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Cambiare paradigma culturale

iniziare a vivere da esseri umani


Roma 21 maggio 2011
“cambiare convenzione”
A cura di Giuseppe Carpentieri
http://peppecarpentieri.wordpress.com/
Perche’ sprechiamo energia e
risorse finite?
• Se crediamo che il mondo sia equo e giusto
e soprattutto che l’attuale società sia etica
e responsabile, allora non ci sono dubbi:
siamo totalmente folli!!!
• Ok, partiamo da questo certezza: il mondo
è un manicomio!
Benvenuti al SANICOMIO
credenze
• Lo psicologo e filosofo umanista Erich Fromm
ricorda il fatto che milioni di persone
condividano gli stessi vizi non rendi questi vizi
virtù
• In una cultura collettiva, giudizi e ragionamenti
si basano su quelle che vengono percepite come
le verità del paradigma fondamentale. Di
conseguenza, se le credenze paradigmatiche di
una cultura fossero false o inesatte, la
popolazione che avesse consapevolmente
operato secondo quelle credenze fallaci
esprimerebbe collettivamente giudizi e
ragionamenti di cattiva qualità.

BRUCE LIPTON, STEVE BHAERMAN, evoluzione spontanea, Macro Edizioni 2010, pag.258
Cos’e’ la “religione della crescita”?
• Per svelare la credenza religiosa della “crescita” è
sufficiente leggere quali indicatori usano le banche, ad
esempio la BCE:
– 1) crescita economica (PIL) e prezzo del petrolio
– 2) quantità di moneta circolante
• Da tempo ormai studiosi e analisti sostengono che come
misura del benessere, il PIL,è inesatto e persino
fuorviante. Più recentemente alcuni leader di diversi
paesi, soprattutto europei, e organizzazione
internazionali come l’Ocse l’hanno messo apertamente in
discussione. La commissione Stiglitz-Sen-Fotoussi, nel
settembre del 2009, ha pubblicato un rapporto di quasi
trecento pagine con un elenco di suggerimenti, alcuni
metodologici e altri filosofici, per misurare i progressi
nazionali del ventunesimo secolo. *
*BENJAMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 55
Picco del petrolio
La teoria del picco di Hubbert (detta anche
più brevemente picco di Hubbert) è una
teoria scientifica (o modello) proposta, nella sua
formulazione iniziale, nel 1956 dal geofisico
americano Marion King Hubbert, riguardante
l'evoluzione temporale della produzione di una
qualsiasi risorsa minerale o fonte fossile
esauribile o fisicamente limitata.

Oggi siamo nel picco del petrolio e questo


significa: periodo di crisi. Un
amministratore responsabile pianifica
nuovi stili di vita con le tecnologie della
decrescita felice e con l’uso degli
strumenti di democrazia diretta
I sicari dell’economia
• Leggendo Confessioni di un sicario dell’economia ci si
chiede: che differenza c’è tra i boss della camorra e la
CIA? Scopi e metodi sono identici, persino l’indifferenza
nei confronti delle vittime e la brutalità con la quale si
esercita il potere assoluto sono identiche.*
*Loretta Napoleoni nella profazione di John Perkins, confessioni di un sicario dell’economia, Minimun fax 2010

La “religione capitalista” della crescita per la crescita usa diversi,


strumenti fra questi: la manipolazione di dati (truffa) sul PIL e la
preparazione di “rappresentazioni” (schemi e dati) volutamente
falsate per rubare risorse primarie agli Stati sovrani e sostenere le
SpA. Nella sostanza, l’intera “rappresentazione” del capitalismo
odierno inventato dalla Banca Mondiale, dal Fondo Monetario
Internazionale e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali può
essere assimilata ad una gigantesca frode che usurpa i diritti umani e
che si sostiene su due gambe: i media e le università che
programmano e manipolano la percezione pubblica (credenza) della
maggioranza dei cittadini.
Svelare la credenza del PIL
• L’affermazione che la crescita economica sia indispensabile
per far crescere l’occupazione viene ripetuta come un mantra
benché, a differenza del mantra, non abbia lo scopo di liberare
la mente dalla realtà illusoria, ma di avvilupparla in una
illusione irreale, priva di riscontri empirici e di fondamenti
teorici. Dal 1960 al 1998 in Italia il prodotto interno lordo a
prezzi costanti si è più che triplicato, passando da 423.828 a
1.416.055 miliardi di lire (valori a prezzi 1990), la popolazione
è cresciuta da 48.967.000 a 57.040.000 abitanti, con un
incremento del 16,5 per cento, ma il numero degli occupati è
rimasto costantemente intorno ai 20 milioni (erano
20.330.000 nel 1960 e 20.435.000 nel 1998). Una crescita
così rilevante non solo non ha fatto crescere l’occupazione in
valori assoluti, ma l’ha fatta diminuire in percentuale, dal 41,5
al 35,8 per cento della popolazione. *

