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Igor Sibaldi

Istruzioni per gli angeli

ISTRUZIONI PER GLI ANGELI

Ecco qua alcune brevi istruzioni per luso, a commento della sezione ANGELI (e colgo l'occasione per ringraziare la casa editrice Frassinelli, che ha concesso a nonsoloanima.tv di utilizzare alcuni brani di un mio recente libro sull'argomento). Con il link che trovate qui sotto, potete scoprire quali Energie angeliche agiscano in ciascun giorno dell'anno, e in che modo le Energie del giorno in cui siete nati determinino certi aspetti della vostra personalit, dei vostri naturali talenti, della vostra vocazione, a voi gi nota o magari ancora segreta. La fonte di queste corrispondenze tra i giorni e il destino si trova nelle tradizioni della Qabbalah, antiche e densissime; e appunto in queste tradizioni vorrebbe spaziare il mio blog. Ci che ne dir qui sar molto semplice, vi garantisco; ma, naturalmente, molto semplice non significa molto facile. Come forse vi sarete gi accorti nelle vostre personali ricerche spirituali, le cose semplici sono spesso, per la moderna mente razionale, le pi complicate. E a mio parere c un solo modo di scoprirle, di intenderle meglio: non aver paura di diventare anche noi pi semplici, pi intuitivi, pi liberi dalle nostre complicatissime abitudini di pensiero. Non aver paura di allontanarsi da quel che a molti, oggi, sembra vero, necessario, logico, o magari intangibile; non aver paura, soprattutto, della nostra capacit di sentire, scoprire, esperire semplicemente linvisibile attraverso i simboli che lo narrano. Igor Sibaldi

INTRODUZIONE 19/09/08 - 10:02 Cari amici, Alcuni argomenti che tratteremo rientrano nella cosiddetta Qabbalah, cio in quella tradizione orale le cui origini si perdono sui confini tra lantico Egitto e lantica Palestina: sapienza finissima, audace, che riunisce in s elementi di molte culture e alimenta unimmensa bibliografia. Cominceremo raccontando qualcosa sul cosiddetto alfabeto sacro, cio lalfabeto ebraico letto in chiave geroglifica: ottimo metodo di meditazione, catalogo di simboli e di temi mistici, strumento indispensabile come vedrete, per orientarsi negli antichi segreti (e nella sapienza in genere). Proseguiremo poi con vicende sacre, storie di creazione e storie della fine, e poi chiss. Certo, chiunque se ne intenda un po, arriccerebbe il naso allidea di parlare di Qabbalah in un blog: Chiss come sar superficiale! Due paginette a puntata... Ma quelli che se ne intendono un po di pi sanno anche che una sorprendente caratteristica della Qabbalah consiste nellimpossibilit di insegnarla. Non si pu esserne, cio, n maestri n allievi. La si pu solo conoscere; pi precisamente ancora: puoi solo accorgerti di conoscerla. Chi ne parla, in ogni epoca, lo fa nella speranza che in quanti lo ascoltano si desti quella conoscenza, come se ci fosse sempre stata, latente, in attesa come le belle addormentate delle fiabe e per far ci, due paginette a puntata bastano e avanzano. Unica condizione perch avvenga questo strano fenomeno , ripeto, che non siate timidi. Fidatevi di voi. Forse qualche secolo o millennio fa sapevate benissimo le cose di cui parleremo, e ora ve ne state soltanto ricordando.

1. MEM 19/09/08 - 11:13

M. In ebraico: mem. il geroglifico di ci che avvolge, racchiude e si schiude, e che plasma o dissolve al suo interno. la maternit, il mare, il mondo, il cielo; e anche il popolo, la massa di per s inerte; e il ruolo, le abitudini, le mansioni quotidiane in cui a volte allio capita di sentirsi imprigionato. anche, naturalmente, il confine, il limite: e ogni confine esiste solo perch lo si superi. Non la prima lettera dellalfabeto ebraico, ma bene cominciare da qui, tanto pi che lAngelo di oggi ha la mem come iniziale del suo Nome. Il Nome, negli Angeli, importantissimo: come la formula chimica di un elemento, dice tutto ci che un Angelo e che pu fare appunto perch le lettere dellebraico antico sono geroglifici, hanno cio ciascuna un ben preciso significato. In Manadeel, le lettere principali sono M, N, D. E ND, in ebraico geroglifico, vuol dire allontanarsi, fuggire. Manadeel dunque lAngelo di chi a lungo rimane prigioniero, e dun tratto si accorge di esserlo e va libero, irresistibile. Secondo lAngelologia, le persone nate tra il 19 e il 23 settembre dovrebbero diventare esperti, modelli di questa liberazione dal mem, o soffrire molto per non esserlo diventati; ma anche chi nato in altri giorni far bene a prendere spunto da Manadeel. Questo Nome spiega un fondamentale segreto: tu puoi uscire (ND) da un tuo blocco o limite (M) solo quando lo vedi. E vederlo gi aver cominciato a superarlo. Non avviene sempre cos? Per anni non arrivi ad ammettere un tuo difetto: e perci esso ti rovina la vita. Poi trovi il coraggio di guardarlo: doloroso, certo, umiliante, ed triste dover riconoscere daver perso tante opportunit a causa di quel tuo limite. Ma se finalmente lhai visto, perch stai cominciando a diventare pi grande di esso, e hai gi visto che la tua via continua pi in l. A quel punto, non chiuderti di nuovo nella mem: non fare come se non avessi capito. Va oltre. Sperati, allontanati da te da ci che fino a quel momento avevi creduto di essere.

2. UNA MEM MOLTO FAMOSA 22/09/08 - 16:36 Naturalmente, non solo i Nomi angelici ma tutti i nomi e le parole ebraiche sono composti da lettere che ne descrivono esattamente il significato. E riguardo alla M, vale proprio la pena di citare qui il pi celebre dei nomi biblici, ADAM: il cosiddetto primo uomo, che solitamente ci si immagina nudo e perplesso nel Paradiso terrestre. In ebraico, invece, ADAM non indicava affatto un singolo uomo, e nemmeno un maschio: significava, nel linguaggio corrente, tutta lumanit. Ma il suo senso vero, geroglifico, pi profondo. Adam si scrive in ebraico DM (nella grafia antica non vengono indicate le vocali): lapostrofo, , la lettera aleph, che si pronuncia come lh di io ho, e che in geroglifico significa il principio, lenergia, le potenzialit. DM, in geroglifico, significava invece ci che si ramifica allinterno di una M cio allinterno di uno spazio limitato. DM dunque lenergia, la potenzialit che si dirama al di qua di un limite, ed una splendida definizione della nostra MENTE COSCIENTE, del nostro io ordinario. Questo rappresenta appunto, nella Bibbia, lADAM. Non per nulla si dice che chiuse gli occhi quando da esso usc Eva, che in ebraico iSHAH, e significa la potenzialit di chi conosce linvisibile. Ne deriva dunque che Adamo non era affatto un uomo maschio ed Eva non era una donna? Esattamente. Sono due elementi della tua psiche: il tuo conscio e il super-conscio. O se preferite: la Mente e il tuo Elemento Spirituale. E tutte le volte che chiudete gli occhi e superate la vostra M per vedere al di l, Eva che vede: la vostra iSHAH.

3. ALEPH 24/09/08 - 11:24 Aleph. Si traslittera con un apostrofo: . una lettera muta: indica soltanto laprirsi della bocca per pronunciare ben chiara una sillaba. il geroglifico dellunit, del principio, della potenzialit, di unimmensa energia ancora da utilizzare. Abbiamo gi parlato di come sono composti i Nomi angelici? Provvedo subito, tanto pi che lAngelo di questi giorni, ANiYeL, capita proprio a proposito. Ciascuno di questi Nomi composto di cinque consonanti, di cui le prime tre indicano le specifiche qualit o funzioni dellAngelo. Lelenco completo dei triletteri angelici si trova cifrato nel libro dellEsodo, cap.14, versetti 19,20,21, che descrivono il passaggio del Mar Rosso: 19. E lAngelo di Dio, che precedeva la carovana di Israele, cambi di posto e dal davanti pass indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti pass indietro. 20. Venne cos a trovarsi tra le file degli Egizi e la carovana di Israele. La nube era buia per gli uni, mentre per gli altri illu- minava la notte; cos gli uni non poterono avvicinarsi agli altri per tutta la notte. 21. Allora Mos protese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento doriente, rendendolo asciutto. Le acque si divisero. In ebraico ciascuno di questi versetti ha 72 consonanti, e il segreto consiste nel leggerli a zig zag, dal davanti passando indietro, come appunto dice il testo. Cos, il trilettere del primo dei 72 Angeli costituito dalla prima lettera del primo versetto, dallultima del secondo e dalla prima del terzo; il nome del secondo Angelo costituito dalla seconda lettera del primo versetto, dalla penultima del secondo e dalla seconda del terzo, ecc. Questo brano dellEsodo risale almeno al VIII sec. a.C., dal che si deduce che lAngelologia era ben nota gi allora. Ai triletteri, per completare i Nomi, viene aggiunta poi la sillaba el (come appunto in Aniy-el) o la sillaba yah (come nel prossimo Angelo, Haami-yah), e queste due sillabe sono labbreviazione dei due fondamentali aspetti di Dio, chiamati in ebraico ELOHIYM e YAHWEH. Di questi due Nomi supremi parleremo ancora; per ora, basti sapere che Elohiym , nella Bibbia, Dio creatore; e Yahweh Dio custode e legislatore della creazione. Elohiym produce, genera, realizza; Yahweh plasma, rifinisce e, soprattutto, pone limiti (sempre nella segretissima speranza che luomo impari a superarli). E infatti gli Angeli in el hanno come loro doti generali la concretezza, la voglia di costruire, di portare nel mondo cose nuove; mentre gli Angeli in yah hanno come loro dote generale la voglia di conoscere, esplorare, comprendere, raffigurare ci che gi esiste. Ne consegue che i protetti del nostro odierno Anyiel saranno tipi fondamentalmente pratici e inventivi. Ma dato che aniy in ebraico vuol dire io - ne consegue anche che tra i significati del nome Aniyel vi anche: il mio io il Dio creatore. Possibile? Non esagerato? Francamente no. Rifletteteci un poco, e poi vi dir quel che ne so.

4. DIO E IO, IN EBRAICO 26/09/08 - 12:01 I geroglifici che formano la parola ANIY, io (in ebraico NY), significano: la mia energia (aleph) diventa reale (N) quando si vede (Y). Il che significa che il nostro io quel che noi riusciamo a manifestare della nostra energia vitale. E il Nome di ANIYEL ci ricorda che lEnergia fondamentale e lorigine di ogni Energia in quellaspetto di Dio che viene chiamato EL, Elohiym. ci che intendono quei numerosi mistici che, dopo tante ricerche ed esperienze, arrivano a sostenere che Dio nelluomo. Per esempio Ges: io sono nel Padre e il Padre in me (Giovanni 14,10), o Dante, che conosceva bene la Qabbalah, quando alla fine della Commedia dice della luce di Dio: Dentro di s, dal suo colore stesso, mi parve pinta della nostra effigie; per che l mio viso in lei tutto era messo. Paradiso, XXXIII, 130-132 Nostra effigie vuol dire immagine dellio (ANIY), viso vuol dire la mia capacit di vedere; e notate anche quel l, proprio l, non certo casuale! Beh potrebbe obiettare qualche vostro amico, tanto io non ci credo, perch sono ateo e non credo che Dio esista. Ma questo, se permettete, un modo un po ottuso di considerare la questione. Agli antichi non importava il verbo credere come lo intendiamo noi; agli antichi, e agli antichi ebrei soprattutto, importava conoscere e sapere di cosa si stesse parlando. Cos, anche il Nome divino EL non un qualcosa in cui credere, come tanti usano oggi, a scatola chiusa; ma anchesso una formula precisa. In geroglifico, EL significa: QuellEnergia (aleph) che cresce ed sempre pi in l (L). Quel che noi chiamiamo Dio creatore dunque, in origine, il DIVENIRE, il GIUNGERE SEMPRE OLTRE, in ogni tua possibile direzione e non certo un Vecchio dalla Barba Bianca. Non credere in questa dimensione come non credere nellesistenza dellaria; mentre credere in questa dimensione del tutto superfluo, dato che palesemente ti accorgi che c, non appena ci fai caso. E, naturalmente, ti accorgi che c anche in te: ci che in te viene dopo. La tua via che aspetta che la scopra e la percorra. Le tue prossime opere e possibilit. Le scoperte che farai. Queste creano il tuo mondo, oggi come allora. E ANIYEL appunto l a rammentartelo.

5.KHETH E IL DIO SEVERO 29/09/08 - 12:50 Kheth. Unaspirata dura, come il ch tedesco. il geroglifico del lavoro, dello sforzo; dellequilibrio di forze e dellimpegno che occorre per raggiungerlo; dellesistenza elementare, e della ten- sione continua con la quale la si mantiene. Kheth anche limmagine della legge, della sapienza cio che con lunga fatica i saggi sono arrivati a formulare, e la necessit che in essa si esprime.

Tremendo, lAngelo di questi giorni! della categoriayah: un esploratore, dunque; infatti i suoi protetti vogliono conoscere le ombre pi oscure dellanimo umano, sia negli altri, sia anche in se stessi e scoprire in quelle ombre il senso. Perch il male? Perch lorrore? Perch il caos?: queste sono le loro domande principali. Non vi Legge autentica, che non sia nata dal coraggio di questi perch?. E non vi sono leggi, negli Stati o nelle religioni, che un buon Khaamiyah non possa cambiare, migliorare, rifondare, grazie appunto alle sue coraggiose scoperte. Non per nulla, in ebraico, KHQQ vuol dire dare leggi e KHQR vuol dire esplorare: radici quasi identiche, ed entrambe con quella KHETH allinizio. Per tale suo rapporto con la Legge, questAngelo inoltre particolarmente vicino al Dio YAHWEH, a cui lo lega il suo Nome, e ne riflette laspetto forse pi drammatico e contradditorio. YAHWEH, nella Bibbia, appunto il Dio dei divieti, delle leggi, delle prove terribili. Potete verificarlo facilmente: nelle versioni ufficiali del Vecchio Testamento, il Dio ELOHIM viene sempre tradotto Dio e YAHWEH viene tradotto il Signore Dio, o semplicemente il Signore. Guardate un po cosa fa veramente YAHWEH, il Signore appunto: vieta alluomo lalbero della conoscenza, provoca il Diluvio (ed ELOHIM, Dio, a salvare No), opprime Caino, abbatte la Torre di Babele, indurisce il cuore del Faraone e provoca immensi guai in Egitto, d infinite prescrizioni e castighi... e fatalmente gli uomini gli disobbediscono. Difficile trovare in tutte le storie sacre un Dio pi frustrato e, al tempo stesso, pi perdutamente innamorato di quegli uomini che gli si ribellano! come se davvero, in YAHWEH, legislazioni ed esplorazioni andassero di pari passo. La libert umana lo affascina, come un problema impossibile pu affascinare un filosofo: sembra addirittura che faccia apposta a dare divieti, per gustare la vertiginosa emozione del vederli violare. In realt, YAHWEH ha un segreto che solo gli iniziati conoscono: un Dio INIZIATORE. Pone regole e limiti, proprio perch luomo impari ad andare oltre; minaccia punizioni, proprio perch luomo impari ad essere coraggioso. Ges lo spiega un paio di volte (agli iniziati appunto): si fa pi festa in cielo per un peccatore che si accorga, che non per novantanove giusti che non si accorgano di nulla e i peccati di questa donna le vengono perdonati, perch lei ha molto amato; chi invece ha poco da farsi perdonare, perch ama poco. Ci avevate mai pensato?

6.CUSPIDI ANGELICHE 01/10/08 - 16:39 Unosservazione metodologica. Avrete notato che il 29 settembre una cuspide, un giorno cio in cui agiscono due diverse Energie angeliche. Poich gli Angeli sono ripartiti non in base ai giorni del nostro calendario, ma in base ai gradi dello Zodiaco, avviene di frequente che a un giorno corrispondano due Angeli diversi. In questi casi, non si tratta di risalire allesatto grado zodiacale della data di nascita: la faccenda pi complessa. Anche i giorni, infatti, hanno un loro valore, che incide non meno dei gradi: e ne risulta che chi nato in un giorno cuspide tra due Angeli, dispone e deve render conto delle energie di entrambi. Di solito, per quel che ho notato, nella prima parte della vita fin verso i trentotto anni prevalgono le energie del secondo tra i due Angeli uniti in una cuspide, e negli anni seguenti quelle del primo: per esempio, per chi sia nato il 29 settembre, prevarr dapprima linflusso di Khamiyah, poi quello di Aniyel. In alcuni casi il momento del passaggio pu comportare novit anche brusche; particolarmente delicate sono le seguenti date di nascita: 15 aprile, 20, 25 e 30 gennaio, 14 febbraio e 11 marzo, appunto perch (come vedremo) in queste cuspidi si incontrano correnti di Energia angelica diametralmente opposte le une alle altre. Per il 29 settembre non vi gran problema, tutto sommato: semplicemente, chi nato in questo giorno potrebbe essere, nella prima parte della sua vita, pi profondo, pi introverso, meditativo (o, nei casi peggiori, pi schivo, timoroso, inquieto), mentre verso i quarantanni ci sono buone probabilit che diventi pi aperto, assetato di vita, di vittorie, di gente a cui far apprezzare la profondit di pensiero che avr raggiunto nel frattempo.

7.RESH 04/10/08 - 09:42 In ebraico: Resh. il geroglifico dellaprire e del fluire, o viaggiare, o volare; e anche del pensiero umano, che scopre, progetta, procede. Dopo lAngelo Khaamiya, che insegna a esplorare coraggiosamente i territori oscuri, ecco qua lAngelo Rahaeel, che aiuta ad affrontare e a sciogliere la paura. Spesso, leggendo i 72 ritratti, avrete limpressione di scoprire una dopo laltra le tessere di un mosaico, e di scorgere in quel mosaico un volto (un solo volto) che via via si forma. Ed davvero cos: quel volto formato dai tratti dei 72 Angeli ci che una psicologo chiamerebbe il tuo S, cio la totalit della tua personalit. E dal modo in cui intendi i vari Angeli, puoi dedurre quali aspetti della tua personalit hai gi cominciato a sviluppare e quali no: se la descrizione di un Angelo ti immediatamente chiara, se vi riconosci qualcosa di te o di persone a te note, la facolt a cui quellAngelo presiede sono gi attive in te; se invece, in uno di questi ritratti angelici, trovi qualcosa di oscuro, di troppo contradditorio, vuol dire semplicemente che le facolt l descritte sono ancora nascoste, dentro di te, e attendono che tu le scopra. Questa idea della totalit composita comune a molte tradizioni: dal Tao allatman degli Hindu di cui si legge, in una Upanishad: "Chi per esempio riconosca: Io sono Brahma! diventa questa Totalit, e neppure gli Dei potranno impedirgli di diventarlo, perch allora egli diventa anche latman (il S) degli stessi Dei. Ma chi adori una divinit diversa dal suo atman, pensando: Quella una cosa e io unaltra uno che non sa..." Vale pari pari anche per lAngelologia. Cos, mi raccomando, non fate lerrore di qualche vostro amico ingenuo, che si figura il proprio Angelo e gli Angeli in genere come esseri alati, diversi da lui. Tu li sei, scoprili e abituati a riconoscerti in loro, a esserli: per usare il geroglifico di questa puntata, abituati a diventare la resh degli Angeli, a farli fluire attraverso di te, nella tua vita quotidiana. La resh intesa in questo modo ha un posto importantissimo nella mistica ebraica: il centro, la chiave del nome Israele, che solitamente viene riferito a un popolo storico, ma che in realt anche, o pu diventare anche il tuo nome. In ebraico scritto cos: YS-R-L. E ysh significa: individuo, io concreto, e l (El), gi lo sapete, Dio creatore. La resh il ponte, il punto di passaggio: un Israele chi sa di poter lasciare fluire lenergia divina nel e attraverso il suo io. lo stesso concetto che compare nel termine latino pontifex, il costruttore di ponti: solo che nella tradizione latina il pontifex era ed una carica gerarchica. Per te, invece, se non hai paura della resh, pu diventare una realt quotidiana.

8.L'ENERGIA TERAPEUTICA 06/10/08 - 15:11 Nel ritratto dellAngelo Rahaeel compare questo termine, che richiede qualche spiegazione, perch un concetto strano per noi, troppo audace: indica unenergia che permette al contempo di curare e di recitare. Era infatti convinzione degli antichi (ma, io credo, ancor oggi condivisibile appieno) che le doti del medico e quelle dellattore fossero talmente simili tra loro da far supporre che avessero una medesima origine. Anche i greci erano dellidea che il teatro curasse attraverso una katharsis, una purificazione cio dei sentimenti negativi, che avveniva negli spettatori e riequilibrava il loro spirito. Si riteneva che la catarsi agisse soprattutto durante la rappresentazione delle tragedie; ma, ancora oggi, a tutti sono noti anche i benefici effetti dei comici, specialmente di quelli pi spietati, che mostrandoci le nostre nevrosi, ossessioni, errori esistenziali e aiutandoci a riderne, non fanno nulla di diverso da un medico o da un analista che ci aiuti a prendere le distanze dai nostri comportamenti sbagliati. E viceversa, ogni medico sa bene quanto contino nelle sue terapie la suggestione, il tono di voce, il camice laspetto insomma spettacolare della sua professione. Nellangelologia, in ogni caso, gli Angeli che proteggono (incoraggiano cio nei loro protetti) la professione medica, sono puntualmente gli stessi che proteggono anche chi recita o parla in pubblico e dunque anche i politici e i sacerdoti. E a proposito, faccia attenzione chi ne dispone! Ogni dote che possediamo per nascita e che trascuriamo si vendica, intralciandoci in vario modo, e lEnergia terapeutica quanto a questo una delle pi temibili: fa regolarmente ammalare sia chi non la adopera per curare altri, sia chi non la trasforma in carisma da attore, sia anche (capita pure questo, purtroppo) chi ne abbia troppa e non la usi abbastanza. Credo che provenga da qui il detto antichissimo: Il medico cura se stesso.

9.YOD 09/10/08 - 11:17 In ebraico: Yod. una semiconsonante, come la i di iato. il geroglifico dellattenzione estroversa, del dito che indica, della visibilit, del manifestarsi concreto e durevole. Yod anche il geroglifico del creare, nel senso pi pratico e pi letterale di questo termine: creo viene dal latino, e vuol dire concreto una res, una cosa; trasformo, cio, unidea, un pensiero in una realt visibile, durevole. Non per nulla vi una yod allinizio del nome di Yahweh: nei primi due capitoli della Genesi si narra che Elohim (Dio) concep le forme del mondo e dellumanit, dopodich Yahweh (il Signore), plasm lumanit con la polvere del suolo (Genesi 2,7). E il Nome di Yahweh corrisponde a questo talento creativo: i geroglifici che lo compongono sono

YHWH. La H , come vedremo, il geroglifico della vita e dellinvisibile: YAH vuol dire dunque io creo, rendo visibile la vita ancora invisibile. La W invece il geroglifico del nodo, del blocco: dunque il Nome intero di YHWH viene a significare: Io rendo visibile la vita invisibile e la blocco nella forma che le ho dato. Proprio come fa un artista nellultimare unopera, o uno scienziato nel fissare una formula, una legge. NellAngelo di questi giorni, Yeyazeel, la yod addirittura raddoppiata e seguita da una Z, il geroglifico del mirare dritto a un obiettivo: il Nome raffigura un insopprimibile desiderio di creare (o di crearsi), di far apparire (o di apparire), e una magnifica determinazione nel seguire il proprio talento. Vi piace? Pensate allEnergia di Yeyazeel, tutte le volte che vorrete fare qualcosa di bello, che piaccia a moltissimi, e provate a chiedergli il coraggio, la Z, senza cui la creativit rischia di disperdersi, di ripiegarsi su se stessa. In ebraico: Zain. Ha il suono della s di rosa. il geroglifico della freccia che vola verso il bersaglio; del raggio di sole che percorre milioni di miglia per scintillare su uno specchio; dello sguardo che coglie un dettaglio. Zain tutto ci che tende a uno scopo: vuole, conosce, e conquista cose o persone, op-pure sfugge e libera da una costrizione.

10.YSH 11/10/08 - 01:40 Qualche puntata fa, parlando di Israele, ho accennato al fatto che ysh in ebraico significa individuo, io concreto; e in unaltra puntata dicevo che Eva, nel testo originale, viene chiamata ishah. Penso sia interessante sapere il perch di questi nomi. In tante altre lingue, per scoprire perch una parola sia scritta in un certo modo occorre risalire alla sua storia, alle lingue pi antiche da cui quella parola deriva; in ebraico non occorre: le parole si spiegano da s, le loro lettere rivelano il loro senso e immancabilmente se ne ottiene una piccola lezione di filosofia e di psicologia. Cos, i geroglifici della parola ysh ci mostrano che il suo autentico significato : colui che ha lenergia ( , aleph) di conoscere (SH) le cose visibili (Y) o anche: colui che sa ricondurre alle cose visibili ci che conosce.

Ysh insomma la nostra parte pi razionale, che crede in ci che vede (e che vede soltanto ci in cui crede). Mentre ishah (che in ebraico corrente significa la compagna) ha altre doti. Si scrive:

Come vedete, manca la consonante Y e c la H, il geroglifico dellinvisibile; il significato colei che ha lenergia di conoscere le cose invisibili. LEva di cui parla la Bibbia, la compagna delladam, cio di chiunque di noi, dunque il nostro intelletto spirituale, la nostra facolt conoscitiva superiore, che sa vedere oltre il visibile. Ci getta una luce tutta speciale sul celebre episodio della tentazione di Eva: lei, ishah, lei sola, a percepire il cosiddetto Serpente, e non certo (come si ritiene di solito) perch la natura femminile pi fragile, plagiabile e provoca guai, ma perch il cosiddetto Serpente una realt spirituale, e soltanto una ishah pu scorgerlo. Poi, si legge nella Genesi, la ishah assaggi il frutto della conoscenza e lo dette allo ysh: e non avviene sempre cos, ai confini della nostra razionalit? Il nostro intelletto spirituale coglie realt ancora invisibili, conoscenze superiori, e le comunica alla nostra mente razionale. Infine, ricordate quel passo famoso, in cui si dice che Eva porr il piede sulla testa del Serpente? (Genesi 3,15). Quante spiegazioni ne sono state tentate! Eppure il senso era talmente semplice. Il Serpente rappresenta, in quella pagina, la via verso la conoscenza, e la parola testa, nelloriginale, rsh, letteralmente linizio. Dunque la tua ishah, la tua parte spirituale, pone SEMPRE il piede sullinizio di una via di conoscenza. Questo era il senso. Impara a conoscerla, a congiungerti con lei, a generare scoperte.

11.HE 14/10/08 - 16:39 In ebraico: He. Un suono lievemente aspirato, di h inglese, se si trova allinizio o allinterno di una parola, e muto se invece si trova alla fine (dove spesso indica il genere femminile). il geroglifico della vita, dellinvisibile, della spiritualit, dellanima, della verit e della femminilit: anche in greco e in latino, daltronde, lanima era immaginata come femminile; e in ebraico femminile anche lo spirito (ruakh). Eccola qua, la bellissima H nei giorni dellAngelo Hahaheel, che di H ne ha addirittura in eccesso. Sapevate gi cosa significa questo geroglifico, labbiamo visto nel nome di Yahweh e in quello di Eva. Ora (dato che i geroglifici sono fatti apposta per riflettere, e anche per meditare) vorrei richiamare la vostra attenzione sul particolare legame che la H ebraica stabilisce tra la Spirito e la femminilit. una cosa nuova, per chi cresciuto nel cristianesimo: la Trinit risulta infatti compattamente maschile, grazie allinflusso della lingua latina Pater, Filius et Spiritus sanctus. La vetta dei cieli, a Roma, era stata preclusa alla Donna per vari motivi: da un lato influ in tal senso la setta di Mithra, assai maschilista, diremmo oggi, con la quale i cristiani dovettero venire a patti, quando il loro pi illustre rappresentante, limperatore Costantino, decise di cristianizzare lImpero (313 d.C.). Daltro lato, la Chiesa di Roma era a quellepoca in fortissima tensione con le correnti cristiane gnostiche, che non solo ammettevano il sacerdozio femminile, ma ritenevano che proprio una donna, la Maddalena, fosse stata la pi fedele continuatrice dellinsegnamento di Ges; a ci si aggiunse la misoginia di buona parte dei giudeo-cristiani, san Paolo soprattutto. Il risultato fu che per diversi secoli, nella Chiesa, si ebbe qualche difficolt ad ammettere che le donne avessero unanima (e tuttora la loro anima non sembra essere sufficiente ad aprire loro la carriera sacerdotale). Che differenza rispetto alle origini! Giovanni Battista vide lo Spirito discendere su Ges sottoforma di colomba (Giovanni 1,32), e in ebraico colomba, yonah, vuol dire anche la sposa. Nei Vangeli le donne appaiono coraggiose, intelligenti, illuminate: da colei che per prima, a Cana, spinse Ges a fare miracoli, alla Samaritana, che rischi la vita per fargli propaganda, a Marta, Maria, Maddalena... mentre gli uomini si rivelano, specialmente in Giovanni, quasi tutti vili, deboli, ipocriti, o semplicemente stupidi. Perch ami lei pi di noi? domanda Pietro a Ges, nel Vangelo di Filippo (gnostico), intendendo ancora sempre Maddalena; e Ges risponde soltanto: Gi, Pietro: perch amo voi meno di lei? Daltra parte, i Vangeli avvertono chiaramente: Ges venne portato dai genitori in Egitto, e l crebbe, in una sapienza che da millenni collocava lelemento femminile ai vertici della Divinit. E voi? Riuscite, oggi, a immaginare un aspetto femminile, una H dello Spirito divino? Nella Bibbia se ne parla molto, nel libro della Sapienza, nei Proverbi, nel Cantico dei Cantici. Provate a PENSARLO. molto emozionante.

