Sei sulla pagina 1di 9

COSA È L’IMPRESA?

L’impresa è un’organizzazione stabile di persone e mezzi in cui vengono svolti processi di produzione di beni o
servizi da scambiare con entità esterne al fine della produzione di ricchezza.

ORGANIZZAZIONE= persone e beni ai quali viene affidata una specifica funzione, operano in modo
coordinato in modo tale che la loro attività possa raggiungere il risultato voluto => persone e beni
formalmente uniti per il raggiungimento di uno o più obiettivi comuni che individualmente sarebbero più
difficili da raggiungere (o impossibili)
STABILE: durevole nel tempo, senza limiti => L’impresa è un istituto economico destinato a perdurare nel
tempo” (Gino Zappa) => Può durare all’infinito perché non è vincolata alla vita del suo fondatore
DI PERSONE E MEZZI: sono fattori produttivi derivati (non originari) => l’impresa è fatta di persone e
mezzi => nelle persone sono inglobati i fattori produttivi originari (conoscenza, creatività e fiducia)
VENGONO SVOLTI PROCESSI DI PRODUZIONE DI BENI & SERVIZI: servono per essere
scambiati con l’esterno e per produrre ricchezza

DI CHE COSA SI OCCUPA L’IMPRESA?


L’impresa produce beni o servizi, quindi il core business dell’impresa è la produzione => beni e servizi costituiscono i
prodotti.

SCOPO DELL’IMPRESA
Lo scopo dell’impresa è lo scambio degli utili con entità esterne per produrre ricchezza (→ per gli
azionisti, per i dipendenti e per l’imprenditore).

ALTRE DEFINIZIONI
IMPRESA = un sistema, socio-tecnico di tipo aperto.

SISTEMA: complesso interrelato di parti che sono tra loro interdipendenti (Ciascuna parte svolge una
funzione specifica) ma tutte finalizzate al conseguimento di un obiettivo comune => tutte le parti sono in
relazione con l’ambiente esterno e le relazioni sono dinamiche (non statiche)
SOCIO: ha a che fare con le persone/componente umana
TECNICO: ha a che fare con i mezzi
DI TIPO APERTO: per sopravvivere l’impresa deve intrattenere continue relazioni di scambio con altri
sistemi (imprese) o entità esterne.
Le relazioni sono:
 IN-PUT: portano qualcosa all’interno del sistema per alimentarlo (materie prime/personale
qualificato)
 OUT-PUT: relazioni orientate alla cessione dei prodotti realizzati a terzi

Nel sistema socio-tecnico è molto importante la componente sociale => all’interno dell’impresa vi sono vari gruppi
nei quali si possono sviluppare relazioni di collaborazione o contrasto

All’interno di un’impresa ci sono molteplici parti, organi, strutture, soggetti, ciascuno ha un compito specifico e si
relaziona strettamente alle altre parti con un obiettivo comune: la creazione di RICCHEZZA.

IMPRESA= L’impresa è inoltre un SISTEMA COGNITIVO => un sistema di conoscenze finalizzato alla produzione
di nuova conoscenza

Un’ultima definizione di impresa è quella di IMPRESA COME SISTEMA COGNITIVO (di conoscenza): significa
che si guarda all’impresa privilegiando il ruolo dei fattori immateriali che sono alla base della vita dell’impresa stessa.
 Dire che l’impresa è un sistema cognitivo significa intenderla come un sistema di conoscenze = quindi un
sistema che ingloba conoscenza e a sua volta ne produce di nuova (le persone che lavorano all’interno delle
imprese hanno una conoscenza legata alle attività produttive nell’impresa; la conoscenza appartiene anche ai
macchinari, che hanno una conoscenza incorporata)
 All’interno dell’impresa si può trovare la conoscenza delle persone che lavorano all’interno di quest’ultima
e sanno come agire. La troviamo nel know how delle persone.
 I sistemi informatici hanno della conoscenza => Esempio: macchinari hanno una conoscenza strettamente
legata all’informatizzazione e inoltre legata a processi routinari all’interno dell’impresa => Si tratta di una
CONOSCENZA INCORPORATA detta anche FROZEN KNOWLEDGE. (Conoscenza congelata all’interno
dei macchinari.)
 Il sapere è incorporato nella routine ed è il sapere degli individui che lavorano all’interno dell’impresa,
capacità dinamica che porta all’innovazione => La conoscenza è la fonte principale del vantaggio
competitivo di un’impresa => talvolta viene tutelata attraverso forme come brevetti, il segreto industriale,
altre volte non viene tutelata e assistiamo ad una situazione nella quale le aziende si copiano il prodotto.
La scarsa tutela è legata a due ragioni:
 la tutela a livello nazionale ha una scarsa efficacia, poiché non si può prevenire, l’impresa subisce un
danno, si punisce solo
 alcune imprese ritengono di avere una capacità innovativa tale per cui anche chi riuscisse a copiare i
prodotti di queste aziende rimarrebbe comunque indietro. Oltretutto tutelare la conoscenza costa e non
si è nemmeno certi della totale tutela.

