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8.

. .. .. StNres,
IL MAGISTERO EUCARISTICO
Gli studi hturg1c1, anche quando si present•~a"~ _ -. .
d bb
ca, e ono d are spazio . alla ricerca
. no tcome d1s ~1P1·Ina teolog·-
storica. Que ~ -ti DELLA«LEX ORANDI"
statuto stesso d eg I.1 stu d"1 li turg1c1 . . dato che essi hs a necessuà denva . dalloI
d Il I. • • • Abb" anno per O .
e a 1turg1a cnst1ana. 1amo aggiunto che il rito , ggetto 1I rito
nella sua tradizione storica, dato che il rito si evolve pul essere attinto solo -- -·- -~ - ·per una soluzione
mente abbiamo dato la documentazione di un rit;e htem_P?- Successiva- della controversia sull'epiclesi::-
tempo: il caso dell'epiclesi. La teologia che può esserce el sbi e evoluto nel
dal va Iore consacratono • d eli' ep1c . Ies1. non è la stessa che e a oratad a panire ·
trinitario della formula, oppure dalla proclamazione dei pnane_ d~ I ~a_rattere Cesare Giraudo, sj
·mvocaz1one· d"I bene d"1z1one
· su Il e persone, secondo Nm 6 27· orniC 1vin1
, com e
il · li I 1· · · 1·
no m10 nome sug srae ltl e 10 1 ened1rò». Altra cosa anco ,porran
b · ' · « osi ·1 -
· daIl''mvocaz1one · deI nome d"1vmo · su li e persone, alla preghier
ra e 1 pas- Tutti sanno che la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse restano unite
saggio h' quando professano la loro fede nella realtà della presenza eucaristica, ma
D10. santi."f"1c.h"1 Ie, co_se, ~ome l'.ac_qu~ b attes1m_a . Ie, oppure il pane ea pere
il vinoe sono purtroppo divise quan~o disq:1isiscono su\ momento in cui la presen-
dell'eucaristia. L ep1cles1 eucansuca e tale per il suo rapporto con l'anafor za si produce. Mentre la tesi cattolica - una tesi purtroppo esasperata dal-
ossia perché conferisce all'anafora carattere trinitario. Sta in questo il valo~ l'apologetica del proprio sistema - rivendica in maniera assoluta ed esclusi-
santificatorio che, dunque, va attribuito all'anafora nel suo complesso piut- va l'efficacia consacratoria alle parole istituzionali, la tesi ortodossa - stori-
tosto che a un suo punto particolare.
camente non meno esasperata dalla contrapposizione polemica - ha finito
Se si vuole costruire una teologia liturgica dell'epiclesi, è necessario che c,on_l'att_ribuirla in man~era altret~anto assoluta ed esclusiva alle parole del-
si tenga presente tutto l'a~co storie? de,llo svil_uppo di questo t:st~ li~rg(co: I ep1cl~s1. I~postata cosi, la que~uone pro o contro l'uno o l'altro elemento
per una riflessione teolog1ca no~ s1 puo sceglie ~n aspetto dell_ep1cles1 _pmt-
anaforico diventa un problema msolubile.
tosto che un altro, u~'epoca J?IUttosto che un altra., Una Liturg1e-:v1ssen- ~a C~iesa del I_I! millennio non può rassegnarsi ad avallare una contro-
!
schaft che operi sele~10i:iando il fenomen?, <;>ppur_e ~spetto sotto 1I quale vemaAbbcosi dpoco ed1f1cante
d •, a proposito
. . del sacramento che «edif"1ca» Ia Ch"1e-
considerarlo, non puo giungere a conclus10ru cred1b1h. sa. an onan o per_c10 le_ d1atnbe legate alla considerazione di . , h
p~r gran parte del Il millenmo ha diviso le Chiese dobb" CIO e
E.M. d1 tornare alla comprensione che al tempo de1. p ad,n. Ie umva.
i~mo preoccuparci
Seminario lnterdiocesano
Viale Timav o, 93
I - 42100 Reggio Emilia
emazza@mi.unicatt.it 1. LUCI E OMBRE SULL'EPICLESI EUCARISTICA

Quando leggiamo il trattato sull'eucaristia di Am~rogio (t 397_), siamo


presi da viva ammirazione per l'equilibrio col quale 11 vescovo m1~t~gogo
illustra la complessa e delicata materia. Egli infatti non ha timore d1 1mpo-
star_e il suo insegnamento proprio sulla base del rapporto tra le parole isti-
tuz1o~al_ie l'epiclesi. Alla domanda «Vuoi sapere in qual modo con le parole
celestt s1 consacra?», risponde dicendo: «Prendi in considerazione quelle