12.ADAMAH 16/10/08 - 11:53 Per tornare alla lettera H, vi segnalo un punto importante della Bibbia, che nelle traduzioni va inesorabilmente perduto e anzi produce spesso equivoci: la parola suolo. Yahweh, dice la Genesi, plasm lumanit con la polvere del suolo; poi decret che lumanit dovesse lavorare il suolo con il sudore della fronte. Vi leggiamo anche che Caino era un servo del suolo (e ci fa ritenere a molti che fosse un contadino); e anche No, dopo il Diluvio, fu lavoratore del suolo. E uno splendido profeta scriveva: Non sono un profeta: sono un lavoratore del suolo, ad esso mi sono dedicato fin dalla mia giovinezza (Zaccaria 13,5). Di certo avrete intuito che non pu trattarsi, qui, di semplice agricoltura. La parola che viene tradotta suolo infatti in ebraico adamah, e indica un concetto vertiginoso. Il significato di adam lo conoscete gi: la conoscenza, o la mente, cos come essa pu agire al di qua dei propri limiti. La adamah appunto ci che vi al di l di quei limiti: sono i territori che alla nostra mente (adam) sono ancora invisibili (H). il tuo, il nostro Aldil, di cui la Tavola Ermetica dice: Il caso non esiste: solo il nome che si d alle leggi che ancora non si conoscono. Da questo Aldil, da una H, dunque, vengono plasmate lumanit e la nostra mente cosciente. E Adamo, Caino, No, Zaccaria lavoravano per conquistare lembi di questa adamah. Soltanto l noi possiamo continuare a crescere. L conduce ogni passo in avanti della nostra evoluzione: a una H che ti si rivela, e di l della quale la adamah continua poi ad estendersi sempre nuova, sempre in attesa.

13. KAPH 20/10/08 - 16:24

In ebraico: Kaph. il geroglifico del potere, del possesso, dellafferrare, del comprendere. Forse avrete letto da qualche parte che il Nome di Michele, il principe degli Arcangeli, viene solitamente tradotto Chi come Dio?, perch miy? in ebraico significa chi? e kiy come. Ma forse questa interpretazione non vi ha mai convinti, e vi sembrato strano che un Arcangelo avesse come Nome una domanda, retorica per di pi. Se cos vi parso, mi complimento con voi: vuol dire che la vostra sensibilit desta e sottile. Il senso di Michele infatti assai pi profondo. Le lettere M e Y compongono, in ebraico, la radice della parola acqua, che in questa antichissima lingua ha soltanto il plurale MYM (pronuncia: maiym), le acque. Era un plurale perch si riteneva che le acque nelluniverso fossero almeno di due tipi, come spiegato anche nella Genesi: Dio (El) fece un gran vuoto che si estendeva e separ le acque le une dalle altre: quelle che sono sotto quel vuoto, e quelle che sono sopra quel vuoto. Genesi 1,7 Quel vuoto il luogo dellaria, della terra, del cielo, e le acque sono tuttintorno: acque simboliche, si intende. Le acque, nella Bibbia, sono il simbolo di ci che informe, e che disgrega, dissolve. Prima della creazione delluniverso vi erano soprattutto tenebre e ACQUE: la terra era informe... e le tenebre ricoprivano labisso e lo Spirito di Dio aleggiava sopra le acque. Genesi 1,2 Nelle innumerevoli correnti di quelle acque (la tradizione ebraica non ama il mare) agiva il caos, tutto era forse-chiss, tutto diventava niente, nellinsondabile profondit dei Mari, nellinsondabile profondit dello spazio buio. Naturalmente, anche qui, limmagine decisamente simbolica: prima di QUALSIASI creazione tutto cos acqueo, cos dissolto e dissolvibile, cos caotico. Dio-El, il creatore, prepar quella volta il vuoto, il luogo per creare: separ le acque, fece in modo che venissero CONTENUTE altrove. Us insomma il potere della lettera K. Ed ecco, questa la specialit dellArcangelo Michele. Anche lui un separatore di acque, uno che prepara il luogo in cui esistere, creare e intendere e capire luniverso intorno. Questo il Nome M-Y-K: le acque caotiche finalmente dominate. E liconografia cristiana lo mostra bene: Michele raffigurato solitamente nellatto di imporre il suo controllo (K) sul diavolo, sulle forze dissolutrici e caotiche. E nellAngelo di questi giorni questa facolt micheliana assume la forma dun meraviglioso potere di non lasciarsi atterrire dalla distanza, di comprendere e dominare estensioni che per tante persone rappresentano ostacoli insuperabili un po come potevano apparire i mari, a

chi, come gli Ebrei e gli Egizi, erano abituati alla terraferma. Forse a qualcuno di voi sar tornato in mente il famosissimo Passaggio del Mare? Complimenti di nuovo: anche quella volta, di certo, Michele ci mise del suo.

14.UN DONO ARCANGELICO 21/10/08 - 13:50 A proposito di Miykael e della lettera K, importantissimo che sappiate e teniate ben presente una cosa. Non solo Michele, ma tutti gli Arcangeli hanno un forte elemento K, nella loro indole. Il loro compito infatti, tra le Gerarchie celesti, proprio quello di capire, comprendere (accerchiare, cio, dal latino comprehendere) e infine ELIMINARE sgombrare, eliminare, annientare togliere di mezzo, cos come inevitabilmente anche voi superate e togliete di mezzo tutto ci che che avete davvero compreso, per poter poi andare oltre. Vi sarete accorti, infatti, nei vostri anni passati, che nulla di ci che avete capito vi poi bastato: una volta chiarita una cosa, un qualche misterioso impulso (la forza vitale, levoluzione) ha cominciato a spingervi oltre... Ecco, appunto: lenergia arcangelica di questo tipo, e si rivela, nelle Scritture e nella tradizione, come uno dei pi potenti motori dello sviluppo dellindividuo e delluniverso. Lo si vede assai bene dai tre Arcangeli che condividono, con Michele, la maggior popolarit nelle grandi religioni mediterranee: Raffaele, Gabriele, Uriele (gli Arcangeli sono in tutto otto, ma sugli altri quattro ogni epoca ha idee diverse, i nomi variano, non c consenso preciso). Raffaele, dal verbo ebraico rapha, guarire: notoriamente lArcangelo della guarigione; perch? Perch il suo dono, il suo talento quello di far comprendere a chi malato gli errori che hanno determinato le sue malattie. Con lenergia di Raffaele, il malato vede, capisce e SUPERA quelle abitudini, quei vizi, quelle inerzie e debolezze che lhanno danneggiato, e ne esce, e guarisce. Gabriele dalla radice GBR, che esprime in ebraico le idee di forza, virilit, coraggio lArcangelo che sa farti capire e annientare addirittura tutto quanto il tuo passato: ti d la forza di comprendere e superare te stesso, radicalmente. Non per nulla, secondo la tradizione, colui che porta lannuncio di una grande novit a una VERGINE: in realt, lenergia di Gabriele proprio quella che ti permette di ridiventare vergine (cio privo di passato) in qualsiasi istante della tua vita. Impossibile! dir magari qualcuno. No, possibilissimo. sufficiente che tu CAPISCA il tuo passato, qualunque esso sia, e immediatamente ne sei gi fuori, ne sei libero, sei nuovo, se la terribile forza di Gabriele ti aiuta. E Uriele dalla parola WR (pronunciata or o ur), che significa la luce - lArcangelo delle Sacre Scritture: per scrivere qualcosa di degno non occorre forse che il foglio sia bianco, e che la mente sia sgombra, e lanima aperta e spaziosa? Ed ecco lenergia di Uriele, che sa dun tratto superare e cancellare ci che vi era prima, e vergare ci che nuovo, una buona novella... E perch, precisamente, cos importante sapere ci, come dicevo allinizio? Semplice: perch se lo sai, comincia a esistere e a essere vero per te. un annuncio, un seme: ti giunge e comincia a dar frutto, se il terreno buono e pronto. Vi qui uno di quei segreti che rendono cos appassionante la scoperta di certe vie mistiche e religiose: insegnandoti, creano in te le condizioni perch ci che ti insegnano avvenga. Guarire, superare il passato, aprirti al nuovo e alla creativit: ora sai che si pu e che certi esseri (Arcangeli addirittura) son pronti ad aiutarti in tal senso. Immaginali, percepiscili, e agiranno. Prova.

15.WAW 23/10/08 - 14:34 w,u,o. In ebraico: Waw. Anticamente doveva essere una semivocale, come una w anglosassone, talmente breve e malleabile da scomparire a volte in un suono di u (wu), a volte in un suono di o (wo). In seguito si irrigid anche in un suono di v, come la v italiana, che era u in latino. il geroglifico dellostacolo, del limite, del nodo che si stretto e che deve essere sciolto.

Tra le ventidue lettere dellalfabeto sacro, la waw indubbiamente la pi sgradevole. Lavete letto nel ritratto dellAngelo di questi giorni: il nodo, la rete che accalappia, il blocco, la paralisi. il modo in cui gli antichi ebrei scrivevano il numero 6, e i tre 6, il famigerato numero della bestia di cui parla lApocalissi, non era costituito da quelle tre cifre, ma da tre waw: e significava, come geroglifico, io ti blocco, io ti blocco, ti blocco! Un potente incantesimo. Eppure, vedete, c un Angelo che ha ben due waw nel suo Nome e non lunico, come vedremo. Non solo: nel Nome stesso del Dio Signore, YHWH, c una waw! Vi qui un tratto assai interessante, e non adeguatamente divulgato, della religione sia ebraica che cristiana: il riconoscimento di una cittadinanza al Nemico, al Male. In una memorabile pagina di Robinson Crusoe, il leale e ingenuo Venerd domanda a Robinson, suo padrone: Ma perch il tuo Dio non ha ucciso il diavolo, se era nemico suo e degli uomini? Voi ve lo siete mai chiesti? una storia lunga e bellissima, risale ai tempi degli Egizi, nella cui religione il Dio ostile, Seth, non veniva distrutto da Horo, che pure laveva sconfitto. Perch? Perch occorre che lanima (e possibilmente anche la mente) umana sappia e comprenda bene che il Male esiste. Non serve a nulla ed anzi dannoso negarlo, o volerlo eliminare. Non porta niente di buono pensare, come molti teologi illustri, che il Male sia soltanto lassenza o lignoranza del Bene e che dunque non abbia unesistenza sua propria. No: ben pi proficuo rendersi conto che c, in ognuno, un aspetto malvagio, dannoso, frenante, una waw che ti blocca e vuol produrre guai. Solo se hai il CORAGGIO di saperlo e di guardare bene i tuoi errori, e limiti, e difetti ed elementi oscuri puoi sperare di superarli; solo se non ti permetti mai di pensare di essere tutto nella luce, puoi trovare in te una dialettica, una possibilit di futuro. Non si dice forse che il medico che si ritiene infallibile uccide il paziente? E Ges, quando un giovanotto gli si rivolse chiamandolo buon maestro, rispose: Perch mi chiami buono? Nessuno buono eccetto Dio (da cui il celebre modo di dire. nessuno perfetto). LAngelo di questi giorni lo mostra bene, ponendo nel suo Nome le due waw come ostacolo indispensabile alla vera crescita, al trionfo, simboleggiato dal geroglifico L.

16. LAMED 29/10/08 - 12:23 In ebraico: Lamed. una delle tracce pi evidenti dellinflusso egizio sulla lingua ebraica. Come lureo che ornava il copricapo dei faraoni, la lamed il geroglifico dellampliarsi, dellestendersi intorno e verso lalto: come il sole o la notte che salgono dallorizzonte. il divenire, il rivelarsi, e anche il guardare oltre, e il trasmettere ad altri ci che si visto al di l. proprio il contrario della cupa Waw. La lettera Lamed esprime la certezza (o, se preferite, la forza di credere) che vi sia un oltre, e nuove possibilit, nuovi mondi da scoprire: nel tuo domani, e dentro di te, e anche negli altri. NellAngelo di questi giorni questa certezza o fede tutta quanta estroversa: il verbo yel, in ebraico, significa farsi udire, cio confidare che nel cuore degli altri si desti qualcosa, quando ci si rivolge loro, e che grazie a quel destarsi, nel comunicare con loro il tuo cuore si ampli, la tua vita risplenda pi intensa. Non per nulla lAngelo di chi ha bisogno di un pubblico. C poi, nel Nome di Yelahiyah, la bella H, il geroglifico di ci che ancora invisibile: non per nulla in questi giorni nacque anche Colombo, che riusc a convincere una reggia e una ciurma sgomenta a varcare loceano e a scoprire un nuovo continente. La L, in ebraico, la lettera del cuore (lev); della fiamma (lehava); dellandare verso qualcosa (le): Lekh-lekha! Sono le parole che il Dio Signore disse ad Abramo, in quel passo straordinario della Genesi:

Va verso te stesso! Via dal tuo paese, via dal tuo parentado, via dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicher. E io ti far diventare come una grande nazione! (Genesi 12,1)

Andare verso se stessi vuol dire dunque andare via, oltre tutto ci che finora ti ha limitato: smettere di identificarsi attraverso una patria, i parenti, i genitori, e scoprire la propria identit ben sapendo che sar sorprendente. Da questo passo della Genesi la tradizione ebraica trae, come noto, la convinzione che il popolo eletto sia nato da Abramo per volere del Dio Signore. Ma voi sapete gi quello speciale segreto: che il popolo eletto chiunque impari a essere se stesso, nel proprio io e nellinfinita scoperta della propria anima. Usate la Lamed! Occorre davvero imparare a non averne paura.

17.SAMEKH 03/11/08 - 11:23 In ebraico: samek. la s sorda, come in asse. il geroglifico dellarco pronto a scagliare, ma anche del perimetro e duna linea di confine che ti protegge; e anche dei sandali, della cintura, del velo, dellombra, della soglia, dellestremit, e del vortice della tempesta.

Quanti significati in questo geroglifico! Ma ben comprensibile: la forza creatrice che esso indica , essenzialmente, quella che nel nostro linguaggio scientifico si chiama COESIONE ovverosia ci che tiene unite le molecole di un corpo. chiaro che nella creazione del mondo i doni della samekh furono utilissimi; utilissimi lo sono anche nella vita sociale: in ogni nazione, religione, gruppo, famiglia ecc. la coesione elemento fondamentale e infatti lAngelo di questi giorni ha magnifiche capacit coesive, aiuta ad essere splendidi genitori e dirigenti. Al tempo stesso, si esprime nella samek la capacit di individuare i limiti di una questione, di un problema: e, dunque, di non lasciarsene travolgere o preoccupare pi del necessario. samek anche la capacit di individuare e custodire un segreto (seter, in ebraico); e di organizzare un discorso in modo coerente (sefer, in ebraico, libro). samek anche una fortezza, un luogo protetto; e cos pure una prigione. samek la fine, il punto estremo (soph, in ebraico: molto vicino, incidentalmente, alla nostra parola soffitta) e il sapere che qualcosa dovr comunque finire prima o poi. Insomma, un geroglifico quantomai pratico, realistico, razionale. E appunto perci entra nel principale Nome di Dio: Ayn-Soph, ovvero il senza-fine senza contorni, senza tratti, senza un fuori, senza il senza. Ayn-Soph quel volto (senza volto) di Dio che al di l di tutti i suoi aspetti, al di l di tutti i Nomi che lidea della Divinit assume in tutte quante le religioni del mondo, tutte bellissime, tutte limitate. quel Dio che hanno in mente la maggior parte di coloro che si definiscono atei, appunto perch non si accotentano di ci che le tradizioni dicono del divino. Ed , altres, quel Dio per il quale ti sembra a volte che credere in tutte le religioni del mondo sia la cosa pi giusta da fare, proprio perch sono tutte quante modi di avvicinarsi allAyn-Soph. Pochi mi capiscono (e alcuni si risentono, anche) quando in tutta sincerit mi capita di dirlo: Io credo in tutti gli Dei. Tanta gente tiene infatti alla propria samek religiosa pi che ai propri sentimenti. Voi, che ne pensate?

18.AYIN 07/11/08 - 16:27 Si trascrive come uno spirito aspro:. Ayin. Un tempo doveva essere un netto suono gutturale, come la h di Manhattan; oggi la sua pronuncia tende ad assomigliare sempre pi a quella dellaleph. il geroglifico dellapparenza esteriore e ingannevole, del sentito dire, dei rumori confusi, e anche del nulla, del vuoto e di tutto ci che perverso e malvagio. Agmah, la tristezza; aieph, essere stanco; azuv, essere abbandonato; ergah, la nostalgia; itonim, i giornali; atar, il fumo scuro; aniuth, la povert... Quante parole pesanti, deprimenti cominciano con questa lettera. NellAngelo di questi giorni, come anche in quello che lo segue, la funzione dellayin ben comprensibile: i loro protetti sono persone dotate di straordinarie qualit di intuizione, di veggenza spesso, di telepatia quasi sempre, e inoltre inventive, creative, sapienti e irresistibilmente versatili; dunque fatale che debbano scontrarsi contro tutta la serie di resistenze esteriori e (soprattutto) interiori, contro ombre di incertezza ben pi grandi di quelle con cui ha a che fare chi meno dotato di loro. Un po pi strano appare invece il fatto che una delle parole ritenute pi belle e desiderabili della Bibbia, Eden, lEden, il paradiso terreste, cominci anchessa con questa lettera tanto ostica. Ma a questo riguardo gira da millenni un equivoco che bene chiarire. Il celeberrimo Giardino dellEden non era affatto, nel testo sacro, un luogo radioso che lumanit perdette per una malaugurata disobbedienza. Eden vuol dire: la dimensione (N) di D e il geroglifico D indica non una qualche somma di delizie, ma semplicemente il tempo che stai vivendo ora. il presente, il per adesso, lancora e il non ancora. E gan Eden, solitamente tradotto il giardino dellEden, vuol dire in realt: una RECINZIONE attorno al tempo che stai vivendo. Un luogo chiuso; un tempo sospeso; una specie di laboratorio, se non addirittura di provetta, in cui il Dio-Signore, YHWH, decise di confinare ladam appena creato da ELOHIM. E non per nulla gli diede quellordine: non mangiare dellalbero della conoscenza! E dunque: non conoscere! Non farti domande! Non crescere! Fu una decisione ardita, poich diametralmente opposta allindicazione che Elohim aveva dato a ciascuno di noi: Cresci e moltiplicati! (cio impara a conoscere quanto sei pi grande di quel che credevi). E naturalmente, come al solito, YHWH venne frustrato: la sua idea di una human reservation, il suo tentativo di tener lontana lumanit dalla dinamica della realt si infranse contro limpulso umano-divino a superare i limiti. E se nelle religioni istituzionali ci viene insegnato che quella fu una colpa delluomo e addirittura il principio di tutte le colpe! soltanto perch YHWH ha tuttora moltissimi sostenitori, troppo fedeli, troppo bisognosi di unautorit da imporre a se stessi e agli altri.

19.SHIN 13/11/08 - 11:06 sh. In ebraico: Shin. Talvolta, per esempio in Yisrael, Israele, si pronuncia come la s di sale. Secondo alcuni rappresentava larco che scocca la freccia, secondo altri uno specchio illumi-nato da fiaccole. il geroglifico del desiderare, dello slancio, della ricerca di un nuovo orizzonte. A mio avviso, Shin anche e soprattutto il geroglifico della conoscenza. Talmente netta la sua somiglianza con il geroglifico egizio che significava conoscere: una stella con tre raggi rivolti verso lalto! E connesse con il conoscere e lapprendere sono molte parole ebraiche che iniziano con shin: shaal, domandare; shevil, sentiero; shir, poesia; sekhel, intelligenza... e anche la parola pi importante di questo nostro blog, e in genere di tutte le esplorazioni spirituali: shem, il Nome. Nella sua interpretazione geroglifica, shem verrebbe a significare: ci che si conosce (SH) di un argomento, di una determinata area (M) o anche tutto (M) ci che si pu conoscere (SH) di qualcuno o qualcosa. insomma un termine vicinissimo, sia nel senso sia nella forma, al greco skhema, la forma, la configurazione di qualcosa. E avete mai pensato a quanto sono importanti i Nomi, nella scoperta dei mondi invisibili? Come le note per la musica. Degli Angeli, dei volti di Dio, delle dimensioni e dei significati dellAldil noi non possiamo far altro che trovare i Nomi, e fare in modo che i Nomi siano precisi: altrimenti non ne abbiamo nulla, soltanto stati danimo, aspirazioni vaghe che, tra laltro, quanto pi sono vaghe, tanto pi suscitano aggressivit... lavete notato? Chi non sa indicare con precisione qualche suo argomento di fede, o chi non ha ben chiaro che cosa indichino i Nomi usati nella sua religione, diventa ben presto intollerante, prepotente. Non avete mai incontrato persone del genere? Quanto al dare nomi precisi sia allinvisibile, sia ai significati dei fatti e delle cose visibili, lAngelo di questi giorni insuperabile: i suoi protetti sono geni della chiarezza, filosofi innati, e non tanto cercatori quanto scopritori di verit. Secondo la Bibbia, tale genialit certamente una dote divina: Elohim diede forma alluniverso pronunciando i Nomi di ci che intendeva creare (Disse: Sia la luce! E la luce fu ecc.). E lumanit, fatta a immagine e somiglianza di Elohim, aveva questa dote innata, mentre YHWH no. Narra infatti la Bibbia: YHWH condusse dalladam tutti i tipi di animali e duccelli, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo ladam avesse chiamato ogni essere vivente, quello sarebbe dovuto essere il suo nome. E ladam impose i nomi... (Genesi 2,19) E YHWH intanto rimaneva a guardare, sgomento, ammirato forse, di quellabilit creativa. Di certo se ne preoccup poi, quando lumanit cominci a evolversi e tutti quanti avevano una sola lingua (cio si intendevano bene sui Nomi). YHWH disse: Ecco, sono un unico popolo, hanno una lingua sola! Questo linizio, il principio della loro opera e, cos come sono ora, nulla di ci che progetteranno di fare sar impossibile, per loro! Scendiamo dunque, e confondiamo la loro lingua, cos che non si capiscano pi gli uni con gli altri... Genesi 11,6

E distrusse la famosa Torre di Babele. E dallora stiamo cercando di ricostruirla.

20. ANCORA SUI NOMI DELLINVISIBILE 18/11/08 - 11:23 DellAngelo di questi giorni, Miyheel (MYH-L), conoscete gi tutte le lettere. Provate a interpretarlo da soli, a far emergere voi stessi il suo ritratto dallAldil celeste.

M: lavvolgere, labbracciare ma anche il confine da superare. Y: ci che si vede, che esiste ma anche il vedere e il farsi vedere. H: linvisibile...

Io ho indicato, come al solito, sotto al Nome dellAngelo, linterpretazione che a me sembrata pi probabile. Ma possono essercene molte altre e, se volete esercitarvi un po nellAngelologia, bisogna che andiate alla scoperta. E a questo proposito, sappiate che nessuno potr ritenere errata una vostra interpretazione, se non voi stessi. Non esistono infatti interpretazioni giuste, assolute: la natura delle lettere geroglifiche simbolica, e un simbolo sempre vivo, si evolve: appena ti sembra di essere riuscito a spiegarlo, esso comincia gi a indicarti qualcosaltro pi in l. E tutti i simboli crescono insieme a te: ne superi continuamente le interpretazioni, proprio perch anche tu, mentre ci pensi, giorno dopo giorno superi te stesso e questa la ragione per cui solo tu puoi valutare la misura in cui hai compreso qualcosa dellinvisibile.

Daltronde succede anche con il visibile: cos, per esempio, la prima volta che ho provato a interpretare il mio nome (Igor, in lettere ebraiche YGR) come un geroglifico, lho inteso come colui che rende visibili cose e persone straniere e ci perch GR il geroglificio dello straniero a quel tempo io ero uno studioso di letterature dellEuropa orientale, stavo traducendo Guerra e pace ecc. Qualche anno dopo, linterpretazione diventata: colui che rende visibili cose lontane, di altre epoche perch mi ero appassionato di Sacre Scritture. Poi GR ha incominciato a riferirsi, per me, agli Spiriti Guida e alle Gerarchie celesti. Curiosamente, Igor nella tradizione russa (quella la mia origine) il nome dellesule, di chi si trova tra stranieri, come lomonimo principe. Insomma, vedete bene che passeggiate possono farvi fare queste antichissime lettere. E dunque dicevamo: Miyheel, MYH. Cosa state scoprendo (tenendo anche conto dei celebri nati in questo periodo, citati nel ritratto angelico: Lutero, Voltaire...)? Magari che il Nome pu anche significare: Se arrivo a comprendere la realt in cui vivo, mi si apre linvisibile, oppure Io sono il grembo in cui linvisibile diventa visibile, o altro ancora...

21.GLI ANGELI DEL CASTELLO 23/11/08 - 14:56 Con oggi ha inizio e durer fino al 22 dicembre una serie di ritratti angelici vicinissimi tra loro: una vera e propria famiglia, che copre tutto il segno del Sagittario. Per nessun altro segno zodiacale avviene qualcosa di simile: anzi raro che due Angeli dello stesso segno si somiglino. Qui invece, con i cosiddetti Principati (cos si chiamano i prossimi sei Angeli), assisteremo a un variare del medesimo tema esistenziale, di un medesimo atteggiamento verso il prossimo e verso se stessi: ed appunto il Castello. O almeno cos lo chiamo io, dato che nel nome del primo Principato, Wehewuel, compaiono quelle tre lettere:

che non solo significano, ma raffigurano anche (come in un pittogramma) due torri e un qualche splendido segreto nascosto, inaccessibile, racchiuso da esse. Come un castello su un monte. E i protetti dei Principati sono proprio cos o, meglio, sembrano aver posto questa condizione allo svolgimento dei loro compiti nel mondo: Nessuno deve sapere quanto di bello, di grande, di nobile ho in me. Nessuno deve poter vedere i veri tesori del mio cuore, le vere profondit della mia anima... Solo io. Il che non significa che siano chiusi, schivi: tuttaltro! Ma quanto pi sono estroversi, tanto pi recitano, e recitando si proteggono. Io li immagino come signori medievali, che ogni tanto scendono a passeggiare, ad agire, a donare nella valle, e non vedono lora di risalire in cima alla loro torre, dove soltanto loro hanno acceso, e dove sono soltanto l veramente se stessi. Qual il loro segreto? Modestia? Aristocratico disprezzo? Timidezza? Niente del genere, a quel che ne ho potuto comprendere finora. La mia opinione che appartengano a un tipo particolare di persone, molto evolute, che han cominciato a cercare in se stessi una forma di identit pi alta, pi grande del semplice io. Per moltissimi altri, lio non c ancora: si accontentano di appartenere a un qualche noi (nazione, squadra, azienda, famiglia, religione, razza...); per molti altri lio un punto di arrivo, e riuscire a essere se stessi una grande conquista. Per i protetti dei Principati lio una porta, una HE, linizio di una via. E sono impazienti di avventurarsi pi in l. E li annoia, li infastidisce, li opprime ci che nella gente un noi, e anche ci che nel loro prossimo semplice accettazione e soddisfazione dellio soltanto. I Principati, del resto, sono gli Angeli della bellezza (Dante, nel pieno rispetto della Qabbalah, li colloca nel terzo cielo del Paradiso, quello di Venere) e la bellezza, come sapete, sempre quel qualcosa di pi che si coglie nelle forme, e che supera le forme stesse...

22. DALETH 28/11/08 - 10:42 d. In ebraico: Daleth. Una semplice d. il geroglifico dellabbondanza, del nutrimento ben distribuito, e anche del suddividere, e del dividere: compito di capi e di ricchi, e lavoro di giudici. anche il ramificarsi, il fluire in molte direzioni, come il Delta di un fiume.

D come dare. Shadday uno dei Nomi di Dio, e significa Provvidenza: SH e D, lintelligenza nel donare, nel distribuire, e si ramifica ovunque, anche, naturalmente, dove non la si vede. E ricordate la puntata su ADAM? L, non avevo detto una cosa (per non correre troppo avanti): DM, dam, in ebraico e in egiziano significa il sangue che palpita. facile capire perch: la M sono i confini del corpo, e il sangue si distribuisce e fluisce (D) dappertutto, allinterno del corpo stesso. A sua volta, questo DAM, sangue che palpita, immagine della mente cosciente, la cui estensione (M) infatti simile a un grande corpo invisibile, che include tutte le realt che tu conosci: in quelle realt la tua mente , vive, giunge, d e riceve vita. E ADAM appunto la particolare energia con cui una determinata mente sa essere e agire. Da questo antico significato del sangue deriva una delle pi celebri norme di due grandi religioni mediterranee: il divieto di nutrirsi del sangue degli animali. Come sapete, tra gli Ebrei e tra gli Islamici, legge che la macellazione di animali avvenga per dissanguamento: polli, ovini, bovini vengono cio sgozzati con un taglio rapido e profondo (e la morte rapida), e le loro carni vengono poi ulteriormente mondate da residui di sangue. Sono state tentate numerose interpretazioni di questuso, da quella antropologica che presume un qualche antico tab, a quella psicobiologica, secondo la quale nel sangue si troverebbe la memoria delle emozioni dellanimale (incluso il terrore davanti al macellatore) e chi se ne nutre, le assimila... Ma il motivo un altro, a mio avviso. Il passo in cui questo divieto viene pronunciato per la prima volta, nella Bibbia, il seguente e a guardar bene un po pi sorprendente di quel che sembra: Tutto ci che si muove e ha vita potr servirvi da cibo: vi do tutto ci... Ma non dovete nutrirvi della carne che ha nel suo principio vitale il sangue, di quella no: perch questo sangue vostro, che principio vitale di ciascuno di voi, chieder che venga restituito a me. Genesi 9,4 Notate che non precisato carne di animale. Dio proib qui dunque anche il cannibalismo? molto improbabile che vi fosse bisogno di vietare una cosa tanto innaturale, a quei tempi. Il passo va inteso in senso pi ampio, e soprattutto simbolico: puoi mangiare, assimilare ogni carne, ogni forma; leggi qualsiasi libro, assimila e godi ogni opera darte, impara dalle azioni con cui ciascuno ha dato forma alla propria vita, ma non credere di poter mangiare, assimilare anche il DAM, la mente cosciente, lidentit di qualcuno. Non puoi: tu sei tu e sarai sempre e soltanto tu, e non qualcun altro. Non COPIARE gli altri. Non vivere la loro vita, non nutrirti dei loro modi di capire ma solo di ci che hanno capito. E naturalmente, NON FARTI MANGIARE. Non lasciare cio che altri ti annientino, ti tolgano il tuo sangue che palpita e i suoi diritti. Quel tuo sangue una cosa tra te e Dio, e basta. Non per nulla, nellespressione Dio cre luomo a sua immagine la parola che viene tradotta immagine in ebraico demuth, che deriva direttamente da DAM.

