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2015

E.Mozione per l'Assemblea di PO.DE.MO.S.

La proposta in punti sintetici:


storicizzazione dello schema destra e sinistra
visione bioeconomica della societ per favorire lo sviluppo
umano e l'avvio dell'occupazione utile
formazione culturale, laboratori di scuola politica, attrazione
dei talenti e meritocrazia
promozione di politiche urbane rigenerative attraverso la
bioeconomia
organizzazione a rete del movimento politico

Giuseppe Carpentieri
https://peppecarpentieri.wordpress.com
12/09/2015

E.Mozione per l'Assemblea PO.DE.MO.S.


(POpoli DEmocrazie MOvimenti Solidariet)
via Emilio Zago, 7 Bologna

Bologna, 12/09/2015 - 10:30 - 17:00


Cari concittadini grazie per l'opportunit di dialogo, bello sapere che esiste ancora un'energia positiva e
creativa, ed usa il dialogo democratico per contribuire a migliorare la societ. Raccogliendo l'invito dei
promotori dell'Assemblea PO.DE.MO.S. sottopongo alla vostra attenzione un discorso intorno alla societ
chiedendovi di scegliere una priorit culturale che cercher di spiegare.
A mio modesto parere, la priorit determinante per tendere alla creazione di un soggetto politico quale
strumento del cambiamento sociale la visione della societ.
Entrando nel merito di come pensano e agiscono le istituzioni, le imprese ed i cittadini dobbiamo
riconoscere che l'odierno piano culturale sorto con la nascita dell'epoca industriale, circa trecento anni fa.
Quest'epoca giunta al termine ed necessario costruire un nuovo piano con nuovi paradigmi. Prima di
tutto dobbiamo riconoscere che la dicotomia destra sinistra rappresenta le facce dello stesso piano
culturale: la crescita illimitata che ignora le conseguenze ambientali e sociali delle proprie scelte dettate
unicamente dal profitto e dall'avidit conducendo l'essere umano nell'alienazione e nel nichilismo.
Oggi, le istituzioni pubbliche funzionano esattamente come auspic Luttwak in Strategia del colpo di Stato,
Manuale pratico, cio non pensano ma agiscono sotto limpulso degli interessi privati, sia attraverso luso
del diritto privato in ambito pubblico introdotto per favorire la massimizzazione dei profitti, e sia attraverso
lobbligo del pareggio di bilancio, che serve proprio a ridurre la sfera pubblica nella gestione dei servizi per
favorire gli interessi dei privati.
Tutto il pensiero della societ occidentale, a partire dall'epoca industriale stato forgiato sull'agire
economico, ove ogni cosa pi essere comprata e rivenduta. Secondo l'agire economico di noi occidentali la
natura merce, il lavoro merce, le relazioni umane sono merce. Siamo l'unica specie vivente che ha
inventato un pensiero e un agire che ignora completamente le leggi della natura, e basti osservare le altre
specie, all'interno del ciclo della fotosintesi clorofilliana, per comprendere che vivono in completa armonia
secondo scambi energetici compatibili col sistema Terra. Faccio osservare che l'energia di cui abbiamo
bisogno gratuita 1. Tutto il nostro sistema economico e produttivo, oltre che sull'immorale sistema
monetario, si regge sullo sfruttamento irresponsabile degli idrocarburi, ci nonostante da diversi decenni
esistono sistemi e tecnologie avanzate per uscire da questa dipendenza, che giova solo alle solite
multinazionali che muovono guerre in tutto il pianeta.
All'interno di questo piano ideologico sbagliato si sviluppato il cosiddetto individualismo della societ
liquida, ed ampiamente diffuso fra chi si attiva nell'azione politica. Rompere questa consuetudine viziosa
necessario per cambiare i nostri schemi mentali, e quindi i nostri comportamenti, stimolando la cultura
dell'altruismo e il riconoscimento del merito abbandonando l'egoismo, la competitivit e l'invidia sociale.
Un elemento efficace per costruire la nuova societ sono i legami sociali costruiti su stili di vita condivisi che
rispecchiamo i medesimi valori, un esempio? I cittadini che vivono la transizione attraverso la decrescita 2
1

