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CLASSE TERZA Prova 1

HAI A DISPOSIZIONE 60 MINUTI DI TEMPO PER COMPLETARE LA PROVA.


Italo Calvino
Il bosco sull’autostrada

Il freddo ha mille forme e mille modi di muoversi nel mondo: sul mare corre come una
mandria di cavalli, sulle campagne si getta come uno sciame di locuste, nelle città come
lama di coltello taglia le vie e infila le fessure delle case non riscaldate. A casa di
Marcovaldo quella sera erano finiti gli ultimi stecchi, e la famiglia, tutta incappottata,
5 guardava nella stufa impallidire le braci, e dalle loro bocche le nuvolette salire a ogni
respiro. Non dicevano più niente; le nuvolette parlavano per loro: la moglie le cacciava
lunghe lunghe come sospiri, i figlioli le soffiavano assorti come bolle di sapone, e
Marcovaldo le sbuffava verso l’alto a scatti come lampi di genio che subito svaniscono.
Alla fine Marcovaldo si decise: «Vado per legna; chissà che non ne trovi». Si cacciò quattro
10 o cinque giornali tra la giacca e la camicia a fare da corazza contro i colpi d’aria, si nascose
sotto il cappotto una lunga sega dentata, e così uscì nella notte, seguito dai lunghi sguardi
speranzosi dei familiari, mandando fruscii cartacei ad ogni passo e con la sega che ogni
tanto gli spuntava dal bavero.
Andare per legna in città: una parola! Marcovaldo si diresse subito verso un pezzetto di
15 giardino pubblico che c’era tra due vie. Tutto era deserto. Marcovaldo studiava le nude
piante a una a una, pensando alla famiglia che lo aspettava battendo i denti...

Il piccolo Michelino, battendo i denti, leggeva un libro di fiabe, preso in prestito alla
bibliotechina della scuola. Il libro parlava d’un bambino figlio di un taglialegna, che usciva
con l’accetta, per far legna nel bosco. «Ecco dove bisogna andare», disse Michelino, «nel
20 bosco! Lì sì che c’è la legna!» Nato e cresciuto in città, non aveva mai visto un bosco
neanche di lontano.
Detto fatto, combinò coi fratelli: uno prese un’accetta, uno un gancio, uno una corda,
salutarono la mamma e andarono in cerca di un bosco.
Camminavano per la città illuminata dai lampioni, e non vedevano che case: di boschi,
25 neanche l’ombra. Incontravano qualche raro passante, ma non osavano chiedergli dov’era
un bosco. Così giunsero dove finivano le case della città e la strada diventava
un’autostrada.
Ai lati dell’autostrada, i bambini videro il bosco: una folta vegetazione di strani alberi
copriva la vista della pianura. Avevano i tronchi fini fini, diritti o obliqui; e chiome piatte ed
30 estese, dalle più strane forme e dai più strani colori, quando un’auto passando le illuminava
coi fanali. Rami a forma di dentifricio, di faccia, di formaggio, di mano, di rasoio, di bottiglia,
di mucca, di pneumatico, costellate da un fogliame di lettere dell’alfabeto. «Evviva!» disse
Michelino, «questo è il bosco!»
E i fratelli guardavano incantati la luna spuntare tra quelle strane ombre: «Com’è
35 bello…»
Michelino li richiamò subito allo scopo per cui erano venuti lì: la legna. Così abbatterono
un alberello a forma di fiore di primula gialla, lo fecero in pezzi e lo portarono a casa.
Marcovaldo tornava col suo magro carico di rami umidi, e trovò la stufa accesa.
«Dove l’avete preso?» esclamò indicando i resti del cartello pubblicitario che, essendo di
40 legno compensato, era bruciato molto in fretta.
«Nel bosco!» fecero i bambini.
«E che bosco?»
«Quello dell’autostrada. Ce n’è pieno!»
Visto che era così semplice, e che c’era di nuovo bisogno di legna, tanto valeva seguire l’esempio
45 dei bambini. Marcovaldo tornò a uscire con la sua sega, e andò sull’autostrada.
L’agente Astolfo della polizia stradale era un po’ corto di vista, e la notte, correndo in moto
per il suo servizio, avrebbe avuto bisogno degli occhiali; ma non lo diceva, per paura

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d’averne un danno nella sua carriera.
Quella sera viene denunciato il fatto che sull’autostrada un branco di monelli stava buttando
50 giù i cartelloni pubblicitari. L’agente Astolfo parte d’ispezione.
Ai lati della strada la selva di strane figure ammonitrici e gesticolanti accompagna
Astolfo, che le scruta a una a una, strabuzzando gli occhi miopi. Ecco che, al lume del
fanale della moto, sorprende un monellaccio arrampicato su un cartello. Astolfo frena:
«Ehi! Che fai lì, tu? Salta giù subito! » Quello non si muove e gli fa la lingua. Astolfo si
55 avvicina e vede che è la réclame d’un formaggino, con un bamboccione che si lecca le
labbra. «Già, già!» fa Astolfo, e riparte a gran carriera.
Dopo un po’, nell’ombra di un gran cartellone, illumina una triste faccia spaventata. «Alto là!
Non cercate di scappare!» Ma nessuno scappa: è un viso umano dolorante in mezzo a un
piede tutto calli: la réclame di un callifugo 1 . «Oh, scusi» dice Astolfo, e corre via.
60 Il cartellone di una compressa contro l’emicrania era una gigantesca testa d’uomo, con le
mani sugli occhi dal dolore. Astolfo passa, e il fanale illumina Marcovaldo arrampicato in
cima, che con la sua sega cerca di tagliarsene una fetta. Abbagliato dalla luce, Marcovaldo
si fa piccolo piccolo e resta lì immobile, aggrappato a un orecchio del testone, con la sega
che è già arrivata a mezza fronte.
65 Astolfo studia bene, dice: «Ah, sì: compresse Stappa! Un cartellone efficace! Ben trovato!
Quell’omino lassù con quella sega significa l’emicrania che taglia in due la testa! L’ho subito
capito!» E se ne riparte soddisfatto.
Tutto è silenzio e gelo. Marcovaldo dà un sospiro di sollievo, si riassesta sullo scomodo
trespolo e riprende il suo lavoro. Nel cielo illuminato dalla luna si propaga lo smorzato
70 gracchiare della sega contro il legno.
(I. Calvino, Marcovaldo, Einaudi, Torino, 1966)

1. callifugo: medicinale per guarire i calli.

