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Adriano Olivetti

LORDINE POLITICO
DELLE COMUNIT
collana Olivettiana/2
Edizioni di Comunit
a cura di Davide Cadeddu
Nota del curatore 13

Introduzione 26


I. DI UNA SOCIET FONDATA SULLIDEA
DI UNA COMUNIT CONCRETA
1. Del territorio delle Comunit 33
2. La misura umana della Comunit 33
3. I mezzi tecnici non possono aumentare negli
amministratori la comprensione dei fatori umani 34
4. La Comunit come spazio naturale delluomo 35
5. Le grandi cit moderne sono incapaci a conferire
armonia di vita 36
6. Ordine di grandezza media delle Comunit 36
7. Dei nomi delle Comunit 36
8. I comuni piccoli e medi conserveranno
le amministrazioni tradizionali 37
9. I grandi comuni come gruppi di Comunit 38
10. La Comunit facilita i compiti dellurbanistica
moderna 38
11. Le grandi cit saranno trasformate e non distrute 39
12. Delle funzioni economiche della Comunit 40
13. Un diaframma umano tra individuo e Stato 41
14. Persona e Comunit 41
15. La Comunit la cellula base dello Stato federale 43
16. La famiglia, modello della Comunit 44
Indice
17. La legge superiore della Comunit lEvangelo 44
18. La libert vive soltanto in una societ
compiutamente cristiana 45
19. I popoli atendono un rivolgimento morale nella politica 46
20. Il perfezionamento spirituale della Persona esige
adeguate premesse materiali 47
21. Civilt sintesi spirituale 47
22. Note chiarimenti esemplifcazioni 48

II. DECENTRMENTO E AUTONOMIA
1. La Comunit come unit amministrativa
intermedia tra comune e Regione 59
2. Lo Stato federale delle Comunit presenta
una grande capacit di adatamento 61
3. Regime amministrativo misto degli Stati regionali
e delle Comunit 63

III. DI TALUNI PRINCIPI CHE REGGONO
LORDINAMENTO DELLE COMUNIT
1. Una nuova democrazia 69
2. La partecipazione politica dei lavoratori 71
3. Lumana cultura come elemento spirituale integrativo 72
4. La inammissibilit della rappresentanza
economica direta 74
5. Rappresentanze politiche e rappresentanze
economiche 76
6. Riferimenti alle molteplici comunit territoriali
o ideologiche della societ 77
7. Il principio politico funzionale 78
8. La competenza specifca 79

IV. LORDINAMENTO POLITICO
E AMMINISTRTIVO DELLA COMUNIT
1. Della classifcazione delle Comunit 83
2. Dellordinamento politico-amministrativo della Comunit 84
3. Delle Divisioni amministrative della Comunit 84
4. Del Comitato di presidenza 85
5. Della formazione del Consiglio esecutivo della Comunit 86
6. Breve commento al sistema di formazione del Consiglio
esecutivo 87
7. Delle elezioni del Presidente della Comunit 89
8. Del Procuratore del lavoro, Presidente della Divisione
relazioni sociali 91
9. Del Presidente della Divisione cultura 94
10. Del Presidente della Divisione di giustizia 96
11. Del Presidente della Divisione assistenza sociale 97
12. Dellarchiteto Presidente della Divisione urbanistica 98
13. Della Divisione economia sociale 99
14. Del Presidente della Sezione fnanze 101
15. Degli organi amministrativi inferiori della Comunit
(Della Vicinanza) 104
16. Dei Diretori generali delle Divisioni 105
17. Del Consiglio superiore della Comunit 105
18. Del Consiglio generale della Comunit 106
19. Della competenza legislativa della Comunit 109
20. Dellimportanza delle norme di detaglio 111
21. Nota sulla formazione dei dirigenti sindacali 111

V. IL REGIONALISMO NEL SISTEMA DELLE
COMUNIT
1. Dello Stato regionale 117
2. Del nome di Stato regionale 118
3. La formazione dello Stato regionale 119
4. Delle Comunit regionali 133
5. Necessit di un forte collegamento unitario 135

