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Il processo Psicodiagnostico

Corso on-line Free - Progetto Open-Psy

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Lezione N 5
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Programma del Corso:


Lezione 1:
- Introduzione;
- Diagnosi e professione dello psicologo;
- Riferimenti normativi della professione;
- Ambiti e contesti di applicazione;
Lezione 2:
- Normalità e patologia;
- Diagnosi: definizione e tipologia di diagnosi;
- Dinamiche presenti nella situazione d’esame;
- La definizione della diagnosi in relazione al quesito;
Lezione 3:
- Test di efficienza o rendimento;
- Test di efficienza cognitiva: WAIS;
- Il ritardo mentale;
Lezione 4:
- Test di personalità;
- Test oggettivi di personalità;
Lezione 5:
- Test proiettivi di personalità;
- Il T. A. T. (Test di Appercezione tematica);
- Il test di Rorschach;
Lezione 6:
- I test proiettivi grafici;
- Bibliografia.

Corso interamente realizzato dalla dott.ssa Mariarosaria De Simone.


Psicologa clinica, Psicodiagnosta. Specializzata in counseling integrato.
Specializzanda in psicoterapia della gestalt e analisi transazionale.

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I test proiettivi di personalità
Rispetto ai test di intelligenza, i test proiettivi, quali il TAT e il Rorschach, essendo
relativamente non strutturati e personalizzati, richiedono maggior regressione al servizio
dell'Io, e maggior accesso e uso del processo primario. Infatti in essi si richiede che il
soggetto crei qualcosa, in una posizione che assomiglia a quella di un artista creativo, in
quanto deve trovare in sé stesso forme di esperienza e contenuti per elaborare la risposta. Il
libero accesso alle forme ed ai contenuti richiede la regressione al servizio dell'Io.
I soggetti nella situazione test variano su un continuum circa la loro capacità di una
regressione creativa e sul tipo di livello di funzionamento a cui devono regredire per trovare
la risposta.
Inoltre variano circa l’area in cui essi sono liberi di regredire e nella loro capacità di
recuperare la distanza e di elaborare e sintetizzare risposte in sintonia con la realtà.

Esistono vari tipi di tecniche proiettive:


- tecniche associative (Rorschach) in cui il soggetto deve rispondere ad uno
stimolo fornendo la prima parola, immagine o percezione che gli viene in
mente,
- procedure costruttive (TAT, CAT) in cui il soggetto deve creare o costruire, a
partire da uno stimolo definito, un certo prodotto, ad esempio un racconto,
- compiti di completamento (Wartegg, Duss, Rosenzweig) in cui il soggetto
deve portare a termine un compito già avviato, ad esempio un disegno o
una storia,
- schemi di scelta o di ordinamento (Patte Noire) in cui il compito del
soggetto consiste nella ridisposizione di disegni ed elencazione di
preferenze,
- metodi espressivi: il disegno

Il T.A.T. (Test di Appercezione Tematica)


Il TAT è composto da 19 figure stampate su cartoncino bianco più una tavola interamente
bianca. Le prime 10 tavole si riferiscono a persone raffigurate in situazioni di vita quotidiana,
le seconde a persone in situazioni di vita insolite. La somministrazione prevede l’uso di
tavole differenziate in base al sesso e avviene, secondo la procedura di Murray, in due
sedute distanti preferibilmente di un giorno l’una dall’altra.
La versione per bambini, il CAT, differisce nel fatto che le tavole rappresentano animali
“cartonati” che risultano sicuramente meno temibili e facilitanti nel processo di
identificazione.
La consegna della prima seduta è la seguente:
“questo è un test di immaginazione, le presenterò delle figure, una alla volta, e il suo compito
sarà quello di creare su ciascuna di esse una storia completa e viva.
Dica quali sono i moventi che hanno determinato la situazione mostrata dalla figura, descriva
cosa avviene in quel momento, quello che i personaggi sentono e pensano, e poi infine il
risultato finale. Esprima i suoi pensieri come le vengono alla mente. Poiché ha 50 minuti per

