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febbraio con: mellara & Rossi, gianluca morozzi, igiaba scego, alessandro tota

Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora

gli amori
difficili
Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 2) per Poste Spa

02/2011
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIù è IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA AL DI Là DELL’OFFERTA LIBERA NON è AUTORIZZATA
I nostri strilloni 02 11

Grazie a...
Q| Foto di Carlotta Zarattini
GHEORGHE ALEXANDRU
Un pranzo “insolito” per una cinquantina di homeless
Ho 35 anni, sono arrivato dalla Ro- Ho 19 anni, sono arrivato in Italia dal-
bolognesi. A offrirlo, il 17 gennaio scorso, è stato il ristorante
mania sei anni fa. Vendo Piazza la Romania quattro anni fa. Facevo il
Diana. L’iniziativa è stata organizzata da Roberto Morgantini
Grande vicino all’ospedale Maggio- camionista, ma a un certo punto non
insieme a Eros Palmirani, “patron” del Diana. Chi non è
re. Vivo con mia moglie Titi Fanica a c’era più lavoro. Mia moglie è appe-
riuscito a entrare ha ricevuto un pacco di generi alimentari
Porta san Mamolo, anche lei vende il na arrivata in Italia. Vendo Piazza
offerto da Coop Adriatica.
giornale. Grande in via Santo Stefano.

Editoriale/
SI
sono spenti i riflettori e le telecamere sulla morte di Devid Berghi, il neonato
stroncato dal freddo in piazza Maggiore lo scorso 5 gennaio dopo soli 20 gior-

L’ora delle
ni di vita. È stata una pagina nera per la città, ma non è il caso di voltarla trop-
po in fretta, se da questa morte si vogliono trarre riflessioni utili a fare in modo che

proposte
non succeda mai più niente di simile. Non siamo stati i soli a definirla una tragedia della
burocrazia; le polemiche, i rimbalzi di accuse e responsabilità hanno riguardato soprat-
tutto il funzionamento della macchina dei servizi sociali. Che il sistema decentrato degli
p leonardo tancredi sportelli sociali stesse provocando più danni che benefici, lo diciamo ormai da quasi tre
anni, e con noi lo dicono gli utenti dei servizi e gli operatori del settore. ma sono state
voci nel deserto. Adesso le critiche sono generalizzate, ma data la gravità dell’episodio
non ce la sentiamo di sbandierare un “noi ve l’avevamo detto.”
Nei giorni scorsi un altro evento, di segno opposto per fortuna, ha animato la città:

In copertina
l’inaspettata forte affluenza alle primarie per scegliere il candidato sindaco del centro-
sinistra. A prescindere dall’orientamento politico dei singoli, è stata una buona prova di
una diffusa voglia di partecipazione politica. È tempo, allora, di fare proposte, dato che
I volti in prima pagina sono presto la parentesi del commissariamento si chiuderà e la città avrà finalmente un’ammi-
quelli di Tiziana e Fabio: si nistrazione eletta dai cittadini. Un’idea per migliorare i servizi per le persone in disagio
sposeranno ad aprile ma in- socio-economico è arrivata dalla Consulta per la lotta all’esclusione sociale: un “centro
tanto continuano a vivere in per il pronto intervento”, un luogo aperto all’utenza 24 ore su 24 in cui diverse profes-
strada insieme al loro cane sionalità possano dare risposte immediate a problemi di ordine legale, sociale, sanita-
Laika. Il loro è uno degli amo- rio, abitativo ecc. Il Centro dovrebbe essere in comunicazione costante con un ufficio di
ri “difficili” che raccontia- gestione centralizzata dei servizi sociali. Un intervento tempestivo e multiforme con una
mo nell’inchiesta di questo gestione unificata dei servizi alle spalle. Siamo certi che a questa proposta ne seguiranno
numero. L’autrice della foto altre, e sarà anche compito anche della società civile produrre occasioni di incontro tra
è Elena Urso del gruppo fo- i potenziali futuri amministratori e i cittadini. Ma questo ha senso solo se, da parte loro,
tografico di Bandiera Gialla i candidati e poi chi di loro sarà eletto, si decideranno a consumarsi le suole e i taccuini
(www.bandieragialla.it). per appunti. Bologna è una città che cambia nella composizione sociale e nei bisogni che
questa esprime, è necessario conoscerla prima di poterla governare. (leonardo.tancredi@
piazzagrande.it)

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Piazza Grande Redazione In redazione
Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 4222046, fax 0514216961 Eva Brugnettini, Erika Casali, Ilaria Giupponi, Simone Jacca, Olga

gerenza “Tendere un giornale è meglio che tendere una mano”

COMITATO EDITORIALE Jacopo Fiorentino, Giorgio Mattarozzi,


www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it

CaporedattorE Pietro Scarnera


Massari, Giuseppe Mele, Salvatore Pio, Mauro Sarti, Donato Un-
garo.
Hanno collaborato a questo numero
Mauro Sarti Annalisa Bolognesi, Francesca Bono, Mihai Mircea Butcovan, Rosario
Direttore editoriale Leonardo Tancredi Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it) Di Raimondo, Emiliano Facchinelli, Jonathan Ferramola, Armando
Direttore responsabile Bruno Pizzica Progetto grafico Fabio Bolognini Giorgini, Margherita Gombi, Gruppo fotografico Bandiera Gialla, Lau-
Distribuzione ra Marongiu, Gianluca Morozzi, Elsa Emilienne Anne Niola, Lorenzo
stampa Industrie Grafiche Galeati Redazione Piazza Grande Orsi, Sofia Pizzo, Carmine Roccia, Simone Sabattini, Alessandro Tor-
Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474 Abbonamenti & eventi: Eva Brugnettini, Erika Casali telli, L.Z., Giulia Zaccariello, Carlotta Zarattini
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giornalismo d’asfalto
emilio legge
La morte di Devid Berghi ha acceso i riflettori sulla più grande
sempre lo stesso
biblioteca cittadina: chi sono gli homeless che la frequentano?
albo di Tex, marco
urla, ma poi si
addormenta: così la
Una giornata
biblioteca diventa
un rifugio, fino
in Sala Borsa
all’ora di chiusura
p CARmINe RoCCIA

S
ala Borsa. un nome, un luogo, luogo venga interrotto dal sonoro e sur-
un simbolo. Sito polivalen- reale russare di qualcuno, ma nessuno
te, dove convergono schiere di si lamenta, perfino i sorveglianti, che
persone di ogni età e sfere sociali più ormai conoscono i frequentatori più as-
o meno assetate di cultura e di infor- sidui, tollerano la cosa.
mazioni, ma non solo. mescolati fra la C’è emilio, per esempio, un omone di
folla che al mattino attende l’apertura 120 kg che da anni legge un albo di Tex
dell’edificio, vari homeless si aggirano Willer, sempre lo stesso: con il fumetto
stanchi e assonnati, ansiosi di entrare: aperto sulle gambe dorme e russa, ma
anelano a un posto a sedere al caldo la sua particolarità è di riuscire a farlo
o al fresco a seconda delle stagioni. con gli occhi spalancati.
un piccolo esercito sopravvissuto alla Poi ci sono i due fratelli calabresi: si
battaglia combattuta contro la notte, la tengono per mano, temendo di perder-
solitudine e l’estrema povertà. mentre si, ispirano tenerezza, ma anche molta
i pensionati si contendono il Resto del tristezza. Come non menzionare marco, Sala Borsa: i ragazzi che si ritrovano qui sole sbiadito, che annuncia la sera e
Carlino o Lo stadio e gli studenti i vari che da anni urla la sua voglia di morire davanti, magari dopo aver marinato la con essa l’ora di chiusura della biblio-
posti a sedere per le loro ricerche, i “fi- ma dopo un po’, visto che nessuno gli scuola. oppure, semplicemente, tante teca. I pensionati tornano a casa, per
gli della strada” si sfidano per ottene- dà retta, si siede e tranquillamente si persone che qui si danno appunta- gli studenti scatta l’ora dell’aperitivo,
re un posto in “pole position”, ovvero addormenta. mento, per affari, per amore o sempli- ma per gli homeless della biblioteca è
un posto comodo a sedere nella sala Sono loro gli ospiti fissi della bibliote- cemente per vedersi. Il giorno trascor- diverso. Per loro la tregua è finita. Per
lettura. ca, attorno a loro si muovono, senza re pigro, dalle vetrate stile “liberty” loro, come cantava gaber, adesso “c’è
Capita a volte che il sacro silenzio del venire a contatto, gli altri mondi della dell’edificio entrano gli ultimi raggi di solo la strada”.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff
I dormitori hanno chiuso le porte ai non bolognesi, e per Elena, Georghe e Luca rimane solo la sala d’aspetto

Residenza stazione centrale


p ALeSSANDRo ToRTeLLI

Fa
un freddo cane. Forse non cesso diretto in cui possono entrare i non con l’alta società. Con l’età, però, è di- ma, ma non trova nulla, a Rimini un letto
come sulle sponde del residenti. ma è un’accoglienza “a tempo ventato sempre più difficile fare contem- solo per pochi giorni, a Bologna rimane
lago Balaton, dove d’in- determinato”, solo una settimana. Per il poraneamente il cuoco, il cameriere e il qualche settimana nei dormitori privati.
verno il termometro tocca i meno 25 gra- resto del mese, quindi, elena e gheorghe lavapiatti. A 60 anni, se non sei un cuo- In quelli pubblici non può entrare perché
di, ma sempre di gelo si parla. è da lì, si accomodano nella sala d’aspetto ac- co famoso e affermato, è difficile trovare è privo del requisito fondamentale stabi-
da un paesino ungherese che si affaccia canto a tante altre persone senza dimora. un’occasione: l’unica opportunità che si lito dal regolamento comunale: la resi-
sul lago, che arrivano elena e suo figlio Non hanno la residenza e non possono presenta a Luca è un lavoro da assistente denza. Alla fine, come tanti, si accomoda
gheorghe. Due anni fa elena ha perso il chiedere altro alla nostra città. familiare per un anziano. ma quello del nella poltrona della sala d’aspetto della
lavoro. quando anche i vicini non sono Accanto a loro questa notte c’è Luca, che badante è un lavoro rischioso. Nessuna stazione ferroviaria. Anche quest’anno il
più riusciti ad aiutarli hanno venduto la è ritornato in Italia dopo 15 anni tra Fran- protezione sociale, e quando l’assistito freddo è arrivato a Bologna. elena, gheor-
casa e sono partiti alla ricerca di un fu- cia, Svizzera e Inghilterra. ha sempre fat- viene a mancare rischi di finire in pochi ghe e Luca stasera sono in fila che aspet-
turo migliore. A Bologna ci sono arrivati to il cuoco, a servizio da famiglie priva- giorni per strada. tano di poter mangiare un piatto caldo.
perché l’autobus li ha condotti fin qui. Da te. un uomo fortunato: la sua passione Così è successo a Luca, che un giorno si è Non sono bolognesi ma vivono nelle stra-
quando hanno finito i soldi dormono in giovanile, la cucina, è divenuta un lavoro ritrovato da solo in stazione senza sapere de della nostra città cercando un’occasio-
un letto solo una settimana al mese, ospi- che gli ha permesso di soddisfare tutti i dove passare la notte. Dopo 40 anni, si è ne per ricostruire la loro vita. (sms@piaz-
ti dell’unico dormitorio bolognese ad ac- suoi desideri, vivendo a stretto contatto accorto di essere solo. Prova prima a Par- zagrande.it)
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gli
amori
IncHIeSta

difficili
La vita di coppia è già abbastanza complicata in condizioni normali, ma per chi vive
in strada i problemi si moltiplicano, a partire dalla mancanza di intimità. eppure, fra
dormitori e letti di cartone, anche gli homeless si innamorano