.1 ''
1
Dopo essere stato anticipato nella rivista «Rassegna di Teologia» 41 (2000) 5-24,
presente contributo è apparso di recente nel libro « In unum corpus». Trattato
~~taggico, .sull'eucaristia (= L'Abside 27), San Paolo, Cinisello B. 2001, pp. 541-
. · ata I importanza della pro~osta ivi formulata è sembrato oeportuno inserirla
to numero
10
la gqueS · · s·1nngraz1ano
. monogra f'1co su l' eucaristia. · ' · Ie Ed'1z10m· San Pao Io per
enti.1e concessione [ndr].

438 Enrico Mazza


IDI LXXxvÌ11 I2oo 11
Rivista Liturgica 439-458
che sono le parole! Dice il sacerdote: ... ». A que t .
·
nmemora a1· suoi· neo f'Itl· 1a porzione
· s O punto 11 rnistagog
centrale del cano · . h. "messa" (missa) per il fatto che si chiede che il "messo" (missus)
0 « · ·f·1cante, seco ndo quanto d'ice ·1
S, c iamaga a consacrare il corpo v1v1 , sacerdo-
che tra l'epiclesi sulle oblate e l'epiclesi sui comunica nte ~om~no, ~uella cioè
. . . le e 1a successiva
istztuzwna . .
anamnesi'. In tal modo n1 l msensce
. . 11 racconto
cele~te vpotens Deus, iube haec perferri per manus sancti angeli tui in mb/ime
ce: mm m etc Ne consegue che, se l'angelo non sarà venuto, questa gi urid i-
paro Ie d eI S1.gnore pronunciate . dal sacerdote pur essasciad mtend
., ~re che le altare tuu·n nessun
· modo puo- essere ch·,amata " messa " . O ra, ne I caso che un
ff . . , en o g1a pie . camente 1 eretico abbia osato cele brare abus1·vamcnte questo mistero, ·
stesse quanto a e 1cac1a consacratoria ', rifulgono in pienezza ali n~ 1n se man da
comprese nel quadro della supplica congiunta per la t f orche sono dote]un angelo dal cielo per co nsacrare Ia sua obi az .ione.>... Da c1.0- conse-
[fsacerO'o
oblate e per la trasformazione dei comunicanti. ras ormazione delle c::ech; un eretico, tagliato foori _dalla [Chiesa] cattolica, non può prndurrc
Con l'avvento della metodologia delle «idee chiare ed' · I' g t sacramento, poiché I santi angeli, che ass isto no alla celebraz1one d1
. patristico
c10 . . aI nustero . d eIl' eucaristia
. . subisce un profo IStinte»
d app roc- que\: mistero, non sono presenti nel momento in cui l'eretico o il simoniaco
Pietro Lombardo (t 1160), ad esempio, nel riprendere la
. .
b rog10 ·1 d . . d
d O
mdutadn:iento.
oman a I Arn
ques .
osa profanare questo mistero» .
,
circa I mo o con cui s1 pro uce il sacramento risp d - Ii meno che si possa dire è che qui, dal pun to di vista dell a teo logia
lettura riduttiva del passo ambrosiano: ' on e con una cattolica, il Lombardo rasenta la spregiu1ic_atez_za, p_oic~é non _h a timo re di
•Perciò Ambrogio [dice]: "È con la parola di Cristo che si fa que t bordinare l'efficacia stessa delle parole 1st1tu z10 nah ali epzclesz co nsacrato-
. he, Ia paro Ia d'I C nsto
to, po1c . tras forma Ia creatura; e così dal panes o· sacramen-
f ·1 :~ da lui riconosciuta nel Supplices te rogamus del canone romano 5. Men-
d1·c' ., . I ,. l' SI a1 corpo
nsto, _e I vino messo ne ca tee con acqua diventa sangue per mezzo della tre' ravvisiamo in questo riferim ento alla lex orandi un tasse llo ermen eutico
consacraz,on_c della parola celeste. La consacrazione, con quali parole avviene? che ci consente di cogliere una certa continuità tra la metodologia dei Padri
Presta attenzione a qu e(le che sono_ le parole_: Acapite et edite ex eo omnes: hoc e ]a metodologia dei medievali, avvertiamo che si tratta pur sempre di un a
est corpus meum; e cosi pure: Acapzte et bibzte ex hoc omnes: hic est sang · continuità al lumicino.
meus. Attraverso tutte le altre cose che si dicono, si rivolge a Dio la lode u:'. Possiamo anzi dire che nel Lombardo - come del resto nei pre-scola-
premette la supplica per il popolo, per i re" »'. ' 1 stici - convivono due tesi eucaristiche. Vi è anzitutto la tesi principale, che
