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Al Sindaco ed all'Amministrazione Comunale di Nociglia (LE)

OGGETTO:

Nota riguardo alla valutazione di necessità per abbattimento di alberate di Pinus pinea nel Comune

di Nociglia

Le valutazioni qui espresse rappresentano la fase iniziale di un normale processo di “decision support system”, da applicarsi nei confronti di qualsiasi rilevante cambiamento nella struttura percettivo-paesaggistica di un comune. Le scelte in ambito di verde urbano soggiacciono ai medesimi criteri di scientificità da prendersi in considerazione per la variazione, ad esempio, dell'assetto urbanistico del comune stesso.

In tal senso, riguardo il prospettato intervento di eliminazione, parziale o totale, delle alberature di

Pinus pinea, possiamo partire dall'elencare quali siano i fattori da prendere in considerazione:

1)

sicurezza rispetto ad eventi di crollo da schianto

2)

valore economico dei beni oggetto d'intervento

3)

danni ed interferenze con le infrastrutture circostanti

4)

costi di gestione, abbattimento, sostituzione

5) cambiamenti percettivo-paesaggistici conseguenti ad abbattimento e sostituzione della specie; variazione di valore economico degli immobili privati prospicienti i viali

1 - Sicurezza

La metodologia attualmente accreditata e più diffusa per valutare rischi di crollo è il Visual Tree Assessment [VTA], che prevede un'indagine visiva dei fattori di rischio per crollo, seguita, se è il

caso, da una fase di approfondimento tramite indagine strumentale per accertarsi di eventuali difetti interni [carie, cavità] e/o valutarne l'estensione.

A prescindere dalla valutazione VTA, è sempre possibile richiedere l'abbattimento “in urgenza” di

un esemplare arboreo, ma unicamente dove appaiano incontestabili sintomi di pericolosità, ad esempio una variazione di inclinazione del tronco in un arco di tempo breve [settimane] Ogni altra valutazione “generica” è priva di qualsiasi valore scientifico, per cui andrà considerata come nulla.

2 – Valore economico dei beni oggetto d'intervento

La gestione dei beni comunali deve essere informata a criteri di conservazione e valorizzazione del patrimonio e del demanio comunale sulla base di realistiche valutazioni fra oneri ed utilità pubblica del singolo bene. L'eventuale eliminazione di un bene è sempre da valutare in relazione al valore del bene economico stesso; anche gli alberi, ed in particolare gli alberi singoli o gli insiemi di alberi che contribuiscono a determinare l'identità di un luogo, vanno indiscutibilmente considerati sotto questo aspetto. Esistono svariati metodi per la determinazione del valore degli alberi ornamentali dell'ambiente urbano, dagli anglosassoni C.T.L.A. Method e C.A.V.A.T. Method, [metodi parametrici, connessi alla dimensione, specie, posizionamento urbano, rilevanza paesaggistica, salute] ai regolamenti del verde dei Comuni che più in Italia hanno studiato questa problematica, in primis il Comune di

Torino, che più semplicemente considerano il costo di sostituzione con esemplari della medesima specie, età e dimensione. Per fornire un ordine minimo di grandezza ai metodi di stima sopra esposti, esemplari di Pinus pinea come quelli presi in esame hanno una stima che parte dai 10.000 euro [per singolo esemplare], ma che possono essere notevolmente maggiori in funzione del valore paesaggistico,

che, nel caso in esame aumenta ulteriormente per un effetto dovuto alla somma dell'insieme, ossia

al valore prospettico di interi filari.

Ci troviamo quindi di fronte a valori complessivi dell'ordine delle centinaia di migliaia di euro: un intervento non necessario [giustificabile solo per un imminente pericolo di crollo] sarebbe senz'altro da considerarsi all'interno del Collegio dei Revisori dei Conti; diversamente, qualsiasi

cittadino potrebbe rivolgersi alla Corte dei Conti per chiederne ragione, avendo l'Amministrazione diminuito considerevolmente il valore del Patrimonio Comunale.

