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ANALISI DEI MERCATI FINANZIARI

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INDICE

1.

Introduzione agli investimenti finanziari Analisi dei fondamentali Analisi tecnica Finanza comportamentale

pag. 3 pag. 8 pag. 10 pag. 29

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3.

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INTRODUZIONE AGLI INVESTIMENTI FINANZIARI


Prima di effettuare un qualsiasi investimento indispensabile avere coscienza della propria situazione finanziaria e dei risultati che si intendono ottenere dai propri investimenti. Troppo spesso infatti siamo portati ad investire in modo irrazionale, spinti da una notizia apparsa su un giornale o dall'emulazione di amici e colleghi. Occorre invece porsi alcune domande: per cosa utilizzer i miei risparmi? quando ne avr bisogno? sono disposto a tollerare un alto rischio di perdite pur di ricercare un rendimento elevato? oppure preferisco investimenti a basso rischio e basso rendimento? necessito di una copertura previdenziale? ecc. Queste ed altre domande ci vengono poste quando andiamo in banca per effettuare qualsiasi investimento allo scopo di individuare il nostro 'profilo di rischio'. A volte il questionario che ci viene proposto pu apparire un mero adempimento burocratico, ma se fatto in modo serio, il profilo di rischio che viene individuato una tutela per il risparmiatore e un modo per fare 'il punto della propria situazione' permettendoci di interagire meglio con il nostro consulente. Chiaramente le scelte di investimento che ci vengono proposte vanno condivise: dobbiamo essere consapevoli di cosa ci viene proposto allo scopo di evitare brutte sorprese. In questo senso il consulente finanziario un importante punto di riferimento ed il rapporto con lui deve servire a comprendere meglio le varie forme di investimento disponibili. Le nozioni che si trovano di seguito non sono altro che un riassunto, il pi possibile sintetico, dei principi da seguire per un investimento allineato alle proprie esigenze. Nella parte dedicata alle analisi dei fondamentali, tecnica e comportamentale, invece verranno trattato strumenti di analisi dei mercati finanziari che ci permettano di poter sfruttare al meglio i vari scenari di mercato che si possono verificare. Tutto quello che trovate scritto qui, dunque, deve essere inteso esclusivamente come un supporto alla propria attivit di investitore, che non pu prescindere dalle proprie conoscenze in materia finanziaria e dagli obiettivi che intendiamo ottenere dai nostri risparmi. Chi meno esperto bene che si rivolga a un consulente finanziario, evitando di 'gettarsi alla ribalta': l'esperienza infatti un fattore determinante nell'effettuare scelte di investimento giuste. In precedenza abbiamo fatto riferimento ai concetti di 'rischio' e di 'rendimento'; ebbene sono proprio questi due fattori alla base delle nostre scelte di investimento. Una volta determinato il nostro profilo di rischio (situazione finanziaria, aspettative lavorative, esigenze previdenziali, tolleranza al rischio, ecc.), il nostro portafoglio titoli dovr essere composto da investimenti che rispettino il livello di rischio che siamo disposti a tollerare alla ricerca di un livello di rendimento corrispondente. E' bene precisare che non esistono investimenti privi di rischio e che c' una relazione diretta tra rischio e rendimento: pi elevato il rendimento che ci attendiamo e pi elevato sar il rischio di subire perdite; viceversa pi basso il livello di rischio che vogliamo assumerci e pi basso sar il rendimento atteso. In
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ambito finanziario il rischio pu essere causato da diversi fattori: rischio emittente, rappresentato dal rischio che l'emittente del titolo in cui vogliamo investire (stato, ente, societ, ecc.) non sia pi in grado di rispettare gli impegni finanziari assunti a causa di fallimento, amministrazione straordinaria, insolvenza, ecc. Questo rischio molto importante da conoscere in quanto il concretizzarsi di questo pu portare perfino alla perdita totale del proprio capitale. rischio di cambio, costituito dal rischio di oscillazione del valore dell'investimento a causa della variazione del rapporto di cambio. Chiaramente questo tipo di rischio riguarda esclusivamente gli investimenti effettuati in valuta diversa dall'euro. rischio liquidit, spesso sottovalutato, tipico di strumenti poco diffusi tra il pubblico, con uno scarso flottante. Determina una maggiore volatilit dei prezzi dovuta a una pi ampia forbice tra il prezzo denaro (prezzo in acquisto) e il prezzo lettera (prezzo in vendita) causando una difficolt a vendere a prezzi 'onesti'. rischio tassi di interesse, interessa direttamente i titoli obbligazionari, in modo particolare quelli a tasso fisso. Consiste nella variazione dei prezzi delle obbligazioni a seguito di variazioni dei tassi di interesse di mercato: un aumento dei tassi di interesse di mercato causa un calo dei corsi (prezzi) obbligazionari commisurata alla duration (durata finanziaria) del titolo; viceversa i prezzi crescono in una fase di tassi di interessi calanti. Le variazioni dei tassi di interesse interessano anche i mercati azionari e delle materie prime seppure con effetti meno diretti e quindi meno prevedibili. rischio inflattivo, costituito dal rischio che l'inflazione possa erodere in tutto o in parte il rendimento dei nostri investimenti. Questo rischio interessa soprattutto i titoli obbligazionari a tasso fisso. I titoli obbligazionari a tasso variabile ne sono meno interessato in quanto spesso inflazione e tassi di interesse si muovono di pari passo. Le azioni, essendo quote di societ (quindi di strutture con un valore intrinseco fisico ed immateriale), di solito sono gli strumenti finanziari che riescono meglio a recuperare l'erosione inflattiva (nel lungo termine). Infine in questi ultimi anni si sono sviluppati molti titoli obbligazionari con capitale e cedole rivalutate in base all'inflazione, che possono ridurre il rischio inflazione soprattutto se di lunga durata. rischio di mercato, il rischio che il prezzo di un titolo oscilli a seguito di diversi scenari di mercato, legati a loro volta ai precedenti fattori di rischio. Di volta in volta il mercato segue tendenze rialziste/ribassiste che di solito sono determinate da previsioni (ottimistiche/pessimistiche) su crescita economica generale, dati societari, aspettative su tassi e inflazione, aspettative sui cambi, ecc. E' per questo che spesso i prezzi dei titoli si muovono prima che un evento importante si verifichi. Ad esempio se il mercato si attende un aumento dei tassi di interesse americani dello 0,25%, i corsi dei titoli di stato americani caleranno prima che arrivi la comunicazione ufficiale della FED.

