Sei sulla pagina 1di 61

ARCHITETTURA

TECNICA II

Benessere Luminoso
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE NEGLI EDIFICI

Benessere luminoso:

L'illuminazione di un ambiente deve svolgere


fondamentalmente tre funzioni:

- sicurezza (consentire lo svolgimento dell'attività ed il


movimento in condizioni di sicurezza);

- prestazione (consentire lo svolgimento del compito visivo in


condizioni ottimali);

- comfort (garantire un ambiente interno confortevole).

Architettura tecnica II !2 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Introduzione all’illuminotecnica…

La Luce :
la luce è una forma di radiazione elettromagnetica, un campo elettromagnetico
che si propaga nello spazio e nel tempo, nel vuoto e nella materia, con una
velocità dipendente dalla natura del mezzo attraversato.

Teoria corpuscolare :
in base a questa teoria la radiazione elettromagnetica può essere considerata
come propagazione di un insieme di pacchetti discreti di energia, detti quanti o
fotoni, ciascuno caratterizzato da un contenuto di energia

Teoria ondulatoria :
Spiega le modalità di propagazione delle onde elettromagnetiche

Architettura tecnica II !3 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
LA LUCE
Teoria ondulatoria
La luce è energia raggiante. Come tutti i moti ondulatori, le onde
elettromagnetiche sono caratterizzate da una propria lunghezza d’onda λ e
da una certa frequenza che indica il numero di periodi nell’unità di tempo,
cioè il secondo. Si propaga nel vuoto in forma di onde elettromagnetiche o
particelle, dette fotoni, alla velocità di circa 300.000 km/s. Tale velocità è
legata alle due grandezze appena citate secondo questa relazione:

v = λ*f

Dove:
λ = lunghezza d’onda
f = frequenza

Architettura tecnica II !4 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Spettro delle radiazioni elettromagnetiche e spettro della radiazione visibile

L’intervallo di lunghezza d’onda contenuto nello spettro è molto ampia e va dai


10-5 nm ai 1016nm.
Il campo delle radiazioni visibili è invece molto più limitato ed è compreso tra il
limite dell’ultravioletto – 380nm – ed il limite dell’infrarosso – 780 nm.

Architettura tecnica II !5 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Lo Spettro Visibile
Non tutte le lunghezze d’onda sono percettibili all’uomo, ma sono una piccola
parte detta Spettro Visibile.
E’ una porzione dello spettro elettromagnetico compresa tra 380 e 780 nm.

L’occhio umano è maggiormente sensibile alle lunghezze d’onda a cavallo dei


550 nm(luce giallo-verde). A 380 nm si ha luce viola (a sinistra della quale si
hanno i raggi ultra violetti, non visibili) e a 780 nm si ha il rosso (a destra del
quale si hanno i raggi infrarossi, non visibili). Le pellicole fotografiche hanno
sensibilità diverse dall’occhio umano, ed è per questo che talvolta rivelano
particolari che sfuggono al nostro occhio.
Architettura tecnica II !6 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
L’Illuminotecnica è la parte di Fisica Tecnica che studia i problemi di
illuminazione, sia naturale che artificiale al fine di assicurare le condizioni di
benessere ambientale e di confort visivo.

Il comfort visivo è oggi preso in seria considerazione per i molteplici aspetti che
presenta nella vita quotidiana.

Con l’acuirsi di una maggiore sensibilità verso il risparmio energetico si sono


sviluppati nuovi criteri di progettazione e di verifica dell’illuminazione (artificiale
e diurna) sia per ridurre i consumi che per il raggiungimento di condizioni
ottimali di comfort visivo.

L’analisi e la valutazione del grado di illuminazione, di tipo naturale, che si vuole


ottenere in uno specifico ambiente (abitazione, ufficio, industria, scuola, ospedale,
etc.), per una perfetta visione,assume primaria importanza in fase progettuale
essendo ad essa legata il corretto svolgimento delle attività lavorative.

Architettura tecnica II !7 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE

Architettura tecnica II !8 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Per studiare l’illuminazione di ambienti bisogna tenere d’occhio vari
caratteristiche.

Una tra questa è di sicuro lo spazio fisico e le caratteristiche funzionali ad esso


connesse quali:
• corretta dimensione degli ambienti e delle superfici vetrate;
• finitura, colore e caratteristiche di riflessione delle superfici;
• dimensione e caratterizzazione di eventuali schermi;
• definizione delle classi di utenza;
• definizione delle attività svolte nell’ambiente;
• profilo di occupazione dell’ambiente.
L’illuminotecnica si basa su: GRANDEZZE SOGGETTIVE e OGGETTIVE

Le leggi fondamentali e le unità di misura dell’Illuminotecnica sono qui


riassunte. Le grandezze illuminotecniche differiscono da quelle energetiche,
solo per il fatto che si riferiscono all’uomo e quindi tengono conto della
risposta soggettiva dell’occhio umano medio.

