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monologhi nella retorica della città diffusa 


controcultura della congestione turistica  

Presentazione del lavoro 


Durante  il  duemiladiciassette  ho  avuto  la  fortuna  di  riflettere  su  differenti  aree 
della  Calabria  e  non  solo,  in  termini  di  progettazione  turistica  e  sostenibile,  gli 
spunti  di  ricerca  ed  approfondimento  che  si  sono  alimentati  grazie al piacevole 
contatto  e  confronto  con  operatori  turistici,  progettisti,  ed  amministratori 
locali,  ha  lasciato  nel  mio  ​“cassetto  dei  lavori”  una  serie  di  idee  progetto 
(sostanziali  monologhi  ancora),  che  spero  presto  diventino  sprono  per  un 
confronto  leale  e  professionale  tra  appassionati,  alimentando  la  partecipazione 
democratica sul territorio. 
 
Perchè i monologhi 
Alcuni  lavori  si  concretizzano,  giungono  al  massimo  della  loro  esaltazione 
creativa  nella  plasticizzazione  della  loro  retorica  astratta  e  compositiva,  altri 
lavori  sono  perfetti  perchè  rimangono  progetti  su  carta,  tele  da  custodire  nel 
tempo per riflettere su ciò che s’è realizzato. 
Altri  sono  realmente  concreti  ed  in  loro  possiamo  scorgere  ​Bellezza,​   perchè 
sono ​Vivi, Partecipati! 
All’inizio di questa raccolta di lavori, pensavo ad un titolo di provocazione;  
La  Morte  del  Paesaggio,  ​ma  poi  ho  riflettuto  avendone  trovato  il  tempo,  ed  ho 
pensato  a  riproporre  un  titolo  già  espresso  in  passato  per  un  profondo  studio 
fatto  a  Belmonte  Calabro  con  l’Ing.  Valentino  Canturi,  e  presentato  dal 
Presidente  del  CePSU  Ing.  Francesco  De  Filippis,  con  l’auspicio  di  poter 
tornare  in  quei  luoghi  e  scoprire  che  la  scelta  dei  “​monologhi​”  è  quella  più 
indicata per raccontare e fare ​“paesaggio di Calabria”​. 
Raccontare  della  ​Calabria  come  d’una  ​Città  diffusa  rischia  (giustamente)  qualche 
piccola puntualizzazione spaziale, ma purtroppo per i detrattori o dubbiosi, non 
me  ne  curo,  perchè  lo  scrivente  rimane turista senza coercizioni temporali, non 
scorgendo la differenza sostanziale tra un luogo e l’altro di questa ​policentrica città 
diffusa.  

Un prodotto di ricerca indipendente del Laboratorio di Sviluppo Strategico Territoriale (LaSST) - fondato nel 2006 
Prodotto artigianale ideato da Andrea Pellegrino - Contatto: ​andreapellegrino.lasst@gmail.com  
dicembre/gennaio 2017/18 
 

Non  avendo  costrizioni  del  tempo,  posso  godere  del  paesaggio  naturale  tra  borghi  appesi 
frontemare,  e  gineprai  di  nuovi  insediamenti  umani  tra  due  mari,  tra  colline,  montagne,  e 
pianure  in  cui  la  selva  si  spande.  Un  così  articolato  ed  impressionante  territorio 
incontaminato  non  poteva  scivolare  sotto la città degli uomini, lasciarsi travolgere dall’identità 
incentrata  sulla  storia  di  luoghi  scritta  da  esseri  umani,  ed  in  modo  sapiente  questi  ultimi 
spensero  le  loro  arringhe  di  egemonia  d’una  città  sull’altra,  per  lasciarsi  governare  dalla  loro 
natura!  
Allora da quale monologo, e da quale luogo partire? 
 
Il Porto di Maratea 
oltre i confini, accesso fluido nord alla città diffusa 

l’accesso fluido principale nel golfo di Sant’Eufemia 

esposizione waterfront Genova 
Maratea  ed  il  suo  porto  credo  sia  l’ideale,  perchè  non  è  in  Calabria,  ma 
nell’immaginario delle vacanze fuori porta per molti calabresi. 
I  confini  della  Calabria  sono  labili  per  la  presenza  importante  delle  coste,  che 
un confine territoriale è riduttivo, ​la naturale proiezione verso l’infinito della Calabria è 
talmente  forte  da  costringere  la  terra  nella  forma  d’una  clessidra  sformata​,  dove  il  tempo 
passa  da  uno  stato  spaziale  all’altro  per  gravità,  ed  è  nel  golfo  di  Sant’Eufemia 
che  la  retorica  della  “​città  diffusa  di  Calabria”  trova  la  sua soluzione di continuità 
naturale,  una  porta  plurale  e  globale  sulla  quale  riflettere  per  nuove  soluzioni 
costruttive capaci di cogliere opportunità.  
 
CasAmare 
creatività nel Borgo di Fiumefreddo Bruzio 
Dai  Borghi  appesi  lungo  la  costa  tirrenica  calabrese  è  possibile  cogliere  le 
opportunità  di  sviluppo  sostenibile,  che  sono  già  il  presente  per  l’economia 
locale,  la  retorica  sulla  città diffusa trova concretezza nella reinterpretazione dei 
luoghi  per  un  turismo  di  qualità,  che  richiede  creatività  e  soprattutto  nuove 

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composizioni  architettoniche,  capaci  di interpretare le esigenze di un turismo di 


quarta  generazione  che  cerca  autenticità  locale,  vivendo  i  servizi  nella 
contemporaneità,  
per un turista sempre di più attore protagonista sul territorio.    
 
Il diritto alla città civica 
Paris Saint Germain - Cosenza 5.0 al 68' 
partecipazione etica per la Biblioteca Civica di Cosenza 

AirTrip Cosenza 
space in the place urban experience  

Porta Castello 
Vivere  la  contemporaneità  di  un  luogo  identitario  è  la  scommessa  per  un 
turismo  sostenibile  all’interno  del  policentrismo  antropico  della  città  diffusa  di 
Calabria,  Cosenza  può  svolgere  un  ruolo  di  primo  piano  nello  ​spazio  scenico  del 
turismo  culturale  ed  artistico,  e  per  questa  ragione  è  importante  una 
progettualità di sistema, 
che insista sul patrimonio culturale della Biblioteca Civica; 
Su  di  un  “​sistema  Cosenza​”  accessibile,  permeabile,  e  multimodale  dei  luoghi, 
attraverso  trasporti  e  servizi  alloggio/ristoro  versatili  e  coinvolgenti  su  tutto  il 
territorio,  in  modo  da  lasciare  al  turista  la  libertà  di  scrivere  la  propria  storia 
come esperienza da vivere. 
Intervenendo  sui  tasselli  delle  aree  in  modo  deciso  per  la  loro  rigenerazione, 
con  piani  di  recupero  che  si  sostengono  sulla base di analisi dell’intero mosaico 
territoriale,  in  modo  da  sostenere  realmente  i  complessi  processi  di  recupero 
funzionale  e  sociale  di  aree  dimenticate,  patrimonio  di  tutta  la  cittadinanza, 
perchè  primi  ​veri  fruitori,  attori, e turisti ​da non trascurare, per alimentare in modo 
sostenibile  l’appetibilità  di  un  territorio  ricco  ed  allo  stesso  tempo  vulnerabile 

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nei  confronti  di  operatori  che  possano  consumare  facilmente  senza  lasciare 
opportunità per le prossime generazioni.  
​Alla ricerca di​ Mr. Paesaggio nel Parco fluviale verticale 
Kratos 2020  
Piano Strategico Area Vasta Valle del Crati  
Guardare  al  futuro  della  città  policentrica  cosentina,  vuol  dire  riuscire  ad 
interpretare  la  nuova  distribuzione  delle  funzioni  a  nord  di  Cosenza e garantire 
la  ​ricerca  del  Paesaggio  attraverso  il  ​“telaio  fluviale”  dell’Area  Urbana, 
concretizzando  per  il  2020  il  lavoro  fin’ora  portato  avanti  dal  mio  amico  e 
mentore  ​Ferdinando  Verardi​,  promotore  e  manager  del  ​Primo  Piano  Strategico 
calabrese​.  
 
New Kroton  
for mediterranean diffuse polis 
L’auspicio  sincero  per  il  2018,  è  quello  di  una ​Retorica dei tempi moderni, applicata 
alla  città,  come  percorso  condiviso  e  partecipato,  riscoprendo  quanto  ci  ha 
lasciato  come  patrimonio  la  ​Polis  ​greca  nell’ideale  da  coltivare  quotidianamente 
in compagnia della sempre giovane ​Signora Democrazia.  
 

Andrea Pellegrino 

 
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Il Porto di Maratea 
oltre i confini, accesso fluido nord alla città diffusa 

l’accesso fluido principale nel golfo di Sant’Eufemia 

esposizione waterfront Genova 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Il Porto di Maratea 
oltre i confini, accesso fluido nord alla città diffusa 
Testo originale del lavoro sviluppato nel 2017 
PREMESSA 
Le  attività  di  riorganizzazione  delle  aree  adiacenti  al  porto  di  Maratea  (PZ),  necessitano  di  una 
razionalizzazione  generale  delle  funzioni  sul  territorio,  con  una  equilibratura  della  logistica  di  accesso  e 
mobilità  interna  alle  aree  in  oggetto.  La  realizzazione  di  interventi  puntuali  senza  una  visione  complessiva 
del  sistema  integrato  dei  trasporti,  in  raccordo  alla  pianificazione  del  territorio,  rischia  di  penalizzare  o 
comunque  squilibrare  il  tessuto  sociale  ed  economico  non  solo  del  sistema portuale, ma dell’intero indotto 
economico  orbitante  sull’organizzazione  produttiva  di  Maratea.  In  questo  scenario  la  proposta  progettuale 
insiste  in  modo  preponderante,  sull’analisi  dell’accessibilità  e  mobilità  integrata  alle  aree  portuali,  con  un 
approccio  a  tutela  della  sostenibilità  ambientale  ed  a  valorizzare  il  patrimonio  anche  potenziale  dei  flussi 
turistici,  in  relazione  al  meccanismo  produttivo  ed  al  tessuto  antropico  vitale  delle  aree  trattate.  Con  una 
approccio  funzionale  si  è  giunti  a  proposte  progettuali  che  insistono  su  diversi  aspetti  ed  aree,  con  una 
proposta  organica  complessiva  che  levasi  su  di  una  struttura analitica d’ingegneria del territorio, per potersi 
esprimere  nella  composizione  degli  spazi  progettati  con  razionalità  ed  equilibrio  a  tutela  della  vitalità 
culturale  marateota,  che  ricerca  l’armonia  con  l’ambiente  ritrovando  condivisione  di  valori  in  uno  “spazio 
piazza” accessibile, in “assenza di tempo”. 
 
ANALISI GENERALE DELLE AREE E STRATEGIA DI SISTEMA,  
PROCESSO IDEATIVO DELLA PROPOSTA 
Introduzione 
Le  opere  trovano  sostenibilità  esecutiva  nella  loro  gerarchizzazione  temporale,  in  relazione  a  quanto sopra 
espresso,  e  pertanto  lo  studio  della  distribuzione  e  riorganizzazione delle funzioni sul territorio in relazione 
al  sistema  dei  trasporti,  è  di  seguito  esposto  in  modo  da  far  comprendere  la  successiva  strategia  esecutiva 
delle  progettazioni  ed  esecuzione  dei  lavori,  in  modo  da  rispettare  appieno  le  opportunità  economiche  a 
disposizione,  e  le  aspettative  della  governance  nella  visione  sostanziale  di  benessere  comune  da  preservare 
per  le  prossime  generazioni;  senza  trascurare  la  vivibilità  dei  luoghi  durante  le  attività  di  lavoro  proposte 
preservandone  la  funzionalità  dei  servizi  integrati  nell’area  portuale,  e  da  migliorare  con  l’attuazione  delle 
diverse fasi di lavoro.  
 
L’analisi di contesto 
L’analisi  della  distribuzione  delle  funzioni  e  dei  sistemi  di  trasporto,  comprende  necessariamente  un’area 
molto  più  vasta  rispetto  a  quella  delle  sole  aree  oggetto  d’intervento,  per il valore strategico e la particolare 
collocazione  geografica,  ma  anche  per  la  condizione  orografica  ed  ambientale  generale  del  complesso 
sistema  orbitante  alle  aree portuali. Come si può notare dall’estratto a seguire, l’analisi non può precludere il 

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sistema  di  accesso  su  ferro  e  quello  su  gomma  che  a  monte  dell’area  portuale  si  snoda  su  due  principali 
indirizzi di accesso alle aree oggetto di concorso:  
- la  viabilità  provinciale  che  accede  da  ovest  al  sistema  portuale,  su  cui  è  necessario  muoversi  su gomma 
(attualmente la mobilità dolce non è determinata ed il transito non è sicuro); 
- percorso  misto  viabilità  stradale  e  pedonale  con  accesso  a  nord  del  porto,  fruendo  in  ultimo  di  una 
discesa panoramica su gradini in varia pendenza. 
L’organismo  portuale  purtroppo  non  è  perfettamente  connesso  al  sistema  di  accesso  a  monte,  con  una 
intermodalità  sconnessa  e  non sicura tra i modi di accesso ferro/gomma e la mobilità interna gomma/dolce 
che  portano  alle  aree  balneari,  alle  aree  porto,  ed  al  nucleo  di  antica  formazione.  S’è  indicata  una possibile 
distribuzione  generale  delle  funzioni,  in modo da poter fruire delle aree con uno scambio modale che punta 
a maggiore efficienza e sicurezza.  
 
Quadro generale dell’analisi 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Dettaglio accesso e mobilità dalla stazione dei treni 

 
Individuando  un’area  che  ha  le  caratteristiche  dimensionali  per  un  trasbordo  adeguato 
BUS-Automobile-Moto/Bicicletta  su  cui  attualmente  è  impostata  la  piccola  area  Bici  Sharing  in  disuso  e 
danneggiata,  ed  un’area  ottimale  per  uno  scambio  Ferro/Bicicletta  con  attraversamento  sicuro 
(proseguendo  il  tunnel  esistente,  con  raccordo  in  pendenza  da adeguare per giungere ai binari). Nel quadro 
di  una  riorganizzazione  delle  direttrici  di  mobilità  dolce  lungo  la  viabilità  carrabile  esistente,  in  modo  da 
poter garantire la massima sicurezza dei viaggiatori, ed una opportuna razionalizzazione dei trasbordi in aree 
ben  delimitate  e  protette  (visione  sicuramente  nelle  rime  generali  della  governance),  si  sono  gestite  le  aree 
oggetto di concorso considerando i due accessi al sistema portuale: 
- Pedonale  a  Nord,  che  insiste  sulla  piazza,  cuore  della  vita  sociale  del  porto,con  un percorso in mobilità 
pedonale  non  riservata  dall’area  stazione,  che  s’inserisce  nelle  suggestive  scalinate  con  due  accessi,  per 
relazionarsi poi con le maglie del sistema antropizzato prima di giungere alla Piazza; 
- Carrabile  a  Ovest,  su  cui  insiste  il  flusso  di  accesso  a  fruizione  e  gestione  del  sistema  portuale,  ed  ai 
servizi  integrati  nell’area  antropizzata  circostante,  con  una  viabilità  carrabile  che  non  permette  la 
fruizione  sicura della mobilità ciclabile, generalmente funzionale in aree antropizzate a pendenza irrisoria 
anche  con  mezzi  non  performanti  per  repentini  cambi  di  declivio  (e  notevole  dispendio  di  costi  in 
gestione),  oltretutto  il  genere  di  utenza  che fruisce ed apprezza simili contesti in bicicletta, ripone valore 

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nei  luoghi  alimentando  turismo  sostenibile,  con  un  rapporto  familiare  e  di  condivisione  in  relazione  al 
mezzo,  che non può essere sostituito da un servizio di bike sharing, servizio sicuramente valido che però 
non  incide  nello  specifico  come  risoluzione  complessiva  delle  opportunità  di  accesso  e  mobilità  del 
prodotto turistico in logica sostenibile.  
 
