Sei sulla pagina 1di 18

4.

Meccanismi di spinta
e fenomeni di spiazzamento

Nel presente capitolo sono trattati l’interpretazione delle che pertanto devono sempre essere specificate; general-
misure di pressione in funzione della profondità, i mec- mente si fa riferimento alle condizioni di giacimento
canismi di produzione primaria (o meccanismi di spin- oppure alle condizioni standard, ossia a valori di pres-
ta), le equazioni di bilancio materiale e, infine, i mec- sione e temperatura di riferimento pari rispettivamente
canismi di spiazzamento di tipo immiscibile. Questi argo- a 1 atm (0,1013 MPa) e 15,5 °C (288,7 K). Gli strumenti
menti sono infatti strettamente collegati tra loro al fine che misurano la pressione e la temperatura di giacimen-
di individuare i volumi di idrocarburi inizialmente in to lungo il profilo del pozzo sono chiamati WFT (Wire-
posto e i loro potenziali fattori di recupero, presuppo- line Formation Tester): tra questi il MDT (Modular for-
nendo ovviamente che le strategie produttive prescelte mation Dynamics Tester), che permette anche il prele-
siano adeguate al tipo di giacimento. vamento di campioni di fluidi di formazione per la loro
successiva caratterizzazione in laboratorio, ha ormai
sostituito il classico RFT (Repeat Formation Tester), quasi
4.3.1 Gradienti di pressione in disuso. Lo strumento MDT può avere diverse confi-
gurazioni e montare una o più sonde per la misurazione
Definizioni della pressione e della temperatura e per il prelievo dei
Il gradiente di pressione esprime l’entità dell’incre- fluidi che vengono spinte a contatto diretto con la for-
mento della pressione esercitata dai fluidi di giacimen- mazione, in modo da oltrepassare il pannello di fango
to in funzione di un dato aumento della profondità (gene- che si forma sulle pareti del pozzo. Tali sonde sono tutte
ralmente un metro o un piede); di solito indicato con il installate sulla parte terminale di un’apposita batteria di
simbolo g, è quindi dato da gDp/Dz, dove Dp rappre- aste che viene calata in pozzo in fase di prova e aziona-
senta la differenza tra i valori della pressione misurati in ta elettroidraulicamente dalla superficie.
corrispondenza di due valori di profondità la cui diffe- La determinazione del gradiente di pressione è di note-
renza è pari a Dz. Le profondità si intendono misurate vole importanza in quanto consente di caratterizzare la
rispetto al livello del mare o alla quota dell’impianto di
perforazione (o piano sonda), lungo un asse verticale che
passa per il punto individuato dalle coordinate della testa fig. 1. Gradienti pressione
0
pozzo (true vertical depth). Se il pozzo non è perfetta- di pressione
mente verticale, le pressioni sono acquisite non in fun- in giacimento.
zione della profondità vera, ma lungo il profilo del pozzo; gas
in tal caso, le profondità misurate (measured depth) devo-
profondità

no essere verticalizzate affinché corrispondano a profon-


dità vere. Il valore del gradiente di pressione è imme- olio
diatamente correlabile alla densità (la massa che com-
pete all’unità di volume) del fluido presente nei pori della
roccia serbatoio. Infatti, il gradiente della pressione dovu- acqua
to alla forza peso è dato dalla densità moltiplicata per l’ac-
celerazione di gravità. La densità dei fluidi dipende dalle
condizioni di pressione e temperatura a cui è misurata,

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 509


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

In alcuni casi, tuttavia, risulta difficile risalire alla natura


W3 del fluido unicamente in base alla densità: nel caso di oli
W1
cosiddetti pesanti, il valore della densità può essere simi-
W4 le a quello dell’acqua, così come nel caso di oli molto leg-
W2 geri la densità può avvicinarsi a quella di un gas ricco di
condensati. È pertanto opportuno affiancare allo studio
dei gradienti di pressione le informazioni derivanti dalle
presenza assenza analisi di laboratorio dei campioni di fluido prelevati.
di comunicazione idraulica di comunicazione idraulica
pressione pressione
0 0 Contatti tra fluidi
Gas, olio e acqua, per effetto della separazione per
gravità (gravity segregation), sono disposti in giacimen-
profondità

profondità

to in maniera stratificata secondo la loro densità. Pertan-


to, se in un giacimento coesistono tutti e tre i fluidi, l’ac-
qua si accumula nella parte più bassa della formazione,
il gas – meno denso – occupa la parte superiore, mentre
l’olio si trova compreso tra il gas e l’acqua. A causa del-
l’esistenza delle forze capillari, che intervengono in pre-
fig. 2. Verifica della comunicazione idraulica senza di rocce porose e fluidi non miscibili, la transizio-
all’interno del giacimento. ne da un fluido all’altro non è netta, ma avviene in modo
graduale con una progressiva variazione delle saturazio-
ni nei diversi fluidi. L’estensione della zona di transizio-
natura dei fluidi presenti in giacimento. In un diagramma ne dipende dalla differenza di densità dei fluidi a contat-
cartesiano, in cui le pressioni sono riportate in funzione to e dalle caratteristiche della roccia serbatoio (in parti-
delle profondità, i dati misurati lungo il pozzo tendono a colare, dalla permeabilità). Tuttavia, per convenzione, in
disporsi in rette in cui i coefficienti angolari corrispon- prima approssimazione si assume che il passaggio tra
denti ai gradienti di pressione dei fluidi presenti in giaci- fluidi diversi possa essere rappresentato da una linea di
mento (fig. 1). In una sequenza litologica contenente un separazione, detta ‘contatto’, individuata dall’intersezio-
solo tipo di fluido, la pressione della formazione aumen- ne delle rette corrispondenti ai gradienti di pressione dei
ta quindi in modo proporzionale all’aumentare della profon- diversi fluidi di giacimento. La posizione del contatto così
dità; nel caso in cui una serie litostratigrafica sia, invece, determinata non corrisponde rigorosamente né alla profon-
saturata da diversi tipi di fluidi, per esempio idrocarburi dità alla quale le pressioni capillari si annullano, in quan-
e acqua, si registra un gradiente di pressione relativo a to le misure di pressione sono alterate dalla presenza del
ogni tipo di idrocarburo presente in giacimento e un gra- fango di perforazione che ha invaso la formazione nel-
diente proprio dell’acquifero. Poiché in giacimento non l’intorno del pozzo, né alla profondità alla quale il flui-
si possono rinvenire altri fluidi oltre a gas, olio e acqua, do meno denso diventa mobile (che può essere determi-
i gradienti di pressione ricavati dai profili delle pressio- nata solo mediante carotaggi geofisici); tuttavia costitui-
ni lungo il pozzo devono essere necessariamente con- sce una prima indicazione dello spessore delle diverse
frontabili con le rispettive densità di uno di questi fluidi. mineralizzazioni e della posizione dell’acquifero. Poiché

fig. 3. Giacimento lenticolare. pressione pozzo


0

regime di
sovrapressione idrocarburi
profondità

idrocarburi
contatto

acqua

regime idrostatico

510 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

pressione
0 pozzo

contatto idrocarburi
acqua

profondità
idrocarburi
contatto

acqua

fig. 4. Giacimenti separati


con un unico acquifero regionale.

in giacimento si possono rinvenire solo gas, olio e acqua, medesima pendenza, ovvero indichino lo stesso gradien-
possono esistere solo tre tipi di contatto: olio-acqua, gas- te, assicura invece che si tratta dello stesso fluido.
olio e, in caso di mancanza della mineralizzazione a olio, Sulla base degli andamenti e dei gradienti di pressio-
gas-acqua. Anche se l’informazione quantitativa sui con- ne evidenziati dall’interpretazione dei dati è anche pos-
tatti tra i fluidi che può essere ricavata dai dati di pres- sibile riconoscere alcune configurazioni di giacimento
sione non è precisa, risulta tuttavia qualitativamente molto ricorrenti. Nel caso di giacimento lenticolare il gradien-
utile in quanto, in mancanza di informazioni geologiche te dipende unicamente dalla densità dell’idrocarburo pre-
o geofisiche, può confermare la presenza di gas di cappa sente, ma la pressione non è confrontabile con quella delle
o l’esistenza di un acquifero. zone contigue, in quanto legata a un regime idraulico ano-
malo che può risultare in sovra- o in sottopressione rispet-
Analisi dei profili di pressione to a quello idrostatico normale (fig. 3). Nel caso di gia-
I dati di pressione registrati in condizioni statiche sono cimenti separati ma comunicanti con un unico acquifero
spesso indispensabili per chiarire alcune informazioni regionale in comune, le pressioni delle zone mineraliz-
acquisite medianti rilievi sismici o geologici, soprattutto zate a idrocarburi sono diverse tra loro, ma tutte ricon-
nella fase di caratterizzazione iniziale o di delimitazione ducibili a uno stesso andamento idraulico. In questo caso
del giacimento, come nel caso in cui siano state rilevate è possibile determinare la quota del contatto idrocarbu-
faglie ma sia incerto se esse rappresentino barriere imper- ri-acqua per ciascun giacimento (fig. 4). Nel caso di un
meabili. Il confronto tra profili di pressione acquisiti in giacimento costituito da più livelli mineralizzati a idro-
pozzi diversi consente di determinare se tali pozzi inter- carburi di uguale composizione ma a diverso regime idrau-
cettano zone del giacimento che non sono in comunica- lico, sia i gradienti riferibili agli acquiferi sia quelli rife-
zione idraulica o che, invece, drenano la stessa zona mine- ribili agli orizzonti a idrocarburi risultano simili fra loro,
ralizzata e quindi di chiarire se eventuali faglie che attra- senza però allinearsi lungo rette comuni (fig. 5).
versano il giacimento rappresentano barriere impermeabili. Infine, grazie al confronto tra profili di pressione
Affinché esista comunicazione idraulica tra due o più pozzi effettuati sul medesimo pozzo, ma a distanza di tempo
perforati in un giacimento interessato da eventi tettonici (in genere qualche anno), è possibile verificare se il gia-
è infatti necessario (anche se non sufficiente) che l’anda- cimento ha perso energia e individuare quale tipo di mec-
mento delle pressioni misurate inizialmente sia ovunque canismo di produzione è in atto. Nel caso in cui la zona
lo stesso; in tal caso i valori della pressione registrati nei mineralizzata e l’acquifero siano stati intercettati dallo
diversi pozzi e in presenza dello stesso fluido sono ricon- stesso pozzo e siano disponibili profili di pressione regi-
ducibili a un unico gradiente, a meno della dispersione strati in tempi diversi, si potrebbe riscontrare un innal-
causata dagli errori di misura. È tuttavia possibile che, zamento del contatto idrocarburo-acqua. Se la trasla-
pur avendo lo stesso andamento iniziale delle pressioni, zione della retta che rappresenta il gradiente di pressio-
le diverse zone siano separate e che solo successivamen- ne è inerente solo a quella degli idrocarburi significa che
te, dopo aver avviato la produzione, appaia evidente la si è in presenza di un acquifero molto attivo (fig. 6); se
separazione. Se, al contrario, i dati di pressione statica in invece entrambi i profili di pressione nella zona ad acqua
funzione della profondità registrati in pozzi diversi si alli- e in quella a idrocarburi risultano semplicemente trasla-
neano lungo due o più rette distinte, non sussiste comu- ti parallelamente a quelli originali, il giacimento è di tipo
nicazione idraulica (fig. 2). Il fatto che profili di pressio- volumetrico e la traslazione orizzontale dei profili di pres-
ne registrati in zone diverse del giacimento abbiano la sione indica l’entità della perdita di energia del sistema

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 511


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

pressione pozzo 1 pozzo 2


0

idrocarburi
contatto
acqua
regime
idrostatico

profondità
idrocarburi
contatto
acqua
regime
idrostatico
fig. 5. Giacimento multistrato
a diversi regimi idraulici.

