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Deismo

Il d. si configura come una vera e propria religione razionale, fondata appunto sulla sola
ragione, e connotata in senso polemico contro ogni forma di culto. Si riduce la religione a
poche formule esprimibili in chiave razionale: Dio esiste, ha creato il mondo, premia e
punisce nella vita futura.
H. DI CHERBURY – sottoporre la questione soprannaturale all’esame dell’istinto naturale.
Da qui ha origine il deismo vero e proprio.
SHAFTESBURY – dare importanza alla ragione nella rivelazione.
TOLAND – nega la possibilità di dogmi inintelligibili, poiché Dio che si rivela è
supremamente razionale. La vera religione è il cristianesimo primitivo fondato sulla ragione e
sul buon senso (Cristo come maestro di razionalità), da cui si ricava la ragionevolezza del
cristianesimo stesso.
COLLINS – non ci si può affidare all’autorità in materia religiosa, poiché l’autorità è in
fondo casuale, dipende da fattori estrinseci al genuino messaggio religioso. Il caso nelle scelte
umane è indegno della ragione, poiché ne rappresenta la più drastica negazione. La religione
stessa dovrebbe favorire il libero pensiero e il libero esame, proprio per permettere
un’adesione consapevole dei fedeli. È chiaro che a questo punto si faticherebbe a chiamarli
“fedeli”.
TINDAL – religione naturale preesistente al cristianesimo, perché tutte uguali. Quindi il
vangelo non insegna nulla di nuovo di ciò che potrebbe apprendere la razionalità (se ben
guidata, torna Descartes). «gli uomini non hanno niente in cui confidare se non la ragione».
Come confrontare la validità razionale della religione? O per evidenza razionale, evidenza
interna, o per conferme delle tradizioni, dei miracoli ecc., evidenza esterna. La seconda è di
difficile attuazione, quindi rimane la prima. La religione deve mostrare la sua interna
evidenza razionale a chiunque. Ma allora è chiaro che ragione, natura e religione coincidono,
e la religione naturale deve essere eterna e sempre identica. Religione naturale, e quindi
razionale, credere in Dio e adempiere ai doveri che ne derivano. A) Doveri, quindi richiamare
Kant; B) Se ne derivano in virtù dell’esercizio della ragione, allora Dio come sostanza
Spinoza, e doveri uguali per ogni uomo e quindi universali. La morale universale dei doveri si
manifesta poi come morale utilitaristica. Ciò che procura il bene alla maggior parte degli
uomini è dovere farlo, ciò che procura male è dovere evitarlo. Da qui il cfr. con la morale
kantiana.
HUME – aderisce al deismo combattendo i dogmi e la superstizione, ma distrugge il deismo
perché ne distrugge il fondamento razionale. La ragione non conosce la realtà naturale e, di
fatto, non può fornirci conoscenze universali, quindi nemmeno fondare universalmente la
concezione di una religione unica per tutti. La religione non è altro che la manifestazione di
un sentimento umano, abitudinario quando la mente si trova di fronte gli enigmi dell’universo.

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