La quantit di energia che arriva ogni secondo sulla Terra uguale al prodotto della costante solare per larea di un
disco che ha raggio eguale a quello della Terra (6370 km = 6,37106m): 1350W/m2(6,37106 m)2 =170109 MW.
2
Il termine decrescita, ufficialmente, indica una filosofia politica alternativa al pensiero politico dominante, sia esso
capitalistico, socialista, comunista; un termine che nasce in ambito economico e indica la riduzione selettiva del PIL,
riferendosi agli sprechi. La decrescita, nel corso dei decenni, ha allargato i suoi orizzonti indicando un modello sociale
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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felice, ove fra le tante attivit, si auto producono beni che non sono merci, e favoriscono le rilocalizzazioni
produttive alimentando la rinascita delle economie locali. In sostanza si toglie fiducia a un sistema obsoleto
e dannoso e si concede fiducia al nuovo sistema costruito su valori universali. Si riduce lo spazio del
cosiddetto libero mercato e si amplia quello delle comunit attraverso lo scambio reciproco.
Se quest'Assemblea non riconosce la necessit di storicizzare le categorie destra e sinistra commetter un
errore di visione politica futura, e non sar in grado di proporre un cambio di paradigma culturale per
costruire una societ fatta dagli esseri umani per gli esseri umani. La societ stata rifeudalizzata e si
ricostruita una vecchia divisione sociale: chi sta sopra, l'1%, e chi sta sotto, il 99%. L'unico modo per
rompere questa concentrazione di poteri nelle mani dei padroni riconoscere la necessit di costruire una
visione della societ partendo dalla bioeconomia 3, poich l'unica novit culturale che consente di
costruire un futuro sostenibile entro le leggi della natura e dei diritti umani, creando nuova occupazione
utile e affrontando i problemi sociali, ed ambientali che affliggono un numero di famiglie crescenti.
L'assurdo della nostra rifeudalizzazione che il consenso per conservare e/o aumentare le diseguaglianze
sociali viene concesso proprio da buona parte del 99% della popolazione che sta sotto a quel piccolo 1% di
padroni che controlla le ricchezze del pianeta. Oggi, pi che mai, chi sta sotto non lotta, ed diviso secondo
i vecchi schemi ideologici e persino geografici.
Invito quest'Assemblea ad assumere decisioni e posizioni coraggiose affermando un principio etico
fondamentale: i beni comuni dovranno essere sottratti alle logiche mercantili. La mercificazione di ogni
cosa sottrae ai popoli l'opportunit e la libert di formare la propria auto determinazione. I beni comuni
non sono solo i patrimoni naturali, artistici e storici ma anche il cibo, l'energia e l'accesso alla conoscenza.
Con tale richiesta non intendo nascondere ci che dovrebbe apparire a chiunque osservi la realt, e cio
che il mondo occidentale e globalizzato dominato dall'ideologia delle destre forgiate nel neoliberismo,
mentre l'Unione europea un'organizzazione fondata su stupide e immorali regole finanziarie da
cancellare. Certamente necessario restituire libert e dignit alle persone attraverso l'applicazione dei
diritti universali dell'uomo e favorire l'auto determinazione dei popoli.
E' altrettanto facile osservare che tutti i soggetti politici etichettati come destra o come sinistra, negli ultimi
trent'anni, hanno messo in atto politiche economiche neoliberiste andando a distruggere lo stato sociale
sorto dal secondo dopo guerra, ed hanno favorito contemporaneamente la delocalizzazione produttiva e il
capitalismo finanziario costruito sul sistema dell'immorale mondo offshore e dei paradisi fiscali, per
consentire alle multinazionali di non pagare tasse e quindi evitare di contribuire al sistema sociale degli
Stati scaricando totalmente i costi di gestione sugli stipendi salariati dei lavoratori dipendenti, gestione che
solo in minima parte sostenuta dalle imprese non multinazionali.