(fig. 7). In tal caso l’acquifero non è attivo o lo è molto pozzo), ma quella di una colonna superiore corrispon-
poco e la quota del contatto rimane pressoché invariata. dente alla differenza di quota tra il punto affiorante e lo
strato in profondità. Tuttavia, le condizioni di sovrapres-
Pressione iniziale di giacimento sione sono spesso imputabili anche a uno sviluppo ano-
Quando la pressione misurata di un fluido di giaci- malo del processo di sedimentazione, causato dallo squi-
mento corrisponde alla pressione che verrebbe esercita- librio che si verifica, in determinati ambienti deposizio-
ta da una colonna d’acqua di altezza pari alla profondità nali, fra le velocità di sedimentazione, di compattazione
del punto di misura nel sottosuolo rispetto al livello del dei sedimenti e di espulsione dell’acqua interstiziale. Nei
mare, la pressione di giacimento è detta idrostatica. Poi- bacini a rapida subsidenza può verificarsi che la velocità
ché gli idrocarburi vengono rinvenuti negli spazi inter- di sedimentazione sia superiore a quella di espulsione
stiziali di rocce serbatoio che un tempo costituivano baci- dell’acqua interstiziale e che, pertanto, a causa della com-
ni di sedimentazione sottomarini e in cui si sono potuti pattazione solo parziale dei sedimenti, il carico geostati-
accumulare grazie all’espulsione dell’acqua originaria- co risulti sostenuto in parte dalla matrice e in parte dai
mente presente, la pressione iniziale dei fluidi di giaci- fluidi, che vengono così a trovarsi in condizioni di sovra-
mento è di solito pari, o molto prossima, alla pressione pressione. Inoltre, quando si verificano, entro sedimenti
idrostatica. È tuttavia possibile che, in particolari situa- sovrapposti, fenomeni di intrusione di formazioni saline
zioni geologiche, i fluidi si trovino in condizioni di pres- (duomi salini), causati dalla minore densità e dal com-
sione anomala, ovvero a una pressione inferiore (sotto- portamento plastico del sale, le formazioni adiacenti ven-
pressione) o superiore (sovrapressione) a quella idrosta- gono sottoposte a compressione con conseguente aumen-
tica. Le cause di pressioni iniziali di giacimento anomale to della pressione dei fluidi in esse contenuti.
sono frequentemente riconducibili a movimenti tettoni-
ci successivi all’accumulo degli idrocarburi all’interno
pressione
della roccia serbatoio. Le formazioni interessate da feno- 0
meni tettonici di tipo compressivo sono caratterizzate da
dopo la produzione prima della produzione
un’alternanza di zone compresse, in cui la diminuzione
del volume dei pori induce un incremento della pressio- perdita di
ne originaria dei fluidi di strato, e di zone dilatate, in cui pressione
l’aumento del volume dei pori induce invece un abbas- gradiente idrocarburo
nuovo contatto
samento di tale pressione. Il processo di dilatazione dei
profondità

sedimenti, cui sono associate condizioni di sottopressio-


ne, può essere innescato anche da una riduzione del cari-
co geostatico, in seguito a sollevamenti e successive ero- contatto originario
sioni della superficie terrestre.
Le condizioni di sovrapressione possono essere talvolta gradiente acqua
determinate da sistemi idraulici particolari, per esempio
quando lo strato interessato affiora a quote elevate e viene
quindi impregnato da acque meteoriche. In questo caso la
pressione idrostatica non sarà più quella esercitata dalla
colonna d’acqua corrispondente alla profondità dello stra-
to (riferita al livello del mare o al piano di campagna del fig. 6. Giacimento in contatto con un acquifero attivo.

512 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

Le sovrapressioni possono, infine, essere ricondotte pressione


0
a processi chimico-fisici, che comprendono la forma-
zione di nuovi minerali in seguito a variazioni di pres- dopo la produzione prima della produzione
sione e temperatura, la ricristallizzazione di sostanze pre- perdita di
senti nei sedimenti, la litificazione e la precipitazione di pressione
materiale cementante contenuto in soluzione nelle acque gradiente idrocarburo
di strato sotto forma di carbonati, solfati, silice.
contatto (rimasto invariato)

profondità
4.3.2 Meccanismi di spinta gradiente acqua
La produzione di idrocarburi è detta primaria quando
avviene grazie all’energia propria del sistema, ovvero
sfruttando la pressione del giacimento. L’insieme delle
forze che agiscono sugli idrocarburi presenti in giaci-
mento, in grado di provocarne il movimento attraverso la
roccia serbatoio e quindi di renderne possibile la produ- fig. 7. Giacimento volumetrico con perdita
zione in superficie, sono detti meccanismi di spinta natu- di energia del sistema.
rali o meccanismi di produzione primaria. La conoscen-
za di questi meccanismi è fondamentale per poter preve-
dere correttamente il comportamento produttivo del I meccanismi di spinta che sfruttano l’energia natura-
giacimento e stimare la quantità di idrocarburi che può le del giacimento sono riconducibili ad alcune tipologie
essere recuperata rispetto a quella inizialmente presente caratteristiche che fanno tipicamente riferimento alla com-
in giacimento, ovvero il cosiddetto fattore di recupero pressibilità dei diversi componenti del sistema. La com-
primario degli idrocarburi. In generale il recupero pri- pressibilità è quella proprietà che descrive le variazioni di
mario di gas è piuttosto elevato, in quanto il gas è un flui- volume dei fluidi e della roccia serbatoio che si verifica-
do molto comprimibile, mentre il recupero primario di no per effetto di una variazione di pressione. In partico-
olio può risultare molto basso. Per ottenere una quantità lare, per effetto di una diminuzione di pressione, i fluidi
di olio aggiuntiva rispetto a quella recuperabile natural- che saturano la formazione tendono a espandersi e a riem-
mente, è necessario fornire energia al sistema mediante pire il volume poroso precedentemente occupato dagli
iniezione di acqua o di gas in fase non miscibile (o, in idrocarburi estratti in superficie, mentre il volume poro-
alcuni casi, di entrambi) con lo scopo di sostenere in tutto so disponibile per gli stessi fluidi tende a diminuire sia per
o in parte la pressione del giacimento e di favorire lo effetto dell’espansione della matrice rocciosa, sia, even-
spiazzamento dell’olio verso i pozzi produttori. Storica- tualmente, per effetto della compattazione della forma-
mente il recupero di olio ottenuto grazie all’iniezione di zione, causata da un aumento delle tensioni efficaci (prin-
fluidi in giacimento veniva detto secondario, mentre si cipio di Terzaghi). Tuttavia, poiché generalmente la com-
indicava come recupero terziario la quantità di olio che pressibilità della roccia e quella dell’acqua (dell’ordine di
poteva essere ulteriormente prodotta grazie al ricorso all’i- 104 MPa1) sono inferiori di un ordine di grandezza rispet-
niezione di gas in fase miscibile (con cui si riduce la visco- to alla compressibilità dell’olio (dell’ordine di 103 MPa1)
sità e si tendono ad annullare le saturazioni residuali del- e di due ordini di grandezza rispetto alla compressibilità
l’olio), ai metodi termici (con cui si fornisce calore al del gas (dell’ordine di 102 MPa1), gli effetti di riduzio-
sistema per ridurre la viscosità dell’olio) e ai metodi chi- ne del volume poroso e dell’espansione dell’acqua con-
mici (con cui si possono alterare le caratteristiche dei flui- nata sono spesso trascurabili. Va però rilevato che, in alcu-
di di giacimento o le caratteristiche di interazione tra i ni casi, soprattutto per formazioni poco profonde e poco
fluidi di giacimento e la roccia serbatoio). consolidate, la compressibilità della roccia può essere deci-
Attualmente, per svincolarsi dalla successione cro- samente maggiore (dell’ordine di 103 MPa1) e quindi
nologica implicita nella definizione di interventi di recu- deve essere tenuta debitamente in conto. D’altro canto,
pero secondario e terziario, la quale spesso non è rap- pur essendo la compressibilità dell’acqua limitata, l’e-
presentativa della reale sequenza delle fasi di coltiva- spansione di un eventuale acquifero a contatto con un gia-
zione degli idrocarburi, si preferisce dividere i processi cimento di idrocarburi può essere così rilevante da soste-
atti a migliorare il recupero primario in due categorie: nere in buona parte o quasi interamente il declino di pres-
processi di recupero migliorato (i cosiddetti recuperi sione. Ovviamente questa espansione dell’acquifero sarà
secondari, ossia iniezione di acqua e/o di gas in fase non proporzionata al suo volume e alla sua estensione.
miscibile) e processi di recupero assistito (i cosiddetti Quasi sempre in un giacimento si hanno più mecca-
recuperi terziari o enhanced oil recovery). nismi che contribuiscono alla produzione di idrocarburi,