3 - Danni ed interferenze con le infrastrutture circostanti

Sulla relazione tra alberi ed ambiente urbano disponiamo di un'abbondante bibliografia; senz'altro da segnalare, a questo proposito, i pregevolissimi lavori di Francesco Ferrini [Professore Associato della Facoltà di Agraria di Milano, Docente di Arboricoltura ornamentale e Parchi e giardini], il quale ha redatto delle splendide relazioni in casi assolutamente analoghi [anzi, trattandosi di alberature “chiuse” nel contesto urbano, a differenza di quelle di Nociglia, che appaiono al limite tra ordito urbanizzato e campagna, le condizioni di crescita considerate dal Prof. Ferrini sulla provincia di Livorno [precisamente a Marina di Campo, in via Roma] sono decisamente più avverse]. Per esemplificare si può senz'altro affermare che esistono soluzioni alternative, sperimentate da anni con successo negli Stati Uniti e nel Nord Europa, che permettono di prevenire o attenuare il problema delle radici emergenti con tecniche diverse: dall’uso di tessuti geotessili, imbevuti di un

principio diserbante, che vanno posti sotto il manto stradale e ai lati della buca d'impianto, impedendo quindi lo sviluppo orizzontale dell'apparato radicale, alla creazione sotto l’asfalto di uno strato “isolante” costituito da sabbia e pietrisco, “ostile” alla crescita delle radici. Queste tecniche, unite al parziale innalzamento del piano stradale e all’adozione di pavimentazioni pervie formate da materiali porosi o autobloccanti, sono la via maestra per la risoluzione delle problematiche radici/asfalto. Considerazioni specifiche sono poi da aggiungersi: l'asfalto nelle strade di accesso a Nociglia è si in cattivo stato, ma non per causa dei Pini; modesti sollevamenti del manto stradale si hanno unicamente in prossimità dal colletto di alcune piante, dove l'asfalto stesso deve unicamente essere rimosso, privo com'è di qualsiasi valore per la circolazione del traffico autoveicolare. Diverso il discorso per ciò che concerne il “Vignale” di via Manfredi; in questo caso sollevamenti della pavimentazione sono ben visibili. Obbligatorio quindi intervenire, per evitare infortuni nei passanti che potessero inciampare nella disconnessa pavimentazione; anche in questo caso si tratta, comunque e semplicemente, di sostituire la pavimentazione, lasciando intorno alle piante un'adeguata area non pavimentata [che eventualmente può essere coperta con griglie, o inverdendo a prato una striscia tra gli alberi stessi],

e sollevando la nuova pavimentazione, meglio se di tipo drenante, con una sottofondazione di

sabbia e ghiaia che assolva alla doppia funzione di respingere le radici [che comunque in pini di quell'età si limitano all'aumento progressivo di diametro, pure limitato, non a nuove formazioni radicali], e migliorare l'areazione per la salute degli stessi esemplari arborei. Qualche anno fa anche a Firenze, in viale Torricelli, i filari di Pinus pinea furono oggetti di un provvedimento di abbattimento, poi revocato, per danni all'asfalto. I problemi furono

semplicemente e soddisfacentemente risolti con gli accorgimenti indicati. Allego a seguire la citata relazione del prof. Ferrini sul caso dei Pinus pinea di via Roma a Marina

di Campo (LI).

4 - Costi di gestione, abbattimento, sostituzione

Quali sono i costi dell'intervento di abbattimento programmato? In genere l'abbattimento in zone urbane di esemplari arborei adulti, con le necessarie misure di sicurezza, è piuttosto elevato [nel caso di Firenze nel 2010, per via Torrelli, per 60 esemplari adulti, era stato indicato in 145.000 euro].Cifre così cospicue possono senz'altro essere utilizzate per migliorare le condizioni di crescita dei