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10 figure, può impiegare 5 minuti per ogni storia “(Murray H.A., 1992).
Nella consegna della seconda seduta è preferibile dire:
“la procedura, oggi, è identica a quella eseguita la volta scorsa, soltanto che questa volta
può dare maggior libertà all’immaginazione. I suoi primi racconti erano eccellenti, ma si è
limitato un po’ troppo ai fatti di tutti i giorni. Ora mi piacerebbe vedere che cosa è capace di
fare quando trascurando i fatti comuni, lascia che la sua immaginazione abbia via libera
come in una favola, in un mito o in una allegoria”.
Il TAT è il prodotto della presentazione di una scena che conduce, attraverso la costruzione
di una trama e l’utilizzo di personaggi, alla costruzione di una storia.
E’ centrale nel processo di interpretazione la valutazione del protagonista e la scelta dei
personaggi oggetto di identificazione. Il materiale offerto dal soggetto fa luce sul suo
orientamento in quel momento relativamente ad uno specifico problema, fornisce elementi
preziosi e significativi per chiarire i dubbi diagnostici e l’eventuale significato del sintomo.
Quindi la lettura del materiale è fatta in funzione di tutti gli elementi anamnestici e contestuali
rilevanti al momento della somministrazione del test.
Per l’interpretazione del TAT esistono diversi approcci:
Secondo Murray l’analisi delle storie va centrata sull’analisi del protagonista principale e
sull’individuazione dei suoi bisogni emersi dalla storia. In particolare bisogna valutare il
risultato dell’incontro tra i bisogni del protagonista e le pressioni dell’ambiente, pertanto è
utile osservare se nella storia il cammino dell’eroe è coronato o meno da successo, se il
protagonista è artefice dei propri avvenimenti o questi si impongono a lui.
Infine il processo di interpretazione prevede l’analisi dei temi che Murray considera il
prodotto della combinazione particolare bisogno-pressione.
Per Schafer invece occorre analizzare i risultati del test alla luce di problemi di identità (cioè
in che modo l’interazione della cultura, l’esperienza e le relazioni forniscono i temi per
organizzare l’esperienza e l’azione), che potrà essere positiva, negativa, cristallizzata e
diffusa, ciò può illuminare più chiaramente il quadro complesso della personalità e costituire
il perno per un approccio totale al soggetto ed alle sue risposte.
Questo permette di ampliare la conoscenza delle funzioni sintetiche dell' Iochiarendo come
impulsi, difese, capacità, valori possano organizzarsi intorno a ruoli sociali e ad immagini di
sé private e generalmente inconsce.
Bellak esamina l’efficacia ed i limiti dei test proiettivi in relazione alle funzioni dell' Io,
specificando che la qualità e la quantità di esse variano da metodo a metodo, e descrive
come l' Iopartecipa alle produzioni immaginative in maniera crescente considerando, come
in un continuum, i seguenti fenomeni: sogno, fenomeni ipnagogici, fantasie preconsce, sogni
ad occhi aperti, libere associazioni, produzioni artistiche, comportamento ai test proiettivi,
risoluzione ai problemi.
Lo studio della dinamica tra pulsioni e relativo controllo è quindi utile perché da un lato il
lasciarsi andare fornirà il contenuto dinamico tendenziale e dall’altro, osservando la funzione
oscillante dell' Ioe le sue difese contro il contenuto pulsionale, si potrà inferire la forza dell' Io,
e talora anche scoprire contenuti pulsionali che altrimenti non apparirebbero di primo
acchito.
E’ solo attraverso l’analisi delle funzioni dell' Io,che deve essere sempre considerato la
variabile mediatrice tra il livello latente e quello manifesto, che si potrà vedere se degli
impulsi aggressivi siano o no permessi e fino a che punto.

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Inoltre, in genere, la struttura delle difese è la stessa, sia che si manifesti nel TAT sia nelle
sedute di analisi. Ad esempio è assodato che l’evitare risposte aggressive a stimoli
aggressivi è indice di aggressività: ciò è appunto espressione di una difesa dell’Io.

Percezione e proiezione nel T.A.T.


