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Metropolitan Museum of Art,

New York.
La Fotografia.
Progetto di: De Bonis Chiara e Roasio Chiara.

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Indice:
1. Metropolitan Museum of Art;
2. L’invenzione della Fotografia;
3. Carleton E. Watkins;
4. ‘Views from the Sentinel Dome, Yosemite’;
5. Alfred Stieglitz;
6. The Terminal;
7. Glossario;
8. Sitografia;
9. Bibliografia.

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Metropolitan Museum of Art.

Questo immenso Museo si trova a New York nel quartiere dell'Upper East Side, al numero 1000
della Quinta Strada, la Fifth Avenue, la via più importante ed elegante di New York, sul lato
sinistro del Central Park, lungo quello che viene chiamato il Museum Mile, cioè il "Miglio dei
musei". Dispone anche di una sede secondaria, chiamata ‘The Cloisters ’.

Lo si può visitare dal Martedì alla Domenica, il Lunedì solitamente è chiuso, gli orari di apertura
sono dalle 9 e 30 alle 17 e 30, il Martedì, il Giovedì e la Domenica mentre dalle 9 e 30 alle 21 il
Venerdì e il Sabato.

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Il Metropolitan Museum of Art, a cui spesso ci si riferisce con il nomignolo di ‘The Met ’, è uno
dei più grandi e importanti musei del mondo. Nel 1986 fu inserito nella lista dei National Historic
Landmark.

La collezione permanente del Met contiene più di due milioni di opere d’arte, suddivise in
diciannove sezioni. Sono permanentemente esposte opere risalenti all’età classica e all’antico
Egitto, dipinti e sculture di quasi tutti i più grandi maestri Europei. Inoltre possiede una certa
quantità di creazioni africane, asiatiche, dell’Oceania, bizantine e islamiche.

Il museo fu inaugurato il 20 Febbraio 1872, originariamente era ospitato da un altro palazzo


sempre nella Quinta Strada. Il suo primo presidente fu John Taylor Johnston, la cui collezione
privata servì da base per il Metropolitan.
Inizialmente consisteva infatti in un sarcofago romano di pietra e 174 dipinti, ma la raccolta crebbe
così velocemente da esaurire lo spazio disponibile. Si abbandonò così la vecchia sede per
installarsi nella ‘Douglas Mansion ’, tuttavia questa nuova sistemazione fu temporanea, dopo
alcune trattative con la città di New York, il Met acquistò un terreno sul lato est del Central Park,
dove venne edificato l’edificio che oggi visitiamo. Una costruzione neogotica in mattoni rossi
progettata dagli architetti Calvert Vaux e Jacob Wrey Mould, mentre la facciata è in stile Beaux-
Arts progettata da Richard Morris Hunt.

La sezione che vi presenteremo è quella inerente la fotografia, la sala dedicata a questa si trova al
primo piano.

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Naturalmente, prima di salire, attraverseremo il piano terra.

La raccolta fotografica comprende più di 20.000 opere, è basata su cinque collezioni principali, a
cui si aggiungo singole acquisizioni del museo.
La prima grossa donazione fu effettuata dal celebre fotografo Alfred Stieglitz, la quale
comprendeva fotografie pittorialistiche, una corposa raccolta di stampe di Edward Steichen e una
serie di foto realizzate da Stieglitz stesso.
Dunque il Met integrò la collezione di A. Stieglitz con i pezzi della collezione ‘Gilman Paper
Company ’ (questa contiene i primi esempi di fotografia francese e statunitense), con la collezione
‘Rubel ’ ( primi esempi di fotografia britannica) e la collezione ‘Ford Motor Company ’ (fotografie
statunitensi ed europee del periodo successivo alla prima guerra mondiale).
Il museo ha anche acquisito la collezione personale di Walker Evans.

Non tutte le opere a disposizione sono sempre esibite, a causa della delicatezza di buona parte del
materiale.

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L’Invenzione della Fotografia.

La fotografia.

La fotografia ha origine grazie al progresso scientifico che permise di costruire le prime camere
ottiche. La più semplice consisteva in una cassetta di legno di piccole dimensioni in cui il soggetto
veniva proiettato capovolto sul vetro.

