua


reftandone
la , Vnafalm vièiis,nuilamfperare/alutem
3a fiera Albinamente morta Per Io quale fat-
. Qudlo,che noi diciamo vltimo, & necella-
to fu da indi in poi nel numero de più cari del rio ardue,c \ na certa fpetie di fortezza impr-o'
Re Alenàndro,& ciò gli fu ^fcala per lalire al pria così detta da Ariftorile,perchepuò eflere,
gouernode]lifta:i.'.&aire:eruità della gloria & fuol elTerepofto in opera ordinariamentGjà
.'

Parte Prima.» JT
.^eracquifto d'honore,ò per liniere di male aii neceflàrilTIma in ogni pericolo . Et lo feudo
ucnire, ò per opera dell'ira, ò ciella fperanza, Col Caualliero,che corre coiitra nemici, mo-
i

ò per la poca coufideratione deirimmineiite flraquellojche habbiamo detto, la difperatio-


-pericolo, non peramcn: di quello vero,& bel- iie elle rmol te Tol ce cagione di fai u te, ma non

lo,che è fine della virtù i'armatur3,& lafpa


. Ycrai& perfetta fortezza,comeli e detto.
dacci motto > moftrano.chegran refiltenza è

Come dipinta
ARMONIA.
in Firenze dal gran Duca Ferdinandoo

VNA vaga, & bella donna, con vna


pia di quindici corde in mano ,
lira
capo
in
dop Edèndo quefla figura fimile à quella di
Marce fi potrà intendere perelfa l'arme , co-

Jiauerà vna corona con fette gioie uitte vgua- me Dio d'elle.
Jij il veftimento è di fette colori,guarnito d'o-
jXo & di diuerfe gioie
,

ARME. ARROGANZA.
Comtdepinte in Tiretjze dal GranDuta DONNA
hauerà
velica dicolor di verderame,
l'orecchie d'afìno cerrà fotto il
Ferdinando • ,

T T V o M o armato, d'afpetto tremendo , braccio vn panone , & con la delira


fiiiiftro

n. con l'elmo in capo, con la delira ma- mano alca moftrerà il dito indice •

no tiene vn tronco di lancia pofato alla cofcia, L'Arroganza è vitio di coloro, che fé bene
4i. con la finiftra vno feudo, in mezodcl qua fi conofcono di poco valorc.nomiimeno perpa

le vie difinta vna tefta di lupo. rere alfai prellb à gl'alm , pigiano il caribo
E 1 d'im-
36 Iconologia di Ce£ Ripa
ARROGANZA.

d'impi-efc difficili,& d'importanza, & ciò dice Jecofe C\ comporenerojSf Dio, dal quale non
S-Toraafo ±.i-c\-izi.an.i-j!Ìrrogaf2S efi qui ,
può proceder cofajche non fia perfetta, il tue
f$biattrihuit,e[iiodr,on habet Però con ragio-
.
to fece in numero, in pefo,& in miftiia,& que-
fìo èil vero foggetto dell'Aritmetica
ne fi dipinge con l'orecchiedeirafìno.nafcendo .

quefto vitio dairignoranza,& dalla Solidezza, L'vncinodi ferro , & la tauola imbiancata
che non lafcia preuedereil fucceflodeirimpre dimolhar.o , che con quelli iftromenti fi sa la
fesche fi prendono in poco gindicio • cagione in diuerfi generi d'eflère, &Ieco(è co-
Il pallone fignifica l'arroganza efìère vna pofie per lo numero,pefo & mifura de gli E-
,

fpetie di ruperbia,& il anone di


dito alto l'oftii leinenti .

mantenere la propria opinione quantunque £il Il motto PAR,& IMPAR, dichia-


fa,& dal commun parer lontana , ftimandofi ra che cofa fia quella che dà tuttala dinerfi-
inolco, & fprezzando altrui Et così ancora
. tà de gli accidenti à quell'arte, tutte le di-&
dipingeuano gl'antichi la Pertinacia, che è cjua- in oft ratio ni ,

fi vna cofa medefimacol'Ignoianza. Arìtmetien .


ARITMETICA. DOnna, che in ambedue le Mani tenga vna
DONNA
no vn vncino
tiene
di bello afpetto.nelladeftra
di ferro, r.ella fiuiftra
ma- Tauola da numeri,
piedi per terra •
&
vn'altra vicino à i

vna tauola imbiancata , & nell'efl: remo del ve- ARTE.


ftimenrovifaràfcritto
La bellezza
PAR,& IMFAR.
della perfèttioi e de i numeri MA r 2? o N A con vna itianouella
vna lieua nella mano deftra,& nella
, ic
II-

de i quali ciedeuauo alcuni Filolofi, che tutte iuftra con vna fianwia d« fuoco .
Tutte
Parte Prima_j'. 37
Tutte l'atti che vranoinftrnmenti, & ma- circolo, come ferine Ariftotele nei libro delle
chine che fono molte ) riducono la forza
( Meccaniche •

delle loro proue alla dimoftratione del circo- La fiamma del fuoco fi pone,come iftrumé'
lo, e daeUbriceiiono le loro ragioni , &
U lo- to principale delle cofeartificiofe: perche con-
ro ftabilimento , &però fi dipinge l'Arte con folidando , ò mollificando le materie , le fa
lamaiioiiella,&conla lieiia, le quali hanno la habili ad efière adoperate dall'liuomoin rao!»
forza loro dalla bilancia , ScquertaThà dal ti eflèrcitii induftriofi •

R T E.

DOnna veftita di verde, nella mano dritta gor dell'arte crefca il torto,& tenero arbor-
vn pennello Si. vn (carpello &
tiene , ,
fcello.
on lafiniftra vn palo fitto in terra aleiiiale
,

i fia legata vna pianta ancora nouella , &

ìnera A R T I F I T I O .

11 pennello. Se lo fcarpeHo fìgiiificano 1'-


Ditatione della iiattira , che particolarmente
vede efpreflà nel dipingere & nello fcolpi-
,
HV O M O con habito ricamato. Se con
molto artifirio fatto terrà ladeftra ma-
fy il che fimoftra.iel pennello, &nello fcar- no pofata fopra vn'Argano , & con il dito in-
ello, & perche in alcune altre no imita, ma dice della finiftra mano moftri vncopello,che
ipplilceà i (difetti come nell'Agricoltura
, glift-aà canto pieno d'api, de quali fc ne vedrà
articulare.però vi s'aggiugieil palo fitto in fopra derta fabrica,& molti volare per aria-
:rra, quale eoa Ja fua drittura fa che per vi' Si velie d'habitonobile,& artifitiofo perche
l'arte
3^ Iconologia diCef Ripa
A R T I F I T I O.

e per Te nobile , che feconda Natura fi nel 4 della Georgica, cominciando dal princi-
l'aite ,
pio à cui rimetto al Lettore, perche anderci
può chiamare -

Si dipTge che tenghi pofata la


delira mano troppo à lungo, balH dire, clre volendo canta-

fopia l'argano, cllènao quello per il quale


di- rede l'artifìtio , &
induftria naturale de l'Api
Virgilio inuitaMecenate ad vdire cantare di tal
nioftriamG l'arcifitio con humana mduftria ri
materia, <:ame di cofe gr3nde,& mirabile.
jrouaro il quale vinc€ di gran lunga lana tu ra^
& le faccud'e difficiliirime con poco sforzoina Hcmc ttiam M&cenas a^icepartem
dareà fine;deirargano,& altre machine; Anti- Admirandi tiùi leuium i^eBsicttla rerum
Magnanimosq'^ duces toniuqi ordine gentii
fone Poeta in quel verlb il qual cita Ariftotile
iiclle Mecanichc ci uifegna , che noi
per via Mores , Ó' Budia,& Pop Hlos,Ó'Pr Alia dica-
dell'arte (uperiamo quellecofe alle quali
par ASTINENZA.
cheiepugni la ftelfa natura della cofa, imperò DON N A^ checonladeflramano
& Ja bocca, con l'altra
Pier-
moftri alcuHS
cheniouiamo del fuo luogo Edifìtij grandi 111 ri

viuaude delicate con vn motto che dica.


mi adoperando l'Argano Moflra il copello • ,

dell'api comedicemmovelfendo,chequefti ani


NON VTOR NE ABVTAR.
malifonoil IeiogIificodcirartifitio,& della di Per moftrare , che il mangiare cofe delicate
liwenza>c però ben dide Salomone fa fped'o , &
facilmente precipitare in qualche

Vade xd apem , & di/ce ab e* qHnm Uboriofa. errore, come l'alìernerfene fa la mente più at-

ftt cpera'rix . E
Virgilio anche egli elegante- ta alla contcmplatione , & il corpo più pronto
mente fa- tifit:o,& induftria dell'api,
di fcri'.ie all'opere della virtù , &
però dicefì effcr l'afti-
4iel prinio dcilc Xi^eiùe , &
più copioIan»eute nenza vna regolata jnoderationede'cibi, quan-
to
Parte Prima_j 39^
ìos'appattlenealia fanità , neceflltà , qualità elÌKafimul co?ichyli,i iurdls :
liiifaterii
delle perfoiie,che porta airaiiimo , eleuatione Dulciafe in bilcm -vertent jflomachoj.ttimultit
di mente, viuacità d'intelletto , & fermezza di Lenta feretpittuta,z'idesivt pallidiii omnii
memorÌ3,& al corpo fànità.come bene moftra CAntt defurgat dubinìjuin cotpHi onnfium
Horatio nella Sat.x.Iib-i.così dicendo. Hefìernii vittii animitm q'ictj. prigrUftaf zn»
Accipe nunc visita tenHÌ5,quA quttntaq^ fecic Atq^ciffigit htitno dmin& puri ietti ani aurs.
Ajferat in primis , valeas bene, nam varìAres Alter vbi dióìo citia-s curnta frpori
Vt noceant homini credcu memor illitis efc& Membra, dedit: vegetitspr&fcripta dd mani»
^ujifimpkx olim tibifederity at fimtd ajfts furgit •

A S S I D V I T A\
Come dipinta nell-a Sala de Sguizzeri nel Palazzo di N. S.

Il
7" Na Vecchia , la quale tiene con ambe le Aftrologiache è parola vemita dal GrecOj,
;
V mani vn tempod'horologio & à canto , fuono nella nortra lingua ragionamento ài
i è vtì fcoglio circondato da vn ramo d'e- ftelle, le quali iì confida rano in quell'arte, co-
era. mecagioni degl'effètti contingciui dell'huo-
ASTROLOGIA. mo, ò della natura.
DO N N A
corona di
veftira di color celefte
ftelle in capo, porterà
convna
al iefpal
Et dipiiigcfì di color celefte, perche nel Cie
k) iranno fiflè Ielle! le , & di la su-efercitano la-
ì l'ali, nella deftra mano terrà vn iccttro, forza loro, & per raoflrare difficultà dell'ap-
ellafiuiilia vna sfera , &: à cauto vu'Aqiiila. preiilloni per la tanta lontananza le fi fanne
i'alu.
4o Iconologia di Cef Ripa
l'alile quali ancora fouenre non baftano
, , & quafi di dietro,raagro,& di ftracci non à bafta
per quefto meHefimo vi fi fa l'Aquila • za veftito.checon la deftramoflri di fcacciar-
Lo Scettro dimoftra, che le ftelle in vn cer- lo,per non dargli il latte delle mammelle, alle
tomoHo hanno fpétiedi dominio fopra li cor- quali hauerà la man fìniftra in atto di tenerle
jj

pi fiiblnnari, & conquefto rirpettoTono con- ftrette .

flderatedali'Aftrologo. AJìi'ologiH' Pallida fi dipinge,perche l'impallidifce il co

DOnna veftira di color ceruleo , con l'A- tinuo penllero di accumular refòro con appe-
ftrohbioj & con vn libro pieno di ftelle, fuo tutte) quello che è
tito infatiabile di fare ,

Si. figure Aftronomiche, & vn quadrante, & di altri»fenza haucr riguardo, ò à forza dileg-
altriftromenti appartenenti all'Aftiologia ,à gi , ò à conuenienza di forte alcuna .

gl'homeri haurà l'ali , per dimoftrare, che ella E ancora la pallidezza effetto di timore , il ^
rtà fempre con il peiifìsro leuato in alto per fa quale ftà fempre abondantilllmo nelle vifceré
pere, & intender lecofècelefti. deU'huomo auaro.non fi fidando d'alcuno, St
AJlrologia •'
molte volte à pena di fé medefimoper lagelo-
DOnna color ceruleo, haurà l'ali
veftita di fia,che ha di non perdere vna minima particel
à gl'homeri, nella deftra mano terrà vii la di quello, che pdfllcde .

Comparò , & vn globo celefte


nella fìniftra L'habito fei'uile,& fozzo,& la carena d'ord
Vellefi di color ceruleo, per dimoftrare ,• acconcia nella maniera.che dicemmo , è fegnd
chequefta fcienzac poita nella contemplatio* manifefto dell 'ignobile > & vii fèruitu dell'
ne de' Corpi celefti. auarO *

Lei fi dipinge in mano il globo celefte j cori Lafcrirta della fronte.ci dichiara,che l'hud
il compaflb j per ellèr proprio fuo il mifiirare mo auaro I tutte le fue attionijfi Q:uopie pquel
i Cieli i &confideraie lemifnre de' loro mo- lo, che è ne fi sa celare in alcuna cofà. Ex. per
,

Uutlenti , & leali à gl'homeri fi pongono per ollèruarfi queftocoftunie ne gli fchiauÌ,fimo
Ja ragione già detta . ftla la conditinne de gl'auari medefimamentc ,

ASTvtlA INGANNEVOLE. fchiau! della lichezza .

DOnna rà di carnagione
veftita di pelle di
molto
volpe , e fa-
rolla, tenendo
La catena dell'oro, che fi tira dietro, ci mò*
ftra,che tefbrij& le gran facoltàjà chi ben co
i

Vnafciniia fòttoil braccio. fiderà , fono pefo facicofifllmo i impaccio &


L'Aftutia come dice S. Toma fo i.i.qU. mólto noiofò, Se il fanciullo fcacciato mofìrai
j|. artj. èvnviriodi coloro, chepcrconfe- che non èalcuno veramentcauaro,che non fia
guire quel chedefìderano, fi vagliano de' me- infieme crudele . Etefl'endola Maeftà di Dio
zi non conueneuoli però fi dipingerà veftita
, folita d'arricchire più l'vno, che l'altro, acciò
di pelledi volpe, eflèndoqueft'animaleaftutif- non manchi l'occailone d'operare virtuofamé-
fimo, &
per tale ancora è conofciuto da Efo- tein tutti li ftati, fecondo la vocatione di ciafcii
po nelle lue fannie, idoprato in queflo propo- no, l'auarò preuercendo queft'ordine, più to-
fito molte volte Della Scimia ferine Arifto-
. lto la fcia marcire con ingciidi difcgni quello «
tilc nell'hiftorie de gl'animali, è aftutiifima che ha, che l'adoprarloja fouuenimento de'bi^
La carnagione rolla perdette tlcl medefl- fognofi .

mo Arift hbr. 4.de Fifonomia cap. i o. Signi- Auaritia •

fica a fru riaperche il bollimento di fangue


, DOnna mal veftita,fcapigliata,& fcalzanel
fcnipre genera nuoui moftri nell'anima facen» , la deftra mano terra Vn rofpo, & coli
do neirhuomoil fangue quello, che fa il fuo- la finiftravna borfa ferrati .
co nel mondo , ilquale fempre ftando in mote» L'Auaritia è vno sfrenato appetito d'haué-
confurila tutte le cofecombuftibiIi,auuicinan- ie.comediceSiAgoft.lib.jde libero Arbitrici
dofì ad elio . che non celfa mai di coprire con groflb velo il
A V A R I I A. T vifo alla ragione,& con difufata forza fpezzà
DONNA pallida,& brutta con capelli ne- il freno della temperanza > & non hauendo ri-

gri, farà macilente, &


in habitodi ferua, guardo à virtù alcuna, tranfnnua i cuori pie-
Se lei legga in fronte la parola TAsTof cioè
fi tofiin crudeli, & fi fa vniuerfal guaftatricc
riuto il quale fu crefo Dio delle ricchezze. Sa delle virtù .

ràcinta di vna catena d'oro, trahéridofene die- Cónfifte rAuaritiaprilicipaimenteinrrecò


tro per terra gran parte-Moftrerà lemamelle fe,prima in defiderare più del conueneuole la
ignudc piene di latte, Schauerù vnfanciullino robba d'altri, perche la propiig ftia in intierai
& però
Parte Prima >
41
Se però le fi dipinge il rofpo , nella deftra nu- propria vita,che però Ci rapprcfenta mal vedi-
iio,il quale,tiuto che habbia grandi fTuna copia ta,fi:3pigliata,& icalza,ondeil Petrarca nel To-
della terra,della quale fi pafcejnondimeno sé- netto 158. così dille :

pre cerne, & fi afliene da quella defidetaiidone Come l'AuarOychen cercar teforo
(cmpre più Con diletto l'affanno di facerèa-
Confifte fecondariamente in acquiftarc per Vltimamentecoi>filleiu ritenere tenaccmc-
vie indirette più dì quello che li couuiene, non te le cofe fue,& perciò fi tapprefenta nella bor-

hauendo riguardo non fo!o à difagij,& iiicom ia ferrata •

modi e ancor che grandiffimi fieno) ma alla

R I I A.

DOnna vecchia pallida, & magra) che nel- non e fcoperto da pallori ; ò da cani non cof-
l'afpetto moftri affanno, & malinconia, fa fino à tanto,che tutto il gicgge rimanga
à canto haurà vn lupomagridìmo, & àguifa morto, dubitando fcmpre di no» haucre pre-
d'idropico hauerà il corpo molto grande, & da à baftanza, cosi l'auaro hora con fraudc , &
fopra vi terrà vna mano per fegiio di do!ore>
, inganno.hora con aperte rapine teglie laltrui,
&con l'altra tenga vna borfa legata, & ftret- ne però può accumular tanto,che la voglia fia
ta, nellaquale miri congrjndiffima attentione. fatia.
II lupo, come racconta Chriftofano Landi- Dipingefi à guifa dell'idropico ; perche , fi
no ,animale auido , e vorace, il quale non
è come queltonon an.morza mai la fete per Io
foIamente£i preda aperta dell'altrui, ma anco bere , ma Tace refce, così l'auaricia tanto cre-
xacou agguati 4 &infidic furtinameute, SlUc fce ueU'huomo quanto e rcfcano
,
tefori, però
i

F dille
Iconologia di Cel^Ripa
«Ji/Te Orario iiell'Ode.iJib.i. Auar ititi .

Crefcit indulgens fibi dirus hydrops DOnna vecchia ve'litad'habito rotto ,&
Necjiiif»pellit , nifi caufn morbi ft tacciato in più luoghi, farà magra,& di

Ttigerit venis , ó> ctquofus albo color pallido, terrà con lamandcftraviia rena
Ccrpore lunguor . glia&all'vna delle gambe hauerà vn ferro fi-
Et San Gregorio nelli Morali r 4. così dice tnile à quello degli fchiaui, conia carena in

anch'egliTopra diciò : Omnrs attarus ex pom modo, che la ftrafcini per terra , & con la fini
fitim multiplic/if qui cum ea, quA appetii ade fìra mano s'appoggia ad vna Arpia , la quale
ptHS fuerit, ad ob!ine>7d:t alia amplius anhcl^t- fìia in atto di lanciarfi •

Et Seneca ancora : Auarodeefi , tam quod ka~ Auaritia è immoderata cupidigia , fétedi &
èer, quam quod non
habet • hauerei la quale genera nell'auaro crudeltà 3
La magrezza del Ju pò nota J 'infàtiabile ap- inganno, difcordia , ingratitudine, tradimen-
petito del i'auaro , & rinconiienientetenacità to, &
lo toglie in tutto dalla Giuftitia, Carità,
ddla robba,che poflìede. Onde Dante nel pri- Fede, Pietà ; &
da ogni virtù morale, Chri &
mo capitelo parlando dell'Inferno così dice t ftiana
Et ha -/latHrxfi maluagin , e ria. Vecchia fi dipinge , perche non folo regna
Che mai non empie la bramo/a vogli». più l'Auaritia ne i vecchi: ma C\ chiama madre
Zt doppopafto ha più fame che pria , . di tutte le fcelleratezze, e Claudiano nel li-
Si fa con la boi fa ferrata , godendo più nel bro ^.condoStiliconis, di lei così dice.
guardare i danari, come cofa dipinta per dilec, Atprimumfcelerum tnater t Ó'C-
to , che in adoperarli come vcUe per necelfità ,
nvelbmcnro rotto , & ftracciato ne dimo-
& molto à-propofito mi pare in qiierta occa- ilra, che tanto uè gli animi auari poflà quella,
fionel'Epigramma di Monfìgnor Barberino diabolica pefte che quello che l'Auaritia ruba,
,

Ghiericodi Cameray&hora meriti/lìmo Car- àgli anco àfeltefià, ondenell'-


altri, Io toglie
dinale di nobiltà , valorej, fpecchio , orna- & illeilà abbondanza limane più pouero d'ogni
inentoal fecol nolho. mendico, perciò Orano nel primo libre deli'--
Vt parcas cpibus , tibi quid non parcls an Epiftoledice..
vnquant Semper auartts eget.
Augeadi cenftts terminus vnmerìt T magra
L'elièr ,. &: pallida altro non dinota
~De[me diuittas [uÌHo cumulare metallo - che lacontinua, & mtatiabil fame, per laqua*j
Tarn ttbt dee/i , quodhabes, quam quod hit>' le gl'infelici inclinati ali auaritia connnuamcn-
bere n-^quis , rcfono tormentati
§luid tamen obdnras toties , quid Pont ice La tenaglia che tiene con la deftra mane
,

iaéìas ? moftira, che fi come d etto iftromcnto faringe,.!


lionnifi qi4i ftugieU ,, pojftdet vllusopes- è tira fempre à.sè , coli e la peruerfa natui-a;I
Tu mihi dturs erts r qui nequo tempore partis deli 'empio auaro, ilqiialenon lafcia maiocca»!
Dmiì US egeas, T-ov.i. ce ft mper. eges ? fiore , che non facci il medefimo effetto ,. non.'
uiita>itia- guardando ne ftato , né conditione di qual fi
dipinge dagli amichi voglia perfòna
SI me coperto
Tantalo in vn fiu-
dall'acqua (ino alla gola, al Gli fi dipinge à canto l'arpia, eflcndo il vero
qiial fopra la tefta peiide vn'albero carico Al fimbolo dell 'auaritia , percioche arpia in greco
frutti, in modoch'egli non podà arriuarecon volgarmente fuona rapire .
le mani à frutti per faciar la fame, ne al fiu-
i
Il ferro, & la carena alla gamba nella guifàr
me per finorzarfi la fete , fecondo il detto. d'- che hauiam detto, denota l'auaritiaefier fchia
Orano. uà no folo della robbaimaancora de' derhonii>
Tantalus a labris fitiens fugientia captai
y cometeftifica S. Paolo ad Ephefcap.y. ad &
t luminai Colof. cap. 3 dicendo Auaritia eli idolorum.:

con quel che fegue,& fimilmente Petronio Poe feruitus.


ta, come refer'fce Pierió Valeriajio nel
libro A V D A C I A .