A. COMPRENSIONE DEL TESTO


A1. Chi è il protagonista del racconto?
A) Marcovaldo.
B) Astolfo.
C) Michelino.
D) Il bosco.

A2. Chi è Michelino?


A) Un orfano disperato.
B) Il figlio di Marcovaldo.
C) Un amico di Marcovaldo.
D) Il figlio di un taglialegna.

A3. Chi è Marcovaldo?


A) Un padre di famiglia, che fa di tutto per evitare sofferenze ai propri cari.
B) Un taglialegna, che taglia qualunque cosa pur di guadagnare.
C) Un marito annoiato, che esce anche col freddo pur di fuggire dalla moglie.
D) Un padre poco intelligente, che crede a tutto ciò che dicono i figli.

A4. Secondo te, la famiglia di Marcovaldo è:


A) ricca.
B) avida.
C) molto povera.
D) di condizione economica normale.

A5. Quale ti sembra il riassunto più efficace?


A) Marcovaldo, per il freddo, va a tagliare alberi in un bosco e viene arrestato.
B) I figli di Marcovaldo vanno a tagliare cartelli pubblicitari, per procurarsi legna per il camino, ma non riescono a portarli

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a casa.
C) Marcovaldo, costretto dal freddo e seguendo l’esempio dei figli, va a segare cartelli pubblicitari da usare nella stufa.
Un agente di polizia lo vede, ma lo scambia per un personaggio della pubblicità e passa oltre.
D) Marcovaldo e i figli scambiano per alberi alcuni cartelli pubblicitari e li tagliano. Riescono a evitare l’arresto perché il
poliziotto incaricato di fermarli non li trova.

A6. Chi è il soggetto dell’espressione «Non dicevano più niente» (riga 6)?
A) I membri della famiglia.
B) Gli stecchi.
C) Le nuvolette.
D) Le braci.

A7. Che cosa vuol dire l’aggettivo costellate (riga 32) nell’espressione «Rami… costellate da un fogliame di
lettere dell’alfabeto»?
A) Imbottiti.
B) Con lettere a forma di coste.
C) Con lettere a forma di stelle.
D) Ricoperti.

A8. Come riscriveresti, in maniera più corretta, l’espressione «Ce n’è pieno!» (riga 43)?
A) Ne è pieno!
B) Ci è pieno!
C) C’è pieno!
D) Ce ne è pieno!

A9. Che modo verbale è strabuzzando (riga 52)?


A) Participio.
B) Condizionale.
C) Gerundio.
D) Congiuntivo.

A10. Che cosa significa l’espressione «scruta a una a una» (riga 52)?
A) Le conta.
B) Le osserva attentamente.
C) Le supera.
D) Finge di non vederle.

A11. Perché, alla riga 53, viene usata la forma dispregiativa monellaccio?
A) Per simpatia verso il ragazzo.
B) Perché Astolfo è un agente.
C) Perché il ragazzo è anche brutto.
D) Per condannare l’azione illecita del ragazzo.

A12. Con quale delle seguenti alternative sostituiresti l’espressione «a gran carriera» (riga 56)?
A) Subito.
B) Velocemente.
C) Con la corriera.
D) Con un grande carro.

A13. Astolfo, l’agente di polizia, non arresta Marcovaldo perché:


A) prova pietà per lui.
B) è molto miope e lo scambia per un personaggio pubblicitario.
C) ritiene che i cartelli pubblicitari siano troppi e si possano tagliare.
D) pensa che la pubblicità faccia male ai bambini.

A14. La storia si svolge:


A) di notte.
B) a mezzogiorno.
C) nel primo pomeriggio.

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D) all’alba.

A15. Quale figura retorica è «come una mandria di cavalli» (righe 1-2)?
A) Metafora.
B) Personificazione.
C) Gioco di parole.
D) Similitudine.

B. RIFLESSIONE SULLA LINGUA


B1. Nella proposizione «Io vado in giro per compere», che complemento è per compere?
A) Fine o scopo.
B) Causa.
C) Mezzo.
D) Moto per luogo.

B2. Nel periodo «Mi piace camminare a piedi», la proposizione subordinata «camminare a piedi» è:
A) oggettiva.
B) modale.
C) temporale.
D) soggettiva.

B3. Indica quale funzione logica ha il pronome che nel periodo: «Valentino Rossi, che gli sportivi adorano, ha
vinto di nuovo».
A) Soggetto.
B) Complemento di specificazione.
C) Complemento oggetto.
D) Complemento di termine.

B4. Trasforma, nel seguente periodo, il discorso diretto in discorso indiretto: «I miei genitori, dopo aver visto la
pagella, mi hanno chiesto: “Hai ancora intenzione di continuare così per molto”»?
………………………………………………………………………………………………….......................................
………………………………………………………………………………………………….......................................
………………………………………………………………………………………………….......................................

B5. Individua, sottolineandoli, i prefissi nelle seguenti parole composte.


A) Decaffeinato...
B) Disamore.
C) Insaponare
D) Sbarcare.
E) Telecamera
F) Paranormale.
G) Antiorario.
H) Sottoscritto.