Nellebraismo e nellislamismo, dunque, la macellazione rituale fatta in memoria di quellantichissimo comandamento di libert personale, di coraggio della propria individualit. Poi vi fu, lo sapete, un celeberrimo violatore di questo precetto: Ges, che nellultima cena chiese ai discepoli di mangiarlo: Questa la mia carne, questo il mio sangue, mangiatene e bevetene tutti. Cio: diventate me, e io sar felice. Fu, allepoca, un tremendo sacrilegio, compiuto naturalmente in segreto e se il Sinedrio lavesse saputo, il processo a Ges sarebbe stato assai pi rapido: lavrebbero lapidato seduta stante. Ma Ges amava dare scandalo, e aveva sue ragioni profondissime e straordinariamente belle, per osare tanto.

23. DEL COSIDDETTO DESTINO 03/12/08 - 08:29 Angelo di iniziati, di maghi, di terapeuti o di uomini di spettacolo, abili in quelle tre lettere: KHET, la tecnica, la fatica; HE, la spiritualit; SHIN, la superiore conoscenza... Angelo, dunque, tra i pi difficili da vivere: eppure chi vi nato deve accettarne lincarico. la legge naturale degli Angeli: se li segui, tutto va per il meglio e tutto nella tua vita acquista senso; se invece trascuri uno qualsiasi dei talenti che ti donano, cominciano i problemi, le malinconie, i disagi. E qui veniamo a quella che alla maggior parte delle persone sembra la principale obiezione allAngelologia: Ma se dal mio giorno di nascita dipende il compito che ho da svolgere in questa vita, vuol dire che non sono libero! No, no, grazie: preferisco decidere da me cosa voglio fare o non fare. Ma, in realt, come obiezione non gran che. Innanzitutto, perch a condizionare le nostre scelte non certo (nella stragrande maggioranza dei casi) il GIORNO DI NASCITA, ma ben di pi il luogo, il ceto, linflusso di genitori e parenti, lambiente culturale, le ferite che si ricevono crescendo, le mode, i valori e gli obiettivi altrui, la pubblicit e via dicendo. Magari mi fosse concesso di obbedire soltanto al mio giorno di nascita, cio a qualcosa che perlomeno completamente mio! Invece, in chi dice preferisco decidere da me, quel me pi che altro il frutto di un lungo e tormentoso compromesso con altri: una condizione di esilio da se stessi, in cui tanti vostri conoscenti trascorrono talvolta tutta quanta la vita. In secondo luogo, nellantica Angelologia il giorno di nascita non viene visto come la CAUSA di quel che seguir nella vita, ma solamente come una parte di un intero. un po come nellanalisi del sangue, delliride o del capello: esamino una parte di te, per vedere come stai e in che direzione sta andando il tuo fisico senza che da ci derivi che la tua goccia di sangue, i colori del tuo iride o la struttura di un tuo capello siano la CAUSA del tuo stato di salute. Gli antichi, per individuare le direzioni della tua crescita esistenziale, decisero di analizzare allo stesso modo la composizione energetica del tuo giorno di nascita, e questo per una ragione precisa e assai interessante: per invitarti a pensare alla tua esistenza da un punto di vista pi alto e pi ampio di quello del tuo io consueto, oggetto di innumerevoli condizionamenti e inquietudini. Vieni via da l (dice lAngelologia, un po come fu detto ad Abramo: Va verso te stesso, via dal tuo paese...) e immagina come ti vedresti e come ti giudicheresti se guardassi a tutta quanta la tua vita DAL LUOGO DOVERI PRIMA DI VENIR CONCEPITO. Non importa se tu, per eccesso di materialismo o per carenza di fantasia, credi che prima di venire al mondo non ci fosse ancora nulla di te: quel punto di vista pre-natale, pre-tutto, pu esistere se lo vuoi, e pu diventare importantissimo proprio per la scoperta della tua libert. L eri libero e scegliesti proprio quel giorno, per entrare nel mondo. Perch? Non ti accontenterai di pensare che sia stato soltanto un caso. Quel giorno aveva particolari direzioni, vettori, che portano verso determinate mete come dimostrano le vite di tanta altra gente che vi nacque. Forse dovevi fare quel tipo di esperienze e di conquiste; forse volevi farle; o forse il mondo aveva bisogno che qualcuno le facesse, e tu dicesti: Va bene... Cosa risulta da questo modo di pensare a te stesso? Proprio lopposto di una limitazione della tua libert personale. Dun tratto, ti ritrovi ad avere due Io: uno che laggi nel mondo di tutti ha una

missione da compiere (e, nota bene, una volta che abbia cominciato a occuparsene, per il resto totalmente libero di fare quel che gli pare), e un altro Io pi grande, che ti vede dallalto. Vi ricordate la puntata su Israele, YSH-R-eL? YSH il tuo io piccolo, al lavoro; eL lAldil del mondo visibile; e la R quel tuo Io pi grande, che guarda, conversando intanto con il suo Angelo.

24. LE DOPPIE 08/12/08 - 10:36 LAngelo di questi giorni e il successivo hanno, nei loro Nomi, raddoppiamenti di lettere: qui sono due MEM e, francamente, non un buon segno. Le doppie non lo sono mai, secondo la tradizione: indicano un ECCESSO dellenergia simboleggiata, e gli eccessi procurano sempre problemi. Si pensi, per esempio, a Babele, in ebraico BBL, il nome cio che fu dato alla famosa torre DOPO il crollo (Genesi 11,9). Il geroglifico BL indicava una dimora (B) che cresce (L): bello di per s, d unidea di abbondanza, di sviluppo, di grande futuro. Ma il raddoppiamento della B serv a indicare appunto che qualcosa l and storto: le proporzioni della dimora non erano giuste, vi era eccesso, e la sua sorte fu segnata. Quanto alla doppia M dellAngelo Imami-yah, conviene che i suoi protetti si rimbocchino le maniche, come spiegato nel ritratto: avranno a che fare con recinti alti e spessi il doppio di quelli del resto dellumanit. Ma che ne sarebbe dellumanit stessa, se qualcuno non avesse il coraggio di vedere, denunciare, affrontare quei recinti? In pi, nel geroglifico MEM entra anche lidea di comprendere (che deriva dal latino comprehendere, accerchiare); cos i protetti di questAngelo hanno anche unaltra possibilit, per superare i loro molti recinti: quella di comprendere la mentalit e gli scopi degli oppressori, di coloro cio che erigono mura intorno alla gente. E, per i pi svegli, si profila qui anche la prospettiva di arrivare a comprendere il comprendere di imparare cio a capire come luomo capisca, come funzioni la mente umana. Avete letto, nel ritratto, che in questi giorni nato proprio Osho, guardacaso. Interpretato cos, questo Angelo difficilissimo diventa uno dei pi soccorrevoli uno dei pi utili, cio a cui fare appello, quando abbiamo la fortuna e il coraggio di accorgerci che nella nostra vita, intorno a noi o dentro di noi, c qualche potente MEM che non ci vuol lasciare andare, che non vuol finire di partorirci.

25. N COME NOE' 12/12/08 - 08:50

n. In ebraico: Nun. il geroglifico delle cose prodotte, create, e del successo nel produrle.

Lo si pu definire anche il geroglifico di ci che ORMAI si realizzato, di ci che hai GIA davanti a te, e che dunque non parla pi alla tua voglia di scoprire, al tuo bisogno di sfide, alle energie della tua crescita. E infatti la lettera che si incontra pi raramente nei nomi dei protagonisti della Bibbia, e mai nei nomi di Dio. Intendiamoci: non che sia male poter contare su qualcosa di solido e comodo (noakh), compiacersi dei propri beni (nekhes), concedersi un po di tranquillit (nakhath). Ma in chiunque abbia intrapreso una ricerca spirituale tutto ci pu facilmente generare un pochino dinquietudine, e anche di noia. I cercatori di verit sono infatti sempre in cammino (da Abramo a Ges) e hanno, s, lideale di una Terra Promessa, che in ebraico si chiama Canaan (KNN), ma quel che a loro piace e importa pi di tutto il viaggio che occorre compiere per raggiungerla. Le volpi hanno tane, ma il Figlio delluomo non ha dove posare il capo... Pensate per esempio a Mos, che dopo aver viaggiato per pi di quarantanni per raggiungere Canaan, decise alla fine di non entrarci e se ne and altrove nessuno sa dove mentre il suo popolo giungeva alla meta. Pensate a Siddharta. E chi lunico patriarca con la Nun? Nientemeno che No. In ebraico Noakh (NKH) e significa proprio la tranquillit, il riposo. Bel riposo direte voi, nel bel mezzo di cataclisma! Intorno a lui il mondo intero veniva dissolto dalla furia delle acque, larca veniva trascinata di qua e di l dalle correnti, in uno sconfinato orizzonte vuoto, e lui era Noakh, e si riposava in se stesso? Eh s, proprio quello era il senso misterioso del suo nome. Il sapiente sa conservare in se stesso un luogo di calma, una dimensione salda, anche in mezzo alla tempesta. Vi ricordate quellepisodio evangelico in cui Ges dormiva su un cuscino, a poppa di una barca sbatacchiata dalla tempesta? (Marco 4,38). Quella era una citazione della storia di No, oltre che una bella e strana immagine del modo in cui Ges si comport durante la sua difficilissima vita pubblica. Ecco un buon modo spirituale di cercare, coltivare, apprezzare la Nun.

26. T COME ARCA 17/12/08 - 10:39 th. In ebraico: Thaw. Si pronunciava come il th inglese; oggi, nelluso corrente, una semplice t. il geroglifico del compi-mento, della perfezione, di ci che divenuto appieno se stesso e pu perci comunicarsi allesterno; della reciprocit, anche, della simpatia.

Qualche mese fa, nel blog della scorsa stagione, avevamo visto che in ebraico arca thebah, e che in realt significava non un tipo di natante bens la parola. No si costru un suo linguaggio solo suo, e fatto soltanto di parole utili, fertili, sensate e ci gli permise e permette ancor oggi a chiunque di affrontare (e di produrre anche) grandi cambiamenti senza lasciarsene n sgomentare n travolgere. No impar dunque a ridefinire il suo mondo, a coglierne appieno il senso (T), e guardacaso il nome ebraico della T, Thaw, deriva da Thot, il Dio egizio della scrittura e della parola. Ridefinendo il mondo, No vi cre un suo spazio, una sua dimora (questo il significato della B, come vedremo alla prossima puntata), ma questa dimora era troppo diversa dal mondo stesso, perch potesse trovarvi posto: in tal modo, la costruzione di quel suo linguaggiocosmo-dimora produsse il superamento, lannientamento del mondo di cui prima dallora No era riuscito ad accontentarsi, e gli apr la via verso il nuovo, ancora invisibile (H). Il geroglifico T ha questo genere di poteri. anche liniziale della parola TORAH, letteralmente legge, sistema, teoria, con la quale si indicano i primi cinque libri della Bibbia, il Pentateuco. E in geroglifico Torah (TWRH) significa: la TH conduce oltre gli ostacoli (W) verso linvisibile (H), di nuovo. Tutto sta nel come si vuole intendere questo condurre: secondo moltissimi, vuol dire che in quel libro c la verit, e che perci lo si deve onorare come un oggetto sacro. Secondo altri, me incluso, significa che nella Bibbia si parla di una via che porta molto lontano, e che l si impara ad apprezzare questo genere di vie, che portano sempre un po pi in l (TH) di quel che altri ti hanno insegnato, e di quel che avevi capito fino a qualche minuto fa.

27. BETH 22/12/08 - 10:01 b. In ebraico: Beth. Anticamente si pronunciava b, e oggi v. il geroglifico dellinteriorit, di uno spazio protetto e attivo, in buon rapporto con lesterno: e dunque della casa, della famiglia, dellinterno del corpo, dellistituzione. Beth anche il senso di giustizia, inteso come consapevolezza dellopportuna collocazione dellindividuo entro la societ a cui appartiene. B come Betlemme, Beyt-lekhem, la Casa del Pane. B come ben-adam, Figlio delluomo, espressione che Ges usa spesso nei Vangeli e sulla quale i teologi disputavano gi da prima dallora, perch compariva anche nei discorsi divini ai profeti: per esempio, allora uno spirito entr in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. Mi disse: Figlio delluomo, io ti mando agli Israeliti... Ezechiele 2,2 Esaminiamo questo ben-adam, credo sia importante. I pi ritengono che sia soltanto un modo di dire tradizionale, ma mi sono abituato da un pezzo a diffidare di chi afferma che qualcosa nella Bibbia sia un nientaltro che.... Adam, sapete gi cosa significa in realt: lorizzonte della nostra mente cosciente. E ben (in ebraico BN) in geroglifico ci che una famiglia (B) fa nascere (N), il nuovo che in essa si crea. E, come vedete, il gioco gi fatto, il senso chiaro: gli uomini, in generale, sono adam, il livello evolutivo da essi raggiunto il loro adam, il loro modo di pensare, parlare, capire il loro adam, e la maggior parte di essi se ne accontenta. Ma pu avvenire che alcuni vedano questo adam come una casa in cui sono nati, e in cui essi rappresentano appunto la novit, la N dalla quale partire verso altri orizzonti. E questi sono nella Bibbia i cosiddetti profeti: coloro che non sono soltanto ladam, ma da esso si evolvono, vanno avanti e vedono le cose del mondo da un punto di vista diverso, ulteriore. La maggioranza dei teologi convinta che Ges usasse lespressione Figlio delluomo riferendola esclusivamente a se stesso e cos anche laltra espressione che egli usa spesso, Figlio di Dio. Ma il Vangelo li smentisce. Avete mai letto passi come questi:

Sta scritto nei profeti: Tutti saranno istruiti direttamente da Dio. (Giovanni 6,45)

cio tutti in futuro saranno beni-adam, protagonisti di un pi alto stadio evolutivo; e

a quelli che lo hanno accettato, ha dato il potere di diventare Figli di Dio. (Giovanni 1,12).

Da cosa dipende tale possibilit? Da te. Credo sia questo il senso principale sia della Festa sia dellAngelo di questi giorni: MBH, la MEM e la BETH si aprono verso linvisibile, verso il futuro. Buon Natale, e auguro a tutti che sia il vostro Natale personalissimo, una volta per tutte.

28. PHE 27/12/08 - 08:39 ph . In ebraico: Peh. Viene pronunciato anche p. il geroglifico della sensualit, della bellezza fisica; e della bocca, della voce, del volto, dellespressione; della parola, anche, e della persuasione.

la delicatissima P di fiore (perakh), di farfalla (parpar), di viso (panim). NellAngelo di oggi, come avete letto, anche immagine di una ipersensibilit a tutto ci che nella realt vi di brutto, di infetto e che nel Nome angelico raffigurato dalla seconda lettera, la Waw. Ma non si pu dire, certamente, che solo i nati dal 27 al 31 dicembre possano sentirsi delusi dallabbondante bruttezza del nostro mondo: e infatti lAngelologia non afferma affatto questo. Ai protetti di Phuwiyel tocca soltanto il compito di comprendere, sviluppare, far fruttare con particolare impegno e determinazione quella tensione tra la Phe e la Waw, ma il loro Angelo agisce per tutti e in tutti tanto quanto gli altri suoi settantuno Colleghi. Ho gi accennato a ci in una puntata, mesi fa, ma credo sia utile tornare sul tema, e approfondirlo un pochino. Avrete certamente sentito dire e magari letto lesortazione ama il prossimo tuo come stesso. Non date retta a chi ve la spiega come uningiunzione ad amare tutti: figurarsi se si pu amare a comando! Provate invece a considerarla sul serio, e per ci che dice davvero. Tu ami e odi il prossimo cos come ami e odi te stesso: cos, sempre, proprio perch il tuo prossimo (cio chi ti trovi accanto, chi vedi per strada, in mezzo allaltra gente) veramente te stesso. un aspetto di te che ancora non hai ben capito, e che perci ti colpisce tanto quando lo vedi in un altro. E quellaltra famosa frase dei Vangeli: ama il tuo nemico? Vale lo stesso anche l: il tuo nemico si riveler, puntualissimamente, il tuo amico migliore e pi utile, proprio perch ci che vedi e detesti in lui un aspetto di te che oggi ti occorre urgentemente riconoscere. Perci il tuo nemico ha litigato con te: ti esorta (senza saperlo, e dunque disinteressatamente) ad aprire gli occhi su te stesso. E lo strano consiglio se uno ti colpisce su una guancia, tu porgi laltra? Non mettetelo in pratica alla lettera: va capito, e non obbedito ottusamente. Qui non questione di guance. Vuol dire invece: se uno colpisce un aspetto, una Phe, un volto che TU RITIENI DI AVERE, E IN CUI ORA TI IDENTIFICHI, perch occorre che tu scopra il tuo altro volto, che da troppo tempo tenevi nascosto a te stesso. Ebbene, i nostri settantadue Angeli sono appunto i tuoi settantadue volti: e spiega lAngelologia se ti riconosci in ciascuno di essi, e se capisci, dalle facolt di ciascun Angelo, come usare tutti i tuoi volti al meglio, hai una sorte invidiabilissima. Se invece in qualcuno di essi non ti vedi, vuol dire che corri il rischio che prima o poi la realt o qualche provvidenziale nemico ti diano uno schiaffo proprio l.

29. L'ANGELO DELLE VITTORIE 01/01/09 - 07:46 Ogni Angelo un aspetto di noi, un settore delle nostre potenzialit, e va conosciuto e bisogna imparare a farlo esistere, per evitare che qualche nostra potenzialit non usata ci provochi disagi... E ci vale anche per lAngelo del nostro capodanno, Nemamiyah. Se avete letto il suo ritratto, comprensibile che vi sorga qualche dubbio: se Nemamiyah rappresenta un aspetto di voi, significa che sia voi sia tutti i vostri conoscenti hanno quella straordinaria energia, quel coraggio da condottieri romantici, quella mente da Tolkien o da Asimov, quella incredibile versatilit, quella curiosit che li fa rapidamente diventare esperti di qualsiasi campo dello scibile, quella lucidit di pensiero e infine quel gusto per le sfide, che permette loro di superare un orizzonte dopo laltro (la doppia Mem) senza stancarsi mai!? E, daltra parte, ne consegue anche che se voi e i vostri conoscenti non imparate ad adoperare tutte queste vostre doti eccezionali, avrete altrettanti punti deboli e profondi motivi di rimpianto e di insoddisfazione, per aver seppellito i talenti come il servo pavido di cui narra la famosa parabola. Possibile? Secondo me, s. Io penso che tutte le nostre sensazioni di amarezza, angoscia, inquietudine, e anche tutti i nostri disturbi psicologici, piccoli e grandi, abbiano alla loro origine qualche grande talento inespresso e, naturalmente, anche la mancanza di CORAGGIO che ci ha spinti a non esprimerlo. Soffriamo tutti, insomma, di un insufficiente rapporto con Nemamiyah. E se ammiriamo gli individui che invece hanno saputo brillare, se ne facciamo i nostri eroi, i nostri idoli, e sentiamo di amarli di quello strano amore che si chiama popolarit, precisamente perch anche qui stiamo sempre amando il prossimo come noi stessi, e amiamo in loro certi tratti che in realt avvertiamo anche in noi, anche se non oseremmo mai confessarlo. (Per la stessa ragione, certo, capita di provare per persone di successo un odio non meno strano di quellamore: e quellodio altro non che amore travisato). Ma direte voi chi proprio non ha coraggio, chi stato troppo ferito, oppresso, deluso dalla gente e dalla sorte, che pu farci? Secondo me, pu fare moltissimo, a partire da qualsiasi istante della sua vita (e i primi giorni dellanno fanno proprio al caso). Ha davanti a s molte Mem? No, non le hai mai davanti a s. Le ha alle spalle: sono i coni dombra proiettati dalle sue sconfitte passate. E non appena se ne accorga, ricorra agli Arcangeli. Ve ne parlavo qualche puntata fa: gli Arcangeli (che nelle Gerarchie dei 72 vanno dal 1 gennaio al 9 febbraio) sono distruttori inesorabili del passato. Lo polverizzano e se lo portano via come un turbine di vento. Dovete solo aiutarli un pochino, e nelle prossime puntate vi darei volentieri qualche consiglio al riguardo.

30. COME SANTA LUCIA 06/01/09 - 08:02 Yeyaleel, che regna in questi giorni, un po la Santa Lucia dellAngelologia. Ha e d il dono del vedere chiaro e lontano: un vero toccasana, per chi abbia cominciato a liberarsi del passato. A proposito di Santa Lucia, nella tradizione popolare catalana c una Madonna che le somiglia molto: la cosiddetta Madonna dai Begli Occhi, venerata in Catalogna, a Gerona che, tra laltro, fu in passato una delle capitali della Qabbalah, ed la patria dellamato Bernad-Thermes, in arte Haziel. Si chiama Madonna dai Begli Occhi perch pare conceda la grazia di vedere il mondo con ottimismo: di apprezzare molto ci che bello, e di non dar peso al brutto. Fate perci una puntatina alla cattedrale di Gerona, se vi capita. Ne vale la pena. Tornando a Yeyaleel, il suo potere visivo ha un significato molto speciale, direttamente connesso sia con la liberazione dal peso del passato, sia anche con la vostra personale possibilit di incontrare veramente un Arcangelo. Ora provo a dirvelo. Bisogna innanzitutto sapere che ogni Coro angelico ha, nella tradizione, un suo ben preciso colore delle ali. I Principati, per esempio, hanno il colore rosso. I Serafini, il violetto. I Troni, il grigiomercurio. Gli Arcangeli hanno invece ali multicolori e cos vengono appunto raffigurati, spesso, nella pittura sacra. Multicolori sta a significare, in realt, di TUTTI i colori, e indica un modo di percepire la realt assai diverso da quello a cui ricorriamo di solito. Di solito, nella realt noi guardiamo e vediamo soprattutto i contorni delle cose. Spigoli, angoli, limiti. Ma i contorni delle cose sono il PASSATO delle cose stesse: sono, appunto, i limiti entro cui il passato le ha costrette. Un albero, dopo varie traversie del suo passato, diventato una sedia, o un tavolo, o magari un burattino, perch cos lhanno tagliato. Allo stesso modo anche voi siete diventati i tali o i talaltri, perch cos ha voluto il vostro passato. Ora, invece, proviamo a guardare il mondo in modo arcangelico: focalizzando lattenzione non sui contorni, ma solo sui colori. E non su un colore soltanto, ma su tutti. Proviamo a vedere nel mondo i colori e basta. Uno, due, tre, via!

difficile? S, vero. D una leggera vertigine e subito si torna a guardare i contorni. una grazia troppo intensa, concessa da quella Madonna di Gerona: tutto TROPPO BELLO, se si guardano i colori soltanto. Non c pi niente di brutto. E tutto diventa terribilmente, vertiginosamente ADESSO, qui e ora: sia le cose, sia le persone, sia anche tu. Ecco, quella vertigine precisamente la soglia dalla quale un Arcangelo pu cominciare a parlarvi (non con le parole, sintende: anche le parole sono contorni. Gli Esseri celesti parlano solo con i contenuti, con i colori dei significati). Chi sa un po di neurologia, avr certamente intuito che in questo esperimento dei colori si manovra lequilibrio tra emisfero sinistro (che vede appunto i contorni) ed emisfero destro (che vede i contenuti). Ed proprio cos. lo stesso esperimento che fece Ges con i discepoli che pescavano poco, quando disse Buttate le reti A DESTRA della barca e troverete (Giovanni 21,6). Fecero infatti una pesca notevole, aprendo gli occhi a destra. Riprovate, quando avrete un problema, un dubbio, e provate a reggere alla vertigine.

31.UN ANGELO ALCHIMISTA 11/01/09 - 10:23 Harakheel, H-R-Kh. Il Nome indica chiaramente che questAngelo ha e d il talento di incanalare, di far fluire, di trasformare (R) energie dei mondi superiori e interiori (H) in modo da farle fruttare nellesistenza quotidiana (Kh). ci che facevano appunto gli alchimisti, quando applicavano la loro sapienza nel trasformare il piombo in oro. Se nella scorsa stagione avete dato unocchiata al blog dellamico Pascal Patruno, saprete perfettamente che i metalli, nellalchimia, erano soprattutto simboli di nostre esperienze di vita: e che il piombo ci che in te pesa, sporca, avvelena e produce soltanto inerzia, mentre loro il senso rivelato, il trionfo interiore, la conoscenza, lirradiare della tua personalit. La trasformazione delluno nellaltro richiede appunto lintervento della H, dellinvisibile o, come dicevano gli alchimisti, del segreto. Ma anche la parola segreto era un simbolo, e indicava non un divieto di rivelare certe conoscenze teoriche od operative, bens una particolare dimensione psichica e spirituale, nella quale tutto procede molto pi agilmente e velocemente di quanto non avvenga nella mente razionale. Per trasformare il piombo del tuo passato in oro, e adoperare questoro nel presente, occorre che tu entri in quella dimensione H, e ci richiede due cose. Innanzitutto, bisogna che tu diventi davvero la R (vi ricordate di IsRaele?). Bisogna cio che tu la smetta, una buona volta, di identificarti con il tuo passato o con il tuo presente. Tu non sei n i tuoi errori passati, n ci che oggi sai di te. Tu sei una porta e una via, sei libero, pronto a trasformarti in ci che ancora non puoi sapere. In secondo luogo, bisogna che Qualcuno ti aiuti. Chiamalo Angelo, chiamalo Dio, o Spirito Guida. Non sai chi , sai solo che in te, da qualche parte un poco pi in alto di quella sensazione di libert che abbiamo chiamato R. E questo Qualcuno comincia ad agire esattamente nel momento in cui ti senti cos libero, e smette quando torni a identificarti in ci che sai gi. , questo, un modo di operare antichissimo (lAlchimia di origine egizia) e infinitamente affascinante; non per nulla C.G.Jung scrisse tanto di Alchimia e di simboli della trasformazione: aveva visto chiaramente che lo schema operativo della nuova psicologia ricalcava quei due punti. Sul divano dellanalista tu sei libero, e lanalista (che lo sappia o no) sta facendo del suo meglio per RAPPRESENTARE quel Qualcuno allopera. Un tempo, invece che al divano, si ricorreva agli Arcangeli e alla preghiera: a volte funzionava e a volte no, proprio come lanalisi; ma quando andava bene, i risultati si facevano aspettare molto meno. Ora, come si contatta un Arcangelo labbiamo visto nella puntata precedente. Durante il contatto, provate a chiedere una trasformazione harakheliana con quella LIBERT e quella FIDUCIA che vi ho appena detto. Nelle Scritture si garantisce: Chiedete e vi sar dato. Possibile che un Figlio di Dio raccontasse frottole su un punto tanto delicato, e tanto facilmente verificabile? Su, forza.

32. TSADE 16/01/09 - 15:40

ts. In ebraico: Tsade. La z sorda di zio. il geroglifico del cambiamento: del punto in cui qualcosa (una vicenda, un periodo, una vita, una dimensione) si risolve, finisce, e comincia ad assumere un nuovo significato, o nuove direzioni. Come una strada che giunge a un bivio. Nel ritratto dellAngelo di questi giorni si parla della Tsade come immagine dellistmo, e poi della meravigliosa energia dellinfanzia. Riguardo al potere degli Arcangeli di distruggere il passato, aggiungo qui un riferimento alle Scritture: Isacco, Yitskhaq, deriva dal verbo ridere, in ebraico tsakhaq. E ci perch Isacco fu irresistibilmente connesso, da sempre, con le risate. Suo padre Abramo rise di nascosto, quando Dio (Elohim) gli annunci che gli sarebbe nato un figlio: Abramo infatti aveva allora novantanove anni e sua moglie Sara ne aveva novanta. Stavolta Elohim lha proprio sparata grossa pens suppergi il vecchio, si mai sentita una cosa del genere? (cfr. Genesi 17,17). Elohim non ci fece caso. Di l a poco venne anche il Signore (YHWH) a ripetergli quellannuncio: gli apparve sotto forma di tre individui, decisamente arcangelici, e mentre questi tre discorrevano con Abramo, Sara ascolt di nascosto e, questa volta, fu lei a ridere sentendo parlare di sua una gravidanza imminente. YHWH, pi nervoso di Elohim, si risent un poco. Il passo bellissimo:

YHWH disse ad Abramo: Perch Sara ride? C forse qualcosa di impossibile a YHWH?.. Allora Sara neg: Non ho riso! perch aveva un po paura. Ma Lui disse: S, ha riso eccome. Genesi 18,13

YHWH tenne il broncio per un po, ma poi lasci correre. E un anno dopo, Sara scese quel nome, Yitskhaq (Colui che fa apparire il riso) proprio in memoria di quel momento:

perch Sara disse: Elohim mi ha proprio dato di che ridere! Genesi 21,6

La vicenda tenera e buffa, e contiene un altro segreto fondamentale per non lasciarsi bloccare dal proprio passato: riuscire a riderne, come Abramo e Sara seppero ridere dei loro lunghissimi anni di sterilit. E voi certamente sapete perch si ride, e qual la profonda natura dellimpulso comico: lo STUPORE. Si ride di ci che ti sorprende. E ci che ti sorprende sempre, infallibilmente lACCORGERTI di qualcosa che prima non sapevi, non credevi, non ritenevi possibile. Dovete sapere che moltissimi rimangono perennemente bloccati dal loro passato, proprio perch hanno paura di accorgersi di essere diversi da quel che si erano convinti di essere. Hanno paura, perch pensano che sia unemozione troppo forte. Non sanno, nessuno glielha detto, che quellemozione molto forte, s, ma produce il riso e il riso bellissimo. una manifestazione di libert (chi ride di una cosa, ride di quella cosa, e al contempo di se stesso, e degli altri, e di tutto: libero, in quel riso), e ora voi lo sapete, a differenza di quei moltissimi.