E
ssere un senza dimora è già abbastanza difficile senza dover anche considerare come esprimere
la propria sessualità, eppure anche l’amore, in tutte le sue forme preoccupa chi non ha una casa.
p eRIKA CASALI
Come si fa l’amore nei dormitori? e sotto i portici di Bologna, in una casa di cartone?
FoTogRAFIe DI ARmANDo gIoRgINI
maurizio, operatore al dormitorio Beltrame, racconta che le relazioni all’interno del centro diurno
hanno connotazioni molto strumentali, le coppie si formano per necessità, per combattere la solitudine, per
darsi una mano. Certo, riuscire a stabilire una relazione in situazioni di emergenza, di assoluta mancanza di
privacy e intimità è complicato. “L’amore si fa tre volte a settimana - spiega maurizio -: le donne possono sali-
re nelle stanze degli uomini, con il benestare dei compagni di camera, che lasciano campo libero per un paio
d’ore”. Sono gli operatori che stabiliscono in quali giorni e per quanto tempo si può stare in intimità. Improvvi-
samente si torna adolescenti e l’amore si fa solo di nascosto, con la paura di essere beccati.
ma il sistema di assistenza dei dormitori è temporaneo, riferiscono gli operatori, non è pensato per essere un
servizio a lungo termine (secondo il regolamento comunale la permanenza massima è di 3 mesi rinnovabili una
sola volta) e lo scopo è far sì che gli ospiti pensino al dormitorio non come una casa, ma come una soluzione
transitoria. “La realtà però - continua maurizio - è che nei dormitori bolognesi ci sono persone che entrano ed
escono da più di 30 anni”.
Al dormitorio Beltrame conosciamo mauro e Antonia. S’incontrano al centro diurno tutti i giorni per un paio
d’ore, quando entrambi finiscono di lavorare: mangiano e stanno un po’ insieme. Lui vive in una casa-famiglia
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IncHIeSta
dove, tra coinquilini e regole di convi- “L’AMORE SI FA TRE VOLTE A bili li hanno allontanati da una vita convenzionale. ormai sono a Bologna da anni,
venza, è dura trovare il modo per stare SETTIMANA - SPIEGA MAURIZIO -: LE la dipendenza e la criminalità se le sono lasciate alle spalle. giuseppe vuole cam-
da soli, mentre lei è ospite di un’altra DONNE POSSONO SALIRE NELLE STANZE biare vita, è stanco, è malato e non ne può più: “Non posso continuare così, non
struttura. qualche anno fa alcuni dor- DEGLI UOMINI, CON IL BENESTARE DEI ce la faccio più. Chiara mi fa molte promesse, ma durano un’ora, due, dopo siamo
mitori prevedevano la possibilità di COMPAGNI DI CAMERA, CHE LASCIANO da capo. Se non cominciamo a vivere in un’altra maniera io preferisco morire, la
avere camere per le coppie, ma ora non CAMPO LIBERO PER UN PAIO D’ORE” pace dei sensi, e basta con le preoccupazioni”.
ce ne sono più, così si vedono in Sala Vitale, un altro ospite del dormitorio di via del Lazzaretto, dice che quella di Chiara
Borsa o al centro diurno. Intimità non e giuseppe è davvero una storia romantica: “hanno sempre da dire tra loro ma si
è certo la parola d’ordine dei loro incontri. Antonia e mauro si sono conosciuti in amano alla follia e fanno pace in fretta; non stanno lontani nemmeno per un’ora,
un altro dormitorio, dicono che è stato amore a prima vista. “L’amore è uguale per subito si cercano - racconta, forse con un po’ di invidia - si prendono cura l’uno
tutti, con o senza un tetto - dice mauro -: è la voglia di tenerezza, di essere in due dell’altra, non si perdono mai di vista”.
in situazioni difficili, è la voglia di avere qualcuno che si prenda cura di te e di cui giuseppe dice che farebbe di tutto per proteggere la sua Chiara; quando lei è sta-
prenderti cura che ti lega a una persona”. ta dimessa dall’ospedale dove erano ricoverati entrambi, lui è uscito anche se la
Antonia è madre di 6 figli che vivono in una città del Nord-est insieme al padre. sua degenza non era terminata, per non lasciarla sola per strada: non era sicuro
quando ha lasciato la sua casa, 6 anni fa, non è più riuscita a vederli, ogni tanto che il posto in dormitorio fosse ancora libero. Vuole darsi da fare per il bene della
li sente per telefono. “Non riuscivo a stare in casa mia - racconta - non stavo bene sua compagna, ma si sente impotente. “quando finirà il piano freddo cosa se ne
e ora sono in cura da una psicologa. ho dovuto lasciare la vita che facevo prima e faranno di noi? Dove ci metteranno?”. Se lo domanda più volte e sembra che la so-
cambiare tutto”. Antonia ha scelto se stessa al posto di essere madre. luzione sia sempre la stessa: “mi toccherà rimettermi il cappuccio e andare contro
essere genitori vuol dire fare scelte a volte molto difficili e quando sei un senza la legge”. Tutto molto romantico, se non fosse la realtà. (erikacasali@piazzagrande.
dimora le cose si complicano ulteriormente: trovare i soldi per mangiare, trovare it) f

r| le fotografie di queste pagine


sono parte della ricerca fotografica
“tutti a casa” di armando Giorgini.
Per info: www.massagrigia.it

gEnitori, figli
E sErViZi sociali
Affido e adozione sono l’extrema ratio,
prima si tenta un percorso di “riscatto”
p eVA BRugNeTTINI
Vivere in strada non è una condizione sufficiente perché un giudice tolga
ai genitori la potestà sui propri figli. È una realtà che suona paradossale
di che coprirsi e un posto dove dormire sono le priorità di una persona che vive
in questi giorni, ma è quanto assicura l’associazione Avvocato di strada.
in strada o in dormitorio. quello che è successo nei primi giorni dell’anno a Devid
I servizi sociali hanno l’obbligo di prendere in carico madre e figli e asse-
Berghi e alla sua famiglia è la prova tangibile di questo disagio e della fragilità che
gnarli a una struttura, con regole e orari rigidi, anche fuori dal territorio
accomuna molti senza tetto.
di Bologna. Solo nel caso in cui il genitore rifiuti questo percorso si pas-
I problemi di una coppia di senza tetto sono diversi rispetto a quelli di una coppia
sa alle maniere forti: affido e adozione. Che comunque sono l’“extrema
che vive in casa, “Non pensi più a come pagare l’affitto - spiega giuseppe, ospite
ratio”. L’iter verso l’adozione è lungo: si passa prima attraverso l’affido,
del Piano Freddo al dormitorio Zaccarelli - perché devi sopravvivere, trovare una
di 6 mesi o un anno, in cui i genitori continuano a vedere i figli e soprat-
maniera per non morire di freddo nelle ore in cui non hai accesso alle strutture,
tutto possono tentare di riscattarsi. Ma come fanno i servizi a scoprire
spesso sei malato, non hai soldi per mangiare”. ma l’amore, quello non cambia.
se ci sono famiglie in difficoltà? Devono essere i genitori a segnalare la
L’intimità è il problema più grande. Lo sanno bene Stefania e Pietro che vivono
propria condizione per essere affidati a una struttura. Insieme. Ma se
insieme per strada da quasi un anno. Tra pochi mesi si sposeranno e sperano di
non lo facessero ci sono una serie di “antenne” (maestre delle elemen-
riuscire a ottenere una casa dove iniziare la loro vita da marito e moglie. Per il
tari, medici di base, pediatri, carabinieri, poliziotti, tutti i cittadini) che
momento condividono un angolo di marciapiede dove riescono a ripararsi sia dal
sono tenute a segnalare alle autorità la presenza di bambini in strada.
freddo che dalla pioggia ma dove fare l’amore diventa un atto di dominio pubblico,
Perciò, sempre in teoria, è difficile che un bambino senza dimora sfugga
se non fai attenzione.
alle maglie del sistema. Difficile, ma tragicamente ed evidentemente non
giuseppe e Chiara invece stanno insieme fin da piccoli, vivevano uno di fronte
impossibile. (evabrugnettini@piazzagrande.it)
all’altro a milano, poi le droghe, la malavita e situazioni familiari non proprio sta-
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Ritrovarsi dopo anni di lontananza IncHIeSta


non è facile per le coppie “sospese”

Ricongiunti
e infelici
Le normative sui ricongiungimenti
costringono i migranti a una trafila
lunga e soprattutto dolorosa
p mIhAI mIRCeA BuTCoVAN