3 5- nella parola pedcs così dice


ÌSlec bibtt inter aquas,nec pomapatìtia carpir,
DONNA la
veftita di rofib,
fronte torbida,iìando in atto di getta-
& verde,haurà
Tantalus infelix, 'juem fuavota premunt,. re à terra vna gran colonna dimarmo,{òpraat
Diuitis hAC magni facies crit omnia late, la quale {i pofi vn'edifitio.
^i tenet & ficfo cmcoqnit orefumem , L'audacia è contraria alla umidità, &è vi-
tia
Parte PrimaJ." 43
lìo di coloro, che poco conficleraiio ladifficul- terra vna ben fondata colonna»
rà d'alcune grandi attioni,& troppo delle loi'o Il veftiniento ro(ro,& verde fìgnlfica aitda-
forze prefumeiidofì, s'aimifaiio di recarle age- eia come anco la fronte torbida, cosìdice Ari-
volmente à fine Però è figurata per vnagio-
. ftoteie de Fifonomiaal nono capitolo »

uane^che cenci con le f uè forze di mandare à

AVGVRIO BVONO Secondo l'opinione de'Gentili

VN GiouanettOjC'habbia vna ftellai cima


del capojin braccio tenga vn Cigno,& fia
Augurio cattiuo-Secondo la inedejim.i opinione'
HVoino vecchio, vefìito del color.che han-
vcftitodi verde colore, che lignifica augurio , no
foglie.qnando l'albero dà fcgno di
le
pcrcioche rherbe,quado verdeggiano,promet fèccarfijin mano
terrà vna muftcla, per l'a- &
tonobuona copia de 'frutti. ria dalla fìniftra banda vi farà vna cornacchia.
Pierio Valeriano nel 44. libro dice, che quel U color del veftito dimoftra che il cattiuo,

li.cheanticamenteoperauanogrAugurij, con augurio fi ltima,che venga per la vicinanza di


fermauano,che la (Iella è fèmprefègnodipro qualche mal rcpralhn:e,come le foglie de gì'
fperità , & di felice fuccenb .Del Cigno difTe alberijcheperdon'il colore , quando tronco 'i\

primo dell'Eneide.
Virgilio nel perdelevirtiiidelIamnfteladiflcl'Alciato.
tlifruJlraAuguriumvani doeuere parentes ^luicquid agii mujiela tibifi otcurrat yomitte:
Alpieg hiifenos Utantes agmme rygnos .
Signa maU h*cfortis beftiapraua gerii •
Però à noi Chriftiani non è lecito credere Il medefimo lignifica la cornacchia, però dif
alle vanità de gl'auguri fe Virgilio nella Bucolica .

F X SApe
44 Iconologia di CeCRipa
SApe fini/fra cauapréidixit ab ilice cornix- lijconcio/la co6. che dal canto,& gcfti nel vo-
Si potila ancora porre in luogo di qiieAa il lar loro oflèruatihora in quefta,e hora in quel
barbagianne.quale fecondo O
indio è vcccllo l'altra parte da coloro, che erano deputati a co
apportatore in ogni luogo di triftiflìmo au- tal fàcerdotio, erano (oliti d'indouinare , cioè
gurio , quelli.chc fi preparauauo ad alcuna colà publi
A V G V R I O. ca,ò di partire fuora della Città, onero, chevo
Nella Medaglia d Adriano , fecondo i Gentili . lederò esercitare bene, &
drittamente alcun
HVomo ili piedij ciie.'rifguardi vn' vccello Magiftrato,al qualeefli erano deputati.
che vola per aria,& con vna mano tiene A V R O R A .

i] 1 icuo augu riale,il qualeera vna vei-ga uicur-


ua.della quale, -o<;ì dice Gcllioal cap. 8. del
VNa fanciulla alata di color incaruate
con vn manto giallo in doflb, hauerà i»
lih-j-Litut^s efl virga bremS)m parte, quarohu- mano vna lucerna fatta all'antica accefa , ftarà
fiior ejì incu,ruiUtqu!t Atiguresvtuntur • à ledere fopra il Pegafocaua Ilo alato , perche
Et con gl'Auguri fedenti defignauano
eifo da Homeroin più luoghi ella è chiamataf Kp»
i tempi) agi'vccelii , dicui Cicerone fa men- KÓ'TnTrKoi) che vuol dire velata di giallo , fi

tione nel lib- i- de Diuinarione ^luidlituwt : come notaEuftatio Commentatore d'Home-


ifte veRer,quod clarijftmum efl infigne augura^ ronel i- lib. dell'Odiflèa, & Virgilio ne i fuoi
ti(i,vnde vobis efi traditm, nempe ea Romulm Epigrammi dice •

religiones direxitttumcum Vrl>emcondidit,C^c» Aurora Oceanum croceo velamine fui gens


L'vccello, che vola peraria dinotte^come Liquit .

gl'auguri,& l'offitio deirauguiato appreflò i Et Ouidionel 5. lib- de arte amaiidi nota il

Romani riceuernoi nomi da i ^elti de o;l'vfcel colore incarnato, dicendo

AVTTORITA\ O POTESTA\
Parte Prima-?
toNoflro Signore, Se Kedeiuoie, qi.iaiido pei^
tJeC Cephalus ro/upuda pudenda T)e£.
Eiiftatio nel luogo fopra* mezo d'eflèdiede quella fupiema autcori:à à
Et ilmedefuTio
che ella va in fui caiialJo Pcgafeo San Pietro dicendo Et tibi detba claues regni
:

idetro dice ,
Coelorum , Ó' ^'todcumque Ugatieris fuperier-
perla velocità, & perche l'aiuora è molto ami
ram, erit Itgatum, <& in Ccelis, é^ quodcumque
cade' poeti &dcftaglifpirici à capricii inge-
gnofi, & piaceiioli folueris fuperterram, erit folmum, in Coelis. &
Aurora Matth cap-\6-
Tiene dette chiani nel la deiha, perche la pò
Glouinetta alata per la velocità del fuo
rcfià fpiritwale è la prmcipa!e , è più iiobi-
moto, che tofìo fparifcc, di color incar-
]e di quanto è pili nobile l'a-
tutte l'altte
nato con manto giallo nel braccio fìniftro vn ,
,

ceftello pieno di varii fiori , Se nella ftedà ma- nima del corpo , & non e alcuno che non ,

fìa fuddito à quella del Sommo Pontefice Vi-


no tieiiC vna fiaccolettaaccefaj & con la dcftra
cario di Chnftoin terra , ilqaiale: Dicitur ha-
fpaige fiori
bere plenifudinempoteflatis, Secondo il Cano-
ne cap quifefcit i.q.6.
al

AVTTORITA\0 POTESTA\ Tiene alzatala deftra con le chiauieleuate

VNa Matrona, cheft-dendo, fopr'vna no»


bil Tedia, fìa veftica d'habito ricco , Se so
al Cielo per dimoftraie , che Omnis potejlas
a Deoefi, Sexoiido l'Apoftolo San Paolo ad Ro
:

tuofo fregiato tutto di varie gioie di grande manos cap- 15- Però gl'ammonifcc, che: Ow-
flima , conia deftra mano alzata tenghi due nis anima potefintibHS fubhmioribus fubdi-
chiaiii eleiiate con la fìnidra vn fcettro
; da & ta fit.
vna banda vi fieno libri , dall'altra diueifè & Lo Scetro nella fìniflra , moftra l'auttontà,
armi. è poteftà temporale come per fé flefla è cofk
;

Si rapprefènta Matrona, perche l'età matu- nota à tutti , &


i libri, &
l'arme, che gli fono

ra ha in fé propriamente aiittorità; ondeCice- dalle bande (per farqueft'imagine più vniuet-


ronenel libro de Senedu te dice : Jpex autem fale ) l'vnfìgnifìcato dimoftra l'auttorità del-

Sene^utis eli auStoritas , Sc poco dopo fbg- le fcritture, e di dottori , è 1 altro dell'armi ,
lequalifi pongonoalla fìniftraper il detto di
giiinge ; Habet feneBtts honorata pr&fertim
tantum ctuEloritatem , vt ca plurtsftt quam ,
Cicerone: Cedant arma togA .

«mnesvoluptateSy &
ciò principalmente per
laprudenza , & molto fapere, che in cffa fi ri-
troua , dicendo la Sacra Scrittura in lob ,al
BEA TI T V D I N I
cap. 1 1. In antiquis eft fapientia , in multo ^ infegnaticidaChrifto S. N.
tempore prudentia onde anuieneche: ad pa-
,

rendum tutte nes, ad imperandt*m fenes funt ac Prima Beatitudine . E la Pouerià di


commodati, come dice Plutin Poi. Spirito .
Si dipinge fedendo , perche il federe è pro-
prio de' Principi, cMagiftrati, per ilqualatto Beati pauperes f^iritu , San Matt.al f r
umoflraauttorità , &
infleme quiete , e tran-
quillitàd'animo percioche lecofe, che ricer- farà vna fanciulla d'habito corto, fi race ia
,

cano granita , non fi deuono trattare , fé non


SI tocon fa faccia alquanto curua,'&: che li-

con matura fellìone , cofì auuieiie ne' Giudici, guarda il Cielo con queflo motto Regriur/r :

i quali hauendb potefìià ,& auttorità di deci- Cdorum paupertate venale parole di S. A- :

dere, aflbluere, è condennare, ciò non poffb- goflino .

nò legirimamenieeflègnire per fencenza, fé no Si fa fanciulla comedifcflb più dedito alla


fìedonocome dice la legge x.§ in bonorum tfl religione, Sc più alieno dall'alterezza dell'ani-
quis ordo in bon.pofT fem. mo, che non è quello de gl'huomini , Sc anco
Si vefle d'habito pompofo e rifplendente y
, più inclinato à darfedealla dottrina della vir-
perche tale è chi ha poteftà fopra gl'altri nel tù infegnaraci daN.S.& pococrcdutadaqucl
confpettode gl'huomini , oltre che le vefli , e li.chefidandofi nella fapienza mondana, non
pietre pretiofc per fedimoftrano'autcorità, & vogliano ammettere per virtù quelle, che non
Jiouore in chi le porta deriuano in qualche modo,aimeno dalle quat-
Le chiaui denotano l'auttorità , e poteftà tro morali ( intefe,&coiiofciu te ancora da'Fi-
^iritiiale , come beniflìmo lo diitìoftraChri" lofofì ) è proprietà ièminile piegarfi ancora al
le
4<5 Iconologia di Cef Ripa
k cofc,che vengono dette da altri, & che porta tercEgitrie: ma ancora nelle facre della Reli«
iiofeco hiimiltà.&compallìonej feuza mol-
i gione Chriftiana,& gl'auguri gentili adopera-
toapparato di fillogifmi • nano l'Agnello ne 'loro facrificij , folo per pia=
Si fa in liabito corto , per moftiare la poca ceuolezza del fuo puro , &
manfueto animo .
pfetenfione nelle cofc del mondo5 perche lave Ancora San Giouau Battirta, fingolarteftimo-
fte lunga.fèmpre ha moftrato dignità , & fii- nio de'fecreti Celcfli,per manifeftare fotto sé-
pretniiìéza à graltn,& perciò i Romani no vo plice velame la manfuetudine di Chrifto Si-
!eiiano,chci loro Cittadini veftillero
di liingo» gnor Noftro,difiè lui eilèr Yn'Agnello,che pia
finche queft'habiio per l'età non poteHe far co à noi con il proprio fangue facrificato l'ira
teftimonio della virilità dell'animo, de pen & di Dio.
fieri atti à reggere la Republica- Et però coli Eni motto dichiara , che il premio di que-
moftrare,che poueri
l'iìabito corto Vi \ie>ìe à i fta virtù farà d'hereditare la terra,non quefla,
di fpiriro tengono poco con todegl'honori, & che valendo habbiamo con trauagli,& faftidi j,
delle grandezze mondane le quali bene fpefTo
, ma quella di promiflìone , doue farà perpe-
attrauerfandofì al penfiero , come le vefti lun- tua quiete .

ghe fogliono iiitricarfi fra le gambe, fono ca-


gione chedifHcilmentefi può caminare dietro
efl'eie fpeditilTi-
à Chrii1o,eirendocinece(làiio Beatitudine Ters^a»
mi dalle cofe del mondo,per feguiie la via del

Cielo Si dice anco volgarmente,chey«»^ ^5»tf

non altro chepefo fente dalle ve-


res onera-
fte,che arriiiano fino à terra à chi le porta •
fi
E il Pianto
Il veftimento {tracciato, &
la faccia curua-

ta,moftranorhumilcà, che è propriamente il 'Bca.ù qui lugent quoniam con-


, ìpft
definito perla pouertà dr fpirito , & è grado
[olabuntuY,
più banbdiq«ell©,che dimandano humanità.
Se cortefia i Morali
Rimira il Cielo, permollrare , che il pre- Importa piangere i peccati propri),
mio di quefta virtù non fi afpettafrà gl'huo-
quelli del prolIìmo,con le noftre,
mini,ma folo da Dio Creator Noftro, che ha
U viefue ( come dice il Profeta j differenti dal & loro miferie .

le vie de grhuon-iini,&: il gefto co'l motto fot-


tofc ritto di S. Agoftino fignifica qiiefto fleilb. FAnciulIa inginocchioni,con le mani giunte,
& che Jirgameiite pianga, il motto dice co
fi : Préife>!slncltif,Ujtitiamgeneratfempiierna,
Beatitudine Seconda • & è tolto da S.Agoflino •
Il piaiitojcome qui fi piglia, è il difpiacere,
E laManfuecudine. che per carità Ci può
da ciafcuno fi
pigliar
dellefue, come dell'altrui colpe, & danni an-
Beati mites , quoniam ipfì pojjìdòunt
cora. Eteflcndo lo flato d'vna fanciulla, quafi
terram .
meno col neuole,che poflà efferc, non è dub-
bio che facilmente farà conofciuta per fegno
Importa d'effere raanfueto, 6{ huma- ;

di quel che farebbe necefià rio à dire a chi con


no,& ad altri nel bene, & ne gli parole volcfièefpiiniereil concetto di quefla
honefti feruiti) confentire. Beatitudine, nella quale co'l motto fi manife-
fta,che il premio di quefta forte di pianto, fa-
FAnciul!a,ch€ tengafià le braccia in atto di rà vnapeipetuaallegrezza dell'altra vita.
accarcz7aie vn picciolo , & niaufiieto A- Lo ftare inginocchioni,& con le mani giun-
gi-.ello , co'l motto caua-.o dai Salmo : Man- te, moitra, che quefto piantOj& quefto dolore
fuetth&ridi' bunt terram. vuol effere molto da cagione pia, e religiofàjac-
Per lamedefima ragione detta di fopra^que cioche {\ poffa dire atto di vera virtù, non co-
fta figlila fi fu! à fa'Kiulla ancorella . me pianto di Heraclito il quale nacque dal-
il ,

L'Agnello fignifica pnri.à , remplicità,& l'ambitione , &


daldefiderio di pareril più fa-
mauluaudine,r.on lolaàiicijce nelle profane let piente,^ il più meiutuole di tutti gl'altri
Parte Prima
tanto|a fetcdell* Ginfticia legale, che è bene
Qaarta Beatitudine. eaiden^tilIìmo,& che abbraccia tu tri gl'ai tri be-
ni ; quanto il desiderio di vedere e ilcguito quel
E la famej&: la fece della Giuftitia. lojches'afpetta da legittimr Tribunali, cofì&
l'infcgna Noftro Signore, per virtù degna del
Beati > f«i efuYÌunt , &fttiunt
la beatitudine eterna •

Jiiftitiam
Le bilancie notano per fé iìede mctafarica-
Cioè > che fono molto defiderofl del mentela giuftitia, perchc,comee[ìèaggiufta-
no le cofe grani ,& materiali, cofi ella, che è
viuere virtiiofo,& de! ben oprare, di
virtù,agguiftai beni dell 'animo, & pone rego
miniftrare Giuftitia à ciafcuno,facen la'airattioni dell'huorao .

do opera , che gli empi)fìano puniti > Nella dozella (I notano le q^ualità di quella
& efalcatii buoni. giufticia,della quale fi dene hauer fame,&fete.
Et fi fa gionane , per moftrare che non fi
,

farà donzella che tenga vn paio di bifan- deue mol co tardare.ma metterla in efccutione,
SI ,

cie,& vgiialmence pe(àndo>& vi (iavndia ouej&comsbifogna II dianolo fi figura per


.

nolo',iii atto di volerle prendere,& ella con vna lo viciocheciftimolaconiinuamentc per farci
fpada, che tiene nell'altra mano lo fcaccia , il torcere dalla viadella giuftitia , ma facilmen-
lotto farà : E/urientes impleuit benii , parole te (i con la tagliente fpada del Zelo Ai
fcaccia
di Maria Vergine nella fua canzone . Dio , &il premio di quefti , fecondo che et
La Giuftitia è vna coftantej& perpetua vo- efpnme il mouo , e l'elTeie fatiati di cibi che
lontà di rendere à cia£cuno quello che gli Ci
,
fono molti migliori delle viuande di que»

BEATITVDINE
deue. Però appartiene à quefta beatitudine fta vita .
48 Iconologia di CeCRipa
maritana che era immerfa nelle lafciuie ,
, &
Beatitudine Quinta .
la £scc cafta ; con quella che era adultera , Se

gli refe l'honore con Maddalena , che era


E la mondezza di cuore,cioè hauerc il
;

peccatrice, & la fece Santa con San Pietro^al ;

cuore lìbero dalle palIìoni,6cdalIe quale rimeflèil peccato d'hauerlo negato , &
disordinate afFettioni. ancora gli diede le chiaui del Cielo giuftifican
Deum dolo. Oltre à molfalrri cfsempii, che fi leggo
Beati mmdo corde , quoniam ipft
iionell'hiftoriadel Santo Euangelo , ouenoii
videbmt .
par che fi dipinga N. S. fé non per vero fonte

VNa Donna,che fpaiga lagrime di pianto


fopia vnciiore.che tiene in ma no.
di mifericordia , aJimitatione del quale dob-
biamo noi compatire à i mali altrui, & foppor
La mondezza del cuore fu prefadaChrifto tare volentieri le proprie tribulationi, quando
N-S. per l'innocenzajla quale è mondezza del vengono, ò per colpa propria , ò per fuo vo-
ranima.iS.: il dice eller nel cuore , quando elfo lere .

none occupato da mali penfiieri,oueiodaaiFet Sono quatordici l'opere , effettidique- &


ti coiitrarij alla virtù , &
fi moftra ; che non fta virtù adeguale diftinramente dai Teologi,
poffa intendere della mondezza efteriore con delle quali la principale è di fouuenirealla vi-
lelagrime, le quali fono la vera medicina deli' ta altrui col mangiare, &col bere , 8c però fi

viceré dell 'anima, come fi ha per molti luoghi fa la donna, che tiene in mano il pane,& ne fa

della Sacra Scrittura- Il premio della mon- parte à i fanciulli per CedeiTi impotenti à pto-
dezza del cuore farà vedere Dio inuifibile à gli curarfelo per altra via, & fecondo che dice il
occhi corporalijli quali quando fono ben pur morto con quello rnezo facilifUmametìte lì
gati vedono folo gl'accidéti leiifibili.oue quel placa riradi Dio.
li della mente s'abbaflano,come nel motto sac

cenna •

Beatitudine Settima •

Beatitudine Sefta E l'ciler pacifico .

E la Mifencordia. Beati pacifici , quonizm filij Dei


Beati Afifericordes. vocabuntur •

Cioè quelli, che hanno compaffione


alle miferie de'proflìmi de po-
DOnna , che l'otto à i piedi tenga alcune
> fpade, elmi, feudi, & altre armi rotte,
tendo le folleuano . con vna mano tiene vn ramo doliuo col
motto :

DOnnache Ipezzando vn pane, ne porge Confregit arcum,fcutum , gladium tellu» ^


vna parte per vno à due,ò tre puttini, Cladodi beatitudine afiài grande e di co-
che gh ftanno d'intorno , con il motto di San loro, che non pure fi dilettano di viuere nella
Girolamo Impojfibile eli hominem mifericor-
. pace, & nella quiete ( il che pare appetito vni-

dem tram jion placare diuinam . uerfale di tutti glihuomini, & fin'onde viene
La Mifeiicordia e virtù, perla quale {èn- commendata la guerra per fé fleflà biafimeuo
tiamo dolore delle milèrie altrui , & fouue- le) ma per mezo delle tribulationi fanno ri-
iiiamo fecondo il polTibile alle loro neceflìtà. fiorarla, quando fia perfa, & per fé, & per gì'
Si dice mifericordiolb Iddio perche di/ll- altri, non fòlo corpo con gl'inimici efterio-
nel
mula i peccati degl'hiiomini per la penitenza. ri: ma nell'anima , che maggiormente impor-
Si dicemifericordiofo l'huomoj che facilmen tai con le potenze dell'inferno .
te fi piega à dolcrfi delle miferie altrui , è & Et fi fa la pace con l'armi fotto ài piedi,pet
quafi lainede/ìma cofa con la pietà • Non fi moftrare che deue clferacquiflata , & man-
,

cfsercita , fé non vcrfo perfone bifognofc, af- tenuta per virtù propria , per effere tanto pili
flitte, & difperate per qualche gran difgratia, meriteuole, &
commendabile
ò per gl'errori commefll per propria colpa , L'oliua fi. dà in fcgno di pace , per vnita te-
dcUi quali fi lènta dolore, & pentimento. Ta- flimonia.nza de glantichi , è moderni così leg
le fu Jioftro Signore co'l ladrone, che era in» giamo ch'Enea efièndo per fmontare nelle ter-
fidele j & li diede il Cielo ; con la donna Sa- re di Euaudro in Italia,per afTicurare il figlino
lo
Parte Primij. 4P
io Ad Rè,
che rofpcttofo gli veiiiiia incontro , priamente non fono Beatitudine per ogget-
fi con vn ramo d'olino in mano , &
fece fuora to ma più tofto modi , e raezi per peruc-
,

ilgiouanc fabito fi quietò , oltre ad infìnitillì- nirui , imperoche il Signore ini parla per fi-
mi altri efsempii.per li quali tutti baftiqueftoo gura di metafoia> ponendo vna cofaper vn'
Il premio di coftoroè l'efleredel numero de* altra, cioè il tnczo per il termine vltimo attin

figliuoli di Dio , eletti all'eterna Beatitudine. gibile , Se per venire à formar detta figura la
faremo .

