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Domenica Aruta 5^H

Feuerbach e Marx
1- L'alienazione in Feuerbach e in Marx e come superarla
2- Religione oppio dei popoli
3-Struttura e Sovrastruttura
4- Il progredire della storia e la lotta di classe
5- Critiche di Marx alla sinistra Hegeliana ed ai socialismi utopistici
6-Il capitalismo e la merce, particolare attenzione al D-M-D
7-Pluslavoro e plusvalore
8- Differenza tra socialismo e comunismo

Feuerbach vede nell'alienazione il proiettarsi delle qualità positive dell'uomo,


identificate con Dio. Questo processo avviene, secondo Feuerbach perchè l'uomo vuole
alleviare il suo cuore oppresso e infelice davanti ad un mondo ostile.
Marx amplia il concetto di alienazione di Feuerbach partendo da un'analisi
economica-politica, infatti il motico per cui l'uomo aliena se stesso è legato al
capitalismo che impedisce lo sviluppo dell'uomo e la sua liberazione . Intravede nel
proletariato il destinatario dell'alienazione in quanto esso subisce un processo che lo
strania da ciò che compie al tal punto che si estranea da se stesso, vendendo il proprio
lavoro al capitalista e divenendo strumento asservito alla macchina.

Per entrambi i filosofi, la religione è la causa della scissione dell'uomo con se stesso .
Per Feuerbach non è Dio ad aver creato l'uomo ma è l'uomo ad aver creato Dio infatti,
Dio altro non è che la proiezione illusoria delle migliori (e perfette) qualità umane.
L'uomo si aliena perchè proietta fuori di se una potenza superiore, appunto, Dio.
L'ateismo quindi fa riappropriare l'uomo della propria essenza alienata.
La religione, per Marx, esprime la profonda miseria in cui l'uomo si trova, appogiando le
tesi di Feuerbach secondo cui la religione è prodotta dall'uomo inteso come società,
Stato. Essa diventa quindi l'oppio dei popoli sopratutto per le civiltà industrializzate dove
gli individui vivono in condizioni sociali ed economiche pessime e dove solo pochi ricchi
detengono il potere. Per Marx però l'alienazione è un fatto reale e no coscienziale, ed è
identificata dalla proprietà privata dei mezzi di produzione.
Le radici del fenomeno religioso quindi vanno cercate in un determinato tipo storico di
società e no nell'uomo in quanto tale.

La religione rappresenta inoltre, per Marx, una sovrastruttura, ovvero un mondo ideale
creato dall'uomo dove risiedono i suoi valori e ideali. La sovrastruttura è una valvola di
sfogo per la società ma al coltempo è controllata dalla borghesia che impone i suoi valori
di richezza e guadagno.

Più in generale, la struttura è l'economia cioè le forze produttive( gli uomini, i mezzi
ecc..), i rapporti di produzione, le condizioni materiali in cui si trova un popolo in un
determinato tempo storico e l'intelligenza a livello di innovazioni tecnologiche, mentre
la sovrastruttura è l'ideologia cioè il diritto, la filosofia, la politica, la religione, l'arte ecc..
, è il modo di pensare in un certo tempo storico condizionato naturalmente dalla
struttura.

Per Marx la storia è determinata dalla contraddizione. Il suo intento è quindi quello di
descrivere ciò che gli uomini sono realmente e no il modo in cui essi appaiono.
L'umanità, e quindi la storia , è nata quando gli individui si sono coalizzati per creare i
mezzi necessari a soddisfare i propri bisogni elementari. Le vere forze motrici della
storia sono quindi le forze materiali come ad esempio le forze produttive o i rapporti di
produzione ma in particolar modo la lotta di classe è il principale motore della storia
dell'umanità poichè riassume in sè le contraddizioni tra lo sviluppo delle forze produttive
e il rimanere indietro dei rapporti di produzione (contraddizione che verrà rotta dalla
rivoluzione socialista) cioè il meraviglioso progresso tecnologico che viene in un certo
qual modo mortificato dal suo utilizzo borghese, in quanto la classe operaia è solo un
mezzo per produrre i profitti capitalisti e perchè in ogni fase della storia ci sono sempre
stati oppressi e oppressori, una classe in ascesa e una in declino.

Marx, come Engels, denomina i rappresentanti della sinistra Hegeliana con il termine
"ideologi" per sottolineare come questi filosofi abbiano perso il contatto con la realtà e
abbiano presentato le proprie idee come valide senza rendersi conto che le idee non
hanno un'esistenza autonoma. Feuerbach rimprovera agli hegeliani di essere rimasti su
un piano idealistico dove le battaglie vengono combattute solo a livello di pensiero. La
stessa critica la pone Marx evidenziando come le loro critiche al capitalismo e la loro
filosofia in generale siano solo su piano teorico. Non basta quindi criticare le idee per
liberare gli uomini ma occorre combattere per cambaire certe situazioni sul piano reale,
con i fatti e non solo con le parole.

Il capitalismo direziona la produzione non finalizzandola al consumo bensì


all'accumulazione di denaro motivo per cui non è descrivibile con la formula MDM
(merce-denaro-merce) ma con la formula DMD ( denaro-merce-denaro), infatti nella
società borghese c'è un soggetto cioè il capitalista che investe denaro in una merce per
ottenere maggior denaro di quello investito. Questo "maggior denaro" cioè Plusvalore
deve essere ricercato al livello di produzione capitalistica infatti il capitalista ha la
possibilità di comprare/usare una particolare merce che produce valore cioè la "merce
umana" ossia l'operaio: il capitalista compra la sua forza-lavoro pagandola con il salario.
Tuttavia l'operaio è capace di produrre un valore maggiore di quello che corrisponde al
suo salario. Il plusvalore quindi discende dal pluslavoro dell'operaio e si identifica con
l'insieme di valori da lui offerti gratuitamente al capitalista.

Il socialismo e il comunismo sono nati entrambi nel contesto della rivoluzione


industriale, in un periodo dove gli imprenditori diventavano sempre più ricchi sfruttando
i lavoratori, gli operai.
Sotto il comunismo gli individui sono compensati in base ai loro bisogni, sotto il
socialismo invece sono compensati in base al loro contributo individuale; Il comunismo
considera tutte le priorità come pubbliche, non esistono quindi proprietà o oggetti
personali, nel socialismo invece le capacità produttive e industriali vengono gestite in
modo ocndiviso dal governo; Il socialismo ha una filosofia economica al centro mentre il
comunismo economica-politica; Il comunismo rifiuta ogni religione e le abolisce mentre
nel socialismo è consentita la libertà di religione; Durante il comunismo vengono abolite
le distinzioni delle classi sociali invece nel socialismo c'è solo una diminuzione ma
continuano ad esistere; Infine, il comunismo vede il capitalismo come una violenta
rivoluzione che distrugge il sistema esistente facendo insorgere gli operai contro le classi
medio-alte, mentre il socialismo lo vede come una transizione graduale dove tutti sono
trattati in modo equo.