IMPRESA= Sistema di relazioni tra le parti all’interno dell’impresa e tra l’impresa e gli altri soggetti che le ruotano
attorno.
L’impresa non può esistere se non è in relazione con l’esterno => non può nemmeno esistere se le parti che la
compongono non sono interrelate (in relazione tra di loro)

TIPI DI IMPRESA
È possibile individuare una serie di caratteri in base ai quali si classificano le imprese.
 natura della proprietà
 tipo di prodotto
 dimensioni
 modalità del processo produttivo
 forma giuridica
 tipo di organizzazione

NATURA DELLA PROPRIETÀ


In base alla natura della proprietà le imprese si classificano in imprese PRIVATE e imprese PUBBLICHE =>
Dall’una all’altra cambia il soggetto economico, ossia colui che prende le decisioni.
 Imprese PRIVATE = Nel settore privato le imprese sono possedute sostanzialmente da soggetti privati e
perseguono la finalità del profitto (ricavi maggiori dei costi) => cioè ottenere un risultato economico positivo
dall’attività d’impresa e garantire che, dopo aver retribuito tutte le persone che lavorano nell’impresa, ci sia un
compenso anche per l’imprenditore => es: Trenitalia
 Imprese PUBBLICHE = L’impresa pubblica (ce ne sono poche) è di proprietà dello stato/enti pubblici che
rispondono ad una finalità di socialità (significa che si propongono di rispondere ad un bisogno sociale di
prima necessità) => Queste imprese non hanno il vincolo del profitto ma hanno il vincolo di economicità,
cioè possono erogare il servizio o comunque distribuire i beni pur lavorando in deficit, cioè coi ricavi
minori rispetto ai costi => Anche l’impresa pubblica dovrebbe chiudere il bilancio con un utile tale da
garantire la remunerazione del capitale investito, ma ciò spesso non accade => es: rete ferroviaria italiana
 Oltre alle aziende private e pubbliche ci sono anche le aziende MISTE, in parte pubbliche e in parte private
=> nelle quali lo Stato conserva ancora una quota di capitale (hanno partecipazione pubblica) ma non tale da
prendere decisioni => non è per forza lui il soggetto economico, ma indirettamente può condurre alla
decisione => Ce ne sono poche.

TIPO DI PRODOTTO
In base al tipo di prodotto, distinguiamo le imprese:
 AGRICOLE ed ESTRATTIVE (prodotti relativi al settore primario)
 MANIFATTURIERE (con prodotti relativi al settore secondario)
 di SERVIZI (con prodotti relativi al settore terziario => il prodotto coincide con i servizi)
 Si è sviluppato anche il settore quaternario (che fa riferimento ai servizi informatici) e il settore quinario
(che fa riferimento ai servizi per il benessere delle persone: agenzie di viaggi, centri fitness, spa, palestre…)

Ci sono due fenomeni che si sono sviluppati nel corso della storia:
-terziarizzazione = cresce la quota dei servizi rispetto al totale del sistema economico =>si registra una netta
prevalenza di lavoratori addetti al settore terziario (dei servizi) rispetto ai lavoratori addetti all'agricoltura (settore
primario) e all'industria (settore secondario).
-deindustrializzazione = i servizi continuano a crescere mentre l’industria decresce/cala sia in valore relativo che
assoluto
 Temporalmente prima c’è il fenomeno della terziarizzazione e poi la deindustrializzazione => non sono
fenomeni coincidenti

L’impresa realizza un prodotto: termine generale, comprende beni e servizi.


