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PERCHÉ ESISTE L’IMPRESA

FUNZIONI DELL’IMPRESA
L’impresa esiste per svolgere due fondamentali funzioni: una di tipo ECONOMICO e una di tipo META-
ECONOMICO.
FUNZIONE ECONOMICA
La funzione economica principale è il soddisfacimento dei bisogni umani attraverso la produzione di beni e
servizi, in modo migliore rispetto alle altre possibili modalità (le altre modalità sarebbero l’autoproduzione =
produco per me stesso, e l'autoconsumo = per il mio consumo).
La fondamentale funzione economica richiederebbe il soddisfacimento dei bisogni umani, ma le imprese vanno oltre,
superando il semplice soddisfacimento => le imprese oggi stimolano la nascita di desideri => È quindi necessario
evidenziare la differenza tra BISOGNI e DESIDERI.
BISOGNI: nascono da un’esigenza che viene avvertita dal cliente => sono percepiti indistintamente dalla
collettività => Bisogni umani indicano il modo in cui si cerca di rispondere alle potenzialità e disponibilità di
produzione => Bisogno sinonimo di necessità.
DESIDERI: sono quel qualcosa in più, che fondamentalmente non serve per la vita o per il benessere => Il
desiderio è una risposta che l’individuo dà a degli input che vede => è dipendente dalla cultura, stato sociale
di una persona
Per questo motivo le imprese non si fermano a produrre solo ciò che è necessario, ma lavorano per generare nel cliente
nuovi bisogni e desideri, cercando in tutti i modi di far nascere all’interno delle persone il desiderio di possedere, di
avere, di viaggiare => questo perché l’offerta dei prodotti delle aziende è superiore rispetto alla domanda (le imprese
lavorano sui desideri, perché non c’è più spazio per tutte nell’ambito dei bisogni)=> bisogna creare nuovi spazi per la
produzione delle imprese

Nella funzione economica rientrano alcuni aspetti, come il fatto che un’impresa che compie una
determinata attività possa beneficiare dell’economia di scambio con un’altra impresa che compie a
sua volta attività diverse => Questo genera una maggiore utilità per tutti i soggetti che fanno parte
dell’impresa.
L’impresa svolge la sua attività attraverso un principio di specializzazione e l’economia di scambio => beni e
servizi vengono prodotti mediante un apparato organizzativo e di funzionamento che genera una maggiore
utilità/ricchezza per la collettività, perché c’è una specializzazione e divisione del lavoro
 Specializzazione e divisione del lavoro consentono un utilizzo più razionale delle risorse => Con un utilizzo
più razionale delle risorse si è in grado di risparmiare e creare ricchezza, garantendo un corrispettivo adeguato
a tutti coloro che partecipano all’attività produttiva.

L’impresa ha anche la funzione di produrre e distribuire ricchezza assicurando il dovuto corrispettivo a coloro
che in essa operano e hanno contribuito allo svolgimento dell’attività produttiva.

L’impresa, quindi, viene chiamata anche AZIENDA DI PRODUZIONE proprio perché attraverso la produzione è in
grado di soddisfare un bisogno umano
Ci sono diversi tipi di aziende, oltre a quelle di produzione ↓
 aziende COMPOSTE -> corrispondono alla pubblica amministrazione (Stato, università, ospedale) => tutti
gli enti di pubblica amministrazione hanno una funzione economica di produzione ed erogazione di beni e
servizi pubblici, e una funzione meta-economica di miglioramento della qualità della vita, di progresso civile
e sociale => Includono sia la componente produttiva che quella di erogazione
 aziende DI EROGAZIONE -> l’esempio fondamentale è dato dalle famiglie: svolge la funzione economica
di erogare bene e servizi in termini di sussistenza e soddisfacimento dei bisogni dei membri che la
compongono, e una funzione meta-economica di riproduzione, protezione, assistenza, affetto…