alternativo, che poggia su nuovi paradigmi culturali attraverso i quali favorire la costruzione di una societ prosperosa e
pi efficiente dellepoca industriale che volge al termine. La decrescita figlia della bioeconomia ha la grande virt di
introdurre concetti di miglioramento nelle scelte individuali e collettive attraverso stili di vita sostenibili. E il
miglioramento che ci consente di individuare gli sprechi, eliminarli e introdurre unevoluzione tecnologica, sociale e
culturale a servizio della specie umana.
3
Nicholas Georgescu-Roegen dimostra matematicamente la fallacia di tutta l'economia neoclassica basata sulla
domanda e l'offerta, e la funzione della produzione. Georgescu-Roegen crea la bioeconomia consentendo la nascita
della filosofia politica della decrescita piegando l'economia all'entropia, e lasciando intendere che i principi della
decrescita traggono origine dalle leggi della termodinamica, Sadi Carnot e Lord Kelvin, e dalle leggi della biologia
(fotosintesi clorofilliana). Georgescu-Roegen sostituisce la funzione della produzione neoclassica col modello flussifondi tenendo conto dei flussi di energia e materia.
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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Nell'attuale dialettica politica e mediatica la maggior parte dei soggetti politici persegue il pensiero
dominante mentre altri, neofiti e non, si esercitano nella raccolta del dissenso attraverso la comunicazione
demagogica e populistica secondo lo schema divide et impera, e consentire ai Governi il percorso di
rifeudalizzazione della societ attraverso le famigerate privatizzazioni e le riforme costituzionali reazionarie.
La recente "guerra" greca, condotta dalla Germania e dalla Troika, conferma e mostra ancora una volta che
il sistema democratico rappresentativo privo di autonomia decisionale, mentre il reale potere nelle
mani di alcuni oligarchici allevati e addomesticati dal sistema delle multinazionali.
Le minoranze politiche raccolgono la protesta e l'indignazione, si appropriano di temi importanti quali la
sovranit monetaria e la democrazia diretta per evitare che tali argomenti entrino nel mandato popolare
col rischio di diventare agenda dei governi. Maggioranze e minoranze hanno priorit culturali inadeguate
perch rappresentano gli interessi del neoliberismo, ed sufficiente osservare la loro comunicazione e gli
atti politici che producono, ad esempio gli scarsi investimenti in ricerca, innovazione e tutela del patrimonio
per favorire speculazioni e il settore bancario finanziario.
Inoltre dobbiamo osservare che il capitalismo reale ha scelto di spostarsi nei cosiddetti paesi emergenti e
abbandonare il mondo occidentale, mentre il sistema finanziario e telematico imbroglia gli Stati, cio i
cittadini che pagano le tasse, creando facilmente moneta dal nulla attraverso un gioco di scommesse e di
investimenti speculativi.
Temi importanti come la bioeconomia, la sovranit monetaria e la democrazia diretta sono censurati dai
partiti di governo e lasciati appositamente alle opposizioni per essere edulcorati, tant' che la sovranit
monetaria suggerita come soluzione di politica economica mostrando tutta l'inadeguatezza culturale di
chi sostiene tale tesi. Non c' alcun dubbio che la sovranit monetaria un importante strumento a servizio
degli Stati, e che l'avvio di pratiche e sperimentazioni di democrazia diretta e partecipativa sono utili al
percorso democratico, ma la qualit delle decisioni dipende unicamente dal livello culturale ed etico degli
individui, e quest'Assemblea dovrebbe preoccuparsi dell'altissima percentuale di italiani che soffrono di
analfabetismo funzionale 4 e di ritorno. Mai nessun partito politico ha avuto fra le proprie priorit la cultura
del merito e lo sviluppo umano dei cittadini, ma solo l'indottrinamento dei propri galoppini secondo gli
interessi privati delle societ di profitto. Ci spiega bene perch, l'Italia e noi italiani, viviamo in un Paese
con diverse difficolt occupazionali, sociali, democratiche ed ambientali. Noi italiani viviamo una crisi delle
coscienze. Questo spiega anche il perch dei numerosi tentativi avviati dai nostri nonni e genitori per
migliorare la societ ma sono falliti, e del perch non stato sufficiente denunciare l'esistenza dei
problemi, ma invece sarebbe stato necessario costruire una formazione culturale adeguata per la fine
dell'epoca industriale, innovando il pensiero di partiti, sindacati e associazioni e favorendo l'approccio
bioeconomico, suggerito a partire dagli anni '70. Un'egregia fotografia fu la famosa intervista del 1981 di
Enrico Berlinguer che spieg la degenerazione dei partiti, senza che gli stessi cambiassero in termini di
trasparenza, etica e partecipazione. I partiti di allora sono stati sostituiti da soggetti politici auto referenziali
organizzati in fondazioni e think tank che assecondano i desideri del WTO e di gruppi imprenditoriali
particolari, tali soggetti non esprimono l'interesse generale e tanto meno i valori Costituzionali ormai
dimenticati e sostituiti da un progetto europeo autoritario e neoliberista. Tutti i soggetti politici presenti nel
Parlamento rientrano in questo malsano progetto, anche coloro i quali millantano il contrario, poich poi
nel concreto non favoriscono un cambiamento culturale attraverso la trasparenza e il merito, e agiscono nel
piano ideologico della crescita illimitata attraverso un linguaggio semplice, emotivo ed infantile.