Donna giouane vcftita di vefìimento corto,


Beatitudine Ottaua • con lafacciacurua verfo il Cielo , con vn a-

gnellinoà canto trafìtto. Se trapadato da ban-


Beati qui perfecutionem patiuntur pro-
,
da , à banda da vna acuta fpada, con gli occhi
pter iuHitiamyquoniam ipfomm tH lacrimeuoli, &
piangenti, col volto cfìenuato,
Regnum Coelorum , è macilente , terrà con vna mano vn ramo di
olino, & vn cuore humano, che girti fuoco, è
"IT" Na donna, che guardi il ctudo flratiodi fìamme,con ilquale raccojghi le dette lacrime,
V
j

tre figliuolmi , che le ftanno innanzi a i vi faranno dui fanciullinia' piedi>a' quali mo-
ftri con l'altra mano di porgere ad'ambidui vu
piedi in vario modo crudelmente ammazzati
1
còl motto prefo dalI'Apoftolo Sicutfocii paf- .
pane partitoin dui parti, acciò fi veda, che eia
fionum eftis ,fic eritis ó* confolationis Et in fcuno habbia hauere la parte fua , vi faranno
\
,

vna mano tenga vna Croce, per efièr' Iddio no anco molti altri fanciullini auanti gettati in
bilifTimo fopra tutte però più nobii
le cofc :
terra ofFefì, vilipefi, vccifi , & mal trattati, Sc

fpetie digiuftiria, fra l'altre, l'ara quella, che per vltimo fopra il capo vi faranno due palme
s'occupa in rendere à lui i douuti honori di intrecciate, viin di Lauro, & l'altra di Olino
iodi, & difacrificii, quando bene fuflècon pe- annodate infleme, 6c vnitc in Croce da vna tef-

ricolo manifefto , Se con certa ruina di fé ftef- futa di tre vane cofe , come Gigli , Mirti, è
fo, & della propria vira,& ciò fi moflraper la Rofè, con tre motti , di quella forre , alla pal-

donna che tien la Croce in mano , con laquale ma di Lauro. Solaperfeuerantiacorcnatur' A


lì notano le perfecutioni per zelo della Reli
quella dioliuo Cumpalmaad regna, peruene-
.

gione,che è la più nobil parte della giufliria, runt faniìi . AWà coro/ia. Non coronabitur nifi

come (I è detto. qui certauerit- Onero alrrimciite fecondo gl'-

dipingono l'vna donna >& gl'altri fan-


Si
antichi à quella di Lawvo AEtemitas, à quella
'

ciulli , come più alieni da i penfìeri dannofì,


di Olmo , Impajfihilitas , Alla Corona Seue- ,

rit/ts .
per Ji quali pofià apparire il merito per pro-
pri o errore de gli Itratij fopportati Si dipinge donna per rapprefcntare felTodc
uoto , &
pictofo , come approua Santo Am-
brofìonel Refponforio del picciolo offitiodel
Beatit. à guifa d'Emblema, la Vergine con quelle ^a.\o\ii . Orate prò de
,

uotofeminee fexu Per darci ad intendere, che


Dd Reu.p, F.ralerio Diodali d'AbruT^ chi vuol adeflà beatitudine difponcrfi , & prc
:^o Minore
O/icruante . parar fi, Ji fa bifogno edere dinoto verfo le Sa-
QVantunquc vna fia la Beatitudine, & là crofante , è fpiricuali cofe, il che è legno ma*
felicità per oggetto , per edere vuo nifefto di vera religione è fcds- Si dipinge gio-
* lo ftato perfetto
con l'aggregatione uane per denotare , che dalla tenerezza de no-
d'ogni bene fecondo Boetio nel terzo delle ftri anni , douemo dar opera ali "acquiflo di
'
confolacioni,prouerbio terzo, & vno l'oggct detta Beatitudine, perche fi cerne li pruni fio-
to edeniialmente diuino nel quale tatti gì' in ri fono quelli , che nella Primauera odorano,

tei letti capaci, & ragioneuoli le beatificano , dilettano, è piacciono à gl'huomini , collie
& appagano , come tengono comunemente i prime noftre vie fono quelle che più dilatror.o
Sacri Theologi nondimeno il Signor noftro
, à Dio , il motiuo fi prende da Gio Bartifta ,

Giefu Chrifto nel quinto di S.Matteo did'e, che di tre anni emezo nel defèrto fi diede alle
le Beatitudini efl'ere otto, cioè Pouertà di diuine cofe, come acenna Ambrofio nel fuo
fpiritu, Manfuetudine Mertitia , Fame, & , HinrjQ fotto quelle parole . Antro, deferti te-
fete di Giuftitia, Mondezza di cuore, Mifèri- nerts fub annis^ ?^c.
cordia. Pace , e Perfeciitione , lequali pro- Sidipinge donzella per lapurità interio'e ,

G &
fo Iconologia di CefRipa
& cfteriore i cioè 4i mente di cofpo, non & diante però il perfetto dolore detto cotttriti»
efièndo corrotta , è inacchiata, uè da opre, aè uo, parte nccerfària di pcnitentia, fecondo vuo
dacogitationi per lignificarci che chi vuol en- le la commiine cattolica ScuoÌ3'Poe>iitentiaeff
trare alla beata vita li fa bifogiio la politezza, prtterita mataplangere , ^ pianini» iterum
SrliTipirtezza d'ogni mortai diiFecto , come non eommittere. Si dipinge ancora con gl'oc-
l'Uul Gio. a. iX-dell'Apoca]. fecondo cj-nelfe chi lacrimanti , è piangenti perche ciò- debba
parole. Nonintrahit in eamaltquod coinquinm ferfi per compaflìone di Chrifto Noftro pa-
fm , il chelanco cófcrma lià-à 5 6. con quell'al- tientecompatendo al dolore, paflìone,S: atro-
tro detto Nontrtinfibit pir e»mpollutus\
. ^ ce morte di lui.checofi ci infegna Hietemia al
rappresenta co» il vcftmienro corto, è vile, è tf.parlado dell'vnigenitodi Dio co tali parole ,
Jaceraro p&r dimoftrare 1-a pouertà di fj^irito, Luiium vnigeniti Jae tibi planBitm amarum^
poi che così (l dice Bratipaufieret /piriti» , Et Si rapprefenta con il volto eftenuato,e maciien
ciò per dinotare che chi vuole confcguir U te. per denotare il bifogno,e neceflltà fpiritua-
beatitudine gli fa bifogno fpogliarfi di tutti i le negataci tal volta da petuerfi huomini , on=
fuperftni comodi terreni, Sclafciarfì voloiita- de però Ci dice • Beati qui efwiitnt , ^fitiunf
keerarc da ogni parte da bifogni n
riaaventfi ittflittam- Per darci ad intendere,che chi vuol
proprii beni di Fortiuia & dice notabilmente , effere beato, debba fempre cercare quello che è
pouero di fpirito, è non folo di ccufc per di- • vcile,è neceffarioalla làlute.Sd anco hauer fere,
moftrarci &daj;cifpcrauza>che anco i ricchi
, cioè animo pronto- di rendere àciafcuno-quel
.a quali pare, che venga da! SigdifficnlMto ra- ìa che è tenuto Si,rapprclenta co'l cuore hn»

lèacquijfto, poflono, fé vogliono confegiiirla mano che getta fuoco ,e fiamma , e che racco-
enTendoinfe regolali , è parchi , è nei poti e ri glie le proprie lacrime , per denotarci il cuoc
magnanimi, è liberali facendo poco conto di moivio,che però Beati ìnundo corde. Per dirci
fu e co fé & per li poueri ancora, che fenza
j che chi uuoie in Cielo beatificato vedere Id-
fpargimento di ricchezze in altri bifognofì dio.dcbba hauerc il cuore mondo , e lontano
polTono acqiiiftarlo con la potenza della buo- da ogni maligna paillonc e peruerfo effetto ,

na volonrà, de ricchidiceiu Maria- Efurieafet mondano che di quefto diiìè iJ Profeta taua«
,

impleuit bonii ; &


dìuites dìrntfit inanei- mini,^ mundi ejlote Getta fuoco»e fiamma, .

Si dipinge con la faccia curiia perdenotarct perche fi come il fuoco purga, e monda l'oro,
1 hnmiltà, la quale fé bene, li iiichina verfo Ja cofila diuinagiacia n contrito cuore, e come
terra s'erge, o; cfajta vcrfo il cielo, ciò (ìgui- l'acqua pulifceil wà(o, cofilc lacrime i'aninia
fìcaj che chi vuole bcatificar/ì debbe foppo- , moi tali, onde il Salmo dice- ^j^fr»
dalle colpe
iierfi iii terra à proprii Supe''riori , & in cielo gesme Dcntnehyfopo mund.ibori lauabit , &
referirc l'obedienza à D:a, Se alla fua fanta me,^fuper niuem,0'C- Et con l'antecedente.
legge che così fi adempie que!lt>dl Pietro nel- Cor mH/iinm ere» in me Beus-'Vi fi rapprefen-
la Canonica i a- y Humiliamiyti fuh potenti
. . tanoidiii fanciullini à piedi a" quali vien diui-
manti Dei, -vf exalte t vosin tempore xifita- fo vn pane, per denotare la mifei'icordia , per-
tionis '
chcBean m'/ericordes,?^c.E({cndo che quello
Si dipinge con rAgnellino trafitto dalla, fs-rà beato, che con pietà fiàuueuirà alle necef-
fpada per denotarci l'uinoccnte, k. patiente fitàdi perroncmilèrabiHcon fnc fuftanze, co-
manfuetudine che però fi dice Stati mites
, . me infegna Elaia à 18. Trange efurienti pxnem
tflendo che chi vuole ellere beato debba far , titum Si dipinge con il ramo dclioluio, per

poco conto de danni riceuurj nei beni di fortu fignificare la pace, tranquillità , & ferenità àt\
uà, honore, e fama de! mondo, che queftoac cuore, onde però dice . Beatipacifici , ^f.Pcr
cennaua Dauit nel Salmo ? ^. Bcemrmtes qnor dirci che per eifere beato d debbano hauere le
nittm hereditabunt terram
ipfi .
tre paci, e tranquillità fpirituali, cioè fuperna
Si rappiefenta con gl'occhi lacrimanti ,. & con Dio.interna con la confcientia , & eiterna
piangenti per dinotarci ia triftezza è meftina con il prollìmo, che quefto fecondo nel lib.j.
,

ipirituale, perche fi dice nel Vangcllo . £e/»ri dalla fapienza,ci viene infognato P/**',^^ eleÉlii
quilugen-t quontam ipfi confolabitntur. per dir- Dei dipinge con molti fanciullini offefi > vi-
Si
ci , che quelli fi beatificheranno , che pianc^en- lipefi, vccifi & mal trattati, per denotare le
,

d.o il tempo male fpcfo doni di Dio stura-


, li perfecutioni ingiufte de'tiranni.e peruerfi no-
li, e gratuiti, li frutti delle virtù morali lalTa- ftri inimici , &
però fi dice Beati qui perfecU'
« , la mal palTata vita , e peccati comelfi , me- tionem pAfiuntur prepttr ianisiam-y ^s. Ciò
ne
Parte 'Primis" S^
ne che chi vuole elTerc beato debba
lignifica» giunte j &
annodafe da vnà corona te/Tura Hi
impotente, e de-
teiiHcrfi pei atto Hi patienza Gigli, Mirti, e RofcTopra il capo per imprefa
bole alla jvendettta ancorché vendicar fi po- fìgnificano le ne virtù Teologiche, come Fe-
tcflc,pronto al rimettere ogni lefìonc , ofFc- & de, Speran^ajà Carità , la Fede per il Giglio,
fa , pcofaudoche la perfecutionc(èriie à buo- la Speranza per il Mirto,& la Rofa per la Ca-
ni per eflercitiodi virtù , che però difTcil Sig- rità, fenza lequali virtù nilTuno potrà giamai
Dio in quella contentione fra i fuoi A portoli. beatificarfi, &qucftobafli per hora intorno à
Nifi efficiaminijieuf paruMli,»on intrabitit in tal maceria •

SLegnam Céilorum. Le due palme incrociate

BELL A.

DONNA iiHuole,
cJie
& il
habbia afcofa la
refto fìa poco
refta fra le
vifibile, per
mente parlando , che vn fplcndore,che deriua
dalla luce della faccia diDio comediftinifco-
,

lofplendorcjche la circondajporga viia mano no Platonici , ellèndo la prima bellezza vna


i

fuor dello fplendorc,con la quale terrà vngi- cofa con eflb , laquale poi commuuicandofi in
glio, fporgeudocon l'altra rnaix) vna palla,& qualche modo l'Idea per benignità di lui alle
>ii coaipalTò Si dipinge la Bellezza con la te-
. fue e rea tu re, è cagione, e he effe intcdano iqual
ftaafccfa fra le nu«ole,pcrche non è cofà, del che parte la bellezza: ma come quelli.cheguar
laquale più Jiificijmenre fi po/Ià parlare con dauo fé fte/fi nello fpecchio , fubito fi fcorda-
mortai lingua, & che meno fi porfa conofcere no,come diflè San Giacomo JieHEpiilola Ca-
con l'inrc! Ietto humano,quantola bellezza, la nonica,cofi noi guardando labellezza nelleco
^tialc^neilc cofe cteatejnoi) caItio>me»foiica &rooirali,uonpioltopotiamoalzarfi à vede-
G X re
ifz Iconologia di Ce£ Ripa
rcquelh pura,c femplice chiarczz3,dalla qua pra vn drago mei te feroce.
chiarezze hanno origine, come diHe
le tutte le I Gigli fono l'antico leroglìfìco della bellct
Dance nel 13 -del Par- za, come racconta Pierio Valeriano , forfè pec

Ciò che non muore ciò cheptìo morire


, ^ che ilGiglio tra gl'altri fiori, ha quelle rre no
N >ne fé no7i ^lendor di quella idenj bili qualità, che riconobbe vna gentildonna
Che partortfce amando ti noFìro Sire . Fiorentina nella ftatua fatta da fcultore poco
Si dipingerà dunque nella fiiderta maniera, pratico, perche eflèndo ella dimandata qnelchc
fìgnificadòtì p la mano, che fi ftéde col Giglio rgiudicaflè di tal ftatua.eltacongrandiilìmaac
la"bellezza delineamcci,&: de'colori del corpo cortezza dille fcop rendo le bellezze d' vna don
feminile > nel quale pare,
che fìa riporta gran na compita, &
la gotfezza tacitamente di quel

patte di quella piccola mifura di bellezza. che l'opera, che era bianca, morbida , feda , per &
è participaca,& goduta in terra, come Kabbia- elTer quefte qualità del marmo fteflb necefia-

mo già detto di fbpra. rillìmein vna do^na bella, come racconta Gior
Nell'altra mano terrà la palla col compaf- gio Vafari,& quarte tre qualità ha parcicolar
io per dimoftrare che ogni bellezza conlìlle
,
mente tra gl'altri fiori il Giglio .

iw mifurc, &
proporcioni, lequali s'aggiufta- II dardo faccdo la piaga, nel principio è qua
110 col tempo, &
col luogo. Il luogo deter- fi infcnfibilejlaqualc poi crefce à poco à poco,
minala bellezza nella difpofitione delle Pro- & penetrando molto dentro,è difficile à poter
uincie, delle Città, de'Tempi j, delle Piazze , ficauare,& ci diniofl:ra,che cominciando alcii
dell'huomo , è di tutte le cofefogettc all'oc- no ad amare la bellezza delle doiine,non fubi-
chio, come colori ben diftinti , &con propor- to prona la ferita mortale, ma à poco à poco
tionata quantità, & mifura & con altre co fé
, crefcendo la piaga, fen te alla fine, che per alleo
limili 5 col tempo lì determinano l'armonie, i tar d'arco non lana •

fuoni, le voci, lorationi, gli abbatimenti , & Lo fpecchio dimoflra edere la bellezza fe-
altre colè, le quali con mifura aggiuftandofì, minile medefimamente vno fpecchio, nelqualc
dilettano, &
{óno meritamente chiamate bel- vedendo ciafcuno fé fledbin miglior perfet-
le . Et come il Giglio per l'acutezza dell'o- tioiie per l'amor della fpecie s'incita ad amarfi

dore muoue il lenfo , & defta gli Spinti , cofì in quella cofa , oue fi è veduto più perfetto, &
medefìmamente la bellezza maone & defla , poi à defiderarfi, & fiuirfi.
gl'animi ad amare , & defiderare di godere Il drago moftra che non è da fidarfi , oue è
(per dar pcrfct:ioiie à.fe fte/Ib che j la colà , bellezza , perche vi è veleno di paffione, & di
fi conofce per la molta bellezza degna di con gelofia .

fìderatione, & di prezzo ; fopradi che vn no- E ignuda, perche non vuol efier coperta di
bile, e gentili ffimofpi rito fece il prefente fo- ]ifcio,comeanco fi può dir che fia frale , & ca-
netto. duca , &
perciò vi fi pongono i liguftri nella
i luce la beltà, t che dal primiero ghirlanda, conforme al detto di Virgilio nell*
Splendor nascendo in mille raifi parte Egloga feconda
E fede fa. mentre gli vibra , e parte Oformofepuer nimìum ne crede colori
Di quel che in Cielo ^lende eterno vero. Alba Ugùflra caduntyvacinia nigra leguntut'
Varia color fouente , hor bia^ico, hor nero Et Gnidio de arte amandi
E luce in vna men , che Ì7i altra parte Forma bonum fragile efl quantumqj accedit ,

Ne dotta mano di ritrarla in carte ad annos


Speri tfi vince ogn'opra, ognipen/ìero. Tit minor, éffpat io carpitur illa fuo .

^egli che'l noflro, e ì altro Polo erejfe Necfemper vioU,nec femper Ulta fiorent » -

iìluafi tempi/ à lui fuori , oue il profondo Et riget yamijfa, ^ina.reli^a Rofa .

Saper s'adopri , e la potenza , e il Xelo.


Vnafcintillafol moflronne al mondo
E di ciò , ch'egli imaginando e^reffe BENEVOLENZA, ET VNIONE
Note furon le fielle , e carta il Cielo. Matrimoniale del Signor Gioiianni
BELLEZZA FEMINILE . Zaratino Cartellini.
DONNA igiiuda,con vna ghirlanda di Gi DONNA che tenga in tefta vna corona di
gli,& Liguftri in tefta, in vna manoha- vite intrecciata,con vn ramo d'olmo in
Hrà viidardoiiiell'altra vn fpecchio, porgendo mano.verfo iFfeno vn'Alcioneaugellomaritti
'

io. in fuafi fenzalpecchiaa-fi, deatiOj. federa fo- mo. O?n'vno sa quanto la vite ami l'olmojSc
i olmo
S3 Parte Primìj
BENEVOLENZA, ET VNIONE MATRIMONIALE
Del S.ig. Giouanni Zaratino Cartellini

l'olmo la vite,Oiudio. tendere , a' pioppo , ò al frafTìno arbori tutti


Vlmusamatvites , vitis non deferii vlntos • amici alla vice come dice CoIumelUlib.XVL
Per tale amo lofà BeneuolenzajSi vnionerol Vitem maximepopHlti^ alit deinde vlmm, de-
xno fi chiama marito della vite, & vedouafi inde fraxinta ,

chiamala vite quando non cappeggiata à l'ol- Etdiqiiefti arbori volle intendere Horacio
mo, Catullo negliellanietri miptiali nel 4 lib. Ode V-chiamari vedoui fenza la vice
Vt viduA in nudo vitis qu& najfcitHr arno St vitem viduas dttcit ad arbcres ,
ÌJunqmtmfe ex teli it • Et nelle Iodi della vita niftica con elfa V\
più à ballo poi dice marita ,
Affi forte endem e fi vlmo
marito
co ìtunSin Adultaviiiìc propagine Altas maritai Popitlos,
Et Marciale nozze di Pii-
nel 4. libro nelle Da qu erti Poeti latini leggiadramente preièr
dentio,& Claudia, volendo moftrare l'vnione, il Bembo il fuo concetto maflìmameììte da
& la Beneuolenza di qiiefli fpofì dille. Catullo per eilbrtarc ledameadamar<J-
Nec tneliHs tenera twigtintur vittbn4 "vlmi > Ciafcuna Vite •

à fi fatti penfieri pensò il Tallb q lando dille. Efa giace, elgiardin non fenadofna
Amuno uncorct Nel frutto fuo , nello >nbre Jon gradite
. {gi^v
Gli arboriiVeder puoi con quanto affetto , Ma qu nido à. l'Olmo , al Pioppo alta t'appog"
E/ con quanti iterati albraccintnenti Crefce feconda per Sole , e per pioggia .
La vite s'auuiticchia al [ho marito • Oue alcuni Tefti più moderni leggono
Cioè à rdiBO, fé bene fi potrebbe anco in- Ma quando <? V olmo amie» alt* sapjroggìt -
£:
J4 Iconologia di Cef Ripa
Et dtqiTcft'oImo ci (ìamo voluti fanne iioi gono , chefuflè trasformata in fale augello <ÌeJ
lalsaciogl'ahri per ellère più frequente in boc Ino nome, & chcféirolaflè foprail morto ca»
cadepoetijSc per noncofonrlcrecó più diiierfi daucrodel marito, che era portato da l'onde
rami ]a cotona, che più gentile cópariii km- marine, & però fanno che qucAo augello fi va
pliccmeute ]a vite aiunticchiata con l'olmo di tutta via lamentando nel lito del mare , co->
(iio marito, per (imbolo del.'a BeneiioIenzaj& me tra gli altri BetnardiiMj Rota neiriglg-
vnionc matrimoniàlcj l'Alcione che tiene in ma gaXlII.
i;o è vn'aiigello poco più gianded'vn paflàro, Deh perche non fon io, eetni colei
f^iiafi tutto di color ceruleo, fé non che ha me Che vtde tnfij/mo , (^pai trouo lo fpofo
ft.care alcune penne porporine, e biaiKhe, ha il Sommerfo in mare , (^ perfauer de Dei
collolottile, Si. lungo va luolazzando, 8c ftii-
, Hot piange augello tifiti flato doglio/o .

dendo intorno al Ino del marc,con voce lamc- E neli'ottauafeguente.


teuol«, oueaiico fa il Tuo nido. Si. vicoua fette §ìuanto t'inutdio , o ben coppia felict
giorni, i quali per e/lèie felici , chiamanfi jll- A cHifpìfi
, ó* augelli vn letto, vn nido

cyonii dtes. Perche in tal tempoii mare fta tut- Comunfu fempre, à eui cantando Le»
to tranquillo, come dice Plniio lib.decin)o ca. L'onda quetar, quando più batte illid» ,
ji & IfìdoroJjb. I1.& il Sannazaro cofi cantò Ecil Petrarca anch'cgli cantò della bcMCuo-
/icIlEglogaquinta. uolcnza , & vnione di quelli felici conlbrii nel
Cantere , c^ H^Uycnis nidum mihi pellert fecondo Trionfo d'Amore •

venfcs ^«fi duo che fece Amor compagni eterni


Vicitur Ó" fiutis pelctgi mulcert proctllas
,
far i lor nidi a ptù foaui verni
Terfiian hic noflros fedabit pcéìorts &ftt<s- Alcient , ^
Ceice , tn riua al mar».
A quello hebbe mira l'Viigaro nella prima Con molto giuditjo Ouidio nel lib.decime
Scena del quarroattod'Alceo, fupcrfluajn ve- delle Mttamo; foli ha trasformato dettame-
ro magratiolà, fimilealla decima Egloga
,
glie amante del fuo iiiaritoin Akioire, perche

delRota veiamcnte quello augello di fua natura porta


Turbato e l mar Ìamor ma [orfi vn giern9 al fuo manto tanta bcneuolenza chenonjier ,