Prof. Francesco Ferrini. Relazione tecnica sull'alberatura sita in Via Roma a Marina di Campo (LI) ed adiacenze. Milano 8 ottobre 2001 Oggetto: Relazione tecnica sull'alberatura sita in Via Roma a Marina di Campo (LI) ed adiacenze. Premessa Il sottoscritto Francesco Ferrini, professore associato presso la Facoltà di Agraria di

Milano, ha ricevuto incarico da parte dell'Avv. Renato Palmieri, Via Mascheroni 1, 20123, Milano,

per

la stesura di una relazione tecnico-scientifica che accerti e descriva, previe opportune indagini,

lo

stato dell'alberatura di Pinus pinea di Via Roma ed in particolare le caratteristiche della

vegetazione ed il suo inquadramento paesistico nel Comune all'oggetto della presente relazione. Al fine di poter esperire all’incarico affidatomi, ha provveduto ad effettuare alcune ricerche bibliografiche ed a prendere in esame la documentazione prodotta dall'Avv. Palmieri. Per poter espletare in modo più possibile esaustivo l’incarico ricevuto e per capire l’evoluzione che ha caratterizzato e che caratterizzerà l’area ho previsto di articolare la presente relazione nei seguenti capitoli:

1) Ruolo dell'alberatura stradale

2) Metodologie di analisi dello stato di salute degli alberi

3) Problemi derivanti dalla mancanza di tale alberatura.

4) Proposta d’intervento e conclusioni Ruolo dell'alberatura stradale1)

Ruolo estetico-paesaggistico (Ornamento dell'ambiente). La funzione paesaggistica è talmente nota che basterà accennarla brevemente. Si pensi solo a quante volte un paese, un angolo di città, una via, una piazza vengono identificate dagli alberi che vi dimorano. L’albero diventa perciò un elemento distintivo, un punto di riferimento e che, spesso, costituisce un elemento di raccordo fra passato e presente.In questo contesto l’albero va considerato come “elemento architettonico” essenziale nel disegno delle viabilità e, pertanto, nelle opere di manutenzione, cura e (eventualmente) sostituzione, non sono certo indifferenti le caratteristiche biologiche, quali la specie, il portamento, la dimensione, etc. Gli alberi possono svolgere infatti diverse funzioni dal punto di vista architettonico ed ingegneristico: forniscono infatti “privacy”, valorizzano panorami, nascondono visioni sgradevoli, costituiscono uno sfondo per esaltare caratteristiche del paesaggio e, infine, attenuano, completano e valorizzano le linee architettoniche degli edifici. Con un’adeguata selezione e manutenzione, gli alberi possono valorizzare una proprietà ed essere ad essa funzionali, senza violare i diritti ed i privilegi dei vicini e della comunità.

2) Ruolo sanitario o ecologico (De Vecchi et al., 1996; Giordano E., 1989): La capacità degli alberi

di fissare polveri e gas tossici nonché di liberare ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana

giustifica l'attributo che è stato loro dato di "polmoni di verde". Oltre a tutto questo gli alberi sono

in grado di attutire i rumori delle varie attività urbane apportando un contributo non trascurabile

anche alla salute acustica (Batistoni et al., 1995). Non secondarie sono anche le funzioni di habitat per avifauna, miglioramento del microclima, in termini di attenuazione degli eccessi di temperatura, vento e pioggia.

3) Ruolo economico: i benefici economici apportati dalla presenza delle piante, pur essendo non

facilmente determinabili, sono sia diretti, sia indiretti. I primi sono direttamente collegati con il risparmio energetico che la loro presenza produce, in termini di minori spese di condizionamento e

di riscaldamento (effetto protezione dal vento). Essi rappresentano, inoltre, un notevole

investimento: il valore di casa con giardino o, comunque, poste in una zona alberata, è, infatti, superiore a quello di casa che ne sono prive o che si trovano in zone prive di spazi a verde (ricerche condotte negli Stati Uniti hanno evidenziato un valore delle abitazioni in zone residenziali con presenza di verde superiore di circa il 10%, rispetto alla stessa tipologia di abitazioni situate in zone

