Sei sulla pagina 1di 9

DOMANDE MANAGEMENT

1- COSA SI INTENDE PER IMPRESA COME SISTEMA?


Per impresa come sistema si intende un insieme correlato di parti tra loro interdipendenti (ciascuna delle quali
svolge la propria funzione) ma tutte finalizzate al raggiungimento di un determinato obbiettivo, ovvero la
ricchezza

2- COSA SIGNIFICA CHE L’IMPRESA È UN SISTEMA COGNITIVO?


L’Impresa è un sistema dotato di conoscenza in grado di generare ulteriore conoscenza.
Con questo termine indichiamo sia la conoscenza delle persone che lavorano all’interno dell’impresa secondo
una determinata routine, sia la conoscenza incorporata all’interno dei macchinari (frozen knowledge).
La conoscenza è la fonte principale del vantaggio competitivo e deve essere tutelata. In realtà, a volte, non
viene tutelata
- Sia per scarsa efficacia di norme a livello nazionale
- Sia perché alcune imprese pensano che, anche se altre dovessero copiare i loro prodotti, non sarebbero
mai in grado di arrivare ad una conoscenza tale come la loro

3- SI ILLUSTRINO LE CONDIZIONI PER LA REDDITTIVITÀ


Le condizioni per la reddittività sono:
-efficienza = capacità di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo
L’efficienza può dividersi in efficienza tecnica (massimo output con il minimo input), economica (massimi
ricavi con i minimi costi), globale (riferita a tutti i fattori del processo produttivo), di fattore (riferita
solamente a determinati fattori del processo produttivo), storica (calcolata ex-post, con riferimento al passato),
teorica (calcolata ex-ante, con riferimento a qualcosa che deve ancora accadere)
-efficacia = capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati e di scegliere gli obiettivi giusti. Gli indicatori che
mi consentono di misurare l’efficacia della mia impresa sono:
 vendite
 -quota di mercato
 -fatturato
 -customer satinsfaction index
 -customer retentetion
- legittimazione sociale = è il diritto di esistere della mia impresa che deve guadagnarsi all’interno del
contesto in cui agisce.
L’impresa deve, infatti, cercare di ottenere consenso da parte della collettività del territorio in cui è insediata

4- CARATTERI DELL’AMBIENTE
I caratteri dell’ambiente possono essere descritti attraverso 4 aforismi:
- “panta rei” è una frase di Eraclito che significa tutto scorre. Mi sta ad indicare la mutevolezza
dell’ambiente aziendale, ovvero che esso è in continuo cambiamento
- Ogni giorno viviamo la storia è la frase che mi indica la velocità crescente del cambiamento
- “cosi è se vi par” è una frase di Pirandello che mi indica il fatto che l’ambiente aziendale è relativo (non
assoluto), è diverso da impresa a impresa e ognuno lo percepisce in modo diverso
- Siamo passati da un mondo di orologi a un mondo di nuvole è una frase di Karl Popper che mi indica che
l’ambiente aziendale è un ambiente complesso. Le nuvole, al contrario degli orologi (simbolo di
precisione), sono simbolo di incertezze e complessità.

5- QUALI SONO LE DIMENSIONI DELLA COMPLESSITÀ AMBIENTALE?


La complessità ambientale è determinata da:
- Varietà e variabilità = l’impresa entra a contatto con un elevato numero di soggetti differenti che sono in
continuo cambiamento nel corso del tempo
- Interdipendenza = all’interno dell’impresa non esistono relazioni causa-effetto ma, al contrario, su un
determinato fenomeno agiscono più concause
- Ambiguità = mi indica la difficoltà di interpretazione di determinati fenomeni ed eventi
- Imprevedibilità = è impossibile interpretare tutte le traiettorie future che l’impresa potrebbe seguire
6- COME PUÒ ESSERE AFFRONTATA LA COMPLESSITÀ AMBIENTALE?
La complessità aziendale può essere affrontata solo se si possiedono determinate qualità e requisiti, ossia:
- Immaginazione
- Intelligenza manageriale = abilità cognitiva, emozionale e sociale attraverso la quale il management può
far fronte alla governabilità di un’impresa a complessità crescente
- Capacità di ascolto = capacità di recepire gli stimoli che provengono dall’esterno. È differente dalla
capacità di sentire, perché l’ascolto implica un coinvolgimento della sfera emotiva
- Capacità di interpretazione = capacità di interpretare gli stimoli che vengono recepiti dall’ambiente
esterno e di dare loro un significato maggiore che vada oltre la semplice visione
- Empatia con l’ambiente = capacità di sapersi mettere nei panni di qualcuno ed essere in affinità con quello
che ci circonda
Oltre a queste caratteristiche è possibile averne altre 2:
- Creatività = capacità di dare soluzione a problemi vecchi e nuovi
- -flessibilità = capacità di modificare il proprio pensiero e le proprie azioni