BENI = elevata tangibilità => sono tangibili (li posso toccare) e presentano il requisito della materialità, della
stoccabilità, del fatto che vengono prodotti dall’impresa e consumati dal cliente in momenti differenti. ***
 i beni di consumo: destinati al consumatore finale => possono essere immediati, quando
un’unica occasione comporta il loro consumo, ovvero possono essere utilizzati una sola volta (es.
pane), o beni di uso durevole (lavatrice, auto) utilizzati più volte dal consumatore prima che si
possa concludere la loro utilità.
 i beni strumentali: destinati ad altre imprese per essere inseriti in altri processi produttivi=> a
fecondità semplice, simili a quelli di consumo immediato, possono essere utilizzati una volta sola
dalle imprese (es materie prime), Oppure abbiamo beni a fecondita’ ripetuta: (es: macchinari,
attrezzature) che vengono utilizzati più volte dall’impresa prima che possa essere conclusa la vita
utile del bene stesso.
SERVIZI = intangibilità => non sono tangibili e non sono stoccabili =>per cui vengono prodotti dalle
imprese di servizi nel momento stesso e consumati dal cliente nello stesso momento= il cliente è parte
integrante del processo produttivo e ha un ruolo di prosumer (produttore e consumatore)
 Servizi alle persone = destinati ai singoli individui (dentista/avvocato)
 Servizi alle organizzazioni = destinati alle aziende/imprese (trasporto industriale, pulizie industriali,
imprese grafiche).

Oggigiorno le aziende stanno cercando di non focalizzarsi sulla vendita di un prodotto, ma di vendere un’
ESPERIENZA => Nell’esperienza di un servizio punto a toccare l’aspetto emotivo e vado ad agevolare la
memorizzazione (cofanetti, come Smartbox ed Emozione3, propongono delle iniziative che stimolano nel cliente la
sete di vivere un’esperienza particolare) => si tende a fare attenzione alla customer experience = attenzione
all’esperienza che il cliente fa => oggetto di studio delle imprese

 Distinzione prodotto/esperienza (non necessario)=> La differenza tra prodotto ed esperienza è che il


produttore che vende esperienza è vincolato dal desiderio del cliente di vivere un’esperienza (come accade,
per esempio, nelle cantine vitivinicole: il cliente visita una cantina ma col desiderio di vivere un’esperienza,
per cui alcune realtà vitivinicole consentono ai visitatori di visitare gli ambienti aziendali legati alla
produzione, di partecipare alla vendemmia… Sono forme di vendita di prodotti focalizzati a sostenere la
volontà di vivere un’esperienza).
Oltre che a trattarsi di esperienze, si tratta di emozioni: le emozioni sono importanti nella vendita di un
prodotto perché toccano delle corde nell’intimo della persona, rendendo più facilmente ricordabile
l’esperienza stessa => Il coinvolgimento emotivo determina un rafforzamento dell’esperienza d’acquisto che
si vive=> In sostanza, l’esperienza è un prodotto che punta fondamentalmente a fare in modo che il cliente
ricordi l’emozione che prova nell’acquisto, sperando che si tratti di un’emozione positiva.

 Distinzione servizio/esperienza (non necessario) => Non è che le esperienze lascino emozioni e i servizi no:
è possibile mangiare in un ristorante senza avere nessuna particolare offerta, ma può provocare comunque una
bella emozione.
La differenza sostanziale è che chi vende esperienze cerca di vendere emozioni prima che servizi, cerca di
vendere il coinvolgimento emotivo che determina la fidelizzazione nel cliente.
Quindi, la vendita di esperienze punta in via principale alla fidelizzazione del cliente attraverso il
coinvolgimento emotivo.