N
ell’odierno scenario di migra- e sentimenti che accompagnano le loro spesso si rivela ancor più ardua di quel-
zioni non sempre è facile di- storie d’amore li vediamo un po’ meno. la fatta in precedenza per un visto o per Donne
stinguere. Tra le migrazioni vo-
lontarie (per motivi di studi o turismo) e
Del resto le nostre stesse storie hanno bi-
sogno di feste più o meno “comandate”,
il permesso di soggiorno. Che per molti è
un permesso di esistere. e così, per mol-
SeMpre pIÙ
quelle forzate (per motivi economici, po- più o meno consumistiche. Festeggiamo te coppie “sospese” in attesa del ritorno LaVoratrIcI
litici, ambientali) è sempre più frequen- con dolci aforismi da cioccolatini o con di uno dei due, il percorso di ricongiun-
te una lacerazione di legami e di affetti. morbidi e vellutati cuori rossi (mai per gimento si rivela talvolta altrettanto do- p oLgA mASSARI
Partono uomini. e partono donne. Spes- la vergogna di celebrare la propria storia loroso quanto quel distacco che si spera- In Emilia-Romagna, la quarta
so sono costretti a portarsi nel cuore sol- d’amore soltanto il 14 febbraio e l’8 mar- va il più breve possibile. regione per numero di stranie-
tanto frammenti di uomini o donne, mo- zo). Non c’è tempo per pensare a noi, A volte l’agognato ritrovarsi pone di fron- ri ospitati (8,6% della popola-
gli o mariti, compagni o fidanzate. figuriamoci per pensare a chi vive lon- te ad una drammatica realtà: sono mol- zione), il ricongiungimento è il
Nelle nostre città capita di poter intui- tano, per molto tempo, dal proprio part- te le cose che cambiano in due perso- secondo motivo, dopo il lavo-
re - sul tram, in metropolitana o sul tre- ner. A volte per mesi o per anni interi la ne. e risultano difficili o impossibili da ro, nelle domande di permes-
no - una grande assenza negli occhi di sola carezza possibile è sulla cornetta di comprendere quando ci si rivede dopo so di soggiorno. Per le donne
questi migranti. Capita ancor più spesso un telefono, su una webcam o, più spes- mesi o anni di assenza. Il partner “ri- rimane quello prevalente,
di non accorgersi per nulla di questi uo- so, sul proprio viso. Per asciugare lacri- congiunto” si trova talvolta in difficoltà anche se a partire dal 2003
mini e donne che vivono lontano dagli me che altri non devono o non vogliono linguistica o culturale. Sociologi e psico- sono in aumento i permessi
affetti e dagli amori lasciati altrove. Rap- vedere. Le dichiarazioni di certi politici logi interpretano la questione. Fabrizio per motivi di lavoro, passati
porti interrotti temporaneamente per in- e le normative sui ricongiungimenti fa- De André avrebbe parlato più semplice- dal 35% del 2003 al 48% nel
seguire il sogno di un futuro migliore per miliari degli immigrati tengono poco in mente di “un’assenza apparecchiata per 2006. Le donne, in particola-
entrambi. considerazione questi aspetti. Allora per cena”. Per molti migranti a volte è un’as- re ucraine e moldave, sono in
I migranti li accogliamo come muratori ricongiungersi al compagno o alla com- senza a tempo indeterminato. e questa altre parole sempre più attrici
o badanti, braccianti o “quota” di flus- pagna rimasti nel paese d’origine inizia è la cosa che logora di più. (mihai@fa- delle migrazioni.
si annuali. I flussi invisibili di emozioni un’interminabile trafila burocratica. e stwebnet.it)

A Bologna sono “misti” il 12,2% dei matrimoni, e crescono anche le unioni fra migranti

noZZE di tUtti i colori


p LoReNZo oRSI

N
el 1967, un anno prima della morte di martin pie di fatto, che hanno scelto di convivere senza nozze miste non è omogeneo: decisamente sbilanciato, con
Luther King, usciva nelle sale cinematografi- civili o religiose, i numeri sono ancora più grandi. una incidenza maggiore al nord, dove hanno un peso
che statunitensi il film “Indovina chi viene a è pur vero che l’altra faccia della medaglia è costituita rilevante le città di confine, come Imperia, Trieste e Bol-
cena”, una commedia in cui protagonisti, una ragazza da matrimoni di comodo, usati come scorciatoie per ot- zano. Bologna, tra le grandi città, è una di quelle con
bianca americana e un ragazzo afro-americano, affron- tenere la cittadinanza italiana. l’incidenza maggiore (12,2% di unioni miste). Sono in
tavano i pregiudizi per difendere il loro amore. Nello stesso modo in cui aumenta vertiginosamente il crescita anche i matrimoni “misti-misti”: tra sposi mi-
Allora, in Italia, la multiculturalità non si sapeva nem- numero delle coppie miste in Italia, aumentano anche granti appartenenti a due Paesi diversi.
meno cosa fosse. oggi, più di quarant’anni dopo, la le separazioni e i divorzi. è sempre l’Istat a dichiara- Sidney Poitier, il ragazzo afroamericano protagoni-
multiculturalità è un dato di fatto e sono sempre più le re che sarebbero proprio i matrimoni misti ad essere sta del film “Indovina chi viene a cena”, rimprovera-
coppie che decidono di affrontare quei pregiudizi. più esposti a rottura: precisamente la durata media è va il padre e i suoi pregiudizi dicendo: “Tu ti consideri
Secondo i dati Istat, tra il 1997 e il 2007 i matrimoni mi- di otto anni mentre quelli tra italiani durano in media ancora un uomo di colore mentre io mi considero un
sti sono triplicati e attualmente sono circa 600 mila le quattordici anni. uomo”. Difficile dargli torto; impossibile pensare che
coppie sposate in Italia. Considerando poi anche le cop- geograficamente parlando il fenomeno delle coppie l’amore possa avere un colore.
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IncHIeSta
Sessanta minuti: è il tempo che
hanno a disposizione ogni mese
Karima e Faisal, fidanzati alla Dozza

Per un’ora
d’amore
p L.Z.

Il
lunedì Karima si sveglia presto, fa la doccia, di metri di distanza, potranno vedersi solo per un’ora che il carcere, sia il prezzo della loro fortuna. A loro è
si trucca, fuma una sigaretta e aspetta. Tanto al mese. Lei ha chiesto, ha gridato, ha pianto ma le concessa solo un’ora al mese, ma se lei dovesse uscire
tempo fa ha presentato un’istanza al giudice condizioni di incontro sono stabilite in base a ragioni a prima di lui non potrebbe neanche andare a trovarlo:
che, dopo un anno e quattro mesi e vari rifiuti, le ha loro sconosciute. è illegale, non ha i documenti. In quell’ora Faisal dice
concesso un colloquio permanente. Poi ha scritto una quel lunedì Karima aspetta. e finalmente Faisal arriva. di volerla sposare appena fuori, di voler tornare con lei
domanda alla dirigenza del carcere e ha atteso che Si abbracciano forte, si raccontano, parlano di ulte- in Algeria e lì avere una vita dignitosa e pulita e Karima
l’istituto verificasse i presupposti e definisse le condi- riori possibilità di colloquio, di ricordi, di desideri. Lei ha un po’ di paura, ma si fida di lui.
zioni di compimento del suo desiderio. Nel frattempo lo vede bello, ma dimagrito. Lo vede uomo. Karima e e i minuti a disposizione si accavallano, l’agente di tur-
Karima ha passato varie ore d’aria, è andata a scuola, Faisal hanno venticinque e trentacinque anni. Si sono no li avviserà che il tempo è finito; non ci sono orologi
ha riso e ha pianto, ha giocato a carte, ha chiacchiera- conosciuti in Sicilia, tre anni fa, quando Karima era da e non se ne sono accorti, non hanno avuto neanche
to. ha scritto tutti i giorni a Faisal in un italiano stra- poco arrivata in Italia. In un ristorante lui le ha parlato, il tempo di prepararsi alla separazione, di dirsi tante
niero e faticoso, urgente di comunicazione perché lui, l’ha corteggiata, ma lei, già fidanzata, non era interes- cose importanti. ognuno di loro tornerà nel proprio
algerino come lei, non sa scrivere né leggere in arabo. sata. Più di un anno dopo si sono riconosciuti nell’in- spazio separato e sovraffollato e per un po’ Karima si
Karima si è persa in pensieri privatissimi e incomuni- fermeria della Dozza e hanno cominciato a scriversi sentirà stordita, come di ritorno da un lungo viaggio e
cabili e tutte le sere ha atteso l’arrivo dell’agente con la delle lettere, così, da amici, come molti altri detenuti poi quasi altrove, lontana dalle amiche, dalla cena, dai
notifica. e la risposta è arrivata, sollievo e pugno insie- fanno. Lui l’ha aiutata con l’avvocato, economicamente vestiti da lavare, dalla tv sempre accesa, ricorderà più
me: Karima e Faisal potranno vedersi solo una volta al e con il suo affetto, e poi un giorno la sua lettera inizia- e più volte un suo sguardo, le sue braccia. La cella, la
mese, il lunedì, per un’ora. Altre coppie in condizioni va con “amore mio”. e lei si è sentita vibrare. A volte mattina, il rossetto, l’ansia, la felicità, l’amore, le lacri-
simili ottengono il permesso per colloqui settimanali e pensano che tutto abbia un senso, che il destino li ab- me, la gioia, il tempo, la polizia, la tristezza, il pensie-
loro, entrambi detenuti alla Dozza, a poche centinaia bia cercati, che forse anche la loro dura condizione, an- ro, la speranza.