Ferme faranno V Alcione ti nid<^- tempo, ma per fempie cerca dHlarc


ifpatio di

cioè fpero vn giorno d'hauere in amore iran- vnuacol maino, non per lafciuia, ma per arei-
quijloftato, &
Bernardin Rota più clnara- ca eneuolenza, che tcnei deue la moglie verlb
I

iDcnte. il marito
, ne mai altri nceiiC anzi fé per vec-
,

Sotìue vdirgli augei , che per riua U chezza, egli diiicnta fiacco, t- tardo à (èguiea*
Canrar piangendo [efi fon anco amici ) nu«
la nel volare, cìlakipigjia fopia di le, lo
Lor fidi amori , (^ mentre al tempo no trifce mai loabandona ,mai lolanàfblo, ma
,

Trindon fui nido, inflebil voce, vma ^ polTolelolii gl'iiomeri lo porta, logouerua,
,

Acquetan l'onda > e fanno t liti aprici . & Ila (eco vmta per lino alla morte), fi come
Chiamaiì anco Alcione la moglie di Ccice referiiccPlutaico , X)f/c/fr/««* ammalium-
Re di Traciajlaqualeamò cordialillìmamcntc In cotsl guifa parlando dell'Alcione , Vbi
il fuo marito,onde IViigaro volendo moftrarc autcm fentcTU! marcm imbeciUum , ^ aA
iM Alceo vna beneuoIenza,& vnionc grai;dc con ftèìandtwì tarànm reddidit , tpfa eum fufci-
Enrilla, ia che egli dica . piens gefiat , atq-y nutrtt, nunquam defiituens»
e fu :ra koì nunquaui fclumreliquens fid in humeros fu~
,

Mentre fiamme fanc tulli hlatum zfquequaque portai , atquefcuet,eique


Sifuifcerato aj^etto ad morte m ijque adeìì •

Che tra figli di Leda, hor chiare fielle Pongali ad imitateli confòrti l'amabile na-
E tra Ceice, C^ la fida Alcione >
tura dell'Alcione, <Sc llieiiO tiadiloro vniti con
Kon ih fé fojje tale amore, èc bencuolenza , tenghino in dui corpi
Sempre fìana meco ,
ella io con Ut , & vn'anin o, & vn volere, l'vno
trasformi nel-
fi

Si che rado non mai ci vide ti Sole


h l'altro, gioilca, & contento della
rcftj lieto, &:

L'vn da l'altx odi/giunto • compagnia datagli da Dio: tale eifctto, & vnio
Amò tanto quella Alcioncil fuo marito, ne, s'efpnmc in quel noilro Sonetto acrolti-
che haueudo in fogno veduio ch'egi: in vn tur- cho fatto nelle nozze del Sig.Gio.Battifla Gat
bulcnto naufragio era morto, fi comcauuen- zoni, & della (uà nobili/Iìma Spofa, il cui pre-
lic, buttoili dii dolore inmarcjonde i Pocci fin giato nome nel capo de verfi per ordine fi pone.
Ih
Parte Prima_> SS
in quxl parte del CUI» , in qunt ide* DIS MAHÌBVS.
ScolpìNatura Ji leggiadra forma ,
Lujt* GlaphyrA
jLnimadi virtute ejfempio , e norm* Vixit Annis xxxiix •
Beata al par ^ogmfuprema Dea Ti Claudii*s fattjlm
Ella co'lfuo splendor rallegra , ^
bea Coniugi- epttme, ben» ^
Lo Spofofuo diletto , e infe'l trasforma De fé meriti cum qua
Uajìringe a feguir fot lafua beli orma ,
Vtxit Ann- xiix- menfe i.
Amando lei noua telefie Afirea Diebu4 xxiiijjine vita
CARZON inHÌtt0> e faggio à letamile ^creila fecit &fibi ,
.

Le fu pre/eritto daW Empireo Coro ; DIS MAN. S.

Onde ben lieta va co'l cor giocondo . CALPVRNIAE


Roma per voi già gode eterno Aprile , T- L. HOMEAE
Indi verrà per voi l'^tà de l'Oro M. CALPVRNIVS
E RARA prole ad' abbellire il mondo • M. L. PARIS
Ec certo, che ninna maggior felicità può CON. S V AE SANCTISS.
edere tradni cenarti che rvnione, & Beneiio CVM. QVA. V. A. XXV.
lenza: degno è d'edere impreffo nella mente SINE OFFEN. F. ET SIBI.
d'ogni perfons legata in nodo matrimoniale, Simile modo di dire vfa Plinio fecondo iid
il Greco
precetto di Focilide Poeta fcriuendo à Gcmhno.Grauevulnus
lib- S. Ma
jim^ tuam eonitsgem quid enim /namue , (^
,
erinus noHer accepit, amtfit vxoremjtngularit
pnfìanttM . exemplit etiam fi olimfuiffet Vixit cum hac
.

§^am ct*m Maritum diligit Vxor vfque ad trigmta nouem tennis fine Offenfia Et nella in- .

feneHam fcriftione di Lucio Siluio Paterno d legge. Si-


Et Maritui ftéam Vxorem, neque iniereos inci- nevlla animi Ufima Et in quella di Giulio
dit contenttoì Marciano- Sine vlla animi Ufione- Vn'altra in-
Cioè ama la tiu moglie, che cofà può edere fcrittioneponere vogliamo trouata poca tem-
più foaiie & più conueneuole, che quando la po fi nella prima vigna fuor di porta latina 1
moglie ama il marito per fino alla vecchiezza mandritta, nella quale dice al Lettore, che sa
& il marito la fua moglie, né tra loro c'inter- d 'edere inuidiato per tre cagioni, vna perche
,

uiene rida , & contcfa alcuna.


Quindi è che li hebbecommodamentebeneda viuere, la terza
Romani antichi hanno ladato molte memorie perche hebbe vna moglie à lui amoreuolilU-
di quelli che fono vidi in matrimonio vnita- raa.
ment; con beneuolenza fcnza contral"to,de qua Q^LOLLIO. Q^L.
Unoinè polleremo per edempio quattro ?>tani
paté dallo Smetio due verfo il marito, è due CONDITO
altre vcrfo la nioglic .

SCIO TE INVIDERE. QVI LEGIS


!>• M.
TITVLVM MEVM DVM VIXI
D. primigenio
Itinùf
^ui vix ann- xxxv- VALVI. ET HABVI BENE- QVET
ìunta Pallas fecit
. .

Coniugi KariJ/imo VIVEREM. ET CONIVGEM


Et pientifftmo
De fé benemerenti :HABVL MIHI. AMAMTISSIWAM,
Cur^ quo vixit annis
XV- Menf. vi. Hora fè-dag-nrile e dato fatto conto di ve
Dulciter >fine ^^aerella- irerefenza cruere'a, fcnza ofFefa, &
ledonealci»
na tra Moglie , &. Marito, ma con reciproco ,
T- Tlauio A
VG- lib» Chryfogoìto
.
& fcambieuole amore , tauro più da Ch ridia-
Lesbtano- Adintor Tab:4larior li: fi deue procurare d: viuere nel Sacro Matri-

Rjztion- Heredirati . Cetes N- monio in Santa Pace con vnione , Se Baieuo-


fUuia. Nice coninnx cumq'M •
Ienza,acciò mentiamo poi d'edere viutinell al-

Vixit ann' xlv- fine vUa offenfa tra vita in {èmpiterua gloxi»
BENI-
Iconologia di Cef. Ripa^
s^
B E N I G N T A\ .1

DONNA
ambe due k mani
con
vedita J'azurro ftellao d'oro
fi prema le mani
nignità, oz di carità infìemefpargere amore-
uolmente quello ches'hà dalla natura alludeu
mcHe dalle quali n'efca copia di lane che di- doli al detto di San Paolo checongiuntamen'
,

iierf. animali lo beoiio , alla (imiti a banda vi te dice : Chantas benigna


e fi Sì moilra però .

fai à vii'Alcaie col fuoco accefo . ancora quell'atto, che elfercitandofl la benigni
La benignità non è molto differente dall'- tà verfo i fudditi, come fi è detto,
elladeueef-
affabilità, clemenza, &'humanità, & principal fereantepofta al rigore della guillitia , fecondo

mente fi eflcrcita vcrib i fndditi, & è compat- Papiniano Iure Confulto, e/Icndo la benignità
fione liauutacon ragione, interpretando la leg- compagna d'efìà giuftitia, come ben dice Cice
ge feuza rigore ,quella che i Greci
&. è quali zoncDefinibus, Che però da tutte duedeue
Rimandano, [trrniy.ziA) cioè piaceuolc inter eller lodata, & abbracciata affermando Plut. ,

pictatfone della legge. .... vtil.cap- x*^. cht:§}ui 7ion UndAt beni-
Si verte d'azurrc ftellato à fimilitudinedel gnitatem, is profezia cor habet aàctmuntinum »
Cielo; ilquale quanto più è diftelle ilUiftrato , aitt ferro excujfum

& abbellito, tanto più fi diceeirer benigno ver L'altare co'l fuoco , denota, che la benigni-
io di noi , benigno fi dice anco l'huomo ,
coli tà fi deue vfare,ò per cagione di religione, la-

checon fereno volto cortefemente fagratie al- quale principalmente, s'eflèrcita con li facrifi-
trui (èn za in te re de , ò riconofcimento monda- ci);ò almeno non fènzaeflà, talmente che ven

no & cheenlguifce pietofa giuftitia. ga in pericolo d'eflère ritardata, ò impedita la


Preme dalle mammelle il latte, del quale giufiitia per imitare Dio fleffo,ilq«ale è vgual
beuono molti animali , perche è effetto di be- mente giallo', & benigno.
A L
Parte Prima. S7
AL SIC. CAVALI E R LA V » B e pregio aequìjfò Greco Pittore*
,

Già ritraendo con Maefira mano

CESARE RIPA. La,BeUijftm»Argiuit ,onde'lTroian9


Giudice ideofentt lnfciuo ardore ;
Hor tu Cesar gentil £ltaliA honorcj ,
PER L'I MACINE DELLA Animo errimi generojo humano
DifaggiaEtru/ca. D o N N x,»lciiifour»n»
Benignità^ Lume s'accende l'Arno in cafto amorcj :
He in van con Zeufi a, gareggiar t'accingi ;
figuratala luì nella perfona dell'lllu- Che Tu lo spirto , Et U corporei falmo-ì ;

ftri{rinia,& EccelIentifs.Sig. Zt la Beltà ; Tu U


virtù dipingi ;
JlnXf gloria maggior guadagni , epalmo-n,
?^ ARCHESANA SALVIA TI. Che bel tanto più grande in carte fìrmgit
guanto via più, che'l corpo, è noi>tl l'Alma-

i.0 Spapitrat» Academieo Itlomatf'

B E N I G N I T A\

DONNA
ga
gioii 3n€, bella, & ruientccon va
accóciatura Hi biodi capegli, corona
fregiata Ji color
Lune
purpureo oue , Ci veJono tre
d'argento, le quali fieuo crercenti,& ri-
ta di corona d'orOjCo il Solein capoj vcflica ài uolteà man deftra,iHa alquanto china, con le
H^abitojeggiadro in color d'oro, couclamitk braccia apcrre,& con la delira mano tenga va
H laiiio
y8 Iconologia di Cef.Ripa
tamodipiuo , mofl rancio d'cfl'erfì leu ara sii nimità , Sole del le virtù, come habbìamomo-
d'viia ricca feggia, & à canto vi fia vu'EIe- flrato , & però la forma del Sole C\ fcuopre in
faiite .
tefta della figura, cioè in luocopiù fnperiore,
La benignità non èaltro per quanrofì può & più nobile fède dell'intelletto, ondefi cana-
racco II e dal a dottrina d'Arift-Iib-4 Etica, che no le virtù intellettine , & gl'organi fenfitiui
,

vnoafK.'tton.itinaIedi peiTona magnanima in iie'quali fi fondino le morali

mo'ìrarefegiii di ftimarcgl'honon dati dal'e 11 numero ternario delle Lune, fìgnifica la

peifòne inferiori , talché è virtù propria delle perfettioiie di quella eminen-^e virtù, perche il

perfoiie grandi in quanto for.orDagnanimc, ternario fcmpre fignifica perfettione, come in-
& magnanimo non vuol dir altroché huomo fegna Arift. nel primo del Cielo cap. primo ,
di fpl'cndore , &: ornamento di perfetta virtù, & è primo numero impare>& principio d'im-
tal che quanto è difficile d'elTe re magnanimo parità della quale dicenano i Gentili fodisfarfi
per haner bifbgni di tntti gl'habiti buoni, ran DiojComcdi co'a o ,de Virgilio nell'
perfetta ,

to è nobile edere benigno - Quattro fono gli Egloga 8 dice . . Numero Deui impare gaudet,
affetti del magnanimo , che affetti fi deuono Eti Pittagorjcidiflèroi] 5. triplicato nel qua
chiamare quelle coCc , che non hanno Elettio- leficótieneildua.cffèredi potenza infinita, e»
fic, Beneficenza,Magnificenza,Clemeza,&' Be quali concorda anco Plat-che dice nel Timeo,
nignità.à quali (ì riducano tutti gl'altri, per-
i da quello numeio triplicato hauere origine la
cioche il magnanimo non lìima, ne difprezza , perfettione dell'anima , & riileflà Luna fi di-
come quello che non teme,ne fperaMn quanto manda da i Poeti Triforme,come fi vede in A \\
non difprezza è Benefico, in quanto non ftima. Tonio nel libretto intitolato Grifo , nel quale
Magnifico, in quanto non teme. Clemente, in deiriftefl'o numero , ne deuo
ternario difcorre
quanto non fpera. Benigno & perche la beni-
, lafciare di dire che dette Lune fono riuolte à
;

gnità ha per oggetto immediatamente l'hono- man deftra,cioè vcrfo rOriente,ilche è fegno,
rc,& rho!iorare,però fi può dire, che la Beni che la Lunaftà in fiiO crefcimento , fegnitan-
finità fia il più degno affetto, che poffi nafcere do il Sole , & cofi rillnftrifs. Cafa Strozzi fè-
111 piencipe generoso il che è conforme alla
, gnitando gli fplendori della magnanimità fi ,

dottrina dell 'iAe(Tb A rift- nel i della Retrorica va continuamente auanzando nella gloria , &
al capo io.dicendo,chel3 grandezza nell'huo- ne gli fplendori della fama con l'ifleflà benigni
monon è altro, che vna certa piaceuole,& no- tà,& è la Luna detta Lucina, per ellère ella
bile granita . La onde fcoprendofi quefla vir- tenuta dagli antichi apportattice della luceà
rù fingolarmente nella Illuitrifsima Signora ì nafcenti fanciulli, perche porge loro aiutoai

Maddalena Strozzi maritata nel- vfciredel ventre della madre, & per efière ella
l'EccelJentifs.IllufìrilTìmo del Signor Marche benigna , & pianeta humido affretta tali bora
fc Saluiati, mi vedaquefta figu-
è parfb che G. con il fuo influfioil parrò foccorrendo le don-
ra con particular mentionedi quefta Signora, ne ne i lor dolori, rendendole più facile al par-
nella quale oltre à gl'altrJfplendori.che ledan tori re.comediflè Horatio lib.^. Ode il.
no ]a patria felice, la Cafa IlluftrJlTima,i geni- Montiu m cuflos nemorumq^ virgo ,

tori di (bmma virtù, rifplende tanto Tiflena be ^Ih& lahoranteis vtero puellas
nignità mentre accetta gl'i^onori delle pcrfone Ter vacata atidii ademis^jletho-
inferiori con lieto voItO) & con la benignità Diua triformii •

fui,che opera meglio chegl'altri con l'aiterei Et benigna fi può d re la Luna , perche rl-

za,& benfi pnò diredi lei quel che ferine Clan fplcdédo neirofcurità della notte, a/Iìcura>&
diano in Confulatu Manli) . inanimilce col fuo lumei poueri viandanti , Sc
Peraglt tranquilla poteffas i pallori alla guardia delleloto mandre,&: pe^

§l^pi violenta nefuit : madittutjj fortìus vrget ciò è fiata chiamata dagli Antichi fcorta , &
Imperiofa quies- duce,& gliEgittff con ilgieroglifico del Sole,
Le tre Lune, che fono intorno al fregio del- & della Luna s'immaginanano chequefti dui
la Clamide, rapprefentanorinfegna dcH'lHu- pianeti fodero Elementi delle colè, come quel-
firt'lmia Ca(à Strozzi, nellaquale C\ contiene li che con la virtù propria gcneradèro,&: con-

«in molta ragione il fimbolo della Benignità, fcruaffero,& perpetnadèro, tutte lecofe infe-
psrcioche, come il lume della Ltui»non è al- riori , oltre à queffola vijanoftra efière- retta
tro che l'iftelfolume del SoIe,cofi la benigniti dalgouenio loro.per-effcre fofìentata dell'ha
n^nhàaltia luce che quel la deli'iftelfa magna- naor 4eirvno,& dalcalor dell'altro
Si
Parte Primari yp
5i fa detta fìguia di faccia lieta, Se gioconda, Anglico cfella proprietà delle cofé l'b iS cap.
iidente,di afpetto giouiale, leggiadro , mo- & 4i»diceche gli Elephanti fono di natura beni-
t{efl:o,& perche non è cofa più grata , amata & gni perche non hanno fele. Sunt nutem EÌe-
della benignità , onde difle Terentio né gli A- phantet natura litef benigni, ^uod Careant frlle.
deltì. Ma noi diremo ch'egli fià benigno non folo ,
Re ipfn reperi • perche fìaprkiodi ftle { attefòcheil Camello
Facilitate nihtl effe homini meliut ne^ue clé- ancora è priuo di fcle,& nondimeno 1,0.1 ani-
tncntia • ua à quella gentile benignità , che ha l'ele-
Et per fignifìcarc lo flato fignorile che è ne fante ma perche la natura lo ha dotato d'vn
)

teflarioall'vfodi ella benignità, fifa veflita > cerco lume d'inteìleitó prlidente è fèntimen-
le coronata d oro -,
10 quafi che humano • Plinio libro 8- cap i.

picdi,chinarfi,& aprir le brac


Il drizzarfi ni Ammalium maximum Elephas , proximumt^
tia, fono fegni preprii ne i Prencipi della lor humanis fenfibus ^c
quello animale fé mai
benignità, fontani dall'alterezza dell'animo, Se nelii^deférti incontra qualche perfona ch'iiabbia
dal rigore • ,
fmatrita la ftiada per non fpanentarla col fuo
Tiene con la deflra mano il ramo di Pino -,
afpètto fi mira in bel modo al quanto lonta-
,

eflèndo detto arbore simbolo della benignità , no da quella, & per darli animo felemoftra
,

perche il pino ancorché fìa alto > faccia om- & tutto cortefe, & manl'ueto, & le precede auan
bra grandillìma, non nuoce à ninna pianta che li nel camino , tanto , che à poco à poco Io ri-
vi sia fotto, maciafcuna ui germoglia lieta- mette per la fi rada- Si EUphantes hominem
mente perche ella è benigna à tutte , come
, errantem fibi obitium vidertnt infolitudine ,
referifce Thcofrafto Filofofolibr.j.cap.i j-de primo,ne impetu rerreanty aliquaniulum de via
Plantis i fefubtrahitnt, ^ tur.c gradum figunt , f^paii-
Pinui qnojj benigna omnibus propteren effe iaìim ipfHmprAcede72tes viam ei oilendunt. di-
futatur,quod radice fimpliChnltaq^ fit : Seritur ce il medcfimt) Eartoiomeo Anglico nel luo-
'inim/nb eam (^ Myrtuì.i(^ Laurm,^ alia pie go citato , -Se Plinio nel fndetto Ubr- cap. 4.
raifj nec qulcquim pràhibet ràdix quo miriM , Elephas homine obuio forte folitudme 0> f,m- t

hic libere auge/te, e v^leàn ^:ex quo tnteHigi po- pliciter aberrante cUmens placidusq^etiam de- ,

teft , radice/» plm infejìare quam vmbràm : mmHrare l'iamtraditur Atto veramente beni
^Httpccum Pin:i5 vmbrAm amplijfimam red- gno, mirabile,in vno Aniinale , ch'habbia for-
dat,^ relt^u,% quoqjpjucis altiiq^ nitentia radi za di nuocere , & non voglia , ma più toftodi
cibitiadportionemfocietaiemq^ non negat-Ouc giouare d-^lla nobile , è benigna conditionedi
:

è da notare che il pino arbore nobiliiiimo di


-, qneflo animale fi pofibno riputar partecipi
radice alta, tic iempiice raccoglie benignamen quelli Signori, iqualimofll dalla loro innata
tcforto la fua ombra le minori piante, fi come benigna natura rimettono i fudditi, ò feruito-
fanno altri arbori di aita radice che non nega- , ri nella via del felice contento , foccorrendoli
no rie eu ere in compagnia loro al tré piante , il né i loro clhemi bifogni . Huncfibi finem pro-
che ci ferue per figura, che vna perfona nobile pontt honeiìus Princeps , •vtjubditosfelices effi-
d'alta radicejcioc di (tirpe, Scorgine fublimc ciat . Il fine deli'honeflo Principe è di far fe-
liceue folto l'ombra delU fna protertione con licijfudditidiflè Antipatro: di più glihonefìi,
ogni benignità altri di minor condittione , & & benigni Principi, & Signori , accorgendofi
coi portioneliaTiet:enell'amicitia, & compa di eflèremaggiori tenuti , & ri ned ri porgo- ,

gnia tua, il che non fanno gl'animi nati vilme no antimo à minori di parlare , & clviedcre v-
te , ancorché per fortuna fublimati fieno , che dienze, &
focCorfo, fi come banno fatto gli ot
per l'ordinano reflono rozzi, & come doppi) timi Principi-, & Impelatoti, che hanno [alla-
e non fèmplici vfano uerfo altri più tofto ma- to buon nome di fé- Aleflàndro Seucrodi no-
lignità, che benignità. me, 3c benigno di natura à chi non s'anifchia-
L'Elefante animale nobile, più d'ogn'al- & ua di chiedere niente , lo chiaiTiana , dicendo
tro grande, lo ponemo in qneito luogo per perche non chiedi Voi fcrfèch'io ti re-
ìiientc ?

lìmboio della Benignità de'Principi,& iigno- fti debitore? chiedi jncciò non ti lamenti dime:

xi grandi , della fna benigna natura ne viene Conofceua Alellàndrocheil Principe è obliga
à far teflim'onianzà Arifl:.;ib.<;.cap.46.neirhi- ro dar benigna vdicnza , Se foccotlo à perfone
ftoria de gli mimali. ElephorS omnium ferarum minori,' & priuaie, & perciò s'ofceiiua benigna
'•mjtijftmiPi i <?• pUddijfimui £c Baicoiómeo
. «neiite à loro , dimandando bifogni per non i