Analisi delle aree oggetto d’intervento e composizione degli spazi. 
Con  questa  base  sostanziale  di  elementi  che  insistono  sulle  aree  oggetto  d’intervento,  si  è  cercato  di 
valorizzare  e  rendere  funzionale  la  fruizione  delle  differenti  aree,  gestendo  gli  accessi  in  relazione alla reale 
fruibilità,  ed  ottimizzando  la  mobilità  all’interno  dell’area,  in  modo  da  garantire  sostegno  alla  vitalità  dei 
differenti prodotti turistici che animano le aree del porto e quelle delle aree antropizzate in prossimità.   
La proposta è risoluzione integrata degli elementi che insistono sull’area, rafforzando le relazioni tra: 
● il sistema delle attrezzature già strutturate che permettono di fruire delle imbarcazioni; 
● l’organismo dei servizi del porto che garantiscono la fruibilità dello stesso; 
● i  servizi  diffusi  nelle  aree  antropizzate  collocando  la  Piazza  al  centro  dello  sviluppo  endogeno  locale,  e 
protagonista di un’identità da ricostruire ed a cui dare nuovi valori; 
● opportunità  degli  accessi  turistici  via  mare,  da  Nord  e  da  Ovest  di  cui  si  è  descritto,  e  di  cui  si  ha  una 
maggiore consapevolezza. 
L’intera  area  portuale sarà tutelata dal rispetto dei 30 Km/h di velocità massima, l’accesso all’area portuale è 
libera  per  i  residenti,  che  avranno  modo  di  sostare  nelle  aree  riservate  (progettate  in  dettaglio  in  fase 
successiva),  e  defluire  rapidamente  verso  le  aree  a  loro  riservate  per  il  parcheggio  all’esterno  dell’area 
portuale,  all’interno  sono  impostate  piccole  aree per i residenti ed aree a zero emissioni su due ruote (bici, e 
moto  elettriche),  questo  sarà  il  quadro  di  gestione  generale  nei  periodi  di  maggiore  affluenza  turistica,  da 
esprimere in dettaglio nelle fasi successive di progetto. 
Con  questa  soluzione  generale  “scelta  forte”,  si  garantiranno  accessi  da  Ovest  in  modo  da  non  generare 
congestione  tra  i  diversi  modi  di  trasporto,  con  mezzi  collettivi  di  piccole  dimensioni,  uno  spazio  di 
manovra  ingresso/uscita e sosta per i turisti in prossimità della piazza, ed aree sosta all’interno delle aree più 
interne  per  i  residenti.  Questa  impostazione  generale  garantisce  soprattutto  un  accesso  pedonale  per 
residenti  e  turisti,  sicuro  e  riservato  (sede  protetta),  nonostante  la  ristrettezza  degli  spazi  in  prossimità 
dell’ingresso  a  Ovest.  A  risoluzione  di  questo  aspetto  per  la  soluzione  strategia  dell’intero  sistema,  si  è 
pensato di dotare il sistema portuale di due aree distinte per la gestione sosta/parcheggio carrabile: 
● un’area  parcheggio  carrabile  (Auto  e  Moto)  nell’attuale  parcheggio  esistente  fuori  dal porto, destinata ai 
turisti ed in parte riservata ai residenti; 
● ed  un’area  logistica/parcheggio  per  i  fruitori  dei  posti  barca,  di  manovra/sosta  per  BUS  di  grandi 
dimensioni,  e  parcheggio per i BUS di piccola dimensione che entrati nell’area 30 Km/h con le manovre 
in  sicurezza  per  la  discesa/salita dei turisti, necessita di un’area parcheggio vicina all’area porto (esterna), 
in  modo da non impattare durante le soste di media e lunga durata (l’area andrà a dialogare con lo spazio 

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individuato  in  prossimità  dell’area  stazione).  Queste  funzioni  ben  si  legano  nell’area  di  frangiflutti  su 
pietra naturale opportunamente ampliata per come già espresso nel bando di concorso.  
Nella  progettazione  successiva  si  andranno  a  dimensionare  adeguatamente  ed  in  dettaglio,  la  distribuzione 
funzionale  tra  queste  due  aree  con  opportune  eventuali  variazioni,  nella legenda all’interno dell’immagine a 
seguire,  si  esprime  una  delle  possibili  soluzioni  alternative  e  congruenti.  L’uscita  dei  mezzi  dalle  due  aree 
sarà  garantito  dal  transito  sul  ramo  principale  a  30  Km/h,  con  l’ausilio  dell’impianto  semaforico  (quando 
necessario  in  relazione  ai  mezzi  nell’area  porto),  o  risoluzione  con  ampliamento  della  sede  stradale  in 
prossimità dell’accesso ovest, e due sensi di percorrenza (da valutare in fase di progettazione successiva). 
 
Nuova infrastruttura turistica di accesso Carrabile/Nautico  
integrata al sistema della mobilità pedonale 

 
Un  ulteriore  intervento  a  garanzia  di  una  funzionale  intermodalità  dell’area  portuale,  (sulla  base  degli  studi 
su  campo  e  le  analisi  successive  sovra  esposte),  riguarda  la  risoluzione  della  logistica  interna  al  porto,  e 
relativa  al  resto  del  tessuto  viario  in  cui  s’inserisce.  La  soluzione  permette  di  sciogliere  l’ingresso  e  l’uscita 
nella  principale  area  logistica  portuale,  allargando  lo  spazio  di  manovra  all’interno,  e  garantendo 
un’alternativa  alla  normale  fruizione  degli  spazi  in  prossimità  della  piazza  e  delle  restanti  aree  a  fruizione 
turistica.  La  proposta  espressa  sinteticamente  nell’elaborato  “Logistica  mezzi  tra  area  portuale  ed 
infrastruttura  carrabile”,  garantisce  un’ulteriore  via  d’uscita  ai  mezzi  operanti  all’interno  del  porto  ed  alle 
imbarcazioni  su  gomma,  evitando  la  viabilità  a  senso  unico  lasciata  come  ramo  principale  dell’area  30 
Km/h  (in  casi  di  eccessiva  congestione),  soluzione  che  verrà  dettagliata  nella  fase  di  progettazione 
successiva  con  l’inserimento  adeguato  di  un  impianto  semaforico.  La  soluzione  non  vincola  ad  un’unica 
uscita  gestita  dall’impianto  semaforico  (soluzione  flessibile  necessaria vista la particolare situazione), perchè 

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il  ramo  principale  dell’area  30  Km/h  avrà  le  caratteristiche  tecnico/meccaniche  necessarie  e  supportare 
comunque  il  transito  di  mezzi  pesanti  e/o  articolati  in  uscita  dal  porto.  A  questo  intervento  si  va  ad 
aggiungere  l’eventuale  inserimento  di  un  corpo  unico  su  diversi  livelli  e  con  forma  adeguata  al  paesaggio 
circostante  (ed  in  particolare ai due corpi di roccia esistenti), in modo da inglobare le diverse funzioni che al 
momento  risultano  disaggregate  e  diffuse  su  più  zone  all’ingresso  del  porto,  con  palese  impatto  e 
disfunzione. 
 
Logistica mezzi tra area portuale ed infrastruttura carrabile 

 
Liberando  la  rete  della  mobilità  dolce  lungo  l’area  porto  da  pericolose  interferenze  con  i  diversi  modi  di 
trasporto, è stato possibile ottenere maggiore spazio a fruizione delle attività aperte, e pertanto s’è impostata 
la  distribuzione  dei  posti  barca  in  modo  da  garantire  un  adeguato  spazio  scenico  in  relazione  tra  le 
postazioni  dei  nuovi  posti  barca  di  grande  dimensione  e  la  promenade  spontanea  venutasi  a  comporre. 
L’ingresso  delle  imbarcazioni  verso  la  parte  più  interna  del  porto  attrarrà  lo  sguardo  verso  la  piazza,  sulla 
quale  si  andrà  ad  impostare  il  ramo  principale  delle  imbarcazioni  (da  sinistra  a  destra,  grandi,  medie,  e 
piccole  a  garanzia  della  adeguata  visibilità  degli  spazi).  Sul  lato  estremo  a  sinistra,  la  movimentazione  di 
rimessaggio  sgombra  e  sicura,  è  impostata  in  modo  da  assicurare  maggiore  funzionalità  in  sicurezza,  e 
minore  impatto  rispetto  alle  aree  circostanti,  con  una  banchina  leggermente  più  bassa  rispetto  alla 
promenade  che  si  estende  in  corrispondenza  di essa; sarà la promenade ad essere rialzata rispetto alla quota 
attuale,  sganciandosi  dal  passaggio  a  fruizione  del  porto  (soluzione  che  potrà  comunque  essere  variata  nel 
tempo senza squilibri sostanziali).  
 
 

Un prodotto di ricerca indipendente del Laboratorio di Sviluppo Strategico Territoriale (LaSST) - fondato nel 2006 
Prodotto artigianale ideato da Andrea Pellegrino - Contatto: ​andreapellegrino.lasst@gmail.com  
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Nuova rete della mobilità integrata tra carrabile e nuova rete portuale 

 
Sistema integrato della mobilità pedonale col sistema portuale 

 
Il  passaggio  che  attualmente  è distinto con un colore differente assumerà il ruolo di collegamento (scaricato 
da  ulteriori  funzioni)  tra  il  molo  nord  ed  i  nuovi  rami  dei  pontili  galleggianti.  Quest’ultimo  pontile andrà a 
salvaguardare  la  costa  dall’impatto  ambientale  (con  l’intervento  successivamente  descritto),  tutelando 
l’aspetto  visivo  accogliendo  le  barche  più  piccole,  mentre  le  imbarcazioni  medie  e/o  a  funzione  sportiva 
saranno  disposte  sui  rami  secondari.  Il  ramo a protezione della costa, andrà anch’esso a proiettandosi verso 
la  piazza.  Idealmente  i rami delle montagne sovrastanti regolano le funzioni integrate che protendono verso 

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le  acque  del  porto,  passando  dalla  scalinata  scenografica  alla  nuova  piazza  che s’apre verso la nuova libertà 
idealmente  ricercata  dalla  comunità  marateota,  e  ritrovata  guardando  ad  occidente  (e  sostanzialmente 
garantita dall’area operosa di rimessaggio del porto ormai schermata).  
Tutti  gli  interventi  necessari  a  migliorare  gli  accessi  turistici, sono sostanzialmente impostati e rafforzati dal 
sistema  integrato  della  mobilità  pedonale  (come  già  si  è  potuto  notare  nell’estratto  “nuova  infrastruttura 
turistica  di  accesso  Carrabile/Nautico  integrata  al  sistema  della  mobilità pedonale”), in modo da creare una 
ricucitura  formale  e  modale  tra  la  città  ed  il  porto,  andando  a  reinterpretare  la  ramificazione  della mobilità 
interna  alle  aree  antropizzate,  in modo da valorizzare e connettere le aree marginali dal sistema principale di 
fruizione turistica, e spalmare le opportunità di sviluppo endogeno in una logica sostenibile di riconnessione 
del  patrimonio  identitario  legato  al  vecchio  tracciato,  quest’ultimo  nella  sua  nuova  interpretazione,  ben  si 
lega  al  percorso  ricostruito  lungo  il  porto dalla piazza alla promenade, e lungo il ramo di viabilità all’interno 
alle spalle della piazza.  
Dettaglio nuova interpretazione funzionale e concettuale della piazza 

 
La  promenade  ricavata,  fruibile  nel  quotidiano  e  per  eventi,  perchè  ormai  liberata  dalle  funzioni 
strettamente  legate  al  porto,  garantisce  permeabilità  maggiore  verso  l’area  centrale  del  dibattito  culturale, 
“connessione  materica”  rispetto  a  quella  “fluida”  proveniente  dal  ramo  principale  dei  pontili  galleggianti 
adiacenti  alla  piazza,  proveniente  da  Sud,  proiettandosi  idealmente  e  funzionalmente  verso  Nord  e  quindi 
verso le gradinate che “si arrampicano” verso il nucleo di antica formazione di Maratea. Il nuovo ruolo della 
piazza  è  la  prosecuzione  ideale  verso  il  centro  storico,  connessione  spaziale  accessibile grazie alla vitalità di 
un luogo in assenza di tempo. 
 

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LA PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI CON SCELTE STRATEGICHE E COSTI 


Si  prevedono  tre  macro  interventi  a  sistema  per  la  riorganizzazione  delle  aree  porto  a  Maratea  (PZ)  che 
insistono,  
● sulla ottimale logistica dei sistemi di trasporto; 
● la riorganizzazione delle funzioni sul territorio a miglioramento della fruibilità e qualità estetica; 
● protezione  e  valorizzazione  della  costa  con  intervento  di  bonifica  come  scenario  di  progetto  di  lungo 
respiro  (visione  ultima  supportata dai primi interventi anche se l’inizio dei lavori è temporalmente molto 
distante dai primi).  
Tutti  gli  interventi  sono  funzionali  anche  se programmati e realizzati in tempi differenti gli uni dagli altri, di 
seguito  descritti  in  modo  da  comprenderne  meglio  la  strategia,  e  l’entità  dei  costi  (in  ordine  temporale/e 
priorità). 
A)  Interventi  di  ingegneria  dei  trasporti  e  logistica,  lavori  di  natura  funzionale  in modo da garantire vitalità 
alle  aree  anche  durante  i  lavori,  a  garanzia  di  sicurezza,  migliorandone  nel  tempo  la  fruibilità  in  termini  di 
accessibilità,  intermodalità  (carrabile,  dolce,  e  fluida)  e  mobilità  interna  alle  aree  antropizzate, per residenti, 
operatori  economici  dell’area,  fruibilità  turistica  integrata  tra  acqua  e  terra,  e  lavoro  in  sicurezza  da  parte 
degli  operatori  all’interno delle aree portuali. Il tutto garantendo sicurezza e fruibilità degli spazi in sicurezza 
anche  durante  i  lavori,  fruendo  del  finanziamento  complessivo  a  disposizione  che  ammonta  ad  euro 
2.900.000,00  (€  2.200.000,00  per  le  opere).  Nell’importo  dei  lavori  è  chiaramente  inteso anche il rimanente 
intervento  di  completamento  messa  in  sicurezza  del  molo  Nord,  decantato  all’interno  del  bando  come 
chiarito all’interno della FAQ: 
“Si,  deve  essere  previsto  il  completamento  delle  attività  di  messa  in  sicurezza  del  molo  Nord,  ritenendosi 
opportuno  proseguire  con  le  scelte  già  adottate  per  la  parte  già  realizzata. Non può però escludersi a priori 
che  la  nuova  idea  progettuale  non  possa  prevedere  tecniche  diverse,  laddove  ritenute  più  confacenti  alla 
proposta  che  si  intende  presentare  e  di  eguale  efficacia.  L’intervento  già  eseguito,  nel  suo  complesso,  ha 
comportato  una  spesa  netta  per  lavori  di  circa  €  1.000.000,00  ed  ha  interessato  tutto il braccio che va dalla 
radice  al  gomito.  Si  è,  così,  realizzata  una  massicciata  che,  a partire da una estensione verso il mare di m 70 
circa,  si  restringe,  in  prossimità  del  gomito,  a  circa  m  20 (si tenga presente che, nella sua interezza, la stessa 
prosegue  in  mare  per  altri  10-15  m  circa).  Si  ritiene  che  il  costo  del  completamento  richiesto  si  debba 
attestare  in  misura  molto  inferiore  all’importo  sopra  indicato,  forse  anche  meno  della  metà,  in  funzione 
delle  minori  sollecitazioni  ipotizzabili  e,  conseguentemente,  dei  minori  volumi  di  massicciata  necessaria. 
Quanto  precede  ha  valore  meramente  indicativo  e  ogni  altra  previsione  viene  rimandata  alle  scelte  e  alle 
valutazioni del concorrente”. 
L’eventuale  somma  rimanente  per  il  macro  intervento  A,  potrà  essere  impiegata  per  le  successive attività a 
eseguire  in  un  quadro  organico  complessivo  delle  opere,  in  coerenza  con  quanto  espresso  nella  ratio  del 
bando:  
“Esso  può  anche  costituire  un  primo  stralcio  di  un  intervento  organico  più  ampio  e  strutturato  di  cui  il 
concorrente intenda delineare i principi informatori, in uno con la propria proposta, già in questa sede”. 

