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ECC.

MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CALABRIA - CATANZARO ATTO DI INTERVENTO AD ADIUVANDUM Per l Associazione Italiana per il World Wide Found for Nature W.W.F., organizzazione non governativa (ONG) non a fini di lucro (ONLUS) denominata Associazione Italiana per il World Wide Found for Nature, Ente morale riconosciuto con D.P.R. 04.04.1974, n. 493, con sede in Roma alla via Po, 25/c (C.F. 80078430586), individuata quale associazione di protezione ambientale nazionale a norma degli artt.13 e 18, comma 5, della Legge 08.07.1986, n. 349 mediante decreto del Ministro dell'Ambiente del 20.02.1987, in persona del suo Presidente Nazionale p.t. e legale rappresentate Stefano Leoni, nato a Roma il 26.09.1960 C.F. LNESFN60P26H501V, rappresentata e difesa dallavv. Fabio Spinelli, C.F. SPNFBA70D20A773G, con studio in Cittadella del Capo (CS), Via Mameli n.4, come da mandato a margine al presente atto. nel ricorso promosso dai Comuni di Viggianello e Rotonda in persona dei rispettivi sindaci p.t. rappresentati e difesi dall avv.to Bonafine Vincenzo, elettivamente domiciliato in Gimigliano dellavv. Gianni Ferrara. Contro Regione Calabria in persona del Presidente della Giunta Regionale p.t., Via Sensales n. 20, 88100 Catanzaro; Regione Basilicata, in persona del legale rappresentante protempore,con sede alla via Verrastro ,85100 Potenza; Ente Parco Nazionale del Pollino,in persona del legale rappresentante pro-tempore, presso lAvvocatura Distrettuale dello Stato,corso XVIII Agosto, 85100 Potenza; Azienda Cosenza; Enel Produzione S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t. con sede in viale Regina Margherita 125,00198 Roma. per l'annullamento previa sospensione
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al viale IV Novembre

n. 274, presso lo studio

Sanitaria

Provinciale

di

Cosenza,in

persona

del

legale

rappresentante pro-tempore,con sede alla via Alimena n. 8, 87100

del decreto dirigenziale del dipartimento attivit produttive settore politiche energetiche - della Regione Calabria n. 13.109 del 13/09/10,pubblicato sul supplemento straordinario n. 1 al BURC parti I e II n. 18 del 05/10/10 ad oggetto la riattivazione della sezione 2 della centrale termoelettrica del Mercure ricadente nel comune di Laino Borgo - modifica dellautorizzazione rilasciata dall Amministrazione Provinciale di Cosenza in data 09/02/02 ai sensi dellart. 12 del d. lgs 387/03 recepito nellordinamento regionale con legge regionale n. 42/08; di tutti gli atti che ne costituiscono recepiti presupposto ovvero confluiti

