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CULTURA EUROPEA 1- Introduzione

Non sono soggette a norme di diritto internazionale: Persone fisiche Persone giuridiche (es aziende) Organi sub-statali (regioni, province ecc) Paragone con uno stato Consiglio + parlamento = organi legislativi (due camere, con competenze diverse) Commissione = governo Ecofin: consiglio dei ministri dell'economia e finanza. Sottogruppo Ecofin: consiglio dei ministri dell'economia e finanza dell'eurozona (euro = moneta, i paesi aderenti all'euro). COREPER: Comitato dei rappresentanti permanenti. Altro rappresentante della politica estera (una sorta di ministro degli esteri europeo): Fa parte della commissione europea Fa parte del consiglio dei ministri Consiglio dei ministri: ha un palazzo dedicato, 3000 funzionari. La riunione dei ministri preceduta da quelle degli ambasciatori e degli esperti per trovare l'accordo tecnico prima di quello politico.

Unione europea
Si occupa dei tre "pilastri":: Primo pilastro: Argomenti di competenza totale o parziale della comunit. (es unione doganale, politica agricola...) Secondo pilastro: Politica estera, sicurezza Terzo pilastro: Cooperazione in giustizia e affari interni Solo per il primo pilastro l'europa ha competenza totale, pe cui sufficiente una maggioranza qualificata. Per il secondo ed il terzo invece le decisioni sono prese all'unanimit. Maggioranza qualificata: ogni stato ha un peso: Italia, Regno Unito, Francia e Germania sono le pi importanti con 29 voti a testa. Il voto vale se: Si raggiungono 255 voti e 2/3 degli stati e 62% della popolazione (condizione da veriicare solo se richiesta dagli stati) Nella maggioranza qualificata c' l'embrione dello "stato federale europeo" poich ci sono norma approvate anche se qualche stato si oppone. Il consiglio agisce: su proposta della prima commissione per quanto riguarda il primo pilastro su proposta degli stati per quanto riguarda secondo e terzo pilastro ed ha potere legislativo, insieme al parlamento. Atti non vincolanti: I paesi non sono obbligati a rispettarli. Raccomandazioni Pareri

Atti non vincolanti: I destinatari sono obbligati a rispettarli. Regolamenti: direttamente applicabili, senza provvedimenti nazionali. Direttive: vanno tradotte in leggi nazionali tramite il proprio ordinamento costituzionale. Il testo finale spesso identico a quello fornito dall'Unione, di cui il singolo stato fa una ratifica. Deve essere adottata entro un certo periodo (6 mesi, un anno...), in caso contrario interviene la corte di giustizia europea. Tutte le volte che la direttiva gi precisa come una legge, se lo stato non la adotta in tempo, diventa un regolamento (ed quindi legge di conseguenza). Decisioni: a differenza delle precedenti, che riguardano gli stati, le decisioni riguardano solo particolari stati, persone fisiche o giuridiche (aziende). Vengono utilizzate ad esempio dall'antitrust, che si occupa delle ziende, o nel caso dell'adozione dell'euro, che riguarda solo alcuni paesi.

2 - Commissione Europea
Incarna l'interesse generale dell'unione europea e svolge da impulso all'integrazione. Propone le direzioni da prendere e attua le decisioni di Consiglio e Parlamento. E' responsabile di fronte al parlamento che la pu sollevare dall'incarico tramite mozione di censura. I commissari non rappresentano la nazione di provenienza (es. il commissario all'industria italiano, ma si occupa di tutta l'industria europea). La commissione europea fa direttive e regolamenti da proporre a parlamento e consiglio (funzione tipia di un governo). E' formata da 27 commissari. Il presidente attuale Barroso ed esistono pi vicepresidenti. Il presidente scelto dai capi di stato dei governi e spesso quando sono eletti sono ancora ministri del proprio paese e si devono dimettere dall'incarico nazionale (poich il ruolo di commissario incompatibile con quello di ministro). Il presidente e i commissari devono essere anche confermati dal parlamento. Il presidente decide il ruolo dei vari commissari (i "portafogli"). Due tappe:

Fiducia ad ogni commissario (e relativo programma) Fiducia complessiva alla commissione


Si diventa funzionario europeo superando un concorso o su chiamata diretta da parte di un commissario, ma in questo caso il ruolo dura fino a quando il commissario in carica. Un commissario pu avere pi di un ruolo. La commissione pu anche formare rappresentanze (delegazioni) dell'Europa.

