Sei sulla pagina 1di 5

UNA NUOVA COMPRENSIONE

Parole Mattutine, 25 Settembre (domenica) 1932, Sofia, ore 5:00

Riflessione.

Ogni uomo deve imparare a servire Dio. – E se non ce la fa? – Si sforzerà. Servire Dio per
l’uomo è una necessità. Dici che hai tante cose da fare, che non hai tempo da perdere. Se svolgi il
tuo lavoro in modo meccanico, non è un vero lavoro e, in più, non è servire Dio. – Io ho da risolvere
una questione famigliare molto importante: devo riappacificarmi con mia moglie. – Questo non mi
interessa. – Sto cercando la strada per servire Dio, seguendo anche la mia fede. – Questo non mi in-
teressa. È del tutto regolare se inciampi o se la tua strada è coperta di sassi e fango.
L’importante è il nuovo nella vita. Quando si tratta la questione dell’amore, tutti parlano
dell’amore. Quando si tratta quella della verità e la giustizia, tutti parlano di esse. In molti sono ve-
nuti da me chiedendo: dicci qualcosa di essenziale. – Non posso dirvi niente di essenziale. L’essen-
ziale è – quando sei nel buio – di attendere il sorgere del sole e di sapere che tutto quello che vedi, è
per il tuo bene. L’essenziale è quando arriva il cibo e tu lo assaggi. È necessario provare che il pane
è una cosa essenziale? Parlarne sarebbe del tutto invano. Solo quando avrai accolto il pane dentro di
te, potrai parlarne. Esistono nel mondo delle anime che parlano a Dio in modo particolare. Alcuni di
voi servono Dio come quel giovane che vuole accasarsi. Egli cerca una moglie ricca, che abbia la
casa, i soldi. La giovane, invece, è in cerca di uno colto. Voi non sapete a che scopo sia creato
l’uomo. Prendete una madre, ad esempio. Quando ella svezza il suo bambino, non vuole dirgli che
non deve mangiare, piuttosto, che non può più farlo nella vecchia maniera. Quando il barrocciaio fa
scendere qualcuno dal carro, egli non intende dirgli di non camminare, ma di scendere dal carro. La
strada che seguo io, esclude ogni mezzo di trasporto.
Sostieni che le persone devono pensare a te. Se penso a Dio, io penso sia a me stesso e sia agli
altri. Se dici che io devo amarti o che tu devi amare me, c’è un’incomprensione. – Perché? – Perché
l’amore non cambia mai. Cristo dice: “Io vi do un nuovo comandamento.” Questo non significa un
vecchio comandamento. Il mondo cristiano ha compreso le parole di Cristo? – Non le hanno com-
prese né i Cristiani che stanno sulla terra né quelli dell’altro mondo. Tutti vogliono servire Dio e,
malgrado ciò, tutti servono se stessi. Il nuovo che può essere professato è di amarci gli uni gli altri,
di credere in Dio. Questo è l’insegnamento dell’Amore. Mentre professo questo insegnamento,
qualcuno verrà a chiedermi che cos’è l’amore. Un altro verrà per chiedermi qualche favore o soldi
in prestito e, se non lo accontento, dirà: questo uomo non possiede l’amore. Quindi, se gli do qual-
cosa, allora l’amore lo possiedo! Così come ha l’amore anche l’oste che vi serve e vi dà da mangia-
re! Voi mangiate e quando dovete pagare, egli vi chiede: quanto tiri fuori dal tuo borsello? E, anche
questo accade per amore!
Io dico, ci sono cose che l’uomo può facilmente perdere; ci sono cose che nessuno può portar-
gli via. Ad esempio, chiunque può prendere i tuoi soldi. Nel caso della farfalla, nonostante i suoi
magnifici colori, se viene prelevata la polvere delle sue ali, della sua bellezza non rimarrà niente.
