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Dott.

Alessandra Obbili Biologa Nutrizionista Etichette alimentari IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE ALIMENTARI Avere la lista della spesa non sempre sufficiente ad evitare lacquisto di prodotti in pi, magari superflui, ma che sembrano richiamare la nostra attenzione tra gli scaffali del supermercato. Sicuramente con la vita frenetica dei nostri giorni utile avere una dispensa ben fornita, ma siamo sicuri di acquistare sempre i prodotti migliori prestando attenzione alla loro composizione? Semplicemente, siamo in grado di leggere unetichetta alimentare? Purtroppo molte volte la risposta No! Leggere letichetta lunico strumento che abbiamo a disposizione per conoscere le caratteristiche di un prodotto; il suo scopo quello di informare e tutelare lacquirente in modo corretto e pi possibile trasparente. In realt alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative o complementari. Dal 1982 per legge letichetta deve riportare lelenco degli ingredienti con nome specifico leggibile. Il governo ha poi emanato il D lgs 27/01/92 n. 109 che il testo vigente secondo il quale devono essere riportate le seguenti indicazioni: Nome del prodotto Elenco degli ingredienti Quantitativo (peso netto/peso sgocciolato) Termini di scadenza Azienda produttrice Codice a barre Materiale della confezione GLI INGREDIENTI Lordine con cui appaiono gli ingredienti nelletichetta non casuale, ma regolato per legge. In particolare gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantit, in altre parole il primo ingrediente pi abbondante del secondo che a sua volta pi abbondante del terzo e cos via. Controllando lordine degli ingredienti tra due prodotti simili possiamo quindi farci unidea di quale dei due qualitativamente migliore. Tra gli ingredienti non dobbiamo dimenticare gli ADDITIVI che di solito compaiono alla fine dellelenco. Evitarli quasi impossibile, essi sono presenti nella maggior parte degli alimenti che si acquistano al supermercato e sono utilizzati sia per conservare i prodotti sia per renderli pi invitanti. La legge stabilisce come e quando, ma soprattutto quali additivi possono essere usati. Gli additivi sono sostanze che sono utilizzate dall'industria alimentare per migliorare alcune caratteristiche del prodotto come:

tempo di conservazione (conservanti) aspetto e colore (coloranti, emulsionanti, ecc.) sapore (esaltatori di sapidit, correttori di acidit, ecc.) Gli additivi non hanno alcun valore nutrizionale e non sono sempre cos innocui. Il loro impiego regolamentato a livello nazionale e comunitario e sulle etichette sono spesso indicati con la lettera E seguita da un numero. La lettera E indica che ladditivo in questione permesso in tutti i paesi dellUnione Europea, mentre il numero che segue ne definisce la categoria dappartenenza. Coloranti (da E100 ad E199) Conservanti (da E200 ad E299) la loro funzione e quella di rallentare il processo di deterioramento del cibo causato da muffe, batteri e lieviti. Antiossidanti (E300 ad E322) evitano il processo dossidazione dellalimento. Correttori di acidit (da E325 ad E385) danno allalimento un gusto acidulo Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti (da E400 ad E495). Aromatizzanti, conferiscono agli alimenti specifici odori e sapori. La legge italiana prevede la loro indicazione in etichetta in modo generico come aromi. Possono essere naturali o artificiali. Alla prima categoria appartengono aceto, limone, zucchero e derivati, alcool, olio e sale. ATTENZIONE!!! Il produttore pu affiancare agli additivi registrati con la sigla europea altri additivi scritti con il nome per esteso. In questo caso il consumatore tratto in inganno poich portato a pensare che gli additivi impiegati siano solo quelli contrassegnati con la sigla E. I dubbi sulla dannosit di alcuni additivi sono ancora molti. Nonostante la legge fissi i livelli massimi consentiti, questi fanno riferimento ad un consumo moderato di alimenti, cio non considerano la somma di tutti i cibi consumati in un pasto o in un giorno. Infatti, difficile valutare linterazione tra diverse tipologie di additivi e valutare gli effetti da accumulo nellorganismo di piccole quantit di additivi differenti, inoltre non vi alcuna prova sui loro effetti a lungo termine. Di molti additivi non stata provata alcuna conseguenza sulla salute, ma non si ha nemmeno la certezza che con il tempo non siano nocivi. Ancora non chiaro se queste sostanze possano sviluppare reazioni allergiche, ma di sicuro contribuiscono allinsorgenza delle intolleranze alimentari. E davvero molto difficile esprimere un giudizio unitario, non possibile affermare che gli additivi alimentari sono innocui, ma nemmeno condannarli ingiustamente. Vediamo alcuni esempi di additivi alimentari: Nitrati (E249, E250) Nitriti ( E251, E252) Sono conservanti utilizzati nei salumi, insaccati e carni lavorate, impediscono lo sviluppo del batterio Clostridium botulinum, il batterio che produce una tossina mortale, il botulino. Inoltre mantengono vivace il colore della carne e ne migliorano il sapore. I nitrati in piccole dosi non sono pericolosi, mentre i nitriti legandosi alle ammine presenti in altri cibi formano le nitrosammine, considerate