nellautorizzazione unica o da essa

ed, in specie, : del decreto

dirigenziale del Dipartimento politiche dell ambiente della Regione Calabria n. 23.795 del 29/12/09 ad oggetto la revoca del decreto dirigenziale n. 22082 del 03/12/09 con cui era stato annullato in autotutela il decreto dirigenziale n. 536 dell08/02/07 nonch tale ultimo decreto ; dei pareri resi nellambito di tale procedimento dallEnte Parco Nazionale del Pollino con atto n. 6574106 del 17/10/06 e dalla Commissione per la valutazione di incidenza della Regione Calabria, dipartimento politiche dell ambiente,con atto del 23/01/07; del parere reso dallAzienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ( gi Azienda Sanitaria Locale di Castrovillari ) in data 26/11/07 in sede di conferenza di servizi e confermato con nota n. 2322 del 21/07/09 ; dei decreti dirigenziali del Dipartimento ambiente,territorio e politiche della sostenibilit della Regione Basilicata n. 75/AB/2008/D/1532 del 13/10/08 e n. 75/AB/2009/D/435 del 09/04/09 ad oggetto la convalida,rettifica ed integrazione del suddetto decreto n. 75/AB/2008/D/1532 del 13/10/08 relativo alla valutazione di incidenza; del parere reso nellambito di tale procedimento dallEnte Parco Nazionale del Pollino con atto n. 1.780 del 24/02/09. ************ Breve premessa sullinteresse legittimante lintervento ad opponendum spiegato dalla Associazione Italiana per il World Wide Fund For Nature
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Appare necessario, seppur brevemente, porre in rilievo a codesto Ecc.mo Collegio adito le argomentazioni giuridiche poste alla base del presente intervento ad adiuvandum, finalizzato, ontologicamente, allannullamento dei provvedimenti impugnati, appieno illegittimi e affetti da vizi formali e sostanziali, nonch allaccoglimento della spiegata domanda cautelare. Ebbene, ci premesso, si evidenzia preliminarmente come l'Associazione Italiana per il World Wide Fund For Nature sia un ente morale riconosciuto con D.P.R. 4 aprile 1974, n. 493, che, in armonia con la missione del WWF internazionale a cui affiliato, si propone per l'Italia la conservazione della natura e dei processi ecologici e la tutela dell'ambiente. Pi in particolare, per quel che in tale sede interessa, la predetta Associazione legittimata ai sensi degli artt. 13 e 18 della Legge 8 luglio 1986, n. 349 ed rappresentata nel Consiglio Nazionale per l'Ambiente ex art. 12 della legge medesima. Alluopo, per avere unimmediata contezza dellevidente e tipicizzato interesse ad agire sussistente in capo allAssociazione sufficiente leggere il disposto del sopra citato art. 18, comma 5, della Legge n. 349/1986, secondo cui "le associazioni individuate in base all'articolo 13 della presente legge possono intervenire nei giudizi per danno ambientale e ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l'annullamento di atti illegittimi". Tale legittimazione stata poi confermata dal Giudice Amministrativo, in sede di attuazione pratica, con molteplici e concordi pronunzie (Cons. Stato, Sez. IV, sent. n. 3878 dell11.7.2001; C. Stato, Sez. IV, sent. n. 223 del 28.2.1992; TAR Marche, sent. n. 917 del 29.7.1999 e TAR Abruzzo, Sez. Pescara, sent. n. 328 del 20.5.1991). Ora non dubbio che il WWF sia portatore di una posizione giuridica sostanziale che verrebbe lesa in modo diretto ed immediato dagli atti amministrativi impugnati che autorizzano la societ Enel Produzione Spa allattuazione del progetto di riattivazione della 2 sezione con impiego di biomasse della centrale del Mercure, ubicata nel Comune di Laino Borgo (CS) in area di rilevante pregio naturalistico denominata Parco Nazionale del Pollino, istituito con D.P.R. del 15 novembre 1993. In effetti si verrebbe ad autorizzare la messa in esercizio della centrale in unarea protetta ai sensi
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della legge n. 394/1991. La legge istitutiva del Parco, nellambito dei principi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, degli articoli 9 e 32 della Costituzione e delle norme dellUnione Europea in materia ambientale e di sviluppo durevole e sostenibile, detta norme per listituzione e la gestione delle aree protette della Calabria al fine di garantire e promuovere la conservazione e la valorizzazione delle aree di particolare rilevanza naturalistica della Regione, nonch il recupero ed il restauro ambientale di quelle degradate. Si consideri inoltre che il decreto avversato autorizza la riattivazione della Centrale del Mercure limitrofa ad area SIC Valle del Fiume Lao e ricadente in area ZPS Pollino e Orsomarso tutelata dal DPR 357/1997 cos come modificato dal DPR 12.03.2003 n.120. Dalle esposte considerazioni, considerato