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In realtà, nasce nel 1826 ad opera dell’inventore francese Joseph Nicéphore Nièpce che effettuò la
prima fotografia, resa possibile, questa volta, dal progresso della chimica agli inizi dell’Ottocento
attraverso studi della luminosità. Inizialmente destinata alla curiosità e al divertimento delle persone
conquistò l’interesse di tutti diventando importante nella vita quotidiana.

Nel 1838, il francese Daguerre brevettò ciò che fu chiamata dagherrotipia, ovvero l’inversione dal
negativo dell’immagine come appariva nella realtà. Essa, però, non poteva più essere copiata perché
il negativo veniva distrutto dalle sostanze utilizzate. Per cui si sperimentarono speciali carte e lastre
per i negativi.

Oggi, possiamo vedere i soggetti dal negativo grazie alla pellicola, che sviluppata, ci permette di
riavere le immagini uguali al momento dello scatto. Nel 1888, il rullino di pellicola Kodak venne
distribuito dall’America ed è ancora oggi molto famoso benché il digitale lo stia sostituendo.

Nello stesso anno, lo statunitense George Eastman costruì una piccola macchina fotografica
istantanea, che rappresentava comodità e praticità poiché evitava l’utilizzo di ingombranti
attrezzature fotografiche. Le persone potevano scattare 100 fotografie prima di mandarle alla
fabbrica per sviluppare il rullo di carta. Una volta stampate, venivano riconsegnate al cliente
insieme alla macchina ricaricata. Lo slogan legato a questa piccola istantanea era ”Voi premete il
bottone, noi faremo il resto”.

Nel 1877, fu utilizzata una tecnica che permise di ottenere ciò che si considera quasi come antenata
della cinematografia. In questo anno, infatti, l’anglo-americano Eadweard Muybridge realizzò la
prima sequenza di fotografie. Rappresentava il galoppo di un cavallo, permettendo di mostrare ciò
che avveniva velocemente catturandone i dettagli e le fasi.

La fotografia ha consentito di conoscere terre lontane o sconosciute, di immortalare momenti in


famiglia, lo scorrere del tempo, di testimoniare avvenimenti, ma soprattutto diffondere le immagini;
per questo motivo molte persone appartenenti al mondo artistico diventano meno ricercate, poiché
la fotografia è più veloce, più economica e più precisa.

In quel periodo, poche persone potevano permettersi di avere un ritratto pittorico, con la fotografia
invece, tutti potevano ottenere un ritratto grazie ai costi poco elevati. Il più famoso fotografo
ritrattista è conosciuto con il soprannome di Nadar. Il suo ritratto più conosciuto è quello fatto
all’attrice Sarah Bernardt.

La fotografia diventa un mezzo per documentare. L’esempio più significativo ha origine in Italia;
dal 1850 i fratelli Alinari si dedicano alla raccolta delle bellezze paesaggistiche e artistiche
principalmente toscane, aggiungendo in seguito, anche l’Italia e altri Paesi. Gli Alinari hanno fissato
anche molti momenti della vita quotidiana, in città e in campagna, nelle feste e nelle tradizioni, ma
anche personaggi celebri o persone comuni, permettendo di conoscere le zone italiane. La loro
collezione fotografica è una delle più vaste al mondo e il Museo di Storia della Fotografia Fratelli
Alinari collabora con altri musei, tra i quali si trova anche il Metropolitan Museum di New York.

Poiché avevano il compito di documentare, molti fotografi divennero viaggiatori, si spostavano in


giro per il mondo rendendone possibile la conoscenza. Erano fotografi italiani, inglesi, francesi, ma
anche statunitensi come il fotografo Watkins.

Oggi la fotografia fa parte della vita di tutti i giorni, è utilizzata dall’astronomia, dalla medicina,
dalla geografia, dai giornali, dai libri, nella pubblicità. È diventata una seconda memoria e, grazie
alle opere di prestigiosi fotografi, è entrata a far parte dell’arte.

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La prima fotografia George Eastman

Carleton E. Watkins.