Architettura tecnica II !9 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
1) FLUSSO LUMINOSO

Si definisce flusso luminoso l’integrale:

ove K(λ) è il fattore di visibilità assoluto e w(λ) la radianza mono energetica


della sorgente. L’integrale è esteso fra 380 e 780 nm che corrisponde
all’intervallo di visibilità dell’occhio umano medio. Si osservi che la precedente
relazione è il legame fra la grandezza fisica (oggettiva) w(λ) e la visione
dell’Uomo. Normalizzando il fattore di visibilità assoluta si può anche scrivere:

con 683 lumen/Watt valore massimo di K(λ).

Architettura tecnica II !10 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE

Architettura tecnica II !11 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
2) INTENSITÀ LUMINOSA
L’intensità luminosa è il flusso luminoso che ricade
nell’unità di angolo solido, cioè si ha:

il flusso luminoso vale:

l’angolo solido è dato da:

Architettura tecnica II !12 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE

3) LUMINANZA
la luminanza è definita dalla relazione:

4) ILLUMINAMENTO
Rapporto tra il flusso luminoso ricevuto da una superficie e l’area della stessa. Si
misura con il luxmetro e si esprime in lux (lx).
Per illuminare una stanza dove poter compiere gesti abituali occorrono 100 lux, per
le attività che richiedono più attenzione, come truccarsi, cucinare occorrono da 200
a 500 lux.

5) RADIANZA
La radianza è definita dalla relazione:

Architettura tecnica II !13 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
L’Illuminotecnica studia i problemi di illuminazione sia naturale che artificiale.

Scopo dell'illuminazione artificiale é di rendere visibile all'osservatore quanto


lo circonda in condizioni di luce naturale carente o nulla e di favorire il suo
compito visivo facilitando la rapidità e l'accuratezza con cui gli oggetti
vengono percepiti. Questo requisito si colloca tuttavia all'interno di
un'esigenza più generale definibile come comfort o benessere visivo.

Per potersi orientare, conviene classificare in due grandi categorie le tipologie


impiantistiche: l'illuminazione primaria e l'illuminazione secondaria.

Con l’illuminazione primaria si creano i requisiti illuminotecnici essenziali e


le buone condizioni di visibilità mediamente in ogni punto del locale.

All'illuminazione secondaria si ricorre quando dalla luce si vuole ottenere


qualcosa di più che condizioni di normale visibilità. Viene usata per creare
particolari atmosfere, per generare messaggi, promuovere una certa
immagine, esaltare un oggetto o un particolare, creare effetti luministici insoliti
e drammatici (teatro, vetrine, musei, etc.) esaltare le forme e/o la natura di
oggetti o materiali.
Architettura tecnica II !14 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE PRIMARIA
- impianti di illuminazione generale : destinati a fornire luce su aree
molto vaste e con un certo grado di uniformità
- impianti di illuminazione localizzata : usati quando si vuole esaltare
l'illuminamento sulle aree in cui si svolge il compito visivo.
ILLUMINAZIONE SECONDARIA
- Illuminazione d'accento. É quella mirata ad esaltare la presenza di un oggetto
o gruppi di oggetti e richiamarvi l'attenzione dell'osservatore.
- Illuminazione d'effetto. Interessa prevalentemente i locali chiusi, e quindi
l'ambiente nel suo complesso. Consiste nel "disegnare con la luce", creando
effetti luministici su qualche parete, per es. proiettandovi strisce o macchie di
luce con funzione decorativa
- Mood Lighting. Non si tratta di una vera tecnica di illuminazione, ma consiste
nel creare con la luce il tono giusto, l'atmosfera adatta alle esigenze del
momento.
- Illuminazione architettonica É quella modellata su una struttura o complesso
architettonico, al fine di evidenziarne, anche a distanza, le forme e i volumi

Architettura tecnica II !15 Giampaolo Munafo’


PRESTAZIONE VISIVA
contrasto di luminanza C viene generalmente espresso dalla
relazione

L2 è la luminanza del oggetto


L1 é quella del fondo.

In relazione comunque alla sensibilità al contrasto dell'osservatore (in


inglese RCS Relative Contrast Sensitivity) che è definita come il rapporto
tra la luminanza dello sfondo e la minima differenza di luminanza
percepibile dall'occhio

fattore di resa del contrasto (CRF) (Norma UNI 10380,1994)

rapporto tra il contrasto C in condizioni di illuminazione reali e il contrasto


CR nelle condizioni di illuminazione di riferimento, che sono quelle dì
riflessione dello sfondo perfettamente diffusa. Tale valore non dovrebbe mai
scendere sotto 0.7.