Secondo l'Ocse un italiano su due non comprende il senso di un testo, non costruisce analisi articolate, paragona il
mondo solo alle sue esperienze dirette.
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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Negli ultimi trent'anni l'amplificazione mediatica della corruzione fra politici, manager e pubblica
amministrazione sembra che abbia influenzato in maniera negativa e degenerativa circa il rapporto fra
cittadini e politica, favorendo una confusione mentale fra gli italiani meno informati. Noi italiani
confondiamo il dovere civico per la partecipazione attiva al processo decisionale, e la carriera politica di
taluni individui che entrano nei partiti secondo il proprio tornaconto personale. L'apatia politica favorisce i
corrotti e i cialtroni spostando in avanti il tempo del cambiamento che tutti gli italiani onesti auspicano, ma
buona parte di costoro preferisce non partecipare attivamente alla politica lasciando spazio agli incapaci e
agli irresponsabili, nella migliore delle ipotesi, ma spendendosi in critiche aspre ed inutili contro l'attuale
classe dirigente nel bar vicino casa, o in famiglia favorendo la nascita di infantili frustrazioni personali.
Tutti i paesi cosiddetti periferici entrando nell'euro zona, in termini economici, hanno subito la medesima
guerra che i piemontesi seppero realizzare per distruggere la potenza economica del Regno delle due
Sicilie. Se nel 1860 fu una guerra a smantellare il sistema industriale meridionale, oggi stato il sistema
della crescita neoliberista a smantellare volontariamente un sistema produttivo per trasferirlo nei paese
emergenti e conseguire maggiori dividendi per gli azionisti delle multinazionali. Secondo i dati aggregati da
Openpolis, dal 2007 al 2014 in Germania la disoccupazione diminuita del 41,18%, in Spagna la
disoccupazione giovanile triplicata al 206,63%, mentre l'Italia diventato il Paese con la pi alta
percentuale di giovani che non lavorano e non studiano, il 22,2%. Germania, Malta e Polonia sono gli unici
tre paesi che dal 2007 al 2014 hanno segnato sia una crescita nelloccupazione che una diminuzione della
disoccupazione. L'Italia fra quelli che pi di ogni altro ha subito danni, con un aumento del 108% della
disoccupazione ed un calo del 4,78% delloccupazione.
Poich il reale cambiamento non presente nelle agende politiche necessario stimolare la nascita di un
nuovo soggetto politico e interloquire in ambito europeo con chi sta mettendo in discussione lo status quo,
come Podemos in Spagna, e l'ala riformista di Yanis Varoufakis in Grecia.
In Italia non esiste un soddisfacente soggetto politico poich la nostra indignazione condizionata
dall'immaturit politica ci ha fatto provare di tutto tranne che la democrazia, quella vera ove i cittadini
partecipano e incidono nel processo decisionale della politica, ma questo comporta un impegno, uno sforzo
culturale. La chiusura granitica dei vecchi partiti prima, e poi la nostra apatia politica ha sperimentato ogni
cosa passando da un eccesso ad un altro, anzich promuovere la democrazia, la trasparenza, e favorire i
meritevoli e i capaci. Abbiamo provato: imprenditori scesi in politica che hanno pensato ai propri affari, ex
magistrati, e comici prestati alla politica. L'indignazione stata raccolta dal famigerato M5S, che ha
sfruttato l'energia di persone in buona fede ma ha favorito persone che non hanno alcun merito per stare
nelle istituzioni. L'esperimento ripropone un berlusconismo usato per altri obiettivi non specificati poich
non esiste una struttura democratica. Fu determinante l'azione di Grillo nel condizionamento psicologico
dei sostenitori del PD aprendo all'ascesa dell'ex "rottamatore" grillino - nel linguaggio - Matteo Renzi.
Nel 2013 il voto dei cittadini avvia l'attuale legislatura. Il voto mostr un sostanziale pareggio fra il PD e il
M5S, relegando all'opposizione il Popolo delle libert, che non esiste pi. Le concitate dinamiche di quel
periodo hanno mostrato tutta l'incapacit delle forze politiche nel perseguire il bene comune e tutto il loro
cinismo nel preferire i propri interessi di potere e di consenso, c' stato chi come il M5S ha voluto non
prendersi alcuna responsabilit di governo e chi come il PD ha voluto dare continuit all'austerit dei
Governi precedenti. La coalizione di partiti che ha vinto per pochi voti non esiste pi, e cos prima il partito
di maggioranza relativa, il PD, cambia la propria dirigenza favorendo i sostenitori delle politiche ultra
liberiste, e poi l'ex Capo dello Stato costruisce l'attuale Governo. Il M5S tradisce la speranza di
cambiamento poich non condiziona il Governo di un Paese fondatore dell'UE, non assumendosi la
responsabilit di guida. Grillo e il suo gruppo scelsero deliberatamente di non cogliere l'opportunit di