*** OBSOLESCENZA PROGRAMMATA => i beni prima o poi non funzioneranno più e dovranno essere
sostituiti => es: telefoni e pc => hanno una sorta di “data di scadenza” => il bene di consumo durevole avrà tempi
sempre più stretti nell’arco della sua vita

All’interno di un’azienda i beni e servizi sono realizzati con il fine dello scambio, della realizzazione di relazioni di
scambi con entità esterne all’impresa: per produrre ricchezza (con denaro, con soggetti terzi).
Profitto= consiste nel compenso che spetta all’imprenditore.
Ricchezza = è più ampia, riguarda ciò che si può ottenere da un processo produttivo in termini di benessere per una
collettività, benessere per i dipendenti, migliori condizioni ambientali e miglioramento della qualità della vita =>
L’impresa è finalizzata alla produzione di ricchezza, tramite scambio => Es: smartbox vende esperienze

DIMENSIONI
Un’impresa può essere:
 PICCOLA
 MEDIA
 GRANDE
In base ai criteri dell’ISTAT, dell’UE

ISTAT (non necessario)


Secondo l’Istat, le aziende sono:
 PICCOLE -> quando hanno fino a 99 addetti
 MEDIE -> quando hanno dai 100 ai 499 addetti
 GRANDI -> quando hanno oltre 500 addetti
(N.B.: l’Istat è un istituto di natura nazionale che non si adegua alle misure europee).

UNIONE EUROPEA (non necessario)


L’Unione Europea mette in campo due diversi indicatori, il numero di dipendenti e il fatturato.

Mantenendoci legati al numero di dipendenti, le imprese sono:


 PICCOLE -> quando hanno meno di 50 dipendenti
 MEDIE -> quando hanno dai 51 ai 250 dipendenti
 GRANDI -> quando hanno oltre 250 dipendenti

L’Unione Europea affianca al numero di dipendenti anche il fatturato, perché il numero di dipendenti da solo non è
sufficiente
 Proviamo a pensare alle aziende in cui, nonostante vi lavorino pochissimi addetti, si producono beni dai costi
esorbitanti e fatturati elevatissimi: com’è possibile affermare che queste aziende siano piccole se realizzano un
fatturato super elevato? È appunto per questo motivo che l’Unione Europea unisce al numero di dipendenti il
fatturato realizzato.

Il fatturato è:
 inferiore ai 5 mln di € per le piccole imprese
 compreso tra i 5 mln e i 20 mln di € per le medie imprese
 maggiore ai 20 mln di € per le grandi imprese

IN GENERALE: differenziamo le imprese in base alla loro capacità di influenzare il mercato


 siamo di fronte ad una piccola impresa quando con il suo agire (attività economica) non riesce ad influenzare
le variabili di mercato ed è esposta al loro mutamento (esposta al mutamento di domanda e offerta) => non
riescono ad imporsi, sono piccole, per cui subiscono i cambiamenti che avvengono nel mercato e sono
costrette ad una reazione successiva al cambiamento avvenuto
 Le medie aziende rappresentano una categoria residuale, che non si definisce perché non ha particolari
caratteri
 Le grandi imprese, invece, esercitano un elevato grado di controllo sul mercato => con le proprie politiche
riescono ad influenzare il comportamento delle altre imprese, ma anche indirizzare la domanda dei
consumatori

DIMENSIONE: VARIABILI QUANTITATIVE/QUALITATIVE


Quali sono i criteri (oltre al numero di dipendenti e al fatturato) usati per valutare le dimensioni di
un’impresa? Per misurare le dimensioni di un’impresa si può ricorrere ad una serie di variabili, cioè variabili
quantitative e qualitative.

VARIABILI QUANTITATIVE:
ECONOMICHE: comprendono il fatturato e il valore aggiunto.
 Il fatturato è il totale dei ricavi di vendita => esprime la potenzialità dell’impresa (quanto è in grado di
realizzare in termini economici) ed è l’indicatore di più facile reperimento e comparazione, in quanto viene
espresso nella stessa unità di misura per tutte le imprese europee
 ma presenta una pecca: non è un elemento sufficiente o idoneo nel momento in cui le quantità
prodotte e vendute differiscono (se ho una quantità prodotta notevolmente superiore a quella venduta,
il fatturato non è in grado di misurare la dimensione)
 Il valore aggiunto è dato dalla differenza fra il valore finale della produzione e il costo delle materie
prime impiegate per ottenerla
 Non è facile da determinare e presenta anch’esso dei problemi, per cui viene impiegato raramente =>
Non tiene conto di alcuni aspetti che contribuiscono invece a generare le dimensioni di un’impresa,
per esempio le partecipazioni aziendali in altre aziende (partecipazioni finanziare -> azioni che
un’azienda ha di un’altra azienda).