33. LA SCOPERTA DELLE PROPRIE LEGGI 20/01/09 - 15:00 LAngelo di questi giorni scritto WMB-eL, e il geroglifico WM (pronuncia: um, o anche om) significa conformit: il legarsi (W) a un criterio dordine generale (M). Vi si aggiunge una B, il geroglifico dellinteriorit e della casa: il che significa che quel criterio dordine dentro di te, e serve a rendere consolidare il tuo modo di vivere. La tradizione attribuisce infatti anche questo compito agli Arcangeli: contribuire a far rispettare le leggi divine, intervenire nel mondo in modo che per quanto gli uomini possano allontanarsi da ci che giusto le loro vicende dimostrino sempre, alla fine, che il disprezzo della Legge produce guai. Guai fisici, o esistenziali, o psichici, o sociali, o ambientali, e via dicendo... E appunto perci risaputo che lindole degli Arcangeli severa, facilmente irritabile; si pensi a Gabriele, che fece diventare muto per nove mesi il sacerdote Zaccaria, solo perch aveva detto una frase poco rispettosa (Luca 1,20). Il problema : quale Legge? Dove scritta? Un ebreo risponderebbe: nella Bibbia, nei 613 comandamenti dati da Mos! Un arabo direbbe: nel Corano! E arabi ed ebrei sanno che quella loro Legge scritta sia sul Libro, sia nel cuore di ogni uomo. Un cristiano avrebbe qualche esitazione, un po perch raro che conosca i suoi Libri Sacri, e un po perch se ripensa ai famosi dieci comandamenti (che sarebbero poi i primi dieci di quei 613) si accorge inevitabilmente di non averli rispettati gran che. Non pronunciare il nome di Dio invano; Non desiderare la roba daltri; Non uccidere (senza alcun comma che permetta luccisione di animali)... Per non parlare poi di quel che i Vangeli dicono di fare o non fare: Non giurare fedelt a nessuno; non chiamare nessuno sulla terra padre; non fare come gli ipocriti che vanno a pregare nei templi, ma prega da solo e senza che nessuno lo sappia; non preoccuparti del domani... E anche Ges garantisce che questa Legge, scritta nel cuore di ogni uomo. S, ma obbietterebbe qualsiasi cristiano, gli altri fanno tutti queste cose, e io devo smettere, io solo? E devo magari insegnare anche ai miei figli a smettere, il che sicuramente causerebbe loro problemi enormi? (Tra i comandamenti di Ges c anche Non fatevi chiamare sacerdoti, non fatevi chiamare maestri, Matteo 23,8.10, e come la metteremmo con la scuola e il catechismo?). Ammetterete che non un problema di poco conto. E altro non che un nuovo aspetto di quella possibilit di staccarsi dal passato, della quale gli Arcangeli sono i portatori. Gli altri a cui ci si adegua, e ai quali si obbedisce pi che alle Leggi della propria religione, sono anchessi passato. Ci si adegua a loro perch in passato si sempre fatto cos: cos facevano i genitori, i nonni, i bisnonni. Gi, ma qui la vostra eventuale voglia di essere liberi viene posta davanti a una scelta dura: puoi veramente togliere dalla tua vita tutti i ganci, i difetti, i traumi del tuo passato, solo se hai il coraggio di cercare, chiarire e seguire la tua Legge, quella che senti nel cuore, e non quella a cui sei stato addestrato. Se no, il Nome di Umabeel pu anche assumere un altro significato: WMB, ci che ti lega (W) il tuo lasciarti avvolgere (M) dalle regole della tua casa e della tua patria (B). E la punizione, spesso, davvero quella di restare muti, come il sacerdote Zaccaria: muti dentro, con il cuore messo a tacere, e magari verbosi fuori, ma senza che le tue parole dicano mai veramente qualcosa di tuo, di nuovo, di vero.

34. I CONFINI DELLA LIBERT 25/01/09 - 11:26 Via, lontano! Yeheheel, YHH-EL: i miei occhi (Y) si aprono su mondi nuovi, su perenni scoperte (HH). Se il mutismo di cui parlavamo nella scorsa puntata punizione frequentissima per chi rimane attaccato al passato, ci che annunciano invece Yeheheel e i due Arcangeli seguenti la ricompensa promessa a chi prova a diventare libero. Prospettive sconosciute, di cui oggi puoi sapere soltanto che non ne sai nulla: OGGI non ne sai nulla. E non perch qualche divieto te lo impedisca, ma perch cos come sei oggi non lo potresti sapere comunque, non le vedresti, nemmeno se le avessi davanti agli occhi. Sei ancora troppo opaco, troppo al di qua di ci che sarai domani: il che del tutto normale, dato che la tua anima sta crescendo a considerevole velocit. Domani ne vedrai un po di pi, esplorerai una prima H: e magari sar proprio nelle persone che gi conosci, che gi ami, nei luoghi in cui vivi, nelle cose di tutti i giorni... ma era una bellezza, una radianza, un senso che fino a ieri non avevi notato mai. E pi in l, anche domani, avrai unaltra H: saprai per certo, cio, che il giorno seguente ti attenderanno altre sorprese luminose, altro stupore. Sempre che, naturalmente, non ti spaventino quelle innumerevoli H nel tuo futuro. Una certa banalit popolare raccomanda di non lasciare la strada vecchia per la nuova appunto perch non si sa cosa ti aspetti pi oltre. la ragione principale per cui i libri di storia sono cos noiosi: sempre gli stessi errori dei popoli, sempre gli stessi disastri e le stesse servit, proprio per la paura dellignoto. E anche il Nome dellArcangelo di oggi pu rivelarsi, allora, una punizione: Io guardo (Y) e non vedo nulla (H), nulla di nulla (HH) perch ho paura di non vedere pi quel che vedevo prima. Conoscete qualcuno che dice o pensa cos? La stessa banalit popolare lo conforta: Chi si contenta gode - ma non conosco nessuna attivit umana, pubblica o privata (soprattutto privata) in cui questo proverbio si dimostri giusto.

35. ALTRI RICCHI 30/01/09 - 09:46 Altra ricompensa promessa a chi prova a essere libero: unirrefrenabile vitalit e abbondanza di talenti, e in primissimo luogo il dono di saper accumulare e usare il denaro. Il generoso Anaweel dona infatti il coraggio di togliere il tab sulla ricchezza: tab terribile e perfido, che assume tante forme una pi insidiosa dellaltra dalla ripugnanza che i dilettanti di spiritualit provano nei riguardi del denaro, alle forme ossessive di accumulazione (quellamore per i soldi che ti fa perdere la gioia, la serenit e alla fine anche lanima), fino al famoso panico da capitale, che spinge tanta gente a sprecare il pi in fretta possibile il denaro che ha, per potersi esaurire poi nello sforzo di guadagnarne ancora. Sono tutte espressioni di disarmonia e, anche, di vilt. Non per nulla, nei Vangeli, si narra che fosse proprio Giuda a tenere la cassa, quando Ges e gli apostoli giravano predicando. E vi un episodio molto interessante, riguardo a quella cassa: nel Vangelo di Giovanni (cap.12) si trova una versione non ben conservata, mutila e contraddittoria, dellincontro di Ges con la Maddalena (il Vangelo di Giovanni venne crudelmente tagliato e manipolato ai tempi di Tertulliano). La Maddalena, come si sa, era molto ricca, e una sera, con grande audacia, carezz e baci in pubblico i piedi di Ges, ungendoli di profumo costoso. Giuda obiett che quellunguento valeva almeno trecento denari e che sarebbe stato meglio venderlo e dare il ricavato ai poveri, invece di adoperarlo a quel modo. Potete facilmente immaginare, da questa obiezione, che tipo fosse Giuda: severo, rigoroso, imbronciato, scarso di sorrisi, acido anche, ed evidentemente molto deciso a far colpo su Ges con conseguente gelosia per quella donna che gli si avvicinava troppo. Ges rispose una frase che a molti suona strana: Lasciatela fare... I poveri li avete sempre con voi. Me, non mi avete sempre. E il significato di questa frase ancor pi sorprendente se si considera che (ne abbiamo tanto parlato nella scorsa stagione) tutte le volte che Ges nei Vangeli dice io, sta parlando del tuo io pi grande. Dunque voleva dire che il tuo io pi grande va trattato bene? Che se ami il prossimo come te stesso, sia tu sia il tuo prossimo avrete ottimo vantaggio dal fatto che tu impari a spendere per te stesso? Non vedo altra interpretazione possibile. E daltra parte Ges era molto rimproverato, ai suoi tempi, perch spendeva troppo in feste: Gli dicevano: Perch i discepoli di Giovanni digiunano spesso, e cos pure quelli dei farisei, mentre i tuoi mangiano e bevono tanto? Ges rispose: Potete far digiunare gli amici dello sposo, quando lo sposo con loro? Luca 5,33 Ges era dunque assertore dun atteggiamento verso la ricchezza, che oggi molti chiamerebbero spreco e altri, pi saggiamente, abbondanza. I suoi miracoli alimentari sono celeberrimi: Cana, le moltiplicazioni dei pani. Che straordinaria abbondanza e generosit! La sua esortazione a fidarsi della provvidenza, come i gigli e gli uccelli, lascia sgomenti oggi come duemila anni fa. Non aveva il tab del denaro, e io credo fosse proprio perch poteva parlare del suo io come se fosse il tuo. Non aveva e insegnava a non avere quella che Carlos Castaneda chiama importanza

personale. Non pensava a se stesso come a forziere, ma come a una porta aperta. Chi si liberato dal passato precisamente cos (e appunto perci Ges aveva troncato tanto nettamente con la famiglia): trova, ottiene, d, confida, chiede, riceve, trova, ottiene, d e via dicendo. E ci vale, naturalmente, per tutte le forme di ricchezza anche, ad esempio, per la ricchezza di sentimenti, di idee, di creativit, di conoscenza. Di certo si vive e si fa vivere molto meglio, cos. Ma per arrivarci, sapete gi qual la condizione: bisogna staccarsi dal passato, da ci che troppe volte hai visto fare a troppi altri. P.S. Un consiglio di lettura, riguardo al principio dello spreco: Il limite dellutile, di Georges Bataille, ed. Adelphi. Ai protetti di Anaweel piacer di sicuro.

36. LARCHETIPO DELLA POLITICA 04/02/09 - 10:00 Ed ecco in questi giorni lultimo degli Arcangeli, Mekhiyel: lultimo, naturalmente, in senso evolutivo, la tappa finale di quei modi di liberarsi dal passato, che avevamo cominciato a esaminare a Capodanno. Conduce verso la Gerarchia dei cosiddetti Angeli Lunari (dal 9 febbraio al 21 marzo, secondo le corrette mappe zodiacali), e compito generale degli Angeli Lunari sar, come vedremo, favorire la concretizzazione delle energie e dei progetti celesti nel mondo degli uomini. Vedremo anche cosa ci propriamente significhi, dal punto di vista della psicologia antica: ma Mekhiyel pu gi servirci da introduzione, da annunciatore. Come spiega il ritratto, lAngelo della politica: i suoi protetti hanno il dono di poter volare alti al cospetto dei contemporanei, indicando direzioni, calcolando e spiegando i mezzi per percorrerle. Si riconosce bene, in Mekhiyel, quella che gli Egizi chiamavano la HEKA e che i dizionari traducono magia: ma era qualcosa di pi, era il potere di togliere ogni distanza tra il dire e il far avvenire qualcosa. Era un dono degli iniziati, che nei Libri delle Piramidi, nel Libro egiziano dei morti, si esprime nella frase io faccio sempre quello che voglio, attribuita a colui che, appunto, grazie alliniziazione si liberato dal suo passato e ha trasformato tutto il suo piombo personale in oro. unonnipotenza tutta speciale: pensateci! Quanti dei vostri conoscenti sanno ci che vogliono davvero? E intendo dire: ci che sono loro stessi a volere, e non il loro passato o gli altri. E quanti hanno il coraggio di focalizzare ci che vogliono, al punto da poterlo dire, anche soltanto a se stessi, senza nessun dubbio? E soprattutto: quanti sanno che, in realt, TUTTI FANNO e FANNO AVVENIRE SEMPRE QUELLO CHE VOGLIONO, ma non hanno il coraggio di accorgersene, di ammetterlo? Di certo, tutti quelli che sono ancora immersi a tal punto nel loro passato, da dire io a sproposito. Ebbene, il protetto di Mekhiyel chi si trova gi oltre: conosce il potere della propria attenzione, e delle parole con cui pu descrivere ci che essa scorge. libero nellusarla, non si illude, non si inganna: vede il possibile, e ne coglie le vie. Al tempo stesso, le sue energie svincolate dal passato sono talmente ampie, che non potr mai accontentarsi di esercitare questo suo potere solamente per se stesso: troppo ovvio, troppo poco! Avr bisogno di tanti, di masse. Ed ecco le ragioni per cui, nel nostro linguaggio attuale, Mekhiyel pu venir presentato anche come lAngelo della politica. Certo, non di tanti politici che conoscete, e che sono semplici amministratori, sepolti sotto valanghe inestricabili di passato (di errori, guai, compromessi, doveri passati). In queste puntate stiamo parlando soltanto in termini ideali, archetipici.

37. FUORI DAL PORTO 09/02/09 - 14:48 Il porto, nel Nome di Damabiyah, nelle lettere M e B: madre e padre, casa e famiglia, le norme e le istituzioni esistenti. La nave che dovrebbe, potrebbe salpare nella D, che ricordate? il geroglifico del diramarsi, dellabbondanza che si dona a molti. DMB pu essere la formula di chi, ampliandosi, donandosi agli altri, sa scoprire porti nuovi; oppure di chi, pur avendo tanto da dare, non riesce a uscire di casa. precisamente il bivio dinanzi al quale stanno (e vi aspettano SEMPRE) tutti quanti gli Angeli Lunari, i donatori di circostanze, di occasioni. Nel culto popolare degli Angeli (ben documentato gi ai tempi di Ges, e fiorentissimo poi nel Medioevo) vi era la convinzione che, se uno sa pronunciare bene il Nome di un qualsiasi Angelo, e conosce i suoi giorni di reggenza, e in quei giorni prova a recitare allAngelo una preghiera o invocazione, e se riesce a recitarla con tutto il cuore e senza distrarsi, pu poi dire a voce alta un suo desiderio e (di nuovo lHEKA) lAngelo gli conceder entro 24 ore occasioni splendide di realizzarlo. Occasioni, notate bene! Un incontro, unintuizione, un ricordo improvviso, unispirazione precisissima ma anche molto rapida, come sempre lo sono le occasioni migliori. E solo chi sar abbastanza bravo da afferrarla al volo, vedr il suo desiderio realizzato. Molti dicono ancor oggi che sia vero; io, dalle esperienze mie e altrui, so che le probabilit di successo di questa tecnica sono abbastanza alte la prima volta, e calano poi notevolmente soprattutto perch, a partire dalla seconda volta, il nervosismo con cui ci si guarda intorno in attesa delloccasione impedisce di vederla. Ma non questo il punto principale. Ben pi interessante il modo in cui Damabiyah, il primo degli Angeli Lunari, ti insegna quali saranno, sempre di nuovo, e comunque, le forze che ti impediscono di scorgere e cogliere le tue occasioni. M e B! Tanto che penso sia pi utile, prima di tentare linvocazione allAngelo, approfondire un po le proprie M e B, in modo da sapere dove NON guardare quando cercherete. Avete sicuramente presente il comandamento Onora il padre e la madre. Tutti lo intendono come unesortazione a sottomettersi alla generazione precedente, al passato cio. Ma fateci caso: non dice obbedisci al padre e alla madre!. Dice onorali. Capiscili, stimandoli pi che puoi: il senso di stima aiuta sempre a togliere resistenze e opacit, quando si guarda una persona per accorgersi di chi davvero. Una volta onorati il pap e la mamma, e tutte le altre eventuali B e M della tua vita, sii te stesso, con occhi aperti, e coopera con Damabiah e gli altri Angeli, i quali dal canto loro non aspettano altro.

38. IL SEGRETO DI CAINO 14/02/09 - 09:36 q. In ebraico: Qoph. Raffigura una scure, ed il geroglifico del-la determinazione, del dominio; del comprimere, anche, e del nascondere in s. Tipi duri, i protetti dellAngelo di questi giorni: sono quelli che gli americani chiamano i bullshit-detectors, capaci di riconoscere immediatamente e a colpo sicuro le ipocrisie, le menzogne e (quel che forse essi detestano pi di tutti) i difetti di cui siamo gi ben consapevoli ma che per pigrizia, indifferenza o debolezza non cominciamo mai ad eliminare. E dura, e connessa al nascondere, anche la lettera Qoph, che svetta al centro del Nome di Manaqeel. liniziale di Qabbalah: che nel linguaggio corrente significa sia tradizione sia accoglienza, e in geroglifico il tenere e preservare (Q) in luogo opportuno (B) tutto ci che conduce in alto (L), verso laldil (H). altres liniziale di Caino, in ebraico QYN, che in geroglifico significa Chi domina (Q) laspetto (Y) delle cose (N). E qui bisogna proprio che vi racconti un segreto di Caino, patriarca assai vicino, in realt, sia alla Qabbalah sia a qualsiasi forma di teologia coraggiosa. Caino viene solitamente ricordato come il primo assassino, come il capostipite dei malviventi, ma non fu affatto cos. Vero che non sopportava suo fratello Abele, e che lo uccise: ma chi era, o meglio chi in ogni epoca Abele? Il suo nome era HBL, in geroglifico: rendo invisibile (H) in luogo protetto (B) ci che conduce in alto, e il libro della Genesi precisa che era un pastore, uno che tiene a bada le greggi. Era il prediletto del Dio-Signore, di YHWH, che sempre sembra amare chi tiene a bada gli altri. Caino invece, come sapete (v. la puntata 12), era un appassionato della adamah, dei nuovi territori della conoscenza: e quel fratello-pastore lo opprimeva, lo deprimeva, lo frenava... esattamente come in ciascuno di noi un ereditario bisogno di sicurezza, di conformismo, di sottomissione alla pastorizia opprime gli slanci del nostro desiderio di crescere. E ben presto Caino elimin Abele, il che tutti dobbiamo fare in noi stessi, se vogliamo scoprire qualcosa di pi di quel che ci stato insegnato da pastori, preti, professori e da altri abeli del genere. Questi stessi abeli ci hanno spiegato che poi Caino si pent e Dio lo castig, ma anche questo falso. Secondo le versioni consuete, dopo il fratricidio Caino disse a YHWH:

Troppo grande la mia colpa per ottenere perdono! Ecco, tu mi scacci da questo suolo e io dovr nascondermi lontano da te; io sar ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrer mi potr uccidere. Genesi 4,14

Ed pi o meno ci che lInquisizione voleva che Galileo (un celeberrimo Manaqeel) dichiarasse pubblicamente. Ma una traduzione sbagliata. In realt il testo qui dice: Troppo grande la mia disobbedienza, perch si possa purificare! Ecco, tu mi vieti ora ladamah, ma da te io mi nasconder sempre, e fuggendo continuer a esistere nelladamah, io, zoppo! E mi uccida pure, chi mi incontri! Una risposta fiera, combattiva, specialmente se tiene presente che zoppo sia nella Genesi sia in

altre tradizioni antiche, era sinonimo di iniziato. E YHWH ne rimase perplesso, e disse fra s la famosa frase:

Se anche lo dovessero uccidere, questo Caino si rialzer sette volte pi forte!.. E YHWH mise un segno su Caino, perch chiunque lo trovasse non lo potesse colpire. Genesi 4,15

Prese atto, cio, del coraggio di Caino e della sua pericolosit per lordine costituito, e prefer fare in modo che non lo colpisse, perch le persecuzioni non rendessero i Caini ancor pi forti e coraggiosi di quel che gi erano. Poi, nel mondo, quel segno si perse e i Caini colpiti e bruciati sul rogo furono molti. Ma fortunatamente non sono mai mancati del tutto.

39. GLI ANGELI DEI FILM E LA GHIMEL 19/02/09 - 09:18 Nella scorsa puntata dicevo che Galileo (nato un 15 febbraio) ERA un celeberrimo Manaqeel. Anche nei ritratti angelici uso spesso cos il verbo essere, e voi sapete gi perch: gli Angeli di cui parla la Qabbalah sono Energie, e in questo mondo lunico modo per comunicare con loro appunto esserle, farle essere nella propria esistenza. Il che non significa che la nostra immagine tradizionale degli Angioletti custodi che ci stanno accanto sia sbagliata. Tutte le tradizioni religiose sono giuste, nel senso che descrivono tutte in termini simbolici qualche autentica realt spirituale. E tutte le tradizioni religiose, inoltre, hanno quella nobilt che deriva loro dallessere molto antiche.

Anche la suggestiva immagine consueta degli Angeli (che per alcuni versi somiglia molto allAyael di questi giorni) antichissima. Le sue origini vanno cercate addirittura in Egitto: allepoca delle Piramidi si riteneva infatti che ciascun uomo fosse accompagnato sempre da un suo KA, da uno spirito protettore e in qualche modo incaricato di sorvegliare la sua condotta. Il KA era raffigurato, nei geroglifici egizi, come due braccia alzate (molto simili alle due ali dei nostri Angioletti) e cos come tanti di noi credono che dopo la nostra morte lAngioletto ci restituisca al Mittente, allo stesso modo gli Egizi insegnavano che il nostro Ka presenzia al giudizio che subiamo nellAldil la psicostasa, o pesatura del cuore, nella quale si decide se luomo debba essere premiato o punito per come ha vissuto. A questa base egizia si fuse poi, nellOccidente cristiano, limmagine greca delle Nikai, delle annunciatrici che, si diceva, precedevano i messageri incaricati di portare le notizie belle (operavano insomma ci che oggi chiameremmo precognizioni) e venivano appunto raffigurate con lunghe vesti bianche e larghe ali. Grazie allinflusso delle Nikai lAngelo prese appunto il nome di Angelo dal greco aggelos, messaggero, mentre nella tradizione ebraica si chiamava inviato (malakh) o anche individuo (ysh). Un altro contributo importante alla nostra immagine tradizionale degli Angeli venne anche dalle culture ancestrali europee, nelle quali molti animali erano ritenuti MAESTRI delluomo, o sue guide soccorrevoli (si pensi agli animali magici delle nostre fiabe): ed evidentemente la vitalit di questo sostrato animistico spiega perch non sembri mai strano a nessuno che gli Angeli certamente superiori a noi sulla scala evolutiva siamo esseri IBRIDI, in parte umani e in parte uccelli. Tutte cose bellissime, e profonde ma, ripeto, DIVERSE da quellidea di Angelo come Energia che pu esistere e agire con la tua cooperazione. Tale differenza segnalata anche nei Nomi degli Angeli della Qabbalah. Quelle immagini alate, antichissime e contemporanee, attribuiscono tutte quante agli Angeli, in un modo o nellaltro, un corpo sottile, eterico, spirituale quanto si vuole ma pur sempre un corpo. E guardacaso, lunica lettera dellalfabeto ebraico che non compare mai nei Nomi dei nostri Settantadue proprio la Ghimel:

g. In ebraico: Ghimel. Una g sempre dura. il geroglifico della gola,e pi in ge-nerale del corpo fisico, considerato come involucro dellorganismo e canale dellanima. Mentre lArcangelo Gabriele (il GBWR di EL, leroe, luomo forte di Dio) porta orgogliosamente la sua G proprio perch le missioni di cui incaricato riguardano tanto spesso i meravigliosi misteri del corpo umano, la fecondazione soprattutto, come ben sapete.

40. TSIMTSUM 24/02/09 - 18:05 LAngelo di questi giorni dona quellenergia terapeutica di cui abbiamo gi parlato (v. la puntata 8), e che pu manifestarsi con successo sia nella professione medica sia nellarte dello spettacolo. Dona anche la voglia di scoprire e far scoprire cose nuove, e una notevole dose di naturale fortuna. Nientaltro. Tra i Settantadue, perci uno degli Angeli pi semplici da vivere: richiede, in pratica, ununica scelta precisa ai suoi protetti curare o recitare e per il resto li lascia nella pi completa indeterminatezza. Come se dicesse: Per far fruttare il vostro talento, voi non avete bisogno di nulla: n dellamore, n dellamicizia, n di una qualche disciplina... Il che non significa che dobbiate fare a meno di queste cose: potete prenderne, conquistarle, imporvele, se vi va, ma sappiate che solo la vostra professione o arte potr darvi energia, energia abbondantissima, mentre in ogni altro aspetto della vostra vita, in ogni altro rapporto sarete voi a dare, come un recipiente stracolmo che comunica con altri il cui contenuto sia inferiore. una forma di libert, o pi precisamente di tempo totalmente libero. Ed il riflesso di una delle idee pi avventurose della Qabbalah: lo tsimtsum, che significa contrazione. Per poter creare il mondo dicevano alcuni qabbalisti medievali Dio dovette contrarsi: dovette lasciare nelluniverso un luogo libero, in cui la Sua presenza non arrivasse, perch l potesse cominciare a esistere qualcosa di diverso da Lui. Ci avvenne allinizio (era il modo in cui quei maestri immaginavo il Big Bang, con otto secoli danticipo) e continu ad avvenire poi: il Dio-Signore, dopo aver proibito dassaggiare i frutti della conoscenza, si allontan; e cos pure dopo aver raccomandato a Caino di lasciar in pace Abele... e cos via, fino al Calvario, dove Ges, morendo, grid Perch mi hai abbandonato? Levoluzione, secondo le Scritture, punteggiata di tsimtsum, di tempi e spazi esistenziali lasciati vuoti, perch in essi avvenga qualcosa che NON in Dio e ogni volta, guarda caso, si tratta di un gran passo avanti dellumanit. Secondo voi, PERCH? Secondo me, un modo che Dio ha di esercitare luomo a essere come Lui. Libero dal bisogno e dal dovere. Certo, gli insegna questa libert con grande cautela, come si fa con i bambini, quando si prova a lasciarli soli per un po, a mandarli a comprare qualcosa da soli, o a far prendere loro qualche piccola decisione. Ma lo scopo che crescano e arrivino davvero, tra qualche tempo (secoli, millenni) a far da s, in uno tsimtsum sempre pi ampio. Imparate a essere perfetti come il Padre vostro che nei cieli diceva Ges (Matteo 5,48) e qui, evidentemente, voleva essere preso proprio alla lettera. Daltronde, fateci caso: nellAngelo di questi giorni (o negli Angeli dei Re, di cui parleremo il 6 marzo) lo tsimtsum molto evidente, ma anche negli altri Angeli ce n un bel po. Alcuni, come Manaqeel, Umabeel o Yaheheel, non richiedono nulla che riguardi il rapporto con il denaro (per i loro protetti, cio, la riuscita o la non riuscita in questo campo non sar mai un fatto determinante: qui, sono liberi); altri, come Ay ael o Anaweel non richiedono nulla che riguardi amicizia e amore (e qui si situa dunque il loro tsimtsum); altri ancora, come gli Angeli dei Re, di cui riparleremo il 6 marzo, non chiedono proprio nulla di nulla. E vi propongo un argomento di riflessione: a mio parere, proprio in ci di cui un Angelo non fa menzione ai suoi protetti io credo che vi sia il luogo pi importante, il principale alambicco del laboratorio duna vita, dove solo la

libert per chi ha il coraggio di servirsene in modo creativo apre prospettive radicalmente nuove. Voi che ne pensate?

41. RACCONTO DI UNA RAAHAEL 01/03/09 - 10:20 Quando ero ancora allinizio dei miei studi di Angelologia cerano molti Angeli di cui mi sembrava di non aver capito gran che, e Raahael era uno di questi. Mi sembrava troppo strano, e improbabile, che le persone nate dal 1 al 6 marzo dovessero veramente ritrovare cose smarrite o persone perdute di vista, per sentirsi felici e realizzate. E quella volta fu unesperienza, a farmi intendere meglio. Avevo parlato di questAngelo a una sua protetta (che saluto caramente, se mi sta leggendo), le avevo spiegato quel che dicevano i Codici antichi: che Raahael dona un forte, combattivo, meticoloso senso di giustizia, e che il modo migliore per usarlo era appunto ritrovare ci che si perso, e capire in che modo e perch lo si perso, e che se lei si fosse impegnata in questo ne avrebbe avuto notevole fortuna, e cos via. Ma, non essendone convinto io stesso, non riuscii nemmeno a convincerne lei, ed ebbe la netta impressione che fossero tutte sciocchezze. La rividi qualche mese dopo e mi raccont, divertita e contenta, quel che le era successo nel frattempo: Un po di tempo fa disse stavo facendo pulizia nel nostro box, e da uno scaffale caduta una busta: cerano dentro altre buste. Be ho pensato, - si vede che qualcuno lha messa qui per qualche buona ragione, e che qui deve stare. Ma poi mi venuta la curiosit di vedere cosa conteneva, ed erano le lettere di mio marito e della sua amante... No! Ma dai dissi io. Eh s. Allora ho pensato: gli faccio subito una scenata. Ma poi no mi sono detta, vediamo prima come stanno davvero le cose. E ho cominciato a seguire mio marito, ho fatto anche due foto mentre entrava in casa di quella l, e alla fine, una sera, gli ho messo davanti la situazione con tutte le prove, e gli ho detto pari pari: Io mi tengo la casa, daccordo? senza alzar la voce n altro... E lui? E lui niente, abbiamo chiuso, ma la storia non finita. Neanche tre settimane dopo, stavo aspettando lautobus e vedo che arriva... (e qui fece un bellissimo sorriso) vedo che arriva, come dire, insomma... Io ho avuto un solo grande amore in vita mia, e non era mio marito, ma questaltro. Quello che stava arrivando? S. Mi ha vista, ci siamo seduti alla fermata, abbiamo cominciato a parlare... Erano anni che non lo rivedevo. Abbiamo perso non so quanti autobus, mentre parlavamo l. E adesso abitiamo insieme da un mese. una bella storia, a mio parere. Niente di cabbalistico in senso stretto, ma comunque mi fu utile. L cominciai tutto a un tratto ad accorgermi di come, per esempio, Pasolini (5 marzo) ritrovasse e

aiutasse a ritrovare ci che le culture italiane avevano perduto nei loro matrimoni sbagliati; e del divorzio a cui Gorbaciv (2 marzo) cominci a guidare la Russia; e tante altre esperienze ancora. La parte empirica dellAngelologia infatti importantissima, in quanto aspetto visibile di un invisibile. Grazie ancora a quella mia cara amica, per laiuto!

42. ANCORA SULLA LIBERT 06/03/09 - 14:35 Due puntate fa dicevo che Dio, ogni tanto, sembra contrarsi e lasciare spazio libero alluomo. NellAngelo di questi giorni la contrazione completa: Yabamiyah non richiede nulla di nulla e come dicono gli antichi Codici (*) d tutto. Che pacchia! direte magari voi. Ma provate a domandare a qualche vostro conoscente nato dal 6 al 10 marzo. Se conosce gi abbastanza se stesso, vi risponder che non affatto piacevole essere uno il cui sguardo (Y) penetra (B) e abbraccia (M) tutto quanto: tutto, i pregi e i difetti di chiunque, il senso, i limiti, limportanza (sempre relativa!) di qualunque cosa. Vede tutto, comprende tutto, e appunto perci nulla gli interessa davvero. Guarda gli altri che desiderano, sperano, si illudono, lottano; e pu facilmente aiutarli, se di buon cuore ma sa per certo che non gli dato di provare le emozioni che essi provano, cos come noi non riusciremmo pi a ritrovare quel terrore duna nota sul diario o quella gioia duna lode, che avevamo conosciuto alle elementari. I re e i principi delle fiabe dovevano sentirsi un po cos, quando guardavano sbadigliando dalle finestre del loro palazzo, verso i loro sudditi indaffarati. E immagino si sentano cos gli Angeli e Dio, quando dal cielo guardano noi che ci arrabattiamo tra desideri, speranze, illusioni. Temo che non si divertano nemmeno pi, a guardarci, dopo tanti millenni. C da meravigliarsi se la loro simpatia va tanto palesemente ai protetti di Yabamiah, che quaggi li possono capire meglio di chiunque altro? Nel ritratto, spiego anche che questo lAngelo della critica, grazie appunto alla facilit con cui riesce a scorgere quel che alla maggioranza dellaltra gente sfugge. E i cieli sono certamente il luogo della CRITICA DELLUNIVERSO: ci avete mai riflettuto? Lass c il nostro pubblico di intenditori, accomodati tuttintorno al Regista. Noi, qui, andiamo in scena sul palcoscenico che lo tsimtsum ci ha lasciato sgombro e recitiamo la nostra parte, in attesa sempre di applausi o di fischi. Recitare in inglese e in francese si dice play e jouer, giocare cio. Quindi, nelluniverso, chi si diverte di pi, secondo voi? (*) In italiano si pu consultare quello accuratissimo pubblicato da HAZIEL, ne Il grande libro delle invocazioni e delle esortazioni, Mondadori, Milano 2oo6.