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Ma quali sono gli strumenti per conoscere il rischio a cui andiamo incontro scegliendo questo o quell'investimento? E come possiamo fare per ottenere un livello di rischio adeguato alla nostra situazione? Esitono vari indicatori del rischio che variano in base al tipo di investimento che scegliamo: duration, detta anche durata finanziaria, viene determinata per i titoli obbligazionari a tasso fisso. Rappresenta una misura approssimata dell'oscillazione che subisce un titolo a seguito di una variazione dei tassi di interesse di mercato. Ad esempio un BTP con duration 6,3 osciller di circa 6,3 punti percentuali in pi/meno a seguito di un calo/aumento dell'1% dei tassi di interesse di mercato. deviazione standard, individua la volatilit del rendimento (e quindi anche dei corsi) di un titolo in un certo lasso di tempo. altri indicatori come l'indice di Sharpe, l'indice Beta, Alpha ecc. che tentano di correlare rischio e rendimento di un titolo (per i fondi comuni di investimento un ottimo sito web www.morningstar.it dove possibile confrontare migliaia di fondi di diverse societ di gestione analizzandone le performances e gli indicatori di rischio anzidetti). Probabilmente il miglior metodo per tenere sotto controllo il rischio la diversificazione. Infatti non importante soltanto il livello di rischio di un singolo investimento, bens il livello di rischio di tutto il nostro portafoglio. Quindi nel costruire il nostro portafoglio indispensabile evitare di esporsi troppo in singoli investimenti: anche se alcuni investimenti possono sembrare 'tranquilli' e altri 'occasioni da non perdere' sempre bene avere un numero adeguato di titoli con differenti caratteristiche, in linea con il proprio profilo di rischio. Allo scopo di diversificare, degli ottimi strumenti sono i fondi comuni di investimento e le sicav che permettono un ampia diversificazione dei propri investimenti anche se non abbiamo a disposizione grossi capitali. Naturalmente i fondi devono essere scelti con attenzione cercando di scegliere quelli meglio gestiti e pi adatti ai nostri obiettivi, senza trascurare le spese e commissioni da sostenere. Le possibilit di diversificare (soprattutto utilizzando i fondi) sono infinite e ognuno pu trovare il mix di investimenti pi adatti alle proprie esigenze. L'importante : non scegliere i titoli/fondi a caso ma sulla base del proprio profilo di rischio e di una strategia di investimento ben definita, preferibilmente di mediolungo termine. A loro volta esistono molte strategie di investimento di lungo termine, di cui per motivi di esemplificazione classificher in due gruppi: Strategie Constant Mix prevedono un portafoglio ripartito in quote percentuali fisse (pesi). L'attivit di gestione da parte nostra consister semplicemente nel controllare periodicamente il proprio paniere di titoli e, qualora per effetto delle variazioni di valore dei singoli asset la ripartizione percentuale si discostasse dal modello di riferimento, provvederemo a ripartire di nuovo correttemente i 'pesi'. Questo tipo di strategie, quindi, sono sostanzialmente passive e non variano la
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composizione del portafoglio a seconda delle tendenze dei mercati (toro/orso). Esempio di portafoglio (constant mix) adatto per lavoratore dipendente di 30 anni con media-alta propensione al rischio, esigenze di copertura previdenziale e una capacit di risparmio di circa 5.000 euro annui, con orizzonte di investimento temporale lungo, che non prevede di avere bisogno di disinvestire prima del periodo considerato.
Fondo azionario Europa 25% Fondo azionario USA 10% Fondo azionario Giappone 5% Fondo azionario Paesi Emerg. 3%* Totale fondi azionari 43% Fondo obbligaz. euro lungo termine Fondo obbligaz. euro medio termine Fondo monetario euro Fondo obbligaz. internazionale Fondo obbligaz. alti rendimenti 15% 15% 15% 7% 5%

*Potrebbe essere acceso un PAC (piano di accumulo capitale) con rate mensili allo scopo di puntare sulle nuove economie ma per importi contenuti e 'spalmati' su un lungo arco temporale (un'altra forma di diversificazione). Strategie Dinamiche - prevedono un portafoglio ripartito in quote percentuali che possono variare di 'peso' a seconda delle nostre aspettative sull'andamento futuro dei mercati. Normalmente viene fissato un valore minimo e un valore massimo per ogni asset, a volte soltanto il valore massimo di alcuni asset (di solito i pi rischiosi). E' invece sconsigliato non stabilire nessun vincolo per la scelta degli investimenti: queste ultime strategie chiamate 'total return' comportano rischi molto elevati ed preferibile affidarsi a gestori specializzati qualora vi si voglia destinare una parte dei propri risparmi. Esempio di portafoglio (dinamico) adatto per lavoratore dipendente di 30 anni con media-alta propensione al rischio, esigenze di copertura previdenziale e una capacit di risparmio di circa 5.000 euro annui, con orizzonte di investimento temporale lungo, che non prevede di avere bisogno di disinvestire prima del periodo considerato.
[scenario favorevole ai mercati azionari sfavorevole ai mercati obbligazionari] Fondo azionario Europa 30% Fondo obbligaz. euro lungo termine Fondo azionario USA 20% Fondo obbligaz. euro medio termine Fondo azionario Giappone 10% Fondo monetario euro Fondo azionario Paesi Emerg. 5% Fondo obbligaz. internazionale Totale fondi azionari 65% Fondo obbligaz. alti rendimenti [scenario sfavorevole ai mercati azionari favorevole ai mercati obbligazionari] Fondo azionario Europa 12% Fondo obbligaz. euro lungo termine Fondo azionario USA 8% Fondo obbligaz. euro medio termine Fondo azionario Giappone 3% Fondo monetario euro Fondo azionario Paesi Emerg. 2% Fondo obbligaz. internazionale Totale fondi azionari 25% Fondo obbligaz. alti rendimenti 5% 0% 25% 0% 5% 25% 25% 10% 10% 5%

Non possibile stabilire quale di queste due strategie sia la migliore, infatti la bont delle strategie dinamiche dipende non solo dalla qualit degli asset posseduti (capacit della SGR) ma anche e soprattutto dalla nostra capacit di 'prevedere' le tendenze dei mercati aumentando/diminuendo i vari asset nei tempi e nelle misure giuste. Nel tempo sono stati fatti divertenti esperimenti in cui bambini che hanno scelto titoli a caso hanno ottenuto risultati migliori di gestori esperti. Questo non ci deve per portare ad avere sfiducia negli strumenti di analisi che la finanza ci mette a disposizione: con un po' di pazienza e focalizzandoci su obiettivi di lungo periodo (la
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speculazione di breve termine meglio lasciarla ai professionisti) si possono ottenere discreti risultati; inoltre non dobbiamo scegliere necessariamente una strategia o l'altra, possiamo gestire una parte dei nostri risparmi con la strategia 'constant mix', una parte con una strategia 'dinamica' e volendo una parte investirla in un fondo total return (solo se si disposti a un elevato livello di rischio). Nelle pagine che seguono verranno analizzati i vari strumenti che gli studi dei mercati finanziari ci hanno messo a disposizione per saper scegliere i nostri investimenti: L'analisi dei fondamentali (essenzialmente per i mercati azionari) che, mettendo in relazione i dati di bilancio con i valori borsistici, cerca di 'valutare' i singoli titoli/mercati indicando dove investire L'analisi tecnica che mira a individuare le tendenze dei singoli titoli/mercati indicando quando investire/disinvestire La finanza comportamentale, una nuova branca della finanza che in parte ha gli stessi scopi dell'analisi tecnica, ma che al momento pi che altro una riflessione sui comportamenti dell'investitore, con il fine di evidenziarne quelli irrazionali e quindi evitarli. Gli argomenti trattati sono frutto della mia modesta esperienza e di varie letture, tra cui cito 'Analisi dei mercati finanziari' di M. J. Pring e 'L'investitore irrazionale' di B. Alemanni, due libri da leggere per una conoscenza pi approfondita dell'analisi tecnica e della finanza comportamentale. Spero, nella sintesi che ho cercato di ottenere, di avere esposto gli argomenti in maniera comprensibile. Accetto qualsiasi suggerimento per migliorare questo documento. Buon proseguimento!