senza aree verdi). Il risparmio in costi energetici e l’aumento del valore della proprietà apportano, quindi, benefici diretti al proprietario. I benefici economici indiretti sono molto maggiori, poiché interessano intere comunità: le spese per l’energia elettrica sono inferiori, i consumi di combustibili fossili è inferiore e, conseguentemente, anche le emissioni inquinanti risultano ridotte; non ultimo è l’effetto che la copertura vegetale esercita nel controllo degli eventi meteorici, soprattutto in relazione a eccezionali eventi idrici.Dal punto di vista ecologico, pur non essendo il pino domestico una specie nativa dell'arcipelago toscano, è da considerarsi naturalizzata, tanto da rappresentare in certe aree, quasi un'icona del paesaggio isolano. Non appaiono, perciò, giustificate, in questo senso, le motivazioni di rimozione di questo che è ormai divenuto un patrimonio delle nostre zone costiere, patrimonio che le contraddistingue da tutte le altre presenti nell'areale mediterraneo e non. Metodologie di analisi dello stato di salute degli alberi.Dal materiale fotografico prodotto dall'Avv. Palmieri, non si evince una situazione di potenziale pericolosità dell'alberatura di pini domestici di cui all'oggetto. È, comunque, da rilevare, a tale proposito, che non è possibile trarre conclusioni perentorie sullo stato di salute degli alberi, poiché questo richiede una serie di analisi strumentali oggettive dalle quali non si può prescindere qualora si debba decidere di procedere ad un eventuale abbattimento, che appare ingiustificato qualora la risposta dell'analisi strumentale non fornisca dati negativi sullo stato di salute degli alberi stessi. Appare, perciò, auspicabile, prima di procedere ad eventuali abbattimenti delle piante, la verifica dell'effettivo stato di salute delle piante da condursi tramite un'analisi strumentale in profondità dei tessuti legnosi, utilizzando gli strumenti e le metodologie previste nel metodo VTA (Visual Tree Assessment) che saranno di seguito descritte.Il metodo VTA (Visual Tree Assessment) è un metodo sviluppato da Mattheck in Germania, il quale sulla base di studi scientifici ha dimostrato che i difetti statici interni di un albero sono solitamente legati a determinati sintomi esterni. L’entità dei danni, tuttavia, non è sempre esattamente valutabile dal punto di vista quantitativo, per cui è necessario affidarsi anche a misurazioni strumentali che abbiano caratteristiche oggettive e ripetibili. Il Martello elettronico, il Resistograph ed il Frattometro forniscono, in proposito, i dati quantitativi oggettivi e numerici indispensabili per questo genere di indagini.IL VTA è un metodo di controllo visivo dell’albero il quale, guidato dai principi della biomeccanica e basato sull'assioma della tensione costante prende in considerazione e si allinea con la corrente giurisprudenza in materia.

La procedura VTA consta di tre fasi:

- Esame visivo per l’accertamento (diagnosi) dei sintomi di difetti e della vitalità dell’albero. I

sintomi che sono presi in considerazione riguardano la vitalità generale dell’albero, lo sviluppo di funghi e/o parassiti, la presenza di sintomi di difetti meccanici, sintomi tipo “vernice screpolata, come indicazione di rottura fragile, carie bruna, indicazioni derivanti da elementi di rinforzo. In assenza di sintomi che indichino che l’albero è significativamente a rischio la procedura si conclude in questa fase.

- Approfondito esame di ogni difetto evidenziato nella prima fase.