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 513


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

ma in genere uno solo prevale sugli altri. I giacimenti che (costo di ricompressione del gas) e dipende dalla minima
presentano lo stesso meccanismo di spinta dominante portata di gas ancora economicamente producibile. Qua-
mostrano alcune caratteristiche comuni in termini di pre- lora la formazione sia mineralizzata a olio in condizione
stazione e di rendimento, quali il fattore di recupero fina- di sottosaturazione, a causa della compressibilità piutto-
le, la velocità con cui la pressione declina, l’evoluzione sto ridotta dell’olio (dell’ordine di 103 MPa1), pur tenen-
del rapporto gas/olio di produzione e l’eventuale produ- do conto del contributo fornito dalla riduzione del volu-
zione di acqua che il meccanismo comporta. me poroso e dall’espansione dell’acqua connata, il mec-
Il rapporto gas/olio di produzione (GOR, Gas Oil canismo di semplice espansione porta a recuperi molto
Ratio) è il rapporto tra la portata di gas e la portata di olio, bassi, di solito compresi tra il 2 e il 5% dell’olio origina-
entrambe riferite alle condizioni standard, erogate da un riamente in posto. Durante la fase di semplice espansio-
pozzo perforato in un giacimento a olio. Questo rappor- ne al di sopra della pressione di saturazione dell’olio, la
to è particolarmente indicativo delle condizioni del gia- quantità di gas prodotta corrisponde a quella disciolta nel-
cimento, in quanto si mantiene costante e pari al rappor- l’olio erogato (ovvero al rapporto gas/olio di soluzione).
to gas/olio di soluzione sino a quando la pressione di gia-
cimento è superiore alla pressione di saturazione dell’olio, Spinta per espansione del gas disciolto
mentre aumenta progressivamente per valori della pres- Quando in un giacimento a olio, per effetto della pro-
sione di giacimento inferiori a quella di saturazione. Il duzione, la pressione declina al di sotto della pressione di
controllo dell’evoluzione del rapporto gas/olio di produ- saturazione, il gas disciolto nell’olio inizia a liberarsi e a
zione durante la coltivazione consente quindi di identifi- espandersi. In queste condizioni, grazie alla maggiore
care se e quando la pressione di giacimento è scesa al di compressibilità del gas, il meccanismo di produzione del-
sotto del valore della pressione di saturazione dell’olio. l’olio è costituito prevalentemente dall’espansione del gas
liberato e dal conseguente spiazzamento dell’olio alla scala
Spinta per semplice espansione microscopica dei pori della roccia in cui è contenuto. Que-
Nel caso in cui un giacimento è completamente chiu- sto fenomeno è definito come meccanismo di spinta per
so per la presenza di faglie e/o di formazioni impermea- espansione del gas disciolto (dissolved gas drive). Nelle
bili ai bordi esterni, a meno della riduzione del volume prime fasi di coltivazione tale meccanismo può risultare
poroso della roccia serbatoio e dell’espansione dell’acqua particolarmente favorevole per il recupero di olio. In tempi
connata, lo spazio disponibile per gli idrocarburi varia più lunghi, tuttavia, la riduzione della quantità di gas disciol-
pochissimo durante la produzione: in questo caso il com- to nell’olio e il conseguente aumento della saturazione in
portamento del giacimento viene definito di tipo volu- gas nel giacimento comportano due effetti negativi: da una
metrico. Per i giacimenti volumetrici mineralizzati a gas parte la riduzione della permeabilità effettiva all’olio, dovu-
o a olio sottosaturo il meccanismo principale di produ- ta alla progressiva diminuzione della sua saturazione a
zione primaria è rappresentato dall’espansione degli idro- favore di quella in gas, e dall’altra il progressivo aumen-
carburi in esso contenuti ed è definito di semplice espan- to della viscosità dell’olio a causa della liberazione dei
sione (natural depletion drive). Quando la formazione è componenti più leggeri. Entrambi questi fenomeni impli-
mineralizzata a gas, poiché la compressibilità del gas è cano una mobilità dell’olio minore rispetto a quella del
assai elevata (dell’ordine di 102 MPa1), il meccanismo gas; durante la coltivazione del giacimento, pertanto, si
di espansione degli idrocarburi risulta molto efficace e si verifica un rapido aumento del rapporto gas/olio di pro-
possono conseguire recuperi molto elevati, pari all’80- duzione. I recuperi di olio che si possono ottenere per
90% del gas originariamente in posto. Generalmente nei espansione del gas disciolto sono pari al 15-20% dell’o-
giacimenti a gas la riduzione del volume poroso e l’e- lio originariamente presente in giacimento.
spansione dell’acqua connata non apportano significati-
vi contributi alla produzione; fanno tuttavia eccezione i Spinta indotta dalle forze gravitazionali
giacimenti che si trovano in condizioni iniziali di sovra- Le forze gravitazionali, responsabili della stratifica-
pressione, per i quali l’effetto di riduzione del volume zione dei fluidi di giacimento in funzione della rispetti-
poroso può non essere trascurabile. Nei giacimenti a gas va densità, non hanno generalmente un ruolo fonda-
di tipo volumetrico il valore del recupero finale dipende mentale sui meccanismi di recupero. Tuttavia in situa-
dalla pressione iniziale del giacimento, dalla pressione di zioni particolari, come in giacimenti caratterizzati da
abbandono del giacimento e dalla composizione della grandi spessori o da una forte inclinazione, l’effetto della
miscela gassosa contenuta nel giacimento stesso, ma è separazione per gravità dei fluidi di formazione può assu-
indipendente dal tempo, ovvero dalla strategia produttiva mere un ruolo così rilevante da contribuire attivamente
adottata. La pressione di abbandono, ovvero il valore di alla produzione degli idrocarburi. Il meccanismo di spin-
pressione a cui viene arrestata la produzione, è stabilita ta dovuto a separazione per gravità può essere conside-
sulla base di considerazioni che sono congiuntamente tec- rato come un caso particolare del meccanismo di spinta
niche (pressione di esercizio del gasdotto) ed economiche dovuto a espansione del gas disciolto, del quale va a

514 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

incrementare gli effetti benefici. La massa di gas libe- pure dalla viscosità dell’olio e dalla capacità di produr-
ratosi dall’olio, infatti, per effetto gravitazionale tende a lo preservando il gas di cappa, ovvero senza indurre for-
muoversi verso le zone più alte del giacimento, gene- mazione di coni di inversi gas (gas coning). Esiste infat-
rando un controflusso equivalente di olio verso il basso, ti il rischio, soprattutto se le portate di olio sono eleva-
e a dare origine a una cappa di gas di tipo secondario. In te, di stimolare una deformazione locale dell’interfaccia
tal caso la strategia di coltivazione ottimale consiste nel gas-olio, richiamando il gas di cappa verso i pozzi aper-
perforare i pozzi nella parte più bassa del giacimento, ti alla produzione in corrispondenza della zona a olio.
dove si va accumulando più olio e contemporaneamen- Durante la coltivazione del giacimento il rapporto
te allontanando il gas. Il recupero finale dipende dalla gas/olio di produzione aumenta progressivamente sia per
viscosità dell’olio, dallo spessore totale del giacimento, effetto dell’aumento della saturazione in gas libero, sia
dall’angolo di immersione degli strati, dalla permeabi- per effetto dell’espansione del gas di cappa che, nel tempo,
lità della formazione sia in direzione verticale sia nella tende a invadere la zona inizialmente occupata dall’olio.
direzione di immersione degli strati e dal regime di pro- Il recupero finale di olio che si ottiene per effetto della
duzione, ma in generale può essere del 25-30%. spinta del gas di cappa è di circa il 25-30%.

Spinta da parte del gas di cappa Spinta da parte dell’acquifero


Talora al di sopra di una zona mineralizzata a olio è Gli accumuli di idrocarburi sono spesso delimitati,
presente un accumulo di gas, detto anche gas di cappa inferiormente o lateralmente, da acquiferi, ovvero da zone
(gas cap), il quale può essere di tipo primario o secon- sature di acqua che appartengono alla stessa formazione
dario. Un gas di cappa si dice primario se si è formato porosa costituente la trappola entro cui si sono accumu-
durante la migrazione degli idrocarburi nella roccia ser- lati gli idrocarburi e che possono avere una estensione più
batoio, ossia se è presente prima della messa in produ- o meno grande al di sotto del contatto di separazione idro-
zione del giacimento; si dice, invece, secondario se si carburo-acqua. Un acquifero viene detto ‘limitato’se, indi-
forma durante la coltivazione. Due sono le eventualità pendentemente dal volume di acqua che racchiude, risul-
in cui si può formare un gas di cappa secondario: per ta delimitato da rocce impermeabili, così da costituire con
liberazione di gas dall’olio, una volta che la pressione la formazione mineralizzata un unico sistema idraulica-
scende al di sotto della pressione di saturazione, o per mente chiuso. L’acquifero viene invece detto ‘infinito’ se
iniezione di gas dall’esterno (gas injection). Comune- la sua estensione è molto grande oppure se si trova a con-
mente, se esiste un gas di cappa primario, l’olio di gia- tatto o con formazioni porose affioranti in superficie, con
cimento si trova molto prossimo alle condizioni di satu- possibilità di ricarica da parte di acque piovane o super-
razione. Pertanto, non appena viene avviata la produ- ficiali, o con il fondo marino. Gli acquiferi possono inol-
zione e la pressione tende a declinare, si verificano tre essere classificati come più o meno attivi a seconda
liberazione di nuovo gas e conseguente espansione di del comportamento dinamico che mostrano in fase di col-
tale gas insieme a quello di cappa. L’espansione del gas tivazione o, più precisamente, della portata di acqua con
di cappa tende a spiazzare l’olio e a compensare, alme- cui sono in grado di alimentare il giacimento. Tale com-
no in parte, la caduta di pressione dovuta alla produzio- portamento dipende dalle dimensioni dell’acquifero stes-
ne. La capacità del gas di cappa di sostenere la pressio- so, dalla permeabilità delle formazioni porose che lo costi-
ne del giacimento dipende dal volume del gas presente tuiscono e dal regime di produzione imposto al giacimento.
in tale zona e dalla strategia produttiva adottata. In par- La capacità dell’acquifero di rimpiazzare i volumi di olio
ticolare, poiché il meccanismo di spinta per espansione e gas prodotti mediante l’ingresso di equivalenti volumi
del gas di cappa (gas cap drive) consente di ottenere di acqua in giacimento è legata all’espansione del siste-
recuperi finali di olio superiori rispetto al meccanismo ma roccia-acqua da cui è costituito. La reazione, e quin-
di spinta per espansione del gas disciolto, la strategia di di l’attività, dell’acquifero stesso variano invece con il
coltivazione del giacimento dovrebbe essere adeguata- tempo, in quanto la variazione di pressione indotta dalla
mente mirata a favorire il primo piuttosto che il secon- messa in produzione del giacimento non si trasmette istan-
do. Per evitare l’arrivo precoce di gas ai pozzi occorre taneamente a tutto l’acquifero, ma si propaga attraverso
far sì che essi vengano disposti in modo che gli inter- di esso con velocità finita.
valli aperti alla produzione si trovino quanto più possi- Nel caso dei giacimenti a olio il meccanismo di pro-
bile distanti dal contatto gas-olio originario. Inoltre è duzione per spinta dell’acquifero (water drive) permette
buona norma imporre un regime di produzione suffi- generalmente di ottenere recuperi più elevati rispetto a
cientemente lento, tale da favorire il movimento verti- qualsiasi altro meccanismo di produzione primaria; il recu-
cale del gas di soluzione liberato verso la cappa piutto- pero finale dipende dalle caratteristiche dell’acquifero,
sto che verso i pozzi produttori. Il valore del recupero dalla viscosità dell’olio e dall’efficienza dello spiazza-
finale dell’olio dipende quindi dalla permeabilità verti- mento dell’olio da parte dell’acqua. In particolare, all’au-
cale e dal grado di eterogeneità della formazione, come mentare del grado di eterogeneità della formazione si