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ANALISI DEI FONDAMENTALI


L'analisi dei fondamentali mette in correlazione i dati di bilancio con le quotazioni borsistiche di un singolo titolo, di settori o di interi mercati. Questo tipo di analisi utile essenzialmente per scegliere le azioni su cui investire; attraverso degli indicatori, cerca di 'valutare' la quotazione di un titolo. Lo scopo dell'analisi dei fondamentali non quello di individuare un trend borsistico, ma quello di capire se un titolo sotto/sopravvalutato rispetto a titoli dello stesso settore economico. Possono essere analizzate anche delle serie di dati (e quindi di indicatori) allo scopo di individuare una tendenza, ma questa sar una tendenza significativa per capire i risultati economici della societ oggetto dello studio e non sar necessariamente legata a un trend borsistico. Occorre prestare molta attenzione quando si valutano gli indicatori utilizzati da questa analisi: in primo luogo i dati di bilancio su cui si basano sono dati storici, per cui per avere indicazioni pi attendibili bisogner cercare dati il pi possibile recenti; in secondo luogo i risultati passati non sono garanzia di analoghi risultati futuri, per cui dovremo estrapolare dai documenti e dai comunicati societari le previsioni economiche future (non sempre le previsioni societarie sono attendibili, soprattutto in settori ad alta concorrenza e con condizioni di mercato molto mutevoli come il settore hi-tech). Questi sono i principali indicatori: rapporto p/e (price/earnings) detto anche p/u (prezzo/utile), indica il rapporto tra il prezzo di borsa di un'azione e l'utile unitario. Rappresenta anche in quanti anni si prevede che, attraverso gli utili raggiunti dalla societ, verr recuperato il capitale investito. Un valore elevato pu indicare uno stato di sopravvalutazione del titolo, viceversa valori bassi possono essere un segnale di sottovalutazione. Purtroppo non esistono soglie che possano indicare con esattezza quando un titolo da considerare sopra/sottovalutato, infatti i p/e variano a seconda dei periodi storici, dei trend principali della borsa e del settore economico di appartenenza dell'azione. Questo indicatore utile da analizzare, quindi, soltanto se comparato con i p/e di azioni di altre societ dello stesso settore economico. Inoltre spesso i p/e che si trovano nei giornali finanziari considerano l'utile dell'ultimo bilancio approvato, per cui sar utile raccogliere notizie e documenti societari che mostrino dati pi aggiornati, soprattutto per quelle azioni di societ operanti in settori ad alto potenziale di crescita, che vedono variare in modo significativo i loro utili da un anno all'altro (in pi e in meno). Un'ulteriore considerazione che di solito pi attendibile l'indicazione di sopravvalutazione che deriva da un p/e elevato piuttosto che l'indicazione di sottovalutazione che deriva da un p/e basso (che pu derivare da attese pessimistiche sui futuri risultati societari). rapporto p/mp (prezzo/mezzi propri), il rapporto tra il prezzo di borsa dell'azione e il capitale proprio per azione ricavabile dal bilancio societario. Di solito assume valori superiori a 1 in quanto nel prezzo di borsa gli operatori finanziari incorporano non solo il valore intrinseco del titolo ma anche le

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aspettative di crescita futura. Quando ha valori inferiori all'unit dipende spesso da previsioni pessimistiche circa i risultati economici futuri (perdite o persino possibilit di fallimento). Un valore elevato pu indicare sopravvalutazione, tuttavia come per l'indicatore precedente, necessario comparare questo indicatore con quello di azioni dello stesso settore economico perch possa essere utile. Infatti i valori variano molto da un settore economico all'altro: i settori pi dinamici sono spesso caratterizzati da valori elevati a seguito delle forti aspettative di crescita (soprattutto nei mercati toro), i settori pi tradizionali invece difficilmente superano il valore di 2,5 3,0 (sempre in caso di mercato toro). rapporto p/cf (prezzo/cash flow), il rapporto tra il prezzo di borsa di un'azione e il cash flow (flusso di cassa) unitario. Il cash flow non altro che il flusso di cassa che una societ riesce a generare annualmente, esso importante perch un alto flusso di cassa permette a un'azienda di far fronte pi facilmente ai propri impegni finanziari, di fare investimenti, di distribuire dividendi pi elevati e rende meno probabile il ricorso ad operazioni di aumento di capitale o di indebitamento. Quindi un rapporto p/cf basso sar preferibile dagli operatori finanziari rispetto ad uno alto. Vale lo stesso discorso fatto in precedenza: occorre confrontare indicatori di societ operanti nello stesso settore (settori caratterizzati da alti flussi di cassa sono generalmente le utility, le societ industriali, hi-tech e farmaceutiche invece di solito hanno un basso cash flow a causa dei forti investimenti che devono sostenere in ricerca ecc.). yield % (dividendo %), esprime in termini percentuali il rapporto tra l'ultimo dividendo distribuito e la quotazione dell'azione. Sebbene da un punto di vista razionale possa sembrare meno rilevante rispetto al p/e (l'ammontare del dividendo dipende dalla politica aziendale e solo secondariamente dall'utile raggiunto), un indicatore importante in quanto molti investitori (cassettisti) prediligono titoli che distribuiscono una buona cedola. I titoli caratterizzati da un alto yield % di solito hanno una volatilit inferiore rispetto a titoli che distribuiscono bassi dividendi, quindi crescono di meno in fasi rialziste ma perdono di meno in fasi ribassiste. Nel tempo sono state utilizzate strategie di tecnica finanziaria incentrate proprio su questo indicatore, tra cui la pi famosa chiamata 'dogs of the Dow', che prevede di investire sui 5/10 titoli con pi alto yield% del Dow Jones. I risultati di lungo periodo sono stati positivi. Come per gli indicatori precedenti occorre documentarsi bene sui documenti e comunicati societari, infatti i dividendi possono variare anche di molto da un anno all'altro a seguito di variazioni di utile, a seguito di cambiamenti nella politica aziendale o qualora sia stato distribuito (o sia previsto) un dividendo straordinario. Capitalizzazione di borsa, importante perch evidenzia la dimensione della societ che stiamo analizzando in termini di valori di borsa. Mentre le grosse aziende (blue chips) difficilmente incappano in fallimenti e le quotazioni dei loro titoli seguono il trend del mercato principale, le societ a piccola e a media capitalizzazione sono pi vulnerabili: le possibilit di fallimento aumentano, l'andamento delle quotazioni meno prevedibile e sono meno 'liquide'.

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ANALISI TECNICA DEI MERCATI FINANZIARI


TECNICHE DI DETERMINAZIONE DELLE TENDENZE Il modello del ciclo di mercato

L'analisi tecnica pu essere definita come l'arte di identificare un cambiamento di tendenza a uno stadio iniziale e nel mantenere la posizione di investimento fino a quando l'evidenza dei fatti non prova che la tendenza stessa si di nuovo invertita. Durante la maggior parte del tempo prezzo e indicatori di mercato crescono e decrescono congiuntamente, ma nelle fasi finali di una tendenza il comportamento di prezzi ed indicatori inizia a divergere. Ai fini dell'analisi esistono tre tipi principali di tendenze dei prezzi: minori o di breve termine(di 3-4 settimane, casuali, di scarso significato), intermedie (da 3 settimane a pi di 6 mesi, che utile identificare) e primarie o maggiori (di 1-3 anni, che riflettono le aspettative degli investitori verso il ciclo economico; quest'ultimo possiede una durata statistica di ca 3,6 anni. Altri tipi di tendenze sono quelli intragiornaliere e quelle a lunghissimo termine (10-25 anni). I prezzi sui mercati finanziari, essendo frutto delle aspettative degli investitori, tendono ad anticipare il ciclo economico ed a scontare (attualizzare) il valore futuro dei titoli. La reazione del mercato di fronte ad eventi che fanno particolare notizia pu essere istruttiva: se viene ignorata una notizia particolarmente positiva/negativa ed il mercato vede prevalere le vendite/acquisti significa che tali notizie erano gi scontate dal mercato e pertanto una situazione simile pu essere considerata ribassista/rialzista. Uno dei primi metodi di analisi tecnica l'osservazione nel ciclo di mercato del formarsi di una sequenza di minimi e massimi relativi crescenti/decrescenti, che rappresenta sicuramente un metodo semplice per individuare una tendenza rialzista/ribassista. In base a tale analisi una tendenza viene interrotta solamente se c' una violazione nella serie sia di un minimo che di un massimo; la violazione soltanto di uno di essi non rappresenta inversione di tendenza ma pu sottintendere una debolezza/forza relativa del mercato; solo nel caso che l'esame di altri indicatori (medie mobili, volumi, indicatori di momento, ecc.) evidenzino in modo schiacciante un'inversione del trend, si pu considerare la violazione di un minimo/massimo come un segnale di cambiamento. Mercati finanziari e ciclo economico Il ciclo economico caratterizzato da fasi di crescita e di calo che si muovono sopra e sotto un livello chiamato di equilibrio: dato che i mercati finanziari