H i runa-
So Iconolog ia di Gef.Ripa
limancre à loro debitore , &piuc eia gentile qwantopiii vna per fona è nobile, granir», &
Imperatore , confoiidanfi quelli Signori afpe- tanto più deue eflfeie cortefe & benigna , ma?,

li di natura , che negano l'vdienza , e Te pur quello, chepiù importa fi conforma con la be-
ladanno alle prime parole infaftidiri Jifcaccia nigna natura di Dio, di cui è propri© l'eflèr be
no da r con ingiuria le perfone, & Icfpauenfa nigno,enèndo, che non ei èchi pili di lui ellèr
no con la loro fcusra., & brusca ciera piendi- ; citi la benignità per il bene, che ogni giorno

i^aeJlèrapio da Tiro figlie di.Vefpariano Im- fa à tutte le £ue creature , fi che vn Signore, Se

peratore, che Tempre benic^no fimoftròal po- vn Principe per quanto comporta la mortai
polo, onde per tal benignità fu chiamato Amo conditione in cofa ninna può più accoftarfi al
re, &delitieddgencrehamano, mai licentiò la natura diuina , che con la benignità, fen- &
alcuno da fé fenza dargli buccia fperanza, au- 2a dubbio' , che Iddio ama più vn Signor beni
zianifato da' famigliari, comechegli promet- gno, chefuperbo,& altero, anzi l'odia, fi co-
tcde più di quello che poteilè mantenere, (ole me il moral Pilofofo Plutarco chiarasnenre di—

«adire che bilbgnaua auertire che ninno fi moftra nel difcoilb , che fa al Principe igno*
partine mcfto, &: difguftato dal pailarc del rante, dicendo , che fi come Iddio ha collo» ;

Principe- Non oportere,ait qtiemqti^itn àfermone caro nel Cielo il Sole , &
la Luna , fegni del
rrinapisfrijlem àifcedere: Soggiunge Sueco- fuo fplendorci cofi è l'imagine, il lume dei. &
nio, che trattò il popolo in ogni occafionecó Principe ne la Republica, che porta la men-
tanta piaceuolezza , &
benignirà, che folca far te, &: la ragione guifta , & retta , è non il ful-
preparare le feik publiche de Gladiatori non a. mine, e'I tridente, come (ogiion farfi dipinge-
gulto fuo, maad'arbitriodeg!iafpettatori,_& te alcuni per pai-ere tremendi , & fublimipiìì
mai negò niente à ninno cb.e gli dimandalle, che non lono difpiacciono à Dio quelli, che.
:

^nzircllbrcaua dimandare d; p;ù Namneque : fanno emnlatione co.i li tuoni, fulmini, 8c rag
negauitquicquampetenttbus:Ó' i'' ?/'f velimi gì. Si. fi compiace di quelli » che imitane la fua
teterent, vitro adhortaius eff Stando vna icra • virtù , & fi rendono fimili à lui uell'honeflà ,,

a cenagli vennein mente , clic in quel giorno humanità , Se benignità , & quelli più inalza
non haìieua vfaralafojitabenignitàcon ninno, facendoli partecipi della (uà equità, Ginftiiia ,,

di che pentendoiì, mandò fuori quella meino-^ Verità, Manluetudme, & benignità, median-
rabil voce Amici diem per uidimus,kmìc\. hab te le quali virtù rilplendeno, comeilSolet-Si:,

biamo perduta la giornata, riputò come piin- la LunanOii tanto appreflbgl'hnonnni.quaur


cipeelTere debito fuo eficrcitare ogni giorno. toapprcllb Iddio padre di ogni benignità •

1offirio della benignità Non ili men benigno,


.

quel buonolmpcracore, dico Marco Auielio BIASIMO VITI OSO.


di cui Hexodiano ferine , che à qual fi voglia
che vi andana auantiporgeua benignamente la VEcchio magro, pallido con bocca aper- ,

jnano, è non comportaua, che dala (uaguai-, ta, & chinato verfoia terra laquale ci ,

dia fu Ile impedito ringrellbà ninno. Qu^elìi va peicotendocon vn badone, clic ha in mano,,
fo:io rnncipi amati in vira, dopò morte: & cofi finr'cuano gl'antichi Momo Dio della ri-
bramati , che (i fanno fchiaue le genti con la. prenfio'ne ,
veftimento farà-
e de! bialinio ; il

benigr,ità , Scarto per quattro giorni, che ni picno di lingue, d'orecchie, & d'occhi •

quella vita vno fignoreggia,.deue procurart di. Si dipinge vecchio, perche è pioprietà de*
Jaiìar memona benigna di (^c , perche la fuafi- vecchi di biafimarc fein-pre le cofe d altri , ò
gnoria.tofìo perde &;Ia fua benignità, come,
fi , perche fi co lofca la loro prudenzaimparata
virtù eternamente dura; Detto degno di gcne- con l'cfperienzadi molti anni, ò per lodarl'età
jolo Piiiìcipc fu quellodiPilippo Re di Ma- padàra.ò per pori«fraio alla licenza gioucnile.
cedoniaPadre de! grande A 'cifand io. Malo din. Si fa ancora vecchio, eflèndo la vecchiezza
hcnigììus , quam l>reni. tempore Dominus ap^ fimile'al verno, che fpoglia i tempi d'ogni oc-,
pelUri • cafionedi piacere, & di gulìo .

Voglio più torcoeflèrechiamato lungo'tem. Efecco,^ pallido, perciistalediuiene fpef-


pò be. ugno che breue tempo Signore, onde,
, fo,_chi biafima per l'inuidia , che quafi fempre,
joconfiderandoil cortefe animo di quelli in- muouc il biafimo.
iiitti Se benigni Principi, & la nobil natura .-lei Sta con la bocca aperta>& fi vefle.comehab
TElcfante anmiaJ- maggiore d'ogn'altro^ con- biamo detto con le lingue , orecchi > & occhi
ei'anra con taacabeiiignità,. fi. conclude là, che perche il biaflmo è (èmpie pionto d'vdire , &
vedere
Parte Prima^*
vtcTere per fcemar la lode di qual .fi voglia non può efièr Te noLi vile, appoggiandofi mai-
P^^y'^ fimeall'arido legno della makdiceuza-
Mua la ;
teira , perche ilfiiie di chi biafinia

B O N A^.

DOnna bella, d'oro, con ghirlanda


veftita le parole di Dauidnel fuo i SaIrao,che dee::
con gli occhi ri-
di ruta in capo, è ftarà rhuomo che fe^uc la legge di Diocilcr C\mi-^-
«olti veifo il Cicloiin braccio reiiga vn pelli- le ad vii'albero piantato alla rina d'vn rufcci'
cano con li fìgiiuolini & à canto vi (ìava ver- Jo chiaro,bello,& correnre,e per non e^Tèr al-
de arbofcello a!'a rina di vn fiume tro la bontà, della qua'e parliamo,cheil con-
Bontà neiriiiiomo è compositio;ie di parti formarfì con la volontà di Dio, pt rò fi dipin-
biione,come fedele, verace, integro, giufto,iSc ge in tal modo,& il pellicano mcdermiamen- '

pacieuce . te,ilc]uale e vccello.che/econdbche racconra-


Beila fi dipingcperciochelabo irà fi cono- jio molti autori, per founenirei piopiii f-gH-
Cce dalla bellezza, edenJo che la nieate acqui- lìolipofli in iieceflìtà , fi-eua fé fteftb co] lo-
la cognitione de'fen'ì . ftro, è de! proprio fang-Tclinodrifee,come
Il veftito dell'oro (igniilca bontà , per eilèr dicediffufamene Pierio Valeriano a.' ino !ro--
l'oro fupremamente buono fra entri metalli. i go,& de più moderni nc'la noflra liiigtM.
Horatio dimanda aurea la mediocrità , dalla Il Rufceìli ncll'impiefadel Cardinal d'\m
cjiialedciiiia la bonrà i!ìcflà in tnrte le cofe. gnfì-a non moilia altro, che l'ifìellà bontà
L'Albero alla- riua- del fiume e confo r«K al 5tà eoa gl'octhi riiiolti al Ciclo , per cdaj
u;t3ac--
6z Iconologìa di Cef.Ripa
inreura allacoiitemplatione diuii>a,& per fcac tedicono.qualche verità pernafcondcrni fòtro..
ciari penfieri cattiui , chedi coiuiiuio fanno labugia, imitando il Diauolojilquale , come
guerra Per queOo ancora fi pone lagiìirlan-
. dice San Giouan Chrifoftomo fuper Matth.
da diruta, hauendo dett'herba proprietà d'cA Concejfum eli tnterdum vera dicere.vt menda-
Icr fuggirà da i fpirici maligni,& ne habbianió ctumfuum raraveritate commendent.
autentichi teftimonii Ha ancora proprietà ài
. L'altra parte di dietro del veftimentonero,
fniinuir l'amor venereo , il che ci manifelìà y fi fa in quella (entenza di Trifone Grammati-

cliela vera bontà lafcia da banda tutti l'intc- co GrecOjIaquale diceua, che le bug* hanno
ieflì,& l'amor proprio,ilc]uale folo fconcerta, la coda ncra>& per quefta medelìma ragione à
& guafta tutta l'armonia di quelVoi^ano, che queft'imagine fi pone in capok Gaza , che è
fuonacon l'armonia di r^itte le virtù . di color varioj & la Seppia , laquale > fecondo
B V G I A . che racconta Pierio Valeriane nel lib-iS qiian
DONNA biro fuo
inuolta
quanto fìa
, & licoperta nell'hi-
pofubile, il veftimen
do fi fente prefa, manda fuori dalla coda Vn
certo humorenerojnelquale fi nalcoiidcjftima
toda vna parte farà biaiìco, & àall'alrra ncro> do con inganno fiiggire dal pefcatorc Co-
tale
terrà in capo vna gaza; & in mano vna Seppia fi il bugiardo ofcura fé fleflb con la fintióng
pefce delle bugie , & non viene mai à luce di buona
La parte del veftimento del color bianco fama .

moftu^chegl'hucmiRi bugiardi primierameiì

B G I A.

Donna
Parte Prima ^5
DOmiagioiiaiftt-»rutta:maartifitiofamentc di quefio mondo , perche ogni forte di vento
veftiu di color cangiante, dipinto tutto ancorché debole è baflanre à iiiandaie in mi-
di mafcaie di più forti, &
di molte lingue fa- , na, & lafabrica. Se li fondamenti delle noftre
ti zoppa, cioè co vna gamba di legno, tenendo fperanze , & per quello fi domanda calamità
nella fmillra mano vn fafcetto di paglia acccfa. dai calami delle Canne.
Sant'Agoftino dipinge labugia,dicendo, che è li mazzo del grano accoticio , come detto
fàlfà fignificationc della voce dicoIoro,che co habbiamo, fignifica la perditione, & mina del-
mala iutcntione negano, onero atfermano viu lebiade , che è il principio della ncltra ca-
cola falfa. lamità .

Ecperò fi rapprefèntain vna donna gioui- CALAMITA', O^ MISERIA.


ne,ma brutta, ellèndo vicio fèruile, & fuggito
fbmmamente nelle conuerfàtioni de'nobili, in
DONNA afciuta
pochilTìmi panni, che le cuoprono le
, tutta piena d; lepra con

modocheè venuto in vfohoggidì.cheatteftan parti veigognofè, &


con alcuni caglinoli , che
dofi la fua nobiltà , come per g uramento nel li lambendo le piaghe delle gambe, terrà
ftiano
parlare fi ftima per cofa certa , che il ragiona- le mani matto di dimandare elemofina .
mento fìa \ero Calamità. ©> Miferia ,

Vefteiì artiiìciofamenre ,

fua ella s'induftria di dare ad intendere le colè,


perchecon l'arte
DO una m.efta , ignuda, à federe fopra vn
falcio di canne rotte, è {pezzate in mol-
che non fono .
ti pezzi in mezo à vn canneto.
La verte di cangiante dipinta di varie {orti Si dipinge mefta, percioche la milèria rende
di mafcare , & di lingue
dimoftra l'inconftan- rhuomo niello , Si ancorché la Fortuna fé gli
za del bugiardo, ilqualc dilungandoli dal vero moftri alquanto benigna, nondimeno non fi ral
nel fau ella re. dadiuerfà apparenza di eHère à Jegramai, come dimoftra Seneca in Thyefte.
tutte le cofe,& di qui è nato il prouerbio che Troprittm hoc mifercs /equifur vitium
dice : Mendacem oportet effe memorem . Rtdeat felix Fortuna licet
Il fafce:ro delia paglia accefa altro non fì- N unsquam rebus credtre Utis
gnifìca.fe non che fi come il detto fuoco prefto Tamen a^li^os gaudere piget .

s'appiccia, & prefto s'ammoria, cofi la bugia , per moli rare , che le fue fpe-
Si fa à federe
preflo nafce,& prefto muore ranze fono andate à terra , & ella infieme con
zoppa dà notitia di quel che fi dice
L'elTer elle , perche dice S. Agoftino nel lib. de fin. U
trinialmente:chelabugiahà le gambe corte. miferia è abondanza di tribulationc .

B V I O . Lecanne fracaflate furono fèmpre pofle an


GIOVANETTO moro.veftito d'azurio ticamente per fignificare lacalamità, da chet
ftellato d'oro, cS<: fopra il capo hauerà Romani pigliarono poi il nome di calamità ,
vn Gufo, nella deftia mano vn velo nero , & dimandando calami, lecanne.
con la finiftra terrà vn feudo di color d oro > C A L V N N I A.
inmezodcl quale vi fia dipinta vna targa con DONNA, che moflri elfere sdegnata, nel-
motto che dice AVDENDI. . la finiftra mano tenga un torchio accc-
CALAMITA'. fo, &
con la deftra prenda peri capegli ungio-
DONNA meftajveilitadinero, & malm
arnefe , moftrandofi debole fi regga
nanetto iHido, &loftringa, il quale alzi le
mani gionte al Cielo , &: da vna parte vi fiirà
fopra vna canna , tenendo in mano vn maz- vn Balàìiliro.
zo di fpighe di grano rotte , è fracaflàre , Dipingefi con vn vifo iracondo , perche e ca
come quelle, che vengono abbattute dalla gioìiata dall'iracondia & dailofdcgno , .

tempefta • Il torchio acccfo , dimoerà , che la calun-

Il veftimento nero fignifica malinconìa nia è inflmmento attilfimo ad accendere il


ch'è compagna perpetua della calamità • fuocodélje dilcordie, & delle rouiiie di tuti i
S'appoggia alla canna , perche non fi truo- Regni
uamaggiorcalamità, che quella di colui, che Il tirarfi dietro il gioitine , che ha le mani

ftà in pericolo di rouinare, il quale fi condu- giunte , ci fa conofccre , che il calunniare


ce molte volte à dehderarc la morte per rime- non èaltro, che lacerare lafamadegl'Inno-
dio, & la canna per elle re vacua , poco den- & cenri.

fà, facilmente C\ fpezzaal fbprauenimentodel Gli fi dipinge ù canto il Balàlifco, percioche


pefo, come facilmente mancano Je fperanze come narra Pieiio Valeriano nei lib. H- I Sacet
doti
6^ Iconologia di Cef.Ripa
•doti Egitiip:)nenai:o quello animale per la ca- te, e fenz onde porerfi aiurarc , fior» {apendo il

lunnia, perche fi come il Balalifco iciiza mor- torto, perche gli vieii fatto in abfenza come fi

dcie da lontano è pernitiofo aU'huoino co'I vedeanueuire in mohe corti, Se Herodoto lo»
I^'iardo , così il caiuniiiatcìc fpailaudo di na- pra la caKinnia nel libr.y. così dkcCalumniit
iconoall'oiecchie de' Principi, Scaltri, indu- tw iniuriam facit nc(ufai0,non frAfenten\ ac-
ce fraudolentemeure l'accufato , che riceua tu/ans .

danni ,di(agi , tormenti,jc ben fpelTo la nior-

A R I I o.

Giovi KHTTO veftito dì vari! co- altro «lodo manifeftano lontane dal modo
l'i

capo porccrà vn cappelletto fimi


lori, in ordi:^ari(^ Iniconflanza fi dimoftra nell'età
:

le al ve ìimento, fijprailquale vi faranno pefi- fancuillcfca , la varietà nella diuerfità de i co-


iie diiierfe,iielIadeftran)ai!0 terrà vn mantice, lori .

& nella 'iniitra vn pcione


I .
caicHo con le varie penne , moftra che
Il
Capncciofi Ci dimandano ciuelli , che con principalmente nella fantafiafono poftc que-
Idee dall'ordi. lane degl'altri huoniini diuer- lle diuerfità d'attioni non ordinarie .
fc fanno prendere le proprie acuoni , ma con Lo fperonej&ilmanticeraoftranoil capric
la mobilrà dall'vna all'altra pur del medefìmo ciofo pronto all'adulare 1 aleni» virtù, ò «1
genere, Se pe^- modo d'Ani logia fi dico io ca- pungere i vitij •

puccile idecjche in pittura, òia mnfiea, ò in

CAB. Ri
Parte Prima_j.' ^1
Carri de i fette Pianeti
CARRO DELLA LVNA- Oltre ancor ciò s'intende perii lume l'i. u-
Comi ^ deferitto ini Boccaccio li&-^.nella midità fua, che prella fauore alle piante , che
C eneologia de gli Dei- germinano fopra U terrà, &
alle radici di fotto

VN A donna di verginale affetto Copra


d'vn carro di due ruote tirata da due ca
dona aiuto.
Ladipinfero gli antichi , come habbianio
Halli, vn bianco, Gl'altro nero per moftrare , detto, con l'arco , & con la faretra
, perche in-
che la Luna fa
fuoicorii di giorno, e di not-
i tendeuano la Luna clTère arciera de' fuoi raggi,
te, è anco tirato il ftio carro come dice il fo- ,
li quali fono alle volte nocini à i mortali
&
,
pradettto Boccaccio nel y. libro, datemi, eden per dimodrare ancora le punture , che fento-
do che il camino, che fa U Luna vien fornito 110 le donne nel partorire , ellcndo quefla Dea
più velocemente di tutti gl'altri pianeti , come fopra il parto delle donne .

quella, che ha rorbeminore,& Claudiano, Si.


Fefto Pompeo dicano,che e guidato da muli CARRO DI MERCVRIO.
per eHèr la Luna ilerile,& fredda di fiia natn-
ra,come parimente è il mu!o,& Aufonio Gal-
VN giouine ignudo con vn
fol panno ad
armacollo , hauerài capegli d'oro , &
lo fa guidare il detto carro da giouenchi, cre- fiae/Ti vi faranno péne parimente dorocongiu
de fi che forte ro dati quefi: 'animali alla Luna ce infieme , onero vn cappelletto con due alet-
per la fimig!ian2a, che è fra di loro delle cor- te, cioè vna per banda, in mano porteià il Ca-
na.che perciò fi meccano due piccioli cornetti duceo, &alli piedi i Talari , chccofi fi truoua
in capo della Luna , come anco per elTèr que- dipinto dai pittori, & deferi tto in molti libri
fi animali facrifìcati à qiieOa Dea. da'Poeti, & in particolare nelle trasformatio
Prudentio velie la Luna d'vn bianco, fot- & nid 'Apuleo.
ti! velo dicendo. Sarà detta Imaginefbpra d'vn carro , & vi
Di bel lucido velo a noi ve fi ita farannomolti fàHl , peraccenareil coHume de
^iu.tndo fuccinta fpLega le qu;idreUx gl'antichi, che quando paffauano vicino alle
E la Vergine figlia di Laiona . llatue di Mercurio, ciafcun ìi gittaua vn faflb
Si porrà anco veftiieconla velie bianca, rof à i maniera, che fempre alli pied' del-
piedi, di
fa,& fofca dalla cinta in siij& il reftantedel ve la fiatua di Mercurio erano molti monti difaf-
fìmientofarà i.egro, moPaando , che la Luna fi, è ciò riferifce Phornuto nel libro della natii

non ha lume da sé t ma da altri lo riceue, & ra de gli Dei.


è d'auuertire, che per bellezza di quefla figu- Sarà qucflo carro tirato da due Cicogne ve
ra fieno eflì colori poiH con gratia,i q uali «io- celli confecrati à Mercurio, perchequello vc-
ilranojche la Lnna,fpe(Ib fi muta dt colore, cello, ch'è chiamato Ibide, è vna fpctiedi Ci-
da efla molti nidouinanolemutationi detépi cogna, laqualenafce in Egitto, come ferine
Onde Apuleo racconta , che la rodèzza nella Ariftotele nel libro della natura de gl'animali,
Luna fignifica venti , il color folco pioggia, & doueche Mercurio ( fecondo che narrano gl'-
il lucido, e chiaro aere lèreno, & Plinio nel lib. Ifloiici j regnò, dando à quei popoli le leggi,
l8.c3p.51.dice il medefimo

&infègnò loro le lettere . come ferine Marco
Fu da gl'antichi dipinta , che portalfi ù gì '- Tullio nel terzo libro della natura degli Dei
horaeri vna faretra piena di ftrali, con la de- & & volfe, che la prima lettera dell'Alfabeto fof^
ftramano vna facella accefa , &con lafiniftra fel'Ibi, fi come dice Plutarco nel librodelfi-
vn'arco. de, & Oiìride, &
Gnidio nel fecondo libro del
Moftra la facel]a comcapportatri-
ardente , letrasformationi ferine, che Mercurio fuggen
ce della lucealli nafcenri fanciulli , percioche do infieme con gli altri Dei l'impeto di Tipheo
porge loro aiuto, ad vfcue dal ventre della gigante fi conuerfein vna Cicogna .

madre. Potrebbefi in luogo ancora delle Cicogne


Moflra ancor
il lume chefaalli pallori i
, , dipingere due galli, per lì c.owuenienza, che ha
qualiamano affai la Luna, percioche da lei ri- Mercu rio Dio della faconcìia , Se del parlare,
ceuo.ocommodità grande efièndo che lanot , conia vigilanza, laquale fi dinota con il gallo.
e guardauo i fiioi armenti dali'iufidie delle Con il Caduceo fidjccche Mercurio (fe-
ìfiere » condo I Gen tili fufcitallc morti, comefelo-
J
i

I quenza
66 Iconologia àx Cefi Ripa
queiua fiifcira le memorie de gl'huemini .
^
d'oro , &
dietro gli fono le tre gratie, con ìe
I talari , e le penne, moftrano la velocita braccia auuiticchiate •

delle parole , le quali in vn tratto fparilcano > Il globo moflraefTer Venere dominatrice ,

però Hom. chiama quafi le parok,veloci,a!ate, e conferuatrice deU'vniuerfo.