Relazioni internazionali
Diritto di legazione attivo e passivo: diritto di aprire rappresentanze al di fuori dell'unione europea. Tuttavia l'Europa ha pochissimo potere nelle relazioni internazionali perch giuridicamente un soggetto terzo rispetto ai singoli stati, un organizzazione internazionale (tipo OXE, NATO, FAO), che come soggetto di diritto internazionale ha solo i poteri dati dal suo statuto. Ha rilevanza per quanto riguarda gli aspetti specifici dei vari poteri del suo statuto, ma non in materia di relazioni esterne. Dal trattato di Lisbona: viene istituito il ministro degli esteri dell'unione europea e il servizio diplomatico europeo, fatto sia da diplomatici degli stati membri che da funzionari della commissione europea. E' in fase di implementazione in questi mesi.

Consiglio europeo: Rappresenta gli stati. Parlamento europeo: Rappresenta il popolo dell'unione europea.

Procedura di consultazione: Tutto il potere va al consiglio. Il parlamento deve essere consultato comuqnue, ma il suo giudizio non conta. Procedura di codecisione: Stesso peso tra consiglio e parlamento (ad es. per quanto riguarda le decisioni sull'ambiente) Procedura di cooperazione: E' una via di mezzo poich se il parlamento contrario, il consiglio deve chiederne una seconda volta il parere (il consiglio si deve quindi fermare in attesa della seconda lettura). Il consiglio pu poi proseguire anche in caso di secondo giudizio negativo del parlamento, per ne frattempo pu essere passato molto tempo.

Le procedure utilizzate dipendono dal tema in discussione, secondo ci che scritto nei trattati.

3 - Corte di giustizia e istituzioni minori


Corte di giustizia:
27 giudici, 8 avvocati generali

Tipologie di ricorsi:

Interpretazione unitaria del diritto comunitario Giudice: Costituzionale: per questioni di diritti e obblighi degli stati Di legittimit: congruit tra diritto comunitario e i trattati (tribunale di primo grado) Civile: cause inerenti cause che fossimo all'interno di una giurisdizione nazionale sarebbero del giudice civile, es diritto del lavoro, richiesta danni causati da funzionari europei ecc. Tribunale arbitrale

Diretti: rivolti alla corte direttamente dalla commissione europea, da altra istituzione o da uno stato membro. Domande di pronuncia pregiudiziale: ricorso proposto alla corte da un giudice nazionale dei singoli tribunali degli stati membri, che trovandosi ad affrontare una situazione posta da cittadini comuni, sospendono il loro giudizio e si rivolgono alla corte di giustizia (es. se hanno dei dubbi sul giudizio).
Tipi di ricorsi e di procedimenti:

Ricorsi diretti all'annullamento: di atti comunitari. Procedimenti di infrazione: proposti dalla commissione o da uno stato verso altri stati Per carenza: quando l'obbiettivo del ricorrente e spingere un istituzione a compiere un atto che avrebbe dovuto compiere. Controversie: quando fa da giudice civile.