B6. Individua gli errori nelle seguenti frasi e riscrivi a fianco i termini corretti.
A) Saluti dalle pernici del Monte Bianco! .....................................................................
B) Ho un salottino tutto di rimini. ..............................................................................
C) Mia moglie ha le vene vanitose. ..........................................................................
D) Il ladro è stato colto in fragrante. ..........................................................................

B7. Nella frase «Non è arrivato perché ha perso il treno», perché è:


A) un avverbio.
B) una congiunzione.
C) un pronome.
D) un aggettivo.

B8. Coniuga i verbi tra parentesi, tenendo conto della natura concessiva delle proposizioni subordinate.
A) Ti voglio bene, malgrado tu ti .......................................................................... (comportare) male.
B) Pur ............................................................. (avere) qualche dubbio, ho accettato.

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C) Seppure .................................................... (sperare) in un suo ritorno, sapevo che non sarebbe successo.
D) Anche se ci .......................................................... (mancare) i libri, studiavamo ogni giorno.

B9. Inserisci, nelle seguenti frasi, il connettivo più opportuno.


A) Mangia quello che vuoi, ................................................................... lascia qualcosa anche per gli altri.
B) Vado al mare d’inverno, ................................................................................................... amo la solitudine.
C) Mi chiudo in camera mia solo ...................................................................................... non voglio distrarmi.
D) Puoi andare a giocare in cortile,................................................................. tu ritorni a casa per ora di cena.

B10. Coniuga nel modo e nel tempo opportuni i verbi tra parentesi.
A) Abbiamo chiesto alla Preside di andare in gita e lei ............................................................. (acconsentire).
B) Non è possibile che tu ............................................................................................. (dormire) tutto il giorno!
C) Credo che Mara non .............................................................................................. (gradire) questi scherzi.
D) Siamo arrivati oggi in montagna e ci ...................................................... (trattenersi) per un mese.

A PROPOSITO DELLA PROVA CHE HAI SVOLTO

ARGOMENTI E PREREQUISITI
CONOSCENZE
• Elementi di narratologia: struttura e caratteristiche del racconto breve.
• Le parti del discorso: nomi e aggettivi (la formazione attraverso i prefissi e l’alterazione, i sinonimi); avverbi;
congiunzioni; pronomi personali e particelle pronominali; pronome relativo; congiunzioni coordinanti e subordinanti; il
verbo (l’indicativo, il congiuntivo, il condizionale, il gerundio).
• Analisi della frase semplice: il soggetto; il complemento di fine o scopo.
• Analisi del periodo: coordinazione e subordinazione; proposizione soggettiva, concessiva, interrogativa (diretta e
indiretta).
• Elementi formali e retorici: la similitudine.

COMPETENZE
• Comprendere e decodificare un testo narrativo.
• Coniugare opportunamente un verbo.
• Riconoscere e utilizzare opportunamente le parti del discorso e le proposizioni.
• Cogliere le parole chiave e il significato contestuale delle parole.

CAPACITÀ
• Attenzione, comprensione, analisi, sintesi.
• Capacità di ordinare le informazioni esplicite, dedurre le informazioni implicite, riconoscere la successione temporale
e/o causale degli eventi, operare confronti e collegamenti tra i dati, organizzare i contenuti secondo modalità logico-
semantiche coerenti.

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GRIGLIA DI CORREZIONE
La griglia che segue ti mostra, per ogni domanda, l’ambito cui si riferisce e il punteggio che ti verrà assegnato. Se vuoi,
puoi ricopiare nella colonna LE MIE RISPOSTE la risposta che hai dato e poi la puoi confrontare con la risposta corretta,
al momento della correzione collettiva in classe. Potrai, così, calcolare da solo il tuo punteggio.

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VALUTAZIONE
Per la tua valutazione, puoi fare riferimento alle indicazioni sintetiche che trovi a p. 71.

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CLASSE TERZA Prova 2

HAI A DISPOSIZIONE 60 MINUTI DI TEMPO PER COMPLETARE LA PROVA.