Il TAT, ponendo il soggetto in una situazione più o meno simile a quelle che incontra nella
vita quotidiana, permette di tracciare un quadro equilibrato delle risorse adattive e difensive
del paziente, che potrebbero invece essere del tutto minimizzate o sparite nel Rorschach
(Schafer).
Infatti se la Scala Wechsler mette in luce il lato non psicotico del paziente e Il Rorschach
evidenzia il lato psicotico, il TAT fa emergere le forme intermedie e i casi limite autistico-
realistici di pensiero e di azione che caratterizzano la risposta spontanea, personale, ma
socialmente orientata del paziente nella vita di tutti i giorni.
Se inoltre i termini adattamento e proiezione determinano ciò che uno fa, ed espressione
indica invece come una cosa viene fatta, è possibile notare come proiezione ed espressione
coesistano sempre e come il comportamento adattivo, d’altra parte, venga ad essere
complementare al comportamento proiettivo.
Quest’ultimo infatti è in funzione inversa della precisione e della determinatezza dello stimolo
e del compito.

La psicologia appercettiva di Bellak


Al TAT il soggetto non sposta la sua aggressività dallo sperimentatore (o dalla madre) verso
la tavola più adatta allo scopo, ma ascrive questo sentimento ai personaggi di questa tavola
: porta cioè all’esterno quello che è suo.
La paranoia, il comportamento nevrotico, il comportamento normale ad un test proiettivo,
differiscono quindi solo per la estensività e la intensività.
Dato che il processo per cui una nuova esperienza è assimilata e trasformata ad opera di
tutto il resto della passata esperienza di un individuo, per formare una nuova globalità, e il
residuo della passata esperienza è detta massa appercettiva, le risposte al TAT sono
dunque distorsioni appercettive attraverso cui il soggetto narra di sé senza saperlo.
La scuola della Gestalt per prima ha messo in evidenza questo processo dinamico, ispirato
alla legge della pregnanza ed al concetto di trasponibilità: le immagini percepite al TAT sono
dunque da considerarsi gestalten, formate dalla memoria, che fornisce la composita
immagine reale delle figure concrete che corrispondono alle immagini-stimolo fornite dal
test, secondo una percezione percettiva ottimale. Inoltre l' Ioapprende ben presto il modo più
economico di mantenere costante la propria organizzazione, deformando così le percezioni
esterne in intima sintonia con la propria situazione affettiva.
Ciò permette di affermare che l’organizzazione della personalità costituisce un sistema di
controlli e di bilanciamenti, cosicché tende ad assorbire un nuovo stimolo col minimo di
cambiamento.
Le distorsioni appercettive così concettualizzate si differenziano quindi in diverse forme,
costituenti un continuum:
- proiezione invertita
- proiezione semplice: ”la coscienza sporca”
- sensibilizzazione: in altri termini la continuità tra processo percettivo,

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proiezione, allucinazione la possiamo riassumere nel concetto comune
che si può arrivare a “stravedere”, per fattori interni. Un altro fenomeno
è il “paglia/trave” di Ichheiser.
- percezione autistica
- esteriorizzazione
- percezioni puramente cognitive.

Il test di Rorschach
Introduzione
La sensibilità e l’accuratezza del Rorschach lo rendono idoneo ad una varietà di scopi clinici
per i quali ricerche empiriche ne hanno mostrato la validità, quali diagnosi clinica,
pianificazione e valutazione degli esiti di un trattamento, identificazione di forza e debolezze
psicologiche.

Per somministrare il test di Rorschach occorre, innanzitutto, prima di cominciare, chiedere


all' esaminatose conosce il test e se vi è stato mai sottoposto. Se la risposta è affermativa e
non sono passati almeno cinque anni, ci si asterrà dal proseguire adottando invece, test
paralleli.
La metodologia di somministrazione del test di Rorschach prevede diverse fasi:

1) somministrazione
Il test di Rorschach non sarà mai somministrato all' esaminatodurante il primo colloquio.
Sarà opportuno somministrarlo durante la seconda o la terza seduta.
La posizione consigliabile affinché l' esaminatonon poggi le tavole sulla scrivania ed abbia
una sua zona di azione, è che l' esaminatosia seduto accanto all' esaminatorecon le spalle
alla scrivania, oppure una posizione ad angolo retto tra i due senza alcuna importanza se
l' esaminatosia a destra ovvero a sinistra dell' esaminatore.Le tavole andranno ordinate
preventivamente e le si consegnerà nelle mani dell' esaminatouna per volta dalla I alla X in
modo che la scritta a tergo sia leggibile, per l' esaminatore, in basso a sinistra. La
Somministrazione ha inizio con una consegna standard, data solo quando si comincia la
somministrazione e prima di dare la prima tavola nelle mani dell' esaminato,non si ripeterà
con le altre tavole."Adesso le farò vedere delle figure, e lei mi dovrà dire tutto quello che ci
vede. Non ci sono risposte giuste o risposte sbagliate. Ha tutto il tempo che vuole e quando
ha finito me le può riconsegnare" (Bohm L., 1976). Alle eventuali domande dell' esaminato
non sarà data alcuna risposta che possa condizionarlo. Per produzione si intende tutto
quello che l' esaminatodice di vedere in una tavola. Può essere che ci si trovi di fronte ad un
soggetto eccessivamente produttivo, in questo caso ci si può limitare a raccogliere le prime
dieci risposte per ogni tavola e dire: "Va bene così.".
Nel caso qualcuno dica di non vedere nulla in una particolare tavola e dovesse chiedere:
"Non vedo nulla, è possibile?" bisognerà rispondere: "Non si preoccupi" e ritirare la tavola.
Anche il non veder nulla ha importanza.
Mentre l' esaminatoproduce, l' esaminatoredovrà annotare tutto quello che l' esaminatodice,
indicando con i numeri romani la tavola che di volta in volta viene presa in considerazione,

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inoltre disegnerà delle freccette per indicare la posizione della tavola al momento della
produzione (← a sinistra, ↑ diritta, → a destra, ↓ capovolta, Χ ruota la tavola). Bisognerà
prendere anche nota dei più evidenti cambiamenti di posizione dell'esaminato, di eventuali
manifestazioni emotive (se ride, se è sorpreso, disturbato, spaventato, ecc.).
L'esaminatore non deve lasciarsi coinvolgere dall'esaminato nell'interpretazione delle tavole
qualora questi cerchi di farlo. Inoltre non sarà interessato ad eventuali riferimenti che
l'esaminato vorrà fare circa specifici particolari delle tavole perché questo riguarderà la fase
dell'Inchiesta. Inoltre bisognerà prendere il tempo impiegato per la produzione relativa ad
ogni singola tavola, che andrà preso in ore, minuti, secondi. Il primo tempo si prenderà
appena sarà consegnata la tavola all'esaminato. Il secondo tempo si prenderà quando
l'esaminato comincia la produzione. Il terzo tempo si prenderà quando comincia l'ultima
produzione (sempre riferita a ciascuna tavola). Per l'esaminatore principiante sarà opportuno
annotare l'inizio di tutte le produzioni perché non è in grado di percepire quale sarà l'ultima.
Naturalmente se la produzione è formata da una sola interpretazione, i tempi da prendere
saranno due: quello della consegna della tavola e quello dell'inizio dell'interpretazione.
È necessario essere molto precisi
Si ricavano poi i seguenti tempi:
Tempo di latenza, il periodo di tempo che passa da quando è stata consegnata la tavola
all'esaminato a quando questi ha cominciato la produzione interpretativa, e la si ottiene per
differenza ( tempo della prima produzione meno il tempo in cui viene consegnata la tavola
all’esaminato). Il Tempo totale è il periodo di tempo che passa da quando è stata
consegnata la tavola all'esaminato a quando questi ha cominciato l'ultima interpretazione
riferita a quella tavola.

2) prove supplementari
Le prove supplementari consistono in due prove: Pinacoteca e Seriazione.
Pinacoteca: prevede che le tavole siano ripresentate all'esaminato il quale dovrà dare un
titolo a ciascuna di esse. Si darà all'esaminato la seguente consegna: "Adesso gliele faccio
rivedere. Deve dare un titolo a ciascuna di esse come fosse un quadro”.
Dopo aver dato la consegna si ridaranno le tavole in mano all'esaminato, una per volta e
sempre in posizione diritta ed in ordine, dalla I alla X. Naturalmente per ciascuna tavola
andrà annotato il titolo dato.