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anticipano i movimenti dell'economia, ne consegue che i profitti migliori possono essere realizzati un momento prima del punto di massimo scostamento o squilibrio del ciclo. Un tipico ciclo economico comprende i tre cicli dei tassi d'interesse (a breve), delle azioni e dell'oro. L'attivit economica in espansione normalmente favorevole ai prezzi azionari, un'economia debole favorisce i prezzi delle obbligazioni e in un'economia in fase inflazionistica sono favoriti l'oro e i valori ad esso correlati. Generalmente le fasi di espansione economica durano pi a lungo di quelli di recessione: ne consegue che i mercati bull delle azioni e dell'oro e i mercati bear delle obbligazioni durano di pi dei rispettivi mercati bear/bull. Generalmente i massimi/minimi relativi di un ciclo sono raggiunti in sequenza dalle obbligazioni, dalle azioni e dall'oro. L'anticipo o il ritardo con cui si succedono i cicli rende impossibile utilizzare il fattore tempo a scopo previsionale, ma la sequenza dei massimi/minimi pu essere utilizzata per identificare la posizione di uno specifico mercato all'interno del proprio ciclo. [Inizio recessione: Min obbligazioni Piena recessione: Min azioni Fine recessione: Min oro Inizio espansione: fase crescente dei tre cicli Piena espansione: Max obbligazioni Massima espansione: Max azioni Inizio rallentamento: Max oro Pieno rallentamento: fase discendente dei tre cicli]. N.B.= Per il mercato delle obbligazioni si intende il mercato monetario.

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La teoria di Dow L'obiettivo della teoria quello di individuare i cambiamenti delle tendenze principali del mercato. Una volta che si stabilita una tendenza si assume che essa continui finch non si ha la prova della sua inversione. La teoria si interessa della direzione di una tendenza e non ha valore previsionale per quanto riguarda la durata o la dimensione della tendenza stessa. Il mercato ha tre tipi di movimento: Movimento primario o principale dura da meno di un anno a diversi anni e pu essere: mercato orso, lungo periodo di declino interrotto da importanti recuperi; diviso in tre fasi: in quella iniziale svaniscono le speranze sulla crescita delle azioni; nella seconda fase declina il livello dell'attivt economica e dei profitti; nella terza le azioni vengono vendute indipendentemente dal valore intrinseco e si pu assistere a fenomeni di panic selling; mercato toro, lungo periodo di rialzo (in media 18 mesi) interrotto da importanti reazioni secondarie; diviso in tre fasi: nella prima fase, dopo aver scontato le peggiori notizie, torna la fiducia nel mercato; nella seconda la crescita azionaria sostenuta da un effettivo miglioramento delle condizioni economiche; nella terza la speculazione porta a crescere in modo esponenziale il livello dei prezzi azionari (quest'ultima fase non sempre presente). Reazioni secondarie o intermedie, che interrompono il movimento primario ritracciando dal 33 al 66% del precedente trend principale. Movimenti minori, che non hanno valore previsionale per gli investitori a lungo termine. Vi sono inoltre i movimenti laterali (linee), ossia dei movimenti di prezzo di due o tre settimane o pi, durante le quali le variazioni del prezzo sono contenute in scostamenti inferiori al 5% rispetto alla media. Essi possono indicare sia periodi di accumulazione che di distribuzione. La difficolt maggiore della teoria di Dow sta nell'individuare la differenza tra prima fase di un movimento primario e reazione secondaria; innanzi tutto necessario verificare se la reazione secondaria ha percorso almeno 1/3 del cammino del precedente movimento; la reazione secondaria deve avere una durata di almeno tre o quattro settimane; infine un'altra indicazione se la precedente fase del movimento primario stata caratterizzata da una forte attivit speculativa. Uno dei principi pi importanti della teoria di Dow che i due indici di riferimento (il Dow Jones Industrial Average ed il Dow Jones Transportation Average) devono confermarsi a vicenda. Una delle principali critiche alla presente teoria costituita dalla scarsa tempestivit dei segnali. Una regola pratica che stata seguita per sopperire a questo inconveniente stata quella di osservare il rendimento dei titoli azionari per individuare quando il mercato maturo (3% circa) o quando sottovalutato (6% circa).

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Parametri specifici delle tendenze intermedie Un trend principale composto tipicamente da cinque trend intermedi. Tre di questi formano il trend principale (trend intermedi primari) e due sono in controtendenza (trend secondari o di reazione); questi ultimi ripercorrono una distanza che va da 1/3 a 2/3 del trend primario intermedio precedente e hanno una durata che va da tre settimane a tre mesi. Le reazioni secondarie possono anche assumere la forma di movimento laterale di consolidamento. L'analista pu cogliere i sintomi di una possibile inversione di tendenza quanto: 1. ci si sta avvicinando alla fine del terzo ciclo intermedio; 2. la struttura tecnica globale appare debole (forte) una volta raggiunto l'ultimo minimo (massimo); 3. avviene una rottura decisa verso il basso (l'alto) In definitiva una tendenza principale di norma formata da due cicli intermedi primari e mezzo. Segnali che caratterizzano l'ultimo ciclo intermedio sono: Inversione da mercato toro a mercato orso: i prezzi raggiungono nuovi massimi ma con volumi inferiori al ciclo intermedio precedente; i volumi raggiungono nuovi massimi senza influenzare i prezzi; sforamento della media mobile di quaranta settimane; incremento dei volumi nella prima fase discendente; ritracciamento di pi dell'80% dell'ultimo ciclo intermedio. Inversione da mercato orso a mercato toro: i prezzi raggiungono nuovi minimi ma con volumi in calo; ritracciamento di pi dell'80% dell'ultimo ciclo intermedio; solitamente nella prima fase di un mercato toro si assiste ad una forte crescita dei volumi rispetto a qualsiasi fase del precedente mercato orso.

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Modelli di prezzo Le fasi primarie di un mercato, ossia quella ascendente e quella discendente, generalmente sono separate da una fase di transizione essenzialmente orizzontale, che assume quindi un importante significto di inversione di tendenza. Da un punto di vista tecnico queste fasi di transizione sono spesso caratterizzate da modelli e formazioni di prezzi chiaramente definibili, il cui completamento mette in guardia l'esperto che avvenuta un'inversione di tendenza di primaria importanza. Quando durante una fase di transizione il prezzo non riesce a superare ripetutamente un certo livello si dice che esso individua rispettivamente un'area di resistenza se non riesce a superare un massimo relativo e un'area di supporto se non scende sotto un minimo relativo. Quando avviene un superamento di questi livelli ci si pu attendere un'accelerazione del movimento. Se possibile tracciare delle linee parallele tra i minimi e i massimi relativi di una fase di transizione si dice che si formato un rettangolo; fintanto che il prezzo resta all'interno della figura non possibile stabilire la direzione che prender, ma una volta che il modello infranto ci si deve aspettare un'accelerazione del trend. Se il rettangolo si forma sui minimi del mercato detto di accumulazione, sui massimi invece detto di distribuzione; in entrambi i casi sono modelli di inversione di tendenza e generalmente la loro dimensione temporale influenzer la dimensione della successiva tendenza. Pu anche formarsi come reazione secondaria all'interno di un trend primario senza modificarne la tendenza, in questo caso detto di consolidamento o di continuazione. A questo punto sono necessarie alcune precisazioni: l'importanza dei modelli di prezzo che si formano sono in funzione della loro dimensione e profondit. Nella realt spesso vi sono falsi segnali, ossia i prezzi sforano solo temporaneamente livelli di supporto o di resistenza, pertanto buona norma applicare dei filtri (ad esempio una tolleranza del 3%) e valutare anche altri indicatori. Un parametro importante
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costituito dal volume scambiato: in generale il volume si muove con la tendenza e quindi aumenta con i prezzi in crescita e diminuisce con i prezi in declino; ogni segnale che si allontana da questa realt deve mettere in guardia su una possibile inversione di tendenza. Infine occorre fare attenzione alla scala da utilizzare quando si costruisce un grafico dei prezzi: per periodi superiori all'anno da preferire la scala logaritmica a quella aritmetica. Testa e spalle - un modello di inversione molto affidabile, che vede il formarsi di tre massimi in sequenza, in cui il primo (spalla sinistra) caratterizzato da un forte volume, il secondo pi alto (testa) ma con un volume minore rispetto al precedente ed il terzo (spalla destra) non riesce a raggiungere il precedente massimo ed i volumi sono contenuti. Tra le basi dei tre massimi possibile tracciare una linea (non necessariamente orizzontale) chiamata neck line. Il modello si completa quando, con volumi in forte crescita, il prezzo scende sotto la neck line. In questo caso l'obiettivo di prezzo (minimo) rappresentato dalla distanza tra il massimo della testa e la neck line. Si parla di testa e spalle rovesciato quando il modello si riferisce a un'equivalente serie di minimi con le caratteristiche speculari rialziste. Raramente il modello testa e spalle ha funzioni di consolidamento. Da segnalare inoltre che un insuccesso del modello pu causare repentine reazioni in senso contrario, anche se pu sottintendere una debolezza di fondo della struttura del mercato.

