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Approfondimenti

Semplificazione delle procedure di prevenzione incendi relative ai depositi di GPL


Antonio Cappa ................................................................................................ 509
Mobbing orizzontale: quale responsabilità per il datore di lavoro?
Axel Bisignano ............................................................................................... 511
Analisi ergonomica degli errori in un incidente chimico industriale
Rinaldo Ghersi, Manuela Mattioli e Luca Save ..................................................... 515
Divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche sul lavoro
Maurizio Del Nevo .......................................................................................... 526
I danni da assunzione di bevande alcoliche sul lavoro (e non solo)
Silvio Spiridigliozzi .......................................................................................... 530

Notizie INAIL
In collaborazione con INAIL
Rapporto INAIL sugli infortuni: dati e programmi di prevenzione
a cura di Francesco Facello e Alessandro Baldacconi .............................................. 534

Finanziamenti
Finanziamenti per la sicurezza
a cura di Bruno Pagamici ................................................................................. 539

Inserto
Nuovo Codice degli appalti e sicurezza del lavoro
Pierguido Soprani

Prassi
Attività di verifica e controllo ai sensi del D.Lgs. n. 334/1999

Sommario
Ministero dell’interno - Lettera circolare 14 luglio 2006, n. 3000 ............................... 544
Incidenti rilevanti: norme transitorie
Ministero dell’interno - Lettera circolare 5 luglio 2006, n. DCPST/A4/RS/2700 ........... 546
Elenco degli ispettori della qualità e sicurezza delle imprese di autotrasporto
Ministero dei trasporti - Deliberazione 27 giugno 2006, n. 15 ................................... 547
Certificazione di qualità per i trasportatori di merci pericolose
Ministero dei trasporti - Deliberazione 27 giugno 2006, n. 14 ................................... 551
Contratto di inserimento: applicazione della nuova disciplina
INAIL - Circolare 26 giugno 2006, n. 32 ............................................................. 555
Utilizzo del lavoro a progetto nei call center
Ministero del lavoro - Circolare 14 giugno 2006, n. 17 ............................................ 559

Giurisprudenza
Rassegna della Cassazione penale
a cura di Raffaele Guariniello
Soggetti responsabili in società in nome collettivo
Cass. pen., Sez. IV, 31 marzo 2006, n. 11358 ........................................................ 563
Obbligo di parapetti su ponteggi con tubi a incrocio
Cass. pen., Sez. III, 11 maggio 2006, n. 16039 ...................................................... 563
Omissione dolosa di cautele antinfortunistiche in stabilimento petrolchimico
Cass. pen., Sez. I, 14 giugno 2006, n. 20370 ......................................................... 563
Dalla migliore tecnica reperibile sul mercato alla migliore tecnica prevedibilmente
necessaria
Cass. pen., Sez. IV, 21 giugno 2006, n. 21442 ....................................................... 566
Cass. pen., Sez. IV, 1º giugno 2006, n. 19195 ........................................................ 566
Cass. pen., Sez. IV, 25 maggio 2006, n. 18379 ...................................................... 566

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 507


I coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori
Cass. pen., Sez. IV, 21 giugno 2006, n. 21485 ....................................................... 567
Gli obblighi del datore di lavoro subappaltante nell’art. 7 D.Lgs. n. 626/1994
Cass. pen., Sez. IV, 3 luglio 2006, n. 22823 .......................................................... 569

Casi e Questioni
ISL risponde .................................................................................................. 570

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508 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


D.P.R. 12 aprile 2006, n. 214

Semplificazione
delle procedure
di prevenzione incendi
relative ai depositi di GPL
Antonio Cappa Ingegnere, Consulente per la sicurezza e tecnico di prevenzione incendi, Zadig S.r.l.

Introduzione depositi fino a 13 metri cubi. numero di pratiche pendenti


A riprova di questa interpreta- in numerosi comandi provin-

Approfondimenti
Finalmente un passo avanti zione, si consideri che l’art. 1, ciali a causa dell’elevatissima
nell’ottica della semplificazio- comma 2, del nuovo decreto mole di lavoro, e l’impegno
ne! Potrà apparire inconsueto esclude dal suo campo di ap- dei funzionari tecnici per l’e-
un incipit del genere, ma non plicazione i serbatoi al servizio same di pratiche di modesta
può che far piacere l’emana- di attività soggette ai controlli complessità, normate e ripro-
zione di questo decreto (1) di prevenzione incendi ai sensi ducibili.
che semplifica la vita a tutti dell’art. 36 del D.P.R. 27 apri- Si tenga anche presente una
gli operatori del settore. le 1955, n. 547 (ovvero le «tattica» che oggi si sta dimo-
Ma procediamo con ordine. Il aziende e le lavorazioni nelle strando vincente proprio pres-
regolamento tratta l’iter relati- quali si producono, si impie- so i comandi delle province
vo alla prevenzione incendi gano, si sviluppano o si deten- di maggior dimensione, ovve-
per i serbatoi fissi di GPL di gono prodotti infiammabili, ro l’utilizzo di capisquadra
capacità complessiva non supe- incendiabili o esplodenti, e adeguatamente formati per
riore a 5 metri cubi. Il legislato- quelle che, per dimensioni, l’effettuazione di sopralluoghi
re ha evidentemente rilevato il ubicazione ed altre ragioni (a fini di rilascio CPI) in attivi-
numero consistente di doman- presentano in caso di incendio tà normate e di cui si dispone
de che nel tempo sono perve- gravi pericoli per la incolumità una casistica elevatissima, per
nute ai locali comandi provin- dei lavoratori) e dell’art. 4 del- cui è possibile descrivere con
ciali dei VV.F. inerenti le ri- la legge 26 luglio 1965, n. 966 elevata precisione le caratteri-
chieste di installazioni di tali (che in sostanza ribadisce lo stiche che sul campo l’attività
serbatoi per utenze civili (pro- stesso concetto). deve possedere (es. centrali
duzione di acqua calda sanita- termiche a metano, autorimes-
ria e riscaldamento ambiente). se, serbatoi di GPL appunto,
Questi serbatoi presentano La semplificazione ecc.). Questa prassi ha sgrava-
sempre volume inferiore ai ci- to i funzionari tecnici da cu-
tati 5 metri cubi, e difatti tali Da tale premessa si può evin- muli di lavoro notevoli, per-
volumi furono già normati in cere una situazione di relativa mettendo un abbassamento
maniera specifica dal D.M. semplicità e riproducibilità in dei tempi di elaborazione dei
(Interno) 31 marzo 1984, materia di serbatoi di GPL fi- pareri di conformità sui pro-
«Norme di sicurezza per la no a 5 metri cubi; attività che getti consegnati al comando,
progettazione, la costruzione, possiede norma tecnica speci- senza diminuzione della quali-
l’installazione e l’esercizio fica (a cui quindi, quale sia il tà dell’operato.
dei depositi di gas di petrolio parere del comando provincia-
liquefatto con capacità com- le VV.F., il titolare dell’attività
plessiva non superiore a 5 me- deve attenersi), non particolar- La procedura
tri cubi». Tale decreto è stato mente complessa, e che spesso
abrogato recentemente dal è ad uso di attività civili. Torniamo al decreto. Il titolare
D.M. (Interno) 14 maggio Eccessivo e dispendioso (an- del deposito, ai sensi dell’art.
2004 («Approvazione della re- che e soprattutto in termini di 2, richiederà direttamente il
gola tecnica di prevenzione in- tempo) si presentava quindi il sopralluogo dei VV.F., fornen-
cendi per l’installazione e l’e- processo di ottenimento del
sercizio dei depositi di gas pe- certificato prevenzione incendi
trolio liquefatto con capacità per tale attività, considerando Note:
complessiva non superiore a la necessità di far operare un (1) D.P.R. 12 aprile 2006, n. 214, in G.U. 16 giu-
13 metri cubi») (2), il quale professionista abilitato per la gno 2006, n. 138. In ISL, 2006, 8, 489.
ha al suo interno compreso i stesura del progetto, l’elevato (2) In ISL, 2004, 7, 435.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 509


do al comando una serie di do- 1998, n. 37: gli enti e i privati nell’area litoranea della Ligu-
cumenti, quali: responsabili di attività sogget- ria) una verifica della idoneità
 la dichiarazione di confor- te ai controlli di prevenzione statica, dovuta alla natura del
mità ai sensi della legge n. incendi hanno l’obbligo di terreno.
46/1990 (fornita dall’installa- mantenere in stato di efficien- Il comando entro 90 giorni
tore), riferita all’allacciamento za i sistemi, i dispositivi, le at- dalla presentazione della do-
del serbatoio con gli apparec- trezzature e le altre misure di manda, corredata di bollettino
chi utilizzatori; si auspica un sicurezza antincendio adottate di pagamento, effettua il so-
miglioramento nella stesura e di svolgere verifiche di con- pralluogo e rilascia, in caso
di tale documentazione, stanti trollo ed interventi di manu- di esito positivo, il CPI entro
per esempio i problemi che ne- tenzione secondo le cadenze 15 giorni. Le pratiche che fos-
gli ultimi due anni si sono pa- temporali che sono indicate sero già state avviate prosegui-
rallelamente verificati, a danno dal comando nel certificato di ranno secondo l’iter preceden-
dell’utenza, nella fornitura di prevenzione; te (art. 4).
gas metano da parte degli enti  una planimetria del deposi- Avendo aperto una nuova stra-
distributori (oggi finalmente to, in scala idonea, la quale sa- da, il Ministero dell’Interno
liberi di vendere, ma responsa- rà firmata da professionista contestualmente avvia e prov-
bili dell’allacciamento al con- iscritto nel relativo albo pro- vede al monitoraggio dell’at-
tatore e quindi molto attenti fessionale o anche solo dal re- tuazione del decreto, al fine
Approfondimenti

ai documenti forniti dai ter- sponsabile tecnico dell’impre- di valutarne l’eventuale neces-
moidraulici). In particolare il sa che procede all’installazio- sità di revisione per esigenze
riferimento tecnico principe ne del deposito; di sicurezza pubblica.
sarà la norma UNI-CIG 7131:  non è specificato nel decre- C’è da sperare che questa sem-
«Impianti a GPL per uso do- to, ma si aggiungano l’omolo- plificazione, se ben accolta e
mestico non alimentati da rete gazione e la dichiarazione di applicata, porti il Ministero a
di distribuzione - Progettazio- conformità degli estintori a estenderne l’applicazione a si-
ne, installazione, esercizio e corredo; tuazioni parimenti gestibili,
manutenzione»;  la documentazione, compre- quali centrali termiche di po-
 una dichiarazione in cui il ti- sa la dichiarazione di confor- tenza non elevata (es. comprese
tolare attesta che sono state ri- mità del serbatoio alle direttive tra 116 e 350 kW), autorimesse
spettate le prescrizioni vigenti vigenti, e le relative prove da fino a 40 posti auto (il cui nu-
in materia di prevenzione de- banco (tarature valvole sicu- mero è dilagante in funzione
gli incendi e si impegna al ri- rezza, esame del fasciame, dei nuovi condomini, sempre
spetto degli obblighi di cui al- ecc.); dotati di parcheggio interrato),
l’art. 5 del D.P.R. 12 gennaio  in certi casi (per esempio gruppi elettrogeni, ecc.

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510 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Cass. civ., Sez. lav., 25 maggio 2006, n. 12445

Mobbing orizzontale:
quale responsabilità
per il datore di lavoro?
Axel Bisignano Sostituto Procuratore della Repubblica, Procura di Bolzano

Nell’ambito del rapporto di lavoro di natura contrattuale, il mobbing commesso da un dipendente nei
confronti di un altro dipendente può integrare la violazione dell’obbligo di tutela ai sensi dell’art. 2087
c.c. in capo al datore di lavoro, e, pertanto, trattandosi di una forma di inadempimento, si applica la
regola probatoria di cui all’art. 1218 c.c. Di conseguenza, l’onere probatorio in capo al lavoratore si
limita alla dimostrazione del mobbing e del nesso causale con i danni subiti, mentre spetta al datore

Approfondimenti
di lavoro l’onere di dimostrare l’impossibilità di adempiere all’obbligo di tutela.

La sentenza colare, la Corte di cassazione finite «innominate» derivanti


obietta che il comportamento direttamente dall’obbligo di
Con la sentenza in commento vessatorio era inserito nell’am- cui all’art. 2087. Nel primo ca-
la Suprema Corte sancisce un bito di un rapporto di lavoro di so il datore di lavoro dovrà di-
importante principio in mate- natura contrattuale. Tra gli ob- mostrare l’assenza dell’obbli-
ria di responsabilità del datore blighi contrattuali del datore di go, ovvero dell’inadempimen-
di lavoro per episodi di mob- lavoro rientra, in base al detta- to contestato, ovvero del nesso
bing da parte di un dipendente to di cui all’art. 2087 c.c., eziologico. Nella seconda ipo-
nei confronti di un collega di quello di sicurezza. Poiché i tesi viene evidenziato un so-
lavoro. comportamenti vessatori subiti stanziale contrasto giurispru-
La vicenda è quella di una di- dalla dipendente integrano una denziale tra quell’orientamen-
pendente di una sede di un’as- violazione di tale obbligo, si to che impone di provare l’a-
sociazione privata diffusa su verifica un inadempimento dozione di ogni misura idonea
tutto il territorio nazionale. In del datore di lavoro, contro- ad evitare il fatto, ovvero l’o-
conseguenza dei comporta- parte contrattuale. Da tale pre- rientamento che si accontenta
menti mobbizzanti a suo dan- messa logico-giuridica, la Su- dell’allegazione in ordine al-
no commessi dal presidente prema Corte individua il para- l’adozione di «comportamenti
della sede ove prestava la pro- metro probatorio applicabile al specifici, non imposti dalla
pria attività lavorativa, la lavo- caso di specie nell’art. 1218 legge, ma suggeriti da cono-
ratrice fu costretta a dare le di- c.c., che, in materia di inadem- scenze sperimentali e tecniche,
missioni ed agiva nei confronti pimento contrattuale, prevede standard di sicurezza adottati
dell’associazione, suo datore un’inversione dell’onere della normalmente o da altre fonti
di lavoro, per far valere i danni prova a carico del soggetto analoghe».
patrimoniali, psicologici e mo- inadempiente in ordine all’im-
rali. Il Pretore, in prima istan- possibilità della prestazione.
za, ed il Tribunale in sede di In altre parole, una volta dimo-
Il mobbing e le
appello, pur riconoscendo che strato il mobbing ed il nesso fattispecie di reato
la donna era stata vittima del causale tra tale atteggiamento La pronuncia è ricca di spunti
comportamento vessatorio da ed i danni subiti, era onere del- decisamente interessanti anche
parte del presidente della se- l’associazione, datore di lavo- sotto il profilo del diritto pena-
zione, respingevano l’istanza ro, dimostrare di avere adem- le. Oltre che in quelle civili e
nei confronti dell’associazione piuto a tutti gli obblighi di segnatamente nelle sezioni la-
in considerazione della circo- cui all’art. 2087 c.c. e, pertan- voro, il fenomeno del mob-
stanza che il mobbing era da to, di non aver potuto impedire bing sta facendo sempre più
ascrivere esclusivamente al l’evento. Quanto alla prova li- ingresso nelle aule penali dei
presidente della sede distacca- beratoria che il datore di lavo- tribunali, trattandosi di un fat-
ta e non al datore di lavoro. ro dovrà fornire, la Corte di- to illecito inquadrabile in di-
La Suprema Corte non condi- stingue tra una contestazione verse fattispecie di reato previ-
vide le conclusioni dei Giudici di specifiche violazioni ai sen- ste dal codice penale. Molte-
di merito, dando ragione alla si della normativa di preven- plici sono, infatti i reati ipotiz-
lavoratrice ricorrente. In parti- zione, ovvero di violazioni de- zabili a carico del soggetto c.d.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 511


mobbizzante ed altre figure in versa, il dolo eventuale è in- rità, residuando solamente, a
posizione di garanzia (1). Per compatibile con il tentativo, seconda del caso, le fattispecie
individuare la fattispecie di sicché se la vittima non ha da- di violenza privata, lesioni do-
reato configurabile nel caso to le dimissioni, la violenza lose, ingiurie, minacce, mole-
specifico, sarà necessario tene- tentata, in assenza di un dolo stie (art. 660 c.p.). In quest’ul-
re conto dei fatti, delle conse- diretto, non potrà essere conte- tima ipotesi si pone il proble-
guenze e dell’elemento sog- stata. ma del ruolo e della responsa-
gettivo in capo all’agente. Spesso, in conseguenza delle bilità del datore di lavoro. Evi-
Il mobbing è una fattispecie condotte mobbizzanti, la vitti- dente ed estremamente sempli-
abituale ed a condotta plurima, ma riporta delle malattie, siano ce è il caso in cui il mobber
nel senso che non è sufficiente esse di natura psichica o di na- agisca su mandato esplicito o
una singola azione di natura tura psicosomatica (4). Tali implicito del datore di lavoro,
vessatoria, bensı̀ una serie di malattie integrano la fattispe- nel qual caso i due soggetti
condotte prevaricatrici, non cie di reato delle lesioni perso- agiscono in concorso tra di lo-
necessariamente definite, e nali. Il problema in questo ca- ro ex art. 110 c.p. e la fattispe-
prolungate per un periodo di so, sul piano dell’elemento cie è da inquadrare come mob-
tempo significativo. In quanto soggettivo, è quello dell’in- bing verticale, con configura-
tali sono, generalmente, con- quadramento giuridico sotto il bilità dell’art. 572 c.p.
dotte di violenza psichica più profilo colposo ovvero doloso. Più complesso è il discorso nel
Approfondimenti

o meno sottili reiterate nei Pur non essendo, generalmen- caso in cui il datore di lavoro
confronti di una o più persone. te, l’insorgenza della malattia non è direttamente a cono-
Tali condotte non possono che lo scopo direttamente perse- scenza della situazione di con-
essere, necessariamente, dolo- guito dal soggetto prevaricato- flitto all’interno della propria
se. Qualora il mobber sia il da- re, deve ritenersi che l’even- azienda. È questo il caso della
tore di lavoro ovvero un supe- tuale lesione conseguenza del- vicenda esaminata dalla Su-
riore gerarchico dello stesso, la condotta sia da inquadrare
prema Corte nella pronuncia
potrà essere contestato il reato come dolosa, quanto meno a
in commento, laddove si di-
di maltrattamenti ex art. 572 livello di dolo eventuale, lad-
dove l’autore del reato agisce scute di una responsabilità
c.p. Difatti, caratteristica del
reato in questione è quella di accettando consapevolmente del datore di lavoro per omes-
essere abituale ed a condotta la probabilità dell’insorgenza sa vigilanza e, quindi, per una
plurima e compiuto nei con- di una patologia. Trattandosi responsabilità di natura colpo-
fronti di «una persona sottopo- di malattie aventi, quasi sem- sa. Questa responsabilità viene
sta alla sua autorità». In tal pre, dei decorsi estremamente fatta discendere dagli obblighi
senso esistono in giurispru- lunghi e, spesso, invalidanti, derivanti in capo al datore di
denza almeno due preceden- le lesioni sono generalmente lavoro dall’art. 2087 del Codi-
ti (2). Nel momento in cui sia aggravate ai sensi dell’art. ce civile. La costante giuri-
configurabile il delitto di mal- 583 c.p. e, pertanto, persegui- sprudenza della Corte di cas-
trattamenti, i reati eventual- bili d’ufficio. sazione configura la norma in
mente ipotizzabili di ingiuria Se l’autore del mobbing è il questione quale violazione
(art. 594 c.p.) e minaccia (art. datore di lavoro ovvero un su- della normativa sulla preven-
612 c.p.), secondo pacifica periore gerarchico ed il mob-
giurisprudenza, sono assorbiti bing era finalizzato all’allonta-
dal più grave delitto di cui al- namento del dipendente, po- Note:
l’art. 572 c.p. (3). Sotto il pro- tranno essere contestate, in (1) Cfr. sul punto la più completa disamina di
filo dell’elemento soggettivo, concorso formale e/o materiale Marcella Nicolini di cui al n. 4/2006 di Igiene Sicu-
se l’agente agisce con il dolo tra loro ex art. 81, commi 1 e rezza e lavoro, pag. 227 e seguenti.
di voler allontanare la vittima 2, c.p., tutte le fattispecie di (2) Cass. Pen., Sez. VI, 18 marzo 1997, n. 2609, e
dal posto di lavoro, altro reato reato sopra ipotizzate (5). Cass. Pen., Sez. VI, 12 marzo 2001, n. 10090.
configurabile è quello di vio- Inoltre, in presenza di reati (3) Cfr. Cass. Pen. 6 dicembre 1982, n. 11630, in
lenza privata ex art. 610 c.p. concorrenti di maltrattamenti materia di percosse e minacce e Cass. Pen., Sez.
che sarà compiuta o tentata a e lesioni gravi o gravissime, VI, 29 maggio 1990, n. 16661.
seconda se l’autore sia riuscito il primo reato sarà aggravato (4) Nel caso della sentenza in commento alla la-
o meno nel proprio intento. Va ai sensi del secondo comma voratrice fu certificata una «nevrosi psicogena da
specificato che il reato di vio- dell’art. 572 c.p., con aumento stress».
lenza privata è un reato a dolo sensibile della pena editta- (5) Cfr., ad esempio, Cass. Pen., Sez. VI, 24 giu-
generico, sicché esso sussiste- le (6). gno 1999, n. 8193, sul concorso tra i delitti di
rà anche in quelle ipotesi in Affatto diverso è il caso di cui agli art. 572 e 610 c.p., e, da ultimo, Cass.
cui l’abbandono del posto di mobbing per cosı̀ dire orizzon- Pen., Sez. VI, 23 giugno 2004, n. 28367, sul con-
lavoro non sia stato lo scopo tale, ovvero di mobbing com- corso con il delitto di lesioni.
diretto del mobber, ma solo piuto da un collega di lavoro (6) Da quattro a otto anni di reclusione in caso di
una conseguenza, prevedibile pari grado, il reato di maltrat- lesioni gravi, da sette a quindici anni di reclusione
ed accettata da parte dell’auto- tamenti non sarà configurabile, in caso di lesioni gravissime, da dodici a venti anni
re, e, pertanto, anche in ipotesi non essendo la vittima un sog- di reclusione se dal maltrattamento deriva la mor-
di mero dolo eventuale. Vice- getto sottoposto alla sua auto- te della persona offesa.

512 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


zione infortuni (7). Da ciò In applicazione del principio In un contesto socioeconomi-
viene tratta la conclusione di effettività dei poteri, il legi- co sempre più difficile, feroce
che, ove tale violazione vi slatore individua il datore di e selettivo, il fenomeno del
sia, a prescindere dalla viola- lavoro anche nel responsabile mobbing è destinato a diffon-
zione di specifiche norme di della singola unità produttiva, dersi ed aggravarsi. La sfida
prevenzione quali quelle deli- ove caratterizzata da autono- per i giuristi consisterà nel riu-
neate nei D.P.R. n. 547/1955, mia produttiva e finanziaria ai scire a distinguere tra indebite
164/1956 e nel D.Lgs. n. sensi della lett. i) del medesi- strumentalizzazioni da parte
626/1994, sia configurabile mo articolo. Nel caso di specie del lavoratore, da un lato, e
l’aggravante di cui al terzo il soggetto mobbizzante era il fatti effettivi di mobbing dal-
comma dell’articolo 590 c.p., presidente della sezione di un l’altro e, nella seconda ipotesi,
con l’ulteriore corollario di capoluogo di provincia di nel riuscire a dare alla vittima
una perseguibilità d’ufficio un’associazione avente dimen- una tutela effettiva e sufficien-
del reato nell’ipotesi di malat- sioni nazionali e, pertanto, temente tempestiva (11).
tia con durata superiore a 40 soggetto che, quanto meno
giorni ovvero con effetto inva- sulla carta, potrebbe essere
lidante (8). In sostanza, in ca- considerato datore di lavoro e
so di mobbing orizzontale di non semplice collega di lavoro
un collega di lavoro nei con- della vittima (10).

Approfondimenti
fronti dell’altro, è configurabi-
le un concorso colposo del da-
tore di lavoro nel reato doloso Conclusioni Note:
commesso dal suo dipendente. (7) Cfr. da ultimo, Cass. Pen. Sez. IV, 26 aprile
Chiaramente, in campo pena- Sotto il profilo dell’aspetto 2000, n. .
le, deve essere individuato un probatorio, il principio sancito
dalla sentenza in commento (8) Cfr. da ultimo Cass. Pen. 21 maggio 1996, n.
datore di lavoro persona fisica, 205196.
laddove vige il principio gene- non può trovare nessun ingres-
rale per cui una persona giuri- so in ambito penale. Si è visto (9) Il principio generale di cui al brocardo latino
che la Suprema Corte ravvisa societas delinquere non potest non è più assoluto,
dica, quale è un’associazione avendo il legislatore introdotto con il decreto le-
riconosciuta, non può essere un’inversione dell’onere della
gislativo 8 giugno 2001 n. 231, una responsabilità
imputata di un reato (9). Di prova in capo al datore di la- degli enti giuridici per una serie di reati specifica-
conseguenza, in sede penale, voro. Sarà lui a dover dimo- mente individuati commessi nel suo interesse o a
l’associazione potrebbe essere strare l’impossibilità di fornire suo vantaggio (art. 5) dai responsabili dello stesso
coinvolta nell’eventuale pro- la tutela cui è contrattualmente ente, tra cui l’indebita percezione di erogazioni,
cedimento solamente quale re- obbligato ai sensi del disposto truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico
sponsabile civile delle even- di cui all’art. 2087 c.c. nel mo- o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e
tuali violazioni dolose da parte mento in cui il lavoratore ab- frode informatica in danno dello Stato o di un en-
bia fornito la prova di essere te pubblico (art. 24), Concussione e corruzione
del mobber e colpose da parte
stato vittima di mobbing, non- (art. 25), Falsità in monete, in carte di pubblico
del datore di lavoro e/o diri- credito e in valori di bollo (art. 25 bis), Reati so-
gente persona fisica che, pur ché il rapporto di causalità tra cietari (art. 25 ter), Delitti con finalità di terrori-
avendo il dovere e la possibili- le vessazioni subite ed i danni smo o di eversione dell’ordine democratico
tà di prevenirle, non ha evitato riportati. In ambito penale una (art. 25 quater).
le condotte. La pronuncia in simile inversione non è ipotiz-
(10) È opportuno specificare che la vicenda risale
esame, sotto questo profilo, zabile, essendo onere dell’ac- alla fine degli anni ’80 ed è quindi antecedente al-
offre un ulteriore spunto di ri- cusa e dell’eventuale parte ci- l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 626/1994 e, per-
flessione. Difatti, in base al- vile l’allegazione probatoria tanto, nel caso concreto, la norma non sarebbe
l’art. 2, lett. b) del D.Lgs. n. della prevedibilità e prevenibi- applicabile.
626/1994, il datore di lavoro, lità dell’evento da parte del da- (11) Emblematica sotto questo profilo la pronun-
in imprese e/o enti giuridici tore di lavoro e pertanto della cia in esame, laddove, a distanza di più di 16 anni
di rilevanti dimensioni, non si sua colpa in relazione alle pra- dai fatti, la vittima deve iniziare un nuovo percor-
identifica necessariamente e tiche di mobbing commesse so processuale di merito per ottenere la ripara-
solo nel legale rappresentante. dal suo dipendente. zione per i danni subiti.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 513


Sistema di gestione della sicurezza

Analisi ergonomica
degli errori in un incidente
chimico industriale
Rinaldo Ghersi e Manuela Mattioli Azienda USL Modena - Servizi Prevenzione e Sicurezza
Ambienti di Lavoro, Luca Save Università di Siena - Dipartimento Scienze della Comunicazione

Introduzione un facilitatore esterno, preferi- mente discordanti), con i so-


bilmente non coinvolto diretta- pralluoghi e con l’esame della
Viene analizzato un incidente mente o in ruoli di vigilanza, documentazione aziendale.
industriale di tipologia storica- possa portare all’emersione di Gli elementi raccolti sono stati

Approfondimenti
mente non infrequente nel set- altri elementi importanti per elaborati dagli Autori sulla
tore chimico, dalla dinamica prevenire incidenti simili. traccia del metodo di analisi
relativamente semplice: il tra- Sebbene la nostra cultura tra- SHEL (Edwards 1972, 1988)
vaso di una sostanza chimica dizionale non sembri favorire che prende in considerazione
da un’autocisterna ad una ci- tali dinamiche, esse possono nell’ambiente (environment)
sterna che ne contiene un’altra essere utilmente realizzate ne- le interazioni tra software (ele-
incompatibile, con conseguen- gli ambienti di lavoro, soprat- menti immateriali quali regole
te corrosione della parete ed tutto ma non esclusivamente di condotta, procedure, abitu-
emissione di fumi in ambiente in casi di mancato incidente, dini), hardware (sistema di
aperto. Sebbene l’emergenza o di incidente senza importanti controllo vero e proprio con
in questo caso sia stata gestita danni a beni o a persone, in materiali, impianti, segnaleti-
bene e nessuna persona abbia presenza di climi organizzativi ca) e liveware (esseri viventi,
riportato lesioni, in passato centrati sul miglioramento del- in questo caso uomini). È stato
eventi simili hanno determina- la qualità e sulla possibilità di scelto il metodo SHEL (Figura
to infortuni anche mortali. esprimersi senza rischio di col- 1), sviluppato per la rappre-
Questa relazione si propone di pevolizzazione. È a tal fine sentazione formale di tutte le
fornire un esempio di analisi a importante sottolineare la interazioni tra uomo, ambiente
posteriori dell’incidente cen- grande dignità di chi riesce a di lavoro ed impianto, in quan-
trata sulle interazioni critiche riconoscere e comunicare erro- to si era rivelato utile e pratico
a livello delle interfacce tra ri propri o del sistema di lavo- sia per la costruzione di ban-
persone, cose e procedure e ro per ridurne la probabilità. che dati di errori umani in am-
sulle conseguenti possibilità bito aeronautico che per l’ana-
di errori manifesti o latenti, in- lisi ex post di incidenti, come
dividuali ed organizzativi. Metodo in questo caso.
È stato eseguito un sopralluo- Considerato tuttavia che il me-
Finalità e limiti go immediatamente dopo l’e- todo SHEL non approfondisce
vento, seguito da altri a distan- l’aspetto cognitivo individuale
dell’analisi za di tempo per meglio com- od organizzativo dell’errore, si
L’analisi dell’evento reale è prendere la dinamica e per ve- è abbozzata una prima lettura
stata curata da tecnici esterni rificare l’ottemperanza a prov- di alcuni elementi anche se-
all’azienda con finalità di stu- vedimenti qui non discussi; so- condo altre classificazioni, ri-
dio e di prevenzione dei rischi no stati esaminati i documenti correndo all’evoluzione da
qui distinte dalla ricerca o dal- aziendali dell’industria e dei SHEL a SHELL della tassono-
la dimostrazione di responsa- trasportatori, sia quelli prece- mia per il report di incidenti
bilità. Per ragioni di riservatez- denti che quelli successivi al- aeronautici (ICAO, 1993 e
za, ottenuto il consenso alla di- l’evento, in relazione alla valu- 1997) ove al centro del model-
vulgazione delle informazioni, tazione ed alla prevenzione dei lo è la persona, un’altra «L»,
si cambiano i nomi e si omet- rischi. Sono stati intervistati che nel nostro caso potrebbe
tono dettagli non significativi. una parte dei lavoratori presen- essere il personaggio che verrà
Non si può escludere ed è anzi ti durante l’incidente, loro rap- identificato come Paolo, ricor-
probabile che un’analisi dello presentanti, tecnici e dirigenti. rendo anche al modello dei tre
stesso fatto condotta all’interno L’analisi è compatibile con le diversi livelli di controllo del-
dell’azienda con metodo parte- dichiarazioni raccolte (anche l’azione umana di Rasmussen
cipativo ed interattivo, sia pur se altre versioni od interpreta- (1981 e 1986), con le successi-
con l’eventuale presenza di zioni potrebbero essere parzial- ve integrazioni di J. Reason

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 515


(1990) ed infine al modello del le, procedure e sistema di ge- due operatori esperti dell’a-
controllo contestuale COCOM stione ambientale certificato zienda che si avvalgono della
di Hollnagel (1993). Natural- che si interfacciano con un collaborazione dell’autista del
mente per uno studio più ap- elemento esterno e variabile: camion; l’autista esterno cam-
profondito su questo versante il rifornimento da parte dei tra- bia spesso, sia perché diversi
sarebbe necessaria la compe- sportatori. sono i fornitori sia perché
tenza ed esperienza di psicolo- Personaggi principali: i due cambia il loro personale; gli
gi del lavoro a ciò dedicati. operai Pietro e Paolo, l’Auti- autisti a volte sono stranieri
Si riporta in Tabella 1 la base sta, il Custode, il Chimico. con scarsa conoscenza della
del modello interpretativo di Un camion cisterna di un com- lingua italiana; da alcuni anni
Rasmussen integrato da Rea- merciante in prodotti chimici sono soggetti per legge a for-
son (1). contenente acido cloridrico mazione specifica.
(HCl) al 30% deve rifornire L’Autista che conduce l’auto-
una cisterna contenente la stes- botte in azienda parcheggia
Descrizione
sa sostanza in un’industria.
dell’evento Esiste presso l’azienda rice- Nota:
Scenario: uno stabilimento vente una procedura scritta
teorica (la sintesi è in Figura (1) Per un modello della «genesi degli errori»
ove si usano sostanze chimi- (Errori latenti e difese organizzative per prevenire
che fornite sfuse da diversi 2), che in questo caso non è
Approfondimenti

gli errori attivi) elaborato da Reason, v. E. Maier,


fornitori mediante diversi vei- stata seguita e che è stata com- A. Belli, G. Corbizzi Fattori, Un nuovo approccio
coli e trasportatori. L’industria pletata dopo l’evento. La pro- di prevenzione: analisi ergonomica di un infortunio
ha suoi impianti, suo persona- cedura di scarico è curata da in edilizia, in ISL, 2006, 5 (Figura 4 a pag. 275).

Figura 1 - Il modello SHEL (Edwards 1988)

Il modello SHEL (Edwards, 1988)


S = Software H = Harware E = Environment L = Liveware

Tabella 1 - Livelli di prestazione e malfunzionamento *


Tipo di prestazione Esempio Esempio di errore
Skill based Ogni mattina percorro in auto Slip o lapse: una mattina ho una
«automaticamente» lo stesso riunione altrove, ma percorro il
tragitto tragitto usuale e non svolto ver-
so la sede dell’incontro
Rule based Un giorno c’è un’interruzione: Ad una svolta manca una frec-
seguo le frecce gialle «deviazio- cia, quindi vado dritto (buona
ne» applicazione di regola sbagliata)
Knowledge based Pianifico l’attraversamento di La raccolta di mappe è nuova,
una città sconosciuta con la ma quella mappa è vecchia,
mappa non ha i nuovi sensi unici

* Modificato da Mantovani: Reason 1990.

516 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


poco prima di mezzogiorno il numero di codice corrisponden- prio in quella data: né Pietro
mezzo in area A (accoglienza te all’acido cloridrico (1789), né Paolo, né l’Autista, né il
e pesa) e consegna al Custode perché è l’anno della rivoluzio- Custode erano al corrente del-
dello stabilimento la bolla di ne francese e per altri motivi. la variazione.
consegna del prodotto dicen- Sa bene anche che l’acido nitri- Paolo, confidando sempre nel-
dogli: «È la prima volta che co nella titolazione usata in la informazione di Pietro, con-
vengo qui: che cosa debbo fa- azienda ha invece un’altro codi- vinto quindi di aver ricevuto
re?». Il Custode avvisa i due ce: 80/2031. Paolo non sa spie- acido nitrico, fa spostare il ca-
addetti allo scarico: uno (che garsi perché quel giorno trascu- mion presso la cisterna di aci-
chiamiamo Pietro) sta smon- rò il codice: pensa che probabil- do nitrico (area N) L’autista
tando dal semiturno alle 12 mente confidò nell’affermazio- porta il camion in zona N,
per andare a pranzare e tornare ne di Pietro perché c’era pres- ove il silo ha la scritta «acido
alle 13, mentre l’altro (che sione temporale (doveva con- nitrico», ma un po’ stinta.
chiamiamo Paolo) deve invece cludere lo scarico entro le 13, Paolo chiede all’autista di fare
fermarsi fino alle 13 e pranza- anche l’autista aveva fretta) il prelievo per il controllo del
re dalle 13 alle 14 per poi rien- ma soprattutto perché era con- prodotto: normalmente, Pietro
trare. Il Custode avvisa telefo- centrato mentalmente in altre o Paolo portano questo cam-
nicamente anche il Chimico importanti incombenze relative pione al laboratorio chimico
dell’arrivo del camion. agli impianti interni dell’azien- interno dell’azienda insieme

Approfondimenti
Secondo quanto ricorda Paolo da, più complessi: dopo tutto con la bolla di consegna; la
una recente procedura interna lo scarico di quel camion era procedura prevede che il Chi-
prevedeva che dalle 12 alle per lui la cosa più semplice e mico controlli la bolla, che
14 nessun camion scaricasse, meno importante, e la sequenza esegua un’analisi organolettica
proprio perché in quell’inter- era già stata impostata da Pietro e chimica di base del prodotto
vallo era presente solo Pietro dalla prenotazione fino alla valutandone anche la concen-
o solo Paolo, mentre l’azienda consegna. Probabilmente per trazione e che infine autorizzi
aveva bisogno della presenza le stesse ragioni, né Paolo né Pietro e Paolo allo scarico.
contemporanea di entrambi, Pietro prendono in mano la bol- In questo caso tuttavia l’autista
affinché durante lo scarico la di consegna, che resta sul ta- non riesce a prelevare un suffi-
uno dei due potesse assentarsi volo del Custode finché non ciente campione dall’alto della
per intervenire sugli impianti verrà il collaboratore del Chi- cisterna del camion perché il
interni in caso necessità. Tale mico a prelevarla. Pietro è più livello del liquido è molto bas-
procedura contrastava tuttavia vecchio di Paolo e gerarchica- so: riesce a raccoglierne solo
con le pressioni temporali dei mente superiore, mentre Paolo una piccola quantità ed è inol-
trasportatori, che avrebbero ha maggiore anzianità lavorati- tre infastidito dai vapori; non è
dovuto regolare i loro viaggi va ed esperienza; i due sono agevole neppure prelevare dal
tenendo conto di tale vincolo, abituati a lavorare insieme ed basso perché aprire il disposi-
ossia perdere tempo in azienda hanno fiducia reciproca. tivo di spillaggio con rubinetto
aspettando le 14. Paolo, quando vede il cartello in basso è pericoloso. Paolo
Dall’esame della documenta- con il codice ADR corrispon- pensa a posteriori che forse i
zione aziendale risulterebbe dente all’acido cloridrico, chie- vapori fastidiosi avrebbero do-
tuttavia che prima dell’inci- de all’Autista che cosa conten- vuto orientare tutti i presenti
dente non esistesse tale vinco- ga il camion con una domanda verso il contenuto di acido clo-
lo orario, mentre soltanto dopo generica: «È l’acido?» ottenen- ridrico, perché l’acido nitrico
l’incidente le istruzioni opera- do una risposta generica: «Si, è nella sua esperienza è molto
tive proibivano di scaricare l’acido». La risposta gli forni- meno irritante nelle concentra-
dalle 12 alle 14. sce solo una informazione par- zioni da loro usate.
Pietro e Paolo si recano quindi ziale: viene infatti a sapere che Fallito il prelievo, Paolo deci-
insieme alla pesa; Pietro dice a non è un prodotto non acido de di collegare già con una tu-
Paolo che è arrivato il camion come diversi altri scaricati in bazione il camion alla pompa
dell’acido nitrico atteso per azienda, ma non di quale tipo che scarica nel serbatoio di
quel giorno: lui stesso aveva di acido si tratti. Paolo ricorda acido nitrico e di spillare dalla
incaricato gli uffici competenti l’Autista come persona di lin- stessa il campione per l’anali-
della ordinazione e sapeva che gua italiana ma parca di parole, si. Chiede all’autista di colle-
era stato annunciato dal forni- che si limita a rispondere alle gare l’autocisterna alla pompa
tore l’arrivo proprio per quella domande e che non interviene e lo aiuta a fare ciò con lo stes-
data, nella quale non erano mai. so Pietro, che dovrebbe smon-
previsti altri rifornimenti di Si saprà successivamente che tare ma si trattiene un po’ per
prodotti chimici. il fornitore di acido nitrico aiutare volentieri il collega.
Paolo confida in Pietro, anche aveva comunicato al Chimico Paolo mette in funzione breve-
se nota che il cartello sul ca- che la consegna sarebbe stata mente la pompa: ciò non è in-
mion ha una sigla ADR cifrata ritardata di qualche giorno, e dispensabile per eseguire il
(80/1789) che lui ben conosce che era stata invece annunciata prelievo, in quanto il liquido
sia per formazione che per ra- da un altro fornitore la conse- scenderebbe dal camion per
gioni cognitive: ricorda bene il gna dell’acido cloridrico pro- gravità; Paolo ritiene tuttavia

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 517


opportuno azionare la pompa Paolo quindi aziona e poi spe- dura di emergenza e di eva-
per «sciacquarla» da eventuali gne la pompa, raccoglie dalla cuazione. Soltanto dopo, pe-
residui di altri preparati; quella stessa il campione e si rende sando di nuovo all’uscita il ca-
pompa infatti viene usata an- immediatamente conto che ta- mion, ci si renderà conto che
che per la soda: è procedura le liquido ha la colorazione l’azionamento della pompa ha
e prassi corrente risciacquarla gialla di HCl, non l’aspetto in- fatto entrare 130 Kg di HCl
bene con acqua dopo ogni sca- colore di HNO3. nella cisterna del HNO3. Il la-
rico, ma Paolo non è sicuro Mentre il campione viene boratorio intanto, sulla scorta
della eliminazione di ogni resi- mandato in laboratorio, tutti dell’analisi e della bolla, con-
duo e non vorrebbe sbagliare il si allertano e si allontanano ferma che il camion contiene
campionamento. mentre si instaura una proce- HCl.