VI. LORDINAMENTO POLITICO REGIONALE
1. Degli organi legislativi regionali 139
2. Della nomina dei membri del Consiglio superiore
dello Stato regionale 140
3. Della identit delle cariche di amministratore
della Comunit e di membro del Consiglio regionale 142
4. Dei Consigli regionali degli Ordini 148
5. Dei Consigli regionali tecnici ausiliari 149
6. Del Governatore, Presidente regionale 152
7. Del Consiglio di Stato regionale 155
8. Della Giunta di governo regionale 156
9. Della designazione dei Ministri dello Stato regionale 157

VII. DELLISTITUTO POLITICO FONDAMENTALE
1. La formazione di una lite politica 167
2. Ordinamento e compiti dellIstituto politico 168
3. Della nomina dei Presidenti della Divisione
cultura e urbanistica 171
4. Breve considerazione generale sullIP 172
5. Della docenza IP 174
6. Dellindipendenza dellIstituto politico fondamentale 175

VIII. INTRODUZIONE ALLO STUDIO
DELLE FUNZIONI POLITICHE
1. Caratere spirituale delle funzioni politiche 181
2. La fnanza funzione che deve essere riservata
allautorit coordinatrice 182
3. Lurbanistica come funzione politica 186
4. Lassistenza, sicurezza ed igiene sociale come funzione
politica 188
5. Industria, agricoltura, distribuzione: tecniche
subordinate a una funzione politica 192

IX. COMUNIT TERRITORIALI E ORDINI
POLITICI COME ELEMENTI
DI UN NUOVO FEDERLISMO
1. Gli Ordini politici 199
2. Classifcazione degli Ordini politici 200
3. Delle comunit territoriali 201
4. Il nuovo equilibrio politico nello Stato delle Comunit 202
5. Rappresentanza plurima della Comunit 206
6. Legitimit dellintegrazione tra comunit territoriali
e Ordini politici 207
7. Breve esame del valore del principio funzionale
e del principio territoriale 208
8. Un nuovo federalismo 210
9. Le funzioni politiche nellordinamento giuridico
internazionale 216

X. DELLA CAMER DELLE COMUNIT
1. Posizione del Parlamento 223
2. Caratere della Camera delle Comunit 228

XI. CONSIDERZIONI SULLA NATUR
E SUL VALORE DI UN SISTEMA BICAMERLE
1. Dualit delle forze, dei principi e delle forme politiche 245
2. I mezzi tradizionali di diferenziamento 246
3. La ricerca delle antitesi e dei metodi ati a determinarle 248
4. Schema del signifcato politico del sistema bicamerale 249
5. Le antitesi creative 251
6. Del principio di continuit e delle mutazioni 254
7. Valore empirico, relativo dello schema 255
8. Levoluzione in senso unitario 257
9. Lunit nella pluralit 259

XII. DI UN SENATO COME ESPRESSIONE
DEGLI ORDINI POLITICI
1. Della nomina dei Senatori, rappresentanti
gli Ordini politici 265
2. Caratere della Camera degli Ordini 271