Anche sfiorare appena le sue alette è in grado di privarla di tutta la sua polverina. La gente parla
spesso dell’amore. Questo non è altro che toccare le sue alette. L’amore non permette che lo tocchi -
no. – Perché? – Le sue ali si rovinano. Se arrivate a testare l’amore, con voi è finita. Se testate
l’Amore Divino, anche con esso è finita. L’amore vuole qualcos’altro. Una donna si lamenta che il
suo mondo si è oscurato. Perché? – Suo marito è morto. Lo amava e adesso non riesce a vivere sen-
za di lui. – Che amore è quello che si interrompe? La morte non è un ostacolo per l’amore. Lei ama-
va solo il marito, perciò non può vivere. La madre piange perché le è morto il bambino. Che cosa si
ottiene con il pianto? – Niente. Il bambino non è morto, è andato a scuola per studiare. È necessario
che essa pianga per anni per questo figlio?
La gente ha bisogno di una nuova comprensione. La vecchia comprensione è quella dell’egoi-
smo, la nuova è quella della purezza. Le persone vogliono occupare posti in alto, diventare idoli e
avere tutti ai loro piedi. Questa è un’idea finta. Se sei una divinità, tu devi accontentare tutti. Quan-
do io faccio un bene di cui usufruiscono tutti, voi dite: il Maestro può fare tutto. È possibile, in un
minuto, essere utile a tutti? Qualcuno mi chiede di riceverlo per cinque minuti. Se dedico a ognuno
cinque minuti, posso aiutare tutti? Come prima cosa, non ho a disposizione tutto questo tempo.
Questo è il lato esteriore. C’è un modo di visita collettiva: tutti si radunano nello stesso posto a for-
mare un gruppo, e così entrano. Non succede lo stesso con le cellule dell’organismo? Esse rappre-
sentano un’unità e, insieme, traggono beneficio dai doni che la natura elargisce per tutti.
Io vedo adesso qualcosa che vi frena nella vostra vita. In cosa consiste? – Nella fretta. Tutti
vogliono, al più presto, accontentare i propri desideri e, se non riescono, soffrono. Chiedo: riesce il
bruco a trasformarsi in una farfalla in un giorno? Per diventare farfalla, gli è necessario un periodo
di circa 45 giorni. Quando avrà mangiato una certa quantità di foglie, il bruco, da sé, diventerà far -
falla. Il bruco abita il mondo materiale, mentre la farfalla – il mondo Divino. Vi ho molte volte par -
lato di Dio e del mondo Divino. Anche voi parlate di Dio. In qualunque chiesa entriate, sentite par-
lare di Dio. Secondo me, uno deve prima ascoltare tutti e, poi, servire Dio. Non succede lo stesso
nelle scuole? Prima, i professori insegnano e gli allievi ascoltano, poi, parlano gli allievi e i profes-
sori ascoltano. Salomone dice: “Chi tace, è ritenuto saggio.” Se è così, perché il professore si arrab-
bia quando l’allievo tace? – Perché l’allievo tace? – Perché sa, che se parla, l’insegnante non sarà
contento di lui. È naturale che, se non ha studiato le sue materie, è meglio tacere. L’insegnante passa
per saggio perché insegna le sue conoscenze agli allievi. Anche voi, per poter insegnare, dovete stu-
diare e acquisire conoscenze.
Molti credono di aver raggiunto il massimo della sapienza e di non avere più niente da impa-
rare. Avete ancora molto da imparare. Voi non avete mai studiato la grande via – la via dell’anima.