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 515


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

riscontra un minore recupero di olio a causa dell’avan- valori del 30-40%; da ciò consegue che tanto più alta è
zamento non uniforme del fronte dell’acqua. Infatti l’ac- la pressione di abbandono, tanto più gas sarà stato abban-
qua che si muove lungo vie di flusso preferenziali (lad- donato in giacimento. Dal punto di vista del recupero
dove la permeabilità è maggiore) può raggiungere i pozzi finale, contrariamente al caso dell’olio, è quindi consi-
produttori prima di (o senza) avere spiazzato porzioni gliabile operare affinché la produzione di gas avvenga
anche estese di giacimento. Mediamente il fattore di recu- velocemente, in modo da non dare tempo all’acquifero
pero raggiungibile in presenza di acquifero attivo può di reagire, favorendo l’espansione del gas stesso. Tutta-
oscillare tra il 30 e il 50%. Nelle situazioni più favore- via si deve anche tenere conto che il sostenimento della
voli, per giacimenti a olio medi o leggeri a contatto con pressione di giacimento da parte dell’acquifero consen-
acquiferi molto attivi, il mantenimento della pressione te di ottenere produttività migliori (portate erogate mag-
riduce la liberazione del gas disciolto. Ciò diminuisce sia giori) e che quindi, talora, può essere opportuno ricor-
l’aumento della viscosità dell’olio sia la saturazione in rere a una soluzione di compromesso, che ottimizzi la
gas, a vantaggio di una maggior mobilità dell’olio stes- strategia produttiva in termini sia di recupero finale sia
so e quindi di una maggior efficienza dello spiazzamen- di produttività.
to. In tal caso il recupero può arrivare a superare il 50-
60%. Quando l’acquifero parzialmente attivo, o è del tutto
assente, si ricorre spesso all’iniezione di acqua dall’e- 4.3.3 Bilancio materiale
sterno, con l’obiettivo di riprodurre artificialmente l’a-
zione naturale di spinta operata da un acquifero attivo. La forma generale dell’equazione di bilancio materiale
È inevitabile che la presenza di un acquifero attivo, o venne presentata per la prima volta da R.J. Schilthuis nel
parzialmente attivo, comporti una produzione di acqua 1936. L’equazione è formulata come un bilancio di volu-
precoce e non trascurabile, specialmente nel caso di oli mi, in cui la produzione cumulativamente osservata,
molto densi e viscosi. Allo scopo di limitare la produzio- espressa come un prelievo dal sottosuolo, è considerata
ne di acqua è necessario allocare i pozzi nelle zone strut- pari all’espansione, dovuta all’abbassamento finito di
turalmente più alte del giacimento, ossia più distanti dal pressione indotto dalla produzione stessa, dei fluidi che
contatto acqua-olio originario, e mantenere un livello di ancora si trovano in giacimento, inclusa l’acqua di un
produzione che sia, compatibilmente con le esigenze eco- eventuale acquifero a contatto con la zona mineralizza-
nomiche, il più basso possibile. Quest’ultimo accorgi- ta. In altri termini, l’equazione di bilancio materiale espri-
mento offre un duplice vantaggio: dare all’acquifero il me il concetto che la somma algebrica delle variazioni
tempo sufficiente per reagire alla variazione di pressione di volume di olio, di gas e di acqua in giacimento deve
indotta dalla produzione e ridurre i fenomeni locali di essere pari a zero, tenuto anche conto che l’abbassamento
deformazione del contatto olio-acqua, a cui sono associati finito della pressione indotto dalla produzione provoca
i rischi di richiamare precocemente l’acqua ai pozzi (water una riduzione del volume poroso disponibile. Il bilancio
coning). La formazione di coni di acqua si può manife- materiale, scritto in termini volumetrici, può quindi esse-
stare soprattutto in presenza di pressioni capillari elevate, re espresso come:
a causa delle quali può esistere una estesa zona di frangia
in cui sono mobili sia l’acqua che l’olio, con mobilità del- Volume dei fluidi prodotti 
l’acqua pari o superiore a quella dell’olio.
In presenza di un acquifero attivo, o anche nel caso di Espansione dell’olio e del gas disciolto 
iniezione di acqua, il rapporto gas-olio di produzione tende Espansione del gas di cappa 
Espansione della roccia e dell’acqua connata 
a mantenersi costante durante la vita produttiva del giaci-
Riduzione del volume poroso 
mento in quanto la liberazione del gas disciolto nell’olio Volume di acqua che invade cumulativamente
è impedita dal mantenimento naturale o artificiale della il giacimento
pressione a valori superiori o pari a quello di saturazione.
Nel caso di giacimenti a gas, la presenza di un acqui- Poiché i volumi sono funzione della pressione e della
fero molto attivo tende generalmente a penalizzare il temperatura, devono essere riferiti alle stesse condizioni,
recupero finale di idrocarburi, con valori che potrebbe- convenzionalmente alle condizioni standard (o stock
ro non superare il 60-65% del volume di gas inizialmente tank). I volumi dei diversi fluidi alle condizioni di
in posto, rispetto al meccanismo di semplice espansio- giacimento sono pertanto riportati alle condizioni di
ne. Per effetto di un acquifero molto attivo può succe- riferimento facendo ricorso ai rispettivi fattori di volume.
dere infatti che la maggior parte dei pozzi venga invasa L’equazione generale di bilancio materiale per un gia-
dall’acqua e cessi di produrre quando la pressione di gia- cimento a gas è:
cimento è ancora particolarmente elevata. Inoltre, die-
tro al fronte d’acqua di spiazzamento rimane sempre una GBgi(WeWp Bw)
GpG  111111
saturazione in gas residuo, che a volte può raggiungere Bg

516 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

dove G è il volume di gas originariamente in posto (ovve- che il giacimento si trovi in condizioni di equilibrio. Una
ro il GOIP, Gas Originally In Place); Gp è il volume di gas delle difficoltà maggiori nell’applicazione dell’equazio-
complessivamente prodotto fino a un certo istante in cor- ne di bilancio materiale risiede proprio nella determina-
rispondenza del quale la pressione media di giacimento zione attendibile della pressione media di giacimento, alla
ha raggiunto il valore Ps; Bgi è il fattore di volume del gas quale dovrebbero essere valutati i parametri che da essa
alla pressione iniziale di giacimento; Bg è il fattore di volu- dipendono. Nel caso dei giacimenti a gas, a meno che la
me del gas alla pressione Ps; We è il volume di acqua, rife- permeabilità della formazione sia particolarmente bassa,
rito alle condizioni di giacimento, che ha invaso il giaci- la pressione media stimata dall’interpretazione di una prova
mento per effetto della produzione di gas Gp e del conse- di produzione condotta su un singolo pozzo può essere
guente abbassamento della pressione dal valore iniziale considerata effettivamente rappresentativa del giacimen-
al valore medio Ps; Wp è il volume di acqua complessiva- to, in quanto l’elevata mobilità del gas assicura in genere
mente prodotto e Bw è il fattore di volume dell’acqua. che la perdita di energia del sistema sia piuttosto unifor-
Nel caso dei giacimenti a olio l’equazione generale me. Nel caso dei giacimenti a olio, invece, è possibile che
di bilancio materiale tiene conto, oltre che di un possi- la produzione induca abbassamenti di pressione anche
bile acquifero che invade il giacimento per effetto della sensibilmente diversi all’interno della formazione e che
produzione, anche dell’eventuale presenza di una cappa pertanto la pressione media stimata dall’interpretazione
di gas (il cui volume è definito in relazione al volume di di una prova di produzione condotta su un singolo pozzo
olio in posto, valutato alle condizioni di giacimento). L’e- non sia affatto rappresentativa dell’intero giacimento, ma
quazione riferita all’olio, ma scritta in termini di volu- solo di una certa zona.
mi di gas (in accordo con la consuetudine ormai conso- Le equazioni di bilancio materiale sono state a lungo
lidata nella letteratura specifica), è: considerate come uno degli strumenti fondamentali per


NBoi comprendere e prevedere il comportamento dei giacimenti
GpNRsim 12  (NNp)Rs di idrocarburi. Attualmente le tecniche classiche basate
Bgi
sul bilancio materiale sono state in gran parte soppianta-