Marco Lodoli
I miei ragazzi insidiati dal demone della Facilità

Cosa sta accadendo nella mente degli italiani, come mai ho l’impressione che lo
stordimento, se non addirittura una leggera forma di demenza, stiano soffiando come
scirocco 1 in troppi cervelli, giovani e meno giovani? Quali sono le cause, se ce ne sono, di
questo torpore?
5 […]
Capisco che è difficile indicare un unico responsabile, un sicuro colpevole, ma una piccola
idea del perché accada tutto questo io me la sono fatta e ve la propongo.
A mio avviso da troppo tempo viviamo sotto l’influsso di una divinità tanto ammaliante
quanto crudele, un uccelletto che canta soave, ma che ha un becco così sottile e feroce da
10 mangiarci il cervello. La Facilità è la dea che divora i nostri pensieri, e di conseguenza
l’intera nostra vita. La Facilità non va certo confusa con la Semplicità. […] La
Semplicità è l’obiettivo finale di ogni nostro sforzo: noi dovremmo sempre impegnarci
affinché pensieri e gesti siano semplici, e dunque armoniosi e giusti. […] La Facilità,
invece, è una truffa che rischia di impoverire tragicamente i nostri giorni. A farne le
15 spese sono soprattutto i ragazzi più poveri e sprovveduti, ma anche noi adulti furbi e
smaliziati 2 stiamo concedendo vasti territori a questa acquerugiola 3 che somiglia a un
concime ed è un veleno.
La nostra cultura ormai scansa ogni sentore di fatica, ogni peso, ogni difficoltà: abbiamo
esaltato il trash 4 e il pulp 5 , bastavano un rutto o una rasoiata per raccogliere attenzione e
20 gloria; abbiamo accettato che le televisioni venissero invase da gente che imbarcava
applausi senza essere capace di fare nulla; abbiamo accolto con entusiasmo ogni
sbraitante analfabeta, ogni ridicolo chiacchierone, ogni comico da quattro soldi, ogni
patetica «bonazza». Così un poco ogni giorno il piano si è inclinato verso il basso e noi ci
siamo rotolati sopra velocemente, allegramente, fino a non capire più nulla, fino
25 all’infelicità. Tutto è stato facile, e tutto continua a essere ancora più facile. Impara l’inglese
giocando, laureati in due anni senza sforzo, diventa anche tu, ridendo e scherzando, un
uomo ricco e famoso.
Spesso i miei alunni, ragazzi di quindici o sedici anni, mi dicono: «Io voglio fare i soldi in
fretta per comprarmi tante cose », e io rispondo che non c’è niente di male a voler
30 diventare ricchi, ma che bisognerà pure guadagnarseli in qualche modo questi soldi, se
non si ha alle spalle una famiglia facoltosa: bisognerà studiare, imparare un buon
mestiere, darsi da fare. A questo punto loro mi guardano stupiti, quasi addolorati, come se
avessi detto la cosa più bizzarra del mondo. Non considerano affatto inevitabile il rapporto
tra denaro e fatica, credono che il benessere possa arrivare da solo, come arriva la pioggia
35 o la domenica. Sembra che nessuno li abbia mai avvertiti della difficoltà dell’esistenza.
Sembra che ignorino completamente quanto la vita è dura, che tutto costa fatica, e che
per ottenere un risultato anche minimo bisogna impegnarsi a fondo. E per quanto io mi
prodighi per spiegare loro che anche per estrarre il succo dell’arancia bisogna spremerla
forte, mi pare di non riuscire a convincerli. Il mondo intero afferma il contrario, in
40 televisione e sui manifesti pubblicitari tutti ridono felici e abbronzati e nessuno è mai
sudato.
Così si diventa idioti. È un processo inesorabile, matematico, terribile, ed è un processo
che coinvolge anche gli adulti, sia chiaro. La Facilità promette mari e monti, e il livello
mentale si abbassa ogni giorno di più, fino al balbettio e all’impotenza. «Le cose non
45 sono difficili a farsi, ma noi, mettere noi nello stato di farle, questo è difficile », scriveva
Brancusi 6 . Mettere noi stessi nello stato di poter affrontare la vita meglio che si può, di
fare un mestiere per bene, di costruire un tavolo o di scrivere un articolo senza compiere

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gravi errori, questo è proprio difficile, ed è necessario prepararsi per anni, prepararsi
sempre.
(M. Lodoli, in «la Repubblica», 6 novembre 2002)

1. scirocco: vento caldo e umido che in Italia soffia dal Sahara.


2. smaliziati: scaltri, non ingenui.
3. acquerugiola: precipitazione uniforme di minutissime goccioline d’acqua.
4. trash: orientamento del gusto che predilige ed esalta ciò che è brutto e volgare.
5. pulp: genere letterario o cinematografico che ricorre a temi di facile presa, come il sesso o la violenza, trattandoli
con uno stile aggressivo e spesso volutamente trascurato.
6. Brancusi: Costantin Brancusi (1876-1957), celebre scultore rumeno, esponente dell’astrattismo.

A. COMPRENSIONE DEL TESTO


A1. Il testo è:
A) una fiaba.
B) un racconto breve.
C) un articolo di giornale.
D) una recensione di un film.

A2. Qual è il senso complessivo del testo?


A) Tutti dovrebbero mirare alla «facilità», ma non ci riescono.
B) La società attuale propone un’idea «troppo facile» della vita e non prepara i giovani ad affrontarla con gli strumenti
adeguati.
C) I giovani non vogliono più lavorare, perché non viene loro insegnato.
D) I giovani di oggi sono stupidi e sfaticati.

A3. Che lavoro fa Marco Lodoli, l’autore del testo?


A) Il maestro elementare.
B) Il professore universitario.
C) Il professore alle superiori.
D) Il critico televisivo

A4. Indica quale, tra le seguenti affermazioni, è falsa, ossia non è contenuta nel testo.
A) La società attuale ha eliminato persino l’idea di fatica e di difficoltà.
B) Non è giusto voler diventare ricchi.
C) Non è giusto voler diventare ricchi senza sforzo.
D) La televisione consente di raggiungere la notorietà a persone prive di qualsiasi preparazione specifica.

A5. Perché la Facilità è paragonata a una dea?


A) Perché è bellissima.
B) Perché si vede spesso in televisione.
C) Perché domina su tutto e tutti.
D) Perché non muore mai.

A6. La Semplicità, per l’autore, è:


A) da ricercare.
B) da evitare.
C) da cancellare.
D) da ignorare.

A7. Che cosa significa l’aggettivo ammaliante (riga 8)?


A) Che si chiama Amalia.
B) Che provoca mali.
C) Che fa ammalare.
D) Che incanta.

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A8. Perché proprio i ragazzi più poveri e sprovveduti (riga 15) pagano, più degli altri, il peso di questa
situazione?
A) Perché non vanno a scuola.
B) Perché desiderano sempre più soldi.
C) Perché sono meno intelligenti degli altri.
D) Perché hanno meno strumenti e meno possibilità per rendersi conto di quello che sta accadendo.

A9. Secondo l’autore, la ricchezza è:


A) un valore solo positivo.
B) un valore solo negativo.
C) un falso valore, che si deve evitare.
D) un valore che può essere negativo.

A10. Con quale altra parola, tra le seguenti, sostituiresti il verbo scansa (riga 18)?
A) Evita.
B) Colpisce.
C) Insegue.
D) Uccide.