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B) Interventi di ingegneria ed architettura degli spazi aperti: 


B1  -  la  riorganizzazione  della  piazza  con  la  realizzazione  di  una  promenade,  e  adeguata  connessione  dei 
luoghi  intorno  a  alle  aree  antropizzate  in  affaccio  al  porto,  rimodulazione  dell’area  banchina in relazione al 
resto  del  porto  ed  alla  nuova  promenade,  la  realizzazione  di  un  ampliamento  della  banchina  porto  per 
l’innesco  dei  nuovi  rami  dei  pontili  galleggianti  all’altezza  della  piazza,  in  modo  da  garantire  la  continuità 
sostanziale prevista per la mobilità tra nuova piazza, e nuova promenade; 
Realizzazione  delle  opportune  aree  per  la  sosta/parcheggio  a  zero  emissioni  interne  alle  aree  antropizzate 
del  porto,  e  percorso  di  belvedere.  Realizzazione  di  adeguato  sottofondo  stradale  lungo  il  ramo  principale 
dell’area  30  Km/h  in  modo  da  sostenere  anche  l’uscita  dei  mezzi  dall’area  porto  se  le  problematiche 
logistiche  lo  richiedono.  Realizzazione  adeguata  dell’area  manovra  ingresso/uscita e sosta di diversi BUS di 
piccola  dimensione  in  prossimità  della piazza. L’inserimento di alberature, e adeguata illuminazione che ben 
valorizzano  le  opere  edili  nella  sua  visione  complessiva.  Ricucitura  attraverso  il  sistema  della  mobilità 
pedonale  all’interno  delle  aree  antropizzate  del  vecchio  percorso  con  particolare  riguardo  in  prossimità del 
molo  interno  al  porto  in  cls, ed in prossimità all’area di accesso ovest al sistema portuale. Realizzazione con 
particolare  cura  della  prosecuzione  pedonale  a  connessione  della  darsena,  quest’ultima  completamente 
sconnessa  in  prossimità  degli  accessi  alle  nuove  piazzole  sosta/parcheggio  all’esterno  dell’area  portuale, ed 
oltre  l’attuale  piazzale  dedicato  a  parcheggio,  sulle  quali  sarà  necessario  trovare  soluzioni  (nella 
progettazione  di  dettaglio)  di  non  poco conto per garantire sicurezza alle opere di ingegneria naturalistica, a 
godimento della bellezza paesaggistica; 
B2  -  la  riorganizzazione  degli  spazi  relativi  ai  pontili  mobili,  in  modo  da  garantire  centralità  alla  piazza  sia 
per  gli  accessi  carrabili  e  dolci,  che  per  la  nautica,  con  un’ottimizzazione  e  gestione  degli  spazi  per  le 
imbarcazioni  all’interno del porto. Si tratta quindi di una riconnessione funzionale dell’antico percorso, dalla 
spiaggia  inserita  all’interno  del  molo  sud,  e  la  darsena  oltre  l’area  portuale  a  nord,  contribuendo 
all’integrazione sostanziale della via Racia, al semicerchio fino alla scogliera di fronte al molo sottoflutto.  
 
Questi  ultimi  interventi  nella  loro  visione  complessiva,  indirizzeranno  una  successiva  fase di pianificazione 
dei  lavori  di  ampio  respiro,  da  realizzare  in  seguito  alle  opere  di  cui  sopra  descritte  in  termini  di  priorità 
funzionale ed esecuzione temporale.  
C)  La  redistribuzione  dei pontili mobili infatti, è impostata anche per garantire fruibilità integrata tra il molo 
nord  ed  il  molo  sud,  demarcando  l’area  in  cui  sarà  auspicabile  intervenire  per  la  realizzazione  di  opere  di 
bonifica in modo da separare gli specchi d’acqua e rendere le spiagge interne al porto balneabili.  
Dettaglio interventi di ingegneria dei trasporti e logistica circa euro 2.200.000,00 (A) 
● A1  -  Piazzale  parcheggio  n.  1  (per  residenti  e  turisti);  messa  in  sicurezza  generale  con  la  sistemazione 
della  scarpata  che  la  separa  dalla  viabilità  superiore  d’accesso,  predisposizione  strutturale  adeguata della 
pavimentazione  con  le  caratteristiche  meccaniche  adeguate  a  garantire  la  portanza  in  relazione  alla 
funzione sovrastante pianificata, redistribuzione degli spazi interni per la mobilità pedonale e carrabile, la 
sistemazione  opportuna  delle  aree  parcheggio,  in modo da distribuire e razionalizzare le diverse aree per 

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residenti  e  turisti,  nonchè la predisposizione degli spazi adeguati alla realizzazione del percorso pedonale 


successivo di connessione alla darsena; 
● A2  -  Piazzola  parcheggio  n.  2  (manovra  e  sosta  BUS  grandi  dimensioni,  parcheggio  riservato  utenza 
turistica  del  porto); l’intervento vuole sfruttare appieno le opere già programmate, ed implementare tutta 
la  sottostruttura  di  fondazione  a  garanzia  della  portanza  necessaria  per  la  mobilità  dei  mezzi  BUS, 
nonchè  dei  mezzi  in  mobilità  e  parcheggio auto su 4 e 2 ruote, e la realizzazione della mobilità pedonale 
di connessione; 
● A3  -  Ramo  di  viabilità  nuovo  da  rimodulare  per  la  riconnessione  d’ingresso  alle  nuove  aree parcheggio 
previste  in  totale  sicurezza  in modo da garantire gli adeguati spazi di manovra ingresso/uscita e mobilità 
interna; 
● A4  -  Nuovo  ingresso/uscita,  ed  area  di  manovra  interna  al  porto  per  la  gestione opportuna del traffico 
veicolare,  con raggi di curvatura idonei alla mobilità dei mezzi, e sottofondo stradale pertinente ai carichi 
anche tenendo conto delle pendenze stradali;  
● A5  -  Realizzazione  di  nuovo  fabbricato  per  l’integrazione  di  funzioni  sparse  nell’area  portuale,  con  la 
demolizione eventuale di fabbricati esistenti; 
● A6  - Realizzazione adeguata della viabilità in prossimità dell’accesso ovest al porto, area sosta automobili 
in corrispondenza dell’impianto semaforico, allargamento strada per l’inversione sicura del BUS anche di 
grande  dimensione  (nel  caso  per  eventi  eccezionali,  sia  necessario l’ingresso nell’area 30 km/h di questa 
tipologia  di  mezzi)  con  adeguata  segnaletica  orizzontale  e  verticale  in  relazione  al  nuovo  traffico 
veicolare  da  gestire,  tra  le  piazzole  di  sosta  e  parcheggio,  ingresso/uscita  dal  porto  con  disposizione  di 
impianto  semaforico  (quattro  semafori  in  totale)  per  la  gestione  del  traffico  in  prossimità  dell’area 
portuale; 
● A7  -  Realizzazione  di  opere  preparatorie  e di salvaguardia per le successive attività relative al connettore 
pedonale  di  riconnessione  tra  la  darsena  ed  il  porto,  nelle  aree  in  cui  si  andranno  a  svolgere  i  lavori 
relativi  alla  fase  A.  Questo  tipo  di  interventi  sono  necessari  e  generalmente  poco  tenute  in 
considerazione,  ma  garantiscono  se  previsti  ed  adeguatamente progettate, di rendere le opere complesse 
e diffuse sui diversi fronti, organiche e qualificante nella loro funzionalità complessiva; 
● A8 - Illuminazione e verde delle aree oggetto d’intervento nella fase denominata A; 
● A9  -  Gestione  delle  attività  con  riguardo  alla  complessità  delle  interferenze,  con  particolare  attenzione 
nelle fasi esecutive che di preparazione e realizzazione; 
● A10  Gestione  delle  attività  a  fine  lavoro  (manutenzione  ordinaria  e  straordinaria)  in  modo  da  poter 
garantire l’ottimale cura delle aree prima delle fasi successive di lavoro (Fase B). 
La  complessità  di  questi  interventi  a  sistema,  sono  necessari  e  preparatori  al  fine  di  rendere  fruibile  l’area 
portuale  per  le  generazioni  future,  ed  in totale sinergia sistemica con le importanti e successive opere edili e 
civili  (Fase  B  e  C)  che  renderanno  l’intero  porto  appetibile  per interessi economici di cui necessita Maratea 
per  rimanere  nello  scenario  internazionale,  anche  durante  la  realizzazione  delle  opere  di  ingegneria  dei 
trasporti  e  logistica.  La  complessità  degli  interventi  e  delle  interferenze  in  modo  da  rendere  l’area  portuale 

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sempre  dinamica  e  viva  nonostante  i  lavori  in  itinere,  impegna  notevole  sforzo  progettuale,  economico  e 
lavoro  da  parte  della  Governance,  in  modo  da  affrontare  nella  giusta  proporzione  le  problematiche  di 
accessibilità  ed  intermodalità  del  sistema  portuale,  che se trascurate potrebbero vanificare i lavori successivi 
che  nella  loro  interezza  sono  espressi  nelle  tavole  di progetto. Si propone pertanto di impegnare la spesa di 
euro  2.200.000,00  per  le  opere  descritte  nella  Fase  A  (dei  2.900.000,00  euro  complessivi),  valore  che  non 
potrà  coprire  l’intero  importo  dei  lavori  della  Fase  A  (sulla  base  dei  pochi  elementi  valutabili  in  una 
competizione  di  idee  per  un’area  così  complessa  e  delicata),  ma  che  metterebbero  in  gioco  l’area 
nell’interesse  internazionale,  sotto  il  controllo  tecnico/amministrativo  della  pianificazione  strategica 
dell’Unione  Europea  e  quindi  a  nuovi  portatori  d’interesse  da  filtrare  in  una  logica  di  sostenibilità 
ambientale  nello  Spazio  Economico  Europeo  e  di  concerto  per  una  politica  Mediterranea,  prendendo 
esempio  dalla  profonda  e  cosciente  esperienza  in  itinere  dell’amministrazione  di  Genova col Blueprint. In 
analogia  al  Masterplan  donato  da  Renzo Piano, la proposta può essere intesa come una visione d’insieme in 
Dono  per  successive  competizioni,  in  coerenza  con  il  principio  di  accessibilità  “Art.  4  della  Costituzione 
Italiana:  La  Repubblica  riconosce  a  tutti  i  cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano 
effettivo  questo  diritto.  Ogni  cittadino  ha  il  dovere  di  svolgere,  secondo  le  proprie  possibilità  e  la  propria 
scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.   
 
l’accesso fluido principale nel golfo di Sant’Eufemia 
Nell’ipotesi  di  un  sistema  integrato  della  mobilità  turistica  tra Golfo di Sant'Eufemia e medio tirreno 
cosentino,  si  è  avviata  una  riflessione  al  fine  di  proseguire  con  uno  studio  preliminare  per  sviluppo 
sostenibile di Belmonte Calabro. 
Lo  studio  tiene  conto  del  ​Reticolo  delle  vie  del  mare  ​e  ​della  ​Mobilità  carrabile/ferroviaria,  come  accessi Nord e 
Sud  al  sistema  lineare,  tenendo  conto  che  Lamezia  Terme  rappresenta  l’accesso  aereo  e  Vibo  Valentia 
accesso  dalle  vie  del  mare,  al  sistema  integrato.  Pertanto  si  potrebbe  immaginare  e  progettare  un 
prodotto  turistico  che  levasi  sulla  capacità  della  Città  di Tropea d’essere attrattore turistico globale, e 
Belmonte Calabro Traino per la conoscenza del Medio Tirreno cosentino. 

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A  seguire  porge  l’attenzione  al  sistema  integrato  di  mobilità  turistica  ligure,  che  ha  garantito  per  decenni 
risultati  prestazionali  notevoli  in  termini di fruitori dei servizi, un esempio di efficienza produttiva, con un 
indotto  economico  ed  un  modello  di  sviluppo  socioeconomico  che  è  ormai  nel  dibattito  della  ricerca 
livello mondiale.  
Un  approccio  sistemico  che  potrebbe  divenire  base  di  discussione  sostanziale  per  sviluppare  il  ruolo  più 
adeguato da interpretare per Belmonte Calabro.   
Il  sistema  integrato  delle  vie  del  mare  nel  mar  Ligure,  ruota  attorno  a  Genova,  tra  riviera  di  ponente  e 
levante,  un  fiore  all’occhiello  dell’economia  nazionale,  che  levasi  sul  concetto  di  bellezza  paesaggistica  e 
servizi turistici integrati da scoprire attraverso il mare.   

Una sintesi del prodotto integrato lungo il litorale ligure 


 
- A  Santo  Stefano  al  Mare  nella  Riviera  dei  Fiori  si  trova  Marina  degli  Aregai,  costruito  nel  1992, 
offre  una  gamma  di  servizi  completa  e  standard  di  elevata  qualità,  ospita  980  imbarcazioni,  40 
servizi commerciali, un hotel e uno stabilimento balneare attrezzato. 
- Tra  i  più  gettonati  e  più  moderni  c'è  la  Marina  di  Varazze,  uno  spazio  a  misura  d'uomo  di mare 
che  non  disdegna  anche  l'intrattenimento:  bar,  localini  e  ristoranti,  eventi  d'estate  e  nel  fine 
settimana.  Quasi  un'isola  per  i  diportisti.  Sono  emozioni  uniche  che  si  possono  provare  in  una 

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delle  tante  gite  proposte  dalle  cooperative  e  consorzi  di  battellieri:  Golfo  Paradiso , Navigazione 
Golfo  dei  Poeti  ,  Consorzio  Liguria  Via  Mare,  Servizio  Marittimo  del  Tigullio,  Cooperativa 
battellieri del Porto di Genova. 
- A  levante  è  davvero  un'esperienza  unica  ormeggiare  a  Bocca  di  Magra,  l'unico porto ligure in un 
fiume dotato di servizi come biciclette e golf car elettriche attive 24 ore su 24 
Fonte: ​http://www.turismoinliguria.it 
Per approfondire in merito ai servizi di battello 
http://www.golfoparadiso.it/ 
http://www.navigazionegolfodeipoeti.it/localita-e-strutture/bocca-di-magra.html  
http://www.liguriaviamare.it/mare/ 
In  particolare  il  sistema  turistico  preso  come  riferimento  ideale,  è  rappresentato  dalla  riviera  di  Ponente 
fino  al  porto  di  Genova,  un  modello  da  studiare,  cercando  di  contestualizzare,  in  relazione  al  sistema  di 
sviluppo  sostenibile  che  si  cerca  di  raggiungere  nelle  aree  del  golfo  di  Sant’Eufemia. 