Istituzioni minori
Dal trattato di Maastricht nel 1994. Comitato economico e sociale 344 membri con mandato di 4 anni, con rappresentanze di industrie e sindacati (una trentina di membri, di Confindustria, Confartigianato, CGL, CISL, UIL ecc, definito da norme nazionali). Vengono designati dalle rispettive associazioni di appartenenza, suddiviso dagli stati in proporzione alla popolazione (NON sono eletti). Organo consultivo, formula dei pareri (come un advisor). Rappresentano quello che sono spesso i destinatari delle norme europee. Fanno una riunione ogni circa 15 giorni, l'unione europea obbligata ad chiederne il parere, ma non obbligata a tenerne conto. Anche questo comitato, essendo composto da molte persone, lavora come fosse il parlamento, nel senso che si dividono in commissioni (sezioni) per aree tematiche, in base alle proprie competenze e agli interessi coinvolti:

Datori di lavoro Lavoratori Interessi diversi

Comitato delle regioni Anche questo a ruolo consultivo, con membri nominati dagli stati, ma visto che sono presidenti di regioni, provincie o sindaci, quindi in realt sono eletti, anche se solo per ruolo di sindaco o presidente, prima di essere nominati. Normalmente viene mantenuto il doppio incarico, non c' nessuna incompatibilit (es sindaco di Berlino, di Parigi, presidente della Lombardia ecc). Nel comitato delle regioni c' quindi espressione della politica nazionale e internazionale e l'appartenenza partitica (4 gruppi di partiti). Per questo motivo il Comitato delle regioni, se pur solo consultivo, ha molto pi peso che non il Comitato economico e sociale. Attualmente presieduto dalla Bresso, fino ad Aprile 2012. I componenti sono sempre 344, con mandato di 4 anni, 24 membri per l'Italia. Il governo italiano nel 2004 ha disciplinato che i componenti italiani sono:

8 espressione delle regioni (presidente, consigliere ecc) 8 espressione delle provincie (presidente, consigliere ecc) 8 espressione dei capoluoghi di provincia (sindaco, consigliere ecc)
scelti rispettivamente dall'associazione delle regioni, delle province e l'ANCI (i comuni). Nonostante il nome Comitato delle regioni, non detto quindi che i membri siano tutti presidenti di regione. Dal Trattato di Amsterdam del1999, il Comitato delle regioni dispone di una sua struttura organizzativa e regolamento interno autonomi. La sede Bruxelles. Come gli altri comitati composti da molte persone, lavorano per commissioni. Si occupano di sanit pubblica, coesione economica e sociale (finanziamenti), reti transeuropee (grandi opere), istruzione pubblica, cultura. E' anch'esso un Comitato consultivo obbligatorio (cio deve essere interpellato, anche se il suo giudizio pu non essere tenuto in conto). Tuttavia il parere del Consiglio ha un impatto notevole. Non esistono altre aggregazioni di stati dove singole sotto aree degli stati possono dialogare direttamente con il gruppo di stati, bypassando la nazione. La regione pu anche essere ufficialmente in posizione di disaccordo con l'opinione presa dalla propria nazione. La dimensione pi comunitaria e meno internazionale.

4 - Trattato di Lisbona e nascita dell'euro


Trattato di Lisbona
Nel 2001 la Francia con un referendum blocca la ratifica della Costituzione Europea, che era stata redatta dai rappresentanti degli stati ma non solo. La Costituzione Europea in quanto trattato va ratificato da tutti (dai governi o dai referendum). Il Trattato di Lisbona firmato nel 2007 sotto la presidenza del Portogallo, riprende, anche senza gli aspetti pi incisivi, il progetto di una Costituzione Europea. Non sostituisce in blocco tutti i vecchi trattati come nel 2001, ma li modifica, seguendo quindi la scia dei vecchi trattati, senza sostituire l'insieme normativo precedente. Ha previsto che dal gennaio del 2010 venisse nominato un presidente dell'Unione Europea stabile, con un mandato rinnovabile una sola volta (per un totale di 4 anni). Il primo stato Herman Van Rompuy. Dovrebbe organizzare i lavori dei consigli europei, convocare le riunioni, decidere l'ordine del giorno, convocare i governi, mediare tra gli stati. Non pi un rappresentante per ogni paese ma un numero di commissari pari a 2/3 del numero degli stati, a partire dal 2014. Banca Europea degli Investimenti Non centra nulla con la Banca Centrale. E' una banca finanziaria, accorda finanziamenti (mutui, credito) a soggetti per lo sviluppo economico e l'integrazione dell'unione, gli investimenti in infrastrutture tra stati europei, zone meno sviluppate, industria e tutela ambientale. Gli azionisti della Banca Europea degli Investimenti sono gli stati e la stessa commissione europea. Si finanzia tramite obbligazioni con rating molto elevati (poich si appoggia a molti stati), ha quindi tassi di interesse pi bassi degli stati, a cui presta i fondi per finanziare le opere, ma non essendo interessata al profitto (deve solo chiudere in pareggio), supporta le esigenze degli stati con tassi pi bassi che non quelli normali di mercato. Si occupa soprattutto di grandi infrastrutture. E' finanziata da quasi tutti gli stati europei, non necessariamente quelli dell'eurozona (quelli che adottano l'euro come moneta). E' un po' il precursore del Fondo Salva Stati.