Evidentemente, in questo utilizzo del testo ambrosiano non è più pos- convoglia sempre più l'attenzione sull'efficacia asso luta delle form ule isti-
sibile riconoscere l'ampiezza e la ricch ezza della metodologia di Ambrogio. tuzionali, peraltro ridotte alle parole necessarie e suffici enti perché la co nsa-
Prese singolarmente, le parole citate sono ancora di Ambrogio. Ma il Lom- crazione avvenga. Tuttavia accanto a questa sussis te, a modo di tesi seco n-
bardo, da incauto esegeta del testo che pure presume di citare, le ricompone daria, una costante attenzione alla domanda epicletica, spesso intesa in chi a-
liberamente, passand ole al vaglio impietoso della propria concettualizzazio- ve pneu~atolo~ica•. Il guaio_ fu che codesta tesi seco ndaria morì per così
ne, scegliendo e trasponendo liberamente quelle che si accomodano al siste- dire con 1 padn della scolasuca, né passò mai nella manu alistica che dalia
ma ed espungendo di conseguen za le altre. Pietro Lombardo, al pari dei grande scolastica trae origine. Infatti, con la sistematica che si prodigava a
suoi futuri epigon i, è lungi dall'immaginare che si possa presentare «ex
professo» il mistero eucaristico a partire da quella preghiera con la quale • PIETRO LOMBARDO, Sententiae 4,13,1, in Spicilegium, cit., pp. 3 12-3 13 (= PL
da sempre la C hiesa fa l'eucaristia. 192, 868). Per l'esegesi medievale del Supplices cf. Giraudo, • In unum corpus, , cit., p.
Stiamo riassumendo a grandi linee e riconducendo idealmente al padre 433. Ricordiamo che qualche autore ha visto nel!' Angelo del canone romano un a
distinta Persona divina. Mentre LA. HoPPE (Die Epiklesis der griechischen ,md orien-
della scolastica quel complesso percorso teologico che ha finito col pr?iet- talischen Liturgien_ und der r:omische Coi:zsec:7ationskanon, _S~haffhau se_n 1864, pp. 167 -
tarc un pesante cono d'ombra sull a dimensione epicletica dell'eucansua. 191) scorge nella figura dcli Angelo un nfcnmcnto allo Spmto Santo, 11wece M. DE LA
Tuttavia, per essere esatti, dobbiamo riconoscere ancora una certa qual per- TAtLLE, al seguito di autori medievali, la riferisce a Cnsto (cf. Mysteri11m [idei. De
cezione dell'epiclesi nell'argomentazione che Lombardo adduce contro la augustissimo Corporis et Sanguinis Christi sacrificio atque sacramento, Parisiis 1931 ' ,
val idità della messa celebrata da un sacerd ote scomunicato o eretico. Così pp. 271:283 ; lo., Esquisse du Mystère de la fai, Paris 1924, pp. 79- 11 0 [• Lettre à un
egli sc riv e: tliéolog,en sur l'Ange du sacrificc et le sacrifice célcste»]). Neppure è mancato, nel Xli
seco_lo, chi ha voluto vedervi l'A ngelo custode del celebrante (cf. B. BonE, L 'Ange du
sacri[,ce et l'épiclèse de la messe romaine au Moyen Age, in «Recherch es dc Théolog,e
1
Cf. AMB RO GIO, De sacramentis 4,2 1-27. Anc,ennc et Médiévale» 1 [1929] 305).
' Sull'efficacia assoluta delle parole istitu zionali AMBROGIO si è ~mp iamenre _sof- ' Si noti: nella concezione del Lombardo, nonché d'un buon numero di teologi
fermato in De sacramentis 4, 14-20 e continua a soffermarsi nelle posttlle alla pomone medievali e moderni, si avrebbe un'epiclesi msseguente anche a Roma.
anaforica che in De sacramentis 4,2 1-28 è intento a riferire.
6
Per i testi di Radbeno e di Floro di Lione cf. C. G1RAUDO, Il mdore del volto di
' l'mrno LOM JJARDO, Sententiae in IV libris distinctae 4,8,4, in Spicilegium Bona- Dio. La riscoperta dello Spirito Santo a partire dalla preghiera eucaristica, in S. TAN-
venllmanum 5, Grottaferrata 198 1, p. 282 (= PL 192,856). ZARELLA (cd.), La personalità dello Spirito Santo. In dialogo con Bemard Sesboiié, San
Paolo, Cinisello B. 1998, pp. 166- 173.