FUNZIONE META- ECONOMICA


La funzione meta-economica dell’impresa riguarda:
Il Miglioramento della qualità della vita delle persone (non tutto quello che è innovativo migliora le
condizioni della qualità della vita)
L’applicazione della scienza ai fini produttivi => attraverso l’innovazione => Le scoperte nei laboratori
vengono tramutate dall’imprenditore in prodotti (in beni e servizi) che contribuiscono alla qualità della vita =>
l’imprenditore trasforma la scoperta scientifica in un prodotto => perciò l’impresa è un luogo che produce
innovazione.
La trasmissione della cultura => veicolo di trasmissione culturale => l’impresa attraverso il proprio prodotto
può accrescere la cultura della collettività (per esempio la BARILLA può trasmettere la cultura della cucina
tradizionale italiana).
il ruolo solidaristico, nello sviluppo dei membri che operano all’interno dell’impresa e nel territorio nel quale
essa opera => svolge cioè un ruolo sociale (offre supporto a chi ha bisogno) sia nello sviluppo dell’impresa
che nel territorio in cui opera
 Significa garantire una possibilità di crescita personale e professionale alle persone che operano
all’interno dell’impresa, e prendersi cura anche del territorio nel quale l’impresa è insediata.
 L’impresa deve farsi carico del territorio e di un suo sviluppo in termini sociali, culturali, di benessere
generale.

LA PAROLA AGLI IMPRENDITORI


““Fondare un’azienda e mantenerla al passo coi tempi è come accendere un grande fuoco (…). Al suo calore molti
uomini potranno scaldarsi, cuocere cibi, trovare aiuto e difesa (…). Accendere un fuoco e creare un’industria è
quindi prima di tutto un fatto sociale e secondariamente un fatto economico”. Massimo D’Agostina
 ci fa capire il suo punto di vista rispetto alla realtà imprenditoriale
 in realtà l’impresa dovrebbe essere prima di tutto un fatto sociale e secondariamente un fatto economico

“L’imprenditore (…) porta luce creando lavoro, facendo crescere l’azienda.


L’imprenditore, inoltre, una volta cresciuto, può portare un’altra luce ancora inserendosi nelle istituzioni locali per
contribuire allo sviluppo sul territorio, alla diffusione del benessere”.
(Vincenzo Divella – Divella, impresa centenaria)
 questa riflessione non fa riferimento all’impresa, bensì all’imprenditore
 l’imprenditore dovrebbe essere una persona illuminata, ossia che riesce a vedere oltre grazie alle sue
competenze => ha capacità di visione
 sarebbe buona cosa che l’imprenditore facesse parte delle istituzioni territoriali

FINI
I fini, in realtà, non sono propriamente riferiti all’impresa, ma sono riferiti più correttamente all’imprenditore o al
gruppo imprenditoriale, cioè del soggetto economico (= quello che prende le decisioni) => Sono strettamente
collegati al sistema di valori che è alla base del soggetto economico.

Fini e funzioni dell’impresa non possono essere considerati sinonimi.


 Le FUNZIONI dell’impresa rispondono alla domanda -> “perché esiste l’impresa?”
 Parlando di FINI, invece, ci chiediamo -> “qual è lo scopo per il quale il soggetto economico ha dato vita
all’attività d’impresa?”

Quali possono essere i fini?


AUTOSUFFICIENZA ECONOMICO-FINANZIARIA: è la condizione minima dell’impresa ed è vincolo
per la sopravvivenza (ovviamente, l’imprenditore non crea l’impresa perché essa sopravviva a malapena)
PRODUZIONE DI RICCHEZZA: ci sono tre “misuratori economici” di ricchezza, che non hanno nulla a
che fare con la sostenibilità: la ricchezza può coincidere con reddito, redditività o profitto.
 Il reddito è il divario positivo tra il ricavo dei prodotti venduti ed il costo delle risorse impiegate per
realizzarli.
Esistono diverse configurazioni di reddito:
 OPERATIVO (quello della gestione caratteristica dell’impresa)
 ANTE IMPOSTE (prima del calcolo delle imposte)
 NETTO (una volta che sono state dedotte le imposte)
Il reddito è una grandezza assoluta, ma non è possibile confrontare il reddito di due aziende diverse, o
il reddito all’interno della stessa azienda tra un anno e l’anno successivo: per poter fare un confronto,
il reddito deve essere RELATIVIZZATO => Per relativizzare si procede a calcolare la redditività.
 La Reddittività è quindi il reddito (flusso) rapportato al capitale investito (fondo) => rapporto tra
reddito e capitale
 Numeratore= avrò ricavi- costi =reddito (che è quantità flusso→ cambia di anno in anno)
 Denominatore = avrò il capitale investito (rimane fermo => è una quantità fondo o stock =>
che viene investita all’inizio dell’attività produttiva e che, tendenzialmente, rimane stabile
per un determinato periodo di tempo)

