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tANCI SCO

CAN DI DO XAVIER . HEIGORINA CUNHA


,
AND RE LUIZ E LUCIUS
J
NARRATIVA SP IRITUALE

senza
sociale.
campl
filosofia
dissertazio e
r.ivelato
F.rancisco
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scienze .
affronta
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comunicare
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Paese

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comune .
CUNHA
Francisco Candido Xavier
Heigorina Cunha
Andr Luiz - Lucius
Una citt
nell' Aldil
iJ Casa del Nazareno Edizioni
Tirolo originale
Cid{(de I/ O A/m
COpyriuht 19H
M 3 100-;/ituro de . . .
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1 Av. OUo 1067 .
3600.000 Aran,s _ SI' ,
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Per l'edizione in lin ' U' '. ..
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Tutti i diritti cli . . ' .
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TradUZione
Baratta
Revisione
.Mirdla Abriani
INDICE
Annotazioni intorno alla "Nostra Dimora",
Anclr Luiz
Spiegazione necessaria
I - La citt "Nostra Dimora"
II - Piano Pilota
III - Dettagli clella citt estratti dal le opere
ci i Anclr Luiz
IV - Local izzazione ci i "Nostra Dimora" -
Sfere Spirituali
7
11
19
27
33
39
67
- ---- - -
INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI
1. Il Governatorato 75
2. Padiglione di riposo e magneti zzazione
per gli Spi riti in fa se di incarnazione, nel
Mi nistero della Rigenerazione 77
3. Tempio nel Mi nistero dell 'Unione Divina 79
4. Pri mo disegno, incompleto, dci
Piano Pilota 80
5. Saloni Verdi della Sorella Veneranda 83
6. Planisfero con la localizzazione della citt 85
7. Planisfero con le sue divisioni 87
8. Piano Pilota della citt 88
9
LA "NOSTEA DIMORA"
1 - Il fratello Lucius ha fatto quello che ha potuto
per fa re conoscere agli amici che vivono nel Piano
Fisico alcuni aspetti della "Nostra Dimora", la colonia
di lavoro e di ri educazione alla quale siamo vincola-
ti nella Spirituali t, soprattutto il piano pilota che la
riguarda.
Per fare questo, ha trovato la dedizione dell a mc-
dium Heigori na Cunha, di Sacramento, citt del stato
di Minas Gerais, in Brasile.
2 - Sar egli riuscito a trasmettere, dettagliatamen-
te, tutta l'immagine del vasto ambiente residenziale
cui fa riferimento'
Di sicuro no, ma siamo di fronte a una val ida rea-
li zzazionc per ci che riguarda le forme c le idee
fondamentali che l'amico sopraci tato ha tracciato,
con cura, att raverso lo scambio spirit uale.
Il
3 - giusto ricordare qui le mappe che Cristofo-
ro Colombo disegn, influenzato da Mentori e cla
Amici Spirituali, prima clelia scoperta dell'Americn,
Tali abbozzi non rispecchiavano tutta la realt , ma
comunque ci imostrano, ancora oggi, che il valoro-
so navigatore present la configurazione ciel Nuovo
Cont inente almeno nelle sue linee essenziali.
4 - Conviene chiarire che la "Nostra Dimora"
una colon a-c tr, abitata da uomini e cl onne, giovani
e adult, non pi legati al corpo fi sico.
Esistono per centinaia di altre colonie-ci tt spi-
rituali intorno all a Terra, che obbecl iscono alle leggi
che regolano i loro movimenti di rotazione e trasla-
zione.
5 - Ovunque, clopo la culla, l'uomo, al centro clel-
la Natura, si confronta con i principi di sequenza.
Anche dopo la morte.
6 - Come risposta alle regole dell a reincarnazionc
c del la dsincarnazlone, nascono nell'esperienza fisi-
ca, e da questa si liberano, migliai a cii creat ure uma-
ne, nello stato mentale ci i cui si compiacciono.
7 - Quell i che si avvici nano al mondo materiale,
attraverso la rinascita, si manifestano nella condizio-
ne in cui si trovavano nel Piano Spirituale. Di conse-
12
guenza, coloro i quali cl al mondo fisico ritornano al
Piano Spirituale, l si rivelano nella condizione in
cui si trovano, sia in mat eria d'evoluzione, sia di
fronte al resoconto della legge di causa ed effetto.
8 - Nessuno costretto a pensare in questo o
quel modo, per forza dei pri ncipi universali che ci
governano.
Ogni coscienza, incarnata o disincarnata, libera,
nel pensiero, di scegliere il cammino che pi le si
conf, anche nel caso in cui si trovi transitoriamente
a fare i conti con le conseguenze infelici di scelte
fatte in passato. In questo caso la creat ura pu alle-
viare oppure rendere pi grave la propria situazione,
seconclo la condotta che decide di adottare.
9 - comprensibile che, una volta avvenuta la
dsncarnazione, gli esseri umani trasferiscano nella
Vi ta Spirituale i loro nobili ideali o le passioni depri-
menti, le tristezze e le gioie, la convinzione e l'incre-
dulit, i valori ciel cliscernimento e l'indisciplina del-
l'intelligenza, la scarsa conoscenza e l'ansia d'eleva-
zione che si sentono di possedere.
l O- La personali t spirituale, quando rinasce sul-
la Terra, rimane all 'interno del veicolo fisico, circon-
data dalle prove che danno conferma ciel valore che
essa ha raggiunto, con le fondamenta nell 'assimil a-
13
ZIOne cii ci che ha realizzato ci i meglio in se stes-
sa. AI momento clelia disincarnazone questa stessa
personalit cii mostra chiaramente ci che , come
sta e in quale grado evolutivo si trova, irradiando
da se stessa il clima spirit uale in cui ha piacere cii
vivere e convivere.
11 - Ne lla culla terrena, la persona si riassume
nella famiglia o nel gruppo sociale in cui chia-
mata a imparare cii nuovo le lezi oni e le conclu-
sioni ci el passato, per riscattare i cl ebiti che pu
aver contratto, opp ure per portare avanti i compiti
d 'amore e cooperazione per i qual i si liberamente
Impegnata.
12 - Nella disncarnaztone questa stessa persona
ritorna a vivere con il gruppo spirituale che le af-
fine. In questo modo pu mantenere una posizione
mentale stazionaria, se lo desidera, oppure pu co-
gliere felici risultati dallo sforzo dell'autosubli mazio-
ne che ha svolto sul Piano Fisico, sia att raverso il
perfezionamento realizzato in se stessa, sia attraverso
i compiti nobil itanti che abbia iniziato a svolgere tra
gli uomini, entrando naturalmente nel gruppo d'ele-
vazione per il quale si promossa.
13 - Ogni Spirito libero, nel pensiero, di migli o-
rare se stesso, migliorando l'ambiente di vita in cui
I ~
si trova o cii complicare la propri a esistenza, compli-
cando il campo clelle esperienze cui vincolato.
14 - Nelle colonie-citt, o colonie-parchi, che gra-
vitano intorno al Piano Fisico, che sono residenza
transitoria clelle intelligenze disincarnate, naturale
che la lotta del bene contro il male, o contro la man-
canza cI'equili brio clelia mente, continui ad avere le
caratteristiche che abbiamo conosciuto esserle pro-
prie sulla crosta terrestre.
15 - La morte non opera miracoli. L'essere umano,
oltre la morte, prosegue il lavoro di perfezionamento
o rimane in una situazione stazionaria se non accetta
l'obbligo di rinnovarsi ed evolvere.
16 - Le religioni, la filosofi a e la scienza continua-
no, per una necessit clelle creature disincarnate, a
credere, a st udiare e sperimentare per sostenere il
progresso e il miglioramento dell 'uomo. Esse offrono
vasti campi d'azione, rendono nobili i propri inter-
preti , cultori ed esponenti.
17 - Tenendo in considerazione i moltissimi Spi-
riti disincarnat i, disorientat i, vitt ime di passioni pro-
vocate da loro stessi, analfabeti dell'anima, resi foll i
da sentimenti possessivi, portatori d'infermit e di
confl itti che loro stessi atti rano e alimentano, Spirit i
15
immaturi e d isinformati che provengono da tutte le
p arti, necessario che la casa delle affinit, il tempio
della fede, la scuola e la pred icazio ne , la preghie ra e
il conforto, il dialogo e l'istruzione, l'ospedale e l'as-
sistenza, il soccorso e il trattamento di segregazione
funzionino, nelle comunit dell'Aldil, con estrema
comprensione verso quell i che sposano compiti sal-
vifici .
18 - Pe r u n ch iarimento gradua le degli Spiriti
disincarnat i, che si rivelano bisognosi d'appoggio e
d' istruzione Ce se ne contano a milioni), la parola,
orale o scritta trasmessa att raverso la radio o la tel e-
visione, ancora il procedimento d i comunicazione
pi veloce, bench la telepatia e la sublmazone sia-
no present i, oltre la morte, grazie ai circoli di iniziati
sempre pi nume rosi, ad alti livell i di comprensione.
19 - giusto che la didattica, nell 'Aldil , utili zzi
la lezione, l'esame, l'esposizione pratica, i vari corsi
d'introduzione per la conoscenza superiore, la disci-
pli na, l'apol ogo, gli esempi della storia e tutte le al-
tre risorse, delle arti e della letteratura, che possano
essere d'aiuto ai compagni che ne cessitano di cono-
scenza e d i motivazioni per il loro bene.
20 - Nei piani pi vicini all'esperienza fisica , le
cre at ure felici sono sempre disponibili a lavorare a
16
I
favore degli infelici, i pi forti a beneficio dei pi
deboli , i buoni in socco rso di quelli che non trovano
l'equilibrio e i pi saggi in appoggio degli esseri privi
d'orientamento e degli ignoranti.
21 - Nelle comunit delle creatu re disincarnate,
l'affinit il clima ideale per l'unione degli esseri,
l'interesse per l'ascesa dello Spirito a i Pi ani Supe riori
rappresenta il segno di tutti quelli che gi si sono
risvegliati nel rispetto di Dio e nell 'amore verso il
prossi mo, il lavoro del bene incessante, la religione
non ha dogmatismi, la fi losofia accoglie le pi alte
forme di pensiero ovunque si manifestino, la scienza
umanitaria e lo sforzo per il proprio perfeziona-
mento intimo un impulso instancabile in tutte le
creature di buona volont.
22 - Oltre la morte, la vita continua e si vede con
maggiore chiarezza la real t della teologia semplice
che regge l'evol uzione, in tutto ci che l'evoluzione
possiede in comune con la Natura : "A ognuno secon-
do le sue stesse ope re".
ANDR LUI Z
Uberaba, 17 giugno 1983
(Note ricevute ei a! medum Francisco Cnelido Xavier,
Uberaba, Minas Gcrais)
17
I
,
I
SPIEGAZIONE NECESSARIA
La grande famiglia spiritista, e il pubblico in gene-
rale cui dest inato il messaggio di questo libro, non
mi conoscono.
Venuta dal Mondo Superiore con la mia piccola
dose di cooperazione, vorrei raccontare, in questo
prologo, un po' della mia vita, affinch i cari lettori
si rendano conto della precari ct di risorse di cui gli
Spirit i disponevano per manifestarsi attraverso la mia
intermediazionc.
Questo pu anche spiegare gli errori tecnici , a vol-
te elementari, riguardanti i disegni, se si tiene con-
to soprattutto dell a qualit dell a materia ritratta, che
coinvolge aspett i, paesaggi e cose ciel Mondo Spiri-
tuale.
*
Sono nata il 16 aprile ciel 1923, una bambi na nor-
19
male e, per qualche tempo, potei godere come qual-
siasi alt ra di ottima salute.
Una matt ina mi svegliai triste e abbattuta. Mamma
si prodig con tutte le cure, usando subito tutte le
risorse necessarie per togliermi da quello stato inat-
teso di prost razione.
A ogni modo, rispondendo all'armonia delle Leg-
gi dell'Universo, quel giorno, il 23 aprile del 1924,
aveva inizio un processo di rinnovamento che avreb-
be riguardato non soltanto me, ma tutta la comunit
d'appoggio terreno che mi stava intorno, con uno
sviluppo di lezioni indimenticabi li da cui avremmo
tratto tutti enorme profitto.
Il fatto che cominciava l, in quei tranquilli giorni
del passato, un processo di rigcnerazone che giun-
geva a noi attraverso la paralisi infantil e.