Gli  spunti  di  riflessione  sono  legati  principalmente  al  tipo  di  sviluppo  che  si  vuole  tentare di organizzare 
per  l’area  orbitante  a  Belmonte  Calabro,  che  rappresenta  infatti  la  “testa  di  ponte”  per  accedere  alla 
scoperta  del  medio  tirreno  cosentino,  seguendo  una  logica  contrapposta  a  quella  proposta  ed  ormai 
consolidata (fino a saturazione ed esasperazione), nell’alto tirreno cosentino. 

 
 
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In  Liguria  il  sistema  turistico  di  ponente  è  molto  differenza  di  quello  di  levante,  perchè  profondamente 
ancorato  alla  bellezza  paesaggistica,  ed  è  la  difficile  accessibilità  attraverso  i  sistemi  modali  terrestri,  che 
garantisce  notevole  suggestione  a  caratterizza  i  luoghi. 

Un  punto  di  debolezza  dell’accessibilità  terrestre  che  è  divenuto  eccellenza  del  prodotto  turistico,  grazie 
alla  valorizzazione  del  patrimonio  naturale, fruendo della costa in modo puntuale e diffuso, poco invasivo 
e rispettoso del valore traino dell’economia locale. 

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Nella  zona  orbitante  Belmonte  Calabro  può  diventare  interessante  andare  a  studiare  una  funzione  di 
accesso  al  interno  sistema  turistico  terrestre,  una  soluzione  infrastrutturale  capace  di  andarsi  a  collocare 
adeguatamente  bene  nel  reticolo  della  mobilità  esistente,  ed  allo  stesso  tempo  capace  di  guardare  alle 
prossime generazioni. 

Si riporta la funzione di accesso dalle vie del mare, non invasiva, per Monterosso a Mare  
(all’interno del parco delle cinque terre)  

Un prodotto di ricerca indipendente del Laboratorio di Sviluppo Strategico Territoriale (LaSST) - fondato nel 2006 
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quello che si vuole analizzare è il sistema di accesso dal mare 

In  modo  da  cercare  di  contestualizzare  nel  modo  più  idoneo  per  Belmonte  Calabro,  chiaramente 
prendendo spunto dalle opere già realizzate e non invasive del contesto ligure. 
Chiaramente  il  tutto  è  solo  una  piccola  analisi  e  spunto  sul  quale  è  possibile  approfondire  con  adeguati 
dati  sul  moto  ondoso,  e  correnti  marine,  nella  zona  oggetto  d’intervento,  al  fine di garantire un adeguato 
accesso  alle  aree  di Belmonte Calabro dal mare, con una strutturazione adeguata a quello che è lo scenario 
circostante.  

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Tenendo  conto  quindi,  delle  funzioni  locali,  della  diversa  mobilità  da  mettere  a  sistema,  e  relazioni 
gerarchiche  di  programmazione  della  governance  in  fase  di  progettazione,  realizzazione  e  gestione  dei 
nuovi spazi realizzati.   
 
Un’astrazione poetica con l’auspicio che lo spunto proposto abbia un seguito: 
C'erano  Gioberti  e  Mazzini  nell'animo di dei teorici del risorgimento contemporaneo, Carlo Alberto e Pio 
IX  erano gli ispiratori di altri due condottieri, ed ancora un Vittorio Emanuele II ed un Giuseppe Mazzini, 
e  dietro  tutto  questo  uno  stratega  folle  quanto  appassionato,  era  il  Neo  Camillo  Cavour,  desideroso  di 
liberare  il  Mediterraneo  dall'ideologia  nazionalista  del  suo  tempo,  e  governare  in  pace  senza  confini  e 
padroni di steccati. 
In mente avea un disegno chiaro, trasparente come l'acqua di Tropea ad Aprile,  
dolce dormire a chi governa seminando un confine,  
mentre pascea forte l'orgoglio liberale,  
la passione per liberare l'immenso antico Mare. 
 
esposizione waterfront Genova 
Le  opportunità  di  sviluppo  del  sistema  turistico  ligure  integrato,  sono  state  approfondite  nella  chiave: 
Fronte  mare  - Città di Genova - Riviera di levante​, in occasione della ​competizione ​Blueprint​, e successiva mostra 
tenutasi  dal  4  Aprile  al  4  Maggio  nei  locali  di  Palazzo  Rosso  in  via  Garibaldi  a  Genova,  dove  è  stato 
possibile  visitare  76  progetti,  tra  questi  è  stato  possibile  visionare  il  progetto  dello  scrivente,  e cogliere le 
opportunità  di  sviluppo  turistico  dell’area  portuale  come  legame  sostanziale  verso  la  città  di  Genova,  in 
relazione alla riviera di levante, ed in coerenza col Masterplan donato da Renzo Piano. 
Esposizione: Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso – Auditorium Via Garibaldi 18 – Genova

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Fonte immagine: ​http://www.comune.genova.it/content/blueprint-0 
 
SINTESI PROGETTO ESPOSTO 
Una  profonda  analisi  di  funzioni  e  distribuzioni  territoriali  in  coerenza  col  masterplan,  ulteriore punto di 
vista di un'area complessa e strategica per il futuro dell'Italia. 
​Immanini stato attuale e Masterplan Renzo Piano, fonte: ​http://www.comune.genova.it/content/blueprint-0 

 
 
 
 

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immagine di progetto 

 
La  proposta  è  l'auspicio  per  un  dibattito  costruttivo  e  di  ricerca,  un  esplicito  omaggio  al  lavoro  di  Jean 
Nouvelle, con una composizione “scatolare” che si decompone e si dissolve nella nuova lingua di mare,  
volando tra le antiche vele d'ispirazione "Soleriana", verso l'antica città di Renzo Piano.  

 
Astrazione Area Urbana Euromediterranea calabrese a Genova

 
immagine estratta dal progetto presentato 
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CasAmare 
creatività nel Borgo di Fiumefreddo Bruzio 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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creatività nel Borgo di Fiumefreddo Bruzio 

 
Arte e cultura, ristorazione e tempo libero, creatività e condivisione in un unico ambiente,  
pensato per dare maggiore valore alle potenzialità della ricettività 
 
 
 
 
 

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Contesto 
All’interno  di  uno  dei  Borghi  più  belli  d’Italia,  s’inserisce  l’opera  di  progetto,  una  proposta  ideata  per 
sostenere  il  dinamismo  culturale  ed  imprenditoriale  che  da  diverso  tempo  s’è  risvegliato  a  Fiumefreddo 
Bruzio. 
L’area  d’intervento  è  all’interno  del  cuore  del  nucleo  di  antica  formazione  del  paese,  in  prossimità 
dell’antica  discesa  a  mare dei pescatori, e tra le due terrazze panoramiche in affaccio sul mare impreziosite 
dalle opera di Salvatore Fiume.  

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Il fabbricato oggetto d’intervento s’apre dall’ingresso principale in una suggestiva area verde condivisa con 
i  volumi  adiacenti  di  rilevante  interesse  storico,  per  funzione  architettonica  e  composizione  urbana  nel 
divenire,  s’affaccia  alla  via  pedonale  principale  che  collega  all’antica  discesa  dei  pescatori  alla  ​terrazza 

principale  in  affaccio  sul  mare,  mentre  l’altro  lato  del  fabbricato  si  estende  lungo  Via  Roma  Vico  3 
protendendosi verso il nucleo del centro storico prima e verso la porta principale del borgo medievale.  

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Il  fabbricato  oggetto  del  progetto è di piccola dimensione, 30 mq circa distribuiti su due livelli e realizzato 


in  muratura  di  mattoni  pieni  di  piccolo  taglio.  Le  destinazioni  d’uso  sono  state  diverse  nel  tempo  ed  in 
generale  di  ausilio  a  fabbricati  limitrofi  dello stesso proprietario, in tempi moderni il volume è stato fruito 
anche  per  ospitare  una  radio  libera  gestita  da  giovani  negli  anni  80.  L’immobile  quindi  ha  un  rapporto 
stretto  col  territorio,  e  con  una  funzione ormai perduta da recuperare per dare nuova vita anche agli spazi 
adiacenti  di  importanza  strategica  per  le  trame  della  viabilità  del  centro  storico,  e  di  sicuro  interesse  per 

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legare  l’espansione  dell’albergo  diffuso  all’interno  del  nucleo  di  antica  formazione,  con  nuove  funzioni 
capaci  di  attrarre  in  modo  sinergico  e di sistema, le importanti e sempre differenziate richieste di fruibilità 
del prodotto turistico integrato di Fiumefreddo Bruzio.  

       

 
La  centralità  del  volume  tra  i  tasselli  nevralgici centro storico, la salita dei pescatori, la piazza con terrazza 
sul  mare,  e  la  porta  principale  del  centro  storico,  rende  l’immobile  e  l’area  circostante,  importante  per  la 
riconnessione  del  tessuto sociale tre le tre aree, in modo che non sia solo di passaggio, ma di supporto alla 
crescita  sostenibile  dell’intero  nucleo  di  antica  formazione.  Pertanto  la  soluzione  compositiva  nel  suo 
insieme,  è  orientata  ad  equilibrarsi  nel  tempo  con  le  funzioni  preziose  esistenti,  in  modo  da  stimolare 
reciprocamente  sviluppo  sostenibile.  Valorizzando  così  la  connessione  con  l’area  a  mare tramite la vicina 
salita  dei  pescatori,  l’area  pensante  della  città  in  prossimità  della  terrazza,  ed  il  nucleo  del  centro  storico, 
con l’osmosi di ospitalità, degustazione, creatività e convivialità.  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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planimetria del piano terra nel contesto 

 
il nuovo ingresso “sarà aperto al contesto sociale e culturale del territorio” 

 
 

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Concetto e funzionalismo generale dell’opera 


Una soluzione distributiva che permette diverse funzioni integrate,“facendo leva non solo sulla richiesta di 
funzioni  residenziali,  ma  anche  e  soprattutto  sulle  potenzialità  di  sviluppo  del  turismo culturale, artistico, 
balneare, ed enogastronomico di uno dei Borghi più belli d’Italia” 
 
A) Residenza permanente per single o coppia giovane. 
 
B) Ricettività con ospitalità per 
- coppia giovane o single per brevi pernottamenti; 
- coppia o single per lunghi periodi;  
- coppia o single in modo permanente. 
 
C) Cultura e svago 
- Laboratorio creativo per giovani; 
- Spazio per mostre e piccoli momenti di incontro dedicati alla cultura; 
- Bar, Pub, e piccola ristorazione d’eccellenza. 
 
 
distribuzione piano terra in dettaglio  

 
 

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vista lato sinistro dall’ingresso 

vista lato destro dall’ingresso

 
dettaglio della soluzione in elevazione,  
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pensata per consentire diverse opportunità di distribuzione interna delle funzioni tra i due livelli 

 
differenti funzioni da svolgersi nel medesimo tempo, e/o in fasi differenti della giornata, e/o periodi stagionali alternati, segue 
una una distribuzione al livello superiore, che permette vivibilità anche a due persone. 

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Una differente distribuzione più aperta e di semplice realizzazione, eventuale soluzione di partenza per lo sviluppatore di 
idee imprenditoriali sul territorio. Sul livello superiore è possibile, in modo semplice, impostare un’area conviviale con salotto 
in alternativa (o integrata con un divanoletto)  

 
Bibliografia indicata per apprezzare la composizione degli spazi: 
- Walden vita nel bosco, di Henry David Thoreau, dal diario dell’autore un’esperienza di vita semplice che ha 
ispirato una generazione  
- Walden 7 Bofill concetto di abitazioni impostate sui 30 mq ideali 
- Mild Home experience dello scrivente  
 
 
 
 

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Il diritto alla città civica 
Paris Saint Germain - Cosenza 5.0 al 68' 
partecipazione etica per la Biblioteca Civica di Cosenza 

AirTrip Cosenza 
space in the place urban experience  

Porta Castello 
 

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Il diritto alla città civica 


partecipazione etica per la Biblioteca Civica di Cosenza 

Paris Saint Germain - Cosenza 5.0 al 68' 


 
 
 
 
 
 
Critica costruttiva ed invito a partecipare:  
Quanto  il  lavoro  di  Henri  Lefebvre  ha  spinto  la  rivoluzione  culturale  di  Parigi e quanto è frutto di un percorso endogeno 
della Francia del tempo? Quanto abbiamo "subito" in Europa le azioni rivoluzionarie nate in America, e quanto 
possiamo  produrre  spazi di sviluppo sociale dal nostro vivere quotidiano1, senza farci distogliere da problematiche esogene 
al nostro vivere quotidiano?  

1
inteso come spazio Lefebvriano, ed in particolare relativo all’opera ​La production de l’espace,​ Editions Anthropos, 
Paris 1974. 
Segue una personale semplificazione dello scrivente:  
Lo spazio non è mai innocente, ma frutto di azioni nella sua produzione, perchè produzione sociale.  
Le società determinano il proprio spazio, la propria riproduzione.  
Lo spazio prodotto è anche controllo, dominio, potere​.  
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Siamo  in  grado  di  alimentare  un 


“​discorso  sullo  spazio​”  con  una 
consapevolezza  adeguata  delle  tre 
principali  dimensioni:  astratta,  fisica, 
esperienziale dello spazio vissuto?  

 
Ancora a rincorrere il futuro, frutto di sconfitte sociali altrui?  
Ancora a preoccuparci di problematiche altrui? 
Quanto ci tocca la crisi inventata per giustificare carenze di uno strumento creato ad arte per muovere e promuovere 
produzioni territoriali di confine?  
Abbiamo ancora paura dell'economia o chi utilizza lo strumento come un'automobile impazzita ha paura di rimanere solo 
alla guida e doversi pagare il viaggio?2 
 

Abbiamo  mercificato  le  Città  e  le  sue  campagne,  o  le 


campagne  e  le  sue  Città,  senza  timori  ci  siamo  affidati 
anche  alla  scienza  finanziaria,  per  garantire,  tutelare  la 
cultura e l’identità? 
Vogliamo  correre  il  rischio  di  lasciare  discorrere  un 
problema  finanziario,  ponendo  lo  strumento  come 
obiettivo, o peggio come generativo di un discorrere? 
Possiamo esporre, mercificare, e mortificare la cultura ai 
rischi sempre aperti di una truffa di stampo finanziario?  
Ci  vogliamo  sottoporre  al  rischio  di  un  nuovo  panico 
finanziario, per ogni pezzo identitario della Città? 
Il rischio di porre un pezzo della Città nel doppio filo del 
panico  e  del  feticismo  del  danaro,  è  analogo al rischio di 
poter  vivere  nel  terrore  alimentato  indiscriminatamente 
 
per  generare  uno  slums;  diffondere  una  storia  fasulla  in 

2
​Nell’assunzione  di  responsabilità  dello  scrivente,  di produrre spazio sociale del discorrere, pongo all’attenzione dei 
lettori  quanto  discorre  Pierangelo  Dacrema  in  Il  comportamento  degli  intermediari  finanziari  Elementi  di  teoria, 
edito  da  UTET  Libreria  1992:  ​...La  truffa  di  stampo  finanziario  presenta  di  norma  una  somma  di  elementi  oggettivi  e  soggettivi 
molto  caratterizzanti.  Gli  importi  in  questione sono raramente modesti, il numero di persone coinvolte può essere davvero considerevole, le 
tecniche  utilizzate  sono  molto  specifiche,  la  mente  pianificatrice  rivela  una  imprenditorialità  perversa  ma  con  tratti  di  fondamentale  (e 
talora  eccezionale)  autenticità  quanto  a  complessità  degli  schemi  comportamentali  e  capacità  di  convertirli  nella  concretizzazione 
dell’obiettivo.  L’intermediario  di  cui  stiamo  parlando  affronterà  la  fase  della raccolta secondo formule generali più o meno tipiche; ciò che 
difficilmente  potrà  venire  trascurato  è  comunque  il  fattore  velocità,  a  garantire  il  quale  concorreranno  in  particolare  condizioni  di 
remunerazione  anomale  del capitale raccolto. Su questa anomalia, diretta a scatenare e a strumentalizzare una avidità primordiale insita 
nei  più  (e  che  a  volte  può  trovare  il  suo  argine  solo  in  una  sana  paura)*  viene  costruito  un  rapporto  fiduciario  drogato e svincolato dai 
presupposti  della  ragione. Il cemento del rapporto è fatto da un’emotività fasulla: una parte trae sollievo da una prospettiva allettante e da 
una totale deresponsabilizzazione, dall’altra trae forza da una assunzione di responsabilità ostentata ma fittizia.​ (pag. 51-52). 