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Doppi massimi e doppi minimi la formazione di due o pi massimi (minimi) pressoch allo stesso livello rappresenta un altro modello di inversione. Caratteristica di questo modello che il secondo massimo (minimo) generalmente caratterizzato da volumi pi ridotti rispetto al primo.

Triangoli in espansione - altro modello di inversione il triangolo in espansione, caratterizzato da una sequenza di massimi e minimi relativi sempre pi distanti tra loro, che possono essere congiunti tra loro da linee divergenti. La formazione in espansione pu avere una delle due linee orizzontali; nel caso che sia appiattita la parte superiore siamo di fronte ad un modello di accumulazione; viceversa, quando ad essere appiattita la parte inferiore si ha un modello di distribuzione. In queste formazioni il volume contenuto e calante finch non sfonda una linea del modello con volumi in forte crescita.

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Triangoli meno attendibili e pi difficili da individuare dei modelli precedenti, si caratterizzano per una sequenza di massimi e minimi relativi sempre pi vicini tra loro, che possono essere congiunti da linee convergenti. Possono essere simmetrici, ossia con massimi calanti e minimi crescenti (non danno indicazione sul trend futuro), oppure rettangoli (in questo caso ci si pu attendere uno sforamento verso l'alto se appiattita la parte superiore e viceversa uno sforamento verso il basso se la parte appiattita quella inferiore).

Modelli di prezzo di continuazione

Bandiere periodo non superiore a quattro settimane caratterizzato da volumi in calo, in cui l'andamento dei prezzi (massimi e minimi) sembra ricordare una bandiera. Tale modello, che generalmente assume una leggera pendenza contraria al trend primario, rappresenta un'interruzione del trend principale che, una volta completato il modello, riprende nella sua direzione.

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Pennelli o triangoli come sopra con la differenza che la sequenza di massimi e minimi tende a convergere.

Cunei (wedge) simili ai triangoli, nel caso dei cunei possono essere tracciate due linee convergenti unendo la serie dei massimi e dei minimi entrambe rivolte verso l'alto (interruzione di trend ribassista) o verso il basso (interruzione di trend rialzista).

Minimi e massimi arrotondati modelli in cui il prezzo raggiunge il minimo (massimo) molto gradualmente disegnando un arco. Caratteristica di questo modello il calo dei volumi a cui si assiste vicino al minimo (massimo) anch'esso molto graduale e simile ad un arco. Questo modello pu essere sia di continuazione che di inversione.

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Altri modelli di prezzo

Giorni chiave di inversione (key reversal) giorni in cui a una prima fase di contrattazioni caratterizzata da una forte continuazione del trend primario segue una netta inversione di tendenza con chiusura contraria al trend primario. Tale giorno caratterizzato da un'esplosione dei volumi scambiati. Essendo un modello di prezzo relativo ad un giorno esso un modello di breve termine, ma siccome tale modello si forma dopo prolungate tendenze di crescita o di declino pu essere interpretato come un segnale di inversione.

Gap i gap sono salti tra livelli di prezzo differenti. L'evidenza dimostra che il mercato, prima o poi, tende a colmare questi gap, di conseguenza possono essere ricordati per successivi movimenti nei prezzi. L'impossibilit nel determinare il tempo entro cui il gap sar colmato (se sar colmato) di fatto rende poco attendibili tali segnali. I gap possono essere di rottura, di continuazione o di esaurimento.

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Inversioni a isola (island reversal) serie di alcune giornate di contrattazioni in cui i livelli dei prezzi appaiono separati da un gap di esaurimento e da un gap di rottura. Forniscono le stesse indicazioni dei key reversal.

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Linee di tendenza Osservando un qualunque grafico relativo ad un prezzo facile individuare una tendenza, tuttavia pu essere utile tracciare delle trend line. Tali linee devono congiungere i minimi relativi, se ci troviamo di fronte ad un trend crescente, oppure i massimi nel caso di trend decrescenti. La validit di una trend line dipende dalla lunghezza, da numero delle volte in cui ha retto ai movimenti dei prezzi, dall'inclinazione (maggiore la pendenza minore il significato). Quando un prezzo infrange una trend line generalmente si assiste ad un'accelerazione del movimento e a un incremento dei volumi; tuttavia non sempre si tratta di un'inversione del trend, infatti spesso il trend continua ma con un grado di inclinazione diverso (correzione a ventaglio). Occorre fare attenzione inoltre ai falsi segnali inserendo dei filtri (ad esempio 3%) prima di considerare una trend line infranta. Da segnalare infine che dopo lo sforamento di una linea di tendenza pu avvenire anche un movimento di pull back ossia un ritorno dei prezzi vicino alla trend line per poi riprendere la correzione.