TECNICO-ORGANIZZATIVE: comprendono la capacità produttiva, la produzione e il numero di


addetti.
 La capacità produttiva = è una stima, un dato potenziale che indica quanto un’impresa può produrre in una
certa unità di tempo e date certe condizioni. Maggiore è la capacità produttiva, più grande è l’impresa.
 La produzione = indica il numero totale effettivo della quantità prodotta. Non è una stima, è un dato ex-post
(dopo che si è già compiuto il processo produttivo).
 Il numero di addetti = è il numero di persone impiegate in una certa realtà. Potrebbe essere un dato
problematico se si facesse riferimento ad aziende che utilizzano personale stagionale, perché in questo caso
durante un certo periodo dell’anno il numero di persone operative nell’azienda aumenta, mentre in altri
periodi diminuisce.

PATRIMONIALI: comprendono il patrimonio netto e il capitale investito.


 il capitale investito è pari all’attivo patrimoniale
 Il patrimonio netto sono le risorse messe a disposizione dall’imprenditore all’interno dell’impresa e sono
variabili non di facile riferimento per la classificazione
 Tutte queste variabili hanno due difetti sostanziali:
 non tengono conto delle risorse intangibili, fondamentali per lo sviluppo dimensionale
dell’impresa
 sono insufficienti da sole a dare un’adeguata dimensione dell’impresa, vanno considerate in
modo congiunto.
Se un’impresa attiva accordi di collaborazione con altre imprese, sarà sempre più difficile determinare le reali
dimensioni della stessa.

VARIABILI QUALITATIVE
Tra le variabili qualitative troviamo il TIPO DI ORGANIZZAZIONE e il POTERE DI MERCATO.

 tipo di organizzazione: può essere familiare o non familiare => Tendenzialmente un’impresa familiare è di
piccole dimensioni, a differenza delle imprese manageriali che sono di medio/grandi dimensioni (ad esempio,
le Public Companies statunitensi).
 Imprese familiari: sono aziende nelle quali i membri della stessa famiglia operano all’interno del soggetto
economico => ES: Fiat gestita dalla famiglia AGNELLI.
 Imprese non familiari: quando nell’organo di governo, il soggetto economico, non c’è più la maggioranza di
membri che appartengono alla stessa famiglia => l’impresa diventa manageriale = gestita da soggetti esterni al
nucleo famigliare

 potere di mercato = Il potere di mercato è misurato dalla quota di mercato, data dal rapporto tra fatturato
dell’impresa e la sommatoria dei fatturati delle imprese che operano nello stesso settore, compreso
quello della mia impresa
 Maggiore è il potere di mercato, maggiore è la dimensione dell’impresa.

ALCUNI TIPI DI IMPRESE DI GRANDI DIMENSIONI


MULTINAZIONALE = L’impresa è presente con proprie unità produttive in più paesi => L’impresa, però,
mantiene evidente la sua identità nazionale e la sua origine.
 Il fatto che l’impresa mantenga evidente la sua identità nazionale significa che, pur operando in più
paesi, si riesce perfettamente a capire e a ricondurre il prodotto al paese di origine (l’esempio per
eccellenza è Coca-Cola. Altri esempi sono Barilla, Ferrero, McDonald’s…).

TRANSNAZIONALE = L’impresa è diffusa in più paesi con proprie unità, accordi, partecipazioni,
acquisizioni al punto tale da perdere l’identità nazionale riferita al paese di origine => non si è più in grado di
dire quale è la sua Nazione d’origine.
 In alcuni casi non è così scontato e facile ricondurre l’azienda al paese d’origine (ad esempio, la Nestlé:
tendenzialmente se si chiede di che paese è originaria, la gente non lo sa dire. La Nestlé è svizzera. Ci
sono anche altri esempi: Adidas (tedesca), Unilever (olandese)…).

