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DOPESICK

Spacciatori di Malattie

"Dopesick è quella sensazione che morirai se non ottieni la tua prossima dose e non puoi

riprenderti perché la chimica del tuo cervello cambierà. È una droga unicamente diabolica.

E quando dico questo, non mi riferisco solo a OxyContin, mi riferisco all'oppio in generale"

(Danny Strong).

Il dramma in otto parti - basato sull'omonimo libro inchiesta di Beth Macy “Dopesick:

Dealers, Doctors, and the Drug Company That Addicted America” - è un atto di accusa,

quanto mai attuale, allo strapotere capitalistico di Big Pharma e alla medicina post-umana.

AMERICAN CARNAGE

Libri come "Pain Killer", di Barry Meier, un giornalista del New York Times, e "Dreamland",

del giornalista Sam Quinones, avevano già trattato in dettaglio l' "american carnage", la

carneficina prodotta dallo spaccio legalizzato di nuovi farmaci oppioidi (dal '99 a oggi negli

Usa sono morte oltre 400mila persone per overdose di antidolorifici, eroina e fentanyl).
Con "Dopesick", il suo terzo libro dopo "Factory Man" e "Truevine", Macy scava nelle

profondità dei monti Appalachi calando il suo sguardo introspettivo tra i lavoratori delle

miniere di carbone e una società emarginata rimasta attaccata a valori ormai disgregatisi.

Come Quinones e Meier, Macy fa risalire l'inizio dell' epidemia, tutt'ora in corso, al 1996,

quando Purdue Pharma rilasciò il farmaco OxyContin, annunciato come rivoluzionario, con

l'affermazione (del tutto falsa, perfino assurda) che avrebbe creato meno dipendenza di

altri oppioidi sul mercato. La sua "magica" formula a rilascio prolungato ("contin" nel

linguaggio esoterico farmacologico sta per "continuo") assicurava, secondo il falso mito

costruito a tavolino dai Signori della Purdue, un effetto antidolorifico prolungato e mitigato

nel tempo, 12 ore, inizialmente.

La storia degli antidolorifici è piena di medici e produttori di farmaci che millantano la

massima sicurezza di prodotti all'avanguardia che poi si rivelano dei veleni. A metà del

1800, il medico che inventò l'ago ipodermico insistette sul fatto che l'iniezione di oppiacei

fosse più sicura e precisa che mangiarli; sua moglie è diventata la prima persona a morire

per overdose di oppiacei iniettati. Cinquant'anni dopo, l'eroina era pubblicizzata come una

cura miracolosa che non creava dipendenza, dispensata alle donne con crampi mestruali e

ai bambini con coliche. Sappiamo com'è andata.

Con l'Oxycontin la storia si ripete, seppur in un contesto completamente nuovo. I pazienti

in preda al dolore a cui sono state regalate le prime dosi hanno presto capito che il

rivestimento della magica pillola poteva essere rimosso rivelando una piccola perla di puro

ossicodone all'interno. Quella perla può essere schiacciata e poi sniffata o iniettata, anche

mischiata con altre sostanze. Le overdose di droga, alimentate dall'abuso di oppiacei, sono

oggi la principale causa di morte per gli americani sotto i 50 anni.

Macy ha iniziato a raccontare la sua storia nel 2012, in piena epidemia. Dopo un accordo di

600 milioni di dollari nel 2007, Purdue ha riformulato l'OxyContin in modo che le pillole si

trasformassero in un pasticcio appiccicoso e insopportabile quando vengono schiacciate. Il

giro di vite ha anche reso più difficile procurarsi gli antidolorifici oppioidi. I consumatori, di

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fronte al dolore straziante dell'astinenza e al conseguente vomito e diarrea, si sono rivolti

all'eroina, una sostanza più economica e più facile da ottenere.

DOPESICK

Un ritratto crudo e realista, nella migliore tradizione del cinema inchiesta americano, che

chiama in causa gli abissi dell'animo umano a cui può giungere l'avidità di potere in totale

assenza di qualsivoglia vincolo morale, con la complicità di una giungla normativa le cui

leggi fanno scomparire la visione di una dea della giustizia che appare soltanto come un

miraggio.

Sulla scia del documentario "The Crime of the Century" di Alex Gibney. La miniserie di

Danny Strong comprende tre filoni. La prima è la storia del dottor Samuel Finnix,

interpretata da Michael Keaton, che è anche produttore. Finnix è un dottore devoto in una

piccola città mineraria degli Appalachi, preda designata dalla Purdue come test della prima

immissione sul mercato dell'Oxycontin. Viene convinto dal giovane e desideroso

rappresentante della Purdue Billy Cutler (interpretato da Will Poulter) a sperimentare il

nuovo farmaco su alcuni pazienti . Una prima prescrizione va a Betsy (Kaitlyn Dever), che

lavora nelle miniere insieme a suo padre, e subisce un infortunio alla schiena. Non può

permettersi di perdere il lavoro, soprattutto perché lei e la sua ragazza stanno

risparmiando per iniziare una nuova vita in una città più accogliente. È destinata a

diventare dipendente da OxyContin. Le prime parole che Finnix pronuncia sullo schermo

sono durante un'udienza del processo nel 2005, parlando dei suoi pazienti: "Non posso

credere a quanti di loro siano morti".