Sin da pi ccola sono stata innamorata del cielo


,
che su di me esercitava un attrazione fuori dal co-
mune. Durante il giorno, seguivo con lo sguardo
il passaggi o dell e nuvol e e la loro metamorfosi
continua di forme, cercando di scoprire le figure
di persone e di cose ; nel pome riggio avevo un ap-
puntamento fisso con il tramonto, che mi portava
in estas i con il suo spettacolo di colori e di nott e
, ,
subivo il fascino dell e stell e distanti , anche se mi
20
!
1
e ra impossibile deci frare il loro significato e la loro
grandezza.
Il fatto che, immobi lizzata dalla paralisi , inchio-
data su una sedia o sul letto, chiedevo sempre alla
mamma che mi mettesse alla finestra per poter am-
mirare il mondo di fuori. Attraverso quella apertura
illuminata, ancora oggi, mi se nto legata alla contem-
plazione del firmamento.
Durante queste contemplazioni sublimi, dentro d i
me nascevano inevi tabil mente delle domande: come
avrei potuto cammi nare? Dove avrei trovato forze e
risorse per vincere gli impedimenti dovut i alla mia
malattia? Come avrebbe potuto Dio, Padre Nostro,
aiutarmi pi da vicino?
,
E stato quando, grazie all a volont di vincere e
alla fiducia in Dio, ho ini ziato a senti re la presenza
di Benefattori Spiri tuali vici no a me e ho maturato
la convinzione che, con il loro aiuto, avrei trovato la
soluzione. Avevo acquisito la certezza che il pensiero
una forza creatrice e che questa forza, per volont
di Dio e con l'aiuto degli Amici Spirit uali , avrebbe
potuto dare vita alla mia gamba paralit ica e avrei
potuto camminare.
Dopo lunghi anni di sforzi tesi a mettere in pratica
gli esercizi fi sici e mentali raccomandati dagli Spi ri-
ti che mi soccorrevano, ho raggiunto l'adolescenza
camminando grazie a un bastone e ringraziando la
benedizione della vita al fianco dei miei cari gcnto-
2 1
ri, Atal iba Jos da Cunha ed Euridice Miltan Cunha
(Sinhazinha).'
La dedi zione e la sensibilit di mamma mi aiu-
tarono a vi ncere i complessi psicologici che spesso
accompagnano i processi d i riabilitazione cui mol-
te creature devono sottomettersi, com'era capitato a
me, nel corso delle lezioni della vita . lo mi sent ivo
una ragazza normale, come qualsiasi altra, la vita mi
sorrideva intorno cd ero felice d i avere sconfitto la
paral isi.
Gli anni felici della giovinezza svaniscono per il
2 dicembre del 1961 quando la mamma, il mio pi
grande appoggio, e il vero bastone che mi aveva fino
allora sostenuto nella lotta, ritorna al Mondo Superio-
re, lasciando alle mie cure, insieme a una sorella non
sposata, mio padre, immobilizzato nel letto da sei
anni a causa di un incidente . Orfano come noi, dopo
la partenza fi sica d i quel cuore generoso che tutelava
la nost ra esistenza, pap incominci ad appoggiarsi
alle figli e, fino a quando, nel 1971, torn anche lui al
Mondo Superiore.
l Sorella di Euripides Barsanulfo, lavor con lui nell a farmacia
per molti anni , e dedic luna la sua vita alle persone bisognose.
Xcl Piano Spirituale. insieme al marito, continu nel campo di
lavoro di Ges.
22
Racconto q uesti part icolari della mi a vita non per
esaltare i valori personali , ma per d imostrare a i cari
lettori che la Dottrina Spiritista una fo nte inesauri-
bile di forza creatrice e vivificante , in cu i possiamo
immergere la nostra an ima per lbera rl a dalle fer ite
che possono aprirsi nei cuori scoraggiati d i fronte ai
fatt i naturali della vita.
Nel 1962, quasi un anno dopo la partenza di
mamma , d urante u n ameno pomeriggi o , ment re
contemplavo mali nconica il tramonto, se nt per la
p ri ma volta la sua presenza c, da quel momento , in-
cominciai a penetrare con pi freque nza i due pi ani
dell a vita .
fu per il 2 marzo del 1979 che vissi l'esperienza
pi affascinante di tutta la mia vita . Mi vid i uscire dal
corpo, port ata da uno Spi rito che non riusc a identi-
fi care , verso una citt spirituale che molto dopo sep-
pi essere la citt "Nostra Di mora", di cui Andr Lui z,
nel libro che porta lo stesso nome. t raccia un profilo
magnifico e molto chiaro.
Osservai la citt in alcuni suoi part icolari c, svc-
gliandomi, mantenni il ricordo dell 'esperienza d i
2 Franci sco Candido Lui z - Sosso Lar (Xostra Di-
mora). FEll, Rio de j.meiro. 1943.
23
quella notte meravigliosa che si era interrotta qua n-
do, all'albeggiare, lo Spirito che mi accompagnava mi
invit a ritornare sull a Terra.
Non potevo perdere la visione di un avvenimento
cos bello e quindi decisi di disegnare ci che mi
era stato possibile conoscere nel tempo di una cos
breve visita.
Premetto di non essere una disegnatr ice e per
questo i disegni che ho elaborato non hanno pretese
tecniche, n sono in grado di ri portare del tutto la
bellezza delle forme.
Nonostante ci, ho fatto il disegno e l'ho conser-
vato senza rivelare niente a nessuno.
. Dopo tre anni, l'esperienza si ripetuta, questa
volta in modo pi nitido, e ho potuto vedere altre
cose rispetto quelle che gi avevo visto, mentre vol-
teggiavo sull a c itt, contemplando i part icolari del