cUori da marciaPiEdE
p eRIKA CASALI
Per quanto sembri strano l’amore sboccia anche sui marciapiedi, e feb-
braio lo dimostra, con cioccolatini e mazzi di fiori di fianco alle ragazze in
attesa del prossimo cliente. Sono proprio loro, i clienti, soprattutto quelli
abituali, che omaggiano le loro belle di notte per la festa degli innamo-
rati quando, quasi tutti, non potranno esimersi dallo stare a casa con la
propria moglie o fidanzata. Spesso le ragazze sono più scafate dei clienti,
vedono molto lucidamente la dinamica strumentale che li lega: “I clienti
sono quasi la nostra unica possibilità di fuga”, spiega Jessica, rumena, che
sulla strada non ci lavora più. “In effetti capita che qualcuna si innamori
davvero ma i clienti sono così ingenui”. “Vi stupireste scoprendo quanti
sono gli uomini che ci pagano per essere abbracciati e rassicurati, per rice-
vere affetto, non importa se vero o immaginario - continua Jessica -. Siamo
un po’ come le donne di una volta, diamo amore senza complicazioni”.
In effetti molti frequentatori delle lucciole hanno l’errata convinzione di
essere amati mentre quello che succede è che le ragazze cercano di sfrut-
tare l’occasione: possono essere somme di denaro da mandare alle fami-
glie, promesse d’amore in cambio di favori o di un matrimonio. Succede
non perché le ragazze siano approfittatrici ma perché i clienti spesso non
si rendono conto che la relazione che stanno vivendo è limitata al tempo
che possono comprare. Cosa cercano i clienti nell’amore a pagamento?
Quasi nessuno cerca solo sesso, le ragioni per frequentare i marciapiedi
sono in realtà psicologiche: comprensione, amore, controllo, possesso, in
un rapporto in cui non devi dare ma solo prendere. (erikacasali@piazza-
grande.it)
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L’InterVISta
un declino comune a tutta Italia
e scelte sbagliate: per michele
mellara e Alessandro Rossi
così si è persa la città di Dozza

“Bologna,
la febbre
è passata” Q| nella foto: michele mellara e alessandro rossi

p LeoNARDo TANCReDI

C’
era una volta una città mo- possibilità di ricostruire a partire dalle mi, tanto che vengono a studiarle dagli titolo, dicevano “non siamo dei Bertola-
dello, moderna e allo stesso macerie un benessere comune. questo Stati uniti e la qualità è così alta che non so boys”, perché si fermavano al fare, in-
tempo solidale. era Bologna connubio tra partito comunista, spinta vedono la differenza tra l’edilizia privata vece la parola chiave è febbre. Vuol dire
ai tempi de “La febbre del fare”, così ce popolare e qualità della classe dirigente e quella pubblica. che hai uno slancio, una vera ossessio-
la raccontano michele mellara e Alessan- funziona, produce dei risultati positivi e Rossi – una delle cose interessanti negli ne per il fare. (leonardotancredi@piaz-
dro Rossi, autori di un film documenta- diventa punto di riferimento per la sini- anni 60 è stata la rottura degli steccati, zagrande.it)
rio che ha riempito le sale della Cine- stra italiana. Ciò detto, gli amministrato- quello che Adriana Lodi (assessore alle
teca, piazza maggiore nelle proiezioni ri, quando parlavano di bene comune, lo Politiche sociali dal ’64 al ’69) chiama la
estive e ha esaurito le copie di dvd in facevano con cognizione di causa. giu- “de-istituzionalizzazione”: non mettiamo
libreria. seppe Dozza ha sempre abitato in affitto gli anziani negli ospizi, non mettiamo i
In coda davanti al cinema per la e la figlia, Luce, non ha potuto frequen- bambini problematici in classi separa-
storia amministrativa, politica tare l’università perché il padre diceva te, mischiamo, mandiamo gli anziani al
e sociale di Bologna, dal 1945 al che non potevano permetterselo. Sem- mare, mettiamo i bambini insieme agli
1980. Oltre l’effetto nostalgia, pen- bra di parlare di un’età giurassica, ma è altri, non creiamo realtà separate. oggi
sate che il successo del vostro film l’idea della politica al servizio del bene invece si sono ricostruiti gli steccati.
abbia un valore politico? comune. L’idillio sembra rompersi a fine
Rossi - Sicuramente per una parte consi- Quale ruolo giocava la conoscen- anni 70. Cosa ha portato, secondo
stente di pubblico, soprattutto quelli più za del territorio? voi, al Comune commissariato?
anziani, c’è un riscoprire il passato. una Rossi – Renzo Imbeni diceva che il sinda- mellara – Bologna non è vissuta in una
parte dei giovani invece è interessata a co doveva andare in autobus e lui lo fa- bolla di sapone. Fa parte di un contesto
sapere qualcosa di una città in cui vivo- ceva, perché in autobus vedi la città re- geografico, culturale, storico. Dagli anni La febbre del fare
no e di cui sanno poco, se non le mito- ale, fatta di immigrati, studenti, donne e 80 a oggi c’è stato un generale declino Cineteca di Bologna, 14,90 €
logie. Spero che una parte del successo anziani. erano amministratori che veni- di tutti valori fondanti emersi con la Re- FARe PoLITICA A BoLogNA, DAL
di pubblico derivi da una necessità di ri- vano dal mondo reale e ci stavano anco- sistenza, il declino della politica, della 1945 AL 1980. uNA SToRIA PeR
confrontarsi con la città, perché lo spa- ra. un assessore alle Politiche sociali che vita sociale, la sostituzione del cittadino VoCI e RARe ImmAgINI D’ARChI-
zio collettivo è stato appaltato negli ulti- non è mai stato in un campo rom o in un con il consumatore. VIo DeLLA CITTà IDeALe DeLLA
mi 15 anni a una gestione ordinaria del centro d’accoglienza non può fare quel Rossi – e poi sono state fatte scelte sba- SINISTRA ITALIANA: SToRIe DI
potere in termini conservatori. lavoro. un assessore deve essere imbe- gliate. Si è smesso di vedere Bologna in- CITTADINI e DI goVeRNo, DI uN
Cosa c’è stato dietro la buona am- vuto di quello che succede in città. serita in un panorama internazionale. Se ‘PRoSPeRo PARADoSSo’ e DI
ministrazione di Bologna in quegli Nel vostro film si vede chiaramen- prima andavamo a Stoccolma a studiare uN’uToPIA ReALIZZATA. AL DVD
anni? te che il welfare è stato il motore gli asili, adesso non siamo andati a Am- è ALLegATo uN LIBReTTo DI 48
mellara – un partito comunista molto della città. sterdam a studiare le piste ciclabili, ab- PAgINe CoN SAggI oRIgINALI
forte e un’idealità rispetto agli obbietti- mellara – In tutto il periodo che abbia- biamo fatto una roba fatta male con due DegLI STeSSI meLLARA e RoS-
vi. Ricordiamo, era il partito comunista mo raccontato c’è da parte delle giun- strisce colorate. SI, LuCA ALeSSANDRINI, ANDReA
della Liberazione, con un sindaco, Doz- te e dei sindaci un interesse fortissimo La febbre è passata? FoNTANA, VINCeNZo BAgNoLI e
za, che aveva vissuto 20 anni a Parigi per i bisogni della gente. La nascita degli Rossi - è passata la febbre ed è rimasto uNA CRoNoLogIA DeLLA SToRIA
perché ricercato dai fascisti. I cittadini asili negli anni 60, i poliambulatori, le il fare. Anche quando parlavamo con i DI BoLogNA A CuRA DI PAoLA
vogliono un riscatto sociale, vedono la case popolari realizzate a livelli altissi- vecchi amministratori criticavano questo FuRLAN.
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Un esperimento
Auser e il Progetto maquillage

Belle e impossibili in via Capo di Lucca


p ANNALISA BoLogNeSI p RoSARIo DI RAImoNDo e gIuLIA ZACCARIeLLo

Al
dormitorio di via Capo di grandi foto, da Renzo Imbeni a Beppe Si-
Lucca, la riunione degli ope- gnori. un murale colorato saluta gli ospiti
ratori si chiude con due buo- all’entrata.
ne notizie. La struttura sarà aperta anche Ciò che più conta, ci tiene a sottolinea-
a febbraio, perché il Piano Freddo è sta- re Daniela, coordinatrice del dormitorio,
to prolungato e per i 52 ospiti l’incubo di è la rete che si è creata attorno a questo
non avere un tetto è scongiurato, almeno piccolo pezzo di mondo. Perché senza il
fino a marzo. Altra novità: si è deciso di contributo delle associazioni, tutto sareb-
festeggiare i compleanni. una torta, una be più difficile. e così c’è Sokos, un’as-
bibita, qualche risata. “erano anni che sociazione di medici che offre assistenza
non festeggiavo il mio compleanno”, ha gratuita; c’è Avvocato di strada, ci sono le
confidato uno di loro. La neve non può parrocchie Sacro Cuore, Sant’Antonio di

P
er le persone anziane, persino loro, le fanno sentire amate e apprezza- certo essere un ostacolo. Savena e San Paolo di Ravone che por-
per quelle che sono affette da te. “Cerchiamo di dare a queste persone Aperto dal 29 novembre, il dormitorio ge- tano i panini. Il dormitorio di via Capo
patologie di deterioramento co- delle piccole dimostrazioni di affetto e di stito dall’Antoniano e da Piazza grande è di Lucca non è una favola, e quindi non
gnitivo, la cura della propria bellezza è cura. – spiega Lia Brusa – A una certa età, un tassello fondamentale della solidarie- aspettatevi nessun lieto fine. Nella realtà
un elemento fondamentale di autostima, infatti, anche piccoli gesti, come venire tà bolognese, ma i soldi scarseggiano: il di ogni giorno i problemi sono tanti, pri-
importantissimo per sentirsi meglio con truccata o pettinata, assumono un valore Comune ha stanziato 19.500 euro per di- mo tra tutti la mancanza di posti. Durante
se stessi e con gli altri. Per questo l’Auser immenso, perché ti fanno sentire bella, cembre e gennaio, altri 10 mila arriveran- i periodi di allerta emessi dalla Protezio-
di Bologna, in collaborazione con l’Asp considerata, amata. Noi facciamo capi- no per febbraio. Bastano appena per pa- ne Civile, la struttura accoglie fino a 65
giovanni XXIII, ha dato vita al Progetto re a queste persone che siamo lì proprio gare i dodici operatori e le quattro borse senza fissa dimora. “ma non basta - con-
maquillage. Ideato nel 2001 da Lia Brusa, per loro, che siamo davvero felici di oc- lavoro, le pulizie, gli asciugamani, le len- clude Daniela -. ogni giorno 10-15 persone
consulente d’immagine e volontaria Au- cuparci di loro e di curare il loro aspet- zuola. Le pareti bianche accolgono delle non riescono ad entrare”.
ser, il progetto vede la partecipazione di to”. La semplice cura estetica va quindi
un gruppo di volontarie Auser, composto a collocarsi nel concetto ben più ampio Solidarietà
da estetiste, parrucchiere in pensione o di benessere. “Anche nei luoghi più im-
semplici appassionate, che ogni settima-
na si reca a rotazione in tre strutture per
pensabili – racconta ancora Lia Brusa –
in luoghi apparentemente di solitudine,
UNA VALANGA DI LIBRI
anziani della giovanni XXIII, per offrire
cure estetiche alle persone ricoverate. Le
come le strutture residenziali e diurne
per anziani, nascono legami affettivi im-
AL BELTRAME
pettinano, le truccano, svolgono tratta- portanti e, perché no, anche delle vere
PIAZZA gRANDe e gLI oSPITI DeL DoRmIToRIo BeLTRAme RINgRAZIANo TuTTI I
menti di pulizia del viso e di idratazio- e proprie storie d’amore”. Info su www.
LeTToRI Che hANNo VoLuTo CoNTRIBuIRe ALLA LIBeRA CIRCoLAZIoNe DeI LIBRI
ne della pelle, ma soprattutto stanno con auserbologna.it.
e Ne hANNo PoRTATo AL DoRmIToRIo uNA gRANDe quANTITà.
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Sempreverdi p oLgA mASSARI
IL QUInto aLIMento
LA COSMESI È NATURALE
I cuochi oggI IL PReFISSo BIo è DI moDA ANChe NeLLA CoSmeSI, e ImPAZZANo gLI SPoT
Che PRomeTToNo CAPeLLI DI FATA, VISI DI PoRCeLLANA, CeLLuLITe Ko gRAZIe A
eRBe mIRACoLoSe. mA è ALLA RIBALTA ANChe LA VeRA CoSmeSI NATuRALe, queLLA