Figura 2 - La procedura corretta prima dell’incidente


Approfondimenti

518 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


L’operazione di pompaggio è Analisi Gli autisti seguono un corso
stata quindi interrotta quando per ottenere il patentino ADR;
già 130 Kg di HCl 30% erano
dell’incidente normalmente hanno pressioni
entrati in una cisterna con Il metodo SHEL prevede la temporali, spesso cambiano.
6500 Kg di acido nitrico classificazione delle interazio- Alcuni hanno grande familiari-
50%. ni critiche sulle varie interfac- tà con l’azienda, altri vengono
Durante i successivi 40 minuti ce (2). per la prima volta, a volte han-
avviene nella cisterna di ac- La prima interfaccia è tra per- no difficoltà a comprendere l’i-
sone (L/L). taliano. Emerge in questo caso
ciaio inossidabile la reazione
Già dalle relazioni tra persone un comportamento quale «l’af-
chimica con produzione di ac- fidarsi al padrone di casa da
qua regia, che reagisce con il elaboriamo considerazioni re-
lative all’ambiente (E: envi- parte dell’ospite».
cromo dell’acciaio in forte os- ronment) inteso dal punto fisi-
sidoriduzione, provocando co ed immateriale.
l’incisione e l’apertura della Paolo e Pietro sono esperti, ma
parete della cisterna e la fuo- lo scarico dei camion non è la Nota:
riuscita di vapori. Intervengo- loro incombenza più difficile: (2) Il testo evidenziato in grassetto rappresenta
no i soccorsi, viene evacuata debbono curare altri aspetti re- gli errori manifesti o latenti; il testo in campo gri-
la zona; non avvengono lesio- lativi agli impianti interni, da gio rappresenta alcune interpretazioni attraverso

Approfondimenti
ni a persone né danni ad altri loro e forse anche dall’azienda l’uso di metodi integrativi (es. Rasmussen e CO-
materiali. percepiti come più importanti. COM di Hollnagel)

Interfaccia L-L
Liveware Interazioni critiche Liveware
Chimico Pietro sa che quel giorno deve arrivare solo un ca- Pietro
mion con acido nitrico perché l’ha richiesto lui stesso
Il Chimico sa che la data di consegna dell’acido nitrico
è stata cambiata, ma non lo comunica a Pietro e Paolo
Il Chimico attende per quel giorno invece HCl, ma
non lo comunica a Pietro e Paolo
Autista L’autista chiede che fare e dà la bolla di consegna al custode Custode
Custode Il custode prende la bolla, la lascia sul tavolo e avvisa Pietro, Paolo, Chi-
Pietro, Paolo e il Chimico dell’arrivo del camion mico
Paolo Pietro dice a Paolo: questo è il camion dell’acido nitri- Pietro
co che aspettiamo
Paolo si fida di Pietro e privilegia la sua informazio-
ne rispetto alla scritta ADR
Percepisce l’evento atteso e non quello reale.
Accettando l’informazione di Pietro, Paolo esercita un con-
trollo «opportunistico» (Hollnagel) nel senso di «scorcia-
toia mentale», come nei pregiudizi, bypassando in parte
forme di controllo tattico (lo spostamento del camion all’a-
rea N solo dopo l’autorizzazione del chimico) e strategico
(lo scarico solo dopo l’autorizzazione del chimico)
Pietro conosce bene la sigla ADR e confida pienamente nella
correttezza della stessa, ma quel giorno ha fretta e incom-
benze più delicate: in una casella successiva approfondiamo
l’analisi ricorrendo agli schemi di Rasmussen e Reason.
Nonostante le grandi potenzialità della «conoscenza distri-
buita», ne emerge una criticità e quindi un possibile uso ed
effetto distorsivo in questa comunicazione tra Pietro e Paolo.
Paolo Paolo chiede all’Autista: è l’acido? Autista
La domanda è incompleta: parte dai preconcetti che «quel
giorno deve arrivare solo quell’acido» e che l’Autista sappia
che per quel giorno era stato ordinato l’acido nitrico. Sem-
bra che in realtà tale domanda significhi per Paolo: «È l’aci-
do che avevamo ordinato e che aspettiamo per oggi?»

(segue)

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 519


(continua)
Liveware Interazioni critiche Liveware
L’Autista gli risponde «È acido.»
L’Autista non ha o non comunica piena informazione sul
contenuto: si ipotizza che non abbia letto bene la bolla,
né la tremcard, oppure che ignori la differenza tra gli acidi,
o i rischi nel confonderli.
Non sa neppure che in azienda per quel giorno aspettavano
un altro acido.
Oppure Paolo potrebbe aver percepito solo una parte del
messaggio.
Paolo pensa «allora è l’acido nitrico atteso»
Deducendo ciò dall’informazione parziale dell’Autista (è
acido) e privilegiando la conclusione «allora è ciò che ci
aspettavamo» rispetto alla domanda «ma quale acido?».
Paolo rafforza il controllo «opportunistico» rispetto a
quello tattico e strategico.
Approfondimenti

Con i modelli di Rasmussen (1980) completati da Reason


(1984; 1990) inquadriamo questo errore come «rule-based
mistake», ossia errore di controllo meno basato sulle co-
noscenze (knowledges) che su schemi (rules), collegato in
un contesto di pratiche familiari e prevedibili alla cattiva ap-
plicazione di una regola corretta (le procedure di ricono-
scimento del tipo di preparato) ovvero alla buona applica-
zione di una regola consolidata dall’esperienza ma sbagliata
(«i camion arrivano qui con la nostra ordinazione proprio
quando li aspettiamo»).
L’affidarsi a questo schema, senza la necessaria attenzione
ai controlli (segnaletica, bolla di consegna, analisi chimica)
oltre cha dalle altre interazioni critiche qui esaminate può
essere determinato anche dal carico mentale e da conse-
guente interferenza nel coordinamento del suo «spazio di
lavoro psicologico» (global workspace, Baars 1992) con
conseguente riduzione di controllo attentivo: Paolo sta
pensando soprattutto ai problemi degli impianti interni, il
suo controllo «knowledge based» è impegnato soprattutto
al funzionamento di quegli impianti, quello è il problema più
difficile, non lo scarico..
Anche da ciò può dipendere il trascurare il codice ADR del
camion: la regola, lo schema seguito, impedisce di cogliere
il pieno significato applicativo di «controsegni» che bloc-
cherebbero il processo.
La stessa condizione può aver portato Paolo a non richie-
dere la bolla di consegna all’Autista, è questo un errore di
cattura tipo «slip», una dimenticanza in un processo di se-
quenze «skill based».
Paolo dice all’Autista «Vai alla cisterna dell’acido nitri-
co»
Paolo chiede all’autista di fare il prelievo
L’Autista prova a prelevare dall’alto ma dice a Paolo di non
riuscire a fare il prelievo in quelle condizioni perché il
livello è basso e la quantità che riesce a raccogliere è trop-
po bassa; dice inoltre di avvertire fastidio per il vapore
Tra Paolo e l’Autista non avviene comunicazione (né
riscontro dell’autista, né domanda di Paolo) in merito al
colore della pur scarsa quantità di preparato che riusci-
rebbe a prelevare l’Autista: l’acido nitrico è incolore, men-
tre il cloridrico è giallo.
Pietro e Paolo non conferiscono importanza al fasti-
dio dell’Autista

(segue)

520 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


(continua)
Liveware Interazioni critiche Liveware
Paolo Paolo dice all’Autista di collegare l’autobotte alla Autista
pompa per eseguire dalla stessa il campionamento
e lo aiuta.
L’autista privilegia le indicazioni di chi è di casa ri-
spetto al proprio materiale informativo.
Si ipotizza che per le difficoltà del prelievo dall’alto fosse
prassi frequente il prelievo dal basso dal rubinetto della
pompa, ma senza azionare la pompa.
In questo caso Paolo per fiducia, fretta, disattenzione, fina-
lità impropria («lavare la pompa») ha messo in moto la
stessa prima del prelievo.
Paolo Pietro, poco prima di andare a pranzo, aiuta l’autista e Pietro
Paolo a collegare l’autocisterna alla pompa che con-
duce al silo
Questo coinvolgimento di Pietro può aver rafforzato l’er-

Approfondimenti
rore di Paolo e dell’Autista.
Paolo Paolo consegna il campione al chimico Chimico
Il chimico comunica a Paolo che il campione è HCl
Normalmente il chimico autorizza Paolo o Pietro allo sca-
rico dopo l’analisi

Interfaccia L - E
Liveware Interazioni critiche Environment
Paolo Forse Paolo, nel dare molta più importanza agli impianti in- Economia
terni, costosi e direttamente legati alla produzione, ha in- e cultura aziendale
corporato anche una filosofia aziendale prevalente?
Knowledge based error? (Rasmussen e Reason)

Interfaccia S - S
La interazione tra ambienti è strettamente collegata alla relazione tra diversi «software» (il termine
comprende regolamenti, leggi, procedure, usi ed abitudini).

Software Interazioni critiche Software


Procedure tra- Emergono procedure o quanto meno usanze e con- Procedure azienda
sportatore dotte pratiche non chiare nella divisione del lavoro ospite
Codice trasporti Nelle rispettive valutazioni dei rischi e programmazione D.Lgs. 626/1994
delle misure preventive ed applicazione dei due soggetti UNI EN ISO
(fornitore - azienda ospite) occorre un complesso ma 6385:2004 e UNI
indispensabile raccordo mirato alla specifica situa- EN ISO
zione anche alla luce del D.Lgs. 25 2/2/2002 10075:2003-2005
Esula da questa relazione l’esame generale dei raccordi tra i Principi ergono-
testi di legge e le norme tecniche. mici e carico men-
tale ed attenzione
D.Lgs. 14 agosto
1996 n. 493, se-
gnaletica di sicu-
rezza

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 521


Interfaccia L - H
L’interfaccia più familiare per la tradizionale analisi degli infortuni riguarda la interazione tra persone (L)
e macchine, impianti, materiali e strutture fisiche (H: hardware). Segue un particolare aspetto della re-
lazione tra impianti (H/H)
Liveware Interazioni critiche Hardware
Autista L’Autista non conosce lo stabilimento Stabilimento
Autista L’autista non ha né trova l’attrezzatura per un age- Autocisterna
vole prelievo dall’autocisterna poco riempita in
area accettazione - pesa
Pietro o Paolo Paolo non ha l’attrezzatura per un agevole prelievo Autocisterna
dall’autocisterna Stabilimento
poco riempita in area accettazione - pesa
Chimico Esamina la bolla ed analizza il preparato determinandone la Preparato
concentrazione (e bolla di conse-
prima di autorizzare lo scarico gna)
Approfondimenti

In questo caso è stato coinvolto dopo un parziale sca-


rico
Paolo Una volta spostata l’autocisterna in area N, si rafforza Autocisterna in
la falsa certezza di Paolo sul suo contenuto area N
(Knowledge error: correlazione illusoria?)
Autista L’Autista o non guarda o non comunica il colore Preparato
della pur piccola quantità di preparato che riesce
a raccogliere
Non conosce l’importanza di ciò? Non si sente coinvolto
perché confida nei controlli strategici della procedura uffi-
ciale?
Pietro o Paolo Si ipotizza che Pietro, Paolo o l’Autista possano usare fre- Autocisterna
quentemente lo spillaggio dalla pompa per eseguire il Pompe
prelievo in area scarico (N, C o altre) a causa del disagio
nel prelievo dall’alto
Autista L’Autista collega l’autocisterna alla pompa che a sua Autocisterna
volte conduce al silo dell’acido nitrico; privilegia l’indica- Pompe
zione di Paolo su ogni considerazione in merito al conte-
nuto del camion...
...oppure non sa che sta collegando al silo dell’acido nitrico Silo acido nitrico
perché non vede indicazioni su tubi, pompa e silo Segnaletica
(v’era una scritta «ACIDO NITRICO» ma in parte
sbiadita soltanto sul silo)
Paolo Di fronte alle difficoltà tecniche del prelievo, per pressioni Attrezzatura di
temporali e data la fiducia nell’evento atteso Paolo potreb- prelievo
be aver agito con controllo «impulsivo» (Hollnagel) sulla
base di possibili pratiche scorrette consolidate
Paolo Paolo aziona la pompa per «risciacquarla» con l’aci- Pompa
do prima dell’analisi
Non è certo del fatto che la pompa sia stata ben risciacqua-
ta, oppure teme che nonostante ciò contenga residuo di
soda
Paolo Paolo riconosce l’acido cloridrico prelevato dal colore e Preparato
comunica l’inconveniente in modo tale che vengano adotta-
te le procedure di emergenza

522 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Interfaccia H - H
Hardware Interazioni critiche Hardware
Autocisterna Non esiste sui camion né in loco una raccordistica da Pompa e silo
autocisterna a pompa e silo specifica per ogni preparato,
che riduca quasi totalmente possibilità di errori di travaso,
a differenza di quanto avviene in impianti fissi.
Nel nostro caso di rifornimento sfuso tale raccordistica non
è prevista dalla legge, né sembra applicabile ed auspicabile.
Pompa Esiste un’unica pompa per due silos: se invece ogni silo Silo
avesse una pompa distinta, Paolo non si preoccuperebbe di
residui di altri preparati e non azionerebbe la pompa con il
nuovo preparato per «risciacquarla»

Interfaccia L - S
L’interfaccia (L/S), che riguarda le interazioni tra persone e software, inteso come regolamenti, leggi,
procedure, usi ed abitudini.

Approfondimenti
Liveware Interazioni critiche Software
Paolo Non è chiaro chi deve fare il campionamento Preocedura di ac-
coglienza, pesa,
Le condotte non coincidono in pieno con le proce- campionamento e
dure: a volte l’autista anziché Pietro e Paolo collega scarico
le tubazioni di scarico
La procedura dall’arrivo allo scarico non è iniziata e
conclusa dalla stessa persona addetta allo scarico
Non è chiaro a Paolo che prima di scaricare deve
attendere l’autorizzazione del chimico, oppure
non percepisce come scarico parziale l’azionamen-
to della pompa
La procedura corretta non è stata seguita
Pietro e Paolo Il passaggio di consegne è verbale Passaggio di con-
segne
Autista L’Autista non ha oppure non comunica piena infor- Bolla di consegna
mazione del contenuto: si ipotizza che non abbia letto che specifica pre-
bene la bolla parato e concen-
trazione
Si ipotizza che non l’Autista non abbia letto la trem- Tremcard
card Trasport emer-
gency card specifi-
ca per il preparato
o sostanza in lin-
gua comprensibile
all’autista
È possibile che l’Autista pur formalmente patentato non Formazione del-
avesse piena percezione dell’importanza delle pro- l’autista
cedure e che per questo abbia eseguito senza alcun dub-
bio le indicazioni degli ospitanti
Paolo È possibile che gli addetti, pur formalmente istruiti, non Formazione degli
avessero piena percezione dell’importanza delle addetti allo scari-
procedure per la sicurezza co
È possibile che in sede formativa non sia stato rafforza-
to il chiaro messaggio «non scaricare un prodotto
prima dell’autorizzazione del Chimico» con una ul-
teriore comunicazione di precisazione: non far spo-
stare il camion, non collegare le tubazioni, non azionare

(segue)

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 523


(continua)
Liveware Interazioni critiche Software
la pompa prima dell’autorizzazione, perché anche una
piccola quantità può causare un incidente!
Forse per Paolo «azionare per un breve periodo la pompa»
non significava «scaricare».
Forse non sa che non bisogna «sciacquare la pompa» con
il preparato (knowledge based error)
Paolo Paolo conosce ed ha letto il codice ADR ma ne ha sco- Codice ADR
tomizzato il significato
È influenzato dal controllo «opportunistico» sopra descrit-
to, sottovaluta la possibilità di errore di Pietro ed ha una
«predisposizione alla conferma» verso la sua affermazione
(prevalenza del controllo rule-based su quello knowledge-ba-
sed; Rasmussen e Reason)
Paolo Non prende in mano né vede la bolla Bolla di consegna
Slip nella sequenza
Approfondimenti

Non prende in mano né vede la tremcard Tremcard


Paolo Fa spostare il camion dall’accoglienza all’area N Spostamento ad
prima del prelievo area scarico
Chimico Esamina la bolla ed analizza il preparato prima di autorizza- Bolla di consegna
re lo scarico: in questo caso ciò non è avvenuto (e analisi prepara-
to)

Conclusioni senso il provvedimento più nel distribuire messaggi come


semplice sembra l’applicazio- la telefonata del fornitore al
Dall’analisi emergono già le ne del divieto di scarico dalle chimico sul cambio di data a
principali interazioni critiche, 12 alle 14 documentato dopo tutti i coinvolti; nell’accensio-
i punti da approfondire, le so- l’incidente, anche se l’evento ne di una luce intermittente te-
luzioni per evitare il ripetersi si sarebbe potuto verificare lecomandata sul silo appro-
del fatto: ad esempio, una veri- ugualmente in altro orario. La priato da parte del chimico do-
fica di aspetti formativi degli nuova procedura prevede inol- po la verifica della bolla di
Autisti sul comportamento tre che in azienda sia presente consegna e l’analisi, con le re-
(«saper essere», «saper fare», un solo camion di prodotti chi- lative segnalazioni di feed
sapere «che cosa non fare») mici per volta e che il prelievo back al chimico al momento
in contesti sia familiari che sia eseguito dall’autista. Con della connessione delle tuba-
sconosciuti, l’adozione di stru- tale procedura una sola perso- zioni); se per questa sequenza
menti e di metodi più agevoli na non deve seguire contem- accettazione-scarico, relativa-
per il prelievo in zona pesa, poraneamente scarico ed im- mente semplice, sembra suffi-
la verifica ed il miglioramento pianti interni. ciente la scheda descritta senza
della procedura interna dal- Altre soluzioni sono modalità l’adozione di provvedimenti
l’accettazione allo scarico nei comunicative chiare per tutti; sofisticati, una riflessione in
confronti della condotta reale, è stata adottata in questo senso tal senso può comunque essere
consultando i diretti esecutori la registrazione su un’unica interessante.
(Custode, Chimico, Pietro, scheda della diverse azioni in Il lettore può porsi altre do-
Paolo), il miglioramento della sequenza da parte di vari sog- mande sull’evento e formulare
segnaletica, la dotazione di getti: il foglio passa in sequen- altre ipotesi di soluzione; co-
pompe distinte per ciascun za di mano in mano ed è quin- me accennato, una estensione
preparato, l’aggiornamento di uno strumento abbastanza della disamina all’interno de-
formativo di Pietro e Paolo semplice e praticabile di «di- gli ambienti direttamente coin-
sul significato di azioni ed stribuzione di conoscenza» e volti (fornitore ed impresa)
omissioni e sull’importanza di garanzia seppur non assolu- sentendo tutte le persone real-
del dubbio e dei doppi control- ta del rispetto della procedura. mente o potenzialmente coin-
li, la valutazione della fatica È opportuna la valutazione volte potrebbe far emergere al-
mentale e dell’attenzione ed dell’eventuale utilità di stru- tre criticità ed altre soluzioni,
eventuali miglioramenti orga- menti informatici appropriati tradizionali od innovative.
nizzativi per evitare interferen- che riducano la probabilità di Secondo gli autori, questa pri-
za tra la cura degli impianti in- errore senza introdurre ele- ma esperienza di adozione del
terni e lo scarico: in questo menti di disturbo (ad esempio, metodo SHEL in una realtà lo-

524 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


cale si è rilevata abbastanza overview in E.L. Wiener et stem failure, New York, Ple-
agevole ed interessante per al. Human factors in aviation, num Press 1981.
aspetti preventivi sia in rela- San Diego, California, Acade- – J. Rasmussen, Information
zione al caso che generali; mic Press 1988. processing and human-machi-
pur non introducendo modifi- – E. Hollnagel, Human relia- ne interaction. An approach to
che sostanziali nella prassi bility analysis. Context and cognitive engineering, Am-
corrente dell’analisi degli in- control, London Academic sterdam, North Holland 1986.
fortuni, ne allarga lo schema Press, 1993. – J. T. Reason, L’errore uma-
di lettura aiutando a considera- – ICAO, Accident/incident re- no, Cambridge 1990; edizione
re e ad approfondire aspetti porting manual, ADREP 2000 italiana Bologna, Il Mulino,
meno evidenti ma con rilevan- draft, Montreal 1997. 1994.
ti implicazioni preventive; gli – G. Mantovani, Ergonomia. – D.Lgs. 14 agosto 1996 n.
autori hanno ritenuto opportu- Lavoro, sicurezza e nuove tec-
no diffonderla, dopo una pri- 493 - Segnaletica di sicurezza.
nologie, Bologna, Il Mulino, – D.Lgs 19 settembre1994, n.
ma comunicazione nella Con- 2000.
vention «Ambiente Lavoro 626 e successive modifiche, in
– P. Marti et al., «Evaluation
2003», perché ne vengano va- particolare D.Lgs. 2 febbraio
of safety and usability of
lutate le possibili implicazioni 2002, n. 25.
ATM systems», IV Internatio-
formative dello strumento sia nal air traffic management R& – UNI EN ISO 6385:2004 -
Principi ergonomici nella pro-

Approfondimenti
all’interno degli ambienti di D seminar ATM, 2001.
lavoro che per gli operatori http://atm2001.eurocontrol.fr/ gettazione dei sistemi di lavo-
della prevenzione. slides/sl139.pdf ro.
http://atm2001.eurocontrol.fr/ – UNI EN ISO 10075-1:2003;
finalpapers/pap139.pdf -2:2002; -3:2005. Principi er-
Bibliografia – J. Rasmussen et al., What gonomica relativi al carico di
– B.J. Baars, A new ideomo- can be learned from human lavoro mentale.
tor theory of voluntary control error reports? in K. Duncan – E. Maier, A. Belli, G. Cor-
in (a cura dello stesso Autore) et al., Changes in working life, bizzi Fattori, Un nuovo ap-
Experimental slips and human London, Wiley 1980. proccio di prevenzione: anali-
error: exploring the architec- – J. Rasmussen, Models of si ergonomica di un infortunio
ture of volition New York, mental strategies in process in edilizia, ISL Igiene & Sicu-
Plenum Press 1992. plant diagnosis in Human de- rezza del Lavoro, 2006, 5, p.
– E. Edwards, Introductory tection and diagnosis of sy- 269-282.

CD-ROM Guida agli adempimenti


ambientali
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bientale, Inquinamento elettromagnetico.

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ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 525


Provvedimento 16 marzo 2006

Divieto di assunzione
e di somministrazione
di bevande alcoliche
sul lavoro
Maurizio Del Nevo Medico competente

Introduzione re pubbliche nell’ambito del to viene a completare proprio


Servizio sanitario nazionale e questo articolo della legge n.
Approfondimenti

Con il provvedimento del 16 a spese del datore del lavoro, 125/2001.


marzo 2006 la Conferenza ad accertamento di assenza di Non si può, però, non mettere
permanente per i rapporti tra tossicodipendenza prima del- in evidenza come il provvedi-
lo Stato, le Regioni e le Pro- l’assunzione in servizio e, suc- mento in esame, se da un lato
vince autonome di Trento e cessivamente, ad accertamenti completa il testo della legge
Bolzano colma parzialmente periodici. n. 125/2001 in materia di alcol
un vuoto legislativo decennale 2. Il decreto di cui al comma 1 e sicurezza sul lavoro, dall’al-
che riguarda il problema della determina anche la periodicità tro continua ad ignorare le al-
sicurezza dei terzi sul lavoro. degli accertamenti e le relative tre due problematiche del tutto
Esso, infatti, compare per la modalità. analoghe, e cioè il problema
prima volta nell’art. 19 della 3. In caso di accertamento del- della sicurezza sul lavoro dei
legge n. 482/1968 (ora sosti- lo stato di tossicodipendenza terzi in caso di lavoratori tossi-
tuita dalla legge n. 68/1999) nel corso del rapporto di lavo- codipendenti (oppiacei, amfe-
in cui si stabiliva come il dirit- ro il datore di lavoro è tenuto a tamine, cocaina etc.) e di lavo-
to all’iscrizione alle liste privi- far cessare il lavoratore dall’e- ratori insani di mente (2).
legiate di collocamento degli
spletamento della mansione La lacuna appare più evidente
invalidi civili fosse vincolata
che comporta rischi per la si- proprio nel caso delle tossico-
alla esibizione di «una dichia-
curezza, la incolumità e la sa- dipendenze, per le quali la leg-
razione di un ufficiale sanita-
rio comprovante che l’invali- lute dei terzi ...». ge n. 309/1990, ormai da ben
do, per la natura e il grado del- Già nel 1990, quindi, con spe- 16 anni, attende (vedi il sopra
la mutilazione o invalidità, cifico riferimento all’accerta- citato art. 125) esplicitamente
non può riuscire di pregiudizio mento dello stato di tossicodi- un analogo elenco delle lavo-
alla salute e alla incolumità dei pendenza, veniva indicata la razioni comportano un elevato
compagni di lavoro od alla si- necessità di un decreto mini- rischio di infortuni sul lavoro
curezza degli impianti» (punto steriale che individuasse un o per la sicurezza, l’incolumità
2). elenco delle lavorazioni com- o la salute dei terzi.
L’evidente problema legato al portanti un elevato rischio di La logica vorrebbe che, per la
pericolo per i terzi rappresen- infortuni sul lavoro ovvero totale analogia delle problema-
tato dall’uso di droghe ispira- per la sicurezza, l’incolumità
va poi l’art. 100 della legge o la salute dei terzi.
22 dicembre 1975, 685 (1), e Successivamente, nella legge Note:
successivamente l’art. 125 del n. 125/2001, art. 15, comma (1) Il datore di lavoro, nel caso di «lavoratori de-
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 1, veniva fatto divieto di as- stinati a mansioni che comportano rischi per la si-
309, in cui veniva stabilito sunzione e di somministrazio- curezza, la incolumità e la salute dei terzi», «... in
che: ne di bevande alcoliche e su- caso di accertamento dello stato di tossicodipen-
peralcoliche nelle attività lavo- denza nel corso del rapporto di lavoro, è tenuto
«1. Gli appartenenti alle cate- a far cessare il lavoratore dall’espletamento della
gorie di lavoratori destinati a rative che comportano un ele-
mansione che comporta rischi per la sicurezza».
mansioni che comportano ri- vato rischio di infortuni sul la- Tali lavoratori «... sono sottoposti, a cura di strut-
schi per la sicurezza, la incolu- voro ovvero per la sicurezza, ture pubbliche nell’ambito del Servizio sanitario
mità e la salute dei terzi, indi- l’incolumità o la salute dei ter- nazionale e a spese del datore di lavoro, ad accer-
viduate con decreto del Mini- zi, individuate con decreto del tamento di assenza di tossicodipendenza prima
stro del lavoro e della previ- Ministro del lavoro e della dell’assunzione in servizio e, successivamente, ad
denza sociale, di concerto previdenza sociale, di concerto accertamenti periodici».
con il Ministro della sanità, so- con il Ministro della sanità. Il (2) Sul tema v. anche M. Del Nevo, Idoneità al la-
no sottoposti, a cura di struttu- provvedimento qui commenta- voro e tutela di terzi, ISL 2005, 12, 669.

526 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


tiche legate ad alcol e alle altre strutture pubbliche. Nel caso, del medico, della formulazio-
droghe, l’elenco contenuto nel poi, di insanità di mente, il si- ne del giudizio di idoneità
provvedimento 16 marzo 2006 lenzio del legislatore è totale. con tutte le conseguenze del
possa essere utilizzato anche L’anomalia legislativa appare caso.
per la tossicodipendenza in ge- davvero grande ed incoerente.
nerale, ma permane un proble-
ma (v. infra) di legittimità del-
le modalità di accertamento di Dosaggio
tali condizioni. dell’alcolemia
e art. 32
Il problema della Costituzione
della legittimità Un’altra problematica è rap-
degli accertamenti presentata dal fatto che il do-
saggio dell’alcolemia (dosag-
La legge n. 125/2001, art. 15, gio dell’alcol nel sangue) rap-
comma 2, stabilisce che «per presenta un esame medico in-
le finalità previste dal presente vasivo e quindi rientrante nella
articolo i controlli alcolimetri- tutela dell’art. 32 della Costi-

Approfondimenti
ci nei luoghi di lavoro possono tuzione: «nessuno può essere
essere effettuati esclusivamen- obbligato a un determinato
te dal medico competente ...,
trattamento sanitario se non
ovvero dai medici del lavoro
per disposizione di legge. La
dei servizi per la prevenzione
legge non può in nessun caso
e la sicurezza negli ambienti
violare i limiti imposti dal ri-
di lavoro con funzioni di vigi-
lanza competenti per territorio spetto della persona umana».
delle aziende unità sanitarie Il problema della legittimità
locali». Appare logico e legit- degli accertamenti alcolimetri-
timo, quindi, che i medici de- ci sui lavoratori appare co-
gli SPSAL e i medici compe- munque superabile in forza di
tenti possano, anzi debbano, quanto stabilito dalla sentenza Note:
procedere a controlli alcolime- della Corte Costituzionale n. (3) Dichiarando l’illegittimità costituzionale del-
trici, nei lavoratori appartenen- 218/94 (3): «Gli accertamenti l’art. 5, commi 3 e 5, della legge 5 giugno 1990,
ti alle categorie contenute nel che, comprendendo prelievi n. 135 (Programma di interventi urgenti per la
nuovo elenco indicato dal ed analisi, costituiscono ‘‘trat- prevenzione e la lotta contro l’AIDS). In motiva-
tamenti sanitari’’ nel senso in- zione si legge perentoriamente come «in tal caso
provvedimento 16 marzo le attività che, in ragione dello stato di salute di chi
2006. dicato dall’art. 32 della Costi-
tuzione, possono essere legitti- le svolge, rischiano di mettere in pericolo la salute
Su questo punto si rileva una dei terzi, possono essere espletate solo da chi si
evidente differenza tra la legi- mamente richiesti solo in ne- sottoponga agli accertamenti necessari per esclu-
slazione in materia di alcol e cessitata correlazione con l’e- dere la presenza di quelle malattie infettive o
quella sulla tossicodipenden- sigenza di tutelare la salute contagiose, che siano tali da porre in pericolo la
za: nel primo caso, infatti, esi- dei terzi (o della collettività salute dei destinatari delle attività stesse ... Con
ste una precisa copertura lega- generale)»; questo in quanto evidente riferimento al principio di doverosa tu-
le che consente anche al medi- il dosaggio dell’alcolemia, co- tela della salute dei terzi, il legislatore, nel dettare
co competente (che è un medi- sı̀ come gli accertamenti di sie- una disciplina di settore, ha riconosciuto l’esisten-
ropositività per l’HIV, mirano za di rischi di diffusione della malattia connessi al-
co privato e non pubblico) di lo svolgimento di determinate attività e, conside-
eseguire le alcolemie, mentre a tutelare un diritto costituzio-
rando tale pericolo non diversamente fronteggia-
l’accertamento della assenza nalmente garantito quale è bile, ha stabilito per il personale appartenente alle
di tossicodipendenza appare quello della sicurezza dei terzi forze di polizia che ‘‘per la verifica dell’idoneità al-
ad oggi possibile solo a cura e della collettività. l’espletamento di servizi che comportano rischi
di strutture pubbliche nell’am- Il provvedimento 16 marzo per la sicurezza, l’incolumità e la salute dei terzi
bito del Servizio sanitario na- 2006, quindi, ha l’indubbio possono essere disposti, con il consenso dell’inte-
zionale (anche se va notato merito di delineare meglio ressato, accertamenti dell’assenza di sieropositivi-
che tale legge è del 1990, cioè l’ambito di intervento del me- tà all’infezione da HIV’’; ha poi previsto, senza che
dico competente (4): all’inter- possa essere adottato altro provvedimento nei
antecedente al D.Lgs. n. 626/ confronti dell’interessato, la esclusione di chi ab-
1994 e alla sua innovativa for- no della lista dei lavori ritenuti bia rifiutato di sottoporsi agli accertamenti dai
mulazione della definizione di pericolosi per i terzi, il medico servizi che presentano rischio per i terzi; servizi
medico competente). Se quin- competente può richiedere an- la cui determinazione è stata rimessa ad un suc-
di l’accertamento dell’etilismo che periodicamente l’esecu- cessivo decreto ministeriale ...».
può essere fatto anche da un zione delle alcolemie. A que- (4) Anche se rimane sicuramente possibile che
medico privato quale è il me- sto punto ogni eventuale rifiu- tale lista sia interpretata come una lista «aperta»,
dico competente, nel caso del- to del lavoratore di sottoporsi cioè una lista minima ma non esclusiva dei lavori
le tossicodipendenze questo a tale accertamento può porta- in cui vi può essere pericolo per la salute e la si-
sembra ancora riservato alle re alla sospensione, da parte curezza degli altri.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 527


Provvedimento 16 marzo 2006
(G.U. 30 marzo 2006, n. 75)
Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato
rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi,
ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superal-
coliche, ai sensi dell’articolo 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125. Intesa ai sensi del-
l’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. (Repertorio atti n. 2540).
LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI
E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
(Omissis)
Sancisce intesa
ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sull’individuazione delle attività la-
vorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’inco-
lumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoli-
che e superalcoliche, nei seguenti termini:
Approfondimenti

Art. 1.
Attività lavorative a rischio
1. Le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la si-
curezza, l’incolumità o la salute dei terzi, per le quali si fa divieto di assunzione e di somministra-
zione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell’art. 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125,
sono quelle individuate nell’allegato 1, che forma parte integrante della presente intesa.
2. In relazione alla peculiarità dei compiti istituzionali e delle esigenze connesse all’espletamento
delle correlate mansioni, al personale delle Forze armate, delle Forze di polizia, degli altri Corpi
armati e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, si applicano le disposizioni previste dai rispettivi
ordinamenti in materia di idoneità fisica, psichica e attitudinale al servizio, per gli aspetti disciplinati
dalla presente intesa.
La presente intesa, con il relativo allegato I, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Allegato I
Attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurez-
za, l’incolumità o la salute dei terzi
1) attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per l’espletamento dei seguenti lavori
pericolosi:
a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 9 gennaio 1927, e successive modificazioni);
b) conduzione di generatori di vapore (decreto ministeriale 1º marzo 1974);
c) attività di fochino (art. 27 del decreto del Presidente della Repubblica 9 marzo 1956, n. 302);
d) fabbricazione e uso di fuochi artificiali (art. 101 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635);
e) vendita di fitosanitari, (art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290);
f) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1970, n. 1450, e successive modifiche);
g) manutenzione degli ascensori (decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162);
2) dirigenti e preposti al controllo dei processi produttivi e alla sorveglianza dei sistemi di sicurezza
negli impianti a rischio di incidenti rilevanti (art. 1 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334);
3) sovrintendenza ai lavori previsti dagli articoli 236 e 237 del decreto dei Presidente della Repub-
blica 27 aprile 1955, n. 547;
4) mansioni sanitarie svolte in strutture pubbliche e private in qualità di: medico specialista in ane-
stesia e rianimazione; medico specialista in chirurgia; medico ed infermiere di bordo; medico co-
munque preposto ad attività diagnostiche e terapeutiche; infermiere; operatore socio-sanitario;
ostetrica caposala e ferrista; 5) vigilatrice di infanzia o infermiere pediatrico e puericultrice, addetto
ai nidi materni e ai reparti per neonati e immaturi; mansioni sociali e socio-sanitarie svolte in strut-
ture pubbliche e private;
6) attività di insegnamento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado;
7) mansioni comportanti l’obbligo della dotazione del porto d’armi, ivi comprese le attività di guar-
dia particolare e giurata;
8) mansioni inerenti le seguenti attività di trasporto: a) addetti alla guida di veicoli stradali per i quali
è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i quali è richiesto il
certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con
conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano
merci pericolose su strada;

(segue)

528 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


(continua)
b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell’esercizio ferrovia-
rio;
c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria con esclusione
del personale di
carriera e di mensa;
d) personale navigante delle acque interne;
e) personale addetto alla circolazione e alla sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione
governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari aerei
e terrestri;
f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di
apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di mono-
rotaie;
g) personale marittimo delle sezioni di coperta e macchina, nonché il personale marittimo e tecnico
delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;
h) responsabili dei fari;
i) piloti d’aeromobile;
l) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;
m) personale certificato dal registro aeronautico italiano;
n) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;

Approfondimenti
o) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;
p) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci;
9) addetto e responsabile della produzione, confezionamento, detenzione, trasporto e vendita di
esplosivi;
10) lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono
attività in quota, oltre i due metri di altezza;
11) capiforno e conduttori addetti ai forni di fusione;
12) tecnici di manutenzione degli impianti nucleari;
13) operatori e addetti a sostanze potenzialmente esplosive e infiammabili, settore idrocarburi;
14) tutte le mansioni che si svolgono in cave e miniere.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 529