Architettura tecnica II !16 Giampaolo Munafo’


I PARAMETRI ILLUMINOTECNICI
Bisogna a definire un numero discreto di parametri e di indici illuminotecnici,
capaci di definire i limiti entro i quali poter giudicare confortevole un ambiente
luminoso

Questi fattori, accettati con peso magari diverso da tutte le Norme, sono

1. livello e uniformità di illuminamento

2. spettro della sorgente luminosa e resa cromatica

3. resa del contrasto e direzionalità della luce

4. abbagliamento

5. distribuzione ed equilibrio della luminanza

Architettura tecnica II !17 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Metodo per realizzare un illuminamento artificiale
I metodi globali per ottenere un illuminazione artificiale adeguata sono quelli
di più antica formulazione,oltre che essere di facile e rapido impiego e adatti al
calcolo manuale. Essi consentono di determinare l'illuminamento medio sul piano
di lavoro in funzione delle caratteristiche geometriche del locale, delle proprietà
riflettenti delle pareti e delle caratteristiche ottiche dei corpi illuminanti.
a) COEFFICIENTI DI RIFLESSIONE
Da misure globali dei coefficienti di rinvio eseguite impiegando luce bianca, si
possono ricavare i valori raccolti nella tabella sottostante. Tali dati sono utilizzabili
per la luce diurna e per le sorgenti a incandescenza, ma possono perdere di
attendibilità nel caso di illuminazione con lampade del tipo a scarica.

Architettura tecnica II !18 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
METODO DEL FATTORE DI UTILIZZAZIONE
Ai fini del calcolo del flusso che la lampada deve emettere affinché sul piano di
lavoro si abbia un’ assegnato illuminamento, é opportuno suddividere lo spazio
che circonda il corpo emittente nelle 4 zone di emissione evidenziate in figura

• La zona 1 é
interessata dal flusso
diretto la cui efficacia
dipende dall'altezza di
montaggio hm

• Le altre zone emettono per riflessione, quindi la porzione di flusso che ne


proviene dipende sia dalla riflettività delle pareti che dalle rispettive superfici

Architettura tecnica II !19 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
La posizione però degli impianti di illuminazione non è solo un metodo
matematico, ma dipende molto anche da fattori soggettivi:

L'impressione visiva di un interno è influenzata dall'aspetto delle seguenti


superfici nel campo visivo:
a) oggetti visivi principali: per esempio le mansioni che si deve
svolgere, i visi delle persone e gli arredi;
b) grandi superfici all'interno dell'ambiente: pareti, soffitti, pavimenti,
finestre (di notte) e superfici di arredi e macchinari;
c) sorgenti di luce: apparecchi di illuminazione e finestre (di giorno).

Architettura tecnica II !20 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Non meno importante è il volume d'offesa, definito
come il volume che comprende tutte le direzioni
speculari a quelle di osservazione dell'area di
lavoro, o di osservazione.

La posizione del corpo luminoso può determinare


effetti dannosi o indesiderabili di abbagliamento
visivo. Di ciò si deve tenere conto nel considerare
l’ergonomia dei posti di lavoro.
L’illuminazione localizzata può dare luogo ad
abbagliamento per contrasto qualora l’illuminazione
del fondo non sia adeguata.
Architettura tecnica II !21 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Definizione angolo di abbagliamento

Abbagliamento da luce
riflessa

Contrasti di illuminazione

Abbagliamento Abbagliamento
da luce diretta da luce riflessa
Architettura tecnica II !22 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE NATURALE

Illuminazione naturale ha ricevuto una sistemazione in termini di strumenti


conoscitivi e di controllo a partire dalla metà del XIX sec
L’utilizzo della luce naturale trae origine dalle seguenti motivazioni:
· igieniche; la finestra ha lo scopo di illuminare ed aerare gli ambienti chiusi e
consentire inoltre ai fruitori la vista dell’esterno circostante.
· psicologiche; è stato dimostrato il maggior rendimento dell’individuo,
conseguente allo svolgimento di attività lavorative in ambienti illuminati da
luce naturale;
· energetiche; per ridurre l’utilizzo di luce artificiale e di conseguenza la
spesa di energia elettrica.

Il problema del comfort degli ambienti ed in particolare la corretta


Illuminazione sfruttando esclusivamente la radiazione solare non è un fatto
nuovo in architettura, basti pensare che sin dai tempi remoti il problema del
soleggiamento ha condizionato spontaneamente le culture tradizionali; il
clima e la luce del sole sono da sempre fattori che incidono sulla scelta di
determinate tipologie abitative.
Architettura tecnica II !23 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
L’ILLUMINAMENTO IN FUNZIONE DEL TIPO DI FINESTRA
La finestra fornire luce ed aria ad uno spazio confinato, di essa hanno primaria
importanza i parametri dimensionali, la forma e la posizione; ma oltre a queste
caratteristiche determinate da esigenze di igienicità, di illuminamento e di
ventilazione. Le finestre rivestono un valore qualificante degli spazi interni
mentre all'esterno la loro quantità, qualità e disposizione, congiuntamente con gli
altri elementi costruttivi e decorativi, hanno importanza assolutamente definitiva
nella composizione architettonica dell'insieme.