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Medie mobili I prezzi in genere sono molto volatili, perci pu essere utile tracciare delle medie mobili (generalmente sulla base dei prezzi di chiusura, anche se a volte vengono utilizzati i minimi/massimi) allo scopo di attenuarne la volatilit e i falsi segnali che ne possono scaturire. I segnali che si possono ricavare sono dati dalla variazione dell'inclinazione della media mobile, che indica il trend in corso, e dall'intersezione (attraversamento) del prezzo con la media mobile, che indica un'inversione di tendenza. L'intersezione tra due differenti medie mobili invece non costituisce un segnale. L'ampiezza temporale deve essere scelta in funzione del trend che si vuole osservare (primario, intermedio o breve) . Possono essere inoltre utilizzati degli accorgimenti per migliorare le prestazioni ed evitare falsi segnali: applicare dei filtri (commisurati all'ampiezza temporale) ad esempio del 3%; applicare dei filtri temporali ad esempio il prezzo deve sforare per almeno due periodi; applicare contemporaneamente i due filtri precedenti; centrare la media mobile se si vogliono ottenere dei risultati pi tempestivi; spostare in avanti la media mobile se si vogliono ritardare i segnali; utilizzare due o pi medie mobili di differente ampiezza temporale per avere una visione multi-periodale. Generalmente le medie mobili utilizzate sono aritmetiche, tuttavia possibile utilizzare anche medie mobili ponderate e medie mobili esponenziali, che attribuiscono un peso maggiore ai dati pi recenti, permettendo una maggiore tempestivit nei segnali. E' possibile inoltre disegnare delle buste cio delle linee simmetriche sopra e sotto le medie mobili allo scopo di individuare un'area del trend. Un particolare tipo di busta costituito dalle bande di Bollinger che si caratterizzano per tracciare tali linee in modo non simmetrico ma in termini percentuali correlati alla deviazione standard. In questo sviluppo delle buste in particolare si nota che: 1. La tendenza in prosecuzione se il prezzo si porta all'esterno della banda quando essa non risulta troppo inclinata; 2. Un movimento che inizia all'interno di una banda conduce in genere nell'altra; 3. Le bande si avvicinano alla media mobile quando la volatilit dei prezzi si riduce. Tale circostanza generalmente seguita da un brusco movimento del prezzo; 4. I rialzi e i ribassi che conducono temporaneamente il prezzo al di fuori delle bande rappresentano spesso un movimento di esaurimento associato ad un'inversione della tendenza. In conclucione le medie mobili sono un utile strumento di analisi tecnica, la cui attendibilit elevata soprattutto per lo studio dei trend primari e discreta per i trend intermedi. La maggiore difficolt riscontrabile nell'uso di tale indicatore risiede nella scelta dell'ampiezza temporale giusta, in quanto non esiste una lunghezza perfetta. Sebbene abbiano lo svantaggio di mostrare i segnali con un certo ritardo e si creino numerosi falsi segnali nelle fasi laterali (N.B. Le perdite subite dai falsi segnali nelle fasi laterali sono generalmente minori dei guadagni che seguono nella successiva fase di crescita/declino in cui il segnale della media mobile funziona), hanno permesso di raggiungere buoni risultati. E' infine da ricordare che essenziale usarle insieme ad altri indicatori tecnici.
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Indicatori di momento del prezzo Gli indicatori esaminati finora sono in grado di individuare un'inversione di tendenza soltanto dopo il suo verificarsi. Gli indicatori di momento (momentum) forniscono informazioni sulla forza/debolezza latente di un trend permettendo di individuare con buon anticipo svolte del mercato. Questi indicatori vengono infatti costruiti sul tasso di crescita di un prezzo (indicatori di momento del prezzo) o delle condizioni tecniche di un mercato (indicatori di ampiezza). Gli indicatori di momento del prezzo possono essere costruiti su qualsiasi serie storica di prezzi, scegliendo l'ampiezza temporale dei dati in base al trend che vogliamo analizzare (primario, intermedio o di breve termine). E' importante usarli insieme ad altri indicatori quali trend line, medie mobili e modelli di prezzo, al fine di non incorrere in gravi errori; mentre non opportuno usare troppi indicatori di momento assieme per evitare una certa confusione nei segnali. Infine da ricordare che, affinch gli indicatori di momento diano dei segnali affidabili, si presuppone che l'andamento del prezzo sia ciclico, ossia si esprima mediante una successione di rialzi e ribassi: nei rari casi di movimenti dei prezzi omogenei ed uniformi al rialzo o al ribasso, le indicazioni fornite dagli indicatori di momento sono del tutto inaffidabili.

ROC (rate of change) E' il pi semplice indicatore di momento, che misura il tasso di crescita percentuale di un prezzo rispetto ad un prezzo precedente (esempio di calcolo: prezzo ad oggi 102 prezzo di 10 giorni fa 95 ROC su 10 giorni: (102/95*100)= 107,37). Questo indicatore tende ad oscillare attorno ad una linea centrale (livello di equilibrio), indicando crescita/declino del prezzo quando il livello di momento sopra/sotto la linea di equilibrio. L'utilit di questo strumento sta nell'individuare la forza di un trend: quando il prezzo raggiunge nuovi massimi/minimi ma il livello di momento decresce/aumenta (divergenze negative/positive), oppure quando il livello di momento raggiunge picchi elevati (ipercomprato) o bassi (ipervenduto), ci si pu aspettare a breve un'inversione di tendenza del prezzo. Una simile indicazione deve necessariamente essere valutata assieme ad altre considerazioni frutto dell'osservazione del mercato e di altri indicatori tecnici. Infatti in un forte mercato toro/orso il livello di ipercomprato/ipervenduto pu restare elevato per un lungo periodo rendendo le indicazioni del ROC errate: esse sono solitamente affidabili in fasi di mercato mature. Per analizzare l'andamento del momento pu essere utile applicare ai grafici medie mobili, trend line e osservare il formarsi di modelli di prezzo come per l'analisi del prezzo stesso. Un limite del ROC che non vi sono valori massimi o minimi definiti per cui per individuare le soglie di ipercomprato/ipervenduto occorre osservare le serie storiche dei dati che si vogliono analizzare.

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RSI (relative strength index) misura la forza interna di un titolo o di un mercato rispetto a se stesso. Il RSI costruito con l'intento di evitare movimenti erronei e di ricercare i livelli di ipercomprato/ipervenduto. La formula del RSI infatti riduce l'influenza di un singolo aumento/decremento sull'indicatore di momento e pu assumere valori compresi tra 0 e 100, permettendo di fissare dei livelli di ipercomprato (70) e di ipervenduto (30). Come il ROC, il RSI non fornisce indicazioni utili per la maggior parte del tempo, ma pu lanciare dei segnali quando si trova a livello di ipervenduto/ipercomprato, oppure pu essere analizzato come qualsiasi altro indicatore tramite trend line, medie mobili ecc. allo scopo di individuare tendenze e divergenze con il prezzo del sottostante. Va ricordato che i segnali devono sempre trovare conferma in altri indicatori tecnici.

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Pista ciclica (trend deviation) Questo indicatore viene calcolato prezzo di un titolo per una propria media mobile; esprime quindi la declino del prezzo, depurato della propria tendenza. In pratica la prezzo dalla sua media mobile e non altro che la rappresentazione busta, con le stesse considerazioni da fare per la sua interpretazione.

dividendo il crescita o il distanza del lineare della

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MACD (moving average convergence divergence) E' ottenuto calcolando il rapporto fra due medie mobili esponenziali aventi differente ampiezza temporale; questo tipo di medie offre un maggior risalto ai dati pi recenti. Deve il suo nome al fatto che la MME pi corta continuamente converge e diverge verso quella pi lunga. Alcuni analisti interpretano i segnali di acquisto/vendita facendo riferimento alle intersezioni della MME pi corta (differential line) con quella pi lunga (linea di equilibrio). Altri utilizzano un'ulteriore MME chiamata signal line costituita dalla media media esponenziale della differential line.

Stocastico Partendo dal presupposto che in fasi di crescita i valori di chiusura siano in prossimit dei massimi e viceversa in fasi di declino i valori di chiusura siano vicini ai minimi, questo indicatore, utilizzando come dati i valori minimi, massimi e di chiusura del prezzo, cerca di individuare un'inversione di tendenza. Pu assumere valori compresi tra 0 e 100 e l'interpretazione simile a quella degli altri indicatori di momento. KST non altro che una combinazione di 3 o 4 medie mobili di ROC con differente ampiezza temporale allo scopo di avere una visione di insieme della tendenza di un prezzo. Pu essere rappresentato come pi grafici sovrapposti oppure pu essere ottenuto un indicatore sintetico ponderando le medie mobili dei ROC attribuendo un peso proporzionale all'estensione temporale.