Queste due categorie di aziende si chiamano IMPRESE GLOBALI, perché sono in concorrenza/
conosciute in tutto il mondo => questo è un effetto della globalizzazione => per cui si può dire che esiste:
 una globalizzazione della competizione = ogni impresa è in concorrenza in tutto il mondo
 Una globalizzazione dei mercati = della domanda che tende ad essere omogenea e dell’offerta
 Globalizzazione socio-culturale = il cliente è mosso dalle tendenze del mercato
MODALITÀ DEL PROCESSO PRODUTTIVO
Un altro carattere che ci fa distinguere le diverse tipologie di impresa è il criterio della modalità del
processo produttivo, che può essere ARTIGIANALE o INDUSTRIALE.

IMPRESE ARTIGIANE:
 Nell’Impresa artigianale il lavoro viene svolto per mestieri, compiono tutte le diverse fasi partendo
dall’acquisizione delle materie prime arriva alla realizzazione del prodotto finito => Svolge l’intero
processo produttivo => Questi mestieri sono il sarto, calzolaio, parrucchiera.
 Nell’impresa artigiana, proprio perché sono presenti figure che si occupano di tutto il processo produttivo,
prevale la MANUALITÀ, quindi il lavoro/abilità manuale: proprio per questo si parla anche di realtà
imprenditoriali ad alta intensità di lavoro, le labour intensive (alta intensità di lavoro umano)
 Il prodotto derivante dal processo produttivo e dalla manualità è unico: ogni prodotto si caratterizza per
la sua unicità, non esistono prodotti identici.
 L’impresa artigiana è tendenzialmente di piccole dimensioni, anche perché i vincoli di legge impongono
un numero contenuto di dipendenti (ma non è detto che il fatturato sia altrettanto contenuto).
 Uno studioso italiano ha scritto un volume parlando di futuro artigiano, sostenendo che il futuro
imprenditoriale italiano stia nelle imprese artigiane, simbolo del made in Italy.

INDUSTRIA:
 Nel processo produttivo industriale si lavora per micro-fasi del processo produttivo (come se il lavoro
del sarto venisse suddiviso in tante fasi: c’è chi taglia la sagoma della stoffa da cucire, chi la cuce, chi la
rifinisce, chi la colora, chi la stira…) => ci si concentra su una o poche fasi di lavorazione=> Tutto ciò
viene fatto per sfruttare al meglio la tecnologia, per garantire una standardizzazione dei prodotti, che
consente una riduzione dei costi di produzione.
 Nelle imprese industriali è sempre più elevato lo sviluppo della tecnologia in sostituzione della figura
dell’uomo => per questo si parla di capital intensive, in cui è più forte la presenza dei mezzi produttivi
che sostituisce la manualità.
 Nelle imprese industriali vi è STANDARDIZZAZIONE (-> tutti i prodotti sono identici): ciò che non è
precisamente uguale rispetto agli altri prodotti è DIFETTOSO.
 Solitamente, l’industria è di medio-grandi dimensioni.

Impresa Artigiana Industria


 Per mestieri  Micro fasi di lavorazione
 Manualità (lavoro dell’uomo)  Tecnologia e macchinari
 Creazione di prodotti unici  Standardizzazione
 Labour intensive  Capital intensive
 Piccole dimensioni  Grandi dimensioni

È vero che
l’artigianato ha a che fare con un mercato locale, mentre l’industria riesce a raggiungere un mercato piu ampio? No.
Tutte le aziende, artigiane o industriali, sono in competizione globale.
Per effetto della globalizzazione l’artigiano italiano è in competizione con il mondo, tant’e vero che molti prodotti
dell’artigianato locale vengono richiesti e venduti da mercati internazionali.
Tra gli studiosi di management vi è infatti chi sostiene che il futuro sia caratterizzato dalle aziende artigiane (dotate di
“una certa intelligenza”), in quanto l’artigianalità è il punto di forza del Made in Italy.