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campo  finanziario,  può  provocare ripercussioni simili ​al 


terrore  che  si  diffondeva  tra  le  file  degli  opliti  greci 
quando  la  battaglia  appariva  ormai  perduta  e  i  soldati, 
colti  da  una  frenesia  che  si  pensava  alimentata  dal  dio 
Pan, perdevano il controllo delle loro menti.3     

Immagine composizione verticale partecipata a Manhattan, in 
una  maglia  urbana  in  cui  la  speculazione  finanziaria  è  la 
base concettuale da rispettare per la realizzazione delle opere.   

 
 
La  coscienza  diffusa ci ha liberato ormai da chi impone un viaggio per pagarsi i propri interessi, potrebbe dire ​Carmelo Bene: 
siamo tutti artisti​;  
possiamo  aggiungere  che  tutti  abbiamo  il  diritto  di  esibirci  come  artisti,  ma  non  possiamo  imporre  di  far  comperare  il 
biglietto dello spettacolo, quindi è il caso di produrre arte nei contenitori in cui è depositata storia artistica? 
Perchè i libri che hanno fatto la loro missione, rimangono storia? 
Forse  è  il  momento  di  ricordarci  che  siamo  attori  come  ​cittadini di una città protagonista in Europa4 nel percorso in rete per la 
creazione di uno spazio sociale dei diritti dell’uomo in città. 
Ci  stiamo  preoccupando  per  la  città,  che  la  storia  dell’uomo  in  comunità  non  vada  seppellita  assieme  ai  libri, custoditi in 
una biblioteca per far vivere la memoria di una identità nel presente? 
Ci  stiamo  scagliando  da  cento  anni  contro  la  città  ed  i  danni  che  questa  provoca  agli  uomini,  cercando  di  evaderla  o 
incalzando per avere un ruolo all'interno di essa, cascando sempre nell'errore di voler competere contro altre città?  
Perché arrivare a disordini sociali sempre in città?  
Ciclicamente  rivoluzioni  culturali di protesta quando si scopre che il governo spinto proprio dalla nostra città (​la Città in cui 
cerchiamo di “ricamare” un ruolo da protagonisti?​) compete e lotta contro un'altra identità territoriale, ci si scontra fino ad arrivare 
alla guerra tra confini ideologici espressi su di un territorio che definiamo nazione. 

3
​Tratto  dal  paragrafo  “L’irragionevolezza  e  le  ragioni  del  panico  -  Il  panico  finanziario”  a  pag.  54  del  libro  di  Pierangelo 
Dacrema: Il comportamento degli intermediari finanziari Elementi di teoria, edito da UTET Libreria nel 1992. 
4
​nel  percorso  avviato  a  Barcellona  nel  98  con  la  Carta  europea  dei diritti dell’uomo in città, Cosenza ha aderito nel 
2002 a Venezia (85° posto in elenco). 
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Non  dimentichiamo  che  custodire  l’identità  di 


una  comunità in biblioteca, garantisce la pace e 
la ricchezza di una città. 
La città ancora come luogo di risoluzione economica per chi arriva dalla periferia, per migliorare il proprio stato sociale? 
Il  solito  materialismo  dialettico,  che  forse,  ha  prodotto  letteratura  ed  ha  scatenato  in  occidente  le  guerre  consapevoli 
contro paesi che non ci hanno mai attaccato?  
Siamo sicuri di non essere mai complici di un ​governo prosumatore?  
Guerriero solitario contro altri paesi? 
Siamo  sicuri  di  non  essere  schiavi  del  Governo,  o  siamo  complici  e  per  giunta  vigliacchi  quando  chiediamo  sempre  al 
governo sostegno economico?  
La città in cui viviamo è realmente inconsapevole dei processi sociali su scala nazionale ed internazionale? 
La letteratura contemporanea ha interesse a vivere i luoghi della storia, in​ "teatri stabili e morti" ​come una biblioteca?   
 
La  città  in  cui  viviamo,  o  dove  siamo  semplicemente  residenti,  è  attrice  protagonista  e/o  non  protagonista  dei  processi 
sociali su scala europea? La Città è una biblioteca morta che appartiene alla Storia? 
Forse  la  storia  è  l’Europa  ,  quella  scritta  e 
creata  ad  arte,  ed  il  presente  come  il  futuro 
metafisico sono da sempre nel Mediterraneo? 
Siamo  una  città  diffusa  proprio  perchè  le  biblioteche  ed  i  luoghi  di  cultura  aperta  sono  ancora  vivi,  oppure  sono  teatri 
morti, da rianimare, da reinterpretare? 

 
 
Esistiamo  come 
città diffusa proprio 
perchè  il  “presente  è 
implicito  nel  nostro 
vivere  senza 
costrizioni 
temporali?”,  perchè 
siamo  il 
Mediterraneo? 

   
Progetto partecipato del gruppo spontaneo Aurem, esposto e concertato nella sede dell’Università 
telematica Pegaso (Cosenza Corso Telesio 2015) 

 
Ci  disturba  ancora  tanto  fare  parte  di  una  città,  forse  abbiamo  paura  di  noi  stessi  e  di  ciò  che  potremmo  fare  quando  il 
nostro ​“pilota automatico”5 perde il controllo? 

5
​Rem Koolhaas​ racconta il fenomeno del Manhattanismo anche attraverso il lavoro di astrazione solitaria di Ferris, 
in ​Delirious New York Un manifesto retroattivo per Manhattan​, edizione italiana a cura di Marco Biraghi, edizione in 
italiano da Mondadori Electa 2010 (prima edizione in lingua originale nel 1978) 
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  Abbiamo  paura  di  perdere  il 


controllo  in  un  ​Manhattanismo 
cosentino​,  disegnando  solitari  come 
Hugh  Ferriss  nella  costruzione  di 
una  nuova  Atene  a  New  York? 
Perdendoci  nella  ​congestione 
veicolare  e  nella  ​scrizofrenia 
compositiva  ​di  una  maglia  nuova 
della  città  che  aspetta  forse  di 
volare  in  alto,  in  un  contesto 
democratico e plurale? 
Siamo  capaci  d’essere  incisivi  nel 
nostro  ​Zoning  Law  con  una 
partecipazione  reale,  e  dare 
testimonianza  alle  generazioni 
prossime  del  nostro  contributo 
vivo  nella  città,  coinvolgendoci,  e 
dibattendo  anche  nelle 
biblioteche?  
Vogliamo  lasciare  alle  prossime 
generazioni  la  testimonianza  di 
come  abbiamo  disegnato  il 
 
  territorio  dopo  un’astrazione 
Storicizzazione di uno degli atti creativi partecipati (primo studio volumetrico di 
compositiva,  frutto  di  un 
ispirazione soleriana sulla ​“maglia semantica critica”​ di Delirious New York). 
Condivisione del gruppo Aurem fruendo di nuovi sistemi di comunicazione,  discorrere,  ricerca  condivisa  di  un 
vivendo i luoghi di ispirazione dell’Area Urbana cosentina..   paesaggio!   

Quando  decidiamo autonomamente per tutti? Perchè lo spazio sociale non è più partecipato, è svilito. Trovandoci costretti 
a dover prendere decisioni contro la nostra stessa umanità? 
Viaggiamo  come  “Cyborg6  su  Zattere  rotanti” 
tra le vie del mare! 
Fortunatamente  l'uomo  macchina  del  2000  ha  un  virus  al  suo  interno,  nel  nostro  sistema  neurale  bionico  abbiamo  il 
percorso per danneggiare e sistemare il nostro​ "umano sistema informatico". 

6
S​ ei  un  cyborg  ogni  volta  che  guardi  lo  schermo  di  un  computer  o  usi  un  cellulare,  AMBER  CASE,  ​We  Are  All 
Cyborg Now​, TEDWomen, International Trade Center, Washington (D.C.), 8 dicembre 2010 
 
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Abbiamo  creato  un  virus  per  il  ​Cyborg  che vive le nostre città contemporanee, abbiamo gli strumenti per "​hackerare le città"7 


nel  quotidiano,  le  attacchiamo  ogni  giorno  per  essere  attori  di un processo pacifico che ci renda liberi da un Governo che 
ci  opprime,  o  siamo  semplicemente  incapaci di trovare le trame per una partecipazione e condivisione reale di progetti che 
vadano oltre il nostro confine personale? 
Il  ​Cyborg  prima  di  divenire  tale,  ha creato un teatro ideale perfetto nella sua mente, nella sua memoria, in fondo al proprio 
vissuto ha gli strumenti per risalire al timone della macchina impazzita! 
Una  piccola  particella  di  memoria  dice  che  dobbiamo  tornare  indietro  nelle  cose  che  ci  fanno  stare  bene,  nelle  cose 
semplici  che  ci  danno  piacere,  ricordare  quali  sono  i  ​Cyborg  con  cui  abbiamo  condiviso  esperienze  vere  prima di divenire 
macchine,  prima  di  perdere  il  controllo  del mezzo. La macchina impazzita vuole cancellare la memoria condivisa collocata 
nelle biblioteche, vuole seppellire la parola magica scritta, vuole annientare il codice segreto per salvarci: 
 


E   








 
Una parola sognata che non è Utopia proprio perchè le biblioteche sono vive!  
Abbiamo  costruito  le  Città  in  cui  viviamo  per  difenderci, per difendere la nostra memoria, la nostra esistenza come specie 
che  vive  il  pianeta,  che  prova  a  dominarlo  per  stare  vicino  alle  stelle,  per  non  dover  restare  soli  a  contemplare  le  stelle e 
l'altre  bellezze  del  creato,  nella  città  non  abbiamo  paura  di  vivere  in  rete  globale,  perchè  ci  sentiamo  protetti  dai vicini di 
casa,  e  ci  sentiamo  più  sicuri  nel  lasciare  i  luoghi  della  nostra  vita  e  memoria  quotidiana,  perchè  sappiamo  che  i  nostri 
concittadini  si  prenderanno  cura  di  questi  luoghi  quando  disegnamo nuovi spazi oltre i confini della città, li creiamo per la 
città,  produciamo  spazi  sociali  oltre  la  nostra  città,  perchè  la nostra quotidiana convivialità di rende più forti nell'esplorare 
nuovi  orizzonti,  nuove  reti  di  città,  nuovi  luoghi  condivisi  sfruttando  anche  la  rete  telematica.  Ci  serve  ancora  la  nostra 

7
​ uasi  tutte  le  rivoluzioni  hanno  avuto  inizio  e fine in pubblica piazza: dall’ingresso di Giulio Cesare a Roma fino alle dimostrazioni 
Q
del  2014  in  Ucraina.  Nei  momenti epocali della storia le azioni pubbliche sovvertono l’uso previsto dello spazio o rovesciano il partito al 
potere  che  ne  rivendica  il  controllo.  Place de la Concorde, la più grande piazza di Parigi, era in origine intesa come simbolo del potere del 
monarca  e  si  prestò  quindi  all’esecuzione  di  Luigi  XVI.  Il  21  gennaio 1793, al culmine della rivoluzione francese, il re fu decapitato e 
la  piazza  ribattezzata  Place  de  la  Revolution.  Più  di  due  secoli  dopo  piazza  Tahrir,  al  Cairo,  fu  teatro  dell’azione  partecipata  dei 
cittadini  che  portò  alla  caduta  dei  presidenti  Mubarak e Morsi, rispettivamente nel 2010 e nel 2013. L’azione civica nello spazio fisico 
non  è  esclusivamente  negativa  o  rivoluzionaria,  né  deve  avere necessariamente come bersaglio un leader specifico. La città è semplicemente 
una  piattaforma  e  un  amplificatore  da  usare  (o  hackerare)  a  qualunque  scopo.  ​Tratto  da  Carlo  Ratti  con  Matthew Claudel nel 
libro:  La  Città  di  domani  Come  le  reti  stanno  cambiando  il  futuro  urbano; edito il 2017 da Giulio Einaudi editore 
S.p.A., Torino (titolo originale: The City of Tomorrow edito da Yale University Press, New Haven and London). 
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vecchia  città,  questo  luogo  ormai  lontano  dagli  spazi  immateriali  ai  quali  siamo  abituati  per  creare,  generare  nuovi  spazi 
sociali. Abbiamo bisogno della ​polis​, e questa include la città storica,  

comprende  il  bisogno  di  sicurezza  e  quello  di 


apertura,  il  bisogno  di  certezza  e  quello  di 
avventura,  il  bisogno  di  organizzazione  del 
lavoro  e  quello  del  gioco,  i  bisogni  di 
prevedibilità  e  dell’imprevisto,  di  unità  e 
differenza,  di  isolamento  e  d’incontri,  di 
scambi  e  d’investimenti,  d’indipendenza  (o 
solitudine)  e  di  comunicazione, 
d’immediatezza  e  di  prospettiva  di  lungo 
periodo  …  Risponde  al  bisogno  di  suscitare 
attività  creatrici,  informazione,  simbolismi, 
immaginario,  attività  ludiche  …  I  bisogni 
specificamente  urbani  sono  bisogni  di  luoghi 
qualificati,  luoghi  di  simultaneità  e  di 
 
Astrazione territoriale in verticale  incontri.8 
da Atene a New York passando per la città di Telesio 
 
Pensavamo  di  poter  mettere  la  città  in  un  libro  di  raccolta  fotografica  e  bruciare  tutto,  passare  ad  una  nuova  forma  di 

Governo condiviso, ed invece abbiamo ancora la necessità di condividere temporaneamente "​hackerarando le città"! 

Proprio perchè non vogliamo subire la storia,  

dominare la paura di riviverla dopo cinquant'anni, 

rivivere le delusioni di chi ha vissuto una rivoluzione culturale 

e dover ammettere che tutto questo dibattito, questo paesaggio è stato solo di passaggio,  

un poco utile miraggio. 

Al  sessant’ottesimo  minuto  la  partita  P.S.G.  - 

Cosenza  è  sul  Cinque  a  Zero,  abbiamo  tempo 

per ribaltare il finale. 

8
​Lefebvre,  Le  Droit  à  la  ville,  cit.  nota  27  a  pag.  82  tradotta  da  Salvatore  Settis  in  Architettura  e  democrazia 
Paesaggio, città, diritti civili. Stampato il 2017 da Giulio Einaudi editore S.p.A., Torino. 
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Questo  luogo  atemporale  in  cui  stiamo  giocando  la 

partita,  ha  ormai  preso  coscienza  di  se  stesso,  del 

proprio  spazio  sociale,  libero  ormai  da  costrizioni 

temporali,  un  tempo dissolto dalle comunicazioni legate 

allo  spazio,  quest’ultimo  si  dilata  e  comprime  per 

volontà  dell’Uomo.  Il  tempo,  come  il  danaro,  è  una 

convenzione  dell’Uomo,  non  una  costrizione,  una 

convenzione che abbiamo pensato per il nostro piacere.   