43. IL SENSO DI GIUSTIZIA 11/03/09 - 17:38 Se lAngelo precedente era talmente vasto e trasparente da poter sembrare vuoto, Hayiyael presentissimo, ben visibile e determinato. Non per nulla HY in ebraico la radice del verbo essere: come a dire Sono qui e dovete fare i conti con me! Voi fino a che punto siete? Cosa siete riusciti a essere? E non si limita a criticare, ma giudica. I suoi protetti hanno infatti quello stesso istinto di giustizia che avevamo gi notato nellAngelo del 1 marzo, e che insieme allenergia terapeutica la dote che si incontra pi di frequente tra i Settantadue. anchessa assai impegnativa: pi ancora di una vocazione. Se non segui una tua vocazione, corri soltanto il rischio di provare per tutta la vita un rimpianto pi o meno vago, la sensazione di avere un nodo da sciogliere in fondo al cuore. Se, invece, il tuo Angelo Hayiyael o un altro della giustizia, e hai malauguratamente deciso di non curarti di ci che giusto o sbagliato nel comportamento tuo o altrui, non passer giorno senza che tu ti senta stupido, ipocrita e complice del male del mondo. A chi stato dato molto, molto sar richiesto avverte il Vangelo: e ai protetti di Hayiyael stato dato moltissimo, in termini di vigore, audacia, autorevolezza, equilibrio, lucidit, intuito. Devono mostrarsi allaltezza di se stessi. Il mondo ne ha talmente bisogno ... Daltra parte, lecito porsi qui il problema: perch il mondo stato creato e diretto talmente male dalla Divinit, da richiedere alle creature umane di porvi rimedio? Dio e i suoi Angeli non potevano rifinirlo meglio, dotarlo che so di qualche dispositivo di sicurezza, di una qualche valvola psichica o spirituale che impedisse la produzione di cattiverie? E (cosa quantomai scoraggiante) le nostre grandi religioni non forniscono, a questo riguardo, nessun chiarimento significativo: non spiegano n perch i Cieli permisero Auschwitz o Nagasaki, n perch in quelle occasioni gli Hayiyael non riuscirono a impedire lorrore. Possibile che sia stata colpa SOLTANTO delluomo? Io, da quel che ho letto, decifrato, pensato in questi anni, credo che veramente Dio e gli Angeli non abbiano potuto fare pi di cos. Sanno bene a mio parere che questo non affatto il migliore dei mondi possibili, e ne sono probabilmente imbarazzati, e perci chiedono aiuto a noi: Dateci una mano, umani, e vediamo di portare a termine questa creazione come si deve, correggendola dove non va... Lavoriamoci insieme. Ed , questa, unidea antica: se ne trovano molte tracce gi nella teologia egizia. Nel giudicarla, non abbiate fretta. So bene che, cos come lho esposta, pu apparire fin troppo elementare, ingenua. Ma consideratela in termini simbolici, come segnale che vi indica un territorio hayaeliano della vostra psiche: quello da dove proviene il SENSO delle cose che fai e puoi fare ogni giorno, la RAGIONE del bene e del male che tu hai il potere di compiere e riconoscere. Nel ritenerti coautore di una creazione ancora incompleta vi una fonte enorme di voglia di vivere e di agire, di salute, di creativit, quale sarebbe difficile trovare altrove, nel mondo cos com ora.

44. NOI MUMMIE 16/03/09 - 16:01 LAngelo di questi giorni e il successivo sono, rispettivamente, lultimo e il primo dellelenco cifrato nel libro dellEsodo (v. la puntata 3 del nostro blog). Sono anche lultimo e il primo in assoluto: Muwmiyah lultimo degli Angeli lunari, cio lestremo confine oltre il quale ha inizio il nostro livello umano, dove tutto comincia fatalmente a finire; e Wehewuyah il primo dei Serafini: al di sopra di lui si estende lInfinito divino, da cui provengono tutte le energie del nostro universo. In perfetta corrispondenza con lAstrologia, i nostri due Angeli ultimo e primo vengono a trovarsi a cavallo del capodanno zodiacale, dove termina lultimo segno, i Pesci, ed eternamente ricomincia il primo, lAriete. molto piacevole meditare su questi schemi, su queste corrispondenze: meditare senza impegnarsi a trarne per forza deduzioni, senza voler capire razionalmente (non si otterrebbe che un banale nientaltro che). Pensateci lasciando aperte le porte dingresso e di uscita della vostra mente, permettete che le idee arrivino e vadano e, se vogliono, si soffermino un po a farvi compagnia. La M di Muwmiyah chiude il ciclo zodiacale: la M, vi ricordate, lorizzonte, lavvolgere, ed anche il ventre materno. Nellelenco cifrato, in quei tre versetti dellEsodo, lultima lettera (corrispondente alla seconda M di Muwmiyah) la seconda M della parola maiym, acque. E anche acque ha a che fare con una gravidanza oltre che naturalmente con il Diluvio, e con le Acque primordiali che riempivano tutto prima che cominciasse la Creazione, quando lo Spirito di Elohim si librava sulle acque. La fine parla dunque di qualcosaltro che sta incominciando. Non cos anche la fine delluomo? (In egiziano, la parola morte, MET, era molto simile a madre, MUT). O la fine di un mondo? O pi semplicemente, la fine di un pensiero, di un ragionamento: l dove alla ragione sembra di aver chiarito tutto di qualcosa, e ritiene che non vi sia pi nulla da dire, che cosa incomincia l? Gli Ebrei, ai tempi di Mos, sapevano benissimo cosa fossero e cosa rappresentassero le mummie: il simbolo di ci che attende, il bozzolo da cui sta per nascere la farfalla. Cos io credo siano tutte le nostre domande, specialmente quelle a cui per ora non sembra possibile trovare una risposta. E lAngelo di questi giorni, come forse avrete letto nel ritratto, anche lAngelo dellaprirsi alla rivelazione, e dello spazio della rivelazione, che circonda e avvolge tutto il mondo noto alluomo.

45. ... E 21/03/09 - 09:11 Wehewuyah il primo Angelo delle Gerarchie (e perci i suoi protetti hanno tanto spesso la fissazione di essere e di dover sembrare dei Numeri Uno o delle Prime Donne: di detenere un primato spirituale ed esistenziale su tutti gli altri esseri umani... Che responsabilit, che stress!) ma interessante notare che liniziale del suo Nome, w, in ebraico significhi ...e, come se il primo non fosse proprio il primo, come se il Principio di tutto non fosse proprio qui, ma si dovesse cercare prima ancora. Forse, di primo acchito questa notizia non vi colpir pi di tanto; ma considerate quante energie vengono spese dalla attuale ricerca scientifica per stabilire quando e come il nostro universo ebbe inizio; e quanto importante, nelle religioni attuali, lidea che Dio a un certo punto abbia creato il mondo dal nulla; e, pi in generale, quanta parte della filosofia e della teologia occidentale sia stata dedicata allindagine della Causa Prima. Gli antichi preferivano un altro modo di ragionare, che a mio parere assai pi profondo e pi utile. Il Nome del primo Angelo comincia con una ...e, e il primo libro della Bibbia inizia non con la prima lettera dellalfabeto, aleph, ma con la seconda, beth. E nei primi versetti, l dove parla appunto della cosiddetta creazione delluniverso, non dice affatto che Dio a un certo punto fece tutto quanto dal nulla. In principio Dio cre il cielo e la terra una traduzione inesatta: pi vicino alloriginale sarebbe Dio DIEDE FORMA al cielo e alla terra. Cio impar a vederli, si accorse che cerano e se ne form unimmagine, un concetto. Ma il cielo e la terra CERANO GI. E nel seguito del racconto della cosiddetta creazione, viene descritto come Dio (Elohim) impar a scorgere i mari, le montagne, le piante, gli animali un po come uno che, appena arrivato, pian piano familiarizza con i nuovi luoghi che ha intorno a s. Cosa cambia per noi il sapere se Dio cre o non cre luniverso, se possiamo o non possiamo descrivere linizio di tutto? Cambia moltissimo. Innanzitutto, nella voglia di chiarire la questione dellOrigine si esprime lansia tutta umana di CAPIRE tutto. CAPIRE, dal latino CAPERE, cio contenere. Ed la voglia di ridurre, di rimpicciolire talmente la realt, da poterla racchiudere tutta quanta in quel piccolissimo contenitore che la nostra mente cosciente e razionale. Tutta la scienza occidentale, nelle sue peggiori espressioni, mira appunto a questo e a dimostrare, attraverso questo, che la nostra piccolissima mente razionale possa essere pi grande (non potrebbe capirlo-contenerlo, altrimenti) dellinizio di tutto. Bella roba! Non riusciamo a risolvere i principali problemi della regione, del quartiere in cui abitiamo, e ci incaponiamo di voler COMPRENDERE il principio delluniverso! In secondo luogo (e questo ancor pi grave) nel voler attribuire tanta maestosa capacit alla mente razionale fa capolino, evidentissimo, il timore, la voglia di mettere a tacere quella parte non

razionale della nostra mente che il linguaggio scientifico non riesce e non riuscir mai a descrivere: quellarea in cui si trovano gli istinti, i sentimenti, le intuizioni, le coincidenze, le ispirazioni, delle quali si pu parlare soltanto in termini analogici, poetici, dimmaginazione. Questarea (che la scienza e la mente razionale notoriamente detestano) importantissima per la nostra vita reale, quotidiana. l che ci accorgiamo di essere innamorati, di avere idee, desideri, di ridere, di essere guidati da Qualcosa e tentati da qualcosaltro. L noi viviamo davvero. Gli antichi studiosi che decisero di porre una ...e come iniziale del primo Angelo, e lautore della Bibbia che volle cominciare il suo racconto con una beth, ci raccomandarono di non LIMITARE troppo lorizzonte della nostra conoscenza: Lasciate intendevano dire che ci sia sempre, per sempre una parte che non conosci, e di cui non sai dire nulla. Da quella parte la tua anima si alimenta. E non la puoi conoscere, cos come un occhio che guarda il mondo non pu vedere se stesso. Vi fu, vi un prima assoluto, un principio di tutto, un aleph che precede la creazione: e sai dov? In te. Sei tu, quando guardi il mondo, quando leggi la Genesi. In modo misteriosissimo per la tua mente razionale, tutto luniverso incomincia ogni giorno, ogni istante con te che, come Elohim, ti accorgi del cielo e della terra, e dei mari, delle montagne, e delle piante, e delluomo... (Adesso, per favore, non mi venite a dire che questo discorsetto troppo difficile da CAPIRE. Eh no! assolutamente impossibile da CAPIRE-CAPERE nel senso che dicevo prima. Lo si pu soltanto percepire, penetrare con lintuizione e con il cuore; e ve lho scritto apposta, come piccolo esercizio per le parti non razionali del vostro io. Buona primavera!).

46. GLI INTELLIGENTISSIMI E IL DIAVOLO 26/03/09 - 16:17 La ...e, come labbiamo descritta nella scorsa puntata, un tratto comune a tutti quanti gli Angeli di queste settimane, che sono i famosi Serafini (dal 21 marzo al 30 aprile), e si esprime in ciascuno di essi in maniera diversa. NellAngelo di oggi, diventa la bravura di considerare ogni questione da un punto di vista pi alto di quelli altrui: gli Yeliyel sono maestri nelle inoltre e nel e quindi, scorgono premesse e traggono conclusioni che noialtri non ci sogneremmo nemmeno. Sono disperatamente mentali, certo come del resto tutti i Serafini ma che piacere ascoltarli, che lezioni dintelligenza sanno dare. Saraph in ebraico vuol dire ardere; e gli Yeliyel sono simili alla luce di un forte incendio. Saraph significa anche drago: e certamente gli Yeliyel sono maestosi esseri a sangue freddo (non sono rettili i draghi?), il cui cuore enormemente lontano dalla mente, e la cui mente pu dunque dispiegare tutta la propria lucidit senza interferenze sentimentali. O almeno cos dovrebbe essere quando va tutto bene. Avrete notato, dai ritratti, che ciascuna Energia angelica pu presentare determinati rischi, se la si adopera male: se, cio, i loro protetti la ignorano (e allora si vendica di non essere stata adoperata) o anche se eccedono, se ne abusano. Compito dellangelologo nel caso che vogliate scegliere, in futuro, questa emozionante occupazione non soltanto indicare quali compiti esistenziali dovrebbero toccare a ciascuno in base agli antichi Codici, ma anche, al tempo stesso, spiegare ogni volta che un compito non tutto nella vita. Un buon angelologo spiega sia come non sprecare forze nel tentativo di raggiungere obiettivi che non ci competono, sia come imparare a riprender fiato, di distrarsi, una volta che ci si sia messi in marcia verso gli obiettivi appropriati. Nel caso di Yeliyel, la questione particolarmente delicata: ai suoi intelligentissimi protetti va consigliato di essere talmente intelligenti da permettersi, ogni tanto, di fare un po gli stupidi. Di riscoprire la dimensione del cuore che in loro poco sviluppata, e perci ingenua, indifesa, goffa. Il cuore, listinto , in loro, ci che gli junghiani chiamano lombra: gli aspetti trascurati, negati, repressi della personalit, che, quando li si esclude troppo dalla vita quotidiana, possono facilmente rivoltarsi e combinare brutti scherzi. Jung spiegava che nellombra ciascuno ha il proprio diavolo, il proprio avversario personale; e che lunico modo per renderlo inoffensivo portarlo alla luce e venire a patti con esso. Gli Yeliyel sono fin troppo bravi nel tenere tutto sotto controllo: il loro diavolo il disordine, che pu irrompere nella loro vita, tutta un tratto, sotto forma di improvvise, disastrose inavvertenze. Gli Yeliyel sono imbattibili nel guidare fermissimamente la loro passionalit: il loro diavolo potr tanto pi facilmente farli innamorare, a un certo punto, della persona pi sbagliata, e determinare in tal modo un periodo orrendo della loro vita. Imparino dunque a considerare e a usare le loro doti cum grano salis, il che nel loro caso significa con un pizzico di follia e di candore, almeno tre volte a settimana. Ci vuole molto coraggio, senza dubbio. Uno scrittore che amo molto, Lev Tolstoj (che non era uno

Yeliyel, ma aveva molte affinit con questAngelo, come spesso capita ai romanzieri) diceva che le persone sagge devono addestrarsi al coraggio della stupidit: a fare cose, cio, dinanzi alle quali chi si ritiene pi intelligente di loro scuoterebbe il capo in segno di disapprovazione e compatimento. Fu grazie a questo coraggio che Tolstoj scrisse, tra laltro, Guerra e pace, non curandosi del fatto che molti suoi stimati conoscenti lo considerassero uno scrittore finito, scioccamente smarritosi in un un progetto troppo lungo, troppo ambizioso. Ne venne invece un capolavoro e uno dei pi grandi successi editoriali che la storia ricordi. Il coraggio della stupidit: ricordatevelo, protetti di Yeliyel. L il segreto della vostra grandezza, oltre che della vostra armonia interiore.

47. THET E LA REINCARNAZIONE 31/03/09 - 14:55 Teth. Si pronuncia con la punta della lingua sul palato, un po pi intensa della t di tango. il geroglifico della protezione, della solidit, del tetto, dello scudo. Ecco anche lultima lettera dellalfabeto sacro, che ancora ci restava da scoprire. la T di tov, buono, perfetto (in geroglifico: chi ben protetto in se stesso, nel proprio animo), e anche di tameh, impuro (colui, cio, da qualche bisogna proteggersi). Sembra proprio il pittogramma di una fortezza, vista dallalto, con il suo corridoio dingresso ben munito. E nel nome di questo Angelo si combina con la lettera samekh, anchessa talmente difensiva! Nel ritratto spiegato perch e con quali conseguenze: i protetti di Seytael sono, da un lato, bravissimi a proteggere qualcuno; dallaltro, si sentono isolati, radicalmente diversi dai loro contemporanei. E se provano a indagare le ragioni di questa loro diversit, hanno facilmente la sensazione di scendere verso altre epoche passate, proprio come nelle segrete di un castello... come se in loro la precedente reincarnazione non si fosse del tutto conclusa, e ancora li chiamasse e volesse far udire le proprie ragioni: in tal modo si esprime qui quella ...e che, labbiamo visto, una caratteristica decisiva degli Angeli di questo periodo, i Serafini. E, badate bene, questo riferimento al karma non affatto una metafora, n uninterferenza di altre tradizioni religiose. Gli Ebrei e, a mio parere, anche gli Egizi credevano nella reincarnazione: perfino la Bibbia ne parla, per esempio nellepisodio delleroico Razis, che mentre si uccideva per non essere catturato dai nemici invoc il Signore della vita e dello spirito, perch di nuovo glieli restituisse (2 Maccabei 14,46), E perfino nel Vangelo, in due punti indubbi:

In quel tempo Erode, il tetrarca, ud parlare della fama di Ges, e disse ai suoi: Giovanni Battista, che resuscitato dai morti: e perci il potere dei miracoli agisce in questo Ges Matteo 14,1

E:

Passando, vide uno nato cieco; e i suoi discepoli gli domandarono: Rabb, chi ha peccato perch nascesse cieco: i suoi genitori, o lui stesso? Giovanni 9,1.

Infatti, come si pu aver peccato prima di nascere, se non in una vita precedente? Laltro passo, quello di Erode, documenta una particolare forma di reincarnazione, individuata dagli Ebrei: il cosiddetto ibbur (letteralmente: importazione), cio la possibilit che nellio di qualcuno venga ad abitare temporaneamente lio di un defunto, che in vita non era riuscito a fare tutto quel che si era proposto, e che perci desidera avere ancora un supplemento di tempo. Durante tale sua permanenza nel vivo, il defunto conferisce a questultimo anche i suoi poteri, oltre ai suoi modi di

pensare, ai suoi sentimenti, spesso addirittura ai suoi ricordi. E il vivo pu anche non accorgersene, e notare soltanto di essere molto cambiato ultimamente... Molto interessante laspetto psicologico di questa credenza dellibbur: ci che ne deriva, infatti, che lelemento per noi pi evidente, pi sicuro, pi intimo dogni altra cosa al mondo, il nostro concretissimo io (nostra Teth, nostra Samekh) pu non essere affatto nostro di tanto in tanto. Possiamo non essere noi, a vivere le nostre giornate. Non capita a tutti, beninteso: solo a quelli che al proprio io non hanno mai dato il giusto valore, e che non lo conoscono, e non sanno ascoltarlo, adoperarlo. (Quella frase di Erode era dunque assai irrispettosa, nei confronti di Ges). Se non ti curi della tua fortezza interiore, insomma, facile che qualcun altro se la pigli. Parlatene, magari, con lAngelo di questi giorni, e vi dar certamente ottimi consigli.

48. I MODESTI 05/04/09 - 11:02 L'Angelo di oggi e altri due dei quattro Serafini che gli succederanno nelle prossime settimane, hanno come qualit predominante una modestia che a tanti pu parere eccessiva. Quanto pi alte sono le loro doti, tanto pi volentieri cedono all'impulso di farsi da parte, di non voler brillare troppo, come se non volessero che qualcuno se ne abbia a male, o come se temessero la famigerata invidia degli Dei. E non difficile capire perch: le loro doti sono tanto alte (come per esempio l'intuizione, la veggenza nei protetti dellAngelo di oggi) appunto perch il loro Ego pi piccolo di quello della restante umanit. Sicuramente avrete notato anche voi, osservando i vostri conoscenti, che l'Ego il peggior nemico della genialit: che quanto pi uno si preoccupa della propria dignit, dell'impressione che pu fare agli altri, tanto meno spontaneo, e tanto meno sa dare libero corso a quei talenti che in lui sono racchiusi. Perci (fateci caso d'ora in avanti) le persone pi eccelse che vi capiter di incontrare sono anche le pi umili, le pi timide; e viceversa, quando vi troverete davanti un presuntuoso, vi accorgerete di sentire emanare da lui l'odore acuto, acido della paura della peggiore delle paure: quella di non valere niente. Buona parte della gente, certo, sembra non notarlo, e la storia e la cronaca sono piene di presuntuosi di dubbio valore che hanno riscosso grande successo. Ma anche questo ha la sua ragione: buona parte della gente, infatti, non ama affatto e anzi teme la grandezza autentica. Teme di essere messa in discussione da chi vede e sa pi di loro; teme soprattutto le cose nuove che chi sa pi di loro potrebbe dire, e che cambierebbero punti di vista e condizioni su cui quella buona parte di gente ha costruito la propria esistenza. Perci, A SCANSO DI COMPLICAZIONI, molti preferiscono incensare i presuntuosi. Mi direte che numerosi psicologi sostengono proprio il contrario, e cio che l'AUTOSTIMA benefica, indispensabile addirittura. E in linea generale sono d'accordo: non fosse che, quando la si applica troppo frettolosamente, l'autostima ti porta a dar peso proprio a quelle tue qualit che possono venir maggiormente approvate dalle persone che ti circondano dal capufficio, dai colleghi, dai soliti amici della domenica, dagli insegnanti ecc. E spesso finisce per facilitarti soltanto il compito di essere un buon ingranaggio della macchina, un membro ben integrato di una societ che diciamocelo francamente molto scadente, e ha bisogno appunto di fedeli ingranaggi per rimanere tale. A questo compito, i fiammeggianti 'Elamiyah sono del tutto indifferenti. Li attrae troppo il piacere della propria altezza interiore, della visuale prodigiosa che da lass si apre loro: se ne lasciano prendere talmente (quando sono veramente se stessi) da non curarsi pi affatto dell'approvazione altrui, NON SI VOLTANO INDIETRO, non tornano gi a raccontare come sono bravi. La loro immagine pubblica ci rimette, s. Ma sono felici cos, e sarebbero infelici altrimenti.

49. DEI E UOMINI OZIOSI 10/04/09 - 10:00 Secondo gli antichi greci, il Dio supremo se ne stava lontano dal mondo, in un suo misterioso Aldil, e non provava alcun interesse n per la creazione, n per noi, e nemmeno per gli altri Dei che da lui erano stati emanati. Reggeva tutto, s. La sua energia continuava a discendere da lui e a impedire che luniverso scomparisse: ma di come scendesse, e di cosa ne avvenisse, il Grande Dio non sapeva nulla, e si trovava benissimo cos. Anche presso altri popoli, e anche in alcune correnti cristiane (gli Gnostici, per esempio), si configurata questidea del Dio lontano, e le varie configurazioni si somigliano talmente tra loro, che gli storici delle religioni hanno stabilito il nome ufficiale di questo fenomeno religioso: Deus otiosus, il Dio in ozio, cos lo si chiama in gergo scientifico e va notato che otiosus, in latino, non significa pigro, ma pi semplicemente uno che si prende molto tempo per s per fare solo quel che piace a lui. Oltre agli Dei oziosi, alcune religioni ipotizzano anche lesistenza di uomini a cui i cieli hanno assegnato un otium tutto speciale. Stanno per conto loro, anche questi, e apparentemente non sono utili a nessuno: non inventano, non costruiscono, non curano, non commerciano. Eppure dice per esempio la tradizione talmudica proprio su una trentina di costoro che si regge il mondo intero: nessuno li conosce e nessuno pu perci ringraziarli, ma sono come salde colonne che impediscono al cielo di caderci addosso.

I protetti dellAngelo di oggi, come avete letto nel ritratto, sono persone di questo tipo. E vi propongo un episodio della Genesi, che di certo vi piacer: una volta che YHWH si era messo in mente di distruggere Sodoma (per i ben noti motivi), Abramo prov a dissuaderlo. Uomo buono e pacifico, Abramo provava infatti molta compassione per gli abitanti della citt, che YHWH voleva massacrare. Ma non vorrai uccidere dei giusti insieme agli empi? domand Abramo a YHWH. Cio? replic YHWH. E Abramo: Se per esempio ci dovessero essere cinquanta giusti, a Sodoma, distruggerai lo stesso la citt? YHWH ci riflett e rispose: No, se ne trovo cinquanta non la distruggo. E Abramo: E se ne trovassi quarantacinque? YHWH: Se ne trovo quarantacinque, non distruggo. Abramo: E se ne trovi quaranta? O trenta? O venti? e cos via, e YHWH ogni volta rispondeva allo stesso modo. Abramo continu a contrattare fino a dieci; YHWH promise che avesse trovato dieci giusti in citt, lavrebbe lasciata stare. Al che Abramo, soddisfatto e ottimista, salut e se ne and, e YHWH si diresse verso Sodoma, pensando probabilmente Bravuomo, quellAbramo. E simpatico anche. Di l a poco Sodoma venne completamente distrutta, con tutti i suoi abitanti, da una pioggia di fuoco e di zolfo. Evidentemente cerano pochi protetti di Mahashiyah, in citt, o forse si erano dimenticati di esserlo.

50. I PREDONI 15/04/09 - 13:28 Ed ecco che tra questi dolci, modesti, mistici Serafini ne compare uno di tuttaltra tempra: Leleheel, con il raddoppiamento di quella L che, come ricorderete, il geroglifico del giungere, del crescere pi in l. I suoi protetti sono conquistatori rapaci e insaziabili, dirigono la loro travolgente energia verso il mondo e, si direbbe, travolgono continuamente gli altri perch quellenergia non travolga loro come il condottiero di unorda di predoni, che se si fermasse durante la carica verrebbe calpestato. Perch, a che scopo la valenza serafinica cambia cos di colpo oggi (e poi torna di nuovo, dal giorno 21, verso la mitezza,lintroversione, la dedizione disinteressata...)? La mia impressione che i Leleheel e i suoi protetti rappresentino,nei cieli e sulla terra, il seguente problema, che attende ancora soluzione: come fare in modo che le enormi energie dellalto dei cieli fluiscano liberamente nel nostro mondo? Il mondo certamente troppo piccolo, fragile, per loro; lumanit troppo impacciata nelle sue regole e consuetudini: se tra cieli e terra si aprissero i confini (e si stesse davvero come in cielo, cos in terra) quaggi si verificherebbe certamente una catastrofe. Non per nulla la tradizione afferma che sia i Serafini, sia i Cherubini sono sempre avvolti nelle loro larghe ali, e i loro volti non si mostrano mai quando guardano gi, giacch la luce che ne irradia carbonizzerebbe chiunque li vedesse... Leleheel, in tale contesto,sembra avere il compito di misurare il grado dellinadeguatezza del mondo terreno al mondo divino: i suoi protetti nascono per produrre crisi, e quante pi ne producono, tanto pi si pu star certi che il momento promesso dal Padre nostro (venga il tuo Regno) sia ancora lontano. Per ora, quando quei suoi protetti hanno provato a dare il massimo di s, han collezionato una gran quantit di risultati sconfortanti: dallo sfacelo diretto da Hitler, alle geniali intuizioni e teorie di Leonardo, che ai suoi tempi parvero a tutti irrealizzabili,insensate... Verr il giorno in cui i Leleheel porteranno soltanto luce e la loro luce sar accolta? Nellattesa, gli altri Serafini stanno a guardare, avvolti nella loro modestia, e cercando pi in se stessi che fuori, mentre il Creatore e gli uomini di buona volont cercano, tentano, e rielaborano continuamente modi di risolvere questo problema dellevoluzione.

51. DOVE ERAVAMO PRIMA? 21/04/09 - 09:31 Dopo la riflessione sul rapace Leleheel, vi risulteranno certamente pi chiari i prossimi due Serafini, che nei loro nomi hanno in comune una K, il geroglifico del tenere sotto controllo. Sia lAngelo di oggi, Akaayah, sia il successivo, Kahetheel, somigliano ad argini, a chiuse di canali: frenano, regolano, deviano per fare in modo che le irruenti energie divine trovino la loro giusta direzione. A potenziarle di nuovo, una volta che siano ben avviate, ci penseranno poi gli Angeli della Gerarchia successiva, gli esplosivi Cherubini. E tra quelle energie lass, molto tempo fa, ceravamo anche noi. Le varie Gerarchie angeliche, dai Serafini, gi gi verso gli Angeli lunari, delineano infatti un ben preciso percorso lungo il quale discende, dallinfinito fino al nostro modo, tutto ci che deve nascere: esseri viventi, opere, avvenimenti. E nelle Gerarchie si trova perci la risposta a una di quelle domande che nel Catechismo non sono incluse. Il Catechismo , come ricorderete, il nome che comunemente si d a quel prontuario che i cattolici studiano e, in parte, imparano a memoria da bambini: tutto domande e risposte, la prima Chi ci ha creato? Risposta: Dio. Poi: Perch ci ha creato? Risposta: Per conoscerlo, amarlo e servirlo. Poi Chi Dio? Risposta: Dio lEssere perfettissimo... e cos via. Manca appunto la domanda riguardo al dove eravamo prima di venir creati e non certo perch gli estensori del Catechismo non lo sapessero, ma perch non si ritenuto prudente che certe informazioni si divulgassero troppo. NellAngelologia la questione del dove eravamo ha invece un posto di tutto rilievo. E lidea generale la seguente: eravamo nellInfinito, nellAin-Soph, al di sopra, al di l di tutte le Gerarchie, al di sopra, al di l di tutti i Nomi noti di Dio, al di sopra e al di l di qualunque cosa abbia o possa avere un nome. Non avevamo n tempo, n spazio, n confini, n numero, n io: ognuno di noi, lass, era tutto e tutti, e tutto e tutti erano noi, in una sconfinata, unica Coscienza mai incominciata e mai finita. Lass stavamo, evidentemente, benissimo. Poi toccata a noi: c stato bisogno che qualcuno scendesse a fare la sua parte in quel cantiere che la Creazione - ancor sempre in corso, come gi ben sapete. Abbiamo fatto un gran sospiro, e abbiamo dunque intrapreso il viaggio verso il nostro parto. Prima tappa i Serafini, appunto. Indubbiamente siamo arrivati nella loro Sfera (Sephirah, in ebraico) carichi ancora di quellatmosfera dinfinito, di illimitato da cui provenivamo, ancora increduli allidea di poter avere dei limiti: ed eravamo proprio simili, allora, ai Wehewuyah del 21-26 marzo. Dopodich, tra slanci ancora enormi e pressioni moderatrici sempre pi nette (tra Leleheel e Akayah), abbiamo cominciato ad adattarci, a capire il rapporto tra il nostro immenso contenuto e la forma, necessariamente ridotta, che avremmo ricevuta. La nostra H ha cominciato a fare i conti con la W, la nostra L con la M e con la K...