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Carleton Emmons Watkins nacque a
Oneonta, l’11 Novembre 1829. Si recò a San
Francisco durante la corsa all’oro, nel 1851.
Il suo interesse riguardo la fotografia iniziò
come assistente in uno studio dove si
facevano ritratti a San Francisco, così nel
1861 cominciò lui stesso a fare foto.
I suoi soggetti preferiti erano i paesaggi e
ben presto ha iniziato a fotografare scene
minerarie della California e della Yosemite
Valley.
Sperimentò diverse tecniche fotografiche
all’avanguardia ma , infine, trovò migliore il
suo metodo ‘ Mammoth Camera ’, con il
quale si utilizzavano grandi lastre di vetro
con dei negativi, e una telecamera
stereografica.
Watkins è noto per le serie di fotografie
della Yosemite Valley del 1860 che servì
per influenzare scelta di far diventare la valle un Parco Nazionale. Il fotografo ha inoltre catturato
diverse immagini dell’Oregon e della California dal 1870 in avanti.
Carleton non fu un buon imprenditore, spese un’ingente somma di denaro per il suo studio a San
Francisco e andò in debito, le fotografie furono messe all’asta.
Nel 1879, sposa la sua assistente di 22 anni, Frances Sneade, con la quale ebbe due figli.
Sebbene riprese la sua attività da fotografo non riuscì mai ad arricchirsi, rimase sempre in povertà e
per qualche tempo la sua famiglia visse in un vagone ferroviario abbandonato.
Il terremoto del 1906 distrusse lo studio fotografico e tutti i suoi negativi; in seguito nel 1910 fu
ricoverato in un ospedale psichiatrico, dove sei anni dopo, il 23 Giugno 1916, morì

‘Views from the Sentinel Dome, Yosemite’

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Come ho già detto prima, Watkins ottenne la sua celebrità con le foto che hanno come soggetto la
Yosemite Valley.

Questa qui rappresentata è la veduta di Sentinel Dome, il fotografo realizzò una serie di tre
fotografie che nel loro insieme mostrano l’intera valle.

Dal punto di vista di alcuni critici si tratta di un’opera senza paragoni , anche perché ciascun quadro
può essere considerato autosufficiente, infatti non tutte le immagini sono nello stesso museo, due
sono alla Fraenkel Gallery.
Per la realizzazione utilizzò il difficile processo del collodio umido, con cui rende la vastità del
paesaggio e dei suoi infiniti dettagli di insuperata chiarezza.
Il formato dell’immagine è 40.3cm x 52.1cm. Le tre immagini sono state realizzate tra 1865 e il
1866, poco dopo la Guerra di Secessione.
Per catturare queste foto, il coraggioso fotografo dovette fare faticosi viaggi a cavallo con una
pesante attrezzatura.
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Alfred Stieglitz.
Alfred Stieglitz (a lato fotografato da Edward
Steichen) nasce il 1 gennaio 1864 a Hoboken,
nel New Jersey.

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Nel 1871, si trasferisce a New York, in una grande casa affacciata su Central Park, iniziando i primi
studi tecnici. Nel 1882, torna con la famiglia in Germania, dove studia ingegneria meccanica
all’Università di Berlino e scatta le prime fotografie in Europa, ricevendo il primo dei suoi
centocinquanta premi fotografici a soli ventiquattro anni.

Rientrato a New York nel 1890, inizia l’attività di fotografo e scrittore; scrive le sue riviste con lo
scopo di mostrare il nuovo movimento artistico chiamato Pittorialismo. Questo stile fotografico
voleva avvicinare la fotografia alla pittura, utilizzando gli stessi principi, per riprodurne gli effetti
attraverso un ritocco dei negativi e delle stampe.

Nel 1902 forma l’associazione dei Foto-Secessionisti formata dai migliori fotografi americani
dell’epoca che volevano mostrare la fotografia come arte.
L’anno successivo pubblica la rivista di interesse culturale “Camera Work”, diffusa fino al 1917
con l’ultimo numero dedicato alla fotografia oggettiva di Paul Strand.