Salute e sicurezza

I danni da assunzione
di bevande alcoliche
sul lavoro (e non solo)
Silvio Spiridigliozzi Specialista medicina del lavoro

I danni dell’alcol zone dove il consumo alcolico della teoria scientifica in mo-
pro capite è elevato. delli organizzativi effettiva-
Importanti istituti statistici e di Gli incidenti stradali non col- mente applicabili l’ILO (Inter-
ricerca hanno accertato che piscono solamente i privati cit- national Labour Office) ha
l’abuso di alcol è sempre più tadini, ma anche i lavoratori proposto l’adozione di impor-
Approfondimenti

frequente tra la popolazione, addetti alla conduzione di tanti strategie operative foca-
interessando fasce di età sem- automezzi pubblici e privati. lizzando l’attenzione su tre
pre più giovani. Inoltre è or- Anzi in questo caso, pur es- obiettivi principali di preven-
mai noto l’effetto dell’alcol sendo gli incidenti meno fre- zione: gli individui, il posto
sulle funzioni fisiologiche del- quenti, il numero delle persone di lavoro, la comunità. Poiché
l’organismo umano. Tutto coinvolte e la gravità dei danni oggigiorno i soggetti trascor-
questo ha indotto il legislatore risultano elevati e drammatici rono gran parte del loro tempo
a emanare norme finalizzate al in termini di morti e di grandi all’interno di realtà aziendali,
contenimento dell’uso di alco- invalidi. Ci riferiamo agli inci- molta importanza deve essere
lici. denti causati da conducenti di riconosciuta all’ambiente la-
I dati forniti dagli organismi treni, aerei, di autolinee pub- vorativo. Per tale motivo sarà
preposti, riguardanti la fre- bliche e private, taxi etc. An- opportuno promuovere alcune
quenza degli incidenti stradali che in questi casi il movente misure prevenzionali quali:
e degli infortuni sul lavoro, eziologico è, spesso, la ubria- – valorizzare alcune impor-
rappresentano una situazione chezza; questa asserzione è tanti figure (medico competen-
quanto meno critica. Entrambe suffragata dai dati forniti dal te, RSPP, infermieri, assistenti
le fattispecie infortunistiche Ministero dei Trasporti e dalle sociali etc.);
sembrano essere strettamente sanzioni e multe irrogate gior- – istituire un gruppo di lavoro
correlate all’abuso di bevande nalmente da funzionari della sui problemi causati dall’alcol,
alcoliche. polizia stradale. Alcuni studi con la partecipazione delle fi-
Il National Institute on Alco- hanno dimostrato come la pro- gure sopra riportate per rila-
hol Abuse and Alcoholism babilità di incidente stradale sciare consigli a tutti i lavora-
americano (NIAAA) stima aumenta parallelamente ai tas- tori, indirizzando eventual-
che il 10-16% degli infortuni si alcolimetrici. Queste consi- mente i soggetti verso strutture
sul lavoro e il 40% degli inci- derazioni, insieme alla consa- all’uopo incaricate che preve-
denti sul lavoro mortali siano pevolezza che l’alcolismo rap- da dei collegamenti con i
correlati all’assunzione ecces- presenta un grande problema SERT o con i servizi di alcolo-
siva di alcol (Gordis, 1987); sociale, hanno spinto il legisla- gia presenti nel territorio;
dello stesso avviso è l’Interna- tore da un lato a ridurre il limi- – consentire l’accesso a pro-
tional Labour Organisation. te alcolemico (il nuovo Codice grammi terapeutici appropriati
Nel nostro Paese sarebbero stradale ha fissato tale limite a ed efficaci.
collegati all’abuso di alcol cir- 0,5 mg/l con il D.Lgs. 15 gen- Per l’attuazione delle azioni
ca il 10% di tutti gli infortuni naio 2002, n. 9), dall’altro educative è essenziale il con-
sul lavoro (Moro e Bellina, (con la legge 30 marzo 2001, tributo che potrà essere presta-
2002). n. 125) a vietare l’assunzione to dal medico competente
La responsabilità della iperal- e la somministrazione di be- (MC); detto sanitario potrà
colemia nel favorire l’insor- vande alcoliche e superalcoli- fornire, tramite i momenti for-
genza degli infortuni sul lavo- che durante quelle attività la- mativi previsti e la sorveglian-
ro è ampiamente dimostrata; vorative che comportano un za sanitaria, consulenza a tutti
infatti, indagini epidemiologi- elevato rischio di infortuni i lavoratori che necessitano di
che condotte in importanti sul lavoro, con la possibilità consigli o che vorranno appro-
aziende metalmeccaniche ed (opportunamente regolamenta- fondire la delicata problemati-
edilizie hanno dimostrato che ta) di condurre controlli alcoli- ca anche durante le visite pe-
gli eventi accidentali sono più metrici nei luoghi di lavoro. riodiche.
frequenti il pomeriggio e nelle Per tradurre le prescrizioni L’evoluzione parossistica del-

530 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


l’alcolismo è un problema di deno). Il fegato trasforma la ipotizzabili anche se l’epide-
sicuro interesse sociale e non maggior parte dell’etanolo as- miologia ritiene possibile una
limitato al nostro Paese tanto sunto; per tale ragione esso è associazione causale tra assun-
che l’OMS ha previsto, come l’organo più esposto ai suoi ef- zione di alcol e induzione neo-
obiettivo da raggiungere entro fetti dannosi. La restante parte plasica.
il 2005, di ridurre i danni cau- (il 10-20%) viene eliminata,
sati dall’alcol nei luoghi di la- immodificata, attraverso l’aria
voro con particolare riguardo espirata e le urine. Dopo l’in- Normativa
agli incidenti stradali e a quelli gestione della bevanda l’alcol di riferimento
prettamente occupazionali. passa rapidamente nel circolo
L’alcolista, pur portatore tal- sanguigno e, quindi, in tutti La normativa definisce alcoli-
volta dalla nascita di una ere- gli organi. La velocità di as- che le bevande con contenuto
dità biologica definita, reagi- sorbimento, da cui dipende la di alcol etilico superiore a
sce alle molteplici influenze concentrazione nel sangue (al- 1,2%, denominando «superal-
esteriori dell’ambiente co- colemia), è funzione di alcuni colici» quelle con contenuto
struendo un suo particolare e parametri come la quantità di superiore a 21%, fermo restan-
consequenziale modus vivendi alcol, la gradazione della be- do che le acquaviti non posso-
che è necessario conoscere e vanda, l’assunzione in un’uni- no superare l’86%.
comprendere per una più ido- ca dose, la presenza di cibo Per contenere gli eventi acci-

Approfondimenti
nea impostazione di una azio- nello stomaco, il tipo di ali- dentali molto giustamente già
ne preventiva. mento (amidi e grassi rallenta- il D.P.R. n. 303/1956 all’art.
Pertanto, una efficace e corret- no l’assorbimento) e tutti i fat- 42 vietava la somministrazio-
ta informazione della popola- tori che ritardano lo svuota- ne di bevande alcoliche:
zione lavorativa sugli effetti mento dello stomaco. Se si è «È vietata la somministrazione
sanitari acuti e cronici correlati a stomaco vuoto dopo appena di vino, birra e di altre bevan-
alla assunzione di alcol può 5 minuti l’alcol raggiunge il de alcoliche nell’interno della
rappresentare uno strumento circolo sanguigno; mentre a azienda. È tuttavia consentita
indispensabile e valido per stomaco pieno il tempo oscilla la somministrazione di modi-
prevenire il fenomeno e favo- tra 30 e 90 minuti. che quantità di vino e di birra
rire il recupero dei soggetti. L’alcol rappresenta, per certi nei locali di refettorio durante
È da condividere pienamente aspetti, uno psicofarmaco a l’orario dei pasti.»
l’attuale tendenza che indivi- causa dei suoi effetti negativi Inoltre, si fa presente che l’art.
dua nella formazione, intesa sul sistema nervoso (essi sono 15, comma 1, della legge 30
come un processo interattivo dapprima rappresentati da sti- marzo 2001, n. 125 (Legge
e negoziale di costruzione del- molazione e poi da depressio- quadro in materia di alcol e
la conoscenza, l’elemento por- ne dello stesso). Tali reazioni di problemi alcolcorrelati) pre-
tante per la realizzazione di un sono ben correlate con la con- vede:
compiuto ed efficace sistema centrazione di alcol nel san- «Nelle attività lavorative che
della prevenzione. gue, anche se a parità di alco- comportano un elevato rischio
Tale obiettivo potrà essere rag- lemia essi sono più evidenti di infortuni sul lavoro ovvero
giunto solamente evitando il ed acuti nelle persone astemie per la sicurezza, l’incolumità
verticismo gestionale a favore o che fanno basso uso di be- o la salute dei terzi, individua-
di una cultura di tipo parteci- vande alcoliche, magari limita- te con decreto del Ministro del
pativo che coinvolga tutte le to ai pasti, rispetto agli abitu- lavoro e della previdenza so-
figure incaricate di garantire dinari dell’alcol. Mediamente ciale, di concerto con il Mini-
la salute della popolazione la- gli effetti farmacologici, evi- stro della sanità, da emanare
vorativa. denti anche nel comportamen- entro novanta giorni dalla data
to, sono piuttosto tipici. di entrata in vigore della pre-
Danni nei distretti organici: sente legge, è fatto divieto di
Effetti patologici – patologie gastrointestinali; assunzione e di somministra-
dell’alcol – danni epatici (steatosi epati- zione di bevande alcoliche e
ca etc.); superalcoliche»,
L’assunzione di alcol è imme- – effetti neurologici (encefa- mentre al comma 2:
diatamente seguita dall’assor- lopatia di Wernicke, sindrome «I controlli alcolimetrici nei
bimento dell’etanolo in quan- di Korsakov), tremori degli ar- luoghi di lavoro possono esse-
to, molecola piccola ed estre- ti e incoordinazione motoria; re effettuati esclusivamente
mamente semplice, attraversa – disturbi psicopatologici. dal medico competente ai sen-
facilmente le membrane biolo- (perdita della memoria, labilità si dell’articolo 2, comma 1,
giche per diffusione semplice umorale con alternanza di fasi lettera d), del decreto legislati-
e si distribuisce omogenea- irritative e fasi depressive, ri- vo 19 settembre 1994, n. 626,
mente nel sangue. L’assorbi- duzione o perdita dei freni ini- e successive modificazioni,
mento avviene attraverso il bitori, allucinosi alcolica, de- ovvero dai medici del lavoro
primo tratto del tubo digerente menza alcolica); dei servizi per la prevenzione
(per il 20% nello stomaco ed il – tumori: i meccanismi carci- e la sicurezza negli ambienti
restante 80% a livello del duo- nogenetici dell’alcol sono solo di lavoro con funzioni di vigi-

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 531


lanza competenti per territorio stite o esaminate che siano af- me obiettivo potrà evidenziare
delle aziende unità sanitarie fette da malattie di mente o da teleangectasie soprattutto del
locali». grave infermità psichica, i volto, tremori a fini scosse,
 La legge n. 125/2001 reca quali dimostrino o diano so- epatomegalia, riflessi profondi
norme finalizzate alla preven- spetto di essere pericolose a diminuiti agli arti inferiori, di-
zione, alla cura e al reinseri- sé o agli altri. L’obbligo si sturbi relazionali evidenziabili
mento sociale degli alcoldi- estende anche alle persone con determinati questionari.
pendenti e fornisce una rispo- che risultano affette da cronica Nel corso di esami chimico-
sta all’annoso problema del- intossicazione prodotta da al- clinici, svolti routinariamente
l’uso dell’alcol in ambiente di col o da sostanze stupefacen- e quindi non necessariamente
lavoro. Si tratta sicuramente ti.» specifici, potranno evidenziar-
di una norma coraggiosa ed in-  Art. 273 del regolamento di si dei segni di epatopatia (alte-
novativa in quanto infrange, esecuzione del T.U. delle leggi razione delle transaminasi,
finalmente, la storica tolleran- di P.S.: «La denuncia di cui al- GGT, etc.) o di anemia macro-
za della tradizione italiana ver- l’art. 153 è fatta dagli esercenti citica con volume globulare
so il vino, bevanda nazionale, la professione sanitaria e, ove medio aumentato.
ma che prevede una gestione sia il caso, dai dirigenti gli Isti- Da alcuni anni è entrato nel-
partecipativa affidata a decreti tuti manicomiali od ospedalie- l’uso routinario il dosaggio
applicativi non ancora emana- ri sia pubblici che privati, con della transferrina decarboidra-
Approfondimenti

ti. dichiarazione scritta, da essi ta (CDT). Attualmente la lette-


Anche il Codice della strada, firmata.» ratura in materia asserisce che
per limitare i gravi episodi col-  Art. 717 Codice Penale: tale indagine ematochimica
legati alle «stragi del sabato «Chiunque nell’esercizio di rappresenta il test più specifico
sera», ha introdotto il limite al- una professione sanitaria, per valutare l’abuso di alcol, in
colemico (con l’emanazione avendo assistito o esaminato quanto riflette la assunzione fi-
del D.Lgs. 15 gennaio 2002, persona ..., omette di darne av- no a 14 giorni, anche dopo
n. 9, il valore limite consentito viso all’Autorità è punito con astensione assoluta di qualsiasi
è stato diminuito ulteriormente un ammenda». bevanda alcolica; inoltre non
e fissato a 0,5 mg/l). Infatti, risente delle comuni patologie
sappiamo per certo che la epatobiliari; può essere invece
maggioranza degli incidenti è Metodi di misura influenzata dalla carenza di
riconducibile allo stato di eb- ferro ed aumenta durante la
brezza correlato al superamen- L’accertamento dello stato di gravidanza.
to del tasso alcolemico. Nono- ebbrezza si effettua, tramite Significativa è anche l’indagi-
stante queste iniziative adotta- gli organi di polizia stradale, ne mediante il saliva alcol test,
te per limitare i danni acuti e mediante l’analisi dell’aria al- con kit usa e getta, di facile
cronici dell’alcol, secondo veolare espirata; qualora i ri- conservazione ed impiego,
una indagine recentemente sultati della citata indagine su- che consente di stimare il li-
promossa dal CENSIS, è stata perino i valori di legge, il sog- vello di alcol attraverso una
constatata una riaccensione getto verrà inviato presso una misurazione della sua concen-
dell’etilismo soprattutto tra i struttura sanitaria dove sarà trazione nella saliva. È un esa-
giovani (15-18 anni) che rap- sottoposto ad una analisi per me semplice e di facile esecu-
presentano le fasce più vulne- monitorare la concentrazione zione.
rabili della popolazione. di alcol nel sangue. L’accerta-
Gli stati di etilismo acuto e mento del tasso alcolemico è
cronico presentano indiscutibi- esteso anche ai conducenti
li interessi medico-legali in coinvolti in incidenti stradali.
quanto si tratta di intossicazio- Ovviamente il medico compe-
ni con notevoli riflessi sociali tente, soggetto incaricato della
soprattutto per le ripercussioni sorveglianza sanitaria dei la-
che la condotta dell’etilista de- voratori che presentano rischi
termina nell’ambiente familia- professionali, potrà utilizzare
re ed occupazionale. Questo altre metodiche in occasione
spiega perché numerose nor- della visita medica prevista
me mirano a prevenire ed a re- dalla vigente normativa pre-
primere tali stati. venzionistica. Potrà giungere
 Art. 153 T.U. delle leggi di alla diagnosi di alcolismo cro-
Pubblica Sicurezza (R.D. 18 nico, anche in fase acuta, uti-
giugno 1931, n. 773): «Agli lizzando un corteo di elementi
effetti della vigilanza dell’au- indicatori che prevedono, in-
torità di P.S., gli esercenti nanzitutto, la valutazione
una professione sanitaria sono anamnestica e clinica del sog-
obbligati a denunciare all’au- getto anche usando alcuni pa-
torità locale di P.S., entro due rametri di laboratorio non par-
giorni, le persone da loro assi- ticolarmente specifici. L’esa-

532 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Effetti dell’alcol in base alle dosi assunte
Alcolemia Effetti
fino a 0,3 g/l  Normali condizioni
tra 0,3 e 0,5 g/l  Leggera euforia, sensazione di benessere, rilassatezza
tra 0,5 e 1,30 g/l  Aumento della confidenzialità, diminuzione dell’attenzione, delle inibizioni,
del controllo, del giudizio e del giudizio critico
 Difficoltà sensoriali e motorie.
 Perdita dell’efficienza dei movimenti fini
tra 1,30 e 2,60 g/l  Instabilità emozionale
 Perdita del giudizio critico
 Alterazione della percezione, della memoria e della comprensione
 Riduzione della risposta sensoriale e motoria
 Aumento dei tempi di reazione
 Riduzione dell’acuità visiva e perdita della visione periferica
 Scoordinamento senso-motorio
 Deficit dell’equilibrio

Approfondimenti
 Sonnolenza
tra 2,6 e 3,0 g/l  Disorientamento, confusione mentale, vertigini
 Reazioni emotive eccessive
 Disturbi della visione e della percezione dei colori, delle forme, delle dimen-
sioni, del movimento
 Aumento della soglia del dolore
 Aumento dello scoordinamento muscolare
 Andatura barcollante
 Linguaggio difficoltoso
 Apatia
 Letargia
tra 3,0 e 0,5 g/l  Inerzia generale. Deficit o perdita delle funzioni motorie
 Forte diminuzione della risposta agli stimoli
 Marcato scoordinamento muscolare
 Incapacità a stare in piedi ed a camminare
 Vomito
 Incontinenza urinaria e fecale
 Coscienza alterata
 Sguardo fisso nel vuoto
 Sonno
tra 3,0 e 4,0 g/l  Completa incoscienza
 Perdita dei riflessi
 Abbassamento della temperatura corporea
 Incontinenza
 Disturbi della respirazione e della circolazione
 Coma
 Possibile morte per depressione dei centri respiratori ed arresto cardiocir-
colatorio
tra 4,0 e 5,0 g/l  Morte per depressione dei centri respiratori ed arresto cardiocircolatorio

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 533


In collaborazione con INAIL

Rapporto INAIL
sugli infortuni: dati
e programmi di prevenzione
a cura di Francesco Facello e Alessandro Baldacconi

Rapporto INAIL Paese è opportuno ripercorrer- è come sostenere e favorire


sugli infortuni: la in una veloce panoramica e un’ulteriore progressiva dimi-
alla luce della nostra storia so- nuzione, perché sarebbe peri-
dichiarazione ciale. Nella prima metà degli colosissimo pensare di avere
del Presidente anni ’50 si registravano ogni innescato un processo che si
anno oltre 3.000 morti per in- autoalimenta: non è cosı̀. Il
Non può non destare profondo fortuni sul lavoro. Questo dato puntuale monito del Capo del-
dolore la morte di un giovane impressionante si è trascinato lo Stato giunge quanto mai op-
operaio nell’incidente nel can- per circa un ventennio, fino al- portuno per l’intera collettivi-
tiere sulla Catania-Siracusa, ed
Notizie INAIL

la metà degli anni ’70: in quel tà, perché quello dell’attenzio-


è motivo di ulteriore preoccu-
periodo, infatti, per sei volte fu ne alla sicurezza deve essere,
pazione il coinvolgimento di
superata la soglia dei 3.000 oltre che un dato di progressi-
tanti lavoratori in un sinistro
morti sul lavoro, con picchi va e incessante acquisizione
che avrebbe potuto assumere
dimensioni ancora più tragi- superiori a 3.500 vittime. Tra- culturale, un imperativo per
che. Quello che è accaduto ci dotto in termini di quotidiani- tutto il mondo del lavoro, della
rafforza nel nostro convinci- tà, questo dato vuol dire che scuola, degli ambienti familia-
mento che la lotta per la pre- ogni giorno dieci persone ri, dell’intero consorzio civile.
venzione deve essere sempre «morivano di lavoro». Dopo Finora si è fatto riferimento
condotta con continuità ed at- il 1975 il fenomeno comincia agli infortuni mortali, perché
tenzione dedicata. L’INAIL, a decrescere progressivamen- è il dato che più colpisce la co-
dal giorno stesso del tragico te, pur mantenendosi general- scienza sociale, che indubbia-
evento, sta contribuendo mente al di sopra dei 2.000 ca- mente non accetta più l’inelut-
proattivamente agli accerta- si per tutti gli anni ’80; e nel tabilità del rischio lavorativo.
menti e alle indagini, in stretto 1990 il fenomeno è ancora Analoghe considerazioni si
contatto con la Prefettura di macroscopico: oltre 2.400 possono fare anche per gli in-
Siracusa. Ancora una volta morti. Nel decennio successi- fortuni denunciati dal 1960 in
l’accaduto evidenzia la neces- vo inizia la discesa: nel 2000 poi. Dagli oltre 1.360.000 del-
sità che il coordinamento degli si registrano 1.400 vittime del l’inizio del decennio, si tocca
operatori della sicurezza av- lavoro. Per lo scorso anno il il picco nel 1970, con
venga su una base normativa- dato, registrato a oggi, parla 1.600.000 casi. Nel 1980 il fe-
mente strutturata, per dare cer- di 1.206 infortuni mortali. È nomeno decresce fino a circa
tezza e tempestività non solo però più significativo il dato 1.170.000 infortuni, mante-
nella gestione di momenti di stimato (cioè il dato che tiene nendosi sugli stessi livelli fino
crisi ma nell’attività quotidia- conto delle possibili variazioni al 1990. Si registra una flessio-
na di prevenzione.» Una più nel corso del tempo, sulla base ne nel 2000, con poco più di
ampia riflessione propositiva di un modello esperienziale e un milione di infortuni denun-
è stata illustrata, nell’ambito matematico): 1.280 morti per ciati. Nel 2005 si è decisamen-
della presentazione del tradi- il 2005. Nel momento in cui te sotto la soglia del milione,
zionale Rapporto annuale del- l’INAIL dichiara che nessuno, con 940.000 casi denunciati.
l’INAIL sugli andamenti in- sia all’interno sia al di fuori Un ultimo macrodato risulta
fortunistici di breve, medio e dell’Istituto, può considerare fondamentale per interpretare
lungo periodo. in termini di positività un bi- l’andamento del fenomeno:
lancio che conta comunque vi- quello degli infortuni inden-
te umane stroncate, nello stes- nizzati e cioè gli infortuni
La visione storica so tempo bisogna però essere che hanno comportato un’in-
ed il confronto consapevoli che oggi si regi- validità temporanea o perma-
in Europa strano meno vittime, meno lut- nente del lavoratore. Nel
ti, meno drammi umani e so- 1960 erano più di un milione;
Per capire qual è oggi la situa- ciali, minori costi economici dieci anni più tardi si tocca il
zione degli infortuni nel nostro per il Paese. Il problema ora picco di oltre 1.300.000. Nel

534 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


1980 si scende per la prima (in Italia, 2,8 morti ogni quadro delle competenze sulla
volta sotto il milione e la situa- 100.000 occupati, contro i 2,9 prevenzione.
zione resta praticamente inal- della media nell’eurozona). Assieme a questo è sperabile
terata fino al 1990. Il decennio Questo vuol dire che le inizia- che veda presto la luce, dopo
successivo segna, anche in tive per la prevenzione e la si- un’attesa di ormai oltre cin-
questo caso, una svolta. Nel curezza sul lavoro hanno inci- quanta anni, il nuovo T.U. sul-
2000 si scende infatti sotto la so sul fenomeno, accanto ad l’assicurazione infortuni. L’I-
soglia dei 700.000. L’anno altre cause e circostanze di or- NAIL, al riguardo, non ha
scorso, nel 2005, sono stati dine strutturale. È indubbio mancato, attraverso un attento
645.000. Questo vuol dire che la trasformazione dei pro- e qualificato lavoro della sua
che gli infortuni sono diminui- cessi produttivi, il venir meno struttura amministrativa, di
ti non solo dal punto di vista delle grandi catene di montag- presentare al Ministero del La-
quantitativo, ma anche dal gio con impiego di persone, voro una bozza di testo con
punto di vista della gravità de- sostituite da una robotizzazio- proposte profondamente inno-
gli esiti lesivi. Se si traduce ne pressoché totale e, più in vative anche in materia di pre-
tutto questo in termini di costo generale, il sempre più fre- venzione e, conseguentemen-
annuo complessivo degli in- quente allontanamento del- te, di legittimazione all’eserci-
fortuni sul lavoro (per eroga- l’uomo dalle macchine hanno zio delle azioni di regresso in
zioni da parte dell’INAIL, del contribuito a rendere meno ri- connessione - questo l’elemen-
Servizio Sanitario Nazionale, schiose le lavorazioni. È que- to di maggiore novità! - alla
per giornate lavorative perse, sto un dato strutturale innega- mancata adozione delle neces-
per indagini, per costi di sosti- bile, ma che oggettivamente sarie misure di sicurezza.
tuzione, ecc.) è possibile affer- si è tradotto in una maggiore
mare che, dieci anni fa, nel sicurezza. La stessa evoluzio-

Notizie INAIL
1996 gli infortuni e le malattie ne del quadro normativo ha Gli infortuni
professionali rappresentavano determinato una progressiva nel quinquennio
per il Paese un costo pari al presa di coscienza dell’esigen- 2001-2005
3,7 % del PIL. Oggi, o meglio za prioritaria di garantire la sa-
al 31 dicembre 2005, rappre- lute e la sicurezza dei lavorato- È stato riportato che il dato de-
sentano il 3,2% del prodotto ri, la cui professionalità rap- gli infortuni denunciati si atte-
interno lordo, ma in termini presenta il vero patrimonio sta intorno ai 940.000 casi. Si
assoluti la cifra fa davvero im- aziendale. Il pur discusso registra pertanto una flessione
pressione: 41 miliardi di euro! D.Lgs. n. 626/1994 ha comun- pari a 2,8 punti percentuali ri-
Oltre al prioritario dato umano que aperto la strada a un pro- spetto al 2004. Si accentua
e sociale, l’INAIL si sente cesso di maturazione sulle quindi, rispetto al biennio pre-
quindi vincolato ad aggredire problematiche della sicurezza, cedente, la tendenza alla fles-
il fenomeno anche da un pres- che ha consentito nel tempo sione. Tale calo complessivo
sante imperativo categorico di di mettere intorno a un tavolo assume maggior rilievo se si
ordine morale ed economico. le parti sociali per discutere considera che nel 2005 il nu-
L’obiettivo missione noto con di un’applicazione più funzio- mero degli occupati era cre-
la formula di «infortuni zero», nale e meno burocratica e, sciuto, sia pure modestamente,
che ha contraddistinto la ge- quindi, di innescare processi dello 0,7% (fonte ISTAT).
stione strategica e operativa di maturazione sulle priorità Anche per quanto riguarda gli
dell’Istituto negli ultimi anni, «salute e sicurezza». infortuni mortali si conferma
vuol dire che pur in presenza Per consolidare la tendenza al- la tendenza alla contrazione,
di una finalizzazione quantita- la diminuzione degli infortuni come già detto, con un dato
tivamente impossibile, l’I- e anzi accelerarla, i Ministri stimato in 1.280 casi. Il rispar-
NAIL ha la consapevolezza del Lavoro e delle Infrastruttu- mio di vite umane è da attri-
che riuscirà a perseguire profi- re stanno concertando gli buire anche alla significativa
cuamente l’erosione del feno- aspetti operativi di una strate- contrazione dei casi mortali
meno infortunistico solo con gia basata sul potenziamento avvenuti in itinere, che nel
una filosofia operativa etica- del sistema ispettivo e su un 2002 si attestavano su circa
mente vissuta da tutto il perso- più mirato incrocio delle ban- 400 casi, e che nel 2005 si col-
nale nella quotidianità lavora- che dati. È altrettanto signifi- locheranno ben al di sotto dei
tiva e in sinergia con gli altri cativo che i medesimi organi 300. Sotto il profilo del sesso
operatori della sicurezza. ministeriali stiano dimostran- e dell’età è interessante rileva-
Negli ultimi anni l’Italia si è do grande attenzione alle esi- re che al decremento degli in-
collocata sotto le medie euro- genze di revisione della nor- fortuni hanno contribuito
pee con riferimento sia agli in- mativa con riferimento al si- esclusivamente i maschi, men-
fortuni «con assenza dal lavo- stema degli appalti. Come pu- tre per le donne si deve regi-
ro superiore a tre giorni» re è da noi vivamente auspica- strare un lieve aumento, certa-
(3.267 ogni 100.000 occupati, bile l’arrivo del nuovo T.U. mente in linea con l’incremen-
contro una media dell’eurozo- sulla sicurezza che, prevedibil- to occupazionale femminile (+
na di 3.789), sia a quelli in- mente, riformulerà in maniera 0,5%), ma che costituisce un
dennizzati, sia ai casi mortali più organica e funzionale il segnale di cui tener debito

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 535


conto. Significativo il fatto Quanto sopra premesso, giove- complesso: rappresentano in-
che, in tutti i settori, sono le rà a questo punto precisare che, fatti oltre il 13% degli infortu-
classi di età «giovani» (fino a nell’arco dell’intero quinquen- ni complessivi e ben il 53%
34 anni) a beneficiare del calo nio 2001-2005, il complesso degli infortuni mortali. Come
infortunistico. Negli ultimi an- degli infortuni denunciati ha dire che, se si riuscirà a conte-
ni le campagne di prevenzione conosciuto una diminuzione nere fortemente l’incidentalità
dell’INAIL e degli altri opera- dell’8,2% in termini assoluti, stradale, sarà lecito attendersi
tori della sicurezza hanno de- come già detto, ma una flessio- un’ulteriore e significativa
dicato molta attenzione alle fa- ne reale decisamente più co- contrazione del fenomeno in-
sce di lavoratori più giovani, stante e sostanziale, pari al fortunistico ed una attenuazio-
perché un loro infortunio è si- 12,1% in termini relativi. E se ne dei sinistri più gravi, con
curamente un infortunio più indubbiamente, ancora oggi, esiti mortali o fortemente inva-
pesante dal punto di vista si lamentano tre vittime del la- lidanti. Negli ultimi anni, una
umano, sociale, economico. voro al giorno, va tuttavia ri- legislazione più severa (paten-
Sotto il profilo territoriale, la cordato che negli ultimi cinque te a punti) ha prodotto buoni
riduzione degli infortuni regi- anni ci sono state in totale 269 risultati anche se oggi si av-
strata tra il 2004 e il 2005 ha vittime in meno. Non mancano vertono segnali di rallenta-
riguardato tutte le regioni del però i segnali di una possibile mento di tale favorevole abbri-
Centro- Nord; si è distinto so- inversione di tendenza, che so- vio. C’è anche un altro dato
prattutto il Nord-Est con un no essenzialmente quattro: che preoccupa per la sua po-
calo del 3,9%, sensibilmente 1) gli infortuni dei lavoratori tenziale rischiosità: l’assenza
superiore alla media nazionale extracomunitari; di una relazione biunivoca tra
(-2,8%). Circa i settori di atti- 2) gli infortuni stradali; la frequenza dei sinistri e il nu-
vità, fermo restando il costante 3) gli infortuni ai lavoratori in-
Notizie INAIL

mero delle persone coinvolte.


calo in agricoltura, la diminu- terinali; In breve: meno incidenti e
zione degli infortuni si profila 4) le prime proiezioni sull’an- più persone lese. Per quanto ri-
più accentuata nel ramo del- damento infortunistico per il guarda invece l’arcipelago del
l’industria (-6,6%), mentre in 2006. cosiddetto lavoro «atipico», a
quello dei servizi si assiste a I lavoratori extracomunitari destare preoccupazioni, sotto
un incremento sia per il totale assicurati all’INAIL per il il profilo infortunistico, sono
degli infortuni (+0,7%) sia 2005 sono circa 2 milioni. Il i lavoratori interinali piuttosto
per i casi mortali, per i quali trend occupazionale, forte-
che i parasubordinati. Infatti,
la crescita si attesterà su valori mente cresciuto fino al 2004,
per i parasubordinati, operate
consolidati pari al 3%. Il rela- sembra essersi stabilizzato nel
le necessarie parametrazioni
tivo incremento occupaziona- 2005, raggiungendo comun-
le, indicato dall’ISTAT nella que livelli quasi doppi rispetto sulla base dell’unità di misura
misura dell’1% circa, può rap- all’anno 2000; la componente di «lavoro annuo» utilizzate
presentare solo una spiegazio- femminile rappresenta quasi il dall’Istituto, il tasso di fre-
ne parziale. Il dato andrà quin- 40% di questi lavoratori. Forte quenza è pari a circa 15 infor-
di ulteriormente analizzato per aumento dell’occupazione, ma tuni denunciati ogni 1.000 ad-
capire cause e circostanze de- purtroppo anche sensibile au- detti/anno e cioè assolutamen-
gli infortuni e mettere a punto mento degli infortuni fino al te in linea con le attività tecni-
le conseguenti strategie di pre- 2004; tendenza che sembra es- co-impiegatizie del settore dei
venzione. Il calo più significa- sersi fermata nel 2005, in servizi alle imprese. Totalmen-
tivo, sotto tutti i profili, è quel- quanto anche per questa cate- te differente la situazione per
lo nel settore delle costruzioni, goria di lavoratori registriamo gli interinali, per i quali il tas-
perché a una diminuzione de- un calo in linea con quello ge- so di frequenza risulta molto
gli infortuni del 5,3% si asso- nerale (-2,8%). Resta però il più elevato, praticamente il
cia una crescita occupazionale dato di fatto che questi lavora- doppio di quello relativo al
del 4,4%. Sembra paradossale tori si infortunano molto di più settore industria e servizi. La
ricordarlo dopo il recente epi- rispetto agli italiani e ai comu- spiegazione va probabilmente
sodio del crollo di un pilastro nitari in genere (il 50% di più). ricercata nelle attività svolte
dell’autostrada Catania-Sira- Questo vuol dire che ci sono da questa tipologia di lavora-
cusa, che ha colpito profonda- ampi margini per contrarre tori, per lo più operai adibiti
mente l’opinione pubblica per- questo fenomeno specifico, es- a lavori di tipo manuale nel-
ché una giovane vita è stata senzialmente con iniziative l’industria manifatturiera, nel-
stroncata e il disastro poteva mirate alla formazione, alla le costruzioni e nei trasporti,
assumere proporzioni più gra- professionalizzazione, alla co- affrontati spesso con insuffi-
vi. Altrettanto dicasi per l’an- noscenza del sistema di tutela ciente formazione e professio-
cor più recente duplice infortu- italiano. Per quanto riguarda nalità. Le prime proiezioni
nio mortale avvenuto per un gli infortuni stradali, va ricor- per il 2006 evidenziano un
incendio in una fabbrica di Sa- dato innanzitutto che l’inci- possibile incremento comples-
lerno in cui hanno trovato la dentalità specifica pesa sensi- sivo degli infortuni, stimabile,
morte due donne, di cui una bilmente sul fenomeno infor- a oggi, intorno al 2-3% rispet-
di appena quindici anni. tunistico da lavoro nel suo to al 2005.

536 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Le malattie la quasi totalità viene inden- spetto delle norme sulla rego-
nizzata. larità contributiva e fiscale».
professionali
nel quinquennio
2001-2005 Infortuni: destinare Direttrici del CIV
Il fenomeno si è mantenuto so-
maggiori risorse per la formazione
stanzialmente stabile nel quin- alla prevenzione del Bilancio sociale
quennio in esame, con una I dati sugli infortuni sul lavoro Il Consiglio di Indirizzo e di
media di circa 26.000 denunce 2005 dell’INAIL, seppure in Vigilanza (CIV), nella seduta
ogni anno. Per le malattie pro- leggero decremento rispetto del 20 luglio c.a., ha definito
fessionali, a differenza degli agli anni precedenti, rappre- le linee che devono caratteriz-
infortuni, il confronto dell’ulti- sentano un costo sociale altis- zare la formazione del Bilan-
mo anno rispetto a quello pre- simo, soprattutto in termini di cio sociale dell’INAIL. Esse
cedente è improponibile in ter- vite umane (quasi quattro vitti- sono in particolare:
mini di significatività, perché i me sul lavoro ogni giorno), – rendicontazione sulle aree
tempi tecnici di definizione so- non più tollerabile da un Paese di intervento nelle quali si rea-
no oggettivamente più lunghi. civile e sviluppato quale l’Ita- lizza una maggiore incidenza
La tecnopatia più frequente re- lia. I dati confermano, altresı̀, della missione dell’Istituto in
sta ancora la sordità da rumo- la drammaticità della situazio- campo sociale, analizzando
re, che rappresenta ancora og- ne e la necessità di destinare per ogni tematica i risultati ot-
gi circa il 30% delle malattie maggiori risorse finanziarie al- tenuti rispetto agli obiettivi di-
manifestatesi. la prevenzione, alla tutela e al- chiarati, le criticità osservate e
Nel campo delle malattie non la sicurezza dei lavoratori non- le iniziative da mettere in atto

Notizie INAIL
tabellate, sempre maggiore in- ché di approvare nei tempi più per il loro superamento;
cidenza assumono patologie stretti possibile il Testo Unico – prestazioni e servizi ai lavo-
come tendiniti, affezioni della in materia di assicurazione ob- ratori;
colonna vertebrale, sindrome bligatoria. L’attuazione inte- – servizi ai datori di lavoro;
del tunnel carpale. grale del D.Lgs. n. 38/2000 – prevenzione;
In minacciosa crescita i tumori costituisce un punto irrinun- – riabilitazione e reinserimen-
e le neoplasie, con oltre 1.400 ciabile per il Consiglio di Indi- to lavorativo;
casi denunciati nel 2005 (som- rizzo e di Vigilanza in quanto – formazione ed assetto orga-
mando le malattie tabellate e l’azione dell’Istituto deve es- nizzativo delle risorse umane;
quelle non tabellate); occorre sere caratterizzata dalla conce- – qualità dei rapporti con l’u-
purtroppo dire che si tratta di zione solidaristica secondo i tenza;
un fenomeno che gli esperti dettami della Carta Costituzio- – efficacia del sistema infor-
del settore ritengono ancora nale. Il CIV nelle Linee di in- mativo integrato in quello del-
sottostimato e rappresentato dirizzo 2007 che si appresta a la P.A., con particolare riferi-
solo in parte dai numeri appe- varare, dedica specifici capito- mento alla creazione di banche
na citati. Le cause di tali tumo- li al tema della tutela integrale dati ed osservatori partecipati
ri e neoplasie affondano ov- del lavoratore (prevenzione, finalizzati alla prevenzione;
viamente le radici nel passato: cura, riabilitazione e reinseri- – coinvolgimento dei portato-
sono le conseguenze stesse mento lavorativo), a quello ri di interesse anche a livello
della mancata prevenzione. della sicurezza e del contrasto nazionale e territoriale;
Per queste malattie, purtroppo, del lavoro nero ed irregolare – individuazione di specifici
l’obiettivo può essere solo attraverso la valorizzazione indicatori e particolari «evi-
quello di farle emergere per ed il potenziamento del corpo denze» utili a rendere visibili
poterle riconoscere e indenniz- ispettivo dell’Istituto. «È au- tali prestazioni;
zare. Per il presente e per il fu- spicabile che nell’ambito dei – adozione, ai fini della rendi-
turo, invece, l’obiettivo non provvedimenti in discussione contazione delle riserve dispo-
può essere di mera gestione, in Parlamento sul ‘‘pacchetto nibili e utilizzate, di dettagliati
ma di funzionale prevenzione. sicurezza’’ l’INAIL venga prospetti economico-finanzia-
L’appendice statistica del rap- messo nella condizione della ri;
porto INAIL (1) contiene disponibilità di parte delle ri- – quantificazione, attraverso
un’analisi molto dettagliata sorse finanziarie (circa 9 mi- gli strumenti contabili, di be-
sulle malattie professionali. In liardi di euro) attualmente de- nefici e costi, non trascurando
questa sede giova fornire po- positate in un conto infruttife- le attività immateriali che rive-
chi dati di sintesi: in media ro presso il Ministero del Te- stono rilevanza sociale;
su 26.000 casi denunciati, per soro per interventi strutturali – evidenziazione e quantifica-
circa 8.500 viene riconosciuta a sostegno del sistema produt- zione degli obiettivi di miglio-
ogni anno l’origine lavorativa. tivo - dichiara Giovanni Gue- ramento;
Per quanto riguarda invece i risoli, Presidente del CIV. -
tumori e le neoplasie, la metà Ovviamente il riconoscimento
e anche più viene riconosciuta dei finanziamenti alle imprese Nota:
di certa origine professionale e deve essere subordinato al ri- (1) www.inail.it.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 537


– raccordo strutturale tra le fa- venzione, cura, riabilitazione aspettative dei propri stake-
si della predisposizione e rea- e reinserimento lavorativo) in holder (imprese e lavoratori)
lizzazione del bilancio sociale uno spirito solidaristico volu- che tiene conto della natura
e il processo di programma- to dalla Carta Costituzionale, «pubblica» della responsabili-
zione e controllo dell’attività come recentemente conferma- tà sociale dell’INAIL che de-
gestionale dell’Ente. to dalla relazione della Corte ve estrinsecarsi in una rendi-
«La decisione del CIV si dei Conti sul bilancio consun-
muove lungo il filone del tivo 2004 - ha dichiarato il contazione dell’azione di ge-
D.Lgs. n. 38/2000 che ha mo- Presidente del Consiglio di In- stione svolta in relazione agli
dificato la natura dell’INAIL, dirizzo e di Vigilanza Giovan- obiettivi prefissati, senza in-
non più assicurativa ma anche ni Guerisoli - con il bilancio dulgere ad uno stile che avva-
mirata a garantire la tutela in- sociale il CIV intende dare lori ipotesi di accreditamento
tegrale dell’infortunato (pre- una risposta concreta alle autoreferenziale».
Notizie INAIL

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Modulo Sicurezza costituisce un valido supporto per tutti coloro


che si trovano ad affrontare le problematiche di prevenzione e pro-
tezione della salute nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 626/1994).
L’opera, arricchita di approfondimenti ed esemplificazioni, fornisce
non solo il riferimento normativo ma anche informazioni e linee
guida utili per lo svolgimento dei propri compiti in tema di sicurez-
za.
Il Cd-Rom allegato contiene una selezione della normativa vigente
relativa alla materia trattata.