*MAURIZIO PALLANTE, “estratto” da Orientare la politica economica e industriale a creare


occupazione nelle tecnologie che riducono l’impronta ecologica. Perugia, 9 ottobre 2010
Cos’e’ il debito pubblico?
• Capire il debito pubblico è molto semplice, alla
portata di chiunque, bambini compresi.
• Credere di esser stati ingannati è più difficile
poiché colpisce l’orgoglio degli adulti. “Com’è
possibile che in questi anni non ho capito
niente?” (conflitto interiore, accettare i nostri
limiti e cambiare idea). Credere che l’intero
sistema di una società sia immorale comporta un
lavoro interiore non indifferente poiché
dovremmo immaginare una nuova società,
più equa e giusta che comprenda l’etica nella
politica.
Cos’e’ il debito pubblico?
Il debito, come lascia intendere la parola stessa, è uno scambio
fra banche e Stato, ove le banche prestano pezzi di carta
(moneta) più gli interessi agli Stati in cambio di altra carta
(Titoli di Stato). Quindi gli Stati hanno un debito perché
hanno ceduto sovranità monetaria a soggetti terzi, le
banche centrali e le banche commerciali SpA.
Il debito pubblico è pari al valore nominale di tutte le passività
lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche
(amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali
pubblici). Il debito è costituito da biglietti, monete e depositi,
titoli diversi dalle azioni – esclusi gli strumenti finanziari
derivati – e prestiti, secondo le definizioni del SEC 95. Al 31
dicembre 2009 i titoli di Stato rappresentano circa l'82%% del
debito pubblico[1] (totale: 1.760.765 milioni di €). Mentre il
rapporto deficit/PIL è pari al 115,8%.[2]
[1] Fonte: sito web del Dipartimento del Tesoro
http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/_link_rapidi/debito_pubblico.html
• [2]http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pu
bblico/risorse_correlate/Rapporto_Debito_PIL_al_31-12-09.pdf
Il problema e’ giuridico
• Chiarimento: il “problema” del debito
pubblico è di natura giuridica e non
economica, contabile, o finanziaria.
• Non si tratta di far quadrare i conti, che
non possono pareggiare (sistema
intrinsecamente inflazionistico), ma di
applicare la Costituzione italiana
Articolo 47 Costituzione
• Ricordiamoci che: Armando Lamberti, docente di diritto
costituzionale Università di Salerno: “[...] La Repubblica
infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue
forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti
legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il
risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla
proprietà terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei
grandi complessi produttivi del Paese. Si tratta di una norma
ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”.
La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli
risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta,
l’andamento dei titoli in borsa ed il mercato mobiliare sono
condizionati da fattori che loro non possono controllare.[...]“
• Ed anche che: “[...] lo Stato esplica le proprie funzioni
sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di
politica monetaria [...]“ (Suprema Corte di Cassazione SS.UU
civili, sentenza 21 luglio 2006 con n. 16751)
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010
Un giro di “carta igienica”
• In una breve semplificazione l’inganno funziona così: I
Governi scambiano Titoli di Stato con pezzi di carta
stampati dalla BCE, la proprietà della carta è ben scritta,
ad esempio, 500 miliardi di Titoli con 500 miliardi di
euro. Lo scambio è un prestito caricato da interessi. Per
restituire il prestito i cittadini chiedono altra carta
moneta della BCE, insomma un circolo vizioso con
debito inestinguibile.

GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010


Chi “compra” il debito pubblico
L’elenco degli acquirenti dei Titoli di Stato è pubblico (dipartimento del
Tesoro[1]), ecco alcune SpA che nel 2009 hanno acquistato Titoli
italiani: Banca IMI S.p.A. , Barclays Bank PLC, BNP Paribas,
Calyon – Corp. Inv. Bank, Citigroup Global Markets Ltd. ,
Commerzbank A.G., Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.,
Deutsche Bank A.G., Goldman Sachs Int. Bank, HSBC France,
ING Bank N.V., JP Morgan Securities Ltd., Merrill Lynch Int.,
Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese
S.p.A., Morgan Stanley & Co. Int. PLC, Nomura Int. PLC, Royal
Bank of Scotland PLC, Société Générale Inv. Banking, UBS Ltd,
UniCredit Bank A.G.
Nel 22 gennaio 2010 il Dipartimento del Tesoro pubblica questa
classifica[2]: 1. Barclays Bank plc, 2. Société Générale Inv.
Banking, 3- Calyon – Corp. Inv. Bank, 4. Deutsche Bank A.G., 5.
BNP Paribas

[1]http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/ele
nco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Stato_21_dicembre_2009.pdf
• [2]http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/gra
duatoria_specialisti/Graduatoriia_Specialisti_in_Titoli_di_Stato_xgennaio_2010x.pdf
Possedere gli Stati (ricatto)
• Non sembra strano trovare banche,
assicurazioni straniere che acquistano
Titoli di Stato e le stesse finanziano
campagne elettorali dei presidenti USA?
In quale regime si consente un potere di
ricatto così enorme e determinante?
I “padroni” degli Stati, schiavitu’ SpA
• Dal sito opensecrets.org ecco l’elenco dei finanziatori
della campagna elettorale di Obama[1]: University of
California $1,591,395; Goldman Sachs $994,795;
Harvard University $854,747; Microsoft Corp $833,617;
Google Inc $803,436; Citigroup Inc $701,290;
JPMorgan Chase & Co $695,132; Time Warner
$590,084; Sidley Austin LLP $588,598; Stanford
University $586,557; National Amusements Inc
$551,683; UBS AG $543,219; Wilmerhale Llp $542,618;
Skadden, Arps et al $530,839; IBM Corp $528,822;
Columbia University $528,302; Morgan Stanley
$514,881; General Electric $499,130; US Government
$494,820; Latham & Watkins $493,835.

[1]
http://www.opensecrets.org/pres08/contrib.php?cycle=20
08&cid=N00009638
Lo Stato deve emettere moneta
Un sistema sociale, che misura la ricchezza con una
moneta, è giusto se e solo se questa convenzione misura
il valore con regole etiche e controllate dal sovrano, cioè
dal popolo. Un sistema che abbia come costante e che
preveda sia l’inflazione e sia la deflazione[1] è immorale
poiché sposta ricchezza dai molti, il popolo, verso i pochi.
In un sistema monetario i limiti alla libertà sono posti da
una domanda immorale: quanto costa? Tutto viene
ridimensionato e condotto in termini di costi e quindi
monetari, compresa la corruzione resa più facile ed a
buon mercato con l’invenzione della moneta.
[1] La deflazione è, in macroeconomia, una diminuzione
del livello generale dei prezzi, l'opposto dell'aumento
generale dei prezzi che si definisce inflazione. La
deflazione non dovrebbe essere confusa con la
disinflazione, che descrive semplicemente un
rallentamento del tasso di inflazione.
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010
Indicatori della qualita’ di vita
• “Benessere Equo e Sostenibile” (BES) (CNEL ed ISTAT dal 2011,
“Gruppo di indirizzo sulla misura del progresso sulla società italiana” come obiettivo
per integrare il PIL)
– invece che concentrarsi su un concetto di produzione, quale è il Pil, si deve
privilegiare la misura del benessere economico delle persone;
– non esiste una misura singola che possa dar conto di tutte le varie dimensioni
del benessere e gli indicatori compositi non sono una risposta soddisfacente, così
come la misura della felicità;
– ci si deve concentrare sulle dimensioni rilevanti per il benessere degli individui:
lo stato psicofisico delle persone, la conoscenza e la capacità di
comprendere il mondo in cui viviamo, il lavoro, il benessere materiale,
l’ambiente, i rapporti interpersonali e la partecipazione alla vita della
società e l’insicurezza. Inoltre, bisogna guardare alla distribuzione di tutte le
dimensioni del benessere (equità)
• “Depiliamoci” – Benessere Interno Lordo
(http://www.benessereinternolordo.net/joomla/)