che il WWF persegue la finalit di tutelare il bene giuridico unitario "ambiente" dalla cui tutela, costituzionale, legislativa, amministrativa, scaturisce l'esistenza di un vero e proprio diritto fondamentale della persona ed interesse generale della collettivit, evidente che il WWF sia pienamente legittimato, in quanto titolare di un interesse autonomo e qualificato, sia sostanziale che procedimentale, a partecipare al presente giudizio. **** Tutto ci premesso, con il presente atto si costituisce (ed interviene) in giudizio lAssociazione Italiana per il World Wide Fund For Nature, O.N.G. O.N.L.U.S. come sopra difesa, rappresentata e domiciliata, la quale, aderendo integralmente a tutti i motivi, le eccezioni e le argomentazioni difensive evidenziate dalla difesa dei Comuni di Viaggianello e Rotonda, evidenzia la illegittimit delloperato amministrativo del Dipartimento Politiche Energetiche, Attivit Estrattive e Risorse Energetiche della Regione Calabria, che ha reso un decreto sindacabile sotto il profilo della legittimit. FATTO Preliminarmente appare opportuna una puntuale esposizione dei fatti che si collocano a monte dei provvedimenti che in questa sede sono impugnati. Ebbene, la societ ENEL S.p.A. Divisione Generale ed Energy Management, con sede in Roma viale Regina Margherita 125, proprietaria della centrale termoelettrica - attualmente in disuso - costituita da due unit da 75 MW ciascuno, per complessivi 150 MW di potenza elettrica lorda,
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predisposte inizialmente per il funzionamento a OCD (olio combustibile denso) e lignite, ubicata nel comune di Laino Borgo (CS) al confine lucano e ricadente allinterno del Parco Nazionale del Pollino area IBA195 (Important Birds Areas), (area 2), nonch nella ZPS Pollino Orsomarso, posta a ridosso del fiume Mercure e della vicinissime aree SIC Valle del fiume Lao e ZPS Valle del Fiume Lao, nel mezzo di una Valle ricca di uno dei pi rilevanti e preziosi giacimenti paleontologici. Nellottobre 2000 e nel marzo 2001 presentava allEnte Parco Pollino le sue proposte di riconversione della centrale a biomasse. In data 25.9.2001 inoltrava al Presidente della Giunta Provinciale della Provincia di Cosenza e per conoscenza allUTF di Cosenza, al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale e al Ministero delle Attivit Produttive D.G. Energia e Risorse Minerarie, richiesta di autorizzazione alla riattivazione per la produzione di energia elettrica della sezione 2 della centrale del Mercure, per una potenza di circa 35 MW elettrici netti, alimentata con biomasse. Senonch a conclusione del procedimento amministrativo, il 02 settembre 2002, la Provincia di Cosenza Settore Attivit Economiche e Produttive rilasciava lautorizzazione alla societ ENEL Produzione SpA per la riattivazione della sez. n. 2 della Centrale del Mercure alimentata con biomasse. Nel 2004, quindi, ENEL iniziava i lavori di riconversione della sez. 2 della Centrale del Mercure. Il 30.06.05 la Provincia di Cosenza con nota prot. 52617 richiedeva al proponente la Valutazione dIncidenza. Con decreto n. 536 del 08.02.2007 il Dipartimento Ambiente della regione Calabria rilasciava decreto di valutazione dincidenza positiva. Successivamente, in riferimento al problema dellutilizzo di biomasse per lalimentazione di impianti di produzione di energia, portato allattenzione della Commissione Europea, con nota n. DSA/2007/0003119 del 01.02.2007 il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare richiedeva l'adeguamento dell'autorizzazione alla riattivazione della Sezione 2 della Centrale del Mercure per l'utilizzo esclusivo di biomasse vergini da deforestazione e l'espresso divieto di utilizzazione di biomasse classificabili come rifiuti; In considerazione della sopraccitata richiesta, la Provincia di Cosenza, riteneva utile e opportuno indire una nuova Conferenza di servizi per integrare la propria precedente autorizzazione rilasciata il 2 settembre 2002.
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La Conferenza dei Servizi, oltre agli originari enti partecipanti, veniva allargata anche ad alcuni Comuni interessati alla vicenda ed alla Provincia di Potenza, i quali esprimevano sia pareri ad efficacia decisionale che consultiva. Nella seduta del 26.11.2007 lEnte Parco del Pollino vincolava il proprio parere all'assoggettamento a Valutazione di Incidenza della Regione Basilicata, considerato che limpianto risultava ubicato nelle immediate vicinanze dell'area ZPS "Pollino - Orsomarso". Quindi con decreto dirigenziale n. 75/AB/2008/D/1532 Valutazione del 13.10.2008 la Regione Alla Basilicata del rilasciava detto la d'incidenza favorevole; luce parere

