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SABATO 10 MARZO 2012 GAZZETTA

Primo piano

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Sintesi di passato e futuro senza precedenti in Italia


Andrea Morgante ha portato a termine il progetto iniziato da Jan Kaplichy: Restauro filologico per la casa e soluzioni prestate dalla nautica per il cofano
La parte complicata - spiega il progettista Andrea Morgante sempre quella di fare convivere strutture architettoniche datate, come la casa natale, con edifici di nuova progettazione. una sfida, ma tutto nato in simbiosi. Difficile dare torto allautore, milanese ma con parenti emiliani, che su disegno originale di Jan Kaplichy ha completato il cofano giallo. Morgante nato nel 1972 e dopo la laurea in architettura si trasferisce a Londra nel 1997; nel 2001 entra nello studio di Future Systems di Kaplichy del quale diviene direttore associato nel 2006. Nel 2009, scomparso il grande progettista ceco, Morgante nella capitale inglese fonda Shiro Studio che prende a occuparsi della prestigiosa commessa di via Paolo Ferrari. Oggi Morgante collabora con aziende come Alessi e Poltrona Frau, ma certo il cofano la sua opera al momento pi prestigiosa. Ero al lavoro qui con Kaplichy - racconta Morgante - sin dal 2oo4, ai tempi del concorso e delle prime perlustrazioni dellarea. Nel 2009, con la scomparsa del progettista e daccordo con i committenti sono subentrato e quindi questo uno dei pochissimi casi di progetto firmato in sostanza a due mani. In un caso di questo tipo subentrano molti aspetti etici del lavoro e non nascondo che per qualche mese si corse anche il rischio ci fosse un rallentamento o uno stop. Per fortuna tutto si risolto per il meglio e lopera a due firme oggi presentata sulle pi note riviste di architettura del mondo. Deve divenire il biglietto da visita moderno della nostra citt a fianco ovviamente della Ghirlandina. Quali sono le caratteristiche della struttura? La vetrata, da cui si vede anche la casa natale in una apertura che idealmente rappresenta una mano nellatto di accogliere, sostenuta da cavi metallici ed forse lunico esempio in Italia di questo tipo almeno nel settore museale. Arriva dallesperienza del settore nautico ed quasi un prototipo. Lo stesso si pu dire della copertura gialla per la quale abbiamo preso spunto sempre

Otto le proposte sulla linea di partenza Poi, a fine 2004, la nomina del vincitore
Il progetto originale del cofano giallo assegnato al progettista nato a Praga Jan Kaplicky (nella foto), scomparso prematuramente nel 2009, che vinse nellestate del 2004 un concorso di progettazione a inviti. Parteciparono oltre allo studio londinese Future Systems altri sette concorrenti tra cui i noti Aldo Cibic, Mario Cucinella, Cino Zucchi, Massimo Iosa Ghini, Francois Confino. A fine 2004 venne decretato come vincitore Kaplicky, coadiuvato da Morgante, ed probabile che i giurati abbiano faticato non poco a discernere tra numerosi progetti darchitettura davanguardia. Il progettista ceco, trasferito e Londra nel 1968 quando lUnione Sovietica invase la Cecoslovacchia, prima di aprire lo studio autonomo lavor con molti importanti architetti. Collabor con Renzo Piano e Richard Rogers con loro partecip alla realizzazione del notissimo Centre Pompidou di Parigi e nel 1979 diede vita a Future Systems a cui si un dieci anni dopo come partner Amanda Levete. Tra gli altri suoi progetti noti vanno citati almeno il Media center del Lords Crocket Ground di Londra e il Selfridges Building a Birmingham oltre alla non realizzata Biblioteca nazionale di Praga. Alla cerimonia di inaugurazione di questa mattina a mezzogiorno parteciperanno la vedova di Jan Kaplicky, Eliska e il sindaco di Praga, Bohuslav Svoboda.