potenzialmente cancerogene. Polifosfati (E450) Si trovano principalmente negli insaccati cotti, il prosciutto cotto, la spalla cotta e nei formaggi fusi, per renderli pi morbidi e succosi. Possono dare problemi digestivi e poich forniscono allorganismo dosi massicce di fosforo, per poter essere eliminato, questo minerale legato agli atomi di calcio e poi eliminato insieme. In pratica, un eccesso di fosforo si traduce in una perdita di calcio, a danno di ossa e denti. Sarebbe bene evitarli, soprattutto nellalimentazione dei bambini; proprio per questi aspetti le nuove norme sul prosciutto cotto vietano luso di questi additivi nei prosciutti cotti di alta qualit. Solfiti (da E220 ad E227) Evita la fermentazione della frutta secca evitandone limbrunimento naturale. Questi additivi sono irritanti per il tubo digerente e distruggono la vit. B1 fondamentale per il sistema nervoso. Inoltre, possono dare reazioni allergiche e sono sospettati di essere legati alliperattivismo infantile. Glutammato (E620, E621) Rafforza il gusto degli alimenti, lo troviamo in quasi tutti i piatti pronti, nel dado, nelle salse, nelle patatine e snacks, ecc. Oggi si ritiene che possa causare mal di testa e problemi a livello del sistema nervoso, ma solo nelle persone predisposte. Acido alginico e arginati (da E400 ad E405) carragenine (E406, E407). Sono addensanti presenti soprattutto nelle salse e conferiscono loro la cremosit. Possono provocare reazioni allergiche e, se ingerite in grandi quantit, alterano il metabolismo. Mono e digliceridi degli acidi grassi (E471). Li ritroviamo molto spesso nelle merendine e nei biscotti. Hanno la funzione di emulsionare, addensare e conservare. Lorganismo li utilizza come grassi. Lecitina di soia (E322), Butilidrossianisolo (E320), Acido L-ascorbico (E300-E304). Li ritroviamo nei prodotti da forno, cereali, biscotti e merendine. Sono antiossidanti, impediscono che i grassi si ossidino, irracidendosi. La lecitina di soia non considerata tossica, ma favorisce la metabolizzazione e il trasporto degli acidi grassi dal fegato alla periferia. In dosi elevate pu influire sullassorbimento intestinale. Per quanto riguarda lE320, secondo alcuni, potrebbe distruggere la vitamina D, aumentare i livelli di colesterolo e causare allergia. Lacido L-ascorbico altro non che la vit. C, innocuo anche se in forti dosi pu avere un effetto lassativo. Sorbitolo (E420), Mannitolo (E421)

Sono dolcificanti che possono causare problemi allo stomaco. Coloranti gialli (da E101 ad E110) E102 ed E110 sono controindicati per chi allergico allacido acetilsalicilico e per gli asmatici. Questi sono soltanto alcuni degli additivi presenti nei prodotti commerciali, per approfondire largomento si rimanda a wikipedia. Per legge italiana ci sono prodotti che non possono contenere additivi: acqua minerale; burro; caff; latte; miele, olio di oliva; pasta secca; the in foglie; yogurt bianco; legumi e verdura fresca. QUANTITATIVO Molte volte appare il termine peso sgocciolato, ci indica che il prodotto immerso in un liquido, quindi deve esserne indicata la quantit peso sgocciolato oltre al peso netto. Attenzione a non farsi trarre in inganno dal prezzo, comparare sempre il peso dei due prodotti. TERMINE DI SCADENZA Occorre avere un occhio di riguardo per quanto riguarda la data di scadenza, perch un elemento fondamentale. Vediamo alcuni esempi: da consumarsi preferibilmente entro. = fino a quella data il prodotto garantisce le sue propriet, ma pu essere consumato anche per un breve periodo successivo alla data indicata (pasta e riso). da consumarsi entro = va consumato assolutamente entro quella data e non oltre (yogurt, latte, formaggi freschi). La data pu essere indicata: gg/mese = per i prodotti che si conservano per meno di tre mesi (latte,formaggi freschi, yogurt) mese/anno = per i prodotti che si conservano pi di tre mesi ma meno di 18 mesi (pasta alluovo, biscotti, merendine, salse). Anno = per prodotti che si conservano per almeno 18 mesi (scatolame). Molto spesso il consumatore portato molte volte a scegliere un prodotto anzich un altro per il periodo di conservazione pi lungo. In realt (ma non sempre) un periodo di conservazione minore indica un minor utilizzo di conservanti o la presenza dingredienti pi pregiati. AZIENDA PRODUTTRICE Ultimamente s da molta importanza alla provenienza dellalimento per garantirne la sicurezza,