l'Amministrazione provinciale di Cosenza provvedeva a convocare nuova conferenza di servizi decisoria per il 16.12.2008, successivamente rinviata al 08.01.2009 a causa di indisponibilit della sede; nella seduta del 08.01.2009 il rappresentante dell'Ente Parco del Pollino riteneva di non dover esprimere parere in quanto l'Ente stesso, con nota n. 11782 del 18.12.2008, riscontrava la mancanza del proprio parere nell'iter procedimentale confluito nel decreto dirigenziale n. 75/AB/2008/D/1532 del 13.10.3008 di Valutazione d'incidenza favorevole della Regione Basilicata che, pertanto, risultava viziato; Si cercava dunque di rimediare a tale irregolarit mediante richiesta da parte della Regione Basilicata all'Ente Parco del proprio parere. Quindi lEnte esprimeva il proprio parere favorevole, parere recepito nel successivo decreto dirigenziale n. 75/AB/2009/D/435 del 09.04.2009 di convalida, rettifica ed integrazione del precedente decreto di valutazione d'incidenza n. 75/AB/2008/D/1532 del 13.10.2008 Nelle more, lEnel SpA, in data 23 dicembre 2008, presentava ricorso amministrativo, al Tribunale amministrativo regionale della Calabria per lannullamento del silenzio rifiuto della Provincia di Cosenza sulla domanda presentata da Enel Produzione avente ad oggetto centrale Termoelettrica del Mercure Procedimento per ladeguamento dellautorizzazione rilasciata con atto dirigenziale del 2 settembre 2002. In data 23 luglio 2009 il Tribunale amministrativo regionale della Calabria emetteva la sentenza n. 658/09, ritenendo inammissibile il ricorso stesso e fissando comunque un tempo di 30 giorni, dalla data di notifica della sentenza, per la chiusura del procedimento da parte della Provincia di Cosenza. In ottemperanza alla decisione del Tribunale Amministrativo
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l'Amministrazione provinciale di Cosenza convocava per il 30.07.2009 una ulteriore seduta decisoria della Conferenza di Servizi. In tale seduta venivano acquisiti i pareri favorevoli delle amministrazioni invitate, con la sola eccezione dei Comuni di Rotonda e Viggianello cui era demandato esclusivo potere consultivo. Veniva acquisito anche il parere favorevole n. 7550/09 del 28.07.2009 dell'Ente Parco del Pollino; Con successive deliberazioni n. 64/09 dell' 11.08.2009 e n.11 del 28.10.2009 l'Ente Parco sospendeva e successivamente annullava in autotutela il parere favorevole rilasciato; Con nota n. 122064 del 23.12.2009 l'Amministrazione provinciale di Cosenza a seguito di parere legale interno, riteneva di dover trasmettere ogni atto al Settore Politiche energetiche della Regione Calabria dichiarandosi Ente non competente al rilascio dei titolo autorizzativo previsto dall'ari. 12 del D.lgs. 387/2003; Quindi l'ENEL Produzione S.p.A. proponeva ricorso al TAR di Catanzaro contro tale trasferimento; Il TAR Calabria e, successivamente, il Consiglio di Stato, con sentenze n. 180/2010 del 20.02.2010 e n. 1858/10 del 26.04.2010 sancivano la competenza della Regione Calabria; Con nota prot. n. 0024507 del 17.06.2010 la societ ENEL Produzione S.p.A. richiedeva la convalida degli atti del procedimento di Cosenza. amministrativo Il lungo e condotto iter dall'Amministrazione provinciale tortuoso