 Moltiplicando la redditività per cento ottengo la percentuale di redditività della mia impresa,
ossia l’attitudine della mia impresa a produrre ricchezza, reddito
 Questo valore può essere rapportato nel tempo (per una singola impresa) oppure
confrontato con altre imprese
Redditività: la misura percentuale dell’attitudine dell’impresa a produrre reddito

 Anche in termini di redditività si possono individuare diverse configurazioni, a seconda della


configurazione di reddito che si pone al numeratore oppure in base alle diverse configurazioni
di capitale investito del denominatore
le più utilizzate sono:
 la RETURN ON INVESTMENT (ROY) = ossia la reddittività sul capitale investito
 il RETURN ON EQUITY (ROE) = ossia la reddittività sul capitale proprio
 RETURN ON SALES (ROS) = ossia la reddittività sulle vendite

 Il Profitto è la quota del reddito che spetta all’imprenditore in misura RESIDUALE ed


EVENTUALE.
 Residuale -> il profitto spetta all’imprenditore solo dopo che sono stati remunerati tutti gli
altri fattori produttivi e poi, se rimane una consistenza positiva, può godere del profitto.
 Eventuale -> il profitto può esserci così come potrebbe non esserci. Non è detto che, una
volta remunerati gli altri fattori, rimanga un risultato economico positivo da attribuire
all’imprenditore.
Perché l’imprenditore si assume l’“onere” di avere un compenso residuale, cioè prima paga tutti gli altri e poi, se
avanza qualcosa, paga sé stesso? ↓
Perché tutti gli altri soggetti che collaborano con l’imprenditore godono di tutele giuridiche.
I dipendenti lavorano per l’imprenditore in funzione di un contratto, cedono il proprio tempo e, in
contropartita, ricevono un compenso; fornitori cedono delle materie prime e in contropartita
ricevono un compenso…
L’imprenditore non è tutelato da alcuna forma giuridica di garanzia per il suo compenso, per cui
ottiene una remunerazione solo se rimane denaro dopo aver remunerato tutti gli altri fattori produttivi che sono
tutelati da rapporti giuridici.

Perché il profitto spetta all’imprenditore? ↓


Per una serie di prerogative:
1) CREATIVITÀ E CAPACITÀ INNOVATIVA: l’imprenditore è il soggetto che intraprende, innova, crea => È il
soggetto che manifesta la capacità innovativa dell’impresa => Per questo a lui spetta un
riconoscimento in termini economici
2) ORGANIZZAZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI: l’imprenditore è il soggetto che organizza l’insieme
dei fattori produttivi, cioè si occupa della gestione, di condurre e di far funzionare l’impresa
3) RISCHIO A FRONTE DELL’APPORTO DI CAPITALE: l’imprenditore si assume un rischio nel momento in cui
apporta capitale proprio
 Per questo l’imprenditore ha il “diritto” all’ottenimento del profitto qualora si verifichi un’eccedenza
dopo aver remunerato tutti gli altri fattori produttivi.

L’imprenditore si assume il rischio di mercato, operativo, finanziario e il rischio puro =>Il Rischio è l’eventualità che
si verifichi un evento sfavorevole
 RISCHIO DI MERCATO: è relativo alla possibilità di non rientrare dagli investimenti effettuati e di non
ottenere la remunerazione adeguata del capitale investito attraverso la collocazione dei prodotti ottenuti sul
mercato.
L’impresa per contenere il rischio di mercato realizza il BUSINESS PLAN: progetto che conduce alla
decisione o meno di procedere nella direzione di un certo investimento produttivo => Più il PLAN è accurato
più il rischio di mercato si riduce.
 RISCHIO OPERATIVO: relativo alla possibilità che si manifestino danni o incidenti nel corso del processo
produttivo, derivanti da guasti, sabotaggi, incidenti sul lavoro, inquinamento da comportamento opportunistici
o scorretti.
Possono essere contenuti garantendo maggiore sicurezza sul posto di lavoro, manutenzioni preventive,
adozione di regole, attenzione e collaborazione nel dare seguito a quest’ultime. Questi rischi sono coperti
anche da assicurazioni.
 RISCHIO FINANZIARIO: non è tipico delle imprese industriali ma si verifica in caso di non disponibilità
di liquidità investita in prodotti finanziari. (Quando l’azienda ha una certa liquidità potrebbe decidere di fare
degli investimenti di natura finanziaria, dai quali non ottiene la remunerazione desiderata o perde il capitale).
 RISCHIO PURO: relativo alla possibilità che si manifestino eventi del tutto scollegati dal processo
produttivo, quali ad esempio incendi, frane, allagamenti, sconvolgimenti sociali politici ed economici, corona
virus.
Il rischio non può essere contenuto e l’imprenditore è responsabile a fronte dell’apporto di capitale quindi si
assume tutti questi rischi, ecco perché a lui spetta il profitto, nella misura in cui questo si verifica.