Studio  compositivo  spazio  pubblico  aperto  per  la  maglia  di 
  Manhattan.  

...La separazione tra i concetti di spazio e tempo è proponibile ad altri livelli, ontologici, 

necessari;  tuttavia  nel  fare  ciò,  il  rischio  continuamente  corso  è  di  dimenticare  che  la 

materialità del “farsi tempo” è intrecciata nell’esperienza spaziale. ...9 

 
Abbiamo  composto  il  nostro  tempo  in 
relazione  al  sole,  e  la  composizione  dei  nostri 
spazi  deve  rispettare  il  senso  di  un  luogo  da 
vivere per l’uomo nel suo tempo biologico​. 

Azione Pacifica! 
 
Il problema finanziario della biblioteca civica può essere risolto insieme, con una rivoluzione etica!  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

9
​Gilda Catalano in Reti di luoghi reti di città, Edito il 2005 da Rubettino  
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Il metaprogetto 

 
Astrazione telematica in assenza di tempo del progetto partecipato 
 
Obiettivo generale 
Generare uno spazio di dibattito, discorso inteso come Paesaggio, per la rigenerazione di un'area nevralgica per lo sviluppo del centro storico di 
Cosenza, l’area orbitante all’ultimo tratto di Corso B. Telesio, tra Piazzetta Toscano e Piazza XV marzo. 
 
Le attività in linea generale, in ordine di attuazione:  
- Organizzazione laboratori di analisi del territorio;  
- Organizzazione di seminari che valorizzano il lavoro dei laboratori con pubblicazioni a carattere locale; 
- Organizzazione concorsi di progettazione aperti anche a livello internazionale, in forma aperta e/o ristretta (ad invito); 
- Coordinamento ed indirizzo sui luoghi in cui poter pernottare e fruire del prodotto turistico culturale della città, e sugli 
operatori attivi sul territorio durante le fasi di studio e/o lavoro dei seminari. 

 
Gli attori del progetto: 
 

Biblioteca  civica  di  Cosenza,  Biblioteca  nazionale  di Cosenza, Comune di Cosenza, MAM - Museo delle Arti e 


dei  Mestieri,  Ordine  Architetti  provincia  di  Cosenza,  Pegaso  Università  telematica,  Scuola  di  rigenerazione 
urbana. 
 

 
 
 
 
 

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Il partenariato socioeconomico 
Manifestazione generale d’interesse da parte degli attori del progetto  

 
L’Uomo democratico Telesiano a Manhattan volge lo sguardo ed il corpo verso sud nella sua composizione architettonica 
 
- Pegaso (Contenitore sul territorio nazionale, nelle diverse sedi fisiche dell'università, in cui verranno esposti in 
modo permanente le opere prodotte)  

Scuola di rigenerazione urbana (Area di coordinamento tecnico e luogo in cui si organizzano le attività di 
laboratorio, seminari, pubblicazioni, ed indirizzo sulla fruibilità del prodotto culturale della città) 
 
- MAM (Area di esposizione temporanea dei lavori prodotti all'interno dei laboratori, visitabili durante i 
sopralluoghi da parte dei partecipanti ai concorsi di progettazione) 
 
- Comune di Cosenza 

Biblioteca civica 

Biblioteca nazionale 
(Soggetti promotori culturali ed amministrativi dei concorsi di progettazione)  
 
- Ordine Architetti provincia di Cosenza (indirizzo sugli studi professionali operanti nell'area urbana per avere 
sostegno e/o partenariato nello svolgimento di progettualità) 
 
 
 
 

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Firme dei rappresentanti 


 
Pegaso Università Telematica, sede di Cosenza_____________________________ 
 
Scuola di rigenerazione urbana________________________________________ 
 
MAM _______________________________________________________ 
 
Comune di Cosenza_______________________________________________ 
 
Biblioteca civica__________________________________________________ 
 
Biblioteca nazionale_______________________________________________ 
 
Ordine Architetti provincia di Cosenza_____________________ _____________ 
 
 
 
 
 

 
 
 

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AirTrip Cosenza 
space in the place urban experience  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Air Trip Cosenza, diapositive inedite  


realizzate da Andrea Pellegrino & Stefania Sposati  
nel novembre 2017 per Destinazione Cosenza (e mai esposte) 
  

 
 
 
 

 
 

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Porta Castello 
Una  delle  aree  più  complesse  da riequilibrare nel mosaico territoriale, nel contesto di una moderna 
mobilità  turistica,  integrata  al  sistema  dei  servizi  di  ristorazione  e ricettività diffuso sul territorio. 
L’analisi  preventiva  per  un  inquadramento  dei  lavori  da  effettuare,  permette  di  comprendere  le 
difficoltà  strutturali  dell’area,  ed  un’idea  generale  degli  interventi  di  messa  in  sicurezza  del 
patrimonio  immobiliare,  e  del  sistema  relazionale  della  mobilità  con  particolare  riferimento  a 
quella dolce.   
  
Quadro territoriale e urbanistico 

L’area  oggetto  d’intervento  riguarda  un  aggregato  edilizio  in  zona  portapiana  all’interno  del  Comune  di 
Cosenza,  un’area  suggestiva  e  di  sicuro  interesse  culturale  dal  punto  di  vista  storico,  paesistico,  e 
paesaggistico,  un’area  rappresentativa  e  “porta”  del  nucleo  di  antica  formazione  della  città.  Nello 
specifico,  i  fabbricati  in  oggetto  si  trovano  in  prossimità  della  via  di  accesso  carrabile  per  il  Castello 
Normanno-Svevo,  e fungono da “porta d’accesso” pedonale allo stesso per un breve tratto, collegandosi a 
monte  alla  viabilità  principale  che  porta  alla  Cittadella.  L’aggregato  pertanto  è  porta  d’accesso  pedonale 
sostanziale  per  il  Castello,  delimitando  e  chiarendo  le  proiezioni  dei  visitatori  che  accedono  lungo 
l’ingresso  di  “Portapiana”  nel  proseguire  a  destra  per  la  città  vecchia,  nel  proseguire  a  sinistra  verso 
l’edificio  fortificato,  nonchè  la  possibilità  di  proseguire  lungo  una  viabilità pedonale impreziosita da archi 
che precede lo sviluppo del ramo alla base delle mura a sud della fortezza. 
 

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L’intervento  pertanto  merita  una  particolare  attenzione  ed  uno  studio  approfondito,  in  modo  da  poter 
inquadrare  adeguatamente  il  ruolo  compositivo  degli  archi  nel  prosieguo  del  processo di antropizzazione 
(l’edificazione  dei  fabbricati)  nella  zona  ai  piedi  della  torre  sud-est  del  patrimonio  culturale  simbolo della 
città (il Castello Normanno-Svevo). 
 

LOCALIZZAZIONE AREA IN OGGETTO

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L’aggregato  urbano  (i  corpi  di  fabbrica  oggetto  d’intervento  di  proprietà  del  ​Dott.  Stefano  Vecchione​), 
nonchè  l’elemento  di  collegamento  in  elevazione  tra i due fabbricati, sono di particolare interesse dal 
punto  di  vista  culturale,  e  patrimonio  da  preservare  al  fine  di  garantire  sviluppo  sostenibile  nel 
divenire,  per  attività  non  invasive  ma  di  valorizzazione  dell’intera  zona  di  portapiana  e  Castello. 
L’intera  area  è  assolutamente  pregevole  e  di  notevole  bellezza,  con  una  naturale  vocazione  allo 
sviluppo  di  attività  artistiche  come  il teatro itinerante (attività svolte dal Parco Tommaso Campanella 
a  livello  locale),  attività  cinematografiche,  e  di  spettacolo  in  genere  in  relazione  ai  luoghi  di  valenza 
culturale  in  prossimità  dei  fabbricati,  ma  soprattutto  per  le  caratteristiche  antropiche  vitali  ancora 
preservate nella zona.  

Quadro generale dei luoghi ed interventi preventivi 


Il  Dott.  Stefano  Vecchione  (proprietario  dei  fabbricati  oggetto  d’intervento),  si  è  tempestivamente 
interessato  alla  salvaguardia e sicurezza degli immobili, preoccupandosi di invitarmi a supervisionare i 
luoghi  e  gli  stabili  al  fine  di  inquadrare  le  problematiche  che  potrebbero  venire  a  riscontrarsi  in 
corrispondenza  dell’elemento  di  connessione  in  elevazione  tra  i due corpi di fabbrica in possesso. Al 
fine  di  garantire  tempestiva  sicurezza  e  fruibilità  delle  opere  in  oggetto,  nel  giorno  di  giovedì  17 
agosto  2017,  alle  ore  09:00  circa,  ci  siamo  recati  presso  le  aree  in  oggetto,  e  lo scrivente ha esteso la 
seguente  relazione  generale,  al  fine  di  poter  inquadrare  gli  interventi  da sviluppare in sinergia con gli 
enti  posti  al  controllo  ed  alla  tutela  del  territorio.  La  prima  e  preventiva  presa  visione  dei  luoghi  è 
avvenuta  dall’esterno  in  quanto  lo  stabile  è  occupato  da  residenti  in  affitto,  e  pertanto  si  è  potuto 
inquadrare  lo  stato  di  fatto  attuale  dei  fabbricati  esposti  negli  spazi aperti e comuni. Dal sopralluogo 
visivo  (dal  quale  è  stato  sviluppato  il  report  fotografico)  si  evince  una  buona  condizione  strutturale 
generale  dei  fabbricati,  ed  uno  stato  poco  rassicurante  del  collegamento  sovrastante il Vico Castello, 
con il manifestarsi di caduta di alcuni elementi costruttivi e di completamento a rivestimento. 
 
 

INQUADRAMENTO AREA OGGETTO DI PROBLEMI  

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zona con particolari problemi in termini di sicurezza e fruibilità 


Report fotografico e indirizzo di progetto 

INTRADOSSO ED ARCHI

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INTRADOSSO E ARCO

PARTICOLARE AGGANCIO MURO/VECCHIE TRAVI IN LEGNO

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PARTICOLARE TRAVE SEZIONATA ED ELEMENTI CADUTI

PARTICOLARE TRAVATURE VECCHIE E NUOVE NELLA MURATURA

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PARTICOLARI ARCO E MURO SOVRASTANTE

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PARTICOLARI SCENOGRAFICI DEGLI ARCHI 

I  due  archi sembrano essere ricavati come elementi di supporto ai muri laterali del passaggio sovrastante il 
Vico  Castello,  ma  soprattutto  come  elemento  di  decoro  del  passaggio  sottostante.  Da  chiarire 
ulteriormente  il  volume  contenitivo  del  passaggio  laterale,  creato  probabilmente  per  accedere  ai  due 
volumi (divisi dal Vico Castello) in modo indipendente. 
La  composizione  della  scalinata  lungo  il  muro  sinistro  del  vicolo  (salendo)  si  apre  al  passaggio  nelle 
differenti  quote  di  sosta  verso  destra,  creando  un  unico  corpo  organico  apprezzabile  soprattutto 
percorrendo il vicolo dalla quota più bassa, e risalendo in direzione del Castello. 
L’intervento  si  colloca  bene  all’interno  di  una  visione  generale,  di  consolidamento  e  messa  in  sicurezza 
dell’intero  aggregato  urbano,  e  complessivamente  inserito  in  un  un  piano  di recupero generale della zona 
di portapiana/castello. 
Risultano  di  particolare  interesse, la valorizzazione della scalinata e dell’elemento di collegamento al corpo 
di  fabbrica  a  destra  (già  in  un  buono stato da una semplice presa visione). Risulta necessaria una adeguata 
interpretazione  degli  elementi  costruttivi  del  fabbricato a sinistra (salendo) in raccordo al volume a destra, 
in  modo  da  creare  un  unico  aggregato  capace  di  interpretare  appieno  il  ruolo  importante  di  accesso  e 
snodo della mobilità dolce e carrabile, per il Castello, per la città vecchia, e per la porta a sud della stessa. 

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INQUADRAMENTO DELLA SCALINATA LATERALE DI ACCESSO AI DUE VOLUMI CON 


PARTICOLARI DEL MURO IN CUI E’ COMPRESA LA GRADINATA 

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VISTE DAL PASSAGGIO, PARTICOLARI DELLA SCALINATA ED ESTRADOSSO

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PARTICOLARI LIMITE INTERNO PROPRIETA’

PARTICOLARE INTERVENTO EFFETTUATO SUL SECONDO CORPO DI FABBRICA 


INDIRIZZO GENERALE DI PROGETTO: 

Un prodotto di ricerca indipendente del Laboratorio di Sviluppo Strategico Territoriale (LaSST) - fondato nel 2006 
Prodotto artigianale ideato da Andrea Pellegrino - Contatto: ​andreapellegrino.lasst@gmail.com  
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FASE  A:  Analisi  generale  di  contesto  in  raccordo  agli  enti  territoriali,  al  fine  di  ricomporre  i  corpi  di 
fabbrica  all’interno  di  un  piano  urbanistico  di  riqualificazione  dell’area,  e  messa  in  sicurezza  preventiva 
degli  spazi  tra  i  fabbricati,  in  modo  da  garantire  sicurezza  assoluta  e  fruibilità  imminente  ai  luoghi  vitali, 
con  particolare  riguardo  al  raccordo  con  eventuali  (di  auspicabile  e sicura esistenza) piani  di prevenzione 
e  protezione  civile.  La  finalità  è  quella  di  conservare  l’autenticità  dei  luoghi  mettendo  in  sicurezza,  e 
potendo  intervenire  al  meglio  (con  maggiore efficacia) in fase successiva anche dal punto di vista estetico. 
In  questa  fase è previsto un progetto secondo le norme vigenti e sotto il controllo delle autorità territoriali 
e culturali preposte.  
(PER  L’URGENZA  BISOGNEREBBE  OPERARE  IMMEDIATAMENTE  PER  LA  MESSA  IN 
SICUREZZA).  
Costo  da  stimare  col  supporto  di  impresa  specializzata  in  tal  senso  (gli  interventi  di  messa  in  sicurezza, 
dovrebbero essere rimborsati dagli enti, quantomeno in parte). 
FASE  B:  Redazione  di  un  progetto  di  massima  e  specifico  delle  parti  interessate oggetto d’intervento, da 
concertare  con  gli  enti,  in  modo  da  poter  intervenire  in  modo  organico  e  complessivo  in  armonia  con  i 
luoghi circostanti. 
Costo  da  stimare  dopo  un  sopralluogo  dettagliato  con  le  dovute  misurazioni  dei  corpi  oggetto 
d’intervento. 
 