procedimentale giungeva a conclusione con il rilascio da parte della Regione calabria del decreto oggi impugnato. DIRITTO VIOLAZIONE DI LEGGE:
ARTT. 14, BIS, TER, SEPTIES, ART. 29 LEGGE 07.08.1990 N. 241 E S.M.I; D.lgs. n. 59/2005 ART. 5 COMMI 10 E

11, D.lgs 387/2003 ART. 12 COMMA 3 E 4; L.R. 42/2008 ART. 8.; D. P. R . 15/11/93 MISURE DI SALVAGUARDIA DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO. 1. Il procedimento amministrativo inficiato da macroscopiche violazioni che si traducono nellillegittimit del provvedimento impugnato. Quanto eccepito trova ampia conferma nella realt che ha caratterizzato liter procedurale atteso che, il dirigente del settore Politiche Energetiche della Regione Calabria si sottratto allapplicazione delle norme che attengono al procedimento amministrativo per il rilascio
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dellautorizzazione. Ed invero, nella fattispecie, il responsabile unico del procedimento giunto allemissione del decreto impugnato senza avere convocato la conferenza di servizi, sia pure a chiusura del procedimento iniziato dinanzi alla Provincia di Cosenza, per l'acquisizione di tutte le intese, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i pareri, i nullaosta, gli assensi comunque denominati, necessari per la realizzazione del progetto in base alla vigente normativa. Su questo punto la norma di cui alla legislazione in materia chiara, ed altrettanto evidente la violazione compiuta e consumata da chi ha ritenuto di poter esercitare una libera scelta senza rispettare le priorit stabilite dalla legge. E palese dunque, come nel caso prospettato vi sia violazione dei precetti normativi in epigrafe indicati, che non sono raccomandazioni di buon senso, ma rigorose prescrizioni che lattuale procedura adottata dal dirigente del settore ha completamente disatteso e violato. In effetti per come sono andate le cose, piuttosto che indire una conferenza di servizi, sono stati acquisiti a sostegno del provvedimento impugnato, atti inficiati da nullit poich emanati da un ente (Provincia di Cosenza) privo di poteri e competenze. Larticolo n. 12 comma 3 della Legge n. 387 dispone cheLa costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonch le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico. A tal fine la Conferenza dei servizi e' convocata dalla regione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione. E previsto pertanto che sia la Regione Calabria a rilasciare latto che autorizza la messa in esercizio dellimpianto o altro soggetto istituzionale delegato dalla stessa, naturalmente dopo un iter procedurale che deve sottostare a particolari regole ovverosia tutta la procedura deve svolgersi dinanzi alla regione o diversamente dinanzi ad un ente previa delega regionale. Nel caso che ci occupa ci risulta che la regione non ha rilasciato alcuna delega al riguardo, quindi avrebbe dovuto
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convocare la conferenza di servizi ed acquisire le intese, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i pareri, i nullaosta, gli assensi comunque denominati, necessari per la realizzazione del progetto. Si assistito pertanto ad una frammentazione del procedimento amministrativo peraltro non consentita che ha portato allemissione dellatto impugnato. Al riguardo preme rilevare, pur correndo il rischio di essere ripetitivi, che la conferenza di servizi, indetta da un ente (Provincia di Cosenza) incompetente a conoscere il procedimento amministrativo, risulta essere viziata e pertanto determina la nullit di tutti gli atti presupposti e conseguenti. Nella fattispecie, il richiamo al principio di conservazione degli atti amministrativi, di economicit e di divieto di aggravio del procedimento mal si attanaglia, atteso che, ci troviamo di fronte ad un caso