2223144
NBoimNBoi(NNp)Bo WeWpBw te dalle simulazioni numeriche, che offrono la possibilità
2122222222321 di descrivere quantitativamente come evolve nello spazio
Bg Bg
e nel tempo il flusso di più fasi fluide, anche in giacimenti
dove N è il volume di olio originariamente in posto (ovve- eterogenei e con geometria complessa. Tuttavia il ricorso
ro l’OOIP, Oil Originally In Place); Np è il volume di olio all’equazione di bilancio materiale può ancora essere molto
complessivamente prodotto fino a un certo istante in cor- utile per stimare il volume di idrocarburi inizialmente in
rispondenza del quale la pressione media di giacimento posto e, quindi, confermare i risultati ottenuti attraverso
ha raggiunto il valore Ps; Boi è il fattore di volume del- calcoli volumetrici, basati sulle informazioni di natura
l’olio alla pressione iniziale di giacimento; Bo è il fatto- geofisica (log) e geologica. Inoltre è possibile riconosce-
re di volume dell’olio alla pressione media Ps; Rsi è il re il meccanismo produttivo del giacimento e, in partico-
rapporto gas-olio di soluzione alla pressione iniziale di lare, evidenziare se il giacimento stesso sia di tipo volu-
giacimento; Rs è il rapporto gas-olio di soluzione alla metrico o se sia presente un acquifero, attivo o parzial-
pressione media Ps; m rappresenta il rapporto tra il volu- mente attivo, che fornisce energia rallentando il declino
me di gas libero, ovvero della cappa di gas, inizialmen- della pressione indotto dalla produzione. Uno dei metodi
te presente in giacimento, GBgi, e il volume di olio ini- più diffusi di applicazione del bilancio materiale è quello
zialmente presente in giacimento, NBoi. Secondo la stes- proposto da D. Havlena e A.S. Odeh, basato sulla consta-
sa notazione già utilizzata in precedenza, We è il volume tazione che, nel caso di un giacimento di tipo volumetri-
di acqua, riferito alle condizioni di giacimento, che ha co, a ogni istante la somma dei volumi dei fluidi prodot-
invaso il giacimento per effetto della produzione di olio ti è pari al volume di idrocarburi inizialmente in posto
Np e del conseguente abbassamento della pressione dal moltiplicato per la somma dei termini che esprimono l’e-
valore iniziale al valore medio Ps; Wp è il volume di acqua spansione dei fluidi in giacimento e la contrazione del
complessivamente prodotto e Bw è il fattore di volume volume poroso. Pertanto la produzione osservata deve
dell’acqua. essere una funzione lineare dell’espansione dei fluidi di
La natura zerodimensionale dell’equazione, nella quale giacimento, valutata sulla base dei parametri PVT (pres-
cioè non si fa riferimento alle dimensioni spaziali del gia- sione, volume, temperatura) alla pressione media di gia-
cimento né alle variazioni delle sue caratteristiche petro- cimento raggiunta per effetto di quella produzione. La
fisiche o termodinamiche, discende dal considerare il gia- deviazione dei dati reali da un andamento di tipo lineare
cimento come una regione descritta da parametri medi indica la presenza di un acquifero attivo o parzialmente
complessivi, ossia da volumi totali di olio, di gas e di attivo o anche, nel caso di un giacimento a olio, di gas di
acqua e dai valori della pressione media e delle satura- cappa. Nel caso dei giacimenti a gas l’equazione di bilan-
zioni medie a ogni istante, il che equivale ad assumere cio materiale può essere riscritta come:

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 517


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

GpBgWp Bw We Np Bo  NBoi co,e (Pi Ps )


122222  G  1233333
(BgBgi) (BgBgi)
In tal caso i termini che rappresentano la produzio-
Se il primo membro dell’equazione, che racchiude tutti ne NpBo, riportati in funzione del prodotto Boico,e(PiPs),
i termini relativi alla produzione, si mantiene sempre costan- tendono ad allinearsi lungo una retta che passa per l’o-
te, allora l’ingresso di acqua in giacimento è nullo (We0) rigine di pendenza pari a N (fig. 10).
e il valore del primo membro, in qualsiasi istante della vita
produttiva del giacimento, è pari al volume di gas inizial-
mente in posto G. Se il primo membro dell’equazione 4.3.4 Processi di spiazzamento
tende ad aumentare in modo non lineare, ciò significa che
il termine We presente al secondo membro dell’equazio- Nei processi di spiazzamento il fluido inizialmente pre-
ne tende ad aumentare, ovvero esiste un acquifero attivo sente nei pori della roccia serbatoio viene rimosso da un
che invade progressivamente il giacimento (fig. 8). secondo fluido, con esso non miscibile, che ne prende il
In modo del tutto analogo, è possibile individuare posto. Un processo di spiazzamento può avvenire natu-
l’eventuale presenza di un acquifero anche nel caso di ralmente, quando per esempio l’acqua connata (presen-
giacimenti a olio sottosaturo. L’equazione di bilancio te sin dalla formazione della roccia) o il gas di cappa ten-
materiale diventa in tal caso: dono a invadere la zona mineralizzata a olio a seguito
NpBoWp Bw We del declino della pressione dovuto alla produzione, oppu-
1222222  N  12333322 re tramite l’iniezione, dalla superficie, di acqua (come
Boi co,e (PiPs ) Boi co,e (PiPs )
avviene nella maggioranza dei casi) o di gas. Poiché nei
dove Pi è la pressione iniziale del giacimento, Ps la pres- giacimenti a olio la spinta dell’acquifero rappresenta il
sione media raggiunta per effetto della produzione com- meccanismo di produzione che consente di conseguire
plessiva di olio Np e co,e la compressibilità dell’olio equi- il più alto fattore di recupero, in assenza di un acquife-
valente, pari a: ro naturale che sostenga la pressione di giacimento, si
co(1Swi ) cw Swi cf ricorre preferenzialmente all’iniezione di acqua, sia allo
co,e  1233332111 scopo di mantenere la pressione di giacimento a valori
(1Swi )
di poco superiori o pari alla pressione di saturazione, sia
in cui co, cw e cf sono rispettivamente la compressibilità allo scopo di spingere (‘spiazzare’) l’olio verso i pozzi
dell’olio, dell’acqua e della roccia e Swi è la saturazione produttori. Anche la reiniezione del gas può essere utile
in acqua irriducibile. per sostenere la pressione di giacimento, nel caso in cui
Nel caso di giacimenti di tipo volumetrico, in cui la il gas associato all’olio prodotto non possa essere com-
produzione avviene grazie al meccanismo definito di mercializzato e non possa neppure essere bruciato in
semplice espansione, i termini relativi ai volumi di acqua fiaccola, a seguito di normative di carattere ambientale
sono nulli e pertanto le equazioni di bilancio materiale e di risparmio energetico. Tuttavia, poiché lo spiazza-
si semplificano ulteriormente; l’unica incognita è rap- mento dell’olio da parte di un gas con esso non misci-
presentata dal volume di gas oppure di olio inizialmen- bile risulta poco efficace, in genere l’iniezione di gas
te presente in giacimento. può essere periodicamente alternata all’iniezione di acqua,
Nel caso di giacimenti a gas di tipo volumetrico, l’e- in modo da rendere più elevato il fattore di recupero fina-
quazione diventa: le. Durante un processo di spiazzamento immiscibile,
G(BgBgi ) infatti, esiste sempre una frazione di idrocarburi che resta
Gp  12333332
Bg
Tenendo conto dell’espressione che definisce il fatto- GpBgWpBw
re di volume del gas e sostituendo, si ottiene l’equazione: (BgBgi)
P Pi
1 1 aGp spinta dell’acquifero
z zi
dove z è il fattore di compressibilità del gas. I valori di
P/z, rappresentati in funzione del gas prodotto Gp, ten- semplice espansione
G
dono ad allinearsi lungo una retta di pendenza costante
a. Ε strapolando tale retta fino a intercettare l’asse delle
0
ascisse (P0) si ottiene il valore del gas inizialmente in Gp
posto G (fig. 9).
Nel caso di giacimenti di olio sottosaturo di tipo volu- fig. 8. Riconoscimento del meccanismo produttivo
metrico l’equazione si riduce a: per un giacimento a gas.

518 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

P
spiazzamento macroscopico. L’efficienza di spiazza-
z mento microscopico dipende dalla capacità del fluido
spiazzante di spingere l’olio fuori dai pori di dimensio-
Pi ni microscopiche e viene calcolata come percentuale di
zi olio recuperata da un volume qualsiasi di roccia serba-
toio rispetto al volume totale originariamente presente.
L’efficienza di spiazzamento macroscopico dipende inve-
ce dalla capacità del fluido spiazzante di invadere ampie
zone del giacimento nonostante le eterogeneità esisten-
ti e viene calcolata come percentuale di volume poroso
0 invaso dal fluido spiazzante rispetto al volume poroso
G Gp
totale del giacimento (vedi oltre).
fig. 9. Determinazione del gas originariamente
in posto per un giacimento di tipo volumetrico. Spiazzamento immiscibile
Nei processi di spiazzamento immiscibile il fluido
NpBo spiazzante (per esempio l’acqua) e il fluido spiazzato
(l’olio) mantengono inalterata la propria composizione
e conservano un’interfaccia di separazione per tutta la
durata del processo, costituendo due fasi fluide del tutto
distinte tra loro. Un processo di spiazzamento immisci-
N bile può avvenire per via naturale in presenza di un acqui-
fero attivo o può essere realizzato iniettando come flui-
do spiazzante l’acqua, come avviene nella maggioranza
dei casi, oppure un gas secco.