FASI GENERALI SUCCESSIVE (FASE C) 
Realizzazione  di  un  progetto  prima definitivo, in seguito esecutivo, e lo svolgersi delle attività di direzione 
lavori/sicurezza durante le fasi esecutive, con l’ultimazione dei lavori a collaudo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Alla ricerca di Mr. Paesaggio nel Parco fluviale verticale 
Kratos 2020  
Piano Strategico Area Vasta Valle del Crati  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Alla ricerca di Mr. Paesaggio nel Parco fluviale verticale 

 
astrazione dei fiumi culturali nell’area Euromediterranea 

    
astrazione verticale fiumi Crati e Busento a Cosenza in prossimità della loro confluenza  

 
prosecuzione concettuale sul piano verso la valle del Kratos, passando per il Parco fluviale verticale 

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Il ​Parco fluviale verticale   


è una sperimentazione territoriale per funzioni  
tra soggetti pubblici e privati in costruttiva partecipazione  
IMMAGINARIO DI UNA PROGETTAZIONE PARTECIPATA  
CON IL COINVOLGIMENTO DEGLI ATTORI SENSIBILI SUL TERRITORIO  

 
SVILUPPARE UN PROGETTO DA UN COMUNE CONCETTO 
Visione  strategica  per  obiettivi  singoli  (fallimento  concettuale),  è  necessaria  una  progettazione  del 
territorio  per  funzioni,  il  fallimento  dei  piani  strutturali  insiste  sulla partecipazione all’interno di PSC 
e  PSA,  ma  dove  applicati  hanno  già  saturato  la  propria  energia  propositiva,  con  risultati  deludenti 
rispetto alle aspettative teoriche.  

 
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Se i tasselli del territorio non comunicano il mosaico territoriale si deprime 

 
 
Dare valore all'approccio VAS ed il piano di sviluppo urbanistico complessivo sono già il presente, 
una  chiave  d'ispirazione  progettuale  del  territorio,  che  ha  dettato  la  pianificazione  rendese,  come 
prosecuzione  dei  concetti  telesiani,  con  la  possibilità  d'esprimere  composizioni  organiche  con 
architetture originali, dettate dalle capacità tecniche ed artistiche locali. 
 

 
stralcio dello strumento urbanistico 
 
 
 

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Continuare  l'indagine  e  condividerla  con  altri  esperti,  è  occasione  per  costruire  insieme  una  base 
scientifica  da  dare  nelle  mani  della  PA,  coinvolgendola  nelle  fasi  di  rielaborazione  della  coscienza 
del  proprio  patrimonio,  metterlo  a  sistema  tra  i  diversi  organi  con  una  nuova  visione  integrata,  ed 
aprirsi  ad  influenze  estrerne  richiedendo  ulteriore  professionalità  necessaria  alla  notevole  mole  di 
lavoro della dirigenza strutturata. 

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L'ulteriore  analisi  e  sintesi, può divenire ulteriore patrimonio della PA, e la progettualità messa in rete 


e  donata,  diventa  base  per  l'elaborazione  di  competitori  anche  esogeni  al  sistema  oggetto 
d'intervento.  Ad  esempio  il  caso  Blueprint  promosso da Renzo Piano per il porto di GENOVA (per 
molti inteso come un fallimento), dimostra che la PA può gestire il territorio fruendo di nuove idee. 

 
OCCASIONI PER LA PA 
- Occasione di dibattito a livello internazionale; 
- Promozione territoriale; 
- Sviluppo di progetti in coerenza con le reali potenzialità del territorio; 
- Apertura ad un contesto globale, a garanzia di uno sviluppo endogeno locale 

 
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Kratos 2020 
Piano Strategico Area Vasta Valle del Crati  
  

Kratos 2020, Piano Strategico Area Vasta Valle del Crati  

Il manager del progetto di Kratos 2020 è Ferdinando Verardi,  

Ricercatore in tecnica e pianificazione territoriale ed esperto in processi di sviluppo territoriale 

Un’esperienza  applicata  di  partecipazione  democratica  attraverso  una  progettazione  integrata 


multi-agente,  pianificata  dal  basso  in  un  mosaico territoriale di Area Vasta. Attraverso gli attori locali 
più  deboli  della  governance,  si  è  alimentato  il  dibattito  (inteso  come  “discorso”,  paesaggio),  la 
consapevolezza,  ed  il  miglioramento  di  processi  endogeni  di  sviluppo sostenibile. Il Piano Strategico 
come  strumento  consapevole  in  un  tempo  dilatato  e  non  come  obiettivo  finale,  per  uno  spontaneo 
raccordo  armonico  delle  gerarchie  dei  centri  attrattori  territoriali.  Policentrismo  di  continuità  e
prossimità  per  la  costruzione  di  un’identità  territoriale che levasi sulla strategia ambientale e culturale 
per  determinarsi.  Un’esperienza  reale  che  s’ispira  ad  approcci  teorici  scientifici  di  carattere  non 
deterministici  (e  subordinati  al  risultato);  ma  fondato  sugli  ideali  democratici,  nel  rispetto  del  ruolo
delle  istituzioni,  garantendo  un  alto  valore  al  principio  cardine  della  concertazione  tra  gli  organi  di
governo  ai  diversi  livelli  e  stimolando  la  partecipazione  sul  territorio  in  modo  programmato  ed 
ordinato  nel  riguardo  di  tutti  gli  attori  locali.  L’esperienza  risulta  di  sicuro  interesse  per  operatori
odierni  e  futuri  che  vorranno  contribuire  ad  accrescere  lo  sviluppo  sostenibile  dell’area  in  oggetto, 
trovando  indirizzo  ed  ispirazione utopica per processi di democratizzazione, con l’auspicio che possa 
divenire  strumento  concreto  per  lo  sviluppo  di  buone  pratiche  di  concertazione  e la determinazione
di una pianificazione coordinata e strategica di territori all’interno dello spazio economico europeo. 

Gli obiettivi del piano strategico 

L’obiettivo  principale  del  piano  strategico  è  quello  di  costruire  in  modo  condiviso  il  futuro  della
“Valle  del  Crati”,  che  racchiude  il  territorio  di  Kratos.  A  tal  fine  il  metodo  della  pianificazione 
strategica  è  orientato  ad  agevolare  la  comprensione,  il  dialogo  e  la  ricerca  di  soluzioni  tramite  la 
continua  interazione  fra  gli  attori  dello  sviluppo,  favorendo  e  facilitando  la  creazione  di  pratiche 
partecipative  strutturate  –  seminari,  tavoli  di  lavoro,  progetti  –  nella  gestione  del  territorio.  Il  Piano 
Strategico  è  un  piano-programma  di  lungo  periodo,  mediante  il  quale  i  problemi  complessivi,  le 
dinamiche,  le  tensioni  e  le  opportunità  presenti  sul  territorio sono individuati, monitorati, sviluppati, 

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al  fine  di  costruire  soluzioni  complessive  e  di  ampio  respiro.  E’  utile  ribadire  che  la pianificazione 
strategica è  un  processo  organizzativo necessario per definire una strategia o la direzione da prendere 
per  assumere  decisioni  sulla  allocazione  di  risorse.  In  tale  direzione  si  colloca  la  grande  opportunità 
offerta  per  questo  territorio  dal  lavoro  che  qui  si  presenta.  Pensare  alla  “Valle  del  Crati”  attraverso
Kratos  significa  elaborare  “visioni”  condivise, pensare, strutturare e gestire servizi non in riferimento 
alla  singola  città,  bensì  in  grado  di  andare  oltre  i  limiti  dei confini municipali, producendo economie 
di  scala  capaci  di  contribuire  a  contrastare  la  crisi  (sotto  il  profilo  economico,  sociale,  ambientale  e
istituzionale), rendendo i territori più efficienti e all’altezza di offrire maggiori opportunità di sviluppo 
e  benessere  per  chi  vi  vive.  Diversi  studi,  infatti,  dimostrano  che  in  Europa  e  nel  mondo,  sono 
proprio  i  sistemi  territoriali  di  area  vasta,  e  non  più  le  singole  città  come  avveniva  in  passato,  a 
competere  e  a  generare  sviluppo  proiettato  nel  tempo.  Il  piano  strategico  è  una  delle  più  rilevanti 
innovazioni  riguardanti la governante urbana e territoriale emersa nel corso degli ultimi venti anni e si
pone  oggi  come  una  delle  principali  sfide  per  la  pianificazione  allo sviluppo di tutti quei territori che 
puntano  sulla  valorizzazione  delle  proprie  risorse  e  delle  proprie  peculiarità.  La  pianificazione 
strategica  emerge  in  Europa  negli  anni  ’90  per  dare  una  risposta  innovativa  alla  crisi  degli  strumenti 
tradizionali di pianificazione mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali. 

Kratos 2020 è discorrere tra attori, Scenografia o Paesaggio10 

Il lavoro di pianificazione coordinato dai diversi attori del territorio, risulta un momento di confronto 
ai  diversi  livelli  della  governance,  e  dimostrazione  di  capacità  degli  amministratori  nel  riuscire  ad 
autodeterminarsi  all’interno  di  un  lungo  processo  di  raffronto.  Viene  a  prodursi  una  strutturazione
semantica  di indirizzo strategico che definisce le opere necessarie a valorizzare le potenzialità culturali
ed  ambientali  di  un  territorio  diffuso  in  prossimità  di nuclei urbani dell’Area Urbana Cosentina (aree 
a  maggiore  intensità  antropica  che  orbitano  attorno  ad  un  sistema  identitario  ben  definito  e 
maggiormente  riconosciuto  rispetto  agli  operatori  esogeni  al  sistema).  L’Area  Vasta  di  prossimità
(rispetto  all’Area  Urbana)  oggetto  d’intervento  è  quindi  adiacente ad un sistema di relazioni politiche
e  gestionali  con  una  maggiore  strutturazione  formale  e sostanziale, nei confronti dell’area in oggetto, 
e  rispetto alle governance sovraordinate. L’identificazione acquisita nella gerarchia dei centri attrattori 
da  parte  dell’Area  Urbana Cosentina trova la sua naturale espressione territoriale nella Valle del Crati, 
riscoprendo  spontaneamente  il  potenziale  necessario  per  riequilibrarsi  rispetto  al  resto  dei  sistemi 
relazionali  su  scala  provinciale  e  regionale.  Il  sistema  di  relazioni  istituzionali  locali  tessuto  durante 
l’esperienza  del  Piano  Strategico  Kratos,  si  pone  in  antitesi  alla  configurazione  politica  dell’Area
Urbana  Cosentina,  con  processi  non  indotti  ma  spontanei  dal  basso,  e  di  maggiore  efficacia
contrattuale  nei  confronti  della  governance  sovraordinata.  Il  percorso  partecipato  che  ha  ricostruito

10 ​
​il Paesaggio nell’accezione ​Foucaultian ​nel senso di “discorso”; in << A LANDSCAPE IS A LANDSCAPE IS A 
LANSCAPE…>>) di ​Michael Jakob nel secondo capitolo di “Il Paesaggio”. 
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l’area  della  Valle  del  Crati  è  un  processo  di  progettazione  integrata  multi-agente  tra  gli  attori  locali
con  una  matrice  utopica  in  termini  di  ispirazione  formale,  ma  sostanzialmente  diviene  strumento 
concreto  di  governo,  riequilibrando il territorio di prossimità attraverso il sistema relazionale naturale 
e  culturale.  Si  struttura  così  in  modo  organico  come  dispositivo  territoriale  capace  d’essere
identificato  a  livello  globale  con maggiore chiarezza, perché scioltosi dalle relazioni umane del potere 
locale  di  confine.  Il  policentrismo  dell’Area  Urbana  Cosentina  è  rafforzato  dalla  naturale  proiezione 
concettuale  lungo  il  fiume  Crati,  trovando  l’energia  per  potersi  relazionare  nel  quadro  dello  spazio
economico  europeo,  mantenendo  un  ruolo  naturale  nello  scenario  mediterraneo,  e  pertanto  diviene
più  attrattivo  e  competitivo  l’intero  tassello  “Area  Urbana  Cosentina  –  Valle  del  Crati”  (l’uno 
garantisce l’esistenza dell’altro), nel quadro generale delle gerarchie dei centri attrattori globali.  
La  plasticità  del  naturale  corridoio  ecologico lungo il fiume Crati è espansione del tempo rispetto alle
costrizioni  di  potere  dei  centri  attrattori  consolidati,  e  pertanto  risulta  più  appetibile  per  una
“speculazione  non  economica”,  ma  di  relazioni  umane,  di  vivibilità,  e  sostenibilità  sostanziale  fuori
dalle  maglie  dell’economia  costrittiva.  Il  dispositivo  territoriale  Kratos,  diviene  così  un  processo che 
ha  prodotto  l’idea  condivisa  di  un  Piano  Strategico,  uno  strumento  funzionale,  permeabile,  ed 
implementabile  per  pianificare  seguendo  le  buone  pratiche  di  ispirazione  democratica,  attraverso  lo 
strumento  sempre  aperto  della  concertazione.  Attraverso  questo  approccio  sistemico  di gestione del 
territorio,  è  interessante  notare  come  sia  stato  più  semplice  individuare  le  differenti  attività 
progettuali  mettendole  a  sistema,  garantendo  così  una  maglia  relazionale  competitiva  per  l’Area 
Vasta,  con  una  maggiore  comprensibilità  delle  differenti  opere  puntuali all’interno del PS, e pertanto 
capace  di  attrarre  finanziamenti  ed  ulteriori  proiezioni  di  sviluppo  turistico  accessibile  e  sostenibile. 
L’esperienza  spontanea  del  Piano Strategico Kratos diviene non solo raccordo sostanziale per scenari
di  sviluppo  transnazionale,  ma  soprattutto  un  esempio  di  autogoverno  in  grado  di  autoalimentarsi 
dimostrando  d’avere  capacità  di  gestione  del  proprio  territorio,  attraverso  la  consapevolezza  delle 
proprie  potenzialità  locali,  e  capacità  d’intervenire  nelle  fasi  successive  di  progettazione  puntuale, 
individuando  non  solo  gli  strumenti  normativi  e  finanziari,  ma  anche  le  forme
tecnico/amministrative  più  adeguate  per  definire  le successive fasi di progettazione ed esecuzione, in 
modo  da chiarire la migliore forma prestazionale degli operatori tecnici esogeni al sistema di governo,
ed  a  garanzia  di  un  adeguato  controllo  amministrativo  durante  l’intero  processo.  In  questo  scenario 
diviene  più semplice implementare l’intervento di ulteriori portatori d’interesse sul territorio, in modo
da  garantire  confronto  e  partecipazione  alle  decisioni  di  governo,  tutelando  gli  attori  locali  perché 
attivi,  solidali,  e  promotori  di  sinergie  e  contesti  di  competitività  tra  soggetti  esogeni,  come  è  già
accaduto per i più interessanti Piani Strategici in Europa con l’apertura al dibattito culturale globale. 
 

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La  visione:  Il Piano Strategico può divenire strumento di buona pratica, ed interprete di un possibile 
percorso  di  sviluppo  sostenibile  delle  città  diffuse  nell’Area  Urbana  Cosentina.  Un  dispositivo
territoriale  di  Area  Vasta  capace  di  ribaltare  il  concetto  di  “città  verso  il  paesaggio”,  riponendo  nel
territorio il ruolo di attore protagonista, rispetto alle aree densamente antropizzate.  