Architettura tecnica II !24 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
L’illuminazione naturale deve essere progettata in modo da garantire:
• una sufficiente quantità di luce naturale entrante;
• una distribuzione uniforme della luce;
• la vista verso l’esterno;
• la penetrazione della radiazione luminosa all’interno, soprattutto in inverno;
• la privacy;
• l’oscurabilità.
Solo in questo modo è possibile garantire un comfort visivo e una riduzione dei
consumi da energia elettrica. Un ambiente dotato di una buona illuminazione
naturale deve avere una buona distribuzione della luce negli ambienti tra la zona più
vicina alla superficie vetrata e la zona più lontana.
Il fattore di uniformità, dato dal rapporto tra il fattore di luce diurna minimo e il fattore
di luce diurna massimo, deve essere almeno pari a 0.2 (Applicabile in ambienti con
illuminazione unilaterale). Allo stesso modo bisogna garantire che questi ambienti
possano essere completamente oscurati all’occorrenza e vi sia la possibilità di
regolare tramite schermi l’illuminamento interno medio dovuto alla luce naturale
Architettura tecnica II !25 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
LO SPAZIO COSTRUITO
E’ il caso di costruzioni esterne, (tipico esempio di edilizia urbana), che da un
determinato punto interno dell'edificio si possa vedere una sufficiente porzione
di cielo.
Si traduce nell'assicurare e nel verificare che l'angolo formato fra la retta
orizzontale passante per il centro della finestra più bassa dell'edificio e quella
congiungente questo punto con la sommità dell'edificio prospiciente non sia
superiore a 25°.

Disegnando l'ombra portata dell'ampliamento secondo linee di proiezione disposte


a 45° rispetto agli spigoli verticali ed orizzontali dello stesso, si deve verificare che
il centro di tutte le finestre dell'edificio esistente non sia interessato da tale ombra.
Architettura tecnica II !26 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Una procedura per la definizione delle eventuali ostruzioni che possono produrre
ombra sugli edifici limitrofi è la costruzione della piramide solare.
Essa viene costruita tenendo conto di un'altezza minima utile del sole di 15 gradi
per la città di Palermo (valore, questo, riferito ad un orario compreso tra le 8,00 e
le 9,00 a.m. del solstizio d’inverno).

Il vertice della piramide è la


sommità di un segmento
verticale, pari all'altezza
massima consentita per
l'edificio dalla normativa,
misurato alla stessa scala
della planimetria del sito.

I due vertici settentrionali della base della piramide corrispondono invece alla
estremità delle ombre proiettate sul piano orizzontale dal segmento verticale
quando il sole si trova all'altezza minima prescelta e al corrispondente angolo
azimutale nel giorno dell’anno più sfavorevole: il solstizio invernale (21
dicembre).
Architettura tecnica II !27 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
SALVAGUARDIA AMBIENTE
La luce artificiale è sicuramente di grande utilità per lo svolgimento delle attività umane nonché serve per
illuminare strade, piazze o altri luoghi di passaggio in modo da evitare che un pedone o un automobilista, non
vedendolo, incappino (impattino) in qualche ostacolo. 

L'illuminazione notturna sfrutta l'effetto del contrasto (ovvero rende visibile una sagoma più scura su un fondo
luminoso), è sempre rivolta verso il basso.
Però molta luce, a causa di impianti fatti male (ma anche, spesso, volutamente), viene dispersa verso l'alto o
in direzione quasi orizzontale (bassi angoli) in modo incontrollato ed è visibile a grandissima distanza: se non
fosse per la presenza delle polveri che (oltre all'effetto di diffusione) attenuano man mano l'intensità della luce,
la visibilità di un raggio luminoso emesso in orizzontale sarebbe limitata solo dalla curvatura della terra.

Architettura tecnica II !28 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Questa luce dispersa, il più delle volte, è un inutile spreco di energia e rappresenta la causa scatenante
dell'inquinamento luminoso. 

La luce dispersa fa si che nell'ambiente aumenti la luminosità di fondo (la nostra atmosfera possiede
comunque una sua luminosità naturale appena percettibile). 

L'aumentare della luce di fondo fa si che la luminosità del cielo aumenti. Quando la luminosità del cielo, a
causa dell'introduzione delle luci artificiali, supera dei determinati valori (piuttosto bassi), si ha un degrado
della trasparenza e quindi anche della visibilità delle stelle come se nell'atmosfera aleggiasse una perenne
nebbia: le stelle più deboli, man mano, diventano invisibili. Lontano dalle fonti luminose l'effetto è appena
percettibile ma, avvicinandosi alle città, l'effetto diventa più marcato sino a far scomparire anche le stelle più
luminose.

Architettura tecnica II !29 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE NEGLI EDIFICI
• fattore di luce diurna

Dopo aver rilevato la distribuzione• delle luminanze in vari


distribuzione delle luminanze
• abbagliamento
punti dell'ambiente, sono stati •calcolati riflessione di velo
i rapporti di
luminanza tra le varie superfici nel campo visivo.
Dopo aver rilevato la distribuzione delle luminanze in va

In base alla [UNI 10380] non risultano ammissibili i rapporti


stati calcolati i rapporti di luminanza tra le varie s
In base alla [UNI 10380] non risultano ammissibili i rapp
tra il video e le superfici scure adiacenti
scure adiacenti(pavimenti),
(pavimenti), tra il video tra il lon
e le superfici
video e le superfici lontane chiare (finestre), tra
tastiera e le superfici lachiare
lontane tastiera
(finestre). e

le superfici lontane chiare (finestre).