dincompetenza assoluta che determina la nullit degli atti amministrativi posti in essere dallorgano incompetente e, successivamente recepiti dalla regione. Ed invero la Provincia di Cosenza ha emesso un provvedimento di competenza regionale. In conseguenza di quanto sopra rilevato, in mancanza dei presupposti fondamentali del provvedimento impugnato, quali sono tutti gli atti amministrativi formatisi dinanzi alla Provincia di Cosenza, si viene a determinare la conseguente caducazione, per illegittimit derivata, degli atti successivi e, in particolare, dell impugnato decreto con il quale stata autorizzata la Societ Enel Produzione S.p.A. alladeguamento dellautorizzazione alla riattivazione della centrale.
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Si ravvisa ulteriormente da parte della P.A. una palese violazione di legge, infatti, non si minimamente considerato che limpianto progettato si pone in contrasto con le misure di salvaguardia del Parco di cui al D.P.R 15.11.93 che configurano una gestione a salvaguardia della quantit e qualit delle risorse del Parco nel medio e nel lungo periodo. Tali norme di salvaguardia ( allegato A alla predetta disposizione legislativa Istituzione dellEnte Parco Nazionale del Pollino ) inibiscono la realizzazione della centrale. Alluopo lart . 7 delle misure di salvaguardia elenca una serie di interventi realizzabili esclusivamente previo rilascio di autorizzazione e valutazione dellEnte Parco. Orbene, tra gli interventi realizzabili, ovverosia per quelli che interessano il
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progetto in questione (opere tecnologiche), certamente non rientra questopera che dunque deve essere considerata a tutti gli effetti irrealizzabile. ECCESSO DI POTERE: PER SVIAMENTO DALL INTERESSE PUBBLICO, PER VIOLAZIONE DEL GIUSTO PROCEDIMENTO, PER ERRORE SUI PRESUPPOSTI, 1. In PER CARENZA DI ISTRUTTORIA, OMESSA che i CONSIDERAZIONE DEI VINCOLI AMBIENTALI. riferimento allazione amministrativa sconfessabile procedimenti e gli atti amministrativi sono tipici e tassativi. Dal principio costituzionale di legalit dellazione e dellatto amministrativo deriva appunto il principio di tipicit e quello della tassativit, per i quali la P.A. pu esprimersi solo attraverso lemanazione degli atti amministrativi previsti e tipizzati dalla legge. In altre parole la P.A. non pu inventarsi procedure ed atti atipici nellesercizio della sua attivit autoritativa (imperium). Latto impugnato viziato da eccesso di potere in quanto con la nota n. 13021/Dip del 28.07.2010 il Dipartimento Settore Politiche Energetiche ha chiesto agli al enti che avevano partecipato in sede al di procedimento conferenza di dinanzi servizi, allAmministrazione provinciale di Cosenza di voler comunicare eventuali modifiche parere gi rilasciato subordinandolo alla condizione che il parere fosse lo stesso di quello emesso al 30.07.2009 e prevedendo di poterlo modificare solo per sopravvenute modifiche normative, il tutto in aperta violazione delle norme procedurali. Tale modus operandi deve considerarsi, quindi, procedura atipica se non aberrante. Le acrobazie procedurali della P.A., con linvenzione dellatto sottoposto a condizione eventuale modifica del parere esclusivamente nellipotesi di intervenute variazioni normative e senza convocare una conferenza di servizi, senza ombra di dubbio costituisce uno pseudo procedimento, non previsto dalla legge. A questo punto, lecito chiedersi: pu una procedura di tal genere perseguire legittimamente linteresse pubblico? Gli atti che ne scaturiscono possono, quindi, obbedire al cosiddetto principio di nominativit del provvedimento amministrativo? . Sembra di dover rispondere di no! In due effetti, principi il principio di legalit la dellatto e la
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amministrativo