In questi anni apre le sue prime gallerie; nel 1908, seguendo il consiglio dell’amico Edward
Steichen, affitta uno studio sulla Fifth Avenue al numero 291, che prende il nome di “ Little
Galleries of the Foto-Secession”, poi, semplicemente conosciuta come “Gallery 291”, diventando
un importante punto di incontro per gli intellettuali della città e di riferimento per la vita culturale
newyorkese. Oltre alle opere dei fondatori e dei Foto-Secessionisti, fin dall’inizio sono esposte le
pitture e le sculture di autori come Picasso, Cézanne, Matisse, Braque, Rodin e Brancusi,
rappresentando il primo contatto con il pubblico americano.

Dopo la chiusura della Galleria 291 e della rivista Camera Work, Stieglitz apre altre due gallerie,
nel 1925 la “Intimate Gallery” e nel 1929 “An American Place”, permettendo l’esposizione di ogni
tipo di arte, dalla grafica alla scultura.

Nel 1924 sposa la pittrice americana Georgia O’Keeffe e continua a fotografare fino al 1946, anno
della sua morte.

Le opere di Stieglitz sono divise in collezioni per volontà dello stesso Alfred; egli ne ha inoltre
lasciato una parte al Metropolitan Museum di New York e l’altra parte, che consiste nell’eredità
della moglie, è stata donata dalla pittrice stessa al Museum Of Modern Art, sempre a New York.

Alfred Stieglitz come fotografo

Alfred Stieglitz rappresenta un figura importante per l’arte americana poiché è riuscito ad
avvicinare gli artisti oltreoceano agli artisti europei e informare il pubblico riguardo le innovazioni e
gli sviluppi della tecnica e dell’arte.

Come primo interprete del Pittorialismo, Stieglitz riprende i temi principali dei pittori europei nelle
sue fotografie, cerca così colori calmi e luci lievi, dovendo, però, modificare con il pennello le
lastre.

Quando decide di non ritoccare più la lastra, per ottenere gli effetti utilizza elementi naturali,
fotografa quindi al buio, con la neve, con il vapore, con la pioggia, rendendo la scena pittorica.

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Poiché è il primo ad utilizzare questa tecnica, utilizza piccole macchine fotografiche o miscele
chimiche.

Quando si allontana dai pittori europei dedicandosi esclusivamente alla fotografia, forma
“Equivalence”; sono delle immagini della natura e di nubi con lo scopo di trasmettere idee e far
riflettere affinché l’osservatore guardi oltre l’oggetto.
Molte fotografie hanno come soggetto la moglie.

La sua fotografia più famosa è "Steerage" , il ponte di terza classe del 1907, dedicata agli
immigranti che giungevano a Ellis Island e viaggiavano sui ponti inferiori.. fu apprezzata anche da
Picasso per le forme e le ombre e le linee spezzate da spigoli.

Celebre è la frase di Stieglitz: “La fotografia è la mia passione. La ricerca della verità la mia
ossessione”.
Egli sottolinea la volontà di ricercare la verità nella realtà della vita quotidiana urbana attraverso la
fotografia che è la sua più grande passione. Alfred ritiene inoltre che la fotografia sia l’espressione
dei sentimenti del fotografo per il soggetto come essi sono un riflesso del soggetto ritratto.

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The Terminal

Settore fotografia, Metropolitan Museum of Art, New York.


The Terminal, 1892
Alfred Stieglitz (American, 1864–1946)
Photogravure
Dimensioni: 12.1 x 16 cm

Stieglitz ha scattato questa foto con una macchina fotografica più piccola e maneggevole rispetto
alle altre utilizzate fino a quel momento. Infatti, poiché non era necessario l’utilizzo di un treppiede,
poté girare per la città più comodamente e cogliere tutti gli aspetti e i momenti della vita urbana
trasformandoli nei soggetti delle proprie fotografie.

La scena è stata immortalata sulla Fifth Avenue ad Harem, in una fredda giornata invernale del
1892. Sullo sfondo si nota il vecchio Ufficio postale della città, davanti al quale i binari del Third
Avenue e di Madison Avenue dell’epoca avevano il capolinea, the terminal appunto.

La strada è coperta di neve e il conducente, visibile in primo piano con un mantello lungo di gomma
e un cappello sulla testa per ripararsi dal freddo, sta raffreddando i propri cavalli accaldati dopo la
corsa. L’acqua utilizzata dall’uomo e il respiro degli animali crea molto vapore intorno alle figure.