Lumina
di illum

Architettura tecnica II !30 Giampaolo Munafo’


34,28
130
00 c) UNI' 10840:2007 ' "Locali& scolastici& ?& Criteri& gene?
240
2x35W
rali&per&l'illuminazione&artificiale&e&naturale".
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
SC 8340

240
100
I LAula
LUMINAZION E
Quadro N E G L I ANALISI UNI 10840:2007
Insegnanti 23
elettrico
EDIFICI 24 100
Illuminamento&medio&mantenuto&?&minimo:
100 (livello&di&riferimento:&piano&di&lavoro)
22
Centrale a) &&&&300&lx
Termica
mq - UNI EN mq39,30 12464-1:2004 b) mensa&e&zone&di&ingresso:
c) cucina&e&similari:
&&&&200&lx
&&&&500&lx
5,32 0,00
"Illuminazione
mq314,13
dei posti di d) servizi&igienici&e&zone&di&passaggio:&&100&lx

lavoro - Parte 1: Posti di Fattore&di&abbagliamento&(UGR)&?&massimo:


a) &&&&19
lavoro in interni";8340
100

100
100

100

b) mensa&e&zone&di&ingresso: &&&&22
165

c) cucina&e&similari: &&&&22
d) servizi&igienici&e&zone&di&passaggio:&&25
- UNI 10840:2007 "Locali
Indice&di&resa&cromatica&(Ra)&?&minimo: &&&&80
scolastici - Criteri generali per
l'illuminazione artificiale e Fattore&medio&di&luce&diurna&?&minimo:
a) &&&&3%
naturale". b) mensa&e&similari: &&&&2%
c) cucina&e&zone&di&ingresso: &&&&1%
d) servizi&igienici&e&zone&di&passaggio:&&1%

Apparecchi di Illuminazione
ANO TERRA
Architettura tecnica II !31 Giampaolo Munafo’
2x36W
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE
NEGLI EDIFICI

Architettura tecnica II !32 Giampaolo Munafo’


BENESSERE VISIVO: ILLUMINAMENTO
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
VERIFICA RAPPORTI AERO-ILLUMINANTI
(REGOLAMENTO EDILIZIO)

ILLUMINAZIONE Ambiente
Superficie
(S) [mq]
Sup. Illum. Sup. Apribile
(Si) [mq] (Sa) [mq]
Verifica
Si/S 1/8
Verifica
Sa/S 1/8

NEGLI EDIFICI 1 AULA 1 96,53 23,04 19,68 0,239 > 0,125 0,204 > 0,125

2 AULA 2 96,08 18,49 15,13 0,192 > 0,125 0,158 > 0,125

3 Servizi 21,36 2,40 2,40 - -

4 Guardaroba 16,08 1,20 1,20 - -

7 Servizi 21,36 2,40 2,40 - -

8 Connettivo 37,27 2,88 2,88 - -

10 wc disabili 6,36 1,20 1,20 - -

13 MENSA 95,43 26,10 23,22 0,273 > 0,125 0,243 > 0,125

14 Spogliatoio 7,97 1,00 1,00 - -


Areazione
15 wc 1,92 - - - forzata

16 Dispensa 9,64 1,00 1,00 - -

18 CUCINA 34,28 4,68 4,68 0,137 > 0,125 0,137 > 0,125

21 Ufficio 9,55 1,30 1,30 0,136 > 0,125 0,136 > 0,125

22 Bagno 5,32 1,00 1,00 - -

23 Aula Insegn. 14,13 2,00 2,00 0,142 > 0,125 0,142 > 0,125

24 C.T. 9,30 1,00 1,00 - -

Architettura tecnica II !33 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
Modalità e suggerimenti per affrontare la problematica
È universalmente accettato che il Fattore di Luce Diurna –FLD– è dato dal rapporto
dell’illuminazione interna con quella che si manifesta nello stesso istante all’esterno, il
rapporto al variare della illuminazione esterna resta costante; questo è dato da:
Eint * 100/Ee = FLD
Il FLD di cui si propone un metodo di calcolo è determinato dalla somma di tre
aliquote espresse in percentuali:
1. componente del cielo, quantità di luce che arriva in un punto direttamente dalla
volta celeste;
2. componente di riflessione esterna, quantità di luce che arriva in un punto dopo
riflessioni su superfici esterne;
3. componente di riflessione interna, quantità di luce che arriva in un punto dopo
riflessioni su superfici interne al locale.
I vari metodi per Il calcolo della luce diurna si distinguono in due tipi:
• metodi grafici;
• metodi tabellari.