440 Cesare Giraudo


mia 11 magistero eucaristico della «lex orandi » 441
11111191
soste nere la va lidità di _una consacrazion~ c?m~iuta da un sacerdote il qu I er mezzo delle quali manifestò il sacramento; e dopo aver proclamato
paro
uellee stesse
I P
parole si prostra, e prega e supp1·tea ferche' queue
''- d.wme
· paro le
si limitasse a pronun z iare le sole parole 1st1tuzwnali ' , l'eclissi della dirn a~
sione ep iclen.ca poteva d.irs1. tota Ie. en n
~ell'unigenito Figlio e Salvatore [nostro]_ armomzzmo anche con ,_dom pre-
sentai~ cosicché, avendo ricevuto ti santissimo e onmpotente suo,Spmto, nano
trasformati, il pane nel prezioso e santo suo corpo, e il v mo nel~ immacolato :
santo suo sangue. Dopo queste preghiere e_ q_ueste _p_arnl'." rutta I azione sacra e
elusa e compiuta, i dom sono consacrati, 1I sacnfic1 0 e completo, la grande e
ORIENTE E OCCIDENTE• ~~;ra vittima, immolata per il mondo, giace là sulla sacra mensa alla vista [di
2. L'UN CONTRO L'ALTRO ARMATi
tutti] • Il•
lntanto, sullo sco rci o d el XIIJ secolo, per una convergenza d . · Lo stile di questa riflessione ancora pacata, ma che già riv ela una ben
· h · · d 1· ·I . 1 circo- precisa visione_dell'eu~arist_ia: si fa aggressiv~ non appena il nostro teologo
sta nze ~tonc e, ~omm_c1a a e_111e~r~1 a c_ontrov~r_s 1a sull'epiclesi'. Da una
parte, I avvento 111 Oriente dei m1ss1onan cattolici fa scoprire ai Lat· · I entra in polem1ca con I Lat1111. Lasciamo a lui la parola:
presenza - a1. Ioro occ h.I mgom
. 1111 a
brante - de Il 'epiclesi susseguente. Dall'alt . A]cuni Latini se la prendono contro i nostri. Infatti essi dicono che, do po la
la tra1 u z io ~e delle ?~ere di san Tommaso (t
1274) fa conoscere ai Bizant;~i parola del Signo re Prendete,. mangiate ecc., non c'è più bisog~o di alcu na
la tesi_ d eg li scolast1c1, una tesi tendente a imporsi in maniera sempre più preghiera per consacrare I dom, dal momento che sono resi perfem dalla parola
esclusiva. del Signore• 11 •
Nicola Cabàsilas (t non prima del 1391) è il primo bizantino che inter- Cabàsilas prosegue elencando tutte le argomentazioni dei Latini e con-
v iene p er difendere la Chiesa ortodossa d all'accusa di eterodossia, rnossale futandole a una a una. Siccome p oi i Latini argomentavano contro i Bizan-
ap punto d ai Latini •. Nella sua opera sulla divina liturgia 1°, l'Autore presen- tini in casa di questi ultimi, cioè adducendo alcun e esp ressio ni di Giovanni
ta il qu adro t eo logico della preghiera eucaristica subordinando l'efficacia Crisostomo (t 407) 1', Cabàsilas, d o po aver m ostrato l'info nd atezza delle
d elle p arole istituzionali alla domanda epicletica: accuse mosse al «divino Giovanni »", s'industria a sua volta ad argomentare
•[li sacerdote], in prima persona, porta dinan zi a Dio l'az ione di grazie. Lo
glorifica, lo loda co n gli angeli e confessa le grazie dovu te a nmi i benefici che " Io., Expositio 27 (Sources C hrétiennes 4bis , pp. 174-1 75 [= PG 150, -125-
da lui ci sono pervenuti fin dall'origin ':. Infin e fa
memoria dell 'i neffabile _e 426bc)).
indicibile economia del Salvatore verso d1 110 1. Qumd1 consacra I prez1os1 dom, 11
lo., Expositio 29,1 (Sources C hrétiennes 4bis, pp. 178- 18 1 [= PG 150, 42 7-
e tutto il sacrificio è compiuto. Ma in che modo? [Il sacerdote] raccon:a quella 428c)).