Banca Centrale Europea


Costituita nel 1999. Riguarda i soli stati che aderiscono all'euro. Lavora con il sistema europeo delle banche centrali, anche con riunioni tenute da tutti i presidenti delle banche centrali nazionali. Ruoli:

Definire e attuare la politica monetaria della Comunit Svolgere le operazioni sui cambi di valuta Detenere e gestire le riserve ufficiali degli Stati membri (riserve auree) Promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento
Il consiglio direttivo costituito da 6 membri (molti meno che gli stati membri, non tutti sono rappresentati), governatore attuale Mario Draghi (dalla banca centrale italiana). Al consiglio si aggiunge, per determinate decisioni, il consiglio dei governatori delle varie banche centrali. Compiti:

Autorizza l'emissione di banconote, limitatamente per al rifinanziamento del normale stock di moneta in circolazione.

Rifinanzia il sistema bancario. Decide sulla riserva obbligatoria: le banche possono investire solo una quota dei depositi, il resto va mantenuto nei depositi per i prelievi (esempio 20%). L'ammontare di questa riserva decisa dalla Banca Centrale Europea. E' uno strumento quindi che permette alla BCE di gestire la quantit di credito disponibile (ad esempio lo aumento se diminuisco la riserva obbligatoria, permettendo alla banca di investire una percentuale maggiore del proprio deposito). Decide i tassi di interesse: decide il tasso di interesse delle banche che depositano da lui, variando a catena quindi tutti i tassi di interesse a cascata, alle banche private e ai tassi di interesse in generale.

Nascita dell'euro
La nascita dell'euro stato previsto dal trattato di Maastricht, che prevedeva i criteri che ogni stato doveva rispettare per entrare nell'euro. I criteri sono:

Deficit pubblico: limite al 3% del PIL annuo. Debito pubblico: limite al 60% del PIL (tendenziale) Diminuzione dei tassi di interesse: doveva avvenire gradualmente tramite la media dei tre paesi che avevano i tassi pi bassi e diventava il target a cui tutti i paesi dovevano tendere. Tassi di interesse pi bassi permettono di aumentare gli investimenti e di diminuire debito e deficit. Diminuzione dell'inflazione: anche qui il benchmark si adatta alla media dei tre paesi con l'inflazione pi bassi. Essere membri dello SME (sistema monetario europeo): pi formale che di sostanza. Gi a partire dagli anni '70 l'Europa aveva cercato di raggiungere l'unione monetaria. Nel 15 Agosto 1972 Nixon dichiara l'inconvertibilit del dollaro in oro (gi dal '400 si utilizza la cartamoneta a cui corrisponde una quantit d'oro depositata da qualche parte). Ne consegue un periodo di instabilit monetaria, aggravata dai problemi petroliferi e la guerra in oriente. In quegli anni l'Europa cerca di fissare il pi possibile di fissare i tassi di cambio tra le monete europee e fissa un tasso di oscillazione del 2.25% di oscillazione tra una moneta e l'altra, per tenere le monete il pi possibile unite tra loro (Sistema Monetario Europeo).
Prodotto Interno Lordo: insieme di quanto l'economia di uno stato produce. Es Italia: 1'800 miliardi di Euro. Deficit pubblico: differenza tra entrate e uscite nel bilancio dello stato. Se c' maggiore spesa che tasse c' disavanzo, cio deficit, quindi devo finanziarmi con un prestito. In caso di deficit in pi anni devo quindi fare altri debiti pi ripagare gli interessi di quelli precedenti. Il deficit legato quindi al bilancio di uno specifico anno. Per rientrare dal deficit bisogna aumentare le entrate e diminuire le spese. Debito pubblico: il debito che viene fatto per ripagare il deficit. La sostenibilit del debito data dal rapporto tra debito e reddito (PIL). Spesa pubblica:

Obbligatoria (incomprimibile): non pu essere tagliata nel breve periodo, es. stipendio degli statali, servizi essenziali dello stato. Non obbligatoria: normalmente destinata agli investimenti, pi facile da tagliare.

Le politiche economiche che hanno preceduto l'introduzione dell'euro, per ridurre il deficit e il debito, sono state caratterizzate da:

Riduzione spesa pubblica Aumento della pressione fiscale Diminuzione dell'interesse Riduzione dell'inflazione
Gli investimenti sono inversamente proporzionali ai tassi di interesse: pi sono bassi pi investo. Inflazione, cause principali:

Normale: dovuta al rapporto tra domanda e offerta. Se c' boom economico c' molta richiesta e i beni aumentano Importata: se aumentano i prezzi delle materie prime, es. petrolio. Altre.
I parametri erano molto stringenti, infatti poi non sono stati rispettati. Il rispetto dei parametri doveva essere raggiunto non puntualmente, cio non nel 1999 (quando solo il Lussemburgo rispettava i criteri), ma come andamento tendenziale. Se ogni anno gli stati avevano debito e deficit pubblico in calo avevano comunque i requisiti per entrare nell'euro. Si anche stabilito che il rispetto di questi requisiti veniva prorogato indefinitamente, anche successivamente all'entrata in vigore dell'euro. L'effetto dei primi due criteri stato una contrazione dei bilanci pubblici. Il terzo criterio invece complementare ai primi due, cercando di incentivare gli investimenti. La Germania ha premuto per mettere la condizione della bassa inflazione, anche se un requisito pi politico. Una leva che ha lo stato per controllare l'economia sono la tassazione e la spesa pubblica. Un'altra il tasso di interesse, che determina il comportamento di una pluralit di investitori. In caso di crisi lo stato ha quattro mezzi:

Aumentare la spesa pubblica Abbassare le tasse Abbassare il tasso di interesse Abbassare il tasso di riserva obbligatoria
In caso di boom economico (es. anni '60 e '70 in Italia) c' il rischio di un grande aumento dell'inflazione, quindi pu essere utile invertire i punti precedenti per evitare una crescita eccessiva. Tutti i paesi sono entrati con un alto debito pubblico e non hanno potuto aumentare la spesa pubblica e diminuire le tasse. La banca centrale europea non dotata degli stessi poteri delle normali banche centrali. Avere una banca centrale un simbolo di sovranit, per due motivi: la moneta simbolo della sovranit dello stato e lo stato ha il monopolio di battere moneta. Gli stati centrali per esistono ancora e non hanno ceduto del tutto questi poteri alla banca centrale. In base a cosa la banca centrale decide di alzare o abbassare i tassi di interesse? La banca centrale europea ha come target la diminuzione dell'inflazione, quindi abbassa o alza i tassi di interesse di conseguenza. Questo obiettivo diverso da quello solito delle banche centrali. La banca centrale europea infatti stata criticata per essersi concentrata soltanto sull'inflazione e non su altri aspetti come la crescita economica. La banca centrale inoltre non pu stampare moneta con la stessa facilit delle altre banche centrali (in certi casi proprio vietato da alcuni trattati). Non si pu attaccare