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FINANZA COMPORTAMENTALE
La finanza comportamentale rappresenta un recente sviluppo degli studi di analisi finanziaria. Questo filone di ricerca parte dal presupposto che l'analisi dei mercati finanziari attraverso metodi tradizionali (ortodossi e razionalisti) non funzioni o per lo meno non riesca a spiegare molte situazioni che si verificano spesso nei mercati finanziari. Questo perch l'investitore 'normale' spesso non opera in modo razionale, influenzato da fattori emotivi e percettivi. Gli studi di finanza comportamentale sono ancora in una fase 'acerba' per cui, sebbene alcune ricerche cerchino di analizzare i comportamenti dell'investitore allo scopo di individuare i trend di mercato, sono utili soprattutto ad individuare i vari errori comportamentali che tutto noi possiamo commettere (e commettiamo) al fine di evitarli. Gli errori comportamentali sono pi frequenti di quanto si possa pensare e spesso sfuggono alla nostra coscienza in quanto crediamo di operare razionalmente. Eccone alcuni esempi che ho commesso personalmente e che consiglio di evitare: Esempio 1. Ho acquistato un titolo sulla base dell'analisi tecnica. L'andamento della quotazione ha per deluso le mie aspettative scendendo dopo poco sotto il prezzo di acquisto. Il quadro tecnico del titolo era cambiato, io avevo interpretato male la precedente analisi tecnica e adesso i grafici 'consigliavano' di vendere. Io non ho venduto perch non volevo subire nessuna perdita (seppure lieve) e soprattutto temevo che, una volta che avessi venduto il titolo, il suo prezzo sarebbe potuto risalire 'prendendosi beffa di me'. In questo caso il mio errore non stata l'errata interpretazione dell'analisi tecnica, ma l'atteggiamento psicologico che non mi ha permesso di vendere il titolo correggendo l'errore di valutazione, che l'analisi tecnica pu causare soprattutto quando la si utilizza per operazioni di trading. Esempio 2. Ho continuato a mantenere in portafoglio il titolo menzionato nel precedente esempio confidando in un suo recupero, invece le quotazioni sono scese per molti mesi. Alla fine, frustrato dal continuo andamento negativo, ho venduto ad un prezzo molto pi basso del prezzo di acquisto. Se avessi aspettato alcuni mesi dopo avrei recuperato una parte delle perdite. In questo caso il mio errore stato causato sempre da motivi psicologici: mentre quando la perdita era limitata non avevo venduto perch confidavo in un recupero (possibile), quando stato chiaro che non avrei mai fatto 'pari' di nuovo ho venduto ormai deluso. In realt le statistiche dimostrano che quando un valore si allontana molto dalla media e per molto tempo, le probabilit che il valore torni verso la media aumentano. Esempio 3. Ho acquistato un titolo sulla base dell'analisi tecnica. Il titolo salito confermando le mie aspettative. Dopo poco, nonostante il quadro tecnico fosse sempre positivo, ho venduto per 'monetizzare' i guadagni. Per poche ore sembrato che avessi ragione (le quotazioni erano leggermente calate) poi il titolo tornato a
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salire per molto tempo. Il mio desiderio di 'monetizzare' i guadagni irrazionale: se scegliamo (anche) l'analisi tecnica come guida per gli investimenti dobbiamo seguire le indicazioni che se ne possono trarre in modo costante e coerente con la propria strategia, senza avere paura di perdere i guadagni raggiunti (sebbene virtuali). Esempio 4. Nel settembre 2000, dopo un periodo di forte volatilit delle borse in cui ero stato bravo (fortunato) a stare quasi del tutto fuori dai listini, sono tornato ad investire in borsa essenzialmente sulla base di queste due considerazioni: l'analisi tecnica, pur non convincendomi del tutto, dava dei segnali di stabilizzazione; il 2000 era un anno di elezioni presidenziali americane e stando alle statistiche non era mai successo che durante uno di questi anni le borse USA avessero perduto. In realt gli ultimi quattro mesi del 2000 sono stati tra i peggiori che ricordi e cos ho subito grosse perdite. In questo caso il mio errore stato quello di dare eccessiva importanza a un dato statistico, che tanto importante non era. Preciso che avevo rilevato tale dato da un noto giornale finanziario, che in articoli successivi torn sulla notizia, specificando che 'per la prima volta negli ultimi 30 anni gli indici USA avevano perduto durante un anno di elezioni presidenziali'. Cito questo per sottolineare che anche le notizie vanno 'prese con le molle', a volte possono essere fuorvianti se non del tutto inconsistenti. Potrei continuare per pagine e pagine ad elencare errori che ho commesso, ma non lo far per non annoiarvi e per mostravi un altro comportamento irrazionale tipico dei cosiddetti trader: parlare dei guadagni ma non delle perdite, distinguendo le perdite (viste come come incidenti di percorso che saranno facilmente evitati in futuro) dai guadagni (frutto di analisi scientifiche o di previsioni degne di un mago). Le pagine che seguono schematizzano gli studi pi recenti di finanza comportamentale. Vi suggerisco di leggerle con calma, riflettendo su ogni errore o comportamento euristico citato, magari cercando di individuarli anche nella vostra esperienza di risparmiatori allo scopo di non commetterli pi.

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COMPORTAMENTI EURISTICI ED ERRORI COGNITIVI


Disponibilit Familiarit (facile da ricordare) Gli individui giudicano gli eventi che sono facilmente ritrovabili nella memoria, poich vividi e recenti, pi numerosi di quelli di pari frequenza ma di pi difficile rintracciabilit nella memoria La struttura della memoria influenza il processo di ricerca e pu determinare errori nella stima delle frequenze La presenza di due eventi congiunti pu essere sovrastimata, quando l'agente ricorda facilmente possibili associazioni Gli individui tendono ad ignorare i tassi base nello stimare la probabilit degli eventi quando sono fornite altre informazioni descrittive ma irrilevanti

Recuperabilit

Associazioni presunte

Rappresentativit

Insensibilit ai tassi base

Insensibilit alla grandezza del campione Gli individui frequentemente (gambler fallacy e legge dei piccoli numeri) falliscono nell'apprezzare il ruolo della grandezza del campione nello stimare l'attendibilit dell'informazione fornita dal campione stesso Regressione verso la media Gli individui tendono a ignorare il fatto che gli eventi estremi regrediscano verso la media Gli individui erroneamente credono che le unioni (due eventi che si verificano contemporaneamente) siano pi probabili degli insiemi pi ampi di eventi di cui la congiunzione un sottoinsieme

Errore dell'unione (conjunction fallacy)

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Ipersicurezza (overconfidence)

Gli individui tendono ad essere eccessivamente ottimisti circa l'infallibilit dei loro giudizi e fissano degli intervalli di confidenza troppo stretti Gli individui risultano eccessivamente legati al valore iniziale che aggiustano in modo insufficiente all'arrivo di nuova informazione Gli individui sovrastimano la probabilit di eventi congiunti e sottostimano la probabilit di eventi disgiunti Gli individui tendono ad essre eccessivamente ottimisti circa l'infallibilit dei loro giudizi e fissano degli intervalli di confidenza troppo stretti

Anchoring

Conservatorismo

Errori di unione e disgiunzione

Ipersicurezza (overconfidence)