52. I DUE SEGRETI DELLA VOLONT 25/04/09 - 11:43 Quella prima Sfera, o Sephirah, chiamata in ebraico Kether, che in lingua corrente significa la Corona, e in geroglifico raffigura appunto linizio del processo di incarnazione che tutti noi abbiamo attraversato: bisogna passare dalla K per venir adeguatamente preparati (Th) a proseguire (R). E lultimo tocco, in questa Sephirah, lo diede lAngelo di oggi, Kahetheel, maestro della modestia serafinica, grande e risoluto equilibratore, come potete leggere nel suo ritratto. Fu lui, a giudicare dal suo Nome, che ci riepilog e chiar definitivamente la lezione dei Serafini: Solo se sai comprenderti, confinarti, condensarti e dirigerti (K), le energie del tuo spirito (H) avranno quello scopo che a loro occorre (Th). Perci alcuni cabbalisti sostengono che la Sephirah Kether, la Corona, sia la sede della suprema Volont e dei suoi segreti. Tali segreti della Volont sono, in sostanza, due. Il primo che la volont proprio il contrario di quel che i pi si immaginano che sia: uso pensare che volere sia uno sforzo, che occorra produrre volont dal nostro animo cos come si spreme un limone... Ma niente affatto: nulla in te pi abbondante della volont, tutto il tuo essere fatto di volont della miglior specie, e ne trabocchi di continuo. E se a volte ti sembra che te ne manchi, solo perch hai evidentemente dimenticato le lezioni di Kahetheel (daltronde passato tanto tempo da allora), e cio che per rendere produttiva la tua volont devi semplicemente LIMITARLA. Accorgiti di quante cose vuoi in ogni momento (migliaia), ed eliminane per ora il pi possibile: riducile a dieci, tre, a una... E la tua volont sar talmente potente da guidarti verso lobiettivo, come per magia. In tale operazione di riduzione, tieni inoltre presente che non deve esserci sforzo alcuno. proprio il contrario di una costrizione: stai solo rilassando una gran parte di te, smettendo di tendere la tua volont in tutte quelle direzioni spesso diametralmente opposte le une alle altre. Il secondo segreto deriva direttamente dal primo e, in parte, lo conoscete gi: che tu te ne accorga o no, la tua volont agisce sempre e in tutto. Nella vita ti capita infatti soltanto ci che tu hai semplicemente voluto. SEMPLICEMENTE: dal latino simplex, che significa piegato una sola volta - cio non spiegazzato, non ciancicato. Nella vita ti capita, insomma, ci che un giorno hai deciso di volere senza poi ripensarci pi, senza valutare pro e contro, o tua dignit, capacit o incapacit, e senza complicarti lanimo con ragionamenti del tipo devo volere quella tal cosa, vorrei volere quellaltra cosa, bene che io voglia... - senza cio che altre tue volizioni o non volizioni interferiscano. Quasi sempre quel tuo semplice e potentissimo atto di volont durato un istante: un lampo di chiarezza nel fluire della tua spiegazzatissima vita interiore. stato talmente breve che, magari, non te ne sei nemmeno accorto; ma qualche centinaia di quei flash, ogni giorno, danno forma alla tua sorte e alla tua parte di mondo. E naturalmente in quegli istanti la tua volont era potuta essere tanto semplice e chiara, proprio perch esprimeva direttamente ci che tu pensi di te, ci che tu credi (o hai accettato di credere) di meritare o non meritare. E dunque: ti capitano cose scadenti, deprimenti? O insignificanti, tanto che sembra non capitarti mai nulla? Be, Kahetheel ti aveva avvertito di usare la K. Comprenditi, accorgiti di te, dirigiti ti aveva detto lass e con quella K proteggiti anche, da chi ti fa credere cose sbagliate riguardo a te stesso, o dalle idee sbagliate che ti fai di te. La tua volont agir sempre, sappilo, e dunque abbine cura (altra K, anche in questa parola).

Che volete farci, dimenticarsene la cosa pi naturale del mondo: quando passavamo dalla Sephirah dei Serafini stava cominciando ad esistere soltanto la volont (e dunque la possibilit) che noi nascessimo. I nostri due genitori non si erano ancora conosciuti, magari erano appena nati anche loro. E tante altre cose abbiamo dovuto imparare poi, nelle altre Sfere, prima che alla mamma cominciassero le contrazioni...

53. I CHERUBINI 01/05/09 - 11:40 La seconda Sephirah, quella dei Cherubini, si chiama in ebraico Khokmah che in linguaggio corrente significa la Sapienza. In geroglifico (ormai siete abbastanza esperti e lo vedete da voi) Khokmah, KH-M-K-H, formata da alcune lettere principali della sfera precedente con pi liniziale KH, che il simbolo del lavoro, della concretizzazione. Compito generale dei Cherubini precisamente dare inizio alla realizzazione delle energie destinate a nascere e infatti il primo Cherubino, lAngelo di oggi, ha un Nome che da questo punto di vista tutto un programma: Haziyel, lenergia spirituale (H) riceve una sicura direzione (Z) verso quello che sar il suo manifestarsi nel mondo (Y). Certo, ai livelli della Sephirah Khokmah, direzione non significa ancora indirizzo, non qui il luogo dove si sono cominciati a fare progetti dettagliati su quelle che sarebbero state le vostre capacit e aspirazioni, e le circostanze della vostra vita. I Cherubini sono incaricati piuttosto di progettare, diciamo cos, i vostri dispositivi direzionali come ingegneri che stiano lavorando alla meccanica di un nuovo tipo di missile teleguidato. Se ne parla abbondantemente nella Bibbia, l dove la Khokmah viene personificata in una sorta di Grande Assistente del Dio Creatore, e dice:

Dalleternit io sono stata costituita, fin da principio, dagli inizi della Terra. Quando non esistevano ancora gli abissi, io venni generata; quando ancora non vi erano le sorgenti, prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline io sono stata generata. Quando Dio disponeva le fondamenta della terra, allora io ero accanto a lui, come suo architetto, ed ero la sua delizia ogni giorno... Proverbi 8,23-30

Vi era infatti nella religione antica lidea di una componente femminile del mondo divino, capace di architettare, di rendere possibile la costruzione. E risaliva a una tradizione regale egizia: nellantico Egitto il Faraone s un maschio, e regna, ma a decidere chi di volta in volta sar Faraone una donna, la principessa della casa reale lei ha il potere su chi ha potere. E la nostra parola sapienza (molti vostri conoscenti non lo sanno) indica appunto la superiore capacit di sapere come adoperare praticamente le cose che si sanno e le capacit che si hanno. Questa sapienza

appunto ci che abbiamo ricevuto durante il nostro soggiorno tra i Cherubini. Non per nulla, come avete letto nel ritratto, nei giorni di Haziyel sono nati Machiavelli e Marx, che su tale sapienza hanno strutturato le loro opere fondamentali... E neanche a dirlo, questa sapienza, appunto perch ci viene impartita tanto presto e tanto in alto, poi nella maggior parte dei casi si dimentica. Allora scende, talvolta, a cercare chi lha dimenticata. Sempre nei Proverbi si legge:

La Sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la sua voce, dallalto delle mura essa chiama: Fino a quando amerete linesperienza, e i beffardi potranno vantarsi delle loro beffe e gli sciocchi avranno in odio la conoscenza? Ascoltatemi... Ma mi cercheranno, e non mi troveranno. Hanno imparato a odiarmi. Proverbi 1,20 ss

appassionante e angosciosa questa Sapienza che d tutta se stessa e non pi accolta, fin dai primordi. E i Cherubini rispecchiano, come vedremo, entrambi i suoi aspetti.

54. ALADIYAH E ALADINO 06/05/09 - 19:05 NellAngelo di questi giorni spicca soprattutto laspetto generoso dei Cherubini. Labbondanza, la gioiosa disponibilit, lospitalit sono tratti caratteristici di Khokmah-Sapienza:

La Sapienza si costruita la casa, ha preparato i cibi, ha imbandito la tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare Sui punti pi alti della citt: Chi ancora non sa corra qui! A chi privo di senno essa dice: Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che ho preparato! Proverbi 9,1

E infatti i protetti di Aladiyah, quando sono veramente se stessi, sono generosi di ogni loro avere. La loro grande energia terapeutica (v. la puntata 8) anchessa una forma di dono di s, che essi non possono trattenersi dal fare e sempre con lintento cherubinico di orientare e riorientare, di raddrizzare, programmare e riprogrammare energie in eccesso, come sono appunto quelle che in noi producono le malattie. E il loro Nome non forse Io cresco (L) nel dare (D)? Per di pi somiglia talmente a quello del protagonista della celebre fiaba sulla magia dellabbondanza, Aladino: e diventerete come Aladino anche voi, se avrete la fortuna di incontrare uno di questi Aladiani, e di farvelo amico! Ma se leggete attentamente il ritratto, vedrete che anche laltro aspetto della Sapienza inscritto spesso nel loro destino: la delusione, per aver dato troppo e invano, per aver visto sprecati, sottovalutati, dimenticati i loro doni. Che farci! I protetti di Aladiyah hanno, in genere, spalle abbastanza robuste per sopportare lamarezza, e cuore abbastanza grande per gioire comunque nonostante tutte le disillusioni precedenti quando capita loro qualcuno che sa accogliere, meritare e far fruttare la loro munificenza. Cos anche voi, se volete far felici quei Cherubini che lass vi avevano dato lezione ed equipaggiamento, basta che riscopriate le vie della Sapienza, vi riaccomodiate alla sua tavola e mangiate e beviate, come dice la Bibbia. Dove ritrovarla?

facile contemplarla, per chi la ama, la trova facilmente chi la cerca. Chi si alza di buon mattino non faticher:

la trover seduta sulla sua porta... Ed essa stessa va in cerca di chi degno di lei, appare loro per la via, sorridendo, va incontro loro, con ogni benevolenza. Sapienza 6,12

Sono versi simbolici, certo. Ma vi garantisco che non sono affatto difficili da decifrare. Provate.

55. I GUARDIANI DELLA SOGLIA 11/05/09 - 09:00 Non tutti i Cherubini sono semplicemente generosi come Aladiyah. LAngelo di questi giorni e il successivo impersonano soprattutto laltro aspetto della loro Gerarchia, la durezza. Sono in un certo senso guardiani della soglia, diretti discendenti delle prime figure angeliche che compaiono nella Bibbia quei Cherubini, appunto, a cui YHWH assegn il compito di sorvegliare un importante posto di confine. Ricordate come avvenne? YHWH aveva appena scoperto il furto dei frutti della conoscenza, era molto indignato (almeno in apparenza) e turbato: diceva tra s e al Dio Creatore:

Ecco! Ladam diventato come uno di Noi per la conoscenza del bene e del male! Ora bisogna impedire che stenda ancora la mano, e che prenda magari i frutti dellAlbero della Vita: se no me manger, e vivr per sempre!.. Genesi 3,22

Era decisamente agitato, come sempre lo YHWH quando luomo si evolve o rischia di evolversi troppo. E

Scacci dunque ladam e pose a oriente del Gan Eden i Cherubini e il bagliore della spada che gira su se stessa, perch custodissero la via verso lAlbero della Vita. Genesi 3,24

So cosa penserete: imbarazzante... Un Dio tanto insicuro, tanto geloso dei suoi divini privilegi, tanto timoroso delluomo! Ma del caratteraccio di YHWH abbiamo gi parlato altre volte. Ora richiamo la vostra attenzione su quella spada che gira su se stessa e che manda una gran luce. Potete facilmente immaginare quanti tentativi siano stati fatti, nei millenni, per interpretarla. A mio parere, quella spada che ci vieta il cammino uno specchio: spesso le lame erano usate come specchi, nellantichit, e le immagini, negli specchi, girano davvero su se stesse, e la sinistra diventa destra e viceversa... uno specchio affilato una spada e manda una gran luce: e l il suo segreto, a quella luce che tocca il compito di di abbagliare, confondere, spaventare chi vuol salire verso lAlbero della Vita, cio verso una fonte di conoscenza e denergia ancor pi alta dellAlbero del Bene e del Male. Ma - lavete gi intuito - la luce che vedete in quello specchio non pu che essere la vostra, riflessa l. E ci sicuramente pu sconvolgere la gran maggioranza degli uomini, talmente abituati a pensare di valere poco, di non pensare mai nulla di intelligente, e spaventati tanto spesso dai loro stessi pensieri: chi di costoro si trovasse dun tratto davanti a unimmagine splendente, abbagliante di se stesso, con ogni probabilit ricadrebbe indietro sbalordito, pensando Non sono certo io! Chiss cos, chiss quale essere tremendo mi ha squadrato da lass... Meglio stare alla larga! E da tempo immemorabile i Cherubini osservano da lass questa nostra pusillanimit. Voi ne sapete niente? Vi risuona? Anche per questo i protetti dellAngelo di oggi ai quali tocca in sorte proprio la vocazione

della Soglia, della scoperta dellAldil si dividono in due categorie: i felicissimi, che hanno avuto fiducia in se stessi (o meglio, non hanno avuto paura del proprio bagliore) e hanno osato varcare qualche confine nella loro vita; e gli infelici, amari, invidiosi, che han pensato Be no, meglio di no e sono rimasti fuori, e sperano che tanti altri rimangano tagliati fuori, da quello specchio-spada, proprio come loro. Ne conoscete certamente qualcuno...

56. LALBERO DELLA VITA 16/05/09 - 10:53 LAngelo di oggi, anche lui un Cherubino-Guardiano, pi estroverso del precedente: i suoi protetti hanno limpulso a valutare non tanto la propria dignit, la propria forza di reggere a quel bagliore, ma la dignit e la forza altrui. E concedono ad alcuni e ad altri negano, e dicono e non dicono, e si fidano e poi ci ripensano, com appunto spiegato nel loro ritratto angelico. Ma ci che ancora non abbiamo spiegato cosa sia quellALBERO DELLA VITA che YHWH voleva tener precluso alluomo, e che pare faccia vivere in eterno. Eccolo qua: Sembra un albero di Natale, vero? Con le palline colorate, e i festoni... E infatti sono quasi sicuro che labete natalizio sia precisamente un modellino dello Ets Khayym, dellAlbero della vita, cio, di cui narra la Genesi. Luso dellabete nacque in Germania, pare, nel Cinquecento, e certamente interpret le memorie degli antichi culti vegetali e soprattutto dellYggdrasil, lAlbero Cosmico su cui, secondo le antiche tradizioni nordiche, si reggeva luniverso. Ma quelle sfere e quei festoni CONGIUNGONO indubbiamente lAlbero nordico con quello della tradizione ebraica, che ha per di pi la stessa funzione: reggere luniverso intero, e in pi mostrarne la dinamica, lenergetica segreta. Fu una congiunzione voluta? In Germania, nel Cinquecento, la Qabbalah fioriva e i suoi maestri erano stimati: forse limmagine del loro Ets Khayym colp la mente di brave persone, che ne trassero ispirazione per la festa cristiana. O fu un caso: larchetipo dellAlbero cosmico, cio, riemerse in quellepoca in Germania, proprio quando vi fioriva la Qabbalah come se vi fossero segreti vasi comunicanti, nellinconscio dei popoli, e telepatie multiple. Qualcuno vide lAlbero della vita, cos carico di sfere intercomunicanti, e DOVETTE dargli forma (si ha sempre un forte impulso a dare forma a ci che ci capita di vedere spiritualmente), e in quella forma molti e molti altri riconobbero qualcosa che albergava, cresceva anche in fondo alla loro mente... Del resto, non dicevo proprio allinizio di questo blog che la Qabbalah non si impara, ma si impara soltanto ad accorgersi di conoscerla gi, e di poterne ritrovare il ricordo dentro di noi? Certo, nellAlbero di Natale le sfere colorate sono divenute tante. NellAlbero della vita sono invece undici, come vedete nellillustrazione; e sono proprio le Sephiroth: quella in cima a tutte Kether, dei Serafini (v. la puntata 52), quella pi gi, sulla destra, Khokmah, dei Cherubini. Poi passeremo a quella in alto a sinistra, Binah, dei Troni, e poi pi gi. Quei festoni che le collegano sono in realt canali, e sono il percorso, il gioco dellOca (altro ampio argomento esoterico), che tutti abbiamo percorso per arrivare fino alla sfera in fondo alla tutte le altre, Malkuth, ovvero il Regno, che il luogo dove ci troviamo ora, la nostra dimensione terrena. L si arriva nascendo e da l anche se non tutti sono daccordo su questo si risale alla fine della vita, ripercorrendo litinerario dal basso in alto fino a Kether e pi su ancora, dove si decider se restare beatamente nellinfinito Io-non-io, o se tornare gi a fare qualche altra esperienza, in cerca di gloria, di riscatto, o penitenza, o magari in missione. Quanto al vivere in eterno, bisogna intendersi: non significa

vivere senza morire mai per un tempo infinito. Questo si chiamerebbe vivere moltissimo e sarete daccordo con me che, dopo qualche secolo o millennio, risulterebbe un po noioso. No: vivere in eterno significa vivere NELLETERNO, in una dimensione che non ha il tempo, e nella quale ogni singolo attimo perci infinito e aperto su tutti quanti gli infiniti. la dimensione della contemplazione, dellemozione che d la scoperta: basta un pochino di questa eternit per moltiplicare meravigliosamente la propria crescita interiore... E questo infastidiva YHWH (o cos Lui volle far sembrare) perch a forza di crescere talmente, gli uomini sarebbero diventati ben presto e davvero come uno di Loro.

57. L'ANDROGINO ORIGINARIO 21/05/09 - 11:40 A proposito di Adamo e della sua compagna, forse avrete letto da qualche parte che, secondo molti studiosi, Elohim allinizio avrebbe creato un androgino come se lAngelo di questi giorni gli fosse servito, in quel momento, da principale consulente. In parte, tale ipotesi infondata, e dipende dalla scarsa conoscenza che quei molti studiosi hanno del testo ebraico; nelle traduzioni consuete si legge infatti:

Dio li cre maschio e femmina. Genesi 1,27

E siccome subito dopo nel testo si narra di un solo Adamo, si pot pensare che costui riunisse in s i due sessi, e che la creazione di Eva dalla costola di lui fosse stata una specie di scissione di quel che prima era un intero. Ma, come voi sapete, adam in ebraico corrente significa tutta lumanit, tutte le femmine e tutti i maschi, il che permette di spiegare pi tranquillamente quel passo della Genesi. In parte, tuttavia, lidea dellandrogino originario ha una sua validit, da cercarsi un po pi in profondit nel testo biblico. Come ricorderete, a un certo punto ladam si addorment (Genesi 2,21) e DIVENNE DUE: un ysh e una ishah, un principio maschile e un principio femminile, yang e yin (adeptus e soror, come dissero poi gli alchimisti medievali) e dei due soltanto il femminile vedeva nellinvisibile e guidava verso la conoscenza. Dante, nella Divina Commedia, lo rinarra nel personaggio di Beatrice. Dopodich, ladam ridivenne uno, anche se ci sfugge alla grande maggioranza dei lettori della Bibbia: YHWH

Scacci ladam dal Gan Eden. Genesi 3,23

Scacci lui solo, verso lesistenza terrena, mentre la sua compagna esperta dinvisibile restava in alto, dove la potrete sempre ritrovare. In alto: al di l di quel confine sorvegliato dai Cherubini, con il loro specchio-spada... Ed ecco qui uno dei principali segreti dellAngelo di oggi. Vi avevo detto che i Cherubini si incaricano di progettare i vostri dispositivi direzionali (v. la puntata 53) e il nostro sesso appunto una delle direzioni che la nostra energia ha cominciato a prendere uscendo dalla loro Sephirah. Quando eravamo l, invece, tale direzione non cera ancora: l le potenzialit yin e yang, lysh e la ishah, erano ancora equivalenti in noi. L dovette giungere ladam, quando si addorment quella volta. E Yezaleel lAngelo in cui questa pienezza androgina si mantiene e notate bene VIENE RIPROPOSTA allumanit, alladam. Imparare da Yezaleel, sia per i suoi protetti sia per tutte le persone di buona volont, significa appunto riscoprire quella nostra doppia energia originaria, ed una delle scoperte pi fruttuose che possiate compiere. Fate un esperimento: chiedete a un vostro conoscente di dare unocchiata a una stanza, per dieci secondi, e chiedete di far lo stesso a una vostra conoscente. Poi fatevi dire coshanno visto, e

valutate le differenze. Una donna nota cose diverse da quelle che nota un uomo, e viceversa. Non sarebbe un enorme vantaggio, per te, poter notare contemporaneamente ci che notano entrambi, quando guardi o pensi una qualsiasi cosa? Non cambierebbe moltissimo nella tua vita? Provate a parlarne con qualche Yezaleel gi risvegliato, gi fedele a se stesso. Tra le soprese che avrete, una delle prime sar accorgervi che, in realt, i maschi vedono nelle donne soprattutto limmagine riflessa (e sempre fraintesa) della propria profonda natura femminile, intuitiva, libera; e cos pure le donne vedono nei maschi limmagine riflessa (e sempre fraintesa) della propria natura maschile. E sia i maschi che le donne si sforzano di impersonare ci che in tal modo laltro sesso vede in loro, invece di provare ad essere se stessi in tutte le proprie nature... I Cherubini, lo sapete, sono specialisti dello specchio!

58. IL GIUSTIZIERE 27/05/09 - 09:35 LAngelo di oggi specialista di etica: nella Sephirah dei Cherubini, Mebaheel devessere di certo il responsabile dei dispositivi direzionali del bene e del male. Ma, a differenza dellAngelo precedente, non vi conduce a una comprensione e integrazione di quelle due direzioni, non vi mostra un po di male nel bene e un po bene nel male: non affatto dialettico in tal senso, bens picchia duro. Si esprime in lui laspetto pi duro, violento, addirittura catastrofico dei Cherubini. YHWH li scelse come custodi della via proprio per questa loro componente minacciosa. Li scelse anche per distruggere Sodoma e trasformarono la moglie di Lot in una colonna di sale solo perch, fuggendo dalla citt, si volt un momento a guardare. Steven Spielberg li ha raffigurati in una delle ultime scene de I predatori dellArca perduta, e magistralmente: vi ricordate? DallArca si alzavano in volo alcuni Angeli bellissimi, ma Indiana Jones avvert subito chi era con lui di non guardare: un istante dopo, infatti, quegli Angeli si trasformano, divengono ferocissimi, e si scagliano sui cattivi di turno, gli odiati nazisti, polverizzandoli. Il professor Jones era infatti un notorio esperto di testi sacri: sapeva che sul coperchio dellArca si trovavano, fin dai tempi di Mos, due Cherubini pronti a scattare, e sapeva di cosa erano capaci Al che si pone la solita, facilissima e terribile domanda: perch questa Squadra di distruttori alati, SE ESISTE, non interviene pi spesso nelle vicende umane? Forse perch NON ESISTE, ed soltanto un simbolo, e la si pu vedere allopera solo nei libri sacri o nei film? In parte s, cos: di per s non esiste. Abita e agisce nella Seconda Sephirah, molto al di sopra, cio, del livello della nostra esistenza. Ha il compito di formare, istruire noi, ed esclusivamente da noi dipende, perci, la possibilit di far esistere e fruttare le lezioni dei Cherubini nel nostro mondo. La domanda dunque va girata innanzitutto ai protetti di Mebaheel: perch FATE ESISTERE cos poco i vostri Angeli nel mondo? Ci rimettete voi, perch chi non segue il proprio Angelo sempre piuttosto infelice, e ci rimettiamo tutti, perch se faceste quel che avete imparato a fare lass le cose andrebbero molto meglio per tutti. In secondo luogo, la domanda va girata anche a noi: perch non prendiamo un po di lezioni da Mebaheel e non le mettiamo in pratica? E qui, fate i vostri conti e rispondete ciascuno per s.

59. LA TORRE DI CONTROLLO 01/06/09 - 20:12 In fatto di dispositivi direzionali, lAngelo di oggi si direbbe il pi SAPIENTE di tutti i Cherubini nel senso stretto del termine sapienza: il saper come indirizzare e adoperare le nostre conoscenze e abilit. Hariyel, da questo suo altissimo punto di vista, sa e insegna ai suoi protetti a saper gestire, valutare, apprezzare tutte le direzioni: faticosissimo incarico! Richiede un perenne trascendersi: gli Harieliani devono avere il coraggio di porsi al di sopra degli altri e, al contempo, di superare continuamente se stessi come se il loro io non potesse sentirsi realizzato se non identificandosi il pi possibile con quello che gli psicologi chiamano il S (e che io e alcuni miei amici preferiamo invece chiamare Io grande). Ma, come noto, tra lio cosciente (o io piccolo) e il S (o Io grande) non vi contatto razionale, non vi un ponte che la mente riesca a spiegare o tantomeno a controllare: ed entrano in gioco altre facolt della nostra psiche, forme di intuizione e conoscenza tutte speciali, che vanno dal sogno, a quel qualcosa che ci fa cogliere le coincidenze, agli archetipi, e via via fino a quelli che in tutto il mondo sono chiamati Spiriti guida (e che nel cristianesimo vengono a coincidere talvolta con i Santi, o con le anime del Paradiso, o addirittura con gli Angioletti tradizionali). Ne consegue che i protetti di Hariyel, per sentirsi a posto, dovrebbero dedicarsi a far funzione di Spirito guida, come secondo o addirittura come primo lavoro? Eh s. E ricordo con grande piacere un mio longevo conoscente, nato ai primi di giugno di quasi novantanni fa. Quando gli raccontai comera il suo Angelo, ci riflett per qualche istante e poi disse: Be sa, i primi ottantunanni della mia vita non sono stati gran che. Niente di brutto, beninteso, ma non mi sembrava di essere io a viverli, o almeno non del tutto, mi capisce?.. Poi, a ottantadue, mi hanno incaricato di dirigere il Dopolavoro. E lei non ha idea di cosa sia veramente un Dopolavoro, in una cittadina come la nostra. Sa, l arrivano tutte persone della mia et, e anche di pi. E ci sono tante cose che non hanno avuto, nella loro vita, o che non hanno pi: e vorrebbero averne, nel tempo che gli rimane. E me ne occupo io. Organizzo i balli, le gite, le feste, le idee per la beneficienza. Ho tutto il tempo che voglio, non ho pi nessuno a casa, io. Faccio in modo che siano contenti e con un sacco di cose interessanti da fare. E adesso s, che sento di essere io, a vivere. Come ha detto che si chiama quel mio Angelo l?.. Ecco un Hariyel esemplare. Una domanda logica, a questo punto, sarebbe: ma la ricompensa qual , poi, per gli harieliani che accettino di darsi tanto da fare? Solo la soddisfazione di essere veramente se stessi? O magari vanno in Paradiso o altre cose del genere? Vanno decisamente dritti in Paradiso, secondo me, ma non nel senso postumo che si intende di solito. Ci vanno nel senso che qui, sulla terra, ritrovano e realizzano le lezioni e la via che hanno appreso lass, e in tal modo risalgono lAlbero della vita, fino al punto dove c quel tale specchiospada: lo guardano, dicono Be, ovvio, sono io quello e proseguono ancora la bella salita.

60. LA TECNOLOGIA E LINVISIBILE 06/06/09 - 10:13 Ricordo che provai un certo stupore inquieto quando, raccogliendo i materiali per il mio libro sugli Angeli, scoprii che George Stephenson, l'inventore della locomotiva, era nato sotto il Cherubino Haqamiyah. E a colpirmi non fu tanto la coincidenza (o diciamo meglio: la coerenza) tra lidea di comprimere il vapore per produrre lavoro, e la principale dinamica di questAngelo, che appunto compressiva (Q e M!) e produttiva: come vedrete sfogliando i ritratti angelici, di coincidenze-coerenze del genere ne capitano a decine per ciascun giorno dellanno. Mi colp invece questa ulteriore conferma dello strano rapporto che (avete mai notato?) sembra esservi tra le pi celebri invenzioni tecnologiche e tante cose che avvengono nei mondi invisibili. Stephenson realizza, nella sua invenzione, un modello meccanico di una facolt del suo Angelo: come se in qualche modo lavesse VISTO, e non avendo le parole per desciverlo, avesse usato il metallo, i numeri, i calcoli. E Alessandro Volta, che nella sua pila RAFFIGUR, di fatto, il versetto sia fatta la Tua volont come in cielo cos in terra, mettendo appunto in contatto un polo alto e un polo basso, e constatando che tra i due passava energia? E Edison, che produsse luce inserendo una resistenza in un circuito, non mise forse in pratica la famosa frase si fa pi festa in cielo per un peccatore che si accorga, che non per novantanove giusti che non si accorgano di nulla? La festa la luce, i novantanove giusti sono il circuito, il peccatore la resistenza che, attraversata dallenergia del circuito stesso, produce un fenomeno che il circuito di per s non avrebbe prodotto mai. Non solo: anche nella scienza ci sono scoperte tanto archetipiche. Basti pensare alla funzione dei due emisferi cerebrali, scoperta da Perry negli anni Settanta: lemisfero destro che non conosce limiti, e il sinistro espertissimo invece di tutto ci che limitato. Abbiamo gi parlato di Ges che consigliava, ai suoi discepoli in crisi, di gettare la rete a DESTRA della barca (v. la puntata 30). Ora, date un po unocchiata allo schema dellAlbero della Vita, e ditemi se non vi ricorda il reticolo degli elettrodi di un encefalogramma visto dal basso, con la Prima Sephirah che corrisponderebbe alla nuca, e lultima, Malkuth, alla fronte e agli occhi. In pi, sappiate che le tre linee, o assi, o colonne dellAlbero della Vita hanno anchesse una precisa funzione: quella centrale lequilibrio, quella di sinistra la severit, e giudica e delimita, e quella di destra la grazia, ovvero labbondanza illimitata. Come se il dottor Perry lo sapesse, o come tremila anni fa (lo schema dellAlbero della Vita documentato nella Genesi) lo sapessero gi... Voi che ne pensate? Forse soltanto perch lumanit non scopre veramente mai nulla di nuovo, ma non fa che riscoprire-riesprimere in modi diversi ci che sapeva gi allinizio? O forse perch qualche millennio fa gli uomini ne sapevano molto pi di noi, al contrario di quel che noi tutti abbiamo sempre creduto? Oppure la questione unaltra, e ancor pi appassionante: forse la ricerca tecnologica e scientifica anchessa una forma di creativit, e come tale produce risultati solo quando chi la pratica sa raggiungere una certa intensit e altezza interiore e da quellaltezza si vedono sempre le stesse realt, come chi veleggiando lungo una costa vede le stesse cose che hanno visto tanti altri l, prima di lui?