7- QUALI SONO I FATTORI DI COMPETITIVITÀ DELLA FUNZIONE DI PRODUZIONE?


I fattori di competitività della funzione di produzione sono:
- Efficienza tecnica (produttività) = capacità di realizzare il massimo risultato col minimo sforzo ossia:
massimo output con il minimo input, oppure realizzare gli stessi output riducendo gli input o realizzare
maggiori output tenendo fermi gli input
- Elasticità = capacità di far fronte a variazioni quantitative della domanda senza ulteriori incrementi di
costo
- Flessibilità = capacità di far fronte a variazioni qualitative della domanda senza ulteriori incrementi di
costo
- Time to order = tempo che intercorre tra ordine e consegna. Più è rapido, più sarà alta la competitività
- Qualità = più essa è alta maggiore sarà la competitività
Distinguiamo tra la qualità ex- post (qualità dei prodotti recepita dal cliente finale) e la qualità ex –ante
(qualità dei processi produttivi che deve essere presente in ogni fase della produzione)

8- SPIEGA IL FENOMENO DELLE ECONOMIE DI SFRUTTAMENTO E DI SCALA


Le economie di sfruttamento sono il fenomeno per cui i costi totali unitari diminuiscono a fronte di una
maggiore quantità di produzione, poiché i costi fissi si spalmano su un maggiore volume di produzione. In
questo caso la capacità produttiva è costante.
Le economie di scala sono il fenomeno per cui i costi totali unitari diminuiscono a fronte di una dimensione
produttiva maggiore. In questo caso la capacità produttiva non è costante, ma cambia.

9- PERCHÉ SI PASSA DALLE ECONOMIE ALLE DISECONOMI DI SCALA?


Nelle economie di scala i costi totali diminuiscono ma non arrivano mai allo zero. I costi totali unitari
diminuiscono fino alla Dem. Dalla DEM alla DOM c’è la stabilità dei costi, superata la DOM essi torneranno
a salire a causa di determinate problematiche, dando vita al fenomeno delle diseconomie di scala.
Questo fenomeno avviene in seguito a un aumento dei costi a causa di problemi di coordinamento,
disponibilità limitata di materie prime e capacità limitata del mercato di assorbire i miei prodotti

10- AUTOMAZIONE FLESSIBILE


Negli ultimi anni l’innovazione tecnologica è un tema assolutamente centrale. Abbiamo notato come la
tecnologia sia stata in grado di migliorare e velocizzare i processi produttivi implicando costi sempre più
bassi. Negli ultimi decenni si è passati dall’automazione all’automazione flessibile, ovvero all’applicazione di
software informatici all’interno del processo produttivo standardizzato per migliorarlo. Grazie
all’automazione flessibile si è in grado di produrre una notevole varietà di prodotti a prezzi contenuti, si
possono ridurre le immobilizzazioni in scorte, si è sempre in grado di far fronte alla variazione della domanda
e si può beneficiare delle economie di scopo.