cena che incute timo re, e come [il Signo re] prima del la passione aff,do_a, s~o, " Cosi viene riassunta l'obiezione dei Latini: «Che sia questa parola [del Signore]
discepo li santi proprio ciò [che in essa era stato istituito]; e c?me prese 1l _calice che consacra le oblate - dicono essi -, lo attesta il beato Crisostomo quando dichiara
e co me prese il pane e, dopo aver reso grazie, [11] consacro; e come disse le che, come la parola creatrice "Crescete e moltiplicatevi " [Gn 1,22; cf. Gn 8,17; 9,7] è
stata detta da Dio un a volta per tutte, ma continua sempre ad essere operante, così
anche questa parola 12ronunciata dal Salvatore una volta per tutte continua sempre ad
7
_Cosi si espri me SAN TOMMASO: • ... se un sacerdote pronun ziasse so lo le parole in essere operante. Perciò coloro che si fidano della propria preghiera più che della parola
quemone [= le parole Questo è il mio corpo e Questo è il calice del mio sangue] con del Signore, anzitutto accusano di debolezza questa parola, inoltre dimostrano di
l'intenz ione di produrre questo sacramento, reali zzerebbe davvero questo sacramento, fidarsi più di se stessi, e infine fanno dipendere il sacramento da una cosa incerta. cioè
poiché l'intenz,one farebbe intendere queste parole come proferite cx persona Christi? dalla preghiera umana, e di rimando presentano come piena di incertezza una reald
anche se ciò non venisse espresso dalle parole precedenti [intendi: I O dalle !'recedenti cosi &rande e alla quale si deve accordare la fed e più !erma» (CABÀSILAS, Exposirio
parole del racconto istituzionale; 2° dalle restanti parole del canone]. Tun av1a pecche- 29,l, 111 Sources Chrétiennes 4bis, pp. 180- 181 [= PG 150, 427d-430a]).
rebbe gravemente il sacerdote che producesse il sacramento in tal modo, m quanto non . " Dopo aver ricordato che l'efficacia della parola divina • Crescete e moltiplicate'.
rispetterebbe il rito deUa Chiesa» (Summa Theologiae 3,78, I ad 4). v1» _(Gn 1,22) l'revede, per la procreazione dei figli, la necessaria med1a_z1on_e dei
' Per una presentazione rapida della questione cf. M. GORDILLO, L 'epiclesi euca- g~n11on nell'umone coniugale, CABÀSILAS aooiunge: «Così pure, anche q ui. 1101 cre-
ristica. Controv ersie con l'Oriente bizantino-slavo, in A. Pro LANTI (cd.), Eucanstta, diamo che è proprio la parola del Signore q~~lla che compie il mistero [eucaristico],
Roma 1957, pp. 425-439. ma attraverso la mediazio ne del sacerdote, attraverso la sua preghiera e la sua supplica •
' ln ciò N. Cabàsi las era stato preceduto, circa un secolo prima'. daH'armeno (Exp_omw 29,4, in Sources C hrétienncs 4bis, pp. 182- 1S3 [= PG 150, -1 29--1306]). In
VAR l AN O J L GRANDE (t 1271 ), con uno scritto intitolato Libro di avvm_agb An~em.
nfenmemo a questo testo, R.F. TAIT conclude: «Dunque, per Cabàsilas, co me pe_r
Lo ,i p uo considerare come il primo polemista ami-latino circa la quesuo ne dell ep,- Giovanm Cnsostomo e G iovanni Damasceno, né l'epiclesi sta da sola né sta da solo d
cleJ1. racconto d'istitu zione: oggi potremmo dire che nel quadro anaforico i due elementi
sono interdipendenti. Se si presci nde dal co ntesto polemico di alcu_ne esp ress10111
N CA IIÀ5ILA5, Expositio div inae liturgiae (Sources Chrétiennes 4bis [= PG 15 0, st rappate a Cabàsilas dagli attacchi latini contro l'epiclesi consacratona b1 zantma. s1
367 492 jJ.

442 Cesare Giraudo 111111 11 magistero eucaristico della «lex orandi» 443