Il  PS  Kratos  è  uno  strumento  semplice  e  permeabile  che  facilmente  si  inquadra  negli  scenari  di
sviluppo  e  coordinamento  nazionale  delle  città  metropolitane.  Seguendo  percorsi  moderni  di
rigenerazione  del  territorio,  con  la  cura  della  Sicurezza  ed  dell’Accessibilità  al  sistema urbano, in un
quadro  policentrico  dei  luoghi  densamente  antropizzati.  Cura  dell’intermodalità  in  funzione  del 
mantenimento dell’autenticità dei valori locali, ma anche di socialità e vivibilità del paesaggio, con una 
intelaiatura  generale  della  Governance,  capace  di  analizzare  i  processi  ed  interpretare  l’adeguato 
controllo  amministrativo.  Lo  strumento  aperto  del  PS  Kratos  è  così uno spontaneo contributo degli 
attori  locali  per  lo  sviluppo  armonico  dei  luoghi,  è  patrimonio  culturale  efficace  perchè  confronto 
dialettico  e  democratico  in  un  quadro  scientifico  con  approccio  deterministico.  Uno  strumento 
sensibile,  permeato  da  valori  antropici  e  sociali,  in  modo  da  accrescere  le  occasioni  di  solidarietà  ed 
uguaglianza,  a  garanzia  che  lo  strumento  rimanga  un  mezzo  e non uno scopo, inclusivo e nelle mani 
degli  Uomini.  Tra  le  nuove  missioni  del  piano  strategico  si  persegue  la  missione  di  riuscire  a
coniugare  il  significato  fortemente  culturale  del  paesaggio  con  la  sua  ri-considerazione  fortemente
“strategica”  (coerentemente  rispetto  ad  i  contenuti  emergenti  dalla  Convenzione  Europea  del 
Paesaggio  interamente  recepiti  dalla  legge  urbanistica  regionale  19/02  e  riportati  nel  Quadro 
Territoriale  regionale),  mediante la quale paesaggio e territorio divengono risorsa imprescindibile per 
la creazione di opportunità occupazionali, sviluppo e benessere sociale. 

Segue il “discorso”, inteso come paesaggio ancora aperto, finora intrapreso del PS Kratos.   

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Racconto (discorso) del Piano Strategico con immagini 

 
Fig.  2.  Un’esperienza  concreta  di  partecipazione  dal  basso  con  una  progettazione  integrata
multi-agente  capace  di  garantire  coordinamento  e  sviluppo  endogeno  per  la  fruibilità  di  risorse 
finanziarie,  oltre  ad  essere  una  buona  pratica  di  indirizzo  alla  progettualità  e  fruibilità  delle  risorse
locali per attori anche esogeni al sistema. 
 

 
Fig.  3.  Una  pianificazione  del  lavoro  tra  gli  attori  locali  del  territorio  interessato,  con  una  chiara
visione  del  quadro  territoriale  di  gestione  del  territorio  da  parte  della  governance  sovraordinata,  ha 
garantito  al  processo  decisionale  del  Piano  Strategico  un  coordinamento  operativo  che  ha agevolato 
la  concertazione  a  livello  orizzontale  e  verticale  da  parte  degli  enti  pubblici  ed  attori  territoriali 
coinvolti. 
   

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Fig.  4.  Con  quadro  di  Area  Vasta  chiaro  da  parte  degli  amministratori  locali,  è  stato  garantito  il
processo  spontaneo  della  progettualità,  in  una  chiave  di  sostenibilità  consapevole  e  con un percorso
endogeno  di  sviluppo,  ricostruendo  un’identità  territoriale capace di elaborare una sua personale idea
di sviluppo. 
  
Gli  attori  del  territorio  trovando  chiaro  lo  “spazio  scenico”  in  cui  recitare,  nel  rispetto  del  proprio 
ruolo  istituzionale,  procedono  in  un  percorso  di  progettualità  del  territorio,  inteso  come  discorrere
(paesaggio) in cui creare il proprio spazio concettuale nel rispetto degli organi sovraordinati.  
 
Un approccio ambientale insito nel suo divenire. 

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Fig.  5.  Lavorando  sulle  debolezze  del  sistema  integrato  è  stato  possibile  impostare  un  divenire  dei 
lavori,  che  coinvolge  le  autorità  di  valutazione,  controllo,  e  gestione  ambientale  nelle  varie  fasi  del
processo decisionale degli interventi.  

 
Fig.  6.  Una  progettualità  puntuale  e  coordinata  tra  i  differenti  “tasselli”  del  mosaico  territoriale 
(undici  comunità),  ha  garantito  la  sostenibilità  tecnica  ed  amministrativa  della  proposta  complessiva
del  Piano  Strategico  Kratos,  una  progettazione  integrata  che  si  innesta  perfettamente  nel  quadro
generale  delle  infrastrutture  territoriali,  e  garantisce  la  sistematicità  delle  opere  locali  in  un quadro di
sostenibilità  territoriale  complessiva  delle  opere  pubbliche  proposte  all’interno  del  PS.  Una 
trasparenza  operativa  della  macchina  amministrativa,  che  meglio  propone  l’intero  territorio  in  un
quadro strategico nazionale. Con questo lavoro diventa più semplice intercettare nuove finanze per lo 
sviluppo  di  progettualità  a  livello  sovracomunale,  ed  in  un  quadro  di  Area  Vasta,  incoraggiando  la
permeabilità  al sistema, per uno sviluppo svincolato dal confine amministrativo, ma allo stesso tempo
in  armonia  con  esso. Il sistema amministrativo creato diviene un dispositivo che qualifica il territorio,
rendendolo  appetibile  per  l’investimento  privato,  perchè  riqualificato,  e  ben  coordinato  dal punto di
vista  funzionale.  La  qualità  in  termini  di  sostenibilità  complessiva  dei  progetti  strategici  messi  a 
sistema,  garantisce  sicurezza  all’investitore,  perchè  individua  una  visione  d’insieme  da parte della PA
locale, ed una capacità di controllo e gestione dei processi decisionali nel divenire.   
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Fig.  7,  8.  La  conoscenza  chiara  degli  amministratori  locali  del  proprio  territorio,  ha  permesso  di 
recitare  il  ruolo  più  adeguato  all’interno  dell’area  vasta  in  cui  si  cala  il  Piano  Strategico, 
identificando  gli  interventi  strategici  necessari  a  sviluppare  il  percorso  di  identificazione  dell’Area 
Urbana  Cosentina  verso la Valle del Crati, entrando in una logica di competitività complessiva delle
due aree messe a sistema, nel quadro provinciale e regionale.  

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New Kroton  
for mediterranean diffuse polis 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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New Kroton 
for mediterranean diffuse polis 
 

 
astrazione Atene Kroton Manhattan 
 
Scuola  di  Rigenerazione  urbana  e ambientale, Istituto Nazionale di Urbanistica e 
Università  Telematica  Pegaso,  per  una nuova teoria compositiva dell’area urbana 
di Crotone.  
Turismo  culturale  e  naturalistico  per  la  ricollocazione  concettuale  dell’Antica 

Kroton all’interno del mosaico territoriale globale.    


 

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Visione generale programmatica comune tra gli attori 


Democratizzazione  di  un nuovo ambiente sociale come ​“spazio scenico” 
multiattoriale,  capace  di  rafforzare  l’identità  locale  valorizzando 
l’​Antica  Kroton​,  in  coerenza  con  un  “​Quadro  Territoriale  Vasto”  di 
relazioni  governative,  a  garanzia  di  uno  sviluppo  sostenibile 
dell’itinerario Magna Grecia. 
Mosaico  multiagente11  per  un  sviluppo  turismo  endogeno,  capace  di 
pianificare  il  territorio  per  l’operatività  dei  grandi  tour  operator, 
generando  nuovi  itinerari  coordinati  ma  non  vincolati  a  percorsi 
monotematici  e/o  di  scorrimento12  (approccio  auspicabile  per colmare 
le emergenze culturali locali da mettere a sistema). 
Collocare  adeguatamente  l’area  urbana  di  Crotone  all’interno  di 
opportuni  targhet  turistici,  alimentando  il  “​prodotto  attivo  ed 
attrattivo​”  (legato  alla  contemporaneità  ed  al  turista  di  quarta 
generazione),  capace d’intercettare il fenomeno ​City Brake ormai realtà 
espansa  in  Europa,  con  un’analisi  profonda  degli  accessi  e  della 
mobilità interna al sistema culturale dell’area urbana. 
La  visione  complessiva  dell’accordo  tra  gli  enti  coinvolti,  è  quello  di 
guidare  le  proiezioni  del  sistema  infrastrutturale  logistico  a  livello 
sovracomunale,  in  modo  da  favorire  e  garantire  la  fruizione  di  un 

11
​Approccio  partecipato  per  la  democratizzazione dei nuovi spazi di governo, secondo gli schemi logici espressi dal 
Prof.  Ing.  Dino  Borri  (Università  Politecnico  di  Bari),  in  occasione  della  Summer  School  2005  per  lo  sviluppo 
sostenibile  del  litorale  e  dell’entroterra  dell’alto  tirreno  cosentino  (esperienze  di  studio/lavoro  dell’estensore  del 
documento, presso UNICAL l’Università degli studi della Calabria). 
12
​Tratto  dagli  atti  del  convegno  organizzato da Lions Club di Reggio Calabria, 24-25 Aprile 1982 (Laruffa Editore). 
Relazione  del  Prof.  Franco  Paloscia,  Segretario  generale  del  comitato  nazionale  italiano  per  l’organizzazione 
mondiale  del  turismo  O.M.T.  -  Promozione  e  politiche  d’intervento  per  lo  sviluppo  turistico  dell’area  di  Magna 
Grecia. 
Relazione  del  Prof.  Giovanni  Peroni,  Professore  università  di  Perugia  -  Fattibilità  turistica  degli  itinerari 
monotematici.  
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sistema  turistico  accessibile  in  coerenza  con  lo  sviluppo  dello  Spazio 
Economico  Europeo  nello  scenario  Euro-mediterraneo,  rafforzato 
dallo sviluppo del C
​ orridoio Meridiano13. 
Lavoro  di continuità dell’azione di Governo della Regione Calabria nel 
tentativo  di  anticipare  le  proiezioni  d’impatto  e  risolvere  i  fenomeni di 
congestione  dei  flussi  turistici,  ​analizzando  la  complessità  del  ​sistema 
turismo14,  in  modo  da  salvaguardare  la  fruizione  del  patrimonio 
culturale di Crotone per le generazioni future.  
 
Un  progetto  che  nella  sua  complessità  di  sistema,  si  dota  di  un 
supporto  tecnico  operativo,  “ANTICA  KROTON,  Programma  area 
di attrazione naturale e culturale di rilevanza strategica”15   
 
 
 
 
 
 
 

13
  Studio  di  Fattibilità:  IL  CORRIDOIO  MERIDIANO  COME  “OPERA  TERRITORIALE”  NELLO 
SCENARIO DI UN PIANO STRATEGICO DEL MEDITERRANEO,   
Ministero delle Infrastrutture e Trasporti | DICOTER 
IZI SpA 
ECOSFERA SpA 
Unità di ricerca: prof. arch. Maurizio Carta, coordinatore, arch. Daniele Ronsivalle, arch. Daniele Gagliano 
 
14
​Kalhattan  “congestion  tourism”,  dal delirio calabrese della congestione alla buona partecipazione. Opera di analisi 
critica  sul  turismo  sostenibile  in  Calabria.  Opera  dell’Ing.  Andrea  Pellegrino  in  collaborazione  con  l’Ing.  Valentino 
Canturi,  lavoro  presentato  col  CePSU  a  Belmonte  Calabro  (CS).  All’interno  dell’opera  sono  ampiamente  indicati 
riferimenti ufficiali della Regione Calabria (tra questi il quattordicesimo rapporto sul turismo). 
15
​Deliberazione della Giunta Comunale N° 220 del 27/07/2017
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ATTORI TERRITORIALI LOCALI 


- Regione Calabria 
- Provincia di Crotone 
- Comune di Crotone 
 
Operatività  integrata:  Collante  istituzionale  capace  d’interpretare  le 
esigenze  di  sviluppo  strategico  in  termini  di  pianificazione  del 
territorio,  e  garantendo  la  più  opportuna  operatività  in  termini  di 
progettazione  degli  strumenti  urbanistici,  in  modo  da  valorizzare  il 
patrimonio  culturale  con  strumenti  flessibili  e  capaci  d’inquadrare 
l’area urbana nella sostenibilità di un ​Paesaggio Mediterraneo.   
 
ENTI DI RICERCA 
- INU 
- Scuola di Rigenerazione Urbana 
- Università Telematica Pegaso 
 
Operatività  integrata:  Conoscenza  degli  attori  locali  del  proprio 
patrimonio  culturale,  e  coordinamento  con  la  rete  di  relazioni 
territoriali  locali  e  nazionale,  con  la  garanzia  di  un  supporto  tecnico 
scientifico  capace  di  analizzare  il  territorio  e  metterlo  a  sistema,  in 
modo  da  alimentare,  dal  basso ed attraverso una sensibilizzazione etica, 
la  creazione  di  un  Piano  Strategico  per  lo  Sviluppo  Sostenibile 
dell’Area  Urbana  di  Crotone,  che  vada  ad  insistere  per  gli  scenari  da 
disegnare oltre il 2020.  

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ENTI TERRITORIALI NEL QUADRO NAZIONALE 


- Ministero Infrastrutture e dei Trasporti 
- MiBAC 
- Ministero per lo Sviluppo Economico 
 
Operatività  integrata:  Favorire  le  condizioni  per  un  turismo 
itinerante  all’interno  di un turismo di largo raggio, da raccordare con le 
opportunità  di  sviluppo  endogeno  del  territorio  locale,  con  una 
pluralità  di  tematismi  e  percorsi  turistici.  Sostegno  alla  generazione  di 
un  “​Identitario  Tempo  di  Governo  della  Polis  diffusa”  che  levasi  sulla 
figura  di  ​Pitagora  ​per  la  creazione  di  uno  ​spazio  sociale  Lefebriano 
transnazionale e transfrontaliero. 
 
Garantire  lo  sviluppo  lento  e  sostenibile  degli  operatori  internazionali 
d’eccellenza,  che  attraverso  la  valorizzazione  del  patrimonio  culturale 
locale  identitario  museale  ed  archeologico,  possano  rafforzare  lo 
sviluppo  dell’internazionalizzazione  del  prodotti  italiani  e  locali  di 
altissima qualità. 
Favorendo  così  l’interpretazione  esogena  di  una  ​natura  che  si 
riappropria  della  tensione  spirituale  dell’architettura passata dell’uomo
16
,  all’interno  di  un  nuovo  disegno  globale  e  sistemico  tra  operatori 
locali  ed  internazionali,  che  attraverso  la  qualità  e  la  sostenibilità 
ambientale,  possono  accrescere  la  loro  promozione  di  qualità 
all’interno del Sistema Economico Europeo.   
 

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​Visione di George Simmel tra rovina e natura, in “La Rovina” (1911)
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Conclusioni per una buona partecipazione 

Le  parole  chiave  di  questi  monologhi,  segnano  il  contenuto  ma 

soprattutto  l’auspicio  per  una  reale  condivisione,  fiamma  sempre 

viva per una contestuale e culturale rivoluzione.   

Keywords:  Pianificazione  strategica,  partecipazione  democratica, 

progettazione integrata multi agente. 

Andrea Pellegrino 

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Indice 

Il Porto di Maratea oltre i confini, accesso fluido nord alla città diffusa ​- pag. 7 

l’accesso fluido principale nel golfo di Sant’Eufemia ​ ​- pag. 18 

esposizione waterfront Genova ​- pag. 24 

CasAmare creatività nel Borgo di Fiumefreddo Bruzio ​- pag. 27 

Il diritto alla città civica Paris Saint Germain - Cosenza 5.0 al 68' 

partecipazione etica per la Biblioteca Civica di Cosenza ​- pag. 39 

AirTrip Cosenza space in the place urban experience ​- pag. 50 

Porta Castello ​- pag. 56 

Alla ricerca di Mr. Paesaggio nel Parco fluviale verticale ​- pag. 69 

Kratos 2020 Piano Strategico Area Vasta Valle del Crati ​- pag. 76 

New Kroton for mediterranean diffuse polis ​- pag. 85 

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Astrazione Aurem a Pergine Valsugana 

L’Aurem è Area Urbana Euromediterranea  

(KALHATTAN oltre la controcultura della Kongestione turistica) 

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