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VERSO IL BOOM ECONOMICO

Consumo di carne bovina annuo:


1945: 4-5 kg pro capite
1955: 9 kg (come nel poverissimo e autarchico anteguerra)
1960: 13 kg
1966: 20 kg
1971: 25 kg

Occupati nelle campagne:


8 milioni nel 1954 / 5 milioni nel 1964

Tra il 1959 e il 1963:


fabbricazione veicoli: da 148.000 a 760.000 unità
frigoriferi: da 370.000 a 1.500.000 unità
lavatrici: da 72.000 a 262.000 unità
televisori: da 88.000 (nel 1954) a 634.000 unità
macchine da scrivere: incremento del 400%
macchine contabili: 1000%
fabbricazione materie plastiche: 15.000%

Moto: 1 milione nel 1955 / 4 milioni nel 1960 / 4.300.000 nel 1963
Auto: 1 milione nel 1956 / 2 milioni nel 1960 / 5 milioni e mezzo nel
1965
VERSO IL BOOM ECONOMICO
Cause/condizioni:
dopo il 1952 ruolo delle nuove fonti di energia (petrolio e gas)
dopo il 1956 l’Italia diventa paese esportatore di prodotti siderurgici
1957: l’Italia entra nel Mercato Comune Europeo

•  Basso costo e larga disponibilità della manodopera


•  Rinnovamento dei metodi e di una parte degli impianti (anche per influenza e
aiuto USA-Piano Marshall, soldi e know-how)
•  Basso costo della manodopera, della ricerca scientifica e sperimentale
•  Nuove fonti di energia
•  Solidità sistema bancario, ampio mercato nazionale
•  Prestiti a tasso agevolato da parte dello Stato

“… mentre si assiste ad uno sviluppo notevole di alcuni consumi caratteristici di


livelli più elevati di reddito (alloggi di lusso, automobili, elettrodomestici) altri
consumi più essenziali restano ancora notevolmente inferiori non solo al livello pro-
capite che si riscontra in paesi ad alto livello di sviluppo, ma anche al minimo
richiesto per consentire un tenore di vita civile”
Fuà – Sylos Labini, Idee per la programmazione economica, 1963

SQUILIBRI NELLA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI


ANNI CINQUANTA
L’INDUSTRIA CRESCE (anche grazie a manodopera a basso costo e know
how importato dall’estero)

EMIGRAZIONE DAL SUD AL NORD ITALIA

CONSOLIDAMENTO DEL POTERE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, che


si traduce in economia apertamente capitalista su modello americano,
fondata anche su rapido consumo di beni

Aumento del reddito medio = aumento potere acquisto, aumento


consumi, miglioramento tenore di vita
Trasporti
Principali produzioni delle industrie meccaniche
SCELTA POLITICA
DI PRIVILEGIARE
IL TRASPORTO
PRIVATO SU
QUELLO
PUBBLICO

VIDEO Autostrada del Sole, 1956-1964


Garelli Mosquito, 1946
Corradino D’Ascanio (ing. elicotterista), Vespa 98, 1946. Motore bicilindrico a due tempi da 98
cc
Corradino D’Ascanio in volo sull’elicottero D’AT3 nel 1931

Dal 1932 D’Ascanio


comincia attività di
consulenza per la
sezione aeronautica
della Piaggio
La Piaggio nasce come casa aeronautica. Nel dopoguerra si trova ad
avere moltissimi motori ausiliari impiegati per mantenere sulle piste in
stato di allerta i velivoli militari
Problema della riconversione postbellica; idea del motoscooter (da
esempi bellici)

Excelsior Welbike, 1942-45


Piaggio “Paperino”, 1944
Scooter pratico da guidare (leggero, anche per donne, cambio sul manubrio, ruota di scorta, ecc.)
Non sporca (motore e ruote coperte), consuma poco
Scocca autoportante in acciaio piegato, ripresa dalla tecnologia aeronautica: motore nascosto,
guida più silenziosa
Primo anno: esauriti 2.000 esemplari; II anno: 10.000. Allinizio la capacità produttiva è inferiore alla
domanda.
Intelligente politica commerciale: Piaggio si affida ai concessionari Lancia (marchio di prestigio)

https://www.youtube.com/watch?v=ZeqA_Si5kuI
http://www.raistoria.rai.it/articoli/la-vespa/14099/default.aspx

Corradino
D’Ascanio, Vespa
125, 1948-50
Renato Guttuso, Gita in Vespa, 1957
William Wyler, Roman Holiday, 1953