Architettura tecnica II !34 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE
NEGLI EDIFICI

Architettura tecnica II !35 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
ILLUMINAZIONE NEGLI EDIFICI

Architettura tecnica II !36 Giampaolo Munafo’


BENESSERE - ILLUMINAZIONE
O NATURALE
ILLUMINAZIONE NEGLI EDIFICI
FATTORE MEDIO DI LUCE DIURNA - AULA 1:
(UNI 10840:2007)

Stot [mq] rm t Af t FLDm

393,0 0,575 0,70 8,002 4,7%

Sf : area(della(superficie(delle(finestre,(escluso(il(telaio([mq]
t : fattore(di(trasmissione(luminosa(del(pannello(vetrato
: fattore(finestra,(relativo(alla(posizione(del(baricentro(rispetto(alla(volta(celeste
Stot : area(totale(delle(superfici(che(delimitano(l'ambiente([mq]
rm : fattore(medio(di(riflessione(luminosa(delle(superfici(che(delimitano(l'ambiente
: fattore(di(riduzione(del(fattore(finestra

RIEPILOGO INFISSI ESTERNI: RIEPILOGO SUPERFICI:

Architettura tecnica II
Tipo Infisso num. Af [mq] !37 Elementi Giampaolo Munafo’
A [mq] r
Stot [mq] rm t Af t FLDm

BENESSERE
DIURNA - AULA 1:- ILLUMINAZIONE 393,0 0,575 0,70 8,002 4,7%

ILLUMINAZIONE NEGLI EDIFICI


Sf : area(della(superficie(delle(finestre,(escluso(il(telaio([mq]
t : fattore(di(trasmissione(luminosa(del(pannello(vetrato
Stot [mq] rm t Af t FLDm
: fattore(finestra,(relativo(alla(posizione(del(baricentro(rispetto(alla(volta(celeste
Stot : area(totale(delle(superfici(che(delimitano(l'ambiente([mq]
rm : fattore(medio(di(riflessione(luminosa(delle(superfici(che(delimitano(l'ambiente
: 393,0 0,575 0,70
fattore(di(riduzione(del(fattore(finestra 8,002 4,7%

RIEPILOGO INFISSI ESTERNI: RIEPILOGO SUPERFICI:

re,(escluso(il(telaio([mq]
Tipo Infisso num. Af [mq] Elementi A [mq] r

a(del(pannello(vetrato
F1 Est 1 2,60 0,9 0,5 Pareti A-B-C-D 166,8 0,80

izione(del(baricentro(rispetto(alla(volta(celeste
F2 Est 1 2,20 0,9 0,5 Pavimento 96,5 0,50

F3 Sud 1 6,60 1,0 0,5 Soffitto 99,0 0,40


elimitano(l'ambiente([mq]
F4 Sud 1 4,70 1,0 0,5 Infissi Esterni 17,3 -

nosa(delle(superfici(che(delimitano(l'ambiente
F5 Nord 2 0,60 0,8 0,4 Infissi Interni 13,4 0,35

nestra
Architettura tecnica II !38 Giampaolo Munafo’
BENESSERE - ILLUMINAZIONE
LO SPAZIO DOMESTICO DOMUS
•differenziata funzionalmente anche in rapporto
all’illuminazione
•chiusa sull’esterno
•con ambienti aperti: PERISTILIUM e l’ATRIUM,
con funzione di accoglienza e d’illuminazione

Lo sviluppo della domus è l’INSULA


•In centri urbani
•Su più piani
•FINESTRA ha la doppia funzione di dare luce
e assicurare la visione

Il MEDIOEVO sviluppa il FRONTE STRADALE al fine di concentrarvi le attività


diurne

Nel PALAZZO RINASCIMENTALE ruolo fondamentale torna ad assumerlo la


CORTE INTERNA, come atrio rappresentativo di accoglienza ma anche come
fonte di luce.
Architettura tecnica II !39 Giampaolo Munafo’
LIBERTA’ SPAZIALE dell’ETA’ MODERNA
La luce viene ad assumere il ruolo di SOGGETTO SIGNIFICATIVO nella creazione
dell’architettura e nella definizione qualitativa degli spazi
tramite l’uso di finestre a nastro, pozzi di luce, forature delle superfici
dell’involucro, la luce viene opportunamente graduata, controllata e utilizzata in
modo diverso al variare delle esigenze di uno stesso edificio o di più edifici
aventi le stesse funzioni

Gli spunti offerti da grandi personaggi, quali Le Corbusier, Wright, Aalto, Mies Van der
Rohe hanno mostrato la grande importanza dell’utilizzo corretto della luce

Architettura tecnica II !40 Giampaolo Munafo’


SPAZIO PER LE ATTIVITA’ LAVORATIVE
Edifici Uffici
commerciali
Dalla relazione stretta tra posto
di lavoro e luce, si arriva a
XVII sec.: diffusione Fabbriche nuove soluzioni, attraverso
vetro e in Olanda l’illuminazione dall’alto
nascono le
vetrine, una
successione di
piccoli negozi, a
piano terra

‘800: nascono i grandi


spazi commerciali
coperti a lucernari
dove si ripropone la
Non si hanno grandi cambiamenti nel
tipologia del vuoto
tempo: un passaggio significativo è la
centrale come fonte
possibilità di illuminare dall’alto i
di luce
grandi ambienti, lasciando libero lo
spazio.
Anche questo settore conquista la
libertà dello scheletro indipendente
(dal 1700 in poi)