- Nel caso che siano riscontrati dei sintomi, il corrispondente difetto deve essere confermato e

misurato mediante un’indagine approfondita. Ciò può essere effettuato mediante la misurazione della velocità di propagazione di un’onda sonora attraverso la sezione trasversale oppure mediante l’applicazione di uno dei tanti metodi basati sulla perforazione del legno.Il sistema Resistograph permette di ottenere dati sulla carie e consente di valutare gli incrementi annuali in modo non

distruttivo per l'albero; offre la possibilità di analisi e diagnosi sul posto di alberi situati in parchi, giardini o ai lati di strade per accertamenti di sicurezza stradale o di determinare la qualità del legno

di alberi non ancora abbattuti (per es. per l'acquisto del legname). I risultati, rappresentabili in

forma grafica, possono essere allegati anche a protocolli giudiziari come prove non falsificabili. Il

profilo resistografico è in grado di evidenziare i diversi stadi di decomposizione del legno. Le zone

di passaggio tra le parti affette da carie e quelle circostanti, permettono di prevedere la tendenza

all'espansione. L'altezza del profilo e la distribuzione delle carie forniscono informazioni anche sulla capacità di portata.Tramite l'analisi computerizzata del profilo si possono valutare il decorso della crescita e le zone di legno estivo ed invernale. La curva della densità viene registrata, in

campo, simultaneamente su PC portatile e su di una stampante per la visualizzazione rapida sul posto.Il costo dell'analisi strumentale, da effettuarsi da parte di ditte specializzate nel settore è quantificabile in circa £ 200.000 +IVA per singolo albero.

Problemi derivanti dalla mancanza di tale alberatura.

Da quanto suddetto appare abbastanza chiaro quali sarebbero gli effetti della rimozione dell'alberatura presa in esame:

adiacenti,

quantificabile in percentuale variabile dal 5 al 20%.

b) modifica del microclima con maggior sbalzo termico fra estate ed inverno (estate più calda ed inverno più freddo) e peggioramento della qualità dell'aria, sulla quale verrebbe a mancare l'effetto tampone dell'alberatura che si esplica in modo diretto (abbattimento del pulviscolo e del particolato presente nell'aria) e indiretto (produzione di ossigeno e rimozione di biossido di carbonio come conseguenza dell'attività fotosintetica).

c) È importante mettere in evidenza che, comunque, il popolamento vegetale che interessa

l’appezzamento preso in considerazione non si trova in condizioni di degrado tali, stantibus rebus, da giustificarne la rimozione; l'eventuale sostituzione della stessa sarà, infatti, caratterizzata da una lunga fase (almeno 15-20 anni) di “degrado” (dovuta alla mancanza di alberi) e di “confusione” ambientale (assenza di una fisionomia tipicizzante della zona) che renderanno non solo meno attraente la zona nel suo intero, ma problematica la stessa gestione del nuovo impianto.

Risoluzione problema sollevamento manto stradale.

Per quanto riguarda l'inconveniente dovuto al sollevamento del manto stradale da parte delle radici dei pini è da sottolineare che questo problema non è causato solo da questa specie, ma può presentarsi quando gli alberi sono piantati troppo superficialmente o, a causa di problemi di compattazione del terreno o di scarsa areazione dello stesso, le radici si mantengono superficiali.Per ovviare a questo tipo d'inconveniente sono state proposte varie soluzioni, le quali, comunque, hanno tutte come principio-base, quello di migliorare le caratteristiche del terreno, areandolo e, al contempo, aumentare il volume a disposizione delle radici.Alcuni autori propongono di aumentare lo spazio a disposizione delle piante tramite la creazione di una piccola aree non pavimentata (e magari coltivata a prato o con idonee tappezzanti) sufficientemente ampia intorno al tronco delle piante.La superficie necessaria può essere quantificata in circa 4 mq (lato del quadrato alla base del tronco di circa 2 m). Distanze inferiori rischierebbero di causare danni agli apparati radicali degli alberi. Ricerche recenti hanno evidenziato una notevole efficacia dei tessuti geotessili nel prevenire la crescita superficiale delle radici. L’eventuale uso di tessuti preventivamente imbevuti di un principio diserbante è oramai divenuta di largo uso in certe aree degli Stati Uniti e del Nord Europa. Il meccanismo attraverso il quale questi tessuti funzionano è di cauterizzare gli apici radicali non appena questi giungono a contatto con il principio diserbante. Questo determina la deviazione della crescita verso gli strati più profondi del terreno. Questi tessuti potrebbero essere posti sia sotto il manto stradale sia ai lati della buca d'impianto per impedire un andamento eccessivamente plagiotropo dell'apparato radicale.La rimozione (o il semplice ricoprimento) della pavimentazione in asfalto e la sua sostituzione, previa creazione di uno strato “isolante” costituito da sabbia e pietrisco, risolve il problema del sollevamento del manto stradale da parte delle radici degli alberi. Ricerche effettuate su questo argomento ed esperienze dirette nel nostro paese hanno fornito ottimi risultati anche su piante di oltre 30 anni di età, tanto che a distanza di diversi anni dall'intervento effettuato non sono evidenti segni sulla pavimentazione dovuti al sollevamento da parte delle radici degli alberi. Si tratta, in sostanza, di creare uno strato “ostile” alla crescita radicale che, in questo caso, avviene negli strati più profondi del terreno e non interferisce col manto d’asfalto. La sostituzione di quest’ultimo con pavimentazioni pervie, formate da materiali porosi o, più semplicemente da autobloccanti, costituirebbe un ulteriore elemento a favore dell’approfondimento radicale E' doveroso sottolineare che l'apporto di materiale inerte come ghiaia, sabbia o pietrisco