III VII X
II VI IX
I V VIII
IV

Seriazione: questa prova consiste nel ripresentare le tavole all'esaminato e nel chiedergli di
ordinarle secondo le sue preferenze, da quella che gli è piaciuta di più a quella che gli è
piaciuta di meno. Innanzitutto si disporranno le tavole sulla scrivania nel modo indicato nella
figura e sempre in posizione diritta a prescindere da quella in cui sono state interpretate o
restituite, e si darà la seguente consegna: "Adesso le riguardi tutte insieme e mi dica quale
le è piaciuta di più". Dopo aver preso nota della tavola indicata dall'esaminato come quella

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che gli è piaciuta di più, gli si chiederà: "Perché?" e si annoterà la risposta. Successivamente
si coprirà la tavola indicata, girandola su sé stessa e lasciandola al suo posto.
Immediatamente dopo si chiederà: "Ce ne sono altre?" se la risposta è affermativa la si farà
indicare ma non si chiederà il perché, ci si limiterà a prendere nota ed a girarle su sé stesse
lasciandole nella loro posizione. A questo punto si chiederà: Qual è quella che le è piaciuta
di meno?" Dopo aver preso nota della tavola indicata dall'esaminato come quella che gli è
piaciuta di meno, gli si chiederà : "Perché?", si annoterà la risposta e si girerà la tavola su sé
stessa lasciandola sempre nella sua posizione. A questo punto si chiederà all'esaminato: "Mi
ordini le rimanenti tavole da quella che le è piaciuta di più a quella che le è piaciuta di
meno". Ogni volta che l'esaminato indicherà una tavola, la si girerà su sé stessa dopo aver
preso nota.
Al termine delle indicazioni fornite dall'esaminato circa le sue preferenze, l'esaminatore
raccoglierà le tavole e le ordinerà in maniera tale che la prima sarà quella che è piaciuta di
più all'esaminato e l'ultima quella che è piaciuta di meno, tra loro, a decrescere in quanto a
preferenza, tutte le altre. A questo punto si chiederà all'esaminato: "Indipendentemente dai
colori che ha visto nelle tavole, qual è il colore che le piace di più?". Dopo aver annotato la
risposta gli si chiederà: Quello che le piace di meno?" ed anche questa volta si annoterà la
risposta.

3) l'inchiesta: serve per siglare le risposte e di solito viene fatta in un secondo incontro. La
prima domanda da fare sarà: "Dove ha visto...(l'engramma)...?" e la seconda sarà: "Me lo
può descrivere?" e poi ancora (per le determinanti): "Cosa le ha dato l'idea di...?".
Essenzialmente l’inchiesta serve a ricevere dall’esaminato spiegazioni sui contenuti e le
motivazioni alla base delle risposte. Si chiedono chiarimenti relativi alla localizzazione (dove,
in quale parte della figura è stata localizzata la risposta) e alle determinanti delle risposta
(quali caratteristiche della figura hanno contribuito maggiormente alla determinazione della
risposta). E’ utile approfondire approfondire risposte di tipo banale ricorrente (es. alla tav. I
“le sembra di vedere qualche altra cosa oltre la farfalla?”) in modo da stimolare altre possibili
produzioni.

4) la siglatura si farà adottando diverse colonne. Le colonne saranno così denominate:


I Colonna per la localizzazione: serve per descrivere all'interno della macchia ciò che
l'esaminato ha visto ossia l'engramma;
II Colonna per la determinante:serve per determinare ciò che ha causato quella risposta;
III Colonna per il contenuto: indica il contenuto della risposta;
IV Colonna per la frequenza: indica con che frequenza la risposta data dall'esaminato è
stata data da un campione normativo standardizzato;
V Colonna per le manifestazioni particolari: si usa per commenti o altro forniti dall'esaminato
e che non possono essere siglati nelle precedenti colonne.

La siglatura richiede una conoscenza approfondita del test del Rorschach, tenendo in
considerazione che essa varia da scuola a scuola (scuola romana, metodo di Exner, ecc.) in
complessità ed articolazione. Qui prenderemo in considerazione soltanto l'"ossatura" degli
elementi.
Da prendere in considerazione per l’interpretazione, rimandando alla bibliografia per

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consultare eventuali testi di approfondimento.