XIII. DEGLI ORGANI DI COOPERZIONE
E DI COLLEGAMENTO TR IL LEGISLATIVO
E LESECUTIVO
1. Ritorno alla separazione e allequilibrio dei poteri 281
2. Incapacit tecnica dei Parlamenti a risolvere il problema
di un nuovo regime della propriet 283
3. La separazione della capacit legislativa dalla capacit
esecutiva 286
4. Distinzione degli organi di collegamento tra
legislativo ed esecutivo 288
5. Esperienze costituzionali di collegamenti tra
il legislativo e lesecutivo 290
6. Il Consiglio superiore del Parlamento 292
7. Rapporti tra il potere legislativo e le pubbliche
amministrazioni 296
8. Il regime delle commissioni in Francia (1932-39) 300
9. Conclusioni critiche sul regime delle commissioni
parlamentari 305
10. I principi di legitimit politica degli organi legislativi
specializzati 306
11. I Consigli superiori degli Ordini 308
12. Divisione del lavoro legislativo 312
13. La giunta esecutiva dei Consigli superiori degli Ordini 314
XIV. LE GARNZIE DELLA LIBERT
1. Delle garanzie della libert 319
2. Del Capo dello Stato 320
3. Dei Ministri 323
4. La limitazione del potere 328
XV. DEGLI ORGANI DEL POTERE ESECUTIVO
E DEL POTERE GIUDIZIARIO
NELLO STATO FEDERLE
1. Degli organi del potere esecutivo nello Stato federale 333
2. Del Consiglio supremo dello Stato federale 334
3. Del Presidente federale 338
4. Del Primo ministro 342
5. Della formazione del Gabineto 344
6. Dei Sotosegretari di Stato federale 346
7. Della responsabilit ministeriale 349
8. Della separazione della capacit esecutiva dalla
capacit legislativa 350
9. Del Consiglio di governo 352
10. Del Consiglio federale di giustizia 354
11. Della Corte suprema federale di giustizia costituzionale 358
12. Riassunto della situazione riguardo ad alcuni poteri
fondamentali 360
INTRODUZIONE
La crisi della societ contemporanea non nasce secondo
noi dalla macchina, ma dal persistere, in un mondo profon-
damente mutato, di struture politiche inadeguate.
Tra i principali motivi di turbamento dellordine sociale
possiamo elencare i seguenti:
a) dissociazione tra etica e cultura e tra cultura e tecnica;
b) confito tra Stato e individuo;
c) deformazione dello Stato liberale ad opera dellalto ca-
pitalismo e di sistemi rappresentativi insufcienti;
d) mancanza di educazione politica, in generale, e di una
classe politica, in particolare;
e) obsolescenza della strutura amministrativa dello Stato;
f) disconoscimento di un ordinamento giuridico che tuteli
gli inalienabili diriti delluomo;
g) incapacit dello Stato liberale ad afrontare le crisi cicli-
che e il problema della disoccupazione tecnologica;
h) mancanza di misure giuridiche precise ate a proteggere
i diriti materiali e spirituali della Persona contro il potere di-
reto e indireto del denaro.
Per uscire da questa crisi complessa, molti intendono co-
stringere erroneamente il mondo a scegliere tra il socialismo
di Stato e il liberalismo (un vero liberalismo ricondoto alle
26 LORDINE POLITICO DELLE COMUNIT
sue origini), che rappresentano i soli edifci politico-econo-
mici coerenti che si conoscano.
Il presente piano invece un tentativo di indicare concre-
tamente una terza via che risponda alle molteplici esigenze di
ordine materiale e morale lasciate fnora insoddisfate. Alla
base di questo piano di riforme vi la concezione di una nuo-
va societ che, per il suo orientamento, sar essenzialmente
socialista, ma che non dovr mai ignorare i due fondamenti
della societ che lha preceduta: democrazia politica e libert
individuale.
Vedremo lungo tuto il corso di questo studio come il prin-
cipio della democrazia politica possa essere mantenuto inte-
gro entro limiti determinati. Accenneremo invece qui a ci
che per noi signifca libert.
La libert, che non arbitrio, implica lesistenza di leggi
che reprimano le ofese delluomo alla societ e della societ
alluomo e la soluzione della crisi della libert consiste appun-
to nello scoprire i nuovi vincoli giuridici che la nuova strutura
della societ ha reso indispensabili.
Stabiliti questi vincoli e latmosfera rivoluzionaria con-
seguente alla tragedia della guerra ne faciliter laccetazione
la personalit umana sar fnalmente libera di manifestarsi
entro lambito di una colletivit che restituisca interamente
alluomo il dirito di esprimere la propria opinione, qualun-
que essa sia e con qualunque mezzo.
Libert signifca scelta di iniziative economiche, di carrie-
ra, di professione, dirito di trasferire la sede della propria at-
tivit senza incontrare limiti ingiusti, non fondati sul generale
interesse e consenso.
Libert signifca ampia possibilit di rafronto di particolari
risultati culturali, tecnici, economici, con quelli altrove ote-
nuti. Il liberalismo economico arriva a un tale risultato grazie
al metodo della concorrenza. La nuova societ non manterr
La societ individualista ed egoista
distruta. Sulle sue rovine nasce
una societ umana: quella di una
Comunit concreta.
lodn pltc
delle Comunit
220120 788898 9