Per informazioni
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(tel. 02.82476794 - fax 02.82476403)
 Agente Ipsoa di zona (www.ipsoa.it/agenzie)
 www.ipsoa.it
 Ufficio Vendite Dirette Indicitalia
(tel. 06.5196111 - fax 06.51961145)
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538 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


28 settembre 2006-30 aprile 2007

Finanziamenti
per la sicurezza
a cura di Bruno Pagamici Studio Pagamici, Macerata

Dalle Regioni
ABRUZZO Miglioramento della sicurezza dell’ambiente di lavoro
30 settembre 2006
La Regione Abruzzo promuove l’acquisizione di servizi volti al migliora-
mento della sicurezza degli ambienti di lavoro. È quanto previsto dal ban-
do relativo all’Azione 2.2.1.a) del DOCUP 2000-2006, approvato con la
determinazione 1 agosto 2006 n. DI/77. Potranno accedere agli aiuti le
micro, le piccole e le medie imprese, ubicate nelle zone Obiettivo 2, ope-
ranti alle sezioni D, F, K della classificazione delle attività economiche
Atecofin 2004. In particolare, saranno ammesse:
a) le imprese artigiane, le piccole e medie imprese industriali, anche in

Finanziamenti
forma cooperativa;
b) i consorzi e le società consortili fra le imprese;
c) le società consortili miste.
Saranno esclusi i liberi professionisti e tutti i soggetti non iscritti alla
CCIAA. Il contributo verrà concesso per l’acquisizione dei servizi finaliz-
zati al miglioramento della sicurezza dell’ambiente di lavoro conforme-
mente a quanto previsto dal D.Lgs. n. 626/1994 e successive modificazio-
ni, per l’adeguamento delle strutture finalizzata alla sicurezza dell’am-
biente di lavoro, per l’attuazione di sistemi di gestione della sicurezza e
della salute nei luoghi di lavoro e per l’acquisto di materiali di sicurezza.
In particolare, saranno finanziabili:
1) assistenza e consulenza per l’elaborazione, revisione, adeguamento ed
attuazione del piano di valutazione dei rischi;
2) prove strumentali relative all’inquinamento acustico, illuminotecnico,
microclimatico e ambientale;
3) elaborazione, gestione ed implementazione del piano delle emergenze e
delle procedure di evacuazione redatto ai sensi del D.M. 10 marzo 1998;
4) sviluppo di sistemi di gestione della sicurezza e salute nei luoghi di la-
voro e loro verifica secondo la norma OHSAS 18001;
5) acquisto di cartellonistica e segnaletica ai sensi del D.Lgs. n. 493/1996
nonché di dispositivi di protezione individuali (DPI).
Le agevolazioni saranno erogate nella forma di contributo in conto capi-
tale pari al 50% delle spese ritenute ammissibili, nel rispetto del regime de
minimis, fino ad un massimo di 8.000 euro.
La domanda dovrà essere inoltrata, entro il 30 settembre 2006, esclusiva-
mente mediante raccomandata A/R, alla Regione Abruzzo - Direzione At-
tività Produttive - Servizio Sviluppo dell’Industria, Via Passolanciano 75,
65100 Pescara.
(Determinazione 1 agosto 2006 n. DI/77; Bollettino Speciale 9 agosto
2006, n. 75: approvazione bando annualità 2006)

Nota:
3 Bruno Pagamici è Dottore commercialista, Revisore contabile e Pubblicista.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 539


MARCHE Contributi alle cooperative per la sicurezza sul lavoro
30 settembre 2006
La base giuridica del regime di aiuto è rappresentata dall’art. 4, commi 1 e
2 della L.R. 16 aprile 2003 n. 5, reso operativo con l’approvazione del
bando dalla D.G.R. 10 luglio 2006 n. 829.
Le agevolazioni potranno essere concesse alle cooperative e loro consorzi,
nonché alle cooperative sociali di cui alla L.R. 18 dicembre 2001 n. 34,
operanti in qualsiasi settore esclusi quelli dei trasporti, della agricoltura
(produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli,
come elencati nell’allegato I del trattato della Comunità Europea) della
pesca, dell’acquacoltura e dell’esportazione (di cui al Regolamento CE
n. 69/2001 del 12 gennaio 2001).
Le imprese potranno beneficiare delle seguenti tipologie di contributi, a
titolo de minimis, tra loro non cumulabili:
1) un contributo una tantum per l’acquisizione di consulenze specialisti-
che finalizzate al miglioramento della sicurezza dell’ambiente di lavoro.
L’agevolazione sarà pari al valore attuale del concorso sugli interessi, nel-
la misura massima del 70% del tasso ufficiale di riferimento, relativamen-
te a contratti di mutuo e di locazione finanziaria di durata non superiore a
10 anni;
2) un contributo in conto capitale che concorre a finanziare i costi soste-
nuti (di importo superiore a 5.000 euro) per l’introduzione della certifica-
zione etica, secondo la norma S.A. 8000. In tal caso l’aiuto verrà erogato
nella misura del 40% dell’investimento ammissibile e fino ad un massimo
di 15.000 euro.
La richiesta per l’accesso al contributo dovrà essere trasmessa alla Regio-
Finanziamenti

ne Marche, Giunta regionale, Servizio Industria, Artigianato ed Energia,


Funzione Cooperazione nei Servizi Produttivi, via Tiziano 44, 60125 An-
cona, unicamente a mezzo raccomandata A.R. entro il 30 settembre 2006.
(D.G.R. 10 luglio 2006 n. 829; B.U.R. 1 agosto 2006, n. 78)

28 settembre 2006 Incentivi per la certificazione etica


La Regione Marche promuove lo sviluppo dei sistemi di certificazione
etica nelle imprese. È quanto prevede l’art. 16, lett. e) della L.R. 28 otto-
bre 2003 n. 20 il cui bando è stato approvato con il decreto 21 luglio
2006 n. 201. Saranno ammissibili le istanze presentate da PMI industriali
ed artigiane, singole o associate, appartenenti ai settori di cui alle lettere
C, D, E, F, G, H, I, K, M e O della classificazione delle attività econo-
miche ISTAT ATECO 2004 e da PMI operanti in alcune attività di ser-
vizio strettamente collegate e funzionali allo sviluppo delle predette atti-
vità produttive (per il cui dettaglio si rimanda all’Allegato 1 della D.G.R.
10 luglio 2006 n. 817, di approvazione del quadro attuativo per l’anno
2006). Gli interventi agevolabili dovranno riferirsi all’acquisizione della
prima certificazione etica (conforme alla norma SA 8000), rilasciata da
organismi nazionali accreditati SINCERT o da organismi internazionali
accreditati. Saranno agevolate le spese, di importo minimo di 5.000 euro,
relative a:
a) consulenza esterna per check-up conoscitivo del contesto aziendale e
per l’implementazione del sistema di gestione inerente la certificazione
etica;
b) software e hardware specifici per la certificazione etica;
c) certificazione etica rilasciata da organismi nazionali accreditati SIN-
CERT o da organismi internazionali accreditati (pratica di certificazione,
preverifica, verifica ispettiva di certificazione, conseguimento della certi-
ficazione).
Alle imprese beneficiarie verranno concessi contributi in conto capitale, in
regime de minimis, nella misura del 35% del costo dell’investimento rite-
nuto ammissibile.
Le domande per l’accesso al regime di aiuto dovranno essere trasmesse
nella duplice modalità telematica e cartacea entro il 28 settembre 2006.
La procedura informatica di invio telematico è disponibile all’indirizzo in-
ternet http://www.impresa.marche.it/ita/lr20/. La domanda, stampata dalla
procedura telematica, andrà poi inviata alla Giunta Regionale - Servizio
Industria, Artigianato Energia - PF Industria Artigianato Politiche Distret-
tuali e Infrastrutture, Via Tiziano n. 44 - 60125 Ancona, esclusivamente

540 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


mediante raccomandata A/R, in busta chiusa che riporti l’indicazione:
«art. 16 lett. e) della L.R. 20/2003».
(Decreto 21 luglio 2006 n. 201; B.U.R. 28 luglio 2006, n. 77)

LIGURIA Sicurezza nelle PMI turistiche


Domande
a sportello
La Liguria, attraverso l’art. 3 della L.R. 17 marzo 2000 n. 19, eroga con-
tributi alle PMI turistiche per luoghi di lavoro più sicuri. Saranno agevo-
labili gli interventi volti all’adeguamento alle normative vigenti in mate-
ria di sicurezza sul lavoro relativamente alle seguenti tipologie di strut-
ture ricettive: albergo, residenza turistico-alberghiera, locanda, campeg-
gio, villaggio turistico, parco per vacanze, casa per ferie, ostello per la
gioventù, affittacamere che fornisca in proprio la prima colazione, rifugi
alpini o escursionistici nonché case e appartamenti per le vacanze limi-
tatamente alle unità abitative di proprietà del gestore. Ai soggetti benefi-
ciari verrà concesso un contributo pari al 40% della spesa ritenuta am-
missibile. I contributi non saranno cumulabili, per gli stessi interventi,
con analoghe incentivazioni previste dallo Stato, dall’Unione Europea,
dalla Regione e da altri enti pubblici. Le richieste di contributo dovranno
riferirsi a opere ancora da iniziare o acquisti da effettuare ed essere cor-
redate da:
1) una relazione illustrativa dell’intervento;
2) computo metrico estimativo comprendente l’intero investimento;
3) preventivi di spesa per le opere non murarie.
Gli immobili sede degli esercizi ricettivi ammessi a contributo dovranno
essere vincolati alla loro specifica destinazione d’uso per la durata di anni

Finanziamenti
10 decorrenti dalla data di trascrizione del vincolo presso la competente
Conservatoria dei Registri immobiliari. Il contributo verrà revocato e si
procede al recupero delle somme eventualmente erogate, maggiorate degli
interessi legali, quando:
a) vengano accertate sostanziali irregolarità nella documentazione giusti-
ficativa della spesa o dimostrativa della immediata cantierabilità;
b) l’intervento non venga effettuato in conformità al progetto approvato
dal comune o entro i termini indicati nell’atto di concessione;
c) i beneficiari dichiarino di rinunciare al contributo concesso;
d) non vengano rispettati il vincolo di destinazione o gli impegni previsti
dalla normativa in esame;
e) sia cessata, o mai iniziata, l’attività turistica o ricettiva esercitata nel-
l’immobile per il quale sono stati concessi i contributi.
Nei casi previsti dalle lettere a) e b) potrà essere disposta, in via alterna-
tiva, la riduzione del contributo commisurandolo alle spese effettivamente
e conformemente sostenute e documentate, purché la realizzazione parzia-
le delle opere o degli acquisti consenta la fruibilità di quanto realizzato.
Le domande potranno essere presentate in qualsiasi momento, secondo la
procedura a sportello, alle province territorialmente competenti.
(D.G.R. 16 giugno 2006 n. 597; B.U.R. 12 luglio 2006, n. 28)

VENETO Premi per la salute in azienda


30 aprile 2007
Il Veneto concede premi alle aziende che investono in salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro. È quanto stabilito dal concorso «Azienda sana - La
salute in azienda 2006» approvato con il Decreto del Dirigente della Di-
rezione per la prevenzione 18 maggio 2006 n. 23. Lo scopo dell’iniziativa
è quello di favorire ed accrescere la più ampia diffusione della cultura e
delle buone pratiche per la sicurezza sul lavoro, di accrescere la tutela del-
la salute e del benessere della comunità lavorativa e di sensibilizzare le
organizzazioni d’impresa a migliorare i sistemi di gestione secondo criteri
di qualità e di eticità. Il bando è stato approvato per favorire i progetti fi-
nalizzati a realizzare iniziative caratterizzate da requisiti di qualità, in ma-
teria di informazione e formazione sulla salute e sulla sicurezza. Potranno
presentare le domande per l’accesso al bando tutte le imprese private e
pubbliche ubicate nella regione del Veneto. Gli aiuti potranno essere as-
segnati per la realizzazione di progetti o iniziative di qualità in tema di:
a) formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
b) sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro;
c) promozione della salute sul lavoro per la prevenzione delle malattie, il

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 541


miglioramento degli stili di vita, l’accrescimento del benessere del lavora-
tore anche attraverso l’organizzazione degli spazi di lavoro;
d) responsabilità sociale e certificazione etica d’impresa. Il progetto dovrà
essere conforme ai seguenti documenti di riferimento in materia di salute
e sicurezza sul lavoro:
1) «Quale formazione per la sicurezza» redatto dal Comitato Fondatore;
2) «Linee guida UNI per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul
lavoro (SGSL); «Criteri di qualità per la promozione della salute nei luo-
ghi di lavoro» elaborato dall’European Network for Workplace Health
Promotion (ENWHP); sistema SA 8000.
I progetti dovranno essere stati realizzati, con requisiti di qualità e di ec-
cellenza, nel corso dei 2 anni precedenti e/o da realizzare, secondo un pro-
gramma con tempi definiti, purché non siano già stati presentati nelle pre-
cedenti edizioni del concorso «Azienda sana». Saranno assegnati tre pre-
mi del valore unitario di 7.000 euro: uno alle grandi aziende con più di
250 dipendenti, uno alle PMI, uno alle aziende pubbliche. Il premio verrà
erogato:
I) per iniziative già concluse, in un’unica soluzione;
II) per le iniziative da realizzare, il 50% del premio all’avvio della realiz-
zazione dell’iniziativa e il saldo alla presentazione di un rapporto conclu-
sivo.
Le aziende che intendono partecipare al concorso dovranno presentare la
domanda, esclusivamente a mezzo di raccomandata a/r o corriere, entro il
31 aprile 2007, alla Segreteria organizzativa del concorso, «Azienda Sana
- la salute in azienda 2006», c/o Unindustria Venezia, via delle Industrie
Finanziamenti

19, 30175 Venezia Marghera.


(Decreto 18 maggio 2006 n. 23)

Dalle Camere di Commercio


CUNEO Incentivi agli artigiani per la prevenzione degli infortuni
31 marzo 2007 sul lavoro
La Camera di commercio di Cuneo concede incentivi agli artigiani che
investono nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il bando approvato
dall’ente camerale stabilisce i criteri per la presentazione delle istanze di
contributo per l’adeguamento al D.Lgs. n. 626/1994 e alle normative sulla
prevenzione degli infortuni. Potranno presentare domanda le imprese ar-
tigiane tenute all’applicazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi
di lavoro, aventi sede legale e/o unità operativa nella provincia di Cuneo.
I soggetti richiedenti dovranno essere regolarmente iscritti all’Albo Im-
prese Artigiane e in regola con il pagamento del diritto annuale. Saranno
considerati agevolabili gli interventi tesi ad applicare le misure previste
dalla normativa relativa l’igiene e la sicurezza sul lavoro e ad applicare
sistemi di prevenzione e protezione dei lavoratori. In particolare, saranno
ammissibili le seguenti categorie di spese:
1) consulenze per l’applicazione del D.Lgs. n. 626/1994;
2) adeguamenti degli impianti e macchine;
3) spese di valutazione dei rischi, del rumore, del piombo e dell’amianto;
4) corsi per responsabili dei servizi di prevenzione, protezione, antincen-
dio.
Il sostegno consiste in un contributo a fondo perduto pari al 15% delle
spese sostenute nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2006 e il 31 dicem-
bre 2006. L’importo dell’aiuto riconosciuto ad ogni impresa agevolata sa-
rà pari al 15% delle spese ammesse, e compreso tra un minimo di 150 eu-
ro ed un massimo di 1.500 euro. Alle domande di contributo dovranno
essere allegate, in copia conforme, le fatture e/o parcelle debitamente
quietanzate riguardanti le spese dichiarate e la dichiarazione sostitutiva
di atto di notorietà con la quale si attesti che tutte le spese indicate nella
domanda sono state effettuate esclusivamente ai fini dell’applicazione del
Dlgs 626/94 e delle normative sulla prevenzione degli infortuni.
Le richieste, contenute in plico recante sul frontespizio l’oggetto e il mit-

542 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


tente, dovranno essere spedite con raccomandata alla CCIAA di Cuneo,
Via E. Filiberto 3, o consegnate a mano presso gli sportelli della CCIAA
di Cuneo dai soggetti interessati o dalle competenti associazioni di cate-
goria, a partire dal 1º ottobre 2006 ed entro il 31 marzo 2007.
(CCIAA Cuneo; Criteri per la concessione di contributi per l’adeguamen-
to al D.Lgs. n. 626/1994 per il settore artigiano - Anno 2006)

Finanziamenti
CD-ROM Ambiente - Raccolta
delle annate arretrate
Aggiornamento: Annuale
Struttura base: E 159,00 + IVA 20%
Prezzo speciale riservato agli abbonati alla rivista
Ambiente: E 79,00 + IVA 20%
Prezzo aggiornamento: E 64,00 + IVA 20%

Il Cd-Rom è la raccolta delle annate della rivista Ambiente - Consu-


lenza e pratica per l’impresa. La struttura della rivista è riprodotta
integralmente rispettando la suddivisione nelle varie sezioni.
Attraverso diversi metodi di ricerca (l’indice analitico, l’indice degli
autori, l’indice cronologico della documentazione, la ricerca per ri-
ferimento di pubblicazione, per estremi o a testo libero) l’utente
può accedere in modo semplice e veloce a tutta la documentazio-
ne.

Per informazioni
 Servizio Informazioni Commerciali
(tel. 02.82476794 - fax 02.82476403)
 Agente Ipsoa di zona (www.ipsoa.it/agenzie)
 www.ipsoa.it

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 543


Sommario

Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . III

D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 - Articoli estratti e commentati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . III

Conclusioni .................................................................................. XV

MILANOFIORI ASSAGO, Strada 1, Palazzo F6, Tel. 02.82476.023


Nuovo Codice degli appalti
e sicurezza del lavoro
Pierguido Soprani Avvocato

Introduzione fare con la sicurezza sul lavoro: alcune di esse hanno


una vocazione prevenzionistica dichiarata (come l’art.
Con D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 il Governo ha licen- 131); altre costituiscono strumenti di tutela indiretta
ziato il nuovo Codice degli appalti (Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture). Il provve- delle condizioni di lavoro (quali, ad es., l’art. 9, l’art.
dimento dà attuazione e recepimento nella legislazione 38, l’art. 87, l’art. 176, etc.), costituendo indicatori sin-
italiana a due direttive comunitarie, la 2004/17/CE e la tomatici dello stato di salute della popolazione occupa-
2004/18/CE, entrambe emanate dal Parlamento euro- ta nel settore degli appalti pubblici.
peo e dal Consiglio in data 31 marzo 2004. Il Codice Nella stesura di un testo di tale corposità e complessità,
degli appalti abroga interamente la legge quadro in ma- i compilatori sono incorsi in qualche disarmonia nor-
teria di appalti pubblici (legge n. 109/1994, c.d. «Mer- mativa e in alcune scelte discutibili sul piano dell’ese-
loni») e una parte significativa del correlato regolamen- gesi. Nel complesso sono tuttavia indubbie l’armoniz-
to di esecuzione (approvato con D.P.R. n. 554/1999). zazione della materia e la completezza dello strumento
Numerose sono le disposizioni del Codice aventi a che regolatore.

D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 - Articoli estratti e commentati


(G.U. 2 maggio 2006, n. 100, s.o.)

Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE

Parte I
PRINCIPI E DISPOSIZIONI COMUNI E CONTRATTI ESCLUSI IN TUTTO O IN PARTE
DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE DEL CODICE

Titolo I
PRINCIPI E DISPOSIZIONI COMUNI

Art. 4
Competenze legislative di Stato, regioni e province autonome
(artt. 1, 3, legge n. 109/1994)

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la potestà normativa nelle materie oggetto
del presente codice nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e delle disposizioni relative a
materie di competenza esclusiva dello Stato.
2. Relativamente alle materie oggetto di competenza concorrente, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano esercitano la potestà normativa nel rispetto dei principi fondamentali contenuti nelle norme del pre-
sente codice, in particolare, in tema di programmazione di lavori pubblici, approvazione dei progetti ai fini urba-

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 III


nistici ed espropriativi, organizzazione amministrativa, compiti e requisiti del responsabile del procedimento, si-
curezza del lavoro.
3. Le regioni, nel rispetto dell’articolo 117, comma secondo, della Costituzione, non possono prevedere una di-
sciplina diversa da quella del presente codice in relazione: alla qualificazione e selezione dei concorrenti; alle pro-
cedure di affidamento, esclusi i profili di organizzazione amministrativa; ai criteri di aggiudicazione; al subappalto;
ai poteri di vigilanza sul mercato degli appalti affidati all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture; alle attività di progettazione e ai piani di sicurezza; alla stipulazione e all’esecuzione dei con-
tratti, ivi compresi direzione dell’esecuzione, direzione dei lavori, contabilità e collaudo, ad eccezione dei profili di
organizzazione e contabilità amministrative; al contenzioso. Resta ferma la competenza esclusiva dello Stato a di-
sciplinare i contratti relativi alla tutela dei beni culturali, i contratti nel settore della difesa, i contratti segretati o
che esigono particolari misure di sicurezza relativi a lavori, servizi, forniture.
4. Nelle materie di competenza normativa regionale, concorrente o esclusiva, le disposizioni del presente codice
si applicano alle regioni nelle quali non sia ancora in vigore la normativa di attuazione e perdono comunque effi-
cacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna regione.
5. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano adeguano la propria legislazione se-
condo le disposizioni contenute negli statuti e nelle relative norme di attuazione.

La norma in esame disciplina il riparto istituzionale sia pure nel rispetto delle «norme di procedura stabilite
delle competenze legislative, in aderenza alla riforma da legge dello Stato, che disciplina le modalità di eser-
federalista delineata dalla legge costituzionale 18 otto- cizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza»), è
bre 2001, n. 3, e portata ad attuazione (parziale) con la stata mantenuta ferma la valenza di «principio fonda-
legge 5 giugno 2003, n. 131. mentale» inderogabile della disciplina stabilita in tema
È noto che l’articolo 117 della Costituzione ha total- di piani di sicurezza (art. 131 del Codice). È invece
mente capovolto il criterio guida di attribuzione della possibile una disciplina differenziata dei contenuti mi-
potestà legislativa: l’ente ordinariamente titolare di tale nimi dei Piani, in forza della «clausola di cedevolezza»
potestà, da esercitarsi in via esclusiva, non è più lo Sta- contenuta nell’art. 1, comma 2 del Regolamento sui
to, bensı̀ ciascuna Regione (e le Province autonome di contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri,
Trento e di Bolzano). Fatte salve le materie attribuite adottato con D.P.R. n. 222/2003 («Le disposizioni del
alla potestà legislativa esclusiva dello Stato e quelle presente decreto si applicano nelle regioni e province
rientranti nella legislazione concorrente, la regione ha autonome fino alla data di entrata in vigore della nor-
cosı̀ acquisito un ruolo di assoluta centralità istituziona- mativa emanata dalle medesime regioni e province
le, sul piano della produzione normativa (art. 117, com- autonome nel rispetto dei principi fondamentali posti
ma 4 Cost.: «Spetta alle Regioni la potestà legislativa in in materia dalla legislazione dello Stato»). D’altro can-
riferimento ad ogni materia non espressamente riserva- to la competenza delle Regioni all’esercizio della pote-
ta alla legislazione dello Stato»). Peraltro la competen- stà regolamentare nella materia della «sicurezza del la-
za legislativa esclusiva quantitativamente prevalente voro» ha carattere esclusivo (art. 117, comma 6 Cost.),
della Regione subisce una serie di condizionamenti, de- né si pone il problema della previsione di sanzioni pe-
rivanti dal dovere di rispetto, oltre che dei parametri co- nali, interdetta per la legislazione regionale.
stituzionali, dei vincoli derivanti dall’ordinamento co-
munitario e dagli obblighi internazionali, e dei principi
fondamentali determinati dallo Stato.
Tale nuovo scenario, conseguente alla ripartizione della
potestà legislativa Stato-Regioni, ha prodotto l’effetto,
non disancorato da pericoli, di una «regionalizzazione»
della produzione legislativa. E tale effetto-risultato ha
investito anche la materia della sicurezza e dell’igiene
del lavoro: infatti, tra le materie soggette al regime di
legislazione concorrente tra Stato e Regioni, vi è quella
della «tutela e sicurezza del lavoro» (art. 117, comma
3). In tale assetto, anche il Codice degli appalti ha pre-
visto la fissazione del c.d. «termine di efficacia» (com-
ma 4), con salvezza dei soli principi fondamentali
espressamente determinati dallo Stato (commi 2 e 3).
Nonostante il recepimento delle direttive sociali euro-
pee, in materia di tutela delle condizioni di lavoro,
sia ormai affidato essenzialmente alle Regioni e alle
Province autonome (cui l’art. 117 Cost. riconosce sia
il diritto di partecipare alle decisioni dirette alla forma-
zione degli atti normativi comunitari, sia la competenza
in tema di attuazione e di esecuzione degli accordi in-
ternazionali e degli atti emanati dall’Unione europea,

IV Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Art. 9
Sportello dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture
(art. 27, direttiva 2004/18; art. 39, direttiva 2004/17)

1. Le stazioni appaltanti possono istituire un ufficio, denominato «sportello dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi, forniture», con il compito di:
a) fornire ai candidati e agli offerenti, e ai soggetti che intendono presentare una candidatura o un’offerta, infor-
mazioni relative alle norme vigenti nel luogo di affidamento e di esecuzione del contratto, inerenti agli obblighi
fiscali, alla tutela dell’ambiente, alle disposizioni in materia di sicurezza e condizioni di lavoro, nonché a tutte
le altre norme che devono essere rispettate nell’esecuzione del contratto;
(Omissis)

Non essendo la tutela delle condizioni di lavoro un Ciò che deve essere chiaro è che gli obblighi e le posi-
aspetto negoziabile, se ne è valorizzato il momento cul- zioni di garanzia predeterminati dalla normativa pre-
turalmente significativo (più che la valenza cogente, as- venzionistica e di igiene del lavoro sono inderogabili,
sistita di regola dalla sanzione penale), in quanto obiet- se non in melius, ossia con un innalzamento del livello
tivo condiviso da tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, della tutela rispetto a quello delineato ex lege.
nella programmazione e successiva attuazione del «si-
stema sicurezza».

Art. 10
Responsabile delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
(artt. 4, 5, 6, legge n. 241/1990; art. 6, co. 12, legge n. 537/1993;
art. 7, legge n. 109/1994; art. 7, D.P.R. n. 554/1999)

1. Per ogni singolo intervento da realizzarsi mediante un contratto pubblico, le amministrazioni aggiudicatrici no-
minano, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, un responsabile del procedimento, unico per le fasi della pro-
gettazione, dell’affidamento, dell’esecuzione.
2. Il responsabile del procedimento svolge tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal pre-
sente codice, ivi compresi gli affidamenti in economia, e alla vigilanza sulla corretta esecuzione dei contratti, che
non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti.
(Omissis)
4. Il regolamento individua gli eventuali altri compiti del responsabile del procedimento, coordinando con essi i
compiti del direttore dell’esecuzione del contratto e del direttore dei lavori, nonché dei coordinatori in materia
di salute e di sicurezza durante la progettazione e durante l’esecuzione, previsti dal decreto legislativo 14 agosto
1996, n. 494 e dalle altre norme vigenti.
5. Il responsabile del procedimento deve possedere titolo di studio e competenza adeguati in relazione ai compiti
per cui è nominato.
Per i lavori e i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura deve essere un tecnico. Per le amministrazioni ag-
giudicatrici deve essere un dipendente di ruolo.
6. Il regolamento determina i requisiti di professionalità richiesti al responsabile del procedimento; per i lavori
determina l’importo massimo e la tipologia, per i quali il responsabile del procedimento può coincidere con il
progettista. Le ipotesi di coincidenza tra responsabile del procedimento e direttore dell’esecuzione del contratto
sono stabilite dal regolamento, in conformità all’articolo 119.
(Omissis)

Il Responsabile (unico) del procedimento (c.d. RUP) è anche nel testo dell’art. 8, comma 2, del D.P.R. n. 554/
il soggetto, interno o esterno all’amministrazione ag- 1999, ove si legge che il responsabile del procedimento
giudicatrice, destinato ad assumere la funzione di Re- «assume il ruolo di responsabile dei lavori, ai fini del
sponsabile dei lavori (c.d. RL) per il rispetto della nor- rispetto delle norme sulla sicurezza e salute dei lavora-
mativa di sicurezza nei cantieri, ai sensi dell’art. 2, lett. tori sui luoghi di lavoro, qualora il soggetto che, nella
c) del D.Lgs. n. 494/1996 («Nel caso di appalto di ope- struttura organizzativa della amministrazione aggiudi-
ra pubblica, il responsabile dei lavori è il responsabile catrice sarebbe deputato a rappresentare il committente,
unico del procedimento»). Ovviamente ciò potrà avve- non intenda adempiere direttamente agli obblighi dalle
nire non in virtù di un «automatismo funzionale» (co- stesse norme previsti» e che «La designazione deve
me a prima vista sembra desumersi dal testo letterale contenere l’indicazione degli adempimenti di legge og-
della norma), bensı̀ mediante il conferimento al RUP, getto dell’incarico». Tale indicazione degli adempi-
da parte del Committente, di una specifica delega di menti delegati al RL è ineludibile, giacché l’art. 6,
funzioni. Tale imprescindibile necessità trova conferma comma 1, del D.Lgs. n. 494/1996 dispone che il com-

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 V


mittente è esonerato dalle responsabilità connesse all’a- riormente che le funzioni del coordinatore per l’esecu-
dempimento degli obblighi «limitatamente all’incarico zione dei lavori previste dal D.Lgs. n. 494/1996 «sono
conferito al responsabile dei lavori». svolte dal direttore lavori»: cosicché, nei casi di coinci-
Il richiamo al possesso di un titolo di studio e compe- denza soggettiva, si può già affermare che il RUP è co-
tenza adeguati (comma 5), è un argine al rischio della stretto a «dialogare» catastroficamente con se stesso, al
culpa in eligendo da parte del Committente. momento di doversi autosegnalare (quale CSE e RL a
Quanto alla previsione del cumulo funzionale tra RUP tempo stesso) le inosservanze delle imprese e dei lavo-
e direttore dei lavori (comma 6), va ricordato che l’art. ratori autonomi, secondo quanto prevede l’art. 5, com-
127, comma 1 del D.P.R. n. 554/1999 stabilisce ulte- ma 1, lett. e) del D.Lgs. n. 494/1996.

Parte II
CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI SERVIZI E FORNITURE
NEI SETTORI ORDINARI

Titolo I
CONTRATTI DI RILEVANZA COMUNITARIA

Capo II
REQUISITI DEI PARTECIPANTI ALLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO

Art. 38
Requisiti di ordine generale
(art. 45, direttiva 2004/18; art. 75, d.P.R. n. 554/1999; art. 17, d.P.R. n. 34/2000)

1. Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, for-
niture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti:
(Omissis)
e) che hanno commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro
obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio;
(Omissis)
i) che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previden-
ziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti;
(Omissis)
2. Il candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità
alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui indica anche le even-
tuali condanne per le quali abbia beneficiato della non menzione.
3. Ai fini degli accertamenti relativi alle cause di esclusione di cui al presente articolo, si applica l’articolo 43 del
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; resta fermo, per l’affidatario, l’obbligo di pre-
sentare la certificazione di regolarità contributiva di cui all’articolo 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n.
210, convertito dalla legge 22 novembre 2002, n. 266 e di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto legislativo
14 agosto 1996, n. 494 e successive modificazioni e integrazioni. In sede di verifica delle dichiarazioni di cui ai
commi 1 e 2 le stazioni appaltanti chiedono al competente ufficio del casellario giudiziale, relativamente ai candi-
dati o ai concorrenti, i certificati del casellario giudiziale di cui all’articolo 21 del decreto del Presidente della Re-
pubblica 14 novembre 2002, n. 313, oppure le visure di cui all’articolo 33, comma 1, del medesimo decreto n. 313
del 2002.
(Omissis)

L’esclusione dalla partecipazione alle procedure di af- sa di esclusione, alla circostanza che sia stata «pronun-
fidamento per i soggetti che hanno «commesso gravi ciata sentenza di condanna passata in giudicato, o
infrazioni debitamente accertate alle norme in materia emesso decreto penale di condanna divenuto irrevoca-
di sicurezza» pone il problema del significato da attri- bile, oppure sentenza di applicazione della pena su ri-
buire alla commissione e all’accertamento dell’infra- chiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di proce-
zione (per infrazioni gravi, potremmo convenzional- dura penale per reati gravi in danno dello Stato o della
mente ritenere quanto meno le contravvenzioni assog- Comunità che incidono sulla moralità professionale»),
gettate alla fascia sanzionatoria massima: arresto da 3 a sembra potersi dedurre l’operatività della causa di
6 mesi o ammenda da euro 1.549 a euro 4.131). Per esclusione per il solo fatto dell’accertamento, anche
meglio dire, dette nozioni di «commissione» e di «ac- non definitivo (cfr. lett. i) della commissione del reato
certamento» assumono un significato sostanziale o (dunque ancor prima dell’accertamento dello stesso,
processuale? anche se è solo con l’accertamento che emerge il feno-
Dal confronto con l’espressione utilizzata alla prece- meno criminale sotto il profilo della conoscenza da
dente lett. c) (ove si fa esplicito riferimento, quale cau- parte dell’organo di vigilanza). Trattasi di un parame-

VI Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


tro di dubbia costituzionalità, se rapportato alla pre- slatore, mediante il richiamo esplicito dell’art. 2, del
sunzione di non colpevolezza (art. 27, comma 2 D.L. 25 settembre 2002, n. 210 (il quale, in materia
Cost.), in quanto totalmente svincolato dalla sede pro- di emersione del lavoro sommerso e di rapporti di la-
cessuale, e in quanto esso viene a ricomprendere anche voro a tempo parziale, dispone che «Le imprese edili
fatti riconducibili a procedure di estinzione concordata che risultano affidatarie di un appalto pubblico sono
del reato (qual è quella di cui al D.Lgs. n. 758/1994) tenute a presentare alla stazione appaltante la certifica-
che è irragionevole che mantengano i cosı̀ gravi effetti zione relativa alla regolarità contributiva a pena di re-
esclusivi previsti dalla norma in esame, nonostante voca dell’affidamento»), ha recepito l’orientamento
l’avvenuta dequalificazione dell’illiceità penale del già manifestato dall’Autorità per la vigilanza sui lavori
fatto e il ripristino della legalità in via anticipata, attra- pubblici, con comunicato 12 novembre 2002 (1), il
verso il meccanismo della prescrizione a fini di rego- quale prevede altresı̀ che la fattispecie prevista dalla
larizzazione. norma in questione rientra nelle ipotesi di cause di
Quale sia poi il significato dell’espressione avverbiale esclusione che devono formare oggetto di apposita co-
«debitamente», riferita all’accertamento dell’infrazio- municazione da parte delle stazioni appaltanti all’Au-
ne, è di ardua comprensione per l’interprete (si tratta torità, al fine dell’adozione da parte della stessa dei
del rispetto delle regole di accertamento, o di quali al- provvedimenti di propria competenza; sicché l’Autori-
tri meccanismi o procedure di legalità formale, ovve- tà ha imposto alle stazioni appaltanti di comunicare i
ro del coefficiente di riscontro dell’infrazione accerta- casi di revoca degli affidamenti dovuta alla mancanza
ta?) di certificazione attestante la regolarità contributiva,
A prescindere dalla novità costituita dall’introduzione entro 10 giorni dall’emanazione del provvedimento
del sistema dell’autocertificazione (comma 2), il legi- di revoca.