Il secondo filone riguarda l'indagine federale condotta per perseguire la Purdue e i suoi

proprietari, la famiglia Sackler. Peter Sarsgaard e John Hoogenakker interpretano due

personaggi reali, rispettivamente gli assistenti legali Rick Mountcastle e Randy Ramseyer,

che alla fine hanno intentato una causa contro la società. È in gran parte attraverso loro e il

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carattere composito del vicedirettore della Drug Enforcement Administration (DEA) Bridget

Meyer (interpretato da Rosario Dawson) che si prende di mira quel labile confine tra

pubblico e privato che consente, ad esempio, ad un importante regolatore della Food and

Drug Administration (FDA), l'ente preposto all'approvazione dei nuovi farmaci, di lasciare il

posto governativo per andare a lavorare per la Purdue, dopo aver contribuito in modo

determinante all'approvazione dell'Oxycontin.

Un altro focus si concentra sulla menzognera strategia di marketing della Purdue che punta

tutto sulla fragilità della condizione umana esaltando il ruolo delle terapie anti-dolore. La

merce farmacologica viene dipinta come salvifica, come miracolosa, come un dono per

l'umanità intera. La medicina per la Purdue non è la ricerca di un profitto ma una missione.

È evidente come in questa subdola strategia comunicativa si faccia leva su un sentimento

religioso che pervade soprattutto le zone più periferiche, più povere e più culturalmente

indifese degli Stati Uniti diventate non a caso l'epicentro dell'epidemia. Nel giro di circa tre

anni, nelle comunità di queste aree "ground zero" – Appalachia, Kentucky orientale, Virginia

occidentale, Maine rurale – i tassi di criminalità hanno iniziato a esplodere.

LA MALATTIA È LA CURA

Il terzo filone si concentra sulla famiglia Sackler - in particolare Richard (interpretato da

Michael Stuhlbarg). Egli si ispira a suo zio Arthur, che in passato è stato incaricato dal

colosso farmaceutico degli anni '60 Roche di sviluppare una campagna di marketing per il

loro farmaco ansiolitico Valium, nonostante i suoi effetti erano praticamente gli stessi di un

altro loro prodotto, il Librium. Arthur allora cosa ha escogitato? Si è letteralmente inventato

una nuova malattia, la "tensione psichica", per cui si poteva essere curati solo con il Valium,

oggi tra i più diffusi psicofarmaci conosciuto con il nome di diazepam.

Secondo gli slogan coniati da Arthur, la tensione psichica (più comunemente nota come’

“stress”) era segretamente responsabile di una serie di acciacchi fisici, tra cui bruciore di

stomaco, problemi gastrointestinali e insonnia. La campagna fu un tale successo che per un

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certo periodo il Valium divenne il farmaco più prescritto in America, il primo a raggiungere i

100 milioni di dollari di vendite.

Presentato come una panacea appena uscito e diffusosi su scala larghissima, il Valium ha

cominciato a essere considerato “l’aiutino della mamma”, come cantavano i Rolling Stones

negli anni ‘60 in "Mother's Little Helper", divenendo irrinunciabile nelle famiglie della

piccola borghesia delusa dal sogno americano, fino a essere usato come vera e propria

droga da sballo dai giovani negli anni Ottanta e Novanta.

Tornando a Richard, l'Oxycontin a lento rilascio viene venduto agli americani come

garanzia di ingresso in un mondo paradisiaco, senza più dolore. Quando gli effetti si

rivelano non durare 12 ore come annunciato, ecco la furbata di Richard: il disagio dei

pazienti viene ribattezzato "dolore episodico". La soluzione? Raddoppiare la dose.

GIUSTIZIA FRAUDOLENTA

I Sackler sono una famiglia filantropica di origine ebrea che un tempo era orgogliosa di

vedere il proprio nome iscritto sui muri di musei e università di tutto il mondo.

I primi dello scorso settembre, Il giudice Robert Drain della U.S. Bankruptcy Court di White

Plains, New York, ha annunciato che accoglierà con "piccoli cambiamenti" lo schema per la

bancarotta di Purdue Pharma.

Purdue ha affrontato 3.000 cause legali da stati, governi locali, tribù di nativi americani,

ospedali, sindacati e altre entità. Ma i Sackler sono stati in grado di assumere i migliori

avvocati difensori.

Alla fine, la famiglia pagherà 4,5 miliardi di dollari che assieme ai proventi della compagnia

che rinascerà dalle ceneri di Purdue (e con la quale i Sackler non potranno avere alcun

legame) andranno a finanziare programmi di prevenzione e trattamento delle dipendenze

in tutti gli Stati Uniti, ma avrà l’immunità.