suo paesaggio.
L'Amico Spirituale, che mi guidava, mi lasci in un
Dipartimento della citt e and in un altro per svol-
gere i compiti che gl i spettavano. Rimasi ad aspettar-
lo e, dopo un po' di tempo, fui chiamata attraverso
un apparecchio di comunicazione interna, simile a
un telefono. Mi dissero che sarei dovuta restare in
quella sezione perch non mi conveniva raggiungere
il mio amico nelle Camere, luogo di molte sofferen-
ze, e che lui sarebbe venuto a prcndcrrni per il ritor-
no sulla Terra.
2 ~
Mi svegliai sentendomi incastrare brusca mente nel
mio corpo. Ero ancora intontita dal volo, ma coscien-
te di tutto quello che avevo visto.
Da questo viaggio nato il secondo disegno, o
pianta bassa della citt "Nostra Dimora", che corri-
sponde al Piano Pilota, come mi poi stato chiarito
da Francisco Candido Xavier (il nostro caro Chico).
Devo aggiungere, per, che, per qua nto la forma
sia vera, la citt non si limita al numero d i case e
d'isolati, indicati nel disegno soltanto a scopo il lu-
strativo, poich si tratt a di una citt di vaste d imen-
sioni che ospita circa un milione di abitanti.
Piena d'entusiasmo per il secondo disegno, lo feci
vedere alle persone con cui avevo pi intimit e di
cui mi fidavo.
Una di queste fu un mio cugino, che port la no-
tizia a Franci sco Candido Xavier. Il buon medium di
Ubcraba si interess al caso e mi chiese che gli por-
tassi i disegni, e quale fu la mia sorpresa quando
afferm trattarsi della citt "Nostra Dimora", la cui
forma corrispondeva perfettamente a quella tracciata
nel disegno!
Stimolata dal suo affetto e dalla sua comp rensio-
ne, cercai di disegnare altri dettagli della citt, che vi
offro in questo libro.
Li ho depositati nelle mani di Francisco Ca ndi do
Xavier, che si occupato generosamente dei dettagli
complementari e di portare il materi ale all"Instituto
25
de Dfus o Espiri ta (Istituto di Diffusione Spiritista)
di Araras che, infine, li ha pubbli cati.
Colgo I'opportun t per ringraziare Dio e i Buoni
Spiriti per la partecipazione che ho avuto in questo
lavoro, chiede ndo scusa, anche ai lettori, per le natu-
rali mancanze imposte dai miei limiti persona li.
I-IEIGORINA CUNI-IA
Sacrame nto, 4 febbraio 1983
26
I
LA CITT "NOSTRA DIMORA"
Nella vasta bibliografia mcdiani ca dci mcclium
Francisco Candido Xavier, la citt spirituale, cono-
sciuta come "Nostra Dimora", stata la prima societ
urbana dell a Vita Supe riore ritratta in modo detta-
gliato. Nel libro che porta lo stesso nome, edito dalla
Federazione Spiritista Brasilia na , lo Spi rito di Andr
Luiz, raccontando la sua esperienza, ha fornito una
descrizione minuziosa circa l'organizzazione della so-
ciet comunitaria e degl i edifici d i cui si se rve come
appoggio logistico.
Il medium racconta che rimase sorpreso dall e par-
ticolari rivelazioni e che Andr Luiz, affinch lui po-
tesse dare libe ro corso ai suoi raccont i, una notte lo
port, svincolato dal suo corpo fi sico, a vi sitare la
citt "Nostra Dimora" perch si re ndesse conto dell a
sua esistenza e conoscesse personalmente alcuni de i
luoghi descritti nel libro.
In realt il libro citato apriva nuovi e ampi ca mpi
27
per le indagini di quegli studiosi che incontra no dif-
ficolt a capire come la vita possa prosegui re dopo la
morte del corpo materiale, in modo normale e senza
sbalzi.
Era d ifficile immaginare, di fronte all 'apparente di-
verst di condizione fra incarnati e disincarnati, che
lo Spiri to potesse abitare citt edificate e organizzate
in modo simile a quelle terrene.
Gli Spiriti dissero ad Allan Kardec> che, nel Mon-
do Spi ri tuale, vivevano in -spece di acca mpamenti,
d i campi, per riposare dopo un lunghissimo e rrare,
stato sempre un po' penoso".
Non era possibile, vero, dare ali all'immagina-
zione per speculare su ci che potevano essere, real -
mente, queste specie di accampament i, perch man-
cavano riferimenti chiari che inducesse ro a ideali z-
zare delle comuni t di Spiriti che potessero abitare
delle citt strutturate in edifici solidi , su un terreno
fert ile coperto di vegetazione, tutto strettamente si-
mile a ci che conosciamo sulla Terra.
A parti re dalle informazioni fornite da Andr Luiz
e superato il naturale stupore causato dalle rivela-
zioni dello Sp irito, ci si rese conto che le cose non
avrebbero potuto essere diversamente.
Abit uat i per molti secoli a ideali zzare il Cielo
e l'Inferno in termini che non corrispondono alle
3 Questione 11. 234, Il Li/n'O degli Spiri/i.
28
esp ressioni umane , nonostante le rivelazioni c o n t e ~
nutc nelle opere di Codificazio ne, ci rifiutavamo d
accett are ci che ovvio. Se lo Spirito sopravvive
al corpo, e le p rove d i questa sopravvivenza e ra no
state fornite in abbondanz;l a part ire dalla nascita
della Dottrina Spiritista, e se, d 'altra parte, gli Spiriti
ci assicura no che ci saremo riunit i in fa miglie e in
gruppi, e che la vita cont inua senza grandi camb ia-
me nt i dopo la morte fisica, perch avrebbe dovuto
essere cos d iscre pante il rapporto con i modelli ter-
reni ?
A partire dai ricordi della Vita Spirituale organiz-
ziamo la vita terrena, e Andr Luiz ci d imostra che
questa una copia imperfetta di quella. .
Dopo l'edizione del libro, la citt "Nostra DlI110-
ra" si install ata nei cuori e nell'immaginazione di
tutti i seguaci dello Spiritismo, che in essa ident ifica-
no un modello incoraggiante delle organizzazioni e
delle situazioni che attendono l'uomo dopo la d isin-
carnazione e - perch non d irlo? - uno stimolo ad
approfittare dell'esistenza fisica per convivere, dopo,
in comunit identiche o migliori.
Se la ri velazione portata da Andr Luiz ha dovuto
aspettare ottantasci anni , dopo l'edizione de Il Libro de-
gli Spiriti, adesso, quasi quarant'anni dopo la com-
parsa del li bro Nostra Dimora, l'Alto ci concede" a l ~
cune informazioni in pi, offrendoci la posslblhta d
ricevere, attraverso il lavoro mediani co dell a nostra
29
sorella Heigori na Cunha, d i Sacramento, il Piano l'i-
lota dell a cit t spirituale che l'obiettivo d i questo
libro.

La citt "Nostra Di mora", secondo le informazio-


ni fornite cb And r Lui z, stata fondata da ill ustri
portoghesi, di sincarnati in Brasil e, nel secolo XVI, a
parti re dal punto in cui localizzato oggi il Gover-
natorato.
Lo Spirito racconta che, in quel tratto d i terra, in
cui si vedono ed ifici fi nemente decorati e in cui si
aggregano delicate e nobil i vibrazioni, i fondatori tro-
varono "le note primit ive degli indigeni del paese e
le costruzioni infant ili dell e loro menti rudi mentali",
e che dovettero, a costo del "servizio perseverante,
della solidariet fraterna e dell 'amore spirituale", con-
quistarl i e ntegrurl per conseguire gli obiett ivi che si
erano prefissat i.
Nel periodo in cui l'Amico Spirituale si pronunci,
la citt poteva contare su circa un milio ne di abitant i.
Tene ndo conto del fatto che la citt si d ivide a
seconda delle necessit della sua organi zza zione am-
mi nistrativa, ci permettiamo d i informare coloro che
ancora non hanno letto il li bro Nostra Dimora, che
il Governatorato, l'organo centrale, conta sul lavoro
,
e l'organizzazione d i sei Mi nisteri che sono: il Min i-
30
,
ste ro della Ri generazione, dell'Aiuto, della C01:1:lI1ica:
. del Chiarimento, dell'Elevazione e dell umone
zi onc, , . > l . l ' 0
D
. . 1'1 Quest i i\ linisteri operano nelle aree c le I 01
lVll , . - r h
stessi nomi definiscono e ognuno di loro e c reuo c ,
dodici Ministri.

. l l' passiamo a considerare il


Chiariti questi c ettag I,
Piano Pilota della citt .
3
1
II
PIANO PILOTA
Diciamo sin d'ora che esistono due disegni : il pri-
mo, contiene solo la stell a, in cui si trovano il Go-
vernatorato e le abitazioni presenti al suo interno
destinate a chi lavora nei Ministeri; il secondo, in-
vece, comprende le aree residenziali che, bench
affidate ai lavoratori ciel Ministero, possono essere
acquistate dagli stessi attraverso dei "buoni ore" e
sono passibili di trasmissione ereditaria. Anche in
questo disegno si vede la grande muragli a di prote-
zione della citt .