11- PROCESSO MAKE OR BUY


Le alternative fondamentali del processo produttivo sono: integrazione (scelta di make) o decentramento
(scelta di buy).
L’integrazione può essere verticale od orizzontale.
- Con l’integrazione verticale aggiungo ulteriori fasi al mio processo produttivo. Essa è divisa in
integrazione verticale a monte (mi permette di avvicinarmi al mercato di approvvigionamento) o a valle
(mi permette di avvicinarmi al mercato di sbocco)
- Con l’integrazione orizzontale amplio la mia capacità produttiva aggiungendo alla mia impresa imprese
che operano nella mia stessa fase produttiva o comprando nuovi macchinari.
il decentramento significa che mi rivolgo ad altre imprese per l’acquisizione di risorse che mancano
all’interno della mia impresa e che sarebbero troppo costose da produrre. Il decentramento può essere:
- Di capacità = quando, a seguito di variazioni quantitative della domanda, mi rendo conto che la mia
impresa non è dotata della capacità produttiva necessaria e creo rapporti duraturi con altre imprese per
l’acquisto di essa
- Di variabilità = quando, a seguito di aumenti congiunturali della domanda, stabilisco relazioni temporanee
con i terzi che mi offrono le migliori condizioni
- Di specialità = quando all’interno della mia impresa mancano determinate competenze e mi rivolgo ai
terzi in quanto sarebbe troppo costose produrre all’interno.
Con la strategia di integrazione si realizza il valore aggiunto maggiore. Per scegliere tra le 2 strategie devo
fare riferimento a criteri economici (costi della produzione interna vs costi della produzione esterna) e non
economici (qualità, conoscenza, tempestività).

12- DEFINIZIONE DI INVESTIMENTO INDUSTRIALE, NATURA E CARATTERI


L’investimento è un impiego durevole di un capitale per produrre reddito e può essere diviso in finanziario o
industriale. Un investimento industriale serve per l’acquisizione per i fattori strumentali alla produzione e può
essere materiale (acquisizione di macchinari, attrezzature ecc) oppure immateriale (costi per l’acquisto di
brevetti, pubblicità ecc).
Un investimento è uno scambio (trade off) tra un esborso iniziale cospicuo e certo e dei benefici futuri incerti.
I caratteri di un investimento sono:
- Ingente esborso iniziale = è un esborso certo e di lungo periodo
- Benefici futuri incerti = sono incerti poiché non sappiamo quando avverranno e quanto saranno
consistenti
- Durata pluriennale = il recupero del capitale investito avviene in un periodo di tempo superiore ad un
anno
- Recupero indiretto = il recupero del capitale investito è indiretto poiché avviene mediante la vendita degli
output prodotti da quello stesso investimento.
Un investimento industriale può essere:
- Di primo impianto = investimento per dotare un’impresa che sta nascendo della capacità produttiva
necessaria (impianti, macchinari ecc)
- Di sostituzione = serve per sostituire macchinari o impianti usurati o obsoleti
- Di espansione= corrispondono ad un ampliamento della capacità produttiva in seguito ad un incremento
della domanda
- Di ammodernamento= servono per modernizzare alcuni impianti e macchinari per renderli più produttivi
in termini economici

13- DIFFERENZA TRA CAPACITÀ PRODUTTIVA NOMINALE ED EFFETTIVA


La capacità produttiva nominale è una stima effettuata ex-ante dal produttore del macchinario e mi indica la
produzione massima ottenibile da quel macchinario in un tempo base e se non si verificano interruzioni o
rallentamenti.
La capacità produttiva effettiva è una stima effettuata ex-ante dall’imprenditore che indica quale è la
produzione massima ottenibile dal macchinario all’interno dell’impresa di riferimento
Per passare da una all’altra bisogna considerare 4 aspetti:
- Qualità delle materie prima
- Professionalità degli addetti
- Tempi di fermata
- Organizzazione del lavoro

14- DIFFERENZA TRA MISSION & VISION


La mission risponde principalmente a 2 domande che sono: “perché la mia impresa esiste?” e “perché il
mondo starebbe peggio se la mia impresa non esistesse?”. La mission dipende dalle competenze presenti
all’interno della mia impresa e dai valori che ne determinano l’orientamento di fondo. Di conseguenza la
mission è la parte più profonda e invariabile della personalità della mia impresa.
La vision è la mission calata all’interno del contesto ambientale e di mercato ed è una descrizione sfavillante
di ciò che l’impresa è ed aspira a divenire nel futuro. La vision è l’insieme degli obiettivi audaci
dell’imprenditore anche un po' fuori portata.

