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GUERRA E PACE

LA GUERRA La guerra è una drammatica realtà che coinvolge migliaia di innocenti e che non aiuta a
risolvere i problemi, anzi li peggiora. Essa rappresenta una creazione irragionevole e egoista dell' uomo che,
per cercare di trovare una soluzione ai vari problemi che lo coinvolgono ( economia, politica, differenziazioni
razziali, ecc.), preferisce scartare metodi pacifici come il dialogo e la diplomazia. Un esempio concreto è la
guerra che si è verificata pochi anni fa in Iugoslavia o che si sta verificando in Iraq. Esse non sono servite e
non servono a niente, se non a aumentare il risentimento delle nazioni avversarie che rispondono alla
violenza con la violenza. In molti hanno cercato di opporsi alla guerra tramite la nobile via della pace, al
dialogo, al ragionamento, ma non sono riusciti a cancellarla definitivamente. Questo è il caso di Martin
Luther King che cercò di fermare la discriminazione razziale tramite i suoi discorsi che predicavano l' amore
e l'intesa, quello di Gandhi che con il metodo dell'amore universale e della non violenza ha lanciato una sfida
al mondo dimostrando che si può vincere anche la più dura battaglia senza ricorrere alle armi, quello di
Madre Teresa che, tramite i suoi gesti, ci trasmetteva il messaggio dell' amore e quello di tante altre persone
tra cui poeti (Ungaretti), ma anche semplici persone che ci hanno fatto apprendere la brutalità della guerra e
che può essere combattuta solo con la forza dell' amore e con l' unione tra le differenti popolazioni. Purtroppo
ciò non è stato sufficiente anche se in questo campo si sono sviluppati dei progressi. Gli scontri bellici e l'
ignoranza dell' uomo non consentono neppure alle normative tuttora in vigore e all' ONU di fermarla perché
quando l'odio o gli interessi economici o politici sono troppo elevati non c'è niente che possa impedire lo
scoppio della guerra. Ciò è causato anche dalla mancanza di una forte organizzazione internazionale che
garantisca il rispetto delle norme e che non consenta agli stati di farsi giustizia dà sé. Un' altro ostacolo molto
difficile da sovrastare è la mancanza di concretezza degli strumenti della pace. La sola voce infatti non basta a
determinare una forte opposizione che sia in grado di competere con le scelte determinate dai capi di stato e
dai loro sostenitori o che riesca a placare l' odio. Inoltre la guerra si è sviluppata di pari passo con noi grazie a
tecnologia, scienza e, a volte, anche grazie alla società consentendo così una maggiore diffusione e
consentendo di aumentare il potenziale distruttivo grazie all' introduzione di armi come la temuta bomba
atomica, e all' utilizzo di nuovi mezzi come nuovi caccia e portentose portaerei. L' unico modo per opporsi e
bloccare la guerra è utilizzare la ragione in quanto se si capisce cosa provoca e quali sono i risultati ottenuti
con la vita di migliaia o più civili finalmente potremmo porre fine alla più brutale scoperta dell' uomo che
viola ogni diritto umano e morale.

LA PACE FRA I GIOVANI


Il nuovo secolo da poco iniziato porta con sé un crescente bisogno di concordia, di solidarietà e di pace. È
facile parlare di pace nel mondo, il difficile è realizzarla! Secondo me, il percorso della non violenza
incomincia, per ogni persona, con la decisione di superare la violenza interna e prosegue attraverso la
riconciliazione, la ricerca della coerenza e il trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati. Anche il Papa
esorta ad educare il mondo alla pace. Per il Papa la pace va costruita sulla verità, giustizia, amore e libertà. Si
tratta di educare le nuove generazioni a questi ideali per preparare un'era di pace per l'intera umanità.
Bisogna anche educare, formare una nuova generazione capace di crescere nel rispetto, capace di condividere
gli ideali di pace, capace di lavorare insieme. Inoltre il Papa sottolinea con forza questa affermazione:" non
c'è la pace senza perdono!" La pace è una cosa difficile ma va costruita passo dopo passo. Secondo me ,
educare alla pace vuol dire: "impegnarsi per suscitare fin dai primi anni di vita di un uomo ed una donna
quelle virtù eroiche di solidarietà, altruismo, lealtà, senso di avventura e di inconsueto che permettano così
ad un popolo di vivere in un luogo ed in un epoca storica sentendosi corresponsabile del proprio destino e del
destino di altri popoli e cercando di aiutarsi vicendevolmente a sviluppare le proprie potenzialità per il
conseguimento della felicità di tutti". Di fronte al dilagare della violenza nelle sue varie forme ci si chiede
smarriti: "Si può fare qualcosa per contrastarla sul piano formativo?". Una risposta affermativa equivale ad
una scommessa basata sull'ottimismo realistico. L'unico modo per tentare di dare una soluzione a questo
problema è introdurre nei moderni metodi educativi, non solo lo sviluppo dell'intelligenza, ma anche
l'educazione alla socializzazione. Educare alla pace ed alla solidarietà, nella scuola ed in altri contesti,
significa progettare e realizzare gradualmente un percorso verso questo fine. Si tratta non di "insegnare
quello che si deve pensare", ma di "insegnare a pensare". La scuola, infatti, non dovrebbe limitarsi a fornire
conoscenze letterarie ma dovrebbe stimolare la sfera emotiva per colmare quelle carenze di natura spirituale
che il modello di vita occidentale sembra non saper soddisfare. Nessuna istituzione potrebbe assolvere a
questo compito meglio della scuola in quanto essa offre vari spunti educativi e dà la possibilità di metterli in
pratica. Le stesse regole scolastiche possono trasmettere ai ragazzi la volontà del buon cittadino, che è tenuto
a vivere civilmente in una realtà in cui è chiamato ad assolvere ai propri doveri sociali. Da qui poi il rispetto
della proprietà altrui; l'obbedienza alle leggi ecc.. Questi sono tutti principi di cui gli educatori dovrebbero far
fondamento dell'educazione nella scuola, servendosi di tutte le materie scolastiche. Per sviluppare la
socializzazione, inoltre, si deve creare all'interno della scuola un clima di collaborazione in modo da creare
un'intensa attività in cui è necessario relazionarsi con gli altri. Secondo me, principi fondamentali e
importanti, come ad esempio la pace e la solidarietà, non devono essere trattati solamente dalla scuola, anche
la famiglia ha un ruolo indispensabile in questa educazione, che non può essere trascurata o sorvolata. La
collaborazione fra scuola e famiglia è essenziale, esse hanno in comune la responsabilità di trasmettere ai
ragazzi la capacità di pensare con la propria testa e portare avanti nella vita ideali in cui credere.