innamorati
100% BIoLogICA. CI SoNo PRoDoTTI SemPLICI, NATuRALI e mILLeNARI Che meRI-
TANo DI eSSeRe RISCoPeRTI. quALChe eSemPIo? IL SAPoNe DI ALePPo (ALmALAKY
RoYAL), uN SAPoNe PeR L’IgIeNe PeRSoNALe BASATo uNICAmeNTe Su gRASSI DI
oRIgINe VegeTALe, NATo NeLLA CITTà DI ALePPo IN SIRIA, DoVe LA LAVoRAZIoNe
Dalle tagliatelle ai tortellini, ARTIgIANALe Segue uNA TRADIZIoNe Che RISALe ALL’ANTIChITà. oPPuRe L’ heNNè,
Che SI PReSeNTA SoTTo FoRmA DI PoLVeRe, oTTeNuTA DALL’eSSICCAZIoNe e DALLo
secondo la leggenda SmINuZZAmeNTo DeLLe FogLIe DeLLA LAWSoNIA INeRmIS, uNA PIANTA SemPRe-
VeRDe oRIgINARIA DeLLe RegIoNI CALDe SuBTRoPICALI APPReZZATA PeR Le Sue
molti piatti tipici emiliani quALITà ANTISeTTIChe. L’heNNÉ NoN hA SoLo IL meRITo DI CoNFeRIRe LuCIDITà
ALLA ChIomA e DI TINgeRLA: è ANChe SeBo-NoRmALIZZANTe eD è uN oTTImo ANTI-
sono nati per amore FoRFoRA. SemPRe A PRoPoSITo DI PeTRoLIo e DeRIVATI è moLTo INTeReSSANTe uN
SITo CuRATo DA uN ChImICo DI PRoFeSSIoNe (WWW.BIoDIZIoNARIo.IT) IN CuI uN
p FRANCeSCA BoNo e SoFIA PIZZo moToRe DI RICeRCA CALCoLA LA NoCIVITà DegLI INgReDIeNTI DeI PRoDoTTI PeR LA
CoSmeSI (INCI). CLICCARe PeR CReDeRe. (WWW.SoTToBoSCo.IT)

I
piatti migliori nascono da cuochi in- di Bentivoglio, in occasione del matrimo-
namorati. Almeno così narrano alcu- nio di Lucrezia Borgia (che passò da Bolo- Chilometri Zero p JoNAThAN FeRRAmoLA
ne leggende arrivate fino a noi che gna nel viaggio verso Ferrara, per sposare
riguardano anche i piatti più tipici della
cucina emiliana. Forse la più conosciuta
il Duca Alfonso I d’este). Vedendo Lucre-
zia, rimase affascinato dai suoi splendidi
IL RITORNO DEI CONTADINI
SI ChIAmA “geNuINo CLANDeSTINo” LA CAmPAgNA PeR LA LIBeRA LAVoRAZIoNe DeI
è la leggenda dei tortellini, che pare sia- capelli biondi e a loro si ispirò per prepa-
PRoDoTTI CoNTADINI Che SI CoNCReTIZZA IN uN meRCATo moLTo PARTICoLARe,
no nati dalla fantasia di un locandiere di rare le tagliatelle.
oRgANIZZATo DALL’ASSoCIAZIoNe PeR LA SoVRANITà ALImeNTARe CAmPI APeRTI TRe
Castelfranco emilia. C’è chi narra che si La torta tenerina, in dialetto ferrarese
gIoRNI A SeTTImANA, IL mARTeDÌ, gIoVeDÌ e VeNeRDÌ (INFo Su WWW.CAmPIAPeRTI.
sia ispirato a Venere, venuta insieme a “Torta Tacolenta”, originariamente aveva
oRg). FRA I BANChI DeI PRoDuTToRI, TuTTI DeL TeRRIToRIo BoLogNeSe, IN RISPeT-
Bacco e marte in aiuto dei modenesi in il nome di “Torta Regina del montenegro”
To DeLLA RegoLA D’oRo DeL Km ZeRo, CI SI ImBATTe IN PRoDoTTI PoVeRI quALI
guerra con i bolognesi, e chi a una bel- o “montenegrina”, in onore di elena Pe-
CIPoLLe, PATATe RoSSe, AgLIo o VeRZA, DALLe FoRme e DImeNSIoNI PIù ANomALe
la marchesina. L’oste, vedendo per caso trovich del montenegro, sposa di Vittorio
e DAI PReZZI ASSoLuTAmeNTe NoRmALI. SI TRATTA DI PRoDoTTI VeRAmeNTe BIo-
l’ombelico della bella ospite, ne rimase emanuele III, Re d’Italia, nota per il suo
LogICI AuToCeRTIFICATI (I PRoDuTToRI SI CoNTRoLLANo A VICeNDA), NoN TRATTA-
talmente colpito che, recatosi in cucina animo sensibile e per il suo impegno in
TI e FeDeLI ALLA STAgIoNALITà. PeRCIÒ NoN ASPeTTATeVI DI TRoVARe IN queSTe
creò, con pasta sfoglia e ripieno di carne, numerose iniziative caritative e assisten-
SeTTImANe PomoDoRI, ZuCChINe o ALTRe VeRDuRe eSTIVe. Le PeRSoNe IN FILA CI
questa prelibatezza. Anche le tagliatelle ziali. Così come la regina, questa torta ha
VANNo uguALmeNTe, FRA CuI moLTI ANZIANI, e ASPeTTANo PAZIeNTI, AL FReDDo,
sono nate dalla bellezza di una donna. un cuore tenero, dato dal morbido impa-
IL LoRo TuRNo. INTANTo I CoNTADINI RACCoNTANo LA SToRIA DeI PRoDoTTI, DeLLA
Secondo una leggenda sarebbero state sto di cioccolato racchiuso in una fragile
LoRo mATuRAZIoNe e DeLLA RACCoLTA CoN meToDI TRADIZIoNALI o DI RICeTTe
inventate nel 1487 dal bolognese mastro crosta meringata. (www.communeating.
PARTICoLARI PeR CuCINARe IL CAVoLo NeRo, Che quALCuNo STA CeRCANDo DI SAL-
Zefirano, cuoco personale di giovanni II com)
VARe DALL’oBLIo. (RADIo CITTà DeL CAPo - RADIoKmZeRo.WoRDPReSS.Com)
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La cIttÀ cHe caMBIa non ParlatE al condUcEntE