15- SCRIVERE IL CONCETTO DI STRATEGIA E LE RELATIVE CARATTERISTICHE


La strategia è un comportamento imprenditoriale a lungo termine per il raggiungimento degli obiettivi primari
di gestione formulata tenendo conto dell’evoluzione ambientale
- Comportamento  insieme di azioni poste in essere da determinati individui
- Imprenditoriale  attinente all’imprenditorialità
- Lungo termine  delinea l’orizzonte temporale di riferimento
- Evoluzione ambientale  l’ambiente influenza il mercato e la mia impresa e, di conseguenza, prima di
formulare delle decisione strategiche devo conoscere in modo approfondito l’ambiente nel quale intendo
operare.
Le caratteristiche sono:
- Pensiero che si traduce in un’idea
- Lungo termine
- Formulata a livello di alta direzione
- È frutto dell’intenzionalità e non di eventi casuali
- Ha un orientamento al cambiamento
- Relativamente vincolante

16- COSA È L’ASA?


L’ASA è l’area strategica d’affari ovvero una porzione di settore nel quale vi sono i produttori con prodotti tra
loro in concorrenza.
Per definire un’ASA si usa la matrice di Abell che ha identificato 3 dimensioni per definire un’ASA, ovvero:
-gruppo di consumatori ai quali ci rivolgiamo
- le funzioni che i nostri prodotti sono in grado di soddisfare
-le tecnologie impiegate per la creazione dei prodotti e delle loro funzioni
Dalla combinazione di questi 3 elementi possiamo definire un’ASA

17- OPZIONI STRATEGICHE DELLA STRATEGIA COMPLESSIVA


La strategia complessiva riguarda l’impresa nella sua interessa, ovvero tutte le aree strategiche d’affari nella
quale intende operare.
Le opzioni strategiche della strategia complessiva si possono ricavare dalla matrice di Ansoff che utilizza due
variabili:
- Prodotti vecchi e nuovi di un’impresa
- Mercati vecchi e nuovi nei quali l’impresa intende operare

- Se l’impresa intende operare con prodotti vecchi in mercati esistenti si dice che persegue una strategia di
penetrazione del mercato. È una strategia di sviluppo mono-settoriale con la quale l’impresa tenta di
fidelizzare i clienti vecchi o cerca di ottenere nuovi clienti (talvolta sottraendoli alla concorrenza). Per
raggiungere tale obiettivo deve cercare di abbassare il prezzo di vendita o operare secondo la logica della
differenziazione dei prodotti (renderli migliori e diversi di fronte agli occhi dei clienti)

- Se l’impresa intende operare con prodotti vecchi in mercati nuovi intende operare secondo la strategia di
sviluppo del mercato. Con mercati nuovi possiamo intendere aree geografiche nuove (l’impresa intende
operare in territori geograficamente nuovi), oppure clienti nuovi (l’impresa si rivolge ad altri segmenti di
mercato)

- Se l’impresa intende operare con prodotti nuovi in mercati vecchi intende perseguire una strategia di
sviluppo del prodotto. È una strategia di sviluppo mono-settoriale. Per sviluppare il prodotto deve cercare
di modernizzare i prodotti vecchi con nuove versioni e modelli
- L’impresa che opera con prodotti nuovi in mercati nuovi opera secondo una strategia di diversificazione.
È una strategia di sviluppo poli-settoriale (l’impresa opera in aree strategiche d’affari diverse rispetto a
quelle precedenti). La diversificazione può essere laterale (vengono mantenute delle connessioni tecnico-
produttive o di marketing tra la produzione vecchia e quella nuova) o conglomerale (non vi sono
connessioni tra le due produzioni).

18- DEFINIZIONE DI CONOSCENZA


La conoscenza deriva dal termine conoscere e può essere riferita alle persone (ovvero la capacità di sapere
fare qualcosa) o alle macchine (ovvero la conoscenza incorporata all’interno dei macchinari).
La conoscenza è la consapevolezza tecnica, economica, organizzativa, mercatistica e relazionale, nonché la
competenza critica e di ricerca, acquisite nel tempo grazie allo studio, ai sensi e all’esperienza.
La conoscenza può essere:
- Conoscenza esplicita  quella che viene acquisita mediante i sensi e lo studio e può essere codificata (ad
esempio in un libro). Viene trasferita mediante la comunicazione
- Conoscenza tacita  è difficilmente codificabile e viene trasferita mediante l’esperienza. È Solo mediante
l’esperienza di affiancamento che si è in grado di imparare una nuova attività. In questa fase l’errore è
molto importante e non deve essere visto come qualcosa da punire, ma come un mezzo tramite il quale
imparare a fare sempre meglio.
Per la rilevanza della conoscenza le imprese sono definite “learning organization”.
Il knowledge management è una disciplina di studi che permettono di capire come trasferire la conoscenza
all’interno dell’impresa