L’uomo sapeva tante cose, ma molte di esse le ha dimenticate. È importante conoscere il nuovo
percorso dell’anima. Dovete trovare questo percorso e studiarlo. – Io ho alcuni vissuti. – Li hai, ma
non bastano. Con un pasto solo non si arriva da nessuna parte, dovrai mangiare ancora molto. E
neanche un solo vissuto basta. Lavorerai, finché non avrai raggiunto qualcosa e non avrai soddisfat-
to l’anelito della tua anima! Sei un bambino e sei scontento della tua infanzia; cresci, diventi adulto
e sei di nuovo scontento; ti fai anziano – sei scontento; muori – sei scontento. Anche nell’aldilà
l’uomo è scontento e vuole ritornare sulla terra per affermarsi. Così, egli scende sulla terra, ritorna
su, riscende, risale e così via. Dicono, che l’uomo rinasce molte volte e, delle sue reincarnazioni,
777 sono epocali e le altre sono normali. Io non so se sia così, non l’ho verificato. Se qualcuno di
voi si è accertato di questa verità, che lo dica!
Vi chiedo: dal vostro punto di vista, qual è lo scopo dell’insegnante? Direte che egli insegna
alle persone. È così – il professore insegna, gli allievi ascoltano. Un giorno, anche gli allievi diven-
teranno professori. Possono tutti diventare professori? Se questo succede, non ci saranno allievi. Ed
è possibile che non ci siano allievi? Non è possibile. Però, ognuno deve essere il professore e l’allie-
vo di se stesso. L’ordine naturale nella vita vuole, che alcuni siano insegnanti e altri – allievi. Se-
condo i teosofi, l’uomo deve diventare una divinità. Come sarebbe la vita, se tutti diventassero divi-
nità? Dovranno pur esserci anche quelli che imparino dalle divinità, che diano loro ascolto e che gli
ubbidiscano, no? Se tutti fossero divinità, non avrebbero nulla da fare sulla terra. Sarebbe come vi-
vere sulla terra senza un corpo. È possibile questo? Con “divinità” io intendo un uomo ragionevole
che sappia utilizzare correttamente sia le condizioni buone della vita e sia quelle cattive. Se conside-
riamo la divinità così come la intendete voi, allora anche il re passa per divinità. È capace però
quest’ultimo a utilizzare in modo saggio entrambe le condizioni: buone e cattive? Oggi il re ha il
potere e se qualcuno non esegue un suo ordine, viene punito. Il re è potente, ma non savio. Perché?
Perché non è capace di essere contemporaneamente professore e allievo.
In quello che sto dicendo oggi, non tutto è essenziale. Il mio intento è quello di vagliare le
cose in modo da separare la crusca dalla farina. La crusca rimarrà sul vaglio, mentre la farina ca-
scherà giù. Però, la vagliatura non è una scienza, e nemmeno una filosofia. Cosa si ottiene con la se-
parazione della crusca dalla farina? Secondo alcuni studiosi, la crusca contiene più vitamine che la
farina. Ergo, la gente separa l’essenziale dal non essenziale e si nutre col non essenziale. Si dice an-
che delle bucce delle cipolle che sono ricche in vitamine. Eppure, quando cucina, la donna scarta le
sue bucce e utilizza le foglie interne, meno ricche di vitamine. Quello che fanno le persone nella
loro vita ordinaria, fanno anche nella vita spirituale. Alcuni parlano del cielo, ma rinnegano la vita
terrestre; altri parlano della terra, ma rinnegano la vita spirituale. Questo significa gettare via alcune
vitamine a scapito di altre. Le vitamine si trovano sia nella vita terrestre e sia in quella spirituale.
Userai le une e le altre in modo ragionevole! Quindi, se in un dato momento sei collegato col mon -
do spirituale e stai conversando con gli esseri savi che lo abitano, approfitta per imparare qualcosa
da loro e arricchirti. Tuttavia, facendo ciò, non cancellare le tue conoscenze acquisite sulla terra.
Queste conoscenze si completano a vicenda. Pur essendo sulla terra, imparerai da entrambi: il cielo
e la terra.