Capo III
OGGETTO DEL CONTRATTO, PROCEDURE DI SCELTA DEL CONTRAENTE
E SELEZIONE DELLE OFFERTE

Sezione V
CRITERI DI SELEZIONE DELLE OFFERTE
E VERIFICA DELLE OFFERTE ANORMALMENTE BASSE

Art. 87
Criteri di verifica delle offerte anormalmente basse
(art. 55, direttiva 2004/18; art. 57, direttiva 2004/17; art. 21, co. 1-bis, legge n. 109/1994;
art. 19, D.Lgs. n. 358/1992; art. 25, D.Lgs. n. 157/1995;
art. 25, D.Lgs. n. 158/1995; art. unico, legge n. 327/2000)

1. Quando un’offerta appaia anormalmente bassa, la stazione appaltante richiede all’offerente le giustificazioni,
eventualmente necessarie in aggiunta a quelle già presentate a corredo dell’offerta, ritenute pertinenti in merito
agli elementi costitutivi dell’offerta medesima.
2. Le giustificazioni di cui all’articolo 86, comma 5 e di cui all’articolo 87, comma 1, possono riguardare, a titolo
esemplificativo:
(Omissis)
e) il rispetto delle norme vigenti in tema di sicurezza e condizioni di lavoro;
(Omissis)
4. Non sono ammesse giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza per i quali non sia ammesso ribasso d’asta
in conformità all’articolo 131, nonché al piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 12, decreto legi-
slativo 14 agosto 1996, n. 494 e alla relativa stima dei costi conforme all’articolo 7, decreto del Presidente della
Repubblica 3 luglio 2003, n. 222. In relazione a servizi e forniture, nella valutazione dell’anomalia la stazione ap-
paltante tiene conto dei costi relativi alla sicurezza, che devono essere specificamente indicati nell’offerta e risul-
tare congrui rispetto all’entità e alle caratteristiche dei servizi o delle forniture.
(Omissis)

La significatività del collegamento tra le offerte anor- consente all’offerente di potersi richiamare alle «solu-
malmente basse e il rispetto delle norme vigenti in tema zioni tecniche adottate».
di sicurezza e condizioni di lavoro si spiega da sé, es-
sendo la sicurezza un significativo costo di impresa.
Più interessante la previsione (comma 4) del divieto
di ricondurre le offerte anormalmente basse a minori Nota:
costi sui c.d. «oneri di sicurezza», anche se la norma (1) G.U. 2 dicembre 2002, n. 282.

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 VII


Capo IV
PROGETTAZIONE E CONCORSI DI PROGETTAZIONE
Sezione I
PROGETTAZIONE INTERNA ED ESTERNA LIVELLI DELLA PROGETTAZIONE
Art. 93
Livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni di lavori (art. 16, legge n. 109/1994)

1. La progettazione in materia di lavori pubblici si articola, nel rispetto dei vincoli esistenti, preventivamente ac-
certati, laddove possibile fin dal documento preliminare, e dei limiti di spesa prestabiliti, secondo tre livelli di suc-
cessivi approfondimenti tecnici, in preliminare, definitiva ed esecutiva, in modo da assicurare:
a) la qualità dell’opera e la rispondenza alle finalità relative;
b) la conformità alle norme ambientali e urbanistiche;
c) il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definiti dal quadro normativo nazionale e comunitario.
(Omissis)
7. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori, alla vigilanza e ai collaudi, nonché agli studi e alle
ricerche connessi, gli oneri relativi alla progettazione dei piani di sicurezza e di coordinamento e dei piani generali
di sicurezza quando previsti ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, gli oneri relativi alle prestazioni
professionali e specialistiche atte a definire gli elementi necessari a fornire il progetto esecutivo completo in ogni
dettaglio, ivi compresi i rilievi e i costi riguardanti prove, sondaggi, analisi, collaudo di strutture e di impianti per gli
edifici esistenti, fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione
della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti.
8. I progetti sono redatti in modo da assicurare il coordinamento dell’esecuzione dei lavori, tenendo conto del
contesto in cui si inseriscono, con particolare attenzione, nel caso di interventi urbani, ai problemi della accessi-
bilità e della manutenzione degli impianti e dei servizi a rete.
(Omissis)

Due sole annotazioni: namento dell’esecuzione dei lavori, a favore di que-


– la prima (comma 7) è la svista dei compilatori nel fa- st’ultima: il che rappresenta l’espressione più matura
re richiamo ad uno strumento (il piano generale di sicu- e compiuta di quel principio di (leale) collaborazione
rezza) abrogato da tempo, ad opera del D.Lgs. n. 528/ tra progettista dell’opera e coordinatore per la progetta-
1999 (c.d. 494-bis); zione (CSP), al fine di garantire l’eliminazione o la ri-
– la seconda (comma 8) è l’apprezzabile correlazione duzione al minimo dei rischi di lavoro nel cantiere, san-
virtuosa tra attività di progettazione e attività di coordi- cito dall’art. 1, lett. a) del D.P.R. n. 222/2003.

Capo V
PRINCIPI RELATIVI ALL’ESECUZIONE DEL CONTRATTO
Art. 118
Subappalto e attività che non costituiscono subappalto (art. 25, direttiva 2004/18; art. 37, direttiva 2004/17;
art. 18, legge n. 55/1990; art. 16, D.Lgs. 24 marzo 1992, n. 358; art. 18, decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157;
art. 21, decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158; 34, legge n. 109/1994)

(Omissis)
6. L’affidatario è tenuto ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti
collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni; è,
altresı̀, responsabile in solido dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei subappaltatori nei confronti
dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto. L’affidatario e, per suo tramite, i subappal-
tatori, trasmettono alla stazione appaltante prima dell’inizio dei lavori la documentazione di avvenuta denunzia agli
enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi e antinfortunistici, nonché copia del piano di cui al comma 7.
L’affidatario e, suo tramite, i subappaltatori trasmettono periodicamente all’amministrazione o ente committente
copia dei versamenti contributivi, previdenziali, assicurativi, nonché di quelli dovuti agli organismi paritetici pre-
visti dalla contrattazione collettiva.
7. I piani di sicurezza di cui all’articolo 131 sono messi a disposizione delle autorità competenti preposte alle ve-
rifiche ispettive di controllo dei cantieri. L’affidatario è tenuto a curare il coordinamento di tutti i subappaltatori
operanti nel cantiere, al fine di rendere gli specifici piani redatti dai singoli subappaltatori compatibili tra loro e
coerenti con il piano presentato dall’affidatario. Nell’ipotesi di raggruppamento temporaneo o di consorzio, detto
obbligo incombe al mandatario. Il direttore tecnico di cantiere è responsabile del rispetto del piano da parte di
tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.
(Omissis)

VIII Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Questa disposizione pone non pochi problemi all’inter- La prima incongruenza emerge dal seguente raffronto
prete, e denota scarsa attenzione dei compilatori all’esi- sinottico:
genza di armonizzazione della legislazione di settore.

D.Lgs. n. 163/2006 D.Lgs. n. 494/1996


Art. 118, comma 6 Art. 13, comma 3
L’affidatario e, per suo tramite, i subappaltatori, tra- Prima dell’inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa
smettono alla stazione appaltante prima dell’inizio dei esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicu-
lavori la documentazione di avvenuta denunzia agli enti rezza al coordinatore per l’esecuzione.
previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi e anti-
nfortunistici, nonché copia del piano di cui al comma
7 (Piano operativo di sicurezza: ndA).

Le incompatibilità tra le due norme riguardano: da considerare come piano complementare di dettaglio
– i tempi di trasmissione dei piani operativi di sicurez- del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’arti-
za (c.d. POS); colo 12, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, e
– il soggetto cui i POS devono essere trasmessi; adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fa-
– il soggetto tenuto a tale trasmissione; scicolo di cui all’art. 4, comma 1, lettera b), in relazio-
– la qualità documentale del POS (originale o copia de ne all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche
documento) intervenute, valutando le proposte delle imprese esecu-
Ora, o si ammette la coesistenza e l’operatività di en- trici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, non-
trambe le norme nel sistema degli appalti pubblici (il ché verificare che le imprese esecutrici adeguino, se
che è soluzione non impossibile ma cervellotica e pri- necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;
va di ratio legislativa sostanziale); ovvero detta situa- – organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavo-
zione di concorso apparente di norme deve in qualche ratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento
modo essere risolta. Optando per questa ipotesi, non delle attività nonché la loro reciproca informazione.
v’è dubbio circa la prevalenza della norma a vocazione Non spetta dunque al soggetto affidatario la cura del
prevenzionistica (art. 13, comma 3 del D.Lgs. n. 494/ coordinamento dei subappaltatori operanti nel cantiere,
1996), sia in relazione alla gerarchia delle fonti (essen-
a fini di sicurezza, né la gestione della relazione di coe-
do il «decreto cantieri» espressione del recepimento di
renza tra il proprio POS e quello dei subappaltatori. Ta-
una direttiva comunitaria, integralmente disciplinante
sia il settore degli appalti privati, sia il settore degli ap- le soluzione può, in ipotesi, essere praticata nei cantieri
palti pubblici), sia in relazione al fatto che essa - a dif- cd. «sottosoglia», privi del Coordinatore per l’esecuzio-
ferenza della previsione codicistica - è assistita dalla ne e del Piano di sicurezza e di coordinamento (PSC),
previsione di sanzione amministrativa in caso di inos- ove è prevista la redazione, da parte dell’appaltatore
servanza. principale, del c.d. piano di sicurezza sostitutivo
Ma ciò che fa ancor più - definitivamente - propendere (PSS); non certo nei cantieri nei quali è presente la fi-
a favore dell’art. 13 del D.Lgs. n. 494/1996, è la lettura gura professionale del CSE. Del pari incongruo è il ri-
combinata del successivo comma 7 della norma in ferimento ad una responsabilità prevenzionistica del di-
commento. È indubbio che l’esercizio della funzione rettore tecnico di cantiere circa il rispetto del piano
del coordinamento dei lavori, a fini di sicurezza, spetti (quale piano??) da parte di tutte le imprese impegnate
non al soggetto affidatario, bensı̀ al Coordinatore per nell’esecuzione dei lavori.
l’esecuzione, il quale solo ha i seguenti obblighi, stabi- L’impressione è che si tratti di refusi di testo dell’art.
liti dall’art. 5 del D.Lgs. n. 494/1996 e presidiati dalla 18, comma 8 della legge n. 55/1990, peraltro da gran
previsione della sanzione penale: parte della dottrina ritenuto implicitamente abrogato
– verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza, con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 494/1996.

Art. 119
Direzione dell’esecuzione del contratto

1. La esecuzione dei contratti aventi ad oggetto lavori, servizi, forniture, è diretta dal responsabile del procedi-
mento o da altro soggetto, nei casi e con le modalità stabilite dal regolamento.
2. Per i lavori, detto regolamento stabilisce le tipologie e gli importi massimi per i quali il responsabile del pro-
cedimento può coincidere con il direttore dei lavori.
3. Per i servizi e le forniture, il regolamento citato individua quelli di particolare importanza, per qualità e importo
delle prestazioni, per i quali il direttore dell’esecuzione del contratto deve essere un soggetto diverso dal respon-
sabile del procedimento.

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 IX


Come già segnalato supra, nel commento all’art. 10, della previsione dell’art. 127, comma 1 del D.P.R.
comma 6 del Codice, il cumulo funzionale - seppur n. 554/1999) pone problemi di compatibilità nell’e-
non obbligatorio - delle funzioni di RUP, DL e sercizio degli statuti funzionali propri di ciascuna fi-
CSE in capo alla stessa persona (anche per effetto gura.

Titolo III
DISPOSIZIONI ULTERIORI PER I CONTRATTI RELATIVI AI LAVORI PUBBLICI

Capo I
PROGRAMMAZIONE, DIREZIONE ED ESECUZIONE DEI LAVORI

Art. 131
Piani di sicurezza (art. 31, legge n. 109/1994)

1. Il Governo, su proposta dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute, delle infrastrutture e dei
trasporti, e delle politiche comunitarie, sentite le organizzazioni sindacali e imprenditoriali maggiormente rappre-
sentative, approva le modifiche che si rendano necessarie al regolamento recato dal decreto del Presidente della
Repubblica 3 luglio 2003, n. 222, in materia di piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in conformità
alle direttive comunitarie, e alla relativa normativa nazionale di recepimento.
2. Entro trenta giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della consegna dei lavori, l’appaltatore od il conces-
sionario redige e consegna ai soggetti di cui all’articolo 32:
a) eventuali proposte integrative del piano di sicurezza e di coordinamento quando quest’ultimo sia previsto ai
sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494;
b) un piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento quando quest’ultimo non sia pre-
visto ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494;
c) un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative responsabilità nel-
l’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori, da considerare come piano complementare di dettaglio
del piano di sicurezza e di coordinamento quando quest’ultimo sia previsto ai sensi del decreto legislativo 14 ago-
sto 1996, n. 494, ovvero del piano di sicurezza sostitutivo di cui alla lettera b).
3. Il piano di sicurezza e di coordinamento, quando previsto ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494,
ovvero il piano di sicurezza sostitutivo di cui alla lettera b) del comma 2, nonché il piano operativo di sicurezza di
cui alla lettera c) del comma 2 formano parte integrante del contratto di appalto o di concessione; i relativi oneri
vanno evidenziati nei bandi di gara e non sono soggetti a ribasso d’asta. Le gravi o ripetute violazioni dei piani
stessi da parte dell’appaltatore o del concessionario, previa formale costituzione in mora dell’interessato, costi-
tuiscono causa di risoluzione del contratto. Il regolamento di cui al comma 1 stabilisce quali violazioni della sicu-
rezza determinano la risoluzione del contratto da parte della stazione appaltante. Il direttore di cantiere e il coor-
dinatore della sicurezza in fase di esecuzione, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, vigilano sull’osser-
vanza dei piani di sicurezza.
4. Le imprese esecutrici, prima dell’inizio dei lavori ovvero in corso d’opera, possono presentare al coordinatore
per l’esecuzione dei lavori di cui al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, proposte di modificazioni o inte-
grazioni al piano di sicurezza e di coordinamento loro trasmesso dalla stazione appaltante, sia per adeguarne i
contenuti alle tecnologie proprie dell’impresa, sia per garantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli
infortuni e la tutela della salute dei lavoratori eventualmente disattese nel piano stesso.
5. I contratti di appalto o di concessione, se privi dei piani di sicurezza di cui al comma 2, sono nulli.
6. Ai fini dell’applicazione degli articoli 9, 11 e 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, la dimensione numerica
prevista per la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali nei cantieri di opere e lavori pubblici è deter-
minata dal complessivo numero dei lavoratori mediamente occupati trimestralmente nel cantiere e dipendenti
dalle imprese concessionarie, appaltatrici e subappaltatrici, per queste ultime nell’ambito della categoria prevalen-
te, secondo criteri stabiliti dai contratti collettivi nazionali di lavoro nel quadro delle disposizioni generali sulle
rappresentanze sindacali.
7. Ai fini del presente articolo il concessionario che esegue i lavori con la propria organizzazione di impresa è
equiparato all’appaltatore.

Il comma 1 della norma prevede la possibilità di appor- data di entrata in vigore della normativa emanata dalle
tare modifiche al D.P.R. 3 luglio 2003, n. 222 (Regola- medesime regioni e province autonome nel rispetto dei
mento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei principi fondamentali posti in materia dalla legislazione
cantieri). Va segnalata la perplessità dell’attribuzione dello Stato». Per altro verso, secondo quanto dispone
della competenza funzionale esclusiva del Governo, l’art. 117, comma 6 Cost., la competenza delle Regioni
laddove è lo stesso art. 1, comma 2 del regolamento in tema di esercizio della potestà regolamentare nella
a stabilire che «Le disposizioni del presente decreto materia della «sicurezza del lavoro» ha carattere esclu-
si applicano nelle regioni e province autonome fino alla sivo.

X Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Soccorre forse a questo punto il richiamo dell’art. 1, contenute ha una valenza sostitutiva del «decreto can-
comma 4 del Codice, il quale dispone che «Nelle ma- tieri» (il quale costituiva e costituisce ancor oggi l’uni-
terie di competenza normativa regionale, concorrente co modello normativo di riferimento per tutti i contratti
o esclusiva, le disposizioni del presente codice si appli- di appalto in edilizia), ponendosi invece tutte nel suo
cano alle regioni nelle quali non sia ancora in vigore la ambito di applicazione.
normativa di attuazione e perdono comunque efficacia Vediamo ora di esaminare i singoli commi.
a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma- Il comma 2 induce alle seguenti considerazioni:
tiva di attuazione adottata da ciascuna regione». Del re- – lettere a) e c): nel caso in cui sia prevista la redazio-
sto la stessa emanazione del D.P.R. 3 luglio 2003, n. ne del piano di sicurezza e di coordinamento (art. 3,
222 da parte dello Stato (sfornito - come detto - di com- commi 3 e 4 del D.Lgs. n. 494/1996), l’appaltatore (o
petenza regolamentare in materia di legislazione con- il concessionario) dei lavori ha l’obbligo di redigere e
corrente) è stata ritenuta legittima (parere del Consiglio di consegnare ai soggetti appaltanti (individuati all’art.
di Stato in Ad. plen., n. 1376102 dell’11 novembre 32 del Codice) eventuali «proposte integrative» (PI) del
2002), essendosi ritenuto che la permanenza del potere PSC, nonché un «piano operativo di sicurezza» da con-
regolamentare dello Stato nelle materie di legislazione siderarsi, nell’organizzazione del cantiere, come piano
concorrente (limitatamente tuttavia alle normative complementare di dettaglio del piano di sicurezza e
che, come il citato D.P.R. n. 222/2003, siano diretta- di coordinamento;
mente funzionali all’attuazione ed all’esecuzione della – lettera b): nel caso in cui la redazione del piano di
corrispondente normativa comunitaria) si legittimi qua- sicurezza e di coordinamento non sia prevista (si tratta
le azione di supplenza all’inerzia delle Regioni, giacché dei cantieri minori «sottosoglia» (cioè di entità inferiore
tale inerzia costituisce fattore di concreto impedimento ai 200 uomini-giorno) o che non presentano fattori di
al recepimento nell’ordinamento italiano della normati- rischio «particolari» - per i quali non sussiste l’obbligo
va comunitaria. di designazione dei coordinatori), l’appaltatore (o il
Ciò detto, va ulteriormente chiarito che il D.Lgs. n. concessionario) dei lavori ha l’obbligo di redigere e
494/1996, quale espressione del modello sovranaziona- di consegnare ai soggetti appaltanti un «piano di sicu-
le di organizzazione del lavoro, nel settore dei cantieri rezza sostitutivo» (PSS).
temporanei o mobili, al fine di tutelare la sicurezza e la Anche nel settore degli appalti pubblici, il PSC rimane
salute dei lavoratori, corrisponde ad uno standard con- dunque il principale strumento per la programmazione
cettualmente omogeneo, tanto nella normativa comuni- della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro; ad
taria (direttiva n. 92/57/CEE), quanto nella legislazione esso tuttavia il legislatore ha voluto affiancare altri
nazionale di recepimento: la pubblica amministrazione strumenti, anch’essi funzionali alla logica della pro-
viene messa sullo stesso piano dei datori di lavoro pri- grammazione: le PI (proposte integrative), il POS, il
vati, quanto alla definizione degli obblighi di sicurezza, PSS.
a nulla rilevando - in linea tendenziale - la natura pub- La formulazione di proposte integrative costituisce
blicistica dei servizi, delle funzioni e delle mansioni un’eventualità rimessa alla discrezionalità dell’appalta-
svolte. tore (o del concessionario) dei lavori. Tale eventualità
Che quello introdotto con il D.Lgs. n. 494/1996 rappre- non è una novità, rappresentando solo la specificazio-
senti un modello unitario - al pari del modello generale ne, relativa al settore degli appalti pubblici, della previ-
proprio del D.Lgs. n. 626/1994 - tanto per il settore pri- sione contenuta nel comma 5 dell’art. 12 del D.Lgs. n.
vato, quanto per il settore pubblico, lo si ricava anche 494/1996. Dal momento che - limitatamente agli aspetti
considerando che tra il settore privato e il settore pub- legati alla prevenzione degli infortuni ed all’igiene del
blico non vi è diversità di disciplina né per ciò che at- lavoro - il «decreto cantieri» si pone come normativa
tiene allo strumento pianificatorio costituito dal piano quadro di settore, non vi è dubbio che le PI devono ne-
di sicurezza e di coordinamento (unico, e collocato si- cessariamente essere rivolte ad un’integrazione del PSC
stematicamente nell’art. 12 del D.Lgs. n. 494/1996), e a fini migliorativi. Tale obbligata finalità discende non
neppure per ciò che attiene alla definizione dei suoi solo dalla necessità di allineamento con il citato art. 12,
contenuti minimi (essendo unitaria la disciplina appre- comma 5, del D.Lgs. n. 494/1996 (in caso contrario vi
stata in merito dal D.P.R., n. 222/2003). sarebbe ingiustificata disparità di trattamento), ma an-
Il modello di sicurezza c.d. «integrata» delineato dal che dal fatto che PI con valenza peggiorativa dei piani
D.Lgs. n. 494/1996 assume pertanto, nel settore dei non avrebbero senso logico. Discutibile invece se le PI
cantieri edili, una valenza generale e «totalizzante», (ad es. proponendo modalità diverse di esecuzione o di
nel senso che non vi è area di non applicazione della organizzazione del lavoro) possano integrare il PSC
normativa di derivazione comunitaria, né la possibilità mantenendo un livello di sicurezza equivalente. Chi
di un modello alternativo con essa confliggente. scrive ritiene che la soluzione negativa sia quella prefe-
Anche l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, ribile.
con determinazione 15 dicembre 1999, n. 12, ha ritenu- Più precisamente:
to, con motivazioni analoghe, che anche al settore delle – se le PI attengono ai profili di rischio c.d. «aggiunti-
opere pubbliche si applichino senza riserve «tutte le di- vi» ed «interferenziali» derivanti dalla presenza simul-
sposizioni di cui ai ... decreti legislativi n. 626/1994 e tanea o successiva delle varie imprese ovvero dei lavo-
n. 494/1996 relative ai piani di sicurezza». ratori autonomi, non ha senso ammettere soluzioni al-
Alla luce delle considerazioni svolte, il dato di partenza ternative che non garantiscano un livello più alto di si-
per l’esame del testo dell’art. 131 del D.Lgs. n. 163/ curezza nel cantiere (pena la proliferazione di PI ed un
2006 è che nessuna delle soluzioni organizzative ivi contenzioso interminabile);

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 XI


– se le PI attengono ai profili di rischio concernenti la Quanto alla previsione che «Le gravi o ripetute viola-
struttura e l’organizzazione delle singole imprese ese- zioni dei piani ... da parte dell’appaltatore o del conces-
cutrici, o comunque scelte rimesse alla loro autonomia, sionario, previa formale costituzione in mora dell’inte-
esse trovano già nel POS e nelle proposte previste nel ressato, costituiscono causa di risoluzione del contrat-
successivo comma 2-bis adeguata soluzione operativa. to» e che «Il regolamento di cui al comma 1 stabilisce
Il POS costituisce lo strumento con il quale si è voluto quali violazioni della sicurezza determinano la risolu-
coniugare l’obbligo di redazione del PSC da parte della zione del contratto da parte della stazione appaltante»,
pubblica amministrazione committente, con l’esigenza va precisato che detta disciplina può essere riferita ai
di adattarlo alla realtà organizzativa, tecnica, procedu- soli POS e PSS, dal momento che, con riguardo al
rale e tecnologica del soggetto appaltatore (o conces- PSC, non è ammessa deroga alla più restrittiva discipli-
sionario) dei lavori: esso dovrebbe dare concretezza al- na generale (art. 5, comma 1, lettera e) del D.Lgs. n.
le previsioni del PSC, rispetto al quale assume una fun- 494/1996), che prevede la risoluzione del contratto di
zione complementare di dettaglio. Peraltro, in tale otti- appalto o di prestazione d’opera per il caso di inosser-
ca, è di non chiara comprensione l’obbligo di redazione vanze alle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9, e alle pre-
del POS anche nel caso previsto dalla lettera b), di con- scrizioni del PSC.
testuale redazione del PSS. Chi scrive ritiene che l’ap- Altra notazione di rilievo è che, oltre al coordinatore
paltatore (o il concessionario) dei lavori possa, in que- della sicurezza in fase di esecuzione (che altri non è
sto caso, redigere un unico documento, non giustifican- che il coordinatore per l’esecuzione dei lavori previsto
dosi la redazione distinta con l’eventualità di formula- dal D.Lgs. n. 494/1996), anche al direttore di cantiere
zione di proposte di modificazioni o integrazioni da (che è figura di riferimento dell’impresa, non della
parte delle imprese esecutrici (che infatti, secondo committenza) è stato fatto obbligo di vigilare (ma qual
quanto dispone il comma 2-bis, possono proporre mo- è la sanzione in caso di violazione?) sull’osservanza dei
difiche o integrazioni al PSC, ma non al PSS). piani di sicurezza, ovviamente con riferimento alla sin-
Il PSS costituisce senza dubbio la novità più significa- gola impresa di appartenenza.
tiva introdotta in materia di piani di sicurezza nei can- Il comma 4 consente anche alle imprese esecutrici la
tieri edili dalla legge n. 415/1998 (scelta confermata dal possibilità, che il D.Lgs. n. 494/1996 riserva alla sola
Codice degli appalti), almeno sotto due aspetti: «impresa che si aggiudica i lavori» (art. 12, comma
1) in primo luogo perché viene a colmare il vuoto nor- 5, fatta salva per le imprese esecutrici la possibilità ex
mativo per i c.d. cantieri minori, sottratti dall’area di art. 5, comma 1, lettera b, di avanzare proposte solo
applicazione dell’art. 12 del D.Lgs. n. 494/1996, intro- «adeguatrici» del PSC), di interloquire sul PSC, rela-
ducendo anche per essi l’obbligo della redazione di un zionandosi direttamente con il coordinatore per l’esecu-
piano di sicurezza; zione dei lavori.
2) in secondo luogo perché conferma che, nel settore Diversamente dalla previsione della lettera a) del com-
degli appalti pubblici, lo strumento alternativo al PSC ma 2 (PI: proposte integrative), il contenuto delle pro-
non è il «vecchio» piano di sicurezza previsto dall’art. poste del comma in esame può avere una valenza non
18, comma 8 della legge n. 55/1990, già abrogato con solo integrativa, ma anche modificativa del PSC. La fi-
l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 494/1996, bensı̀ il PSS, nalità di tali proposte è duplice:
il quale in nessun modo si può con esso identificare, – di adeguamento del PSC alle tecnologie proprie di
come diremo in seguito. ciascuna impresa;
Quanto ai criteri di redazione del PSS, non potranno – di rispetto delle norme prevenzionali e di igiene di-
non valere le indicazioni generali contenute nell’art. sattese nel PSC.
12, comma 1, del «decreto cantieri». Quanto al primo aspetto, si è consentito alle imprese di
Nel comma 3 assume rilievo l’obbligo, per il commit- adeguare le previsioni del PSC alle proprie scelte tec-
tente, di evidenziare, nei bandi di gara, gli oneri della nologiche (di impianti, macchine, attrezzature di lavo-
sicurezza atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, ro, etc.): non si tratta dunque di proposte necessaria-
la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei mente migliorative del livello di sicurezza (in ciò si di-
lavoratori. Tali oneri sono gli stessi già previsti ed inse- stinguono da quelle di cui al comma 1-bis), ma che - si
riti nel PSC, ai sensi di quanto dispone l’art. 12, comma badi - neppure possono essere peggiorative. Diciamo
1, del D.Lgs. n. 494/1996, sotto la voce «stima dei costi quindi che esse devono, almeno, garantire un livello
per la sicurezza e la salute». di sicurezza equivalente a quello già indicato nel PSC.
Significativa ed apprezzabile la previsione per la quale Quanto al secondo aspetto, va detto che le imprese so-
gli oneri di sicurezza e di salute «non sono soggetti a no tenute al rispetto della normativa prevenzionale e di
ribasso d’asta»: il che equivale a dire che essi non en- igiene indipendentemente dalle previsioni del PSC, ma
trano nella gara di appalto, come avviene per tutti gli solo con riguardo al profilo di rischio c.d. «intra-azien-
altri oneri, non potendosi assoggettare ad una logica dale», disciplinato dal D.Lgs. n. 626/1994 e dalla re-
di «contrattualizzazione» adempimenti ed obblighi im- stante normativa di prevenzione e di igiene; ne deriva
posti per legge, a pena di sanzione penale. Tale clauso- dunque che l’area di operatività delle proposte può at-
la di salvaguardia riproduce sul punto la disposizione tenere ai soli fattori di rischio «aggiuntivi» ed «interfe-
dell’art. 12, comma 1, del D.Lgs. n. 494/1996, per la renziali», concernenti il profilo di rischio «extra-azien-
quale i costi per il rispetto delle norme per la prevenzio- dale», cioè di cantiere, sul quale le imprese non posso-
ne degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori no incidere autonomamente se non con le modalità qui
«non sono soggetti al ribasso nelle offerte delle imprese previste.
esecutrici». Il comma 5 prevede la nullità dei contratti di appalto e

XII Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


di concessione, privi rispettivamente del PSC o del degli infortuni e delle malattie professionali e di pro-
PSS, ovvero del POS. Tali sanzioni perseguono l’obiet- muovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tut-
tivo di una efficacia deterrente - sotto la minaccia della te le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro in-
sanzione di natura civile - rispetto a possibili inerzie dei tegrità fisica».
soggetti destinatari degli obblighi di sicurezza e di sa- Il comma 7 è la disposizione di chiusura dell’art. 131.
lute. Dunque il PSC, il PSS, il POS non solo sono parte Essa ha una valenza esclusivamente definitoria, ed
integrante, ai sensi del comma 2, del contratto di appal- estende il complesso degli obblighi e dei diritti ricono-
to o di concessione, ma ne sono anche parte essenziale, sciuti agli appaltatori, anche ai soggetti concessionari
al punto che la loro mancanza è motivo di una invali- di lavori pubblici che impieghino proprie maestranze
dità originaria. nella fase di esecuzione dei lavori. L’esercizio di fun-
Il comma 6 regola il modo di determinazione del livel- zioni riconducibili all’area datoriale di lavoro (subor-
lo occupazionale in cantiere, al fine della costituzione dinato) rende detti soggetti conseguentemente assimi-
delle RSA (rappresentanze sindacali aziendali) e del- labili, per gli aspetti legati al profilo della «sicurezza
l’esercizio di alcuni diritti riconosciuti dalla legge n. integrata di cantiere», ai titolari delle imprese esecutri-
300/1970 (Statuto dei lavoratori). Tra questi si ricorda ci. Ciò vale, naturalmente, anche se l’esecuzione con
quello di cui all’art. 9 (Tutela della salute e dell’inte- organizzazione «propria» avvenga anche solo per
grità fisica), che riconosce alle RSA il diritto di «con- una parte dei lavori (e, per il resto, si ricorra al subap-
trollare l’applicazione delle norme per la prevenzione palto).

I piani di sicurezza nel settore pubblico

Schema procedure
Obblighi
del committente pubblico dell’appaltatore o concessionario dei lavori
1. Art. 131, comma 1-bis, lettera a) e c) del D.Lgs. n. 163/2006
Determina l’entità del cantiere (art. 3, c. 1 D.Lgs. n. 494/ Formula eventuali proposte integrative (PI) del PSC (1)
1996)
Redige il PSC (artt 12 D.Lgs. n. 494/1996) Redige il POS
2. Art. 131, comma 1-bis, lettera b) del D.Lgs. n. 163/2006
Determina l’entità del cantiere (art. 3, c. 1 D.Lgs. n. 494/ Redige il PSS
1996)
(1) Le imprese esecutrici, prima dell’inizio dei lavori ovvero in corso d’opera, possono presentare al coordinatore per l’esecuzione
dei lavori di cui al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, proposte di modificazioni o integrazioni al piano di sicurezza e di coor-
dinamento loro trasmesso dalla stazione appaltante, sia per adeguarne i contenuti alle tecnologie proprie dell’impresa, sia per ga-
rantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori eventualmente disattese nel
piano stesso.

Art. 135
Risoluzione del contratto per reati accertati
(art. 118, decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999)

1. Fermo quanto previsto da altre disposizioni di legge, qualora nei confronti dell’appaltatore sia intervenuta l’e-
manazione di un provvedimento definitivo che dispone l’applicazione di una o più misure di prevenzione di cui
all’articolo 3, della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero sia intervenuta sentenza di condanna passata in giu-
dicato per frodi nei riguardi della stazione appaltante, di subappaltatori, di fornitori, di lavoratori o di altri soggetti
comunque interessati ai lavori, nonché per violazione degli obblighi attinenti alla sicurezza sul lavoro, il respon-
sabile del procedimento valuta, in relazione allo stato dei lavori e alle eventuali conseguenze nei riguardi delle
finalità dell’intervento, l’opportunità di procedere alla risoluzione del contratto.
2. Nel caso di risoluzione, l’appaltatore ha diritto soltanto al pagamento dei lavori regolarmente eseguiti, decur-
tato degli oneri aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto.

La previsione della possibilità di risoluzione contrattua- degli obblighi attinenti alla sicurezza sul lavoro, fa pen-
le, rimessa discrezionalmente al RUP, in caso di sen- dant con quella di cui all’art. 5, comma 1, lett. e) del
tenza di condanna passata in giudicato per violazione D.Lgs. n. 494/1996. La norma non è espressione nean-

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 XIII


che sostanziale (in realtà il Regolamento de quo è il ne meccanismi di automatismo funzionale (tanto più ra-
D.P.R. n. 222/2003) della previsione del comma 3 gionevoli considerando che di tratta di reati accertati
del precedente art. 131, nella misura in cui non contie- giudizialmente a titolo definitivo).

Capo IV
LAVORI RELATIVI A INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E INSEDIAMENTI PRODUTTIVI

Sezione I
INFRASTRUTTURE E INSEDIAMENTI PRODUTTIVI

Art. 164
Progettazione (art. 2-bis, D.Lgs. n. 190/2002, introdotto dal D.Lgs. n. 189/2005)

(Omissis)
4. Il progetto preliminare o definitivo deve essere accompagnato da linee guida per la stima degli oneri per la
sicurezza dei cantieri, non soggetti a ribasso, che rientrano nell’importo a base della gara, nonché della conse-
guente stima degli oneri medesimi. Il soggetto aggiudicatore può affidare al contraente generale, con previsione
del bando di gara o del contratto, i compiti del responsabile dei lavori. Nell’affidamento mediante appalto inte-
grato, la nomina del responsabile unico dei lavori spetta alla stazione appaltante.
(Omissis)

La norma riguarda l’affidamento, da parte del soggetto catore possa affidare al general contractor (definito
aggiudicatore, delle attività di progettazione e degli al- dall’art. 176 del Codice come il soggetto dotato di ade-
tri servizi pertinenti le infrastrutture strategiche pubbli- guata esperienza e qualificazione nella costruzione di
che o private (nonché dei progetti degli insediamenti opere nonché di adeguata capacità organizzativa, tecni-
produttivi strategici) di preminente interesse nazionale, co-realizzativa e finanziaria), i compiti del responsabile
individuati a mezzo del programma di cui al comma 1 dei lavori (RUP), tale soluzione potrebbe indurre a rite-
dell’articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 nere conseguenziali riflessi automatici anche in termini
(c.d. «Legge obiettivo»). Anche in questo settore è stata di individuazione del responsabile dei lavori di cui al-
inserita la norma, significativa anche in termini di «cul- l’art. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 494/1996 (il quale, nel ca-
tura della sicurezza», che il progetto preliminare o de- so di appalto di opera pubblica, «è il responsabile unico
finitivo deve essere accompagnato da linee guida per la del procedimento»). In realtà, sia la necessarietà del ri-
stima degli oneri per la sicurezza dei cantieri, non sog- corso allo strumento della delega di funzioni (su cui si
getti a ribasso, che rientrano nell’importo a base della rimanda supra, al commento all’art. 10), sia la non tra-
gara, nonché della conseguente stima degli oneri mede- slabilità delle posizioni di garanzia su aree funzionali
simi. diverse da quelle predeterminate ex lege (2) fa propen-
Quanto alla prevista eventualità che il soggetto aggiudi- dere per una risposta negativa.

Parte V
DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO FINALI E TRANSITORIE - ABROGAZIONI

Art. 253
(Norme transitorie)

1. Fermo quanto stabilito ai commi 1-bis e 1-ter, le disposizioni di cui al presente codice si applicano alle pro-
cedure e ai contratti i cui bandi o avvisi con cui si indice una gara siano pubblicati successivamente alla data della
sua entrata in vigore, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure e ai con-
tratti in cui, alla data di entrata in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le
offerte.
(Omissis)
2. Il regolamento di cui all’articolo 5 è adottato entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente codice,
ed entra in vigore centottanta giorni dopo la sua pubblicazione.
3. Per i lavori pubblici, fino all’entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 5, continuano ad applicarsi il
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, il decreto del Presidente della Repubblica

Nota:
(2) Cass. pen., sez. III, 3 agosto 2005, n. 29229, Ligresti ed altri.

XIV Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


25 gennaio 2000, n. 34, e le altre disposizioni regolamentari vigenti che, in base al presente codice, dovranno
essere contenute nel regolamento di cui all’articolo 5, nei limiti di compatibilità con il presente codice.
Per i lavori pubblici, fino all’adozione del nuovo capitolato generale, continua ad applicarsi il decreto ministeriale
19 aprile 2000, n. 145, se richiamato nel bando.
(Omissis)
23. In relazione all’articolo 131, comma 5, la nullità riguarda i contratti ivi previsti, stipulati dopo l’entrata in vigore
del decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 2003, n. 222, senza i prescritti piani di sicurezza; i contratti di
appalto o concessione, in corso alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio
2003, n. 222, se privi del piano operativo di sicurezza di cui alla lettera c) del comma 2 dell’articolo 131, sono
annullabili qualora non integrati con i piani medesimi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del citato
decreto.
(Omissis)

L’unica disposizione prevenzionistica significativa è tratti in corso al regime di invalidità previsto «a regime»
quella del comma 23, la quale adatta il regime dei con- dall’art. 131, comma 5 del Codice (su cui v. supra).

Art. 257 (3)


Entrata in vigore

1. Il presente codice entra in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Re-
pubblica italiana.
(Omissis)

Conclusioni ne della congruità dei costi per la prevenzione, il quale


si articoli sino all’ultimo livello di appalto, attraverso
Dalle Tabelle sugli infortuni in edilizia consegnate dal- specifiche di ripartizione delle spese per ciascuna lavo-
l’INAIL alla Commissione parlamentare di inchiesta razione e/o attività prevista;
sugli infortuni sul lavoro, istituita dal Senato nel marzo 3) la richiesta agli imprenditori edili di requisiti minimi
2005, e che pochi mesi fa ha depositato la Relazione di professionalità;
finale, emerge un aumento, a volte considerevole, sia 4) la regolamentazione della certificazione della forma-
dei dati generali sia di quelli relativi alle morti. zione dei coordinatori alla sicurezza, rapportata alle ti-
Tra le cause principali di infortunio mortale vi è la ca- pologie e dimensioni dell’impresa e dell’opera;
duta dall’alto, e nelle microimprese (da 1 a 9 addetti), il 5) l’attribuzione di autonomia d’intervento alla figura
rischio di infortunio mortale è superiore di circa 10 vol- del coordinatore per l’esecuzione, la cui funzione è at-
te a quello che presentano le medie imprese (50-249 tualmente indirizzata in modo prevalente verso un’atti-
addetti). Tale dato è tanto più allarmante in quanto l’at- vità di monitoraggio e verifica;
tuale dimensione media delle imprese edili con dipen- 6) la regolamentazione dell’accesso alle aree di lavoro,
denti è inferiore ai 5 lavoratori/anno e, secondo dati rendendo obbligatorio il ricorso a tesserini personali di
INAIL, sulle circa 730.000 aziende del settore, ben riconoscimento, distribuiti dalla direzione di cantiere,
400.000 sono imprese individuali. A ciò si aggiunge completi di foto e qualifica del lavoratore;
il fatto che l’alta percentuale di infortuni occorsi il pri- 7) la disciplina normativa del fenomeno delle cosiddet-
mo giorno di prestazione è un indicatore di lavoro irre- te squadre miste, cioè le squadre di lavoratori applicati
golare che emerge al momento dell’incidente, in parti-
colare un incidente mortale. Quanto al fenomeno del
«caporalato», si è registrato persino il disumano feno- Nota:
meno dell’abbandono dell’infortunato grave che opera- (3) Entrata in vigore parziale per il nuovo Codice degli appalti: nell’articolo 1-octies, com-
va senza essere stato iscritto a libro paga. ma 1, del D.L. 12 maggio 2006, n. 173, «Proroga di termini per l’emanazione di atti di
Tra le priorità di intervento, la Commissione ha indi- natura regolamentare e legislativa», convertito in legge 12 luglio 2006, n. 228 (in G.U.
cato: 12 luglio 2006, n. 160) sono previste le disposizioni che rinviano di 7 mesi l’entrata in
1) la previsione di una cadenza mensile per la revisione vigore di alcuni istituti. In particolare viene inserito nell’articolo 253 del codice il comma
periodica del DURC (documento unico di regolarità 1-bis, nel quale si indica prorogata l’entrata in vigore dell’articolo 33 (limitatamente alle
contributiva); centrali di committenza), dell’articolo 49, comma 10 (divieto di subappalto in caso di av-
2) la revisione del criterio del massimo ribasso per le valimento), dell’articolo 58 (dialogo competitivo), dell’articolo 59 (accordo quadro ma
gare d’appalto. Andrebbero previsti anche criteri quali- limitatamente ai settori ordinari); ed il comma 1-ter che dispone la proroga per gli articoli
53, 56 e 57 (appalto integrato e trattativa privata). Per il periodo transitorio, compreso fra
tativi nella valutazione delle imprese in competizione, il 1º e il 27 luglio (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. - comma 2
con specifico riferimento al rispetto delle normative vi- dell’articolo 1-octies), dovranno essere applicate integralmente le disposizioni del nuovo
genti in materia di lavoro (ad esempio, attraverso un’of- codice degli appalti; mentre nel periodo compreso fra il 27 luglio 2006 ed il 1º febbraio
ferta economicamente vantaggiosa), e con la necessità 2007 verrà applicata la normativa previgente al D.Lgs. n. 163/2006 (ossia le «Merloni» ed
di introdurre un criterio certo e trasparente di valutazio- il regolamento «Bargone»).

Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 XV


ad una specifica attività, ma costituite da personale di importante processo di integrazione e di armonizzazio-
diverse aziende, eliminando l’ambiguità rispetto alla ne legislativa, con ovvi positivi risultati sul piano inter-
catena dei comandi e alle relative responsabilità. pretativo e attuativo della disciplina di settore, e conse-
L’auspicio è che, con l’entrata in vigore del Codice de- guenti riflessi anche per la parte di ambito prevenzioni-
gli appalti, si sia messo un altro tassello nel lento ma stico e di igiene del lavoro.

CODICI Igiene & sicurezza del lavoro -


il codice
2006, VII Edizione, E 49,00, Pagine 2668

Il Codice si propone, essendo una raccolta essenziale della documentazione in ma-


teria di sicurezza del lavoro, come testo base di riferimento e consultazione degli
addetti a tale settore. Tra le novità di questa settima edizione in particolare si se-
gnalano: il D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 187 (attuazione della direttiva 2002/44/CE
sulla protezione da vibrazioni meccaniche), il D.Lgs. 21 settembre 2005, n. 238
(attuazione della direttiva 2003/105/CE, «Seveso ter») e il provvedimento della
conferenza Stato-Regioni 26 gennaio 2006, che ha stabilito i contenuti dei corsi
di formazione e aggiornamento per RSPP e ASPP, in attuazione del D.Lgs. n.
195/2003.

STRUTTURA
I provvedimenti legislativi sono pubblicati in ordine cronologico e sono collegati tra
loro da note di rinvio. Completano l’Opera gli indici cronologici ed analitico.

Per informazioni
 Servizio Informazioni Commerciali
(tel. 02.82476794 - fax 02.82476403)
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XVI Inserto di ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Incidenti rilevanti

Attività di verifica
e controllo ai sensi
del D.Lgs. n. 334/1999
La lettera circolare 14 luglio 2006, n. 3000 fornisce chiarimenti sull’attività di verifica e controllo
3 ai sensi del D.Lgs. n. 334/1999.
Tali verifiche devono essere svolte al fine di consentire un esame pianificato e sistematico dei
sistemi tecnici, organizzativi e gestionali applicati nello stabilimento, per garantire che il gestore
possa comprovare di aver adottato misure di prevenzione adeguate, di disporre di mezzi
sufficienti a limitare le conseguenze e di non aver modificato la situazione dello stabilimento
rispetto i dati e le informazioni contenuti nell’ultimo rapporto di sicurezza presentato

Ministero dell’interno - Lettera circolare 14 luglio 2006, n. 3000

Oggetto: Attività di verifica e controllo ai che ispettive unicamente presso stabilimenti a


sensi del D.Lgs. n. 334/1999 rischio di incidente rilevante non soggetti a pre-
sentazione di rapporto di sicurezza.
Come è noto, il D.Lgs. n. 238/2005 è stato ema- Il personale del Corpo nazionale dei Vigili del
nato, oltre che in attuazione della direttiva 2003/ fuoco potrà, qualora richiesto dalle regioni, col-
105/CE, anche per superare alcuni rilievi formu- laborare all’espletamento di tale attività secon-
lati dalla Commissione europea nell’ambito della do gli indirizzi di cui alla nota Prot. n.
procedura d’infrazione 2003/2014, avviata per DCPST/A4/RS/2078 del 23 settembre 2004.
recepimento non conforme della direttiva 96/ Si ritiene che tale attività di collaborazione pos-
82/CE e riguardanti, per quanto attiene in parti- sa costituire anche un valido contributo a quella
colare il sistema dei controlli, la mancata traspo- che i Comandi provinciali dei Vigili del fuoco
sizione, nel testo del D.Lgs. n. 334/1999, dell’art. competenti per territorio, ai fini della preven-
18, paragrafo 1, primo, secondo e terzo trattino. zione incendi, e il Comitato tecnico regionale
Tanto premesso, vengono di seguito esaminati per la prevenzione incendi, quale autorità pre-
gli aspetti da tenere in considerazione nello posta al controllo e la vigilanza su tutte le
svolgimento dell’attività di verifica e controllo aziende a rischio, sono chiamati a svolgere
presso stabilimenti a rischio di incidente rile- presso stabilimenti per i quali, pur in mancanza
vante, raccomandando una attenta rilettura del- del rapporto di sicurezza, devono essere effet-
l’art. 25 del D.Lgs. n. 334/1999, come modifi- tuate le valutazioni utili alla pianificazione del
cato ed integrato dal D.Lgs. n. 238/2005. territorio e dell’emergenza esterna.
La norma prevede che tutti gli stabilimenti ven- Per quanto riguarda, invece, gli stabilimenti
gano sottoposti ad un programma di controllo soggetti a presentazione del rapporto di sicurez-
Prassi

da effettuarsi con periodicità stabilita in relazio- za - oltre ai sopralluoghi in corso di istruttoria,


ne alla potenziale pericolosità. effettuati dai Comitati tecnici regionali integrati
Le verifiche ispettive devono essere finalizzate ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. n. 334/1999, al
ed accertare l’adeguatezza della politica di pre- fine di garantire che i dati e le informazioni con-
venzione degli incidenti rilevanti posta in atto tenuti nel rapporto stesso descrivano fedelmente
dal gestore e dei relativi sistemi di gestione del- la situazione dello stabilimento - il Ministero
la sicurezza. dell’ambiente e della tutela del territorio dispo-
Attualmente, poiché l’operatività delle leggi re- ne, nel transitorio, verifiche ispettive ai sensi
gionali in materia di incidenti rilevanti, rimane del D.M. 5 novembre 1997 (cfr. decreti di nomi-
subordinata alla sottoscrizione dell’accordo di na delle commissioni incaricate dal Ministero
programma di cui all’art. 72 del D.Lgs. n. dell’ambiente e della Tutela del territorio di ef-
112/1998, a tutt’oggi non ancora perfezionato fettuare verifiche ispettive per l’anno 2006).
per alcuna Regione, in attesa che venga appro- Tali verifiche, cosı̀ come quelle disposte dalla
vato dalla Conferenza Unificata un accordo regione, devono comunque essere svolte al fine
quadro per la verifica dei presupposti per lo di consentire un esame pianificato e sistematico
svolgimento delle funzioni amministrative in dei sistemi tecnici, organizzativi e gestionali ap-
tale settore, le Regioni possono disporre verifi- plicati nello stabilimento, per garantire che il

544 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


gestore possa comprovare di aver adottato mi- In tal senso, si prega di volere sensibilizzare i
sure di prevenzione adeguate, di disporre di funzionari VF incaricati di effettuare tali visite
mezzi sufficienti a limitare le conseguenze e ispettive al fine di agevolare l’attività di con-
di non aver modificato la situazione dello stabi- trollo di competenza del CTR.
limento rispetto i dati e le informazioni conte- Si confida sulla consueta attenzione nell’esple-
nuti nell’ultimo rapporto di sicurezza presentato tamento dell’attività in argomento, della quale,
(cfr. art. 25, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 334/ in relazione alla rilevanza di alcuni aspetti di
1999) e lettera circolare prot. DCPST/A4/RS/ carattere sia tecnico che amministrativo, si rico-
3600 del 20 dicembre 2005). nosce la particolare complessità.

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ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 545


Antincendio

Incidenti rilevanti:
norme transitorie
È stata resa nota la Circolare Prot. n. DCPST/A4/RS/2700 del 5 luglio 2006 del Dipartimento dei
3 Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Direzione Centrale per la Prevenzione
e la Sicurezza Tecnica Area Rischi Industriali dal titolo «Norme transitorie stabilite dal D.Lgs. n.
334/1999».
Scopo della circolare è indicare nel dettaglio la legislazione applicabile in varie situazioni in cui
valgono norme transitorie in attesa di alcuni di decreti non ancora emanati, ma previsti per
l’attuazione delle disposizioni in materia di controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose.
Tra i decreti mancanti quelli previsti agli articoli 8 (rapporto di sicurezza) e 25 (misure di
controllo) del D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 334, «Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al
controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose»

Ministero dell’interno - Lettera circolare 5 luglio 2006, n. DCPST/A4/


RS/2700

Oggetto: Norme transitorie stabilite dal portate dal D.Lgs. n. 238/2005 agli artt. 8, 21
D.Lgs. n. 334/1999 e 25 del D.Lgs. n. 334/1999 al fine di indirizza-
re e svolgere in maniera conforme al dettato le-
Come è noto, alcuni dei decreti previsti per l’at- gislativo l’attività di competenza.
tuazione delle disposizioni in materia di con- Per i nuovi stabilimenti e per le modifiche di
trollo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi stabilimenti esistenti con aggravio del preesi-
con determinate sostanze pericolose - tra gli al- stente livello di rischio ai sensi del D.M. 9 ago-
tri quelli di cui all’art. 8 ed all’art. 25 del D.Lgs. sto 2000 - per i quali, qualora del caso, occorre
n. 334/1999 - non risultano ancora emanati. procedere ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. n. 334/
Questa Amministrazione ha richiamato in più 1999, come indicato alla lettera m) della lettera
occasioni, presso le sedi istituzionali, l’impor- circolare Prot. DCPST/A4/RS/3600 del 20 di-
tanza della definizione della materia in tutti i cembre 2005 - si ricorda che, «fino all’emana-
suoi aspetti, anche al fine di superare alcune zione dei decreti di cui all’articolo 8, comma
difficoltà operative segnalate dalle strutture ter- 4, il rapporto di sicurezza deve essere formulato
ritoriali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuo- secondo le specificazioni contenute al punto 5
co. dell’allegato A del decreto del ministro dell’In-
Si evidenzia, tuttavia, che in attesa dell’emana- terno 2 agosto 1984, pubblicato nella Gazzetta
zione di tali decreti - per la stesura dei quali Ufficiale n. 246 del 6 settembre 1984, e secon-
questo Dipartimento ha fattivamente contribui- do la struttura di cui all’allegato I al decreto del
Prassi

to, in sinergia con le altre Istituzioni interessate, Presidente del Consiglio dei Ministri in data 31
anche attraverso l’elaborazione di bozze conse- marzo 1989, utilizzando la corrispondenza ri-
gnate al competente Ministero dell’Ambiente e portata nell’appendice allo stesso allegato, e in-
della Tutela del Territorio - il legislatore ha sta- tegrato con gli ulteriori elementi d cui all’alle-
bilito delle norme transitorie che non hanno su- gato II».
bito modifiche con l’emanazione del D.Lgs. n. Si evidenzia che, in attesa della definizione di
tutta la disciplina, sia tecnica che amministrati-
238/2005.
va, in materia di rischi di incidente rilevante, il
Al riguardo, si richiama l’attenzione su quelle
riferimento ad una norma specifica di preven-
di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 28 del D.Lgs. zione incendi - il D.M. 2 agosto 1984 - risulta
n. 334/1999 per raccomandare di continuare comunque utile e funzionale ad una lettura del
ad operare tutte le necessarie verifiche in sede rapporto di sicurezza finalizzata, anche in pro-
di istruttoria ex art. 21 dello stesso D.Lgs. n. spettiva futura come ribadito dal D.Lgs. n.
334/1999, segnalando tempestivamente ai ge- 139/2006, al rilascio del certificato di preven-
stori eventuali difformità formali e sostanziali zione incendi.
del rapporto di sicurezza.
Per quanto attiene il sistema dei controlli, si in-
vita ad una attenta lettura delle modifiche ap-

546 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Merci pericolose

Elenco degli ispettori


della qualità e sicurezza
delle imprese di autotrasporto
Ministero dei trasporti - Deliberazione 27 giugno 2006, n. 15
(G.U. 14 luglio 2006, n. 162)

Istituzione dell’«Elenco degli Ispettori della di un «Elenco degli ispettori della qualità e si-
qualità e sicurezza delle imprese di autotra- curezza delle imprese di autotrasporto», i requi-
sporto», in attuazione dell’articolo 9, comma siti di comprovata competenza del trasporto
2, lettera f), del decreto legislativo 21 novem- stradale e multimodale, la formazione e l’ag-
bre 2005, n. 284 e decreto dirigenziale 17 giornamento, in attuazione al decreto dirigen-
febbraio 2006, utilizzati dagli organismi di ziale 17 febbraio 2006.
certificazione per la certificazione di qualità
delle imprese, che effettuano trasporti di Art. 2
merci pericolose, di derrate reperibili, di ri- Elenco degli ispettori ed assistenti ispettori
fiuti industriali e di prodotti farmaceutici È istituito presso il Comitato centrale un «Elen-
co degli ispettori della qualità e sicurezza delle
Il Comitato centrale per l’albo nazionale delle imprese di autotrasporto» per i profili di ispetto-
persone fisiche e giuridiche che esercitano l’au- re ed assistente ispettore, di cui all’allegato A
totrasporto di cose per conto di terzi dell’art. 1 alla presente delibera.
Vista la legge 1º marzo 2005, n. 32, recante Il regolamento di iscrizione, le procedure di at-
«Delega al Governo per il riassetto normativo testazione, il codice deontologico, le previsioni
del settore dell’autotrasporto di persone e co- dei rinnovi ed aggiornamenti, incluso le neces-
se», ed in particolare l’art. 2, comma 2, lettera sità di corsi specifici di aggiornamento, sono di-
b), punto 8, che prevede un sistema di certifica- sciplinati da apposito regolamento del Comitato
zione della qualità per le imprese di autotra- centrale, allegato alla presente delibera e parte
sporto per settori merceologici specifici; integrante di questa (allegato B).
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2005,
n. 284, recante «Riordino della Consulta gene- Art. 3
rale per l’autotrasporto e del Comitato centrale Requisiti degli ispettori della qualità
per l’Albo nazionale degli autotrasportatori», e sicurezza delle imprese di autotrasporto
ed in particolare l’art. 9, comma 2, lettera f), Possono presentare istanza di iscrizione all’e-
che prevede da parte del Comitato centrale lenco degli ispettori ed assistenti ispettori della
l’«attribuzione dell’accreditamento degli orga- qualità e sicurezza delle imprese di autotraspor-
nismi di certificazione di qualità di cui alla let- to» i candidati che rispondono ai requisiti di cui
tera e), del comma 1 dell’art. 7, «Certificazione all’allegato A, parte integrante della presente
delibera.
di qualità e sicurezza»;
Visto il decreto dirigenziale 17 febbraio 2006
Prassi
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Art. 4
Corso di formazione ed esame di profitto
«Definizione di modalità e tempi per l’adozione
volontaria di sistemi di certificazione di qualità Tutti i candidati per qualunque profilo di cui
da parte delle imprese di autotrasporto, in attua- all’allegato A alla presente delibera devono su-
zione dell’art. 11, comma 3, del decreto legisla- perare un esame di valutazione di profitto pres-
tivo 21 novembre 2005, n. 286», in riferimento so il Comitato centrale al termine di uno speci-
del quale si è espressa in modo favorevole anche fico «Corso di formazione per ispettori» in te-
la Consulta generale per l’autotrasporto e per la ma di qualità e sicurezza per le imprese di
logistica nella seduta del 25 gennaio 2006; autotrasporto, e specificatamente al «Codice
di pratica dei sistemi di gestione della sicurez-
Delibera: za dell’autotrasporto», di cui alla delibera del
Comitato centrale 27 giugno 2006, n. 1, relati-
Art. 1 vamente ai settori merceologici di cui all’art. 9,
Scopi e finalità lettera e), del decreto legislativo 21 novembre
La presente delibera stabilisce le procedure di 2005, n. 284. (allegato C alla presente delibe-
accreditamento degli ispettori, e l’istituzione ra).

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 547


Art. 5 Allegato B
Accreditamento degli organismi Regolamento dell’elenco degli ispettori
di certificazione della qualità e sicurezza delle imprese
Ai fini dell’accreditamento presso il Comitato di autotrasporto
centrale, come previsto all’art. 9, comma 2, let- 1.1. Istanza di iscrizione all’elenco
tera f), del decreto legislativo n. 285/2005, gli
organismi di certificazione accreditati dal SIN- Per iscriversi nell’apposito elenco il candidato
CERT al rilascio di certificazioni ISO dovrà inviare al Comitato centrale dell’albo la
9001:2000 alle imprese di autotrasporto (setto- domanda corredata dai documenti che attestano
re trasporto 31 dell’European Accreditation - il possesso dei requisiti di cui allegato A della
EA) e che intendono rilasciare certificazioni presente delibera, e cioè:
di qualità ai fini dell’applicazione delle dispo- – fotocopia del titolo di studio;
sizioni di cui all’art. 11, comma 2, del decreto – fotocopia dell’attestato dell’attività lavorati-
legislativo 21 novembre 2005, n. 286, utilizza- va svolta sia di carattere generale sia l’attività
no gli ispettori e gli assistenti ispettori iscritti svolta nel settore dei trasporti e della logistica
nell’«Elenco» di cui all’art. 4 della presente de- rilasciato dall’organizzazione presso la quale
libera. l’attività è stata svolta. (il Comitato centrale si
riserva di richiedere gli originali in visione);
Allegato A fotocopia dell’attestato di superamento dell’esa-
Profili e relativi requisiti per ispettori me.
ed assistenti ispettori Il Comitato centrale si riserva il diritto di accer-
tare la veridicità delle affermazioni contenute
1.1. Profilo di ispettore (Lead auditor) nella documentazione presentata.
Ispettori di sistemi qualità, ambiente e sicurez- La valutazione della domanda viene comunica-
za, avendo all’attivo un’esperienza documenta- ta per iscritto al candidato normalmente entro i
ta di almeno 50 verifiche ispettive nel settore quindici giorni successivi alla riunione del Co-
della logistica e nei trasporti come Lead audi- mitato.
tor, con organismi di certificazione accreditati
dal SINCERT. 1.2. Esame presso il comitato centrale
albo autotrasportatori
1.2. Profilo di assistente ispettore I candidati sostengono un esame di valutazione
Il candidato deve essere in possesso di uno dei di profitto del corso di formazione di cui all’art.
seguenti requisiti: 3 della presente delibera, che consiste in:
laurea, oppure laurea triennale accompagnata – un test di carattere specifico (capacità di ap-
da una esperienza lavorativa di almeno un an- plicare correttamente le norme);
no, maturata in aziende di logistica e/o trasporti – un test di carattere generale (conoscenza ed
o in consorzi, cooperative, associazioni di cate- interpretazione delle norme);
goria rappresentate in comitato centrale, oppure – una prova orale (colloquio).
diploma di scuola superiore accompagnato da
una esperienza lavorativa di almeno 2 anni, ma- 1.3. Attestazione: validità
turata in aziende di logistica e/o trasporti o in La durata della iscrizione all’elenco degli ispet-
consorzi, cooperative, associazioni di categoria tori è triennale e si rinnova, in assenza di revoca
rappresentate in comitato centrale, oppure com- e/o di rinuncia alla iscrizione, al termine dei tre
provata esperienza in posizione di responsabili- anni di validità, alle seguenti condizioni:
tà nella gestione di sistemi qualità/sicurezza/ a) Rinnovi e aggiornamenti.
ambiente maturata per un periodo di almeno Ai fini del rinnovo triennale è necessario docu-
due anni in aziende di trasporti, oppure com- mentare la continuità professionale nei 2 anni
Prassi

provata esperienza in posizione di responsabili- come ispettore, e l’aggiornamento professiona-


tà nella gestione di sistemi qualità/sicurezza/ le. Quest’ultimo è rivolto specialmente all’iden-
ambiente maturata per un periodo di almeno tificazione delle aree di miglioramento persona-
tre anni se in aziende di altri settori. le e tecnico/normativo, dovrà essere documen-
tato tramite evidenze attestanti la formazione
1.3. Mantenimento del profilo e passaggio specifica effettuata per almeno 24 ore negli ul-
di profilo timi 2 anni.
Gli assistenti ispettori per mantenere l’accredi-
tamento dovranno dimostrare di avere eseguito 1.4. Codice deontologico
almeno 10 verifiche ispettive nel settore del- «Ispettori della qualità e sicurezza delle imprese
l’autotrasporto con organismi di certificazione di autotrasporto» iscritti presso l’elenco del Co-
accreditati dal comitato centrale, negli ultimi mitato centrale dell’albo autotrasportatori, sono
due anni. tenuti a rispettare le seguenti norme deontologi-
Essi acquisiscono il titolo di Lead auditor dopo che:
aver avuto 30 verifiche ispettive nel settore del- 1) Comportarsi nei confronti di persone, azien-
l’autotrasporto e della logistica con organismi de, enti e clienti (interni ed esterni), in modo
di certificazione accreditati dal comitato centra- scrupolosamente leale ed indipendente da con-
le. dizionamenti di qualsiasi natura che possano in-

548 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


fluenzare il proprio operato e quello del perso- di esame costituita da organico ministeriale di-
nale di cui si è, eventualmente, responsabili; retto ed indiretto e da esperti esterni.
2) non accettare parcelle, omaggi o favori di
qualsiasi natura da parte di persone, aziende, 1.2. Programma del corso
enti e clienti (interni ed esterni) o di loro rappre- Il corso avrà la durata di 40 ore consecutive in 5
sentanti; giornate e sarà caratterizzato dalle seguenti te-
3) controllare inoltre che anche il personale, di matiche:
cui si è eventualmente responsabili, non compia – la gestione dell’autotrasporto nelle 4 filiere
azioni di questo tipo; produttive italiane: approfondimenti manage-
4) fare presente al proprio cliente qualsiasi con- riali (funzione direzionale), funzione sistemica
flitto di interesse che possa esistere in ordine al- (coordinamento attività ai fini della sicurezza),
la prestazione professionale relativa alla certifi- legale ed analisi delle responsabilità;
cazione, prima di assumere l’incarico professio- – il management di una azienda «client orien-
nale; ted» (ISO 9001);
5) mantenere l’assoluta riservatezza verso terzi – la sicurezza della circolazione e gli strumenti
(segreto professionale) sulle informazioni di gestionali della azienda client oriented (OH-
qualsiasi natura ottenute durante la prestazione SAS18.001);
professionale e fatti comunque salvi i requisiti – il codice di pratica: l’evoluzione della ISO
di legge; 9001 per la sicurezza dell’autotrasporto;
6) non influenzare l’azienda/ente da sottoporre – gli strumenti aziendali: profili minimi e best
ad audit utilizzando la propria attività/funzione practices riscontrabili, in relazione alle dimen-
di ispettore o responsabile del gruppo di ispe- sioni aziendali ed ai profili operativi e territoria-
zione per ottenere ulteriori incarichi professio- li;
nali, nella progettazione/revisione/implementa- – casi studio condotti dal C.C. su 20 aziende
zione di sistemi di gestione o in altri. Il posses- italiane;
so di più certificazioni, a maggior ragione, non – testimonianze di managers di aziende certifi-
consente tale comportamento; cate che operano nei quattro settori (dalla teoria
7) rispettare tutte le leggi vigenti, con particola- alla pratica;
re riferimento alla prestazione di servizi; come si «fa» una verifica in azienda e come si
8) non utilizzare riferimenti al Comitato centra- registra:
le, riportato sui certificati coperti da accredita- – approccio, procedura, codice deontologico e
mento, per effettuare attività promozionali che simulazione in aula.
possano indurre ad una non corretta interpreta- I corsi saranno tenuti su scala nazionale attra-
zione del significato dell’accreditamento e della verso la formazione di aule ed organizzati con
certificazione di qualità e sicurezza stessa. il concorso ed il supporto operativo degli enti
di formazione accreditati presso il Ministero
Allegato C dei trasporti.
Programma per il «Corso di formazione I candidati alla fine del corso e dell’esame di
per ispettori» in relazione al codice di pratica valutazione saranno in caso di esito positivo
dei sistemi di gestione della sicurezza iscritti nell’elenco degli ispettori ed assistenti
dell’autotrasporto ispettori di cui all’art. 4 della presente delibera.
Agli iscritti nell’elenco sarà rilasciato un tesse-
1.1. Elementi di valutazione del profitto rino di qualificazione ai fini del riconoscimento
del corso dell’iscrizione.
Gli esaminandi, in sede di esame di valutazione
di profitto del corso di formazione seguito, sa-
ranno sottoposti a test scritti e ad una prova ora-
le per accertare:
– la conoscenza delle caratteristiche economi-
Prassi
che gestionali dell’autotrasporto, integrato nelle
filiere logistiche, ed in particolare delle quattro
filiere di cui al decreto legislativo n. 284/2006;
– la competenza per l’attività di «valutazione
di conformità» e di efficacia dei sistemi di ge-
stione per la qualità e la sicurezza ed alle norme
cogenti di riferimento;
– il possesso delle competenze tecniche-opera-
tive per la gestione delle attività di trasporto e
logistica per la sicurezza relative ai quattro set-
tori di cui all’art. 2, lettera b), comma 8, della
legge n. 32/2005;
– la conoscenza delle dinamiche, anche attra-
verso casi di studio, relative alla sicurezza e al-
l’incidentalità.
Il Comitato centrale nominerà una commissione

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 549


Merci pericolose

Certificazione di qualità
per i trasportatori
di merci pericolose
Ministero dei trasporti - Deliberazione 27 giugno 2006, n. 14
(G.U. 14 luglio 2006, n. 162)

Definizione degli indirizzi in materia di certi- ficazione di qualità delle imprese che effettuano
ficazione di qualità delle imprese che effet- autotrasporto di merci pericolose, di derrate re-
tuano trasporti di merci pericolose, di derra- peribili, di rifiuti industriali e di prodotti farma-
te reperibili, di rifiuti industriali e di prodotti ceutici, in attuazione al disposto dell’art. 9 del
farmaceutici, in attuazione dell’articolo 9, decreto legislativo 21 novembre 2005, n.
comma 2, lettera e), del decreto legislativo 284, ai fini del disposto dell’art. 11 del decreto
21 novembre 2005, n. 284. (Deliberazione legislativo 21 novembre 2005, n. 286, allo sco-
n. 14/06). po di offrire un servizio di trasporto efficiente e
vantaggioso in termini di sicurezza
Il Comitato centrale per l’albo nazionale delle
persone fisiche e giuridiche che esercitano l’au- Art. 2
totrasporto di cose per conto di terzi Contenuto degli indirizzi
Vista la legge 1º marzo 2005, n. 32, recante Gli indirizzi in tema di qualità e sicurezza per le
«Delega al Governo per il riassetto normativo imprese di autotrasporto, relativamente ai setto-
del settore dell’autotrasporto di persone e co- ri di cui all’art. 1, sono definiti nel «Codice di
se», ed in particolare l’art. 2, comma 2, lettera pratica dei sistemi di gestione della sicurezza
b), punto 8, che prevede un sistema di certifica- dell’autotrasporto», allegato e parte integrante
zione della qualità per le imprese di autotra- della presente delibera. (Allegato A).
sporto per settori merceologici specifici;
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2005, Art. 3
n. 284, recante «Riordino della Consulta gene- Adozione del codice di pratica dei sistemi
rale per l’autotrasporto e del Comitato centrale di gestione della sicurezza dell’autotrasporto
per l’Albo nazionale degli autotrasportatori», L’adozione di sistemi di certificazione di quali-
ed in particolare l’art. 9, comma 2, lettera e), tà, secondo gli indirizzi formulati nel «Codice
che prevede da parte del Comitato centrale del- di Pratica» di cui all’art. 2, da parte dei vettori
la formulazione di «indirizzi in materia di certi- per il trasporto su strada delle categorie merceo-
ficazione di qualità delle imprese che effettuano logiche di cui all’art. 1, è effettuata nel rispetto
trasporti di merci pericolose, di derrate deperi- dell’autonomia imprenditoriale degli stessi vet-
bili, di rifiuti industriali e di prodotti farmaceu- tori, e con le modalità di cui al decreto dirigen-
tici»; ziale 17 febbraio 2006.
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2005,
n. 286, recante «Disposizioni per il riassetto Allegato A
Prassi
normativo in materia di liberalizzazione regola- Codice di pratica dei sistemi di gestione
ta dell’esercizio dell’attività di autotrasportato- della sicurezza e dell’autotrasporto (SSA)
re», ed in particolare l’art. 11; Delibera n. 14/06 del 27 giugno 2006
Visto il decreto dirigenziale 17 febbraio 2006
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 1. Premessa
«Definizione di modalità e tempi per l’adozione Scopo del presente documento è quello di fornire
volontaria di sistemi di certificazione di qualità i requisiti per un sistema di gestione della sicu-
da parte delle imprese di autotrasporto, in attua- rezza per l’autotrasporto (d’ora in poi SSA) per
zione dell’art. 11, comma 3, del decreto legisla- consentire ad un vettore di controllare i suoi ri-
tivo 21 novembre 2005, n. 286»; schi operativi (ad esempio, ma non solo, inciden-
Delibera: ti stradali) e di soddisfare le richieste dei clienti.
Il presente codice è finalizzato alla messa in si-
Art. 1 curezza dei servizi e, pertanto, alla certificazio-
Scopi e finalità ne di qualità di quelle aziende che operano nei
La presente delibera formula un corpo coordi- settori delle merci pericolose, derrate deperibili,
nato ed integrato di indirizzi in materia di certi- rifiuti industriali e dei prodotti farmaceutici.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 551


L’SSA è un riferimento tecnico/operativo per le vizio ed il loro miglioramento continuo ed è fi-
imprese che esercitano attività di autotrasporto nalizzato al soddisfacimento delle esigenze e
su gomma nei quattro settori di cui all’art. 9 delle aspettative dei clienti e delle parti interes-
del decreto legislativo n. 284/2005 e che inten- sate, nonché al rispetto di ogni specifica norma
dono organizzarsi con un sistema di gestione che riguarderà la tipologia dei trasporti effettua-
della sicurezza con la finalità di conseguire an- ta.
che la «Certificazione di conformita» al codice. Il vettore assicura che sia nota, comunicata,
Il presente codice può essere applicato a qual- compresa, implementata e sostenuta a tutti i li-
siasi vettore che desideri realizzare un sistema velli all’interno dell’organizzazione.
di gestione della sicurezza dell’autotrasporto
per: 2.4. Responsabilità e autorità
1) eliminare o ridurre il rischio per gli autisti e Devono essere definite e documentate le re-
per le parti interessate che possano risultare sponsabilità, autorità ed interrelazioni del per-
esposti ai rischi dell’autotrasporto; sonale che gestisce, esegue e verifica le attività
2) andare incontro ai clienti nella soddisfazione afferenti alla sicurezza del trasporto; in partico-
desiderata, poiché la sicurezza è considerata co- lare per il personale che necessita di autonomia
me un requisito implicito desiderato dalla clien- organizzativa ed autorità per:
tela; – attivare azioni dirette a prevenire il verificarsi
3) attuare, mantenere e migliorare continua- di sinistri e di altri incidenti relativi alla sicurez-
mente un sistema di gestione della sicurezza za del trasporto merci, rifiuti, merci pericolose,
nelle aziende, avendo a riferimento uno stru- farmaci o alimentari;
mento di riferimento (il codice). – attivare azioni atte a prevenire non conformi-
tà riferite alla sicurezza del trasporto e ad attiva-
2. Elementi essenziali del codice di pratica re processi e sistemi per raggiungere un alto li-
in un sistema (SSA) vello di sicurezza del trasporto e qualità del ser-
Il vettore deve stabilire, documentare e mettere vizio;
in atto un sistema di gestione della sicurezza al- – documentare e registrare ogni problema affe-
lo scopo di assicurare che i servizi forniti siano rente alla sicurezza del trasporto delle merci ed
conformi ai requisiti specificati dal cliente e ai alla sicurezza operativa dei veicoli;
requisiti cogenti previsti dalla normativa vigen- – attivare, raccomandare o fornire soluzioni at-
te. traverso canali definiti; verificare l’implementa-
zione delle soluzioni e valutare con continuità il
2.1. Manuale miglioramento;
Il vettore deve predisporre il manuale per il si- – controllare le attività, la sicurezza del tra-
stema di gestione della sicurezza del trasporto sporto delle merci, l’utilizzo dei veicoli nel pro-
che soddisfi i requisiti di questo codice; il ma- gramma di trasporto e le attrezzature fino all’e-
nuale deve definire la politica della sicurezza, liminazione di ogni carenza o condizione insod-
deve comprendere o fare riferimento alle proce- disfacente.
dure del sistema e deve indicare la struttura del-
la documentazione utilizzata nel sistema di ge- 2.5. Documenti organizzativi
stione. Il vettore deve predisporre uno schema organiz-
zativo (organigramma), accompagnato da docu-
2.2. Procedure del sistema di gestione menti formali (es. mansionari) con i quali ven-
per la sicurezza dell’autotrasporto gono definite le responsabilità, l’autorità delle
Il vettore deve: persone indicate nello schema organizzativo.
– predisporre procedure documentate coerenti Ogni vettore definisce all’interno dell’organi-
con i requisiti della legislazione e dei regola- gramma aziendali le figure responsabili ed i lo-
Prassi

menti applicabili con il codice. ro compiti: ad es. presidenti, amministratore, re-


– implementare efficacemente il sistema di ge- sponsabile della sicurezza, responsabili di fun-
stione per la sicurezza e le sue procedure docu- zione, responsabili operativi, ecc.
mentate.
L’ampiezza e il dettaglio delle procedure che 2.6. Risorse
fanno parte del sistema di gestione per la sicu- Il vettore deve mettere a disposizione risorse
rezza dell’autotrasporto devono essere correlate idonee per attuare e tenere aggiornato il sistema
alla complessità dell’attività, ai metodi utilizzati di gestione della sicurezza del trasporto, miglio-
e alla competenza del personale addetto allo randone l’efficacia.
svolgimento delle attività. Il vettore deve identificare e fornire risorse di
personale addestrato per al gestione, l’erogazio-
2.3. Politica del sistema di gestione ne del servizio e la verifica delle attività, com-
per la sicurezza dei trasporti presi gli audit annuali interni sulla gestione del
La direzione definisce e documenta la politica sistema di gestione della sicurezza del trasporto
del «Vettore» in merito alla sicurezza del tra- del vettore.
sporto delle merci.
La politica comprende gli obiettivi e l’impegno 2.7. Rappresentante della direzione
per la sicurezza del trasporto, la qualità del ser- La direzione, che ha la responsabilità esecutiva,

552 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


deve nominare un rappresentante che, oltre alle – l’identificazione di tutti gli indicatori di pre-
altre mansioni, abbia autorità per: stazione della sicurezza del trasporto e la defini-
– assicurare che sia istituito, messo in atto e zione degli obiettivi specifici del vettore rispet-
mantenuto attivo un sistema di gestione della to a questi indicatori;
sicurezza dell’autotrasporto conforme al codice; – l’identificazione e la conservazione di tutte le
– assicurare il rispetto delle prescrizioni conte- registrazioni.
nute nel codice e nei documenti del sistema di – l’identificazione di tutti gli elementi di con-
gestione per la sicurezza del trasporto (manua- trollo riferiti all’area fornitori e le relative valu-
le, procedure, istruzioni); tazioni;
– riferire alla direzione, tramite apposita rela- – la definizione del rappresentante della dire-
zione, sull’andamento del sistema di gestione zione per la sicurezza del trasporto;
della sicurezza del trasporto espresso dagli indi- – l’informazione e la formazione del personale,
catori appositamente predisposti al fine di per- in modo da evitare scompensi e problemi all’in-
metterne il riesame e il miglioramento; tale re- tegrità e all’efficacia del sistema di gestione.
lazione è la base per la valutazione della dire- Per servizi particolari e specifici, resi al di fuori
zione dell’efficacia del sistema dei trasporti e degli standard aziendali, il vettore dovrebbe
per il suo miglioramento; predisporre una pianificazione particolare e
– promuove la conoscenza dei requisiti del quindi procedure specifiche che siano coerenti
cliente all’interno dell’organizzazione. con il sistema di gestione della sicurezza del
Il rappresentante della direzione deve far parte trasporto.
della direzione aziendale e può avere anche al-
tre responsabilità purché non in contrasto con le 2.10. Obiettivi
responsabilità assegnategli per il sistema; in Il vettore deve stabilire obiettivi documentati,
piccole organizzazioni, il rappresentante della per ogni funzione e ad ogni livello dell’organiz-
direzione può coincidere con il titolare. zazione, relativi al sistema di gestione della si-
curezza del trasporto. Ove possibile questi
2.8. Pianificazione obiettivi devono essere quantificati. Gli obietti-
Il vettore deve predisporre e mettere in atto le vi devono essere coerenti con la politica e devo-
procedure documentate per individuare ed ave- no includere l’impegno al miglioramento conti-
re accesso ai requisiti legali e di altro genere nuo. Nel definire gli obiettivi, il vettore deve
che riguardano e sono applicabili al sistema di prendere in considerazione:
gestione della sicurezza del trasporto. – le prescrizioni legali e di altro genere appli-
Il vettore deve mantenere aggiornate queste in- cabili;
formazioni e comunicarle ai dipendenti e alle – i pericoli e i rischi in tema di sicurezza e sa-
parti interessate. lute sul lavoro;
– le opzioni tecnologiche;
2.9. Piano di sicurezza del trasporto – i requisiti finanziari, commerciali e operativi;
Il vettore deve tenere in considerazioni le se- – l’analisi degli incidenti e degli indicatori di
guenti attività, ove opportuno, allo scopo di prestazione e di sicurezza;
soddisfare i requisiti specificati per il servizio – i requisiti dei clienti e la valutazione della lo-
di trasporto: ro soddisfazione.
– l’identificazione e l’acquisizione di tutte le
autorizzazioni, i permessi, le assicurazioni, le 2.11. Personale
attrezzature, i controlli, i processi, i veicoli, le Il vettore deve predisporre e mettere in atto le
apparecchiature (compresi strumenti di prova procedure documentate per identificare le com-
e collaudo), le risorse e le competenze che pos- petenze e le esigenze di addestramento del per-
sono essere necessarie per il raggiungimento sonale. Inoltre deve provvedere all’erogazione
dei livelli di sicurezza individuati dagli obiettivi
del sistema di gestione;
dell’addestramento opportuno a tutto il perso-
nale che svolge attività relativa al sistema di ge-
Prassi
– l’assicurazione della corrispondenza della stione per la sicurezza dei trasporti.
manutenzione del veicolo, delle procedure di Le procedure di addestramento devono prende-
prova e collaudo e dell’addestramento con la re in considerazione diversi livelli di responsa-
documentazione applicabile; bilità, abilità e rischio.
– l’aggiornamento, quando necessario, dell’ad- Le procedure devono garantire per tutti i dipen-
destramento, della manutenzione, delle prove, denti impiegati in ogni funzione e livello la
dei collaudi, incluso lo sviluppo e l’acquisizio- consapevolezza in merito a:
ne di nuovi strumenti; – l’importanza di utilizzare le procedure del si-
– l’identificazione e l’attuazione delle disposi- stema di gestione della sicurezza del trasporto;
zioni per la misurazione, il monitoraggio e le – le conseguenze reali e potenziali delle loro
conseguenti azioni da compiere per assicurare attività lavorative sulla sicurezza;
che i processi di sicurezza siano effettivamente – i benefici delle migliori prestazioni personali
operativi e conformi ai requisiti del cliente; sulla sicurezza;
– l’identificazione e l’opportuna verifica dei – i ruoli e le responsabilità nella realizzazione
cambiamenti e/o delle modifiche sostanziali ai della politica e nel rispetto delle procedure e
processi e/o del sistema di gestione; dei requisiti del sistema di gestione della sicu-