& c'hiii le penne e clu vuol vedere più di£-
,^
Li ere pomi fono in memoria del giuditro
fufamente quelk , efimilialtre ragioni delle di Paride à lode della fua fingular bellezza.
penne di Mercurio , & de gl'altri liioi porten- Le gratie fono'le damigelle di Venere , che
ti , potrà leggere ( oltre che molti né
fcriuono allcttano , & corrompono facilmente gl'auipii
nella lingua Latina ) il Boccaccio , clieuelia. aon bene ftabiliti nella vittù .

Boftra iioi5n\anca,coii diligenza.


CARRO DEL SO LE.
CARRO DI VENERE. Sole donerà rapprefentare con figura di
ILgiouanetto fi

VENERE
& bela,
n dipinge giouane ignuda»
con vna ghirlanda di rofè ,
,

& ma
ardiio,ignudo, ornato con chio^
dorata, fparfadi raggi, con il braccio de-
di mortella, «Se in vna. mano tiene, vna. conca filo diftefo,& con làmano aperta terrà tre fi-
marina • gurine, che rapprefentano le tre gratie, nella;
Pù Venere rappiefentara nuda per Tappe fìnifiramano hauera l'arco^ & le faette, fot- &
titodeglilafciui abbracciamenti onero, par- , te li piedi vn ferpente vccifocon li flrali.
che chi va dietro fbropre alii lafciui piaceri li- Sifagiouinecon l'auttorità dei Poeti fral:
mane fpelTo fpogliato bene, , & priuo dogni quali Tibullo cefi dice •

perciochele ricchezze fono dalle lafciue don- Che Batto Jolo , e libo eternamente gtottmi-
no dinotate , &: fi debilita corpo , & mac-
il fono, C^r.
chia l'anima di tal biuttu ra , che niente refta: Et per la giouinezza volfero fignifìcare la
più di bello. virtù del Sole produttore fempre in vigore del
II mirto, &
le rofe fbnooonfecrate à quc- fuo calore di cofe nuoue,& belle.
fta Dea, per la conformità, che hanno gl'odori Sofliene con la finiflra mano !c trcgratie per
con Venere , &
per l'incitamento , & vigore» dimoflraie , che ci ò che di belio, e di buonof è
che porge il mirto alla hi fili ria , che pero Fii- in quefto mondo , nitto apparifce per la fu*-
turio poeta Coniicoraentre fìnge Digonemei-e; luce.eda quello in gran parte è prodotto .

trice, cosi dice- Con il fèrpemorco,&con le frezze fi dipin


A me forti dil mirte acciò ch'io poffa- geper accennare la faiiola di Pitone vccifb da
Con più vigor , di Vedere oprar tarmi . Apollo fìnto fó!o per dinioftrare i gioueuoli.
La conca marina , che tiene in mano, mo- effetti che nella terra opre ra la forza del Sole
,

che Venere ila nata del mare,


fìra, come difni. afciugando le fuperfluità degl'humori, & ri-
famente (ì racconta da molti . fblueiido le corru trioni
Il fuo carro fccódoApuIeo è ti rato dal le co Starà detta figura con beila dlfpofitione,{b-
lombe , le qiiali { come fi ferine j fono oltre prad'vn Carro, il quale da Ouidio nel fe-
inodo lafciue, ne è tempo alcuno dell'anno , condo libro delle Metamorfofi cofi fi di-
nel qualenoij fileno infìcme nei lor gufliamo- pinge .

rofì Di ricche gemme e quel M Carro adorno


Et Oratio , Ouidio, &: Sratio, dicono, che Et ha. d'oro il timone én l'ajfe doro .-
,

Venere è ti rata da cigni, perdimoftraxe, che


i Le turuature delle rote intorno
igurii degl'amanti fono fimi li al canto del ci- Da falda fafcia d'or cerchiate foro •

gno, il quale è canto più dolce^quanto quello / raggi fon the fan piti chiaro ti giorno
animale è più vicino al morire , perche tanto- D'argento, e gemme in -vn fot t il lauoro
più gode l'innamorato qxianto pili pena in £ tutto infieme si gran lume porge
amore Ch'indel da terra il Carro non fi fcorgtj»
Per fare alquanto differente quefla figura il Queflo Carro, come laccontail Boccaccio
CiraldJ (criue, che Venere fi rapprefenta , co- nel 4- libro della Gencologia de gli Dei ha ,

me ho detto, fopra d'vn Carro tiratodadue quattro ruote, perche nel fuo corfo d'vn anno
cigni, e due coloÀbe, nuda, col capociiutodi cagiona quattro mutationi de' tempi , e tira- &
mortella, &
con vnafìammaal petto, nellade- to da quattro Caualii, deili quali il pfimo da
ftra mano tiene vna palla, ò vejo vngIobo,'in gli Poeti, è chiamato Pireo; il fecondo Eooiil
{orma del mondo , con U fmalra tre pomi & terzo EthoKe, &
il quarto PhIegone,& co que

Iti
Parte Pfimaj» 67
-Rihanno mediato la ilqualità, & camino del CARRO DI GIOVE.
'«jionio; perciochePiioo.che e il piinio, (i di- dipinge Gioue allegro, e di benigno,d'età
SI quarat'anni, e nelle Medaglie antiche d'Ali
pinge roflb.ertèndochenel principio della mat
tina,oftaudo i vapoii che fi leiiano dalla terra, joiunoPio,edi Gordiano fi fanudo,maperdar
il Sole nel leuarfì è roflb ; Eoo, che e il fècon- li alquanto più gratia , & per coprire le parti

dò.d dimoftia bianco perche , efTendofi fparfo viiil, li metteremo ad armacollo vn panno az-
il 5olc,& hauendo cacciati i vapori e l'pieiiden- zurro contefto di vari) fiori •

te.& chiaro il terzo è Ethonc , & fi rappre-


; Nella deftra mano tiene vn'hafta,& nella fi-

Tenta roflb infiammato , tirando al giaIlo,pei- ftra vn fulmine, dando in piedi fopra vn carrd
che il Sole fermato nel terzo del Cielo ) mo-
(
tirato dadue A-quile.
ftra più rifpleiidente fé ftellò; L'vltimo è Phlc N udo dipinge percioc he , come racconta
fi

gone,&: fi figura di colo rgiallo.ma che porga Aledàndro Afrodil'co , anticamente l'imag.iii
nero, per dii»oftrare la declinationed'edb ver degli t)ei, & degli Re, furono fatte nude,per
fola terra al tempo,clK tramontando fa ofcij- nodraiechelapollùnza loro ad ogtì'vno era
xare la terra tnanifeda.
I vari) fioii,rcpiai! panno fignificano l'ai le
CARRO m MÀRTE.^ grezza, & ber, ignita di queito pianeta, & d'cfli
FVhuomo
ràpprefentato Marte
& feroce
dallantichifà, per
terribile nell'afpetro, &
fiori Vii.g

Ipfa
nell'Eglnga 4.c<ih dice
tibt hìandosfuìide/ìt cunstbula flores •
.

Statio nel 7. libro della Thebaide, l'arma dico- G! antichi foleiiano dare l'hafta per fegno
razza rutta piena di fpauentcnoli moltri , con di maggioranza, & perciò ncll'imagine di Gio
l'elmo in reil:a,& con l'vccello Pico per cimie- uefiguifica qiieftmedb.
lOjCon la deftra mano porta vn'hafta. &: con il II folgore nota cadigo ma per edèr quedo
,

braccio finiftiotieiie con ardita attitudine vho pianeta benigno lo iren con la finidra mano,
icudo di fplendore fanguigno , & con la fpada per non ellère rigoiofo, il che fi modrerebbe
al fianco.fopr;» dvn Carro tirato da due Lupi quando lo tenedècon la dedra mano in atto di
rapaci lanciarlo.
Si moftra terribile , &
fpauenteuole nell'a- Ilcarro è tirato da due Aquile, non fòlo per
fpetto per dar terrore & fpauentar i nimici
, • modrare.come fonodedicate à Giouenna an-
Imoftn.che fono nell'armatura, moftrano co per dinotare gl'alti , & nobili fuoi penfieri
edere apprelTo di Marte il furore, l'impieràj& & la liberalità , & finalmente edere gioueuole
altie fìraili paflloni altrui, &perciò dal giouarc dicefi che ei fu
Gli fi pone
Pico per cimiero per edere
il chiamato Gioue
vccelk) dedicato à Marte per l'acutezzadel ro Gli (\ danno anco l'Aquile, per il buono au-
ftro, nel qual folo confida contro gl'altri am- gurio , che hebbe mentre andana à far guerra
mali • centra Saturno fuo iadre, della quale rimafc
L'hafta fignifica Imperio,perche tutti quei vittoriofo Comeanco,percheinterpretandolì
.

ìi,chq attendono all'armi, vogjioixìeflèrefupe Gioue per l'aria più pura d'onde nafconoi ful-
sTÌori , & dominare al trui • mini folo fi dimodracon l'Aquila, che tra tut-
Lp feudo denota & la fpada la
la pugna > ti gl'YCcelli fola s'inalza à grande altezza loil-

crudeltà tana da terra.


5i fa che ftia fopra il carro , perche antica-
mente i combattenti vfauano le carrette , e di CARRO Di SATVRNO.
ciò famentioneil Boccacci* lib-9. della Geneo Comefi dipinge dui Boccaccio
logia de gli Dei .
VECCHIO, brutto,fporco,& léco , con il

Glifidaniioilupi , peredèrqucfti animali capoinuoltoin vn pano parimétebrutto,


dedicati à Marte , &
per moftrare l'infatiabile & nel sèbiaate vedralfi niedo,& di nialiconica
Tgordigia diquelli,chc feguonogl'elTercitijche compledìone, & con habiro dracciato , nella
mai non fono fatii,fimili à lupi- Et Homero i dedra mano tiene vua falce , &:con la lìnidia
fa tirare il carro di Marte da due caualli,come vnpicciol fanciullo , quale niodri con bocca
animali atti per combattere,& à fua imitatione aperta voler diuoraie.
Virgilio difle. Starà queda figura in piedi fòpia d'vn car-
^^ello Armnntav eqfthkllam hic firmtnta mi" ro tirato da due boni negri, oucioda duegraii
ferpeiui, &
fopra del cario vi fu vn Tritone
I 2, ceu
68 Iconologia di Ce£ Ripa.
con Buccina alla bocca, moftraiido di fonar-
la inarc,& l'Architettura •

la, ma che
fi veda , che le code d'eflò Tritone Dipingefiarmata,perchcranimo del /àpicn
lìano fcpoUe nel piano del carro , come fefofìè te fìà ben preparato contro i colpi di fortuna.
ro fitte in terra . La lancia fignifica l'acute zza dell 'ingegno .

Dipinge^, fecondo la mcntione.chc nefa il Lo feudo il mondo , ilquale con la fapieu-


Boccaccio libr.S.dellaGencoJogia de gli Dei , za fi regge
rnefto permortrar lamalenconica complcllìo drago auuol to alla lancia , denota la vigi-
Il

ne di que'ìo Pianerà, & perche Saturno apprcf lanza,che nelle difciplineadoprar bifogna , ò
fo gl'antichi fignificaua il tempo , lo face- pure che le vergini fi deuono ben guardare, co
nano vecchio , alla qiial età coiinienc la ma- me riferifce fopra di CIÒ i'Alciato ne i fuoiEm
linconia. blemi
Ilcapoinuolto, &:rafpctto tardo, dimoftra La Gorgona dipinta nella cprazza,dimoflra
no il afpetto della ftella di Saturno, Se
fiiiiftro lofpauento, chel'huomo fàpiente rende à i
la iha tardanza .
maluagi
Sporco fi dipinge , perche è proprio di Sa- I griffi, & la sfingefopra l'elmo dinotano ,
turno concedere i coftnmidishonelli.
il che la fapienza ogni ambiguità rifolue
Si rapprefjnta con la falce in mano , perche Le ciiiette,che tirano il carrojiion folo vi fi

il tempo miete , e taglia tutte le cofe , come mettoiM) come


vccelliconfccrati à Minerua,
anco potremo dire che per la Falce s'intenda
, ma perche gl'occhi di quefta Dea fono d'va
la coltiuatione de' campi, ch'egli infegnò à gì' medefimo coloredi quelli della emetta, la qua
Italiani, che prima era incognita . le vede beni/lìmo la notte , intendendofi che
Il fanciullo ,chee(Ib dinota, dimoftra , che l'huomo tàggio vede,& conofce le cofè, quaa
il tempo diftrugge quei inede/Imi giorni dei tunque fieno difficili, & occulte .

t]uali è pad rei e genitore .


Si danno i neri boui al fuo carro , perche ta- CARRO DIPLVTONE.
li à lui
Pompeo.
facrificauano , come racconta Pefto HVOMO
vna
ignudo, fpauentofo
ghirlanda di cip reffo incapo, tiene
in vifla,coD

Si può anco dire, che haucndo efl'o infegna in mano vn picciolo fcettro,& vna chiaue,fta
to l'agricoltura per arare) i cam- & coltinare do fopra vn carro da tre ruote , & è tirato da
pi, non fi no co fcómodità far fenza
poteflèj fé treferociffimi caualli, dei quali ( fecondo ,»
quefti animali, e però iboni fi pongono, come che dice il Boccaccio lib. 8. della Gencologia
inditiod'agricoltura delli Dei ) vuo fi chiama Aniathco,iI fecondo
Il Tritone fopra il carro con le cofe fèpol- Alanro,& il terzo Nonio, & per far meglio,
tefignifìca, che l'hiftoria cominciò nei tempi chefia conofciuta quefta figura di Plutone, li
di Saturno, &
che da lui indietro tutte le cofè metteremo alli piedi CerbeiOjuel modo,che fi
erano incerte,&: ©fcnre,ij che fignificano le co- fu ole dipingere
de di Tritone fitte,& nafcofte in terra , perche Dipingen nudo, per dimoftrare , che l'ani-
innanzi al cempo non v'era materia d'hiftoria « mede'morti.che vanno nel Pregno di Plutone,
cioè nell'Inferno, fono priue di ogni bene , &
CARRO DI MINERVA. di ogni commodo.onde il Petrarca in vna fua

DA Paufania è defciitta Minerna nell'At


tica fopra vn carro in forma di triango
canzone, così dice à quefto propofito»
Che l'alma ignuda e fola ,.

lo da tutti tre i lati vguali,tirato da due ciwet Conuien chearriui à quel dubbiofo calle
ie,è armata airantica.coii vna vede fotto l'ar- Spauentofò fi dipinge , percioche così con-
matura longa fino à i piedi.nel petto ha fcol- uiene cffere à quelli che hanno da caftiga-
pita la tefta di Medulà, in capo porta vna ccla- reli fccleraii.fecondo, che meritano greriorì
t3,che per cimiero ha vna sfiiige,& da ciafcun commeffi -
de'lativn grifFo,in mano tiene vn'hafta,che nel Gli {\ dà laghirlandadiciprefTojpercflèrc
l'vltima parte vi èauuolto vndrago,& ài pie queft'arbore confecratoà Plutone, come dice
di di detta figura è vno feudo di criilaìlo fo- Plinio nel lib. i éJ. dell 'hifto ria naturale , gli &
pra del quale ha appoggiata la finiftramano. antichi, di detto arbore gli fecero ghirlande
Il carro in forma triangolare figiiifica ( fe- per efTerpianta trifìa, &.mefta , effcndoche ,

condo gl'antichi ] chea Minerua s'attribuifce come vna volta è tagliata , più non germo-
l'inuentione dell 'armi^dell 'aite ditellèie,i;ica- glia .

Il
Parte Prima-j
Il picciolo fcettrojche tiene inmanoHimo- cioche fi conofca il merore diqiielloj chedi-
ftra,ch'egli e Re dell' vi timajC più baffa par- fcorre, & la triftezza^Sc la paura circa i perico
te dell'viiiiierfo. li,che quafi fem previ ftanno intorno. I] terzo
La chiane è iiifegna di Plutone,percioche il vien detto Nouio , ilquale vogliano che fìgni-
regno face di maniera ferrato che nefTuno , fichi tepido,accioche per luiconfideriamo,che
può ricornar di là:onde Virgilio nel 6. dell'E- per lo temere de' pericoli alle volte il feruea
neide così dice tilTimoardore di acquiftare s'intepedifce.
Sedreuocare gradum , fuperiuque euadere ad Gli 'ìv mette à canto il Can Cerberocon tre
auroi , fauci, per efiere guardiano deirinferno,enèn-
Hoc opuiybic labor ejl : fauci t quosA^tita a- do d'incredibile fierezza,& diuoratorcdel tue
mauit to.di cui Seneca Tragico nella cemediad'Hec
luppiter i ^c. colefuriofo così dice ..

carretta dimoftraigiri diqucijche desi-


La Oltre di queRo appare
derano d'arricchiicpereflcr Plutone da gl'an- Del reo Ditela cafa
tichi tenuto per Dio delle ricchezze Doue il gran Stigio cane
E guidata da tre ruote, per dinotare la faci- Con crudeltà fmarrife e l'ombre ) e l'alme.
ca,& il pericolo di chi vi va d'intorno j &: l'ui- Sta quefìi dibattendo
certezza delle cofe future .
Trefmifurati capi
Dei tre caualli.come habbiamo detto,iI pri- Con fpanenteHolfuono
mo (i chiama Amacheo, viene (come dice il Eoe Laporta defendendo col gran Regno
caccio nel luogo citato)interpretatoorcur«,af Vigiranferpi al collo
finche fi cóprendi la pazza deliberacioned 'ac- Horridi da vedere
quiilare quel che poco fa meftiero.co la quale E con la lunga coda
«guidato onero cacciato l'ingordo. Il (ècodo è Vi pace palando vn fiero drago.
detto Alaftro,clie fuonarilteflb,chefanero,ac

Carri de i quattro Elementi,


r V o e o. & dal Padre, il quale dicefi efière Giouc, & la

VVLCANO da gl'antichi erapofioper madre Giunone fu da loro precipitato dal


,

il fuoco, & fi coftumaua dipingerlo mi Cielo, fi che andò à cadere nell'lfola di Leji-
do, brutte affumicato , zoppo , con vn cap-
, no nd mare Egeo, che però fi dipinge à canto
pello di color celeile in capo , Se con vna ma la fopradetta Ifola , dalla qual cafcatareftò
no tenefiè vn martello , Si. con la finifira vna zoppo, & fciancato Ond'cgli viene beffeg-
.

tanaglia • giato dagli Dei , nel Couniuio, che finge Ho-


Starà queft'imagine fopradi vn'ifola, à pie mero nel fine della prima lUiade , oue dice ia
della quale vi fia vna gran fiamma di fuoco > fuo idioma
&in mezod'efia varie forte d'armi, è dett'ifo Immenfus autem ortm ejl rifmheatis Diis,
la fia porta con bella gratia foprad'vn carro ti- Vtviderunt Vulcannmper domum minifira-iì.
rato da dui cani tetti

Boccaccio nel libro della Geiieologia de


Il Non
peraltro, fé non perche zoppicaua».
gli Dei , dice, che il fuoco è di due forti , il imperfettione ridicolofa in vna pei fona, quan=
primo è l'elemenro del fuoco , che non vede- dofimuoue, cfuqualchc attioiiedi efièrci-
mo , & quefto molte volte i Poeti chiamano tio, con tutto ciò , da qneftaiftcdà imperfet-
Giouc , & lalno è il fuoco eleaientato , del tione, prefe vaga materia di lode Giouan Za»
quale noi ci feruiamo in terra , & per qucfto mio amico
ratino Caflellini , , veramente gt'U»
s'intende la figura di Vulcano- Il primo s'ac- tilhuomo d'ingegno, & di belle lettere, iu
cende nell'aere , perii veloci/Timo circolar quello fuo epigramma.
moto delle nubi, & genera tuoni: perii(ècon
Ad Venerem de Tityro PaBore Clauda^
do è fuoco che noi accendiamo di legne ,
il &
altre cofej che fi abbruciano . Erras non tuus eli natus Cyther&a Cupido
Brutto fi dipinge , percioche così nacque Smlta tihi inatti , nilq- patri eBfimilis
a
Is
/o Iconologia di Ce£ Ripa
Is riempe efl cacus
, nitido tu luminefulges ; I varii colori , & l'altre cofe fopraJctte Cv

Vulcanmtfj Potter claudica' , die volar. gnificanole mutationi dell aria, per gl'acci-
Tttyrm ejì eculu Jimilu tibitotus ó'oret ,
denti ch'appaiono in eflà , come pioggia, fere-
VtquetUMComux claud.czt tpfepede : nicù, impeto de' venti, nebbia, tempeftà,neue »
KatHi hic elio tutu, c&cum iam dejerenutum rugiada , folgori quefto fignifica il
, tuoni , &
Efl clattdHs céLCo pulchrior ifie tuo . tamburino, che tiene in mano,oltre ciò come-
La quale impertcrcione apprellb Vulcano te, inde, vapori, infiammati baleni, &nuuoli.
fì^nifìca , che la fiamma del fuoco tende all'
in su inegualnicte,ouero pei dir come dicePlu CARRO DEL L' AC QJ^ A.
ra reo. Vulcano fu cognomiuaco zoppo percKc EDaPhornutonel primo libro della natu-
il fuoco fenza Icgne non camina più di quello ra degh Dei è dipi toNettuno per l'Acqua.
che faccia vn zoppo tènzabaftone , le parole Vn vecchio con la barba, & i capelli del co-
de l'aurore nel difcorfo della faccia della Lu- lore dell'acquamarina , & vn panno indofi!b
na fono queite. Mulciberum Vulcanam dicunt del Biedemo colore, nelladeftra mano tiene vn
claudufn ideo cognominutumftiijfe, quod ignli Tridente.S: ftà detta figura (opra d'vna con-
fine tigno non magis progredì tur ,quam clctudus ca marina con le rote tirata da doi balene, oue»
fracfctpione • IO da due caualii marini in mezzo il mare,ouc
Nu^lo , e con il cappello turchino fi dipin- fivedano diuerfi pefci
ge , per diraollrare , che il fuoco è puro , & Fu Nettuno vno dei tre fratelli , al quale
fiucero toccò per forte l'Acqua perciò fu detto, &
martello, & la tanaglia, che tiene con am
Il Dio del maie,& gl'antichi Io foieuano dipinge
bi mani fignifica il ferro facto con il fioco
le re bora tranquillo,& quieto,& bora turbato.
Gli fi danno cani , percioche credeuafi an-
i il color della barba, delli capelli, comeanco
ticamente, che i cani, guardaflero il tem io di quello del panno, che porta in doflò, fignifica*
Vulcano, che era in Mongibello , & abbaiafiè~ (come riferifceilfudettoPhornuto j il colore
ro folamente agl'empi, & cattiui, & gli mor- del mare.
defièro , &
facellero felta à quelli , che anda- dimoftra le tre nature dell'acqua»
II tridente

waiio duiotameiice à vifitarlo . perche quelle de i fonti , & fiumi fono dolci
Gli a mette à canto gra fiammadi fuoco
la le rnarine fono falle, & amare , e quelle de'la-
& Tarmi dinerfè , che fono dentro , per {è-
vi ghinon fono amare, ne ancograteal gufto .