Architettura tecnica II !41 Giampaolo Munafo’


EDIFICI AD USO COLLETTIVO

Banche e Grandi costruzioni


borse
La qualità della luce va a costituire un vero e
proprio paradigma architettonico di questi spazi
Fin dal ‘400 il tipo edilizio era vicino
alle residenze a corte centrale
Lo sviluppo ha mantenuto la luce
dall’alto, con le strutture a telaio

Si affermano le grandi strutture di ferro


con chiusure in vetro dove l’ardito uso dei
materiali ha permesso un rapporto tra
pieni e vuoti inimmaginabile a favore di
una nuova concezione della luce

Architettura tecnica II !42 Giampaolo Munafo’


MUSEI
La questione dell’illuminazione risulta un tema dominante nella realizzazione di spazi
espositivi
•Illuminismo (1700): il museo diventa un edificio autonomo d’ impronta classica
•1800 cambiamento formale al sistema a galleria con luce laterale

Esempi più recenti mostrano una


differenziazione sempre maggiore in cui
l’illuminazione è protagonista

Nel Guggenheim di F. L. Wright (1943-56)


la presenza dello spazio centrale classico illuminato e la
passeggiata ottocentesca, con innovazioni architettoniche in
funzione dell’illuminazione naturale (spirale di luce)
Architettura tecnica II !43 Giampaolo Munafo’
MUSEI
Accanto a questi rapporti luce/forma si lavora molto anche
sulle tecniche di illuminazione naturale e artificiale

Ampliamento della Tate Gallery a Londra


(J. Stirling, 1987)
la luce diurna arriva sulle parete di esposizione
per diffusione di un fascio verticale, che può
essere oscurato nelle ore di chiusura per non
rovinare, per eccessiva esposizione, le opere.
Questo è ottenuto con una forma del tetto con
doppia apertura su pozzi di luce, dotata di
serrande regolabili.

Centre Pompidou (G. Aulenti, 1985)


la luce è ottenuta per riflessione, grazie anche alle
pareti rivestite da un tessuto dipinto in modo da
divenire una fonte di luce: i sistemi di illuminazione
sono i più vari.

Architettura tecnica II !44 Giampaolo Munafo’


BIBLIOTECHE
Risale all’XI secolo con Carlo Magno la testimonianza di una pianta in
pergamena per la biblioteca di St. Gall, in cui si pone l’esigenza di far
coesistere la lettura da una parte e la conservazione dei testi
dall’altra, che è divenuta l’elemento ordinatore della tipologia

Il primo passo è lo
scranno, (Corpus
Christi College,
Oxford): scaffali di libri
individuano piccole
aree di lettura,
illuminate dalla
rispettiva finestra

L’esigenza di collocare un sempre maggior numero di libri, portò nel XIX a


dividere i due problemi della letture e della conservazione,affrontandoli in
modo più specifico anche sotto l’aspetto luce: un esempio è la biblioteca
nazionale di Parigi, di Labrouste, in cui la sala di lettura acquisisce una
grande eleganza grazie alla struttura su colonne in ghisa, e piccole volte
tutte con apertura circolare in sommità
Architettura tecnica II !45 Giampaolo Munafo’
ILLUMINARE CON LA LUCE DEL SOLE

DAYLIGHTING
Lo studio e la progettazione dell'illuminazione naturale o "daylighting" comincia con lo
studio del percorso del sole durante il giorno e nei vari periodi dell'anno
La luce solare diretta e quella diffusa dalla volta celeste hanno caratteristiche diverse e
pertanto richiedono una diversa considerazione nella progettazione dell'illuminazione
naturale degli ambienti interni

I tre modi di progettazione

Toplighting

Sidelighting

Corelighting

Architettura tecnica II !46 Giampaolo Munafo’


COSTI del DAYLIGHTING
Negli Stati Uniti, valutazioni di tipo economico, effettuate di recente su un
edificio progettato e costruito adottando estesamente tecniche di daylighting,
hanno dimostrato che il costo complessivo dell'edificio aumenta soltanto dell'1%
rispetto ad un edificio realizzato con tecniche convenzionali

SCUOLA nel North Carolina: RISPARMIO ENERGETICO


Dimensioni medie=circa 40.000 m2 pari a 40.000 dollari l’anno

EDIFICIO PER UFFICI, sempre negli Stati RISPARMIO del 75% di


Uniti è stato progettato ad atri e dotato di
energia elettrica rispetto
"lightshelves"
agli uffici della sua
categoria

Ma il vero risparmio è stato quello della diminuzione


dell'assenteismo, che è calato del 15% con ottime ricadute sulla
produttività

Un risultato simile è stato rilevato in un centro commerciale, dove


le zone di vendita situate sotto i lucernari hanno avuto molte più
vendite da quelle illuminate esclusivamente con luce artificiale

Architettura tecnica II !47 Giampaolo Munafo’


COMPONENTI
Lamelle riflettenti
che permettono
la vista Brise soleil
dell’esterno
Vetri attivi