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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formare, o condizionare dall'esterno, un Governo che avrebbe potuto portare nel Consiglio d'Europa una
posizione politica capace di assumere la fine dell'austerit. In fine, i famigerati ecoreati sono a firma PD, SEL
e M5S, che getta la maschera e mostra il vero volto tutelando gli interessi di multinazionali e imprese
accusate di gravissimi reati, e cos favorisce gli azzeccagarbugli dei potenti per le inchieste presenti e future.
Per testimoniare il danno generato anche dal M5S riporto le parole del pubblico ministero Alessandro
Milita, impegnato nei processi in Campania: la nuova legge sugli eco-reati piena di trappole e pu avere
un impatto non solo sui numerosi processi in corso ma, soprattutto, sul futuro delle generazioni a venire.
Altre critiche sono arrivate dal padre nobile della lotta ai reati ambientali come Giancarlo Amendola, altre
ancora da Raffaele Guariniello attualmente impegnato in diverse inchieste, ed in fine rilievi critici circa
l'interpretazione delle nuove norme sono stati espressi dalla Cassazione poich mettono a rischio la
praticabilit processuale condizionata dai termini introdotti nei nuovi reati ambientali. Per questi motivi il
legislatore ha favorito gli azzeccagarbugli dei potenti.
Oggi il primo partito italiano quello del non voto.
Dinamiche e pensieri politici rientrano tutti nei modelli degli anni 50 implementati durante gli anni 70. I
media hanno avuto la capacit di creare uno spartiacque politico, prima del 1992 e dopo il 1992, prima o
dopo tangentopoli. Proviamo a vedere la realt non con gli occhi del giornalista prezzolato ma col
raziocinio, proviamo a pensare come fossimo liberi, irriverenti nei confronti del pensiero dominante e nei
confronti degli schemi sociali conformisti, e soprattutto curiosi, vivi, ponendoci dubbi e domande. I partiti
hanno i medesimi meccanismi decisionali, le stesse dinamiche sociali: personalismo e auto referenzialit, e
persino gli stessi obiettivi. Dal berlusconismo al renzismo, dal grillismo ai salvini, sono tutti schemi della
pubblicit politica anglosassone; tutti rappresentano la comunicazione leaderistica sorta negli USA ove
conta pi limmagine del candidato leader piuttosto che la seriet e la professionalit di idee, di programmi
e soprattutto piuttosto che la squadra di una classe dirigente politica espressione di determinati valori. Si
tratta di modelli autoritari semplificati sostenuti dalla pubblicit, cio della propaganda sorta negli anni 30.
La gestione degli attori politici semplice, ed sufficiente che un candidato leader appaia credibile agli
occhi dellopinione pubblica, e non che lo sia realmente per comprovata moralit e capacit. Le tecnologie
informatiche di rete sono lo specchio di questo e infiniti modelli, capaci di persuadere facilmente i cittadini
con problemi di analfabetismo funzionale e di ritorno. Per scoprire lacqua calda sufficiente conoscere un
po di filosofia politica (Platone, Socrate, Aristotele, Bodin, Hobbes, Rousseau, Locke, Proudhon, Fourier,
Marx, Weber, Arendt, Chomsky) e di scienza politica, senza diventare esperti, non c bisogno. Tutti i partiti,
una volta raggiunto il potere non deliberano scelte radicali per cambiare lo status quo ma eseguono le
direttive dei loro think tank - il cosiddetto potere invisibile delle societ sovranazionali e delle SpA - e per
fare questo, senza che il popolo tolga loro fiducia, esiste un sistema globale di manipolazione della
percezione dellopinione pubblica ("regolatori di accesso", gatekeepers), che agisce anche come strumento
di controllo dellazione politica, ma non per linteresse generale. Tutti i partiti hanno i propri regolatori di
accesso e le proprie scatole nere dove vengono prese le decisioni, tutti usano il modello del
comportamentismo, poi evolutosi in altri modelli di analisi (la scelta razionale, la neo-istituzionalista e del
culturalismo) ove si misurano i consumatori, le opinioni, le credenze ed i valori per assecondare con pi
efficacia i bisogni del mercato politico, ma non per migliorarlo secondo un approccio etico e valoriale, ma
secondo un approccio di opportunit politica, il dogma : vendere, vendere, vendere. Secondo
la concezione machiavellica, la nostra societ governata da unoligarchia SpA - corporativismo di gruppi
d'interesse - che si muove in maniera del tutto indisturbata poich il popolo, che teoricamente possiede il
potere supremo, ampiamente avviluppato nel proprio nichilismo e con problemi di analfabetismo
funzionale. Negli ultimi anni le nostre istituzioni e soprattutto i politici si comportano come fossimo in una
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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democrazia rappresentativa maggioritaria, cio il modello anglosassone. Il cosiddetto modello