Ieri è venuto da me un giovane bulgaro, col Vangelo in mano. Ha iniziato a parlarmi. – Da
qualche anno leggo solo la Bibbia e il Vangelo, non mi interessa altro. Quello che da solo riesco a
comprendere, mi basta. Non voglio ascoltare le interpretazioni altrui. – Hai un mestiere? – No. Sono
entrato in un monastero. Voglio farmi frate. – Sei solo? – No, vi sono altri due: uno è l’abate, di cir -
ca 50 anni; l’altro è un frate di 26 anni. Io sono il più giovane. – Ti hanno messo il saio da frate? –
Non voglio portare un saio, è troppo compromesso. – Cosa fai nel monastero? – Mi mandano a rac-
cogliere aiuti, ma, ovunque io vada, non ricevo che insulti. Ho raccolto finora in tutto 750 leva. –
Cosa ne farai dei soldi? – Li darò all’abate, li gestisce lui. – Non è un lavoro da fare. Così imparerai
a mendicare. In realtà, come uomo, tu devi imparare a dare. Pensi che, chiedendo l’elemosina alle
persone, compi la volontà di Dio? – Cosa devo fare allora? – Se io fossi al tuo posto e dovessi rac -
cogliere soldi, taccuino in mano, farei in modo che non mi ingiuriassero: lascerei loro il taccuino
cosicché ognuno potesse dare quello che desidera. Qualcuno scriverà che ha dato tot; qualcun altro
lascerà dei soldi senza scrivere il suo nome. Questi soldi distribuirò tra le vedove povere e gli orfa-
ni. Così compierò la legge Divina. Con i soldi accanto a cui vi è una firma, compierò la legge uma-
na. L’importante è non forzare le persone e che ognuno possa donare liberamente. Poi, il giovane mi
ha chiesto cosa pensassi delle icone. Sembrava che qualcosa lo stesse turbando. Gli ho detto: c’è
qualcosa di buono anche nelle icone, ma esse servono solo se sono in grado di innalzarti. Se non
possono farlo, non servono a niente. Secondo me, adesso è tempo di pensare alle icone vive – i po-
veri e i sofferenti – loro sono da salvare. Io ho in mente di fare una chiesa con icone vive. Ogni
giorno cambierò queste icone. Perché baciare un pezzo di legno con l’immagine di un santo? Se
devi baciare qualcosa, è meglio che baci un’icona viva, una persona viva! Vi sono icone che si pos-
sono baciare, vi sono icone che non si possono baciare. Bacia chi soffre perché si possa elevare! Ba-
cia il malato perché possa guarire!
Io sto adesso esaminando la questione dell’essenziale e il non essenziale nella vita. Non es-
senziale è ciò che ostacola l’uomo a comprendere la viva verità. Vi sono cose di cui siete interessati,
ma non sono quelle che vi porteranno a raggiungere lo scopo della vostra vita. Ad esempio, sei inte-
ressato all’amore di qualcuno e dirigi la tua attenzione verso di lui. Questa è la comprensione lette-
rale dell’amore e non quella spirituale. Se agisci così, sbaglierai sicuramente. Dici: ho baciato que-
sta persona. – L’hai baciata per interesse. Essa ti sopporterà un giorno o due e poi ti respingerà. E
siccome è una persona ricca, tu non sei l’unico a baciarla, ma sono in molti. Quando, infine, essa
avrà capito il motivo dei loro baci, li allontanerà e se ne libererà. L’amore non si regge sugli interes-
si. Ecco perché, chi vuole lavorare per Dio, deve essere disinteressato e puro.
In molti sono venuti da me per chiedere soldi. E nel caso che mi rifiutassi, dovevo nasconder-
mi. Se restavo in vista, non smettevano di disturbarmi. Anche una bella giovane, quando esce in
piazza, ben vestita e attraente, tutti i giovani le vanno dietro. Come farà per liberarsene? Metterà un
velo scuro sul suo viso e si vestirà di un abito semplice e modesto.