ISBN 9788898220120
18,00
La persona ha profondo il senso e il rispeto della dignit altrui, sente i
legami che la uniscono alla comunit cui appartiene, possiede un princi-
pio interiore che sostiene la sua vocazione indirizzandola verso un fne
spirituale e superiore. Se il mondo vuole evitare nuove catastrof occorre
creare una societ in cui la persona possa sviluppare la propria umanit e
spiritualit. La societ individualista ed egoista dove il progresso econo-
mico e sociale era solo la conseguenza di spaventosi confiti dinteressi
e di una continua soprafazione dei forti sui deboli, distruta. Sulle sue
rovine nasce una societ umana: quella di una Comunit concreta.
ADRIANO OLIVETTI
Adriano Oliveti (1901 1960)
una tra le fgure pi infuenti e singolari
del Novecento. Imprenditore straordina-
rio, intelletuale e politico, innovatore delle
scienze sociali e precursore dellurbanistica,
tra il 1930 e il 1960 ha condoto la fabbrica
di macchine per scrivere del padre ai verti-
ci del successo mondiale e allavanguardia
dellinnovazione tecnologica. Il suo proget-
to di riforma della societ in senso comu-
nitario, articolato intorno al rispeto della
dignit della persona umana, ai valori della
cultura, allutilizzo delle opportunit del
progresso tecnico per la costruzione di un
mondo spiritualmente pi elevato, oggi ri-
conosciuto come una tra le realizzazioni pi
atuali e avanzate di sostenibilit.
Tute le opere e gli scriti di Adriano Oliveti
sono pubblicati da Edizioni di Comunit
www.edizionidicomunita.it
Di una societ fondata sullidea di una Comunit
concreta
Decentramento e autonomia
Di taluni principi che reggono lordinamento
delle Comunit
Lordinamento politico e amministrativo della
Comunit
Il regionalismo nel sistema delle Comunit
Lordinamento politico regionale
DellIstituto politico fondamentale
Introduzione allo studio delle funzioni politiche
Comunit territoriali e Ordini politici come ele-
menti di un nuovo federalismo
Della Camera delle Comunit
Considerazioni sulla natura e sul valore di un si-
stema bicamerale
Di un Senato come espressione degli Ordini po-
litici
Degli organi di cooperazione e di collegamento
tra il legislativo e lesecutivo
Le garanzie della libert
Degli organi del potere esecutivo e del potere
giudiziario nello Stato federale
Olivettiana/2
Lordine politico delle Comunit
Edizioni di Comunit
In copertina: disegno di Adriano Olivetti
per la Comunit dellarea di Torino (ca. 1958),
Fondazione Adriano Olivetti
Lordine politico delle Comunit il libro nel quale Adriano
Oliveti ha organizzato la sua proposta di riforma della socie-
t in un preciso progeto costituzionale. Un disegno illumini-
stico di una mente illuminata, come Norberto Bobbio defn
lopera, articolato intorno allidea di Comunit come entit
centrale per il riasseto territoriale e istituzionale del governo
locale. Nella sua proposta, Oliveti descrive in modo sistema-
tico le funzioni essenziali atraverso cui organizzare lasseto
politico di ogni Comunit, di ogni Regione e dello Stato, per
la soluzione, in senso comunitario, a un problema di riqualif-
cazione della rappresentanza politica ancor oggi aperto.












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