Westminster prevede la concentrazione del potere esecutivo in governi monopartitici, il predominio
dellesecutivo, il sistema elettorale maggioritario, il sistema bipartitico, il potere legislativo in unassemblea
monocamerale, lassenza di ricorso a consultazioni referendarie, e flessibilit della Costituzione. Questo
elenco, fa venire in mente qualcosa?
Per cambiare il modo di fare e comunicare la politica necessario un grande impegno culturale,
necessaria una trasformazione del pensiero, ci vuole un impegno progettuale e creativo ma soprattutto un
imponente sostegno della parte onesta e pulita della societ, sia in termini economici ma soprattutto in
termini di tempo. Sar una sfida lunga e ardua ma necessaria per cominciare un cambiamento non pi
procrastinabile nel tempo.
Adesso tocca alle persone consapevoli impegnarsi nella costruzione di una visione politica nuova,
storicizzando destra e sinistra attraverso proposte bioeconomiche che realizzano comunit auto sufficienti
e messe in rete tramite legami di reciprocit e stabilendo che la moneta solo un mezzo e non il fine,
poich il nostro fine dovrebbe essere la felicit favorendo lo sviluppo umano, tutelando la creativit e la
spiritualit. Esempi virtuosi di imprenditori che pensano al bene comune si sono realizzati anche in Italia,
uno su tutti fu Adriano Olivetti, a questi esempi bisogna guardare con rinnovato spirito costruttivo e
cooperativo.
L'Assemblea dovrebbe porsi questo obiettivo concreto, avviando percorsi formativi e culturali su proposte
concrete che nascono dalla visione politica della bioeconomia.
E' di moda tornare a parlare di politiche keynesiane o neokeynesiane dimenticando che la crisi del 1929
profondamente diversa dalla depressione innescata da un'industria fuori controllo, quella bancaria, che
crea denaro dal nulla e sposta capitali tramite il sistema delle giurisdizioni segrete, e dimenticando che
Keynes era un capitalista di destra che favoriva la produzione di massa, cos come il comunismo favor la
produzione di massa, l'unica distinzione sta solo nel destinatario dei profitti dell'industrialismo. Oggi siamo
andati oltre tutto ci, poich borse telematiche e finanza sono capaci di creare denari dal nulla in maniera
illimitata senza che si verifichi un'iperinflazione, alla faccia di chi crede e studia ancora la religione
dell'economia neoclassica. All'inizio del secolo Novecento la popolazione mondiale era nettamente
inferiore e gli stili di vita non erano condizionati dalla pubblicit, gli ecosistemi erano minacciati
dall'industrialismo e i livelli d'impatto ambientale erano nettamente inferiori, oggi sappiamo che le nostre
riserve finiscono gi all'ottavo mese dell'anno solare, tant' che l'overshoot day viene raggiunto ad agosto.
Dobbiamo solo riconoscere che il capitalismo imploso su stesso.
Se proprio si vuole attingere dalla storia bisogna avere il coraggio di guardare le teorie degli utopisti
socialisti dell'Ottocento che non avevano le conoscenze e le tecnologie odierne ma seppero immaginare
una societ migliore rispetto al crescente capitalismo, che costru industrie recando danni all'igiene
pubblica generando condizioni insalubri insostenibili e la nascita dello schiavismo infantile, di li a poco Marx
scrisse Il capitale, oggi letto da pochissimi individui.
Oggi possiamo misurare gli impatti ambientali e costruire la conversione ecologica della produzione di
merci ma bisogna riconoscere che non pi tollerabile continuare a produrre merci per mere logiche di di
accumulo e di profitto, cio le logiche delle politiche comuniste, neoliberiste e neokeynesiane che ignorano
l'entropia e considerano solamente la forza degli investimenti pubblici per rilanciare il capitalismo stesso.
Anche fra gli economisti sempre pi ampia la schiera dei critici del famigerato PIL, l'indicatore che non ci
rende felici, e per questo motivo dobbiamo associare alla necessaria sovranit monetaria, politiche
economiche e investimenti pubblici e privati secondo le linee proposte dalla bioeconomia per garantire un
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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uso razionale delle risorse alle presenti e future generazioni. Dobbiamo transitare da un sistema
quantitativo e a un sistema etico e qualitativo.
Basti osservare che in minima parte, alcune imprese e cittadini stanno gi realizzando tale cambiamento, ad
esempio l'indotto delle fonti energetiche alternative e l'agricoltura naturale per ripristinare la sovranit
alimentare, i gruppi di acquisto solidale sempre pi numerosi e diffusi sul territorio, che favoriscono la
rilocalizzazione produttiva, cos come le politiche urbane che intendono rigenerare le citt attraverso
l'approccio conservativo.
Basti osservare la recente classificazione del territorio europeo secondo sistemi funzionali e locali che
possono essere interpretati col concetto di bio regione urbana, e bio distretti per valorizzare le risorse e
favorire la rilocalizzazione secondo il progetto di conversione ecologica. Basterebbe investire in tale
direzione per creare occupazione utile diffusa sul territorio e consentire l'equilibrio fra uomo e natura, ed
altrettanto stravagante e inaccettabile osservare che un Paese come l'Italia abbia un'alta percentuale di
disoccupati nonostante il territorio possieda la pi alta presenza di beni artistici ed architettonici rispetto al
resto d'Europa. E se guardiamo con maggiore attenzione alla storia economica del nostro Paese del tutto
"strano" che fino al 1860 il meridione sia stato un modello da seguire, cio la Germania dell'Ottocento,
mentre dopo la guerra di annessione cominci la sua lenta e continua distruzione. Ancora oggi il pensiero
dominante favorisce l'emigrazione delle sue risorse umane pi importanti, i giovani psico programmati per
la competitivit e l'avidit piuttosto che osservare e conservare le ricchezze della propria terra attraverso la
trasformazione del pensiero e progetti concreti sostenibili, cominciando dalla rigenerazione morale e
sociale. Ritengo che in parte abbia ragione l'ex Ministro Barca, che si occup della spesa fondi europei,
addossando la responsabilit politica dell'immobilismo alle leadership locali che tendono a conservare le
proprie posizioni, ma credo si debba aggiungere un'altra osservazione, e cio l'auto referenzialit del
mondo accademico orientato sul tornaconto personale, piuttosto che alla creazione di reti e di progetti per
favorire i talenti e le caratteristiche locali, in buona sostanza il danno auto inflitto dal cosiddetto
provincialismo di bottega. Restando all'interno del vecchio paradigma non sar possibile restituire dignit
alla nostra magna-grecia, ma approdando sul piano della bioeconomia scopriamo opportunit che non
riusciamo a vedere. E' il proprio il Sud l'eldorado della bioeconomia ove programmare, pianificare e
progettare reti e comunit auto sufficienti grazie alla rigenerazione urbana conservativa che si occupa di
recuperare i centri storici e i tessuti urbani esistenti migliorandone la morfologia urbana e la qualit di vita.
Bisogna avere il coraggio di cambiare poich Lombardia, Veneto e Piemonte attraggono pi studenti
universitari poich li che risiede la maggiore concentrazione industriale secondo l'obsoleto paradigma. Se
mutano i paradigmi culturali trasformando l'industrialismo allora cambiano anche i modelli educativi e
formativi culturali. Esempi? Le bonifiche dei suoli inquinati dall'industrialismo, la rivitalizzazione
dell'imponente e straordinario patrimonio storico, artistico e naturale; la sostituzione del modello agriindustria col modello dell'agricoltura naturale, la mobilit intelligente, la diffusione delle fonti energetiche
alternative collegate in reti intelligenti e lo sviluppo della resilienza urbana. Le nuove frontiere del turismo
sostenibile forgiato nei valori della bioeconomia.
Gli italiani devono correggere e rimuovere l'analfabetismo funzionale e di ritorno attraverso corsi per gli
adulti, e noi tutti abbiamo bisogno di filosofi, fisici, matematici, biologi, agronomi e architetti conservatori
che sappiano interpretare correttamente la transizione culturale. Per risvegliare le coscienze necessario
che la ragione e l'etica umana si riprendano il ruolo sottotratto dalle religioni economiche che hanno
annichilito lo spirito umano.