Per le primarie
un successo a metà
p SImoNe SABATTINI
Love bus
p DoNATo uNgARo

S D
tando ai festosi commenti del post- centrale è quello della competizione. Il avanti al Sant’orsola un “omarello” si ferma di fronte alla
primarie, Bologna cambia anche Pd, i partiti tutti, Bologna, le personalità porta del mio bus e chiede: “Arriva al maggiore?”. Rispon-
perché sempre più gente decide di “migliori” di questa città sono realmente do che no, non ci vado; ma se sale, in ugo Bassi, può prendere
andare a votare per scegliere il prossimo in grado di confrontarsi con una competi- il 19, oppure in malpighi il 13. Ringrazia e monta, fermandosi
candidato sindaco. La consultazione del zione senza rete, dove alla fine vince chi a chiacchierare. In mano ha una sportina semi-trasparente da
23 gennaio scorso, che ha indicato Virgi- ha idee migliori e maggiore capacità di cui spuntano le buste gialle dei raggi e si intravedono carteggi
nio merola come il prossimo concorrente promuoverle? A pensarci bene, verrebbe medici e scatole di medicinali appiattite. è vedovo, mi dice, e
alla carica di primo cittadino per il cen- da dire di no. Almeno due nomi di sicu- pieno di acciacchi. L’omarello parla, parla, parla; e racconta
trosinistra, ha liberato lo stato maggiore ro appeal hanno scelto di non partecipare cose interessanti: di quando era giovane e di come si viveva a
del Pd da una serie di incubi che incom- alla contesa, dopo essersi detti disponibi- Bologna. mi parla della guerra; un baule di ricordi improvvisa-
bevano dal dramma Delbono. ed è inu- li: Lorenzo Sassoli de Bianchi (industriale, mente scoperchiato sulla corsia del 14, a lato del “tranviere”.
tile negare che, visti i nefasti auspici di presidente del mambo) era pronto, a pat- L’uomo ha il volto segnato dalle rughe della tristezza, ma gli
buona parte della stampa, del sindacato, to di non dover passare per le primarie; occhi sorridono; sprizzano allegria, gioia
dei commentatori eccetera, l’affluenza di Andrea Segrè (preside di Agraria, invento- di vivere. Arriviamo in ugo Bassi; vorrei
circa 28.500 persone è stata un risultato re del Last minute market famoso in mez- dirgli che deve scendere, ma non riesco
più che soddisfacente. ma la strada ver- zo mondo) era disponibile alla corsa, ma a interrompere lo scorrere del dialogo
so un rinnovamento della classe dirigente solo con un appoggio esclusivo del Pd. e del mio interlocutore: pazienza, avrà de-
locale, di sinistra e di destra (impastoiata, alla fine merola è stato l’unico candida- ciso di scendere in malpighi. “Aspetta,
al momento di andare in stampa, in una to perché nel partito si è deciso di “seda- aspetta; sta arrivando una signora”. giu-
ricerca più che mai faticosa del proprio re” altre ambizioni interne, mentre altri si ro, non l’avevo vista. è una nonnina con
concorrente), è ancora lunga. Vero è che sono tirati indietro per timori simili a quel- le borse della spesa, che sta uscendo dal
4.000 votanti in più dell’altra volta (2008) li di Segré. è un brutto segno. Lo è in ge- mercato delle erbe e allunga il passo per salire sul mio 14, a cui
sono un buon risultato. ed è anche vero nerale, ma anche per il Pd stesso, perché ho già chiuso le porte. Riapro e questa sale ridendo e ringra-
che la campagna ha favorito un confronto le altre due esperienze di primarie “blin- ziando; l’omarello la aiuta, le prende le sporte, l’accompagna
abbastanza aperto, con l’outsider Amelia date” hanno portato in un caso alla scon- al posto; non mi saluta nemmeno. In piazza malpighi guardo
Frascaroli arrivata ben oltre il 30%. ma è fitta (Bartolini), nell’altro alla selezione di se scende per prendere il suo 13, ma niente. L’uomo adesso
anche vero che questa volta le primarie un candidato vincente, ma non all’altezza sta chiacchierando con la signora; scenderanno insieme in via
erano di coalizione, e le forze politiche (Delbono). La macchina delle primarie ha della Barca. Lei con la sportina dei raggi, lui con le borse della
che hanno appoggiato la stessa Frascaro- bisogno di correttivi (se ci sono 8 candi- spesa. Poi passa una decina di giorni e me li dimentico; ma
li hanno presumibilmente portato quel- dati, non può certo vincere il migliore al ieri li ho caricati un’altra volta. Davanti alla Certosa. Lui, tutto
la dote di votanti in più che ha permes- primo turno, magari con il 20% delle pre- elegante, mi ha riconosciuto e mi ha sorriso, senza più le ru-
so l’exploit. Non solo: il modo in cui si è ferenze), ma ha un potenziale enorme. So- ghe della tristezza. mi ha fatto “ok”, unendo ad anello pollice e
giunti alla rosa dei concorrenti, le paturnie prattutto in una città abituata da decenni indice. Sono scesi insieme in ugo Bassi, al mercato delle erbe.
nel Pd e in città, il ritiro improvviso di un ad una sorta di monopolio politico dell’ex mi sa che al maggiore c’è un dottore che aspetta un omarello;
candidato sicuro vincente (maurizio Ce- Pci. ma a patto che si accettino il fascino ma questa volta Cupido è arrivato prima.
venini), i giochi di potere e di esclusione della sfida e le virtù di una selezione sin-
che si sono consumati alla vigilia hanno cera, a maggior ragione da parte di chi
lasciato l’impressione di un’ennesima oc- non ha nulla da chiedere alla politica, ma
casione almeno in parte mancata. Il nodo molto da dare alla città.
la Posta dEgli altri
LA REDAZIONE DI PIAZZA GRANDE RISPONDE ALLE LETTERE PUBBLICATE SUI QUOTIDIANI BOLOGNESI

Mission impossible
lettera pubblicata su il resto del carlino del 23 gennaio 2011 caro lettore,
un po’ di comprensione per i nostri militari! il motore acceso è fondamen-
Una “campagnola” dell’esercito, che fa la ronda, staziona a motore diesel tale, non tanto per intervenire prontamente in caso di (molto improbabili)
acceso fra piazza maggiore e piazza galvani per la sicurezza dei cittadi- disordini, quanto per riscaldarsi. Va detto che i carabinieri, nella camio-
ni. sarei curiosio di sapere in quale categoria di emissioni rientra. Ed è in netta che staziona davanti alla sinagoga, sono molto più avanti e si sono
servizio anche il giovedì con il blocco del traffico? dotati di una stufetta elettrica. in ogni caso non dev’essere bello prestare
servizio tutto il giorno in piazza al freddo, con l’unico divertimento di un
giretto ogni tanto intorno al crescentone. senza dimenticare la prova più
terribile per i poveri soldati, costretti ad ascoltare ogni sabato l’intero re-
pertorio musicale dei peruviani di piazza maggiore, tutto rigorosamente
a base di f lauti di Pan.
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Anche a Bologna l’hip-hop è la musica


della protesta, e per i giovani rapper
è anche un modo di crescere

con lE armi
dEl raP
p ILARIA gIuPPoNI a sinistra, lamaislam |s
foto di emiliano facchinelli

El
général è il giovane rapper ni, appoggiate su basi dal ritmo sincopa- al Pratello (il carce-
tunisino (22 anni) arrestato to e rigorosamente in rima, raccontano la re minorile, ndr)?
il 7 gennaio per aver pubbli- crisi. Denunciano le disuguaglianze e le Vedi i tuoi che si
cato su Youtube l’inno della rivolta dei ingiustizie che compongono le loro gior- fanno un mazzo tre-
giovani studenti e disoccupati, di tutto nate: “Il rap è uno sfogo - dice Zac, ita- mendo, che hanno fatto sacrifici enormi: eppure questi ragazzi vengono spesso
il maghreb. Rais le Bled, “Presidente del lo marocchino, 15 anni – è l’espressione sono queste le cose che ti sbloccano!”. trattati come delinquenti. A scuola orga-
paese, il tuo popolo muore”, è molto cri- di quello che viviamo. Per me, se ti parlo Il rap, che permette di raccontare, li fa re- nizzano proteste, e sono correttamente
tica e di forte impatto emotivo. è una can- della crisi, io ti sto dicendo molto di più: agire: “Chi sta in silenzio è giusto che su- informati, “ma i prof non lo sanno – rac-
zone con cui il rapper chiede al governo per la gente ‘la crisi’ è la crisi, per me bisca”. Perché il silenzio è una colpa. è contano –. Ti guardano come per dirti che
il rispetto dei diritti della costituzione. è mio padre che non trova lavoro da 4 connivenza. mom, stessa età di Zac, stes- a loro di certe cose (come la lotta, in atto
ma anche a Bologna il rap e l’hip-hop anni”. o il rischio di non avere il permes- sa provenienza, stessa parlata bolognese, mentre andiamo in stampa, contro l’ac-
sono la voce dei più giovani, la voce del- so di soggiorno a 18 anni – vissuti in Italia, spiega: “Il rap è un’arma, manda messag- corpamento del Fioravanti con l’Istituto
la protesta. e i rapper sono figli proprio ovvio. ma il rap “è anche disciplina - spie- gi alla gente”. Se così non fosse, el général tecnico Belluzzi, causa riutillizzo del sito
degli immigrati che provengono dal ma- ga Lamaislam, uno dei nomi più noti del non sarebbe stato arrestato. Leggendo il per fini commerciali, ndr) non importa
ghreb, ma non solo: la “seconda genera- giro, anche lui dal marocco - è una for- suo testo, commentano: “Vez, l’hai letto? nulla. Pensano che siamo dei criminali”.
zione” comprende anche giovani filippi- ma di vita: il ragazzino che si mette a fare Io gli darei il Nobel a ‘sto qua!”. “Per me Nonostante il rapporto conflittuale con i
ni, russi, eritrei, albanesi. Tutti con una rap non fa altro, non fa cazzate: mette la non cambia molto rispetto a quello che professori, per i giovani rapper dell’Xm
pronuncia spiccatamente bolognese. sua esperienza, la sua sofferenza su di- succede in Italia. Solo che li c’è la ditta- la scuola è un valore: “Se sei ignorante
molti si ritrovano al Laboratorio di hip- sco”. I ragazzi confermano: “La paura c’è. tura e qui no…” . “Come no?!”. “Sarebbe continuerai a subire, perché non hai armi
hop dei ragazzi del Coordinamento mi- Delle guardie, delle manganellate”; poi ci bello se si facesse anche qui quello che per difenderti - aggiunge Zac, uno dei più
granti, ospitato ogni martedì dall’Xm: un pensano e precisano: “no, la paura vera è hanno fatto in Tunisia, solo che in Italia ‘criminali’ -. Per me chi non va a scuola,
nucleo di giovani rapper dalla sorpren- di far soffrire i tuoi genitori”. Zac aggiun- stan tutti zitti, gli interessano solo il calcio è un morto che cammina”. (ilariagiuppo-
dente capacità espressiva. Le loro canzo- ge: “mia madre cosa se ne fa di un figlio e le mignotte – si ispirano al premier!”. ni@piazzagrande.it)

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff
A Bologna la prima prova è in programma il 12 febbraio. Critiche le associazioni che lavorano con i migranti

Via ai test d’italiano, ma mancano i corsi


p mARgheRITA gomBI

S
ono partiti il 17 gennaio i test di rispondere a quesiti che ne attestino la sizione dei cittadini migranti. Si avvalora
italiano per stranieri, obbligatori comprensione. Stesso sistema per la pro- l’opinione che in Italia la questione mi-
per ottenere il permesso di sog- va di lettura di un brano, mentre nell’ul- gratoria sia trattata in un’ottica emergen-
giorno di lunga durata (la ex carta di sog- tima parte lo straniero deve scrivere un ziale, si sottolinea che il sistema dei test
giorno). Per acquisirlo è necessario esse- breve testo, o rispondere a un’email o abbia bisogno di un consolidamento. Il
re in Italia da almeno 5 anni e soddisfare compilare un modulo. Il candidato che paradosso è istituire una prova senza
una serie di requisiti su reddito e abita- risponde esattamente all’80% dei quesiti che vengano promossi corsi di italiano
zione, e ora anche sulla conoscenza del- può completare l’iter burocratico e ritira- in linea con le richieste: non è data la
la lingua italiana. I primi test sono stati a re il permesso. Nel caso di esito negativo possibilità di ottenere una preparazione
Firenze e Asti. A Bologna la prima prova, della prova, potrà nuovamente presen- adeguata. è evidente che gli esami non
con 40 partecipanti, si terrà il 12 febbra- tare la domanda online. Come in mol- garantiscono l’effettiva integrazione degli
io al Ctp Besta. La prova consiste di tre te altre città, le domande per ottenere il immigrati né risolvono un “problema di
parti: comprensione orale, analisi di un permesso sono molte e i corsi di italiano sicurezza” della popolazione italiana. Il
brano e composizione di un testo scritto. sono insufficienti. Non sono mancate le rischio è che siano l’ennesimo ostacolo
Nella prova di ascolto viene fatta senti- reazioni da parte delle associazioni che sul percorso di regolarizzazione e inte-
Q| Comprensione orale, analisi di un
brano e composizione di un testo:
ecco come funziona il test
re una registrazione e il candidato deve si battono per vedere riconosciuta la po- grazione dei cittadini stranieri.
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Nel suo ultimo libro Igiaba Scego torna a raccontare SULLo ScaFFaLe
come vivono in Italia i figli dei migranti