L’imprenditore deve quindi far fronte a una serie di rischi => non è avverso al rischio => bisogna avere una certa
propensione al rischio per poter sopportare l’aleatorietà degli eventi

NON SEMPLICEMENTE PROFITTO


Esistono diverse finalità imprenditoriali: non è detto che un imprenditore che avvii la sua attività d’impresa lo faccia
per conseguire un profitto. Ci sono alcune alternative:
o MASSIMO PROFITTO
o SOPRAVVIVENZA AZIENDALE
o CREAZIONE E DIFFUSIONE DEL VALORE
o SVILUPPO DIMENSIONALE DELL’IMPRESA
o MASSIMO PROFITTO CONDIZIONATO
o SUCCESSO SOCIALE

Il massimo profitto è la prima delle teorie sulle finalità imprenditoriali, secondo essa l’imprenditore punta
all’ottenimento del massimo profitto possibile => orientare l’attività di impresa per soddisfare le necessità
dell’imprenditore (rendere massima la quantità di reddito disponibile per lui) => Questa teoria è stata poi
smontata; ci sono alcuni limiti posti a questo massimo profitto.

Massimo profitto condizionato: non esiste un massimo profitto, esso è correlato al vincolo del tempo e del
rischio che l’imprenditore decide di sopportare.
teoria sottoposta al vincolo del tempo, massimo profitto in tutta la vita utile dell’impresa, non per un
determinato periodo. L’altra condizione è il rischio, possiamo ottenere un massimo profitto condizionato ad un
certo livello di rischio che intendiamo sopportare come imprenditori.

La sopravvivenza aziendale è una finalità del gruppo imprenditoriale che ben si sposa alle situazioni in cui
c’è una separazione tra i soggetti che hanno la proprietà dell’impresa e coloro che si occupano della gestione.

Creazione e diffusione del valore tra i soggetti che operano all’interno dell’impresa = è una finalità che si
persegue sempre quando vi è la separazione tra soggetti che hanno la proprietà dell’impresa e coloro che si
occupano della gestione=> pone il suo focus sul concetto di valore

Teoria dello sviluppo dimensionale dell’impresa: fare in modo che l’impresa cresca di dimensioni per dare
lustro al manager => finalità personale legata al soggetto del manager => se egli dimostra che è in grado di far
crescere un’impresa, quando si proporrà ad un'altra impresa sarà ben accetto
 manager cercano di ottenere il massimo sviluppo, attraverso delle politiche con un’ottica temporale breve e,
a volte, determinano più danno che beneficio per l’impresa.
Successo sociale: i 3 gradini che si compiono in questa teoria sono profitto, potere e prestigio, finalità
perseguite in ottica crescente dal gruppo imprenditoriale, il quale ricerca il profitto che è sinonimo della
capacità dell’impresa di sopravvivere e raggiunge funzioni di natura economica.
passiamo dal garantire la sopravvivenza dell’impresa (attraverso il conseguimento di un profitto non
massimo) al potere (essere leader nel proprio settore, avere potere di mercato e prestigio economico
dell’imprenditore) e poi al prestigio
Prestigio: legittimazione sociale dell’imprenditore => riconoscimento della leadership a livello sociale
dell’imprenditore

“(…) migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo
inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge: non soltanto la sete di
denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele
sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che
il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano
tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che
potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”. Luigi Einaudi
 Luigi Einaudi guardava all’impresa come ad una realtà economica virtuosa e all’imprenditore come una
persona virtuosa.