Proposta di Giuseppe Carpentieri

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Superando gli interessi di bottega necessario investire risorse pubbliche nella creazione di "grappoli"
(cluster 5) per il cambio del paradigma culturale, si tratta di edifici e luoghi che aggregano attivit di ricerca,
d'incontro, di studio e di promozione volti a costruire relazioni nella direzione della bioeconomia per
favorire processi di trasformazione delle risorse in maniera sostenibile, e di consumare beni e merci locali
favorendo la rilocalizzazione produttiva che migliora l'economia locale. Tutto ci rientra nel piano di
transizione da una societ quantitativa figlia dell'obsoleta economia neoclassica alla societ qualitativa ed
etica della bioeconomia, che investe nella direzione della creativit a servizio della specie umana che
prospera attraverso comunit consapevoli.
Tutte queste azioni politiche non hanno un'omogenea e degna rappresentanza politica, mentre facile
osservare che l'attuale classe dirigente politica europea prospera nel solco del vecchio paradigma ideato
dalle multinazionali che usurpano le risorse del pianeta e violano i diritti umani. La ragione secondo cui non
conviene investire nella conversione ecologica banale: l'economia neoclassica agisce secondo l'obsoleta
funzione del profitto che ignora i flussi di energia e materia. L'intera classe dirigente favorisce solo questa
visione: il profitto, anche a danno dello sviluppo umano. In tal senso necessario ripensare gli obsoleti
criteri di valutazione di programmi, piani e progetti introducendo la sostenibilit forte e l'etica, solo in
questo modo potremmo avviare concretamente la nuova epoca che verr e finalmente favorire lo sviluppo
umano. Si tratta di insegnare alla futura classe politica e all'intera pubblica amministrazione come si
valutano programmi, piani e progetti secondo i principi della Costituzione che hanno come priorit la tutela
ambientale e della salute umana. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo e si
pone lobiettivo di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano libert, uguaglianza e lo
sviluppo della persona umana, e tutto ci non solo non si realizzato ma stato dimenticato e contrastato
alimentando le diseguaglianze sociali ed economiche utili a controllare i popoli.
Se poniamo un focus sul contesto urbano, ove vive circa il 72% della popolazione europea, dobbiamo
riconoscere che da diversi decenni il legislatore italiano stato completamente insensibile alla
trasformazione sociale e industriale avvenuta all'interno delle citt, ormai deindustrializzate. I centri urbani
sono i luoghi di vita degli esseri umani ma le politiche urbane rigenerative non occupano un ruolo
prioritario dell'odierna azione politica. Eppure attraverso le citt e il governo del territorio si realizzano i
modelli sociali, i modelli occupazionali e la tutela del patrimonio.
In Italia abbiamo una legge urbanistica nazionale che va adeguata al contesto urbano e sociale, poi ci sono
venti Regioni con venti diverse leggi urbanistiche. Tutto l'impianto legislativo nazionale e regionale ignora
completamente l'approccio bioeconomico e concepisce il processo urbanistico come una tecnica del
paradigma mercantile, tutto merce, e tutto si compra e si vende recando danno alle risorse limitate.
Mentre l'urbanistica nacque per affrontare e risolvere problemi creati dall'industrialismo, nel corso dei
decenni fu piegata, sia all'ideale capitalistico favorendo il consumismo compulsivo, e sia al modello
produttivista dei paesi socialisti. Le citt costruite all'interno del cosiddetto mercato hanno preteso la
coniugazione di capitalismo e socialismo, conducendo l'uomo nel nichilismo e nell'alienazione.
In Italia il fenomeno delle citt in contrazione 6 coinvolge ben 26 citt (Milano, Torino, Napoli, Genova,
Roma, Bologna, Catania, Venezia, Firenze, Trieste, Cagliari, Bari, Palermo, Taranto, Padova, Salerno, Ferrara,
Brescia, Livorno, Messina, Pescara, Verona, Bergamo, Foggia, Siracusa e Vicenza) e questo contribuisce al
peggioramento della qualit di vita e all'aumento dell'inquinamento poich non ci sono state adeguate
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Nell'ambito scientifico, con il termine cluster si intende un gruppo di unit simili o vicine tra loro, dal punto di vista
della posizione o della composizione. Nell'ambito urbanistico il cluster l'aggregazione di varie attivit in un unico
edificio o zona territoriale che lavorano insieme verso un obiettivo comune.
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La contrazione la perdita di abitanti.
Proposta di Giuseppe Carpentieri