“Mi sento un ponte


fra Italia e Somalia”
p eLSA emILIeNNe ANNe NIoLA

N
el suo ultimo libro “La mia casa Purtroppo servono leggi eque in Italia 20 anni. L’unica cosa che mi manca del-
é dove sono”, edito da Rizzoli, che permettano ai cittadini stranieri di la Somalia... è la Somalia. Non c’è più.
Igiaba Scego ricorda. Nata a essere parte del paese e non sempre gli manca la pace. Io spero che la Somalia
Roma 36 anni fa, di origini somale, oggi esclusi. Poi servirebbe un immaginario prima o poi resusciti.
Igiaba è una scrittrice affermata, e nei differente. I cittadini stranieri vengono Tre cose che ami dell’Italia e tre
suoi libri racconta spesso le difficoltà di visti sempre in modo stereotipato dai cose che non approvi?
chi si trova sospeso fra due culture. La media. Andrebbe cambiata la narrazione Amo: la letteratura, De Andrè e il parmi-
difficoltà di essere accettata nel paese in su chi viene da altrove (ma gli stereotipi giano (tre cose sono poche). Non appro-
cui sei nata ma dove la mentalità più colpiscono in modo uguale anche i figli vo: la cattiva politica di questi mesi, la
Q| igiaba scego ritratta sulla copertina
di “la mia casa è dove sono”
(rizzoli, 16,50 €)
ottusa continua a considerarti ingiusta- di migranti, che ahimè vengono sempre criminalità organizzata in alcune zone.
mente “straniero”. considerati come corpo estraneo). E della Somalia?
Come è nato questo romanzo? Tu sei italiana di origini somale. Amo l’oralità della letteratura, la rete a partire dal proprio paese?
L’idea è raccontare la vita di una figlia Quanto influisce questo sul tuo di solidarietà che si crea tra i somali, il quale terra? (Ride... Lei parla di due
di migranti attraverso le geografie che senso di identità? E sulla tua vita? cuore che batte in simbiosi con la natu- “matrie”) Io consiglierei ai bambini ita-
l’hanno attraversata. In Italia i figli di mi- Si riaggancia a quello che ho detto pri- ra. Non amo la guerra e i suoi “signori”. liani, somali e in generale a tutti di guar-
granti sono considerati stranieri, quando ma. quello che mi ha portato essere Il tuo romanzo può essere di aiuto dare la gente con il cuore e giudicare
di fatto non lo sono. I figli di migranti figlia di migranti è questo: un doppio ai tanti stranieri che si trovano a ognuno non dal colore della pelle, dal-
sono italiani, ma sono anche altrove. sguardo, capisco l’Italia, capisco la So- vivere situazioni difficili in questo la religione, dall’abbigliamento, mai dai
hanno in sé un’identità complessa. ma malia, capisco in generale il mondo. Con momento in Italia? In che modo? fatti e dai sentimenti. Non cadere negli
in Italia questo non si vuole vedere. Si la scrittura ho affinato le doti da media- Secondo me è più utile agli italiani che stereotipi. questo è il consiglio che do
appiattisce tutto nella categoria “stra- trice culturale, mi sento un ponte tra le hanno il cuore chiuso. Leggendo il mio ai bambini.
niero”, non si vuole vedere l’Italia del culture. libro, ma anche i libri dei colleghi Ama- Progetti per un prossimo libro?
nostro presente, ossia un paese multi- Quale paese consideri come la tua ra Lakhous, Cristina Ali Farah, eccetera... Sono top secret!
culturale. ho scritto questo libro per far patria? magari si potrà dare un bel calcio al raz- Cosa può fare ognuno di noi per
vedere questa ricchezza. Parlo di Roma Non mi piace il termine patria. Io uso zismo. I migranti e i loro figli che hanno dare “un calcio al razzismo”?
e mogadiscio, di storia e attualità, di co- la parola matria e la uso al plurale. Le letto il libro, invece, si sono sentiti meno Leggete di più. Leggere aumenta il coef-
lonialismo e neocolonialismo. matrie sono due: la Somalia e l’Italia. soli... molti mi hanno scritto questo. ficiente democratico di un paese. Legge-
Quali pensi siano le difficoltà mag- una, grazie a Dio, non l’ho persa (l’Ita- Che cosa consiglieresti a un bam- te e fate leggere. Regalate libri ad ogni
giori per gli stranieri in Italia? lia). La Somalia vive una guerra civile da bino della tua terra che si trovasse occasione.

cronaca dEllE PartitE PrEcEdEnti


CI VORREBBE TOLSTÒJ
p gIANLuCA moRoZZI
Parlerò del Bologna parlando del grande scrittore tolstòj. il grande scrittore tolstòj, nel suo piuttosto celebre romanzo “guerra e Pace”, a un certo punto riassu-
me velocissimamente e in poche righe tutto un ampio e importante periodo storico: la caduta dell’ancien régime, la rivoluzione del 1789 e l’ascesa di napoleone.
l’effetto è straniante, grottesco, e fa sembrare la storia con la s maiuscola ridicola e priva di senso. allora: mi rendo conto che il passaggio da napoleone a Por-
cedda è un tantinello brusco, quello da tolstoj al sottoscritto ancor di più, ma ci provo anch’io, a riassumere gli ultimi eventi in casa Bologna. mica gli eventi degli
ultimi anni: quelli dell’ultimo mese bastano e avanzano. che qui, lo sapete, non ci si annoia mai.
dunque. sergio Porcedda resisteva e resisteva, tutti lo volevano morto o in alternativa fuori dal Bologna, più o meno in quest’ordine, ma Porcedda non cedeva.
a un certo punto era sbucato dal nulla del caso Unipol l’ingegner consorte, di colpo trasformato nel deus ex machina dei rossoblu. consorte aveva chiamato
Zanetti, quello della segafredo, un uomo oscenamente ricco, ricchissimo, straricco. Porcedda aveva ceduto. anzi, no. si era dato malato. il Bologna era partito
per Parma con l’idea di perdere più o meno quattordici a zero, data la condizione mentale dei ragazzi in quel momento, ma, sorpresa!, Porcedda aveva ceduto
a mezzogiorno di quella stessa domenica. di Vaio lo aveva saputo da Porcedda, aveva telefonato a uno dei capi ultrà in partenza anche lui per Parma, la notizia si
era diffusa, il Bologna era salvo. la partita era finita zero a zero. Zanetti si era presentato con grandi intenti, una cordata di industriali bolognesi, gianni morandi
presidente onorario, la presentazione in diretta su maxischermo in piazza galvani. la tifoseria, euforica. gli umori, altissimi. Porcedda, dimenticato. abbiamo un
presidente stramiliardario, ci compra mezzo Barcellona. no: la prima mossa è riportare a Bologna Baraldi, l’uomo più odiato da mezza squadra e mezza curva.
scatta il tumulto in sala stampa, il giorno della presentazione. giornalisti si alzano in piedi per inveire contro Baraldi. si parla solo di Baraldi. soltanto di Baraldi. i gio-
catori vengono pagati. ritirano la messa in mora. ma odiano Baraldi. il Bologna vince a Bari, Zanetti abbraccia Portanova in tribuna, Portanova lo guarda malissimo
convinto che lo stia abbracciando Baraldi. sul mercato non arriva nessuno. non c’è un soldo. Zanetti li ha, ma non li mette. Zanetti vuole essere il capo supremo
del mondo con il quaranta per cento. i soci si alterano. il Bologna perde quattro a uno in casa dell’inter. il venerdì dopo, a sorpresa, si dimettono Zanetti e Baraldi.
in tutta fretta, il nuovo presidente del Bologna diventa Pavignani. E adesso? - ci diciamo - moriremo tutti? la squadra come reagirà?
la squadra schianta la lazio con un sontuoso e imperiale tre a uno, con il primo gol in campionato del gioiello ramirez, il dodicesimo e il tredicesimo di marco
di Vaio. Questo, più o meno, è quello che è successo. se non ci avete capito niente, un po’ è che non sono tolstòj. Un po’ che non ci abbiamo capito niente nean-
che noi.
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alEssandro tota cULtUra