CONDIZIONI PER LA REDDITIVITÀ


Le condizioni per far sì che la redditività d’impresa si manifesti sono tre: EFFICIENZA, EFFICACIA,
LEGITTIMAZIONE SOCIALE => Agiscono come criteri decisionali di base di tutte le decisioni prese dal gruppo
imprenditoriale

EFFICIENZA
L’efficienza è la capacità di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo => vuol dire che:
 O aumento i ricavi a parità dei costi
 O diminuisco i costi a parità di ricavi

L’efficienza può essere


 TECNICA (produttività)
 ECONOMICA (economicità)
 DI FATTORE = quando parliamo, per esempio, dell’efficienza delle materie prima o del fattore lavoro => fa
riferimento a uno o più fattori produttivi
 GLOBALE = quando usiamo come riferimento tutte le risorse impiegate per realizzare un determinato
prodotto
 STORICA = calcolata ex post, con riferimento al passato
 TEORICA = calcolata ex ante, con riferimento a qualcosa che deve ancora avvenire

Parlando in termini economici (economicità) possiamo avere:


 massimo ricavo a parità di costo
 oppure minimo costo a parità di ricavo
 oppure, nella condizione ottimale, massimo ricavo e minimo costo

l’efficienza può anche essere espressa in termini quantitativi/fisici => viene chiamata, in questo caso,
produttività => mi indica il numero massimo di pezzi ottenuti, con una certa quantità di materie prime
 cerco di massimizzare i pezzi in output, tenendo fermi gli input
 oppure di ottenere gli stessi output, riducendo gli input
 o, nella condizione ideale, massimo output con minimo input

L’efficienza ci consente di fare confronti:


 diacronici = con la stessa impresa ma in momenti differenti nel tempo = possiamo valutare l’efficienza del
fattore lavoro in diversi momenti della sua storia
 sincronici = confronti tra realtà/imprese diverse nello stesso = dobbiamo non avere valori assoluti ma
renderli relativi => Esprimerli in termini di %.

EFFICACIA
L’efficacia agisce sui ricavi e consente di aumentare la reddittività a parità di costi => è la capacità di raggiungere gli
obiettivi prefissati, ma anche di scegliere gli obiettivi giusti.
Anche l’efficacia influisce sul reddito (cioè sul numeratore della formula della redditività) => Il concetto di efficacia è
più qualitativo rispetto a quello di efficienza; non vanno confuse: sono due condizioni diverse.
Ci sono alcuni indicatori che consentono di misurare l’efficacia della mia azienda:
 VENDITE (numero di pezzi venduti) – FATTURATO (quantificazione in termini monetari delle
vendite) – QUOTA DI MERCATO (rapporto tra il mio fatturato e quello di tutte le aziende che
operano nel mio settore e la moltiplico per 100)
 CUSTOMER SATISFACTION INDEX (indica il grado di soddisfazione dei clienti => per vedere
se a una certa quantità di vendite corrisponde una determinata soddisfazione da parte dei miei clienti)
 CUSTOMER RETENTION (indica la capacità dell’impresa di trattenere i clienti => va a vedere
quanti clienti riacquistano i prodotti)
Essere efficace significa saper conseguire gli obiettivi di fidelizzazione che un’azienda si pone.

LEGITTIMAZIONE SOCIALE
Per conseguire i suoi obiettivi di natura economica, l’impresa deve godere di un certo consenso da parte dell’ambiente
circostante => l’ambiente deve riconoscere all’impresa stessa la legittimazione sociale, ossia il “diritto ad esistere” che
l’impresa deve guadagnarsi nel contesto in cui agisce.
 L’impresa, per conseguire i suoi obiettivi di natura economica, deve godere di un certo consenso da parte della
collettività del territorio nel quale è insediata (quindi buone relazioni con gli enti pubblici, con le banche, con i
clienti, con le scuole… Tutti questi soggetti rientrano nel contesto nel quale opera l’impresa).

FOCUS ON: concetto di azienda & impresa


L’azienda può essere di 3 tipi => il concetto di azienda è più
ampio e ingloba una parte dell’impresa
L’impresa coincide con la tipologia di azienda di produzione
=> il concetto di impresa è meno ampio