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Mirtillo rosso, proprietà, uso e controindicazioni

Viene dal Nord America, ma ormai le proprietà del mirtillo rosso sono conosciute 
anche in Europa. Scopriamo come usare queste bacche dall'azione 
antinfiammatoria e antiossidante. 
Noto anche come cranberry, il mirtillo rosso è famoso soprattutto per le proprietà utili in caso
di infezioni delle vie urinarie, tanto che il mercato degli integratori alimentari propone
numerosi prodotti che promettono di combattere questi fastidiosi disturbi proprio grazie ai
benefici delle sue bacche.

Scopriamo su cosa si basano queste proprietà e come assumere il mirtillo rosso o usarlo in
cucina.
Proprietà e benefici del mirtillo rosso 
Il mirtillo rosso è noto per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Fra i principi
attivi racchiusi all'interno delle sue bacche sono inclusi composti fenolici, flavonoidi,
antocianidine ed ellagitannini.

Nel corso della storia i frutti e le foglie del mirtillo rosso sono stati utilizzati contro
problemi alla vescica, allo stomaco e al fegato e diabete.

Oggi le proprietà del mirtillo rosso vengono sfruttate soprattutto all'interno di integratori
alimentari (disponibili in forma di estratti, polveri, capsule e compresse) utilizzati contro
le infezioni delle vie urinarie, soprattutto per prevenire le recidive, spesso frequenti nelle
donne.

Da questo punto di vista i benefici del mirtillo rosso dipenderebbero dalla sua capacità di
prevenire l'adesione dei batteri alle cellule di rivestimento delle vie urinarie, e non
solo: sembra infatti che il mirtillo rosso possa sopprimere i processi infiammatori associati
all'infezione da parte dei batteri.

Le proprietà antinfiammatorie del mirtillo rosso sembrano utili anche in altri casi, ad
esempio nel trattamento della gengivite e in caso di artrite reumatoide.

Inoltre, sembra che il consumo di mirtillo rosso, in particolare in occasione di pasti ricchi di
grassi, possa aiutare a tenere sotto controllo i livelli di glicemia postprandiale.

Quando prendere il mirtillo rosso? Il suo uso sembra essere generalmente sicuro, fatta
eccezione per le persone allergiche a questa e ad altre specie di Vaccinium.

Attenzione, però: l'uso di integratori a base di mirtillo rosso non è esente da


controindicazioni; quantità elevate di cranberry possono infatti interferire con l'attività del
warfarin, un farmaco anticoagulante, ed è sempre bene consultarsi con il proprio medico
prima di assumerli durante la gravidanza o l'allattamento.
Calorie e valori nutrizionali del mirtillo rosso 
Una quantità pari a 100 g di mirtillo rosso apporta solo 46 kcal sotto forma di:

 proteine (0,46 g)
 grassi (0,13 g), fra cui 8 mg di acidi grassi saturi, 18 mg di acidi grassi monoinsaturi e 55 mg di
acidi grassi polinsaturi
 carboidrati (11,97 g), fra cui 4,27 g di zuccheri

Inoltre, in 100 g di mirtillo rosso sono presenti:

 3,6 g di fibre
 8 mg di calcio
 0,23 mg di ferro
 6 mg di magnesio
 11 mg di fosforo
 80 mg di potassio
 2 mg di sodio
 0,09 mg di zinco
 14 mg di vitamina C
 0,012 mg di tiamina
 0,02 mg di riboflavina
 0,101 mg di niacina
 0,057 mg di vitamina B6
 1 mg di folati
 3 mg di vitamina A (attività retinolo equivalente)
 1,32 mg di vitamina E (alfa tocoferolo)
 5 µg di vitamina K

Uso in cucina del mirtillo rosso 
I frutti del mirtillo rosso vengono utilizzati per preparare bevande il cui consumo è in
genere considerato sicuro.

Tuttavia, non bisogna esagerare: un consumo eccessivo di succo di mirtillo può infatti
causare fastidi allo stomaco, diarrea e, se prolungato nel tempo, può aumentare il rischio di
calcoli ai reni.

Queste piccole bacche rosse possono inoltre essere utilizzate in cucina sia per preparare
delle salse sia per ricette dolci e salate.
Qualche esempio? Il crumble e la pound cake al cranberry, l'arrosto di vitello con cranberry
e noci e il riso con cranberry e curcuma.

Curiosità sul mirtillo rosso 
La pianta di Vaccinium macrocarpon è nota anche come Oxycoccus macrocarpos e Vaccinium
oxycoccus.

Attualmente le terre coltivate a mirtillo rosso in tutto il mondo corrispondono a circa 215
chilometri quadrati, di cui circa 178 nei soli Stati Uniti, dove la sua coltivazione occupa un
ruolo di tutto rispetto nell'economia nazionale.
Il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense custodisce anche una collezione di varietà
storiche e selvatiche di questo arbusto.

Le varietà documentate sono più di 130, ma in molti casi si tratta di cultivar non più
coltivate, alcune delle quali sono andate perse o sono state dimenticate.

A partire dagli anni '30 del secolo scorso il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense ha
iniziato a sviluppare degli ibridi; oggi, dopo quasi un secolo di incroci, sono disponibili
piante caratterizzate da una maggiore produttività e da bacche dalle qualità migliorate (per
esempio, nel contenuto di antiossidanti).