ad esempio nel settore ortofrutticolo dal 15/02/2003 entrata in vigore un decreto legislativo (dlgs/306/02) che dispone lapplicazione di una carta di identit da applicare alla frutta e alla verdura, in cui sono indicati: natura del prodotto, sua origine, variet, categoria. Purtroppo sono ancora tanti i commercianti a non applicare la legge. CODICE A BARRE Il codice a barre, composto di un insieme di barre e numeri, permette di risalire alla provenienza nazionale. Ad esempio: 80 Italia, 30 Francia, 400 Germania, 57 Danimarca, 45/49 Giappone. MATERIALE DELLA CONFEZIONE Sulle confezioni troviamo infine indicazioni sul materiale utilizzato per le confezioni: CA = cartone; AL = alluminio, PVC = polivinilcloruro, ACC = banda stagnata. Tutte queste indicazioni sono utili per il corretto differenziamento e smaltimento dei rifiuti. CONSIGLI PER UN CORRETTO ACQUISTO Etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualit. Pi indicazioni troviamo sulletichetta, tanto migliore sar il giudizio alimentare sul quel prodotto. La qualit dellalimento esaltata dalle sue propriet nutrizionali e pubblicizzando la natura e lorigine dei suoi ingredienti. Il produttore obbligato, per legge, a rispettare la veridicit delle informazioni riportate sulletichetta. La descrizione del metodo di produzione, certificazione di qualit, ricette e numero verde dassistenza clienti contribuiscono ad elevare ulteriormente la qualit del prodotto. Non fare troppo affidamento allimmagine riportata sulla confezione. Sotto limmagine rappresentativa del prodotto ritroviamo, anche se in caratteri minuscoli, la dicitura limmagine ha il solo scopo di presentare il prodotto, quindi non facciamoci ingannare dallillustrazione perch essa non legata necessariamente al reale aspetto del prodotto. Non dimentichiamoci di verificare lintegrit della confezione. Attenzione agli slogan Senza Senza zucchero, se nelletichetta troviamo riportato le seguenti diciture sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, maltosio, amido di mais, sciroppo di vegetali vuol dire che lalimento contiene indirettamente dello zucchero; queste sostanze hanno, infatti, un indice glicemico simile al saccarosio. Preferire prodotti dolcificati con succo di uva o succo di mela o fruttosio puro. Senza grassi, se nelletichetta troviamo la dicitura mono e digliceridi degli acidi grassi essi sono metabolizzati dallorganismo come grassi. Preferire gli alimenti contenenti grassi mono- polinsaturi. Senza calorie o Dietetico, molte volte in questi prodotti troviamo come dolcificante laspartame. Il mio consiglio quello di evitare questi prodotti perch laspartame, stato scientificamente provato, un composto

potenzialmente cancerogeno. Occhio al prezzo!!! Molte volte capita di scegliere il prodotto in base al prezzo, pensando di risparmiare, ma in realt se confrontiamo i due prodotti ci possiamo rendere conto che non sempre cos. Impariamo a confrontare il peso, sia intero che sgocciolato: mole volte quello che costa di meno e perch contiene meno prodotto. Impariamo a verificare la qualit: spesso luso massiccio di additivi sottolinea la scarsa qualit dellalimento, perch queste sostanze molte volte vengono usate per mascherare lassenza di alcuni ingredienti troppo costosi o per compensare la scarsa qualit delle materie prime. I prodotti freschi. E una buona regola acquistare prodotti confezionati il meno possibile. Impariamo a servirci dei prodotti di stagione, sia freschi che surgelati, evitando i cibi precotti e confezionati nei quali luso di additivi spesso importante. Riscopriamo la cucina tradizionale, utilizzando ingredienti naturali di prima qualit, cucinati in modo semplice e leggero. Quando si fa la spesa utilizzare anche il cervello e non solo gli occhi, facciamoci guidare dal buon senso, molte volte meglio acquistare di meno ma prodotti di qualit che riempire la dispensa di prodotti scadenti, che danneggiano la salute. Sicuramente in questo modo risparmieremo sulle spese per la salute.

Consigli per un corretto acquisto