Elementi della siglatura:


Modi di percezione: è una valutazione in base alla localizzazione della risposta.
G: risposta globale è l’interpretazione globale della tavola con un’unica risposta (la tav. è
percepita come un tutto, eccezione: nella tavola n. 3, si assegna una G per i due “uomini”,
senza interpretare le tre macchie rosse)
DG: interpretazione globale partendo da D
D: risposta dettaglio, ovvero interpretazione di una parte specifica della macchia
Dd: risposta piccolo dettaglio, interpretazione di una parte piccola della macchia.
Dbl, Ddbl: risposta intramaculare, interpretazione di dettagli bianchi, piccoli o grandi
presenti nella macchia.
Do: risposta di dettaglio oligofrenico, interpretazione di forme parziali umane o animali,
laddove si vede comunemente l’intero.

Determinanti: si considerano i fattori che hanno determinato la risposta


F: la forma della macchia determina la risposta. Si distinguono in:F+ buona forma e F-cattiva
forma
M: movimento umano, nella risposta viene individuato un movimento attribuito a esseri
umani
Ma: movimento di animali: nella risposta viene individuato un movimento attribuito ad animali
m: movimenti di oggetti inanimati, nella risposta viene individuato un movimento attribuito a
oggetti inanimati
C: colore
FC: la risposta è determinata dalla forma e dal colore, con predominanza della forma
CF: la risposta è determinata dalla forma e dal colore, con predominanza del colore. (es.
farfalla con le ali colorate)
C: la risposta è determinata solo dal colore (es. sangue, macchie di inchiostro).
Clob: la risposta è determinata dal chiaroscuro

Contenuto: viene valutato il contenuto dell’interpretazione. I contenuti rilevati con maggiore


frequenza sono:
H: forme umane
Hd: dettaglio del corpo
A: animale
Ad: dettaglio animale
Anat: anatomiche
Sex: sessuale
Bot: botanica
Nat: natura
Ogg: inanimato
Arch: architettura
Astr: contenuti astratti

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Frequenza:si indica se la risposta fornita dall'utente rientra in una determinata statistica.
V: risposte volgari, ovvero le risposte che, con alta frequenza statistica vengono date
relativamente all'intera figura, sono dette risposte volgari o banali; quelle che hanno una
frequenza minore sono dette risposte semivolgari o semibanali.
Le risposte volgari sono indicate con una V da mettere nella colonna della frequenza (quarta
colonna della siglatura) ed hanno una frequenza statistica maggiore del 17%.
Le risposte semivolgari sono indicate con (V) da mettere nella colonna della frequenza;
hanno una frequenza statistica dai 14 al 16%.
Orig: risposte originali, Le risposte Originali sono quelle che hanno una frequenza statistica
di 1 su 100 e si indicano con O nella colonna della frequenza. Le risposte Volgari indicano in
genere convenzionalità. Le risposte Originali indicano in genere anticonvenzionalità e sono
di fondamentale rilievo per l'interpretazione in quanto non frequenti. Il contenuto simbolico
attribuito dall'esaminato è più marcato nelle risposte Originali. Anche l'analisi del contenuto
simbolico è più indicativo nelle risposte Originali.
Orig+: la risposta ha una corretta base formale ed un simbolismo che attiene all’esperienza
del soggetto, esprime una buona capacità creativa.
Orig-: la risposta si presenta come negativa, dal punto di vista formale, e bizzarra, dal punto
di vista simbolico.

Tipo di risonanza intima: nel protocollo finale va anche inserita la formula che esprime
relazione tra le risposte di movimento e di colore =M:C. Il TRI ci dice se esistono tendenze
all’introversione o all’estroversione e quale delle due predomina. Ci fornisce i dati
dell’affettività e del carattere del soggetto. L’ipotesi di base è che ci sono due costanti della
personalità: l’intratensività e l’extratensività.
L’intratensività indica una sensibilità per la vita interiore, per il contatto intimo, introspettivo
col Sé; rappresenta la capacità di impostare dei rapporti interni che vanno in profondità,
perché è legata alla profondità e alla ricchezza della vita interiore.
L’extratensività indica una sensibilità a tutto ciò che è esterno, facilità nell’espansione
emotiva, nell’instaurare rapporti umani. Per calcolare il TRI, si mette a confronto la somma di
tutti i movimenti umani (dove M=1 punto) con la somma delle risposte colore (dove C=1.5,
CF= 1, FC= 0.5). Da questo confronto possono emergere 5 tipi di risonanza.