giio della Vittoria di quelli , che anticamente Gl'è attribuito il carro, per dimortrare il
xeftauano vincitori di qualche guerra i quali , fuo mouimento nella fuperficie, ilquale fifa
foieuano raccorre l'arme de ghnimici , &di con vna riuolutione, & rumore, comeproprie
cjuelle farne vnmonte,& abbruciandole farne fanno le ruote d'vn carro •

facriiìcio à Vulcano E rirato detto carro da feroci/Timi Caualii ,


per dimoftrare, che Nettuno è flato il ritroua
CARRO DELL'AR I A. tore d'elfi, come dicono i poeti , percotendo la

FV dipinta da Marciano Cappella,


per l'aria, per vna matrona à federe fo-
Giunone terra con il Tridente, ne itce. vfcire vn cauallo»
& come racconta Diodoro , fu il primo , che
pra di vnafedia nobilmente ornata, con vn ve- lidomaflè.
lo bianco, chegliruopreil capo , ilquale è cir
condato da vnafafcia à vfo di cotona antica, è Carro della terra.
reale, piena di gioie verde , rolle , & azzurre ,
il color della fàccia nfplendente-
NEI terzo laGeneoIógia degli Dei,
Boccaccio defcriuela
il
libro del
vnaMatro terra
La verte del color del vetro, & fopra à que na,con Vna acconciatura in capo d'vna corona
fìa vn'altradi velo ofcuro , ha intorno alle gi- di Torre, che perciò da poeti fi dice Turrita ,
nocchia vna fafcia di diuerfi colori •
come da Virgilio nel fefto libro dell'Eneide
Nella delira mano tiene vnfulmine, & nel- vicii detto-
la finiftraci haiicrà vn tamburino» Felix prole virum, qualU Berecyntkiamafet i

Il carro e tirato da due bellifsimi pauoni , Inuehitur curri* Phrygtas turrita per Vrkes- ì
vece 111 confec iati à quefta Dea , & Ouidionel E veftira d'vna veite ricamata di varie foglie
primo de artcamandi cofi dice • d'arbori, &
di verdi herbe &
fiori, conladcftrà
Lattd^tas oflendit auis lunonia pennàs nìano tiene vn Sceuo > &
con la lÌBiftra vna
Sì tacitus fpecìis , tlU recondet opes • chiaue
5t3
Parte Prima-^
Sta à fèdere fopra d'vn cano quadrato da cerra.Sc Ouidio gli c'mg^t il capo c©n vn» ghix*
quattro ruote > &
fopra del medcfìmo carro vi landa di papaucro fignificante il (ònno

fono parecchie fedie vote , &: è tirato da due


Leoni > CARRO DI BACCO.
La corona in forma di torre dimoflra doMcr
cfler intcfa perla terra, ellendo il circuito del
VN giouaneallcgro,nudo,macheadatms'
collo porti vna pelle di lupo ceriiicrojr
la terra à guifadi Diadema ornato di Cittì , farà coronato d'hedcra, tenendo con la dcftra
Totri,C3fteIli,& Ville. mano vn Tirfo parimente circondato dalla me
La verte coni ricami, l'herbe,&i fiori,dino- dcfifaa piata: ftarà detta Imagine fopra d' vii

tanole felue,& infinite fpetic delle calè, delie carro adoruo di ogni intorno di viti con vne
quali la fu perfide della terra ècoperta- bianche, S: negre,& farà tirato detto Carro d3>
Lo Scettro, che tiene coii la de/ìrra mano, Patere, Se Tigri- 1 Poeti dicono che Bacco fofse
£gnifica i Reanji, le riccliezzc , & la potenza il ritrouatore del vtuo,& eflbr Dio di quello.

de'Signori cfella terra Giouane fi dipinge , 3e rapprefenta con l3>


Le chiaue,(ècódo che raccota Ifidoro,fono ghirlanda d'iudera, pcrilchelEderaè dedica-
per moftrare,cheia terra al tempo deH'Inucr ta à lui, Se e fènipre verde, per laquale fi vienc
no fi ferra, efì nalcondeil feme fopra lei fpar- à denotare il vigor del vino porto per Bacco,
fb,qTi3le germogliando vien fuora poi al rem ilqualemai s'inuecchia, anzi qnantoè di più-
pò della Prkiuiiera., & all'hora fi dice aprirli tempo,rant'hà maggior pollanca
"
la terra Allegro fi dipinge,perche ìì vino rallegra il
I Leoni, che guidano
il carro dimoftrano cuoredegrhuomini,&an£-o beucndolomodc
ì'vfanza della agricoltura nel lèminar la terra, ratamente dà vigore.^: crefce le forze.
perchei Leoni (come^dice Solino nel libro del Dipingefì nudo , perche quelli, che beuono
lecofe merauigliofej fono aurzzi fé rano il l'or fuor di mifura diuesìgono eJbri j, manifcrta- &
viaggio perlapoluere , con la coda guadano no il tuttOjOuero pcrclie i] bere Fuor de i ter-
le veftigic deluoi piedi , accioche i cacciatori mini , conduce molto in pouertà , & reftanor
da quell'orme non poiriuo luueie inditio del ignudi, ò perche il bere fuor dei termini gene-
fuo camino. ra calidezza .

II che fanno anco gl'agricoltori del' terre- circondato dall'hedera , dinota chs
IVtii-fo

no, i quali gettato che hanno in terra i fèmi , querta pianta, fi come lega tutto quello, al che
fiibito cuoprono i folchi,afEiiche glVcccKt no s'appiglia, cofi il vino lega l 'humane menti -

mangino le femente Il carro fignifica la volubilezza de gl'E-


Lefedie^comediccmmo, altro non voglio^ bri j,percioche il troppo vino fa fp e iToag (gira-
no inferire che dimoftrarci non folameiitelc
, re il ce ruello à grhuominijtome s'aggirano le^

cafe,maanco le Città,che fono frantiedegl'ha ruote ife'carrt


bitatori , rimangono moire volte vacue per La pelle del }ijpoceru!eTO,cheportaad arma'
guerra , ò per pefte.ouero che nella fuperficie eolIjO,dimoftrache quert'aiiimale è atrnbuito
della terra molte fedie fìano vote, molti luoghi à Bracco, come anco per date ad intendere, che
iishabitati.ò che ella terra- fempre reiiga mol il Vino: pigliato moderatamente crefce l'anli-
«e fedie vote per quelli,clie lunno à nafcerc- re,&: laviÀa,daceiidofi,cheil lupo ceruieioka
la vi fra am ti film a •

CARRO DELLA. NOTTE- Le tigri il carro, dimortranoii


che tirano
Cernè dipinto dxdiuerfi Poeti, c^in particolare crudeltà de gl'imbriachi, perche il carico del.
dal Boccaccio , nelprimo libro dtUa- Vino non perdona ad alcuno -
Genealogia de gli Dei.
CARRO DEIL'AVRORA.
VKA donna, crAViz
carro- di quattro ruore.per moftrare le
matrona (Lprad'viT Na
Fancuilladiq'.ieUa bellezza, che i Fòt
s'ingegnano d'efp rimere con parole.có'
ti

quattro vigilie della notte Tibullo gli dà dutf ponendola di rofè , d'oro, di porpora^ di riigia.
caualli negri jfignificando con c'X\ l'ofcurJtà daj& fimili vaghezze, & qxieiìo farà quaiuo à.i

d'ella notte , & alcuni altri fanno tirare da <due colori, &: carnagione
gufi , come vccelli notturni • Virgilio li dà Qnanro all'habiro, s'Hà da cnnfiderare c'5&:
due gvand'ali nere diftefe in guifa , che paia , ella, come ha tic ftati, & ha tre colori Jirtinu,
che volt, &.chemQftri con elfe ingo^nbrar la. cofi ha tee nonii, Alba^Verm glia,&: Ran'-is,,
che
7^ Iconologia di CeflRipa
fi cheper quefto gli farei CARRO DEI
fino alla
vna vcfle GIORNO
cintura, candida, fertile, è come trafparente Artifitiale.
dalla cintura fìnoalle ginocchia vna foprauc- Del fopradetto Autore .

fle di fcariatoj con certi trinci, &. gruppi, che HVOMO /opra vn carro tirato da quat-
imitaflèroc]uci rcuerbcri nelle iiuuolc, quando tro caualli,per la ragione detta di fopra»
è vermiglia , dalle ginocchia fino à i piedi di con la face in mano>pei il lume, cheapporta^
tiolor d'oro, per rappi-cfentarla, quando è ran- & e guidato dall'Aurora .

cia, auertcndo,che quella vcfte deue eflcre fef-


fa, cominciando dalle cofcie per fargli moftra- CARRO DEL L' ANNO.
re le gambe ignude, &
cofi la vede , come la Dell' if.ejfo Vefcouo •

foprauefte fieno molle dal vento,& faccino pie


glie, &L fuolazzi
Le braccia vogliano eflere nude ancor elle ^
H giom
VOMO fopra vn cario con quattro ca-
ualli bianchi guidati dalle quattro fta"

di carnagione di iole , &


fpargerà con l'vna
delle fiori , perche al fuoapparire
mani diuerli CARRO DI GER ERE.
s'approno che per la notte erano ferrati
tutti, k A L
Boccaccio nella Gejieologia de gli
Hauerà à gl'homeri l'ali di varii colon, di ' Dei lib.S.èfattaladefcrittionedi Cere-
tnoftiaudoconeflcla velocità del fuomoto» le per vna Donra iopia d'vn carro tirato da
percioche fpinta da i raggi folari tofto fpa- ducferocifiimi draghi,in capo tiene vna ghir-
ri fce . landìa di fpighe di grano,come dice Ouidionc
In capo porterà vna ghirlanda di rofe , Si i Falli .

con la finiftra mano vna facellaaccefa, laquale lmpofnit(jj fuA i}icea fetta coma
fignifica quello fplendoie maturino, per lo qua Et in vn'altro luogo 3 Liegi arum-
3e vcggiamo auanti , che fi huì il .Sole, U Cielo Flnua Ceres tenues ipicis redtm.ta Capitlos'
biancheggiare ; onero gli fi manda auanti vn'- Tiene con la defila mano vn mazzetto dipa
Amore, che porti vna face, &
vn'altro dopò > panerò, & con la finiftra vua facella accefa •

che con vn'altra fuegli Titene . Le fi danno li fopradetti animali, perdimo»


Sia pofta à (edere con vna fedia indorara, flrare li torti lolchi che tanno i buoi mentre ,

foprad'vn carro tirato dal cauallo Pegafeo, arano che per tale s'intende Cerere ,
la terra ,

pereflèr l'Aurora amica de i Poeti, & di tutti ouero per dinotare il fcacciato ferpe da Enri-
gli ftudiofi onero da duecaualli .l'vno de qua lico dell'IfolaSalamina, il quale laluatofi nel
Ji farà di colore fplendente in bianco, & l'altro tempio di Cerere, ini fé ne flette fempre, come
Splendente in rofib , il bianco ( fecondo, che fuo miuiflro,& feruente
raccontali Boccaccio lib. 4.della Gencologia La ghirlanda delle fpighe del Grano figiii-
de gli Dei) denota che nafcendo l'Auioradal fica,che Cerere fia la terra piena, & larga pro-
Sole procede quella chiarezza del Cielo, clx fi duttrice di grano , & per il papauerola ferti-
chiama Aurora , &
i! cauallo roflb il principio lità d'ella
della mattina, che oftandoi vapori, che fi lena Per ardenre facella,credo,chefi debba in-
1

nodalla terra, mediante la venuta del Sole , tendere il tempo delTEflate, quando piùar-

l'Aurora parte , fi che dalla venuta del Sole, Jonoi raggi del Sole, i quali fanno malnrare
& la partenza dell'Aurora il Ciel rofièggia. le biade,& anco quando s'abbruciano gli fler-
pi,& floppie dei campi,ondei contrarli humo
CARRO DEL GIORNO ri, che fono d'intornoalla fuperficie della ter-

Naturale , ra efaIano,& ella per taleefl^etro diuiene graf-


fasse rende abbondanza grandifllma.
pri ReuerefidifsimoDanti Perugino
Vefcouo d'AUtri • CARRO DELL'OCEANO.
HVOMO in vn circolo
fbprad'vn C^rra
VN Vecchio ignudo di veneraiido afpet-
to,& del colore dell'acqua marina, con
co la face accefa in mano, tirato da quac k barba,& capelli lughi pieni d'alega,& chioò
trocaualli ,fignificanti le quattro fuci parti ciolettc,& altre cole fimiglianti à quelle, che
dell'Orto, & deirOccafo,& li duicrcpukuli, nafcono in mare , flarà fopra d'vn carro fat-
onero il mezzo giorno, & mezza Jiotre,che an^ to àgyifa d'vnofcoglio pieno di tu.te quelle
co ella corre auaiKÌ il Soje. cofcpch? nafcoijo in su gli fcogli,& cor.ie nar<=
lail
Parte Prima» 73
^*tl Socòaccio lìb. 7. della Geiieologia de CARRO D'AMOR t.
gli
Dei, è rirato da due graiidilllmc balene , nelle Come dipinto dal Petrarca
-inàm hàiterà vii vecchio marino . QVattro dejìrier viepiù, che neue hianchi
Vecchió,& di venerando afpecto Ci dipinge, Sopra vn Carro dt fuoco vn gay(d crudo
"Écrcioche ( fecondo, che dice il Boccaccio nel
" Con arco in manOye confaetìe^ ifiàchi
fopradettolib. ) l'Oceano e Padrede gli Dei ^ 'Contro del qual non vài elmo y ne feudo
fc dituttele corc,& Homefo neH'Ili.ide.do- Sopra gì hontéri hauea fol due gran d'ali
tie induce Giunone,dice>che l'Oceano è la na- Di color tHiìIe, è tutto l altro ignudo
tioilc di tutti gli Dei .
II carro diinoftra.che l'Oceano va 1 torno al CARRO DELLA CASTITÀ'.
ia tcrra,la rotodità della quale è moftrata p le Come dipinto dal Petrarca •

ruote del carrò,& lo tirano le balene, perche


queftecolèfcorróno tutto d mare, comel'ac-
VNa bella donna, vellica di
d'vn carro rirato da due Leo icorni
bianco , lópr»
, con
qua de! mare circonda tutta la terra •
ladeftra mano tiene vn ramò di Palma , & con
Tiene il vecchio marino, perdimoihare.cK' lafiniftra vn feudo di criftalló, in mczo del
edèndo l'Oceano condotto dalle baléne per il quale vi è vna colonna didiafpro , &
alli pie»
gran mare, folle ricco di molti bòni marini. Se di vn Cupido legato con le man dietro, & con
di moiccfchieredi Ninfe, chel'vno. Se l'altrO arco, eftrali iotci Ancorché fopra quella ftia-
dimoftrano le molte proprietà dell'acque, i & teiia fi potrebbe dire hioìtc cbfe ,nondtmcn©
Smerli accidcti,che fpellb fi veggono di quelle» per eflèr opra d'vn huomotànto famofo Ccai"
altra noilra dichiarationehaueià luogo.

R S T I À.

k CARRO
74 Iconologia di CefRipa
CARRO DELLA MOKTE. gHoHo ( fraudando la natura ) affligcre la f(»
del Petrarcet-t. nera g^nte con i loro ingamii .

VN A morte con vna fai ce. fieiiara in manoi.


Aà fbpravn carro tirato da due boni ne-
Dipingefi ap predò la vacca magra, per fc»-
gno dicareftia , &
quello fignificatolcmoftrà
forrodel quale fono diuerfeper/bne morte,
ri, GiofefFo nelle (acre lettere, quando dichiarò H
come Papii Imperatori , Rè, Cardinali, Scal- fógno di Faraone
tri Principi , è Signori, Horatio conforme à C A R I T A\
tiò, così dice. DONNA veftita d'habiro rofro,clienella
Pallida mors Aqtto pulfat pede , paupernm fa manodeftra tenga vn core ardente , &
bernas, con la finiftra abbracci vn fanciulle
Kegumque turres •
La carità è habito della volontà infufo dà
Et Statio ui Thebaide . Dio , che ci inclina ad amar lui , come noiiro
Mills modisléLthi mi[eros, mors njnn fÀttgitt vltimo fine, & il proflìmo comcnoi iìefTì ^ cofi
Terrò, pejìe, fame, vinclis , ardore , calore la defcritiono i Sacri Thcológi.
Mille moiis mif^ros.mors.cApìt tma homintL' Et fi dipinge co'I cuore ardente in mano, &
col' fanciullo in braccio, per notare,
che la cz^^
CARRO. DELLA' FAMA, rità è vno effetto, & ptno ,& ardente nsll'aiii»
rfe/ VetTArcoì. mo verfo Dio, & verfo lexreature. Il cuore fi
LAiFamaJieJ'Iaguifa, cha haBfeiamo dipirjs- dice ardere, quado ama, perche mouendofi gS
ta^l fuo luogo ma ciiefii*. fepra d'v»
: fpiriti di qualche oggetto degno, fanno reftrin
earro tifato da due Elefanti, hauendora cìichia gereil fangue al cuore, ilquale per la caliditàs
tata altroue , qui. uoii mi fleiiderò à dirne d'elfo alteraudofi , fi diceche arde per fimili—
al ero . tudine Però due Difcepoli di Chnfto S. N.
. i

CARRO DEL TEMPO-. dicenano, cheardeua loro il cuore, mentre egli


Come d:pinta-dal Petrarca ' parlaua, &. fi è poicommunemcnte vfurpata;
XT N Vecchio con due grand'ali fpané, alle queftarransiatione da' Poeti nell'amor la(cuio.
app^^ggiato àdiiecio.cio!e,.& tiene in Il fanciullo fi dipinge à conformità deldefc
cimati. 1 capo vn'horologio da puluere.èftarà todi Chrifto G^sdvni ex mimmis fneii feci-
:

iopra vncarra tirato da due yeloci/lìmi cerni.. Jlis, mihifecifhs-


Il vd lini eji toro iTo ,perla i^migl'onza che-
CARRO DELLA DIVINITÀ': ha co'l colore del (àngue, moftra che fino air
del Petrarca .
crfufione dello i\ itende la vera carità , fcccui»
Padre Figliuolo, & fopra d'eHì Io Spi-
IL ,

rito Santo in vJi-cauo tirato dai quattro


do il telì;ij33 Olilo di S, Paolo..

Euangelilli ..
C A R I t A\

CARESTIA. DOnna veftitad' rodo, che incima del ca-


po habbia vna fiamma di fuoco ardente,
DONNAmano & mal macilenre. veftira , nella terrà nel braccio finiiho vp fanciullo, alquale
«lefxra tenga vn ramo di ialice,nel dia il latre, & dve altri gli ftaranno fcherzan-
la fìniftra vna pietra pomice, & ìcaniohaucrà do à piedi, vno d'elfi terrà alla detta figura ab-
vna vacca magra. bracciata la dcft ramano .

Dipingefi la careftìa
perdìmoftrare mag^a , Sen7a carità vn fcguace di Chrifto, è colme
l'effetto del mancame:ito delle cofò alla vita^ vn'armonia diOmiante d'vn Cimbalodifcorde,
h umana necefla rie, perche il danaro- fòlito à & vna fproporrione , ( come dice San Paolo )
fpenderfi largamente in più felici tempi,.ndle però la carità fi dice effercara vnità, perche
fteriii ftagioni, poco meno, che tutto ii trasfe-
con Dio, & con gl'huomini ci vnifcein amore,
rifce nel dominio di pochi di modo, che fa- ,
& ia afFetrione , che accrefcendo poii meriti ,
cilmente i peneri rimatgonc macilenti , & col tempo ci fa degni del Paradafo •

wal veftiti per careftia di pane , & di danari .


La verte roda fignifica carità , per la ragio-
La pietra pomice,& il falice pianta fono fterj; ne toccata Spofa nella Cantica
di fopra:f eiò la
Jf, & la fterilicà è principal cagione dèlia care- amauaqncito colore nel fuo diletto .

ftia, ma alcune volte nafceancoraper infatia- La fiamma di fuoco per la viuacirà fua c'iii-
biJe cupidigia d'alcuni Mcict»nti,.h eguali fi?. fegna, che la carità hoh oiai rimane d'operare,
iecondo
Parte Frimài ;
e A R I T A^

fecondo il fuo amando, encòria per la ca-


folito ì^on 'penfi al mah di verità Jet piene
tità volle che s'interpreta {le il fuoco Chrifto
, Inricchez^e, in honornon poni affetto «
N. S. in cpielle parole : Ignem^eni mitterem O dolce Cari tà che ma: vien meno
terram, & quid -volo, nifi vt ardeat ? Deh col tuo fuoco i hajft mtei pen/ieri
I tre fancinlli dimoftrano , che fé bene la ca- Scaccia , e dite fai mi rifcalda il petto .

mita e vna fola virtù > ha nondimeno triplicata Carità •

potenza, eflcndo fenz'effa,


ranzadi niiTun momento chemolto bene
.
& la fede & la fpe-
Il
,
VNA Carità viddi al Sig. Ifidoro Rubef-
ti Auditor del Cardnial Saliriati, gcniil*

cfprelTeil Signor Giouan Buondelmonte nel huom'O di mo'ta ncntà , & di varia eniditione
Sonetto fatto da lui in quefto propofiro , ad ornato, & però aflài caro al ^uo Signore E ra .