La citt ha la forma di una stella a sei punte, e il


Governatorato si trova al cent ro del cerchio in cui
s'inscrive la stella.
Dal Governatorato partono le coordinate che divi-
dono la citt in sei parti diverse, affidate, ognuna di
33
esse, all o stesso numero di organizzazioni special iz-
zate che si occupano dell 'amministrazione pubblica,
rappresentate, come si gi detto, dai Ministeri dell a
Rgenerazone, dell'Aiuto, del Chiarimento, dell'Eleva-
zione e dell'Unione Divina.
La citt si divide qui ndi in sei moduli, ognuno dei
quali parte dal Governatorato presso cui si eleva la
torre di ogni Ministero che rappresenta il centro am-
mini strativo.
Di fronte ai Ministeri si trova la grande piazza che
li ci rconda. Per avere un'idea delle sue dimensioni di-
ciamo che pu contenere comodamente un mil ione
di persone. La medium la descrive come bellissima,
con una pavi mcntazione simile all'alabastro e molte
panchi ne bianche tutto intorno e, negli spazi in cui si
trovano i vertici delle basi dei triangoli, dietro le pan-
chine, ci sono fonti luminose multicolori contornate
da graziosi e delicati fiori.
c
Oltre alla piazza abbiamo i nuclei residenziali a
forma di triangolo che sono destinati ai lavoratori di
ogni Ministero. Quell i di pi alto grado risiedono pi
vicino all a piazza e, quindi, al centro amministrativo.
Queste case appartengono alla comunit e se un la-
voratore si trasferisce presso un altro Ministero, deve
allo stesso tempo trasferirsi nelle vicinanze del posto
di lavoro. I quadrati, che si vedono disegnat i all'inter-
no del triangolo e vicino all a muragli a, rappresentano
gli isolati in cui si trovano le abitazioni.
34
(
I
,
I
Negli spazi tra un nucleo abitativo e l'altro, sia
in direzione della muraglia che in direzione del nu-
cleo che corr isponde al Ministero vicino, si trovano
grandi parchi alberati dove si ergono altre costruzio-
ni, non esposte in dettaglio nella pianta del piano
pilota, destinate al tempo libero o ai servizi per gli
abitanti della citt. Si pu notare, per esempio, nel
parco del Ministero della Rigenerazione, il suo Parco
Ospedaliere: nel Ministero dell 'Unione Divina, il Bo-
sco dell'Acqua; nel Ministero dell'Elevazione, invece,
il Campo della Musica. Tutte queste costruzioni, cui
si fa riferimento, sono descritte nel libro Nostra Di-
mora.
Ogni nucleo residenziale percorso al centro da
un ampio viale alberato che parte dalla muragli a e
lo collega all a piazza principale e da l al Governa-
torato.
Tra i nuclei a forma di triangolo e la muraglia si
trovano i nuclei residenziali dest inati agli Spiriti che,
grazie ai loro meriti, possono acquistare le case at-
traverso il pagamento in "buoni ore", che l'unit
monet aria standard, corrispondente a un'ora di pre-
stazioni lavorative per la comunit. Queste case, ap-
partenendo a coloro che le acquistano, possono co-
stituire oggetto di eredit. Nella pianta compaiono
soltanto pochi isolati ma, per la verit, ve ne sono
molti di pi, a perdita d'occhio, e si estendono fino
alla muraglia.
35
La grande muragl ia di protezione circonda la citt
e l sono puntate le batterie di proiezione magnetica
che hanno lo scopo di difenderl a dagl i attacchi degli
Spirit i inferiori, il che non deve meravigliare perch,
come sappiamo, la citt situata in una Sfera Spiri-
tuale di transizione e accoglie gli Spiriti che devono
ancora reinca rnarsi.
Fuori dalla muragl ia si trovano i campi per la
coltivazione dei vegetali destinati all'ali mentazione
pubblica.

La pianta della citt, in ogni caso, manca di mi-


sure che ci permettano di capi re esatta mente le sue
dimensioni.
Possiamo, per, immaginare la sua grandezza dai
ri ferimenti di Andr Lui z.
Si tratta di una citt che pu accogli ere un milione
di abitanti.
L'aerobus, correndo a una velocit che non ci per-
mette di cogliere i dettagli del paesaggio e ferman-
dosi a ogni tre chilometri, impiega quaranta minuti
per andare dalla Piazza del Governatorato al Bosco
delle Acque, che si trova nella pianta.

,
In sintesi, questo ci che ci mostra il Piano Pi-
lota, configurato nella pianta di cui siamo venuti a
conoscenza grazie all'interrnediazione dell a nostra
sorell a Heigorina Cunha.
37
I
f
III
DETTAGLI DELLA CITT ESTRATTI
DALLE OPERE DI ANDR LUIZ
Il libro Nostra Dimora sopratt utto ricco di detta-
gli sull a citt , i suoi parchi e le sue edifi cazioni.
Passeremo ora a riprodurl c, nell'ordi ne in cui si
presentano, citando alla fine il numero di pagina del
libror'
"Anche se trasportato, come se fossi un comune
ferito, ho potuto notare il quadro conforta nte che ap-
pariva ai miei occhi.
Clarncio, appoggiato a un bastone di sostanza lu-
minosa, si ferm di fronte alla grande porta incassa-
ta negl i alti muri coperti di graziose e fi orite piante
rampicanti. Egli tocc un punto della muraglia e l si
form un'ampia apertura attraverso la quale passam-
mo silenziosi .
Un fatuo chiarore inondava tutte le cose. In lonta-
4 Francisco C ndido Xavier/ Andr Luiz - Nosso Lar (Nostra Di-
mora), 25
0
ed., FEB. Rio de j ane ro, 1982.
39
nanza, un grazioso punto di luce faceva pensare al
tramonto di un pomeriggio di pri mavera. Man mano
che avanzavamo, potevo identificare costruzioni pre-
ziose, situate in ampi giardini.
Al segnale di Clar ncio, i conducenti deposero len-
tamente l'improvvisata amaca. Di fronte ai miei occhi
apparve allora la porta d'ingresso del bianchissimo
edificio, che aveva un aspetto molto ospitale, una
sorta di grande ospedale terreno. Due giovani, ve-
stiti con tuniche di lino bianco, accorsero premurosi
sentendo il ri chi amo del mio Benefattore e, mentre
mi sistemavano su un letto d'emergenza per essere
trasportato all'interno, sent le dolci parole di racco-
mandazione del generoso vecchio:
"Sistemate il nostro protetto nel padigli one di de-
stra. Ora mi attendono altrove. Domani matt ina pre-
sto ritorner a vederlo."
Indirizzai all 'anziano uomo uno sguardo colmo di
gratitudine, mentre mi conducevano verso una ca-
mera confortevole di ampie proporzioni, arredata
ri ccamente, in cui mi offrirono un letto accogli ente..
(pp. 26-27).

"Quell a mel odia nnnovava le mie energie pro-


fonde. Mi alzai vincendo le difficolt e mi aggrap-
pai al braccio che fraternamente mi veniva offerto.
~ o
Vacillando, arrivai in un enorme salone, in cui una
numerosa assemblea meditava in silenzio, profon-
damente raccolta. Da l soffitto, che bri ll ava di chia-
ra luce, pendevano delicate e fi orite ghirlande che
scendevano fi no alla base formando raggia nti sim-
boli d i Spiritualit Superiore. Nessuno sembrava ac-
corgersi della mia presenza, mentre io a mal apena
potevo d issimulare la mia incredibi le meraviglia.
Tutti erano attenti e sembravano aspettare qualche
cosa. Contenendo con diffi colt le numerose do-
mande che mi passavano per la mente, notai che
in fondo, su uno schermo gigantesco, si disegnava
un prodigi oso quadro di luce quasi magica. In virt
di sviluppati procediment i televisivi, sull o schermo
apparve la scena di un tempio meraviglioso. Se-
duto in un luogo in evidenza, un uomo anziano ,
coronato di luce , fissava l'Alto in atteggi amento di
preghiera, vestito con una candida tunica che ema-
nava raggi ri splendenti. Ne l piano inferiore , settan-
tadue figure sembravano accompagna rl o in rispet-
toso silenzio. Mol to sorpreso, notai che Clar ncio
partecipava all'assemblea che attorni ava il vecchiet-
to ri fulgente .
Strinsi il braccio dell'amico infermiere il quale, re-
sosi conto che le mie domande non si sarebbero fatte
attendere, si preoccup di chiarire con voce bassa
pi simile a un soffio leggero:
"Stai tranquillo. Tutte le abitazioni e le ist it uzioni
della "Nostra Dimora" stanno pregando con il Go-
vernatore att raverso l'udito e la visione a distanza.
Lodiamo il Cuore Invisibile del Cielo"- (pp. 28-29).

"Ora mi dilett avo a contemplare i vasti orizzonti ,


affacciato all e finestre spaziose. Ero impressionato
soprattutto dagli aspetti della natura. Quasi tutto era
una copia migliore di ci che esiste sulla Terra. I co-
lori pi armoniosi, le sostanze pi del icate. Il terre-
no era tutto ricoperto di vegetazione. Grandi alberi,
ricchi frutteti e del iziosi giardini . Montagne coronate
di luce si stagliavano contro l'orizzonte proprio alla
fi ne dell a pianura in cui la colonia riposava. Tutti i
diparti menti apparivano coltivati con grande cura.
Poco lontano, s'innalzavano grandi edifici di forme
diverse, allineati a intervall i regolari. Ognuno di lo-
ro esibiva fiori all'entrata, spiccavano alcune caset-
te incantevoli circondate da muri ricoperti di ede-
ra, qua e l sbocciavano rose di variet diverse che
macchi avano il verde di colori cangianti. Uccell i dai
piumaggi variopint i incrociavano l'ari a e, di quando
in quando, si posavano a gruppi sulle bianchissime
torri, innalzate dritte verso il ciclo a guisa di gigan-
teschi gigli.
Dalle ampie finestre osservavo incuriosito il mo-
vi mento del parco. Con grande sorpresa identificavo
~ 2
gli animali domestici tra gli alberi frondosi, incolon-
nati al fondo del parco- (pp. 45-46).