VIDEO
Franco Mosca, Cartoline pubblicitarie della Vespa, 1954
Pubblicità 1950
Gilberto Filippetti, Pubblicità 1969
Fernando Innocenti dal 1922 fabbrica tubi d’acciaio, a Roma poi Milano, dove crea una grande
fabbrica di tubazioni d’acciaio senza giunti. Riconversione post-bellica: ispirato dai motoscooter
americani militari crea la Lambretta
STRUTTURA TUBOLARE SU CUI VIENE ASSEMBLATA LA CARROZZERIA,. Prima senza carena
(struttura a vista), poi con carena

Pier Luigi Torre (meccanica) e Cesare Pallavicino (già direttore tecnico Breda e Caproni) (telaio e
design), Lambretta, mod. B, produzione Innocenti, 1947. Motore a due tempi come Vespa
Bicicletta pieghevole e riducibile in dimensioni
di ingombro minime in particolare per il suo
trasporto a bordo di autovetture, Guido
Carnielli, Milano, 22 dicembre 1964
Ciclomotore con motore e trasmissioni inclusi nel telaio, Piaggio & C. S.p.A, Genova, 1967
FIAT Campagnola, 1950
Ing. Ermenegildo Preti, Iso Automobili Isetta, 1953 (due posti e tre ruote)

Triciclo carrozzato
con telaio invertito
rispetto al senso di
marcia
“Fallimento
commerciale nel
mercato interno,
per la sua struttura
di incrocio razziale
fra auto e moto,
donde l’estetica
sgradita all’utente
italiano”
Dante Giacosa, Fiat 600 del 1955

Sviluppata insieme alla 600


«Superutilitaria», due posti, pensata anche
per operai L. 490.000 = circa 13 stipendi di un
operaio)
Accoglienza fredda all’inizio (costo vicino
alla 600, due posti, molto spartana)

Presentata nel 1955


Vettura popolare, 590.000 lire (prezzo
contenuto), basso consumo
Grande successo di vendite
Carrozzeria a struttura portante, tramite
stampaggio

Dante Giacosa (da idea di H.P. Bauhof), Fiat 500 del 1957 (Compasso d’Oro 1959)
Cruscotto Fiat 600 D (anni Sessanta)

Fiat 500 L, 1968

Volante con «anello clacson» di una FIAT 500 D del 1964


Nel secondo dopoguerra i carrozzieri italiani non posso continuare a produrre solamente
fuoriserie di alta classe, dunque cominciano a collaborare con la grande industria per la
progettazione di vetture di serie
Battista «Pinin» Farina, affermato carrozziere dagli anni Trenta, progetta per la Fiat la
berlinetta 1100 ES e per la Lancia l’Aurelia B20.
“la linea delle automobili italiane è riconoscibile come una sintesi di
minimalismo e di aerodinamica” De Fusco

LUSSO

Berlinetta Cisitalia 202, 1947-52 (produzione)


Franco Scaglione, Giulietta Sprint, Alfa Romeo, 1954
CENTRO STILE FIAT
Nasce nel 1959 sul modello della Styling Sec>on
della General Motors.
Qui si formano car designers come Lucio Fabio rapi,
Pio Manzu’, GiorgeJo Giugiaro
«I compi> affidato al Centro S>le vanno dal
perfezionamento di un modello già in produzione
(ritocchi e miglioramen> degli accessori della
carrozzeria, re-styling di modelli deriva>) allo studio
e realizzazione di nuovi modelli la cui definizione
meccanica e costruTva è determinata dalle
par>colari richieste della direzione generale. Gli
elemen> essenziali, fissa> dalla direzione generale
dopo aver consultato la direzione commerciale e
produTva e aver ricevuto l’approvazione della
presidenza della Società, sono generalmente: il
passo, la carreggiata, la guida, l’abitabilità, la
cilindrata del motore e il peso come indice di costo.
Su ques> da> inizia il lavoro di s>lis> e disegnatori.»
G. Bosoni, Il Centro S+le Fiat, in V. GregoT, Il
disegno del prodo3o industriale. Italia 1860-1980,
Electa, Milano 1982, p. 334.
Dino Risi, Il sorpasso, 1962
http://www.youtube.com/watch?v=RTAa0qBDdKM#t=318

Giovanni Michelotti (1921-1980)


Catalogo Breda
1939
Elettrotreno Etr200, n. 232, 1936
1945: il 60% della rete
ferroviaria è
danneggiata ETR 300, 1952-59
Giulio Minoletti, interno dell’ETR 300, 1952-59

Renzo Zavanella, interno dell’automotrice Belvedere, 1948


ETR 300 Breda
Ignazio Gardella, Interni per aerei Alitalia, 1958-60