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Richard Sackler si è presentato al banco dei testimoni a metà agosto affermando di non

ritenere né se stesso né la famiglia né l’azienda o i suoi prodotti responsabili del disastro

umanitario. Non ci sono mai state né scuse né assunzioni pubbliche di responsabilità.

"Il mio obiettivo è quello di dare alla Purdue e ai Sackler il processo che non hanno mai

avuto", ha dichiarato Danny Strong.

Si stima che i membri della famiglia Sackler abbiano guadagnato più di 10 miliardi di dollari

dalla droga. Hanno costantemente negato illeciti e hanno affermato che le decisioni chiave

sono state prese dai dirigenti della Purdue, anche se i membri della famiglia erano

intimamente coinvolti nella gestione dell'azienda (un ramo della famiglia Sackler, gli eredi di

Arthur Sackler, ha rinunciato a qualsiasi controllo dell'attività Purdue prima

dell'introduzione di OxyContin e non ha ricavato profitti dalla sua vendita.)

Kathe Sackler, un ex membro del consiglio di amministrazione di Purdue, ha dichiarato a

una commissione del Congresso l'anno scorso: "Ho cercato di capire se c'è qualcosa che

avrei potuto fare diversamente sapendo quello che sapevo allora, non quello che so ora.

Non c'è niente che possa trovare che avrei fatto diversamente".

La famiglia ha lanciato un sito web su Judgeforyourselves.info che "risponde alle domande,

corregge le falsità e mette le cose in chiaro", sostenendo che i Sackler nel consiglio di

amministrazione di Purdue hanno agito in modo etico e legale e che l'OxyContin non è mai

stato più del 4% di tutte le prescrizioni di oppioidi ( il comico John Oliver ha lanciato una

parodia rivale su Judgeforyourselves.com.)

Eppure Purdue Pharma si è dichiarata colpevole due volte di crimini, prima nel 2007 per la

commercializzazione illegale di OxyContin, poi di nuovo nel 2020 per aver corrotto i medici

per prescriverlo, mentendo sul rischio di dipendenza e frodando il governo degli Stati Uniti.

Strong dice: “Tutto ciò che esce dalla loro bocca è una bugia".

La resa dei conti pubblica è in corso. Libri come "American Overdose" del giornalista del

Guardian Chris McGreal e "Painkiller" dell'ex reporter del New York Times Barry Meier

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hanno fatto luce sulle attività dei Sackler. Anche quest'ultimo sarà trasformato in un

dramma, su Netflix.

L'anno scorso, quando David e Kathe Sackler hanno fatto una rara apparizione pubblica a

Capitol Hill, sono stati paragonati al leader del cartello della droga messicano El Chapo. Il

membro del Congresso Jim Cooper del Tennessee ha dichiarato: “Guardarti testimoniare mi

fa ribollire il sangue. Non sono sicuro di essere a conoscenza di una famiglia in America più

malvagia della tua".

Come un professore di diritto dell'università di Georgetown, Adam Levitin, ha detto al

Congresso a luglio, i Sackler hanno lavorato al sistema in modo che "emergeranno

effettivamente dal fallimento di Purdue più ricchi di quanto ci siano entrati" perché i

pagamenti saranno distribuiti su quasi un decennio durante il quale è probabile che il

patrimonio della famiglia cresca ben oltre 4,5 miliardi di dollari.

Secondo i CDC, gli enti statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, il

numero di decessi ogni anno per overdose con oppioidi soggetti a prescrizione è

quadruplicato tra il 1999 e il 2018. Gli oppioidi da prescrizione e quelli illegali – come eroina

e fentanyl illecito - sono stati collegati alla morte di oltre 470.000 americani dal 2000. E

l’epidemia si è ancora più aggravata in mezzo alla pandemia di coronavirus.

Giustizia non è fatta.

Fonti:

Big Pharma alla resa dei conti sulla strage da oppioidi. Purdue offre 12 miliardi per

patteggiare, Giulia Berardelli 28/08/2019, huffingtonpost.it.

Opioids have killed 600,000 Americans. The Sacklers just got off basically scot-free, Chris

McGreal, 5 Dec 202, theguardian.com.

A story people need to know’: behind a shocking TV series about the opioid crisis, David

Smith, 11 Oct 2021, theguardian.com.

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Dopesick’ Traces the Opioid Crisis, From Beginning to Blow Up, Jennifer Szalai, July 25, 2018,

nytimes.com.

Dopesick review – the heinous truth behind America’s opioid emergency, Lucy Mangan, 12

Nov 2021, theguardian.com.

Purdue Pharma, l’Oxycontin e le morti da oppioidi: la famiglia Sackler pagherà 4,5 miliardi

ma avrà l’immunità, Marilisa Palumbo, corriere.it.