"Dopo alcune settimane di cure att ive usc per la


prima volta, accompagnato da Lisias.
Lo spettacolo che offrivano le strade mi lasci im-
pressionato. I vasti corsi abbell iti da alberi frondosi.
L'aria pura, l'atmosfera di profonda tranquill it spi-
rituale. Non si notava, per, alcun segno di inerzia
o di oziosit perch le vie erano colme di creature.
Numerose entit andavano e venivano. Alcune sem-
bravano situare la mente in luoghi distanti , ma altre
mi rivolgevano sguardi benevoli.
Il mio compagno si preoccupava di darmi spiega-
zioni perch in ogni momento mi trovavo di fronte a
nuove sorprese. Percependo anche i miei pi intimi
pensieri, spieg con sollecitudine:
"Ci troviamo nella zona del Ministero dell 'Aiuto:
tutto ci che vediamo, gli edifici, le case residenziali ,
rappresenta le istituzioni e i rifugi adatti ai compiti
della nostra giurisdizione. Consulenti, operai e al-
tri impiegati della missione risiedono qui . In questa
zona si ri cevono i malati, si ascoltano le richieste
e vengono selezionate le preghiere, qui vengono
preparate le reincarnazioni terrene, si organizzano
i gruppi di aiuto rivolti agli abitanti dell' Umbral o a
coloro che piangono sulla Terra, oltre a essere stu-
diate le soluzioni ci i tutti i problemi legati alla soffe-
renza''- Cpp. 50-51).

"Arrivammo, qui ncli, in una piazza dai contorni


meravigliosi, che ostentava stupendi giardini. AI cen-
tro si ergeva un palazzo cii stupefacente bellezza, su
cui svettavano torri sovrane che si perdevano nel cie-
lo.
-"In questa piazza si trova il punto di convergenza
clei sei Ministeri cui mi sono riferito. Partono tutti dal
Governatorato e si estendono a triangolo."
Quincl i comment con rispetto:
"L vive il nost ro abnegato Di rettore. Per far fron-
te ai lavori d i amministrazione, si avvale cleli a col-
laborazione cii oltre tremil a funzionari ; nonostante
ci il lavoratore pi inst ancabi le e feclele di tutti
'C ) . "
nOI .... "
-Lisias tacque, commosso e riverente, ment re al
suo fi anco io, rispettoso ed estasiato, contemplavo le
meravigliose torri che sembravano scindere il fi rma-
mento" Cpp. 52-53).

"Incantato alla vista clei prodigiosi giardini, chiesi


al gentile infermiere, che mi accompagnava, se pote-
vamo riposare per qualche attimo su una panchina
poco di stante. Lisias annu di buon gracl o.
Una gradevole sensazione di pace riempiva il mio
spiri to. Graziosi zampil li d'acqua colorata formavano
nell 'aria fi gure incantevoli" Cp. 54).

-Notando il mio interesse per i processi cii al imen-


tazione, Lisias disse :
"Andiamo alla grande riserva della colonia. L po-
trai notare molte cose interessanti . Capirai che l'ac-
qua rappresenta quasi tutto nella nostra citt cii tran-
o ' "
si zronc.
Incuriosito, accompagnai l'infermiere senza esitare.
Quando arrivammo all'ampio angolo clelia piazza,
il mio amico aggiunse:
"Aspettiamo l'aerobus."5
Mi ero ripreso a malapena dalla sorpresa, quando
comparve un grande carro, sospeso a un'altezza di
cinque metri dal suolo e colmo ci i passeggeri. Men-
tre scendeva ve rso cii noi, come una specie cii ascen-
sore terrestre, lo osse rvai attentamente. Non era un
mezzo di trasporto conosciuto sulla Terra. Costituito
di un materiale molto fl essibile, era molto lungo e
5 Veicolo aereo simile a una grande funicolare terrestre.
~ 5
sembrava legato a fil i invisibili, ci dovuto al grande
numero di antenne sul tetto.
Pi tardi , quando fui portato a visitare le officine
del Servizio di Transito e Trasporto, trovai la confer-
ma alle mie supposizioni.
Lisias non lasci tempo alle mie domande. Ospi-
ti del confortevole mezzo, proseguimmo la corsa in
silenzio. Provavo la naturale timidezza dell'uomo a
disagio tra sconosci uti.
La velocit era tale che m'impediva di fissare i det-
tagli delle costruzioni scaglionate lungo il percorso.
La distanza non era poca, visto che soltanto dopo
quaranta minuti, tenendo conto del le fermate che
l'aerobus faceva ogni tre chilometri, Lisias, calmo e
sorridente, mi invit a scendere.
Ero estasiato dalla sublime bell ezza del panora-
ma. Il bosco, meravigliosamente fiorito, profumava il
vento fresco di inebriante balsamo. Tutto in un pro-
digio di colori e luci carezzevoli . Tra i margini borda-
ti di erba rigogliosa, tutta smaltata di fi ori azzurrini ,
scorreva un fiume di grandi di mensioni . La corrente
fluiva tranquilla, talmente cristallina da sembrare in
tono con i colori del cielo. Ampie strade si staglia-
vano nel verde del paesaggio. Alberi frondosi erano
stati piantati a intervalli regolari e offrivano la loro
ombra amichevole, a guisa di deli ziose tettoie, sotto
il confortante bagliore del sole. Panchine dalle forme
gradevoli invitavano al riposo.
I
Notando la mia meraviglia, Lisias spieg:
"Ci troviamo nel Bosco delle Acque. Questa una
delle pi belle regioni della 'Nostra Dimora'. Si tratta
di uno dei luoghi prediletti per le escursioni degli
amanti che vogliono tessere le pi bell e promesse di
amore e fedelt in vista delle esperienze sulla Terra."
L'osservazione di Lisias mi portava a fare delle
considerazioni interessanti , ma lui non lasci spazio
alle mie domande. Indicando un edificio di enormi
proporzioni, disse :
"Quella la grande riserva idrica della colonia.
Tutto il volume d'acqua del Fiume Azzurro, che ab-
biamo di fronte agli occhi, viene convogliato in gran-
di casse di distribuzione. Le acque utilizzate per tutte
le attivit della colonia partono da qui. Quindi, si
riuniscono nei luoghi dei Servizi di Rigenerazione e
tornano a formare il fi ume, che prosegue il suo corso
normale verso il grande oceano di sostanze invisibili
fino alla Terra", Cpp. 59-61).
*
-Alcuni minuti dopo arrivammo alla porta di una
graziosa casa circondata da un giardino pieno di co-
lori- (p. 96).