Boico,e(PiPs) Efficienza di spiazzamento microscopico


L’efficienza di spiazzamento microscopico (MDE,
fig. 10. Determinazione dell’olio originariamente Microscopic Displacement Efficiency) riflette il valore
in posto per un giacimento di tipo volumetrico. della saturazione in olio residuale, ovvero dell’olio rima-
sto in formazione dopo il passaggio del fluido spiazzante
(fig. 11). La saturazione in olio rappresenta la frazione
intrappolata nei pori della roccia serbatoio e che, come del volume poroso della roccia occupata dall’olio e dipen-
tale, non può essere prodotta. La quantità di fluidi resi- de dalla forma e dalle dimensioni dei pori, dalle pro-
dui dipende dalla struttura dei pori del mezzo poroso, prietà dell’olio e dall’interazione tra roccia e fluidi lega-
dalle interazioni esistenti tra il fluido e la roccia e dalle ta alle tensioni interfacciali e alla bagnabilità (tendenza
interazioni tra fluido spiazzato e fluido spiazzante. di un fluido ad aderire alla superficie della roccia, v. cap.
Nei processi di spiazzamento dell’olio mediante inie- 4.1). Quando due fluidi immiscibili sono posti in con-
zione di gas in fase miscibile, invece, l’olio e il gas iniet- tatto con una superficie solida, uno di essi è solitamen-
tato formano un’unica fase fluida, a sua volta spiazzata te attratto dalla parete in modo più forte dell’altro; la fase
dall’iniezione di ulteriore gas o di acqua. Poiché la satu- che aderisce maggiormente alla superficie è chiamata
razione in olio residuale tende in questo caso ad annul- fase ‘bagnante’. Se la roccia serbatoio è bagnabile dal-
larsi, in quanto non esistono tensioni di interfaccia tra l’acqua (o ‘bagnabile all’acqua’), si viene a formare una
olio e gas, lo spiazzamento è in genere molto efficace e sottile pellicola di acqua che aderisce alle pareti della
comporta elevati valori di recupero finale. roccia, mentre l’olio rimane confinato all’interno dei
La quantità di olio che può essere recuperata grazie pori. In una roccia ‘bagnabile all’olio’ avviene l’esatto
a un processo di spiazzamento dipende sia dall’efficienza contrario. Generalmente la bagnabilità della roccia è
dello spiazzamento a livello microscopico, ossia dalla ‘mista’ rispetto ai fluidi presenti e dipende dalla compo-
quantità di olio che può essere rimossa dai pori della roc- sizione fisica e chimica della roccia stessa e dalla com-
cia che inizialmente lo contiene, sia dall’efficienza dello posizione dei fluidi. La bagnabilità rappresenta una pro-
spiazzamento a livello macroscopico, ossia dal volume prietà fondamentale, in quanto influisce sulle saturazio-
di giacimento che il fluido spiazzante riesce a invadere. ni dei fluidi e sulle permeabilità relative. La permeabilità
Il fattore di recupero dell’olio, che indica la percentua- relativa a un fluido è definita come il rapporto tra la per-
le di olio prodotto rispetto a quello originariamente pre- meabilità effettiva a tale fluido e quella assoluta della for-
sente in giacimento, è definito come il prodotto tra l’ef- mazione. La permeabilità assoluta è una proprietà intrin-
ficienza di spiazzamento microscopico e l’efficienza di seca della roccia serbatoio e ne definisce la capacità di

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 519


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

grani di sabbia olio acqua connata entrata in giacimento per espansione dell’acquifero, in
quanto l’acqua occupa via via una frazione del volume
poroso sempre maggiore, provocando una corrispondente
riduzione del volume di olio. Quando la permeabilità
relativa all’olio si annulla, l’olio ha raggiunto le condi-
zioni di saturazione critica, indicata anche come satura-
zione in olio residuo o residuale.
Il flusso e la distribuzione dei fluidi all’interno del
mezzo poroso sono altresì influenzati dalle tensioni inter-
facciali, ossia dalle forze che si sviluppano sulla super-
canale a bassa permeabilità canale ad alta permeabilità ficie di separazione fra due fasi non miscibili. Gli effet-
ti delle forze all’interfaccia tra i fluidi a contatto sono
canale a bassa permeabilità valutati mediante la misurazione della pressione capil-
lare (v. cap. 4.1), pari alla differenza tra la pressione
nella fase non-bagnante e la pressione nella fase bagnan-
te. Le pressioni capillari, insieme alle forze di gravità,
olio determinano la distribuzione verticale dei fluidi in gia-
acqua cimento. I parametri che maggiormente influiscono sulle
pressioni capillari, e quindi anche sull’efficienza di
spiazzamento microscopico, sono la saturazione in flui-
di della roccia e la geometria dei pori. La determina-
zione sperimentale effettuata in una roccia della varia-
canale ad alta permeabilità zione della permeabilità relativa a un fluido rispetto alla
saturazione nel fluido stesso, della bagnabilità della roc-
olio residuale cia e delle pressioni capillari risulta fondamentale per
la corretta progettazione di un processo di spiazzamen-
to e per una previsione attendibile delle future portate
gas di produzione.
Per valutare e definire l’efficienza di spiazzamento
gas microscopico, l’approccio teorico si basa sull’equazio-
ne di Buckley-Leverett, anche conosciuta come equa-
zione di flusso frazionario, che consente di descrivere i
fenomeni di spiazzamento tra fluidi immiscibili quando
fig. 11. Spiazzamento degli idrocarburi alla scala sono verificate le seguenti ipotesi: a) sistema monodi-
dei pori della roccia serbatoio. mensionale; b) flusso bifasico ed equicorrente, ossia i
due fluidi immiscibili viaggiano nella stessa direzione e
alla stessa velocità; c) fluidi incompressibili; d) mezzo
lasciarsi attraversare da un fluido quando la saturazione poroso omogeneo, isotropo e incompressibile; e) condi-
in quel fluido è unitaria, mentre per permeabilità effet- zioni di flusso stazionarie, in cui, cioè, la pressione non
tiva si intende la capacità di un fluido di muoversi attra- varia nel tempo; f) acqua connata non mobile, ossia pre-
verso un mezzo poroso in presenza di altri fluidi (acqua, sente alla sua saturazione critica o irriducibile.
gas, olio). Nel caso comune di spiazzamento per iniezione di
La permeabilità relativa è quindi una proprietà che acqua, l’equazione di Buckley-Leverett permette di cal-
dipende dalle frazioni o saturazioni dei diversi fluidi pre- colare, in qualsiasi punto della formazione, la frazione di
senti all’interno del mezzo poroso e che, per definizio- acqua (fw) che defluisce nel mezzo poroso rispetto alla
ne, può variare tra zero e l’unità. Tanto maggiore è la portata totale (qtot), quest’ultima intesa come la somma
percentuale di fluido presente nel mezzo poroso, tanto della portata di acqua (qw) e di quella di olio (qo):
più elevata sarà la permeabilità relativa a esso. D’altro qw qw
fw133
qtot  qwqo
canto, per ogni fluido esiste un valore di saturazione, 111
detto saturazione critica, al di sotto del quale quel flui-
do, pur essendo ancora presente all’interno del mezzo Se le portate di acqua e di olio sono entrambe rica-
poroso, non è più mobile, ossia la permeabilità relati- vate per mezzo della legge di Darcy generalizzata e la
va a tale fluido si annulla. Durante un processo di spiaz- loro espressione viene sostituita nella definizione della
zamento la permeabilità relativa all’olio diminuisce frazione di acqua, l’equazione di Buckley-Leverett assu-
progressivamente all’aumentare dell’acqua iniettata o me la seguente forma:

520 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

koA pc

1111 12 g (rwro) sena
qtot mo L  velocità apparente del fronte di spiazzamento, pari al rap-
porto tra la portata totale e la sezione del mezzo poroso
fw 11111111111111 perpendicolare alla direzione del flusso. Poiché la frazio-
kro mw ne di acqua risulta direttamente proporzionale alla per-
1 11 12
meabilità assoluta e inversamente proporzionale alla velo-
mo krw
cità apparente del fronte, se lo spiazzamento avviene len-
dove A indica la sezione di deflusso e L la lunghezza del tamente si riscontra un recupero di idrocarburi maggiore.
mezzo poroso; ko rappresenta la permeabilità effettiva Grazie all’equazione di Buckley-Leverett che consen-
all’olio; kro e krw sono la permeabilità relativa rispetti- te di conoscere quale percentuale della portata totale è costi-
vamente all’olio e all’acqua; mo e mw sono la viscosità tuita da acqua, è stato sviluppato il metodo di Welge che
rispettivamente dell’olio e dell’acqua; ro e rw sono la permette di valutare come evolve il fronte di spiazzamen-
densità rispettivamente dell’olio e dell’acqua; Pc rap- to all’interno della formazione e di stimare la saturazione
presenta la pressione capillare; a è l’angolo di ingresso media in acqua del mezzo poroso. Tale metodo consente
(o di iniezione) dell’acqua in giacimento rispetto a un quindi di determinare l’efficienza di spiazzamento micro-
piano orizzontale; g l’accelerazione di gravità. scopico nel tempo in cui ha luogo l’attraversamento, defi-
Poiché la frazione locale di acqua (fw), per definizio- nita come il tempo impiegato dal fronte di spiazzamento
ne compresa tra zero e uno, di fatto variabile tra Swc (satu- dell’acqua a percorrere la distanza che separa il punto di
razione in acqua connata) e 1Sor (saturazione massima iniezione dal punto di produzione. A causa della diversa
in acqua corrispondente alla saturazione residuale in olio), mobilità del fluido spiazzante e del fluido spiazzato, infat-
dipende dalle permeabilità relative e dalla pressione capil- ti, il fronte di acqua non si muove in modo compatto nel
lare, a parità di caratteristiche dei fluidi e del mezzo poro- mezzo poroso, secondo un flusso ideale a pistone, ma si
so, essa è funzione della saturazione in acqua del mezzo riscontra una zona di transizione della saturazione in acqua
(Sw) in cui avviene lo spiazzamento (fig. 12). Nell’equa- che risulta influenzata dalla portata d’iniezione e quindi
zione di Buckley-Leverett si riconoscono tre termini, cia- dalla velocità con cui il fronte stesso si muove. Se alle spal-
scuno dei quali rende conto di una delle tre forze agenti le del fronte di spiazzamento la saturazione in acqua è
sui fluidi: le forze viscose, quelle gravitazionali e quelle bassa, quando il fronte raggiunge il pozzo produttore una
capillari. Le forze viscose sono quelle che hanno maggio- gran quantità di olio si trova ancora alle spalle del fronte
re influenza sulla frazione di acqua che defluisce attraver- stesso: in tal caso, il recupero è inevitabilmente basso ed
so la formazione e dipendono dalla mobilità dell’acqua e è necessario continuare l’iniezione di acqua. Se, invece,
da quella dell’olio (la mobilità di un fluido è definita come alle spalle del fronte di spiazzamento la saturazione in
il rapporto tra la permeabilità effettiva a quel fluido e la acqua è alta, quando il fronte raggiunge il pozzo produt-
sua viscosità). Dall’analisi del termine viscoso si evince tore buona parte dell’olio è stato spiazzato e l’efficienza
chiaramente che all’aumentare della viscosità dell’olio l’ef- di spiazzamento risulta buona. Nell’ipotesi di fluidi incom-
ficienza dello spiazzamento diminuisce e che per incre- pressibili (ovvero di volume di fluido spiazzante pari al
mentare il recupero di olio tali forze dovrebbero essere volume di fluido spiazzato), conoscendo la saturazione
quanto più piccole possibile, occorrerebbe, cioè, ridurre il
rapporto tra la viscosità dell’olio e quella dell’acqua, oppu-
1
re aumentare il rapporto tra la permeabilità relativa all’o-
lio e quella all’acqua. Tuttavia, questi tipi di interventi sono
generalmente difficili da realizzare per ragioni di caratte-
re principalmente economico. Le forze gravitazionali dipen-
dono da numerosi parametri, ma in particolare dalla dif-
ferenza di densità tra fluido spiazzante e fluido spiazzato
fw

e dalla direzione del flusso del fluido spiazzante nel gia-


cimento. Da tali forze si deduce che, nel caso in cui il flui-
do spiazzante sia acqua, per ottenere un elevato recupero
di olio lo spiazzamento deve avvenire dal basso verso l’al-
to, poiché la densità dell’acqua è maggiore di quella del-
l’olio. Qualora, invece, il fluido spiazzante sia gas, lo spiaz-
zamento dovrebbe avvenire dall’alto verso il basso, poi- 0
ché la densità del gas è minore di quella dell’olio. Infine, Swc 1Sor 1
le forze capillari dipendono anch’esse da più parametri e Sw
in particolare dalla loro variazione lungo la direzione del fig. 12. Andamento della frazione di acqua (fw)
flusso; tali forze, inoltre, come pure quelle gravitaziona- durante un processo di spiazzamento di olio
li, variano in funzione della permeabilità assoluta e della in funzione della saturazione in acqua (Sw).