Tutti cercano il buon libro. Conserva questo libro perché non si sporchi! Leggilo quando sei
solo! Quando qualcuno viene a trovarti, chiudilo e sostituiscilo con un altro! Anche da me vengono
in molti, chiedono che apra il libro Sacro e che lo legga. Dico loro: non sono qua. – Come non sei
qua? Ti vediamo! – Mi vedete, ma io non sono qua. – Come si spiega questo? – Con il mio corpo
sono sulla terra e con lo spirito – sul sole. Quando vado sul sole, il suo calore e la sua luce aumenta-
no. Quando mi ci allontano, essi diminuiscono. Nel primo caso, vi lamentate che fa caldo, mentre
nel secondo – che fa freddo. A volte entro nell’aria e subito appare il vento. Appena esco dall’aria, il
tempo si calma. Se arriva la tempesta, vi lamentate; se viene lo zefiro, siete contenti. A volte sono lo
zefiro, a volte – la tempesta. Abbatto tutto sulla mia strada. Spesso dicono di me: è davvero un
brav’uomo. – Certo, ti ho fatto una casa. – È un uomo cattivo. – La tua casa è bruciata. In entrambi i
casi, la causa sono sempre io. Qualcuno è morto, qualcun altro è nato – la causa sono io. La testa di
qualcuno è rotta e di un altro sana – è sempre merito mio. Prima che mi accusiate voi, mi accuso da
solo. Qualsiasi cosa che sia avvenuta e che avvenga nel mondo, è a causa mia.
Direte che questo è in senso figurato. Se fosse in senso letterale, come lo intendereste? Nel
senso stretto o figurato che sia, contiene una certa dose di verità. Se sei una sostanza solida, ti spac-
cheranno la testa. Se sei acqua, aria o luce, nulla saranno in grado di farti. Quando spaccano la testa
a qualcuno, con questo vogliono dire che egli è stolto. Ergo, finché sei sulla terra, la tua testa non
deve essere dura, ma essere acqua, aria o luce. Se la tua testa non è luce, non puoi prendertela con
nessuno se viene spaccata. Se non sei in grado di prevedere le cose, immancabilmente ti succederà
qualche disgrazia. Impara a prevedere quello che ti accadrà! – Io rifletto sempre. – Rifletti, eppure,
non risolvi le cose. Guardi la persona, ma non la capisci. Soffri, ma non puoi aiutarti. Quando arriva
la malattia, ti agiti. Voi non siete capaci di resistere alle contraddizioni nella vita. Finché vi trovate
nel vostro corpo attuale, vi ammalerete sicuramente. Per vincere le malattie, dovrete trasformare i
vostri corpi.
Una nuova comprensione è necessaria alle persone. Due persone possono amarsi soltanto se si
capiscono. Se ad esse si aggiungono altre due persone, senz’altro, non si capiranno. È semplice, non
puoi leggere al contempo due libri. Il primo libro ha già attirato la tua attenzione. Tutti gli uomini
sono pagine del libro Sacro della vita. Alcuni sono solo lettere di questo libro, altri sono parole,
mentre altri ancora – delle intere frasi. Se ognuno vuole essere un libro a sé stante, resterà chiuso
per sempre, non ci sarà nessuno che lo leggerà. Esiste nel mondo un solo libro che tutti quanti leg-
gono: è il libro dell’alta vita. Gli sposati leggono questo libro insieme. A volte, l’uomo apre una pa-
gina per lui interessante e legge. Un’altra volta è la donna che apre una pagina che interessa a lei.
Poi, si raccontano a vicenda quello che hanno capito. Nella Bibbia vi sono pagine interessanti e altre
non interessanti. Ad esempio, le pagine concernenti l’albero genealogico non suscitano il vostro in-
teresse, poiché non le comprendete.
Preghiera segreta

Parole Mattutine del Maestro pronunciate alle ore 5:00 del 25 Settembre, 1932 a Sofia (Iz-
grev)

Traduzione dal bulgaro:


Irena Yordanova
Redazione:
Katia Giannotta

Potrebbero piacerti anche