~ 7
"La nostra dimora dentro la "Nostra Dimora". AI
li eve suono del campanello, venne ad aprirci una
si mpatica matrona- (p. 96).
*
"Ent rammo. L'ambiente era sempli ce e accoglien-
te. I mobil i erano quasi identici a quelli terrestri; lo
stesso era, in generale, per gli oggetti, con piccole
di fferenze. Quadri dal sublime significato spirituale,
un pianoforte di notevoli dimensioni su cui poggia-
va una grande arpa dalle linee nobi li e delicate. Li-
sias, notando la mia curiosit, disse paziente: (...) " (p.
97).
*
"In seguito, Lisias mi chiam perch vedessi al-
cune dipendenze dell a casa. Ci fermammo a lungo
nella sala da bagno le cui interessanti installazioni mi
meravigliarono molto. Era tutto molto semplice, ma
confortevole" (p. 98).
*
,," Come viene affrontata la questione della proprie-
t nella colonia? Questa casa, per esempio, le appar-
ti ene?"
La donna sorrise e rispose:
"Cos come accade sulla Terra , anche qui il con-
cetto di propriet relativo. I nostri acqui st i sono
fatti in base alle ore di lavoro. II buono-ora, in fon-
do, rappresenta la nostra monet a. Qualunque cosa
viene acquistata attraverso tagli andi che otteniamo
grazie ai nost ri sforzi e all a nostra dedizione al lavo-
ro. Le cost ruzioni in genere rappresenta no un patri-
monio comune, sotto il controllo dci Governatorato;
ogni famiglia spirituale , per, pu acq uist are una
casa (mai pi d i una), presentando trentami la buo-
ni-ore che si possono ottene re dopo un certo tempo
lavorativo. La nostra casa stata acqui stata grazie al
lavo ro perseverante di mio marito, che arri vato
molto prima di me all a Sfera Spirit uale. Siamo rima-
sti separat i dai vincoli materiali per ben diciott'an-
ni, ma sempre uniti da quelli spirituali . Comunque
Riccardo non si concesse un momento di riposo.
Accolto nella "Nostra Di mora", dopo un periodo di
grandi tri bolazioni, cap fina lmente la necessit di
sforzarsi attivamente per prepara re il nostro nido
futuro. Quando arr ivai, inaugurammo la casa che
egli aveva costruito con tanta cura e che ha dato
risalto alla nost ra ve ntura (... )"" (pp. 115-116) .
*
,,"E il problema dell'eredit ?" chiesi improvvi sa-
mente.
'<9
"Le cose qui non sono molto compl icate" ri spose
la signor:1 Laura sorridendo. "Vediamo, pt:r esempio,
il mio caso. Si avvicina ora il tempo del mio rientro
sulla Te rra. Nel mio quadro di economia personale
ho con me tremi la "buoni ora aiuto". Non posso la-
sciarl i a mia figl ia che sta per arrivare perch que-
sti valori saranno riversati nel pat rimonio comune,
mentre in ogni caso alla mia famiglia rester il diritto
di eredit della casa. Il mio libretto di lavoro mi au-
torizza a intercedere per lei e a prepararle un lavoro
e un concorso favorevole assicurandomi, allo stesso
modo, l'importante aiuto delle organi zzazioni della
nostra colonia spirituale durante la mia permanen-
za nel mondo terreno. In questo calcolo, tralascio i
riferiment i al meraviglioso guadagno che ho ottenu-
lo nel campo dell 'esperienza, negli anni in cui sono
stata una collaboratrice del Ministero dell 'Aiuto. Ri-
torner sull a Terra investita di pi alti valori e potr
dimostrare delle qualit pi nobili in vista del fi ne
cui anelo."
*
E, ment re i giovani si salutavano, mi invit solle-
cito:
"Vieni in gia rdino perch non hai ancora visto il
chiaro di luna di questi luoghi."
Mentre la padrona di casa rientrava, chiacchieran-
50
do con le fi glie Lisias mi condusse verso i giardini
c ' ,
in fi ore.
Lo spettacolo che si present ai mie i occhi era
superbo! Abit uato all a reclusione in ospedale, tra i
grandi alberi, non avevo ancora visto il quadro me-
raviglioso che il chiarore della notte presentava nei
vasti quartieri dci Ministero dell'Aiuto. Gli cini di pro-
digiosa bellezza abbell ivano il paesaggio. Gigli del
colore della neve, colorati di un azzurro leggero in
fondo al calice, sembravano coppe che e manavano
un carezzevole aroma. Inspirai a lungo, sentendo le
onde di energia nuova che penetravano il mio esse-
re. In lontananza, le torri del Governatorato creavano
bell issimi effetti di luce. Emozionato, non riuscivo a
esprimere le mie impressioni. Sforzandorn i di dimo-
strarc l'ammirazione che riempiva la mia anima, dissi
commosso : (, .. ) " (pp. 126-127).
.. Seguii Tobias con decisione.
Att raversammo ampi quart ieri in cui i numerosi
edifici mi sembrarono degli alveari nei momenti di
pi intensa operosit. Accorgendosi del fatto che io
indagavo in silenzio, il mio nuovo amico spieg :
"Qui si trovano le grandi fabbriche della 'Nostra
Dimora'. La preparazione dei succhi, dei tessuti e
dei manufau in genere d lavoro a pi di centomi la
51
creatu re che SI rigcnerano e ill uminano allo stesso
tempo."
Poco dopo, entrammo in un edificio dal nobile
aspetto. Molta servit andava e ven iva. Dopo esse-
re passati att raverso lunghi corridoi , ci trovammo di
fronte a un'eno rme scalinata che comun icava con I
pia ni inferiori.
"Scendiamo" disse 'Iobias con tono grave.
E, notando la mia sorpresa, spieg sollecito:
"Le Camere d i Rari ficazionc sono situate nei p ressi
del l'Umbral. I bisognosi che si trova no l, nei primi
te mpi in cui abitano nella ' Nostra Di mora', non pos-
sono toll erare la luce e ne ppure l'atmosf e ra del mon-
do soprasrantc ''- (p. 145).
.. Non avrei ma i potuto immaginare il quadro che si
presentava ai miei occhi. Non era proprio l'ospedale
del sangue e ne ppure u n istituto per le normali cure
della salute fisica. Si tratt ava, piuttosto, di una serie
d i ampie stanze collegate tra loro e colme d i vere e
proprie spogli e umane- (p. 146)
*
"Subito dopo le ore ')1, arriv qualcuno dal fondo
d i un e norme parco. Era un ometto dall'aspetto sin-
52
golare, la cui cond izione di umile lavoratore era evi-
dente. Narcisa lo accolse gent ilmente, domanda ndo :
"Che cosa succede , j ustino ? Qual (; il tuo mes-
saggio?,-
L'operaio. che faceva parte del corpo del le senti-
nell e delle Camere d i Rati f icazionc, ri spose affl itto:
"Ve ngo a d ire che una donna infelice chiede ai uto
davanti al grande portone che si affaccia sui campi di
coltivazione. Credo che i vigil anti delle pri me linee
non l'abbiano vista passare.. ,""
-Incuriosito, segu l'infe rmiera nei campI, sotto
il ch iaro di luna. La di stanza non era poca. Ai due
lat i si vedevano gl i alberi tranquilli dell 'amp io par-
co. Avevamo percorso pi d i un chilometro quando
giungemmo al grande ca ncello d i cui ci aveva parl ato
l'umile lavoratore.. (pp. 168-169) .

"Ora che ero pe netrato nel parco avvolto d al la lu-


ce lunare, provavo un fascinazione singolare.
Quegli alber i accoglienti, i verdi terreni seminati.
era no per me un richiamo. In modo indiretto, pro-
vocavo le sp iegazioni d i Narcisa, att rave rso domande
velate.
"Nel grande parco" lei di ceva "non esistono sol-
tanto i sent ieri per l'Umbra! o le coltivazio ni d i or-
taggi destinate ai succhi alimentari. La Minist ra Vene-
53
randa ha creato eccellent i piani pe r i nostri processi
educativi. "
E, osservando la mia sana curiosit, continuava a
chiarire :
"Si tratta dei 'saloni verdi ' per i servizi educativi.
Tra i grandi fil ari degli alberi ci sono dei recint i dai
contorni meravigli osi in cui vengono tenute le con-
fere nze dei Ministri de ll a Ri gene razi one; altri sono
riservati ai Ministri in visita e agli studiosi in gene-
re. Uno, per, di rinomata bellezza , riservato alle
conversazioni del Governatore, quando questi si de-
gna di veni re fino a noi . Peri odi camente, gli alberi si
coprono di fiori, come piccole torri colorate, piene
di incant i nat ura li. Abbia mo cos nel firmamento un
tetto accogliente, benedetto dal sole o dalle stelle
di stanti ."
"Credo siano prodigiosi questi palazzi della natu-
ra" aggiunsi.
"Senza dubbio" prosegu l' infermiera e ntusiasta
"il progetto dell a Mini stra ha destato, secondo quan-
to mi stato detto, gli applausi sinceri di tutta la
colonia. Ho saputo che questo avvenuto preci-
samente quarant 'anni fa . Ini zi in quel periodo la
campagna del 'Salone Nat urale' . Tutti i Ministeri
chiesero cooperazione, anche quello dell' Unione
Divina, che istitu il concorso di Veneranda per l'or-
ganizzazione dei recinti di questo tipo, nel Bosco
delle Acque. Ovunque furono creati luoghi deli ziosi.
5 ~
I pi inte ressa nti sono per, a mio avviso, q ue ll i
istituiti nell e scuole. Sono vari nell e forme e nel-
le dime nsioni. Nei parchi di educazione del Chiari-
mento, la Ministra decise di fa re costruire un ve ro
e proprio castell o di vegetazione, a forma di stella.
che accoglie cinque classi numerose e cinq ue istrut-
tori di discipline diverse. AI centro in funzione un
enorme apparecchio destinato all e di mostrazioni pe r
immagine, proprio come se fosse un cinematogra-
fo terrestre, attraverso il quale possibile effett uare
simul tanea mente cinque diverse proiezioni. Questa
iniziativa ha portato dei grandi benefici alla c itt ,
permettendo di unire il lavoro all'utilit pratica e all a
bellezza sp irituale."
Avvalendomi del la sua pausa naturale, domandai:
"E l'arredamento dei sa loni uguale a quello dei
recinti terreni?"
Narcisa sorrise e aggi unse:
"C' d iffe renza. La Ministra ide i q uadri evan-
ge lici del tempo che ha segnato il passaggio di Cri-
sto nel mondo, suggerendo di ut ilizzare le risorse
della natura stessa. Ogni 'Salone Naturale' possiede
banchi e poltrone scolpiti con le sostanze del terre-
no e imbottiti di erba profumata e morbida. Questo
d grazi a e rende caratteristica la disposizi one de i
recinti . L'organizzatri ce disse che sarebbe stato giu-
sto rico rda re le lezioni del Maestro, sulla spiaggia.
durante le sue divine escursioni sul Tiberiadc. e da
55
questo ricordo nacque l'idea clcllurrcclamento nat u-
rale', La conservazione di queste strutture ri chiede
delle cure costanti, ma la bellezza dei quadri ripaga
enormemente gli sforzi"
A questo punto la buona infermiera s'interruppe
ma, notando il mio silenzioso interesse, prosegu :
"Il pi bel recinto del nostro Ministero quello
dedicato alle conferenze del Governatore, La Mini-
stra Vene randa scopr che lui aveva sempre stimato
i paesaggi di gusto ellenisti co e decise quindi di ar-
reda re il salone ut ilizzando dei tratti speciali, format i
da piccoli canal i di acqua fresca, ponti graziosi, mi-
nuscoli laghi, portanti ne in legno e frondosa vege-
tazione. I colori cambiano a ogni mese dell'anno,
a causa dei fiori che cambiano ogni trenta giorni.
La Mi nistra ri serva l'aspetto pi bello per il mese di
dicembre, in commemorazione del Natale di Ges,
quando la citt riceve i pensieri pi cari e le pi vi-
gorose promesse dai nostri compagni incarnati sulla
Terra e invia, a sua volta, ardenti affermazioni di
speranza e di lavoro all e Sfere Superiori, in onore
del Maestro dei Maestri. Questo salone rappresenta
una nota di merito per i nostri Ministeri. Forse saprai
gi che il Governatore viene qui la Domenica, quasi
ogni setti mana. Rest a nel salone per parecchie ore,
conferisce con i Ministri della Rigenerazione, parla
con i lavoratori , offre a tutti importanti suggerimenti,
esami na i nostri rapporti con l'Umbral, riceve i nostri
voti e le nostre visite e porta conforto ai malati e ai
convalescenti.
Quando scende la notte, se pu fermarsi, ascolta
la musica e assiste esibizioni artistiche, eseguite dai
giovani e dai bambini dei nostri Istituti . La maggior
parte dei forestieri che trovano ospitalit nella 'Nostra
Dimora', solita recarsi qui spi nta dal solo desiderio
di conoscere questo 'palazzo naturale', che pu co-
modamente accogliere pi di trentamila persone."
Ascoltando le interessant i informazioni che mi ve-
nivano date, provavo un misto di gioia e di curiosit .
"Anche il salone della Ministra Veneranda" conti-
nu Narcisa piena di entusiasmo " un recinto splen-
dido, la cui conservazione merita da parte nost ra at-
tenzioni molto speciali (. .. )"" Cpp. 175-178) .