A11. Qual è, tra le seguenti, la frase che meglio sintetizza la situazione descritta nel brano?
A) La semplicità ha cancellato l’idea di fatica.
B) Si sono diffusi valori e ideali legati solo all’apparenza, che hanno alterato la visione della realtà.
C) Non ci sono più persone in gamba: tutti sono diventati passivi guardando continuamente la TV.
D) Tutti pensano solo alla bellezza delle «veline» e ai muscoli degli uomini famosi, non avendo più voglia di lavorare.

A12. La parola laureati (riga 26) è un:


A) sostantivo plurale.
B) verbo all’imperativo.
C) aggettivo plurale.
D) verbo al participio passato.

A13. Prova a spiegare perché la Facilità provoca un abbassamento delle capacità intellettuali (righe 43-44).
................................................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................................................

A14. La forma verbale bisognerà (riga 31) è:


A) riflessiva.
B) passiva.
C) impersonale.
D) ausiliare.

A15. L’espressione «per quanto io mi prodighi» (righe 37-38) significa:


A) anche se io cerco di darmi da fare in tutti i modi.
B) però io cerco di darmi da fare in tutti i modi.
C) quando io non riesco.
D) anche quando ero prode e coraggioso.

B. RIFLESSIONE SULLA LINGUA


B1. Per ciascuna delle seguenti proposizioni, indica la funzione logica dei pronomi personali.
A) Vi voglio molto bene. ..........................................................................
B) Ti ho invitato spesso. ..........................................................................
C) Ormai ci sembra tutto inutile. ..........................................................................

B2. Per ciascuna delle seguenti frasi, indica se il verbo è transitivo (T) o intransitivo (I).
T I
A) Lo spettacolo è finito. □ □

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B) Ho bruciato tutte le carte. □ □
C) Ti sei sentito così male ieri? □ □
B3. In quale delle seguenti proposizioni è presente un complemento di causa efficiente? Segnala con una
crocetta.
A) È stata pettinata dalla mamma.
B) Arrivo proprio ora da Milano.
C) Domani, dopo pranzo, verremo da voi per quel problema.
D) La Terra è riscaldata dal Sole.

B4. Quale voce verbale completa in modo corretto il periodo che segue? Coniuga opportunamente il verbo tra
parentesi.
Vi sareste sicuramente divertiti alla festa di ieri, se .............................................................................. (arrivare) più presto.

B5. Individua, nelle seguenti frasi, la funzione logica degli infiniti sostantivati.
A) Camminare è bello. .....................................................................................
B) Amo dipingere. ............................................................................................
C) Ho la passione di nuotare. ..........................................................................

B6. In quale delle seguenti frasi è presente una proposizione subordinata con valore causale?
A) Offeso dai tuoi comportamenti, è fuggito via.
B) Provo sempre un grande imbarazzo incontrandoti.
C) Tornando da scuola, prova a telefonare a Marta.
D) Sentita la sveglia, mi sono subito alzata.

B7. Nella frase «Se intendete leggere, procuratevi molti libri» il soggetto è:
A) libri.
B) voi.
C) leggere.
D) se.

B8. Scrivi, per ciascun aggettivo, l’avverbio corrispondente.


A) Fermo ..................................................................................
B) Incantevole ..........................................................................
C) Unanime ..............................................................................

B9. Inserisci, nelle seguenti frasi, il connettivo più opportuno.


A) Dopo sto molto male, ................................................. litigo con qualcuno.
B) Non avresti amici, ................................................. non fossi tollerante.
C) Partiremo prestissimo, ................................................. vogliamo arrivare a Bari per le 9.

B10. Nel periodo «Tuo padre ci chiede sempre se Giulia verrà a trovarci per Natale», la proposizione subordinata
è:
A) ipotetica.
B) temporale.
C) causale.
D) interrogativa indiretta

A PROPOSITO DELLA PROVA CHE HAI SVOLTO

ARGOMENTI E PREREQUISITI
CONOSCENZE
• Elementi di analisi del testo: struttura e caratteristiche dell’articolo di giornale.
• Le parti del discorso: avverbi (la derivazione); pronomi (personali, particelle pronominali); congiunzioni
subordinanti; aggettivi; la sinonimia; il verbo (l’imperativo, il congiuntivo, l’infinito), verbi impersonali, transitivi e
intransitivi.

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• Analisi della frase semplice: il soggetto; il complemento di causa efficiente; il predicato nominale e il predicato
verbale.
• Analisi del periodo: coordinazione e subordinazione; proposizioni causali, interrogative (dirette e indirette).
COMPETENZE
• Comprendere e decodificare un testo narrativo.
• Coniugare opportunamente un verbo.
• Riconoscere e utilizzare opportunamente le parti del discorso e le proposizioni.
• Cogliere le parole chiave e il significato contestuale delle parole.

CAPACITÀ
• Attenzione, comprensione, analisi, sintesi.
• Capacità di ordinare le informazioni esplicite, dedurre le informazioni implicite, riconoscere la successione temporale
e/o causale degli eventi, operare confronti e collegamenti tra i dati, organizzare i contenuti secondo modalità logico-
semantiche coerenti.

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GRIGLIA DI CORREZIONE
La griglia che segue ti mostra, per ogni domanda, l’ambito cui si riferisce e il punteggio che ti verrà assegnato.
Se vuoi, puoi ricopiare nella colonna LE MIE RISPOSTE la risposta che hai dato e poi la puoi confrontare con la risposta
corretta, al momento della correzione collettiva in classe. Potrai, così, calcolare da solo il tuo punteggio.

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VALUTAZIONE
Per la tua valutazione, puoi fare riferimento alle indicazioni sintetiche che trovi a p. 71.

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CLASSE TERZA Prova 3

HAI A DISPOSIZIONE 60 MINUTI DI TEMPO PER COMPLETARE LA PROVA.


