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(credit: NASA/JPL-Caltech/University of Western Ontario)

Utilizzando il telescopio spaziale Spitzer della NASA, un gruppo di astronomi ha scoperto


nello spazio, per la prima volta, delle "buckyballs", dellle molecole composte da composte da
atomi di carbonio arrangiati tridimensionalmente impiegate massicciamente in
nanotecnologia (nanotubi) per le loro proprietà uniche (il nome deriva dal celebre architetto
Buckminster Fuller poiché la forma di queste molecole, chiamate anche "fullereni", rivordano
le sue cupole geodetiche). «Abbiamo trovato le più grandi molecole attualmente esistenti
nello spazio - ha dichiarato l'astronomo Jan Cami della University of Western Ontario
(Canada) e del SETI Institute a Mountain View (California, USA) - siamo particolarmente
entusiasti perché esse hanno proprietà uniche che le rendono protagonisti di molti processi
fisici e chimici che avvengono nello spazio». Cami è autore di un articolo sulla scoperta che
verrà pubblicato sulla rivista online journal Science. Il team di ricerca ha scoperto Buckyballs
"C70", cioè con 70 atomi di carbonio, disposti un po' come una palla da rugby, e "C60", che
assomogliano invece ad un pallone da calcio.

I ricercatori le hanno scovate in una nebulosa planetaria di nome ''TC 1'', tra le sue nuvole di
polvere e gas, utilizzando lo spettroscopio di Spitzer per analizzare la luce infrarossa,
scoprendo la firma spettrale delle buckyballs: esse oscillano, vibrano, in 174 modi differenti,
quattro dei quali le porta ad assorbire o emettere luce infrarossa; queste ultime quattro
modalità sono state rilevate da Spitzer approssimativamente a temperatura ambiente, la
condizione ideale per poter distinguere singoli pattern di luce infrarossa. I dati rilevati dal
telescopio spaziale sono stati poi confrontati con i dati di precedenti misurazioni effettuate in
laboratorio delle stesse molecole e la corrispondenza è stata totale.

Nel 1970, il professore Giapponese Eiji Osawa predisse l'esistenza delle buckyballs, ma esse
furono osservate in laboratorio solamente nel 1985, durante un esperimento in cui i
ricercatori, tra cui l'insigne nanoscienziato Harold Kroto, premio nobel per la chimica 1996
proprio per la scoperta del fullerene, avevano simulato le condizioni presenti nelle atmosfere
di "vecchie" stelle giganti ricche di carbonio in cui erano state rilevate catene di atomi di
carbonio. Sorprendentemente, questi esperimenti produssero una grande quantità di
buckyballs. Da allora, queste molecole sono state individuate sulla Terra, nella fuliggine delle
candele, negli strati di roccia ed in alcuni meteoriti. Dal 1991, è relativamente più facile
produrre determinate quantità di polvere di fullerene, tramite le tecniche messe a punto da
Donald Huffman e Wolfgang Krätschmer. Rimane ancora una sfida per i chimici il processo
di purificazione che determina in larga misura il prezzo. Sulla possibile tossicità di queste
molecole verso gli organismi non è ancora stata fatta chiarezza. La scoperta, ora ufficiale, di
buckyballs nello spazio prova la teoria secondo cui le buckyballs sono di origine
extraterrestre, probabilmente risalenti a prima della formazione del nostro Sistema Solare,
nate in seguito alla fuoriuscita di qualche stella gigante ricca di carbonio.

Scoperte per la prima volta molecole Buckyballs nello spazio, by Spitzer!


newsspazio.blogspot.com 23 luglio 2010
Buckyballs Found in Space Kurzweilai.net 23 luglio 2010
Fullerene - Wikipedia
Viaggio Allucinante - Google LIbri
viaggioallucinante2.0: Nanofobia