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 553


rezza del trasporto, compresi i requisiti di pre- anche la politica del vettore in merito alla ge-
parazione e risposta alle emergenze ed alle con- stione della sicurezza del trasporto.
seguenze potenziali nel caso non siano seguite Il vettore mantiene appropriate registrazioni che
specifiche procedure operative. attestino le comunicazioni esterne avvenute in
Il personale che svolge compiti specifici asse- conformità ai requisiti del codice.
gnati, deve essere qualificato sulla base di ap- Devono essere gestite le comunicazioni che
propriata istruzione, addestramento, abilità ed provengono da parti interessate esterne (pubbli-
esperienza secondo le esigenze. ca amministrazione, clienti, fornitori, soci,
Il sistema di addestramento deve fornire l’ag- ecc.), in particolare deve essere mantenuto l’im-
giornamento periodico sui requisiti che necessi- pegno a rispondere sempre per iscritto entro un
tano di una qualificazione continua e inoltre de- termine prefissato richiesto dal richiedente.
ve garantire l’aggiornamento delle competenze
del personale (es. patenti di guida, procedure
di carico/scarico, guida sicura, trasporto di mer-
ci pericolose, utilizzo delle nuove attrezzature,
ecc.).
Devono essere conservate adeguate registrazio-
ni relative all’addestramento ed all’aggiorna-
mento del personale.
2.12. Gestione del personale
Il vettore deve predisporre e mettere in atto le
procedure documentate per gestire il personale
che svolge attività relative al sistema di gestio-
ne della sicurezza del trasporto.
Devono essere conservate adeguate registrazio-
ni che diano evidenza della corretta gestione del
personale.
2.13. Comunicazioni interne ed esterne
Il vettore deve predisporre e mettere in atto le
procedure documentate per identificare le parti
interessate alle prestazioni del sistema di gestio-
ne della sicurezza del trasporto e per trasmettere
adeguate comunicazioni sia ai dipendenti che
alle parti interessate.
2.14. Comunicazioni interne
La diffusione degli ordini di servizio e delle co-
municazioni interne al personale di volta in vol-
ta interessato, ha lo scopo di assicurare che le
direttive impartite dalla direzione siano recepite
ed attuate.
La direzione dovrà assicurare che sia attivato
un efficace sistema di comunicazione all’inter-
no dell’organizzazione del vettore per la circo-
lazione delle informazioni; ciò potrà essere ga-
Prassi

rantito con differenti modalità (circolari, riunio-


ni periodiche, siti internet, ecc.): lo scopo è
quello di rendere edotto ciascun collaboratore
che opera all’interno del sistema delle cono-
scenze necessarie per il raggiungimento degli
obiettivi fissati dalla direzione. Pertanto, sarà
fondamentale la comunicazione della politica
e degli obiettivi, ma anche della documentazio-
ne di sistema.
Rientrano nel presente ambito d’applicazione
quelle comunicazioni che possano influire sulla
valutazione dei rischi.
2.15. Comunicazioni esterne
Il vettore provvede a fornire le comunicazioni
previste utilizzando adeguati canali d’informa-
zione.
Le comunicazioni esterne possono riguardare

554 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Lavoratori atipici

Contratto di inserimento:
applicazione della nuova
disciplina
INAIL - Circolare 26 giugno 2006, n. 32

Oggetto: Contratto di inserimento e regime zo e coordinamento in materia di collocamento


transitorio del contratto di formazione e la- obbligatorio dei disabili, a norma dell’art. 1,
voro. Applicazione della nuova disciplina comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68».
 Legge n . 388 del 23 dicembre 2000: «Dispo-
Quadro di riferimento sizioni per la formazione del bilancio annuale e
 Legge n. 863 del 19 dicembre 1984 di con- pluriennale dello stato» (G.U. n. 302 del 29 di-
versione, con modificazioni, del D.L. n. 276 cembre 2000).
del 30 ottobre 1984: «Misure urgenti a sostegno  D.Lgs. n. 368 del 6 settembre 2001: «Attua-
e ad incremento dei livelli occupazionali». zione della direttiva 1999/70/CE relativa all’ac-
(G.U. n. 299 del 30 ottobre 1984 e n. 351 del cordo quadro sul lavoro a tempo determinato
22 dicembre 1984). concluso dall’UNICE, dal CEEP, e dal CES».
 Circolare n. 13 del 24 marzo 1988: «Contratti (G.U. n. 235 del 9 ottobre 2001).
di formazione e lavoro. Configurazione giuridi-  Regolamento CE n. 2204/2002 della Com-
ca del rapporto. Prestazioni e contributi». missione del 12 dicembre 2002 relativo all’ap-
 Legge n. 291 del 26 luglio 1988 di conversio- plicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE
ne, con modificazioni, del D.L. n. 173 del 30 agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione
maggio 1988: «Misure urgenti in materia di fi- (G.U. delle Comunità Europee del 13 dicembre
nanza pubblica per l’anno 1988». 2002).
 Legge n. 407 del 29 dicembre 1990: «Dispo-  Legge n. 30 del 14 febbraio 2003: «Delega al
sizioni diverse per l’attuazione della manovra di Governo in materia di occupazione e mercato
finanza pubblica 1991-1993» (G.U. n. 303 del del lavoro» (G.U. n. 47 del 26 febbraio 2003).
31 dicembre 1990).  Nota della Direzione Centrale Rischi indiriz-
 Legge n. 223 del 23 luglio 1991: «Norme in zata alle Strutture in data 5 settembre 2003:
materia di cassa integrazione, mobilità, tratta- «Legge 23 luglio 1991, n. 223 - Artt. 8, comma
menti di disoccupazione, attuazione di direttive 2, 20 e 25, comma 9. Legge 23 dicembre 2000,
della Comunità Europea, avviamento al lavoro n. 388 -Art. 68, comma 6. Sentenza della Corte
ed altre disposizioni in materia di mercato del Costituzionale n. 291 del 10 luglio - 4 agosto
lavoro». (G.U. n. 175 del 27 luglio 1991). 2003».
 Legge n. 104 del 5 febbraio 1992: «Legge-  D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003: «Attua-
quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale zione delle deleghe in materia di occupazione e
e i diritti delle persone handicappate». (G.U. mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio
n. 39 del 17 febbraio 1992). 2003, n. 30» (G.U. n. 235 del 9 ottobre 2003).
 Circolare n. 24 del 4 maggio 1992: «Legge Articoli da 54 a 59.
Prassi
23 luglio 1991, n. 223, articoli 8, comma 2,  Accordo interconfederale del 13 novembre
20 e 25, comma 9. Norme in materia di cassa 2003: «Regime transitorio per i contratti di for-
integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupa- mazione e lavoro».
zione, attuazione di direttive della Comunità  Accordo interconfederale dell’11 febbraio
Europea, avviamento al lavoro ed altre disposi- 2004: «Disciplina transitoria dei contratti di in-
zioni in materia di mercato del lavoro». serimento».
 Legge n. 451 del 19 luglio 1994 di conversio-  Circolare INPS n. 51 del 16 marzo 2004:
ne, con modificazioni, del D.L. n. 299 del 16 «Articoli 54-59 del decreto legislativo 10 set-
maggio 1994: «Disposizioni urgenti in materia tembre 2003, n. 276. Contratto di inserimento».
di occupazione e di fiscalizzazione degli oneri  Circolare del Ministero del Lavoro e delle
sociali» (G.U. n. 116 del 20 maggio 1994 e Politiche Sociali n. 31 del 21 luglio 2004:
G.U. n. 167 del 19 luglio 1994). «Contratti di inserimento lavorativo».
 Legge n . 68 del 12 marzo 1999: «Norme per  D.Lgs. n. 251 del 6 ottobre 2004: «Disposi-
il diritto al lavoro dei disabili» (G.U. n. 68 del zioni correttive del D.Lgs. 10 settembre 2003,
23 marzo 1999). n. 276, in materia di occupazione e mercato
 D.P.C.M. 13 gennaio 2000: «Atto di indiriz- del lavoro» (G. U. n. 239 del 11 ottobre 2004).

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 555


La nuova disciplina inserimento, in base alla normativa vigente, so-
no da individuare nelle seguenti categorie:
1) Premessa a) soggetti di età compresa tra i diciotto e i ven-
Il decreto di attuazione delle deleghe in materia tinove anni;
di occupazione e mercato del lavoro ha intro- b) disoccupati di lunga durata da ventinove fino
dotto il contratto di inserimento che sostituisce, a trentadue anni;
nell’ambito del settore privato, il contratto di c) lavoratori con più di cinquanta anni di età
formazione e lavoro, pur presentando finalità che siano privi di un posto di lavoro;
più propriamente occupazionali che formative. d) lavoratori che desiderino riprendere una atti-
Le nuove disposizioni hanno rinviato alla con- vità lavorativa e che non abbiano lavorato per
trattazione collettiva nazionale, territoriale ed almeno due anni;
aziendale l’individuazione delle modalità di at- e) donne di qualsiasi età residenti in una area
tuazione del contratto di inserimento. geografica in cui il tasso di occupazione femmi-
Per consentire ai datori di lavoro di assumere, nile, determinato con apposito decreto del Mi-
in via transitoria, mediante tale contratto, è stato nistro del lavoro e delle politiche sociali di con-
stipulato, in data 11 febbraio 2004, un Accordo certo con il Ministro della Economia e delle Fi-
interconfederale che detta una disciplina quadro nanze entro sessanta giorni dalla data di entrata
da applicarsi fino al momento in cui i contratti in vigore del presente decreto, sia inferiore al-
collettivi disciplineranno la materia. meno del 20 per cento di quello maschile o in
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cui il tasso di disoccupazione femminile superi
è intervenuto sul punto in via interpretativa, for- del 10 per cento quello maschile;
nendo apposite indicazioni per dare attuazione f) persone riconosciute affette, ai sensi della
a tale tipologia contrattuale. Coerentemente normativa vigente, da un grave handicap fisico,
con le richiamate indicazioni ministeriali, si mentale o psichico.
procede, pertanto, a tratteggiare di seguito gli Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
aspetti essenziali della disciplina in materia di ha precisato che, in presenza dei requisiti sog-
contratto di inserimento e ad impartire i neces- gettivi richiesti dal decreto di attuazione, il con-
sari indirizzi operativi. tratto di inserimento può essere utilizzato anche
per favorire l’accesso al mercato del lavoro di
2) Definizione di contratto di inserimento cittadini comunitari ed extra-comunitari.
Il citato decreto definisce il contratto di inseri-
mento come «un contratto di lavoro diretto a 4) Disciplina transitoria riguardante
realizzare, mediante un progetto individuale di i contratti di formazione e lavoro
adattamento delle competenze professionali Evidenziato che la disciplina previgente in ma-
del lavoratore a un determinato contesto lavora- teria di contratto di formazione e lavoro conti-
tivo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel nua ad avere effetto nei confronti delle pubbli-
mercato del lavoro» di determinate categorie che amministrazioni, si rappresenta che il de-
di persone. creto legislativo n. 276/2003 ha previsto che
le associazioni sindacali più rappresentative
3) Ambito di applicazione della nuova sul piano nazionale possano gestire, mediante
disciplina appositi accordi interconfederali, l’attuazione
3.1 Datori di lavoro del medesimo decreto anche in relazione al re-
gime transitorio.
È previsto che possano stipulare contratti di in- Si fa poi presente che, da ultimo, il D.Lgs. n.
serimento: 251/2004 ha dettato un apposito regime transi-
– enti pubblici economici, imprese e loro con- torio per i contratti di formazione e lavoro sti-
sorzi; pulati dal 24 ottobre 2003 e fino al 31 ottobre
– gruppi di imprese;
Prassi

2004, in base a progetti autorizzati entro il 23


– associazioni professionali, socio-culturali, ottobre 2003.
sportive;
– fondazioni; 5) Condizioni per l’assunzione con contratto
– enti di ricerca, pubblici e privati; di inserimento
– organizzazioni e associazioni di categoria.
Ne discende che solo i datori di lavoro che rien- 5.1 Progetto individuale di inserimento
trano in tali tipologie possono usufruire degli Il contratto di inserimento è un contratto a tem-
incentivi economici previsti per l’assunzione po determinato rivolto prevalentemente a pro-
di lavoratori mediante contratto di inserimento. muovere l’inserimento nel mercato del lavoro
In relazione ai particolari incentivi, si richiamano di alcune categorie di soggetti.
le indicazioni di cui alla circolare del Ministero In questo senso, l’espletamento della formazio-
del lavoro e delle politiche sociali n. 31 del 21 lu- ne è subordinato alla finalità di inserire nel mer-
glio 2004 e da, ultimo, recentemente fornite dal- cato del lavoro soggetti socialmente deboli, da
l’INPS con circolare n. 74 del 19 maggio 2006. attuare attraverso un apposito percorso di inte-
grazione del lavoratore nel ciclo produttivo del-
3.2 Lavoratori l’azienda che richiede l’inserimento.
I lavoratori da assumere mediante contratto di Condizione essenziale per l’assunzione median-

556 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


te contratto di inserimento è, pertanto, la defini- corso o al termine del periodo di prova, con
zione, con il consenso del lavoratore, di un pro- franchigia di quattro assunti con contratti di in-
getto individuale di inserimento volto ad ade- serimento che non siano stati trasformati in rap-
guare le competenze del lavoratore al contesto porti di lavoro a tempo indeterminato.
lavorativo specifico. Rientrano, invece, fra i lavoratori mantenuti in
Il progetto individuale di inserimento deve es- servizio i soggetti per i quali il rapporto di lavo-
sere concordato fra lavoratore e datore di lavoro ro sia stato convertito nel corso del suo svolgi-
preventivamente alla stipula del contratto di la- mento in rapporto a tempo indeterminato.
voro e coerentemente con i contenuti, la forma Non sussistono limitazioni quando, nei diciotto
e le modalità di definizione del progetto di inse- mesi precedenti l’assunzione del lavoratore, sia
rimento fissate dalla contrattazione collettiva scaduto un solo contratto di inserimento.
nazionale, territoriale ed aziendale.
In sede di prima applicazione dei nuovi contrat- 5.4 Forma del contratto
ti di inserimento ed in attesa della disciplina Il contratto di inserimento deve essere stipulato
collettiva, la materia è stata disciplinata, come in forma scritta e deve contenere l’indicazione
sopra riferito, dall’Accordo interconfederale specifica del progetto individuale di inserimen-
dell’11 febbraio 2004. to. La definizione di tale progetto, come riferi-
Tale Accordo, in particolare, ha stabilito che to, deve avvenire con il consenso del lavoratore
nel progetto individuale di inserimento debbano ed in linea con la contrattazione nazionale, ter-
essere indicati i seguenti «elementi»: qualifica- ritoriale ed aziendale.
zione, durata e modalità della formazione, in La forma scritta è richiesta per la validità del
cui viene distinta una parte teorica comprenden- contratto e quindi, in mancanza, il contratto è
te nozioni di prevenzione e di disciplina del nullo con conseguente trasformazione in un
rapporto di lavoro ed una di addestramento spe- rapporto di lavoro a tempo indeterminato sin
cifico. dall’origine.
In base all’Accordo interconfederale 11 feb-
5.2 Progetto individuale di inserimento braio 2004, inoltre, è necessario che siano indi-
e sanzioni cati:
Il decreto correttivo ha introdotto rilevanti mo- – durata (nei limiti fissati nel paragrafo indica-
difiche in tema di regime sanzionatorio. to di seguito);
In particolare, qualora sussistano «gravi ina- – eventuale periodo di prova, previsto in sede
dempienze nella realizzazione del progetto indi- di contrattazione collettiva;
viduale di inserimento» addebitabili esclusiva- – orario di lavoro, stabilito nella stessa sede;
mente al datore di lavoro e tali da impedire il – categoria di inquadramento del lavoratore;
raggiungimento della finalità prevista dalla nor- – trattamento di malattia e infortunio non sul
ma, consistente nell’inserimento del lavoratore lavoro, fissato dagli accordi collettivi.
nel mercato del lavoro, il datore di lavoro è te-
nuto a versare in aggiunta alla contribuzione già 5.5 Durata del contratto
versata: Il contratto di inserimento ha una durata non in-
– la quota ulteriore di contribuzione dovuta in feriore a nove mesi e non superiore a diciotto. Il
relazione all’inquadramento contrattuale supe- limite massimo può essere elevato a trentasei
riore che sarebbe stato raggiunto al termine mesi, se si tratta di lavoratori affetti da grave
del periodo di inserimento handicap.
nonché Sono esclusi dal calcolo del limite massimo i
– la maggiorazione del 100%. periodi relativi al servizio militare ed a quello
Per espressa previsione della norma, la maggio- civile, nonché i periodi di astensione per mater-
razione sopra richiamata esclude l’applicazione nità (compreso quindi il congedo parentale oltre
di ulteriori sanzioni ricollegate all’omessa con-
tribuzione.
a quello per maternità).
È prevista la possibilità di stipulare un nuovo
Prassi
contratto di inserimento con un diverso datore
5.3 Mantenimento in servizio di lavoro, ma non è ammesso il rinnovo del
Ulteriore condizione richiesta al datore di lavo- contratto di inserimento tra le medesime parti,
ro per stipulare il contratto di inserimento - oltre coerentemente con la finalità di tale forma con-
alla definizione di un progetto di inserimento - trattuale volta esclusivamente ad adattare il la-
consiste nell’aver mantenuto in servizio con voratore al contesto professionale e cioè, alle
contratto di lavoro a tempo indeterminato alme- esigenze del datore di lavoro.
no il sessanta per cento dei lavoratori il cui con- La proroga è, invece, ammessa ma solo entro il
tratto di inserimento sia scaduto nei diciotto limite massimo di durata indicato.
mesi precedenti.
Ai fini descritti, non si computano i lavoratori 6) Disciplina del rapporto di lavoro
che nel predetto periodo si siano dimessi, quelli Ai contratti di inserimento si applica, per quan-
licenziati per giusta causa, quelli che, al termine to compatibile, la disciplina prevista in materia
del rapporto di lavoro, abbiano rifiutato la pro- di lavoro a tempo determinato, salvo diversa
posta di restare in servizio con rapporto di lavo- previsione di contratti collettivi nazionali, terri-
ro a tempo indeterminato, i contratti risolti nel toriali o aziendali.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 557


Si richiamano, al riguardo, le istruzioni imparti- no le istruzioni impartite con la circolare n. 13
te dal Ministero del Lavoro e delle Politiche So- del 24 marzo 1988 per i lavoratori assunti con
ciali circa l’individuazione delle disposizioni in contratto di formazione e lavoro.
tema di contratto di lavoro a tempo determinato Pertanto, in caso di infortunio sul lavoro o di
che risultino compatibili con il contratto di in- malattia professionale contratta dal lavoratore
serimento. assunto con contratto di inserimento, dovranno
essere liquidate le prestazioni previste per la ge-
7) Incentivi previsti in materia di contratti neralità dei lavoratori, ossia quelle calcolate
di inserimento sulla retribuzione effettivamente percepita entro
Incentivi normativi i limiti di legge.
Nel quadro delle disposizioni volte ad incenti- Ai minori degli anni diciotto, assunti dalle Pub-
vare il ricorso ai contratti di inserimento, è pre- bliche Amministrazioni con contratto di forma-
vista la possibilità di inquadrare, a fini retribu- zione e lavoro, si applicherà, come per il passa-
tivi, il lavoratore fino ad un massimo di due li- to, la norma di cui all’articolo 119 del Testo
velli inferiori a quello spettante, in applicazione Unico che prevede che l’indennità di tempora-
del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai nea sia commisurata alla retribuzione effettiva
dipendenti che presentano una qualificazione e la rendita per inabilità permanente e ai super-
corrispondente a quella cui è preordinato il pro- stiti ragguagliata alla retribuzione della qualifi-
getto di inserimento. ca iniziale fissata per le persone assicurate, di
I lavoratori assunti con contratto di inserimento, età superiore agli anni diciotto, non apprendi-
inoltre, non rientrano nel calcolo dei limiti di- ste, occupate nella medesima lavorazione.
mensionali dell’azienda previsti da leggi e con-
tratti ai fini dell’applicazione di specifici istituti
o norme.
È fatta salva comunque una regolamentazione
difforme in sede di autonomia privata collettiva.
Si evidenzia, poi, che, ai sensi dell’articolo 59,
comma 1, del D.Lgs. n. 276 del 10 settembre
2003, come sostituito dall’art. 1-bis, del D.L.
14 marzo 2005, il sottoinquadramento non tro-
va applicazione per la categoria di lavoratori di
cui all’art. 54, comma 1, lettera e), D.Lgs. cit.,
salvo non esista diversa previsione da parte dei
contratti collettivi nazionali o territoriali sotto-
scritti da associazioni dei datori di lavoro e
dei prestatori di lavoro comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale.
8) Istruzioni operative
I datori di lavoro sono esentati dall’obbligo di
attestare, anche mediante autocertificazione, il
possesso dei requisiti di legge per usufruire de-
gli incentivi economici connessi con il contratto
di inserimento, ferma restando la facoltà dell’I-
stituto di effettuare le opportune verifiche al ri-
guardo.
Per l’applicazione di questi incentivi, si richia-
Prassi

mano le istruzioni in vigore per i lavoratori as-


sunti con contratto di formazione e lavoro, non
solo per quanto riguarda la misura degli incen-
tivi economici, ma anche per la gestione del
rapporto assicurativo dei lavoratori che intrat-
tengono un contratto di inserimento.
In sede di auto-liquidazione, pertanto, i datori
di lavoro, nel presentare la dichiarazione delle
retribuzioni (Mod. 1031), sono tenuti ad indica-
re le retribuzioni riferite ai soggetti assunti con
contratto di inserimento/reinserimento nei cam-
pi relativi ai contratti di formazione e lavoro,
utilizzando l’apposito codice.
Restano, altresı̀, confermate le disposizioni re-
lative alla Denuncia Nominativa Assicurati.
9) Prestazioni
Per quanto riguarda le prestazioni, si conferma-

558 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Lavoratori atipici

Utilizzo del lavoro


a progetto nei call center
Con la circolare sulle «collaborazioni coordinate a progetto», il Ministero del lavoro interviene in
3 una materia assai delicata e controversa, quella relativa all’utilizzo delle collaborazioni coordinate
a progetto nel settore dei call center, fornendo indicazioni sull’attività degli ispettori del lavoro. È
infatti questo uno dei settori a più alta occupazione giovanile scolarizzata, con una tipologia di
contratto caratterizzato da precarie condizioni di lavoro

Ministero del lavoro - Circolare 14 giugno 2006, n. 17

Oggetto: collaborazioni coordinate e conti- La predetta fase di opportuna informazione, i


nuative nella modalità a progetto di cui agli cui tempi e modalità verranno stabiliti dalla
artt. 61 e ss. D.Lgs. n. 276/2003. Call center. Commissione centrale di coordinamento di cui
Attività di vigilanza. Indicazioni operative. all’art. 3 del D.Lgs. n. 124/2004 entro trenta
giorni dall’emanazione della presente circolare,
Con la circolare n. 1/2004 questo Ministero è volta ad assicurare omogeneità di comporta-
aveva già fornito, con specifico riferimento ai mento tra gli operatori del settore ed è, pertanto,
contratti di collaborazione coordinata e conti- necessariamente preliminare all’avvio da parte
nuativa a progetto di cui agli artt. 61 e ss. del degli ispettori di una vigilanza mirata a verifica-
D.Lgs. n. 276/2003, prime indicazioni, di carat- re la genuinità delle collaborazioni a progetto
tere generale, utili per un corretto ed efficace poste in essere.
accertamento da parte degli organi di vigilanza. Si fa fin d’ora riserva di valutare l’opportunità
Le problematiche via via emerse rendono ne- di intervenire nuovamente sulla materia, una
cessario fornire ora istruzioni su singole tipolo- volta verificate, anche a seguito di attento mo-
gie di attività, in relazione alle quali l’applica- nitoraggio degli esiti della presente circolare,
zione del citato art. 61 ha evidenziato una mag- l’evoluzione e le dinamiche organizzative del
giore esigenza di chiarimenti. settore.
Con il presente documento, questo Ministero,
congiuntamente con l’Istituto nazionale della Criteri di individuazione e specificazione
previdenza sociale e l’Istituto nazionale per del progetto o programma di lavoro
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, Il mercato del lavoro nel settore dei call center
intende pertanto fornire adeguate istruzioni continua ad essere caratterizzato, anche succes-
con specifico riferimento ai call center, valutan- sivamente all’entrata in vigore del D.Lgs. n.
do nel prosieguo l’opportunità di fornire con ul- 276 del 2003 ed alla introduzione del lavoro a
teriori provvedimenti indicazioni relativamente progetto, da un consistente utilizzo di contratti
ad altre tipologie per le quali l’applicazione del- di collaborazione autonoma.
l’art. 61 del D.Lgs. n. 276/2003 ha parimenti In tale prospettiva si deve anzitutto precisare
presentato profili di problematicità. che in considerazione delle novità introdotte
Prassi
Occorre innanzitutto evidenziare che con la pre- dal D.Lgs. n. 276 del 2003 i presupposti per
sente circolare si forniscono indicazioni di ca- la stipulazione di un contratto di lavoro a pro-
rattere operativo rivolte al solo personale ispet- getto devono in generale essere individuati
tivo del Ministero del lavoro e della previdenza con riferimento: a) ai criteri di individuazione
sociale e degli Istituti previdenziali, al fine di e specificazione del progetto o programma di
uniformare il più possibile il criterio di valuta- lavoro; b) ai requisiti essenziali che devono
zione da adottare nella lettura del fenomeno in connotare l’autonomia del collaboratore nella
esame. gestione dei tempi di lavoro; c) alle modalità
In proposito, le Direzioni regionali e provinciali di coordinamento consentite tra il committente
del lavoro dovranno avviare, ai sensi dell’art. 8 ed il lavoratore.
del D.Lgs. n. 124/2004, un’adeguata attività di Pertanto, ai sensi dell’art. 61 del D.Lgs. n. 276
carattere informativo, volta ad istruire gli opera- del 2003, le collaborazioni coordinate e conti-
tori del settore sulla corretta utilizzazione della nuative devono essere riconducibili ad uno o
tipologia contrattuale delle collaborazioni coor- più progetti specifici o programmi di lavoro o
dinate e continuative a progetto di cui agli artt. fasi di esso determinati dal committente e che,
61 e ss. del D.Lgs. n. 276/2003. pur potendo essere connessi all’attività princi-

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 559


pale od accessoria dell’impresa - come specifi- nell’ambito delle quali il compito assegnato al
cato dalla circolare 1 dell’8 gennaio 2004 -, non collaboratore è quello di rendersi attivo nel con-
possono totalmente coincidere con la stessa o tattare, per un arco di tempo predeterminato,
ad essa sovrapporsi. l’utenza di un prodotto o servizio riconducibile
Il progetto, il programma o fase di esso cosı̀ de- ad un singolo committente.
terminati diventano parte del contratto di lavoro Ciò in considerazione della intrinseca delimita-
e devono essere specificati per iscritto ed indi- zione temporale di tale tipologia di attività e
viduati nel loro contenuto caratterizzante. della possibilità di definire compiutamente il ri-
La finalità di tale disposizione è quella di deli- sultato richiesto al collaboratore anche con ri-
mitare l’utilizzo del lavoro coordinato e conti- guardo ai requisiti soggettivi ed oggettivi del-
nuativo a quelle sole prestazioni che siano ge- l’utenza contattata ed al tipo di prestazione con-
nuinamente autonome perché effettivamente ri- cretamente dovuta per ogni contatto telefonico
conducibili alla realizzazione di un programma effettuato. Il lavoratore out bound, infatti, può
o progetto o fasi di esso gestite dal lavoratore in prefigurare il contenuto della sua prestazione
funzione del risultato. sulla base del risultato oggettivamente indivi-
Risultato che le parti definiscono in tutti i suoi duato dalle parti con il contratto.
elementi qualificanti al momento della stipula- Inoltre, l’ispettore al fine di apprezzare il carat-
zione del contratto e che il committente, a dif- tere di autonomia della prestazione deve verifi-
ferenza del datore di lavoro, non può successi- care l’esistenza di postazioni di lavoro attrezza-
vamente variare in modo unilaterale. te con appositi dispositivi che consentano al
In considerazione di ciò, un progetto, un pro- collaboratore di autodeterminare il ritmo di la-
gramma di lavoro od una fase di esso possono voro.
essere individuati anche nell’ambito delle atti- Nelle attività in bound l’operatore non gestisce,
vità operative telefoniche offerte dai call center come nel caso dell’out bound, la propria attivi-
purché in ogni caso idonei a configurare un ri- tà, né può in alcun modo pianificarla giacché la
sultato, determinato nei suoi contenuti qualifi- stessa consiste prevalentemente nel rispondere
canti, che l’operatore telefonico assume l’obbli- alle chiamate dell’utenza, limitandosi a mettere
go di eseguire entro un termine prestabilito e a disposizione del datore di lavoro le proprie
con possibilità di autodeterminare il ritmo di la- energie psicofisiche per un dato periodo di tem-
voro.
po.
È quindi necessario che l’ispettore riscontri l’e-
Ne consegue che il personale ispettivo, qualora
sistenza in concreto degli elementi connotanti
verifichi che l’attività lavorativa come descritta
una genuina collaborazione a progetto cosı̀ co-
me vengono descritti nella presente circolare. è disciplinata da un contratto di collaborazione
Il progetto o programma di lavoro deve in pri- coordinata e continuativa a progetto, procederà,
mo luogo essere individuato con riferimento ad dovendo ricondurre tale attività alla subordina-
una specifica e singola «campagna» la cui dura- zione, adottando i conseguenti provvedimenti
ta costituisce il necessario termine esterno di ri- di carattere sanzionatorio e contributivo.
ferimento per la durata stessa del contratto di la- Nell’ambito del progetto o programma di lavo-
voro a progetto. ro cosı̀ definito al collaboratore non può essere
Ai fini della corretta e compiuta determinazione richiesta un’attività diversa da quella specificata
del risultato richiesto al collaboratore è dunque nel contratto.
necessario che il progetto, programma di lavoro L’ispettore, pertanto, dovrà verificare che, tra i
o fase di esso sia qualificato tramite la specifi- criteri assunti per la determinazione del com-
cazione: penso, vi sia il riferimento al risultato enucleato
a) del singolo committente finale cui è ricondu- nel progetto, programma di lavoro o fase di es-
cibile la campagna (con riferimento ai call cen- so.
Prassi

ter che offrono servizi in outsourcing la campa-


Requisiti essenziali per l’autonomia
gna di riferimento sarà dunque quella commis-
della prestazione
sionata da terzi all’impresa stessa);
b) della durata della campagna, rispetto alla L’art. 61 del D.Lgs. n. 276 del 2003 dispone
quale il contratto di lavoro a progetto non può che il progetto o programma di lavoro deve es-
mai avere una durata superiore; sere gestito autonomamente dal collaboratore in
c) del singolo tipo di attività richiesta al colla- funzione del risultato ed indipendentemente dal
boratore nell’ambito di tale campagna (promo- tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività
zione, vendita, sondaggi, ecc.); lavorativa. Ciò, come noto, al fine di garantire
d) della concreta tipologia di prodotti o servizi al collaboratore una sostanziale ed effettiva
oggetto dell’attività richiesta al collaboratore; autonomia nell’esecuzione della prestazione.
e) della tipologia di clientela da contattare (indi- Ne deriva che il collaboratore a progetto cui è
viduata con riferimento a requisiti oggettivi e/o assegnato l’incarico di compiere le operazioni
soggettivi). telefoniche sopra descritte può essere conside-
In considerazione di tali requisiti essenziali e rato autonomo alla condizione essenziale che
qualificanti è senz’altro configurabile un genui- il collaboratore stesso possa unilateralmente e
no progetto, programma di lavoro o fase di es- discrezionalmente determinare, senza necessità
so, con riferimento alle campagne out bound di preventiva autorizzazione o successiva giu-

560 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


stificazione, la quantità di prestazione da ese- tà dei call center, possono rientrare tra le forme
guire e la collocazione temporale della stessa. di coordinamento:
Ciò implica che il collaboratore non può essere a) la previsione concordata di fasce orarie nelle
soggetto ad alcun vincolo di orario, anche se al- quali il collaboratore deve poter agire con l’au-
l’interno di fasce orarie prestabilite. Di conse- tonomia sopra specificata. Le fasce orarie indi-
guenza, deve poter decidere, nel rispetto delle viduate per iscritto nel contratto non possono
forme concordate di coordinamento, anche tem- essere unilateralmente modificate dall’azienda
porale, della prestazione: né questa può assegnare il collaboratore ad
a) se eseguire la prestazione ed in quali giorni; una determinata fascia oraria senza il suo pre-
b) a che ora iniziare ed a che ora terminare la ventivo consenso;
prestazione giornaliera; b) la previsione concordata di un numero prede-
c) se e per quanto tempo sospendere la presta- terminato di giornate di informazione finalizza-
zione giornaliera. te all’aggiornamento del collaboratore. La col-
Da un punto di vista organizzativo ne consegue
locazione di tali giornate di informazione deve
che l’assenza non deve mai essere giustificata e
la presenza non può mai essere imposta. essere concordata nel corso di svolgimento del-
Anche sotto questo profilo, dunque, i requisiti la prestazione e non unilateralmente imposta
di legittimità del contratto di lavoro a progetto dall’azienda;
ben sono configurabili con riferimento ad attivi- c) la previsione concordata della presenza di un
tà telefoniche out bound. assistente di sala la cui attività può consistere
nel fornire assistenza tecnica al collaboratore;
Forme consentite di coordinamento d) la previsione concordata di un determinato
Sempre ai sensi dell’art. 61 del D.Lgs. n. 276 sistema operativo utile per l’esecuzione della
del 2003 il fondamentale requisito dell’autono- prestazione.
mia può essere contemperato con le esigenze di È in ogni caso escluso sia l’esercizio del potere
coordinamento della prestazione con l’organiz- disciplinare che l’esercizio del potere di variare
zazione produttiva dell’azienda. unilateralmente le condizioni contrattuali origi-
A tal fine, nell’ambito della specifica operativi- nariamente convenute.

Prassi

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 561


31 marzo - 3 luglio 2006

Rassegna della Cassazione


penale
a cura di Raffaele Guariniello

Soggetti responsabili 2006) - Pres. Postiglione - Est. De Maio -


P.M. (Parz.diff.) Di Popolo - Ric. Martino e
in società altro
in nome collettivo
In forza dell’art. 41, comma 1, primo periodo,
Cassazione penale, Sez. IV - Sentenza n. D.P.R. 7 gennaio 1956 n. 164, «sui lati prospi-
11358 del 31 marzo 2006 (u.p. 6 ottobre cienti il vuoto, il ponte deve essere munito di
2006) - Pres. Battisti - Est. Marini - P.M. normali parapetti e tavola fermapiede».
(Conf.) De Sandro - Ric. Milletti e altro Nel caso esaminato dalla presente sentenza, i ti-
tolari di un’impresa edile - condannati per il
Già abbiamo osservato (1) che non è facile ri- reato di cui agli artt. 41 e 77 D.P.R. n. 164/
comporre in un quadro unitario gli orientamenti 1956, per aver omesso di adottare le precauzio-

Giurisprudenza
emersi nella giurisprudenza della Corte di cas- ni idonee ad eliminare il pericolo di caduta di
sazione in merito allo spinoso problema concer- persone o cose dai ponteggi allestiti in cantiere
nente l’identificazione dei soggetti penalmente - sostengono che «non dovevano prevedere la
responsabili per violazioni antinfortunistiche messa in opera di parapetti perché le caratteri-
nell’ambito di un’impresa con più titolari. stiche del ponteggio impalcatura erano tali da
Questa volta, nell’occuparsi di una società in escludere la presenza di ulteriori protezioni
nome collettivo, la Sez. IV afferma che «l’ob- (esistenza di tubi ad incrocio che, per le loro
bligo di adottare le misure idonee e necessarie posizioni e dimensioni, impedivano agli operai
alla tutela dell’integrità fisica dei lavoratori, di sporgersi e, quindi, cadere)».
quando si tratti di società di persone e non risul- La Sez. III insegna che «l’eventuale esistenza di
ti l’espressa delega a persona di particolare mezzi di protezione diversi da quelli normativa-
competenza nel settore della sicurezza, incom- mente stabiliti non può soddisfare la ben più
be su ciascun socio, e, nel caso in cui l’impresa complessa ed esaustiva previsione del citato
abbia carattere di società di persone e non sia art. 41». E spiega che l’art. 41 D.P.R. n. 164/
possibile individuare gli organi tenuti a garanti- 1956 «impone la realizzazione di parapetti e ta-
re la sicurezza dei lavoro, la relativa responsa- vole fermapiedi che, per di più, devono rispon-
bilità grava anche penalmente sui legali rappre- dere agli altri requisiti previsti dalla norma stes-
sentanti della società, perché costoro, ancorché sa» (2).
non svolgano mansioni tecniche, sono pur sem-
pre preposti alla gestione della società e si iden-
tificano quindi con i soggetti primari destinatari Omissione dolosa di cautele
delle norme antinfortunistiche». E con riguardo
al caso di specie conferma la condanna per il antinfortunistiche in
delitto di lesione personale colposa in danno stabilimento petrolchimico
di un lavoratore infortunato dei due soci ammi-
nistratori della s.n.c., «in assenza della prova: a) Cassazione sezione prima penale - Sentenza
di una formale delega ad un terzo dei compiti di n. 20370 del 14 giugno 2006 (u.p. 20 aprile
vigilanza sul rispetto della normativa antin- 2006) - Pres. Fabbri - Est. Turone - P.M.
fortunisfica nella esecuzione del lavoro; b) del (Conf.) Meloni - Ric. Simonetti e altri
fatto che la società amministrata dai due impu-
tati avesse le dimensioni di una grande azienda; Era da tempo che la Corte Suprema non era più
c) di una ripartizione delle sfere di competenza chiamata ad occuparsi del delitto di omissione
e di azione tra i due soci amministratori».