19- TUTTI POSSONO ESSERE CREATIVI O SOLO ALCUNI?


La creatività è creare qualcosa di nuovo partendo da elementi disorganizzati. Più precisamente, in ambito
aziendale, la creatività è la capacità di dare soluzione a problemi vecchi e nuovi.
La creatività è un potenziale a portata di tutti se si possiedono alcune caratteristiche individuali e se si è
inseriti in un’organizzazione che solleciti l’espressione creativa

20- COSA È IL BUSINESS PLAN? A COSA SERVE?


Il business plan è un documento che mi verifica la fattibilità tecnico-economica e finanziaria di un nuovo
progetto o di un nuovo prodotto che intendo collocare sul mercato.
All’interno del business plan viene analizzata la mia idea imprenditoriale, le variabili di mercato e, inoltre,
posso trovare anche il piano dell’analisi della produzione, delle vendite, degli investimenti e finanziamenti e
dell’impatto ambientale del mio progetto.
Il business plan serve:
- In ottica interna è uno strumento di pianificazione e gestione dell’impresa e serve per condividere
determinare informazioni. Per essere efficace deve essere costantemente monitorato e aggiornato
- In ottica esterna per illustrare il mio progetto ai soggetti esterni all’impresa e generare fiducia in tali
interlocutori. Per essere efficace deve contenere informazioni veritiere e bisogna affidarsi a professionisti
che lo sappiano redigere.
All’interno del business plan possiamo trovare anche un’analisi SWOT, ovvero un’analisi dei punti di forza e
debolezza interni all’impresa e delle minacce e opportunità che l’impresa può riscontrare.

21- QUALI SONO LE DIMENZIONI DELL’AGIRE IMPRENDITORIALE


Le dimensioni dell’agire imprenditoriale sono 3:
- Imprenditorialità  è una dimensione mentale, riguarda la capacità dell’imprenditore di perseguire con
tutte le forze il suo sogno
- leadership  è una dimensione relazionale, riguarda la capacità dell’imprenditore di motivare le persone
che lavorano all’interno della propria impresa e di guidare il cambiamento
- managerialità  è una dimensiona organizzativa, riguarda la capacità dell’imprenditore di gestire
l’impresa nella sua complessità e di reperire le risorse necessarie
22- CHI È L’IMPRENDITORE?
Il termine imprenditore deriva da imprendere, ossia intraprendere. L’imprenditore è colui che imprende una
nuova attività e nuove iniziative

23- COSA È LA FIDUCIA?


La fiducia è il senso di affidamento e sicurezza che riponiamo in qualcuno/qualcosa degno di stima.
Può essere:
-emozionale  la fiducia del primo impatto che deriva dal linguaggio para-verbale e dai movimenti del corpo
- cognitiva  la fiducia che riponiamo in qualcuno/qualcosa che conosciamo. Per esempio la fiducia che
riponiamo in un’impresa già avviata è un esempio di fiducia cognitiva perché sappiamo già come opera
La fiducia va accudita continuamente e deve essere mantenuta. Da ricordare che non è attraverso l’errore che
si perde la fiducia, l’importante è essere sempre sinceri, ottimisti, essere sempre sé stessi anche nei momenti
di ansia e paura e ascoltare le proprie emozioni.

