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18/11/21, 16:11 Danzica.

Gli Inferi visti da Jacob van Swanenburgh – Visioni dell'Aldilà

Visioni dell'Aldilà

GIUDIZIO UNIVERSALE, APOCALISSE, INFERNO,


PARADISO

Danzica. Gli Inferi visti da Jacob van Swanenburgh

Postato il 13 febbraio 2021


Danzica (in polacco Gdańsk), capoluogo del voivodato della Pomerania, è il più grande porto e una
delle prime città della Polonia per numero di abitanti. Nel suo passato storico c’è l’adesione alla Lega
anseatica ma è soprattutto ricordata come il luogo simbolo dello scoppio della seconda guerra
mondiale. Danzica è inoltre il luogo di nascita del movimento Solidarnosc, che, sotto la guida di Lech
Wałęsa, ha svolto un ruolo importante nel porre fine al regime comunista polacco e in tutta l’Europa
orientale. La città ospita numerosi musei con opere di grande valore artistico e culturale. Il Museo
Nazionale di Danzica (Muzeum Narodowe w Gdańsku) è inserito nel sistema museale nazionale polacco
e ha sede in un antico convento francescano tardo-gotico. Il Museo conserva un dipinto di Jacob van
Swanenburgh (Leida, 1571-1638), pittore di scuola olandese specializzato in rappresentazioni
scenografiche e fantastiche dell’inferno. Jacob era uno dei tre figli dell’architetto e pittore di Leida
Isaac Nicolai van Swanenburg (1538-1614), maggiorente e anche sindaco della città. Il padre potè
finanziare un lungo soggiorno del figlio in Italia e consentirgli il contatto con le scuole di pittura di
Venezia e Napoli. Jacob è ricordato anche come uno degli insegnanti di Rembrandt. Di lui sono note
undici opere: tre sono vedute di città e ben otto rappresentano scene dell’inferno. Le scene
dell’inferno trattano argomenti diversi: una espone tutte le torture dell’inferno, due trattano la storia
di Plutone e Proserpina dalle Metamorfosi di Ovidio e due includono una rappresentazione dei sette
peccati capitali. Quattro immagini mostrano l’ingresso all’inferno e due di queste includono la storia
di Enea con la Sibilla Cumana dell’Eneide di Virgilio. Questi riferimenti a Ovidio e Virgilio non erano
originali e derivavano chiaramente dal lavoro del pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio che era
stato un pioniere della scena infernale.

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18/11/21, 16:11 Danzica. Gli Inferi visti da Jacob van Swanenburgh – Visioni dell'Aldilà

L’Inferno di Jakob van Swanenburgh

Il dipinto di Danzica è una delle rappresentazioni della discesa di Enea e della Sibilla negli inferi
virgiliani. Il riferimento classico è in realtà molto esile. L’eroe troiano e la sua accompagnatrice sono
appena visibili di spalle, in fondo a destra, sull’ingresso della bocca del Leviatano. La
rappresentazione richiama fonti diverse, sia pagane che cristiane. Ovviamente riferita alla mitologia
pagana è, in alto, l’immagine di Plutone che ha rapito Proserpina e fa rientro nel suo regno sul carro
trainato dai suoi focosi cavalli. Sempre alla geografia mitologica classica appartengono i fiumi
infernali e il veliero di Caronte che scarica sulla riva infernale le anime dei traghettati. Alla morale
cristiana fanno riferimento i sette vizi capitali personificati nella gola del Leviatano, mostro che
ascende al libro di Giobbe. Alla imagerie apocalittica fa riferimento Babilonia, la città del peccato in
fiamme, che può anche richiamarsi alla dantesca città di Dite.

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