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PROSPECT THEORY
Se il filone di studi relativo ai modelli decisionali euristici aiuta a comprendere il modo in cui gli agenti inferiscono e stabiliscono probabilit su basi soggettive, la prospect theory assume le probabilit e i risultati come dati oggettivi, ed esamina la reazione degli operatori davanti ad essi. Le principali violazioni all'utilit attesa illustrate nella prospect theory sono: l'effetto certezza, ossia la preferenza per un guadagno certo rispetto a un guadagno probabilmente maggiore ma aleatorio; l'effetto riflesso, ossia la preferenza per una perdita probabilmente maggiore ma aleatoria rispetto ad una perdita certa; l'effetto isolamento, ossia la tendenza a trascurare gli elementi comuni tra pi opzioni e a concentrare l'attenzione e la successiva decisione unicamente sugli aspetti differenziali Uno dei principali assunti della prospect theory la frame dependency ossia il fatto che gli agenti valutano i prospects attraverso due livelli: una fase di editing in cui diventa cruciale il modo in cui vengono posti i problemi (il frame) e una successiva fase di valutazione. In genere a parit di risultato assoluto la sofferenza generata dalle perdite pi elevata del godimento determinato dai guadagni. La funzione di utilit di un agente economico quindi: a) dipende dalla variazione e non dal livello della ricchezza; b) esprime avversione al rischio nelle aree caratterizzate da potenziali guadagni, ma propensione al rischio quando i risultati possibili possono essere negativi; c) si caratterizza per un atteggiamento di avversione alle perdite. Un altro effetto simile ai precedenti l'effetto rammarico: gli agenti sono tendenzialmente avversi al rammarico (e non al rischio), cio effettuano scelte che possano minimizzare la sensazione di rammarico. Ad influenzare gli agenti economici contribuiscono inoltre i risultati ottenuti in precedenza (ottica multiperiodale) e si viene spesso a creare un effetto quasiedonistico, ossia massimizzazione dei risultati piacevoli senza la capacit di rifrasare attivamente tutti i problemi (effetto concretezza), che nella fase di editing di regola comporta: a) separazione dei guadagni; b) separazione dei piccoli guadagni dalle perdite ingenti; c) integrazione (cancellazione) di piccole perdite con guadagni considerevoli. Si nota inoltre la tendenza di aumentare la propensione al rischio da parte di chi ha conseguito in precedenza guadagni (effetto house money), mentre l'agente che ha subito perdite tende a un atteggiamento di avversione al rischio. Quest'ultimo atteggiamento pu essere modificato dall'effetto break-even, ossia la resistenza a vendere titoli in perdita finch non saranno tornati al livello di pareggio (le osservazioni su questo effetto hanno mostrato che spesso l'operatore non vende i propri titoli finch il break-even appare raggiungibile tenendoli in portafoglio troppo
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a lungo; quando la perdita appare irrecuperabile l'effetto break-even si affievolisce e l'agente pu essere disposto a vendere). Altri comportamenti euristici sono: il disposition effect, ossia la tendenza a realizzare troppo presto i guadagni e a procastinare la vendita di titoli in perdita amplificando l'entit della stessa; il dollar cost averaging, ossia la tendenza a mediare il prezzo di carico per percepire una condizione pi favorevole (connesso a questo euristico il fenomeno dei piani di accumulo, che toglie all'operatore avverso all'ambiguit la responsabilit della scelta e il peso del self-control).

Le principali regolarit nei mercati finanziari


Regolarit cross-section
Effetto dimensione L'evidenza empirica mostra una relazione inversa tra dimensione e rendimento di una societ (nel mercato americano tale evidenza si affievolita nel corso degli ultimi 15 anni) Numerosi studi nel mercato americano evidenziano una relazione negativa tra rapporti p/u e p/mp. Nel contesto internazionale gli effetti sono meno evidenti ma diventano pi consistenti sostituendo al p/u il rapporto p/cf

Effetto prezzo/utile Effetto prezzo/valore di libro

Regolarit stagionali e event-based


Effetto week-end Nei mercati Usa e in molti altri il primo giorno lavorativo della settimana ha significative sottoperformances L'evidenza empirica dimostra che durante il mese di gennaio si verificano performances positivi e sopra la media (tale regolarit si affievolita negli ultimi 15 anni) L'evidenza empirica mostra performances di medio-lungo termine significativamente inferiori ai peers per i titoli interessati dalle diverse operazioni citate L'evidenza empirica mostra performances di medio-lungo termine significativamente superiori ai peers per i titoli interessati dalle diverse operazioni citate

Effetto gennaio

Effetto evento: IPO, SEO, Listing, Fusione

Effetto evento: Spin-off, Stock split, Buy back

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Effetto week-end

Nei mercati Usa e in molti altri il primo giorno lavorativo della settimana ha significative sottoperformances I titoli delle societ reagiscono nel medio lungo termine alla politica dei dividendi sovraperformando quando le societ iniziano a pagare i dividendi e sottoperformando quando omettono di farlo

Effetto evento: Dividendo

Autocorrelazione di breve termine


Momentum di breve termine L'evidenza empirica mostra una auto-correlazione positiva dei rendimenti sul breve termine (6-12 mesi), ma una auto-correlazione negativa su archi temporali pi brevi

Autocorrelazione di medio-lungo termine


Inversione di tendenza I titoli con le peggiori performances storiche ottengono i migliori risultati a scapito dei titoli che presentano una storia brillante

Volatilit dei prezzi


Volatilit senza informazioni L'evidenza mostra una volatilit dei prezzi non giustificata da nuova informazione e movimenti non giustificati da informazione fondamentale

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I modelli comportamentali L'assunto di questo filone di studi il rifiuto della teoria dell'efficienza dei mercati e l'implicazione che gli agenti economici operino in condizioni di razionalit limitata, spinti da numerosi comportamenti euristici, errori cognitivi e tendenza al herding (emulazione) e che il ruolo degli arbitraggisti non sia sufficiente a correggere tali anomalie. Modello di Daniel, Hirshleifer, Subrahmanyam (DHS) Questo modello analizza principalmente due inefficienze: l'iper-sicurezza e l'auto-attribuzione. Questi due comportamenti causano un'eccessiva fiducia nei propri mezzi valutativi e previsionali e danno maggiore peso alle informazioni private rispetto a quelle pubbliche; inoltre gli agenti tendono ad attribuire alla loro abilit i segnali che confermano le loro previsioni mentre incolpano gli altri dei risultati negativi. I prezzi tendono pertanto a reagire in maniera forte alle informazioni private, mentre reagiscono in modo contenuto (o non reagiscono) alle successive informazioni pubbliche. Questa situazione porterebbe a una sovra reazione dei prezzi nel breve termine e ad una sotto reazione nel medio/lungo termine che tende a correggere gli eccessivi movimenti del breve termine. DHS osservano inoltre che l'ipersicurezza un fattore endogeno, che varia da soggetto a soggetto, in base all'et, all'inesperienza, ecc. e contribuisce in maniera determinante all'eccessiva volatilit dei prezzi. Modello di Barberis, Shleifer, Vishny (BSV) Questo modello incentra l'attenzione principalmente sulla rappreentativit e il conservatorismo. Rispetto al modello precedente le conclusioni di BSV sono contrarie: i prezzi sovra reagiscono alle notizie nel medio/lungo termine, in quanto gli agenti inferiscono in modo improprio (rappresentativit) sulla base della legge dei piccoli numeri e confondendo peso e forza delle informazioni, mentre nel breve termine i prezzi sotto reagiscono, in quanto l'agente tende a sottovalutare nuove informazioni che contrastino con l'ipotesi di partenza (conservatorismo). Questo spiegherebbe perch gli operatori reagiscano in modo contenuto alle informazioni infra-annuali sugli utili, mentre sovra reagiscano davanti ad osservazioni consistenti nel tempo. BSV, in riferimento agli utili attesi, individuano due modelli: nel primo i prezzi seguono un percorso mean reverting, ossia oscillano attorno ad un valore medio; nel secondo i prezzi seguono un trend crescente/decrescente. Se l'operatore ritiene di trovarsi nel modello 1, pensa che ad una notizia positiva ne segua una negativa e viceversa, pertanto gli dar poco valore. Se l'operatore ritiene di trovarsi nel modello 2, dar invece molta importanza alla notizia ipotizzando ripercussioni eccessive sugli utili futuri.

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Modello di Hong, Stein (HS) A differenza Dei modelli di DHS e BSV, HS ipotizzano la presenza di pi gruppi di agenti economici che agiscono in modo differente: i newswatcher generano previsioni sull'andamento futuro dei prezzi sulla base di informazioni/segnali privati e limitati; i momentum trader generano previsioni sull'andamento futuro dei prezzi sulla base della dinamica dei prezzi passati. Il mercato tende ad avere quindi il seguente percorso: i newswatcher, a cui si presume giungano le informazioni lentamente e gradualmente, spingono inizialmente i prezzi verso il livello di equilibrio; quando ancora tale livello non stato raggiunto entrano sul mercato i momentum trader, che sulla base del recente andamento dei titoli, spingono nuovamente i prezzi fino al prezzo di equilibrio ed oltre. Gli ultimi ad entrare nel mercato probabilmente subiranno una perdita, in quanto il prezzo del titolo avr superato il livello di equilibrio.

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