-imitatione delle paróle di San Paolo, è dice cjuefta salirà rapprefcnratada vn 'arbore d'oli
coli uà, alquale cmiiiciaiia à leccar alcuni rami,
O più d'o^n altro raro . e pretiofo •daltronco d'eilò vfciiia vnliqtici-e, chedaua
-Dono, che in noi vien da Celere mano > nodriméto ad alenile herbe &
alborecti parte
,

Cofi hane/s'ioloflile alto , efottrano de quali vfciuaiio dalle radici dell'aibor gran-
Come fon di lodarti defiofo . xle , è parte d'eflì più di lontano. Credo vogli
Tu in corftiperbomai, rie ambiticfo /ìgnificare , che la cari^à &; colui, che la vuol
,

Non hai tuo albergo ma il benigno, > e htfmano vlàre deue toglier del lìodrimei-toà le per c5-
Tu patiente fet non opri in vano
i partirjo ad altri, è prima à più prollimi è ,

Ne del ben farfei tumido 'o,faflof9 . poi à più lontani. QueJl'herbette credo figni
Xìgni co/a/ojfrifcf > e credi ^ e /feri. iìthino alcuniaiuti , che da à mainar Citelk:
K 2. kcoiido
7 Iconologia ài Cef-Ripat
(ècontto intendo, & gl'albore tei certo fono alcu; cKiarationCjcheconuenghì à detta figura ,,ni«
niGiotiaiii, che àfiie fpefe tiene qui in Roma, anco per non trartencte l'animo del lettore in
à Iluiio, tra quali fono Lodoiiico,& Marc'An &
colè laici uè
C A
pericolofc
T
.

toiiio Ruberei, vno Nipotedcl Sig-GioMat- S r T A\


teo Ruberei, che fn Secretario ài Paolo IV.
€ poi di Pio V. l'altro Nipote del Sig. Fran-
DONNA bianco s'appoggi acf
veftita di
vna colonna, fopra laquale vi farà v«
cefco Ruberti che fi Secretario di Sifto V*
, crtuello pieno d'acqua , in Vna mauQ tiene vn
nìcii.rc erano Cardi: )aJi» i quali recati poco ramo dicinnamomo, nell'altra vn vafo pien«>
conamodi fono dal detto Sig. Ifìdoro, in tutto d.'anella,fi)tto alli piedi vn ferpente morto, &-.
nodrici. Et perche fòpraraibore vie vnmotto> per terra vi faraiuiodanari,e gioie
che dice- Moriensreuiwfcit , par che anche vo- Veftefiquefta donna di bianco per tappre-
glia dite , che mentre egli inuecchia,& va alla fentare la purità delTaiiimcche mantiene quc
fine, nodre idoc[i.!elligiouaMiÌJie(1i rinafca . Ita virtù , &
s'appoggia alla colonna, perche
CAREZZE AMATORIE. non è fìnto, &appaiente,ma durabile,& vero?
VNa bella , e gtatiofa giouanetta , velli ta:
d'habita di color vago ricamato di va- ,
Il criuello fopra detta colonna per lo gran:
cafo,chefucce(Iè alla Vergine Veftale è Indi-
rij , &
leggiadretti intrecciamenti , coronata rlo, ò fimbolo di caflità.
d'vnaghirlandad'hedera , Se che con ambi le Il cinnamomo odorifero, epretiofo dimo-^
manitenghi con bellidimagratia dai colombi iVra.chenonè cola della caftità più pretiofà ,
vji mafchio, &
l'alt rafem ina , che con lafciuia. & fuaue , &nafcendo quell'albero nelle rupi,
moftrinodibafciarfi » & nelle fpine,mo{lra,che fra lefpine della moc
Ellèndo le carezze amatorie figliuole della tificatione di noi nafce la caflifà> & par-
flefll.
gioaeucii, &
della bellezza, perciò giouane. Se ticolarmente la verginale •
beila rap preferì riamo il fuggetto di quefta. L'anella fono indi tio; della calliti matri«^
figura .
moniale
II veftimento ài color vago,, ricamato d'i va- ir fcrpente è la concu pifenza,che continuai
ri], & leggiadreti intreccian^enti , fignifìcagli mente ci flimola per mezo d'amore.
fcherzij i vari j. Se diuerfì ine i.tanventi da i qua Le monete, chefi tiene fotte a'piedi danno-
li ne gli amanti nalce il defideria della congiil fègno, che il fuggir l'auaritia è conucnicute.
rione amorofa mezo per conferuar lacaflità.
La ghirlanda d'hedera e vero (Igniffcato a-
woxofo, percioche detta pianta , come dicono-
diuerlì poeti, abbraccia,& itiingeouunqne el- C A S T I T A'.
la fi accolta, onde fopra di ciò con i fèguentt
V£rfi cofi dice Catullo
DOnna bel 'bone Ila faccia, nella deflr*
la, d
. mano terrà vna sferza alzata in atto d»
l^ente/n amore reui?2cienf, vt tenaxr batterfij&vnCupido co gl'occhi bédati gli flia
Hedera hac,^ illac arhor&m. implicat trrans: focto ài piedi, farà veflita di lungo, come vna

Tiene con ambe le majii li du i colcwrvbi ,co- Vergine Vertale, & cinta nel mezo d'vna fafcia
medi fopra habbiamo detto, perciò chegji E- come hoggi in Roma vfano le vedoue, fopra ìit.
gittij per lalìgu radi qnefti animali figniffca- quale vi fia fcritto il detto di San Paolo :
«ano lecarezzeamatorie, efIcndacKe elle non. CaRiga corpw meum •

végono alla copula venerea tra di loro, prima, Calìit^ Matrimoniale .


che infiemc non fieno baiciate>& perche le co-
lobe tra loro vfano allattamenti de ibacimol-
VNA Donna veftita di bianco, in capo ha-
uerà vna ghirlanda di ruta, nella dell raf.
ti,|i Autori Greci hanno affermato efiere à Ve mano tenga vii ramo d'alloro. Se nella finiftra ;

Bere dedicate, cilendo-, che fpontanearaente fi vna Tortora


eccitano fra di loro all'atto venereo- Molto pi ir La ruta ha proprietà di raffrenare la 1 ibidi-
fopra Hiciò fi potrebbe dire, mapereflcre sì ne.per l'acutezzadel fuo odore, ilquale cflèn-
delle colombe , com'ancodeirhederaapprefla do compoflo di parti Cottili per la fua calidi -
tanti Autori di con fideratioi le, & altri di bello tà tifolue la ventofità , e fpegne le fiamme di;
iiigegno,co(à nota, e mani fèlla, l' vno- per i ba- Venere come diceil Mattioloncl j. libro de"
,

& l'altre per gliabbracciamenci,(il che tut-


ci, Commenti Ic^ra Diofcoride
to conuiene alle carezze amatorie ) non folo Tiene il ramo d'Alloro, perche qucfl'albc-
ni^dknderò più oltre pejravitroritìj,nò- per di rohàgrandiUIma fimiglianza coivlacaftità ,;
don end Q'

1
Parte Prima 77
e A S T I T A\

JoiienJo efla efler perpetua, come è perpetuo La caftità.come afferma S. Tornai in il u-


ilverde del La[iro,& ftridere, &
fare refìften- queft.i;i-artici è nome di virtù, detta dalla
7aallc fiamme d'anìo re ,come ft ridono, re- & cartigatione delFa carnerò concupifccnza, che
/ìllono Te fue foglie, &
i fuoi rami gettaci ^o- rende riiuomoia tutto puro, & fenza alcuna
prail ftioco Però Oiiidianel i. delle Meta-
. macchia carnale.
morfofi finge, che Dafne donna carta fi tra^for Gli fi fi il vilò velato per eflèr proprio del
marte in Lauro. cafto raffrenar gli occhi percioche, come nar-
La Tortora c'tfègna col proprfo eflèmpio a ra S^G rcgoiio ne i Morali Ci deuono reprimerc
non contaminare giamat 'iionore, Se la fede det
l gli occhi come ratton alla colpa .
Matrimoaio conuerfando felamente Tempre II veftimento bianco denota, chela caftità

con cjiiella, che da. principio s'elefle per com- deiieenerp r3,&- netta daognimacchia,come
LI

pagna . dice Tibullo nel i.lib.Epift.i.


^
Si può ancora? dipfgiiere l'Armelfino per la Gaffa pl.trenrfit('>eri4 , pura cum vefie , venite-
g^rancura, che ha di noJ> imbrattare la- fu a. Et manibusptfrts fumite fontis aojuam .
bianchezza ^ fimile à quella d'vna perfona Lo Ilare ili ateo di caulinare dimo lira , che
carta - non birognaiÌ3reino:iocaura , & origined'o-
' " "
Caflifa - gni male, & però bendilIe.Ouid.de remedio
DOnna, che habbi-i velato il vi{b,vertit3 di amoris^ •

biancojftia inatto di caminare.con la de OtiafitollM , per ter e cupidinis arem •


ftra mano tenga vno fcetra y 8c con la iìniftia Le tonori fono,come riferifirc Pierio Vale-
«lue Tortore liano nel lib.xz.de gli fiioi IerogIifiehi,iI firn-
boia.
7B Iconologia di Gef.Ripa
to di fopra, quando rkiiomohà falcio pV3^&-
•bolo della caftitàjperciocliic la Tovtora.perdii
iiimento, in contrario non può cflerfiiperatcr
roche ha la compagna ,non fi congiunge mai
in alcun modo,& grima fi deue mettere in ef=
più • .
fecutionequel ver(o<l'Óuidio nel terzo libro
Lofcetro fignifica il aominio.che ha fopra
e prin- delleMetamorfoli , quando <iice •

il (e il cafto.percioche febeiw la carne


Ante, nity mortai^ quamftt tibi copia neftri'
cipalmente nemica dello fpirico, nondimeno
Che miferamcntc traboccare iieJ vUiodtlk
<]nando cgii vuole non può elfer mai abbattit-
carnali concupi{ceftZ€
to,ne vintodaquello,& Ih bene e Cenno. Con-

ùnuafugnuyrara uiBori* , nondimeno e det-

I G O.

P I NGEREM O per il caftigo vn' fi (\ può vedere nelle medaglie del popò
cervie

D! huomo inatto feroce , &feuero che


,

ten<^hi con la diriba mano vna fcu re , ò accet-


lo di
il
Tencdo , àe\ qua! tratta Polluce, perche
Rèdi Tenedo haueua fatta auella legge,
chechi fuflèftaro trouato in adulterio, cofì
ta, che dir vogliamo, in maniera che
moftii di
volertonefPi {ei'eriinmameiue dare vn folcol
mafchio , come femina fufie decapitato con
,

lafcure, & non hauendo egli perdonatoal prò


pò, &à canto yi lìa vn Leone, in alto di sbra-
prio figliuolo volfc ancor che né fu He fatta
,
nare vn'orfa.
Nonfolamente apprcflo de Romani , ma memoria come C\ vede nelle Medaglie di Tene
do, che da vna banda vi è la fcu re ,&da l'altra
ancora appielìò.di alcuni ppoli della Grecia,
caftigo , due certe..
Ja Icurefn gicrogUF.codi .eiieriflimo
s ì?erche
Parte Prima_j.
FerclìC il Lconenella giiifa fopraderta fìgiu- rOiTa moJlàda vn certo mi pero , sbia -a'o si?

fiehi il caftigo, iic (èru iremo di quello che cita cane, coi quale haueua comune la f^a za, & iF
Eliaiio, fcrictoda Eudomio, cioè , che vn Leo vitto; il Leone comode per la fce'lerareizad:*'
ne.vn'Crtà > &
vn Cane muriti , Si. allenati da hauer rotte le leggi del viuere focto ad -n me-
vn certo maeftroad'vnamededma. vita , ville- dedmo corfèaddoilb :ii!'Orfa, & ?bra»
tetro ,

io lungo tempo in/ieme pacifìcamaite , {cnza natola par^mentele fece per Io Cane pagata ki
©fFenderfi piin to rvn'altio , come fu fièro ftari meritata pena .
domeilici , & animali d'vna flefià fpecie , ma

CECITÀ^ DELLA MENTE.

DONNA pieno di
veftira di
varii fiori ,
uerde , flia in

col capo chino,


prato
&
to di bene
te,
ri mondo hi fìnghiero ci promcr-
tutto è vn poco di terra non pur fotro fa'fa-.
€Oii vna talpa appredò • fperanyada breue piacere ricoperta, maccwì
Cecità fi dice la priuationcdella luce degl'- grandifTimi pericoli di tuttala noflra vira* co-
occhi, &
perfìmili'-udii-.c. onero per analogia, me ben dice Lucrstio lib- z. de natii rn reiucn .
fi domanda ancora i'oftufcatioiie della mente , O miffrashominum mentes , t^ pecora c&cm
però l'vna fi dimoerà coiilaralna per antico ^lutlihus in tenebr'ts vifA quantif^ pericUs*
coftume de gl'Egittii , come racconta ro A- O De'Ttfur hoc aui quodctivque efi
polline: l'altra con la tefla china i.erro li cadu» EcOiiidio nel lib 6 delle f'.leramoifoU .

chi fiori della terra , che fono le delitie mon- Proh fupert quantum mortalia federa, cac^k
dale > che allettano l'anima , e la tengo- Neclis- habeni >

no occupata fcuia profilo , perche giian-


So Iconologia di Gef Ripa
e E L E R I T A\
I

DÒNNA come
folgore ,
che nella deftra mano tiene vti
narra Pierio Valeriano per
Chiaro
mezo
fi

della luce
fi può ben vedere
dice quello.che
che riljumina , & fa la
»

nel lih 43 .de fuói léroglifichi.à canto haiierà chia rezza, 1 i quale dimandai emó quel la famaè
VP. delfino.e per l'aria vii fpariiiero ancor egli che riiuomo, ò con la nobiltà > ò con la Virtii
pofto dal fopradetto Pièriò nel lib- iz. per la s'acquifta.come dimoftra Pierio Valeriano nel
Celerità ciafcuno di queftiè velocilTimo nel
, Jib-44.& S. Ambrogio chiama chianflìmi quel
fuomotó dallacognitionedel quale iuellàfi li,i quali lon ilatial mondo ilìuftri di Santità
sa fatilmèiuc, che'co(à fia celerità. & di dottrina, fi dice ancora Chiarezza vna
delle quattro doti de'Beatiin Cielo,& in cia°
fcuno di queftì fignificati

CHIARÉZZA. Sì dipinge giouanej perche nel fiorire de'


VNA giouané igniidaj circondata di moì^
te fpleiidore dà cucce le baudei& cheltrt
luoi meriti, ciafcuno fi dice eflèie chiaro per 14

finiilicudiue del 5ole,che fa vifibile il tucc<} i

galli mano il Sole»

CIELO
^arte Prima-). 8i
H I A R E z z A.

CIELO. dire.che il Cielo e tutto l'ambito, & circùito

VN Giouaned'afpetto noSililTìmo, veftito


d'habito Imperiale di color riuchinotnt
ch'è dalla terra , per fino al Cielo Fmpireo
oue nfiedono faìMme beare He'-odo Poeta
.

to llel'acocol maino decro paliid.imeiuo , & Greco nel a liiaTheogonia lo fa Figliuolo del
con lo fcettro nel la deftra mano.&nella finii! ra la rena in qie'^o modo •

rengà vn vafo nel quale fiavna fiamma di fuo- Ttlltis veroprimuntjttjuidentgenuitpare^


fi hi
co & in mez7o di eflà vn cuore, che fi confa-
, C^lum Srellvs ornafum,vt tt>fiim totnm obtegatt
mi, fu la poppa driua vi fia figurato il Sole, fu Vtq^ ejfet bentps d. lifudu tutafemper . cióet
la finiftra la Luna , fia cinto con la Zona del Primierameyite l'-f enero la Ferra
Zodiaco,nella quale fi fcorghino li Tuoi dodici Il del dt Stelle ornato
legni, porti in capo vna ricca corona piena di Acciò lìt copra tutta ,

varicgemme,& nelli piedi li corunn d'oro. £t perche fia delle beate mefiti
Il Cielo da Bartolomeo Anglico lib 8, cap. Sempre fi cura fede.
z.è diftinro in fette parti. Aereo, Etereo, Olim- Er per cagione gl'habbiamo fatto il man
tal

po, Igneo.Firmamento, Aqueo , & Empireo, to flel lato tu rchino per eficie coloi e ceruleo co
ma à noi non accade repetere ciò che egli ha fi detto dal Cielo, &
aliando uolemo due vn
detto, acni rimerò il Lettore , & parimente Ciel chiaro, &
{ereno,diciamo vn Ciel turchi-
circa il numero de Cieli, à Plutarco, al l'ererio no- Regale poi, & con lo Scettro in mano, per
nella Ceiiefi,3l C lanio (òpra la sfera del Saci'o dinotare il dominio, che ha nelle cofeinferio-
bofco.alla 5inraffi dell'arte mirabile, alla Mar ri,ficome vuol Arift. nel pr. lib- delle Meteo-
garita Filofofica, &ad altri autori: à noi bafti re,tcfto i.anzi Apollodorofàcheil primo che
L habbia
Sz Iconologia di Cefi Ripa>
E. L O.

iiabbia ottenuto il dominio .-li tutto il monJò, pra la dritta il Sole , come principe de
poppa
fìa flato Viano da noi cìiiamafo Cielo- O'upetr pianeti, dal quale riceue il fuo fplendore la Lii
iia poila fopra la poppa finiftra, tanto più che

tdeftC&lus primus OrbÌ6 •uninerfi imperio ^r a quede due imaqini del5oIe, & della Luna
fuit . el'Egittii fignifìcauanoil Cieloilocingemo co
dipinge grouane per raoftiare che Tebe*
5i la Zona del Zodiaco per efTe re principale ingo-
nchà hauuto principio, iieirifleflTo termine G io celelte • Gli fi pone vna ricca corona in te-r

ritroua,& per lunglìez7a di tempo nonliaurà l\a di varie gemme


per moftrare, che da lui fi
fine per elTère incorruttibile, come dice Arift. producano qua giù in vari) modi molti,& di-
libr. pri. Cceli tefto 20. onde è che gli Egittii uerfi pretiofi doni di natura. Si l'apprefenta)
per dinotare la perpetuità del Cielo , che mai che porti II coturni d'oro, mera'lo /opra tutti
s'inuecchia dipingeuano vn core in mezo I-e incorruttibile per confermatione delI'incoK-
fiamme, (ì come habhiamo da Plutarco in Ifi- lutcibilitàfua.
picSc Olìride coir tali parole C(xlnm,qzùaob • CLEMENZA.
perpefHitxtem nuntfuam fenefcat , corde picìo
cui foctti ardens fubiecìtis fit
DONNA fedendo fopra vn Leone , nella
finiftramajio tiene vn'hailajènelladefìra
fignificant ,

Et però gli habbiamo poflo rella finiltrama* vnafaetta , laquale mofìn di non lanciarla :

no il fudetto vafo con il core in mezo della fìa- ma di gittarla via, cefi è fcolpitain vna meda-
ma.Si: perche in tutto il corpo celcfìe non.vs- glia di .'euero Imperatore con quefte lettere .

dcnìo lumi più belliiche il Sole,& la Luna, pò INDVLGENTIA AVG. IN CARTHAQ.


nenioncJb più uabil parte] del fuo petto Co I] Leone è fimbolo della demenza, perche
come
.'

Parte Prima_> 3
tòme raceòntanot Naturali fé egli per forza iic rhuomo à compafTIoitc &: Io fa fàcile à pel"

fiipera , &: gicta 3 terra vn'hiiomo , (è iioii fia donare, & pronto à (buuenire .

ferito da lui non lo lacera ne l'oifeiide fé non Si dipinge che fieda per figniiìcare manfue-
con legge ri /lì ma fcollà tudiue, e quiete .

Lafactta nel modo che dicemmo e fegnodi Il Baftone moftra, che può, & non vuole
Clemenza , non operando^ in pregiiiditio di vfareil rigore; però ben fi può dire alludendo
3uelli , che fono dégni di caftigo ; onde fopra fi al prefente Pontificato.

i ciò Seneca ucl libro de Clenientia cofi dice. Cedan mille Seueri ad vn Cletntnte •
Clementi^ ejì lenitas fuperioris aitterfici infe- Et potrebbefianco dire quel che dice Oui-
riorem in conBituendispanis dio nel lib. 5. de Ponto .

ClemenXjt • Principe nec nojìro Deui efi moderaticr vlltu


DOnna che calchi vn monte d'armi , & con ìufittia vires temperar tllefuas .
la deftramano pforga vn ramo d'olmo Il ramo del lauro moftra, che conelTo fi pn
appoggiandoli con il braccio finiftro ad vn tro tificauano quelli c'haueano ofFefi gli Dii
co del medefimo albero , dalquale pendalo i
fafci confblaii .
COMBATTIMENTO
Della Ragione con l'Appetito .

La Clemenza non , ò figura d'Hercole, chevtcidc


Aa correggere rei i
e altroche vn'aftinenza
,

col debiro cartigo, & emen-


LA ftatua
Anteo, fi vede in molte medaglie antiche
do vn temperamento della feruitù, vieiK à co- l'efplicatione del quale dicefi , che Hercole è
perte vna perfetta maniera di giuftitia &i , viia fimilitudine , & vn ritratto dell'anima di
quelli che gouernano , è molto nccelfana. ragione partecipe, &: dello fpirito humano , &
Appoggia/! al tronco dell'olino, per moftra Anteodel corpo.il petto d'Hercole è la fede
le, che non è altro la Clemenza , cheinclina- della fapienza , & della prudcnza.lequali han-
tione dell'animo alla mifericordia no vna perpetua guerra con l'appetito & con
Porge il ramo della medelìma pianta per la volontà, imperò che l'appetito fèmpre con
dar fegnodi pace , e l'armi gittate per terra tradice,e repugna alla ragione, ne può la ragio

co' fafci confolarifofpeìì , nota il non volere neelTère fupeiiore,6c vincitrice (e non lena il ,

centra colpenoli eflèccitar la forza fecondo


i cor|>o cofi in alto , & lontano dallo fguaido
che potrebbe, per rigor digiuftuia, però fi
fi delle co^e terrene, chei piedi , cioè gli affetti
•dice, che propriamente e Clemenza l'indnlgen non prendano più dalla terra fomento alcuno,
za di Dio à noftri peccati , però il Vida Poeta anzi tutte le cupidità , & gli affetti che della

religiofo in cambio di Mercurio, finge che terra fon figluiolijal tutto vccida.
<jioue della Clemenza fi ferua nell'ambafcia-
E Seneca in Ot
xia, nel lib- j- della Chriftiade-
taiiiaben'efprime quanto s'è detto di fopra COMMERTIO DELLA VITA
della Clemenza, cofi dicendo . Humana .

Tulchrum efi eminere inter illufires viros


Confulere Patri£ parcereaffiicìts ,fera
HVOMO
mano
ftra
che con il

accenni ad\na macine dop-


dito indice della dc-
,

Cdde tempui atqj tra dure


abftinere , } pia che gli ftà à canto conia finiftra mano
, ;

Orbi (\HÌeiim,S&culopa,cem fuo . tenga vna Cicogna, & alli piedi vn Cerno.
Hac fummo, virtus , petitur hat Ceelum via^ Si dipinge in queftaguilà, perche la maci-
Sic ille PatrtAprimtu Aagulìm parens na ha fimbolo delle attieni, & commertii de]
Complexm afira eBiColttur, ^templis Deui» la humana vita , pofciache le macine fono fcm
Clemenza • pre due,& vna ha bilògno dell'altra , & fole
DDnna che con la finiftra mano tenga vn mai non pofibno fare l'opera di macinare, cofi
procedo , & con la deftra lo cafìì con anco vn'huomo per fé ftellb non può ogni co-
vna penna , & fotto à i piedi vi faranno alcuni fa, & però le amicitie noftre fi chiamano ne-
libri. cedìtudini, perche ad'ogn'vno è necefiario ha-
ClemenKa, e Mtderatione nella medaglia ucre qualche amico con il quale polfa conferi-
di Vitellio . re fuoidifegni, & con fcambicuoh bencfitii
i

DOuna à federe, con vn ramolauro in di rynraltrofolIeuarfi,& aiutarfi, come fanno le


mano , & con l'altra tiene vn baftone vn Cicogne,Ie quali perche fonodi collo alto, ù
poco lontano . longo andare fi ft laccano nel volare, ne pofib
La Clemenza è viia virtù d'animojchc pino ijofofteneie latefta,sì che vna appoggia il coi
L X lo
84 Iconolc^ia di Cef,Ripa
COMMERTIO DELLA VITA HVMANA ;

?o dietro l'altra , & la guida quando è ftracca' tra le cinque co fé per le quali fi fa configlio ~,

palla die-ro l'vltima à cui efTa s'appoggia,co- mette nel