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Si vede una scopa e alcuni oggetti che servono probabilmente per prendersi cura degli animali e un
uomo, di cui si vedono solo le gambe perchè parzialmente nascosto dal muso di un cavallo. A destra
sullo sfondo, altri cavalli stanno arrivando al terminale.

Il momento è reso ancora più reale dalla presenza di un uomo sullo sfondo e un negozio aperto e
con il tendone ricoperto dalla neve.

Alfred Stieglitz scrisse di questa fotografia che quando si trovò di fronte al vecchio Ufficio postale e
vide la scena fu come se fosse espresso il suo senso di solitudine. Infatti, riteneva fortunati quei
cavalli perché avevano una persona che se ne prendeva cura, mentre egli, da poco ritornato in quel
paese si sentiva solo ed estraneo. Questa fotografia, attraverso gli spazi stretti e le persone senza
volto, rappresentano l’umore del Stieglitz con toni cupi.

Utilizzando elementi naturali come il fumo, il vapore e la neve, il fotografo vuole dare all’immagine
un aspetto pittorico.

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Glossario
Camera Ottica: una cassetta di legno di piccole dimensioni in cui il soggetto veniva proiettato
capovolto sul vetro.

Dagherrotipia: primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini, tuttavia non


riproducibili.

Mammoth Camera: metodo con il quale si utilizzavano grandi lastre di vetro con dei negativi.

Telecamera stereografica: uno strumento ottico basato su sistema di specchi e prismi, che
indirizza correttamente le immagini destinate all'occhio destro e sinistro: lo stereoscopio a specchi.
Guardando queste immagini bidimensionali, era così possibile sperimentare l'illusione della
profondità tridimensionale.

Collodio umido: soluzione sciropposa di cotone collodio in alcol e etere; usata per lacche, vernici,
pellicole, lastre sensibili.

Pittorialismo: stile fotografico che avvicinava la fotografia alla pittura.

Lastra: semplice vetro reso sensibile alla luce grazie a un composto a base di albumina.

Albumina: sostanza chimica ricavata dall’albume delle uova e presente anche nel sangue.
Miscelata con l’acqua assume una consistenza vischiosa ed è pertanto facilmente spalmabile. Una
volta essiccata assume invece consistenza cerosa.

Stile Beaux-Arts: stile architettonico neoclassico. Lo stile Beaux-Arts fortemente influenzato


l'architettura degli Stati Uniti nel periodo 1880-1920.

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Sitografia
Immagini

Facciata del Metropolitan Museum of Art:


http://www.google.it/imgres?imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Image-
Metropolitan_Museum_of_Art_entrance_NYC_NY.

Piantine del piano terra e del primo piano del MET: http://www.metmuseum.org/

Ritratto Carleton Emmons Watkins: http://www.google.it/imgres?


imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/Carleton_Watkins.

‘Views from Sentinel Dome ’: http://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/1989.1084.1-.3

http://www.metmuseum.org/works_of_art/collection_database/photographs/view_from_the_sentine
l_dome_yosemite_carleton_e_watkins/objectview.aspx?collID=19&OID=190017919

Ritratto di Alfred Stieglitz: http://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/33.43.29

The Terminal: http://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/58.577.11

Testo

Metropolitan Museum of Art, New York:


http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolitan_Museum_of_Art

Carleton Emmons Watkins: http://en.wikipedia.org/wiki/Carleton_Watkins

‘Views from Sentinel Dome ’:


http://www.metmuseum.org/Works_of_Art/collection_database/photographs/view_from_the_sentin
el_dome_yosemite_carleton_e_watkins//objectview.

Alfred Stieglitz: http://isintellettualistoria2.myblog.it/.../cohn-bendit-alfred-stieglitz.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Stieglitz

The Terminal: http://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/58.577.11

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Bibliografia
Grafico sulle tappe fondamentali della fotografia:
G. Cricco e F. P. Di Teodoro, Itinerario dell’arte, Dal Barocco al Postimpressionismo,
Seconda edizione, Versione arancione, Zanichelli, Bologna 2009

Immagine della prima fotografia e fotografo Eastman:


M. Nilo, I professionali DeAgostini, Fotografia

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