Nel primo caso, non resta che dire, come Salomone, non c nulla di nuovo sotto il sole. Nel secondo caso, si hanno molte ragioni in pi per considerare lo studio dei testi sacri non come una forma di archeologia, ma come una paradossale attivit di scavo nel nostro futuro in ci che possiamo ancora scoprire, e che in questi testi, appunto, era scritto gi. (Daltronde, una famosa frase di Nikola Tesla, inventore geniale, era Mia madre mi ha insegnato a cercare ogni verit nella Bibbia). Nel terzo caso, diventa decisamente urgente la voglia di saperne di pi su quella costa, su quelle realt che si vedono da una certa altezza interiore. Voi quale preferite? Io le ultime due. E ci penso di continuo.

61. GLI ANGELI DELLA TERZA SFERA 11/06/09 - 09:00 Con lAngelo di oggi si entra nella terza Sephirah, chiamata Biynah da biyn, che in ebraico il capire. Biynah, infatti, soprattutto la fase dellIntelligenza: B-Y-N, cio la consapevolezza (B) di come si manifestino (Y) le cose create (N). Qui dunque ognuno di noi ha imparato a scoprire da che cosa derivi, a cosa appartenga, in che cosa sia contenuto (B) tutto ci che pu cominciare a esistere (YN). Da qui, evidentemente, si poteva contemplare lintero sistema (B) dellAlbero della Vita, e gli Angeli di Biynah, i cosiddetti Troni, te lo descrivevano nei dettagli, con precisione rigorosa: come vi ho infatti accennato nella scorsa puntata, la Colonna di sinistra dellAlbero alla quale appunto appartiene Biynah quella che corrisponde al nostro emisfero cerebrale sinistro, e perci alla nostra esigenza di confini, delimitazioni, nette proporzioni, calcoli, meccanismi...

Nei protetti dei Troni (da oggi fino al 23 luglio), quando tutto va bene, rimane assai pronunciata questa voglia di comprendere sempre pi in l, di risalire con lintelletto dal visibile allinvisibile. E proprio da questa voglia e dal rifiuto di accontentarsi di ci che gi si sa di qualcosa deriva anche la loro proverbiale tendenza alla disobbedienza. Voi magari noterete qui una contraddizione psicologica: siamo nella Colonna di sinistra, cos precisa e rigorosa, eppure queste settimane pullulano di compleanni di ribelli, di outsider, di eretici. Ma facilmente comprensibile, e proprio in termini di psicologia spicciola: proprio perch nella loro mente sono talmente precisi e rigorosi, i protetti dei Troni tendono a non tollerare la precisione e la rigorosit altrui. La trovano insufficiente, approssimativa, e quanto pi sono fedeli a se stessi ed estroversi, tanto pi li prende la smania di buttare allaria i sistemi altrui, o di ignorarli totalmente, per costruire i loro sistemi. Anche per questo, forse, sono cos spesso esuli o perenni viaggiatori (Dante, Yeats, Che Guevara, Stravinski, Hermann Hesse, la Fallaci, Garibaldi, Hemingway...): perch in patria risultano facilmente antipatici a moltissimi. E non che vi sia nulla di male: vi ricordate? Lascia la casa di tuo padre, la tua patria... e va' a cercare te stesso. Ai cercatori spirituali lestero fa sempre bene.

62. GLI SCANDALI 16/06/09 - 09:28 Nel nome della terza Sephirah, Biynah, compaiono le due lettere che in ebraico significano figlio: BN. E infatti uno dei compiti che la tradizione attribuisce ai Troni proprio quello di individuare coloro che saranno i vostri genitori. Certo, ben chiaro il senso simbolico: dicevamo la scorsa puntata che questi Angeli ti insegnano a capire da cosa derivino le cose, i fenomeni, i fatti del mondo, e dunque a trovare i genitori, le origini, le cause di tutto. Ma non avviene mai che il contenuto di un simbolo annienti la sua forma: e siete perci liberissimi di immaginare che, proprio quando soggiornavate in Biynah, i Troni nelle loro maestose vesti grigio-mercurio (tale il loro colore) scelsero insieme con voi la donna e luomo da cui poi voi sareste nati, E NON SARETE LONTANI DAL VERO. Poi, naturalmente, si sarebbe trattato di farli incontrare, conoscere, andare daccordo quanto bastava ma a questo avrebbero provveduto gli Angeli di altre Sephiroth pi vicine alla terra. Ai Troni importava soltanto il piacere della pianificazione, il progetto di una B adeguata alle vostre future caratteristiche... Non deducetene tuttavia che i Troni e i loro protetti - siano particolarmente legati ai valori coniugali, alle famiglie ben compatte. Tuttaltro! In primo luogo, chi ha mai detto che occorra per forza una famiglia rispettosa delle istituzioni, per mettere al mondo un nuovo individuo? La storia sacra , viceversa, piena di personaggi illustri nati e cresciuti al di fuori dei vincoli famigliari tradizionali: da Mos, a Salomone, fino allo stesso Ges, il cui babbo notoriamente non era il falegname Giuseppe. In secondo luogo, vi ho gi detto della tendenza alla disobbedienza, che specifica di questa Sephirah. E i protetti dellAngelo di oggi disobbedientissimi! hanno appunto nei rapporti sentimentali e sessuali uno dei loro prediletti territori di irregolarit. Nel loro ritratto spiego che sono portati agli scandali, cio a creare addirittura imbarazzo con i loro comportamenti. male ci? Secondo le traduzioni consuete dei Vangeli assai riprovevole: se avete a casa unedizione delle Scritture potete infatti leggere questo passo molto minaccioso:

inevitabile che avvengano gli scandali; ma guai a colui per il quale avvengono! Sarebbe meglio per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e che fosse gettato in mare, piuttosto che scandalizzare uno solo di questi piccoli. Luca 17,1-2

Ma badate, un grave errore di traduzione. Nel testo greco la parola scandalo skandalon, che significa non gi comportamento contrario alla morale corrente bens insidia, tranello, trappola. Quelli con cui Ges se la prende qui, dunque, non sono gli irregolari, ma i falsi maestri, i mascalzoni che ingannano chi si fida di loro ivi compresi quelli che hanno tradotto cos male un testo che in greco era tanto chiaro. Quanto invece agli scandali come li si intende di solito, sapete bene che Ges non ha mai smesso di provocarne per tutta la sua vita pubblica, da quando

rovesci i tavoli dei cambiavalute nel Tempio fino a quando prese Maddalena come discepola prediletta. In un altro passo di Luca si legge:

Se ne andava predicando. Cerano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da varie infermit: Maria di Magdala, Giovanna moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che si aiutavano con i loro beni. Luca 8,1-3

Notate che quella tale Giovanna era moglie e non vedova o ex moglie dellamministratore di Erode: ma seguiva Ges, e non occorre grande perspicacia per accorgersi che lintento dellevangelista, qui, era di far notare un comportamento che chiunque allepoca avrebbe considerato compromettente. Per non parlare poi delle critiche dei farisei:

Perch il vostro Maestro sempre a tavola con pubblicani e peccatori? Marco 2,16.

Se il Natale non fosse il 24 dicembre, Ges potrebbe benissimo esser nato in questi giorni di giugno, sotto lAngelo di Superman e dei moralmente insopportabili.

63. I PONTI SULLA SOGLIA E LA PRIMA ETERNIT 22/06/09 - 09:57 Dicevamo, un paio di puntate fa, dellattrazione che lestero esercita sui protetti dei Troni: ed era, naturalmente, un simbolo cio una descrizione trasparente, di cui cogli il significato soltanto per intravvedere un altro significato pi in l, e poi un altro, e un altro ancora. Proviamo a seguire queste trasparenze. Lestero, per i Troni, ci che sta al di l di un confine, e al di l di qualunque confine, e contemporaneamente al di l del Confine ovverosia di tutto ci che per te pu rappresentare un confine. E dunque il confine di una nazione; e il confine dellambiente che sei abituato a frequentare, e al quale perci appartieni finora (e spesso non si ha idea della misura in cui APPARTENIAMO a un ambiente, dei limiti, cio, che esso pone alla formulazione delle nostre scelte personali); e il confine delle certezze che hai accumulato finora, e sulle quali quasi senza accorgerti costruita tutta la tua immagine della realt; e il confine di un tuo pensiero, di un ragionamento che a te sembra compiuto, esauriente, e invece si soltanto esaurito e non aspetta altro che di venir superato; e il confine della tua vita; e il confine del tuo corpo (che la maggior parte di noi identifica soltanto con il corpo visibile, mentre abbiamo altri corpi, non meno reali ed efficaci di quello); e il confine del tuo tempo, inteso sia come tua Epoca (la dimensione storico-culturale a cui appartieni), sia come tuo orizzonte temporale (ovvero ci che tu chiami il tuo presente, il tuo adesso, e che a sua volta molto pi grande di quel che si crede, proprio come lestensione dei tuoi corpi)... Ecco, tutte queste tue dimensioni hanno un Aldil, un ESTERO, e i Troni sono maestri nel farlo scoprire, come spiega il ritratto dellAngelo di questi giorni, lestremamente creativo e curioso Lewuwiyah, i cui protetti ben riusciti vedono ogni QUI E ORA come una specie di prigione da cui progettare al pi presto unevasione. La ragione per cui i Troni sono talmente esterofili sta anche nella particolare posizione della loro Sephirah, che costituisce appunto il confine di quello che nella Qabbalah si chiama il primo olam, cio il Primo Mondo o anche la Prima Eternit (olam in ebraico ha infatti entrambi i significati, un po come la celebre parola greca Ain). Questa Prima Eternit comprende le tre Sephiroth pi alte nellAlbero della Vita: Kether, Khokmah e Biynah (in angelologia: Serafini, Cherubini e Troni). la prima propaggine, il portale dellenergia dellInfinito, dellAin Soph: in gergo cabbalistico prende il nome di olam ha-atsiluth, Mondo dellEmanazione, perch la si immagina come una dimensione emanata direttamente da quellInfinito Divino. Per tutto ci che, nellAlbero della Vita, viene dopo di essa, la Prima Eternit LALDIL SUPREMO, da cui tutto ha principio, e in cui tutto si rivela... E la memoria di questa dimensione rimasta chiaramente impressa nei protetti di Lewuwiyah: ovvero L: il crescere sempre oltre; e la doppia W: ci che pu precludermi la via e che va sciolto, risolto, compreso, superato sempre, per ritrovare il rapporto con il Primo Olam.

64. LA RISALITA 27/06/09 - 11:30 Uno dei compiti principali dei cercatori spirituali (e tutti lo siamo un po, anche se non tutti si accorgono di esserlo) consiste nel ritrovare una dopo laltra le fasi, le Sephiroth, che si sono attraversate nellAlbero della vita. Per nascere nel nostro mondo cio nellultima Sephirah occorre discendere lungo i percorsi dellAlbero, e per ritrovare quel che lAldil ci ha insegnato bisogner dunque risalire, elevandosi dapprima al di sopra dellultima Sephirah, poi al di sopra della penultima, poi della terzultima e cos via fino a Kether: il che diviene, al tempo stesso, un viaggio nella nostra pi profonda memoria e nelle strutture dellUniverso. Tutti spiegano i cabbalisti dovranno comunque compiere questo viaggio, dato che alla fine della vita lanima ritorna verso Kether; ma chi lo compie vita natural durante ha accesso a conoscenze meravigliose, a gradi supremi di consapevolezza (del tutti simili a quelli che Castaneda definisce il divenire deliberatamente consapevoli) e una dimensione vitale superiore al tempo, laionios bios, come chiamata nei Vangeli, il vivere nelleterno. NellAngelo di oggi troviamo qualche utile consiglio, per organizzare la risalita. Avete letto nel suo ritratto che Pehaliyah riserva ai suoi protetti una intensissima energia sessuale ed erotica, e che compito dei pehaliani sublimarla, trasformarla cio in forme di energia differenti, via via pi spirituali e pi vaste. Ma avete notato che trascendere, per questAngelo, non significa affatto abbandonare. Cos come in simbolo il contenuto non abolisce mai la forma che lo esprime, allo stesso modo nella trascendenza (e in genere nel risalire le Sephiroth durante la vita) NON OCCORRE distaccarsi mai dai livelli inferiori. Crescere non amputarsi qualcosa. E cos come anche i pehaliani pi evoluti conservano sempre le loro capacit seduttive, allo stesso modo anche tutti gli altri cercatori spirituali diventano non viaggiatori scomparsi nellAldil ma intermediari, tramiti, israeli (v. la puntata 8) tra la terra e il cielo. Devono tornare a raccontare, devono esprimersi in modo che li si capisca: devono dunque mantenere una coesione con il linguaggio e con le menti di chi rimasto pi in basso. Appunto perci, nelle mappe dellAlbero della Vita, i sentieri o canali che collegano tra loro le varie Sephiroth sono esattamente ventidue, come le lettere dellalfabeto ebraico, e ciascuno di essi anche una di queste ventidue lettere. Come a dire: quanto pi sali, tanto pi ti impadronisci dei poteri del linguaggio, tanto pi ti accorgi di cosa sia il linguaggio (le lettere, le parole) che usi, e dunque tanto pi preciso e potente sar il tuo modo di comunicare con gli altri uomini. Forse anche perci una delle caratteristiche dei pehaliani (e se ancora non lo in alcuni, deve diventarlo) la ricchezza, la persuasivit del loro parlare.

65. I LIBERATORI 02/07/09 - 23:49 Oltre che di raccontare, descrivere e magari profetare, bene che i cercatori spirituali si preoccupino anche di FARE di manifestare cio le loro superiori conoscenze anche sotto forma di azioni estremamente concrete. Non tutte le confessioni cristiane sono daccordo su questo punto (tra protestanti e cattolici, per esempio, si accesero qui lunghe dispute) ma le Scritture, su questo punto, sono chiarissime: il Regno di Dio non sta nelle parole, ma nei poteri dice per esempio Paolo (Prima lettera ai Corinti 4,20). E lo splendido Giacomo precisa:

A che serve, fratelli, se uno dice di aver la fede ma poi non fa? Credete che quella fede lo salvi? Se un fratello o una sorella non hanno da vestire e da mangiare, e uno di voi dice loro: Andate in pace, a riscaldarvi e a saziarvi ma non date loro ci di cui hanno bisogno, a che serve?.. Al contrario, uno potrebbe dire: tu hai la fede, ma io le cose le faccio. Tu mi mostri la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti far vedere cos la mia fede. Giacomo 2,14

La parola fede, per i cristiani di quellepoca, indicava appunto la superiore conoscenza che si ottiene nelle dimensioni spirituali. E poi, naturalmente:

Non chi mi dice Signore, signore entrer nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volont del Padre mio, che nei cieli. Matteo 7,21

E qui Regno dei cieli indica appunto quella dimensione eterna che, nella mistica ebraica, corrispondeva alle dieci Sephiroth che, nellAlbero della vita, salgono al di sopra dellultima, chiamata il Regno della terra. LAngelo di oggi ha anche il compito di porre in risalto questo aspetto della questione. Annovera numerosi liberatori (sia veri, sia presunti tali) tra i suoi protetti; e, come forse vi sar capitato di notare tra i vostri conoscenti, capita non di rado ai nelkaeliani di sentirsi assai nervosi e infelici, senza riuscire a spiegarsi perch, QUANDO SONO TROPPO INDIFFERENTI AI GUAI ALTRUI. Ma se non siete nati proprio in questi giorni, o se intorno a voi non notate nulla che richieda un vostro urgente intervento eroico, tenete presente che la lezione di Nelkael, valida per tutti senza eccezioni, di cominciare ad accorgersi di quanto ognuno di noi prigioniero delle proprie circostanze di vita. Le opere e i poteri di cui parlano Paolo, Giacomo e Ges cominciano proprio da qui. Tutti noi abbiamo moltissimo da fare, molte oppressioni da distruggere in casa nostra, nella nostra stanza. Altra citazione utile:

Tu dici: Sono ricco, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere invece un infelice, un miserabile, un povero, cieco, nudo. Apocalisse 3,17.

Vi dicono nulla queste parole di diciannove secoli fa? E state pur certi che non appena comincerete a indignarvi per le vostre personali povert, anche le povert altrui vi risulteranno molto pi evidenti.

66. PERCH? 08/07/09 - 13:49 LAngelo di oggi e i due successivi sono (e proteggono) gli specialisti dellautosuperamento. Yeyayel limboccatura del porto: e per i cercatori spirituali non vi situazione che non possa essere vista come un porto in cui si sta momentaneamente sostando. Milaheel lantidoto allegoismo: il magnifico talento che concede ai suoi protetti quello di scoprire cosa vogliano gli altri e di realizzare i loro desideri. E Khahewuyah maestro nello sradicare dagli animi la voglia di aver ragione, dalla quale dipendono tanti mali che ci affliggono: vanit, orgoglio, ira, sconforto, senso di incomprensione, pessimismo e via dicendo. chiaro che, seguendo questi Troni, si rischia facilmente di ritrovarsi esclusi da quella che per i nostri contemporanei la normalit, oppure tutte le volte che il coraggio verr meno di sentire la normalit stessa, e il nostro adeguamento ad essa, come una radicale, bruciante sconfitta, come un tradimento di s. Del tutto legittimamente, i protetti di questa Terza Sephirah potrebbero dunque domandarsi due cose: primo, perch dopo tanti millenni che Dio (Ain Soph, Elohim, Yahweh) governa il mondo, quella normalit ancora cos soffocante? Secondo: qual era il Progetto iniziale (che evidentemente va a rilento), che cosa avevano in mente Dio e i suoi altissimi Angeli, quando completarono e misero in moto questAlbero della Vita? Provate a porre voi queste questioni alla vostra parte angelica (non potete sbagliare, proprio in fondo al cuore, domandate l e sentirete la risposta, se riuscite a star zitti interiormente) e vediamo cosa vi dice. Per quel che ne so io, dalle mie letture e decifrazioni, la normalit che ai protetti dei Troni appare tanto stretta e scomoda ha proprio il compito di far apparire, risaltare e fruttare le loro qualit, i loro aspetti migliori, che altrimenti essi non conoscerebbero mai. E il Progetto iniziale, a mio parere, doveva assomigliare molto a quellimmagine del Tao che certamente conoscete: il bianco e il nero contrapposti. Come dice Mago Merlino ne La spada nella roccia di Disney: For every up there is down, for every square there is round, for every high theres a low... Canzoncina taoista anche questa: per ogni su c sempre un gi, per ogni quadrato c sempre un cerchio, per ogni alto c sempre un basso... E Mago Merlino prosegue raccomandando al suo pupillo Semola (il futuro re Art) di puntare in alto, di non essere una mediocrit: questo il gioco, gli spiega, prova e vedrai, e ricorda: Nothing venture, nothing game! Cio: chi non risica non rosica, e letteralmente se non fai la tua puntata, non ti diverti! Credo che il mago avesse ragione, tanto pi che in quel punto del film si era nel pieno delliniziazione di Semola (ricordate? Erano sottacqua, trasformati in pesci) e Merlino gli stava rivelando, come deve fare ogni buon iniziatore, i segreti di tutto. Avevano dunque in mente un gioco, lass, quando si misero allopera? Direi di s, e mi sa che da millenni si stiano appassionando e divertendo non poco, e noi potremmo fare lo stesso, se ce ne accorgessimo pi di frequente.

67. LE APPARENTI COINCIDENZE 13/07/09 - 12:19 Il 14 luglio , come ben sapete, la festa della Rivoluzione Francese; il 4 luglio la festa della Rivoluzione americana. Due rivoluzioni protette dai Troni, e tutte due alla fine del Settecento. Non solo, ma il 4 luglio cade proprio sotto Nelkael, lAngelo dei liberatori: e gli americani, con la loro rivoluzione, si liberarono dal dominio inglese; mentre il 14 luglio sotto lAngelo della realizzazione dei desideri di molti, e decisamente la presa della Bastiglia fu una rivendicazione popolare, contro i privilegi di pochi. Sono un po troppe queste coincidenze, per far pensare a un semplice caso della sorte. E in realt, alla fine del Settecento vi erano numerose correnti e sette (la massoneria innanzitutto) che andavano accuratamente riscoprendo e studiando lesoterismo ebraico, e ne valutavano lefficacia, e ne cercavano le origini in Egitto, naturalmente. Guardacaso, solo pochi anni dopo il giovane Napoleone fu incaricato duna campagna di guerra in Egitto e l (come per caso!) si scopr la Stele di Rosetta, da cui si dedusse un metodo per decifrare i geroglifici. In seguito, questo interesse sembr perdersi, in Francia; ma rimase ben evidente negli Stati Uniti: non per nulla, sulla banconota da un dollaro fin per comparire una piramide, e durante lultima guerra mondiale la bomba di Hiroshima venne sganciata il 7 agosto, sotto lAngelo di chi trionfa nelle guerre, e quella di Nagasaki (assurda, a guerra gi finita) l11 agosto, sotto lAngelo dellimpulso distruttivo fine a se stesso. Altre coincidenze? No di certo. Emerge qui, invece, quello strano filone esoterico della politica occidentale, a cui sono stati dedicati tanti studi interessanti negli ultimi anni. C lelemento cabbalistico settecentesco in America, e ci sono anche le correnti oscure della Germania hitleriana, e lelemento templare nella Russia sovietica in quel KGB che dagli anni Settanta ha controllato segretamente lUrss, ha salvato la Russia dal completo sfacelo e ora la sta guidando, sempre pi apertamente. Per quanto i benpensanti di tutto lOccidente si facciano un obbligo di considerare lesoterismo come una congerie di vecchie superstizioni, va riconosciuto che le ragioni di buona parte della nostra storia vadano cercate anche l. E questo un bene o un male? Tutto sommato un male, io credo. La politica, gli Stati si fondano sullautorit, sullesecuzione di ordini, e la ricerca spirituale non ha niente a che fare con lautorit di capi politici per quanto buone possano apparire a loro stessi le loro intenzioni. Non ha appena entra in contatto con un sistema politico, tutto ci che spiritualit subisce una meccanizzazione come la chiamava il filosofo delle religioni che pi ho amato in Italia, Furio Jesi (se avete voglia di cercarlo in biblioteca, leggete il suo libro Germania segreta). Un politico sa sempre dove DEVE andare, quali risultati DEVE raggiungere e quali DEVE invece evitare, mentre un cercatore spirituale non lo sa mai, se non dopo che li ha raggiunti e superati. Un politico deve dunque pianificare, dirigere, limitare inevitabilmente quel tanto di spiritualit che ha intenzione di adoperare, e in tal modo la meccanizza, e ne fa necessariamente, nel migliore dei casi, uno pseudo-totem, o un tab. Meglio evitare. Come si legge nei Vangeli, una volta Ges fece una delle sue moltiplicazioni dei pani, e alcune persone l presenti, vedendo e intuendo le potenzialit politica di quel suo comunismo, pensarono che sarebbe stato utilissimo fare di lui un leader politico:

ma Ges, avendo saputo che stavano per venire a prenderlo e farlo re, si ritir di nuovo sulla montagna, da solo. Giovanni 6,15.

( ovvio che a questo punto qualcuno potrebbe farmi notare che ci sono degli Stati millenari nei quali la politica utilizza la spiritualit per reggersi: il Vaticano, il Tibet. Sono certamente fenomeni interessanti, e non mi attira lidea di aver ragione contro qualcuno. Ma per conto mio, preferisco chi esplora linvisibile per conto suo, nella sua libert individuale).

68. LA LIBERT E OLTRE 18/07/09 - 11:47 Ed eccolo qua, un campione assoluto di libert individuale, lAngelo dei Robin Hood, Khahewuyah. E dire libert, in questo caso, pu risultare riduttivo, pu magari far pensare a un ideale, a un valore universalmente riconosciuto, come quelli che piacciono ai Nelkael: ma questo Trono non si lascia imbrigliare in nulla del genere. La sua libert somiglia piuttosto un avventuroso arbitrio, fieramente indifferente a tutto che gli uomini sono abituati ad approvare o biasimare. Non ha neppure bisogno della disobbedienza dei Laawiyah cio di una qualche obbedienza alla quale contrapporsi, e dalla quale dunque dipendere in qualche modo (si sa che i ribelli rimarrebbero disoccupati, se non ci fossero tirannie ed oppressioni). E non si pone nessun dovere programmatico, ai differenza dei Kaliyel, che mettono subito da parte le loro sregolatezze quando si tratta di intervenire in qualche emergenza. Macch: Khahewuyah sregolato e basta, e quando i suoi protetti aiutano qualcuno nei guai, ci si pu tranquillamente aspettare che lo derubino cinque minuti dopo... E tutto ci, senza n scrupolo n rimorso. Nei vecchi codici di Angelologia gli si attribuisce addirittura la capacit di far assimilare ai suoi protetti le cattive azioni che hanno commesso, perch non abbiano a subirne conseguenze karmiche (*): cio nessun fio da pagare, n in questa vita, n nelle prossime! E ciononostante (o appunto per ci) la funzione di questo strano Angelo fondamentale: non solo perch lantidoto del senso di colpa, come spiego nel ritratto, ma perch al contempo garantisce alla Terza Sephirah quellamplissima visuale che le occorre per svolgere il suo compito, che quello di comprendere e di organizzare i destini. Khahewuyah ha cio una funzione molto simile a quella che nel cattolicesimo attribuita a Maria, lintercessione per i peccati, e che nel materialismo dialettico (in Marx e Engels, cio) viene formulata nel famoso Terzo Principio, la legge della negazione della negazione: ogni sintesi diventa necessariamente la tesi di una nuova antitesi che porter a una nuova sintesi. In altre parole: tutte le volte che ti sembra di aver risolto perfettamente un problema, bene che tu ti accorga che sei soltanto allinizio di un problema nuovo. Senza questo principio, levoluzione umana non farebbe pi un passo avanti, cos come senza lintercessione dei peccati lumanit sarebbe tutta quanta bloccata, ipnotizzata dal proprio passato. La Terza Sephirah deve, invece, far andare avanti tutto il sistema e tutti noi. Deve perci includere la contraddizione: deve poter contare su un tipo, appunto, come lAngelo di oggi, che saboti il meccanismo di registrazione del passato e in tal modo faccia pi spazio per il presente e il futuro. A questo riguardo vi racconto un fatto personale: nellinverno del 97 stavo terminando un mio libro, I maestri invisibili; ci avevo lavorato per due anni, e nellultimo periodo mi ci ero impegnato talmente da non trovare nemmeno pi un momento per salvare, n tantomeno per stampare quello che scrivevo. E tre giorni prima della consegna alla casa editrice, il dischetto (allora si usavano i dischetti) mi si smagnetizz. And tutto perduto. Ero disperato. Trecento pagine! Passai una giornata tremenda, e il mattino dopo ricominciai a scriverlo daccapo. Ottenni dal redattore un paio di settimane in pi, e due settimane dopo consegnai le nuove trecento pagine, molto migliori della stesura perduta, e il libro and benissimo. Non un vero peccato non poter fare cos MOLTO

SPESSO, anche in altri campi delle nostre esperienze? Khahewuyah sa come riuscirci. Chiedeteglielo. (*) HAZIEL, Il grande libro delle invocazioni e delle esortazioni, Milano 2oo6.

69. LE DOMINAZIONI E LE DUE SEPHIROTH AZZURRE 23/07/09 - 13:01 La prossima volta che capitate a Firenze, andate a visitare il Battistero, davanti al Duomo. Ci sar sicuramente un po di coda, ma vale la pena. Una volta entrati, guardate in alto, e nella cupola li vedrete tutti quanti: Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni e poi tutti gli altri, con sotto le loro scritte come per gli ospiti in televisione, solo che nel Battistero le scritte sono in latino. Noterete che le Dominationes hanno un tono azzurrino, e accanto a loro le Potestates (le Potest) hanno un tono un po pi intenso, quasi blu. Sono appunto i colori tradizionali di queste due Gerarchie angeliche, che nellAlbero della Vita si trovano in posizione simmetrica: le Dominazioni sulla Colonna di destra quella dellabbondanza, della grazia e le Potest sulla Colonna di sinistra quella della riflessione accurata, della razionalit, del giudizio rigoroso. Sono entrambe azzurre proprio perch, oltre che simmetriche, hanno la medesima funzione: insegnano, a chi dovr nascere, il CORAGGIO. Ciascuna lo fa, naturalmente, a suo modo. La Quarta Sephirah, quella appunto delle Dominazioni, si occupa del coraggio di usare i propri talenti, di precisare i propri desideri (di non fare sconti a Dio, come usa dire una mia cara amica) e di non lasciarsi opprimere dai propri umori cupi o dalle circostanze negative e non per nulla il primo Angelo delle Dominazioni proprio Nithihayah, che pone ai suoi protetti ununica scelta: o abbracciano la difficilissima ed entusiasmante carriera di strega (nel senso migliore del termine) o per tutta la vita si sentiranno inutili e assurdi. La Quinta Sephirah, quella delle Potest, si occupa invece del coraggio di vedere e affrontare i propri difetti, di rifiutare le illusioni su se stessi e sugli altri. Quanto allazzurro, ne ho scoperto il senso soltanto poco tempo, conversando con un altro mio caro amico, Maurizio Zanolli, pittore, filosofo, autore di una originalissima teoria dei colori (vi consiglio caldamente di andare a vedere i suoi spettacoli): secondo Maurizio, i colori sono uno dei linguaggi delluomo e della natura al contempo, e probabilmente anche di Dio; sono come lettere, e in tutto ci che ci circonda formano parole ben chiare, dimodoch chi impara a conoscerli pu cominciare a dialogare con tutto ci che lo circonda, e farsi raccontare che cosa tutto significhi, e che cosa inconsapevolmente di solito abbiano voluto dire a se stessi gli uomini usando certi colori invece di altri. Magnifico! E lazzurro? gli ho domandato. Lazzurro mi ha risposto (e Maurizio non si intende di Qabbalah) la risolutezza, la decisione, lassunzione di responsabilit. Guarda tu stesso: che cosa vedi di azzurro, intorno a te? Decifra. Ho provato a decifrare, e ho constatato che ha ragione. Mi sono sempre piaciute molto le teorie che trovano conferma OVUNQUE POSI LO SGUARDO.