comporta

conseguenti:

tipicit

nominativit. Dunque, basta ricordare la esatta definizione fornita da Sandulli: a ciascun interesse pubblico particolare da realizzare corrisponde un tipo di atto perfettamente definito. Da quanto detto deriva la conclusione che la P.A. non pu perseguire alcun interesse pubblico se non attraverso la stretta osservanza della legge, cio con un procedimento ed un atto tipico e nominato. Ci non evidentemente avvenuto ed allora, visto che linteresse pubblico deve essere perseguito con atti tipici e nominati, non resta che concludere che latto impugnato espressione del vizio di detournement de pouvoir, poich si usato uno strumento abnorme per realizzare un interesse pubblico che non e non pu essere quello voluto dalla legge. Pi in particolare la P.A., con latto impugnato, non ha perseguito la causa tipica della tutela dell'ambiente e del paesaggio mediante lindizione della nulla conferenza di servizi e lacquisizione di intese, autorizzazioni, pareri, la procedura. 2. Altro motivo che induce a ritenere violate le norme del procedimento amministrativo la condotta tenuta dalla Regione Calabria nella gestione dellistruttoria amministrativa. Ed invero, la regione non ha coinvolto, a differenza di come disposto dalle norme codificate in materia, gli altri enti i cui territori risentono direttamente degli effetti della centrale, ovverosia la Regione Basilicata e il Comune di Castelluccio Inferiore. Negare la partecipazione intesa nel senso di non coinvolgimento - peraltro necessaria di questi enti nel processo istruttorio e decisionale, equivale allattuazione di una politica amministrativa prevaricatrice e fortemente caratterizzata da un eccesso di potere capace di inficiare qualsiasi atto promanato. In effetti, basti dare una lettura agli atti per rendersi conto della fondatezza del rilievo mosso atteso che, al di la del coinvolgimento della Regione Basilicata nella procedura attuata per la valutazione dincidenza, non vi alcuna prova in ordine alla circostanza che tale ente si sia seduto al tavolo di gioco. Preme rilevare pertanto che anche sotto questo aspetto latto impugnato risulta viziato e va dunque annullato. 3. Leccesso di potere per difetto distruttoria della Regione Calabria si cristallizza nellautorizzazione resa atteso che, in un area naturale
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osta e assensi, ma la necessit di chiudere in modo abnorme, come detto,