Alberto Moravia
Non sanno parlare

Nella vita tutto sta a mettere il piede sul primo gradino. Per me, il primo gradino fu la
baracca che costruii accosto 1 alla mia casetta, su un rialzo del terreno, tra i sambuchi 2 ,
lungo la Via Portuense. Stracciarolo 3 e bottigliaro, non avevo capitali; per questo costruii la
baracca in economia, spendendo circa venticinquemila lire, mano d’opera non compresa,
5 perché la feci con le mie mani: niente piano rialzato, niente pavimento, niente cucina,
niente gabinetto, niente finestre, mura di un solo strato di foratini 4 , tetto di lamiera
ondulata. La mia casetta è bianca; la baracca, per distinguerla, la dipinsi di rosa. Subito
l’affittai per ottomila lire mensili ad un manovale che si chiamava Michele,
soprannominato da tutti Surunto, ossia più che unto, cioè più che sporco. Questo Michele
10 non era di Roma. Dio solo sa di dov’era, forse di qualche paese di montagna, e sembrava
proprio un selvaggio: scuro di pelle, la fronte bassa, gli occhi sgranati 5 , infelici, stupefatti,
una selva di capelli a spazzolone e la barba sempre lunga, anche la domenica. La moglie
era un’altra selvaggia, piccola e olivastra, anche lei coi capelli ritti sulla testa. Le tre
bambine erano tre selvagge anche loro, brune, gli occhi enormi, i capelli ammatassati 6 e
15 polverosi. Una famiglia di selvaggi.
Noialtri, benché io sia, come ho detto, bottigliaro e stracciarolo, siamo invece una famiglia
civile: mia moglie è una brunetta pulita e in ordine, la mia bambina si lava e si pettina, ci
ha i fiocchetti alle treccine e i vestitini di bucato, e la nostra casetta, per quanto abusiva,
è uno specchio. E poi noi parliamo, vi sembrerà strano che lo dica con orgoglio, ma tra il
20 Surunto, la sua famiglia e noialtri c’era soprattutto questa differenza: noi parlavamo e
loro no. Noi dicevamo: «Ho fame, ho sonno, dammi la padella, sta’ zitta, buongiorno e
buonasera»; loro invece non parlavano veramente ma si esprimevano con certi versi e
certi borbottii che sembravano proprio quelli degli animali. Sarà stato dialetto, non
discuto, ma era un dialetto strano che rassomigliava tale e quale ai versi delle bestie
25 che, loro, poverette, si fanno capire appunto con i versi e non con le parole. Tanto che
glielo dissi al Surunto, il giorno che facemmo il patto: «Intendiamoci: niente uso di
gabinetto e di cucina, perché voi siete bestie, e vi conosco e fate presto a ridurre il
gabinetto una fogna e la cucina una pattumiera. Ottomila lire per la sola abitazione,
siamo intesi?» Lui mi ascoltava con tutta la fronte aggrottata dal grande sforzo che
30 faceva per capirmi e poi disse: «Non siamo bestie, siamo cristiani »; ma lo disse,
appunto, con un borbottio cupo e incomprensibile per cui io esclamai, trionfante: «Ecco
la prova. Che ti credi di aver detto? Non hai detto proprio niente, hai fatto un verso,
come un animale e bravo chi ti capisce. Perciò tu prima impara a parlare e poi torna qui
a dirmelo con parole chiare e io ti do il gabinetto e la cucina. Se no, no ».
35 Subito mi accorsi dell’errore che avevo commesso prendendo questo Surunto; ma ormai era
troppo tardi. Le ottomila lire, è vero, lui le pagava perché era onesto; ma tanti erano gli
inconvenienti della vicinanza che, secondo me, anche a ottomila lire ci avrei rimesso.
Intanto il sudiciume delle bambine che, stando appiccicate le due baracche, non si
potevano evitare. Le tre bambine che avevano le teste come tre nibbi 7 , giocavano, si
40 capisce, con la mia. Risultato: una mattina, tornando a casa, udii un pianto disperato. Era la
mia Rosetta a cui mia moglie, seduta sulla soglia , teneva la testa piegata su un catino per
liberarla da tanti e tanti insetti che le sue tre amiche le avevano regalato. Il Surunto non
c’era e io me la presi con la moglie e lei mi venne sotto, con le mani al viso, gridando, al
solito, con quel borbottio inarticolato 8 per cui alla fine io le dissi: «Ma sta’ zitta, tanto
45 non ti capisco. Pensa piuttosto a pettinare le tue bambine. La sai la canzone: ci hai il
riccioletto fatto a molla; dentro il pidocchietto ti ci balla; e la cimice ci fa la tarantella ».
Ma sì, altro che canzone. Quando non erano le bambine, era la madre, proprio lei, che

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veniva in casa e dove metteva le mani o i piedi, sporcava; e sempre chiedeva qualche
cosa in prestito, ora la padella, ora una forchetta, ora un bicchiere; e quando restituiva
50 l’oggetto non c’era poi sapone o cenere e acido che bastasse a ripulirlo. Insomma era un
pianto continuo; tanto che lo dissi a mia moglie: «Abbiamo fatto un cattivo affare. Adesso
tutto sta a resistere alla compassione. Se ci lasciamo andare, siamo perduti ». Resistere
alla compassione: sono cose che si dicono. Venne l’inverno e le disgrazie cominciarono a
fioccare fitte fitte sulla testa di Michele. Per prima cosa, per il gran freddo e per la
55 pioggia, sospesero i lavori nel cantiere in cui lui faticava da manovale, così che rimase
disoccupato; qualche giorno dopo gli si ammalò la bambina più grande. Leonildaglie 9 che
è buona buona, e tre volte buono vuol dire minchione 10 , andò a visitarli e dopo un poco
tornò indietro dicendo che lei non ci resisteva e se non ci credevo, ci andassi anch’io e
vedessi tutto quanto con i miei occhi. Vincendo la ripugnanza, entrai, dunque, nella
60 baracca del Surunto, la prima volta da quando gliel’avevo affittata. Dico la verità, ne ho
viste di baracche e casette abusive, ma zozza come quella, mai. Siccome cucinavano
con una latta di benzina per fornello e facevano il fuoco in terra, le pareti che gli avevo
dato imbiancate, ormai erano annerite come la bocca di un forno. Tra queste quattro
pareti affumicate, in penombra, vidi di tutto un po’: fango e acqua in terra; cocci,
65 scarpacce rotte, stracci, scatole vecchie di conserva; due seggiole di paglia sfondate;
parecchie cassette da imballaggio; e nel mezzo, un tavolo scuro sul quale stava posata una
scodella piena di pasta asciutta fredda del giorno prima. Mi fece impressione questa
scodella: sembrava quella in cui mangiano i cani.
(A. Moravia, Non sanno parlare, in Nuovi racconti romani,
RCS Libri S.p.A. / Bompiani, Milano, 1959/2008)