• Happy Index Planet (http://www.happyplanetindex.org/)


• Indicatore del progresso autentico (GPI) è un concetto
nell'economia verde e nell'economia di assistenza sociale che è stata suggerita per
sostituire il Prodotto Interno Lordo (PIL) come misuratore dello sviluppo economico.
• Felicità Interna Lorda (FIL) Il termine fu coniato nella metà degli anni
ottanta dal re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck che mise in rilievo il suo impegno
per la costruzione di un'economia coerente con la cultura tradizionale del suo paese
basata sui valori spirituali del buddhismo.
New economic foundation (Nef )
• Il sistema bancario non è più al servizio dei bisogni delle
persone, o dell'economia produttiva. Sta distruggendo le
risorse naturali che ci affidiamo, e le risorse sociali che
danno senso alla nostra vita e ci permettono di
rispondere attivamente e adeguatamente alle nuove sfide
in un mondo che cambia.
Se non cambia il sistema bancario, l'economia crollerà
anche, con maggiori danni ambientali e sociali che ciò
comporta.

• Non c'è nulla di 'naturale' circa i nostri attuali accordi


economici. Sono stati consapevolmente progettati per
realizzare un semplice obiettivo: la crescita. Ma la
crescita non ci rende più felici, essa è la creazione di
società disfunzionali e ineguali, e se continua gran parte
del pianeta non sarà più idoneo per l'abitazione umana.
Fonte: http://www.neweconomics.org/about
Eliminare la dipendenza dagli
idrocarburi (petrolio e gas)
• Picco del petrolio
• Picco dell’acqua
• Uso delle fonti alternative (sole, vento,
micro-idraulica, geotermia)
• Diventare prosumer (produttori e
consumatori di energia). Azionariato
diffuso
Ribaltare il concetto di valore
• Uscire dall’inganno psicologico della “moneta
debito” (usurpazione della sovranità monetaria)
• Introdurre la moneta credito senza interessi
• La moneta non è ricchezza ma uno
strumento che misura la convenzione
• Non tutto è misurabile, ad esempio l’amore
• La ricchezza non è il possesso ma è: la
creatività, la passione, la sostenibilità, esser
felici, la capacità di non sprecare risorse finite
ma di usarle col buon senso etc.
Siete vivi? Chiedete alla natura
• La Natura ride di noi ogni giorno, mentre ella ha la
capacità di rigenerarsi (autopoiesi) noi umani ci stiamo
autodistruggendo poiché, ignoranti, scollegati dalla nostra
anima, nichilisti e cinici
• Avete mai visto due pomodori scambiarsi una moneta per
vivere su questo pianeta?
• Avete mai visto le piante e gli animali procurarsi una
moneta per cibarsi?
• Sembrano domande stupide? Allora perché viviamo
stupidamente? Abbiamo letto la Storia, quella vera? Le
comunità non basavano la ricchezza sulla moneta ma sulla
capacità creativa degli individui a risolvere problemi
pratici: irrigare, spostare, coltivare, costruire, tessere etc.
• La soluzione di problemi pratici dipende solo dalle risorse
e non dall’invenzione della moneta. La domanda non è
quanto costa ma ci sono le risorse per farlo?
Vivere insieme e cooperare
• In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni
persona si possono soddisfare solo producendo merci per
avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i
rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla
compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza
reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti
sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le
persone che vivono in città instaurassero legami di
collaborazione, si donassero reciprocamente tempo,
attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a
disposizione degli altri le proprie competenze
professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare
e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali.

MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81


Sviluppare la resilienza
• Adattarsi ai cambiamenti
con creatività e
partecipazione
• Assumere un atteggiamento
flessibile rispetto alle
risorse del territorio
• Studiare, cercare, valutare
• Programmare e mettere in
pratica
Creare ed immaginare

• Accrescere la tecnica
delle visioni
• Immaginare luoghi
ideali e progettarli
• Adattare le visioni ai
mezzi locali ed alle
capacità individuali e
collettive
Lo spreco del territorio costruito

Piani urbanistici figli della “crescita” perché il


“valore” è deciso dalla rendita (immobiliare e
fondiaria)
L’avaria è stimolatrice di “crescita”

Ribaltare il valore: stabilire una nuova convenzione

L’etica è crescita = riuso dei suoli


abbandonati e dare maggiore valore al riutilizzo
dei volumi abbandonati o inutilizzati
Prosumer

Partecipare veramente: essere co-creatori e co-gestori della


comunità
“nuova” economia
• Prima della rivoluzione industriale i cittadini
sapevano costruire, progettare e gestire la
comunità ma non avevano diritti
• Oggi, la società è stata ri-feudalizzata tramite
l’invenzione delle società giuridiche (SpA, srl) ed
il sistema bancario internazionale che nasconde
(società off-share e paradisi fiscali) e accentra i
proventi illeciti nelle mani dell’élite
• Bisogna tornare a saper fare ma essendo
realmente sovrani
• Applicare la democrazia economia o
l’economia partecipativa
• Abbandonare l’obsoleto individualismo e
sfruttare la reale natura umana: cooperare
La societa’ del presente/futuro
• Agire direttamente: integrare la democrazia
rappresentativa con la democrazia partecipativa e diretta
• Sviluppare la resilienza locale, creatività
• Saper interpretare il mondo e benessere psicofisico
• Autoprodurre cibo, orti sinergici, consapevolezza dei
consumi, stili di vita
• Uso razionale dell’energia: prima eliminare gli
sprechi
• Scambio e reciprocità: rete sociale, il valore del dono
• Mobilità intelligente
• Convivialità, cultura, sport e tempo libero
• Monete locali cioè sovrane e libere dal debito e dagli
interessi
• Strategia rifiuti zero/riciclo totale
Ripristinare la moneta sovrana
Solo la consapevolezza collettiva circa il valore e, di cosa
misuri la moneta potrebbe far diffondere la giusta
convenzione e, quindi ogni transazione potrebbe attuarsi
al momento, come accadeva nelle fiere medioevali in cui
barattavano merci e beni ed il valore dello scambio
veniva momentaneamente stabilito per convenzione fra i
due attori (produttori ed utilizzatori). Dalle fiere nacque
la nota di banco, banconota, che registrava gli scambi,
poi furono introdotte, forzatamente, le monete che
sostituirono le banconote. I banchieri impiegarono circa
mille anni per convincere le persone ad usare le monete
perché la ricchezza non era rappresentata dai
soldi ma dall’economia reale, cioè la capacità di
produrre cibo, costruire case, oggetti e saperli
manutenere. La ricchezza era ed è rappresentata dai
boschi, dal verde, dalla natura e dalla capacità umana di
saperla gestire e condividere.
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010
Cambiare convenzione
Se fosse letta attentamente la storia monetaria, in maniera
del tutto inequivocabile si potrebbe vedere come nel
corso dei secoli prima e dopo una guerra il controllo delle
banche sia aumentato. E’ accaduto per la storia degli
USA, ed in tutta la storia degli stati europei. Singolare la
nascita della Banca d’Italia. Per “puro caso” l’èlite
propone la creazione di un’unica moneta mondiale a
corso forzoso (dittatura globale) così che i popoli non
potranno esser più liberi di autoderminarsi. Il WTO e le
SpA sono libere di adottare qualsiasi mezzo di scambio
ma non è tollerabile che questi strumenti siano mezzi di
oppressione per la dignità umana, non è più tollerabile
che i Governi si rifiutino di stampare moneta credito.
Tali comportamenti andrebbero regolati in sedi
giudiziarie e chiedere la condanna di banchieri, politici
ed imprenditori per gravi crimini contro l’umanità.

GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010


Cambiare convenzione
Ricordiamoci che l’obiettivo non è tanto avere una moneta,
l’èlite sa bene che la moneta non è ricchezza, ma
quanto essa sia un’efficace strumento di controllo degli
stili di vita, prevenzione del dissenso politico (ricatto del
lavoro) e quindi delle persone stesse. Se avessimo ben
compreso la diffusione della povertà, allora dovremmo
immediatamente usare un mezzo (moneta credito) che
consenta a tutti di poter avere garantiti i diritti umani:
istruzione, prevenzione dalle malattie e corretta
alimentazione (sovranità alimentare), perché non esiste
alcun problema stampando moneta pubblica, della
Repubblica (libera dal debito), per pagare il lavoro di
insegnanti, medici, progettisti e, tutti coloro i quali sono
impegnati in lavori socialmente utili.

GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010


Cambiare convenzione
Il debito è un inganno giuridico perché si usa una
moneta privata imposta a corso forzoso conveniente
solo a chi mercifica ogni cosa per pura avarizia, ma la
reale ricchezza come abbiamo capito non è
quantificabile, come possiamo misurare l’amore, il dono
e la passione? Eppure, esistono le “banche del tempo”
dove persone donano il proprio tempo a qualcosa di
utile, è sufficiente avere una convenzione che dia una
misura alla qualità. I cittadini, tramite internet, possono
creare reti sociali dove la fiducia, l’accordo reciproco e la
condivisione di valori sono la misura del valore, quindi
una nuova moneta che si adatta ai comportamenti
virtuosi. Le istituzioni possono farlo domani mattina e
dare valore a chi risparmia energia, auto produce cibo,
condivide conoscenza.
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010
Cambiare convenzione
Gli Enti pubblici possono creare moneta credito
per circuiti virtuosi come la creazione di reti
ecologiche verdi e per la mobilità (Maglev, bike sharing),
la creazione di orti sinergici, la ristrutturazione degli
edifici e la messa in sicurezza del territorio (rischio
idrogeologico). Invece la finanza misura soprattutto ciò
che è inutile allo sviluppo umano. Oggi, la politica
monetaria condiziona, negandoli, i diritti umani. E
intrinsecamente, è una guerra invisibile contro il popolo.
Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere
schiava la società, e l’interesse è il suo sparo. Immanuel
Kant (1797) diceva che il diritto non deve mai essere
adeguato alla politica, ma la politica che deve essere
sempre adeguata al diritto.
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010
Nella sostanza i banchieri usano la moneta come un’esca
per i pesci o una trappola per polli che ha consentito loro
di rubare economia reale ai popoli e gestire
indirettamente il reale potere. I polli, cioè i cittadini che
usano una moneta di proprietà privata non sanno di
custodire un titolo di debito, i polli credono di avere
ricchezza mentre i banchieri sono ben contenti di dare
loro più offerta, più moneta, rispetto alla domanda. E’
sufficiente informarsi per non essere più dipendenti da
questo inganno psicologico e stamparsi una moneta
pubblica per uscire dalla prigione che Governi corrotti e
banchieri usurpatori hanno costruito.
Per essere estremamente chiari con una moneta di
proprietà pubblica non esisterebbero più i 70 miliardi di
euro di interessi annui che gravano su tutti i cittadini ma
soprattutto su quelli poveri e su tutti gli stipendi
salariati, non esisterebbe più il debito pubblico, non
esisterebbe più una violazione di sovranità “indiretta”,
ricatto, da parte delle SpA straniere creditrici sui Titoli di
Stato.
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, Creative commons, 2010
Moneta sovrana non c’e’ problema, anzi …
• Oggi gli strumenti informatici danno la
possibilità di controllare tutte le merci circolanti
e quindi è molto più semplice controllare
l’economia per capire l’andamento dei prezzi.
• Quando è lo Stato ad emettere moneta è
sufficiente che la stessa sia stampata in
maniera proporzionale ai beni, alle merci
ed ai servizi immateriali prodotti dai
cittadini (prevenzione dell’inflazione) e in
questo modo l’economia reale cresce
insieme al benessere di tutti i cittadini e i
prezzi rimangono stabili.
bibliografia
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