"Mancavano pochi minuti alla mezzanotte quando


Narcisa mi permise di raggiungere il grande porto-
ne delle Camere. I Samaritani dovevano essere nelle
vicinanze. Era fondamentale aspettare il loro ritorno
per prendere dei provvedimenti.
Quale fu la mia e mozione nel ritornare al sentie-
ro circondato da alberi frondosi e accoglienti. Qui,
i tronchi ri cordavano le vetuste querce della Terra;
inoltre, le foglie graziose mi riportavano alla mente
l'acacia e il pi no. Quell'aria intrisa di balsamo era
57
per me una benedi zione. Nelle Camere, nonostante
la grande ampiezza delle finestre, non avevo prova-
to una cos forte sensazione di benessere. Cammi-
navo pertanto, silenzioso, sotto le benevole fronde
degl i alberi. I venti freschi le agitavano leggerme nte
e mi avvolgevano in una dolce sensazione di ripo-
so.. (p. 180).
:I:
.. Si fermarono all 'improvviso i cani al nost ro fi an-
co, guiclati dai lavoratori dal polso fermo.
In pochi mi nut i ci trovammo tutti di fronte agli
enormi corridoi del l'ingresso delle Camere di Ratifi-
cazione (...) . (p. 185).

.. Giunto il momento della lezione cl ella Ministra,


che ebbe luogo cl opo la preghiera ciel vespro, accom-
pagnato cl a Narcisa e da Sahistio, mi diressi al grande
salone, in piena natura.
Era una vera meraviglia il recinto verde, in cui i
grandi banchi d'erba ci accolsero confortevoli . C'era-
no fi ori cii tutte le variet che, bri ll ando all a luce ci i
bei candelabri, esalavano delicati profumi.
Calcolai che il pubblico fosse composto da pi di
mille persone.
58
(
,
I
Nell a disposizione tipica di una grande assemblea,
notai che venti entit si sedevano in un luogo posto
in evidenza tra noi e l'eminenza fiorita in cui si vede-
va la poltrona dell' istruttrice- (p. 201).

.. La "Nostra Dimora", come citt spirituale cii tran-


sizione, una benedizione concessa a t utti noi dal-
l'''ampliamento cl ella misericordia", con il proposi-
to di portare tanto qualcuno all 'ascensione come la
maggioranza al ritorno sulla Terra per realizzare i
propri compiti di redenzione. Dobbiamo capire la
grandiosit delle leggi del pensiero e sottometterei
ad esse- (p. 205) .

-Riuniti nell'armoniosa biblioteca ci i Tobias, con-


sultammo clei libri meravigliosi sia per la rilegat ura
che per il loro contenuto spirituale.
La signora Hilda mi invit a visitare il giardino
affinch potessi osservare da vici no alcuni pergolati
dalla forma singolare.
Ogni casa, nella "Nostra Dimora", sembrava essere
specializzata nella coltura cii determinati fi ori .
A casa di Lisias, i glicini e i gigli si contavano a
centi na ia; in quella di Tobias, invece, innumerevoli
orte nsie sbocciavano tra verdi lenzuola di violette.
59
Bei pergolat i format i da delicat i arbusti, che ricor-
dano il ba mb ancora giovane, presentavano in alto
un' interessante pianta rampicante, la cui peculiarit
di unire le fronde di piante diverse, a guisa di enor-
mi fiocchi fi oriti che formano delle graziose tettoie..
(pp. 205-206),

"Mentre rientravo nelle Camere, fui att ratto da ru-


mori assordanti che provenivano dalle zone pi alte
della colonia, in cui si trovavano le vie pubbliche.
.. Quando arrivammo ai piani superiori, dai quali
si poteva accedere alla piazza del Governatorato, no-
tammo un intenso movimento in tutti i settori.
Il mio compagno int u il mio naturale sgomento e
spieg : (...). (p. 227).

-Rcstammo per lunghi minuti a osservare quella


moltitudine di Spiriti. Una volta raggiunto il Mi nistero
della Comunicazione, ci soffermammo ad ammirare i
grandi edifici consacrati al lavoro di informazione.
Migliaia di entit si urtavano afflitte. Erano tutte
alla ricerca di spiegazioni e di chiarimenti, ma sem-
brava non riuscissero a mettersi d'accordo. Sorpreso
da quel forte vociare, notai una creatura che, salita
60

I
su un altissimo balcone, richiamava l'attenzione po-
polare, Era un vecchio dall'aspetto imponente e an-
nunciava che entro dieci minuti si sarebbe sentito un
appello del Governatore,

"E il ministro Esperidio" inform Tobas, nspon-


denclo all a mia curiosit.. (pp. 229-230).

-Nell'allcgra atmosfera generale, riguadagnammo


la via pubbli ca . Le giovani erano accompagnate da
Polidoro e Est.icio, con i quali conversavano anima-
tamente.
Lisias era al mio fi anco e, appena scendemmo dal-
l'aerobus in una delle piazze del Ministero dell'Eleva-
zione, disse teneramente:
"Finalmente conoscerai la mia fidanzata. Le ho
parlato molto spesso di te,"-
.. Eravamo giunti nelle vicinanze del Campo dell a
Musica. Luci di una bellezza indescrivibil e illumi-
navano il grande parco, degno di un vero mondo
di favole. Fonti luminose disegnavano quadri sor-
prendenti, uno spettacolo assoluta mente nuovo per
mc -
-Risi sconcertato e nulla potei replicare.
In quel momento arrivammo all'ingresso del parco
e Lisias, cortesemente, pag il biglietto.
Notai un grande gruppo di passanti fermo intorno a
61
un grazioso coro. Un ridotto corpo d'orchest ra esegui-
va brani di musica leggera. Di fronte a noi si aprivano
sentieri fi oriti, che permetteva no l'accesso all'interno
del parco in varie direzioni . Lisias not la mia ammira-
zione per le canzoni che ascoltavamo e spieg:
"Ne lle est rem i t del campo avvengono alcune
mani festazioni che ri spondono ai gust i di quei grup-
pi che ancora non sono in grado di comprendere
l'a rte sublime ma, al centro, possibile ascoltare
la musica universale e divina, l'arte santificata per
eccellenza."
Effettivamente, dopo avere att raversato delle gra-
ziose viuzzc, in cui ogni variet d i fi ore se mbra-
va trova rsi nel suo regno particolare, cominciai a
se ntire una meravigliosa armonia che dominava il
ciclo.
Sulla Terra piccoli gruppi apprezzano la musica
colta, mentre la maggioranza segue la musica popo-
lare. L, invece, accadeva il contrario. I! cent ro del
campo era pieno di entit . Avevo assistito a numerosi
mome nt i di aggregazione nella colonia; ero rimasto
estasiato di fronte alla riunione che il nostro Mini-
stero aveva dedicato al Governatore, ma quello che
vedevo in quel momento andava oltre a tutto ci che
pri ma mi aveva st upito.
I! fior fi ore degli abitanti della "Nostra Dimora" si
presentava in forma magnifica.
Non era il lusso e neppure una qualche forma di
62
;
I
eccesso ci che donava cos tanta luce a quel qua-
dro meraviglioso. Era, piuttosto, la naturale espres-
sione di tutto l' insieme, la semplicit che si con-
fondeva con la bellezza, l'arte pura e la vita se nza
artifici. I! paesaggio, curato con estremo buon gu-
sto, rivelava la presenza di un tocco femminile . Non
c' era spreco di ornamenti e niente tradi va la sempli-
cit divina . Grandi alberi, diversi da quell i che si co-
noscono sulla Terra, abbellivano i reci nti illuminati
c accoglienti .
Le coppiette di innamorati non erano le sole ad
attarda rsi tra i sentieri fi oriti (...) . Cpp. 248-251).