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risposte in termini di pianificazione e organizzazione territoriale. In alcuni Paesi europei la classe dirigente
politica ha saputo ascoltare progettisti e pianificatori ed ha legiferato una corretta programmazione e
pianificazione creando nuova occupazione attraverso la rigenerazione dei centri urbani (Inghilterra, Olanda,
Svezia e Germania), in Italia si preferito favorire l'espansione urbana piuttosto che recuperare i centri
storici, piuttosto che recuperare i quartieri arrivati a fine ciclo vita, piuttosto che recuperare i piccoli centri
rurali. Ancora oggi, non esiste un soggetto politico che abbia proposto politiche urbane attraverso la
bioeconomia, mentre i pochi che parlano di rigenerazione urbana lo fanno restando nel piano ideologico
che ha favorito la speculazione, il consumo di suolo e l'aumento dei carici urbanistici: cio l'ossimoro
sviluppo sostenibile, aggravando la crisi ambientale e contribuendo ad aumentare le rendite di posizione o
generando nuove rendite speculative secondo gli interessi del mondo immobiliare. Eppure osservando le
azioni progettuali che rigenerano i tessuti edilizi esistenti, queste si pongono l'obiettivo di ridurre i consumi
e si realizzano attraverso i termini ridurre, minimizzare e migliorare al fine di valorizzare e tutelare il
patrimonio, l'ambiente e le risorse. Sono tutti termini simili alla decrescita ma non suggeriscono una
privazione, un ritorno al passato, non stimolano nella percezione comune immagini negative, anzi sono
prescrizioni necessarie per raggiungere obiettivi virtuosi e importanti.
Nuova e utile occupazione si crea recuperando l'intero patrimonio edilizio esistente partendo dai problemi
legati al fenomeno delle citt in contrazione, la dispersione urbana, le nuove aree metropolitane, la
conservazione dei centri storici e il recupero delle periferie, la prevenzione del dissesto idrogeologico e del
rischio sismico attraverso una seria e responsabile programmazione.
L'approccio analitico dei sistemi di rete 7 fondati dalle relazioni commerciali, lavorative, pendolari e naturali,
rispetto agli ecosistemi, consente di leggere i sistemi locali individuati dall'ISTAT anche in altre chiavi
culturali, come quelle suggerite della bio regione urbana e dai bio distretti. Sono questi ambiti territoriali sistemi locali, bio regione urbana, bio distretti - ove il legislatore deve concentrare i propri sforzi legiferando
norme ad hoc, per programmare interventi di rigenerazione urbana conservativa con principi bioeconomici.
E' giunta l'ora di eliminare la speculazione dal governo del territorio attraverso la bioeconomia che ci
consente di liberare il disegno urbano da discipline pericolose e fuorvianti come la giurisprudenza e
l'economia. In questo modo possiamo stimolare la partecipazione popolare e la gestione diretta del bene
comune favorendo investimenti pubblici e privati per aggiustare le citt creando nuovi impieghi in attivit
virtuose come il recupero, la conservazione, la sovranit alimentare e l'uso razionale dell'energia.
L'Assemblea dovrebbe lavorare su due binari paralleli: costruire il nuovo paradigma culturale e
rappresentare quel 99% di persone che stanno sotto e favorire una partecipazione diretta al processo
decisionale della politica.
La credibilit del soggetto politico, che ancora non esiste, si costruisce solamente con la seriet, la coerenza
e la cultura, si costruisce attraendo talenti, si costruisce con l'approccio altruistico, favorendo capacit e
abilit necessarie a fondamento di un attivismo civico a servizio dei cittadini, puro ed onesto. La credibilit
del soggetto politico si costruisce applicando metodi e percorsi di democrazia partecipativa con
l'atteggiamento inclusivo secondo i valori che l'Assemblea stessa stabilisce. Fondamentali sono:
l'autonomia di pensiero e la trasparenza della gestione contabile.
Un percorso concreto potrebbe essere quello di favorire la nascita di gruppi che partecipano a gare
elettorali ma formati e preparati secondo la visione sopra accennata. E' implicito che una parte rilevante e
iniziale dell'impegno politico rappresentato dalla formazione, e non tanto dalle gare elettorali che
possono attendere la crescita dei gruppi attraverso l'esperienza pratica realizzata con l'attivismo civico sul
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Possiamo ricordare che la nascita della teoria delle localit centrali fornita da Walter Christaller ha consentito di
studiare il territorio secondo le relazioni. La teoria fu abbozza da altri autori gi nella seconda met dell'Ottocento.

Proposta di Giuseppe Carpentieri

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territorio locale. Tali gruppi potrebbero coordinarsi in un modello di organizzazione a rete, imitando i
processi biologici. La natura di rete organizzata si articola in legami e relazioni, decentrata, flessibile,
cio si adatta alle condizioni esterne ed ha un elevato coinvolgimento delle persone verso la partecipazione
attiva. I processi decisionali della rete sono consensuali orientati allobiettivo grazie ai collegamenti dei nodi
e alle relazioni (scambi). Tali organizzazioni reticolari hanno i seguenti elementi: nodi, connessioni,
strutture, propriet operative.
Spero di aver espresso in maniera chiara alcuni temi politici che ritengo prioritari. Auguro un in bocca al
lupo a tutti i cittadini interventi e uniti dal desiderio di proporre un cambiamento sociale volto ad
affrontare i problemi accelerati da una regressione dell'essere umano, poich rinchiuso nell'invenzione
dell'economia che pu essere fermata approdando su un nuovo piano culturale. Gandhi disse che sulla
terra c abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare lingordigia di pochi.
Giuseppe Carpentieri

Proposta di Giuseppe Carpentieri

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