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LETTERATURA CONTEMPORANEA

2 09/03/12 Anche Tolstoj parla di scrittura per immagini chiare e concrete. Cosa raccontare? Come ci si rapporta con la materia narrata? Fondamentalmente, Tolstoj voleva inizialmente raccontare di Napoleone; si pone il problema di quanti anni analizzare (gli eventi raccontabili sono molteplici). Egli si fissa sul 1812. Si scontra tuttavia con la solidit delle sue immagini. Il primo meccanismo che la Storia accade senza riflessione, in una relazione spontanea di causa effetto. La Storia vita in atto. La narrazione diventa riflessione su quella vita che accaduta, ma ha bisogno di un contenitore, di schemi entro cui sistemarla. C' bisogno di razionalizzazione degli eventi. La struttura di un romanzo storico deve pertanto essere particolarmente forte, per contrastare la realt dispersiva, disordinata. Pi l'autore ha in mente le vicende con chiarezza, pi forte sar la struttura. Secondo Tolstoj, la Storia grandiosa, profonda e multiforme; ritiene che lingua e metodi narrativi siano fragili, banali, troppo semplici per raccontarla adeguatamente, per poterla esprimere senza banalizzarla. Anche Manzoni si era posto la questione linguistica. Il terzo gradino la necessit/responsabilit di dover essere pi onesto degli altri narratori, probabilmente perch non inventa del tutto, ma solo parzialmente. Deve dire tutto, vuole dire tutto (perch sta interpretando), ma cosa pu fare? Finch si parla a ruota libera, una cosa, ma nel momento in cui si deve creare una struttura rigida, come si d compiutezza al tutto?

La stesura di Guerra e Pace impiega circa 6 anni (1863 1869). C'era inizialmente un romanzo originario, intitolato Milleottocentocinque (cfr. p. XIII fotocopie). Tolstoj inizia e interrompe numerosi progetti, quasi come se fosse lui, narratore, in balia della Storia, trasportato dalla materia storica stessa. Questo conferma che non lo scrittore che domina la materia bens, almeno nella fase iniziale, la materia che lo domina, che lo prende per mano e lo trascina dove dice lei. Iniziata una narrazione, sono i personaggi che accompagnano lo scrittore. Il presupposto di Tolstoj raccontare la realt; torna al 1825 per capire le motivazioni del suo protagonista; inoltre, uno scrittore storico deve entrare nella pienezza del suo personaggio, affinch abbia spessore e coerenza. Il personaggio deve essere psicologicamente, fisicamente, moralmente completo. Il narratore di storia un grande studioso di storia. E tuttavia, per capire il 1825, dovette tornare al 1812, quindi un ulteriore passo indietro, nell'anno della Campagna di Russia durante la quale Napoleone sconfitto e costretto alla ritirata. L'1812 sar proprio l'anno chiave del romanzo definitivo. Ma, tornato al 1812, si rende conto che il protagonista scompare, di fronte alla Russia del 1812: non pi importante perch dovrei raccontare la vita di un singolo, quando la Russia intera ha compiuto la grandiosa impresa di sconfiggere Napoleone? Non solo, Tolstoj vuole anche essere onesto, non voleva finire nell'imbarazzo di non descrivere i nostri insuccessi e la nostra vergogna. Infine, quindi, arriva al 1805. Gli anni finali saranno 1805, 1807, 1812, 1825, 1856. Lo scrittore di storia ha

onest intellettuale, anche in caso di intenzione glorificativa di un popolo. Lo scopo di riflettere sulle difficili condizioni presenti della Russia. Un'interpretazione successiva ritiene Guerra e Pace non un testo definitivo, bens tutta una stratificazione, un'evoluzione dalla sua prima genesi alla sua stesura finale. Cos come cambia il testo, cambia lo scrittore, le cui prospettive e opinioni mutano. Lo scrittore diventa un tutt'uno con la sua analisi della materia. Il caso pi evidente il protagonista Andrej Bolkonskij, creato inizialmente come tappabuchi narrativo, diventato in seguito di fatto il protagonista del romanzo. Lo stesso vale per Renzo de I Promessi Sposi, inizialmente chiamato Fermo. Manzoni ne cambi il nome una volta resosi conto della sua evoluzione nel corso del romanzo. L'idea positiva di tutto questo quella che l'autore cresca insieme al suo romanzo. Tolstoj ha un impianto aristocratico grandi battaglie, grandi personaggi... in realt, racconta come raccontavano gli scrittori del popolo, ossia attraverso psicologia e sociologia, attraverso lo sguardo rivolto alla realt quotidiana.