FORMA GIURIDICA
Indica la forma di responsabilità che l’impresa ha nei confronti di terzi:
Le imprese possono configurarsi in diverse tipologie:
o IMPRESA INDIVIDUALE
o SOCIETÀ DI PERSONE (S.S., S.N.C., S.A.S.)
o SOCIETÀ DI CAPITALE (S.P.A., S.A.P.A., S.R.L.)
o SOCIETÀ COOPERATIVA

È importante distinguere il SOGGETTO ECONOMICO dal SOGGETTO GIURIDICO:


 SOGGETTO ECONOMICO -> colui che prende le decisioni
 SOGGETTO GIURIDICO -> colui che è responsabile nei confronti dei terzi

 IMPRESA INDIVIDUALE: vi è un unico soggetto responsabile verso i terzi


 SOCIETÀ DI PERSONE: tutti i soci sono responsabili delle obbligazioni sociali in modo illimitato anche
col proprio patrimonio
 SOCIETÀ DI CAPITALI: nelle quali i soci rispondono delle obbligazioni sociali col patrimonio della
società, cioè con la quota che hanno versato per costituire il patrimonio sociale
 SOCIETÀ COOPERATIVE: alcuni soggetti prestano il proprio lavoro, oppure si riuniscono per
avvantaggiarsi nelle forme di consumo (possono essere cooperative di lavoro, di consumo…).

TIPO DI ORGANIZZAZIONE
Secondo il tipo di organizzazione, distinguiamo l’IMPRESA INTEGRATA da quella ORGANIZZATA A RETE.
 IMPRESE INTEGRATE: svolgono tutte le fasi del processo produttivo al proprio interno (partendo dalla
prima fase di progettazione del prodotto, acquisizione delle materie prime e via dicendo, fino al prodotto
finito, all’imballaggio, alla spedizione)
 Per definizione è un’impresa che dovrebbe essere di grandi dimensioni, ed essendo integrata avrà un
valore aggiunto il più alto possibile, perché la differenza tra il valore finale della produzione realizzata e
il valore delle materie prima impiegate per produrla sarà il più alto possibile. Hanno una notevole
capacità contrattuale nei confronti degli altri soggetti che fanno parte del mercato.
 Dall’altro lato ha anche notevoli costi da sostenere
 IMPRESE ORGANIZZATE A RETE: imprese che esternalizzano alcune produzioni ricorrendo ad accordi
con altre aziende => ogni nodo della rete ha la propria autonomia e proprie competenze distintive.
Nelle reti di imprese (network) si sviluppano relazioni tra imprese che non hanno natura competitiva, bensì
hanno natura collaborativa => Possono operare negli stessi mercati o in mercati diversi (ad esempio,
un’impresa che si occupa di spedizioni in generale che collabora con un’impresa del tessile, del
metalmeccanico… collabora con più reti ma non ci sono relazioni contrastanti. Si collabora all’interno della
rete).
 Sono in grado di adattarsi alla variazione di domanda e offerta in modo più rapido delle integrate
 È un’impresa senza confini

!!!! Il problema che ci si pone è: per un’impresa integrata è facile definire quali sono i confini
dell’impresa perché si è a conoscenza dell’attività d’inizio e dell’attività finale.
In quelle organizzate a rete, invece, è difficile definire i confini dell’attività d’impresa, perché non c’è
un confine tradizionale: è difficile misurare le dimensioni dell’impresa, quanto è grande la singola unità della rete... Di
solito si considera la rete nella sua totalità. Non ha senso parlare delle dimensioni della singola impresa, ma ha senso
parlare delle dimensioni della rete.
Nella configurazione dei network si arriva a parlare di imprese senza confini = è molto difficile capire i confini e
misurare le dimensioni aziendali => non esiste il confine tradizionale fissato dalla struttura organizzativa dell’impresa.

ipotesi di processo produttivo di un’impresa di confezioni:


-disegno del modello
-acquisto del tessuto
-taglio
-confezione
-finitura
-stiro
-imballo
-immagazzinamento
-spedizione

 Un’impresa integrata svolge queste funzioni


 un’impresa organizzata a rete può esternalizzare alcune di queste fasi, per esempio il disegno o la fase di
spedizione. Esempio: tir della Barilla.
L’impesa integrata ha il vantaggio di avere un maggiore valore aggiunto => è in grado di far crescere il valore
delle materie acquisite ed arrivare ad un valore di scambio più elevato e può contrattare in modo più
vantaggioso per se stessa