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 521


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

viscosità di quello stesso fluido alle condizioni di giaci-


olio mento, nel caso di spiazzamento dell’olio da parte del-
pozzi produttori
olio l’acqua il rapporto di mobilità M è dato da:
pozzo iniettore
lw kw(Sor ) mo
pozzo produttore M 11 1222 112
lo mw ko(Swi )
olio olio
dove kw(Sor) è la permeabilità effettiva all’acqua in pre-
acqua + olio residuale fronte di spiazzamento senza di olio residuo, ko(Swi) è la permeabilità effettiva
all’olio in presenza di acqua irriducibile e mo e mw sono
pozzo produttore
rispettivamente la viscosità dell’olio e dell’acqua alle
condizioni di giacimento. Nel caso di spiazzamento immi-
fig. 13. Vista in pianta del processo di spiazzamento scibile dell’olio da parte del gas, alla mobilità del flui-
dell’olio da parte dell’acqua in caso di iniezione. do spiazzante corrisponde la mobilità del gas.
Il rapporto di mobilità è detto favorevole o sfavore-
vole allo spiazzamento a seconda che il suo valore sia
media in acqua del mezzo poroso al tempo in cui ha luogo

l’attraversamento (SBT) e la saturazione in acqua irriduci-
bile (Swi) è possibile calcolare il volume di olio prodotto linee di flusso
sino a quel momento e, quindi, l’efficienza di spiazzamento
al tempo di attraversamento (hMDE,BT) espressa come:
2
SBT Swi linee
equipotenziali
hMDE,BT 1111
1Swi
Il valore massimo dell’efficienza di spiazzamento viene
fronte di
raggiunto quando tutto l’olio mobile presente all’interno spiazzamento
del mezzo poroso è stato prodotto, ed esso è pari a:
1SorSwi
hMDE  1111333
1Swi
dove Sor rappresenta la saturazione in olio residuale.
M1
Efficienza di spiazzamento macroscopico
pozzo produttore
Per ottenere un buon fattore di recupero è necessario
che il fluido spiazzante, sia esso di origine naturale o indot- pozzo iniettore A
to attraverso iniezione, oltre a mobilizzare in modo effi-
ciente gli idrocarburi alla scala dei pori, riesca anche a linee di flusso
entrare in contatto con il maggior volume possibile di gia-
cimento. L’efficienza di spiazzamento macroscopico, a sua linee
volta, è data dal prodotto di due termini: l’efficienza di equipotenziali
spiazzamento areale e l’efficienza verticale di invasione.
Efficienza di spiazzamento areale. L’efficienza di
spiazzamento areale (SE, Sweep Efficiency) viene defi- fronte di
spiazzamento
nita come il rapporto tra l’area di giacimento con la quale
il fluido spiazzante entra in contatto e l’area totale dello
stesso giacimento (fig. 13). Essa dipende da fattori quali
il rapporto di mobilità dei fluidi, l’eventuale presenza di
zone eterogenee nella formazione e, nel caso di iniezio-
ne, la disposizione e la distanza reciproca dei pozzi iniet- M 1
tori e dei pozzi produttori e il volume di fluido spiaz- pozzo produttore
zante iniettato.
pozzo iniettore B
Il rapporto M tra la mobilità l del fluido spiazzante e
quella del fluido spiazzato influisce in modo determinan- fig. 14. Evoluzione del fronte areale
te sia sull’efficienza areale sia su quella verticale. In par- di spiazzamento dell’acqua iniettata per rapporti
ticolare, poiché la mobilità l è definita come il rapporto di mobilità inferiori all’unità (A)
tra la permeabilità effettiva a un determinato fluido e la e per rapporti di mobilità superiori all’unità (B).

522 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

minore o maggiore dell’unità. Quando il rapporto di mentre è possibile ipotizzare che gli strati che le costi-
mobilità è minore di uno, ossia quando l’olio tende a tuiscono siano caratterizzati da una certa omogeneità in
fluire più facilmente rispetto al fluido spiazzante, il fron- direzione orizzontale, lo stesso non si può fare in dire-
te di spiazzamento è stabile e ciò riduce i rischi di avere zione verticale. Le caratteristiche petrofisiche (in parti-
deformazioni del fronte stesso, con conseguenti avan- colare la permeabilità), e quindi la velocità di flusso dei
zamenti irregolari e precoci in direzione dei pozzi pro- fluidi lungo gli strati, possono dunque variare anche sen-
duttori (fig. 14 A). Un rapporto di mobilità elevato impli- sibilmente lungo la verticale. L’efficienza verticale di
ca, invece, che il fronte di spiazzamento aumenti di velo- invasione, a un certo tempo della coltivazione, viene così
cità e che, quindi, tenda a deformarsi progressivamente valutata come il rapporto tra la sezione di giacimento
via via che il fronte stesso avanza all’interno del mezzo attraversata dal fluido spiazzante e la sezione totale. L’ef-
poroso (fig. 14 B). Inoltre, i fenomeni di instabilità sono ficienza verticale dipende principalmente, come detto,
esaltati dal fatto che il fronte diventa più sensibile alle dall’eterogeneità tra i vari strati della roccia serbatoio,
eterogeneità del mezzo poroso. Le eterogeneità del gia- ma anche dal rapporto di mobilità dei fluidi. Le etero-
cimento a livello macroscopico influiscono in maniera geneità che possono maggiormente influire dal punto di
notevole sull’area di giacimento che il fluido spiazzan- vista dello spiazzamento sono le variazioni di permea-
te riesce ad attraversare e, quindi, sul successo dello bilità (k). Il fluido spiazzante, infatti, tende a fluire in
spiazzamento; infatti, poiché soltanto le zone a più alta quantità maggiori e a muoversi più velocemente negli
permeabilità sono attraversate dall’acqua, la porzione di strati ad alta permeabilità e quindi può raggiungere pre-
giacimento interessata dal fluido spiazzante risulta più cocemente i pozzi produttori, penalizzando da quel
piccola. In particolare il flusso dei fluidi viene alterato momento in poi la portata complessiva di olio (fig. 15).
dalla presenza di discontinuità o di sistemi di fratture, Per quanto riguarda il rapporto di mobilità valgono in
tanto che il recupero di idrocarburi può risultare di molto generale le stesse considerazioni fatte sull’efficienza di
inferiore a quello ottenibile in caso di formazioni omo- spiazzamento areale. Nel caso di giacimenti multistra-
genee. Nel caso di iniezione, anche la disposizione dei to, nei quali i livelli mineralizzati presentano caratteri-
pozzi iniettori e dei pozzi produttori influenza il recu- stiche petrofisiche diverse e sono tra loro totalmente o
pero di idrocarburi: una distribuzione uniforme dei pozzi parzialmente separati, un rapporto di mobilità minore
su tutta l’estensione del giacimento può permettere che dell’unità rappresenta una condizione senz’altro favore-
il fluido spiazzante raggiunga un’area maggiore in modo vole. Infatti, la velocità con cui il fronte d’acqua fluisce
più regolare, ottimizzando il recupero di olio. A questo lungo ciascun livello tende a diminuire via via che il fron-
scopo sono stati messi a punto diversi schemi di pozzi te stesso avanza verso il pozzo produttore; ne consegue
iniettori e produttori; tali schemi vengono scelti sulla che i diversi fronti, relativi ai diversi strati, tendono a
base di svariati fattori, tra i quali rivestono grande impor- uniformarsi nel tempo e a costituire un fronte unico che
tanza le caratteristiche petrofisiche del mezzo poroso e giunge compatto e quasi contemporaneamente al pozzo
il rapporto di mobilità. In alcuni casi, prima di procede-
re con un processo di spiazzamento, è consigliabile l’e-
permeabilità porosità
secuzione di un progetto pilota su una porzione ridotta 0 0
del giacimento. I progetti pilota permettono infatti di
profondità

profondità

valutare in tempi brevi e con investimenti ridotti quale


potrà essere la risposta generale di determinate strategie
di coltivazione e quindi sia di ottimizzare lo schema di
sviluppo successivo, sia di effettuare valutazioni econo-
miche più attendibili del progetto.
Efficienza verticale di invasione. L’efficienza verti- olio olio
cale di invasione (CF, Conformance Factor) è un para- (+ acqua) acqua (+ acqua)
mento che esprime il grado di spiazzamento dell’olio da
parte del fluido spiazzante lungo una sezione verticale
del giacimento a un certo istante della vita produttiva. k1
Tuttavia, essa acquista significato solo se il giacimento k2
k3
si estende lungo una direzione preferenziale, se è possi-
k4
bile assumere che la roccia serbatoio sia costituita dalla
sovrapposizione di più strati orizzontalmente omogenei
e se il fluido spiazzante si muove lungo la direzione prin-
cipale secondo la quale si sviluppa il giacimento. Le rocce vista in sezione
che contengono idrocarburi sono generalmente di origi- fig. 15. Effetto delle eterogeneità
ne sedimentaria e quindi stratificate; di conseguenza, sull’efficienza dello spiazzamento verticale.