70. I GUERRIERI DEL SECONDO OLAM 28/07/09 - 13:57 LAngelo di oggi e i tre seguenti sono autentici guerrieri: esprimono la qualit fondamentale della Quarta Sephirah, il CORAGGIO, in forma estroversa, pragmatica, oltre che fortemente etica. Ognuno di essi insegna infatti ai suoi protetti a sfidare, a lottare e a vincere, quando si lasciano guidare dal loro senso di giustizia e dallaltruismo o viceversa a lottare contro se stessi e determinare le proprie sconfitte, quando si accorgono di essere ingiusti, disonesti o egoisti. I concetti di bene e di male, a questo livello dellAlbero della Vita, cominciano dunque a diventare un po pi comprensibili a noi tutti: non vi sono pi i paradossi che avevamo visto nelle Sfere superiori e ci perch con la Quarta Sephirah si entra in un altro Olam, in unaltra Dimensione, pi vicina a noi. La prima Dimensione, vi ricordate, era quella delle Emanazioni (v. la puntata 63) e lass il nostro intelletto doveva compiere notevoli balzi logici, per potersi orientare; questa nuova Dimensione invece lo Olam ha-Beriah, lEone della Creazione, in cui tutto ci che dovr nascere o avvenire comincia ad assumere davvero le proprie forme. Qui, energie che fino a poco prima potevano ancora diventare chiunque o qualsiasi cosa cominciano a diventare qualcuno o qualcosa: qui si verificano quindi le prime scelte vere e proprie chi o cosa diventare e, di conseguenza, chi o cosa NON diventare. E le scelte non vennero fatte soltanto dallalto, ma in qualche misura vi partecipammo anche noi: venne richiesto il nostro parere, e appunto perci venimmo forniti, qui, di coraggio, perch di questa qualit vi assoluto bisogno quando si prendono decisioni che riguardano la propria vita. E il guerriero (da non confondere con il soldato) non forse colui che deve continuamente decidere? Ecco dunque questi quattro marziali istruttori, che certamente si incaricarono di assisterti in quellemozionante periodo della TUA creazione. Tra qualche tempo ti dissero, pi o meno, comincerai la tua fase di atterraggio su quella Sfera che vedi laggi, chiamata mondo umano... Non possiamo esattamente dirti quando sar, un po perch un dettaglio, questo, ancora da chiarire, e un po perch noi siamo in un Olam, e Olam significa anche Eternit, cio Assoluto Presente, atemporalit. Ma, presto o tardi, l ti aspetteranno e inevitabilmente (anche se non se ne renderanno conto) si aspetteranno da te grandi cose, cose nuove. Dio sa quanto ne abbiano bisogno, di cose nuove, laggi, con tutti i guai sempre uguali che combinano da migliaia di anni! E anche noi contiamo molto su di te. Perci ascolta bene: pi su Serafini, Cherubini e Troni ti hanno istruito sul possibile, noi ti parleremo del necessario. Alcune cose sono necessarie, altre no. E il modo pi semplice per riconoscere le prime tra le seconde, porsi sempre un po pi in alto di quellio che tu l sarai, e preoccuparti non solo di te ma di molti... Ma come! potresti aver obiettato tu a questo punto. Adesso devo cominciare a diventare me stesso, e voi mi dite che devo restare pi grande di me? Devo scendere in quella Sfera umana o no? Certo fu probabilmente la risposta, ma proprio questo il punto. Ti troverai bene laggi, e sarai fiero e saremo fieri di te, se con una parte di te sarai soltanto te stesso, e con l'altra sarai ancora un po qui in alto: sarai soltanto te stesso nel prendere le tue decisioni e nellagire, e sarai ancora

quass nei moventi delle tue decisioni. Allora tutto andr bene. A proposito, sai cos, esattamente, il bene e in che cosa si distingue dal male? Ora te lo spieghiamo... E te lo spiegavano.

71. LA SEPHIRAH SEGRETA 03/08/09 - 14:26 Tra il primo e il secondo Olam c anche un luogo segreto, a cui ho gi accennato fuggevolmente qua e l. la Sephirah Daath, cio la Sfera della Conoscenza. Come vedete dallillustrazione, si trova proprio sul confine tra le due Dimensioni, sullasse centrale: ed evidentemente una posizione importantissima, eppure pochi ne parlano; in alcune raffigurazioni dellAlbero segnata appena, talvolta con una circonferenza tratteggiata, e in altre manca del tutto. infatti un punto molto delicato: l cresce lo Ets ha-Daath, lAlbero della conoscenza del bene e del male, che pose tanti problemi al Dio-Signore, alladam e a tutti i teologi dOccidente e del vicino Oriente. L YHWH aveva posto il suo tab, l giunse la ishah, e poco pi sopra tra i Cherubini fu posto il Guardiano della soglia, con il compito di vietare allumanit laccesso a unimmagine complessiva dellAlbero della Vita... un luogo traumatico, insomma. E non per nulla il senso di giustizia caratterizza gli Angeli della Quarta Sephirah, e fa s che almeno tre di essi (lAngelo di ieri, Haaiyah; lAngelo di questi giorni, Yeratheel; e lultimo delle Dominazioni, Washariyah) siano grandi cacciatori e castigatori di colpevoli: nessuno sa vedere le colpe altrui meglio di chi senta in se stesso una qualche colpa profonda... Ci vuole un ladro per acchiappare un ladro, dicono gli anglosassoni! come se davvero sulla Quarta Sephirah (e anche sulla sua gemella, la Quinta, come vedremo) pesasse pi che su tutte le altre il ricordo di quella prima violazione di un comando divino. E il coraggio che le Dominazioni insegnano pu essere interpretato, a sua volta, sia come il coraggio che occorse alladam, quando venne scacciato dallEden e si incammin verso la sua esistenza terrena, sia anche come il coraggio che occorre a chiunque voglia risalire, attraverso la Sephirah Daath, verso quel Cherubino-guardiano e affrontare la sua spada-specchio (v. la puntata 55). In entrambi i sensi, secondo la Qabbalah, la Conoscenza richiede un coraggio molto speciale. pi rassicurante, pi facile, rassegnarsi a non conoscere, e anche le Scritture lo confermano: scrive, per esempio, Salomone

Nella molta sapienza (Khokhmah) vi molta collera. E chi accresce la conoscenza (Daath) accresce il dolore. Qoheleth 1,18

C bisogno di spiegare perch? La ricerca di Daath non sfida soltanto i divieti, la gelosia, linvidia anche, di YHWH, ma irrita inevitabilmente anche la maggioranza degli uomini. Dice Don Juan, il maestro di Castaneda: Credi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare queste prove? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i pi aggressivi ti picchierebbero a morte. E non perch non ti credano... Nel profondo di ogni essere umano c una consapevolezza ancestrale, viscerale...

C. CASTANEDA, Il lato attivo dellinfinito, Milano 2000, p.242 Tutti gli uomini sanno un po, tutti sono passati dalle dieci Sfere, e hanno serbato frammenti e bandoli di Daath in fondo ai loro pensieri: ma HANNO PAURA di ricordare e di ritrovarli, e la paura rende facilmente feroci. Il coraggio che le Dominazioni vi hanno insegnato anche quello di fronteggiare e di ignorare tale ferocia, e di non restarne contagiati, quando cominciate anche voi a ricordare.

72. KHESED 08/08/09 - 15:01 Vi sembra esagerato lAngelo di questi giorni? Con quella sua passione per la distruzione, che spinge i suoi protetti pi coerenti a non risparmiare nemmeno le proprie opere: periodicamente le mandano in frantumi con uno strano senso di liberazione... Ma nel corso di questo blog avete gi avuto modo di vedere molte altre categorie angelico-umane decisamente strane, e di certo vi sarete abituati a non farvi intimidire dai paradossi, bens a riflettere e a trovare la chiave per interpretarli. Con Sheehayah piuttosto facile: le Dominazioni sono maestre di coraggio, ed ecco dunque questAngelo che mostra come buttare allaria tutto ci che POTREBBE indurti invece alla prudenza, e a una ragionevolissima dose di vilt, magari, che tu giustificheresti come attaccamento alle tue propriet, alle tue abitudini, alla tua cerchia di vecchie conoscenze. Nella palestra di Sheehayah hai imparato invece che nulla pu essere pi importante della tua scoperta di te stesso intendendo, ovviamente, con te stesso ci che ancora non sai di te, le tue infinite potenzialit. E altrettanto chiaro appare il rapporto di questAngelo con il Nome della sua Sephirah, che (non ve lho ancora detto?) KHESED, cio la Carit, la Generosit disinteressata. In ebraico KH-Samek-D, ovvero: la tensione, limpegno (KH) che occorre per trasformare ci che chiuso in un forziere (Samek) in ricchezza da distribuire, da donare (D). Ebbene, Sheehayah scardina e fa esplodere i forzieri. Non per nulla conta, tra i suoi nati, tanti distruttori di Stati sovrani: Napoleone, Cavour, Fidel Castro... Voi, a proposito, come state quanto a questa generosit? KHESED senza dubbio una delle qualit pi difficili da esercitare oggi in Occidente, e non tanto perch vi sia negli Occidentali una qualche congenita taccagneria, ma perch da troppo tempo (da un secolo e mezzo o gi di l) la nostra civilt sulla difensiva: nellOttocento eravamo padroni e sfruttatori di troppa parte del mondo e, quel che peggio, ci sforzavamo troppo di ignorare questo fatto (provate per curiosit a scorrere le opere di Freud o Jung, e a cercarvi qualcosa che riguardi il rapporto tra lansia nevrotica e il colonialismo: non vi troverete un solo accenno! Come se la nuova psicologia ritenesse del tutto innocuo per la psiche il fatto che le nazioni progredite vivessero ferocemente a spese di decine di milioni di neo-schiavi...). E per di pi attorno al 1850 cominci a fermentare il comunismo, che mostrava come anche in casa nostra la neoschiavit fosse ormai diventata la condizione di tutto. Da allora cominci a ispessirsi il nostro guscio, e divenne ben presto una Samek titanica e angosciatissima. APPUNTO PERCI lAngelo di oggi appare, oggi, talmente esagerato e pericoloso: non perch lo sia davvero di per s, ma perch inconsapevolmente, quasi istintivamente ormai, vi proiettiamo tutte quelle nostre paure occidentali. Cos lenergia pi limpida di Khesed pu sembrare e DIVENTARE ai nostri occhi, e nelle vite dei suoi protetti pi celebri, una potenza distruttiva, catastrofica...

73. IL SALVATORE 14/08/09 - 16:04 Khesed, la Generosit, trova nellAngelo di oggi un campione un pochino pi rassicurante del precedente. Reyiyel lAngelo di chi abbatte i nemici per salvare gli amici: se Sheehayah somigliava moltissimo a un vulcano, Reyiyel ricorda piuttosto un fiume, vorticoso s, ma comunque contenuto nelle sue rive, e relativamente prevedibile, e in qualche misura controllabile. Osservando molti suoi protetti, ho notato tra laltro che il successo della vocazione di salvatore dei reyeliani dipende proprio dalla loro capacit di contenimento di una delle loro principali sorgenti di energia, che la sessualit. In ci, Reyiyel parente stretto di Pehaliyah (v. la puntata 64): in entrambi, molto dipende infatti dalla sublimazione del desiderio. Quanto pi sanno deviare la loro intensissima libido dalle sue consuete forme di soddisfazione inviduale a obiettivi pi generali, tanto pi aumenta il loro coraggio e si amplia il loro campo dazione. Avete visto, nel ritratto, quali nomi compaiano tra i nati in questi giorni: il taxista-eroe di Taxi Driver, che come ricorderete vergine, bench lidea del sesso lo assedi di continuo; e il colonnello Lawrence, il fautore dellindipendenza araba, di cui la maggior parte dei biografi sottolineano la castit, compensata da una passione addirittura spietata per lesercizio fisico; e si potrebbe aggiungere un altro colonnello famoso, Dragutin Dmitrievic, che tra il 1904 e il 1914 fu il deus ex machina dellindipendenza serba, e guardacaso era nato solo a due giorni di distanza da Lawrence, ed era anche lui, pare, rigorosissimamente casto, oltre che incredibilmente coraggioso... Nel caso di Reyiyel, dunque, linterpretazione geroglifica di Khesed pu subire una leggera modifica, diventando: limpegno (KH) che occorre per frenare (Samek) le mie intense pulsioni e trasformarle in generosi doni (D) per i molti. Sapete dunque, eventualmente, cosa consigliare a qualche vostro amico Reyiyel che abbia sogni di gloria non ancora realizzati.

74. TUTTO CASA E LAVORO 18/08/09 - 16:28 NellAngelo di questi giorni, Khesed assume aspetti che oggi definiremmo borghesi: la fedelt alle istituzioni, alle regole, il disciplinato svolgimento delle proprie mansioni, lattaccamento alla famiglia, alla casa. Solo che a differenza di quel che avviene nella mente dei borghesi attuali i protetti di Omaeel intendono tutti questi solidi elementi dellesistenza come un modo per trascendere se stessi: non pensano cio ecco, tutto questo mio, bens ecco, a tutto questo, al mio lavoro, alla mia famiglia, alla mia casa io sento di appartenere: non mi importa gran che di me, e se dovessi dedicarmi a me stesso sprofonderei nella noia... Qui invece sono al servizio degli altri: Omaeel, aleph-waw-mem: io sono la Mem che li avvolge, la Waw che custodisce la soglia, lAleph dellenergia che attraverso di me vivifica tutti i miei. decisamente un modo luminoso di intedere quello che alla maggioranza di noi sembra la routine quotidiana. E ho la netta impressione che le tante e celebri infelicit che assillano i nostri borghesi (e sulle quali, com noto, stata costruita la psicologia europea) dipendano, in larga misura, proprio da un rapporto insufficiente con Omaeel, dallincapacit di ascoltare o meglio, di ricordare il suo insegnamento. Certo, le infelicit degli omaeliani dipendono anche dal compagno di vita che si sono scelti. A molte persone, avere un omaeliano in casa fa senzaltro comodo, ma a lungo andare pu risultare noioso. Altri non tollerano i suoi impulsi materni o paterni. Altri ancora sono irritati dal suo amore per la disciplina, dalla sua resistenza a ci tutto che nuovo o strano... E qui si apre un interessante aspetto dellangelologia: le compatibilit individuali tra i protetti dei diversi Angeli. E lo lascio a voi, come esercizio di angelologia applicata: a vostro parere, con chi potrebbe trovare la felicit domestica un Omaeel? Secondo me, certamente non con uno delle quattro Dominazioni guerriere che abbiamo visto nelle scorse settimane, e nemmeno con i maghi di Nithihayah. Sconsigliati anche i Troni, tutti quanti: troppo disobbedienti, troppo estroversi! Molto meglio i Cherubini, e anche i Serafini (escluso il rapace Leleheel). Tra gli Angeli lunari, ottime le unioni con Damabiyah e Yabamiyah; tra gli Arcangeli, con Harakheel; tra i Principati, buone probabilit di riuscita affettiva con tutti meno che con il viaggiatore Niyithael; tra le Virt, perfetta lunione con Saaliyah, assai difficili quelle con gli altri; mentre tra le Potest, gli unici con cui pu funzionare sono i protetti di Rahaeel e di Yeyazeel. Ma questo, solo secondo me. E a proposito, voi, con le qualit del vostro Angelo, con chi potreste trovarvi benissimo? Fate ipotesi.

75. QUANTE RESPONSABILIT 24/08/09 - 17:25 Dicevamo, nella scorsa puntata, della ricerca delle compatibilit individuali e intime tra i protetti dei Settantadue Angeli. Se proprio non riuscite a individuare il vostro compagno angelico ideale, chiedete consiglio a un Lakabeel: i protetti dellAngelo di oggi sanno sempre tutto, capiscono tutto, traggono conclusioni riguardo a tutto e non solo si assumono molto volentieri la responsabilit di indicare al loro prossimo cosa sia meglio o peggio fare, ma lo guidano anche, e gli organizzano la vita, se li lascia fare. Lunico svantaggio, nellinterpellarli, che difficilmente potrete obiettare qualcosa: sono troppo egocentrici e dominatori, per poter tollerare i S, ma... In Lakabeel, come anche nellAngelo successivo, Washariyah, si esprime laspetto pi pragmatico della Quarta Sephirah: questi due sono maestri di lucidit e concretezza, e donano ai loro protetti una determinazione talmente ferrea, che facile scambiarla spesso per bruschezza. La differenza tra i Lakabeel e i Washariyah che i primi sono anche molto pieni, e i secondi sono vuoti ed entrambi nel senso migliore del termine. I Lakabeel sono pieni (e alle persone superficiali possono sembrare molto pieni di s) perch traggono solamente da s stessi le forze, le idee, gli ideali di cui hanno inevitabilmente bisogno per esercitare il loro Khesed, la loro Generosit, sottoforma di assunzione di responsabilit per conto altrui. I Washariyah sono invece come lenti di cristallo perfettamente trasparenti, tanto pi utili agli altri quanto meno contengono o portano su di s. Un lakabeliano potrebbe intrattenervi per ore, per esporvi le sue personalisse opinioni e ci che da esse consegue. Se conversate invece con un washariano, la quasi totalit degli argomenti riguarderer certamente voi e non lui: e se insisterete per sapere qualcosa di pi di come vive, di cosa pensa, di cosa gli piace, vi racconter di suoi ricordi famigliari, dei suoi legami, o di cose ha letto, visto, udito di altre persone e di opere altrui, insomma, fedelissimo sempre al suo compito di lente che mostra, ingradisce, mette a fuoco e nullaltro. Sono due modi contrapposti di donare se stessi: traetene la lezione che sempre occorre trarre dalle descrizioni di Angeli, domandandovi in tutta sincerit Mi piacciono? Posso capire il loro modo di essere? Li stimo? Se la risposta s, va tutto bene e che, da questo lato dellorizzonte zodiacal-angelico, potete stare tranquilli. Se invece storcete il naso davanti alle qualit di questi due, o un lakabeliano o un washariano non vi sono per niente simpatici, vuol dire che avete ancora molto da imparare su come essere pienamente o vuotamente voi stessi, sul come e quando darvi o non darvi importanza, oltre che naturalmente sul come assumervi volentieri ed efficacemente responsabilit.

76. DELLIMPARARE DAGLI ANGELI 29/08/09 - 17:52 LAngelo di questi giorni molto simile a una limpida lente, come vi dicevo nella scorsa puntata; e mi pare dunque un buon momento per ricapitolare alcuni temi essenziali del nostro blog, specialmente per quel che riguarda il vedere le Gerarchie e limparare da esse. Stiamo descrivendo (da quasi un anno ormai) quelle che secondo lAngelologia sono le diverse forme assunte dallEnergia cosmica che entra nel nostro mondo umano e lo vivifica: gli Angelologi chiamano queste forme Angeli, pensano che siano Settantadue, e le immaginano come porte e portatori di vere e proprie correnti di talenti e di occasioni. Quanto pi conosci questi Angeli, tanto pi li potrai assecondare e far fruttare nella tua vita: a cominciare dal tuo Angelo personale, connesso a te dal tuo giorno di nascita (dalla porta, cio, che non per caso scegliesti per venire al mondo) e per continuare poi con tutti gli altri settantuno. Quanto pi numerosi sono gli Angeli che impari a conoscere, tanto migliori diventano i tuoi rapporti con il prossimo. Impari infatti che cosa puoi o non puoi aspettarti dalle persone, valutando i loro talenti angelici. Impari ad aiutarle, per quanto possibile, richiamando la loro attenzione su quei loro talenti e sulle molte occasioni che avrebbero se li assecondassero. Impari anche ad apprezzare meglio le convinzioni, le verit altrui: ciascun Angelo infatti delimita anche un orizzonte personale, un punto di vista, unimmagine del mondo funzionale ai talenti che dona a ciascun suo protetto, e nessuna di queste visuali (di queste verit, appunto) pi o meno vera delle altre; sono semplicemente diverse, e tutte valide parti integranti di quella Verit generale che sarebbe costituita dallinsieme delle Settantadue Verit parziali. Il raggiungimento di questa Verit generale uno degli scopi pi emozionanti che possiamo proporci con lo studio dellAngelologia. Via via che scopri e componi come fossero tessere di un mosaico le Verit parziali dei vari Angeli, ti accorgi infatti che il tuo mondo interiore si amplia, ed una sensazione splendida: cominci a considerare il tuo io non pi come un territorio da difendere dagli altri, ma come un tuo strumento, adoperato in questa vita da un Io pi grande e solo in questo Io pi grande cominci a identificarti. Pi piccoli di prima cominciano ad apparirti i tuoi problemi, conflitti e difetti; e assai pi grandi, invece, le tue aspirazioni, i tuoi sogni, i tuoi ideali. Cresce la tua consapevolezza di te e della realt, e questa crescita di consapevolezza va di pari passo con la riscoperta di quelle strutture e sorgenti di sapienza che la Qabbalah raffigura nelle Sephiroth. davvero come se lAlbero della Vita crescesse in te. E dove la scoperta di quelle Verit angeliche frenata (e tutti hanno tali zone bloccate, opache: tutti trovano incomprensibile qualche Angelo...), l si nascondono i principali tesori: l puoi scoprire cio, con un po di pazienza, tue resistenze, tue ferite da guarire, tue domande non ancora affrontate, che fino a oggi ti avevano fatto apparire certe Verit, certe persone, certe situazioni, certi settori, insomma, del mondo come ostili o a te vietati. E sono appunto quei settori impersonati dallAngelo che non riesci ancora a capire. Riflettici meglio, chiedi aiuto a Washariyah, lAngelo-lente, e apri anche quelle porte.

77. LE POTEST 03/09/09 - 14:51 Con limpetuoso Angelo di oggi ha inizio la Quinta Sephirah, color azzurro scuro, chiamata in ebraico Gheburah, che propriamente significa la Forza dei grandi uomini. Ghibor in ebraico leroe, ghebir il capo. Gheburah, nel ciclo distruzione che tutti noi abbiamo attraversato prima di nascere, il luogo che compensa la generosit, laltruismo della Sephirah precedente, Khesed. In Geburah abbiamo imparato la forza centripeta, indispensabile allesercizio dei nostri talenti nel mondo. Essere o non essere? si domandava Amleto, in un momento di evidente sbilanciamento verso Khesed: essere, certamente! gli avrebbe risposto la sua componente geburaica. Essere, accettare la sfida: come sarebbe stato possibile anche soltanto il nostro CONCEPIMENTO, senza questo tipo di coraggio egocentrico? E oggi come potremmo anche soltanto immaginare la nostra libert, senza le lezioni di Geburah? G, come ricordate, in ebraico il geroglifico che rappresenta il corpo: linvolucro del nostro essere e il principio della coesione dellio. B il geroglifico che rappresenta la sede, e R il geroglifico dellenergia che fluisce; dunque: qui scopro che il corpo (G) dovr essere la sede (B) di quel tanto di immensit che potr far giungere (R) nel mondo. E ci vale naturalmente anche riguardo ai corpi altrui: anche il rispetto, la stima che posso provare per gli altri dipendono da ci che avevo appreso nella Quinta Sephirah. E viceversa lopprimere il prossimo, lignorare il valore altrui, la ripugnanza per lintimit, lincapacit di provare gioia nel contatto con i nostri simili (o con alcune razze dei nostri simili) sono altrettanti sintomi delle carenze esistenziali di chi ha troppo dimenticato questa tappa della formazione prenatale. E non so cosa ne pensiate voi, ma a me pare proprio che a moltissimi lanalisi dei vari Angeli di Geburah offra loccasione di un fruttuoso esame di coscienza e di condotta: ai troppo buoni, per esempio. Quella che alcuni chiamano eccessiva bont infatti, spesso, la tendenza a compiacere gli altri, ad adeguarsi, a sottomettersi; sconfina facilissimamente nella codardia, e la codardia si esprime non soltanto nel rapporto con gli altri, ma anche e soprattutto nel rapporto con se stessi: con le proprie idee, con la propria forza di volont, con il proprio impegno, che illanguidiscono pateticamente. Ed utile, lo studio di Geburah, anche ai tiepidi, ai frigidi, nei quali si nasconde spesso molto egoismo (vi infatti unenorme differenza tra legoismo e il coraggio di esprimere il proprio valore)... Insomma, in bocca al lupo con questi Angeli maestri, a cominciare proprio da Yekhuwiyah, autentico lupo solitario, fierissimo.

78. LASCENSIONE 08/09/09 - 15:17 NellAngelo di questi giorni si esprime il coraggio di crescere e di salire. Lo mostra bene il suo Nome, Lehekhiyah, L-H-KH: L la crescita, H ci che cresce, KH ci che la crescita produce. Da Lehekhiyah ciascuno di noi ha ricevuto molte lezioni, quando tutto ci che ora nostro (corpo, mente, spirito ecc.) era ancora e soltanto energia. Ci che durante la gravidanza sarebbe diventato il nostro corpo ha ricevuto, da Lehekhiyah, gli ordini e limpulso al proprio sviluppo e continuo rinnovamento. Ci che sarebbe diventata poi la nostra mente ha ricevuto qui la facolt di non accontentarsi mai, di voler conoscere sempre pi. Ci che sarebbe diventato il nostro spirito ha ricevuto qui la voglia di salire sempre pi in alto, e di irradiarsi, nel mondo, in unarea sempre pi vasta: e nella nostra vita, questa L del nostro spirito si sar certamente manifestata dapprima sottoforma di brama di promozione, carriera, successo, e poi se nulla lha potuta fermare il suo estendersi destinato a puntare sempre pi in alto e lontano, verso quelle sfere pi spirituali di cui parlano mistici e cabbalisti. Dunque, se notate che qualcosa vi manca nel vostro L-H-KH corporeo, mentale o spirituale, proprio qui, da Lehekhiyah, che dovete tornare a cercare. Per rintracciarlo sapete bene come si fa: risalire lAlbero della Vita dritti dritti fino a raggiungere lo Olam della Creazione (v. la puntata 70), l girate a sinistra, arrivate nella Sfera di Geburah, e poi chiedete... Ovviamente sto parlando del tutto sul serio: la settimana prossima sar giusto un anno che discutiamo di Qabbalah e vi sarete ormai familiarizzati con questo tono un po da fantascienza, un po da caccia al tesoro, che s simbolico, ma non astratto, e che non richiede fede negli Angeli, ma curiosit, riflessione e voglia di esperienze reali. Se richiedesse fede, vi avrei suggerito di invocare Lehekhiyah, per ottenerne i favori, e poi di star seduti o inginocchiati in attesa di riceverne un segnale, o magari di vederlo apparire, con le sue grandi ali blu. Invece si tratta proprio di salire, di farsi strada lungo il tragitto dellAlbero, riconquistando uno dopo laltro i suoi vari gradi di consapevolezza... e non c bisogno n di invocazioni e nemmeno di immaginarsi lAngelo di oggi come una figura autonoma, separata da voi: Lehekhiyah, infatti, GI tutto quanto in quel vostro ascendere, ed appunto con il vostro ascendere che gli parlate e formulate magari senza accorgervene le vostre richieste daiuto. Se di fede si pu trattare, qui, semmai e soltanto della vostra fede in voi stessi.

79. IL CAPO CORDATA 13/09/09 - 15:32 E subito dopo lAngelo dellascesa, ecco oggi Kawaqiyah, lAngelo del sesto-settimo grado, la guida esperta dei passaggi difficili, carico di chiodi, ganci e corde. Se Lehekhiyah era lottimismo alpinistico, lo slancio indispensabile (e si pensi a quanto di quello slancio vi fu, in forma cupa e tragica, nellassalto dell11 settembre), Kawaqiyah la chiara consapevolezza del pericolo, e la prudenza che spinge non a fermarsi ma ad affrontare anche i pi impossibili speroni di roccia con tutte le necessarie precauzioni. Noterete che oggi, il 13, questi due Angeli coincidono, come due facce di una stessa medaglia: per chi nato oggi, ci significa (ricordate? V. la puntata 6, sulle Cuspidi angeliche) che fino ai 38-40 anni la sua energia prevalente sar quella di Kawaqiyah, e poi diverr quella di Lehekhiyah; mentre per chi vuol meditare su questi due volti della Quinta Sephirah, significa che, semplicemente, uno non sta senza laltro: salgono insieme, davanti a voi quando volete salire indicandovi la via. E con Kawaqiyah mi congedo, lasciandovi un altro esercizio di Angelologia, da svolgere da soli. Siamo infatti partiti, un anno fa, dalle lettere dellalfabeto sacro, poi abbiamo parlato un po di creazione e di altre vicende sacre, e finalmente siamo arrivati allAlbero della vita: ci troviamo ora nella Sephirah Geburah, i cui Angeli proseguiranno fino al 13 ottobre; poi dal 14 ottobre al 22 novembre vi sar la Sesta Sephirah, quella degli Angeli chiamati Virt, color oro, maestri dellaccorgersi e del guardarsi intorno; e dal 23 novembre si entrer nellultimo Olam, ovvero Dimensione, dellAldil: lo Olam della formazione, corrispondente al periodo in cui, gi concepiti, aspettavate il parto. Qui vi saranno i Principati, ovvero gli Angeli della Bellezza (dal 23 novembre al 31 dicembre), poi gli Arcangeli (dal 1 gennaio al 9 febbraio) e poi gli Angeli lunari (dal 9 febbraio al 21 marzo). Bene, per procedere efficacemente nel vostro corso di Angelologia, provate a esplorare gli Angeli, da oggi in poi, per conto vostro, rileggendo se volete le puntate di questo blog, dalla prima in poi... Sono certo che vi scoprirete molte pi cose di quanto non sia avvenuto alla prima lettura, e che soprattutto riconoscerete molti suggerimenti di ulteriore riflessione, che la prima volta non avevate notato. Kawaqiah e Lehekhiyah vi daranno sicuramente una mano, su questi pendii e strapiombi. Un ultimo consiglio: non abbiate fretta, da un lato, e dallaltro sappiate che non si arriva mai! C soltanto la via, la si pu solo percorrere, non mai finita in passato e non finisce, proprio come la vita. Fine