I 5 tipi:
Coartato= 0 M:0 C si ha quando è zero da entrambe le parti. Indica un soggetto che ha fatto
della repressione la sua norma di vita. Un tipo di risonanza intima coartato indica inibizione e
supercontrollo dell’emotività e dell’affettività. Si può trovare nei soggetti eccessivamente
rigidi e formalisti, ma anche nei depressi.
Coartativo= si ha quando nessuno dei due termini supera l’unità
Introvertito= si ha quando M supera il valore di 1 o 2 e comunque supera C
Estrovertito= si ha quando C supera il valore di 1 o 2 e comunque supera M
Ambieguale= 3M:3C si ha quando entrambi i termini si equilibrano, cioè sono uguali o c’è
differenza ½, 1 punto. Per Rorschach il soggetto che bilancia in sé entrambe le tendenze è
l’ideale; ma potrebbe anche trattarsi di una persona che non vive un equilibrio ma un
conflitto tra le due, con pena e angoscia: ciò potrebbe caratterizzare una situazione
nevrotica.

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La predominanza di M (tendenza all’introversione) indica:
Intelligenza differenziata
Maggiore produttività
Affettività più stabilizzata
Vita orientata verso il mondo interiore
Minore capacità di adattamento alla realtà
Contatto più intensivo, cioè legami affettivi numerosi, ma stabili.

La predominanza di C (tendenza all’estroversione) indica:


Intelligenza più stereotipata
Più riproduttività che creatività
Vita orientata verso l’esterno
Attività più labile
Capacità di adattamento alla realtà
Contatto più estensivo che intensivo, cioè molte amicizie e relazioni sociali, ma con legami
affettivi superficiali.

Il TRI varia, come abbiamo visto, col variare del rapporto numerico in cui si trovano le M e la
somma delle C. È diverso se la somma delle C è fatta di FC, CF o C.
Le FC garantiscono l’affettività stabilizzata.
Le CF indicano solo la tendenza verso la stabilità affettiva.
Le C denotano un’assoluta mancanza di stabilità affettiva.

La formula secondaria, infine, è quella che esprime o la relazione esistente tra tutti gli altri
movimenti (Ma, m che valgono rispettivamente 1 punto) e le C, dove C=1.5, (C) F=1,
F (C)= 0.5.
Tale formula misura l’orientamento di base della personalità, mentre il TRI misura
l’orientamento attuale, nel senso di quello che possiamo vedere all’esterno, quello che il
soggetto manifesta più in superficie.
E’ importantissimo che le due formule risultino dello stesso tipo, in un protocollo normale. Se
sono opposte è segno di conflitto, il soggetto ha sviluppato un orientamento totalmente
opposto a quello originario, porta in sé un insieme di potenzialità che non utilizza, ma
combatte e teme.
Come si evince da quanto fin qui descritto il test Rorschach è molto complesso e articolato,
infatti dalla siglatura si possono elaborare molti altri indici (Indice Affettivo, Indice di Realtà,
Indice Lambda, Indice di Autocontrollo, Fenomeni di Shock, Fenomeni Particolari come la
Confabulazione, il Deterioramento, l’Incapacità, l’Insicurezza, la Risposta Proiettiva,
Perseverazione) ed esistono numerosissime siglature e forme di elaborazione.
Naturalmente non è questa la sede per approfondire ulteriormente tale strumento, per cui
concludo sull’importanza di tenere in considerazione il test del Rorschach, che può essere
utilizzato con una adeguata preparazione anche senza per forza dei “rorschachisti”
espertissimi, quale strumento utile per integrare informazioni di tipo formale, contenutistico e
relazionale, essenziali per una adeguata valutazione psicodiagnostica.

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