Vetri prismatici e
vetro cemento

che non Fibre ottiche


permettono la
vista dell’esterno Light pipes

Films olografici

Architettura tecnica II !48 Giampaolo Munafo’


LAMELLE RIFLETTENTI

• lamelle orizzontali
• lamelle verticali
• lamelle incrociate
• lamelle fisse
• lamelle mobili
• lamelle interne al vetro camera
• lamelle esterne al vetro camera

Architettura tecnica II !49 Giampaolo Munafo’


FILM OLOGRAFICI

I film olografici cambiano la direzione dei raggi di luce


incidenti mediante il principio della diffrazione

Si applicano sulla superficie dei comuni pannelli di vetro

Sono sensibili alla lunghezza d’onda della luce incidente


permettendo di bloccare la radiazione ultravioletta

Architettura tecnica II !50 Giampaolo Munafo’


BRISE SOLEIL
Il principio di funzionamento si basa sulla
riflessione della luce solare proveniente da elevati
angoli di altitudine del sole

La presenza del brise soleil comporta una


riduzione del livello di illuminazione diurna e una
sua migliore distribuzione

Architettura tecnica II !51 Giampaolo Munafo’


VETRI ATTIVI
Vetri
fotocromatici

Vetri
termocromatici

Vetri
elettrocromatici

Vetri
a cristalli liquidi

Architettura tecnica II !52 Giampaolo Munafo’


VETRI PRISMATICI e VETRO CEMENTO
Tali componenti presentano l’inconveniente di modificare
l’immagine degli oggetti osservati

Le vetrate prismatiche e i blocchi di vetro cemento


sfruttano sia il fenomeno della riflessione luminosa che
quello della rifrazione

Architettura tecnica II !53 Giampaolo Munafo’


LIGHT PIPES - CONDOTTI DI LUCE
Si tratta di sistemi che servono a trasportare la luce diurna
in ambienti che non hanno altre opportunità di essere
illuminati naturalmente

Si basano sulla riflessione della luce piuttosto che sulla


rifrazione

Architettura tecnica II !54 Giampaolo Munafo’


LIGHT PIPES - CONDOTTI DI LUCE
Si tratta di sistemi che servono a trasportare la luce diurna
in ambienti che non hanno altre opportunità di essere
illuminati naturalmente

Architettura tecnica II !55 Giampaolo Munafo’


CASI STUDIO
Norman FOSTER

Sede centrale della


Hong Kong and
Shanghai Bank

Architettura tecnica II !56 Giampaolo Munafo’


CASI STUDIO
Norman FOSTER
Facoltà di Legge
dell’Università di
Cambridge

Architettura tecnica II !57 Giampaolo Munafo’


REICHSTAG di BERLINO (1992)

NORMAN FOSTER
Il vetro viene da lui usato in nome di una trasparenza di un edificio al tempo stesso
culla e sepolcro della democrazia tedesca.
Il nuovo Parlamento, nasce sul vecchio con accuratezza storica accompagnata da
innovazione: nei sistemi di reazione naturale, nell’uso di fonti di energia non
inquinanti, dall’ILLUMINAZIONE SOLARE RESA POSSIBILE DALL?USO DI VETRO AD
ALTE PRESTAZIONI.
Architettura tecnica II !58 Giampaolo Munafo’
REICHSTAG di BERLINO (1992)
LA più appariscente tra le strutture
nuove è proprio la cupola in vetro
posta sopra la camera del
parlamento, che rimpiazzerà la
p r e c e d e n t e i n ra m e e v e t r o
distrutta dal fuoco dopo la guerra.

La cupola non serve solo per l’areazione ma racchiude un ampio candeliere solare, un CONO
INVERTITO IN VETRO, RICOPERTO DA BATTERIE FOTOVOLTAICHE E DA CENTINAIA DI SPECCHI
CHE INCANALANO LA LUCE SOLARE VERSO LA CAMERA E RIFLETTONO PORZIONI DI CIELO.
Architettura tecnica II !59 Giampaolo Munafo’
REICHSTAG di BERLINO (1992)

SANTIAGO CALATRAVA

L’idea di rivisitare la cupola del


progetto originale rappresenta un
confronto coraggioso con il passato.
Egli crea deliberatamente un
contrasto tra il revival e un idioma
contemporaneo: la cupola di vetro
trasgredisce infatti dai canoni
classici non tanto per i nuovi
materiali ma per la forza con cui si
eleva che si esprime nel
movimento potenziale della cupola
stessa.

Architettura tecnica II !60 Giampaolo Munafo’


REICHSTAG di BERLINO
LA STRUTTURA NON E’ STATICA;
SI MUOVE PRENDE CORPO E VITA,
E’ COMPLESSA E CARICA DI
TENSIONE.

Calatrava esprime in questo modo la


necessità di cambiamento, e mostra
così le potenzialità e i paradossi di un
monumento carico di storia.

Lancia una sfida


COME RISOLVEREMO LE
TENSIONI?
Non con la stasi del passato né con
la seduzione di un futuro perfetto
ma con il movimento e la
complessità del presente

Architettura tecnica II !61 Giampaolo Munafo’