Un particolare della struttura. Nel riquadro: Andrea Morgante

dal mondo della nautica, in questo caso visitando un cantiere nautico di propriet austriaca. Tra laltro le copiose nevicate di febbraio sono state utili perch sono servite a testare la nostra galleria. Non avevamo ancora completato parte delle gronde e in tre punti si sono staccate con lo scivolamento della neve lungo le pareti ripide della copertura. Ma abbiamo poi completato il lavoro in

un giorno. La campata a tutto sesto del salone espositivo bianco invece realizzata attraverso una sequenza ininterrotta di piani inclinati su cui sono montate sino a 21 piattaforme amovibili per ospitare le auto. Lilluminazione quasi per intero naturale grazie alla vetrata e a dieci prese daria nella membrana semitrasparente del soffitto. Avete poi recuperato anche

la casa natale dove il Drake venne alla luce nel 1898. Un altro progetto non semplice perch abbiamo restaurato filologicamente tutto quanto potevamo della fabbrica del pap di Ferrari a cui si aggiunse poi labitazione. Le iniziali Alfredo Ferrari sul portone dingresso sono rifatte perch erano state rubate, mentre originale la scala in ferro battuto citata in varie occasioni dal

fondatore. Siamo stati attentissimi a rispettare lorigine della struttura: i coppi del tetto, il legno e i mattoni delle pareti pur restaurati sono quelli originari, mentre al centro abbiamo la struttura a vele che contiene video sulla vita di Ferrari alternati a oggetti e documenti. Sotto altoparlanti unidirezionali esponiamo occhiali e altri materiali come le famose penne dall'inchiostro viola. (s.l.)

Una grande avventura appena cominciata


La direttrice Adriana Zini: tutto lo staff si subito identificato in un luogo che celebra un genio
Emozione, giovani generazioni e tanta riconoscenza a chi ha costruito fisicamente il Mef, dai muratori agli elettricisti ai tecnici. Sono questi i primi pensieri di Adriana Zini, segretario generale della Fondazione e direttrice del museo. stata una grande avventura - dice - e insieme una grande sfida che ovviamente non finita, ma inizia. Siamo partiti con pochi mezzi e poche persone, ma tutti quanti si sono subito identificati con questo luogo che ora celebra un genio italiano. Il clima stato sempre molto positivo e oggi abbiamo il partner commerciale Mediagroup che operer con opportunit imprenditoriale. Lei in questi giorni ha accompagnato varie persone del museo. Certo e tutti sono stupiti da quel capolavoro architettonico e ingegneristico che il cofano. Siamo fieri, come modenesi e italiani, perch onoriamo un grande genio italiano e avremo potuto farlo limitandoci al restauro della Casa natale. Ma lui sarebbe fiero del cofano giallo perch guardava avanti e diceva che la macchina pi bella sempre la prossima. Che tipo di pubblico vi attendete? A parte gli appassionati e il pubblico tipico delle auto, i giovani - cui va ricordato che la vita non sempre rosa e fiori - sono una fascia di et importantissima perch le auto del passato non sono una passione dellultima generazione. Dunque non sarebbe stato sufficiente esporre le macchine in uno spazio pure bello. Le abbiamo invece allestite in modo tale da risultare galleggianti nello spazio e quando tanti mi parlano di emozione credo si riferiscano anche a questi aspetti. Nel cofano non si celebra solo la vita del Drake, ma lautomobilismo modenese. Raccontiamo anzitutto la storia dellauto con una mostra, curata da Aldolfo e Raffaele Gazzi, intitolata Storia e gloria dell'automobilismo modenese. Esponiamo 500 tra og-

Lallestimento dellofficina Alfredo Ferrari. Nel riquadro: Adriana Zini

getti e documenti da cui si comprende che il primo automobilista modenese, nel 1895 lingegner Emilio Castelfranco, oppure uno scritto di Gabriele DAnnunzio del 1926 dove dice che lautomobile femmina. Fino ad allora ero lo automobile. Ma parliamo di tutti i personaggi, dai costruttori ai tecnici che hanno fatto grande questo mondo. Nella casa natale c la vita di Ferrari. Enzo muore nel 1988, un anno prima della caduta del muro di Berlino che di fatto chiude il suo secolo, il 900. Attraverso testi e oggetti spieghiamo la sua passione indomita in rapporto al secolo. Abbiamo anche la stanza viola (Ferrari usava linchiostro viola perch da piccolo vide il padre usare la carta copiativa viola) e quella gialla con la storia del cavallino rampante di Baracca. Qui si parla di modernit e futuro. (s.l.)