l'economia di uno stato se questo in grado di stampare le banconote su cui emette il suo stesso debito. Nel caso dell'euro non possibile e questo un'altra debolezza. Se non si fa questo ulteriore passo l'euro in qualche modo destinato a fallire, poich non riflette un bilancio comune su cui basare la moneta. La politica monetarie federale, mentre quella economica statale. C' una dicotomia di quello che prima era unito sotto uno stato, ora un pezzo rimasto allo stato e uno all'Europa. Ora si sta cercando il coordinamento delle politiche nazionali, che restano tuttavia indipendenti e diverse da un'unica politica europea. Su lungo termine anche questo per non pu durare oltre un certo periodo, come gi si era avverato per il coordinamento monetario dei paesi europei negli anni settanta. Se venisse invece abbandonato l'euro si rischierebbe una situazione ancora peggiore che non quella della crisi. Ad esempio diminuirebbe la facilit di scambio interno e il mercato unico. Si potrebbe effettuare una svalutazione competitiva per aumentare l'esportazione, o si potrebbero aumentare le barriere doganali. Ci riporterebbe l'Europa indietro di molti anni. Per gli addetti ai lavori la crisi attuale semplice da capire come cause, ma difficile per quanto riguarda le soluzioni, poich l'Europa non pronta ad un passo avanti verso un unificazione maggiore e sa che non pu tornare indietro. Gli investitori prima di fare investimenti ad esempio in un'azienda, valutano prima di tutto chi che effettivamente comanda. Lo stesso meccanismo avviene per gli stati. Poich gli investitori internazionali sanno che la governance dell'Europa debole e lenta a prendere le decisioni cercano di evitare gli investimenti. Ad esempio il debito della Grecia il 5% e ci non spaventava gli investitori all'inizio (2010), ma poi l'Europa ha dimostrato di non sapere prendere decisioni efficaci, il che ha causato il perdurare anzi l'acuirsi della crisi. (Tra l'altro acclarato che la Grecia entrata nell'Europa falsificando i suoi dati economici e l'Europa ha chiuso pi di un occhio per farla entrare lo stesso e dimostrare che l'euro era in espansione). Linea tedesca: prima si tagliano i privilegi, si obbliga ad aumentare le tasse, poi si salva il paese. Bisognava avere il coraggio di fare il contrario: ti salvo ma poi ti strizzo, dimostrando l'impossibilit di un paese europeo di fallire. Il mercato globale invece solo interessato a sapere se il paese si salva o meno. Facendo come successo invece cade il castello di fiducia che tiene su l'euro, il che ha poi contagiato la Spagna, il Portogallo e poi l'Italia. Lo spread diventato quindi simbolo della sfiducia della stabilit dell'euro e dell'incapacit dei paesi di pagare i propri debiti. La Germania ha tratto invece vantaggio da questa crisi poich diventata il rifugio degli investitori, avendo addirittura tassi negativi (gli investitori pagavano per comprare il debito tedesco). Eurobond: la proposta forse pi sensata. Se l'euro va in crisi perch i singoli paesi hanno un eccessivo debito pubblico, una soluzione plausibile quella di fare emissioni di debito pubblico comune. Il meccanismo sarebbe simile a quello della Banca Europea degli Investimenti, che avendo tutti gli stati alle sua spalle ha un rating molto alto, pu prendere fondi a tassi molto bassi e ridarli agli stati a tassi comunque bassi. Questo un meccanismo virtuoso che si basa sul fatto che l'unione da una stabilit maggiore. Lo stesso principio varrebbe per gli eurobond. L'unico che ci perde appunto la Germania che invece riesce a finanziarsi a debiti bassissimi. Gli Stati Uniti sono nati proprio con un emissione di titoli di debito federali, con cui hanno coperto i singoli debiti degli stati.