protetta qual il Parco Nazionale del Pollino, inammissibile la realizzazione e la messa in esercizio di una centrale a biomasse dagli effetti devastanti. La Centrale del Mercure potenzialmente in grado di generare un impatto ambientale importante sia per le oggettive dimensioni dellintervento (da considerare unitariamente in tutti i suoi aspetti (realizzazione nuovo impianto di trattamento delle acque, nuova realizzazione di condotti aria/fumi, nuove strutture per stoccaggio combustibili ecc.), sia per la sua localizzazione in unarea la cui sensibilit ambientale stata certificata dalle stesse autorit nazionali e comunitarie (che ne hanno sottoposto lintera estensione alla speciale disciplina delle aree protette). Come si anticipato, i lamentati profili di illegittimit che viziano il decreto impugnato incidono direttamente su valori ambientali la cui difesa rientra nello scopo istituzionale che lassociazione ambientalista persegue: la procedura amministrativa, infatti, elude la valutazione degli impatti ambientali che il nuovo progetto determiner sullintero territorio del Parco e delle aree caratterizzate da habitat naturali e seminaturali: ci, nonostante: in generale, sia assolutamente nota la situazione di emergenza ambientale che si venuta a creare in conseguenza del precedente esercizio della centrale alimentata a olio combustibile, ormai dismessa, allorquando in conseguenza dell'entrata in vigore delle norme pi puntuali per quanto concerne l'inquinamento termico nei corsi d'acqua superficiali, non stato pi possibile l'esercizio contemporaneo delle due sezioni; in particolare, risulta incontestato, ed espressamente riportato nelle note del 23 giugno 2005, 07 luglio 2005 e 27 giugno 2006 della Regione Calabria Dipartimento Ambiente, indirizzate ad ENEL produzione, all Ente Parco del Pollino e alla Regione Calabria Ufficio di Gabinetto, citate nel parere di incidenza, che lintervento ricade interamente nella zona 2 del perimetro del Parco Nazionale del Pollino individuato dalla Comunit Europea con codice IBA195 (Important Bird Area), e ricompreso nellElenco Ufficiale delle Aree Protette del Ministero dellAmbiente e del Territorio codice Parco Nazionale EUP0008, nonch allinterno della ZPS Pollino Orsomarso IT9310303, e comunque
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limitrofo alla riserva naturale EUAP0055 Riserva naturale Valle del Fiume Lao, al sito SIC IT9310025 Valle del Fiume Lao, alla ZPS IT9310026 Valle del Fiume Lao, allIBA144 Alto Ionio Cosentino. A questo punto si ritiene opportuno richiamare i principi cardini dellazione ambientale e dello sviluppo sostenibile che sono alla base delle norme in materia ambientale, ed in particolare, gli artt. 3-ter e quater del D.lgs 4/2008 con il quale sono state apportate correzioni ed integrazioni al D.Lgs n. 152/2006. Orbene, i sopraccitati articoli recitano: La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonch al principio chi inquina paga che, ai sensi dell'articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunit in materia ambientale. Ogni attivit umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualit della vita e le possibilit delle generazioni future. Anche l'attivit della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell'ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalit gli interessi alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione. Principi e disposizioni legislative non recepiti e applicati dalla P.A. che ha autorizzato la messa in esercizio della centrale. Nella fattispecie, nella procedura amministrativa attuata dalla regione Calabria, non si valutato affatto l'alterazione qualitativa e/o quantitativa, diretta ed indiretta, a breve e a lungo termine, permanente e temporanea, singola e cumulativa, positiva e negativa dell'ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici, in conseguenza dell'attuazione sul territorio del progetto in questione. Manca del tutto un iter istruttorio preventivo, peraltro doveroso e inevitabile. Al riguardo, occorre evidenziare che, per il progetto proposto, e con espresso riferimento allimpatto sul territorio, sussistono elementi tali da non autorizzare la realizzazione dellimpianto in area di particolare interesse ambientale, in cui il ciclo produttivo idoneo a creare danni alla salute,
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perturbazioni e irrimediabili perdite di specie di animali protette, vuoi per gli agenti inquinanti atmosferici vuoi per linquinamento acustico dovuto al transito giornaliero dei camion circa 24 al giorno - per lapprovvigionamento della biomassa. Concludendo, come gi esposto in altri atti in cui si affrontato il tema della difesa del territorio e dellambiente, portati a conoscenza dellIll.mo Tribunale, a questa difesa preme rilevare che, pur vero che l'obiettivo del raggiungimento dei parametri del Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, consiglia agli Stati aderenti, tra cui l'Italia, di incrementare le fonti di energia rinnovabili e quindi anche quella delle biomasse, e, prima ancora, di adottare consistenti misure di risparmio energetico, che la pi recente ricerca scientifica a livello internazionale concordemente reputa prioritarie e capaci di fornire un apporto di elevate proporzioni al fabbisogno di energia. Tale indirizzo e programma di azione di politica energetica non contestata ma anzi apprezzata anche dallinterveniente associazione. Tuttavia, la condivisione non pu essere mai acritica n dogmatica n incondizionata e non pu comportare l'approvazione di qualsivoglia progetto e collocazione territoriale di impianti di produzione di energia rinnovabile. Nel nostro ordinamento i valori della protezione del paesaggio, dell'ambiente e degli ecosistemi sono stati dapprima tutelati dall'art. 9 Costituzione e ora anche, dopo le modifiche intervenute con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, dall'art. 117 e sono considerati dalla Corte Costituzionale "primari e insuscettibili di essere subordinati ad ogni altro interesse". Le predette dichiarazioni di principio, consacrate in alcune, mai smentite, pronunce del Giudice delle leggi (cfr. sentenze 151/1986, 152/1986, 153/1986), sono alla radice dell'essenza e dell'identit nazionale del nostro Paese e vanno riproposte con vigore tutte le volte in cui, come nel caso presente, sono calpestate da interventi lesivi che deturpano il paesaggio e minacciano l'integrit e la sopravvivenza in loco degli ecosistemi. In altre parole, nel nome della riconosciuta esigenza di fonti energetiche rinnovabili, l'insediamento di impianti a biomassa non pu trovare collocazione ovunque, ma soltanto negli ambienti in cui non sussistano
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controindicazioni escludenti, riscontrate oggettivamente, quali quelle presenti nel nostro caso.
P. Q. M.

Con la pi ampia riserva di puntualizzare ed integrare le proprie difese nonch di produrre documenti, codesto Ecc.mo Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Catanzaro, contrariis reiectis, voglia accogliere il ricorso presentato dai Comuni di Viggianello e Rotonda, ed in via cautelare sospendere il provvedimento impugnato in ragione del fumus boni iuris e del periculum in mora che emerge da atti e provvedimenti e che il ricorso principale ha puntualmente evidenziato, con piena adesione e condivisione di censure che codesta associazione sostiene nel proprio intervento adiuvandum delle ragioni e dei diritti ed interessi dei ricorrenti. Con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio. ad

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