24- QUALE È LA RAGIONE D’ESSERE DELLE IMPRESE LONGEVE E QUALI SONO LE SUE
CARATTERISTICHE?
Le imprese longeve sono un importante patrimonio conoscitivo ed esperienziale che, attraverso la loro
conoscenza, sono in grado di generare effetti positivi nel resto del mondo imprenditoriale. Le imprese longeve
sono in grado di vedere e di agire nel futuro e sono delle imprese che hanno una durata di vita media superiore
rispetto alle altre realtà della stessa specie.
Longevità deriva dal termine latino longevitas che significa “lunga vita”, infatti le imprese longeve sono
caratterizzate dalla lunga vita. In realtà non dobbiamo pensare che le imprese longeve siano delle imprese
vecchie, in quanto la vecchiaia comporta un degradamento fisico, mentre le imprese longeve sono
caratterizzate dall’eterna giovinezza. Esse infatti incorporano i caratteri della lunga vita e della giovinezza,
creano un contrasto tra saggezza ed esuberanza, prudenza e apertura al nuovo, esperienza e cambiamento.

25- DIFFERENZA TRA VITALITÀ, LONGEVITÀ, STORICITÀ E IMPRESE MIRABILI


Non dobbiamo confondere la longevità con la vitalità. La vitalità è la caratteristica dell’essere vitale e indica
la capacità di sopravvivere nel tempo: la vitalità è quindi la continuità dell’impresa nel tempo. Un’impresa
vitale può essere, o meno, longeva mentre un’impresa longeva non può non essere vitale.
Il termine storicità indica l’essere pertinente alla storia, appartenente alla storia e alle origini di un fenomeno
ed essere in grado di rimanere all’interno della memoria o di generare benefici futuri.
Le imprese mirabili sono realtà ricche di memoria e che sono in grado di rimanere impresse nella memoria per
le ricadute positive che il loro agire comporta nel futuro

26- COSA È LA MISION PER LE IMPRESE E QUALI SONO LE SUE CARATTERISTICHE


La mission è la parte più profonda ed invariabile di un’impresa ed è una frase breve e concisa che risponde
alla domanda: “perché il mondo starebbe peggio se la mia impresa non esistesse?”.
La mission si ricava dalla cosidetta word cloud, ossia un insieme di parole nelle quali quelle di maggiori
dimensioni hanno un grado più elevato di importanza. Dalla word cloud ricaviamo due tipologie di parole:
- Neutre o standard  parole che non sono ricollegabili direttamente alle imprese longeve ma che
dovrebbero fare parte dell’operato di tutte le imprese in generale. Parole di tipo neutro sono, per esempio,
qualità, gestione, organizzazione ecc.
- Caratterizzanti  parole che si riferiscono direttamente all’attività d’impresa longeva e che indicano le
caratteristiche più importanti di queste imprese. Sono, ad esempio: marchio, famiglia, continuità…

27- RISULTATI EMERSI DALLE INDAGINI IN RELAZIONE ALLE SFIDE MANAGERIALI DEL
FUTURO, IN RELAZIONE AL SENTIRE IMPRENDITORIALE
Il sentire rappresenta l’orientamento di fondo di un’impresa longeva e si basa su valori che determinano le
azioni future che l’impresa dovrà porre in essere. I valori su cui si basa l’impresa sono:
- Cambiamento  è un valore centrale che permette all’impresa di vedere ed agire nel futuro. Le imprese
sono influenzate dall’ambiente esterno in continuo cambiamento e, per evitare di rimanere indietro o di
subire determinate crisi, devono sapersi reinventare e cambiare.
L’amore per il viaggio e l’arte sono 2 fattori fondamentali per il cambiamento: l’amore per il viaggio apre
verso nuovi orizzonti culturali favorendo la crescita del bagaglio di conoscenza. L’arte consente di aprire
il pensiero e stimolare la curiosità.
- Centralinità della persona  l’impresa deve agire nell’interesse dei clienti (per soddisfare i loro bisogni e
desideri) ma deve anche porre al centro del proprio interesse coloro che vi lavorano all’interno (il leader
deve essere in grado di attaccare i propri sogni e di creare un ambiente sereno e felice in cui viene
accettata la cultura dell’errore)
- Rispetto  atteggiamento di deferenza nei confronti di qualcuno degno di stima. Il rispetto si ottiene dalla
capacità di ascolto, dall’abbandono del pregiudizio del sapere, dalla realizzazione di prodotti che si
connotino per la loro funzionalità (e non solo per la loro bellezza) e dalla capacità di dare risposte a tutti i
portatori di interesse
- Amore per la conoscenza  strumento necessario per la creazione di ricchezza