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 523


CARATTERISTICHE DEI GIACIMENTI E RELATIVI STUDI

pozzo iniettore fronte di spiazzamento pozzo produttore pozzo iniettore fronte di spiazzamento pozzo produttore

olio k1 olio k1

acqua + acqua +
olio residuale t1 t2 k2 olio residuale t1 t2 k2
M1 M1
ki ki

olio kn olio kn
A B

fig. 16. Evoluzione nel tempo t1 e t2 del fronte verticale di spiazzamento dell’acqua iniettata
per rapporti di mobilità inferiori all’unità (A) e per rapporti di mobilità superiori all’unità (B).

produttore (fig. 16 A). Quando il rapporto di mobilità è iniezione alternata, la presenza di un tampone di acqua,
maggiore di uno si ha instabilità del fronte e negli stra- che segue immediatamente un cuscino di gas, riduce
ti più permeabili, dove il flusso è favorito, la velocità di notevolmente la permeabilità effettiva al gas, diminuen-
avanzamento tende ad aumentare ulteriormente, con gravi done quindi la mobilità.
conseguenze sull’efficienza di spiazzamento e sul recu-
pero (fig. 16 B). Metodi di iniezione
Sull’efficienza verticale gioca un ruolo importante l’a- La modalità di iniezione più appropriata viene scelta
zione della forza di gravità. Nel caso di spiazzamento di sulla base delle caratteristiche geometriche e petrofisiche
olio tramite iniezione di acqua dal basso o di gas dall’al- del giacimento e delle caratteristiche dell’olio. General-
to, avendo i fluidi densità differenti, esiste una spinta di mente, i metodi di iniezione del gas possono essere clas-
galleggiamento che tende a compensare gli effetti nega- sificati in quattro categorie: a) iniezione continua di gas;
tivi delle eterogeneità della roccia, favorendo la forma- b) iniezione continua di gas con successivo spiazzamen-
zione di un fronte più compatto. Gli effetti gravitaziona- to ad acqua; c) iniezione alternata di gas e acqua di tipo
li sono tanto più elevati quanto maggiori sono lo spesso- convenzionale; d) iniezione alternata di gas e acqua di tipo
re del giacimento e l’inclinazione degli strati lungo la non convenzionale (fig. 17). Nel caso di iniezione conti-
direzione del flusso. È pertanto consigliabile che la diffe- nua viene iniettato in giacimento un volume predetermi-
renza di quota a cui sono disposti i pozzi iniettori e i pozzi nato di gas senza che nessun altro fluido sia iniettato alle
produttori risulti più grande possibile. A tal proposito può sue spalle; questa tecnica è adatta in giacimenti in cui gli
risultare molto utile l’impiego dei pozzi orizzontali. effetti di gravità rivestono una certa importanza o in gia-
cimenti in cui non è possibile procedere con l’iniezione
Spiazzamento per iniezione di gas di acqua a produzione primaria terminata. Nel caso di inie-
Nei processi di spiazzamento generalmente si ricor- zione continua di gas con successivo spiazzamento ad
re all’utilizzo di gas come fluido spiazzante quando si acqua, al volume di gas iniettato, che spiazza il banco di
vuole eliminare o ridurre la liberazione di gas in forma- olio, si fa seguire un volume di acqua; questo metodo è
zione o la combustione di gas associato in atmosfera. Gli impiegato di preferenza in giacimenti a bassa permeabi-
effetti dell’iniezione di gas sul recupero finale di olio
sono due, uno favorevole e uno sfavorevole. Il primo è
dovuto alla forte differenza di densità tra gas e olio, la gas
acqua
quale esalta gli effetti positivi legati all’azione della forza
di gravità; il secondo è dovuto all’elevata mobilità del
gas rispetto all’olio, la quale esalta gli effetti negativi iniezione continua di gas
dovuti alla presenza di eterogeneità del mezzo poroso. iniezione continua di gas/acqua
In alcuni casi per far fronte a questo secondo aspetto si WAG convenzionale/acqua
ricorre a una tecnica di iniezione alternata di gas e acqua WAG non convenzionale/acqua
spiazzamento spiazzamento
detta WAG (Water-Alternating-Gas), in cui il gas e l’ac- secondario primario
qua possono essere iniettati contemporaneamente o in
cicli alternati. La compresenza delle tre fasi fluide (gas, fig. 17. Possibili metodi di iniezione del gas
acqua e olio) modifica le permeabilità relative, ridu- (con o senza iniezione di acqua).
cendo la mobilità sia del gas sia dell’acqua. In caso di La freccia indica la direzione dello spiazzamento.

524 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI


MECCANISMI DI SPINTA E FENOMENI DI SPIAZZAMENTO

lità. Nell’iniezione alternata di gas e acqua di tipo con- Cârcoană A. (1992) Applied enhanced oil recovery, Englewood
venzionale il gas è iniettato in cicli, in cui all’iniezione di Cliffs (NJ), Prentice Hall.
volumi predeterminati di gas viene alternata l’iniezione Chierici G.L. (1991) Principi di ingegneria dei giacimenti
di uguali volumi di acqua; questo metodo risulta molto petroliferi, Agip, 2v.
efficace in giacimenti eterogenei stratificati in quanto tale Craft B.C., Hawkins M.F. (1959) Applied petroleum reservoir
engineering, Englewood Cliffs (NJ), Prentice Hall.
metodo riduce di molto la mobilità del gas, soprattutto
Cronquist C. (1978) Carbon dioxide dynamic miscibility with
negli strati ad alta permeabilità. Nel caso di iniezione alter- light reservoir oils, in: Enhanced oil and gas recovery and
nata di gas e acqua di tipo non convenzionale, con o senza improved drilling methods. Proceedings of the annual
tampone di acqua finale, il gas viene iniettato in cicli in Department of Energy symposium, Tulsa (OK), 29-31
cui i volumi di gas sono alternati con volumi di acqua via August, v. 1b, C5.
via crescenti; l’obiettivo di questo metodo di iniezione è Dai K.K., Orr F.M. Jr. (1987) Prediction of CO2 flood
quello di minimizzare l’utilizzo del fluido spiazzante, performance. Interaction of phase behavior with microscopic
aggiustando continuamente il rapporto acqua/gas. pore structure heterogeneity, «Society of Petroleum
Engineers. Reservoir Engineers», 2, 531-542.
Dake L.P. (2001) The practice of reservoir engineering,
Spiazzamento miscibile Amsterdam-London, Elsevier.
Lo spiazzamento dell’olio da parte del gas in fase Dykstra H., Parsons R.L. (1950) The prediction of oil recovery
miscibile è qui solo accennato, in quanto l’argomento by water flood. Secondary recovery of oil in the United
verrà ampiamente sviluppato nel vol. 3, a proposito dei States, Washington (D.C.), API, 160-174.
processi di recupero assistito (enhanced oil recovery). Green D.W., Willhite G.P. (1998) Enhanced oil recovery,
Nei processi di spiazzamento miscibile il fluido spiaz- Richardson (TX), Henry L. Doherty Memorial Fund of the
zante è, o diventa, miscibile con l’olio alle condizioni di American Institute of Mining, Metallurgical, and Petroleum
Engineers - SPE.
pressione e temperatura di giacimento. Questo tipo di
spiazzamento è caratterizzato da una progressiva altera- Johns R.T., Orr F.M. Jr. (1996) Miscible gas displacements
of multicomponent oils, «Society of Petroleum Engineers
zione della composizione sia del fluido spiazzante sia del - American Institute of Mining, Metallurgical, and Petroleum
fluido spiazzato, fino a quando i due fluidi a contatto for- Engineers. Journal», 1, 39-50.
mano un’unica fase. Nei processi miscibili il fluido spiaz- Latil M. (1980) Enhanced oil recovery, Paris, Technip.
zante è anche detto solvente; esso si discioglie nell’olio, Martin J.W. (1951) Additional oil production through flooding
riducendone la viscosità e aumentandone il volume, e ne with carbonated water, «Producers Monthly», 18.
garantisce una maggiore mobilità verso i pozzi produt- Mitchell J.K. (1993) Fundamentals of soil behavior, New
tori. Tra i fluidi in grado di diventare miscibili con l’olio York, John Wiley.
e di facilitarne il flusso verso i pozzi produttori, quelli Moritis G. (1998) EOR production up slightly. Oil, «Oil &
più comunemente utilizzati sono alcune miscele di idro- Gas Journal», 96, 49-56.
carburi gassosi, il biossido di carbonio e l’azoto. Poston S.W., Berg R.R. (1997) Overpressured gas reservoirs,
Richardson (TX), SPE.
La miscibilità riveste un ruolo fondamentale per il
Salathiel R.A. (1973) Oil recovery by surface film drainage
successo del recupero, in quanto permette la mobilizza-
in mixed-wettability rocks, «Journal of Petroleum
zione di quell’olio che comunemente rimane intrappola- Technology», October, 1216-1224.
to nei pori come frazione residua. Le condizioni di misci- Schilthuis R.J. (1936) Active oil and reservoir energy,
bilità tra il fluido spiazzante e il fluido spiazzato fanno sì «American Institute of Mining, Metallurgical, and Petroleum
che le tensioni all’interfaccia tra i due fluidi si annullino Engineers. Transactions», 18, 25-30.
e che si origini un’unica fase che può fluire liberamente Stalkup F.I. (1983) Miscible displacement, New York, Henry
verso i pozzi, al contrario di quanto avviene in condizio- L. Doherty Memorial Fund of the American Institute of
ni di immiscibilità ove le due fasi, spiazzante e spiazza- Mining, Metallurgical, and Petroleum Engineers - SPE.
ta, tendono a ostacolarsi a vicenda. Stalkup F.I., Crane S.D. (1991) Reservoir description detail
required to predict solvent and water saturation at an
observation well, in: Proceedings of the Society of Petroleum
Engineers annual technical conference and exhibition,
Bibliografia generale Dallas (TX), 6-9 October, SPE 22897.
Terzaghi K. von (1943) Theoretical soil mechanics, New
Ahmed T. (2000) Reservoir engineering handbook, Houston York, John Wiley.
(TX), Gulf. Willhite G.P. (2001) Waterflooding, Richardson (TX), SPE.
BATYCKY R.P. et al. (1981) Miscible and immiscible displacements
studies in carbonate reservoir cores, «Journal of Canadian
Petroleum Technology», 104. Francesca Verga
Buckley J.M., Leverett M.C. (1942) Mechanism of fluid Dipartimento di Ingegneria del Territorio,
displacement in sands, «American Institute of Mining, dell’Ambiente e delle Geotecnologie
Metallurgical, and Petroleum Engineers. Transactions», 146, Politecnico di Torino
107-116. Torino, Italia

VOLUME I / ESPLORAZIONE, PRODUZIONE E TRASPORTO 525