1. accosto: accanto.
2. sambuchi: arbusti spontanei, con frutti commestibili.
3. Stracciarolo: venditore di stracci.
4. foratini: piccoli mattoni forati.
5. sgranati: spalancati.
6. ammatassati: aggrovigliati.
7. Le tre bambine… nibbi: le bambine avevano i capelli arruffati come le piume dei nibbi (rapaci simili al falco).
8. borbottio inarticolato: suono incomprensibile.
9. Leonildaglie: è il nome della moglie del narratore.
10. minchione: stupido (termine dialettale di origine meridionale). Qui il narratore intende dire che chi è troppo buono si
comporta da stupido, si lascia ingannare.

A. COMPRENSIONE DEL TESTO


A1. Che mestiere fa il narratore del racconto?
A) Il costruttore.
B) Lo straccivendolo.
C) Il commerciante.
D) Il proprietario di un’impresa.

A2. Egli è:
A) presuntuoso, ma buono.
B) avido e presuntuoso.
C) compassionevole e generoso.
D) povero, ma colto.

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A3. Da che cosa si deduce che il narratore ha commesso almeno un reato contro la legge? Scrivi sui puntini la
risposta.
................................................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................................................

A4. Michele e la sua famiglia ti sembrano:


A) poveri, ma dignitosi e onesti.
B) poveri e cattivi.
C) sporchi e privi di ogni qualità.
D) volgari, ma buoni.

A5. Perché Michele viene soprannominato «Surunto»?


A) È sporco.
B) È volgare.
C) È incivile.
D) È violento.

A6. Secondo il narratore, qual è la differenza sostanziale tra le due famiglie?


A) La sua famiglia è ricca, l’altra no.
B) La sua famiglia è pulita, l’altra no.
C) La sua famiglia sa parlare, l’altra no.
D) La sua famiglia è di Roma, l’altra no.

A7. L’aggettivo selvaggio, usato quattro volte in poche righe (righe 11-15), ha valore:
A) neutro.
B) imitativo.
C) vezzeggiativo.
D) dispregiativo.

A8. Che cosa significa l’espressione «Resistere alla compassione» (riga 53)?
A) Provare compassione.
B) Lasciarsi impietosire.
C) Non lasciarsi impietosire.
D) Combattere la passione.

A9. Il doppio aggettivo fitte fitte (riga 54) sostituisce:


A) un superlativo (fittissime).
B) un comparativo (più fitte).
C) un avverbio (fittamente).
D) una negazione (non fitte).

A10. Il punto di vista del narratore, secondo te, è:


A) oggettivo e non altera la realtà.
B) soggettivo e altera la realtà.
C) oggettivo, ma altera un po’ la realtà.
D) soggettivo, ma non altera la realtà.

A11. Perché l’autore insiste sul fatto che la famiglia di Surunto non sa parlare (righe 20-34)?
A) Per mostrare che sono come le bestie.
B) Per sottolineare l’assenza di qualsiasi rapporto tra la famiglia di Surunto e la propria.
C) Per esprimere il proprio disprezzo verso una condizione di ignoranza e di degrado.
D) Per dire che sono provinciali e non di Roma.

A12. Come spiegheresti l’espressione «Nella vita tutto sta a mettere il piede sul primo gradino» (riga 1)?
A) Bisogna stare attenti a non scivolare.
B) Non bisogna fermarsi mai.
C) Bisogna avere ambizione e cominciare a progredire.
D) Non bisogna fare più gradini per volta e correre troppo.

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A13. Nella proposizione «Insomma era un pianto continuo» (righe 50-51), l’espressione pianto continuo ha la
funzione logica di:
A) soggetto.
B) parte nominale.
C) complemento oggetto.
D) complemento predicativo del soggetto.

A14. Nel periodo «ma tanti erano gli inconvenienti della vicinanza che, secondo me, anche a ottomila lire ci avrei
rimesso» (righe 36-37), che proposizione è «ci avrei rimesso»?
A) Finale.
B) Dichiarativa.
C) Consecutiva.
D) Causale.

A15. Che cosa significa ripugnanza (riga 59)?


A) Dolore.
B) Vergogna.
C) Paura.
D) Disgusto.

B. RIFLESSIONE SULLA LINGUA


B1. Qual è, tra le seguenti, l’unica proposizione in cui il verbo essere è predicato verbale e non copula?
A) Il silenzio è d’oro.
B) Il mare non è mai molto calmo.
C) Quel cappotto è di Edoardo.
D) Mio nonno era dolcissimo.

B2. Inserisci nelle seguenti frasi l’opportuno connettivo subordinante.