Obbligo di parapetti Note:


(1) In nota a Cass. 15 luglio 2005, Capone, in ISL, 2005, 9, 526, cui si rinvia
su ponteggi con tubi per una illustrazione dei precedenti in materia.
a incrocio (2) Circa le misure contro i pericoli di caduta nei cantieri v., tra le più recenti,
Cass. 16 marzo 2005, Vecchiato, in ISL, 2005, 6, 353; Cass. 24 novembre
Cassazione penale, Sez. III - Sentenza n. 2003, Generoso, ibid., 2004, 2, 125; Cass. 20 novembre 2003, Pelosi, ibid.,
16039 dell’11 maggio 2006 (u.p. 7 aprile 2004, 2, 125; Cass. 16 settembre 2003, Lullo. ibid., 2004, 2, 125.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 563


dolosa di cautele antinfortunistiche di cui al- quelle contenute nel D.P.R. n. 547/1955, giusti-
l’art. 437 c.p. (3). fica l’affermazione che per ‘‘dispositivo antin-
Il caso riguarda due dirigenti di uno stabilimen- fortunistico’’ debba intendersi soltanto un di-
to petrolchimico dichiarati colpevoli del reato spositivo che abbia esclusivamente funzioni
di cui agli artt. 81, comma 2, e 437, comma antinfortunistiche, e non anche un dispositivo
2, c.p., in quanto, «pur essendo pacificamente che, presentando comunque indiscutibilmente
e da tempo emersa la necessità di sostituire la una potenzialità antinfortunistica, svolga con-
valvola denominata B della linea spurghi am- temporaneamente anche specifiche e magari ri-
moniacali in quanto ‘‘trafilava’’ (vale a dire levantissime funzioni tecniche, ai fini dei fun-
non teneva più) e pur essendo stata segnalata zionamento dell’impianto nel quale tale dispo-
da uno di essi l’emergenza e quindi la priorità sitivo è inserito». Osserva che «in una impo-
del necessario intervento, avevano invece nente industria chimica con, parrebbe, 400 o
omesso di intervenire con la tempestività e la 500 km di tubazione, le valvole non possono
decisione necessarie e avevano omesso di adot- non essere essenziali sia per la stessa funziona-
tare o comunque di far adottare e collocare ap- lità dell’impianto (a fini meramente tecnico-
parecchi e strumenti idonei destinati a prevenire produttivi) sia per ragioni di sicurezza dei lavo-
disastri e infortuni sul lavoro, limitandosi a pre- ratori e della collettività in generale», e che, «in
vedere (ma comunque non a porre in essere) so- ambito di sicurezza, associare ad una industria
lo delle misure ‘‘tampone’’ provvisorie e insuf- chimica il pericolo della perdita di liquidi o del-
ficienti, quale l’intervento con il sistema cosid- la fuga di gas è operazione mentale empirica-
detto della ‘‘doppia pinzatura’’ e del ‘‘salcic- mente e statisticamente fondata, istintiva e
ciotto’’, sistema che non garantiva la tenuta», spontanea». Ammette che «nessuna norma giu-
tanto che «da tali omissioni (e dalla mancata te- ridica e nessuna ragione di carattere tecnico im-
Giurisprudenza

nuta di un accoppiamento flangiato e della rela- ponevano di collocare, proprio in quel punto
tiva guarnizione, che si ruppe a causa della usu- (nel punto dove era collocata la valvola B),
ra e della mancata manutenzione) derivava una una valvola a saracinesca», e che «nessuna nor-
fuga di ammoniaca anidra NH3, sostanza noto- ma prevede al metro o al centimetro dove in-
riamente tossica e pericolosa, come risulta pure stallare le valvole», ma sottolinea subito che
dalla scheda di sicurezza». Con la precisazione «il D.P.R. n. 547/1955 detta criteri generali e
che «il motivo delle suddette omissioni si dove- funzionali al fine di evitare danni alle persone
va al fatto che l’adozione dell’unico sistema si- in caso di rotture o fughe». E prende atto che
curo di intervento avrebbe comportato la ferma- «la valvola B era in prossimità del collettore
ta di tutta la linea spurghi ammoniacali per un principale degli spurghi ammoniacali ed era di-
paio di giorni; e che dal fatto erano derivate stante circa 200 metri dalla valvola al limite di
molestie fisiche (bruciore agli occhi, forte lacri- batteria del reparto BC1 (reparto di produzione
mazione, fastidio alle vie respiratorie) a una del cloruro di benzile, inattivo)», e che «en-
trentina di dipendenti di una ditta ubicata a cir- trambe le valvole, quindi, si trovavano sulla di-
ca un chilometro e mezzo dallo stabilimento pe- ramazione che conduce gli spurghi ammoniaca-
trolchimico, tanto che la relativa attività lavora- li dal reparto BC1 al collettore che poi li convo-
tiva doveva essere interrotta per alcune ore». glia al reparto AM4 (reparto di produzione del-
Nel respingere i ricorsi degli imputati, la Sez. I l’ammoniaca)», con la conseguenza che «rima-
affronta diverse questioni, e impartisce preziosi ne difficile ipotizzare che l’una o l’altra valvola
insegnamenti. siano superflue, essendo evidente la necessità di
A) Una prima questione concerne la qualifica- isolare il reparto e la diramazione» (vale a dire,
zione della valvola B come dispositivo di sicu- di isolare sia a monte il reparto BC1, sia a valle
rezza destinato a prevenire infortuni o disastri. la diramazione che conduce al collettore e, da
In proposito, la Sez. I osserva che, «dagli artt. lı̀, al reparto AM4)».
241, 244, 245 e 374 D.P.R. 27 aprile 1955 n. B) Avevano poi sostenuto gli imputati l’insussi-
547, è lecito e assolutamente logico ricavare stenza «di un obbligo che avrebbe imposto la
che gli impianti e le tubazioni soggette a pres- chiusura della valvola B, e l’irrilevanza causale
sione di liquidi, gas, vapori, devono possedere della valvola stessa rispetto ai fatti oggetto di
i necessari requisiti di resistenza e di idoneità imputazione». Sotto il primo profilo, la Sez. I
all’uso cui sono destinati, e ciò in relazione alle ribatte che «la norma giuridica di carattere ge-
condizioni di uso e alle necessità della sicurez- nerale che nel caso di specie imponeva la sosti-
za del lavoro (artt. 374 e 241); che le tubazioni tuzione e la chiusura della valvola B è l’art.
e le canalizzazione devono essere costruite e 2087 c.c.». E quanto al nesso causale, che «il
collocate in modo che non ne derivi danno ai reato di cui al comma 1 dell’art. 437 c.p. sussi-
lavoratori in caso di perdite di liquidi o fughe ste già per la sola omissione della sostituzione
di gas, o di rotture di elementi dell’impianto della valvola, e che la questione del nesso cau-
(art. 244); e che le tubazioni e le canalizzazione
chiuse che costituiscono una rete estesa devono
essere provviste di dispositivi, quali valvole, ru- Nota:
binetti, saracinesche, atti ad effettuare l’isola- (3) Da ultimo v. Cass. 14 luglio 2005, Ventura e altro, in ISL, 2005, 9, 525;
mento di determinati tratti in caso di necessità Cass. 5 novembre 2002, Ye Xuyu, ibid., 2003, 2, 113; Cass. 23 marzo
(art 245)». Aggiunge che «nessuna norma, tra 2002, Capogrosso e altri, ibid., 2002, 6, 328.

564 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


sale si pone per accertare la sussistenza della E) A dire degli imputati, «non potrebbe inten-
aggravante dell’avvenuto disastro o infortunio dersi per disastro se non un evento di danno de-
di cui al comma 2 della stessa norma». vastante, di notevoli proporzioni, che esponga a
C) Altra delucidazione è che «i disturbi fisici pericolo collettivamente, con effetti gravi, com-
accusati dai trenta dipendenti della ditta in con- plessi ed estesi, un numero indeterminato di
seguenza della fuga di materiale tossico che persone, generando pubblica commozione».
raggiunse quel giorno la loro posizione di lavo- Anche su questo punto la Sez. I non è d’accor-
ro» costituiscono un «"infortunio» a tutti gli ef- do: «la nozione di ‘‘disastro’’ non può ridursi a
fetti e ai sensi dell’art. 437, comma 2, c.p.», in un concetto che racchiuda soltanto eventi di va-
quanto «il fatto che, fortunatamente, la gravità sta portata o tragici». Rileva che «l’elemento
dell’infortunio e delle sue conseguenze sia stata ‘‘disastro’’ connota anche i reati di pericolo
relativamente contenuta non toglie, com’è ov- (quale, appunto, quello di cui al comma 1 del-
vio, che di infortunio si sia trattato». l’art. 437 c.p.), nei quali l’evento ‘‘danno’’ è
D) A scanso della fuorviante lettura della nor- assente e la sola possibilità o probabilità di esso
ma condotta dagli imputati, la Sez. I mette in viene assunta come fattispecie costitutiva». Ne
luce come l’art. 437, comma 1, c.p. «preveda desume che «i parametri della ‘‘imponenza’’ e
proprio un delitto (peraltro doloso) di ‘‘pericolo della ‘‘tragicità’’ non possono essere assunti
di danno’’ (‘‘chiunque omette di collocare im- come parametri e come misura del ‘‘disastro’’
pianti ... destinati a prevenire disastri è punito giuridicamente inteso». Spiega che «proprio la
...’’), a nulla rilevando che tale tipo di ‘‘perico- qualità del bene giuridico tutelato (la pubblica
lo di disastro’’ non sia stato poi contemplato tra incolumità) e la diffusa scelta della punibilità
quelli ricompresi nella previsione normativa di delle condotte generatrici anche del solo perico-
cui all’art. 450 c.p. (che riguarda comunque i lo (che quindi anticipano la soglia della punibi-

Giurisprudenza
delitti colposi di pericolo)», e chiarisce che «il lità stessa) fanno sussumere sotto la stessa nor-
comma 1 dell’art. 437 c.p. prevede un delitto ma situazioni di fatto tra loro molto diverse e
doloso di pericolo (di infortunio e/o di disastro) con conseguenze dannose pure tra loro molto
che si consuma all’atto della ‘‘omissione’’ o diverse». Ne ricava «deve sempre considerarsi
‘‘rimozione’’ dolosa, mentre il comma 2 della ‘‘disastro’’ (e in particolare disastro ambienta-
stessa norma introduce l’aggravante per il caso le) lo sprigionarsi di una nube tossica che viene
in cui l’infortunio e/o il disastro abbiano effet- obiettivamente ad alterare, in maniera maggiore
tivamente a prodursi come conseguenza della o minore, l’ambiente atmosferico, posto che
condotta di cui al comma 1». l’entità dei danni (maggiori o minori) che essa
A questo punto, la Sez. I esprime la propria viene a cagionare in concreto dipende da fattori
adesione ai principi fissati con riguardo al caso in gran parte casuali (come la direzione e la for-
Macnavi da Cass. 8 novembre 1993, P.M., za dei venti) o comunque non controllabili dal-
Arienti e altri (4). In particolare, ribadisce l’uomo», sicché «si tratterà pur sempre di disa-
che, per l’applicabilità dell’art. 437, comma 2, stro sia nel caso in cui la nube tossica produca
c.p., «è sufficiente la consapevolezza della con- effetti devastanti sulla popolazione (si pensi al
dotta tipica del reato di disastro colposo e non caso ICMESA), sia che essa produca effetti
anche dell’evento che aggrava il delitto di cui dannosi limitati e privi di tragicità».
al citato art. 437 c.p.», che «il delitto di cui al- La conclusione è che, nel caso di specie, «l’in-
l’art. 437 c.p. si consuma con la consapevole cidente, avendo disperso nell’aria circa cinque
«omissione» o «rimozione» di cui al comma tonnellate di ammoniaca ha costituito ‘‘disa-
1, indipendentemente dal danno che ne derivi stro’’ ai sensi e per gli effetti dell’art. 437, com-
in concreto», e che, «qualora questo si verifichi ma 2, c.p.», dal momento che «la dispersione in
nella forma di disastro o di infortunio, ricorre atmosfera di cinque tonnellate di ammoniaca è
l’ipotesi più grave prevista dal comma 2 dello decisamente un evento potenzialmente lesivo
stesso articolo». Conferma che «l’omissione o e dotato di una diffusività che non è controlla-
la rimozione devono essere tali da determinare bile e contenibile umanamente: la diffusività e
pericolo per la pubblica incolumità il quale è non controllabilità dell’evento lesivo fa sı̀ che
presunto dalla legge come conseguenza della tale evento debba definirsi ‘‘disastro’’ anche
mancanza di provvidenze destinate a garantirla, se, per fattori meramente casuali, il danno effet-
senza che occorra che sia anche specificamente tivo si è in concreto rivelato contenuto».
perseguito», e che, «poiché la consapevolezza F) Infine, per quel che concerne l’elemento psi-
della predetta omissione o rimozione e l’accet- cologico del reato di cui all’art. 437 c.p., la Sez.
tazione del conseguente pericolo sono suffi- I insegna che «sussiste il dolo quando voluta-
cienti ad integrare il delitto di cui all’art. 437 mente si omette la condotta doverosa nella con-
c.p., qualora si verifichino, benché non voluti, sapevolezza, che si tratti di misura destinata a
il disastro e l’infortunio sul lavoro, ricorre l’i- prevenire disastri o infortuni, con l’accettazione
potesi di reato prevista dal comma 2 dell’art. del pericolo per la pubblica incolumità e senza
437 c.p., senza che il più grave evento non vo- che rilevi l’intenzione di arrecare danno alle
luto sia idoneo a trasformare nel delitto sempli-
cemente colposo di cui all’art. 451 c.p. la con-
sapevole e voluta omissione delle misure e il Nota:
pericolo connesso». (4) In Dir. prat. lav., 1994, 1, 55.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 565


persone». Prende atto che nella fattispecie «gli macchinari utilizzati ma anche di adoperarsi
imputati sapevano che la valvola B doveva es- perché la concreta esecuzione del lavoro avven-
sere sostituita, prova ne sia che si attivarono per ga nel rispetto di quelle modalità».
la realizzazione delle c.d. scatole furmanitate A sua volta, in un caso d’infortunio mortale ad-
con priorità 1, e che, una volta esclusa la realiz- debitato al legale rappresentante e al direttore
zabilità delle scatole, omisero con piena consa- tecnico di un cantiere per la mancanza di deter-
pevolezza di sostituire la valvola». Tanto più minati mezzi tecnici di prevenzione, la sentenza
che, «essendo la zona industriale di Porto Mar- Rigon precisa «la condotta doverosa omessa era
ghera definita ‘‘sito ad alto rischio ambientale’’ da ritenere esigibile da parte degli imputati, in
dall’art. 1, comma 4, lettera a), legge dicembre quanto il controllo dell’osservanza delle misure
1999 n. 426 (‘‘Nuovi interventi in campo am- di sicurezza era comunque possibile con mezzi
bientale’’), non può non desumersi da tale cir- tecnici agevolmente reperibili sul mercato».
costanza un ulteriore elemento di prova a carico Un ulteriore, inedito approfondimento è svilup-
dei due imputati sotto il profilo della loro con- pato dalla sentenza Frigo con riguardo a un’ipo-
sapevolezza circa il pericolo derivante dalla lo- tesi in cui a un direttore di stabilimento di una
ro omissione» (5). s.p.a., con delega per la sicurezza, fu ascritto il
delitto di lesione personale colposa in danno di
un lavoratore dipendente: «in quello stabili-
Dalla migliore tecnica mento si effettuava la produzione di materie
plastiche, utilizzando una autoclave nella quale
reperibile sul mercato i componenti immessi, a causa dell’alta tempe-
alla migliore tecnica ratura cui vengono portati, producono la sostan-
za desiderata, ridotta in sottili strisce ... quattro
prevedibilmente necessaria
Giurisprudenza

o cinque volte al giorno era necessario procede-


re ad una ripulitura della parte terminale di tale
Cassazione penale, Sez.IV - Sentenza n. autoclave che si intasava di materia plastica, e a
21442 del 21 giugno 2006 (u.p. 10 aprile tal fine un pezzo della stessa, il blocco filiera,
2006) - Pres. Coco - Est. Bianchi - P.M. andava distaccato dall’autoclave e per procede-
(Conf.) Iannelli - Ric. De Luca re a tanto era necessaria l’opera di tre operai tut-
ti muniti di guanti termici e scarpe antin-
Cassazione penale, Sez.IV - Sentenza n. fortunio». Il giorno dell’infortunio, «la vittima
19195 del 1º giugno 2006 (u.p. 23 febbraio era addetta con altri due operai a quella opera-
2006) - Pres. Battisti - Est. Marzano - P.M. zione ed il pezzo non si era distaccato sponta-
(Parz.diff.) Cesqui - Ric. Frigo neamente; gli operai avevano tirato con le for-
celle il blocco, colpendolo per disincastrarlo;
Cassazione penale, Sez.IV - Sentenza n. il pezzo si era improvvisamente distaccato,
18379 del 25 maggio 2006 (u.p. 20 aprile era rimbalzato su un tavolino e caduto per terra,
2006) - Pres. De Grazia - Est. Licari - P.M. ove aveva attinto il piede della vittima».
(Parz.diff.) D’Angelo - Ric. Rigon e altro Nel condannare l’imputato, i giudici di merito
osservarono che, «davanti ad una tale manovra,
Tra i cardini fondamentali della normativa co- oggettivamente e prevedibilmente pericolosa,
munitaria e italiana in tema di scurezza del la- l’imputato non dotò i propri dipendenti di at-
voro, fa spicco il principio della massima sicu- trezzature adeguate, l’inadeguatezza al riguardo
rezza tecnologicamente possibile (non a caso ri- ravvisando nella dotazione di forcelle che non
badito ancora da ultimo nell’art. 49-sexies sulle agganciavano stabilmente il pezzo (questo
misure di prevenzione e protezione contro il ru- avrebbe evitato che la caduta avvenisse secon-
more nei luoghi di lavoro introdotto nel D.Lgs.
do una traiettoria irregolare) e nell’assenza di
19 settembre 1994 n. 626 dall’art. 2 D.Lgs. 30
barriere che avrebbero permesso al carrello di
maggio 2006 n. 195).
trattenere il pezzo cadutovi irregolarmente».
Più che mai preziose sono, quindi, le delucida-
A propria discolpa, l’imputato sottolinea, in
zioni offerte dalle tre sentenze che qui presen-
particolare, che, ad avviso degli stessi giudici
tiamo.
di merito, «il mezzo poi ritenuto affidabile dalla
Per cominciare, la sentenza De Luca afferma
ASL non era esistente sul mercato e fu esclusi-
che «esiste in capo al datore di lavoro una po-
vamente frutto dell’intuizione successiva del-
sizione di garanzia che gli impone di porre in
essere tutti gli accorgimenti, i comportamenti
e le cautele necessari a garantire la massima Nota:
protezione del bene protetto, la salute e l’inco-
lumità del lavoratore appunto, posizione che (5) Sull’elemento psicologico del delitto di cui all’art. 437 c.p. v., ad es., Cass.
22 ottobre 2001, Caporaso e altra, ISL, 2002, 2, 104; Cass. 14 gennaio 1999,
esclude che il datore di lavoro possa fare affida-
P.M. e Esposito, cit.; Cass. 7 luglio 1998, Luciani, in ISL, 1998, 9, 506; Cass. 24
mento sul diretto, autonomo, rispetto da parte novembre 1996, P.M., Arienti e altri, in Dir. prat. lav., 1995, 5, 389; Cass. 31
del lavoratore delle norme precauzionali, essen- agosto 1994, Gusso, ibid., 1994, 42, 2908; quanto alla prova del dolo tratta
do invece suo compito non solo apprestare tutti dall’inosservanza delle prescrizioni dell’organo di vigilanza Cass. 23 giugno
gli accorgimenti che la migliore tecnica consen- 2000, Seu, ibid., 2000, 33, 2354; Cass. 29 luglio 1999, Cruciani, in ISL,
te per garantire la sicurezza degli impianti o 1999, 12, 710.

566 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


l’imputato, ammettendo dunque implicitamente art. 2087 c.c., di applicare via via nel tempo,
che secondo le migliori tecniche del momento ed ogni qualvolta la tecnologia specifica pro-
non vi erano sul mercato altri mezzi all’infuori spetti aggiornamenti nei presidi di sicurezza,
di quelli utilizzati, ed apoditticamente affer- le più moderne misure preventive, prodotto del-
mandosi, per altro verso, che era onere del da- le nuove tecnologie». Più di recente, Cass. 29
tore di lavoro adeguarsi alle migliori tecniche novembre 2005, Merigi e altro (9), insegnò
del momento». che «uno dei principi ispiratori della più recente
La Sez. IV prende atto che, secondo i giudici di normativa antinfortunistica (è) quello che impo-
merito, «l’imputato non dotò i propri dipenden- ne all’imprenditore il ricorso alla massima sicu-
ti di attrezzature adeguate, in particolare di for- rezza tecnologica possibile, da raggiungere at-
celle idonee ad agganciare stabilmente il pezzo traverso l’impiego di tutti i ritrovati e gli stru-
(il che avrebbe evitato che la caduta avvenisse menti messi a disposizione dalla moderna tec-
secondo una traiettoria irregolare) e di barriere nologia». Con riguardo al caso di specie, ne de-
che avrebbero permesso al carrello di trattenere dusse, alla stregua di tale normativa, che il da-
il pezzo cadutovi irregolarmente». Osserva che tore di lavoro «avrebbe certamente dovuto mu-
«non rileva che il mezzo poi ritenuto affidabile nire il mezzo meccanico del dispositivo in que-
dalla ASL e da lui stesso ideato non fosse già stione (segnalatore acustico di retromarcia), da
presente sul mercato, giacché, essendo l’evento tempo ampiamente conosciuto come strumento
prevedibile, incombeva comunque sul datore di necessario per garantire l’uso in sicurezza della
lavoro l’obbligo di predisporre le dovute con- macchina e facilmente disponibile sul mercato,
tromisure secondo le migliori tecniche del mo- tanto da essere espressamente menzionato, sep-
mento, essendo senz’altro possibile senza indi- pure come optional, nel libretto di uso e manu-
cazioni esterne evitare sin dall’inizio l’evento tenzione della pala meccanica» (10).

Giurisprudenza
lesivo». (I giudici di merito avevano sostenuto
che «proprio il fatto che all’imputato non fu ne-
cessario aspettare le indicazioni dell’ASL, per
adottare le condotte antinfortunistiche adeguate, I coordinatori
dimostra come fosse possibile senza indicazioni per la progettazione
esterne evitare sin dall’inizio l’evento lesivo»). e per l’esecuzione dei lavori
In passato, Cass. 24 giugno 2000, Mantero e al-
tro (6), riconobbe l’obbligo del datore di lavoro
di fornire la macchina «di più moderni disposi- Cassazione penale, Sez. IV - Sentenza n.
tivi che erano presenti nelle macchine di più re- 21485 del 21 giugno 2006 (u.p. 12 maggio
cente fabbricazione», e chiarı̀ che l’art. 2087 2006) - Pres. Campanato - Est. Colombo -
c.c. «stimola obbligatoriamente il datore di la- P.M. (Conf.) Iannelli - Ric. Lucchi
voro ad aprirsi alle nuove acquisizioni tecnolo-
giche». Successivamente, Cass. 3 ottobre 2001, Ecco una sentenza destinata a fornire ulteriori
Rossi e altro (7), affermò che, «nel caso di esi- elementi in vista della individuazione degli ob-
stenza di plurime modalità operative utilizzabili blighi e delle responsabilità dei coordinatori ai
per il compimento di un’attività rientrante nel fini della progettazione e dell’esecuzione dei la-
ciclo produttivo, il datore di lavoro, i dirigenti vori.
e i preposti hanno l’obbligo di privilegiare quel- Il caso riguarda un infortunio occorso in un
la che, in astratto ma anche in concreto, si pre- cantiere durante i lavori di ampliamento di un
senti come caratterizzata da minore pericolosità hotel in danno di un lavoratore «caduto da
per l’incolumità dei lavoratori con una valuta- una trave del tetto che stava montando, sul pa-
zione comparativa del rapporto tra la gravità vimento di cemento, da una altezza di circa
del rischio e i costi della soluzione prescelta, quattro metri, perché la fune, cui era agganciata
anche in ragione delle dimensioni dell’azienda, la cintura di sicurezza, non era stata stretta a se-
che non può non privilegiare la salute e la sicu- guito dell’avvicinamento alla trave cui era lega-
rezza dei lavoratori»: «valutazione che quindi ta da pane della vittima». Per il delitto di lesio-
impone una scelta obbligata a favore delle mi- ne personale colposa viene condannato il coor-
sure maggiormente idonee a garantire la sicu- dinatore ai fini della progettazione e dell’esecu-
rezza dei lavoratori tanto più se concretamente zione dei lavori.
esistenti e già utilizzate nei casi in cui una delle L’accusa mossa al coordinatore consiste «in ge-
modalità presenti caratteristiche di pericolosità
tali da porre in serio rischio l’incolumità dei
prestatori di lavoro anche con l’adozione delle Note:
ordinarie misure di prevenzione contro gli in- (6) In ISL, 2000, 9, 491.
fortuni sul lavoro». Ancora, Cass. 6 novembre (7) In ISL, 2002, 2, 103.
2003, Colamartini (8), insegnò che il datore di
lavoro è tenuto a fornire gli strumenti di lavoro (8) In ISL, 2004 3, 187.
«(attrezzi, macchine o impianti che siano) di (9) In ISL, 2006, 1, 58.
tutti i presidi di sicurezza previsti da specifiche (10) Sul tema concernente l’impossibilità tecnica di mezzi protettivi e il divie-
disposizioni di legge», ma che «ciò non basta, to assoluto di macchine insicure v. Cass. 12 ottobre 2004, in ISL, 2005, 1, 61,
perché egli ha anche il dovere generico, ex alla cui nota si rinvia per un resoconto della giurisprudenza in argomento.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 567


nerica imprudenza e negligenza e nella specifi- A fronte di questi addebiti, il coordinatore os-
ca violazione delle disposizioni del D.Lgs. n. serva che «il D.Lgs. n. 494/1996 introduce
494/1996 che impongono la redazione di un due nuove figure professionali (committente e
piano di sicurezza, la individuazione e valuta- coordinatore per la sicurezza), integrando gli
zione dei rischi e la previsione delle misure ido- oneri già previsti a carico delle altre figure pre-
nee ad evitarli; la verifica dell’applicazione, da poste alla sicurezza». Lamenta che «nessun ac-
parte delle imprese esecutrici, delle disposizioni certamento è stato effettuato in ordine al rispet-
loro riguardanti contenute nel piano di sicurez- to degli obblighi da parte del committente, no-
za; l’adeguamento del piano di sicurezza, la sua nostante l’ammissione da parte sua di aver im-
compiuta illustrazione agli imprenditori operan- posto al cantiere ritmi di lavoro sostenuti, e di
ti sul cantiere e la previsione di misure idonee a non aver comunicato all’imputato l’avvio della
prevenire la caduta dei lavoratori dalle travi». fase di rifacimento del tetto, e di non aver con-
Di grande interesse per gli operatori sono gli ad- segnato i progetti esecutivi del tetto (presuppo-
debiti specifici mossi dalla Corte d’Appello al- sto necessario per elaborare il piano di sicurez-
l’imputato: «il piano di coordinamento non pre- za e coordinamento)». Rileva che «il piano è
vedeva, per le singole fasi della lavoro, una sta- stato valutato positivamente in primo grado,
bilita attrezzatura da utilizzare, non conteneva ed essendo rispondente ai requisiti previsti dalla
alcuna indicazione per la costruzione del tetto, legge era vincolante per i datori di lavoro Indi-
in relazione alla quale il rischio di cadute era pendentemente dall’intervento del coordinato-
elevato ... sarebbe stato possibile costruire un re». Precisa che «nel piano era previsto l’uso
ponteggio che avrebbe limitato la caduta a me- di ponteggi, passerelle, ponti di servizio, cinture
no di due metri ... l’infortunio dipendeva dalla con dispositivo autobloccante». Si duole che «è
mancanza di ancoraggi idonei (e cioè funi tese stato posto a carico dell’imputato un obbligo
Giurisprudenza

sopra la trave principale) ... la mancata integra- inesistente, quello di illustrare il piano, mentre
zione delle misure antinfortunistiche costituisce è previsto dall’articolo 13 D.Lgs. cit. che il pia-
omissione evidente da parte dell’imputato ... no è trasmesso agli appaltatori da parte del
mancava inoltre collegamento tra il piano di si- committente». Aggiunge che «l’obbligo di in-
curezza e i lavori da effettuare volta per volta»: formazione e formazione dei lavoratori è posto
«il piano non aveva valutato i rischi specifici, né dallo stesso provvedimento a carico dei datori
indicato i mezzi per evitarli»; l’imputato «non di lavoro», e che, peraltro, di propria iniziativa,
aveva illustrato il piano di sicurezza»; egli «si ha da una parte trasmesso il piano in forma ri-
recava sul cantiere soltanto ogni due settimane, dotta a vari destinatari; dall’altra illustrato e for-
ed aveva perciò violato i doveri di coordinatore nito il piano integrale al committente e ad alcu-
dell’esecuzione, non essendo con tale frequenza ni appaltatori in una riunione il cui verbale è
in grado di verificare l’idoneità del piano opera- stato poi trasmesso per fax oltre che ai presenti
tivo e di adeguarlo all’esecuzione dei lavori ... anche al progettista e al direttore dei lavori.
non si oppose, incomprensibilmente, alla rimo- Nel confermare la condanna del coordinatore,
zione della gru con cui, fino a pochi giorni pri- la Sez. IV sottolinea, anzitutto, due aspetti:
ma, le travi venivano calate ed inserite, rimozio- «una eventuale maggior frequenza al cantiere
ne che impose il trasporto delle travi medesime non scriminerebbe la responsabilità dell’impu-
a mano, camminando sulle travi principali, sen- tato, comportando semmai la base di dimostra-
za essere assicurati da una corda idonea ... le zione di una ancor maggiore consapevolezza da
precauzioni da adottare sarebbero state elemen- parte sua della mancata cura della sicurezza dei
tari, l’imputato era stato nominato oltre che lavoratori nel cantiere medesimo ... l’asserita
coordinatore della progettazione anche coordi- assenza per ferie avrebbe comportato l’obbligo
natore dell’esecuzione dei lavori ed aveva l’ob- di farsi sostituire da persona idonea e qualifica-
bligo di adeguare il piano di sicurezza alla pro- ta». Segnala poi che all’imputato «è stata conte-
gressione dei medesimi, nonché quello di verifi- stata tra l’altro la mancata verifica dell’applica-
care l’idoneità del piano operativo di sicurezza, zione, da parte delle imprese istitutrici, delle di-
e di verificare che ciascuna impresa esecutrice sposizioni contenute nel piano di sicurezza» e
adeguasse il proprio piano di sicurezza ... egli che «le disposizioni relative alla sicurezza non
si è invece limitato a sporadiche comparse sul sono state osservate, e di ciò l’imputato si sa-
cantiere senza spiegare il piano di sicurezza, e rebbe potuto facilmente rendere conto frequen-
non ha organizzato tra i datori di lavoro la coo- tando il cantiere». E conclude che l’imputato
perazione e il coordinamento necessari, cosı̀ «era coordinatore dell’esecuzione dei lavori,
comportandosi in modo gravemente colposo ... aveva l’obbligo di adeguare il piano di sicurez-
la responsabilità dell’imputato non verrebbe za alla progressione dei medesimi, quello di ve-
meno neppure se fosse vero che egli si trovasse rificare l’idoneità del piano operativo di sicu-
in ferie, perché in tal caso si sarebbe dovuto far rezza e di verificare l’adeguamento delle misure
sostituire ... la responsabilità per le lesioni col- da parte di ciascuna impresa» e «aveva l’obbli-
pose sussiste perché la caduta del lavoratore è go di riscontrare che la situazione del cantiere
conseguenza dell’inosservanza della normativa non era conforme a quanto richiesto: la gru
antinfortunistica, se fossero state adottate le mi- era comunque stata destinata ad altre attività,
sure necessarie la caduta non si sarebbe verifi- gli strumenti di protezione personale non erano
cata o avrebbe avuto conseguenze non gravi». adeguati».

568 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006


Ultima notazione: «la lamentata condotta del Nel confermare la condanna di tre imputati
committente non influisce sulla responsabilità (l’appaltatore e due subappaltatori), la Sez. IV
dell’imputato, che doveva comunque risponde- insegna che, «ai sensi dell’art. 7 D.Lgs. n.
re agli autonomi obblighi inerenti alla sua pro- 626/1994, in tema di contratto di appalto o con-
pria posizione di garanzia» (11). tratto d’opera, grava sul committente e tale è
sostanzialmente la condizione dell’appaltatore
rispetto a quella del subappaltatore per specifici
Gli obblighi del datore lavori l’obbligo di cooperare all’attuazione del-
le misure di prevenzione e di coordinare gli in-
di lavoro subappaltante terventi di protezione e prevenzione dai rischi
nell’art. 7 cui sono esposti i lavoratori, informandosi reci-
procamente anche al fine di eliminare rischi do-
D.Lgs. n. 626/1994 vuti alle interferenze tra i lavori delle diverse
imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera
Cassazione penale, Sez. IV - Sentenza n. complessiva; laddove, nella specie, nonostante
22823 del 3 luglio 2006 (u.p. 20 aprile tutti gli impegni assunti tra le diverse ditte, vi-
2006) - Pres. De Grazia - Est. Marzano - cendevolmente, nessun controllo sul lavoro dei
P.M. (Parz.conf.) D’Angelo - Ric. Beltrami due semplici operai veniva svolto» (12).
e altri

Emblematica è la situazione esaminata da que-


sta sentenza: una azienda affida in appalto lavo-
ri di fornitura e posa in opera della struttura pre-

Giurisprudenza
fabbricata di un capannone; l’impresa appalta- Note:
trice affida in subappalto la fornitura in opera
(11) Circa obblighi e responsabilità del coordinatore v., da ultimo, Cass. 10
delle lastre di copertura in fibrocemento del ca- maggio 2006, Sassi, in ISL, 2006, 8, 495; Cass. 21 ottobre 2005, R.C., Gero-
pannone ad altra ditta e quest’ultima a sua volta carni e altro, ibid., 2006, 3, 182; Cass. 23 settembre 2005, Feraudi, ibid., 2006,
subappalta l’esecuzione delle opere inerenti alla 1, 51).
copertura del manufatto ad altra ditta che, nel- (12) Sull’applicabilità dell’art. 7 D.Lgs. n. 626/1994 al soggetto avente la du-
l’impossibilità di realizzare il lavoro con i suoi plice veste di appaltatore dei lavori commissionatigli e di committente delle
operai per altri impegni, utilizza due operai po- opere subappaltate v. Cass. 10 maggio 2006, Sassi, in ISL, 8, 495; Cass. 29
lacchi assunti da un’altra ditta ancora. Muore novembre 2005, Limonta, ibid., 2006, 1, 57; Cass. 16 luglio 2004, Di Tria, ibid.,
per infortunio uno degli operai polacchi. 2004, 12, 755.

ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006 569


Casi e Questioni

ISL risponde
I l responsabile dei lavori può essere anche il
coordinatore della sicurezza in fase esecu-
tiva? C’è qualche sentenza che non lo ritiene
l’articolo 12 e proporre la sospensione dei lavo-
ri, l’allontanamento delle imprese ... dal cantie-
re o la risoluzione del contratto»), ove il RL/
opportuno? CSE dovrebbe segnalare a se stesso l’opportu-
nità di procedere alla risoluzione di un contratto
Premettendo che sull’argomento non vi sono di appalto, senza quel meccanismo di compen-
pronunciamenti giurisprudenziali noti, non vi sazione derivante dalla distinzione soggettiva
è dubbio che al quesito si deve dare una rispo- delle due figure.
sta positiva. Invero il contenuto della c.d. Nel settore degli appalti pubblici, addirittura,
«clausola di incompatibilità» relativa alla figura può darsi il caso di un RL (che, in base all’art.
del coordinatore per l’esecuzione dei lavori 2, lett. c) del D.Lgs. n. 494/1996, «è il respon-
(CSE), riguarda unicamente il datore di lavoro sabile unico del procedimento») che sia al tem-
Casi e Questioni

dell’impresa esecutrice (e, aggiungeremmo, i po stesso direttore dei lavori e, in base a quanto
componenti del suo staff imprenditoriale). Dal prevede l’art. 127, comma 1 del D.P.R. n. 554/
momento che il responsabile dei lavori, ove de- 1999, svolga per ciò solo, in base ad un auto-
signato, è l’alter ego del committente, si giusti- matismo funzionale, anche funzioni di coordi-
fica appieno la previsione dell’art. 3, comma 7 natore per l’esecuzione. In questo caso avrem-
del D.Lgs. n. 494/1996, in base alla quale «Il mo tre qualifiche (RL, DL, CSE) in capo alla
committente o il responsabile dei lavori può so- stessa persona, con amplificazione ed aggrava-
stituire in qualsiasi momento, anche personal- mento, anche in termini di coerente svolgimen-
mente se in possesso dei requisiti di cui all’ar- to, dei rispettivi statuti funzionali.
ticolo 10, i soggetti designati in attuazione dei Peraltro è lo stesso Codice degli appalti, recen-
commi 3 e 4» (leggasi: coordinatori). Ovvia- temente approvato (D.Lgs. 12 aprile 2006, n.
mente è necessario, come richiede la disposi- 163, in G.U. 2 maggio, n. 100, s.o.) a prevede-
zione ora citata, il possesso dei requisiti di qua- re, all’art. 10, comma 6, l’ipotesi di «coinciden-
lificazione professionale. za tra responsabile del procedimento e direttore
Peraltro, una cosa è l’astratta previsione di leg- dell’esecuzione del contratto»; e il successivo
ge, altra cosa il modo con cui essa sia ragione- art. 119 prevede che per gli appalti di lavori il
volmente praticabile nella realtà di cantiere: in regolamento di esecuzione (non ancora emana-
effetti non vi è chi non veda come il cumulo to) stabilisca «le tipologie e gli importi massimi
delle funzioni di RL e di CSE in capo alla stes- per i quali il responsabile del procedimento può
sa persona è destinato a produrre, con alto gra- coincidere con il direttore dei lavori». Per gli
do di probabilità, situazioni di «corto circuito appalti di servizi e le forniture, tale soluzione
operativo e/o funzionale». costituisce addirittura la regola, salvo che per
Basti pensare al meccanismo della segnalazio- quelli «di particolare importanza, per qualità e
ne-proposta previsto dall’art. 5, comma 1, lette- importo delle prestazioni, per i quali il direttore
ra e) del D.Lgs. n. 494/1996 (obbligo di «se- dell’esecuzione del contratto deve essere un
gnalare al committente o al responsabile dei la- soggetto diverso dal responsabile del procedi-
vori ... previa contestazione scritta alle imprese
mento».
... le inosservanze alle disposizioni degli articoli
7, 8 e 9, e alle prescrizioni del piano di cui al- Pierguido Soprani (Avvocato)

570 ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 9/2006