Nuvole in viaggio
da Parigi all’Istria
è uno degli autori rivelazione del nuovo fumetto italiano,
e a marzo sarà a Bilbolbul con “Palacinche”, il nuovo
libro realizzato con la fotografa Caterina Sansone
Q| Gli alter ego a fumetti di alessandro tota
e Caterina sansone come raffigurati in “Palacinche”
p LAuRA mARoNgIu
A marzo sarai ospite a Bilbolbul successo. Com’è nato? Uno straniamento autobiografico? sato, perché nel mio lavoro c’è la rap-
con una mostra allo Spazio Labò La storia è nata dal mio desiderio di rac- Tantissimi aspetti della mia esperienza presentazione della realtà ma non ho
per presentare “Palacinche”, un contare la città in cui vivo da qualche possono essere trovati in tutto quello un programma politico, non faccio dei
progetto - che diventerà anche un anno, Parigi. mi affascina che in una me- che faccio, anche se non c’è una chiara manifesti propagandistici. In effetti, ven-
libro - che unisce fotografia e fu- tropoli ci siano modi di vita, di lavoro e volontà e non è premeditato quello che go da una tradizione di artisti, che va da
metto. Di che si tratta? tanti strati sociali nettamente diversi tra viene fuori nei libri. Fare un libro a fu- Pazienza a gipi, che guardano alla realtà
Il progetto nasce dal desiderio di Cate- loro che convivono sfiorandosi di conti- metti è una cosa che in qualche modo raffigurandola. Se lavori sulle cose che
rina Sansone, fotografa, di percorrere il nuo. “Yeti” è stato il primo modo di de- si fa da sola, cerchi di essere all’ascolto vedi, finisce per emergere una qualche
viaggio che ha fatto sua madre da bam- scriverli, attraverso una chiave emotiva. delle cose che ti vengono fuori. Il lavoro valenza politica.
bina: quello di un’esule istriana che ha “Palacinche” uscirà a marzo per
passato 12 anni nei campi profughi in Fandango. Hai in programma altri
Italia dopo l’annessione dell’Istria alla lavori?
Jugoslavia. In questo viaggio a ritroso Sì, ho appena concluso un nuovo ro-
Caterina ha immortalato gli stessi luoghi manzo a fumetti che si chiama “Fratel-
che si vedono nelle foto d’epoca scattate li” e parla di
s| la copertina di “Yeti”
(Coconino Press)
in quei campi e io ho tenuto il diario di Bari negli anni
viaggio e ho rappresentato i racconti e gli ‘90. É compo-
aneddoti di elena, madre di Caterina. sto da due rac-
Come mai “Palacinche”? conti lunghi:
Vuol dire frittelle in croato. L’abbiamo uno su due fra-
scelto perché è una parola allegra e gio- telli che, aven-
iosa: una cosa che si vede dalle foto do sperperato
d’epoca e spero trasparirà nel libro è l’eredità pater-
che questa famiglia ha affrontato la si- na, rimangono
tuazione in modo abbastanza attivo e, con un solo og-
per quanto possibile, gioioso. Ci si im- getto di valore
magina i profughi come persone che non Q| una delle fotogradie di Caterina sansone per“Palacinche”.
info sul libro all’indirizzo palacinche.tumblr.com da vendere e intraprendono un viaggio a
riescono mai ad integrarsi nella società, Bari per cercare di vendere quest’ogget-
che rimangono ai margini, ma questa Lo yeti protagonista del libro è un è organizzare le idee, ma queste vengo- to. La seconda è una storia di iniziazione
cosa non è vera. Se vengono dati gli stru- personaggio molto particolare. Ci no praticamente da sole. all’adolescenza, un paesaggio di quello
menti di integrazione le persone si inse- puoi spiegare chi è? Il libro è stato pubblicato sia in che era l’ambiente giovanile a Bari alla
riscono, e penso che questa sia una cosa è una specie di pupazzone tondo e rosa, Italia che in Francia. Che reazioni fine degli anni ‘90. Cerco di mostrare
interessante da raccontare. che dice solo una sillaba, “gnù”. ho de- ha avuto? com’erano le diverse comunità giovani-
Cosa vi ha spinto a raccontare ciso di incrociare alcuni elementi delle In Francia è stato interpretato come un li che interagivano tra loro e con le ge-
questa storia e che difficoltà avete favole o dei libri dei bambini con tema- fumetto sull’immigrazione: ha avuto per- nerazioni precedenti. e, devo ammetter-
trovato? tiche autobiografiche: il lavoro precario, sino il bollino di Amnesty international. lo, è la storia più difficile che abbia mai
Innanzitutto il fatto che questa vicenda la vita in una città come Parigi, i giovani Io sono rimasto molto sorpreso e spae- scritto!
è quasi sconosciuta. La storia dei confi- che si spostano per l’europa e ho cerca-
ni istriani è molto complicata e le varie to di farlo con un personaggio fuori con- DAL 2 AL 6 MARZO TORNA BILBOBUL
parti politiche non hanno mai avuto uno testo. Il libro funziona sui contrasti. Yeti Sono dedicate a Josè Munoz e Vanna Vinci le mostre principali della quin-
sguardo oggettivo. Le difficoltà sono ve- è tondo, pulito e nudo in un contesto ta edizione di Bilbolbul, il festival internazionale di fumetto d’autore curato
nute dal fatto che nei posti che una volta realistico, quello della città del cemen- dall’associazione culturale Hamelin. Dal 2 al 6 marzo a Bologna si alternerà
erano adibiti a campi profughi ora non to, dello sporco e del grigio. Allo stesso una fitta programmazione di mostre, incontri, proiezioni e laboratori. Oltre
c’è nulla, e dal fatto che abbiamo trova- modo la storia è incastrata tra un prolo- alle due mostre principali (esposte al Museo Archeologico dal 4 marzo al 10
to solo due testimoni diretti che erano go e un epilogo che sono veramente da aprile), infatti, sono in programma incontri e mostre di molte altre firme del
bambini quando hanno vissuto tutto. favola: due elementi che mi servivano fumetto d’autore italiano e internazionale come Otto Gabos, Grazia Nidasio,
Il tuo romanzo d’esordio, “Yeti” per far esaltare la città e lo straniamento Mumin, Pietro Scarnera, Caterina Sansone e Alessandro Tota, Gipi, Edmond
(Coconino Press), ha avuto molto del personaggio nell’ambiente cittadino. Baudoin, del collettivo Teiera e di altri autori. Info su www.bilbolbul.net.
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on tHE road etiche, che riflettessero il


appUntaMentI DeL MeSe
e alla riappropriazione di
26 febbraio momento storico-sociale di
quegli anni. Nacque così
ogni forma di marginalità,
storica, ideologica, politica
Fino al 28
6 febbraio
ore 23
Vallanzaska uno spettacolo dal titolo e sociale. febbraio
“giro a Vuoto”. oggi ma- Almawinteraction
ore 19 e Matrioska Piazza verdi
rina Pitta omaggia Laura
Macchine Estragon
www.unibo.it
Betti riportando in scena
che sognano Via Stalingrado 83
ingresso gratuito
il suo “gioco”, e offre al
la musica
Arena del Sole
www.estragon.it
ingresso 7 €
pubblico le canzoni scritte, Fino mostre, dibattiti, laboratori,
Via Indipendenza 44 I Vallanzaska nascono nel
tra gli altri, da Pasolini,
Parise, Arbasino e Fortini
al 5 marzo incontri dedicati alla pro-
mozione di software libero,
www.arenadelsole.it
ingresso libero
1991 come cover band,
ma cominciano presto a
e musicate da autori del
Ice is beautiful
Biblioteca multimediale
17 febbraio sfide sportive, tornei di
calibro di Piero umiliani e Roberto Ruffili
ore 20.30 briscola e persino un ospe-
Performance dell’orchestra scrivere pezzi propri, fino
Fiorenzo Carpi. Vicolo bolognetti 2
Children of God dale dei pupazzi. Sono solo
diretta dall’artista Angelo a diventare una delle ska
Teatri di Vita alcune delle attività che le
Comino, in arte motor. Due band più famose d’Italia. I ingresso gratuito
robot percussionisti che matrioska, nati a milano nel Dal 9 al 13 In mostra le criografie,
Via Emilia Ponente 485
Biglietto 7€
associazioni studentesche
presenteranno nel corso di
suonano “dal vivo” su bido-
ni d’acciaio sotto la guida
1996, mescolano vari generi
musicali, senza dimenticare
febbraio pigmenti lavorati dal gelo
naturale, dell’artista Nanni
è il primo film a tematica Almawinteraction.
Volim te menetti, identità artistica
omosessuale girato nei Ca-
di un performer, rendendo i ritmi caldi e sincopati dei
Itc Teatro raibi e non può fare a meno
omaggio al poeta futurista primi dischi. del prof. Luciano Nanni, do-
Via Rimembranze 26 di colpire non solo per i
Filippo Tommaso marinetti. cente di estetica all’univer-
San Lazzaro di Savena suggestivi orizzonti balneari
sità di Bologna che attraver-
www.itcteatro.it delle Bahamas, ma soprat-
12 febbraio Biglietti da 8 a 10 €
so il suo alter ego produce
poesie ed opere visive.
tutto per la bellissima storia
Iron & Wine “Volim Te” nasce dalla raccontata e l’intensa ed
Locomotiv Club storia vera di Sara, italia- emozionante interpretazio-
Via Serlio 25(2 na, professoressa di ma- Fino al 31 ne degli attori.
www.locomotivclub.it Dall’8 al 13 tematica all’interno di un marzo
Biglietti 20 €
più tessera aics
febbraio istituto penitenziario ma-
schile, e Saša, montene-
Michelangelo
Consani,
Omaggio
unica data italiana per Iron grino, detenuto e allievo “La festa è finita”
a Laura Betti
& Wine, progetto dietro a di Sara. una storia d’amo- Galleria Sponda
Teatro delle moline
cui si cela Sam Bean, ge- re. una storia personale
niale e barbuto songwriter
Via delle moline 1/b
www.teatrodellemoline.it
a metà fra due culture,
Fabio Tiboni
Via del Porto 50/d - 52/a
Fino al 27
della South Carolina, arriva
in Italia accompagnato dalla
Biglietti da 8 a 15 €
l’Italia e il montenegro,
ma anche uno sguardo
www.fabiotiboni.it febbraio l’agenda “on the road” vie-
ne chiusa in redazione il 15
Agli inizi degli anni ‘60 Lau- ingresso gratuito Art First
band a tre anni di distanza sull’Italia di oggi, l’Italia un progetto di michelangelo www.artefiera.bolognafiere.it di ogni mese. Per segnalare
ra Betti inventò un gioco-
dall’uscita del bellissimo degli immigrati irregolari, Consani appositamente con- Torna in città Bologna Art eventi e inviare comunicati
progetto-teatrale-cabaretti-
The Shepherd’s Dog per della difficoltà d’integra- cepito per gli spazi che lo First. un’unica grande mostra scrivere all’indirizzo email:
stico: l’attrice chiedeva ad
presentare il nuovo album zione, della microdelin- ospitano. “La festa è finita” collettiva per creare un dialo- redazione@piazzagrande.it
amici scrittori e intellettua-
Kiss each other Clean in quenza, delle carceri, del- prosegue la ricerca artistica go tra arte contemporanea e o telefonare al numero 051
li di fornire testi di songs,
uscita all’inizio del 2011. la burocrazia. di Consani volta all’indagine location inusuali di Bologna. 342328.
ballate, poesie e prose-po-