28- SFIDE MANAGERIALI DEL FUTURO: CONDOTTA


La condotta riguarda le azioni che l’impresa pone in essere per raggiungere gli obiettivi prefissati. Queste
azioni sono:
- Attrezzarsi come cantiere dell’impossibile (luogo fisico nel quale si cerca di perseguire obiettivi un po'
fuori portata e impossibili). L’impresa deve, quindi: prepararsi all’imprevisto, confrontarsi con un mercato
in decrescita (in contrazione) e saper diffondere creatività e immaginazione
- Valorizzare la comunicazione attraverso la capacità di sintesi (riuscendo a comprendere quelli che sono i
fenomeni interessanti da quelli superflui) e la capacità di ascolto (sia dei clienti interni sia esterni)
- Rifiutare l’approccio short-termism (ossia puntare ad azioni che riguardano il lungo periodo e non il breve
periodo) attraverso la creazione del ritmo adeguato (alternanza tra momenti di maggiore lentezza e
maggiore velocità), promuovere la sostenibilità dell’azione aziendale e allungare gli orizzonti temporali e
le prospettive dei manager
- Considerare l’organizzazione imprenditoriale come un sistema sociale riducendo la paura e aumentando la
fiducia, creando una comunità di interessi e reinventando i mezzi di controllo (no telecamere)

29- QUALI SONO I FATTORI DI LONGEVITÀ?


I fattori di longevità delle imprese longeve sono 8:
-amore per quello che si fa e cultura del bello  passione per il proprio lavoro e cultura del bello, delle cose
fatte bene, del buon gusto
- capacità di reinventarsi di rinnovare i prodotti, i processi produttivi, ma anche di rinnovarsi come persone
- creazione di prodotti belli, utili ma anche funzionali
- capacità di immaginare, proporre e fare  questi 3 aspetti si basano su competenza, creatività e
professionalità. Competenza e creatività aiutano ad immaginare mentre la professionalità è collegata al saper
proporre e fare.
- capacità di ascoltare e di vedere
- senso di responsabilità sociale  l’imprenditore deve cercare, attraverso la sua attività, di creare de benefici
per l’ambiente e benessere per la società. Questa convinzione deriva dal sistema di valori e dalle doti in
possesso all’imprenditore
- spinta e sostegno della tradizione  deve spingere avanti l’impresa e non ostacolare il cambiamento
- relazioni umane prima che di scambio  l’azienda non si preoccupa dei soldi del cliente ma della sua
soddisfazione e se non lo soddisfa deve essere pronto a restituire il denaro dovuto

30- SI IDENTIFICHI IL CONCETTO DI TURISMO E LE CONDIZIONI NECESSARIE PERCHÉ SI POSSA


VERIFICARE TALE FENOMENO
Secondo l’organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) il turismo è l’insieme delle attività delle persone
che si spostano per un periodo determinato in una località diversa da quella abituale per diversi motivi come
svago, lavoro o altro.
Le condizioni necessarie perché si possa parlare di turismo sono 3:
- Lo spostamento deve avvenire per un periodo determinato: superiore a un giorno ed inferiore ad un anno
consecutivo
- Lo spostamento deve avvenire verso una località diversa dalla propria residenza abituale
- Lo spostamento deve avvenire per motivi diversi da attività lavorative stabili e remunerate

31- QUALE È STATA L’EVOLUZIONE DELL’OFFERTA RICETTIVA A LIVELLO NAZIONALE E


INTERNAZIONALE?
L’evoluzione dell’offerta ricettiva a livello internazionale ha comportato una crescita quantitativa del numero
di esercizi, del numero di camere, del livello qualitativo complessivo e dell’utilizzo di marchi internazionali.
Inoltre, a livello internazionale, si stanno diffondendo sempre di più le grandi catene internazionali e i grandi
gruppi turistico-alberghieri.
A livello nazionale vi è una crescita nel numero delle camere ma non nel numero di esercizi (non cresce il
numero degli hotel, bensì crescono le dimensioni). Inoltre vi è un aumento del livello qualitativo, in quanto si
assiste a una maggiore diffusione di hotel a 4 e 5 stelle a discapito di hotel a 2 e 3 stelle. Vi è anche una
diffusione dell’utilizzo di marchi e di collaborazioni a livello nazionale e internazionale.
I punti di debolezza della ricettività italiana sono:
- La maggior parte degli alberghi è a gestione familiare
- Frammentazione dell’offerta (presenza di piccole realtà)
- Scarsi rapporti di collaborazione tra gli operatori
- Scarso coordinamento tra pubblico e privato e ridotta capacità di realizzare azioni di coordinamento