a) perdita

di

valore

degli

immobili

presenti

nella Via

Roma

e

nelle

contrade

non arreca alcun danno alle radici delle piante e che le eventuali lesioni causate dalla rimozione della pavimentazione stessa non hanno riflessi importanti sulla fisiologia della pianta.In tutti i casi bisognerà limitare al minimo ogni taglio e rimozione di porzioni radicali ed i tagli dovranno essere effettuati mediante opportuni utensili (trance e cesoie da potatura) cercando di ottenere tagli netti con superfici. In nessun caso dovrà essere usato per il taglio delle radici la bennea o altro organo di ruspe o altre macchine da scavo e bisognerà trattare le superfici di taglio ed il terreno di radicazione mediante prodotti fungoantagonisti specifici (tipo Biochem RADIX). La mancata osservanza di queste disposizioni può causare il propagarsi di affezioni fungine responsabili del marciume radicale le cui conseguenze sulla vita degli alberi sono molto gravi.

Conclusioni.

Da quanto esposto in precedenza, in merito alla descrizione del luogo appare evidente che la vegetazione e l’ambiente nel suo complesso presente, possiedono i connotati tipici delle zone marine; pertanto il popolamento vegetale oggetto delle verifica richiesta presenta, le caratteristiche predisponenti per la sua classificazione come “una zona verde della città, di non comune bellezza paesistica”. Il termine di “bellezza paesistica” risulta in totale coincidenza con le caratteristiche oggettive del bene sopralluogato; esso è, infatti, configurabile come una delle tipologie naturalistiche (ambientale), paesaggistiche (estetica) e tradizionali dell'arcipelago Toscano. Sulla base delle prove oggettive acquisite, è pertanto possibile affermare che mancano i presupposti logici per la rimozione del bene oggetto. In considerazione dell’importanza di un adeguato patrimonio arboreo ed arbustivo sul territorio comunale ed in particolare negli spazi afferenti le proprietà private non si prospetta, infatti, in sostituzione dell’attuale vegetazione, la messa a dimora di piante appartenenti a specie con sviluppo più limitato e appartenenti al patrimonio vegetale indigeno o naturalizzato che possano, in tempi ragionevolmente brevi, creare una continuità visiva con il verde presente nella zona e tali da garantire il raggiungimento dell’obiettivo dello sviluppo sostenibile che è quello di salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio.

Prof. Francesco Ferrini

Professore Associato – Facoltà di Agraria di Milano

Docente di Arboricoltura ornamentale e Parchi e giardini

Bagno a Ripoli (Firenze)e-mail: francescoferrini@yahoo.it

Bibliografia consultata:

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De Vecchi M., Potenza A., Abollino O., Barni E., 1996. Arbusti ornamentali quali indicatori biologici dell’inquinamento atmosferico: primi risultati. Flortecnica, 3:88-91.

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