Il buio oltre la siepe La ragione domina la storia, la storia orientata al progresso. E' l'unico romanzo che sia in linea con il presupposto di Hegel. Viene scritto nel 1960, negli Stati Uniti, da Harper Lee. Sono gli anni di Martin Luther King e di John Fitzgerald Kennedy; gli anni del boom economico dopo il secondo dopoguerra. La Feltrinelli lo traduce e lo pubblica in Italia nel 1962, cambiando il titolo (il titolo originale To kill a mockingbird). Il tempo della storia sono 3-4 anni, che ruotano intorno al 1935 (1933 1935/36). La vicenda racconta i flashback dell'infanzia di Scout Finch, io narrante figlia del protagonista. Viene raccontato un fatto di microstoria nel profondo sud americano degli anni '30 (anni del proibizionismo), con protagonisti che solo in parte sono reali. L'ambientazione importante perch quella piccola vicenda degli anni '30, nell'interpretazione del romanzo, germoglier a livelli di macrostoria negli anni '60. E' come se in quella quotidianit lievitasse lo spirito degli USA del dopoguerra. In prospettiva, la stessa idea di Hegel: attraverso quei conflitti quotidiani, passa l'evoluzione dello spirito (in questo caso, lo spirito democratico degli Stati Uniti). A livello di trama, abbiamo due piani paralleli; il protagonista Atticus Finch, avvocato 50enne di questa piccola contea. E' vedovo, ha due figli, Scout e Jem; ci si trova in un'estate indefinita in cui ad Atticus stato affidata la difesa di Tom Robinson, un nero che abitava segregato all'interno di un paese di chiaro stampo razzismo (in un periodo ancora segnato dallo schiavismo). Robinson accusato di aver stuprato Mayella Ewell, la figlia di tale Ewell, un bianco, facente per parte di una delle famiglie pi malavitose della contea. Atticus crede al suo cliente, che dice anzi di essere stato circuito dalla ragazza stessa. Inizia il processo, e parallelamente a questa storia c' quella di Boo Radley, vicino di casa di questi Finch. E' sostanzialmente la figura del pazzo del paese, perch avrebbe fin da ragazzo dimostrato violenza e strane manie. Il trait-d'union di queste due vicende sono tre bambini: Scout, il fratello Jem, e Dill, un loro amichetto che passava le vacanze dalla zia, nella stessa contea.

Nel momento in cui la vicenda viene raccontata con gli occhi dei bambini, essa assume inevitabilmente un tono fiabesco. I bambini sono il contatto col mistero dell'esistenza. Boo Radley rappresenta il mistero, e i bambini ne sono attratti. Si parla della loro crescita, perch imparano a conoscere, superare e accettare la diversit. In fondo, Il buio oltre la siepe una storia sulla diversit. Boo Radley diverso, Tom Robinson, nero, diverso. Questo romanzo una riflessione sul superamento, da parte della cultura statunitense, dei concetti di diversit e segregazione. E' un occhio interpretativo di questo momento dell'evoluzione americana, di come la cultura statunitense abbia affrontato queste tematiche, nei confronti, nel caso del romanzo, del 'mostro' (Boo Radley), e del 'nero' (Tom Robinson). Quindi, chi l'usignolo del titolo originale? L'usignolo l'innocente. Atticus, il miglior tiratore di Maycomb, regala simbolicamente al figlio in crescita, ma gli dice di non sparare all'usignolo, perch l'usignolo innocente, innocuo, non consiste in nutrimento (quindi non da cacciare). Il titolo originale quindi un invito a non sacrificare gli innocenti. Boo e Tom sono innocenti. Il titolo italiano pone l'accento sul mistero, quindi su Tom e Boo, sul mettere la testa al di l del proprio confine per vedere cosa ci sia al di l di questo confine (la siepe).