32- DEFINISCI LE STRATEGIE DI SVILUPPO


Le strategie di sviluppo sono 3:
- Strategie di sviluppo intensivo  l’albergo punta sulle sue risorse interne per poter accrescere la propria
qualità e migliorare la propria offerta. Può scegliere di perseguire una strategia di penetrazione del
mercato, di sviluppo del prodotto o del mercato o di diversificazione
- Strategia di cooperazione  l’albergo capisce quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli e
decide di avviare strategie di cooperazione con gli altri soggetti attraverso accordi formali o informali
- Strategie di sviluppo esterno  l’albergo capisce di disporre di maggiori risorse rispetto al quantitativo
necessario e decide di ampliare le proprie dimensioni attraverso strategie di:
 Integrazione verticale  decide di acquistare nuove imprese che operino nel suo stesso settore (a
monte o a valle)
 Integrazione orizzontale  acquista imprese concorrenti
 Diversificazione  acquista imprese operanti in altri settori per poter ampliare la propria offerta

33- COSA È IL BB? SPIEGA I TRATTI DISTINTIVI


Il B&B è una struttura para-alberghiera ed è una delle realtà di maggiore interesse per dinamicità, capillarità e
aggressività competitiva. È di origine anglosassone e nasce negli anni ’20 quando le famiglie decisero di
mettere a disposizione dei viaggiatori le camere lasciate vuote dai figli emigrati in cerca di lavoro. In Italia si è
diffuso solo a partire dagli anni ’90 e ottenne un discreto successo.
I caratteri distintivi sono:
- È un’attività a conduzione famigliare  svolta da soggetti privati all’interno della propria abitazione o nei
pressi di essa
- Tipo di turismo relazionale  l’ospitalità del B&B viene definita ospitalità in famiglia in quanto il
cliente, attraverso una relazione diretta con coloro che vi lavorano all’interno, può ottenere informazioni
sugli usi, i costumi, le tradizioni del luogo in cui si trova. Vi è quindi un rapporto di confidenza tra il
cliente e il gestore
- Il numero massimo di stanze e posti letto viene fissato a seconda delle leggi regionali
- All’interno del B&B ci devono essere solo cibi non manipolati (confezionati)
- Non deve essere un’attività continuativa durante tutto l’anno
- Non si può pernottare per un periodo superiore a 30 gg consecutivi

34- CLASSIFICAZIONE QUALITATIVA A PARTIRE DALLA DIMENSIONE RAZIONALE


Gli elementi intangibili in base ai quali si può classificare un B&B sono:
- Accoglienza  parte da un’adeguata segnaletica stradale in grado di migliorare l’accessibilità.
L’accoglienza riguarda anche aspetto e il decoro esterno, il clima di ospitalità
- Assistenza  riguarda la disponibilità dei gestori a offrire informazioni adeguate al cliente, sia riguardo la
struttura, sia riguardo all’ambiente esterno ad essa. L’assistenza riguarda anche la possibilità del cliente di
ottenere prenotazioni di cene, attività e visite da parte del gestore del B&B
- Autenticità  riguarda le caratteristiche degli arredi volte a rispecchiare le caratteristiche del luogo in cui
si trova la struttura e la disponibilità dei gestori ad intrattenersi con gli ospiti
- Immediatezza  la possibilità del cliente di ottenere informazioni immediate sulla struttura e sul territorio
attraverso la rete. Immediatezza riguarda anche la facilità di prenotazione
- Mediazione/collegamento  riguarda le info offerte agli ospiti sulle opportunità di visita del territorio,
degustazioni di prodotti tipici ecc.