Anche in altri libri Andr Luiz fa ri ferimento al-


le costruzioni della "Nostra Di mora". Trascriviamo di
seguito le sue parole :
"All a vigil ia della partenza, l'assistente Jer6nimo mi
port al Santuario della Bcnedzone, che si trovava
nella zona dedicata ai servizi di aiuto in cui, come
precis l'assistente, avremmo ascoltato la parola di
Mentori ill umi nati che abitavano regioni pi pure e
felici della nost ra.
L' assistente non voleva partire senza prima recitare
una preghiera nel Sant uario, com'era abituato a fare
pri ma di dedicarsi ai lavori di assistenza che sottosta-
vano alla sua diretta responsabilit.
Nel tardo pomeriggio, seguendo il programma sta-
bili to, ci trovammo tutt i in un salone molto ampio,
dalla disposizione singolare. Al fondo spiccavano
dell e grandi apparecchiature elettriche che cattura-
remo la nostra attenzione.. (Obreiros da uida eter na,
y) 6
p. - ) .
*
.I1 giorno seguente, dopo avere ascoltato le lun-
ghe considerazioni di Narcisa, mi diressi al centro
dei messaggeri, nel Ministero della Comunicazione.
Ero accompagnato da l servizievole Tobi as, che mi
era sempre vici no, nonostante l'immensa mole di la-
voro che doveva svolgere.
Stupi to, raggi unsi la serie di maestosi edifici che
componeva no la sede dell'istituzione . Pensai di
trovarmi di fronte a delle uni ve rsit riunite , data
l'enorme este nsione dei fabbricati. I cortili ampi ,
popolati da albe ri e giardini, invitavano a sublimi
meditazioni.
Tohias mi svegli da l sogno incantalo, esclamando:
"I1 centro molto ampio e in questo dpart imen-
6 Francisco Candido X ~ l Y i e r / Andr Luiz - Obreiros da uitlu eterna
(Lavoraton della vita eterna), 12" ed., FEB, Rio de jane ro (l" ed.,
1946)
to della nostra colonia spirituale si svolgono attivi-
t molto complesse. Non credere che l'istituzione si
riassuma negli edifi ci che abbiamo di fronte. Qui si
trovano soltanto l'amministrazione centra le e alcuni
padiglioni destinati all'insegnamento e alla prepara-
zione in generale".. (Os mensageiros. p. 21)7
*
"Nel Tempio dcll'Aluto.f il mini stro Clarncio com-
mentava la sublime orazione e noi lo ascoltavamo
attentamente."
7 Francisco Candido Xavi er/Andr Lui z - Os mensageiros (I mes-
saggeri), 14" ed., FEB, Rio de j aneiro (l'' ed., 1911).
8 Istituizione clelia cit t spirituale in cui si trova l'autore, Not
dell 'autore spirituale, da Francisco Candido Xavier/ Andr Luz
- Entre n Terni e o Cll (Tra la Terra e il Cielo), 8" ed., FEB, Rio
de Iancuo, p. 9, (l " ed., 1954) .
IV
LOCALIZZAZIONE DI "NOSTRA DIMORA"
SFERE SPIRITUALI
L'illustrazione di pagina 83 ci mostra il campo ma-
gnetico della Terra diviso in sette sfere, che seguono
la tradizionale concezione dei sette cieli di cui parla-
no gli antichi studiosi delle cose spiritual i.
In realt, gli Spiriti ci assicurano che ognuna di
queste divisioni ne comprende altre.
La prima sfera rappresenta l'Umbral "spesso" pi
materializzato, in cui si trovano le dolorose regioni
purgatorial i e delle cui organizzazioni comunitarie,
bench prossime, abbiamo poche notizie.
La seconda sfera accogli e l'Umbral pi ameno, in
cui gli Spiriti del Bene offrono la loro assistenza e in
cui sono sit uate le dimore. Ogni disegno, semi-ret-
tangolare, segnalato in questa regione, rappresenta
una "Dimora".
La terza sfera appartiene a rigore ancora all'Uni-
bral che, essendo una zona di transizione, accoglie
gli Spiriti che hanno necessit di reincarnarsi.
In questa terza sfe ra si trova la citt "Nostra Dimo-
ra", in un punto situato al di sopra dell a citt di Rio
de ]aneiro, a un'altezza che non siamo in grado di
defini re, ma che si trova nella ionosfcra.
I li bri di Andr Luiz ci danno notizie di queste
tre sfere, delle quali descrivono gli edifici e le or-
ganizzazioni mantenuti dagl i Spiriti del Bene, che si
curano di aiutare e assistere gli Spiriti meno evoluti;
cos come raccontano le condizioni in cui vivono gli
Spirit i sofferenti non affi dati all 'aiuto di queste e rga-

ruzzazrorn.
*
Dalle narrazioni del Messaggero si deduce che le
Sfere Spiritual i si distinguono in virt delle loro di-
stinte vibrazioni, che diventano pi pure nella misura
in cui si allontanano dal nucleo.
Sappiamo che la Terra un grande magnete che
si proietta nello Spazio, mantenendo un campo ma-
gneti co att ivo e diffe renziato che contiene le Sfe re
Spirit uali, di modo che, per esempio, quando i ma-
gnet ismi della Terra e di Marre si controbil anciano,
toccandosi, i due mondi si penetrano a vicenda al-
l'estremit delle loro sfere.
Dall a Crosta fino a questo limite, per, si proiet-
tano i conti nenti e i mari e, ovunque si trovi lo
Spirito in virt della sua identit vbrazionale, in
68
qualunque punto di questo vasto spazio magnetico,
avr sotto i suoi pi edi la terraferma e il ciel o aperto
sopra la sua testa, poich i suoi se ns i non gli per-
metteranno di percepire le sfe re sovrast anti . In que-
sta posizione si trover in un punto de lla geografi a
planetaria che corrisponde all a nostra e al nostro
stesso fuso orario.
Leggendo le parole di Andr Luiz, quando descri-
ve la seconda e la terza sfe ra, ci rendi amo conto che
in ent rambe vi terraferma, solida, e del te rreno fer-
tile che si ricopre di vegetazione. Se vero che le co-
se stanno cos, facile capire che per i suoi abitanti
noi viviamo all 'interno della Terra.
I li bri di Andr Luiz ci spiegano, inoltre, che gli
Spiriti dell e sfere alte possono transitare in quell e
pi basse, ma gli Spiriti che popolano le sfere infe-
riori non possono, da soli, passare alle sfe re supe-
riori. Il transito tra le sfere avvi ene in diversi modi.
Attraverso "le strade di luce", descritte dagli Spiriti
come vie speciali, destinate al trasporto pi impor-
tante; tramite i cosiddetti "campi di uscita", che sono
i punti in cui le due sfere vicine si toccano; o ancora
attraverso le acque, si suppone quelle che circonda-
no i continenti.
Alla pagina 50 del libro Liberta o (Liberazione) ,"
9 Francisco Candido Xavier/ Andr Luiz - Li benao ( Libera-
zione), 9" ed., f EB, Rio de ] aneiro ( I" ed., 1949).
possibile trovare i ri feri menti ai "campi di uscita".
Quando Andr Luiz racconta il modo per il quale,
in sogno, pass a una Sfera Superiore,1O si riferisce a
un'imbarcazione con un timoniere che si occupava
del timone, che aveva un movimento ascensionale
e che fin per arrivare davanti a un porto, indican-
do che il passaggio avvenuto tramite le acque del-
l'oceano.
-
. E chiaro che si tratta solo di alcuni aspett i rudi-
mentali dell 'importantissima questione delle Sfere
Spirituali dell a Terra. Sicuramente in futuro gli Spi-
ri ti faranno pi luce su questa e altre questioni, of-
frendoci la possibilit di comprendere ancora me-
glio il mondo che si trova al di sopra della nostra

frontiera ui braz i onate. Questo ci che si deduce


dall 'affermazione contenuta alla pagina 85 del li-
bro Os Mensageiros, 14 cd. , che trascriviamo come
concl usione:
"c. ..) Esistono, per, Andr, alt ri mondi sottili al-
l'interno de i mondi grossolani, meravigliose sfere
che si compenetrano. L'occhio umano ha mol ti li-
mi ti e neppure se si riunissero tutte le lenti fisiche
sarebbe possibile svelare l'intero campo dell 'anima
che esige lo sviluppo delle facolt spirituali per ren-
i o Nossa Lar, 25" ed., p. 196.
70
dersi visibile e per essere percepito. L'elettri cit e il
magnetismo sono due correnti potenti che iniziano
a svelare ai nostri fratelli incarnati qualche aspetto
delle infi nite potenzialit dell'invisibile, ma ancora
presto per pensare a un risultato complessivo.
Solta nto all 'uomo che possiede sensi spirituali svi-
luppati possibile rivelare alcuni particola ri dei pae-
saggi che abbiamo di fronte agli occhi.
La maggior parte delle creature legate alla Crosta
non pu comprendere queste verit, se non dopo
essersi li berata dai legami materiali pi grossolani. La
legge di ce che dobbiamo vedere solo ci che possia-
mo osservare con profitto."
7
1
I
ILLUSTRAZIONI
TAVOLA 1
Edificio del Governatorato, "su cui svettano torri
sovrane che si perdono nel cielo". In alto l'aerobus.
Disegno concluso 1'11 ottobre 1981.
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TAVOLA 2
Padiglione dci Restringimento, nel Ministero del-
la Rigencrazione, in cui gli Spiriti vengono preparati
per la reincarnazione. Il corpo spirituale si restringe
fino a raggiungere le dimensioni adatte al processo
di reincarnazione.
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TAVOLA 3
Uno dei templi di iniziazione, nel Ministero del-
l'Unione Divina, costruito in stile egiziano.
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Nei parchi educativi dci Chiarimento.


"Un vero e proprio castello pieno di vegetazione,
in forma ci i stella, che ospita numerose cl assi cii ap-
prendimento. Al centro funziona un enorme appa-
recchio dest inato alle dimostrazioni per immagini,
come per un cinematografo terrestre, attraverso il
quale possibile effettuare simultaneamente, cinque
proiezioni diverse."
TAVOLA 5
82
TAVOLA 6
La citt "Nostra OfI11or<!. ':.- evidenziata da una stel-
la, si trova nella terza sfera al di sopra della Crosta,
sopra la citt di Rio de ] aneiro, nella fascia che pu
essere definita come la periferia dell'Umbral.
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TAVOLA 7
LE SFERE SPIRITUALI
1 Nucleo interno.
2 Nucleo esterno.
3 Crosta.
4 Manto.
5 Crosta terrestre.
6 Umbral spesso.
7 Umbral medio.
8 Umbral (i n cui si locali zza la citt spirituale
"Nostra Dimora").
9 Arte in generale o Cultura e Scienza.
lO Amore Fraterno Universale.
11 Direttrici del Pianeta.
12 Arco Celeste.
86

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PIANO PILOTA DELLA CITI
"NOSTRA DIMORA"
DEL LIBRO "CITI NELL'ALDIL"
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