A) ……………............................. viene l’inverno, mettiamo i maglioni.
B) ……………............................. arrivassi in orario, potremmo anche cenare insieme.
C) ……………............................. hai commesso molti errori, ora dovrai cercare di rimediare.
D) ……………............................. sia molto giovane, è una donna di grande fascino.

B3. Coniuga al congiuntivo i verbi tra parentesi.


A) Crediamo che voi in questo momento (avere) ..................................................................................... ragione.
B) Se tu mi (dare) ..................................................................................... retta, ora non ci sarebbero problemi.

B4. In quale delle seguenti frasi è presente una proposizione finale?


A) Ho mangiato perché avevo fame.
B) L’ho fatto per amore.
C) Pur di guadagnare, la gente farebbe qualunque cosa.
D) Ti ho aiutato perché tu finissi prima.

B5. In quale delle seguenti frasi è presente un complemento di moto a luogo?


A) Verremo da te al più presto.
B) Torniamo proprio ora dal lavoro.
C) Siamo partiti alle 9.
D) Arriverò con il treno delle 06,00.

B6. Qual è la funzione di che nelle seguenti frasi? Indica se si tratta di una congiunzione (C), di un
pronome (P) o di un aggettivo (A).
A) Credo che non verrà più. ....................................................
B) Ciò che abbiamo mangiato non era affatto buono. ....................................................
C) Che pioggia sta venendo giù! ....................................................

B7. Trasforma la frase seguente da attiva in passiva.


A) Mio fratello ha chiesto molti soldi in prestito all’amico.
................................................................................................................................................................................................
................................................................................................................................................................................................

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B8. Per ciascuna di queste frasi, scegli se usare l’infinito presente o passato del verbo tra parentesi.
A) Per (concedo) ................................................................... un’intervista non autorizzata, è stato espulso dalla squadra.
B) Ogni volta che agisco così, ritengo di (faccio) ................................................................... il mio dovere.

B9. Sottolinea i pronomi nella seguente frase.


A) Voi ci avete detto tutto quello che non vi aveva fatto piacere.

B10. Forma il participio passato dei seguenti verbi.


A) Convincere ..........................................................................
B) Eleggere ..........................................................................
C) Apparire ..........................................................................
D) Scoprire ..........................................................................

A PROPOSITO DELLA PROVA CHE HAI SVOLTO

ARGOMENTI E PREREQUISITI
CONOSCENZE
• Elementi di narratologia: struttura e caratteristiche del racconto breve; funzioni del narratore e punti di vista.
• Le parti del discorso: avverbi; pronomi (personali, particelle pronominali, relativi, dimostrativi, possessivi, indefiniti);
congiunzioni coordinanti e subordinanti; aggettivi e gradi di comparazione; la sinonimia; il verbo (il congiuntivo, il
participio, l’infinito, diatesi attiva e passiva).
• Analisi della frase semplice: il soggetto; il complemento di moto a luogo; il predicato nominale e il predicato
verbale.
• Analisi del periodo: coordinazione e subordinazione; proposizioni interrogative (dirette e indirette), finali,
consecutive.

COMPETENZE
• Comprendere e decodificare un testo narrativo.
• Coniugare opportunamente un verbo.
• Riconoscere e utilizzare opportunamente le parti del discorso e le proposizioni.
• Cogliere le parole chiave e il significato contestuale delle parole.

CAPACITÀ
• Attenzione, comprensione, analisi, sintesi.
• Capacità di ordinare le informazioni esplicite, dedurre le informazioni implicite, riconoscere la successione temporale
e/o causale degli eventi, operare confronti e collegamenti tra i dati, organizzare i contenuti secondo modalità logico-
semantiche coerenti.

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GRIGLIA DI CORREZIONE
La griglia che segue ti mostra, per ogni domanda, l’ambito cui si riferisce e il punteggio che ti verrà assegnato. Se vuoi,
puoi ricopiare nella colonna LE MIE RISPOSTE la risposta che hai dato e poi la puoi confrontare con la risposta corretta,
al momento della correzione collettiva in classe. Potrai, così, calcolare da solo il tuo punteggio.

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VALUTAZIONE
Per la tua valutazione, puoi fare riferimento alle indicazioni sintetiche che trovi a p. 71.

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VALUTAZIONE FINALE

PUNTEGGIO MASSIMO: 32 PUNTI

SE L’ALLIEVO HA REALIZZATO DA 32 A 28 PUNTI POSSIEDE:


ottime capacità di attenzione e di analisi, conoscenze lessicali e morfosintattiche complete e approfondite, competenze
appropriate e adeguate per decodificare, in modo pressoché completo ed esaustivo, un testo narrativo breve. Dovrebbe
continuare a studiare con il metodo già consolidato e a leggere con passione, per migliorare ulteriormente le sue
capacità e ampliare il suo bagaglio culturale.

 SE L’ALLIEVO HA REALIZZATO DA 27 A 16 PUNTI POSSIEDE:


discrete capacità di attenzione e di analisi, conoscenze lessicali e morfosintattiche sufficienti, competenze adeguate per
decodificare, in modo accettabile, un testo narrativo breve. Dovrebbe, però, approfondire gli argomenti sui quali è
risultato meno preparato e potenziare la capacità di concentrazione e il metodo di lavoro, nonché leggere di più, al fine di
approfondire e rendere più rigorosa e completa la sua preparazione globale.

 SE L’ALLIEVO HA REALIZZATO MENO DI 16 PUNTI POSSIEDE:


modeste capacità di attenzione e di analisi, conoscenze lessicali e morfosintattiche insufficienti, competenze inadeguate
per decodificare, in modo corretto, un testo narrativo breve. Dovrebbe studiare meglio (o di nuovo) gli argomenti sui quali
è risultato meno preparato e potenziare la capacità di concentrazione e il metodo di lavoro, nonché leggere molto di più,
al fine di rendere sufficiente la sua preparazione globale.

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